{"id":5082,"date":"2023-10-15T22:41:52","date_gmt":"2023-10-15T20:41:52","guid":{"rendered":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=5082"},"modified":"2023-11-02T22:47:52","modified_gmt":"2023-11-02T21:47:52","slug":"mercoledi-30-ottobre-1946","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=5082","title":{"rendered":"MERCOLED\u00cc 30 OTTOBRE 1946"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"5082\" class=\"elementor elementor-5082\" data-elementor-post-type=\"post\">\n\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-9d2f5c0 elementor-section-full_width elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"9d2f5c0\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-6de3ae0\" data-id=\"6de3ae0\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-6f3f893 elementor-align-right elementor-widget elementor-widget-button\" data-id=\"6f3f893\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"button.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-button-wrapper\">\n\t\t\t\t\t<a class=\"elementor-button elementor-button-link elementor-size-sm\" href=\"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/19461030sed031ps.pdf\" target=\"_blank\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-content-wrapper\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-icon\">\n\t\t\t\t<i aria-hidden=\"true\" class=\"icon icon-view\"><\/i>\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-text\">Versione PDF<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-2de5f25 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"2de5f25\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p>ASSEMBLEA COSTITUENTE<\/p><p>COMMISSIONE PER LA COSTITUZIONE<\/p><p>PRIMA SOTTOCOMMISSIONE<\/p><p>31.<\/p><p>RESOCONTO SOMMARIO<\/p><p>DELLA SEDUTA DI MERCOLED\u00cc 30 OTTOBRE 1946<\/p><p>PRESIDENZA DEL PRESIDENTE <strong>TUPINI<\/strong><\/p><p><strong>INDICE<\/strong><\/p><p><strong>Per la morte dell\u2019onorevole Giovanni Lombardi<\/strong><\/p><p>Presidente \u2013 Cevolotto \u2013 Mastrojanni \u2013 Lucifero \u2013 La Pira \u2013 Marchesi \u2013 Basso.<\/p><p><strong>Sull\u2019ordine dei lavori<\/strong><\/p><p>Presidente \u2013 Togliatti.<\/p><p><strong>I princip\u00ee dei rapporti sociali (culturali) <\/strong>(<em>Seguito della discussione<\/em>)<\/p><p>Presidente \u2013 Marchesi, <em>Relatore<\/em>, \u2013 Moro, <em>Relatore<\/em> \u2013 Cevolotto \u2013 Togliatti \u2013 Lucifero \u2013 Basso \u2013 Mastrojanni \u2013 Dossetti \u2013 La Pira \u2013 De Vita.<\/p><p><strong>La famiglia <\/strong>(<em>Discussione<\/em>)<\/p><p>Presidente \u2013 Corsanego, <em>Relatore<\/em> \u2013 Iotti Leonilde, <em>Relatrice<\/em> \u2013 Togliatti \u2013 Lucifero \u2013 De Vita \u2013 Dossetti \u2013 Mastrojanni \u2013 Basso \u2013 La Pira \u2013 Cevolotto \u2013 Moro.<\/p><p>La seduta comincia alle 16.10.<\/p><p>Per la morte dell\u2019onorevole Giovanni Lombardi.<\/p><p>PRESIDENTE comunica la dolorosa notizia della morte di un amato collega: l\u2019onorevole Giovanni Lombardi. Aveva chiesto un breve congedo: nessuno avrebbe potuto immaginare che non ne sarebbe pi\u00f9 tornato. I Commissari tutti avvertiranno certamente il vuoto che egli lascia nel loro cuore ed in seno alla Sottocommissione e ricorderanno con rimpianto il caldo senso di umanit\u00e0 che sempre si effondeva dalle sue parole.<\/p><p>Per aderire ad un desiderio dello scomparso, aveva personalmente dato disposizioni perch\u00e9 un suo precedente studio sull\u2019abolizione della pena di morte fosse ristampato, e rimanesse come suo contributo ai lavori della Sottocommissione. La stampa \u00e8 stata ultimata in questi ultimi giorni: forse l\u2019autore non avr\u00e0 avuto la ventura di prenderne visione.<\/p><p>Nel leggere questo suo studio, colpisce soprattutto l\u2019ultima parte, ove, nell\u2019affermare che la vita dell\u2019uomo \u00e8 sacra, si conclude che tale verit\u00e0 ci viene dal Cristianesimo e deve essere impressa nella civilt\u00e0 contemporanea. Onde non \u00e8 senza fondamento la speranza che quella luce che ha ispirato Giovanni Lombardi nel fare una cos\u00ec precisa e convinta affermazione lo abbia anche illuminato negli ultimi istanti della vita terrena.<\/p><p>\u00c8 sicuro di interpretare il pensiero della Sottocommissione nell\u2019inviare alla famiglia ed al Partito socialista le espressioni del pi\u00f9 accorato cordoglio.<\/p><p>CEVOLOTTO, nell\u2019associarsi alle parole del Presidente, ricorda di aver conosciuto lo scomparso molti anni fa e di averne subito apprezzato la bont\u00e0, la cultura, e specialmente la passione che metteva negli studi giuridici e di sociologia criminale, nei quali emerse con pubblicazioni che hanno avuto larga diffusione attraverso l\u2019insegnamento nell\u2019Ateneo napoletano. Entrato nel Parlamento, vi fu amato da tutti perch\u00e9 era uomo profondamente buono e diritto, che perseguiva le sue idee con una costanza che talvolta appariva financo commovente e quasi ingenua. Si \u00e8 spenta dunque, oltre che una vivida intelligenza, una diritta coscienza ed un preclaro esempio di vita, in quanto lo scomparso assommava in s\u00e9 quelle doti che tutti gli italiani dovrebbero possedere per poter dare alla Patria un indirizzo ed un avvenire sicuro.<\/p><p>MASTROJANNI si associa al cordoglio dei colleghi per la morte dell\u2019onorevole Lombardi, nella cui paterna figura vedeva qualche cosa di ieratico e di solenne. Ricordandone la freschezza del pensiero, la potenza dell\u2019ingegno e l\u2019evangelica umanit\u00e0, che ha potuto apprezzare nel lavoro comune, esprime la certezza che attraverso la sua opera, di cui lascia profonda traccia negli studi e nella vita politica, rester\u00e0 vivo il ricordo.<\/p><p>LUCIFERO esprime i sensi del pi\u00f9 sincero rammarico per la scomparsa dell\u2019onorevole Lombardi, per cui viene a mancare alla Sottocommissione un grande contributo di cultura e di sapere.<\/p><p>LA PIRA ricorda che, nonostante le apparenti divergenze ideologiche, tra i democristiani e lo scomparso si \u00e8 ora stabilita una intesa talmente cordiale da farlo apparire come un \u00abnaturalmente cristiano\u00bb.<\/p><p>Si associa pertanto con tutta l\u2019anima al dolore della famiglia e dei colleghi, nella certezza che Giovanni Lombardi sia stato chiamato dal Signore a ricevere quel premio che \u00e8 riservato ai puri di cuore.<\/p><p>MARCHESI si unisce al rimpianto per la perdita di un cos\u00ec tenace difensore della classe lavoratrice.<\/p><p>BASSO ringrazia, a nome del Partito socialista, per le espressioni di compianto verso lo scomparso.<\/p><p>Sull\u2019ordine dei lavori.<\/p><p>PRESIDENTE ricorda che in una precedente riunione si provvide alla nomina di tre Commissari che, unitamente alla Presidenza della Sottocommissione, avrebbero dovuto costituire, con i rappresentanti della terza Sottocommissione, la Commissione mista per il coordinamento del lavoro comune.<\/p><p>Senonch\u00e9 la terza Sottocommissione, forse male interpretando una direttiva ricevuta, aveva gi\u00e0 nominato cinque suoi rappresentanti, e nonostante ogni tentativo ed ogni insistenza, non ha inteso di ridurre un tale numero. Pertanto, per ristabilire l\u2019equilibrio, invita i Commissari a procedere alla nomina di altri due rappresentanti oltre i tre gi\u00e0 designati (onorevoli Basso, Rossetti e Togliatti) per raggiungere il numero di cinque.<\/p><p>All\u2019uopo esprime l\u2019avviso che, nell\u2019intento di assicurare il contributo di pensiero di ogni corrente politica, sarebbe bene che l\u2019incarico fosse affidato a due colleghi di partiti diversi da quelli gi\u00e0 rappresentati.<\/p><p>TOGLIATTI osserva che se la terza Sottocommissione non vorr\u00e0 recedere dalla sua posizione, si avr\u00e0 un Comitato di redazione di 14 membri, il che sar\u00e0 veramente eccessivo e impedir\u00e0 un proficuo lavoro.<\/p><p>PRESIDENTE assicura che \u00e8 stato fatto il possibile per far tornare la terza Sottocommissione sulla sua decisione, ma ogni sforzo \u00e8 stato vano.<\/p><p>(<em>A<\/em> <em>seguito di votazione segreta vengono designati per completare la Commissione mista gli onorevoli De Vita e Mastrojanni<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Seguito della discussione sui princip\u00ee dei rapporti sociali (culturali).<\/p><p>PRESIDENTE apre la discussione sul seguente nuovo articolo, sempre sul tema della scuola, facendo presente che la formula \u00e8 dovuta unicamente al Relatore onorevole Moro, in quanto sull\u2019argomento \u00e8 mancato l\u2019accordo con il Correlatore onorevole Marchesi:<\/p><p>\u00abNelle sue scuole di ogni ordine, escluso quello universitario, lo Stato assicura agli studenti che vogliano usufruirne, l\u2019insegnamento religioso nella forma ricevuta dalla tradizione cattolica\u00bb.<\/p><p>MARCHESI, <em>Relatore<\/em>, premette che parler\u00e0 non per sostenere una causa che considera perduta, n\u00e9 per fare un\u2019affermazione di carattere politico, ma solo por conformare una sua personale opinione che ha gi\u00e0 esposto nella relazione e di cui desidera resti traccia nel verbale.<\/p><p>Osserva anzitutto che nessuno pensa che lo Stato sia un organo di verit\u00e0 ed uno strumento di nuove rivelazioni, n\u00e9 che possa essere fonte di scienza e di morale. Lo Stato provvede solo ad organizzare l\u2019istruzione, in modo che essa sia fonte di scienza e di morale, attraverso la libert\u00e0 concessa alle indagini ed alle espressioni del pensiero. Rilevato, quindi, che in una parte della sua notevole relazione l\u2019onorevole Mouro sostiene che con l\u2019insegnamento religioso nelle scuole pubbliche lo Stato non assume alcuna responsabilit\u00e0 specifica, ma offre soltanto una opportunit\u00e0, \u00abin sede idonea\u00bb, di completare l\u2019istruzione e l\u2019educazione dei fanciulli con quell\u2019insegnamento di verit\u00e0 religiose che sono ricche di suggestioni morali, esprime la sua meraviglia di fronte all\u2019espressione \u00abin sede idonea\u00bb. Si domanda infatti come mai, essendoci la famiglia, che \u00e8 la prima assidua scuola di fede e di pratica religiosa, una Chiesa potentemente organizzata in Italia e nel mondo, una molteplicit\u00e0 di ricreatori educativi e religiosi frequentatissimi e bene attrezzati, ed in fine una scuola cattolica privata, che \u00e8 senz\u2019altro \u2013 come deve essere \u2013 una scuola confessionale; come mai, essendoci tutto ci\u00f2, possa ritenersi sede idonea a completare l\u2019istruzione del fanciullo con l\u2019insegnamento di verit\u00e0 religiose quella scuola media dove si debbono insegnare altre verit\u00e0, e dove l\u2019istruzione religiosa pu\u00f2 diventare, come diviene qualche volta, strumento fazioso di avversione politica. Non nega che l\u2019insegnamento religioso possa fare del bene, anche a chi non crede, ma solo quando l\u2019insegnante sia tale da far sentire la universalit\u00e0 del precetto evangelico; pu\u00f2 fare del bene, come ogni insegnamento morale, quando venga da una esperienza intima e da una intima esigenza. Mentre per i cattolici non la coscienza umana, ma Dio \u00e8 la norma suprema dell\u2019opera dell\u2019uomo, per molti del suo gruppo invece esiste una buona coscienza la quale, se anche non porta alla felicit\u00e0 celeste promessa dalla Chiesa, n\u00e9 alla felicit\u00e0 terrena che potrebbe risultare soltanto dal perfetto accordo e dalla perfetta armonia tra il proprio operato e la propria coscienza, pu\u00f2 essere di guida e di stimolo por una ascensione spirituale.