{"id":5091,"date":"2023-10-15T22:44:04","date_gmt":"2023-10-15T20:44:04","guid":{"rendered":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=5091"},"modified":"2023-11-02T22:54:26","modified_gmt":"2023-11-02T21:54:26","slug":"mercoledi-6-novembre-1946","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=5091","title":{"rendered":"MERCOLED\u00cc 6 NOVEMBRE 1946"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"5091\" class=\"elementor elementor-5091\" data-elementor-post-type=\"post\">\n\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-2886187 elementor-section-full_width elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"2886187\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-0e0b89e\" data-id=\"0e0b89e\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-f74895a elementor-align-right elementor-widget elementor-widget-button\" data-id=\"f74895a\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"button.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-button-wrapper\">\n\t\t\t\t\t<a class=\"elementor-button elementor-button-link elementor-size-sm\" href=\"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/19461106sed033ps.pdf\" target=\"_blank\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-content-wrapper\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-icon\">\n\t\t\t\t<i aria-hidden=\"true\" class=\"icon icon-view\"><\/i>\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-text\">Versione PDF<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-27ca43b elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"27ca43b\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p>ASSEMBLEA COSTITUENTE<\/p><p>COMMISSIONE PER LA COSTITUZIONE<\/p><p>PRIMA SOTTOCOMMISSIONE<\/p><p>33.<\/p><p>RESOCONTO SOMMARIO<\/p><p>DELLA SEDUTA DI MERCOLED\u00cc 6 NOVEMBRE 1946<\/p><p>PRESIDENZA DEL PRESIDENTE <strong>TUPINI<\/strong><\/p><p><strong>INDICE<\/strong><\/p><p><strong>La famiglia <\/strong>(<em>Seguito della discussione<\/em>)<\/p><p>Presidente \u2013 Iotti Leonilde, <em>Relatrice \u2013 <\/em>Corsanego, <em>Relatore \u2013 <\/em>Lucifero \u2013 Cevolotto \u2013 Moro \u2013 La Pira \u2013 Mastrojanni \u2013 Basso \u2013 De Vita.<\/p><p>La seduta comincia alle 17.35.<\/p><p>Seguito della discussione sulla famiglia.<\/p><p>PRESIDENTE comunica che gli onorevoli Iotti, Corsanego e Moro hanno presentato alcuni articoli dei quali d\u00e0 lettura:<\/p><p>Art. 1. \u2013 \u00abLa famiglia \u00e8 una societ\u00e0 naturale e come tale lo Stato ne riconosce i diritti e la tutela allo scopo di assicurare l\u2019adempimento della sua funzione, la saldezza morale e la prosperit\u00e0 della Nazione\u00bb.<\/p><p>Art. 2. \u2013 \u00abLo Stato prender\u00e0 appropriate misure per facilitare ad ogni cittadino la costituzione di una famiglia e per rendere economicamente meno gravoso l\u2019adempimento degli oneri familiari, soprattutto ai meno abbienti e alle famiglie numerose\u00bb.<\/p><p>Art. 3. \u2013 \u00abIl matrimonio \u00e8 basato sul principio della eguaglianza morale e giuridica dei coniugi, ai quali spettano il diritto e il dovere di alimentare, istruire ed educare la prole. Lo Stato sorveglia e, occorrendo, integra l\u2019adempimento di tale compito.<\/p><p>\u00abLe legge regola la condizione giuridica dei coniugi, allo scopo di garantire l\u2019unit\u00e0 della famiglia\u00bb.<\/p><p>Art. 4. \u2013 \u00abLo Stato provveder\u00e0 ad una adeguata protezione morale e materiale della maternit\u00e0, dell\u2019infanzia e della giovent\u00f9, istituendo gli organismi necessari a tale scopo\u00bb.<\/p><p>Osserva che taluno di questi articoli ha una formulazione troppo ampia e particolareggiata e, quindi, poco adatta allo stile di una Costituzione.<\/p><p>Il secondo articolo, ad esempio, il quale prevede la possibilit\u00e0 e il dovere dello Stato di prendere appropriate misure per facilitare ad ogni cittadino la costituzione di una famiglia e per rendere economicamente meno gravoso l\u2019adempimento degli oneri famigliari, soprattutto ai meno abbienti e alle famiglie numerose, potrebbe essere espresso pi\u00f9 concisamente nel modo seguente: \u00abLo Stato deve provvedere ad assicurare la sicurezza economica della famiglia\u00bb. Il concetto di sicurezza economica comprende evidentemente le famiglie meno abbienti e quelle numerose.<\/p><p>Per le stesse ragioni propone una formulazione diversa anche del primo articolo, e cio\u00e8: \u00abLa famiglia \u00e8 una societ\u00e0 di diritto naturale e come tale lo Stato la riconosce e la tutela al fine di assicurarne l\u2019unit\u00e0, la saldezza morale e la sicurezza economica\u00bb. Il riferimento alla \u00abprosperit\u00e0 della Nazione\u00bb gli sembra superfluo, perch\u00e9 evidentemente, se si assicura l\u2019unit\u00e0, la sicurezza economica e la saldezza della famiglia, ne consegue la prosperit\u00e0 della Nazione.<\/p><p>Dichiara aperta la discussione generale.<\/p><p>IOTTI LEONILDE, <em>Relatrice<\/em>, dichiara di apprezzare la proposta del Presidente, ma fa notare che gli articoli sottoposti alla discussione della Sottocommissione erano stati concordati per arrivare ad un risultato concreto. Se non si discutesse sugli articoli concordati, potrebbe essere ancora pi\u00f9 difficile pervenire ad un accordo.<\/p><p>Chiede, pertanto, che la discussione si svolga sugli articoli concordati.<\/p><p>CORSANEGO, <em>Relatore<\/em>, dichiara di condividere pienamente il parere espresso dalla onorevole Iotti. Se la Commissione lo riterr\u00e0 opportuno, si potr\u00e0 anche giungere ad una formula come quella proposta dal Presidente: ma poich\u00e9 questa \u00e8 una formula sintetica, non sar\u00e0 male che siano esaminati analiticamente i concetti espressi e formulati negli articoli concordati, che sono frutto di una lunga discussione.<\/p><p>Per quello che lo riguarda personalmente, insiste per il mantenimento dell\u2019articolo 2, che illustra le provvidenze che dovrebbero essere stabilite dallo Stato allo scopo di garantire la prosperit\u00e0 e la saldezza economica della famiglia. Con esso i Relatori hanno voluto affermare tre concetti che rispondono, a loro avviso, proprio alle aspettative del popolo italiano in questo momento. Una delle difficolt\u00e0 della vita contemporanea \u00e8 quella di poter costituire una famiglia. Bisogna affermare che lo Stato dovr\u00e0 cercare di venire incontro a questa difficolt\u00e0 con norme opportune, che saranno fissate dalla legge, ma \u00e8 bene che in sede costituzionale se ne fissi per il legislatore l\u2019obbligo. Un altro motivo di grande preoccupazione \u00e8 costituito dagli oneri familiari che in questo momento sono eccessivamente gravosi. Si vuole che lo Stato venga incontro a questa preoccupazione in modo positivo ed in modo negativo: in modo positivo, con un sistema di salari e di stipendi adeguati alle necessit\u00e0 familiari; in modo negativo con sgravi economici e fiscali, con la facilitazione all\u2019accesso alle scuole e con altre provvidenze del genere.<\/p><p>Un terzo motivo di notevole preoccupazione \u00e8 costituito poi dalle famiglie numerose di cui attualmente la legislazione non tiene conto. La ricchezza mobile che deve pagare il capo di famiglia con 12 figli \u00e8 identica a quella che deve pagare lo scapolo o il capo famiglia con un solo figlio. Occorre invece orientare lo Stato verso una nuova giustizia sociale.