{"id":5318,"date":"2023-10-15T23:39:29","date_gmt":"2023-10-15T21:39:29","guid":{"rendered":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=5318"},"modified":"2023-11-14T23:12:27","modified_gmt":"2023-11-14T22:12:27","slug":"antimeridiana-di-martedi-17-dicembre-1946","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=5318","title":{"rendered":"ANTIMERIDIANA DI MARTED\u00cc 17 DICEMBRE 1946"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"5318\" class=\"elementor elementor-5318\" data-elementor-post-type=\"post\">\n\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-b59a32b elementor-section-full_width elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"b59a32b\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-2daa90d\" data-id=\"2daa90d\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-2e62db6 elementor-align-right elementor-widget elementor-widget-button\" data-id=\"2e62db6\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"button.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-button-wrapper\">\n\t\t\t\t\t<a class=\"elementor-button elementor-button-link elementor-size-sm\" href=\"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/19461217sed070ss.pdf\" target=\"_blank\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-content-wrapper\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-icon\">\n\t\t\t\t<i aria-hidden=\"true\" class=\"icon icon-view\"><\/i>\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-text\">Versione PDF<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-b78d636 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"b78d636\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p>ASSEMBLEA COSTITUENTE<\/p><p>COMMISSIONE PER LA COSTITUZIONE<\/p><p>SECONDA SOTTOCOMMISSIONE<\/p><p>70.<\/p><p>RESOCONTO SOMMARIO<\/p><p>DELLA SEDUTA ANTIMERIDIANA DI MARTED\u00cc 17 DICEMBRE 1946<\/p><p>PRESIDENZA DEL PRESIDENTE <strong>TERRACINI<\/strong><\/p><p><strong>INDICE<\/strong><\/p><p><strong>Autonomie locali <\/strong>(<em>Seguito della discussione<\/em>)<\/p><p>Presidente \u2013 Fuschini \u2013 Lussu \u2013 Cannizzo \u2013 Codacci Pisanelli \u2013 Porzio \u2013 Nobile \u2013 Uberti \u2013 Fabbri \u2013 La Rocca \u2013 Lami Starnuti \u2013 Conti.<\/p><p>La seduta comincia alle 11.<\/p><p>Seguito della discussione sulle autonomie locali.<\/p><p>PRESIDENTE avverte che nella riunione odierna la Sottocommissione dovr\u00e0 decidere sulla proposta di costituzione di due nuove Regioni: la Daunia e il Salento.<\/p><p>Fa presente poi ai colleghi l\u2019opportunit\u00e0 che non siano informati i giornali sulle decisioni relative alla costituzione di nuove Regioni, perch\u00e9 tali decisioni non sono definitive e, se fossero rese note, potrebbero dar luogo a perturbamenti nelle zone interessate.<\/p><p>FUSCHINI condivide pienamente il pensiero espresso dal Presidente e propone che la Sottocommissione sulle richieste di formazione di nuove Regioni non prenda deliberazioni, anche se non definitive, ma si limiti a emettere soltanto pareri.<\/p><p>LUSSU \u00e8 contrario alla proposta dell\u2019onorevole Fuschini, tanto pi\u00f9 che nella passata riunione \u00e8 stato approvato il criterio di adottare decisioni, anche se di carattere non definitivo.<\/p><p>PRESIDENTE mette ai voti la proposta dell\u2019onorevole Fuschini.<\/p><p>(<em>Non \u00e8 approvata<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>CANNIZZO osserva che nel progetto sulle autonomie locali, se \u00e8 stata contemplata l\u2019ipotesi della costituzione di nuove Regioni, non \u00e8 stata per\u00f2 prevista la possibilit\u00e0 che le zone territoriali delle nuove circoscrizioni regionali, in un secondo momento, tornino ad unirsi alle vecchie Regioni da cui si erano distaccate. Il principio della possibilit\u00e0 di ricostituire le Regioni dovrebbe essere stabilito in un apposito articolo, che dovrebbe precedere quello sulla costituzione delle Regioni.<\/p><p>PRESIDENTE osserva che la questione accennata dall\u2019onorevole Cannizzo \u00e8 senza dubbio assai importante. Ritiene per\u00f2 che debba esser presa in esame quando la Sottocommissione sar\u00e0 chiamata a discutere sull\u2019articolo 23.<\/p><p>CODACCI PISANELLI aggiunge alcune considerazioni a quelle fatte nella precedente seduta.<\/p><p>La richiesta della Capitanata o Daunia di costituirsi in Regione pu\u00f2 ritenersi senz\u2019altro fondata, giacch\u00e9 si tratta di una terra di oltre 7000 chilometri quadrati di superficie con 580.000 abitanti. Il numero degli abitanti, senza dubbio notevole se considerato in se stesso, non \u00e8 pi\u00f9 tale se viene considerato in rapporto all\u2019estensione di questa zona territoriale e alla densit\u00e0 della popolazione nel restante territorio della Puglia. Difatti nella Capitanata si hanno 76 abitanti per chilometro quadrato, mentre nelle altre zone territoriali pugliesi la densit\u00e0 della popolazione \u00e8 di oltre 130 abitanti per chilometro quadrato. La Capitanata per\u00f2 si presta ad essere intensamente popolata, specialmente se vi si potr\u00e0 addivenire ad una radicale riforma del sistema di coltivazione dei terreni. Nella zona, infatti, esistono grandi latifondi, coltivati estensivamente, che sar\u00e0 necessario appoderare con costruzione di numerose case coloniche. Le poche che fino ad oggi vi sono state costruite hanno gi\u00e0 consentito di raggiungere una produzione cerealicola assai pi\u00f9 abbondante di quella che normalmente si ottiene in altri terreni privi di abitazioni rurali.