<\/p><p>All\u2019argomentazione di parte democristiana che nei tempi attuali, in cui l\u2019anima della giovent\u00f9 \u00e8 come travolta da un torrente di dissoluzione, non suona male nella scuola la parola di un insegnante di religione, il quale faccia sentire tra i comandamenti terreni un comandamento divino, obietta che questa voce \u00e8 risuonata nella scuola media per circa venticinque anni e con quale risultato si pu\u00f2 oggi vedere. Ricorda che Herbert Spencer diceva che anche agli agnostici pi\u00f9 ostinati la simpatia impone il silenzio di fronte a coloro che nei patimenti, nei travagli della vita, traggono conforto dalla fede religiosa. Ma, a suo avviso, quella del silenzio sarebbe troppo scarsa offerta alla fede cattolica. Essa merita un\u2019offerta migliore; ed augura che nella scuola l\u2019opera dei cattolici sia feconda di bene, perch\u00e9 una morale, come quella del partito al quale appartiene, fondata sulla solidariet\u00e0 sociale, non pu\u00f2 essere in disaccordo con una morale predicata sinceramente in nome di Dio. I missionari che la Chiesa mander\u00e0 nella scuola vi troveranno un fecondo terreno di bonifica, ma questa missione non dovr\u00e0 essere affidata ad insegnanti di religione, bens\u00ec ai molti maestri cattolici delle scuole elementari, ai molti e valenti professori delle scuole medie e delle universit\u00e0.<\/p><p>Conclude assicurando che le sue parole contro l\u2019insegnamento religioso nelle scuole non sono ispirate da nessuna avversit\u00e0 contro la religione.<\/p><p>MORO, <em>Relatore<\/em>, ricorda di aver proposto una formula che mutava in un punto sostanzialmente l\u2019attuale disciplina dell\u2019insegnamento religioso nelle scuole, rinunciando all\u2019articolo inizialmente proposto nella sua relazione, nella speranza che ci\u00f2 servisse a facilitare rincontro tra le opposte tendenze. Ma, poich\u00e9, allo stato delle cose, sembra che questa intesa non sia possibile, si riserva di presentare una formula pi\u00f9 confacente al pensiero del suo gruppo ed all\u2019attuale disciplina giuridica della materia.<\/p><p>CEVOLOTTO, per mozione d\u2019ordine, osserva che, ove si debba studiare un\u2019altra formula, \u00e8 inutile discutere su quella attuale.<\/p><p>MARCHESI, <em>Relatore<\/em>, riaffermando di aver parlato in suo nome e di avere esposto la sua opinione personale, ricorda di aver detto all\u2019onorevole Moro, in sede di consultazione, che riteneva pi\u00f9 opportuno e pi\u00f9 consentaneo a quel principio di libert\u00e0, che nelle parole della Democrazia cristiana torna insistentemente, rifarsi a quella forma di regolamentazione della materia, in vigore in Italia dal 1873 fino alla riforma Gentile, che faceva obbligo ai Comuni di impartite l\u2019insegnamento religioso agli studenti i cui genitori ne facessero richiesta. Aveva inoltre aggiunto che, a suo avviso, la formula della legge Gentile era da ritenere lesiva e violentatrice della coscienza individuale, in quanto imponendo una richiesta di dispensa, implicava una dichiarazione di rinunzia esplicita e scritta: una confessione all\u2019aperto. Ora, mentre nessuna famiglia professante cattolica si asterrebbe certamente dal far domanda d\u2019insegnamento religioso, a meno che non lo ritenesse pernicioso agli effetti stessi della fede, non tutti i non professanti cattolici si adatterebbero a sottoscrivere una domanda di dispensa. Dichiara in proposito che egli stesso sarebbe esitante, perch\u00e9 una tale domanda potrebbe sembrare una dichiarazione di ateismo, che egli non si sentirebbe di sottoscrivere, se per ateismo si intende la sicura negazione di Dio.<\/p><p>MORO, <em>Relatore<\/em>, dichiara di essere partito dalla concezione dello Stato democratico, intendendolo soprattutto come Stato che riflette fedelmente gli indirizzi spirituali oltre che economici e politici della societ\u00e0.<\/p><p>Ritiene che un fatto incontestabile sia il diffuso sentimento religioso nell\u2019ambito del popolo italiano, sentimento raccolto in un\u2019unica professione religiosa, salvo esigue minoranze; condizione questa che rende nel nostro Paese particolarmente facile risolvere il problema del collegamento di una entit\u00e0 di cos\u00ec complessa natura, quale \u00e8 la scuola, con le aspirazioni profonde di ordine religioso del popolo italiano. Tiene a precisare che nessuna diffidenza preconcetta, nessuna sfiducia vi \u00e8 da parte sua e del suo gruppo nei confronti della scuola di Stato, proprio perch\u00e9 pensa che anche tale scuola debba riflettere le aspirazioni religiose e gli ideali della stragrande maggioranza del popolo italiano.<\/p><p>Secondo l\u2019onorevole Marchesi, la scuola non sarebbe la sede idonea per l\u2019insegnamento religioso. Dichiara di essere di avviso contrario, non per motivi polemici, ma per profonda convinzione; pur convenendo che l\u2019insegnamento religioso, cos\u00ec come si \u00e8 venuto impartendo negli ultimi anni tristi e caotici, non corrispondeva al pensiero ed alle aspirazioni di tutti, fa presente che altro sono le condizioni contingenti e altro \u00e8 il ritenere in linea di principio che la scuola non sia la sede idonea per l\u2019insegnamento religioso.<\/p><p>A suo avviso, nell\u2019istituto della scuola deve essere stabilita non soltanto la possibilit\u00e0 ma la necessit\u00e0, nel modo pi\u00f9 largo, pi\u00f9 libero, pi\u00f9 umano, di un insegnamento religioso che, per essere veramente fecondo, deve andare di pari passo col progresso nell\u2019ambito delle altre discipline del discente. Pur esistendo la potente organizzazione della Chiesa e gli oratori frequentati da numerosi giovani, non deve mancare proprio nella scuola, che \u00e8 il punto centrale della formazione spirituale del giovane, una parola che richiami l\u2019anima sua alla suprema ragione della vita. Mentre nell\u2019oratorio il ragazzo \u00e8 ancora soltanto se stesso, nella scuola egli comincia a sentirsi in qualche modo membro responsabile e cosciente di una societ\u00e0, ed \u00e8 consapevole, attraverso la preparazione scientifica che gli viene impartita, di assumere delle responsabilit\u00e0 nell\u2019ambito della vita sociale. Ed \u00e8 necessario in questo momento, allo scopo di raccogliere tutte le energie per la riedificazione morale della coscienza del nostro Paese, che nelle scuole si dica una parola la quale, non indirettamente come avviene in ogni insegnamento, ma direttamente, richiami alle supreme responsabilit\u00e0 dell\u2019uomo.<\/p><p>Ritiene inoltre che lo Stato non assuma alcuna responsabilit\u00e0 diretta e specifica permettendo d\u2019impartire l\u2019insegnamento religioso, perch\u00e9 con ci\u00f2 non fa altro che riconoscere la diffusa coscienza religiosa del popolo italiano e l\u2019esigenza di completare in senso unitario, ed al vertice della piramide, il complesso delle attivit\u00e0 di istruzione e di formazione dell\u2019individuo.<\/p><p>Per tali considerazioni, con sicura coscienza di cittadino prima che di credente, insiste perch\u00e9 nella Costituzione sia inserita una dichiarazione che garantisca alle famiglie cristiane del popolo la possibilit\u00e0 che i loro figliuoli trovino, anche nell\u2019ambito della scuola di Stato, adeguato insegnamento religioso per la formazione della loro personalit\u00e0.<\/p><p>CEVOLOTTO, poich\u00e9 si deve assentare dalla seduta per motivi urgenti, prega la Sottocommissione di tener presente che egli intende votare contro le formule proposte dall\u2019onorevole Moro, perch\u00e9 ritiene che la materia non debba far parte della Carta costituzionale, ma bens\u00ec dell\u2019ordinamento scolastico, e che le sedi pi\u00f9 adatte per l\u2019insegnamento religioso siano la famiglia e la Chiesa, e non la scuola.<\/p><p>TOGLIATTI ritiene che sia inevitabile allargare il campo della discussione, anche se da ci\u00f2 possa derivare un inasprimento della tensione tra le due parti contrapposte. Ricorda che all\u2019inizio del lavoro, essendo stato stabilito di non inserire nel testo costituzionale argomenti ideologici, egli, criticando alcune affermazioni contenute nella prima formula di articolo proposta in tema di rapporti civili dall\u2019onorevole La Pira, aveva detto di ritenere indegno di una persona religiosa chiedere che venissero affermati nel testo costituzionale princip\u00ee riguardanti l\u2019esistenza di Dio, in quanto chi crede in Dio non ha certamente bisogno di trovare gli argomenti della sua fede nella Carta costituzionale. A suo avviso, quindi, il tema religioso non interessa in s\u00e9, ma \u00e8 la questione politica che deve essere presa in considerazione. In realt\u00e0 oggi nelle scuole, quando s\u2019insegna la religione, si fa della politica, e per di pi\u00f9 della politica diretta specificamente contro l\u2019idea e la parte comunista.