{"id":5212,"date":"2023-10-15T23:15:48","date_gmt":"2023-10-15T21:15:48","guid":{"rendered":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=5212"},"modified":"2023-10-24T12:06:49","modified_gmt":"2023-10-24T10:06:49","slug":"martedi-15-ottobre-1946-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=5212","title":{"rendered":"MARTED\u00cc 15 OTTOBRE 1946"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"5212\" class=\"elementor elementor-5212\" data-elementor-post-type=\"post\">\n\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-46e77b7 elementor-section-full_width elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"46e77b7\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-e0ce7c0\" data-id=\"e0ce7c0\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-42b071c elementor-align-right elementor-widget elementor-widget-button\" data-id=\"42b071c\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"button.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-button-wrapper\">\n\t\t\t\t\t<a class=\"elementor-button elementor-button-link elementor-size-sm\" href=\"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/19461015sed029ss.pdf\" target=\"_blank\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-content-wrapper\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-icon\">\n\t\t\t\t<i aria-hidden=\"true\" class=\"icon icon-view\"><\/i>\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-text\">Versione PDF<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-4a4c61d elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"4a4c61d\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p>ASSEMBLEA COSTITUENTE<\/p><p>COMMISSIONE PER LA COSTITUZIONE<\/p><p>SECONDA SOTTOCOMMISSIONE<\/p><p>29.<\/p><p>RESOCONTO SOMMARIO<\/p><p>dELLA SEDUTA DI MARTED\u00cc 15 OTTOBRE 1946<\/p><p>PRESIDENZA DEL PRESIDENTE <strong>TERRACINI<\/strong><\/p><p><strong>INDICE<\/strong><\/p><p><strong>Sugli Statuti siciliano e sardo<\/strong><\/p><p>Presidente \u2013 Ambrosini \u2013 Laconi \u2013 Lussu \u2013 Nobile \u2013 Patricolo \u2013 Fuschini \u2013 Piccioni \u2013 Conti \u2013 Zuccarini.<\/p><p><strong>Organizzazione costituzionale <\/strong><strong>dello Stato <\/strong>(<em>Seguito <\/em><em>della discussione<\/em>)<\/p><p>Presidente \u2013 Piccioni \u2013 Perassi \u2013 Fuschini \u2013 Lussu \u2013 Targetti \u2013 Laconi \u2013 Tosato \u2013 Bozzi \u2013 Fabbri \u2013 Lami Starnuti \u2013 La Rocca \u2013 Ambrosini \u2013 Codacci Pisanelli \u2013 Mannironi \u2013 Uberti \u2013 Cappi \u2013 Bordon \u2013 Rossi Paolo \u2013 Mortati, <em>Relatore \u2013 <\/em>Conti, <em>Relatore \u2013 <\/em>Nobile.<\/p><p>La seduta comincia alle 16.30.<\/p><p>Sugli Statuti siciliano e sardo.<\/p><p>PRESIDENTE prega l\u2019onorevole Ambrosini, prima che sia ripreso l\u2019esame del problema della formazione della seconda Camera, di dare brevemente qualche ragguaglio sui lavori del Comitato incaricato di redigere il progetto per le autonomie regionali.<\/p><p>AMBROSINI comunica che il Comitato ha esaminato nelle due ultime sedute il progetto da lui stesso formulato e quelli degli onorevoli Lami Starnuti, Grieco e Zuccarini, oltre naturalmente gli emendamenti proposti durante la discussione. I lavori del Comitato hanno realizzato notevoli progressi: restano ancora da risolvere alcune questioni, ma \u00e8 da sperare che si possa presto giungere alla conclusione. Se l\u2019onorevole Grieco, che in seno al Comitato rappresenta una autorevole corrente di pensiero, torner\u00e0 a partecipare, dopo una sua temporanea assenza da Roma, alle riunioni, all\u2019inizio della settimana prossima potr\u00e0 essere presentato al Presidente della Sottocommissione il testo degli articoli votati, con l\u2019indicazione delle varianti che non sono state approvate dalla maggioranza, ma che \u00e8 doveroso sottoporre all\u2019esame della Sottocommissione, affinch\u00e9 essa possa farsi un\u2019idea completa del lavoro compiuto dal Comitato di redazione.<\/p><p>PRESIDENTE, preso atto delle comunicazioni dell\u2019onorevole Ambrosini, avverte che, in conformit\u00e0 alla decisione adottata nell\u2019ultima seduta plenaria della Commissione, la seconda Sottocommissione \u00e8 stata investita dell\u2019esame dello Statuto siciliano, il quale \u2013 come \u00e8 noto \u2013 dev\u2019essere coordinato con la futura Costituzione dello Stato.<\/p><p>Pensa che tale compito potrebbe essere affidato allo stesso Comitato delle autonomie regionali, al quale per l\u2019occasione potrebbero affiancarsi rappresentanti della prima e della terza Sottocommissione, affinch\u00e9 le deliberazioni del Comitato in merito al grave e delicato problema dell\u2019autonomia siciliana rappresentino il pi\u00f9 possibile l\u2019espressione della volont\u00e0 dell\u2019intera Commissione per la Costituzione.<\/p><p>AMBROSINI ritiene opportuna la proposta del Presidente. Osserva per\u00f2 che il coordinamento tra lo Statuto siciliano e la nuova Costituzione dello Stato potr\u00e0 effettuarsi soltanto dopo che saranno definite le norme della Costituzione stessa, specie quelle relative al problema delle autonomie regionali, e che nel frattempo lo Statuto va attuato, avendo gi\u00e0 efficacia di legge. All\u2019uopo la Commissione prevista dallo Statuto deve elaborare le norme del relativo regolamento, in modo che possa procedersi al pi\u00f9 presto all\u2019elezione dell\u2019Assemblea nazionale.<\/p><p>Quanto al coordinamento suaccennato, reputa opportuno che venga fatto contemporaneamente all\u2019esame degli Statuti speciali per la Sardegna, la Valle d\u2019Aosta ed il Trentino-Alto Adige, in guisa che questi quattro Statuti, pur avendo attribuita una fisionomia particolare, vengano inquadrati in una armonica visione d\u2019insieme.<\/p><p>LACONI rileva che l\u2019onorevole Ambrosini ha accennato alla possibilit\u00e0 che il progetto per l\u2019autonomia della Sardegna sia sottoposto all\u2019esame della Costituente insieme a quello per l\u2019autonomia siciliana. Ci\u00f2 senza dubbio \u00e8 giusto; ma a tale proposito sorge una difficolt\u00e0 rappresentata dal fatto che non esiste ancora uno Statuto per la Sardegna, perch\u00e9 la Consulta regionale sarda respinse la proposta fatta a suo tempo di estendere automaticamente lo Statuto della Sicilia alla Sardegna; n\u00e9 uno Statuto per la Sardegna pu\u00f2 essere redatto da quella Consulta, che da circa sei mesi non esiste pi\u00f9.<\/p><p>\u00c8 stata affacciata l\u2019ipotesi che un progetto di Statuto possa essere elaborato dal Gruppo parlamentare sardo. \u00c8 una proposta che senz\u2019altro merita di essere presa in considerazione, perch\u00e9 i deputati sardi sono persone tra le pi\u00f9 qualificate a rappresentare gli interessi dell\u2019Isola. In merito per\u00f2 a tale progetto sorgono due questioni: la prima relativa alla procedura, che dovr\u00e0 essere diversa da quella seguita per la formulazione dello Statuto siciliano; e la seconda relativa al riconoscimento del Gruppo parlamentare sardo come organo competente a cui affidare la redazione di un progetto di Statuto per l\u2019autonomia della Sardegna. Ritiene, comunque, che tale problema dovr\u00e0 essere esaminato e risolto in una sede pi\u00f9 opportuna, affinch\u00e9 lo Statuto per la Sardegna sia esaminato insieme con quello per la Sicilia, per evitare il sorgere di giuste preoccupazioni presso le popolazioni sarde.