<\/p><p>Per i motivi accennati, insiste perch\u00e9 la formula dell\u2019articolo 2 venga conservata cos\u00ec come \u00e8 stata predisposta concordemente dai due Relatori.<\/p><p>PRESIDENTE osserva che l\u2019articolo da lui proposto \u00e8 comprensivo di tutti gli elementi occorrenti per assicurare la sicurezza economica della famiglia e che in tema di Costituzione \u00e8 sufficiente esprimere questo concetto con una formula sintetica.<\/p><p>CORSANEGO, <em>Relatore<\/em>, replica che la differenza tra le vecchie Costituzioni e le nuove consiste proprio nel fatto che nelle vecchie Costituzioni non si parlava affatto della famiglia, mentre nelle moderne \u2013 ed egli ne ha citate alcune nella sua relazione \u2013 alla famiglia sono dedicati tre, quattro ed anche cinque articoli. Poich\u00e9 \u00e8 veramente una novit\u00e0 quella che si vuol portare nella Costituzione dell\u2019Italia democratica, non vede la ragione perch\u00e9 si debba tornare a sistemi vecchi e non dare al popolo italiano una Costituzione pi\u00f9 nuova e adeguata.<\/p><p>PRESIDENTE chiede alla Commissione di esprimere anzitutto il suo parere sulla questione di metodo, se cio\u00e8 la discussione debba essere fatta articolo per articolo, secondo le proposte concordate, o se essa debba essere basata sulla formula che egli ha proposta.<\/p><p>(<em>La Commissione esprime il parere che si debba discutere sulla base degli articoli concordati tra gli onorevoli Iotti, Corsanego e Moro<\/em>).<\/p><p>Pone in discussione il primo articolo concordato:<\/p><p>\u00abLa famiglia \u00e8 una societ\u00e0 naturale e come tale lo Stato ne riconosce i diritti e la tutela allo scopo di assicurare l\u2019adempimento della sua funzione, la saldezza morale e la prosperit\u00e0 della Nazione\u00bb.<\/p><p>LUCIFERO ricorda di aver proposto nella seduta precedente che la votazione sull\u2019articolo in esame venga fatta per divisione, perch\u00e9 esprime due concezioni antitetiche.<\/p><p>PRESIDENTE rinnova la proposta, gi\u00e0 fatta ed illustrata nella seduta precedente, che alle parole: \u00abLa famiglia \u00e8 una societ\u00e0 naturale\u00bb, siano sostituite le altre: \u00abLa famiglia \u00e8 una societ\u00e0 di diritto naturale\u00bb.<\/p><p>CEVOLOTTO fa presente che, se si accogliesse l\u2019emendamento proposto dal Presidente, voterebbero contro l\u2019articolo anche coloro che hanno acceduto alla formula di compromesso.<\/p><p>Dichiara per suo conto di non accettare n\u00e9 la formula concordata, n\u00e9 quella proposta dal Presidente, perch\u00e9 in materia di Costituzione dello Stato la famiglia ha importanza solo in quanto lo Stato la regola giuridicamente. Tutto il resto \u00e8 storia e sociologia, ma non \u00e8 Costituzione.<\/p><p>MORO esprime la preoccupazione che una formula come quella proposta dal Presidente possa incontrare ostilit\u00e0 preconcette e non superabili, e che d\u2019altra parte il termine \u00abdiritto naturale\u00bb, cos\u00ec controverso, offra una garanzia costituzionale meno salda di quella contenuta nella formula proposta dai Relatori.<\/p><p>LUCIFERO si dichiara d\u2019accordo con l\u2019onorevole Cevolotto sul carattere non costituzionale della formula proposta dai Relatori, ma la voter\u00e0 egualmente nella sua prima parte, perch\u00e9 non pu\u00f2 in questa sede rinunciare ad un\u2019affermazione di principio morale, dal momento che nella Costituzione ne sono state accettate altre meno necessarie, meno opportune e meno importanti.<\/p><p>LA PIRA fa osservare agli onorevoli Cevolotto e Lucifero che le affermazioni proposte non sono di natura soltanto metafisica o morale, ma anche squisitamente giuridica e politica. Sin dall\u2019inizio dei lavori della Sottocommissione, nella stesura della Costituzione, si \u00e8 detto che la fondamentale preoccupazione \u00e8 quella di negare la teoria dei \u00abdiritti riflessi\u00bb, che fu il fondamento dello Stato fascista. Lo Stato fascista, infatti, aveva come suo fondamento la teoria giuridica che tutti i diritti sono creati e concessi dallo Stato, che pu\u00f2 ritirarli in qualunque momento. Negando questa teoria, si vuole affermare che lo Stato non fa che riconoscere e tutelare dei diritti anteriori alla Costituzione dello Stato, che sono diritti dei singoli, diritti delle societ\u00e0 o comunit\u00e0 naturali. Con una dichiarazione come quella proposta, ci si ricollega alla cosiddetta tradizione giuridica occidentale che da Aristotele, attraverso il Cristianesimo, \u00e8 arrivata fino ad oggi.<\/p><p>Affermando che la famiglia \u00ab\u00e8 una societ\u00e0 naturale\u00bb \u2013 oppure \u00abdi diritto naturale\u00bb, secondo la proposta del Presidente \u2013 si afferma che la famiglia \u00e8 un ordinamento giuridico e che lo Stato non fa che riconoscere e proteggere questo ordinamento giuridico anteriore allo Stato stesso.<\/p><p>Dichiara di preferire la formula proposta dal Presidente; in linea subordinata, per\u00f2, qualora si dovesse venire alla formula concordata, egli accederebbe anche ad essa.<\/p><p>MASTROJANNI dichiara di essere d\u2019accordo con l\u2019onorevole Cevolotto e di rendersi nello stesso tempo conto sia della necessit\u00e0 di affermare un principio etico, sia della preoccupazione dell\u2019onorevole La Pira di controbattere la concezione dello Stato totalitario. Ricorda di aver presentato la seguente formula conciliativa: \u00abLa famiglia, quale societ\u00e0 naturale riconosciuta negli ordinamenti giuridici dello Stato, assicura alla Nazione e ai singoli il primo fondamento morale e il concreto sviluppo della sua prosperit\u00e0\u00bb. Con essa si voleva eliminare il grave inconveniente che, affermando essere la famiglia una societ\u00e0 naturale alla quale lo Stato deve il suo riconoscimento non come diritto riflesso, ma come diritto preesistente allo Stato, si venisse a riconoscere la tutela anche per tutte quelle societ\u00e0 naturali \u2013 famiglie \u2013 le quali si creano, vivono e si perpetuano senza bisogno della legalit\u00e0 o del sacramento religioso.<\/p><p>Secondo la concezione comunista la societ\u00e0 naturale \u00e8 quella formata dal connubio tra l\u2019uomo e la donna, i quali, procreando figli, tutelandoli e curando il loro sviluppo, non hanno bisogno di avere n\u00e9 il crisma religioso n\u00e9 quello dell\u2019ufficiale dello stato civile. Quindi si deve ritenere che per l\u2019esistenza della famiglia non \u00e8 necessario che concorra il crisma della legalit\u00e0 formale o quello sostanziale della santit\u00e0.<\/p><p>Il comunismo, fenomeno internazionale, esiste anche negli Stati che non professano la religione cattolica. La famiglia, secondo il punto di vista comunista, non \u00e8 un\u2019entit\u00e0 trascurabile, ma un\u2019entit\u00e0 la quale merita assistenza e tutela anche se questa famiglia sorge e si perpetua senza che vi sia il vincolo della legalit\u00e0 formale o il crisma della santit\u00e0 richiesto dalla concezione cattolica e giuridica italiana.<\/p><p>IOTTI LEONILDE, <em>Relatrice<\/em>, rileva che le osservazioni fatte dall\u2019onorevole Mastrojanni riguardano un argomento che non rientra in alcun modo nel tema in discussione. Si tratta di ideologie, di princip\u00ee propri di un partito che si possono discutere certamente, ma non in questa sede.<\/p><p>Dichiara di aver acceduto alla formula concordata, soltanto nell\u2019intento di poter trovare una base alla discussione comune.