{"id":5220,"date":"2023-10-15T23:17:00","date_gmt":"2023-10-15T21:17:00","guid":{"rendered":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=5220"},"modified":"2023-11-02T23:05:52","modified_gmt":"2023-11-02T22:05:52","slug":"sabato-19-ottobre-1946","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=5220","title":{"rendered":"SABATO 19 OTTOBRE 1946"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"5220\" class=\"elementor elementor-5220\" data-elementor-post-type=\"post\">\n\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-4d18540 elementor-section-full_width elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"4d18540\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-007e508\" data-id=\"007e508\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-c58dc71 elementor-align-right elementor-widget elementor-widget-button\" data-id=\"c58dc71\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"button.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-button-wrapper\">\n\t\t\t\t\t<a class=\"elementor-button elementor-button-link elementor-size-sm\" href=\"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/19461019sed033ss.pdf\" target=\"_blank\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-content-wrapper\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-icon\">\n\t\t\t\t<i aria-hidden=\"true\" class=\"icon icon-view\"><\/i>\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-text\">Versione PDF<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-a8b0d4d elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"a8b0d4d\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p>ASSEMBLEA COSTITUENTE<\/p><p>COMMISSIONE PER LA COSTITUZIONE<\/p><p>SECONDA SOTTOCOMMISSIONE<\/p><p>33.<\/p><p>RESOCONTO SOMMARIO<\/p><p>DELLA SEDUTA DI SABATO 19 OTTOBRE 1946<\/p><p>PRESIDENZA DEL PRESIDENTE <strong>TERRACINI<\/strong><\/p><p><strong>INDICE<\/strong><\/p><p><strong>Organizzazione costituzionale dello Stato <\/strong>(<em>Seguito della discussione<\/em>)<\/p><p>Presidente \u2013 Ravagnan \u2013 Conti, <em>Relatore \u2013 <\/em>Bozzi \u2013 Ambrosini \u2013 Einaudi \u2013 Fabbri \u2013 Nobile \u2013 Lussu \u2013 La Rocca \u2013 Cappi \u2013 Mortati, <em>Relatore \u2013 <\/em>Vanoni \u2013 Fuschini \u2013 Bulloni \u2013 Perassi \u2013 Rossi Paolo \u2013 Tosato \u2013 Mannironi \u2013 Zuccarini.<\/p><p>La seduta comincia alle 8.50.<\/p><p>Seguito della discussione sull\u2019organizzazione costituzionale dello Stato.<\/p><p>PRESIDENTE informa che si riprende l\u2019esame delle categorie di eleggibili a membri della seconda Camera, iniziato nella seduta precedente. La dodicesima, nella elencazione suggerita dall\u2019onorevole Mortati, \u00e8 la seguente: \u00abMagistrati di grado di appello o superiore\u00bb. Gli onorevoli Bozzi e Bulloni hanno fatto una proposta analoga, ma in termini pi\u00f9 precisi: \u00abMagistrati dell\u2019ordine giudiziario, del Consiglio di Stato e della Corte dei Conti, di grado non inferiore al VI\u00bb.<\/p><p>RAVAGNAN, premesso che dalle sue parole esula qualsiasi sentimento men che riguardoso verso la magistratura, dichiara di essere contrario all\u2019inclusione di tale categoria, in quanto gi\u00e0 esiste la possibilit\u00e0 che magistrati arrivino alla seconda Camera quali dirigenti della rispettiva organizzazione sindacale.<\/p><p>CONTI, <em>Relatore<\/em>, esprime l\u2019avviso \u2013 malgrado la sua contrariet\u00e0 per il sistema in discussione \u2013 che i magistrati debbano rimanere fuori delle organizzazioni sindacali. Essi potranno avere associazioni proprie per la difesa di interessi specifici della categoria, ma non entrare in organizzazioni che li assimilino ad altre categorie che perseguano finalit\u00e0 classiste.<\/p><p>BOZZI concorda, aggiungendo per altro che se si escludesse la categoria dei magistrati dalla seconda Camera si perderebbe l\u2019apporto veramente prezioso di persone eminenti che, per la loro competenza ed il loro senso di indipendenza, sono le pi\u00f9 indicate per quella valutazione serena e obiettiva che \u00e8 necessaria ad una saggia legiferazione. Le stesse ragioni che hanno consigliato di includere i professori, prescindendo dall\u2019inquadramento in organizzazioni sindacali, suffragano l\u2019inclusione dei magistrati.<\/p><p>AMBROSINI fa presente l\u2019opportunit\u00e0 di includere fra gli eleggibili alla seconda Camera i magistrati come tali, a prescindere dalla loro appartenenza a categorie organizzate, e ci\u00f2 per l\u2019abito mentale di indipendenza, serenit\u00e0 ed equilibrio, oltre che per la preparazione tecnica e l\u2019apporto di prim\u2019ordine che i magistrati possono dare alla formazione della legge.<\/p><p>EINAUDI si associa ed esprime solo la sua perplessit\u00e0 rispetto al grado da cui si dovrebbe partire. Posto che la caratteristica della magistratura, da tutti riconosciuta, \u00e8 appunto l\u2019indipendenza, teme che, consentendo ad un magistrato di grado non elevato \u2013 giudice, o referendario del Consiglio di Stato o della Corte dei conti \u2013 di divenire membro della seconda Camera, l\u2019avanzamento nella carriera possa subire qualche influenza politica.