{"id":5060,"date":"2023-10-15T22:38:14","date_gmt":"2023-10-15T20:38:14","guid":{"rendered":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=5060"},"modified":"2023-10-22T22:09:28","modified_gmt":"2023-10-22T20:09:28","slug":"martedi-8-ottobre-1946","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=5060","title":{"rendered":"MARTED\u00cc 8 OTTOBRE 1946"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"5060\" class=\"elementor elementor-5060\" data-elementor-post-type=\"post\">\n\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-d5901b9 elementor-section-full_width elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"d5901b9\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-fa21a77\" data-id=\"fa21a77\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-3687843 elementor-align-right elementor-widget elementor-widget-button\" data-id=\"3687843\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"button.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-button-wrapper\">\n\t\t\t\t\t<a class=\"elementor-button elementor-button-link elementor-size-sm\" href=\"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/19461008sed020ps.pdf\" target=\"_blank\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-content-wrapper\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-icon\">\n\t\t\t\t<i aria-hidden=\"true\" class=\"icon icon-view\"><\/i>\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-text\">Versione PDF<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-aab76cc elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"aab76cc\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p>ASSEMBLEA COSTITUENTE<\/p><p><strong>COMMISSIONE PER LA COSTITUZIONE<\/strong><\/p><p><strong>PRIMA SOTTOCOMMISSIONE<\/strong><\/p><p>20.<\/p><p>RESOCONTO SOMMARIO<\/p><p>DELLA SEDUTA DI MARTED\u00cc 8 OTTOBRE 1946<\/p><p>PRESIDENZA DEL PRESIDENTE <strong>TUPINI<\/strong><\/p><p><strong>\u00a0<\/strong><\/p><p><strong>INDICE<\/strong><\/p><p><strong>I princip\u00ee dei rapporti sociali (economici) <\/strong>(<em>Seguito della discussione<\/em>)<\/p><p>Presidente \u2013 Dossetti \u2013 Caristia \u2013 Cevolotto \u2013 Mastrojanni \u2013 Lucifero, <em>Relatore<\/em> \u2013 Moro \u2013 La Pira \u2013 Merlin Umberto \u2013 Togliatti, <em>Relatore<\/em> \u2013 Iotti Leonilde \u2013 Basso \u2013 Corsanego.<\/p><p>La seduta comincia alle 17.15.<\/p><p>Seguito della discussione sui princip\u00ee dei rapporti sociali (economici).<\/p><p>PRESIDENTE ricorda che nell\u2019ultima riunione la Sottocommissione ha approvato un articolo cos\u00ec formulato: \u00abOgni cittadino ha il diritto al lavoro e ha il dovere di svolgere un\u2019attivit\u00e0 o esplicare una funzione idonee allo sviluppo economico o culturale o morale o spirituale della societ\u00e0 umana conformemente alle proprie possibilit\u00e0 ed alla propria scelta\u00bb. Osserva che tale testo riassume parte del primo comma del primo articolo proposto dall\u2019onorevole Lucifero e parte del primo comma del primo articolo proposto dall\u2019onorevole Togliatti, ed in pari tempo tiene conto di quanto \u00e8 contenuto nella prima proposizione del primo articolo approvato sulla stessa materia dalla terza Sottocommissione. Aggiunge che il concetto contenuto nell\u2019ultima parte dell\u2019articolo approvato dalla Sottocommissione (\u00abesplicare una funzione ecc.\u00bb) era adombrato, se non espresso allo stesso modo, nel secondo comma dell\u2019articolo primo proposto dall\u2019onorevole Lucifero.<\/p><p>DOSSETTI propone, anche a nome dell\u2019onorevole Togliatti, da un punto di vista sistematico, di soprassedere alla discussione ed all\u2019approvazione dell\u2019ultima parte del primo comma dell\u2019articolo proposto dall\u2019onorevole Togliatti (\u00abchi \u00e8 senza lavoro senza sua colpa \u00e8 assistito dallo Stato\u00bb); di rinviare altres\u00ec l\u2019esame del secondo comma (\u00abAllo scopo di garantire il diritto al lavoro di tutti i cittadini, lo Stato interverr\u00e0 per coordinare e dirigere l\u2019attivit\u00e0 produttiva dei singoli e di tutta la Nazione secondo un piano che dia il massimo rendimento per la collettivit\u00e0\u00bb), che ha un\u2019importanza fondamentale e sul cui contenuto si dichiara d\u2019accordo, ma che, per ragioni di sistematica, data la sua portata riassuntiva, collocherebbe in seguito in sede pi\u00f9 opportuna. Accantonerebbe infine anche il terzo comma (\u00ab\u00c8 proibito il lavoro salariato dei minori di anni 16\u00bb), sul quale pensa che probabilmente si potr\u00e0 raggiungere l\u2019accordo.<\/p><p>Propone invece di passare all\u2019esame e alla discussione del secondo articolo proposto dall\u2019onorevole Togliatti (\u00abLa remunerazione del lavoro intellettuale e manuale deve corrispondere alle necessit\u00e0 fondamentali della esistenza del singolo e della sua famiglia\u00bb), al quale propone, d\u2019accordo con l\u2019onorevole Togliatti, di apportare una modifica sostituendo alle parole \u00abcorrispondere alle necessit\u00e0 fondamentali dell\u2019esistenza\u00bb le altre: \u00absoddisfare all\u2019esigenza di una esistenza libera e dignitosa del lavoratore e della sua famiglia\u00bb.<\/p><p>(<em>La proposta \u00e8 approvata<\/em>).<\/p><p>PRESIDENTE legge il testo dell\u2019articolo secondo nella nuova formulazione concordata dagli onorevoli Togliatti e Dossetti: \u00abLa remunerazione del lavoro intellettuale e manuale deve soddisfare alle esigenze di una esistenza libera e dignitosa del lavoratore e della sua famiglia\u00bb.<\/p><p>CARISTIA fa una piccola osservazione di forma; propone cio\u00e8 che in luogo di: \u00abintellettuale e manuale\u00bb si dica \u00abintellettuale o manuale\u00bb.<\/p><p>CEVOLOTTO riconosce che il concetto informatore della disposizione \u00e8 giustissimo. Fa rilevare per\u00f2 le difficolt\u00e0 a cui la inclusione di una norma di questo genere nella Costituzione potrebbe dar luogo. Pensa infatti che difficilmente lo Stato potr\u00e0 assicurare un\u2019esistenza libera e dignitosa ad un individuo (ed alla sua famiglia) che, scelta liberamente la professione di pittore o di poeta, faccia poi delle opere di nessun valore e che nessuno compera. Aggiunge che con una disposizione di questo genere, che contiene princip\u00ee che in teoria corrispondono a concetti da tutti ammessi; ma che in pratica incontrano difficolt\u00e0 di attuazione quasi insuperabili, si metterebbe questo pittore o poeta nella condizione di domandare allo Stato l\u2019acquisto dei suoi quadri o delle sue poesie, dal momento che i privati non ne vogliono sapere.<\/p><p>PRESIDENTE osserva che quando si parla di lavoro intellettuale, si intende che questo debba essere ritenuto sempre socialmente utile.<\/p><p>CEVOLOTTO manifesta il suo scetticismo anche per un altro motivo, cio\u00e8 che il fatto potr\u00e0 verificarsi indipendentemente dal valore dell\u2019artista; lo Stato infatti non potr\u00e0 evitare che anche un artista di valore soffra la fame, se la sua opera \u00e8 per il momento misconosciuta. Non ritiene possibile che lo Stato garantisca la remunerazione di questo lavoro, perch\u00e9 si tratta di una libera attivit\u00e0 che si rivolge al pubblico, che pu\u00f2 accettarla o non accettarla.