{"id":5359,"date":"2023-10-15T23:57:30","date_gmt":"2023-10-15T21:57:30","guid":{"rendered":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=5359"},"modified":"2023-12-08T23:02:46","modified_gmt":"2023-12-08T22:02:46","slug":"antimeridiana-di-martedi-7-gennaio-1947","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=5359","title":{"rendered":"ANTIMERIDIANA DI MARTED\u00cc 7 GENNAIO 1947 (Prima sezione)"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"5359\" class=\"elementor elementor-5359\" data-elementor-post-type=\"post\">\n\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-6678150 elementor-section-full_width elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"6678150\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-f073e3b\" data-id=\"f073e3b\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-71ecd3c elementor-align-right elementor-widget elementor-widget-button\" data-id=\"71ecd3c\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"button.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-button-wrapper\">\n\t\t\t\t\t<a class=\"elementor-button elementor-button-link elementor-size-sm\" href=\"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/19470107sed005ss.pdf\" target=\"_blank\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-content-wrapper\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-icon\">\n\t\t\t\t<i aria-hidden=\"true\" class=\"icon icon-view\"><\/i>\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-text\">Versione PDF<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-76c939e elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"76c939e\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p>ASSEMBLEA COSTITUENTE<\/p><p>COMMISSIONE PER LA COSTITUZIONE<\/p><p>SECONDA SOTTOCOMMISSIONE<\/p><p>(PRIMA SEZIONE)<\/p><p>5.<\/p><p>RESOCONTO SOMMARIO<\/p><p>DELLA SEDUTA ANTIMERIDIANA DI MARTED\u00cc 7 GENNAIO 1947<\/p><p>PRESIDENZA DEL DEPUTATO <strong>PERASSI<\/strong><\/p><p><strong>INDICE<\/strong><\/p><p><strong>Potere esecutivo<\/strong> (<em>Seguito della discussione<\/em>)<\/p><p>Presidente \u2013 Tosato, <em>Relatore <\/em>\u2013 Fabbri \u2013 Mortati \u2013 Fuschini \u2013 La Rocca, <em>Relatore <\/em>\u2013 Rossi Paolo \u2013 Nobile \u2013 Lussu \u2013 Vanoni.<\/p><p>La seduta comincia alle 10.45.<\/p><p>(<em>Nell\u2019assenza dell\u2019onorevole Terracini, la Sezione invita il Segretario onorevole Perassi ad assumere la Presidenza<\/em>).<\/p><p>Seguito della discussione sul potere esecutivo.<\/p><p>PRESIDENTE fa presente che la discussione odierna verte ancora sugli articoli 19, 20 e 21 del progetto. All\u2019articolo 20 l\u2019onorevole Fabbri ha proposto il seguente emendamento:<\/p><p>\u00abIl Primo Ministro, a seguito dell\u2019adesione dei vari Ministri al programma del Governo da lui presieduto, precisa ed enuncia le direttive di politica generale del Governo stesso, delle azioni ed omissioni del quale sono responsabili solidalmente tutti i Ministri\u00bb.<\/p><p>Da parte sua, nell\u2019articolo anzidetto propone di sostituire, alle parole: \u00abIl Primo Ministro \u00e8 responsabile della politica generale del Governo\u00bb, le seguenti: \u00abIl primo Ministro dirige la politica generale del Governo\u00bb; e all\u2019ultimo comma propone un emendamento sostitutivo cos\u00ec concepito:<\/p><p>\u00abIl Primo Ministro ed i Ministri sono solidalmente responsabili della politica generale del Governo e ciascuno di essi individualmente degli atti di sua competenza\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Mortati poi ha proposto di sostituire all\u2019articolo 20 un altro del seguente tenore:<\/p><p>\u00abIl Primo Ministro \u00e8 responsabile della politica generale del Governo. Egli cura il tempestivo adempimento degli impegni da questo assunti, nonch\u00e9 il mantenimento dell\u2019unit\u00e0 di indirizzo politico ed amministrativo dei Ministeri e, a questo scopo, vigila sull\u2019attivit\u00e0 dei Ministri e la coordina, individualmente ed in Consiglio dei Ministri, risolvendo i conflitti che sorgano fra essi\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Mortati ha infine proposto un articolo 20-<em>bis<\/em> cos\u00ec concepito:<\/p><p>\u00abI Ministri sono responsabili degli atti o omissioni relativi ai compiti dei loro Ministeri, nonch\u00e9 degli atti di politica generale cui concorrono\u00bb.