<\/p><p>FABBRI non trova rilevante l\u2019obiezione dell\u2019onorevole Ravagnan, anche per il fatto che la categoria a cui si \u00e8 riferito \u00e8 limitata ai membri direttivi delle associazioni sindacali, e non ai componenti. Quindi anche se \u2013 contro il giusto punto di vista dell\u2019onorevole Conti \u2013 esistesse un\u2019associazione sindacale di magistrati, solo i dirigenti (che generalmente sono scelti proprio tra funzionari di grado non elevato) sarebbero qualificati per entrare nella seconda Camera.<\/p><p>NOBILE osserva che i colleghi che hanno preso la parola sono tutti partiti dal presupposto della maggiore indipendenza dei magistrati, dimenticando che, per il fatto stesso della inclusione in liste di partiti, tale indipendenza viene a cessare.<\/p><p>BOZZI replica che si pu\u00f2 conservare la propria indipendenza nell\u2019espletamento del mandato, pur essendo inclusi in liste politiche. Propone di votare il principio, rimandando la precisazione del grado.<\/p><p>PRESIDENTE osserva all\u2019onorevole Fabbri che, se mai, sono proprio le sue considerazioni che potrebbero far accedere all\u2019opinione dell\u2019onorevole Ravagnan. Ritiene infatti che si potrebbero trovare elementi idonei a ricoprire la carica di membro della seconda Camera, non solo fra i gradi pi\u00f9 elevati, ma eventualmente anche negli inferiori, poich\u00e9 la selezione \u00e8 riferita non alla capacit\u00e0 professionale, ma a doti di carattere pi\u00f9 ampio.<\/p><p>FABBRI replica che in simili casi potr\u00e0 soccorrere la categoria dei rappresentanti delle organizzazioni sindacali citata dall\u2019onorevole Ravagnan; in mancanza, potr\u00e0 costituire requisito di eleggibilit\u00e0 il grado elevato.<\/p><p>RAVAGNAN fa presente che sostiene la sua tesi anche per una questione di principio: che, cio\u00e8, i rappresentanti di un potere (giudiziario) non possano entrare a far parte di un altro (legislativo).<\/p><p>PRESIDENTE, accedendo alla proposta dell\u2019onorevole Bozzi, pone ai voti il principio che la qualifica di magistrato \u2013 salvo a determinare in seguito il grado \u2013 possa costituire titolo per l\u2019elezione alla seconda Camera.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>D\u00e0 lettura della successiva categoria, proposta dall\u2019onorevole Mortati: \u00abfunzionari dello Stato o degli enti pubblici dal grado I fino al grado IV\u00bb, alla quale corrisponde quella degli onorevoli Bozzi e Bulloni: \u00abfunzionari dello Stato e delle altre pubbliche amministrazioni di grado non inferiore al IV della gerarchia statale o ad esso equiparati\u00bb.<\/p><p>NOBILE domanda se si intendano compresi anche i generali e gli ammiragli.<\/p><p>PRESIDENTE risponde affermativamente, facendo rilevare che non \u00e8 precisato che si tratti di \u00abfunzionari civili\u00bb.<\/p><p>Pone in votazione la formula Bozzi-Bulloni.<\/p><p>RAVAGNAN dichiara che voter\u00e0 contro per i motivi gi\u00e0 esposti.<\/p><p>(<em>\u00c8<\/em> <em>approvata<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE d\u00e0 lettura della proposta dell\u2019onorevole Lussu di includere \u00abi capi della resistenza e della guerra di liberazione compresi fra i presidenti dei Comitati di liberazione nazionale regionali e i comandanti partigiani di formazioni non inferiori alla divisione\u00bb.<\/p><p>LUSSU riconosce che la formulazione pu\u00f2 non essere felice, ma per quel che riguarda la sostanza, la sua proposta non \u00e8 suggerita tanto da ragioni sentimentali, quanto dalla considerazione politica che la consacrazione del principio nella Costituzione serva a riaffermare la grande volont\u00e0 di rinnovamento democratico del Paese. Si tratta di persone che, oltre ad essere stati eroi ed esempi di vita civica, hanno dato un eccezionale esempio di capacit\u00e0 organizzativa, essendo riusciti, attraverso ad infinite difficolt\u00e0, a costituire reparti armati e ad organizzare la vita amministrativa dei comuni. Ritiene che questa categoria debba essere posta in testa alla elencazione, anche per la certezza che ci\u00f2 pu\u00f2 concorrere a far diminuire al di l\u00e0 delle frontiere la diffidenza verso la nostra democrazia, ancora tacciata di fascismo e di monarchismo.<\/p><p>LA ROCCA \u00e8 d\u2019accordo nell\u2019avviso che coloro che si sono consacrati alla causa della liberazione e della redenzione del Paese debbano essere considerati quant\u2019altri mai meritevoli di entrare nella seconda Camera e che dar loro una precedenza sugli altri costituisca un\u2019affermazione politica utile.<\/p><p>CAPPI \u00e8 pienamente d\u2019accordo con i colleghi, salvo per quanto riguarda la collocazione della categoria al primo posto, che gli pare accentuerebbe una dolorosa scissione che ha disunito e travagliato l\u2019Italia.