<\/p><p>Conclude affermando di approvare l\u2019articolo nel suo concetto informatore, ma di dubitare della sua realizzazione pratica, a meno che non si voglia burocratizzare l\u2019arte, il che equivarrebbe ad ucciderla.<\/p><p>PRESIDENTE osserva che il secondo concetto espresso dall\u2019onorevole Cevolotto \u00e8 di notevole gravit\u00e0, perch\u00e9 egli, mentre accoglie un principio, ne distrugge il significato prevedendone l\u2019impossibilit\u00e0 di attuazione.<\/p><p>MASTROJANNI non ha nulla da obiettare sulla concezione e sulla formulazione dell\u2019articolo. Desidera per\u00f2 anch\u2019egli manifestare i suoi dubbi in proposito, perch\u00e9 questa disposizione rappresenta, a suo parere, la perfezione di uno Stato ideale praticamente irraggiungibile. Concorda sul principio di assicurare un\u2019esistenza libera e dignitosa al lavoratore ed alla sua famiglia, ma non ne vede la pratica realizzazione.<\/p><p>Fa rilevare anche un altro pericolo, cio\u00e8 che il lavoratore, tenendo presente questa affermazione, possa rifiutarsi di prestare la sua opera, se non gli verr\u00e0 corrisposta una retribuzione di tali proporzioni da consentirgli di soddisfare tutte le esigenze, e non solo materiali, sue e della famiglia.<\/p><p>Conclude prospettando l\u2019opportunit\u00e0 di studiare una formula pi\u00f9 modesta, meno ampollosa e pi\u00f9 francescana.<\/p><p>PRESIDENTE invita l\u2019onorevole Mastrojanni a concretare in un articolo i concetti esposti.<\/p><p>LUCIFERO, <em>Relatore<\/em>, si dichiara d\u2019accordo sul concetto, che del resto era contenuto nella prima parte dell\u2019articolazione da lui proposta alla Sottocommissione, e che egli aveva ritenuto necessario esprimere in quella sede, perch\u00e9 pensava che, trattandosi di problemi economici sociali, la prima affermazione, cio\u00e8, l\u2019affermazione essenziale, base di tutte le successive, dovesse essere quella del diritto dell\u2019uomo ad una vita dignitosa e sufficiente a s\u00e9 e alla sua famiglia.<\/p><p>Non \u00e8 favorevole alla proposta degli onorevoli Dossetti e Togliatti, oltre che per le ragioni dette dagli altri oratori, anche e soprattutto perch\u00e9 ritiene che una norma dei genere non debba trovar posto in una Costituzione, bens\u00ec in un\u2019opera di filosofia o in un trattato di esegesi sociale. Reputa comunque perfettamente inutile collocare in questa sede l\u2019affermazione proposta, che, tra l\u2019altro, si riporta ad una disposizione gi\u00e0 approvata, in cui si dice che \u00abogni cittadino ha il diritto al lavoro\u00bb; ci\u00f2 significa, a suo parere, che se ha il diritto al lavoro, ha anche il diritto ad una remunerazione proporzionata al suo lavoro.<\/p><p>Conclude affermando di ritenere l\u2019articolo proposto pleonastico, confusionario e superfluo.<\/p><p>DOSSETTI riconosce che sarebbe potuto sembrare pi\u00f9 rispondente ad una esatta sistematica far questa affermazione in via preliminare. Osserva per\u00f2 che se l\u2019onorevole Lucifero \u00e8 disposto a riconoscere il principio che vi sia in ogni uomo, in determinate condizioni, un diritto ad una remunerazione del suo lavoro tale da assicurare a lui ed alla sua famiglia una esistenza libera e dignitosa, non dovrebbe avere difficolt\u00e0 a che il principio fosse affermato in questa sede, che l\u2019oratore ritiene pi\u00f9 opportuna. Il diritto ad avere i mezzi per una esistenza libera e dignitosa non deriva infatti dal semplice fatto di essere uomini, ma dall\u2019adempimento di un lavoro, a meno che non si determinino quelle altre condizioni da cui derivi l\u2019impossibilit\u00e0 di lavorare per i motivi che saranno indicati negli articoli concernenti l\u2019assistenza e la previdenza. Fa presente la necessit\u00e0 di fissare il principio che la societ\u00e0 non \u00e8 tenuta a garantire un\u2019esistenza libera e dignitosa a colui, che, pur essendo cittadino, non esercita, per sua colpa, alcuna attivit\u00e0 socialmente utile.<\/p><p>Quanto alla modifica rispetto al testo originario proposto dall\u2019onorevole Togliatti, modifica che del resto \u00e8 stata da questi accettata, dichiara di averla ritenuta necessaria, perch\u00e9, a suo parere, dire semplicemente \u00abnecessit\u00e0 fondamentali dell\u2019esistenza del singolo e della sua famiglia\u00bb, \u00e8 troppo poco e lascia aperta la strada a interpretazioni restrittive, che vorrebbe evitare. Fa presente in proposito come finora si sia vissuti in una societ\u00e0 in cui le esigenze fondamentali di vita sono state sempre considerate in senso restrittivo, onde \u00e8 stato possibile che vaste masse di lavoratori fossero insufficientemente compensate.<\/p><p>Osserva quindi che risponde alla struttura economico-sociale del nostro sistema orientare l\u2019economia verso retribuzioni dei lavoro che non siano soltanto rispondenti alle esigenze della vita, quali possono essere quelle del vitto, della casa, del vestiario, ma anche alle esigenze dell\u2019esistenza libera e perci\u00f2 degna dell\u2019uomo.<\/p><p>Non ritiene che, come ha detto l\u2019onorevole Mastrojanni, si indichi cos\u00ec un\u2019utopia, in quanto non saprebbe rinunciare al sogno di avviare la struttura sociale verso una rigenerazione del lavoro in modo che il suo frutto sia adeguato alla dignit\u00e0 e alla libert\u00e0 dell\u2019uomo.<\/p><p>Tali princip\u00ee programmatici non avranno la possibilit\u00e0 di operare un miracolo, perch\u00e9 la loro attuazione dipender\u00e0 dalle condizioni sociali della vita politica italiana, ma serviranno almeno a una progressiva elevazione delle condizioni di lavoro nel prossimo avvenire.<\/p><p>MORO osserva, riferendosi alla questione della collocazione sollevata dall\u2019onorevole Lucifero, che a suo parere la dichiarazione riguardante il diritto a una remunerazione che soddisfi alle esigenze fondamentali dell\u2019esistenza del lavoratore, deve seguire la dichiarazione del diritto al lavoro. Fa presente che, per venire parzialmente incontro alle idee espresse dall\u2019onorevole Lucifero, onde evitare un\u2019eccessiva frammentariet\u00e0 della materia, si potrebbe aggiungere questa dichiarazione sulla remunerazione al primo articolo, facendola seguire alla dichiarazione del diritto al lavoro.<\/p><p>LA PIRA osserva che gli articoli formulati ed approvati dalla Sottocommissione sono sempre partiti dalla premessa che essi debbano concorrere a far cambiare la struttura economico-sociale del Paese. Se la struttura economico-sociale dovesse restare quella che \u00e8 attualmente, cio\u00e8 di carattere liberistico, allora l\u2019articolo proposto avrebbe scarso valore e costituirebbe soltanto un\u2019enunciazione pleonastica; se invece questa struttura subir\u00e0 dei cambiamenti, allora l\u2019articolo proposito assumer\u00e0 un grande valore politico e giuridico, in quanto si riferisce soprattutto ad una futura evoluzione della societ\u00e0.