{"id":5208,"date":"2023-10-15T23:15:03","date_gmt":"2023-10-15T21:15:03","guid":{"rendered":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=5208"},"modified":"2023-10-23T13:42:59","modified_gmt":"2023-10-23T11:42:59","slug":"giovedi-3-ottobre-1946-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=5208","title":{"rendered":"GIOVED\u00cc 3 OTTOBRE 1946"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"5208\" class=\"elementor elementor-5208\" data-elementor-post-type=\"post\">\n\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-35e52df elementor-section-full_width elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"35e52df\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-fff30e6\" data-id=\"fff30e6\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-0967ed8 elementor-align-right elementor-widget elementor-widget-button\" data-id=\"0967ed8\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"button.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-button-wrapper\">\n\t\t\t\t\t<a class=\"elementor-button elementor-button-link elementor-size-sm\" href=\"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/19461003sed027ss.pdf\" target=\"_blank\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-content-wrapper\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-icon\">\n\t\t\t\t<i aria-hidden=\"true\" class=\"icon icon-view\"><\/i>\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-text\">Versione PDF<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-8a12caf elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"8a12caf\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p>ASSEMBLEA COSTITUENTE<\/p><p>COMMISSIONE PER LA COSTITUZIONE<\/p><p>SECONDA SOTTOCOMMISSIONE<\/p><p>27.<\/p><p>RESOCONTO SOMMARIO<\/p><p>DELLA SEDUTA DI GIOVED\u00cc 3 OTTOBRE 1946<\/p><p>PRESIDENZA DEL PRESIDENTE <strong>TERRACINI<\/strong><\/p><p><strong>INDICE<\/strong><\/p><p><strong>Organizzazione costituzionale dello Stato <\/strong>(<em>Seguito della discussione<\/em>)<\/p><p>Ambrosini \u2013 Rossi Paolo \u2013 Grieco \u2013 Lussu \u2013 Nobile \u2013 Mortati, <em>Relatore \u2013 <\/em>Presidente \u2013 Piccioni.<\/p><p>La seduta comincia alle 17.15.<\/p><p>Seguito della discussione sull\u2019organizzazione costituzionale dello Stato.<\/p><p>AMBROSINI, prima di entrare in merito, ricorda che nella riunione precedente l\u2019onorevole Piccioni ha esposto le ragioni fondamentali che consigliano una rappresentanza degli interessi, facendo altres\u00ec alcune considerazioni manifestamente tendenti a trovare una possibilit\u00e0 di intesa tra le diverse opinioni in contrasto. \u00c8, quindi, con meraviglia che ha udito successivamente l\u2019onorevole Lussu. affermare che il discorso dell\u2019onorevole Piccioni aveva riportato la questione quasi ad un punto di maggior discordia. A suo avviso invece, specie la seconda parte del discorso anzidetto, mira ad arrivare ad un accordo.<\/p><p>Difatti l\u2019onorevole Piccioni ha fatto ogni possibile sforzo per giungere ad un\u2019intesa, dichiarandosi pronto ad accogliere la proposta di diminuire il quantitativo dei rappresentanti da assegnare alle categorie produttive, e arrivando perfino ad accennare alla possibilit\u00e0 di trasportare il principio della rappresentanza degli interessi dal campo del corpo elettorale differenziato a quello dei requisiti di eleggibilit\u00e0.<\/p><p>Ad ogni modo egli ritiene che in linea di principio non ci debba essere un profondo contrasto, quando si tenga presente che il sistema della rappresentanza professionale \u00e8 stato propugnato anche da esponenti del movimento socialista. Crede opportuno richiamare qui un discorso pronunciato il 24 luglio 1919 alla Camera dei Deputati, in sede di discussione del disegno di legge sulla proporzionale, dall\u2019onorevole Cabrini. In quella occasione furono pronunciati, anche da altri deputati, fra i quali Meda, Turati e Tovini, dei discorsi, che potrebbero riuscire anche oggi utili per trovare un punto di intesa, in quanto in essi, parlandosi della proporzionale, si esamin\u00f2 altres\u00ec il problema attualmente discusso dalla Sottocommissione.<\/p><p>Diceva l\u2019onorevole Cabrini: \u00abParlo non tanto per esprimere opinioni mie personali, che non avrebbero valore di sorta, quanto per inserire nella discussione il pensiero manifestato nei suoi congressi e nelle sue pubblicazioni dalla nostra massima organizzazione proletaria: la Confederazione generale del lavoro.<\/p><p>\u00abIl qual pensiero ritengo debba esser tenuto ben presento dalla Camera, sia perch\u00e9 significa la decisa volont\u00e0 di esprimere la orientazione politica di una organizzazione sindacale che va rapidamente verso il milione e mezzo di iscritti; sia perch\u00e9 \u00e8 merito della Confederazione del lavoro di avere con singolare vigoria impostato il problema della revisione del nostro sistema rappresentativo; sia perch\u00e9 il ricordare questo pensiero giova a precisare che, se nella concezione della rappresentanza professionale, come punto di partenza e come punto di arrivo, il movimento che fa capo alla Confederazione si differenzia da quello dei cattolici, i due movimenti si trovano per\u00f2 perfettamente d\u2019accordo nel rifiutarsi a far servire un qualsiasi movimento per la maggior riforma della rappresentanza professionale e per la premessa confederale della Costituente a qualsiasi diversivo che possa danneggiare il movimento proporzionale\u00bb.<\/p><p>A leggere queste parole vien fatto di pensare che l\u2019onorevole Cabrini si trovava probabilmente in uno stato d\u2019animo simile a quello in cui si trovano attualmente diversi membri della Sottocommissione. L\u2019onorevole Cabrini, proseguendo il suo discorso, citava un passo di un articolo apparso su \u00abLe battaglie sindacali\u00bb dell\u20198 marzo 1919. Per spiegarlo appieno, \u00e8 utile ricordare che c\u2019era stato allora da parte delle estreme sinistre un movimento in favore della proporzionale, e l\u2019iniziativa era partita da radicali quali gli onorevoli Caetani e Abbiate, e anche dall\u2019onorevole Turati, i quali avevano rispettivamente presentati in proposito dei disegni di legge alla Camera. Riferendosi appunto a tale fatto, l\u2019onorevole Cabrini diceva: \u00abSiamo favorevoli all\u2019iniziativa dell\u2019onorevole Turati, in quanto essa rappresenta per noi il punto di partenza per raggiungere quel sistema elettorale basato sulla circoscrizione professionale, che \u00e8 il solo modo per sostenere di un robusto contenuto il suffragio universale\u00bb.