{"id":5168,"date":"2023-10-15T23:03:30","date_gmt":"2023-10-15T21:03:30","guid":{"rendered":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=5168"},"modified":"2023-10-23T13:15:23","modified_gmt":"2023-10-23T11:15:23","slug":"venerdi-6-settembre-1946","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=5168","title":{"rendered":"VENERD\u00cc 6 SETTEMBRE 1946"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"5168\" class=\"elementor elementor-5168\" data-elementor-post-type=\"post\">\n\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-39d3f5a elementor-section-full_width elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"39d3f5a\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-2484457\" data-id=\"2484457\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-11b5f01 elementor-align-right elementor-widget elementor-widget-button\" data-id=\"11b5f01\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"button.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-button-wrapper\">\n\t\t\t\t\t<a class=\"elementor-button elementor-button-link elementor-size-sm\" href=\"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/19460906sed010ss.pdf\" target=\"_blank\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-content-wrapper\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-icon\">\n\t\t\t\t<i aria-hidden=\"true\" class=\"icon icon-view\"><\/i>\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-text\">Versione PDF<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-7b4d369 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"7b4d369\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p>ASSEMBLEA COSTITUENTE<\/p><p>COMMISSIONE PER LA COSTITUZIONE<\/p><p>SECONDA SOTTOCOMMISSIONE<\/p><p>\u00a0<\/p><p>10.<\/p><p>RESOCONTO SOMMARIO<\/p><p>DELLA SEDUTA DI VENERD\u00cc 6 SETTEMBRE 1946<\/p><p>PRESIDENZA DEL PRESIDENTE <strong>TERRACINI<\/strong><\/p><p><strong>\u00a0<\/strong><\/p><p><strong>INDICE<\/strong><\/p><p><strong>Organizzazione costituzionale dello Stato<\/strong> (<em>Seguito della discussione<\/em>)<\/p><p>Presidente \u2013 Patricolo \u2013 Porzio \u2013 Perassi \u2013 Calamandrei \u2013 Targetti \u2013 Tosato \u2013 Lussu \u2013 Castiglia \u2013 La Rocca \u2013 Lami Starnuti \u2013 Ambrosini \u2013 Mannironi \u2013 Nobile \u2013 Mortati \u2013 Rossi Paolo \u2013 Bulloni.<\/p><p>La seduta comincia alle 17.<\/p><p>Seguito della discussione sull\u2019organizzazione costituzionale dello Stato.<\/p><p>PRESIDENTE ricorda che con la votazione dell\u2019ordine del giorno fatta ieri \u00e8 stata esaurita una parte delle premesse relative ai vari poteri dello Stato e in particolare a quello legislativo. Si tratta ora di affrontare il problema del potere legislativo nei suoi particolari, e cio\u00e8 se debba adottarsi il sistema unicamerale o quello bicamerale, per passare poi alla formazione della prima ed eventualmente della seconda Camera.<\/p><p>PATRICOLO, prima di iniziare la discussione dei vari problemi, ritiene opportuno che la Sottocommissione riprenda in esame l\u2019ordine del giorno da lui gi\u00e0 presentato ieri e che oggi ripresenta con una lieve modifica, per conformarlo all\u2019ordine del giorno Perassi. E ci\u00f2 perch\u00e9 ritiene necessaria una affermazione di principio sulla divisione dei poteri, affermazione di carattere pregiudiziale all\u2019esame dei singoli poteri dello Stato.<\/p><p>D\u00e0 lettura del suo ordine del giorno nel testo modificato:<\/p><p>\u00abLa seconda Sottocommissione, premesso che la Costituzione del nuovo Stato italiano deve ispirarsi ai concetti di una sana democrazia;<\/p><p>considerato che la forma di governo pi\u00f9 rispondente alle esigenze dell\u2019attuale situazione politica italiana \u00e8 quella della repubblica parlamentare, con i correttivi indicati dall\u2019ordine del giorno dell\u2019onorevole Perassi approvato nella seduta del 5 settembre 1946;<\/p><p>ritenuto che l\u2019ordinamento giuridico dello Stato debba uniformarsi al principio della divisione dei poteri;<\/p><p>riconosciuto che il Parlamento, rappresentante della volont\u00e0 popolare, oltre alla sua funzione legislativa, ha anche una funzione politica di vigilanza, e controllo su tutti i poteri dello Stato;<\/p><p>propone che lo schema di Costituzione che sar\u00e0 presentato all\u2019approvazione della Costituente, risponda alle seguenti esigenze di ordine giuridico e politico:<\/p><p>1\u00b0) adozione della forma di governo parlamentare;<\/p><p>2\u00b0) rispetto della divisione dei poteri;<\/p><p>3\u00b0) riconoscimento delle funzioni politiche di vigilanza e di controllo del Parlamento sui poteri dello Stato\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE osserva che in quest\u2019ordine del giorno viene anzitutto ribadito il concetto di repubblica parlamentare; e poi si fissano altri due punti e cio\u00e8 il rispetto della divisione dei poteri e la funzione politica di vigilanza e controllo del Parlamento sui poteri dello Stato.<\/p><p>\u00c8 vero che la questione della divisione dei poteri fa parte di quell\u2019inquadramento iniziale di cui si \u00e8 gi\u00e0 parlato nella seduta di ieri e per il quale potr\u00e0 avvertirsi l\u2019esigenza di parlarne ancora e concludere in maniera specifica, prima di affrontare i problemi singoli (per quanto potrebbe essere anche affrontata implicitamente durante la discussione sui singoli poteri); ma \u00e8 vero altres\u00ec che la proposta di riconoscere al Parlamento e quindi all\u2019organo specifico del potere legislativo, una funzione di controllo politico sopra gli altri poteri dello Stato \u00e8 gi\u00e0 un modo particolare di concepire ed applicare il criterio della divisione dei poteri. \u00c8 da rilevare tuttavia che l\u2019ordine del giorno Patricolo distingue i due compiti del Parlamento: da una parte la funzione legislativa e dall\u2019altra una funzione di carattere preminente e sovrano.<\/p><p>PORZIO propone che l\u2019ordine del giorno venga posto in votazione per divisione, perch\u00e9 sulla prima parte, concernente la divisione dei poteri non v\u2019\u00e8 da-discutere, in quanto non esiste Costituzione che non attui la divisione dei poteri, mentre sulla seconda parte, relativa alla vigilanza e controllo del Parlamento sugli altri poteri dello Stato, vi possono essere dissensi.<\/p><p>PERASSI osserva che sul concetto della divisione dei poteri tutti sono concordi, ma vi \u00e8 un altro punto sul quale sarebbe opportuno che il proponente desse qualche spiegazione: quello in cui parla di un riconoscimento delle funzioni politiche di vigilanza e di controllo del Parlamento su tutti i poteri dello Stato.<\/p><p>Fin che si tratta di vigilanza e controllo sul potere esecutivo, egli \u00e8 d\u2019accordo; ma qui si parla di tutti i poteri dello Stato. Ora, in che senso il proponente intende quest\u2019ultima proposizione? Su questo punto ritiene opportuno qualche chiarimento.<\/p><p>PATRICOLO precisa che, ove sia stabilito che i poteri dello Stato devono essere divisi, si deve andare fino alle ultime conseguenze di questa affermazione, perch\u00e9 in tutte le legislazioni moderne si parla di divisione dei poteri, ma altro \u00e8 parlarne ed altro \u00e8 attuarla. Il potere giudiziario, oggi, in un certo senso, dipende dal potere esecutivo.<\/p><p>Esiste un ministro politico a capo del potere giudiziario che ha, come tutti sanno, le sue inframmettenze attraverso l\u2019istituto del pubblico ministero. Il giorno in cui si crei un potere giudiziario veramente indipendente, le funzioni del Ministero di grazia e giustizia devono passare integralmente al potere giudiziario, ed allora anche il potere giudiziario, come il potere esecutivo, deve essere in un certo senso soggetto alla sovranit\u00e0 popolare che si esprime attraverso il Parlamento in tutte quelle manifestazioni che non sono di stretto carattere funzionale della magistratura. Ecco perch\u00e9 egli estende il controllo e la vigilanza del Parlamento a tutti gli altri poteri, in quanto il potere giudiziario, se \u00e8 autonomo, ha delle funzioni, oltrech\u00e9 di amministrazione della giustizia, anche amministrative. Quando si concepisce la divisione dei poteri con l\u2019indipendenza del potere giudiziario, \u00e8 necessario che si estenda la vigilanza e il controllo del Parlamento anche al potere giudiziario, controllo su quelle funzioni amministrative che oggi sono esercitate dal Ministero di grazia e giustizia. Posta la divisione dei poteri, \u00e8 giusto che anche il potere giudiziario, e per esso il suo capo, risponda al Parlamento dei suoi atti. Quando sia stabilito nella Costituzione quali sono i compiti e le funzioni del potere giudiziario, ove la magistratura abbia a mancare a questi suoi compiti, il Parlamento, rappresentante della volont\u00e0 popolare, deve poter chiedere spiegazioni e delucidazioni.