{"id":5418,"date":"2023-10-16T00:10:40","date_gmt":"2023-10-15T22:10:40","guid":{"rendered":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=5418"},"modified":"2023-12-08T23:46:38","modified_gmt":"2023-12-08T22:46:38","slug":"giovedi-23-gennaio-1947","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=5418","title":{"rendered":"GIOVED\u00cc 23 GENNAIO 1947"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"5418\" class=\"elementor elementor-5418\" data-elementor-post-type=\"post\">\n\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-2fd37ab elementor-section-full_width elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"2fd37ab\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-91eef41\" data-id=\"91eef41\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-996d6a4 elementor-align-right elementor-widget elementor-widget-button\" data-id=\"996d6a4\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"button.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-button-wrapper\">\n\t\t\t\t\t<a class=\"elementor-button elementor-button-link elementor-size-sm\" href=\"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/19470123sed083ss.pdf\" target=\"_blank\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-content-wrapper\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-icon\">\n\t\t\t\t<i aria-hidden=\"true\" class=\"icon icon-view\"><\/i>\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-text\">Versione PDF<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-3d64a26 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"3d64a26\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p>ASSEMBLEA COSTITUENTE<\/p><p>COMMISSIONE PER LA COSTITUZIONE<\/p><p>SECONDA SOTTOCOMMISSIONE<\/p><p>83.<\/p><p>RESOCONTO SOMMARIO<br \/>DELLA SEDUTA DI GIOVED\u00cc 23 GENNAIO 1947<\/p><p>PRESIDENZA DEL PRESIDENTE <strong>TERRACINI<\/strong><\/p><p><strong>INDICE<\/strong><\/p><p><strong>Organizzazione costituzionale dello Stato <\/strong>(<em>Seguito della discussione<\/em>)<\/p><p>Presidente \u2013 Perassi \u2013 Einaudi \u2013 Lussu \u2013 Targetti \u2013 Fuschini \u2013 Rossi Paolo \u2013 Ambrosini \u2013 Piccioni \u2013 Nobile \u2013 Fabbri \u2013 Zuccarini \u2013 Mannironi \u2013 Laconi \u2013 Cappi.<\/p><p>La seduta comincia alle 18.15.<\/p><p>Seguito della discussione sulla organizzazione costituzionale dello Stato.<\/p><p>\u00a0<\/p><p>PRESIDENTE ricorda che, a proposito di elezione dei membri della seconda Camera, sono state presentate due proposte, una dall\u2019onorevole Fuschini, l\u2019altra dall\u2019onorevole Perassi (questa a nome del Comitato), le quali rappresentano una modificazione del testo che fu a suo tempo approvato dalla Sottocommissione. L\u2019onorevole Fuschini ha gi\u00e0 illustrato la sua proposta. Invita l\u2019onorevole Perassi a dar ragione della propria.<\/p><p>PERASSI dichiara che, nel formulare l\u2019emendamento il quale stabilisce che i due terzi dei senatori siano eletti da delegati a loro volta eletti a suffragio universale, il Comitato \u00e8 partito dalla deliberazione adottata dalla Sottocommissione nella seduta del 15 ottobre. Questa deliberazione stabiliva che l\u2019elezione dei senatori di ciascuna Regione dovrebbe effettuarsi col sistema del suffragio di secondo grado; e nella seduta successiva fu precisata nel senso che l\u2019elezione dei membri della seconda Camera dovrebbe farsi per un terzo dall\u2019Assemblea regionale, e per i restanti due terzi dai consiglieri comunali. Ora, il Comitato, studiando il modo di attuare quella deliberazione, aveva preso in considerazione una proposta, gi\u00e0 accennata dall\u2019onorevole Cappi, di attribuire ai consiglieri comunali un voto plurimo in rapporto al numero degli elettori del Comune a cui appartengono (per esempio, uno ogni cento elettori quelli dei Comuni da centomila a cinquecentomila abitanti; uno ogni trecento elettori quelli dei Comuni superiori a cinquecentomila abitanti, ecc.); ma, dopo avere attentamente ponderato questo sistema, \u00e8 giunto alla conclusione che non \u00e8 conveniente applicarlo per varie ragioni; anzitutto, perch\u00e9 i consiglieri dei Comuni non sono tutti eletti nello stesso modo; poi, perch\u00e9 il sistema del voto plurimo si presta a molte obiezioni; inoltre, perch\u00e9 i consiglieri comunali, venendo chiamati ad essere gli elettori per la formazione della seconda Camera, assumerebbero una funzione che esula dal loro proprio compito; ed infine, perch\u00e9 essi potrebbero essere chiamati ad eleggere la seconda Camera quando gi\u00e0 sono in carica da molto tempo e l\u2019orientamento dell\u2019opinione pubblica che essi rappresentano pu\u00f2 essere mutato.<\/p><p>Pertanto, dopo matura discussione, la maggioranza del Comitato, con dichiarazione di riserve da parte degli onorevoli La Rocca e Mortati, ha creduto di dover proporre la formula in esame, nella quale \u00e8 applicato il principio, che era stato fissato dalla Sottocommissione, dell\u2019elezione di secondo grado, ma si abbandona il sistema dell\u2019elezione affidata ai consiglieri comunali.<\/p><p>A proposito dell\u2019elezione di secondo grado, che \u00e8 stata nella seduta precedente criticata dall\u2019onorevole Einaudi come un sistema che in pratica si riduce ad una farsa, ritiene che l\u2019onorevole Einaudi abbia tenuta presente particolarmente l\u2019elezione a doppio grado del Presidente degli Stati Uniti d\u2019America, ma fa osservare che per il sistema proposto dal Comitato per l\u2019elezione dei membri della seconda Camera quella critica non sembra ugualmente fondata. Infatti, nel caso del Presidente americano l\u2019operazione compiuta dai grandi elettori \u00e8 quasi meccanica, perch\u00e9 la loro scelta \u00e8 limitata ad una persona gi\u00e0 designata dai partiti; invece qui si tratta di elezione non di una, ma di sei, otto o dieci persone (il numero sar\u00e0 diverso a seconda dei vari collegi), e il sistema delle liste preparate dai partiti non esclude una libert\u00e0 di scelta da parte dei grandi elettori; libert\u00e0 che dipender\u00e0 dalla legge elettorale, la quale potr\u00e0 ammettere le preferenze e le cancellazioni.<\/p><p>Passando a parlare del controprogetto presentato dall\u2019onorevole Fuschini, il quale propone che i senatori siano eletti per met\u00e0 dai membri delle Assemblee regionali e dai consiglieri comunali dei Comuni superiori a trentamila abitanti, e per l\u2019altra met\u00e0 dai consiglieri comunali dei Comuni inferiori a trentamila abitanti, si limita, per il momento, a considerare particolarmente la seconda parte di questo progetto, secondo il quale i consiglieri dei Comuni minori formerebbero un Collegio unico elettorale nel quale ciascun consigliere avrebbe un voto. Osserva che questo sistema incontra ancora quelle stesse obiezioni in base alle quali la Sottocommissione aveva escluso che ai consiglieri comunali si assegnasse un voto soltanto, ed aveva prospettato il rimedio rappresentato dal voto plurimo.