{"id":5496,"date":"2023-10-16T14:27:50","date_gmt":"2023-10-16T12:27:50","guid":{"rendered":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=5496"},"modified":"2023-10-23T14:43:43","modified_gmt":"2023-10-23T12:43:43","slug":"pomeridiana-di-mercoledi-2-ottobre-1946","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=5496","title":{"rendered":"POMERIDIANA DI MERCOLED\u00cc 2 OTTOBRE 1946"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"5496\" class=\"elementor elementor-5496\" data-elementor-post-type=\"post\">\n\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-6d79c03 elementor-section-full_width elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"6d79c03\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column 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PDF<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-9e769ff elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"9e769ff\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p>ASSEMBLEA COSTITUENTE<\/p><p>COMMISSIONE PER LA COSTITUZIONE<\/p><p>TERZA SOTTOCOMMISSIONE<\/p><p>19.<\/p><p>RESOCONTO SOMMARIO<\/p><p>DELLA SEDUTA POMERIDIANA DI MERCOLED\u00cc 2 OTTOBRE 1946<\/p><p>PRESIDENZA DEL PRESIDENTE <strong>GHIDINI<\/strong><\/p><p><strong>INDICE<\/strong><\/p><p><strong>Diritto di propriet\u00e0 e intrapresa economica <\/strong>(<em>Seguito della discussione<\/em>)<\/p><p>Presidente \u2013 Taviani, <em>Relatore \u2013 <\/em>Canevari \u2013 Assennato \u2013 Corbi \u2013 Colitto \u2013 Domined\u00f2 \u2013 Togni \u2013 Fanfani.<\/p><p>La seduta comincia alle 17.30.<\/p><p>Seguito della discussione sai diritto di propriet\u00e0 e sull\u2019intrapresa economica.<\/p><p>PRESIDENTE rende noto che l\u2019onorevole Taviani ha dichiarato di mantenere per il suo articolo la seguente formulazione: \u00abLo Stato ha il diritto di controllare la ripartizione e l\u2019utilizzazione del suolo, intervenendo al fine di svilupparne e potenziarne il rendimento nell\u2019interesse di tutto il popolo.<\/p><p>\u00abIn vista di questi scopi lo Stato impedir\u00e0 l\u2019esistenza e la formazione delle grandi propriet\u00e0 terriere private\u00bb.<\/p><p>TAVIANI, <em>Relatore<\/em>, fa presente che non trattasi punto di una formulazione precisa, volendo prima sentire l\u2019opinione dei colleghi sui due singoli punti.<\/p><p>CANEVARI, desiderando fare anche un\u2019affermazione relativamente alle imprese agricole, ripropone il seguente testo:<\/p><p>\u00abL\u2019impresa agricola deve avere di mira il benessere della collettivit\u00e0 nazionale ed una pi\u00f9 alta possibilit\u00e0 di civile esistenza per i lavoratori della terra.<\/p><p>\u00abLa legge dovr\u00e0 promuovere un movimento di trasformazione che, sviluppandosi nel tempo, determini negli uomini, nella politica e nella economia del Paese le condizioni pi\u00f9 favorevoli per conseguire come risultato finale un\u2019agricoltura in via di continuo progresso, condotta dal lavoro associato per il maggiore benessere dei singoli e della collettivit\u00e0\u00bb.<\/p><p>TAVIANI, <em>Relatore<\/em>, accetta la proposta dell\u2019onorevole Canevari quale concetto da inserire nella relazione, come illustrazione dell\u2019articolo sulla propriet\u00e0 terriera.<\/p><p>PRESIDENTE, salvo il riferimento alle imprese agricole, che potrebbe trovare posto in altra sede, gli sembra che le due formulazioni si equivalgono.