Come nasce la Costituzione

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MARTEDÌ 25 GIUGNO 1946

ASSEMBLEA COSTITUENTE

I.

SEDUTA DI MARTEDÌ 25 GIUGNO 1946

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE PROVVISORIO ORLANDO

INDICE

Costituzione dell’Ufficio provvisorio di Presidenza:

Presidente                                                                                                        

Saluto all’Assemblea Costituente:

Presidente                                                                                                        

De Gasperi, Presidente del Consiglio dei Ministri                                             

Elezione del Presidente:

Presidente                                                                                                        

Andreotti, Segretario                                                                                       

Votazione per la nomina di quattro Vicepresidenti, di otto Segretari e di tre Questori:

Presidente                                                                                                        

Andreotti, Segretario                                                                                       

Risultato della votazione per l’elezione di quattro Vicepresidenti, di otto Segretari e di tre Questori:

Presidente                                                                                                        

La seduta comincia alle 16.

(Quando il Presidente sale al suo seggio, l’Assemblea applaude a lungo calorosamente

Si grida: Viva la Repubblica! Viva l’Italia!

Ripetute e prolungate acclamazioni).

Costituzione dell’ufficio provvisorio di Presidenza.

PRESIDENTE. Invito gli onorevoli Giulio Andreotti, Bianca Bianchi, Vincenzo Cicerone, Giancarlo Matteotti, Teresa Mattei, Fiorentino Sullo, che risultano fra i più giovani Deputati, a prender posto al banco della Presidenza per esercitare le funzioni di Segretari dell’ufficio provvisorio di Presidenza.

Saluto all’Assemblea Costituente.

PRESIDENTE. (Si leva in piedi – Vivissimi applausi). Onorevoli colleghi! Una regola costantemente osservata di diritto parlamentare vuole che un’Assemblea che proviene da un’elezione non possa iniziare alcuna sua funzione se non dopo essersi costituita. Eppure, anche rifuggendo da ogni enfasi, questa adunanza ha una solennità storica che supera quella regola e consente, se non anche richiede, che chi ha il compito di procedere alla semplice formalità rituale, esprima un suo saluto inaugurale. Poiché, intanto, il vecchio, anzi il più vecchio cui il compito fu riservato, può, questa volta, per il tempo stesso degli anni della sua troppo lunga vita, oltre che per gli eventi di essa, rappresentare tutto il passato di una storia che si è chiusa, nel saluto che egli vi rivolge si comprende, nel tempo stesso, un congedo commosso e un augurio fervente. È l’augurio di quel passato verso di voi, cui è affidato l’avvenire della Patria nostra in quest’ora tragica di essa, di quest’Italia che, pur fra errori e colpe che abbiamo potuto commettere, noi abbiamo amato d’immenso amore e servito con devozione assoluta. (Vivi applausi).

Ed è, questo saluto, rivolto ad un’Assemblea nella quale il popolo italiano, per la prima volta nella sua storia, si può dire rappresentato nella sua totalità perfetta, senza distinzione né di sesso, né di classi, né di regioni o di genti, se anche, sotto quest’ultimo aspetto, si rinnovelli nel ricordo il dolore disperato di quest’ora, nella tragedia delle genti nostre di Trieste, di Gorizia, di Pola, di Fiume, di Zara, di tutta la Venezia Giulia, (L’Assemblea si leva in piedi – Vivissimi prolungati applausi – Grida di Viva Trieste italiana! e di Viva Trieste repubblicana!), le quali però, se non han votato, sono tuttavia presenti, poiché nessuna forza materiale e nessun mercimonio immorale potrà impedire che siano sempre presenti dove è presente l’Italia. (Vivissimi prolungali applausi). In quest’Assemblea, dunque, il popolo italiano è sovrano, ma, anche, il solo sovrano, l’arbitro assoluto della decisione del proprio destino. Sarebbe vana la ricerca se meglio convenga per il progresso politico e civile di un popolo il processo di evoluzione o di rivoluzione. Questa indagine suppone una facoltà di scelta che, purtroppo spesso, la storia non consente ai popoli. Nel caso infatti dell’Italia, quell’ordinamento che dal 1848 aveva retto lo Stato per tre quarti di secolo, e che aveva dimostrato una flessibilità ed una capacità di progresso veramente prodigiose, era stato metodicamente distrutto con un procedimento in cui la frode si sommava con la violenza, di guisa che nell’anno che seguì il colpo di Stato del 1925 si può dire che nessuna, dico nessuna delle istituzioni dello Stato libero era più rimasta vigente. Compito formidabile, dissi, di ricostruzione ab imis cui codesta Assemblea dovrà accingersi, in un momento in cui nella eterna battaglia fra la libertà e la tirannide sembra che i popoli cerchino un ubi consistam fra il tramonto del Governo parlamentare e il delinearsi di un ordine nuovo in cui i partiti da semplici forze politiche verrebbero assumendo figura e caratteri di natura giuridica costituzionale, come organizzazioni delle masse sociali rappresentative del lavoro, considerando quest’ultimo come il fattore ormai assolutamente prevalente nella produzione e nella distribuzione della ricchezza. (Approvazioni). Che questa sia la tendenza, si può affermare; ma i modelli mancano e il travaglio continua.