<\/p><p>A dimostrazione delle incongruenze che risulterebbero dal sistema proposto dall\u2019onorevole Fuschini, prospetta, con dati statistici, le conseguenze che si avrebbero con l\u2019applicazione di tale sistema, per esempio, in Piemonte. In questa Regione, i Comuni con meno di tremila abitanti costituiscono il 50 per cento della popolazione della intera Regione, i Comuni dai tremila ai diecimila abitanti il 32 per cento, e i Comuni dai diecimila ai trentamila abitanti il 18 per cento. Se si confrontano queste percentuali con quelle dei voti, dato che ogni consigliere comunale avrebbe un voto, si vede che il complesso dei voti dei consiglieri dei Comuni del primo gruppo rappresenta il 75 per cento, quello dei consiglieri dei Comuni del secondo gruppo il 21 per cento, e quello dei consiglieri dei Comuni del terzo gruppo il 5 per cento. Risultati opposti, ma rivelanti una sproporzione non meno eccessiva tra popolazione e voti, si hanno esaminando i dati offerti dalla Sicilia, dove invece i piccoli Comuni sono molto meno numerosi che in Piemonte. Qui le percentuali della popolazione dei tre gruppi di Comuni sono rispettivamente di 5, 35 e 60 per cento, mentre le percentuali dei voti sono di 15, 49 e 36.<\/p><p>Ritiene, pertanto, che la proposta dell\u2019onorevole Fuschini, per quella parte almeno che si riferisce all\u2019elezione di met\u00e0 dei senatori da parte dei consiglieri comunali dei Comuni inferiori a trentamila abitanti, non possa essere accolta. Aggiunge che analoghe obiezioni si possono fare alla parte della proposta Fuschini, secondo la quale nell\u2019elezione dell\u2019altra met\u00e0 dei senatori dovrebbero concorrere con i membri dell\u2019Assemblea regionale i consiglieri dei Comuni aventi pi\u00f9 di trentamila abitanti.<\/p><p>Conclude, affermando che il sistema proposto dal Comitato \u00e8 tale da incontrare minori difficolt\u00e0, e facendo presente che la stessa formula \u00e8 stata adottata recentemente dalla Francia per la nomina dei membri del Consiglio della Repubblica.<\/p><p>PRESIDENTE comunica che gli onorevoli Targetti e Rossi hanno presentato due proposte, di cui la seconda rappresenta una subordinata.<\/p><p>D\u00e0 lettura della prima:<\/p><p>\u00abLa seconda Camera \u00e8 eletta per un terzo dai Consigli regionali e per due terzi con suffragio universale diretto e segreto\u00bb.<\/p><p>Vi \u00e8 anche una proposta presentata dall\u2019onorevole Nobile del seguente tenore:<\/p><p>\u00abL\u2019elezione dei membri della seconda Camera ha luogo a suffragio universale diretto e segreto, da parte di tutti i cittadini aventi diritto al voto che abbiano superato il &#8230; (un numero compreso tra ventidue e ventisei) anno di et\u00e0\u00bb.<\/p><p>EINAUDI dichiara che le osservazioni da lui fatte nella seduta precedente sul sistema dei voti delegati valgono anche nel caso che si tratti di elezione, non di una sola persona, come nel caso del Presidente americano, ma di un gruppo di persone come nel caso dei senatori di ogni Regione. Anche qui i grandi elettori rappresenteranno i vari gruppi politici, ciascuno dei quali presenter\u00e0 una sua lista, e quei grandi elettori non saranno che degli strumenti locali per esprimere quel voto che esprimerebbero con la loro scheda gli elettori diretti. Il risultato sarebbe identico, e tanto varrebbe eleggere direttamente i senatori con suffragio universale, diversificando per\u00f2 gli elettori del Senato da quelli della Camera non per classi e qualificazione, ma per un pi\u00f9 elevato limite di et\u00e0, come ha proposto l\u2019onorevole Nobile.<\/p><p>Ritiene, pertanto, che si potrebbe lasciare che un terzo dei senatori fossero nominati dai consiglieri regionali, e che per gli altri due terzi potrebbe essere accolto il sistema del suffragio universale da parte di tutti gli elettori, con una diversificazione, rispetto agli elettori della prima Camera, per quanto riguarda l\u2019et\u00e0.<\/p><p>LUSSU conferma le osservazioni fatte nella seduta precedente, e si dichiara ancor pi\u00f9 convinto che gli espedienti nuovamente proposti dal Comitato non fanno che aumentare le difficolt\u00e0 gi\u00e0 riscontrate.<\/p><p>Ritiene, poi, che l\u2019impraticit\u00e0 e l\u2019irrazionalit\u00e0 del controprogetto dell\u2019onorevole Fuschini sia stata definitivamente dimostrata dall\u2019onorevole Perassi, e che in ogni caso questo presenti gli stessi inconvenienti gi\u00e0 riscontrati in altri sistemi.<\/p><p>Quanto al progetto degli onorevoli Targetti e Rossi, osserva che esso presenta l\u2019inconveniente dell\u2019adozione di un duplice sistema di elezione: una parte della seconda Camera sarebbe eletta dai Consigli regionali, cio\u00e8 a suffragio indiretto, e l\u2019altra a suffragio universale e diretto. II contrasto dei due sistemi provocherebbe un contrasto nel seno della seconda Camera, di cui la parte eletta a suffragio universale si riterrebbe investita pi\u00f9 democraticamente, e l\u2019altra parte si sentirebbe in condizioni di inferiorit\u00e0, perch\u00e9 eletta con un sistema imperfetto. Ritiene, quindi, che questo sistema sia anche meno razionale di quello dell\u2019onorevole Perassi.<\/p><p>TARGETTI rileva che le critiche dell\u2019onorevole Perassi al progetto dell\u2019onorevole Fuschini e quelle dell\u2019onorevole Einaudi al progetto dell\u2019onorevole Perassi gli giovano alla difesa e all\u2019illustrazione del sistema proposto da lui e dall\u2019onorevole Rossi.<\/p><p>L\u2019onorevole Lussu ha criticato questo sistema, dicendo che con esso si formerebbe un Senato composto di due parti elette in due maniere troppo diverse l\u2019una dall\u2019altra. Ne avrebbe dovuto dedurre che \u00e8 preferibile un sistema unico di elezione; ma non ha osato proporre l\u2019elezione a suffragio universale diretto per tutti i membri della seconda Camera, perch\u00e9 questa ipotesi era stata gi\u00e0 scartata dalla maggioranza della Sottocommissione. Ora, egli e l\u2019onorevole Rossi hanno proposto il loro sistema, proprio perch\u00e9 hanno ritenuto che non presenti gli inconvenienti degli altri.