{"id":5324,"date":"2023-10-15T23:40:42","date_gmt":"2023-10-15T21:40:42","guid":{"rendered":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=5324"},"modified":"2023-11-14T23:17:34","modified_gmt":"2023-11-14T22:17:34","slug":"antimeridiana-di-mercoledi-18-dicembre-1946","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=5324","title":{"rendered":"ANTIMERIDIANA DI MERCOLED\u00cc 18 DICEMBRE 1946"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"5324\" class=\"elementor elementor-5324\" data-elementor-post-type=\"post\">\n\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-2b159cb elementor-section-full_width elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"2b159cb\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-ee5b569\" data-id=\"ee5b569\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-88d0a69 elementor-align-right elementor-widget elementor-widget-button\" data-id=\"88d0a69\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"button.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-button-wrapper\">\n\t\t\t\t\t<a class=\"elementor-button elementor-button-link elementor-size-sm\" href=\"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/19461218sed072ss.pdf\" target=\"_blank\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-content-wrapper\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-icon\">\n\t\t\t\t<i aria-hidden=\"true\" class=\"icon icon-view\"><\/i>\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-text\">Versione PDF<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-1ea29ef elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"1ea29ef\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p>ASSEMBLEA COSTITUENTE<\/p><p>COMMISSIONE PER LA COSTITUZIONE<\/p><p>SECONDA SOTTOCOMMISSIONE<\/p><p>RESOCONTO SOMMARIO<\/p><p>DELLA SEDUTA ANTIMERIDIANA DI MERCOLED\u00cc 18 DICEMBRE 1946<\/p><p>PRESIDENZA DEL PRESIDENTE <strong>TERRACINI<\/strong><\/p><p><strong>INDICE<\/strong><\/p><p>Autonomie locali (<em>Seguito della discussione<\/em>)<\/p><p>Presidente \u2013 Fuschini \u2013 Cappi \u2013 ravagnan \u2013 Uberti \u2013 Lussu \u2013 Mannironi \u2013 Nobile \u2013 Tosato \u2013 Fabbri \u2013 Codacci Pisanelli \u2013 Bulloni \u2013 Grieco \u2013 Conti \u2013 Laconi \u2013 Lami Starnuti \u2013 Mortati \u2013 Porzio \u2013 Piccioni.<\/p><p>La seduta comincia alle 10.40.<\/p><p>Seguito della discussione sulle autonomie regionali.<\/p><p>PRESIDENTE avverte che la discussione odierna verte sulla costituzione della Regione del Friuli.<\/p><p>FUSCHINI dichiara che le ragioni della richiesta, avanzata dagli enti che fanno capo alla Camera di commercio di Udine, relativamente alla costituzione in Regione del Friuli, sono di carattere storico, economico e politico.<\/p><p>Senza andare lontano nella storia, ci si pu\u00f2 limitare ad affermare che il Friuli fu una Regione a s\u00e9 stante sin dai primi secoli dopo Cristo. Fu verso la fine di questo periodo, ossia nel 568, che sotto i Longobardi fu fondata la pi\u00f9 antica citt\u00e0 friulana: Cividale. Successivamente, tra l\u2019ottavo e il nono secolo, si ebbe la costituzione del Patriarcato di Aquileia con un Parlamento fornito di speciali poteri, garantiti da appositi Statuti che assicuravano una adeguata autonomia al Friuli. Fu annesso alla Repubblica Veneta: gli Statuti, per\u00f2, della Regione furono lasciati in vigore, e cos\u00ec essa continu\u00f2 a godere della sua autonomia. Col 1797, anno della prima invasione napoleonica, si inizi\u00f2 per il Friuli un periodo assai triste, a causa delle continue invasioni da parte di eserciti stranieri; ma esso resist\u00e9 validamente ad ogni tentativo di assimilazione, finch\u00e9 nel 1866 fu annesso alla Patria italiana, e con ci\u00f2 perdette la sua autonomia, a causa del sistema accentrato del nostro ordinamento statale, forse storicamente necessario per assicurare l\u2019unit\u00e0 d\u2019Italia.<\/p><p>Dal punto di vista economico rileva che, a seconda del carattere del territorio, si ha nel Friuli un\u2019agricoltura di montagna, di collina e di pianura. L\u2019agricoltura di montagna nella provincia di Udine si esercita su un\u2019estensione di 335.000 ettari; quella di collina su un\u2019estensione di 153.000 ettari che comprende anche il territorio goriziano e quella di pianura su un\u2019estensione di 244.000 ettari per la provincia di Udine e di 10.000 ettari per la restante parte della zona territoriale goriziana. Nella zona montana si hanno estesi pascoli ed \u00e8 anche assai sviluppata la produzione boschiva e forestale. Nei terreni di collina la popolazione \u00e8 dedita prevalentemente all\u2019allevamento del bestiame bovino, alla coltivazione dei cereali e alla bachicoltura, una delle attivit\u00e0 agrarie a carattere industriale fra le pi\u00f9 importanti d\u2019Italia. In questa zona, assai ricca di acque, potrebbero essere promosse vaste opere di bonifica agraria e idraulica; ma l\u2019irrigazione dei terreni \u00e8 gi\u00e0 largamente usata attraverso due grandi consorzi. Negli ultimi anni \u00e8 sorta anche l\u2019industria della produzione dell\u2019energia elettrica.