{"id":5080,"date":"2023-10-15T22:41:30","date_gmt":"2023-10-15T20:41:30","guid":{"rendered":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=5080"},"modified":"2023-11-02T22:45:58","modified_gmt":"2023-11-02T21:45:58","slug":"martedi-29-ottobre-1946","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=5080","title":{"rendered":"MARTED\u00cc 29 OTTOBRE 1946"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"5080\" class=\"elementor elementor-5080\" data-elementor-post-type=\"post\">\n\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-c0a912e elementor-section-full_width elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"c0a912e\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-aca57e2\" data-id=\"aca57e2\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-3624f2b elementor-align-right elementor-widget elementor-widget-button\" data-id=\"3624f2b\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"button.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-button-wrapper\">\n\t\t\t\t\t<a class=\"elementor-button elementor-button-link elementor-size-sm\" href=\"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/19461029sed030ps.pdf\" target=\"_blank\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-content-wrapper\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-icon\">\n\t\t\t\t<i aria-hidden=\"true\" class=\"icon icon-view\"><\/i>\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-text\">Versione PDF<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-c0dc6cb elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"c0dc6cb\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p>ASSEMBLEA COSTITUENTE<\/p><p>COMMISSIONE PER LA COSTITUZIONE<\/p><p>PRIMA SOTTOCOMMISSIONE<\/p><p>30.<\/p><p>RESOCONTO SOMMARIO<\/p><p>DELLA SEDUTA DI MARTED\u00cc 29 OTTOBRE 1946<\/p><p>PRESIDENZA DEL PRESIDENTE <strong>TUPINI<\/strong><\/p><p><strong>INDICE<\/strong><\/p><p><strong>I princip\u00ee dei rapporti sociali (culturali) <\/strong>(<em>Seguito della discussione<\/em>)<\/p><p>Lucifero \u2013 Presidente \u2013 Marchesi, <em>Relatore \u2013 <\/em>Moro, <em>Relatore \u2013 <\/em>Togliatti \u2013 Basso \u2013 Merlin Umberto \u2013 Mastrojanni \u2013 Dossetti \u2013 De Vita \u2013 La Pira \u2013 Cevolotto.<\/p><p>La seduta comincia alle 17.20.<\/p><p>Seguito della discussione sui princip\u00ee dei rapporti sociali (culturali).<\/p><p>LUCIFERO dichiara che, essendo costretto ad assentarsi e data l\u2019eventualit\u00e0 che venissero prese deliberazioni contrarie al punto di vista da lui gi\u00e0 espresso sulla questione della scuola, si riserva di risollevare la questione alla prima occasione.<\/p><p>PRESIDENTE chiede ai Relatori se hanno concordato qualche articolo da sottoporre all\u2019esame della Sottocommissione.<\/p><p>MARCHESI, <em>Relatore<\/em>, risponde che non \u00e8 stato ancora raggiunto l\u2019accordo sull\u2019articolo gi\u00e0 esaminato nella seduta precedente, ma ritiene che possa esserlo nel corso della discussione.<\/p><p>Domanda se non sia ormai tempo di riesaminare e votare quella parte del secondo comma dell\u2019articolo secondo, rimasta sospesa: \u00abLo Stato detta le norme generali in materia di istruzione e vigila sull\u2019andamento degli studi\u00bb.<\/p><p>MORO, <em>Relatore<\/em>, crede che si possa venire incontro al desiderio dell\u2019onorevole Marchesi non appena si sar\u00e0 giunti ad una conclusione circa l\u2019articolo in esame.<\/p><p>MARCHESI, <em>Relatore<\/em>, dichiara che, senza l\u2019approvazione dell\u2019inciso che attribuisce allo Stato il diritto e il dovere alla vigilanza sull\u2019andamento degli studi, non potrebbe tranquillamente votare l\u2019articolo in discussione.<\/p><p>MORO, <em>Relatore<\/em>, propone che l\u2019inciso e l\u2019articolo siano discussi contemporaneamente, in modo da fissare nei corso della discussione i princip\u00ee a cui ci si vuole ispirare nell\u2019uno e nell\u2019altro tema. In un secondo tempo ci si potr\u00e0 mettere d\u2019accordo sull\u2019ordine della votazione.<\/p><p>MARCHESI, <em>Relatore<\/em>, dichiara che a suo parere l\u2019inciso costituisce una premessa fondamentale.<\/p><p>PRESIDENTE ritiene che la linea di discussione proposta dall\u2019onorevole Moro sia accettabile.<\/p><p>TOGLIATTI dichiara che la sua preoccupazione era quella di evitare che il tema in discussione potesse dar luogo a un dissenso non superabile, in modo da costringere il suo gruppo ad astenersi dalla votazione di articoli subordinati ad uno gi\u00e0 respinto, aprendo cos\u00ec un disaccordo fondamentale. Al fine di evitare tale dissenso, propone un articolo che accoglie alcuni punti sui quali la Commissione si \u00e8 manifestata d\u2019accordo. Circa il punto di disaccordo, che era quello della parit\u00e0 di trattamento per gli allievi degli istituti privati, propone una soluzione di compromesso, nel senso che si parli di parit\u00e0 di trattamento a parit\u00e0 di condizioni didattiche controllate dallo Stato. Inoltre propone di aggiungere un punto relativo al conferimento delle provvidenze, a favore degli alunni capaci e meritevoli, mediante pubblico concorso. In definitiva, l\u2019articolo che egli propone sarebbe cos\u00ec formulato:<\/p><p>\u00abLa scuola privata \u00e8 libera ed ha pieno diritto alla libert\u00e0 di insegnamento.<\/p><p>\u00abLa legge, nel fissare i diritti e gli obblighi della scuola privata e nel determinare i requisiti per la sua parificazione, le assicura una libert\u00e0 effettiva e, a parit\u00e0 di condizioni didattiche controllate dallo Stato, garantisce agli alunni degli istituti privati parit\u00e0 di trattamento.<\/p><p>\u00abTutte le provvidenze statali a favore degli alunni capaci e meritevoli, sono conferite mediante pubblici concorsi\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE apre la discussione generale sull\u2019articolo proposto dall\u2019onorevole Togliatti.<\/p><p>MORO, <em>Relatore<\/em>, premette che da parte sua non vi \u00e8 alcuna difficolt\u00e0 ad accettare l\u2019inciso pregiudiziale al quale aveva accennato l\u2019onorevole Marchesi e che riguardava il potere dello Stato di dettare norme generali in materia di istruzione e la sua vigilanza sul buon andamento degli studi.<\/p><p>Per quanto riguarda l\u2019articolo proposto dall\u2019onorevole Togliatti, propone alcune modifiche. Dove \u00e8 scritto: \u00abscuole private\u00bb, sostituire: \u00abscuole non statali\u00bb, dizione che ritiene pi\u00f9 corretta, in quanto nell\u2019attuale legislazione la scuola privata rappresenta una sottospecie della scuola non statale; dove si dice: \u00abassicura una libert\u00e0 effettiva\u00bb, dire invece: \u00abdeve assicurare una libert\u00e0 effettiva\u00bb; alla dizione: \u00abcontrollate dallo Stato\u00bb, sostituire: \u00aba tenore dell\u2019ordinamento scolastico\u00bb; e infine dopo le parole: \u00abTutte le provvidenze statali a favore degli alunni capaci e meritevoli\u00bb, aggiungere l\u2019inciso: \u00aba qualsiasi scuola appartengano\u00bb.<\/p><p>MARCHESI, <em>Relatore<\/em>, rileva con piacere che si \u00e8 ormai sulla via di un accordo. Tuttavia, giacch\u00e9 si vuole anticipare nella Carta costituzionale un regolamento scolastico, ritiene che sia bene essere precisi.