<\/p><p>Con l\u2019elezione indiretta non si evita l\u2019inconveniente pratico della chiamata alle urne di tutto il corpo elettorale, perch\u00e9 questo dovr\u00e0 eleggere gli elettori dei componenti la seconda Camera; e allora meglio \u00e8 che il corpo elettorale sia chiamato per la elezione diretta. \u00c8 stato obiettato che, con l\u2019elezione diretta, la seconda Camera diventa un duplicato della prima; ma questo \u00e8 inevitabile, dal momento che si \u00e8 scartato il principio di una seconda Camera rappresentante d\u2019interessi e categorie speciali: e da altra parte, anche di una seconda Camera eletta in tal modo non si pu\u00f2 dire che sarebbe inutile, perch\u00e9 servirebbe a rivedere le deliberazioni della prima ed a suggerirne delle altre. Infine, per creare una differenza di composizione tra le due Camere, baster\u00e0 stabilire che i componenti della seconda debbano essere scelti in determinate categorie.<\/p><p>Conclude, avvertendo che la proposta sua e dell\u2019onorevole Rossi si inspira alle legislazioni del Belgio e della Repubblica greca, ove l\u2019elezione della seconda Camera avviene con sistema misto.<\/p><p>FUSCHINI rileva che, dall\u2019esame delle statistiche come le ha presentate l\u2019onorevole Perassi, risulta evidente che vi sono delle Regioni in cui i piccoli Comuni hanno la prevalenza, ed altre invece dove i piccoli Comuni rappresentano una parte minima. Non meno evidente \u00e8 il fatto che, se si fosse mantenuto il sistema dei due terzi dei membri del Senato eletti dai Consigli comunali e del terzo eletto dalle Assemblee regionali, ne sarebbe derivata una prevalenza eccessiva degli abitanti dei piccoli Comuni, cio\u00e8 delle popolazioni rurali. Perci\u00f2 egli, preoccupandosi della necessit\u00e0 che il Senato non si allontani troppo dalla configurazione della Camera dei Deputati, ha cercato nel suo progetto di equilibrare la situazione politica delle due Camere, attribuendo la nomina di una met\u00e0 dei membri del Senato alle Assemblee regionali e ai consiglieri dei Comuni al di sopra dei trentamila abitanti, che hanno un carattere pi\u00f9 urbanistico. A questi si potrebbero eventualmente aggiungere i 582 Comuni tra i diecimila e i trentamila abitanti, e cos\u00ec una popolazione di ventidue milioni di abitanti eleggerebbe la met\u00e0 dei senatori, mentre l\u2019altra met\u00e0 sarebbe eletta dai consiglieri dei Comuni minori, rappresentanti una popolazione di venti milioni di abitanti.<\/p><p>Dichiara di aver tenuto presente nel suo progetto il criterio politico della distinzione della popolazione in citt\u00e0 e borghi, in modo che non sia danneggiata n\u00e9 la volont\u00e0 degli uni, n\u00e9 quella delle altre. Non ritiene, d\u2019altronde, buon sistema quello dei progetti che adottano per met\u00e0 l\u2019elezione di secondo grado e per met\u00e0 quella diretta. Bisogna avere il coraggio di applicare per intero o l\u2019un sistema o l\u2019altro.<\/p><p>LUSSU ricorda che una delle ragioni che hanno indotto a modificare il sistema che era stato approvato \u00e8 che quando si sciolgono le due Camere, la prima viene eletta a suffragio universale o rispecchia la volont\u00e0 attuale della massa elettorale, mentre la seconda, nominata attraverso i Consigli comunali, rispecchierebbe una volont\u00e0 ormai sorpassata; il che avrebbe dovuto indurre allo scioglimento dei Consigli comunali contemporaneamente a quello delle due Camere.<\/p><p>Domanda se \u00e8 possibile affrontare ora un problema cos\u00ec vasto.<\/p><p>FUSCHINI risponde che, dal punto di vista elettorale, la tesi ricordata dall\u2019onorevole Lussu \u00e8 eccessiva, perch\u00e9 i Consigli comunali, durando in carica quattro anni, conservano la loro efficienza rappresentativa. Le espressioni mutevoli dell\u2019opinione pubblica saranno riflesse nella prima Camera; e, d\u2019altra parte, i consiglieri comunali non potranno sfuggire ad un cambiamento dell\u2019orientamento politico e le amministrazioni comunali si scioglieranno da s\u00e9 o saranno sciolte con provvedimento prefettizio.<\/p><p>ROSSI PAOLO insiste sull\u2019efficacia delle critiche mosse dall\u2019onorevole Perassi al progetto dell\u2019onorevole Fuschini, nel quale l\u2019inconveniente della prevalenza degli elettori dei piccoli Comuni rurali potrebbe essere eliminata solo portando il sistema alle estreme conseguenze, cio\u00e8 dando ad ogni consigliere comunale un numero di voti eguale a quello degli elettori del suo Comune diviso per il numero dei consiglieri. Ma questo metodo sarebbe troppo complesso.<\/p><p>Rileva, quindi, che anche il progetto dell\u2019onorevole Perassi \u00e8 fortemente colpito dalle critiche dell\u2019onorevole Lussu, circa la diversa origine dei due gruppi di senatori che verrebbero a comporre la seconda Camera eletta da due diversi collegi: uno eletto a suffragio ristrettissimo qual \u00e8 quello delle Assemblee regionali, e l\u2019altro a suffragio universale, sia pure indiretto. Le difficolt\u00e0 maggiori, a suo avviso, nascerebbero dall\u2019impossibilit\u00e0 di rispettare la proporzionale in tutti i Comuni, poich\u00e9 gi\u00e0 sarebbe difficile attuare esattamente il sistema proporzionale tra i vari partiti nelle Regioni minori.<\/p><p>Tutte le critiche mosse agli altri progetti potrebbero essere superate col sistema da lui proposto, e contenuto nel seguente emendamento sostitutivo:<\/p><p>\u00abI deputati alla seconda Camera sono eletti Regione per Regione da un Collegio composto da tutti i consiglieri regionali e da un numero doppio di delegati all\u2019uopo nominati a suffragio universale\u00bb.<\/p><p>Questo progetto rende pi\u00f9 facile l\u2019applicazione della proporzionale, ed elimina il grave inconveniente politico che potrebbe sorgere da una diversa composizione del Senato.