{"id":5078,"date":"2023-10-15T22:41:12","date_gmt":"2023-10-15T20:41:12","guid":{"rendered":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=5078"},"modified":"2023-11-02T22:44:11","modified_gmt":"2023-11-02T21:44:11","slug":"giovedi-24-ottobre-1946","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=5078","title":{"rendered":"GIOVED\u00cc 24 OTTOBRE 1946"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"5078\" class=\"elementor elementor-5078\" data-elementor-post-type=\"post\">\n\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-a776eac elementor-section-full_width elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"a776eac\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-d56253e\" data-id=\"d56253e\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-6f6a183 elementor-align-right elementor-widget elementor-widget-button\" data-id=\"6f6a183\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"button.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-button-wrapper\">\n\t\t\t\t\t<a class=\"elementor-button elementor-button-link elementor-size-sm\" href=\"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/19461024sed029ps.pdf\" target=\"_blank\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-content-wrapper\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-icon\">\n\t\t\t\t<i aria-hidden=\"true\" class=\"icon icon-view\"><\/i>\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-text\">Versione PDF<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-67cfbfb elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"67cfbfb\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p>ASSEMBLEA COSTITUENTE<\/p><p>COMMISSIONE PER LA COSTITUZIONE<\/p><p>PRIMA SOTTOCOMMISSIONE<\/p><p>29.<\/p><p>RESOCONTO SOMMARIO<\/p><p>DELLA SEDUTA DI GIOVED\u00cc 24 OTTOBRE 1946<\/p><p>PRESIDENZA DEL DEPUTATO <strong>CORSANEGO<\/strong><\/p><p><strong>INDICE<\/strong><\/p><p><strong>I princip\u00ee del rapporti sociali (culturali) <\/strong>(<em>Seguito della discussione<\/em>)<\/p><p>Presidente \u2013 Grassi \u2013 Cevolotto \u2013 Moro, <em>Relatore<\/em> \u2013 Lucifero \u2013 Marchesi, <em>Relatore<\/em> \u2013 Dossetti \u2013 Lombardi Giovanni \u2013 Mancini \u2013 Togliatti \u2013 Merlin Umberto \u2013 De Vita \u2013 Mastrojanni \u2013 Basso.<\/p><p>La seduta comincia alle 10.15.<\/p><p>Seguito della discussione sui princip\u00ee dei rapporti sociali (culturali).<\/p><p>PRESIDENTE informa che i Relatori, riunitisi prima della seduta per redigere una nuova formula, hanno potuto raggiungere l\u2019accordo solo su una parte della formulazione.<\/p><p>Prega l\u2019onorevole Grassi, che \u00e8 stato presente alla riunione dei Relatori, di voler dare lettura della parte concordata.<\/p><p>GRASSI d\u00e0 lettura della seguente formulazione concordata:<\/p><p>\u00abChiunque, ente o singolo, pu\u00f2 aprire scuole ed istituti di educazione.<\/p><p>\u00abLa legge, nel disciplinare le modalit\u00e0 di apertura degli istituti di istruzione ed educazione gestiti da enti e nello stabilire i requisiti per la parificazione, deve assicurare condizioni di effettiva libert\u00e0\u00bb.<\/p><p>Rende poi noto che il contrasto tra i due Relatori \u00e8 sorto invece in materia di parit\u00e0 di trattamento tra scuole statali e non statali, volendosi da una parte rinviare la decisione e dall\u2019altra affermare il principio della parit\u00e0 di trattamento.<\/p><p>CEVOLOTTO osserva che con la dizione: \u00abnel disciplinare le modalit\u00e0 di apertura degli istituti di istruzione ed educazione gestiti da enti\u00bb, vengono escluse le scuole gestite dai singoli. Riterrebbe perci\u00f2 opportuno specificare il significato della parola: \u00abenti\u00bb, per evitare dubbi di interpretazione, specialmente nei riguardi di societ\u00e0 private che potrebbero essere anche fittizie.<\/p><p>GRASSI fa osservare che si \u00e8 voluto limitare la possibilit\u00e0 della parificazione alle sole scuole gestite da enti, escludendo quelle tenute da singoli.<\/p><p>MORO, <em>Relatore<\/em>, per quanto riguarda il significato della parola: \u00abenti\u00bb, fa presente che gi\u00e0 nell\u2019attuale legislazione esiste un diverso trattamento giuridico tra le scuole gestite da enti e quelle gestite da singoli.<\/p><p>Nella Costituzione si \u00e8 voluta fissare appunto una garanzia nei confronti delle scuole tenute da enti \u2013 intendendo sotto questa denominazione quelli aventi fini non commerciali \u2013 e si \u00e8 invece rinviata alla legge la disciplina delle scuole gestite dai privati.<\/p><p>CEVOLOTTO ritiene che la garanzia di parificazione, che si vorrebbe fissare nella Costituzione per le scuole gestite da enti, dovrebbe esplicarsi invece unicamente a favore di quelle scuole in cui siano raggiunte particolari condizioni di rendimento e di organizzazione.<\/p><p>PRESIDENTE fa presente che, secondo l\u2019onorevole Marchesi, la formulazione completa dovrebbe essere quella di cui ha dato lettura l\u2019onorevole Grassi, mentre l\u2019onorevole Moro proporrebbe di aggiungere un\u2019altra proposizione.<\/p><p>MORO, <em>Relatore<\/em>, dopo la parola: \u00ablibert\u00e0\u00bb della formula concordata, vorrebbe aggiungere la seguente proposizione: \u00aballe scuole e agli alunni di esse parit\u00e0 di trattamento nei confronti di quelli delle scuole statali\u00bb.<\/p><p>LUCIFERO \u00e8 molto perplesso circa la distinzione che si vorrebbe creare tra la scuola aperta da un singolo e quella aperta da un ente, mettendo la prima in una situazione di privilegio; perch\u00e9, mentre il singolo pu\u00f2 aprire una scuola senza che alcuno possa imporgli una qualsiasi disciplina, invece l\u2019ente deve sottostare ad una disciplina che verr\u00e0 imposta secondo quelli che saranno, di volta in volta, gli intendimenti, non tanto dello Stato, quanto di quel gruppo che ha in mano il potere legislativo e il potere esecutivo. Si dichiara pertanto contrario alla posizione di privilegio che verrebbe lasciata alla scuola del singolo, non potendo accettare quel concetto di disciplina particolare alla quale dovrebbero essere sottoposti gli enti per aprire una scuola. Essendo fermamente convinto che attraverso tale disciplina la libert\u00e0 della scuola potrebbe addirittura essere soppressa, riterrebbe necessario trovare una formula diversa, che stabilisse, cio\u00e8, la necessit\u00e0 di requisiti particolari e di un conseguente successivo controllo per gli istituti che chiedono la parificazione; fino a quando per\u00f2 la parit\u00e0 non sia richiesta, la libert\u00e0 di tutte le scuole, da chiunque aperte e gestite, dovrebbe essere assoluta, senza che alcuno potesse intervenire nella loro organizzazione e costituzione.