{"id":5518,"date":"2023-10-16T14:52:02","date_gmt":"2023-10-16T12:52:02","guid":{"rendered":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=5518"},"modified":"2023-10-24T12:29:43","modified_gmt":"2023-10-24T10:29:43","slug":"antimeridiana-di-mercoledi-16-ottobre-1946","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=5518","title":{"rendered":"ANTIMERIDIANA DI MERCOLED\u00cc 16 OTTOBRE 1946"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"5518\" class=\"elementor elementor-5518\" data-elementor-post-type=\"post\">\n\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-08b53c1 elementor-section-full_width elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"08b53c1\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 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PDF<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-50988c0 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"50988c0\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p>ASSEMBLEA COSTITUENTE<\/p><p>COMMISSIONE PER LA COSTITUZIONE<\/p><p>TERZA SOTTOCOMMISSIONE<\/p><p>30.<\/p><p>RESOCONTO SOMMARIO<\/p><p>DELLA SEDUTA ANTIMERIDIANA DI MERCOLED\u00cc 16 OTTOBRE 1946<\/p><p>PRESIDENZA DEL PRESIDENTE <strong>GHIDINI<\/strong><\/p><p><strong>INDICE<\/strong><\/p><p><strong>Controllo sociale dell\u2019attivit\u00e0 economica <\/strong>(<em>Seguito della discussione<\/em>)<\/p><p>Presidente \u2013 Marinaro \u2013 Pesenti \u2013 Giua \u2013 Fanfani, <em>Relatore<\/em> \u2013 Togni.<\/p><p>La seduta comincia alle 10.45.<\/p><p>Seguito della discussione sul controllo sociale dell\u2019attivit\u00e0 economica.<\/p><p>PRESIDENTE dato che l\u2019onorevole Marinaro ha chiesto che nella parte riguardante il controllo sia inserito un articolo sul credito, lo invita ad illustrare il suo punto di vista.<\/p><p>MARINARO pone in luce che ove si ravvisi la necessit\u00e0 dell\u2019intervento dello Stato nel campo del credito e della raccolta del risparmio, sorge il problema di stabilire in quale modo e fino a quale punto tale azione debba essere esercitata, senza intralciare il buon andamento delle aziende di credito, e cio\u00e8 senza spingere l\u2019ingerenza dello Stato fino a burocratizzare le aziende stesse, le quali per loro natura, per le finalit\u00e0 che perseguono e per le delicate funzioni che sono chiamate a svolgere, debbono avere la maggiore libert\u00e0 d\u2019azione possibile.<\/p><p>A tale riguardo afferma che, mentre da un lato scarsissime sono le titubanze circa il controllo statale per ci\u00f2 che concerne la proporzione fra investimento e liquidit\u00e0, la formazione delle riserve, e il rapporto fra patrimonio e passivit\u00e0, molto discutibile \u00e8, invece, l\u2019obbligatoriet\u00e0 di norme minuziose che limitino, soprattutto se al di fuori del campo degli investimenti, l\u2019iniziativa degli organi direttivi e amministrativi delle aziende di credito, alla cui responsabilit\u00e0 debbono essere affidate l\u2019organizzazione tecnico-contabile e la gestione amministrativa.<\/p><p>La parte preminente del problema in esame concerne, a suo avviso, la distribuzione del credito, che dovrebbe essere disciplinata dallo Stato in senso funzionale e territoriale.<\/p><p>In sostanza, occorre assicurare il migliore impiego del risparmio in rapporto ai bisogni regionali, e stimolare e potenziare i rami di industria e di commercio che maggiormente interessino l\u2019economia del Paese.<\/p><p>Quanto alla distribuzione funzionale, bisogna tener presente che l\u2019elemento su cui si impernia l\u2019organizzazione creditizia \u00e8 il \u00abtermine\u00bb, il quale va inteso come mezzo di sincronizzazione fra raccolta di risparmio (depositi) e impiego del medesimo. E poich\u00e9 gli utenti del credito \u2013 a seconda dello scopo perseguito dalla loro attivit\u00e0 \u2013 hanno bisogno di credito a breve, a media ed a lunga scadenza, l\u2019organizzazione creditizia deve fondarsi su tre tipi di aziende classificate in relazione al suddetto termine.