{"id":5056,"date":"2023-10-15T22:37:36","date_gmt":"2023-10-15T20:37:36","guid":{"rendered":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=5056"},"modified":"2023-10-22T22:05:38","modified_gmt":"2023-10-22T20:05:38","slug":"giovedi-3-ottobre-1946","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=5056","title":{"rendered":"GIOVED\u00cc 3 OTTOBRE 1946"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"5056\" class=\"elementor elementor-5056\" data-elementor-post-type=\"post\">\n\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-37a34f5 elementor-section-full_width elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"37a34f5\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-d9d8947\" data-id=\"d9d8947\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-083091c elementor-align-right elementor-widget elementor-widget-button\" data-id=\"083091c\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"button.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-button-wrapper\">\n\t\t\t\t\t<a class=\"elementor-button elementor-button-link elementor-size-sm\" href=\"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/19461003sed018ps.pdf\" target=\"_blank\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-content-wrapper\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-icon\">\n\t\t\t\t<i aria-hidden=\"true\" class=\"icon icon-view\"><\/i>\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-text\">Versione PDF<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-341169c elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"341169c\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p>ASSEMBLEA COSTITUENTE<\/p><p>COMMISSIONE PER LA COSTITUZIONE<\/p><p>PRIMA SOTTOCOMMISSIONE<\/p><p>18.<\/p><p>RESOCONTO SOMMARIO<\/p><p>DELLA SEDUTA DI GIOVED\u00cc 3 OTTOBRE 1946<\/p><p>PRESIDENZA DEL PRESIDENTE <strong>TUPINI<\/strong><\/p><p><strong>INDICE<\/strong><\/p><p><strong>I princip\u00ee dei rapporti sociali (economici) <\/strong>(<em>Discussione<\/em>)<\/p><p>Presidente \u2013 Lucifero, <em>Relatore \u2013 <\/em>Togliatti, <em>Relatore \u2013 <\/em>Dossetti \u2013 Cevolotto \u2013 Mastrojanni \u2013 De Vita \u2013 Mancini \u2013 La Pira \u2013 Moro.<\/p><p>La seduta comincia alle 11.15.<\/p><p>Discussione sui princip\u00ee dei rapporti sociali (economici).<\/p><p>PRESIDENTE prega l\u2019onorevole Lucifero di svolgere la sua relazione sull\u2019argomento affidatogli: \u00abI princip\u00ee dei rapporti sociali (economici)\u00bb, sul quale dovr\u00e0 riferire anche l\u2019onorevole Togliatti.<\/p><p>LUCIFERO, <em>Relatore<\/em>, premette di essersi opposto a che l\u2019argomento dei rapporti sociali ed economici fosse senz\u2019altro avulso dalla competenza della Sottocommissione, come da qualche parte era stato richiesto, e ci\u00f2 per varie considerazioni.<\/p><p>In primo luogo perch\u00e9 pensa che, effettivamente, la prima Sottocommissione debba deliberare in materia di rapporti e di princip\u00ee sociali ed economici per fare un\u2019affermazione di principio. Vi sono infatti alcune questioni di principio le quali sono affiorate nelle due relazioni (nella sua ed in quella dell\u2019onorevole Togliatti) che ritiene debbano essere affrontate, perch\u00e9 costituiscono il problema centrale della nostra Costituzione.<\/p><p>Rileva che tra gli articoli proposti da lui e quelli proposti dall\u2019onorevole Togliatti \u2013 con il quale non ha potuto avere il desiderato scambio di idee \u2013 vi \u00e8 una differenza sostanziale: nei suoi articoli si \u00abpossono\u00bb fare quelle cose che secondo gli articoli di Togliatti si \u00abdebbono\u00bb fare. La sua articolazione, cio\u00e8, di origine liberale, ammette molte possibilit\u00e0 e fa s\u00ec che queste siano tutte costituzionalmente attuabili.