{"id":5190,"date":"2023-10-15T23:07:30","date_gmt":"2023-10-15T21:07:30","guid":{"rendered":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=5190"},"modified":"2023-10-23T13:36:04","modified_gmt":"2023-10-23T11:36:04","slug":"mercoledi-25-settembre-1946-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=5190","title":{"rendered":"MERCOLED\u00cc 25 SETTEMBRE 1946"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"5190\" class=\"elementor elementor-5190\" data-elementor-post-type=\"post\">\n\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-89fd6fa elementor-section-full_width elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"89fd6fa\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-5259bb4\" data-id=\"5259bb4\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-4636bb3 elementor-align-right elementor-widget elementor-widget-button\" data-id=\"4636bb3\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"button.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-button-wrapper\">\n\t\t\t\t\t<a class=\"elementor-button elementor-button-link elementor-size-sm\" href=\"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/19460925sed021ss.pdf\" target=\"_blank\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-content-wrapper\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-icon\">\n\t\t\t\t<i aria-hidden=\"true\" class=\"icon icon-view\"><\/i>\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-text\">Versione PDF<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-8dd5913 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"8dd5913\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p>ASSEMBLEA COSTITUENTE<\/p><p>COMMISSIONE PER LA COSTITUZIONE<\/p><p>SECONDA SOTTOCOMMISSIONE<\/p><p>21.<\/p><p>RESOCONTO SOMMARIO<\/p><p>DELLA SEDUTA DI MERCOLED\u00cc 25 SETTEMBRE 1946<\/p><p>PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE <strong>CONTI<\/strong><\/p><p>indi<\/p><p>DEL PRESIDENTE <strong>TERRACINI<\/strong><\/p><p>INDICE<\/p><p>Organizzazione costituzionale dello Stato (<em>Seguito della discussione<\/em>)<\/p><p>Nobile \u2013 Leone Giovanni \u2013 Lussu \u2013 Porzio \u2013 Perassi \u2013 Presidente \u2013 Laconi \u2013 Targetti \u2013 Conti, <em>Relatore \u00a0\u2013 <\/em>Grieco \u2013 Tosato \u2013 La Rocca \u2013 Mortati, <em>Relatore \u2013 <\/em>Piccioni \u2013 Mannironi \u2013 Bozzi \u2013 Fabbri \u2013Ambrosini \u2013 Ravagnan \u2013 Fuschini \u2013 Einaudi.<\/p><p>La seduta comincia alle 8.30.<\/p><p>Presidenza del Vicepresidente CONTI<\/p><p>Seguito della discussione sull\u2019organizzazione costituzionale dello Stato.<\/p><p>NOBILE rileva che, a proposito della composizione e delle funzioni della seconda Camera, qualcuno ha affermato che il Senato deve essere un organo moderatore della prima Camera; altri ha sostenuto che deve servire a perfezionare le leggi; l\u2019onorevole Vanoni vede in essa la difesa suprema dei valori morali della Nazione, quasi una specie di baluardo della libert\u00e0; taluno ci vuole la rappresentanza istituzionale delle varie categorie professionali e degli interessi economici; altri quella della cultura, dell\u2019arte e della letteratura; altri ancora intendono farne un corpo di rappresentanti di interessi economici e di organizzazioni sindacali.<\/p><p>La diversit\u00e0 delle opinioni, a suo avviso, sta a significare che il Senato non risponde effettivamente ad alcuna necessit\u00e0, perch\u00e9 altrimenti dovrebbero risultarne subito evidenti le funzioni. Non desidera ritornare su una discussione gi\u00e0 fatta, ma gli sembra che la Sottocommissione si trovi nella stessa condizione di chi voglia costruire un edificio, senza sapere quale uso farne; il che dimostra, in ultima analisi, l\u2019inutilit\u00e0 della costruzione.<\/p><p>Comunque, poich\u00e9 \u00e8 stato deciso che una seconda Camera debba esistere, interessa renderla il meno possibile dannosa. Condivide pertanto il parere dell\u2019onorevole Lussu, che cio\u00e8 il Senato sia costituito con rappresentanza diretta ed esclusiva delle Regioni.<\/p><p>LEONE GIOVANNI ricorda di essersi nella precedente riunione associato all\u2019onorevole Laconi che sosteneva la necessit\u00e0 di dare la precedenza all\u2019esame delle attribuzioni della seconda Camera; ma dissente da lui nel merito, in quanto fermamente ritiene che la seconda Camera debba avere funzioni pari a quelle della prima. \u00c8 di avviso che su tale questione occorra prendere una decisione definitiva, in quanto che, a seconda delle attribuzioni del Senato, potr\u00e0 variare l\u2019orientamento delle successive decisioni in merito agli altri problemi concernenti il Senato stesso. Soggiunge che assai pi\u00f9 numerose sono le Costituzioni che riconoscono la parit\u00e0 delle funzioni delle due Camere, che non quelle che la negano. Fra le prime \u00e8 anche la stessa Costituzione russa.<\/p><p>Propone il seguente ordine del giorno.<\/p><p>\u00abLa seconda Sottocommissione, premessa la parit\u00e0 delle attribuzioni fra le due Camere per quanto concerne il potere legislativo e il controllo sul Governo, passa allo studio sulla nomina e composizione della seconda Camera\u00bb.<\/p><p>Chiarisce che in quest\u2019ordine del giorno non si fa cenno della elezione del Presidente della Repubblica, in quanto tale problema non \u00e8 ancora stato discusso. In ogni modo, se l\u2019elezione del Capo dello Stato dovesse essere di secondo grado, dovrebbe anche per questa riconoscersi la parit\u00e0 della seconda Camera.<\/p><p>LUSSU ha l\u2019impressione che la proposta dell\u2019onorevole Leone capovolgerebbe l\u2019ordine delle discussioni finora seguito. Comunque se ne potrebbe tener conto, abbinando per\u00f2 i due problemi della parit\u00e0 delle due Camere e della composizione del Senato.<\/p><p>PORZIO crede che l\u2019ordine del giorno Leone possa essere considerato come una mozione d\u2019ordine. Ricorda che quando si cominci\u00f2 a discutere del Senato, egli avvert\u00ec che bisognava procedere con un certo ordine nella discussione; al che appunto mira la proposta dell\u2019onorevole Leone. Ritiene quindi che non possa parlarsi della composizione del Senato e del suo corpo elettorale, se prima non sia stata presa una decisione sulle sue attribuzioni.<\/p><p>Presidenza del Presidente TERRACINI<\/p><p>PERASSI ritiene che nell\u2019ordine del giorno Leone sarebbe opportuno, per quanto concerne la parit\u00e0 del le funzioni del Senato, tenere distinta la parte riguardante il potere legislativo da quella che concerne il controllo sull\u2019opera del Governo.<\/p><p>PRESIDENTE non lo ritiene necessario, in quanto la questione della parit\u00e0 delle funzioni del Senato, in relazione sia al potere legislativo che al controllo sul Governo, potr\u00e0 formare oggetto di un\u2019unica discussione.<\/p><p>LCGONI propone che la votazione sull\u2019ordine del giorno dell\u2019onorevole Leone, che investe una questione di sostanza, sia rinviata al termine della discussione, quando cio\u00e8 saranno stati risolti tutti i problemi attinenti alla seconda Camera.<\/p><p>TARGETTI ritiene che la proposta dell\u2019onorevole Leone abbia portato la discussione su un tema diverso da quello che doveva formare oggetto della seduta odierna. In ogni modo, poich\u00e9 il principio della parit\u00e0 delle funzioni del Senato \u00e8 affermato nel progetto Conti in un articolo susseguente a quello in cui si fissano i criteri relativi alla formazione del Senato stesso, \u00e8 di avviso che nell\u2019odierna seduta si debba, affrontare quest\u2019ultima questione.<\/p><p>CONTI, <em>Relatore<\/em>, fa presente che in un articolo del suo progetto, cos\u00ec concepito: \u00abIl potere legislativo \u00e8 esercitato dalla Camera dei Deputati e dal Senato\u00bb, si afferma, senza possibilit\u00e0 di equivoci, la perfetta parit\u00e0 delle funzioni delle due Camere. Ritiene quindi che si dovrebbe considerare come presuntiva e quindi implicitamente riconosciuta la parit\u00e0 tra le due Camere. Ma se qualcuno avesse ancora qualche dubbio al riguardo, si potrebbe prendere subito una decisione su tale punto, per potere iniziare poi la discussione sulla composizione del Senato.<\/p><p>LEONE GIOVANNI teme che si stia compiendo un errore di impostazione. Ricorda che quando furono assegnati i temi ai Relatori, fu proprio l\u2019onorevole Mortati ad affermare che era necessario distinguere tra funzioni e organizzazione dei vari poteri dello Stato. Si accett\u00f2 quindi come cosa implicita che si dovesse prima stabilire la funzione, per passare poi a determinare l\u2019organizzazione di ogni istituto. Il che \u00e8 ovvio. Se in un trattato o in una legge si pu\u00f2 prima parlare dell\u2019organizzazione e poi delle funzioni di un dato ente, ci\u00f2 \u00e8 impossibile in una discussione \u00ab<em>de jure condendo<\/em>\u00bb, nella quale non si pu\u00f2 creare un istituto, senza aver prima stabilito come esso debba agire nell\u2019ordinamento dello Stato, quali siano suoi compiti rispetto alle finalit\u00e0 che si vogliono conseguire e quali i suoi rapporti con gli altri organi dello Stato. \u00c8 necessario quindi esaminare prima la questione della parit\u00e0 delle funzioni tra le due Camere, problema che riveste una notevole importanza perch\u00e9 se, ad esempio, alla seconda Camera dovessero essere assegnate funzioni subordinate, si potrebbe arrivare, nello stabilire la sua composizione, a conclusioni diverse da quelle che scaturirebbero dal concetto della parit\u00e0 con l\u2019altra Camera.<\/p><p>NOBILE si associa alla tesi dell\u2019onorevole Leone.