<\/p><p>A prova delle sue affermazioni, sottopone all\u2019esame dei Commissari il libro di testo di religione del sacerdote Onofrio Di Francesco, edito a Torino, dalla Societ\u00e0 Editrice Internazionale, nel 1945, IV edizione, intitolato <em>Ges\u00f9 Via<\/em> e adottato, ad esempio, nelle scuole di Empoli. Tale libro, che \u00e8 stato pubblicato in clima di libert\u00e0 riconquistata, senza pressioni del governo fascista e che porta l\u2019autorizzazione dell\u2019autorit\u00e0 ecclesiastica, \u00e8 un testo di propaganda politica contro il Partito comunista, che pure, nel clima attuale, \u00e8 un partilo legale, ufficialmente riconosciuto. Cita, ad esempio, la pagina 13, dove \u00e8 raffigurato un ladro che svaligia una cassaforte dopo avere accoltellato una persona eo che porta al collo un fazzoletto rosso; la pagina 30, nella quale si parla del peccato di divinazione e dove \u00e8 raffigurata una donna in atto di profetare, pure con un fazzoletto rosso al collo; la pagina 29 dove un gruppo di persone che stanno uccidendo un sacerdote sono raffigurate, sempre col fazzoletto rosso, con una divisa che ricorda quella dei partigiani; la pagina 108, nella quale un ladro, col fazzoletto rosso, \u00e8 raffigurato nell\u2019atto di essere tradotto alle carceri da due carabinieri. Insomma, dovunque sia rappresentato un violatore della legge umana o morale, il colpevole porta il fazzoletto rosso al collo. A suo avviso, la giustificazione di tutto ci\u00f2 si trova sia a pagina 47, dove sono raffigurati dei soldati che salutano fascisticamente la bandiera italiana, sia a pagina 117, dove si parla del decimo comandamento e dove \u00e8 scritto: \u00abIl socialismo e il comunismo vorrebbero spingere i poveri e gli umili proprio a questo peccato. Cominciano col toglier loro ogni fede in Dio e nella vita futura, riducendo tutta l\u2019esistenza umana alla materia e al ventre. Poi passano ad insegnare che l\u2019uomo non \u00e8 che una macchina che produce e consuma. Padrone di queste macchine umane sarebbe lo Stato, o meglio i caporioni che esercitano l\u2019autorit\u00e0 e la fanno da tiranni spietati e crudeli. La propriet\u00e0 sarebbe una ingiustizia ed un furto: dovrebbe passare allo Stato, cio\u00e8 ai capoccia amministratori dello Stato proletario, i quali poi se ne servirebbero per i loro comodi e per i loro stravizi, lasciando morire di miseria e di fame la povera gente. Chiunque si opponga a queste pazzesche pretese \u00e8 un nemico che bisogna annientare con qualsiasi mezzo. Delitti e brutalit\u00e0 di ogni genere, miseria e fame sono frutto dell\u2019utopia comunista\u00bb.<\/p><p>Di fianco a tale brano, come illustrazione, \u00e8 stampata una vignetta raffigurante una desolata visione di case in fiamme e una misera donna, sempre con il fazzoletto rosso al collo.<\/p><p>Ora egli si chiede se questo sia quell\u2019insegnamento religioso a cui con elevate parole si riferiva l\u2019onorevole Marchesi, o non sia piuttosto meschina propaganda politica divulgata sotto l\u2019immagine di Ges\u00f9.<\/p><p>Fa presente che molti concetti comunisti, cio\u00e8 di quell\u2019idea che il libro citato ha condannato, sono stati accolti dalla Sottocommissione e inseriti nella Carta costituzionale incontrando \u2013 come sul tema della propriet\u00e0 \u2013 la incondizionata approvazione dei colleghi della democrazia cristiana.<\/p><p>Afferma che, di conseguenza, la posizione del Partito comunista non pu\u00f2 che essere di assoluta negazione di fronte ad un insegnamento religioso che venga impartito nel modo che risulta da questo libro di testo ufficiale, cio\u00e8 come insegnamento di anticomunismo.<\/p><p>Ritiene che sia possibile arrivare ad un dibattito che non apra una scissione profonda fra i due partiti contrastanti solo a condizione che, sotto il manto religioso o dietro una copertina su cui \u00e8 l\u2019immagine di Ges\u00f9 Cristo, non si faccia passare la propaganda politica contro un partito o a favore di un partito.<\/p><p>Dichiara che il suo gruppo assumer\u00e0 una posizione di lotta aperta, se in luogo di concetti ed esposizioni spirituali da trattarsi con quell\u2019altezza di espressione che ha poco fa usato l\u2019onorevole Marchesi, si trover\u00e0 di fronte ad uno sfruttamento, in forme abbastanza volgari, di posizioni ideali a scopo di lotta politica.<\/p><p>Desidererebbe poi una spiegazione molto chiara circa la condotta tenuta dal gruppo democratico cristiano in occasione della discussione di questo articoli.<\/p><p>Dichiara di aver assunto nel corso della discussione un determinato atteggiamento ritenendo il gruppo di articoli ora in esame, che \u00e8 frutto di un accordo fra le due parti contrastanti, un tutto inscindibile di cui l\u2019articolo proposto \u00e8 una parte; e dichiara di considerare come una mancanza di sincerit\u00e0 o un eccesso di manovra la posizione assunta oggi dall\u2019onorevole Moro e dai colleghi del suo gruppo, i quali, ottenuto lo scopo di veder approvato alla quasi unanimit\u00e0 un altro articolo del medesimo testo di compromesso su cui la parte che egli rappresenta aveva rinunciato ad alcune delle proprie aspirazioni, hanno abbandonato la formula della facoltativit\u00e0 dell\u2019insegnamento religioso, contenuta nel testo concordato, per ritornare su quella opposta, da essi originariamente proposta, della facoltativit\u00e0 dell\u2019esenzione dall\u2019insegnamento.<\/p><p>MORO, <em>Relatore<\/em>, premesso che \u00e8 lontano dall\u2019intenzione sua e dei colleghi di gruppo sia di fare una manovra che di mancare di sincerit\u00e0, ricorda che, dopo un primo colloquio con l\u2019onorevole Marchesi \u2013 che pu\u00f2 dargli atto di quanto afferma \u2013 in cui si esaminarono le rispettive posizioni da un punto di vista generale, prepar\u00f2 un testo in cui teneva conto, nella massima misura possibile, delle osservazioni fatte dall\u2019onorevole Marchesi, al quale dichiar\u00f2, nel corso di un successivo colloquio, di riprendere una certa libert\u00e0 d\u2019azione su quei punti sui quali non si era potuto raggiungere un accordo, riservandosi anche di formulare un articolo che non era stato possibile concordare in quel momento, quando avesse chiarito quale posizione convenisse sostenere nell\u2019interesse ed in rapporto alle posizioni ideologiche del suo partito.<\/p><p>Riconosce di non aver fatto un\u2019esplicita riserva per un\u2019eventuale modifica dell\u2019articolo ora in esame, ma d\u2019altra parte osserva che, a suo parere, non vi \u00e8 tra l\u2019articolo approvato ieri e quello in discussione oggi, un collegamento tale per cui il voto dato nella seduta di ieri debba considerarsi condizionato alla discussione che si fa oggi.<\/p><p>MARCHESI, <em>Relatore<\/em>, trova strana la rapidit\u00e0 con cui il collega Moro ha annunciato la ripresa della sua prima formula e l\u2019abbandono dalla seconda, ancora prima che in seno alla Sottocommissione si fosse manifestato un proposito nettamente contrario all\u2019articolo in discussione.<\/p><p>D\u00e0 atto all\u2019onorevole Moro di quello che ha detto circa i colloqui intercorsi. Ricorda in proposito di avergli fatto notare durante l\u2019amichevole conversazione avuta con lui che non poteva, per suo conto, recedere dai suoi pensieri per ci\u00f2 che riguardava l\u2019utilit\u00e0 e l\u2019opportunit\u00e0 dell\u2019insegnamento religioso nella scuola; ma che non impegnava con questo la decisione del proprio partito, non escludendo che i compagni del partito comunista potessero addivenire ad un concordato anche su questo punto; e di aver proposto al collega Moro, per cercare di favorire un accordo, di convertire la nuova formula fascista gentiliana nella vecchia formula liberale, pur dichiarandogli che il suo voto sarebbe stato contrario.<\/p><p>MORO, <em>Relatore<\/em>, ricorda di aver fatto una riserva generica circa alcune modifiche eventuali da apportare alla fine della discussione.<\/p><p>PRESIDENTE aggiunge che, anche su sua domanda precisa, l\u2019onorevole Moro ha dato la medesima risposta che ora ha ripetuto.<\/p><p>TOGLIATTI, all\u2019osservazione dell\u2019onorevole Moro, il quale ha negato l\u2019esistenza di connessione fra gli articoli gi\u00e0 approvati e quello ora in esame, risponde che quella a cui l\u2019onorevole Moro alludeva \u00e8 una connessione tematica, mentre egli parlava di una connessione politica, per cui la posizione che si assume su una di queste questioni, ardenti sia per un partito che per l\u2019altro, tende a coinvolgere la posizione su tutte le altre; connessione politica per cui, come l\u2019accordo sulla affermazione dei diritti sociali faceva presumere che un accordo si sarebbe potuto avere anche sul problema della libert\u00e0 della scuola, cos\u00ec, a sua volta, l\u2019accordo sulla libert\u00e0 della scuola, dove il suo partito ha ceduto di pi\u00f9, poteva far presumere il raggiungimento di ulteriori punti di accordo anche su altre questioni, su posizioni pi\u00f9 vicine a quelle sostenute dal suo partito.<\/p><p>MORO, <em>Relatore<\/em>, a quanto ha gi\u00e0 osservato, aggiunge di aver fatto solo una riserva generica che non avrebbe concretato se l\u2019onorevole Cevolotto non lo avesse costretto a dire quello che egli non aveva intenzione di dire.<\/p><p>PRESIDENTE contesta, per ci\u00f2 che si riferisce al libro di cui ha parlato l\u2019onorevole Togliatti, che si tratti di un libro scolastico; se mai si potr\u00e0 trattare di esempi di lezioni che l\u2019autore propone per la scuola media; inoltre fa presente che il permesso concesso dall\u2019autorit\u00e0 ecclesiastica per la stampa di detto libro risale al 1941.<\/p><p>TOGLIATTI dichiara che quel libro gli \u00e8 stato spedito dai compagni di Empoli, i quali gli hanno assicurato che esso \u00e8 usato come libro di testo nelle scuole medie.<\/p><p>PRESIDENTE ad ogni modo assicura l\u2019onorevole Togliatti \u2013 che attraverso il suo discorso ha manifestato la sua preoccupazione di carattere politico, insistendo nel dire che l\u2019insegnamento religioso non deve essere insegnamento di un partito \u2013 che la democrazia cristiana, di cui fa parte, non \u00e8 un partito confessionale, e che all\u2019espressione \u00abinsegnamento religioso nella scuola\u00bb non deve affatto darsi l\u2019interpretazione di \u00abinsegnamento del programma della democrazia cristiana\u00bb.<\/p><p>LUCIFERO, a parte il fatto che, ammesso che il libro citato dall\u2019onorevole Togliatti sia un cattivo testo, ci\u00f2 non vuol dire che i princip\u00ee ai quali esso si ispira debbano essere necessariamente cattivi, osserva che l\u2019incidente test\u00e9 esaurito non \u00e8 interessante ai fini dell\u2019approvazione o meno della norma da inserire nella Costituzione.