<\/p><p>Esprime, infine, l\u2019avviso che lo Stato, avendo le sue scuole, non sarebbe nemmeno tenuto a dare una garanzia sulla seriet\u00e0 e la capacit\u00e0 delle scuole private, dovendo essere lasciata la responsabilit\u00e0 della scelta ai genitori degli alunni.<\/p><p>CEVOLOTTO osserva che le scuole dei singoli, se da un lato avrebbero il privilegio di non sottostare a particolari controlli, non potrebbero, d\u2019altro lato, se non attraverso notevoli difficolt\u00e0, raggiungere la parificazione. Questa \u00e8, a suo avviso, una posizione deteriore molto grave che costituisce una larga concessione che \u00e8 stata fatta ai colleghi democristiani, in quanto gli enti che aprono scuole sono nella grandissima maggioranza religiosi. Si domanda, a tale proposito, se non sarebbe stato, piuttosto, opportuno mettere tutte le scuole private in una stessa posizione.<\/p><p>Circa le scuole aperte dai singoli, non \u00e8 d\u2019accordo che si debba lasciare ad esse una assoluta libert\u00e0, senza un controllo, sia pur minimo, per quanto riguarda la loro organizzazione, l\u2019aderenza ai programmi che lo Stato richiede e la capacit\u00e0 degli insegnanti, nella considerazione che tali scuole possono rilasciare diplomi e certificati che, per quanto non aventi valore legali, pure, privatamente, hanno sempre un certo valore.<\/p><p>PRESIDENTE osserva che in linea di fatto e di diritto, nella parola \u00abenti\u00bb, oltre quelli religiosi, rientrano anche i comuni, le province ed il futuro Ente regione, i quali, con l\u2019articolo in discussione, avranno il diritto di aprire scuole non statali, che possono anche essere parificate. Data la necessit\u00e0 di scuole professionali diverse nelle varie regioni, si darebbe modo ai comuni di creare scuole professionali alle quali potrebbero accedere i meno abbienti e coloro che, pur non avendo la capacit\u00e0 per arrivare ad una cultura superiore, hanno invece la necessit\u00e0 di conseguire, per esempio, un diploma di operaio specializzato o di coltivatore scelto.<\/p><p>GRASSI spiega che la limitazione delle modalit\u00e0 di apertura e della parificazione alle scuole tenute da enti \u00e8 venuta in seguito alle osservazioni dell\u2019onorevole Marchesi, al quale sembrava troppo larga la libert\u00e0 di aprire scuole che potessero essere parificate.<\/p><p>MARCHESI, <em>Relatore<\/em>, risponde che la sua osservazione si riferiva invece all\u2019ultima parte dell\u2019articolo proposto, altrimenti non avrebbe avuto nessuna ragione di domandare la limitazione della libert\u00e0 soltanto per le scuole gestite da enti.<\/p><p>MORO, <em>Relatore<\/em>, afferma che se con l\u2019articolo si vuole fissare una disciplina per quanto riguarda l\u2019apertura di scuole e la loro parificazione, si deve per\u00f2 tener presente l\u2019esistenza di un\u2019altra norma (che \u00e8 stata rinviata, ma si dovr\u00e0 prima o poi approvare), la quale conferisce allo Stato i poteri normativi generali in materia di istruzione, e quindi anche sulle scuole gestite da singoli, come del resto discende logicamente dalla premessa del secondo comma dell\u2019articolo stesso.<\/p><p>Quindi, anche le scuole tenute dai singoli non sfuggono ad un necessario controllo; ma, pur non negandosi loro la possibilit\u00e0 di ottenere per legge la parificazione, non hanno quella garanzia costituzionale che viene data alle scuole gestite da enti, a cui viene assicurata effettiva libert\u00e0 e parit\u00e0 di trattamento per gli alunni.<\/p><p>PRESIDENTE ricorda, per precisazione, che nella formulazione dell\u2019articolo secondo, approvato nella precedente seduta, l\u2019inciso: \u00abLo Stato detta le norme generali in materia di istruzione\u00bb era stato rinviato sia per studiare praticamente i modi di attuazione di simili norme, sia in relazione alla effettiva latitudine che avrebbe assunto il principio della libert\u00e0 dell\u2019insegnamento affermato nel primo articolo. Quindi, salvo modificazioni di forma, rimane sempre ben fermo il principio che lo Stato debba avere la vigilanza su tutte quante le scuole.<\/p><p>DOSSETTI, senza fare una proposta formale, crede che per mettere in evidenza che anche l\u2019apertura di scuole gestite da singoli \u00e8 sottoposta a particolari disposizioni, si potrebbe adottare la seguente dizione: \u00abLa legge, nel disciplinare le modalit\u00e0 di apertura delle scuole non statali e nello stabilire i requisiti per la parificazione degli istituti gestiti da enti, deve assicurare condizioni di effettiva libert\u00e0 agli alunni di essi ed uguaglianza di trattamento\u00bb.<\/p><p>Cos\u00ec si avrebbe da un lato la norma generale, che le modalit\u00e0 dell\u2019apertura sono richieste per tutte le scuole, e dall\u2019altro che la dignit\u00e0 maggiore della parificazione \u00e8 concessa alle scuole gestite da enti, alle quali si vuole fare una condizione di maggior favore.<\/p><p>LOMBARDI GIOVANNI osserva che con la formula in discussione si tornerebbe indietro almeno di un secolo, quando cio\u00e8 era in auge una filosofia e una politica per cui lo Stato era l\u2019unico e solo gestore responsabile dell\u2019istruzione, come della cosa che pi\u00f9 interessava per la rinascita e la grandezza di un popolo.<\/p><p>Dichiara, perci\u00f2, di non poter accettare un\u2019uguaglianza di diritti tra la scuola privata e quella laica pubblica, perch\u00e9 ci\u00f2 importerebbe non un progresso ma piuttosto un regresso. Ricorda che la parit\u00e0 di trattamento era propugnata da Vincenzo Gioberti e combattuta da Giuseppe Mazzini, e non crede che si sia proclamata in Italia la Repubblica per ispirarsi ai princip\u00ee del Gioberti piuttosto che a quelli del Mazzini.<\/p><p>Propone, pertanto, la seguente formulazione: \u00abLa organizzazione di istituti privati di insegnamento e di educazione \u00e8 permessa sotto la vigilanza e il controllo dello Stato\u00bb.<\/p><p>MANCINI, a proposito dell\u2019osservazione del Presidente, relativa alle scuole professionali, osserva che l\u2019affermazione del diritto di ogni cittadino all\u2019educazione ed all\u2019istruzione deve essere interpretata come la fine della scuola professionale, la quale perpetuerebbe nell\u2019ambiente scolastico quella divisione di classe, che \u00e8 purtroppo nella societ\u00e0 attuale, e che invece dovrebbe scomparire, in quanto tutti gli alunni devono avere la possibilit\u00e0 di conseguire gratuitamente una licenza e di completare i loro studi, senza venire assorbiti dai campi e dalle officine per le necessit\u00e0 economiche.