{"id":5504,"date":"2023-10-16T14:29:25","date_gmt":"2023-10-16T12:29:25","guid":{"rendered":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=5504"},"modified":"2023-10-23T14:48:18","modified_gmt":"2023-10-23T12:48:18","slug":"pomeridiana-di-venerdi-4-ottobre-1946","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=5504","title":{"rendered":"POMERIDIANA DI VENERD\u00cc 4 OTTOBRE 1946"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"5504\" class=\"elementor elementor-5504\" data-elementor-post-type=\"post\">\n\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-ee0ab50 elementor-section-full_width elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"ee0ab50\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-38fde8f\" data-id=\"38fde8f\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-62b3196 elementor-align-right elementor-widget elementor-widget-button\" data-id=\"62b3196\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"button.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-button-wrapper\">\n\t\t\t\t\t<a class=\"elementor-button elementor-button-link elementor-size-sm\" href=\"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/19461004sed023ts.pdf\" target=\"_blank\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-content-wrapper\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-icon\">\n\t\t\t\t<i aria-hidden=\"true\" class=\"icon icon-view\"><\/i>\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-text\">Versione PDF<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-9182039 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"9182039\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p>ASSEMBLEA COSTITUENTE<\/p><p>COMMISSIONE PER LA COSTITUZIONE<\/p><p>TERZA SOTTOCOMMISSIONE<\/p><p>23.<\/p><p>RESOCONTO SOMMARIO<\/p><p>DELLA SEDUTA POMERIDIANA DI VENERD\u00cc 4 OTTOBRE 1946<\/p><p>PRESIDENZA DEL PRESIDENTE <strong>GHIDINI<\/strong><\/p><p><strong>INDICE<\/strong><\/p><p><strong>Diritto di propriet\u00e0 e intrapresa economica<\/strong> (<em>Seguito della discussione<\/em>)<\/p><p>Corbi, <em>Relatore<\/em> \u2013 Togni \u2013 Marinaro \u2013 Domined\u00f2, <em>Correlatore<\/em> \u2013 Noce Teresa \u2013 Presidente.<\/p><p>La seduta comincia alle 17.30.<\/p><p>Seguito della discussione sul diritto di propriet\u00e0 e sull\u2019intrapresa economica.<\/p><p>CORBI, <em>Relatore<\/em>, ritiene che dalla discussione del mattino siano emersi i seguenti cinque punti fondamentali: i consigli di gestione come organi paritetici di direzione tecnica del processo produttivo: immissione dei lavoratori nei consigli di amministrazione; partecipazione dei lavoratori alle sedute dei consigli di amministrazione, con voto consultivo o deliberativo; forme di azionariato operaio; partecipazione dei lavoratori agli utili aziendali.<\/p><p>Premesso che condivide il punto di vista dell\u2019onorevole Fanfani circa la necessit\u00e0 di far partecipare gli operai, i tecnici e gli impiegati alla direzione tecnica del processo produttivo, dichiara di dissentirne per quanto invece riguarda le altre forme di partecipazione dei lavoratori alla attivit\u00e0 dell\u2019impresa nei suoi vari aspetti.<\/p><p>In particolare \u00e8 molto scettico sui concreti benefici che potrebbero derivare agli operai dall\u2019azionariato e dalla partecipazione agli utili. Qualora questi diritti fossero accolti, i datori di lavoro potrebbero pretendere sia che i miglioramenti salariali fossero subordinati e condizionati alla riuscita della impresa, cos\u00ec come avviene per il capitale, sia di decurtare salari e stipendi, a compenso degli utili concessi, sia che la retribuzione fosse da considerarsi come un anticipo in conto della liquidazione annuale degli utili. I datori di lavoro, inoltre, potrebbero anche pretendere, e non del tutto a torto, che il diritto alla partecipazione agli utili non fosse concesso a tutti i dipendenti ma