{"id":5205,"date":"2023-10-15T23:14:32","date_gmt":"2023-10-15T21:14:32","guid":{"rendered":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=5205"},"modified":"2023-10-23T13:41:58","modified_gmt":"2023-10-23T11:41:58","slug":"mercoledi-2-ottobre-1946-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=5205","title":{"rendered":"MERCOLED\u00cc 2 OTTOBRE 1946"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"5205\" class=\"elementor elementor-5205\" data-elementor-post-type=\"post\">\n\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-67570c6 elementor-section-full_width elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"67570c6\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-27682ec\" data-id=\"27682ec\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-c379090 elementor-align-right elementor-widget elementor-widget-button\" data-id=\"c379090\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"button.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-button-wrapper\">\n\t\t\t\t\t<a class=\"elementor-button elementor-button-link elementor-size-sm\" href=\"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/19461002sed026ss.pdf\" target=\"_blank\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-content-wrapper\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-icon\">\n\t\t\t\t<i aria-hidden=\"true\" class=\"icon icon-view\"><\/i>\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-text\">Versione PDF<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-e700b60 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"e700b60\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p>ASSEMBLEA COSTITUENTE<\/p><p>COMMISSIONE PER LA COSTITUZIONE<\/p><p>SECONDA SOTTOCOMMISSIONE<\/p><p>26.<\/p><p>RESOCONTO SOMMARIO<\/p><p>DELLA SEDUTA DI MERCOLED\u00cc 2 OTTOBRE 1946<\/p><p>PRESIDENZA DEL PRESIDENTE <strong>TERRACINI<\/strong><\/p><p><strong>INDICE<\/strong><\/p><p><strong>Organizzazione costituzionale dello Stato<\/strong> (<em>Seguito della discussione<\/em>)<\/p><p>Tosato \u2013 Lussu \u2013 Di Giovanni \u2013 La Rocca \u2013 Laconi \u2013 Uberti \u2013 Fabbri \u2013 Nobile \u2013 Presidente \u2013 Conti, <em>Relatore \u2013 <\/em>Porzio \u2013 Lami Starnuti \u2013 Bozzi \u2013 Piccioni \u2013 Russi Paolo.<\/p><p>La seduta comincia alle 17.20.<\/p><p>Seguito della discussione sull\u2019organizzazione costituzionale dello Stato.<\/p><p>TOSATO ritiene che la discussione finora avvenuta non sia stata del tutto inutile perch\u00e9, diversamente da quel che pu\u00f2 sembrare, un certo avvicinamento si \u00e8 operato, nel corso di essa, fra le diverse opinioni in contrasto. In un primo momento, infatti, i punti di vista erano del tutto divergenti: da un lato si richiedeva che la seconda Camera fosse rappresentativa soltanto di interessi indifferenziati, genericamente intesi: dall\u2019altro, invece, che essa fosse l\u2019espressione soltanto di interessi differenziati, cio\u00e8 di categoria. Attraverso la discussione queste due tesi in contrasto si sono notevolmente avvicinate: infatti, coloro che erano favorevoli alla prima ipotesi hanno finito con l\u2019ammettere la necessit\u00e0 di una certa differenziazione, vale a dire che debbano essere richiesti alcuni requisiti specifici di eleggibilit\u00e0, oltre a quelli genericamente intesi; mentre i fautori della seconda ipotesi hanno mostrato di abbandonare l\u2019idea di una rappresentanza esclusiva degli interessi differenziati di categoria, per accedere all\u2019idea di una rappresentanza parziale \u2013 per una met\u00e0 o per un terzo \u2013 di tali interessi.<\/p><p>Pertanto si \u00e8 arrivati ad ammettere da ambedue le parti che per la elezione dei senatori non siano pi\u00f9 sufficienti i requisiti generici di eleggibilit\u00e0, che si richiedono per l\u2019elezione dei deputati. La conclusione a cui si \u00e8 arrivati \u00e8 perfettamente logica, perch\u00e9, se fossero richiesti soltanto i requisiti generali di eleggibilit\u00e0 per i membri della seconda Camera, questa verrebbe ad essere del tutto eguale alla prima, il che certo, almeno ai pi\u00f9, non sembra opportuno.<\/p><p>Frattanto, trovato questo primo punto di intesa, la questione che sorge, sulla quale possono di nuovo manifestarsi opinioni contrastanti, \u00e8 quella relativa alla determinazione di questi requisiti specifici di eleggibilit\u00e0.<\/p><p>A tale proposito si pu\u00f2 distinguere innanzi tutto il requisito relativo all\u2019et\u00e0: mentre per le leggibilit\u00e0 alla prima Camera \u00e8 stata stabilita l\u2019et\u00e0 di 25 anni, per l\u2019eleggibilit\u00e0 alla seconda si dovrebbe stabilire una et\u00e0 maggiore; sul che quasi tutti sono d\u2019accordo.<\/p><p>In secondo luogo, possono essere distinti i requisiti specifici attinenti alla qualit\u00e0 dell\u2019eleggibile, ossia ai suoi attributi, alle funzioni sociali che egli eventualmente pu\u00f2 svolgere. Anche su questo punto si pu\u00f2 essere d\u2019accordo, perch\u00e9 \u00e8 evidente l\u2019opportunit\u00e0 che l\u2019eleggibile alla seconda Camera abbia qualche carattere particolare che lo distingua dalla comune persona che pu\u00f2 essere eletta alla Camera dei Deputati.<\/p><p>In ogni modo, per la determinazione dei requisiti specifici di eleggibilit\u00e0 dovrebbero essere adottati due criteri, uno negativo e l\u2019altro positivo: il primo. nel senso di escludere tutti quei requisiti che possono essere indice di un privilegio sociale, come ad esempio il censo o l\u2019appartenenza ad una determinata classe, sul che tutti evidentemente non possono che essere di una stessa opinione; il secondo, per il quale i requisiti specifici dovrebbero stare ad indicare una funzione sociale attiva, un\u2019attivit\u00e0 produttiva utile alla societ\u00e0, svolta dall\u2019eleggibile. Anche su quest\u2019ultimo punto non crede che sia troppo difficile trovare un accordo.