<\/p><p>GRIECO rileva che il problema delle funzioni del Senato \u00e8 legato inscindibilmente a quello della sua composizione. Difatti, chiunque parler\u00e0 sulle funzioni della seconda Camera non potr\u00e0 fare a meno di riferirsi implicitamente o esplicitamente alla sua composizione; ma la stessa cosa accadr\u00e0 nel caso inverso, in quanto la seconda Camera si giustifica non solo per le sue funzioni, ma anche per la sua composizione. Teme che se si accedesse alla proposta dell\u2019onorevole Leone, dopo breve tempo si dovrebbe ritornare sulla discussione generale. Dichiara pertanto di essere favorevole alla proposta di riprendere la discussione al punto in cui era stata lasciata nella precedente seduta.<\/p><p>TOSATO trova che le osservazioni dell\u2019onorevole Grieco hanno una parte di vero, perch\u00e9 non si possono stabilire le funzioni del Senato senza, nello stesso tempo, pensare alla sua costituzione; e la stessa cosa si pu\u00f2 dire per il caso inverso. Si tratta quindi di due problemi connessi e interdipendenti, e la questione \u00e8 solo di stabilire da quale dei due debba avere inizio la discussione.<\/p><p>Giova, frattanto, ricordare che gi\u00e0 si \u00e8 fatta una discussione generale, che ha portato ad una duplice conclusione: si \u00e8 ravvisata la necessit\u00e0 di una seconda Camera e si \u00e8 riconosciuto che essa, per non essere eguale alla prima, dovr\u00e0 rappresentare le forze vive della Nazione.<\/p><p>Considerato quindi che \u00e8 gi\u00e0 ammessa la esistenza di una seconda Camera e in via generale \u00e8 stato fissato un certo orientamento nei riguardi della sua configurazione, ritiene che, se si trovasse un punto d\u2019accordo fra le diverse opinioni sulla questione delle funzioni del Senato, i lavori della Sottocommissione non solo si svolgerebbero con maggiore celerit\u00e0, ma porterebbero anche a risultati concreti.<\/p><p>PRESIDENTE comprende il desiderio di arrivare ad una semplificazione della discussione; ricorda per\u00f2 che, sebbene nella precedente riunione si fosse deciso di discutere soltanto il problema relativo alla organizzazione della seconda Camera, di fatto si parl\u00f2 anche largamente delle sue funzioni e perfino della struttura delle Assemblee regionali. Se anche, dunque, si stabilisse ora, in base alla proposta dell\u2019onorevole Leone, di esaminare per primo il problema delle funzioni della seconda Camera, inevitabilmente si finirebbe poi col fare degli accenni pi\u00f9 o meno larghi al problema della sua composizione.<\/p><p>Ritiene perci\u00f2 che la proposta dell\u2019onorevole Leone possa essere considerata soltanto come un invito ai membri della Sottocommissione di attenersi quanto pi\u00f9 possibile all\u2019esame del problema della parit\u00e0 delle funzioni delle due Camere.<\/p><p>MORTATI, <em>Relatore<\/em>, \u00e8 d\u2019avviso che, se la mozione dell\u2019onorevole Leone fosse accolta, si semplificherebbe il corso della discussione. Acquisito, infatti, il punto della parit\u00e0 delle funzioni delle due Camere, il campo delle indagini resterebbe pi\u00f9 limitato, in quanto si dovrebbe esaminare soltanto il problema della composizione del Senato stesso.<\/p><p>Ritiene infine, quanto al merito, che la questione della parit\u00e0 delle funzioni tra le due Camere sia implicita nell\u2019affermazione che la seconda Camera debba essere la rappresentanza delle forze vive della Nazione.<\/p><p>TOSATO propone di procedere alla votazione sulla questione procedurale, se cio\u00e8 debba essere posta prima in discussione la parit\u00e0 delle funzioni tra le due Camere, ovvero la composizione del Senato.<\/p><p>PRESIDENTE osserva che, se la proposta dell\u2019onorevole Tosato dovesse essere accolta, occorrerebbe modificare l\u2019ordine del giorno dell\u2019onorevole Leone: \u00abLa seconda Sottocommissione ritiene che debba in precedenza discutersi sulla parit\u00e0 delle attribuzioni fra le due Camere\u00bb.<\/p><p>LEONE GIOVANNI preferisce non modificare il testo della sua proposta e ritiene che per il momento non si possa votare sulla questione se debba oppur no essere iniziato nella seduta odierna l\u2019esame del problema relativo alla parit\u00e0 delle funzioni fra le due Camere.<\/p><p>LACONI dichiara di. essere contrario alla procedura che viene proposta, perch\u00e9 ritiene che le due questioni, della parit\u00e0 delle funzioni fra le due Camere e della composizione del Senato, siano talmente connesse tra loro da non poter essere discusse distintamente. Rileva inoltre che sarebbe assai strano discutere sulle funzioni del Senato quando non ancora sono state discusse e precisate le funzioni della Camera. Anche per questa ragione, quindi, \u00e8 contrario alla proposta dell\u2019onorevole Leone.<\/p><p>PRESIDENTE ritiene che la questione possa essere risolta assai facilmente aprendo la discussione sull\u2019ordine del giorno dell\u2019onorevole Leone, con l\u2019intesa che gli ordini del giorno che fossero in seguito eventualmente presentati potrebbero essere, a seconda dei casi, fusi con quello dell\u2019onorevole Leone o messi in votazione distintamente da esso.<\/p><p>PORZIO osserva che, per poter giungere ad una precisa articolazione delle proposte, occorre stabilire, mediante votazione, dei punti fermi. Come ha gi\u00e0 detto, egli interpreta l\u2019ordine del giorno presentato dall\u2019onorevole Leone come una mozione d\u2019ordine, che a suo avviso deve essere messa in votazione. Occorre precisare innanzi tutto le funzioni del Senato e poi discutere sulla sua composizione.<\/p><p>PICCIONI ritiene che l\u2019ordine del giorno dell\u2019onorevole Leone possa rimanere come un\u2019affermazione dell\u2019esigenza da tutti sentita che la discussione non debba esser circoscritta e limitata alla sola questione della composizione del Senato, ma debba riferirsi anche alle sue funzioni.<\/p><p>MORTATI, <em>Relatore<\/em>, osserva che l\u2019onorevole Laconi ha espresso qualche dubbio sulle future funzioni della prima Camera. Ora, gli sembra che su tale argomento si abbia gi\u00e0 un dato di fatto acquisito, in quanto che si \u00e8 accettato il regime parlamentare. Se cos\u00ec non fosse, ogni discussione ulteriore sarebbe del tutto inutile.<\/p><p>PRESIDENTE riconosce non esser dubbio che la nuova Costituzione dello Stato si baser\u00e0 sul regime parlamentare; ma anche in un regime parlamentare rappresentativo possono essere attribuite alla Camera funzioni che non siano esclusivamente quelle di discutere e approvare le leggi e di esercitare un controllo sul Governo. Nel regime parlamentare esistente in Italia prima del 1922, il diritto di dichiarare la guerra e di fare la pace, ad esempio, non competeva alla Camera, come non le competeva la concessione di amnistia, mentre con la nuova Costituzione probabilmente qualcuna di tali facolt\u00e0 sar\u00e0 attribuita piuttosto alba prima Camera che non alla seconda.<\/p><p>MANNIRONI afferma innanzi tutto che la seconda Camera dovr\u00e0 essere posta in grado di partecipare in condizione di parit\u00e0 con la prima alla funzione legislativa e a quella di controllo sul Governo. Se cos\u00ec non fosse non vi sarebbe ragione di costituirla.<\/p><p>Ricorda di aver gi\u00e0 detto in altre occasioni che la seconda Camera dovr\u00e0 essere espressione della vita delle Regioni, costituita con elezioni di secondo grado, attraverso cio\u00e8 le Assemblee regionali. Gli sembra frattanto che il criterio della rappresentanza su base regionale sia ormai accettato pressoch\u00e9 da tutti. Si tratter\u00e0 di vedere se le regioni dovranno essere rappresentate paritariamente, oppure se si dovr\u00e0 ricorrere ad un sistema misto, col quale per una certa parte i senatori saranno eletti in pari numero e per un\u2019altra parte in rapporto alle popolazioni delle singole regioni. Riconosce che il sistema del numero pari per ciascuna regione costituirebbe un atto di giustizia verso le regioni meno popolate e pi\u00f9 povere, che cos\u00ec avrebbero lo stesso peso delle altre nella seconda Assemblea; ma si rende conto delle maggiori esigenze delle regioni economicamente pi\u00f9 importanti e popolate. Conferma perci\u00f2, come gi\u00e0 in precedenza ebbe a dichiarare, di essere favorevole al primo sistema, purch\u00e9 sia fatto salvo il principio della parziale pariteticit\u00e0 di rappresentanza fra le vari regioni.<\/p><p>Soggiunge che, affermato il principio della rappresentanza regionale, si dovr\u00e0 fare in modo che la seconda Camera sia non soltanto una rappresentanza politica del Paese, ma anche una rappresentanza di interessi o di categorie, o, per meglio dire, una rappresentanza di forze produttive, perch\u00e9 altrimenti si verrebbe meno ai pi\u00f9 sani principi democratici.<\/p><p>Naturalmente la rappresentanza di tali forze produttive non starebbe a significare una difesa aprioristica di interessi particolari, bens\u00ec un prezioso contributo alla risoluzione di determinati problemi, da parte di uomini di provata esperienza e competenza, a tutela, s\u00ec, di singolari interessi, ma inquadrati nella considerazione dei superiori interessi del Paese.<\/p><p>Questa forma di rappresentanza del resto esiste in molti Stati democratici; ad esempio in Grecia, in Ungheria, nell\u2019Equatore, in Estonia, in Romania e in Austria. In altri Stati, in cui essa non \u00e8 prevista, si richiede tuttavia che i senatori appartengano a determinate categorie economiche produttive e culturali. Cos\u00ec avviene nel Belgio, in Brasile, nell\u2019Egitto e nell\u2019Irlanda.<\/p><p>All\u2019onorevole Laconi che ha dimostrato di temere che la seconda Camera, cos\u00ec costituita, possa perdere ogni carattere di omogeneit\u00e0, obietta che non vede affatto la necessit\u00e0 che la rappresentanza della seconda Camera sia costituita in modo omogeneo come la prima. Se cos\u00ec fosse, si creerebbe un doppione della Camera dei Deputati, ci\u00f2 che si \u00e8 deciso di evitare e che appunto \u00e8 valso come argomento decisivo per contestare la necessit\u00e0 di una seconda Camera.