<\/p><p>\u00c8 invece grato all\u2019onorevole Togliatti per l\u2019impostazione veramente lineare ed onesta di un problema, la quale consente ad ognuno di discutere a viso aperto secondo le proprie ideologie e le proprie convinzioni. Allude all\u2019eterna questione dei contrasti nello spirito della Costituzione, che finora \u00e8 stato possibile soffocare in seno alla Sottocommissione, ma che \u2013 come aveva preveduto \u2013 si riaffacciano ad ogni svolta vitale in seguito alla determinazione di concezioni non conciliabili le quali, attraverso i compromessi, compromettono tutto e non risolvono nulla. Riconosce che la scissione profonda sulla questione ideologica e programmatica che si \u00e8 riusciti malamente a soffocare nel campo dei rapporti materiali, economici e sociali, non consente elasticit\u00e0 di compromesso, quando si entra nel campo dello spirito.<\/p><p>Dichiara poi di essere pienamente d\u2019accordo con l\u2019onorevole Moro, in quanto ritiene \u2013 poich\u00e9 la crisi che travaglia l\u2019Italia \u00e8 soprattutto crisi morale \u2013 che mai come oggi si debba curare la rieducazione morale del Paese, alla quale potr\u00e0 portare notevole contributo l\u2019insegnamento della religione.<\/p><p>Dichiara altres\u00ec di essere favorevole alla introduzione nella Carta costituzionale di un\u2019affermazione di principio che non costituisce un obbligo, ma una facolt\u00e0 di cui pu\u00f2 usare chi vuole e non usare chi non vuole.<\/p><p>A parte il fatto che, secondo il punto di vista cattolico, l\u2019educazione religiosa deve precedere quella umanistica e culturale, osserva che anche da un punto di vista pratico l\u2019esclusione della religione dalle materie di insegnamento nelle scuole di Stato porterebbe necessariamente l\u2019allontanamento di molti ragazzi di famiglie cattoliche da queste scuole ed il loro afflusso in quelle private nelle quali si pratica l\u2019insegnamento religioso.<\/p><p>Aggiunge che lo Stato potr\u00e0 vigilare per evitare quegli atteggiamenti tendenziosi di insegnanti e di testi a cui ha fatto riferimento l\u2019onorevole Togliatti.<\/p><p>Concludendo, dichiara di essere favorevole alla seconda formulazione proposta dallo onorevole Moro, la quale d\u00e0 la possibilit\u00e0 ai genitori di chiedere che ai loro figli venga impartito l\u2019insegnamento religioso.<\/p><p>BASSO riassume le ragioni della sua contrariet\u00e0 all\u2019articolo in esame. In primo luogo non ritiene che sia un articolo di rilevanza costituzionale, bens\u00ec materia specifica della legge scolastica, per cui considererebbe un errore, anche da parte dei fautori dell\u2019insegnamento religioso nelle scuole, l\u2019inserirlo nella Costituzione.<\/p><p>Aggiunge che qualora i democristiani, approfittando di una maggioranza lieve e momentanea, volessero imporre una tale norma, che urta contro la coscienza degli uomini del suo partito, costringerebbero questi ultimi ad affrettare i tempi per giungere ad una frattura e ad un procedimento di modifica della Costituzione, che non investirebbe pi\u00f9 soltanto l\u2019argomento in esame, ma anche altri su cui si \u00e8 giunti a transazioni.<\/p><p>Altro motivo di contrariet\u00e0 trova nel fatto che la religione non \u00e8 materia d\u2019insegnamento scolastico, ma \u00e8 cosa che si sente e per il cui insegnamento ci vogliono ambienti diversi, come la famiglia e la Chiesa.<\/p><p>Disapprova quindi la norma anche da un punto di vista giuridico, in quanto, violando il principio dell\u2019uguaglianza gi\u00e0 affermato, fa un trattamento di favore alla religione cattolica nei confronti delle altre; a meno di insegnare nelle scuole tutte le religioni.<\/p><p>Osserva infine che, se la formula che lo Stato assicura l\u2019insegnamento religioso nelle scuole viene messa in riferimento all\u2019altra, gi\u00e0 approvata, per la quale si pu\u00f2 ottenere la parificazione agli istituti statali a parit\u00e0 di condizioni didattiche, se ne pu\u00f2 trarre l\u2019interpretazione ortodossa e capziosa, che per ottenere il riconoscimento di una qualsiasi scuola di nuova costituzione bisogna metterla in condizioni di parit\u00e0 didattica con le scuole statali e quindi bisogna introdurvi l\u2019insegnamento religioso.<\/p><p>MASTROJANNI esprime il suo compiacimento per il fatto che nella dotta discussione non si sia mai intaccato lo spirito della religione, e nessuno ne abbia sostenuto l\u2019inutilit\u00e0, o ne abbia misconosciuta la profonda essenza educativa; viceversa, girando l\u2019ostacolo, si \u00e8 affermata l\u2019inopportunit\u00e0 dell\u2019insegnamento religioso per altre ragioni.<\/p><p>All\u2019onorevole Togliatti, che ha trattato delle finalit\u00e0 politiche che deve perseguire la Costituzione, osserva che se Aristotele ha definito l\u2019uomo \u00abanimale politico\u00bb, per significare che la tendenza politica \u00e8 insila nella natura umana e non deriva da un insegnamento successivo, altrettanto pu\u00f2 dirsi della necessit\u00e0 spirituale della religione; e la Costituzione quindi non pu\u00f2 trascurarla.<\/p><p>A ci\u00f2 aggiunge altro argomento: quello della coerenza con l\u2019atteggiamento fin qui costantemente tenuto, in quanto che si sono voluti finalizzare ed improntare ad una genesi spirituale i concetti di libert\u00e0 individuale; per la propriet\u00e0 e per ogni altro concetto sociale, economico e politico, egualmente se ne \u00e8 finalizzato il fondamento non attraverso un meccanismo puramente materialistico, ma attraverso concezioni teoriche di umana solidariet\u00e0.<\/p><p>Poich\u00e9 l\u2019unica Carta costituzionale immutabile e perpetua non contrasta menomamente con alcuna ideologia, lo Stato non pu\u00f2 prescindere dall\u2019insegnamento religioso, che \u00e8 bisogno spirituale di tutta l\u2019umanit\u00e0 e anche i dissenzienti potrebbero, attraverso ad esso, essere ricondotti sulla strada della verit\u00e0 e della giustizia, che solo promana dalla religione.<\/p><p>Per queste ragioni \u00e8 favorevole all\u2019articolo formulato dall\u2019onorevole Moro, n\u00e9 condivide le preoccupazioni dell\u2019onorevole Togliatti, il quale contesta l\u2019utilit\u00e0 dell\u2019insegnamento religioso, basandosi sul fatto di un libro per l\u2019insegnamento religioso compilato male e peggio orientato.<\/p><p>D\u2019altra parte, osserva che l\u2019insegnamento sar\u00e0 sottoposto all\u2019alta vigilanza dello Stato democratico, che non tollerer\u00e0 che un partito si serva della religione per avvantaggiare, con spirito di fazioso insegnamento, il partito stesso.<\/p><p>Tanto meno, poi, trova persuasivo l\u2019argomento dell\u2019onorevole Basso, che ha accennato ad una disparit\u00e0 di trattamento e alla necessit\u00e0 di uguale diritto alle altre religioni. Fa rilevare che in Italia il 99% della popolazione \u00e8 cattolica apostolica romana. Quella entit\u00e0 trascurabile che non trova possibilit\u00e0 d\u2019insegnamento in sede scolastica ha la pi\u00f9 assoluta libert\u00e0 d\u2019azione, in altra sede, e non \u00e8 escluso che possa anche ottenere nel nostro Stato democratico i mezzi per provvedervi, qualora ne faccia esplicita richiesta, e forse per interessamento della stessa organizzazione democratica cristiana, la quale non disconosce la libert\u00e0 delle altre religioni, perch\u00e9 nessuna ne pu\u00f2 temere.<\/p><p>DOSSETTI premette che prender\u00e0 in considerazione quasi esclusivamente le osservazioni dell\u2019onorevole Togliatti, dalle quali \u00e8 rimasto impressionato, come del resto un po\u2019 tutti, non tanto per la sostanza \u2013 trattandosi di argomenti di consistenza modestissima \u2013 quanto per l\u2019impegno dialettico e la forza drammatica delle sue espressioni. Crede d\u2019altra parte che lo stesso onorevole Togliatti non si sia nascosto che una questione di tale importanza non pu\u00f2 ritenersi esaurita dalle sue osservazioni e che, una volta usciti dal <em>pathos<\/em> che egli ha creato e riacquistata la padronanza di se stessi, si avverte subito lo scarsissimo rilievo delle ragioni a cui si \u00e8 appoggiato per sostenere la tesi negativa di fronte all\u2019articolo proposto. Infatti i suoi argomenti non provano la pericolosit\u00e0 o la non necessit\u00e0 dell\u2019insegnamento religioso, precisamente come non si potrebbe pensare di dimostrare che ci sia stato un abuso del sentimento religioso da parte di altri partiti, mediante certi manifesti elettorali che mostravano Cristo che dava pane alle turbe, oppure nel fatto che certi blocchi popolari nell\u2019Italia meridionale hanno assunto un simbolo religioso nella loro scheda di partito. Sono tutti abusi che sul momento possono creare una certa situazione di inferiorit\u00e0 nel contradittore, ma che non superano l\u2019essenza profonda della questione che si dibatte. \u00c8 per queste premesse che invita a considerare con realismo pi\u00f9 sereno il problema, che si \u00e8 voluto drammatizzare.<\/p><p>All\u2019accusa di mancanza di lealt\u00e0 o addirittura di manovra, mossa dallo stesso onorevole Togliatti all\u2019onorevole Moro, ha gi\u00e0 risposto l\u2019interessato; tuttavia desidera aggiungere che, con la semplicit\u00e0 con la quale si \u00e8 sempre proceduto finora nelle discussioni, \u00e8 accaduto anche all\u2019onorevole Marchesi di ritornare, sia pure in una questione di minore importanza, ad un testo prima enunciato, n\u00e9 alcuno ha creduto di farne motivo di rilievo o argomento per rimettere in discussione le decisioni gi\u00e0 prese.<\/p><p>Si domanda, quindi, che cosa ha inteso dire l\u2019onorevole Togliatti, affermando una connessione non tematica ma politica tra l\u2019articolo in esame e quelli gi\u00e0 approvati, e se ha inteso o meno alludere addirittura ad un condizionamento. In quest\u2019ultimo caso si potrebbe obiettare che era gi\u00e0 noto l\u2019articolo proposto inizialmente dall\u2019onorevole Moro, ed anche il successivo, e quindi era facile dedurne l\u2019atteggiamento del gruppo democristiano.<\/p><p>TOGLIATTI chiarisce che intendeva dire che su tale terreno non ci sono condizionamenti, ma interdipendenza.<\/p><p>DOSSETTI, pur convenendo sull\u2019interdipendenza esistente sia tra gli articoli gi\u00e0 approvati, sia tra questi e quello in esame, nonostante gli apprezzamenti e le accuse di compromesso dell\u2019onorevole Lucifero, dichiara che agli articoli sinora deliberati non ha inteso dare semplicemente un\u2019approvazione di convenienza o di negoziazione, ma un\u2019approvazione convinta. Vuole quindi pensare che come, senza riferirsi a nessun condizionamento o interdipendenza futura, i democristiani hanno espresso genuinamente il loro pensiero spontaneo e originale sulla materia economica e sociale, cos\u00ec pure l\u2019onorevole Togliatti, riconoscendo nella precedente seduta la libert\u00e0 della scuola, abbia effettivamente fatta un\u2019affermazione che rispondeva ad un suo profondo convincimento. Peraltro, il problema va riguardato con questo animo e con maggiore serenit\u00e0 senza legarlo, con impacci e condizionamenti eccessivi, sia a quanto gi\u00e0 si \u00e8 deliberato, sia a quanto ci si propone di deliberare.