<\/p><p>Dopo di che l\u2019onorevole Cabrini aggiungeva: \u00abReputo doveroso, specialmente dinanzi alle numerose ed inattese manifestazioni che si sono avute durante la discussione a favore della rappresentanza professionale, reputo doveroso di accennare, rapidissimamente, alle ragioni essenziali per le quali il movimento sindacale, che si svolge fiancheggiato dal pensiero socialista, ritiene esso pure indispensabile procedere nel pi\u00f9 breve tempo possibile alla rappresentanza delle professioni, ma mediante una organica, integrale organizzazione che basi la rappresentanza professionale \u2013 centrale e regionale \u2013 sul trasformato regime dell\u2019azienda industriale, commerciale ed agricola; riforma integrale per cui il Parlamento professionale \u2013 e i suoi organi regionali \u2013 devono stare alla fabbrica, al magazzino, all\u2019impresa agricola, come il tronco, i rami, le foglie di un albero stanno alle poderose radici. (<em>Omissis<\/em>).<\/p><p>\u00abI colleghi conoscono di quali coefficienti sia formato il movimento che in tutti i Paesi \u2013 attraverso svariatissimi aspetti esteriori \u2013 punta, spinge verso la revisione del sistema rappresentativo della societ\u00e0 borghese \u2013 la rappresentanza della popolazione \u2013 per sostituirlo e integrarlo con quello della rappresentanza non degli interessi, come taluno dice impropriamente, poich\u00e9 le classi e le categorie hanno anche dei sentimenti o delle idee, ma delle professioni.<\/p><p>\u00abRegresso apparente verso l\u2019economia medievale, cos\u00ec come ai miopi possono sembrare un ritorno alle forme del comunismo antico le moderne socializzazioni nella propriet\u00e0 terriera o nella industriale\u00bb.<\/p><p>Riprendendo quindi a parlare della proporzionale, l\u2019onorevole Cabrini cos\u00ec proseguiva: \u00abApplicata alla popolazione, anzich\u00e9 alle sole professioni, la proporzionale apre o continua a lasciar aperta la porta del Parlamento anche alle forze socialmente improduttive\u00bb.<\/p><p>Facendo poi la critica della rappresentanza puramente politica, l\u2019onorevole Cabrini osservava: \u00abLe correnti favorevoli alla rappresentanza professionale traggono i loro pi\u00f9 forti impulsi precisamente dalla illegittimit\u00e0 e dalla incompetenza di una parte degli eletti della popolazione nel giudicare di ci\u00f2 che \u00e8 peculiare interesse o funzione della classe. Quanti conoscono i fattori propulsivi del movimento per la rappresentanza professionale considerano la proporzionale come un avviamento, un incitamento alla rappresentanza delle professioni.<\/p><p>\u00abEvidentemente la vita economica, pi\u00f9 vedr\u00e0 perpetuarsi nel Parlamento la invadente incompetenza del politicantismo e la sovrapposizione di interessi parassitari a quelli delle forze impegnate nella produzione, pi\u00f9 trover\u00e0 nuovi incentivi, a trasformare il regime, o mediante la sostituzione della rappresentanza delle professioni alla rappresentanza della popolazione, o mediante la disciplinata coesistenza delle due rappresentanze, quella coesistenza che Kurt Eisner \u2013 il grande socialista assassinato dal militarismo bavarese \u2013 aveva segnato con una superba e geniale linea rinnovatrice\u00bb.<\/p><p>Continuava infine con spirito quasi profetico: \u00abComunque, io non credo la questione risolubile dalla presente Camera; la quale, per affrontare e risolvere il problema, dovrebbe assurgere ad Assemblea costituente. Ed anche in ci\u00f2 mi trovo in perfetto accordo con la Confederazione generale del lavoro.<\/p><p>\u00abDar\u00f2 il mio voto a quell\u2019ordine del giorno che, nella questione della rappresentanza professionale, affermi il principio: ma come un voto di tendenza. Le forze le quali dovranno trasformare il regime rappresentativo sono, o signori, fuori di qui. Ed esse agiranno, o in forma tumultuaria, alla quale potrebbe servire da incentivo un voto di questa Camera, la quale si ostinasse a lasciare immutato il sistema elettorale, quasi a sfida di tutte le forze organizzate del Paese: socialisti, cattolici, combattenti; oppure prescrivendo alla prossima Camera, eletta col sistema proporzionale, il compito di apprestare le norme per la convocazione di quell\u2019Assemblea costituente verso cui la Confederazione del lavoro disciplina ed inalvea i consensi e le simpatie della classe lavoratrice\u00bb.<\/p><p>Sarebbe superfluo riferire altri passi del discorso dell\u2019onorevole Cabrini, perch\u00e9 quelli citati sono pi\u00f9 che sufficienti per dare la nozione piena del pensiero di lui e della Confederazione generale del lavoro in quel periodo della vita nazionale.<\/p><p>Rilevato che i presupposti, da cui partiva l\u2019onorevole Cabrini, per sostenere la trasformazione della rappresentanza politica, non sono in questo secondo dopo-guerra sostanzialmente mutati, afferma che anche oggi si sente la necessit\u00e0 dell\u2019apporto delle rappresentanze specifiche delle varie categorie professionali, specie in relazione alle esigenze della ricostruzione economica del Paese e al suo pi\u00f9 organico assetto politico.<\/p><p>Si augura pertanto che la rievocazione del pensiero dell\u2019onorevole Cabrini possa facilitare il superamento del contrasto, e sospingere tutti verso una soluzione di buon compromesso, che dia soddisfazione alle varie tendenze manifestatesi in seno alla Sottocommissione durante l\u2019attuale appassionato dibattito.