<\/p><p>LUCIFERO, <em>Relatore<\/em>, dichiara non esservi alcuna, differenza tra il suo pensiero e quello esposto dall\u2019onorevole La Pira, poich\u00e9 anche l\u2019oratore \u00e8 un liberista nel senso moderno della parola e si rende perfettamente conto che la struttura economico-sociale del nostro Paese, potrebbe anche prendere una piega diversa, come l\u2019ha presa in questi ultimi 25 anni.<\/p><p>Egli intendeva fare principalmente una questione di collocamento dell\u2019articolo, in quanto effettivamente il diritto alla esistenza, cio\u00e8 alla giusta remunerazione intesa in senso largo, costituisce il fondamento di tutto il lavoro compiuto dalla Sottocommissione; \u00e8 necessario quindi porre questa premessa assoluta al principio della formulazione degli articoli.<\/p><p>La questione da lui sollevata deve, a suo avviso, ritenersi essenziale per la formulazione dei concetti che si vogliono esprimere negli articoli.<\/p><p>PRESIDENTE ricorda all\u2019onorevole Lucifero che egli aveva in un primo tempo affermato di non opporsi alla sostanza dell\u2019articolo, ma di fare soltanto una questione di collocamento.<\/p><p>LUCIFERO, <em>Relatore<\/em>, si dichiara pronto ad accettare la discussione sulla formula proposta, purch\u00e9 essa venga posta all\u2019inizio degli articoli riguardanti la materia.<\/p><p>PRESIDENTE mette ai voti la proposta dell\u2019onorevole Lucifero, che cio\u00e8 la formulazione del concetto di una giusta remunerazione preceda quella del diritto al lavoro.<\/p><p>MORO non ritiene che si debba dare un\u2019eccessiva importanza a tale questione di sistematica. Ad ogni modo dichiara di preferire la formulazione degli articoli presentata dagli onorevoli Togliatti e Dossetti.<\/p><p>LUCIFERO, <em>Relatore<\/em>, osserva che non \u00e8 logico dire che l\u2019affermazione del diritto al lavoro debba precedere quella del diritto alla remunerazione in una misura corrispondente alle esigenze del lavoratore e della famiglia, in quanto il diritto all\u2019esistenza appartiene anche a coloro i quali non possono lavorare; tanto \u00e8 vero che nella Costituzione sono state studiate una serie di previdenze proprio per coloro i quali non possono lavorare per ragioni di salute, di et\u00e0, ecc.<\/p><p>MORO esprime il parere che, tenendo conto della realt\u00e0 storica nella quale si vive, realt\u00e0 che va intesa in senso relativo e non assoluto, la formulazione proposta dagli onorevoli Dossetti e Togliatti, sia ben collocata.<\/p><p>(<em>La proposta dell\u2019onorevole Lucifero \u00e8 respinta con 3 voti favorevoli e 10 contrari<\/em>).<\/p><p>PRESIDENTE comunica che l\u2019onorevole Mastrojanni ha presentato la seguente formula: \u00abLa remunerazione del lavoro manuale e intellettuale deve essere giusta e deve soddisfare l\u2019umana dignit\u00e0\u00bb.<\/p><p>Mette ai voti la proposta dell\u2019onorevole Mastrojanni.<\/p><p>MERLIN UMBERTO dichiara che voter\u00e0 contro la proposta dell\u2019onorevole Mastrojanni perch\u00e9 nell\u2019articolo proposto dagli onorevoli Dossetti e Togliatti si afferma un concetto sostanziale che \u00e8 quello dell\u2019entit\u00e0 familiare. Per quanto questo concetto possa sembrare audace e forse anche eccessivo per le difficolt\u00e0 pratiche d\u2019applicazione, tuttavia esso risponde alle sue convinzioni sociali; ed egli pensa che occorra affermare nettamente che il salario non deve soltanto soddisfare alle esigenze del singolo lavoratore, ma anche a quelle della sua famiglia, cosa del resto che di fatto gi\u00e0 avviene perch\u00e9 non ci sar\u00e0 mai nessun lavoratore che si accontenti di un salario limitato soltanto ai suoi bisogni lasciando nella miseria e nell\u2019indigenza la famiglia. Ora questo concetto umano e cristiano \u00e8 affermato chiaramente nella proposta degli onorevoli Dossetti e Togliatti.<\/p><p>LUCIFERO, <em>Relatore<\/em>, dichiara che si asterr\u00e0 dalla votazione, in quanto tiene a ribadire l\u2019imperativo morale e giuridico di una norma che dia a tutti i cittadini questa garanzia della possibilit\u00e0 di vivere in maniera dignitosa sia per i singoli che per le loro famiglie. Non ritiene che l\u2019emendamento Mastrojanni risponda alle esigenze esposte dall\u2019onorevole Merlin, che egli condivide perfettamente. Ad ogni modo, siccome resta di vitale importanza la questione del collocamento di questo articolo, si asterr\u00e0 dalla votazione.<\/p><p>(<em>L\u2019emendamento Mastrojanni \u00e8 respinto con 1 voto favorevole, 11 contrari e 1 astenuto<\/em>).<\/p><p>PRESIDENTE, prima di mettere ai voti la formula proposta dagli onorevoli Togliatti e Dossetti, fa presente che l\u2019onorevole Caristia ha proposto che invece di dire \u00abintellettuale e manuale\u00bb si dica \u00abintellettuale o manuale\u00bb.<\/p><p>TOGLIATTI, <em>Relatore<\/em>, dichiara di accettare la modificazione proposta dall\u2019onorevole Caristia.<\/p><p>PRESIDENTE chiede agli onorevoli Dossetti e Togliatti se hanno difficolt\u00e0 a che, oltre \u00abintellettuale o manuale\u00bb, si inserisca anche \u00abtecnico\u00bb. Ci sono infatti dei lavori tecnici che esulano dal concetto di lavori intellettuali o manuali propriamente detti.<\/p><p>DOSSETTI dichiara di non avere difficolt\u00e0 ad accettare la proposta del Presidente.<\/p><p>PRESIDENTE legge l\u2019articolo proposto dagli onorevoli Togliatti e Dossetti, con l\u2019aggiunta da lui proposta e da loro accettata: \u00abLa rimunerazione del lavoro intellettuale o tecnico o manuale deve soddisfare alle esigenze di un\u2019esistenza libera e dignitosa del lavoratore e della sua famiglia\u00bb, e lo mette ai voti.<\/p><p>CEVOLOTTO dichiara che voter\u00e0 a favore dell\u2019articolo, interpretandolo come un\u2019aspirazione a un progressivo miglioramento della societ\u00e0 umana. Non si nasconde per\u00f2 che un\u2019attuazione pratica si potrebbe avere soltanto nel caso che lo Stato potesse imporre ai cittadini un determinato lavoro.<\/p><p>(<em>L\u2019articolo \u00e8 approvato con 11 voti favorevoli e 2 astenuti<\/em>).<\/p><p>PRESIDENTE, prima di procedere oltre nella discussione, ricorda che un concetto simile a quello test\u00e9 approvato \u00e8 gi\u00e0 stato affermato dalla terza Sottocommissione con un articolo cos\u00ec formulato: \u00abIl lavoratore ha diritto a una retribuzione proporzionata alla quantit\u00e0 ed alla qualit\u00e0 del lavoro e adeguata alle necessit\u00e0 personali e familiari\u00bb.<\/p><p>Comunica che dagli onorevoli Togliatti e Dossetti viene proposta una integrazione dell\u2019articolo ora approvato con un comma che si riferisca alla donna lavoratrice e cos\u00ec formulato: \u00abAlla donna lavoratrice sono assicurati gli stessi diritti e lo stesso trattamento che spettano ai lavoratori e inoltre sono garantite condizioni particolari che le consentano di adempiere insieme al suo lavoro la sua missione familiare\u00bb. Avverte che l\u2019onorevole La Pira ha proposto di sostituire le parole \u00abla sua prevalente missione familiare\u00bb, alle altre: \u00abla sua missione familiare\u00bb.