{"id":5154,"date":"2023-10-15T23:00:09","date_gmt":"2023-10-15T21:00:09","guid":{"rendered":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=5154"},"modified":"2023-10-23T13:10:42","modified_gmt":"2023-10-23T11:10:42","slug":"giovedi-1-agosto-1946","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=5154","title":{"rendered":"GIOVED\u00cc 1\u00b0 AGOSTO 1946"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"5154\" class=\"elementor elementor-5154\" data-elementor-post-type=\"post\">\n\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-c39d312 elementor-section-full_width elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"c39d312\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-8eb0f15\" data-id=\"8eb0f15\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-980b2ba elementor-align-right elementor-widget elementor-widget-button\" data-id=\"980b2ba\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"button.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-button-wrapper\">\n\t\t\t\t\t<a class=\"elementor-button elementor-button-link elementor-size-sm\" href=\"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/19460801sed006ss.pdf\" target=\"_blank\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-content-wrapper\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-icon\">\n\t\t\t\t<i aria-hidden=\"true\" class=\"icon icon-view\"><\/i>\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-text\">Versione PDF<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-93b76d0 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"93b76d0\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p>ASSEMBLEA COSTITUENTE<\/p><p>COMMISSIONE PER LA COSTITUZIONE<\/p><p>SECONDA SOTTOCOMMISSIONE<\/p><p>6.<\/p><p>RESOCONTO SOMMARIO<\/p><p>DELLA SEDUTA DI GIOVED\u00cc 1\u00b0 AGOSTO 1946<\/p><p>PRESIDENZA DEL PRESIDENTE <strong>TERRACINI<\/strong><\/p><p><strong>INDICE<\/strong><\/p><p><strong>Seguito della discussione sulle autonomie locali<\/strong><\/p><p>Patricolo \u2013 La Rocca \u2013 Nobile \u2013 Perassi \u2013 Presidente \u2013 Lussu \u2013 Uberti \u2013 Finocchiaro Aprile \u2013 Bulloni \u2013 Conti \u2013 Rossi Paolo \u2013 Mortati \u2013 Ambrosini \u2013 Tosato \u2013 Piccioni \u2013 Bordon \u2013 Einaudi \u2013 Castiglia \u2013 Zuccarini \u2013 Fabbri \u2013 Leone \u2013 Amendola.<\/p><p><strong>Sui lavori della Sottocommissione<\/strong><\/p><p>Presidente \u2013 Fuschini \u2013 Mortati \u2013 Conti \u2013 Calamandrei \u2013 Lussu \u2013 Einaudi \u2013 Piccioni \u2013 Mortati.<\/p><p>La seduta comincia alle 17.<\/p><p>Seguito della discussione sulle autonomie locali.<\/p><p>PRESIDENTE ricorda che si debbono oggi esaminare gli ordini del giorno proposti come conclusione della discussione, di uno dei quali presentato dall\u2019onorevole Tosato \u00e8 gi\u00e0 stata data lettura ieri.<\/p><p>PATRICOLO presenta il seguente ordine del giorno, firmato anche dall\u2019onorevole Castiglia:<\/p><p>\u00abLa seconda Sottocommissione, premesso che d\u2019ordinamento del nuovo Stato italiano pi\u00f9 idoneo alla realizzazione dei postulati di libert\u00e0 democratica \u00e8 quello che garantisca una larga autonomia amministrativa e finanziaria agli enti locali, unico mezzo per ovviare agli inconvenienti dell\u2019accentramento amministrativo e burocratico del potere centrale;<\/p><p>considerato che insufficiente appare la concessione di tale autonomia ai comuni ed alle provincie, mentre pi\u00f9 opportuna si rivela la costituzione in persone giuridiche di tutte le regioni italiane;<\/p><p>ritiene necessaria la creazione dell\u2019Ente regione dotato di autarchia e di potest\u00e0 normativa;<\/p><p>fa voti perch\u00e9 tale potest\u00e0 ed in specie quella normativa siano per la Sicilia, Sardegna, Val d\u2019Aosta e Trentino pi\u00f9 larghe e adeguate alle loro esigenze di carattere storico, economico, sociale, politico, avendo riguardo ai particolari ordinamenti statutari concessi o in via di concessione alle regioni suddette e che si inseriranno, con opportune modifiche, nel quadro dell\u2019unit\u00e0 politica italiana\u00bb.<\/p><p>LA ROCCA presenta il seguente ordine del giorno:<\/p><p>\u00abLa seconda Sottocommissione, convinta della necessit\u00e0 che nella riorganizzazione dello Stato venga posto fine risolutamente all\u2019attuale accentramento unanimemente deprecato;<\/p><p>identifica nelle regioni, per le loro peculiari diversit\u00e0, le naturali basi per un sistema decentrato di organizzazione e funzionamento dello Stato unitario;<\/p><p>e decide in conseguenza che le regioni vengano costituite in Enti giuridici, dotati di autonomia amministrativa e forniti di potest\u00e0 legislativa da esercitarsi nei modi e sulle materie che verranno stabilite con la Legge Costituzionale\u00bb.<\/p><p>NOBILE presenta il seguente ordine del giorno:<\/p><p>\u00abLa seconda Sottocommissione, esaminato nelle linee generali il problema dell\u2019istituzione dell\u2019ente giuridico \u00abregione\u00bb,<\/p><p>ritiene che:<\/p><p>1\u00b0) l\u2019istituzione di un tal ente, se provveduto di autonomia politica e funzioni legislative, non corrisponderebbe alle necessit\u00e0 economiche, sociali e politiche attuali del popolo italiano, ed avrebbe come effetto di approfondire le divisioni fra regione e regione, triste retaggio della sconfitta, proprio nel momento in cui una pi\u00f9 stretta unione \u00e8 richiesta di tutti gli italiani per lo sforzo della ricostruzione;<\/p><p>2\u00b0) che la divisione del territorio nazionale in regioni autonome ed autarchiche, ognuna provvista di un parlamento legislativo, farebbe accrescere e non diminuire il dislivello economico e sociale fra regioni ricche e progredite e regioni povere ed arretrate, nonostante tutti i provvedimenti compensativi che potessero escogitarsi;<\/p><p>ritiene che il necessario decentramento e semplificazione dei meccanismi statali debba ottenersi accrescendo l\u2019autonomia degli enti locali e potenziando le attuali provincie, cui dovrebbero venir affidate talune delle funzioni oggi esercitate dal potere centrale\u00bb.<\/p><p>PERASSI presenta il seguente ordine del giorno:<\/p><p>\u00abLa seconda Sottocommissione, riconoscendo la necessit\u00e0 che la nuova Costituzione dia alla struttura dello Stato un assetto aderente alle reali condizioni della nazione, le cui variet\u00e0 regionali esigono di essere adeguatamente considerate nell\u2019interesse stesso dell\u2019unit\u00e0 nazionale e della realizzazione di un regime di decentramento e di effettiva democrazia;<\/p><p>ritiene uno dei cardini della nuova Costituzione il riconoscimento delle regioni come enti territoriali, il cui ordinamento dovrebbe informarsi ai seguenti criteri fondamentali:<\/p><p>1\u00b0) attribuzione costituzionale alla regione di una competenza legislativa comprendente:<\/p><ol><li><em>a<\/em>) il potere di emanare su materie determinate di stretto interesse regionale norme giuridiche legislative, salva l\u2019osservanza dei princip\u00ee generali inseriti nella Costituzione;<\/li><li><em>b<\/em>) il potere di emanare norme giuridiche legislative su materie determinate per le quali le leggi dello Stato si limiterebbero a statuire norme direttive e generali;<\/li><\/ol><p>2\u00b0) attribuzione alle regioni di funzioni amministrative attualmente di competenza dello Stato;<\/p><p>3\u00b0) formazione elettiva dei principali organi della regione;<\/p><p>4\u00b0) ordinamento finanziario delle regioni per quanto possibile distinto da quello dello Stato, ma con esso coordinato\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE osserva che i cinque ordini del giorno presentati (ivi compreso quello dell\u2019onorevole Tosato) si possono dividere in due gruppi, in quanto quattro di essi sono ispirati allo stesso concetto, mentre quello dell\u2019onorevole Nobile si distingue dagli altri perch\u00e9 esclude la costituzione dell\u2019ente regione.