{"id":5292,"date":"2023-10-15T23:33:46","date_gmt":"2023-10-15T21:33:46","guid":{"rendered":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=5292"},"modified":"2023-11-14T22:48:58","modified_gmt":"2023-11-14T21:48:58","slug":"sabato-7-dicembre-1946","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=5292","title":{"rendered":"SABATO 7 DICEMBRE 1946"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"5292\" class=\"elementor elementor-5292\" data-elementor-post-type=\"post\">\n\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-3616021 elementor-section-full_width elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"3616021\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-c874386\" data-id=\"c874386\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-8f5b26e elementor-align-right elementor-widget elementor-widget-button\" data-id=\"8f5b26e\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"button.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-button-wrapper\">\n\t\t\t\t\t<a class=\"elementor-button elementor-button-link elementor-size-sm\" href=\"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/19461207sed061ss.pdf\" target=\"_blank\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-content-wrapper\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-icon\">\n\t\t\t\t<i aria-hidden=\"true\" class=\"icon icon-view\"><\/i>\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-text\">Versione PDF<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-3a259af elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"3a259af\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p>ASSEMBLEA COSTITUENTE<\/p><p>COMMISSIONE PER LA COSTITUZIONE<\/p><p>SECONDA SOTTOCOMMISSIONE<\/p><p>61.<\/p><p>RESOCONTO SOMMARIO<\/p><p>DELLA SEDUTA DI SABATO 7 DICEMBRE 1946<\/p><p>PRESIDENZA DEL PRESIDENTE TERRACINI<\/p><p><strong>INDICE<\/strong><\/p><p>Autonomie locali (<em>Seguito della discussione<\/em>)<\/p><p>Presidente \u2013 Conti \u2013 Vanoni \u2013 La Rocca \u2013 Cappi \u2013 Mortati \u2013 Zuccarini \u2013 Ambrosini, <em>Relatore \u2013 <\/em>Laconi \u2013 Nobile \u2013 Lussu \u2013 Perassi \u2013 Mannironi \u2013 Fabbri \u2013 Grieco.<\/p><p>La seduta comincia alle 9.<\/p><p>Seguito della discussione sulle autonomie locali.<\/p><p>PRESIDENTE avverte che \u00e8 ancora in discussione l\u2019articolo 16 del progetto sull\u2019autonomia regionale.<\/p><p>CONTI osserva che la materia dell\u2019articolo in esame ha una grandissima importanza per l\u2019effettiva soluzione del problema delle autonomie regionali, e dichiara che, in riferimento appunto alla soluzione di tale problema, non crede possano essere accolti i criteri a cui si ispira l\u2019articolo 16, n\u00e9 quelli, analoghi, finora proposti per una sua nuova formulazione. La storia della dominazione monarchica in Italia ha dimostrato che non esiste possibilit\u00e0 di vita per la Nazione, se lo Stato non \u00e8 organizzato razionalmente in relazione alle condizioni storiche, etnografiche, geografiche, spirituali del Paese. In altri termini, per un migliore assetto dell\u2019organizzazione statale, occorre tenere presente il fatto che in Italia non si ha un popolo, ma esistono tanti popoli diversi, bench\u00e9 accomunati dalla stessa storia, dalle stesse tradizioni; fatto, questo, che la dinastia di Casa Savoia, con il suo spirito militaresco, con i suoi governi tendenti a realizzare una forma di Stato rigidamente accentratrice, non ha mai voluto comprendere. Per questo la monarchia sabauda \u00e8 stata la rovina dell\u2019Italia ed ha trattato spietatamente come una terra di conquista il Mezzogiorno, nei confronti delle cui popolazioni tanti torti ha avuto lo Stato italiano. Ora \u00e8 giunto il tempo di ripararvi; ma la soluzione dei problemi del Mezzogiorno non pu\u00f2 essere conseguita facendo ricorso al sistema delle leggi speciali, che era quello del paternalismo monarchico.<\/p><p>Le leggi speciali adottate, ad esempio, per la Basilicata, dopo un viaggio compiuto dall\u2019onorevole Zanardelli in quella Regione, stanno a testimoniare che con questo mezzo non si raggiunge mai alcun pratico risultato: la Basilicata, infatti, ottenne soltanto la costruzione di una breve linea ferroviaria a cremagliera ed altre modeste provvidenze di carattere esclusivamente locale; ma il problema dell\u2019arretrato sviluppo della Regione rimase insoluto. Ora, con la costituzione di un fondo speciale di solidariet\u00e0 fra le Regioni, cos\u00ec come dispone l\u2019articolo in esame, si ritorna a quel sistema di interventi proprio dei governi del vecchio Stato italiano, ond\u2019egli ritiene che il principio della istituzione di un tale fondo non possa essere accolto. Al che occorre aggiungere le giuste considerazioni svolte nella precedente riunione dall\u2019onorevole Vanoni, sulla possibilit\u00e0 che abbiano a sorgere vere e proprie risse, nel momento della ripartizione del fondo, fra i rappresentanti delle varie Regioni.