<\/p><p>Prende infine lo spunto da un accenno dell\u2019onorevole Togliatti ad un allargamento della questione, per riprendere quanto ha sostenuto brevemente nella riunione precedente, che cio\u00e8 la questione in esame \u00e8 risolvibile isolatamente, ma richiede necessariamente una valutazione generale dei rapporti tra il fenomeno religioso e la vita sociale e politica dello Stato italiano. Conclude facendo formale proposta di soprassedere all\u2019attuale discussione, che potrebbe risultare oziosa, e di trattare dell\u2019argomento in sede di esame del problema generale dei rapporti tra Stato e Chiesa, perch\u00e9 \u00e8 precisamente in funzione dell\u2019indirizzo che si seguir\u00e0 in questo campo, e della qualificazione che si far\u00e0 nello Stato italiano del fenomeno religioso e della situazione della Chiesa Cattolica, che la questione di cui si dibatte potr\u00e0 avere una soluzione piuttosto che un\u2019altra, ovvero anche non ricevere nella Carta costituzionale nessuna soluzione specifica. Difatti, pur non approvando le considerazioni estrinseche e superficiali con le quali l\u2019onorevole Basso ha giustificato la sua contrariet\u00e0 all\u2019articolo Moro, non esclude che si possa addivenire ad una tale sistemazione dei rapporti tra Chiesa e Stato, per cui la soluzione specifica del problema attuale nella Carta costituzionale possa divenire superflua, o non conveniente.<\/p><p>TOGLIATTI concorda con le conclusioni dell\u2019onorevole Dossetti.<\/p><p>LA PIRA rinuncia a confutare le dichiarazioni dell\u2019onorevole Basso, in seguito alla proposta Dossetti, che ha un carattere pregiudiziale.<\/p><p>DE VITA fa presente di essere contrario alla proposta Moro, ritenendo che ogni insegnamento dogmatico ostacoli il libero sviluppo del pensiero, dell\u2019arte e della scienza, giusta la nota proposizione che \u00above finisce il dogma comincia la ragione, e ove comincia la ragione finisce il dogma\u00bb. A ci\u00f2 va aggiunto che, comunque, non crede che l\u2019insegnamento religioso rientri tra le funzioni dello Stato.<\/p><p>PRESIDENTE pone ai voti la proposta di rinvio dell\u2019onorevole Dossetti.<\/p><p>TOGLIATTI, nel dichiarare che dar\u00e0 voto favorevole, raccomanda di sollecitare la presentazione della relazione sui rapporti tra lo Stato e la Chiesa.<\/p><p>BASSO dichiara di votare a favore, anche per il fatto che in tema di libert\u00e0 civili si \u00e8 ugualmente rinviata la questione alla stessa sede. Con tale precedente si \u00e8 gi\u00e0 dimostrato di voler affrontare il problema dei rapporti tra Chiesa e Stato nella sua totalit\u00e0.<\/p><p>LUCIFERO non vede come l\u2019argomento interferisca con i rapporti tra Chiese e Stato; esso riguarda, a suo avviso, soltanto quest\u2019ultimo, che dovr\u00e0 consentire o meno che una determinata materia formi oggetto di insegnamento nelle scuole. D\u2019altra parte nota che le correnti pi\u00f9 direttamente interessate sono d\u2019accordo sul rinvio e perci\u00f2 si astiene dal voto, anzich\u00e9 votare contro come sarebbe sua intenzione.<\/p><p>MASTROJANNI dichiara di astenersi dalla votazione per le stesse ragioni esposte dal l\u2019onorevole Lucifero.<\/p><p>DE VITA, essendo del parere che la questione si deve risolvere in questa sede, dichiara che voter\u00e0 contro.<\/p><p>(<em>La proposta di rinvio \u00e8 approvata con<\/em> 9 <em>voti favorevoli, 2 astenuti ed 1 contrario<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE pone in discussione l\u2019ultimo articolo proposto dai Relatori Moro e Marchesi, cos\u00ec formulato: \u00abI monumenti artistici, storici e naturali del Paese costituiscono patrimonio nazionale ed in qualsiasi parte del territorio della Repubblica sono sotto la protezione dello Stato\u00bb.<\/p><p>Prega il Relatore Marchesi di volerlo illustrare.<\/p><p>MARCHESI, <em>Relatore<\/em>, ritiene che le ragioni del suddetto articolo siano cos\u00ec evidenti e di tanta imponenza da dispensarlo da particolari illustrazioni. Proporrebbe piuttosto una nuova formula pi\u00f9 sintetica:<\/p><p>\u00abI monumenti artistici, storici e naturali, in qualsiasi parte del territorio della Repubblica, sono sotto la protezione dello Stato\u00bb.<\/p><p>MORO, <em>Relatore<\/em>, accetta la nuova formula.<\/p><p>MASTROJANNI non \u00e8 contrario alla nuova formula proposta, ma desidererebbe sostituire il termine \u00abvigilanza\u00bb alla parola \u00abprotezione\u00bb, la quale, in ultima analisi, potrebbe determinare l\u2019assurda interpretazione di dare diritto ai privati di pretendere dallo Stato la manutenzione dei monumenti artistici e storici di loro propriet\u00e0, dando cos\u00ec luogo anche ad eventuali speculazioni.<\/p><p>LUCIFERO si dichiara favorevole al termine \u00abprotezione\u00bb, che d\u00e0 maggiormente l\u2019idea dei compiti dello Stato in questo campo. Richiama l\u2019attenzione sul fatto che per incuria dello Stato o mancanza della necessaria manutenzione da parte dei proprietari che non ne hanno la possibilit\u00e0, stanno andando in rovina monumenti meravigliosi e opere d\u2019arte di interesse nazionale di inestimabile valore. Ritiene perci\u00f2 che sia anche nelle intenzioni dell\u2019onorevole Marchesi che questo patrimonio comune della Nazione sia tutelato, chiunque ne sia il possessore.<\/p><p>Per questo motivo, anzi, non sarebbe contrario a stabilire, in sede di legge speciale, che le opere d\u2019arte di interesse nazionale che sono in godimento di privati che non hanno la possibilit\u00e0 di mantenerle, possano essere espropriate.<\/p><p>MARCHESI, <em>Relatore<\/em>, \u00e8 anch\u2019egli dell\u2019avviso che sia preferibile il termine \u00abprotezione\u00bb, perch\u00e9 lo Stato in tanto \u00e8 protettore dei monumenti artistici e storici, in quanto pu\u00f2 imporre a coloro che ne hanno la propriet\u00e0 e la possibilit\u00e0 di provvedere alla manutenzione e in caso contrario intervenire direttamente.<\/p><p>TOGLIATTI \u00e8 d\u2019accordo con l\u2019onorevole Marchesi che lo Stato debba prendere le misure necessarie, perch\u00e9 o un quadro famoso di una collezione, o un palazzo storico, o qualsiasi altro monumento che appartenga a un privato, non vada distrutto per mancanza di mezzi o per trascuratezza. Con questo non si vuole per\u00f2 intendere che lo Stato debba assumersi il carico della manutenzione di tutti i tesori artistici e storici del Paese, anche se appartenenti a privati, ma che debba intervenire decisamente quando tale manutenzione non si attui in modo effettivo.<\/p><p>MASTROJANNI non ha nulla in contrario ad un intervento dello Stato, purch\u00e9 si dica esplicitamente che qualsiasi esproprio debba essere motivato specificatamente. La parola \u00abvigilanza\u00bb gli sembrava il termine pi\u00f9 sostanzialmente adatto, nel senso anche di proteggere oltre che vigilare.<\/p><p>DE VITA non ritiene opportuno usare la parola \u00abvigilanza\u00bb, che esprime il concetto di vigilare su di una attivit\u00e0 che in effetti non \u00e8 esercitata dai privati. Crede perci\u00f2 preferibile la parola \u00abprotezione\u00bb.<\/p><p>MORO, <em>Relatore<\/em>, per maggior precisione proporrebbe la seguente dizione: \u00abI monumenti storici, artistici e naturali, a chiunque appartengano ed in qualsiasi parte del territorio della Repubblica, sono sotto la protezione dello Stato\u00bb.<\/p><p>MARCHESI, <em>Relatore<\/em>, \u00e8 d\u2019accordo.<\/p><p>PRESIDENTE mette ai voti la dizione proposta dall\u2019onorevole Moro.<\/p><p>(<em>\u00c8<\/em> <em>approvata all\u2019unanimit\u00e0<\/em>).<\/p><p>Discussione sulla famiglia.<\/p><p>PRESIDENTE nota che, salva la riserva espressa in materia di insegnamento religioso, pu\u00f2 dirsi esaurito il tema affidato agli onorevoli Marchesi e Moro.<\/p><p>Data l\u2019assenza di uno dei Relatori sul tema dei diritti politici, l\u2019onorevole Mancini, propone di porre in discussione il tema della famiglia, affidato ai Relatori Iotti Leonilde e Corsanego.<\/p><p>(<em>La Sottocommissione concorda<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Fa presente che su questo argomento la terza Sottocommissione ha centralizzato il suo pensiero nel seguente articolo:<\/p><p>\u00abLa Repubblica assicura alla famiglia le condizioni economiche necessarie per la sua difesa e il suo sviluppo.<\/p><p>\u00abQualora la famiglia si trovi nella impossibilit\u00e0 di educare i figli, \u00e8 compito dello Stato di provvedervi. Tale educazione si deve compiere nel rispetto della libert\u00e0 dei cittadini\u00bb.<\/p><p>Prega i Relatori di fare un succinto riassunto delle loro relazioni.<\/p><p>CORSANEGO, <em>Relatore<\/em>, ridurr\u00e0 la sua relazione ai minimi termini, non perch\u00e9 l\u2019argomento non abbia la sua importanza, ma perch\u00e9 trattasi di princip\u00ee su cui vi \u00e8 un accordo generale, nel senso di riconoscere la natura preminente e fondamentale dell\u2019istituto della famiglia nella compagine della societ\u00e0 civile. Anche non essendo riuscito a formulare un\u2019articolazione unica con la onorevole Iotti, fa presente che le due formulazioni sono in parte talmente simili come concetto, da potersi facilmente sostituire l\u2019una all\u2019altra.<\/p><p>Ritiene invece utile accennare ai motivi di dissenso per cui non \u00e8 stato possibile giungere ad una formulazione unica. In via pregiudiziale, la onorevole Iotti non ha creduto di far propria l\u2019affermazione di principio che egli ha inserito nel suo primo articolo. Anche da un punto di vista sistematico, dopo l\u2019affermazione del diritto della persona umana, ritiene che bisogna affermare il diritto della famiglia e poi quello della comunit\u00e0. Quindi, in tale articolo ha tenuto a porre in evidenza la preesistenza del diritto originario e imprescrittibile che ha la famiglia per la sua costituzione, finalit\u00e0 e difesa, mentre nell\u2019articolo successivo si dichiara che lo Stato non crea questo diritto che \u00e8 preesistente, ma lo riconosce, lo tutela e lo difende.<\/p><p>Il secondo punto di disaccordo concerne l\u2019eguaglianza dei genitori fra loro, in quanto per la onorevole Iotti i diritti e doveri del padre e della madre sono identici. Pur essendo d\u2019accordo che sia oramai superato il concetto della inferiorit\u00e0 della donna che non ha pi\u00f9 bisogno dell\u2019autorizzazione maritale per la stipulazione di negozi giuridici, non si sentiva di sconvolgere il diritto della famiglia ad avere un capo, che per la natura stessa della famiglia, deve essere il padre.