{"id":5422,"date":"2023-10-16T00:11:29","date_gmt":"2023-10-15T22:11:29","guid":{"rendered":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=5422"},"modified":"2023-12-08T23:49:16","modified_gmt":"2023-12-08T22:49:16","slug":"venerdi-24-gennaio-1947","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=5422","title":{"rendered":"VENERD\u00cc 24 GENNAIO 1947"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"5422\" class=\"elementor elementor-5422\" data-elementor-post-type=\"post\">\n\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-54e1fa3 elementor-section-full_width elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"54e1fa3\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-53df0d1\" data-id=\"53df0d1\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-19eb023 elementor-align-right elementor-widget elementor-widget-button\" data-id=\"19eb023\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"button.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-button-wrapper\">\n\t\t\t\t\t<a class=\"elementor-button elementor-button-link elementor-size-sm\" href=\"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/19470124sed084ss.pdf\" target=\"_blank\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-content-wrapper\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-icon\">\n\t\t\t\t<i aria-hidden=\"true\" class=\"icon icon-view\"><\/i>\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-text\">Versione PDF<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-7128dc7 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"7128dc7\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p>ASSEMBLEA COSTITUENTE<\/p><p>COMMISSIONE PER LA COSTITUZIONE<\/p><p>SECONDA SOTTOCOMMISSIONE<\/p><p>84.<\/p><p>RESOCONTO SOMMARIO<\/p><p>DELLA SEDUTA DI VENERD\u00cc 24 GENNAIO 1947<\/p><p>PRESIDENZA DEL PRESIDENTE <strong>TERRACINI<\/strong><\/p><p><strong>INDICE<\/strong><\/p><p><strong>Organizzazione costituzionale dello Stato<\/strong> (<em>Seguito della discussione<\/em>)<\/p><p>Presidente \u2013 Perassi \u2013 Lami Starnuti \u2013 Ambrosini \u2013 Lussu \u2013 Nobile \u2013 Conti \u2013 Piccioni \u2013 Fuschini \u2013 Laconi \u2013 Targetti \u2013 Tosato \u2013 Grieco.<\/p><p>La seduta comincia alle 18.10.<\/p><p>Seguito della discussione sulla organizzazione costituzionale dello Stato.<\/p><p>\u00a0<\/p><p>PRESIDENTE comunica che sull\u2019argomento dell\u2019elezione dei senatori l\u2019onorevole Perassi ha presentato la seguente nuova formula:<\/p><p>\u00abI senatori sono eletti per un terzo dal Consiglio regionale e per il resto da delegati comunali eletti a suffragio universale.<\/p><p>\u00abLa legge elettorale determina il numero dei delegati da eleggersi in ciascun Comune, fra gli elettori del Comune, in proporzione al numero degli abitanti, in modo che ciascun Comune elegga almeno un delegato\u00bb.<\/p><p>Apre la discussione su questa proposta e su quelle gi\u00e0 presentate sulla stessa materia, nella seduta precedente, delle quali ricorda il tenore:<\/p><p><em>Proposta Fuschini:<\/em> \u00abI senatori sono eletti per la met\u00e0 dai membri delle Assemblee regionali e dai consiglieri comunali dei Comuni superiori a 10 mila abitanti e per l\u2019altra met\u00e0 dai consiglieri dei Comuni inferiori a 10 mila abitanti\u00bb.<\/p><p><em>Proposta del Comitato:<\/em> \u00abI senatori sono eletti per un terzo dal Consiglio regionale e per due terzi da delegati eletti a suffragio universale (<em>Perassi<\/em>)\u00bb.<\/p><p><em>Proposta Ambrosini:<\/em> \u00abI senatori sono eletti per un terzo dal membri delle Assemblee regionali, per un terzo dai consiglieri comunali dei Comuni inferiori a 30 mila abitanti e per il rimanente terzo dai consiglieri comunali dei Comuni superiori a 30 mila abitanti\u00bb.<\/p><p><em>Proposta Tosato, Piccioni, Fuschini:<\/em> \u00abLa quota fissa dei senatori assegnati ad ogni Regione \u00e8 eletta dalle rispettive Assemblee regionali. La rimanente quota, nella proporzione di un senatore per ogni 200 mila abitanti, \u00e8 eletta dai consiglieri comunali della Regione divisi in tre gruppi: dei Comuni con popolazione inferiore a 5 mila abitanti; con popolazione superiore a 5 mila abitanti e inferiore a 30 mila; con popolazione superiore ai 30 mila abitanti. Ciascuno dei tre gruppi elegge un numero di senatori proporzionale alla popolazione\u00bb.<\/p><p><em>Proposta Rossi, Targetti:<\/em> \u00abI deputati alla seconda Camera sono eletti, Regione per Regione, da un collegio composto da tutti i consiglieri regionali e da un numero doppio di delegati, all\u2019uopo nominati a suffragio universale\u00bb.<\/p><p><em>Proposta Targetti, Rossi: <\/em>\u00abLa seconda Camera \u00e8 eletta per un terzo dai Consigli regionali e per due terzi con suffragio universale, diretto e segreto\u00bb.<\/p><p><em>Proposta Nobile:<\/em> \u00abL\u2019elezione dei membri della seconda Camera ha luogo a suffragio universale, diretto e segreto da parte di tutti i cittadini aventi diritto al voto che abbiano superato l\u2019ennesimo (n = un numero compreso fra 22 e 26 anni) anno di et\u00e0\u00bb.<\/p><p><em>Proposta Laconi:<\/em> \u00abLa seconda Camera \u00e8 eletta da collegi regionali a suffragio universale indiretto, secondo le modalit\u00e0 stabilite dalla legge. (<em>Formula francese<\/em>)\u00bb.