<\/p><p>LUSSU non pu\u00f2 aderire alla proposta fatta dal Presidente, perch\u00e9, a suo avviso, il Comitato per le autonomie ha discusso con la massima capacit\u00e0 le diverse questioni sottoposte al suo esame, e l\u2019immissione in esso di altri membri potrebbe far sorgere delle difficolt\u00e0 nelle discussioni e nell\u2019espletamento dei lavori. \u00c8 del parere quindi che il Comitato debba continuare il suo lavoro ed esaminare lo Statuto della Sicilia, per poi riferire alla seconda Sottocommissione e in ultima istanza alla Commissione plenaria.<\/p><p>D\u2019altra parte la questione delle autonomie particolari, quali quelle per l\u2019Alto Adige, il Trentino, la Val d\u2019Aosta, la Sicilia e la Sardegna, non pu\u00f2 far sorgere grandi difficolt\u00e0, all\u2019infuori di quelle che il problema presenta per se stesso. La seconda Sottocommissione, quando abbia concluso i suoi lavori sulle autonomie in generale, dovr\u00e0 esaminare anche la questione dell\u2019autonomia di quelle regioni e localit\u00e0 e presentare in proposito una sua relazione.<\/p><p>Circa la questione particolare dello Statuto per la Sardegna, accennata dall\u2019onorevole Laconi, ricorda che esiste un progetto di Statuto formulato dal partito sardo, che \u00e8 stato sempre favorevole all\u2019autonomia dell\u2019Isola e che anzi si pu\u00f2 dire \u00e8 stato il primo ad affermarla ventisette anni or sono, contro e durante il fascismo, e che la riafferma nel momento presente con spirito di assoluta lealt\u00e0 nazionale. Naturalmente non si pu\u00f2 pretendere che tutti siano favorevoli a un tale progetto; ma dell\u2019esame di esso dovrebbero essere incaricati gli attuali deputati sardi, che sono gli unici qualificati a rappresentare la volont\u00e0 delle popolazioni sarde, in quanto da esse eletti a suffragio universale.<\/p><p>Lo stesso criterio dovrebbe essere seguito per l\u2019esame delle questioni relative all\u2019autonomia del Trentino e della Val d\u2019Aosta. Quest\u2019ultima zona ha gi\u00e0 un suo Statuto, ma \u00e8 chiaro che questo dovr\u00e0 essere coordinato con le disposizioni della nuova Costituzione dello Stato.<\/p><p>NOBILE trova strano che si parli di Statuti speciali per la Sicilia e per la Sardegna, come se gi\u00e0 fosse accettato da tutti il principio delle autonomie regionali. Questo problema invece non \u00e8 stato ancora dibattuto e risolto dalla Sottocommissione. Comunque non possono essere accomunate le italianissime popolazioni della Sardegna e della Sicilia con quelle mistilingui dell\u2019Alto Adige e della Val d\u2019Aosta.<\/p><p>\u00c8 del parere pertanto che si debba innanzitutto portare a termine l\u2019esame della questione delle autonomie regionali e che soltanto dopo una decisione in proposito potr\u00e0 essere presa in considerazione l\u2019opportunit\u00e0 o meno di dare uno Statuto speciale alla Sicilia e alla Sardegna.<\/p><p>AMBROSINI ricorda che lo Statuto per la Sicilia \u00e8 stato emanato con provvedimento legislativo e precisamente col decreto legislativo luogotenenziale 15 maggio 1946, e che quindi ha valore di legge. Dissente perci\u00f2 decisamente dall\u2019opinione espressa dal precedente oratore, giacch\u00e9 non pu\u00f2 esservi dubbio che lo Statuto in questione \u00e8 gi\u00e0 entrato a far parte del diritto positivo italiano. Rileva che l\u2019articolo unico del suddetto decreto legislativo, che approva lo Statuto, dispone che esso dovr\u00e0 essere sottoposto alla Costituente per essere coordinato con la nuova Carta costituzionale, ma che ci\u00f2 non esclude che debba per intanto essere attuato, cominciandosi con l\u2019elezione di quell\u2019Assemblea regionale, la quale potr\u00e0, con la dovuta autorit\u00e0 e responsabilit\u00e0, riesaminare le singole norme dello Statuto e proporre essa stessa alla Costituente gli emendamenti che credesse opportuni per il previsto coordinamento con la nuova Costituzione.<\/p><p>Passando a riguardare la questione dal punto di vista politico, richiama i precedenti lontani e vicini, e specialmente gli impegni tassativi assunti di fronte alla popolazione siciliana dai vari governi succedutisi dopo la liberazione di Roma, le sollecitazioni rivolte dal Presidente Parri e poi dal Presidente De Gasperi all\u2019Alto Commissario ed alla Consulta della Sicilia per l\u2019elaborazione di un progetto di Statuto regionale, la presentazione al Governo di tale progetto e la sua approvazione con provvedimento legislativo in seguito all\u2019esame e al voto favorevole della Consulta Nazionale. Rileva che non si pu\u00f2, per ragioni intuitive, tornare indietro, e prega pertanto i colleghi di considerare fin da ora con la dovuta comprensione la situazione e lo stato d\u2019animo particolare della popolazione siciliana.<\/p><p>PATRICOLO fa presente che lo Statuto per la Sicilia non \u00e8 stato accolto con molto favore dalle popolazioni dell\u2019Isola, perch\u00e9 \u00e8 stato emanato poco democraticamente, senza adeguati studi preparatori e dopo troppo breve elaborazione. Richiamandosi a quanto \u00e8 stato proposto dall\u2019onorevole Lussu per la Sardegna, ritiene che sarebbe opportuno interpellare la volont\u00e0 del popolo siciliano per mezzo dei suoi rappresentanti all\u2019Assemblea Costituente. Ci\u00f2 anche per aggiornare le disposizioni dello Statuto alle ultime necessit\u00e0 del momento e al pensiero politico del popolo siciliano. In questo campo, come giustamente ha affermato l\u2019onorevole Ambrosini, non \u00e8 possibile tornare indietro; occorre, anzi, fare qualche passo in avanti, rielaborando e possibilmente in qualche punto emendando quello Statuto.<\/p><p>\u00c8 anche d\u2019accordo con gli onorevoli Lussu e Ambrosini sulla opportunit\u00e0 di fissare prima i princip\u00ee generali sulle autonomie regionali per procedere in un secondo momento al coordinamento fra tali princip\u00ee e le autonomie particolari.<\/p><p>FUSCHINI fa presente, secondo quanto ha gi\u00e0 osservato l\u2019onorevole Ambrosini, che la Sottocommissione non \u00e8 in grado di compiere un\u2019opera di coordinamento dello Statuto per la Sicilia con la nuova Costituzione dello Stato, n\u00e9 pu\u00f2 affidare tale incarico ad un Comitato, perch\u00e9 appunto non ancora sono stati stabiliti i princip\u00ee fondamentali in materia di autonomia regionale che dovranno essere inclusi nella Costituzione.<\/p><p>Dichiara poi di essere alquanto perplesso circa l\u2019opportunit\u00e0 della proposta fatta dal Presidente, di invitare alcuni membri della prima e della terza Sottocommissione a far parte del Comitato di redazione. Il Presidente della Commissione ha trasmesso il testo dello Statuto per la Sicilia al Presidente della Sottocommissione, perch\u00e9 esso appunto ha attinenza con uno dei problemi a questa affidati.<\/p><p>Ritiene quindi che la Sottocommissione debba soprassedere all\u2019esame dello Statuto per la Sicilia fino a quando il Comitato di redazione non avr\u00e0 ultimato i suoi lavori.