<\/p><p>PRESIDENTE fa osservare all\u2019onorevole Mastrojanni che a questo punto della discussione si tratta di fare soltanto una dichiarazione di voto. Se egli insiste nella sua formula, la metter\u00e0 in votazione.<\/p><p>MASTROJANNI dichiara che, se la procedura non gli consente di chiarire un concetto essenziale, si vede costretto a insistere nella formula da lui proposta nella seduta di ieri.<\/p><p>LUCIFERO dichiara che l\u2019osservazione fatta dall\u2019onorevole Mastrojanni che con l\u2019articolo cos\u00ec formulato si possono riconoscere come famiglie anche quelle non costituite nelle forme legali, \u00e8 molto grave; egli pu\u00f2 essere perci\u00f2 indotto a mutare le sue decisioni circa il voto dell\u2019articolo.<\/p><p>PRESIDENTE fa osservare all\u2019onorevole Mastrojanni che le sue preoccupazioni potranno essere reiterate allorquando vedranno esaminati i successivi articoli. Ora si tratta solo di sapere se l\u2019onorevole Mastrojanni insiste nella sua formula sostitutiva.<\/p><p>MASTROJANNI dichiara di insistere.<\/p><p>PRESIDENTE pone in votazione la prima parte della formula dell\u2019onorevole Mastrojanni che \u00e8 del seguente tenore:<\/p><p>\u00abLa famiglia, quale societ\u00e0 naturale riconosciuta negli ordinamenti giuridici dello Stato&#8230;\u00bb.<\/p><p>MORO dichiara di non vedere come la formula concordata possa giustificare le preoccupazioni manifestate dall\u2019onorevole Mastrojanni, tanto pi\u00f9 che in un articolo successivo si parla del matrimonio e si stabilisce su quali condizioni questo istituto \u00e8 basato. Si dice poi nella formula che lo Stato riconosce i diritti della famiglia come tale, cio\u00e8 in quanto legalmente costituita.<\/p><p>Ritiene che solo un legislatore in malafede potrebbe dare un\u2019interpretazione diversa da quella dei proponenti della formula, la cui intenzione \u00e8 stata di riconoscere come famiglia ogni ordinamento naturale avente una sua autonomia nei confronti dello Stato. Ritiene che la formula sarebbe completamente travisata, se venisse portata a significare che si vuole riconoscere un vincolo familiare costituito soltanto in base ad uno stato di fatto.<\/p><p>Dichiara che voter\u00e0 contro la formula proposta dall\u2019onorevole Mastrojanni.<\/p><p>LUCIFERO dichiara di votare contro la formula proposta dall\u2019onorevole Mastrojanni proprio per le ragioni con cui lo stesso onorevole Mastrojanni l\u2019ha illustrata. Indubbiamente la famiglia, come documento originario di associazione, precede quei crismi almeno formali che oggi la consolidano. Concorda nell\u2019affermare che il diritto della famiglia venga riconosciuto al di fuori di una consacrazione giuridica, non per il fatto in s\u00e9 che non pu\u00f2 certo n\u00e9 desiderare n\u00e9 approvare, ma perch\u00e9 questa formulazione potr\u00e0 facilitare la sistemazione dei figli naturali e dei figli illegittimi, i quali, altrimenti, dovrebbero sopportare la conseguenza di fatti che non sono dipesi dalla loro volont\u00e0 e che poi verrebbero a gravare per sempre sulla loro vita.<\/p><p>CEVOLOTTO dichiara di astenersi dalla votazione.<\/p><p>MASTROJANNI fa osservare all\u2019onorevole Moro come le dichiarazioni dell\u2019onorevole Lucifero dimostrino che la formula concordata pu\u00f2 essere interpretata in un modo diverso da quello che intendono i suoi proponenti. Pertanto la sua preoccupazione non \u00e8 infondata.<\/p><p>MORO replica che il solo onorevole Lucifero l\u2019ha interpretata in questo modo. Aggiunge che la formula dell\u2019onorevole Mastrojanni, col suo richiamo esplicito al riconoscimento negli ordinamenti giuridici dello Stato, si presta ad intaccare il principio che si \u00e8 voluto rivendicare dell\u2019autonomia della famiglia.<\/p><p>(<em>La formula proposta dall\u2019onorevole Mastrojanni \u00e8 respinta con 7 voti contrari, 1 favorevole e 2 astenuti<\/em>).<\/p><p>PRESIDENTE pone in votazione la formula da lui proposta, che \u00e8 la seguente:<\/p><p>\u00abLa famiglia \u00e8 una societ\u00e0 di diritto naturale\u00bb.<\/p><p>CEVOLOTTO dichiara che egli ammette l\u2019esistenza di diritti fondamentali nell\u2019individuo i quali devono essere riconosciuti nella Costituzione, ma non ritiene che essi debbano essere estesi alla famiglia e ad altre organizzazioni o forme, perch\u00e9 si finirebbe per creare un\u2019eccessiva estensione dei diritti fondamentali che invece vanno limitati ai diritti fondamentali di libert\u00e0 riconosciuti all\u2019individuo.<\/p><p>All\u2019onorevole Lucifero, il quale ha ricordato che in passato si \u00e8 proceduto diversamente, risponde di essersi richiamato alla necessit\u00e0 di formulare dichiarazioni sobrie e sintetiche perch\u00e9 dalle Commissioni riunite si \u00e8 avuto un invito in questo senso.<\/p><p>(<em>La formula proposta dal Presidente \u00e8 respinta con 8 voti contrari, 2 favorevoli e 1 astenuto<\/em>).<\/p><p>PRESIDENTE pone in votazione la formula concordata dai Relatori:<\/p><p>\u00abLa famiglia \u00e8 una societ\u00e0 naturale\u00bb.<\/p><p>Dichiara di votare a favore della formula concordata, che rappresenta un ripiegamento rispetto alla formula pi\u00f9 chiara da lui proposta.<\/p><p>BASSO dichiara di votare contro la formula proposta per le ragioni gi\u00e0 illustrate in altre occasioni e, cio\u00e8, che egli non pu\u00f2 accettare d\u2019inserire nella Costituzione delle formulazioni che hanno un evidente carattere ideologico.<\/p><p>Ritiene che non sia questa la sede per fare un\u2019affermazione contro quella dottrina dei diritti riflessi, a cui ha accennato l\u2019onorevole La Pira e che tutti deprecano. Si pu\u00f2 fare una Costituzione che praticamente prenda posizione contro la teoria dei diritti riflessi, ma non enunciare degli articoli che hanno soltanto un valore teorico.<\/p><p>Dichiara infine che voter\u00e0 invece a favore degli altri articoli che contengono una formulazione concreta e giuridica.<\/p><p>DE VITA dichiara di votare contro la formula proposta dai Relatori, perch\u00e9 ritiene che lo Stato debba astenersi dal disciplinare i rapporti familiari in quanto questi possono avere origine soltanto dalla volont\u00e0 degli individui e non devono essere sottoposti ad interventi estranei.<\/p><p>MORO dichiara di votare a favore della formula, poich\u00e9 essa corrisponde ad un\u2019evidente preoccupazione di ordine politico che da parte del suo gruppo \u00e8 stata fatta valere e che ha trovato accoglimento da parte della onorevole Iotti, preoccupazione che riguarda la lotta contro il totalitarismo di Stato, il quale intacca innanzi tutto la famiglia, per potere, attraverso questa via, pi\u00f9 facilmente intaccare la libert\u00e0 della persona. Dichiarando che la famiglia \u00e8 una societ\u00e0 naturale, si intende stabilire che la famiglia ha una sua sfera di ordinamento autonomo nei confronti dello Stato, il quale, quando interviene, si trova di fronte ad una realt\u00e0 che non pu\u00f2 menomare n\u00e9 mutare; inoltre, quando si parla di societ\u00e0 naturale si ammette quasi sempre l\u2019esistenza di un vincolo di carattere religioso e giuridico il quale consacri l\u2019unit\u00e0 organica della famiglia.<\/p><p>LA PIRA dichiara di votare a favore poich\u00e9 con l\u2019espressione \u00absociet\u00e0 naturale\u00bb si intende un ordinamento di diritto naturale che esige una costituzione e una finalit\u00e0 secondo il tipo della organizzazione familiare.