{"id":5188,"date":"2023-10-15T23:07:11","date_gmt":"2023-10-15T21:07:11","guid":{"rendered":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=5188"},"modified":"2023-10-23T13:32:55","modified_gmt":"2023-10-23T11:32:55","slug":"martedi-24-settembre-1946-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=5188","title":{"rendered":"MARTED\u00cc 24 SETTEMBRE 1946"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"5188\" class=\"elementor elementor-5188\" data-elementor-post-type=\"post\">\n\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-5910ca4 elementor-section-full_width elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"5910ca4\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-1011d99\" data-id=\"1011d99\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-ce6bb70 elementor-align-right elementor-widget elementor-widget-button\" data-id=\"ce6bb70\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"button.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-button-wrapper\">\n\t\t\t\t\t<a class=\"elementor-button elementor-button-link elementor-size-sm\" href=\"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/19460924sed020ss.pdf\" target=\"_blank\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-content-wrapper\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-icon\">\n\t\t\t\t<i aria-hidden=\"true\" class=\"icon icon-view\"><\/i>\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-text\">Versione PDF<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-60a4477 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"60a4477\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p>ASSEMBLEA COSTITUENTE<\/p><p>COMMISSIONE PER LA COSTITUZIONE<\/p><p>SECONDA SOTTOCOMMISSIONE<\/p><p>20.<\/p><p>RESOCONTO SOMMARIO<\/p><p>DELLA SEDUTA DI MARTED\u00cc 24 SETTEMBRE 1946<\/p><p>PRESIDENZA DEL PRESIDENTE <strong>TERRACINI<\/strong><\/p><p>INDICE<\/p><p>Organizzazione costituzionale dello Stato (<em>Seguito della discussione<\/em>)<\/p><p>Presidente \u2013 Fabbri \u2013 Nobile \u2013 Perassi \u2013 Mortati, <em>Relatore \u2013 <\/em>Ambrosini \u2013 Einaudi \u2013 Zuccarini \u2013 Lussu \u2013 Laconi \u2013 Leone Giovanni \u2013 Conti, <em>Relatore \u2013 <\/em>Vanoni.<\/p><p>La seduta comincia alle 8.30.<\/p><p>Seguito della discussione sull\u2019organizzazione costituzionale dello Stato.<\/p><p>PRESIDENTE informa che sar\u00e0 prossimamente distribuito il testo delle decisioni finora approvate dalla Sottocommissione, testo che sar\u00e0 molto utile avere sott\u2019occhio per lo svolgimento delle successive discussioni. Ritiene che, esaurita la questione relativa alla composizione della prima Camera, prima di iniziare la discussione sulla costituzione della seconda, sia opportuno riprendere in esame il problema dei decreti catenaccio. Ricorda che la Sottocommissione nella seduta precedente deliber\u00f2 che fosse esclusa ogni facolt\u00e0 del potere esecutivo di emanare provvedimenti di legge sotto qualsiasi forma. C\u2019\u00e8 da domandarsi se in tale deliberazione fossero compresi anche i decreti anzidetti. Personalmente \u00e8 del parere che la facolt\u00e0 di emanare questo genere di provvedimenti non possa essere tolta al potere esecutivo. I decreti-catenaccio infatti hanno valore solo in materia fiscale e non consentirne l\u2019emanazione potrebbe essere un errore, perch\u00e9 spesso in materia fiscale si rende necessaria l\u2019adozione di misure particolarmente tempestive.<\/p><p>FABBRI ricorda che egli aveva gi\u00e0 proposto che, in materia di imposizioni fiscali, dazi e variazioni delle imposte di fabbricazione, fossero ammessi i decreti legge. Torna ad insistere su questa proposta.<\/p><p>NOBILE, richiamandosi alle osservazioni fatte in proposito dall\u2019onorevole Einaudi, che ha una particolare esperienza in materia, propone che lo si inviti a formulare precise proposte al riguardo.<\/p><p>PERASSI esprime l\u2019avviso che la questione dei decreti-catenaccio debba essere rimandata a quando si discuter\u00e0 della competenza del potere esecutivo.<\/p><p>PRESIDENTE ritiene che la maggioranza condivida questo avviso e che il problema debba essere riesaminato con quello generale della competenza del potere esecutivo.<\/p><p>(<em>Cos\u00ec rimane stabilito<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Invita la Sottocommissione ad esaminare il problema della costituzione della seconda Camera.<\/p><p>MORTATI, <em>Relatore<\/em>, fa una questione, pregiudiziale. Considerato che il progetto dell\u2019onorevole Conti prevede come base di formazione del Senato le assemblee regionali, gli sembra che non si possa prendere una decisione in merito, senza prima aver definito il carattere di tali assemblee, le loro attribuzioni e la loro costituzione. Attualmente si hanno due progetti in materia, uno dell\u2019onorevole Ambrosini e l\u2019altro dell\u2019onorevole Zuccarini; ma lo speciale Comitato incaricato di esaminarli non ha ancora riferito in proposito. A suo avviso occorrerebbe attendere il risultato di tali lavori prima di intraprendere l\u2019esame della costituzione della seconda Camera.<\/p><p>AMBROSINI informa i colleghi che il Comitato per l\u2019autonomia regionale \u00e8 in attesa di un terzo progetto, dell\u2019onorevole Lami Starnuti, e d\u2019altra parte data la frequenza delle sedute dell\u2019Assemblea plenaria, della Sottocommissione e dei gruppi parlamentari, subisce purtroppo delle remore nell\u2019esplicazione del suo incarico. In ogni modo \u00e8 del parere che la Sottocommissione possa frattanto prendere una decisione di massima circa la costituzione del Senato.<\/p><p>\u00a0PRESIDENTE chiarisce che per il momento non si tratta gi\u00e0 di stabilire il modo in cui le Assemblee regionali dovranno inviare i loro rappresentanti in Senato, bens\u00ec di risolvere una questione di principio: se, cio\u00e8, le Assemblee regionali, sole o insieme con altri organi, debbano costituire la base per la formazione del Senato. Ritiene quindi che la pregiudiziale dell\u2019onorevole Mortati non possa essere accolta e lo invita ad iniziare, quale Relatore, la discussione sulla composizione del Senato.<\/p><p>MORTATI, <em>Relatore<\/em>, desidera fare alcune dichiarazioni di carattere personale. Premette di ritenere che il Senato debba essere posto in condizioni di parit\u00e0 con la Camera dei Deputati e che pertanto debba avere una efficienza politica pari a quella della Camera stessa. \u00c8 anche del parere che per la formazione del Senato debbano essere escluse le elezioni di secondo grado, perch\u00e9 esse annullerebbero l\u2019immediatezza del rapporto rappresentativo tra elettori ed eletti, che \u00e8 la condizione necessaria per l\u2019efficienza politica di ogni assemblea elettiva.<\/p><p>Sicuro di interpretare il pensiero dei componenti la Sottocommissione, afferma che essi non sono animati dal proposito di fare della seconda Camera un contraltare della prima: tutti, infatti, anche coloro che appartengono a partiti diversi dal suo, vogliono che il Senato sia espressione della volont\u00e0 popolare e quindi che i suoi membri siano eletti da una massa di cittadini il pi\u00f9 possibilmente estesa.