soltanto a quelli la cui attivit\u00e0 rappresentasse un contributo concreto al buon successo dell\u2019impresa. Fatalmente si giungerebbe cos\u00ec a paralizzare l\u2019azione sindacale dei lavoratori, in virt\u00f9 di un mirifico miglioramento, che il pi\u00f9 delle volte potrebbe rivelarsi puramente illusorio, ma che costituirebbe un mezzo efficace per sedare lo spirito di attivit\u00e0 sindacale delle masse lavoratrici, che verrebbero col tempo a trovarsi divise in due caste: una di lavoratori privilegiati, vera aristocrazia operaia ligia alle classi padronali, l\u2019altra di lavoratori dimenticati e sfruttati.<\/p><p>Ritiene, comunque, che la questione della partecipazione agli utili possa essere messa in discussione soltanto dopo un pi\u00f9 completo esperimento dei consigli di gestione; del pari l\u2019azionariato, il quale offre aspetti ancor pi\u00f9 delicati e complessi, potr\u00e0 essere discusso solo dopo che siano stati constatati i benefici e gli inconvenienti della partecipazione agli utili e dopo che i consigli di gestione si siano sicuramente affermati come strumenti idonei alla formazione di capacit\u00e0 direttive, non soltanto tecniche, ma anche amministrative.<\/p><p>Fa notare che attualmente la partecipazione operaia ai consigli di amministrazione con potere deliberativo non \u00e8 richiesta n\u00e9 voluta dai lavoratori, i quali, d\u2019altra parte, non si sentirebbero sufficientemente garantiti e soddisfatti da una partecipazione con voto soltanto consultivo, qualora fossero chiamati a partecipare agli utili o all\u2019azionariato. Del resto, se si esaminano gli istituti introdotti nelle legislazioni straniere che presentano caratteri di analogia con i consigli di gestione, si trova che hanno caratteristiche simili a quelle che la Confederazione generale italiana del lavoro vorrebbe attribuire ai consigli di gestione.<\/p><p>TOGNI rileva che la Confederazione generale italiana del lavoro non ha ancora ufficialmente precisato le proprie richieste in merito alla composizione e ai poteri dei consigli di gestione. Su questi elementi gradirebbe dall\u2019onorevole Corbi una precisazione.<\/p><p>CORBI, <em>Relatore<\/em>, ripete quanto ha esposto nella precedente riunione.<\/p><p>Il consiglio di gestione, premesso che deve essere paritetico, con un presidente eletto dai suoi componenti, il cui parere dovrebbe avere la prevalenza nelle questioni controverse, deve avere un duplice carattere: deliberativo per quanto riguarda l\u2019orientamento e lo sviluppo della capacit\u00e0 produttiva dell\u2019azienda, l\u2019impiego delle materie prime, i problemi dei costi e dei prezzi, le assunzioni e i licenziamenti del personale; consultivo in relazione alla partecipazione dei dipendenti al consiglio di amministrazione.<\/p><p>TOGNI domanda se la partecipazione al consiglio di amministrazione si intende riferita a tutto il consiglio di gestione, e in quali materie si esplichi la sua funzione consultiva; se e quali siano le facolt\u00e0 di questo consiglio per quanto riguarda il potere esecutivo dell\u2019azienda, rappresentato normalmente dal direttore o dai capi servizio.<\/p><p>CORBI, <em>Relatore<\/em>, precisa che alle riunioni del consiglio di amministrazione partecipa solo una rappresentanza. Il carattere consultivo del consiglio di gestione si esplica in primo luogo in materia amministrativa ed in secondo luogo per rendersi conto dell\u2019ammontare degli utili, far proposte sul loro impiego, controllare i bilanci, verificare il conto profitti e perdite ecc. Circa il potere esecutivo dell\u2019azienda, il consiglio di gestione interviene su alcuni argomenti con potere discrezionale e su altri con potere consultivo, come ha gi\u00e0 spiegato.