{"id":5101,"date":"2023-10-15T22:45:47","date_gmt":"2023-10-15T20:45:47","guid":{"rendered":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=5101"},"modified":"2023-11-02T23:01:58","modified_gmt":"2023-11-02T22:01:58","slug":"venerdi-15-novembre-1946","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=5101","title":{"rendered":"VENERD\u00cc 15 NOVEMBRE 1946"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"5101\" class=\"elementor elementor-5101\" data-elementor-post-type=\"post\">\n\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-85ec55f elementor-section-full_width elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"85ec55f\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-b98c9fc\" data-id=\"b98c9fc\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-781f5a8 elementor-align-right elementor-widget elementor-widget-button\" data-id=\"781f5a8\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"button.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-button-wrapper\">\n\t\t\t\t\t<a class=\"elementor-button elementor-button-link elementor-size-sm\" href=\"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/19461115sed038ps.pdf\" target=\"_blank\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-content-wrapper\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-icon\">\n\t\t\t\t<i aria-hidden=\"true\" class=\"icon icon-view\"><\/i>\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-text\">Versione PDF<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-4d6e1d1 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"4d6e1d1\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p>ASSEMBLEA COSTITUENTE<\/p><p>COMMISSIONE PER LA COSTITUZIONE<\/p><p>PRIMA SOTTOCOMMISSIONE<\/p><p>38.<\/p><p>RESOCONTO SOMMARIO<\/p><p>DELLA SEDUTA DI VENERD\u00cc 15 NOVEMBRE 1946<\/p><p>PRESIDENZA DEL PRESIDENTE <strong>TUPINI<\/strong><\/p><p>indi<\/p><p>DEL DEPUTATO <strong>CORSANEGO<\/strong><\/p><p><strong>INDICE<\/strong><\/p><p><strong>Dichiarazioni di voto<\/strong><\/p><p>Marchesi \u2013 De Vita.<\/p><p><strong>I princip\u00ee dei rapporti politici <\/strong>(<em>Seguito della discussione<\/em>)<\/p><p>Tupini, <em>Presidente \u2013 <\/em>Merlin Umberto, <em>Relatore<\/em> \u2013 Mancini, <em>Relatore \u2013 <\/em>Marchesi \u2013 Mastrojanni \u2013 La Pira \u2013 Lucifero \u2013 Caristia \u2013 Cevolotto \u2013 Basso \u2013 Togliatti \u2013 De Vita \u2013 Moro \u2013 Dossetti \u2013 Corsanego, <em>Presidente.<\/em><\/p><p>La seduta comincia alle 10.45.<\/p><p>Dichiarazioni di voto.<\/p><p>MARCHESI dichiara che, se un incidente non gli avesse impedito di essere presente nella passata adunanza, avrebbe votato a favore della mozione dell\u2019onorevole Togliatti, secondo la quale non si riteneva opportuno di parlare nel testo costituzionale della questione riguardante l\u2019indissolubilit\u00e0 del matrimonio.<\/p><p>DE VITA dichiara che anch\u2019egli, se fosse stato presente, avrebbe votato a favore della mozione dell\u2019onorevole Togliatti.<\/p><p>Seguito della discussione sui princip\u00ee dei rapporti politici.<\/p><p>PRESIDENTE legge il secondo articolo proposto dai Relatori: \u00abIl voto deve essere uguale, libero, segreto e personale; esso \u00e8 un dovere pubblico, quindi obbligatorio e di regola deve essere esercitato col sistema della rappresentanza proporzionale\u00bb.<\/p><p>Apre la discussione sulla prima parte di questo articolo: \u00abIl voto deve essere uguale, libero, segreto e personale; esso \u00e8 un dovere pubblico\u00bb, invitando i Relatori ad illustrarlo.<\/p><p>MERLIN UMBERTO, <em>Relatore<\/em>, chiarisce che tra lui e il Correlatore onorevole Mancini era sorto dissenso a proposito del voto obbligatorio; che secondo lui deve costituire un preciso dovere del cittadino, mentre secondo l\u2019onorevole Mancini costituisce solo un dovere morale. Si cerc\u00f2 allora di conciliare le due tesi dicendo che l\u2019esercizio del voto \u00e8 un dovere pubblico.<\/p><p>Fa presente che l\u2019onorevole Moro ha suggerito di sostituire le parole \u00abdovere pubblico\u00bb con quelle \u00abdovere civico\u00bb, proposta alla quale egli aderisce.<\/p><p>MANCINI, <em>Relatore<\/em>, si associa alla proposta dell\u2019onorevole Moro, purch\u00e9 si dica \u00abdovere civico e morale del cittadino\u00bb.<\/p><p>MARCHESI aderisce alla formula proposta dall\u2019onorevole Mancini.<\/p><p>PRESIDENTE comunica che i Relatori hanno cos\u00ec modificato la dizione dell\u2019articolo:<\/p><p>\u00abIl voto deve essere uguale, libero, segreto e personale e rappresenta un dovere civico e morale del cittadino\u00bb.<\/p><p>MASTROJANNI ritiene opportuno aggiungere alle parole \u00abuguale, libero, segreto e personale\u00bb il termine \u00abdiretto\u00bb, per evitare ad esempio che, pur rimanendo il voto personale, le associazioni le quali rappresentino i singoli restino investite del diritto di esprimere l\u2019opinione di quella data categoria che rappresentano.<\/p><p>PRESIDENTE ritiene che la preoccupazione dell\u2019onorevole Mastrojanni resti soddisfatta dal termine \u00abpersonale\u00bb in quanto, se il voto \u00e8 personale, \u00e8 anche diretto.<\/p><p>LA PIRA dichiara che l\u2019osservazione fatta dall\u2019onorevole Mastrojanni ha una importanza rilevante, poich\u00e9 investe tutto il problema della seconda Camera. Se, ad esempio, la seconda Camera dovesse essere formata secondo la rappresentanza organica degli interessi, cio\u00e8 essere l\u2019espressione delle associazioni sindacali, culturali, morali, religiose, si presenterebbe il caso specifico del voto personale, indiretto. Pertanto si dichiara favorevole al termine \u00abpersonale\u00bb, ma non pu\u00f2 aderire alla proposta dell\u2019onorevole Mastrojanni di aggiungere il termine \u00abdiretto\u00bb, perch\u00e9 si precluderebbe la possibilit\u00e0 di formare una rappresentanza organica degli interessi di tutta la nazione.<\/p><p>MERLIN UMBERTO, <em>Relatore<\/em>, chiarisce che il termine \u00abpersonale\u00bb vuol dire che non \u00e8 ammesso il mandatario per l\u2019esercizio del voto, ma che ciascuno deve esercitare tale diritto di persona. Del resto anche la legge attuale ammette il mandato nell\u2019esercizio per il caso dei ciechi o delle persone gravemente mutilate negli arti superiori. Ritiene pertanto che il termine \u00abpersonale\u00bb sia pi\u00f9 che sufficiente, ed insiste perch\u00e9 esso sia mantenuto.<\/p><p>MASTROJANNI precisa che egli non sostiene la soppressione del termine \u00abpersonale\u00bb, ma l\u2019aggiunta del termine \u00abdiretto\u00bb.<\/p><p>LUCIFERO dichiara che la questione sollevata dall\u2019onorevole Mastrojanni \u00e8 di particolare delicatezza e ritiene che non possa essere affrontata nell\u2019attuale seduta, essendo giunta improvvisa. Dichiara altres\u00ec che, in teoria, non \u00e8 alieno dall\u2019elezione indiretta, e del resto la seconda Sottocommissione ha affermato il principio dell\u2019elezione indiretta del Capo dello Stato, il quale dovrebbe essere nominato dalle due Assemblee legislative. Occorre quindi tener presenti che, se si stabilisce ora che il voto sia diretto, l\u2019elezione del Capo dello Stato non potrebbe pi\u00f9 avvenire col sistema approvato dalla seconda Sottocommissione.<\/p><p>Propone perci\u00f2 che tale questione venga risolta alla fine dei lavori della Sottocommissione.<\/p><p>PRESIDENTE ritiene che, accettando la proposta dell\u2019onorevole Mastrojanni, si creerebbero delle difficolt\u00e0 in ordine ai lavori della seconda Sottocommissione, difficolt\u00e0 che non \u00e8 opportuno sollevare.<\/p><p>D\u2019altra parte, per quanto riguarda la proposta dell\u2019onorevole Lucifero di rinviare una decisione alla fine dei lavori della Sottocommissione, non crede che con ci\u00f2 si potranno eliminare le preoccupazioni dei Commissari che esitano nell\u2019accettare il termine \u00abdiretto\u00bb.<\/p><p>LUCIFERO dichiara di non essere in grado di prendere una decisione in merito alla questione sollevata dall\u2019onorevole Mastrojanni, poich\u00e9 si tratta di un problema che richiede un esame approfondito. Ritiene per\u00f2 giustificata la preoccupazione dell\u2019onorevole Mastrojanni di fronte alla tendenza di dare a determinati enti od organizzazioni pubbliche, di natura privata, una capacit\u00e0 politica che va al di l\u00e0 della loro natura.<\/p><p>CARISTIA si dichiara convinto che le obiezioni fatte dall\u2019onorevole La Pira rispondano alla realt\u00e0. Inoltre osserva che la materia che oggi viene trattata \u00e8 collegata a quella della seconda Sottocommissione per quanto si riferisce alla composizione della seconda Camera.