<\/p><p>CALAMANDREI, come relatore sul potere giudiziario, non vorrebbe che si pregiudicasse con enunciazioni puramente teoriche che possono avere ripercussioni varie sull\u2019argomento, che invece va trattato in pieno sotto tutti i suoi aspetti. Non crede che abbia importanza un articolo in cui si enunci il proposito di voler rispettare il principio della divisione dei poteri: questo principio sar\u00e0 rispettato pi\u00f9 o meno, secondo il modo in cui si organizzano in concreto i vari organi. Quindi non vede la necessit\u00e0 di prendere una posizione preliminare teorica su questo punto, e chiede che sia riservata la discussione al momento in cui uno dei senatori far\u00e0 la relazione sul tema del potere giudiziario.<\/p><p>TARGETTI, per evitare di entrare in una discussione teorica che occuperebbe molto tempo, suggerisce di considerare il principio affermato, pi\u00f9 che come una premessa, come una conseguenza di quello che verr\u00e0 deliberato quando si stabiliranno i poteri del Parlamento. Non vede quindi alcuna necessit\u00e0 di fare una affermazione di principio.<\/p><p>TOSATO concorda con l\u2019onorevole Targetti e propone anch\u2019egli di rinviare la discussione dell\u2019ordine del giorno Patricolo. Il problema della divisione dei poteri verr\u00e0 in discussione di volta in volta, quando si tratter\u00e0 di determinare le competenze specifiche del potere legislativo e del potere giudiziario.<\/p><p>D\u2019altra, parte, l\u2019ordine del giorno di Patricolo non gli sembra felice, perch\u00e9 di divisione di poteri si pu\u00f2 parlare in due sensi: come divisione di organi e come divisione costituzionale di funzioni.<\/p><p>PRESIDENTE osserva che, se l\u2019onorevole Patricolo accedesse al criterio indicato, che non significa repulsa del suo ordine del giorno, ma attesa del momento pi\u00f9 opportuno per esaminarlo, si potrebbe riprendere la discussione dal punto in cui \u00e8 rimasta sospesa. Se l\u2019onorevole Patricolo chiede invece che il suo ordine del giorno sia posto ai voti, non vi \u00e8 che procedere alla votazione.<\/p><p>PATRICOLO insiste nel chiedere che la Sottocommissione prenda in esame il suo ordine del giorno, perch\u00e9 \u00e8 pregiudiziale che la Sottocommissione ammetta o respinga fin dal principio il concetto assolutamente democratico della divisione dei poteri.<\/p><p>PRESIDENTE teme che si entri in una di quelle questioni procedurali che, se risolte solamente sulla base della procedura, possono sboccare in una conclusione non rispondente in realt\u00e0 al pensiero e all\u2019intenzione di coloro che votano.<\/p><p>La questione della divisione dei poteri sta alla base, anzi rappresenta il midollo della discussione che si deve affrontare; ma l\u2019affrontarla e deciderla in questo momento, come risulta evidente dalle dichiarazioni fatte da alcuni commissari, lascerebbe in dubbio parecchi colleghi, che potrebbero perci\u00f2 essere tratti a respingere l\u2019ordine del giorno Patricolo. Ci\u00f2 potrebbe determinare l\u2019impressione che la Sottocommissione sia contraria al principio della divisione dei poteri, ci\u00f2 che non sarebbe corrispondente alla realt\u00e0, o al pensiero di almeno una parte dei commissari.<\/p><p>LUSSU, per rendere omaggio al pensiero espresso da vari colleghi, propone che sia votato il rinvio della discussione dell\u2019ordine del giorno Patricolo.<\/p><p>PRESIDENTE mette ai voti la proposta Lussu.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvata<\/em>).<\/p><p>Mette in discussione il problema della struttura del potere legislativo.<\/p><p>CASTIGLIA, <em>Relatore<\/em>, crede che, risolto in via pregiudiziale il problema del tipo di regime da scegliere, sia altrettanto importante risolvere ora in via pregiudiziale la questione accennata dai due relatori, onorevole Mortati e onorevole Conti, del sistema bicamerale o monocamerale, perch\u00e9 dalla risoluzione di questo problema possono derivare delle conseguenze suscettibili di influenzare tutto il resto della discussione e l\u2019attuazione pratica dei princip\u00ee che sono stati e saranno ancora esposti, specialmente quando sar\u00e0 il momento di venire all\u2019articolazione ed alle conclusioni pratiche.<\/p><p>Personalmente accetta il sistema bicamerale, per varie considerazioni, molte delle quali sono state gi\u00e0 espresse dai relatori.<\/p><p>La genesi del sistema bicamerale \u00e8 inglese e rimonta a parecchi secoli fa. Il richiamo alla genesi sta a dimostrare come il sistema bicamerale abbia avuto ed abbia delle ragioni di vitalit\u00e0 che trascendono i motivi contingenti che ne determinarono la nascita allora, motivi contingenti che sono stati superati dagli avvenimenti.<\/p><p>Ma, accanto a questa genesi storica, statino altre ragioni che consigliano l\u2019adozione del sistema bicamerale: ragioni di carattere pratico e di carattere giuridico.<\/p><p>Per ovviare all\u2019inconveniente di cui tutti sentono la preoccupazione, cio\u00e8 alla instabilit\u00e0 del governo, prima di tutto \u00e8 necessario il sistema bicamerale.<\/p><p>Non \u00e8 opportuno accentrare in una sola Camera il potere legislativo che diventerebbe cos\u00ec quasi onnipotente. \u00c8 opportuno, invece, contrapporre all\u2019un corpo legislativo un altro corpo, non per desiderio di contrapposizione o di ostacolo, ma affinch\u00e9 attraverso l\u2019urto delle convinzioni, l\u2019urto delle mentalit\u00e0, possa la legge aderire veramente alle esigenze del paese.<\/p><p>Altra ragione che \u00e8 stata particolarmente sottolineata dall\u2019onorevole Mortati ed anche dall\u2019onorevole Conti \u00e8 quella della integrazione della rappresentanza secondo due criteri: uno di carattere regionale, e l\u2019altro di interesse sociale.<\/p><p>Dal punto di vista dell\u2019interesse sociale, crede che l\u2019integrazione della rappresentanza possa essere raggiunta con l\u2019istituzione di due Camere, mentre non potrebbe esserlo con una sola, perch\u00e9 col sistema elettorale attuale, o con quello che sar\u00e0 stabilito, non si pu\u00f2 ottenere la completezza della rappresentanza secondo il criterio dell\u2019interesse sociale. Della seconda Camera i componenti dovranno essere scelti con criteri, che si stabiliranno in seguito, diversi da quelli che devono seguirsi per l\u2019elezione dei deputati alla Camera dei deputati.<\/p><p>Sarebbe poi possibile integrare la rappresentanza secondo gli interessi regionali, la qual cosa \u00e8 molto importante perch\u00e9 la nostra Costituzione, a quanto pare, si avvia verso l\u2019istituzione dell\u2019ente regione munito di potere legislativo ed esecutivo. Nella dottrina \u00e8 stata riconosciuta assolutamente necessaria nei regimi federalistici l\u2019istituzione della seconda Camera con riguardo agli interessi regionali. In un regime regionalistico, il quale ha molti punti di contatto con quello federalistico, tanto che pu\u00f2 forse dirsi che la differenza sia solo di terminologia, per gli stessi motivi diventa necessaria una integrazione della rappresentanza.<\/p><p>Altra ragione che milita a favore della bicameralit\u00e0 \u00e8 quella delle competenze, che spesso rimangono fuori della prima Camera, a causa del sistema elettorale.<\/p><p>Poi vi \u00e8 il motivo della maggiore elaborazione e del perfezionamento delle leggi, che, attraverso un duplice esame, possono guadagnare dal punto di vista tecnico giuridico. Ed \u00e8 da considerare anche il punto di vvista della tempestivit\u00e0, perch\u00e9 spesso il ritardare un provvedimento o l\u2019elaborazione di una legge pu\u00f2 far s\u00ec che questo provvedimento non abbia la voluta efficacia.<\/p><p>Il sistema bicamerale infine \u00e8 particolarmente sentito come necessario nel regime, che si \u00e8 deciso di adottare, della repubblica parlamentare, perch\u00e9 la duplicit\u00e0 agevola la soluzione di conflitti che potrebbero sorgere tra Parlamento e Gabinetto; essa, cio\u00e8, assicura la necessaria maggiore stabilit\u00e0 del Governo.<\/p><p>Naturalmente non sono, queste, considerazioni complete: ha fatto una elencazione, grosso modo, delle principali ragioni che militano a favore della bicameralit\u00e0; ma altre ve ne sono che potrebbero essere esposte.<\/p><p>Dall\u2019accoglimento del sistema bicamerale discendono altri importanti problemi, come quello della equiparazione o meno dei poteri delle due Camere. Il precedente inglese dei poteri della Camera Alta pi\u00f9 limitati rispetto a quelli della Camera dei Comuni, \u00e8 la conseguenza di un fatto contingente, verificatosi nel 1911 a proposito della questione irlandese, e quindi non pregiudica la questione di carattere sostanziale della perfetta eguaglianza dei poteri delle due Assemblee.