<\/p><p>Il problema del Mezzogiorno, secondo il suo parere, non pu\u00f2 essere risolto che con l\u2019ordinamento dello Stato su base regionale. Ma anche a questo proposito bisogna parlare con la dovuta franchezza: si deve evitare di addivenire alla creazione di Regioni solo per il capriccio di crearle. In questo modo le Regioni non potrebbero mai diventare organismi efficienti e vitali e la riforma sarebbe destinata a un sicuro fallimento. Le Regioni devono essere costituite su una solida base, con sicure possibilit\u00e0 di vita; e si dovr\u00e0 in qualche caso, come ad esempio per gli Abruzzi e Molise, giungere ad una modificazione delle vecchie circoscrizioni regionali; ma oltre a questo si deve studiare ed attuare, nel pi\u00f9 breve tempo possibile, tutto un grande piano, a carattere nazionale, di opere di bonifica, di irrigazione, di rimboschimento, di sistemazione ferroviaria e stradale, per far s\u00ec che le Regioni del Mezzogiorno siano poste rapidamente in condizioni di parit\u00e0 con quelle del Settentrione.<\/p><p>Soltanto se si parte da queste premesse, si pu\u00f2 avere una fondata speranza nel successo della riforma delle autonomie regionali.<\/p><p>Ci\u00f2 considerato, egli \u00e8 contrario al testo dell\u2019articolo in esame, col quale non si giunge alla soluzione radicale del problema dell\u2019autonomia delle Regioni.<\/p><p>VANONI desidera rispondere ad alcuni colleghi che, nella riunione passata, gli hanno domandato in qual modo il nuovo sistema finanziario dello Stato possa determinare una ripartizione del reddito nazionale per far fronte alle esigenze delle Regioni pi\u00f9 povere.<\/p><p>Si deve a tal fine tener presente che l\u2019attivit\u00e0 finanziaria dello Stato comprende il governo delle entrate e quello delle spese. Per ci\u00f2 che concerne le entrate \u00e8 probabile \u2013 e con ragione si dice che \u00e8 probabile, perch\u00e9 molte delle affermazioni presentate come certezze dai meridionalisti sono forse interpretazioni pi\u00f9 sentimentali che scientifiche di alcuni dati \u2013 che il sistema tributario ancora vigente in Italia abbia condotto al risultato di sottrarre ricchezze alle Regioni pi\u00f9 povere, mettendole a disposizione di alcune attivit\u00e0 di spesa dello Stato centralizzalo, cosa che poi si \u00e8 risolta in favore delle Regioni pi\u00f9 attive dal punto di vista economico, ossia di quelle pi\u00f9 ricche. Dato che il nostro sistema tributario \u00e8 fondamentalmente reale, cio\u00e8 si basa sulle imposte fondiarie pi\u00f9 che su quelle mobiliari, la propriet\u00e0 fondiaria pagava la maggior parte delle imposte, il cui importo era poi distribuito fra le varie Regioni secondo criteri di opportunit\u00e0 politica ed economica, onde la ricchezza fondiaria del Sud ha sopportato gran parte degli oneri per la costruzione della nuova attrezzatura economica e industriale del Paese.<\/p><p>Ora, se con il nuovo ordinamento regionale veramente si vuole favorire le Regioni pi\u00f9 povere, baster\u00e0 adottare un sistema che sia decisamente l\u2019opposto di quello finora seguito; si dovr\u00e0 stabilire il principio che le imposte reali, quella prediale e quella sui fabbricati, debbono spettare esclusivamente alla competenza delle Regioni e dei Comuni. Il gettito dell\u2019imposta di ricchezza mobile, invece, dovrebbe essere ripartito fra la Regione e lo Stato, perch\u00e9 la ricchezza mobiliare, che deriva da attivit\u00e0 industriali, commerciali e di lavoro, \u00e8 quella che pi\u00f9 risente dell\u2019attivit\u00e0 economica di tutta la nazione.<\/p><p>Come imposta, poi, di carattere nazionale dovrebbe essere istituita quella sul reddito complessivo, accompagnata da un\u2019imposta personale sul patrimonio ai fini della redistribuzione della ricchezza \u2013 esigenza altamente sociale che non pu\u00f2 non essere oggi tenuta in debito conto.