<\/p><p>ASSENNATO, premesso che la Costituzione deve contenere anche quelle dichiarazioni che servano ad imprimere un moto propulsivo alla societ\u00e0, propone il seguente testo:<\/p><p>\u00abAllo scopo di assicurare il benessere della collettivit\u00e0 ed una pi\u00f9 alta possibilit\u00e0 di civile esistenza per i lavoratori della terra, la Repubblica controller\u00e0 la ripartizione e l\u2019utilizzazione del suolo, favorendo la trasformazione agraria ed impedendo l\u2019esistenza e la formazione di grandi propriet\u00e0 fondiarie\u00bb.<\/p><p>CORBI propone a sua volta la formula seguente, che gli pare pi\u00f9 concreta e sintetica di quella proposta dall\u2019onorevole Canevari, abbracciando nel medesimo tempo sia i concetti dell\u2019onorevole Canevari stesso che quelli dell\u2019onorevole Taviani:<\/p><p>\u00abNell\u2019interesse della collettivit\u00e0 e per assicurare una migliore esistenza ai lavoratori della terra, la Repubblica ha il diritto di controllare la ripartizione e l\u2019utilizzazione del suolo.<\/p><p>\u00abLa Repubblica impedir\u00e0 l\u2019esistenza e la formazione di grandi propriet\u00e0 terriere private\u00bb.<\/p><p>Precisa che nella espressione: \u00abinteresse della collettivit\u00e0\u00bb, si deve intendere anche implicitamente il concetto di una maggiore produttivit\u00e0.<\/p><p>PRESIDENTE sarebbe contrario a porre troppo in evidenza il concetto esposto dall\u2019onorevole Corbi, esprimendo il timore di eventuali opposizioni che renderebbero meno agevole l\u2019approvazione dell\u2019articolo. \u00c8 del parere invece che la formula dell\u2019onorevole Taviani sia semplice e completa, andando nel medesimo tempo incontro alle comuni aspirazioni. Sopprimerebbe per\u00f2 la parola: \u00abripartizione\u00bb.<\/p><p>CORBI non condivide il pensiero del Presidente, n\u00e9 sopprimerebbe la parola: \u00abripartizione\u00bb, poich\u00e9 in essa \u00e8 implicito il concetto di riforma.<\/p><p>PRESIDENTE ritiene che la parola \u00abripartizione\u00bb non esprima il concetto della riforma agraria come egli la intende e che si attuerebbe in due modi: il primo mediante il controllo della produzione, e il secondo mediante lo sfruttamento della terra da parte di organi della comunit\u00e0.<\/p><p>CORBI insiste sulla necessit\u00e0 del controllo da parte dello Stato della ripartizione del suolo. Esprime poi l\u2019avviso che un articolo che tratta della propriet\u00e0 terriera deve particolarmente menzionare chi della terra vive e la lavora. Per questo motivo ritiene necessario insistere nel proprio punto di vista, onde evitare di ricadere negli errori del passato, allorch\u00e9 le esigenze dei lavoratori della terra erano totalmente misconosciute.<\/p><p>CANEVARI afferma di non preoccuparsi della grande propriet\u00e0 terriera che, anzi, preferisce alla piccola, ma della riforma agraria, la quale deve trovare la sua effettiva attuazione in altri provvedimenti, diversi da quelli proposti, come la trasformazione delle colture, la vigilanza dello Stato, l\u2019incremento delle aziende agricole condotte da lavoratori associati, le facilitazioni per l\u2019associazione della piccola propriet\u00e0 e l\u2019abbinamento all\u2019agricoltura delle industrie ad essa attinenti. Questi dovrebbero essere i criteri base in relazione al problema della riforma agraria.