<\/p><p>Dichiara che nelle sue proposte si \u00e8 fatto guidare da una constatazione di fatto: l\u2019esistenza in Italia di numerosi movimenti politici, ciascuno dei quali ha un suo programma; e si tratta di programmi spesso contrastanti fra loro. La sua preoccupazione fondamentale \u00e8 stata questa: che la Costituzione desse la possibilit\u00e0 a tutti i movimenti politici democratici, se un giorno diventassero maggioranza, di attuare il loro programma nell\u2019ambito e nella legalit\u00e0 costituzionale, facendo s\u00ec che nessun partito democratico debba un giorno essere posto su una posizione anticostituzionale e quindi rivoluzionaria. Questo lo ha costretto a mettere nella sua articolazione anche cose che personalmente non ama, ma che sono care ad altri movimenti democratici, i quali hanno il diritto di realizzare i loro programmi. \u00c8 giunto perci\u00f2 ad ammettere anche, come possibilit\u00e0, la socializzazione.<\/p><p>Gli articoli dell\u2019onorevole Togliatti stabiliscono invece differenti linee direttive, in quanto egli vuole mettere l\u2019economia del Paese su di una strada programmatica ben determinata; cosicch\u00e9 nel leggere gli articoli proposti dall\u2019onorevole Togliatti ha pensato di venirsi egli a trovare, di fronte a questa Costituzione, in una posizione antitetica e in un certo senso rivoluzionaria.<\/p><p>Ritiene perci\u00f2 che la questione fondamentale che la Commissione deve decidere oggi \u00e8 questa: se si debbano fare formulazioni programmatiche oppure formulazioni che consentano a tutti i programmi di attuarsi in seno alla Costituzione. Stabilito questo, crede si possa, anche senza entrare nel merito degli articoli, discutere i problemi particolari in seno alla Commissione pi\u00f9 ampia.<\/p><p>Limiterebbe quindi, per ora, la sua relazione alla impostazione del problema accennato, riservandosi di intervenire nelle discussioni successive, come Relatore, per sviluppare eventualmente i suoi concetti.<\/p><p>PRESIDENTE, prima di iniziare la discussione, invita l\u2019onorevole Togliatti ad illustrare la sua relazione esponendo il suo pensiero al riguardo.<\/p><p>TOGLIATTI, <em>Relatore<\/em>, premette che, all\u2019inizio, non escludeva la possibilit\u00e0 di una relazione comune con l\u2019onorevole Lucifero; non la escludeva soprattutto perch\u00e9 dal dibattito sui princip\u00ee generali che aveva avuto luogo precedentemente gli era parso che tra la concezione sviluppata dall\u2019onorevole Lucifero e la sua il divario fosse soltanto in un punto: sulla possibilit\u00e0 o meno di parlare nella Costituzione delle garanzie di determinati diritti affermati. Poich\u00e9 tutti si erano trovati d\u2019accordo nell\u2019affermare la necessit\u00e0 di includere nella Costituzione alcuni diritti nuovi di contenuto economico-sociale, cio\u00e8 il diritto al lavoro, il diritto al riposo, il diritto all\u2019assicurazione sociale, ecc., riteneva che, fatta l\u2019affermazione di questi diritti, fosse per\u00f2 necessario indicare precisamente in qual modo essi verranno garantiti dallo Stato. Su questo punto era apparso un contrasto, nel corso della discussione generale, con l\u2019onorevole Lucifero. La portata di questo contrasto sarebbe apparsa all\u2019esame concreto della questione.<\/p><p>In realt\u00e0, dopo aver letto la relazione dell\u2019onorevole Lucifero, ha visto che il divario era assai profondo perch\u00e9, escludendo la garanzia di questi diritti, si vengono ad escludere i diritti stessi. Quando infatti si dice nel primo articolo proposto dall\u2019onorevole Lucifero che ogni cittadino ha diritto al minimo indispensabile di mezzi di sussistenza, ecc., e poi si aggiunge che a tal fine il cittadino \u00e8 libero di svolgere un\u2019attivit\u00e0 economica nel modo che pi\u00f9 gli aggrada, \u00e8 evidente che la seconda affermazione contraddice pienamente con la prima, e la contraddice in modo tale da renderla una irrisione. Quando si lasciano le persone libere di svolgere quella attivit\u00e0 che loro aggrada, cio\u00e8 si asserisce e sancisce il principio della piena libert\u00e0 economica, \u00e8 evidente che non si garantisce ad ogni cittadino, come \u00e8 detto nel primo comma, il diritto al minimo indispensabile di mezzi di sussistenza. Si garantisce invece la disoccupazione periodica in un Paese industrialmente evoluto, la disoccupazione permanente nelle condizioni attuali dell\u2019Italia.