<\/p><p>Il terzo punto di disaccordo verte sulla scelta delle norme che la legge deve dettare per la protezione della famiglia illegittima. La Correlatrice, infatti, vorrebbe che fosse affermato nella Costituzione il principio che i figli illegittimi debbono avere la stessa identica posizione giuridica di quelli legittimi. Gli sembra che con tale affermazione si verrebbe a distruggere la stessa famiglia, permettendo anche l\u2019inclusione in essa di elementi estranei, pure contro la volont\u00e0 dell\u2019altro coniuge, costituendo cos\u00ec una fonte di infiniti dissensi ed un pregiudizio anche alla unit\u00e0 del patrimonio familiare. D\u2019altra parte, dato che i figli illegittimi debbono avere anch\u2019essi una giusta tutela, ha affermato che lo Stato deve dettare lo norme per la loro protezione.<\/p><p>Altro punto non proprio di disaccordo, ma di differenziazione, \u00e8 in ordine alla indissolubilit\u00e0 del matrimonio. A tale proposito la onorevole Iotti, pur avendo dichiarato che non avrebbe posto ostacoli all\u2019affermazione della indissolubilit\u00e0 matrimoniale, nel senso cio\u00e8 che non avrebbe fatto proposte relative al divorzio, non si \u00e8 sentita d\u2019altra parte di accedere alla dichiarazione opposta, cio\u00e8 che lo Stato garantisce l\u2019indissolubilit\u00e0 del matrimonio. Personalmente non ritiene invece che si possa tacere su questo punto fondamentale, perch\u00e9 in tal modo si lascerebbe aperta la via al legislatore di potere indifferentemente pronunciarsi per l\u2019indissolubilit\u00e0 del matrimonio o per il divorzio. Poich\u00e9 per i democristiani il divorzio rappresenta la dissoluzione della famiglia ed un germe velenoso per il suo affermarsi, come si \u00e8 dimostrato in tutti i Paesi dove esso \u00e8 ammesso, ha voluto mettere il principio che la Costituzione deve garantire l\u2019indissolubilit\u00e0 della famiglia, secondo la tradizione giuridica italiana per la quale il matrimonio \u00e8 il <em>consortium omnis vitae.<\/em><\/p><p>Per rendere pi\u00f9 semplice la discussione, propone che si dia lettura degli articoli, facendo seguire ad ognuno di quelli suggeriti da un Relatore, il corrispondente proposto dall\u2019altro Relatore; aggiunge, che nei casi in cui le due formule saranno coincidenti nel concetto informatore, la Sottocommissione potr\u00e0 liberamente scegliere la dizione che riterr\u00e0 pi\u00f9 opportuna, mentre nei casi in cui vi sar\u00e0 discordanza di opinioni, si aprir\u00e0 il dibattito.<\/p><p>IOTTI LEONILDE, <em>Relatrice<\/em>, riconosce che l\u2019onorevole Corsanego ha messo bene in luce i punti di accordo e di disaccordo fra i due ordini di proposte.<\/p><p>Spiegando le ragioni per le quali non si \u00e8 arrivati a un accordo completo, osserva che la prima concerne il riconoscimento della famiglia, nei cui riguardi l\u2019onorevole Corsanego vuole fare una dichiarazione di principio di una posizione ideologica, a cui non pu\u00f2 associarsi, mentre la sua formulazione consiste semplicemente nel riconoscimento di un diritto dato dalla legge alla famiglia.<\/p><p>La seconda riguarda l\u2019uguaglianza giuridica dei coniugi, a proposito della quale l\u2019onorevole Corsanego \u2013 che \u00e8 d\u2019accordo sul principio \u2013 vorrebbe affermare il diritto della patria potest\u00e0 spettante al marito, mentre la dizione da lui proposta riconosce semplicemente un\u2019uguaglianza giuridica, cos\u00ec come \u00e8 gi\u00e0 stato fatto in altre parti della Costituzione.<\/p><p>Osserva infine che l\u2019onorevole Corsanego non \u00e8 favorevole \u2013 circa la terza questione riguardarne i figli illegittimi \u2013 alla formula da lei proposta, perch\u00e9 ritiene che possa ledere l\u2019istituto della famiglia. Fa presente che tale dizione riconosce ai figli illegittimi le stesse condizioni giuridiche fatte ai legittimi e non afferma il principio \u2013 come ha detto l\u2019onorevole Corsanego \u2013 che i figli illegittimi debbano essere accolti nell\u2019ambito della famiglia. Ritiene quindi che una disposizione del genere non venga a ledere l\u2019istituto della famiglia, ma a tutelarlo, perch\u00e9 il fatto di ammettere che i figli illegittimi abbiano le stesse condizioni giuridiche dei legittimi costituir\u00e0 un freno alla procreazione di figli fuori del matrimonio.<\/p><p>Per quanto poi riguarda il punto fondamentale di dissenso sull\u2019opportunit\u00e0 o meno di considerare nella Costituzione il principio dell\u2019indissolubilit\u00e0 del matrimonio, riconosce che l\u2019onorevole Corsanego ha esposto esattamente il concetto da lei sostenuto, ossia di essere contraria ad affermare ci\u00f2 nella Carta costituzionale, pur non essendo contrario a fissare tale principio nella legge ordinaria.<\/p><p>PRESIDENTE d\u00e0 lettura dei testi proposti dai due Relatori, facendo rilevare come su alcuni di essi l\u2019accordo possa considerarsi raggiunto, mentre altri si differenziano fra loro non soltanto per la forma ma anche per la sostanza.<\/p><p>Pone poi a raffronto il testo del primo articolo proposto dall\u2019onorevole Corsanego con la prima parte del primo articolo proposto dalla onorevole Iotti: ed osserva che questi articoli, pur avendo una uguale impostazione, sono per\u00f2 di contenuto diverso.<\/p><p>CORSANEGO, <em>Relatore<\/em>, rileva che il concetto che ha ispirato la formulazione della prima parte dell\u2019articolo da lui proposto corrisponde a quello contenuto nella prima parte dell\u2019articolo proposto dalla onorevole Iotti; mentre nella seconda parte le opinioni non sono pi\u00f9 concordanti.<\/p><p>PRESIDENTE domanda alla onorevole Iotti se consente che la discussione abbia luogo sulla formula proposta dall\u2019onorevole Corsanego: \u00abLo Stato riconosce la famiglia come unit\u00e0 naturale e fondamentale della societ\u00e0\u00bb.<\/p><p>IOTTT LEONILDE, <em>Relatrice<\/em>, dichiara di non rinunciare alla sua formula.<\/p><p>PRESIDENTE apre la discussione sulla formula Corsanego gi\u00e0 letta e su quella Iotti: \u00abLo Stato riconosce e tutela la famiglia, quale fondamento della prosperit\u00e0 materiale e morale dei cittadini e della Nazione\u00bb.<\/p><p>TOGLIATTI osserva che, mentre la formula proposta dall\u2019onorevole Corsanego \u00abunit\u00e0 naturale e fondamentale della societ\u00e0\u00bb \u00e8 a suo parere equivoca e costituisce una definizione astratta della famiglia, quella della onorevole Iotti, che considera la famiglia quale fondamento della prosperit\u00e0 materiale e morale dei cittadini e della Nazione, si riferisce a qualche cosa di molto concreto, e stabilisce non solo il riconoscimento, ma anche la tutela della famiglia. Prospetta perci\u00f2 l\u2019opportunit\u00e0 che tale formula \u2013 che \u00e8, a suo parere, pi\u00f9 soddisfacente \u2013 sia inclusa nella Costituzione.<\/p><p>CORSANEGO, <em>Relatore<\/em>, spiega che la prima parte della formula da lui proposta ha la sua ragione d\u2019essere, in quanto si attacca alla seconda parte, e quindi non pu\u00f2 essere considerata come una norma a s\u00e9 stante.<\/p><p>L\u2019articolo da lui proposto dice infatti:<\/p><p>\u00abLo Stato riconosce la famiglia come l\u2019unit\u00e0 naturale e fondamentale della societ\u00e0, con i suoi diritti originari inalienabili e imprescrittibili concernenti la sua costituzione, la sua finalit\u00e0 e la sua difesa\u00bb.<\/p><p>LUCIFERO non \u00e8 del parere dell\u2019onorevole Corsanego e ritiene che la prima parte dell\u2019articolo: \u00abLo Stato riconosce la famiglia come l\u2019unit\u00e0 naturale e fondamentale della societ\u00e0\u00bb, sia un\u2019entit\u00e0 a s\u00e9 stante e costituisca un\u2019affermazione di un principio, dal quale derivano tutte le logiche conseguenze di cui in seguito si parla tanto nel testo Corsanego quanto in quello Iotti.<\/p><p>Contrariamente a quanto sostiene l\u2019onorevole Togliatti, trova chiaro il concetto esposto in tale formulazione, con cui si chiarisce che la famiglia \u00e8 la prima comunit\u00e0 umana, il primo aggregato sociale in cui l\u2019individuo si unisce ad altri in un organismo unitario: ed aggiunge che a suo parere tale norma potrebbe invece dar luogo a discussioni od a perplessit\u00e0 se si integrasse con la seconda parte dell\u2019articolo.<\/p><p>DE VITA limiterebbe l\u2019articolo ad una semplice affermazione di principio: \u00abLo Stato riconosce e tutela la famiglia\u00bb, sopprimendo la rimanente parte delle due formulazioni, le quali ovviamente hanno un diverso fondamento ideologico.<\/p><p>DOSSETTI domanda all\u2019onorevole De Vita che cosa significhi dire: \u00abLo Stato riconosce la famiglia\u00bb.<\/p><p>DE VITA risponde che intende affermare che lo Stato riconosce nella famiglia una realt\u00e0 naturale.<\/p><p>LUCIFERO si domanda come lo Stato potrebbe non riconoscere una realt\u00e0 la quale si riconosce da s\u00e9.<\/p><p>DOSSETTI non comprende che cosa significhi l\u2019espressione: \u00abLo Stato riconosce la famiglia\u00bb, se non si dice che cosa lo Stato riconosca nella famiglia.<\/p><p>DE VITA ritiene giusta l\u2019osservazione dell\u2019onorevole Rossetti. Insiste per\u00f2 sulla opportunit\u00e0 di sopprimere la seconda parte dell\u2019articolo o di trovare una formulazione diversa.<\/p><p>ROSSETTI riconosce che non \u00e8 il caso di dare una definizione \u2013 che \u00e8 pericolosa \u2013 ma che occorre stabilire un determinato <em>status<\/em> giuridico. Chiede perci\u00f2 all\u2019onorevole De Vita di suggerire una formula in cui, evitando una vera e propria definizione, si affermi tale <em>status<\/em> giuridico; in caso contrario ci si dovr\u00e0 limitare all\u2019espressione generica: \u00abLo Stato tutela la famiglia\u00bb, che \u00e8 una garanzia di carattere concreto materiale, economico e sociale, ma non costituisce alcuno stato giuridico.<\/p><p>MASTROJANNI, premesso che nell\u2019articolo Corsanego trova superflua la seconda parte, ove si ribadiscono le conseguenze logiche del riconoscimento della famiglia, mentre l\u2019articolo Iotti non considera la famiglia stessa dal suo punto di vista biologico e naturale come mezzo di procreazione, propone di riunire i due articoli nella seguente formula che, a suo avviso, soddisfa le esigenze di natura scientifica e quelle di natura etica: \u00abLo Stato riconosce e tutela la famiglia quale fondamento naturale della societ\u00e0 e come mezzo di prosperit\u00e0 morale e materiale dei cittadini e della Nazione\u00bb.