<\/p><p>\u00c8 anche notevole nel Friuli l\u2019attivit\u00e0 industriale. Fra i grandi centri industriali sono da annoverarsi Udine, con le industrie tessili, meccaniche del legname, e Pordenone, con i cotonifici, le cartiere, le fabbriche di concimi chimici e le fornaci per laterizi. Si hanno pure acciaierie, fabbriche di mobili, zuccherifici, come quello di San Vito, cave di marmo, come ad esempio a Cividale. Per quanto gi\u00e0 notevole, l\u2019attivit\u00e0 industriale nel Friuli ha larghe possibilit\u00e0 di essere ulteriormente intensificata.<\/p><p>Il Friuli \u00e8 una terra di confine, quindi di passaggio e di traffico e, affinch\u00e9 la popolazione possa trarre pi\u00f9 ampi benef\u00ecci da una simile situazione, si rende indispensabile un miglioramento della rete stradale. I Friulani sono convinti che, se il loro paese fosse costituito in Regione, il sistema delle comunicazioni stradali migliorerebbe.<\/p><p>\u00c8 da ritenere che il Friuli abbia l\u2019autosufficienza finanziaria; in ogni modo, se non l\u2019ha ancora, certamente la raggiunger\u00e0, giacch\u00e9 si tratta di una terra in cui le attivit\u00e0 lavorative sono sempre in maggiore incremento e anche sviluppate vi sono alcune iniziative di carattere sociale, specialmente nel campo cooperativistico. Fra queste iniziative, una merita particolare attenzione perch\u00e9 non ancora \u00e8 stata adeguatamente curata, ed \u00e8 quella che riguarda l\u2019emigrazione. Com\u2019\u00e8 noto, il Friuli \u00e8 uno dei paesi pi\u00f9 prolifici d\u2019Italia e molti sono i friulani che si recano all\u2019estero in cerca di lavoro. Bisogner\u00e0 creare scuole professionali e artigiane per formare una mano d\u2019opera specializzata e assisterla affinch\u00e9 possa essere meglio impiegata in terra straniera.<\/p><p>Dal punto di vista politico, ricorda che il Friuli, zona di confine, ha sempre esercitato una funzione di acclimatamento nei confronti della popolazione slava. Ora, se altre terre di confine, quali la Valle d\u2019Aosta e il Trentino, hanno meritato una particolare attenzione da parte del Governo italiano, lo stesso dovrebbe accadere per il Friuli. \u00c8 inoltre da tener presente che, se il Trattato di pace nei riguardi del nostro Paese dovesse essere concluso secondo le modalit\u00e0 annunciate dalla stampa, della Venezia Giulia resterebbero all\u2019Italia soltanto nove Comuni con una popolazione di circa 45.000 abitanti prevalentemente italiani, che parlano il dialetto friulano. Resterebbero anche undici Comuni della provincia di Gorizia, con una popolazione, anch\u2019essa prevalentemente di origine italiana, di circa 80.000 abitanti. Nella memoria presentata dalla Camera di commercio di Udine si prospetta l\u2019opportunit\u00e0 di aggregare al Friuli la zona territoriale comprendente gli undici Comuni della Provincia di Gorizia e i Comuni della Provincia di Trieste che dovrebbero rimanere all\u2019Italia. Nello stesso tempo si fa un\u2019altra proposta, cio\u00e8 che alla nuova Regione del Friuli sia aggregato anche il mandamento di Portogruaro, che fa parte della provincia di Venezia e comprende ben undici Comuni; ma egli non crede che ci\u00f2 sia necessario per la costituzione della Regione del Friuli e, d\u2019altra parte, aggregando il mandamento di Portogruaro alla nuova Regione friulana, si toglierebbe alla Provincia di Venezia un notevole tratto del suo territorio, assai sviluppato dal punto di vista industriale e agricolo, i cui abitanti non hanno mai manifestato, da quanto risulta, il desiderio di entrare a far parte della popolazione della nuova Regione friulana.<\/p><p>Ci\u00f2 considerato, premessa pure la opportunit\u00e0 che le popolazioni interessate esprimano la loro volont\u00e0 per mezzo di un <em>referendum<\/em>, secondo il principio contenuto nell\u2019ordine del giorno presentato dall\u2019onorevole Conti nella passata riunione, ritiene che la Sottocommissione possa aderire alla richiesta della Camera di commercio della provincia di Udine, di costituire il Friuli in Regione, comprendendo in essa Gorizia e i Comuni di tale Provincia, nonch\u00e9 i Comuni della Provincia di Trieste che resteranno all\u2019Italia in seguito al Trattato di pace. A tale Regione per\u00f2 non dovrebbe essere aggregato il mandamento di Portogruaro.