{"id":5441,"date":"2023-10-16T00:06:38","date_gmt":"2023-10-15T22:06:38","guid":{"rendered":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=5441"},"modified":"2023-12-08T23:31:52","modified_gmt":"2023-12-08T22:31:52","slug":"mercoledi-15-gennaio-1947-prima-sezione-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=5441","title":{"rendered":"MERCOLED\u00cc 15 GENNAIO 1947 (prima sezione)"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"5441\" class=\"elementor elementor-5441\" data-elementor-post-type=\"post\">\n\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-b5de260 elementor-section-full_width elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"b5de260\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column 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PDF<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-1dac4c9 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"1dac4c9\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p>ASSEMBLEA COSTITUENTE<\/p><p>COMMISSIONE PER LA COSTITUZIONE<\/p><p>SECONDA SOTTOCOMMISSIONE<\/p><p>(PRIMA SEZIONE)<\/p><p>16.<\/p><p>RESOCONTO SOMMARIO<\/p><p>DELLA SEDUTA DI MERCOLED\u00cc 15 GENNAIO 1947<\/p><p>PRESIDENZA DEL PRESIDENTE <strong>TERRACINI<\/strong><\/p><p><strong>INDICE<\/strong><\/p><p><strong>Potere esecutivo<\/strong> (<em>Seguito della discussione<\/em>)<\/p><p>Nobile \u2013 Presidente \u2013 Einaudi \u2013 Grieco.<\/p><p><strong>Revisione della Costituzione<\/strong> (<em>Discussione<\/em>)<\/p><p>Rossi Paolo, <em>Relatore \u2013 <\/em>Nobile \u2013 Presidente \u2013 Einaudi \u2013 Fabbri \u2013 Tosato \u2013 Perassi \u2013 Mortati \u2013 Vanoni \u2013 Lussu \u2013 Piccioni.<\/p><p>La seduta comincia alle 18.<\/p><p>Seguito della discussione sul potere esecutivo.<\/p><p>NOBILE, tornando sulle deliberazioni adottate nella precedente seduta in materia di ordinamento \u00abamministrativo, fa presente un problema che ha una certa attinenza con quello del quale si \u00e8 occupato l\u2019onorevole Mortati, della corruzione dilagante tra i dipendenti dello Stato. \u00c8 noto infatti che funzionari dello Stato, e in particolar modo ufficiali delle Forze armate, lasciato il servizio, formano delle ditte o si pongono alle dipendenze di aziende e, entrando in rapporti di affari con le Amministrazioni dello Stato, si giovano delle conoscenze e delle aderenze presso i Ministeri e gli Uffici ai quali appartenevano per ottenere forniture e ordinativi.<\/p><p>Al fine di evitare questo, che \u00e8 uno dei casi pi\u00f9 comuni di corruzione, propone di aggiungere agli articoli approvati nella precedente seduta, la seguente disposizione che, anche se in seguito non sar\u00e0, dal Comitato di coordinamento o dalla Commissione, ritenuta necessaria per una Costituzione, sar\u00e0 utile per indicare quale \u00e8 il pensiero della Sezione a tale riguardo:<\/p><p>\u00abI funzionari dello Stato e gli ufficiali delle Forze armate che abbiano lasciato il servizio non possono aver rapporti di affari con le Amministrazioni alle quali appartenevano\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE ricorda che l\u2019onorevole Mortati ha ritirato la proposta che aveva presentato in proposito, poich\u00e9 la Sezione ha ritenuto che la sua approvazione sarebbe equivalsa ad una condanna del comportamento dei funzionari dello Stato, la cui condotta non autorizza a sollevare alcun sospetto.<\/p><p>EINAUDI osserva che analogo problema si \u00e8 gi\u00e0 presentato frequentemente nell\u2019Amministrazione delle finanze, dove alcuni funzionari hanno domandato di esser posti in quiescenza e poi, giovandosi in parte delle proprie amicizie, ma specialmente della notevole esperienza acquistata al servizio dello Stato, si sono trasformati in professionisti, dedicandosi alla difesa delle ditte private che prima avevano combattuto come procuratori delle imposte.<\/p><p>Dopo aver rilevato che ci\u00f2 dipende, nella maggior parte dei casi, dal cattivo trattamento economico che lo Stato fa ai suoi dipendenti, pone il quesito se si debba impedire che funzionari di valore utilizzino in modo pi\u00f9 remunerativo le proprie attitudini e le proprie cognizioni, anche se acquisito al servizio dello Stato.<\/p><p>NOBILE rileva che non intendeva riferirsi, con la sua proposta, al caso di funzionari che, trasformatisi in professionisti, si giovano dell\u2019esperienza precedentemente acquisita al servizio dello Stato, il che pu\u00f2 anche ammettersi, ma a quello pi\u00f9 grave, di funzionari e di ufficiali delle Forze armate, i quali, divenuti rappresentanti di ditte fornitrici dello Stato, esercitano una vera e propria corruzione al fine di ottenere commissioni per le ditte che rappresentano.<\/p><p>GRIECO \u00e8 del parere che la Sezione possa far propria la proposta dell\u2019onorevole Nobile sotto forma di raccomandazione.<\/p><p>PRESIDENTE ritiene che, in ogni caso, sia opportuno limitare il divieto, contenuto nella proposta, ad un determinato periodo di tempo, trascorso il quale evidentemente tali collusioni divengono quasi impossibili, anche in seguito agli spostamenti dei funzionari che ricoprono le varie cariche nei Ministeri.