<\/p><p>CORSANEGO, <em>Relatore<\/em>, trova felice la fusione dei concetti, ma non \u00e8 disposto a rinunciare senz\u2019altro all\u2019affermazione che la famiglia ha dei diritti originari preesistenti alla costituzione dello Stato, e che questo non pu\u00f2 fare a meno di riconoscere.<\/p><p>BASSO dichiara di avere cercato, nel corso della discussione, di individuare il contenuto giuridico degli articoli proposti, senza riuscire a rendersi conto se uno ve ne sia e quale. Ha quindi l\u2019impressione che ci si trovi di fronte ad uno dei soliti articoli definitori contro i quali gi\u00e0 si \u00e8 pronunciata una condanna. In modo particolare, poi, teme le conseguenze giuridiche di un\u2019affermazione come quella dell\u2019onorevole Corsanego, sulle finalit\u00e0 della famiglia: non \u00e8 infatti escluso che essa potrebbe far ritenere anticostituzionale perfino il fatto che due coniugi non vogliano procreare; il che significherebbe violare il campo delle libert\u00e0 fondamentali del cittadino.<\/p><p>N\u00e9 pu\u00f2 approvare l\u2019aggettivo \u00abnaturale\u00bb, contro il quale ha gi\u00e0 avuto occasione di pronunciarsi. Se con questo si intendesse fare un\u2019affermazione storica nel senso di considerare la famiglia come la prima forma naturale della societ\u00e0, si direbbe un\u2019eresia scientifica, poich\u00e9 lo Stato riconosce oggi una determinata famiglia che \u00e8 il frutto di un\u2019evoluzione storica.<\/p><p>D\u2019altra parte non trova soddisfacente neppure l\u2019articolo della onorevole Iotti, perch\u00e9 non \u00e8 sicuro che la famiglia sia il fondamento della prosperit\u00e0 materiale e morale dei cittadini e della Nazione. Egli pensava che si dovesse dire soltanto: \u00abLo Stato tutela la famiglia\u00bb, ma poich\u00e9 questo risulta dagli articoli successivi, crede sia partito migliore sopprimere la prima parte dell\u2019articolo Iotti e l\u2019intero primo articolo Corsanego, passando alle forme concrete di tutela giuridica della famiglia.<\/p><p>LA PIRA invita i Commissari a mantenere il problema nei suoi giusti termini. Crede che ciascuno, pensando alla propria famiglia, non possa non convenire: 1\u00b0) che sia una collettivit\u00e0 organica di persone; 2\u00b0) che, come tale, abbia una sua costituzione e una sua finalit\u00e0; 3\u00b0) che esistano dei diritti che ne regolano la struttura e le finalit\u00e0, immanenti all\u2019organismo familiare ed anteriori all\u2019ordinamento statale. Nota, quindi, che la preoccupazione dell\u2019onorevole Corsanego \u00e8 appunto quella di mettere in luce il carattere organico del gruppo familiare, le finalit\u00e0 educative e materiali che si propone, e l\u2019originariet\u00e0 dei suoi diritti.<\/p><p>Ci\u00f2 posto, giova rilevare le conseguenze importanti che derivano da tali affermazioni riguardo ai tre punti sui quali si \u00e8 manifestato il dissenso tra i due Relatori. Dal fatto che la famiglia abbia una sua costituzione e dei diritti ad essa connessi, discende il criterio della indissolubilit\u00e0 del vincolo; in quanto \u00e8 una collettivit\u00e0 organica in cui ciascun membro ha un suo statuto, evidentemente, il figlio illegittimo non pu\u00f2 essere equiparato in tutto e per tutto al legittimo; infine, poich\u00e9 \u00e8 un organismo, ci deve essere \u2013 come in ogni organismo \u2013 chi governa, e questo sar\u00e0 appunto il capo della famiglia. Quindi, i punti di dissenso tra la onorevole Iotti e l\u2019onorevole Corsanego si ricollegano tutti a questa concezione organica della famiglia, e l\u2019unico problema da esaminare \u00e8 se tale concezione sia esatta o meno.<\/p><p>CEVOLOTTO si preoccupa delle conseguenze che l\u2019onorevole La Pira ha tratto dalla concezione organica della famiglia, le quali lo inducono a ritenere che abbia perfettamente ragione l\u2019onorevole Basso nel sostenere la pericolosit\u00e0 dell\u2019affermazione contenuta nella formula Corsanego.<\/p><p>Quanto alla prima \u2013 la indissolubilit\u00e0 del matrimonio \u2013 osserva che \u00e8 inutile sollevare oggi la questione del divorzio che \u00e8 inattuale ed inopportuna in ogni senso, n\u00e9 risponde alla odierna situazione politica ed all\u2019opinione pubblica prevalente. Non c\u2019\u00e8 dunque alcun motivo di temere le conseguenze del silenzio della Costituzione in questo campo. Basti ricordare che il problema del divorzio fu affrontato alla Camera dei Deputati in altri tempi, quando le condizioni per discuterne politicamente erano diverse dalie attuali, dando luogo ad una discussione elevatissima ma senza alcun risultato pratico.<\/p><p>Come \u00e8 inopportuno dunque sollevare tale questione in questo momento, altrettanto pu\u00f2 dirsi della situazione dei figli illegittimi che la civilt\u00e0 moderna deve sforzarsi di rendere diversa il meno possibile da quella dei figli legittimi, per non far ricadere le colpe del genitore su chi non ha domandato di venire al mondo.<\/p><p>Trova pertanto preferibile, come ha proposto l\u2019onorevole Basso, non partire da premesse che possano rendere difficile una discussione ed un eventuale accordo, ma prendere senz\u2019altro in esame le norme positive a tutela della famiglia.<\/p><p>DOSSETTI invita a prescindere momentaneamente dagli articoli proposti e dalle considerazioni dei colleghi del suo partito, che portano inevitabilmente l\u2019attenzione sulle conseguenze, per gettare invece uno sguardo sul fondo del problema che ancora non \u00e8 stato toccato, ed in merito al quale si ripromette di fare una dichiarazione esplicita e formale.<\/p><p>Premesso che poc\u2019anzi, trattandosi dell\u2019insegnamento religioso, l\u2019onorevole Togliatti ha creduto opportuno impostare una questione politica, ed esprimere con grande schiettezza e lealt\u00e0 il suo punto di vista, dichiara di essere costretto a fare altrettanto in ordine al complesso di norme in esame. Per il suo partito, quello che si sta dibattendo \u00e8 il problema fondamentale di tutta la Costituzione. Indubbiamente vi sono anche altre parti della Costituzione che ad esso stanno a cuore, ma questa assume un\u2019importanza assolutamente eccezionale. Nota che su ci\u00f2 pu\u00f2 richiamare l\u2019attenzione dei colleghi anche per il motivo evidente che in questa materia non pu\u00f2 sorgere in alcun modo la supposizione di un, sia pur indiretto, interesse politico e di partito.<\/p><p>In tema di insegnamento religioso si \u00e8 potuto insinuare il sospetto che i democristiani tentassero di concretare una determinata struttura giuridica che potesse in qualche maniera risalire a loro vantaggio o a svantaggio di altre parti; ora invece si ha di fronte un problema che ha un valore esclusivamente etico e che perci\u00f2 non pu\u00f2 in nessun modo essere considerato problema di parte. Assicura pertanto che esso ha per il suo partito lo stesso carattere di quello affrontato all\u2019inizio dei lavori, dei diritti fondamentali della persona e della tutela assoluta ed incondizionata della sicurt\u00e0 della vita umana.<\/p><p>Dal punto di vista democristiano, come esiste una priorit\u00e0 dei diritti essenziali della persona alla vita ed alla libert\u00e0, rispetto a qualunque legge positiva, tale che nessuna legge positiva potrebbe legittimare un\u2019offesa alla sicurt\u00e0 della persona stessa, cos\u00ec esistono dei diritti primordiali e fondamentali della famiglia, del tutto pari a quelli della persona, intangibili ed anteriori a qualunque riconoscimento della legge positiva.<\/p><p>Perci\u00f2 ha invitato a prescindere dalle conseguenze che da questa dichiarazione preliminare possono discendere, e che non sono le conseguenze che ne ha voluto ricavare l\u2019onorevole Basso, in una forma paradossale ed assurda, che cio\u00e8 si debba arrivare necessariamente alla coattivit\u00e0 della funzione procreativa; e nemmeno quelle che ha voluto sottolineare l\u2019onorevole Cevolotto in ordine alla situazione dei figli illegittimi, perch\u00e9, quando si discuter\u00e0 dell\u2019argomento, apparir\u00e0 che l\u2019uguaglianza che egli sostiene, in un certo senso, i democratici cristiani sono disposti ad ammetterla. Essa non \u00e8 che una rivendicazione ed una reazione contro tutta una legislazione che dura da 150 anni a questa parte, e precisamente dalla Rivoluzione francese in poi; la quale ha preso le mosse dal disconoscimento di una posizione di anteriorit\u00e0 della persona rispetto allo Stato, affermando la pretesa da parte di quest\u2019ultimo di dettare alla famiglia una disciplina sua, anche in quello che essa ha di pi\u00f9 intimo e di pi\u00f9 essenziale, di pi\u00f9 collegato inevitabilmente alle sorgenti stesse dell\u2019essere ed alle ragioni fondamentali della vita umana.<\/p><p>Ripete che il suo partito considera di importanza capitale un\u2019affermazione nella Carta costituzionale, con cui si riconosca l\u2019esistenza e la naturalit\u00e0 della famiglia con alcuni diritti \u2013 che potranno formare oggetto di una determinazione successiva \u2013 anteriori a qualunque intervento o riconoscimento da parte dello Stato. Avverte che su questo punto la sua parte \u00e8 pronta ad impegnarsi a fondo, sicura di difendere una tesi la quale non \u00e8 di partito, ma \u00e8 premessa essenziale per la ricostruzione del Paese. Fa presente che con questo, naturalmente, non \u00e8 che si voglia cristallizzare la famiglia in certe superstrutture che potevano essere, o meno, storicamente giustificate 150 anni fa o anche in tempi pi\u00f9 recenti; bens\u00ec si vuole, se mai, liberarla dalla ganga esteriore, per individuarne il nucleo essenziale ed aprirla \u2013 attraverso le norme che si verranno stabilendo \u2013 a quella vocazione sociale gi\u00e0 riconosciuta alla persona, che giustamente le compete e che ha come presupposto l\u2019intangibilit\u00e0 naturale dell\u2019organismo familiare.<\/p><p>I democristiani non si dissimulano che alla base di questa tesi sta un\u2019impostazione ideologica che non pu\u00f2 essere condivisa da tutti. Ma come \u00e8 stato possibile trovare un punto di accordo col riconoscimento concreto del diritto fondamentale della persona, cos\u00ec si augura che anche per la famiglia si possa egualmente arrivare ad un\u2019affermazione di questo diritto anteriore, intoccabile ed intangibile. Un contrasto su questo principio non sarebbe giustificabile da qualsiasi sospetto di parte, avendo invece un valore esclusivamente etico, quale affermazione di una vera premessa della ricostruzione.