<\/p><p>TOSATO, <em>Relatore<\/em>, osserva che non \u00e8 facile mantenere l\u2019unit\u00e0 di indirizzo politico in un Governo formato da una coalizione di pi\u00f9 partiti fortemente differenziati fra loro. Affinch\u00e9 tale unit\u00e0 di indirizzo possa essere assicurata, occorre dare, secondo il suo avviso, al Primo Ministro quei poteri che sino ad oggi non gli sono stati mai attribuiti. Ci\u00f2, s\u2019intende, nell\u2019ambito e per l\u2019attuazione di un determinato programma politico esposto dal Primo Ministro al Parlamento e da questo approvato.<\/p><p>Da questo particolare punto di vista non gli sembra che con il testo dell\u2019articolo 20 del progetto si attribuisca al Primo Ministro il potere necessario per attuare un dato programma politico governativo dopo che questo sia stato approvato dal Parlamento. Nello stesso tempo la formula proposta dall\u2019onorevole Perassi per il primo comma dell\u2019articolo 20 non gli sembra la pi\u00f9 opportuna, perch\u00e9 potrebbe far pensare che debba essere soltanto il Primo Ministro a fissare la politica generale del Governo, la quale, invece, \u00e8 fissata in un accordo dei diversi partiti chiamati a far parte del Governo e viene poi approvata dal Parlamento. Non gli sembra neanche opportuna la formula proposta dallo stesso onorevole Perassi per l\u2019ultimo comma dell\u2019articolo anzidetto, secondo la quale il Primo Ministro ed i Ministri dovrebbero solidalmente essere responsabili della politica generale del Governo. Con ci\u00f2, dopo l\u2019accordo generale fra i diversi partiti sull\u2019indirizzo politico del Governo, si renderebbero necessari, per l\u2019attuazione del programma governativo, accordi particolari in seno al Consiglio dei Ministri. Si ritornerebbe, cos\u00ec, al sistema del Governo di Gabinetto, con gli inconvenienti da tutti oggi lamentati, ossia di un Governo che, pure avendo formulato un suo programma politico, non sempre svolge con la dovuta tempestivit\u00e0 e efficacia la sua azione politica. In un sol modo si possono evitare simili inconvenienti, accentuando, cio\u00e8, la responsabilit\u00e0 politica del Governo nella persona del Primo Ministro. Dopo che il Parlamento abbia approvato il programma politico governativo concordato fra i ministri dei diversi partiti, soltanto il Primo Ministro dovr\u00e0 avere il potere di attuarlo; e di ci\u00f2 senz\u2019altro egli deve essere tenuto responsabile.<\/p><p>In considerazione di quanto ha gi\u00e0 esposto, propone che al primo comma dell\u2019articolo 20, fra le parole: \u00abIl Primo Ministro \u00e8 responsabile\u00bb, e le altre: \u00abdella politica generale del Governo\u00bb, siano incluse le seguenti: \u00abdella attuazione\u00bb. Il resto del comma potrebbe restare invariato, o al pi\u00f9 potrebbe subire una lieve modifica, se si ritenesse opportuna, aggiungendovi le parole: \u00abIl Primo Ministro vigila sull\u2019attivit\u00e0 dei Ministri\u00bb, contenute nel testo sostitutivo dell\u2019articolo 20, proposto dall\u2019onorevole Mortati.<\/p><p>Propone infine che l\u2019ultimo comma dell\u2019articolo in questione, in cui si stabilisce che i Ministri sono responsabili degli atti dei loro Ministeri, sia soppresso.<\/p><p>Ritiene che, con l\u2019accoglimento di tali emendamenti, il testo dell\u2019articolo 20 attribuirebbe una maggiore responsabilit\u00e0 e quindi un maggiore potere al Primo Ministro nell\u2019attuazione della politica generale del Governo.