{"id":5314,"date":"2023-10-15T23:38:27","date_gmt":"2023-10-15T21:38:27","guid":{"rendered":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=5314"},"modified":"2023-11-14T23:08:54","modified_gmt":"2023-11-14T22:08:54","slug":"pomeridiana-di-lunedi-16-dicembre-1946","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=5314","title":{"rendered":"POMERIDIANA DI LUNED\u00cc 16 DICEMBRE 1946"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"5314\" class=\"elementor elementor-5314\" data-elementor-post-type=\"post\">\n\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-7036241 elementor-section-full_width elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"7036241\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-15a6cae\" data-id=\"15a6cae\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-1fe8f8f elementor-align-right elementor-widget elementor-widget-button\" data-id=\"1fe8f8f\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"button.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-button-wrapper\">\n\t\t\t\t\t<a class=\"elementor-button elementor-button-link elementor-size-sm\" href=\"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/19461216sed069ss.pdf\" target=\"_blank\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-content-wrapper\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-icon\">\n\t\t\t\t<i aria-hidden=\"true\" class=\"icon icon-view\"><\/i>\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-text\">Versione PDF<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-74258af elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"74258af\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p>ASSEMBLEA COSTITUENTE<\/p><p>COMMISSIONE PER LA COSTITUZIONE<\/p><p>SECONDA SOTTOCOMMISSIONE<\/p><p>69.<\/p><p>RESOCONTO SOMMARIO<\/p><p>DELLA SEDUTA POMERIDIANA DI LUNED\u00cc 16 DICEMBRE 1946<\/p><p>PRESIDENZA DEL PRESIDENTE <strong>TERRACINI<\/strong><\/p><p><strong>INDICE<\/strong><\/p><p><strong>Autonomie locali <\/strong>(<em>Seguito della discussione<\/em>)<\/p><p>Presidente \u2013 Lussu \u2013 Nobile \u2013 Laconi \u2013 Piccioni \u2013 Porzio \u2013 Cappi \u2013 Cannizzo \u2013 Mortati \u2013 De Michele \u2013 Tosato \u2013 vanoni \u2013 Codacci Pisanelli \u2013 Conti \u2013 Fabbri \u2013 Mannironi \u2013 Perassi \u2013 Ambrosini, <em>Relatore \u2013 <\/em>Fuschiini \u2013 Lami Starnuti \u2013 Ravagnan \u2013 Bozzi.<\/p><p>La seduta comincia alle 17.45.<\/p><p>Seguito della discussione sulle autonomie locali.<\/p><p>PRESIDENTE avverte che nella seduta odierna deve iniziarsi l\u2019esame delle richieste di costituzione di nuove Regioni. L\u2019incarico di riferire in merito \u00e8 stato affidato agli onorevoli Lussu, Codacci Pisanelli e Fuschini.<\/p><p>Invita quindi l\u2019onorevole Lussu ad iniziare la sua esposizione.<\/p><p>LUSSU informa che la sua relazione riguarder\u00e0 le richieste per la formazione delle seguenti nuove Regioni: Umbro-Sabina, Sannio e Molise.<\/p><p>Inizia riassumendo brevemente il contenuto dei documenti concernenti la Regione Umbro-Sabina. Si tratta, in sostanza, di creare attorno alla citt\u00e0 di Terni una Regione costituita razionalmente, secondo i criteri pi\u00f9 moderni, con carattere spiccatamente industriale, che consenta di rendere la zona infinitamente pi\u00f9 efficiente di quello che non sia. Il progetto, che per la sua concezione moderna parrebbe dovuto ad un ingegnere americano, comporta l\u2019assorbimento quasi totale della Provincia di Rieti (compresa la citt\u00e0) e di alcune parti delle Provincie di Macerata, Perugia e Viterbo. La prima perderebbe tutta la zona montana di Visso; la seconda la zona montana attorno a Sillano, Cascia e Norcia, la pianura attorno a Spoleto e il territorio che va da Todi a Gualdo Cattaneo; la terza perderebbe soltanto la citt\u00e0 di Orte (che verrebbe considerata come un\u2019avanguardia della stazione di Terni) e il territorio circostante. Per le difficolt\u00e0 che si frapporrebbero all\u2019assorbimento dei Comuni della provincia di Perugia si propone una variante come subordinata.<\/p><p>Tutte le riserve idrico-industriali del luogo verrebbero accentrate nella conca Ternana, in modo da creare un grande complesso industriale che creerebbe e assorbirebbe le maestranze specializzate. \u00c8 prevista altres\u00ec la trasformazione del bracciantato agricolo in mano d\u2019opera specializzata, dato che anche l\u2019agricoltura verrebbe industrializzata.<\/p><p>Confessa che trova estremamente seducente il progetto; senonch\u00e9, questo presenta il lato debole di essere proposto da una sola persona, il sindaco di Terni, mancando non solo del suffragio di altre autorit\u00e0, enti, organizzazioni sindacali e politiche della zona, ma financo del parere delle popolazioni dei territori, chiamate a formare la futura Regione.<\/p><p>In conclusione, \u00e8 un progetto molto interessante e geniale, ma personale.<\/p><p>Passa quindi a riferire sulla proposta di creare una nuova Regione \u2013 la Regione del Sannio \u2013 costituita dalle tre province di Campobasso, Benevento e Avellino, omettendo di riportare tutti i precedenti storici, tra cui il famoso episodio delle Forche Caudine. La proposta proviene dalla Camera di Commercio, dalla Deputazione provinciale e dai deputati di Benevento, i quali sostengono che etnicamente le tre Province discendono dalla grande trib\u00f9 dei <em>Samnnites<\/em> e non v\u2019\u00e8 alcuna ragione perch\u00e9 il Sannio, che nella storia \u00e8 stato sempre unito, sia oggi diviso: che tale riunione \u00e8 consigliata dalle presenti condizioni amministrative, sociali ed economiche della zona di cui Benevento rappresenta il centro naturale. Da una apposita relazione allegata risulta l\u2019affinit\u00e0 di interessi industriali, commerciali e soprattutto agricoli delle tre Province. In tutte la popolazione \u00e8 prevalentemente agricola, raggiungendo il 72 per cento dell\u2019intera popolazione nella provincia di Benevento, il 75,02 per cento in quella di Avellino e il 77 per cento in quella di Campobasso, contro la percentuale del 30 per cento della provincia di Napoli. A ci\u00f2 si aggiunge che l\u2019organizzazione ecclesiastica ha gi\u00e0 riconosciuto questa unit\u00e0, tanto che l\u2019arcivescovado di Benevento comprende le Diocesi delle tre Province. Sostengono inoltre i preopinanti che alcuni uffici statali, con sede in Benevento (come l\u2019Ispettorato del lavoro, l\u2019Ufficio movimento e traffico delle Ferrovie dello Stato e l\u2019Ufficio dell\u2019anagrafe tributaria) hanno gi\u00e0 una competenza regionale.