<\/p><p>COLITTO ritiene opportuno, anzi necessario, che si parli nella Costituzione di intervento dello Stato diretto a controllare l\u2019utilizzazione del suolo. Non ritiene, invece, che si debba approvare l\u2019articolo per quanto si riferisce al controllo circa la ripartizione del suolo. Se tale controllo non \u00e8 semplicemente platonico, ma tende ad una espropriazione, \u00e8 inutile ripetere quello che s\u2019\u00e8 gi\u00e0 detto in altro articolo. A parte il rilievo che \u00e8 assurdo parlare ad ogni pi\u00e8 sospinto di espropriazione, egualmente ritiene che non meriti approvazione l\u2019ultima parte dell\u2019articolo, sia perch\u00e9 vi si parla di propriet\u00e0 terriera e non anche di propriet\u00e0 urbanistica e non si comprende la ragione del trattamento di favore fatto a quest\u2019ultima nei confronti della prima, sia perch\u00e9 \u00e8 molto generica la dizione, essendo difficile distinguere la grande dalla media e dalla piccola propriet\u00e0, sia infine perch\u00e9 in tanto resistenza o il formarsi della grande propriet\u00e0 sono da impedire, in quanto ci\u00f2 rechi pregiudizio alla collettivit\u00e0. Propone, quindi, che almeno di tale rilievo si tenga conto nel comma proposto.<\/p><p>DOMINED\u00d2 d\u00e0 lettura della seguente formulazione da lui proposta come base di discussione per una possibile intesa:<\/p><p>\u00abAllo scopo di assicurare il benessere della collettivit\u00e0 e di favorire l\u2019elevazione dei lavoratori della terra, lo Stato pu\u00f2 controllare l\u2019utilizzazione del suolo nell\u2019interesse nazionale, promovendo la trasformazione agraria a vantaggio della produzione\u00bb.<\/p><p>Rileva che con questa formulazione, la quale prende come punto di partenza l\u2019articolo formulato dall\u2019onorevole Taviani, si introduce, in relazione alla proposta dell\u2019onorevole Assennato, l\u2019accenno a quella tutela particolare del lavoratore che costituisce una nota dominante rispetto alla tutela dell\u2019interesse generale, mentre si tiene altres\u00ec conto dell\u2019accenno fatto dall\u2019onorevole Canevari circa la trasformazione agraria, la quale costituisce un\u2019esigenza sovrastante il singolo problema del latifondo improduttivo.<\/p><p>COLITTO non vede come possa estrinsecarsi un controllo sulla ripartizione.<\/p><p>TOGNI, riprendendo a grandi linee le osservazioni dell\u2019onorevole Colitto riguardanti le grandi propriet\u00e0 terriere, senza entrare nel merito, osserva che gli interessi che muovono attualmente la Sottocommissione nel volere l\u2019intervento dello Stato sono di far s\u00ec chele grandi propriet\u00e0 non arrivino ad essere, ad un certo punto, per la loro potenza, un pericolo per l\u2019organizzazione dello Stato, e, in secondo luogo, che le grandi propriet\u00e0 non siano messe in condizioni da non poter essere sfruttate adeguatamente, ma che diano il maggior benessere possibile nell\u2019interesse generale.<\/p><p>Partendo da queste considerazioni, riterrebbe opportuno parlare di questo argomento nella parte che riguarda i monopoli industriali.<\/p><p>TAVIANI, <em>Relatore<\/em>, non concorda, trattandosi di due differenti questioni.<\/p><p>TOGNI condivide l\u2019esigenza a cui si ispira la Sottocommissione, ma non pu\u00f2 fare a meno di domandare perch\u00e9 non dovrebbero essere considerate anche le grandi propriet\u00e0 edilizie. Ritiene, a suo avviso, altrettanto dannoso all\u2019interesse sociale una propriet\u00e0 di 700 o 1000 appartamenti che una propriet\u00e0 di 2000 ettari di terra.<\/p><p>COLITTO, circa l\u2019articolo proposto dal Relatore, sopprimerebbe la parola: \u00abripartizione\u00bb e aggiungerebbe il concetto che la Repubblica impedir\u00e0 l\u2019esistenza e la formazione di grandi propriet\u00e0 terriere, solo se siano di danno alla collettivit\u00e0.<\/p><p>TAVIANI, <em>Relatore<\/em>, dichiara che, se come Relatore dovesse esprimere il suo parere definitivo sulle proposte presentate, non approverebbe neppure la sua.