<\/p><p>NOBILE ribadisce il concetto gi\u00e0 esposto, cio\u00e8 che la formula da lui proposta \u2013 che non ha alcuna difficolt\u00e0 a modificare nel senso indicato dal Presidente \u2013 ha lo scopo di evitare che ex-dipendenti dello Stato entrino in rapporti di affari con le Amministrazioni dalle quali prima dipendevano e, merc\u00e9 le loro aderenze, ottengano, a favore di ditte private, ordinazioni da parte dello Stato. Dichiara inoltre di essere disposto a trasformare la sua proposta in raccomandazione.<\/p><p>PRESIDENTE pone ai voti la raccomandazione proposta dall\u2019onorevole Nobile, nei seguenti termini:<\/p><p>\u00abLa prima Sezione della seconda Sottocommissione esprime l\u2019avviso che le future leggi sullo stato giuridico degli impiegati pubblici dispongano che i funzionari dello Stato e gli ufficiali delle Forze armate che abbiano abbandonato il servizio non possano per un termine congruo aver rapporti di affari con le Amministrazioni alle quali appartenevano\u00bb.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvata<\/em>).<\/p><p>Discussione sulla revisione della Costituzione.<\/p><p>ROSSI PAOLO, <em>Relatore<\/em>, rileva che una Costituzione rigida \u2013 come quella che si sta elaborando \u2013 non pu\u00f2 essere derogata con una legge ordinaria, ma solo attraverso una riforma da sottoporre, o alla votazione per <em>referendum<\/em>, o alla approvazione da parte di una maggioranza qualificata, o infine al parere favorevole dell\u2019Assemblea Nazionale.<\/p><p>Considera particolarmente i tre sistemi accennati, osservando che nessuno di essi \u00e8 scevro di difetti. Infatti, il semplice <em>referendum<\/em>, svolgendosi nello spazio di poche settimane, pu\u00f2 non rispondere a sicure esigenze politico-sociali, rappresentando il prodotto di una concitazione momentanea piuttosto che l\u2019epilogo del meditato esame di una necessit\u00e0 politica. Anche il sistema dell\u2019approvazione da parte di una maggioranza qualificata di tre quinti o di due terzi, adottato da varie Costituzioni, non \u00e8 n\u00e9 democratico n\u00e9 razionale, in quanto la richiesta di una maggioranza largamente qualificata render\u00e0 possibile alla minoranza di ostacolare sistematicamente una riforma della Costituzione, che sia sentita dalla maggioranza della popolazione, ponendo il Paese in una gravissima situazione. Infine anche il terzo sistema, quello cio\u00e8 di deferire la riforma della Costituzione all\u2019Assemblea Nazionale, non \u00e8 soddisfacente, perch\u00e9 il carattere reale ed intrinseco di organo costituente manca ad una Assemblea formata dall\u2019occasionale riunione delle due Camere.<\/p><p>Dato ci\u00f2, \u00e8 del parere che una notevole garanzia possa essere costituita dalla procedura indicata nel seguente articolo che sottopone al parere dei colleghi:<\/p><p>\u00abOgni proposta di modificazione della Costituzione pu\u00f2 essere introdotta dal Governo, o per iniziativa parlamentare, secondo l\u2019ordinaria procedura dei progetti di legge, ma deve ottenere, in entrambe le Camere, una maggioranza pari almeno alla met\u00e0 pi\u00f9 uno dei membri che organicamente le compongono.<\/p><p>\u00abLa proclamazione stessa del risultato affermativo determina lo scioglimento del Parlamento.<\/p><p>\u00abEntro novanta giorni saranno convocati i comizi elettorali e le nuove Camere dovranno entro un mese dalla loro rispettiva convocazione porre ai voti, senza emendamenti, il progetto gi\u00e0 approvato dal disciolto Parlamento. Ove il progetto risulti confermato, a normale maggioranza, esso diventa legge costituzionale.<\/p><p>\u00abDopo il voto il Parlamento continua la sua ordinaria attivit\u00e0 legislativa\u00bb.<\/p><p>NOBILE dichiara di ritenere il sistema proposto illogico ed inopportuno, sia perch\u00e9, nel caso che si ritenga necessario interpellare il popolo, \u00e8 preferibile fare ricorso al <em>referendum<\/em>, sia perch\u00e9 non \u00e8, a suo avviso, concepibile che una Assemblea, nell\u2019atto stesso di riconoscere la necessit\u00e0 di apportare modificazioni alla Costituzione, decida il proprio scioglimento.<\/p><p>PRESIDENTE rileva che il sistema suggerito dall\u2019onorevole Rossi si avvicina ad una proposta fatta nella Commissione istituita presso il Ministero per la Costituente, in seno alla quale si ritenne che ogni modificazione costituzionale dovesse ottenere la ratifica popolare per mezzo delle elezioni, che naturalmente si farebbero in funzione di quella determinata riforma costituzionale, certamente riguardante qualche importante problema.<\/p><p>Quanto all\u2019obiezione mossa dall\u2019onorevole Nobile, secondo il quale nessuna Assemblea decider\u00e0 il proprio scioglimento, osserva che essa pu\u00f2 valere nei riguardi della normale vita politica del Paese; ma se la riforma costituzionale riguarder\u00e0 una questione che appassioni le masse popolari, difficilmente un\u2019Assemblea eletta dal popolo riuscir\u00e0 a sottrarsi alle pressioni esercitate dal Paese. Ritiene anzi che questo sistema possa costituire una garanzia dal pericolo che si addivenga troppo facilmente o rapidamente ad una modifica della Costituzione, perch\u00e9 l\u2019Assemblea, prima di procedere al proprio scioglimento, non mancher\u00e0 di esaminare a fondo il problema.