{"id":5194,"date":"2023-10-15T23:08:09","date_gmt":"2023-10-15T21:08:09","guid":{"rendered":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=5194"},"modified":"2023-10-23T13:38:11","modified_gmt":"2023-10-23T11:38:11","slug":"venerdi-27-settembre-1946-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=5194","title":{"rendered":"VENERD\u00cc 27 SETTEMBRE 1946"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"5194\" class=\"elementor elementor-5194\" data-elementor-post-type=\"post\">\n\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-b676a7a elementor-section-full_width elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"b676a7a\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-e9acc0f\" data-id=\"e9acc0f\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-f9337d4 elementor-align-right elementor-widget elementor-widget-button\" data-id=\"f9337d4\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"button.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-button-wrapper\">\n\t\t\t\t\t<a class=\"elementor-button elementor-button-link elementor-size-sm\" href=\"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/19460927sed023ss.pdf\" target=\"_blank\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-content-wrapper\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-icon\">\n\t\t\t\t<i aria-hidden=\"true\" class=\"icon icon-view\"><\/i>\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-text\">Versione PDF<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-8b87793 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"8b87793\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p>ASSEMBLEA COSTITUENTE<\/p><p>COMMISSIONE PER LA COSTITUZIONE<\/p><p>SECONDA SOTTOCOMMISSIONE<\/p><p>23.<\/p><p>RESOCONTO SOMMARIO<\/p><p>DELLA SEDUTA DI VENERD\u00cc 27 SETTEMBRE 1946<\/p><p>PRESIDENZA DEL PRESIDENTE <strong>TERRACINI<\/strong><\/p><p>INDICE<\/p><p>Organizzazione costituzionale dello Stato (<em>Seguito della discussione<\/em>)<\/p><p>Bordon \u2013 Farini \u2013 Presidente \u2013 Conti, <em>Relatore<\/em> \u2013 Lussu \u2013 Nobile \u2013 Bozzi \u2013Tosato \u2013 Zuccarini \u2013 Einaudi \u2013 Laconi \u2013 Lami Starnuti \u2013 Mortati, <em>Relatore \u2013 <\/em>Patricolo \u2013 Mannironi \u2013 La Rocca \u2013 Piccioni \u2013 Fabbri \u2013 Uberti.<\/p><p>La seduta comincia alle 17.10.<\/p><p>Seguito della discussione sull\u2019organizzazione costituzionale dello Stato.<\/p><p>BORDON dichiara che, se fosse stato presente nell\u2019ultima riunione, avrebbe votato l\u2019articolo proposto dall\u2019onorevole Lussu.<\/p><p>FARINI fa analoga dichiarazione nei riguardi dell\u2019ordine del giorno La Rocca-Grieco.<\/p><p>PRESIDENTE, ricordata l\u2019approvazione nella riunione precedente di un ordine del giorno Tosato, ai termini del quale la base elettiva della seconda Camera deve essere comunque regionale, avverte che si deve passare ora all\u2019esame del tema successivo: pratica attuazione del principio della rappresentanza regionale. Fa presente che nel corso della discussione si sono manifestate varie tendenze e precisamente: per una rappresentanza degli interessi regionali; per una rappresentanza tipicamente di categorie, sempre nell\u2019ambito della regione; per una rappresentanza della regione considerata esclusivamente come entit\u00e0 territoriale. V\u2019\u00e8 altres\u00ec un sistema misto, previsto nell\u2019articolazione dell\u2019onorevole Conti, la quale, per\u00f2, dovrebbe essere modificata per renderla aderente alla decisione presa circa la base regionale della rappresentanza.<\/p><p>CONTI <em>Relatore<\/em>, \u00e8 d\u2019accordo e aderisce anche al desiderio di alcuni colleghi di modificare le sue proposte nel senso di stabilire che ogni Assemblea regionale elegge un numero fisso di senatori.<\/p><p>LUSSU, ricordato che alla sua proposta di comporre la seconda Camera con un numero fisso ed eguale di rappresentanti per ogni regione fu mossa l\u2019obiezione che essa tradiva una aspirazione federalistica, si dichiara disposto a scendere su un terreno di compromesso. Accetterebbe infatti la soluzione di determinare \u2013 scartando l\u2019ipotesi della rappresentanza di categorie ed enti culturali, che \u00e8 contraria alle sue idee \u2013 un numero di rappresentanti per ogni regione proporzionato alla popolazione.<\/p><p>A tale scopo propone la seguente formula:<\/p><p>\u00abLa seconda Camera \u00e8 composta di un numero di rappresentanti proporzionale al numero degli abitanti (o, se si preferisce, degli elettori) della regione\u00bb.<\/p><p>NOBILE chiede se la questione del tipo di rappresentanza debba considerarsi pregiudicata dalle decisioni precedenti.<\/p><p>PRESIDENTE precisa che nell\u2019ordine del giorno votato si \u00e8 usata un\u2019espressione molto larga, in quanto si \u00e8 parlato di \u00abforze vive\u00bb. Ora si tratterebbe, appunto, di stabilire che cosa s\u2019intende per \u00abforze vive\u00bb.<\/p><p>BOZZI osserva che l\u2019onorevole Lussu nel suo ordine del giorno non dice come i senatori dovrebbero essere eletti: se dalle Assemblee regionali oppure no.<\/p><p>LUSSU consiglierebbe una elezione di secondo grado.<\/p><p>PRESIDENTE avverte che la questione sar\u00e0 presa in esame in un secondo tempo.<\/p><p>D\u00e0 notizia di un progetto presentato dall\u2019onorevole Mortati, che prevede all\u2019articolo 5 una forma di rappresentanza duplice. Detto progetto consta dei seguenti 10 articoli:<\/p><p>\u00ab<em>Art. 1.<\/em> \u2013 Il potere legislativo \u00e8 esercitato collettivamente dalla Camera dei Deputali e dal Senato.<\/p><p><em>Art. 2. \u2013<\/em> La formazione e cessazione delle due Camere avvengono contemporaneamente.<\/p><p><em>Art. 3. \u2013<\/em> Il Senato \u00e8 composto da membri eletti dalle regioni, in numero di 300, per la durata di 5 anni. Il numero dei senatori assegnato ad ogni regione \u00e8 proporzionale a quello dei cittadini in essa domiciliati. Tuttavia nessuna regione potr\u00e0 avere un numero di rappresentanti superiore a&#8230; n\u00e9 inferiore a&#8230;<\/p><p><em>Art. 4. \u2013<\/em> Per ogni senatore sar\u00e0 eletto un supplente.