<\/p><p>Le difficolt\u00e0 pi\u00f9 gravi sorgono invece quando si deve stabilire se tali requisiti debbano essere determinati a titolo puramente individuale, oppure in relazione a date categorie sociali di cui la seconda Camera dovrebbe essere l\u2019espressione. Se si raggiungesse l\u2019intesa su quest\u2019ultimo punto, la questione si sposterebbe nel senso che sarebbe necessario stabilire la proporzione con cui le varie categorie, fissate attraverso i requisiti specifici di eleggibilit\u00e0, dovrebbero essere rappresentale nella seconda Camera. A suo avviso anche tale difficolt\u00e0 pu\u00f2 essere agevolmente sormontala: si tratta, in fondo, di trovare gli adattamenti necessari per impedire che gli interessi di una data categoria possano cristallizzarsi ai danni degli interessi di un\u2019altra. Il problema potrebbe essere risolto facilmente, specie se si ammettesse il principio che la determinazione degli appartenenti ad una data categoria debba essere stabilita dalla legge, su proposta delle singole regioni. Il tal modo verrebbe concesso un certo margine di discrezionalit\u00e0 nelle decisioni da adottare in questo campo, ci\u00f2 che impedirebbe il sorgere di ogni pericolo di cristallizzazione delle varie categorie, e quindi ogni possibilit\u00e0 di irrigidimento della fluida realt\u00e0 sociale, a cui alcuni oratori, con legittimo senso di preoccupazione, hanno fatto espresso riferimento.<\/p><p>Con la soluzione delle questioni intermedie ora accennate, si potrebbe trovare un punto di confluenza fra le varie opinioni in contrasto e, senza eccessive difficolt\u00e0, si potrebbe dar vita ad una seconda Camera rispondente alle fondamentali esigenze di un ordinamento democratico e che, nello stesso tempo, non fosse una copia o un doppione dell\u2019altra.<\/p><p>LUSSU osserva come non vi sia una gran differenza tra una seconda Camera quale la vorrebbe l\u2019onorevole Tosato e la Camera delle Corporazioni.<\/p><p>DI GIOVANNI ricorda che a suo tempo, per una riforma del vecchio Senato, furono compiuti degli studi ed una Commissione, composta degli onorevoli Beneduce, Labriola ed Abbiate, formul\u00f2 un progetto, nel quale si prevedeva un maggior numero di categorie di senatori e nello stesso tempo l\u2019istituzione di un Consiglio superiore del lavoro. In sostanza, se si costituisce una seconda Camera con una rappresentanza, almeno parziale, di interessi di categoria, si viene a riassorbire in essa il Consiglio superiore del lavoro progettato da quella Commissione.<\/p><p>A suo avviso, non v\u2019\u00e8 dubbio che alcune determinate categorie debbano essere rappresentate nella seconda Camera; ma, accanto a questa rappresentanza organica degli interessi, deve esservi anche una rappresentanza politica. Da ci\u00f2 assolutamente non si pu\u00f2 prescindere. Fissati questi criteri, occorrer\u00e0 stabilire le modalit\u00e0 per l\u2019elezione dei senatori. In ogni modo, si pu\u00f2 essere senza altro favorevoli al principio di richiedere, per l\u2019eleggibilit\u00e0 dei membri della seconda Camera, una et\u00e0 maggiore, da fissarsi ad esempio in anni 40, di quella richiesta per l\u2019elezione dei deputati della prima Camera.<\/p><p>LA ROCCA ritorna sulla sua concezione, secondo cui, posto che si \u00e8 stabilito di attribuire alle due Camere eguali funzioni politiche e legislative, la seconda deve avere la stessa fonte di potere della prima, ossia la volont\u00e0 popolare, attraverso il suffragio eguale, diretto e segreto. Con ci\u00f2 non si vuole creare una seconda Camera che sia un doppione dell\u2019altra: per evitare un simile inconveniente occorrerebbe fissare, per gli eleggibili alla seconda, determinati requisiti diversi da quelli richiesti per essere eletti deputati. Il carattere distintivo tra le due Camere dovrebbe proprio essere dato dal fatto che tutti i cittadini potrebbero essere eletti deputati, mentre non tutti potrebbero essere eletti senatori. Potrebbero, ad esempio, essere considerati eleggibili alla seconda Camera i sindaci, i consiglieri comunali, coloro che hanno esercitato date mansioni per un certo numero di anni.<\/p><p>Tiene a far presente poi la necessit\u00e0 di risolvere con la maggior rapidit\u00e0 possibile e definitivamente il problema della formazione della seconda Camera perch\u00e9 essa, insieme alla prima, molto probabilmente sar\u00e0 chiamata ad eleggere il futuro Capo dello Stato. Se nel momento di tale elezione la seconda Camera non fosse stata formata, si dovrebbe far ricorso a una legge speciale, il che sarebbe sommamente deprecabile.<\/p><p>LACONI constata che si \u00e8 compiuto un notevole sforzo di avvicinamento fra gli esponenti del gruppo di cui egli fa parte e gli altri, specie quando l\u2019onorevole Mortati ha proposto di sostituire ad una rappresentanza determinata in modo indifferenziato una rappresentanza qualificata. Fu appunto per avvicinarsi a tale concetto che il suo gruppo accett\u00f2 che si stabilissero determinate condizioni per l\u2019eleggibilit\u00e0 alla seconda Camera.<\/p><p>A tale proposito, per\u00f2, osserva che l\u2019obbiettivo da proporsi non pu\u00f2 essere soltanto quello di avviare le cosiddette forze vive alla rappresentanza della seconda Camera, ina anche l\u2019altro di far avvicinare quanto pi\u00f9 \u00e8 possibile alla vita politica le forze che ne sono ancora assenti. Non si pu\u00f2 quindi accettare la tesi di dividere il corpo elettorale in determinate categorie, perch\u00e9 in tal caso resterebbe esclusa dalla vita politica una gran parte di cittadini, e ritiene che, mediante la determinazione dei requisiti di eleggibilit\u00e0 e l\u2019adozione del suffragio universale, sia possibile raggiungere i due obiettivi fondamentali di una Costituzione democratica: dare adeguata rappresentanza alle forze vive e far accedere le pi\u00f9 vaste masse della popolazione alla vita politica del Paese.