{"id":5176,"date":"2023-10-15T23:05:06","date_gmt":"2023-10-15T21:05:06","guid":{"rendered":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=5176"},"modified":"2023-10-23T13:25:52","modified_gmt":"2023-10-23T11:25:52","slug":"venerdi-13-settembre-1946","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=5176","title":{"rendered":"VENERD\u00cc 13 SETTEMBRE 1946"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"5176\" class=\"elementor elementor-5176\" data-elementor-post-type=\"post\">\n\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-e99948b elementor-section-full_width elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"e99948b\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-b2f701e\" data-id=\"b2f701e\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-dac8790 elementor-align-right elementor-widget elementor-widget-button\" data-id=\"dac8790\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"button.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-button-wrapper\">\n\t\t\t\t\t<a class=\"elementor-button elementor-button-link elementor-size-sm\" href=\"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/19460913sed014ss.pdf\" target=\"_blank\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-content-wrapper\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-icon\">\n\t\t\t\t<i aria-hidden=\"true\" class=\"icon icon-view\"><\/i>\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-text\">Versione PDF<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-6c5b340 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"6c5b340\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p>ASSEMBLEA COSTITUENTE<\/p><p>COMMISSIONE PER LA COSTITUZIONE<\/p><p>SECONDA SOTTOCOMMISSIONE<\/p><p>14.<\/p><p>RESOCONTO SOMMARIO<\/p><p>DELLA SEDUTA DI VENERD\u00cc 13 SETTEMBRE 1946<\/p><p>PRESIDENZA DEL PRESIDENTE TERRACINI<\/p><p><strong>INDICE<\/strong><\/p><p>Organizzazione costituzionale dello Stato (<em>Seguito della discussione<\/em>)<\/p><p>Presidente \u2013 Zuccarini \u2013 Ambrosini \u2013 La Rocca \u2013 Piccioni \u2013 Mannironi \u2013 Lussu \u2013 Di Giovanni \u2013 Castiglia \u2013 Einaudi \u2013 Bordon \u2013 Porzio \u2013 Tosato \u2013 Nobile \u2013 Rossi Paolo \u2013 Targetti \u2013 Cappi \u2013 Patricolo \u2013 Conti, <em>Relatore \u2013 <\/em>Fabbri \u2013 Bozzi.<\/p><p>La seduta comincia alle 11.<\/p><p>Seguito della discussione sull\u2019organizzazione costituzionale dello Stato.<\/p><p>PRESIDENTE d\u00e0 lettura della seguente mozione presentata dagli onorevoli Mortati, Piccioni, Fuschini, Tosato, Ambrosini, Zuccarini e Cappi:<\/p><p>\u00abI sottoscritti, considerato che, in conseguenza della deliberazione presa dalla seconda Sottocommissione, di dare al nuovo Stato una struttura decentrata, si rende necessario predisporre fino ad ora le ricerche necessarie ad adeguare le decisioni che saranno prese sia dalla Costituente, sia dal futuro legislatore nella materia dell\u2019ordinamento degli enti locali, alle situazioni concrete di questi; che tali ricerche non possono essere affidate ad organi burocratici, nei quali \u00e8 da presumere un interesse al mantenimento in vita dell\u2019attuale accentramento, rilevatosi cos\u00ec dannoso per un sano sviluppo del Paese;<\/p><p>che analoghe indagini si rendono necessarie in relazione ad una probabile partecipazione delle categorie professionali alla formazione di una delle due Camere legislative, onde determinare sia la consistenza e sia la ripartizione territoriale degli appartenenti alle categorie medesime;<\/p><p>chiedono<\/p><p>che la seconda Sottocommissione deliberi intorno alle misure idonee al conseguimento dello scopo enunciato\u00bb.<\/p><p>\u00a0<\/p><p>\u00c8 del parere che la seconda Sottocommissione non solo non sia competente a deliberare intorno alle misure idonee al raggiungimento dello scopo che l\u2019ordine del giorno si propone, ma nemmeno ad esaminare il problema. Circa poi la prima enunciazione dell\u2019ordine del giorno in questione, ricorda che la Presidenza della Commissione ha gi\u00e0 incaricato alcuni esperti del Ministero dell\u2019interno e dell\u2019ex Ministero della Costituente di compiere delle ricerche sopra gli aspetti finanziari ed economici del problema, allo scopo di preparare il materiale necessario. Quanto al contenuto della seconda enunciazione, gli sembra che esso esorbiti dall\u2019ambito dell\u2019esame della Sottocommissione, nonch\u00e9 da quei compiti che essa potrebbe giustificatamente arrogarsi.<\/p><p>ZUCCARINI si duole che non sia presente l\u2019onorevole Mortati, che pi\u00f9 compiutamente avrebbe potuto illustrare il problema in esame. In ogni modo dichiara che uno dei motivi che hanno spinto i firmatari della mozione a presentarla \u00e8 stato quello di stabilire che per i lavori e le indagini sul problema del futuro decentramento dello Stato non siano demandati incarichi ad organi burocratici. Ricorda che nel passato tutte le riforme dell\u2019amministrazione statale si sono arenate, soprattutto perch\u00e9 ne fu affidato lo studio alla burocrazia. Qualche cosa in questo campo gi\u00e0 si \u00e8 cominciato a fare: si tratta per\u00f2 di programmi e di inchieste che non corrispondono allo scopo ed anzi se le decisioni della Sottocommissione dovessero essere subordinate ai programmi finora formulati, occorrerebbero quattro o cinque anni di lavoro prima di poter risolvere il problema in esame. Ci\u00f2 praticamente vorrebbe dire che il problema non sarebbe mai risolto. Con la mozione presentata si \u00e8 voluto manifestare il desiderio che i lavori della Sottocommissione per quanto concerne le autonomie locali non siano intralciati dalle interferenze della burocrazia. Dovr\u00e0 essere quindi la Sottocommissione ad indicare quali siano le ricerche da compiere e fissare il momento in cui sar\u00e0 opportuno che esse vengano effettuate. Questo da parte sua \u00e8 il significato dell\u2019ordine del giorno presentato, ma non pu\u00f2 dire se l\u2019onorevole Mortati con esso si sia proposto scopi pi\u00f9 ampi.<\/p><p>AMBROSINI dichiara che ha firmato l\u2019ordine del giorno perch\u00e9 ne condivide con gli altri firmatari il contenuto, ma che aveva espresso all\u2019onorevole Mortati il desiderio di attenuare alcune espressioni relativamente alla burocrazia.<\/p><p>LA ROCCA crede che tutti i membri della Sottocommissione siano d\u2019accordo sulla necessit\u00e0 di alleggerire l\u2019organismo dello Stato di pesi inutili. \u00c8 necessario per\u00f2 fare una questione di competenza, di opportunit\u00e0 e di possibilit\u00e0. La Commissione in sostanza \u00e8 chiamata a dare direttive generali per fissare i lineamenti della nuova struttura statale e non pu\u00f2 quindi uscire da questo ambito per entrare nei particolari che potranno invece essere meglio esaminati al momento opportuno dagli organi competenti. Tali organi potranno essere o l\u2019Assemblea Costituente o la futura Assemblea legislativa.