<\/p><p>Altra questione \u00e8 quella delle fonti di derivazione, circa la quale, seguendo il criterio indicato dall\u2019onorevole Conti nella sua relazione, si dovrebbe ricorrere ad un sistema misto per il reclutamento dei senatori, che dovrebbero essere scelti per la massima parte con un metodo elettivo di secondo grado, e cio\u00e8 attraverso le Assemblee regionali. Altri modi di reclutamento potrebbero essere quello della cooptazione, cio\u00e8 della scelta da parte dello stesso Senato di un certo numero di senatori, e, sempre in armonia a ci\u00f2 che \u00e8 stato detto a proposito degli interessi sociali e delle competenze, la elezione da parte di Consigli accademici, di organizzazioni sindacali, di enti culturali. Si dovrebbe, infine, lasciare una limitata possibilit\u00e0 di nomina diretta al Capo dello Stato, entro determinate categorie.<\/p><p>A conclusione del suo dire, presenta il seguente ordine del giorno:<\/p><p>\u00abLa Seconda Sottocommissione:<\/p><p>ritenuto che il sistema bicamerale appare il pi\u00f9 idoneo ad assicurare la integrazione della rappresentanza secondo il criterio degli interessi sociali regionali:<\/p><p>che esso assicura l\u2019assunzione di quelle competenze specifiche che col sistema monocamerale potrebbe rimanere incompleta;<\/p><p>che tale sistema garantisce un corpo di leggi politicamente pi\u00f9 rispondenti ai bisogni del Paese, tecnicamente pi\u00f9 elevate e perfette;<\/p><p>tenuto presente che la istituzione delle due Camere \u00e8 pi\u00f9 aderente all\u2019esigenze politico-giuridiche nascenti dall\u2019adozione del regime parlamentare;<\/p><p>fa voti perch\u00e9 la nuova Costituzione della Repubblica italiana adotti il sistema bicamerale, istituendo accanto alla Camera dei Deputati, espressione della volont\u00e0 politica del popolo, il Senato, espressione oltre che della stessa volont\u00e0 politica, degli interessi sociali e regionali del Paese, nella cui sintesi e armonia si ravvisano i mezzi pi\u00f9 idonei per una legislazione veramente rispondente alle aspirazioni della Nazione\u00bb.<\/p><p>LA ROCCA dichiara che, per principio, i Commissari comunisti sono favorevoli al sistema della Camera unica. Se la radice della sovranit\u00e0 \u00e8 unica, ed \u00e8 il popolo, la volont\u00e0 popolare trova la sua espressione in una Assemblea, la quale rispecchia questa volont\u00e0 ed \u00e8 chiamata ad attuarla.<\/p><p>La seconda Camera ebbe il compilo ben chiaro e preciso di funzionare da freno, da contrappeso, per impedire eventuali eccessi, precipitazioni, cio\u00e8 provvedimenti legislativi troppo affrettati, nell\u2019attivit\u00e0 della Camera dei Deputati. La Camera Alta funzion\u00f2 pertanto come crivello, ed eventualmente anche come coperchio. Ma, se si vuole veramente gettare le basi di un regime democratico che aderisca alla realt\u00e0 moderna, e cio\u00e8 che attui una radicale trasformazione della base sociale \u2013 perch\u00e9 altrimenti non sar\u00e0 mai risolta la situazione \u2013 bisogna aderire a questa realt\u00e0: la Camera unica \u00e8 la pi\u00f9 adatta, la pi\u00f9 acconcia ad eseguire la volont\u00e0 popolare e non si pu\u00f2 ammettere una seconda Camera formata da privilegiati, da nominati dall\u2019alto, da persone investite a vita della carica, perch\u00e9 questo significherebbe riportare nella Repubblica democratica la vecchia impalcatura della monarchia.<\/p><p>Se si dovesse pensare ad una seconda Camera elettiva, posto che la sorgente della sovranit\u00e0 \u00e8 unica, si dovrebbe riconoscere che, quando la volont\u00e0 del popolo \u00e8 bene espressa in una Camera, \u00e8 inutile che si crei un duplicato; che se, invece, si determinano conflitti fra due volont\u00e0 che derivano dalla stessa fonte, questo significa che si \u00e8 verificato quello che in partenza deve sembrare un assurdo, dato che la fonte della volont\u00e0 \u00e8 unica.<\/p><p>Questo vale come affermazione di principio. Ma, poich\u00e9 i comunisti non sono quali di solito vengono presentati, e poich\u00e9 pare che vi possano essere delle preoccupazioni e che si voglia abbondare nelle garanzie, fatta questa affermazione di principio, essi non si oppongono in maniera categorica alla istituzione di una seconda Camera, che per\u00f2, anche per evitare un cattivo ricordo, non potr\u00e0 pi\u00f9 essere chiamata Senato. Ma un fatto dovr\u00e0 essere ben chiaramente stabilito: la seconda Camera non potr\u00e0 n\u00e9 dovr\u00e0 essere se non elettiva. Naturalmente si dovr\u00e0 trovare il corpo elettorale adatto, perch\u00e9, per le ragioni spiegate prima, non si pu\u00f2 ammettere che dalla stessa fonte elettorale derivino due volont\u00e0 diverse. E poich\u00e9 si inclina verso l\u2019adozione dello stato regionale, bisogner\u00e0 vedere se nella regione non possa trovarsi la fonte per l\u2019elezione della seconda Camera, per quanto in fatto di autonomia bisogna intendersi e procedere con cautela, perch\u00e9 i rischi non sono pochi: e questo dice nell\u2019interesse generale dell\u2019unit\u00e0 politica ed economica del Paese che sta soprattutto a cuore a tutti.<\/p><p>Questo corpo elettorale potrebbe eventualmente essere costituito dai Consigli regionali. Il Parlamento risulter\u00e0 composto di due organi, che potranno chiamarsi Consiglio Nazionale e Assemblea Nazionale; e si stabiliranno la competenza e gli attributi di ognuno, su piede di parit\u00e0 o no, con un determinato numero di membri, ecc., ma, ripete, la base dell\u2019esistenza della seconda Camera non potr\u00e0 essere se non l\u2019elettorato, con esclusione di qualsiasi corpo estraneo e di nicchie in cui collocare delle statue in una maniera fissa, soltanto per la ragione che Tizio o Caio sono diventati capi di un determinato ufficio. Se si ritiene opportuno che esista questo secondo organo, che funzioni non gi\u00e0 da freno, perch\u00e9 questa \u00e8 un\u2019idea non accettabile, ma per maggiore garanzia del sistema parlamentare, per collaborare e dare il suo contributo alla formazione delle leggi, i membri della seconda Camera non possono che essere l\u2019espressione di un bisogno nazionale e soprattutto di una volont\u00e0 popolare.<\/p><p>LUSSU deve enunciare il principio che un regime democratico parlamentare in tanto \u00e8 solido in quanto sia la conseguenza di una evoluzione, di una rivoluzione democratica e tenda a razionalizzare le conquiste ottenute attraverso la rivoluzione. Ma deve pur constatare che non siamo in questa situazione, ci\u00f2 che gli rincresce profondamente. Quindi bisogna rendersi conto della situazione presente, che \u00e8 fatta di compromesso: cos\u00ec \u00e8 possibile il governo, cos\u00ec \u00e8 possibile la nostra democrazia. L\u2019 Italia \u00e8 entrata in quello che gli stranieri considerano il suo genio particolare: il compromesso; e il criterio delle due Camere \u00e8 il risultato di questo compromesso. Teoricamente egli sarebbe per una Camera unica; ma ne mancano le premesse, e quindi bisogna arrivare alle due Camere, e la maggioranza della Sottocommissione arriver\u00e0 per necessit\u00e0 a questa conclusione.<\/p><p>Ma, prima di entrare in merito alla composizione della seconda Camera, crede che sarebbe utile conoscere quali poteri si intende attribuirle perch\u00e9, se questa Camera ha un potere vasto, la sua composizione dovr\u00e0 risultare in un modo, e se ha un potere molto minore, dovr\u00e0 risultare in un altro.<\/p><p>Trova strano, per esempio, che, a parit\u00e0 di poteri fra le due Camere, la seconda Camera debba essere eletta come risulta dal testo proposto dall\u2019onorevole Conti, al quale l\u2019onorevole Castiglia aderisce. Trova strano che una seconda Camera, composta da rappresentanti degli ordini professionali e da professori di universit\u00e0 \u2013 con tutta la stima che ha per l\u2019alta cultura \u2013 abbia il diritto di mettere in mora o di far cadere la Camera sovrana eletta dal popolo con libere elezioni.<\/p><p>Ancora di pi\u00f9 trova strana la proposta dell\u2019onorevole Conti \u2013 che, se non fosse quel puro repubblicano che tutti conoscono, sembrerebbe imbevuto di spirito monarchico \u2013 che questo potere debbano avere i dieci eletti a vita. \u00c8 deferente verso gli scienziati, ma non pu\u00f2 deferire ad uno che diventa uomo politico perch\u00e9 professore universitario o scienziato.