<\/p><p>Osserva, poi, che se si pretende la parit\u00e0 di trattamento tra gli alunni delle scuole pubbliche e quelli delle scuole private, a maggior ragione si dovrebbe pretendere un\u2019uguaglianza di trattamento fra le diverse scuole private, sia gestite da enti, che da singoli, le quali, a suo avviso, dovrebbero essere messe sullo stesso piano, senza pretendere per le prime situazioni di privilegio.<\/p><p>PRESIDENTE chiarisce che non intendeva con l\u2019istruzione professionale sostituire quella istruzione che si \u00e8 affermato debba essere impartita a tutti i ragazzi, qualunque sia la classe sociale a cui appartengono; ma dal momento che in Italia vi \u00e8 una carenza di operai specializzati, che agisce sfavorevolmente anche nei riguardi della emigrazione, auspicava che si moltiplicassero le scuole professionali necessarie per la loro formazione.<\/p><p>TOGLIATTI ritiene prematura ogni discussione sulla scuola professionale, che deve essere rinviata in sede di esame dell\u2019articolo 4, in cui si riserva di proporre l\u2019obbligo dell\u2019insegnamento fino ai 14 anni. In tal modo la scuola professionale non avr\u00e0 pi\u00f9 un carattere deteriore di succedaneo di una istruzione che viene data a chi \u00e8 povero.<\/p><p>MORO, <em>Relatore<\/em>, tiene a dichiarare all\u2019onorevole Mancini che, non avendo alcun interesse a limitare la garanzia costituzionale alle scuole tenute da enti, ha voluto andare incontro alla preoccupazione dell\u2019onorevole Marchesi di non concedere parit\u00e0 di trattamento a scuole ispirate esclusivamente a criteri commerciali, invece che a quell\u2019alto senso di educazione del popolo, che hanno invece le scuole tenute da enti ecclesiastici.<\/p><p>Desidera poi ribadire che se agli istituti tenuti dai singoli non \u00e8 stata fissata una garanzia costituzionale, non \u00e8 per\u00f2 fatto divieto al legislatore di garantire ad essi, nelle condizioni che riterr\u00e0 pi\u00f9 opportune, una libert\u00e0 effettiva e la parit\u00e0 di trattamento con gli istituti gestiti dallo Stato. Nella Costituzione, invece, si vuol garantire la libert\u00e0 e la parit\u00e0 di trattamento per un tipo di scuola che merita una particolare attenzione, come fa gi\u00e0 l\u2019attuale legislazione, che distingue le scuole private tenute dai singoli e quelle gestite da enti.<\/p><p>LUCIFERO dichiara che, a suo giudizio, tutte le scuole debbono trovarsi di fronte alla legge in uno stato di uguaglianza, senza privilegi, che in un regime democratico devono stabilirsi soltanto in relazione al valore di ciascuno e non per legge.<\/p><p>Circa la questione della parificazione, poich\u00e9 si entra nel campo delle concessioni governative, riconosce la necessit\u00e0 di determinate garanzie e condizioni per il conferimento, ma insiste che, se non si vuole creare una categoria di privilegiati, sia le scuole aperte da enti, che quelle aperte da singoli, dovrebbero avere gli stessi diritti.<\/p><p>Per\u00f2, se da un lato ammette che la scuola che chiede la parificazione debba avere particolari requisiti, ripete nuovamente la sua contrariet\u00e0 circa la fissazione di modalit\u00e0 per l\u2019apertura delle scuole non statali, perch\u00e9, fino a quando non venga chiesta la parificazione, esse non devono essere soggette a norme vincolatrici da parte dello Stato.<\/p><p>DOSSETTI osserva che lo Stato dovr\u00e0 fissare, almeno per la scuola privata, le norme relative all\u2019igiene dei locali.<\/p><p>LUCIFERO risponde che le norme igieniche non hanno nulla a che fare con le modalit\u00e0 di apertura che possono significare una indebita ingerenza da parte dello Stato nelle scuole private.<\/p><p>Si riserva di proporre un articolo cos\u00ec formulato: \u00abLe scuole e gli istituti non statali possono essere parificati secondo le modalit\u00e0 stabilite dalla legge, la quale in ogni caso deve assicurare condizioni di effettiva libert\u00e0, ecc.\u00bb.<\/p><p>GRASSI, dopo aver riassunto le varie tendenze manifestatesi durante la discussione, dichiara di non vedere difficolt\u00e0 a che, eventualmente, si fissino nella Costituzione le norme per la concessione della parificazione anche alle scuole aperte da singoli. Come \u00e8 stato gi\u00e0 osservato, comunque, il criterio restrittivo adottato per la concessione della parificazione non toglie la possibilit\u00e0 che dalla legislazione possa essere concesso lo stesso diritto a scuole aperte da singoli. La garanzia fissata nella Costituzione per le scuole gestite da enti ha il solo scopo di vietare ai legislatore di impedire la parificazione a questo tipo di scuole.<\/p><p>MARCHESI, <em>Relatore<\/em>, fa osservare di avere accettato l\u2019articolo, di cui \u00e8 stata data lettura, nella speranza, poco fondata, che esso terminasse con le parole \u00abdi effettiva libert\u00e0\u00bb. Se l\u2019articolo, invece, dovr\u00e0 essere completato secondo la proposta fatta dall\u2019onorevole Moro, ritorner\u00e0 senz\u2019altro alla formulazione del terzo articolo fatta nella sua relazione, nel quale non si fa distinzione tra scuole di enti e scuole di singoli.<\/p><p>PRESIDENTE domanda agli onorevoli Commissari se sarebbero disposti ad approvare la soppressione delle parole \u00abgestiti da enti\u00bb.<\/p><p>DOSSETTI propone che si voti in primo luogo la parte finale dell\u2019articolo, per poi passare ad esaminarne il resto.<\/p><p>MERLIN UMBERTO \u00e8 anche egli favorevole a mettere in votazione la seconda parte su cui non si \u00e8 raggiunto l\u2019accordo, in modo che il dissenso si manifesti apertamente, non volendo che si ripeta quello che \u00e8 accaduto per la Costituzione francese che, formulata in accordo dai tre partiti di massa, \u00e8 stata praticamente bocciata dal popolo francese.<\/p><p>Fa presente poi ai colleghi socialisti di non essere in questo campo d\u2019accordo con Filippo Turati, il quale nel giugno del 1924, per dimostrare le ragioni per le quali i socialisti potevano formare fronte unico con i popolari, diceva: \u00abLa prima delle libert\u00e0 \u00e8 quella dell\u2019insegnamento, nel quale noi ripudiamo ogni coercizione o privilegio di dottrina statale, e difenderemo sempre, non negando allo Stato quello che \u00e8 il suo primo dovere di assicurare per suo conto l\u2019istruzione fondamentale a tutti i cittadini, la libera iniziativa e la feconda concorrenza\u00bb.