<\/p><p><em>Art. 5. \u2013<\/em> I seggi di senatore assegnati ad ogni Regione sono per met\u00e0 coperti con elezione a suffragio diretto, universale, e per l\u2019altra met\u00e0 con elezioni da effettuarsi nell\u2019ambito di speciali collegi elettorali, formati in base alla appartenenza dei cittadini ad una delle seguenti categorie di attivit\u00e0 produttive: <em>a<\/em>) agricoltura e pesca; <em>b<\/em>) industria, compresa quella dei trasporti e bancaria; <em>c<\/em>) commercio; <em>d<\/em>) scuola e cultura; <em>e<\/em>) giustizia; <em>f<\/em>) urbanistica, sanit\u00e0 ed igiene; <em>g<\/em>) amministrazione pubblica.<\/p><p><em>Art.<\/em> 6. \u2013 I seggi assegnati ad ognuna delle categorie di cui all\u2019ultima parte del precedente articolo, verranno attribuiti in parti uguali da distinti subcollegi formati rispettivamente dagli addetti ad attivit\u00e0 di lavoro salariato, oppure di lavoro autonomo direttivo.<\/p><p><em>Art. 7. \u2013<\/em> L\u2019assegnazione del numero dei membri da eleggere dalle singole categorie nell\u2019ambito di ciascuna regione sar\u00e0 fatta con legge costituzionale, da sottoporre a revisione periodica ogni 10 anni, tenendo conto del diverso grado di efficienza di ognuna.<\/p><p><em>Art. 8. \u2013<\/em> I procedimenti elettorali per la nomina dei due gruppi di senatori saranno determinati da apposita legge.<\/p><p><em>Art. 9. <\/em>\u2013 Partecipano alle elezioni per la parte dei senatori da eleggere a suffragio generale tutti i cittadini, i quali abbiano compiuto il 25\u00b0 anno di et\u00e0.<\/p><p>Sono elettori nei collegi speciali i cittadini appartenenti alle singole categorie che abbiano compiuto il 21\u00b0 anno di et\u00e0 (oppure, che abbiano raggiunto la maggiore et\u00e0).<\/p><p><em>Art. 10. \u2013<\/em> Sono eleggibili alla carica di senatore i cittadini, i quali, oltre a possedere i requisiti richiesti per le elezioni alla Camera dei Deputati, abbiano raggiunto l\u2019et\u00e0 di anni 40, e abbiano coperto per almeno due anni una delle seguenti cariche:<\/p><ol><li><em>a<\/em>)<em> &#8230;<\/em><\/li><\/ol><p>Per l\u2019elezione nei collegi speciali occorre altres\u00ec che i candidali appartengano effettivamente alla categoria corrispondente a ciascuno dei collegi stessi\u00bb.<\/p><p>TOSATO ricorda di aver presentato una proposta che differisce in parte da quella dell\u2019onorevole Mortati.<\/p><p>PRESIDENTE fa rilevare che con la proposta Tosato si circoscrivono le elezioni nell\u2019ambito ristretto di determinate categorie, escludendosi una rappresentanza puramente territoriale.<\/p><p>ZUCCARINI parte dal presupposto che il Senato debba avere una funzione integratrice e perfezionatrice nei riguardi della prima Camera, e debba essere espressione di un pensiero pi\u00f9 maturo, di una maggiore ponderazione. Trova che porre a base della sua composizione la rappresentanza di interessi, significherebbe restringere la visuale ad un campo particolaristico, anzich\u00e9 generale. Se ci\u00f2 \u00e8 inopportuno, \u00e8 altres\u00ec difficile stabilire quali sono questi interessi, e a quali va data la prevalenza. V\u2019\u00e8 inoltre da aggiungere un\u2019altra considerazione, e cio\u00e8 che, con questo sistema, non si conferirebbe alla seconda Camera maggiore competenza o capacit\u00e0. Ogni rappresentante di interesse sarebbe particolarmente competente nel suo campo e l\u2019unione di diverse competenze specifiche darebbe luogo all\u2019incompetenza generale. Un agricoltore, ad esempio, potr\u00e0 decidere con cognizione di causa su questioni che riguardano l\u2019agricoltura, ma chiedere un parere al riguardo ai rappresentanti di altri interessi equivarrebbe a chiedere il parere di incompetenti.<\/p><p>Per queste ragioni \u00e8 contrario alla rappresentanza di interessi, come pure alla rappresentanza mista, territoriale e di interessi, che comporterebbe una duplice partecipazione alle stesse elezioni; ed esprime il parere che il sistema migliore sia quello della rappresentanza esclusivamente regionale, che d\u00e0 modo al cittadino di manifestare la sua volont\u00e0 una prima volta come individuo politico, attraverso l\u2019elezione della prima Camera, ed una seconda volta come persona interessata ai problemi amministrativi ed economici della sua regione.<\/p><p>EINAUDI non si rende conto di come una elezione lfatta unicamente per regioni possa dare una rappresentanza diversa da quella della prima Camera. A meno che per la prima Camera non si costituisca un collegio nazionale, anch\u2019essa sar\u00e0 eletta da elettori appartenenti alle singole regioni. Occorre un criterio discriminatore, affinch\u00e9 si possa dire che con la prima elezione non si ha una rappresentanza delle regioni, mentre lo si ha con la seconda.<\/p><p>NOBILE si dichiara contrario al criterio della rappresentanza di categorie. Spingendo al paradosso l\u2019obiezione dell\u2019onorevole Zuccarini, osserva che se, per esempio, i rappresentanti fossero 150 e 150 gli interessi rappresentati, nella trattazione di un qualsiasi argomento ci sarebbero un solo competente e 149 incompetenti. \u00c8 invece favorevole all\u2019elezione, senza limiti di interessi da rappresentare, da parte dell\u2019Assemblea regionale e alla determinazione di un numero eguale di rappresentanti per ogni regione, cos\u00ec da dare a ciascuna lo stesso peso nelle decisioni.<\/p><p>LACONI condivide l\u2019opinione dell\u2019onorevole Zuccarini. Il sistema della doppia rappresentanza tipicamente regionale e di interessi regionali non considera l\u2019assurdit\u00e0 di una distinzione tra rappresentanti regionali e rappresentanti di interessi regionali. In sostanza si dovrebbero creare come due piccoli Parlamenti che in comune non avrebbero che il fatto di sedere nella stessa aula.<\/p><p>A suo avviso, l\u2019unica rappresentanza concepibile \u00e8 invece quella genericamente regionale. D\u2019altronde, una seconda Camera cos\u00ec composta potrebbe rimediare alle eventuali sue deficienze attraverso gli apparali tecnici di cui potrebbe circondarsi e mantenendosi in contatto con gli organismi tecnici della regione.<\/p><p>All\u2019obiezione dell\u2019onorevole Einaudi risponde che un criterio distintivo tra le due Camere si avrebbe gi\u00e0 nella diversit\u00e0 del mandato: mentre i deputati ricevono un mandato genericamente politico, i senatori avrebbero un preciso mandato di rappresentanza regionale.