<\/p><p>AMBROSINI ricorda che la Sottocommissione, nel procedere alla discussione del problema in esame, era partita da due princip\u00ee fondamentali: che la seconda Camera dovesse esser composta in modo diverso dalla prima e che per la composizione di essa si adottasse un criterio misto. Perci\u00f2 fu approvato il sistema che deferiva alle Assemblee regionali l\u2019elezione di un terzo dei membri del Senato, ed attribuiva l\u2019elezione degli altri due terzi ai consiglieri comunali di tutti i Comuni: sistema che egli ritiene non possa essere completamente scardinato. Dichiara perci\u00f2 di essere favorevole al principio gi\u00e0 approvato dalla Sottocommissione, e che \u00e8 sostanzialmente mantenuto dal progetto dell\u2019onorevole Fuschini, al quale apporterebbe solo una modificazione l\u00e0 dove propone che met\u00e0 dei membri siano eletti dalle Assemblee regionali e dai Consigli comunali dei Comuni superiori ai 30.000 abitanti. Ritiene, infatti, che con questa proposta si ferisca uno dei princip\u00ee gi\u00e0 approvati dalla Sottocommissione, che cio\u00e8 il Senato deve avere il carattere di rappresentanza delle Regioni come tali: se i membri dell\u2019Assemblea regionale dovessero votare insieme ai consiglieri dei Comuni con popolazione superiore ai 30.000 abitanti, essi sarebbero sicuramente sommersi e la Regione, come tale, non avrebbe una propria rappresentanza. Perci\u00f2 ritiene opportuno che l\u2019elezione di un terzo della rappresentanza del Senato sia lasciata alle Assemblee regionali, e che quella degli altri due terzi sia affidata ai consiglieri dei Comuni, anche se in tal modo si va incontro all\u2019inconveniente prospettato dall\u2019onorevole Perassi della sproporzione dei rappresentanti in rapporto alla popolazione. Ricorda che, per distinguere le due Camere, si volle appunto che nella seconda la rappresentanza non fosse data agli individui come tali, ma a coloro che esprimessero le esigenze particolari delle varie zone e rappresentassero i raggruppamenti territoriali variamente composti.<\/p><p>Comunque, per andare incontro alle osservazioni fatte cos\u00ec dall\u2019onorevole Perassi come dall\u2019onorevole Fuschini, propone in linea subordinata che alla rappresentanza delle Assemblee regionali sia lasciata l\u2019elezione di un terzo dei senatori, e che l\u2019elezione degli altri due terzi sia attribuita per un terzo ai Comuni con popolazione fino ai 30.000 abitanti, e per l\u2019altro terzo ai Comuni con popolazione superiore ai 30.000 abitanti.<\/p><p>PICCIONI aderisce sostanzialmente al progetto dell\u2019onorevole Fuschini, perch\u00e9 non ritiene persuasive le osservazioni fatte contro di esso.<\/p><p>L\u2019obiezione principale, che il Senato risulterebbe composto in prevalenza da esponenti delle forze amministrative, \u00e8 superata dal sistema proposto dall\u2019onorevole Fuschini, perch\u00e9 la met\u00e0 dei senatori eletti dalle Assemblee regionali, con l\u2019aggregazione di tutti i consiglieri dei Comuni superiori ai 30.000 o ai 20.000 abitanti, rappresentano l\u2019espressione della volont\u00e0 degli amministratori dei centri urbani pi\u00f9 importanti in unione ai membri delle Assemblee regionali.<\/p><p>L\u2019altra met\u00e0 viene eletta dai consiglieri comunali dei Comuni pi\u00f9 chiaramente rurali. Niente di male che questa rappresentanza sia effettivamente in proporzione adeguata con l\u2019altra ed abbia questa origine e questa investitura; senza aggiungere che, in definitiva, poich\u00e9 i piccoli Comuni non avranno elementi qualificati per costituire una loro rappresentanza diretta in seno al Senato, questa rappresentanza degli interessi dei centri maggiori urbani si rifletter\u00e0 necessariamente anche sui 150 senatori eletti dai Comuni pi\u00f9 piccoli.<\/p><p>Si \u00e8 obiettato, in base ai rilievi statistici presentati dall\u2019onorevole Perassi, che i collegi elettorali chiamati nell\u2019ambito regionale a eleggere 150 senatori urbani sono pi\u00f9 ristretti numericamente rispetto ai collegi rurali che nominano gli altri 150 senatori.<\/p><p>PERASSI precisa di aver detto soltanto che vi \u00e8 una prevalenza dei piccoli Comuni sui maggiori.<\/p><p>PICCIONI osserva che la prevalenza esiste in quanto esiste un maggior numero di consiglieri dei piccoli Comuni, e quindi un maggior numero di elettori comunali in un Collegio rispetto all\u2019altro. Ma anche se si avesse una prevalenza<sup>&#8211;<\/sup>di questo genere, bisognerebbe pur mettere in conto la qualit\u00e0 pi\u00f9 specificata del Collegio urbano rispetto a quello rurale, la qual cosa evidentemente si riflette nella scelta dei senatori stessi, cio\u00e8 in un giudizio che gli elettori fanno in un Collegio rispetto agli elettori di un altro Collegio, e quindi in un giudizio pi\u00f9 consapevole dal punto di vista politico.<\/p><p>Se il Collegio regionale, coll\u2019aggregazione dei consiglieri dei maggiori Comuni, viene a essere, per esempio, di 130 persone che devono eleggere 8 senatori, il Collegio dei Comuni rurali viene ad essere di 180 consiglieri che devono eleggere 8 senatori. Questo porta alla conseguenza che il Collegio dei 130 elettori del primo caso ha una maggiore consapevolezza e quindi non influisce sul risultato dell\u2019opinione elettorale.<\/p><p>Non trova quale altra obiezione si possa muovere al progetto dell\u2019onorevole Fuschini, se non quella ricordata dall\u2019onorevole Lussu relativa allo scioglimento delle due Camere. Ma, se si tratta di uno scioglimento normale per termine della legislatura, l\u2019obiezione non ha valore, poich\u00e9 le Amministrazioni comunali decadono ogni 4 anni e il Parlamento ogni 5. Se si tratta, invece, di scioglimento eccezionale, va tenuto presente che lo studio dei provvedimenti deve partire dalla regola e non dalle eccezioni. N\u00e9, comunque, l\u2019inconveniente prospettato dall\u2019onorevole Lussu sarebbe eccessivo.<\/p><p>Rilevate le insufficienze delle altre proposte, si dichiara favorevole alla proposta Fuschini, pur riconoscendo che essa dovr\u00e0 essere riveduta in qualche dettaglio per armonizzarla alle condizioni reali del Paese e delle singole Regioni.<\/p><p>Fa presente per\u00f2 l\u2019opportunit\u00e0 di prospettare alla Commissione le due principali soluzioni del problema in esame, non essendo a suo avviso possibile raggiungere l\u2019unanimit\u00e0 dei consensi su una sola delle proposte.<\/p><p>PERASSI intende esaminare, alla luce dei dati statistici, la nuova proposta dell\u2019onorevole Fuschini di dividere, agli effetti dell\u2019elezione, i senatori di ciascuna Regione in due gruppi uguali, di cui uno eletto dai membri dell\u2019Assemblea regionale con l\u2019aggregazione dei consiglieri comunali dei Comuni con pi\u00f9 di diecimila abitanti. Prende come esempio il Lazio.<\/p><p>FUSCHINI obietta che il Lazio non pu\u00f2 valere come esempio, perch\u00e9 in questa Regione vi \u00e8 una citt\u00e0 di grande popolazione come Roma.<\/p><p>PERASSI avverte che si potrebbe, con lo stesso risultato, prendere come base della sua argomentazione qualunque altra Regione italiana.<\/p><p>Prendendo l\u2019esempio del Lazio, si avrebbero le seguenti cifre: membri dell\u2019Assemblea regionale, suppongasi, 100; consiglieri comunali dei Comuni con popolazione da 10.000 ai 30.000 abitanti, 780; consiglieri comunali dei Comuni da 30.000 a 100.000 abitanti, 240; consiglieri comunali di Roma, 80. In totale 1200 elettori. In questo Collegio gli 80 consiglieri comunali di Roma, che rappresentano una popolazione di pi\u00f9 di un milione, avrebbero 80 voti contro 1020 voti spettanti ai consiglieri degli altri 24 Comuni, la cui popolazione complessiva \u00e8 di molto inferiore a quella del solo Comune di Roma.