<\/p><p>PERASSI, ad illustrare brevemente la sua nuova proposta, ricorda che la formula elaborata dal Comitato si limitava ad affermare che i senatori sono eletti per un terzo dai Consigli regionali e per il rimanente da delegati eletti a suffragio universale. Con ci\u00f2 si intendeva rinviare tutto il problema della elezione dei delegati alla legge elettorale, uniformandosi al criterio, gi\u00e0 adottato per la Camera dei Deputati, di rinviare alla stessa sede la disciplina particolare, dopo aver stabilito costituzionalmente il principio che essa \u00e8 eletta a suffragio universale.<\/p><p>La discussione svoltasi nella seduta precedente ha messo a fuoco il problema della utilizzazione dei consiglieri comunali ai fini della elezione di secondo grado; questione che gi\u00e0 aveva ponderato anche il Comitato, giungendo alla conclusione che fosse opportuno abbandonare una tale soluzione. Evidentemente i fautori di un siffatto sistema si ispiravano al principio che la seconda Camera dovesse avere una base elettorale diversa dalla prima, con una partecipazione degli elementi attivi della Regione ed in particolare dei Comuni. Considerato che il ricorso ai consiglieri comunali si \u00e8 rivelato un mezzo inidoneo per attuare questo presupposto e tale da dar luogo a notevoli inconvenienti, personalmente ha pensato che fosse possibile raggiungere lo stesso scopo con un altro sistema: facondo s\u00ec che ogni Comune eleggesse direttamente, a suffragio universale, i propri delegati (quelli che sogliono defluirsi \u00abgrandi elettori\u00bb), introducendo peraltro nella Carta costituzionale una indicazione concreta, per non lasciare un\u2019assoluta libert\u00e0 alla legge elettorale. A ci\u00f2 mira appunto il capoverso della sua proposta, il quale consente una rappresentanza proporzionale a tutti i Comuni, nel senso che, a prescindere dai pi\u00f9 piccoli, che avranno un solo delegato, gli altri che superano un certo numero di abitanti, eleggeranno un delegato per ogni X (per esempio, 500) abitanti. Alla legge elettorale \u00e8 lasciato il compito di sviluppare tali criteri stabilendo se i delegati eletti in ciascun Comune dovranno raggrupparsi, ai fini dell\u2019elezione dei senatori, in un unico collegio regionale o in pi\u00f9 collegi; come dovranno in concreto avvenire le elezioni, sia di primo che di secondo grado, ecc.<\/p><p>Concludendo, esprime l\u2019avviso, ed anche l\u2019augurio, che la sua formula possa conciliare i diversi punti di vista e facilitare una soluzione che raccolga il favore della maggioranza della Sottocommissione.<\/p><p>LAMI STARNUTI si duole di non esser potuto intervenire alle riunioni precedenti e espone quindi succintamente il suo punto di vista, dichiarandosi contrario a tutte le proposte, meno che a quella dell\u2019onorevole Laconi. Ha gi\u00e0 avuto occasione di far presente, in sede di Comitato, che avrebbe aderito alla formula dell\u2019elezione dei senatori da parte di delegati eletti a suffragio universale, a condizione che l\u2019intiera seconda Camera fosse eletta in tal guisa, esprimendo quindi le sue riserve per il mantenimento di una quota di senatori la cui elezione sarebbe demandata alle Assemblee regionali. \u00c8 peraltro nettamente contrario a tutte le altre proposte \u2013 ove si eccettui quella degli onorevoli Rossi e Targetti, che si avvicina di pi\u00f9 alla formula Laconi \u2013 ivi compresa quella presentata ultimamente dall\u2019onorevole Perassi, la quale, a suo avviso, \u00e8 tale da sopprimere intieramente il sistema proporzionale.<\/p><p>Passando ad analizzarla, rileva che in Italia prevalgono i piccoli Comuni \u2013 quelli cio\u00e8 che nominerebbero un solo delegato \u2013 e ci\u00f2 naturalmente non consentirebbe l\u2019applicazione della proporzionale nei riguardi della nomina di almeno la met\u00e0 del collegio dei grandi elettori. Del resto, la proporzionale non potrebbe giocare o giocherebbe imperfettamente, anche se i piccoli Comuni nominassero due o tre delegati ciascuno.<\/p><p>Lo stesso errore d\u2019impostazione, a suo giudizio, viene ripetuto, in proporzioni diverse e su un piano diverso, nelle proposte degli onorevoli Fuschini, Ambrosini e Tosato. \u00c8 evidente che quando si affida l\u2019elezione dei senatori \u2013 come fa l\u2019onorevole Fuschini \u2013 per met\u00e0 ai membri delle Assemblee regionali unitamente ai consiglieri comunali dei Comuni superiori a 10 mila abitanti, e per l\u2019altra met\u00e0 ai consiglieri comunali dei Comuni inferiori a 10 mila abitanti, si arriva alla conseguenza che la seconda Camera \u00e8 nominata per tre quarti da consiglieri comunali eletti col sistema maggioritario (con tale sistema, infatti, vengono eletti i consiglieri comunali dei Comuni inferiori ai 30 mila abitanti).<\/p><p>Ritiene che, se si vuole una seconda Camera che sia veramente espressione della volont\u00e0 popolare, si debbano abbandonare i sistemi compositi e ricorrere o al suffragio universale diretto, ovvero alla nomina di tutti i senatori da parte di un collegio di grandi elettori scelti col sistema della rappresentanza proporzionale.