<\/p><p>Non molto rigida e profonda dovrebbe essere la distinzione fra aziende dei primi due tipi, bench\u00e9 talvolta l\u2019estensione delle operazioni di medio termine alle aziende che raccolgono risparmio a breve termine non sia scevra di pericoli. Infatti il credito a medio termine pu\u00f2 spesso divenire, per la sua stessa natura, credito a lungo termine, dando origine a situazioni di immobilizzo con conseguenti perdite. Ad ogni modo, non si dovrebbe ravvisare alcun impedimento a consentire l\u2019estensione dell\u2019azione creditizia degli istituti a breve termine a tutto il ciclo produttivo.<\/p><p>Sempre in tema di ordinamento funzionale, dichiara di non ritenere utile la creazione di banche specializzate, classificate per rami di attivit\u00e0 economica. Pur non negando i pregi della specializzazione, i suoi difetti, anche se non sono molti, sono per\u00f2 assai gravi. Basti pensare al fatto che la banca specializzata \u00e8 vincolata ai perturbamenti dell\u2019attivit\u00e0 economica, oggetto della sua specializzazione, per poter dedurre tutta la seriet\u00e0 dei pericoli ai quali viene ad essere esposta senza alcuna difesa, mancando ad essa la possibilit\u00e0 di trovare una compensazione in altri campi, non essendo, per la sua natura, in condizione di distribuire il credito fra diversi rami di attivit\u00e0.<\/p><p>Un altro grave inconveniente della specializzazione va ricercato nel fatto che il richiedente di fido, una volta che la banca alla quale \u00e8 obbligato a rivolgersi, data l\u2019attivit\u00e0 economica da lui esercitata, glielo abbia negato, non pu\u00f2 richiederlo ad altre banche, essendo a queste vietato di concedere fidi a clienti che esercitano un\u2019attivit\u00e0 economica diversa da quelle per cui sono state create.<\/p><p>Aggiunge, infine, la considerazione che ogni attivit\u00e0 economica, avendo un periodo di maggiore necessit\u00e0 di capitali, che evidentemente non coincide con quello di altre attivit\u00e0, dalla specializzazione verrebbe come conseguenza che nello stesso spazio di tempo in alcune banche la situazione di liquidit\u00e0 sarebbe scarsa, mentre in altre sarebbe eccessiva.<\/p><p>A giudizio suo, pertanto, non \u00e8 la specializzazione di banche quella che pu\u00f2 dar luogo ad un\u2019efficace disciplina del credito, ma, ferma restando la distinzione tra aziende a breve, a medio ed a lungo termine, tale disciplina potrebbe raggiungersi mediante l\u2019istituzione di un organo centrale di \u00abmanovra del credito\u00bb. Tale organo distribuirebbe il credito per le varie attivit\u00e0 economiche in relazione sia all\u2019importanza di ciascuna di queste nel quadro dell\u2019economia generale del Paese, che alle necessit\u00e0 delle economie regionali ed alle disponibilit\u00e0 delle varie aziende bancarie di ciascuna regione. Come si vede, nella manovra del credito dovrebbe entrare in funzione anche il concetto della distribuzione territoriale, intesa per\u00f2 nel senso sopra accennato.<\/p><p>In particolare ritiene che in base ad apposite statistiche, le quali dovrebbero essere periodicamente predisposte, potrebbero essere determinate le direttive della distribuzione degli investimenti bancari, che, sia per quanto riguarda l\u2019importo per rami di attivit\u00e0, sia nel volume totale, invece di essere affidati alle iniziative delle singole amministrazioni e delle direzioni delle banche, sarebbero disciplinati nell\u2019interesse dell\u2019economia del Paese, vista per\u00f2 in funzione dei bisogni delle zone in cui ciascuna banca raccoglie i depositi ed opera.<\/p><p>Nell\u2019attuazione di questa disciplina funzionale e territoriale, crede non debba temersi che le aziende di credito possano perdere la loro individualit\u00e0, diventando passivi strumenti di esecuzione nelle mani dei dirigenti di un organo estraneo alle banche stesse, perch\u00e9 tale disciplina regolerebbe solo a grandi linee le direttive di marcia del credito, senza entrare nella competenza e quindi nell\u2019iniziativa delle direzioni locali delle banche.