<\/p><p>Quindi, quella obiezione che egli faceva prima in generale, vale anche per quanto concerne il Collegio composto dall\u2019Assemblea regionale allargata nel senso proposto dall\u2019onorevole Fuschini. Ricorda che questa obiezione si era resa subito evidente alla Sottocommissione, tanto che si era escluso che ogni consigliere comunale avesse un voto e si era pensato al voto plurimo, secondo la proposta fatta dall\u2019onorevole Cappi, la quale, esaminata in sede di comitato di redazione, ha mostrato di recare in s\u00e9 gravi inconvenienti.<\/p><p>NOBILE ritiene che il progetto dell\u2019onorevole Fuschini rappresenti un peggioramento rispetto ad un altro gi\u00e0 scartato dal Comitato, il quale mirava a fare in modo che ogni consigliere avesse col suo voto un peso proporzionale alla popolazione del Comune da lui rappresentato e inversamente proporzionale al numero dei consiglieri del Consiglio comunale.<\/p><p>Rileva inoltre che non \u00e8 affatto vero che il progetto dell\u2019onorevole Fuschini avrebbe per conseguenza che il peso dei Comuni rurali prevarrebbe su quello dei Comuni urbani. \u00c8 vero proprio il contrario. Infatti, contro 113.000 consiglieri dei Comuni con popolazione inferiore ai 10.000 abitanti, si avrebbero 23.000 consiglieri dei Comuni con popolazione superiore ai 10.000 abitanti. Si avrebbero cos\u00ec due corpi elettorali, l\u2019uno composto dei membri dell\u2019Assemblea regionale e dei 23.000 consiglieri dei Comuni con popolazione superiore ai 10.000 abitanti, e l\u2019altro composto dei 113.000 consiglieri dei Comuni con popolazione inferiore ai 10.000 abitanti. Ora, calcolando che i consiglieri regionali siano in cifra tonda 2.000, si avrebbero da una parte 25.000 persone e dall\u2019altra 113.000, e ognuno di questi due gruppi eleggerebbe met\u00e0 dei senatori, il che significherebbe che ciascun voto del primo gruppo varrebbe quattro volte un voto del secondo gruppo. La sproporzione \u00e8 quindi evidentemente a sfavore del gruppo rappresentato dai consiglieri comunali dei piccoli Comuni, poich\u00e9 la prevalenza \u00e8 dalla parte dei Comuni urbani. E il fatto stesso che, applicando il sistema Fuschini, si arriva a conclusioni diverse da quelle volute dimostra che esso non ha una base razionale.<\/p><p>Osservato che il progetto dell\u2019onorevole Perassi rappresenta un passo avanti verso la soluzione del problema, perch\u00e9 ammette l\u2019elezione di delegati a suffragio universale per la nomina di due terzi dei membri della seconda Camera, rileva la validit\u00e0 dell\u2019obiezione dell\u2019onorevole Einaudi che, se si deve convocare il corpo elettorale per eleggere i delegati all\u2019elezione dei membri della seconda Camera, tanto vale che l\u2019elezione della seconda Camera avvenga direttamente a suffragio universale.<\/p><p>Dichiara di non vedere quale vantaggio si ottenga con le doppie elezioni, le quali non potranno che portare al sacrificio graduale dei piccoli partiti. Comunque, considera come un progresso il sistema proposto dall\u2019onorevole Perassi, rispetto al quale un altro piccolo progresso \u00e8 rappresentato dalla proposta dell\u2019onorevole Rossi. Ma se si volesse fare un ulteriore passo avanti, si dovrebbe adottare il sistema che egli ha proposto, secondo il quale tutti i deputali della seconda Camera vengono eletti a suffragio universale diretto. Facendo cos\u00ec un\u2019unica elezione, si eliminerebbe anche l\u2019inconveniente rappresentato dalla necessit\u00e0 di ricorrere a disposizioni transitorie per la prima applicazione della Costituzione.<\/p><p>Conclude, ricordando che l\u2019onorevole Einaudi ha obiettato giustamente che, se i senatori fossero eletti a suffragio universale, si avrebbe un duplicato della prima Camera. Egli stesso per\u00f2 ha suggerito la via per risolvere l\u2019obiezione attraverso la differenziazione del corpo elettorale. Ecco perch\u00e9, interpretando il suggerimento dell\u2019onorevole Einaudi, egli ha proposto che tutta la seconda Camera sia eletta da un solo corpo elettorale a suffragio universale e diretto, elevando l\u2019et\u00e0 degli elettori. Se questa sua proposta non fosse approvata, egli accederebbe alla proposta dell\u2019onorevole Perassi, pregando il proponente di volerla modificare nel senso di eliminare la doppia elezione.<\/p><p>FABBRI non \u00e8 affatto convinto della inapplicabilit\u00e0 del sistema precedentemente deliberato dalla Sottocommissione, il quale aveva il vantaggio di essere abbastanza semplice, tanto che su di esso si era determinata una certa <em>communis opinio<\/em>. L\u2019esigenza di una pi\u00f9 perfetta proporzionalit\u00e0 era gi\u00e0 stata superata almeno in due punti, attribuendo un numero costante di senatori ad ogni Regione indipendentemente dalla popolazione, e stabilendo che i due terzi dei senatori fossero eletti dai Consigli comunali. Per conto suo aveva tenuto presente il fatto che i Consigli comunali non erano eletti in modo uniforme in tutto lo Stato, ma che vi erano dei Consigli comunali eletti col sistema maggioritario e dei Consigli comunali eletti con la proporzionale. Partiva per\u00f2 dal concetto che un consigliere comunale in carica, prescindendo dal modo col quale era stato eletto, rappresentava egualmente una quota della popolazione.<\/p><p>Osserva che le difficolt\u00e0 pratiche che si verificherebbero nell\u2019attribuzione del voto ai consiglieri comunali, si possono risolvere trasportandole al momento in cui dovr\u00e0 essere fatta la rilevazione e l\u2019elaborazione dei dati statistici. Per esempio, il voto del consigliere comunale di Roma potr\u00e0 essere moltiplicalo per 2.000 in base a tabelle statistiche ufficiali, ed invece potr\u00e0 essere preso come unitario il voto del consigliere comunale di Zagarolo. Questo potr\u00e0 essere stabilito in modo uniforme e matematico in una tabella contenente anche l\u2019indicazione della popolazione di ciascun Comune e il numero dei consiglieri comunali.<\/p><p>Tale sistema comporta che, prima di annunziare la nomina dei senatori, l\u2019ufficio statistico dovr\u00e0 fare un\u2019elaborazione alquanto complessa dei dati; ma in compenso si otterr\u00e0 sempre l\u2019applicazione del concetto, gi\u00e0 affermato dalla Sottocommissione, che il peso di ciascun voto dei consiglieri comunali debba essere in relazione alla popolazione.