{"id":5109,"date":"2023-10-15T22:47:06","date_gmt":"2023-10-15T20:47:06","guid":{"rendered":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=5109"},"modified":"2023-11-12T10:45:48","modified_gmt":"2023-11-12T09:45:48","slug":"giovedi-28-novembre-1946","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=5109","title":{"rendered":"GIOVED\u00cc 28 NOVEMBRE 1946"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"5109\" class=\"elementor elementor-5109\" data-elementor-post-type=\"post\">\n\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-8a20d97 elementor-section-full_width elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"8a20d97\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-94ec043\" data-id=\"94ec043\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-7f31bcc elementor-align-right elementor-widget elementor-widget-button\" data-id=\"7f31bcc\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"button.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-button-wrapper\">\n\t\t\t\t\t<a class=\"elementor-button elementor-button-link elementor-size-sm\" href=\"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/19461128sed042ps.pdf\" target=\"_blank\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-content-wrapper\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-icon\">\n\t\t\t\t<i aria-hidden=\"true\" class=\"icon icon-view\"><\/i>\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-text\">Versione PDF<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-4413835 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"4413835\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p>ASSEMBLEA COSTITUENTE<\/p><p>COMMISSIONE PER LA COSTITUZIONE<\/p><p>PRIMA SOTTOCOMMISSIONE<\/p><p>42.<\/p><p>RESOCONTO SOMMARIO<\/p><p>DELLA SEDUTA DI GIOVED\u00cc 28 NOVEMBRE 1946<\/p><p>PRESIDENZA DEL PRESIDENTE <strong>TUPINI<\/strong><\/p><p><strong>\u00a0<\/strong><\/p><p><strong>INDICE<\/strong><\/p><p><strong>Lo Stato come ordinamento giuridico e i suoi rapporti con gli altri ordinamenti <\/strong>(<em>Seguito della discussione<\/em>)<\/p><p>Presidente \u2013 Cevolotto, <em>Relatore \u2013 <\/em>Togliatti \u2013 Moro \u2013 La Pira \u2013 Basso \u2013 Grassi \u2013 Mastrojanni \u2013 Marchesi \u2013 Caristia \u2013 Lucifero \u2013 De Vita \u2013 Dossetti, <em>Relatore \u2013 <\/em>Amadei.<\/p><p>La seduta comincia alle 11.10.<\/p><p>Seguito della discussione sullo Stato come ordinamento giuridico e i suoi rapporti con gli altri ordinamenti.<\/p><p>PRESIDENTE apre la discussione sui primi quattro articoli formulati dal Relatore onorevole Cevolotto, che si riferiscono alla definizione dello Stato italiano.<\/p><p>CEVOLOTTO, <em>Relatore<\/em>, dichiara di aver formulato quattro succinti articoli, poich\u00e9 si riserva di rinviare al preambolo alcune enunciazioni di carattere generale sulla materia. In particolare, nel primo articolo ha espresso il concetto che lo Stato italiano \u00e8 una repubblica democratica; mentre nel secondo ha posto l\u2019altro concetto che tutti i poteri spettano al popolo, che li esercita o delega secondo la Costituzione e le leggi.<\/p><p>Fa presente che la prima formulazione si trova in moltissime Costituzioni, e per tanto ritiene che debba essere inclusa anche nella Costituzione italiana; della seconda, invece, si potrebbe anche fare a meno, in quanto non viene specificato in che modo i poteri vengano esercitati dal popolo. Chiarisce ad ogni modo di avere messa la forma dell\u2019esercizio diretto della democrazia, che pu\u00f2 manifestarsi ad esempio mediante <em>referendum<\/em>, e la forma della delega che \u00e8 quella normale della nomina dei rappresentanti.<\/p><p>PRESIDENTE pone in discussione il primo articolo proposto dall\u2019onorevole Cevolotto, cos\u00ec formulato: \u00abLo Stato italiano \u00e8 una repubblica democratica\u00bb.<\/p><p>TOGLIATTI propone che, in coerenza con gli articoli approvati in tema di lavoro, alle parole: \u00abrepubblica democratica\u00bb si aggiunga \u00abdi lavoratori\u00bb. Fa presente che, per evitare equivoci, l\u2019aggiunta potr\u00e0 anche essere ampliata in: \u00ablavoratori del braccio e della mente\u00bb.<\/p><p>Avverte inoltre di aver presentato altri due emendamenti aggiuntivi all\u2019articolo in esame. Il primo \u00e8 il seguente: \u00abLa forma repubblicana dello Stato non pu\u00f2 essere messa in discussione n\u00e9 davanti al popolo n\u00e9 davanti alle Assemblee legislative\u00bb. Il secondo \u00e8 cos\u00ec formulato: \u00abI beni della Casa Savoia sono confiscati a favore dello Stato\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE pone in discussione il primo emendamento aggiuntivo proposto dall\u2019onorevole Togliatti, in base al quale il primo articolo risulterebbe cos\u00ec formulato: \u00abLo Stato italiano \u00e8 una repubblica democratica di lavoratori\u00bb.<\/p><p>CEVOLOTTO, <em>Relatore<\/em>, dichiara di non opporsi alla proposta di emendamento dell\u2019onorevole Togliatti.<\/p><p>PRESIDENTE, pur riconoscendo il primato che spetta al lavoro nello Stato italiano, primato riconosciuto negli articoli cui ha fatto riferimento l\u2019onorevole Togliatti, osserva che l\u2019aggiunta proposta dice troppo e dice troppo poco, prestandosi ad interpretazioni equivoche. Per dare alle parole \u00abdi lavoratori\u00bb un significato preciso, bisognerebbe farla seguire da altre parole riproducenti alla lettera gli articoli nei quali si \u00e8 gi\u00e0 affermato che la Repubblica deve essere fondata sul lavoro, con le relative opportune specificazioni. Quanto all\u2019altra aggiunta \u00abdel braccio e della mente\u00bb, questa avrebbe per effetto una formulazione estremamente difettosa dell\u2019articolo in discussione. Ritiene perci\u00f2 preferibile la formula dell\u2019onorevole Cevolotto.