<\/p><p>ROSSI PAOLO, <em>Relatore<\/em>, aggiunge che, nel caso in cui la soluzione dei problemi proposti non sia urgente, sar\u00e0 sempre possibile all\u2019Assemblea di temporeggiare e di decidere su di essi negli ultimi giorni della propria vita normale, in modo da limitare ad un breve periodo di tempo l\u2019anticipazione dello scioglimento.<\/p><p>EINAUDI ritiene non determinante l\u2019osservazione dell\u2019onorevole Nobile, perch\u00e9, a suo avviso, un ritardo nel decidere su tali questioni e quindi sullo scioglimento delle Assemblee pu\u00f2 essere opportuno, in quanto pu\u00f2 servire a saggiare l\u2019importanza ed il valore della riforma che \u00e8 stata richiesta.<\/p><p>NOBILE insiste nel ritenere non opportuna la proposta fatta dall\u2019onorevole Rossi, la quale rende estremamente difficile la revisione della Costituzione, che invece, anche in considerazione delle molte innovazioni introdotte, dovrebbe essere facilitata.<\/p><p>Osserva, infatti, che la necessit\u00e0 di una riforma potr\u00e0 presentarsi urgentemente pochi mesi dopo l\u2019elezione delle nuove Camere, le quali, se non vorranno decretare subito il proprio scioglimento, produrranno con il loro comportamento un senso di avversione del Paese nei loro confronti.<\/p><p>Ritiene poi che, senza ricorrere al sistema di indire nuove elezioni, il tempo necessario per avere una conferma dell\u2019importanza della questione costituzionale sollevata e per riflettervi sopra possa aversi anche col sistema della seconda lettura, che si pu\u00f2 stabilire debba aver luogo a distanza di pochi mesi.<\/p><p>FABBRI \u00e8 favorevole al sistema proposto dall\u2019onorevole Rossi, il quale ammette la pronuncia del corpo elettorale che nominer\u00e0 le nuove Camere sulla piattaforma di quella determinata questione su cui le due precedenti avranno espresso il loro parere, con giudizio conforme e separatamente l\u2019una dall\u2019altra.<\/p><p>TOSATO ritiene che non sia n\u00e9 opportuno n\u00e9 conveniente rimettere alla volont\u00e0 del popolo la questione della riforma della Costituzione nel modo indicato dall\u2019onorevole Rossi, poich\u00e9 il popolo non potr\u00e0 pronunciarsi specificatamente sul problema fondamentale della revisione, il quale non costituir\u00e0 altro che uno dei punti che saranno discussi durante la campagna elettorale, dal momento che le Camere cos\u00ec elette continueranno, dopo essersi pronunciate sulla questione, a svolgere il loro normale compito parlamentare.<\/p><p>Rileva poi che tale sistema, oltre a ritardare la possibilit\u00e0 di una modifica della Costituzione con l\u2019imposizione di una consultazione elettorale, racchiude anche l\u2019altro inconveniente di stabilire che l\u2019approvazione del progetto da parte delle nuove Camere debba aver luogo a maggioranza semplice, quella cio\u00e8 richiesta per le leggi ordinarie. Con tale sistema si viene a perdere quella garanzia che la Costituzione, per la funzione specifica che ha, deve offrire alle minoranze, la cui manifestazione di volont\u00e0 deve essere tenuta presente particolarmente in tali occasioni.<\/p><p>Per questi motivi, il procedimento della revisione costituzionale dovrebbe essere, a suo avviso, basato sui seguenti princip\u00ee: richiesta di revisione dall\u2019una o dall\u2019altra Camera; decisione a maggioranza qualificata di due terzi o almeno di tre quinti dell\u2019Assemblea Nazionale; sottoposizione della Costituzione con le modificazioni approvate dall\u2019Assemblea Nazionale al <em>referendum<\/em> popolare.<\/p><p>ROSSI PAOLO, <em>Relatore<\/em>, osserva che, mentre l\u2019onorevole Nobile trova il sistema da lui proposto eccessivamente rigido, l\u2019onorevole Tosato richiederebbe invece un maggior rigore, e fa presente che le elezioni sono indette appunto sulla base della proposta di revisione costituzionale gi\u00e0 approvata dalle Camere, e quindi non \u00e8 necessario richiedere una votazione a maggioranza qualificata che pu\u00f2 esporre al rischio di vedere una minoranza opporsi ad una modificazione insistentemente richiesta dalla maggioranza.<\/p><p>PERASSI riconosce l\u2019opportunit\u00e0 di porre il parere delle due Camere a base della revisione costituzionale, ma ritiene che, per salvaguardare questo procedimento delicato, sia opportuno adottare, in luogo dei vari sistemi suggeriti, quello della doppia lettura, e lasciando un opportuno periodo di riflessione tra una votazione e l\u2019altra.<\/p><p>Sarebbe poi d\u2019avviso, per quanto riguarda il <em>referendum<\/em>, di non stabilirlo obbligatoriamente in ogni caso, ma di richiederlo soltanto quando la modificazione costituzionale non fosse approvata da una maggioranza notevolmente elevata.<\/p><p>NOBILE presenta la seguente proposta:<\/p><p>\u00abLa revisione della Costituzione deve essere decisa con una deliberazione a maggioranza assoluta dei membri dell\u2019Assemblea Nazionale.<\/p><p>\u00abApprovata la modificazione proposta dall\u2019Assemblea Nazionale, essa, a distanza di tre mesi, viene di nuovo portata alla discussione dell\u2019Assemblea Nazionale per una seconda approvazione a maggioranza relativa.