<\/p><p>Gli sembra giusta l\u2019osservazione dell\u2019onore vole Mortati che, per occuparsi della composizione della seconda Camera, si sarebbe anche dovuto risolvere il problema della Costituzione delle Assemblee regionali, visto che la rappresentanza della seconda Camera avr\u00e0 certamente una base regionale. Al riguardo tiene a dichiarare che in tali Assemblee non dovr\u00e0 aversi soltanto la rappresentanza politica delle regioni, ma anche quella delle forze produttive e culturali, che a loro volta dovranno essere rappresentate nella seconda Camera.<\/p><p>Afferma poi che sarebbe anche necessario che le Assemblee regionali avessero la facolt\u00e0 di distribuire i loro membri fra le varie categorie a seconda delle necessit\u00e0. Ad esempio, nel momento presente le forze produttive pi\u00f9 importanti in Sardegna sono l\u2019agricoltura e la pastorizia; quindi in sede di Assemblea regionale sono appunto queste forze che dovranno essere adeguatamente rappresentate. Ch\u00e9 se in avvenire l\u2019attivit\u00e0 economica dell\u2019Isola prenda un diverso indirizzo e diventi prevalentemente industriale, l\u2019Assemblea regionale sarda dovr\u00e0 poter variare conseguentemente la sua composizione.<\/p><p>Si dichiara infine d\u2019accordo con gli onorevoli Zuccarini e Conti, i quali ritengono che una percentuale minima di senatori debba essere nominata dal Capo dello Stato, per riparare eventuali omissioni nella utilizzazione di elementi particolarmente capaci; n\u00e9 crede che la nomina presidenziale possa menomare il principio democratico al quale dovr\u00e0 ispirarsi la nuova Costituzione.<\/p><p>TOSATO osserva che le questioni in esame sono due: rapporto tra le due Camere e composizione della seconda.<\/p><p>A suo avviso, la seconda Camera dovrebbe essere posta in una posizione di assoluta parit\u00e0 alla prima, sia per quanto riguarda l\u2019esercizio della funzione legislativa, sia per quanto riguarda il potere di controllo sull\u2019azione del Governo. Tra le varie ragioni a favore di una seconda Camera crede che non si debba perderne di vista una fondamentale: cio\u00e8, che la seconda Camera si istituisce per attuare un principio che \u00e8 ormai generale in tutti i moderni ordinamenti costituzionali di equilibrio nella organizzazione dello Stato. Si tratta di dividere gli organi dello Stato e di creare fra di loro dei contrappesi al fine che nessun organo abbia tali poteri da poter promuovere forme pi\u00f9 o meno larvate di assolutismo. Come c\u2019\u00e8 stato un assolutismo monarchico, cos\u00ec si potrebbe avere un assolutismo democratico, se tutti i poteri fossero concentrati in un solo organismo. Di qui la necessit\u00e0 di istituire una seconda Camera che abbia i medesimi poteri della prima.<\/p><p>Sono state mosse alcune obiezioni di ordine teorico generale contro l\u2019istituzione di una seconda Camera, tra cui quello assai noto che la volont\u00e0 popolare \u00e8 unica e non pu\u00f2 trovare espressione che in una sola Camera. Quindi una seconda Camera verrebbe ad esprimere o la volont\u00e0 della prima e sarebbe inutile oppure una volont\u00e0 diversa e sarebbe dannosa, in quanto non rifletterebbe esattamente la volont\u00e0 del Paese. A suo avviso occorre essere molto cauti nel fare queste affermazioni. Pu\u00f2 darsi, infatti, che la seconda Camera abbia torto nei confronti della prima, come pu\u00f2 darsi non solo il caso inverso, ma anche il caso che i torti siano egualmente divisi fra le due Assemblee. Comunque, secondo il suo parere, ci\u00f2 che pi\u00f9 importa \u00e8 che la Camera esprima, s\u00ec, in un certo senso la volont\u00e0 del popolo, ma non la esprima in modo dogmatico: difatti il popolo, per s\u00e9 stesso, non ha una propria volont\u00e0; compie solo un atto di fiducia nei confronti della Camera, la quale appunto deve cercare di interpetrarla sinteticamente nel modo migliore.<\/p><p>\u00c8 questa una delle ragioni per cui si istituisce la seconda Camera.<\/p><p>Naturalmente occorrer\u00e0 che anch\u2019essa sia un\u2019assemblea rappresentativa, che rispetti il principio della sovranit\u00e0 popolare, che in definitiva direttamente o indirettamente derivi dal popolo. Cos\u00ec sorge il problema della composizione della seconda Camera.<\/p><p>Nell\u2019ordine del giorno in cui fu decisa l\u2019istituzione di una seconda Camera si afferm\u00f2 che essa doveva essere l\u2019espressione delle forze vive della Nazione. Questa affermazione ha anzitutto un significato negativo, nel senso cio\u00e8 che la seconda Camera non deve essere un doppione della prima, perch\u00e9 altrimenti sarebbe veramente inutile. Con l\u2019affermazione anzidetta, infatti, si fa chiaramente allusione a quegli interessi di carattere generale che, nella loro completezza, non trovano adeguata espressione nella prima Camera, la quale rappresenta il popolo nelle sue grandi suddivisioni politiche e, in sostanza, i partiti. Rileva, in proposito, che in fondo gli interessi perseguiti dai partiti sono generalissimi, o per meglio dire generici, perch\u00e9 concernono le grandi direttive della politica dello Stato; ma accanto a tali interessi ne esistono nel Paese altri, anch\u2019essi generali, e quindi politici, che sono per\u00f2 molto pi\u00f9 concreti, come, ad esempio, gli interessi dei cittadini intorno all\u2019amministrazione delle cose locali (vita della regione, dei comuni, delle provincie), intorno al lavoro, alla scuola, alla cultura, all\u2019arte, all\u2019agricoltura, al commercio, all\u2019industria, all\u2019artigianato, alla sanit\u00e0 pubblica e cos\u00ec via. Ed \u00e8 in questo senso che, a suo parere, deve essere costituita la seconda Camera, come organo cio\u00e8 rappresentativo di questi interessi generali e non soltanto di interessi sindacali. I sindacati perseguono gli interessi economici di una data categoria rispetto ad un\u2019altra; ma, oltre ad essi, ci sono gli altri gruppi di interessi generali ai quali corrispondono altrettanti bisogni reali di carattere generale. La difficolt\u00e0 sta tutta, come giustamente ha rilevato l\u2019onorevole Mortati, nell\u2019attuare una rappresentanza politica di questi interessi generali.<\/p><p>Nota che l\u2019onorevole Einaudi ha fatto alcune osservazioni molto importanti, specie sulla difficolt\u00e0 di stabilire un\u2019adeguata proporzione nella rappresentanza di questi interessi, ed ha concluso che ci\u00f2 importerebbe nell\u2019ordinamento costituzionale una rigidit\u00e0, una statica del tutto contrastanti col movimento continuo della vita. Ma egli non crede che a questo problema certamente di rilievo non possa trovarsi adeguata soluzione.<\/p><p>Ritiene che, in via generale, i membri della Sottocommissione siano tutti concordi nell\u2019attribuire alla seconda Camera il carattere di una rappresentanza, prevalente se non esclusiva, su base regionale. Al che si pu\u00f2 obiettare che cos\u00ec si verrebbe a dare un\u2019attuazione forse assai pi\u00f9 ampia di quel che non si pensi al principio federalistico. Ha gi\u00e0 avuto occasione di osservare, parlandosi di regionalismo, che, almeno dal punto di vista scientifico, non si concepisce una differenza sostanziale tra l\u2019ordinamento regionale e quello federale. Difatti si ha un ordinamento federale quando un ente, distinto dallo Stato, pu\u00f2 emanare, sia pure in minima parte, atti che abbiano forza eguale a quella degli atti emanati dallo Stato. Se a ci\u00f2 si aggiunge la notevole importanza che assumeranno le regioni, dando vita alla seconda Camera, si deve concludere che effettivamente la seconda Camera ricorda le cosiddette Camere federali.<\/p><p>Anche per questa ragione ritiene che bisogna dare una rappresentanza in Senato a tutti gli interessi ai quali si riconosca la natura di interessi generali e vivi della Nazione. Sottopone pertanto all\u2019esame della Sottocommissione i seguenti articoli formulati sulla base dei principi da lui esposti:<\/p><p>\u00ab<em>Art. 1. \u2013<\/em> Il Senato \u00e8 composto dai rappresentanti effettivi degli interessi generali attinenti:<\/p><p>1\u00b0) agli enti locali territoriali; 2\u00b0) alla scuola, alla cultura, all\u2019arte; 3\u00b0) al lavoro;<\/p><p>4\u00b0) all\u2019industria e al commercio; 5\u00b0) all\u2019agricoltura; 6\u00b0) all\u2019artigianato; 7\u00b0) alla giustizia; 8\u00b0) alla sanit\u00e0 pubblica\u00bb.<\/p><p>\u00ab<em>Art. 2. \u2013<\/em> I senatori sono eletti, per 5 anni, dalle Assemblee regionali, su designazione delle istituzioni e delle associazioni che perseguono gli interessi di cui all\u2019articolo precedente nell\u2019ambito della regione\u00bb.<\/p><p>Fa presente che ha fissato la durata di 5 anni, intendendo che la seconda Camera debba avere una vita di durata eguale a quella della prima, e seguirne le sorti anche in caso di scioglimento.<\/p><p>Rileva altres\u00ec che con una elezione cos\u00ec congegnata si avrebbe modo di stabilire una rappresentanza proporzionata ai vari interessi generali delle singole regioni.<\/p><p>D\u00e0 lettura quindi dei successivi articoli:<\/p><p>\u00ab<em>Art. 3. \u2013<\/em> Una legge provveder\u00e0 alla determinazione delle istituzioni e associazioni legittimate, in ciascuna regione, alla designazione dei senatori. Una legge provveder\u00e0 pure alla determinazione del procedimento con cui le designazioni avranno luogo\u00bb.<\/p><p>\u00ab<em>Art. 4. \u2013<\/em> Nessuno potr\u00e0 essere designato ed eletto senatore se non abbia compiuto 40 anni. I requisiti generali di eleggibilit\u00e0 e le incompatibilit\u00e0 saranno stabiliti dalla legge. Nessuno pu\u00f2 essere ad un tempo deputato e senatore\u00bb.<\/p><p>\u00ab<em>Art. 5. \u2013<\/em> Le Assemblee regionali eleggeranno ciascuna 15 senatori fra quelli designati. Ognuna delle categorie indicate nell\u2019articolo 1 sar\u00e0 rappresentata almeno da un senatore\u00bb.