<\/p><p>ROSSI PAOLO tiene innanzitutto a dichiarare che, a suo avviso, il pensiero dello onorevole Cabrini, a cui l\u2019onorevole Ambrosini ha fatto riferimento, in quanto espressione di un sindacalismo soreliano estremo, non coincide pi\u00f9 con le attuali esigenze del movimento operaio.<\/p><p>Il partito socialista oggi non \u00e8 certo contrario alla proporzionale e non sarebbe nemmeno contrario alla rappresentanza sindacale pura proposta dell\u2019onorevole Cabrini. C\u2019\u00e8 per\u00f2 da osservare che tra la rappresentanza suddetta basata sulle professioni, accennate incompletamente dall\u2019onorevole Cabrini, e la rappresentanza degli interessi di categoria, quale \u00e8 quella proposta nei progetti sottoposti all\u2019esame della Sottocommissione, c\u2019\u00e8 una differenza profonda. Non si riesce ad immaginare concretamente nella temperie politica moderna, una seconda Camera che sia composta, in tutto o in parte, per categorie, con un numero fisso di rappresentanti per ogni categoria, e che sia eletta a suffragio diretto, universale, indifferenziato.<\/p><p>Ha sentito parlare di una nuova democrazia organica, la quale dovrebbe trascendere il concetto ottocentesco della democrazia individuale o atomistica. \u00c8 da ritenere che tale democrazia organica, o corporativa, anzich\u00e9 costituire un superamento del vecchio liberalismo Ottocentesco, costituirebbe un ritorno alle posizioni gi\u00e0 superate dallo stesso liberalismo.<\/p><p>Nelle parole dell\u2019onorevole Piccioni ha sentito riecheggiare quella critica sprezzante allo <em>stupide si\u00e8cle XIX<\/em>, propria non gi\u00e0 dei cattolici novatori, ma di quel notevole gruppo di pensatori reazionari che non hanno dissimulato n\u00e9 la loro antipatia per la rivoluzione del 1789, n\u00e9 i loro rimpianti nostalgici per l\u2019<em>ancien r\u00e9gime.<\/em><\/p><p>La rappresentanza degli interessi e delle categorie fu la pi\u00f9 antica forma di rappresentanza, e la sostituzione della rappresentanza politica alla rappresentanza corporativa \u00e8 appunto quel grande passo avanti sulla strada della libert\u00e0 e della democrazia che \u00e8 stato compiuto dallo \u00abstupido\u00bb secolo decimonono, in mezzo al desolato rammarico dei conservatori.<\/p><p>Frattanto, circa il problema della costituzione di una seconda Camera, si pu\u00f2 ricordare che nessuno dei grandi Paesi, dall\u2019U.R.S.S. agli Stati Uniti, dall\u2019Inghilterra alla Francia, possiede una seconda Camera formata in tutto o in parte col sistema corporativo.<\/p><p>Esistono, s\u00ec, due Nazioni che hanno un Senato assai simile a quello che nascerebbe dalla proposta dell\u2019onorevole Piccioni, ma sono due tra i Paesi pi\u00f9 piccoli e politicamente pi\u00f9 arretrati di tutta l\u2019Europa: il Portogallo e l\u2019Irlanda. E quanto al concreto significato politico di un simile Senato, sar\u00e0 opportuno citare l\u2019interpretazione autentica del titolare della cattedra di diritto pubblico all\u2019Universit\u00e0 di Lisbona, Marcelo Gaetano, esegeta ufficioso della Costituzione del suo Paese: \u00able idee clic dominano la Costituzione portoghese sono autoritarie, anti-parlamentari, nazionaliste, cristiano-sociali e corporative\u00bb. Se tali sono le idee maestre che devono guidare la Sottocommissione nella risoluzione del problema in esame, si pu\u00f2 tranquillamente costituire la seconda Camera in funzione o rappresentanza degli interessi e delle categorie, come nel Portogallo e nell\u2019Irlanda. Altrimenti no.<\/p><p>La verit\u00e0 \u00e8 che non \u00e8 possibile rappresentare con la giusta proporzione e senza ingiustizie, capaci di falsare i rapporti politici e di classe, quelle cosiddette forze vive che si vorrebbero porre a fondamento della seconda Camera. Quando anche si potesse raggiungere, in teoria, con sapientissimo dosaggio, l\u2019instabile equilibrio tra gli interessi da rappresentare, si dovrebbe sempre essere contrari a un Senato corporativo, sia esso tale nella sua interezza o a met\u00e0, o soltanto per un terzo, come vorrebbe l\u2019onorevole Piccioni, per le seguenti ragioni:<\/p><p>1\u00b0) \u00e8 vero che esistono forze ed interessi della cultura, della tradizione, dell\u2019economia, ma non vi \u00e8 ragione perch\u00e9 queste forze siano arbitrariamente trasformate in forze politiche e chiamate ad agire in sede politica anzich\u00e9 in quella sede di cultura, di tradizione, di economia che \u00e8, e deve essere, la loro sede naturale ed esclusiva;<\/p><p>2\u00b0) non \u00e8 concepibile un\u2019Assemblea che abbia due fonti elettorali diverse. Difficilmente riescono ad intendersi le Assemblee che nascono dalla medesima matrice; c\u2019\u00e8 da immaginarsi quindi come funzionerebbe una seconda Camera con 200 membri eletti a suffragio universale e 100 membri aristocratici, scelti da categorie oligarchiche. Tutte le Assemblee a composizione mista hanno dato sempre mediocri prove e non sono mai durate troppo a lungo;<\/p><p>3\u00b0) fatalmente la rappresentanza delle categorie porta al voto plurimo, di fatto, sia che lo si dica, sia che lo si taccia pudicamente. Si prenda, ad esempio, una regione media in cui vi siano cento professori d\u2019Universit\u00e0, duemila professionisti, diecimila industriali e commercianti, e ottocentomila lavoratori: se verr\u00e0 fissato un sol posto per le Universit\u00e0, due per le professioni, due per l\u2019industria e commercio, otto per il lavoro manuale e impiegatizio nello sue varie sottospecie, si sar\u00e0 raggiunto l\u2019<em>optimum<\/em> praticamente concepibile. Eppure, a questo modo, si verr\u00e0 a dare un voto ad ogni operaio od impiegato, cinquanta ad ogni industriale o commerciante, cento ad ogni professionista e mille ad ogni professore; ci\u00f2 che non costituisce n\u00e9 democrazia corporativa, n\u00e9 democrazia organica, n\u00e9 superamento dell\u2019atomismo ottocentesco, ma semplicemente un ritorno, nemmeno mascherato, alle vecchie oligarchie;<\/p><p>\u00a0<\/p><p>4\u00b0) soltanto se si volesse superare il regionalismo e demandare la nomina dei senatori di categoria, ad un collegio unico nazionale, si potrebbe forse superare, o ridurre le ingiustizie; su cento posti uno potrebbe essere riservato alle Universit\u00e0, due alle professioni, tre agli industriali e cos\u00ec via; la proporzione sarebbe salva se 85 posti toccassero ai prestatori di lavoro. Ma allora tutta l\u2019inutilit\u00e0 di un cos\u00ec complicato sistema salterebbe agli occhi di ognuno. In altri termini: o si crea una rappresentanza di interessi, con carattere preferenziale di certi interessi e di certe categorie rispetto ad altre, e si cade in una ingiustizia non tollerabile; o si raggiunge una rappresentanza veramente equilibrata e giusta, e allora non vale la pena di staccarsi dal suffragio universale che da solo serve benissimo allo scopo.