{"id":5203,"date":"2023-10-15T23:13:52","date_gmt":"2023-10-15T21:13:52","guid":{"rendered":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=5203"},"modified":"2023-10-23T13:40:49","modified_gmt":"2023-10-23T11:40:49","slug":"martedi-1-ottobre-1946","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=5203","title":{"rendered":"MARTED\u00cc 1\u00b0 OTTOBRE 1946"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"5203\" class=\"elementor elementor-5203\" data-elementor-post-type=\"post\">\n\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-70cff0e elementor-section-full_width elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"70cff0e\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-cfa4c51\" data-id=\"cfa4c51\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-63d9dbb elementor-align-right elementor-widget elementor-widget-button\" data-id=\"63d9dbb\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"button.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-button-wrapper\">\n\t\t\t\t\t<a class=\"elementor-button elementor-button-link elementor-size-sm\" href=\"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/19461001sed025ss.pdf\" target=\"_blank\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-content-wrapper\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-icon\">\n\t\t\t\t<i aria-hidden=\"true\" class=\"icon icon-view\"><\/i>\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-text\">Versione PDF<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-4365a7d elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"4365a7d\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p>ASSEMBLEA COSTITUENTE<\/p><p>COMMISSIONE PER LA COSTITUZIONE<\/p><p>SECONDA SOTTOCOMMISSIONE<\/p><p>25.<\/p><p>RESOCONTO SOMMARIO<\/p><p>DELLA SEDUTA DI MARTED\u00cc 1\u00b0 OTTOBRE 1946<\/p><p>PRESIDENZA DEL PRESIDENTE <strong>TERRACINI<\/strong><\/p><p><strong>INDICE<\/strong><\/p><p><strong>Organizzazione costituzionale dello Stato <\/strong>(<em>Seguito della discussione<\/em>)<\/p><p>Bozzi \u2013 Grieco \u2013 Laconi \u2013 Presidente \u2013 Fuschini \u2013 Mortati, <em>Relatore \u2013 <\/em>Nobile \u2013 Patricolo \u2013 Uberti \u2013 Conti, <em>Relatore \u2013 <\/em>Einaudi \u2013 Ambrosini \u2013 La Rocca \u2013 Lussu \u2013 Perassi \u2013 Piccioni \u2013 Zuccarini \u2013 Tosato \u2013 Castiglia \u2013 Fabbri.<\/p><p>La seduta comincia alle 17.15.<\/p><p>Seguito della discussione sull\u2019organizzazione costituzionale dello Stato.<\/p><p>BOZZI comunica che la riunione dei presentatori di ordini del giorno ha portato, pi\u00f9 che a risultati positivi, a identificare i punti controversi che possono essere cos\u00ec riepilogati:<\/p><p>1\u00b0) se il corpo elettorale per la seconda Camera debba essere indistinto, oppure se ci debbano essere corpi elettorali professionali. A questo proposito ha notato che, mentre nella precedente riunione egli era quasi l\u2019unico ad aderire all\u2019idea del corpo elettorale indifferenziato, l\u2019onorevole Mortati ha annunciato una seconda edizione del suo ordine del giorno nella quale aderisce a questo punto di vista. All\u2019idea del corpo elettorale professionale aderiscono invece gli onorevoli Ambrosini e Tosato;<\/p><p>2\u00b0) se le elezioni debbano essere dirette o indirette. Per queste ultime erano gli onorevoli Ambrosini, Tosato, Perassi e Conti; le dirette raccoglievano invece l\u2019adesione sua e dell\u2019onorevole Mortati;<\/p><p>3\u00b0) quale sia la sede idonea per stabilire la proporzione dei seggi tra le varie regioni; se la Costituzione, come sosteneva l\u2019onorevole Mortati, ovvero una legge speciale, secondo l\u2019avviso dell\u2019onorevole Tosato, a cui egli personalmente aderisce.<\/p><p>GRIECO, non avendo preso parte alle precedenti riunioni, ha esaminato con attenzione gli ordini del giorno presentati, ravvisando in ciascuno di essi qualche idea accettabile. Considera innanzi tutto da accogliere il principio \u00abche il corpo elettorale della seconda Camera sia indistinto e che le elezioni siano dirette. \u00c8 d\u2019avviso per\u00f2 che siano almeno da indicare alcuni dei requisiti per l\u2019eleggibilit\u00e0. Uno di questi \u00e8 senza dubbio quello dell\u2019et\u00e0, ma ve ne potrebbero essere degli altri, come, per esempio, l\u2019essere stato Consigliere comunale, deputato, sindaco, ecc. In questa maniera si andrebbe incontro alle preoccupazioni per la scelta degli eleggibili, senza dover accedere al criterio delle categorie di interessi, contro il quale egli si \u00e8 gi\u00e0 pronunciato.<\/p><p>Esprime infine il parere che le elezioni dovrebbero aver luogo sulla base regionale e con lo stesso sistema che per la prima Camera. Dato poi che per la prima Camera si \u00e8 stabilita la proporzione di un deputato per ogni 100 mila abitanti, per la seconda consiglierebbe la nomina di uno ogni 150 mila abitanti.