<\/p><p>Bisogna dunque fissare anzitutto i poteri della seconda Camera. Quelli che aveva la Camera francese e quelli che ha l\u2019Alta Camera in Inghilterra sono totalmente differenti. In Francia il Senato rappresentava un grosso correttivo alla Camera dei Deputati e sono numerose le crisi create dal Senato. Bisogna dire che, per quanto composto da un corpo prevalentemente conservatore, in gran parte eletto dal partito radicale, il Senato francese pi\u00f9 volte ha fatto cadere governi sia di destra che di sinistra. Comunque, aveva un potere estremamente accentuato nell\u2019ingranaggio statale. Invece l\u2019Alta Camera in Inghilterra non ha nessuno di questi poteri: ne aveva qualcuno, ma ne \u00e8 stato totalmente spodestato all\u2019epoca della magnifica lotta sostenuta dall\u2019Irlanda e, pure essendo un rispettabile consesso, non ha pi\u00f9 alcun valore politico nella vita inglese.<\/p><p>Se la seconda Camera deve uniformarsi al tipo inglese, sar\u00e0 possibile immettervi dei professori d\u2019universit\u00e0 o dei vescovi o altre categorie di cittadini, che invece non potranno trovarvi posto per il solo fatto di essere vescovi o professori, se il tipo sar\u00e0 quello francese.<\/p><p>Vede con una certa preoccupazione le due Camere aventi gli stessi poteri, ci\u00f2 che costituirebbe un intralcio allo sviluppo dell\u2019azione politica. La seconda Camera dovrebbe avere un potere ridotto, e non quello stesso della prima. E aggiunge che a suo parere costituisce una confusione l\u2019elezione di una seconda Camera, anche se essa debba avere poteri limitati.<\/p><p>Quanto alla composizione quale risulta dalla proposta del relatore, accolta dall\u2019onorevole Castiglia, trova che questa non si adatta alla democrazia moderna, ma \u00e8 un sistema arretrato, come quello dei paesi balcanici di prima dell\u2019entrata in guerra. Se si vuol tener conto del particolare apporto che pu\u00f2 essere dato da professori di universit\u00e0 o da rappresentanti di organizzazioni sindacali, non si pu\u00f2 dimenticare che essi devono essere prevalentemente l\u2019espressione di una aspirazione, di un ideale politico: solo a questa condizione quegli elementi possono entrare nel Parlamento. Cos\u00ec oggi si assiste all\u2019elezione di uomini altamente rappresentativi dal punto di vista sindacale, come gli onorevoli Di Vittorio, Grandi, Lizzadri ed altri, senza che sia necessario includerli nell\u2019elenco dei senatori affinch\u00e9 possano esprimere i loro concetti sociali e tecnici nel Parlamento.<\/p><p>LAMI STARNUTI \u00e8 in gran parte d\u2019accordo con quanto hanno detto l\u2019onorevole La Rocca e l\u2019onorevole Lussu.<\/p><p>Senza dubbio una Camera unica riuscirebbe meglio a interpretare la volont\u00e0 popolare, mentre il sistema bicamerale non \u00e8 essenziale al regime parlamentare. Basta l\u2019esempio inglese in cui la Camera dei Lords non \u00e8 pi\u00f9, pu\u00f2 dirsi, che una superfetazione. Solo vi pu\u00f2 essere l\u2019opportunit\u00e0, e non lo nega, di un secondo esame, di una rielaborazione della legge, e dovrebbe questo essere il compito della seconda Camera.<\/p><p>Sostanziale in questo problema \u00e8 lo stabilire la derivazione della seconda Camera. A questo proposito deve dire subito e apertamente che i deputati socialisti non aderiranno mai ad un sistema che voglia fare di questa un correttivo del suffragio universale, dell\u2019espressione della volont\u00e0 popolare manifestata attraverso le elezioni politiche, e quindi combatteranno tutte le proposte che sono state fatte per una formazione mista della seconda Camera. Questa, dal punto di vista politico, deve ripetere, quasi in modo esatto, la prima Camera. Se ci\u00f2 non fosse e, soprattutto se la seconda Camera avesse parit\u00e0 di poteri con la prima, potrebbero sorgere spesso conflitti quasi insanabili, come quello fra la Camera e il Senato francese, presidente del consiglio L\u00e9on Blum. Il conflitto non si avr\u00e0 quando la seconda Camera, nel suo quadro generale, rappresenter\u00e0 la stessa formazione politica della prima, tanto che egli non sarebbe contrario al sistema norvegese, di cui parlava l\u2019onorevole Mortati, cio\u00e8 ad una seconda Camera per geminazione, eletta dalla prima; sistema che, come ha detto l\u2019onorevole Mortati, ha dato buoni frutti.<\/p><p>Se l\u2019opinione della Sottocommissione non fosse questa, pensa che soltanto attraverso le assemblee regionali si dovrebbe far luogo alla formazione della seconda Camera, escluso ogni ricorso a consigli professionali o universitari, a consigli accademici, ogni ricorso a sistemi di cooptazione e, specialmente a quella specie di nomina \u00abregia\u00bb affidata al Presidente della Repubblica di dieci senatori a vita. Quindi: formazione della seconda Camera attraverso le assemblee regionali, i consigli regionali, avendo cura che questi siano creati nello stesso modo del Parlamento nazionale. Aggiunge, al riguardo, che la legge elettorale deve avere sempre carattere nazionale. L\u2019accenno contenuto nelle proposte dell\u2019onorevole Ambrosini, ad una legge elettorale di carattere regionale non lo trova consenziente, perch\u00e9 una legge elettorale particolare potrebbe alterare la proporzione tra le varie regioni e ripercuotersi, quindi, successivamente nella formazione della seconda Camera: se il sistema di elezione della seconda Camera sar\u00e0, come \u00e8 probabile, quello delle assemblee regionali, i Consigli delle regioni dovranno essere formati con lo stesso criterio elettorale con cui si former\u00e0 la Camera dei Deputati, appunto per impedire che, attraverso questa diseguaglianza, la seconda Camera abbia un colore politico diverso dalla prima e contrario all\u2019opinione del corpo elettorale nazionale.<\/p><p>Con questi criteri e con queste riserve, voter\u00e0 non l\u2019ordine del giorno Castiglia, ma una proposta pura e semplice di accettazione del sistema bicamerale.<\/p><p>AMBROSINI. Se il Senato deve nascere occorre che nasca vitale, non collocato in una posizione di netta inferiorit\u00e0 di fronte alla Camera dei Deputati, n\u00e9 costituito sulla base dello stesso sistema di questa. Si deve trattare, \u00e8 evidente, di una seconda Camera diversa da quella che esisteva, e la diversit\u00e0 deve essere segnata dal modo diverso della sua composizione, s\u2019intende su base elettiva.<\/p><p>L\u2019adottare, sia pur con varianti, il criterio che informa la legge elettorale preposta alla formazione della prima Camera, importerebbe in sostanza fare della seconda un doppione e diminuirne quindi in partenza l\u2019autonomia e fors\u2019anche la stessa ragione di esistenza.<\/p><p>Infatti, se \u00e8 vero che l\u2019utilit\u00e0 del Senato deriva dal fatto che pu\u00f2 servire da organo di remora verso le eventuali decisioni precipitate della Camere, e di elaborazione pi\u00f9 perfetta della legislazione, \u00e8 pur vero che esiste in suo favore un\u2019altra ragione pi\u00f9 forte, non di sola opportunit\u00e0, ma di principio: quella appunto della sua radice, del suo modo di composizione diverso da quello della Camera dei Deputati.<\/p><p>Mentre questa \u00e8 formata sulla base delle ideologie politiche e dei partiti da parte dei cittadini elettori raggruppati in modo indifferenziato in collegi elettorali, nei quali \u00e8 meccanicamente diviso il territorio nazionale, l\u2019altra Camera, il Senato, dovrebbe essere formata in modo da rispecchiare le varie forze economiche, sociali, culturali e delle attivit\u00e0 lavorative in generale, che per la stessa impostazione del sistema del suffragio diretto, non riescono ad avere una propria compiuta rappresentanza.<\/p><p>Si tratta di quella rappresentanza della membratura effettiva della societ\u00e0, di quelle forze vive della Nazione a cui nelle precedenti discussioni accenn\u00f2 l\u2019onorevole Piccioni propugnando la necessit\u00e0 del riconoscimento giuridico delle Regioni.<\/p><p>\u00c8 stato detto che una tale rappresentanza diminuirebbe quasi la rappresentanza popolare che si ha nella Camera dei Deputati. Ma non \u00e8 cos\u00ec. L\u2019assegnare una speciale rappresentanza alle varie categorie del corpo sociale non significherebbe affatto fare un passo indietro, n\u00e9 tanto meno limitare sostanzialmente quella che suole chiamarsi la rappresentanza popolare, ma significherebbe completarla, integrarla, in modo che tutti i bisogni, tutte le esigenze del paese possano avere una propria espressione ed una propria voce.<\/p><p>Ci\u00f2 \u00e8 sommamente utile dal punto di vista tecnico, perch\u00e9 nessuno come i rappresentanti delle categorie interessate pu\u00f2 prospettarne ed illustrarne i bisogni avanti all\u2019Assemblea; ed \u00e8 egualmente utile dal punto di vista politico, per il peso appunto che tali categorie vengono ad assumere nella rappresentazione di tutta la realt\u00e0 economica, sociale e culturale della Nazione.<\/p><p>Ne \u00e8 a dire che si tratta di rappresentanza di interessi particolaristici, perch\u00e9 si tratta di interessi di vaste categorie dell\u2019attivit\u00e0 umana, che possono magari essere prospettati da un punto di vista specifico, ma che necessariamente finiscono per venire esaminati e vagliati dall\u2019Assemblea nel suo complesso dal punto di vista generale, con criterio armonico, globale, cio\u00e8, in definitiva, con criterio politico.