<\/p><p>Non vede per\u00f2 in qual modo sia possibile predeterminare la proporzione con cui le diverse forze vive del Paese dovranno essere rappresentate perch\u00e9 lo stesso concetto di forza viva, ossia di vita, ripugna evidentemente a qualsiasi definizione. \u00c8 meglio che la rappresentanza di tali forze sia determinata dalla libera volont\u00e0 popolare.<\/p><p>Non sarebbe nemmeno, a suo avviso, consigliabile accordare alle Assemblee regionali la facolt\u00e0 di stabilire volta per volta la proporzione con cui le forze anzidette dovranno essere rappresentate nella seconda Camera, perch\u00e9 con l\u2019adozione di un simile criterio si arriverebbe indubbiamente al caos.<\/p><p>Egualmente sconsigliabile gli sembra l\u2019idea di stabilire volta per volta con leggi speciali il diverso peso da attribuirsi alle varie categorie, perch\u00e9 tali leggi dovrebbero essere rinnovate di continuo, visto che la vita di ogni regione non pu\u00f2 che mutare rapidamente, soprattutto in un periodo, come l\u2019attuale, di intensa attivit\u00e0 ricostruttiva. In ogni modo, il fatto stesso di dover integrare con leggi speciali una Costituzione su un punto di cos\u00ec fondamentale importanza, sta a denunciare l\u2019insufficienza del principio della rappresentanza di categoria.<\/p><p>Concludendo, manifesta l\u2019impressione che si stia cercando la soluzione di un problema che non ne ha o meglio che ne ha una sola, assai chiara: quella di non vincolare la volont\u00e0 popolare, che \u00e8 l\u2019unica che possa determinare la diversa proporzione con cui dovranno essere rappresentati i vari interessi della Nazione.<\/p><p>UBERTI ritiene, poich\u00e9 alcune difficolt\u00e0 si oppongono all\u2019accoglimento della tesi proposta dall\u2019onorevole Tosato, che sia opportuno riprendere in esame il progetto dell\u2019onorevole Ambrosini, nel quale si prevede la rappresentanza degli interessi di categoria, ma in misura ridotta. Fa presente che una base reale per la determinazione delle varie categorie si pu\u00f2 trovare nel censimento del 1936, che contiene l\u2019indicazione dell\u2019appartenenza di tutti i censiti ad una determinata categoria.<\/p><p>Queste forze vive esistono: ci\u00f2 a cui si deve tendere \u00e8 che i rappresentanti diretti delle singole categorie produttive, imprenditori e lavoratori \u2013 naturalmente su base paritetica, per impedire spostamenti di equilibrio \u2013 possano entrare a far parte della seconda Camera, s\u00ec che non solo i contrasti fra imprenditori e lavoratori, ma anche le questioni intrinseche della produzione possano essere esaminate in tale sede. L\u2019attuale distacco esistente tra l\u2019Assemblea Costituente ed il popolo deriva forse dal fatto che in seno a questa non v\u2019\u00e8 una rappresentanza diretta, ma solo una rappresentanza occasionale dei vari interessi di categoria.<\/p><p>Il progetto dell\u2019onorevole Ambrosini prevede che la rappresentanza della seconda Camera sia per un terzo di interessi di categoria e per due terzi regionale, ed egli lo trova giusto, perch\u00e9 \u00e8 necessario che le varie energie locali siano rappresentate in Senato, in modo da far sentire il loro peso nella vita collettiva del Paese.<\/p><p>Spesso nei comuni si sollevano proteste contro lo Stato; ma il giorno in cui i rappresentanti comunali potranno essere ammessi nel Parlamento e potranno cos\u00ec rendersi conto delle reali possibilit\u00e0 dello Stato, molte di tali proteste cadranno nel nulla.<\/p><p>Frattanto, poich\u00e9 si deve procedere alla costituzione immediata della seconda Camera, ritiene che, in via provvisoria, potrebbero essere utilizzati alcuni enti gi\u00e0 esistenti, quali le Camere di commercio, gli organismi sindacali, le organizzazioni agricole, commerciali, industriali e i Consigli provinciali dell\u2019agricoltura. In altri termini, secondo il suo avviso, si dovrebbe ammettere la rappresentanza dei grandi interessi, cio\u00e8 dell\u2019agricoltura, dell\u2019industria, del commercio, del lavoro e, eventualmente, della scuola. Solo cos\u00ec si potrebbe avere un primo, efficace esperimento nella rappresentanza delle forze vive del Paese.<\/p><p>Dichiara infine di non condividere l\u2019opinione dell\u2019onorevole Laconi, il quale si \u00e8 espresso favorevolmente ad una elezione diretta di primo grado: ritiene infatti che con le elezioni di secondo grado si possa meglio addivenire alla formazione di un Senato competente e autorevole.<\/p><p>FABBRI osserva che, a parte il requisito, per i membri della seconda Camera, di un\u2019et\u00e0 superiore a quella richiesta per i membri della prima, sul quale tutti sono d\u2019accordo, per risolvere il problema in esame occorre pi\u00f9 che altro stabilire il titolo per l\u2019eleggibilit\u00e0. A tal fine \u00e8 necessario determinare quali siano le cosiddette forze vive del Paese, sulla elencazione delle quali non crede che possano sorgere grandi difficolt\u00e0. Esse sono le industrie, il commercio, la cultura, la banca, gli enti di assistenza, ecc. Fatta tale elencazione, si dovr\u00e0 stabilire per ognuna di queste categorie il titolo rappresentativo che potr\u00e0 conferire il requisito dell\u2019eleggibilit\u00e0. Sarebbe cos\u00ec risolta la questione se la rappresentanza della seconda Camera debba essere una rappresentanza politica o di interessi, e ci\u00f2 perch\u00e9 si avrebbero contemporaneamente ambedue queste rappresentanze. Difatti, se si stabilisce, ad esempio, che il titolo per la eleggibilit\u00e0 in rappresentanza dell\u2019industria \u00e8 costituito dall\u2019aver partecipato alla direzione di una azienda, o dall\u2019aver fatto parte per un certo periodo di tempo della direzione della relativa organizzazione sindacale, colui che in base a tale titolo verr\u00e0 eletto membro della seconda Camera sar\u00e0 non solo un rappresentante della categoria dell\u2019industria, ma anche un rappresentante politico, in quanto diventato tale mediante il suffragio dei suoi elettori.