<\/p><p>Una seconda distinzione si avrebbe poi nel corpo elettorale, poich\u00e9 la seconda Camera non sarebbe costituita con i criteri larghi della prima, ma con una scelta oculata e selezionata.<\/p><p>Si dichiara infine contrario alla tesi Tosato di una rappresentanza unicamente di interessi regionali, che porrebbe le Assemblee regionali di fronte alla insormontabile difficolt\u00e0 di determinare una proporzione ed una scala di valori tra i vari interessi.<\/p><p>Ripete, per concludere, che unica soluzione accettabile \u00e8 quella di costituire la seconda Camera con rappresentanze regionali genericamente intese, rimanendo implicito che esse rispecchiano la situazione regionale sotto tutti i punti di vista, anche sotto quello degli interessi economici.<\/p><p>LAMI STARNUT\u00cc si dichiara contrario alla rappresentanza degli interessi, soprattutto tenuto conto del fatto che le categorie riescono sempre, anche se non \u00e8 loro riconosciuta una rappresentanza diretta, a farsi valere attraverso le elezioni politiche.<\/p><p>Difficilissimo ritiene poi lo stabilire la proporzione tra le varie categorie di interessi, e gradirebbe che l\u2019onorevole Mortali, uscendo dal generico, indicasse con un esempio pratico quale potrebbe essere la ripartizione dei seggi fra le categorie in una determinata circoscrizione regionale, presa come circoscrizione tipo.<\/p><p>Concorda con l\u2019onorevole Lusso che il numero dei seggi dovrebbe essere stabilito in proporzione alla popolazione della regione, il che consentirebbe di mantenere esattamente il rapporto proporzionale tra eletti ed elettori. Assegnando a ciascuna regione un numero fisso di seggi, indipendentemente dalla rispettiva popolazione e con la sola differenziazione delle categorie, si creerebbe una fisionomia politica della seconda Camera non corrispondente a quella reale del Paese.<\/p><p>MORTATI, <em>Relatore<\/em>, si propone di illustrare pi\u00f9 dettagliatamente le sue proposte, venendo cos\u00ec incontro al desiderio di alcuni colleghi.<\/p><p>Premette che, in sostanza, i fini politici che si vogliono realizzare con la seconda Camera si possono riassumere nelle seguenti tre proposizioni: 1\u00b0) maggior contatto tra l\u2019orientamento generale e gli interessi concreti del Paese, che dovrebbero tutti avere una loro rappresentanza; 2\u00b0) realizzazione ad arte di quel necessario equilibrio fra tutte le forze politiche che consenta alle pi\u00f9 deboli, a quelle che in sede di elezioni politiche non hanno potuto conseguire, per la natura stessa del suffragio universale, una adeguata affermazione, di organizzarsi e di acquistare coscienza di s\u00e9; 3\u00b0) maggiore idoneit\u00e0 ad affrontare i compiti affidati al Parlamento che in uno Stato moderno \u00e8 chiamato a risolvere una quantit\u00e0 di questioni tecniche attraverso l\u2019immissione di elementi particolarmente competenti.<\/p><p>Appunto per raggiungere questi fini egli ha proposto di abbinare al criterio funzionale quello organico, intendendo con quest\u2019ultimo il collegamento della rappresentanza politica con le varie articolazioni, territoriali e di categorie produttive, che formano la struttura sociale della nazione.<\/p><p>Ritiene che la esigenza di una rappresentanza separata di interessi territoriali e di categoria non venga inficiata dalle obiezioni che sono state sollevate. L\u2019onorevole Terracini ha opposto che la rappresentanza degli interessi trovasi gi\u00e0 realizzata dai partiti nelle elezioni politiche. Se cos\u00ec fosse, il problema sarebbe gi\u00e0 risolto. Ma l\u2019onorevole Einaudi ha giustamente fatto rilevare che questa rappresentanza, se vi \u00e8, \u00e8 casuale. Sebbene il concetto dell\u2019onorevole Einaudi sottintenda uno dei postulati della teoria liberale, secondo il quale le forze sociali in lotta devono trovare da se stesso il loro equilibrio, l\u2019affermazione della casualit\u00e0 di rappresentanza non pu\u00f2 non fare riflettore che in una collettivit\u00e0, organizzata secondo criteri politici non puramente liberistici, occorre trovare i correttivi, non per mutare artificiosamente il rapporto di forze, ma por consentire a tutte le forzo politiche di avere assicurata una propria rappresentanza in seno agli organi legislativi. Lo stesso onorevole Einaudi ha ammesso, d\u2019altra parte, la necessit\u00e0 di assicurare comunque la rappresentanza degli interessi culturali. La tendenza degli Stati moderni \u00e8 non soltanto nel senso di affermare i diritti di libert\u00e0 di rappresentanza, ma anche in quello di assicurare tali diritti, creando i presupposti necessari affinch\u00e9 sia garantita la partecipazione di tutti i cittadini e di tutte le categorie.<\/p><p>D\u2019altra parte, quando si parla di interessi generali, non si deve dimenticare che l\u2019interesse generale scaturisce dalla confluenza dei vari interessi particolari. I fascisti e i nazisti presumevano di avere dalla divinit\u00e0 la capacit\u00e0 di interpretare l\u2019interesse generale, e quindi di potere esercitare dall\u2019alto un compito equilibratore delle forze politiche. Ma l\u2019interesse generale non \u00e8 un \u00aba priori\u00bb; al contrario, \u00e8 un \u00aba posteriori\u00bb cio\u00e8, la risultante dell\u2019accordo fra vari interessi particolari. L\u2019onorevole Terracini ha sostenuto che i partiti trovano nelle loro ideologie il mezzo per operare una sublimazione degli interessi delle varie classi. Ma in qual modo potrebbero fare ci\u00f2? Se essi non possono invocare l\u2019intervento divino, non sono suscettibili di operare la sintesi precisa se non ascoltando la voce, allo scopo del coordinamento, del maggior numero di esponenti di interessi frazionari. Pi\u00f9 si facilita la partecipazione degli interessi particolari alla cosa pubblica, e meglio si raggiunge l\u2019interesse generale, la cui realizzazione riuscir\u00e0 perci\u00f2 pi\u00f9 aderente alle situazioni create.<\/p><p>Non crede fondata l\u2019eccezione che questi interessi rimarrebbero sempre interessi particolari, perch\u00e9 si tratta di organizzarli in modo che riescano a superarsi. A suo avviso un tale scopo meglio si otterrebbe facendo intervenire queste forze particolari in un organo che assumesse responsabilit\u00e0 politiche.