<\/p><p>PERASSI replica all\u2019onorevole Lami Starnuti che non \u00e8 esatto che col suo sistema non possa applicarsi la proporzionale, in quanto \u00e8 rimessa alla legge elettorale la determinazione del rapporto fra i delegati e la popolazione. Essa potr\u00e0 stabilire un coefficiente basso (ad esempio un delegato ogni 500 abitanti), in modo da far crescere il numero dei delegati per rendere possibile il gioco della rappresentanza proporzionale.<\/p><p>AMBROSINI fa rilevare all\u2019onorevole Lami Starnuti, che ha parlato di un errore d\u2019impostazione nella proposta sua e in quelle degli onorevoli Fuschini e Tosato, che non pu\u00f2 considerarsi un errore d\u2019impostazione quello che \u00e8 un diverso criterio d\u2019impostazione. Peraltro tale criterio \u00e8 conforme alla deliberazione della Sottocommissione, la quale ritenne che ai fini della composizione della seconda Camera si dovesse tener conto non tanto della popolazione indifferenziatamente considerata, quanto della rappresentanza dei Comuni e delle Regioni.<\/p><p>Aggiunge che, qualora si dovesse adottare il criterio al quale ha accennato il suo contraddittore, si snaturerebbe completamente il carattere della seconda Camera, quale fu concepita dalla Sottocommissione.<\/p><p>Ci\u00f2 premesso, afferma che rester\u00e0 fedele al suo criterio d\u2019impostazione, che risponde all\u2019esigenza di dar vita ad una seconda Camera che abbia una fisionomia diversa dalla prima.<\/p><p>LUSSU, senza affrontare la critica dei vari sistemi, che ha occupato gran parte della riunione precedente, esprime l\u2019avviso che le due proposte che meritano maggior considerazione siano quelle degli onorevoli Laconi e Perassi.<\/p><p>Premesso che in sede di Comitato si manifest\u00f2 un accordo unanime sulla formula dell\u2019onorevole Perassi, fa rilevare che la nuova dizione presentata dallo stesso rappresenta un miglioramento della primitiva proposta. Personalmente la trova particolarmente felice, in quanto mette in evidenza l\u2019ente Comune, base dell\u2019organizzazione sociale, facendolo partecipare all\u2019elezione della seconda Camera, attraverso delegati scelti appositamente (quindi non eletti con criteri amministrativi) a suffragio diretto. \u00c8 altres\u00ec convinto ch\u2019essa consenta un rigoroso rispetto della proporzionale, che sar\u00e0 cura della legge elettorale di garantire.<\/p><p>NOBILE dichiara che fra le varie proposte ve ne sono tre \u2013 quelle degli onorevoli Fuschini, Ambrosini e Tosato \u2013 che, a suo avviso, vanno senz\u2019altro accantonate, in quanto non risolvono il problema che personalmente ha prospettato. Infatti, qualora il Presidente della Repubblica sciogliesse le due Camere, si troverebbe costretto a sciogliere contemporaneamente i Consigli comunali, per non fare eleggere la nuova seconda Camera dallo stesso organo che l\u2019ha eletta la prima volta.<\/p><p>Degli altri progetti, data la sua avversione alla seconda Camera, preferisce quello proposto dall\u2019onorevole Laconi perch\u00e9, in ultima analisi, d\u00e0 la stessa base elettorale alle due Camere, posto che \u2013 come ha rilevato l\u2019onorevole Einaudi \u2013 una elezione di secondo grado cos\u00ec concepita non darebbe alla seconda Camera una propria fisionomia diversa dalla prima; i grandi elettori voterebbero conformemente al volere degli elettori di primo grado, i quali in sostanza sarebbero essi a determinarne la composizione.<\/p><p>Se il progetto Laconi non fosse approvato, insisterebbe per l\u2019approvazione di quello che personalmente ha presentato, il quale, se non altro, offre il vantaggio della semplicit\u00e0 (il corpo elettorale \u00e8 unico). Nel caso che su di esso si venisse ad una votazione, occorrerebbe precisare il limite di et\u00e0 per l\u2019elettorato attivo \u2013 che egli non ha precisato \u2013 e a tal proposito fa presente che, dal diciannovesimo anno in poi, il numero dei cittadini per ogni classe \u00e8 di circa 700 mila. Pertanto ogni anno di aumento del limite d\u2019et\u00e0 significa la eliminazione di 700 mila elettori.<\/p><p>Subordinatamente voterebbe la seconda proposta Targetti-Rossi, la quale, prevedendo l\u2019elezione di due terzi dei senatori con suffragio universale, diretto, darebbe lo stesso carattere della prima Camera ad una buona parte della seconda.<\/p><p>Infine, qualora anche questa formula fosse respinta, darebbe il suo voto a quella proposta dal Comitato o all\u2019ultima formula Perassi, sulla quale per\u00f2 si riserva di fare alcune osservazioni.<\/p><p>CONTI si dichiara dolente nel dover constatare che i colleghi del gruppo democratico-cristiano insistono per una sistemazione della Camera dei Senatori che appare in contrasto con le stesse loro idee politiche, rifiutando di accettare la proposta Perassi, che dovrebbe invece essere accolta con entusiasmo. Mentre il campanile comunale figura in tutte le copertine degli opuscoli ed in tutti i manifesti di propaganda democratica-cristiana ed il Comune viene presentato agli italiani come un grande simbolo di glorie passate e una grande promessa per l\u2019avvenire del Paese, nella circostanza attuale i democristiani sembrano voler rinnegare il loro punto di vista.