<\/p><p>PRESIDENTE ricorda che il progetto per lo Statuto della Sicilia fu elaborato dalla Consulta siciliana e da questa trasmesso al Governo, il quale lo present\u00f2 alla Consulta Nazionale, che espresse in merito alcuni determinati pareri. Il Governo ultimamente, con apposito provvedimento legislativo, ha dato vigore di legge allo Statuto per la Sicilia, disponendo che esso debba essere coordinato con la nuova Costituzione dello Stato. Lo Statuto cos\u00ec \u00e8 stato trasmesso alla Costituente e il Presidente dell\u2019Assemblea lo ha inviato alla Commissione per la Costituzione, che ha deciso di affidare l\u2019incarico di studiare il coordinamento tra lo Statuto stesso e la futura Costituzione dello Stato alla seconda Sottocommissione.<\/p><p>Dopo le osservazioni fatte da alcuni oratori, ritiene che meriti maggiore considerazione la proposta di soprassedere all\u2019opera di coordinamento fino a quando sar\u00e0 ultimata, da parte del Comitato di redazione, l\u2019elaborazione del progetto sulla autonomia regionale.<\/p><p>Mette quindi ai voti la seguente proposta:<\/p><p>\u00abLa seconda Sottocommissione affida al Comitato che sta elaborando il progetto sulla autonomia regionale l\u2019esame dello Statuto siciliano, affinch\u00e9 esso provveda a tempo opportuno ad assolvere il compito di cui la Sottocommissione stessa \u00e8 stata incaricata\u00bb.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvata<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>LACONI richiama nuovamente la questione dello Statuto della regione sarda.<\/p><p>PRESIDENTE osserva che la Sottocommissione non \u00e8 stata ancora investita ufficialmente della questione accennata dall\u2019onorevole Laconi. Sta quindi ai deputati sardi sollecitare una decisione di merito alla formulazione di un progetto di Statuto per la Sardegna.<\/p><p>LUSSU avverte che in Sardegna l\u2019esigenza autonomistica \u00e8 stata sempre profondamente sentita, forse pi\u00f9 che in Sicilia. Se non ancora \u00e8 stato presentato uno Statuto per la Sardegna, cos\u00ec come \u00e8 avvenuto per la Sicilia, ci\u00f2 \u00e8 da attribuirsi a molteplici cause che per ora non \u00e8 il caso di enumerare. Prospetta frattanto l\u2019opportunit\u00e0 di annunciare alla stampa che l\u2019esame dello Statuto per la Sicilia verr\u00e0 fatto insieme a quello dello Statuto per la Sardegna.<\/p><p>PICCIONI domanda da quale organo dovr\u00e0 essere preparato lo Statuto sardo.<\/p><p>LUSSU dichiara di aver trasmesso ai componenti il Comitato per le autonomie regionali un progetto di partito in merito alla questione dell\u2019autonomia sarda. Naturalmente \u00e8 ben lontano dal pensare che tale progetto possa essere accettato integralmente.<\/p><p>Torna ad osservare frattanto che i rappresentanti della Sardegna all\u2019Assemblea Costituente sono quelli che oggi hanno piena potest\u00e0 di esprimere il pensiero della popolazione sarda sulla questione dell\u2019autonomia dell\u2019Isola.<\/p><p>In ogni modo ripete che, da un punto di vista politico, sarebbe opportuno che in occasione dell\u2019annuncio della discussione del progetto per l\u2019autonomia della Sicilia si desse anche quello dell\u2019esame dello Statuto autonomistico per la Sardegna.<\/p><p>CONTI condivide le osservazioni fatte dall\u2019onorevole Lussu e crede che sarebbe opportuno annunciare che la Sottocommissione, mentre procede all\u2019esame e al coordinamento dello Statuto siciliano, intende anche passare allo studio di un progetto di Costituzione sarda. \u00c8 opportuno, infatti, che l\u2019iniziativa per la formulazione di tale progetto sia presa dalla stessa Sottocommissione.<\/p><p>PRESIDENTE osserva che la Sottocommissione ha avuto una speciale delega per redigere il testo della Costituzione dello Stato, mentre nessuna investitura essa ha avuto per elaborare un progetto di Statuto della Sardegna. Se la Sottocommissione avesse i poteri che l\u2019onorevole Conti intende attribuirle, qualsiasi regione potrebbe chiederle un progetto di Statuto.<\/p><p>ZUCCARINI ritiene che non ci si debba occupare di progetti particolari finch\u00e9 \u00e8 in elaborazione il progetto per le autonomie regionali. Soltanto quando questo sar\u00e0 pronto, il Comitato di redazione potr\u00e0 prendere in esame lo Statuto siciliano e gli altri Statuti eventualmente proposti.<\/p><p>CONTI non pu\u00f2 condividere l\u2019opinione del Presidente. Ritiene che la Sottocommissione non abbia bisogno di una speciale investitura per esaminare e risolvere un determinato problema. In ogni modo, la richiesta dell\u2019onorevole Lussu \u00e8 assai semplice: si tratta soltanto di annunciare alla stampa, per ragioni di opportunit\u00e0 politica, che la Sottocommissione, mentre passa all\u2019esame dello Statuto siciliano, intende anche occuparsi della questione dello Statuto per la Sardegna.<\/p><p>PRESIDENTE avverte che non sono trasmessi comunicati ufficiali alla stampa. Di solito i giornalisti sono informati privatamente delle decisioni prese in seno alla Sottocommissione e tali informazioni, non ufficiali, per ovvie ragioni di opportunit\u00e0, non possono riferirsi che ai lavori eseguiti dalla Sottocommissione. Ora, se egli dovesse dare qualche informazione sulla seduta odierna, comunicherebbe che si \u00e8 parlato soltanto del modo in cui esaminare lo Statuto siciliano, ma non potrebbe aggiungere altro perch\u00e9 la Sottocommissione non ha preso altra decisione.<\/p><p>PICCIONI ritiene che non sia opportuna la richiesta di investire la Sottocommissione del problema relativo alla formulazione di un progetto di Statuto per la Sardegna. A suo avviso, occorre attendere che sia elaborato lo Statuto generale delle regioni. Se questo poi non dovesse soddisfare le esigenze di alcune regioni, soltanto allora potrebbe sorgere il problema di dare a queste appositi Statuti. Certi apriorismi in questo campo possono essere pericolosi oltrech\u00e9 dannosi, perch\u00e9 vengono a svalutare il nuovo ordinamento regionale dello Stato. I diversi interessati quindi, prima di esigere Statuti particolari per determinate regioni, farebbero bene ad attendere che sia ultimata l\u2019elaborazione del progetto generale dell\u2019Ente regionale.<\/p><p>LUSSU dichiara che, a suo avviso, anche in comunicazioni non ufficiali alla stampa sarebbe arbitrario parlare soltanto dello esame, da parto della Sottocommissione, dello Statuto per l\u2019autonomia della Sicilia. E ci\u00f2 perch\u00e9 nell\u2019ordine del giorno, gi\u00e0 approvato, dell\u2019onorevole Piccioni, e nell\u2019articolo 2 del progetto del Comitato per le autonomie regionali, si fa riferimento non solo alla Sicilia, ma anche alla Sardegna, alla Val d\u2019Aosta, all\u2019Alto Adige e al Trentino. Pertanto la Sottocommissione, se affronta il problema dall\u2019autonomia siciliana, \u00e8 tenuta anche ad affrontare quello dell\u2019autonomia sarda. Insiste quindi, per evitare il sorgere di giustificabili risentimenti, che sia data comunicazione che la Sottocommissione passer\u00e0 anche allo studio, in occasione dell\u2019esame dello Statuto siciliano, dell\u2019autonomia della Sardegna, della Val d\u2019Aosta, dell\u2019Alto Adige e del Trentino.<\/p><p>PRESIDENTE osserva che tutti gli italiani che leggono i giornali presumibilmente sono gi\u00e0 informati che la Sottocommissione ha posto sullo stesso piano l\u2019autonomia della Sicilia, della Sardegna, della Val d\u2019Aosta, del Trentino e dell\u2019Alto Adige, in quanto la stampa ha gi\u00e0 dato notizia, non solo dell\u2019ordine del giorno dell\u2019onorevole Piccioni, ma anche dei lavori della Sottocommissione. Non crede quindi che, qualora venga comunicato che la Sottocommissione \u00e8 stata investita dall\u2019Assemblea Costituente dell\u2019esame dello Statuto per l\u2019autonomia siciliana, possa nascere la preoccupazione che essa non voglia occuparsi anche dell\u2019autonomia sarda, qualora le sia posto questo problema in seguito all\u2019iniziativa di qualche interessato.