<\/p><p>\u00c8 per ci\u00f2 che, pur divergendo dalla prima Camera nel modo della sua formazione, la seconda Camera finisce per funzionare e per arrivare alle sue decisioni in vista dello stesso scopo generico che persegue la prima, in vista cio\u00e8 dell\u2019interesse generale della Nazione. Cosicch\u00e9 ne deriva non la menomazione della volont\u00e0 popolare, sibbene il suo completamento, la sua integrazione.<\/p><p>Come dovrebbe procedersi, guardando la questione da un punto di vista concreto, alla costituzione di questa seconda Camera?<\/p><p>Tenendo presente la complessa realt\u00e0 sociale, sembra utile arrivare ad una forma mista di rappresentanza.<\/p><p>Per quanto si riferisce alle attivit\u00e0 produttive, intesa questa espressione nel senso pi\u00f9 lato, ci sono gli interessi dell\u2019agricoltura, dell\u2019industria, del commercio, dei trasporti e di altre attivit\u00e0 produttive, per l\u2019insieme delle quali vanno naturalmente prese in considerazione le varie categorie dei lavoratori.<\/p><p>Ci sono le esigenze della cultura, delle arti, delle scienze, delle professioni, che debbono anch\u2019esse avere la loro voce dell\u2019Assemblea.<\/p><p>E c\u2019\u00e8 poi il campo vastissimo delle esigenze e degli interessi territoriali, anzitutto della Regioni. Al qual proposito \u00e8 opportuno notare che la rappresentanza non potrebbe essere eguale per tutti le Regioni, ma che dovrebbe attribuirsi ad ogni Regione una rappresentanza proporzionata alla sua popolazione.<\/p><p>Ci sono inoltre gli interessi territoriali dei Comuni e, nel caso che siano conservate, delle Provincie, che vanno anch\u2019essi tenuti presenti.<\/p><p>Ed infine si potrebbe accettare la proposta dell\u2019onorevole Conti tendente all\u2019ammissione nella seconda Camera di un ristretto, o magari ristrettissimo numero di senatori nominati dal Capo dello Stato.<\/p><p>Ci sono personalit\u00e0 di altissima esperienza e valore, che per il loro temperamento od il loro ufficio non vogliono o non possono prendere parte alle competizioni elettorali. Privare la seconda Camera dell\u2019apporto di tali uomini non \u00e8 opportuno. Per ci\u00f2 pu\u00f2 ammettersi che il Capo dello Stato possa procedere, in misura, siccome si \u00e8 detto, limitata o limitatissima alla nomina di tali uomini, predeterminandosi magari le categorie dalle quali sarebbe consentito di presceglierli.<\/p><p>Prima di chiudere ritiene opportuno di dare un chiarimento a quanto si \u00e8 detto circa la Camera dei Lords.<\/p><p>I poteri di questa Camera sono stati molto limitati, ma non ridotti a nulla.<\/p><p>I Lords possono ancora mettere una remora alle leggi votate dai Comuni, ed i Lords inoltre esercitano sull\u2019operato del Governo e sulla politica in generale una funzione di critica, che in un paese come l\u2019Inghilterra, dove la pubblica opinione ha molto peso, non va affatto svalutata.<\/p><p>Dovrebbe inoltre chiarire un altro punto riguardo alla similitudine che da un collega \u00e8 stata fatta, parlando della rappresentanza regionale nel Senato, tra il sistema dell\u2019autonomia regionale ed il sistema federale. Ma si riserva di intrattenersi su tale problema, quando verr\u00e0 in discussione il progetto sulle autonomie regionali.<\/p><p>(<em>La<\/em> <em>seduta, sospesa alle 18.55,<\/em> \u00e8 <em>ripresa alle 19.25<\/em>).<\/p><p>MANNIRONI condivide pienamente le argomentazioni dell\u2019onorevole Ambrosini. Non pu\u00f2 invece condividere il punto di vista, espresso dagli onorevoli La Rocca, Lussu e Lami Starnuti, i quali, pur manifestando, in linea di principio, la loro simpatia per il sistema unicamerale, finiscono per\u00f2 per aderire al sistema bicamerale, quasi per effetto di un compromesso, come si \u00e8 espresso l\u2019onorevole Lussu. Ora, non si pu\u00f2 accogliere un istituto di tanta importanza per semplice compromesso; n\u00e9 si capisce con chi sarebbe da farsi questo compromesso. Se sono convinti che la maggioranza della Sottocommissione \u00e8 per il sistema bicamerale in contrasto con la loro teoria o col loro punto di vista, ma ritengono che questo sia pienamente fondato, essi non hanno motivo di arrendersi cos\u00ec facilmente. Si tratta di creare un nuovo istituto e non si pu\u00f2, come diceva l\u2019onorevole Ambrosini, svalutarlo con l\u2019affermare che lo creiamo per compromesso, perch\u00e9 si creerebbe un organismo non vitale, screditato a priori e che il popolo italiano non prenderebbe nella dovuta considerazione.<\/p><p>Il sistema bicamerale \u00e8 assolutamente necessario ed \u00e8 fondato su diverse ragioni, che l\u2019onorevole Ambrosini ha gi\u00e0 espresse lucidamente e che egli intende integrare. \u00c8 un organismo necessario, in quanto deve servire a portare in seno al potere legislativo la voce e delle regioni e delle classi produttive, che hanno diritto di dare alla formazione delle leggi quel contributo tecnico, di specializzazione, che gli uomini puramente politici spesso non possono dare.<\/p><p>Circa l\u2019affermazione che la seconda Camera dovrebbe essere espressione, prima di tutto, delle regioni, richiama le discussioni fatte quando si \u00e8 parlato di regione, nelle quali si \u00e8 riconosciuto che si vuole determinare uno spostamento del centro di gravit\u00e0 nella struttura dello Stato, nel senso di far passare molte funzioni dallo Stato alle regioni. Perci\u00f2 si \u00e8 riconosciuta alle regioni una funzione specifica, organica, autonoma, istituzionale. Ora, da quelle premesse deriva l\u2019inevitabile conseguenza che le regioni devono avere la loro rappresentanza in seno al potere legislativo, devono avere la possibilit\u00e0 costituzionale di portare la loro voce l\u00e0 dove si legifera, anche nella sfera che interessa direttamente le regioni.<\/p><p>Data alle regioni la possibilit\u00e0 di avere una loro rappresentanza diretta in seno al potere legislativo, si pu\u00f2 finalmente rendere giustizia anche alle cosiddette regioni povere, le quali hanno creduto finora di non avere avuto la debita considerazione in sede nazionale. Facendole partecipare, con poteri eguali o con paritetica rappresentanza, alla seconda Camera legislativa, si d\u00e0 loro il modo e la possibilit\u00e0 di far sentire finalmente la loro voce e di far valere i loro interessi diretti in sede nazionale; e con ci\u00f2 si evita anche il pericolo, da molti accennato e temuto, che con il regionalismo si crei una specie di forza centrifuga, disintegratrice dell\u2019unit\u00e0 nazionale. Infatti, quando si d\u00e0 alle regioni la possibilit\u00e0 di partecipare alla vita dello Stato in seno alla seconda Camera, si d\u00e0 loro il modo di partecipare direttamente alla vita del paese in sede nazionale, ravvicinandole tra di loro e ravvicinandole, soprattutto, alla vita dello Stato e alla fonte della legge. Onde, assegnando alla seconda Camera la rappresentanza degli organi territoriali fondamentali, quali sono le regioni, si \u00e8 in perfetta aderenza logica alle premesse che si sono poste quando si \u00e8 votata la mozione relativa all\u2019istituto dell\u2019ente regione.<\/p><p>Ma la seconda Camera deve dare anche possibilit\u00e0 a tutte le classi produttrici di essere rappresentate nell\u2019organizzazione del potere legislativo. Non si intende con ci\u00f2 tornare all\u2019organo corporativo di infausta memoria; ma si vuole che tutte le classi produttrici, in tutti i loro settori e in tutti i loro gradi, abbiano il diritto di far valere le loro ragioni, di tutelare i loro interessi, di portare la voce della loro esperienza l\u00e0 dove si elaborano le leggi.<\/p><p>Accenna quindi al modo in cui questa Camera si deve costituire, senza entrare in dettagli, e per aderire all\u2019invito dell\u2019onorevole Lussu, il quale diceva che, per potersi decidere ad accettare il sistema bicamerale, dovrebbe sapere quale sia la funzione della seconda Camera e come questa si debba costituire.<\/p><p>La funzione di questa seconda Camera, se non sar\u00e0 di piena parit\u00e0 con la prima, dovr\u00e0 avere notevole importanza, nel senso che essa dovr\u00e0 collaborare con la prima nella formazione delle leggi. Non avr\u00e0 il potere di provocare delle crisi dando voti di sfiducia al Governo, ma dovr\u00e0 avere questa parit\u00e0 di funzioni nel campo legislativo, affinch\u00e9 sia un organismo vitale e possa portare un contributo rilevante nella elaborazione legislativa. E allora, come potr\u00e0 costituirsi la seconda Camera, tenendo presenti le esigenze della rappresentanza territoriale delle regioni e della rappresentanza delle classi produttive?