<\/p><p>Ritiene che sia compito della prima Sottocommissione insistere sul concetto personale, senza precisare se questo debba essere diretto o indiretto.<\/p><p>PRESIDENTE chiede all\u2019onorevole Mastrojanni se insiste nella sua proposta.<\/p><p>MASTROJANNI dichiara di insistervi.<\/p><p>PRESIDENTE pone ai voti l\u2019emendamento dell\u2019onorevole Mastrojanni, tendente ad aggiungere, dopo le parole \u00abuguale, libero, segreto e personale\u00bb il termine \u00abdiretto\u00bb.<\/p><p>LUCIFERO dichiara di astenersi dal voto, in quanto si riserva di studiare a fondo il problema e, nel caso, di risollevarlo in altra sede.<\/p><p>CEVOLOTTO dichiara che voter\u00e0 contro, perch\u00e9 l\u2019aggiunta proposta dall\u2019onorevole Mastrojanni potrebbe dar luogo ad interpretazioni ambigue.<\/p><p>(<em>L\u2019emendamento proposto \u00e8 respinto con 8 voti contrari, 5 favorevoli e 1 astenuto<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE mette ai voti la formula proposta dai Relatori:<\/p><p>\u00abIl voto deve essere uguale, libero, segreto e personale e rappresenta un dovere civico e morale del cittadino\u00bb.<\/p><p>LUCIFERO chiede che la votazione avvenga per divisione e precisamente che si voti a parte il termine \u00abmorale\u00bb. Ritiene infatti che non si debba fare un trattato di etica, ma una Costituzione che deve dare un orientamento giuridico al legislatore.<\/p><p>BASSO propone che si voti per proposizioni.<\/p><p>(<em>La Sottocommissione concorda<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE mette ai voti la prima proposizione dell\u2019articolo: \u00abIl voto deve essere uguale, libero, segreto e personale\u00bb.<\/p><p>(<em>La proposizione \u00e8 approvata all\u2019unanimit\u00e0, meno 1 voto contrario<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Mette ai voti la proposizione: \u00abe rappresenta un dovere civico\u00bb.<\/p><p>BASSO dichiara di votare contro, perch\u00e9 con questa frase si verrebbe ad affermare il principio del voto obbligatorio da un punto di vista giuridico, principio che non pu\u00f2 assolutamente ammettere.<\/p><p>(<em>La proposizione \u00e8 approvata con 12 voti favorevoli, 2 contrari e 1 astenuto<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE mette ai voti l\u2019ultima parte della formula \u00abe morale del cittadino\u00bb.<\/p><p>LUCIFERO dichiara di votare contro questa dizione in quanto essa non ha alcun significato in un testo costituzionale.<\/p><p>CEVOLOTTO dichiara di votare a favore, avendo prima votato contro, perch\u00e9 la formula, cos\u00ec come era intesa senza l\u2019aggiunta di \u00abmorale\u00bb, avrebbe significato l\u2019adozione del voto obbligatorio alla quale \u00e8 contrario. L\u2019aggiunta del termine \u00abmorale\u00bb, anche se all\u2019onorevole Lucifero pu\u00f2 sembrare superflua, toglie questo carattere di obbligatoriet\u00e0 giuridica al voto.<\/p><p>MERLIN UMBERTO, <em>Relatore<\/em>, dichiara che questa formula rispecchia il principio contenuto nella legge del 10 marzo 1946 in materia di elezioni. E pertanto dichiara di accettare l\u2019emendamento Mancini.<\/p><p>(<em>L\u2019aggiunta proposta dall\u2019onorevole Mancini \u00e8 approvata con 13 voti favorevoli e 2 contrari<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>TOGLIATTI propone che nell\u2019articolo si sostituisca il termine \u00abrappresenta\u00bb con quello di \u00ab\u00e8\u00bb.<\/p><p>MANCINI e MERLIN UMBERTO, <em>Relatori<\/em>, accettano.<\/p><p>PRESIDENTE mette ai voti la prima parte dell\u2019articolo nel seguente testo definitivo:<\/p><p>\u00abIl voto deve essere uguale, libero, segreto e personale ed \u00e8 un dovere civico e morale del cittadino\u00bb.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvata con 11 voti favorevoli e 4 contrari<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE sottopone alla Sottocommissione la successiva proposizione dell\u2019articolo proposto dai Relatori: \u00abDi regola deve essere esercitato col sistema della rappresentanza proporzionale\u00bb.<\/p><p>Apre la discussione su questo articolo e osserva che, pur essendo favorevole al sistema proporzionale, ritiene che mettere questo principio nella Costituzione non sia opportuno, perch\u00e9 non si deve vincolare il legislatore: questo deve essere lasciato libero di adottare un sistema piuttosto che un altro, secondo la situazione politica del momento in cui si dovr\u00e0 fare la legge elettorale.<\/p><p>LUCIFERO dichiara che le osservazioni del Presidente sono in gran parte anche le sue. Afferma di essere anch\u2019egli un fautore del sistema proporzionale, tanto \u00e8 vero che alla Consulta present\u00f2 un controprogetto di sistema proporzionale in contrapposto a quello dello scrutinio di lista. Aggiunge per\u00f2 che non si pu\u00f2, in una materia cos\u00ec opinabile come quella della legge elettorale, fissare un determinato sistema vincolando cos\u00ec le generazioni future. Le elezioni dovranno essere fatte in quella forma che la maggioranza del Parlamento riterr\u00e0 pi\u00f9 opportuno di adottare, purch\u00e9 naturalmente siano elezioni democratiche.<\/p><p>CARISTIA ritiene che, proprio per le ragioni accennate dal Presidente e dall\u2019onorevole Lucifero, si debba fare nella Costituzione un accenno esplicito al sistema proporzionale, che \u00e8 il presupposto di uno Stato democratico, poich\u00e9 in uno Stato veramente democratico si deve supporre l\u2019esistenza dei partiti.<\/p><p>CEVOLOTTO ritiene che la proporzionale in questo momento pu\u00f2 rappresentare una necessit\u00e0, ma osserva che nelle recenti elezioni amministrative si \u00e8 ritenuto opportuno adottare un sistema diverso per quanto riguarda i comuni minori. Fa presente inoltre che varie considerazioni potrebbero far ritenere opportuna l\u2019adozione d\u2019un sistema diverso anche nelle elezioni nei comuni maggiori, data la difficolt\u00e0 che presenta la costituzione di un\u2019amministrazione comunale eletta col sistema della proporzionale.<\/p><p>Ricorda che, nel corso della storia parlamentare italiana, il sistema \u00e8 stato cambiato quattro volte. Ora potr\u00e0 darsi che durante il periodo in cui la presente Costituzione dovr\u00e0 aver vigore, si trovino dei sistemi anche migliori della proporzionale, ed allora non vede perch\u00e9 si dovrebbe modificare la Costituzione per variare il sistema elettorale. Ritiene quindi che l\u2019accenno ai sistema proporzionale non debba essere fatto nella Costituzione.<\/p><p>TOGLIATTI pone la questione pregiudiziale che l\u2019affermazione del sistema proporzionale non sia di competenza della prima Sottocommissione. La prima Sottocommissione deve affermare i diritti dei cittadini, ma non entrare nel tema dell\u2019esercizio di tali diritti, che sono di particolare competenza della seconda Sottocommissione.<\/p><p>PRESIDENTE apre la discussione sulla questione pregiudiziale sollevata dall\u2019onorevole Togliatti.<\/p><p>DE VITA dichiara di essere favorevole all\u2019inclusione nella Costituzione di un\u2019affermazione relativa al sistema proporzionale, perch\u00e9 ritiene che questo sistema offra una garanzia ai partiti di minoranza.<\/p><p>MORO e LA PIRA dichiarano di essere favorevoli alla mozione dell\u2019onorevole Togliatti.<\/p><p>LUCIFERO dichiara che voter\u00e0 a favore della mozione dell\u2019onorevole Togliatti, non perch\u00e9 ritenga che l\u2019affermazione riguardante il sistema elettorale sia di competenza di un\u2019altra Sottocommissione, ma perch\u00e9 la mozione esclude l\u2019affermazione in un articolo di un principio che egli, pur accettandolo, ritiene non debba essere sancito nella Costituzione.<\/p><p>MANCINI, <em>Relatore<\/em>, aderisce alla mozione dell\u2019onorevole Togliatti.<\/p><p>MERLIN UMBERTO, <em>Relatore<\/em>, aderisce anch\u2019egli dichiarando per\u00f2 che si riserva, qualora la seconda Sottocommissione non affermi il principio del sistema proporzionale, di ripresentare una proposta in tal senso, perch\u00e9 ritiene che questo principio debba essere affermato.<\/p><p>CARISTIA dichiara di aderire alla mozione dell\u2019onorevole Togliatti, pur non rinunciando alla sua opinione in proposito.<\/p><p>PRESIDENTE mette ai voti la mozione dell\u2019onorevole Togliatti di escludere in questa sede il sistema del voto e di rinviarlo all\u2019esame della seconda Sottocommissione, senza per\u00f2 pregiudicare il merito della questione.