<\/p><p>(<em>La formula proposta dai Relatori \u00e8 approvata con 6 voti favorevoli e 4 contrari<\/em>).<\/p><p>PRESIDENTE rileva che la formula proposta dai Relatori continua dicendo: \u00abe come tale lo Stato ne riconosce i diritti e la tutela\u00bb. Ricorda di aver proposto un emendamento sostitutivo, ma questo essendo stato respinto nella prima parte, dichiara di accedere alla formula dei Relatori. Mette ai voti tale proposizione.<\/p><p>LUCIFERO dichiara che voter\u00e0 a favore della seconda parte della formula.<\/p><p>Dovendo assentarsi, prega la Commissione di voler tener conto che voterebbe contro qualunque aggiunta si voglia introdurre dopo la parola \u00abtutela\u00bb.<\/p><p>(<em>La formula \u00e8 approvata con 7 voti favorevoli e 3 contrari<\/em>).<\/p><p>PRESIDENTE pone in discussione l\u2019ultima parte dell\u2019articolo proposto dai Relatori: \u00aballo scopo di assicurare l\u2019adempimento della sua funzione, la saldezza morale e la prosperit\u00e0 della Nazione\u00bb. Ricorda che egli ha proposto un emendamento sostitutivo, secondo il quale la finalizzazione contenuta in questa parte dell\u2019articolo sarebbe cos\u00ec espressa: \u00abal fine di assicurarne l\u2019unit\u00e0, la saldezza morale e la sicurezza economica\u00bb.<\/p><p>Dichiara di ritenere superfluo l\u2019accenno all\u2019adempimento della funzione della famiglia, perch\u00e9, quando si \u00e8 prevista la tutela dei diritti della famiglia al fine di assicurarne l\u2019unit\u00e0, la saldezza morale e la sicurezza economica, ne deriva che l\u2019adempimento della funzione della famiglia \u00e8 assicurato; e quando si \u00e8 garantita l\u2019unit\u00e0 e la saldezza morale della famiglia, si \u00e8 implicitamente garantita la saldezza morale e la prosperit\u00e0 della Nazione.<\/p><p>MASTROJANNI ritiene che l\u2019ultima parte dell\u2019articolo, la quale afferma la finalizzazione dell\u2019istituto familiare, sia completamente inutile, poich\u00e9 quando lo Stato ha riconosciuto la famiglia, l\u2019ha anche tutelata. D\u2019altra parte non vede in che modo possa lo Stato garantire la sicurezza economica e l\u2019adempimento della funzione della famiglia, che \u00e8 cos\u00ec complessa da andare dal campo biologico e fisiologico a quello educativo. Ritiene che questo intervento dello Stato attraverso la tutela sia offensivo per la dignit\u00e0 della famiglia, e pertanto la proposizione dovrebbe essere soppressa.<\/p><p>Per quanto riguarda la formula proposta dal Presidente, si domanda in quale modo lo Stato pu\u00f2 concretamente assicurare l\u2019unit\u00e0 della famiglia. A suo parere si tratta di affermazioni pleonastiche, platoniche e teoriche che possono anche essere inopportune quando di fatto \u00e8 impossibile realizzarle anche parzialmente.<\/p><p>Ricorda che gi\u00e0 altre volte la Sottocommissione espresse ripetutamente il suo severo giudizio sulla politica del fascismo nei riguardi della famiglia. Ora, sotto la figura della finalizzazione, si ripristina quella politica gi\u00e0 condannata. Per queste ragioni, dichiara di votare contro qualsiasi formula complementare che diluisca il concetto affermato sostanzialmente nella prima parte dell\u2019articolo.<\/p><p>MORO fa osservare all\u2019onorevole Mastrojanni che con la proposizione in esame non si accenna a una funzione propria dello Stato nei confronti della famiglia, ma solo si d\u00e0 ragione della finalit\u00e0 che esso persegue con la sua tutela. Lo Stato tutela la famiglia per permetterle di operare nell\u2019adempimento dei suoi propri fini, richiamandosi a quella societ\u00e0 naturale di cui si \u00e8 parlato e di cui si \u00e8 precisato il significato; la tutela allo scopo di assicurare, per suo tramite, un apporto di straordinaria importanza alla saldezza morale e alla prosperit\u00e0 della Nazione.<\/p><p>Domanda alla onorevole Iotti se accetta che tra le parole \u00abfunzione\u00bb e \u00absaldezza\u00bb sia aggiunta l\u2019espressione \u00abed insieme\u00bb per far risultare pi\u00f9 chiaro il concetto della duplice finalit\u00e0 perseguita dallo Stato, il quale tutela la famiglia allo scopo di assicurare l\u2019adempimento della sua funzione ed insieme la saldezza morale e la prosperit\u00e0 della Nazione.<\/p><p>IOTTI LEONILDE, <em>Relatrice<\/em>, dichiara di preferire a quella del Presidente la formula concordata, perch\u00e9 mette in luce due aspetti della famiglia; la famiglia in s\u00e9 e la famiglia come organismo che d\u00e0 un apporto alla vita sociale. Si dichiara inoltre favorevole all\u2019emendamento proposto dall\u2019onorevole Moro.<\/p><p>LA PIRA propone che al posto delle parole: \u00abla sua funzione\u00bb si sostituiscano le altre: \u00abla sua missione\u00bb. Il termine \u00abfunzione\u00bb ha un carattere strettamente tecnico, mentre con la sua proposta si potrebbero forse eliminare le preoccupazioni espresse dall\u2019onorevole Mastrojanni.<\/p><p>IOTTI LEONILDE, <em>Relatrice<\/em>, accetta di sostituire alla formula primitiva l\u2019altra: \u00aballo scopo di assicurare l\u2019adempimento della sua missione e insieme la saldezza e la prosperit\u00e0 della Nazione\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE dichiara di non poter rinunciare a mettere ai voti il proprio emendamento, nonostante che la formula dei Relatori sia stata sensibilmente migliorata con le modificazioni ad essa apportate. Nel caso, per\u00f2, che il suo emendamento venga respinto, voter\u00e0 a favore dell\u2019articolo proposto dai Relatori.<\/p><p>MORO dichiara di non avere nessuna pregiudiziale nei confronti della formula del Presidente, di cui riconosce la chiarezza. Afferma per\u00f2 di non essere tra coloro i quali ritengono che la Costituzione debba essere molto sintetica, perch\u00e9 vi sono alcuni punti che meritano una pi\u00f9 completa regolamentazione, come \u00e8 il caso di alcune questioni contemplate negli articoli che seguono e che riguardano le famiglie meno abbienti, l\u2019unit\u00e0 familiare, la stabilit\u00e0 della famiglia. La formula proposta dal Presidente, con la sua drastica affermazione, non offre su questi argomenti una seria garanzia costituzionale.<\/p><p>PRESIDENTE insiste nella formula proposta: \u00abal fine di assicurarne l\u2019unit\u00e0, la saldezza morale e la sicurezza economica\u00bb. La mette ai voti.<\/p><p>LA PIRA dichiara di apprezzare la formula del Presidente, ma di essere costretto a non accettarla per le ragioni esposte dall\u2019onorevole Moro.<\/p><p>(<em>La formula proposta dal Presidente \u00e8 respinta con 8 voti contrari e 1 favorevole<\/em>).<\/p><p>PRESIDENTE mette ai voti la formula concordata dai Relatori: \u00aballo scopo di assicurare l\u2019adempimento della sua missione ed insieme la saldezza morale e la prosperit\u00e0 della Nazione\u00bb.<\/p><p>(<em>Dalla votazione risultano 5 voti favorevoli e 5 contrari<\/em>).<\/p><p>Comunica che la votazione avendo dato un numero pari di voti favorevoli e di voti contrari, computando fra questi ultimi quello risultante dalla dichiarazione fatta dall\u2019onorevole Lucifero prima di allontanarsi, in base alla consuetudine che in caso di parit\u00e0 di voti \u00e8 prevalente il voto del Presidente (avendo egli votato favorevolmente), la proposta deve intendersi approvata.