<\/p><p>Mette ai voti l\u2019ordine del giorno Nobile.<\/p><p>(<em>Non \u00e8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>In rapporto agli altri quattro ordini del giorno, osserva che occorre fare una distinzione, perch\u00e9 in quello degli onorevoli Patricolo e Castiglia si considera un punto non toccato negli altri e cio\u00e8 quello relativo alla situazione particolare che, nel quadro della organizzazione regionale, dovrebbe essere fatta alla Sicilia, alla Sardegna, alla Val d\u2019Aosta ed al Trentino. Domanda ai proponenti se intendono riferirsi proprio al Trentino o all\u2019Alto Adige, poich\u00e9 vi sono correnti favorevoli al riconoscimento di una autonomia all\u2019Alto Adige, ma non favorevoli a che questa autonomia sia riconosciuta al Trentino, nel suo complesso, che comprende una massa di popolazione di tedeschi e di italiani; e vi sono altre correnti che vorrebbero fosse concessa a tutto il Trentino.<\/p><p>PATRICOLO si riferisce al Trentino, dato che una autonomia concessa soltanto all\u2019Alto Adige potrebbe provocare una ulteriore divisione tra le due regioni.<\/p><p>LUSSU crede che, votando questo ordine del giorno, si confonderebbero le idee, e prega i due proponenti di accantonarlo o ritirarlo affinch\u00e9 non sia pregiudicata da un\u2019eventuale non approvazione la questione di quelle quattro regioni, che sta a cuore a molti italiani.<\/p><p>Osserva che l\u2019ordine del giorno La Rocca, e le idee esposte dall\u2019onorevole Rossi e da altri rappresentanti di diversi settori dimostrano che il modo di vedere sulla Sicilia, sulla Sardegna e le altre due regioni \u00e8 identico: tutti riconoscono le esigenze particolari di queste regioni e ritengono che debba essere concessa l\u2019autonomia a tutte le regioni d\u2019Italia, ma a queste ultime un\u2019autonomia a carattere accentuato.<\/p><p>UBERTI, poich\u00e9 vi sono affermazioni univoche in tutti questi ordini del giorno, per poter dare delle direttive alla Sezione che sar\u00e0 poi nominata, crede sia opportuno fissare quelle conclusioni su cui si \u00e8 manifestalo un accordo. Trova accettabile, a tal fine la proposta accennata ieri dell\u2019onorevole Piccioni di lasciare alla Sezione i punti in cui \u00e8 apparso un disaccordo, in modo che essa li esamini a fondo e proponga delle soluzioni.<\/p><p>FINOCCHIARO APRILE si richiama alle dichiarazioni da lui fatte all\u2019Assemblea Costituente, alla Commissione plenaria ed alla Sottocommissione, facendo rilevare che il suo punto di vista \u00e8 diverso da quello degli altri, in quanto egli, con gli indipendentisti, \u00e8 per la Confederazione di Stati. N\u00e9 crede che alla sua idea sia stata mossa seria obiezione. \u00c8 stato detto che, per creare la Confederazione, bisognerebbe prima creare gli Stati; ma ci\u00f2 non \u00e8 esatto, perch\u00e9 la creazione degli Stati e della Confederazione potrebbe benissimo avvenire contestualmente e contemporaneamente. Non voter\u00e0 quindi nessuno degli ordini del giorno che sono stati proposti, coerentemente alle idee che ha espresso precedentemente, e che sono condensate nel seguente ordine del giorno che propone:<\/p><p>\u00abLa seconda Sottocommissione,<\/p><p>premesso che il risultato del <em>referendum<\/em>, nel Mezzogiorno e nelle Isole, pi\u00f9 che una tendenza alla conservazione della monarchia in Italia, ha indicato, come da varie parti si ammette, un orientamento antiunitario e che di questo orientamento non pu\u00f2 non tenersi adeguato conto, se si vuole rispettare la volont\u00e0 del popolo;<\/p><p>riconosciuto che il sistema unitario, quale \u00e8 stato praticato sinora, ha fatto il vantaggio esclusivo delle Provincie settentrionali e ha avuto come risultato lo sfruttamento e l\u2019asservimento della Sicilia, della Sardegna e del Mezzogiorno agli interessi politici e capitalistici del Nord;<\/p><p>ritenuto che condizione essenziale alla rinascita del Mezzogiorno e delle Isole \u00e8 il sorgere delle industrie alimentabili con le materie prime locali, industrie che governi e gruppi plutocratici hanno costantemente ostacolato e che continuerebbero ad ostacolare, rimanendo in vita l\u2019attuale sistema unitario;<\/p><p>considerato che \u00e8 superiore interesse delle classi lavoratrici meridionali ed isolane che esse si organizzino indipendentemente dalle classi lavoratrici delle altre parti d\u2019Italia, pur conservando con queste vincoli di stretta solidariet\u00e0 al fine delle conquiste politiche, sociali ed economiche dell\u2019avvenire;<\/p><p>considerato che gli scopi predetti, come tutti gli altri essenziali alla vita ed al progresso del Mezzogiorno e delle Isole, non potranno affatto essere raggiunti con l\u2019introduzione nel sistema costituzionale italiano di semplici autonomie amministrative che si ridurrebbero ad un\u2019inutile e forse dannosa riforma, non accetta alle popolazioni interessate che potrebbero solo accogliere un\u2019autonomia integrale, cio\u00e8 politica, giurisdizionale, culturale, economica, finanziaria, tributaria, e doganale;<\/p><p>considerato che, con la caduta della monarchia, \u00e8 venuta meno l\u2019adesione all\u2019unit\u00e0 italiana che la Sicilia e il Mezzogiorno manifestarono con i plebisciti del 1860 e che i loro popoli hanno riacquistato il diritto di sovranit\u00e0 e di autodecisione;<\/p><p>considerato che, anche in virt\u00f9 dei risultati del <em>referendum<\/em>, s\u2019impone la necessit\u00e0 di un plebiscito onde i popoli stessi manifestino chiaramente la loro volont\u00e0 sull\u2019assetto politico e costituzionale dei loro paesi, volont\u00e0 che non pu\u00f2 essere soppressa sotto speciosi motivi maggioritari a proposito della votazione per la forma istituzionale e che non pu\u00f2 essere sostituita da organi che non siano emanazione diretta ed esclusiva della Sicilia e del Mezzogiorno, come della Sardegna;<\/p><p>considerato che, per segni manifesti, questa volont\u00e0 non appare favorevole alla costituzione della Sicilia, della Sardegna e del Mezzogiorno in regioni come enti di diritto pubblico, ma tende invece alla loro elevazione a Stati liberi, conformemente alle loro secolari tradizioni storiche, alle loro aspirazioni ed ai loro diritti; Stati che dovranno entrare a fare parte, insieme con gli altri che volessero formarsi in Italia o con il solo Stato italiano, di una confederazione di Stati italiani in condizioni di assoluta parit\u00e0 ed eguaglianza e ci\u00f2 nell\u2019intento precipuo di dare inizio alla vera unit\u00e0 dei popoli di lingua italiana, mai esistita sinora;<\/p><p>ritenuto che la creazione della regione come ente di diritto pubblico debba limitarsi a quei territori italiani per i quali fosse riconosciuta adatta e conveniente e le cui popolazioni la desiderassero;<\/p><p>delibera che la Sezione della Sottocommissione che sar\u00e0 incaricata di formulare il nuovo ordinamento costituzionale dello Stato sulla base delle regioni, limiti il suo compito a quei territori per i quali non sia avvertita una imperiosa esigenza di pi\u00f9 vasta e complessa portata, e di riservare alla Sicilia, alla Sardegna ed al Mezzogiorno l\u2019ordinamento che crederanno di darsi nel pieno esercizio della loro sovranit\u00e0 e con i mezzi legali e pacifici che la civilt\u00e0 impone e che confidano di non essere mai costretti ad abbandonare\u00bb.