<\/p><p>Richiama l\u2019attenzione dei colleghi sul fatto che le categorie, a norma del primo articolo da lui proposto, sarebbero 8 e che le Assemblee regionali dovrebbero nominare almeno un rappresentante per ciascuna categoria. Cos\u00ec resterebbe un margine di notevole discrezionalit\u00e0 a tali assemblee, che consentirebbe loro di eleggere un numero maggiore di rappresentanti per quelle categorie che nelle singole regioni avessero maggiore importanza. Si eviterebbero pertanto gli inconvenienti temuti dall\u2019onorevole Einaudi.<\/p><p>Per consentire infine al nuovo Parlamento di funzionare immediatamente, aggiungerebbe la seguente disposizione transitoria:<\/p><p>\u00abFino alla emanazione della legge prevista dall\u2019articolo 3, le Assemblee regionali procederanno alla elezione dei senatori, rappresentanti delle categorie indicate nell\u2019articolo 1, prescindendo, dalle designazioni degli enti interessati\u00bb.<\/p><p>LA ROCCA osserva che l\u2019onorevole Tosato ha sollevato una questione di grande importanza quando ha sostenuto la necessit\u00e0 di porre la seconda Camera sul medesimo piano della prima, partendo dal principio al quale si dichiara nettamente contrario che bisogna di nuovo tornare alla teoria degli equilibri e dei contrappesi. L\u2019onorevole Tosato ha aggiunto che la struttura dello Stato deve basarsi su un altro principio ormai superato: quello della divisione dei poteri; intendendosi con ci\u00f2 che ogni organo debba avere un suo proprio potere, in modo che l\u2019uno non possa invadere il campo dell\u2019altro.<\/p><p>Senza addentrarsi in una discussione teorica, osserva che tale teoria ha avuto la sua ragione di essere e il suo compito progressivo in altri tempi, quando si trattava di garantire le libert\u00e0 politiche e i diritti dei cittadini di fronte all\u2019onnipotenza dello Stato. Ma oggi altra \u00e8 la situazione: la sorgente della sovranit\u00e0 \u00e8 nel popolo e quindi l\u2019emanazione del potere proviene dallo stesso popolo. Il potere, cos\u00ec considerato, \u00e8 unico e trova la sua espressione compiuta nella Camera che \u00e8 il riflesso della volont\u00e0 popolare.<\/p><p>Ha gi\u00e0 detto altre volte che, a suo avviso, il potere dovrebbe essere concentrato nella Camera dei Deputati, la quale poi dovrebbe esprimere dal suo seno gli incaricati di esercitarlo sotto il suo controllo.<\/p><p>Partendo quindi dalla premessa che la Camera \u00e8 l\u2019organo supremo della Nazione, bisogna procedere con ogni cautela nell\u2019affermare il principio della parit\u00e0 delle due Camere, principio al quale forse si potrebbe accedere, se la seconda Camera fosse integrazione della prima e anch\u2019essa costituita su base essenzialmente elettiva. Ricorda che alcuni Paesi molto avanzati negli ordinamenti democratici non hanno una seconda Camera; in altri, invece, la prima Camera sta a rappresentare gli interessi generali, mentre la seconda, posta sullo stesso piano di diritto, gli interessi reali e concreti di alcuni determinati enti. Il secondo caso si ha negli Stati a carattere plurinazionale; ma l\u2019Italia non si trova in questa situazione e, d\u2019altra parte, sarebbe opportuno giovarsi dell\u2019insegnamento e dell\u2019esperienza del passato, in cui il sistema bicamerale ha dato risultati del tutto negativi e la seconda Camera \u00e8 diventata troppe volte un centro di reazione e di freno al progresso.<\/p><p>All\u2019onorevole Tosato, che attribuisce alla seconda Camera una funzione di freno e di correttivo alla prima, ricorda che l\u2019espressione della volont\u00e0 popolare non pu\u00f2 essere che una ed \u00e8 inconcepibile che il popolo possa trovarsi in contrasto con s\u00e9 stesso. Ci\u00f2 per\u00f2 potrebbe accadere e la sovranit\u00e0 popolare ne avrebbe grave danno se fosse eletta una seconda Camera per contrastare le decisioni prese dalla prima.<\/p><p>L\u2019onorevole Tosato ha manifestato anche l\u2019avviso che occorrerebbe allargare l\u2019espressione della volont\u00e0 popolare con la rappresentanza degli interessi di categoria. Deve a tal proposito far rilevare che una simile rappresentanza non sar\u00e0 gi\u00e0 dei lavoratori, bens\u00ec di alcune determinate associazioni, come ad esempio quelle degli agricoltori, degli industriali, degli avvocati, degli ingegneri, dei medici e cos\u00ec via.<\/p><p>Ricorda d\u2019aver gi\u00e0 in altre occasioni esposto nettamente il suo pensiero circa la necessit\u00e0 di evitare che il futuro ordinamento regionale possa tramutarsi in un ordinamento federalistico. \u00c8 d\u2019accordo che con la seconda Camera si crei un organo che sia la diretta espressione degli interessi e dei bisogni locali, ma ammonisce di andar molto guardinghi in questo campo, per non correre il pericolo di spezzare l\u2019unit\u00e0 politica ed economica della Nazione.<\/p><p>Circa la questione della parit\u00e0 felle funzioni, osserva che la seconda Camera, in quanto pi\u00f9 o meno costituita sulla base della rappresentanza regionale, sostanzialmente sar\u00e0 l\u2019espressione degli interessi degli enti regionali. Ed \u00e8 perci\u00f2 che essa non dovrebbe essere posta su un piano di parit\u00e0 con la prima, che \u00e8 l\u2019espressione integrale della volont\u00e0 della Nazione. Soggiunge che, accogliendo la proposta dell\u2019onorevole Tosato, per cui accanto alla rappresentanza su base regionale dovrebbe aversi nella seconda Camera anche la rappresentanza degli interessi di alcune determinate categorie, si potrebbe avere una prevalenza di questi ultimi interessi su quelli di carattere generale, ed allora la seconda Camera tenderebbe a smorzare, ad attenuare, e forse a distruggere l\u2019opera della prima.<\/p><p>Si dichiara perci\u00f2 nettamente contrario: innanzi tutto al principio che la seconda Camera debba essere posta su un piede di parit\u00e0 con la prima, e in secondo luogo a che la seconda Camera possa essere composta sulla base della rappresentanza degli interessi di alcune determinate associazioni e categorie. In sostanza, secondo il suo avviso, la seconda Camera dovrebbe essere l\u2019espressione democratica degli organi locali, su base elettiva, e dovrebbe avere soltanto poteri consultivi e integrativi,<\/p><p>PERASSI ritiene che la seconda Camera debba avere parit\u00e0 di funzioni con la prima. Per quanto concerne la funzione legislativa, ogni dubbio gli sembra impossibile. Innanzi tutto ricorda che a giustificazione del sistema bicamerale si \u00e8 riconosciuta la necessit\u00e0 che la legge risulti dalla pi\u00f9 ampia valutazione di tutti i possibili interessi da tutelarsi con la legge stessa. Inoltre, dal punto di vista pratico, \u00e8 indiscutibile che la legge, assoggettata nella sua formazione ad un riesame, riesca sempre migliore, anche se ci\u00f2 vada a scapito della celerit\u00e0, la quale non \u00e8 sempre un vantaggio n\u00e9 per la legge n\u00e9 per il Paese.<\/p><p>Ritiene poi che il riconoscimento della parit\u00e0 delle funzioni non possa dar luogo a dubbi per quanto riguarda il controllo politico effettuato a mezzo delle interrogazioni e delle interpellanze. Qualche perplessit\u00e0 invece teme si possa nutrire nei riguardi del voto di fiducia al Governo. A suo parere, la parit\u00e0 potrebbe teoricamente affermarsi nella Costituzione, senza escludere nell\u2019attuazione pratica del principio la possibilit\u00e0 di ricorrere a qualche adattamento, come \u00e8 avvenuto in altri Paesi.<\/p><p>Per quanto concerne la formazione del Senato, gli sembra che ormai sia da tutti ammesso il principio che il Senato debba trovare la sua base nelle regioni. Al riguardo dichiara di non condividere il timore da altri nutrito di un mascherato federalismo. Pur avendo aderito ad una soluzione pi\u00f9 attenuata del problema delle autonomie locali, non ritiene che una prevalenza della rappresentanza regionale nella formazione del Senato possa offrire dei pericoli per il funzionamento dello Stato nell\u2019esercizio della sua attivit\u00e0 legislativa e politica.<\/p><p>Circa la composizione numerica del Senato osserva in linea di principio che non vi \u00e8 nessuna ragione n\u00e9 logica, n\u00e9 politica perch\u00e9 una Camera debba essere costituita con un solo sistema: possono esservi membri eletti o nominati con un sistema e membri nominati o eletti con un altro. Ritiene eccessivo che ogni Assemblea regionale elegga lo stesso numero di senatori. A suo avviso, ciascuna regione dovrebbe eleggere un certo numero minimo di senatori e per il resto si dovrebbe tener conto della popolazione e della estensione geografica della regione stessa. Si ottiene cos\u00ec la possibilit\u00e0 che del Senato facciano parte, in misura determinata, altri elementi non eletti dalle regioni, e questi potrebbero essere i rappresentanti di enti titolari di particolari interessi economici. Non esclude infine, senza insistere sulle ragioni di opportunit\u00e0 pratica e politica, da altri gi\u00e0 lumeggiate, che la nomina di un numero ristrettissimo di senatori possa rientrare nelle facolt\u00e0 del Capo dello Stato.<\/p><p>Nei riguardi del progetto dell\u2019onorevole Tosato, dichiara che esso non corrisponde esattamente con le sue vedute. A suo parere sarebbe conveniente che le Assemblee regionali avessero facolt\u00e0 di indicare il numero dei rispettivi senatori.<\/p><p>Quanto alle norme transitorie, osserva che si tratta di un problema di carattere particolare che per ora non \u00e8 il caso di approfondire. \u00c8 indubbio, per altro, che non si potr\u00e0 non tener conto del fatto che le Assemblee regionali non saranno subito costituite; quindi il primo Senato potr\u00e0 essere eletto dalle regioni con un procedimento che non sar\u00e0 quello definitivo.<\/p><p>MORTATI, <em>Relatore<\/em>, invita coloro che sono favorevoli alla nomina di una aliquota di senatori da parte del Capo dello Stato a precisare se tale nomina dovrebbe essere a vita o a tempo determinato.<\/p><p>PERASSI preferirebbe la nomina a tempo determinato; non escludendo quella a vita per un ristrettissimo numero di senatori.