<\/p><p>Ma occorre fare un altro passo innanzi, ai fini di accentuare il processo della redistribuzione territoriale del reddito: occorre perfezionare il sistema di determinazione e di percezione delle cosiddette imposte sugli affari. Molte critiche sono mosse da parte dei socialisti a tale imposta, in quanto con essa praticamente si tassa la categoria dei consumatori, attraverso la tassazione degli scambi commerciali e della cifra degli affari e della produzione. Sta di fatto per\u00f2 che in tutti gli Stati, anche in quelli governati dai socialisti, si \u00e8 fatto e si fa ricorso a questa imposta. In ogni modo, se \u00e8 vero che con le imposte sugli affari si colpisce il consumo, \u00e8 anche vero che esse, da un punto di vista politico, possono giustificarsi in quanto, attuandosi opportuni congegni, i consumi possono essere diversamente colpiti a seconda della loro minore o maggiore utilit\u00e0. Ci\u00f2 che pi\u00f9 interessa \u00e8 che le imposte sugli affari consentono la possibilit\u00e0 di una larga redistribuzione regionale del loro gettito e, per ottenere questo risultato, occorrerebbe stabilire che ogni singola Regione dovr\u00e0 partecipare con lo Stato al loro gettito, in relazione al numero dei suoi abitanti. Con tale sistema sarebbero prelevate dalle Regioni pi\u00f9 ricche cospicue somme, che sarebbero poi redistribuite in modo uniforme fra le varie Regioni in relazione all\u2019entit\u00e0 delle rispettive popolazioni.<\/p><p>Ogni Regione, cos\u00ec, per l\u2019automatismo della ripartizione del gettito di queste imposte, sarebbe assolutamente indipendente da qualsiasi intervento di altri organi, col vantaggio inoltre di non incorrere in alcuna spesa per poter percepire quelle somme a cui, per disposizione di legge, avrebbe diritto. Questo criterio, del resto, fu seguito per un certo tempo anche in Italia, quando si stabil\u00ec che per una parte preventivamente fissata il gettito del monopolio dei tabacchi fosse attribuito ai Comuni in relazione al numero dei loro abitanti. Sar\u00e0 bene battere questa strada, se si vuole avere un\u2019amministrazione finanziaria semplice ed efficiente, senza duplicati di organismi per accertare e prelevare tributi, e se nello stesso tempo si vuole assicurare alle Regioni e ai Comuni quella indipendenza finanziaria su cui pi\u00f9 che altro si basa un\u2019effettiva autonomia regionale.<\/p><p>Si raggiungerebbe infine un altro vantaggio, che pure ha la sua notevole importanza, ossia che la partecipazione al gettito delle imposte avverrebbe in base a criteri tecnici predeterminati, in base ad un\u2019esatta valutazione obiettiva delle varie attivit\u00e0 assoggettabili alle imposte e dei diversi fabbisogni regionali. Ci\u00f2 varrebbe a conferire maggiore dignit\u00e0 alle Regioni destinate a ricevere, perch\u00e9 la parte del gettito delle imposte che sarebbe loro attribuita sarebbe determinata in base ad una valutazione politica, sociale ed economica delle loro necessit\u00e0, cio\u00e8, come un loro diritto, e nello stesso tempo sarebbe eliminato ogni motivo di risentimento da parte delle Regioni obbligate a dare.<\/p><p>V\u2019\u00e8 poi l\u2019altro aspetto dell\u2019attivit\u00e0 finanziaria, quello, cio\u00e8, relativo alle spese.<\/p><p>Anche su questo punto bisogna essere molto chiari. Non si pu\u00f2 immaginare che la massima parte della spesa pubblica possa essere sostenuta dalle Regioni: si avr\u00e0 sempre una preminenza dello Stato nelle spese pubbliche e ci\u00f2 non solo in relazione ad alcune spese indispensabili da un punto di vista unitario, come sono quelle per la rappresentanza all\u2019estero o per la difesa nazionale, ma anche in rapporto a certe esigenze produttive e sociali che le Regioni da sole non potrebbero assolutamente soddisfare. Per quanto si sia affermato che la materia dell\u2019agricoltura \u00e8 prevalentemente di competenza regionale, nessuno potr\u00e0 nascondersi che i grandi piani di bonifica e di irrigazione non potranno essere compiuti se non con il concorso dello Stato.<\/p><p>Anche nel campo delle spese occorrer\u00e0 dunque guardare alle situazioni particolari da un punto di vista generale. Se non si raggiunger\u00e0 questa visione pi\u00f9 ampia delle varie opportunit\u00e0 che potranno presentarsi, si determineranno incomprensioni ed attriti fra Regione e Regione. \u00c8 questa la sua pi\u00f9 assillante preoccupazione.<\/p><p>A suo avviso, il fondo di solidariet\u00e0, cos\u00ec come sarebbe costituito secondo il testo dell\u2019articolo 16 o le relative proposte di emendamento, presenta sempre l\u2019inconveniente di favorire il sorgere di inutili e poco edificanti discussioni fra le diverse Regioni. Ci\u00f2 che pi\u00f9 interessa per ora \u00e8 affermare, senza pregiudicare con una data soluzione il problema da un punto di vista tecnico, che la legge costituzionale di cui all\u2019articolo 8, in base a cui la Regione dovr\u00e0 avere l\u2019autonomia finanziaria, dovr\u00e0 tener conto della improrogabile necessit\u00e0 politica della redistribuzione regionale dei tributi secondo i criteri esposti.