<\/p><p>LOMBARDI GIOVANNI si dichiara disposto a votare, tradotte in un articolo, le parole di Filippo Turati.<\/p><p>MERLIN UMBERTO fa osservare all\u2019onorevole Lombardi che per avere libera iniziativa e feconda concorrenza occorre la parit\u00e0, mentre se si vuole mettere la scuola privata in quelle condizioni di umiliazione e di dipendenza che vorrebbe l\u2019onorevole Lombardi non ci potr\u00e0 essere pi\u00f9 libert\u00e0.<\/p><p>Circa il diritto di educare e di istruire, si domanda se, assegnando allo Stato questa funzione, non si sia andati troppo oltre, perch\u00e9 il diritto vero e naturale dell\u2019istruzione e dell\u2019educazione spetta in primo luogo ai genitori.<\/p><p>MARCHESI, <em>Relatore<\/em>, obietta che questa libert\u00e0 non \u00e8 menomata, perch\u00e9 un padre pu\u00f2 mandare i propri figli alla scuola che ritiene pi\u00f9 adatta.<\/p><p>MERLIN UMBERTO osserva che l\u2019onorevole Marchesi, nel corso della sua relazione, in opposizione all\u2019affermazione dell\u2019onorevole Tupini che lo Stato pu\u00f2 essere il pi\u00f9 prepotente violatore delle coscienze, ha risposto che la famiglia pu\u00f2 esserlo di pi\u00f9. Crede ad ogni modo che la famiglia abbia sempre in questo campo maggiori diritti dello Stato; il quale, in definitiva, finirebbe per esercitare una pressione sulla coscienza dei ragazzi attraverso persone a loro completamente estranee.<\/p><p>MARCHESI, <em>Relatore,<\/em> risponde che le sue parole erano destinate a ribattere un\u2019affermazione dell\u2019onorevole Tupini, nel senso che se lo Stato pu\u00f2 esercitare una violenza sulla coscienza dei fanciulli, anche la famiglia pu\u00f2, e in grado superiore, fare altrettanto.<\/p><p>MERLIN UMBERTO prende atto delle chiarificazioni dell\u2019onorevole Marchesi.<\/p><p>Premesso che vi sono in Italia scuole private che reggono la concorrenza con quelle pubbliche, dichiara che voter\u00e0 qualunque articolo che assicuri piena libert\u00e0 e parit\u00e0 di trattamento per le scuole private, che non devono essere umiliate, ma incoraggiate per il bene stesso dello Stato.<\/p><p>DE VITA si dichiara contrario sia alle scuole dello Stato, sia anche a quelle della Chiesa, perch\u00e9 in entrambe la libert\u00e0 dell\u2019insegnamento non pu\u00f2 avere il necessario respiro. Condivide, d\u2019altra parte, le preoccupazioni di coloro che nella formulazione dell\u2019articolo dell\u2019onorevole Moro vedono il pericolo che, al posto dello Stato, altri enti \u2013 ad esempio quelli religiosi \u2013 agiscano sui costumi e sull\u2019educazione del cittadino. Per questi motivi, \u00e8 contrario sia alla tesi dell\u2019onorevole Marchesi che a quella dell\u2019onorevole Moro.<\/p><p>PRESIDENTE, circa l\u2019ordine della discussione, osserva che le due proposte degli onorevoli Lucifero e Lombardi, poich\u00e9 si allontanano dalla formulazione dei Relatori, dovrebbero essere votate per prime; dopo si dovrebbe discutere sull\u2019aggiunta dell\u2019onorevole Moro e passare quindi alla discussione e alla votazione della parte restante dell\u2019articolo.<\/p><p>DOSSETTI dichiara di essere d\u2019accordo circa la priorit\u00e0 da dare alla discussione e alla votazione dell\u2019emendamento dell\u2019onorevole Lombardi; ritiene, per\u00f2, che l\u2019onorevole Lucifero sia disposto ad accettare che si voti subito dopo sull\u2019ultima parte della proposta Moro; perch\u00e9 questa non infirma la sostanza dell\u2019emendamento da lui proposto.<\/p><p>LUCIFERO \u00e8 d\u2019accordo, dato che all\u2019emendamento da lui proposto dovrebbe seguire la aggiunta dell\u2019onorevole Moro, alla quale si dichiara favorevole.<\/p><p>PRESIDENTE pone in votazione l\u2019articolo proposto dall\u2019onorevole Lombardi cos\u00ec formulato: \u00abLa organizzazione di istituti privati di insegnamento e di educazione \u00e8 permessa sotto la vigilanza e il controllo dello Stato\u00bb.<\/p><p>MARCHESI, <em>Relatore<\/em>, dichiara che voter\u00e0 a favore della proposta Lombardi, senza per\u00f2 rinunziare al suo articolo terzo, che garantisce la completa libert\u00e0 alle scuole private.<\/p><p>MORO, <em>Relatore<\/em>, si dichiara contrario, per lo spirito che anima l\u2019articolo che, a suo parere, non garantisce quella parit\u00e0 di trattamento che ritiene essenziale per la garanzia della scuola non statale.<\/p><p>LUCIFERO dichiara di votare contro la proposta dell\u2019onorevole Lombardi, in quanto presuppone la soppressione della libert\u00e0 della scuola.<\/p><p>PRESIDENTE comunica che l\u2019onorevole Mancini si \u00e8 associato alla proposta dell\u2019onorevole Lombardi.<\/p><p>CEVOLOTTO dichiara che voter\u00e0 a favore dell\u2019articolo proposto dall\u2019onorevole Lombardi, che preferisce perch\u00e9 pi\u00f9 semplice.<\/p><p>TOGLIATTI propone che nella formula Mancini-Lombardi, al termine \u00abpermessa\u00bb si sostituisca \u00ablibera\u00bb.<\/p><p>LOMBARDI GIOVANNI e MANCINI dichiarano di accettare l\u2019emendamento.<\/p><p>(<em>La proposta Lombardi-Mancini, con l\u2019emendamento Togliatti, messa ai voti, \u00e8 respinta con 9 voti contrari,<\/em> <em>7 favorevoli e 1 astenuto<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE pone in discussione l\u2019aggiunta alla formula concordata, proposta dall\u2019onorevole Moro e cos\u00ec concepita: \u00aballe scuole e agli alunni di esse parit\u00e0 di trattamento nei confronti di quelle delle scuole statali\u00bb.<\/p><p>MARCHESI, <em>Relatore<\/em>, richiama l\u2019attenzione dei colleghi sul fatto che, votando l\u2019aggiunta dell\u2019onorevole Moro, si verrebbe a creare un\u2019enorme e ingiustificata disparit\u00e0 tra scuola privata e scuola pubblica, a tutto vantaggio della prima.<\/p><p>Prendendo lo spunto dalle borse di studio che dovrebbero essere conferite agli alunni pi\u00f9 capaci e meritevoli, pone in evidenza che mentre nelle scuole pubbliche si ha la massima garanzia nelle assegnazioni in quanto avvengono attraverso un corpo giudicante che, mediante i concorsi, \u00e8 gi\u00e0 stato a sua volta giudicato, invece negli istituti privati, in cui il direttore non \u00e8 nominato a norma di legge e il personale \u00e8 reclutato attraverso elenchi di abilitati all\u2019insegnamento che non hanno superato concorsi, si \u00e8 ben lungi dall\u2019avere le medesime garanzie.