<\/p><p>PICCIONI \u00e8 del parere che la questione debba essere posta nei seguenti termini: la Sottocommissione \u00e8 incaricata non solo di studiare ma di definire, nella fase di sua spettanza, il nuovo ordinamento amministrativo e politico dello Stato. Come si \u00e8 visto, attraverso le discussioni che finora si sono svolte, in questa materia si inserisce tutta la parte che riguarda le autonomie locali e il decentramento amministrativo dello Stato. Su questi problemi la Sottocommissione non \u00e8 chiamata soltanto a fissare le direttive generali, ma in un secondo momento, che si augura il pi\u00f9 prossimo possibile, deve anche passare alla fase normativa del nuovo ordinamento. Per arrivare alla stesura di un progetto concreto, la Sottocommissione pu\u00f2 avere quindi bisogno anche di accertamenti su fatti particolari, che devono essere predisposti e raccolti secondo le sue indicazioni e sotto il suo controllo. Sarebbe inutile affidare alla Sottocommissione il compito di redigere un progetto di questo genere, quando il relativo materiale fosse raccolto dietro iniziativa di altri organi e secondo direttive e criteri diversi. A questa eventuale sfasatura si \u00e8 voluto porre riparo per tempo con la mozione in discussione, affinch\u00e9 non si crei una cristallizzazione nella raccolta del materiale che direttamente o indirettamente potr\u00e0 interferire nelle decisioni nel campo dell\u2019ordinamento degli enti locali.<\/p><p>Poich\u00e9 non \u00e8 presente l\u2019onorevole Mortati, primo firmatario della mozione, ritiene opportuno proporre di rinviare la discussione di questa alla prossima riunione, affinch\u00e9 l\u2019onorevole Mortati possa illustrare tutti gli altri aspetti del problema in esame.<\/p><p>PRESIDENTE pone in votazione la proposta di rinvio.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvata<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>MANNIRONI crede che, prima di procedere oltre nella discussione, si debba decidere sulla questione se nel progetto della nuova Costituzione si debba affermare il principio della rappresentanza proporzionale.<\/p><p>PRESIDENTE condivide il punto di vista espresso dall\u2019onorevole Mannironi.<\/p><p>LUSSU ritiene che la determinazione di un sistema elettorale non possa essere fatta nel testo di una Costituzione, ma debba esser rimessa alla legge elettorale. Una Costituzione non pu\u00f2 contenere particolarit\u00e0 tecniche, ma solo princip\u00ee generali; altrimenti non potrebbe avere, come \u00e8 necessario, quel carattere permanente, quasi secolare, che costituisce la sua ragione di essere. Di solito l\u2019adozione di un sistema elettorale avviene con un\u2019apposita legge che, a differenza dei princip\u00ee fondamentali di una Costituzione, non ha carattere di permanenza. Ogni legge elettorale ha infatti un carattere fluttuante e pu\u00f2 essere modificata anche dopo poco tempo dalla sua entrata in vigore. Quindi, il voler includere nella Costituzione il principio di un dato sistema elettorale, che pu\u00f2 essere mutato, \u00e8 un fatto che contrasta con la caratteristica essenziale della Costituzione che \u00e8 appunto, o almeno dovrebbe essere, la perennit\u00e0 dei suoi princip\u00ee.<\/p><p>MANNIRONI non \u00e8 d\u2019accordo con l\u2019onorevole Lussu. Pur riconoscendo che una Costituzione non pu\u00f2 contenere norme troppo dettagliate e tecniche come una legge elettorale, crede che la Sottocommissione abbia gi\u00e0 manifestato un avviso contrario a quello espresso dall\u2019onorevole Lussu, nel senso di riconoscere la necessit\u00e0 di affermare nella Costituzione il principio del sistema elettorale che dovrebbe essere tenuto presente in seguito dalla Assemblea Costituente, quando studier\u00e0 e approver\u00e0 la futura legge elettorale. La Sottocommissione ha gi\u00e0 deciso per quanto riguarda l\u2019et\u00e0 minima necessaria perch\u00e9 un cittadino abbia diritto al voto e non si capisce perch\u00e9 non possa anche fare un\u2019affermazione solenne per consacrare il principio del sistema proporzionale che pu\u00f2 essere considerato come una delle conquiste pi\u00f9 importanti delle democrazie moderne. In molte Costituzioni di Stati democratici moderni questo principio \u00e8 stato gi\u00e0 affermato. Se da un lato si riconosce che il sistema proporzionale \u00e8 il migliore, non comprende perch\u00e9 non si debba consacrarlo in un articolo della Costituzione.<\/p><p>DI GIOVANNI dichiara, interpretando anche il pensiero di alcuni componenti la Sottocommissione, di essere d\u2019accordo con l\u2019onorevole Lussu nel senso di rinviare la questione alla legge elettorale.<\/p><p>CASTIGLIA aderisce al concetto espresso dall\u2019onorevole Lussu. La Costituzione deve essere qualche cosa di definitivo, mentre il sistema elettorale pu\u00f2 essere fluttuante. Crede perci\u00f2 che si debba rinviare alla legge elettorale la determinazione del sistema che si vorr\u00e0 adottare, lasciando impregiudicata la questione in sede di Costituzione.<\/p><p>EINAUDI dichiara di condividere il concetto espresso dall\u2019onorevole Lussu, non solo perch\u00e9 si tratta di questione importante sulla quale le opinioni possono essere discordi, ma anche perch\u00e9, se venisse inserito nella Costituzione il principio della rappresentanza proporzionale, in sostanza si verrebbe ad inserire qualche cosa che non ha grande significato. Il principio che si diventa elettori alla maggiore et\u00e0 \u00e8 un concetto preciso, di cui si conosce la portata esatta: ma quando invece nella Costituzione si affermasse che il sistema elettorale da adottare \u00e8 quello della proporzionale, si direbbe ben poco, perch\u00e9 l\u2019attuazione di tale principio sta tutta nei metodi adottati. Una cosa, ad esempio, \u00e8 la proporzionale regionale; altra \u00e8 la proporzionale nazionale o provinciale. A seconda che si adotti un sistema od un altro, varia il valore del principio della proporzionale. Questa \u00e8 la ragione fondamentale della sua adesione al concetto dell\u2019onorevole Lussu.<\/p><p>Poich\u00e9 ha sentito affermare che il sistema della proporzionale \u00e8 qualche cosa che quasi si identifica con la democrazia, manifesta il suo dissenso pi\u00f9 aperto su questo punto, in quanto il sistema proporzionale non vige in tutti i Paesi democratici; non vige infatti in Inghilterra, n\u00e9 negli Stati Uniti, che senza dubbio sono Paesi democratici. In questi Paesi, anzi, tutti i partiti sono d\u2019accordo nel ritenere che il sistema proporzionale sia da condannarsi, come assolutamente antidemocratico.<\/p><p>BORDON esprime l\u2019avviso che la sede non sia opportuna per trattare l\u2019argomento, in quanto la Costituzione non deve contenere che l\u2019affermazione di princip\u00ee generali.