<\/p><p>Ma pu\u00f2 essere affermato un concetto simile in un testo costituzionale? A tale domanda non possono rispondere che i competenti in diritto costituzionale. Dal canto suo egli non pu\u00f2 far altro che esprimere il voto che l\u2019Assemblea Costituente, prima di ultimare i suoi lavori, approvi un testo di legge che possa consentire alle Regioni di vivere autonomamente anche nel campo finanziario. La Sottocommissione pertanto farebbe bene ad affermare che, quanto pi\u00f9 rapidamente sia possibile, deve esser costituita una Commissione per lo studio del problema dell\u2019autonomia finanziaria delle Regioni.<\/p><p>LA ROCCA \u00e8 favorevole al concetto informatore dell\u2019articolo 16, salvo a vedere in concreto quale potr\u00e0 essere la sua migliore formulazione. L\u2019unica sua preoccupazione \u00e8 che il nuovo ordinamento dello Stato su base regionale possa accrescere anzich\u00e9 diminuire la disparit\u00e0 di condizioni fra il Mezzogiorno e il Settentrione. La costituzione di un fondo di solidariet\u00e0 fra le Regioni dovrebbe, quindi, consentire alle Regioni meno progredite di ottenere gli aiuti necessari per portarsi allo stesso livello delle altre. Ci\u00f2 considerato, il fondo anzidetto non dovrebbe servire soltanto a fornire di mezzi necessari le Regioni colpite da eccezionali calamit\u00e0 pubbliche.<\/p><p>Le proposte fatte dall\u2019onorevole Vanoni, in merito ad una riforma del sistema tributario, indubbiamente rispondono alle aspirazioni di tutti, ma non si vede come possano essere subito tradotte in realt\u00e0; ed \u00e8 per questa considerazione che egli non crede si possa fare a meno di questo fondo di solidariet\u00e0, che, a suo avviso, dovrebbe essere costituito in base a contributi regionali proporzionali alle entrate delle singole Regioni.<\/p><p>CAPPI constata che la questione in esame \u00e8 del massimo interesse: bisogna, infatti, raggiungere lo scopo che le Regioni pi\u00f9 povere ed arretrate possano portarsi il pi\u00f9 rapidamente che sia possibile allo stesso livello di vita di quelle pi\u00f9 ricche e progredite. A tal fine occorre assolutamente che nella Costituzione sia sancito il principio della solidariet\u00e0 nazionale fra le Regioni, per consentire a quelle pi\u00f9 povere di essere fornite dei mezzi necessari, in base ad una precisa norma di carattere costituzionale.<\/p><p>Per quanto, poi, riguarda la formulazione del principio, gli sembra che il testo proposto dall\u2019onorevole Mannironi sia il pi\u00f9 consigliabile nella sua efficace brevit\u00e0. A suo avviso, infatti, basta affermare il concetto che lo Stato dovr\u00e0 integrare i bilanci deficitari delle Regioni; n\u00e9 occorre precisare altro nella Costituzione.<\/p><p>MORTATI propone di sopprimere il Capo IV con l\u2019articolo 16 e di apportare un\u2019aggiunta all\u2019articolo 8 cos\u00ec concepita: \u00ab&#8230;da una legge costituzionale, la quale si ispirer\u00e0 a criteri di redistribuzione del reddito nazionale allo scopo di attuare una perequazione interregionale\u00bb. La sua proposta \u00e8 motivata dalla convinzione che la sede pi\u00f9 opportuna per la soluzione del problema in esame non possa essere che il Parlamento, non gi\u00e0 il Comitato, che, secondo il disposto dell\u2019articolo in questione, dovrebbe amministrare e ripartire il fondo di solidariet\u00e0 e che, composto di un rappresentante per ciascuna Regione, verrebbe malamente a sostituire la seconda Camera, nel seno della quale le Regioni hanno ben pi\u00f9 efficiente possibilit\u00e0 di difesa dei propri interessi.<\/p><p>ZUCCARINI ritiene che, da un punto di vista politico, sia indispensabile affermare nella Costituzione il principio della solidariet\u00e0 nazionale fra le Regioni, in modo da impegnare le Regioni stesse in un\u2019opera quanto mai necessaria per portare il pi\u00f9 rapidamente possibile le pi\u00f9 indigenti e arretrate allo stesso livello di vita di quelle pi\u00f9 prospere e progredite. \u00c8 proprio in considerazione di ci\u00f2 che, a suo avviso, \u00e8 preferibile che ogni deliberazione relativamente all\u2019erogazione dei fondi venga presa da un ente che rappresenti tutte le Regioni anzich\u00e9 dallo Stato. In tale modo si renderanno partecipi le Regioni stesse ad un\u2019opera di soccorso immediato delle pi\u00f9 prospere a favore di quelle pi\u00f9 povere.