Questo è il compito a voi affidato, e che dovrete adempiere con piena libertà di scelta e di decisione, la quale però ha un limite che fu fissato direttamente dalla stessa volontà popolare, con un atto che può qualificarsi di democrazia diretta. E questo limite consiste in ciò: la forma di governo, per quanto riguarda la qualità del Capo dello Stato, è la Repubblica. L’istituto che vi corrisponde è dunque diventato il simbolo dell’unità dello Stato; è attraverso di esso che la Nazione d’Italia si personifica come organica unità indissolubile. Vi corrisponde una radicale trasformazione del dovere civico essenziale, che è di onorare questo simbolo, di servirlo con assoluta fedeltà e lealtà, come rappresentativo della Patria stessa, al di sopra e malgrado qualsiasi altra opinione o sentimento o ideale che si sia professato o che possa ancora essere professato. (Vivi applausi).

Questo dovere non nasce soltanto da disciplina verso una legalità formale, verso quello che si suole chiamare l’ordine costituito.

Poiché esso si confonde coi doveri verso la Patria, importa quella devozione appassionata che arriva sino al sacrificio della vita, ogni qual volta contro quel simbolo si addensi un pericolo o sovrasti una minaccia.

Bisogna con storica lealtà dichiarare che l’esempio di questa virtù di sacrificio, che supera le pregiudiziali ideologiche, è stato dato quando un’inversa situazione dell’ordine costituito pose i repubblicani di fronte all’adempimento di quel dovere: servire la Patria, anche se ordinata in una forma di governo contrastante coi propri ideali. Io personalmente ho un debito a. questo riguardo, se penso quale fervida collaborazione abbiano prestato, durante l’altra guerra e specialmente dopo Caporetto, uomini politici che si chiamavano Eugenio Chiesa, Ubaldo Comandini, Leonida Bissolati, e sotto un altro aspetto, cioè come solidarietà piena nelle speranze e nell’angoscia patriottica, Filippo Turati ed i suoi compagni del partito socialista. (Vivissimi applausi). Ma in quest’aula parlamentare gioverà ancor meglio un ricordo dell’ordine puramente parlamentare. Aurelio Saffi, il più puro fratello spirituale di Giuseppe Mazzini, eletto alla Camera dei Deputati per le legislature VIII e IX, vi prese parte e prestò giuramento; eletto in due legislature successive, egli invece rifiutò di giurare e non assunse l’ufficio. L’apparente contraddizione egli giustificò con due lettere nobilissime, per ciò che, egli diceva, «sono oggi cessate le cause per le quali in altri tempi era debito di ogni Italiano di subordinare le proprie opinioni politiche alla suprema questione dell’esistenza nazionale».