<\/p><p>I Commissari democristiani hanno richiesto la parit\u00e0 di trattamento e vogliono che questa parit\u00e0 sia indicata nella Carta costituzionale, pur ammettendo il controllo dello Stato. Hanno dato cos\u00ec prova di fine accorgimento nell\u2019attribuire al problema scolastico e alla scuola privata quella grandissima importanza che effettivamente hanno nella vita della Nazione, non soltanto per le sorti della cultura, ma anche per l\u2019educazione della coscienza nazionale e popolare. Essi chiedono sia stabilita una parit\u00e0 effettiva fra scuola non statale e scuola statale. Ora, poich\u00e9 la scuola statale \u00e8 continuamente soggetta al controllo dello Stato attraverso i capi di istituto e il corpo ispettivo, allo stesso controllo deve essere sottoposta la scuola privata, altrimenti non vi sarebbe parit\u00e0 di trattamento, ma intollerabile disparit\u00e0. Occorre, inoltre, vi sia parit\u00e0 nella scelta del personale didattico; e poich\u00e9 lo Stato assume soltanto personale incluso nella graduatoria dei concorsi e gli insegnanti delle scuole pubbliche, quando non vi sia carenza di insegnanti effettivi, sono i vincitori di concorsi pubblici, anche gli insegnanti delle scuole private devono essere scelti tra i vincitori dei concorsi, come avviene all\u2019Universit\u00e0 Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Rileva infine un accordo sostanziale nella parte dell\u2019articolo che parla delle sovvenzioni statali. Dichiara perci\u00f2 che, affinch\u00e9 la parit\u00e0 sia garantita tanto alla scuola privata quanto alla scuola pubblica, \u00e8 doveroso accettare parola per parola, senza alcuna modificazione, la proposta conciliativa dell\u2019onorevole Togliatti.<\/p><p>Domanda infine all\u2019onorevole Moro per quale ragione egli ha proposto che l\u2019espressione: \u00abcontrollate dallo Stato\u00bb, sia sostituita dall\u2019altra: \u00aba tenore dell\u2019ordinamento scolastico\u00bb, che riporta questo controllo ad un futuro incerto.<\/p><p>MORO, <em>Relatore<\/em>, dichiara che si tratta di ragioni di indole psicologica, essendo chiaro che le condizioni didattiche non possono essere stabilite se non dallo Stato. Fa presente che da parte sua non vi \u00e8 alcuna intenzione di cambiare la sostanza della disposizione; ma l\u2019onorevole Marchesi si deve rendere conto che gli ambienti sociali rappresentati dalla Democrazia cristiana hanno desiderio di una larghezza maggiore e di una maggiore libert\u00e0. Ora, dicendo: \u00abordinamento scolastico\u00bb, espressione che richiama il potere dello Stato nei confronti della scuola statale e non statale, si raggiunge lo stesso risultato, adottando per\u00f2 una dizione che incontrer\u00e0 senza dubbio una maggiore simpatia.<\/p><p>MARCHESI, <em>Relatore<\/em>, dichiara che, pur comprendendo le ragioni psicologiche addotte dall\u2019onorevole Moro, resta fermo nel principio che la parit\u00e0 debba essere intesa nel senso che quelle garanzie che si vogliono assicurare alla societ\u00e0 rispetto alla scuola statale siano pure assicurate nei confronti della scuola non statale.<\/p><p>MORO, <em>Relatore<\/em>, osserva che, dal punto di vista sostanziale, non ha nulla da obiettare circa l\u2019espressione: \u00aba parit\u00e0 di condizioni didattiche\u00bb, in quanto che si stabilisce un criterio di paragone tra le due scuole e si dice che entrambe debbono soddisfare ad esigenze fondamentali in ordine alle condizioni didattiche.<\/p><p>Ritiene che l\u2019onorevole Marchesi possa essere del pari soddisfatto, poich\u00e9 si garantiscono tutte le esigenze alle quali egli tiene, anche facendo riferimento all\u2019ordinamento scolastico, anzich\u00e9 al controllo dello Stato. Infatti, vi \u00e8 la parit\u00e0 didattica tra un ordine di scuole e l\u2019altro, e il rinvio, per assicurare la parit\u00e0 di trattamento, all\u2019ordinamento scolastico che \u00e8 fissato dallo Stato; con la qual cosa si ammette in linea di principio l\u2019intervento dello Stato per accertare, nelle forme che sembreranno di volta in volta opportune, la continua sussistenza di quella parit\u00e0 di condizioni didattiche che \u00e8 fondamento per la parit\u00e0 di trattamento.<\/p><p>TOGLIATTI dichiara di preferire la formula da lui presentata e di non comprendere perch\u00e9 l\u2019onorevole Moro insista nell\u2019emendamento proposto, dato che in sostanza esso \u00e8 gi\u00e0 compreso, anche se non \u00e8 detto espressamente, nell\u2019articolo. Lo Stato non controller\u00e0 certamente la scuola per mezzo della polizia, ma lo far\u00e0 attraverso una legge per mezzo di ispettori scolastici. Del resto \u00e8 stato gi\u00e0 detto che l\u2019ordinamento scolastico \u00e8 fissato dallo Stato.<\/p><p>Per questi motivi si dichiara contrario alla modificazione proposta.<\/p><p>MORO, <em>Relatore<\/em>, ripete che l\u2019emendamento \u00e8 ispirato soltanto da una considerazione di carattere psicologico e che non vi sono sottintesi di sorta.<\/p><p>MARCHESI, <em>Relatore<\/em>, osserva che l\u2019espressione: \u00abcontrollate dallo Stato\u00bb, indica un procedimento sicuro, quasi meccanico. Lo Stato controlla attraverso gli organi ispettivi. L\u2019espressione: \u00aba tenore dell\u2019ordinamento scolastico\u00bb, non ha la stessa certezza e la stessa meccanicit\u00e0, perch\u00e9 l\u2019ordinamento scolastico potrebbe anche abolire in futuro l\u2019ufficio ispettivo.<\/p><p>MORO, <em>Relatore<\/em>, replica che se l\u2019ordinamento scolastico abolisse l\u2019ufficio ispettivo, non ci sarebbe nessuna obiezione da fare.<\/p><p>MARCHESI, <em>Relatore<\/em>, precisa che la corrente politica da lui seguita vuole che questo procedimento di controllo sia indicato in sede costituzionale, ed imposto al legislatore.<\/p><p>BASSO fa presente di essersi astenuto fino a questo momento dall\u2019intervenire nella discussione, ritenendo che fosse pi\u00f9 opportuno non parlare del problema della scuola in sede costituzionale.<\/p><p>Dichiara di riservarsi in sede di Commissione plenaria la facolt\u00e0 di proporre la soppressione di tutti gli articoli riguardanti la scuola.<\/p><p>Comunque, ritenendo inutile un atteggiamento di pura astensione, dichiara che la sua opinione, nella questione in discussione, concorda con quella dell\u2019onorevole Marchesi. Non ritiene che la formula proposta dall\u2019onorevole Moro offra quella garanzia che giustamente l\u2019onorevole Togliatti e l\u2019onorevole Marchesi chiedono. L\u2019ordinamento scolastico potrebbe sopprimere questo controllo. Ora egli \u00e8 disposto a votare il resto dell\u2019articolo soltanto nel caso che si fissi al legislatore l\u2019obbligo di istituire un controllo, affinch\u00e9 la parit\u00e0 didattica sia assicurata.<\/p><p>MERLIN UMBERTO fa presente che l\u2019onorevole Moro ha dichiarato prima che, contemporaneamente o subito dopo l\u2019articolo da lui emendato, sar\u00e0 approvato quel capoverso rimasto sospeso, nel quale si dice che: \u00abLo Stato detta le norme generali in materia di istruzione\u00bb. Quanto esprime l\u2019onorevole Marchesi \u00e8 gi\u00e0 contenuto in questa formula generica che dovrebbe soddisfare tutte le sue preoccupazioni.<\/p><p>Ritiene che, per questi motivi, i deputati comunisti potrebbero con maggiore tranquillit\u00e0 votare a favore dell\u2019emendamento proposto dall\u2019onorevole Moro. \u00c8 necessario che essi comprendano lo stato d\u2019animo dei deputati democratici cristiani, i quali hanno votato contro l\u2019articolo proposto dall\u2019onorevole Lombardi, proprio perch\u00e9 da un lato si affermava la libert\u00e0 della scuola privata e dall\u2019altro le si mettevano le catene.<\/p><p>MASTROJANNI ritiene che in questa discussione la sensibilit\u00e0 soggettiva si sia sostituita al dovere della obiettivit\u00e0. Qui non si tratta di affermare i princip\u00ee comunisti, n\u00e9 quelli democristiani, n\u00e9 quelli di altri partiti. Si deve fare una Costituzione che sia espressione della vera e sana democrazia, che \u00e8 basata anche sul controllo. Non avrebbe nulla in contrario a che la scuola privata potesse intervenire nel controllo della scuola statale, ed avesse il diritto di denunciare alla pubblica opinione quanto in essa potesse contrastare con il generale orientamento etico del Paese. Ritiene anzi che sul controllo reciproco non sia il caso di discutere, perch\u00e9 togliendo ai cittadini, agli enti, allo Stato e ai privati il diritto di controllarsi a vicenda, si distruggerebbe l\u2019essenza stessa della democrazia.