<\/p><p>Un altro fatto poi occorre tener presente, ed \u00e8 che non \u00e8 consentito dilazionare troppo nel tempo l\u2019esecuzione di quelle opere eccezionali che sono assolutamente necessarie per migliorare la situazione delle Regioni meno progredite. Le considerazioni svolte dall\u2019onorevole Vanoni sono senza dubbio apprezzabili; ma per giungere a una trasformazione del sistema tributario, cos\u00ec come \u00e8 stato dall\u2019onorevole Vanoni indicato, occorrer\u00e0 attendere molti anni. Ora, affinch\u00e9 l\u2019ordinamento regionale possa praticamente essere attuato, \u00e8 invece necessario provvedere senza ritardi alle pi\u00f9 urgenti esigenze di certe Regioni. Non si risolve il problema formulando voti su ci\u00f2 che dovr\u00e0 avvenire e che poi non \u00e8 quello che avverr\u00e0. Il principio della redistribuzione del reddito nazionale allo scopo di giungere ad una perequazione interregionale riguarda il futuro, non il passato: per riparare rapidamente ai torti compiuti nel passato in danno di alcune Regioni non si pu\u00f2 adottare altro criterio che quello di un fondo di solidariet\u00e0 fra le Regioni, e non gi\u00e0 di compensazione per i bilanci deficitari, secondo quanto \u00e8 previsto dall\u2019articolo 16. Per tali ragioni dichiara di essere favorevole al mantenimento dell\u2019articolo anzidetto, per\u00f2 modificato nel modo che da lui viene proposto.<\/p><p>AMBROSINI, <em>Relatore<\/em>, fa osservare che nel testo originario dell\u2019articolo 16 era prevista l\u2019istituzione di una Camera di compensazione, destinata ad integrare, con un fondo speciale, le finanze delle Regioni deficitarie, cio\u00e8 a provvedere ai loro bilanci normali. Per considerazioni, poi, di indole non solo politica ma anche tecnica (queste ultime lumeggiate specialmente dall\u2019onorevole Einaudi) la maggioranza dei componenti il Comitato di redazione fin\u00ec con l\u2019accedere al criterio informatore dell\u2019articolo ora in discussione. Egli stesso, per seguire il deliberato della maggioranza, formul\u00f2 il testo dell\u2019articolo anzidetto, pur temendo che con il suo accoglimento potessero sorgere gli inconvenienti accennati dall\u2019onorevole Vanoni, cio\u00e8 diffidenze e attriti fra Regione e Regione nel momento della ripartizione dei fondi. In questo senso, nel trasmettere lo schema di progetto sulle autonomie regionali al Presidente, egli tenne a dichiarare che non era convinto della opportunit\u00e0 di inserire nella Costituzione il testo dell\u2019articolo in esame, cos\u00ec come era stato deliberato.<\/p><p>Riesaminando tutta la questione, osserva per\u00f2 che occorre affrontarla per arrivare all\u2019adozione di un sistema che corregga ed anzi ponga riparo agli errori ed alle ingiustizie passate nei riguardi delle Regioni insulari e del Mezzogiorno in genere.<\/p><p>Rispondendo ai chiarimenti richiestigli sulla portata dell\u2019articolo 16 del progetto, dichiara che il Comitato intese riferirsi principalmente alla necessit\u00e0 di andare incontro, per mezzo del fondo di solidariet\u00e0, alle Regioni che non potessero provvedere coi propri mezzi a quelle grandi opere pubbliche, a quelle istituzioni ospedaliere, scolastiche, all\u2019assistenza, ecc., che sono indispensabili nella vita della societ\u00e0 moderna.<\/p><p>A questo proposito, ripigliando l\u2019argomento a cui da varie parti s\u2019\u00e8 accennato, mette ancora in rilievo la condizione di disagio e di depauperamento nella quale sono venute a trovarsi lo Regioni mono favorite, a causa del sistema economico-sociale e pi\u00f9 particolarmente tributario e finanziario instaurato nel Paese dal momento stesso della unificazione. Ricorda la prosperit\u00e0 che in quel momento esisteva nel Mezzogiorno. \u00c8 naturalmente lieto del meraviglioso sviluppo del Nord; ma si rammarica che lo stesso sviluppo non sia avvenuto nel Sud, in dipendenza della disparit\u00e0 suindicata di trattamento. Perci\u00f2 occorre che il problema sia affrontalo e risolto. Osserva che il congegno dell\u2019articolo 10 non \u00e8 nemmeno adeguato, e che \u00e8 opportuno che si addivenga all\u2019adozione di un sistema pi\u00f9 radicale e pi\u00f9 organico, che dia la possibilit\u00e0 di riparare agli errori ed alle ingiustizie passate per stabilire effettivamente una veridica solidariet\u00e0 fra le Regioni. \u00c8 questo concetto di ristabilimento e di reintegrazione dei diritti delle Regioni finora sacrificate o trascurale che bisogna affermare, e non quello di una specie di beneficenza o di soccorso che le Regioni pi\u00f9 ricche elargirebbero a quelle pi\u00f9 povere; concetto quest\u2019ultimo che nessuno nelle Isole e nel Mezzogiorno accetterebbe.<\/p><p>Il principio deve essere affermato nella Costituzione, affidandosene magari la determinazione ed il sistema di attuazione concreta ad una legge di carattere costituzionale, che dovrebbe emanare questa stessa Assemblea costituzionale.