<\/p><p>Nel merito contesta che la proporzionale rappresenti un sistema maggiormente conforme allo spirito democratico. La Val d\u2019Aosta che egli rappresenta ha usato il sistema uninominale e non per questo la si pu\u00f2 accusare di scarso senso democratico.<\/p><p>ZUCCARINI osserva che il sistema proporzionale potr\u00e0 essere pi\u00f9 o meno perfetto, ma senza dubbio pi\u00f9 compiutamente del sistema maggioritario realizza la democrazia, che appunto si identifica con la pi\u00f9 esatta rappresentanza di tutte le correnti politiche nel governo del Paese.<\/p><p>Sostiene, perci\u00f2, che il principio della proporzionalit\u00e0 dovrebbe essere affermato nella Costituzione, salvo a stabilirne nella legge elettorale la forma di applicazione, secondo quel che sembrer\u00e0 pi\u00f9 opportuno.<\/p><p>PORZIO richiama l\u2019attenzione della Sottocommissione sul fatto che la materia da discutere \u00e8 ben altra che quella in esame, su cui ciascuno potr\u00e0 esprimere il proprio parere quando si tratter\u00e0 di elaborare la futura legge elettorale.<\/p><p>Aderisce pertanto incondizionatamente alle considerazioni dell\u2019onorevole Lussu, poich\u00e9 una Costituzione non pu\u00f2 avere che un carattere del tutto contingente. \u00c8 pacifico che le Costituzioni possono essere violate, ma ci\u00f2 appunto a cui si deve mirare \u00e8 che esse non lo siano soprattutto poco tempo dopo la loro entrata in vigore. A tale considerazione ne va aggiunta un\u2019altra, gi\u00e0 fatta dall\u2019onorevole Einaudi, che, cio\u00e8, di modi di applicazione della proporzionale ce ne sono molti, non escluso quello collegato col sistema uninominale.<\/p><p>Si rende conto del fatto che oggi la proporzionale \u00e8 di moda, ma fa rilevare che le Costituzioni pi\u00f9 tradizionali e meno mutevoli, quelle dell\u2019America e dell\u2019Inghilterra, hanno sempre evitato di farvi ricorso.<\/p><p>Un\u2019altra parola \u00e8 anche di moda: \u00abdemocrazia\u00bb. Senza dubbio la democrazia \u00e8 sovranit\u00e0 popolare, ma essa \u00e8 anche, e soprattutto, sentimento di umanit\u00e0 che finalmente deve penetrare nelle leggi, affinch\u00e9 ne sia possibile l\u2019attuazione nell\u2019interesse della collettivit\u00e0.<\/p><p>TOSATO trova che il problema in discussione \u00e8 assai delicato. Riconosce che la materia in questione dovrebbe costituire un elemento essenziale della Costituzione, perch\u00e9, se non altro da un punto di vista teorico, \u00e8 evidente che questa, a seconda che si adotter\u00e0 un sistema elettorale piuttosto che un altro, funzioner\u00e0 in un modo piuttosto che in un altro. L\u2019influenza del sistema elettorale sul funzionamento della Costituzione \u00e8 immediata. D\u2019altra parte osserva che la Costituzione non \u00e8 stata ancora redatta, non se ne conoscono ancora tutti gli elementi particolari, e quindi ancora non si \u00e8 in grado di misurare quale influenza essa potr\u00e0 subire dal sistema elettorale che sar\u00e0 adottato.<\/p><p>Ricorda che la legge del 16 marzo 1946 stabilisce che la legge elettorale \u00e8 in ogni caso materia di competenza dell\u2019Assemblea Costituente. Con questa norma evidentemente si mirava alla formazione di una Commissione speciale per la elaborazione della legge elettorale. Il problema dunque va posto in altro momento e in altra sede.<\/p><p>Gli sembrano molto convincenti le argomentazioni dell\u2019onorevole Einaudi: se nella Costituzione si vuole stabilire l\u2019applicazione di un determinato sistema elettorale piuttosto che un altro, non basta dire semplicemente che si vuole adottare quel tale sistema, perch\u00e9 ci sono diversi modi di metterlo in pratica.<\/p><p>DI GIOVANNI rileva che nella legge sull\u2019Assemblea Costituente sono stati affidati tre diversi compiti all\u2019Assemblea stessa: elaborazione della nuova Costituzione, discussione ed approvazione dei trattati di pace, redazione della legge elettorale. Quindi, anche nella legge sulla Costituente si \u00e8 voluto distinguere la materia elettorale della formulazione della nuova Costituzione. Anche per questo gli sembra che sia da rinviare ad altra sede l\u2019esame del problema del sistema elettorale.<\/p><p>LA ROCCA osserva che, da un punto di vista puramente politico, la proporzionale, nonostante tutti i suoi difetti, costituisce un\u2019ulteriore conquista della democrazia e, poich\u00e9 \u00e8 proponimento di tutti di elaborare una Costituzione eminentemente democratica, non si pu\u00f2 fare a meno di inserirvi l\u2019affermazione di un tale principio. Riconosce che la proporzionale ha innumerevoli variet\u00e0 nei modi di applicazione, ma nella Costituzione si tratter\u00e0 di affermare puramente e semplicemente il principio che la rappresentanza nazionale dovr\u00e0 essere espressa attraverso questo sistema, lasciando alla Commissione competente il compito di determinare il modo d\u2019applicazione.<\/p><p>PORZIO obbietta che non \u00e8 affatto certo che il sistema proporzionale rappresenti un passo avanti nel progresso della democrazia.<\/p><p>LA ROCCA replica che i vantaggi del sistema proporzionale sono stati provati dall\u2019esperienza. Difatti la proporzionale consente la rappresentanza pi\u00f9 o meno integrale di tutte le correnti politiche del Paese, il che con gli altri sistemi non \u00e8 possibile. Insiste pertanto sulla opportunit\u00e0 di sancire il principio della proporzionale nella Costituzione, affinch\u00e9, essendo la legge elettorale espressione di un organo puramente legislativo, non possa avvenire che in un vicino domani l\u2019Assemblea parlamentare annulli questo principio che rappresenta il risultato di anni di travaglio politico e di innumeri esperienze.<\/p><p>DI GIOVANNI dichiara di non essere contrario al principio del sistema proporzionale, ma soltanto al fatto che esso sia prescritto nella Costituzione.<\/p><p>NOBILE si associa alle osservazioni degli onorevoli La Rocca e Zuccarini ed insiste perch\u00e9 sia consacrato nella Costituzione il sistema della proporzionale che, anche a suo avviso, rappresenta una conquista della democrazia.<\/p><p>La preoccupazione dell\u2019onorevole Einaudi pu\u00f2 essere giusta, ma senza dubbio \u00e8 eccessiva; onde propone che si usi una formula approssimativamente del seguente tenore: \u00abIl sistema \u00e8 quello proporzionale, applicato secondo i metodi che saranno indicati dalla legge elettorale\u00bb.<\/p><p>AMBROSINI fa presente che, qualora la Sottocommissione decidesse di affermare il principio della proporzionale nella Costituzione, occorrerebbe quanto meno precisare alcuni dei criteri di applicazione. Cos\u00ec, ad esempio, sarebbe necessario determinare l\u2019ampiezza delle circoscrizioni elettorali, poich\u00e9 se in avvenire esse venissero troppo ristrette, il sistema della rappresentanza proporzionale verrebbe ad essere praticamente annullato nella sua essenza e nel suo funzionamento.