<\/p><p>Si \u00e8 molto insistito sulla necessit\u00e0 di differenziare la seconda Assemblea dalla prima. Su questo argomento sar\u00e0 bene fare qualche altra osservazione. Una Nazione ha bisogno di essere governata e tutti ormai sono d\u2019accordo nell\u2019attribuire all\u2019instabilit\u00e0 dei governi parlamentari molta parte delle nostre sciagure. Orbene, se, come si vuole, la seconda Camera dovr\u00e0 avere poteri identici a quelli della prima, ma con posizione politica differente, l\u2019instabilit\u00e0 del Governo continuer\u00e0 ed il Paese sar\u00e0 gettato, da quella stessa Costituzione che dovrebbe preservarlo da ogni sciagura, nell\u2019impotenza e nell\u2019anarchia.<\/p><p>Certamente si pu\u00f2 immaginare un Senato scelto da un ristretto corpo elettorale o volto a rappresentare interessi non propriamente politici; ma allora occorre dare ad esso facolt\u00e0 minori, o diverse, e occorre creare i congegni per cui il conflitto tra le due Camere possa esser risolto senza determinare crisi. Ma se le due Camere debbono essere eguali in dignit\u00e0, funzioni, poteri, occorre anche che siano eguali come composizione politica; altrimenti i governi non potranno mai reggersi.<\/p><p>Frattanto \u00e8 doveroso dichiarare che la proposta dell\u2019onorevole Fuschini \u00e8 quanto di meglio si sia finora trovato per conciliare le opposte esigenze. La qualificazione degli eleggibili, senza differenziare le due Camere politicamente, d\u00e0 alla seconda quel carattere di maggior ponderazione e di maggiore competenza tecnica, che sono per l\u2019appunto i requisiti che si richiedono al Senato. Per conseguire, appunto, la necessaria differenza di composizione tecnica, e non politica, fra le due Camere, i requisiti richiesti dal progetto dell\u2019onorevole Fuschini potranno essere riesaminati e resi pi\u00f9 severi; cos\u00ec potr\u00e0 essere evitato il pericolo accennato dall\u2019onorevole Piccioni e cio\u00e8 che possano diventare senatori tutti coloro che hanno i titoli praticamente indispensabili per essere candidati alla prima Camera.<\/p><p>In ogni modo, osserva che il vantaggio sostanziale della bicameralit\u00e0 non risiede nella maggiore preparazione tecnica dei membri della seconda Camera, e tanto meno in una diversa composizione di questa, rispetto alla prima; risiede soltanto nel tempo. Non \u00e8 l\u2019obbligo del riesame; sono i mesi che passano, le eccitazioni che si spengono, la naturale maturazione dei progetti che costituiscono la vera, la solida, la intrinseca garanzia del sistema bicamerale.<\/p><p>Nel dichiarare che il gruppo socialista \u00e8 pronto ad accettare la proposta dell\u2019onorevole Fuschini, salvo i perfezionamenti di forma che potranno essere introdotti, fa anche un vivo appello al senso di responsabilit\u00e0 politica e storica di tutti i commissari. Occorre che l\u2019Italia abbia presto una Costituzione, votata a larga maggioranza e capace di raccogliere amplissimi consensi. \u00c8 questo che ha spinto i socialisti ad accettare alcune proposte ben lontane dalle loro preferenze teoriche.<\/p><p>Eguale sentimento avranno anche i commissari appartenenti agli altri gruppi politici. Ad essi i socialisti chiedono di accettare il progetto di uno dei loro esponenti, non basato su una rappresentanza corporativa, irrealizzabile nei limiti della giustizia, pericolosa e fuori dei tempi.<\/p><p>GRIECO prende la parola perch\u00e9 crede che da parte del suo gruppo, a nome del quale parla, sia necessario fare un\u2019affermazione di principio, specie dopo le chiare, nette dichiarazioni dell\u2019onorevole Piccioni in merito al problema in discussione. A suo avviso l\u2019intervento dell\u2019onorevole Piccioni ha riportato la questione al punto di partenza, mentre sembrava, dopo i discorsi degli onorevoli Lami Starnuti e Lussu, che sarebbe stato possibile giungere presto ad una conclusione.<\/p><p>Dichiara frattanto all\u2019onorevole Conti che egli non \u00e8 favorevole alla tesi cos\u00ec chiaramente prospettata dall\u2019onorevole Piccioni. Per\u00f2 l\u2019onorevole Conti avrebbe torto se pensasse che gli sforzi per trovare dei punti d\u2019accordo sulle varie questioni non siano degni dei componenti la Sottocommissione. Non pu\u00f2 esservi nessun dubbio che in seno alla Sottocommissione si faccia della politica. Si sta lavorando alla Costituzione, cio\u00e8 ad uno strumento politico fondamentale. Questo strumento non pu\u00f2 essere fatto che da uomini politici, con l\u2019aiuto, se necessario, di specialisti e di tecnici, i quali debbono, per\u00f2, servire gli intendimenti degli uomini politici. Fissato questo criterio, che gli sembra inoppugnabile, occorre formulare il pi\u00f9 rapidamente possibile un progetto di Costituzione che venga approvato dalla grande maggioranza dell\u2019Assemblea costituente. Ci\u00f2 importa e potr\u00e0 comportare concessioni reciproche. C\u2019\u00e8 da supporre che ne far\u00e0 anche l\u2019onorevole Conti, nonostante il suo animo deciso nell\u2019affermare certi suoi princip\u00ee. Secondo il criterio espresso dall\u2019onorevole Piccioni, un\u2019Assemblea legislativa che sia la rappresentante delle cosiddette forze organiche, e vive \u2013 cio\u00e8 degli interessi materiali e morali catalogati in categorie professionali \u2013 sarebbe una espressione moderna della democrazia, di una democrazia \u00abaggiornata\u00bb, come egli si \u00e8 espresso. L\u2019onorevole Piccioni si \u00e8 persino meravigliato che i comunisti, i socialisti, i quali assegnano nelle loro dottrine una parte tanto importante ai fattori economici, rifuggano dall\u2019accedere alla tesi di una rappresentanza organica.