<\/p><p>CAPPI osserva che oltre a quanto ha esposto sinteticamente l\u2019onorevole Fuschini, si debbono aggiungere altri due elementi assai importanti, che possono ancor pi\u00f9 giustificare la costituzione del Friuli in Regione, cio\u00e8 l\u2019elemento linguistico e quello somatico. \u00c8 notorio, infatti, che il Friuli non ha un dialetto, ma una vera e propria lingua che, secondo l\u2019unanime parere dei glottologi, \u00e8 un ramo di quella ladina. Dal punto di vista somatico poi, esiste una grande differenza tra la gente friulana e quella dei paesi finitimi.<\/p><p>RAVAGNAN osserva che indubbiamente \u00e8 vero che il Friuli costituisce un paese con propria individualit\u00e0 per la lingua che vi si parla e per i caratteri somatici dei suoi abitanti; ma questo, a suo avviso, non basta a giustificare la costituzione di una Regione friulana, mentre un altro elemento, assai importante, quello economico, ne esclude ogni possibilit\u00e0, almeno per il momento. Difatti il Friuli non \u00e8 autosufficiente dal punto di vista finanziario, come \u00e8 provato dal fatto che parecchie migliaia di persone emigrano ogni anno dal territorio friulano, cos\u00ec che in alcuni villaggi del Friuli non vi sono che donne, vecchi e bambini. Se i friulani avessero di che vivere nel loro paese non emigrerebbero in cerca di lavoro.<\/p><p>Per un altro motivo, poi, non \u00e8 opportuno addivenire alla costituzione di una Regione friulana. Il Friuli \u00e8 una terra di frontiera e, se fosse costituito in Regione autonoma, questo fatto potrebbe sembrare voluto per ragioni di politica internazionale. In altri termini la Regione autonoma del Friuli potrebbe apparire come una specie di antemurale eretto contro la marea slava che starebbe per invadere il nostro Paese. Ci\u00f2 sarebbe in contrasto con quella politica di pace e di amicizia che l\u2019Italia ha assoluto bisogno di stabilire con la Jugoslavia.<\/p><p>L\u2019onorevole Fuschini ha accennato alla proposta fatta dalla Camera di commercio della Provincia di Udine, che siano aggregati alla Regione friulana i Comuni che resteranno all\u2019Italia della Provincia di Gorizia e di Trieste e ne sia escluso il mandamento di Portogruaro. Quanto al territorio di Trieste \u00e8 da osservare che esso \u00e8 mistilingue, per cui, se, come \u00e8 augurabile, dovr\u00e0 restare all\u2019Italia, sarebbe bene che fosse autonomo e che quindi non aggregato al Friuli. Ci\u00f2 non solo corrisponderebbe alle necessit\u00e0 attuali della nostra politica, ma starebbe anche a dimostrare che l\u2019Italia non intende pi\u00f9 seguire, nei confronti delle popolazioni allogene, sia della Venezia Giulia che dell\u2019Alto Adige, i sistemi usati gi\u00e0 prima del fascismo e che il fascismo continu\u00f2 ad adottare con mezzi violenti.<\/p><p>Circa infine il mandamento di Portogruaro si associa a quanto ha osservato l\u2019onorevole Fuschini.<\/p><p>UBERTI dichiara, pur essendo veneto, di essere favorevole alla costituzione di una Regione friulana, che indubbiamente ha una sua configurazione speciale, pi\u00f9 che altro per una ragione di carattere politico. Difatti per unire ancora pi\u00f9 saldamente all\u2019Italia quella parte della Venezia Giulia che con il Trattato di pace sar\u00e0 forse lasciata al nostro Paese, sarebbe opportuno collegarla con il Friuli costituito in Regione. Questa Regione, a suo avviso, dovrebbe assumere il nome di Friuli-Venezia Giulia e come capoluogo dovrebbe avere non gi\u00e0 Udine, bens\u00ec Trieste, sempre che tale citt\u00e0, come ogni italiano si augura, resti all\u2019Italia. 1 friulani stessi affermano di essere pronti ad accettare la citt\u00e0 di Trieste come capoluogo della loro Regione. Nel frattempo, prima che sia definita la questione triestina, il capoluogo provvisorio della nuova Regione friulana naturalmente dovrebbe essere Udine.<\/p><p>LUSSU osserva che l\u2019elemento fondamentale per addivenire alla costituzione di nuove Regioni non pu\u00f2 essere dato che dalla manifestazione della volont\u00e0 delle popolazioni interessate: di fronte a tale elemento ogni altra ragione di carattere storico, culturale, linguistico, finanziario passa in secondo ordine. Egli \u00e8 convinto della necessit\u00e0 che il Friuli si costituisca in Regione a s\u00e9 stante, ma desidererebbe sapere che cosa pensa al riguardo la popolazione friulana, perch\u00e9 l\u2019esposizione dell\u2019onorevole Fuschini, su questo aspetto del problema in esame, non \u00e8 stata in verit\u00e0 esauriente.