<\/p><p>(<em>La mozione dell\u2019onorevole Togliatti \u00e8 approvata all\u2019unanimit\u00e0, meno 1<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Fa presente che l\u2019on. Basso \u2013 il quale ha proposto anch\u2019egli una serie di articoli sui princip\u00ee dei rapporti politici \u2013 ha cos\u00ec formulato la seconda proposizione del suo primo articolo: \u00abTutti i cittadini concorrono all\u2019esercizio di questo diritto, tranne coloro che ne sono legalmente privati\u00bb (e, fino a questo punto della formula, i concetti in essa contenuti sono stati gi\u00e0 approvati nella seduta precedente) \u00abo che volontariamente non esercitino un\u2019attivit\u00e0 produttiva\u00bb. In quest\u2019ultima proposizione \u00e8 contenuto un concetto nuovo sul quale \u00e8 necessario discutere.<\/p><p>BASSO chiarisce che la sua proposta va inquadrata negli articoli che sono stati gi\u00e0 approvati, e particolarmente nel primo articolo, in cui si dice che il lavoro e la sua partecipazione concreta negli organismi economici, sociali e politici \u00e8 il fondamento della democrazia italiana. Afferma che, se questo articolo ha un contenuto serio, si deve pure ammettere la conseguenza che ne deriva, cio\u00e8 che chi non lavora non partecipa concretamente alla vita politica della Nazione. Ritiene che la sua proposta sia la prima e pi\u00f9 diretta conseguenza di quella affermazione, e che pertanto debba essere approvata.<\/p><p>MERLIN UMBERTO, <em>Relatore<\/em>, fa presenti le difficolt\u00e0 pratiche che questa norma potrebbe portare. Dichiara in ogni modo di essere favorevole alla proposta dell\u2019onorevole Basso.<\/p><p>MANCINI, <em>Relatore<\/em>, dichiara di essere anch\u2019egli favorevole alla proposta dell\u2019onorevole Basso.<\/p><p>MORO si dichiara contrario alla esplicita indicazione contenuta nella formula dell\u2019onorevole Basso, appunto perch\u00e9 sono state gi\u00e0 sancite alcune norme nella Costituzione, in base alle quali non \u00e8 assolutamente concepibile che vi siano in Italia persone che non si dedichino volontariamente ad un\u2019attivit\u00e0 produttiva. Ritiene che introdurre una disposizione del genere di quella proposta dall\u2019onorevole Basso, oltre che rappresentare una ripetizione, significherebbe andare incontro al pericolo che la disposizione sia usata come un\u2019arma per escludere dal voto cittadini che si presume o si vuol presumere non esercitino un\u2019attivit\u00e0 produttiva, mentre in realt\u00e0 la esercitano. Si cade in sostanza nell\u2019equivoco del significato che pu\u00f2 avere il termine: \u00abattivit\u00e0 produttiva\u00bb. Ricorda che \u00e8 stato gi\u00e0 chiarito che cosa si debba intendere per lavoro utile socialmente, e non ritiene che in questa sede si debba ritornare sulla discussione.<\/p><p>LUCIFERO dichiara che l\u2019onorevole Moro ha anticipato in gran parte le sue osservazioni. Esprime la sua netta opposizione alla proposta dell\u2019onorevole Basso, facendo presente che ci si \u00e8 gi\u00e0 trovati un\u2019altra volta di fronte alla difficolt\u00e0 di stabilire che cosa sia il lavoro produttivo. Conclude affermando che una formula del genere non sarebbe altro che la negazione di una sana democrazia, e permetterebbe qualunque speculazione e forma di ricatto morale e politico.<\/p><p>MERLIN UMBERTO, <em>Relatore<\/em>, fa presente che \u00e8 stato gi\u00e0 approvato un articolo in cui si dice che \u00abOgni cittadino ha diritto al lavoro ed ha il dovere di svolgere un\u2019attivit\u00e0 o esplicare una funzione, idonee allo sviluppo economico, o culturale o morale o spirituale della societ\u00e0 umana conformemente alle proprie possibilit\u00e0 ed alla propria scelta\u00bb. Dal momento che un articolo della Costituzione non pu\u00f2 essere interpretato distaccato da altri, dichiara di approvare la proposta dell\u2019onorevole Basso in relazione a quell\u2019articolo che \u00e8 stato gi\u00e0 approvato.<\/p><p>MORO ribadisce il concetto che la norma cui ha accennato l\u2019onorevole Merlin sarebbe svalutata, se si potesse pensare che esistano ancora persone che non lavorano, dopo che si \u00e8 sancito il diritto e il dovere al lavoro. La norma dell\u2019onorevole Basso puntualizzerebbe l\u2019attenzione sopra un lato negativo della societ\u00e0 italiana, che invece si vuole eliminare.<\/p><p>MASTROJANNI, richiamandosi a quanto ebbe gi\u00e0 occasione di dire in ordine al dovere al lavoro, come dovere morale e non come imposizione costituzionale, dichiara di votare contro la formula dell\u2019onorevole Basso e si associa alle considerazioni dell\u2019onorevole Lucifero.<\/p><p>MANCINI, <em>Relatore<\/em>, dichiara di accettare la proposta dell\u2019onorevole Basso, perch\u00e9 in precedenti discussioni ha sostenuto e dimostrato che prima si deve essere produttori e poi cittadini. Afferma che soltanto chi produce e con la sua attivit\u00e0 incrementa la societ\u00e0 nella quale vive, ha il diritto di scegliersi i suoi rappresentanti.<\/p><p>PRESIDENTE dichiara di concordare nell\u2019interpretazione data dall\u2019onorevole Merlin alla formulazione dell\u2019onorevole Basso, ma di non poter dare voto favorevole alla sua proposizione, perch\u00e9 non la ritiene capace di riferirsi all\u2019articolo cui \u00e8 stato accennato. Ricorda che quell\u2019articolo diede luogo ad un\u2019ampia discussione conclusasi con l\u2019accettazione della formula \u00absocialmente utile\u00bb che aveva destato le preoccupazioni di una parte dei Commissari. Fa osservare che, in ordine al diritto di voto, il legislatore potrebbe essere indotto a dare alla formula dell\u2019onorevole Basso un\u2019interpretazione univoca nel senso di ritenere soltanto produttivi lavori tecnici, manuali, e non anche un\u2019attivit\u00e0 spirituale la cui utilit\u00e0 sociale da alcuni \u00e8 accettata, mentre da altri \u00e8 rifiutata.<\/p><p>Per queste regioni dichiara che voter\u00e0 contro la proposta dell\u2019onorevole Basso.<\/p><p>MORO propone che la formula dell\u2019onorevole Basso venga inserita nell\u2019articolo riguardante il lavoro, dicendosi, ad esempio, che: \u00abL\u2019adempimento di questo dovere al lavoro \u00e8 presupposto per l\u2019esercizio dei diritti politici\u00bb. In tal modo si rafforzerebbe il contenuto dell\u2019articolo con una specie di sanzione, e nello stesso tempo si eliminerebbe il pericolo di erronee interpretazioni.<\/p><p>LA PIRA si associa all\u2019emendamento sostitutivo dell\u2019onorevole Moro.<\/p><p>BASSO rileva che questa proposta non fa che collimare con le osservazioni gi\u00e0 fatte dall\u2019onorevole Moro, che cio\u00e8 non si deve supporre che ci siano in Italia delle persone che non svolgano un\u2019attivit\u00e0 produttiva.<\/p><p>Ad ogni modo dichiara di non avere difficolt\u00e0 ad accettare la proposta dell\u2019onorevole Moro.<\/p><p>PRESIDENTE comunica che l\u2019emendamento sostitutivo proposto dall\u2019onorevole Moro e accettato dall\u2019onorevole Basso \u00e8 il seguente: \u00abL\u2019adempimento di questo dovere \u00e8 presupposto per l\u2019esercizio dei diritti politici\u00bb. Tale proposizione dovrebbe essere inserita alla fine dell\u2019articolo gi\u00e0 approvato, in cui si dice: \u00abOgni cittadino ha diritto al lavoro ed ha il dovere di svolgere un\u2019attivit\u00e0 o esplicare una funzione, idonee allo sviluppo economico o culturale o morale o spirituale della societ\u00e0 umana conformemente alle proprie possibilit\u00e0 ed alla propria scelta\u00bb.<\/p><p>LUCIFERO dichiara che voter\u00e0 contro questa formula. Osserva che non si possono fare continuamente delle affermazioni di principio che poi non hanno nessun valore, e finiscono per svalutare princip\u00ee nobili e seri da tutti accettati.<\/p><p>Ritiene che l\u2019articolo che si vuole introdurre abbia un carattere demagogico e privo di un contenuto giuridico.<\/p><p>BASSO dichiara di respingere l\u2019appellativo di \u00abdemagogico\u00bb usato dall\u2019onorevole Lucifero, appellativo che, se mai, si dovrebbe riferire non alla formula in discussione ma all\u2019articolo gi\u00e0 approvato. Si tratta ora di dare un contenuto concreto a questo articolo; si tratta di stabilire che chi non adempie all\u2019obbligo in esso stabilito incorre nella privazione dei diritti politici. O si viene a riconoscere che quando \u00e8 stato formulato quell\u2019articolo non si intendeva fare sul serio, o si deve ammettere che l\u2019articolo \u00e8 stato creato perch\u00e9 avesse un valore concreto, e in tal caso si devono tradurre in conseguenze giuridiche le norme fissate.<\/p><p>Ritiene che la formula da lui proposta costituisca una prova della seriet\u00e0 delle intenzioni di chi partecipa ai lavori por la Costituzione.