<\/p><p>Per queste ragioni, prescindendo da altre considerazioni che potrebbero essere fatte, si dichiara favorevole al principio del controllo stabilito in modo esplicito nella Carta costituzionale.<\/p><p>PRESIDENTE invita l\u2019onorevole Mastrojanni a proporre un emendamento conclusivo del suo pensiero, poich\u00e9 nell\u2019articolo proposto dall\u2019onorevole Togliatti si parla solo di controllo da parte dello Stato sulla scuola privata, e non anche della possibilit\u00e0 del controllo della scuola privata sulla scuola statale.<\/p><p>DOSSETTI fa presente che sulla sostanza dell\u2019articolo tutti sono d\u2019accordo, e che i Commissari di parte democristiana si sono impegnati a votare la proposizione dell\u2019onorevole Marchesi, precedentemente accantonata, in cui \u00e8 detto che lo Stato detta le norme generali in materia di istruzione e che l\u2019andamento degli studi \u00e8 sotto la sua vigilanza. Osserva che, se questa proposizione fosse stata gi\u00e0 approvata, probabilmente a nessuno sarebbe venuto in mente di parlare ancora di un controllo da parte dello Stato sulla parit\u00e0 delle condizioni didattiche, perch\u00e9 \u00e8 evidente che questa parit\u00e0 deve essere assicurata dal potere normativo che lo Stato ha in ordine a tutta la scuola.<\/p><p>Quindi, riconoscendo il principio della vigilanza generale dello Stato secondo la formula proposta dall\u2019onorevole Marchesi (che se si desidera una garanzia pratica potrebbe avere la precedenza nella votazione), il ripetere \u00abcontrollate dallo Stato\u00bb viene ad essere superfluo. I Commissari di parte comunista devono rendersi conto delle ragioni di carattere puramente psicologico che inducono i democristiani ad augurarsi che tali parole siano soppresse nell\u2019articolo in discussione. Se, per maggiore chiarezza, si vuole aggiungere un richiamo all\u2019articolo precedente, in modo che sia evidente a tutti che questa parit\u00e0 di condizioni didattiche \u00e8 quella stabilita dall\u2019ordinamento generale dello Stato, propone che si dica: \u00abstabilite dall\u2019ordinamento scolastico generale\u00bb.<\/p><p>Ritiene pertanto che, per far s\u00ec che l\u2019articolo sia veramente accolto da tutti con soddisfazione, si debba consentire ad una modifica, che \u00e8 di forma e non di sostanza.<\/p><p>MARCHESI, <em>Relatore<\/em>, dichiara che da parte sua non avrebbe difficolt\u00e0 a che l\u2019espressione \u00abcontrollate dallo Stato\u00bb sia sostituita dall\u2019altra: \u00abstabilite dall\u2019ordinamento scolastico\u00bb. Vorrebbe, per\u00f2, che in quella dichiarazione generica del primo comma dell\u2019articolo secondo sia ripresa la formula da lui proposta in un primo tempo e allora accettata dall\u2019onorevole Moro: \u00abLo Stato detta le norme generali in materia di istruzione e tutta la organizzazione scolastica \u00e8 sotto la sua vigilanza\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE fa presente che \u00e8 stato proposto che si dica: \u00abLo Stato detta le norme generali in materia di istruzione e vigila sull\u2019andamento degli studi\u00bb.<\/p><p>MARCHESI, <em>Relatore<\/em>, dichiara di preferire la sua formula primitiva. Comunque, poich\u00e9 si \u00e8 in via di successivi accordi e di concessioni reciproche, propone che si dica \u00abe l\u2019organizzazione degli studi \u00e8 sotto la sua vigilanza\u00bb, o anche \u00abe l\u2019organizzazione scolastica \u00e8 sotto la sua vigilanza\u00bb.<\/p><p>MORO, <em>Relatore<\/em>, DOSSETTI e LA PIRA accettano la proposta dell\u2019onorevole Marchesi.<\/p><p>PRESIDENTE domanda all\u2019onorevole Mastrojanni se insiste sull\u2019emendamento da lui proposto.<\/p><p>MASTROJANNI dichiara di non insistere.<\/p><p>DE VITA prega l\u2019onorevole Togliatti di volere chiarire quali sono i limiti dell\u2019azione dello Stato in materia di insegnamento, e particolarmente se intende che lo Stato debba preoccuparsi anche dell\u2019indirizzo dell\u2019insegnamento. Il dubbio gli \u00e8 sorto in considerazione di alcuni incisi dell\u2019articolo, come quello: \u00abnel determinare i requisiti per la sua parificazione\u00bb e l\u2019altro: \u00aba parit\u00e0 di condizioni didattiche\u00bb.<\/p><p>TOGLIATTI fa presente all\u2019onorevole De Vita, il quale sembra preoccuparsi della libert\u00e0 di insegnamento e non della libert\u00e0 della scuola, che \u00e8 stato approvato precedentemente un articolo nel quale si dice che \u00abL\u2019arte e la scienza sono libere e liberi sono i loro insegnamenti\u00bb, il che esclude che lo Stato dia un indirizzo speciale all\u2019insegnamento. Per quello che si riferisce alla scuola privata, poi, si dice che essa ha diritto alla libert\u00e0 di insegnamento.<\/p><p>Con queste affermazioni, a suo parere, \u00e8 garantita la libert\u00e0 di indirizzo nell\u2019insegnamento.<\/p><p>Parlando di \u00abcondizioni didattiche\u00bb, non ci si riferisce al contenuto dei programmi, ma solo alla seriet\u00e0 dell\u2019insegnamento e alla scelta di insegnanti adeguati al loro compito.<\/p><p>DE VITA si dichiara soddisfatto delle spiegazioni dell\u2019onorevole Togliatti.<\/p><p>MORO, <em>Relatore<\/em>, dichiara di associarsi ai chiarimenti dati dall\u2019onorevole Togliatti.<\/p><p>PRESIDENTE prende atto delle dichiarazioni fatte dall\u2019onorevole Togliatti e ricorda di avere scritto a questo riguardo nella sua pubblicazione dal titolo \u00abLa nuova Costituzione\u00bb le seguenti parole: \u00abLo Stato deve intervenire per spronare, con la sanzione e l\u2019esempio a seconda dei casi, a che, nelle scuole private come in quelle pubbliche, sia osservata la seriet\u00e0 dell\u2019insegnamento\u00bb.<\/p><p>CEVOLOTTO osserva che nella formula proposta dall\u2019onorevole Togliatti si afferma nel primo comma: \u00abLa scuola privata \u00e8 libera e ha pieno diritto alla libert\u00e0 di insegnamento\u00bb, e nel primo capoverso poi si dice: \u00able assicura una libert\u00e0 effettiva\u00bb. Ritiene che in tal modo si faccia troppo uso della parola libert\u00e0, dando l\u2019impressione che accentuando troppo le garanzie di libert\u00e0 effettiva si sia enunciato un principio meno serio. Ritiene perci\u00f2 pi\u00f9 opportuno, per la prima parte dell\u2019articolo, tornare al progetto precedente che non implicava questa ripetizione. In esso si diceva: \u00abChiunque, ente o singolo, pu\u00f2 aprire scuole o istituti di educazione\u00bb. Dopo questa affermazione si pu\u00f2 anche dire: \u00abLa legge le assicura una libert\u00e0 effettiva\u00bb.<\/p><p>Comprende le ragioni per le quali l\u2019onorevole Moro ha proposto che si dica \u00abdeve assicurare\u00bb, ma trova che questa accentuazione eccessiva in alcuni punti della Costituzione disturba. Quando si dice \u00ablo Stato assicura\u00bb non occorre altro. Lo Stato non deve garantire: esso deve limitarsi a dichiarare quelli che sono i diritti dei cittadini.<\/p><p>Dichiara comunque di avere inteso di fare solo una raccomandazione, riservandosi ogni decisione sul merito in sede di votazione.<\/p><p>MORO, <em>Relatore<\/em>, chiarisce all\u2019onorevole Cevolotto che l\u2019espressione: \u00ablibert\u00e0\u00bb, ricorrente tanto nel primo comma come nel capoverso dell\u2019articolo, assume rispettivamente due significati diversi. Nella prima parte si dice che la scuola privata \u00e8 libera: si tratta cio\u00e8 dei poteri giuridici, della potest\u00e0 della scuola privata. Quando invece si dice nel capoverso: \u00ablibert\u00e0 effettiva\u00bb, si vuole intendere la modalit\u00e0 dell\u2019esistenza in atto della scuola.