<\/p><p>\u00abDopo di ci\u00f2, la proposta modificazione viene sottoposta a <em>referendum<\/em> popolare, a meno che nella seconda lettura la proposta sia stata approvata dall\u2019Assemblea con la maggioranza di due terzi\u00bb.<\/p><p>FABBRI ripete di associarsi alla proposta e alle considerazioni contenute nella relazione dell\u2019onorevole Rossi e dichiara di dissentire dall\u2019onorevole Tosato circa l\u2019opportunit\u00e0 di richiedere per la revisione della Costituzione una maggioranza qualificata.<\/p><p>TOSATO replica che la richiesta di una maggioranza qualificata risponde al principio della stabilit\u00e0.<\/p><p>MORTATI constata che finora \u00e8 stato da tutti dato per ammesso il principio che la Costituzione debba essere rigida, e rileva che, circa il metodo della revisione della Costituzione, si dovrebbe partire da due criteri direttivi: quello di diluire nel tempo il procedimento di revisione \u2013 al fine di accertare la rispondenza della proposta di revisione ad esigenze veramente sentite e stabili \u2013 e l\u2019altro di ammettere in una forma o in una altra l\u2019intervento del popolo nel procedimento di revisione \u2013 poich\u00e9 altrimenti una Costituzione non potrebbe considerarsi veramente democratica.<\/p><p>Osserva poi che l\u2019iniziativa, oltre che al Governo e alle Camere, dovrebbe essere concessa anche al popolo, sia perch\u00e9 ci\u00f2 costituirebbe una pi\u00f9 completa attuazione del principio democratico, sia perch\u00e9 in tal modo si ovvierebbe all\u2019inconveniente cui darebbe origine il sistema suggerito dall\u2019onorevole Rossi che, collegando la richiesta di revisione da parte delle Camere allo scioglimento del Parlamento, renderebbe quest\u2019ultimo pi\u00f9 restio a procedere alla riforma.<\/p><p>Ritiene opportuno che si scinda la fase dell\u2019iniziativa in due momenti che, tenendo presenti i princip\u00ee dianzi esposti, separerebbe con un congruo intervallo di tempo: il primo, che si concluderebbe con un voto circa la presa in considerazione della proposta di revisione; il secondo, che terminerebbe con un voto di approvazione del progetto di revisione, che potrebbe essere dato dall\u2019Assemblea Nazionale o, separatamente, dalle due Camere.<\/p><p>Al quesito se sia preferibile che l\u2019intervento popolare debba manifestarsi nella forma del <em>referendum<\/em> o in quella delle nuove elezioni conseguenti allo scioglimento delle Camere, risponde che ci\u00f2 \u00e8 in relazione alla situazione politica del Paese. Data la situazione dell\u2019Italia, dove lo schieramento politico \u00e8 tutt\u2019altro che deciso e tale da non fornire indicazioni sufficientemente precise, \u00e8 del parere che sia preferibile il ricorso ad un <em>referendum \u2013 <\/em>naturalmente a maggioranza semplice \u2013 che dovrebbe seguire l\u2019approvazione da parte delle Camere. Rimarrebbe infine da decidere \u2013 nel caso che il <em>referendum <\/em>desse esito affermativo \u2013 la sorte delle Camere che hanno proposto ed approvato la revisione costituzionale; ed a questo proposito osserva che sarebbe forse preferibile evitare lo scioglimento delle Camere, al fine di rendere il procedimento meno macchinoso e pi\u00f9 adeguato alle esigenze esposte dai vari oratori.<\/p><p>PRESIDENTE, tenendo presenti le osservazioni fatte dall\u2019onorevole Mortati, esprime l\u2019avviso che la Sezione debba anzitutto pronunciarsi sul quesito se la Costituzione debba o meno considerarsi rigida (poich\u00e9 il tacito consenso della maggioranza dei Commissari potrebbe in futuro dar luogo a contestazioni), decidendo in subordine se la rigidit\u00e0 debba essere notevole o soltanto tale da salvaguardare da eventuali colpi di testa.<\/p><p>Esprime a tale proposito il parere personale che la difficolt\u00e0 del meccanismo di revisione non debba essere tale da rendere difficilissima una revisione; e poich\u00e9 tutti i sistemi che abbinano la deliberazione delle Assemblee con il <em>referendum<\/em> sono molto complessi, pensa che si debba scegliere tra l\u2019una o l\u2019altra forma.<\/p><p>Osserva che il <em>referendum<\/em> ha gi\u00e0 di per s\u00e9 un carattere decisivo; ed aggiunge che per esso non si richiede, di solito, la maggioranza qualificata, bens\u00ec quella semplice. Ad ogni modo, anche su ci\u00f2 la Sezione potr\u00e0 esprimere il proprio parere.<\/p><p>Riterrebbe per\u00f2 pi\u00f9 opportuno affidare la revisione costituzionale alle Assemblee rappresentative, le quali danno maggiore garanzia di ponderatezza e, anche se elette in una atmosfera ardente, danno la certezza che l\u2019esame della questione sar\u00e0 compiuto in un clima pi\u00f9 moderato.<\/p><p>Concorda poi sull\u2019opportunit\u00e0 che il giudizio delle due Assemblee o della stessa Assemblea abbia luogo in due momenti diversi; e ritiene preferibile la proposta dell\u2019onorevole Rossi, che d\u00e0, sia al corpo elettorale che all\u2019organo parlamentare nel suo complesso, la possibilit\u00e0 di riesaminare il proprio atteggiamento.