<\/p><p>MERLIN UMBERTO, <em>Relatore<\/em>, dichiara di accettare l\u2019emendamento proposto dall\u2019onorevole Moro. Invita gli onorevoli Commissari a considerare che vi sono individui, anche se pochi, i quali passano la loro vita senza attendere ad alcuna occupazione. Anche se si tratta di poche persone, egli ritiene che escluderli dai diritti politici sia cosa meritoria.<\/p><p>LUCIFERO dichiara di votare contro questa proposizione che, mentre in se stessa non ha alcun significato effettivo, pu\u00f2 essere il mezzo attraverso il quale l\u2019autorit\u00e0 che dovr\u00e0 determinare se una data attivit\u00e0 \u00e8 produttiva o no, potr\u00e0 eliminare intere categorie di cittadini dai diritti civili, servendosi di un articolo formulato in maniera molto vaga e che pu\u00f2 essere interpretato in modo arbitrario.<\/p><p>MANCINI, <em>Relatore<\/em>, dichiara di accettare l\u2019emendamento proposto dall\u2019onorevole Moro.<\/p><p>MASTROJANNI dichiara che voter\u00e0 contro per le stesse ragioni esposte dall\u2019onorevole Lucifero.<\/p><p>PRESIDENTE mette ai voti l\u2019emendamento proposto dall\u2019onorevole Moro, da inserirsi quale comma aggiuntivo nel secondo articolo sui princip\u00ee dei rapporti sociali (economici) gi\u00e0 approvato.<\/p><p>(<em>L\u2019emendamento \u00e8 approvato con 12 voti favorevoli, 2 astenuti e 2 contrari<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Rileva che nel testo degli articoli proposti dai Relatori onorevoli Mancini e Merlin viene a questo punto un articolo riguardante l\u2019et\u00e0 per l\u2019elezione a Capo dello Stato: \u00abPer essere eletti a Capo dello Stato occorre avere raggiunto l\u2019et\u00e0 di anni 40\u00bb.<\/p><p>Osserva che l\u2019oggetto di questo articolo \u00e8 di competenza della seconda Sottocommissione, che si occupa dei poteri dello Stato. Propone pertanto che lo si rimandi alla seconda Sottocommissione.<\/p><p>MERLIN UMBERTO e MANCINI, <em>Relatori<\/em>, aderiscono alla proposta del Presidente.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvata all\u2019unanimit\u00e0<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Comunica che nel testo proposto dai Relatori segue a questo punto un articolo riguardante l\u2019organizzazione dei partiti politici:<\/p><p>\u00abI cittadini hanno diritto di organizzarsi in partiti politici che si formino con metodo democratico e che rispettino la dignit\u00e0 e la personalit\u00e0 umana, secondo i princip\u00ee di libert\u00e0 e di uguaglianza. Le norme per tale organizzazione saranno dettate con legge particolare\u00bb.<\/p><p>DOSSETTI propone di accantonare per il momento l\u2019articolo e di passare all\u2019esame dogli articoli successivi che presentano minore complessit\u00e0, allo scopo di consultare l\u2019orientamento della seconda Sottocommissione al riguardo, dato che l\u2019articolo proposto \u00e8 anche di competenza di quella Sottocommissione.<\/p><p>PRESIDENTE ritiene che la materia di cui tratta l\u2019articolo proposto dall\u2019onorevole Merlin sia di competenza della seconda Sottocommissione. Quindi, se mai, ci si pu\u00f2 riservare di esprimere il proprio parere nella discussione che avr\u00e0 luogo in sede di Commissione plenaria.<\/p><p>MERLIN UMBERTO, <em>Relatore<\/em>, a giustificazione del fatto che sia stato presentato alla discussione della Sottocommissione l\u2019articolo in questione, ricorda che nello schema dei lavori della Sottocommissione, approvato il 30 luglio, si menzionava, tra i diritti derivanti dalle libert\u00e0 politiche, anche il \u00abdiritto ad organizzarsi in partiti politici\u00bb.<\/p><p>Dichiara che, comunque, non ha difficolt\u00e0 a che l\u2019articolo venga esaminato in un secondo tempo, oppure che esso venga demandato alla competenza della seconda Sottocommissione.<\/p><p>MORO osserva che baster\u00e0 rimandarne l\u2019esame alla prossima riunione.<\/p><p>PRESIDENTE crede che sia opportuna una proposta intermedia, n\u00e9 eliminatoria, n\u00e9 sospensiva in senso assoluto, e di rimandare la discussione ad una delle prossime sedute, dopo aver sentito il parere della seconda Sottocommissione, al fine di delimitare i compiti rispettivi.<\/p><p>DOSSETTI osserva che si tratta di un argomento complesso, per il quale la Sottocommissione ha competenza per quanto attiene ad un\u2019affermazione di diritto, mentre non ha competenza per quanto riguarda l\u2019inserimento in una determinata organizzazione strutturale.<\/p><p>TOGLIATTI si dichiara d\u2019accordo circa l\u2019opportunit\u00e0 del rinvio della discussione dell\u2019articolo. Osserva, peraltro, che quando si addivenisse a tale discussione, egli si riserverebbe di fare alcune serie obiezioni in merito all\u2019articolo.<\/p><p>PRESIDENTE mette ai voti il rinvio della discussione dell\u2019articolo.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato all\u2019unanimit\u00e0<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Presidenza del deputato CORSANEGO<\/p><p>PRESIDENTE legge il testo del quinto articolo proposto dai Relatori:<\/p><p>\u00abTutti i cittadini di entrambi i sessi sono ammissibili alle cariche pubbliche in condizioni di eguaglianza, conformemente alle loro attitudini e facolt\u00e0.<\/p><p>\u00abPer l\u2019adempimento delle sue funzioni pubbliche, ogni cittadino ha diritto di disporre del tempo necessario e di non essere privato del suo posto di lavoro\u00bb.<\/p><p>MERLIN UMBERTO, <em>Relatore<\/em>, fa presente che il secondo comma riproduce il capoverso dell\u2019art. 2 proposto dall\u2019onorevole Basso.<\/p><p>Osserva che non \u00e8 competenza della Sottocommissione discutere quanto attiene al lato economico della questione. In questa sede ci si dovr\u00e0 limitare a fissare solo il principio che, quando un lavoratore viene ad essere investito di una carica pubblica, non deve essere per questo licenziato, ma deve essere ritenuto in congedo o in aspettativa, per modo che, quando cessi l\u2019incarico pubblico, egli possa riprendere il suo posto.<\/p><p>MASTROJANNI osserva che una disposizione del genere implica anche una corresponsione di indennit\u00e0. Vi \u00e8 poi la questione di coloro che svolgono una libera professione, i quali, se eletti deputati, finiscono col sacrificare la loro clientela.<\/p><p>Si dichiara del parere che chiunque sia chiamato all\u2019esercizio della cosa pubblica possa conservare il diritto al posto od all\u2019impiego, purch\u00e9 si escluda nel periodo corrispondente il pagamento di assegni.<\/p><p>Ritiene, ad ogni modo, che un principio del genere potrebbe essere lasciato alla legislazione ed alla regolamentazione.<\/p><p>BASSO obietta che la questione \u00e8 trattata anche da altre Costituzioni moderne, e in particolare da quella di Weimar, e che non pu\u00f2 essere rimandata alla regolamentazione.<\/p><p>Se si respinge una norma del genere, si toglie alla maggioranza degli italiani la possibilit\u00e0 di accedere alle funzioni pubbliche. Si tratta, in sede di Costituzione, di affermare un principio generale; nell\u2019applicazione pratica vi saranno poi norme diverse a seconda delle varie situazioni e delle diverse cariche pubbliche.<\/p><p>MASTROJANNI obietta che chiunque esercita una funzione pubblica o amministrativa deve essere assolutamente libero. Se si esercita il mandato parlamentare o amministrativo e si \u00e8 al tempo stesso dipendenti, per ragioni di impiego o per ragioni economiche, di enti od istituti privati, od anche dello Stato, non si potr\u00e0 esercitare tale mandato in assoluta indipendenza ed in piena libert\u00e0.<\/p><p>Ritiene, pertanto, incompatibile \u2013 e del resto la legge elettorale ne fa menzione \u2013 il contemporaneo esercizio del mandato politico o amministrativo e dell\u2019impiego.<\/p><p>Per queste ragione la preoccupazione che si vorrebbe eliminare attraverso la formula dell\u2019onorevole Basso gli sembra superflua, se si ammette il principio che, dal momento in cui si eserciti un mandato pubblico viene a cessare qualsiasi rapporto di dipendenza con qualsiasi altro ente statale, parastatale o privato.<\/p><p>LA PIRA dichiara di non poter concordare con le osservazioni svolte dall\u2019onorevole Mastrojanni. Se si ammette in linea generale il principio che chiunque ha un lavoro non pu\u00f2 esercitare una funzione pubblica, si viene a vulnerare il principio essenziale della vita democratica. Ricorda che molti deputati alla Costituente sono professori universitari, e non vi \u00e8 incompatibilit\u00e0 tra le due funzioni.