<\/p><p>Le difficolt\u00e0, a suo avviso, possono sorgere quando si dovr\u00e0 procedere alla distribuzione delle categorie. A tale proposito osserva che non esiste regione italiana che non abbia un\u2019agricoltura, una industria, un commercio, un\u2019organizzazione bancaria, una Universit\u00e0 e degli enti di assistenza. Quindi, ogni regione avr\u00e0 i suoi rappresentanti per ciascuna categoria, o almeno per le principali.<\/p><p>Fissato il titolo di eleggibilit\u00e0 per ogni categoria e il numero dei senatori che ciascuna regione dovr\u00e0 eleggere, si potrebbe infine sancire nella Costituzione che spetti alle Assemblee regionali, in occasione di ogni elezione, di stabilire la distribuzioni degli eligendi.<\/p><p>Adottati tali princip\u00ee, ciascuno che abbia il titolo di eleggibilit\u00e0 per una determinata categoria potr\u00e0 porre la sua candidatura. Ciascun partito sosterr\u00e0 i propri candidati, e scomparir\u00e0 ogni possibilit\u00e0 di conflitto tra il concetto di rappresentanza di interessi e il concetto di rappresentanza politica. Si riprodurr\u00e0, in largo modo, la fisionomia politica della prima Camera, ma con questa enorme differenza, che si tratter\u00e0 di una Camera viva, e perch\u00e9 eletta su una base strettamente democratica, ossia da tutti i cittadini, e perch\u00e9 composta di uomini di provata esperienza, ciascuno nel proprio campo di attivit\u00e0.<\/p><p>Non crede giusto il rilievo dell\u2019onorevole Lussu, secondo cui non vi sarebbe una gran differenza fra una seconda Camera basata, pi\u00f9 o meno, su una rappresentanza di categorie e la Camera dei fasci e delle corporazioni. Questa, infatti, si basava su categorie prestabilite di sindacati aventi un certo numero predeterminato di lavoratori e di datori di lavoro, e la nomina dei suoi membri avveniva per decreto; mentre in una seconda Camera del tipo accennato, indipendentemente da ogni criterio paritetico quanto al numero dei datori di lavoro o dei lavoratori, la scelta dei rappresentanti sarebbe fatta liberamente da tutti gli elettori.<\/p><p>NOBILE domanda agli onorevoli Mortati e Tosato se essi, nelle loro proposte, quando parlano di rappresentanti di categorie, intendono riferirsi sia ai datori di lavoro che ai lavoratori.<\/p><p>PRESIDENTE fa presente all\u2019onorevole Nobile che nella proposta dell\u2019onorevole Tosato la categoria del lavoro \u00e8 considerata a parte, mentre nella proposta dell\u2019onorevole Mortati ogni singola categoria comprende tanto i datori di lavoro quanto i lavoratori.<\/p><p>NOBILE rileva che, se tale \u00e8 la proposta dell\u2019onorevole Mortati, ogni ragione di contrasto non ha pi\u00f9 ragione d\u2019essere. Difatti i partiti di destra avranno come candidati i direttori di azienda o gli agrari; i partiti di sinistra gli operai o i contadini.<\/p><p>L\u2019unica cosa da farsi sarebbe di tenere sempre aggiornati i dati statistici relativi agli appartenenti di ogni singola categoria, s\u00ec da poter avere una seconda Camera che effettivamente rispecchi in ogni momento gli interessi del Paese.<\/p><p>Se qualche difficolt\u00e0 si pu\u00f2 avere in questo campo, essa pi\u00f9 che altro riguarda la scelta del sistema elettorale, circa il quale taluno ha parlato di elezioni di secondo grado. Tiene a dichiarare che non \u00e8 favorevole a questo sistema, perch\u00e9 per sua esperienza ha potuto constatare che quando le elezioni avvengono in seno ad organismi ristretti si esercitano quasi sempre dello pressioni di carattere personale o si usano altri mezzi assai poco democratici, onde egli \u00e8 favorevole al sistema del suffragio universale, uguale, diretto e segreto.<\/p><p>CONTI, <em>Relatore<\/em>, \u00e8 contrario a una formazione della seconda Camera su base corporativa e quindi alle proposte fatte dagli onorevoli Mortati e Tosato, basate pi\u00f9 o meno sulla rappresentanza organica degli interessi, perch\u00e9 l\u2019attivit\u00e0 umana non pu\u00f2 essere incasellata in determinati schemi e categorie. Questo incasellamento mortifica la vita e va contro la realt\u00e0 delle cose.<\/p><p>Per la costituzione della seconda Camera, a suo avviso, bisogna pi\u00f9 che altro tener presente il futuro ordinamento regionale. Con l\u2019accoglimento delle proposte degli onorevoli Mortati e Tosato, si finirebbe col perdere di vista l\u2019autonomia delle regioni, sulla quale era da credere che la maggioranza dei componenti la Sottocommissione fosse ormai d\u2019accordo. A tale proposito ricorda il concetto espresso in una precedente riunione dall\u2019onorevole Lussu, e cio\u00e8 che la seconda Camera dovr\u00e0 essere la rappresentanza delle regioni e quindi l\u2019anello di congiunzione fra le regioni stesse e lo Stato. La rappresentanza regionale \u00e8, perci\u00f2, il primo elemento che occorre tener presente per la formazione della seconda Camera. Ora, affinch\u00e9 tale rappresentanza possa veramente esplicare la sua efficacia, occorre procedere all\u2019elezione dei membri della seconda Camera non gi\u00e0 col sistema del suffragio diretto, bens\u00ec con quello della votazione indiretta o di secondo grado. In altri termini, dovrebbero essere proprio le Assemblee regionali, costituite per la disciplina degli interessi della regione, ad inviare i loro rappresentanti nella seconda Camera. Soltanto cos\u00ec essa potr\u00e0 essere composta di uomini di provata esperienza e di mature e ben fondate cognizioni.<\/p><p>Ritiene che anche per la cosiddetta rappresentanza degli interessi si dovrebbe far ricorso al criterio regionale.<\/p><p>Analogamente, sempre nell\u2019ambito delle regioni, raccomanda di non dimenticare le organizzazioni operaie e non operaie, le istituzioni generiche, le istituzioni culturali (Universit\u00e0 e anche scuole medie), i consigli comunali e le camere di commercio.<\/p><p>In conclusione, \u00e8 favorevole al progetto Ambrosini, contenente alcune norme il cui concetto ispiratore \u00e8 assai vicino al pensiero che ha sempre animato la sua condotta politica.