<\/p><p>In ogni modo ritiene che per la formazione del Senato dovrebbe esigersi uno schieramento di forze diverso da quello richiesto per la prima Camera. In altre parole gli stessi elettori della prima Camera dovrebbero intervenire alla formazione della seconda, ma in una veste diversa, come rappresentanti, cio\u00e8, di interessi.<\/p><p>Ricorda che la rappresentanza politica indifferenziata \u00e8 sorta dalla Rivoluzione francese, la quale soppresse tutti gli organismi sociali intermedi tra il cittadino e lo Stato, ritenendoli elementi di turbamento. Naturalmente la realt\u00e0 si \u00e8 incaricata di ricostituire quegli organismi, indispensabili alla vita sociale, e tra essi i pi\u00f9 importanti furono i partiti, che vennero a formarsi in seno alla classe dominante, cio\u00e8 alla borghesia. L\u2019estendersi del suffragio fece poi venir meno l\u2019unicit\u00e0 della classe politica borghese: nuove classi infatti assunsero un\u2019importanza politica che prima non avevano, essendo escluse, per un pretesto o l\u2019altro, dal suffragio. Generalmente furono gli interessi di classe che fecero sorgere tali nuovi organismi: alcuni per\u00f2 di quegli interessi rimasero esclusi, o per lo meno non furono direttamente rappresentati in quello schieramento di forze che oggi costituisce la base di formazione della prima Camera.<\/p><p>Si domanda se, dal momento che tali gruppi sociali esistono e fanno sentire il loro peso, non sia pi\u00f9 opportuno che essi assumano precise responsabilit\u00e0 politiche. Oggi, com\u2019\u00e8 noto, esistono potentissime organizzazioni che esercitano, per quanto in forma indiretta, una notevole pressione politica, sotto la veste di tutelare, anche con azioni di forza, gli interessi delle classi sociali rappresentate, senza per\u00f2 che esse siano impegnate ad indicare in sede politica il modo in cui gli interessi cos\u00ec fatti valere si inquadrino nell\u2019interesse generale dello Stato. Politicizzare tali organizzazioni significherebbe fare assumere ad essi una diretta responsabilit\u00e0 nell\u2019indirizzo politico del Paese e costringerli ad adeguare a questa la loro attivit\u00e0.<\/p><p>Sono queste appunto, a suo avviso, le forze che dovrebbero concorrere e costituire la nuova seconda Camera. I rappresentanti delle organizzazioni anzidette, chiamati a far parte del Senato, finirebbero con l\u2019avere una visione pi\u00f9 ampia dei loro interessi particolari, perch\u00e9 sarebbero costretti ad inquadrarli negli interessi generali dello Stato.<\/p><p>La realt\u00e0 sociale odierna dimostra l\u2019utilit\u00e0 di una seconda Camera cos\u00ec formata. Oggi, infatti, lo schieramento dei partiti non esaurisce e non rappresenta tutta la realt\u00e0 sociale. Contro l\u2019obiezione mossa dall\u2019onorevole Nobile, e cio\u00e8 che nella prima Camera sono gi\u00e0 rappresentate tutte le professioni, talch\u00e9 non vi sarebbe bisogno di una loro rappresentanza autonoma, osserva che, se tale obiezione fosse giusta, bisognerebbe anche ammettere che nella Camera sono rappresentate le regioni per il solo fatto che i deputati provengono dalle diverse parti d\u2019Italia. Evidentemente il ragionamento che occorre fare \u00e8 un altro: nella seconda Camera non si vuole una rappresentanza casuale, fortuita, delle varie regioni o professioni, bens\u00ec una rappresentanza istituzionale organica, per la quale i rappresentanti delle diverse categorie sociali e regionali abbiano un loro peso e una loro efficienza politica predeterminata.<\/p><p>All\u2019onorevole Ravagnan, che ha osservato che con il sistema della rappresentanza organica si potrebbe avere una deformazione arbitraria dei risultati delle elezioni, obietta che non \u00e8 detto che ci\u00f2 necessariamente abbia a verificarsi.<\/p><p>Riconosce l\u2019esattezza del rilievo dell\u2019onorevole Einaudi, che la rappresentanza organica trova la sua origine storica nelle correnti romantiche sorte in opposizione alla Rivoluzione francese, ed ammette che essa ha avuto alle origini una ispirazione politica conservatrice e che anche di tendenza conservatrice sono state le realizzazioni storiche avutesi nell\u2019epoca moderna specialmente in alcuni Stati, come l\u2019Austria e la Russia, i quali meno degli altri subirono l\u2019influsso della Rivoluzione francese, e adottarono appunto tale sistema di rappresentanza. Comunque afferma che, se per la formazione della seconda Camera si riterr\u00e0 opportuna la rappresentanza delle categorie, bisogner\u00e0 impedire che si verifichino situazioni che possano legittimare l\u2019impressione del ricorso ad un espediente di carattere conservatore.<\/p><p>All\u2019obiezione che la predeterminazione del peso da attribuire alle varie categorie professionali da rappresentare nella seconda Camera introdurrebbe un elemento di arbitrio, oppone che un certo grado di artificio e di arbitrariet\u00e0 si riscontra in tutte le riforme e specialmente in quelle relative ai vari sistemi di rappresentanza. Cos\u00ec quando si spostano i limiti di et\u00e0 per il voto, o si stabilisce di utilizzare in uno piuttosto che in altro modo i resti delle votazioni, si hanno sempre decisioni politiche che in certo senso possono dirsi arbitrarie e che in ogni modo mirano a realizzare determinati scopi politici. Ma in realt\u00e0, arbitraria si pu\u00f2 dire una riforma sociale solo quando essa sia profondamente contrastante con la coscienza sociale di una data epoca storica.<\/p><p>Richiama l\u2019attenzione sul compito della Costituente, che \u00e8 quello di determinare una rappresentanza organica che sia un riflesso quanto pi\u00f9 \u00e8 possibile fedele dell\u2019odierna realt\u00e0 sociale. Bisogna quindi assumere a questo scopo adeguati criteri direttivi. Non ritiene certo consigliabile il criterio del censo che, se fu assunto come base della rappresentanza nell\u2019800, contrasterebbe con le attuali esigenze sociali cos\u00ec profondamente diverse. N\u00e9 d\u2019altra parte pu\u00f2 essere accettato il criterio, seguito in Russia subito dopo la Rivoluzione, di concedere il diritto all\u2019elettorato soltanto alla categoria dei lavoratori manuali, perch\u00e9 sarebbe troppo unilaterale e non rifletterebbe tutta la nostra realt\u00e0 sociale. Si deve ammettere invece la rappresentanza del lavoro, perch\u00e9 la nostra \u00e8 civilt\u00e0 del lavoro e intende affermare il lavoro come fondamentale valore sociale. Si dovr\u00e0 risolvere il problema delle necessarie differenziazioni nella categoria dei lavoratori; stabilire, cio\u00e8, se dare un peso politico maggiore al lavoro qualificato e di direzione, che implica una maggiore responsabilit\u00e0 sociale, rispetto a quello manuale e non qualificato. A chi ritiene che una simile differenziazione sarebbe ingiusta, perch\u00e9 nessun criterio soccorre nella determinazione di questa diversa responsabilit\u00e0 politica, si pu\u00f2 obiettare che in tutti gli Stati in cui si \u00e8 adottato il criterio della rappresentanza del lavoro, \u00e8 stata sempre operata una graduazione, corrispondente alla valutazione propria delle classi politiche dominanti. Cos\u00ec, per esempio, nell\u2019ordinamento sovietico del 1918 le categorie operaie sono state nettamente differenziate da quelle dei contadini. Gli operai potevano infatti eleggere un deputato ogni 25 mila elettori, mentre i contadini uno ogni 125 mila abitanti; onde i contadini avevano un\u2019influenza politica due volte e mezzo inferiore a quella degli operai.