<\/p><p>Per queste ragioni ritiene, a meno che non si voglia entrare nel merito dell\u2019argomento, che sia opportuno rinviare l\u2019esame della materia alla Commissione per la legge elettorale.<\/p><p>PORZIO ripete che non si \u00e8 nella sede adatta per risolvere la questione. Questa Sottocommissione sta lavorando per preparare la Carta fondamentale dello Stato e questa non pu\u00f2 vincolare la Nazione ad un dato sistema elettorale.<\/p><p>Richiamandosi alle costituzioni di altri Paesi, fa osservare che soltanto in quella di Weimar ed in altre di scarsa importanza, venne stabilito un determinato sistema elettorale. Infatti le costituzioni della Francia, degli Stati Uniti e della maggior parte dei grandi Stati democratici non contengono alcuna affermazione in proposito. Se infine la discussione circa il sistema elettorale dovesse affrontarsi in sede di Costituzione, non sa di che cosa si dovrebbe poi parlare in sede di Commissione per la legge elettorale. Viceversa in quella sede dovr\u00e0 aversi prima una discussione di principio e poi una di tecnica sui metodi di applicazione. Il suo senso estetico ed il suo senso logico sarebbero offesi, se si volesse nella nuova Carta statutaria vincolare il Paese ad un determinato sistema elettorale.<\/p><p>ROSSI PAOLO ricorda che negli ultimi cinquant\u2019anni in Italia non si \u00e8 quasi mai votato per due volte di seguito con la stessa legge elettorale. Dopo il collegio uninominale \u00e8 stato adottato lo scrutinio di lista; poi \u00e8 tornato in uso il collegio uninominale; finalmente si \u00e8 fatto ricorso alla proporzionale, che per\u00f2 \u00e8 stata usata sempre con metodi diversi. Mai due Assemblee nell\u2019ultimo cinquantennio sono state elette con lo stesso sistema.<\/p><p>Personalmente dichiara di essere favorevole al sistema della proporzionale, ma pensa che bisognerebbe adottare una proporzionale il pi\u00f9 possibile perfetta; ed uno dei modi in cui la proporzionale pu\u00f2 essere perfezionata \u00e8 quello del premio al partito che ha riportato il maggior numero di voti. Potrebbe darsi che un giorno apparisse utile l\u2019applicazione di questo correttivo. Ma se nella Costituzione venisse affermato il principio della proporzionale, l\u2019applicazione del correttivo anzidetto potrebbe essere intesa come una questione di costituzionalit\u00e0 e per questo essere impedita. Per queste ragioni, pur dichiarandosi proporzionalista convinto, \u00e8 contrario ad ogni determinazione del sistema elettorale nel testo della Costituzione.<\/p><p>PRESIDENTE esprime il proprio parere, che \u00e8 in contrasto con quello manifestato dalla quasi totalit\u00e0 dei componenti la Sottocommissione.<\/p><p>Ritiene che nella discussione siano stati commessi alcuni errori di impostazione. Ad esempio, crede che l\u2019onorevole La Rocca abbia errato parlando, a proposito della proporzionale, di un progresso democratico e che egualmente abbia errato l\u2019onorevole Zuccarini quando parlava della proporzionale come di una affermazione della democrazia. Se, invece, essi avessero parlato del progresso democratico italiano e di come in Italia \u00e8 venuta realizzandosi la democrazia prima ancora del lungo intervallo del fascismo, l\u2019errata impostazione del problema sarebbe venuta meno. Trova inutile fare riferimento a ci\u00f2 che \u00e8 successo in Francia, in Inghilterra, in America; a tutti \u00e8 noto, infatti, che in Inghilterra e in America non si usa il sistema proporzionale perch\u00e9 in questi Paesi la democrazia ha seguito strade diverse.<\/p><p>Ora, si \u00e8 tutti d\u2019accordo che in Italia, nel fare la Costituzione, non debbono essere ignorati i fatti degli altri Paesi, ma ci\u00f2 che soprattutto interessa \u00e8 che, per fare una nostra nuova Carta statutaria, occorra pi\u00f9 che altro avere in vista le nostre esigenze, la nostra realt\u00e0. Inoltre, la storia dei nostri sistemi elettorali non \u00e8 affatto quella accennata dall\u2019onorevole Rossi, il quale, giova riconoscerlo, non ha fatto la storia, ma \u00e8 sceso ad alcuni particolari che sono di cronaca. Non gli sembra esatto, infatti, affermare che in Italia nell\u2019ultimo cinquantennio vi siano stati numerosi sistemi elettorali, perch\u00e9 in realt\u00e0 ce ne sono stati soltanto due, con modi di applicazione diversi. Difatti la storia della democrazia italiana passa dal sistema maggioritario a quello proporzionale.<\/p><p>A suo avviso, la Costituzione deve anzitutto consolidare la conquista della democrazia ed in Italia una di queste conquiste \u00e8 rappresentata appunto dall\u2019adozione del sistema proporzionale. Ora, tale conquista dovrebbe trovare nella Costituzione il suo fondamento, per impedire che nel futuro essa possa essere annullata.<\/p><p>Richiama infine l\u2019attenzione dei presenti sulla situazione politica italiana, rilevando che sono proporzionalisti i partiti democratici di massa, che intendono appunto sviluppare ulteriormente la democrazia, mentre sono antiproporzionalisti gli altri, come ad esempio il partito liberale, il quale cos\u00ec ama chiamarsi in quanto non \u00e8 democratico. \u00c8 noto infatti che alcune posizioni di questo partito non coincidono con le posizioni dei grandi partiti popolari.<\/p><p>Concludendo, afferma che se la Costituzione deve essere Costituzione della democrazia italiana, essa deve innanzi tutto dare come acquisito ci\u00f2 che le masse sono riuscite a conquistare attraverso molti anni di travaglio politico.<\/p><p>TARGETTI dichiara di essere un proporzionalista convinto e di essersi sempre battuto, fin dagli anni della sua giovinezza, per l\u2019adozione di questo sistema. Tuttavia, pure associandosi alle considerazioni del Presidente, deve fare qualche riserva per un accenno fatto dall\u2019onorevole Rossi. Esclude da parte propria di potere un giorno persuadersi della opportunit\u00e0 di concedere un premio ai partiti che abbiano raggiunto la maggioranza, il che, come tutti sanno, serve a far sorgere prima delle elezioni quelle coalizioni che invece dovrebbero sorgere dopo; ma poich\u00e9 il correttivo a cui ha accennato l\u2019onorevole Rossi potrebbe sembrare utile un giorno al Paese, \u00e8 contrario a che sia stabilito nella Costituzione il principio della proporzionale che potrebbe ostacolare l\u2019adozione del correttivo suddetto.<\/p><p>PICCIONI fa presente che, secondo le dichiarazioni dell\u2019onorevole Tosato, la Commissione dovrebbe essere chiamata innanzi tutto a decidere se convenga, oppur no, rinviare l\u2019esame della questione. Sarebbe pi\u00f9 opportuno, quindi, dare la precedenza alla proposta fatta dall\u2019onorevole Tosato.<\/p><p>MANNIRONI aderisce all\u2019idea di rinviare la decisione, pur tenendo a riaffermare la sua fede nel sistema della rappresentanza proporzionale.