<\/p><p>TOGNI teme si faccia confusione circa l\u2019ordinamento interno di un\u2019azienda. Rientrano nei compiti del consiglio di amministrazione, che deve considerarsi come il potere legislativo, l\u2019orientamento e lo sviluppo dell\u2019azienda, i problemi dei costi e dei prezzi, le assunzioni e i licenziamenti, mentre la direzione, o potere esecutivo, \u00e8 costituita da coloro che applicano le disposizioni.<\/p><p>Tenendo presente questa distinzione, qualora si arrivasse all\u2019assurdo di un consiglio di gestione che potesse interferire in quella che \u00e8 la fase esecutiva dell\u2019ordine, non si farebbe altro che creare una confusione nell\u2019interno dell\u2019azienda ed un continuo intralcio alla sua attivit\u00e0.<\/p><p>CORBI, <em>Relatore<\/em>, chiede a sua volta all\u2019onorevole Togni quali, secondo lui, dovrebbero essere le funzioni e gli attributi dei consigli di gestione, perch\u00e9 se non ha male interpretato il suo pensiero, gli sembra che sarebbero svuotati di ogni contenuto.<\/p><p>TOGNI risponde che \u00e8 intenzione del suo gruppo di costituire condizioni tali da portare il rapporto di lavoro da subordinato ad un piano di associazione, negando che ci possa essere una inconciliabilit\u00e0 di interessi tra i cos\u00ec detti datori di lavoro e i cos\u00ec detti lavoratori.<\/p><p>Secondo tale intenzione, i lavoratori dovrebbero partecipare al consiglio di amministrazione, che \u00e8 la pi\u00f9 alta gerarchia dell\u2019azienda, in modo quindi che dividano la responsabilit\u00e0, dispongano anch\u2019essi della vita dell\u2019azienda stessa, e partecipino alla emanazione di quegli ordini che passano al potere esecutivo, nei riguardi del quale i lavoratori, attraverso i consigli di gestione, dovrebbero avere solo facolt\u00e0 consultive per non creare duplicazioni di poteri. Data questa premessa, ne viene, come logica conseguenza, una partecipazione anche ai vantaggi e cio\u00e8 agli utili dell\u2019azienda stessa, che avrebbe, in ultima analisi, come limite la partecipazione alla propriet\u00e0.<\/p><p>Se i consigli di gestione non vogliono assumere la loro parte di responsabilit\u00e0, sarebbe impropria la loro denominazione, mentre, secondo la concezione del suo gruppo, i lavoratori avrebbero un effettivo controllo, una effettiva partecipazione, un effettivo interesse, una effettiva propriet\u00e0.<\/p><p>MARINARO desidererebbe conoscere come si concreterebbe la responsabilit\u00e0 dei lavoratori.<\/p><p>TOGNI considera giusta l\u2019osservazione, ma si dichiara convinto che i lavoratori potranno veramente rispondere a questa responsabilit\u00e0 con la loro esperienza e con il loro interesse diretto, perch\u00e9 vivendo in un\u2019azienda e sapendo che essa \u00e8 gi\u00e0 parte della loro vita, nonch\u00e9 delle loro possibilit\u00e0 e dei loro diritti che crescono in ragione dell\u2019anzianit\u00e0 di ciascuno, avranno per l\u2019azienda un attaccamento tale da poter sostituire, in fondo, la normale garanzia che possono dare certi amministratori che, molte volte, hanno pi\u00f9 denari che competenza.<\/p><p>MARINARO domanda ancora quale responsabilit\u00e0 assumerebbero i lavoratori in caso di fallimento dell\u2019azienda.<\/p><p>DOMINED\u00d2, <em>Correlatore<\/em>, ritiene che in questo caso non assumerebbero alcuna responsabilit\u00e0 giuridica.<\/p><p>TOGNI precisa per\u00f2 che una responsabilit\u00e0 comincerebbe a sorgere quando questi partecipanti alla amministrazione dell\u2019azienda avessero anche una parte di propriet\u00e0. In fondo, non dovrebbe esistere divario tra la posizione di questi amministratori operai e quella dei normali amministratori.<\/p><p>NOCE TERESA, nella riunione del mattino, ha seguito con molto interesse l\u2019intervento dell\u2019onorevole Fanfani, ha ammirato lo spirito con cui egli ha sviscerato tutti gli aspetti della questione, e riconosce che alcune sue preoccupazioni, di carattere sociale ed etico l\u2019hanno trovata pienamente consenziente. Non pu\u00f2 per\u00f2 condividere alcuni aspetti da lui trattati e nel rispondergli chiarir\u00e0 anche, in modo inequivocabile, la divergenza di opinioni esistente fra comunisti e democristiani. Limiter\u00e0 la sua esposizione alla partecipazione dei lavoratori agli utili ed ai consigli di amministrazione.