<\/p><p>LUCIFERO, premesso che gran parte del suo pensiero \u00e8 stata gi\u00e0 esposta dall\u2019onorevole Dossetti, ritiene assolutamente necessaria un\u2019affermazione di principio in tale campo, sia perch\u00e9 rientra nei compiti della Sottocommissione, sia perch\u00e9 il diritto della famiglia costituisce la seconda fase dei diritti della persona. Quando l\u2019onorevole Dossetti parlava di sicurt\u00e0 della famiglia, il suo pensiero andava al principio della inviolabilit\u00e0 del domicilio, considerando la famiglia come una casa in cui la vita si esplica. Non ritiene pertanto che si possa fare a meno di consacrare nella Costituzione che la famiglia \u00e8 un\u2019entit\u00e0 naturale preesistente ad ogni stato dell\u2019uomo, come logica conseguenza dell\u2019affermazione di principio fatta sulla persona umana che vive, prima di ogni altro luogo, nella sua famiglia.<\/p><p>BASSO si rende perfettamente conto delle osservazioni dell\u2019onorevole Dossetti; per\u00f2 fa presente che chiedendo la soppressione pura e semplice di questo articolo, non era ispirato dal concetto di menomare l\u2019istituto della famiglia che anzi, unitamente ai suoi colleghi, intende difendere, bens\u00ec mirava ad eliminare un articolo dal quale non solo non discende nessuna conseguenza giuridica, ma in cui si pongono delle affermazioni di principio, collegato all\u2019ideologia di una parte dei colleghi.<\/p><p>Messo nel nulla tale articolo, \u00e8 convinto che sulle norme concrete della famiglia non vi sar\u00e0 quasi alcun contrasto, ma solo qualche lieve differenziazione, potendosi, tutto al pi\u00f9, affermare che l\u2019indissolubilit\u00e0 matrimoniale sia piuttosto materia di legge, che di Costituzione.<\/p><p>Si dichiara infine contrario ad ogni affermazione di principio, essendo dell\u2019avviso che gli articoli della Costituzione devono essere l\u2019espressione di norme giuridiche e non di princip\u00ee ideologici.<\/p><p>MORO \u00e8 dolente di essere in disaccordo con l\u2019onorevole Basso sul valore giuridico dell\u2019articolo. Non si tratta infatti di una affermazione ideologica di parte, ma della conseguenza logica di quanto sancito nel primo articolo della Costituzione, in cui si \u00e8 riconosciuto che lo Stato, con i suoi organismi sociali e politici, ha dei limiti naturali. Ammesso il fatto \u2013 che per i democristiani rappresenta una delle basi fondamentali della democrazia \u2013 che lo Stato come organismo politico e sociale nasce dall\u2019uomo, considerato non isolatamente, ma come centrato in tutta la sfera sociale in cui si espande, poich\u00e9 la famiglia \u00e8 la cerchia sociale nella quale l\u2019uomo si esprime pi\u00f9 naturalmente, va considerata, in quanto tale, come un limite dello Stato, non nel senso comune della parola, ma come garanzia della stessa democrazia. Il valore giuridico dell\u2019affermazione contenuta nell\u2019articolo in discussione sta quindi nel riconoscere costituzionalmente che lo Stato ha dinanzi a s\u00e9 delle realt\u00e0 autonome da cui esso stesso prende le mosse, sia pure a sua volta influenzandole. Questa concezione dello Stato, che ritiene liberale, \u00e8 stata consacrata nell\u2019articolo dell\u2019onorevole Corsanego, riallacciandosi a quanto \u00e8 stato affermato nel primo articolo in materia dei diritti dell\u2019uomo e delle formazioni sociali in cui esso si concreta.<\/p><p>MASTROJANNI non crede che possa passarsi alla fissazione dei concetti concreti giuridici della famiglia senza preliminarmente stabilire quale \u00e8 la concezione etica della famiglia nello Stato, in quanto nessuna norma giuridica pu\u00f2 essere affermata, se non trae origine dalla morale collettiva. Distinguere quindi tra i due termini, morale e diritto, ritenendo che si possa fare una affermazione del secondo, prescindendo dal primo, gli sembra impossibile. Come successione logica, bisogna invece premettere la norma naturale generale da cui discende poi la norma codificata, cos\u00ec come ha fatto lo onorevole Corsanego. Tale affermazione di principio \u00e8 necessaria anche per evitare che lo Stato, riconoscendo la famiglia solo come una entit\u00e0 giuridica e di natura economica e sociale, possa in qualche modo incrinane la compagine e l\u2019autonomia. Crede che se non si facesse oggi un\u2019affermazione di principio, quale \u00e8 stata sancita nel primo articolo dello onorevole Corsanego, si correrebbe il rischio di dare la prevalenza al riconoscimento dell\u2019individuo come entit\u00e0 a s\u00e9 stante, trascurando i diritti della famiglia. Quindi sia come conseguenza logica, sia per coerenza con quanto approvato in precedenza, ritiene che debba essere in modo solenne affermato questo principio, come preambolo delle successive norme giuridiche.<\/p><p>TOGLIATTI propone la seguente formula che rappresenta, a suo avviso, una conciliazione tra i princip\u00ee democristiani e quelli del suo partito: \u00abLa famiglia \u00e8 riconosciuta come naturale associazione umana ed \u00e8 tutelata allo scopo di accrescere la prosperit\u00e0 materiale e la solidit\u00e0 morale della nazione\u00bb.<\/p><p>MASTROJANNI dissente da tale formula, perch\u00e9 il definire la famiglia solamente quale associazione naturale potrebbe portare la conseguenza di considerarla come una entit\u00e0 materiale, affermatasi per fenomeno associativo ma priva di etica: questa deve invece prevalere, anche secondo quello che era il concetto del diritto romano, per il quale il matrimonio era basato principalmente sulla <em>affectio maritalis<\/em>, e considerato come una necessit\u00e0 spirituale di convivenza, da cui discendevano particolari diritti patrimoniali. Se si accettasse invece il principio affermato dall\u2019onorevole Togliatti, si rappresenterebbe la famiglia esclusivamente dal punto di vista materialistico, senza affermare quella sua essenza di spiritualit\u00e0, la quale giustifica l\u2019unione di esseri umani che, attraverso questa <em>affectio<\/em> perfetta e perenne, procura ai figli i mezzi di vita e di educazione.<\/p><p>TOGLIATTI non comprende come la formula di cui ha dato lettura possa dare luogo a preoccupazioni, dal momento che ha inteso allacciarsi al concetto dell\u2019onorevole Corsanego.<\/p><p>MASTROJANNI ripete che la formula dell\u2019onorevole Togliatti, parlando di associazioni umane, non d\u00e0 alla famiglia il suo principale carattere che \u00e8 quello di un connubio spirituale.<\/p><p>MORO ha anch\u2019egli qualche difficolt\u00e0 ad accettare la formula dell\u2019onorevole Togliatti, ma pi\u00f9 che sulle parole \u00abassociazione umana\u00bb, i suoi dubbi si appuntano sulle parole: \u00ab\u00e8 tutelata allo scopo di incrementare la prosperit\u00e0 materiale\u00bb. Desidererebbe infatti che la famiglia fosse tutelata in se stessa, e non per lo scopo della prosperit\u00e0 materiale. Come si \u00e8 detto per l\u2019individuo, che \u00e8 tutelalo innanzi tutto in vista di salvaguardare la sua personalit\u00e0 e poi in vista della societ\u00e0, cos\u00ec dovrebbe essere anche per la famiglia. Pertanto, senza escludere dalla discussione la formula proposta dall\u2019onorevole Togliatti, propone la seguente dizione: \u00abLo Stato riconosce i diritti inalienabili della famiglia come gruppo originario e fondamento naturale della societ\u00e0, alla cui prosperit\u00e0 morale e materiale essa d\u00e0 insostituibile incremento\u00bb.<\/p><p>BASSO prende la parola per una mozione d\u2019ordine. Data la molteplicit\u00e0 delle proposte, riterrebbe opportuno che fossero incaricati due o tre membri della Sottocommissione di raccogliere tutto il materiale e di presentare una formulazione che possa essere accettata da tutti.<\/p><p>CEVOLOTTO \u00e8 d\u2019accordo con l\u2019onorevole Basso. Consiglierebbe per\u00f2 di non usare i termini \u00abinalienabile e imprescrittibile\u00bb, che non gli sembrano i pi\u00f9 adatti dato il loro particolare significato giuridico.<\/p><p>PRESIDENTE, nel riassumere la discussione, rilegge le proposte di articoli gi\u00e0 presentati dagli onorevoli Corsanego, Iotti, Mastrojanni, Togliatti e Moro, nonch\u00e9 la seguente dell\u2019onorevole Dossetti che \u00e8 comprensiva anche di concetti contenuti in altri articoli:<\/p><p>\u00abLo Stato riconosce i diritti della famiglia quale unit\u00e0 naturale della societ\u00e0 fondata sul matrimonio indissolubile e destinata alla educazione dei figli\u00bb.<\/p><p>D\u00e0 quindi lettura della formula dell\u2019onorevole La Pira:<\/p><p>\u00abLo Stato riconosce i diritti della famiglia quale unit\u00e0 naturale e fondamentale della societ\u00e0\u00bb.<\/p><p>Rende infine noto che l\u2019onorevole De Vita ha dichiarato di non insistere sulla proposta precedentemente presentata.<\/p><p>Personalmente proporrebbe la seguente dizione:<\/p><p>\u00abLa famiglia \u00e8 una societ\u00e0 di diritto naturale e come tale lo Stato la riconosce e tutela\u00bb.<\/p><p>Tale dizione sarebbe cos\u00ec modificata dallo onorevole Corsanego:<\/p><p>\u00abLa famiglia \u00e8 una societ\u00e0 naturale e come tale lo Stato la riconosce e ne tutela i diritti\u00bb.<\/p><p>Prega quindi gli onorevoli Corsanego, Iotti e Dossetti di preparare una formulazione che possa trovare il consenso della Sottocommissione.<\/p><p>CEVOLOTTO fa presente l\u2019opportunit\u00e0 che ai tre membri, componenti il Comitato costituito per predisporre il testo degli articoli concernenti la famiglia, se ne aggiunga un altro, rappresentante le correnti di sinistra, al fine di raggiungere un certo equilibrio di opinioni.<\/p><p>PRESIDENTE propone che del Comitato siano chiamati a far parte, oltre ai due Relatori, gli onorevoli Togliatti e Moro; e che esso tenga la prima riunione nella mattinata di domani.<\/p><p>(<em>Cos\u00ec rimane stabilito<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>La seduta termina alle 20.50.<\/p><p><em>Erano presenti:<\/em> Basso, Cevolotto, Corsanego, De Vita, Dossetti, Iotti Leonilde, La Pira, Lucifero, Marchesi, Mastrojanni, Merlin Umberto, Moro, Togliatti e Tupini.<\/p><p><em>Assenti giustificati:<\/em> Carisitia, Grassi e Mancini.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Versione PDF ASSEMBLEA COSTITUENTE COMMISSIONE PER LA COSTITUZIONE PRIMA SOTTOCOMMISSIONE 31. 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