<\/p><p>Dichiara chiusa la discussione su questo argomento.<\/p><p>Seguito della discussione sull\u2019organizzazione costituzionale dello Stato.<\/p><p>PRESIDENTE ricorda che nella precedente seduta si decise di sospendere i lavori, per consentire ai rappresentanti democristiani di partecipare a una riunione del loro Gruppo, indetta per l\u2019esame della dibattuta questione relativa alla formazione della seconda Camera. Invita pertanto i rappresentanti democristiani ad informare la Sottocommissione delle conclusioni a cui sono pervenuti.<\/p><p>PICCIONI d\u00e0 notizia che il suo Gruppo ha ritenuto che il progetto formulato in seguito ai contatti con alcuni colleghi, particolarmente quelli di parte socialista, non rispondo innanzitutto alla esigenza pratica di una concreta realizzazione, e in secondo luogo alle necessit\u00e0, gi\u00e0 prospettate dallo stesso Gruppo democratico cristiano, visto che pone fra l\u2019altro come una pregiudiziale insuperabile l\u2019elezione a suffragio universale diretto. I rappresentanti democristiani si trovano quindi nella necessit\u00e0 di ribadire i loro punti di vista particolari, ancorch\u00e9 sentano che essi non siano condivisi dalla maggioranza della Sottocommissione. Non si rifiutano, tuttavia, in linea subordinata, di esaminare, salvo ad apportarvi alcuni emendamenti che non ne modifichino la struttura fondamentale, lo schema presentato alla Presidenza dall\u2019onorevole Perassi, in quanto esso, anche se non viene incontro al punto di vista particolare della rappresentanza degli interessi, pone tuttavia il problema in termini di pi\u00f9 facile realizzazione e prevede l\u2019elezione di secondo grado, che riveste una notevole importanza ai fini di impedire che la seconda Camera diventi un doppione della prima.<\/p><p>PRESIDENTE osserva che dalle dichiarazioni dell\u2019onorevole Piccioni si pu\u00f2 concludere che l\u2019accordo auspicato fra i rappresentanti dei vari gruppi in merito alla questione della formazione della seconda Camera non \u00e8 stato raggiunto.<\/p><p>V\u2019\u00e8 frattanto la proposta articolata dall\u2019onorevole Perassi, sulla quale l\u2019onorevole Piccioni ha detto di essere disposto a discutere, e che \u00e8 cos\u00ec concepita:<\/p><p>\u00abLa seconda Sottocommissione, tenuti presenti i princip\u00ee gi\u00e0 adottati per quanto concerne il sistema bicamerale e la formazione della seconda Camera, delibera di procedere alla formulazione delle norme relative alla formazione della seconda Camera sulla base dei criteri seguenti:<\/p><p>1\u00b0) la seconda Camera sar\u00e0 interamente elettiva;<\/p><p>2\u00b0) \u00e8 esclusa l\u2019elezione, anche parziale, dei membri della seconda Camera da parte di distinti collegi elettorali costituiti su base professionale o di categorie;<\/p><p>3\u00b0) la seconda Camera sar\u00e0 composta di 315 membri, di cui 300 eletti dalla regione e 15 dalla Camera dei Deputati (ovvero Assemblea Nazionale);<\/p><p>4\u00b0) i seggi attribuiti alle regioni saranno ripartiti in proporzione della rispettiva popolazione, previa assegnazione di 5 seggi a ciascuna regione;<\/p><p>5\u00b0) in ciascuna regione i membri della seconda Camera saranno eletti;<\/p><ol><li><em>a<\/em>) per un terzo dall\u2019Assemblea regionale, con libera scelta fra cittadini aventi uno dei requisiti di capacit\u00e0 e di esperienza nei diversi rami dell\u2019attivit\u00e0 produttiva che saranno stabiliti dalla legge concernente l\u2019elezione della seconda Camera;<\/li><li><em>b<\/em>) per il resto da delegati dei consigli comunali, ciascuno dei quali elegger\u00e0 un numero di delegati che sar\u00e0 determinato in relazione al numero degli elettori iscritti nel comune. Le modalit\u00e0 di applicazione saranno determinate dalla detta legge speciale;<\/li><\/ol><p>6\u00b0) il requisito dell\u2019et\u00e0 sar\u00e0 stabilito in quello di 35 anni compiuti per tutte le categorie di membri della seconda Camera;<\/p><p>7\u00b0) per i membri della seconda Camera di elezione regionale sar\u00e0 requisito di eleggibilit\u00e0 l\u2019essere nato nella regione od avervi la residenza da almeno 5 anni;<\/p><p>8\u00b0) nessuno potr\u00e0 essere contemporaneamente membro delle due Camere\u00bb.<\/p><p>PICCIONI propone di votare per divisione l\u2019ordine del giorno dell\u2019onorevole Perassi e di mettere innanzi tutto in votazione la disposizione contrassegnata dal n. 2.<\/p><p>PRESIDENTE accede al desiderio dell\u2019onorevole Piccioni e pone pertanto in votazione la seguente formula contrassegnata dal n. 2 nell\u2019ordine del giorno Perassi: \u00ab\u00c8 esclusa l\u2019elezione, anche parziale, dei membri della seconda Camera da parte di distinti collegi elettorali costituiti su base professionale o di categorie\u00bb.<\/p><p>PICCIONI dichiara, a nome del suo gruppo, di votare contro. Tiene altres\u00ec a far presente che il pensiero del suo Gruppo, in merito al problema della formazione della seconda Camera, \u00e8 rappresentato dai seguenti punti contenuti nell\u2019ordine del giorno dell\u2019onorevole Mortati:<\/p><p>\u00ab<em>Art. 1. \u2013<\/em> Il potere legislativo \u00e8 esercitato collettivamente dalla Camera dei Deputati e dal Senato.<\/p><p>\u00ab<em>Art. 2. \u2013<\/em> La formazione e cessazione delle due Camere avvengono contemporaneamente.<\/p><p>\u00ab<em>Art. 3.<\/em> \u2013 Il Senato \u00e8 composto da membri eletti dalle regioni, in numero di 300, per la durata di 5 anni. Il numero dei senatori assegnato ad ogni regione \u00e8 proporzionale a quello dei cittadini in essa domiciliati. Tuttavia nessuna regione potr\u00e0 avere un numero di rappresentanti superiore a &#8230; n\u00e9 inferiore a &#8230;<\/p><p>\u00ab<em>Art. 4.<\/em> \u2013 I seggi di senatori assegnati ad ogni regione sono per met\u00e0 coperti con elezioni a suffragio diretto universale, e per l\u2019altra met\u00e0 con elezione da effettuarsi nell\u2019ambito di speciali collegi elettorali, formati in base alla appartenenza dei cittadini ad una delle seguenti categorie di attivit\u00e0 produttiva:<\/p><ol><li><em>a<\/em>) agricoltura e pesca;<\/li><li><em>b<\/em>) industria, comprese quelle dei trasporti e bancaria;<\/li><li><em>c<\/em>) commercio;<\/li><li><em>d<\/em>) scuola e cultura;<\/li><li><em>e<\/em>) giustizia;<\/li><li><em>f<\/em>) urbanistica, sanit\u00e0 ed igiene;<\/li><li><em>g<\/em>) amministrazione pubblica.<\/li><\/ol><p>\u00ab<em>Art. 5. \u2013<\/em> L\u2019assegnazione del numero dei membri da eleggere dalle singole categorie nell\u2019ambito di ciascuna regione sar\u00e0 fatta con legge costituzionale da sottoporre a revisione periodica ogni 10 anni, tenendo conto del diverso grado di efficienza di ognuno.<\/p><p>\u00ab<em>Art. 6. \u2013<\/em> I procedimenti elettorali per la nomina dei due gruppi dei senatori saranno determinati da apposita legge.