<\/p><p>Si domanda poi se non sia sufficiente limitare la prima deliberazione dell\u2019Assemblea in carica alla presa in considerazione della revisione \u2013 decidendo cio\u00e8 se quel determinato problema costituzionale sia sentito nel Paese in modo tale da meritare di essere esaminato \u2013 anche perch\u00e9 il peso dell\u2019appello al popolo per mezzo delle elezioni sar\u00e0 relativo, se non si dar\u00e0 a questo la possibilit\u00e0 di apportare emendamenti alla proposta approvata dal Parlamento disciolto, il cui punto di vista potr\u00e0 considerarsi superato nei confronti della pi\u00f9 recente manifestazione di volont\u00e0 fatta dalle masse elettorali.<\/p><p>Conclude, dichiarando di essere d\u2019accordo con l\u2019onorevole Mortati circa l\u2019opportunit\u00e0 di ammettere che l\u2019iniziativa della revisione possa partire anche dal popolo.<\/p><p>MORTATI propone che la seduta sia sospesa per qualche minuto, al fine di agevolare il coordinamento dei vari punti di vista.<\/p><p>PRESIDENTE aderisce alla proposta dell\u2019onorevole Mortati.<\/p><p><em>(La riunione, sospesa alle 19, \u00e8 ripresa alle 19.15).<\/em><\/p><p>PRESIDENTE, riassumendo la discussione, fa presente che, oltre alla proposta del Relatore, vi sono quella dell\u2019onorevole Nobile (parzialmente modificata ed a cui ha aderito l\u2019on. Perassi) e due, ora presentate, dell\u2019onorevole Mortati e dell\u2019onorevole Tosato.<\/p><p><em>Proposta Nobile-Perassi<\/em><em>:<\/em><\/p><p>\u00abLa revisione della Costituzione deve essere decisa con una deliberazione a maggioranza assoluta dei membri di ciascuna delle due Camere.<\/p><p>\u00abApprovata la modificazione proposta, essa, a distanza di X mesi, viene di nuovo portata alla discussione delle Camere per una seconda approvazione a maggioranza assoluta.<\/p><p>\u00abDopo di ci\u00f2, la proposta modificazione viene sottoposta a <em>referendum<\/em> popolare, a meno che nella seconda lettura la proposta sia stata approvata a maggioranza di due terzi\u00bb.<\/p><p><em>Proposta Tosato<\/em><em>:<\/em><\/p><p>\u00abLa presente Costituzione potr\u00e0 essere modificata solo su proposta del Governo o di una delle due Camere e deliberata da tre quinti dei membri dell\u2019Assemblea nazionale. Le modificazioni cos\u00ec deliberate dovranno essere approvate da un <em>referendum<\/em> popolare\u00bb.<\/p><p><em>Proposta Mortati<\/em><em>:<\/em><\/p><p>\u00abAlla revisione delle leggi costituzionali si procede su iniziativa del Governo, del Parlamento o di 500 mila elettori, e con presentazione di un progetto redatto in articoli.<\/p><p>\u00abSe le due Camere si pronunciano favorevolmente sulla presa in considerazione della proposta, questa, dopo sei mesi dalla deliberazione, \u00e8 sottoposta all\u2019esame delle due Camere.<\/p><p>\u00abIl progetto approvato \u00e8 sottoposto a votazione popolare\u00bb.<\/p><p>Data la complessit\u00e0 del meccanismo e l\u2019impossibilit\u00e0 di conciliare le quattro diverse formulazioni, ritiene opportuno sottoporre al parere della Sezione le diverse questioni di principio che formulerebbe nel modo seguente:<\/p><p>1\u00b0) da chi deve partire l\u2019iniziativa di proposta di modifica;<\/p><p>2\u00b0) se sia necessario l\u2019intervento delle due Camere separatamente o dell\u2019Assemblea nazionale, ovvero quello delle Camere e dell\u2019Assemblea nazionale;<\/p><p>3\u00b0) se si deve adottare il sistema della doppia lettura per l\u2019approvazione da parte delle Camere o dell\u2019Assemblea nazionale e, in caso affermativo, quale intervallo di tempo debba intercorrere tra la prima e la seconda lettura;<\/p><p>4\u00b0) quale tipo di maggioranza si debba fissare;<\/p><p>5\u00b0) se al voto delle Camere debba abbinarsi il <em>referendum<\/em>; se il <em>referendum<\/em> debba essere obbligatorio o debba effettuarsi soltanto in certi casi; e infine se debba aver luogo su richiesta popolare.<\/p><p>MORTATI prospetta l\u2019opportunit\u00e0 di distinguere la revisione totale della Costituzione dalla revisione parziale, facendo presente che in quest\u2019ultimo caso \u2013 cos\u00ec come \u00e8 previsto in altre Costituzioni \u2013 si possono richiedere procedimenti meno complessi di quelli che si dovrebbero esigere in caso in cui la modificazione interessi l\u2019assetto fondamentale dello Stato.<\/p><p>PRESIDENTE \u00e8 del parere che ci si debba limitare all\u2019ipotesi di una revisione parziale.<\/p><p>VANONI, circa l\u2019ordine dei quesiti esposto dal Presidente, rileva che sarebbe preferibile decidere, dopo quello riguardante l\u2019intervento delle Camere o dell\u2019Assemblea Nazionale, quello concernente il <em>referendum<\/em>, perch\u00e9 la procedura dinanzi allo Camere sar\u00e0 necessariamente pi\u00f9 rigida se non vi sar\u00e0 la possibilit\u00e0 di un <em>referendum<\/em>, e pi\u00f9 semplice se tale possibilit\u00e0 sar\u00e0 ammessa.<\/p><p>LUSSU \u00e8 contrario al <em>referendum<\/em>, perch\u00e9 trova strano che si stabilisca di sottoporre al <em>referendum<\/em> modificazioni parziali di una Costituzione che all\u2019atto della sua approvazione non vorr\u00e0 sottoposta al giudizio del popolo.<\/p><p>Stabilirebbe poi forti garanzie per evitare che la Costituzione sia modificata con leggerezza; richiederebbe cio\u00e8 l\u2019approvazione da parte delle Camere con forte maggioranza e stabilirebbe che la seconda lettura debba esser fatta dopo due mesi dalla prima e nella Assemblea Nazionale in seduta plenaria.