{"id":5456,"date":"2023-10-16T13:49:11","date_gmt":"2023-10-16T11:49:11","guid":{"rendered":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=5456"},"modified":"2023-10-23T14:24:43","modified_gmt":"2023-10-23T12:24:43","slug":"martedi-10-settembre-1946-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=5456","title":{"rendered":"MARTED\u00cc 10 SETTEMBRE 1946"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"5456\" class=\"elementor elementor-5456\" data-elementor-post-type=\"post\">\n\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-b930b75 elementor-section-full_width elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"b930b75\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-d5fcdae\" data-id=\"d5fcdae\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-a3e71f9 elementor-align-right elementor-widget elementor-widget-button\" data-id=\"a3e71f9\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"button.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-button-wrapper\">\n\t\t\t\t\t<a class=\"elementor-button elementor-button-link elementor-size-sm\" href=\"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/19460910sed003ts.pdf\" target=\"_blank\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-content-wrapper\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-icon\">\n\t\t\t\t<i aria-hidden=\"true\" class=\"icon icon-view\"><\/i>\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-text\">Versione PDF<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-3479868 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"3479868\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p>ASSEMBLEA COSTITUENTE<\/p><p>COMMISSIONE PER LA COSTITUZIONE<\/p><p>TERZA SOTTOCOMMISSIONE<\/p><p>3.<\/p><p>RESOCONTO SOMMARIO<\/p><p>DELLA SEDUTA DI MARTED\u00cc 10 SETTEMBRE 1946<\/p><p>PRESIDENZA DEL PRESIDENTE <strong>GHIDINI<\/strong><\/p><p><strong>\u00a0<\/strong><\/p><p><strong>INDICE<\/strong><\/p><p><strong>Dovere sociale del lavoro e diritto al lavoro<\/strong> (<em>Seguito della discussione<\/em>)<\/p><p>Presidente \u2013 Colitto, <em>Relatore<\/em><em> \u2013 <\/em>Canevari \u2013 Togni \u2013 Taviani \u2013 Di Vittorio \u2013 Fanfani \u2013 Giua \u2013 Marinaro \u2013 Mol\u00e8 \u2013 Paratore \u2013 Merlin Angelina.<\/p><p>La seduta comincia alle 16.15.<\/p><p>Seguito della discussione sul dovere sociale del lavoro e diritto al lavoro.<\/p><p>PRESIDENTE avverte che si riprende la discussione sul dovere sociale del lavoro e diritto al lavoro.<\/p><p>COLITTO, <em>Relatore<\/em>, rileva che altro \u00e8 il diritto che ogni cittadino ha di lavorare senza che gli si frappongano limitazioni o riducendosi queste all\u2019indispensabile, altro \u00e8 il diritto del cittadino al lavoro. Nel primo caso il lavoro \u00e8 gi\u00e0 trovato dai cittadini e solo si discute delle condizioni della sua esplicazione, mentre nel secondo il cittadino va alla ricerca di un lavoro che non trova e che, pur ammettendosi il suo diritto, dovrebbe trovare. Ora, poich\u00e9 \u00e8 assurdo parlare in una Costituzione, che \u00e8 un documento soprattutto di carattere giuridico, del diritto del cittadino, senza che si possa insieme parlare di un corrispondente dovere dello Stato a garantirne la soddisfazione, pensa che le formule, proposte non siano da approvarsi, in entrambe proclamandosi il diritto al lavoro del cittadino senza che insieme si proclami il corrispondente dovere dello Stato di assicurarlo. Costituisce per lui una vera irrisione all\u2019enorme massa dei disoccupati che non diminuisce, ma purtroppo aumenta, di inserire nella Carta costituzionale che lo Stato ha il dovere di trovare lavoro ai disoccupati quando \u00e8 certo che, per tradurre tale dovere in pratica, sono necessari provvidenze e istituzioni estremamente complesse e soprattutto possibilit\u00e0 finanziarie che non l\u2019Italia soltanto, ma la pi\u00f9 parte degli Stati, \u00e8 ben lungi dal possedere.