<\/p><p>CEVOLOTTO fa presente la necessit\u00e0 di risolvere la questione della interpretazione delle votazioni. Sostiene che, a parit\u00e0 di voti, non si pu\u00f2 considerare preminente quello del Presidente, perch\u00e9 in una Commissione in cui le decisioni hanno una grande importanza, sarebbe favorita la parte alla quale il Presidente aderisce.<\/p><p>PRESIDENTE fa rilevare che, indipendentemente dal valore della consuetudine affermatasi in caso di parit\u00e0 di votazione, fra i voti contrari si \u00e8 tenuto conto anche di quello dell\u2019onorevole Lucifero, che a stretto rigore non si sarebbe dovuto computare, essendosi egli assentato prima della votazione.<\/p><p>CEVOLOTTO chiede che la sua osservazione sia messa a verbale; ma non insiste sulla questione, in considerazione del fatto che, in sostanza, le deliberazioni della Sottocommissione non hanno un valore assoluto, ma per diventare definitive debbono passare attraverso un duplice vaglio: quello della Commissione plenaria e quello dell\u2019Assemblea Costituente.<\/p><p>PRESIDENTE rileva che l\u2019articolo, nel testo approvato, risulta del seguente tenore:<\/p><p>\u00abLa famiglia \u00e8 una societ\u00e0 naturale e come tale lo Stato ne riconosce i diritti e la tutela allo scopo di assicurare l\u2019adempimento della sua missione ed insieme la saldezza morale e la prosperit\u00e0 della Nazione\u00bb.<\/p><p>Comunica che l\u2019articolo 2, nel testo proposto dai due Relatori, \u00e8 formulato nel modo seguente:<\/p><p>\u00abLo Stato prender\u00e0 appropriate misure per facilitare ad ogni cittadino la costituzione di una famiglia e per rendere economicamente meno gravoso l\u2019adempimento degli oneri familiari, soprattutto ai meno abbienti e alle famiglie numerose\u00bb.<\/p><p>BASSO si richiama ad un concetto precedentemente affermato circa l\u2019inopportunit\u00e0 di mettere nella Costituzione dei verbi al futuro, per non rimandare ad un tempo indeterminato quanto in essa viene affermato.<\/p><p>PRESIDENTE propone che al posto della parola \u00abLo Stato\u00bb si dica: \u00abLa Repubblica\u00bb.<\/p><p>MORO ricorda che la Commissione si era dichiarata d\u2019accordo in linea di principio di non adottare nella formulazione degli articoli un termine definito, per quanto riguarda la formula dello Stato, prima di qualsiasi decisione in merito da parte della seconda Sottocommissione.<\/p><p>MASTROJANNI domanda per quale ragione si dovrebbe sostituire alla parola \u00abStato\u00bb la parola \u00abRepubblica\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE osserva che si sta facendo la Costituzione di uno Stato repubblicano ed \u00e8 bene perci\u00f2 usare sempre il termine pi\u00f9 semplice e pi\u00f9 comprensivo di \u00abRepubblica\u00bb.<\/p><p>DE VITA dichiara che egli non pu\u00f2 che preferire il termine \u00abLa Repubblica\u00bb.<\/p><p>MASTROJANNI ritiene che l\u2019espressione \u00abLo Stato\u00bb sia pi\u00f9 efficace, pi\u00f9 ortodossa e pi\u00f9 atta ad identificare un\u2019entit\u00e0 territoriale e giuridica, e ricorda che la classica definizione comprensiva del territorio, del popolo e della Nazione \u00e8 quella dello <em>status<\/em>.<\/p><p>BASSO ricorda la sua proposta tendente a trasformare i verbi dell\u2019articolo dal tempo futuro al tempo presente.<\/p><p>PRESIDENTE propone si dica: \u00abprende appropriate misure\u00bb.<\/p><p>CORSANEGO, <em>Relatore<\/em>, propone la dizione \u00abdetta le norme opportune per&#8230;\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE osserva che in questo caso bisognerebbe dire \u00abLa legge detta le norme opportune per&#8230;\u00bb. Comunque insiste nella sua formula: \u00abLa Repubblica facilita con appropriate misure ad ogni cittadino la costituzione di una famiglia e l\u2019adempimento degli oneri familiari, ecc.\u00bb.<\/p><p>BASSO ritiene preferibile dire \u00abcon appropriate misure economiche\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE fa presente che l\u2019articolo potrebbe essere cos\u00ec formulato:<\/p><p>\u00abLa Repubblica facilita con appropriate misure l\u2019adempimento degli oneri familiari, soprattutto ai meno abbienti e alle famiglie numerose\u00bb.<\/p><p>IOTTI LEONILDE, <em>Relatrice<\/em>, ritiene che la formula migliore sia la seguente:<\/p><p>\u00abLa Repubblica prende appropriate misure per facilitare a ogni cittadino la costituzione di una famiglia e rendere economicamente meno gravoso l\u2019adempimento degli oneri familiari, soprattutto ai meno abbienti e alle famiglie numerose\u00bb.<\/p><p>MORO ritiene preferibile dire:<\/p><p>\u00abLa Repubblica prende idonee misure per facilitare a ogni cittadino la costituzione di una famiglia e per rendere economicamente meno gravoso l\u2019adempimento degli oneri familiari, soprattutto ai meno abbienti e alle famiglie numerose\u00bb.<\/p><p>CEVOLOTTO esprime la sua perplessit\u00e0 e il suo dissenso sull\u2019insieme della formula in discussione.<\/p><p>Questo suo dissenso \u00e8 sostanziale e formale. Sostanziale, in quanto teme che si addossi allo Stato un onere della cui gravit\u00e0 non ci si pu\u00f2 rendere conto oggi, e che sar\u00e0 tanto pi\u00f9 gravoso se l\u2019emigrazione verr\u00e0 chiusa e il grano non baster\u00e0 a tutti. Si domanda sino a qual punto si possano addossare allo Stato, nella presente situazione economica, oneri di cos\u00ec vasta mole ed in cos\u00ec breve tempo. Il sistema del non intervento assoluto dello Stato in questo settore, anche se non del tutto opportuno, aveva i suoi vantaggi. L\u2019individuo, a qualunque classe appartenesse, doveva lavorare per mettersi in condizioni di guadagnare e di formarsi una famiglia. Questa era una delle mete e delle spinte per l\u2019individuo a crearsi una posizione e farsi avanti nella vita. Attribuire invece allo Stato il compito di provvedere alle difficolt\u00e0 familiari dell\u2019individuo \u00e8 pericoloso, perch\u00e9 lo pu\u00f2 spingere a formarsi una famiglia appena raggiunta la maggiore et\u00e0. Anzi nell\u2019articolo non si pone nemmeno la limitazione della maggiore et\u00e0 e quindi appena l\u2019individuo \u00e8 uscito dalla pubert\u00e0 potr\u00e0 crearsi una famiglia che lo Stato dovr\u00e0 pensare a mantenere.<\/p><p>Osserva inoltre che anche la forma di questo articolo lascia molto perplessi. Si dice che lo Stato, o la Repubblica, \u00abprende idonee misure\u00bb. Si domanda quali sono queste \u00abidonee misure\u00bb e chi giudicher\u00e0 della loro idoneit\u00e0. Dichiara pertanto che voter\u00e0 contro l\u2019articolo.<\/p><p>BASSO ritiene eccessive le preoccupazioni espresse dall\u2019onorevole Cevolotto. Quando si dice che \u00abLa Repubblica prende misure idonee\u00bb ci\u00f2 non vuol dire che lo Stato deve assumere a proprio carico la famiglia appena uno intenda crearsela. Lo Stato deve cercare di rendere meno gravoso l\u2019onere che la famiglia comporta, e in questo senso l\u2019articolo va approvato. Non vorrebbe d\u2019altra parte che l\u2019articolo venisse interpretato nel senso che lo Stato dovesse adottare misure per favorire l\u2019incremento demografico, come era nello spirito dello Stato fascista. \u00c8 d\u2019accordo che lo Stato debba prendere le misure necessarie ad alleviare il carico delle famiglie numerose, in quanto esse esistono di fatto, ma non ritiene che debba incoraggiare la formazione di queste. Lo Stato moderno e progredito dovrebbe assicurare il controllo delle nascite, perch\u00e9 non si pu\u00f2 oggi mettere sul piano di favorire a tutti i costi l\u2019incremento demografico. Dichiara di approvare l\u2019articolo in questo senso.