Orbene, è oggi dovere di onore di seguir quest’esempio, oggi che la situazione rispettiva delle due fedi si è rovesciata. E questi ricordi di abnegazione patriottica al di sopra dei partiti hanno una gravità solenne, in quest’ora, mentre – per usare l’espressione di Saffi – una minaccia contro l’esistenza stessa della Patria appare con una terribilità che supera quella delle ore più fosche della nostra storia, di questi ultimi anni intendo, se si concretassero e diventassero definitive le notizie che ci pervengono circa i patti e le condizioni di una pace che sarebbe orribile. Essa ci umilia con l’offesa sanguinosa ai marinai, ai soldati, agli aviatori, ai partigiani che han combattuto e son morti a diecine di migliaia, trasformandoli in mercenari poiché si sarebbero battuti per uno straniero che ci considerava e continua a considerarci come nemici. (Vivissimi applausi). Essa ci mutila, separandoci da genti che sono carne della nostra carne e sangue del nostro sangue; ci toglie l’indipendenza mettendoci a discrezione di chiunque voglia aggredirci, disarmati entro i confini indifesi: essa ci spoglia con le riparazioni, mentre siamo nella più catastrofica indigenza; essa ci sottrae le colonie, il cui valore è tutto costituito dal nostro lavoro. Se ciò avvenisse, un’ombra resterebbe gettata nei secoli sull’onore di chi ci avrebbe chiamato a combattere per una causa, la quale ora ci si dice che non era la nostra. Qui non si tratta di fare ricerche da legulei sulla diversa portata delle formule usate; se, avuto riguardò alla qualità delle persone che parlavano o per il contenuto preciso delle parole usate, si sia trattato di impegni, o di affidamenti, o di promesse; che importano le parole, che importano le qualità ufficiali di chi le pronunziava, quando vi è il fatto, generatore del più sacro degli impegni: il fatto che ci fu chiesto e fu accettato un contributo di sangue? Non diventava per ciò solo comune la causa per cui si combatteva? Ed è possibile rinnegare quest’obbligo e imporci una pace non solo punitiva, ma crudelmente punitiva? Noi confidiamo ancora che questo scempiò della giustizia sia risparmiato, ma riaffermiamo che non intendiamo cadere nell’abisso di questa pace.

L’Italia non ha ancora finito di essere l’Italia; e come italiani noi abbiamo ancora qualche compito assegnato a noi nella storia del mondo. (Vivi applausi). Noi aspetteremo la nostra rivincita non in forma di una guerra, che ferventemente deprechiamo in nome della civiltà in pericolo; ma poiché ci si vuole distruggere, la nostra rivincita consisterà nella nostra risurrezione, nella quale abbiamo una fede fermissima. (Vivi applausi).

Frattanto, in questo pericolo mortale che ci minaccia dall’estero, un imperativo categorico si pone verso l’interno: l’unione, la pacificazione, la concordia. Un appello solenne ne segue, perché ogni italiano, a qualunque partito, a qualunque classe appartenga, ogni risentimento, ogni dissenso, ogni rancore, ogni interesse, ogni pensiero insomma, subordini alla maestà di questo comando: la concordia nazionale perché si salvi l’Italia, perché viva l’Italia. Vorrei ardentemente che queste fossero le ultime mie parole, affinché esse restassero impresse con l’autorità austera dell’al di là: Viva l’Italia! (L’Assemblea si leva in piedi – Vivissimi prolungali generali applausi).

 

DE GASPERI, Presidente del Consiglio dei Ministri. (Si leva in piedi – Vivissimi applausi). Il Governo saluta nell’Assemblea l’espressione della sovranità popolare.

Eletto il Capo provvisorio dello Stato, il Governo rimetterà nelle sue mani i poteri di cui era investito durante il periodo di transizione.

Si compie cosi legalmente e pacificamente il più grande rivolgimento della storia politica moderna d’Italia.

Con ardimento, con tenacia, con sforzo disciplinato abbiamo gettato un ponte sull’abisso fra due epoche, riuscendo a compir l’opera lunga e difficilissima senza perdita di uomini e di materiali.

Qual popolo può richiamarsi a simile esempio di verace democrazia?

Altrove furono il terrore, i massacri, la guerra civile.

Operano nella Repubblica italiana le tendenze universalistiche del Cristianesimo, quelle umanitarie di Giuseppe Mazzini, quelle di solidarietà del lavoro, propugnate dalle organizzazioni operaie.