<\/p><p>\u00c8 evidente che soltanto negando la seconda proposizione, che \u00e8 la formulazione dell\u2019astratto principio liberale delle Costituzioni del secolo scorso, soltanto affermando il principio dell\u2019intervento dello Stato per regolare l\u2019attivit\u00e0 economica, secondo un metodo, un corso differente da quello dell\u2019economia capitalistica liberale pura; soltanto facendo questo passo, si pu\u00f2 dare un minimo di garanzia al diritto ai mezzi di sussistenza, al lavoro, al riposo, alla assicurazione sociale.<\/p><p>Ha trovato quindi una contradizione logica di pensiero, tra la prima e la seconda parte dell\u2019articolo, ci\u00f2 che dovrebbe consigliare, per essere sinceri, a lasciar cadere la prima parte dell\u2019articolo stesso, se si vuole tenere in piedi la seconda.<\/p><p>Questa \u00e8 la critica fondamentale che deve fare alla proposta Lucifero.<\/p><p>Non intende sviluppare i concetti gi\u00e0 esposti nella sua relazione, alla quale rinvia i colleghi. Evidentemente egli non ha potuto fare a meno di partire dai problemi che gli erano posti per sviluppare alcune considerazioni generali che giustificano una determinata posizione politica, che poi \u00e8 anche una posizione costituzionale; e nella sua relazione vi \u00e8 un tentativo di giustificare questa politica in modo che sia a tutti chiaro quello che oggi viene proposto dalla sua corrente politica, come indirizzo politico-economico del Paese, da sancirsi nella stessa Carta costituzionale.<\/p><p>A queste ragioni l\u2019onorevole Lucifero obietta: occorre che la Costituzione sia indifferente di fronte a questi problemi; la Costituzione non deve dir nulla, deve lasciar intendere quello che si pu\u00f2 fare, ma non deve dire su quale indirizzo debba impegnarsi la nostra politica. \u00c8 evidente che l\u2019onorevole Lucifero ritorna qui alla concezione liberale. Non pu\u00f2 accettare per\u00f2 la sua affermazione, quando egli dice che assumendo una posizione diversa diverrebbe un rivoluzionario: se mai, un controrivoluzionario, perch\u00e9 \u00e8 evidente che l\u2019indirizzo propugnato dall\u2019oratore rappresenta un progresso nella vita economica e politica della societ\u00e0, e se l\u2019onorevole Lucifero la respinge assume posizione di controrivoluzionario.<\/p><p>Un\u2019obiezione pu\u00f2 essere fatta al suo sistema: quella che si vuole introdurre nella Costituzione delle affermazioni le quali non corrispondono ancora ad una realt\u00e0. Riconosce che questa \u00e8 effettivamente un\u2019obiezione seria, in quanto la Costituzione dovrebbe, secondo i migliori princip\u00ee, registrare ci\u00f2 che \u00e8 gi\u00e0 stato conquistato, ci\u00f2 che gi\u00e0 esiste nell\u2019ordinamento economico e sociale del Paese. Per\u00f2 l\u2019obiezione cade, se si tiene conto di tutto ci\u00f2 che \u00e8 avvenuto in Italia e della situazione attuale. Dobbiamo assicurare un futuro e molte delle affermazioni che si fanno nella nostra Costituzione non corrispondono ancora ad una realt\u00e0. \u00c8 stata introdotta, ad esempio, nei primi articoli, e in modo energico, l\u2019affermazione dei diritti della persona, che sono di una enorme ampiezza, e l\u2019affermazione dello sviluppo integrale della persona, ma non esiste oggi in Italia una garanzia di questi diritti n\u00e9 questi sono ancora realizzati sia pure nel primo gradino, che \u00e8 quello dell\u2019istruzione, dell\u2019educazione. Facendo dunque queste affermazioni, si \u00e8 assunto l\u2019impegno di cambiare qualcosa in Italia, e cos\u00ec quando si affermano determinati diritti di libert\u00e0, che oggi sono lungi dall\u2019essere stati realizzati, ci si impegna ad una trasformazione di tutto il costume politico italiano nei rapporti fra lo Stato e il cittadino.