<\/p><p>Dichiara di non fare delle sue osservazioni una proposta formale. Se la Sottocommissione ritiene di trovare una strada migliore di quella da lui indicata \u2013 cosa di cui dubita, tenendo conto delle obiezioni sollevate dalle varie proposte \u2013 egli vi aderir\u00e0. Certo \u00e8 che il permanere sulla via che era stata precedentemente adottata permetterebbe di chiamare realmente di secondo grado queste elezioni, e soprattutto lascerebbe sussistere il fatto che le elezioni di secondo grado sarebbero sempre fatte da rappresentanti politici della popolazione, ma non eletti per questa finalit\u00e0, perch\u00e9 se si fanno elezioni appositamente per questa finalit\u00e0 lo scopo del secondo grado va quasi integralmente perduto.<\/p><p>PRESIDENTE comunica che \u00e8 stata proposta la chiusura della discussione e la mette ai voti, avvertendo che si intende riservata la parola a coloro che si sono gi\u00e0 iscritti a parlare.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvata<\/em>).<\/p><p>ZUCCARINI osserva che dalle decisioni che saranno prese circa il modo di formazione della seconda Camera dipender\u00e0 la vitalit\u00e0 o meno della Camera stessa. Occorre pertanto esaminare il pi\u00f9 attentamente possibile le soluzioni che sono state prospettate.<\/p><p>Dichiara di concordare con coloro i quali ritengono che la seconda Camera debba rappresentare qualche cosa di diverso dalla prima, anche se le origini dovessero essere le stesse per l\u2019una e per l\u2019altra, cio\u00e8 il suffragio universale. Personalmente \u00e8 del parere che alle elezioni della seconda Camera, piuttosto che i cittadini indifferenziati, debbano concorrere enti che rappresentino la realt\u00e0 concreta della vita sociale. Approva quindi l\u2019idea di far nascere la seconda Camera dalle rappresentanze comunali e regionali.<\/p><p>Non comprende invece la logica del progetto presentato dall\u2019onorevole Fuschini, il quale, unendo i componenti delle Assemblee regionali con i consiglieri dei Comuni superiori ai 30.000 abitanti, fa perdere alle Assemblee regionali gran parte della loro importanza. Ritiene pertanto pi\u00f9 pratico il sistema che attribuiva un terzo dei membri della seconda Camera all\u2019elezione delle Assemblee regionali, e gli altri due terzi dell\u2019elezione dei consiglieri comunali.<\/p><p>Se le elezioni avvenissero in modo che un terzo dei senatori fosse nominato dalle Assemblee regionali, un terzo dai consiglieri dei grandi centri urbani, un terzo dai consiglieri dei Comuni rurali, il sistema potrebbe essere utilmente applicato senza creare gravi sproporzioni. \u00c8 vero che, dal punto di vista della vita e degli interessi pratici, i centri urbani rappresentano qualche cosa di pi\u00f9 della parte rurale dell\u2019Italia, mentre queste due parti avrebbero lo stesso peso nelle elezioni della seconda Camera; ma \u00e8 anche vero che nella seconda Camera i problemi vanno guardati, non dal lato politico, ma dal lato economico e dell\u2019interesse collettivo, dal momento che essa deve avere una funzione equilibratrice.<\/p><p>Questo sistema non contrasterebbe con la preoccupazione di rappresentare proporzionalmente nella seconda Camera le divisioni politiche. Dato che i consiglieri comunali sono eletti a suffragio universale, diretto e segreto, essi rappresentano la divisione politica delle varie parti d\u2019Italia, seppure in modo diverso. Ritiene pertanto che il sistema della rappresentanza delle Regioni e dei Comuni non sia da scartare, e che convenga solo di cercarne l\u2019attuazione pi\u00f9 semplice, senza preoccuparsi troppo del peso specifico delle varie masse elettorali.<\/p><p>Ritiene che vi debba essere anche una categoria di eligendi per la seconda Camera, categoria che non pu\u00f2 essere cos\u00ec definita come si era stabilito in un primo tempo. Egli aveva suggerito che gli eligendi dovessero essere scelti non nelle categorie economiche, ma tra gli uomini che abbiano gi\u00e0 occupato delle cariche rappresentative in seguito ad elezione.<\/p><p>Conclude, rilevando la necessit\u00e0 di rivedere la ripartizione tra Comuni, grandi e piccoli, per stabilire se vi sia sproporzione di rappresentanza. \u00c8 del parere che il numero di coloro che partecipano alla elezione non ha alcuna importanza, ma che \u00e8 invece un grave difetto attribuire ai 70 od 80 deputati della Regione gli stessi diritti di mille o tremila consiglieri comunali. In tal modo il peso dell\u2019Assemblea regionale nell\u2019elezione della seconda Camera perde ogni valore.<\/p><p>PICCIONI risponde alle osservazioni dell\u2019onorevole Perassi citando l\u2019esempio del Lazio. A questa Regione, secondo il progetto dell\u2019onorevole Fuschini, sarebbero attribuiti 18 senatori, di cui 9 dovrebbero essere eletti dai consiglieri regionali e dai consiglieri dei Comuni superiori a trentamila abitanti, che sono 1200, e altri 9 dovrebbero essere eletti dai consiglieri comunali dei Comuni inferiori a trentamila abitanti, che sono 5000. Ci\u00f2 significa che l\u2019elemento della popolazione \u00e8 rispettato, in quanto i senatori sono assegnati in proporzione della popolazione della Regione. Se poi una categoria od un\u2019altra interviene per la nomina di un numero maggiore o minore di consiglieri, ci\u00f2 significa semplicemente che, anzich\u00e9 fare il calcolo difficile del voto plurimo, si d\u00e0 un voto che pesa di pi\u00f9: mentre per l\u2019elezione di nove senatori su 1200 consiglieri il quoziente pu\u00f2 essere teoricamente stabilito in 133 voti, per l\u2019elezione degli altri nove senatori dei Comuni rurali, dove si hanno cinquemila consiglieri, si avr\u00e0 un quoziente di 555 voti. In altri termini, gli elettori rurali avranno una capacit\u00e0 elettiva di voti ridotta ad un quarto rispetto alla capacit\u00e0 elettiva degli elettori dei Comuni urbani; fatto, questo, che non porta alcuna disarmonia nel sistema, anzi evita quella moltiplicazione di voti che si voleva attribuire a ciascun elettore secondo le varie categorie di Comuni. E non ne deriva neppure un danno alla Regione, perch\u00e9 il numero dei senatori che la Regione deve avere rimarr\u00e0 sempre quello.<\/p><p>Fa presente che i Comuni potrebbero anche essere divisi in tre categorie: Comuni fino a tremila abitanti, Comuni fino a 30.000 abitanti e Comuni da trentamila abitanti in su. Ragguagliando queste distinzioni per stabilire quanti senatori spettino alla popolazione di ciascuna delle accennate categorie, i senatori sarebbero eletti dai consiglieri comunali di ciascuna categoria con un sistema pi\u00f9 semplice e coerente.