<\/p><p>Innanzitutto vorrebbe ricordare all\u2019onorevole Piccioni che non \u00e8 vero che i comunisti riconducano tutto ai fatti economici. Una simile interpretazione della dottrina comunista appartiene a certa letteratura polemica avversaria che indubbiamente non \u00e8 molto elevata. I comunisti sanno bene che vi sono numerosi fattori che intervengono nel determinare il moto della storia. Essi reputano che i fatti economici, i quali non sono sempre evidenti o prominenti, sono per\u00f2 quelli che decidono in ultima istanza. In questo senso si pu\u00f2 affermare che la storia \u00e8 stata ed \u00e8 una storia della lotta delle classi \u2013 il che vuole dire che non \u00e8 solo storia economica, ma anche politica, ideologica, culturale; \u00e8 storia dell\u2019ascesa, dell\u2019egemonia di certe classi e del declino e della scomparsa di altre.<\/p><p>\u00c8 precisamente questo modo di vedere i fatti della storia che induce a dissentire dal punto di vista dell\u2019onorevole Piccioni. Questi sembra temere la lotta delle classi, che \u00e8 il lievito della storia; parla con un colto disprezzo del secolo XVIII, che \u00e8 il secolo della Rivoluzione francese, della grande vittoria rivoluzionaria della borghesia, da cui sono derivate le elementari libert\u00e0 politiche moderne, e cerca di attutire i contrasti sociali. In questa ricerca vana, che lo obbliga a ricorrere ad espedienti, l\u2019onorevole Piccioni vede l\u2019attuazione della democrazia. A suo avviso invece la democrazia moderna comporta un\u2019esigenza diversa, cio\u00e8, che le masse lavoratrici intervengano come protagoniste della vita politica, e trovino aperte le vie legali, per assurgere a classe dirigente della societ\u00e0 nazionale. Per raggiungere questo scopo esse debbono superare i ristretti limiti degli interessi di categoria e salire alla visione degli interessi generali, nazionali. Questo a suo avviso \u00e8 il contenuto, il senso della democrazia moderna.<\/p><p>L\u2019onorevole Piccioni pu\u00f2 vedere che in tutto questo non vi \u00e8 \u2013 n\u00e9 potrebbe esservi \u2013 alcun riferimento ad una concezione atomistica. L\u2019atomismo fu un enorme progresso del XVIII secolo, quando occorreva rompere l\u2019involucro feudale della societ\u00e0, spezzare gli ordini medioevali, e liberare la figura del cittadino, del borghese. Ma la borghesia, nel suo prodigioso sviluppo sociale e per sviluppare le forze produttive, ha dovuto dar vita e sviluppo a una nuova classe, che \u00e8 la netta contradizione dell\u2019atomismo e dell\u2019individualismo. Ora, la storia deve fare i conti con questa classe. \u00c8 vero che la coscienza di classe dei lavoratori si \u00e8 formata e si forma pi\u00f9 o meno lentamente ed attraverso lotte, spesso durissime, attraverso temporanee sconfitte e conquiste parziali. Ma in questa lotta, la classe dei lavoratori ha superato i limiti della categoria e la concezione strettamente e puramente economica, senza di che non poteva aspirare a diventare classe dirigente, cio\u00e8 classe politica. Cos\u00ec dalle prime organizzazioni di categoria, isolate, si \u00e8 arrivati alle Federazioni di categoria e da queste alla Confederazione di tutti i lavoratori. Si \u00e8 superato il riformismo ed il sindacalismo strettamente corporativo, ai quali ha fatto riferimento l\u2019onorevole Ambrosini, citando alcuni passi di un discorso dell\u2019onorevole Cabrini, sul cui pensiero non \u00e8 opportuno insistere per fare una critica dei partiti politici di massa. I partiti, infatti, sono l\u2019espressione superiore della coscienza politica delle masse lavoratrici. Non \u00e8 possibile quindi pensare oggi ad una assemblea legislativa nella quale rappresentanti siano espressione di categoria. Politicamente parlando, sarebbe questo un grande salto indietro.<\/p><p>Inoltre, come accennava ieri l\u2019onorevole Lussu, ci\u00f2 sarebbe un tentativo di collaborazione di classe forzato. Rileva infine che nessuno, parlando della possibilit\u00e0 di una rappresentanza degli interessi, ha proposto, ad esempio, che la seconda Camera debba essere l\u2019espressione proporzionale delle forze numeriche delle varie categorie. \u00c8 evidente: perch\u00e9 in tal modo si avrebbe una Camera di rappresentanti dei lavoratori. Allora a cosa pu\u00f2 servire una Camera legislativa che non rifletta l\u2019entit\u00e0 delle forze sociali che pretende di rappresentare? E dove sarebbe la democrazia in un\u2019assemblea simile?<\/p><p>Si potrebbe anche discutere, in separata sede, dell\u2019eventualit\u00e0 di creare un Parlamento economico, con compiti consultivi. Ma qui si tratta della seconda Camera legislativa, la quale deve sempre ed in ogni caso rispecchiare in s\u00e9 il rapporto delle forze politiche esistenti nel corpo che l\u2019ha eletta, perch\u00e9, se ci\u00f2 non fosse, la rappresentanza della seconda Camera sarebbe falsata.<\/p><p>In ogni modo, poich\u00e9 si \u00e8 tornati a parlare di competenze, di Camere di competenti, sar\u00e0 bene riconfermare che una Camera legislativa ha sempre in s\u00e9 le competenze della sua epoca. Se ne fosse priva o largamente deficiente, ci\u00f2 starebbe a significare un regresso nella societ\u00e0 civile, e allora con nessun espediente si potrebbe dare ad un\u2019assemblea ci\u00f2 che non esiste. Ma per fortuna non si \u00e8 a questo. \u00c8 stato gi\u00e0 dimostrato che l\u2019Assemblea Costituente ha numerose e solide competenze in ogni ramo, dai professori agli avvocati, dagli industriali ed agrari agli organizzatori sindacali, operai, e cos\u00ec via.<\/p><p>La fissazione di certi titoli individuali per l\u2019eleggibilit\u00e0 alla seconda Camera potrebbe aumentare il numero delle competenze specifiche.