<\/p><p>Dal punto di vista economico la Daunia si distingue nettamente dalle altre zone pugliesi sia per la coltura agraria destinata quasi prevalentemente alla produzione del grano, sia per una notevole parte dei terreni tenuti a pascolo, che consentono l\u2019allevamento del bestiame ovino. La coltura legnosa specializzata vi ha scarsissima importanza. La Daunia ha anche alcuni porti, come quello di Manfredonia, per cui le potrebbe essere garantita una sufficiente autonomia.<\/p><p>La Daunia ha chiesto di essere staccata dalla terra di Bari, a cui dovrebbe essere conservato il nome di Puglia. La zona territoriale barese, a differenza di quella della Daunia, non \u00e8 gi\u00e0 pianeggiante ma collinosa, e in essa si ha la prevalenza della coltura dell\u2019ulivo e del mandorlo. Sul litorale, ricco di citt\u00e0 costiere e in cui quindi sono assai sviluppati il traffico marittimo e la pesca, \u00e8 anche molto estesa la coltura della vite e degli ortaggi.<\/p><p>Di assai diversa natura \u00e8 la zona del Salento, che scarseggia di terre fertili, in quanto in gran parte composta di rocce affioranti. La propriet\u00e0 terriera, a differenza di ci\u00f2 che si ha nella Daunia, vi \u00e8 estremamente frazionata. La popolazione, assi numerosa \u2013 la densit\u00e0 \u00e8 156 abitanti per chilometro quadrato \u2013 ha vissuto sino dall\u2019inizio del secolo in condizioni assai misere, che per\u00f2 oggi sono notevolmente migliorate, perch\u00e9 appunto all\u2019inizio del secolo nella zona in questione fu introdotta la coltura del tabacco, la quale non solo consente di ricavare dai terreni un maggior reddito, ma permette anche di dare lavoro a un rilevante numero di persone durante la stagione invernale. La coltura del tabacco, specie per il lungo periodo di oltre un anno necessario affinch\u00e9 le foglie di questa pianta possano essere sottoposte al processo di fermentazione, richiede infatti l\u2019impiego di numerosi operai specializzati. Ci\u00f2 ha determinato una profonda trasformazione sociale nella zona del Salento.<\/p><p>Un\u2019altra caratteristica di tale zona \u00e8 data dal fatto che la popolazione vi \u00e8 distribuita in piccoli centri assai vicini gli uni dagli altri, talch\u00e9 deve percorrere un breve cammino per recarsi a lavorare sui campi. Ci\u00f2 consente alla popolazione locale di non perdere molto tempo e di darsi con maggior lena ai lavori agricoli: il contrario, dunque, di quanto avviene nelle altre zone della Puglia, ove la popolazione agricola, vivendo in grandi paesi assai distanti fra loro, \u00e8 costretta ogni giorno a percorrere lunghi tratti di cammino per recarsi a lavorare in campagna.<\/p><p>A Capo Santa Maria di Leuca sta ora sorgendo una vera e propria cittadina, che dovr\u00e0 ospitare oltre 10.000 orfani dei dispersi di guerra, ai quali sar\u00e0 data la possibilit\u00e0 non solo di istruirsi, ma anche di trovare un conveniente lavoro. Tale iniziativa consentir\u00e0 un notevole impiego della mano d\u2019opera locale e gi\u00e0 ha fatto sorgere qualche industria, come, ad esempio, quella per la produzione del cemento, che prima mancava in questa zona. Si stanno pure compiendo i lavori necessari per la costruzione di un piccolo porto: cos\u00ec il carbone, indispensabile per la produzione del cemento, potr\u00e0 arrivare direttamente a destinazione per via di mare. E inoltre da tener presente che gli istituti di istruzione per gli orfani dei dispersi in guerra fra un ventennio potranno essere utilizzati per i numerosi abitanti del Salento, i quali mostrano una particolare propensione per gli studi, come \u00e8 provato dal fatto che l\u2019analfabetismo fra essi, un tempo alquanto sviluppato, \u00e8 oggi assai diminuito.<\/p><p>L\u2019aspirazione del Salento a costituirsi come Regione autonoma \u00e8 assai antica. Una richiesta in tal senso fu avanzata sin dal 1860, all\u2019epoca, cio\u00e8, dell\u2019unificazione d\u2019Italia. Gli abitanti della zona hanno sempre tenuto a chiamarsi Salentini; \u00abSalentine\u00bb furono chiamate le ferrovie costruite nella zona da una societ\u00e0 all\u2019inizio del secolo. L\u2019aspirazione del Salento a costituirsi in Regione \u00e8 stata sempre sostenuta senza chiasso o violente manifestazioni esteriori, ma con fermezza e decisione, perch\u00e9 la popolazione locale \u00e8 stata sempre amante dell\u2019ordine e ha un innato rispetto dell\u2019autorit\u00e0 costituita. Gli abitanti del luogo sono convinti che la loro aspirazione non possa nuocere all\u2019unit\u00e0 del Paese, raggiunta dopo tante fatiche e sanguinose lotte, a cui gli stessi Salentini hanno partecipato, e che essi quindi vogliono che ad ogni costo sia mantenuta.<\/p><p>PORZIO dichiara di non ritenere valide le ragioni addotte dall\u2019onorevole Codacci Pisanelli in favore della costituzione delle nuove Regioni della Daunia e del Salento. La Regione \u00e8 sempre un\u2019entit\u00e0 geografica, tradizionale, politica, economica ed etnica, ed egli non crede possibile costituire nuove Regioni nella Puglia, che \u00e8 stata sempre ed \u00e8 una sola Regione.