<\/p><p>Non ritiene che abbia valore l\u2019obiezione del Presidente circa il termine: \u00abripartizione\u00bb, perch\u00e9, evidentemente, \u00abcontrollo e intervento nella ripartizione\u00bb non vuol dire soltanto divisione di grandi propriet\u00e0 in piccole, ma pu\u00f2 voler dire anche, per esempio, attribuzione di una propriet\u00e0 privata ad enti pubblici. Non sarebbe contrario, comunque, a sostituire tale parola con un\u2019altra pi\u00f9 chiara, come il termine: \u00abdistribuzione\u00bb; circa poi l\u2019obiezione sollevata dagli onorevoli Colitto, Canevari ed altri, nel senso che lo Stato non dovrebbe controllare la \u00abripartizione\u00bb, ma limitarsi al controllo della utilizzazione, fa presente che, dovendosi formulare un articolo che apra la strada alla riforma agraria, si deve controllare la ripartizione anche fino a giungere alla possibilit\u00e0 di espropriazione. Non si sente, quindi, di rinunziare al termine: \u00abripartizione\u00bb o \u00abdistribuzione\u00bb.<\/p><p>Per quanto riguarda la proposta Canevari, \u00e8 d\u2019accordo in linea di principio, ma non ravvisa la necessit\u00e0 di inserirla nella Costituzione, nella quale \u00e8 sufficiente un articolo che valga a precisare quale sar\u00e0 il comportamento dello Stato nel campo della propriet\u00e0 terriera. Perci\u00f2, pur essendo d\u2019accordo sulla necessit\u00e0 della riforma agraria, considera che la formulazione del collega Canevari possa servire piuttosto come base per la relativa legge.<\/p><p>In relazione, poi, alle proposte dei colleghi Corbi, Assennato, Domined\u00f2 e Noce, rileva la quasi identit\u00e0 della espressione: \u00abNell\u2019interesse della collettivit\u00e0\u00bb, con la sua: \u00abNell\u2019interesse di tutto il popolo\u00bb. Invece la dizione: \u00abper assicurare una migliore esistenza ai lavoratori della terra\u00bb, pur comprendendone l\u2019importanza e la giustezza, tanto che non sarebbe contrario ad un\u2019affermazione del genere, gli fa sorgere il dubbio che non si possa in un articolo della Costituzione parlare isolatamente dei contadini, senza poi, in quelli successivi, fare un identico accenno alle altre categorie.<\/p><p>N\u00e9, a questo proposito, pu\u00f2 ritenere valida l\u2019obiezione che i contadini sono in tristi condizioni, mentre gli operai e gli impiegati hanno un tenore di vita pi\u00f9 elevato, perch\u00e9 questa, per alcune zone, \u00e8 la situazione di oggi, mentre la Costituzione deve guardare anche all\u2019avvenire. Nella Costituzione quindi non metterebbe una simile specificazione, ma inserirebbe un\u2019espressione che, in relazione alle esigenze messe in luce dall\u2019onorevole Corbi, precisasse che il controllo dello Stato deve avere di mira il benessere non soltanto della collettivit\u00e0, ma anche di coloro che lavorano la terra.<\/p><p>\u00c8 d\u2019accordo con l\u2019onorevole Togni che anche la eccessiva propriet\u00e0 immobiliare urbana non \u00e8 morale, ma osserva che una limitazione di essa pu\u00f2 trovare la sua sede pi\u00f9 opportuna nella interpretazione degli articoli sulla propriet\u00e0 in genere e sull\u2019impresa.<\/p><p>Quanto alla formulazione proposta dall\u2019onorevole Canevari, ritiene che essa troverebbe pi\u00f9 adeguata sede in una legge di riforma agraria, anzich\u00e9 nella Carta Costituzionale.