<\/p><p>Con le proposte formulate si vuole proprio fare della camera di categorie una vera camera politica \u2013 si vuole cio\u00e8 che quegli interessi siano messi in condizione di agire con piena coscienza di s\u00e9, e siano chiamati a trovare essi stessi la confluenza del particolare che rappresentano nell\u2019interesse generale.<\/p><p>\u00c8 noto che spesso quello che i partiti sbandierano quali interessi generali nascondono sotto questa etichetta interessi particolari. Per esempio i siderurgici, gli zuccherieri, i granari, sono titolari di interessi che fanno valere surrettiziamente attraverso l\u2019etichetta del bene della Patria, dell\u2019interesse nazionale. Se invece si costringessero a rivelarsi per quello che sono, ad assumere la loro responsabilit\u00e0 e ad inquadrare le loro esigenze particolari nell\u2019interesse pubblico, si farebbe cosa utile.<\/p><p>Si vuole, in sostanza, ottenere che i portatori delle varie esigenze di categoria portino s\u00ec la voce della loro classe, ma siano anche obbligati ad uniformare la loro attivit\u00e0 all\u2019interesse generale, costringendoli a rispondere del loro operato di fronte a tutta la Nazione. Gli operai che chiedono un aumento salariale se, invece di agire fuori del campo politico, dovessero far sentire la loro voce direttamente in una Assemblea legislativa, sarebbero impegnati a prender posizione circa le conseguenze politiche della loro richiesta; sarebbero, obbligati a pronunziarsi sulla preferenza verso una politica di inflazione o di deflazione, a dichiarare i criteri circa un\u2019eventuale redistribuzione del reddito, ecc. Cos\u00ec essi farebbero valere i loro interessi particolari in un quadro politico generale. \u00c8 in questo modo che l\u2019oratore concepisce la rappresentanza degli interessi.<\/p><p>Ci\u00f2 premesso, osserva che si tratta di trovare i modi di organizzazione del suffragio di cui si parla pi\u00f9 idonei ad ottenere la politicizzazione degli interessi di categoria. Taluni hanno pensato alle elezioni di secondo grado; altri, come l\u2019onorevole Tosato, ritengono opportuno che questi interessi possano venire in luce attraverso la determinazione delle categorie degli eleggibili. Quindi l\u2019industria, il commercio, l\u2019agricoltura, ecc., sarebbero rappresentati, non attraverso rappresentanze di gruppi, ma attraverso ad elezioni generali o dirette o di secondo grado.<\/p><p>A chi si \u00e8 posta la domanda perch\u00e9 egli, dal canto suo, abbia consigliato due specie di rappresentanza regionale, fa presente che certo l\u2019ideale sarebbe una Camera tutta formata di rappresentanti di categorie; ma, limitandosi alla rappresentanza delle attivit\u00e0 produttive, si lascerebbero fuori numerose categorie di cittadini non inquadrabili; per esempio, le donne non addette a lavori produttivi, i militari, i ministri del culto, i pensionati, gli studenti. Questi resterebbero esclusi dal suffragio, mentre essendosi premesso che la seconda Camera dovr\u00e0 uniformarsi, nei limiti del possibile, alla prima per quanto riguarda l\u2019efficacia rappresentativa, occorreva trovare una maniera per ovviare all\u2019inconveniente. Perci\u00f2 ha proposto che una met\u00e0 dei seggi sia attribuita dai cittadini in generale, mediante suffragio diretto e universale.<\/p><p>Precisa all\u2019onorevole Einaudi, che ha domandato se e come la seconda Camera si distinguerebbe dalla prima, che i criteri di differenziazione sono molteplici. Un primo riguarda la categoria degli elettori, che dovrebbero avere 25 anni di et\u00e0; un secondo i requisiti per la eleggibilit\u00e0 (et\u00e0 superiore ai 40 anni e appartenenza a determinate categorie generali di capacit\u00e0, da determinarsi con apposita elencazione); un terzo il metodo delle elezioni; un quarto la diversa rappresentanza attribuita alle regioni. Al riguardo osserva che, se si respinge la tesi di una rappresentanza paritetica per ogni regione, che \u00e8 considerata troppo federalista, e si accoglie il criterio della proporzionalit\u00e0 con la popolazione, occorre determinare un limite minimo ed un limite massimo nel peso politico delle varie regioni. Come esempio di ordinamenti, in cui le due Camere elette entrambe a suffragio universale si differenziano per le diverse modalit\u00e0 dei congegni rappresentativi, cita la Svizzera, gli Stati Uniti, la Cecoslovacchia, ecc.<\/p><p>Superate queste obiezioni osserva che rimane la difficolt\u00e0 pratica di individuare queste categorie. Qui si duole di non poter rispondere all\u2019invito di precisare, rivoltogli dall\u2019onorevole Lami Starnuti, perch\u00e9 purtroppo gli mancano quegli elementi concreti, che invano ha domandato da molto tempo, anche a mezzo di appositi ordini del giorno. \u00c8 il primo a riconoscere che una riforma, che non si limiti ad un rimaneggiamento dello Statuto Albertino, come alcuni vorrebbero, ma che miri a sostanziali innovazioni nell\u2019ordinamento statale, presuppone un complesso di studi e di ricerche statistiche ed economiche che mancano. C\u2019\u00e8 questa grave lacuna nel lavoro della Sottocommissione, che risente cos\u00ec di uno scarso contatto con la realt\u00e0. Ad ogni modo, riservandosi di fare maggiori precisazioni, esprime la convinzione che il problema, anche se molto arduo, non \u00e8 di impossibile soluzione. Potr\u00e0 invece risolversi attraverso la conoscenza di dati di fatto, ed il ricorso ad un criterio di peso politico secondo del resto \u00e8 stato fatto in altri Stati, compreso lo Stato bolscevico, che per un certo tempo ha avuto una rappresentanza politica sulla base delle categorie.<\/p><p>C\u2019\u00e8 infine il pericolo della cristallizzazione, segnalato dall\u2019onorevole Einaudi, da cui bisogna premunirsi. A questo scopo propone che l\u2019assegnazione del numero dei membri, che dovrebbe eleggere ciascuna categoria nell\u2019ambito della regione, sia fatta con legge costituzionale da sottoporre a revisione periodica ogni 10 anni. Cos\u00ec si evita che delle forze politiche possano contrastare la nascita e lo sviluppo di nuove categorie produttive.