<\/p><p>In un\u2019ora cos\u00ec grave per il Paese si \u00e8 voluto dare allo Stato un ordinamento su base regionale; ma, affinch\u00e9 questo ordinamento possa dare quei risultati che tutti si augurano, occorre la costituzione di Regioni veramente vitali, ossia fornite di un\u2019effettiva consistenza economica, politica, sociale. Ci\u00f2 non \u00e8 possibile raggiungere dividendo e suddividendo il territorio nazionale in circoscrizioni regionali sempre pi\u00f9 numerose e ristrette, col che si rischia poi di frantumare l\u2019unit\u00e0 italiana, che \u00e8 costata tante lotte e tanti sacrifici.<\/p><p>Per queste considerazioni dichiara che voter\u00e0 contro le proposte di costituzione delle nuove Regioni pugliesi.<\/p><p>NOBILE, pur essendo contrario alle autonomie regionali, sarebbe favorevole alla costituzione delle nuove Regioni pugliesi, perch\u00e9 riguardo al Mezzogiorno, che pu\u00f2 considerarsi un\u2019unica Regione in cui si parla sostanzialmente con poche varianti di accento un solo dialetto, il napoletano, ritiene che l\u2019ordinamento dello Stato su base regionale sar\u00e0 tanto meno pericoloso per l\u2019unit\u00e0 nazionale quanto pi\u00f9 numerose e piccole saranno le nuove Regioni. Sarebbe davvero un grave pericolo per il Paese se, con poche Regioni assai estese, si venisse di fatto a ricostituire il Regno di Napoli sotto l\u2019apparenza di un ordinamento regionale autonomo.<\/p><p>CODACCI PISANELLI ritiene di aver dimostrato adeguatamente come nella Capitanata, nella terra di Bari e nel Salento esistano notevoli differenze di struttura economica e aggiunge che in queste tre zone si hanno varie tonalit\u00e0 nel dialetto, il che sta a provare una diversa origine etnica delle popolazioni locali.<\/p><p>Quanto al fatto accennato dall\u2019onorevole Porzio, che la costituzione di nuove Regioni nell\u2019ambito dell\u2019attuale circoscrizione regionale pugliese possa riuscire dannosa all\u2019unit\u00e0 italiana, tiene a dichiarare che quelle popolazioni hanno un tale concetto del principio unitario del Paese che non amano nemmeno sentir parlare dei problemi del Mezzogiorno come problemi a s\u00e9 stanti e li considerano soltanto come problemi italiani.<\/p><p>PRESIDENTE osserva che, per sostenere la richiesta di autonomia di una data zona territoriale, si usa porre in evidenza come essa sia diversa, per le sue caratteristiche economiche, dai territori adiacenti da cui dovrebbe essere distaccata; il che fa proprio pensare che stia acquistando un particolare valore il concetto della uniformit\u00e0 della struttura economica che una Regione dovrebbe avere. Ma questo concetto \u00e8 errato, perch\u00e9 l\u2019autosufficienza, e quindi l\u2019autonomia, di un determinato territorio non pu\u00f2 aversi se non con la molteplicit\u00e0 delle sue caratteristiche economiche: sono sempre le terre in cui siano possibili diverse attivit\u00e0 quelle che possono costituire dei veri e propri organismi da un punto di vista politico e sociale. \u00c8 proprio per la caratteristica che ne \u00e8 stata posta in evidenza che, a suo avviso, non dovrebbe essere accolta la richiesta della Daunia di costituirsi in Regione: una zona territoriale esclusivamente agricola, priva di ogni attivit\u00e0 industriale, non potr\u00e0 mai essere autonoma proprio perch\u00e9 non pu\u00f2 avere che una produzione di carattere uniforme.<\/p><p>Circa l\u2019intervento dell\u2019onorevole Nobile, osserva che esso \u00e8 in contrasto con quanto, in altre occasioni, lo stesso onorevole Nobile ha affermato a proposito delle varie disposizioni contenute nel progetto sulle autonomie locali.<\/p><p>LUSSU desidererebbe sapere da parte di quali organismi rappresentativi dell\u2019attuale provincia di Foggia sia stata avanzata la richiesta di costituire la Daunia in Regione.<\/p><p>CODACCI PISANELLI risponde che la richiesta \u00e8 stata fatta dalla Deputazione provinciale di Foggia e da due deputati della circoscrizione elettorale di Bari e di Foggia.<\/p><p>UBERTI dichiara di essere contrario alla costituzione della Daunia in Regione, perch\u00e9 non \u00e8 suffragata da una sufficiente espressione della volont\u00e0 popolare.<\/p><p>LUSSU per la stessa ragione fa identica dichiarazione.<\/p><p>PRESIDENTE mette in votazione la proposta di costituzione della Daunia in Regione.<\/p><p>(<em>Non \u00e8 approvata<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Invita la Sottocommissione a pronunciarsi sulla richiesta di costituzione della Regione del Salento.<\/p><p>UBERTI vi \u00e8 favorevole, perch\u00e9 per addivenire a tale costituzione si hanno sufficienti ragioni: l\u2019estensione territoriale della zona che comprende tre Province, le speciali condizioni economiche e soprattutto la decisa volont\u00e0 della popolazione, espressa dalla maggioranza delle rappresentanze politiche.<\/p><p>FABBRI vi \u00e8 invece contrario, perch\u00e9 la separazione di una zona territoriale, che possa anche essere autosufficiente, da una data Regione pu\u00f2 riuscire dannosa alla restante parte della Regione stessa. Nel caso specifico si pensa ad avvantaggiare il Salento, ma non ci si preoccupa dei danni che potranno essere causati al resto della Puglia. Ci\u00f2 \u00e8 contrario al criterio adottato per giustificare il nuovo ordinamento dello Stato su base regionale: si \u00e8 detto sempre, infatti, che l\u2019autonomia alle Regioni non pu\u00f2 essere concessa che l\u00e0 dove una data estensione territoriale presenti una complementarit\u00e0 di caratteristiche tale da rendere le nuove Regioni veramente vitali ed efficienti.