<\/p><p>TOGLIATTI, <em>Relatore<\/em>, dichiara di non accettare l\u2019emendamento proposto dall\u2019onorevole La Pira perch\u00e9, mentre in questo comma si vuole affermare una parit\u00e0 fra l\u2019uomo \u00e8 la donna, con la proposta dell\u2019onorevole La Pira si sottolinea una differenza tra la missione dell\u2019uomo e quella della donna.<\/p><p>LA PIRA risponde all\u2019onorevole Togliatti che effettivamente la missione della donna \u00e8 diversa da quella dell\u2019uomo.<\/p><p>TOGLIATTI, <em>Relatore<\/em>, propone che la discussione su questo argomento sia rimandata a quando si verr\u00e0 a trattare della famiglia.<\/p><p>LA PIRA \u00e8 d\u2019accordo.<\/p><p>LUCIFERO, <em>Relatore<\/em>, prega l\u2019onorevole La Pira di mantenere la sua proposta, in quanto essa d\u00e0 un carattere umano all\u2019articolo della Costituzione, poich\u00e9 effettivamente la funzione della donna, fin quando esister\u00e0 la famiglia, \u00e8 prevalente nell\u2019ambito di questa. Il lavoro e le funzioni che la donna deve esercitare come madre e come sposa prevalgono su quelli che essa pu\u00f2 esercitare come lavoratrice. Per questo ritiene che tali funzioni debbano essere sottolineate in questa sede dove si parla della donna lavoratrice.<\/p><p>MORO proporrebbe la seguente formulazione: \u00abAlla donna lavoratrice sono assicurati tutti i diritti che spettano al lavoratore ed inoltre \u00e8 garantita in ogni caso la possibilit\u00e0 di adempiere, insieme al suo lavoro, alla sua essenziale missione familiare\u00bb.<\/p><p>Osserva che la parola \u00ablavoratori\u00bb \u00e8 una espressione un po\u2019 troppo vaga; dicendo invece \u00abtutti i diritti che spettano al lavoratore\u00bb l\u2019affermazione acquista maggiore forza e si toglie la possibilit\u00e0 di equivoco sull\u2019equiparazione della donna all\u2019uomo.<\/p><p>Fa presente inoltre che con la formula da lui proposta si dichiara, nello stesso modo, l\u2019essenzialit\u00e0 della missione familiare della donna, ma non si pone la questione generale sulla compatibilit\u00e0 o meno di questa missione con la sua attivit\u00e0 lavoratrice, questione che pu\u00f2 essere rinviata ad altra sede.<\/p><p>TOGLIATTI, <em>Relatore<\/em>, dichiara che la proposta dell\u2019onorevole Moro \u00e8 in linea generale accettabile. Non \u00e8 d\u2019accordo per\u00f2 circa la sostituzione delle parole \u00abgli stessi diritti\u00bb con le altre \u00abtutti i diritti\u00bb, perch\u00e9 cambia il concetto. Quando si afferma la parit\u00e0 dei diritti della donna lavoratrice e dell\u2019uomo lavoratore, si afferma il principio dell\u2019uguaglianza dei salari, dell\u2019uguaglianza del sussidio di disoccupazione, nelle retribuzioni familiari sussidiarie, ecc.: tutta una serie di princip\u00ee legati alla parit\u00e0. Il concetto dell\u2019uguaglianza tra uomo e donna nel campo del lavoro \u00e8 essenziale nell\u2019articolo; e l\u2019oratore non pu\u00f2 accettare che esso ne sia tolto.<\/p><p>PRESIDENTE domanda agli onorevoli Togliatti e Dossetti, se essi accettano che base della discussione sia l\u2019articolo proposto dall\u2019onorevole Moro piuttosto che quello da loro presentato.<\/p><p>TOGLIATTI, <em>Relatore<\/em>, e DOSSETTI accettano.<\/p><p>PRESIDENTE rilegge la formula proposta dall\u2019onorevole Moro: \u00abAlla donna lavoratrice sono assicurati tutti i diritti che spettano al lavoratore e inoltre \u00e8 garantita in ogni caso la possibilit\u00e0 di adempiere, insieme al suo lavoro, la sua essenziale missione familiare\u00bb.<\/p><p>Apre la discussione su questa proposta.<\/p><p>TOGLIATTI, <em>Relatore<\/em>, dichiara che accetter\u00e0 l\u2019articolo se alle parole \u00abtutti i diritti\u00bb si sostituiranno le parole \u00abgli stessi diritti\u00bb.<\/p><p>MORO dichiara che, pur non irrigidendosi sulla sua proposta, e pure concordando con l\u2019onorevole Togliatti circa la perfetta parit\u00e0 in ordine a tutti i diritti della donna lavoratrice e dell\u2019uomo lavoratore, insiste per la formula \u00abtutti i diritti\u00bb perch\u00e9 se si dice \u00abgli stessi diritti\u00bb, sarebbe necessario indicare pi\u00f9 chiaramente che la parificazione s\u2019intende col lavoratore maschio, per evitare degli equivoci.<\/p><p>TOGLIATTI, <em>Relatore<\/em>, propone che si dica: \u00abgli stessi diritti che spettano a tutti i lavoratori\u00bb.<\/p><p>MORO osserva che tale espressione \u00e8 un po\u2019 sforzata.<\/p><p>TOGLIATTI, <em>Relatore<\/em>, propone di dire: \u00absono assicurati tutti i diritti che spettano ai lavoratori e lo stesso trattamento economico\u00bb.<\/p><p>MORO accetta tale dizione.<\/p><p>DOSSETTI dichiara di accettare l\u2019impostazione data all\u2019articolo dall\u2019onorevole Moro. Non ha niente in contrario a che si dica: \u00abtutti i diritti\u00bb, perch\u00e9, cos\u00ec dicendo, lo stesso trattamento economico diviene una conseguenza logica. Ritiene, per\u00f2, che sia bene affermare esplicitamente che nelle parole \u00abtutti i diritti\u00bb s\u2019intende compreso lo stesso trattamento economico, altrimenti si svaluta la portata dell\u2019affermazione.<\/p><p>Per quanto riguarda invece la seconda parte della formula proposta dall\u2019onorevole Moro, dichiara di essere piuttosto esitante ad accettarla, in quanto sembra tendere soltanto ad assicurare una possibilit\u00e0 di fatto, mentre invece si deve affermare una condizione giuridica di perfetta parit\u00e0.<\/p><p>MORO propone di dire: \u00absono garantite (o assicurate) modalit\u00e0 di lavoro che le permettano di adempiere la sua essenziale missione familiare\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE ritiene che il concetto espresso dall\u2019onorevole Dossetti si possa formulare nel modo seguente: \u00ab\u00c8 garantito l\u2019adempimento, insieme al suo lavoro, della sua essenziale missione familiare\u00bb.<\/p><p>DOSSETTI dichiara di ritenere la formula proposta dal Presidente come un progresso nei confronti di quella proposta dall\u2019onorevole Moro.<\/p><p>PRESIDENTE osserva che, quando si parla di eguale trattamento economico per l\u2019uomo e la donna che lavorano, si suppone eguale rendimento. Eguale salario deve essere corrisposto per eguale lavoro.<\/p><p>TOGLIATTI, <em>Relatore<\/em>, dichiara che ci\u00f2 \u00e8 evidente.<\/p><p>PRESIDENTE fa presente che \u00e8 necessario che questo concetto sia affermato. Se non si trovasse la formula adatta, deve rimanere consacrato nel verbale che si \u00e8 voluto intendere, nella discussione, che l\u2019eguaglianza di trattamento suppone l\u2019eguaglianza del rendimento.<\/p><p>TOGLIATTI, <em>Relatore<\/em>, osserva che nell\u2019articolo si parla di trattamento e non di salario.<\/p><p>MORO suggerisce di dire \u00aba parit\u00e0 di condizioni\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE propone che l\u2019ultima parte dell\u2019articolo, nella formulazione dell\u2019onorevole Moro, sia modificata nel modo seguente: \u00ab\u00e8 garantito l\u2019adempimento della sua essenziale missione familiare\u00bb.