<\/p><p>Quando visit\u00f2 il Friuli, egli ebbe l\u2019impressione di trovarsi di fronte alla miseria e alla arretratezza di alcuni comuni della Sardegna. Not\u00f2 anche come la Chiesa cattolica non fosse riuscita, cosa del resto che si verifica anche in Sardegna, a ingentilire l\u2019animo della popolazione locale, e ci\u00f2 per i suoi interventi pi\u00f9 diretti alla divulgazione del dogmatismo religioso che non alla divulgazione pratica della morale cristiana. In ogni modo, riconosce l\u2019opportunit\u00e0 di costituire il Friuli in Regione \u2013 con esclusione, per\u00f2, del mandamento di-Portogruaro \u2013 perch\u00e9 con l\u2019autonomia regionale indubbiamente si pu\u00f2 favorire la ripresa morale e materiale anche delle popolazioni pi\u00f9 indigenti e meno progredite.<\/p><p>MANNIR0N1 dichiara che le impressioni dell\u2019onorevole Lussu circa la religiosit\u00e0 della Sardegna sono erronee. Se in Sardegna si ha ancora un\u2019attivit\u00e0 antisociale, ci\u00f2 non \u00e8 dovuto a una insufficienza di penetrazione religiosa, ma ad altre cause che sarebbe fuori luogo, in sede di discussione odierna, enunciare. Del resto, un\u2019attivit\u00e0 antisociale non si ha solo in Sardegna, ma anche in altre Regioni d\u2019Italia.<\/p><p>NOBILE \u00e8 contrario alla costituzione del Friuli in Regione autonoma. \u00c8 vero che la popolazione friulana ha caratteristiche somatiche proprie e un dialetto che assurge a valore di lingua, ma \u00e8 appunto per questo che il Friuli non dovrebbe essere costituito in Regione. Difatti, se ci\u00f2 avvenisse, queste caratteristiche potrebbero ancora pi\u00f9 accentuarsi e il collegamento del Friuli con le altre Regioni d\u2019Italia venir meno. Non si dimentichi che il Friuli \u00e8 una terra di confine e che quindi, per un evidente interesse nazionale, bisogna badare a che esso abbia sempre pi\u00f9 stretti rapporti con il resto del Paese.<\/p><p>TOSATO ritiene che la costituzione del Friuli in Regione autonoma possa dar luogo a una notevole intensificazione di rapporti economici con i paesi finitimi posti al di l\u00e0 del confine. L\u2019economia unisce assai pi\u00f9 della politica, e in vista appunto dell\u2019opportunit\u00e0 di far sorgere rapporti di buona amicizia fra gli italiani e le popolazioni d\u2019oltre frontiera, \u00e8 consigliabile che il Friuli sia costituito in Regione.<\/p><p>FABBRI dichiara che si asterr\u00e0 dalla votazione, perch\u00e9 non \u00e8 abbastanza informato sull\u2019effettiva volont\u00e0 della popolazione friulana di conseguire l\u2019autonomia regionale e perch\u00e9 ancora nulla si sa di preciso circa la risoluzione del problema del nostro confine orientale. Certo, se parte della Venezia Giulia dovesse restare all\u2019Italia, poich\u00e9 si tratta di zona territoriale mistilingue, potrebbe essere presa in considerazione l\u2019opportunit\u00e0 di concedere a questa zona territoriale una forma e condizione particolare di autonomia con uno statuto speciale, analogamente a quello che \u00e8 stato fatto per l\u2019Alto Adige e la Valle d\u2019Aosta.<\/p><p>CODACC1 PISANELLI richiama l\u2019attenzione della Sottocommissione su due questioni che sono state prospettate nel corso della discussione: la necessit\u00e0 dell\u2019autosufficienza economica delle zone territoriali che aspirino a costituirsi in Regione e il modo in cui dovrebbe manifestarsi la volont\u00e0 delle popolazioni interessate.<\/p><p>Circa il primo punto, ritiene che l\u2019autosufficienza economica sia senza dubbio un elemento da prendere in considerazione, ma non come una condizione essenziale per la concessione dell\u2019autonomia. Tutto il nostro Paese non \u00e8 sufficiente dal punto di vista economico; la stessa situazione quindi \u00e8 riscontrabile in ogni singola Regione.<\/p><p>Circa il secondo punto, \u00e8 opinione generale che debbano essere i Consigli comunali a manifestare la volont\u00e0 delle popolazioni interessate; ma, a suo avviso, tale opinione non \u00e8 giusta. Non bisogna infatti dimenticare che con le ultime elezioni politiche non \u00e8 stata eletta una semplice Camera dei Deputati, bens\u00ec un\u2019Assemblea costituente. Ora, se i deputati eletti alla Costituente in una determinata zona propongono a maggioranza di costituire in Regione autonoma quella data zona di cui rappresentano la volont\u00e0 popolare, la loro proposta non pu\u00f2 essere misconosciuta, perch\u00e9 sta a manifestare in un modo perfettamente regolare dal punto di vista giuridico la volont\u00e0 delle popolazioni interessate: i deputati eletti alla Costituente hanno i pi\u00f9 ampi poteri e non pu\u00f2 essere messa in dubbio la loro potest\u00e0 di esprimere la volont\u00e0 delle popolazioni da essi rappresentate in merito alla costituzione di nuove Regioni.