<\/p><p>LUSSU \u00e8 favorevole alla costituzione della Regione del Salento, perch\u00e9 la consigliano tre elementi: la volont\u00e0 della popolazione locale, l\u2019autosufficienza economico-finanziaria e la situazione geografica della zona interessata.<\/p><p>CODACCI PISANELLI rileva che in passato le condizioni della Puglia erano effettivamente tali da rendere indispensabile che essa fosse costituita in una sola Regione: difatti lo scarso sfruttamento dei terreni non avrebbe consentito per ragioni economico-finanziarie la costituzione di diverse Regioni in quell\u2019ambito territoriale. Ma oggi la situazione \u00e8 cambiata, nel senso che non conviene pi\u00f9 mantenere la presente unit\u00e0 regionale della Puglia. In ogni modo, fra i diversi motivi che consigliano di addivenire alla costituzione della Regione del Salento non bisogna dimenticare questo che, con il distacco di tale zona dal resto della Puglia, non si avrebbe pi\u00f9 una sola Regione di cos\u00ec eccessiva lunghezza com\u2019\u00e8 l\u2019attuale Regione pugliese. N\u00e9 va dimenticato che, se la citt\u00e0 di Brindisi dovesse continuare a far parte di una stessa Regione con centro la citt\u00e0 di Bari, il porto di Brindisi, che \u00e8 uno dei pi\u00f9 sicuri sul litorale adriatico, sicuramente non verrebbe sfruttato.<\/p><p>Per queste ragioni \u00e8 favorevole alla costituzione della Regione del Salento, che fra l\u2019altro \u00e8 stata richiesta non solo da lui, ma anche da altri deputati di vari partiti, della circoscrizione elettorale di Lecce, Brindisi e Taranto e, specificatamente, dagli onorevoli Cicerone, Grassi, Stampacchia, De Maria, Vallone.<\/p><p>PRESIDENTE osserva che i due ultimi argomenti prospettati dall\u2019onorevole Codacci Pisanelli non suffragano la sua tesi. L\u2019estensione della Puglia poteva essere nel passato un motivo per indurre a costituire pi\u00f9 Regioni nell\u2019ambito dell\u2019attuale circoscrizione regionale pugliese; non pi\u00f9 oggi, col grande sviluppo dei mezzi di comunicazione. Circa il traffico dei porti, poi, rileva che sarebbe oltremodo dannoso allo sviluppo economico della Nazione se le Regioni tentassero con proprie disposizioni interne di deviare le correnti del traffico dalle loro vie normali. Non \u00e8 gi\u00e0 per migliorare soltanto le condizioni economiche delle Regioni, ma anche e soprattutto per avvantaggiare l\u2019economia unitaria del Paese che oggi si vuole instaurare un ordinamento dello Stato su base regionale. Ci\u00f2, a suo avviso, non dovrebbe mai essere dimenticato.<\/p><p>CODACCI PISANELLI fa osservare al Presidente che, con il suo accenno alla lunghezza del territorio pugliese, egli mirava soltanto a dare un\u2019idea della profonda diversit\u00e0 esistente non solo nel carattere delle popolazioni, ma anche nell\u2019economia delle varie zone territoriali comprese nell\u2019attuale circoscrizione regionale della Puglia.<\/p><p>Quanto alle correnti del traffico, \u00e8 d\u2019accordo col Presidente che esse non debbano essere distolte dalle loro vie naturali; ma la via naturale del traffico nel caso attuale non \u00e8 quella che conduce a Bari, bens\u00ec quella di Brindisi, che \u00e8 stato sempre il porto pi\u00f9 sicuro e frequentato sul litorale adriatico, sin dai tempi dell\u2019antica Roma. Solo durante la dittatura fascista fu costruito il porto artificiale di Bari, per far deviare verso di esso la corrente del traffico che naturalmente convergeva al porto di Brindisi. Sarebbe opportuno che ci\u00f2 oggi non si ripetesse pi\u00f9, tanto pi\u00f9 che il porto di Bari in gran parte \u00e8 state distrutto durante gli ultimi avvenimenti bellici.<\/p><p>PRESIDENTE mette in votazione la proposta di costituire la Regione del Salento.<\/p><p>NOBILE dichiara di astenersi dalla votazione.<\/p><p>(<em>\u00c8<\/em> <em>approvata<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE avverte che ora \u00e8 in discussione la proposta di costituire la Regione della Romagna e la Regione emiliano-appenninica.<\/p><p>FUSCHINI osserva innanzi tutto che nell\u2019articolo 22 del progetto sulle autonomie locali, in cui si stabilisce che le Regioni sono costituite secondo la tradizionale ripartizione geografica dell\u2019Italia, sarebbe stato opportuno indicare accanto all\u2019Emilia anche la Romagna, e ci\u00f2 perch\u00e9 ritiene che in un documento di tanta importanza quale sar\u00e0 quello della nuova costituzione dello Stato, non possa farsi a meno di menzionare la Romagna come una Regione a s\u00e9 stante, visto che effettivamente ha una sua tradizione, una sua storia e alcune sue proprie caratteristiche inconfondibili.<\/p><p>Ci\u00f2 premesso, conviene ricordare che l\u2019esistenza della Regione emiliana si \u00e8 affermata non senza gravi discussioni e contrasti. Essa risale al 1859, quando, cio\u00e8, Luigi Carlo Farini, nominato dittatore delle province di Modena e di Parma, col nome di Emilia volle indicare la Regione che era posta sotto il suo comando. In ogni modo, lo stesso Farini, quando ebbe l\u2019incarico di amministrare, insieme alle Province anzidette, anche la Romagna, fece sempre distinzione tra questa e l\u2019Emilia.