<\/p><p>Concludendo, osserva che le principali obiezioni, rivolte finora al sistema della rappresentanza per categoria, non sono tali da sconsigliarne l\u2019adozione. La grande utilit\u00e0 della partecipazione delle diverse categorie lavoratrici alla formazione della seconda Camera \u00e8 invece confermata dalla possibilit\u00e0 di contribuire in tal modo alla auspicata pacificazione sociale, perch\u00e9 con la rappresentanza integrale dei loro interessi le categorie stesse saranno sottratte al monopolio di alcuni partiti che non rappresentano le masse, ma solo determinati gruppi sociali, spesso assai ristretti, e porta ad un riavvicinamento sul piano parlamentare dei rispettivi punti di vista.<\/p><p>Un risultato utile che potr\u00e0 derivare dal sistema sar\u00e0 di riavvicinare partiti ed associazioni professionali, attuando uno scambio fra di essi, capace di dare all\u2019azione della prima concretezza ed a quella dei secondi consapevolezza degli interessi politici generali.<\/p><p>EINAUDI desidera fare qualche breve considerazione sul vecchio Senato, di cui \u00e8 uno dei pochi superstiti nella Costituente. Dall\u2019aprile del 1919 al 1922, partecipando assiduamente ai lavori del Senato, ebbe modo di raccogliere alcune impressioni sull\u2019attivit\u00e0 svolta dalla Camera alta, che forse potranno essere utili per la risoluzione del problema in discussione.<\/p><p>Accenn\u00f2 altra volta, e desidera tornarvi sopra, alla questione della nomina regia. A tale proposito egli ebbe sempre l\u2019impressione che nessuno dei senatori immaginasse di dovere la sua nomina al Re. Chi li nominava effettivamente era sempre il Presidente del Consiglio e, poich\u00e9 il Presidente del Consiglio era una emanazione della Camera dei deputati, e la Camera dei deputati a sua volta una emanazione degli elettori, si poteva anche ammettere che i senatori, in ultima analisi, fossero nominati, per quanto assai indirettamente, dagli elettori, sebbene non da quelli viventi in un dato periodo di tempo, bens\u00ec da quelli di un\u2019epoca passata. Domanda se tale criterio non sia da tenersi ancora in considerazione, dal momento che il passato esercita sempre un\u2019influenza sul presente: innegabilmente si \u00e8 figli del passato e non si pu\u00f2 rinunciare alle tradizioni. Pensa perci\u00f2 che non sarebbe un male, n\u00e9 cosa contraria all\u2019interesse comune se nella nuova seconda Camera qualche senatore rappresentasse le tradizioni del passato.<\/p><p>Ricorda di aver parlato una sola volta col re, in occasione della visita che tutti i nuovi senatori erano soliti fare al sovrano per ringraziarlo della nomina. Recatosi al Quirinale, il sovrano, anche egli piemontese, si mise a parlare con lui in dialetto di avvenimenti legati alla stona del Piemonte. Ebbe l\u2019impressione, in un\u2019ora circa di colloquio, che Vittorio Emanuele III fosse non solo un grande numismatico, ma anche un valente storico (cosa che, del resto, era stata detta anche da Francesco Ruffini) e possedesse un senso non comune di penetrazione psicologica intorno agli uomini ed agli avvenimenti politici. Terminata l\u2019udienza, si accorse di essersi dimenticato di ringraziarlo per la sua nomina a senatore. Ha riferito questo episodio per dimostrare che non si dava allora gran peso alla nomina regia.<\/p><p>A proposito dei senatori nominati per censo, avverte che questi non erano tra quelli che partecipavano pi\u00f9 attivamente ai lavori del Senato. Inoltre, se in un primo tempo erano ben pochi i senatori nominati per censo, richiedendosi per essi il pagamento d\u00ec 3.000 lire annue per imposizioni dirette, in seguito, per effetto del diminuito valore del denaro, essendo cresciuto il numero di coloro che possedevano il necessario requisito, si fin\u00ec per concedere la nomina di senatore per tale titolo a molte persone che non avevano in realt\u00e0 un patrimonio vistoso e spesso erano semplici funzionari di grado elevato.<\/p><p>A suo avviso il Senato era affetto da quello che oggi si chiamerebbe un complesso di inferiorit\u00e0, perch\u00e9 erano diventati sempre pi\u00f9 numerosi i senatori provenienti dalle alte cariche dello Stato. L\u2019abitudine di questi senatori all\u2019obbedienza si ripercuoteva sull\u2019attivit\u00e0 del Senato, che non fu mai capace di assumere un atteggiamento fortemente autonomo di fronte alle iniziative del Governo. Nella nuova seconda Camera dovr\u00e0 evitarsi questo inconveniente. Quel complesso di inferiorit\u00e0 era ribadito dal numero illimitato dei senatori, per cui il Governo poteva sempre variare la composizione del Senato a suo favore, facendo assegnamento sul fatto che i sentori di nuova nomina partecipavano pi\u00f9 assiduamente alle sedute che non quelli di vecchia data. Per eliminare questo abuso converr\u00e0 stabilire per l\u2019avvenire che il numero dei componenti la seconda Camera debba essere fisso e non variabile a beneplacito del Capo dello Stato e, per via indiretta, del Presidente del Consiglio.<\/p><p>La degenerazione del principio che riservava alla Camera dei deputati la priorit\u00e0 nell\u2019esame delle leggi di carattere finanziario, estendendosi via via a tutte le altre leggi, venne ancor pi\u00f9 a deprimere l\u2019importanza del Senato che, costretto a deliberare spesso frettolosamente su provvedimenti gi\u00e0 approvati della Camera, non pot\u00e9 attendere alla sua funzione peculiare, che era quella della revisione accurata, attraverso la critica tecnica, dei disegni di legge, fatta da uomini che avevano una particolare perizia in ogni campo dell\u2019attivit\u00e0 statale. I disegni di legge che eccezionalmente furono presentati prima al Senato furono assoggettati ad un approfondito esame in lunghe ed interessanti discussioni, come avvenne ad esempio per la legge sul blocco degli affitti, su cui egli ebbe incarico di riferire, e che provoc\u00f2 una discussione durata oltre un mese.<\/p><p>Altra causa del complesso di inferiorit\u00e0 del Senato derivava dalla sua costituzione di esclusiva nomina regia. Se, a fianco dei senatori di nomina regia, vi fosse stato un certo numero di senatori eletti direttamente dal popolo, costoro, essendo a pi\u00f9 diretto contatto con le forze politiche del Paese, avrebbero immesso nell\u2019istituto una maggiore vitalit\u00e0 ed alacrit\u00e0, suscitando l\u2019emulazione dei senatori di nomina regia.