{"id":5089,"date":"2023-10-15T22:43:42","date_gmt":"2023-10-15T20:43:42","guid":{"rendered":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=5089"},"modified":"2023-11-02T22:50:10","modified_gmt":"2023-11-02T21:50:10","slug":"martedi-5-novembre-1946","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=5089","title":{"rendered":"MARTED\u00cc 5 NOVEMBRE 1946"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"5089\" class=\"elementor elementor-5089\" data-elementor-post-type=\"post\">\n\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-29cda76 elementor-section-full_width elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"29cda76\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-1ed87ef\" data-id=\"1ed87ef\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-27a8bc2 elementor-align-right elementor-widget elementor-widget-button\" data-id=\"27a8bc2\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"button.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-button-wrapper\">\n\t\t\t\t\t<a class=\"elementor-button elementor-button-link elementor-size-sm\" href=\"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/19461105sed032ps.pdf\" target=\"_blank\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-content-wrapper\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-icon\">\n\t\t\t\t<i aria-hidden=\"true\" class=\"icon icon-view\"><\/i>\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-text\">Versione PDF<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-d7628dd elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"d7628dd\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p>ASSEMBLEA COSTITUENTE<\/p><p>COMMISSIONE PER LA COSTITUZIONE<\/p><p>PRIMA SOTTOCOMMISSIONE<\/p><p>32.<\/p><p>RESOCONTO SOMMARIO<\/p><p>DELLA SEDUTA DI MARTED\u00cc 5 NOVEMBRE 1946<\/p><p>PRESIDENZA DEL DEPUTATO CORSANEGO<\/p><p>indi<\/p><p>DEL PRESIDENTE <strong>TUPINI<\/strong><\/p><p><strong>INDICE<\/strong><\/p><p><strong>La famiglia <\/strong>(<em>Seguito della discussione<\/em>)<\/p><p><strong>C<\/strong>orsanego, <em>Presidente e Relatore \u2013 <\/em>Moro \u2013 Iotti Leonilde, <em>Relatrice \u2013 <\/em>CeVOLOTTO \u2013 Mastrojanni \u2013 Lucifero<strong> \u2013 <\/strong>De Vita \u2013 Tupini, <em>Presidente \u2013 <\/em>Basso.<\/p><p>La seduta comincia alle 19.15.<\/p><p>Seguito della discussione sulla famiglia.<\/p><p>PRESIDENTE comunica che l\u2019onorevole Togliatti, d\u2019accordo con i Relatori onorevoli Iotti Leonilde e Corsanego, ha formulato il seguente articolo che sottopone all\u2019esame dei Commissari: \u00abLa famiglia \u00e8 una societ\u00e0 naturale e come tale lo Stato la riconosce e ne tutela i diritti, allo scopo di accrescere la solidariet\u00e0 morale e la prosperit\u00e0 materiale della Nazione\u00bb.<\/p><p>MORO propone le seguenti modifiche di forma: al posto di \u00absolidariet\u00e0\u00bb, sostituire il termine \u00absaldezza\u00bb e in in luogo delle parole \u00abdella Nazione\u00bb, sostituire \u00abdel popolo italiano\u00bb.<\/p><p>IOTTI LEONILDE, <em>Relatrice<\/em>, propone di sostituire le parole: \u00abla riconosce e ne tutela i diritti\u00bb, con le seguenti: \u00abne riconosce i diritti e la tutela\u00bb.<\/p><p>CEVOLOTTO rileva che in tutti gli articoli approvati si \u00e8 abusato dell\u2019affermazione dei doveri di garanzia da parte dello Stato, dando cos\u00ec alla Carta costituzionale un carattere di fideiussione che non dovrebbe avere. A suo parere lo Stato riconosce dei diritti, ma non pu\u00f2 dare delle garanzie o delle assicurazioni per il raggiungimento di determinati scopi.<\/p><p>MORO propone di sostituire il termine \u00abaccrescere\u00bb con \u00abassicurare\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE comunica che, accettando le modifiche proposte, la formula verrebbe ad essere del seguente tenore: \u00abLa famiglia \u00e8 una societ\u00e0 naturale e come tale lo Stato ne riconosce i diritti e la tutela allo scopo di accrescere (o assicurare) la saldezza morale e la prosperit\u00e0 del popolo italiano\u00bb.<\/p><p>IOTTI LEONILDE, <em>Relatrice<\/em>, propone che si dica: \u00abprosperit\u00e0 materiale del popolo italiano\u00bb.