<\/p><p>\u00ab<em>Art. 7. \u2013<\/em> Partecipano alle elezioni per la parte dei senatori da eleggere a suffragio universale tutti i cittadini i quali abbiano compiuto il 25\u00b0 anno di et\u00e0. Sono elettori nei collegi speciali i cittadini appartenenti alle singole categorie che abbiano compiuto il 21\u00b0 anno di et\u00e0 (oppure che abbiano raggiunta la maggiore et\u00e0).<\/p><p>\u00ab<em>Art. 8. \u2013<\/em> Sono eleggibili alla carica di senatore i cittadini i quali, oltre a possedere i requisiti richiesti per le elezioni alla Camera dei Deputati, abbiano raggiunto l\u2019et\u00e0 di anni 40 e abbiano ricoperto per almeno due anni una delle seguenti cariche:<\/p><p>(<em>Omissis<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abPer l\u2019elezione nei collegi speciali occorre altres\u00ec che i candidati appartengano effettivamente alla categoria corrispondente a ciascuno dei collegi stessi\u00bb.<\/p><p>(<em>Il n. 2 dell\u2019ordine del giorno Perassi \u00e8 approvato con 17 voti favorevoli e 10 contrari<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PERASSI fa presente che la formula contrassegnata dal n. 3 nel suo ordine del giorno consta di due parti: nella prima si fissa il numero dei senatori da eleggersi nelle regioni; nella seconda \u00e8 prevista l\u2019elezione di un piccolo numero di essi da parte della Camera dei Deputati o dell\u2019Assemblea Nazionale, cio\u00e8 da parte delle due Camere riunite. Propone che per il momento sia messa in votazione soltanto la prima parte della formula in esame.<\/p><p>FUSCHINI osserva che, dal momento che per la prima Camera si \u00e8 preferito, al criterio di un numero fisso, quello di un numero proporzionale alla popolazione, sarebbe consigliabile, anche nei riguardi della seconda Camera, seguire lo stesso criterio, stabilendo per\u00f2 un rapporto diverso fra il numero degli abitanti ed ogni eligendo.<\/p><p>LUSSU rileva che, prima di addivenire alla votazione della formula proposta dall\u2019onorevole Perassi, occorrerebbe che il proponente illustrasse anche le disposizioni contenute nei numeri successivi del suo ordine del giorno, che sono in stretto rapporto con la formula anzidetta.<\/p><p>TARGETTI si associa. Infatti, dal solo contesto del n. 3 non ci si pu\u00f2 rendere conto se le regioni debbano essere intese come circoscrizioni elettorali o come corpo elettorale.<\/p><p>LACONI rileva che la formula proposta dall\u2019onorevole Perassi implica gi\u00e0, pur senza dirlo esplicitamente, l\u2019elezione di secondo grado, in quanto parla di eletti dalla regione. Chiede pertanto che la votazione avvenga su una formula pi\u00f9 semplice, con la quale si stabilisca se la elezione della seconda Camera debba avvenire sulla base del suffragio universale, difetto e segreto, ovvero mediante elezione di secondo grado.<\/p><p>TOSATO propone, allo scopo di facilitare la discussione, di mettere in votazione soltanto il principio che la seconda Camera sia composta di 300 membri eletti su base regionale. Con tale formula non si pregiudicherebbe la decisione sul suffragio diretto o indiretto.<\/p><p>BOZZI propone di passare senz\u2019altro alla discussione della formula contrassegnata dal n. 5 nell\u2019ordine del giorno dell\u2019onorevole Perassi, perch\u00e9 essa appunto investe tutta la questione in esame\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE crede preferibile prendere in considerazione la proposta dell\u2019onorevole Laconi, in vista della sua semplicit\u00e0, mentre con la formula del n. 5 si d\u00e0 gi\u00e0 per accettata una soluzione e si stabilisce il modo di attuarla.<\/p><p>LUSSU dichiara di votare in favore della elezione di secondo grado, nel desiderio di arrivare ad una conclusione che sia accettata dalla maggioranza della Sottocommissione.<\/p><p>FABBRI fa presente che sarebbe stato favorevole al suffragio diretto qualora i componenti della seconda Camera fossero stati effettivamente i rappresentanti delle forze vive della Nazione.<\/p><p>LAMI STARNUTI dichiara che non sarebbe contrario ad una elezione di secondo grado, se il sistema proposto offrisse determinate garanzie. Poich\u00e9 nessuno dei sistemi di secondo grado finora escogitati gli sembra offrire le necessarie garanzie, voter\u00e0 a favore dell\u2019elezione a suffragio diretto.<\/p><p>LA ROCCA voter\u00e0 per la elezione di primo grado, perch\u00e9 ritiene che con essa si potr\u00e0 avere la pi\u00f9 ampia rappresentanza, compresa quella delle forze vive e delle categorie professionali, e si assicurer\u00e0 maggiore autorit\u00e0 e prestigio alla seconda Camera.<\/p><p>AMBROSINI \u00e8 favorevole all\u2019elezione di secondo grado per le ragioni gi\u00e0 da lui esposte nella seduta precedente.<\/p><p>CODACCI PISANELLI voter\u00e0 per la elezione di secondo grado, anche in considerazione dell\u2019opportunit\u00e0 di giungere ad una formazione della seconda Camera diversa da quella della prima, cosa che \u00e8 prevista in quasi tutte le Costituzioni degli altri Stati.<\/p><p>PRESIDENTE pone in votazione il principio che l\u2019elezione della seconda Camera avvenga con il sistema del suffragio diretto.<\/p><p>(<em>Con 11 favorevoli e 15 contrari, non \u00e8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Fa presente che con la votazione test\u00e9 avvenuta resta implicitamente approvato il principio che l\u2019elezione della seconda Camera debba avvenire con il sistema del suffragio di secondo grado.<\/p><p>Resta ora da esaminare la proposta dell\u2019onorevole Fuschini, per la quale il numero dei membri della seconda Camera dovr\u00e0 essere proporzionale alla popolazione secondo un determinato coefficiente.<\/p><p>MANNIRONI \u00e8 favorevole alla proposta dell\u2019onorevole Fuschini, purch\u00e9 essa concordi con quanto successivamente \u00e8 stabilito nell\u2019ordine del giorno dell\u2019onorevole Perassi circa il numero fisso minimo di componenti di ogni regione in seno alla seconda Camera.<\/p><p>UBERTI fa presente che, esclusa la rappresentanza professionale o di categoria, si corre ora il rischio di compromettere anche la rappresentanza degli enti territoriali, perch\u00e9 sar\u00e0 difficile, se si vuole dare una rappresentanza ai comuni o alle regioni, applicare con precisione il principio della proporzionalit\u00e0 alla popolazione. Se si pone soltanto questo principio, si corre il pericolo di non avere pi\u00f9 una rappresentanza degli enti territoriali. Resterebbe pertanto svuotata di ogni contenuto la votazione test\u00e9 fatta, con la quale \u00e8 stata approvata la formazione della seconda Camera con elezioni di secondo grado.<\/p><p>CAPPI richiama l\u2019attenzione sul fatto che, adottando il criterio della proporzionalit\u00e0 fra popolazione e numero dei rappresentanti alla seconda Camera, si verrebbe a scartare la disposizione contenuta nel numero 4 del progetto dell\u2019onorevole Perassi, con la quale si assegna un dato numero fisso di seggi alle regioni, indipendentemente dalla loro popolazione.<\/p><p>TOSATO fa presente che due sono, a suo avviso, le questioni di principio: se ad ogni regione debba essere attribuito un numero fisso di senatori; e se il numero complessivo dei membri della seconda Camera debba essere esplicitamente stabilito nella Costituzione o debba essere determinato in relazione all\u2019entit\u00e0 della popolazione.