<\/p><p>Conclude presentando il seguente ordine del giorno:<\/p><p>\u00abLa seconda Sottocommissione decide:<\/p><p>1\u00b0) i deputati della seconda Camera sono eletti a suffragio universale, diretto, uguale e segreto;<\/p><p>2\u00b0) sono eleggibili a membri della seconda Camera tutti i cittadini che abbiano compiuto il 30\u00b0 anno di et\u00e0 e che rispondano alle condizioni di eleggibilit\u00e0 indicate dalla legge elettorale;<\/p><p>3\u00b0) la votazione ha luogo su base regionale e con lo stesso sistema della prima Camera. I deputati sono eletti in ragione di uno ogni 150.000 abitanti\u00bb.<\/p><p>LACONI si associa all\u2019ordine giorno Grieco e ritira il suo.<\/p><p>PRESIDENTE, dato il numero degli ordini del giorno, propone di non esaminarli uno per uno, ma di discutere innanzi tutto le tre questioni controverse \u2013 ormai specificate \u2013 per cercare di risolverle. In relazione alle decisioni che saranno adottate, potr\u00e0 essere scartata una parte degli ordini del giorno.<\/p><p>Apre pertanto la discussione sul primo argomento: se il corpo elettorale debba essere indistinto, ovvero se vi debbano essere corpi elettorali professionali, nel senso che il corpo elettorale venga suddiviso in un certo numero di sottocollegi, ciascuno dei quali nomini un dato numero di membri della seconda Camera.<\/p><p>FUSCHINI, premesso che presupposto indispensabile per procedere alle elezioni \u00e8 una base elettorale, esprime il timore che, se si adottasse una base differenziata, la nomina dei componenti la seconda Camera dovrebbe essere rimandata ancora per lungo tempo, a meno di ricorrere ad una disposizione transitoria per la prima elezione. Il principio della rappresentanza delle categorie professionali e degli interessi \u00e8 stato dal suo gruppo sempre difeso; ma non si \u00e8 mai esaminata a fondo la sua pratica realizzazione, la quale presuppone che gli interessi siano giuridicamente organizzati. Gli sembra di aver letto in una relazione dell\u2019onorevole Di Vittorio che le organizzazioni sindacali, se in possesso di determinati requisiti, avrebbero potuto essere riconosciute ed avere la facolt\u00e0 di stipulare contratti collettivi di lavoro aventi valore giuridico, com\u2019era previsto dalla legge 4 aprile 1926. Comunque, \u00e8 convinto che, prima di arrivare ad una completa organizzazione sindacale, ci vorr\u00e0 molto tempo. Per questi motivi, allo stato attuale dei fatti, pur accettando dal punto di vista teorico il principio della differenziazione del corpo elettorale, preferisce farvi rinuncia. Conclude caldeggiando per la seconda Camera una base elettorale eguale a quella della parit\u00e0, posto che \u00e8 stato accettato il principio della parit\u00e0 tra i due organi legislativi.<\/p><p>MORTATI, <em>Relatore<\/em>, per quanto abbia presentato un ordine del giorno in contrasto con l\u2019avviso espresso dall\u2019onorevole Fuschini, non pu\u00f2 negare che le sue considerazioni siano improntate ad un senso di realismo. Riconosce che in effetti un\u2019organizzazione di queste categorie professionali e sindacali oggi ancora non esiste e prima che possa essere giuridicamente completa, molto tempo dovr\u00e0 trascorrere. Per questi motivi ritiene opportuno recedere dalla sua primitiva proposta, di un collegio duplice, accedendo al concetto di un collegio unico anche per la seconda Camera. Compie questo avvicinamento alle opposte tendenze nella speranza di accelerare un accordo. Un ulteriore passo avanti pensa che potrebbe essere compiuto nel senso di riconoscere che l\u2019esigenza funzionale della seconda Camera meglio sarebbe realizzata, non solo ammettendo una selezione degli eleggibili, ma anche determinando le quote per ciascun gruppo di essi. Tale principio \u00e8 stato difeso da uno studioso socialista, il Luzzatto, il quale nel mettere in luce questa esigenza funzionale del Senato, notava che sarebbe stato opportuno giungere fino alla graduazione delle categorie ed alla attribuzione di quote per ognuna di esse. Se la Sottocommissione si mettesse su questa via, crede che si potrebbe giungere ad una rapida intesa.<\/p><p>BOZZI si compiace delle dichiarazioni dell\u2019onorevole Mortati, perch\u00e9 fino al giorno avanti era quasi solo a sostenere la necessit\u00e0 di un collegio elettorale indistinto, che ora vede riconosciuta dai pi\u00f9.