<\/p><p>In conclusione, propone che nella Costituzione sia inserito un articolo del seguente tenore:<\/p><p>\u00abLo Stato stimola, coordina e controlla il risparmio. L\u2019esercizio del credito \u00e8 parimenti sottoposto a controllo dello Stato, al fine di disciplinarne la distribuzione con criteri funzionali e territoriali\u00bb.<\/p><p>Riassumendo: il risparmio dovrebbe essere in tutti i modi stimolato, coordinato e controllato dallo Stato; la distribuzione del credito dovrebbe avvenire secondo criteri di funzionalit\u00e0 e di territorialit\u00e0.<\/p><p>Conclude affermando che il risparmio ed il credito debbono essere armi in mani dello Stato le quali, se manovrate bene, potranno giovare in grande misura alla ripresa economica. Considera inutile scendere ai dettagli e prevedere fin da ora gli organi con i quali lo Stato potr\u00e0 esercitare la sua vigilanza sul risparmio e sulla sua distribuzione, essendo importante, per il momento, di affermare il principio.<\/p><p>PESENTI rileva che, affermandosi il principio generico del controllo su tutta la attivit\u00e0 economica, debba considerarsi compreso anche quello, particolare, del controllo sulla attivit\u00e0 creditizia.<\/p><p>Qualora tuttavia la Sottocommissione credesse di dover scendere al particolare e di contemplare in un apposito comma il controllo sul risparmio e sul credito, in funzione sociale, si dichiara d\u2019accordo con l\u2019onorevole Marinaro.<\/p><p>GIUA non pu\u00f2 non accettare i princip\u00ee esposti nella precedente riunione dal Relatore Fanfani, i quali collimano con gli insegnamenti di Carlo Marx, che nel \u00abCapitale\u00bb ha affermato che la societ\u00e0 socialistica sar\u00e0 l\u2019erede di una societ\u00e0 capitalistica pletorica. Quindi tutto quello che vale a sviluppare la produzione \u2013 e di conseguenza anche la stessa societ\u00e0 capitalistica \u2013 non pu\u00f2 non essere accettato.<\/p><p>D\u00e0 lettura della seguente formulazione, che vuole soltanto essere un contributo con intenti chiarificativi, alle conclusioni cui perverr\u00e0 la Sottocommissione:<\/p><p>\u00abAllo scopo di incrementare la produzione dei beni nell\u2019interesse della comunit\u00e0, la Repubblica protegge, oltre l\u2019iniziativa privata, anche quella cooperativa e statale, merc\u00e9 il controllo dell\u2019attivit\u00e0 economica della Nazione. La legge regoler\u00e0 la creazione del Consiglio economico nazionale, del Consiglio nazionale del lavoro e di enti a carattere regionale atti a favorire il razionale sviluppo delle aziende industriali, agricole e del credito\u00bb.<\/p><p>In tale formulazione ha voluto insistere sul concetto della razionalizzazione, che \u00e8 ormai acquisito anche dalle societ\u00e0 pi\u00f9 tipicamente capitalistiche, come gli Stati Uniti d\u2019America e l\u2019Inghilterra. I liberoscambisti possono, a suo avviso, mettersi il cuore in pace, perch\u00e9, per quanta propaganda facciano, la razionalizzazione dell\u2019industria, intesa nel senso di un inserimento nella produzione capitalistica del concetto di massa, \u00e8 ormai una innegabile necessit\u00e0. Accogliendosi il criterio della razionalizzazione dell\u2019economia in senso nazionale, verrebbe implicitamente ad essere risolta anche la vessata questione del problema meridionale.<\/p><p>FANFANI, <em>Relatore<\/em>, osserva che la prima parte del suo articolo, pi\u00f9 o meno rimaneggiata, \u00e8 stata riportata nelle varie formulazioni proposte da altri membri della Sottocommissione; della seconda parte, che deve ormai considerarsi superata, basta tenere presente l\u2019accenno ai consigli economici, cio\u00e8 a quegli organismi che, in particolare, devono esercitare un\u2019attivit\u00e0 coordinatrice delle iniziative private e pubbliche in materia economica.