<\/p><p>LUSSU ha l\u2019impressione che il lavoro della Sottocommissione, utilissimo fino a ieri, da questo momento cominci ad entrare in una via per la quale si avr\u00e0 un\u2019infinit\u00e0 di ordini del giorno ad ogni momento, con grande perdita di tempo.<\/p><p>\u00c8 d\u2019avviso che sia necessario che tutti i presentatori rinuncino ai loro ordini del giorno, affinch\u00e9 possa giungersi ad un accordo pratico sulle conclusioni, alle quali, in sostanza, la Sottocommissione era gi\u00e0 arrivata ieri sera.<\/p><p>PRESIDENTE osserva che il mezzo normale ed inevitabile col quale, dopo aver molto discusso, si deve venire ad un accordo, \u00e8 quello di fissare le idee in ordini del giorno. Attraverso la votazione si giunger\u00e0 ad un ordine del giorno che ottenga il consenso della maggioranza.<\/p><p>BULLONI riconosce rispettabili le convinzioni dell\u2019onorevole Finocchiaro Aprile, ed i motivi per cui egli invoca una determinata soluzione; ma crede di doverlo pregare di attenuare, quanto meno, alcune affermazioni contenute nel suo ordine del giorno, specialmente l\u00e0 dove rappresenta il nord dell\u2019Italia quasi come l\u2019elemento sfruttatore e determinante della lamentata povert\u00e0 delle regioni del Sud. Cos\u00ec esplicite e gravi affermazioni non possono non determinare risentimenti e legittime reazioni.<\/p><p>CONTI non crede necessaria l\u2019approvazione di ordini del giorno cos\u00ec complessi e propone di formularne uno nel quale, constatato che la discussione ha toccato tutti i termini del problema della regione e che l\u2019Assemblea \u00e8 d\u2019accordo sul principio regionalista, si deliberi la nomina di una Sezione alla quale si potranno rimettere tutti gli ordini del giorno presentati, che riassumono punti di vista particolari. La Sezione dovr\u00e0 tener presente la discussione consacrata nei resoconti, nonch\u00e9 gli ordini del giorno, per formulare proposte precise da sottoporre, in un secondo tempo, alla Commissione.<\/p><p>ROSSI PAOLO propone il seguente ordine del giorno firmato anche dall\u2019onorevole Bocconi:<\/p><p>\u00abLa seconda Sottocommissione, ritenuta l\u2019esigenza di un vasto ed efficace decentramento amministrativo autarchico, demanda ad una apposita Sezione la formulazione di un progetto che assicuri agli enti locali il potere di provvedere in modo diretto e autonomo a tutti gli interessi d\u2019ordine amministrativo, assicurandone l\u2019indipendenza e limitando il controllo degli organi centrali al sindacato di legittimit\u00e0;<\/p><p>affida alla Sezione stessa l\u2019indagine circa l\u2019opportunit\u00e0, per la migliore realizzazione pratica del decentramento amministrativo, di costituire l\u2019ente regione, entro i limiti del carattere unitario dello Stato italiano\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE osserva che quest\u2019ordine del giorno avrebbe avuto ragione di essere se fosse stato presentato cinque giorni fa: la discussione che si chiede di fare in seno alla Sezione \u00e8 stata ormai gi\u00e0 fatta.<\/p><p>MORTATI rileva che quest\u2019ordine del giorno farebbe supporre che si trattasse di preparare soltanto un\u2019autonomia puramente amministrativa, mentre i lavori della Sottocommissione tendono a determinare la nuova costituzione dello Stato.<\/p><p>PRESIDENTE deve ora porre in votazione l\u2019ordine del giorno Finocchiaro Aprile, nel suo testo integrale, se cos\u00ec \u00e8 mantenuto.<\/p><p>FINOCCHIARO APRILE dichiara di mantenerlo integralmente.<\/p><p>FUSCHINI dichiara che voter\u00e0 contro, protestando per l\u2019affermazione che l\u2019unit\u00e0 nazionale avrebbe arrecato danni alla Sicilia.<\/p><p>PERASSI trova grave, e tale da non poter essere lasciata passare senza una riserva molto netta, l\u2019affermazione contenuta nell\u2019ordine del giorno Finocchiaro Aprile, relativa al voto dei siciliani nel plebiscito del 1860, che sarebbe stato legato alla permanenza della monarchia. I siciliani, per primi, nel 1860, rispetto alle altre regioni d\u2019Italia, votarono la formula dell\u2019Italia una e indivisibile che era stata suggerita a Garibaldi da Francesco Crispi. Che questa formula fosse unita all\u2019altra riguardante la monarchia costituzionale di Vittorio Emanuele II, era un fatto derivante da esigenze storiche. Ma l\u2019essenza del voto era quella dell\u2019unit\u00e0; il che non toglie che i siciliani gi\u00e0 allora \u2013 ed i repubblicani lo hanno sempre ricordato \u2013 abbiano inteso l\u2019unit\u00e0, non nel senso piemontese, ma come unit\u00e0 vera che avrebbe dovuto risultare dalla coordinazione delle variet\u00e0 regionali. Questa posizione dei siciliani apparve in maniera nettissima nelle proposte concrete adottate dal Consiglio straordinario di Stato convocato dal Mordini e presentato quasi lo stesso giorno del voto, come appare nella magnifica relazione con la quale Michele Amari accompagn\u00f2 le conclusioni del Consiglio di Stato; cio\u00e8: affermazione netta dell\u2019unit\u00e0 nazionale, e affermazione altrettanto netta della necessit\u00e0 che la Sicilia, entro il quadro dell\u2019unit\u00e0 nazionale, avesse un ordinamento di carattere autonomo. Ed \u00e8 questa posizione che molti altri partiti d\u2019Italia hanno sempre mantenuto ferma.<\/p><p>AMBROSINI desidera, sull\u2019espressione usata dall\u2019onorevole Finocchiaro Aprile, fare un rilievo: in sostanza tutto quello che si \u00e8 svolto in Sicilia \u00e8 un fenomeno degli ultimi tempi e si riconnette a quello che fu in principio il desiderio dei siciliani di promuovere ed appoggiare l\u2019unit\u00e0 e trovare in essa il modo di affermare le caratteristiche regionali. Se il movimento di questi ultimi tempi ha potuto dare l\u2019impressione che si volesse da parte dei siciliani incrinare l\u2019unit\u00e0 d\u2019Italia, ci\u00f2 \u00e8 derivato dal fatto che l\u2019individualit\u00e0 della Sicilia non \u00e8 stata completamente messa in rilievo. Col sistema dell\u2019autonomia regionale sar\u00e0 possibile riattaccarsi al principio che fu segnato al momento in cui la Sicilia manifest\u00f2 per la prima volta la sua volont\u00e0 unitaria, ed eliminare gli inconvenienti che il sistema dell\u2019accentramento vigente ha prodotto.