<\/p><p>Circa il pericolo di un grave danno che deriverebbe all\u2019agricoltura da una complessa riforma della distribuzione della propriet\u00e0 fondiaria, non nasconde la sua preoccupazione, ma d\u2019altra parte deve ricordare che qualsiasi progresso sociale implica un costo economico. A tale proposito si domanda se si debba oggi precludere la possibilit\u00e0 di un progresso sociale nell\u2019agricoltura, per il solo fatto di volere eliminare il costo che esso comporterebbe.<\/p><p>Ricorda che quando fu attuato lo spezzettamento del latifondo in Bessarabia, la produzione sub\u00ec una forte diminuzione e occorsero pi\u00f9 di dieci anni per riportarla alle primitive proporzioni. Tuttavia i risultati sociali furono ottimi. I contadini della Bessarabia, prima in continue agitazioni, divennero i migliori cittadini dello Stato rumeno. Dubita infine che il mantenimento della grande propriet\u00e0 fondiaria sia necessario agli effetti della produzione.<\/p><p>ASSENNATO non ritiene conforme alla struttura economica del Paese la riserva dell\u2019onorevole Taviani circa l\u2019inclusione nella Costituzione di una dichiarazione impegnativa per la elevazione dei lavoratori della terra, le condizioni economiche dei quali esigono invece che si faccia un preciso accenno per il loro miglioramento.<\/p><p>Prende atto che l\u2019onorevole Taviani si dichiara convinto di questa necessit\u00e0, ma un riconoscimento non espresso e non impegnativo avrebbe un valore puramente platonico. Prega quindi l\u2019onorevole Taviani, quale Relatore, di considerare l\u2019opportunit\u00e0 di una simile dichiarazione statutaria.<\/p><p>La circostanza che in qualche regione la vita del lavoratore della terra \u00e8 gi\u00e0 ad un livello civile tale da non richiedere un\u2019esplicita dichiarazione nella Costituzione, non \u00e8 sufficiente per sconsigliarla, poich\u00e9 essa va formulata in vista delle condizioni della generalit\u00e0 della societ\u00e0 nazionale. N\u00e9 d\u2019altra parte pu\u00f2 ritenersi che il concetto del miglioramento delle condizioni di vita dei lavoratori della terra possa essere sottinteso nella semplice espressione relativa all\u2019interesse della collettivit\u00e0.<\/p><p>PRESIDENTE comunica che l\u2019onorevole Colitto propone, per la prima parte dell\u2019articolo, la seguente formulazione:<\/p><p>\u00abLo Stato, al fine di potenziare la produzione, ha il diritto di controllare la utilizzazione della propriet\u00e0 terriera\u00bb.<\/p><p>CANEVARI ritiene che l\u2019onorevole Taviani non abbia interpretato in senso esatto quello che egli ha voluto dire nei riguardi della grande propriet\u00e0. Le osservazioni storiche da lui ricordate non hanno alcun riferimento con la situazione attuale, perch\u00e9 la riforma agraria, in qualunque tempo verr\u00e0 effettuata, determiner\u00e0 sempre gravi problemi, rendendo pensosi sulla opportunit\u00e0 di spezzettare o di mantenere unita la propriet\u00e0. In alta Italia vi sono grandi propriet\u00e0 fondiarie condotte industrialmente in modo tale che onorano il Paese. Ricorda il fenomeno avvenuto dopo l\u2019altra guerra, quando speculatori arricchiti, acquistate grandi propriet\u00e0, le rivendettero spezzettate, causando un enorme danno all\u2019agricoltura.<\/p><p>Nella provincia di Pavia, ad esempio, esistevano grandi aziende agricole cooperative perfettamente organizzate, con rotazione delle culture e direttori preparati tecnicamente e praticamente per conseguire i migliori risultati, affiancate da tutta una serie di attivit\u00e0 attinenti all\u2019agricoltura, come latterie e caseifici, che alimentavano le cooperative dei lavoratori. Tale organizzazione \u2013 e questo \u00e8 il concetto sociale \u2013 permetteva che su quei fondi vivesse una popolazione superiore del 30 o 40 per cento di quella che vi vive attualmente.