<\/p><p>MORO fa presente che gi\u00e0 nel termine \u00abprosperit\u00e0\u00bb \u00e8 contenuto il concetto di un benessere materiale.<\/p><p>MASTROJANNI si sofferma sulla definizione di societ\u00e0 naturale che si vuol dare alla famiglia. Riconosce che da un punto di vista etico tale definizione pu\u00f2 essere accettata, ma fa presente che, quando si parla di diritti che lo Stato deve riconoscere, tali diritti sono riconosciuti non in quanto la famiglia \u00e8 una societ\u00e0 naturale, ma in quanto \u00e8 una entit\u00e0 giuridicamente riconosciuta.<\/p><p>Pertanto rileva che tra l\u2019affermazione della famiglia come societ\u00e0 naturale e l\u2019affermazione dei diritti che le vengono riconosciuti vi \u00e8 una stridente contradizione.<\/p><p>PRESIDENTE fa osservare all\u2019onorevole Mastrojanni che non vi possono essere dubbi sul fatto che la famiglia \u00e8 una societ\u00e0 naturale.<\/p><p>La enunciazione dell\u2019articolo rappresenta il riconoscimento di una verit\u00e0 che si potrebbe definire lapalissiana.<\/p><p>MASTROJANNI obietta che allora occorrerebbe ricorrere ad una dizione meno contradittoria.<\/p><p>CEVOLOTTO dichiara che l\u2019affermazione che la famiglia \u00e8 una societ\u00e0 naturale presuppone una entit\u00e0 che precede l\u2019ordinamento dello Stato e che prescinde da qualsiasi ordinamento religioso.<\/p><p>Fa rilevare che tale affermazione, molto audace da parte dei rappresentanti democristiani, trae come conseguenza il diritto all\u2019intervento da parte dello Stato per regolare la famiglia.<\/p><p>PRESIDENTE fa presente all\u2019onorevole Cevolotto che alla sua osservazione risponde la finalizzazione contenuta nel seguito dell\u2019articolo, dove si dice: \u00aballo scopo di accrescere e assicurare la saldezza morale e la prosperit\u00e0 del popolo italiano\u00bb.<\/p><p>MORO dichiara che con la formula in esame sostanzialmente si vuol dire che la famiglia ha un suo ordinamento, che deve essere coordinato con quello dello Stato, e la prima forma elementare di questo ordinamento \u00e8 il riconoscimento costituzionale che lo Stato d\u00e0 alla famiglia.<\/p><p>LUCIFERO dichiara di essere d\u2019accordo sulle dichiarazioni di principio contenute nella formula in esame, ma fa presente che, come \u00e8 stato sempre contrario ad ogni finalizzazione, cos\u00ec \u00e8 contrario alla seconda parte dell\u2019articolo che ritiene in contradizione stridente con la prima. Infatti, se si riconosce alla famiglia uno <em>status<\/em> di preesistenza e di organizzazione propria, con leggi proprie, l\u2019entit\u00e0 familiare non pu\u00f2 essere finalizzata. O si ammette un ordinamento interiore della famiglia, e allora questo ordinamento si finalizza in se stesso, o non si ammette, e allora la famiglia diventa un organismo di diritto politico.<\/p><p>Quanto poi alla parola \u00abNazione\u00bb, insiste, qualora tale finalizzazione dovesse essere affermata nella formula in esame, perch\u00e9 venga mantenuta, respingendo l\u2019emendamento dell\u2019onorevole Moro tendente a sostituirla con le parole \u00abpopolo italiano\u00bb. Ritiene infatti che ci si debba liberare di certi complessi di inferiorit\u00e0 e accettare i termini nel loro significato reale, anche se, in altri tempi, sono stati qualche volta adoperati male. In secondo luogo ritiene necessario che l\u2019affermazione del termine: \u00abNazione\u00bb, in un momento in cui la Nazione italiana viene cos\u00ec profondamente mutilata nel suo territorio e nella sua integrit\u00e0, sia inserita nel testo costituzionale in modo da ricordare che la nazione italiana esiste.<\/p><p>PRESIDENTE fa osservare all\u2019onorevole Lucifero che si sta facendo la Costituzione, cio\u00e8 si sta dando un fondamento legislativo allo Stato italiano, e l\u2019istituto della famiglia deve essere considerato sotto questo aspetto. Non si tratta quindi di finalizzare la famiglia la quale, come societ\u00e0 naturale, ha i suoi fini in se stessa, ma di inquadrare tale entit\u00e0 tra gli istituti della Nazione.