<\/p><p>Se questi elementi possono deporre in favore, v\u2019\u00e8 tuttavia un argomento negativo di importanza non trascurabile: la costituzione di questa nuova Regione \u00e8 sostenuta soltanto dalla Provincia di Benevento, ma non incontra il favore delle altre due, le quali anzi si oppongono esplicitamente, come risulta dai documenti allegati.<\/p><p>Il Molise \u2013 tra coloro che ne rivendicano l\u2019autonomia ci sono anche due deputati democristiani \u2013 obietta tra l\u2019altro che l\u2019argomento dell\u2019organizzazione ecclesiastica \u00e8 irrilevante, perch\u00e9 della provincia di Campobasso solo nove Comuni dipendono dall\u2019Arcivescovo di Benevento, mentre i restanti fanno capo a Benevento solo indirettamente, per i rapporti che intercorrono tra i Vescovi e l\u2019Arcivescovo. Ed obietta che il Molise vuole essere Regione autonoma e non confondersi con altre Regioni.<\/p><p>D\u2019altro canto, in senso contrario si sono manifestati tutti i partiti della Provincia di Avellino, dichiarando che il progetto di costituzione della Regione Sannita offenderebbe gli interessi della zona, la quale gravita naturalmente verso Napoli e non pu\u00f2 essere assorbita da Benevento. L\u2019onorevole Preziosi di Avellino, in una sua lettera, ha tenuto a segnalare la contrariet\u00e0 di tutti i deputati della circoscrizione di Avellino.<\/p><p>Il progetto pertanto risulta caldeggiato solo dai rappresentanti della Provincia di Benevento, e non \u00e8 suffragato dal parere favorevole delle altre due Province.<\/p><p>Iniziando la sua relazione sul Molise, premette che cercher\u00e0 di essere obiettivo, per quanto non abbia mai fatto mistero della sua convinzione che sia opportuno costituire la Regione Molisana. Del resto, la stessa denominazione attuale \u2013 Abruzzi e Molise \u2013 sta ad indicare che di due Regioni se ne \u00e8 fatta una sola.<\/p><p>Crede che chiunque conosca, anche superficialmente, la zona si renda immediatamente conto di quanto sia assurdo pretendere che Campobasso per tutti i problemi di interesse regionale debba far capo all\u2019Aquila, quando per il solo viaggio occorrono due giorni, nella stagione buona.<\/p><p>Per questo motivo \u00e8 sorto fin dall\u2019altro dopo-guerra, nel Molise un movimento di rivendicazione, che annovera aderenti in tutti i ceti sociali, mirante a farne una Regione a s\u00e9. Infatti il Molise normalmente non ha alcun rapporto con l\u2019Aquila n\u00e9 in genere con l\u2019Abruzzo, e gravita piuttosto verso Napoli. La Corte d\u2019appello \u00e8 quella di Napoli, ed anche gli studenti affluiscono in maggioranza verso questa citt\u00e0. \u00c8, in sostanza, una zona geograficamente ben delimitata, che rimane alquanto isolata e non propende verso il Nord ma piuttosto verso la Campania e \u2013 per gli sbocchi industriali e commerciali \u2013 verso Foggia e Bari. Il movimento di rivendicazione quindi non si alimenta di motivi storici o sentimentali, ma si richiama alle difficolt\u00e0 della situazione attuale, ed ha un tale carattere di seriet\u00e0 che ha culminato in un congresso regionale, tenutosi il mese scorso e conclusosi con delle precise richieste autonomistiche.<\/p><p>Cita quindi un episodio che d\u00e0 un\u2019idea dello stato d\u2019animo delle popolazioni: quando nel 1923 fu creata la circoscrizione elettorale Benevento-Campobasso-Avellino, tutti i molisani si accordarono votando esclusivamente per i loro candidati.<\/p><p>Aggiunge che le correnti autonomistiche, che durante il periodo fascista non si erano pi\u00f9 potute manifestare, si sono risvegliate subito dopo l\u2019arrivo degli Alleati e il Comitato di liberazione molisano, nella sua prima riunione, ha riaffermato la volont\u00e0 di battersi, nell\u2019ambito della legalit\u00e0, fino al riconoscimento da parte del potere centrale del diritto del Molise alla sua autonomia regionale.<\/p><p>La richiesta attualmente allo studio \u00e8 inoltre confortata dall\u2019opinione favorevole di tutti i partiti e dei deputati molisani.<\/p><p>Per quanto si sia favorevoli alla costituzione di questa nuova Regione, obiettivamente \u00e8 da riconoscere che sarebbe piuttosto modesta: il Molise conta infatti circa 150 Comuni, con una popolazione di 413.000 abitanti su di un territorio di 4617 chilometri quadrati. Ma la sua economia, prevalentemente agricola, pone oggi la provincia di Campobasso fra le prime Province italiane nella produzione di frumento. Ha inoltre una cultura di vigneti per circa 20.000 ettari che d\u00e0 normalmente un raccolto di oltre un milione di quintali di uva. La ristrettezza del territorio e la densit\u00e0 della popolazione hanno fatto s\u00ec che in passato l\u2019emigrazione fosse notevole, ed i capitali che, in conseguenza, sono affluiti nel Molise hanno giovato appunto ad incrementare la cultura del grano e dell\u2019uva.<\/p><p>La Regione \u00e8 povera, come lo sono generalmente le Regioni del Mezzogiorno, ma la popolazione talmente laboriosa che la produzione si mantiene al di sopra della media. D\u2019altro canto la zona presenta enormi possibilit\u00e0 di sfruttamento delle energie idriche.<\/p><p>Informa quindi che al Congresso regionale molisano \u00e8 stata presentata una relazione sull\u2019agricoltura ed un\u2019altra sulle possibilit\u00e0 di autosufficienza economica della Regione. Di quest\u2019ultima trova interessanti alcuni dati, ove si pone il movimento finanziario del Molise negli ultimi anni, ed il contributo da esso versato allo Stato, in relazione a quello di altre Regioni. Crede in sostanza che il Molise, per quanto territorialmente ristretto e con un numero esiguo di abitanti, possa considerarsi capace di vivere con i suoi mezzi.<\/p><p>Si domanda infine a quale Regione il Molise potrebbe unirsi, qualora non gli fosse consentito di costituirsi come Regione. Non certamente all\u2019Abruzzo per le ragioni gi\u00e0 esposte e neppure alla Campania, perch\u00e9, per quanto abbia in comune con questa alcuni interessi commerciali e culturali, la parte preponderante dei suoi interessi \u00e8 verso l\u2019Adriatico.<\/p><p>Pertanto, per non porre il Molise in una difficile situazione, obbligandolo all\u2019unione con una Regione per la quale non sente alcuna attrattiva, invita la Sottocommissione a pronunciarsi favorevolmente alla richiesta.