<\/p><p>LA ROCCA dichiara che, se la maggioranza \u00e8 per la sospensiva, da parte sua non ha nulla in contrario. Tiene per\u00f2 a chiarire che, quando ha parlato di progresso della democrazia attraverso il sistema proporzionale, ha inteso riferirsi alla situazione storica italiana. Ha sempre ritenuto che il sistema proporzionale abbia rappresentato per l\u2019Italia un passo innanzi e per questo ha sostenuto e sostiene che il principio della proporzionale debba essere affermato nella Costituzione. Saranno poi gli organi competenti a decidere il modo di applicazione.<\/p><p>LUSSU si dichiara contrario alla sospensiva. In linea di principio tutti i membri della Sottocommissione, per non far sorgere l\u2019impressione che questa voglia abdicare ai suoi diritti e doveri, dovrebbero essere contrari a sospendere l\u2019esame dei problemi che riguardano la Sottocommissione stessa. Tutti i problemi, quindi, debbono essere risolti a mano a mano che si presentano, anche se connessi ai lavori di altre Sottocommissioni. In questa ipotesi, infatti, si pu\u00f2 sempre esprimere un pensiero e fissarlo in una proposta, salvo poi a modificarlo, quando si venisse a conoscenza di risultati diversi raggiunti da altre Sottocommissioni.<\/p><p>Tiene a dichiarare che non \u00e8 animato da nessuna preoccupazione di carattere politico nel proporre che la questione in esame sia trattata in sede di formazione della legge elettorale. Ha dovuto constatare, nell\u2019esperienza pratica compiuta, che il sistema del collegio uninominale \u00e8 strettamente connesso alla corruzione politica italiana, soprattutto nel Mezzogiorno e nelle Isole. Si dispensa dal citare dati di fatto che sono noti a tutti. \u00c8 quindi favorevole in linea di principio alla rappresentanza proporzionale, pur rispettando l\u2019opinione espressa dall\u2019onorevole Bordon, quale rappresentante della Val d\u2019Aosta, e non intende affatto rinunciare a questa conquista democratica. Ma la nuova legge elettorale, che verr\u00e0 emanata, sar\u00e0 senza dubbio l\u2019espressione della rinata coscienza del popolo italiano.<\/p><p>Alla obiezione che, non fissando nella Costituzione il principio della proporzionale, questo possa essere abolito da una maggioranza al potere, risponde che anche il fascismo cambi\u00f2 la legge elettorale, ma prima di tale cambiamento era avvenuto qualche cosa di assai grave che, se si ripetesse oggi, farebbe saltare in aria non solo la legge elettorale, ma anche la stessa Costituzione.<\/p><p>CAPPI avverte che la prima Sottocommissione si \u00e8 gi\u00e0 occupata del problema in esame \u00e8 che anzi ha gi\u00e0 stampato una relazione in cui, oltre alla questione dell\u2019elettorato attivo e passivo, si tratta anche dei princip\u00ee fondamentali della Costituzione, tra i quali quello della proporzionale. Gli sembrerebbe pertanto opportuno sospendere l\u2019esame della questione per stabilire un\u2019intesa tra le due Sottocommissioni.<\/p><p>PRESIDENTE ricorda che gi\u00e0 \u00e8 stato deciso di prendere contatto con le altre Sottocommissioni. Circa la proposta di sospensiva, ritiene che essa possa essere accettata, non tanto per le ragioni esposte dall\u2019onorevole Piccioni, quanto perch\u00e9 il principio della proporzionale, se inserito nella Costituzione, verrebbe a dare alla Costituzione stessa una precisa fisionomia, e occorre prima sapere come sar\u00e0 progettata la Costituzione, per poi stabilire il sistema di votazione che in essa dovr\u00e0 essere prescritto.<\/p><p>Dopo le osservazioni dell\u2019onorevole Cappi, crede quindi che la sospensiva possa essere accolta. Prega intanto gli onorevoli Conti e Mortati di informarsi delle conclusioni della prima Sottocommissione, augurandosi che esse siano tali da consentire alla seconda Sottocommissione di poter inserire il principio della proporzionale nel progetto di Costituzione.<\/p><p>PATRICOLO \u00e8 del parere di rinviare alla legge elettorale qualsiasi determinazione circa il metodo da seguire nelle elezioni.<\/p><p>Desidera poi rispondere ad una affermazione fatta dall\u2019onorevole Presidente, il quale ha dichiarato che solo i partiti di massa sono democratici, quasi che l\u2019essere democratici sia dovuto al numero dei votanti. Si ha invece l\u2019esempio di partiti di massa ingentissimi, come il fascismo in Italia, il nazionalsocialismo in Germania e il comunismo in Russia, che, pur essendo partiti di massa, non possono davvero dirsi democratici. Non \u00e8 stata quindi giusta ed equanime l\u2019affermazione dell\u2019onorevole Terracini, quando ha escluso dall\u2019essere democratici alcuni partiti non di massa.<\/p><p>Il partito dell\u2019Uomo Qualunque, al quale l\u2019oratore appartiene, \u00e8 un partito di quasi massa ed egli si augura che diventer\u00e0 ben presto un partito di massa; ma non sar\u00e0 certamente il numero dei suoi componenti a far s\u00ec che esso sia pi\u00f9 o meno democratico, ma piuttosto l\u2019azione politica che esso svolger\u00e0 e perseguir\u00e0. Cos\u00ec anche il partito liberale non si pu\u00f2 chiamare antidemocratico nel nome; se cos\u00ec fosse avremmo solo uno o due partiti democratici alla Camera e non sarebbero pi\u00f9 democratici n\u00e9 il partito socialista, n\u00e9 il comunista, n\u00e9 molti altri.<\/p><p>PRESIDENTE risponde all\u2019onorevole Patricolo che la sua elencazione era semplicemente esemplificativa. L\u2019accenno al partito liberale non si riferiva al fatto del nome, ma alle lunghe e prolungate discussioni che si sono svolte in seno a quel partito circa l\u2019organizzazione economico-politica della societ\u00e0.<\/p><p>CONTI, <em>Relatore<\/em>, comunica che nella prima Sottocommissione i Relatori Umberto Merlin e Pietro Mancini hanno formulato la proposta che il voto debba essere eguale, libero, segreto e personale, costituire un dovere pubblico, quindi essere obbligatorio, debba essere esercitato col sistema della rappresentanza proporzionale.<\/p><p>PORZIO insiste nella proposta di rinviare il problema alla legge elettorale, senza vincolarsi nella Costituzione ad un sistema prefisso, ripetendo che, per legge, l\u2019Assemblea Costituente dovr\u00e0 discutere ed approvare la futura legge elettorale.<\/p><p>Circa poi l\u2019affermazione che soltanto i partiti favorevoli alla proporzionale sono veramente democratici, ricorda che la legge sul suffragio universale fu votata e approvata da una Camera eletta col sistema uninominale.<\/p><p>LUSSU dissente da quanto ha affermato il Presidente. Ha la preoccupazione che le sospensive alcune volte siano determinate non da ragioni giuridiche, ma piuttosto dal timore di molto lunghe discussioni. Il principio che invece, a suo avviso, dovrebbe dominare i lavori della Sottocommissione dovrebbe essere quello di pronunciarsi su tutti i problemi a mano a mano che essi si presentano, senza prendere contatto con le altre Sottocommissioni. Nessuna delle altre Sottocommissioni ha chiesto il parere della seconda, mentre questa ultima ricorre spesso a tale sistema, ci\u00f2 che, se non le toglie dignit\u00e0, le fa per lo meno perdere tempo assai prezioso.