<\/p><p>CANEVARI si dichiara, in linea di massima, d\u2019accordo con la formula proposta ieri del Presidente, che preciserebbe nel seguente modo:<\/p><p>\u00abIl lavoro \u00e8 un dovere e un diritto da parte di ogni cittadino, conforme alla propria scelta e alla propria idoneit\u00e0\u00bb.<\/p><p>Aggiungerebbe poi:<\/p><p>\u00ab\u00c8 compito dello Stato, con le sue leggi, facilitare di collocamento del lavoro, disciplinarne le forme, i limiti e le condizioni affinch\u00e9 esso sia realizzato nel modo pi\u00f9 soddisfacente e pi\u00f9 vantaggioso per il singolo e per la collettivit\u00e0\u00bb.<\/p><p>TOGNI adotterebbe una formula pi\u00f9 semplice e chiara.<\/p><p>TAVIANI non accetta la tesi sostenuta dall\u2019onorevole Colitto e si domanda perch\u00e9 se questi si preoccupa di non dichiarare il diritto al lavoro, in quanto ne deriverebbe un dovere per lo Stato di dare a tutti il lavoro, non si preoccupa viceversa di dichiarare il dovere al lavoro, per il quale, ragionando allo stesso modo, lo Stato potrebbe obbligare tutti a lavorare.<\/p><p>Rileva che un\u2019affermazione di principio vincola la Stato a una determinata politica, ma non a rispondere caso per caso, sicch\u00e9 \u00e8 necessario trovare una formula la quale parli appunto di questo indirizzo che deve avere lo Stato nella sua politica economica. A questo proposito si dichiara favorevole alla formula prospettata ieri dall\u2019onorevole Noce o ad altre simili che dicessero che \u00abprimo fine della politica economica dello Stato deve essere il pieno impiego\u00bb, cio\u00e8 non \u00abgarantire a tutti il diritto al lavoro\u00bb, ma piuttosto \u00abcreare condizioni tali perch\u00e9 possa esplicarsi il diritto al lavoro\u00bb.<\/p><p>DI VITTORIO concorda con le affermazioni dell\u2019onorevole Taviani, aggiungendo tuttavia che sarebbe preferibile precisare maggiormente l\u2019enunciazione del diritto al lavoro. Una Costituzione non \u00e8 una legge che serve a soddisfare soltanto esigenze immediate, ma segna invece una tappa che si proietta nell\u2019avvenire e indica una prospettiva politica e storica.<\/p><p>Bisogna, pertanto, affermare il diritto al lavoro: ci\u00f2 significa che lo Stato deve seguire un indirizzo politico-sociale tale da assicurarne l\u2019esercizio, quando le condizioni economico-sociali lo consentiranno.<\/p><p>Si limiterebbe, quindi, a fare la seguente affermazione pura e semplice: \u00abLo Stato riconosce il diritto al lavoro per tutti i cittadini italiani\u00bb. Si potrebbe poi aggiungere: \u00abLa legislazione deve tendere a realizzare condizioni tali da poter assicurare concretamente questo diritto\u00bb.<\/p><p>FANFANI in base ai rilievi fatti ieri sera e a quelli fatti nella riunione odierna, pensa di poter proporre una nuova formula cos\u00ec concepita: \u00abOgni cittadino ha il dovere e il diritto di dedicare la sua opera manuale o intellettuale ad un\u2019attivit\u00e0 produttiva conforme alle sue attitudini e nei limiti delle sue possibilit\u00e0. La Repubblica riconosce al cittadino il diritto ad una occupazione continua e proficua o almeno ad un\u2019assistenza che la surroghi e con norme apposite ne predisporr\u00e0 il godimento, incoraggiando e coordinando l\u2019attivit\u00e0 economica promossa dai privati, svolgendo una politica di pieno impiego, stipulando accordi internazionali per l\u2019emigrazione e determinando le modalit\u00e0 dell\u2019indennizzo ai disoccupati involontari\u00bb.