<\/p><p>Ritiene che si debba affermare il principio generale, che chiunque pu\u00f2 accedere a funzioni pubbliche, e che deve essere mantenuto nel suo rapporto d\u2019impiego per la durata dell\u2019esercizio di tali funzioni. Questo per un principio di natura democratica, che ha poi anche un valore umano ed attuale, perch\u00e9 indica che si va incontro ai meno abbienti per dare loro la possibilit\u00e0 di esercitare tranquillamente le funzioni pubbliche alle quali sono chiamati.<\/p><p>DE VITA rileva che le osservazioni dell\u2019onorevole Mastrojanni sono fondate solo in parte. Il cumulo delle due funzioni non \u00e8 possibile e vi \u00e8 una vera e propria incompatibilit\u00e0, almeno per quanto riguarda gli impiegati dello Stato. In caso di nomina a deputato, vi deve essere per l\u2019impiegato una forma di aspettativa, che purtroppo per alcuni impiegati dello Stato diventa un\u2019aspettativa senza assegni. Ritiene esagerato che si debba privare degli assegni l\u2019impiegato dello Stato investito di un mandato pubblico. Prospetta anche la questione della interruzione del servizio agli effetti delle promozioni e della carriera. \u00c8 chiaro che un impiegato dello Stato non potr\u00e0 fare l\u2019impiegato per tutta la durata del mandato parlamentare, ma non deve avere per questo fatto pregiudicata la sua carriera. Non si pu\u00f2 ammettere come un\u2019interruzione del servizio l\u2019aspettativa per causa di pubblico mandato, e non si pu\u00f2 nemmeno ammettere che un impiegato venga ad essere privato dei suoi assegni se l\u2019indennit\u00e0 parlamentare serve soltanto a coprire le spese a cui verr\u00e0 incontro per l\u2019espletamento del suo mandato.<\/p><p>CARISTIA rileva che vi sono due questioni diverse. Una riguarda unicamente l\u2019incompatibilit\u00e0 tra due determinate funzioni che si svolgono effettivamente, e l\u2019altra riguarda il diritto del cittadino, investito del pubblico incarico, ad avere quel margine di tempo necessario per svolgere la sua attivit\u00e0 politica.<\/p><p>Ritiene comunque che si vogliano affermare troppe cose in sede di Costituzione, mentre si dovrebbe rinviarle puramente e semplicemente alla legislazione normale ed alla regolamentazione.<\/p><p>MERLIN UMBERTO, <em>Relatore<\/em>, fa presente che la norma in discussione si riferisce solamente al rapporto di lavoro, ed assicura in primo luogo al lavoratore il tempo necessario per espletare le funzioni pubbliche alle quali fosse chiamato, perch\u00e9 vi pu\u00f2 anche essere il caso che un industriale neghi questo diritto ad un lavoratore chiamato ad esplicare un pubblico mandato, adducendo a motivo che egli \u00e8 legato con contratto di lavoro e deve compiere le sue ore di lavoro. In secondo luogo, la norma proposta tende ad assicurare al lavoratore che cessa dalle funzioni pubbliche la ripresa del suo posto di lavoro.<\/p><p>Non vede come si possano contrastare questi due princip\u00ee ed esorta i Commissari a voler considerare la giustezza della disposizione proposta.<\/p><p>CARISTIA osserva che, comunque, la dizione dell\u2019articolo non \u00e8 felice.<\/p><p>MASTROJANNI osserva che l\u2019onorevole Merlin ha considerato una questione inesistente. Nessun industriale pu\u00f2 vietare ad un operaio di adempiere al mandato parlamentare. Il contratto, infatti, si pu\u00f2 rescindere per volont\u00e0 reciproca delle parti.<\/p><p>\u00c8 d\u2019accordo per\u00f2 sul principio che il rapporto d\u2019impiego non debba restare rescisso. Se questo si vuole affermare, propone un emendamento cos\u00ec formulato: \u00abL\u2019adempimento di una funzione pubblica non scinde il rapporto di impiego, ma lo sospende\u00bb.<\/p><p>MERLIN UMBERTO, <em>Relatore<\/em>, osserva che si deve completare la norma nel senso che quando il lavoratore decade dal mandato pubblico deve poter riprendere il suo posto di lavoro.<\/p><p>MORO osserva che la formula proposta dall\u2019onorevole Mastrojanni \u00e8 troppo estensiva. \u00c8 chiaro che i benefici di carriera, per esempio, debbano essere garantiti.<\/p><p>PRESIDENTE rileva che la discussione potrebbe intanto limitarsi al primo comma dell\u2019articolo.<\/p><p>MORO osserva che, per quanto riguarda il primo comma dell\u2019articolo, sarebbe preferibile, invece di \u00abammissibili alle cariche pubbliche\u00bb, dire: \u00absono ammessi alle cariche pubbliche\u00bb oppure \u00abhanno diritto di accedere alle cariche pubbliche\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE riconosce che la formulazione dell\u2019articolo non \u00e8 troppo felice. Si dichiara favorevole all\u2019articolo stesso, nella sostanza, ma desidererebbe una formulazione migliore.<\/p><p>BASSO ricorda che nella sua formulazione era detto: \u00abTutti i cittadini&#8230; possono accedere alle cariche pubbliche\u00bb.<\/p><p>MANCINI, <em>Relatore<\/em>, dichiara di accettare la formulazione proposta dall\u2019onorevole Basso.<\/p><p>MORO dichiara che nell\u2019articolo dell\u2019onorevole Basso si accenna alle limitazioni nell\u2019accesso alle cariche, derivanti da incapacit\u00e0 naturali o da incapacit\u00e0 legali. \u00c8 d\u2019accordo nel concetto espresso dagli onorevoli Merlin e Mancini, che si deve essere ammessi alle cariche pubbliche secondo le attitudini e le facolt\u00e0, ma fa presente che con ci\u00f2 non si accenna alla possibilit\u00e0 che, per ragioni naturali o legali, vi possa essere ad opera della legge qualche limitazione ad accedere a determinati impieghi. \u00c8 quindi del parere che si debba dire qualche cosa in questo caso.<\/p><p>MERLIN UMBERTO, <em>Relatore<\/em>, dichiara di comprendere la preoccupazione dell\u2019onorevole Moro. Osserva per\u00f2 che quando si dice: \u00abconformemente alle loro attitudini e facolt\u00e0\u00bb si comprende l\u2019esclusione da determinate funzioni tanto per l\u2019uomo quanto per la donna.<\/p><p>PRESIDENTE dichiara che le preoccupazioni manifestate dall\u2019onorevole Moro potrebbero essere soddisfatte, se la legge provvedesse anche per le incapacit\u00e0 naturali legali.<\/p><p>MORO chiarisce che non pensa si debba fare, in sede costituzionale, una casistica, ma ritiene che, dopo aver detto che tutti i cittadini di entrambi i sessi sono ammissibili alle cariche pubbliche, si debba porre una limitazione a questo principio. Dichiara comunque di non insistere su tale questione.<\/p><p>MASTROJANNI rileva che non viene indicato chi dovr\u00e0 giudicare in merito alle attitudini e alle facolt\u00e0 dei cittadini per essere ammessi alle cariche pubbliche.<\/p><p>BASSO, accogliendo l\u2019osservazione dell\u2019onorevole Mastrojanni, ritiene si dovrebbe dire \u00aba norma di legge\u00bb, in modo che si intenda che \u00e8 la legge che deve stabilire in quali casi si potr\u00e0 accedere alle cariche pubbliche e con quali attitudini.<\/p><p>TOGLIATTI propone di sostituire le parole \u00absecondo le norme stabilite dalla legge\u00bb a quelle \u00abconformemente alle loro attitudini e facolt\u00e0\u00bb.<\/p><p>MANCINI e MERLIN UMBERTO, <em>Relatori<\/em>, accettano l\u2019emendamento dell\u2019onorevole Togliatti soltanto come emendamento aggiuntivo.<\/p><p>MASTROJANNI dichiara invece di essere d\u2019accordo con l\u2019onorevole Togliatti che il suo emendamento debba intendersi sostitutivo.<\/p><p>MORO dichiara di accettare la proposta dell\u2019onorevole Togliatti come emendamento aggiuntivo.<\/p><p>DOSSETTI propone che, invece della formula: \u00absecondo le norme stabile dalla legge\u00bb, per sottolineare che l\u2019idoneit\u00e0 alle pubbliche cariche deve essere stabilita con criteri generali fissati per legge, si dica: \u00absecondo norme stabilite per legge\u00bb.<\/p><p>TOGLIATTI accetta la proposta dell\u2019onorevole Dossetti.<\/p><p>MERLIN UMBERTO e MANCINI, <em>Relatori<\/em>, accettano anch\u2019essi la proposta dell\u2019onorevole Dossetti.<\/p><p>MASTROJANNI \u00e8 d\u2019avviso che anche la formula proposta dall\u2019onorevole Dossetti debba essere sostitutiva delle parole \u00abconformemente alle loro attitudini e facolt\u00e0\u00bb. Infatti non ritiene opportuno sottoporre il cittadino a un giudizio di idoneit\u00e0 da parte di un organo governativo per stabilire la sua capacit\u00e0 a ricoprire pubbliche cariche.<\/p><p>\u00a0<\/p><p>TOGLIATTI insiste perch\u00e9 il suo emendamento, con la modifica proposta dall\u2019onorevole Dossetti, sia inteso come sostitutivo.<\/p><p>PRESIDENTE rileva che la Sottocommissione \u00e8 d\u2019accordo nell\u2019accettare l\u2019emendamento dell\u2019onorevole Togliatti, modificato dall\u2019onorevole Dossetti. Il dissenso sorge se si deve intendere tale emendamento come aggiuntivo della proposta dei Relatori, o come sostitutivo delle parole: \u00abconformemente alle loro attitudini e facolt\u00e0\u00bb.<\/p><p>Pone ai voti tale questione.