<\/p><p>MORO ritiene che tutti possano essere d\u2019accordo sulla sostanza della proposta dell\u2019onorevole Togliatti. Ad eliminare le preoccupazioni suscitate dall\u2019espressione \u00abrepubblica democratica di lavoratori\u00bb, propone che alla formula dell\u2019onorevole Cevolotto si aggiunga l\u2019articolo gi\u00e0 approvato riguardante i rapporti economici: \u00abIl lavoro e la sua partecipazione concreta nelle organizzazioni economiche, sociali e politiche \u00e8 il fondamento della democrazia italiana\u00bb.<\/p><p>LA PIRA si associa alla proposta dell\u2019onorevole Moro.<\/p><p>BASSO ritiene che le due proposte dell\u2019onorevole Togliatti e dell\u2019onorevole Moro si integrino a vicenda, e che pertanto l\u2019articolo citato dall\u2019onorevole Moro debba essere aggiunto alla formula dell\u2019onorevole Cevolotto emendata secondo la proposta dell\u2019onorevole Togliatti. Fa presente che, attraverso quell\u2019articolo, il termine \u00ablavoratori\u00bb rispecchia tutti coloro che esplicano un\u2019attivit\u00e0 sociale, ed \u00e8 quindi escluso il timore di interpretazioni arbitrarie.<\/p><p>GRASSI si dichiara favorevole alla formula dell\u2019onorevole Cevolotto e contrario alla specificazione proposta dall\u2019onorevole Togliatti. Ricorda che fin dai tempi di Aristotele si \u00e8 affermato che le forme di governo sono tre: monarchia, aristocrazia, democrazia. Ritiene che aggiungere una specificazione al termine \u00abdemocrazia\u00bb non sia compito della Commissione e non risponda alla realt\u00e0 della vita politica.<\/p><p>MASTROJANNI si associa alle considerazioni dell\u2019onorevole Grassi, aggiungendo che il lavoro come fondamento della democrazia \u00e8 gi\u00e0 stato oggetto di particolare considerazione da parte della Sottocommissione e che inserire, dopo la definizione dello Stato, un concetto particolaristico costituirebbe un errore anche dal punto di vista dell\u2019estetica della Costituzione.<\/p><p>MARCHESI fa osservare all\u2019onorevole Grassi, il quale si \u00e8 riferito a una definizione aristotelica dei diversi tipi di reggimenti politici, che anche gli antichi affermavano che le tre forme di governo citate recavano in s\u00e9 i germi della degenerazione; e la storia ha dimostrato che esse si sono pervertite nel corso degli avvenimenti. D\u2019altra parte, la parola \u00abdemocrazia\u00bb \u00e8 seriamente compromessa dalla documentazione storica dei significati che le sono stati attribuiti, ed \u00e8 ormai una parola svuotata di contenuto. Se si ricorda che il movimento fascista fu favorito in larga parte da correnti che si dicevano democratiche, si capisce quale differenza vi sia tra la democrazia fittizia e la vera democrazia cui oggi aspira l\u2019Italia. Tutti riconoscono inoltre che il lavoro, fattore vecchio dello sfruttamento umano, \u00e8 invece nuovo e imponente nell\u2019organizzazione politica e sociale della vita pubblica, e la stessa Commissione lo ha affermato nella formulazione dei suoi articoli. Pertanto, va approvata l\u2019aggiunta proposta dall\u2019onorevole Togliatti, la quale non intende per lavoratori soltanto quelli del braccio, ma tutti coloro che convertono la propria attivit\u00e0 individuale in un\u2019attivit\u00e0 sociale. La parola \u00ablavoratori\u00bb, che poteva destare sospetti e avversioni mezzo secolo fa, oggi, dopo quanto \u00e8 avvenuto, non pu\u00f2 significare altro che il cittadino nella pi\u00f9 alta espressione della propria attivit\u00e0.<\/p><p>Conclude dichiarando di associarsi alla proposta dell\u2019onorevole Basso.<\/p><p>CARISTIA ritiene che, contrariamente a quanto hai affermato l\u2019onorevole Marchesi, la democrazia possa anche oggi avere il suo significato, specialmente se incrementata e perfezionata in modo da poter veramente significare governo del popolo e per il popolo. Democrazia significa lotta pacifica e civile tra i partiti, rispetto delle minoranze, possibilit\u00e0 di controllo su tutte le manifestazioni delle amministrazioni dello Stato e del potere esecutivo in genere: compiti fondamentali in qualsiasi tipo di democrazia. Che la democrazia degeneri \u00e8 un fatto umano, questo non esclude che essa si possa riprendere; n\u00e9 va escluso che alla nuova democrazia debbano concorrere le forze del lavoro.<\/p><p>Ritiene per\u00f2 che detti concetti vadano inseriti nel preambolo e che per l\u2019articolo in esame debba essere mantenuta la formulazione scheletrica proposta dal Relatore onorevole Cevolotto.<\/p><p>LA PIRA riconosce che oggi esistono effettivamente due tipi di democrazia: una limitata al campo politico, derivata dai principi liberali del 1789, ed una estesa al campo dell\u2019economia. Questo nuovo tipo di democrazia deve essere specificato ed affermato, come del resto ha gi\u00e0 fatto la Sottocommissione approvando gli articoli in tema di lavoro. Se sono giuste le osservazioni dell\u2019onorevole Caristia, ha anche ragione l\u2019onorevole Marchesi di preoccuparsi che il concetto di democrazia venga specificato in rapporto alla situazione attuale. Ritiene pertanto che si debba accogliere la proposta dell\u2019onorevole Moro, che mira ad integrare il concetto di democrazia contenuto nella formula dell\u2019onorevole Cevolotto, estendendolo al campo economico, con l\u2019aggiunta dell\u2019articolo gi\u00e0 approvato in sede di rapporti economici.<\/p><p>BASSO fa osservare che, n\u00e9 da parte comunista n\u00e9 da parte socialista, si \u00e8 negato il principio democratico, ma si \u00e8 soltanto detto che esso deve essere specificato secondo le nuove esigenze. Che la forma di democrazia, scaturita dalla Rivoluzione francese, fosse gi\u00e0 in crisi prima della guerra 1915-18, \u00e8 una constatazione fatta non soltanto da scrittori socialisti, ma da studiosi appartenenti a tutte le correnti politiche.