<\/p><p>DI VITTORIO dichiara di essere contrario a questa formula ritenendola eccessivamente lunga. Fa presente che la Commissione deve fissare i princip\u00ee generali e non sostituirsi al legislatore.<\/p><p>TOGNI dopo aver constatato che si \u00e8 di massima d\u2019accordo che lo Stato deve riconoscere il linea di principio il diritto al lavoro, cos\u00ec come si \u00e8 d\u2019accordo nel riconoscere che per realizzare questo diritto lo Stato deve fare quanto \u00e8 possibile, propone di aggiungere alla formula proposta dal Presidente: \u00abLo Stato, riconoscendo il diritto al lavoro da parte dei cittadini, interviene affinch\u00e9 l\u2019ordinamento giuridico e le condizioni sociali ed economiche ne assicurino la possibile realizzazione\u00bb.<\/p><p>GIUA adotterebbe la seguente enunciazione sintetica: \u00abLa Repubblica afferma il diritto al lavoro per ogni cittadino ed all\u2019uopo ne assicura l\u2019attuazione pratica\u00bb.<\/p><p>MARINARO presenta il seguente ordine del giorno:<\/p><p>\u00abLa terza Sottocommissione, dopo l\u2019ampia discussione svoltasi, ritiene che le disposizioni da includere nella Costituzione debbano conciliare le giuste esigenze delle classi lavoratrici con la situazione economica generale del Paese ed i compiti essenziali di uno Stato democratico.<\/p><p>\u00abE pertanto, fondendo e precisando gli articoli formulati dai vari oratori, delibera di predisporre la seguente unica disposizione:<\/p><p>\u00abIl lavoro \u00e8 un diritto e nello stesso tempo un dovere di ogni cittadino, che li esercita in conformit\u00e0 della propria idoneit\u00e0 e della propria scelta.<\/p><p>\u00abLo Stato creer\u00e0, con tutti i mezzi a sua disposizione, le pi\u00f9 vaste possibilit\u00e0 di lavoro e ne tuteler\u00e0 i rapporti in modo da assicurare il maggior vantaggio ai singoli cittadini e alla collettivit\u00e0\u00bb.<\/p><p>DI VITTORIO \u00e8 contrario alla formula proposta che, nella sua genericit\u00e0, non segnerebbe un progresso nel campo sociale.<\/p><p>Ribadisce il concetto che la Costituzione, prendendo la situazione attuale come punto di partenza, deve sforzarsi di indicare una prospettiva storica, e quindi deve tener aperta la via al progresso legislativo. Il valore dell\u2019affermazione risiede nel fatto che lo Stato e la societ\u00e0 nazionale italiana devono essere organizzati in modo tale da determinare concretamente le condizioni che assicurino il diritto al lavoro a tutti i cittadini.<\/p><p>In base a questo concetto cade la preoccupazione che lo Stato non possa, nel momento attuale, assicurare il lavoro a tutti i cittadini.<\/p><p>TOGNI \u00e8 d\u2019accordo con l\u2019onorevole Di Vittorio che lo Stato debba proiettare la sua azione nel futuro; di fronte alle difficolt\u00e0 pratiche che l\u2019affermazione di un principio impegnativo determina, bisogna graduarne la realizzazione.<\/p><p>DI VITTORIO nota che la formulazione da lui proposta \u00e8 moralmente impegnativa e demanda al potere legislativo il compito di realizzarne le condizioni.<\/p><p>TAVIANI vorrebbe tener distinti i due problemi. Circa l\u2019enunciazione di carattere generale relativa al diritto, e al dovere del lavoro la Sottocommissione, tranne l\u2019onorevole Colitto, \u00e8 d\u2019accordo. Si potrebbe, in proposito, adottare la formula proposta nella precedente riunione dal Presidente.