<\/p><p>MORO fa osservare all\u2019onorevole Lucifero che nella formula occorre vedere due parti distinte. La prima riguarda l\u2019affermazione generale per cui la famiglia \u00e8 intesa come un ordinamento originario; e non crede che su tale affermazione possano sorgere contrasti. La seconda parte riguarda pi\u00f9 specificatamente il coordinamento dell\u2019ordinamento familiare con quello dello Stato, e riconosce la necessit\u00e0 che individuo e famiglia fluiscano nell\u2019ambito della vita sociale assumendo in essa tutte le loro responsabilit\u00e0. Per sottolineare poi l\u2019importanza che ha la famiglia nell\u2019ambito della vita sociale e l\u2019opportunit\u00e0 che lo Stato la difenda, si dice che esso la difende anche in quanto vede in essa la cellula di una societ\u00e0 ordinata sotto il profilo della saldezza morale e della prosperit\u00e0, la quale non va intesa solo come prosperit\u00e0 economica, ma messa in relazione con le fondamentali concezioni cristiane.<\/p><p>Per quanto riguarda il termine: \u00abnazione\u00bb, non ha nessuna difficolt\u00e0 ad accogliere le ragioni dell\u2019onorevole Lucifero perch\u00e9 questo termine sia mantenuto.<\/p><p>LUCIFERO dichiara di condividere il pensiero dell\u2019onorevole Moro sulla famiglia intesa come fatto etico e pratico che lo Stato deve riconoscere. A suo parere, per\u00f2, lo Stato deve dare questo riconoscimento alla famiglia tutelandola e difendendola come tale, e non allo scopo di raggiungere un benessere materiale e morale della Nazione, perch\u00e9 questo significherebbe che lo Stato non tutela la famiglia in quanto \u00e8 un istituto originario, ma unicamente per determinati fini. Ripete di essere contrario a questa finalizzazione, poich\u00e9 essa sposta i termini dell\u2019affermazione enunciata nella prima parte dell\u2019articolo, determinando un contrasto che le dichiarazioni dell\u2019onorevole Moro non hanno fatto che sottolineare.<\/p><p>Rileva infine che, se si tratta di una questione puramente grammaticale, si pu\u00f2 cercare una soluzione, altrimenti non sar\u00e0 possibile venire ad un accordo.<\/p><p>MORO propone che si dica \u00abanche allo scopo&#8230;\u00bb.<\/p><p>LUCIFERO dichiara che tale aggiunta pu\u00f2 costituire una esemplificazione.<\/p><p>PRESIDENTE fa rilevare che, pur senza l\u2019aggiunta del termine \u00abanche\u00bb le preoccupazioni dell\u2019onorevole Lucifero non hanno ragione di essere, poich\u00e9 lo Stato protegge la famiglia come societ\u00e0 naturale e la tutela allo scopo di accrescerne la prosperit\u00e0.<\/p><p>MASTROJANNI propone la formula seguente, che ritiene conciliativa dei punti di vista esposti dall\u2019onorevole Lucifero e dall\u2019onorevole Moro: \u00abLa famiglia, quale societ\u00e0 naturale riconosciuta negli ordinamenti giuridici dello Stato, assicura alla Nazione e ai singoli il primo fondamento morale ed il completo sviluppo di ogni prosperit\u00e0\u00bb.<\/p><p>IOTTI LEONILDE, <em>Relatrice<\/em>, si dichiara contraria alla formula proposta dall\u2019onorevole Mastrojanni, perch\u00e9 le sembra poco chiara e non facilmente comprensibile per tutti i cittadini, trattandosi di un argomento fondamentale quale \u00e8 quello della famiglia.<\/p><p>MASTROJANNI osserva che qualunque possa essere la formula che si voglia escogitare per identificare la natura della famiglia nello Stato italiano, questa non potr\u00e0 esprimere nulla e non potr\u00e0 impegnare in nessun modo lo Stato, trattandosi di un riconoscimento di valori essenzialmente etici.<\/p><p>DE VITA dichiara di poter essere d\u2019accordo sull\u2019affermazione relativa al riconoscimento dei diritti per la famiglia, qualora ci si limiti soltanto a questa affermazione generale. Ma non accetta che negli articoli successivi sia contenuta una particolare disciplina giuridica riguardante la famiglia, poich\u00e9 lo Stato non pu\u00f2 regolare a mezzo di leggi legami intimamente connessi con l\u2019indole dell\u2019individuo. Ritiene che ci\u00f2 potrebbe avere effetti funesti e che pertanto lo Stato deve astenersi da qualsiasi intervento in questa materia.<\/p><p>LUCIFERO rileva nuovamente che la formula proposta dai Correlatori \u00e8 contradittoria, perch\u00e9 cerca di conciliare due tendenze in contrasto. Perci\u00f2, se si dovesse giungere ad una votazione, propone che questa avvenga per divisione.