<\/p><p>FUSCHINI ritiene che si dovrebbe innanzitutto stabilire che il numero dei componenti la seconda Camera sia proporzionale alla popolazione, secondo un dato coefficiente. Una volta accolto tale principio, si potrebbe tuttavia accedere alla proposta dell\u2019onorevole Perassi, per la quale ogni regione dovrebbe avere un numero fisso minimo di senatori e i seggi non compresi in questo numero minimo fisso dovrebbero essere divisi in rapporto alla popolazione. La determinazione del numero complessivo dei senatori sulla base della popolazione non esclude la possibilit\u00e0 di accettare la proposta dell\u2019onorevole Perassi, perch\u00e9 tra le due ipotesi non c\u2019\u00e8 alcuna contraddizione.<\/p><p>MANNIRONI riterrebbe opportuno concretare in un\u2019unica formula il principio proposto dall\u2019onorevole Fuschini.<\/p><p>CAPPI ripete che, accogliendo la proposta dell\u2019onorevole Fuschini, si renderebbe inefficiente la disposizione contenuta nel n. 4 del progetto dell\u2019onorevole Perassi.<\/p><p>FUSCHINI ritiene che ci\u00f2 non sia esatto.<\/p><p>PRESIDENTE osserva che la preoccupazione manifestata dall\u2019onorevole Cappi \u00e8 infondata. Nel pensiero dell\u2019onorevole Fuschini si tratta di adottare una formulazione che non determini un numero fisso di componenti la seconda Camera, ma stabilisca che ad ogni elezione il numero dei membri varier\u00e0 in rapporto alla popolazione. Dato ci\u00f2, pensa che i numeri 4 e 5 dell\u2019ordine del giorno dell\u2019onorevole Perassi possano restare inalterati, perch\u00e9 essi si propongono di suddividere i membri con un determinato sistema, che potr\u00e0 essere applicato anche se dovesse essere accolto il principio di un numero complessivo di componenti la seconda Camera variabile a seconda della popolazione.<\/p><p>Mette in votazione la proposta Fuschini, che il numero dei membri della seconda Camera debba essere proporzionale alla popolazione secondo un determinato coefficiente.<\/p><p>CAPPI dichiara di votare a favore della proposta, restando inteso che essa non pregiudica l\u2019accettazione del criterio di un numero minimo fisso di seggi da assegnarsi a ciascuna regione.<\/p><p>MANNIRONI si associa alle dichiarazioni dell\u2019onorevole Cappi.<\/p><p>TOSATO dichiara di astenersi dal voto.<\/p><p>(<em>Con 15 voti favorevoli e 9 contrari, la proposta dell\u2019onorevole Fuschini \u00e8 approvata<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE fa presente che si tratta ora di determinare il coefficiente di proporzionalit\u00e0 fra la popolazione e gli eligendi.<\/p><p>LAMI STARNUTI dichiara, anche a nome dei rappresentanti del suo Gruppo, che sarebbe opportuno eleggere un membro della seconda Camera per ogni 150.000 abitanti.<\/p><p>LUSSU ritiene che dovrebbe essere messa prima in votazione la disposizione contenuta nel numero 4 dell\u2019ordine del giorno Perassi, relativa all\u2019assegnazione di un numero minimo fisso di seggi per ciascuna regione.<\/p><p>FABBRI domanda se i seggi da attribuirsi di diritto alle varie regioni siano da considerarsi come compresi nel numero di quelli da assegnarsi in ragione della popolazione. Osserva, a questo proposito, che, mentre l\u2019onorevole Cappi ha inteso che i cinque membri da assegnarsi di diritto ad ogni regione, secondo la proposta dell\u2019onorevole Perassi, non debbano essere compresi fra quelli da distribuirsi in rapporto alla popolazione, egli ha creduto perfettamente il contrario. Teme che tale incertezza di interpretazione possa avere influito sulla votazione precedente.<\/p><p>PRESIDENTE chiarisce che, in occasione della votazione gi\u00e0 avvenuta, si era dotto che, con la proposta dell\u2019onorevole Fuschini, si mirava ad evitare che la seconda Camera avesse un numero fisso di componenti e non a pregiudicare il modo con cui i componenti, calcolali di volta in volta in base al numero degli abitanti, dovranno essere ridistribuiti fra le varie regioni.<\/p><p>CAPPI osserva che la formula del n. 4 del progetto Perassi \u00e8 assai chiara. Se le regioni saranno 18, si avranno 90 rappresentanti assegnati alle regioni, ossia 5 rappresentanti per ciascuna regione, qualunque sia il numero dei suoi abitanti. Gli altri rappresentanti, invece, saranno distribuiti in proporzione della popolazione. Propone frattanto che sia eletto un senatore per ogni 200.000 abitanti. Si avrebbe cos\u00ec un totale di 310 membri.<\/p><p>LUSSU rileva che nella tabella allegata al progetto Perassi non si fa parola della Val d\u2019Aosta. Ora, se la proposta dell\u2019onorevole Perassi dovesse essere accolta, la Val d\u2019Aosta, che ha un solo deputato, verrebbe ad avere cinque senatori, cosa che a suo avviso non \u00e8 ammissibile. Lo stesso inconveniente sorgerebbe per il Molise, se esso dovesse diventare una regione a s\u00e9. Desidererebbe in proposito qualche chiarimento dall\u2019onorevole Perassi.<\/p><p>PERASSI dichiara che la tabella annessa al suo progetto ha un valore puramente indicativo, ed \u00e8 stata compilata con riferimento all\u2019attuale ripartizione regionale e ai dati del censimento del 1936. In essa quindi non si poteva far menzione della Val d\u2019Aosta.<\/p><p>PRESIDENTE fa presente all\u2019onorevole Lussu che per la Val d\u2019Aosta sar\u00e0 probabilmente usata una denominazione particolare, come ad esempio quella di territorio o zona autonoma. Essa quindi non sar\u00e0 considerata come una regione.<\/p><p>BORDON osserva che il criterio di determinare il numero dei seggi in base alla popolazione non dovrebbe essere stabilito in modo assoluto, e ci\u00f2 per dare la possibilit\u00e0 anche a regioni con meno di 150.000 abitanti di avere i loro rappresentanti alla seconda Camera.<\/p><p>ROSSI PAOLO non \u00e8 favorevole ad ammettere un numero fisso di rappresentanti nella seconda Camera, perch\u00e9 vorrebbe evitare l\u2019inconveniente costituito dal fatto che mentre alcune provincie, come quelle di Potenza, Matera e Avellino, avrebbero un senatore per ogni 90-95.000 abitanti, altre, ad esempio quelle di Genova, Torino e Milano, ne avrebbero uno per ogni 180.000 abitanti, ci\u00f2 che sovvertirebbe completamente il criterio della proporzione.<\/p><p>MANNIRONI \u00e8 favorevole alla proposta dell\u2019onorevole Perassi; ma vorrebbe che invece di cinque fossero assegnati sei seggi a ciascuna regione, per ristabilire un certo equilibrio nel criterio della rappresentanza basata sul numero degli abitanti, a vantaggio delle regioni pi\u00f9 povere e meno popolale.<\/p><p>MORTATI, <em>Relatore<\/em>, concorda con l\u2019onorevole Mannironi, facendo osservare all\u2019onorevole Rossi che, con l\u2019adozione del principio di fissare un minimo di seggi per ogni regione, non si verifica gi\u00e0 un sovvertimento del criterio della proporzionale, ma si attuano soltanto piccole rettifiche a vantaggio delle ragioni meno popolate. D\u2019altra parte ricorda che tutte le Costituzioni basate su un ordinamento regionale stabiliscono un minimo di seggi per le regioni e qualcuna anche un massimo.<\/p><p>CONTI, <em>Relatore<\/em>, si associa alle dichiarazioni degli onorevoli Mannironi e Mortati.<\/p><p>PERASSI dichiara che con la sua proposta ha cercato una via di conciliazione tra due tesi contrapposte: quella di fissare per ogni regione un numero di seggi eguale e quella di determinare il numero dei seggi in ragione proporzionale alla popolazione. D\u2019altra parte, visto che nella nuova Costituzione dello Stato sar\u00e0 adottato il principio dell\u2019ordinamento regionale, si render\u00e0 indispensabile che ogni regione abbia un minimo di membri nella seconda Camera. Circa tale numero si potr\u00e0 discutere; ma un minimo di cinque seggi da assegnarsi a ciascuna regione non gli sembra irragionevole.