<\/p><p>PRESIDENTE dichiara che la parola \u00abdirige\u00bb contenuta nel primo emendamento da lui proposto non dev\u2019essere interpretata nel senso che sia il Primo Ministro a fissare la politica generale del Governo. Il programma politico governativo non pu\u00f2 essere fissato che con l\u2019accordo tra i vari partiti chiamati a far parte del Governo e dev\u2019essere poi approvato dal Parlamento. Il compito del Primo Ministro, quindi, \u00e8 soltanto quello di curare che quel programma sia attuato. \u00c8 in tal senso che egli deve avere la direzione della politica generale del Governo.<\/p><p>Non ritiene, poi, che la responsabilit\u00e0 dei Ministri debba essere limitata agli atti dei loro Ministeri, secondo quanto dispone l\u2019ultimo comma dell\u2019articolo 20. A suo avviso, i Ministri devono anche essere responsabili, solidalmente con il Primo Ministro, della politica generale del Governo. Di qui la proposta del suo secondo emendamento.<\/p><p>FABBRI fa presente che la sua proposta di emendamento risponde agli stessi criteri esposti dal Presidente. Difatti, una volta ottenuta l\u2019adesione dei vari Ministri al programma del Governo, il Primo Ministro precisa ed enuncia le direttive della politica generale del Governo stesso: ci\u00f2 costituisce il suo compito specifico.<\/p><p>Relativamente per\u00f2 alle azioni e omissioni del Governo riguardo all\u2019attuazione del programma governativo, si dovrebbe avere la responsabilit\u00e0 solidale di tutti i Ministri.<\/p><p>MORTATI non crede che, rispetto al potere da attribuire al Primo Ministro, esista una notevole differenza di significato tra l\u2019espressione: \u00abdirige la politica\u00bb e l\u2019altra: \u00ab\u00e8 responsabile della attuazione della politica\u00bb. In ogni modo, per meglio precisare il fatto che la politica di cui dovr\u00e0 essere responsabile il Primo Ministro non pu\u00f2 essere che quella approvata dal Parlamento, si potrebbe apportare al primo comma dell\u2019articolo 20 il seguente emendamento:<\/p><p>\u00abIl Primo Ministro \u00e8 responsabile della attuazione della politica generale del Governo approvata dal Parlamento\u00bb.<\/p><p>Non ritiene poi opportuno che non si faccia alcuna menzione della responsabilit\u00e0 dei vari Ministri, secondo quanto ha suggerito l\u2019onorevole Tosato, proponendo la soppressione dell\u2019ultimo comma dell\u2019articolo anzidetto.<\/p><p>TOSATO, <em>Relatore<\/em>, fa presente che, con la formula dell\u2019articolo 20, si mira a dare al Primo Ministro una posizione quale finora questi non ha avuto mai nella storia politica del nostro Paese.<\/p><p>Difatti, al secondo comma dell\u2019articolo in questione si stabilisce che il Primo Ministro pu\u00f2 assumere un Ministero soltanto <em>ad interim<\/em>. Il Primo Ministro, quindi, dovr\u00e0 essere soltanto tale, perch\u00e9, per un\u2019espressa norma della Costituzione, normalmente non sar\u00e0 preposto ad alcun Ministero. Ci\u00f2 trova conferma nella disposizione del primo comma dell\u2019articolo 21, secondo cui si dovr\u00e0 provvedere con legge all\u2019ordinamento della Presidenza del Consiglio per il coordinamento delle attivit\u00e0 di tutti i vari Ministeri. \u00c8 per questo che, a suo avviso, si dovrebbe parlare soltanto della responsabilit\u00e0 del Primo Ministro; ci\u00f2 infatti servirebbe a porre in maggior rilievo la posizione di preminenza, non soltanto formale, che si vuole attribuire al Primo Ministro nei confronti degli altri Ministri. Circa la responsabilit\u00e0 di questi ultimi, non occorre che essa sia menzionata, in quanto i Ministri fanno parte del Governo, sono preposti a determinati dicasteri e quindi non possono non essere responsabili di tutte le deliberazioni alle quali concorrono e di tutti gli atti che essi emanano.