<\/p><p>MORTATI, tenendo anche conto delle proposte dell\u2019onorevole Lussu, ritiene che si debba scegliere anzitutto tra il sistema che prevede l\u2019intervento del popolo e quello che non lo prevede.<\/p><p>PRESIDENTE avverte che, aderendo alla proposta dell\u2019onorevole Vanoni, subito dopo risolto il quesito circa l\u2019iniziativa, sottoporr\u00e0 alla Sezione la questione dell\u2019intervento o meno del popolo, sia sotto forma di <em>referendum<\/em> che sotto forma di nuove elezioni delle Camere.<\/p><p>MORTATI fa presente, a titolo informativo, che vi sono Costituzioni che ammettono il <em>referendum<\/em> per le leggi semplici, ma lo escludono per quanto riguarda la revisione costituzionale.<\/p><p>ROSSI PAOLO, <em>Relatore<\/em>, \u00e8 favorevole all\u2019esclusione dell\u2019iniziativa popolare, perch\u00e9 non vede il motivo per cui, come propone l\u2019onorevole Mortati, in una riforma costituzionale, nella quale non sono in giuoco interessi particolari, si debba ammettere che la proposta di revisione possa partire da 500 mila elettori, quando con l\u2019altro sistema proposto la procedura pu\u00f2 avere inizio anche su richiesta di un solo deputato in ogni Camera.<\/p><p>PRESIDENTE risponde che \u00e8 pi\u00f9 facile far muovere un deputato che non raccogliere 500 mila firme per una questione che non sia veramente importante. A somiglianza di quanto avviene per la presentazione di una proposta di legge, richiederebbe, se mai, che non un solo deputato, ma un determinato numero di deputati potesse chiedere la modificazione della Costituzione.<\/p><p>Osserva poi che le Camere hanno il diritto di non approvare la proposta di revisione, ma non possono ignorare la volont\u00e0 di 500 mila elettori. Ritiene perci\u00f2 che in questo caso non si possa contestare l\u2019iniziativa popolare.<\/p><p>NOBILE stima pericoloso disporre che le Camere siano obbligate a prendere in considerazione una proposta di iniziativa popolare. Aggiunge che gli elettori avranno sempre la possibilit\u00e0 di far prendere tale iniziativa in seno alle Camere dai loro rappresentanti.<\/p><p>PRESIDENTE ripete che le Camere potranno respingere le proposte di iniziativa popolare.<\/p><p>ROSSI PAOLO, <em>Relatore<\/em>, fa presente che una minoranza faziosa di 500 mila elettori potrebbe proporre delle riforme solo per mettere in agitazione il Paese.<\/p><p>PICCIONI concorda con l\u2019onorevole Rossi.<\/p><p>TOSATO, premesso che in materia costituzionale si deve pervenire alla revisione solo quando la questione sia gi\u00e0 entrata nella sensibilit\u00e0 di larghi strati della popolazione, rileva che i maggiori esponenti di tale sensibilit\u00e0 sono il Governo e le Camere, e non il popolo, che deve quindi intervenire per approvare ma non per prendere l\u2019iniziativa.<\/p><p>MORTATI insiste nella sua proposta che debba esser tenuta presente anche l\u2019iniziativa popolare, perch\u00e9 non crede alla sufficiente sensibilit\u00e0 politica delle Camere e del Governo, n\u00e9 ritiene che i partiti siano sufficientemente rappresentativi di tutta la massa dei cittadini. Pensa che, data la situazione politica italiana, sia opportuno lasciare ad una certa percentuale della popolazione la possibilit\u00e0 di trovare uno sbocco a richieste e proposte le quali non trovino sufficiente espressione nei partiti.<\/p><p>PICCIONI osserva che al Governo, che rappresenta il potere esecutivo e non riflette le esigenze del Paese, non dovrebbe spettare l\u2019iniziativa per la riforma della Costituzione, la quale dovrebbe essere riservata alle Assemblee parlamentari.<\/p><p>PRESIDENTE ricorda che, in occasione della discussione sulla facolt\u00e0 del Presidente della Repubblica di sciogliere le Camere, l\u2019onorevole Piccioni afferm\u00f2 che il Governo poteva avere maggiore sensibilit\u00e0 delle Camere circa le situazioni che possono verificarsi nel Paese, ci\u00f2 che gli dava la possibilit\u00e0 di intervenire ogni qualvolta si sviluppasse una situazione di squilibrio tra Camera e Paese.<\/p><p>Mette ai voti il principio che la revisione della Costituzione possa aver luogo su iniziativa del Governo.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>).<\/p><p>Pone ai voti il principio che la revisione costituzionale possa aver luogo su iniziativa del Parlamento.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>).<\/p><p>Mette infine in votazione il principio che tale revisione possa aver luogo su iniziativa popolare.<\/p><p>(<em>Non \u00e8 approvato<\/em>).<\/p><p>Fa presente che ora si tratta di decidere se debbano essere investite dell\u2019esame della proposta di revisione costituzionale le Camere, o l\u2019Assemblea Nazionale, ovvero lo Camere e l\u2019Assemblea Nazionale.<\/p><p>Mette ai voti il principio che nel procedimento di revisione debbano farsi intervenire le Camere.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>).<\/p><p>Aderendo alla richiesta dell\u2019onorevole Vanoni, invita la Sezione a decidere se, oltre all\u2019intervento delle Camere, debba farsi ricorso alla volont\u00e0 popolare.