<\/p><p>Alla eventuale obiezione che nella scuola parificata lo Stato si pu\u00f2 garantire attraverso la persona di un suo commissario, si potrebbe rispondere che, secondo quanto gli risulta da personale esperienza, il commissario, per quanta severit\u00e0 e probit\u00e0 possa mettere nell\u2019esercizio del suo incarico, svolge sempre un compito da fantoccio, sia perch\u00e9 non pu\u00f2 avere la necessaria competenza in tutte le materie, sia perch\u00e9 non pu\u00f2 contemporaneamente assistere agli esami delle varie commissioni. Naturalmente gli alunni tendono ad affluire verso la scuola privata che possono presumere assai meno severa e che permette loro di fruire nello stesso tempo del pubblico denaro.<\/p><p>Dichiara che se l\u2019onorevole Moro \u00e8 disposto ad eliminare questa sua preoccupazione, consentendo che in un articolo si possa dire che la scuola privata non debba essere di onere alle finanze pubbliche, non avrebbe alcuna difficolt\u00e0 ad accogliere anche l\u2019invocata parit\u00e0 di trattamento. Diversamente ritiene che l\u2019aggiunta si debba respingere nell\u2019interesse del pubblico erario oltre che della istruzione nazionale.<\/p><p>LUCIFERO riterrebbe opportune le argomentazioni dell\u2019onorevole Marchesi se si discutesse la possibilit\u00e0 di ammettere o meno la parificazione delle scuole private. Invece questo problema non \u00e8 posto, ma si sta discutendo per sapere quale deve essere il trattamento degli allievi delle scuole private di fronte a certi casi particolari, come, per esempio, il conferimento di borse di studio. A tale proposito gli sembra evidente che l\u2019assegnazione di borse di studio dovrebbe essere fatta mediante concorsi, a cui dovrebbero poter partecipare anche gli allievi delle scuole private. Ora, a suo avviso, questa facolt\u00e0 degli alunni di scuole private non contraddice con le affermazioni dell\u2019onorevole Marchesi, in quanto il corpo giudicante per l\u2019assegnazione di borse di studio e di sussidi non sar\u00e0 costituito dai professori di scuole private ma da quelli delle scuole pubbliche.<\/p><p>Desidera poi far rilevare che se l\u2019articolo venisse approvato nella prima parte, come proposto nella formula concordata, si potrebbe pensare che le condizioni di effettiva libert\u00e0 e di parit\u00e0 si riferiscano soltanto alla scuola gestita da enti e non a quelle gestite da singoli.<\/p><p>A suo giudizio, invece, l\u2019effettiva libert\u00e0 e la parit\u00e0 di trattamento dovrebbe essere concessa a tutti gli studenti, sia che frequentino scuole gestite da enti, sia che frequentino scuole gestite da singoli.<\/p><p>MARCHESI, <em>Relatore<\/em>, domanda all\u2019onorevole Lucifero se avrebbe difficolt\u00e0 ad accettare la seguente formula: \u00abLe previdenze statali in favore dei meritevoli e dei capaci sono conferite mediante annuali concorsi\u00bb.<\/p><p>LUCIFERO \u00e8 favorevole alla formula proposta dall\u2019onorevole Marchesi.<\/p><p>CEVOLOTTO dichiara di votare contro la proposta dell\u2019onorevole Moro, non perch\u00e9 intende respingere il principio della parit\u00e0 di trattamento, ma perch\u00e9 la questione dovr\u00e0 essere studiata e risolta in sede di legislazione.<\/p><p>MASTROJANNI ritiene che, una volta ammessa la possibilit\u00e0 della parificazione, che comporta necessariamente un trattamento del tutto identico a quello delle scuole statali, sia inutile l\u2019aggiunta dell\u2019onorevole Moro.<\/p><p>Crede inoltre che non abbiano ragione di essere i timori dell\u2019onorevole Marchesi circa gli istituti parificati, in quanto che lo Stato, tra i requisiti per la parificazione, comprender\u00e0 l\u2019obbligo di scegliere gli insegnanti non nell\u2019ambito degli abilitati, ma tra i vincitori di concorsi che non abbiano potuto essere assorbiti negli istituti d\u2019istruzione pubblica. Voter\u00e0 ad ogni modo a favore della aggiunta proposta dall\u2019onorevole Moro, pur sembrandogli pleonastica.<\/p><p>GRASSI dichiara di votare a favore della proposta dell\u2019onorevole Moro, nel senso che fare un trattamento diverso agli alunni delle scuole private parificate nei confronti di quelli delle scuole statali, sarebbe in contrasto con le condizioni di libert\u00e0 e di parit\u00e0 che si vogliono dare alla scuola privata, in quanto parificata.<\/p><p>LUCIFERO pregherebbe l\u2019onorevole Moro di chiarire in sede di relazione che la parit\u00e0 di trattamento e la effettiva libert\u00e0 non si riferiscono soltanto alla scuola parificata, ma a tutte le scuole non statali, siano esse gestite da enti o da singoli, perch\u00e9 solo se fosse ben chiarito questo concetto potrebbe votare la formula proposta.<\/p><p>MORO, <em>Relatore<\/em>, dichiara che, se l\u2019onorevole Marchesi non insiste nel criterio restrittivo, non avrebbe alcuna difficolt\u00e0 che alla scuola tenuta da singoli fosse esteso il beneficio della parificazione.<\/p><p>CEVOLOTTO fa presente che con la proposta del Presidente di sopprimere le parole: \u00abgestite da enti\u00bb, gi\u00e0 sarebbe raggiunto l\u2019intendimento dell\u2019onorevole Lucifero.<\/p><p>DOSSETTI manifesta l\u2019impressione che l\u2019onorevole Lucifero abbia perduto di vista il complesso significato dell\u2019affermazione che \u00e8 in discussione, la quale va molto al di l\u00e0 della parit\u00e0 di trattamento nei concorsi per premi o borse di studio, costituendo, secondo il concetto della democrazia cristiana, la vera garanzia della libert\u00e0 della scuola.<\/p><p>Rileva che la Sottocommissione si trova di fronte a due concezioni contrastanti; da una parte quella dell\u2019onorevole Marchesi, il quale intende la libert\u00e0 della scuola essenzialmente e esclusivamente come libert\u00e0 dell\u2019insegnamento; dall\u2019altra parte la concezione democristiana, secondo la quale la libert\u00e0 della scuola vuol dire libert\u00e0 di insegnamento, libert\u00e0 di organizzazione e libert\u00e0 di espansione e di sviluppo effettivo della scuola non statale.<\/p><p>Questa visione integrale della libert\u00e0 della scuola deve implicare necessariamente una effettiva parit\u00e0 di trattamento per gli alunni delle scuole non statali, altrimenti la libert\u00e0 loro assicurata sarebbe illusoria e apparente, perch\u00e9 si avrebbe una forma di costrizione morale che spingerebbe gli alunni ad andare alle scuole statali, che garantiscono una posizione di privilegio. D\u2019altra parte, una effettiva parit\u00e0 di trattamento non pu\u00f2 naturalmente essere fatta indiscriminatamente a tutte le scuole non statali, ma solo a quelle che raggiungano quel tale gradino superiore che \u00e8 la parificazione.