<\/p><p>CONTI, <em>Relatore<\/em>, pur riaffermando l\u2019avversione del partito repubblicano alla politica dei Comitati di liberazione nazionale, riconosce che, per l\u2019eroismo dimostrato e per la lodevolissima intenzione di agire nell\u2019interesse della libert\u00e0, e spesso anche della Repubblica, i componenti del Comitato di liberazione nazionale meritino la qualifica di eleggibili alla seconda Camera, da consacrarsi, se non nel testo della Costituzione, almeno nelle disposizioni transitorie.<\/p><p>LUSSU precisa la sua intenzione di riferirsi ai Comitati di liberazione nazionale dell\u2019Alta Italia, escludendo quelli sorti dopo la liberazione.<\/p><p>FABBRI si dichiara favorevole ad una formulazione che includa sia i combattenti regolari che gli irregolari, purch\u00e9 decorati al valore nella guerra di liberazione, evitando qualsiasi altra distinzione pericolosa.<\/p><p>BOZZI conviene con l\u2019onorevole Conti che il principio, essendo legato ad una situazione di contingenza, dovrebbe entrare nel complesso di disposizioni transitorie e non essere cristallizzato nella Carta costituzionale.<\/p><p>MORTATI,<em> Relatore<\/em>, \u00e8 contrario alla proposta Lussu perch\u00e9, anche se a questi valorosi organizzatori e combattenti deve andare tutta la gratitudine del Paese, ci\u00f2 non pu\u00f2 costituire titolo sufficiente per far parte di un corpo politico.<\/p><p>VANONI accetta in linea di massima i criteri dell\u2019onorevole Lussu, ma si preoccupa della distinzione che si pone tra Nord e Sud. Non si pu\u00f2, infatti, dimenticare che anche nel Meridione si sono avuti episodi di grande valore, primo tra tutti la insurrezione di Napoli. Ritiene pertanto che occorrer\u00e0 studiare una precisa formula che tenga conto di questa esigenza.<\/p><p>Concorda sulla opportunit\u00e0 di inserire la norma tra le disposizioni transitorie, senza con questo voler sottovalutare i meriti della categoria.<\/p><p>PRESIDENTE \u00e8 contrario alla formulazione \u00abcombattenti regolari e irregolari\u00bb, suggerita dall\u2019onorevole Fabbri, sia perch\u00e9 ritiene che i capi delle formazioni regolari possano rientrare nella categoria dei funzionari dello Stato, sia perch\u00e9 quella formulazione implicherebbe disconoscimento dei titoli dei capi politici, che nel campo civile hanno dato indiscusse prove di capacit\u00e0 organizzativa, prima della liberazione, e nel periodo immediatamente successivo.<\/p><p>Ritiene inoltre che sia necessario inserire la norma nel corpo della Carta costituzionale, in quanto la categoria dei benemeriti della guerra di liberazione non si esaurir\u00e0 evidentemente con la prima elezione della seconda Camera, ma dovr\u00e0 essere tenuta presente anche in alcune delle successive. In seguito la norma cadr\u00e0 in perenzione. Circa il rilievo dell\u2019onorevole Cappi, osserva che non si tratta di accentuare divisioni, ma di assumere ancora una volta una precisa posizione, avallata dalla solennit\u00e0 della Carta costituzionale, nel giudizio di condanna verso movimenti che tanto male hanno fatto al Paese.<\/p><p>FABBRI spiega che, se \u00e8 vero che, da un punto di vista strettamente giuridico, i capi delle formazioni regolari possono considerarsi inclusi nella categoria dei funzionari dello Stato, lo stesso substrato politico che consiglia la collocazione della categoria al primo posto pu\u00f2 indurre a non porre l\u2019accento su una differenziazione tra formazioni regolari e irregolari.<\/p><p>CONTI, <em>Relatore<\/em>, si dichiara convinto dagli argomenti del Presidente sulla opportunit\u00e0 di dare il primo posto nella elencazione alla categoria in esame.<\/p><p>LUSSU non d\u00e0 peso eccessivo alla obiezione dell\u2019onorevole Vanoni che si ponga una distinzione tra Nord e Sud; n\u00e9 aderisce al punto di vista dell\u2019onorevole Fabbri, osservando che l\u2019esercito regolare ha un preciso dovere da compiere ed il fatto che lo abbia compiuto, anche se egregiamente, non rappresenta un titolo di merito eccezionale. Ricorda che lo stesso criterio ha guidato il Consiglio dei Ministri nella scelta dei membri della Consulta.<\/p><p>NOBILE obietta che il ragionamento dell\u2019onorevole Lussu si attaglia ai fatti di guerra normali, ma non alla guerra di liberazione, che aveva piuttosto il carattere di una lotta civile. In questo caso l\u2019atteggiamento dei militari che combattevano, mentre al di l\u00e0 delle linee le loro famiglie erano esposte a tutte le rappresaglie, assume un rilievo politico che \u00e8 utile sottolineare. Aderisce pertanto alla proposta dell\u2019onorevole Fabbri.<\/p><p>PRESIDENTE propone la formula: \u00abI capi delle formazioni regolari e partigiane partecipanti alla guerra di liberazione, che abbiano ricoperto grado non inferiore a comandante di divisione, i Presidenti dei Comitati di liberazione nazionale regionali e i membri del Comitato di liberazione nazionale dell\u2019Italia settentrionale\u00bb.