<\/p><p>\u00c8 favorevole al mantenimento della prima parte proposta dall\u2019onorevole Togliatti e domanda agli onorevoli Togliatti e Marchesi la loro opinione in ordine agli altri emendamenti da lui proposti, cio\u00e8: la sostituzione delle parole: \u00abnon statale\u00bb, all\u2019altra: \u00abprivata\u00bb; \u00abdeve assicurare\u00bb in luogo di: \u00abassicura\u00bb; \u00abdeve garantire\u00bb in luogo di \u00abgarantire\u00bb e da ultimo l\u2019aggiunta \u00aba qualsiasi scuola appartengano\u00bb.<\/p><p>TOGLIATTI dichiara di accettare gli emendamenti.<\/p><p>PRESIDENTE mette ai voti la proposizione: \u00abLo Stato detta le norme generali in materia di istruzione e l\u2019organizzazione scolastica \u00e8 sotto la sua vigilanza\u00bb, che era rimasta sospesa.<\/p><p>BASSO propone che invece di dire \u00abvigilanza\u00bb si dica \u00abcontrollo\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE prega l\u2019onorevole Basso di non insistere in questa sua proposta, poich\u00e9 essa porterebbe di nuovo in discussione tutta la questione che ha dato luogo a dissensi tra i Commissari.<\/p><p>BASSO dichiara di non insistere, ma solo perch\u00e9 prevede che la sua proposta di emendamento non sarebbe accolta, non perch\u00e9 egli voglia accedere al concetto di \u00abvigilanza\u00bb che \u00e8 sostanzialmente diverso da quello di \u00abcontrollo\u00bb.<\/p><p>(<em>La proposizione \u00e8 approvata all\u2019unanimit\u00e0<\/em>).<\/p><p>PRESIDENTE mette ai voti la prima proposizione della formula proposta dall\u2019onorevole Togliatti, accettata dall\u2019onorevole Marchesi e dall\u2019onorevole Moro: \u00abLa scuola non statale \u00e8 libera ed ha pieno diritto alla libert\u00e0 di insegnamento\u00bb.<\/p><p>BASSO dichiara di votare contro tutto questo articolo. Ritiene che il problema non sia soltanto quello della libert\u00e0 dell\u2019insegnamento, ma il problema pi\u00f9 complesso della libert\u00e0 della scuola, a cui la concezione socialista non pu\u00f2 rinunciare, e che non trova garanzie sufficienti nel testo proposto, specialmente perch\u00e9 nella formula non \u00e8 stata adoperata la parola \u00abcontrollo\u00bb. Dichiara di essere contrario all\u2019articolo anche per altre ragioni riguardanti l\u2019applicazione pratica che il Ministro della pubblica istruzione sta facendo dei princip\u00ee sulla scuola pubblica e sulla scuola privata, applicazione la quale non d\u00e0 alcuna garanzia per il futuro.<\/p><p>CEVOLOTTO dichiara di associarsi alle osservazioni dell\u2019onorevole Basso e di votare contro.<\/p><p>(<em>La proposizione \u00e8 approvata con 11 voti favorevoli e 2 contrari<\/em>).<\/p><p>PRESIDENTE mette ai voti la seconda proposizione: \u00abLa legge, nel fissare i diritti e gli obblighi della scuola non statale e nel determinare i requisiti della sua parificazione, deve assicurarle una libert\u00e0 effettiva, ed a parit\u00e0 di condizioni didattiche, stabilite dall\u2019ordinamento scolastico, deve garantire agli alunni degli istituti non statali parit\u00e0 di trattamento\u00bb.<\/p><p>MARCHESI, <em>Relatore<\/em>, domanda all\u2019onorevole Dossetti se consente a sopprimere l\u2019inciso: \u00abstabilite dall\u2019ordinamento scolastico\u00bb.<\/p><p>DOSSETTI accetta.<\/p><p>PRESIDENTE comunica che la proposizione risulta definitivamente cos\u00ec modificata: \u00abLa legge, nel fissare i diritti e gli obblighi della scuola non statale e nel determinare i requisiti per la sua parificazione, deve assicurarle una libert\u00e0 effettiva, ed a parit\u00e0 di condizioni didattiche deve garantire agli alunni degli istituti non statali parit\u00e0 di trattamento\u00bb.<\/p><p>La mette ai voti.<\/p><p>(<em>La proposizione \u00e8 approvata con 11 voti favorevoli e 2 contrari<\/em>).<\/p><p>Mette quindi ai voti l\u2019ultima proposizione della formula proposta, che \u00e8 del seguente tenore: \u00abTutte le provvidenze statali a favore degli alunni capaci e meritevoli, a qualsiasi scuola appartengano, sono conferite mediante pubblici concorsi\u00bb.<\/p><p>BASSO dichiara di essere favorevole al concetto contenuto nella proposta in esame, ma ritiene che con questo si entri in un campo estraneo ad una Costituzione e che, pertanto, non dovrebbe essere trattato in questa sede.<\/p><p>CEVOLOTTO dichiara di essere favorevole al concetto, ma dal momento che egli ha dichiarato di votare contro tutto l\u2019articolo, \u00e8 costretto a votare contro anche questa proposizione a cui darebbe voto favorevole se fosse isolata.<\/p><p>(<em>La proposizione \u00e8 approvata con 11 voti favorevoli e 2 contrari<\/em>).<\/p><p>PRESIDENTE rileva che l\u2019articolo risulta approvato nei seguenti termini:<\/p><p>\u00abLa scuola non statale \u00e8 libera ed ha pieno diritto alla libert\u00e0 di insegnamento.<\/p><p>\u00abLa legge, nel fissare i diritti e gli obblighi della scuola non statale e nel determinare i requisiti per la sua parificazione, deve assicurarle una libert\u00e0 effettiva, ed a parit\u00e0 di condizioni didattiche deve garantire agli alunni degli istituti non statali parit\u00e0 di trattamento.<\/p><p>Tutte le provvidenze statali a favore degli alunni capaci e meritevoli, a qualsiasi scuola appartengano, sono conferite mediante pubblici concorsi\u00bb.<\/p><p>Lo mette ai voti nel suo complesso.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato con 11 voti favorevoli e 2 contrari<\/em>).<\/p><p>Per quanto riguarda il collocamento che si deve dare a questo articolo, fa presente che l\u2019ultimo degli articoli votati in una delle sedute precedenti diceva: \u00abL\u2019istruzione primaria, media, superiore \u00e8 tra le precipue funzioni dello Stato\u00bb. Dopo questa proposizione si dovrebbe inserire la proposizione che era rimasta in sospeso e che \u00e8 stata oggi approvata: \u00abLo Stato detta le norme generali in materia di istruzione e l\u2019organizzazione scolastica \u00e8 sotto la sua vigilanza\u00bb. Subito dopo questa proposizione si dovrebbe inserire l\u2019altra: \u00abPer assicurare un imparziale controllo dello svolgimento degli studi e a garanzia della collettivit\u00e0, la legge dispone che i titoli legali di ammissione agli studi superiori e di abilitazione professionale siano conferiti mediante esame di Stato\u00bb.<\/p><p>A questo dovrebbero seguire le proposizioni test\u00e9 approvate che potrebbero formare un nuovo articolo.<\/p><p>(<em>Cos\u00ec resta stabilito<\/em>).<\/p><p>Domanda ai Relatori onorevoli Moro e Marchesi se sono in grado di poter presentare un nuovo articolo concordato.<\/p><p>MORO, <em>Relatore<\/em>, dichiara che il successivo articolo proposto \u00e8 concordato e pertanto potrebbe essere messo in discussione.<\/p><p>PRESIDENTE d\u00e0 lettura dell\u2019articolo:<\/p><p>\u00abLa scuola \u00e8 aperta al popolo. Ogni cittadino ha diritto a tutti i gradi di istruzione, senza altra condizione che quella dell\u2019attitudine e del profitto.<\/p><p>\u00abLa Repubblica detta le norme le quali, mediante borse di studio, sussidi alle famiglie ed altre provvidenze, garantiscono ai pi\u00f9 capaci e meritevoli l\u2019esercizio di tale diritto.<\/p><p>\u00abL\u2019insegnamento primario e post-elementare, da impartire in otto anni, \u00e8 obbligatorio e gratuito, almeno fino al quattordicesimo anno di et\u00e0\u00bb.<\/p><p>MASTROJANNI domanda ai Relatori che cosa si intende dire con le parole: \u00abattitudine\u00bb e \u00abprofitto\u00bb.<\/p><p>MORO, <em>Relatore<\/em>, chiarisce che si \u00e8 voluto dire che ogni cittadino ha diritto all\u2019istruzione, senza altra condizione che quella dell\u2019attitudine e del profitto, cio\u00e8 prescindendo dall\u2019appartenenza a un determinato ambiente sociale o ad una particolare condizione economica.