<\/p><p>PRESIDENTE osserva che la parola \u00abresponsabile\u00bb pu\u00f2 dar luogo ad equivoci. Gli sembra che nell\u2019articolo 20 essa sia usata per significare \u00abha il compito di\u00bb, non gi\u00e0 per ammettere una responsabilit\u00e0 in senso proprio. Pertanto, se nell\u2019articolo anzidetto, alla parola: \u00abresponsabile\u00bb fosse sostituita l\u2019espressione: \u00abha il compito di\u00bb, o altra equivalente, si potrebbe accedere alla proposta dell\u2019onorevole Tosato di non fare alcuna menzione della responsabilit\u00e0 dei vari Ministri, che implicitamente viene ad essere determinata dall\u2019articolo 19 in rapporto al primo comma dell\u2019articolo 22, in cui si stabilisce che il Primo Ministro e i Ministri debbono godere la fiducia dell\u2019Assemblea Nazionale. Se invece l\u2019articolo 20 dovesse avere inizio con l\u2019espressione: \u00abIl Primo Ministro \u00e8 responsabile\u00bb, sarebbe necessario, a suo avviso, affermare il principio che anche i Ministri sono responsabili della politica generale del Governo, nonch\u00e9, naturalmente, degli atti dei loro Ministeri. Ci\u00f2 per evitare l\u2019incongruenza di avere un Primo Ministro responsabile della politica generale del Governo e gli altri Ministri responsabili soltanto degli atti relativi ai compiti dei loro Ministeri.<\/p><p>TOSATO, <em>Relatore<\/em>, fa presente che, con la parola \u00abresponsabile\u00bb, effettivamente si vuole significare \u00abha il compito\u00bb, o \u00abha il potere di\u00bb, come giustamente ha osservato il Presidente. Pertanto il Primo Ministro dovrebbe avere un determinato potere, che per\u00f2 verrebbe meno, ove si prescrivesse una responsabilit\u00e0 solidale di tutti i Ministri per ci\u00f2 che concerne la politica generale del Governo.<\/p><p>FUSCHINI ritiene che, per meglio risolvere la questione in esame, sarebbe opportuno aggiungere all\u2019articolo 19, come ultimo comma, il primo comma dell\u2019articolo 22, in cui si stabilisce che il Primo Ministro ed i Ministri debbono godere la fiducia dell\u2019Assemblea Nazionale. Si potrebbe cos\u00ec accedere alla prima proposta di emendamento, fatta a proposito dell\u2019articolo 20 dal Presidente, secondo cui \u00e8 il Primo Ministro a dirigere la politica generale del Governo.<\/p><p>Sopprimerebbe, poi, l\u2019ultimo comma dell\u2019articolo anzidetto, in cui si stabilisce che i Ministri sono responsabili degli atti dei loro Ministeri, per accogliere, come articolo 20-<em>bis<\/em>, quello proposto dell\u2019onorevole Mortati, in cui si afferma che i Ministri sono responsabili degli atti od omissioni relativi ai compiti dei loro Ministeri, nonch\u00e9 degli atti di politica generale cui concorrono: infatti, non si pu\u00f2 non ammettere una responsabilit\u00e0 solidale di tutti i Ministri per gli atti di politica generale che siano il risultato di una deliberazione del Consiglio dei Ministri. Una responsabilit\u00e0 dei Ministri per la politica generale del Governo occorre sia prevista, anche se essa in un certo senso sia di secondo ordine di fronte a quella del Primo Ministro, e ci\u00f2 per non accentuare troppo il potere del Primo Ministro stesso. Bisogna far s\u00ec che questi sia sempre responsabile di una politica collegiale di Governo, non gi\u00e0 di una politica propria. Occorre assolutamente evitare che il Primo Ministro possa incorrere in quelli che una volta erano detti \u00abvizi di dittatura\u00bb, per cui prima del fascismo furono chiamati dittatori uomini politici insigni nella storia del nostro Paese, che pure erano dotati di un profondo spirito liberale.