<\/p><p>Non aderisce all\u2019idea, alla quale pare abbia aderito l\u2019onorevole Ambrosini, gi\u00e0 espressa dall\u2019onorevole La Rocca e da altri: che, cio\u00e8, la seconda Camera debba essere eletta a suffragio universale, come la prima, perch\u00e9, con questa soluzione si creerebbe un doppione veramente inutile e pericoloso, mettendo ogni cittadino, probabilmente nella stessa epoca o data, nella condizione di esprimere in duplice sede un unico pensiero ed un unico orientamento. Questa rappresentanza territoriale delle regioni e delle classi produttive si pu\u00f2 realizzare utilmente in sede di formazione della seconda Camera, stabilendo che la seconda Camera debba essere formata dalle assemblee regionali con una elezione di secondo grado. \u00c8 stato detto che le assemblee regionali sono la espressione pi\u00f9 diretta della volont\u00e0 popolare in sede di regione. Se si parte da questo presupposto, non vi \u00e8 motivo per non concedere a queste assemblee la facolt\u00e0 e il diritto di eleggere la seconda Camera, la quale risulterebbe come una riproduzione ingrandita dell\u2019aspetto delle assemblee regionali, cos\u00ec come si costituiscono in seguito alla elezione a suffragio universale.<\/p><p>Si potrebbe obiettare che in tal modo si corre il rischio di non avere la rappresentanza paritetica delle regioni e la rappresentanza delle categorie produttive; ma a questo eventuale inconveniente si pu\u00f2 rimediare, facendo in modo che le Assemblee regionali siano costituite per un terzo da elementi politici, e per due terzi da elementi tecnici. Cio\u00e8, si dovrebbe porre una limitazione alla libert\u00e0 di voto dei cittadini, nel senso che essi debbano scegliere come rappresentanti regionali esponenti di determinate categorie economiche e produttive o sindacali. Cos\u00ec si potrebbe avere la riproduzione, in sede nazionale, dell\u2019ambiente economico e sociale delle regioni: e si raggiungerebbe lo scopo di creare un organismo, quale tutti desiderano, che sia non un inutile doppione della prima Assemblea, ma un organo quasi tecnico, il quale porti nella elaborazione delle leggi quel contributo che solo le classi direttamente interessate possono portare.<\/p><p>Conclude che in questo modo si va incontro alle esigenze progressiste che sono state fatte presenti. Se tutte le classi produttrici potranno essere rappresentate nella seconda Camera, si sar\u00e0 compiuta opera veramente democratica. E a chi obietta che i rappresentanti delle organizzazioni sindacali possono essere eletti nella prima Camera, si risponde che una cosa \u00e8 dare veste di uomini politici a quegli organizzatori sindacali, facendoli entrare nella prima Camera legislativa, ed altra cosa \u00e8 dare direttamente al lavoratore la possibilit\u00e0 di partecipare di persona alla formazione delle leggi.<\/p><p>NOBILE ritiene di dover intervenire nella discussione \u2013 per quanto prima di lui abbiano interloquito cos\u00ec alte competenze nella materia in discussione \u2013 e di considerare il problema da un punto di vista personale, con la mentalit\u00e0 del tecnico.<\/p><p>Afferma di non credere alla opportunit\u00e0 e tanto meno alla necessit\u00e0 di due Camere. \u00c8 un errore riferirsi alle tradizioni storiche per giustificare la creazione di una seconda Camera, nel momento attuale in cui il mondo sta subendo cos\u00ec profondi sconvolgimenti. Una seconda Camera si potrebbe ammettere solo se lo Stato italiano fosse uno stato federale, perch\u00e9 in una federazione di stati \u00e8 necessario dare la possibilit\u00e0 di manifestarsi agli interessi dei singoli stati, cos\u00ec come avviene in America e nell\u2019Unione Sovietica. A questo proposito per\u00f2 dissente da chi afferma che le due Assemblee, in tal caso, non possono trovare origine dallo stesso corpo elettorale. Avviene cos\u00ec in America e nell\u2019U.R.S.S.; solo che in quest\u2019ultimo stato le singole repubbliche hanno un numero eguale di rappresentanti indipendentemente dalla loro estensione e dalla loro popolazione.<\/p><p>Ma l\u2019Italia non \u00e8 uno stato federale. Vi sono, \u00e8 vero, delle regioni, ed \u00e8 stato rilevato il pericolo che da uno stato regionalista si finisca con lo scivolare lentamente verso uno stato federalista. Ricorda di essersi pronunciato contro la creazione dell\u2019ente regione e coerentemente \u00e8 ora avverso all\u2019istituzione della seconda Camera, anche se questa dovesse essere soltanto espressione delle regioni.<\/p><p>Un motivo della sua avversione \u00e8 in ci\u00f2 che ha detto l\u2019onorevole La Rocca: se le due Camere sono d\u2019accordo, la seconda \u00e8 superflua; se sono in disaccordo allora la bicameralit\u00e0 \u00e8 dannosa. Ricorda, al riguardo che in Inghilterra, ove anche i conservatori come Churchill non sono affatto contenti del loro sistema parlamentare, sono state proposte Camere suppletive a quella dei Comuni, ma con competenza completamente distinta: cos\u00ec Churchill proponeva un Parlamento, emanazione della Camera dei Comuni, che si occupasse esclusivamente di questioni economiche; ed una socialista, Beatrice Webb, sosteneva l\u2019istituzione di una Camera che si occupasse di questioni sociali. Ma queste proposte non ebbero alcun seguito.<\/p><p>L\u2019altra ragione per cui \u00e8 contrario alla istituzione della seconda Camera \u00e8 che una seconda Camera \u00e8 una cosa assurda, se ha gli stessi compiti della prima; come \u00e8 assurdo in un\u2019azienda industriale avere due Consigli di amministrazione.<\/p><p>Circa il vantaggio, di cui si \u00e8 detto, di completare la rappresentanza con l\u2019apporto di competenze che altrimenti non potrebbero pervenire all\u2019Assemblea legislativa, osserva che nonostante le affermazioni contrarie, con ci\u00f2 si tende in sostanza a ricostituire una specie di Camera delle Corporazioni. Non crede che il sistema attuale di elezione non consenta ai rappresentanti delle varie categorie di pervenire all\u2019Assemblea legislativa: col sistema della rappresentanza proporzionale si ha di fatto l\u2019immissione in questa Assemblea, non soltanto di politici professionali, ma anche di rappresentanti di categoria, e nell\u2019attuale Assemblea Costituente, tutte le categorie sono rappresentate da operai, ingegneri, professionisti ed anche industriali. L\u2019apporto delle competenze specifiche, d\u2019altronde, si potrebbe avere assicurando a tutti i progetti di legge una preventiva od una contemporanea discussione pubblica, attraverso la stampa e le istituzioni varie. Quando l\u2019Assemblea legislativa \u00e8 obbligata a seguire queste discussioni, essa deve tener conto delle opinioni espresse dalle varie categorie interessate. E questo, d\u2019altronde, \u00e8 sempre avvenuto.<\/p><p>Non crede all\u2019affermazione che la seconda Camera potrebbe contribuire alla stabilit\u00e0 del Governo, e ritiene anzi pi\u00f9 efficace il sistema unicamerale anche per questo scopo.<\/p><p>Conclude che voter\u00e0 contro l\u2019istituzione della seconda Camera e, se la seconda Camera verr\u00e0 adottata, voter\u00e0 contro tutte le misure particolari che tendano ad aggravare quello che ritiene essere un danno e non un progresso delle nostre istituzioni.<\/p><p>PERASSI dopo l\u2019ampia discussione che si \u00e8 svolta, si limiter\u00e0 ad una esposizione sintetica del proprio punto di vista.<\/p><p>L\u2019onorevole La Rocca, all\u2019inizio del suo discorso, ha richiamato i princip\u00ee che, oltre che espressi dal Bentham, erano stati sostenuti da altri, per esempio dall\u2019abate Siey\u00e8s: ma \u00e8 da domandarsi se quel ragionamento famoso sia veramente fondato o se non sia inficiato da un eccessivo semplicismo. Ritiene che il problema della scelta del sistema debba porsi partendo dal concetto stesso di legge e di funzione legislativa; e a questo proposito richiama una frase di Carlo Cattaneo, il quale definiva la legge come una grande transazione, ossia un atto che tende a contemperare interessi diversi e contrastanti. Da questo concetto discende logicamente l\u2019opportunit\u00e0 che il processo di formazione della legge avvenga in maniera tale che tutti gli interessi, tutti i punti di vista siano adeguatamente rappresentati e quindi l\u2019opportunit\u00e0, che, accanto ad una Assemblea che esce dal suffragio universale-diretto, cio\u00e8 dalla massa della popolazione considerata come massa di individui, ci sia una seconda Camera, la quale esprima altre cose che pure esistono, perch\u00e9 la nazione non si pu\u00f2 risolvere semplicemente in una massa di individui, ma \u00e8 qualcosa di assai pi\u00f9 complesso, e accanto agli individui esistono le istituzioni e quindi interessi particolari che hanno bisogno di essere adeguatamente rappresentati.