<\/p><p>Circa, poi, i cosiddetti partiti di massa e democratici, considera quanto ha affermato il Presidente come una esemplificazione e pertanto non si ritiene chiamato in causa, pure approvando il concetto espresso dall\u2019onorevole Terracini. Deve dire per\u00f2, dato che non appartiene ad un partito di massa, che tutti i partiti sono putativamente di massa, non essendo certo il numero degli iscritti che fa un partito di massa, bens\u00ec il suo comportamento sociale. Pu\u00f2 citare a tale proposito un solo esempio che gli pare convincente, quello dell\u2019\u00abIndipendent Labour Party\u00bb, che, pur non essendo numeroso, \u00e8 senza dubbio un partito democratico e socialista.<\/p><p>PRESIDENTE pone ai voti la proposta di sospensiva.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvata<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>BORDON ha votato per la sospensiva, ma desidera riaffermare che \u00e8 contrario al sistema della rappresentanza proporzionale.<\/p><p>PRESIDENTE avverte la Sottocommissione che occorre ora passare all\u2019esame della questione dell\u2019elettorato passivo e apre la discussione sul limite dell\u2019et\u00e0, che nel progetto dell\u2019onorevole Conti \u00e8 fissato ad anni 25.<\/p><p>NOBILE \u00e8 del parere che coloro che sono chiamati ad essere eletti deputati debbano dare garanzie maggiori di quelle richieste ai comuni elettori. Per questo motivo \u00e8 favorevole ad un elevamento del limite di et\u00e0.<\/p><p>PATRICOLO ricorda che nell\u2019ultima riunione aveva richiesto l\u2019elevamento del limite di et\u00e0 per l\u2019elettorato passivo, esprimendo l\u2019avviso che il deputato all\u2019Assemblea nazionale debba effettivamente possedere quella esperienza, capacit\u00e0 e maturit\u00e0 politica che sono necessarie per assolvere un compito tanto importante. In quella occasione aveva anche messo in evidenza che si potrebbe abbassare il limite di 25 anni per l\u2019eleggibilit\u00e0 alle Assemblee regionali, che saranno dei Parlamenti in miniatura, nei quali i giovani che desiderano dedicarsi alla vita politica potranno addestrarsi ai pi\u00f9 gravi compiti che li attenderanno nell\u2019Assemblea nazionale. A 25 anni un uomo esce appena dall\u2019Universit\u00e0 e non pu\u00f2 considerarsi preparato ai problemi della vita nazionale; spesso non ha nemmeno messo fuori il piede dalla sua provincia o dalla sua regione e quindi non possiede quel largo orizzonte di vedute che \u00e8 necessario ad un rappresentante del popolo nell\u2019Assemblea nazionale.<\/p><p>Ritiene, tuttavia, che la sua primitiva proposta di elevare l\u2019et\u00e0 a 30 anni potrebbe essere modificata limitandola a 28 anni, cos\u00ec che sia contemperata l\u2019esigenza di una certa maturit\u00e0 con quella di immettere nell\u2019Assemblea nazionale elementi giovani, pronti a dare una attiva collaborazione.<\/p><p>NOBILE si associa alla proposta dell\u2019onorevole Patricolo.<\/p><p>DI GIOVANNI esprime il parere che il limite di 25 anni, proposto dall\u2019onorevole Conti, sia rispondente non solo al convincimento che i giovani pi\u00f9 eletti e preparati possano essere in grado di ricoprire l\u2019incarico, indubbiamente elevato, di componenti il Parlamento, ma anche al desiderio di valorizzare i giovani in generale.<\/p><p>CONTI, <em>Relatore<\/em>, ricorda che nel 1921-22 fu relatore di una proposta di legge mirante appunto a ridurre il limite di et\u00e0 dai 30 ai 25 anni, perch\u00e9 fin da allora era convinto che quest\u2019ultima et\u00e0 fosse sufficiente per accedere alla Camera dei Deputati. Una volta superato l\u2019attuale periodo di abbassamento intellettuale dovuto al fascismo, si andr\u00e0 verso tempi in cui i giovani a 25 anni saranno all\u2019altezza delle funzioni parlamentari. D\u2019altra parte \u00e8 sicuro che il corpo elettorale avvier\u00e0 i pi\u00f9 giovani prima di tutto alle Assemblee regionali, onde ben pochi saranno alla Camera i rappresentanti di 25 anni.<\/p><p>PICCIONI concorda con l\u2019onorevole Conti, aggiungendo che il voler elevare il limite di et\u00e0 potrebbe sembrare un regresso rispetto al limite attualmente in vigore per poter essere eletti deputati alla Costituente, quasi che i giovani che fanno ora parte dell\u2019Assemblea Costituente non abbiano dato buona prova, il che, almeno per quanto gli risulta, non pu\u00f2 certo dirsi.<\/p><p>LUSSU voter\u00e0 per il limite di 25 anni, esclusivamente per un criterio di opportunit\u00e0, visto che in pratica i vecchi hanno dato pi\u00f9 cattiva prova dei giovani.<\/p><p>Tiene poi a mettere in evidenza che, in relazione alla costituzione dell\u2019Ente Regione e della nuova organizzazione della Camera, il numero dei deputati sar\u00e0 probabilmente alquanto ridotto, poich\u00e9 la risoluzione di molti problemi locali sar\u00e0 demandata alle Assemblee regionali. La Camera, pertanto, con tutta probabilit\u00e0, si dovr\u00e0 occupare prevalentemente solo dei grandi problemi di interesse generale.<\/p><p>Non si stupirebbe, pertanto, se, data l\u2019elevatezza del compito di deputato, da qualche settore si esprimesse il desiderio di portare l\u2019et\u00e0 dei deputati ad un limite superiore ai 25 anni.<\/p><p>LA ROCCA \u00e8 anch\u2019egli favorevole al limite di 25 anni, anche perch\u00e9 la fissazione di questa et\u00e0 non d\u00e0 senz\u2019altro la possibilit\u00e0 di adire alla Camera a tutti i venticinquenni, ma solo a quelli che siano all\u2019altezza del compito, e per i quali non vi sarebbe motivo di esclusione dalla vita pubblica.<\/p><p>PRESIDENTE pone in votazione la proposta dell\u2019onorevole Patricolo, alla quale si \u00e8 associato l\u2019onorevole Nobile, di elevare a 28 anni il limite di et\u00e0 per l\u2019elettorato passivo.<\/p><p>(<em>Non \u00e8 approvata<\/em>)<\/p><p>Pone in votazione il limite di et\u00e0 di 25 anni.<\/p><p>(<em>\u00c8<\/em> <em>approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Apre la discussione sulla durata del mandato, che nel progetto dell\u2019onorevole Conti \u00e8 fissato ad un periodo di quattro anni.<\/p><p>FABBRI crede pi\u00f9 opportuno fissare la durata del mandato in cinque anni, come era in precedenza. Naturalmente tale durata dovrebbe essere connessa col problema dello scioglimento della Camera che, secondo quanto \u00e8 nel desiderio di tutti, dovrebbe essere considerato in rapporto alle crisi ed all\u2019opportunit\u00e0 di avere un congruo periodo di continuativa attivit\u00e0.<\/p><p>ROSSI PAOLO osserva che la durata del mandato della prima Camera deve essere connessa con la durata del mandato della seconda, che probabilmente sar\u00e0 elettiva, onde non crede che sia possibile discutere separatamente le due questioni. La durata del mandato della seconda Camera \u00e8 previsto per un periodo di sei anni con rinnovamento per met\u00e0 dei suoi componenti ogni tre anni. Propone quindi di sospendere la decisione rinviandola a quando sar\u00e0 discussa la durata del mandato per i componenti della seconda Camera.