<\/p><p>Vede quindi nella Costituzione un impegno per realizzazioni future, e ritiene inevitabile che in essa vi siano elementi di previsione, o meglio di programma.<\/p><p>Crede pertanto che l\u2019eventuale obiezione alla sua relazione possa essere superata, perch\u00e9 dal primo giorno in cui si \u00e8 cominciato a discutere dei problemi pi\u00f9 generali, ci si \u00e8 posti sul terreno di stabilire un determinato indirizzo per avviare la societ\u00e0 democratica al raggiungimento di determinati fini.<\/p><p>Per quello che riguarda i singoli articoli concretati, si \u00e8 sforzato di mettere in essi il minimo possibile di quello che potesse essere un impegno, e ci\u00f2 allo scopo di non invadere il terreno pi\u00f9 propriamente legislativo. Accennando alle formulazioni che si stanno discutendo in altra Sottocommissione, per quanto ad esempio riguarda il diritto di propriet\u00e0 terriera, osserva che tali formulazioni vanno anche al di l\u00e0 di quello che egli afferma, poich\u00e9 mentre nelle sue proposte si accenna unicamente a limiti quantitativi, in quelle formulazioni si parla anche in senso qualitativo, ci\u00f2 che significherebbe il diritto di intervento dello Stato nella diretta attivit\u00e0 del coltivatore. Ritiene peraltro che in un articolo introduttivo non si debba andare pi\u00f9 in l\u00e0 delle semplici enunciazioni di principio: verranno in seguito i particolari e le affermazioni pi\u00f9 direttamente legati a quella che dovr\u00e0 essere la legge italiana per la riforma agraria.<\/p><p>Rileva che, per il resto, i princip\u00ee da lui affermati sono particolarmente quelli dell\u2019intervento dello Stato per l\u2019ordinamento dell\u2019attivit\u00e0 produttiva, al fine di ottenere il massimo rendimento a vantaggio della collettivit\u00e0, ed inoltre per giungere ad una legislazione sociale che preveda il diritto per tutti i cittadini ad un\u2019assicurazione sociale, la libert\u00e0 di associazione e determinati limiti al diritto di propriet\u00e0.<\/p><p>Osserva che, in questa materia, nelle altre Sottocommissioni, si \u00e8 adottata, per la propriet\u00e0, la stessa divisione: propriet\u00e0 privata, cooperativa, statale. Egli ha cercato di essere pi\u00f9 preciso, perch\u00e9 ha parlato di mezzi di produzione, che \u00e8 ci\u00f2 che l\u2019interessa, mentre non l\u2019interessa la propriet\u00e0 dei beni di consumo, cio\u00e8 quella che potrebbe chiamare la propriet\u00e0 personale. In questo campo debbono valere norme diverse.<\/p><p>Lo interessa la propriet\u00e0 dei mezzi di produzione, perch\u00e9 quando essa ecceda determinati limiti e quantitativi, quando diventi ingente per la sua mole, oppure monopolistica, minaccia da un lato le uguali condizioni di esistenza dei cittadini e quindi quel minimo indispensabile di mezzi di sussistenza che il collega Lucifero invano vorrebbe garantire con la pura e semplice libert\u00e0 e dall\u2019altro minaccia, come l\u2019esperienza fascista ha dimostrato, la libert\u00e0 dei cittadini e quella dello Stato stesso.<\/p><p>Qui si collega l\u2019altro problema cui ha accennato nella sua relazione, il problema delle garanzie contro il ritorno della tirannide, contro il ritorno sopraffattore degli elementi pi\u00f9 avidi della societ\u00e0 capitalistica, perch\u00e9 se si lascer\u00e0 ad essi libero giuoco, arriveranno inevitabilmente ad avere nelle loro mani una massa tale di mezzi economici per cui domineranno di nuovo la vita del Paese. Questa \u00e8 una esperienza ormai universale, ed \u00e8 per questo che dappertutto oggi si prendono misure di nazionalizzazione, le quali, se hanno da un lato un valore economico, ne hanno dall\u2019altro uno politico, e rappresentano la strada per cui i popoli cercano di orientarsi verso nuove finalit\u00e0 evitando quelle situazioni che sfociano nelle guerre di sterminio a cui si \u00e8 assistito e che potrebbero di nuovo verificarsi domani.