<\/p><p>Ritiene perci\u00f2 che sia pi\u00f9 conveniente il sistema bicamerale che risponde a questa esigenza c rileva che lo stesso onorevole La Rocca, dopo aver reso omaggio al principio teorico dell\u2019inutilit\u00e0 della seconda Camera, in linea pratica ha riconosciuto che il sistema bicamerale assicura una maggiore ponderazione nella formazione delle leggi, espressione perfettamente accettabile, intendendo la parola ponderazione in tutto il suo ampio significato, non soltanto nel senso di una maggiore perfezione tecnica, ma anche e soprattutto di maggiore ponderazione dei diversi interessi che la legge deve regolare.<\/p><p>Affermato questo concetto, non crede che in questo momento convenga entrare (per quanto sia un po\u2019 difficile fare una netta separazione) nel problema del come organizzare la seconda Camera, che dovr\u00e0 essere affrontato in seguito. Solo qui conviene fare qualche accenno di carattere generale.<\/p><p>Il fatto che si vogliano creare in Italia le regioni comporta quasi necessariamente la opportunit\u00e0 che la seconda Camera debba anzitutto fondarsi sulla creazione di questo ente, cio\u00e8 che i membri della seconda Camera escano dalle Assemblee generali. Non crede che la rappresentanza a base regionale possa mettere in pericolo l\u2019unit\u00e0 dello Stato; al contrario, la presenza di una rappresentanza regionale giova all\u2019unit\u00e0 dello Stato e assicura una legislazione statale che meglio tenga conto delle diverse esigenze regionali, perch\u00e9 vi sono problemi in cui il punto di vista degli interessi regionali ha un peso notevole.<\/p><p>La creazione della seconda Camera ha inoltre l\u2019utilit\u00e0 di permettere di avere un organo costituito dalla riunione delle due Camere, cio\u00e8 l\u2019Assemblea nazionale, alla quale si possono attribuire determinate funzioni, come l\u2019elezione del capo dello Stato e qualche altra.<\/p><p>Non \u00e8 forse questo il momento di affrontare il problema se la seconda Camera debba essere in una posizione perfettamente eguale alla prima; problema delicato, che va anzitutto esaminato in rapporto al concorso nella formazione della legge (potere legislativo in senso stretto). Da questo punto di vista ritiene che la parit\u00e0 di concorso sia preferibile; per quanto la Costituzione francese che si sta elaborando, pur cercando di temperare il difetto della prima redazione, abbia mantenuto nel Consiglio della Repubblica il carattere di una seconda Camera posta in una posizione di inferiorit\u00e0 rispetto alla prima, tanto che la si \u00e8 definita una <em>Chambre de r\u00e9flexion<\/em>, che, in fondo, si riduce ad una Camera consultiva.<\/p><p>MORTATI presenta il seguente ordine del giorno:<\/p><p>\u00abLa seconda Sottoconimissione afferma che l\u2019istituzione di una seconda Camera \u00e8 necessaria a dare alla rappresentanza politica pienezza di espressione, collegandola pi\u00f9 intimamente con la complessiva struttura sociale, e passa all\u2019esame del problema dei rapporti tra le due Camere ed al loro modo di composizione\u00bb.<\/p><p>ROSSI PAOLO nota che tutti sono convinti che i partiti politici non esauriscono l\u2019infinita variet\u00e0 delle esigenze sociali e che, ad esempio, l\u2019economia, il lavoro, la cultura, non riescono ad essere rappresentati in maniera piena dai partiti politici. Ma la speranza, espressa dall\u2019onorevole Ambrosini, di conseguire una precisa ed equilibrata rappresentanza di tutti gli interessi economici, sociali e culturali in una seconda Camera, supera quello che si pu\u00f2 raggiungere. Innanzi tutto si deve considerare che la vita sociale \u00e8 in continua evoluzione, e che riuscirebbe assai difficile cristallizzarla in una rappresentanza della durata di 6 anni. Quando si fosse straordinariamente fortunati, la seconda Camera potrebbe rispecchiare le esigenze economiche e sociali dell\u2019oggi. Ma \u00e8 certo che, per la legge inesorabile del trascorrere continuo delle cose, quello che si fissasse oggi sarebbe inadeguato alla realt\u00e0 di domani. Si dovrebbe allora immaginare una legge sulla composizione del Senato che fosse modificabile di legislatura in legislatura. In questo modo la politica, che si vuole mettere fuori dalla porta di questa seconda Camera, entrerebbe subito di nuovo dalla finestra: entrerebbe con la necessit\u00e0 di apportare queste modificazioni, di stabilire il nuovo modo di composizione del Senato e di interpretazione dei nuovi interessi in conflitto, allo scopo di determinare una loro proporzionale rappresentanza. Tutto ci\u00f2 comporta infatti un giudizio politico che sarebbe influenzato dal mutevole clima politico. Se al momento di modificare la legge sulla composizione del Senato vi fosse alla Camera una maggioranza di destra, si cercherebbe di dare una maggiore rappresentanza nel Senato ai datori di lavoro; se la maggioranza suddetta fosse di sinistra, si cercherebbe di dare una maggiore rappresentanza in Senato ai lavoratori. Quella perfezione, che anche teoricamente pare irraggiungibile, verrebbe pertanto immediatamente deformata dalla necessit\u00e0 di modificare la legge secondo una concezione politica e soltanto politica.<\/p><p>Per queste ragioni i Commissari socialisti sono contrari, non per antipatia preconcetta, ad una Camera corporativa, ad una Camera di interessi di categoria, come press\u2019a poco ora si ha nella Spagna e nel Portogallo: una siffatta Camera non sarebbe efficace e non si raggiungerebbero con essa gli scopi enunciati dall\u2019onorevole Ambrosini.<\/p><p>Una seconda Camera formata mediante elezioni di secondo grado sarebbe certo meno imperfetta e meno arbitraria di quella corporativa.<\/p><p>BULLONI ritiene che l\u2019istituzione della seconda Camera sia reclamata quale elemento moderatore e integratore, con parit\u00e0 di concorso con l\u2019altra Camera, nella elaborazione ponderata della legge, che costituisce la funzione essenziale del potere legislativo.<\/p><p>L\u2019istituzione della seconda Camera, come rappresentanza di interessi politici generali, risponde ad una esigenza profondamente sentita nel Paese, come la consultazione del 2 giugno ha potuto chiaramente esprimere, talch\u00e9 anche in questa sede, salva l\u2019eccezione dell\u2019onorevole Nobile, e pur con talune riserve da parte di qualcuno, si \u00e8 aderito al principio del sistema bicamerale.<\/p><p>La seconda Camera non pu\u00f2 non derivare da una fonte elettorale diversa da quella della prima, sia pure concepita con criterio elettivo. Le difficolt\u00e0 sorgono allorquando si affronta il problema della composizione della seconda Camera; difficolt\u00e0, che s\u2019incontrano sempre quando si affrontano problemi nuovi, ma che non sono insuperabili.<\/p><p>Innanzitutto occorre fare riferimento ad organismi che hanno gi\u00e0 una configurazione giuridica riconosciuta; primi tra i quali le regioni. Attraverso le designazioni delle regioni, la seconda Camera verrebbe ad essere anche espressione di interessi spiccatamente locali.<\/p><p>Ma, accanto alle regioni, occorre considerare, dal punto di vista della funzione elettorale della seconda Camera, la cultura. Non si reca ingiuria ai principii della democrazia, se si riconosce ad esempio al professore di universit\u00e0 il diritto ad una pluralit\u00e0 di voto, che egli di fatto verrebbe a conseguire. Chi consuma tutta la sua esistenza e le risorse del suo ingegno nello studio deve avere riconosciuta una posizione che lo differenzi, ad esempio, dal portiere della universit\u00e0 stessa. N\u00e9 \u00e8 questo un argomento demagogico a rovescio; anzi \u00e8 l\u2019espressione del doveroso omaggio di ogni cittadino alle benemerenze della intelligenza e dello studio. Gli atenei hanno una fisionomia giuridica ben definita e possono contribuire alla designazione di loro rappresentanti nella seconda Camera.<\/p><p>Anche per le forze produttrici la capacit\u00e0 elettorale \u00e8 conseguibile allorquando si riconoscano giuridicamente gli enti e le associazioni che tali forze organizzano. Fra gli organismi che hanno gi\u00e0 una configurazione giuridica riconosciuta sono le camere di commercio, che rappresentano gli interessi dell\u2019agricoltura, dell\u2019industria, ivi compresi i trasporti, del commercio e della banca. Fra le altre forze produttrici, forse in via primaria, sono le forze del lavoro, circa le quali confessa di non essere ancora riuscito a trovare una soluzione da proporre alla considerazione della Sottocommissione. La difficolt\u00e0 per la designazione delle forze del lavoro consiste nel fatto che il sindacato non \u00e8 ancora giuridicamente riconosciuto e vige il principio della libert\u00e0 di organizzazione. Fa quindi appello alla pi\u00f9 consumata esperienza in materia degli onorevoli colleghi, perch\u00e9 si deve pur trovare una soluzione anche per la legittima rappresentanza delle forze del lavoro, superando quelle difficolt\u00e0 che invece non si incontrerebbero per le altre categorie, che poggiano su istituti giuridicamente riconosciuti e accettati.