<\/p><p>CONTI, <em>Relatore<\/em>, avverte che, essendoci constatato che in passato solo qualche legislatura \u00e8 giunta al quinto anno, \u00e8 sembrato che il termine di cinque anni possa essere troppo lungo, in relazione alla possibilit\u00e0 di una Camera sufficientemente stabile.<\/p><p>Non ha, del resto, alcuna difficolt\u00e0 a rinviare la discussione della durata del mandato per i componenti della prima Camera a quando sar\u00e0 discussa quella per i componenti del Senato.<\/p><p>LUSSU \u00e8 contrario al rinvio, ritenendo che si possa prendere egualmente una decisione, salvo a modificarla quando si discuter\u00e0 della durata del mandato per i componenti del Senato.<\/p><p>PRESIDENTE condivide il parere espresso dall\u2019onorevole Lussu, perch\u00e9 nessuna delle decisioni della Sottocommissione \u00e8 talmente impegnativa che non possa essere successivamente modificata.<\/p><p>Pone in votazione la proposta dell\u2019onorevole Fabbri di elevare a cinque anni la durata del mandato.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvata<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Rileva che tra le proposte dell\u2019onorevole Conti ce ne sono altre, in successivi articoli, che si riferiscono alla formazione della Camera dei Deputati. Cos\u00ec ad un certo punto si afferma: \u00abI requisiti per l\u2019eleggibilit\u00e0 ed i casi di incompatibilit\u00e0 sono fissati dalla legge elettorale\u00bb. In altro articolo poi si stabilisce: \u00abSar\u00e0 eletto un deputato ogni 150 mila abitanti\u00bb.<\/p><p>Apre la discussione sulla prima delle due proposte.<\/p><p>TOSATO ritiene che la norma non sia opportuna, poich\u00e9 ci sono alcuni casi di incompatibilit\u00e0 che dovrebbero essere fissati dalla Costituzione, come ad esempio l\u2019incompatibilit\u00e0 del Presidente della Repubblica con alcun uffici pubblici e l\u2019incompatibilit\u00e0 per i componenti di una delle due Assemblee a far parte anche dell\u2019altra.<\/p><p>D\u2019altra parte un esplicito rinvio nella Costituzione alla legge elettorale non \u00e8 del tutto indispensabile e pu\u00f2 essere benissimo sottinteso.<\/p><p>PRESIDENTE pone ai voti la proposta dell\u2019onorevole Tosato di sopprimere la formula: \u00abI requisiti per la eleggibilit\u00e0 ed i casi di incompatibilit\u00e0 sono fissati dalla legge elettorale\u00bb.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvata<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Apre la discussione sulla proposta concernente l\u2019elezione di un deputato per ogni 150 mila abitanti.<\/p><p>PATRICOLO osserva che si potrebbe sopprimere anche la disposizione in esame, rinviando ogni decisione a tal riguardo alla legge elettorale, poich\u00e9 si tratta di un principio che non \u00e8 opportuno sia affermato nella Costituzione.<\/p><p>NOBILE si dichiara favorevole ad una norma per la quale il numero dei Deputati dovrebbe essere ridotto a circa 300. Ricorda in proposito l\u2019interessante osservazione di uno statista inglese, il quale sosteneva che un\u2019assemblea legislativa composta di 5 o 600 persone \u00e8 troppo numerosa per essere un\u2019assemblea e troppo poco numerosa per essere un comizio, e che pertanto il numero giusto dei componenti un\u2019assemblea legislativa dovrebbe essere di circa 250 persone.<\/p><p>D\u2019altra parte, il lavoro che potr\u00e0 essere svolto da trecento deputati non sar\u00e0 molto diverso da quello che potr\u00e0 essere svolto da seicento e non vede quindi quale vantaggio ci sia ad accrescere il numero dei componenti l\u2019Assemblea. Tutto al pi\u00f9 si potr\u00e0 obiettare che potrebbe rimaner sacrificato qualche partito di minima importanza, che con un numero doppio di posti disponibili potrebbe, con la proporzionale, conquistarne uno. Ma l\u2019eliminazione dalla vita politica di partiti di cos\u00ec scarsa importanza \u00e8 pi\u00f9 un bene che un male.<\/p><p>PATRICOLO chiede che sia preliminarmente posta ai voti la sua proposta di soppressione della formula in questione.<\/p><p>TOSATO ritiene che la materia non possa essere rinviata alla legge elettorale, poich\u00e9 si tratta di stabilire la composizione di un organo costituzionale, e il non farlo rappresenterebbe una lacuna della Costituzione.<\/p><p>CAPPI propone un emendamento cos\u00ec concepito: \u00abSar\u00e0 eletto un deputato ogni 100.000 abitanti\u00bb. La sua proposta di accrescere il numero dei deputati trova giustificazione in due considerazioni: anzitutto dare una congrua rappresentanza regionale; in secondo luogo utilizzare con maggiore ampiezza le capacit\u00e0.<\/p><p>FABBRI ritiene fondamentali le osservazioni dell\u2019onorevole Tosato e non pu\u00f2 aderire alla proposta di mettere ai voti la soppressione della disposizione in esame che, a suo avviso, ha un\u2019importanza fondamentale nella Costituzione.<\/p><p>CONTI, <em>Relatore<\/em>, invita i presenti a considerare che il numero dei componenti della Camera dei Deputati deve essere commisurato alla struttura che dovr\u00e0 assumere il corpo legislativo ed alle funzioni che l\u2019Assemblea dovr\u00e0 svolgere. Si richiama a quanto giustamente ha osservato l\u2019onorevole Lussu, che, cio\u00e8, la nuova Camera dei Deputati, se veramente si vuole dare al Paese la possibilit\u00e0 di un sano sviluppo legislativo, dovr\u00e0 essere un consesso destinato alla trattazione dei pi\u00f9 alti e ardui problemi. Si augura che i compilatori delle norme statutarie delle singole regioni allarghino quanto pi\u00f9 \u00e8 possibile la competenza dei futuri organi regionali, affidando ad essi la trattazione di tutti i problemi che hanno un carattere locale e regionale; cos\u00ec potr\u00e0 esser evitata alla Camera dei Deputati la trattazione di materie che renderebbero la sua vita assai difficile, spingendola a quelle degenerazioni parlamentaristiche delle quali la nostra Nazione ha tanto risentito in passato. Pensa che, se si riuscir\u00e0 a creare un\u2019Assemblea di alta preparazione e competenza, sar\u00e0 reso veramente un grande servigio al Paese. Ora le assemblee che rispondono meglio a quelle elevate funzioni a cui sono chiamate sono appunto quelle composte di un numero ridotto di elementi. A chi considera il problema nella sua essenza crede non possa sfuggire l\u2019enorme vantaggio di una riduzione del numero dei membri dell\u2019Assemblea. Trecento deputati \u00e8 un numero pi\u00f9 che sufficiente.<\/p><p>Questa riduzione \u00e8 poi opportuna anche per un\u2019altra considerazione. \u00c8 stata prevista, infatti, l\u2019unione delle due Camere in Assemblea nazionale. Si avr\u00e0 cos\u00ec un consesso molto numeroso, e questo, secondo le intenzioni dei pi\u00f9, dovrebbe spesso riunirsi per decidere in merito ad avvenimenti di grande importanza. Ci\u00f2 impone una limitazione del numero dei deputati. Del resto in sede di coordinamento e in sede di discussione in Assemblea plenaria, tale numero, se apparisse esiguo, potrebbe essere accresciuto.