<\/p><p>BULLONI non ritiene giuste le osservazioni fatte dall\u2019onorevole Lussu circa la situazione di arretratezza spirituale in cui si troverebbe la popolazione friulana. Chi ha vissuto, come egli ha fatto, per vari anni nel Friuli, si sar\u00e0 subito accorto che la gente friulana, di fronte a quella delle altre Regioni, non \u00e8 affatto arretrata dal punto di vista spirituale, religioso e culturale. I friulani, inoltre, hanno vivissimo il sentimento della appartenenza alla nostra patria: le loro benemerenze patriottiche nella guerra del 1915-18 sono a tutti note. Essi poi emigrano per lo pi\u00f9 in gruppi omogenei, mantenendo intatta la loro italianit\u00e0.<\/p><p>PRESIDENTE osserva che nella discussione finora svoltasi spesso si sono confusi due concetti: quello dell\u2019autosufficienza economica e l\u2019altro dell\u2019autosufficienza finanziaria.<\/p><p>Per quanto riguarda il primo, \u00e8 stato affermato che la popolazione friulana ha un regime di vita assai modesto, il che \u00e8 dovuto al fatto che la Regione \u00e8 scarsamente produttiva. Ma un\u2019autosufficienza economica commisurata alle modeste abitudini di vita di una data popolazione vivente in un ambiente ricco \u00e8 un\u2019autosufficienza forzata che non pu\u00f2 dare l\u2019esatta indicazione di quella che pu\u00f2 essere la forza produttiva ascendente di una determinata Regione.<\/p><p>Per addivenire alla costituzione di una nuova Regione, occorre pi\u00f9 che altro badare alla sua autosufficienza finanziaria; vedere, cio\u00e8, se una determinata zona territoriale abbia i mezzi di bilancio sufficienti a che essa non sia costretta a restare sempre allo stesso livello di vita. Da questo punto di vista, gli sembra che le informazioni, per ci\u00f2 che concerne la Regione friulana, non siano state esaurienti, appunto per la mancanza di dati che senza dubbio sarebbero stati i pi\u00f9 importanti.<\/p><p>Dopo tale premessa, dichiara di non essere favorevole alla proposta di costituire il Friuli in Regione e che il suo voto sfavorevole alla proposta anzidetta deve essere interpretato nel senso che egli \u00e8 contrario, non gi\u00e0 al principio della costituzione di nuove Regioni, bens\u00ec al modo con cui nell\u2019attuale momento si prendono decisioni del genere.<\/p><p>UBERTI avverte che esiste una pregevole opera del professore Pietri sulla potenzialit\u00e0 economica della provincia di Udine, da cui si pu\u00f2 desumere come la nuova Regione friulana abbia notevoli possibilit\u00e0 di sviluppo nel campo economico.<\/p><p>FUSCHINI osserva, per quanto riguarda il concetto espresso dall\u2019onorevole Ravagnan, ossia che dalla disoccupazione si possa desumere l\u2019insufficienza finanziaria di una data Regione, che ci\u00f2 non gli sembra esatto. Infatti, il fenomeno della disoccupazione non si verifica soltanto nel Friuli, ma anche in altre Regioni, di cui <em>a priori<\/em> si dovrebbe ammettere, se fosse vera l\u2019affermazione fatta dall\u2019onorevole Ravagnan, l\u2019insufficienza finanziaria. Ed anche per un altro fatto l\u2019elemento della disoccupazione non pu\u00f2 servire a provare l\u2019insufficienza finanziaria di una zona territoriale: \u00e8 sempre possibile, infatti, migliorando il sistema di produzione, trasformare l\u2019insufficienza finanziaria in sufficienza. Da questo punto di vista si pu\u00f2 dire che nel Friuli non sono state ancora adeguatamente sfruttate le risorse idriche ai fini di una pi\u00f9 targa produzione di energia elettrica. Quando ci\u00f2 sar\u00e0 stato fatto, la produzione in altri settori subir\u00e0 senza dubbio un notevole miglioramento, determinando nello stesso tempo con tutta probabilit\u00e0 una contrazione del fenomeno della disoccupazione.<\/p><p>Dai documenti fornitigli si pu\u00f2 desumere come la Provincia di Udine, rispetto alla capacit\u00e0 tributaria, non sia una delle ultime del nostro Paese. Essa, infatti, nei confronti delle altre, tiene il quarantanovesimo posto quanto al gettito complessivo delle imposte e delle tasse, e in particolare il cinquantanovesimo posto per le tasse di cessioni, ventiseiesimo posto per le tasse scambi e il quarantacinquesimo posto per le tasse di bollo. \u00c8 da presumere pertanto che la Regione friulana abbia una sufficienza finanziaria.