<\/p><p>MARCHESI, <em>Relatore<\/em>, chiarisce a sua volta che si \u00e8 voluto appunto intendere che la capacit\u00e0 non \u00e8 sufficiente a giustificare il diritto all\u2019istruzione, se non \u00e8 accompagnata dal profitto, cio\u00e8 dal lavoro.<\/p><p>PRESIDENTE mette ai voti la prima proposizione:<\/p><p>\u00abLa scuola \u00e8 aperta al popolo. Ogni cittadino ha diritto a tutti i gradi di istruzione, senza altra condizione che quella dell\u2019attitudine e del profitto\u00bb.<\/p><p>(<em>La proposizione \u00e8 approvata all\u2019unanimit\u00e0<\/em>).<\/p><p>Mette ai voti la seconda proposizione:<\/p><p>\u00abLa Repubblica detta le norme le quali, mediante borse di studio, sussidi alle famiglie ed altre provvidenze, garantiscono ai pi\u00f9 capaci e meritevoli l\u2019esercizio di tale diritto\u00bb.<\/p><p>DOSSETTI osserva che, in coerenza con quanto \u00e8 stato gi\u00e0 stabilito a proposito di altri articoli per ci\u00f2 che riguarda le espressioni: \u00abRepubblica, Stato, ecc.\u00bb sarebbe preferibile che nella formula in esame, invece di dire \u00abLa Repubblica\u00bb, si adottasse il termine: \u00abLa legge\u00bb.<\/p><p>BASSO rileva che il termine: \u00absussidi alle famiglie\u00bb contiene sempre un concetto di carit\u00e0, mentre qui si deve parlare di un diritto che viene garantito. Preferirebbe che si dicesse \u00abassegni alle famiglie\u00bb invece di \u00absussidi alle famiglie\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE domanda ai Relatori se accettano gli emendamenti di forma proposti rispettivamente dagli onorevoli Dossetti e Basso.<\/p><p>MARCHESI e MORO, <em>Relatori<\/em>, dichiarano di accettare.<\/p><p>PRESIDENTE mette ai voti la proposizione cos\u00ec come risulta con gli emendamenti proposti dagli onorevoli Dossetti e Basso:<\/p><p>\u00abLa legge detta le norme le quali, mediante borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze, garantiscono ai pi\u00f9 capaci e meritevoli l\u2019esercizio di tale diritto\u00bb.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvata all\u2019unanimit\u00e0<\/em>).<\/p><p>Pone in discussione l\u2019ultima proposizione all\u2019articolo proposto:<\/p><p>\u00abL\u2019insegnamento primario e post-elementare, da impartire in otto anni, \u00e8 obbligatorio e gratuito, almeno fino al quattordicesimo anno di et\u00e0\u00bb.<\/p><p>MARCHESI, <em>Relatore<\/em>, fa presente che questo articolo fa parte di quelle dichiarazioni costituzionali che dovranno servire al legislatore per iniziare subito i nuovi ordinamenti scolastici, in modo che non si possa dubitare della loro integrale applicazione. Osserva per\u00f2 che non \u00e8 da pensare che questi ordinamenti scolastici in favore di tutto il popolo possano aver vigore immediatamente, date le necessit\u00e0 del momento attuale e le molte difficolt\u00e0 che ne rallenteranno l\u2019applicazione totale e immediata. Dobbiamo riconoscere che il popolo italiano, come altri popoli travolti dal ciclone della guerra, ha ora bisogno di cercarsi lavoro attraverso le vie del mondo, e che il titolo di operaio qualificato sar\u00e0 pi\u00f9 ricercato e valevole che non il titolo dottorale.<\/p><p>Si \u00e8 voluto appunto distinguere nell\u2019articolo in esame la scuola primaria e la scuola post-elementare: la scuola primaria \u00e8 quella che si svolge in cinque anni come di consueto; la scuola post-elementare \u00e8 quella che il legislatore potr\u00e0 costituire soddisfacendo alle esigenze, espresse da pi\u00f9 parti, di una scuola media unica formativa da servire quale scuola sperimentale della capacit\u00e0 degli alunni.<\/p><p>Ma, poich\u00e9 questa scuola media unica non potr\u00e0 per ora sorgere altro che come esperimento limitato a qualche provincia d\u2019Italia pi\u00f9 progredita, si \u00e8 pensato di lasciare intanto al legislatore la facolt\u00e0 di riordinare nella scuola post-elementare quelle scuole di lavoro e di arti e mestieri che oggi si dimostrano di tanta utilit\u00e0, affinch\u00e9 il lavoratore italiano possa conseguire una effettiva qualifica di mestiere.<\/p><p>MORO, <em>Relatore<\/em>, si associa alle dichiarazioni dell\u2019onorevole Marchesi.<\/p><p>MASTROJANNI riferendosi alle parole: \u00abobbligatorio\u00bb, osserva che ci sono alunni i quali dimostrano una insufficienza di carattere organico a frequentare le scuole, e non si pu\u00f2 pertanto imporre l\u2019obbligo di frequentare una scuola ad individui che non siano suscettibili di ricevere un insegnamento.<\/p><p>MARCHESI, <em>Relatore<\/em>, obietta che questa incapacit\u00e0 non potr\u00e0 risultare che attraverso la frequenza di una scuola.<\/p><p>MASTROJANNI domanda se l\u2019esperimento di questa capacit\u00e0 o meno dovr\u00e0 continuare fino ai 14 anni.<\/p><p>CEVOLOTTO ritiene che vi dovranno essere dei regolamenti scolastici per i quali, se un alunno \u00e8 bocciato per tre anni di seguito, debba essere escluso dalla scuola.<\/p><p>PRESIDENTE ritiene che questo sia gi\u00e0 preveduto nella legislazione scolastica attuale.<\/p><p>MASTROJANNI si dichiara soddisfatto dei chiarimenti ricevuti.<\/p><p>PRESIDENTE mette ai voti l\u2019ultima proposizione dell\u2019articolo.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvata all\u2019unanimit\u00e0<\/em>).<\/p><p>Mette ai voti l\u2019intero articolo cos\u00ec formulato:<\/p><p>\u00abLa scuola \u00e8 aperta al popolo. Ogni cittadino ha diritto a tutti i gradi di istruzione, senza altra condizione che quella dell\u2019attitudine e del profitto.<\/p><p>\u00abLa legge detta le norme le quali, mediante borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze, garantiscono ai pi\u00f9 capaci e meritevoli l\u2019esercizio di tale diritto.<\/p><p>\u00abL\u2019insegnamento primario e post-elementare, da impartire in otto anni, \u00e8 obbligatorio e gratuito, almeno fino al quattordicesimo anno di et\u00e0\u00bb.<\/p><p>(<em>L\u2019intero articolo \u00e8 approvato all\u2019unanimit\u00e0<\/em>).<\/p><p>Fa presente che nel testo proposto dai due Relatori viene a questo punto un articolo che \u00e8 proposto dal solo onorevole Marchesi, ed al quale l\u2019onorevole Moro non ha aderito. L\u2019articolo \u00e8 cos\u00ec formulato:<\/p><p>\u00abLo Stato, favorendo con premi e sovvenzioni le migliori iniziative private, stabilir\u00e0 e svolger\u00e0, con l\u2019assistenza di enti locali e per mezzo delle autorit\u00e0 centrali e periferiche, un piano di struttura scolastica diretto ad integrare e ad estendere l\u2019istruzione popolare\u00bb.<\/p><p>MORO, <em>Relatore<\/em>, chiarisce i motivi che lo hanno indotto a non sottoscrivere l\u2019articolo proposto dall\u2019onorevole Marchesi, osservando che in esso da una parte si ripete il concetto gi\u00e0 espresso nell\u2019ultimo comma dell\u2019articolo precedentemente approvato, nel quale si afferma che le borse di studio sono assegnate mediante pubblici concorsi, e dall\u2019altra si fa un accenno all\u2019attivit\u00e0 scolastica per permettere che questa attivit\u00e0 educativa e di istruzione giunga fino a tutti i ceti popolari.<\/p><p>Dichiara che l\u2019idea che l\u2019istruzione debba essere estesa a tutto il popolo lo trova consenziente, come pure quella che lo Stato debba porre in essere ogni attivit\u00e0 allo scopo di dare una cultura, nei limiti del possibile, a tutti i cittadini, ma per quanto riguarda le parole \u00absvolger\u00e0 con l\u2019assistenza di enti locali e per mezzo delle autorit\u00e0 centrali e periferiche un piano di struttura scolastica&#8230;\u00bb ebbe a fare a suo tempo delle riserve che intende mantenere.