<\/p><p>TARGETTI \u00e8 dell\u2019avviso che sia necessario rinviare l\u2019approvazione del principio relativo alla determinazione di un numero minimo di seggi per ciascuna regione a quando sar\u00e0 stabilita la struttura delle varie regioni. Finch\u00e9 non se ne conosce il numero e la delimitazione dei confini, non si pu\u00f2 approvare il principio anzidetto senza correre il rischio di inficiare il criterio proporzionale che gi\u00e0 \u00e8 stato approvato.<\/p><p>Coloro poi che sono particolarmente favorevoli al nuovo ordinamento regionale dovrebbero essere assai guardinghi nell\u2019accogliere il principio in discussione, che potrebbe far nascere opposizioni ancora pi\u00f9 forti tra gli avversari dell\u2019ente regione.<\/p><p>PRESIDENTE propone, anche per venti e incontro alle osservazioni dell\u2019onorevole Targetti, di votare per ora soltanto il principio contenuto nella proposta dell\u2019onorevole Pelassi, rinviando la determinazione del numero minimo dei seggi ad un secondo momento. Mette pertanto in votazione la seguente formula:<\/p><p>\u00abSar\u00e0 assicurato ad ogni regione, qualunque sia il numero dei suoi abitanti, un numero minimo fisso di rappresentanti in seno alla seconda Camera\u00bb.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvata<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>LAMI STARNUTI domanda se il numero minimo dei seggi per ciascuna regione andrebbe in diminuzione o in aumento dei seggi assegnati alle regioni in relazione alle rispettive popolazioni.<\/p><p>MANNIRONI crede che occorra fare due calcoli: il primo in base alla popolazione, per stabilire il numero complessivo dei rappresentanti, il secondo dopo aver tolto il numero minimo dei seggi spettanti ad ogni ragione, per ripartire tra la popolazione il numero degli altri seggi.<\/p><p>LAMI STARNUTI osserva che, cos\u00ec facendo, sarebbe sottratta, a favore delle piccole regioni, una quota dei seggi spettanti alle grandi.<\/p><p>PRESIDENTE fa presente che nella proposta test\u00e9 approvata era appunto implicita la conseguenza accennata dall\u2019onorevole Lami Starnuti. Le piccole regioni non potranno avere il loro numero minimo di rappresentanti che detraendolo dal numero totale dei componenti la seconda Camera.<\/p><p>LAMI STARNUTI rileva che, secondo la proposta dell\u2019onorevole Perassi, non si trattava di garantire soltanto un minimo di seggi alle varie regioni, ma di assegnare a ciascuna di esse, oltre a questo minimo, anche un numero di seggi proporzionale alla popolazione.<\/p><p>NOBILE osserva che fissare un minimo di seggi per ogni regione, una volta ammesso il criterio del rapporto con la popolazione, \u00e8 cosa che oggi riveste un significato, ma che avr\u00e0 un significato diverso fra qualche anno, dato il continuo incremento della popolazione, Quando sar\u00e0 aumentato il numero degli abitanti, e con esso quello dei membri della seconda Camera, il numero minimo fisso dei seggi per ciascuna regione acquister\u00e0 un valore diverso da quello che ha attualmente. Di qui l\u2019inopportunit\u00e0 di introdurre nella Costituzione una norma di valore mutevole.<\/p><p>LA ROCCA ritiene che occorra precisare che il numero fisso dei rappresentanti per ciascuna regione deve esser compreso in quello che dovr\u00e0 essere determinato in base alla popolazione.<\/p><p>PRESIDENTE crede che il concetto accennato dall\u2019onorevole La Rocca sia implicito nella formulazione test\u00e9 approvata. In ogni modo, a maggior chiarezza potrebbe essere messa in votazione una formula aggiuntiva, allo scopo di precisare che il numero minimo dei seggi va inteso nel senso che esso non debba poi essere aumentato del numero dei seggi risultante dal rapporto proporzionale con la popolazione.<\/p><p>LACONI dichiara di essere favorevole al principio di un numero minimo fisso di seggi per ciascuna regione, purch\u00e9 tale numero sia compreso in quello risultante dal rapporto proporzionale con la popolazione.<\/p><p>MORTATI, <em>Relatore<\/em>, obietta che, cos\u00ec facendo, il principio di assegnare un numero minimo fisso di seggi ad ogni regione sarebbe svuotato quasi di ogni contenuto, perch\u00e9 il vantaggio consisterebbe soltanto nell\u2019attribuire un paio di seggi alla Lucania ed alla Venezia Tridentina, posto sempre che il numero minimo dei seggi resti fissato in cinque. Sarebbe quindi integralmente rispettato il criterio della proporzionale, salvo che per due regioni. Viceversa col sistema suggerito dall\u2019onorevole Parassi sarebbe maggiormente rispettata l\u2019esigenza, gi\u00e0 prospettata da qualcuno, di dare maggiore peso e influenza all\u2019ordinamento dell\u2019ente regione.<\/p><p>CAPPI propone la seguente formula:<\/p><p>\u00abOltre al numero minimo fisso, ciascuna regione avr\u00e0 diritto ad eleggere un deputato alla seconda Camera ogni duecentomila abitanti\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE osserva che nella formula proposta dall\u2019onorevole Cappi sarebbe meglio togliere l\u2019indicazione della cifra relativa al numero degli abitanti, che sar\u00e0 meglio decidere in seguito.<\/p><p>CAPPI accetta di sostituire alle parole: \u00abogni duecentomila abitanti\u00bb, le seguenti: \u00abin proporzione alla popolazione\u00bb.<\/p><p>MANNIRONI concorda con l\u2019onorevole Cappi.<\/p><p>PRESIDENTE ritiene che sarebbe meglio usare l\u2019espressione: \u00abogni <em>x<\/em> abitanti\u00bb; in tal modo apparir\u00e0 pi\u00f9 chiaramente che ci si riserva di inserire nella formula proposta l\u2019indicazione del numero degli abitanti.<\/p><p>LUSSU \u00e8 favorevole alla formula proposta, con la riserva per\u00f2 che il numero dei deputati non possa mai essere inferiore a quello dei senatori.<\/p><p>CAPPI \u00e8 d\u2019accordo con l\u2019onorevole Lussu.<\/p><p>ROSSI PAOLO osserva che l\u2019inconveniente accennato dall\u2019onorevole Lussu si potr\u00e0 verificare in Lucania, in Umbria, negli Abruzzi, nel Molise, se esso diventer\u00e0 regione a s\u00e9, e nel Trentino.<\/p><p>Ad esempio nella Lucania, oltre i cinque senatori di diritto, se ne potranno avere altri tre: in totale otto, mentre si avranno soltanto cinque deputati, se sar\u00e0 accolto definitivamente il principio di eleggere un deputato ogni 100.000 abitanti.<\/p><p>CONTI, <em>Relatore<\/em>, osserva che la questione non ha alcuna importanza relativamente al numero complessivo dei componenti delle due Camere, perch\u00e9 certamente il numero dei membri della seconda Camera non potr\u00e0 superare quello della prima. Si domanda in ogni modo quali pericoli possano derivare dal fatto che in una regione vi siano 5 deputati ed 8 senatori.<\/p><p>CAPPI \u00e8 d\u2019accordo con l\u2019onorevole Conti nel ritenere impossibile che il numero dei membri della seconda Camera possa superare quello dei componenti la prima. Ricorda in ogni modo che la Sottocommissione ha preso gi\u00e0 una decisione nel senso che la prima Camera debba avere un numero di deputati notevolmente superiore a quello dei senatori.