<\/p><p>Richiama l\u2019articolo 8 del progetto, che, a proposito dell\u2019autonomia finanziaria della Regione, rimanda ad una legge costituzionale ed osserva che in essa potr\u00e0 contemporaneamente venire disciplinato il principio suddetto. Insiste sulla necessit\u00e0 che tale legge costituzionale venga subito elaborata secondo i princip\u00ee esposti dall\u2019onorevole Vanoni, giacch\u00e9 se non si provvede presto al regolamento di tutta la materia finanziaria si pu\u00f2 correre il rischio di far fallire la stessa riforma dell\u2019ordinamento regionale.<\/p><p>LACONI osserva che tra i rappresentanti dei diversi gruppi politici, in seno alla Sottocommissione, non esiste una grande disparit\u00e0 di vedute intorno alla necessit\u00e0, ormai riconosciuta da tutti, di perseguire in futuro una politica economica pi\u00f9 vantaggiosa di quella passata nei confronti delle Regioni del Mezzogiorno. Si \u00e8 anche tutti d\u2019accordo che tale politica economica debba essere controllata dallo Stato e inquadrata nel sistema generale della finanza statale. Se si fosse tenuto conto dei punti d\u2019accordo, la discussione forse sarebbe stata assai pi\u00f9 breve.<\/p><p>NOBILE propone di sostituire al testo dell\u2019articolo 16 un altro cos\u00ec concepito:<\/p><p>\u00abPer lo sviluppo delle Regioni economicamente e socialmente pi\u00f9 arretrate sar\u00e0 istituito un fondo annuale che verr\u00e0 amministrato dallo Stato.<\/p><p>\u00abA questo fondo contribuiranno tutte le Regioni in proporzione dei loro redditi e della loro popolazione, secondo i criteri fissati dalla legge.<\/p><p>\u00abUna legge determiner\u00e0 per ogni quinquennio i criteri per la ripartizione tra le Regioni del fondo di cui al primo comma\u00bb.<\/p><p>AMBROSINI, <em>Relatore<\/em>, ribadisce i concetti esposti nel precedente intervento, notando che essi corrispondono sostanzialmente a quelli affermati dagli onorevoli Mortati e Vanoni. Ritiene che essi possano essere formulati in un articolo che segna immediatamente l\u2019articolo 8, che tratta della finanza delle Regioni. Si domanda se non sia il caso di mantenere nello stesso tempo il principio affermato dell\u2019articolo 16 proposto dal Comitato, con un inciso del seguente tenore: \u00abcon la costituzione di un apposito fondo di solidariet\u00e0\u00bb.<\/p><p>VANONI non crede opportuno introdurre nella Carta costituzionale una norma con cui si costituisca un fondo di solidariet\u00e0 fra le Regioni, perch\u00e9 una Carta costituzionale \u00e8 sempre una legge che presumibilmente deve avere un lungo periodo di durata. Non \u00e8 dubbio che, nella fase iniziale di costituzione della Regione, lo Stato dovr\u00e0 creare un apposito fondo per formare i capitali di avviamento delle Regioni; ma ci\u00f2 potr\u00e0 esser disposto con leggi transitorie e non \u00e8 opportuno sia sancito con norme di carattere permanente in una Costituzione.<\/p><p>Prega quindi i colleghi di aderire all\u2019emendamento proposto dall\u2019onorevole Mortati, in cui \u00e8 espresso un concetto sul quale tutti possono essere d\u2019accordo, che la nuova finanza dello Stato dovr\u00e0 essere una finanza riparatrice del passato e distributrice del reddito nazionale fra le varie Regioni. L\u2019affermazione di questo principio avrebbe un alto significato politico, su cui tutti sono d\u2019accordo, e nello stesso tempo presenterebbe il vantaggio di non vincolare il futuro ad una soluzione del problema che pu\u00f2 essere accettabile nel momento presente, ma che forse non lo sarebbe pi\u00f9 nell\u2019avvenire.<\/p><p>CONTI domanda se con la parola \u00abperequazione\u00bb, contenuta nell\u2019emendamento dell\u2019onorevole Mortati, si voglia alludere ad un concetto di riparazione. Se cos\u00ec fosse, non sarebbe favorevole all\u2019emendamento anzidetto.<\/p><p>VANONI spiega che, con la parola \u00abperequazione\u00bb, si vuol alludere ad una perequazione in senso economico, vale a dire che le Regioni pi\u00f9 povere debbano essere sorrette dalle pi\u00f9 ricche.<\/p><p>LUSSU \u00e8 favorevole al mantenimento dell\u2019articolo 16. Propone per\u00f2 che nel primo comma, alle parole \u00abamministrato e ripartito da un Comitato composto da un rappresentante per Regione e presieduto da un rappresentante dello Stato\u00bb, siano sostituite le seguenti: \u00abcomposto e ripartito dalle Commissioni finanza e tesoro delle due Camere\u00bb; e che nel secondo comma siano soppresse le parole \u00abdelle Regioni dello Stato\u00bb.