<\/p><p>Ora il dire che lo Stato italiano \u00e8 una Repubblica democratica non specifica nulla nei riguardi delle trasformazioni che il concetto di democrazia ha sub\u00ecto nel corso degli ultimi 150 anni. Invece l\u2019aggiunta proposta dall\u2019onorevole Togliatti afferma un nuovo tipo di democrazia che ha per fondamento il lavoro nelle sue diverse manifestazioni, e sostituisce alla democrazia a base individualistica una democrazia di lavoratori, intendendo per lavoratore colui che converte la sua attivit\u00e0 patrimoniale, intellettuale o manuale in un bene sociale. Tale esigenza \u00e8 talmente sentita da essere non soltanto l\u2019espressione del pensiero socialista, anche di altre correnti politiche italiane quali ad esempio, quelle rappresentate da impartito che ha sentito la necessit\u00e0, di denominarsi: partito democratico del lavoro.<\/p><p>Conclude affermando che l\u2019articolo, per essere costituito armonicamente in tutti i suoi concetti, deve risultare dalla formula dell\u2019onorevole Cevolotto, integrata dalla specificazione \u00abdi lavoratori\u00bb proposta dall\u2019onorevole Togliatti, nonch\u00e9 dall\u2019aggiunta, proposta dall\u2019onorevole Moro, dell\u2019articolo approvato in sede di rapporti economici.<\/p><p>GRASSI replica all\u2019onorevole Basso che quello che cambia non \u00e8 tanto il concetto di democrazia quanto il contenuto della democrazia stessa: le forme della democrazia mutano secondo le fasi storiche e secondo la partecipazione del popolo alla vita politica, ma la democrazia rimane sempre.<\/p><p>Si dichiara favorevole a che la Costituzione stabilisca che il lavoro partecipa in pieno alla democrazia italiana; \u00e8 contrario invece alla dizione \u00abrepubblica di lavoratori\u00bb, perch\u00e9 essa fa sorgere il sospetto che si parli di una repubblica classista, e non pi\u00f9 di una repubblica democratica per tutto il popolo.<\/p><p>CARISTIA fa osservare all\u2019onorevole Basso che dagli studiosi cui egli ha accennato non sempre \u00e8 denunziata la crisi profonda della democrazia, perch\u00e9 ve ne sono di quelli che validamente la difendono e l\u2019apprezzano.<\/p><p>MASTROJANNI rileva che, per integrare il concetto di democrazia, bisogna tener conto di tutti gli elementi di cui il concetto stesso si era venuto svuotando negli ultimi tempi. Uno solo di tali elementi \u00e8 stato identificato: il lavoro. Ma ve ne sono altri di cui si dovrebbe tener conto nella formula perch\u00e9 il ripristino del concetto di democrazia sia integrale: quelli che si riferiscono alla libert\u00e0 di tutti gli individui, al riconoscimento delle necessit\u00e0 dell\u2019esistenza. La Costituzione non pu\u00f2 dare la preferenza ad alcuni fattori soltanto, ma deve riconoscerli tutti. Quando si identifica nella Costituzione, la Repubblica italiana solo attraverso la concezione del lavoro, si viene a trascurare quanto non pu\u00f2 essere compreso in questa vasta ed essenziale categoria. Ora egli non ritiene opportuno ed equo che non si dia asilo nella Repubblica democratica italiana a coloro che, per ipotesi, potessero essere considerati non appartenenti alla grande categoria dei lavoratori. Il vero concetto di democrazia \u00e8: asilo per tutti, tolleranza per tutti. Invece, completando il concetto di repubblica democratica con la precisazione proposta dall\u2019onorevole Togliatti, encomiabile di per se stessa, ma inopportuna per le sue conseguenze, si verrebbe a fare una repubblica classista.<\/p><p>MORO osserva che tutti concordano sulla necessit\u00e0 della specificazione \u00abRepubblica democratica\u00bb, ma non ci si pu\u00f2 nascondere che l\u2019indicazione proposta dall\u2019onorevole Togliatti potrebbe apparire alla pubblica opinione come una affermazione di una particolare ideologia, di uno speciale partito.<\/p><p>Domanda perci\u00f2 all\u2019onorevole Togliatti se egli accetterebbe una definizione pi\u00f9 oggettiva della Repubblica, aggiungendo alla formula dell\u2019onorevole Cevolotto le parole: \u00abfondata sul lavoro e sulla solidariet\u00e0 sociale\u00bb. Potrebbe poi seguire \u2013 come ha gi\u00e0 proposto \u2013 un capoverso riproducente l\u2019articolo gi\u00e0 approvato dalla Sottocommissione in materia di rapporti economici.<\/p><p>TOGLIATTI fa presente che la formula da lui proposta risponde esattamente agli articoli sul lavoro approvati dalla Commissione, il primo dei quali diceva che: \u00abIl lavoro&#8230; \u00e8 il fondamento della democrazia italiana\u00bb. Con questo il concetto di democrazia veniva collegato col concetto di lavoro; onde la formulazione gi\u00e0 approvata dalla Sottocommissione troverebbe la sua espressione giuridica pi\u00f9 concisa nel termine \u00abRepubblica democratica di lavoratori\u00bb, che non restringe il concetto di democrazia, ma specifica quale \u00e8 il contenuto sociale della democrazia stessa. N\u00e9 pu\u00f2 intendersi, come ha affermato l\u2019onorevole Mastrojanni, che si vogliano escludere dalla vita del Paese certe categorie di cittadini, perch\u00e9 negli articoli successivi viene specificato in che senso \u00e8 inteso il dovere del lavoro.<\/p><p>Ricorda l\u2019invito da parte della Commissione plenaria ad usare formule il pi\u00f9 possibilmente costituzionali e giuridiche; ora la dizione che egli ha proposto risponde a questa esigenza, riassumendo in una formula costituzionale la sostanza dei concetti espressi anche negli articoli successivi.<\/p><p>PRESIDENTE chiede all\u2019onorevole Togliatti il suo parere in merito alle proposte dell\u2019onorevole Moro.