<\/p><p>Per queste ragioni, oltre a quelle esposte dall\u2019onorevole Lami Starnuti e dall\u2019onorevole Rossi, dichiara di mantenere il proprio ordine del giorno, nel quale si potrebbe introdurre qualche norma pi\u00f9 precisa intesa a rafforzare un carattere regionale della rappresentanza. In ogni modo, se l\u2019onorevole Fuschini mantenesse il suo, si potrebbe vedere di introdurvi qualche modifica, si da raggiungere la formulazione di un testo accetto alla maggioranza dei componenti la Sottocommissione.<\/p><p>LUSSU intende chiarire la posizione a suo tempo assunta dall\u2019onorevole Cabrini, visto che l\u2019onorevole Ambrosini nel suo discorso vi ha fatto un espresso riferimento. Giustamente l\u2019onorevole Rossi ha parlato di Sorci. Ora le idee di Sorci hanno portato alla formazione di due correnti politiche: una prima, che si potrebbe chiamare di estrema sinistra, rimasta pi\u00f9 aderente alla dottrina soreliana, sostenne l\u2019organizzazione dei sindacati operai al di fuori del gioco parlamentare, in vista di una vera e propria attivit\u00e0 rivoluzionaria; la seconda, interpretata proprio dall\u2019onorevole Cabrini, voleva indirizzare invece la lotta del proletariato verso il Parlamento. Pertanto l\u2019onorevole Ambrosini, riferendosi al pensiero dell\u2019onorevole Cabrini, \u00e8 stato estremamente imprudente, perch\u00e9 si \u00e8 ricollegato a una tendenza politica condannata proprio dal gruppo democristiano.<\/p><p>AMBROSINI dichiara che, riferendosi al pensiero dell\u2019onorevole Cabrini, intendeva facilitare un accordo tra due gruppi contrastanti. Il suo intendimento pertanto non \u00e8 stato ben compreso dall\u2019onorevole Lussu.<\/p><p>NOBILE desidera sapere se, quando si parla di categorie, come avviene nell\u2019ordine del giorno proposto dall\u2019onorevole Mortati, ci\u00f2 si debba intendere nel senso che, por essere eleggibili, basti appartenere ad esse, oppure che occorra rivestire entro le categorie stesse determinale funzioni.<\/p><p>MORTATI, <em>Relatore<\/em>, fa presente come sia stato chiesto, da parte dell\u2019onorevole Laconi, che si specificasse qual era la ragione di carattere democratico che induceva ad attribuire un peso predeterminato alla rappresentanza di categorie. Secondo l\u2019onorevole Laconi, tale predeterminazione sarebbe contraria al principio della spontanea scelta degli eligendi e degli spontanei adattamenti della rappresentanza alla volont\u00e0 della maggioranza. Sta di fatto che \u00e8 invece un\u2019esigenza democratica la quale induce a far ricorso a una tale predeterminazione, e ci\u00f2 in base a parecchie ragioni.<\/p><p>Innanzitutto un motivo tecnico, quindi uno pi\u00f9 propriamente politico e infine un motivo specifico di giustizia sociale. Dal punto di vista tecnico gli sembra ormai un concetto acquisito l\u2019utilit\u00e0 di una rappresentanza di persone particolarmente competenti, considerata la sempre maggiore estensione dei compiti dello Stato nella sfera tecnico-economica. Ora, ci sono effettivamente queste persone particolarmente competenti nell\u2019attuale Parlamento? L\u2019elezione indifferenziata assicura veramente una rappresentanza di competenze? A una tale domanda non si pu\u00f2 rispondere che negativamente, e ci\u00f2 in base all\u2019esperienza, che mostra una prevalenza di persone, che non sono sempre le pi\u00f9 adatte a risolvere quelle questioni tecniche ed economiche, che hanno tanto peso nella legislazione moderna. Onde l\u2019opportunit\u00e0 che la spontanea scelta affidata agli elettori sia limitata dall\u2019intervento del legislatore. La Sottocommissione in una precedente riunione ha negato la facolt\u00e0 al Governo di emettere provvedimenti d\u2019urgenza: eppure la necessit\u00e0 di tali provvedimenti si \u00e8 affermata non soltanto nel regime fascista, ma anche nella Francia ultra democratica, anche per questa incapacit\u00e0 del Parlamento a conoscere dei problemi tecnici, che occupano tanta parte nella legislazione odierna. Ma, se si nega al Governo il potere di emettere leggi, si deve tendere a formare un Parlamento il quale sia idoneo a farle, altrimenti, nonostante tutti i divieti, si ritorner\u00e0 per forza di cose all\u2019inconveniente costituito dall\u2019emanazione dei decreti-legge, che producono gravi conseguenze, perch\u00e9 trasferiscono il potere legislativo nelle mani della burocrazia, sottraendolo ai rappresentanti del popolo. La predeterminazione in quote di una rappresentanza particolarmente qualificata corrisponde, pertanto, all\u2019esigenza di una legislazione improntata a sempre maggiore tecnicismo.<\/p><p>C\u2019\u00e8 poi un\u2019esigenza politica, che \u00e8 quella di fare un Parlamento sempre pi\u00f9 rappresentativo delle energie viventi nella Nazione. Ora con lo schieramento dei partiti, cos\u00ec come si attua oggi, c\u2019\u00e8 la possibilit\u00e0 di avere un Parlamento che rappresenti effettivamente tutte le molteplici forze della Nazione? L\u2019esperienza dimostra che ci\u00f2 non avviene. Il Parlamento indifferenziato non rispecchia interamente la realt\u00e0 sociale, perch\u00e9 esistono, come tutti sanno, alcune forze assai potenti che vivono e si affermano autonomamente, al di fuori dei partiti.<\/p><p>C\u2019\u00e8 poi un\u2019altra esigenza, di giustizia sociale, che \u00e8 la pi\u00f9 importante e che dovrebbe essere sentita specialmente dalla parte politica cui appartiene l\u2019onorevole Laconi.<\/p><p>Attribuire, in ogni regione, una quota di rappresentanti ad ogni gruppo socialmente rilevante importa la conseguenza di eccitare coloro che la posseggono in modo meno intenso ad acquistare la coscienza dei propri interessi. In tale guisa si creano le condizioni idonee affinch\u00e9 il gioco politico riesca meglio equilibrato, e sia reso meno facile il prevalere di ceti politicamente pi\u00f9 maturi a danno degli interessi di altri pi\u00f9 imperfettamente organizzati.<\/p><p>Certo gli accorgimenti di tecnica legislativa non possono conferire efficienza politica a chi difetta dei requisiti necessari. Essi possono tuttavia riuscire utili in quanto creano le condizioni ed offrono gli impulsi a che i pi\u00f9 deboli possano gradualmente mettersi in grado di acquistare un peso adeguato alla funzione sociale esercitata.