<\/p><p>LUCIFERO, <em>Relatore<\/em>, dichiara di preferire la formula originaria della proposta Dossetti-Togliatti con l\u2019integrazione proposta dall\u2019onorevole La Pira, perch\u00e9 essa aveva un carattere pi\u00f9 propriamente costituzionale e giuridico.<\/p><p>LA PIRA dichiara di accettare la proposta dell\u2019onorevole Moro per quanto riguarda la sostituzione della parola \u00abprevalente\u00bb con \u00abessenziale\u00bb, perch\u00e9 effettivamente l\u2019obiettivo che si proponeva era di indicare che la donna ha un\u2019essenziale missione familiare.<\/p><p>LUCIFERO, <em>Relatore<\/em>, \u00e8 d\u2019accordo nel riconoscere che la parola \u00abessenziale\u00bb \u00e8 preferibile a \u00abprevalente\u00bb, ma \u00e8 su tutta la formulazione che ha delle perplessit\u00e0, ritenendo pi\u00f9 chiara la primitiva proposta.<\/p><p>PRESIDENTE dichiara di ritenere che la formula che esprime meglio le opinioni dei vari commissari e traduce il concetto nel quale tutti si sono trovati d\u2019accordo, sia la seguente: \u00abAlla donna lavoratrice sono assicurati tutti i diritti che spettano al lavoratore, e, in particolare, a parit\u00e0 di condizioni, lo stesso trattamento economico\u00bb.<\/p><p>TOGLIATTI, <em>Relatore<\/em>, propone che si dica: \u00abin particolare l\u2019eguaglianza di trattamento economico\u00bb.<\/p><p>LUCIFERO, <em>Relatore<\/em>, fa presente che bisogna dire: \u00aba parit\u00e0 di rendimento\u00bb.<\/p><p>TOGLIATTI, <em>Relatore<\/em>, risponde che tale concetto \u00e8 implicito.<\/p><p>PRESIDENTE domanda se i commissari ritengono che dire \u00abparit\u00e0 di trattamento economico\u00bb sia di per se stesso capace di esaurire l\u2019altro concetto di parit\u00e0 di rendimento economico.<\/p><p>LA PIRA fa presente, richiamandosi a una discussione gi\u00e0 fatta all\u2019inizio delle riunioni della Sottocommissione, che con la parola \u00abtrattamento\u00bb si \u00e8 voluto, si vuole e si vorr\u00e0 sempre indicare una proporzionalit\u00e0. Per queste ragioni lascerebbe la parola \u00abtrattamento\u00bb anche per ricollegarsi alle discussioni fatte a proposito del primo e del secondo articolo.<\/p><p>PRESIDENTE osserva che il primo ed il secondo degli articoli discussi dalla Commissione non riguardavano il lavoro.<\/p><p>LA PIRA replica che nel secondo articolo si \u00e8 parlato di eguaglianza di trattamento, e a questa parola \u00e8 stato dato un significato di proporzionalit\u00e0. \u00c8 bene, pertanto, che rimanga questa terminologia che ormai dovrebbe ritenersi acquisita.<\/p><p>MERLIN UMBERTO ritiene che con tutta la buona volont\u00e0 di essere generosi, approvando una formula che sia la pi\u00f9 ampia possibile, non si deve per\u00f2 adottare una formula equivoca come quella \u00ablo stesso trattamento economico\u00bb. Le lavoratrici interpreteranno la formula nel senso che esse debbono avere il salario che spetta al lavoratore maschio, mentre in pratica questo non avviene mai.<\/p><p>IOTTI LEONILDE non vede il motivo perch\u00e9 ci\u00f2 non debba avvenire.<\/p><p>PRESIDENTE osserva che, se non c\u2019\u00e8 uguale rendimento, non si pu\u00f2 pretendere uguale salario.<\/p><p>MERLIN UMBERTO rileva che la donna far\u00e0 un lavoro pi\u00f9 leggero e pi\u00f9 confacente alla sua natura, e perci\u00f2 il salario sar\u00e0 proporzionato al minor rendimento.<\/p><p>Ritiene che ci si debba limitare a dire: \u00absono assicurati tutti i diritti che spettano al lavoratore\u00bb. In questa formula \u00e8 compreso il concetto che \u00e8 stato espresso.<\/p><p>MASTROJANNI osserva che, per quanto riguarda la differenza di trattamento tra l\u2019uomo e la donna che lavorano, non dovrebbe esservi alcuna preoccupazione, perch\u00e9 la donna non pu\u00f2 mai essere adibita a lavori pesanti, e quindi la differenza di rendimento, di cui si parla, non si verifica, diversi essendo i generi di lavoro. Nei casi in cui la donna esplica una funzione identica a quella dell\u2019uomo, \u00e8 stato assodato che il rendimento \u00e8 identico e anche superiore. Ci sono donne fornite d\u2019intelligenza, abilit\u00e0, perspicacia e laboriosit\u00e0 che superano l\u2019uomo.<\/p><p>Se invece si vuole differenziare il rendimento, dal punto di vista della importanza del lavoro, allora \u00e8 bene che una differenza esista, perch\u00e9 il lavoro cerebrale deve avere una remunerazione superiore. Quando le responsabilit\u00e0 sono maggiori, \u00e8 giusto che a maggiori oneri corrispondano maggiori compensi. Sotto questo riguardo ritiene necessaria una specificazione, perch\u00e9 non vengano livellati tutti i lavoratori nello stesso modo.<\/p><p>DOSSETTI dichiara di ritenere che l\u2019onorevole La Pira abbia perfettamente interpretato lo spirito e la lettera dell\u2019articolo proposto da lui e dall\u2019onorevole Togliatti, quando ha fatto osservare che \u00e8 gi\u00e0 implicita una proporzionalit\u00e0 nel sistema adottato.<\/p><p>Ritiene anche che sarebbe opportuno che il principio stabilito nel precedente comma circa la remunerazione del lavoratore possa essere integrato col concetto che \u00e8 nel secondo degli articoli approvati dalla terza Sottocommissione, che cio\u00e8 la remunerazione, oltre che assicurare condizioni di vita dignitosa, ecc., deve essere proporzionata alla quantit\u00e0 e qualit\u00e0 del lavoro; a meno che non si ritenga superflua una tale aggiunta.<\/p><p>PRESIDENTE ritiene che la terza Sottocommissione abbia votato l\u2019articolo appunto con questo spirito e con questa intenzione. Il concetto dell\u2019eguale salario per l\u2019eguale rendimento \u00e8 espresso nella prima parte dell\u2019articolo della terza Sottocommissione citato dall\u2019onorevole Dossetti: \u00abil lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantit\u00e0 ed alla qualit\u00e0 del lavoro ed adeguata alle necessit\u00e0 personali e familiari\u00bb.<\/p><p>TOGLIATTI, <em>Relatore<\/em>, propone di dire: \u00abSono assicurati gli stessi diritti ed eguale retribuzione per eguale lavoro\u00bb.<\/p><p>MASTROJANNI dichiara di accettare la formula proposta dall\u2019onorevole Togliatti.<\/p><p>DOSSETTI ritiene che, per rendere l\u2019articolo pi\u00f9 organico, si debba introdurre una formula che dica: \u00abAlla donna lavoratrice \u00e8 garantito uguale diritto ed uguale lavoro\u00bb, oppure: \u00abla retribuzione deve essere proporzionata alla quantit\u00e0 del lavoro\u00bb.<\/p><p>TOGLIATTI, <em>Relatore<\/em>, propone la seguente formula: \u00abAlla donna lavoratrice sono assicurati tutti i diritti che spettano al lavoratore ed in particolare uguale retribuzione per uguale lavoro\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE dichiara di accettare la proposta dell\u2019onorevole Togliatti.<\/p><p>MASTROJANNI si associa.<\/p><p>LA PIRA si associa.<\/p><p>PRESIDENTE mette ai voti la formula proposta dall\u2019onorevole Togliatti: \u00abAlla donna lavoratrice sono assicurati tutti i diritti che spettano al lavoratore ed in particolare uguale retribuzione per uguale lavoro\u00bb, e la mette ai voti.