<\/p><p>AMBROSINI non approva il riferimento all\u2019Italia settentrionale.<\/p><p>EINAUDI osserva che occorre chiarire fino a qual momento la carica di Presidente del Comitato di Liberazione Nazionale pu\u00f2 costituire requisito di eleggibilit\u00e0.<\/p><p>PRESIDENTE riconosce l\u2019opportunit\u00e0 di precisare: \u00abfino al momento della liberazione\u00bb.<\/p><p>RAVAGNAN trova eccessivamente restrittiva la limitazione al solo periodo clandestino, che trascura tutta l\u2019attivit\u00e0 svolta subito dopo la liberazione.<\/p><p>FUSCHINI rileva che la formula proposta escluderebbe i principali attori della resistenza dell\u2019Italia meridionale e soprattutto di Napoli.<\/p><p>FABBRI pone in evidenza che, anche per non trascurare la gloriosa epopea napoletana, ha preferito porre l\u2019accento sulle decorazioni al valore. Aggiunge che, dal punto di vista dell\u2019importanza numerica dei reparti, il comando di divisione partigiana rappresenta un criterio pressoch\u00e9 inafferrabile.<\/p><p>LUSSU ricorda \u2013 a giustificare la sua contrariet\u00e0 alla proposta Fabbri \u2013 che personalmente per la resistenza di Roma non ha fatto alcuna proposta di ricompensa e gli consta che anche per Napoli sono limitatissime le pratiche per decorazioni al valore.<\/p><p>PRESIDENTE teme che il criterio di dar peso alle decorazioni \u2013 che sono a discrezione della sensibilit\u00e0 dei comandanti \u2013 possa provocare delle sperequazioni. D\u2019altra parte, di fronte alla difficolt\u00e0 di identificare i capi della resistenza napoletana che si \u00e8 manifestata come una forma tipica di insurrezione spontanea, priva di un qualsiasi centro dirigente, propone, accedendo in parte alla proposta dell\u2019onorevole Fabbri, di votare per divisione la seguente formula: \u00abI capi delle formazioni regolari e partigiane partecipanti alla guerra di liberazione, che abbiano ricoperto grado non inferiore a comandante di divisione; i decorati al valore nel corso della stessa guerra e i presidenti dei Comitati di liberazione nazionale regionali fino al momento della liberazione\u00bb.<\/p><p>Pone ai voti la prima parte di tale formula e precisamente: \u00abI capi delle formazioni regolari e partigiane partecipanti alla guerra di liberazione, che abbiano ricoperto grado non inferiore a comandante di divisione\u00bb.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvata<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Mette ai voti la seconda parte: \u00abi decorati al valore nel corso della stessa guerra\u00bb.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvata<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Pone in votazione l\u2019ultima parte: \u00abe i presidenti dei Comitati di liberazione nazionale regionali fino al momento della liberazione\u00bb.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvata<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Mette infine ai voti la proposta che la categoria cos\u00ec determinata sia collocata in testa all\u2019elencazione.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvata<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>D\u00e0 notizia di una successiva proposta dell\u2019onorevole Mannironi: \u00abSi propone che tra gli eleggibili alla seconda Camera siano inclusi anche i membri elettivi dei consigli di amministrazione delle istituzioni di assistenza e beneficenza, che abbiano ricoperto tale carica per almeno 3 anni\u00bb.<\/p><p>VANONI \u00e8 d\u2019accordo nella sostanza \u2013 trattandosi di persone benemerite \u2013 ma rileva che non esistono membri elettivi delle istituzioni di assistenza e beneficenza, in quanto le designazioni avvengono da parte dei Consigli comunali.<\/p><p>FABBRI propone che il periodo di permanenza nella carica sia portato a cinque anni.<\/p><p>BULLONI vorrebbe che in questa categoria fossero compresi i presidenti degli istituti ospitalieri.<\/p><p>PRESIDENTE concorda con l\u2019onorevole Fabbri. Ritiene che gli istituti ospitalieri possano intendersi compresi tra gli istituti di assistenza e beneficenza e non sia necessario nominarli espressamente. Comunque, il verbale di questa seduta potr\u00e0 servire per l\u2019esatta interpretazione della norma.<\/p><p>Piuttosto, data la eccessiva estensione della categoria \u2013 poich\u00e9 forse non v\u2019\u00e8 comune in Italia che non abbia un sia pur modesto istituto del genere \u2013 ravvisa l\u2019opportunit\u00e0 di introdurre qualche elemento restrittivo, o riferito alle persone (limitandosi, per esempio, ai presidenti dei Consigli di amministrazione) o agli istituti (tenendo presente la loro importanza).<\/p><p>VANONI, per facilitare l\u2019interpretazione nel senso accennato dal Presidente, suggerisce di togliere le parole \u00abdei Consigli\u00bb, perch\u00e9 gli istituti ospitalieri non hanno Consigli di amministrazione.<\/p><p>PRESIDENTE pone ai voti la seguente formulazione: \u00abI presidenti delle Amministrazioni di istituzioni di assistenza e beneficenza che abbiano ricoperto tale carica per almeno cinque anni\u00bb.