<\/p><p>Ma non sono tanto le ragioni storiche a giustificare la richiesta da parte della Romagna di costituirsi in Regione a s\u00e9 stante. Difatti, secondo il principio pi\u00f9 volte affermato nel corso della discussione sul progetto delle autonomie locali, affinch\u00e9 una Regione possa essere costituita occorrono ragioni principalmente amministrative, politiche ed economiche. Ora, se si consideri la Romagna intesa nel senso pi\u00f9 lato, ossia quel territorio comprendente la Romagna propriamente detta, cio\u00e8 le Province di Ravenna, di Forl\u00ec e il circondario di Imola, nonch\u00e9 le Province di Bologna, di Ferrara e di Rimini, si vedr\u00e0 subito che essa costituisce un\u2019unit\u00e0 organica sia dal punto di vista economico, sia da quello amministrativo e politico.<\/p><p>Si tratta infatti di un territorio notevolmente esteso; in cui si \u00e8 raggiunto un grande sviluppo agrario ed \u00e8 in corso un\u2019importante attivit\u00e0 industriale. \u00c8 una zona in cui la popolazione \u00e8 riuscita a conseguire un alto grado di floridit\u00e0 economica. Il sistema agrario della Romagna \u00e8 prevalentemente mezzadrile. La mezzadria romagnola, per\u00f2, non deve essere confusa con le forme di conduzione agraria esistenti nel parmense, nel piacentino e nel reggiano, perch\u00e9 esse si applicano per propriet\u00e0 terriere che in tali localit\u00e0 hanno una grande estensione, mentre la mezzadria romagnola riguarda il podere di media grandezza che in Romagna appunto costituisce la normale propriet\u00e0 fondiaria e che \u00e8 il pi\u00f9 intensamente produttivo.<\/p><p>Le industrie della zona, dato il suo carattere prevalentemente agrario, non hanno raggiunto un grande sviluppo: in ogni modo quelle attualmente esistenti hanno per lo pi\u00f9 attinenza con l\u2019agricoltura.<\/p><p>In merito all\u2019altra richiesta riguardante la costituzione di una Regione emiliana appenninica, osserva che, mentre le Province di Bologna, Ferrara, Ravenna e Forl\u00ec gravitano verso l\u2019Adriatico, lo stesso non si pu\u00f2 dire per quelle di Modena, Parma, Reggio e Piacenza, i cui traffici, com\u2019\u00e8 noto, sono orientati verso il Tirreno. Appunto per questo \u00e8 stata fatta presente la necessit\u00e0 di unire la Lunigiana, con il porto di La Spezia, alle Province di Modena, Reggio, Parma e Piacenza. Del resto, anche nei tempi passati i lunigiani hanno sempre cercato di avere rapporti commerciali, attraverso l\u2019Appennino, con le Province di Modena e di Parma e in genere con la Valle Padana. La Spezia oggi desidera che il suo magnifico porto possa anche servire a scopi mercantili. La popolazione lunigiana ritiene che nell\u2019ambito di un <em>hinterland<\/em> che vada dal litorale costiero al Po, la via pi\u00f9 breve e pi\u00f9 comoda per giungere sino al mar Tirreno sia quella che conduce alla Spezia. In ogni modo la richiesta della Provincia della Spezia di essere aggregata alla Regione emiliano-appenninica \u00e8 stata avanzata dalla Deputazione provinciale e dal Comune della Spezia, dall\u2019associazione degli agricoltori dell\u2019alta Lunigiana e dal circondario di Pontremoli. Si pu\u00f2 dire che quasi tutta la popolazione del posto abbia manifestato chiaramente nei modi pi\u00f9 vari la stessa aspirazione.<\/p><p>Qualche resistenza al riguardo \u00e8 stata fatta soltanto da parte di alcuni Comuni della Provincia di Massa e Carrara. \u00c8 da notare, infine, che con la costituzione di una Regione emiliano-appenninica nessun danno verrebbe agli interessi della Romagna, i cui traffici commerciali sono orientati verso l\u2019Adriatico. Quanto alla Regione ligure, essa, per la sua attivit\u00e0 commerciale, industriale, economica, non pu\u00f2 temere alcuna concorrenza.<\/p><p>LA ROCCA dichiara, secondo notizie che gli sono pervenute da Genova, che con l\u2019accoglimento della proposta dell\u2019onorevole Fuschini relativa all\u2019unione della Provincia della Spezia con la zona territoriale emiliano-appenninica, la Regione ligure sarebbe indotta a richiedere l\u2019annessione della provincia di Alessandria. Il criterio secondo cui si dovrebbe addivenire alla costituzione della Regione emiliano-appenninica \u00e8 dunque uno dei pi\u00f9 pericolosi, perch\u00e9 potrebbe indurre altre Regioni a chiedere un allargamento dei propri confini con inevitabile danno di altre.<\/p><p>PRESIDENTE osserva che l\u2019onorevole Fuschini ha iniziato la sua esposizione relativamente alla proposta di costituire una Regione romagnola basandosi sul fatto della storicit\u00e0 di tale Regione, comprendente soltanto le Province di Ravenna e Forl\u00ec e il circondario di Imola, ma in seguito ha auspicato la costituzione di una Regione che, pur dovendo assumere il nome di Romagna, non ha mai avuto nulla a che fare, da un punto di vista storico, con la Romagna propriamente detta. Era inutile, quindi, fare riferimento a una tradizione storica per appoggiare la tesi della costituzione di una Regione romagnola che, nel passato, non \u00e8 stata mai tanto estesa da comprendere anche le Province di Bologna, di Ferrara e di Rimini.<\/p><p>Circa poi la proposta relativa alla costituzione di una Regione emiliano-appenninica \u00e8 da rilevare che l\u2019onorevole Fuschini, sia pure in forma spontanea, ha usato una parola che pu\u00f2 riuscire assai pericolosa nel momento presente in cui, gettando le basi del nuovo ordinamento regionale dello Stato, pi\u00f9 vivi si fanno i timori o le speranze delle varie popolazioni interessate. Difatti, l\u2019onorevole Fuschini ha ha parlato di un <em>hinterland<\/em>, di cui il comune della Spezia avrebbe assoluta necessit\u00e0. Tale parola appartiene alla fraseologia usata per i conflitti internazionali e davvero non \u00e8 opportuno riesumarla per la costituzione di nuove Regioni. Non si pu\u00f2 inoltre giustificare la creazione di una nuova Regione col fatto che una data citt\u00e0 portuale abbia bisogno di un vasto retroterra. Se ci\u00f2 fosse vero, la Regione ligure dovrebbe chiedere l\u2019annessione della Svizzera perch\u00e9 appunto, com\u2019\u00e8 noto, la Svizzera rappresenta una delle basi principali da cui muove la corrente dei traffici commerciali che fa capo al porto di Genova.