<\/p><p>I comunisti sono contrari alla partecipazione dei lavoratori agli utili, perch\u00e9 vogliono evitare una divisione non solo all\u2019interno della classe operaia, ma anche tra la classe operaia e la classe lavoratrice. Fa questa distinzione, perch\u00e9 una cosa \u00e8 la classe operaia ed un\u2019altra \u00e8 la classe lavoratrice, a cui appartiene anche il datore di lavoro che \u00e8 un lavoratore allo stesso titolo dell\u2019operaio, senza per\u00f2 appartenere alla classe operaia.<\/p><p>Tale divisione, a suo avviso, sarebbe motivata dal fatto che l\u2019operaio, quando partecipasse agli utili dell\u2019azienda, sarebbe inevitabilmente portato a considerarla come parte di se stesso, arrecando cos\u00ec in seno anche alla classe operaia quella corsa al profitto, che caratterizza la societ\u00e0 capitalistica attuale. In concreto, gli operai di una data officina avrebbero interesse a lavorare in modo da ottenere i pi\u00f9 alti profitti, anche se questo risultato fosse contrario agli interessi di altri componenti della classe operaia, o di altri lavoratori. Cita l\u2019esempio degli operai tessili che gi\u00e0 godono di condizioni di favore e che se fossero ammessi alla partecipazione agli utili, potrebbero essere portati a produrre una accentuazione nella corsa al rialzo dei prezzi, creando cos\u00ec una divisione tra essi e la collettivit\u00e0 nazionale.<\/p><p>D\u2019altra parte, se il sistema si estendesse, data la differenza di utili delle varie aziende, si verrebbero a costituire delle aristocrazie operaie che si metterebbero in contrapposizione con altri lavoratori meno favoriti. Oltre a questo motivo, i comunisti sono contrari alla partecipazione agli utili, perch\u00e9 questa, in fondo, \u00e8 una caratteristica della ideologia corporativa, la quale tendeva alla collaborazione delle classi sul terreno dello sfruttamento, e della corsa al profitto capitalistico, tra operai e datori di lavoro.<\/p><p>L\u2019istituzione dei consigli di gestione, secondo il punto di vista comunista, deve avere invece lo scopo di collaborare coi datori di lavoro in senso produttivo, non per attuare una corsa al profitto capitalistico, ma nell\u2019interesse della collettivit\u00e0. Per profitti capitalistici, oltre quelli di congiuntura, a cui ha accennato l\u2019onorevole Fanfani, si devono intendere anche gli utili che sorpassino un certo livello, i quali oltre che al datore di lavoro, dovrebbero andare a beneficio della collettivit\u00e0 sotto forma di riduzione di prezzi. \u00c8 anche sotto questa forma che va inteso il concetto di solidariet\u00e0 nazionale, affinch\u00e9 non sia una parola vuota di senso.<\/p><p>Oltre che per la riduzione dei prezzi, tali utili potrebbero essere impiegati per provvidenze di carattere sociale, non circoscritte per\u00f2 ai soli operai di una data industria o officina, come nidi per bambini, scuole professionali, scuole di perfezionamento e scuole tecniche.<\/p><p>Ha voluto precisare il punto di vista dei comunisti perch\u00e9, rendendosi conto delle preoccupazioni che alcuni aspetti di questo problema potevano determinare nei colleghi democristiani, le pareva che tali aspetti non fossero stati veduti sufficientemente, sotto il profilo specialmente della solidariet\u00e0 sociale.<\/p><p>Per quanto, poi, concerne i consigli di amministrazione, i comunisti sono contrari ad una partecipazione ad essi dei lavoratori in genere, mentre sono favorevoli a farvi partecipare un rappresentante del consiglio di gestione.