<\/p><p>Circa la composizione della nuova seconda Camera, dissentendo dall\u2019onorevole Mortati, dichiara di ritenere opportuno che, astrazion fatta dal modo di sceglierli, il numero dei rappresentanti professionali sia inferiore di quello dei rappresentanti regionali. Obietta inoltre all\u2019onorevole Mortati che l\u2019attuazione di una rappresentanza professionale prestabilita, da lui propugnata, significherebbe cristallizzare la situazione attuale, rendendo difficile, se non impossibile, in seguito un cambiamento, e consolidando quindi una specie di monopolio a beneficio delle classi che presentemente sono al potere. Il che non crede sia opportuno. Bisogna pensare non soltanto a coloro che vivono nel momento presente, ma anche a coloro che ancora debbono nascere. Ogni monopolio, di qualunque genere sia, \u00e8 sempre avverso a tutti coloro che hanno idee nuove. \u00c8 del parere, quindi, che una rappresentanza professionale, quale spontaneamente si ha e certo si avr\u00e0 ancora nella prima Camera, sia sempre migliore di quella che si potrebbe avere in una seconda Camera a classi prestabilite. Il nuovo Senato, a suo avviso, dovrebbe essere composto prevalentemente di rappresentanti regionali. Il restante minor numero di posti dovrebbe essere, purch\u00e9 l\u2019elezione non avvenga da parte di categorie prestabilite, riservato ai rappresentanti professionali od anche ad altre persone. A questo proposito rileva che nella relazione dell\u2019onorevole Conti si parla di membri dei Consigli accademici, di professori di Universit\u00e0, di rappresentanti delle organizzazioni professionali, nonch\u00e9 di componenti la seconda Camera nominati dal Presidente della Repubblica. Questo criterio di composizione del Senato, riferito ad una minoranza dei suoi membri, 100 su 300, potrebbe essere accettabile e dare buoni frutti. In questa minoranza sarebbe bene dare la preponderanza ai membri delle Accademie, ai professori di Universit\u00e0 e ai rappresentanti degli organi professionali che sarebbero l\u2019eco dei cosiddetti interessi morali.<\/p><p>Ritiene pure che sia da riservare in certo numero di posti a sanatori nominati a vita dal Capo dello Stato. Tali Senatori dovrebbero essere scelti in categorie prestabilite e il loro numero dovrebbe essere fisso, per evitare il pericolo delle \u00abinfornate\u00bb. La nomina a vita presenta anch\u2019essa i suoi vantaggi, perch\u00e9 colui che viene cos\u00ec nominato, in quanto si sente al coperto del pericolo di non essere pi\u00f9 gradito, finisce quasi sempre con l\u2019assumere un notevole grado di indipendenza morale. Nel vecchio Senato vigeva la regola che i neonominati dovessero dare il loro voto favorevole al Ministero in carica, ossia al Presidente del Consiglio dal cui favore era dipesa la loro nomina a Senatore. Ma quest\u2019obbligo morale durava assai poco, perch\u00e9 era limitato alla durata in carica del Presidente del Consiglio che aveva proposto al re, ossia di fatto nominato i nuovi senatori. Il numero dei futuri senatori nominati a vita dal Presidente della Repubblica dovrebbe essere fissato tra i 10 e i 50; in ogni modo essi dovrebbero essere persone di indiscusso, altissimo valore, risultante da titoli accertabili. Del resto, anche in passato assai pochi furono i senatori nominati per la categoria ventesima, cio\u00e8 per avere illustrato la Patria con servizi o meriti eminenti.<\/p><p>ZUCCARINI osserva che quella della rappresentanza degli interessi \u00e8 una vecchia questione, che fu ampiamente dibattuta in Italia dopo l\u2019altra grande guerra. Il problema sorse perch\u00e9 le rappresentanze politiche, dato l\u2019enorme sviluppo delle attribuzioni che lo Stato era venuto assumendo, si dimostravano per la maggior parte impreparate e incompetenti a risolvere particolari problemi economici e finanziari. Il problema della ripartizione dei compiti tra Senato e Camera avrebbe dovuto essere risolto sin da quel tempo; oggi esso \u00e8 nuovamente all\u2019ordine del giorno, soprattutto in vista del fatto che lo Stato, con la nuova Costituzione, molto probabilmente verr\u00e0 ad avere funzioni limitate allo svolgimento di compiti di carattere politico e generale, mentre le funzioni di carattere particolare saranno affidate ai nuovi enti regionali. C\u2019\u00e8 da domandarsi quindi quali funzioni dovranno essere demandate alla nuova seconda Camera: in altri termini, occorrer\u00e0 decidere se essa dovr\u00e0 essere l\u2019organo degli interessi economici da contrapporsi alla prima Camera, intesa come organo degli interessi politici, o se dovr\u00e0 invece essere un istituto degli interessi politici, limitatore dell\u2019invadenza del potere esecutivo e di quello legislativo della Camera dei deputati.<\/p><p>Dichiara senz\u2019altro di essere favorevole alla seconda ipotesi. Nel Senato dovrebbe trovare posto la rappresentanza delle regioni. I rappresentanti della seconda Camera, secondo il suo parere, dovrebbero essere eletti non con elezioni di primo, bens\u00ec di secondo grado, attraverso i Comuni o le stesse Assemblee regionali. Le regioni cos\u00ec assolverebbero una funzione prevalentemente amministrativa, sottraendo al centro la risoluzione di un gran numero di problemi aventi un carattere pi\u00f9 che politico, economico, e l\u2019amministrazione dello Stato ne verrebbe alleggerita. Nella seconda Camera, pertanto, quasi automaticamente verrebbe a trovare il suo posto la rappresentanza dei cosiddetti interessi \u00abparticolari\u00bb.<\/p><p>Sulla ripartizione degli interessi politici ed economici crede di avere una visione assai pi\u00f9 semplice di quella comune. Nel suo progetto ha previsto l\u2019istituzione, nell\u2019interno delle regioni, di particolari organismi delle varie branche dell\u2019attivit\u00e0 economica e sociale. Essi avrebbero una funzione consultiva; e dovrebbero anche svolgere speciali servizi, ciascuno nel proprio campo, autonomamente, presso a poco come avviene oggi, ma in modo imperfetto, per le Camere di Commercio. L\u2019Assemblea regionale avrebbe invece facolt\u00e0 legislativa e deliberativa.<\/p><p>L\u2019Ente regione potrebbe cos\u00ec inviare, con elezione di secondo grado, ottimi rappresentanti alla seconda Camera, la quale acquisterebbe pertanto un\u2019autorit\u00e0 di gran lunga superiore a quella della vecchia Camera alta, perch\u00e9 non sarebbe pi\u00f9 costituita sulla base di una rappresentanza assai discutibile, bens\u00ec su quella effettiva di organi gi\u00e0 costituiti nello Stato.<\/p><p>\u00c8 necessario inoltre che, per quanto riguarda i loro poteri, le due Camere si equilibrino fra di loro e, pure avendo origini diverse, stiano perfettamente sullo stesso piano, perch\u00e9 in un ordinamento veramente democratico ogni potere deve non sovrapporsi mai ad un altro.