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvata<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>FABBRI ricorda di avere accennato nella precedente seduta alla opportunit\u00e0 di introdurre anche la categoria dei direttori di quotidiani d\u2019importanza nazionale o di importanti riviste politiche, che abbiano ricoperto la carica per un periodo di almeno dieci anni.<\/p><p>PRESIDENTE obietta che si tratta di persone organizzate sindacalmente e che non hanno un titolo subordinato ad un riconoscimento, ma spesso soltanto un\u2019ampia disponibilit\u00e0 finanziaria. D\u2019altra parte occorrerebbe fare una classificazione dei giornali a seconda dell\u2019importanza.<\/p><p>CONTI, <em>Relatore<\/em>, concorda, aggiungendo che, ove si accogliesse la proposta, si introdurrebbe un criterio esclusivamente politico in una elencazione di categorie economiche e sociali.<\/p><p>FABBRI non insiste.<\/p><p>PERASSI fa presente che l\u2019ordine di approvazione delle varie categorie non dovrebbe considerarsi definito, e perci\u00f2 alcuni spostamenti sarebbero necessari. Per esempio i sindaci e consiglieri comunali dovrebbero seguire i membri delle Assemblee regionali. Rileva inoltre che non sono stati ancora determinati i motivi di ineleggibilit\u00e0 e incompatibilit\u00e0.<\/p><p>MORTATI, <em>Relatore<\/em>, ricorda a questo proposito che \u00e8 stata approvata, nei riguardi della prima Camera, una disposizione alla quale potrebbe farsi riferimento.<\/p><p>TOSATO prospetta l\u2019opportunit\u00e0 di prevedere l\u2019incompatibilit\u00e0 per i membri delle Assemblee regionali, in vista della notevole ed impegnativa attivit\u00e0 che essi dovranno spiegare in queste ultime.<\/p><p>PRESIDENTE concorda con l\u2019onorevole Mortati e lo prega di preparare per la prossima seduta una elencazione completa dei casi di incompatibilit\u00e0 e di ineleggibilit\u00e0 prevedibili.<\/p><p>PERASSI ricorda che \u00e8 ancora in sospeso la determinazione del numero minimo fisso di rappresentanti per ogni regione e del coefficiente per la quota spettante in proporzione alla popolazione.<\/p><p>MORTATI, <em>Relatore<\/em>, ritiene che una decisione al riguardo sarebbe intempestiva, laddove ancora non si conosce l\u2019effettiva configurazione delle regioni. Per esempio, l\u2019esistenza di pi\u00f9 regioni di proporzioni modeste potrebbe consigliare un abbassamento del minimo fisso. \u00c8 altres\u00ec del parere che dovrebbe darsi incarico ad un tecnico di fare i calcoli dei correlativi spostamenti dei due elementi.<\/p><p>PRESIDENTE conviene per quanto riguarda la quota minima, pur ritenendo che la composizione delle regioni non possa subire modifiche notevoli. Crede anche che la materia richieder\u00e0 una norma transitoria, perch\u00e9 l\u2019accuratezza delle indagini che occorrer\u00e0 espletare non consentir\u00e0 una rapida ultimazione del lavoro.<\/p><p>Ha invece qualche perplessit\u00e0 sulla convenienza di rinviare anche la precisazione del quoziente di proporzionalit\u00e0, dal momento che si \u00e8 assicurata ad ogni regione una rappresentanza sufficiente.<\/p><p>MORTATI, <em>Relatore<\/em>, obietta che non si pu\u00f2 determinare un elemento e lasciare indeterminato l\u2019altro, perch\u00e9 il numero complessivo dei membri della seconda Camera sar\u00e0 dato dalla somma dei due fattori e si \u00e8 gi\u00e0 stabilito che dovr\u00e0 mantenersi inferiore a quello dei deputati alla prima Camera.<\/p><p>PERASSI, a puro titolo indicativo, comunica che, adottando la quota minima di 5 e la proporzione di un rappresentante ogni 200 mila abitanti, si avrebbero 85 membri per il minimo fisso e 203 per la quota rapportata alla popolazione (totale 288); facendo invece il calcolo sulla base del numero fisso 4 e di un rappresentante ogni 150 mila abitanti si avrebbero 68 rappresentanti per il primo gruppo e 269 per il secondo (totale 337).<\/p><p>PRESIDENTE osserva che le definitive decisioni in merito alla consistenza delle regioni potranno portare spostamenti minimi, tali da non alterare in nessun caso l\u2019equilibrio di forze tra le due Camere. Crede pertanto che potrebbe stabilirsi il quoziente di proporzionalit\u00e0.<\/p><p>FUSCHINI insiste sull\u2019opportunit\u00e0 di studiare insieme i due elementi, ad evitare squilibri, rilevando altres\u00ec che l\u2019eventuale aumento dell\u2019entit\u00e0 numerica della seconda Camera potrebbe anche consigliare di tornare sulle decisioni prese al riguardo nei confronti della prima Camera.<\/p><p>PRESIDENTE si rimette al parere della Sottocommissione, pur esprimendo l\u2019avviso che la quota fissa di 5 e il quoziente di un rappresentante ogni 200 mila abitanti possa rappresentare la base per una decisione di massima, in quanto gli spostamenti in relazione al numero delle regioni non potrebbero alterare profondamente il risultato.