<\/p><p>BOZZI \u00e8 favorevole al principio della parit\u00e0 delle funzioni, sia per quanto attiene al processo formativo delle leggi, sia per l\u2019intervento nelle questioni politiche ed il controllo sul Governo, soprattutto considerando il problema dal punto di vista dell\u2019equilibrio politico.<\/p><p>Essendosi affermato che il Senato deve avere una base politica e rappresentativa, ne consegue che per questa sua struttura esso non contraddice, ma integra e completa la rappresentanza della prima Camera. In sostanza il Senato viene a rappresentare quelle forze sociali, di cui la Camera, per la sua particolare configurazione di rappresentanza di partiti, non pu\u00f2 esprimere in modo autonomo la volont\u00e0.<\/p><p>Osserva che il problema della composizione del Senato non \u00e8 facile, e che esso pu\u00f2 essere variamente risolto: cos\u00ec la sua struttura da alcuni viene ricollegata alle regioni, quando ancora non si sa come le regioni dovranno essere costituite; da altri invece all\u2019intervento delle associazioni sindacali, quando non si sa ancora quale sar\u00e0 la legge che regoler\u00e0 la formazione ed il potere di tali associazioni.<\/p><p>Richiamandosi alle osservazioni degli onorevoli Tosato e Perassi, nota che, se si parla di rappresentanza delle regioni, si deve anche precisare se si intende parlare di queste come enti di diritto pubblico, come soggetti titolari di autonomia ed autarchia. Teme per\u00f2 che in tal modo si possa favorire il sorgere di una struttura federalistica, specialmente se si aderisce alla tesi, prospettata dall\u2019onorevole Lussu e da altri seguita, di dare ad ogni regione una rappresentanza eguale. Si arriverebbe cos\u00ec facilmente alla regione considerata come un ente sovrano, come membro di uno Stato federale, il che \u00e8 assolutamente da evitare. Ricorda che nell\u2019accogliere il principio dell\u2019ente regione si part\u00ec dal presupposto di uno Stato unitario; presupposto che assolutamente non deve essere dimenticato.<\/p><p>Dissente da quanti vorrebbero che il corpo elettorale del Senato non fosse quello stesso della Camera: se si vuole creare un Senato che possa efficacemente esplicare una funzione in condizioni di parit\u00e0 con la Camera, occorre che il corpo elettorale dell\u2019uno sia eguale a quello dell\u2019altra. Un Senato con un corpo elettorale pi\u00f9 ristretto di quello della Camera, la quale appunto trae la sua autorit\u00e0 dalla volont\u00e0 generale dei cittadini, sarebbe un organo privo di prestigio, che, automaticamente, anche se fosse affermato il principio della parit\u00e0 delle funzioni delle due Assemblee, si troverebbe in una situazione di subordinazione rispetto all\u2019altro ramo del Parlamento. Pertanto, contrariamente a quanto \u00e8 stato proposto dall\u2019onorevole Tosato, suggerisce l\u2019adozione di un sistema orientato verso il suffragio universale, sempre per\u00f2 nell\u2019ambito della regione: in altri termini, dovrebbero essere i cittadini delle regioni e non le Assemblee regionali ad eleggere i membri del Senato, perch\u00e9, se si ricollega la vita del Senato a quella delle Assemblee regionali, quali specifici corpi elettorali, qualunque mutamento queste eventualmente subissero si ripercuoterebbe sulla vita del Senato.<\/p><p>Occorrerebbe invece determinare nella Carta costituzionale le categorie dei cittadini che potrebbero essere eletti senatori ed allo scopo potrebbero servire come punto di partenza le specificazioni dell\u2019onorevole Tosato, cos\u00ec che la seconda Camera rappresenterebbe quelle forze vive della Nazione, economiche, culturali, artistiche ecc., alle quali spesso si \u00e8 fatto riferimento.<\/p><p>Bisognerebbe poi procedere all\u2019operazione pi\u00f9 difficile, cio\u00e8 al dosaggio di tali forze, per determinare quanti dovrebbero essere i rappresentanti di una data categoria e quanti quelli di un\u2019altra. Ricorda al riguardo l\u2019acuta osservazione gi\u00e0 fatta dall\u2019onorevole Rossi e poi ripresa dall\u2019onorevole Einaudi, che in una norma statutaria non si possono cristallizzare le situazioni, tanto pi\u00f9 che si tratta di forze vive e, come tali, in continuo movimento. Si potrebbe pertanto lasciare alle Assemblee regionali la determinazione dei seggi che in ogni regione dovrebbero essere affidati a ciascuna delle categorie previste in via generale dalla Costituzione.<\/p><p>Si avrebbe cos\u00ec una combinazione di tre principi diversi, che potrebbero dare utili risultati: 1\u00b0) il principio del suffragio universale, cio\u00e8 della investitura diretta da parte del popolo, che darebbe autorit\u00e0 e prestigio alla seconda Camera, per cui essa verrebbe a trovarsi senz\u2019altro in una situazione di parit\u00e0 con la prima; 2\u00b0) l\u2019indicazione di categorie da considerarsi come forze vive della Nazione; 3\u00b0) l\u2019attribuzione alle Assemblee regionali della possibilit\u00e0 di valutare le particolari esigenze e gli specifici aspetti della vita della regione. E naturalmente il sistema dovrebbe trovare la sua concretizzazione in una legge elettorale speciale.<\/p><p>Aggiunge che non \u00e8 d\u2019accordo con l\u2019onorevole Tosato quando propone che le associazioni sindacali indichino i nomi dei candidati alle Assemblee regionali, perch\u00e9 cos\u00ec si verrebbe a costituire una Camera di rappresentanti di associazioni e di enti in genere, e non gi\u00e0 di rappresentanti del popolo.<\/p><p>FABBRI constata che vi sono due punti acquisiti nella discussione: il sistema bicamerale e la costituzione del Senato quale rappresentanza delle forze vive del Paese. Resta ora da risolvere un problema grave e delicato: quello delle modalit\u00e0 per la scelta dei senatori.<\/p><p>L\u2019onorevole Tosato ha proposto un sistema che in sostanza ne rinvia ad una legge speciale la fissazione, mentre a suo avviso la questione va affrontata in sede di Sottocommissione, risolvendo innanzi tutto il problema se occorra procedere con elezione diretta o di secondo grado. Premesso che il Senato non dovrebbe avere minori funzioni della Camera, sia nel campo legislativo che in quello di controllo sull\u2019azione di governo, ritiene che la Carta statutaria dovrebbe fissare il numero dei senatori e determinare la loro ripartizione tra le varie regioni.<\/p><p>Quanto al delicato argomento del voto di fiducia, associandosi all\u2019onorevole Perassi, aggiunge che concepirebbe il Senato come un organo, in un certo senso permanente della vita rappresentativa dello Stato, e non con una durata legata a quella della Camera come propone l\u2019onorevole Tosato. Pensa pertanto ad una durata di sei anni per il mandato dei senatori, con la rinnovazione di un terzo ogni due anni. Si assicurerebbe cos\u00ec la continuit\u00e0 di un organo rappresentativo dello Stato anche in caso di vacanza di altri organi, compreso il Capo dello Stato. D\u2019altra parte il parziale rinnovamento biennale importerebbe un esercizio di attivit\u00e0 politica da parte dei cittadini, assai utile per la loro educazione, ed insieme un orientamento sugli indirizzi del corpo elettorale, che non \u00e8 male verificare con una certa periodicit\u00e0 e frequenza.<\/p><p>Circa il riparto dei senatori tra le varie regioni, egli preferisce considerare le regioni come collegi elettorali pi\u00f9 che come organi capaci di avere propri rappresentanti, per allontanare il pericolo di addivenire ad un ordinamento federalistico. Sia i deputati che i senatori a suo avviso debbono essere i rappresentanti della Nazione.<\/p><p>Nei riguardi del criterio da seguire per l\u2019elezione dei senatori, osserva che se si accedesse al sistema maggioritario relativo, potrebbero sussistere fondati motivi per dare la preferenza alla elezione diretta anzich\u00e9 a quella di secondo grado. Se invece si adottasse anche per la seconda Camera la proporzionale, per non avere duplicazioni della fisionomia della prima, bisognerebbe dare la preferenza alla elezione di secondo grado. Inoltre con l\u2019elezione diretta basata sul sistema maggioritario si potrebbe fare a meno di attribuire al Capo dello Stato la prerogativa della nomina di un ristretto numero di senatori, prerogativa che invece sarebbe utile riconoscere se si accedesse al concetto dell\u2019elezione di secondo grado.<\/p><p>CONTI, <em>Relatore<\/em>, rileva che la discussione si \u00e8 svolta con scarsa organicit\u00e0, ed esprime il parere che si possa chiudere la discussione generale.<\/p><p>Desidera poi precisare il netto punto di vista suo e del suo partito in merito ad una questione di principio. \u00c8 stato pi\u00f9 volte sostenuto che, per realizzare la volont\u00e0 popolare, non ci sia altro modo che quello dell\u2019elezione di una sola Camera. Premesso che i repubblicani storici si considerano e si vantano di essere i bigotti della sovranit\u00e0 popolare, afferma che la pretesa di realizzarla con l\u2019istituzione di una sola Camera viola il principio stesso della sovranit\u00e0 popolare. Una sola Camera si pu\u00f2 trasformare facilmente, come \u00e8 avvenuto in molti Paesi, in una oligarchia pericolosissima, mentre solo con l\u2019istituzione di molteplici enti rappresentativi si pu\u00f2 realizzare la sovranit\u00e0 popolare. Per questa ragione i repubblicani sostengono che, accanto alla Camera dei Deputati, debba essere istituita una seconda Camera e che entrambe debbano essere integrate da quelle istituzioni regionali con le quali si pu\u00f2 creare una vera democrazia. Essi aspirano in sostanza a che sia data vita a tutte quelle istituzioni che veramente derivino dalla volont\u00e0 popolare e rappresentino gli interessi immediati delle popolazioni. L\u2019idea che si possa trasferire la volont\u00e0 popolare soltanto in cinque o seicento individui rasenta l\u2019assurdo, poich\u00e9 questi non potranno mai rappresentare 45 milioni di italiani.<\/p><p>TOSATO dichiara di aderire in pieno alle affermazioni dell\u2019onorevole Conti.