<\/p><p>L\u2019onorevole Einaudi ha anche accennato all\u2019opportunit\u00e0 di ammettere solo una rappresentanza di ceti culturali, escludendo le categorie economiche. Ritiene invece che utilmente anche queste potrebbero far udire la loro voce nelle decisioni che il Parlamento \u00e8 chiamato a prendere, non solo nel campo tecnico, ma anche in quello politico; e rileva che l\u2019utilit\u00e0 discende dalla possibilit\u00e0 di giungere per tal mezzo ad una integrale rappresentanza dei vari interessi. Quando, per esempio, gli agrari della Puglia o della Calabria avessero assicurato una loro rappresentanza nel Parlamento, sarebbero meglio in grado di far valere le loro specifiche esigenze di fronte agli agrari di Lombardia, i quali potrebbero essere portati dalla loro maggiore efficienza politica a tentare la realizzazione di interessi in contrasto con quelli di altre regioni meno difese. Il fenomeno storicamente \u00e8 constatato. Per suffragare la sua tesi con un altro esempio, ricorda che il Partito socialista ha affermato e sostenuto la necessit\u00e0 della tutela degli interessi del proletariato, come classe unitaria, in Italia; ma in effetti sono stati gli operai dell\u2019alta Italia, pi\u00f9 organizzati, pi\u00f9 vicini alla vita politica che hanno esplicato od appoggiato un atteggiamento politico che in taluni casi \u00e8 tornato a danno degli interessi dei contadini o di altre categorie del Mezzogiorno.<\/p><p>Considera pertanto necessario trovare i congegni atti, se non a neutralizzare, a limitare questo predominio di ceti politicamente pi\u00f9 potenti e ad equilibrare meglio le forze politiche e gli interessi delle varie regioni.<\/p><p>PATRICOLO concorda pienamente con l\u2019onorevole Zuccarini sulla opportunit\u00e0 che la seconda Camera sia esclusivamente rappresentante delle regioni come entit\u00e0 territoriali e crede di ravvisare nella doppia rappresentanza politica e di interessi una sommessa nostalgia della Camera corporativa. Aggiunge che, se mai, questa forma di rappresentanza avrebbe potuto essere presa in considerazione agli effetti della composizione della prima Camera, sia perch\u00e9 essa, essendo pi\u00f9 numerosa, avrebbe potuto meglio rispondere alle esigenze di una rappresentanza generale di interessi, sia perch\u00e9, attraverso al suffragio universale, si sarebbe potuta ottenere una vera rappresentanza delle varie categorie di interessi del popolo italiano. Viceversa, una elezione di secondo grado verso la quale sembra che ci si orienti non consentirebbe una rappresentanza aderente alla realt\u00e0 di questi interessi, intesi nella loro precisa funzione e nella loro vastit\u00e0. Aggiunge che, partendo dal punto di vista che la seconda Camera debba avere un numero di componenti inferiore a quello della prima Camera, gi\u00e0 si restringe la rappresentanza in maniera tale che non si vede come possa rispondere allo scopo. Ma se poi si ammette il 50 per cento di rappresentanza politica ed il 50 per cento di rappresentanza delle categorie, si arriva ad un massimo di 150 deputati rappresentanti degli interessi. Come potrebbe mai un cos\u00ec limitato numero di persone rappresentare adeguatamente gli interessi di tutte le categorie del popolo italiano?<\/p><p>Ci\u00f2 premesso, osserva che occorre scegliere tra le due forme di rappresentanza: quella politica e quella degli interessi. Se si scegliesse quest\u2019ultima, occorrerebbe ritornare sulle decisioni gi\u00e0 prese in tema di composizione della prima Camera, e vagliare l\u2019opportunit\u00e0 di affidarla ad essa.<\/p><p>Richiama anche l\u2019attenzione sul fatto che, predeterminando le categorie che dovrebbero costituire la base della rappresentanza della seconda Camera, si corre il rischio di creare sperequazioni dannose ai fini della tutela degli interessi generali del Paese.<\/p><p>Riprendendo il tema dell\u2019ammissione in Senato di uomini di alto merito, nota che si \u00e8 esclusa la possibilit\u00e0 di nomina da parte del Capo dello Stato, ma che si potrebbe consentire a ciascuna Assemblea regionale di eleggerne uno. Si ovvierebbe cos\u00ec all\u2019inconveniente di una investitura dall\u2019alto e si avrebbe nello stesso tempo l\u2019apporto di esperienza di uomini che costituiscono un lustro per la Nazione. Propone quindi una norma che suoni cos\u00ec: \u00abSpetta a ciascuna Assemblea regionale la nomina di un senatore, scelto fra cittadini di alto merito della Regione\u00bb.<\/p><p>MANNIRONI presenta il seguente ordine del giorno:<\/p><p>\u00abIl Senato viene costituito dalle Assemblee regionali, le quali eleggeranno tre rappresentanti della regione ed inoltre un rappresentante per ogni 300 mila abitanti, scegliendoli fra gli esponenti dell\u2019agricoltura, della industria, del commercio, del lavoro e degli studi, nella proporzione fissata dalle singole Assemblee regionali a ogni legislatura\u00bb.<\/p><p>LA ROCCA manifesta la viva preoccupazione che si possano, volontariamente o no, alterare i risultati del suffragio universale. Pensa che, se non fosse stata accettata la parit\u00e0 della seconda Camera, si sarebbe anche potuto discutere di certe questioni; ma non lo si pu\u00f2 pi\u00f9 fare dopo che si \u00e8 affermato che la seconda Camera \u00e8 sul medesimo piano della prima per quanto riguarda non solo l\u2019attivit\u00e0 legislativa, ma anche l\u2019indirizzo politico, potendo anch\u2019essa concedere o rifiutare la fiducia al Governo. A suo avviso, alla base di tutte lo concezioni di cui ha inteso parlare, c\u2019\u00e8 un criterio antidemocratico nel senso che si vorrebbe che la seconda Camera divenisse un muro nei confronti della prima.<\/p><p>Con una schiacciante esuberanza di argomenti ritiene poi che si potrebbe rispondere alla lunga esposizione teorica dell\u2019onorevole Mortati. Egli ha sostenuto che la seconda Camera dovrebbe servire a garantire un maggior contatto tra gli orientamenti generali e gli interessi concreti; nel che \u00e8 implicito che tale compito esulerebbe dalla prima Camera che, pur essendo lo specchio, il riflesso della volont\u00e0 popolare, non sarebbe in grado di assolverlo. Ritiene che a nessuno possa sfuggire come tale tesi comporti una svalutazione della prima Camera.