<\/p><p>Quelle aziende cooperative sono state sciolte dal fascismo ed i terreni sono stati venduti a speculatori, e smembrati. Non \u00e8 vero quindi che sempre la piccola propriet\u00e0 possa sostituire la grande propriet\u00e0.<\/p><p>Dichiara, perci\u00f2, di non poter accedere alle proposte degli onorevoli Corbi, Assennato, Noce e Domined\u00f2, perch\u00e9 tutte concordano sullo stesso concetto, del controllo dello Stato sulla ripartizione e utilizzazione del suolo, concetto che non \u00e8 sufficiente per aprire le porte alla riforma agraria. La riforma agraria deve, invece, essere effettuata lavorando e preparando gli uomini. Ecco la necessit\u00e0 di scuole per poter guidare i contadini ad assumere la responsabilit\u00e0 di utilizzare la terra nel modo migliore.<\/p><p>Lo Stato, a suo avviso, non pu\u00f2 intervenire efficacemente, perch\u00e9 l\u2019agricoltura \u00e8 la cosa pi\u00f9 locale che si possa immaginare. Lo Stato pu\u00f2 fissare delle linee e delle direttive generali, ma saranno gli organi creati localmente che dovranno interessarsi dei problemi della terra e dettare le norme necessarie per la loro soluzione. Personalmente si dichiara favorevole alla costituzione di comunit\u00e0 provinciali o regionali che rappresentino gli interessi dei lavoratori e dei consumatori. Necessit\u00e0, quindi, di organi competenti che dovranno occuparsi anche di creare o di favorire il sorgere di industrie particolarmente attinenti all\u2019agricoltura come caseifici, oleifici sociali, enopoli, ecc., iniziative queste che potranno essere assunte direttamente da organi locali appositamente creati, che conoscano i bisogni e le necessit\u00e0 del posto.<\/p><p>Come ha affermato nella sua formulazione, la Costituzione dovrebbe anche contenere il principio che la legge deve promuovere un movimento di trasformazione atto a determinare le condizioni pi\u00f9 favorevoli per conseguire come risultato finale un\u2019agricoltura in via di continuo progresso. L\u2019agricoltura, infatti, non si ferma; ma \u00e8 e sar\u00e0 in continua trasformazione e nessuno oggi pu\u00f2 dire dove avr\u00e0 fine tale trasformazione agraria per conseguire una sempre maggiore e migliore produzione.<\/p><p>Nella sua proposta vi \u00e8 poi un\u2019altra affermazione, che non trova nelle altre, relativa ad una agricoltura \u00abcondotta dal lavoro associato\u00bb che ritiene non possa non essere fatta, perch\u00e9, se si vogliono dare direttive per una radicale riforma agraria, bisogna dire fin da ora quali fini essa si deve proporre indicandone altres\u00ec i mezzi preminenti che fin da ora si ravvisano.<\/p><p>TOGNI, in relazione alla dichiarazione dell\u2019onorevole Assennato, tiene a dichiarare che pur essendo favorevole al riconoscimento della necessit\u00e0 di accennare al miglioramento dei lavoratori in genere, non intende che tale riconoscimento sia per essi n\u00e9 limitativo, nel senso di considerare solo una determinata categoria, n\u00e9 offensivo, nei riguardi dei lavoratori di determinate parti d\u2019Italia.<\/p><p>TAVIANI, <em>Relatore<\/em>, si associa alle dichiarazioni del collega Togni.<\/p><p>ASSENNATO desidera proporre una modifica alla sua formulazione, sostituendo alle parole \u00abfavorendo la trasformazione\u00bb, le altre \u00abprovvedendo alla trasformazione agraria\u00bb. Infatti, quando si parla del problema della riforma agraria, si sente da tutti rispondere che \u00e8 un problema che riguarda la Costituente. \u00c8 indispensabile, quindi, che in sede di Costituzione si stabilisca almeno il fondamento per la riforma. Per questo motivo aderisce ai principio che informa la proposta dell\u2019onorevole Canevari, invitando a studiare una formula che sia comprensiva dei concetti da lui esposti.