<\/p><p>MORTATI osserva che, con il sistema finora seguito, il Primo Ministro, in effetti, non ha alcun potere per coordinare con la dovuta tempestivit\u00e0 i vari provvedimenti adottati dai diversi Ministri. Difatti, secondo una disposizione del decreto del 1901 che regola la posizione del Primo Ministro, i Ministri sono tenuti ad informare il Presidente del Consiglio di tutti i provvedimenti che saranno discussi in seno al Consiglio dei Ministri il giorno prima della riunione di questo. Con ci\u00f2 il Primo Ministro non pu\u00f2 accertarsi con la necessaria tempestivit\u00e0 se i provvedimenti presentati dai Ministri siano, oppur no, conformi all\u2019indirizzo generale della politica governativa. Il coordinamento fra i provvedimenti presentati dai Ministri, cos\u00ec, non \u00e8 pi\u00f9 opera del Primo Ministro, ma \u00e8 demandato al Consiglio dei Ministri, che \u00e8 l\u2019organo meno adatto ad attuarlo. Di qui i numerosi inconvenienti che oggi tutti lamentano, specie in riferimento alla lentezza, alla inefficacia e alla contraddittoriet\u00e0 dell\u2019azione politica svolta dal Governo.<\/p><p>Ritiene quindi che il potere di mantenere l\u2019unit\u00e0 di indirizzo politico e amministrativo debba essere senz\u2019altro attribuito al Primo Ministro. \u00c8 per questo che egli aveva proposto di creare un vero e proprio Ministero della Presidenza del Consiglio: con tale organismo il Primo Ministro avrebbe avuto a sua disposizione il mezzo pi\u00f9 adatto per agire tempestivamente ai fini del coordinamento dei provvedimenti adottati dai vari Ministri. In ogni modo, prescindendo dalla proposta anzidetta, ci\u00f2 che \u00e8 necessario stabilire \u00e8 che soltanto il Primo Ministro dovr\u00e0 avere i poteri necessari per agire tempestivamente allo scopo di mantenere l\u2019unit\u00e0 di indirizzo politico e amministrativo dei Ministeri. Ogni eventuale dissenso fra il Primo Ministro ed uno o pi\u00f9 Ministri, a proposito di un dato disegno di legge, gi\u00e0 dovrebbe essere composto prima della riunione del Consiglio dei Ministri. Se ci\u00f2 non fosse possibile raggiungere e il dissenso in seno al Consiglio dei Ministri dovesse permanere, il Primo Ministro dovrebbe sempre avere la possibilit\u00e0 di far prevalere il suo punto di vista. Il Ministro dissenziente, in tal caso, potrebbe appellarsi al Parlamento che solo pu\u00f2 giudicare se l\u2019azione politica del Primo Ministro, relativamente a una data questione, si sia discostata, oppur no, dal programma politico del Governo, approvato dal Parlamento stesso. Con ci\u00f2 \u00e8 possibile non solo evitare quei pericoli di dittatura a cui ha accennato l\u2019onorevole Fuschini, ma anche, salvaguardando le fondamentali esigenze della libert\u00e0 e della democrazia, dare al Governo una certa stabilit\u00e0, cosa che non sempre \u00e8 stata raggiunta negli ultimi tempi del parlamentarismo italiano.<\/p><p>TOSATO, <em>Relatore<\/em>, fa presente che, tra una direzione soltanto formale e un\u2019altra veramente sostanziale della politica generale del Governo, da parte del Primo Ministro, si \u00e8 adottato col progetto in esame il criterio intermedio di rendere il Primo Ministro responsabile dell\u2019attuazione del programma politico governativo gi\u00e0 approvato dal Parlamento. Si tratta quindi ora di attribuire al primo Ministro il potere, non gi\u00e0 di fissare, bens\u00ec di attuare la politica generale del Governo che \u00e8 stata approvata dal Parlamento.<\/p><p>PRESIDENTE ha gi\u00e0 osservato come, con la disposizione del secondo comma dell\u2019articolo 20, per cui il Primo Ministro pu\u00f2 assumere un Ministero soltanto <em>ad interim<\/em>, il Primo Ministro venga veramente ad essere tale: le sue funzioni, quindi, saranno effettive ed egli non avr\u00e0 soltanto quella di presiedere il Consiglio dei Ministri. Ci\u00f2 considerato, con la formula \u00abdirige la politica generale del Governo\u00bb, gli sembra che si metta in sufficiente evidenza la posizione preminente del Primo Ministro nei confronti dei Ministri, senza tuttavia arrivare ad un ordinamento in cui la responsabilit\u00e0 di questi ultimi debba essere intesa come responsabilit\u00e0 limitata.