<\/p><p>Personalmente muove dal principio che nella composizione dei corpi rappresentativi si debba sempre procedere alla ricerca di fonti diverse della rappresentanza; ricorrendo alla stessa fonte si avr\u00e0 la riproduzione uniforme di una stessa espressione. \u00c8 appunto partendo da questa premessa che il suo gruppo, sostenitore appassionato della sovranit\u00e0 popolare e del suffragio universale, ha dichiarato fin dal primo momento che per l\u2019elezione della seconda Camera si imponeva un suffragio di secondo grado, ed afferma ora che \u00e8 opportuno non far perno sui consiglieri comunali che sono gi\u00e0 investiti di una funzione ben diversa da questa che sarebbero pure chiamati ad adempiere.<\/p><p>Ritiene che la seconda Camera debba trarre origine da elementi che non siano presi in ingranaggi politici che hanno gi\u00e0 funzionato per la formazione di altri corpi rappresentativi \u2013 epperci\u00f2 ha sempre seguito con simpatia le proposte miranti alla formazione di un corpo elettorale differenziato \u2013 e fa rilevare che il sistema consigliato dall\u2019onorevole Perassi mette in campo una forza enormemente importante nella vita del nuovo stato democratico: il Comune con la sua popolazione. Si tratta di una forza diversa da quella che ha concorso alla formazione del Consiglio comunale perch\u00e9, mentre in quest\u2019ultimo caso si ha di mira la soddisfazione di certe esigenze e di certi interessi comunali di carattere amministrativo, in quello in esame si tratta di ricercare gli uomini che sappiano rispecchiare la volont\u00e0 degli elettori, le loro tendenze ed inclinazioni, i loro programmi ideali, ai fini della composizione di un corpo investito di funzioni legislative.<\/p><p>Soprattutto \u00e8 convinto che il progetto Perassi permetterebbe di avere una seconda Camera essenzialmente diversa dalla prima, e perci\u00f2 insiste per la sua approvazione. Soggiunge che, qualora questo non fosse approvato, voterebbe la proposta Laconi, ma in nessun caso appoggerebbe quella dell\u2019onorevole Fuschini o quella dell\u2019onorevole Tosato. Cos\u00ec facendo, si mantiene altres\u00ec coerente ad un principio appreso dall\u2019onorevole Einaudi, il quale in un suo scritto celebra la molteplicit\u00e0 delle rappresentanze e degli organi consultivi e vede in essa il realizzarsi della democrazia.<\/p><p>PICCIONI si sente costretto a riprendere la parola sull\u2019argomento, perch\u00e9 avverte la necessit\u00e0, per il suo gruppo, di una chiarificazione ulteriore.<\/p><p>Premette che voter\u00e0 l\u2019ordine del giorno dell\u2019onorevole Tosato, al quale ha aderito, mentre non ritiene soddisfacente, dal punto di vista del suo partito, la seconda proposta presentata dall\u2019onorevole Perassi. Il ragionamento che lo conduce a questa conclusione \u00e8 molto semplice, ed \u00e8 increscioso che l\u2019onorevole Conti non veda nella impostazione data al problema dal suo gruppo il pi\u00f9 genuino omaggio alla forza sociale e rappresentativa del Comune nella struttura politica italiana. Il gruppo democratico cristiano parte dal concetto, gi\u00e0 ribadito altre volte, che l\u2019applicazione del suffragio universale diretto non caratterizzi sufficientemente la funzione della seconda Camera nei rispetti della prima; perci\u00f2 si \u00e8 fatto sostenitore di un sistema di elezione di secondo grado. Ritiene altres\u00ec, per le considerazioni esposte reiteratamente dall\u2019onorevole Einaudi, che il sistema della nomina di grandi elettori costituisca soltanto dal punto di vista strettamente formale una elezione di secondo grado, mentre in realt\u00e0 \u00e8 un meccanismo che automaticamente riprodurrebbe gli stessi inconvenienti del suffragio universale diretto. I grandi elettori non servirebbero che da tramite provvisorio per esprimere quella volont\u00e0 che sarebbe pi\u00f9 chiaramente espressa dal suffragio universale diretto.<\/p><p>Crede, quindi, che per poter costituire la seconda Camera su una base di legittimazione diversa dal suffragio universale con cui si \u00e8 nominata la prima, si debba ricorrere ad un corpo di elettori che abbiano gi\u00e0 qualifiche specifiche proprie, che costituiscano gi\u00e0 una rappresentanza vera e propria di interessi pubblici. Poich\u00e9 la Sottocommissione ha scartato la rappresentanza di categorie e la rappresentanza di interessi, il suo gruppo, dopo averla tenacemente sostenuta, si vede oggi costretto a fermare la sua attenzione sui consiglieri comunali.<\/p><p>In Italia vi sono 131 mila consiglieri comunali \u2013 tra piccoli, medi e grandi Comuni \u2013 che hanno una specificazione diversa degli elettori a suffragio universale diretto, perch\u00e9 sono stati scelti dal popolo di ciascun Comune per gestire ed amministrare il Comune stesso.<\/p><p>Ad essi \u00e8 affidata una funzione di amministrazione della cosa pubblica, sia pure nell\u2019ambito del Comune, e ci\u00f2 li rende i pi\u00f9 qualificali per procedere all\u2019elezione dei membri di una Camera legislativa, che ha anche essa, sia pure in una proporzione diversa ed in un ambiente molto pi\u00f9 vasto, una funzione che presuppone una competenza di carattere amministrativo. Indubbiamente il sistema proposto non consente quella aritmetica e rigida applicazione della proporzionale che \u00e8 possibile solo col suffragio diretto; consente tuttavia quella equa proporzionalit\u00e0 alla quale gi\u00e0 la Sottocommissione si \u00e8 richiamata in una precedente deliberazione. Questo scopo viene raggiunto con la distinzione dei Comuni in tre categorie \u2013 a seconda della popolazione \u2013 ciascuna delle quali elegge un numero di senatori proporzionale alla popolazione che rappresenta.