<\/p><p>ROSSI PAOLO dichiara che ci\u00f2 che lo preoccupa \u00e8 soltanto che l\u2019inconveniente accennato possa verificarsi nell\u2019ambito della regione.<\/p><p>LUSSU propone, come emendamento, una frase con la quale si dica che nell\u2019ambito della regione il numero dei deputati alla seconda Camera non possa mai essere superiore al numero dei deputati alla prima.<\/p><p>PRESIDENTE osserva che la formula suggerita dall\u2019onorevole Lussu \u00e8 un\u2019aggiunta. Sar\u00e0 bene quindi mettere in votazione prima la proposta e poi l\u2019aggiunta.<\/p><p>LACONI suggerisce la seguente formula in contrapposizione a quella dell\u2019onorevole Cappi: \u00abIl principio precedentemente affermato si intende nel senso che, qualora il numero dei deputati della seconda Camera, spettante a qualche regione, fosse inferiore al numero di 5, esso verrebbe aumentato fino a raggiungere tale cifra\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE osserva che anche nella formula proposta dall\u2019onorevole Laconi sarebbe meglio sostituire all\u2019indicazione del numero dei deputati della seconda Camera, che non \u00e8 stato ancora fissato, una frase come la seguente: \u00abal numero minimo fissato\u00bb.<\/p><p>MANNIRONI chiede che la votazione sia fatta sulla proposta dell\u2019onorevole Cappi che esclude quella dell\u2019onorevole Laconi.<\/p><p>NOBILE dichiara di astenersi dal voto, perch\u00e9 i vari conteggi fissati nelle formule proposte non hanno, a suo parere, alcun valore pratico.<\/p><p>PRESIDENTE fa presente che, se nella formula dell\u2019onorevole Cappi sar\u00e0 inclusa l\u2019aggiunta suggerita dall\u2019onorevole Lussu, coloro che sono favorevoli alla formula anzidetta, probabilmente si asterranno dal voto, perch\u00e9 hanno gi\u00e0 dichiarato di non condividere l\u2019opinione espressa dall\u2019onorevole Lussu.<\/p><p>PICCIONI propone di votare per divisione.<\/p><p>LUSSU non \u00e8 favorevole alla proposta Piccioni, perch\u00e9 egli sarebbe obbligato a votare favorevolmente per la formula dell\u2019onorevole Cappi, che invece respingerebbe se la sua aggiunta non fosse approvata.<\/p><p>CONTI, <em>Relatore<\/em>, dichiara di non essere favorevole alla proposta dell\u2019onorevole Lussu.<\/p><p>LA ROCCA \u00e8 contrario alla proposta dell\u2019onorevole Cappi perch\u00e9 \u00e8 favorevole alla proporzionale pura. In ogni modo, dichiara di accedere, in linea subordinata, alla determinazione di un numero fisso di seggi, affinch\u00e9 possa essere data una rappresentanza certa anche alle regioni meno popolose.<\/p><p>PRESIDENTE pone ai voti la proposta dell\u2019onorevole Cappi nel seguente testo definitivo: \u00abOltre al numero fisso minimo, ciascuna regione avr\u00e0 diritto ad eleggere un deputato alla seconda Camera ogni <em>x<\/em> abitanti\u00bb.<\/p><p>(<em>Con 14 voti favorevoli e 11 contrari, \u00e8 approvata<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Pone quindi in votazione l\u2019aggiunta proposta dall\u2019onorevole Lussu: \u00abNell\u2019ambito della regione il numero dei deputati alla seconda Camera non pu\u00f2 essere superiore al numero dei deputati alla prima\u00bb.<\/p><p>(<em>Con 13 voti favorevoli, 13 contrari e un astenuto, non \u00e8 approvata<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Fa presente che si tratta ora di fissare il quoziente di proporzionalit\u00e0. A tal fine ricorda che l\u2019onorevole Cappi aveva proposto di eleggere un deputato alla seconda Camera ogni 200.000 abitanti, mentre gli onorevoli Fuschini e Lami Starnuti avevano proposto l\u2019elezione di uno ogni 150.000 abitanti.<\/p><p>CODACCI PISANELLI desidera precisare che il criterio della proporzionalit\u00e0 non \u00e8 affatto incompatibile con quello del numero fisso stabilito nel progetto dell\u2019onorevole Perassi. Se si ammette che il numero dei membri della seconda Camera debba essere di 315, si pu\u00f2 determinare, ogni qual volta si faranno le elezioni, in proporzione alla popolazione della regione, quale dovr\u00e0 essere il numero dei membri da eleggere.<\/p><p>BORDON \u00e8 favorevole ad una riduzione del quoziente di proporzionalit\u00e0, specialmente per ci\u00f2 che concerne la Val d\u2019Aosta.<\/p><p>CONTI, <em>Relatore<\/em>, teme che, accettando il quoziente di 150.000 abitanti, la seconda Camera possa risultare troppo numerosa, considerato anche il fatto che si avr\u00e0 un dato numero fisso di rappresentanti per ogni regione. Per queste ragioni \u00e8 favorevole al quoziente di 200.000 abitanti.<\/p><p>NOBILE ritiene che il numero minimo fisso di seggi per ogni regione, che non \u00e8 stato ancora precisato, debba essere in relazione con il quoziente di proporzionalit\u00e0 che ora si vuole determinare. Dato ci\u00f2, non vede come si possa precisare il numero degli abitanti, se non si stabilisce anche il numero minimo fisso di seggi.<\/p><p>PRESIDENTE avverte che alcuni commissari gli hanno domandato di rinviare alla prossima riunione la votazione sul quoziente di proporzionalit\u00e0, al che ritiene di aderire.<\/p><p>La seduta termina alle 19.40.<\/p><p><em>Erano presenti:<\/em> Ambrosini, Bocconi, Bordon, Bozzi, Calamandrei, Cappi, Codacci Pisanelli, Conti, Fabbri, Farini, Fuschini, Laconi, Lami Starnuti, La Rocca, Lussu, Mannironi, Mortati, Nobile, Patricolo, Perassi, Piccioni, Ravagnan, Rossi Paolo, Targetti, Terracini, Tosato, Uberti, Zuccarini.<\/p><p><em>In congedo:<\/em> Castiglia, Grieco, Leone Giovanni.<\/p><p><em>Assenti:<\/em> Bulloni, De Michele, Di Giovanni, Einaudi, Finocchiaro Aprile, Porzio, Vanoni.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Versione PDF ASSEMBLEA COSTITUENTE COMMISSIONE PER LA COSTITUZIONE SECONDA SOTTOCOMMISSIONE 29. RESOCONTO SOMMARIO dELLA SEDUTA DI MARTED\u00cc 15 OTTOBRE 1946 PRESIDENZA DEL PRESIDENTE TERRACINI INDICE Sugli Statuti siciliano e sardo Presidente \u2013 Ambrosini \u2013 Laconi \u2013 Lussu \u2013 Nobile \u2013 Patricolo \u2013 Fuschini \u2013 Piccioni \u2013 Conti \u2013 Zuccarini. Organizzazione costituzionale dello Stato (Seguito della [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_relevanssi_hide_post":"","_relevanssi_hide_content":"","_relevanssi_pin_for_all":"","_relevanssi_pin_keywords":"","_relevanssi_unpin_keywords":"","_relevanssi_related_keywords":"","_relevanssi_related_include_ids":"","_relevanssi_related_exclude_ids":"","_relevanssi_related_no_append":"","_relevanssi_related_not_related":"","_relevanssi_related_posts":"595,2017,2364,1646,574,1319","_relevanssi_noindex_reason":"","_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[98,70],"tags":[],"post_folder":[123],"class_list":["post-5212","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-1946-10ss","category-seconda-sottocommissione"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5212","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=5212"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5212\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":8777,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5212\/revisions\/8777"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=5212"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=5212"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=5212"},{"taxonomy":"post_folder","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fpost_folder&post=5212"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}