<\/p><p>Pu\u00f2 accedere all\u2019idea, pure discutibile, esposta dall\u2019onorevole Einaudi che accanto ad una rappresentanza regionale possa esservi, per una parte limitata, anche una rappresentanza di interessi morali. In ogni modo, tiene ad affermare che non crede possibile che il Senato diventi un organo di rappresentanze di interessi, perch\u00e9 \u00e8 difficile determinare l\u2019importanza diversa che dovrebbe essere attribuita a ciascuno di essi. La rappresentanza degli interessi si ha gi\u00e0 nella prima Camera: non si esplica in un modo perfetto, perch\u00e9 a deliberare su determinate questioni \u00e8 chiamata una maggioranza che non \u00e8 a conoscenza delle questioni e che quindi non \u00e8 in grado di giudicarne obiettivamente; ma voler riparare a questo inconveniente con un\u2019Assemblea in cui fossero rappresentate in modo organico tutte le categorie degli interessi, vorrebbe dire peggiorare la situazione, perch\u00e9 il numero di coloro che sarebbero competenti in un ramo di attivit\u00e0 e incompetenti per tutto il resto aumenterebbe.<\/p><p>A suo parere, il problema deve esser risolto separando le due funzioni: limitando, cio\u00e8, i compiti dell\u2019amministrazione dello Stato e demandando la risoluzione dei problemi di carattere particolare alle regioni. In ogni modo, si dovr\u00e0 tener presente che con tutta probabilit\u00e0 in futuro si avranno formazioni politiche assai pi\u00f9 complesse di quelle odierne, perch\u00e9 i partiti come oggi sono costituiti non avranno pi\u00f9 forse quella importanza che godono oggi e prevarranno i sindacati, limitando il campo di azione delle organizzazioni di partito. Gli interessi particolari organizzati nei sindacati sono destinati fatalmente a conquistare posizioni di monopolio, a tentare cio\u00e8 la conquista di condizioni particolarmente favorevoli di privilegio. Allora si potrebbe avere una seconda Camera che cercasse in ogni modo di far prevalere gli interessi particolari su quelli nazionali rappresentati nella prima, sovrapponendosi a questa. Perci\u00f2 occorre che siano bene delineati i poteri della seconda Camera: essa potr\u00e0 essere anche un organo ristretto purch\u00e9 sia di qualit\u00e0, se cos\u00ec si vuol dire, superiore. Dovrebbero pertanto essere fissati alcuni requisiti necessari per poter fare parte del Senato; per esempio: avere gi\u00e0 esercitato funzioni amministrative o politiche, aver ricoperto la carica di consigliere comunale, deputato regionale o magari di deputato alla Camera. Ci\u00f2 servirebbe ad eliminare elementi pi\u00f9 scadenti. In tal modo, la seconda Camera acquisterebbe quel prestigio e quella autorit\u00e0 senza di cui non potrebbe svolgere i compiti che le saranno affidati. Termina associandosi alle considerazioni fatte dall\u2019onorevole Einaudi nella seconda parte del suo discorso.<\/p><p>AMBROSINI osserva che la discussione \u00e8 stata riportata sul campo dei supremi princip\u00ee. Ha gi\u00e0 in una precedente riunione esposto chiaramente il suo pensiero. Si limiter\u00e0 quindi a fare qualche osservazione in merito al problema in esame.<\/p><p>Gli sembra innanzitutto che possa sorgere un grave equivoco dalla contrapposizione, che da alcuni viene fatta, tra rappresentanza politica e rappresentanze degli interessi. A tal proposito sar\u00e0 bene precisare che, quando si parla di rappresentanza degli interessi, non \u00e8 soltanto implicito il concetto di rappresentanza degli interessi morali e materiali, ma anche quello di rappresentanza politica; perch\u00e9 non \u00e8 vero che vi sia una contrapposizione tra le due espressioni. In sostanza, la rappresentanza degli interessi \u00e8 una rappresentanza generale e politica, pur essendo diversa, quanto all\u2019origine e al modo di attuazione, da quella sorta con la Rivoluzione francese e comunemente detta rappresentanza nazionale.<\/p><p>Difatti, nella rappresentanza nazionale i problemi sono considerati dal punto di vista ideologico, politico e prospettati in sintesi; nella rappresentanza degli interessi invece ogni questione viene esaminata inizialmente da un punto di vista pi\u00f9 preciso, particolaristico, analitico, per poi naturalmente passare alla sintesi.<\/p><p>Se pertanto si arrivasse a considerare la rappresentanza degli interessi secondo il punto di vista sopra accennato, vale a dire come rappresentanza di funzioni sociali, di attivit\u00e0 lavorative e quindi di interessi esprimenti effettivamente le forze vive della societ\u00e0, forse ogni equivoco verrebbe subitamente a cessare.<\/p><p>N\u00e9 \u00e8 a pensare, come osservava l\u2019onorevole Zuccarini, che un tal genere di rappresentanza possa essere contrapposto a quello della prima Camera, visto che non si tratta di contrapposizione, bens\u00ec di integrazione di rappresentanza. E non \u00e8 neppur da temere che, con una predeterminazione delle categorie, si immobilizzerebbe e si cristallizzerebbe, come \u00e8 stato detto, la realt\u00e0 sociale, perch\u00e9 nulla vieta che tale predeterminazione e la conseguente ripartizione dei seggi fra le varie categorie possano essere mutate in seguito. Nessuno pu\u00f2 pensare che la decisione che oggi si prendesse in proposito dovrebbe vincolare in avvenire il legislatore, specie per quanto si riferisce alle modalit\u00e0 di applicazione del principio.<\/p><p>Il sistema della rappresentanza delle categorie della produzione, della cultura e delle attivit\u00e0 lavorative in genere non contrasta col principio della rappresentanza popolare della prima Camera, ma lo integra. Per altro va rilevato che non tutti i seggi della seconda Camera andrebbero assegnati ai rappresentanti delle categorie di cui si discute, ma solo una parte; cosicch\u00e9 non \u00e8 a temere che tali rappresentanti potrebbero trovarsi in condizione d\u2019imporre la loro volont\u00e0. N\u00e9 si dimentichi che una piccola aliquota di membri della seconda Camera dovrebbe essere nominata dal Capo dello Stato, oltre che per le ragioni gi\u00e0 esposte da lui e dall\u2019onorevole Einaudi, anche per non correre il rischio di non avere come rappresentanti n\u00e9 al Senato n\u00e9 alla Camera alcuni uomini di eminente ingegno ma alieni dalle lotte politiche.<\/p><p>\u00c8 appunto questa forma di composizione mista della seconda Camera che impedirebbe il sorgere degli inconvenienti accennati dallo onorevole Zuccarini.<\/p><p>(<em>La riunione, sospesa alle 10.20, \u00e8 ripresa alle 10.50<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>LUSSU ricorda che nella discussione svoltasi quando si tratt\u00f2 di decidere se adottare o no il sistema bicamerale, egli dichiar\u00f2 che considerava la seconda Camera come un\u2019Assemblea che rappresentasse esclusivamente le regioni e ci\u00f2 in relazione alla riforma dell\u2019ordinamento dello Stato, basata sulla creazione degli enti regionali.<\/p><p>Personalmente dichiara di ritenere l\u2019autonomia regionale una necessit\u00e0 imprescindibile per il Paese. Soltanto con un ordinamento autonomo regionale sar\u00e0 possibile abbattere il prepotere della burocrazia centralizzata e richiamare le energie della periferia ad una maggiore partecipazione alla vita dello Stato. L\u2019Ente regionale costituir\u00e0 uno dei mezzi pi\u00f9 idonei per dare al Mezzogiorno, che finora \u00e8 rimasto quasi assente dalla vita italiana, un maggior senso di responsabilit\u00e0 e di iniziativa.