Questa democrazia sarebbe chiamata ad un’utilissima funzione nella ricostruzione internazionale.

Come non sentire che colpirci in questo momento nella nostra vitalità nazionale, significa anche indebolire la missione internazionale che storia e natura ci hanno affidato?

Conosco ed apprezzo gli uomini che negoziano e deliberano, in nostra assenza, a Parigi; essi sanno, per averglielo io detto e ripetuto occhi negli occhi: la comunità nazionale italiana, colla migliore buona volontà non può, fisiologicamente, non può sopportare certe mutilazioni e certe perdite di sangue. (Vivi applausi).

Se proprio fosse vero che la mano è alzata per colpirci, fermatela; offuschereste, e rischiereste anzi di spegnere una luce nuova e antica, in un momento in cui il mondo già minaccia di declinare verso le tenebre del passato. (Vivissimi generali prolungali applausi).

Elezione del Presidente.

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la votazione per la nomina del Presidente.

ANDREOTTI, Segretario, fa la chiama.

(Segue la votazione).

PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione e procedo allo spoglio delle schede.

(Segue lo spoglio delle schede).

Comunico all’Assemblea il risultato della votazione:

Presenti e votanti     468

(Schede nulle)             2

Maggioranza           235

Hanno ottenuto voti: Saragat 401 (Vivissimi prolungati applausi), Venditti 26, Giordani 2, Mentasti 1, Zanardi 1, Mazzoni 1, Andreotti 1, Raimondi 1, De Gasperi 1.

Schede bianche 31.

Proclamo eletto Presidente dell’Assemblea Costituente l’onorevole Giuseppe Saragat. (Nuovi vivissimi applausi).

Hanno preso parte alla votazione:

Abozzi – Adonnino – Alberganti – Alberti – Aldisio – Allegato – Ambrosini – Amendola – Andreotti – Angelini – Angelucci – Arata – Arcaini – Arcangeli – Avanzini – Ayroldi – Azzi.

Bacciconi – Baldassari – Balduzzi – Baracco – Barbareschi – Bardini – Bargagna – Barontini Anelito – Barontini Ilio – Basile – Bassano – Basso – Battisti – Bazoli – Bellato – Bellavista – Belotti – Bencivenga – Benedetti – Bennani – Benvenuti – Bergamini – Bernamonti – Bernardi – Bernini Ferdinando – Bertini Giovanni – Bertola – Bertone – Biagioni – Bianchi Bianca – Bianchi Costantino – Bibolotti – Binni – Bitossi – Bocconi – Boldrini – Bolognesi – Bonfantini – Bonino – Bonomelli – Bonomi Ivanoe – Bonomi Paolo – Bordon – Borsellino – Bosco Lucarelli – Bosi – Bovetti – Braschi – Bruni – Brusasca – Bubbio – Bucci – Buffoni Francesco – Bulloni Pietro.

Cacciatore – Caccuri – Caiati – Calamandrei – Caldera – Calosso – Campilli – Camposarcuno – Candela – Canepa – Canevari – Cannizzo – Caporali – Cappa Paolo – Cappelletti – Cappi Giuseppe – Caprani – Capua – Carbonari – Carignani – Caristia – Carmagnola – Caroleo – Caronia – Carpano Magioli – Carratelli – Cartia – Caso – Cassiani – Castelli Edgardo – Castelli Avolio – Cavallari – Cavalli – Cerreti – Cevolotto – Chatrian – Chieffi – Chiostergi – Ciampitti – Cianca – Ciccolungo – Cicerone – Cifaldi – Cimenti – Cingolani Mario – Clerici – Codacci Pisanelli – Codignola – Colitto – Colombi Arturo – Colombo Emilio – Colonnetti – Conci Elisabetta – Condorelli –. Conti – Coppa Ezio – Coppi Alessandro – Corazzin – Corbino – Corsanego – Corsi – Corsini – Cosattini – Costa – Costantini – Cotellessa – Cremaschi – Crispo.