<\/p><p>Ad ogni modo, considerando come irrevocabilmente acquisito il principio dell\u2019unit\u00e0 indissolubile dello Stato italiano, che \u00e8 nel cuore di tutti e al disopra di qualsiasi considerazione particolaristica, deve restare inteso che lo statuto gi\u00e0 dato alla Sicilia \u00e8, per molte ragioni, insopprimibile.<\/p><p>LUSSU voter\u00e0 contro l\u2019ordine del giorno Finocchiaro Aprile, pur riconoscendo che contiene affermazioni che egli condivide perfettamente. Ma ve ne sono altre che non condivide, onde se votasse a favore, assumerebbe un atteggiamento politico che non intende assumere.<\/p><p>PRESIDENTE dopo queste dichiarazioni, mette ai voti l\u2019ordine del giorno Finocchiaro Aprile.<\/p><p>(<em>Non \u00e8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Mette ai voti l\u2019ordine del giorno Rossi Paolo-Bocconi.<\/p><p>(<em>Non \u00e8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>LUSSU conferma la sua dichiarazione che suo ideale \u00e8 il federalismo e presenta il seguente ordine del giorno:<\/p><p>\u00abLa seconda Sottocommissione,<\/p><p>riconosciuta la non rispondenza dell\u2019attuale struttura dello Stato centralizzato alle esigenze della democrazia e della ricostruzione nazionale;<\/p><p>concorda, dopo l\u2019ampia discussione svoltasi, che la Sicilia, la Sardegna, la Val d\u2019Aosta e l\u2019Alto Adige abbiano una particolare situazione che esige un\u2019autonomia particolare,<\/p><p>e d\u00e0 incarico alla Sezione \u2026 di fissare i princip\u00ee della riorganizzazione dello Stato con la costituzione dell\u2019ente regione sulla base di una sua potest\u00e0 legislativa e di un suo autogoverno, con autosufficienza finanziaria con la soppressione della prefettura, con la creazione di organismi burocratici esecutivi per la regione e il comune e con una coordinazione centrale delle regioni nell\u2019interesse dell\u2019unit\u00e0 nazionale e del migliore potenziamento delle attivit\u00e0 molteplici del popolo italiano per la sua resurrezione\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE crede che questo ordine del giorno si allontani dall\u2019esigenza, che sembra condivisa, di non entrare in particolari, per fermarsi ai soli punti sostanziali gi\u00e0 acquisiti.<\/p><p>CONTI, richiamandosi a quanto ha prima esposto, propone il seguente ordine del giorno:<\/p><p>\u00abLa seconda Sottocommissione,<\/p><p>ritenuto che la discussione ha toccato tutte le questioni relative all\u2019ente regione che l\u2019Assemblea considera necessario per la soluzione del problema dell\u2019ordinamento costituzionale;<\/p><p>letti gli ordini del giorno favorevoli alla costituzione della regione, mentre ne accoglie lo spirito e l\u2019indirizzo, passa alla nomina di una Sezione e ad essa affida l\u2019incarico di formulare un progetto articolato di costituzione dell\u2019ente regione sulla scorta della discussione registrata nei resoconti\u00bb.<\/p><p>TOSATO ricorda che ieri si \u00e8 ritenuto di concludere la lunga discussione sulle autonomie locali con un ordine del giorno contenente quei punti sui quali si era venuto manifestando un accordo.<\/p><p>Ha ascoltato molto attentamente le dichiarazioni fatte ieri sera dal Presidente, interessanti, non soltanto perch\u00e9 ricche di molti spunti, che certamente saranno presi nella pi\u00f9 attenta considerazione, ma anche perch\u00e9 hanno segnato un sostanziale avvicinamento, se non una coincidenza dei punti di vista, nelle questioni principali relative al regionalismo.<\/p><p>Infatti, uno dei punti che lasciava divisa la Sottocommissione era se la regione dovrebbe essere un istituto da attuarsi in tutto il territorio dello Stato o limitato a determinate parti del territorio, ed il Presidente ha acceduto al punto di vista che, per esigenze generali della ricostruzione della costituzione dello Stato e, in particolare, per quanto riguarda il problema della seconda Camera e della sua organizzazione, la regione debba essere un istituto generale per tutto il territorio.<\/p><p>Altra questione che lasciava divisa la Sottocommissione era quella riguardante la estensione della potest\u00e0 legislativa da assegnare alla regione: vi erano tendenze estensive e tendenze restrittive. Comunque, nell\u2019ambito di queste tendenze, erano emersi chiari questi concetti: che in ogni caso la potest\u00e0 legislativa della regione, nell\u2019ambito stabilito dalla legge costituzionale, dovrebbe essere limitata dalla Costituzione e dalle leggi costituzionali dello Stato, non solo, ma anche dalle altre leggi emanate dallo Stato, al fine di tutelare gli interessi generali, perch\u00e9 la regione dovrebbe avere competenza legislativa soltanto per materie di interesse prevalentemente locale e per la risoluzione di eventuali conflitti interregionali.<\/p><p>Ora, l\u2019ordine del giorno che egli ha ieri presentato era precisamente destinato a concludere la discussione su questi punti, sui quali era venuto manifestandosi un sostanziale accordo. Quindi sottopone ancora all\u2019attenzione della Sottocommissione quest\u2019ordine del giorno, rispetto al quale gli altri, in definitiva, non presentano sostanziale diversit\u00e0. Quello dell\u2019onorevole Perassi, al quale potrebbe accedere, specifica in sostanza alcuni argomenti che egli si \u00e8 astenuto dal toccare per non entrare in formule tecniche che avrebbero potuto dar luogo a difficolt\u00e0.<\/p><p>PRESIDENTE osserva che l\u2019ordine del giorno dell\u2019onorevole Conti tende a trasformare gli altri in raccomandazioni; e poich\u00e9 gli altri contengono considerazioni svariate, ma nelle conclusioni coincidono (salvo l\u2019ordine del giorno Patricolo-Castiglia, che ha conclusioni non previste negli altri), crede se i proponenti potrebbero cercare di fonderli in un ordine del giorno unico.<\/p><p>PICCIONI presenta, come materiale di elaborazione ulteriore, il seguente ordine del giorno:<\/p><p>\u00abLa seconda Sottocommissione,<\/p><p>presa in esame la questione delle autonomie locali, sulla cui larga attuazione si \u00e8 trovata concorde per il rinnovamento democratico e sociale della vita nazionale, in aderenza alla sua naturale struttura;<\/p><p>riconosciuta la necessit\u00e0 di dar luogo alla creazione, sancita dalla nuova Costituzione, dell\u2019ente regione (persona giuridica territoriale):<\/p><ol><li><em>a<\/em>) come ente autarchico (cio\u00e8 con fini propri d\u2019interesse regionale e con capacit\u00e0 di svolgere attivit\u00e0 propria per il conseguimento di tali fini);<\/li><li><em>b<\/em>) come ente autonomo (cio\u00e8 con potere legislativo \u2013 normativo \u2013 nell\u2019ambito delle sue specifiche competenze e nel rispetto dell\u2019ordinamento giuridico dello Stato);<\/li><li><em>c<\/em>) come ente rappresentativo degli interessi locali, su basi elettive a suffragio universale diretto;<\/li><li><em>d<\/em>) come organo dotato di sufficiente autonomia finanziaria;<\/li><\/ol><p>demanda ad una propria Sezione la formulazione di un progetto di ordinamento regionale, tenute presenti le premesse suindicate e gli altri criteri informatori risultanti dalla ampia discussione svoltasi in seno alla Sottocommissione\u00bb.