<\/p><p>Prega perci\u00f2 l\u2019onorevole Lucifero di voler considerare che, votando a favore della formula proposta, non pregiudica per nulla la tesi che egli sostiene, perch\u00e9 gli sar\u00e0 sempre possibile di avanzare una proposta in ordine alla prima parte dell\u2019articolo, mentre votando contro si potrebbe pervenire alla negazione di quel principio di libert\u00e0 capace di assicurare una parit\u00e0 di trattamento, tale da escludere ogni costrizione morale e materiale.<\/p><p>LUCIFERO, dopo le dichiarazioni dell\u2019onorevole Dossetti, voter\u00e0 a favore dell\u2019aggiunta proposta dall\u2019onorevole Moro, dichiarando per\u00f2 che non intende si stabiliscano privilegi a favore di alcuna categoria di scuole, sia statale che non statale, per non creare una graduatoria di libert\u00e0 che sarebbe la negazione della libert\u00e0 stessa.<\/p><p>DOSSETTI, come dichiarazione di voto, aggiunge che approvando questa parte di articolo, egli ed i suoi colleghi democristiani intendono affermare il principio della libert\u00e0 della scuola nel suo aspetto concreto, nel senso cio\u00e8 di consentire ai singoli studenti una effettiva parit\u00e0 di trattamento che escluda ogni possibilit\u00e0 di pressione e quindi di precostituzione di situazioni privilegiate a favore della scuola statale.<\/p><p>MASTROJANNI ritiene che riunendo le proposte dell\u2019onorevole Marchesi e dell\u2019onorevole Lucifero si potrebbe, con un successivo articolo, stabilire che i benefici che lo Stato concede agli studenti bisognosi e pi\u00f9 meritevoli devono essere attribuiti sempre attraverso pubblici concorsi. Verrebbe cos\u00ec a cadere qualsiasi residuo di preoccupazione per l\u2019aggiunta proposta dall\u2019onorevole Moro, che potrebbe essere votata senza alcuna riserva.<\/p><p>Se la sua proposta sar\u00e0 accettata, voter\u00e0 a favore dell\u2019aggiunta proposta dall\u2019onorevole Moro.<\/p><p>MARCHESI, <em>Relatore<\/em>, dichiara che, per evitare il pericolo che nella Sottocommissione si incominci l\u2019opera di smobilitazione della scuola statale, proporrebbe un articolo aggiuntivo del seguente tenore: \u00abLe provvidenze statali in favore dei meritevoli e dei capaci sono conferite mediante pubblici concorsi\u00bb.<\/p><p>TOGLIATTI domanda all\u2019onorevole Marchesi se, in caso di approvazione di questo articolo aggiuntivo, \u00e8 disposto ad approvare anche l\u2019aggiunta dell\u2019onorevole Moro.<\/p><p>MARCHESI, <em>Relatore<\/em>, precisa che voter\u00e0 contro la proposta dell\u2019onorevole Moro e, soltanto in caso di approvazione, come correttivo, proporrebbe l\u2019articolo di cui ha dato lettura.<\/p><p>LOMBARDI GIOVANNI dichiara di votare contro la formula aggiuntiva dell\u2019onorevole Moro per le ragioni di principio che ha precedentemente esposte.<\/p><p>MANCINI dichiara che voter\u00e0 contro per le stesse ragioni di principio cui ha accennato l\u2019onorevole Lombardi.<\/p><p>PRESIDENTE, interpretando il pensiero dei colleghi di parte democristiana, dichiara che con questa aggiunta non si vuole in alcuna maniera portare offesa alla scuola di Stato, di cui si \u00e8 accettata anzi la supremazia che si esplica attraverso i poteri di vigilanza, la parificazione e gli esami di Stato.<\/p><p>Mette ai voti l\u2019aggiunta proposta dall\u2019onorevole Moro, che cio\u00e8 dopo la parola \u00ablibert\u00e0\u00bb siano aggiunte le seguenti \u00aballe scuole e agli alunni di esse parit\u00e0 di trattamento nei confronti di quelli delle scuole statali\u00bb.<\/p><p>(<em>La proposta aggiuntiva \u00e8 approvata con 9 voti favorevoli e 8 contrari<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Pone in votazione quindi il primo comma della proposta che era stato precedentemente concordato: \u00abChiunque, ente o singolo, pu\u00f2 aprire scuole ed istituti di educazione\u00bb.<\/p><p>CEVOLOTTO dichiara di astenersi dalla votazione, essendo stata approvata l\u2019ultima parte proposta dall\u2019onorevole Moro.<\/p><p>(<em>Il primo comma \u00e8 approvato all\u2019unanimit\u00e0, tranne 1 astenuto<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>LUCIFERO domanda che sia posta in votazione la sua proposta la quale, discostandosi sostanzialmente dal testo, dovrebbe avere la precedenza.<\/p><p>PRESIDENTE pone in discussione la proposta sostitutiva dell\u2019onorevole Lucifero cos\u00ec formulata: \u00abLe scuole e gli istituti non statali possono essere parificati secondo le modalit\u00e0 stabilite dalla legge, la quale in ogni caso deve assicurare condizioni di effettiva libert\u00e0\u00bb.<\/p><p>LUCIFERO ripete che la differenza tra la sua formula e quella dei Relatori consiste in una questione fondamentale, cio\u00e8 che la disciplina delle modalit\u00e0 di funzionamento delle scuole private deve intervenire da parte dello Stato solo quando venga chiesta la parificazione.<\/p><p>CEVOLOTTO preferisce la formula dei Relatori, perch\u00e9 mentre da un lato ritiene che non sia possibile consentire l\u2019apertura di scuole private senza una certa vigilanza e un certo controllo da parte dello Stato, d\u2019altra parte crede che non si possa consentire una parit\u00e0 di trattamento agli alunni delle scuole private che non hanno ottenuto la parificazione.<\/p><p>MASTROJANNI, premesso che l\u2019insegnamento viene impartito ai giovani, i quali ancora non hanno esauriente potest\u00e0 di discernimento e non sempre hanno genitori che siano capaci di indirizzarli senza soggiacere, a loro volta, a consigli spesso ispirati da malintese finalit\u00e0 politiche o commerciali, crede che l\u2019intervento preventivo dello Stato costituisca non una limitazione della libert\u00e0, ma una garanzia delle libert\u00e0 individuali e collettive, perch\u00e9 assicura ai cittadini la possibilit\u00e0 di ottenere una istruzione che sia conforme alle necessit\u00e0 sociali ed ai pi\u00f9 sani orientamenti della vita.<\/p><p>Dichiara perci\u00f2 di preferire la formula dei Relatori.<\/p><p>MORO, <em>Relatore<\/em>, allo scopo di ottenere una maggiore chiarezza di dizione e anche per venire incontro agli onorevoli Lucifero e Marchesi, modificherebbe cos\u00ec la primitiva formulazione: \u00abLa legge, nel disciplinare le modalit\u00e0 di apertura delle scuole non statali e nello stabilire i requisiti per la parificazione, deve garantire a tali scuole condizioni di effettiva libert\u00e0 e agli alunni degli istituti parificati parit\u00e0 di trattamento\u00bb.<\/p><p>Con questa formula si precisa che tutte le scuole non statali sono soggette a modalit\u00e0 di apertura, da cui non crede si possa prescindere, e che a tutte le suddette scuole sono assicurate condizioni di effettiva libert\u00e0, riservando la parit\u00e0 di trattamento \u2013 intesa come equipollenza di titolo di studio \u2013 ai soli alunni degli istituti parificati. Resta, ad ogni modo, impregiudicata la questione del conferimento di borse di studio, intorno alla quale si potr\u00e0 successivamente discutere.