Damiani– D’Amico – D’Aragona – De Caro Gerardo – De Caro Raffaele – De Falco – De Gasperi – Del Curto – Della Seta – Delli Castelli Filomena – De Maria – De Martino – De Mercurio – De Michele Luigi – De Michelis Paolo – De Unterrichter Maria – Di Fausto – Di Giovanni – Di Gloria – Di Vittorio – Dominedò – D’Onofrio – Dossetti – Dugoni.

Einaudi – Ermini.

Fabbri – Fabriani – Facchinetti – Faccio – Falchi – Fanfani – Fantoni – Fantuzzi – Faralli – Farina Giovanni – Farini Carlo – Fedeli Aldo – Fedeli Armando – Federici Maria – Ferrarese – Ferrari Giacomo– Ferrario Celestino – Fietta – Filippini – Finocchiaro Aprile – Fiorentino – Fioritto – Firrao – Foa – Fogagnolo – Foresi – Fornara – Franceschini – Fresa – Froggio – Fuschini.

Gabrieli – Galati – Garlato – Gasparotto – Gavina – Germano – Geuna –Ghidetti – Ghidini – Ghislandi – Giacchero – Giacometti – Giannini – Giolitti – Giordani – Giua – Gonella– Gorreri – Gotelli Angela – Grandi – Grassi – Grazia Verenin – Greppi – Grieco – Grilli – Grisolia – Gronchi – Guariento – Guerrieri Emanuele – Guerrieri Filippo – Gui – Guidi Cingolani Angela – Gullo Fausto – Gullo Rocco

Imperiale – Iotti Nilde.

Jacini – Jacometti – Jervolino.

Labriola – Lagravinese Nicola – Lagravinese Pasquale – La Malfa – Lami Starnuti – Landi – La Pira – Lazzati – Leone Francesco – Leone Giovanni – Lettieri – Li Causi – Lizier – Lizzadri – Lombardi Carlo – Lombardi Riccardo – Lombardo Matteo Ivan – Longhena – Longo – Lopardi – Lozza – Lucifero – Luisetti – Lussu.

Macrelli – Maffioli – Magnani – Magrini – Malagugini – Maltagliati – Malvestiti – Mancini – Mannironi – Manzini – Marazza – Marchesi – Marconi – Mariani Enrico – Mariani Francesco – Marina Mario – Martinelli – Martino Enrico – Martino Gaetano – Marzarotto – Massola – Mastino Gesumino – Mastino Pietro – Mattarella – Mattei Teresa – Matteotti Giammatteo – Matteotti Giancarlo – Meda Luigi – Medi Enrico – Mentasti – Merighi – Merlin Angelina – Merlin Umberto – Micheli – Minella Angiola – Minio – Modigliani – Molè – Molinelli – Momigliano – Montagnana Mario – Montagnana Rita – Montagnani Pietro – Montemartini – Monterisi – Montini – Morandi – Morelli – Morini – Moro – Mortati – Moscatelli – Motolese – Murdaca – Murgia – Musolino – Musotto.

Nasi – Natoli La Mantea – Negarville – Negro – Nenni – Nicotra Fiorini Maria – Nitti – Nobile Umberto – Nobili Oro – Noce Teresa – Notarianni – Novella.

Orlando.

Pacciardi – Pajetta Giancarlo – Pajetta Giuliano – Pallastrelli – Paolucci – Parri – Pastore Giulio – Pastore Raffaele – Pat – Patricolo Di Majo – Patrissi – Pecorari – Pella – Pellizzari – Penna Ottavia – Pera – Perassi – Perlingieri – Perrone Capano – Pertini Alessandro – Pesenti – Petrilli – Piccione – Piemonte – Pieri – Pignatari – Pollastrini Elettra – Ponti – Ponticelli – Porzio – Pratolongo – Pressinotti – Preti – Preziosi – Priolo – Proia – Pucci.

Quarello – Quintieri Adolfo – Quintieri Quinto.

Raimondi – Recca – Rescigno – Restagno – Ricci Giuseppe – Riccio Stefano – Rivera – Rodinò Mario – Rodinò Ugo – Rognoni – Romano – Romita – Roselli – Rossi Giuseppe – Rossi Maria Maddalena – Roveda – Rubilli – Ruggeri Luigi – Ruggiero Carlo – Ruini – Rumor – Russo Perez.