<\/p><p>TOGLIATTI dichiara di accettare soltanto la prima proposta, di inserire cio\u00e8, subito dopo la formula che egli ha presentato, il capoverso gi\u00e0 approvato in tema di rapporti economici.<\/p><p>MARCHESI fa osservare che, se la formula proposta dall\u2019onorevole Togliatti dovesse essere limitata alle parole \u00ab\u00e8 una repubblica democratica di lavoratori\u00bb si giustificherebbero le preoccupazioni che sono state manifestate. Ma, poich\u00e9 a queste parole si propone di far seguire, come esplicazione, l\u2019articolo sul lavoro gi\u00e0 approvato dalla Sottocommissione, non ci sar\u00e0 pi\u00f9 dubbio per nessuno che non si tratta di una repubblica socialista, ma di una repubblica fondata su quei princip\u00ee che la Sottocommissione stessa ha gi\u00e0 approvati.<\/p><p>CEVOLOTTO, <em>Relatore<\/em>, rileva che, qualora si aggiunga all\u2019articolo da lui proposto l\u2019articolo gi\u00e0 approvato, si rende pi\u00f9 che mai necessaria l\u2019aggiunta proposta dall\u2019onorevole Togliatti, altrimenti non si avrebbe ragione di aggiungere il capoverso stesso, e si dovrebbe lasciarlo dove \u00e8 presentemente collocato.<\/p><p>Poich\u00e9 ritiene utile di specificare di che genere di repubblica si intenda parlare, ed accoglie l\u2019emendamento proposto dall\u2019onorevole. Togliatti, aggiuntivo delle parole \u00abdi lavoratori\u00bb, \u00e8 favorevole a che il testo dell\u2019articolo sul lavoro venga trasportato a questo punto come capoverso.<\/p><p>PRESIDENTE mette ai voti la formula originaria dell\u2019onorevole Cevolotto: \u00abLo Stato italiano \u00e8 una repubblica democratica\u00bb.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvata all\u2019unanimit\u00e0<\/em>).<\/p><p>Mette ai voti la proposta dell\u2019onorevole Togliatti di aggiungere le parole \u00abdi lavoratori\u00bb.<\/p><p>LUCIFERO dichiara che voter\u00e0 contro l\u2019aggiunta, non perch\u00e9 ritenga che lo Stato italiano non sia uno Stato di lavoratori, ma perch\u00e9 questa aggiunta potrebbe dare alla Costituzione stessa un carattere classista.<\/p><p>DE VITA dichiara che voter\u00e0 contro la proposta dell\u2019onorevole Togliatti, in quanto ritiene che qualunque aggiunta alle parole: \u00ab\u00e8 una repubblica democratica\u00bb, non possa essere se non una specificazione unilaterale.<\/p><p>CARISTIA dichiara che voter\u00e0 contro la proposta aggiuntiva dell\u2019onorevole Togliatti, ritenendola inopportuna.<\/p><p>MORO dichiara che voter\u00e0 a favore della formula proposta dall\u2019onorevole Togliatti, tenendo conto dei chiarimenti dati alla proposta stessa dall\u2019onorevole Marchesi e con la speranza che essa venga costantemente interpretata in avvenire nel modo con cui l\u2019ha interpretata l\u2019onorevole Marchesi.<\/p><p>LA PIRA dichiara che voter\u00e0 contro la proposta dell\u2019onorevole Togliatti per le ragioni gi\u00e0 espresse, e perch\u00e9 il concetto \u00e8 gi\u00e0 consacrato negli articoli che seguono, particolarmente in quello cui ha fatto cenno l\u2019onorevole Moro.<\/p><table width=\"100%\"><tbody><tr><td><p>\u00a0<\/p><\/td><\/tr><\/tbody><\/table><p>GRASSI dichiara che voter\u00e0 contro la proposta dell\u2019onorevole Togliatti, poich\u00e9 tiene che essa verrebbe a dare alla Costituzione un carattere classista.<\/p><p>PRESIDENTE, confermando quanto ha gi\u00e0 precedentemente osservato in merito, alla proposta dell\u2019onorevole Togliatti, dichiara che voter\u00e0 contro.<\/p><p>Mette ai voti la proposta.<\/p><p>(<em>\u00c8 respinta con 8 voti contrari e 7 favorevoli<\/em>).<\/p><p>LA PIRA dichiara di far sua la proposta dell\u2019onorevole Moro, tendente ad aggiungere alle parole: \u00abLo Stato italiano \u00e8 una Repubblica democratica\u00bb le altre \u00abfondata sul lavoro e sulla solidariet\u00e0 sociale\u00bb.<\/p><p>BASSO dichiara che si asterr\u00e0 dal votare tale proposta.<\/p><p>GRASSI propone che sia espresso il voto che l\u2019Ufficio di Presidenza, in sede di coordinamento, tenga presente la possibilit\u00e0 di coordinare l\u2019articolo test\u00e9 approvato con l\u2019altro approvato a suo tempo in materia di rapporti di lavoro, e modificato dal Comitato di coordinamento.<\/p><p>LUCIFERO dichiara di non essere d\u2019accordo con l\u2019onorevole Grassi, poich\u00e9 ognuno deve assumere in questa sede la sua responsabilit\u00e0. Nel caso specifico tiene a dichiarare che voter\u00e0 contro qualunque aggiunta alle parole \u00abLo Stato italiano \u00e8 una repubblica democratica\u00bb, poich\u00e9 ritiene che qualunque aggettivazione della parola \u00abdemocratica\u00bb significhi dare alla Costituzione un valore programmatico, e questo \u00e8 contro ai suoi princip\u00ee, in quanto la Costituzione deve essere aperta a tutte le tendenze, di qualunque tipo, purch\u00e9 oneste.<\/p><p>CARISTIA dichiara che voter\u00e0 contro la proposta La Pira per le stesse ragioni gi\u00e0 espresse prima.<\/p><p>PRESIDENTE dichiara che voter\u00e0 contro l\u2019aggiunta proposta, perch\u00e9 lo stesso concetto pu\u00f2 meglio esprimersi e trovare pi\u00f9 adatto collocamento in un cap\u00f2 verso.<\/p><p>MASTROJANNI dichiara che voter\u00e0 contro, associandosi pienamente alle considerazioni gi\u00e0 espresse dall\u2019onorevole Lucifero.<\/p><p>MORO dichiara di ritenere opportuno trovare una formula intermedia, che possa essere accettata da tutti, e prega l\u2019onorevole La Pira di non insistere nel ripresentare come sua una proposta dall\u2019oratore gi\u00e0 precedentemente ritirata.<\/p><p>LA PIRA dichiara di non insistere.<\/p><p>MORO ritiene che non debba essere adottato come capoverso il testo dell\u2019articolo nella formula coordinata, ma quello originariamente votato dalla prima Sottocommissione.