<\/p><p>PORZIO, non essendo intervenuto a procedenti riunioni e sentendo parlare oggi del Senato, desidera esprimere il proprio punto di vista.<\/p><p>Si \u00e8 votato per il sistema bicamerale, e questo \u00e8 il punto fermo da cui si deve partire; onde talune osservazioni dell\u2019onorevole La Rocca contro il sistema bicamerale sono ormai superate.<\/p><p>Ricorda di aver preveduto in una precedente riunione che forse si voleva un Senato con poteri e compiti pi\u00f9 o meno ristretti; e la discussione su questo punto dovrebbe essere fatta ampiamente, esponendo ciascuno il proprio punto di vista apertamente, senza sottintesi e senza circonlocuzioni di parole.<\/p><p>Quando si \u00e8 affermato il principio del sistema bicamerale, il fine che si intendeva perseguire era quello di costituire non gi\u00e0 un meccanismo, ma un organismo; e come negli organismi naturali le varie facolt\u00e0 si integrano, si completano, si rafforzano, lo stesso si desiderava che avvenisse per le due Camere, che insieme costituiranno l\u2019Assemblea Nazionale.<\/p><p>Non parler\u00e0 di sistemi parlamentari stranieri perch\u00e9 gi\u00e0 altra volta ha detto che, se l\u2019Italia ha subito una tremenda disfatta, l\u2019intelletto italiano non \u00e8 stato sconfitto ed \u00e8 e sar\u00e0 capace sempre di legiferare originalmente. Potrebbe forse dire in linea politica all\u2019onorevole La Rocca che, se in Francia fosse stato accolto il sistema unicamerale, certamente non avremmo avuto in Italia la presente adesione pressoch\u00e9 di tutti al sistema bicamerale.<\/p><p>Si sta ora creando una nuova Costituzione. In materia politica la condotta di chi, specialmente come lui, non \u00e8 iscritto ad alcun partito, pu\u00f2 essere erroneamente giudicata e dare adito a qualche equivoco. Tiene perci\u00f2 a dichiarare che egli \u00e8 per indole, per vita di lavoro, per anima, un democratico. Nella sua vita politica ha seguito unicamente Giolitti, questo grande piemontese e grande italiano che aveva le lacrime agli occhi se gli si parlava di Torino e diventava pieno di sollecitudini, premure, riconoscimenti, se gli si parlava del Mezzogiorno. Fu Giolitti ad imprimere, tra lotte immani e spesso fra ostili incomprensioni, il moto progressivo democratico al nostro Paese. Il Presidente onorevole Terracini, quando affermava che la Camera, tra le altre sue facolt\u00e0, deve anche avere quella di poter dichiarare o negare la guerra, avr\u00e0 forse pensato che il progetto di legge per la modifica dell\u2019articolo 5 dello Statuto fu presentato da Giolitti e che egli ebbe l\u2019alto onore per incarico di questo uomo eminente di scriverne la relazione. Questa \u00e8 la sua carta da visita, una volta per tutte.<\/p><p>\u00c8 d\u2019accordo con l\u2019onorevole Conti. Un maestro diceva che vi era una sorta di teologia politica: la Camera ardimentosa, tumultuante ed impulsiva; il Senato conservatore, severo \u2013 l\u2019Assemblea seduta di carducciana memoria \u2013 intransigente nel suo rigore. Ma tutto questo non \u00e8 pi\u00f9. Se la base della rappresentanza nel Senato non sar\u00e0 pi\u00f9 la nomina dall\u2019alto, ma l\u2019elezione attraverso il suffragio universale, ogni prevenzione su un possibile carattere conservatore del Senato sarebbe fuori luogo. Il Senato non potr\u00e0 essere che la legiferazione meditata, approfondita, riveduta; non potr\u00e0 essere che il limite ad un potere che sarebbe assoluto e dal quale deriverebbero giudizi, leggi irrevocabili ed irreparabili. \u00c8 la Corte d\u2019appello. Ci\u00f2 pare che sia voluto, consapevolmente o inconsapevolmente, da tutti, dal momento che per il deputato si pone come condizione avere soltanto 25 anni di et\u00e0, mentre per il senatore si pone quella di averne 40; ossia l\u2019et\u00e0 di una riflessione e di una esperienza pi\u00f9 matura. Ma sarebbe una contraddizione in termini richiedere tale maggiore maturit\u00e0 intellettuale da chi dovesse compiere funzioni pi\u00f9 ristrette e pi\u00f9 limitate.<\/p><p>Vi deve dunque essere parit\u00e0 fra le due Camere.<\/p><p>In ogni modo, \u00e8 comune a tutte le legislazioni il principio secondo il quale la seconda Camera ha una base pi\u00f9 ristretta per le elezioni ed \u00e8 eletta con votazione indiretta. Ricorda un antico progetto di un eminente uomo politico, Antonio Scialoja, secondo il quale la base del Senato elettivo doveva essere costituita dai Consigli provinciali, comunali, professionali, industriali, lavoratori. <em>Nihil sub sole novi<\/em>, se il progetto di Antonio Scialoja si avvicina molto all\u2019idea espressa dall\u2019onorevole Bozzi.<\/p><p>\u00c8 del parere poi che il Capo dello Stato debba avere la facolt\u00e0 di nominare alcuni senatori, specialmente le grandi personalit\u00e0 che onorano la Patria, perch\u00e9 vi sono alcune personalit\u00e0 che rifuggono dalla lotta elettorale, ma il cui valore pu\u00f2 dar lume e decoro all\u2019Assemblea.<\/p><p>Termina esortando i componenti la Sottocommissione a pensare che, specialmente nell\u2019ora che si attraversa, il Paese sarebbe profondamente deluso se nella nuova Carta costituzionale vedesse ridotte le facolt\u00e0 del Senato, che nella tradizionale coscienza del popolo \u00e8 stato sempre un istituto che ha conferito autorit\u00e0 e prestigio alla Nazione.<\/p><p>AMBROSINI rileva che la Sottocommissione sembra ormai orientata ad assegnare la maggioranza dei seggi della seconda Camera ai rappresentanti delle regioni. Occorre pertanto che sia determinato in modo tassativo il numero dei membri da assegnare alle singole regioni. A tale proposito ritiene che dovrebbe essere assicurato ad ogni regione un minimo di rappresentanza (da due a quattro senatori) mentre il numero degli altri dovrebbe essere fissato in base all\u2019entit\u00e0 della popolazione, perch\u00e9 quanto maggiore \u00e8 la popolazione e tanto maggiori sono i bisogni, ed \u00e8 quindi giusto che le regioni pi\u00f9 popolose abbiano un maggior numero di rappresentanti.<\/p><p>RAVAGNAN dichiara che, innanzi tutto, \u00e8 bene partire, per dare un certo ordine alla discussione odierna, da un dato di fatto ormai acquisito, che cio\u00e8 \u00e8 stata gi\u00e0 decisa l\u2019istituzione di una seconda Camera. In secondo luogo, circa la questione relativa alle funzioni da attribuirsi alla seconda Camera, gli pare si potrebbe essere d\u2019accordo nell\u2019affermare che essa debba essere chiamata a migliorare la elaborazione delle leggi, e cos\u00ec a perfezionare l\u2019opera legislativa della Camera dei Deputati.<\/p><p>Quanto al modo di costituire la seconda Camera, sar\u00e0 bene risolvere pregiudizialmente il problema se debba essere costituito un corpo elettorale, basandosi sull\u2019elezione da parte dei cittadini, oppure se i membri della seconda Assemblea debbano essere in tutto o in parte nominati dall\u2019alto. Secondo il suo parere, non dovrebbe essere accettato il criterio della nomina dall\u2019alto e ci\u00f2 per una questione di principio, e cio\u00e8 che nella coscienza universale moderna il mandato legislativo \u00e8 concepito come un\u2019emanazione della sovranit\u00e0 popolare.<\/p><p>Altra questione da decidere, ma sulla quale sostanzialmente si \u00e8 gi\u00e0 d\u2019accordo, \u00e8 quella se il corpo elettorale, chiamato ad eleggere i membri della seconda Camera, debba essere costituito o meno sulla base della regione. In proposito \u00e8 da domandarsi se tale corpo elettorale debba essere costituito dalla universalit\u00e0 dei cittadini, sempre nell\u2019ambito della regione, oppure da categorie speciali determinate dalla legge; ed egli \u00e8 personalmente favorevole alla prima delle due ipotesi.<\/p><p>PRESIDENTE, data l\u2019importanza dei problemi in discussione, desidera esprimere il suo parere personale.<\/p><p>Dichiara innanzi tutto di essere contrario alla parit\u00e0 di funzioni della seconda Camera rispetto alla prima, perch\u00e9, mentre questa \u00e8 senz\u2019alcun dubbio espressione genuina della sovranit\u00e0 popolare, l\u2019altra sar\u00e0 comunque costituita espressione di funzioni ed esigenze che con tale sovranit\u00e0 perfettamente non coincidono. L\u2019onorevole Conti, quando ha affermato che la sovranit\u00e0 popolare trova la sua espressione non solo nell\u2019Assemblea Nazionale, ma in qualunque altra Assemblea che sorga nel seno della Nazione, avrebbe dovuto aggiungere: e che si formi senza esclusione di nessun gruppo, sia pure limitato, di cittadini. Condivide l\u2019opinione che quanto pi\u00f9 si moltiplicano gli organismi di rappresentanza collettiva e tanto pi\u00f9 la democrazia si afferma e la volont\u00e0 popolare pu\u00f2 farsi valere; ma respinge l\u2019idea che questa volont\u00e0 trovi maggiore espressione in organi periferici, limitati e parziali, anzich\u00e9 nell\u2019Assemblea Nazionale. In questa la sovranit\u00e0 del popolo trova la sua pi\u00f9 completa e valida estrinsecazione, mentre ogni altra assemblea locale non pu\u00f2 essere che integratrice e subordinata. Se poi le Assemblee regionali dovessero formarsi secondo quanto propone l\u2019onorevole Conti, la loro base elettiva sarebbe senz\u2019altro mutilata, ed uguale pecca avrebbe una seconda Camera che trovasse in esse la sua sorgente; infatti, una rappresentanza di categorie escluderebbe dal quadro immediatamente quasi tutte le donne, in massima parte non partecipi in modo diretto al processo produttivo e pertanto non ineludibili nei particolari collegi elettorali. Semplici massaie, esse non avrebbero diritto al voto, perch\u00e9 non esiste un sindacato delle massaie; e se sotto il fascismo esiste un\u2019associazione delle massaie rurali, di fatto essa era l\u2019organizzazione delle contadine, lavoratrici dei campi.