<\/p><p>Nel primo caso, infatti, premesso che un consiglio di amministrazione \u00e8 il consesso dei dirigenti amministrativi che rappresentano il capitale, gli operai, mentre da un lato si renderebbero corresponsabili di fronte ai loro compagni delle decisioni adottate in quella sede, non avrebbero d\u2019altra parte sufficiente voce in capitolo per poter opporsi alle deliberazioni, o per poterne condividere la responsabilit\u00e0.<\/p><p>Differente \u00e8 invece la questione se al consiglio di amministrazione partecipa il rappresentante del consiglio di gestione, in quanto egli rappresenta gi\u00e0 un collegio in cui sono stati dibattuti quegli stessi problemi che formeranno oggetto di discussione nel consiglio di amministrazione, in seno al quale porter\u00e0 il parere dell\u2019organo che rappresenta, senza tuttavia impegnarne la responsabilit\u00e0.<\/p><p>Tale rappresentante naturalmente non deve avere voto deliberativo, perch\u00e9 non pu\u00f2 assumersi la responsabilit\u00e0 di eventuali decisioni che siano contrarie agli interessi degli operai. Potrebbe forse accettare il voto deliberativo soltanto se nel consiglio di amministrazione vi fossero tanti rappresentanti operai quanti sono rappresentanti datori di lavoro. Ma poich\u00e9 si \u00e8 ancora troppo lontani da questa m\u00e8ta, e per il momento si pu\u00f2 solo fare una questione di rappresentanza, questa non essendo in grado di decidere, non pu\u00f2 assumersi la correlativa responsabilit\u00e0.<\/p><p>Dove, a suo parere, i consigli di gestione dovrebbero avere un\u2019influenza determinante \u00e8 proprio nei casi di licenziamento e di assunzione; nella migliore utilizzazione delle materie prime, nell\u2019incremento della produzione e in genere in tutti quei problemi in cui veramente possono esprimere un parere ed assumersi una responsabilit\u00e0. Non parla di consigli di gestione ideali, ma si riferisce a consigli che esistono e che si interessano di tutte le questioni di produzione, di vendita, di importazioni e di esportazioni.<\/p><p>In sostanza gli operai vogliono attuare con i datori di lavoro una collaborazione tecnica e produttiva per il miglior andamento della azienda e non per il suo maggior sfruttamento.<\/p><p>Per questi motivi, ritiene che la Sottocommissione dovrebbe sancire con un articolo breve e sintetico, il diritto della partecipazione degli operai, degli impiegati e dei tecnici a collaborare con i datori di lavoro, nell\u2019interesse della collettivit\u00e0.<\/p><p>PRESIDENTE, tra le due opposte tendenze, si limiterebbe ad affermare il diritto generico dei lavoratori ad entrare nella vita della azienda.<\/p><p>DOMINED\u00d2, <em>Correlatore<\/em>, ritiene che per stabilire la possibilit\u00e0 di giungere ad una conclusione la quale rappresenti un punto di accordo tra le due diverse tendenze, sia necessario approfondire i rispettivi due angoli visuali. A suo giudizio, i cinque punti esposti dall\u2019onorevole Corbi possono essere ridotti ai tre seguenti: 1\u00b0) partecipazione alla titolarit\u00e0; 2\u00b0) partecipazione all\u2019esercizio (costituzione di consigli di gestione e immissione nei consigli di amministrazione); 3\u00b0) partecipazione agli utili.<\/p><p>Il partecipazionismo alla titolarit\u00e0, dal punto di vista del suo gruppo, deve essere ritenuto come una m\u00e8ta fondamentale, poich\u00e9, se non si mira ad un collettivismo totale, deve restare aperta la possibilit\u00e0 ai lavoratori di diventare proprietari dell\u2019azienda.<\/p><p>Circa il partecipazionismo all\u2019esercizio, in riguardo alla costituzione dei consigli di gestione, domanda come si concilierebbe il potere deliberativo di questo organo, quale \u00e8 stato illustrato dall\u2019onorevole Corbi (orientamento e sviluppo produttivo dell\u2019azienda, costi e prezzi, destinazione delle materie prime, assunzione e licenziamento del personale), con la funzione deliberativa ordinaria del consiglio di amministrazione, nonch\u00e9 con la necessit\u00e0 di una correlativa responsabilit\u00e0 anche dal punto di vista giuridico. Poste queste domande, avanza l\u2019ipotesi se non sia il caso di pensare a una diversa struttura dei consigli di gestione, fondata sul concetto che questi consigli potrebbero essere organi di consulenza tecnica per rafforzare l\u2019unit\u00e0 e la solidariet\u00e0 aziendale: cio\u00e8 organi di efficienza piuttosto che di gestione.