<\/p><p>Non si nasconde per\u00f2 il pericolo che l\u2019Ente regione possa, non gi\u00e0 disgregare (il che gli sembra impossibile, malgrado qualche esempio in contrario) ma sminuire quella unit\u00e0 nazionale che \u00e8 l\u2019essenza della nostra rinascita. Ritiene quindi che la seconda Camera, concepita come espressione dell\u2019Ente regione, sia veramente necessaria come integrazione dell\u2019autonomia regionale, come superamento del particolare per giungere al generale, allo unitario.<\/p><p>Quindi il problema della composizione della seconda Camera \u00e8 quello dell\u2019istituzione dell\u2019Ente regione sono strettamente legati fra loro.<\/p><p>Raccogliendo e sviluppando il concetto dell\u2019onorevole Ambrosini, conferma che la prima Camera \u00e8 la rappresentanza politica di tutti gli interessi e soggiunge che se a queste forze vive, rappresentanti tutti gli interessi, saranno aggiunte altre forze vive, rappresentanti gli interessi della regione, si avranno due Assemblee perfettamente esprimenti il superiore interesse nazionale.<\/p><p>Ci\u00f2 che lo preoccupa \u00e8 per\u00f2 il proposito nutrito da alcuni di costituire una seconda Camera da contrapporsi come freno al potere sovrano della prima. Qualcuno va forse col pensiero al Senato francese e, senza averne forse coscienza, \u00e8 animato da propositi conservatori. Ricorda che il Senato in Francia \u00e8 sorto in seguito ad un compromesso tra repubblicani e monarchici, per contrapporre alla prima Camera, che poteva avere un\u2019influenza prevalentemente repubblicana e indirizzi troppo democratici, una seconda in cui gli interessi conservatori fossero in un certo senso garantiti.<\/p><p>La tendenza a fare del Senato un organo conservatore potrebbe anche accentuarsi, se fosse accolto il principio della rappresentanza organica istituzionale, accennata dall\u2019onorevole Mortati. Ora, in nessuno dei moderni Stati democratici esiste una seconda Camera basata sulla rappresentanza istituzionale delle categorie; non in America, non in Inghilterra, non in Francia e nemmeno in Russia, per quanto la Russia sia uno stato fortemente autoritario, ove i problemi sociali sono infinitamente pi\u00f9 accentuati che in qualsiasi altra democrazia. La Russia \u00e8 il paese in cui pi\u00f9 che in ogni altro avrebbe potuto affermarsi la concezione di un\u2019Assemblea intesa come espressione degli interessi delle grandi categorie (metallurgici, meccanici, agrari, ecc.), e invece anche in Russia questo sistema \u00e8 stato scartato. Qualche cosa di analogo si \u00e8 avuto soltanto in paesi fascisti (Spagna e Portogallo) e nelle pi\u00f9 arretrate democrazie balcaniche. Ci\u00f2 vuol dire che nella rappresentanza per categorie c\u2019\u00e8 qualche cosa di non buono, che giustifica il timore che in un organo cos\u00ec costituito possano essere favorite e rafforzate le correnti conservatrici.<\/p><p>Ricorda che l\u2019Olivetti ha scritto un libro interessante sulle autonomie regionali, in cui si auspica un\u2019organizzazione interna delle autonomie, secondo una concezione che potrebbe costituire un ponte di passaggio tra il suo punto di vista personale e quello dell\u2019onorevole Mortati relativamente alla Costituzione del Senato. Ma ci\u00f2 che gli preme di affermare \u00e8 che occorre assolutamente evitare una formazione del Senato fondata su criteri arbitrari.<\/p><p>Riconosce il rispetto che la civilt\u00e0 deve all\u2019alta cultura: ma come uomo politico non pu\u00f2 ammettere che il Rettore di un\u2019Universit\u00e0 solo per questo titolo debba avere il diritto di sedere nella seconda Camera. Parimenti non concepisce il diritto di un sindacato ad avere la sua rappresentanza nella seconda Camera: esso avr\u00e0 i suoi rappresentanti nella Camera dei deputati e saranno uomini politici, anche perch\u00e9 non si pu\u00f2 immaginare che i rappresentanti di un sindacato alla seconda Camera si possano spogliare della loro veste politica per rivestire soltanto quella di rappresentanti tecnici. Non si pu\u00f2, insomma, non sentire un profondo disagio di fronte all\u2019idea di adottare per la seconda Camera una rappresentanza per categorie, sistema complesso, pesante e, ci\u00f2 che \u00e8 pi\u00f9 grave, arbitrario, come ha riconosciuto lo stesso onorevole Mortati. Costituisce appunto un caso di arbitrariet\u00e0 la norma della vecchia Costituzione russa, ormai superata, per cui gli operai avevano un rappresentante per ogni venticinquemila elettori, mentre i contadini ne avevano uno ogni centoventicinquemila. Il popolo russo, che per settecento anni aveva avuto soltanto dittatori, rovesciato un regime odioso, spezzate le vecchie forme dell\u2019organizzazione politica e sociale, per salvare il paese dall\u2019anarchia e dal caos e attuare il suo programma (che d\u2019altronde \u00e8 quello che ha portato la Russia alla vittoria), era costretto a valersi di alcuni sistemi arbitrari; ma questi non possono trovare applicazione in un Paese come il nostro, in cui sono stati sempre vivi il culto della libert\u00e0 e un profondo senso democratico.<\/p><p>LACONI osserva che la discussione odierna risente del fatto che non \u00e8 stata decisa inizialmente la funzione delle due Camere ed in special modo quella del Senato. Se la seconda Camera non deve esercitare una funzione di freno, di correttivo, non pu\u00f2 rimanerle che una funzione integrativa delle funzioni esercitate dalla prima. Ci\u00f2 implica che la seconda Camera non potr\u00e0 trovarsi nello stesso piano della prima, ed infatti in tutte le Costituzioni democratiche essa ha sempre poteri pi\u00f9 o meno subordinati a quelli attribuiti all\u2019altra. Ci\u00f2 non significa che si voglia fare del Senato un organo inutile e soltanto decorativo: esso dovr\u00e0 avere le sue precise funzioni anche se in un certo senso limitate (l\u2019esame dei bilanci dovrebbe essere affidato alla prima Camera, come storicamente \u00e8 sempre stato ed \u00e8 in tutti i Paesi democratici e nella stessa Inghilterra), dovr\u00e0 intervenire in materia di legislazione ordinaria con cautele previste dalle principali Costituzioni democratiche moderne, e deliberare anche sull\u2019operato del Governo entro quei limiti che potranno essere in seguito determinati.<\/p><p>Affinch\u00e9 la seconda Camera possa esercitare funzioni cos\u00ec importanti, anche se in un certo senso limitate rispetto a quelle della prima, si rende quanto mai necessario che essa sia costituita su base soltanto elettiva. Dissentendo da quanto ha osservato al riguardo l\u2019onorevole Einaudi, afferma che non si pu\u00f2 avere una buona Assemblea, se essa non \u00e8 composta in modo omogeneo, cio\u00e8 con rappresentanti tutti eletti e specificatamente qualificati a farne parte. Non si pu\u00f2 quindi ammettere che nella seconda Camera siano per una met\u00e0 od un terzo rappresentati gli interessi economici e per la restante parte quelli regionali, e per di pi\u00f9 che possa esservi un certo numero di membri nominati dal Capo dello Stato.