<\/p><p>BASSO dichiara di votare contro la proposta che l\u2019emendamento Togliatti sia considerato come sostitutivo, in quanto ritiene che le parole soppresse limitino ulteriormente la formula Togliatti. \u00c8 d\u2019accordo che le limitazioni debbano essere fatte per legge soltanto su questa enunciazione.<\/p><p>(<em>La proposta Togliatti d\u2019intendere l\u2019emendamento come sostitutivo \u00e8 respinta con 9 voti contrari, 1 astenuto e 4 favorevoli<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE mette pertanto ai voti il primo comma dell\u2019articolo, con l\u2019emendamento aggiuntivo dell\u2019onorevole Togliatti, modificato dall\u2019onorevole Dossetti, nella seguente formulazione:<\/p><p>\u00abTutti i cittadini di entrambi i sessi possono accedere alle cariche pubbliche in condizioni di eguaglianza, conformemente alle loro attitudini e facolt\u00e0, secondo norme stabilite per legge\u00bb.<\/p><p>(<em>L\u2019articolo \u00e8 approvato con 13 voti favorevoli e 1 contrario<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Apre la discussione sul secondo comma dell\u2019articolo proposto dai Relatori:<\/p><p>\u00abPer l\u2019adempimento delle funzioni pubbliche, ogni cittadino ha diritto di disporre del tempo necessario e di non essere privato del suo posto di lavoro\u00bb.<\/p><p>MERLIN UMBERTO, <em>Relatore<\/em>, dichiara che voter\u00e0 a favore di questa proposizione, avendo aderito ad inserirla nell\u2019articolo.<\/p><p>MASTROJANNI ricorda di aver proposto il seguente emendamento sostitutivo:<\/p><p>\u00abL\u2019adempimento delle funzioni pubbliche non scinde il rapporto di impiego, ma lo sospende\u00bb.<\/p><p>DOSSETTI fa osservare che l\u2019articolo, nella formulazione proposta dall\u2019onorevole Mastrojanni, viene ad avere una portata giuridica ben precisa, perch\u00e9 il concetto di sospensione del rapporto di impiego \u00e8 un concetto strettamente tecnico. L\u2019impostazione sintetica dell\u2019onorevole Mastrojanni all\u2019articolo implicherebbe che colui il quale viene, per esempio, eletto ad una carica politica o ad una carica amministrativa, non solo non ne avrebbe nessun vantaggio, ma anzi un evidente danno, perch\u00e9 il rapporto di impiego resterebbe sospeso con grave danno per la carriera, l\u2019anzianit\u00e0, ecc. Si dichiara quindi contrario alla proposta dell\u2019onorevole Mastrojanni.<\/p><p>CARISTIA dichiara di astenersi dal voto, perch\u00e9 questa materia \u00e8 di pertinenza della legge elettorale.<\/p><p>DE VITA dichiara che potrebbe accettare la proposta dell\u2019onorevole Mastrojanni, qualora egli volesse integrarla nel senso che nessun pregiudizio di carattere economico, o nei riguardi della carriera, deve derivare per chi ricopre cariche politiche o pubbliche.<\/p><p>CEVOLOTTO dichiara di votare contro l\u2019emendamento dell\u2019onorevole Mastrojanni, non soltanto per le ragioni che ha espresso l\u2019onorevole Dossetti, alle quali aderisce, ma anche perch\u00e9 vi sono delle cariche pubbliche le quali importano un impiego di tempo cos\u00ec limitato che non \u00e8 affatto necessario di sospendere il rapporto di impiego.<\/p><p>MASTROJANNI chiarisce che non \u00e8 il fatto economico che lo preoccupa, ma quello di rendere assolutamente libero l\u2019individuo di poter esercitare una pubblica funzione: libert\u00e0 che non potrebbe essere esplicata nell\u2019interesse della collettivit\u00e0 se persistesse quel rapporto di soggezione all\u2019ente datore di lavoro da cui il lavoratore continuer\u00e0 a dipendere.<\/p><p>(<em>L\u2019emendamento dell\u2019onorevole Mastrojanni \u00e8 respinto con 12 voti contrari, 1 favorevole e 1 astenuto<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE pone in votazione il secondo comma dell\u2019articolo: \u00abPer l\u2019adempimento delle funzioni pubbliche ogni cittadino ha diritto di disporre del tempo necessario e di non essere privato del suo posto di lavoro\u00bb.<\/p><p>MASTROJANNI dichiara di votare contro questo capoverso per le ragioni che ha gi\u00e0 esposto e che intende ribadire: chi \u00e8 investito di pubbliche funzioni deve essere persona assolutamente libera da vincoli di impiego e da soggezioni, perch\u00e9 solo l\u2019uomo libero ha diritto di esercitare il mandato della collettivit\u00e0 e deve per l\u2019esercizio di questa alta ed eccelsa missione sacrificare quello che pu\u00f2 essere anche l\u2019interesse particolare ed economico.<\/p><p>(<em>Il capoverso \u00e8 approvato con 11 voti favorevoli, 2 contrari e 1 astenuto<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE pone in discussione l\u2019articolo seguente proposto dai Relatori:<\/p><p>\u00abTutti i cittadini debbono sottostare alle leggi costituzionali ed alle altre norme giuridiche dello Stato e degli enti autarchici; debbono obbedire agli ordini legalmente impartiti dagli organi competenti e debbono adempiere alle prestazioni personali in condizioni di parit\u00e0 ed uguaglianza, con diritto ad equo risarcimento in caso di requisizioni\u00bb.<\/p><p>CEVOLOTTO non vede la necessit\u00e0 di porre nella Costituzione un articolo di questo genere che, in sostanza, riassume un identico articolo delle preleggi, il quale dice che la legge \u00e8 obbligatoria per tutti. Si tratta di concetti ovv\u00ee che sono ormai acquisiti alla coscienza giuridica di tutti e che, ripete, trovano gi\u00e0 la loro formulazione nelle preleggi del Codice civile.<\/p><p>ROSSETTI rileva che l\u2019articolo in esame contiene molti argomenti, e sarebbe anzitutto conveniente articolarlo in pi\u00f9 capoversi per poter individuare i problemi che esso affronta. Osserva che alcuni di questi problemi sono anche affrontati dall\u2019articolo 6 e dall\u2019articolo 7 della proposta dell\u2019onorevole Basso. Fa poi rilevare che, in linea di massima, \u00e8 d\u2019accordo con l\u2019onorevole Cevolotto nel ritenere superflua quella parte dell\u2019articolo in cui si dice che tutti i cittadini devono sottostare alle leggi costituzionali ed alle altre norme giuridiche dello Stato e degli enti autarchici, ecc.; mentre riterrebbe fondamentale una dichiarazione pi\u00f9 approfondita ed anche pi\u00f9 analitica, precisamente del tipo di quella proposta dall\u2019onorevole Basso, per quanto riguarda l\u2019obbligo di sottostare, eventualmente con qualche criterio restrittivo, alle prestazioni patrimoniali.<\/p><p>PRESIDENTE ritiene che un articolo cos\u00ec complesso potr\u00e0 dar luogo a una discussione molto lunga, e pertanto propone di passare alla discussione degli articoli che seguono, sui quali \u00e8 presumibile che si trover\u00e0 facilmente l\u2019accordo. Crede opportuno incaricare i Relatori onorevoli Merlin e Mancini, e l\u2019onorevole Dossetti, di trovare una formula pi\u00f9 semplice che sfrondi questo articolo e faccia convergere l\u2019attenzione soltanto sugli elementi essenziali.<\/p><p>MASTROJANNI fa presente che non potr\u00e0 partecipare alla prossima seduta, e perci\u00f2 chiede gli sia consentito di esprimere il suo pensiero sul contenuto dell\u2019articolo in esame.<\/p><p>Dichiara di essere assolutamente contrario alla dizione dell\u2019articolo in esame. Essa fa pensare che si versi in uno stato di guerra: il susseguirsi di imperativi categorici fa ritenere che i diritti della libert\u00e0 umana non siano tenuti pi\u00f9 in alcuna considerazione. \u00c8 d\u2019accordo con l\u2019onorevole Cevolotto nel ritenere che si tratta di disposizioni che rientrano nelle norme generali del diritto, e che vengono con questo articolo addirittura esasperate al punto da far soggiacere i cittadini all\u2019obbedienza assoluta agli organi autarchici, sottoponendoli a prestazioni le quali possono costituire il pi\u00f9 largo arbitrio da parte di enti, che non hanno neppure la potest\u00e0 di stabilire con criteri giuridici la libert\u00e0 del cittadino.<\/p><p>Per questa considerazione chiede che questo articolo venga soppresso e in linea subordinata che la sua dizione sia categorica ma non imperativa.<\/p><p>PRESIDENTE pone ai voti la mozione d\u2019ordine da lui formulata, che rinvia ad altra seduta la discussione dell\u2019articolo in esame.<\/p><p>TOGLIATTI dichiara di votare a favore della mozione d\u2019ordine del Presidente, raccomandando ai Relatori di fondere l\u2019articolo in esame con l\u2019articolo 6 proposto dall\u2019onorevole Basso, in quanto che nell\u2019articolo in esame viene lasciata in disparte la questione essenziale delle prestazioni patrimoniali (cio\u00e8 che il cittadino deve contribuire alle spese dello Stato), mentre vi sono espressi altri concetti che possono essere trascurati.