<\/p><p>BORDON si trova in una posizione particolare perch\u00e9 la Val d\u2019Aosta \u00e8 la sola delle quattro note regioni in cui l\u2019autonomia concessa dalla legge 7 settembre 1945, n. 545, sia gi\u00e0 in vigore. Perci\u00f2 l\u2019ordine del giorno dovrebbe prendere atto di quello che allo stato attuale esiste in quella regione.<\/p><p>PRESIDENTE osserva che l\u2019ordine del giorno presentato dall\u2019onorevole Piccioni riassume in forma abbastanza sistematica e concisa le idee ed i desideri espressi. Rileva per\u00f2 che al comma <em>b<\/em>), laddove \u00e8 detto \u00abcome Ente autonomo (cio\u00e8 con potere legislativo \u2013 normativo \u2013 nell\u2019ambito delle sue specifiche competenze)\u00bb, farebbe pensare che la competenza sia gi\u00e0 stabilita. Propone perci\u00f2 di dire: \u00abcompetenze che saranno fissate\u00bb.<\/p><p>Circa l\u2019obiezione dell\u2019onorevole Bordon, dato che si tratta di una esigenza sentita e che \u00e8 innegabile che un determinato stato di fatto esiste, come \u00e8 egualmente innegabile che esso risponde a necessit\u00e0 avvertite, propone di aggiungere alla fine dell\u2019ordine del giorno: \u00abtenute presenti le premesse suindicate e alcuni stati di fatto gi\u00e0 creati\u00bb.<\/p><p>PICCIONI accetta i due emendamenti.<\/p><p>LA ROCCA \u00e8 sostanzialmente d\u2019accordo con l\u2019ordine del giorno Piccioni. In sostanza la Sottocommissione riconosce la necessit\u00e0 di ovviare ai mali del decentramento e perci\u00f2 vuole la creazione dell\u2019ente regione. Ma egli non vorrebbe legare la Sezione che sar\u00e0 nominata ad indicazioni troppo particolareggiate. Crede sufficiente concludere che si crea l\u2019ente regione, con competenze da attribuirsi, alla stregua dei lavori compiuti dalla Sottocommissione, risultanti dai verbali.<\/p><p>TOSATO, dato che l\u2019ordine del giorno dell\u2019onorevole Piccioni cerca di andare incontro al desiderio della Sottocommissione di votarne uno scheletrico e riassuntivo dei punti sui quali si \u00e8 raggiunto l\u2019accordo, vi si associa e ritira il suo.<\/p><p>CONTI ritira anche il suo.<\/p><p>MORTATI, tenendo conto delle obiezioni dell\u2019onorevole Bordon, propone di aggiungere, all\u2019ultimo comma, dopo le parole \u00abpremesse suindicate\u00bb, le parole: \u00able situazioni esistenti\u00bb.<\/p><p>BORDON non trova sufficientemente chiara questa espressione.<\/p><p>LUSSU propone di aggiungervi, fra parentesi, la specificazione \u00abVal d\u2019Aosta, Sardegna, Sicilia ed Alto Adige\u00bb.<\/p><p>EINAUDI osserva che l\u2019inserzione delle parole \u00absituazioni esistenti\u00bb non deve implicare accettazione a priori di princip\u00ee consacrati nello statuto della Val d\u2019Aosta ed in quello della Sicilia.<\/p><p>PRESIDENTE fa rilevare che il testo dice: \u00abtenute presenti&#8230;\u00bb; quindi l\u2019onorevole Einaudi pu\u00f2 essere tranquillo.<\/p><p>BULLONI preferirebbe la dizione: \u00abtenute presenti le situazioni di diritto esistenti\u00bb.<\/p><p>LUSSU crede meglio dire: \u00absituazioni speciali\u00bb, o meglio ancora: \u00absituazioni particolari\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE osserva che per l\u2019Alto Adige e per il Trentino non esiste una situazione di diritto, ma una situazione politica.<\/p><p>BORDON propone di dire: \u00absituazioni particolari esistenti\u00bb.<\/p><p>CASTIGLIA, per quanto riguarda l\u2019ultima parte dell\u2019ordine del giorno Piccioni, relativa alle quattro regioni (si riferisce in modo particolare alla Sicilia), ritiene che le modifiche e le aggiunte non sarebbero sufficienti a determinare in maniera tassativa quali siano le esigenze e le situazioni. Propone pertanto la seguente nuova formulazione:<\/p><p>\u00abfa voti perch\u00e9 tali potest\u00e0, e in ispecie quelle normative, siano per la Sicilia, la Sardegna, la Val d\u2019Aosta ed il Trentino pi\u00f9 larghe ed adeguate alle loro esigenze di carattere storico, economico, sociale e politico, avendo riguardo ai particolari ordinamenti statutari concessi o in via di concessione alle regioni suddette e che si inseriranno, con opportune modifiche, nel quadro dell\u2019unit\u00e0 politica italiana\u00bb.<\/p><p>Precisa che, sia nello statuto della regione Siciliana, che in quello della Val d\u2019Aosta esiste una disposizione secondo la quale gli statuti medesimi dovranno essere rimessi all\u2019ulteriore esame dell\u2019Assemblea Costituente, affinch\u00e9 siano inquadrati nell\u2019unit\u00e0 politica italiana. Conclude insistendo sull\u2019opportunit\u00e0 che tale concetto venga inserito nell\u2019ordine del giorno, per dar modo alla Sezione competente di attuare praticamente i deliberati della Sottocommissione.<\/p><p>PICCIONI fa osservare che la Sezione sar\u00e0 composta di membri della Sottocommissione che hanno partecipato a tutte le discussioni e sono quindi al corrente dei vari desiderata espressi e delle relative motivazioni. \u00c8 quindi naturale che la Sezione, considerando il richiamo alle situazioni particolari, avr\u00e0 presenti le note quattro regioni. Non ritiene, pertanto, opportuno fissare un grado di priorit\u00e0, in riferimento alla potest\u00e0 legislativa, di uno o di un altro statuto, tanto pi\u00f9 che tali statuti dovranno poi essere coordinati e armonizzati con la riforma della struttura dello Stato. Occorre lasciare tale compito, per una elaborazione pi\u00f9 approfondita, alla Sezione.<\/p><p>PATRICOLO osserva che, se l\u2019ordine del giorno deve rispecchiare i lavori della Sottocommissione, non v\u2019\u00e8 alcuna ragione di non dare atto compiutamente di tutta la discussione. Precisa, inoltre, che l\u2019onorevole La Rocca che pur s\u2019\u00e8 dichiarato oppositore dell\u2019inserimento nell\u2019ordine del giorno di questo particolare aspetto della questione, ha dichiarato che la Sottocommissione \u00e8 concorde nel ritenere che le note quattro regioni debbano avere una autonomia pi\u00f9 larga rispetto alle altre.<\/p><p>PRESIDENTE osserva che l\u2019ordine del giorno non deve riassumere i lavori, ma solo fissare quei pochi punti che hanno trovato unanime consenso. Comunque, allo scopo di trovare una via conciliativa, crede si possa accogliere la proposta Lussu che le quattro regioni vengano indicate fra parentesi nel punto ove si fa riferimento alle situazioni particolari, senza per altro aggiungere la considerazione che ci\u00f2 presupponga senz\u2019altro pi\u00f9 larghe concessioni.<\/p><p>PATRICOLO crede che il suo ordine del giorno potrebbe essere accolto come raccomandazione.<\/p><p>PICCIONI, pur non ritenendo necessaria, per un motivo di sinteticit\u00e0, alcuna maggiore specificazione, si dichiara disposto ad accettare l\u2019emendamento Lussu richiamato dal Presidente.<\/p><p>NOBILE crede che in questa specificazione sarebbe meglio indicare l\u2019Alto Adige anzich\u00e9 il Trentino.<\/p><p>PICCIONI preferirebbe lasciare \u00abTrentino\u00bb, ma ritiene pi\u00f9 opportuno che la questione venga risolta dalla Sezione.<\/p><p>PRESIDENTE teme che sia l\u2019una formula che l\u2019altra possa sollevare una questione politica, perch\u00e9 vi \u00e8 un problema controverso fra i due raggruppamenti di popolazioni. Considerando la questione da questo punto di vista, forse sarebbe opportuno non fare specificazioni.