<\/p><p>LUCIFERO concorda.<\/p><p>PRESIDENTE ricorda che il testo dell\u2019articolo approvato dalla Sottocommissione era cos\u00ec formulato: \u00abIl lavoro e la sua partecipazione concreta negli organismi economici, sociali e politici \u00e8 il fondamento della democrazia italiana\u00bb.<\/p><p>Questo articolo, in sede di coordinamento, fu tramutato nel seguente: \u00abLa Repubblica democratica italiana ha per suo fondamento il lavoro e la partecipazione concreta di tutti i lavoratori alla organizzazione economica, sociale e politica del Paese\u00bb.<\/p><p>Comunica che l\u2019onorevole Moro propone che come capoverso dell\u2019articolo in discussione sia adottato il testo dell\u2019articolo originariamente approvato dalla Sottocommissione.<\/p><p>GRASSI fa osservare che sono stati deferiti al Comitato di coordinamento dei poteri, per cui questo Comitato ha formulato un articolo in un determinato testo; quindi, non si pu\u00f2 ora adottare un testo nuovo. Ritiene che la Commissione possa soltanto esprimere il voto che l\u2019articolo proposto come capoverso venga connesso con l\u2019altro gi\u00e0 formulato dal Comitato di coordinamento.<\/p><p>LUCIFERO dichiara di non essere d\u2019accordo con quanto ha esposto l\u2019onorevole Grassi circa la questione pregiudiziale da lui posta. Fa osservare che il Comitato di coordinamento ha proceduto alla formulazione di un articolo del tutto nuovo. D\u2019altra parte, non poteva procedere ad un coordinamento, in quanto non esisteva un articolo della terza Sottocommissione che corrispondesse a quello formulato dalla prima. Ritiene per\u00f2 che, cos\u00ec agendo, il Comitato stesso abbia esorbitato dalle sue attribuzioni, poich\u00e9 ha modificato un articolo gi\u00e0 approvato da una Sottocommissione.<\/p><p>Non riconosce al Comitato di coordinamento, nominato con un compito specifico, il diritto di modificare una deliberazione presa a maggioranza da una Sottocommissione, delibazione che potr\u00e0 essere eventualmente modificata soltanto in sede di Commissione plenaria.<\/p><p>Per queste ragioni si dichiara favorevole alla proposta dell\u2019onorevole Moro, cio\u00e8 che, come capoverso, si mantenga l\u2019articolo nel testo formulato dalla prima Sottocommissione.<\/p><p>CEVOLOTTO, <em>Relatore<\/em>, fa osservare all\u2019onorevole Lucifero che la terza Sottocommissione, pur non avendo formulato un articolo corrispondente, aveva per\u00f2 trattato lo stesso tema dei diritti economici del lavoro, di competenza comune delle due Sottocommissioni. Il Comitato di coordinamento non doveva soltanto discutere sugli articoli che erano stati formulati dalla prima e dalla terza Sottocommissione, ma anche coordinare tutto il lavoro ed occuparsi della formulazione definitive di tutta la materia. Quindi se i Commissari della terza Sottocommissione, ai quali bisogna riconoscere una competenza anche in questa materia, hanno richiesto delle modificazioni agli articoli che erano stati formulati dalla prima Sottocommissione, avevano tutto il diritto di farlo e il Comitato di coordinamento, nell\u2019accedere a questo desiderio, non ha esorbitato dal compito assegnatogli.<\/p><p>Non ritiene che oggi la Sottocommissione possa ritornare al testo originario dell\u2019articolo: essa deve servirsi del testo coordinato per aggiungere un capoverso all\u2019articolo in esame, ed egli non ha nulla in contrario ad accedere a questa soluzione. Propone pertanto che all\u2019articolo da lui formulato, il quale dice: \u00abLo Stato italiano \u00e8 una repubblica democratica\u00bb, venga aggiunto un capoverso formulato nel modo seguente:<\/p><p>\u00abEssa ha per suo fondamento il lavoro e la partecipazione concreta di tutti i lavoratori all\u2019organizzazione economica, sociale e politica del Paese\u00bb.<\/p><p>LUCIFERO replica all\u2019onorevole Cevolotto che il Comitato di coordinamento ha profondamente modificato il senso dell\u2019articolo formulato dalla prima Sottocommissione, e con ci\u00f2 \u00e8 andato al di l\u00e0 delle funzioni ad esso attribuite.<\/p><p>MORO fa rilevare che la Sottocommissione non sta facendo un coordinamento e neppure uno spostamento di collocazione di una formula da una parte all\u2019altra della Costituzione, nel quale caso si troverebbe impegnata da quanto \u00e8 stato deciso in sede di coordinamento. Essa sta elaborando un nuovo articolo, nel quale ritiene necessario definire la sostanza della democrazia italiana, e a questo scopo pu\u00f2 servirsi liberamente della formula che le sembra pi\u00f9 conveniente. Pertanto, insiste perch\u00e9 venga adottata la formula originaria da lui proposta.<\/p><p>PRESIDENTE mette anzitutto ai voti il capoverso secondo la formula proposta dall\u2019onorevole Moro, che \u00e8 del seguente tenore:<\/p><p>\u00abIl lavoro e la sua partecipazione concreta negli organismi economici, sociali e politici \u00e8 il fondamento della democrazia italiana\u00bb.<\/p><p>CEVOLOTTO, <em>Relatore<\/em>, dichiara che voter\u00e0 contro questa aggiunta, perch\u00e9 \u00e8 favorevole alla formulazione espressa dal Comitato di coordinamento.<\/p><p>DOSSETTI, <em>Relatore<\/em>, dichiara di votare a favore del capoverso aggiuntivo proposto dall\u2019onorevole Moro. Dichiara altres\u00ec che se fosse stato presente alla votazione della prima parte dell\u2019articolo, avrebbe votato a favore della formula proposta dall\u2019onorevole Togliatti, che cio\u00e8 la Repubblica italiana \u00e8 una repubblica di lavoratori.