<\/p><p>LUCIFERO, <em>Relatore<\/em>, intende chiarire le sue intenzioni. Non vede una contraddizione fra le prime due frasi dell\u2019articolo 1 da lui proposto, perch\u00e9 in esse egli ha voluto fare innanzitutto un\u2019affermazione dei diritto del cittadino. Il cittadino ha il diritto di avere quel minimo di mezzi di sussistenza che gli assicurino una vita degna dell\u2019uomo. Da questo concetto egli \u00e8 disceso alla prima conclusione; poich\u00e9 il mezzo normale con il quale il cittadino si procura le possibilit\u00e0 di sussistenza \u00e8 evidentemente il lavoro, ha voluto stabilire un principio cui tiene molto, quello cio\u00e8 della libert\u00e0 di scelta del lavoro. Il cittadino non pu\u00f2 essere obbligato a compiere un determinato lavoro, se ha la possibilit\u00e0 di compierne un altro che gli piace di pi\u00f9. Il fatto che il cittadino sia libero di svolgere un\u2019attivit\u00e0 economica di sua scelta, ha per lui molta importanza.<\/p><p>Fa rilevare, poi, che egli ha parlato di \u00abattivit\u00e0 economica\u00bb e non pi\u00f9 genericamente di lavoro, in quanto vi sono moltissimi lavori, quali quello dello studioso e del filosofo, che non costituiscono attivit\u00e0 economiche, mentre solo a queste ultime gli articoli attuali della Costituzione dovrebbero riferirsi. Ha voluto, insomma, riferirsi semplicemente alla scelta del lavoro, scelta che lo Stato deve garantire.<\/p><p>TOGLIATTI, <em>Relatore<\/em>, chiede all\u2019onorevole Lucifero perch\u00e9 allora abbia usato la dizione: \u00aba tal fine egli \u00e8 libero\u00bb, ecc. Ci\u00f2 infatti vuol dire che, secondo lui, l\u2019assoluta libert\u00e0 economica \u00e8 il mezzo necessario e sufficiente per garantire a tutti i mezzi di sussistenza, e questo \u00e8 un assurdo.<\/p><p>LUCIFERO, <em>Relatore<\/em>, risponde di aver seguito un concetto consequenziale. Affermato il principio del diritto ad un minimo indispensabile per l\u2019esistenza, il primo mezzo, con il quale l\u2019uomo arriva ad una esistenza decorosa, \u00e8 evidentemente il lavoro.<\/p><p>PRESIDENTE osserva che l\u2019onorevole Lucifero voleva forse dire: \u00aba tal fine deve svolgere attivit\u00e0 economica, libero nella scelta di essa\u00bb. Questo accosterebbe il suo pensiero a quello dell\u2019onorevole Togliatti.<\/p><p>LUCIFERO, <em>Relatore<\/em>, dichiara di essere molto perplesso sulla dizione \u00abdeve svolgere\u00bb, non perch\u00e9 non sia d\u2019accordo su questo dovere, ma perch\u00e9 pensa all\u2019eventualit\u00e0 che un individuo possa anche giungere ad imporsi delle gravi restrizioni pur di essere libero di svolgere studi, ricerche od attivit\u00e0 che non siano precisamente redditizie. D\u2019altra parte, osserva che nel successivo articolo 2 proposto, \u00e8 elencata tutta una serie di provvidenze obbligatorie nella legislazione sociale democratica, relative alla protezione del lavoro e del lavoratore. Il disoccupato involontario \u2013 e qui risponde all\u2019onorevole Togliatti \u2013 deve trovare dallo Stato i mezzi per poter vivere decorosamente. Non vede quindi la contraddizione, che si \u00e8 voluta trovare nelle proposizioni del suo primo articolo, mentre rileva che il concetto del coordinamento del lavoro \u00e8 affermato nelle ultime parole dell\u2019articolo 5 da lui proposto.<\/p><p>Dichiara di preoccuparsi della posizione programmatica di cui parla l\u2019onorevole Togliatti, perch\u00e9 oggi la parola democrazia si \u00e8 frazionata: tutti sono democratici, con vari aggettivi, i quali specificano le varie concezioni di democrazia. Ora egli pensa che in uno Stato democratico tutte le concezioni democratiche abbiano diritto di vita. Se si accettasse una concezione programmatica secondo una determinata concezione di democrazia o un determinato raggruppamento di concezioni di democrazia, che esclude altre concezioni diverse, si creerebbe, a suo avviso, uno Stato che non \u00e8 democratico.<\/p><p>Secondo l\u2019onorevole Togliatti, la sua concezione pu\u00f2 essere retriva, secondo altri pu\u00f2 sembrare retriva quella dell\u2019onorevole Togliatti. Ognuno crede di dire una parola di verit\u00e0 e probabilmente ognuno non porta in s\u00e9 che una parte di verit\u00e0.