<\/p><p>(<em>La mozione del Presidente \u00e8 approvata all\u2019unanimit\u00e0<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE pone in discussione l\u2019articolo seguente proposto dai Relatori:<\/p><p>\u00abIl servizio militare \u00e8 obbligatorio per tutti. La difesa della Patria \u00e8 uno dei pi\u00f9 alti doveri\u00bb.<\/p><p>CEVOLOTTO dichiara di essere d\u2019accordo sui princip\u00ee contenuti nell\u2019articolo. Fa per\u00f2 osservare che, dicendo che il servizio militare \u00e8 obbligatorio per tutti, ne viene di conseguenza che anche le donne possono essere obbligate a prestare il servizio militare. Ricorda che vi sono degli Stati in cui si \u00e8 pensato di servirsi delle donne per certi servizi accessori, relativi all\u2019esercito, ma che non comportano l\u2019impiego nelle unit\u00e0 operanti. \u00c8 del parere che non si debba estendere anche alle donne l\u2019obbligatoriet\u00e0 del servizio militare.<\/p><p>MERLIN UMBERTO, <em>Relatore<\/em>, fa notare che egli ha riportato l\u2019articolo 133 della Costituzione russa in cui \u00e8 detto che la difesa della Patria \u00e8 un sacro dovere di ogni cittadino. Evidentemente la legge sul servizio militare dir\u00e0 che soltanto gli uomini potranno prestare il servizio militare.<\/p><p>CEVOLOTTO fa osservare che la formula potrebbe prestarsi ad una interpretazione estensiva del servizio militare obbligatorio anche per le donne. Dichiara di essere favorevole alla formula che la difesa della Patria \u00e8 un dovere.<\/p><p>MORO dichiara di essere anch\u2019egli favorevole ad una formula in cui si dica che la difesa della Patria \u00e8 un dovere di ogni cittadino, anche perch\u00e9 questa formula si riferisce piuttosto al concetto di una guerra difensiva che dovrebbe essere il criterio pi\u00f9 giusto per una vera democrazia.<\/p><p>Ritiene per\u00f2 necessario aggiungere una norma \u2013 che gli sembra sia richiesta dalla coscienza sociale di tutti in questo momento \u2013 cio\u00e8 che l\u2019ordinamento dell\u2019esercito deve riflettere la struttura democratica dello Stato.<\/p><p>DOSSETTI dichiara di essere favorevole alla prima parte della proposta dell\u2019onorevole Moro, che cio\u00e8 si debba sottolineare il concetto di una guerra difensiva, mentre sulla seconda parte della proposta si riserva di riflettere.<\/p><p>Per quanto si riferisce alla prima proposta, vorrebbe anzi che fosse accentuato il concetto che il servizio militare e l\u2019attivit\u00e0 bellica debbono avere essenzialmente carattere difensivo. Pertanto propone di invertire l\u2019ordine dei concetti contenuti nell\u2019articolo; cio\u00e8 che si dica prima che la difesa della Patria \u00e8 un dovere del cittadino, e poi che il servizio militare \u00e8 obbligatorio.<\/p><p>DE VITA dichiara di essere favorevole al concetto che la difesa della Patria \u00e8 un dovere, mentre per la parte dell\u2019articolo che riguarda l\u2019obbligatoriet\u00e0 del servizio militare si dichiara nettamente contrario, essendo egli invece favorevole al servizio militare volontario per il tempo di pace. Ritiene che anche attraverso il volontariato sia possibile tenere in efficienza tecnica un esercito, anche per quanto riguarda i quadri e nell\u2019eventualit\u00e0 di una guerra che deve essere difensiva. Non vede la necessit\u00e0 di mantenere il servizio militare obbligatorio in un regime democratico, specialmente nella situazione in cui si trova attualmente l\u2019Italia.<\/p><p>TOGLIATTI dichiara di essere nettamente contrario al punto di vista espresso dall\u2019onorevole De Vita. Ritiene che si debba mantenere il servizio militare obbligatorio, qualunque sia l\u2019esercito che il trattato di pace consentir\u00e0 di mantenere. Afferma che con il servizio militare volontario non si avrebbe pi\u00f9 un esercito a carattere nazionale, non si avrebbe pi\u00f9 il popolo intero che si arma ed \u00e8 pronto a difendere il suolo della Patria, ma una categoria di professionisti delle armi che potrebbero rappresentare la rovina di una societ\u00e0 e la rovina dello Stato.<\/p><p>Ritiene che il concetto del servizio militare volontario sia da respingere, anche per il fatto che nell\u2019organizzazione del servizio militare obbligatorio, dato che sar\u00e0 consentilo un esercito di limitate proporzioni, si dovr\u00e0 adottare il criterio che il maggior numero possibile di cittadini siano istruiti nell\u2019esercizio delle armi, in modo che possano essere utili alla difesa della Patria.<\/p><p>Per quanto riguarda l\u2019estensione del servizio militare obbligatorio ai cittadini di sesso femminile, dichiara che non ne fa una questione, prima di tutto perch\u00e9 si \u00e8 sempre detto che il servizio militare \u00e8 obbligatorio, senza, intendere con questo che sia obbligatorio anche per le donne, e poi perch\u00e9 non si potrebbe mai concepire di servirsi delle donne in quei servizi ed in quelle funzioni dell\u2019esercito che sono proprie degli uomini.<\/p><p>Aggiunge che dovr\u00e0 essere emanata in ogni caso una legge sul servizio militare, che regoler\u00e0 i casi di obbligatoriet\u00e0 e le diverse categorie di persone che devono sottostare all\u2019obbligo, e non vi sar\u00e0 ragione di escludere, in linea di principio, l\u2019impiego delle donne per determinati servizi.<\/p><p>BASSO richiama l\u2019attenzione dei Commissari sulla formula da lui proposta, la quale dice: \u00abTutti i cittadini sono tenuti alle prestazioni personali allo Stato per servizio militare e di lavoro\u00bb.<\/p><p>MERLIN UMBERTO, <em>Relatore<\/em>, \u00e8 d\u2019avviso che ogni democrazia debba stabilire il servizio militare obbligatorio per tutti i cittadini, poich\u00e9 troppo spesso i soldati volontari divengono dei mercenari.<\/p><p>DE VITA, riferendosi a quanto ha prima dichiarato, obietta che vi pu\u00f2 essere un esercito di volontari, che non sia un esercito mercenario.<\/p><p>MERLIN UMBERTO, <em>Relatore<\/em>, ricorda che la democrazia, a cominciare dalla Dichiarazione dei princip\u00ee del 1789, ha affermato il principio dell\u2019obbligatoriet\u00e0 del servizio militare per tutti, e sostiene che questo principio deve essere riconfermato nella Costituzione.<\/p><p>Dichiara, infine, di non aver nessuna difficolt\u00e0 ad accettare l\u2019aggiunta proposta dall\u2019onorevole Basso.<\/p><p>PRESIDENTE osserva che, adottando la formula proposta dall\u2019onorevole Basso, si dovrebbe rimandarne la discussione, in quanto questa formula fa parte dell\u2019articolo che ha dato luogo alla mozione d\u2019ordine sospensiva.<\/p><p>MASTROJANNI si dichiara pienamente d\u2019accordo circa la coscrizione obbligatoria, ma intende che questa coscrizione debba restringersi alla categoria dei cittadini maschi e non debba essere estesa anche alle donne.<\/p><p>Rileva che quanto ha detto l\u2019onorevole Togliatti risponde indubbiamente alla realt\u00e0 ed anche alla necessit\u00e0 che determinati servizi possano e debbano essere adempiuti da donne che ne abbiano la capacit\u00e0, ma osserva che non tutte le donne hanno la capacit\u00e0 di adempiere a quelle prestazioni.<\/p><p>CARISTIA obietta che \u00e8 evidente che le donne, le quali non hanno una sufficiente capacit\u00e0 per adempiere ad un servizio militare ausiliario, non saranno arruolate.<\/p><p>MASTROJANNI ricorda che il criterio di assegnazione ad una determinata attivit\u00e0 nell\u2019ambiente militare ha troppe volte fatto astrazione dalle attitudini e dalle possibilit\u00e0 personali. Questo pericolo deve essere considerato attentamente nell\u2019interesse stesso della donna. Ritiene pertanto che possa essere approvata una formula che consenta il diritto di adibire in tempo di guerra le donne a speciali servizi, ma non parli di coscrizione obbligatoria anche per le donne.<\/p><p>CEVOLOTTO ritiene opportuno che la formula sia limitata alla seguente dizione: \u00abIl servizio militare \u00e8 obbligatorio\u00bb. Se invece si vogliono aggiungere le parole \u00abper tutti\u00bb, allora si verr\u00e0 ad estendere l\u2019obbligatoriet\u00e0, sia pure nelle forme speciali, anche a tutte le donne fisicamente abili, il che, a suo avviso, \u00e8 eccessivo.<\/p><p>TOGLIATTI osserva che il fatto di dire che il servizio militare \u00e8 obbligatorio per tutti non vuol dire che tutti sono mobilitati.<\/p><p>CEVOLOTTO insiste perch\u00e9 la formula dica soltanto: \u00abIl servizio militare \u00e8 obbligatorio.<\/p><p>LA PIRA ritiene che si debba rendere obbligatorio il servizio militare esclusivamente per gli uomini, lasciando poi la possibilit\u00e0 dell\u2019accesso volontario delle donne a quei servizi particolari, sanitari, ausiliari ed altri, per i quali abbiano attitudini.