<\/p><p>MASTROJANNI fa presente che oggi, in pratica, gli individui coniugati con prole che si presentano per essere assunti ad un lavoro spesso vengono respinti, mentre vengono accolti gli scapoli, perch\u00e9 ad essi vengono corrisposte retribuzioni inferiori. L\u2019affermazione contenuta nell\u2019articolo non graver\u00e0 praticamente sullo Stato, ma sui datori di lavoro, e questi, per esimersi da maggiori oneri, preferiranno assumere gli scapoli, anzich\u00e9 gli ammogliati.<\/p><p>Dichiara che le considerazioni gi\u00e0 esposte dall\u2019onorevole Cevolotto sono da lui condivise. Per un errato senso di umana solidariet\u00e0 e per voler configurare lo Stato in una forma paternalistica, si viene ad indebolire il carattere della nostra razza. Si considera l\u2019individuo non come una forza che contribuisce alla formazione dello Stato, ma come un quasi inabilitato, il quale, vivendo nello Stato, trova tutti i conforti che gli consentono di adempiere le sue funzioni e di conseguire le sue soddisfazioni, senza l\u2019incentivo della lotta per l\u2019esistenza, che \u00e8 l\u2019unica che possa rendere questo uomo degno del suo nome. Su individui siffatti lo Stato potr\u00e0 esercitare tutte le sue influenze, ed \u00e8 questa un\u2019altra ragione per cui egli voter\u00e0 contro questa forma di previdenza.<\/p><p>Un\u2019altra ragione che lo induce a dare voto contrario \u00e8 che, precedentemente, sono gi\u00e0 stati affermati nella Costituzione tutti i diritti dell\u2019individuo, considerando il singolo come entit\u00e0 a cui lo Stato deve accordare tutte le sue provvidenze. Se a questo individuo sono state gi\u00e0 attribuite tutte le provvidenze, si domanda perch\u00e9 una seconda volta lo si vuole considerare sotto altri riflessi per elargirgliene delle altre.<\/p><p>Inoltre, secondo la formula proposta, l\u2019intervento dello Stato potrebbe estendersi fino a permettergli di accertare l\u2019idoneit\u00e0 psichica e fisica dell\u2019individuo a contrarre matrimonio; il che, se da un punto di vista biologico e scientifico sarebbe una grande conquista per la civilt\u00e0, per un altro senso verrebbe a ledere uno dei pi\u00f9 gelosi diritti dell\u2019individuo stesso.<\/p><p>Per tutte queste considerazioni, voter\u00e0 contro la formula proposta cos\u00ec come \u00e8 stata espressa e contro qualsiasi altra formula che, comunque congegnata, esprima lo stesso concetto.<\/p><p>MORO si dichiara favorevole ad un\u2019affermazione la quale stabilisca il dovere dello Stato di facilitare la formazione della famiglia e l\u2019adempimento degli oneri familiari per coloro che l\u2019abbiano costituita e che abbiano una prole numerosa. Ritiene che questa affermazione non contenga alcuna forma di politica demografica, perch\u00e9 lo Stato non pu\u00f2 svolgere alcuna politica n\u00e9 in favore n\u00e9 contro l\u2019incremento della nascite: ma tale politica sarebbe estremamente pericolosa.<\/p><p>Non vede quindi che vi sia da meravigliarsi se lo Stato democratico e sociale si preoccupi di facilitare quelle persone che sono giunte in et\u00e0 tale da potersi formare una famiglia, fatto questo che rappresenta una garanzia di moralit\u00e0 nella vita della Nazione.<\/p><p>Ritiene che l\u2019affermazione contenuta nell\u2019articolo non sia offensiva per le libert\u00e0 individuali e neppure tale da gravare sul bilancio dello Stato, poich\u00e9 si tratter\u00e0 di semplici anticipi, in vista del matrimonio.<\/p><p>Ricorda che si \u00e8 gi\u00e0 sancito un articolo in cui si stabilivano degli assegni alle famiglie per permettere ad esse di sostentare, durante l\u2019et\u00e0 degli studi, i propri figlioli.<\/p><p>Non crede poi assolutamente che l\u2019articolo in esame possa essere interpretato nel senso di autorizzare lo Stato a controlli specifici di carattere medico sulle persone che debbono contrarre matrimonio: si tratta di misure puramente economiche, che hanno lo scopo di agevolare il singolo nel momento in cui si costituisce una famiglia.<\/p><p>PRESIDENTE osserva che le diverse interpretazioni e le preoccupazioni suscitate dalla formula proposta dei Relatori dimostrano che essa non \u00e8 felice. Ne propone perci\u00f2 un\u2019altra pi\u00f9 sintetica e meno impegnativa cos\u00ec redatta: \u00abLa sicurezza economica della famiglia \u00e8 un postulato di solidariet\u00e0 sociale\u00bb.<\/p><p>Propone che questa formula venga aggiunta all\u2019articolo test\u00e9 approvato.<\/p><p>MORO dichiara di dissentire in parte dalla formula presentata dal Presidente, aggiungendo che un\u2019eventuale accettazione di essa da parte degli onorevoli Mastrojanni e Cevolotto lo metterebbe in sospetto, perch\u00e9 gli farebbe pensare che vi sia un dissenso sostanziale proprio nei riguardi delle misure di carattere sociale che lo Stato prende per agevolare la vita economica della famiglia. A coloro i quali ritengono che la garanzia costituzionale della famiglia debba essere rimandata nel preambolo e non debba impegnare lo Stato con un programma preciso, risponde che lo Stato si presenta, attraverso la Costituzione, sotto la veste di un garante effettivo di diritti e di alcune esigenze sociali essenziali in questo momento nella coscienza collettiva. Ritiene che questo articolo si debba collegare a quelli che riguardano i diritti sociali, e che pertanto sarebbe opportuno trasferirlo in tal sede.<\/p><p>Osserva che dire soltanto che lo Stato garantisce la sicurezza economica della famiglia, senza assicurare la possibilit\u00e0 che lo Stato agevoli la costituzione di una famiglia, \u00e8 cosa non rispondente alle esigenze sue e di altri commissari. Ritiene molto importante che lo Stato assuma il compito di permettere questo libero atto, tante volte ostacolato da condizioni economiche. Cos\u00ec pure ritiene necessario fare un accenno alle famiglie numerose, specialmente se si tiene presente che i commissari del gruppo democristiano hanno sostenuto la necessit\u00e0 dei salari familiari. Teme che con la formula proposta dal Presidente il futuro legislatore potrebbe discostarsi dalla realizzazione dei princip\u00ee che si sono voluti affermare, dando alla formula stessa un\u2019interpretazione tanto restrittiva da renderla inefficace.<\/p><p>CEVOLOTTO dichiara di votare contro la formula proposta dal Presidente. Imponendo allo Stato l\u2019obbligo di prendere misure economiche in favore delle famiglie, lo si mette di fronte alla necessit\u00e0 di emanare una legge difficilissima sotto tutti gli aspetti.<\/p><p>Si \u00e8 detto che quando un giovane \u00e8 arrivato all\u2019et\u00e0 di farsi una famiglia e non si trova in grado di formarla, lo Stato deve essere obbligato ad intervenire. Ritiene che in questo caso sia necessario fare una distinzione tra chi si trova in questa condizione per sua colpa e chi vi si trova invece per disgrazia. Se si tratta di colpa, \u00e8 cio\u00e8 di inerzia o di incapacit\u00e0 al lavoro, lo Stato intervenendo commette un\u2019azione dannosa alla societ\u00e0, perch\u00e9 d\u00e0 a questo individuo incapace il modo di formarsi una famiglia, con la probabilit\u00e0 che egli riesca un cattivo padre come \u00e8 un cattivo lavoratore. Invece l\u2019intervento dello Stato \u00e8 giustificato nel caso di giovani che non possano costituirsi una famiglia per cause indipendenti dalla loro volont\u00e0. Ma \u00e8 difficile ammettere in una legge una simile distinzione che sarebbe molto pericolosa.