<\/p><p>Infine, la possibilit\u00e0 oggi di costituire un <em>hinterland<\/em> non dipende pi\u00f9, come nel passato, dalla costituzione soltanto delle strade, ma anche di un\u2019apposita rete ferroviaria. Ora, secondo quanto \u00e8 gi\u00e0 stato deciso dalla Sottocommissione e sicuramente sar\u00e0 approvato dalla Assemblea Costituente, ogni decisione in materia di costruzione di strade ferrate sar\u00e0 demandata \u2013 e ci\u00f2 \u00e8 giusto \u2013 allo Stato, non gi\u00e0 alle Regioni. Per parlare quindi di un <em>hinterland<\/em> a proposito del porto della Spezia si dovrebbe prevedere l\u2019ipotesi della costruzione di una vasta rete ferroviaria nella zona territoriale emiliano-appenninica. Ma per fare ci\u00f2 occorrerebbero ingenti spese che soltanto lo Stato potrebbe sostenere. Inoltre, il criterio secondo cui si dovrebbe addivenire alla formazione della Regione emiliano-appenninica per costituire un <em>hinterland <\/em>a favore della citt\u00e0 della Spezia \u00e8 quanto mai pericoloso, come giustamente ha osservato l\u2019onorevole La Rocca, anche perch\u00e9 potrebbe indurre altre citt\u00e0 portuali a chiedere di diventare centro di nuove Regioni, con inevitabile danno delle Regioni finitime. Anche Savona, sull\u2019esempio della Spezia, ha in un primo tempo chiesto che si costituisse una Regione che avrebbe dovuto comprendere le Province di Cuneo e di Alessandria. Per fortuna tale richiesta, evidentemente assurda, non ha avuto seguito. In materia di costituzione di nuove Regioni non bisogna guardare soltanto agli interessi particolari, ma anche, e soprattutto, a quelli di ordine generale.<\/p><p>LAMI STARNUTI dichiara, quale rappresentante politico della provincia di Massa e Carrara, che le osservazioni fatte dal Presidente contro le proposte e le argomentazioni dell\u2019onorevole Fuschini lo trovano completamente consenziente e gli risparmiano di esaminare il problema dal punto di vista dal quale lo ha esaminato l\u2019onorevole Terracini. Far\u00e0 quindi delle osservazioni diverse, che riguardano particolarmente una Regione che lo interessa pi\u00f9 da vicino: la Lunigiana, cio\u00e8 la Provincia di Massa e Carrara, nella quale ha trascorso tutta la sua vita politica e della quale egli \u00e8 ora il rappresentante all\u2019Assemblea costituente.<\/p><p>Osserva che il progetto dell\u2019onorevole Micheli porterebbe alla Provincia di Massa e Carrara un gravissimo nocumento, perch\u00e9 alla divisione potrebbe seguire la distruzione della Provincia medesima. Se da Massa e Carrara fosse tolta tutta l\u2019Alta Lunigiana, la Provincia sarebbe ridotta a quattro Comuni di appena 110-115 mila abitanti e quindi potrebbe non avere pi\u00f9 ragione di essere. La Provincia di Massa e Carrara, costituita fin dalle origini dello Stato italiano, comprendeva, prima, anche la intiera Garfagnana, che le fu sottratta nel 1923, per essere aggregata alla Provincia di Lucca. Il Governo di allora disse che la Provincia di Massa e Carrara sarebbe stata compensata dell\u2019amputazione con l\u2019aggregazione di quella parte della Provincia di Lucca che \u00e8 vicina e che ha con Massa c Carrara la maggiore affinit\u00e0 perch\u00e9 anche essa \u00e8 una zona marmifera \u2013 l\u2019oratore intende parlare della Versilia \u2013 ma vi fu chi pose il veto a questa trasposizione e cos\u00ec Massa e Carrara fu amputata di oltre un terzo del suo territorio, senza avere alcun compenso. Con la proposta presentata dall\u2019onorevole Fuschini si vuol procedere ora a un\u2019altra grave amputazione? La Provincia di Massa e Carrara \u00e8 destinata quindi a sparire? o si potr\u00e0 compensarla con l\u2019aggregazione della Versilia? Si risponder\u00e0 probabilmente che la Sottocommissione ha deciso di sopprimere le Province come persone giuridiche; ma egli replica che la Provincia rimane in ogni caso come circoscrizione amministrativa e che la circoscrizione provinciale sar\u00e0 non soltanto una circoscrizione amministrativa regionale, ma anche una circoscrizione amministrativa dello Stato, cos\u00ec come \u00e8 ora. Di conseguenza, se il territorio della circoscrizione di Massa e Carrara dovesse ridursi di tanto, le due citt\u00e0 correrebbero il pericolo di perdere l\u2019Intendenza di finanza, l\u2019Ufficio delle ipoteche, la Camera di industria e commercio, il Provveditorato agli studi e fors\u2019anche il Tribunale.<\/p><p>Accenna a questi pericoli, non perch\u00e9 li ritenga certi e inevitabili, ma per ripetere quanto gi\u00e0 disse; cio\u00e8 che questi rimaneggiamenti dovrebbero essere rimandati a un secondo tempo, affinch\u00e9 le Regioni possano fissare le circoscrizioni minori tenendo presenti le eventualit\u00e0 di distacchi e di aggregazioni.<\/p><p>In ogni caso, gli sembra che non si possano creare situazioni non scevre di pericoli senza una preventiva accurata istruttoria e senza una preventiva manifestazione di volont\u00e0 da parte delle popolazioni interessate.