<\/p><p>Un altro fine che il progetto Mortati si propone \u00e8 quello di dare alla seconda Camera un carattere accentuatamente politico. Ora, questo nuovo contributo politico rappresenterebbe non tanto un elemento di equilibrio di forze politiche, quanto un elemento di contrasto con la prima Camera, tanto pi\u00f9 che si tratterebbe di dar voce a degli interessi passando un colpo di spugna sulla volont\u00e0 popolare. Infatti, questi interessi, non espressi dalla volont\u00e0 popolare, finirebbero per opporsi e sovrapporsi a quelli che trovano la loro normale tutela nella prima Camera. Senza contare che la prevalenza di certi interessi economici muterebbe la fisonomia politica del Parlamento.<\/p><p>Rileva che nel congegno ideato dall\u2019onorevole Mortati una met\u00e0 dei rappresentanti sarebbe eletta con elezione a suffragio diretto e universale e l\u2019altra met\u00e0 sarebbe tratta dalle categorie degli agrari, industriali, professori di Universit\u00e0, e sia pure anche operai e contadini. Ma si tratta di vedere quale predominio di rappresentanza si dar\u00e0 ad alcune categorie rispetto alle altre.<\/p><p>PICCIONI obietta che questo dovrebbe decidersi in un secondo momento.<\/p><p>LA ROCCA nota che per ora su una cosa si \u00e8 d\u2019accordo: che, cio\u00e8, la seconda Camera debba essere l\u2019espressione dell\u2019ente regionale che si vuole creare. Spera che non si desideri invece che divenga il luogo di riunione di rappresentanti di ristrette categorie.<\/p><p>Posto che \u00e8 altres\u00ec acquisito che la seconda Camera dovrebbe rappresentare le forze vive, produttive della Regione, crede che nessuno pi\u00f9 delle Assemblee regionali sia in grado di scegliere quegli elementi che d\u00e0nno maggior affidamento di saper tutelare gli interessi regionali; e che in omaggio ai princip\u00ee democratici bisognerebbe opporsi nella maniera pi\u00f9 assoluta a che si possano gabellare per interessi generali, interessi del tutto particolari ed a che si dia una posizione di privilegio a determinate categorie.<\/p><p>Concludendo, propone che siano le Assemblee generali o i consigli comunali dei centri maggiori della regione a designare o eleggere i rappresentanti, il cui numero andrebbe fissato in misura proporzionale alla popolazione della regione.<\/p><p>EINAUDI ricorda di aver domandato quali criteri autorizzino a considerare la rappresentanza della seconda Camera diversa da quella della prima ed a ritenere l\u2019una espressione vera della regione e l\u2019altra no. Non ritiene validi gli argomenti che sono stati prospettati (diversa et\u00e0 degli elettori, requisiti per l\u2019eleggibilit\u00e0, metodi di elezione, ecc.) a soddisfazione della sua richiesta. A suo avviso, l\u2019unico elemento veramente discriminatore potrebbe consistere, se non si vuole arrivare a forme di rappresentanza come quella americana e svizzera, nello stabilire per la seconda Camera una rappresentanza non proporzionata alla popolazione. Questa sarebbe una condizione imprescindibile per evitare di creare un doppione.<\/p><p>Quanto alla rappresentanza di interessi, non si rende conto perch\u00e9 si siano fatti risalire i suoi dubbi a presupposti liberistici. Riteneva e ritiene che una rappresentanza di interessi non dovrebbe essere rigida, ma elastica, s\u00ec da adattarsi continuamente alle nuove esigenze. Pertanto i requisiti per l\u2019eleggibilit\u00e0, a parte quello generale dell\u2019et\u00e0, dovrebbero consistere in titoli elastici; come, ad esempio, il prolungato periodo di effettivo esercizio di una determinata professione, arte o mestiere.<\/p><p>Circa le elezioni di secondo grado, esprime l\u2019avviso che esse hanno un significato soltanto in quanto gli elettori di secondo grado non siano stati eletti a questo scopo, ma siano gi\u00e0 investiti di una funzione rappresentativa, come, ad esempio, i membri delle Assemblee regionali e i consiglieri comunali. Cos\u00ec pensa che potrebbe risolversi anche la questione della rappresentanza dei ceti culturali; a proposito della quale ricorda che in Inghilterra un limitato numero di seggi \u00e8 riservato, nella Camera dei Comuni, ai rappresentanti delle Universit\u00e0, gli elettori dei quali hanno doppio voto: come tali e come elettori dei deputati politici.<\/p><p>Scendendo al campo dottrinale, osserva, a proposito della premessa (dalla quale parte sempre l\u2019onorevole La Rocca nelle sue osservazioni) del rispetto della volont\u00e0 popolare e della sovranit\u00e0 popolare, che oggi effettivamente non c\u2019\u00e8 altra formula dalla quale partire; ma si tratta soltanto di una formula e non di una verit\u00e0 scientificamente dimostrabile. Essa appartiene al novero di quei concetti che si chiamano miti, che sono, in sostanza, formule empiriche, accettabili in vista di determinati scopi (per esempio: trovare il migliore governo, stabilire un clima di libert\u00e0, evitare qualunque tipo di tirannia) ma che possono anche cambiare. In altri termini, la formula della sovranit\u00e0 popolare non appartiene al novero delle verit\u00e0 scientifiche, indiscutibili, dimostrabili, che risultano dalla evidenza medesima delle cose; \u00e8 piuttosto un principio di fede, e le verit\u00e0 di fede sono discutibili, non si impongono alla mente, ma solo al cuore e alla immaginazione. Il mito della sovranit\u00e0 popolare, che trae origine dal contratto sociale di J.J. Rousseau, \u00e8 quindi utile per il raggiungimento di determinate finalit\u00e0 pratiche e non si pu\u00f2 prescinderne nella vita politica attuale, ma occorre tener bene presente che non \u00e8 una verit\u00e0 scientifica.<\/p><p>FABBRI, dopo essersi associato alle considerazioni dell\u2019onorevole Einaudi, conferma la propria opinione che la seconda Camera dovrebbe essere un organo di stabilit\u00e0 permanente nella vita del Paese. Insiste pertanto nella proposta di stabilire in sei anni la durata del mandato, con rinnovamento di un terzo della Assemblea ogni due anni, in modo da conservare la caratteristica di Assemblea rappresentativa sempre in funzione, con i due terzi dei suoi componenti ed un ufficio di Presidenza, e pronta alle esigenze positive del Paese.<\/p><p>A suo avviso, la Carta costituzionale dovrebbe determinare un numero totale dei componenti la seconda Camera, un numero fisso di seggi assegnati a ciascuna regione, i titoli di idoneit\u00e0 alla nomina e il meccanismo di elezione.