<\/p><p>Si \u00e8 affermato che, cos\u00ec come la dualit\u00e0 delle due Camere, la parit\u00e0 dei loro poteri sarebbe giustificata dall\u2019esigenza di realizzare un equilibrio interno del sistema parlamentare. Ma perch\u00e9 la necessit\u00e0 di tale equilibrio non si avverte rispetto agli altri poteri dello Stato, come, ad esempio, in quello esecutivo? Si potrebbe affermare che l\u2019equilibrio si raggiunge con la presenza, accanto al Capo del Governo, del Capo dello Stato. Ma questo, se una tale funzione di equilibrio esercita, lo fa non nell\u2019interno dell\u2019esecutivo, ma nei rapporti fra i vari poteri, tanto che \u00e8 proprio con questa giustificazione che si vuole da taluno elevare oltre l\u2019ammissibile la sua autorit\u00e0. Parimenti a nessuno verrebbe in mente di chiedere uno sdoppiamento del potere giudiziario allo scopo di equilibrarne il funzionamento. \u00c8 evidente insomma che, se un equilibrio \u00e8 necessario nel sistema generale dei poteri, e cio\u00e8 nei rapporti fra l\u2019uno e l\u2019altro, \u00e8 illogico rivendicarlo nell\u2019interno di ciascuno di essi.<\/p><p>Passa poi a ricercare quali siano le materie da escludere dalla competenza della seconda Camera. Pensa, ad esempio, che questa non abbia titoli per discutere ed approvare i bilanci. L\u2019esame delle entrate ha costituito storicamente la ragione prima del sorgere dell\u2019Assemblea elettiva, che ha condotto progressivamente all\u2019attuale Camera dei Deputati. Non si comprende come coloro che pensano ad una seconda Camera, formata sulla base della rappresentanza degli interessi, possano volerle poi assegnare il compito di approvazione del bilancio. La imposta \u00e8 pagata dal cittadino in quanto tale, dal cittadino indifferenziato, e non dal contadino, o dall\u2019industriale, o dal commerciante. Tutti sono tenuti a contribuire alle spese dello Stato, e la prima Camera, eletta col suffragio universale ed eguale, \u00e8 appunto la Camera di tutti; e lo \u00e8 essa sola.<\/p><p>Egli sottrarrebbe del pari alla seconda Camera il diritto di interloquire e deliberare in materia di amnistia, perch\u00e9 non vede quale particolare apporto potrebbe arrecare alla valutazione della sua opportunit\u00e0 ed estensione un organo comunque meno pronto della Camera dei deputati ad avvertire il tono e l\u2019orientamento politico del Paese. Si tratta infatti di materia squisitamente politica, perch\u00e9 in genere \u00e8 la \u00abnecessit\u00e0 politica\u00bb a suggerire l\u2019amnistia. Ed ancora una volta non pu\u00f2 sorprendere il fatto che siano proprio coloro che vogliono dare alla seconda Camera la fisionomia meno politica possibile, quelli che intendono lasciarle invece le facolt\u00e0 pi\u00f9 tipicamente politiche.<\/p><p>Cos\u00ec pure il diritto di inchiesta dovrebbe rimanere attribuito soltanto alla prima Camera, che \u00e8 l\u2019organo il quale, pi\u00f9 direttamente ed immediatamente collegato col Paese, meglio ne riflette le emozioni, i turbamenti, le preoccupazioni, il bisogno di essere illuminato su fatti e circostanze che abbiano colpita la pubblica opinione.<\/p><p>Ritiene infine che alla seconda Camera non possa riconoscersi il potere di accordare o negare la fiducia al Governo. Non \u00e8 forse il caso per questo di richiamarsi alla tradizione del vecchio Senato italiano, cui era negata tale facolt\u00e0, in quanto si potrebbe opporre che ci\u00f2 era dovuto al fatto di essere esso di nomina regia e che perci\u00f2, con una seconda Camera divenuta elettiva, il peso della tradizione verrebbe meno. Indipendentemente da altre ragioni gi\u00e0 esposte nel corso della discussione, egli pensa che, riservando ad una sola Camera tale potere, si evita il frequente insorgere di conflitti fra le due Camere ogni qual volta l\u2019una accordi e l\u2019altra neghi la fiducia al Governo. Alla seconda Camera resterebbe per\u00f2 sempre il potere di controllo sul Governo da esercitarsi col diritto d\u2019interrogazione e di interpellanza.<\/p><p>Resta a parlare del diritto di guerra e di pace. Al riguardo, egli pensa che ogni decisione dovrebbe essere presa dalle due Camere insieme riunite, e pertanto che tale diritto spetterebbe cos\u00ec alla prima come alla seconda Camera. Si \u00e8 obiettato che nell\u2019Assemblea Nazionale le due Camere, se fornite l\u2019una di maggiori e l\u2019altra di minori poteri, male potrebbero sedere e provvedere insieme. Ma l\u2019argomentazione \u00e8 artificiosa. Ci\u00f2 che importa non \u00e8 che le due Camere abbiano poteri differenziati quando seggono ciascuna a s\u00e9, nell\u2019esercizio delle distinte funzioni; ma che abbiano eguale potere nei confronti di quelle materie che devono affrontare in sede comune e con unico giudizio.<\/p><p>Cos\u00ec elencate le esclusioni, ritiene che le due Camere debbano stare su piede di parit\u00e0 per quanto riguarda il potere di legiferare. La seconda Camera esaminer\u00e0 e voter\u00e0 dunque tutte le leggi dello Stato, perch\u00e9 \u00e8 nella elaborazione di queste che insorge la necessit\u00e0 da tutti asserita che i vari problemi siano visti non solo da un punto di vista generale, ma da tutti i punti di vista particolari, ed in relazione a tutti gli interessi specifici che si manifestino nell\u2019interno del Paese.<\/p><p>Passando al problema della composizione della seconda Camera, afferma che occorre respingere ogni designazione dall\u2019alto. Non si pone qui un problema di quantit\u00e0, ma un problema di principio. Ogni designazione dall\u2019alto, sia pure di pochi membri, di un\u2019Assemblea rappresentativa, costituisce in regime democratico una mostruosit\u00e0, da cui uomini adunati ed intenti ad un\u2019opera razionale devono assolutamente rifuggire. In un sistema democratico ogni autorit\u00e0 deve provenire dai cittadini. L\u2019opinione di quanti pensano che in sostanza la stessa designazione dall\u2019alto potrebbe in certa guisa considerarsi come una elezione di forma indiretta, non \u00e8 accettabile,<\/p><p>perch\u00e9 la designazione del Capo dello Stato sorge da una elezione di secondo grado; coloro che da lui fossero designati come membri della seconda Camera, trarrebbero la propria investitura da una elezione di terzo grado, e a questo punto parlare ancora di volont\u00e0 e di scelta popolare sarebbe puro artifizio, perch\u00e9 il tramite tra gli pseudo eletti e la volont\u00e0 degli elettori di primo grado sarebbe del tutto evanescente. Se \u00e8 concepibile una elezione di secondo grado, ed \u00e8 anzi sperimentata presso molti Stati, quella di terzo grado rappresenta una pura esasperazione annichilitrice del sistema.<\/p><p>\u00c8 stato affermato che comunque sarebbe opportuno consentire al Capo dello Stato di chiamare a far parte della seconda Camera uomini celebri, che per le loro capacit\u00e0 rappresentano una illustrazione del Paese, ma che, in genere, si mantengono estranei alla lotta politica e sono schivi e spesso pavidi del contatto con le folle. Ma appunto per questa ultima ragione tali uomini sono i meno indicati a far parte di un consesso politico, non potendo rendervisi interpreti dei bisogni e delle aspirazioni del popolo, col quale non sanno comunicare ed intendersi. Al riguardo ricorda quanto sia stato modesto il contributo dato alla vita politica del nostro Paese dagli uomini portati, contro voglia, a sedere nelle Assemblee parlamentari. Immessi in Senato, Manzoni, Carducci, Verdi, Marconi raramente ne varcarono le soglie; e Verdi addirittura si vantava di non averlo fatto se non una volta sola per la formalit\u00e0 del giuramento. Chi non \u00e8 attratto alla lotta politica, la quale in confronto delle maggiori imprese intellettuali pu\u00f2 a volte sembrare volgare e umiliante, non vi adir\u00e0 per il fatto di un\u2019investitura dall\u2019alto. Le nomine riservate al Capo dello Stato si risolverebbero quindi a fornire la seconda Camera meno ancora che di figure, di nomi decorativi; ma n\u00e9 la prima n\u00e9 la seconda Camera necessitano di tale decorazione speciale: o si procacceranno da s\u00e9, con le loro opere, rispetto o prestigio, o rimarranno comunque senza stima e senza consenso.<\/p><p>N\u00e9 gli sembra opportuno riservare alle alte cariche dello Stato l\u2019ingresso di diritto alla seconda Camera. Pensa anzi che si dovrebbe dichiarare l\u2019incompatibilit\u00e0 tra le loro funzioni e l\u2019appartenenza al potere legislativo. A parte quel certo spirito di dipendenza che i funzionari delle pubbliche Amministrazioni conservano sempre nei riguardi del potere esecutivo, sarebbe assai difficile per essi assolvere contemporaneamente e con piena efficienza ambedue gli incarichi. Sorgerebbe poi per essi il problema della durata del mandato, se sia cio\u00e8 da rinnovarsi ad ogni spirare di legislatura, o continuativo in relazione alla permanenza nell\u2019ufficio; onde l\u2019esigenza di norme che appesantirebbero la Costituzione, togliendole quella semplicit\u00e0 di linee che \u00e8 necessario assicurarle.<\/p><p>Il problema se i membri della seconda Camera siano i rappresentanti delle regioni territorialmente considerate, oppure di certe determinate categorie nell\u2019ambito regionale o nazionale \u00e8 cosa certamente di rilievo; ma peso maggiore ha l\u2019altro della elettivit\u00e0 della seconda Camera, come base esclusiva della sua formazione. Egli opina, anzi, che una affermazione incisiva del principio dovrebbe essere contenuta in un articolo che precedesse tutta la stesura delle norme costituzionali relative agli organi parlamentari, e che dovrebbe suonare nei seguenti termini: \u00abIl potere legislativo, sulla base delle due Camere, ha una sorgente di carattere elettivo\u00bb.