<\/p><p>Insiste sul concetto che la Costituzione debba dare diritto di cittadinanza nello Stato democratico italiano a qualunque corrente democratica, perch\u00e9 altrimenti questo Stato non sarebbe pi\u00f9 democratico.<\/p><p>Con l\u2019articolo proposto, tanto egli conservatore (non ha paura di dire questa parola), quanto l\u2019onorevole Togliatti, estremamente progressista, possono, nella piena legalit\u00e0, svolgere la propria attivit\u00e0, la propria propaganda politica, cercando di realizzare quelle provvidenze che corrispondono alle loro concezioni ed ai loro programmi. Se invece si inserisse nella Costituzione un articolo quale quello proposto dall\u2019onorevole Togliatti, che fa della pianificazione un atto costituzionale, chi, come l\u2019oratore, \u00e8 contrario ad una politica pianificata e crede alla pianificazione solo in determinati settori o in determinate circostanza, se domani avesse la maggioranza nel Paese, dovrebbe prima di tutto modificare la Costituzione. Di qui la necessit\u00e0 che, nell\u2019ambito della Costituzione, tutte le concezioni di democrazia possano, in piena legalit\u00e0, avere libera voce.<\/p><p>DOSSETTI ha ascoltato con molta attenzione l\u2019esposizione degli onorevoli Lucifero e Togliatti e deve dichiarare che mentre crede di avere capito che cosa ha voluto dire l\u2019onorevole Togliatti, invece gli risulta oscuro, anche dopo i chiarimenti che l\u2019onorevole Lucifero ha aggiunto alla sua relazione, il pensiero di quest\u2019ultimo.<\/p><p>Dichiara di poter condividere in gran parte l\u2019impostazione che l\u2019onorevole Togliatti ha voluto fissare. Ritiene infatti che un controllo sociale della vita economica, da realizzarsi attraverso certe strutture che dovranno essere pi\u00f9 analiticamente esaminate, sia una necessit\u00e0 assoluta alla quale non ci si possa in alcuna maniera sottrarre, una necessit\u00e0 imposta dalla vita.<\/p><p>Crede indispensabile, al fine di temperare e ridurre gli egoismi, l\u2019affermazione di questa direttiva fondamentale che, naturalmente, dovr\u00e0 concretarsi in una serie di istituti che rappresentino determinate configurazioni del diritto di propriet\u00e0, della organizzazione aziendale e della stessa funzione degli organi statali in ordine all\u2019attivit\u00e0 economica: tutti punti questi che dovranno essere singolarmente esaminati. Ritiene comunque che le preoccupazioni e le diffidenze che possono determinare l\u2019onorevole Lucifero ed anche altri componenti della Sottocommissione a resistere ad alcune delle impostazioni espresse dall\u2019onorevole Togliatti (e che l\u2019oratore in gran parte condivide) risulteranno infondate quando si affermi che la direttiva fondamentale di un controllo della vita economica tale che orienti la vita economica stessa a vantaggio della collettivit\u00e0 ed a garanzia della espansione di tutti i suoi componenti, deve esplicarsi con l\u2019osservanza di alcune condizioni fondamentali. E la prima condizione \u00e8 quella della libert\u00e0 politica, cio\u00e8 di una democrazia politica, la quale nel contempo assicuri la possibilit\u00e0 di effettuare il controllo sociale sulla vita economica.<\/p><p>Se, come pare intenzione comune, con la Costituzione si cercher\u00e0 di stabilire la base di una effettiva democrazia politica, il controllo sociale sulla vita economica che si verr\u00e0 eventualmente ad introdurre non incriner\u00e0 la possibilit\u00e0 di vita economica del Paese, anzi la render\u00e0 effettiva in tutte le direzioni e in tutti i sensi, dando cos\u00ec la garanzia che non vi possano essere deviazioni.<\/p><p>Altra condizione, che ritiene fondamentale, \u00e8 quella di un riconoscimento, e quindi di una garanzia costituzionale, di un minimo di propriet\u00e0 che giustamente l\u2019onorevole Togliatti ha voluto qualificare, pi\u00f9 che propriet\u00e0 privata, propriet\u00e0 personale. Accetta in pieno questa impostazione, salvo a discutere come essa possa estrinsecarsi ed in quale misura i mezzi di produzione possano esser fatti rientrare in una propriet\u00e0 personale.