<\/p><p>Circa le assegnazioni dei seggi a ciascuna regione, pensa che dovrebbe esser fatta seguendo un criterio politico. Si potrebbe, cio\u00e8, tenere particolare conto di quelle regioni del Mezzogiorno che si sono sempre considerate oppresse dal Nord, e assegnare loro un numero maggiore di seggi in confronto alle provincie settentrionali.<\/p><p>Le Assemblee regionali in occasione di ciascuna elezione, la prima volta totale, poi parziale, stabilirebbero la ripartizione dei rappresentanti tra le forze vive locali, tenuti sempre presenti i requisiti di idoneit\u00e0 fissati dalla Costituzione. Chiunque fosse in possesso di tutti requisiti potrebbe porre la propria candidatura e le elezioni dovrebbero avvenire per suffragio universale diretto, escluso il sistema della proporzionale, a maggioranza relativa, sempre che si raggiunga un determinato <em>quorum<\/em> di voti, ed eventualmente assicurando anche una rappresentanza di minoranza.<\/p><p>Come titolo di idoneit\u00e0 si riferirebbe a quello, consigliato dall\u2019onorevole Einaudi, della esperienza compiuta nell\u2019esercizio di una determinata professione, arte o mestiere.<\/p><p>LUSSU intende mantenere il suo ordine del giorno, a meno che non ne venga presentato un altro che esprima in forma migliore lo stesso concetto. Crede anche che esso non necessiti di una lunga illustrazione.<\/p><p>Ha la netta impressione che l\u2019impostazione della questione fatta dagli onorevoli Tosato e Mortati comporti il pericolo di ineguaglianze nell\u2019esercizio di determinati diritti e di patenti ingiustizie.<\/p><p>Quando l\u2019onorevole Lami Starnuti ha chiesto all\u2019onorevole Mortati di esemplificare le sue proposte, quest\u2019ultimo ha opposto che la questione \u00e8 troppo complessa e che richiede lo studio di elementi che per il momento mancano; ma la verit\u00e0 \u00e8 che pi\u00f9 ci si riflette, pi\u00f9 il problema appare insolubile. Non vede come si potrebbero far rientrare in predeterminate categorie di interessi tutti i cittadini che svolgono una certa attivit\u00e0. Per esempio, il lavoratore alla giornata ha bisogno di protezione pi\u00f9 di ogni altro, mentre non potrebbe mai essere compreso in una elencazione di categorie. Altrettanto potrebbe dirsi di vari altri casi.<\/p><p>Rileva che all\u2019obiezione dell\u2019onorevole Einaudi, che ha sottolineato come non potrebbe esservi una differenziazione di interessi tra le due Camere, onde la seconda costituirebbe una duplicazione della prima, l\u2019onorevole Mortati ha risposto citando l\u2019esempio degli Stati Uniti e della Svizzera, senza tener conto che sono ambedue esempi di stati federali. Forse pi\u00f9 utilmente si potrebbe prospettare l\u2019esempio francese, ove la seconda Camera non \u00e8 una ripetizione della prima, ma risulta da una composizione ben differente.<\/p><p>Non pu\u00f2 fare a meno di apprezzare i concetti dell\u2019onorevole Mortati ed il modo come li ha esposti, ma desidera fargli notare che nell\u2019era attuale tutto \u00e8 politica; persino alle cooperative, persino alle elezioni amministrative, che si era tanto raccomandato di non confondere con le politiche, si \u00e8 data un\u2019impostazione politica. \u00c8 politica anche la filosofia, come ben sanno gli elettori di Benedetto Croce. In questo stato di cose \u00e8 vano tentare, attraverso ad una sottile e perspicace impostazione, di trovare dei correttivi.<\/p><p>All\u2019emendamento presentato dall\u2019onorevole Patricolo, per consentire ad ogni regione di nominare un senatore tra gli uomini di chiara fama della regione stessa, in linea di massima non avrebbe da opporre alcuna contrariet\u00e0; ma non pu\u00f2 non fare delle riserve circa la strana situazione alla quale darebbe luogo la contrapposizione degli uomini di maggior valore di ciascuna regione.<\/p><p>Conclude rilevando che bisogna compiere ogni sforzo per creare uno Stato democratico, in cui la maggioranza possa lavorare per l\u2019interesse generale, senza ritorni offensivi di interessi particolaristici; e fa appello agli onorevoli Mortati e Tosato affinch\u00e9 non insistano nello loro proposte che li fanno apparire come sostenitori di una causa ingiusta.<\/p><p>UBERTI richiama ad una pi\u00f9 esatta visione della realt\u00e0 gli onorevoli La Rocca e Lussu, i quali considerano l\u2019idea di una rappresentanza delle forze produttive come una forma meno progressista di quella della sovranit\u00e0 popolare espressa mediante il suffragio universale.<\/p><p>Nella proposta dell\u2019onorevole Mortati trova qualche cosa di veramente nuovo, che fa segnare un passo in avanti nella ricerca dell\u2019espressione vera della volont\u00e0 popolare. Occorre tener presente che nella societ\u00e0 ci sono sempre nuove forze che premono, e confusamente si agitano nel tentativo di trovare pi\u00f9 adeguata espressione. Tutti i rapporti di lavoro per mezzo della Confederazione del Lavoro o della Confederazione dell\u2019Industria battono continuamente alle porte del Governo, che \u00e8 costretto a trattare per risolvere determinati problemi. Ove una rappresentanza integrale di tali forze partecipasse ai lavori del Parlamento, questo non sembrerebbe pi\u00f9, come \u00e8 sembrato finora, dissociato dalla vita fervida ed effettiva della Nazione. Si potrebbe obiettare che ci sono i sindacati, ma questi non sono nell\u2019organizzazione statale. \u00c8 pertanto indispensabile che tutte le forze produttive abbiano nel Parlamento una loro rappresentanza, attraverso la quale possano far ascoltare la loro voce, senza dover seguire altre vie.<\/p><p>Confuta quindi l\u2019obiezione dell\u2019onorevole La Rocca, secondo il quale il progetto Mortati avrebbe lo scopo di alterare i risultati del suffragio popolare, sostenendo che, invece, mira a rendere la rappresentanza pi\u00f9 aderente alla realt\u00e0. Si tratter\u00e0 di trovare il modo di darle pratica attuazione; ma, a suo avviso, la concezione Mortati \u00e8 senza dubbio la formula dell\u2019avvenire. Se non sembreranno accettabili le sue proposte, bisogner\u00e0 che almeno la sua idea sia accolta nella Costituzione. Invita perci\u00f2 i colleghi ad esaminarla senza prevenzioni, perch\u00e9 ha un contenuto essenziale che finir\u00e0 per affermarsi; tanto pi\u00f9 che l\u2019onorevole Mortati \u00e8 sceso al compromesso di un sistema misto, rinunciando alla sua idea iniziale di formare una seconda Camera esclusivamente con rappresentanti di categorie. Si \u00e8 sempre lamentata la scarsa rispondenza fra il Paese e la sua rappresentanza, ed oggi che si d\u00e0 una rappresentanza alla regione, bisogna che anche il lavoro o la produzione entrino trionfalmente nella vita politica del Paese.