<\/p><p>Ritiene che il principio della rappresentanza delle attivit\u00e0 produttive non andrebbe abbandonato, ma trasferito dal piano del corpo elettorale a quello delle categorie degli eleggibili, fissando altres\u00ec il numero di seggi spettanti a ciascuna di esse. In altri termini, si dovrebbe rinunciare al corpo elettorale plurimo, e identificare le categorie di eleggibili tra i rappresentanti non di determinate categorie, ma di attivit\u00e0 sociali; svincolandosi cos\u00ec da ogni collegamento con enti, sindacati o qualsiasi altra istituzione. Resterebbe poi da risolvere la questione se la ripartizione dei seggi debba essere fatta dalla Costituzione, o con legge speciale, ovvero dalle stesse Assemblee regionali periodicamente.<\/p><p>NOBILE fa presente che non ha aderito all\u2019ordine del giorno che ha l\u2019onorevole Laconi come primo firmatario, essendo contrario alla elezione dei senatori da parte dei Consigli comunali. Dal momento che \u00e8 stata accettata la parit\u00e0 di funzioni delle due Camere, ritiene anche necessaria una parit\u00e0 del corpo elettorale.<\/p><p>LACONI tiene a far notare all\u2019onorevole Mortati che, d\u2019accordo coi colleghi, si \u00e8 gi\u00e0 messo sulla strada di un avvicinamento, avendo acceduto all\u2019ordine del giorno dell\u2019onorevole Grieco che sostiene le elezioni a suffragio universale, diretto e segreto. In tal modo egli e i suoi colleghi hanno inteso appunto avvicinarsi alla tesi dell\u2019onorevole Mortati, nel senso di stabilire una differenziazione non nel corpo elettorale, ma negli eleggibili.<\/p><p>Un accordo invece sar\u00e0 pi\u00f9 difficile sulla determinazione delle categorie di eleggibili c sul numero dei seggi da assegnare a ciascuna. In tale campo non vi sono precedenti ed anche nel vecchio Senato, pur essendo gli eleggibili suddivisi in categorie, non erano stabilite delle proporzioni fisse. Il determinare quote proporzionali per ognuna delle categorie gli sembra un voler fissare dei limiti artificiali alla sovrana volont\u00e0 popolare, che pu\u00f2 essere incanalata verso determinati gruppi di interessi, ma non pu\u00f2 essere costretta entro i limiti di quote prefissate. Le difficolt\u00e0 poi sono anche maggiori dal punto di vista pratico, perch\u00e9 da regione a regione la situazione cambia sensibilmente.<\/p><p>Esprime perci\u00f2 l\u2019avviso che sia meglio lasciare che la proporzione tra le diverse categorie si determini naturalmente nelle diverse regioni, in quanto gli elettori si orienteranno verso quelle categorie che meglio appariranno qualificate per difendere i loro interessi. Non c\u2019\u00e8 miglior giudice dello stesso elettore.<\/p><p>PATRICOLO rileva che gli onorevoli Laconi e Mortati hanno evitato di pronunciare la parola \u00abcompromesso\u00bb, ma in realt\u00e0 si va incontro al peggiore dei compromessi, ad un compromesso dettato esclusivamente da ragioni politiche su una questione che riguarda l\u2019ordinamento giuridico dello Stato.<\/p><p>Quale appartenente ad un gruppo di minoranza, non pu\u00f2 far prevalere il suo punto di vista, ma tiene ad affermare che, cos\u00ec facendo, si costituir\u00e0 una seconda Camera che non solo non risponder\u00e0 alle esigenze del Paese, ma nella quale neppure si vedranno rappresentate quelle \u00abforze vive\u00bb di cui parla l\u2019ordine del giorno pi\u00f9 volte ricordato. Col sistema che sembra incontrare il favore della maggioranza si eleggeranno uomini che non rappresenteranno nulla, ma saranno solo dei competenti: tanto varrebbe limitarsi a dire che saranno eletti uomini competenti in determinate branche dell\u2019attivit\u00e0 economica, sociale o professionale. Voter\u00e0 quindi contro l\u2019approvazione di un criterio che non risponde alle esigenze espresse in un ordine del giorno gi\u00e0 approvato.<\/p><p>UBERTI non crede che una disposizione transitoria, di cui ha parlato l\u2019onorevole Fuschini, come resa necessaria dal fatto che non sarebbe possibile creare subito una organizzazione giuridica delle categorie, costituirebbe un inconveniente grave. Ritiene infatti che non sia cosa assurda stabilire il principio, salvo poi a trovare una soluzione provvisoria per la prima nomina dei componenti la seconda Camera. Ricorda che in numerose altre occasioni si \u00e8 proceduto in via transitoria, utilizzando organismi gi\u00e0 esistenti.<\/p><p>Ha l\u2019impressione tuttavia che, votando a favore di un collegio unico indifferenziato, si precluda la possibilit\u00e0 di sostenere in seguito la nomina attraverso alle Assemblee regionali, sminuendo cos\u00ec il valore dell\u2019ente regione e privandolo della possibilit\u00e0 di far udire la sua voce attraverso alla seconda Camera. Insiste sull\u2019opportunit\u00e0 di non rinunciare alla rappresentanza degli interessi locali \u2013 alla quale finora si \u00e8 dato tanto peso \u2013 di fronte alla difficolt\u00e0 di individuare le categorie professionali.<\/p><p>Aggiunge che, se si accettasse il criterio del suffragio universale, si farebbe un doppione della prima Camera, mentre sarebbe desiderabile un apporto di forze nuove.