<\/p><p>PERASSI crede opportuno sia messa in votazione la proposta di sostituire al testo dell\u2019articolo 16 del progetto quello dell\u2019emendamento dell\u2019onorevole Mortati, salvo poi a coordinare la formulazione di questo emendamento, se fosse approvato, con quella dell\u2019articolo 8.<\/p><p>AMBROSINI, <em>Relatore<\/em>, \u00e8 favorevole alla proposta dell\u2019onorevole Perassi, purch\u00e9 sia contemporaneamente stabilito che il testo dell\u2019emendamento dell\u2019onorevole Mortati dovr\u00e0 essere coordinato con quello dell\u2019articolo 8.<\/p><p>PRESIDENTE fa osservare che dovr\u00e0 porre prima ai voti la soppressione del capo IV dell\u2019articolo 16, perch\u00e9 non pu\u00f2 mettere in votazione contemporaneamente la proposta di fare una aggiunta all\u2019articolo 8, visto che riguardo a tale proposta si hanno vari emendamenti ispirati a criteri diversi e quindi non si pu\u00f2 dare per accettato in precedenza uno qualsiasi di essi.<\/p><p>LUSSU voter\u00e0 contro questa proposta.<\/p><p>CONTI si asterr\u00e0 da questa votazione, perch\u00e9, se la proposta di soppressione fosse accolta senza la contemporanea accettazione dell\u2019aggiunta all\u2019articolo 8 suggerita dall\u2019onorevole Mortati, egli si troverebbe nella situazione di aver votato contro la sua convinzione, che sia necessario stabilire per le Regioni pi\u00f9 povere un largo intervento da parte dello Stato.<\/p><p>VANONI osserva che la procedura di votazione dove sempre aver lo scopo di far emergere la volont\u00e0 dei votanti. Ora, ha l\u2019impressione che, con la procedura di votazione proposta dal Presidente, il raggiungimento di tale scopo sia reso assai difficile.<\/p><p>NOBILE dichiara che, se sar\u00e0 approvata la soppressione dell\u2019articolo 16, egli ripresenter\u00e0 in Commissione plenaria l\u2019emendamento gi\u00e0 da lui proposto, al momento in cui si discuter\u00e0 l\u2019articolo 8.<\/p><p>MANNIRONI si asterr\u00e0 dalla votazione sulla soppressione dell\u2019articolo 16. In ogni modo, se tale proposta sar\u00e0 accolta, egli insister\u00e0 affinch\u00e9 il suo emendamento sia messo in votazione.<\/p><p>FABBRI dichiara che, essendo favorevole al principio dell\u2019istituzione di un fondo di solidariet\u00e0 nazionale, voter\u00e0 contro la soppressione dell\u2019articolo 16, pur proponendo che l\u2019amministrazione di quel fondo sia regolata dalla legge costituzionale di cui all\u2019articolo 8.<\/p><p>AMBROSINI, <em>Relatore<\/em>, si asterr\u00e0 dalla votazione per le ragioni illustrate dall\u2019onorevole Conti.<\/p><p>PRESIDENTE mette in votazione la proposta di soppressione del capo IV e dell\u2019articolo 16.<\/p><p>(<em>Non<\/em> <em>\u00e8<\/em> <em>approvata<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Avverte che, dei vari emendamenti all\u2019articolo 16, converr\u00e0 mettere prima in votazione quello proposto dall\u2019onorevole Nobile e pi\u00f9 precisamente il primo comma di esso, secondo il quale il fondo di solidariet\u00e0 dovrebbe essere amministrato soltanto dallo Stato e non gi\u00e0 anche dalle Regioni, come invece \u00e8 disposto nell\u2019articolo presentato dal Comitato.<\/p><p>LUSSU dichiara, pur aderendo al concetto a cui si ispira l\u2019emendamento dell\u2019onorevole Nobile, di preferire il testo proposto dal Comitato. Non ritiene opportuno parlare di Regioni pi\u00f9 arretrate e quindi voter\u00e0 contro l\u2019emendamento in questione.<\/p><p>NOBILE osserva che la dizione proposta dal Comitato \u00e8, a suo avviso, troppo vaga e generica. Il problema del Mezzogiorno esiste ed \u00e8 meglio dirlo chiaramente.<\/p><p>PRESIDENTE mette in votazione il primo comma dell\u2019emendamento dell\u2019onorevole Nobile.<\/p><p>(<em>Non \u00e8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Mette in votazione il criterio indicato dall\u2019onorevole Zuccarini per un emendamento al primo comma dell\u2019articolo 16, nel senso che sia creato un fondo di solidariet\u00e0 tra le Regioni, ma non gi\u00e0 di compensazione per i bilanci deficitari, bens\u00ec per impegnare le Regioni stesse in un\u2019opera tendente a portare sollecitamente le pi\u00f9 indigenti ed arretrate allo stesso livello di quelle pi\u00f9 prospere e progredite.<\/p><p>LUSSU voter\u00e0 contro la proposta Zuccarini, perch\u00e9 ritiene che il primo comma dell\u2019articolo proposto dal Comitato sia pi\u00f9 rispondente alle esigenze da tutti avvertite circa la questione in esame.