<\/p><p>Tenendo presente anche la proposta dell\u2019onorevole Giua, avrebbe concretato una nuova formulazione, distinta in due parti che possono costituire due articoli, come sarebbe suo desiderio, ovvero due commi dello stesso articolo. La prima parte si ispira ai seguenti concetti: 1\u00b0) che l\u2019attivit\u00e0, sia privata che pubblica, deve avere come fine precipuo di mettere, nelle forme pi\u00f9 razionali e pi\u00f9 efficienti, la maggior quantit\u00e0 possibile di beni a disposizione dei singoli cittadini per il loro benessere e della collettivit\u00e0 nel suo complesso, sia per provvedere al suo funzionamento, sia per gli aiuti che deve fornire ai singoli; 2\u00b0) che l\u2019attivit\u00e0 privata, pur ammessa e protetta, non essendo capace da sola a raggiungere tutti i fini sociali, deve essere armonizzata, coordinata e controllata da organi speciali periferici e centrali.<\/p><p>In relazione a questi concetti, la prima parte \u00e8 cos\u00ec formulata: \u00abL\u2019attivit\u00e0 economica, privata e pubblica, nelle forme tecniche pi\u00f9 efficienti e razionali, deve rivolgersi a provvedere ogni cittadino dei beni necessari al suo benessere e la societ\u00e0 di quelli utili al bene comune. A tal fine l\u2019attivit\u00e0 privata, ammessa e protetta, \u00e8 finalizzata ai fini sociali da forme diverse di controllo periferico e centrale, determinate dalla legge\u00bb.<\/p><p>Circa il controllo del credito, \u00e8 del parere che esso possa ritenersi conglobato nella dizione di carattere generale che ha proposto. In un primo tempo aveva formulato sulla materia un articolo speciale, ma gli \u00e8 sorto il dubbio che, non prevedendosi un analogo controllo per altri rami di attivit\u00e0, si svisava tutto il problema e si correva il rischio, come \u00e8 stato da pi\u00f9 parti rilevato, o di creare un organismo manchevole, ovvero di aprire la strada ad un\u2019unica possibilit\u00e0, cio\u00e8 a quella della gestione collettiva del credito da parte dello Stato, con le conseguenze che \u00e8 facile immaginare.<\/p><p>Premesso che con le sue proposte non intende precludere la possibilit\u00e0 all\u2019onorevole Marinaro di fare, circa il controllo del credito, delle proposte specifiche che volentieri prender\u00e0 in esame, passa alla seconda parte della sua formulazione.<\/p><p>In questa si \u00e8 preoccupato di far risaltare la necessit\u00e0 che nel nostro ordinamento giuridico-costituzionale si debba accennare non soltanto ad un Consiglio nazionale, ma anche a Consigli regionali, senza scendere ad ulteriori specificazioni e salvo vedere, in sede di coordinamento, se si dovr\u00e0 inserire nei singoli articoli qualche accenno pi\u00f9 specifico ad organi periferici di controllo.<\/p><p>Questa seconda parte \u00e8 del seguente tenore: \u00abAl controllo sociale dell\u2019attivit\u00e0 economica pubblica e privata e al coordinamento della legislazione relativa presiedono Consigli economici regionali e nazionali costituiti con rappresentanze professionali e sindacali\u00bb.<\/p><p>TOGNI a suo avviso, l\u2019onorevole Fanfani ha fatto un gran passo innanzi verso quella che sar\u00e0 la formula definitiva, in quanto i due articoli che ha proposti svolgono esattamente il tema del controllo sociale dell\u2019attivit\u00e0 economica che gli era stato assegnato. Esprime per\u00f2 il parere che non si debba lasciar cadere il problema del controllo del credito, anche se pu\u00f2 sembrare in certo modo non opportuno dare ad esso una specifica considerazione. Bisogna, infatti, rendersi conto che il credito ha un valore particolare, soprattutto se attuato nella forma di rispondenza funzionale e territoriale, che si potrebbe del resto estendere anche a tutte le altre attivit\u00e0. Sarebbe quindi dell\u2019opinione di includere in questi due articoli, o in un articolo a parte, le proposte dell\u2019onorevole Marinaro.<\/p><p>Preciserebbe, inoltre, assai chiaramente il riferimento agli organi periferici e centrali di controllo, i quali \u2013 per ripetere le parole dell\u2019onorevole Marinaro \u2013 dovranno servire per stimolare, controllare e coordinare, perifericamente e centralmente le singole attivit\u00e0 della produzione e del lavoro. La Sottocommissione, per\u00f2, anche prendendo in considerazione la proposta dell\u2019onorevole Fanfani, far\u00e0 un lavoro incompleto se non affronter\u00e0 in un modo pi\u00f9 chiaro la questione dei rapporti tra capitale e lavoro, tra \u2013 come si diceva nel primo testo dell\u2019onorevole Fanfani \u2013 la gestione, la propriet\u00e0, gli utili e la partecipazione dei lavoratori all\u2019azienda.