<\/p><p>PORZIO osserva che l\u2019odierna discussione, anzich\u00e9 chiarire, ha reso ancor pi\u00f9 confuse le idee.<\/p><p>A suo avviso, per agevolare il compito della Sottocommissione, si dovrebbe anzitutto stabilire quale \u00e8 il corpo elettorale della seconda Camera; in secondo luogo se i candidati debbano avere requisiti speciali. Evidentemente non si pu\u00f2 parlare di tali requisiti, se prima non si \u00e8 stabilito quale debba essere la fonte della seconda Camera.<\/p><p>Ritiene che una rappresentanza basata sulle cosiddette forze vive costituisca una limitazione per il futuro Senato che, a suo parere, dovrebbe avere il prestigio ed il decoro di un\u2019Assemblea coordinatrice: i rappresentanti della seconda Camera dovrebbero venire dalla regione, dalla provincia, dal comune, e dovrebbero essere eletti da tutto il corpo elettorale del Paese.<\/p><p>PRESIDENTE fa presente all\u2019onorevole Porzio che nella riunione precedente la maggioranza della Commissione ha ritenuto opportuno un pi\u00f9 approfondito esame generale del problema in esame. In ogni modo \u00e8 convinto che, giunti alla fine della presente discussione, si ritorner\u00e0 a quella successione logica di argomenti accennata dall\u2019onorevole Porzio, col vantaggio per\u00f2 di aver conseguito una maggiore chiarificazione del problema nella seduta odierna.<\/p><p>LAMI STARNUTI ricorda di aver avuto l\u2019impressione, quando in una delle precedenti riunioni l\u2019onorevole Fuschini present\u00f2 il suo ordine del giorno, che le proposte da lui fatte potessero diventare la base di un voto che raccogliesse almeno l\u2019adesione della maggioranza della Commissione. Le aggiunte, per\u00f2, proposte dall\u2019onorevole Tosato agli articoli formulati dall\u2019onorevole Fuschini le hanno, a suo giudizio, profondamente trasformate, sicch\u00e9 l\u2019adesione, che poteva essere concessa ai soli articoli dell\u2019onorevole Fuschini, deve essere invece negata agli stessi articoli, se modificati secondo gli intendimenti dell\u2019onorevole Tosato.<\/p><p>Ora, poich\u00e9 \u00e8 necessario addivenire ad un accordo per la risoluzione del problema in esame, prega gli esponenti degli altri gruppi politici di non riportare la questione al punto di partenza con le proposte dell\u2019onorevole Tosato. L\u2019accordo, infatti, diventerebbe impossibile, se la formazione della seconda Camera dovesse basarsi soltanto sulla rappresentanza organica degli interessi e non pi\u00f9 su una rappresentanza politica.<\/p><p>Domanda all\u2019onorevole Tosato se il caso limite di una seconda Camera composta interamente di sindaci non possa verificarsi con l\u2019attuazione delle sue proposte. Vede che l\u2019onorevole Tosato fa cenno di diniego. In ogni modo, \u00e8 da osservare che, per giungere alla conclusione negativa dell\u2019onorevole Tosato, occorrerebbe cambiare il sistema elettorale, nel senso cio\u00e8 che si dovrebbe fare ricorso non pi\u00f9 al sistema della proporzionale, ma a quello maggioritario, il che approfondirebbe il contrasto tra le due parti.<\/p><p>Rivolge pertanto un invito al gruppo democristiano di prendere in considerazione soltanto le proposte dell\u2019onorevole Fuschini, perch\u00e9 ritiene che su di esse si possa arrivare a un voto di maggioranza della Sottocommissione.<\/p><p>BOZZI dichiara che, schematicamente, il suo pensiero pu\u00f2 essere cos\u00ec riassunto: abbandonare l\u2019idea di corpi elettorali distinti per categorie professionali e trasferire la rappresentanza delle cos\u00ec dette forze vive alle categorie degli eleggibili. Si tratta cio\u00e8 di identificare titoli particolari di eleggibilit\u00e0, per poter dare una rappresentanza a quelle che con espressione che doveva riferirsi, non gi\u00e0 alle organizzazioni sindacali o agli ordini professionali, bens\u00ec alle attivit\u00e0 sociali per s\u00e9 considerate, sono state chiamate le forze vive della societ\u00e0 nazionale.<\/p><p>Osserva che con l\u2019ordine del giorno proposto dall\u2019onorevole Grieco si mira a creare una seconda Camera che sia una copia fedele della prima. Con ci\u00f2 si ritorna al punto di partenza della discussione, perch\u00e9 il fine che si propone l\u2019onorevole Grieco \u00e8 appunto quello che la Sottocommissione ha voluto escludere quando ha approvato l\u2019ordine del giorno relativo alla istituzione di una seconda Camera destinata a rappresentare le forze vive del Paese. Con tale espressione infatti si intendeva creare una seconda Camera che fosse integrativa della prima: un\u2019assemblea che, pur essendo costituita dalla rappresentanza di interessi, intesi in senso largo, cio\u00e8 economici e culturali, fosse anche un\u2019Assemblea politica, in quanto tali interessi non potevano essere visti che in funzione di interessi generali, ossia politici.<\/p><p>Le divergenze potranno sorgere, come giustamente ha affermato l\u2019onorevole Laconi, quando si tratter\u00e0 di attribuire alla rappresentanza di queste forze vive questo o quel numero di seggi. Ma ci\u00f2 \u00e8 una conseguenza del fatto stesso di aver ammesso che tali forze vive debbano essere rappresentate nel futuro Senato. Se si dice, infatti, che la seconda Camera deve essere fondata su un principio politico diverso da quello su cui \u00e8 fondata la prima, e che tale principio politico diverso consiste nella rappresentanza delle varie forze vive del Paese, assunte per s\u00e9 stesse, con rilievo autonomo e di primo piano, evidentemente si ammette che la seconda Camera non deve essere un doppione della prima e che, per conseguire tale scopo, occorre configurare la rappresentanza di quelle forze vive in modo diverso da quello in cui esse trovano la loro rappresentanza nella Camera dei Deputati. Quindi, la prima cosa da farsi \u00e8 quella di individuare queste forze, in modo che esse possano avere la loro voce nel Senato. Raggiunto tale risultato, spetter\u00e0 alla regione l\u2019ulteriore compito di determinare le singole quote da attribuirsi a ciascuna forza viva. Si sa, infatti, che queste forze vive sono diversamente distribuite in ogni regione: in una, ad esempio, pu\u00f2 avere maggiore importanza l\u2019attivit\u00e0 agricola, in un\u2019altra quella industriale; e saranno le singole Assemblee regionali a stabilire il numero dei seggi che dovr\u00e0 essere assegnato ad ogni data categoria fissata dalla Costituzione.