<\/p><p>BOZZI propone la. seguente articolazione:<\/p><p>\u00ab<em>Art. 1 <\/em>(<em>come l\u2019Art. 3 del progetto Mortati<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p><em>Art. 2. \u2013<\/em> I Senatori sono scelti con elezione a suffragio diretto, universale da parte dei cittadini domiciliati in ciascuna regione.<\/p><p>\u00abPossono essere eletti cittadini domiciliati nelle regioni e appartenenti alle categorie indicale nell\u2019articolo&#8230; (<em>elencazione dell\u2019onorevole Tosato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abCiascuna assemblea regionale determina, all\u2019inizio di ogni legislatura, i seggi che debbono spellare ad ogni categoria\u00bb.<\/p><p>MANNIRONI nota che, nonostante gli aspri contrasti fra le diverse teorie, ci si avvia progressivamente verso una soluzione che potrebbe considerarsi di compromesso.<\/p><p>Un primo accordo si \u00e8 raggiunto sul concetto fondamentale che la composizione del Senato dev\u2019essere a base regionale, con l\u2019approvazione di un ordine del giorno col quale evidentemente non si intendeva solo fare un\u2019affermazione formale. L\u2019ordine del giorno ha un contenuto sostanziale che ora si tratta di concretare; si tratta, cio\u00e8, di vedere come il Senato possa, attraverso alla rappresentanza, divenire veramente l\u2019espressione delle regioni.<\/p><p>Nell\u2019animata discussione odierna ha ravvisato spesso il tentativo di annullare praticamente gli effetti di un\u2019altra risoluzione, pure approvata e consacrata in un ordine del giorno, per la quale il Senato dovr\u00e0 rappresentare le forze vive della Nazione. Occorre stabilire che cosa si \u00e8 inteso per \u00abforzo vive\u00bb, ed egli crede fuori dubbio che non possa trattarsi unicamente di forze politiche. Per conto suo, quando ha votato quell\u2019ordine del giorno, ha inteso riferirsi, e crede che molti colleghi siano dello stesso avviso ad attivit\u00e0, ad energie produttive del settore dell\u2019agricoltura, dell\u2019industria e del commercio.<\/p><p>Non pu\u00f2 aderire alla definizione assolutistica dell\u2019onorevole Lussu, che oggi tutto \u00e8 politica, perch\u00e9 quando, per esempio, il Parlamento dovr\u00e0 occuparsi dei problemi dell\u2019agricoltura, la politica avr\u00e0 ben poco a che fare. Quelle energie, dunque, hanno anch\u2019esse un diritto di rappresentanza, non fosse altro che per portare un contributo di esperienza indispensabile al legislatore.<\/p><p>Richiama pertanto l\u2019attenzione dei colleghi sulla sua formulazione, in cui ha tentato di conciliare le opposte tendenze. In essa ha previsto che nel Senato dovrebbero essere rappresentate le regioni con un numero paritetico di rappresentanti, e precisamente tre per ogni regione. La Sottocommissione, se crede, potr\u00e0 anche elevarli a quattro o cinque. Quando si dicesse, per esempio, che ogni regione ha diritto di eleggerne cinque, si avrebbero gi\u00e0 (posto che le regioni sono 16) 80 membri che sarebbero espressione esclusiva delle regioni, dal punto di vista politico, in un totale di circa 300 senatori. Il rimanente sarebbe invece l\u2019espressione delle forze produttive, lasciando la determinazione delle rispettive proporzioni alle Assemblee Regionali. Queste potrebbero tener conto dei vari orientamenti dell\u2019economia regionale, ovviando all\u2019inconveniente della cristallizzazione segnalato dall\u2019onorevole Einaudi.<\/p><p>Ha preferito rapportare alla popolazione il numero dei rappresentanti, per evitare di dare all\u2019organizzazione statale un carattere federativo.<\/p><p>La seduta termina alle 20.<\/p><p><em>Erano presenti:<\/em> Ambrosini, Bocconi, Bordon, Bozzi, Bulloni. Calamandrei, Cappi, Castiglia, Codacci Pisanelli, Conti, De Michele, Einaudi, Fabbri, Farini, Finocchiaro Aprile, Fuschini, Laconi, Lami Starnuti, La Rocca, Lussu, Mannironi, Bollati, Nobile, Patricolo, Perassi, Piccioni, Porzio, Ravagnan, Targetti, Terracini, Tosato, Uberti. Vanoni, Zuccarini.<\/p><p><em>In congedo:<\/em> Grieco, Leone Giovanni.<\/p><p><em>Assenti:<\/em> Di Giovanni, Rossi Paolo.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Versione PDF ASSEMBLEA COSTITUENTE COMMISSIONE PER LA COSTITUZIONE SECONDA SOTTOCOMMISSIONE 23. RESOCONTO SOMMARIO DELLA SEDUTA DI VENERD\u00cc 27 SETTEMBRE 1946 PRESIDENZA DEL PRESIDENTE TERRACINI INDICE Organizzazione costituzionale dello Stato (Seguito della discussione) Bordon \u2013 Farini \u2013 Presidente \u2013 Conti, Relatore \u2013 Lussu \u2013 Nobile \u2013 Bozzi \u2013Tosato \u2013 Zuccarini \u2013 Einaudi \u2013 Laconi \u2013 Lami [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_relevanssi_hide_post":"","_relevanssi_hide_content":"","_relevanssi_pin_for_all":"","_relevanssi_pin_keywords":"","_relevanssi_unpin_keywords":"","_relevanssi_related_keywords":"","_relevanssi_related_include_ids":"","_relevanssi_related_exclude_ids":"","_relevanssi_related_no_append":"","_relevanssi_related_not_related":"","_relevanssi_related_posts":"595,1646,574,2017,2364,1942","_relevanssi_noindex_reason":"","_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[97,70],"tags":[],"post_folder":[122],"class_list":["post-5194","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-1946-09ss","category-seconda-sottocommissione"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5194","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=5194"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5194\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":7831,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5194\/revisions\/7831"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=5194"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=5194"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=5194"},{"taxonomy":"post_folder","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fpost_folder&post=5194"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}