<\/p><p>Quanto al secondo punto la dizione proposta dall\u2019onorevole Fanfani \u00e8 completa, ma forse troppo scientifica, mentre l\u2019altra dell\u2019onorevole Togni, con le parole: \u00abne assicurino la possibile realizzazione\u00bb, viene, a suo parere, a limitare troppo il concetto del diritto al lavoro. Si potrebbe, in conclusione, dire: \u00abLo Stato provvede a porre le condizioni economiche e sociali per assicurare a tutti i cittadini il lavoro\u00bb, aggiungendo, se del caso: \u00aboppure, ove questo non sia possibile, una assistenza che lo surroghi\u00bb.<\/p><p>FANFANI fa presente che nella formula da lui proposta ha riprodotto le esigenze manifestatesi nella discussione di ieri. \u00c8, peraltro, convinto che nelle Costituzioni non si fanno solo affermazioni di princip\u00ee generici. Una Costituzione aderisce alla realt\u00e0 in quanto scende a qualche individuazione di cose fattibili.<\/p><p>DI VITTORIO accetterebbe la formulazione dell\u2019onorevole Fanfani in un progetto di legge, ma non nella Costituzione, per quanto ritenga anch\u2019egli che la Costituzione non debba consistere in una serie di enunciazioni generiche.<\/p><p>TOGNI modificherebbe la sua proposta in questi termini: \u00abLo Stato, riconoscendo il diritto al lavoro da parte dei cittadini, provvede affinch\u00e9 l\u2019ordinamento giuridico e le condizioni sociali ed economiche ne consentano la realizzazione\u00bb.<\/p><p>Sarebbe contrario ad unire la questione previdenziale a quella del lavoro, trattandosi di affermazioni in campi diversi.<\/p><p>MOL\u00c8 osserva che lo Stato non provvede, ma provvedono i governi. Richiama la Sottocommissione alle considerazioni svolte nella relazione Pesenti.<\/p><p>PARATORE rileva l\u2019enorme importanza dell\u2019argomento in discussione. Oggi lo Stato interviene in questo campo attraverso l\u2019assistenza. Si tratta ora di trasformare l\u2019intervento dello Stato da assistenziale in intervento attivo. Una volta messo avanti il principio di questo diritto, il problema consiste nel vedere se ci si debba limitare a questa affermazione o se si debba fare un passo pi\u00f9 avanti.<\/p><p>Poich\u00e9 ritiene che fare un passo pi\u00f9 avanti sia pericoloso, propone la seguente formula:<\/p><p>\u00abLa Repubblica riconosce il diritto al lavoro di tutti i cittadini. La politica economica e finanziaria dello Stato tender\u00e0 a creare le condizioni che permettano d\u2019assicurare tale diritto\u00bb.<\/p><p>MERLIN ANGELINA propone la seguente dizione:<\/p><p>\u00abLo Stato riconosce il diritto ed il dovere dei cittadini al lavoro ed \u00e8 tenuto a promuovere i piani economici che assicurino il minimo necessario alla vita e, se non \u00e8 possibile, l\u2019assistenza\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE avverte che l\u2019onorevole Togni ha cos\u00ec modificato la formula proposta:<\/p><p>\u00abLo Stato riconosce il diritto al lavoro da parte dei cittadini ed interviene affinch\u00e9 l\u2019ordinamento giuridico e le condizioni sociali ed economiche ne consentano la realizzazione\u00bb.<\/p><p>TAVIANI assocerebbe il diritto al lavoro al dovere.<\/p><p>Propone, intanto, che si abbassi alla votazione delle proposte fatte.<\/p><p>CANEVARI \u00e8 anch\u2019egli d\u2019avviso che si adotti una formula in cui si parli del dovere e del diritto al lavoro.