<\/p><p>LUSSU non concorda, considerato anche che il problema per ora rimane nell\u2019ambito della Sottocommissione e non \u00e8 destinato alla pubblicit\u00e0.<\/p><p>PRESIDENTE riconosce che il problema ora sollevato non \u00e8 destinato alla pubblicit\u00e0, ma pensa a possibili indiscrezioni, soprattutto di stampa, che sollevino dubbi e perplessit\u00e0.<\/p><p>CASTIGLIA, per superare la difficolt\u00e0, senza pregiudicare la questione che sicuramente \u00e8 molto importante, propone di formulare cos\u00ec questa parte dell\u2019ordine del giorno Piccioni: \u00abtenendo conto delle situazioni particolari esistenti (Sicilia, Sardegna, Val d\u2019Aosta) e di qualche altra che potr\u00e0 determinarsi\u00bb.<\/p><p>PICCIONI, per lasciare impregiudicata la questione, suggerisce di fare la specificazione in questi termini: \u00abSicilia, Sardegna, Val d\u2019Aosta e Trentino-Alto Adige\u00bb. In questo modo si preciserebbe che non \u00e8 una questione che gi\u00e0 sia stata risolta.<\/p><p>ZUCCARINI, poich\u00e9 pu\u00f2 sorgere il problema anche per la Venezia Giulia, propone di usare la formula: \u00abzone miste\u00bb, oppure \u00abzone a popolazione mista\u00bb.<\/p><p>FABBRI domanda se vi \u00e8 qualche difficolt\u00e0 ad adoperare alla lettera <em>b<\/em>) l\u2019espressione \u00abpotere normativo\u00bb, sia pure potere normativo obbligatorio, invece che \u00abpotere legislativo\u00bb, perch\u00e9 il concetto del potere legislativo attribuito alla regione, nell\u2019ambito per\u00f2 delle leggi, crea una necessaria differenziazione fra una legge che ne vincola un\u2019altra, cosa completamente nuova nella nostra legislazione e nella nostra tecnica legislativa, perch\u00e9 la legge non pone un limite ad una legge successiva, mentre qui si avrebbe una legge regionale che ostacolerebbe una legge nazionale successiva. L\u2019espressione \u00abpotere normativo\u00bb comprende sia la legge che i regolamenti, ecc.; invece, dicendo \u00abpotere legislativo nell\u2019ambito delle leggi\u00bb, si pone inevitabilmente un riferimento alle leggi preesistenti a quelle della Regione. Ma se la regione emana una legge che, dal punto di vista nazionale, si ritiene aberrante, e una legge successiva dello Stato interviene, questa abrogher\u00e0 implicitamente la legge regionale? Crede, insomma, pericoloso mettere in conflitto le leggi nazionali con quelle regionali. Usando l\u2019espressione \u00abpotere normativo\u00bb, si supera questa difficolt\u00e0, senza escludere che nell\u2019esercizio del potere normativo ci sia anche la facolt\u00e0 di emanare una norma che avr\u00e0 valore di legge nell\u2019ambito della regione.<\/p><p>EINAUDI chiede all\u2019onorevole Piccioni se non ha difficolt\u00e0 a togliere la parola \u00absufficiente\u00bb davanti ad \u00abautonomia finanziaria\u00bb, perch\u00e9 in fondo \u00e8 superflua.<\/p><p>PICCIONI accetta questo emendamento. Circa la proposta di modificazione dell\u2019onorevole Fabbri, non crede sia necessaria perch\u00e9, \u00e8 vero che si parla di \u00abpotere legislativo\u00bb, ma \u00e8 poi specificatamente indicato: \u00abnell\u2019ambito delle sue specifiche competenze che saranno determinate nel rispetto dell\u2019ordinamento giuridico generale dello Stato\u00bb.<\/p><p>FABBRI chiede che sia messa in votazione la sua proposta, perch\u00e9 ritiene che l\u2019uso dell\u2019autonomia da parte della regione possa determinare un conflitto con gli interessi generali e far luogo quindi ad una legge di carattere generale. Questa legge emanata dal Parlamento deve abrogare la disposizione regionale. Non trova opportuno dare alla regione la potest\u00e0 di emanare e mantenere una legge in conflitto con una legge generale dello Stato.<\/p><p>LEONE osserva che l\u2019onorevole Fabbri pone un problema interessantissimo, ma non lo risolve sostituendo l\u2019aggettivo \u00abnormativo\u00bb a quello \u00ablegislativo\u00bb. Egli si preoccupa di un conflitto che possa sorgere tra una legge regionale e una generale precedente o successiva, e in particolare di un conflitto tra una legge regionale precedente e una legge generale successiva.<\/p><p>Propone che questo problema sia segnalato alla Sezione, affinch\u00e9 essa lo risolva mediante quei congegni che la Costituzione potr\u00e0 delineare sul delicato tema del conflitto di leggi generali e leggi regionali, conflitto che probabilmente dovr\u00e0 essere risoluto dalla Suprema Corte costituzionale.<\/p><p>AMENDOLA concorda, in linea di massima, con le preoccupazioni dell\u2019onorevole Fabbri, e vorrebbe che la formula fosse la pi\u00f9 lata possibile, in modo da permettere alla Sezione di decidere questo delicato problema. Infatti, in un Paese a struttura sociale e politica cos\u00ec differenziata come l\u2019Italia, il problema appare estremamente serio; si potrebbe dissociare quella unit\u00e0 che non si vuole n\u00e9 spezzata n\u00e9 distrutta.<\/p><p>Richiama poi l\u2019attenzione sul primo comma in cui si parla di \u00abnaturale struttura\u00bb della regione e, dato che gli elementi distintivi della regione sono storici, propone di parlare di criteri \u00abstoricamente determinati\u00bb.<\/p><p>PICCIONI obietta che il concetto di \u00abnaturale\u00bb \u00e8 pi\u00f9 riassuntivo, sintetico: esso raccoglie in s\u00e9 concetti non soltanto storici, ma anche geografici, linguistici, economici, etnici, ecc.<\/p><p>PERASSI, anzich\u00e9: \u00abvita nazionale\u00bb, preferirebbe dire: \u00abnazione\u00bb.<\/p><p>EINAUDI sostituirebbe: \u00abnaturale\u00bb, con: \u00abtradizionale\u00bb o \u00abstorica\u00bb.<\/p><p>ZUCCARINI direbbe: \u00abtradizionale e naturale\u00bb; due concetti che si integrano.<\/p><p>PRESIDENTE domanda all\u2019onorevole Fabbri se insiste nel suo emendamento inteso a sostituire la parola: \u00ablegislativo\u00bb, con l\u2019altra: \u00abnormativo\u00bb.<\/p><p>FABBRI insiste, per le ragioni gi\u00e0 dette e perch\u00e9 la formula proposta del \u00abpotere legislativo\u00bb attribuito alle regioni pu\u00f2 portare alla conseguenza che, essendo leggi tanto quelle emanate dallo Stato quanto quelle emanate dalla regione, la legge nazionale non possa modificare la legge regionale preesistente, anche se con essa l\u2019autorit\u00e0 regionale abbia per avventura sorpassato i confini della competenza stabilita dalla Costituzione.<\/p><p>LUSSU pensa che le preoccupazioni dell\u2019onorevole Fabbri potranno essere tenute presenti dalla Sezione che dovr\u00e0 tradurre in proposte concrete i princip\u00ee affermatisi nel corso di questa discussione.<\/p><p>PRESIDENTE mette ai voti l\u2019emendamento proposto dall\u2019onorevole Fabbri all\u2019ordine del giorno Piccioni.