<\/p><p>LUCIFERO, <em>Relatore<\/em>, dichiara di astenersi per le ragioni gi\u00e0 dette.<\/p><p>(<em>La proposta \u00e8 approvata all\u2019unanimit\u00e0 meno uno astenuto<\/em>).<\/p><p>PRESIDENTE comunica che la seconda parte dell\u2019articolo \u00e8 cos\u00ec formulata: \u00abAd essa sono inoltre garantite quelle speciali condizioni che le consentano di adempiere, nello svolgimento del suo lavoro, la sua essenziale missione familiare\u00bb.<\/p><p>BASSO dichiara di non approvare l\u2019aggettivo \u00abessenziale\u00bb perch\u00e9 ritiene che la missione dell\u2019uomo nella famiglia sia altrettanto essenziale quanto quella della donna. Comprende la necessit\u00e0 di specificare che si assicurino alla donna le condizioni per adempiere alla sua missione familiare, ma esclude che si debba dire che questa missione \u00e8 pi\u00f9 essenziale di quella dell\u2019uomo.<\/p><p>LA PIRA fa presente che la vita di una madre di famiglia \u00e8 interiorizzata nella casa e non pu\u00f2 essere espletata dall\u2019uomo. In questo senso si dice che la missione della donna \u00e8 essenzialmente familiare. La essenzialit\u00e0 dell\u2019uomo nella famiglia ha un altro carattere.<\/p><p>PRESIDENTE aggiunge che la specialit\u00e0 e l\u2019essenzialit\u00e0 della missione della donna \u00e8 quella della maternit\u00e0. Questo \u00e8 un concetto che si deve sempre tener presente. Quando ci si preoccupa della donna lavoratrice, ci si preoccupa per il fatto della maternit\u00e0, per la tutela delle sue condizioni prima, durante e dopo il parto. Si deve garantire alla donna lavoratrice di poter fronteggiare quelle particolari esigenze che derivano dalla maternit\u00e0.<\/p><p>BASSO osserva che la tutela si riferisce alle forme in cui la missione familiare della donna si estrinseca, per le quali si richiedono particolari provvidenze. Questo non vuol dire che alla missione della donna si dia un carattere di essenzialit\u00e0 maggiore di quella dell\u2019uomo, nell\u2019ambito della famiglia. Vuol dire soltanto che la donna ha bisogno di particolari tutele. Si dichiara pertanto contrario all\u2019aggettivo \u00abessenziale\u00bb, perch\u00e9 ritiene che esso diminuisca l\u2019importanza della donna nella famiglia.<\/p><p>IOTTI LEONILDE ricorda che, nelle conversazioni avute con l\u2019onorevole Corsanego circa gli argomenti riguardanti la famiglia, era stato elaborato un articolo che si avvicinava allo spirito di quello sottoposto ora alla discussione. Esso non \u00e8 stato inserito nell\u2019articolazione da lei proposta, ma si potrebbe tornare ad esaminarlo, al momento opportuno. Discutere ora su questo tema sarebbe fuori posto.<\/p><p>Osserva comunque che dicendosi \u00abmissione familiare\u00bb si afferma qualche cosa che sottolinea gi\u00e0 una differenza di posizione tra quella che pu\u00f2 essere la vita della donna come lavoratrice e quella che \u00e8 la sua attivit\u00e0 nell\u2019ambito della famiglia, senza bisogno di altre specificazioni.<\/p><p>PRESIDENTE fa osservare alla onorevole Iotti che, poich\u00e9 la Commissione sta trattando della posizione della donna nel lavoro, e poich\u00e9 nell\u2019applicazione del suo lavoro la donna si trova in quelle particolari condizioni cui egli ha gi\u00e0 accennato e che sono soprattutto determinate dal fatto della maternit\u00e0, \u00e8 proprio qui che dovrebbe trovar luogo il richiamo a una tutela speciale della donna. La donna non viene minorata nei suoi diritti come lavoratrice per il fatto di essere madre, anzi proprio come madre la tutela dei suoi diritti viene rafforzata e potenziata in questa sede.<\/p><p>MORO risponde all\u2019onorevole Basso di non condividere la sua preoccupazione che dalla dizione dell\u2019articolo si possa desumere che la missione dell\u2019uomo sia meno essenziale di quella della donna. Si \u00e8 attualmente in una particolare situazione storica in cui la donna va uscendo dalla casa per entrare nella vita sociale. La donna deve appartenere alla vita sociale e politica e deve svolgere un\u2019attivit\u00e0 lavorativa specifica.<\/p><p>Di fronte a questa situazione, sorge la preoccupazione che si possa interpretare questa nuova realt\u00e0 come una minorazione della posizione essenziale della donna nella vita familiare, e pertanto si sente il bisogno di confermare l\u2019essenzialit\u00e0 della donna nell\u2019ambito della vita familiare.<\/p><p>Si dichiara contrario alla proposta di rinvio, perch\u00e9 questo \u00e8 proprio il punto in cui \u00e8 necessario riconfermare il suddetto principio.<\/p><p>MASTROJANNI si dichiara d\u2019accordo sul principio contenuto nell\u2019articolo, purch\u00e9 rimanga l\u2019espressione \u00abessenziale\u00bb. Infatti, il fenomeno dilagante dell\u2019attivit\u00e0 della donna nel campo sociale e politico come nel campo del lavoro comune, ha portato come conseguenza l\u2019indebolimento della compagine familiare e dell\u2019educazione dei figli.<\/p><p>Se si trascurasse di affermare questo principio essenziale, che cio\u00e8 la funzione naturale della donna \u00e8 quella che la natura le ha attribuito, comprendente non solo la procreazione ma anche la difesa e l\u2019educazione dei figli, si verrebbe ad ammettere il principio che si possa anteporre alla funzione naturale biologica della donna, la funzione economica e sociale. Di conseguenza, ritiene che la parola \u00abessenziale\u00bb abbia un significato dal quale non si possa prescindere, nel senso che si deve ritenere che la donna rimanga quanto \u00e8 pi\u00f9 possibile nella sua funzione naturale, e che il resto della sua attivit\u00e0 nella vita pubblica e lavorativa sia considerato come accessorio e non come essenziale.<\/p><p>Per queste ragioni propone che l\u2019espressione \u00abessenziale\u00bb rimanga nella formula, e che anzi ne sia meglio rafforzato il concetto, di modo che non possano sorgere equivoci per il futuro.<\/p><p>TOGLIATTI, <em>Relatore<\/em>, dichiara che, avendo proposta la sospensiva, era sua intenzione astenersi dalla votazione della formula contenente la parola \u00abessenziale\u00bb, ma le considerazioni dell\u2019onorevole Mastrojanni lo spingono a votare contro di essa.<\/p><p>Dichiara di accettare il principio che l\u2019attivit\u00e0 familiare ha una grandissima importanza nella vita della donna; di non accettare il concetto espresso dall\u2019onorevole Mastrojanni, che la funzione naturale della donna \u00e8 tutta nella attivit\u00e0 familiare, mentre tutte le altre attivit\u00e0 sono poste in seconda linea.<\/p><p>\u00c8 dell\u2019opinione che soltanto quando la donna si sia inserita nella vita economica e sociale, riesca a garantirsi un tale sviluppo della propria persona, per cui anche l\u2019adempimento della sua funzione familiare viene ad essere adeguato a quelle che sono le necessit\u00e0 personali.<\/p><p>Pertanto, se l\u2019espressione \u00abessenziale\u00bb viene proposta come aggiunta, nello spirito che \u00e8 stato chiarito dall\u2019onorevole Mastrojanni, dichiara che voter\u00e0 contro la formula.