<\/p><p>BASSO riconosce che la formula proposta dai Relatori \u00e8 tecnicamente mal congegnata e ne propone un\u2019altra che esprima lo stesso concetto, ma con meno parole: \u00abLa Repubblica, con appropriate misure economiche, facilita ai cittadini bisognosi la costituzione di una famiglia e l\u2019adempimento degli oneri familiari\u00bb.<\/p><p>Ritiene che con questa formula si raggiunga una semplificazione della formulazione precedente senza intaccarne la sostanza.<\/p><p>IOTTI LEONILDE, <em>Relatrice<\/em>, dichiara di essere contraria alla formula proposta dal Presidente per le stesse ragioni espresse dall\u2019onorevole Moro; ritiene per\u00f2 che l\u2019articolo debba essere mantenuto in questa sede che le sembra la pi\u00f9 adatta.<\/p><p>Non avrebbe difficolt\u00e0 ad accedere alla formula proposta dall\u2019onorevole Basso, se vi si aggiungesse un accenno particolare per le famiglie numerose.<\/p><p>BASSO osserva che, quando si dice che lo Stato facilita l\u2019adempimento degli oneri familiari, in questo concetto si intende compreso anche il trattamento particolare per le famiglie numerose.<\/p><p>IOTTI LEONILDE, <em>Relatrice<\/em>, ritiene necessario introdurre anche questa specificazione.<\/p><p>DE VITA rileva che l\u2019esperienza insegna che proprio nelle classi meno abbienti le famiglie si costituiscono con una facilit\u00e0 maggiore di quello che non avviene nelle classi pi\u00f9 abbienti, e perci\u00f2 le preoccupazioni dell\u2019onorevole Moro, come quelle dei Relatori, gli sembrano eccessive.<\/p><p>Non vede pertanto la necessit\u00e0 di facilitare ancora di pi\u00f9 la costituzione di una famiglia, e ritiene superflua un\u2019affermazione in tal senso.<\/p><p>CEVOLOTTO osserva che la formula proposta dall\u2019onorevole Basso sarebbe anche migliore, se alla parola \u00abbisognose\u00bb si aggiungesse l\u2019altra: \u00abdegne\u00bb, oppure \u00abmeritevoli\u00bb.<\/p><p>LA PIRA, rispondendo alle osservazioni fatte dall\u2019onorevole De Vita, afferma che, secondo la concezione democristiana, la famiglia \u00e8 essenziale nell\u2019integrazione della persona umana.<\/p><p>Aggiunge che la famiglia ha importanza anche ai fini della stessa vita economica, in quanto che una salda famiglia porta come conseguenza una salda economia e si potrebbe dire anche una salda politica. Poich\u00e9 la famiglia \u00e8 il nucleo fondamentale su cui poggia l\u2019edificio umano, favorire la famiglia rappresenta un principio basilare della dottrina cattolica. Per queste ragioni, afferma che un provvedimento a favore della costituzione e dell\u2019incremento della famiglia non pu\u00f2 che trovare il pieno assenso da parte dei democristiani.<\/p><p>Dichiara di poter accettare l\u2019aggiunta di \u00abbisognose\u00bb proposta dall\u2019onorevole Basso, ma non quella di \u00abdegne\u00bb o \u00abmeritevoli\u00bb proposta dall\u2019onorevole Cevolotto. Osserva a questo proposito che, mentre il concetto di \u00abbisognose\u00bb \u00e8 facile a definirsi, non lo \u00e8 altrettanto quello di \u00abdegne\u00bb o \u00abmeritevoli\u00bb, che implica un giudizio morale non facile a darsi.<\/p><p>Per quanto riguarda l\u2019osservazione dell\u2019onorevole De Vita che le famiglie meno abbienti sono quelle che si costituiscono pi\u00f9 facilmente, riconosce la verit\u00e0 di questa affermazione, ma osserva che appunto queste famiglie meno abbienti vivono molte volte in condizioni di estrema povert\u00e0 e pertanto si rende necessario che lo Stato intervenga per cercare di alleviarne le condizioni di disagio.<\/p><p>DE VITA osserva che in tal caso bisognerebbe modificare la formulazione dell\u2019articolo e non dire che lo Stato deve facilitare la formazione delle famiglie, ma soltanto venire incontro con provvidenze di carattere economico alle famiglie bisognose.<\/p><p>BASSO si dichiara d\u2019accordo con l\u2019onorevole La Pira. Osserva che in alcune zone d\u2019Italia le famiglie si costituiscono facilmente, ma versano in condizioni orribili, e pertanto si rende necessario l\u2019intervento dello Stato per alleviare condizioni disagiate che potrebbero avere conseguenze molto gravi.<\/p><p>Aggiunge poi non essere sempre vero che nei ceti meno abbienti si costituiscano con molta facilit\u00e0 le famiglie, perch\u00e9 le persone che appartengono a questi ceti, non avendo una base economica per poter costituire la famiglia, si creano una serie di relazioni extraconiugali che si debbono evitare.<\/p><p>MASTROJANNI si domanda che cosa potr\u00e0 dare in concreto lo Stato a quelle persone bisognose, per costituire una famiglia.<\/p><p>LA PIRA spiega che lo Stato potr\u00e0 concedere prestiti familiari.<\/p><p>MASTROJANNI dichiara di non vedere la necessit\u00e0 di introdurre un articolo nella Costituzione per dire che si concedono prestiti familiari. Ritiene che un simile articolo troverebbe sede pi\u00f9 appropriata nella legislazione sociale che dovr\u00e0 provvedere all\u2019assistenza e alla disoccupazione. In questa sede, si potr\u00e0 formulare un articolo in cui si dica che nell\u2019imminenza del matrimonio si devono facilitare le persone bisognose, e che si deve tener conto delle famiglie numerose per il maggior salario, cos\u00ec come \u00e8 stato affermato in precedenti enunciazioni. In questo modo si sar\u00e0 adempiuto a quel dovere sociale che tutti sentono, profondamente, rinunciando per\u00f2 ad affermare dei princip\u00ee che in concreto, poi, non potrebbero essere realizzati, perch\u00e9 lo Stato o non \u00e8 in condizioni tali da poter soddisfare a tutte le esigenze sociali, oppure lo far\u00e0 in una misura troppo modesta ed inadeguata.<\/p><p>Concorda con l\u2019onorevole Basso nel ritenere opportuno che si evitino quelle relazioni extraconiugali, che sono la conseguenza di una impossibilit\u00e0 economica nel formarsi una famiglia e nel sistemarsi decorosamente. L\u2019onorevole Basso deve per\u00f2 anche ammettere che nelle classi pi\u00f9 colte esiste una sensibilit\u00e0 particolare per cui \u00e8 maggiormente avvertita la responsabilit\u00e0 di non creare una famiglia, quando non si \u00e8 in grado di poterla mantenere decorosamente. Pertanto ritiene che, se lo Stato ha l\u2019intenzione di ovviare a questo inconveniente, dovrebbe mettere anche gli impiegati e i professionisti in condizione di potersi costituire una famiglia con mezzi adeguati al loro stato sociale. Rileva che l\u2019impiegato e il professionista, di cui la Costituzione non si occupa affatto, sono quelli che maggiormente soffrono e sono pi\u00f9 sacrificati, perch\u00e9 spesse volte comprimono e cercano di nascondere le lore esigenze e le loro trepidazioni.<\/p><p>Conclude dichiarando di ritenere che sarebbe meglio, pur mantenendo fermo il principio della umana solidariet\u00e0 della quale tutti siamo assertori, che tutta la materia riguardante le provvidenze a favore della famiglia venisse trasportata in un\u2019altra sede, senza fare nella Costituzione una affermazione cos\u00ec solenne che poi rimarrebbe inattuata.