<\/p><p>Per quanto riguarda la questione relativa alla manifestazione della volont\u00e0 delle popolazioni interessate, osserva che, se \u00e8 giusto il rilievo fatto dall\u2019onorevole Fabbri, egualmente giusto \u00e8 quello prospettato dall\u2019onorevole Codacci Pisanelli: la maggiore espressione della volont\u00e0 popolare \u00e8 rappresentata dall\u2019Assemblea costituente e il parere manifestato dai deputati in merito alla proposta di costituire in Regione una data zona territoriale di cui essi sono i legittimi rappresentanti non pu\u00f2 non avere una notevole importanza. Naturalmente tale espressione di volont\u00e0 pu\u00f2 anche accompagnarsi ad altre manifestazioni della volont\u00e0 popolare, quali si possono avere, ad esempio, per mezzo di <em>referendum<\/em> comunali, secondo quanto giustamente ha proposto con il suo ordine del giorno l\u2019onorevole Conti nella passata riunione.<\/p><p>Dal punto di vista politico, merita particolare attenzione la proposta fatta dall\u2019onorevole Uberti, che, cio\u00e8, la nuova Regione friulana venga ad assumere il nome di Friuli-Venezia Giulia ed abbia come capoluogo provvisorio la citt\u00e0 di Udine, nella speranza che quello definitivo possa essere un giorno la citt\u00e0 di Trieste.<\/p><p>PRESIDENTE mette ai voti la proposta di costituire la Regione friulana, che dovrebbe comprendere la zona territoriale del Friuli pi\u00f9 le terre della Venezia Giulia che, a norma del futuro trattato di pace, resteranno allo Stato italiano, con esclusione del mandamento di Portogruaro.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvata<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Avverte che ora \u00e8 in discussione l\u2019ordine del giorno presentato dall\u2019onorevole Conti nella passata riunione e che \u00e8 cos\u00ec concepito:<\/p><p>\u00abLa seconda Sottocommissione ritiene che sulla decisione relativa alla creazione delle Regioni Molisana, Salentina, Emiliana-Lunese, Friulana, debba raccogliersi per mezzo di <em>referendum<\/em> comunali il voto favorevole o contrario delle popolazioni\u00bb.<\/p><p>GRIECO osserva che il voto dovrebbe essere richiesto non solo agli abitanti delle zone territoriali che dovrebbero essere costituite in Regioni, ma anche agli abitanti delle Regioni che resterebbero mutilate di quelle parti di territorio da costituire in Regione o da aggregare ad altre.<\/p><p>CONTI ritiene che sia sufficiente interpellare le popolazioni che verrebbero ad essere comprese nell\u2019ambito delle nuove circoscrizioni regionali. A tal fine propone di aggiungere nell\u2019ordine del giorno da lui proposto, alla parola: \u00abpopolazioni\u00bb le seguenti: \u00abche verrebbero comprese nelle proposte circoscrizioni\u00bb.<\/p><p>LACONI fa presente che l\u2019aggiunta proposta dall\u2019onorevole Conti all\u2019ordine del giorno in discussione non risolve, a suo avviso, il pi\u00f9 importante problema, quello cio\u00e8 della valutazione che dovr\u00e0 essere fatta dai <em>referendum <\/em>comunali da indirsi eventualmente in occasione della costituzione di nuove Regioni. A tale proposito ci si pu\u00f2 domandare, infatti, se si dovr\u00e0 dare valore ai voti nel loro complesso, cio\u00e8 a quelli espressi nell\u2019ambito territoriale della nuova Regione da costituire, oppure se i voti di ogni Comune dovranno avere valore a s\u00e9. In tal caso, se un dato Comune si pronunciasse contro la costituzione della nuova Regione, potrebbe essere escluso dal farne parte, consentendolo la situazione geografica, secondo la volont\u00e0 da esso manifestata.<\/p><p>LAMI STARNUTI dichiara di essere favorevole a che siano interrogate le popolazioni interessate per ogni mutamento di circoscrizioni regionali: in via di principio, quindi, \u00e8 completamente d\u2019accordo con l\u2019onorevole Conti. Osserva per\u00f2 che l\u2019ordine del giorno da lui proposto pu\u00f2 far sorgere gravi questioni, dal punto di vista giuridico assai difficili a risolversi.<\/p><p>Ci\u00f2 considerato, ritiene pi\u00f9 opportuno che la Sottocommissione, relativamente al problema in esame, approvi un altro ordine del Giorno cos\u00ec concepito:<\/p><p>\u00abLa seconda Sottocommissione demanda alla sua Presidenza l\u2019incarico di chiedere alle amministrazioni comunali e provinciali il loro parere sulla progettata creazione di nuove Regioni (Molise, Salento, Emilia e Lunigiana, Friuli) per sottoporre siffatti pareri alla Commissione plenaria e all\u2019Assemblea costituente come elementi di giudizio per le decisioni definitive sui progetti anzidetti\u00bb.<\/p><p>NOBILE propone di aggiungere all\u2019ordine del giorno dell\u2019onorevole Conti la seguente formulazione:<\/p><p>\u00abLa seconda Sottocommissione ritiene che si debbano altres\u00ec raccogliere per <em>referendum<\/em> i voti dei Consigli comunali e provinciali delle Regioni dalle quali le zone delle Regioni da costituirsi verrebbero staccate\u00bb.