<\/p><p>PRESIDENTE \u00e8 perfettamente d\u2019accordo sulla necessit\u00e0 della riforma agraria, ma ripete la sua contrariet\u00e0 al controllo dello Stato nella ripartizione in cui \u00e8 inclusa l\u2019esigenza di frazionare la grande propriet\u00e0, mentre, come ha gi\u00e0 detto, \u00e8 favorevole allo spezzettamento solo in certi particolari casi.<\/p><p>FANFANI osserva che la Commissione ha tralasciato di considerare le condizioni attuali dell\u2019agricoltura italiana, che non \u00e8 in grado di garantire la maggior possibile produzione e le migliori condizioni di vita ai produttori e coltivatori.<\/p><p>Dall\u2019esame degli articoli presentati, ad eccezione di quello dell\u2019onorevole Canevari, si potrebbe avere l\u2019impressione che le cause dell\u2019attuale malessere dell\u2019agricoltura siano dovute esclusivamente alla cattiva ripartizione delle terre e alla loro irrazionale utilizzazione, per cui pi\u00f9 che di riforma agraria, si dovrebbe parlare di riforma fondiaria. Ma la riforma fondiaria non \u00e8 sufficiente, a suo avviso, a risolvere n\u00e9 il problema di un maggior benessere dei coltivatori, n\u00e9 a garantire all\u2019agricoltura quello sviluppo che le coedizioni naturali e di territorio e quelle della tecnica, italiana e mondiale, le consentono. Afferma quindi che, pi\u00f9 che sulla riforma fondiaria, il problema agricolo italiano si basa attualmente sulla trasformazione agraria. A tale proposito non si nasconde l\u2019immensit\u00e0 dei problemi; basti pensare alla riforma dei patti agrari, a quella del credito agrario e fondiario e \u2013 problema importantissimo \u2013 alla diffusione dell\u2019istruzione dei coltivatori.<\/p><p>Tutti questi problemi, egregiamente illustrati nel volume edito dal Ministero della Costituente, si presentano in modo cos\u00ec diverso da regione a regione, da provincia a provincia e anche nell\u2019ambito delle singole province, da far rimanere perplessi allorch\u00e9 si pensi di considerarli in un articolo della Costituzione. Le infinite divisioni e sottodistinzioni delle zone italiane (zone alpine, appenniniche, a cultura intensiva o estensiva, appoderate, ecc.) sono tali e tante che indubbiamente non si pu\u00f2 pensare di risolvere il problema della trasformazione agraria parlando di controllo sulla ripartizione del suolo e quindi solo di limiti della propriet\u00e0. Queste argomentazioni, anzich\u00e9 essere fuori tema, come alcuno potrebbe ritenere, tendono invece a far presenti le estreme difficolt\u00e0 che si incontrano nella risoluzione del complicatissimo problema ed a segnalare l\u2019imprudenza con la quale la Sottocommissione affronta la questione parlando di ripartizione \u2013 cio\u00e8 di limiti \u2013 senza aver dato incarico all\u2019ente regione, o ad altro istituto, di scendere alla determinazione, zona per zona, delle riforme che in ciascuna di esse \u00e8 necessario attuare. Afferma perci\u00f2 che una riforma agraria uguale per tutta l\u2019Italia non \u00e8 concepibile; ed anzi una riforma fondiaria ed agraria, considerate come un tutt\u2019uno \u2013 senza tener presenti le esigenze delle singole zone \u2013 sarebbero la premessa di una rovina generale. Parimenti ritiene che un controllo dello Stato sulla utilizzazione del suolo potrebbe provocare la paralisi totale dell\u2019agricoltura italiana, perch\u00e9 ogni contadino, prima di procedere a qualche semina, dovrebbe ricorrere all\u2019Ispettorato agrario per conoscere se l\u2019azione che si propone di fare rientri nei criteri generali.