<\/p><p>Agendo in questo modo si procede in una direzione che \u00e8 caratteristica della democrazia moderna, la quale tende a trasformare in libert\u00e0 sostanziali quelle puramente formali del vecchio liberalismo.<\/p><p>Nella discussione odierna la visuale si \u00e8 ampliata, ma non pare che le cose dette portino motivi veramente nuovi contro la tesi sulla quale si controverte.<\/p><p>Si \u00e8 parlato della rappresentanza di categorie come di un regresso e come un ritorno alla rappresentanza corporativa anteriore alla Rivoluzione francese. Ora, bisogna ricordare che la Rivoluzione francese ebbe a negare la legittimit\u00e0 di corpi od organismi che venissero a rompere l\u2019immediatezza del rapporto fra cittadino e Stato. Ognuno ha nella memoria i divieti che furono posti contro il formarsi di associazioni professionali, e le disposizioni di alcune Costituzioni del periodo rivoluzionario che guardavano con sospetto la formazione dei partiti politici. Ma, poich\u00e9 non si poteva andare contro la realt\u00e0, questi gruppi si formarono molto presto e la struttura sociale si intess\u00e9 nella trama degli enti particolari, partiti ed associazioni professionali. Di queste forze solo i partiti sono presenti quali elementi di formazione delle assemblee politiche. \u00c8 opportuno che questa limitazione continui a sussistere? La risposta potrebbe essere affermativa solo a condizione che si accollasse la idoneit\u00e0 dei partiti, cos\u00ec come sono composti e come agiscono attualmente, a riflettere esattamente la realt\u00e0 sociale. Dalle stesse impostazioni rilevabili nel precedente discorso dell\u2019onorevole Grieco si possono trarre elementi in contrario. I partiti sono portati ad imperniare la lotta politica su astrazioni o addirittura su miti. Uno di questi \u00e8 per esempio la classe lavoratrice, che non esiste in realt\u00e0, esistendo in realt\u00e0 solo categorie di lavoratori con interessi diversi fra di loro. I lavoratori autonomi in Italia rappresentano pi\u00f9 della met\u00e0 della popolazione lavorativa: possono essi venire inclusi in una stessa massa indifferenziata od avere gli stessi obiettivi d\u2019azione politica?<\/p><p>Sono antiche le accuse di deficienza di concretezza rivolte contro i partiti. Si pu\u00f2 ricordare a questo proposito il giudizio negativo su questi dato in un noto lavoro dello Ostrogorski, che proponeva di sostituirli con leghe temporanee, formate sulla base non gi\u00e0 di astratti princip\u00ee, ma di questioni concrete e di specifici interessi.<\/p><p>Poich\u00e9 nella societ\u00e0 odierna esistono gruppi stabilmente formatisi per la tutela di concreti interessi, sembra opportuno utilizzarli anche nel campo politico, mettendoli in condizione di acquistare una sensibilit\u00e0, e capacit\u00e0, che consentano loro di considerare le loro esigenze in funzione di quelle aventi carattere generale.<\/p><p>\u00c8 stato anche osservato che con una rappresentanza organica, si giungerebbe ad esasperare il contrasto fra le varie classi. Appare invece pi\u00f9 esatto ritenere che la partecipazione di varie classi ad un consesso, in cui ciascuna sia messa in grado di esprimere le proprie esigenze in confronto a quelle delle altre, giovi a facilitare l\u2019intesa reciproca. Neppure \u00e8 esatta l\u2019accusa mossa dall\u2019onorevole Lussu, secondo cui il trasporto nel Parlamento degli interessi delle classi in contrasto fra loro sarebbe antidemocratico, impedendo la libera difesa e tutela dei medesimi. Evidentemente la possibilit\u00e0 d\u2019avvicinamento fra i vari interessi, sul piano parlamentare, non esclude l\u2019impiego dei mezzi di difesa consentiti dalla legge, ove un\u2019intesa pacifica non debba raggiungersi&#8230;<\/p><p>Non \u00e8 vero poi che, se sar\u00e0 formata una seconda Camera sulla base di una rappresentanza organica, e se ossa avr\u00e0 funzioni pari alla prima, si verr\u00e0 ad attentare alla sovranit\u00e0 popolare, visto che tale parit\u00e0, come \u00e8 stato ripetutamente rilevato, non dovr\u00e0 condurre ad una supremazia della seconda Camera sulla prima, e visto anche che, in caso di conflitto fra le due Camere, si potr\u00e0 sempre far ricorso al popolo mediante il <em>referendum<\/em> e lo scioglimento delle Assemblee.<\/p><p>(<em>La seduta, sospesa alle 18.50, \u00e8 ripresa alle 19.15<\/em>).<\/p><p>PRESIDENTE crede che l\u2019ampiezza della discussione sia stata utile sotto molti punti di vista, e soprattutto in quanto, attraverso essa, si \u00e8 potuto esaminare a fondo il problema della formazione della seconda Camera.<\/p><p>Ci\u00f2 premesso, rileva che nel corso della discussione si sono definite e irrigidite due posizioni in contrasto, il che costituisce il momento pi\u00f9 spiacevole del lungo periodo di lavoro finora trascorso in seno alla Sottocommissione, perch\u00e9 in generale, anche attraverso un certo dissidio di opinioni, si \u00e8 sempre finito \u2013 salvo per pochi casi non troppo importanti \u2013 col trovare un contemperamento sul quale si sono riuniti i voti di una notevole maggioranza. Invece, molto probabilmente una votazione affrontata nella odierna seduta darebbe luogo a un risultato di una superiorit\u00e0 assai relativa, il che costituirebbe una base aleatoria per la prosecuzione dei lavori anche in ordine al problema del funzionamento della seconda Camera. Personalmente \u00e8 dell\u2019avviso che, se non si possono avere delle decisioni di unanimit\u00e0, sia quanto meno necessario avere delle decisioni in cui si affermi una notevole maggioranza.<\/p><p>Perci\u00f2 pensa che sia bene accogliere il desiderio espresso da alcuni componenti la Sottocommissione, rappresentanti delle due posizioni contrapposte, di dare ancora un breve respiro alla discussione per cercare di trovare ima base di intesa. Se alcuni membri della Sottocommissione hanno manifestato tale desiderio, \u00e8 perch\u00e9 forse hanno gi\u00e0 intravisto qualche possibilit\u00e0 di avvicinamento e quindi, se non si accedesse a tale desiderio, si potrebbe in seguito sentire il rammarico di non aver acconsentito a questo tentativo.