<\/p><p>FABBRI considera utile decidere preliminarmente in merito all\u2019altra proposta Perassi, relativa al modesto contingente di membri eletti dalla prima Camera o dalla Assemblea nazionale. Infatti questa eventuale terza fonte di elezione giuoca agli effetti della determinazione del numero complessivo dei membri della seconda Camera.<\/p><p>PRESIDENTE invita l\u2019onorevole Perassi ad illustrare la sua proposta.<\/p><p>PERASSI, premesso che non vede alcuna obiezione pregiudiziale alla possibilit\u00e0 che un gruppo di deputati alla seconda Camera venga eletto da un terzo corpo, in quanto si \u00e8 esclusa soltanto la nomina da parte del Capo dello Stato, fa presente che il sistema pu\u00f2 essere consigliato dalle stesse ragioni di opportunit\u00e0 che potevano giustificare l\u2019elezione da parte del Capo dello Stato. Ma anche un\u2019altra considerazione viene a suffragare la sua tesi: quella che, dati i criteri adottati e data soprattutto la disposizione che richiede come requisito per l\u2019eleggibilit\u00e0 l\u2019essere domiciliati nella regione, un italiano che viva all\u2019estero non avrebbe la possibilit\u00e0 di essere eletto. Il congegno proposto potrebbe quindi rappresentare il mezzo per far entrare nella seconda Camera personalit\u00e0 rappresentative degli italiani all\u2019estero.<\/p><p>ROSSI PAOLO avverte che bisognerebbe precisare: \u00abfuori delle categorie indicate\u00bb.<\/p><p>PERASSI \u00e8 d\u2019accordo, salvi, naturalmente, i requisiti generici.<\/p><p>BOZZI dichiara di essere favorevole in linea di principio alla proposta Parassi, senza per\u00f2 rendersi conto delle ragioni per cui la scelta dovrebbe essere affidata alla Camera dei Deputati o all\u2019Assemblea nazionale e non piuttosto esclusivamente alla seconda Camera. Non ritiene opportuna questa derivazione integrativa della seconda Camera da un altro organo con cui collabora con piena parit\u00e0 di funzioni. Propone pertanto la seguente formula: \u00abIl Senato sceglie dopo la convalida dei suoi membri, 15 senatori, anche fuori delle categorie indicate dall\u2019articolo precedente\u00bb.<\/p><p>CAPPI si associa.<\/p><p>TOSATO riconosce che la proposta Bozzi risponde ad una effettiva esigenza, perch\u00e9 la seconda Camera potrebbe avvertire qualche lacuna nella propria composizione. Tuttavia non arriverebbe al sistema della cooptazione, che comporterebbe il ritorno alla elezione di terzo grado, che si \u00e8 voluto escludere. Per conciliare le due tesi, crede si potrebbe stabilire che la seconda Camera faccia la designazione e l\u2019elezione avvenga da parte della prima.<\/p><p>NOBILE dichiara di essere contrario al principio e di preferire se mai la proposta Perassi.<\/p><p>EINAUDI esprime l\u2019avviso che la cooptazione sia uno dei migliori metodi di elezione. Nasce infatti nell\u2019organo che deve procedervi il desiderio di fare la migliore scelta possibile per arricchirsi di uomini meritevoli, rimasti fuori. Ricorda che le Repubbliche di Venezia e di Genova hanno derivato la loro forza e si sono mantenute in vita per quasi un millennio in virt\u00f9 di questo sistema, che oggi ancora funziona egregiamente nelle Universit\u00e0.<\/p><p>LUSSU non esclude che si possa tornare sulle decisioni gi\u00e0 prese, ove sia assolutamente indispensabile; ma tiene a ricordare che si \u00e8 precedentemente approvato un ordine del giorno, secondo il quale la seconda Camera deve essere eletta su base regionale. Ora, \u00e8 evidente che, cos\u00ec stando le cose, non si potrebbe attribuire ad un altro organismo la facolt\u00e0 di nominare deputati alla seconda Camera senza annullare la deliberazione gi\u00e0 approvata. N\u00e9 va dimenticato il turbamento che si arrecherebbe all\u2019andamento delle elezioni.<\/p><p>Trova pure che la preoccupazione che possano essere esclusi elementi notevoli dei nuclei italiani all\u2019estero \u00e8 apprezzabile, ma non sufficiente a giustificare la proposta, perch\u00e9 costoro potranno sempre essere eletti dai consigli delle regioni in cui sono nati ed in cui avranno conservato le radici naturali.<\/p><p>MORTATI, <em>Relatore<\/em>, richiama l\u2019attenzione sulla opportunit\u00e0 di considerare il problema dal punto di vista delle sue conseguenze politiche. Se si attribuisse alla prima Camera questo diritto di elezione integrativa, evidentemente essa farebbe una scelta politica. \u00c8 da stabilire se tale elezione debba essere fatta col sistema proporzionale o col maggioritario, ma comunque la maggioranza influirebbe per farla cadere su persone di un suo partito o di tendenza politica vicina, col risultato di spostare la composizione della seconda Camera e di avvicinare il suo colore politico a quello della prima Camera. Ma tutto ci\u00f2, anche se potesse rappresentare un fine apprezzabile, \u00e8 certamente in contrasto col criterio di accentuare l\u2019indipendenza della seconda Camera rispetto alla prima; il che potrebbe consigliare di non operare questi spostamenti di maggioranza.