<\/p><p>PRESIDENTE osserva che non sar\u00e0 possibile rinunciare ad una serie di votazioni successive, perch\u00e9, facendosi un\u2019unica votazione sulle varie questioni, i Commissari, trovandosi nella difficolt\u00e0 di assumere una determinata posizione, si asterrebbero in gran numero dal voto.<\/p><p>CONTI, <em>Relatore<\/em>, si richiama ad una considerazione di carattere fondamentale fatta dall\u2019onorevole Lussu, secondo la quale l\u2019elezione da parte delle Assemblee regionali di elementi che si vanno ad inserire nella vita dello Stato significa il collegamento fra le parti e il tutto, e rappresenta quindi una affermazione dell\u2019unit\u00e0 nazionale a cui gli autonomisti aspirano.<\/p><p>Da questa premessa scaturisce la sua contrariet\u00e0 ad una elezione a suffragio universale diretto. Riconosce che questo ha una sua funzione particolare, ma sostiene che non \u00e8 necessario farvi sempre ricorso, perch\u00e9, se si partisse da questo punto di vista, sarebbe da condannare anche l\u2019elezione del Capo dello Stato fatta dall\u2019Assemblea Nazionale, cio\u00e8 in forma indiretta.<\/p><p>Considerata la funzione di integrazione e di perfezionamento della tecnica legislativa, affidata alla seconda Camera, afferma che non si pu\u00f2 prescindere per la formazione di questa da una elezione di secondo grado.<\/p><p>PRESIDENTE invita i commissari a non allargare il campo della discussione, che per il momento dovrebbe mantenersi sul corpo elettorale differenziato o indifferenziato, nell\u2019interno della regione. Si tratta cio\u00e8 di stabilire se i rappresentanti di regione ripeteranno il loro mandato da tutta la regione o soltanto da determinati gruppi interni della regione.<\/p><p>Ricorda che l\u2019onorevole Mortati, nel suo ordine del giorno, proponeva che una met\u00e0 della seconda Camera fosse eletta in modo indifferenziato e l\u2019altra met\u00e0 per gruppi di interessi. Senonch\u00e9 lo stesso onorevole Mortati ha poc\u2019anzi esposto le ragioni per cui ha creduto di modificare questa sua prima impostazione \u2013 rinunciando al corpo elettorale professionale \u2013 al fine di facilitare l\u2019incontro con altre posizioni manifestatesi in seno alla Sottocommissione.<\/p><p>UBERTI domanda se l\u2019onorevole Mortati abbia rinunciato alla sua proposta soltanto in relazione alla prima elezione della seconda Camera, per le difficolt\u00e0 di immediata attuazione, o anche per le ulteriori.<\/p><p>PRESIDENTE risponde che l\u2019onorevole Mortati ha assunto questo atteggiamento in sede costituzionale, non per una norma transitoria.<\/p><p>EINAUDI dichiara di essere disposto a votare per il collegio indifferenziato, purch\u00e9 resti inteso che un tale voto non pregiudica la questione del suffragio diretto o indiretto. Fa tale atto di adesione anche perch\u00e9 in precedenza ha votato in favore dell\u2019espressione \u00abforze vive\u00bb, intendendo con ci\u00f2 di votare contro la rappresentanza di categorie economiche, le quali per conto suo vanno considerate non come forze vive, ma come forze morte.<\/p><p>Ricorda che la distinzione essenziale tra le corporazioni del periodo fascista e le vere corporazioni, era questa: che le corporazioni fasciste erano una brutta copia delle corporazioni del 1600 e del 1700, mentre invece le vere corporazioni erano quelle del 1200 e del 1300. Le vere corporazioni non erano legiferate e non era specificato chi apparteneva ad una categoria o ad un\u2019altra; esse erano vive, appunto perch\u00e9 ci\u00f2 non era detto e si aveva larga possibilit\u00e0 di passare dall\u2019una all\u2019altra. Quando poi nel 1600-1700 si \u00e8 cominciato a disciplinarle, sono morte e con esse \u00e8 morta anche l\u2019economia del Paese.<\/p><p>AMBROSINI, senza entrare in dettagli storici o di principio, rileva che le espressioni: attivit\u00e0 professionali, gruppi di produzione, attivit\u00e0 lavorative, ecc., comunque si configurino, corrispondono alla realt\u00e0 e non possono mai essere riguardate come riferentesi a cose morte, perch\u00e9 la legge non pu\u00f2 far morire quello che esiste.<\/p><p>Tornando all\u2019argomento in discussione, dichiara di mantenere il suo punto di vista \u2013 che ha concretato in un ordine del giorno \u2013 favorevole alla doppia rappresentanza.<\/p><p>Circa le difficolt\u00e0 di indole pratica prospettate riguardo alla formazione del primo Senato, osserva che potrebbero essere superate agevolmente con una norma transitoria, alla quale del resto in nessun caso si potr\u00e0 fare a meno di ricorrere, finch\u00e9 l\u2019ente regione non sar\u00e0 costituito. Ma ritiene che il principio dovrebbe essere ammesso, dando ad esso il dovuto rilievo e non trasportandolo sul piano dei requisiti di eleggibilit\u00e0, perch\u00e9 in tal modo si svuoterebbe di contenuto. Occorrerebbe dare alle categorie la possibilit\u00e0 di eleggere direttamente i propri rappresentanti; solo cos\u00ec la loro voce avrebbe un peso e sarebbe espressione responsabile della categoria interessata.