<\/p><p>A tale proposito dichiara di non essere completamente d\u2019accordo sul testo dell\u2019articolo approvato circa i consigli di gestione. Ritiene, infatti, che su un problema tanto vivamente sentito dalle masse lavoratrici non sia possibile limitarsi solo a stabilire per il lavoratore il diritto di partecipare all\u2019azienda, lasciando alla legge di fissare i modi e i limiti dell\u2019applicazione di tale diritto. Per completare quella formulazione, che deve considerarsi come un semplice anticipo, domanda che sia ripresa la discussione, che gli sembra sia stata troncata con una troppo affrettata approvazione, riservandosi, appena possibile, di presentare una proposta precisa al riguardo.<\/p><p>PRESIDENTE fa osservare che non pu\u00f2 parlarsi di decisione affrettata, perch\u00e9 alla redazione dell\u2019articolo si \u00e8 arrivati dopo matura discussione. Ad ogni modo, l\u2019onorevole Togni ha sempre la possibilit\u00e0 di formulare tutte le proposte che crede in tema di controllo della attivit\u00e0 economica.<\/p><p>GIUA rileva che nella formulazione da lui proposta aveva incluso anche un accenno al Consiglio nazionale del lavoro, non tanto in relazione alla stipulazione dei contratti collettivi, quanto perch\u00e9 tale organo avrebbe potuto colmare nella Carta costituzionale la gravissima lacuna dell\u2019igiene sociale, introducendo quelle garanzie che sono necessarie per arrivare ad una razionale organizzazione della produzione. Come chimico si riferisce particolarmente agli operai di alcune industrie chimiche, i quali, se abbandonati alla libera iniziativa privata, potrebbero essere condannati a gravissime malattie professionali. Prega il collega Fanfani di tener conto di questa particolare esigenza.<\/p><p>FANFANI, <em>Relatore<\/em>, ricorda che in una delle precedenti riunioni, parlandosi delle convenzioni internazionali, si tenne specificatamente presente il problema dell\u2019igiene del lavoro, abbinandolo, anche nella formula adottata, a quello della sicurezza. Personalmente sarebbe favorevole a rivedere la dizione per inserire la parola \u00abigiene\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE crede che la preoccupazione dell\u2019onorevole Giua possa essere eliminata dal comma aggiunto al terzo articolo: \u00abLa Repubblica provveder\u00e0 con speciali norme alla protezione del lavoratore e favorir\u00e0 ogni regolamentazione internazionale diretta a tal fine\u00bb.<\/p><p>GIUA trova che questa formula \u00e8 troppo generica.<\/p><p>PESENTI \u00e8 del parere che le proposte fatte per il tema in esame, anche quelle presentate dall\u2019onorevole Fanfani, siano da accogliere come espressione di concetti generali, rinviando la precisa formulazione in sede di un successivo coordinamento dei lavori della Sottocommissione. Osserva, inoltre, che per quel che riguarda la Carta costituzionale si dovr\u00e0 tener presente il testo delle altre Costituzioni, nel senso di limitarsi ad una formulazione generica per evitare specificazioni che possano far correre il rischio di troppo rapidi mutamenti, specialmente per quanto riguarda le denominazioni di determinati organi.<\/p><p>GIUA crede che sulla necessit\u00e0 di una Costituzione generica siano tutti d\u2019accordo. Cita, in proposito, il pensiero dell\u2019onorevole Togliatti, quale risulta dall\u2019ultimo numero di \u00abRinascita\u00bb in relazione al quarto congresso dei Soviet.<\/p><p>PRESIDENTE rinvia la riunione al pomeriggio.<\/p><p>La seduta termina alle 12.20.<\/p><p><em>Erano presenti:<\/em> Assennato, Canevari, Fanfani, Federici Maria, Ghidini, Giua, Marinaro, Merlin Angelina, Mol\u00e8, Noce Teresa, Pesenti, Togni.<\/p><p><em>Erano assenti:<\/em> Colitto, Lombardo, Paratore, Rapelli, Taviani.<\/p><p><em>In congedo:<\/em> Domined\u00f2.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Versione PDF ASSEMBLEA COSTITUENTE COMMISSIONE PER LA COSTITUZIONE TERZA SOTTOCOMMISSIONE 30. 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