<\/p><p>Altra fonte per la costituzione della seconda Camera dovrebbero essere i Consigli professionali; e ricorda che non ci sono soltanto i Consigli forensi, ma anche quelli dell\u2019ordine dei Medici, dei Farmacisti, degli Ingegneri ecc. Tutte le professioni hanno un ordinamento giuridico al quale pu\u00f2 essere affidata l\u2019elezione dei rappresentanti alla seconda Camera. Ed anche gli artisti devono avere la loro rappresentanza nella seconda Camera. Anche per essi per\u00f2 si incontrano le difficolt\u00e0 enunciate a proposito dei rappresentanti delle forze del lavoro.<\/p><p>Una parte dei componenti della seconda Camera dev\u2019essere riservata alla nomina del Presidente della Repubblica. \u00c8 evidente che questi non pu\u00f2 avere solo una funzione decorativa, e gi\u00e0 \u00e8 stato rilevato che, per garantire una relativa stabilit\u00e0 di governo, occorre attribuire dati poteri al Capo dello Stato. Ora, uno degli elementi che valgono a conferire autorit\u00e0 e prestigio effettivo al Capo dello Stato \u00e8 quello di demandare a lui la nomina di una aliquota, sia pure minima, dei componenti della seconda Camera, poich\u00e9 in tal modo potranno essere integrate le deficienze delle designazioni dei vari corpi ed organi elettorali con la nomina delle pi\u00f9 alte personalit\u00e0 della scienza, dell\u2019arte, delle superiori attivit\u00e0 del cittadino.<\/p><p>Accenna infine alla possibilit\u00e0 di trovare una soluzione delle difficolt\u00e0 accennate per quanto riguarda le forze del lavoro, se non anticipando la adozione di provvedimenti legislativi in argomento, almeno accettando, per necessit\u00e0 incombenti, la situazione di fatto, e rimettendosi alle designazioni delle Camere del Lavoro.<\/p><p>LAMI STARNUTI presenta il seguente ordine del giorno, firmato anche dagli onorevoli Rossi Paolo, Bocconi, La Rocca, Ravagnan, Grieco, Calamandrei e Lussu:<\/p><p>\u00abLa seconda Sottocommissione esprime parere favorevole al sistema bicamerale, a condizione che la seconda Camera non sia costituita in modo da alterare la fisonomia politica del Paese, quale \u00e8 stata rispecchiata dalla composizione della prima Camera\u00bb.<\/p><p>AMBROSINI risponde subito alle osservazioni interessanti dell\u2019onorevole Paolo Rossi, il quale ha affermato che quanto l\u2019Ambrosini sostiene \u00e8 un <em>optimum<\/em>, che per\u00f2 non si pu\u00f2 raggiungere per l\u2019impossibilit\u00e0 di dosare il quantitativo di rappresentanti da attribuire alle singole categorie della produzione e dell\u2019attivit\u00e0 lavorativa nelle sue varie espressioni fondamentali.<\/p><p>Si tratterebbe adunque di difficolt\u00e0 d\u2019ordine pratico, le quali \u00e8 da credere che possano superarsi ricorrendo a certi criteri generali da fissare pregiudizialmente. Cos\u00ec per quanto riguarda l\u2019agricoltura, l\u2019industria, il commercio, i trasporti, le varie forme di attivit\u00e0 intellettuale, quali la scienza, l\u2019arte, le professioni libere, ed altre attivit\u00e0 ancora, quali, ad esempio, l\u2019artigianato, che per le sue peculiari caratteristiche tecniche e per la sua funzione sociale pu\u00f2 bene essere considerato come una categoria a s\u00e9 stante, meritevole di avere una propria voce ed una propria rappresentanza.<\/p><p>Indubbiamente, sar\u00e0 sempre in base ad una valutazione empirica dell\u2019importanza approssimativa delle singole categorie nella vita economico-sociale del Paese che si proceder\u00e0 all\u2019assegnazione di un differente numero di rappresentanti a ciascuna di esse.<\/p><p>Questa valutazione verr\u00e0 di necessit\u00e0 fatta e giustamente fatta, in base ad un orientamento politico, quell\u2019orientamento politico che in definitiva segna gli scopi da raggiungere e suggerisce i mezzi tecnici pi\u00f9 idonei allo scopo.<\/p><p>\u00c8 stato detto che l\u2019insieme delle varie categorie produttrici pu\u00f2 paragonarsi ad un fiume fluido, nel quale per\u00f2 non sarebbe possibile captare ed isolare le singole correnti. Si potrebbe aggiungere, continuando i paragoni, che le categorie in questione possono raffigurarsi come fondibili in un arcobaleno.<\/p><p>Orbene, l\u2019isolare i vari colori \u00e8 difficile, ma non impossibile. Comunque non \u00e8 affatto impossibile determinare quali essi fondamentalmente sono, ed attribuire ad ognuno dei colori una data importanza. Per tornare al concreto \u00e8 difficoltoso, ma non impossibile determinare l\u2019importanza delle varie categorie produttive e stabilirne il relativo quantitativo di rappresentanza.<\/p><p>N\u00e9 c\u2019\u00e8 alcun pericolo nell\u2019adozione d\u2019un criterio relativo, empirico. Il pericolo ci sarebbe se vi volesse cristallizzare, una volta stabilitolo, tale criterio, proibendone per l\u2019avvenire la modificazione. Ma tale cristallizzazione deve escludersi a priori. Quando si ritenga che siano cambiati i presupposti che servirono nel primo tempo di criterio d\u2019orientamento e di decisione per stabilire il numero di rappresentanti per ogni categoria, il legislatore potr\u00e0 sempre rivedere la precedente deliberazione, e modificarla nel senso di assegnare a ciascuna categoria quel nuovo quantitativo di rappresentanza che fosse suggerito dalle mutate condizioni ed esigenze della vita economico-sociale-politica del Paese.<\/p><p>Nessun ostacolo quindi sussiste per l\u2019adozione del propugnato sistema. In proposito si richiama ai precedenti della legislazione spagnuola del 1896 e della Costituzione di Weimar del 1919, che cre\u00f2 il Consiglio Economico del Reich sulla base dei principii propri del sistema in discussione. Accenna anche al sistema di votazione per l\u2019elezione dei deputati assegnati alle Universit\u00e0 in Inghilterra. Concludendo, rileva che si potr\u00e0 arrivare con opportuni accorgimenti e cautele ad immettere nella seconda Camera le rappresentanze degli interessi territoriali e professionali e dell\u2019attivit\u00e0 lavorativa in genere, in modo tale che integrino e completino la rappresentanza della Camera dei Deputati, funzionando sempre, s\u2019intende, in vista del perseguimento degli interessi generali del Paese globalmente ed unitariamente considerati.<\/p><p>La seduta termina alle 20.45.<\/p><p><em>Erano presenti<\/em>: Ambrosini, Bocconi, Bordon, Bozzi, Bulloni, Calamandrei, Cappi, Castiglia, Codacci Pisanelli, De Michele, Fabbri, Finocchiaro Aprile, Fuschini, Grieco, Lami Starnuti, La Rocca, Lussu, Mannironi, Mortati, Nobile, Patricolo, Perassi, Piccioni, Porzio, Ravagnan, Rossi Paolo, Targetti, Terracini, Tosato, Vanoni, Zuccarini.<\/p><p><em>In congedo<\/em>: Amendola, Conti, Einaudi.<\/p><p><em>Assenti<\/em>: Leone Giovanni, Maffi, Uberti.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Versione PDF ASSEMBLEA COSTITUENTE COMMISSIONE PER LA COSTITUZIONE SECONDA SOTTOCOMMISSIONE \u00a0 10. RESOCONTO SOMMARIO DELLA SEDUTA DI VENERD\u00cc 6 SETTEMBRE 1946 PRESIDENZA DEL PRESIDENTE TERRACINI \u00a0 INDICE Organizzazione costituzionale dello Stato (Seguito della discussione) Presidente \u2013 Patricolo \u2013 Porzio \u2013 Perassi \u2013 Calamandrei \u2013 Targetti \u2013 Tosato \u2013 Lussu \u2013 Castiglia \u2013 La Rocca \u2013 [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_relevanssi_hide_post":"","_relevanssi_hide_content":"","_relevanssi_pin_for_all":"","_relevanssi_pin_keywords":"","_relevanssi_unpin_keywords":"","_relevanssi_related_keywords":"","_relevanssi_related_include_ids":"","_relevanssi_related_exclude_ids":"","_relevanssi_related_no_append":"","_relevanssi_related_not_related":"","_relevanssi_related_posts":"595,1646,574,2017,2364,1942","_relevanssi_noindex_reason":"","_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[97,70],"tags":[],"post_folder":[122],"class_list":["post-5168","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-1946-09ss","category-seconda-sottocommissione"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5168","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=5168"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5168\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":7761,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5168\/revisions\/7761"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=5168"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=5168"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=5168"},{"taxonomy":"post_folder","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fpost_folder&post=5168"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}