<\/p><p>A Massa e a Carrara il problema non \u00e8 mai stato ampiamente trattato, come riconosce del resto lo stesso onorevole Micheli. La medesima osservazione pu\u00f2 farsi, secondo consta all\u2019oratore, per l\u2019Emilia e per Genova.<\/p><p>L\u2019oratore non sa quali siano le manifestazioni della volont\u00e0 della popolazione di La Spezia; ma non ha difficolt\u00e0 ad ammettere che in strati pi\u00f9 o meno larghi di quelle popolazioni vi sia la tendenza ad una unione regionale con l\u2019Emilia, nella speranza che, distrutta la marina da guerra, la Spezia possa diventare un grande porto mercantile per effetto di questa sua congiunzione amministrativa con l\u2019Emilia, come se questa congiunzione fosse veramente necessaria e utile allo scopo, come se non fossero vere le osservazioni del Presidente, come se davvero le merci provenienti da Modena, Parma, Piacenza, Reggio non potessero giungere a La Spezia anche in caso di diversa circoscrizione amministrativa e avessero, invece, bisogno di scavalcare dogane per toccare il loro sbocco naturale. La circoscrizione regionale amministrativa non avr\u00e0 alcuna influenza sull\u2019incremento mercantile del porto di La Spezia, tanto pi\u00f9 che i porti rimarranno, anche con la riforma, intieramente allo Stato.<\/p><p>Per quanto si riferisce all\u2019Alta Lunigiana, \u00e8 certo che le manifestazioni di Pontremoli a favore del progetto Micheli sono manifestazioni concrete; ma egli le interpreta a buon diritto pi\u00f9 come un desiderio di legame con Parma, Modena, Piacenza e Reggio. Aggiunge che, se vi sono a Pontremoli delle manifestazioni ufficiali rappresentative come quella costituita dal telegramma del sindaco socialista della citt\u00e0, non vi sono state manifestazioni ufficiali del resto dell\u2019Alta Lunigiana, la quale non \u00e8 soltanto Pontremoli ma \u00e8 anche Fivizzano, Aulla, Tresana, Villafranca, Licciana, Podenzana, Mulazzo, Filattiera, Zeri e Cornano. Tutte queste popolazioni non si sono ancora pronunciate; e se \u00e8 da riconoscersi che larghe correnti sono sfavorevoli al nuovo progetto, manca una precisa formale manifestazione che esprima veramente la volont\u00e0 della maggioranza di quelle popolazioni. Bisogna sollecitare questa manifestazione.<\/p><p>Comunica di avere portato il problema in un convegno di parte socialista nell\u2019ottobre di questo anno, ma la questione non pot\u00e9 essere discussa a fondo in tutti i suoi aspetti, perch\u00e9 il tempo dedicato a quel convegno fu assorbito da altri argomenti. Si propone di riprendere la discussione di questo problema nelle vacanze natalizie, quando egli ritorner\u00e0 nella zona. Egli desidera che le popolazioni conoscano in tutti i suoi aspetti questo problema amministrativo ed esprimano il loro pensiero a ragion veduta: egli sente il dovere, come loro rappresentante politico, di soddisfare, nei limiti delle possibilit\u00e0 e della giustizia, quelli che saranno i loro desideri; ma devono essere desideri veramente manifestati dalla generalit\u00e0 o dalla maggioranza delle popolazioni interessate e non interpretazioni o reminiscenze storiche di qualche gruppo di studiosi o di qualche piccolo cenacolo.<\/p><p>Dichiara di parlare in questo modo per dare alla Sottocommissione l\u2019impressione della pericolosit\u00e0 del problema nei termini ora posti dall\u2019onorevole Micheli e soprattutto per richiamarla, anche se il richiamo \u00e8 superfluo, a quel senso del dovere che tutti hanno di rispettare la volont\u00e0 delle popolazioni.<\/p><p>Qui manca una seria, una profonda istruttoria ed \u00e8 necessario farla. Dichiara di non avere avversioni preconcette contro la Regione emiliano-lunense, se non quella tale pregiudiziale che egli ha posta contro ogni modificazione attuale e immediata delle Regioni tradizionali, ritenendo egli \u2013 e lo ha detto ampiamente in una precedente seduta \u2013 che le modificazioni e le variazioni dovrebbero essere studiate in un tempo successivo, come \u00e8 previsto dall\u2019articolo 23 del progetto.<\/p><p>Respinta dalla Sottocommissione quella pregiudiziale, egli rifiuta ora il suo voto, perch\u00e9 il problema non \u00e8 sufficientemente istruito.<\/p><p>Se la funzione del deputato ha un\u2019autorit\u00e0, la ha in quanto traduce ed esprime i sentimenti e i desideri delle popolazioni che il deputato rappresenta. Anche in obbedienza a questo principio fondamentale si chieda alle popolazioni, di cui si vuole modificare i confini amministrativi, quello che esse pensano al riguardo. Quando la maggioranza degli interessati si sar\u00e0 dichiarata favorevole alla creazione della Regione emiliana-lunense, egli dar\u00e0 la sua opera e il suo voto al soddisfacimento di questo desiderio.<\/p><p>CONTI ritiene che i fautori del concetto unitario dell\u2019ordinamento statale non abbiano ancora considerato nel suo aspetto essenziale il problema dell\u2019autonomia regionale, e attribuiscano perci\u00f2 a coloro che propugnano la costituzione dell\u2019Ente regione pensieri e propositi e spropositi che non debbono esser loro attribuiti. Vi \u00e8 una quantit\u00e0 di malintesi e di osservazioni false o errate. Per intendersi bene, bisogna ricordare che l\u2019affermazione dell\u2019unit\u00e0 italiana \u00e8 del partito repubblicano. Tuttavia i repubblicani sono stati sempre fautori di un ordinamento dello Stato su base federalistica, o almeno di Regioni autonome.