<\/p><p>In riguardo, poi, alla possibile partecipazione al consiglio di amministrazione, ritiene che le contrarie argomentazioni della onorevole Noce siano probanti solo in quanto si consideri isolatamente questa forma di partecipazionismo che invece deve essere inquadrata con le altre due forme.<\/p><p>Infatti, se da un lato si tende alla graduale immissione dei lavoratori nella titolarit\u00e0 oltre che nell\u2019esercizio della azienda, nel medesimo tempo si vengono a creare i presupposti per cui rappresentanti del patrimonio sociale o aziendale diventerebbero gli stessi lavoratori trasformatisi in comproprietari, essendosi favorito l\u2019accesso alla propriet\u00e0 oltre che alla gestione. Verrebbe cos\u00ec a cadere la sostanza delle obbiezioni sollevate dalla onorevole Noce su questo punto.<\/p><p>Parimenti, per quanto attiene alla partecipazione agli utili aziendali, non gli sembrano probanti le obbiezioni facenti perno sul pericolo di un\u2019eventuale scissione della classe operaia, sia per un motivo analogo al precedente (cio\u00e8 perch\u00e9 si considera l\u2019innovazione singola, avulsa dalle altre), sia perch\u00e9, a rigore, se l\u2019affermazione fosse rispondente a verit\u00e0, sarebbe cos\u00ec grave da ferire non solo il partecipazionismo agli utili ed alla gestione, ma altres\u00ec il partecipazionismo alla stessa propriet\u00e0. Infatti, anche nel caso in cui il lavoratore fosse immesso nella titolarit\u00e0 delle aziende, si potrebbe verificare egualmente la ipotesi deprecata dalla onorevole Noce, cio\u00e8 la corsa al profitto capitalistico nell\u2019ambito di una singola azienda, aprendo cos\u00ec un solco fra gli interessi dei lavoratori da essa dipendenti e quelli appartenenti ad altri complessi aziendali. Pertanto, se le obbiezioni poste chiaramente in evidenza dalla discussione, in riguardo alla partecipazione dei lavoratori agli utili, fossero probanti, esse finirebbero per incrinare il fenomeno stesso della elevazione dei lavoratori e della loro partecipazione ad una singola azienda privata, perfettamente degna di essere tutelata in quanto rispondente ad una funzione sociale. N\u00e9, a rigore, resterebbe altra soluzione, in ultima analisi, che quella di un collettivismo totale e livellatore, il quale, anche da un punto di vista umano ed etico, non costituirebbe allora la via pi\u00f9 idonea per la redenzione del lavoro.<\/p><p>PRESIDENTE, come ha gi\u00e0 detto, si limiterebbe ad affermare il diritto generico dei lavoratori di partecipare alla vita dell\u2019azienda. All\u2019incirca formulerebbe cos\u00ec l\u2019articolo:<\/p><p>\u00ab\u00c8 diritto dei lavoratori di partecipare con i propri delegati alla conduzione dell\u2019impresa in cui prestino la loro attivit\u00e0. L\u2019organo formato dai delegati del capitale e dai delegati del lavoro verr\u00e0 regolato dalla legge nella sua costituzione e nelle sue attribuzioni\u00bb.<\/p><p>CORBI, <em>Relatore<\/em>, dichiara di essere d\u2019accordo sulla formulazione proposta dal Presidente.<\/p><p>PRESIDENTE rinvia la riunione a venerd\u00ec 11 alle ore 10.<\/p><p>La seduta termina alle 19.30.<\/p><p><em>Erano presenti:<\/em> Assennato, Corbi, Domined\u00f2, Fanfani, Federici Maria, Ghidini, Marinaro, Noce Teresa, Taviani, Togni.<\/p><p><em>Assenti giustificati:<\/em> Canevari, Colitto, Merlin Angelina, Mol\u00e8.<\/p><p><em>Assenti:<\/em> Giua, Lombardo, Paratore, Rapelli.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Versione PDF ASSEMBLEA COSTITUENTE COMMISSIONE PER LA COSTITUZIONE TERZA SOTTOCOMMISSIONE 23. 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