<\/p><p>Ritiene che si potrebbe dall\u2019articolo proposto enucleare una parte suscettibile di incontrare il consenso di tutti i Commissari, la quale ribadisca il principio di una estensione della cultura e della istruzione tale da permettere a tutti i cittadini, anche a coloro che si avviino al lavoro manuale, di attendere a questo lavoro con una pi\u00f9 completa preparazione, in un senso largo, umanistico.<\/p><p>Se si vuole quindi confermare in questa sede che tutti i cittadini, anche se non possono giungere ai pi\u00f9 alti gradi di istruzione, devono avere una formazione adeguata nel piano tecnico ed umano, egli non potr\u00e0 che essere d\u2019accordo, a patto che non vi sia un richiamo ad una pianificazione strutturale della attivit\u00e0 scolastica.<\/p><p>MARCHESI, <em>Relatore<\/em>, dichiara di aver previsto che questa parola \u00abpiano\u00bb avrebbe suscitato diffidenze. Osserva che si tratta di un termine ormai entrato nell\u2019uso e che bisogna accettare, quando si voglia tendere verso un rinnovamento dei fattori della vita sociale. Non vi \u00e8 nessuno, tra tutti i deputati dell\u2019Assemblea Costituente, che non sia d\u2019accordo nel riconoscere la necessit\u00e0 di elevare, anche al di l\u00e0 della scuola, l\u2019istruzione popolare. \u00c8 un riconoscimento che si rinnova e si ripete da secoli, ma l\u2019esperienza \u2013 una lunga esperienza \u2013 insegna quale differenza ci sia tra quelli che dicono di volere la estensione della cultura popolare e quelli che la vogliono veramente. Gli uomini del suo partito sono certamente tra coloro che la vogliono.<\/p><p>Ci\u00f2 premesso, bisogna che la Costituzione parli chiaro su questo punto ed indichi ci\u00f2 che il legislatore dovr\u00e0 stabilire e il Governo dovr\u00e0, o potr\u00e0, eseguire. A questo scopo nell\u2019articolo da lui proposto si dice: \u00abLo Stato, favorendo con premi e sovvenzioni le migliori iniziative private, stabilir\u00e0 e svolger\u00e0 con l\u2019assistenza di enti locali\u00bb \u2013 e si potrebbe aggiungere \u00abpolitici e sindacali\u00bb, in quanto non c\u2019\u00e8 ragione che i partiti politici e le organizzazioni sindacali siano tenuti lontani da questa opera di elevazione popolare \u2013 \u00abper mezzo delle autorit\u00e0 centrali e periferiche, un piano di struttura scolastica diretto ad integrare e ad estendere l\u2019istruzione popolare\u00bb.<\/p><p>Fa presente che si tratta di un \u00abpiano\u00bb, non di un progetto condannato a restare inattuato, di un piano che deve essere garantito dallo Stato, per mezzo degli organi statali.<\/p><p>Al risultato desiderato potr\u00e0 giungersi con la moltiplicazione delle scuole, soprattutto primarie, con l\u2019istituzione di scuole di arte e di lavoro, con la creazione di biblioteche circolanti in tutti i villaggi. Bisogna diffondere il libro sotto qualunque forma, non importa se catechismo o libro di novelle. Bisogna educare il popolo, e l\u2019alfabeto \u00e8 lo strumento fondamentale non solo agli effetti della elevazione spirituale e politica della gente, ma anche nei riguardi della produzione economica del Paese. Con biblioteche circolanti in tutti i villaggi, con insegnanti volanti nelle campagne, si potr\u00e0 ottenere l\u2019invocata diffusione della cultura popolare. Ci sono luoghi nelle campagne, tagliati fuori dal resto del mondo, che rimarranno per parecchio tempo esclusi da ogni possibilit\u00e0 di insegnamento.<\/p><p>Tutto questo non si pu\u00f2 fare fidando nella iniziativa di alcuni organismi od enti privati o comunali o regionali; ci vuole un diretto intervento del Governo, un piano stabilito e perseguito dal Governo attraverso i suoi organi centrali e periferici.<\/p><p>Fa presente che, proponendo questo articolo, ha inteso indurre la Sottocommissione a considerare l\u2019importanza grande che un\u2019organizzazione governativa, con la collaborazione degli enti locali e regionali, dei partiti politici e delle organizzazioni operaie e sindacali, pu\u00f2 avere per l\u2019istruzione del popolo, oltre i confini della scuola.<\/p><p>PRESIDENTE manifesta l\u2019impressione che la proposta dell\u2019onorevole Marchesi riguardi una materia propria di legge speciale, che lo Stato potr\u00e0 elaborare allorquando si tratter\u00e0 di avvisare ai mezzi per un migliore incremento dell\u2019istruzione popolare.<\/p><p>Ritiene comunque che il primitivo articolo dell\u2019onorevole Marchesi sia pi\u00f9 accettabile di quello presentato oggi, perch\u00e9 non vi si parla di pianificazione.<\/p><p>Dichiara che, qualora si decidesse di porre ai voti l\u2019articolo proposto dall\u2019onorevole Marchesi, egli si riserva di proporre un emendamento cos\u00ec formulato:<\/p><p>\u00abLe iniziative private dirette ad integrare e diffondere l\u2019istruzione popolare saranno incoraggiate e favorite dallo Stato con premi e sovvenzioni adeguate\u00bb.<\/p><p>Osserva che \u00e8 bene che la questione della diffusione dell\u2019istruzione popolare sia stata in questa sede esaminata e prospettata; e quanto \u00e8 stato detto potr\u00e0 essere convenientemente inserito nel verbale come pensiero della Sottocommissione per essere poi presentato in sede competente. Ma dichiara che se l\u2019articolo fosse messo in votazione, egli voter\u00e0 contro perch\u00e9 ritiene non costituzionale la materia in esso trattata, e che quindi tale materia esuli dalla competenza specifica della Sottocommissione.<\/p><p>MASTROJANNI esprime il dubbio che la preoccupazione di estendere l\u2019insegnamento nelle zone dove esso pu\u00f2 arrivare pi\u00f9 difficilmente possa avere come conseguenza il grave inconveniente che in quelle zone l\u2019attitudine dei singoli fino al quattordicesimo anno di et\u00e0 venga convogliata a determinati orientamenti e finalit\u00e0 politiche con vantaggio di quel partito che, essendo al potere, avr\u00e0 i mezzi di attuare questo piano straordinario.<\/p><p>Osserva inoltre che le dichiarazioni dell\u2019onorevole Marchesi hanno rafforzato le sue preoccupazioni nei riguardi dell\u2019ultimo capoverso dell\u2019articolo precedente, l\u00e0 dove si dice che \u00abl\u2019insegnamento primario e post-elementare da impartire in otto anni \u00e8 obbligatorio e gratuito, almeno fino al quattordicesimo anno di et\u00e0\u00bb. Pur non avendo nulla da obiettare, perch\u00e9 l\u2019articolo \u00e8 stato gi\u00e0 approvato, si preoccupa del fatto che un giovane possa essere obbligato fino al quattordicesimo anno di et\u00e0 a seguire un indirizzo scolastico che contrasti, ad esempio, con le sue attitudini umanistiche, se la scuola post-elementare dovesse avere un orientamento professionale specifico.<\/p><p>Desidera che di questa sua preoccupazione si faccia cenno nel verbale.<\/p><p>CEVOLOTTO fa presente che l\u2019insegnamento post-elementare fino al quattordicesimo anno di et\u00e0 sar\u00e0 obbligatorio per chi non intenda seguire altri corsi. L\u2019alunno che, come dice l\u2019onorevole Mastrojanni, abbia spiccate tendenze agli studi umanistici, andr\u00e0 al ginnasio.<\/p><p>Per quanto riguarda il nuovo articolo proposto dall\u2019onorevole Marchesi, dichiara che, se esso sar\u00e0 messo in votazione, voter\u00e0 contro, poich\u00e9 nutre dei dubbi circa le finalit\u00e0 politiche dell\u2019insegnamento previsto, nelle zone in cui non vi sono possibilit\u00e0 di controllo.<\/p><p>MASTROJANNI dichiara che, nel caso che l\u2019articolo sia messo ai voti, egli voter\u00e0 contro, inquantoch\u00e9 le finalit\u00e0 da esso perseguite potrebbero prestarsi alle ingerenze dei fattori politici.<\/p><p>MORO, <em>Relatore<\/em>, risponde all\u2019onorevole Mastrojanni richiamandosi alle dichiarazioni dell\u2019onorevole Marchesi, alle quali si \u00e8 anche egli associato, rilevando che la scuola pos-telementare non dovrebbe essere una continuazione della scuola elementare, ma che, appena sar\u00e0 possibile, si creer\u00e0 una scuola con una particolare fisionomia.