<\/p><p>\u00c8 stato osservato dall\u2019onorevole Laconi che tale sistema non sarebbe democratico, in quanto porrebbe alcuni limiti inammissibili alla volont\u00e0 degli elettori; ma a tale proposito si pu\u00f2 affermare che una certa limitazione alla volont\u00e0 del corpo elettorale esiste sempre, anche quando si tratta di elezioni a suffragio universale per la formazione della Camera dei Deputati, visto che l\u2019elettore \u00e8 costretto a scegliere i suoi rappresentanti nelle liste dei candidati proposte dai Comitati elettorali.<\/p><p>Quanto poi alla questione se i rappresentanti della seconda Camera debbano essere eletti a suffragio diretto o indiretto, ritiene che sia pi\u00f9 opportuno il suffragio diretto, per varie considerazioni. Non si deve dimenticare che \u00e8 stato stabilito il principio della parit\u00e0 delle funzioni tra le due Camere. Orbene, tale parit\u00e0 sarebbe un\u2019affermazione pi\u00f9 teorica che di fatto, se la seconda Camera dovesse trovare la legittimazione del suo potere in una forza democratica diversa da quella che d\u00e0 vita e prestigio alla prima.<\/p><p>Inoltre, se si fa dipendere l\u2019elezione dei rappresentanti della seconda Camera da alcuni determinati organismi, quali ad esempio i Consigli comunali o provinciali, si assegnano a questi compiti non pi\u00f9 amministrativi, ma politici, deformandone il carattere; il che non sembra opportuno.<\/p><p>Infine fa considerare che non \u00e8 conveniente collegare la seconda Camera con la sorte dei Consigli comunali e provinciali o delle stesse Assemblee regionali, perch\u00e9 i membri di tali organismi possono sempre cessare di appartenervi, in quanto, ad esempio, pu\u00f2 venire a mancar loro a un dato momento la fiducia popolare. Questo collegamento creerebbe complicate situazioni per far coincidere le elezioni comunali o provinciali o delle Assemblee regionali con quelle politiche; e accentuerebbe, con grave danno, il carattere politico delle prime. Domanda in quale situazione verrebbero a trovarsi i membri della seconda Camera eletti da un corpo elettorale a cui fosse venuta meno la fiducia del popolo. Anche se si stabilisse in un articolo della Costituzione che un simile fatto non debba avere conseguenze sulla elezione, ormai avvenuta, dei senatori, le ripercussioni non mancherebbero, con evidente danno per il prestigio della seconda Camera.<\/p><p>PICCIONI crede che sia un errore prendere decisioni con eccessiva fretta sul problema in discussione, che senza dubbio ha notevole importanza. Se i lavori della Costituente premono, preme altres\u00ec di arrivare a conclusioni ben fondate e meditate, altrimenti potrebbe accadere di dover ritornare sopra decisioni gi\u00e0 prese. \u00c8 chiaro che in seno alla Sottocommissione \u00e8 sorto qualche contrasto di opinioni sul problema della formazione della seconda Camera: a suo parere, tuttavia, tale contrasto pu\u00f2 e deve essere superato senza gravi difficolt\u00e0.<\/p><p>Ritiene opportuno frattanto dichiarare, anche a nome degli altri appartenenti al suo gruppo, che egli \u00e8 completamente d\u2019accordo con quanto hanno affermato gli onorevoli Mortati, Ambrosini, Tosato, Uberti e Fuschini, e cio\u00e8 che il partito al quale appartiene tende alla attuazione della democrazia in Italia non gi\u00e0 come una ripetizione meccanica degli esperimenti della organizzazione democratica dello Stato quale si \u00e8 avuta nell\u2019800, bens\u00ec partendo da premesse diverse, per giungere alla costruzione del nuovo stato democratico su una base organica. Soggiunge che si pu\u00f2 ironizzare sul significato delle parole \u00abrappresentanza organica\u00bb, ma sta di fatto che esse hanno un senso profondamente realistico, aderente all\u2019odierna struttura sociale. In altri termini, il partito a cui egli appartiene non vuole una struttura della nuova democrazia italiana basata su istituti che esprimano soltanto una concezione atomistica ed individualistica della vita, quale era quella del secolo passato, ma vuole una struttura che poggi su nuovi istituti, pi\u00f9 aderenti alla realt\u00e0 sociale della nostra epoca, realt\u00e0 che appunto si va manifestando organicamente mediante nuove forme di raggruppamenti sociali, ossia attraverso le cos\u00ec dette forze vive, di cui tanto si \u00e8 parlato nel corso delle recenti discussioni.<\/p><p>Per venire all\u2019argomento in esame, afferma che si pu\u00f2 comprendere il punto di vista di coloro che volevano e vorrebbero ancora una sola Camera; ma soggiunge che una volta adottato il sistema bicamerale, se si vuole essere conseguenti bisogna francamente riconoscere che la seconda Camera non pu\u00f2 che essere sostanzialmente diversa dalla prima; e ci\u00f2 non perch\u00e9 essa debba ripetere la sua legittimit\u00e0 da una rappresentanza democratica di misura inferiore rispetto alla prima \u2013 il che non \u00e8 evidentemente opportuno \u2013 ma per la sua composizione, la sua struttura, la sua forza di espressione politica. A suo avviso, la seconda Camera ha il compito di collaborare con la prima alla formazione delle leggi e deve ad un tempo svolgere una funzione di controllo sul Governo, ed un concreto risultato in tale senso non sarebbe raggiunto, se essa fosse una copia conforme della prima.