<\/p><p>NOBILE osserva che, se si ammette una maggioranza qualificata, secondo la proposta che egli ha presentato d\u2019accordo con l\u2019onorevole Parassi, sarebbe necessario indire il <em>referendum<\/em>.<\/p><p>PRESIDENTE chiarisce che l\u2019approvazione del principio dell\u2019intervento della volont\u00e0 popolare apre l\u2019adito a due soluzioni alternative: il <em>referendum<\/em> o le elezioni.<\/p><p>Mette ai voti il principio che debba comunque farsi luogo all\u2019iniziativa popolare nel procedimento di revisione della Costituzione, salvo a definirne i modi e i limiti.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>).<\/p><p>Pone ora in votazione la prima soluzione, cio\u00e8 che la volont\u00e0 popolare debba manifestarsi attraverso il <em>referendum<\/em>.<\/p><p>(<em>Con 6 voti favorevoli ed 8 contrari, non \u00e8 approvata<\/em>).<\/p><p>Constata quindi che la manifestazione della volont\u00e0 popolare dovr\u00e0 aversi sotto la forma di nuove elezioni che, come propone l\u2019onorevole Rossi, seguiranno la deliberazione di revisione della Costituzione.<\/p><p>Mette ai voti il principio che, dopo la prima approvazione del progetto di revisione, le Assemblee legislative debbano essere disciolte.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>).<\/p><p>Fa presente che si tratta ora di esaminare la questione della votazione che deve aver luogo nelle due Camere per l\u2019approvazione della riforma della Costituzione. Osserva in proposito che, essendo stato approvato il ricorso alle elezioni, dovrebbe essere implicito il sistema della doppia lettura per la presentazione del progetto alle due Camere che si succedono. Resta invece da stabilire se la Camera che esamina per prima il progetto debba votare, come propone l\u2019onorevole Rossi, sul merito, impegnando cos\u00ec la Camera successiva a non modificarlo, o debba limitarsi, secondo la proposta dell\u2019onorevole Mortati (la quale per\u00f2 d\u00e0 luogo ad un\u2019altra procedura) alla presa in considerazione; ipotesi, questa, alla quale, per le ragioni esposte precedentemente, \u00e8 favorevole.<\/p><p>MORTATI non vede in qual modo le masse popolari possano manifestare il loro dissenso dal progetto votato dalla prima Camera, dal momento che gli elettori votano per singoli candidati, i quali dovranno manifestare le proprie opinioni sul progetto di revisione.<\/p><p>PRESIDENTE osserva che il dissenso risulter\u00e0 dal mandato, il quale, a sua volta, risulter\u00e0 dalle posizioni e dai programmi dei vari partiti politici. Del resto, soggiunge, \u00e8 ovvio che le elezioni avranno luogo sulla piattaforma di quel determinato progetto di revisione della Costituzione.<\/p><p>ROSSI PAOLO, <em>Relatore<\/em>, spiega che, secondo il suo concetto, il Parlamento preciser\u00e0 in che cosa consista il progetto di riforma costituzionale; ed i partiti, alla loro volta, non mancheranno di palesare l\u2019atteggiamento che assumeranno in ordine a tale revisione. In questo modo ritiene che la sovranit\u00e0 popolare sar\u00e0 rispettata.<\/p><p>PICCIONI rileva che, allora, la consultazione popolare non sarebbe che un <em>referendum<\/em> larvato, e quindi sarebbe stato meglio approvare il criterio del <em>referendum<\/em>. Concorda poi col Presidente nel ritenere vincolata l\u2019attivit\u00e0 del nuovo Parlamento, il quale \u2013 pur avendo una investitura nuova e quindi pi\u00f9 aderente alla volont\u00e0 del Paese \u2013 si dovrebbe limitare ad approvare o respingere la proposta, senza possibilit\u00e0 di modificarla. Ritiene quindi che il sistema proposto dall\u2019onorevole Rossi non risponda ad un\u2019adeguata valutazione della volont\u00e0 popolare.<\/p><p>PRESIDENTE rileva che se, per altre ragioni, si riterr\u00e0 esaurito il compito della vecchia Assemblea, si provveder\u00e0 a scioglierla per altra via; ma non vede perch\u00e9 si debba approfittare di una riforma costituzionale per sciogliere un\u2019Assemblea che pu\u00f2 non avere ancora esaurito il suo compito. Prospetta perci\u00f2 l\u2019opportunit\u00e0 di ricorrere al <em>referendum<\/em>, dal momento che ogni elettore sapr\u00e0 che il primo compito della nuova Camera sar\u00e0 quello di esaminare la proposta di revisione costituzionale.<\/p><p>PICCIONI aggiunge che, se il secondo Parlamento respingesse la proposta di modificazione della Costituzione, il primo Parlamento si sarebbe sacrificato senza alcuno scopo.<\/p><p>ROSSI PAOLO, <em>Relatore<\/em>, osserva che, in tal caso, lo scioglimento del primo Parlamento sarebbe stato opportuno, perch\u00e9 la non approvazione della modificazione costituzionale da parte delle nuove Assemblee starebbe a dimostrare che le precedenti non erano pi\u00f9 in accordo col corpo elettorale.<\/p><p>MORTATI rileva anzitutto che, non essendovi un mandato imperativo, non si pu\u00f2 sapere se i deputati saranno obbligati ad osservare il mandato implicito popolare.<\/p><p>In secondo luogo, non avendo i partiti, nel congegno elettorale attuale, alcun obbligo di formulare programmi precisi, potr\u00e0 accadere che gli elettori non siano sufficientemente orientati in proposito.<\/p><p>Ritiene quindi che \u2013 a meno che non si voglia modificare il congegno elettorale, approvando il principio del mandato imperativo \u2013 occorra o rinunziare alle elezioni delle Camere o ricorrere al <em>referendum<\/em>.