<\/p><p>Per quanto riguarda il nuovo articolo proposto dall\u2019onorevole Marchesi, dichiara di non essere d\u2019accordo col Presidente, poich\u00e9 ritiene che la materia dell\u2019articolo in esame debba rientrare nell\u2019argomento della scuola. Ci si \u00e8 preoccupati dell\u2019alta cultura in un senso molto largo, e non si rivolge ancora tutta l\u2019attenzione alla esigenza di diffondere in mezzo al popolo l\u2019istruzione. L\u2019obiezione da lui sollevata riguardava soltanto la pianificazione come tale. Si dichiara invece d\u2019accordo con l\u2019onorevole Marchesi circa l\u2019opportunit\u00e0 che vi sia una norma che impegni lo Stato a favorire l\u2019iniziativa della istruzione popolare.<\/p><p>Poich\u00e9 quello che si fonda \u00e8 uno Stato sociale, come \u00e8 stato dichiarato fin da principio, \u00e8 opportuno inserire nella Costituzione una dichiarazione sul favore che lo Stato deve accordare a queste iniziative. Ritiene che una formula in proposito possa essere concordata.<\/p><p>DE VITA domanda la chiusura della discussione generale.<\/p><p>PRESIDENTE mette ai voti la proposta di chiusura della discussione generale sull\u2019articolo.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvata all\u2019unanimit\u00e0<\/em>).<\/p><p>Fa presente che ci sono due votazioni da fare. La prima \u00e8 di ordine pregiudiziale e riguarda la convenienza o meno che una materia come quella proposta dall\u2019onorevole Marchesi formi oggetto di una statuizione di carattere costituzionale. Personalmente si dichiara contrario all\u2019inclusione dell\u2019articolo dell\u2019onorevole Marchesi nella Costituzione.<\/p><p>Ricorda poi di aver presentato in linea subordinata una formula la quale dice:<\/p><p>\u00abLe iniziative private dirette a integrare e diffondere l\u2019istruzione popolare saranno incoraggiate e favorite dallo Stato con premi e sovvenzioni adeguate\u00bb.<\/p><p>MERLIN UMBERTO fa presente che nell\u2019assemblea plenaria della Commissione tenuta venerd\u00ec scorso \u00e8 stata presa una deliberazione nella quale si raccomandava che la Costituzione fosse breve e chiara. Dichiara, in base a quella raccomandazione, di associarsi alla proposta del Presidente tendente ad escludere dalla Costituzione un articolo come quello proposto dall\u2019onorevole Marchesi. Questa dichiarazione non involge il suo giudizio nel merito, concordando nei concetti espressi dall\u2019onorevole Marchesi.<\/p><p>DOSSETTI fa presente che la questione deve essere discussa senza tener presente quanto \u00e8 stato concordato nell\u2019Assemblea plenaria dei settantacinque.<\/p><p>Osserva che l\u2019articolo proposto dall\u2019onorevole Marchesi nella seconda stesura contiene due princip\u00ee, uno relativo all\u2019affermazione dell\u2019obbligo dello Stato di provvedere in maniera vasta ed intensa alla diffusione della cultura popolare, e un secondo principio relativo al modo attraverso cui lo Stato deve pervenire a questo risultato, cio\u00e8 una pianificazione dello sviluppo di questa cultura che si concreta poi in iniziative dello Stato e in aiuti e favori alle iniziative di altri enti.<\/p><p>Osserva anche che \u00e8 difficile poter votare contro i due concetti. Si dichiara d\u2019accordo sul primo principio ed anche sul secondo, nel senso che lo Stato deve porsi il problema di sviluppare la cultura popolare in modo organico in tutte le regioni d\u2019Italia.<\/p><p>Fa presente, per\u00f2, che pur essendo favorevole al contenuto dell\u2019articolo, ritiene che la duplice affermazione non debba essere fatta in questa sede, perch\u00e9, per quel che riguarda la prima parte dell\u2019articolo, l\u2019obbligo cio\u00e8 dello Stato di favorire la cultura popolare, il concetto \u00e8 gi\u00e0 contenuto negli articoli approvati precedentemente.<\/p><p>BASSO, pur ritenendo che tutta la materia scolastica non sia di competenza della Costituzione, dal momento che altri articoli del genere sono stati approvati, dichiara che voter\u00e0 favorevolmente per l\u2019introduzione nella Costituzione anche di questo articolo.<\/p><p>DE VITA si dichiara contrario alla pregiudiziale sollevata contro l\u2019articolo, facendo presente che tale dichiarazione non pregiudica il suo giudizio sull\u2019articolo stesso.<\/p><p>MARCHESI, <em>Relatore<\/em>, osserva che nel proporre il suo articolo ha voluto distinguere nettamente il problema della scuola dal problema della cultura. Poich\u00e9 il problema della scuola \u00e8 stato ritenuto di competenza della Costituzione, non vede le ragioni per cui debba negarsi la competenza costituzionale per un articolo che riguarda la cultura del popolo, la quale si pu\u00f2 e si deve svolgere ampiamente oltre i confini della scuola.<\/p><p>PRESIDENTE mette ai voti la pregiudiziale se l\u2019articolo proposto dal Relatore onorevole Marchesi debba o meno essere considerato materia di Costituzione, e quindi essere messo in discussione ed in votazione.<\/p><p>Ricorda che la decisione che la Commissione prender\u00e0 non implica, naturalmente, il giudizio del merito, il cui esame resta riservato.<\/p><p>LA PIRA fa presente che in un primo momento aveva acceduto alla tesi esposta dall\u2019onorevole Presidente, ma che l\u2019ultimo chiarimento dato dall\u2019onorevole Marchesi lo ha convinto.<\/p><p>(<em>La Sottocommissione si dichiara favorevole alla discussione dell\u2019articolo proposto dall\u2019onorevole Marchesi con 10 voti contro 3<\/em>).<\/p><p>PRESIDENTE dichiara aperta la discussione sul merito dell\u2019articolo proposto dall\u2019onorevole Marchesi.<\/p><p>BASSO e TOGLIATTI osservano che la discussione sul merito dell\u2019articolo era stata chiusa.<\/p><p>PRESIDENTE ricorda che si era fatta la riserva, qualora cadesse la pregiudiziale, di presentare una formulazione diversa.<\/p><p>MARCHESI, <em>Relatore<\/em>, propone la seguente formula lievemente modificata:<\/p><p>\u00abLo Stato, favorendo con premi e sovvenzioni le migliori iniziative private, stabilir\u00e0 e svolger\u00e0 con l\u2019assistenza di enti locali e per mezzo delle autorit\u00e0 centrali e periferiche, un piano di cultura diretto ad integrare e ad estendere l\u2019istruzione popolare\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE dichiara di insistere sulla sua proposta sostitutiva di quella presentata dall\u2019onorevole Marchesi, cos\u00ec formulata:<\/p><p>\u00abLe iniziative private dirette ad integrare e diffondere l\u2019istruzione popolare saranno incoraggiate e favorite dallo Stato con premi e sovvenzioni adeguate\u00bb.<\/p><p>MARCHESI, <em>Relatore<\/em>, si dichiara contrario alla formula proposta dal Presidente, poich\u00e9 ritiene che lo Stato debba essere il promotore della diffusione dell\u2019istruzione popolare.<\/p><p>Osserva che l\u2019articolo proposto dal Presidente rovescia quello da lui presentato, poich\u00e9 mette a base l\u2019iniziativa privata, in luogo di quella statale.<\/p><p>PRESIDENTE comunica che \u00e8 stata proposta dall\u2019onorevole Moro una terza formula conciliativa, a cui dichiara in linea di massima di aderire, del seguente tenore: \u00abLo Stato stimolando, coordinando e favorendo con premi e sovvenzioni le migliori iniziative di enti locali, di istituzioni e di privati, svilupper\u00e0 in modo organico la cultura popolare e l\u2019istruzione professionale\u00bb.<\/p><p>MARCHESI, <em>Relatore<\/em>, osserva che secondo questa nuova formula lo Stato dovr\u00e0 aspettare che si manifestino iniziative di enti locali, di privati, ecc., per coordinarle e favorirle, e per sviluppare su questa base, in modo organico, la cultura popolare. Pertanto sarebbe lasciato all\u2019iniziativa dello Stato soltanto uno stimolo; ci\u00f2 che, a suo avviso, sarebbe troppo debole e troppo vago.