<\/p><p>LUCIFERO osserva che nell\u2019ultima parte della nuova formula vi \u00e8 una variazione sostanziale, nel senso che la parit\u00e0 di trattamento che si voleva garantire agli alunni di tutte le scuole \u00e8 riservata solo a quelli delle scuole parificate.<\/p><p>DOSSETTI sostiene che le variazioni sono soltanto di forma, ma l\u2019osservazione dell\u2019onorevole Lucifero dimostra che la precedente dizione era equivoca, perch\u00e9 poteva consentire un\u2019interpretazione che sarebbe arrivata al paradosso di ammettere la parit\u00e0 di trattamento e quindi di equivalenza di titoli di studio per tutti gli alunni anche delle scuole non parificate.<\/p><p>Secondo la concezione dell\u2019onorevole Lucifero, non esisterebbero scuole parificate e non parificate, ma soltanto scuole statali e non statali i cui alunni, per il solo fatto della esistenza di queste, avrebbero tutti i medesimi diritti. Questa concezione non \u00e8, a suo avviso, ammissibile, perch\u00e9, se si afferma il principio della libert\u00e0 della scuola privata indiscriminatamente, tanto da giungere fino all\u2019equivalenza dei titoli, bisogna anche circoscriverla alle sole scuole che presentino i necessari requisiti di idoneit\u00e0.<\/p><p>PRESIDENTE non ritiene di poter porre in votazione la seconda dizione dell\u2019onorevole Moro, in quanto si verrebbe di nuovo a mettere in discussione l\u2019ultima parte che \u00e8 stata gi\u00e0 votata.<\/p><p>Pensa che per prima debba ora essere messa ai voti la proposta dell\u2019onorevole Lucifero, essendo quella che pi\u00f9 si distacca dalla formulazione dei Relatori.<\/p><p>TOGLIATTI dichiara che, dato il modo molto confuso in cui si \u00e8 svolta la discussione, voter\u00e0 contro, dando al suo voto il significato di risollevare la questione in sede di Commissione plenaria.<\/p><p>MARCHESI, <em>Relatore<\/em>, LOMBARDI GIOVANNI, DE VITA, MANCINI e BASSO si associano all\u2019onorevole Togliatti.<\/p><p>PRESIDENTE, premesso che \u00e8 anche disposto a far riprendere nuovamente tutta la discussione, mette in votazione la formula proposta dall\u2019onorevole Lucifero.<\/p><p>(<em>\u00c8 respinta con 1 voto favorevole, 11 contrari e 5 astenuti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Prima di mettere ai voti la restante parte, crede che dovrebbe essere prima discusso il suo emendamento tendente a sopprimere le parole: \u00abgestiti da enti\u00bb.<\/p><p>MORO, <em>Relatore<\/em>, dichiara di accettare l\u2019emendamento proposto.<\/p><p>PRESIDENTE mette ai voti l\u2019emendamento soppressivo delle parole: \u00abgestiti da enti\u00bb.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato con 10 voti favorevoli e<\/em> <em>7<\/em> <em>astenuti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>LUCIFERO, in relazione alle sue precedenti osservazioni, propone che siano soppresse le parole: \u00abnel disciplinare le modalit\u00e0 di apertura\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE mette ai voti la proposta soppressiva dell\u2019onorevole Lucifero.<\/p><p>(<em>\u00c8 respinta con 16 voti contrari e 1 favorevole<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Mette allora ai voti la prima parte del comma dell\u2019articolo, cos\u00ec formulata:<\/p><p>\u00abLa legge, nel disciplinare le modalit\u00e0 di apertura degli istituti di istruzione e di educazione e nello stabilire i requisiti per la parificazione, deve assicurare condizioni di effettiva libert\u00e0&#8230;\u00bb.<\/p><p>Fa presente che tale formula deve ritenersi come proposta dal solo onorevole Moro, avendo l\u2019onorevole Marchesi dichiarato di non poterla pi\u00f9 accettare, in seguito alla aggiunta che \u00e8 stata approvata dalla Sottocommissione.<\/p><p>TOGLIATTI dichiara che voter\u00e0 contro, per le stesse ragioni specificate nella precedente dichiarazione.<\/p><p>LUCIFERO propone che l\u2019articolo venga messo ai voti per divisione. In questo caso voter\u00e0 contro le parole: \u00abnel disciplinare le modalit\u00e0 di apertura\u00bb e a favore delle parole: \u00abnello stabilire i requisiti per la parificazione\u00bb. Qualora si respingesse la sua proposta, dichiara che voter\u00e0 contro.<\/p><p>DOSSETTI dichiara di votare a favore della formula proposta anche se, per le ragioni gi\u00e0 enunciate, riproporr\u00e0 la opportunit\u00e0 di coordinare le due parti dell\u2019articolo.<\/p><p>Comprende che l\u2019onorevole Togliatti veda nell\u2019articolo, cos\u00ec come viene a risultare nel suo complesso, un concetto non corrispondente alla tesi della sua parte e prende atto della possibilit\u00e0 di riproporre la questione in sede di Commissione plenaria, ma deve protestare contro la motivazione addotta, perch\u00e9 non rispondente alla verit\u00e0 oggettiva dei fatti.<\/p><p>DE VITA, essendosi fatta la discussione e la votazione dell\u2019articolo in modo non unitario, concorda con quanto ha dichiarato l\u2019onorevole Togliatti e si asterr\u00e0 dalla successiva discussione.<\/p><p>PRESIDENTE ritiene, invece, che le posizioni, sia da una parte che dall\u2019altra siano assai limpide. Vi sono infatti due tesi nettamente opposte e le rispettive parti in contrasto hanno avuto ampia libert\u00e0 di illustrarle.<\/p><p>LUCIFERO dichiara che voter\u00e0 contro l\u2019articolo proposto, perch\u00e9 mantenendo la disciplina delle modalit\u00e0 di apertura delle scuole private, si potrebbe, in ultima analisi, sopprimere la libert\u00e0 della scuola.<\/p><p>CEVOLOTTO dichiara di votare contro essendo stata approvata l\u2019ultima parte dell\u2019articolo.<\/p><p>GRASSI fa presente che, votando contro, si verrebbe a respingere la sostanza stessa dell\u2019articolo.<\/p><p>(<em>L\u2019articolo dell\u2019onorevole Moro \u00e8 respinto con 9 voti contrari ed 8 favorevoli<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>DOSSETTI rileva che, ad ogni modo, due princip\u00ee devono ritenersi gi\u00e0 approvati: quello della libert\u00e0 di organizzazione scolastica e quello che riconosce che agli alunni delle scuole non statali deve essere data parit\u00e0 di trattamento giuridico con quelli delle scuole statali.<\/p><p>Quanto alla formula di congiunzione tra i due princip\u00ee, l\u2019accordo potr\u00e0 essere raggiunto in una prossima riunione.