Salerno – Salvatore – Sampietro – Santi – Sardiello – Sartor – Scalfaro – Scarpa – Scelba – Schiavetti – Schiratti – Scoca – Scoccimarro – Scotti Alessandro Filippo – Scotti Francesco – Secchia – Segala – Segni – Selvaggi – Sereni – Sforza – Siles – Silipo – Simonini – Spano – Spataro – Stampacchia – Stella – Storchi – Sullo Fiorentino.

Taddia – Tambroni Armaroli – Taviani – Tega-– Terracini – Terranova – Tessitori – Tipri – Titomanlio Vittoria – Togliatti – Togni – Tomba – Tonello – Tonetti – Tosato – Tosi – Tozzi Condivi – Tranquilli – Trimarchi – Tripepi – Trulli – Tupini – Turco.

Uberti.

Vagliani – Valenti – Vallone – Valmarana – Vanoni – Varvaro – Venditti – Vernocchi – Viale – Vicentini – Vigna – Vigorelli – Vilardi – Villani – Vischioni – Volpe.

Zaccagnini – Zanardi – Zannerini – Zerbi – Zotta – Zuccarini.

Votazione per la nomina di quattro Vicepresidenti, di otto Segretari e di tre Questori

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la votazione per la nomina di quattro Vicepresidenti, di otto Segretari e di tre Questori.

Ricordo agli onorevoli Deputati che essi debbono votare soltanto per due Vicepresidenti, per quattro Segretari e per due Questori.

Prima che si proceda alla votazione, sorteggio le Commissioni di scrutinio, che saranno composte di dodici deputati per ciascuna delle tre elezioni.

Le Commissioni di scrutinio risultano così composte:

per la nomina dei Vicepresidenti, gli onorevoli: Canepa, Capua, Cavalli, Imperiale, Cotellessa, Caroleo, Marzarotto, Riccio, Bardini, Bassano, Maffioli e Fuschini.

per la nomina dei Segretari, gli onorevoli: Dominedò, Germano, Ambrosini, Cannizzo, Preti, Bianchi Costantino, Pollastrini Elettra, Santi, Secchia, Sereni, Lizier e Colitto.

per la nomina dei Questori, gli onorevoli: Bernardi, Siles, Montagnana Rita, Angelucci, Facchinetti, Tripepi, Martino Enrico, Ruini, Schiratti, Caldera, Tessitore e Caronia.

ANDREOTTI, Segretario, fa la chiama.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione e invito gli onorevoli scrutatori a procedere al computo dei voti.

(La seduta, sospesa alle 18,15, è ripresa alle 19,30).

Risultato della votazione per l’elezione di quattro Vicepresidenti, di otto Segretari e di tre Questori.

PRESIDENTE. Comunico all’Assemblea il risultato della votazione per l’elezione dei Vicepresidenti, dei Segretari e dei Questori.

Per i Vicepresidenti:

Presenti e votanti     467

Hanno ottenuto voti gli onorevoli: Terracini 202, Micheli 189, Conti 189, Pecorari 180, Grassi 37, Venditti 24, Lucifero 22. Voti dispersi 17.

Schede bianche 4. Schede nulle 1.

Proclamo eletti Vicepresidenti gli onorevoli: Terracini, Micheli, Conti e Pecorari.

Per i Segretari:

Presenti e votanti     467

Hanno ottenuto voti gli onorevoli: Battisti 205, Macrelli 204, Molinelli 201, Mattei Teresa 199, Schiratti 178, Chieffi 178, Petrilli 173, Covelli 30, Capua 25, Preziosi 20, Cifaldi 19, Taviani 6. Voti dispersi 50.

Schede bianche 15. Schede nulle 1.

Proclamo eletti Segretari gli onorevoli: Battisti, Macrelli, Molinelli, Mattei Teresa, Schiratti, Chieffi, Petrilli e Covelli.