<\/p><p>PRESIDENTE riassume le conclusioni a cui \u00e8 pervenuto l\u2019onorevole Lussu: 1\u00b0) per la Regione Umbro-Sabina trova un elemento negativo nel fatto che la proposta proviene da una sola persona; 2\u00b0) per la Regione Sannita giunge alle stesse conclusioni in vista del parere discordante di due delle tre Province interessate; 3\u00b0) per la Regione Molisana, invece, si dichiara favorevole all\u2019accettazione della richiesta, sia per le possibilit\u00e0 concrete di vita autonoma della nuova Regione, sia per la impossibilit\u00e0 di una sua aggregazione ad altre Regioni.<\/p><p>Prega i colleghi di pronunciarsi sulla prima proposta.<\/p><p>NOBILE osserva che la prima richiesta ha un lato interessante in quanto si preoccupa di raggruppare vari complessi industriali, nel timore che questi col nuovo ordinamento regionale, e con la tendenza che si va manifestando sempre pi\u00f9 chiaramente verso un\u2019economia regionale, possano essere frazionati con detrimento della produzione.<\/p><p>LACONI propone di non entrare per il momento nel merito delle proposte e di votare pregiudizialmente sulla loro presa in considerazione.<\/p><p>PICCIONI concorda, soggiungendo che, qualora si entrasse nel merito, verrebbero in discussione problemi molto gravi, poich\u00e9 il progetto non \u00e8 conosciuto da tutta la Regione e talune zone della stessa hanno caratteristiche spiccatamente diverse da quelle della conca Ternana.<\/p><p>PRESIDENTE pone ai voti la presa in considerazione della richiesta di costituzione della Regione Umbro-Sabina.<\/p><p>(<em>Non \u00e8 approvata<\/em>).<\/p><p>Apre la discussione sulla costituzione della Regione Sannita.<\/p><p>PORZIO rileva che la richiesta corrisponde ad un\u2019aspirazione della provincia di Benevento, memore degli antichi fasti del Ducato, ma non \u00e8 giustificata da alcun fondato motivo. D\u2019altra parte la provincia di Avellino si oppone recisamente e probabilmente anche il cosiddetto Sannio alto (Campobasso) rifiuterebbe di essere aggregato al Sannio di Benevento, nonostante il suo desiderio di staccarsi dagli Abruzzi.<\/p><p>Pone in evidenza che non pu\u00f2 farsi di ogni Provincia una Regione, perch\u00e9 il concetto di Regione \u00e8 ben diverso e risponde a particolari esigenze geografiche, storiche, politiche ed economiche. Personalmente non saprebbe concepire il Mezzogiorno suddiviso altrimenti che nelle Regioni Campania, Abruzzi, Puglia e Calabria. Che se si volesse fare una Regione del Molise, questa sostanzialmente sarebbe costituita della Provincia di Campobasso, che pure ha legami culturali e storici con Napoli. Basti ricordare due grandi Molisani che hanno indissolubilmente legato il loro nome alla storia partenopea: il medico Antonio Cardarelli e il generale Gabriele Pepe. Non si pu\u00f2 quindi costituire una Regione di questa sola Provincia, n\u00e9 distaccarla dalla Campania.<\/p><p>Al Relatore, che ha accennato alle possibilit\u00e0 di sfruttamento dei bacini montani di Campobasso, fa osservare che, se un tale sfruttamento si attuer\u00e0, lo sar\u00e0 per merito di una societ\u00e0 napoletana.<\/p><p>La Campania \u00e8 da tempo composta delle Province di Napoli, Caserta, Salerno, Avellino, Benevento, Campobasso. Tutte queste Province, fin dal 1860, sono comprese nel distretto della Corte d\u2019appello di Napoli e ancor prima, durante il Regno delle Due Sicilie, quelle zone facevano parte dei vari principati che gravitavano su Napoli.<\/p><p>Invita pertanto i colleghi a non prendere in considerazione la richiesta, soprattutto tenendo conto della volont\u00e0 delle popolazioni che propendono \u2013 particolarmente quella della Provincia di Avellino \u2013 verso la grande capitale del Mezzogiorno: Napoli.<\/p><p>CAPPI fa presente che in questa materia deve avere un\u2019influenza decisiva la volont\u00e0 delle popolazioni, e nel caso in esame si ha una chiara manifestazione di volont\u00e0 contraria da parte delle Province di Avellino e Campobasso.<\/p><p>CANNIZZO osserva che le Regioni possono suddividersi in due gruppi: quelle storiche e quelle che rappresenterebbero una creazione artificiale. Circa le prime esiste una <em>presumptio iuris tantum<\/em> che vi siano i presupposti per il loro riconoscimento; circa le seconde ci si deve preoccupare, oltre che della volont\u00e0 delle popolazioni, anche della situazione economica di quelle parti di Province che, non entrando nel nuovo raggruppamento, resterebbero avulse da quello che finora \u00e8 stato il loro centro.<\/p><p>PRESIDENTE esprime l\u2019avviso che per la Regione Sannita occorra decidere sul merito della richiesta, inquantoch\u00e9 tutte le volte che v\u2019\u00e8 una manifestazione di volont\u00e0 di un gruppo notevole di popolazioni (e nel caso in esame l\u2019istanza \u00e8 suffragata dal parere di tutta la Provincia di Benevento) non si pu\u00f2 negare la presa in considerazione e rifiutarsi di entrare nel merito.<\/p><p>Comunque, pone pregiudizialmente ai voti la presa in considerazione della richiesta.<\/p><p>MORTATI dichiara che si asterr\u00e0 da tutte le votazioni sulla erezione di nuove Regioni, ritenendo ingiustificato ed irrazionale il procedimento seguito di pronunziarsi sul merito delle richieste senza avere gli indispensabili elementi di giudizio che soltanto un complesso di indagini obiettive ed accurate avrebbe potuto fornire.<\/p><p>AMBROSINI, BOZZI, CAPPI, CONTI, DE MICHELE, PICCIONI e TOSATO dichiarano egualmente di astenersi dal voto.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvata<\/em>).<\/p><p>PRESIDENTE pone in votazione l\u2019accettazione della richiesta presentata da numerose associazioni e gruppi politici della Provincia di Benevento, per la costituzione della Regione Sannita.<\/p><p>(<em>Non \u00e8 approvata<\/em>).<\/p><p>Apre la discussione sulla presa in considerazione della richiesta di costituire la Regione del Molise.<\/p><p>VANONI rileva che, per quanto l\u2019esposizione dell\u2019onorevole Lussu sia stata molto interessante, mancano gli elementi necessari per decidere con tranquillit\u00e0 di spirito su un problema cos\u00ec grave come quello della costituzione di una nuova Regione.