<\/p><p>BASSO risponde all\u2019onorevole Mastrojanm non essere vero che la Costituzione si preoccupi degli operai e dei contadini e non degli impiegati e dei professionisti, poich\u00e9 nei suoi articoli si parla di lavoratori e sotto questa definizione vanno compresi tutti coloro che lavorano. Anche quando si parla di cittadini bisognosi si comprende qualunque classe di cittadini e di lavoratori. Fa inoltre osservare che il fatto di inserire questo articolo nella Costituzione significa che si vogliono trasformare quelle provvidenze, che attualmente possono sembrare delle elemosine, in un diritto che spetta al cittadino bisognoso, di modo che nessuno debba sentire un\u2019offesa al suo orgoglio in questo soccorso che lo Stato porge ai meno abbienti.<\/p><p>IOTTI LEONILDE, <em>Relatrice<\/em>, si associa alle dichiarazioni dell\u2019onorevole Basso.<\/p><p>CEVOLOTTO si dichiara d\u2019accordo con l\u2019onorevole Basso, ma si domanda che cosa si potr\u00e0 rispondere agli impiegati dei gradi inferiori, i quali attualmente non hanno uno stipendio che consenta loro di costituire una famiglia, quando chiedessero, in base alla Costituzione, che lo Stato dia loro i mezzi per ammogliarsi.<\/p><p>CORSANEGO, <em>Relatore<\/em>, fa notare all\u2019onorevole Mastrojanni che nella legislazione italiana in tema di provvidenze per la famiglia si \u00e8 molto arretrati e perci\u00f2 occorre riportare l\u2019Italia all\u2019altezza della legislazione sociale che vige in altri Paesi. Il Belgio, la Svezia, la Norvegia, la Danimarca, la Finlandia hanno su questo argomento una legislazione concreta la quale prevede, per esempio, che quando c\u2019\u00e8 una nuova famiglia da costituire, lo Stato, attraverso una serie di provvidenze, fornisce un alloggio a condizioni accessibili a tutti. Cos\u00ec pure per gli impiegati, cui accennava l\u2019onorevole Mastrojanni, sono previste particolari provvidenze.<\/p><p>Ricorda che in Italia, prima della guerra 1915-18, esistevano varie istituzioni che avevano lo scopo di dotare le ragazze povere in modo che potessero contrarre matrimonio con un certo corredo. Moltissime di queste Opere pie, dopo la guerra, hanno visto devoluto il loro patrimonio ad altri scopi, pure nobilissimi, come quello di provvedere agli orfani di guerra, e quindi sono state depauperate e distolte dal loro fine originario. Si tratta quindi di ridare a questi istituti la loro efficienza e costituirne altri per venire incontro ai bisogni delle fanciulle non abbienti, in modo da permettere loro la costituzione della famiglia.<\/p><p>Altra provvidenza legislativa \u00e8 quella di garantire i beni familiari mediante l\u2019insequestrabilit\u00e0 di un minimo di essi, i quali formino un nucleo patrimoniale della famiglia; e una provvidenza a favore degli impiegati dello Stato pu\u00f2 essere quella di facilitare il trasferimento di coloro che vogliono essere assegnati alla stessa sede per potersi sposare.<\/p><p>Con questo resta dimostrato che lo Stato pu\u00f2 adottare provvidenze concrete e non limitarsi a promesse sentimentali, attuando in questo modo una Costituzione veramente moderna.<\/p><p>PRESIDENTE chiede agli onorevoli Corsanego, Moro e Iotti il loro pensiero circa la formula presentata dall\u2019onorevole Basso.<\/p><p>MORO dichiara che, a suo parere, la formula dell\u2019onorevole Basso sarebbe pi\u00f9 accettabile, se facesse un accenno alle famiglie numerose.<\/p><p>CORSANEGO e IOTTI LEONILDE, <em>Relatori<\/em>, si associano alla dichiarazione dell\u2019onorevole Moro.<\/p><p>BASSO comunica che, allo scopo di facilitare l\u2019accordo, \u00e8 disposto ad inserire nella sua proposta un accenno alle famiglie numerose.<\/p><p>PRESIDENTE dichiara di non rinunciare alla formula da lui proposta: \u00abLa sicurezza economica della famiglia \u00e8 un postulato di solidariet\u00e0 sociale\u00bb e la mette in votazione.<\/p><p>MASTROJANNI dichiara di votare a favore della formula, poich\u00e9 essa esaurisce il suo pensiero circa la solidariet\u00e0 umana, e nello stesso tempo non impegna in modo categorico lo Stato per le previdenze da attuare.<\/p><p>BASSO dichiara di votare contro proprio per le ragioni esposte dall\u2019onorevole Mastrojanni.<\/p><p>(<em>La formula proposta dal Presidente \u00e8 respinta con 5 voti contrari e 4 favorevoli<\/em>).<\/p><p>PRESIDENTE mette ai voti l\u2019articolo nella seguente formula proposta dall\u2019onorevole Basso:<\/p><p>\u00abLa Repubblica, con appropriate misure economiche, facilita ad ogni cittadino bisognoso la costituzione di una famiglia e l\u2019adempimento degli oneri familiari, soprattutto se si tratti di famiglie numerose\u00bb.<\/p><p>Dichiara di votare a favore di questo articolo, in quanto esprime concetti che, sia pure pi\u00f9 sinteticamente, erano esposti nella formula da lui presentata e respinta in precedenza.<\/p><p>(<em>La formula proposta dell\u2019onorevole Basso \u00e8 approvata con 6 voti favorevoli, 2 contrari e 1 astenuto<\/em>).<\/p><p>Apre la discussione generale sul terzo articolo presentato dai Relatori:<\/p><p>\u00abIl matrimonio \u00e8 basato sul principio della eguaglianza morale e giuridica dei coniugi, ai quali spettano il diritto e il dovere di alimentare, istruire ed educare la prole. Lo Stato sorveglia e, occorrendo, integra l\u2019adempimento di tale compito.<\/p><p>\u00abLa legge regola la condizione giuridica dei coniugi, allo scopo di garantire l\u2019unit\u00e0 della famiglia\u00bb.<\/p><p>CEVOLOTTO propone che, data l\u2019ora tarda, il seguito della discussione su questo articolo venga rinviato alla seduta successiva. Osserva che l\u2019articolo presenta una questione molto difficile ad affrontarsi, questione che \u00e8 costituita dal principio della uguaglianza morale e giuridica dei coniugi. Ritiene che, pur ammettendosi tale uguaglianza, sia necessario stabilire una gerarchia nella famiglia in modo che vi sia un capo, il quale, in determinate circostanze, abbia il diritto di decidere e di far prevalere le sue direttive. Ora si chiede se il primo comma dell\u2019articolo preveda un rinvio al Codice civile per definire tale questione, oppure sia necessario metterlo in relazione con l\u2019ultimo capoverso, il quale afferma che la legge regola la condizione giuridica dei coniugi, allo scopo di garantire l\u2019unit\u00e0 della famiglia.<\/p><p>Si tratta quindi di affrontare una laboriosa discussione, al fine di chiarire tale importante problema.<\/p><p>(<em>La proposta di rinvio della discussione \u00e8 approvata<\/em>).<\/p><p>PRESIDENTE rinvia la seduta alle 10.30 di gioved\u00ec 7.<\/p><p>La seduta termina alle 20.30.<\/p><p><em>Erano presenti: <\/em>Basso, Cevolotto, Corsanego, De Vita, Iotti Leonilde, La Pira, Lucifero, Mastrojanni, Moro e Tupini.<\/p><p><em>Assenti giustificati<\/em><em>: <\/em>Caristia, Dossetti, Grassi, Mancini, Marchesi, Merlin Umberto e Togliatti.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Versione PDF ASSEMBLEA COSTITUENTE COMMISSIONE PER LA COSTITUZIONE PRIMA SOTTOCOMMISSIONE 33. RESOCONTO SOMMARIO DELLA SEDUTA DI MERCOLED\u00cc 6 NOVEMBRE 1946 PRESIDENZA DEL PRESIDENTE TUPINI INDICE La famiglia (Seguito della discussione) Presidente \u2013 Iotti Leonilde, Relatrice \u2013 Corsanego, Relatore \u2013 Lucifero \u2013 Cevolotto \u2013 Moro \u2013 La Pira \u2013 Mastrojanni \u2013 Basso \u2013 De Vita. 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