<\/p><p>Nella Costituzione francese recentemente approvata si dice che i Ministri sono collettivamente responsabili davanti all\u2019Assemblea Nazionale della politica generale del Governo ed individualmente dei loro atti personali. Rinunciare a tale principio non gli sembra conveniente, perch\u00e9, cos\u00ec facendo, ogni Ministro sarebbe indotto a interessarsi soltanto dell\u2019attivit\u00e0 relativa al proprio Ministero, estraniandosi dalla politica generale del Governo. Occorre, invece, che ogni Ministro si senta parte di un\u2019unit\u00e0, sapendo di essere responsabile con tutti gli altri dell\u2019azione politica svolta dal Governo. Ci\u00f2 non toglie che il Primo Ministro debba emergere come una figura preminente, dotata di sufficienti poteri per mantenere l\u2019unit\u00e0 di indirizzo del Governo.<\/p><p>LA ROCCA, <em>Relatore<\/em>, dichiara di essere contrario all\u2019attribuzione di un potere preminente al Primo Ministro per i motivi gi\u00e0 prospettati dall\u2019onorevole Fuschini. Osserva, poi, come non sia possibile tradurre in una formula costituzionale il potere preminente goduto dal Primo Ministro in Inghilterra, Paese assai diverso dal nostro per storia, abitudini e tradizioni. In ogni modo, sar\u00e0 bene non dimenticare che il potere di cui \u00e8 investito il Primo Ministro in Inghilterra deriva dal fatto che egli \u00e8 sempre il capo del partito della maggioranza. Ci\u00f2 in Inghilterra \u00e8 imposto dal costume e non gi\u00e0 da una norma costituzionale.<\/p><p>Ora, con l\u2019adozione del sistema inglese, si vuol mirare a creare in Italia condizioni che qui non esistono. \u00c8 stato affermato che per un certo periodo di tempo si avranno nel nostro Paese Governi di coalizione; ed \u00e8 da ritenere che una tale previsione sicuramente si avverer\u00e0. Con i Governi di coalizione, per\u00f2, non \u00e8 possibile attribuire un potere preminente al Primo Ministro e mettere in sottordine di fronte a lui gli altri Ministri, altrimenti sorgerebbero irreparabili contrasti e dissidi nella compagine stessa del Governo.<\/p><p>Naturalmente il Primo Ministro dovr\u00e0 avere il compito di coordinare l\u2019attivit\u00e0 dei Ministri per mantenere l\u2019unit\u00e0 di indirizzo politico, ma non potr\u00e0, n\u00e9 dovr\u00e0 dirigere da solo la politica generale del Governo. Tale politica \u00e8 appunto politica del Governo e il Primo Ministro non ne pu\u00f2 essere responsabile che insieme agli altri Ministri.<\/p><p>ROSSI PAOLO ritiene che un certo potere preminente sia da attribuirsi al Primo Ministro, proprio in vista dell\u2019eventualit\u00e0 di Governi di coalizione. Difatti, nei Governi di maggioranza non \u00e8 necessario determinare il potere preminente del Primo Ministro, perch\u00e9, se questi non l\u2019ha di diritto, lo ha sempre di fatto. La difficolt\u00e0 maggiore, quando si \u00e8 sicuri di avere per un periodo di tempo pi\u00f9 o meno lungo Governi di coalizione, consiste nel tradurre in pratica questo potere preminente da attribuirsi al Primo Ministro. Si tratta, in altri termini, di determinare i limiti di un tale potere.<\/p><p>\u00c8 del parere che debba senz\u2019altro essere affermata la responsabilit\u00e0 politica di tutti i Ministri di fronte al Parlamento. Ci\u00f2 si rende indispensabile nei Governi di coalizione, perch\u00e9 altrimenti tutta la responsabilit\u00e0 della politica generale del Governo graverebbe soltanto sulla persona del Primo Ministro e per conseguenza soltanto sul partito che egli rappresenta; il che potrebbe creare situazioni di vantaggio e di svantaggio, a seconda dei casi, per tutti i membri del Governo stesso. Ammesso, per\u00f2, il principio della corresponsabilit\u00e0 politica dei Ministri, \u00e8 necessario stabilire, secondo le modalit\u00e0 che sembreranno pi\u00f9 opportune, anche l\u2019altro principio di un certo potere preminente del Primo Ministro, senza di che i Governi di coalizione sono destinati a svolgere una non sempre efficace azione politica.