<\/p><p>Non nega che la concezione pi\u00f9 semplice per risolvere il problema sia quella per la quale i rappresentanti della seconda Camera dovrebbero essere eletti a suffragio universale diretto, salvo ad avere alcuni requisiti diversi da quelli richiesti per i membri della prima Camera; ma con tale sistema si affiderebbe la scelta dei rappresentanti della seconda Camera a 28 milioni di elettori, sia pure riuniti per regioni, ridotte a circoscrizioni elettorali, e si avrebbe quindi la stessa composizione della prima Camera. Anche elevando il requisito dell\u2019et\u00e0, per i senatori, da 25 anni cos\u00ec come si richiede per l\u2019elezione a deputato, a 35 o 40, non si influirebbe troppo sulla composizione della seconda Camera, perch\u00e9 nella stessa Camera dei Deputati i membri aventi un\u2019et\u00e0 inferiore ai 35 anni sono assai poco numerosi.<\/p><p>A quanti vorrebbero che fossero eleggibili senatori i sindaci, i consiglieri comunali, coloro che hanno fatto parte di pubbliche amministrazioni e cos\u00ec via, obietta che si tratta di persone che potrebbero sempre essere elette, indipendentemente dalle cariche ricoperte. Tali indicazioni avrebbero soltanto una conseguenza, quella cio\u00e8 di determinare la scelta degli eleggibili da parte del corpo elettorale con criterio esclusivamente politico; criterio che non pu\u00f2 essere esclusivo per la seconda Camera, cos\u00ec come lo \u00e8 per la prima, altrimenti le due Camere verrebbero ad essere l\u2019una la copia fedele dell\u2019altra. Non si accontenterebbero in questo modo coloro che pensano che la seconda Camera debba avere una sua funzione particolare, ben distinta da quella che svolge la prima.<\/p><p>Domanda ai commissari socialisti e comunisti, che hanno una visione cos\u00ec diversa dalla sua della struttura della vita sociale, poich\u00e9 la basano in gran parte sul fattore economico, se veramente essi credano che la vita sociale e politica di un Paese possa essere determinata esclusivamente dalla volont\u00e0 indifferenziata di 28 milioni di elettori. Una simile concezione sarebbe veramente arretrata rispetto alla evoluzione delle dottrine politiche, perch\u00e9 l\u2019orientamento politico di un Paese non \u00e8 determinato soltanto dall\u2019espressione della volont\u00e0 individuale, ma anche da quella di alcuni aggruppamenti o, se si vuole, nuclei di forze che sorgono e si formano per la soddisfazione di fondamentali esigenze sociali.<\/p><p>Perci\u00f2 accanto all\u2019espressione indifferenziata, atomistica, individualistica della volont\u00e0 popolare, che trova pure una sua forma di organizzazione attraverso i partiti, deve per necessit\u00e0 di cose realizzarsi l\u2019espressione di altre forze organizzate, che operano nella vita sociale e politica pi\u00f9 o meno autonomamente.<\/p><p>Un\u2019altra considerazione deve fare rispetto all\u2019opportunit\u00e0 di costituire una seconda Camera col sistema della rappresentanza organica: anzich\u00e9 costringere queste forze ad operare al di fuori dello Stato o a premere sullo Stato, ad essere in una situazione di continuo contrasto ed eventualmente di fotta con lo Stato, bisogna trovare il modo di immetterle nella organizzazione statale, affinch\u00e9 possano operare in concordia con tutte le altre forze politiche e sociali per un rinnovamento profondo della vita nazionale. Per arrivare ad una conclusione di questo genere \u2013 poich\u00e9 non \u00e8 possibile redigere una Costituzione che preveda l\u2019ulteriore assestamento, sviluppo e specificazione di queste forze sociali \u2013 basterebbe indicare nella Costituzione stessa per grandi linee un modello di rappresentanza di tali forze. Ricorda al riguardo che anche nella composizione della Consulta, istituto certo assai difettoso, era prevista l\u2019assegnazione di alcune aliquote di rappresentanza a queste forze in largo modo individuale. Come esse non hanno costituito una remora, un impedimento allo svolgimento dei compiti di un istituto difettoso come era la Consulta, cos\u00ec esse non poi ranno costituire un ostacolo al libero funzionamento della seconda Camera, specialmente quando \u2013 e questa \u00e8 la risposta migliore all\u2019appunto di un eventuale corporativismo \u2013 nessuno chiede di fare una seconda Camera sulla base di una rappresentanza esclusiva di interessi di categorie o di professioni. Ritiene che una quota di tale rappresentanza (la terza parte, ha detto l\u2019onorevole Ambrosini) non possa certo influire nel senso di alterare la fisionomia politica del Paese.<\/p><p>Fa presente inoltre che, per avere una rappresentanza, anche se non esclusiva, di interessi di categoria, il miglior modo \u00e8 sempre costituito non gi\u00e0 dal suffragio universale diretto, ma dalle elezioni di secondo grado. E questo si potrebbe realizzare attraverso le assemblee regionali. A tale proposito, ricordando un appunto ingiustificato mosso al suo partito, dichiara che nessuno pi\u00f9 di questo vuol rimanere fedele all\u2019istituto della regione, con tutte le sue attribuzioni, capacit\u00e0 e possibilit\u00e0 di vita e di sviluppo. Esprime per\u00f2 il dubbio che l\u2019assemblea regionale, chiamata a procedere alle elezioni di secondo grado per la seconda Camera, possa essere un corpo troppo ristretto. In ogni modo, la cosa potr\u00e0 essere considerata a suo tempo, quando ci si trover\u00e0 di fronte al progetto definitivo dell\u2019Ente regione. Si potrebbe pensare frattanto di integrare l\u2019assemblea regionale con altri elementi elettivi (in tal caso si ritornerebbe all\u2019investitura e alla legittimazione del suffragio universale diretto), quali potrebbero essere i sindacati, i Consigli comunali, od altre formazioni elettive della vita locale. Sono tutte questioni che potranno essere risolte in seguito. L\u2019esigenza, per\u00f2, cui vorrebbe che si rispondesse e su cui insiste, \u00e8 appunto quella di un avviamento della nuova democrazia verso una forma di rappresentanza organica della vita del Paese; rappresentanza che non pu\u00f2 essere realizzata attraverso una indicazione vasta di requisiti di eleggibilit\u00e0.