<\/p><p>Stabilit\u00e0 la base regionale della feconda Camera, resta da decidere se l\u2019elezione ne debba essere di primo o di secondo grado. Personalmente esprime l\u2019opinione che debba essere di secondo grado. La proposta dell\u2019onorevole Fabbri per le elezioni dirette, pi\u00f9 democratica all\u2019apparenza, ha in realt\u00e0 un carattere antipopolare. L\u2019elezione alla seconda Camera con collegio uninominale e sistema maggioritario, darebbe luogo a risultati certamente pi\u00f9 di destra, ad un allineamento molto pi\u00f9 arretrato di quel che non si verificherebbe nelle elezioni per la prima Camera fatte col sistema proporzionale. Ne sorgerebbe un netto distacco tra le due Camere, tale che non pu\u00f2 essere desiderato n\u00e9 favorito da chiunque aspiri alla maggiore armonia tra i due organi.<\/p><p>Quanto alle proposte dell\u2019onorevole Bozzi rileva che esse implicano un collegio unico regionale, ed il sistema maggioritario nella elezione. Non \u00e8 infatti pensabile che si possa giungere ai risultati desiderati dall\u2019onorevole Bozzi, cio\u00e8 ad una rappresentanza di categorie con rapporti prefissati, con il sistema proporzionale. Senza collegio unico con sistema maggioritario, potrebbe avvenire infatti che riuscissero eletti fra i candidati delle varie liste, un maggior numero in alcune categorie ed in altre uno minore di quanto non sia previsto nello schema iniziale. Crede quindi che anche il progetto Bozzi, cos\u00ec attraente a primo acchito, non possa resistere ad un esame accurato del suo giuoco interno.<\/p><p>Aggiunge ancora poche parole sulla rivendicata rappresentanza degli interessi. L\u2019onorevole Ambrosini in una riunione precedente ha sostenuto che gli interessi che dovrebbero essere rappresentati in seno alla seconda Camera non dovrebbero riferirsi alle piccole categorie od a gruppi polverizzati, ma a grandi raggruppamenti sociali. Questi raggruppamenti verrebbero a coincidere, per ricorrere ad una terminologia corrente, con le classi. Ora, che cosa rappresentano i partiti, non in senso immediato, ma nella loro genesi e natura, se non appunto le classi, ed i loro interessi generali? E che cosa ne sono le ideologie, se non la sublimazione di questi interessi di classe concepiti nella loro continuit\u00e0 e comprensivit\u00e0? Ma i partiti sono, nell\u2019opinione di tutti, i sostenitori della prima Camera. Secondo questa legittima interpretazione della tesi dell\u2019onorevole Ambrosini e di molti altri membri della Sottocommissione, essi diverrebbero anche momenti essenziali del processo formativo della seconda. In definitiva dunque, la seconda Camera finirebbe per essere quasi un duplicato, salvo alcuni aspetti formali, della prima. Superflua dunque; non necessaria. E questa \u00e8 stata la tesi iniziale che egli sostenne, quando fu incominciata questa discussione.<\/p><p>Prima di concludere, non pu\u00f2 non richiamare l\u2019attenzione della Commissione sul pericolo grave insito in una formazione della seconda Camera a base di rappresentanza di interessi. Se collusioni oscure di gruppi di interessi, spesso all\u2019apparenza nettamente antitetici, a danno della collettivit\u00e0 sono gi\u00e0 possibili in seno ad un\u2019assemblea eletta con criteri indifferenziati, essi potrebbero divenire la regola in un consesso in cui ognuno di tali gruppi si presentasse nettamente distinto ed individuato. Ricorda che un\u2019alleanza obliqua di tal genere, fra operai ed imprenditori dell\u2019industria pesante, ha valso all\u2019Italia il sorgere ed il giganteggiare del protezionismo doganale, terreno sul quale nazionalismo e fascismo eressero la loro disastrosa dittatura. Ogni struttura costituzionale che facilitasse il ripetersi di un tale disastroso processo deve essere deprecata e combattuta. Non vi \u00e8 dubbio che una Camera degli interessi vedrebbe la sua opera permanentemente insidiata da questo pericolo; e per eluderlo occorre attenersi ad un criterio che, anzich\u00e9 individuare ed isolare gli interessi, li fonda smorzandone le manifestazioni pi\u00f9 caratteristiche.<\/p><p>TOSATO risponde alla domanda postagli dall\u2019onorevole Terracini: perch\u00e9 dovrebbe attuarsi il principi\u00f2 dell\u2019equilibrio solo nel potere legislativo, e non anche, allora, nel potere esecutivo e in quello giudiziario? La risposta gli sembra molto semplice. Bisogna tener presente che il potere esecutivo e il potere giudiziario (che poi risultano da un complesso numeroso di organi fra i quali l\u2019attivit\u00e0 esecutiva e l\u2019attivit\u00e0 giurisdizionale sono suddivise) non sono poteri sovrani. Sia l\u2019uno che l\u2019altro, sia pure in misura e sotto aspetti diversi, sono vincolati dalle leggi poste dal potere legislativo. Questo invece si pone nell\u2019organizzazione dello Stato come organo sovrano ed \u00e8 proprio rispetto all\u2019organo sovrano che si appalesa la necessit\u00e0 di un equilibrio, che si attua appunto attraverso il bicameralismo. Per la stessa ragione che, posto il principio della sovranit\u00e0 popolare, non si vuole che la sovranit\u00e0 stessa sia concentrata in una sola persona fisica, cos\u00ec si ritiene opportuno e necessario che il Parlamento, anzich\u00e9 da una sola, sia composto da due Camere, per evitare appunto eventuali abusi ed attuare quindi l\u2019equilibrio.<\/p><p>FUSCHINI, per evitare discussioni inutili e contraddittorie e rendere cos\u00ec pi\u00f9 proficuo il lavoro della Sottocommissione, propone che sia nominato un Sottocomitato composto di un numero ristrettissimo di persone, il quale riesamini e rielabori le varie proposte fatte nel corso della discussione e sottoponga poi alla Sottocommissione un quadro preciso delle questioni fondamentali e possibilmente un progetto articolato.<\/p><p>LUSSU si rende conto delle ragioni che hanno consigliato l\u2019onorevole Fuschini a presentare la sua proposta, ma ha la netta sensazione che, accettandola, si otterrebbero risultati contrari a quelli da lui sperati. Ritiene infatti che il problema riguardante la costituzione del Senato sia stato ormai ampiamente discusso e che si possa cos\u00ec arrivare a delle conclusioni. Viceversa, se si sospendessero le riunioni per consentire al Comitato di presentare le sue proposte, i lavori della Sottocommissione diventerebbero pi\u00f9 complessi e durerebbero pi\u00f9 a lungo.<\/p><p>EINAUDI osserva che la proposta dell\u2019onorevole Fuschini potr\u00e0 essere accettata fra qualche tempo, non quindi immediatamente, perch\u00e9 non ancora sono state prese decisioni sulle questioni fondamentali attinenti alla costituzione del Senato.<\/p><p>PRESIDENTE fa presente che ormai le idee, per quel che riguarda il problema in esame, sono abbastanza chiare e la strada da percorrere \u00e8 evidente.<\/p><p>La discussione generale \u00e8 chiusa e nella prossima seduta si potr\u00e0 mettere in votazione anzitutto la questione della parit\u00e0 dei poteri tra le due Camere. Nell\u2019ipotesi che si approvasse una disparit\u00e0 di poteri, si potr\u00e0 esaminare la questione delle funzioni da attribuire alla seconda Camera. In secondo luogo, occorrer\u00e0 prendere una decisione sul problema della formazione dei Senato, stabilire cio\u00e8 se la seconda Camera dovr\u00e0 avere una base esclusivamente elettiva o se saranno consentite anche le nomine dall\u2019alto e quella di diritto in funzione delle cariche ricoperte. Qualora la risposta, nei riguardi dell\u2019ultimo quesito, fosse affermativa, si potrebbe passare all\u2019elencazione delle cariche e alla fissazione del numero massimo degli eleggibili. Infine occorrer\u00e0 stabilire il criterio da seguire per l\u2019elezione: se, cio\u00e8, essa dovr\u00e0 essere diretta o indiretta.<\/p><p>FUSCHINI non ha difficolt\u00e0 a ritirare la sua proposta, purch\u00e9 possa essere presa in considerazione in un secondo momento.<\/p><p>La seduta termina alle 12.10.<\/p><p><em>Erano presenti:<\/em> Ambrosini, Bordon, Bozzi, Bulloni, Calamandrei, Cappi, Castiglia, Codacci Pisanelli, Conti, De Michele, Einaudi, Fabbri, Farini, Fuschini, Grieco, Laconi, Lami Starnuti, La Rocca, Leone Giovanni, Lussu, Mannironi, Mortati, Nobile, Patricolo, Perassi, Piccioni, Porzio, Ravagnan, Rossi Paolo, Targetti, Terracini, Tosato, Uberti, Vanoni, Zuccarini.<\/p><p><em>Erano assenti:<\/em> Bocconi, Di Giovanni, Finocchiaro Aprile.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Versione PDF ASSEMBLEA COSTITUENTE COMMISSIONE PER LA COSTITUZIONE SECONDA SOTTOCOMMISSIONE 21. RESOCONTO SOMMARIO DELLA SEDUTA DI MERCOLED\u00cc 25 SETTEMBRE 1946 PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE CONTI indi DEL PRESIDENTE TERRACINI INDICE Organizzazione costituzionale dello Stato (Seguito della discussione) Nobile \u2013 Leone Giovanni \u2013 Lussu \u2013 Porzio \u2013 Perassi \u2013 Presidente \u2013 Laconi \u2013 Targetti \u2013 Conti, Relatore [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_relevanssi_hide_post":"","_relevanssi_hide_content":"","_relevanssi_pin_for_all":"","_relevanssi_pin_keywords":"","_relevanssi_unpin_keywords":"","_relevanssi_related_keywords":"","_relevanssi_related_include_ids":"","_relevanssi_related_exclude_ids":"","_relevanssi_related_no_append":"","_relevanssi_related_not_related":"","_relevanssi_related_posts":"595,1646,574,2017,2364,1942","_relevanssi_noindex_reason":"","_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[97,70],"tags":[],"post_folder":[122],"class_list":["post-5190","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-1946-09ss","category-seconda-sottocommissione"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5190","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=5190"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5190\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":7823,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5190\/revisions\/7823"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=5190"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=5190"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=5190"},{"taxonomy":"post_folder","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fpost_folder&post=5190"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}