<\/p><p>Se la Sottocommissione \u00e8 d\u2019accordo, alla ripresa dei lavori si potrebbe senz\u2019altro procedere alla votazione senza pi\u00f9 alcun intervento, salvo, eventualmente, le dichiarazioni di voto, purch\u00e9 siano veramente tali e mantenute in un certo limite di tempo. Sarebbe anche opportuno che fin da ora si fissassero i punti sui quali dovr\u00e0 avvenire la votazione, in modo che ciascuno possa sapere su che cosa dovr\u00e0 dichiararsi.<\/p><p>Crede che approssimativamente i punti su cui si dovr\u00e0 votare siano gli stessi sui quali gi\u00e0 in precedenza si ritenne che si sarebbe dovuto farlo. Essenzialmente la questione verte attorno alla base elettorale, s\u00e9 cio\u00e8 essa debba essere differenziata, o meno, se debba essere totalmente differenziata o solo parzialmente; gli altri punti poi derivano direttamente dalla soluzione che si dar\u00e0 a questo primo quesito.<\/p><p>Il secondo argomento, nell\u2019ipotesi che prevalga la tesi della base elettorale indifferenziata, potrebbe essere quello di trasferire il principio della rappresentanza di interessi sul terreno dei requisiti di eleggibilit\u00e0. Ove anche questo criterio fosse affermato, si tratterebbe di decidere se la differenziazione debba essere fatta in base a proporzioni fisse, oppure a indicazioni rilasciate alla scelta e alla volont\u00e0 degli elettori. Un quarto punto sarebbe quello del sistema elettorale: diretto o di secondo grado.<\/p><p>Raccomanda frattanto a chiunque pensi di presentare un ordine del giorno sulle diverse questioni finora discusse di attenersi a questa progressione logica, per facilitarne la votazione.<\/p><p>Pone ai voti la sospensiva.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvata<\/em>).<\/p><p>PICCIONI domanda se \u00e8 possibile avere qualche informazione circa i lavori del Comitato incaricato dell\u2019esame delle autonomie regionali, perch\u00e9 questo \u00e8 l\u2019argomento che andrebbe affrontato subito dopo la votazione della questione della formazione della seconda Camera.<\/p><p>AMBROSINI d\u00e0 notizia che nella mattinata il Comitato si \u00e8 riunito ed ha esaminato in primo luogo il criterio di formulazione degli articoli, e specialmente il punto di vista, difeso dall\u2019onorevole Zuccarini, secondo il quale bisognerebbe partire dal comune per arrivare alla regione. Altri erano invece dell\u2019idea che bisognasse prima affermare la vita della regione e disciplinarla, per passare poi ai comuni e agli enti locali. Dopo una discussione di alto interesse, durata circa due ore, si \u00e8 passati all\u2019esame di alcuni punti specifici; se cio\u00e8 occorra stabilire un ordinamento uniforme per le regioni, oppure se sia opportuno, con una clausola speciale, lasciare la possibilit\u00e0 che alcune regioni abbiano una posizione giuridica diversa, quindi se non sia opportuno \u2013 secondo l\u2019opinione dell\u2019onorevole Grieco a cui egli ha finito por accedere \u2013 che siano tassativamente indicate le regioni per le quali si dovrebbe fare un trattamento particolare, in vista della situazione speciale nella quale si trovano. Approvato questo punto di vista, si \u00e8 esaminata l\u2019opportunit\u00e0 di seguire un articolato preciso per discutere su punti concreti, e il Comitato ha deciso \u2013 naturalmente con la sua personale astensione e col voto contrario dell\u2019onorevole Zuccarini per le ragioni di cui sopra \u2013 di discutere sullo schema che aveva formulato. Riguardo ai comuni, ha potuto rilevare con soddisfazione che le proposte formulate dall\u2019onorevole Lami Starnuti non differiscono sostanzialmente dal punto di vista del Comitato; difatti l\u2019onorevole Lami Starnuti nelle sue dichiarazioni ha fatto comprendere che soltanto la disposizione fondamentale che riguarda l\u2019autonomia dei comuni dovrebbe essere inserita nella Costituzione, mentre tutte le altre disposizioni che ne disciplinano la struttura e la vita andrebbero trasferite in una legge speciale di carattere costituzionale.<\/p><p>Ha avuto dunque l\u2019impressione che si possa arrivare ad un\u2019intesa generale, visto anche che gli emendamenti dell\u2019onorevole Grieco possono in gran parte accettarsi. Un punto di dissenso potrebbe manifestarsi soltanto in merito all\u2019ammissione o meno della legislazione cosiddetta primaria e ai limiti da attribuirle. Crede tuttavia che anche su questo punto si potr\u00e0 arrivare ad un accordo, perch\u00e9 sia gli emendamenti dell\u2019onorevole Grieco che quelli dell\u2019onorevole Lami Starnuti concordano nel riconoscere alla regione una facolt\u00e0 di legislazione secondaria di integrazione.<\/p><p>Ci\u00f2 premesso, dichiara che il Comitato \u00e8 a disposizione della Sottocommissione per le direttive che eventualmente voglia impartirgli.<\/p><p>La seduta termina alle 19.40.<\/p><p><em>Erano presenti:<\/em> Ambrosini, Bocconi, Bordon, Bozzi, Cappi, Codacci Pisanelli, Conti, De Michele, Di Giovanni, Einaudi, Fabbri, Farini, Fuschini, Grieco, Laconi, Lami Starnuti, La Rocca, Leone, Lussu, Mortati, Nobile, Perassi, Piccioni, Porzio, Ravagnan, Rossi Paolo, Terracini, Tosato, Uberti, Vanoni, Zuccarini.<\/p><p><em>In congedo:<\/em> Bulloni, Calamandrei, Mannironi.<\/p><p><em>Assenti:<\/em> Castiglia, Finocchiaro Aprile, Patricolo, Targetti.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Versione PDF ASSEMBLEA COSTITUENTE COMMISSIONE PER LA COSTITUZIONE SECONDA SOTTOCOMMISSIONE 27. RESOCONTO SOMMARIO DELLA SEDUTA DI GIOVED\u00cc 3 OTTOBRE 1946 PRESIDENZA DEL PRESIDENTE TERRACINI INDICE Organizzazione costituzionale dello Stato (Seguito della discussione) Ambrosini \u2013 Rossi Paolo \u2013 Grieco \u2013 Lussu \u2013 Nobile \u2013 Mortati, Relatore \u2013 Presidente \u2013 Piccioni. La seduta comincia alle 17.15. 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