<\/p><p>La domanda che si pone \u00e8 se si vuole avere nella seconda Camera una rappresentanza degli interessi economici e morali, che hanno indubbiamente una parte rilevante nella vita della nazione, oppure si vuol dare una rappresentanza agli interessi particolari, territorialmente raffigurati. La prima soluzione gli sembra inutile, in quanto esiste una prima Camera: difatti nella vita di un Paese democratico non si pu\u00f2 tener conto degli interessi economici e morali se non da un punto di vista squisitamente politico. Sono appunto i partiti rappresentati nella prima Camera ad esprimere le esigenze della Nazione sul piano politico. Quanto agli interessi non ancora delineati e che ancora si trovano, per cos\u00ec dire, allo stato bruto e iniziale, \u00e8 da escludere per essi ogni diritto ad essere rappresentati.<\/p><p>Non ritiene sia ora il caso di parlare nella soluzione prospettata dall\u2019onorevole Mortati di una rappresentanza cio\u00e8 delle categorie nell\u2019ambito delle regioni. Pensa che sia opportuno rinviare l\u2019esame della questione a quando si discuter\u00e0 sull\u2019ordinamento da darsi alle regioni stesse: si vedr\u00e0 allora in base a quali criteri dovranno essere costituite le Assemblee regionali. Nella seduta odierna invece sar\u00e0 bene deliberare soltanto sui seguenti due punti: se la seconda Camera dovr\u00e0 essere la rappresentanza diretta ed immediata degli interessi economici o di tutti gli interessi delle regioni. Alla prima soluzione ostano difficolt\u00e0 insormontabili di ordine pratico, poich\u00e9 sarebbe in verit\u00e0 assai arduo determinare una rappresentanza proporzionale degli interessi, data la schiacciante prevalenza, ad esempio, delle categorie agricole contadine su quelle industriali o padronali. D\u2019altra parte sarebbe anche assai arduo e nello stesso tempo assurdo, ricorrere a soluzioni estreme nel senso opposto. Ad ogni modo, adottare la rappresentanza proporzionale o paritetica delle diverse categorie, equivarrebbe ad adottare il sistema del voto plurimo, che non pu\u00f2 essere preso in considerazione perch\u00e9 assolutamente antidemocratico. Crede inutile riferirsi all\u2019esempio della Russia, perch\u00e9 la situazione politica dell\u2019Unione Sovietica, nell\u2019attuale periodo storico, non pu\u00f2 compararsi in alcun modo con la nostra.<\/p><p>Gli sembra esatta l\u2019affermazione dell\u2019onorevole Lussu che la creazione della seconda Camera su base regionale eviter\u00e0 il pericolo insito in ogni Costituzione regionalistica dello Stato. Questo pericolo esiste e sar\u00e0 tanto pi\u00f9 grave quanto pi\u00f9 ampi saranno i poteri deliberativi attribuiti alle Assemblee regionali. Quando manca la possibilit\u00e0 di accedere ad un\u2019Assemblea pi\u00f9 vasta o soltanto di farsi sentire in qualche modo e sentire anche la voce degli altri, \u00e8 istintivo il chiudersi in una visione particolaristica o, peggio ancora, separatistica dei propri interessi e delle proprie esigenze. \u00c8 quanto appunto ha veduto accadere nella Consulta regionale sarda. Ritiene quindi che la costituzione di una seconda Camera su base regionale possa essere una garanzia dell\u2019unit\u00e0 dello Stato italiano.<\/p><p>Conclude dichiarandosi favorevole ad una seconda Camera che rappresenti in maniera uniforme gli interessi della regione, con esclusione di membri designati da parte del Capo dello Stato, e che sia quindi emanazione diretta del popolo, non gi\u00e0 degli interessi economici gi\u00e0 sufficientemente rappresentati nella Camera dei deputati.<\/p><p>LEONE GIOVANNI \u00e8 d\u2019accordo con l\u2019onorevole Laconi sulla pregiudiziale che sarebbe stato pi\u00f9 opportuno stabilire prima l\u2019ambito dei poteri della seconda Camera e poi decidere sulla sua composizione. Dissente invece da lui sulla sostanza, in quanto ritiene che la seconda Camera debba avere poteri eguali alla prima. Osserva per altro che quando l\u2019onorevole Laconi sosteneva che la seconda Camera doveva essere integrativa della prima e aggiungeva che essa doveva rappresentare gli stessi interessi economici e morali rappresentati nella Camera dei deputati, poneva, senza avvedersene, le premesse della parit\u00e0 tra l\u2019una e l\u2019altra Assemblea.<\/p><p>A suo avviso, \u00e8 di fondamentale importanza il principio della parit\u00e0 tra Senato e Camera, ed occorrer\u00e0 su questo prendere una chiara decisione nel senso appunto che la seconda Camera nella funzione legislativa, nel controllo sull\u2019azione governativa e nelle elezioni del Capo dello Stato deve avere situazione eguale a quella della prima.<\/p><p>CONTI, <em>Relatore<\/em>, osserva che la prima Camera \u00e8 composta quasi esclusivamente da rappresentanti di partiti. In essa v\u2019\u00e8 un conflitto permanente di ideologie, di interessi, di punti di vista, i pi\u00f9 diversi fra loro. Si pu\u00f2 dire anzi che nella prima Camera i partiti rappresentano non solo le ideologie, ma anche le opinioni e i princip\u00ee popolari che animano la loro azione. In ogni modo, se si affermasse che nella prima Camera sia rappresentato tutto il popolo nella sua effettiva realt\u00e0, si direbbe cosa forse azzardata o per lo meno non esatta.<\/p><p>Mette in rilievo il fatto che l\u2019opera del legislatore oggi \u00e8 diventata assai difficile proprio per questo scontro di ideologie fra i diversi partiti nell\u2019Assemblea legislativa.<\/p><p>Ha sentito dire che la seconda Camera dovrebbe avere una funzione integrativa della prima. Non sa se con tale espressione si voglia intendere che la seconda Camera dovrebbe avere il compito di migliorare l\u2019opera svolta dalla prima: a suo avviso questa e non altra dovrebbe essere la funzione della seconda Camera.<\/p><p>Essa dovrebbe essere costituita quasi esclusivamente su base regionale; il che non toglie che altre forze vi potrebbero accedere, secondo quanto egli stesso ha proposto nel suo progetto. E, poich\u00e9 ogni legge \u00e8 sempre il frutto di un concorso di interessi e di opinioni, quanto maggiore sar\u00e0 il numero di coloro che contribuiranno alla formazione delle leggi, tanto migliori queste potranno essere.<\/p><p>Dichiara che se fossero messe in votazione la proposta dell\u2019onorevole Mortati per una rappresentanza d\u2019interessi materiali e morali e quella dell\u2019onorevole Lussu per una rappresentanza esclusivamente ragionale, voterebbe per la seconda, perch\u00e9 la prima non lo persuade, in quanto la cosiddetta rappresentanza organica o degli interessi, a suo avviso, non rappresenta nulla; \u00e8 un\u2019illusione, una finzione.