<\/p><p>MANNIRONI dichiara che era sua intenzione esporre gli stessi concetti che ha espresso l\u2019onorevole Piccioni; ossia, se \u00e8 vero che i grossi Comuni sono chiamati a eleggere dei senatori in numero molto inferiore a quelli dei piccoli Comuni, tuttavia si tratta di un voto che pesa di pi\u00f9 in quanto risponde a un numero maggiore di elettori.<\/p><p>PERASSI osserva che questa questione \u00e8 fuori posto.<\/p><p>PICCIONI replica che la questione \u00e8 sorta proprio in seguito alle osservazioni dell\u2019onorevole Perassi, il quale ha riferito che il Comitato si \u00e8 trovato di fronte alla difficolt\u00e0 del voto plurimo; alle quali osservazioni si \u00e8 risposto dimostrando che col voto plurimo non si verifica altro che una moltiplicazione dei voti, e quindi si raggiungono gli stessi risultati senza intaccare in nulla il principio.<\/p><p>PRESIDENTE precisa che nessuno ha posto la questione di una sperequazione tra Regione e Regione, perch\u00e9 per ogni Regione si fa un calcolo proporzionale alla popolazione. La sperequazione si verifica invece nel peso proporzionale che hanno i voti degli uni e quelli degli altri elettori nell\u2019interno di una stessa Regione, e bisognerebbe dimostrare che ogni voto plurimo \u00e8 sufficiente a sanare tale squilibrio. Ma ci\u00f2 non \u00e8 dimostrato dalle cifre citate nel corso della discussione, le quali anzi stanno ad indicare che la sperequazione \u00e8 assai maggiore di quel che non appaia dalle affermazioni dell\u2019onorevole Piccioni, facendo dubitare fortemente della praticit\u00e0 del sistema.<\/p><p>MANNIRONI intende dimostrare con le cifre riguardanti la Sicilia che la sperequazione esiste, ma non in forma cos\u00ec preoccupante come pu\u00f2 apparire dalle dichiarazioni dello onorevole Perassi.<\/p><p>In Sicilia i Comuni con popolazione fino a 10.000 abitanti hanno una popolazione complessiva di circa un milione e 296 mila, con 4595 consiglieri; i Comuni con popolazione superiore ai 10.000 abitanti hanno una popolazione complessiva di un milione e 740 mila, con 2610 consiglieri. Vi \u00e8 quindi una differenza di circa duemila consiglieri tra i due gruppi di Comuni. Ora, questi gruppi di Comuni di diversa entit\u00e0 numerica eleggerebbero lo stesso numero di senatori perch\u00e9, posto che la Sicilia abbia diritto a trenta senatori, quindici sarebbero eletti dai 4595 consiglieri del primo gruppo e quindici dai 2610 del secondo. Senonch\u00e9 questo secondo gruppo rappresenta una massa maggiore di popolazione, e quindi il loro peso giuoca perch\u00e9, pur essendo meno numerosi rispetto alla popolazione, eleggono lo stesso numero di senatori eletti dai consiglieri dell\u2019altro gruppo.<\/p><p>PERASSI osserva che la sperequazione non \u00e8 da considerarsi fra i due collegi per quanto concerne il numero dei senatori eletti da ciascuno di essi, ma si ha nell\u2019ambito di ciascun Collegio, nel quale, dandosi ad ogni consigliere comunale un voto, i consiglieri dei Comuni minori hanno un peso sproporzionato rispetto a quello dei Comuni maggiori.<\/p><p>MANNIRONI chiarisce di aver voluto dimostrare che una sperequazione esiste, ma che essa viene sanata dalla necessit\u00e0 di adottare una soluzione meno difettosa delle altre. Richiamandosi al principio espresso dall\u2019onorevole Ambrosini, che si deve tener conto non solo della popolazione come entit\u00e0 numerica, ma anche come entit\u00e0 territoriale, osserva che il Senato, il quale \u00e8 stato chiamato la Camera delle Regioni, pu\u00f2 essere chiamato Camera delle Regioni e dei Comuni.<\/p><p>LACONI si rende conto dei motivi che hanno indotto l\u2019onorevole Fuschini a presentare il suo progetto, ma osserva che l\u2019applicazione del sistema da lui proposto porterebbe sempre pi\u00f9 lontano da una reale attuazione della democrazia, cio\u00e8 dalla creazione di una rappresentanza rispondente al reale schieramento delle forze politiche. Ricorda che, quando fu votata la composizione della seconda Camera, si afferm\u00f2 che questa doveva essere eletta dai consiglieri di tutti i Comuni compresi nella Regione, secondo un sistema che garantisse una equa proporzione tra tutte le forze.<\/p><p>CAPPI osserva che questo sistema \u00e8 stato gi\u00e0 trovato.<\/p><p>LACONI replica che il sistema non \u00e8 stato trovato perch\u00e9, quando si accettasse il criterio che nel corpo di una Regione vi sia una parte della popolazione \u2013 quella dei centri rurali \u2013 la quale ha particolari interessi e dispone di un voto che ha un peso maggiore di quello dell\u2019altra parte della popolazione, \u00e8 il caso di domandarsi quali conseguenze possa avere questo fatto nel complesso politico sociale della Nazione. Queste conseguenze si proietterebbero su tutta la struttura democratica del Paese, perch\u00e9 si verrebbe ad attribuire un peso maggiore a determinate categorie di popolazione, che non sempre sono quelle pi\u00f9 progredite e sviluppate dal punto di vista culturale e che possono recare un apporto maggiore allo sviluppo democratico del Paese. D\u2019altra parte, le incongruenze a cui si giungerebbe attraverso un sistema misto di elezioni sono tali da far pensare che si debba trovare una soluzione diversa del problema in esame, la quale rispecchi la reale situazione italiana e possa riscuotere l\u2019approvazione della maggior parte dei partiti.<\/p><p>Dichiara che egli e i suoi colleghi di partito sono disposti ad accettare una soluzione che tenga conto delle varie esigenze manifestatesi, e soprattutto dell\u2019esigenza di diversificare quanto pi\u00f9 possibile la seconda Camera dalla prima, in modo da farne un organo di riflessione, che rispecchi, per\u00f2, lo schieramento politico e la composizione del Paese. Per questo ritiene che la miglior soluzione sia quella adottata dalla Costituzione francese, la quale prevede una seconda Camera integralmente eletta a suffragio universale indiretto, e cio\u00e8 attraverso grandi elettori.<\/p><p>PRESIDENTE fa presente che tutti i sistemi finora proposti partono dall\u2019erronea supposizione che la struttura sociale del nostro Paese sia uniforme. Ora, ci\u00f2 non \u00e8, e per esempio, l\u2019onorevole Mannironi ha parlato della Sicilia, dove i Comuni superiori ai 30.000 abitanti sono aggregati rurali, mentre in Piemonte i Comuni che superano i 10.000 abitanti sono aggregati cittadini. Nello stabilire quindi queste varie categorie di Comuni, o bisogna accettare il criterio assurdo di fare una speciale classificazione per ogni Regione, oppure fare delle categorie uniformi per tutte le Regioni che risponderebbero alla situazione di una Regione, ma non a quelli di un\u2019altra a struttura sociale del tutto diversa.