<\/p><p>NOBILE ritiene che sia necessario attribuire una posizione preminente al Primo Ministro. Ci\u00f2 gi\u00e0 avveniva, di fatto, quando i Governi erano di maggioranza; ma con i Governi di coalizione \u00e8 venuto meno ogni potere preminente del Primo Ministro e cos\u00ec \u00e8 venuta a mancare anche l\u2019unit\u00e0 di azione governativa. Per riparare a questo inconveniente, trova inutile fissare in una norma costituzionale il potere preminente del Primo Ministro. Tale potere, infatti, resterebbe lettera morta con i Governi di coalizione, perch\u00e9 nessun partito sarebbe disposto a riconoscerlo, specie se i vari partiti, chiamati a far parte del Governo, dovessero avere un\u2019eguale importanza politica. Un rimedio a tale inconveniente potrebbe aversi nella nomina del Primo Ministro da parte, non gi\u00e0 del Presidente della Repubblica, bens\u00ec del Parlamento a maggioranza assoluta; ci\u00f2 che varrebbe a conferire al Primo Ministro maggiore prestigio e autorit\u00e0. Ma potrebbe avvenire che nel Parlamento i gruppi politici importanti avessero la medesima forza, nel qual caso si potrebbe non giungere ad un accordo. Se ci\u00f2 si verificasse, si potrebbe studiare un meccanismo, per cui, dopo due o tre votazioni nulle, si fosse obbligati a nominare un Primo Ministro fuori dei partiti politici. Questa proposta, naturalmente, sar\u00e0 accolta con scetticismo dai componenti la prima Sezione, ma egli sente il dovere di farla, perch\u00e9 la risoluzione del problema in esame si presenta quanto mai ardua e qualsiasi suggerimento in proposito, anche se audace, potr\u00e0 forse non essere del tutto inutile.<\/p><p>LUSSU dichiara, per l\u2019esperienza da lu\u00ec fatta negli ultimi tempi come uomo di Governo, di essere favorevole a che il Primo Ministro abbia un potere preminente nei confronti degli altri Ministri. Rileva del resto che a tale conclusione sono giunti pi\u00f9 o meno tutti i vari componenti la prima Sezione. Il Primo Ministro attualmente non ha la possibilit\u00e0 di fare un esame tempestivo dei diversi problemi interessanti la vita politica dei Paese e non pu\u00f2 quindi coordinare l\u2019attivit\u00e0 dei Ministri e mantenere l\u2019unit\u00e0 di indirizzo del Governo. Di qui i gravi inconvenienti da tutti lamentati. Occorre pertanto precisare i poteri da attribuirsi al Primo Ministro, ed a questo fine gli sembra che la formula proposta dall\u2019onorevole Tosato possa senz\u2019altro essere accettata. Ci\u00f2 non toglie che si possa trovare una formula per stabilire, anche indirettamente, la responsabilit\u00e0 collegiale dei Ministri nei riguardi della politica generale del Governo.<\/p><p>PRESIDENTE osserva che si potrebbe adottare per il primo comma dell\u2019articolo 20 la seguente dizione: \u00abIl Primo Ministro dirige l\u2019attuazione della politica generale del Governo\u00bb. Con tale dizione, risulterebbe evidente che il compito di fissare la politica generale del Governo non spetta al solo Primo Ministro: questi avrebbe soltanto il potere di dirigere la realizzazione pratica della politica governativa approvata dal Parlamento.<\/p><p>D\u2019altra parte, poich\u00e9 ritiene che il principio della responsabilit\u00e0 collegiale dei Ministri debba essere affermato nella Costituzione, propone che il testo dell\u2019emendamento gi\u00e0 da lui presentato all\u2019articolo 20, in cui si dispone che il Primo Ministro ed i Ministri sono solidalmente responsabili della politica generale del Governo e ciascuno di essi individualmente degli atti di sua competenza, sia aggiunto come ultimo comma all\u2019articolo 19. Conseguentemente nell\u2019articolo 20 dovrebbe essere soppresso l\u2019ultimo comma, in cui si stabilisce che i Ministri sono responsabili degli atti dei loro Ministeri.