<\/p><p>BULLONI osserva che sarebbe opportuno raccogliere per <em>referendum<\/em> anche i voti delle Camere di commercio e pertanto propone che fra la parola \u00abprovinciali\u00bb e le parole \u00abdelle Regioni\u00bb, nella formulazione presentata dall\u2019onorevole Nobile siano incluse le parole \u00abe delle Camere di commercio\u00bb.<\/p><p>RAVAGNAN rileva che il <em>referendum<\/em>, cos\u00ec come \u00e8 concepito nell\u2019ordine del giorno proposto dall\u2019onorevole Conti, \u00e8 in sostanza un plebiscito: le popolazioni, in altri termini, sarebbero chiamate a rispondere su qualcosa di gi\u00e0 precostituito. Le popolazioni invece dovrebbero essere lasciate libere di esprimere la loro effettiva volont\u00e0 relativamente alla costituzione di nuove Regioni.<\/p><p>LACONI propone il seguente ordine del giorno:<\/p><p>\u00abLa seconda Sottocommissione, esanimate le proposte pervenute per la costituzione di circoscrizioni regionali diverse da quelle storiche, ritiene:<\/p><p>1\u00b0) che \u00e8 necessario consultare su tali proposte le popolazioni interessate;<\/p><p>2\u00b0) che non \u00e8 possibile procedere a tale consultazione sulla base delle circoscrizioni proposte, senza con ci\u00f2 violare la libera scelta delle popolazioni stesse.<\/p><p>\u00abDecide quindi di rinviare la costituzione di circoscrizioni regionali diverse da quelle storiche alla libera iniziativa delle popolazioni interessate da esprimersi nel modo e nelle forme previste dall\u2019articolo 23\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE fa osservare all\u2019onorevole Laconi che con il suo ordine del giorno si verrebbe ad annullare ci\u00f2 che la Sottocommissione ha gi\u00e0 deciso in merito a particolari richieste d\u00ec costituzione di nuove Regioni.<\/p><p>NOBILE osserva che le proposte di costituire nuove Regioni di solito non sono promosse dalle popolazioni interessate: esse per lo pi\u00f9 provengono da esperti in varie materie. In ogni modo, non vede la ragione del contendere intorno all\u2019ordine del giorno presentato dall\u2019onorevole Conti, che \u00e8 molto chiaro ed esplicito. Si tratta in fondo di un <em>referendum<\/em> consultivo richiesto alle popolazioni interessate.,<\/p><p>CONTI dichiara di essere disposto, per evitare ogni dubbia interpretazione, ad includere nel suo ordine del giorno, fra la parola \u00ab<em>referendum<\/em>\u00bb, e quella \u00abcomunali\u00bb, la seguente: \u00abconsultivo\u00bb.<\/p><p>CODACCI PISANELLI propone la seguente aggiunta all\u2019ordine del giorno dell\u2019onorevole Conti: \u00aba meno che la volont\u00e0 delle popolazioni comprese nella nuova Regione da erigere risulti inequivocabilmente espressa dalla maggioranza dei deputati all\u2019Assemblea costituente eletti dalle stesse popolazioni\u00bb.<\/p><p>MORTATI osserva che, a norma dell\u2019articolo 23, le popolazioni interessate non avrebbero alcuna veste per intervenire direttamente in caso di costituzione di nuove Regioni. In ogni modo, per ragioni di carattere politico pu\u00f2 essere opportuno fissare il principio che il parere delle popolazioni interessate debba costituire l\u2019elemento decisivo per creare nuove Regioni. Tale principio per\u00f2 dovrebbe essere stabilito con un\u2019apposita legge da parte dell\u2019Assemblea costituente.<\/p><p>CAPPI propone il seguente ordine del giorno:<\/p><p>\u00abLa seconda Sottocommissione esprime il voto che le sue delibere relative alla costituzione di nuove Regioni in aggiunta a quelle elencate nell\u2019articolo 22 vengano comunicate ai Comuni delle Regioni nelle quali le Regioni costituende sono attualmente comprese, perch\u00e9, volendo, esprimano su tali delibere il loro voto\u00bb.<\/p><p>PORZIO ritiene che il parere delle popolazioni interessate non possa costituire una condizione esclusiva per la creazione di nuove Regioni che, dal punto di vista giuridico, pu\u00f2 essere demandata soltanto all\u2019Assemblea costituente. La seconda Sottocommissione senza dubbio avrebbe potuto soprassedere sulle sue decisioni relativamente alle richieste di costituzione di nuove Regioni, allo scopo di informarsi con dati pi\u00f9 esaurienti sulle diverse situazioni locali per la delimitazione delle nuove circoscrizioni regionali. Ma ci\u00f2 non pu\u00f2 significare che l\u2019Assemblea costituente debba spogliarsi di ogni suo potere nel campo del nuovo ordinamento regionale. Se si deve quindi addivenire a un <em>referendum<\/em> delle popolazioni interessate, tale <em>referendum<\/em> dovrebbe soltanto implicare una manifestazione di parere. Inoltre non sarebbe opportuno che la Sottocommissione ritornasse sulle sue decisioni in materia di autonomia regionale. Se le popolazioni interessate vorranno far conoscere le loro ragioni, potranno comunicarle all\u2019Assemblea costituente prima che questa adotti disposizioni definitive per la creazione di nuove Regioni.