<\/p><p>DI VITTORIO osserva che l\u2019affermazione del lavoro quale dovere sociale ha un valore esclusivamente etico, mentre l\u2019affermazione del diritto al lavoro rappresenta una conquista delle masse lavoratrici ed un progresso della legislazione. Se si vuole porre l\u2019accento su questa ultima affermazione bisogna precisare che la Repubblica riconosce il diritto al lavoro a tutti i cittadini italiani. Se poi vi fossero degli scrupoli sulla applicabilit\u00e0 di tale norma, si potr\u00e0 aggiungere che la legislazione tender\u00e0 a creare condizioni economiche e sociali tali che permettano di assicurare questo diritto.<\/p><p>A suo parere, bisognerebbe limitarsi alla prima affermazione.<\/p><p>MOL\u00c8 si associa osservando che sarebbe scorretto, dal punto di vista giuridico, anticipare in un testo costituzionale la materia propria della legislazione e tanto meno di parlare di politica economica e finanziaria.<\/p><p>DI VITTORIO rileva tuttavia che molte Costituzioni moderne si soffermano su tali particolarit\u00e0.<\/p><p>MOL\u00c8 nota che si tratta evidentemente delle Costituzioni di quei paesi in cui gi\u00e0 esiste un\u2019economia statizzata.<\/p><p>COLITTO insiste perch\u00e9 si accetti la formulazione da lui gi\u00e0 proposta e cio\u00e8: \u00abOgni cittadino ha il dovere di dedicare la sua opera, manuale o intellettuale, ad una attivit\u00e0 produttiva da lui liberamente scelta conforme alle sue attitudini e nei limiti delle sue possibilit\u00e0\u00bb.<\/p><p>TAVIANI propone la seguente formula: \u00abOgni cittadino ha il diritto e il dovere di lavorare conformemente alle proprie possibilit\u00e0 ed alla propria scelta\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE ritiene che quest\u2019ultima formulazione dell\u2019onorevole Taviani possa raccogliere l\u2019unanimit\u00e0 dei consensi.<\/p><p>Si potrebbe porre ai voti, salvo poi ad integrarla con una delle enunciazioni proposte.<\/p><p>COLITTO ritiene che si debba tener presente tutto l\u2019articolo, per fissare una buona coordinazione fra le diverse parti.<\/p><p>PRESIDENTE osserva che vi \u00e8 un nesso logico fra le varie parti dell\u2019articolo: si vota cio\u00e8 una prima affermazione sul riconoscimento del diritto e del dovere di lavorare; seguir\u00e0 una seconda affermazione sul riconoscimento del diritto al lavoro; sar\u00e0 in seguito posta ai voti una terza parte, sulla quale vi sono gi\u00e0 quattro formulazioni, che saranno lette a suo tempo.<\/p><p>Pone ai voti la formula proposta dall\u2019onorevole Taviani: \u00abOgni cittadino ha il dovere e il diritto di lavorare conformemente alle proprie possibilit\u00e0 e alla propria scelta\u00bb.<\/p><p>(<em>\u00c8<\/em> <em>approvata all\u2019unanimit\u00e0<\/em>).<\/p><p>Pone ora ai voti la seconda parte dell\u2019articolo:<\/p><p>\u00abLa Repubblica riconosce a tutti i cittadini italiani il diritto al lavoro\u00bb.<\/p><p>MARINARO ritiene superflua questa enunciazione.<\/p><p>TAVIANI non \u00e8 dello stesso avviso, in quanto una cosa \u00e8 il diritto di lavorare e altra cosa \u00e8 il diritto al lavoro.<\/p><p>COLITTO dichiara di votare, nonostante quanto ha detto, favorevolmente, perch\u00e9, in sostanza, il concetto espresso in modo generico nella parte messa in votazione (si afferma un diritto naturale), \u00e8 precisato sotto forma di tendenza nella parte che si dovr\u00e0 votare in una delle formulazioni che saranno lette.<\/p><p>MARINARO dichiara di votare favorevolmente, pur ritenendo tuttavia superflua una tale affermazione.<\/p><p>(<em>La formula \u00e8 approvata all\u2019unanimit\u00e0<\/em>).<\/p><p>Per la terza parte sono stati presentati diversi testi di cui d\u00e0 successivamente lettura.