<\/p><p>Rileva l\u2019importanza di questo problema che, derivando dalla divisione del Paese in tre parti \u2013 Italia settentrionale, centrale e meridionale \u2013 caratterizzate dalla diversa struttura sociale, viene a pesare su tutte le soluzioni del problema in esame.<\/p><p>MANNIRONI dichiara di aver portato l\u2019esempio della Sicilia soltanto perch\u00e9 era quello che gli sembrava pi\u00f9 evidente.<\/p><p>PRESIDENTE osserva che, prendendo l\u2019esempio della Lucania, si sarebbe riscontrata la stessa situazione.<\/p><p>Comunica quindi che gli onorevoli Tosato, Piccioni e Fuschini hanno presentato la seguente proposta:<\/p><p>\u00abLa quota fissa dei senatori assegnati ad ogni Regione \u00e8 eletta dalle rispettive Assemblee regionali. La rimanente quota, nella proporzione di un senatore per ogni 200 mila abitanti, \u00e8 eletta dai consiglieri comunali della Regione divisi in tre gruppi: dei Comuni con popolazione inferiore a 5 mila abitanti; con popolazione superiore a 5 mila abitanti ed inferiore a 30 mila abitanti; con popolazione superiore a 30 mila abitanti. Ciascuno dei tre gruppi elegge un numero di senatori proporzionale alla popolazione\u00bb.<\/p><p>Nei riguardi di questo nuovo progetto osserva che il sistema proporzionale non pu\u00f2 essere applicato quando il numero degli eletti \u00e8 troppo piccolo. \u00c8 evidente che, se in una Regione sono da eleggere trenta deputati alla seconda Camera, sottratti i primi cinque che sono eletti dai Consigli regionali, ne rimangono troppo pochi perch\u00e9 essi possano essere eletti con la proporzionale. D\u2019altra parte, siccome i senatori saranno assai meno di trenta, in media, per ogni Regione, il sistema proporzionale non potr\u00e0 arrecare nessun giovamento.<\/p><p>Fa quindi presente che, tra i vari progetti presentati, soltanto quello dell\u2019onorevole Nobile propone il sistema dell\u2019elezione diretta senza alcuna contaminazione. Esso infatti propone che le elezioni dei membri della seconda Camera abbiano luogo a suffragio universale, diretto e segreto, da parte di tutti i cittadini aventi diritto al voto che abbiano superato il 26\u00b0 anno di et\u00e0.<\/p><p>PICCIONI pensa che, data l\u2019ora tarda, non si possa addivenire ad una votazione. Ritiene comunque che, poich\u00e9 nelle votazioni precedenti era rimasto in sospeso soltanto il problema dell\u2019applicazione concreta del sistema con l\u2019intervento dei Consigli comunali, e poich\u00e9 qualche progetto ritiene di averlo adeguatamente risolto, bisognerebbe cominciare dal mettere in votazione questo modo di risoluzione del problema rimasto in sospeso rispetto al sistema previsto e gi\u00e0 approvato dalla Commissione. Successivamente, qualora l\u2019esito della prima votazione fosse sfavorevole, si esaminerebbero gli altri progetti.<\/p><p>PRESIDENTE ricorda di avere egli stesso fatto presente che, per alcune questioni, la decisione della Sottocommissione era legata da precedenti votazioni; ma non crede che la Sottocommissione debba pi\u00f9 ritenersi legata al progetto cui si riferisce l\u2019onorevole Piccioni. Infatti, al piccolo Comitato incaricato di ristudiare il sistema era stato detto di esaminare l\u2019applicazione della decisione presa dalla Sottocommissione al fine di trovare una soluzione e, ove questa non fosse stata trovata, di cercarne altre. In forza di questo mandato il Comitato ha proposto una soluzione diversa dalle decisioni che erano state prese antecedentemente.<\/p><p>PICCIONI obietta che il Comitato di redazione non aveva veste per decidere, ma soltanto di esaminare il problema dal punto di vista tecnico. Se il Comitato non \u00e8 riuscito a risolvere il problema, pu\u00f2 darsi che lo risolva la Sottocommissione. Ritiene che la proposta degli onorevoli Tosato e Fuschini, alla quale egli ha aderito, possa acquistare maggior peso se sar\u00e0 messa a confronto con altre proposte, che \u00e8 presumibile che non potranno ottenere la maggioranza dei voti. Comunque, data l\u2019ora tarda, propone che la riunione venga sospesa.<\/p><p>PRESIDENTE mette ai voti la proposta di rinvio del seguito della discussione.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvata<\/em>).<\/p><p>La seduta termina alle 20.<\/p><p><em>Erano presenti:<\/em> Ambrosini, Bozzi, Bulloni, Cappi, Codacci Pisanelli, Conti, De Michele, Einaudi, Fabbri, Farini, Finocchiaro Aprile, Fuschini, Grieco, Laconi, La Rocca, Leone Giovanni, Lussu, Mannironi, Mortati, Nobile, Perassi, Piccioni, Ravagnan, Rossi Paolo, Targetti, Terracini, Tosato, Uberti, Vanoni, Zuccarini.<\/p><p><em>Erano assenti:<\/em> Bocconi, Bordon, Calamandrei, Cannizzo, Castiglia, Di Giovanni, Lami Starnuti, Porzio.<\/p><p>\u00a0<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Versione PDF ASSEMBLEA COSTITUENTE COMMISSIONE PER LA COSTITUZIONE SECONDA SOTTOCOMMISSIONE 83. RESOCONTO SOMMARIODELLA SEDUTA DI GIOVED\u00cc 23 GENNAIO 1947 PRESIDENZA DEL PRESIDENTE TERRACINI INDICE Organizzazione costituzionale dello Stato (Seguito della discussione) Presidente \u2013 Perassi \u2013 Einaudi \u2013 Lussu \u2013 Targetti \u2013 Fuschini \u2013 Rossi Paolo \u2013 Ambrosini \u2013 Piccioni \u2013 Nobile \u2013 Fabbri \u2013 Zuccarini [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_relevanssi_hide_post":"","_relevanssi_hide_content":"","_relevanssi_pin_for_all":"","_relevanssi_pin_keywords":"","_relevanssi_unpin_keywords":"","_relevanssi_related_keywords":"","_relevanssi_related_include_ids":"","_relevanssi_related_exclude_ids":"","_relevanssi_related_no_append":"","_relevanssi_related_not_related":"","_relevanssi_related_posts":"2017,2042,1646,1679,2028,2265","_relevanssi_noindex_reason":"","_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[127,70],"tags":[],"post_folder":[126],"class_list":["post-5418","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-1947-01ss","category-seconda-sottocommissione"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5418","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=5418"}],"version-history":[{"count":8,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5418\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":10695,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5418\/revisions\/10695"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=5418"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=5418"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=5418"},{"taxonomy":"post_folder","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fpost_folder&post=5418"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}