Per i Questori:

Presenti e votanti     467

Hanno ottenuto voti gli onorevoli: Priolo 202, Mattarella 184, Bibolotti 177, Bencivenga 36. Voti dispersi 51.

Schede bianche 21. Schede nulle 2.

Proclamo eletti Questori gli onorevoli:

Priolo, Mattarella e Bibolotti.

Hanno preso parte alla votazione:

Abozzi – Adonnino – Alberganti – Alberti – Aldisio – Allegato – Ambrosini – Amendola– Andreotti – Angelini – Angelucci – Arata – Arcaini – Arcangeli – Avanzini – Ayroldi – Azzi.

Bacciconi – Baldassari – Balduzzi – Baracco – Barbareschi – Bardini – Bargagna – Barontini Anelito – Barontini Ilio – Basile – Bassano – Basso – Battisti – Bazoli – Bellato – Bellavista – Belotti – Bencivenga – Benedetti – Bennani – Benvenuti – Bergamini – Bernamonti – Bernardi – Bernini Ferdinando – Bertini Giovanni – Bertola – Bertone – Biagioni – Bianchi Bianca – Bianchi Costantino – Bibolotti – Binni – Bitossi – Bocconi – Boldrini – Bolognesi – Bonfantini – Bonino – Bonomelli – Bonomi Ivanoe – Bonomi Paolo – Bordon – Borsellino – Bosco Lucarelli – Bosi – Bovetti – Braschi – Bruni – Brusasca – Bubbio – Bucci – Buffoni Francesco – Bulloni Pietro.

Cacciatore – Caccuri – Caiati – Calamandrei – Caldera – Calosso – Campilli – Camposarcuno – Candela – Canepa – Canevari – Cannizzo – Caporali – Cappa Paolo – Cappelletti – Cappi Giuseppe – Caprani – Capua – Carbonari – Carignani – Caristia – Carmagnola – Caroleo – Caronia – Carpano Maglioli – Carratelli – Cartia – Caso – Cassiani – Castelli Edgardo – Castelli Avolio – Cavallari – Cavalli – Cerreti – Cevolotto – Chatrian – Chieffi – Chiostergi – Ciampitti – Cianca – Ciccolungo – Cicerone – Cifaldi – Cimenti – Cingolani Mario – Clerici – Codacci Pisanelli – Codignola – Colitto – Colombi Arturo – Colombo Emilio – Colonnetti – Conci Elisabetta – Condorelli – Conti – Coppa Ezio – Coppi Alessandro – Corazzin – Corbino – Corsanego – Corsi – Corsini – Cosattini – Costa – Costantini – Cotellessa – Covelli – Cremaschi – Crispo.

Damiani – D’Amico – D’Aragona – De Caro Gerardo – De Caro Raffaele – De Falco – De Gasperi – Del Curto – Della Seta – Delli Castelli Filomena – De Maria – De Martino – De Mercurio – De Michele Luigi – Demichelis Paolo – De Unterrichter Maria – Di Fausto – Di Giovanni – Di Gloria – Di Vittorio – Dominedò – D’Onofrio – Dossetti – Dozza – Dugoni.

Einaudi – Ermini.

Fabbri– Fabriani – Facchinetti – Faccio – Falchi – Fanfani – Fantoni – Fantuzzi – Faralli – Farina Giovanni – Farini Carlo – Fedeli Aldo – Fedeli Armando – Federici Maria – Ferrarese – Ferrari Giacomo – Ferrario Celestino – Fietta – Filippini – Finocchiaro Aprile – Fiorentino – Fioritto – Firrao – Foà – Fogagnolo – Foresi – Fornara – Franceschini – Fresa – Froggio – Fuschini.

Gabrieli – Galati – Garlato – Gasparotto – Gavina – Germano – Geuna – Ghidetti – Ghidini – Ghislandi – Giacchero – Giacometti – Giannini – Giolitti – Giordani – Giua – Gonella – Gorreri – Gotelli Angela – Grandi – Grassi – Grazia – Greppi – Grieco – Grilli – Grisolia – Gronchi – Guariento – Guerrieri Emanuele – Guerrieri Filippo – Gui – Guidi Cingolani Angela – Gullo Fausto – Gullo Rocco.