<\/p><p>Qualcuno ha messo in dubbio l\u2019opportunit\u00e0 che nella seconda Camera la rappresentanza su base regionale sia completata dall\u2019intervento di uomini di indiscussa autorit\u00e0 e cultura. Osserva che \u00e8 facile fare dell\u2019ironia al riguardo, ma la verit\u00e0 \u00e8 che \u00e8 sempre assai utile in un\u2019Assemblea parlamentare la presenza di uomini particolarmente preparati alla trattazione di determinati problemi spesso di grandissima importanza. I professori di Universit\u00e0 portano di solito nelle Assemblee un alto contributo di pensiero e di esperienza, ci\u00f2 che \u00e8 dimostrato dal particolare interesse con cui sono ascoltati anche in queste riunioni della Sottocommissione. Il contributo degli uomini di cultura alla risoluzione di vari problemi non deve essere trascurato nei consessi che si propongono di fare buone leggi, e non di trasformarsi in comizi, come talvolta \u00e8 purtroppo accaduto per le sedute plenarie della Costituente. Del pari \u00e8 desiderabile che in questi consessi non manchino i rappresentanti di altre categorie, ad esempio quelli della classe lavoratrice e dei sindacati, i quali potranno evitare decisioni avventate o errate su problemi particolari attinenti al lavoro, sui quali essi hanno una specifica competenza. Nell\u2019opera legislativa tutti possono e debbono concorrere a seconda della propria capacit\u00e0, esperienza e cultura. Queste le ragioni per cui ritiene che, nella composizione della seconda Camera, alla rappresentanza regionale debba essere associata anche quella di date categorie, non per\u00f2 cooperativizzate, come vorrebbe l\u2019onorevole Mortati, perch\u00e9 ci\u00f2 implicherebbe il ritorno al sistema dei cittadini incasellati nelle organizzazioni secondo i princip\u00ee del corporativismo.<\/p><p>Quanto alla parit\u00e0 delle funzioni della Camera e del Senato essa, a suo avviso, deve essere senz\u2019altro riconosciuta, perch\u00e9 la seconda Camera, se non avesse la possibilit\u00e0 di affermare le proprie decisioni nei confronti della prima, non avrebbe ragione di essere. Insiste quindi sull\u2019opportunit\u00e0 di costituire la seconda Camera, come nel suo progetto, con una rappresentanza regionale, integrata da una rappresentanza di altre forze sociali e del mondo della cultura.<\/p><p>Su un punto solo pensa possa esservi qualche dubbio: se sia opportuno riservare al Presidente della Repubblica la nomina di qualche senatore, a vita o a tempo. Egli lo ritiene utile, per un limitato numero di posti da riservarsi a uomini di chiara fama, che in genere si mantengono estranei alle competizioni politiche, ma che potrebbero apportare all\u2019opera legislativa il contributo della loro cultura ed esperienza. Ricorda al riguardo Augusto Murri che non fu mai nominato senatore e che pure avrebbe onorato della sua presenza il Senato, come uno dei pi\u00f9 alti rappresentanti della scienza e del pensiero.<\/p><p>VANONI, poich\u00e9 da alcuni oratori, discutendosi il problema delle funzioni della seconda Camera, si \u00e8 detto che una qualsiasi composizione della seconda Camera che non fosse fondata su una forma di suffragio diretto, verrebbe a dare ad essa un carattere conservatore, osserva che questo \u00e8 un equivoco da chiarire, perch\u00e9, impostando in questo modo il problema, si sorvola sull\u2019attuale situazione politica e sociale italiana. Oggi il Paese sta tirando le somme di una rivoluzione politica e sociale che si \u00e8 venuta compiendo nell\u2019ultima generazione, e nello stesso tempo sta preparando le basi di un ulteriore progresso sociale. Quando si cercasse di costituire una seconda Camera, che avesse tra l\u2019altro la possibilit\u00e0 di assicurare una certa stabilit\u00e0 all\u2019attivit\u00e0 legislativa, non si farebbe un\u2019opera di conservazione o ricostituzione di determinate strutture sociali, che ormai sono da considerarsi superate, ma si farebbe un\u2019opera di conservazione di determinati valori politici, che sono stati conquistati a tanto duro prezzo e che quindi non bisogna perdere. Oggi si \u00e8 conquistata la Repubblica e si spera di conquistare un ordinamento costituzionale di libert\u00e0, e questo che \u00e8 stato conquistato bisogna conservarlo. Se domani la seconda Camera, tra i suoi diversi compiti, tra i quali quello di perfezionare la nostra legislazione, acquistasse attraverso una sua struttura la possibilit\u00e0 di conservare, contro qualsiasi oscillazione possibile di maggioranze nella prima Camera, questi valori fondamentali, egli sarebbe favorevole a tale struttura e con perfetta tranquillit\u00e0 di coscienza si dichiarerebbe conservatore.<\/p><p>Se si desse alla seconda Camera l\u2019identica composizione della prima, evidentemente non ci sarebbe pi\u00f9 una garanzia di difesa contro le possibili oscillazioni della prima. Sostanzialmente per queste ragioni crede che l\u2019onorevole Conti, nella sua passione di uomo che vuol difendere quello che ha contribuito a conquistare la Repubblica e la libert\u00e0 abbia redatto il suo progetto di costituzione della seconda Camera. E con la stessa passione i suoi amici di parte stanno cercando di chiarificare il problema della costituzione della seconda Camera, per far s\u00ec che essa possa difendere quei supremi valori politici e spirituali che si sono conquistati e che non bisogna perdere mai pi\u00f9.<\/p><p>La seduta termina alle 12.30.<\/p><p><em>Erano presenti:<\/em> Ambrosini, Bocconi, Bordon, Bozzi, Bulloni, Cappi, Castiglia, Codacci Pisanelli, Conti, De Michele, Di Giovanni, Einaudi, Fabbri, Farini, Fuschini, Grieco, Laconi, Lami Starnuti, La Rocca, Leone Giovanni, Lussu, Mannironi, Mortati, Nobile, Patricolo, Perassi, Piccioni, Porzio, Ravagnan, Rossi Paolo, Targetti, Terracini, Tosato, Liberti, Vanoni, Zuccarini.<\/p><p><em>Erano assenti:<\/em> Calamandrei, Finocchiaro Aprile. <\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Versione PDF ASSEMBLEA COSTITUENTE COMMISSIONE PER LA COSTITUZIONE SECONDA SOTTOCOMMISSIONE 20. RESOCONTO SOMMARIO DELLA SEDUTA DI MARTED\u00cc 24 SETTEMBRE 1946 PRESIDENZA DEL PRESIDENTE TERRACINI INDICE Organizzazione costituzionale dello Stato (Seguito della discussione) Presidente \u2013 Fabbri \u2013 Nobile \u2013 Perassi \u2013 Mortati, Relatore \u2013 Ambrosini \u2013 Einaudi \u2013 Zuccarini \u2013 Lussu \u2013 Laconi \u2013 Leone Giovanni [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_relevanssi_hide_post":"","_relevanssi_hide_content":"","_relevanssi_pin_for_all":"","_relevanssi_pin_keywords":"","_relevanssi_unpin_keywords":"","_relevanssi_related_keywords":"","_relevanssi_related_include_ids":"","_relevanssi_related_exclude_ids":"","_relevanssi_related_no_append":"","_relevanssi_related_not_related":"","_relevanssi_related_posts":"595,1646,574,2017,2364,1942","_relevanssi_noindex_reason":"","_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[97,70],"tags":[],"post_folder":[122],"class_list":["post-5188","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-1946-09ss","category-seconda-sottocommissione"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5188","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=5188"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5188\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":7819,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5188\/revisions\/7819"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=5188"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=5188"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=5188"},{"taxonomy":"post_folder","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fpost_folder&post=5188"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}