<\/p><p>ROSSI PAOLO osserva che sarebbe meglio dire, anzich\u00e9 \u00abdirige l\u2019attuazione\u00bb, \u00abassicura l\u2019attuazione\u00bb.<\/p><p>VANONI rileva che, con le varie formule proposte, si pu\u00f2 correre il rischio di non dare il dovuto rilievo alla figura del Primo Ministro. A suo avviso, \u00e8 indispensabile, per la salvaguardia della futura democrazia, che sia assicurata un\u2019azione di Governo tempestiva, concorde e efficace. Se non si vuole ricadere nei difetti del passato parlamentarismo, occorre senz\u2019altro stabilire che il Primo Ministro debba essere l\u2019effettivo dirigente della politica governativa.<\/p><p>Quando ci si richiama all\u2019autorit\u00e0 di cui goderono alcuni eminenti capi di Governo nella vita politica del nostro Paese, si fa riferimento ad una situazione politica che era profondamente diversa da quella attuale. Allora non esistevano nel Paese grandi partiti organizzati e l\u2019uomo politico che formava un Gabinetto aveva la preminenza di fatto, se non di diritto, di fronte agli altri uomini politici che egli chiamava, perch\u00e9 aveva fiducia in loro, a far parte del Governo. Oggi, invece, i Governi sono costituiti per accordo tra i grandi partiti che formano la maggioranza dell\u2019Assemblea Nazionale, e i Ministri non sono scelti dal Capo del Governo, ma sono imposti al Capo del Governo stesso dai vari partiti. Inoltre la stessa fissazione del programma governativo \u00e8 frutto di una pattuizione tra i partiti. Ci\u00f2 costituisce una situazione estremamente pericolosa per la democrazia, perch\u00e9 comporta la formazione di Gabinetti costituiti da uomini di Governo che non hanno fra loro reciproca fiducia. A questo grave inconveniente bisogna appunto cercare di riparare, attribuendo al Primo Ministro un potere preminente rispetto ai Ministri.<\/p><p>Si \u00e8 espresso il timore che, stabilendo un potere preminente del Primo Ministro, si possa favorire il sorgere di un regime dittatoriale. Non ritiene che un tale timore sia giustificato, perch\u00e9, nel caso in cui il Primo Ministro con i suoi poteri andasse al di l\u00e0 della volont\u00e0 della maggioranza del Parlamento, il Parlamento stesso potrebbe sempre negargli la fiducia e il Governo potrebbe essere sostituito, secondo quanto normalmente avviene in ogni Stato basato su un sistema parlamentare. Non si deve avere paura di dare al Governo una struttura efficiente, quando si hanno gli strumenti per impedirne gli arbitr\u00ee. Si deve piuttosto temere di creare Governi inefficienti, perch\u00e9 ci\u00f2, specialmente in un Paese tormentato come il nostro, pu\u00f2 favorire il sorgere di aspirazioni dittatoriali.<\/p><p>A suo avviso, il Primo Ministro dovrebbe avere il potere di esonerare dalla carica ogni Ministro che non volesse conformarsi alle direttive da lui impartite. Raccomanda che i pi\u00f9 esperti di lui in materia tengano presente la necessit\u00e0 di fissare in una norma costituzionale il potere preminente del Primo Ministro nei confronti degli altri Ministri, per poter avere un Governo stabile ed efficiente.<\/p><p>La seduta termina alle 12.30.<\/p><p><em>Erano presenti:<\/em> Fabbri, Fuschini, Lami Starnuti, La Rocca, Lussu, Mortati, Nobile, Perassi, Rossi Paolo, Tosato, Vanoni.<\/p><p><em>Assenti:<\/em> Bordon, Codacci Pisanelli, Cannizzo, De Michele, Einaudi, Finocchiaro Aprile, Grieco, Piccioni, Terracini, Zuccarini.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Versione PDF ASSEMBLEA COSTITUENTE COMMISSIONE PER LA COSTITUZIONE SECONDA SOTTOCOMMISSIONE (PRIMA SEZIONE) 5. 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