<\/p><p>Per evitare errori di valutazione del pensiero autonomista, \u00e8 opportuno affermare ancora una volta che il concetto fondamentale dell\u2019autonomia \u00e8 essenzialmente e anzitutto quello della divisione del lavoro. Si tratta poi di vedere come popolazioni delle Regioni che hanno interessi loro propri possano davvero e finalmente curarli; il che non \u00e8 avvenuto nel passato, a causa dell\u2019accentramento statale sotto la monarchia sabauda. Bisogna dare agli stessi interessati la possibilit\u00e0 di far fronte alle proprie esigenze. \u00c8 questo il punto di partenza da cui occorre muoversi per arrivare alla soluzione del problema autonomistico.<\/p><p>I discorsi che si fanno sulle delimitazioni territoriali sono fuori posto. Il territorio regionale ha importanza secondaria: ne ha una primaria la competenza a fare. Cos\u00ec, quando si parla di un <em>hinterland<\/em> per il porto della Spezia, non bisogna equivocare. Il problema da risolvere \u00e8 in questi termini: si tratta di vedere se con la costituzione di una nuova Regione certi interessi agricoli, commerciali, industriali e di comunicazioni, di trasporti possano essere soddisfatti meglio di quanto possa avvenire senza tale costituzione.<\/p><p>Quanto alla questione dell\u2019autonomia della Regione romagnola, della quale in questo momento si discute, dice che essa pu\u00f2 essere trattata rifacendosi anche alla tradizione storica. Il distacco della Romagna dall\u2019Emilia \u00e8 giustissimo e si impone anche perch\u00e9 si tratta di riparare ai torti che questa Regione sub\u00ec ad opera del dittatore Luigi Carlo Farini. Se quell\u2019uomo non avesse agito con vera prepotenza in Romagna, questa Regione probabilmente avrebbe mantenuto le sue tradizionali caratteristiche storiche e avrebbe continuato ad avere i suoi rapporti con Ferrara e con Bologna, come li aveva avuti per aver fatto parte dello Stato Pontificio.<\/p><p>La questione posta in decisione pu\u00f2 dunque essere risolta con deliberazione favorevole per le ragioni esposte. Ma fra le diverse osservazioni, che egli non condivide, fatte dall\u2019onorevole Lami Starnuti, ve ne \u00e8 una che lo trova completamente consenziente, ossia quella relativa alla necessit\u00e0 di interpellare le popolazioni interessate.<\/p><p>\u00c8 questo un principio che deve essere osservato sempre, in caso di costituzione di nuove Regioni. Esso risponde a una fondamentale esigenza democratica. L\u2019Assemblea costituente, prima di stabilire definitivamente quali dovranno essere le nuove Regioni italiane, dovrebbe conoscere l\u2019effettiva volont\u00e0 delle varie popolazioni locali. \u00c8 questa l\u2019unica via per giungere ad una consistente e salda autonomia delle Regioni.<\/p><p>Concludendo, ripete: soltanto quando ogni Regione potr\u00e0 curare i propri interessi, soddisfare le proprie esigenze, vivere in libert\u00e0 come ogni privata persona, sar\u00e0 possibile parlare veramente di unit\u00e0 nazionale.<\/p><p>La seduta termina alle 13.30.<\/p><p><em>Erano presenti:<\/em> Ambrosini, Bordon, Bulloni, Cannizzo, Cappi, Codacci Pisanelli, Conti, De Michele, Di Giovanni, Fabbri, Farini, Finocchiaro Aprile, Fuschini, Grieco, Laconi, Lami Starnuti, La Rocca, Lussu, Mannironi, Mortati, Nobile, Porzio, Ravagnan, Targetti, Terracini, Tosato, Uberti e Vanoni.<\/p><p><em>In congedo:<\/em> Einaudi.<\/p><p><em>Erano assenti:<\/em> Bocconi, Bozzi, Calamandrei, Castiglia, Leone Giovanni, Perassi, Piccioni, Rossi Paolo, Zuccarini.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Versione PDF ASSEMBLEA COSTITUENTE COMMISSIONE PER LA COSTITUZIONE SECONDA SOTTOCOMMISSIONE 70. RESOCONTO SOMMARIO DELLA SEDUTA ANTIMERIDIANA DI MARTED\u00cc 17 DICEMBRE 1946 PRESIDENZA DEL PRESIDENTE TERRACINI INDICE Autonomie locali (Seguito della discussione) Presidente \u2013 Fuschini \u2013 Lussu \u2013 Cannizzo \u2013 Codacci Pisanelli \u2013 Porzio \u2013 Nobile \u2013 Uberti \u2013 Fabbri \u2013 La Rocca \u2013 Lami Starnuti [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_relevanssi_hide_post":"","_relevanssi_hide_content":"","_relevanssi_pin_for_all":"","_relevanssi_pin_keywords":"","_relevanssi_unpin_keywords":"","_relevanssi_related_keywords":"","_relevanssi_related_include_ids":"","_relevanssi_related_exclude_ids":"","_relevanssi_related_no_append":"","_relevanssi_related_not_related":"","_relevanssi_related_posts":"595,2017,1646,2364,574,1712","_relevanssi_noindex_reason":"","_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[100,70],"tags":[],"post_folder":[125],"class_list":["post-5318","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-1946-12ss","category-seconda-sottocommissione"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5318","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=5318"}],"version-history":[{"count":8,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5318\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":10421,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5318\/revisions\/10421"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=5318"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=5318"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=5318"},{"taxonomy":"post_folder","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fpost_folder&post=5318"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}