<\/p><p>CEVOLOTTO ritiene che aggiungendo la parola \u00abanche\u00bb, cio\u00e8 dicendo: \u00abanche allo scopo, ecc&#8230;\u00bb potrebbero essere rimosse le preoccupazioni dell\u2019onorevole Lucifero.<\/p><p>LUCIFERO non crede che questa aggiunta possa venire accolta da quei Commissari che hanno una concezione diversa.<\/p><p>IOTTI LEONILDE, <em>Relatrice<\/em>, dichiara di non poter accettare l\u2019emendamento aggiuntivo proposto dall\u2019onorevole Moro.<\/p><p>PRESIDENTE propone che si restringa la formula alla prima parte; cio\u00e8 si dica soltanto: \u00abLa famiglia \u00e8 una societ\u00e0 naturale e come tale lo Stato la riconosce e ne tutela i diritti\u00bb.<\/p><p>IOTTI LEONILDE, <em>Relatrice<\/em>, dichiara di non ritenere sufficiente questa semplice affermazione, poich\u00e9 considera necessaria l\u2019aggiunta dei concetti contenuti nella seconda parte della formula proposta.<\/p><p>MASTROJANNI fa presente che, dicendo che la famiglia \u00e8 riconosciuta dallo Stato in quanto \u00e8 una societ\u00e0 naturale, si viene ad ammettere la possibilit\u00e0 del riconoscimento anche per quelle famiglie che si costituiscono al di fuori del vincolo coniugale, che sono prive cio\u00e8 del crisma della legalit\u00e0 e del sacramento religioso; e in questo senso anche il concubinato sarebbe riconosciuto dallo Stato.<\/p><p>Presidenza del Presidente TUPINI<\/p><p>MORO precisa che, quando si dice che la famiglia \u00e8 una societ\u00e0 naturale, non ci si deve riferire immediatamente al vincolo sacramentale; si vuole riconoscere che la famiglia nelle sue fasi iniziali \u00e8 una societ\u00e0 naturale. Afferma quindi che, pur essendo molto caro ai democristiani il concetto del vincolo sacramentale nella famiglia, questo non impedisce di raffigurare anche una famiglia, comunque costituita, come una societ\u00e0 che, presentando determinati caratteri di stabilit\u00e0 e di funzionalit\u00e0 umana, possa inserirsi nella vita sociale. Mettendo da parte il vincolo sacramentale, si pu\u00f2 raffigurare la famiglia nella sua struttura come una societ\u00e0 complessa non soltanto di interessi e di affetti, ma soprattutto dotata di una propria consistenza che trascende i vincoli che possono solo temporaneamente tenere unite due persone.<\/p><p>DE VITA insiste nel richiamare l\u2019attenzione dei Commissari sul fatto che, mentre l\u2019articolo in esame parla di un riconoscimento della famiglia da parte dello Stato in quanto essa \u00e8 una societ\u00e0 naturale, negli articoli successivi si viene a stabilire una disciplina, una ingerenza dello Stato nell\u2019istituto della famiglia. Domanda perci\u00f2 se si vuole soltanto riconoscere e tutelare la famiglia in quanto tale, oppure ammettere l\u2019ingerenza dello Stato in questo istituto. Ritiene che per poter discutere il primo articolo, sia necessario prima chiarire questo punto fondamentale.<\/p><p>Dichiara di poter accettare il primo articolo, ma di essere decisamente contrario ai successivi.<\/p><p>MORO afferma che, poich\u00e9 nel diritto privato italiano vi \u00e8 tutta una parte che riguarda i diritti della famiglia, non si pu\u00f2 prescindere, in sede di Costituzione, da una disciplina dei vincoli familiari. Questa disciplina non deve far pensare ad una ingerenza da parte dello Stato e quindi ad una menomazione dell\u2019istituto familiare, ma piuttosto ad una garanzia maggiore che a questo istituto viene concessa. Con gli articoli proposti si vuole dare un indirizzo al legislatore, affinch\u00e9, nella disciplina concreta dei rapporti di diritto familiare, si attenga a quei princip\u00ee che si vogliono affermare nella Costituzione, particolarmente nei riguardi di una effettiva autonomia familiare.<\/p><p>Per quanto riguarda il merito degli articoli che seguono, si potr\u00e0 discutere in un secondo tempo.<\/p><p>DE VITA insiste nel concetto gi\u00e0 esposto che ci sono alcuni rapporti che possono e debbono essere disciplinati, ma ve ne sono altri che hanno per fondamento l\u2019inclinazione e la morale dell\u2019individuo e non possono essere disciplinati, perch\u00e9 escono fuori dell\u2019ambito del diritto.