<\/p><p>CASTIGLIA, riferendosi alle argomentazioni dell\u2019onorevole Conti, e poich\u00e9 effettivamente il numero dei rappresentanti della futura Camera dei Deputati non potr\u00e0 essere che in stretta dipendenza con la determinazione dei compiti e delle materie che saranno assegnati all\u2019ente regione, ritiene che sia pi\u00f9 opportuno \u2013 pur affermando il principio che nella Costituzione deve essere determinato il numero dei deputati \u2013 differire ogni decisione a quando saranno meglio conosciuti i compiti dell\u2019ente regione. Propone, cio\u00e8, una pura e semplice sospensiva e non un rinvio alla legge elettorale.<\/p><p>BOZZI non condivide il punto di vista dell\u2019onorevole Patricolo, poich\u00e9 ritiene che la determinazione del numero dei deputati sia necessaria in una Costituzione. Tuttavia ha qualche dubbio se il principio debba fissarsi seguendo il criterio contenuto nella dizione proposta dall\u2019onorevole Conti, o se non sia preferibile determinare un numero fisso di deputati oltre il quale non si potrebbe andare.<\/p><p>NOBILE \u00e8 contrario alla soppressione della disposizione in esame.<\/p><p>PATRICOLO rinuncia alla sua proposta e si associa a quella dell\u2019onorevole Castiglia.<\/p><p>PRESIDENTE fa rilevare che certamente ognuno ha gi\u00e0 le sue idee precise circa le funzioni delle assemblee regionali, e in relazione al suo punto di vista pu\u00f2 con sicurezza esprimere il proprio parere in merito alla questione in discussione. Crede pertanto utile prendere una decisione, tenendo conto che il coordinamento delle varie decisioni sar\u00e0 in parte compito della Commissione nel suo complesso e in parte dell\u2019Assemblea plenaria. Il continuo rinvio dell\u2019esame dei singoli problemi pu\u00f2 condurre la Sottocommissione a trovarsi di fronte ad un cumulo di questioni sospese.<\/p><p>CASTIGLIA sa benissimo qual \u00e8 il suo pensiero in merito alle varie questioni, ed immagina che ciascun\u2019altro lo sappia, ma osserva che non si pu\u00f2 prevedere quale sar\u00e0 il risultato della discussione. Ciascuno tende a far prevalere il suo punto di vista, ma la decisione finale non si potr\u00e0 avere che dalla risultante delle varie forze contrastanti. Per mantenersi nel caso in esame, se ciascuno dovesse determinare il numero dei Deputati in relazione a quelli che a suo avviso dovrebbero essere i compiti da affidare alle future assemblee regionali, si avrebbero innumerevoli proposte circa il numero dei componenti della Camera dei Deputati. Perci\u00f2 ritiene che, per economia di tempo, sarebbe pi\u00f9 opportuno rinviare ogni decisione, in merito all\u2019importante argomento in discussione, a quando sar\u00e0 stabilita la sfera di competenza delle assemblee regionali, pure affermando in via di principio che occorre che nella Costituzione sia fissato il numero dei componenti la Camera dei Deputati.<\/p><p>PRESIDENTE pone ai voti la proposta che sia inserita nella Costituzione l\u2019indicazione del numero dei Deputati che dovranno comporre la prima Camera.<\/p><p>(<em>\u00c8<\/em> <em>approvata<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Pone ai voti la proposta, fatta dall\u2019onorevole Castiglia, di rinviare la determinazione del numero dei componenti la Camera dei Deputati a quando saranno fissati i compiti delle assemblee regionali.<\/p><p>(<em>Non \u00e8 approvata<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Avverte che l\u2019onorevole Bozzi gli ha presentato una proposta cos\u00ec concepita \u00abLa Camera dei Deputati \u00e8 composta di un numero di membri non superiore ai 450\u00bb.<\/p><p>FABBRI trova la formula alquanto elastica poich\u00e9, rientrando nella competenza della legge elettorale la possibilit\u00e0 di variare il numero dei deputati fino al limite massimo consentito, quella potrebbe fissare un numero troppo ristretto di componenti. D\u2019altra parte, non gli sembra nemmeno simpatico ricorrere a questo espediente proposto dall\u2019onorevole Bozzi, perch\u00e9 esso d\u00e0 la netta sensazione che quattrocento deputati siano pochi e cinquecento troppi. Crede pertanto che sia preferibile il criterio della proporzione al numero degli abitanti.<\/p><p>PRESIDENTE, data l\u2019ora tarda, rinvia la discussione a domani.<\/p><p>La seduta termina alle 13.30.<\/p><p><em>Erano presenti:<\/em> Ambrosini, Bordon, Bozzi, Bulloni, Cappi, Castiglia, Codacci Pisanelli, Conti, De Michele, Di Giovanni, Einaudi, Fabbri, Lami Starnuti, La Rocca, Lussu, Mannironi, Nobile, Patricolo, Perassi, Piccioni, Porzio, Rossi Paolo, Targetti, Terracini, Tosato, Vanoni, Zuccarini.<\/p><p><em>In congedo:<\/em> Grieco.<\/p><p><em>Assenti:<\/em> Amendola, Bocconi, Calamandrei, Finocchiaro Aprile, Fuschini, Leone Giovanni, Maffi, Mortati, Ravagnan.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Versione PDF ASSEMBLEA COSTITUENTE COMMISSIONE PER LA COSTITUZIONE SECONDA SOTTOCOMMISSIONE 14. RESOCONTO SOMMARIO DELLA SEDUTA DI VENERD\u00cc 13 SETTEMBRE 1946 PRESIDENZA DEL PRESIDENTE TERRACINI INDICE Organizzazione costituzionale dello Stato (Seguito della discussione) Presidente \u2013 Zuccarini \u2013 Ambrosini \u2013 La Rocca \u2013 Piccioni \u2013 Mannironi \u2013 Lussu \u2013 Di Giovanni \u2013 Castiglia \u2013 Einaudi \u2013 Bordon [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_relevanssi_hide_post":"","_relevanssi_hide_content":"","_relevanssi_pin_for_all":"","_relevanssi_pin_keywords":"","_relevanssi_unpin_keywords":"","_relevanssi_related_keywords":"","_relevanssi_related_include_ids":"","_relevanssi_related_exclude_ids":"","_relevanssi_related_no_append":"","_relevanssi_related_not_related":"","_relevanssi_related_posts":"595,1646,574,2017,2364,1942","_relevanssi_noindex_reason":"","_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[97,70],"tags":[],"post_folder":[122],"class_list":["post-5176","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-1946-09ss","category-seconda-sottocommissione"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5176","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=5176"}],"version-history":[{"count":12,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5176\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":7795,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5176\/revisions\/7795"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=5176"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=5176"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=5176"},{"taxonomy":"post_folder","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fpost_folder&post=5176"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}