<\/p><p>Resta l\u2019obiezione sollevata dall\u2019onorevole Laconi che, nell\u2019ambito di ciascun gruppo, il peso elettorale di un elettore (consigliere comunale), appartenente ad un Comune di un certo numero di abitanti, sarebbe diverso da quello di un altro elettore di un Comune con un maggior numero di abitanti. In altri termini, il voto di un consigliere comunale di un Comune di cinquecento abitanti peserebbe meno del voto di un consigliere che rappresenta un Comune di cinquemila abitanti. A questa obiezione pu\u00f2 rispondersi che non si viene, tuttavia, meno al concetto di una equa proporzionalit\u00e0 e questo inconveniente \u00e8 di lieve momento, n\u00e9 deve turbare minimamente coloro che riconoscono l\u2019utilit\u00e0 di affidare la funzione in parola ai consiglieri comunali, come agli elementi pi\u00f9 idonei.<\/p><p>A ci\u00f2 va aggiunto che col progetto Tosato si raggiunge un triplice scopo: 1\u00b0) utilizzazione di un corpo elettorale gi\u00e0 esistente; 2\u00b0) valorizzazione del carattere rappresentativo e della funzionalit\u00e0 del Consiglio comunale; 3\u00b0) elezione fatta da elementi che sono in grado di compiere la migliore valutazione, appunto in quanto, non scelti, applicando un metodo matematicamente proporzionale.<\/p><p>Passando ad un\u2019analisi critica dell\u2019ultima proposta dell\u2019onorevole Perassi, nota che uno dei suoi primi inconvenienti \u00e8 quello di dover rinnovare le elezioni in tutti i Comuni d\u2019Italia, per procedere alla nomina dei delegati, il che non \u00e8 una cosa semplice. In secondo luogo trova giusta l\u2019obiezione, gi\u00e0 fatta, che quel sistema non permette di rispettare la rappresentanza. Supponendo, infatti, che per ogni mille abitanti si debba eleggere un delegato, \u00e8 evidente, poich\u00e9 le elezioni avvengono Comune per Comune, che la proporzionale non pu\u00f2 essere applicata nei Comuni di mille abitanti n\u00e9 in quelli di due o tremila.<\/p><p>Altro inconveniente \u00e8 rappresentato dal fatto che si darebbe una rappresentanza enorme ai grandi Comuni urbani; se un Comune di tremila abitanti avesse tre delegati, un Comune di un milione e ottocentomila abitanti, come Roma, ne dovrebbe avere milleottocento. Si avrebbe cos\u00ec, nel Lazio, una sproporzione schiacciante tra i delegati di Roma e quelli degli altri Comuni della Regione.<\/p><p>Voter\u00e0, quindi, soltanto la proposta dell\u2019onorevole Tosato, in quanto, oltre a mantenere ferma una deliberazione precedente della Sottocommissione, d\u00e0 alla seconda Camera una base realmente rappresentativa degli interessi locali.<\/p><p>PERASSI, confutando le considerazioni dell\u2019onorevole Piccioni, il quale ha presentato la proposta Tosato come un tentativo di realizzare il principio di equa proporzionalit\u00e0 approvato dalla Sottocommissione, esamina in concreto come risulterebbe costituito il collegio dei consiglieri comunali del terzo gruppo (Comuni con popolazione superiore ai 30.000 abitanti) nel Piemonte. In questa Regione la popolazione dei Comuni al di sopra dei 30.000 abitanti \u00e8 complessivamente di 969.400 abitanti; la popolazione di Torino \u00e8 di 629.000; la differenza tra le due cifre \u00e8 340.400. Si avr\u00e0 dunque un complesso di Comuni, al di fuori di Torino, con una popolazione di 340.400 abitanti, di fronte al capoluogo della Regione che da solo ne conta 629.000. Facendo la percentuale si ha che della popolazione complessiva del terzo gruppo di Comuni, Torino da sola ne ha il 65 per cento e gli altri Comuni il 35 per cento. Ora in Piemonte i Comuni (eccettuato Torino) con popolazione superiore ai 30.000 abitanti sono 8 e, posto che ciascuno di essi abbia un numero di 40 consiglieri, avrebbero complessivamente 320 consiglieri comunali, contro gli 80 di Torino; il che significa che Torino, pur avendo il 65 per cento della popolazione del terzo gruppo di Comuni, avrebbe il 20 per cento degli elettori di secondo grado e, quindi, dei voti e gli altri Comuni, mentre formano complessivamente solo il 35 per cento della popolazione, concorrerebbero invece all\u2019elezione con 1\u201980 per cento degli elettori, ossia dei voti.<\/p><p>Ci\u00f2 dimostra che non si pu\u00f2 parlare, nei confronti del sistema Tosato, di un\u2019equa proporzionalit\u00e0.<\/p><p>PICCIONI risponde che negli altri due gruppi di Comuni non vi sarebbe una sproporzione simile.<\/p><p>PERASSI ritiene che la sproporzione risulterebbe forse maggiore, se si esaminasse il primo gruppo (Comuni inferiori a 5000 abitanti), perch\u00e9 in Piemonte i piccoli Comuni sono numerosissimi ed ognuno di essi avrebbe 15 voti.<\/p><p>Quanto alla critica mossa dall\u2019onorevole Piccioni al suo sistema, ripete che non \u00e8 vero che questo non consenta l\u2019applicazione della proporzionale nei piccoli Comuni, perch\u00e9 basta fissare una percentuale bassa di abitanti per ogni delegato per raggiungere questo scopo; come non \u00e8 vero che implichi l\u2019inconveniente di una sperequazione fra il peso elettorale dei grandi Comuni e dei piccoli, in favore dei primi, perch\u00e9 a ci\u00f2 pu\u00f2 ovviarsi rispettando rigidamente la proporzione tra la popolazione e il numero dei delegati da eleggere.