<\/p><p>(<em>Non \u00e8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>D\u00e0 lettura del testo definitivo dell\u2019ordine del giorno Piccioni, cos\u00ec concepito:<\/p><p>\u00abLa seconda Sottocommissione, presa in esame la questione delle autonomie locali, sulla cui larga attuazione si \u00e8 trovata concorde per il rinnovamento democratico e sociale della Nazione, in aderenza alla sua tradizionale e naturale struttura;<\/p><p>riconosciuta la necessit\u00e0 di dar luogo alla creazione, sancita dalla nuova Costituzione, dell\u2019ente regione (persona giuridica territoriale):<\/p><ol><li><em>a<\/em>) come ente autarchico (cio\u00e8 con fini propri d\u2019interesse regionale e con capacit\u00e0 di svolgere attivit\u00e0 propria per il conseguimento di tali fini);<\/li><li><em>b<\/em>) come ente autonomo (cio\u00e8 con potere legislativo nell\u2019ambito delle specifiche competenze che gli verranno attribuite e nel rispetto dell\u2019ordinamento giuridico generale dello Stato);<\/li><li><em>c<\/em>) come ente rappresentativo degli interessi locali, su basi elettive;<\/li><li><em>d<\/em>) come ente dotato di autonomia finanziaria;<\/li><\/ol><p>demanda ad una propria Sezione la formulazione di un progetto di ordinamento regionale, tenute presenti le premesse suindicate, le situazioni particolari esistenti (Sicilia, Sardegna, Val D\u2019Aosta, Trentino-Alto Adige) e gli altri criteri informatori risultati dall\u2019ampia discussione svoltasi in seno alla Sottocommissione\u00bb.<\/p><p>Lo mette ai voti.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>FABBRI prega si dia atto a verbale che egli non ha approvato l\u2019ordine del giorno Piccioni solo in relazione alla parola: \u00ablegislativo\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE avverte che, votato l\u2019ordine del giorno Piccioni, non vi \u00e8 ragione di mettere ai voti gli altri che non sono stati ritirati, ma di cui la nominanda Sezione terr\u00e0 il debito conto.<\/p><p>Comunicher\u00e0 la deliberazione adottata al Presidente della Commissione affinch\u00e9 ne faccia parte alle altre Sottocommissioni.<\/p><p>Sui lavori della Sottocommissione.<\/p><p>PRESIDENTE ricorda che \u00e8 stato gi\u00e0 accennato alla suddivisione della Sottocommissione in cinque Sezioni: 1<sup>a<\/sup> Parlamento; 2<sup>a<\/sup>, Capo dello Stato; 3<sup>a<\/sup> Governo; 4<sup>a<\/sup> Organi di garanzia costituzionale e giurisdizionale; 5<sup>a<\/sup> Autonomia.<\/p><p>FUSCHINI osserva che per la quinta dovrebbe parlarsi di \u00abautonomia regionale\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE fa notare che questa Sezione dovr\u00e0 occuparsi anche della autonomia dei comuni, nell\u2019ambito di quella delle regioni.<\/p><p>MORTATI osserva che gi\u00e0 al momento della entrata in vigore della nuova Costituzione dovr\u00e0 essere in atto un ordinamento regionale. In altre parole, contemporaneamente alla elaborazione della Costituzione si dovr\u00e0 elaborare una legge speciale, dettagliata, anche se di importanza costituzionale, sull\u2019ordinamento delle regioni. Ci\u00f2 sar\u00e0 tanto pi\u00f9 opportuno in vista delle prossime elezioni, per le quali non dovrebbe potersi prescindere dalla nuova organizzazione amministrativa dello Stato. Pensa pertanto che la quinta Sezione, bench\u00e9 il regolamento della Commissione parli solo di progetto di Costituzione, dovrebbe gettare anche le basi per questa legge separata para costituzionale.<\/p><p>Rileva inoltre che le materie che verrebbero assegnate alle prime tre Sezioni sono strettamene connesse tra loro, per cui occorrerebbe: o unire in una Sezione unica le tre Sezioni, per la formulazione dei criteri generali e direttivi di massima, salvo poi una successiva suddivisione con distribuzione dei compiti a gruppi di commissari o a singoli commissari nel suo seno; oppure lasciare le tre Sezioni separate, ma stabilire che esse si riuniscano inizialmente e periodicamente insieme, per controllare a vicenda i risultati a cui ciascuna \u00e8 giunta.<\/p><p>PERASSI non ritiene opportuna una eccessiva suddivisione della Sottocommissione, e pertanto, ove non si voglia riunire in una sola le tre prime Sezioni, converrebbe mantenere separata la Sezione per il Parlamento e attribuire ad una seconda Sezione tanto la materia relativa al Capo dello Stato quanto quella relativa al Governo.<\/p><p>CONTI crede che la Sezione delle autonomie debba preparare un tipo di Statuto per le regioni. Tutti sono appassionatissimi di questo problema e parlano di autonomie regionali e, se fuori della Sardegna, della Sicilia, della Val d\u2019Aosta e del Trentino non si hanno espressioni concrete di questa esigenza, non \u00e8 tuttavia da mettere in dubbio che in ogni regione d\u2019Italia si abbia uno spirito vivissimo per l\u2019autonomia. Bisogna, dunque, fare in modo che, appena la Costituzione sar\u00e0 stata approvata dalla Costituente, le regioni possano senz\u2019altro funzionare. Occorre perci\u00f2 occuparsi anche della formazione delle istituzioni burocratiche che dovranno sorgere nelle regioni.<\/p><p>Circa la suddivisione della Sottocommissione in Sezioni, crede che si debba partire da una diversa concezione strutturale. Poich\u00e9 si deve preparare la nuova Costituzione, bisogna tener presente la divisione dei poteri: potere legislativo (e si avr\u00e0 il problema della Camera e del Senato), potere esecutivo (Governo e Capo dello Stato), potere giudiziario (ordinamento della magistratura). Il potere giudiziario non \u00e8 da confondere con la Corte delle garanzie, che \u00e8 un\u2019altra cosa. Perci\u00f2 propone la suddivisione in quattro Sezioni; cui \u00e8 da aggiungere quella delle autonomie. La Sezione che si occuper\u00e0 del potere giudiziario, con le distinzioni necessarie, potrebbe occuparsi anche della Corte delle garanzie.<\/p><p>CALAMANDREI osserva che la definitiva decisione sulla Costituzione spetta all\u2019Assemblea Costituente. Questa ha nominato una Commissione di settantacinque deputati, la quale probabilmente riproduce in piccolo la struttura politica dell\u2019Assemblea e quindi si pu\u00f2 pensare che quello che deliberer\u00e0 la maggioranza di questa Commissione corrisponda a quello che deliberer\u00e0 poi l\u2019Assemblea della Costituente al completo. Ma con la ripartizione della Commissione in tre Sottocommissioni e con l\u2019ulteriore ripartizione delle Sottocommissioni in Sezioni, non si pu\u00f2 esser sicuri che piccoli gruppi che debbono elaborare i testi riproducano la struttura politica dell\u2019Assemblea cui compete di decidere sulle questioni controverse.<\/p><p>Quindi crede che il lavoro avrebbe dovuto svolgersi in senso contrario a quello col quale si va svolgendo, cio\u00e8 sarebbe stato necessario che l\u2019Assemblea Costituente, in una serie di sedute preliminari, avesse fissato alcuni punti sui quali potr\u00e0 esservi dissenso: sistema bicamerale o monocamerale; autonomia regionale o no, ecc.; e che poi le Commissioni, in numero sempre pi\u00f9 ristretto, dovessero perfezionare dei princip\u00ee generali su cui ormai l\u2019Assemblea aveva raggiunto l\u2019accordo.<\/p><p>Ora, la Sottocommissione ha in certo modo adottato questo sistema solo per quel che riguarda il problema delle autonomie; ma non per gli altri.<\/p><p>PRESIDENTE riconosce che il migliore metodo di lavoro sarebbe quello di continuare a lavorare in seduta plenaria di Sottocommissione per affrontare almeno le questioni principali e rimettere poi, come si \u00e8 fatto per l\u2019autonomia, alle Sezioni il compito di elaborare i risultati della discussione. Pu\u00f2, infatti, avvenire che le Sezioni giungano a risultati che non incontrino l\u2019adesione della maggioranza della Sottocommissione. Comunque, Sezioni che comprendano sette o otto membri ciascuna, pur non rispecchiando il maniera fedele la formazione della Sottocommissione e la formazione della Commissione plenaria e dell\u2019Assemblea, in limiti abbastanza approssimativi hanno la struttura di quegli organi pi\u00f9 vasti, talch\u00e9 \u00e8 presumibile che le loro decisioni potranno essere in parte notevole accettate.