<\/p><p>DOSSETTI rileva l\u2019esistenza di due problemi distinti. Il primo \u00e8 questo: nell\u2019atto in cui si afferma che alla donna lavoratrice deve essere assicurata parit\u00e0 di trattamento giuridico rispetto all\u2019uomo, a parit\u00e0 di lavoro, \u00e8 opportuno dire in questa sede, come esigenza speciale della donna, che essa avr\u00e0 diritto, oltre ad una parit\u00e0 di trattamento economico, anche ad una condizione particolare affinch\u00e9 possa esplicare la missione familiare? Ritiene che questa opportunit\u00e0 esista, perch\u00e9 indubbiamente il lavoro deve rendersi compatibile con la missione della donna. Ci sono ragioni evidenti di carattere fisiologico, le quali portano come conseguenza che la donna deve incontrare maggiori ostacoli nella esplicazione della sua missione familiare; e allora \u00e8 opportuno dire che lo <em>status<\/em> di lavoratrice della donna deve essere tale da assicurare la parit\u00e0 di trattamento giuridico, e nello stesso tempo una condizione che le garantisca la possibilit\u00e0 di esplicare la sua missione familiare. Questo era l\u2019<em>animus<\/em> col quale l\u2019oratore ha proposto l\u2019articolo e questa era anche l\u2019intenzione dell\u2019onorevole Togliatti.<\/p><p>Si sovrappone a questo punto la proposta della qualificazione della missione familiare. Su questa qualificazione l\u2019oratore ha una sua opinione particolare; per\u00f2 ritiene che in questa sede essa sia meno essenziale di quello che pu\u00f2 apparire, e che potrebbe anche essere fatta in altra sede. Se questa qualificazione costituisse un ostacolo alla approvazione della sostanza dell\u2019articolo, egli sarebbe disposto a rinunciare ad essa, purch\u00e9 si affermasse la cosa sostanziale, che cio\u00e8 lo <em>status<\/em> giuridico ed economico della donna lavoratrice deve essere tale da garantire la parit\u00e0 di trattamento rispetto ai lavoratori e nello stesso tempo deve dare alla donna la possibilit\u00e0 di esplicare la sua missione familiare.<\/p><p>BASSO si dichiara d\u2019accordo con l\u2019onorevole Dossetti sul concetto fondamentale che ci deve essere questa garanzia di uno <em>status<\/em> giuridico ed economico alla donna. Insiste per\u00f2 pi\u00f9 che mai sul rifiuto netto e reciso dell\u2019aggettivo \u00abessenziale\u00bb, in quanto esso si potrebbe prestare alle pericolose interpretazioni che ne ha dato l\u2019onorevole Mastrojanni.<\/p><p>L\u2019oratore ritiene che, come per l\u2019uomo, cos\u00ec anche per la donna c\u2019\u00e8 una posizione di parit\u00e0 sia nel lavoro come nella vita familiare, perch\u00e9 entrambi hanno il dovere del lavoro e dell\u2019assistenza alla famiglia. Riconosce che, per ragioni di natura biologica, la missione familiare della donna ha un carattere speciale, ma non si deve attribuire ad essa una maggiore essenzialit\u00e0 rispetto a quella dell\u2019uomo.<\/p><p>PRESIDENTE dichiara di comprendere le ragioni della contrariet\u00e0 dell\u2019onorevole Basso nei riguardi del termine \u00abessenziale\u00bb oppure \u00abprevalente\u00bb, termine che ha dato luogo all\u2019interpretazione dell\u2019onorevole Mastrojanni ed alla presa di posizione dell\u2019onorevole Togliatti. Ritiene che, pi\u00f9 che definire prevalente o essenziale la missione familiare della donna, si dovrebbe trovare un termine pi\u00f9 preciso e conciso sul quale tutti i Commissari possano essere d\u2019accordo.<\/p><p>Pertanto propone la seguente formulazione: \u00abAd essa inoltre \u00e8 garantito nello svolgimento del lavoro l\u2019adempimento della sua speciale missione familiare\u00bb. Dicendo \u00abspeciale\u00bb verr\u00e0 eliminato l\u2019ostacolo che ha fatto arrestare la discussione. La donna si pu\u00f2 trovare di fronte a situazioni come quelle cui l\u2019oratore ha gi\u00e0 accennato (parto, educazione dei figli), in cui non si pu\u00f2 fare a meno di riconoscere che la donna abbia una missione speciale, che potr\u00e0 anche non essere prevalente o essenziale per coloro che non la considerano tale, ma che \u00e8 obiettivamente e quindi specificamente puntualizzata.<\/p><p>MORO fa rilevare che l\u2019onorevole Mastrojanni, esprimendo il suo pensiero in ordine al significato da attribuire alla parola \u00abessenziale\u00bb, s\u2019\u00e8 riferito piuttosto al senso dell\u2019espressione \u00abprevalente\u00bb proposta dall\u2019onorevole La Pira. Quando l\u2019oratore ha fatto la proposta del termine \u00abessenziale\u00bb, ha detto chiaramente che intendeva con questo togliere di mezzo la questione della gerarchia, perch\u00e9 ritiene che ci sia una perfetta continuit\u00e0 della donna sia nella vita sociale che in quella familiare. La sua proposta tendeva a risolvere la questione della superiorit\u00e0 di una missione di fronte all\u2019altra.<\/p><p>Pertanto dichiara di insistere per il mantenimento della espressione \u00abessenziale\u00bb, e di essere dubbioso sull\u2019espressione \u00abspeciale\u00bb, che limita un po\u2019 troppo il significato della missione della donna.<\/p><p>DOSSETTI dichiara di essere anche egli dubbioso sull\u2019opportunit\u00e0 dell\u2019espressione \u00abspeciale\u00bb, e d\u2019essere d\u2019accordo sulla proposta del Presidente nella sua prima parte, per quanto riguarda la determinazione fondamentale del concetto. Ad ogni modo insiste sul mantenimento della formula cos\u00ec come \u00e8 stata proposta dall\u2019onorevole Moro, togliendone l\u2019espressione qualificativa.<\/p><p>Se si vuole risolvere la questione della qualifica, sar\u00e0 necessario fare una discussione a fondo di questo problema, di modo che ciascuno possa esporre il suo punto di vista e prendere posizione nei riguardi dell\u2019argomento. L\u2019oratore concorda con l\u2019osservazione della onorevole Iotti, circa la compiutezza dell\u2019espressione \u00abmissione familiare\u00bb, ma dichiara che se si dovesse venire alla votazione sull\u2019espressione \u00abessenziale\u00bb, per coerenza voterebbe per la conservazione di tale termine. Se invece \u00e8 possibile risolvere il problema senza la votazione, l\u2019oratore \u00e8 d\u2019accordo sul rinvio della discussione in argomento.<\/p><p>TOGLIATTI, <em>Relatore<\/em>, \u00e8 d\u2019avviso che ogni aggiunta all\u2019idea sostanziale contenuta nel termine \u00abmissione\u00bb potr\u00e0 essere discussa quando sar\u00e0 trattato il tema della famiglia.<\/p><p>LUCIFERO, <em>Relatore<\/em>, dichiara di ritenere che la discussione sia stata sviata dalle dichiarazioni dell\u2019onorevole Mastrojanni, il quale ha dato del termine \u00abessenziale\u00bb una interpretazione personale. Le dichiarazioni dell\u2019onorevole Mastrojanni non tolgono per\u00f2 che sul termine \u00abessenziale\u00bb tutti gli altri commissari possano essere d\u2019accordo.<\/p><p>Dichiara di ritenere che effettivamente la missione della donna nella famiglia sia essenziale. La famiglia senza la donna non \u00e8 concepibile. Si pu\u00f2 mettere sullo stesso piano l\u2019uomo o la donna quando si tratta delle responsabilit\u00e0, ma in quella che \u00e8 la vita pratica quotidiana, indubbiamente l\u2019attivit\u00e0 della donna va molto al di l\u00e0 di quella che \u00e8 l\u2019attivit\u00e0 dell\u2019uomo.