Imperiale – Iotti Nilde.

Jacini – Jacometti – Jervolino.

Labriola – Lagravinese Nicola – Lagravinese Pasquale – La Malfa – Lami Starnuti – Landi – La Pira – Lazzati – Leone Francesco – Leone Giovanni – Lettieri – Li Causi – Lizier – Lizzadri – Lombardi Carlo – Lombardi Riccardo – Lombardo Matteo Ivan – Longhena – Longo – Lozza – Lucifero – Luisetti – Lussu.

Macrelli – Maffioli – Magnani – Magrini – Malagugini – Maltagliati – Malvestiti – Mancini – Mannironi – Manzini – Marazza – Marchesi – Marconi – Mariani Enrico – Mariani Francesco – Marina Mario – Martinelli – Martino Enrico – Martino Gaetano – Marzarotto – Massola – Mastino Gesumino – Mastino Pietro – Mattarella – Mattei Teresa – Matteotti Giammatteo – Matteotti Giancarlo – Meda Luigi – Medi Enrico – Mentasti – Merighi – Merlin Angelina – Merlin Umberto – Micheli – Minella Angiola – Minio – Modigliani – Molè – Molinelli – Momigliano – Montagnana Mario – Montagnana Rita – Montagnani Pietro – Montemartini – Monterisi – Montini – Morandi – Morelli – Morini – Moro – Mortati – Moscatelli – Motolese – Murdaca – Murgia – Musolino – Musotto.

Nasi – Natoli Lamantea – Negro – Nenni – Nicotra Fiorini Maria – Nitti – Nobile Umberto – Nobili Oro – Noce Teresa – Notarianni – Novella.

Pacciardi – Pajetta Giancarlo – Pajetta Giuliano – Pallastrelli – Paolucci – Parri – Pastore Giulio – Pastore Raffaele – Pat – Patricolo – Pecorari – Pella – Pellizzari – Penna Ottavia – Pera – Perassi – Perlingieri – Perrone Capano – Pertini Alessandro – Pesenti – Petrilli – Piccione – Piemonte – Pieri – Pignatari – Pollastrini Elettra – Ponti – Ponticelli – Porzio – Pratolongo – Pressinotti – Preti – Preziosi – Priolo – Proia – Pucci.

Quarello – Quintieri Adolfo – Quintieri Quinto.

Raimondi – Recca – Rescigno – Restagno – Ricci Giuseppe – Riccio Stefano – Rivera – Rodinò Mario – Rodinò Ugo – Rognoni – Romano – Romita – Roselli – Rossi Giuseppe – Rossi Maria Maddalena – Roveda – Rubilli – Ruggeri Luigi –Ruggiero Carlo – Ruini – Rumor – Russo Perez.

Salerno – Salvatore – Sampietro – Santi – Sardiello – Sartor – Scalfaro – Scarpa – Scelba – Schiavetti – Schiratti – Scoca – Scoccimarro – Scotti Alessandro Filippo – Scotti Francesco – Secchia – Segala – Segni – Selvaggi – Sereni – Sforza – Siles – Silipo – Simonini – Spano – Spataro – Stampacchia – Stella – Storchi – Sullo Fiorentino.

Taddia – Tambroni Armaroli – Taviani – Tega – Terracini – Terranova – Tessitori – Tieri – Titomanlio Vittoria – Togliatti – Togni – Tomba – Tonello – Tonetti – Tosato – Tosi – Tozzi Condivi – Tranquilli – Trimarchi – Tripepi – Trulli – Tupini – Turco.

Uberti.

Vagliani – Valenti – Vallone – Valmarana – Vanoni – Varvaro – Venditti – Vernocchi – Viale – Vicentini – Vigna – Vigo – Vigorelli – Vilardi – Villani – Vischioni – Volpe.

Zaccagnini – Zanardi – Zannerini – Zerbi – Zotta – Zuccarini.

La seduta termina alle 19.35.

Ordine del giorno per la seduta di domani.

Alle ore 16:

  1. – Insediamento del Presidente.
  2. – Insediamento dell’ufficio di Presidenza.