<\/p><p>PRESIDENTE, premesso che, se si accetta un principio di proporzionalit\u00e0, non si pu\u00f2 evitare che i pi\u00f9 dominino i meno, e che nella maggior parte delle Regioni i grandi centri urbani esercitino un\u2019influenza prevalente nei riguardi di quella dei centri minori, osserva che la proposta Tosato-Piccioni-Fuschini presenta un ulteriore difetto, oltre a quelli gi\u00e0 segnalati: il raggruppamento dei Comuni in categorie.<\/p><p>Tutti i raggruppamenti danno vita a profonde diseguaglianze nell\u2019interno delle singole categorie, a meno di arrivare ad una serie molto numerosa di categorie, il che non \u00e8 possibile nella fattispecie. Ora, se da un lato \u00e8 apprezzabile lo sforzo di riunire i Comuni in tre sole categorie, non si pu\u00f2 disconoscere che ci\u00f2 non permette il rispetto di quei princip\u00ee di equit\u00e0 che si vorrebbero vedere rispettati. Inoltre le tre categorie sono costituite in funzione di un unico elemento comune (la popolazione), senza tener conto delle particolari caratteristiche ambientali, della situazione geografica, delle risorse locali, ecc. Ad esempio, nel Piemonte vi sono innumerevoli Comuni con una popolazione inferiore ai 5000 abitanti, ma gli uni sono in montagna, gli altri in pianura, alcuni a carattere agricolo, altri a carattere industriale, alcuni ad una estremit\u00e0 della Regione, altri dal lato opposto. Quando questo collegio elettorale dovr\u00e0 riunirsi, non avr\u00e0 niente di unitario, niente che lo leghi e dia alla sua espressione elettiva un carattere veramente rappresentativo: questi uomini che si raccolgono insieme a votare si sentiranno estranei gli uni agli altri e la stessa campagna elettorale per la presentazione dei candidati alla seconda Camera dovr\u00e0 svolgersi in un modo che esce fuori dall\u2019ordinario. I Comuni adiacenti possono avere qualche cosa che li accomuna (il modo di lavorare, la tradizione, la posizione politica, ecc.), ma quelli lontani per lo pi\u00f9 si ignorano reciprocamente.<\/p><p>Passando all\u2019esame della proposta Perassi, fa rilevare all\u2019onorevole Conti \u2013 che se ne \u00e8 fatto sostenitore \u2013 che, quando si \u00e8 discusso della seconda Camera, la si \u00e8 sempre considerata come un organismo nel quale dovevano confluire gli elementi vitali dell\u2019ente Regione, tanto che se ne \u00e8 parlato come della Camera delle Regioni, proprio per accentuare questa sua caratteristica. Per altro, nessuno ha mai parlato di una Camera dei Comuni e trova strano che oggi ci si riferisca ad essa come ad un organo rappresentativo dei Comuni. In sede di discussione sulla formazione delle Assemblee regionali, poteva sostenersi la necessit\u00e0 che esse riflettessero i Comuni, perch\u00e9 questi rappresentano l\u2019elemento fondamentale della Regione; ma nei confronti di un organo nazionale \u00e8 la rappresentanza delle Regioni quella che deve interessare. In ogni sistema composito, il principio da seguire \u00e8 questo: che gli organi minori si riflettano nei mediani e i mediani nei maggiori. Personalmente, quindi, ritiene che le Regioni debbano costituirsi nel loro interno dando il necessario valore ai Comuni, ma che nella creazione della seconda Camera si possa prescindere dall\u2019entit\u00e0 comunale.<\/p><p>\u00c8 altres\u00ec d\u2019accordo su un\u2019altra obiezione che \u00e8 stata sollevata nei riguardi della proposta Perassi, che, cio\u00e8, essa non permetterebbe l\u2019applicazione della proporzionale. Infatti in Italia i partiti sono numerosissimi e vi sono almeno quattro o cinque strutture politiche che corrispondono alla natura del nostro Paese; viceversa nei Comuni minori, non soltanto nei piccolissimi, sarebbe aperta la strada unicamente ad un paio di partiti, di modo che gran parte della popolazione resterebbe priva di rappresentanza in questo collegio di secondo grado.<\/p><p>Premesse queste dichiarazioni, ritiene che, avendo ciascuno illustrato ampiamente il proprio punto di vista, si potrebbe senz\u2019altro passare ai voti, ponendo anzitutto a partito la proposta dell\u2019onorevole Nobile, perch\u00e9 \u00e8 la pi\u00f9 radicale, in quanto pone il problema se la seconda Camera debba essere costituita con un sistema diverso da quello della prima, oppur no.<\/p><p>PICCIONI, partendo dalla considerazione che vi \u00e8 gi\u00e0 un testo approvato dalla Sottocommissione, con una riserva relativa alla utilizzazione dei consiglieri comunali nel collegio di secondo grado, sostiene che la votazione dovrebbe avvenire sulla proposta Tosato, che suggerisce un congegno per superare la riserva gi\u00e0 formulata, rispettando il criterio di equa proporzionalit\u00e0 nella rappresentanza.<\/p><p>PRESIDENTE fa presente che, nel suggerire di dar la precedenza nella votazione alla proposta Nobile, si basava sul presupposto che esistesse gi\u00e0 un testo da cui partire (quello votato in una precedente riunione, per il quale un terzo dei senatori per ogni Regione avrebbe dovuto essere eletto dal Consiglio regionale e gli altri due terzi dai consiglieri comunali della Regione) e che le varie proposte in esame potessero considerarsi degli emendamenti. In questo caso, la formula Nobile avrebbe dovuto avere la precedenza come la pi\u00f9 lontana dal testo.