<\/p><p>LUCIFERO dichiara di votare a favore della formula aggiuntiva, che \u00e8 quella originariamente proposta dalla prima Sottocommissione, perch\u00e9, pur essendo contrario al suo contenuto, ritiene che si debba mantenere la formula deliberata dalla maggioranza della prima Sottocommissione e che il comitato di coordinamento non abbia il diritto \u00e8 la facolt\u00e0 di introdurre modifiche sostanziali a quanto la maggioranza della prima Sottocommissione ha deliberato.<\/p><p>CARISTIA dichiara di votare contro, perch\u00e9 ritiene inopportuno il capoverso aggiuntivo.<\/p><p>MASTROJANN1 dichiara di votare contro l\u2019aggiunta, perch\u00e9 la ritiene inopportuna in questa sede.<\/p><p>(<em>Il capoverso aggiuntivo proposto dall\u2019onorevole Moro \u00e8 respinto con 8 voti contrari, 7 favorevoli e 1 astenuto<\/em>).<\/p><p>PRESIDENTE mette ai voti il capoverso aggiuntivo nella formulazione approvata dal comitato di coordinamento, che \u00e8 la seguente:<\/p><p>\u00abEssa ha per suo fondamento il lavoro e la partecipazione concreta di tutti i lavoratori alla organizzazione economica, sociale e politica del Paese\u00bb.<\/p><p>MORO dichiara di votare a favore di questa aggiunta, perch\u00e9 la ritiene indispensabile come un chiarimento alla prima parte dell\u2019articolo gi\u00e0 approvato.<\/p><p>LUCIFERO dichiara che voter\u00e0 contro il capo verso aggiuntivo, in quanto esso rappresenta una formulazione nuova di cui egli non condivide il contenuto.<\/p><p>GRASSI dichiara che voter\u00e0 a favore della formula aggiuntiva in quanto, avendo fatto parte del comitato di coordinamento, ha gi\u00e0 votato a favore di questa formula in quella sede.<\/p><p>MASTROJANNI dichiara di votare contro la formula, perch\u00e9, pur concordando col suo contenuto, ritiene che essa debba restare al posto assegnatole in un primo tempo.<\/p><p>AMADEI dichiara di votare a favore della formula, perch\u00e9 esprime lo stesso concetto contenuto nella proposta dell\u2019onorevole Togliatti.<\/p><p>(<em>Il capoverso aggiuntivo \u00e8 approvato con 12 voti favorevoli e 4 contrari<\/em>).<\/p><p>\u00a0<\/p><p>PRESIDENTE mette ai voti l\u2019intero articolo cos\u00ec formulato:<\/p><p>\u00abLo Stato italiano \u00e8 una Repubblica democratica. Essa ha per suo fondamento il lavoro e la partecipazione concreta di tutti i lavoratori all\u2019organizzazione economica, sociale e politica del Paese\u00bb.<\/p><p>(<em>L\u2019intero articolo \u00e8 approvato con 12 voti favorevoli e 4 contrari<\/em>).<\/p><p>Pone in discussione il secondo degli articoli proposti dall\u2019onorevole Cevolotto cos\u00ec formulato:<\/p><p>\u00abTutti i poteri spettano al popolo che li esercita o li delega secondo la Costituzione e le leggi\u00bb.<\/p><p>Comunica che l\u2019onorevole Togliatti ha presentato i seguenti due emendamenti aggiuntivi dell\u2019articolo stesso:<\/p><p>\u00ab1\u00b0) La forma repubblicana dello Stato non pu\u00f2 essere messa in discussione n\u00e9 davanti al popolo, n\u00e9 davanti alle Assemblee legislative;<\/p><p>\u00ab2\u00b0) I beni della casa Savoia sono confiscati a favore dello Stato\u00bb.<\/p><p>Apre la discussione sul primo di questi emendamenti aggiuntivi.<\/p><p>LUCIFERO osserva che con questa formula si giungerebbe a stabilire dei vincoli alla sovranit\u00e0 popolare. Il popolo si \u00e8 data la forma repubblicana e, finch\u00e9 vuole tale forma, \u00e8 giusto che essa sia mantenuta. Se domani per\u00f2 la maggioranza dei cittadini si orientasse in un senso diverso circa la forma istituzionale dello Stato, il popolo ha tutto il diritto di poterla cambiare. Dichiara di ritenere che qualunque limitazione alla sovranit\u00e0 popolare sia contraria alla democrazia.<\/p><p>CEVOLOTTO, <em>Relatore<\/em>, rileva che la formula proposta dall\u2019onorevole Togliatti non contrasta la possibilit\u00e0 dell\u2019esplicazione della volont\u00e0 popolare, ma mira soltanto ad impedire che si possa modificare la forma istituzionale dello Stato senza modificare la Costituzione, e che la forma istituzionale dello Stato possa essere messa in discussione, per esempio sotto la forma del <em>referendum<\/em>.<\/p><p>Osserva per\u00f2 che la formula \u00e8 superflua perch\u00e9, se vuole ovviare al pericolo che si chieda in qualunque momento un <em>referendum<\/em> che implichi una modificazione della forma repubblicana assunta dallo Stato, lo svolgimento di questo <em>referendum<\/em> \u00e8 gi\u00e0 reso impossibile dalla Costituzione che si sta facendo. Parimenti superflua essa \u00e8 se si vuol dire semplicemente che una modificazione della forma repubblicana non pu\u00f2 avvenire se non attraverso quelle forme che la Costituzione detter\u00e0 per la modificazione della Costituzione stessa.<\/p><p>D\u2019altra parte, sarebbe non solo fuori di luogo, ma inutile, cercare di impedire che, anche nelle forme previste per la revisione della Costituzione, si potesse eventualmente chiedere, ove ci fosse una maggioranza che lo pretendesse, di modificare la forma istituzionale dello Stato. Ritiene, quindi, che l\u2019emendamento proposto dall\u2019onorevole Togliatti esprima la lodevole intenzione di dare una sicurezza alla forma repubblicana dello Stato, ma in realt\u00e0 nulla aggiunga e nulla tolga a quello che nella Costituzione sar\u00e0 previsto.<\/p><p>PRESIDENTE domanda all\u2019onorevole Togliatti se, in base alla formula da lui proposta, dovrebbe essere considerato come reato un articolo di giornale che discutesse la forma repubblicana dello Stato.<\/p><p>TOGLIATTI dichiara che l\u2019aggiunta da lui presentata si propone di ancorare lo Stato italiano alla forma repubblicana. Tale formula ha una funzione storica e politica di notevole valore.