<\/p><p>LA ROCCA si dichiara contrario alla rappresentanza di categorie di interessi, in quanto presuppone una elencazione tassativa che costituirebbe un intralcio alle loro possibilit\u00e0 di sviluppo. Aggiunge che si correrebbe il pericolo di escludere proprio quelle \u00abforze vive\u00bb che si vogliono immettere nella seconda Camera.<\/p><p>A suo parere, la rappresentanza diretta a base indifferenziata conferirebbe alla seconda Camera una maggiore autorit\u00e0 e un maggiore prestigio, dando modo a tutte le forze che vivono nella regione di esprimersi.<\/p><p>Inoltre gli interessati saprebbero volta per volta individuare coloro che d\u00e0nno affidamento di saper meglio difendere i loro diritti e le loro ragioni.<\/p><p>LUSSU rileva che il problema, da qualche giorno in esame, \u00e8 di tale importanza da indurre a procedere con la massima cautela, senza lasciarsi influenzare dalla esigenza di giungere presto ad una conclusione. Suffraga il suo avviso l\u2019esempio della Francia, ove proprio questo spinoso argomento ha fatto respingere il primo progetto di Costituzione, frutto del lavoro di parecchi mesi, e gli stessi pericoli si profilano per il secondo, in seguito alla posizione assunta da alcuni eminenti uomini politici.<\/p><p>Venendo a parlare del nuovo atteggiamento assunto dall\u2019onorevole Mortati, si compiace del suo avvicinamento al punto di vista che personalmente ha difeso e dell\u2019abbandono di alcune sue posizioni.<\/p><p>Non ritiene ammissibile che nella seconda Camera possano essere rappresentate in egual misura le organizzazioni dei datori di lavoro e quelle dei lavoratori; il che sarebbe come dire che coloro che hanno un censo maggiore avrebbero diritto ad un maggiore numero di rappresentanti, dato che in Italia, su 18 milioni di cittadini in et\u00e0 da lavorare oltre 15 milioni sono lavoratori e il rimanente datori di lavoro. Dovrebbe invece seguirsi un criterio di proporzionalit\u00e0, stabilendo una maggioranza e una minoranza.<\/p><p>\u00c8 favorevole infine all\u2019idea di conciliare le diverse tendenze manifestatesi durante la discussione, trasferendo il problema della rappresentanza sul terreno dei requisiti di eleggibilit\u00e0. Tali requisiti potrebbero essere costituiti dall\u2019et\u00e0, dai titoli di studio, dall\u2019aver diretto Camere di lavoro o organizzazioni sindacali, dall\u2019essere stati deputati al Parlamento, dall\u2019essere stati membri dell\u2019Assemblea regionale, ecc.<\/p><p>PERASSI, premesso che condivide l\u2019opinione dell\u2019onorevole Lussu sull\u2019avvedutezza cui bisogna ispirarsi nella discussione in corso, sostiene la necessit\u00e0 di chiarire in maniera inequivocabile che la votazione sul corpo elettorale, indifferenziato o professionale, lascia impregiudicata qualsiasi decisione in merito al suffragio diretto o indiretto. Dovrebbe altres\u00ec restare impregiudicato l\u2019esame dei criteri con i quali gli organi procederanno alle elezioni.<\/p><p>Con queste riserve pu\u00f2 aderire al concetto di un organo collegiale indistinto.<\/p><p>PICCIONI esprime l\u2019avviso che nella discussione \u2013 la cui vitale importanza \u00e8 stata messa in evidenza \u2013 non si sia raggiunto un punto di coagulazione tale da poter stabilire un orientamento per la Sottocommissione. Trova che non vi sarebbe nulla di perduto ad impiegare ancora una o due sedute ad approfondire maggiormente il problema, per chiarire gli eventuali equivoci ed evitare strascichi spiacevoli.<\/p><p>Entrando nel merito, rileva che i vari aspetti del problema sono intimamente connessi ed \u00e8 impossibile esaminarli separatamente.<\/p><p>Quanto al collegio indifferenziato, osserva che per il momento la sua attuazione concreta appare legata al suffragio diretto, n\u00e9 vede come potrebbe ad esso contrapporsi un suffragio indiretto, quando la Sottocommissione non ha ancora deliberata la composizione dell\u2019Assemblea regionale. D\u2019altra parte, c\u2019\u00e8 una deliberazione per la quale la seconda Camera dovrebbe essere espressione prevalente delle \u00abforze vive\u00bb, cio\u00e8 degli interessi regionali. Ora, se in qualche modo le regioni debbono entrare nella composizione della seconda Camera, si deve preliminarmente sapere che cosa rappresentino, quali poteri abbiano, e come siano composte le Assemblee regionali. Solo quando questi problemi fossero definiti, si potrebbe intravedere concretamente la possibilit\u00e0 di avere un Collegio indifferenziato con suffragio indiretto.