<\/p><p>UBERTI \u00e8 contrario all\u2019ordine del giorno dell\u2019onorevole Conti perch\u00e9, se le popolazioni interessate dovessero essere interrogate, il loro parere, a suo avviso, dovrebbe senz\u2019altro essere vincolante. Ci\u00f2 considerato, prega l\u2019onorevole Conti di volerlo ritirare.<\/p><p>CONTI, accedendo alla richiesta dell\u2019onorevole Uberti, ritira il suo ordine del giorno.<\/p><p>NOBILE ritira la sua proposta aggiuntiva all\u2019ordine del giorno dell\u2019onorevole Conti e si associa all\u2019ordine del giorno dell\u2019onorevole Lami Starnuti.<\/p><p>LACONI ritira il suo ordine del giorno e si associa a quello dell\u2019onorevole Lami Starnuti.<\/p><p>CODACCI PISANELL1 ritira la sua proposta aggiuntiva all\u2019ordine del giorno dell\u2019onorevole Conti.<\/p><p>PRESIDENTE mette in votazione l\u2019ordine del giorno dell\u2019onorevole Lami Starnuti.<\/p><p>PORZIO dichiara di votare contro.<\/p><p>PICCIONI dichiara di votare contro l\u2019ordine del giorno dell\u2019onorevole Lami Starnuti e che voter\u00e0 a favore dell\u2019ordine del giorno dell\u2019onorevole Cappi.<\/p><p>(<em>Con 13 voti favorevoli e 13 contrari, non \u00e8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>BULLONI propone che nel testo dell\u2019ordine del giorno dell\u2019onorevole Cappi si faccia menzione anche delle Camere di commercio.<\/p><p>PRESIDENTE avverte che nel testo dell\u2019ordine del giorno dell\u2019onorevole Cappi sarebbe opportuno includere, oltre alle Camere di commercio, anche le Deputazioni provinciali. Propone quindi che quest\u2019ordine del giorno sia cos\u00ec definitivamente formulato:<\/p><p>\u00abLa seconda Sottocommissione esprime il voto che le sue delibere relative alla costituzione di nuove Regioni in aggiunta a quelle elencate nell\u2019articolo 22 vengano comunicate ai Comuni, alle Deputazioni provinciali ed alle Camere di commercio delle Regioni nelle quali le Regioni costituende sono attualmente comprese, perch\u00e9, volendo, esprimano su tali delibere il loro voto\u00bb.<\/p><p>Lo mette ai voti.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>La seduta termina alle 13.30.<\/p><p><em>Erano presenti:<\/em> Ambrosini, Bocconi, Bordon, Bulloni, Cannizzo, Cappi, Codacci Pisanelli, Conti, De Michele, Di Giovanni, Einaudi, Fabbri, Farini, Finocchiaro Aprile, Fuschini, Grieco, Laconi, Lami Starnuti, La Rocca, Leone Giovanni, Lussu, Mannironi, Mortati, Nobile, Piccioni, Porzio, Ravagnan, Targetti, Terracini, Tosato, Uberti e Vanoni.<\/p><p><em>Assenti:<\/em> Bozzi, Calamandrei, Castiglia, Perassi, Rossi Paolo e Zuccarini.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Versione PDF ASSEMBLEA COSTITUENTE COMMISSIONE PER LA COSTITUZIONE SECONDA SOTTOCOMMISSIONE RESOCONTO SOMMARIO DELLA SEDUTA ANTIMERIDIANA DI MERCOLED\u00cc 18 DICEMBRE 1946 PRESIDENZA DEL PRESIDENTE TERRACINI INDICE Autonomie locali (Seguito della discussione) Presidente \u2013 Fuschini \u2013 Cappi \u2013 ravagnan \u2013 Uberti \u2013 Lussu \u2013 Mannironi \u2013 Nobile \u2013 Tosato \u2013 Fabbri \u2013 Codacci Pisanelli \u2013 Bulloni \u2013 [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_relevanssi_hide_post":"","_relevanssi_hide_content":"","_relevanssi_pin_for_all":"","_relevanssi_pin_keywords":"","_relevanssi_unpin_keywords":"","_relevanssi_related_keywords":"","_relevanssi_related_include_ids":"","_relevanssi_related_exclude_ids":"","_relevanssi_related_no_append":"","_relevanssi_related_not_related":"","_relevanssi_related_posts":"595,2017,1646,2364,574,2550","_relevanssi_noindex_reason":"","_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[100,70],"tags":[],"post_folder":[125],"class_list":["post-5324","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-1946-12ss","category-seconda-sottocommissione"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5324","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=5324"}],"version-history":[{"count":8,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5324\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":10433,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5324\/revisions\/10433"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=5324"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=5324"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=5324"},{"taxonomy":"post_folder","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fpost_folder&post=5324"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}