<\/p><p>A ci\u00f2 va aggiunta la fondata argomentazione dell\u2019onorevole Lussu che, una volta ammesso un criterio regionale, bisogna preoccuparsi che la proporzione di forze fra le regioni resti inalterata.<\/p><p>Trae lo spunto da queste considerazioni per osservare incidentalmente che, ove si voglia mantenere sempre l\u2019equilibrio fra le varie regioni, oltre a respingere la proposta Perassi, occorre introdurre nel meccanismo della seconda Camera una disposizione relativa alla supplenza, o ad altro sistema per coprire, senza indugi, le eventuali vacanze che si verificassero.<\/p><p>FABBRI accede alla proposta Perassi, in favore della quale ritiene che militi principalmente l\u2019argomento che, in sostanza, si tratta di colmare delle lacune, conferendo la dignit\u00e0 di membri della seconda Camera ad uomini rappresentativi che, per ragioni contingenti, o perch\u00e9 estranei alla lotta dei partiti, o perch\u00e9 risiedano all\u2019estero, rimarrebbero esclusi dalle elezioni.<\/p><p>D\u2019altronde, per l\u2019esiguit\u00e0 del numero (che potrebbe anche ridursi ad una dozzina) avrebbe ben scarso rilievo l\u2019obiezione dell\u2019onorevole Mortati, dello spostamento nell\u2019equilibrio delle forze politiche delle regioni.<\/p><p>Premesso che tutti i membri della seconda Camera derivano la loro nomina da una elezione di secondo grado, nota che per ragioni di euritmia l\u2019organo pi\u00f9 adatto per l\u2019investitura dovrebbe essere la prima Camera, che trae origine dal suffragio diretto. Tuttavia, riconoscendo il peso degli argomenti dell\u2019onorevole Einaudi, suggerisce di attribuire la nomina all\u2019Assemblea nazionale, cio\u00e8 alle due Camere riunite, senza preoccuparsi dell\u2019ingerenza dell\u2019una nella composizione dell\u2019altra.<\/p><p>Infine, per garantire la rappresentanza delle minoranze, consiglia di ricorrere al noto sistema di votare col criterio maggioritario soltanto per i tre quarti dei seggi da ricoprire.<\/p><p>MANNIRONI non ritiene che gli argomenti dell\u2019onorevole Fabbri siano tali da demolire le obiezioni degli onorevoli Mortati e Lussu. Giova tener presente che nella creazione della seconda Camera si \u00e8 partiti dal presupposto che essa debba essere l\u2019espressione genuina delle forze della regione ed a questo fine si \u00e8 escogitato un meccanismo che garantisce a tutte le regioni, anche se piccole e poco popolate, una adeguata rappresentanza. Ora questo equilibrio non va turbato, n\u00e9 va complicato e reso pi\u00f9 difficilmente comprensibile agli elettori un sistema che \u00e8 gi\u00e0 abbastanza complesso. Ch\u00e9, se si dovesse arrivare ad una elezione di terzo grado, verrebbe sempre pi\u00f9 a perdersi la genuinit\u00e0 dell\u2019espressione popolare.<\/p><p>FUSCHINI pone in evidenza che per la seconda Camera si \u00e8 escogitato un sistema di elezione di secondo grado e dello stesso tipo sarebbe anche la elezione da parte della Camera dei Deputati. Propone quindi che, per non turbare la base regionale, si faccia corrispondere il numero dei senatori da eleggersi in questa guisa a quello delle regioni, in modo che se ne possa nominare uno per ogni regione, oppure \u2013 se non se ne vuole aumentare il numero \u2013 uno per ogni gruppo di regioni. Cos\u00ec sarebbe salva l\u2019euritmia e non si verrebbe a turbare il sistema elettorale, n\u00e9 si contrasterebbe al criterio regionale.<\/p><p>RAVAGNAN dichiara di essere contrario alla proposta Perassi, nella quale ravvisa una forma larvata di designazione dall\u2019alto. Circa l\u2019osservazione dell\u2019onorevole Fabbri, che si tratterebbe di colmare la lacuna di persone che si vogliono mantenere lontane dalla politica, rileva che, ove queste venissero designate, per coerenza dovrebbero subito declinare l\u2019incarico. D\u2019altra parte, la nomina sarebbe preceduta da una discussione, in cui si delineerebbero una maggioranza e una minoranza, col risultato che il prestigio di uomini eminenti sarebbe discusso e svalutato. Comunque, essendo contrario in linea di principio alla elezione di secondo grado, non pu\u00f2 essere favorevole al sistema proposto.<\/p><p>ROSSI PAOLO \u00e8 contrario, anche per il fatto che potrebbero essere ammessi nella seconda Camera candidati battuti nelle elezioni; il che sarebbe in contrasto col principio del suffragio universale.<\/p><p>AMBROSINI osserva che non vi sarebbe contrasto col principio del suffragio universale. La sorte delle elezioni pu\u00f2 essere non favorevole ad uomini pur degnissimi; n\u00e9 \u00e8 pericoloso che questi siano ripresi in considerazione dalla Camera. D\u2019altronde il numero limitato di senatori da eleggersi da parte della Camera esclude ogni turbamento della composizione politica della seconda Camera.<\/p><p>ZUCCARINI si associa all\u2019onorevole Mortati e ribadisce che il carattere di rappresentanza regionale non deve essere turbato in alcun modo.