<\/p><p>Quanto alla relazione, di cui ha dato notizia l\u2019onorevole Lussu, presentata al Congresso Molisano per dimostrare l\u2019autosufficienza del Molise, fa presente che \u00e8 redatta con criteri dilettantistici e superficiali, prendendo, cio\u00e8, la media del carico tributario di tutto il Paese per trarre dal fatto che il Molise \u00e8 al disopra di tale media la conseguenza che esso \u00e8 autosufficiente economicamente; laddove si sarebbe dovuto considerare il presumibile carico in funzione dell\u2019autonomia regionale e dimostrare la capacit\u00e0 della Regione a sopportarlo.<\/p><p>Ci\u00f2 che ritiene si debba porre in evidenza da parte degli interessati, attraverso ad uno studio accurato, \u00e8 la situazione economica della Regione, i suoi rapporti economici con le Regioni vicine e le caratteristiche di indipendenza ed autonomia economica. Viceversa ha l\u2019impressione che tutti i fautori della costituzione di nuove Regioni si preoccupino di raccontare episodi storici, come quello delle Forche Caudine, e trascurino di dimostrare l\u2019esistenza di una entit\u00e0 territoriale che per ragioni di dialetto, di economia o di altra natura pratica, sia dotata delle caratteristiche particolari che possono giustificare la sua erezione in ente Regione. Ad esempio, l\u2019argomento della difficolt\u00e0 di comunicazioni tra Campobasso e l\u2019Aquila pu\u00f2 ritenersi sufficiente per non mettere neppure in discussione la possibilit\u00e0 di riunire il Molise all\u2019Abruzzo.<\/p><p>A suo avviso, dunque bisogna basarsi su elementi concreti e non sentimentali, mentre nel fascicolo in possesso dell\u2019onorevole Lussu ha trovato una sola cosa interessante, sotto questo aspetto: la relazione riguardante l\u2019agricoltura, con l\u2019indicazione dei prodotti e dei tipi di coltura del Molisano.<\/p><p>Teme che le decisioni sulla creazione di nuove Regioni possano essere prese in base ad influenze amichevoli o di partito, quando dovrebbero invece seguirsi i criteri accennati, sia per pronunziare un giudizio con tranquillit\u00e0, sia per preparare ai membri dell\u2019Assemblea costituente gli elementi su cui formare il loro convincimento.<\/p><p>Per queste ragioni ha insistito affinch\u00e9 fossero fatte inchieste e studi imparziali da parte di una Commissione parlamentare, per raccogliere gli elementi il pi\u00f9 possibile vagliati, non solo sui precedenti storici, ma anche e soprattutto sulla produzione di frumento, sulla possibilit\u00e0 di sfruttamento idrico, sulle industrie, sulle locali condizioni finanziarie, sui movimenti delle popolazioni, sulle caratteristiche etniche e linguistiche, ecc.<\/p><p>Per queste ragioni dichiara che si asterr\u00e0 dal voto.<\/p><p>NOBILE conviene con l\u2019onorevole Vanoni.<\/p><p>PORZIO osserva che, se si prescindesse dalla manifestazione di volont\u00e0 delle popolazioni, si dovrebbe senz\u2019altro escludere la possibilit\u00e0 di creare la Regione molisana; ma a tale espressione di volont\u00e0, avutasi attraverso ai rappresentanti politici, non pu\u00f2 darsi un valore eccessivo. \u00c8 convinto, d\u2019altra parte, che se le popolazioni locali fossero poste di fronte al dilemma di scegliere tra la costituzione di una Regione a s\u00e9 e l\u2019aggregazione ad altra Regione, la risposta unanime sarebbe per l\u2019unione alla Campania.<\/p><p>Il dialetto molisano \u00e8 simile al napoletano, come lo sono i dialetti di Avellino, Benevento e Salerno; l\u2019amministrazione della giustizia unica; la cattedra di medicina unica, senza parlare dell\u2019Universit\u00e0 in genere. Concludendo dichiara che pu\u00f2 con perfetta coscienza sostenersi l\u2019opportunit\u00e0 di respingere la richiesta di creazione di una Regione molisana, continuando a mantenere il Molise aggregato alla Campania, come lo \u00e8 da decenni.<\/p><p>CODACCI PISANELLI non disconosce la fondatezza delle considerazioni dell\u2019onorevole Vanoni, facendo tuttavia rilevare che per le Regioni storiche si prescinde da una documentazione sulla loro situazione economica e non si pone in discussione il loro riconoscimento come Regione, nonostante che molte di esse non godano di una autonomia economica. Pertanto la mancanza di questo requisito non gli sembra sia di pregiudizio neppure al riconoscimento di nuove Regioni, quando si portino altri fondati motivi a conforto della richiesta.<\/p><p>PRESIDENTE risponde che \u2013 come ha gi\u00e0 osservato nella precedente riunione l\u2019onorevole Grieco \u2013 se nei confronti delle Regioni storiche non si pone questa pregiudiziale, \u00e8 perch\u00e9, dovendosi istituire l\u2019ente Regione, non pu\u00f2 non avvertirsi l\u2019opportunit\u00e0, per evitare maggiori perturbamenti, di attenersi alla suddivisione storica come punto di partenza, piuttosto di smembrare le Regioni tradizionali e mettere insieme gruppi di popolazioni che potrebbero non desiderarlo.<\/p><p>CONTI si richiama all\u2019ordine del giorno che ha presentato nella seduta precedente, definendo arbitrario il sistema seguito dalla Sottocommissione. Afferma che, prima di prendere decisioni di una tale gravit\u00e0, occorre ascoltare la voce delle popolazioni e, per quanto concerne il Molise, le manifestazioni locali che sono state contraddittorie, tanto che anche nel Congresso Molisano del novembre si registrarono due correnti, pro e contro la autonomia. Per quanto nel caso specifico non abbia niente in contrario alla costituzione di questa nuova Regione, non crede che si possa prendere una decisione al riguardo finch\u00e9 non si abbiano esaurienti elementi di giudizio.<\/p><p>Dichiara quindi che voter\u00e0 per la presa in considerazione, ma si asterr\u00e0 dal votare una immediata deliberazione nel merito, riservandosi di prendere un atteggiamento secondo coscienza non appena si avranno gli elementi per una ponderata decisione.<\/p><p>FABBRI \u00e8 contrario alla presa in considerazione della richiesta, in quanto la nuova Regione non arriverebbe alla popolazione minima di 500.000 abitanti, prevista dall\u2019articolo 23, che, a suo avviso, \u00e8 anche troppo modesta.<\/p><p>MANNIRONI, sebbene non sia legato da alcun interesse alla Regione molisana, pu\u00f2 assicurare, per avervi vissuto nel periodo della guerra, che tra le popolazioni locali c\u2019\u00e8 una netta coscienza regionale. Afferma quindi che la Sottocommissione non potrebbe, senza assumersi una grave responsabilit\u00e0, respingere la presa in considerazione dell\u2019istanza, n\u00e9 accedere alla tesi dell\u2019onorevole Vanoni di soprassedere ad ogni decisione, in attesa di nuovi elementi.