<\/p><p>PRESIDENTE, premesso che nell\u2019attuale momento politico non \u00e8 possibile che le elezioni abbiano luogo senza che i partiti si pronuncino sui problemi pi\u00f9 importanti, osserva che lo scopo della nuova consultazione popolare \u00e8 appunto quello di agitare largamente nel Paese il problema e di creare un Parlamento che meglio interpreti i pensieri e la volont\u00e0 della popolazione.<\/p><p>EINAUDI ritiene che tale sistema avr\u00e0 fortuna solo nel caso che le Camere propongano una sola riforma alla volta ed in maniera chiara, in modo che gli elettori si rendano conto di quello che sono chiamati a votare.<\/p><p>PRESIDENTE crede che si dovrebbe riuscire ad introdurre nella vita politica italiana il principio che le elezioni avvengono su una piattaforma caratterizzata da una importante questione, vitale per il Paese.<\/p><p>NOBILE osserva che, col sistema proposto dall\u2019onorevole Rossi, avverr\u00e0 che modificazioni di secondaria importanza, le quali hanno pure il loro valore, non saranno mai fatte, perch\u00e9 non sar\u00e0 possibile trovare un Parlamento disposto a decretare il proprio scioglimento per effettuare una riforma del genere. E, d\u2019altra parte, rimandando tali questioni alla fine della legislatura, si dar\u00e0 l\u2019impressione che la Camera non si sia sciolta a causa della proposta di revisione costituzionale, ma per il normale termine del mandato parlamentare.<\/p><p>PRESIDENTE replica che la preoccupazione di un Parlamento pu\u00f2 essere quella di perdere qualche anno di vita, e non qualche mese o semplicemente qualche giorno. Del resto, il Parlamento pu\u00f2 avere l\u2019abilit\u00e0 di fare in modo che il suo voto di riforma sia espresso l\u2019ultimo giorno della legislatura e, in tal caso, morir\u00e0 sia di morte naturale, sia di morte provocata dalla proposta di revisione costituzionale.<\/p><p>Ricorda poi il quesito che si sta esaminando, se cio\u00e8 la manifestazione di volont\u00e0 del primo Parlamento debba limitarsi ad una presa in considerazione o debba estendersi anche al merito.<\/p><p>FABBRI, dal momento che per approvare la revisione della Costituzione sono richiesti due voti conformi degli organi legislativi di due legislature successive, pensa che questa somma garanzia sia tale da rendere non necessarie tutte quelle altre cautele intermedie che si vogliono introdurre.<\/p><p>PRESIDENTE fa presente che esiste una proposta in base alla quale la Camera che per prima affronta la questione deve procedere ad una prima votazione per decidere sulla presa in considerazione del progetto e, decorso un certo lasso di tempo, ad una seconda votazione sul merito.<\/p><p>EINAUDI domanda che cosa si intenda per \u00abpresa in considerazione di un progetto di legge\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE ritiene si tratti del riconoscimento della necessit\u00e0 di modificare un determinato passo della Costituzione.<\/p><p>EINAUDI riterrebbe necessaria una discussione sul merito anche in prima lettura.<\/p><p>PRESIDENTE fa presente che l\u2019Assemblea deve avere la sensazione che si tratta di un problema maturo per la sua soluzione, e che appunto questo deve essere il significato dell\u2019espressione \u00abpresa in considerazione\u00bb. La Camera non indicher\u00e0 ancora la soluzione, ma si limiter\u00e0 a dire che le norme in vigore non rispondono pi\u00f9 alle esigenze del momento; naturalmente far\u00e0 anche intendere in qual senso debba effettuarsi la modificazione.<\/p><p>MORTATI \u00e8 del parere che si debba modificare il progetto proposto dall\u2019onorevole Rossi, nel senso di ammettere nella prima legislatura la presa in considerazione, l\u2019esame sul merito e l\u2019approvazione del progetto, conservando poi le altre disposizioni, che prevedono per la seconda legislatura una semplice funzione di ratifica, senza possibilit\u00e0 di apportare emendamenti al progetto stesso.<\/p><p>LUSSU concorda sul punto di vista espresso dal Presidente, perch\u00e9 \u00e8 anch\u2019egli del parere che non sia possibile ottenere subito un progetto di revisione costituzionale specificato in ogni dettaglio.<\/p><p>NOBILE insiste nel ritenere necessario concedere alle Camere \u2013 le quali, approvando il progetto di revisione, decidono automaticamente il proprio scioglimento \u2013 la possibilit\u00e0 di discutere e di concretare il progetto di revisione costituzionale.<\/p><p>La seduta termina alle 20.30.<\/p><p><em>Erano presenti:<\/em> Einaudi, Fabbri, Fuschini, Grieco, Lami Starnuti, La Rocca, Lussu, Mortati, Nobile, Perassi, Piccioni, Rossi Paolo, Terracini, Tosato e Vanoni.<\/p><p><em>Assenti:<\/em> Bordon, Cannizzo, Codacci Pisanelli, De Michele, Finocchiaro Aprile, Zuccarini.<\/p><p>\u00a0<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Versione PDF ASSEMBLEA COSTITUENTE COMMISSIONE PER LA COSTITUZIONE SECONDA SOTTOCOMMISSIONE (PRIMA SEZIONE) 16. RESOCONTO SOMMARIO DELLA SEDUTA DI MERCOLED\u00cc 15 GENNAIO 1947 PRESIDENZA DEL PRESIDENTE TERRACINI INDICE Potere esecutivo (Seguito della discussione) Nobile \u2013 Presidente \u2013 Einaudi \u2013 Grieco. 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