<\/p><p>Ritiene giuridicamente non esatta l\u2019osservazione dell\u2019onorevole Lucifero, che con questa aggiunta si verrebbe a limitare la sovranit\u00e0 popolare; perch\u00e9 \u00e8 proprio la sovranit\u00e0 popolare che ha scelto la forma istituzionale dello Stato e l\u2019ha decisa per l\u2019avvenire. Fa presente d\u2019altra parte che l\u2019ultima Costituzione della Repubblica francese contiene un articolo, il 95, il quale dice pressappoco quanto \u00e8 detto nella formula da lui proposta, e cio\u00e8 che la forma repubblicana dello Stato non pu\u00f2 formare oggetto di revisione.<\/p><p>Rispondendo infine al Presidente, chiarisce che l\u2019affermare che la forma repubblicana non pu\u00f2 essere messa in discussione davanti al popolo e davanti alle Assemblee legislative, vuol dire che costituzionalmente la forma repubblicana diventa la forma permanente dello Stato italiano, ma non vuol dire certamente che sia un reato discutere la forma repubblicana dello Stato e dichiararsi monarchici. Questa, se mai, \u00e8 una questione che riguarda la legislazione penale.<\/p><p>PRESIDENTE fa presente di aver posto la domanda solo perch\u00e9 il pensiero espresso nella formula risultasse chiaro.<\/p><p>TOGLIATTI dichiara di ritenere che la sua formula non possa prestarsi all\u2019interpretazione cui aveva accennato il Presidente con la sua domanda. Questo in esame \u00e8 un articolo di Costituzione, non un articolo di Codice penale. Se in un articolo di Codice penale venisse fatta la stessa affermazione e poi seguissero le sanzioni, allora si potrebbe pensare che il contrastarvi costituisca un reato. Ma il dire nella Costituzione che la forma repubblicana dello Stato non pu\u00f2 essere messa in discussione n\u00e9 davanti al popolo, n\u00e9 davanti alle Assemblee legislative, non pu\u00f2 voler significare altro, se non che non si pu\u00f2 ripetere una consultazione popolare per decidere se lo Stato debba assumere la forma repubblicana o la forma monarchica, e che non si pu\u00f2 nemmeno riproporre una tale questione davanti alle Assemblee legislative. Conclude ripetendo che la formula da lui proposta risponde all\u2019esigenza di ancorare lo Stato italiano alla forma repubblicana, anche per evitare motivi di dissenso e di discordia che potrebbero sorgere in seno alle masse.<\/p><p>GRASSI fa osservare all\u2019onorevole Togliatti che, mentre la formula della Costituzione francese \u00e8 chiara, quella da lui proposta si presta alla interpretazione cui ha accennato il Presidente, e si risolve in un bavaglio imposto all\u2019opinione pubblica italiana, contravvenendo ai pi\u00f9 elementari princip\u00ee della democrazia.<\/p><p>Ritiene che, o la Repubblica \u00e8 fondata sulla convinzione generale, oppure non sar\u00e0 certamente la Costituzione a mantenerla con le sue dichiarazioni. Un\u2019affermazione come quella proposta dall\u2019onorevole Togliatti sarebbe pericolosa, perch\u00e9 darebbe al Paese la possibilit\u00e0 di dover ricorrere all\u2019insurrezione qualora si formasse in Italia una situazione la quale permettesse una restaurazione monarchica. Si dichiara perci\u00f2 contrario all\u2019aggiunta proposta dall\u2019onorevole Togliatti, aggiungendo che potrebbe accedere alla norma contenuta nell\u2019articolo 95 della Costituzione francese, ma formulata altrimenti.<\/p><p>MASTROJANNI dichiara di essere contrario all\u2019aggiunta dell\u2019onorevole Togliatti, e di dissentire anche dalle considerazioni dall\u2019onorevole Cevolotto sull\u2019argomento. Ritiene che la formula precluda ogni possibilit\u00e0 alle aspirazioni di una massa di italiani, i quali sarebbero costretti a ricorrere alla violenza. Per evitare ci\u00f2 si deve restare in pieno regime democratico, rispettando quelle libert\u00e0 di pensiero, di coscienza, di stampa che sono state affermate come diritti inalienabili e imprescrittibili del cittadino. Una Costituzione pu\u00f2 affermare delle realt\u00e0 storiche, ma non pu\u00f2 impegnare per l\u2019avvenire l\u2019evoluzione del pensiero. In un regime democratico deve essere consentito, in qualsiasi momento, di portare sulla ribalta della vita politica e sulla scena della storia quella che oggi potrebbe sembrare un\u2019affermazione apodittica.<\/p><p>DE VITA si dichiara d\u2019accordo sullo spirito della proposta dell\u2019onorevole Togliatti, in cui non vede alcuna limitazione della sovranit\u00e0 popolare. Ritiene che in regime repubblicano possano essere lecite alcune attivit\u00e0 se mantenute entro determinati limiti, ma altre attivit\u00e0 le quali superano questi limiti, possono essere benissimo considerate come attentati all\u2019ordine costituito. Ritiene quindi che debba essere approvata una proposta come quella Togliatti, la quale tende effettivamente a rafforzare quest\u2019ordine costituito che \u00e8 l\u2019ordine repubblicano.<\/p><p>PRESIDENTE comunica che l\u2019onorevole Togliatti ha emendato la sua formula in questo senso:<\/p><p>\u00abLa forma repubblicana dello Stato non pu\u00f2 essere oggetto di proposta di revisione costituzionale\u00bb.<\/p><p>DOSSETTI, <em>Relatore<\/em>, propone una breve sospensione della seduta per dare ai Commissari la possibilit\u00e0 di riflettere su una norma la cui portata pu\u00f2 provocare dissensi, pur essendo tutti d\u2019accordo nei riguardi dell\u2019obiettivo finale che \u00e8 quello di consolidare definitivamente la Repubblica.<\/p><p>(<em>La seduta \u00e8 sospesa per alcuni minuti<\/em>).<\/p><p>PRESIDENTE comunica che l\u2019onorevole Dossetti propone la seguente formula sostitutiva di quella proposta dall\u2019onorevole Togliatti:<\/p><p>\u00abLa forma repubblicana \u00e8 definitiva. N\u00e9 l\u2019iniziativa popolare n\u00e9 il voto dell\u2019Assemblea legislativa possono metterla in discussione\u00bb.