<\/p><p>PERASSI \u00e8 favorevole alla presa in considerazione, nel senso di esaminare tutti gli aspetti della situazione molisana, perch\u00e9, se vi \u00e8 una richiesta di costituzione di Regione, v\u2019\u00e8 anche il problema della possibilit\u00e0 o meno, per il Molise, di rimanere aggregato all\u2019Abruzzo. Ritiene quindi che, qualora venga respinta la costituzione di questa nuova Regione, occorrer\u00e0 decidere se il Molise debba unirsi agli Abruzzi o alla Campania.<\/p><p>PRESIDENTE \u00e8 contrario alla presa in considerazione proprio per un atteggiamento di simpatia verso il Molise, in quanto si rende conto che, se il risultato della deliberazione di merito fosse sfavorevole alla costituzione della Regione molisana, ci\u00f2 potrebbe rappresentare un elemento negativo non trascurabile quando la questione dovesse essere ulteriormente esaminata. Trova che, per il momento, la questione non \u00e8 sufficientemente istruita n\u00e9 possono bastare alcune settimane per l\u2019istruzione e potr\u00e0 a suo tempo essere ripresa in esame, a norma dell\u2019articolo 23 del progetto.<\/p><p>LUSSU, nel riaffermare il suo parere favorevole alla presa in considerazione della richiesta, rileva una contradizione tra le ultime parole del Presidente e le idee che ha espresso poco prima, quando ha sostenuto che la presa in considerazione non poteva negarsi di fronte ad una richiesta proveniente da una notevole parte delle popolazioni locali. In questo caso la Sottocommissione potr\u00e0 non ritenersi competente a deliberare per insufficienza di notizie, e rinviare la deliberazione ad altro momento, ma non rifiutarsi di prendere in considerazione la richiesta.<\/p><p>PRESIDENTE pone ai voti la presa in considerazione della proposta di costituzione della Regione molisana.<\/p><p>AMBROSINI e NOBILE dichiarano di votare a favore.<\/p><p>FUSCHINI dichiara di votare a favore, nella considerazione che le richieste pervenute da deputati, da Comitati ed enti locali, ovvero da Amministrazioni provinciali, non possono essere respinte <em>a priori<\/em>.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvata<\/em>).<\/p><p>PRESIDENTE apre la discussione sul merito.<\/p><p>NOBILE, premesso che lo scopo principale della riforma dell\u2019ordinamento degli enti locali \u00e8 quello di consentire il maggiore sviluppo di talune Regioni che finora hanno condotto vita stentata, per la particolare loro ubicazione o per altre circostanze, osserva che se v\u2019\u00e8 una Regione che dalla riforma stessa potrebbe trarre dei benefici questa \u00e8 appunto il Molise, questa piccola Regione isolata nell\u2019Appennino e distante da ogni altro centro per la difficolt\u00e0 delle comunicazioni.<\/p><p>Esprime, quindi, parere favorevole all\u2019accoglimento della richiesta.<\/p><p>LUSSU, replicando ad alcune considerazioni sfavorevoli dei colleghi, osserva anzitutto all\u2019onorevole Porzio che il dialetto molisano non \u00e8 simile a quello partenopeo.<\/p><p>All\u2019onorevole Fabbri risponde che effettivamente l\u2019articolo 23 stabilisce il minimo di 500.000 abitanti per la costituzione di nuove Regioni, mentre il Molise ne ha 413.000; ma tale articolo, non essendo stato ancora approvato, non pu\u00f2 costituire un impedimento, ed \u00e8 da augurarsi che quel minimo venga ridotto.<\/p><p>Circa le osservazioni dell\u2019onorevole Conti sulla scissione in due correnti del Congresso Molisano, riconosce che alcuni deputati in quella sede si sono espressi in senso contrario all\u2019autonomia del Molise, essendo avversi generalmente al criterio dell\u2019autonomia delle Regioni, ma ripete che dai documenti in suo possesso risulta un\u2019opinione concordante di tutti i rappresentanti politici del Molise e di tutti e quattro i deputati della circoscrizione.<\/p><p>PORZIO nega l\u2019esattezza di quanto ha sostenuto l\u2019onorevole Lussu e si richiama alla autorit\u00e0 dell\u2019illustre professore Francese D\u2019Ovidio, il quale, nei suoi studi sull\u2019origine dei dialetti, dimostra che la radice del dialetto Molisano (che \u00e8 greco-spagnolo) corrisponde a quella del dialetto partenopeo. Aggiunge che anche la misura del terreno \u00e8 identica nel Napoletano e nella provincia di Campobasso; si usa cio\u00e8 il \u00abmoggio\u00bb in luogo dell\u2019\u00abettaro\u00bb.<\/p><p>CODACCI PISANELLI si dichiara favorevole al riconoscimento della Regione molisana, soprattutto in considerazione delle conseguenze di un rifiuto alla erezione di questa nuova Regione. Se si dovesse tener conto delle condizioni economiche, indubbiamente si sarebbe portati a negare l\u2019assenso alla richiesta, perch\u00e9 il Molise non pu\u00f2 considerarsi autosufficiente. Tuttavia, se si lasciasse dipendere questa Regione, che non ha possibilit\u00e0 di reggersi con le sue finanze, da un\u2019altra dalla quale \u00e8 separata naturalmente, le sue condizioni finirebbero per essere peggiori di quelle che essa riuscirebbe a realizzare se potesse occuparsi da s\u00e9 dei propri interessi. Questo argomento, se pu\u00f2 valere per tutte le Regioni, ha un valore particolare per quelle isolate, come il Molise.<\/p><p>Ritiene pertanto che il Molise, nonostante l\u2019evidente mancanza del requisito dell\u2019autonomia finanziaria, meriti per tutti i motivi gi\u00e0 esposti di essere eretto a Regione. N\u00e9 attribuirebbe una eccessiva importanza all\u2019argomento della esiguit\u00e0 della popolazione, perch\u00e9 non si possono mettere sullo stesso piano le zone pianeggianti e quelle montuose. In una Regione di montagna 413.000 abitanti possono considerarsi numerosi.<\/p><p>PRESIDENTE fa presente che, votando sull\u2019accettazione o meno della richiesta del Molise, non si pregiudica il problema della sua aggregazione ad altra Regione.<\/p><p>LAMI STARNUTI non pu\u00f2 pronunciarsi per l\u2019erezione del Molise in Regione autonoma, non ritenendo di avere elementi sufficienti per un sicuro giudizio; ma col suo voto contrario non intende di pregiudicare per l\u2019avvenire il merito della questione.<\/p><p>AMBROSINI, <em>Relatore<\/em>, \u00e8 favorevole alla costituzione della Regione molisana, in vista delle sue specialissime condizioni.<\/p><p>CANNIZZO dichiara di essere anch\u2019esso favorevole, sia perch\u00e9 ritiene sufficientemente provato il bisogno delle popolazioni molisane di erigersi a Regione, sia perch\u00e9 il Molise pu\u00f2 ritenersi una Regione storica, e negarle l\u2019autonomia costituirebbe una decisione pi\u00f9 grave che negarla ad altre nuove Regioni.