<\/p><p>Propone pertanto di sospendere ogni votazione sulla base elettorale, ed affrontare immediatamente l\u2019esame della costituzione dell\u2019ente regione.<\/p><p>LUSSU manifesta la sua contrariet\u00e0 ad una sospensiva dei lavori rilevando che, per quanto si abbiano ancora idee imprecise sull\u2019autonomia degli enti locali, \u00e8 evidente che la regione avr\u00e0 quanto meno un consiglio regionale corrispondente, grosso modo, al consiglio provinciale.<\/p><p>ZUCCARINI condivide l\u2019opinione dello onorevole Piccioni. A suo parere il comitato incaricato della redazione del progetto sulle autonomie regionali dovrebbe affrettare le sue conclusioni, in modo che la Sottocommissione possa risolvere il problema delle autonomie, prima di affrontare quello della composizione della seconda Camera.<\/p><p>Quanto alla rappresentanza di interessi, ritiene che la discussione sia stata utilissima, ma la sua sede pi\u00f9 opportuna sarebbe stata quella della composizione della prima Camera, poich\u00e9 gli interessi, in quanto tali, possono utilmente influire sulla elaborazione della legge, pi\u00f9 che sul suo perfezionamento.<\/p><p>Se si volesse veramente dare una rappresentanza alle \u00abforze vive\u00bb, la questione potrebbe esser posta come base della formazione della prima e non della seconda Camera, che dovrebbe essere l\u2019espressione delle regioni. In via subordinata insisterebbe per il rinvio dell\u2019attuale discussione a quando fosse meglio lineata la struttura dell\u2019organizzazione statale.<\/p><p>TOSATO si associa. Concorda nel ritenere che la discussione non ha ancora raggiunto un punto di-maturit\u00e0 che possa avvicinare ad una soluzione, la quale \u00e8 resa difficile dalle molte incognite e soprattutto da quella relativa all\u2019ordinamento regionale. Allo state attuale delle cose una votazione non potrebbe avere che un significato negativo, nel senso di escludere la possibilit\u00e0 di elezione da parte di collegi speciali a carattere professionale. Non potrebbe escludere per\u00f2 la possibilit\u00e0 di richiedere determinati requisiti di eleggibilit\u00e0. \u00c8 evidente in tal caso che il problema della rappresentanza di interessi sarebbe trasferito da un campo ad un altro, ma la situazione resterebbe immutata, perch\u00e9 i requisiti di eleggibilit\u00e0 importerebbero un riconoscimento, sia pure indiretto, di diverse categorie. Aderisce quindi alla proposta Piccioni.<\/p><p>UBERTI osserva che potrebbe essere utile, agli effetti di una semplificazione del lavoro, affrontare la discussione sull\u2019ente regione direttamente in sede di Sottocommissione.<\/p><p>CASTIGLIA riconosce che ci si trova in un vicolo cieco, e che spingere ulteriormente la discussione approderebbe a ben poco dal punto di vista pratico. L\u2019unica via di uscita crede sia quella suggerita dall\u2019onorevole Piccioni, accogliendo anche la proposta dell\u2019onorevole Uberti di sottoporre direttamente alla Sottocommissione le varie proposte articolate sull\u2019autonomia regionale.<\/p><p>LUSSU prega i colleghi di considerare seriamente se il sistema proposto non intralci i lavori della Sottocommissione. A suo avviso, data la complessit\u00e0 ed il numero delle relazioni presentate sull\u2019autonomia regionale, la Sottocommissione si troverebbe in serio imbarazzo. Sostiene perci\u00f2 l\u2019opportunit\u00e0 di continuare la discussione in corso, tenendo per acquisita l\u2019esistenza di un ente regione, magari con poteri minimi, e quanto meno di un consiglio regionale, salvo poi a rivedere le eventuali conclusioni alla luce delle decisioni che saranno state prese in materia di autonomie locali.<\/p><p>EINAUDI ritiene che, dopo la discussione sulle regioni, la Sottocommissione si ritroverebbe al punto di partenza, per quel che riguarda la composizione della seconda Camera.<\/p><p>LACONI \u00e8 dello stesso parere, mentre pensa che si pu\u00f2 giungere ad una decisione sul collegio elettorale. Nessuno pone in dubbio la futura esistenza dell\u2019ente regione c dei consigli regionali e comunali: non ha quindi ragion d\u2019essere l\u2019obiezione dell\u2019onorevole Piccioni, che, abbandonando il sistema di un corpo elettorale differenziato, non vi sia altra soluzione che quella di un suffragio diretto, in quanto che non si esclude affatto l\u2019ipotesi di elezioni attraverso le assemblee o i consigli regionali, ovvero attraverso ad un sistema misto.<\/p><p>PRESIDENTE rileva che, mentre da un lato con la proposta di rinvio non si raggiungerebbe lo scopo di smussare corte asperit\u00e0 e di avvicinare i contrastanti punti di vista, dall\u2019altro lato, essendosi impadronita della questione anche la stampa, un rinvio sarebbe interpretato da tutti come una mancanza d\u2019accordo che impedisca di giungere a risultati concreti.