<\/p><p>NOBILE propone di porre ai voti il seguente quesito:<\/p><p>\u00abRitiene la Sottocommissione che, dopo le varie osservazioni fatte, si debba mantenere il criterio che nell\u2019elezione della seconda Camera intervengano i consiglieri comunali?\u00bb. L\u2019esito della votazione potrebbe consentire di accantonare una parte delle proposte.<\/p><p>PICCIONI concorda.<\/p><p>FUSCHINI considera inopportuno tornare su una deliberazione gi\u00e0 approvata, anche per il fatto che si creerebbe un precedente pericoloso.<\/p><p>PRESIDENTE pone ai voti il quesito formulato dall\u2019onorevole Nobile, e, dato l\u2019esito incerto della votazione per alzata di mano, procede all\u2019appello nominale.<\/p><p><em>Rispondono s\u00ec:<\/em> Ambrosini, Bulloni, Cappi, Codacci Pisanelli, De Michele, Einaudi, Fabbri, Fuschini, Mannironi, Mortati, Piccioni, Tosato e Uberti.<\/p><p><em>Rispondono no:<\/em> Bocconi, Conti, Farini, Finocchiaro Aprile, Grieco, Laconi, Lami Starnuti, La Rocca, Lussu, Nobile, Perassi, Ravagnan, Rossi Paolo, Terracini.<\/p><p>(<em>Con 13 voti contro 14, la risposta al quesito risulta negativa<\/em>).<\/p><p>PRESIDENTE rileva che il risultato della votazione consente di accantonare i progetti Fuschini, Ambrosini e Tosato-Piccioni-Fuschini, e possono, quindi, mettersi ai voti le rimanenti proposte, dando la precedenza a quella dell\u2019onorevole Nobile.<\/p><p>FUSCHINI oppone che la formula dell\u2019onorevole Nobile non pu\u00f2 essere posta in votazione, in quanto urta contro il deliberato della Sottocommissione che la seconda Camera debba essere eletta a suffragio indiretto.<\/p><p>PRESIDENTE riconosce fondata l\u2019obiezione ed invita l\u2019onorevole Nobile a ritirare la sua proposta, avvertendolo che potr\u00e0 \u2013 se crede \u2013 ripresentarla quando la questione verr\u00e0 in discussione nella Commissione plenaria.<\/p><p>NOBILE aderisce.<\/p><p>PRESIDENTE invita allora la Sottocommissione a pronunciarsi sulla formula Laconi:<\/p><p>\u00abLa seconda Camera \u00e8 eletta da collegi regionali a suffragio universale indiretto, secondo le modalit\u00e0 stabilite dalla legge\u00bb.<\/p><p>PICCIONI dichiara, anche a nome del suo gruppo, che si asterr\u00e0 da tutte le votazioni successive, riservandosi di riproporre il problema di fronte alla Commissione plenaria.<\/p><p>LUSSU preferirebbe che venisse data la precedenza nella votazione alla proposta Perassi, in quanto egli potrebbe aderire alla formula Laconi solo in via subordinata.<\/p><p>PRESIDENTE obietta che il criterio pi\u00f9 logico \u00e8 quello di passare dalle proposte pi\u00f9 ampie a quelle pi\u00f9 specificate. La proposta Laconi ha appunto il carattere delle prime, in quanto si limita ad affermare il principio della elezione indiretta, rinviando la precisazione delle modalit\u00e0 alla legge.<\/p><p>PERASSI osserva che la proposta dell\u2019onorevole Laconi urta contro la stessa pregiudiziale che ha consigliato di accantonare la formula Nobile. Ricorda, infatti, che nella seduta della Sottocommissione del 16 ottobre fu approvata una deliberazione, in base alla quale si sarebbe dovuto seguire per la elezione di un terzo di senatori un sistema diverso da quello seguito per l\u2019elezione degli altri due terzi. La proposta Laconi non pu\u00f2 conciliarsi con siffatta deliberazione.<\/p><p>PRESIDENTE non crede valida l\u2019obiezione dell\u2019onorevole Perassi, che praticamente finirebbe per precludere ogni possibilit\u00e0 di votazione, in quanto anche nei confronti della proposta dello stesso onorevole Perassi potrebbe sollevarsi l\u2019eccezione che, con una deliberazione precedente, si \u00e8 stabilito di far nominare i due terzi della seconda Camera dai consiglieri comunali. Aggiunge che, con la votazione test\u00e9 svoltasi, si \u00e8 gi\u00e0 inficiato un principio per cui, in realt\u00e0, si \u00e8 cambiata la fisionomia generale del sistema.<\/p><p>LACONI concorda col Presidente, esprimendo l\u2019avviso che non dovrebbero essere nuovamente poste in discussione soltanto le deliberazioni adottate nei riguardi delle due posizioni sulle quali si erano maggiormente irrigiditi i gruppi politici nella Sottocommissione: la rappresentanza delle forze vive e il suffragio universale diretto o indiretto. Sotto questo profilo \u00e8 giustificato l\u2019accantonamento della proposta Nobile, ma non vi sarebbe ragione per non votare la sua.<\/p><p>PERASSI ha sollevato l\u2019obiezione unicamente per ragioni di coerenza, ma non intende insistervi.<\/p><p>PRESIDENTE mette ai voti la formula Laconi.<\/p><p>PERASSI voter\u00e0 contro questa formula, in quanto ritiene opportuno mantenere fermo il principio che un terzo dei senatori sia eletto dalle Assemblee regionali.<\/p><p>LUSSU dichiara di astenersi dal voto per il motivo gi\u00e0 esposto.<\/p><p>(<em>Con 12 voti favorevoli, 2 contrari e 14 astensioni, \u00e8 approvata<\/em>).<\/p><p>TARGETTI dichiara che, ove fosse stato presente alla votazione nominale precedentemente fatta, avrebbe votato negativamente.<\/p><p>PERASSI osserva che l\u2019approvazione della formula Laconi, in quanto questa afferma unicamente il concetto che l\u2019elezione della seconda Camera deve essere fatta da collegi regionali a suffragio indiretto, non esclude che possa votarsi come comma aggiuntivo il capoverso della sua proposta:<\/p><p>\u00abLa legge elettorale determina il numero dei delegati da eleggersi in ciascun Comune, fra gli elettori del Comune, in proporzione al numero degli abitanti in modo che ciascun Comune elegga almeno un delegato\u00bb.