<\/p><p>Aggiunge che il fatto che la popolazione sia inferiore ai 500.000 abitanti non osta, in quanto quel requisito riguarda soltanto le Regioni da costituirsi in un secondo momento; senza contare che nella Val d\u2019Aosta si ha gi\u00e0 un esempio di autonomia regionale concessa ad una entit\u00e0 territoriale costituita da una sola provincia.<\/p><p>MANNIRONI presenta il seguente ordine del giorno:<\/p><p>\u00abLa seconda Sottocommissione, presa in esame la richiesta tendente ad ottenere il riconoscimento della Regione molisana; udita la relazione dell\u2019onorevole Lussu, riconosce che la richiesta stessa \u00e8 meritevole di essere presa in considerazione; allo stato sospende di pronunciarsi, rimettendo la decisione all\u2019Assemblea costituente, avanti alla quale potranno approfondirsi le indagini e la raccolta di tutti gli elementi necessari per una definitiva decisione\u00bb.<\/p><p>LACONI si dichiara in linea di massima d\u2019accordo con l\u2019onorevole Mannironi, ma ritiene. che il rinvio della decisione all\u2019Assemblea costituente non sarebbe opportuno e propone di rinviarla alla Commissione plenaria.<\/p><p>MANNIRONI aderisce.<\/p><p>PRESIDENTE ripete che gli elementi di giudizio che potr\u00e0 avere fra pochi giorni la Commissione plenaria e quelli che avr\u00e0 tra circa un mese l\u2019Assemblea costituente, sono quegli stessi attualmente in possesso della Sottocommissione. Ritiene quindi ingiustificato un rinvio del genere. Comunque, se la Sottocommissione non intende decidere essa stessa (e non sa fino a qual punto avrebbe una tale facolt\u00e0) la raccolta dei dati necessari, in modo da offrire un completo materiale di giudizio all\u2019Assemblea, \u00e8 bene che si pronunci sull\u2019ordine del giorno Mannironi. Lo pone quindi ai voti.<\/p><p>(<em>Non \u00e8 approvato<\/em>).<\/p><p>Pone ai voti la richiesta del Molise di essere eretto in Regione autonoma.<\/p><p>RAVAGNAN dichiara che si asterr\u00e0 dalla votazione.<\/p><p>MANNIRONI, pur avendo presentato l\u2019ordine del giorno per la sospensiva, voter\u00e0 a favore del riconoscimento della Regione molisana. Precisa che la sua proposta aveva unicamente lo scopo di evitare \u2013 nel convincimento che la maggioranza della Sottocommissione fosse contraria alla richiesta \u2013 una decisione sfavorevole, che avrebbe potuto in seguito risultare pregiudizievole per la riproposizione della questione.<\/p><p>CONTI voter\u00e0 a favore, nella speranza che i molisani, nel periodo che separa questa decisione dalla definitiva, presentino delle relazioni comprovanti la loro capacit\u00e0 di vivere come Regione autonoma, affinch\u00e9 l\u2019Assemblea costituente possa senza alcuno scrupolo accogliere l\u2019istanza.<\/p><p>LACONI dichiara di votare contro, associandosi alle dichiarazioni dell\u2019onorevole Lami Starnuti.<\/p><p>BOZZI dichiara di astenersi dal voto.<\/p><p>(<em>Con 13 voli favorevoli, 10 contrari e 6 astenuti, \u00e8 approvata<\/em>).<\/p><p>PRESIDENTE prega l\u2019onorevole Codacci Pisanelli di iniziare la sua esposizione sulla costituzione di due nuove Regioni: la Capitanata e il Salento.<\/p><p>CODACCI PISANELLI premette che la Puglia (Apulia), fin dalla antichit\u00e0, era suddivisa in tre piccole Regioni: la Daunia (zona di Foggia), la Pucezia (terra di Bari) e il Salento (terra d\u2019Otranto). Essa ha una lunghezza di oltre 400 chilometri, dal Gargano, il cui limite superiore \u00e8 costituito dal fiume Fortore (antico Frento), fino al Capo di Santa Maria di Leuca. Nella larghezza vi \u00e8 una notevole differenza fra un punto e l\u2019altro della Regione.<\/p><p>Gli antichi abitatori della parte pi\u00f9 alta erano i Dauni, e successivamente, nel periodo bizantino, la zona assunse il nome di Capitanata. Essa \u00e8 costituita in particolare dal cosiddetto Tavoliere delle Puglie ed ha caratteristiche completamente diverse da quelle della Puglia meridionale. Infatti, mentre la Daunia o Capitanata \u00e8 essenzialmente pianura, nelle altre parti della Puglia si notano quasi ovunque colline. I suoi confini si possono all\u2019incirca individuare tra il fiume Fortore e l\u2019Ofanto; ad oriente si ha poi l\u2019Adriatico e ad occidente gli Appennini.<\/p><p>Tutta la superficie della zona, che ha un\u2019ampiezza notevole (7184 Kmq.), comprende una sola provincia, quella di Foggia. La popolazione \u00e8 di 580.870 abitanti, divisa in 60 Comuni; ma la densit\u00e0 \u00e8 bassa, perch\u00e9 si calcola in 73 abitanti per chilometro quadrato.<\/p><p>Nella Capitanata prevale la cultura estensiva: cio\u00e8, vi \u00e8 ancora in gran parte il latifondo, mentre nelle altre due zone della Puglia si riscontra il fenomeno esattamente opposto: quello del microfondo, tanto che non si ha convenienza ad introdurvi le macchine agricole. I terreni sono per la maggior parte coltivati a semina ed a pascolo: all\u2019inizio del secolo, i pascoli coprivano circa la met\u00e0 della Daunia: oggi soltanto il 23 per cento. Si \u00e8 esteso cio\u00e8 il territorio a semina ed in conseguenza ne \u00e8 derivata una riduzione dell\u2019allevamento del bestiame; laddove allora si contavano circa 60.000 capi di bestiame ovino, oggi non se ne contano pi\u00f9 di 40.000. \u00c8 stata viceversa incrementata la produzione del frumento, e vi sono alcune culture legnose specializzate, quali il mandorlo e l\u2019ulivo. Una parte del territorio (6 per cento) \u00e8 tenuto a coltura boschiva ed il 3 per cento circa, rappresentato precisamente dal promontorio Garganico, che \u00e8 roccioso, \u00e8 incolto. Uno dei maggiori cespiti \u00e8 dunque rappresentato dalla pastorizia e, se la lana della Daunia non pu\u00f2 reggere il confronto con quella dell\u2019Australia, \u00e8 tuttavia rinomata, e nel periodo della guerra \u00e8 stata oltremodo preziosa all\u2019industria italiana. I continui scambi che avvengono tra la Puglia e gli Abruzzi per la massima parte riguardano appunto questa produzione. I greggi vivono d\u2019inverno nella Capitanata, dove trovano pascoli abbondanti; di estate con la siccit\u00e0 i pascoli si inaridiscono ed allora si ha la transumanza, attraverso i tratturi.