<\/p><p>Aggiunge che la soluzione della questione regionale, per quanto urgente, \u00e8 indipendente da quella in discussione, e non sgombrer\u00e0 il terreno dai punti controversi. Pertanto un rinvio ritarderebbe ulteriormente la fine dei lavori, per i quali l\u2019Assemblea plenaria ha fissato il termine del 20 ottobre. Del resto, anche l\u2019esame delle autonomie regionali, seppure fosse affrontato risolutamente, non potrebbe sfociare in una conclusione entro un breve periodo di tempo. Tanto meno poi pensa che si possa aderire all\u2019idea di discuterne in sede di Sottocommissione, perch\u00e9 il Comitato di redazione fu nominato appunto in vista delle difficolt\u00e0 di articolare un progetto.<\/p><p>Neppure vede come si potrebbe aderire alla proposta Piccioni di votare nel suo insieme tutto il problema della formazione della seconda Camera perch\u00e9, a parte il fatto che si accentuerebbero le differenze di opinioni, verrebbero sicuramente richieste delle votazioni per divisione.<\/p><p>Quanto alla immaturit\u00e0 della questione, nota che essa non \u00e8 stata avvertita dai presentatori di ordini del giorno che si sono riuniti per tentare un possibile avvicinamento, ch\u00e9 anzi essi hanno posto in rilievo quelli che potevano essere i punti di disaccordo sui quali era necessario venire ad una votazione.<\/p><p>PICCIONI non vede come le ragioni addotte possano consigliare di proseguire nella discussione mantenendo in disparte il problema regionale. Considerare come base per la discussione l\u2019esistenza dei consigli regionali e comunali gli sembra che sia un modo superficiale di esaminare il problema, perch\u00e9 evidentemente il modo come la regione sar\u00e0 funzionante ha il suo rilievo e senza dubbio pu\u00f2 influire direttamente sul problema in esame. Per esempio, troverebbe illogico attribuire, ad un consiglio regionale formato di 50 o 60 membri, la facolt\u00e0 di nominare da 15 a 20 senatori.<\/p><p>La funzionalit\u00e0 e la competenza dell\u2019ente regionale hanno dunque un peso decisivo, anche in ordine al potere che pu\u00f2 essere affidato alle Assemblee regionali circa la nomina dei membri della seconda Camera.<\/p><p>Non crede poi che ci si debba preoccupare della cattiva impressione che potrebbe derivare da un eventuale rinvio, perch\u00e9 la Sottocommissione deve avere soprattutto di mira lo scopo di giungere a conclusioni che possano raccogliere un largo suffragio fra i cittadini.<\/p><p>Per quanto riguarda i punti controversi, avverte che essi non si differenziano gran che da quelli che nell\u2019ultima seduta furono gi\u00e0 lumeggiati dallo stesso Presidente. Ma ci\u00f2 che \u00e8 pi\u00f9 sostanziale \u00e8 di esaminarli tutti insieme, per votare poi su di uno schema che affronti la questione nella sua integrit\u00e0. Se invece si dovesse votare su un solo aspetto dei problema, con tulle le riserve che giustamente sono state avanzate dall\u2019onorevole Perassi \u2013 ed alle quali aderisce \u2013 si finirebbe per non votare nulla di conclusivo, e le questioni che si fossero evitate in una prima votazione risorgerebbero sotto altri aspetti nella successiva.<\/p><p>Conclude esprimendo l\u2019avviso che il problema si debba affrontare pi\u00f9 coraggiosamente, cercando una soluzione che sia di soddisfazione almeno per la maggioranza della Sottocommissione e proponendo, sia di esaminare i tre punti controversi nel loro complesso, sia di pregare il Comitato di redazione di intensificare il lavoro relativo all\u2019autonomia regionale, fissando altres\u00ec il giorno in cui le conclusioni dovranno essere sottoposte alla Sottocommissione.<\/p><p>PRESIDENTE ripete che se si riunissero i tre punti in un\u2019unica norma, si finirebbe per votare per divisione.<\/p><p>PICCIONI fa presente che, per esempio, egli non potrebbe votare per il collegio indifferenziato, se prima non vedesse salvaguardato il principio della rappresentanza delle \u00abforze vive\u00bb della Nazione, che \u00e8 stato consacrato in un preciso ordine del giorno.<\/p><p>LUSSU \u00e8 contrario al rinvio, che in nessun caso darebbe dei risultati pratici; preferisce valersi del lavoro proficuo dei presentatori di ordini del giorno, per condurre a termine l\u2019esame della questione, ora che il <em>punctum dolens<\/em> \u00e8 stato individuato.<\/p><p>PRESIDENTE non ha niente in contrario alla ripresa della discussione generale se la Sottocommissione avverte il bisogno di ulteriori chiarificazioni.