<\/p><p>PRESIDENTE aderisce a tutte le considerazioni dell\u2019onorevole Mortati. Quanto alle persone che non partecipano non solo alla lotta politica ma neanche alla vita collettiva, e che non sentono il bisogno di interessarsi n\u00e9 di beneficenza e assistenza, n\u00e9 della vita comunale, n\u00e9 dei problemi del lavoro, non vede a qual titolo esse potrebbero far pesare il loro pensiero o la loro volont\u00e0 in una decisione di carattere politico.<\/p><p>A suo avviso, l\u2019unica considerazione degna di rilievo \u00e8 quella dell\u2019onorevole Perassi: tuttavia il problema degli italiani all\u2019estero va considerato da un altro punto di vista; bisogna, cio\u00e8, che lo Stato italiano sia messo in condizione di proteggerli ed aiutarli nel miglior modo; si deve creare una conoscenza della loro vita e dei loro problemi ed, allo scopo, si potrebbe, ad esempio, creare presso il Ministero degli esteri un organo \u2013 del genere di quei Consigli superiori che spesso fiancheggiano l\u2019Amministrazione statale \u2013 eletto dalle stesse colonie italiane all\u2019estero e che assumesse la rappresentanza dei loro interessi. A parte ci\u00f2, non v\u2019\u00e8 motivo perch\u00e9 persone che si sono legate agli interessi concreti di altri Paesi conservino il diritto di influire sulla vita pubblica italiana dalla quale si sono estraniate.<\/p><p>In nessun caso poi ammetterebbe il diritto di cooptazione che, se pu\u00f2 rendersi utile in condizioni particolari (ad esempio nel periodo della vita clandestina dei partiti: durante il fascismo vi si ricorreva, nell\u2019impossibilit\u00e0 di rivolgersi a basi elettive, per rinnovare gli organi direttivi dei partiti stessi), non ha alcuna ragion d\u2019essere in periodi normali, quando \u00e8 possibile rivolgersi largamente a tutte le sorgenti di scelta e di designazione. All\u2019onorevole Einaudi osserva che questo sistema pu\u00f2 essere giusto per le Universit\u00e0 o altri corpi scientifici, in quanto consente la scelta dei migliori elementi, ma non per un\u2019Assemblea politica, ove lo stimolo sarebbe per la scelta non degli uomini pi\u00f9 capaci, ma di quelli di determinate correnti politiche. Quindi la cooptazione agirebbe in senso deleterio.<\/p><p>D\u2019altra parte occorre non dimenticare che, al fine di far accogliere con un certo entusiasmo dal popolo italiano il risultato dei lavori per la Costituzione, le norme che regolano i var\u00ee istituti debbono anzitutto rispondere alla esigenza della semplicit\u00e0.<\/p><p>LUSSU insiste affinch\u00e9 non sia messa ai voti una proposta che annulla il risultato di una votazione precedente.<\/p><p>ZUCCARINI osserva che la proposta Perassi potrebbe essere accettata, ove all\u2019elezione di un ristretto numero di deputati alla seconda Camera fosse dato il valore e il significato politico della rappresentanza di una regione ideale, costituita dagli italiani che si trovano separali dalla madre Patria. Gli italiani all\u2019estero ammontano a parecchi milioni e potrebbe essere utile ricollegarli pi\u00f9 strettamente alla vita della Nazione; e vi sono poi gli italiani della Venezia Giulia.<\/p><p>PRESIDENTE, sull\u2019ultimo accenno dell\u2019onorevole Zuccarini, fa presente anzitutto che con ogni probabilit\u00e0 sar\u00e0 posto come primo requisito per gli eligendi la cittadinanza italiana; e in secondo luogo che occorre tener presenti le ripercussioni internazionali che certi atti potrebbero avere.<\/p><p>A parte ci\u00f2, trova che l\u2019obiezione dell\u2019onorevole Lussu va presa in considerazione e si deve in via preliminare decidere se la proposta Perassi prescinda dalla osservanza specifica di una deliberazione gi\u00e0 adottata.<\/p><p>EINAUDI ritiene che l\u2019obiezione dell\u2019onorevole Lussu non sia decisiva nel caso di elezione fatta dalla seconda Camera, in quanto la forma di nomina proposta si riporta ad un organo gi\u00e0 eletto su base regionale: quindi l\u2019equilibrio tra le vario regioni nel suo complesso non verrebbe turbato.<\/p><p>Quanto all\u2019importante osservazione del Presidente, circa eventuali riflessi di carattere internazionale, osserva che la Costituzione non potr\u00e0 certo menzionare gli italiani irredenti; spetter\u00e0 tuttavia al corpo elettorale di far cadere la scelta su quegli italiani che manterranno rapporti intellettuali ed economici con la madre Patria.<\/p><p>La seduta termina alle 11.15.<\/p><p><em>Erario presenti:<\/em> Ambrosini, Bocconi, Bozzi, Bulloni, Cappi, Codacci Pisanelli, Conti, Einaudi, Fabbri, Finocchiaro Aprile, Fuschini, Lami Starnuti, La Rocca, Lussu, Mannironi, Mortati, Nobile, Perassi, Ravagnan, Rossi Paolo, Terracini, Tosato, Vanoni, Zuccarini.<\/p><p><em>In<\/em> <em>congedo<\/em><em>:<\/em> Bordon.<\/p><p><em>Assenti<\/em><em>: <\/em>Calamandrei, Castiglia, De Michele, Di Giovanni, Farini, Grieco, Laconi, Leone Giovanni, Patricolo, Piccioni, Porzio, Targetti, Uberti.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Versione PDF ASSEMBLEA COSTITUENTE COMMISSIONE PER LA COSTITUZIONE SECONDA SOTTOCOMMISSIONE 33. 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