<\/p><p>Quanto alle industrie, non ve ne sono di sviluppate. Da circa un decennio vi \u00e8 stata introdotta l\u2019industria della carta, che rappresenta una caratteristica del luogo, in quanto si ricava la carta dalla paglia di frumento; ma i risultati, a dir vero, non sono molto soddisfacenti. Un\u2019altra risorsa della Regione \u00e8 costituita dal sale, che si ricava dalle saline di Margherita di Savoia, in ragione del 30 per cento della produzione nazionale. Naturalmente si utilizzano anche i sottoprodotti del sale.<\/p><p>Altra caratteristica della Daunia, che pu\u00f2 influire sul suo avvenire, \u00e8 l\u2019importanza dei suoi aeroporti. \u00c8 questa infatti una delle ragioni per cui gli Alleati, quando ci imposero l\u2019armistizio, pretesero la libera disponibilit\u00e0 della zona per impiantarvi gli aeroporti, donde fecero poi partire le fortezze volanti. Vi si potranno dunque con facilit\u00e0 creare delle basi aeree commerciali, tanto pi\u00f9 che molti degli aeroporti consegnatici dagli Alleati sono ancora in piena efficienza.<\/p><p>La Capitanata ha anche altre possibilit\u00e0 di sfruttamento, perch\u00e9 in questa vasta pianura in cui predomina il latifondo vi son grandi estensioni coltivate unicamente mediante aratura fatta con aratri che hanno un vomere piccolissimo, il quale smuove soltanto la parte superficiale del terreno. Nonostante ci\u00f2, la produzione di frumento \u00e8 di 12 quintali per ettaro. Dove poi sono stati introdotti nuovi metodi, come quello Ferraguti, con aratura a motore, si sono avute rese ottime. Qualche cosa si era cominciato a fare per il progresso dell\u2019agricoltura, ma la guerra ha interrotto ogni iniziativa.<\/p><p>\u00c8 interessante rilevare la differenza fra la conduzione agraria della Capitanata e quella del resto della Puglia. Nella Capitanata si ha essenzialmente l\u2019affittanza con braccianti che lavorano giorno per giorno e da questo sistema derivano gravi conseguenze, perch\u00e9 la mano d\u2019opera viene ingaggiata soltanto quando occorre, onde la disoccupazione periodica che determina frequenti disordini. S\u2019impone dunque una trasformazione agraria, tanto pi\u00f9 che nella Pucezia e nel Salento vigono sistemi di conduzione agraria diversa.<\/p><p>La zona ha i porti di Manfredonia e di Margherita di Savoia, ma il suo traffico gravita verso quello di Barletta, che costituisce il suo naturale sbocco al mare.<\/p><p>Osserva ancora, per quanto riguarda l\u2019economia, che si pu\u00f2 supporre che la Daunia goda di autonomia finanziaria e, se non altro, ha certamente l\u2019autonomia alimentare, tanto pi\u00f9 che la sua popolazione \u00e8 molto sobria. Viceversa, ripete, non vi sono risorse industriali, ove si eccettuino quelle delle saline e delle cartiere, le quali ultime, per\u00f2, sono state distrutte dalla guerra. Purtroppo il Foggiano ha subito grandi distruzioni, e le vastissime piste di volo impiantate dagli Alleati hanno prodotto un certo danno all\u2019agricoltura locale. Vi accade quindi l\u2019opposto di ci\u00f2 che accade altrove: i proprietari mettono le loro terre a disposizione delle cooperative e queste le rifiutano perch\u00e9 il loro dissodamento, dopo il passaggio dei compressori, richiederebbe un lavoro di anni.<\/p><p>Anche per quanto riguarda il dialetto c\u2019\u00e8 una differenza notevole tra la Capitanata e le restanti Regioni della Puglia: l\u2019accento \u00e8 molto pi\u00f9 marcato nella Capitanata ed un barese e un foggiano difficilmente si comprendono.<\/p><p>Concludendo afferma che, per quanto lo riguarda, ritiene sufficientemente fondata la richiesta di autonomia della Capitanata, la quale, d\u2019altro canto, non trova opposizione nella vicina Provincia di Bari. Che se poi la Sottocommissione non ritenesse di aderire alla costituzione di tale Regione si potrebbe prendere in considerazione l\u2019altra ipotesi: di riunire, cio\u00e8, la Daunia e la Pucezia. A questo proposito per\u00f2 sente il dovere di avvertire che la terra di Bari ha caratteristiche diverse: vi predominano l\u2019ulivo, la vite e il mandarlo, invece del grano, e non vi \u00e8 latifondo. Bari ha un porto, non naturale, ma sviluppato specialmente negli ultimi anni a danno di Brindisi; \u00e8 la citt\u00e0 pi\u00f9 popolata della Puglia (oltre 200.000 abitanti) e vanta un tale sviluppo industriale che anche la sua sola provincia potrebbe costituire una Regione a s\u00e9 stante.<\/p><p>Passa quindi ad illustrare la richiesta di costituzione della regione Salentina, avvertendo che egli appartiene al Salento, ci\u00f2 che non pu\u00f2 non influire sul suo giudizio.<\/p><p>Il Salento, cio\u00e8 il tallone di Italia, \u00e8 costituito di tre Province: Taranto, Brindisi e Lecce. Il suo riconoscimento come Regione non toglierebbe brani di terra al resto della Puglia. Giova, del resto, tener presente che, mentre la Provincia di Bari mantiene un atteggiamento indifferente, la Capitanata e il Salento vorrebbero distaccarsene. Si potrebbe quindi soddisfare il desiderio degli uni senza contrariare gli altri.<\/p><p>Il Salento (terra d\u2019Otranto), sin dai tempi pi\u00f9 antichi \u00e8 stato sempre considerato come un\u2019entit\u00e0 territoriale a s\u00e9 stante, tanto che nella suddivisione in Regioni del periodo di Augusto e nella nuova suddivisione operata sotto Adriano (125 dopo Cristo) fu sempre conservata la distinzione tra Apulia e Salento.<\/p><p>Dagli studi sul periodo Paleolitico risulta l\u2019esistenza nella zona di una popolazione autoctona, di civilt\u00e0 particolare: i Messapi, che avevano un alfabeto proprio di cui ancora non si conosce la chiave, nonostante si siano ritrovati molti scritti. I Messapi costituirono la prima popolazione e furono poi seguiti dai cosiddetti Salentini, i quali dettero molto filo da torcere ai Romani, finch\u00e9 questi ultimi, dopo aver vinto Pirro e essersi impadroniti di Taranto, fecero una spedizione contro di essi riuscendo a vincerli nel 268 avanti Cristo.<\/p><p>Si tratta di una zona ove si notano caratteristiche completamente diverse da quelle delle terre di Bari e di Foggia. In primo luogo, la popolazione ha caratteri somatici diversi; il suo dialetto \u00e8 completamente differente dal barese e dal foggiano e ricorda in parte quello siciliano e in parte quello calabrese. Il Salento ha una letteratura dialettale non trascurabile: ma, a parte, ci\u00f2, in Lecce, Brindisi e Taranto lo sviluppo culturale \u00e8 molto superiore a quello delle altre parti della Puglia. Lecce soprattutto ha delle velleit\u00e0 letterarie e si compiace nel sentirsi definire la Firenze delle Puglie, perch\u00e9 i leccesi riescono a perdere completamente l\u2019accento e ritengono di parlare un italiano abbastanza buono.