<\/p><p>FABBRI, premesso che tutti i Commissari sembrano d\u2019accordo sul criterio di determinare dei requisiti di idoneit\u00e0 (salvo poi ad avere opinioni discordi sulla loro specificazione), crede che una via di uscita potrebbe trovarsi appunto in una elencazione precisa di detti titoli. In tal modo si avrebbe gi\u00e0 un orientamento e la sicurezza che i rappresentanti \u2013 chiunque li elegga \u2013 sarebbero in possesso della necessaria preparazione ed esperienza di vita vissuta. N\u00e9 si pregiudicherebbe l\u2019indirizzo politico, stabilendo aprioristicamente chi sarebbe qualificato ad entrare a far parte della seconda Camera.<\/p><p>Quanto alla distribuzione dei seggi tra le varie categorie, ha gi\u00e0 detto che dovrebbe essere affidata agli organi regionali, ai quali per\u00f2 sarebbe forse opportuno dare delle direttive per facilitarne il compito. Pensa che la Sottocommissione, seguendo questa linea di condotta, potrebbe evitare di sospendere i lavori.<\/p><p>PRESIDENTE rileva che l\u2019onorevole Fabbri \u00e8 andato al cuore della questione, perch\u00e9 i requisiti di eleggibilit\u00e0 sono stati presi in considerazione come un succedaneo della suddivisione per categorie del corpo elettorale. \u00c8 infatti da supporre che, se si decidesse in senso favorevole ad un corpo elettorale differenziato, non sarebbe pi\u00f9 necessario prescrivere determinate condizioni di eleggibilit\u00e0. Si potrebbe, ad esempio, prescindere dal limite di et\u00e0, in quanto potrebbe esserci un ottimo conduttore di azienda agricola di ventitr\u00e9 anni, che, avendo cominciato a lavorare a tredici anni, avrebbe un\u2019esperienza di dieci anni di attivit\u00e0 e potrebbe benissimo rappresentare la categoria.<\/p><p>FABBRI mette in evidenza che ci\u00f2 non sarebbe mai possibile, ove si stabilisse, per esempio, che il candidato alla nomina debba essere investito di funzioni direttive da almeno dieci anni ed avere un minimo di 40 anni. Ritiene che, se si potesse eliminare la preoccupazione di carattere politico, che \u00e8 dominante, si farebbe un passo avanti ed aggiunge di essere andato deliberatamente al cuore della questione nel tentativo di facilitare una via conciliativa.<\/p><p>Non dubita che in tutti sia il desiderio di vedere la seconda Camera composta di uomini esperti, riflessivi, capaci di portare un contributo di esperienza e di consapevolezza nella veste di rappresentanti delle attivit\u00e0 lavorative. Ove accedesse alla sua idea di convergere tutta l\u2019attenzione sui titoli individuali indispensabili per la candidatura, la Sottocommissione potrebbe, eliminate le perplessit\u00e0 che avevano dato luogo ad una proposta di rinvio, pronunciarsi su dati di fatto pi\u00f9 concreti.<\/p><p>PICCIONI aderisce alla proposta Fabbri che consente di avere un quadro pi\u00f9 completo del futuro organismo. Prima di votare sul collegio differenziato o indifferenziato, si potrebbero considerare gli altri aspetti del problema e, una volta chiarite le idee, se non sar\u00e0 possibile un accordo su uno schema complessivo, si potr\u00e0 votare per divisione.<\/p><p>LACONI fa osservare che il punto dolente non \u00e8 costituito dai requisiti per l\u2019eleggibilit\u00e0, ma dalla ripartizione dei seggi tra le varie categorie.<\/p><p>PRESIDENTE dichiara di non avere nulla in contrario a riaprire la discussione generale, pur sottolineando che nessuno dei punti controversi \u00e8 stato trascurato nelle discussioni precedenti.<\/p><p>NOBILE concorda con l\u2019onorevole Fabbri. Stima infatti miglior partito quello di stabilire prima chi debbano essere gli eletti. Se \u2013 per fare un esempio macroscopico \u2013 la seconda Camera dovesse essere composta esclusivamente di ingegneri, naturalmente questi dovrebbero essere eletti da un corpo di ingegneri e non da medici od avvocati.<\/p><p>PICCIONI non insiste sulla sua proposta di sospensiva, se si concorda su questo metodo di lavoro. Insiste, tuttavia, sull\u2019esigenza di accelerare le conclusioni sulle autonomie regionali.<\/p><p>AMBROSINI, nella sua qualit\u00e0 di presidente del Comitato, assicura che prender\u00e0 accordi con gli altri componenti per imprimere un ritmo ancora pi\u00f9 intenso ai lavori.<\/p><p>La seduta termina alle 20.<\/p><p><em>Erano presenti:<\/em> Ambrosini, Bocconi, Bozzi, Castiglia, Codacci Pisanelli, Conti, De Michele, Einaudi, Fabbri, Farini, Fuschini, Grieco, Laconi, Lami Starnuti, La Rocca, Lussu, Mortati, Nobile, Patricolo, Perassi, Piccioni, Ravagnan, Terracini, Tosato, Uberti, Vanoni, Zuccarini.<\/p><p><em>In congedo:<\/em> Bordon, Bulloni, Calamandrei, Cappi, Rossi Paolo.<\/p><p><em>Erano assenti<\/em><em>:<\/em> Di Giovanni, Finocchiaro Aprile, Leone Giovanni, Mannironi, Porzio, Targetti.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Versione PDF ASSEMBLEA COSTITUENTE COMMISSIONE PER LA COSTITUZIONE SECONDA SOTTOCOMMISSIONE 25. 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