<\/p><p>Rileva, tuttavia, che se queste sue considerazioni sono volutamente esagerate per spirito polemico, il suo intendimento \u00e8 quello di richiamare l\u2019attenzione di tutti sulla necessit\u00e0 di arrivare ad una articolazione che eviti, per quanto possibile, gli inconvenienti delle frasi generiche, e che sia armonizzata con l\u2019affermazione del terzo comma dell\u2019articolo sulla propriet\u00e0.<\/p><p>Dopo aver affermato che le esigenze fondamentali sono quelle della massima produzione ai minimi costi e del massimo benessere possibile per tutti coloro che attendono alle trasformazioni nel campo agricolo, conclude proponendo che l\u2019onorevole Taviani, alla luce di tali richieste, affacci la soluzione per le varie questioni, tenendo presente che si tratta di un problema complesso e grave \u2013 il pi\u00f9 grave di tutti i problemi economici italiani \u2013 in quanto il 50 per cento della popolazione italiana vive sulla terra.<\/p><p>PRESIDENTE ritiene che una statuizione si possa fare anche con una formulazione generica, che apra per\u00f2 la strada alla riforma agraria.<\/p><p>TAVIANI, <em>Relatore<\/em>, riconosce la giustezza delle affermazioni del collega Fanfani. Ritiene implicito che qualsiasi riforma agraria, come qualsiasi limite o vincolo da porsi nel campo dell\u2019agricoltura, debbano avere carattere regionale e tener conto delle diversit\u00e0 della natura dei terreni e delle colture. Ci\u00f2 risulta gi\u00e0 chiaramente dalla sua originaria relazione sul tema ora in discussione. Afferma tuttavia che una Costituzione non pu\u00f2 addentrarsi nei particolari della riforma agraria. Ritiene quindi che la Sottocommissione o si dovr\u00e0 accontentare dell\u2019articolo relativo alla propriet\u00e0, che lascia gi\u00e0 la possibilit\u00e0 di una qualsiasi riforma agraria, oppure, se vuole formulare un articolo speciale per la propriet\u00e0 terriera, non potr\u00e0 entrare in eccessive specificazioni.<\/p><p>DOMINED\u00d2 rileva che le osservazioni critiche dell\u2019onorevole Fanfani rispondono a esigenze che sono vivamente sentite. Bisognerebbe pertanto che si fondessero insieme le varie esigenze in giuoco, per arrivare ad una formulazione il pi\u00f9 possibile sintetica e comprensiva; del che ha inteso dare un primo esempio sostituendo il concetto generale di trasformazione agraria a quello particolaristico di divisione del latifondo.<\/p><p>PRESIDENTE \u00e8 d\u2019accordo.<\/p><p>La seduta termina alle 20.05.<\/p><p><em>Erano presenti:<\/em> Assennato, Canevari, Colitto, Corbi, Domined\u00f2, Fanfani, Federici, Ghidini, Marinaro, Noce, Taviani, Togni.<\/p><p><em>Erano assenti<\/em><em>:<\/em> Giua, Lombardo, Paratore, Rapelli.<\/p><p><em>In congedo:<\/em> Merlin Angelina, Mol\u00e8.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Versione PDF ASSEMBLEA COSTITUENTE COMMISSIONE PER LA COSTITUZIONE TERZA SOTTOCOMMISSIONE 19. RESOCONTO SOMMARIO DELLA SEDUTA POMERIDIANA DI MERCOLED\u00cc 2 OTTOBRE 1946 PRESIDENZA DEL PRESIDENTE GHIDINI INDICE Diritto di propriet\u00e0 e intrapresa economica (Seguito della discussione) Presidente \u2013 Taviani, Relatore \u2013 Canevari \u2013 Assennato \u2013 Corbi \u2013 Colitto \u2013 Domined\u00f2 \u2013 Togni \u2013 Fanfani. 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