<\/p><p>Le risorse principali della zona sono l\u2019olio, il vino e il tabacco.<\/p><p>Per quanto concerne l\u2019olio cita un solo dato, per dare una idea della possibilit\u00e0 di autonomia finanziaria: per il contingentamento, l\u2019anno scorso la zona salentina fu impegnata a consegnare 150.000 quintali di olio. Non \u00e8 quindi azzardato supporre che ne producesse almeno il doppio.<\/p><p>Il vino ha doti particolari, che determinano frequenti scambi con la Lombardia. Si tratta di vini molto pesanti, che vengono poi tagliati e resi bevibili.<\/p><p>Solo recentemente si \u00e8 introdotta nel Salento la coltura del tabacco. I primi tentativi di coltivazione del tabacco in Italia furono fatti appunto nella penisola salentina, ma si sono avuti dei successi soltanto dopo varie prove e fallimenti. Tale coltivazione d\u00e0 alla zona vantaggi notevoli, perch\u00e9 l\u2019essiccazione, la scelta e l\u2019imballaggio delle foglie offre lavoro alle tabacchine per tutto l\u2019inverno, risolvendo in parte il problema della disoccupazione invernale. Tanto maggiore \u00e8 l\u2019importanza di questa coltura, in quanto le terre che vi sono state destinate non erano adatte ad alcuna altra. Perci\u00f2 oggi la zona sente incombere come una grave minaccia il tentativo da parte dell\u2019Amministrazione dei monopoli di spostare la coltivazione del tabacco in altre zone pi\u00f9 adatte.<\/p><p>Le citt\u00e0 principali del Salento sono Taranto, Brindisi e Lecce. Quindi, oltre alle risorse citate, vi \u00e8 quella costituita da Taranto, l\u2019asse marittima dotata di un cantiere molto importante, di cui anche gli Alleati hanno potuto constatare l\u2019efficienza durante l\u2019ultimo periodo della guerra, facendovi riparare molte navi della loro flotta. Tale cantiere consente di offrire lavoro a moltissimi operai e, mentre prima questi vi affluivano dalla Liguria e da altre zone industriali, oggi le maestranze specializzate si trovano anche sul posto.<\/p><p>Brindisi offre il vantaggio di essere un porto commerciale naturale dei pi\u00f9 sicuri. Recentemente \u00e8 stato ingiustamente svalutato dal fatto che Bari, profittando di un Ministro dei lavori pubblici barese, si \u00e8 fatto costruire un grandioso porto artificiale, non curando che a pochi chilometri di distanza esisteva il magnifico porto di Brindisi che avrebbe potuto, con minore spesa, essere utilizzato. Pertanto una delle ragioni per cui non solo Lecce, che era l\u2019antica capitale della regione, ma anche Brindisi e Taranto tengono molto alla autonomia, \u00e8 che sarebbe loro consentito di realizzare pienamente le loro risorse che finora sono state assorbite dalle spese eccessive fatte per Bari.<\/p><p>Sottopone alla Sottocommissione un\u2019istanza firmata da sette deputati della zona, appartenenti a vari partiti, per ottenere il riconoscimento del Salento come Regione autonoma, accompagnandola con le sue raccomandazioni pi\u00f9 vive. Aggiunge che nel Salento \u00e8 molto alto il concetto dell\u2019unit\u00e0 e la Regione \u00e8 completamente estranea ai disordini che si sono verificati in Puglia. L\u2019aspirazione all\u2019autonomia trova una giustificazione anche nella popolazione, superiore ad un milione e centomila abitanti, e nella superficie di oltre 700 mila chilometri quadrati.<\/p><p>Concludendo, pu\u00f2 assicurare i colleghi che non debbono temere questa suddivisione della Puglia, perch\u00e9 le popolazioni di Lecce, Bari e Foggia si sono sempre considerate come facenti parte di tre organizzazioni diverse. Del resto, \u00e8 anche molto notevole la distanza che intercorre fra le tre citt\u00e0.<\/p><p>Ove la Sottocommissione non ritenesse di accogliere la richiesta della Capitanata, raccomanda, quanto meno, di distaccare il Salento dalla Puglia vera e propria, cio\u00e8 dalle province di Foggia e Bari.<\/p><p>La seduta termina alle 20.40.<\/p><p><em>Erano presenti:<\/em> Ambrosini, Bordon, Bozzi, Bulloni, Cannizzo, Cappi, Codacci Pisanelli, Conti, De Michele, Di Giovanni, Fabbri, Farini, Finocchiaro Aprile, Fuschini, Laconi, Lami Starnuti, La Rocca, Lussu, Mannironi, Mortati, Nobile, Perassi, Piccioni, Porzio, Ravagnan, Targetti, Terracini, Tosato, Uberti, Vanoni.<\/p><p><em>In congedo:<\/em> Einaudi.<\/p><p><em>Assenti:<\/em> Bocconi, Calamandrei, Castiglia, Grieco, Leone Giovanni, Rossi Paolo, Zuccarini.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Versione PDF ASSEMBLEA COSTITUENTE COMMISSIONE PER LA COSTITUZIONE SECONDA SOTTOCOMMISSIONE 69. RESOCONTO SOMMARIO DELLA SEDUTA POMERIDIANA DI LUNED\u00cc 16 DICEMBRE 1946 PRESIDENZA DEL PRESIDENTE TERRACINI INDICE Autonomie locali (Seguito della discussione) Presidente \u2013 Lussu \u2013 Nobile \u2013 Laconi \u2013 Piccioni \u2013 Porzio \u2013 Cappi \u2013 Cannizzo \u2013 Mortati \u2013 De Michele \u2013 Tosato \u2013 vanoni [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_relevanssi_hide_post":"","_relevanssi_hide_content":"","_relevanssi_pin_for_all":"","_relevanssi_pin_keywords":"","_relevanssi_unpin_keywords":"","_relevanssi_related_keywords":"","_relevanssi_related_include_ids":"","_relevanssi_related_exclude_ids":"","_relevanssi_related_no_append":"","_relevanssi_related_not_related":"","_relevanssi_related_posts":"595,2017,1646,2364,574,1319","_relevanssi_noindex_reason":"","_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[100,70],"tags":[],"post_folder":[125],"class_list":["post-5314","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-1946-12ss","category-seconda-sottocommissione"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5314","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=5314"}],"version-history":[{"count":8,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5314\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":10413,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5314\/revisions\/10413"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=5314"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=5314"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=5314"},{"taxonomy":"post_folder","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fpost_folder&post=5314"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}