<\/p><p>MASTROJANNI fa rilevare che l\u2019interpretazione da lui data alla parola \u00abessenziale\u00bb non \u00e8 il risultato di un suo personale apprezzamento, ma \u00e8 la logica conseguenza di tutta la dottrina che fino ad oggi \u00e8 stata sancita nel progetto di Costituzione che si sta formulando. Ricorda ai Commissari che, allorch\u00e9 si parlava di libert\u00e0 individuale, si \u00e8 discusso sul fatto che le libert\u00e0 individuali si integrano, si completano attraverso le comunit\u00e0 naturali: famiglia e religione. Quindi il concetto di famiglia \u00e8 stato tenuto nella massima considerazione, tanto che questa innovazione di concetti \u00e8 stata discussa ampiamente. L\u2019onorevole Togliatti ha colto nel segno quando ha precisato che l\u2019oratore intendeva, con le sue dichiarazioni, spostare la situazione nei concetti essenziali della famiglia. Quindi \u00e8 bene che, arrivati a questo punto, i commissari manifestino apertamente il loro pensiero. L\u2019oratore l\u2019ha manifestato secondo il suo ragionamento, che \u00e8 la conseguenza logica del ragionamento fatto dagli altri Commissari. Egli infatti pone la famiglia come base essenziale anche delle libert\u00e0 individuali. \u00c8 logico che si debba dare alla donna questa funzione preminente, e che si debba ritenere l\u2019attivit\u00e0 lavorativa della donna come attivit\u00e0 accessoria di fronte all\u2019attivit\u00e0 che deriva alla donna dalla sua funzione biologica e fisiologica, dalla quale non si pu\u00f2 e non si deve prescindere.<\/p><p>PRESIDENTE informa che l\u2019onorevole Moro insiste nella sua formula: \u00abAd essa sono inoltre garantite quelle speciali condizioni che le consentano di adempiere, nello svolgimento del lavoro, la sua essenziale missione familiare\u00bb.<\/p><p>Allo scopo di avvicinare le varie tesi che si sono manifestate nella discussione circa il termine \u00abessenziale\u00bb, ricorda di aver proposto di sostituire tale parola con l\u2019altra \u00abspeciale\u00bb, in quanto che con questo termine ci si ancorava ad una situazione di fatto da tutti riconosciuta che prescindeva da quella intenzionalit\u00e0 di giudizio e di interpretazione che trovava non completamente convergenti le varie opinioni.<\/p><p>MORO insiste perch\u00e9 la sua proposta di adottare l\u2019aggettivo \u00abessenziale\u00bb sia posta in votazione. Aggiunge, per\u00f2, che qualora tale proposta fosse respinta, non risollever\u00e0 la questione in sede competente, ma accetter\u00e0 il giudizio dato con la votazione.<\/p><p>CORSANEGO dichiara di essere favorevole al termine \u00abessenziale\u00bb, ma qualora tale termine non ottenesse la maggioranza dei suffragi dei presenti, ritiene che si possa essere egualmente soddisfatti dell\u2019approvazione della sola parola \u00abmissione\u00bb, la quale comprende anche nel suo significato l\u2019aggettivo \u00abessenziale\u00bb.<\/p><p>Del resto pensa che si possa aggiungere, come commento, la dichiarazione che a tale parola si desidera dare una interpretazione estensiva.<\/p><p>DOSSETTI dichiara che voter\u00e0 a favore del mantenimento dell\u2019aggettivo \u00abessenziale\u00bb, ma nel significato oggettivo di questa parola che gli pareva fosse ammesso da tutti prima che altre interpretazioni ne svisassero il significato.<\/p><p>BASSO dichiara di votare contro l\u2019aggettivo \u00abessenziale\u00bb, riservandosi, se sar\u00e0 approvato, di risollevare la questione in sede di Commissione plenaria. Poich\u00e9 tutti sanno quale \u00e8 la missione della donna, ritiene che il solo fatto di sentire il bisogno di aggiungere questo aggettivo equivalga a dare a tale parola un significato diverso; ed \u00e8 per questa ragione che si oppone alla proposta. \u00c8 invece favorevole alla dizione dell\u2019articolo senza tale aggettivo.<\/p><p>IOTTI LEONILDE dichiara di votare contro l\u2019aggiunta, non per il concetto espresso dall\u2019articolo, che condivide, ma perch\u00e9 ritiene che la parola \u00abmissione\u00bb dica gi\u00e0 da s\u00e9 molto pi\u00f9 di quanto possa dire con l\u2019aggiunta di qualsiasi aggettivo.<\/p><p>CARISTIA dichiara di votare contro, perch\u00e9 gli sembra che l\u2019aggettivo \u00abessenziale\u00bb non sia il pi\u00f9 adatto per esprimere la posizione della donna nella famiglia.<\/p><p>PRESIDENTE, pur riconoscendo che il termine \u00abessenziale\u00bb andrebbe bene, e che ancora meglio sarebbe dire \u00abprevalente\u00bb, insiste nella sua proposta di sostituirlo con l\u2019aggettivo \u00abspeciale\u00bb per affermare un concetto che \u00e8 ammesso da tutti i Commissari.<\/p><p>MERLIN UMBERTO crede che la proposta conciliativa del Presidente possa raccogliere l\u2019unanimit\u00e0 dei consensi.<\/p><p>PRESIDENTE osserva che l\u2019emendamento dell\u2019onorevole Moro, che consiste nella aggiunta dell\u2019aggettivo \u00abessenziale\u00bb, pu\u00f2 essere votato per primo. Se sar\u00e0 approvato, si render\u00e0 inutile la votazione sulla proposta fatta dal Presidente.<\/p><p>(<em>La Commissione approva l\u2019adozione della parola \u00abessenziale\u00bb con 7 voti favorevoli e 4 contrari<\/em>).<\/p><p>Dichiara che il secondo comma dell\u2019articolo risulta cos\u00ec formulato:<\/p><p>\u00abAlla donna lavoratrice sono assicurati tutti i diritti che spettano al lavoratore e in particolare eguale retribuzione per eguale lavoro. Ad essa sono inoltre garantite quelle speciali condizioni che le consentano di adempiere, nello svolgimento del lavoro, la sua essenziale missione familiare\u00bb.<\/p><p>Lo mette ai voti.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato all\u2019unanimit\u00e0, meno 1 astenuto<\/em>).<\/p><p>Rileva che l\u2019articolo, con gli emendamenti adottati, rimane cos\u00ec formulato:<\/p><p>\u00abLa remunerazione del lavoro intellettuale o tecnico o manuale deve soddisfare alle esigenze di una esistenza libera e dignitosa del lavoratore e della sua famiglia.<\/p><p>\u00abAlla donna lavoratrice sono assicurati tutti i diritti che spettano al lavoratore e in particolare eguale retribuzione per eguale lavoro. Ad essa sono inoltre garantite quelle speciali condizioni che le consentano di adempiere, nello svolgimento del lavoro, la sua essenziale missione familiare\u00bb.<\/p><p>Lo pone ai voti nel suo complesso.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>).<\/p><p>La seduta termina alle 19.45.<\/p><p><em>Erano presenti:<\/em> Basso, Caristia, Cevolotto, Corsanego, Dossetti, Iotti Leonilde, La Pira, Lucifero, Mastrojanni, Merlin Umberto, Moro, Togliatti, Tupini.<\/p><p><em>Assenti giustificati:<\/em> De Vita, Grassi, Lombardi Giovanni, Mancini, Marchesi.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Versione PDF ASSEMBLEA COSTITUENTE COMMISSIONE PER LA COSTITUZIONE PRIMA SOTTOCOMMISSIONE 20. 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