<\/p><p>PRESIDENTE a proposito dell\u2019espressione: \u00abriconosciuta negli ordinamenti giuridici dello Stato\u00bb contenuta nella formula proposta dall\u2019onorevole Mastrojanni, osserva che questi ordinamenti giuridici evidentemente dovranno venire in un secondo tempo, come conseguenza dei princip\u00ee sanciti nella Costituzione; la formula non \u00e8 perci\u00f2, a suo avviso, molto felice.<\/p><p>Rileva che anche la formula concordata dai Relatori non pu\u00f2 essere accettata senza modificazioni, perch\u00e9, ad esempio, dicendo \u00absociet\u00e0 naturale\u00bb si adopera un termine troppo vago. Si deve invece affermare il diritto dell\u2019individuo e della famiglia di fronte allo Stato; un diritto, cio\u00e8, che preesiste a quello dello Stato, un diritto originario. Considerata la questione dal punto di vista storico e prescindendo da ogni preconcetto filosofico o ideologico, non vede per quale ragione si debba dire che la famiglia \u00e8 una \u00absociet\u00e0 naturale\u00bb e non piuttosto che la famiglia \u00e8 \u00abuna societ\u00e0 di diritto naturale\u00bb, in quanto si \u00e8 formata prima dello Stato e come tale lo Stato la riconosce e tutela. Dire che la famiglia \u00e8 una \u00absociet\u00e0 naturale\u00bb d\u00e0 della famiglia umana un concetto meno appropriato.<\/p><p>Per queste ragioni, \u00e8 del parere che la formula che egli propone: \u00abLa famiglia \u00e8 una societ\u00e0 di diritto naturale e come tale lo Stato la riconosce e tutela\u00bb renda meglio il pensiero comune e quindi sia da preferire.<\/p><p>MORO fa presente che si \u00e8 addivenuti ad una formula concordata onde ottenere l\u2019adesione pi\u00f9 vasta possibile da parte dei Commissari.<\/p><p>PRESIDENTE osserva che \u00e8 lodevole la ricerca dell\u2019adesione del maggior numero possibile dei Commissari, ma non bisogna, per arrivare a questo risultato, sacrificare l\u2019espressione del pensiero.<\/p><p>Poich\u00e9 l\u2019onorevole Moro ha obiettato che ad una formula di carattere pi\u00f9 elevato non aderirebbero altri Commissari, domanda alla onorevole Iotti se \u00e8 disposta ad accettare la formula che egli ha proposta.<\/p><p>IOTTI LEONILDE, <em>Relatrice<\/em>, riconosce che, nella sostanza, le due formule si equivalgono. Dichiara per\u00f2 di preferire la formula concordata per una ragione di chiarezza. Desidera perci\u00f2 che la discussione si basi su di essa.<\/p><p>Essendosi ormai precisati i punti di dissenso, ed essendo essi stati illustrati ampiamente dai rappresentanti delle varie correnti, propone che il seguito della discussione sia rinviato alla seduta di domani.<\/p><p>BASSO si associa alla proposta della onorevole Iotti.<\/p><p>PRESIDENTE \u00e8 d\u2019avviso che tutta la materia riguardante la famiglia possa essere contenuta in un solo articolo, e mantiene ferma la proposta da lui articolata nel modo seguente:<\/p><p>\u00abLa famiglia \u00e8 una societ\u00e0 di diritto naturale e come tale lo Stato la riconosce e tutela\u00bb. A questa formula si potrebbe far seguire una seconda parte introdotta dalle parole \u00abAl fine di\u00bb.<\/p><p>A questo riguardo fa presente la sua contrariet\u00e0 alla espressione: \u00abAllo scopo di assicurare&#8230; la prosperit\u00e0 del popolo italiano\u00bb, la quale riecheggia formule pi\u00f9 o meno materialistiche delle quali si fece abuso in regime fascista.<\/p><p>DE VITA propone la chiusura della discussione.<\/p><p>PRESIDENTE propone che la riunione venga sospesa e rinviata a domani.<\/p><p>(<em>La Commissione approva<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>La seduta termina alle 20.30.<\/p><p><em>Erano presenti:<\/em> Basso, Cevolotto, Corsanego, De Vita, Iotti Leonilde, Lucifero, Mastroianni, Moro e Tupini.<\/p><p><em>Assenti giustificati:<\/em> Caristia, Dossetti, Grassi, La Pira, Mancini, Marchesi, Merlin Umberto e Togliatti.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Versione PDF ASSEMBLEA COSTITUENTE COMMISSIONE PER LA COSTITUZIONE PRIMA SOTTOCOMMISSIONE 32. 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