<\/p><p><em>Marinaro:<\/em> \u00abLo Stato creer\u00e0, con tutti i mezzi a sua disposizione, le pi\u00f9 vaste possibilit\u00e0 di lavoro e ne tuteler\u00e0 i rapporti in modo da assicurare il maggior vantaggio ai singoli cittadini ed alla collettivit\u00e0\u00bb.<\/p><p><em>Togni: <\/em>\u00ab &#8230;e provvede affinch\u00e9 l\u2019ordinamento giuridico e le condizioni sociali ed economiche ne consentano la realizzazione\u00bb.<\/p><p><em>Paratore:<\/em> \u00abLa politica economica e finanziaria dello Stato tender\u00e0 a creare le condizioni che permettano di assicurare tale di diritto\u00bb.<\/p><p><em>Merlin:<\/em> \u00ab &#8230;ed \u00e8 tenuta a promuovere l\u2019attuazione di piani economici e finanziari che ne consentano l\u2019esercizio\u00bb.<\/p><p>TAVIANI invita l\u2019onorevole Paratore a sostituire all\u2019espressione \u00abpolitica economica e finanziaria\u00bb la parola \u00abStato\u00bb.<\/p><p>PARATORE si tratta di un concetto del tutto differente.<\/p><p>FANFANI propone che alla formula gi\u00e0 approvata: \u00abLa Repubblica riconosce a tutti i cittadini italiani il diritto al lavoro\u00bb siano, aggiunte le parole: \u00abe predispone tutti i mezzi necessari al suo godimento\u00bb.<\/p><p>GIUA chiede che sia posta in votazione la formula proposta dall\u2019onorevole Fanfani, in quanto pi\u00f9 semplice e ampia.<\/p><p>TAVIANI chiede che in luogo di dire: \u00abtutti i mezzi necessari\u00bb si dica: \u00abi mezzi necessari\u00bb.<\/p><p>FANFANI accetta l\u2019emendamento proposto dall\u2019onorevole Taviani.<\/p><p>PRESIDENTE pone ai voti la proposta dell\u2019onorevole Fanfani di aggiungere alla formula gi\u00e0 approvata: \u00abLa Repubblica riconosce a tutti i cittadini italiani il diritto al lavoro\u00bb le parole: \u00abe predispone i mezzi necessari al suo godimento\u00bb.<\/p><p>PARATORE dichiara di votare contro la formula Fanfani perch\u00e9 ritiene, in base a personale esperienza, che sia equivoca e soverchiamente impegnativa.<\/p><p>COLITTO dichiara di astenersi per le stesse ragioni dette dall\u2019onorevole Paratore. Egli avrebbe preferito l\u2019ordine del giorno Marinaro.<\/p><p>MOL\u00c8 dichiara di astenersi perch\u00e9 desidera una formulazione generica, senza determinazioni, in maniera che sia lasciata la pi\u00f9 ampia facolt\u00e0 di emanare provvedimenti legislativi ai governi repubblicani legittimi che si succederanno.<\/p><p>Votano <em>s\u00ec<\/em>: Di Vittorio, Fanfani, Federici Maria, Ghidini, Giua, Marinaro, Merlin Angelina, Noce Teresa, Rapelli, Taviani, Togni.<\/p><p>Vota <em>no<\/em>: Paratore.<\/p><p>Si astengono: Colitto, Mol\u00e8.<\/p><p>(<em>La formula \u00e8 approvata<\/em>).<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019articolo approvato risulta cos\u00ec formulato:<\/p><p>\u00abOgni cittadino ha il dovere e il diritto di lavorare conformemente alle proprie possibilit\u00e0 ed alla propria scelta.<\/p><p>\u00abLa Repubblica riconosce a tutti i cittadini italiani il diritto al lavoro e predispone i mezzi necessari al suo godimento\u00bb.<\/p><p>La seduta termina alle 18.20.<\/p><p><em>Erano presenti<\/em><em>:<\/em> Colitto, Di Vittorio, Fanfani, Federici Maria, Ghidini, Giua, Marinaro, Merlin Angelina, Mol\u00e8, Noce Teresa, Paratore, Rapelli, Taviani, Togni.<\/p><p><em>\u00c8<\/em> <em>intervenuto autorizzato:<\/em> Canevari.<\/p><p><em>Assenti giustificati:<\/em> Domined\u00f2, Lombardo, Pesenti, Simonini.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Versione PDF ASSEMBLEA COSTITUENTE COMMISSIONE PER LA COSTITUZIONE TERZA SOTTOCOMMISSIONE 3. 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