<\/p><p>LACONI ritiene accettabile il suggerimento all\u2019onorevole Perassi.<\/p><p>TOSATO crede la cosa impossibile, perch\u00e9, a suo giudizio, l\u2019onorevole Laconi, con la espressione: \u00ab\u00e8 eletta da collegi regionali a suffragio, ecc.\u00bb, ha voluto significare che il collegio per l\u2019elezione dei delegati \u00e8 regionale.<\/p><p>PRESIDENTE pone in evidenza che il capoverso dell\u2019onorevole Perassi non fa che indicare alcune modalit\u00e0 per la formazione di questo collegio regionale di secondo grado, laddove la proposta Laconi mantiene il silenzio sull\u2019argomento.<\/p><p>LACONI ripete che non ha nessuna contrariet\u00e0 ad accettare l\u2019emendamento aggiuntivo Perassi, in cui si accenna all\u2019organizzazione tecnica del sistema di elezione indiretta.<\/p><p>LAMI STARNUTI afferma che, pur concordando in linea di principio, non pu\u00f2 accettare la proposta Perassi nel testo attuale, perch\u00e9 la formulazione \u00e8 talmente generica che potrebbe rendere possibili le elezioni dei delegati col sistema maggioritario anzich\u00e9 col proporzionale. Aderirebbe ad una formula del genere, a condizione che fosse redatta in termini cos\u00ec precisi da non esporre al pericolo accennato. Suggerisce perci\u00f2 all\u2019onorevole Perassi di ritirare la sua proposta e di ripresentarla, perfezionata, in sede di discussione nella Commissione plenaria come emendamento alla formula Laconi.<\/p><p>PRESIDENTE \u00e8 del parere che nulla osti alla presa in considerazione della proposta Perassi, ma che sia preferibile rinviare le modalit\u00e0 di applicazione alla legge, per non impegnare fin d\u2019ora il legislatore futuro ad una posizione che potrebbe creare complicazioni di carattere tecnico.<\/p><p>PERASSI domanda all\u2019onorevole Laconi se, con la formula test\u00e9 approvata, ha inteso riferirsi ad un unico collegio per ogni Regione, ovvero ha inteso deferire anche questo problema alla legge elettorale.<\/p><p>LACONI risponde che la sua proposta tende all\u2019istituzione di un unico collegio di secondo grado in ogni Regione.<\/p><p>PICCIONI dichiara, anche a nome del suo gruppo, che si asterr\u00e0 dal partecipare ad una eventuale votazione della formula Perassi.<\/p><p>GRIECO fa analoga dichiarazione, condividendo le preoccupazioni dell\u2019onorevole Lami Starnuti. Soggiunge che la disposizione, se fosse precisata come questi ha suggerito, potrebbe costituire un ottimo corollario della formula Laconi.<\/p><p>PRESIDENTE invita l\u2019onorevole Perassi ad accettare il suggerimento dell\u2019onorevole Lami Starnuti di ritirare il suo emendamento, per ripresentarlo, dopo averlo perfezionato, direttamente alla Commissione plenaria.<\/p><p>PERASSI accede all\u2019invito.<\/p><p>La seduta termina alle 20.10.<\/p><p><em>Erano presenti:<\/em> Ambrosini, Bocconi, Bozzi, Bulloni, Calamandrei, Cappi, Codacci Pisanelli, Conti, De Michele, Einaudi, Fabbri, Farini, Finocchiaro Aprile, Fuschini, Grieco, Laconi, Lami Starnuti, La Rocca, Lussu, Mannironi, Mortati, Nobile, Perassi, Piccioni, Ravagnan, Rossi Paolo, Targetti, Terracini, Tosato, Uberti.<\/p><p><em>Erano assenti:<\/em> Bordon, Castiglia, Di Giovanni, Leone Giovanni, Porzio, Vanoni, Zuccarini.<\/p><p>\u00a0<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Versione PDF ASSEMBLEA COSTITUENTE COMMISSIONE PER LA COSTITUZIONE SECONDA SOTTOCOMMISSIONE 84. RESOCONTO SOMMARIO DELLA SEDUTA DI VENERD\u00cc 24 GENNAIO 1947 PRESIDENZA DEL PRESIDENTE TERRACINI INDICE Organizzazione costituzionale dello Stato (Seguito della discussione) Presidente \u2013 Perassi \u2013 Lami Starnuti \u2013 Ambrosini \u2013 Lussu \u2013 Nobile \u2013 Conti \u2013 Piccioni \u2013 Fuschini \u2013 Laconi \u2013 Targetti \u2013 [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_relevanssi_hide_post":"","_relevanssi_hide_content":"","_relevanssi_pin_for_all":"","_relevanssi_pin_keywords":"","_relevanssi_unpin_keywords":"","_relevanssi_related_keywords":"","_relevanssi_related_include_ids":"","_relevanssi_related_exclude_ids":"","_relevanssi_related_no_append":"","_relevanssi_related_not_related":"","_relevanssi_related_posts":"2017,2042,2220,1679,1646,2265","_relevanssi_noindex_reason":"","_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[127,70],"tags":[],"post_folder":[126],"class_list":["post-5422","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-1947-01ss","category-seconda-sottocommissione"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5422","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=5422"}],"version-history":[{"count":8,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5422\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":10703,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5422\/revisions\/10703"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=5422"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=5422"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=5422"},{"taxonomy":"post_folder","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fpost_folder&post=5422"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}