<\/p><p>Dopo aver dichiarato che non comprende per quale fatalit\u00e0 ogni formula proposta dalla sua parte debba essere soggetta a sospetti e a modifiche, rileva che nel suo articolo, con la formula: \u00abLo Stato, favorendo con premi e sovvenzioni le migliori iniziative private&#8230;\u00bb si ammettono appunto le iniziative private; e con l\u2019altra: \u00abenti locali\u00bb, ci si riferisce in maniera particolare ai municipi, alle regioni e ad altri enti del genere. Lo Stato non esiste se non attraverso le autorit\u00e0 che lo rappresentano: quella centrale e quelle periferiche; \u00e8 dunque lo Stato stesso che predispone, attraverso gli organi esecutivi, un piano di cultura diretto ad integrare e ad estendere l\u2019istruzione popolare.<\/p><p>PRESIDENTE domanda all\u2019onorevole Marchesi se respinge la proposta formulata dall\u2019onorevole Moro.<\/p><p>MARCHESI, <em>Relatore<\/em>, dichiara che, con l\u2019articolo proposto, ha mirato ad impegnare lo Stato nell\u2019opera di diffusione e di organizzazione della cultura attraverso gli enti privati, che sono stati messi in prima linea, attraverso gli enti locali e con l\u2019intervento di quelle autorit\u00e0 centrali e periferiche, senza di che non esisterebbe intervento statale.<\/p><p>Fa presente che, piuttosto che accettare alterazioni profonde e sostanziali all\u2019articolo da lui proposto, preferisce ritirarlo.<\/p><p>MASTROJANNI propone la seguente formulazione: \u00ab\u00c8 interesse dello Stato diffondere con ogni mezzo la cultura popolare e professionale e favorire in tal senso le private iniziative\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE osserva che la proposta dell\u2019onorevole Mastrojanni potrebbe essere resa pi\u00f9 accettabile, qualora fosse formulata nel modo seguente: \u00abLo Stato deve diffondere con ogni mezzo a sua disposizione la cultura popolare e professionale e favorire in tal senso le private iniziative\u00bb.<\/p><p>MORO, <em>Relatore<\/em>, propone che si tolgano le parole \u00aba sua disposizione\u00bb e si dica semplicemente: \u00abLo Stato deve diffondere con ogni mezzo la cultura popolare e professionale e favorire in tal senso le private iniziative\u00bb.<\/p><p>MARCHESI, <em>Relatore<\/em>, dichiara di accettare la formula cos\u00ec modificata.<\/p><p>PRESIDENTE mette ai voti la formula proposta dall\u2019onorevole Mastrojanni e da lui, con la modificazione dell\u2019onorevole Moro.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvata all\u2019unanimit\u00e0<\/em>).<\/p><p>Fa presente che vi \u00e8 una proposta degli onorevoli Moro e Dossetti diretta a rinviare l\u2019articolo che riguarda l\u2019insegnamento religioso al momento nel quale si dovranno discutere i rapporti fra Stato e Chiesa. Osserva che \u00e8 bene che gli onorevoli Commissari dicano il loro parere in proposito, perch\u00e9 dal modo come essi decideranno dipender\u00e0 l\u2019ordine dei lavori della seduta di domani.<\/p><p>Dichiara aperta la discussione sulla proposta degli onorevoli Moro e Dossetti.<\/p><p>TOGLIATTI esprime il parere che l\u2019articolo sull\u2019insegnamento religioso debba essere discusso nella seduta di domani.<\/p><p>PRESIDENTE dichiara di concordare con l\u2019onorevole Togliatti.<\/p><p>DOSSETTI insiste perch\u00e9 l\u2019articolo venga discusso unitamente agli altri che si riferiscono ai rapporti tra Stato e Chiesa.<\/p><p>PRESIDENTE osserva che tra gli articoli ve ne \u00e8 anche uno il quale riguarda i monumenti artistici, storici e naturali. Esprime il suo dubbio che questa materia debba far parte della Costituzione.<\/p><p>Non c\u2019\u00e8 motivo, a suo parere, di dire che tali monumenti costituiscono patrimonio nazionale e sono sotto la protezione dello Stato, n\u00e9 c\u2019\u00e8 un motivo che costringa a prendere in considerazione questa speciale situazione, in quanto non esistono precedenti tali da giustificare la necessit\u00e0 di un articolo del genere.<\/p><p>MARCHESI, <em>Relatore<\/em>, osserva che la ragione che lo ha spinto a formulare l\u2019articolo inserendolo nella Costituzione \u00e8 la prospettata autonomia regionale. Per impedire l\u2019eventualit\u00e0 che la regione possa disporre liberamente dei propri monumenti, egli ha formulato l\u2019articolo inserendovi le parole \u00abin qualsiasi parte del territorio della Repubblica\u00bb.<\/p><p>CEVOLOTTO osserva che dicendo: \u00abI monumenti artistici, storici e naturali del Paese costituiscono patrimonio nazionale\u00bb se ne potrebbe trarre l\u2019illazione ch\u2019essi debbano essere espropriati quando appartengano a privati. Se tali monumenti costituiscono patrimonio nazionale, non sono pi\u00f9 patrimonio privato, mentre \u00e8 da rilevare che la maggior parte dei monumenti nazionali sono patrimonio privato, sia pure vincolato.<\/p><p>Per questa ragione ritiene opportuno mutare la formula, altrimenti si dovranno espropriare tutti i monumenti con la conseguenza che lo Stato dovrebbe assumersi la manutenzione di tutti i monumenti nazionali. Insiste, pertanto, sulla opportunit\u00e0 di discutere l\u2019articolo nella seduta di domani, in quanto esso deve essere studiato con maggiore ponderazione.<\/p><p>PRESIDENTE propone che, stante l\u2019ora tarda e l\u2019opportunit\u00e0 di studiare meglio la formula presentata dal Relatore Marchesi, la discussione sia rinviata alla seduta di domani.<\/p><p>(<em>La Commissione concorda<\/em>).<\/p><p>La seduta termina alle 20.10.<\/p><p><em>Erano presenti:<\/em> Basso, Cevolotto, Corsanego, De Vita, Dossetti, Iotti Leonilde, La Pira, Lucifero, Mastrojanni, Marchesi, Merlin Umberto, Moro, Togliatti e Tupini.<\/p><p><em>Assenti giustificati<\/em><em>:<\/em> Caristia, Grassi, Lombardi Giovanni e Mancini.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Versione PDF ASSEMBLEA COSTITUENTE COMMISSIONE PER LA COSTITUZIONE PRIMA SOTTOCOMMISSIONE 30. RESOCONTO SOMMARIO DELLA SEDUTA DI MARTED\u00cc 29 OTTOBRE 1946 PRESIDENZA DEL PRESIDENTE TUPINI INDICE I princip\u00ee dei rapporti sociali (culturali) (Seguito della discussione) Lucifero \u2013 Presidente \u2013 Marchesi, Relatore \u2013 Moro, Relatore \u2013 Togliatti \u2013 Basso \u2013 Merlin Umberto \u2013 Mastrojanni \u2013 Dossetti \u2013 [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_relevanssi_hide_post":"","_relevanssi_hide_content":"","_relevanssi_pin_for_all":"","_relevanssi_pin_keywords":"","_relevanssi_unpin_keywords":"","_relevanssi_related_keywords":"","_relevanssi_related_include_ids":"","_relevanssi_related_exclude_ids":"","_relevanssi_related_no_append":"","_relevanssi_related_not_related":"","_relevanssi_related_posts":"595,2017,2364,1646,574,1319","_relevanssi_noindex_reason":"","_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[92,69],"tags":[],"post_folder":[116],"class_list":["post-5080","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-1946-10ps","category-prima-sottocommissione"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5080","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=5080"}],"version-history":[{"count":8,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5080\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":10124,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5080\/revisions\/10124"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=5080"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=5080"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=5080"},{"taxonomy":"post_folder","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fpost_folder&post=5080"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}