<\/p><p>CEVOLOTTO osserva che la prima parte della formulazione era in relazione con una continuazione che, non essendo stata approvata, dovr\u00e0 essere sostituita con un\u2019altra che i Relatori proporranno. Invece la parte finale dovrebbe cadere, in quanto completava il primo capoverso dell\u2019articolo che non \u00e8 stato approvato.<\/p><p>TOGLIATTI conferma l\u2019opinione dell\u2019onorevole Cevolotto, in quanto anche grammaticalmente l\u2019ultima parte approvata non pu\u00f2 rimanere senza la precedente, mancando il verbo che dovrebbe reggere il dativo: \u00aballe scuole\u00bb.<\/p><p>DOSSETTI ricorda che poco prima \u00e8 stata respinta, senza nemmeno metterla in discussione, una sua proposta di semplice coordinamento formale, in base all\u2019argomento che l\u2019ultima parte dell\u2019articolo era gi\u00e0 stata approvata, e non poteva essere toccata. I Commissari sono padroni di fare cavilli grammaticali, ma non possono negare che la discussione sull\u2019ultima parte \u00e8 stata di principio, e perci\u00f2 la votazione ha avuto il significato ben chiaro di decisione sopra il principio stesso.<\/p><p>Per questo motivo, fermo restando il principio approvato, allo scopo di non rendere vana la riunione odierna, prega il Presidente di trovare una formula che soddisfi le esigenze grammaticali espresse dall\u2019onorevole Togliatti.<\/p><p>GRASSI fa presente che si \u00e8 messo in votazione un articolo composto di due commi. Nessun dubbio sull\u2019approvazione del primo comma, ma per il secondo, seguendo la tradizione e la prassi parlamentare, gli emendamenti e le aggiunte vengono a cadere, quando non sia approvata la parte a cui si riferiscono. Perci\u00f2, fermo il principio che la Sottocommissione ha approvato, l\u2019articolo non potr\u00e0 essere accolto se non sostituendo alla dizione attuale un\u2019altra formula che incontri il favore della maggioranza.<\/p><p>LUCIFERO osserva che vi \u00e8 un equivoco da chiarire. Ritiene infatti che la Sottocommissione, approvando la parte finale, intendeva riferirsi al soggetto e al verbo precedenti. L\u2019articolo, quindi, rimarrebbe formulato nel modo seguente: \u00abChiunque, ente o singolo, pu\u00f2 aprire scuole ed istituti di educazione.<\/p><p>\u00abLa legge deve assicurare a tali scuole condizioni di effettiva libert\u00e0 e agli alunni di esse parit\u00e0 di trattamento con quelli delle scuole statali\u00bb.<\/p><p>CEVOLOTTO osserva che la Sottocommissione non ha certamente inteso di approvare un simile articolo, al cui concetto la maggioranza \u00e8 contraria.<\/p><p>Aggiunge inoltre che nella votazione sull\u2019ultima parte, l\u2019onorevole Lucifero aveva condizionato il suo voto favorevole al fatto che il trattamento di parit\u00e0 fosse esteso anche agli alunni delle scuole non parificate. Non si trattava quindi dell\u2019approvazione di un principio assoluto, dato che il semplice voto dell\u2019onorevole Lucifero basterebbe a spostare la maggioranza.<\/p><p>TOGLIATTI ripete che la seconda parte del secondo comma era subordinata alla prima parte e quando si vota un inciso, prima del testo, lo si vota per orientare la discussione, ma \u00e8 la votazione sul testo stesso che ha valore e non quella sull\u2019inciso.<\/p><p>MORO, <em>Relatore<\/em>, osserva che, secondo la interpretazione dell\u2019onorevole Togliatti, non dovrebbe reggersi nemmeno il primo comma dell\u2019articolo, perch\u00e9, non potendosi ammettere una dichiarazione equivoca di libert\u00e0 della scuola, la prima dichiarazione era condizionata alle successive precisazioni.<\/p><p>TOGLIATTI dichiara di concordare. Sarebbe perci\u00f2 dell\u2019avviso di rifare tutto l\u2019articolo, considerando anche non approvato il primo comma.<\/p><p>GRASSI crederebbe utile che prima si incontrassero i Relatori allo scopo di concordare un nuovo articolo.<\/p><p>LUCIFERO \u00e8 favorevole alla proposta che i Relatori s\u2019incontrino per coordinare le parti approvate e per suggerire qualche nuova formula che possa integrarle, ma tiene a dichiarare di non potere in nessun modo consentire che concetti oramai approvati possano essere rimessi in discussione.<\/p><p>MORO, <em>Relatore<\/em>, insiste sul suo punto di vista.<\/p><p>PRESIDENTE dichiara di far sua la proposta dell\u2019onorevole Togliatti ed invita i Relatori a rifondere completamente l\u2019articolo, sia pure tenendo conto degli orientamenti manifestatisi nel corso della discussione.<\/p><p>La seduta termina alle 13.45.<\/p><p><em>Erano presenti:<\/em> Basso, Caristia, Cevolotto, Corsanego, De Vita, Dossetti, Grassi, Iotti Leonilde, La Pira, Lombardi Giovanni, Lucifero, Mancini, Mastrojanni, Marchesi, Merlin Umberto, Moro e Togliatti.<\/p><p><em>Assente giustificato<\/em><em>:<\/em> Tupini.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Versione PDF ASSEMBLEA COSTITUENTE COMMISSIONE PER LA COSTITUZIONE PRIMA SOTTOCOMMISSIONE 29. RESOCONTO SOMMARIO DELLA SEDUTA DI GIOVED\u00cc 24 OTTOBRE 1946 PRESIDENZA DEL DEPUTATO CORSANEGO INDICE I princip\u00ee del rapporti sociali (culturali) (Seguito della discussione) Presidente \u2013 Grassi \u2013 Cevolotto \u2013 Moro, Relatore \u2013 Lucifero \u2013 Marchesi, Relatore \u2013 Dossetti \u2013 Lombardi Giovanni \u2013 Mancini \u2013 [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_relevanssi_hide_post":"","_relevanssi_hide_content":"","_relevanssi_pin_for_all":"","_relevanssi_pin_keywords":"","_relevanssi_unpin_keywords":"","_relevanssi_related_keywords":"","_relevanssi_related_include_ids":"","_relevanssi_related_exclude_ids":"","_relevanssi_related_no_append":"","_relevanssi_related_not_related":"","_relevanssi_related_posts":"595,2017,2364,1646,574,572","_relevanssi_noindex_reason":"","_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[92,69],"tags":[],"post_folder":[116],"class_list":["post-5078","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-1946-10ps","category-prima-sottocommissione"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5078","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=5078"}],"version-history":[{"count":8,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5078\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":10120,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5078\/revisions\/10120"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=5078"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=5078"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=5078"},{"taxonomy":"post_folder","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fpost_folder&post=5078"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}