<\/p><p>(<em>Non \u00e8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>VANONI deve fare un\u2019esplicita dichiarazione circa il modo con cui si \u00e8 svolta la votazione su parte della proposta dell\u2019onorevole Mortati. Ritiene infatti che, se l\u2019intera proposta dell\u2019onorevole Mortati fosse stata messa in votazione, sicuramente sarebbe stata approvata dalla Sottocommissione. Per una questione di forma, quindi, la Sottocommissione \u00e8 andata oltre alla questione di sostanza. Ci\u00f2 considerato, si riserva, con i rappresentanti del suo gruppo, di ripresentare la proposta anzidetta nella Commissione plenaria ed eventualmente in seno alla stessa Assemblea costituente.<\/p><p>AMBROSINI, <em>Relatore<\/em>, ritiene che le osservazioni dell\u2019onorevole Vanoni debbano essere prese in debita considerazione. Poich\u00e9 la Sottocommissione pu\u00f2 anche ritornare sulle sue decisioni, e visto che la proposta di soppressione dell\u2019articolo 16, fatta dall\u2019onorevole Mortati, era accompagnata da un\u2019altra proposta relativa ad un\u2019aggiunta da apportare all\u2019articolo 8, con cui si afferma il principio di una redistribuzione del reddito nazionale allo scopo di ottenere una perequazione interregionale, fa rilevare l\u2019opportunit\u00e0 di procedere ad un\u2019altra votazione, e presenta in questo senso una esplicita richiesta.<\/p><p>GRIECO osserva che alcuni colleghi si sono assentati e che quindi non sarebbe corretto procedere ad un\u2019altra votazione. Dichiara comunque di aderire esplicitamente alla proposta di emendamento presentata dall\u2019onorevole Mortati.<\/p><p>PRESIDENTE, a seguito delle osservazioni fatte, e poich\u00e9 \u00e8 suo intendimento che la volont\u00e0 della Sottocommissione si manifesti nel modo pi\u00f9 preciso, propone di considerare come non avvenuta la votazione sulla proposta della pura e semplice soppressione dell\u2019articolo 16.<\/p><p>(<em>Cos\u00ec rimane stabilito<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Avverte che la Sottocommissione, nella prossima riunione, dovr\u00e0 quindi procedere ad un\u2019altra votazione, la quale potrebbe farsi sul seguente ordine del giorno:<\/p><p>\u00abLa Sottocommissione decide di sopprimere il capo IV, articolo 16, e di approvare un emendamento aggiuntivo dell\u2019articolo 8, nel quale sia ripreso il concetto di solidariet\u00e0 interregionale espresso nell\u2019articolo 16, adeguandolo alle disposizioni in quello contenute\u00bb<\/p><p>La seduta termina alle 12.<\/p><p><em>Erano presenti:<\/em> Ambrosini, Bocconi, Bordon, Bozzi, Cappi, Codacci Pisanelli, Conti, Di Giovanni, Fabbri, Finocchiaro Aprile, Grieco, Laconi, Lami Starnuti, La Rocca, Lussu, Mannironi, Mortati, Nobile, Perassi, Ravagnan, Rossi Paolo, Targetti, Terracini, Tosato, Vanoni e Zuccarini.<\/p><p><em>In congedo:<\/em> Einaudi.<\/p><p><em>Assenti:<\/em> Bulloni, Calamandrei, Castiglia, De Michele, Farini, Fuschini, Leone Giovanni, Patricolo, Piccioni, Porzio e Uberti.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Versione PDF ASSEMBLEA COSTITUENTE COMMISSIONE PER LA COSTITUZIONE SECONDA SOTTOCOMMISSIONE 61. RESOCONTO SOMMARIO DELLA SEDUTA DI SABATO 7 DICEMBRE 1946 PRESIDENZA DEL PRESIDENTE TERRACINI INDICE Autonomie locali (Seguito della discussione) Presidente \u2013 Conti \u2013 Vanoni \u2013 La Rocca \u2013 Cappi \u2013 Mortati \u2013 Zuccarini \u2013 Ambrosini, Relatore \u2013 Laconi \u2013 Nobile \u2013 Lussu \u2013 Perassi [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_relevanssi_hide_post":"","_relevanssi_hide_content":"","_relevanssi_pin_for_all":"","_relevanssi_pin_keywords":"","_relevanssi_unpin_keywords":"","_relevanssi_related_keywords":"","_relevanssi_related_include_ids":"","_relevanssi_related_exclude_ids":"","_relevanssi_related_no_append":"","_relevanssi_related_not_related":"","_relevanssi_related_posts":"595,2017,1646,2364,574,2550","_relevanssi_noindex_reason":"","_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[100,70],"tags":[],"post_folder":[125],"class_list":["post-5292","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-1946-12ss","category-seconda-sottocommissione"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5292","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=5292"}],"version-history":[{"count":8,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5292\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":10377,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5292\/revisions\/10377"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=5292"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=5292"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=5292"},{"taxonomy":"post_folder","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fpost_folder&post=5292"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}