<\/p><p>CEVOLOTTO, <em>Relatore<\/em>, per mozione d\u2019ordine, dichiara di ritenere che, cos\u00ec come \u00e8 nella Costituzione francese, la questione in esame debba avere il suo collocamento non in questa sede, ma l\u00e0 dove si tratta del modo di modificare o di rivedere la Carta costituzionale. Propone quindi che la questione venga demandata alla seconda Sottocommissione, pregando questa di farne oggetto di una deliberazione.<\/p><p>MORO si dichiara contrario alla mozione d\u2019ordine dell\u2019onorevole Cevolotto perch\u00e9, avendo la prima Sottocommissione fissato la forma dello Stato, con il dichiarare che la forma dello Stato italiano \u00e8 quella repubblicana democratica, ha il diritto di dire che questa forma \u00e8 definitiva.<\/p><p>GRASSI si dichiara favorevole alla mozione d\u2019ordine dell\u2019onorevole Cevolotto, perch\u00e9 alla prima Sottocommissione spetta solo di affermare qual \u00e8 la forma dello Stato italiano, e non di stabilire se il tipo di Costituzione debba essere rigido o flessibile.<\/p><p>DE VITA si dichiara contrario alla mozione dell\u2019onorevole Cevolotto.<\/p><p>PRESIDENTE fa presente che la Costituzione francese colloca la questione in esame in un capitolo speciale dove si parla della revisione della Costituzione.<\/p><p>Ritiene che la questione della revisione della Costituzione sia di tale gravit\u00e0 e di carattere cos\u00ec generale da costituire il compito non gi\u00e0 di una delle tre Sottocommissioni, ma dell\u2019Assemblea Plenaria. Spetter\u00e0 a questa di decidere circa la rigidit\u00e0 o flessibilit\u00e0 della Carta Costituzionale.<\/p><p>MORO fa presente che il problema in esame \u00e8 soprattutto politico, perch\u00e9 ci si trova di fronte ad una istituzione repubblicana di recente creata in Italia, mentre ancora sussistono forze politiche disorganizzate, le quali alimentano le speranze di alcuni strati del popolo in un ritorno monarchico, sfruttandone la ingenuit\u00e0.<\/p><p>Queste forze pensano che sia possibile il ritorno del re in Italia, e che ci\u00f2 possa avvenire attraverso una decisione popolare o una semplice maggioranza conseguita nelle Assemblee parlamentari. La Sottocommissione deve preoccuparsi di questa situazione, e affermare una norma che dica al popolo italiano che vi \u00e8 una sanzione sovrana che non pu\u00f2 essere messa in discussione. Tale norma pu\u00f2 trovare la sua pi\u00f9 opportuna espressione in una formula che non si preoccupi troppo della revisione della Costituzione, ma delle speranze che vengono alimentate nell\u2019ingenuit\u00e0 popolare e che costituiscono un pericolo per la stabilit\u00e0 dell\u2019ordine costituito in Italia.<\/p><p>TOGLIATTI si dichiara contrario alla mozione d\u2019ordine dell\u2019onorevole Cevolotto per i motivi esposti dall\u2019onorevole Moro. Afferma che non si tratta in questa sede di preparare o di escludere la revisione del regime repubblicano, ma di risolvere un problema che esiste nel Paese, introducendo un motivo di pacificazione politica.<\/p><p>MASTROJANNI si dichiara favorevole alla mozione proposta dall\u2019onorevole Cevolotto ed illustrata dall\u2019onorevole Grassi, osservando che le ragioni addotte dall\u2019onorevole Moro non sono convincenti. Contesta all\u2019onorevole Moro il diritto di definire ingenuo il popolo italiano, classificando come ingenuo un sentimento radicato nel suo animo.<\/p><p>Fa presente inoltre che il problema se la Costituzione debba essere rigida o flessibile esula dalla competenza della Sottocommissione, e che l\u2019affermazione con la quale si vorrebbe togliere al popolo la possibilit\u00e0 di ritornare su altre posizioni, non risponde ai princip\u00ee delle libert\u00e0 che con tanta solennit\u00e0 sono stati pi\u00f9 volte affermati in questa Costituzione.<\/p><p>DE VITA ripete che la formula proposta dall\u2019onorevole Togliatti non significa diminuzione della sovranit\u00e0 popolare. Un articolo del genere, inserito nella Costituzione, ha il significato che finch\u00e9 esso vige, nella Costituzione non pu\u00f2 essere posta in discussione la forma istituzionale dello Stato. \u00c8 chiaro, per\u00f2, che l\u2019articolo della Costituzione pu\u00f2 essere modificato attraverso i modi di revisione previsti.<\/p><p>PRESIDENTE mette ai voti la mozione d\u2019ordine presentata dall\u2019onorevole Cevolotto.<\/p><p>LUCIFERO dichiara che voter\u00e0 a favore di tale mozione.<\/p><p>DOSSETTI dichiara di associarsi alle dichiarazioni fatte dall\u2019onorevole Moro.<\/p><p>(<em>La mozione dell\u2019onorevole Cevolotto \u00e8 respinta con 6 voti favorevoli, 8 contrari e 1 astenuto<\/em>).<\/p><p>LUCIFERO propone che, stante l\u2019ora tarda, la seduta venga rinviata.<\/p><p>TOGLIATTI osserva che, dovendosi soltanto procedere ad una votazione, \u00e8 opportuno continuare la seduta.<\/p><p>LUCIFERO obietta che non si tratta di votare, puramente e semplicemente, ma di fare una discussione sul merito della proposta avanzata dall\u2019onorevole Togliatti.<\/p><p>MARCHESI propone che la questione del rinvio o meno della seduta venga messa ai voti.<\/p><p>PRESIDENTE mette ai voti la proposta di rinviare alla seduta di domani la discussione sul merito della proposta dell\u2019onorevole Togliatti.<\/p><p>(<em>La proposta \u00e8 approvata con 9 voti favorevoli e 6 contrari<\/em>).<\/p><p>La seduta termina alle 13.20.<\/p><p><em>Erano presenti:<\/em> Amadei, Basso, Caristia, Cevolotto, Corsanego, De Vita, Dossetti, Grassi, Iotti Leonilde, La Pira, Lucifero, Marchesi, Mastrojanni, Moro, Togliatti e Tupini.<\/p><p><em>Assenti giustificati:<\/em> Mancini e Merlin Umberto.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Versione PDF ASSEMBLEA COSTITUENTE COMMISSIONE PER LA COSTITUZIONE PRIMA SOTTOCOMMISSIONE 42. 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