<\/p><p>\u00c8 indispensabile, per\u00f2, limitare l\u2019obbligatoriet\u00e0 del servizio militare ai soli nomini.<\/p><p>MERLIN UMBERTO, <em>Relatore<\/em>, osserva che l\u2019impiego delle donne in servizi ausiliari potr\u00e0 essere stabilito dalla legge.<\/p><p>LA PIRA dichiara di accedere alla formula proposta dall\u2019onorevole Cevolotto.<\/p><p>PRESIDENTE ricorda che \u00e8 stato proposto dall\u2019onorevole Dossetti di invertire l\u2019ordine dei concetti nell\u2019articolo in esame, mettendo prima l\u2019affermazione di carattere generale che la difesa della Patria \u00e8 uno dei pi\u00f9 alti doveri, e dopo l\u2019altra riguardante l\u2019obbligo del servizio militare.<\/p><p>Ritiene che su questa proposta tutti i Commissari possano essere d\u2019accordo.<\/p><p>BASSO ritiene che, per quello che riguarda la parte pi\u00f9 strettamente tecnica dell\u2019articolo, la formulazione da lui proposta, in un solo articolo comprensivo delle prestazioni personali e patrimoniali alle quali \u00e8 obbligato il cittadino, sia la migliore.<\/p><p>PRESIDENTE comunica che l\u2019onorevole Moro ha presentato una nuova formula sostitutiva di quella dei Relatori, la quale tiene conto delle diverse opinioni espresse nel corso della discussione:<\/p><p>\u00abLa difesa della Patria e tra i pi\u00f9 alti doveri del cittadino.<\/p><p>\u00abIl servizio militare \u00e8 obbligatorio. Esso non pu\u00f2 pregiudicare le posizioni di lavoro del soldato, n\u00e9 l\u2019esercizio dei diritti politici.<\/p><p>\u00abGli ordinamenti dell\u2019esercito devono riflettere lo spirito democratico dello Stato italiano\u00bb.<\/p><p>MORO spiega che con le parole: \u00abEsso non pu\u00f2 pregiudicare le posizioni di lavoro del soldato\u00bb, si intende naturalmente che non possono essere pregiudicate le posizioni di lavoro anteriori al servizio militare.<\/p><p>Rileva che la formula da lui proposta pone in primo luogo una nobile affermazione generale circa l\u2019obbligo della difesa della Patria, quale uno dei pi\u00f9 alti doveri del cittadino.<\/p><p>In secondo luogo, bench\u00e9 egli sia antimilitarista, ritiene che si debba fissare una formula che riguardi in maniera esclusiva il servizio militare e la sua obbligatoriet\u00e0.<\/p><p>Sar\u00e0 la legge che stabilir\u00e0 i limiti e le categorie che rientrano nell\u2019obbligo.<\/p><p>Ritiene inoltre necessario garantire la posizione di lavoro del cittadino chiamato alle armi, fissando il diritto che egli ha a che gli sia conservato il posto e gli siano conservati gli assegni. Questo di regola presentemente avviene, ma vi sono delle sperequazioni.<\/p><p>Fino a poco tempo fa non si garantiva la conservazione del posto per i militari di leva. Questa era una cosa ingiusta, ed \u00e8 bene che nella Costituzione si dica espressamente che chi adempie all\u2019obbligo del servizio militare non deve veder pregiudicati i suoi diritti politici.<\/p><p>Osserva, infine, che l\u2019ultima norma fissata nell\u2019articolo da lui presentato \u00e8 indispensabile dopo quanto \u00e8 avvenuto in Italia e tende ad avvenire in ogni esercito: la norma ha lo scopo di garantire che lo spirito democratico del Paese entri nell\u2019esercito compatibilmente con la struttura gerarchica dell\u2019esercito stesso. Non \u00e8 pensabile che la gerarchia militare soffochi la dignit\u00e0 della persona umana, come troppe volte \u00e8 avvenuto attraverso i regolamenti di disciplina.<\/p><p>MASTROJANNI, osservando che nella prima parte dell\u2019articolo si dice che la difesa della Patria costituisce uno dei pi\u00f9 alti doveri del cittadino, dichiara di non vedere quale altro dovere pu\u00f2 essere ritenuto pi\u00f9 elevato di quello riguardante la difesa della Patria. Ritiene invece che questa affermazione nobilissima debba essere fatta in modo solenne e senza alcuna limitazione.<\/p><p>Si dichiara d\u2019accordo per quanto riguarda la parte centrale dell\u2019articolo, ma sull\u2019ultima parte, laddove si dice che l\u2019esercito deve riflettere lo spirito democratico dello Stato, desidera che i Commissari tengano presente la struttura dell\u2019esercito e il rendimento che esso deve dare attraverso una particolare disciplina, che non pu\u00f2 essere influenzata da alcun sistema od orientamento politico. La esperienza recente insegna che il nostro nobilissimo esercito ha subito un\u2019incrinatura ed un avvilimento nel momento in cui il fascismo ha voluto insinuarvisi rompendone la compagine ed esautorando i princip\u00ee della disciplina. Questa esperienza recente lo conforta nell\u2019affermare che l\u2019ultima proposizione dell\u2019onorevole Moro dovrebbe essere eliminata, per permettere all\u2019esercito di solidificarsi e di perseguire le sue altissime finalit\u00e0 senza l\u2019influenza di orientamenti politici. L\u2019esercito \u00e8 fatto per difendere la Patria: la Patria si difende sotto qualsiasi regime e con qualsiasi orientamento politico. L\u2019educazione dei giovani, che devono essere portati anche al sacrificio supremo della vita, deve essere lasciata nelle mani di persone le quali non soffrano in modo alcuno n\u00e9 l\u2019influenza n\u00e9 il timore degli atteggiamenti politici.<\/p><p>MERLIN UMBERTO, <em>Relatore<\/em>, propone di usare la formula: \u00abLa difesa della Patria \u00e8 sacro dovere per i cittadini\u00bb.<\/p><p>DE VITA chiede che l\u2019articolo sia votato per proposizioni separate.<\/p><p>PRESIDENTE legge l\u2019articolo nella definitiva dizione proposta dall\u2019onorevole Moro:<\/p><p>\u00abLa difesa della Patria \u00e8 sacro dovere del cittadino.<\/p><p>\u00abIl servizio militare \u00e8 obbligatorio.<\/p><p>\u00abL\u2019adempimento degli obblighi militari non pu\u00f2 pregiudicare la posizione di lavoro del cittadino, n\u00e9 l\u2019esercizio dei diritti politici.<\/p><p>\u00abNell\u2019ordinamento dell\u2019esercito deve riflettersi lo spirito democratico dello Stato italiano\u00bb.<\/p><p>MANCINI, <em>Relatore<\/em>, dichiara di accettare l\u2019articolo nella dizione proposta dall\u2019onorevole Moro.<\/p><p>MERLIN UMBERTO, <em>Relatore<\/em>, si associa alla dichiarazione dell\u2019onorevole Mancini.<\/p><p>MASTROJANNI domanda che cosa si intenda con le parole: \u00abnon pu\u00f2 pregiudicare la posizione del cittadino, n\u00e9 l\u2019esercizio dei diritti politici\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE spiega che si vuole intendere che i militari conservano il diritto al voto e ad essere eletti deputati.<\/p><p>Pone ai voti la prima proposizione dell\u2019articolo:<\/p><p>\u00abLa difesa della Patria \u00e8 sacro dovere del cittadino\u00bb.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvata all\u2019unanimit\u00e0<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Pone ai voti la seconda proposizione: \u00abIl servizio militare \u00e8 obbligatorio\u00bb.<\/p><p>DE VITA dichiara di votare contro per i motivi gi\u00e0 esposti.<\/p><p>(<em>La proposizione \u00e8 approvata all\u2019unanimit\u00e0, meno 1 voto contrario<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE legge l\u2019altra proposizione:<\/p><p>\u00abL\u2019adempimento degli obblighi militari non pu\u00f2 pregiudicare la posizione di lavoro del cittadino n\u00e9 l\u2019esercizio dei diritti politici\u00bb.<\/p><p>(<em>La proposta \u00e8 approvata all\u2019unanimit\u00e0, meno 1 voto contrario<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Legge l\u2019ultima proposizione:<\/p><p>\u00abNell\u2019ordinamento dell\u2019esercito deve riflettersi lo spirito democratico dello Stato italiano\u00bb.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvata all\u2019unanimit\u00e0, meno 1 astenuto<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE pone ai voti l\u2019intero articolo.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato all\u2019unanimit\u00e0<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>La seduta termina alle 13.15.<\/p><p><em>Erano presenti:<\/em> Basso, Caristia, Cevolotto, Corsanego, De Vita, Dossetti, Iotti Leonilde, La Pira, Lucifero, Mancini, Marchesi, Mastrojanni, Merlin Umberto, Moro, Togliatti e Tupini.<\/p><p><em>Assente giustificato<\/em><em>:<\/em> Grassi.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Versione PDF ASSEMBLEA COSTITUENTE COMMISSIONE PER LA COSTITUZIONE PRIMA SOTTOCOMMISSIONE 38. RESOCONTO SOMMARIO DELLA SEDUTA DI VENERD\u00cc 15 NOVEMBRE 1946 PRESIDENZA DEL PRESIDENTE TUPINI indi DEL DEPUTATO CORSANEGO INDICE Dichiarazioni di voto Marchesi \u2013 De Vita. 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