<\/p><p>Il metodo di lavoro delle Sezioni dovrebbe esser questo: riunirsi almeno per tre giorni per esaminare la materia che a ciascuna di esse \u00e8 stata sottoposta e chiarirla in maniera che risulti immediatamente ci\u00f2 che \u00e8 da porre in disparte e ci\u00f2 che resta come materia efficiente per la trattazione, e poi nominare dei relatori che preparino le relazioni.<\/p><p>LUSSU rileva che l\u2019onorevole Calamandrei ha sollevato una questione mossa da preoccupazioni di carattere politico e non solo pratico; ma la Sottocommissione, postasi su una via, non pu\u00f2 ritornare indietro. Certo, \u00e8 possibile che nella suddivisione del lavoro fra le Sezioni venga a mancare la proporzione fra i rappresentanti dei vari partiti, col rischio di fare un lavoro non produttivo. Ma praticamente si pu\u00f2 ovviare a questo inconveniente facendo in modo che nella composizione di ogni Sezione il criterio proporzionale politico sia per quanto possibile osservato.<\/p><p>Crede poi che, riducendo le Sezioni da cinque a tre, si otterrebbe un lavoro molto pi\u00f9 proficuo. Con sette membri per ogni Sezione, si corre il rischio che in ciascuna di queste non siano presenti Deputati che per la loro preparazione tecnica sono indispensabili.<\/p><p>EINAUDI fa osservare che la Sezione delle autonomie si trova su un piano diverso in confronto alle altre: essa \u00e8 un Comitato incaricato di tradurre in articoli i princip\u00ee gi\u00e0 discussi dalla Sottocommissione. Le altre, invece, debbono ancora esaminare preliminarmente tutti i problemi. Ma si potrebbe decidere che alle riunioni di queste Sezioni possano intervenire tutti coloro che credono di dover parlare su un determinato argomento e rendere possibile il loro intervento convocando le Sezioni in ore diverse.<\/p><p>PICCIONI, riconoscendo legittima la preoccupazione dell\u2019onorevole Calamandrei, suggerisce che le Sezioni, all\u2019infuori di quella delle autonomie, procedano alla nomina per i diversi argomenti specifici di tre o quattro relatori che preparino una relazione da fare alla Sottocommissione, affinch\u00e9 questa assuma un orientamento generale.<\/p><p>MORTATI crede conveniente nominare i relatori e aggiornare la Sottocommissione fino a quando non si possano avere delle relazioni.<\/p><p>CALAMANDREI concreta questa proposta nel senso che ogni relatore non prospetti una sola soluzione, ma tutte le soluzioni possibili; oppure che si nominino per ogni tema due relatori che si possa presumere siano di opinioni antagonistiche.<\/p><p>PRESIDENTE, per quanto riguarda il metodo di lavoro, mette ai voti la proposta che, senza suddividere la Sottocommissione in Sezioni, si nominino dei relatori le cui relazioni saranno poi discusse in Sottocommissione.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvata<\/em>).<\/p><p>MORTATI, per quanto riguarda la suddivisione delle materie, propone di seguire un criterio sistematico, e stabilire i seguenti gruppi: 1\u00b0) Forma di Governo; Capo dello Stato; ordinamento del Governo e del Parlamento; 2\u00b0) Funzione legislativa; 3\u00b0) Funzione esecutiva; 4\u00b0) Problema delle autonomie; 5\u00b0) Garanzie giurisdizionali.<\/p><p>PRESIDENTE mette ai voti questa suddivisione della materia.<\/p><p>(<em>\u00c8<\/em> <em>approvata<\/em>).<\/p><p>Invita la Sottocommissione a procedere alla scelta dei relatori e sospende brevemente la seduta per le necessarie consultazioni.<\/p><p>(<em>La seduta, sospesa alle 19.50, \u00e8 ripresa alle 20.15<\/em>).<\/p><p>PRESIDENTE comunica che, in seguito agli accordi presi nell\u2019intervallo, \u00e8 stata fatta la seguente proposta:<\/p><p>per la questione delle autonomie, nominare un Comitato cos\u00ec composto: onorevoli Ambrosini, Bordon, Castiglia, Codacci Pisanelli, Einaudi, Grieco, Lami Starnut\u00ec, Lussu, Uberti, Zuccarini;<\/p><p>nominare poi i seguenti relatori per i vari temi cos\u00ec definitivamente stabiliti:<\/p><p>primo tema: \u00abil potere legislativo\u00bb: gli onorevoli Mortati, Perassi e Rossi Paolo;<\/p><p>secondo tema: \u00abil potere esecutivo\u00bb: gli onorevoli Bozzi, La Rocca e Tosato;<\/p><p>terzo tema: \u00abil potere giudiziario\u00bb: gli onorevoli Calamandrei, Leone e Patricolo. (Essi esamineranno anche il tema delle guarentigie costituzionali).<\/p><p>La mette ai voti.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvata<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Avverte che la Sottocommissione sar\u00e0 convocata per il 27 agosto alle ore 17.<\/p><p>La seduta termina alle 20.55.<\/p><p><em>Erano presenti:<\/em> Ambrosini, Amendola, Bocconi, Bordon, Bozzi, Bulloni, Calamandrei, Cappi, Castiglia, Codacci Pisanelli, Conti, De Michele, Einaudi, Fabbri, Finocchiaro Aprile, Fuschini, Lami Starnuti, La Rocca, Leone, Lussu, Mortati, Nobile, Patricolo, Perassi, Piccioni, Ravagnan, Rossi Paolo, Terracini, Tosato, Uberti, Zuccarini.<\/p><p><em>Erano assenti:<\/em> Canevari, Grieco, Maffi, Mannironi, Porzio, Targetti.<\/p><p><em>In congedo<\/em>: Vanoni.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Versione PDF ASSEMBLEA COSTITUENTE COMMISSIONE PER LA COSTITUZIONE SECONDA SOTTOCOMMISSIONE 6. RESOCONTO SOMMARIO DELLA SEDUTA DI GIOVED\u00cc 1\u00b0 AGOSTO 1946 PRESIDENZA DEL PRESIDENTE TERRACINI INDICE Seguito della discussione sulle autonomie locali Patricolo \u2013 La Rocca \u2013 Nobile \u2013 Perassi \u2013 Presidente \u2013 Lussu \u2013 Uberti \u2013 Finocchiaro Aprile \u2013 Bulloni \u2013 Conti \u2013 Rossi Paolo [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_relevanssi_hide_post":"","_relevanssi_hide_content":"","_relevanssi_pin_for_all":"","_relevanssi_pin_keywords":"","_relevanssi_unpin_keywords":"","_relevanssi_related_keywords":"","_relevanssi_related_include_ids":"","_relevanssi_related_exclude_ids":"","_relevanssi_related_no_append":"","_relevanssi_related_not_related":"","_relevanssi_related_posts":"595,2017,2364,574,1646,572","_relevanssi_noindex_reason":"","_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[96,70],"tags":[],"post_folder":[121],"class_list":["post-5154","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-1946-08ss","category-seconda-sottocommissione"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5154","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=5154"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5154\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":7745,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5154\/revisions\/7745"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=5154"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=5154"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=5154"},{"taxonomy":"post_folder","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fpost_folder&post=5154"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}