<\/p><p>Per concludere, ripete che non si tratta di ricopiare una qualsiasi Costituzione ottocentista, individualistica, perch\u00e9 si mancherebbe ai doveri inerenti all\u2019investitura avuta e all\u2019impegno assunto di fronte al Paese di fare una Costituzione realmente democratica e rispondente alle esigenze della vita sociale moderna. Perci\u00f2 sar\u00e0 bene inserire nella nuova Costituzione soltanto il principio che la seconda Camera deve avere parit\u00e0 di diritti con la prima; che deve essere eletta per elezione di secondo grado da corpi delle circoscrizioni elettorali; che in essa debbono avere almeno una parziale rappresentanza le forze vive genericamente indicate nell\u2019ordine del giorno gi\u00e0 approvato dalla Sottocommissione.<\/p><p>LUSSU ha l\u2019impressione che, dopo il discorso dell\u2019onorevole Piccioni, si sia fatto un notevole passo indietro per la risoluzione del problema. Dopo che questi ha accennato, con severe parole di condanna, all\u2019ordinamento dello Stato secondo le concezioni individualistiche ed atomistiche del XVIII secolo, e dopo che egli ha presentato un progetto per la composizione della seconda Camera basato sulla rappresentanza degli interessi, si ha ragione di ritenere che si voglia costituire una vera e propria Camera dei pari. Forse l\u2019onorevole Piccioni e i suoi amici sono indotti a questo dalla speranza di creare, per mezzo della Costituzione, quella che per essi \u00e8 una esigenza morale della vita politica moderna, ossia la collaborazione di classe. \u00c8 naturale che in dati momenti storici si ricerchi il progresso o la rinascita mediante la collaborazione di classe; occorre per\u00f2 che tale collaborazione sia nella coscienza di tutti i cittadini, affinch\u00e9 possa realmente effettuarsi. Un articolo della Costituzione non potrebbe creare la collaborazione di classe ed \u00e8, in proposito, da ricordare che in Italia l\u2019odio di classe non \u00e8 mai stato cos\u00ec forte come quando il fascismo, con le Corporazioni, decret\u00f2 la collaborazione fra le varie classi in contrasto.<\/p><p>In ogni modo, per tornare al problema in esame, dichiara di essere favorevole a una elezione di secondo grado che potrebbe avere come conseguenza una certa differenziazione della seconda Camera dalla prima; ma deve chiaramente affermare che non potrebbe accettare una seconda Camera intesa come l\u2019espressione di una volont\u00e0 reazionaria nei confronti della prima.<\/p><p>In conclusione, per poter addivenire ad un accordo tra le varie tendenze in contrasto, ritiene che la soluzione del problema possa aversi nelle elezioni di secondo grado, visto che non si richiede pi\u00f9 in modo esclusivo la rappresentanza degli interessi sociali. Por suo conto per\u00f2 vorrebbe che il numero dei rappresentanti fosse in proporzione diretta al numero degli elettori di ogni data categoria. Se cos\u00ec non fosse, la rappresentanza delle categorie sarebbe davvero un comodo mezzo per far trionfare la reazione. Questo \u00e8 provato da ci\u00f2 che succede nella Spagna e nel Portogallo, che appunto hanno una rappresentanza di categoria o sono fra i Paesi pi\u00f9 arretrati e reazionari del mondo.<\/p><p>ROSSI PAOLO propone la chiusura della discussione.<\/p><p>PRESIDENTE mette in votazione la proposta dell\u2019onorevole Paolo Rossi, con l\u2019intesa che sar\u00e0 riservato il diritto di parlare a coloro che sono gi\u00e0 iscritti.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvata<\/em>).<\/p><p>La seduta termina alle 20.20.<\/p><p><em>Erano presenti:<\/em> Ambrosini, Bocconi, Bordon, Bozzi, Castiglia, Codacci Pisanelli, Conti, Di Giovanni, Fabbri, Farini, Fuschini, Grieco, Laconi, Lami Starnuti, La Rocca, Leone Giovanni, Lussu, Mortati, Nobile, Patricolo, Perassi, Piccioni, Porzio, Ravagnan, Rossi Paolo, Terracini, Tosato, Uberti, Vanoni, Zuccarini.<\/p><p><em>In congedo:<\/em> Bulloni, Calamandrei, Cappi.<\/p><p><em>Assenti:<\/em> De Michele, Einaudi, Finocchiaro Aprile, Mannironi, Targetti.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Versione PDF ASSEMBLEA COSTITUENTE COMMISSIONE PER LA COSTITUZIONE SECONDA SOTTOCOMMISSIONE 26. RESOCONTO SOMMARIO DELLA SEDUTA DI MERCOLED\u00cc 2 OTTOBRE 1946 PRESIDENZA DEL PRESIDENTE TERRACINI INDICE Organizzazione costituzionale dello Stato (Seguito della discussione) Tosato \u2013 Lussu \u2013 Di Giovanni \u2013 La Rocca \u2013 Laconi \u2013 Uberti \u2013 Fabbri \u2013 Nobile \u2013 Presidente \u2013 Conti, Relatore \u2013 [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_relevanssi_hide_post":"","_relevanssi_hide_content":"","_relevanssi_pin_for_all":"","_relevanssi_pin_keywords":"","_relevanssi_unpin_keywords":"","_relevanssi_related_keywords":"","_relevanssi_related_include_ids":"","_relevanssi_related_exclude_ids":"","_relevanssi_related_no_append":"","_relevanssi_related_not_related":"","_relevanssi_related_posts":"595,2017,2364,1646,574,572","_relevanssi_noindex_reason":"","_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[98,70],"tags":[],"post_folder":[123],"class_list":["post-5205","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-1946-10ss","category-seconda-sottocommissione"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5205","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=5205"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5205\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":7843,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5205\/revisions\/7843"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=5205"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=5205"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=5205"},{"taxonomy":"post_folder","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fpost_folder&post=5205"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}