<\/p><p>Per ora, vuol ripetere l\u2019affermazione che un controllo sociale della vita economica che si ispiri a queste tre garanzie essenziali: effettiva democrazia politica, che consenta la pi\u00f9 larga possibilit\u00e0 di critica nei confronti del modo con cui il controllo economico viene esercitato; garanzia di un minimo di propriet\u00e0 personale come risultato del lavoro e del risparmio di ciascuno; articolazione, infine, dei diversi organi in cui il controllo sociale della vita economica si verr\u00e0 a realizzare, in maniera che non si abbia un accentramento esclusivo e sopraffattore nelle mani dello Stato; un controllo siffatto non solo non \u00e8 dal suo partito temuto come motivo di sopraffazione o di limitazione della libert\u00e0 personale, ma anzi \u00e8 auspicato come l\u2019unica possibilit\u00e0 per dare alle libert\u00e0, espresse in termini generici ed in termini giuridici, un contributo effettivo e concreto.<\/p><p>CEVOLOTTO ritiene che l\u2019impostazione data dall\u2019onorevole Togliatti al suo primo articolo non debba suscitare obiezioni da parte di alcuno. Quando egli dice che ogni cittadino ha il dovere di svolgere un\u2019attivit\u00e0 socialmente utile, dice cosa sulla quale tutti debbono essere d\u2019accordo. Chi \u00e8 senza lavoro, non per sua colpa, \u00e8 assistito dallo Stato. Anche questo \u00e8 giustissimo.<\/p><p>Osserva per\u00f2 che quando il Relatore, nel primo capoverso del suo articolo, vuol dire come lo Stato garantir\u00e0 al cittadino questo diritto al lavoro, usa una formula che introduce un altro concetto sul quale bisogna bene meditare. Allo scopo di garantire il diritto al lavoro di tutti i cittadini \u2013 si dichiara nell\u2019articolo \u2013 lo Stato interverr\u00e0 per coordinare e dirigere l\u2019attivit\u00e0 produttiva dei singoli e di tutta la Nazione secondo un piano che dia il massimo rendimento per la collettivit\u00e0. Quindi, intervento dello Stato nella produzione, intervento cui si arriva attraverso la garanzia del diritto al lavoro.<\/p><p>Fa presente in proposito che mentre un ritorno in materia economica al liberismo sarebbe una proposizione assolutamente superata, \u00e8 da domandarsi se una regolamentazione totalitaria dell\u2019attivit\u00e0 produttiva, sia veramente utile e scevra di pericoli in una economia come quella italiana. Ricorda che si sono gi\u00e0 avuti esempi di questo intervento dello Stato nel dirigere tutta la produzione: intervento che trov\u00f2 il dissenso immediato anche di economisti socialisti. Denuncia il pericolo che tale intervento non sia nell\u2019interesse della collettivit\u00e0, e cita l\u2019esempio tedesco che era diretto alla guerra ed ha prodotto la guerra. Quanto all\u2019esempio della Russia, interessantissimo, osserva che quel Paese si trova in condizioni particolarissime perch\u00e9, a parte la sua situazione privilegiata di Nazione che ha tutte le materie prime, la sua pianificazione industriale non \u00e8 entrata nel giuoco internazionale, cosicch\u00e9 non \u00e8 possibile asserire se, economicamente, il sistema sia stato utile e vantaggioso.<\/p><p>TOGLIATTI, <em>Relatore<\/em>, osserva che il sistema economico russo ha superato la prova suprema, quella della pi\u00f9 terribile delle guerre; comunque si \u00e8 avuto in Russia il massimo dei controlli.<\/p><p>CEVOLOTTO risponde che su questo ultimo punto vi \u00e8 da discutere. Ad ogni modo dichiara di ritenere che aderendo all\u2019idea dell\u2019intervento dello Stato per regolare <em>in toto <\/em>la produzione del Paese si arriverebbe ad uno Stato totalitario. Ha perci\u00f2 da muovere obiezioni fondamentali al primo articolo proposto dall\u2019onorevole Togliatti. Non \u00e8 in disaccordo con lui quando dichiara che lo Stato deve garantire il diritto al lavoro, ma crede che questa forma di garanzia al diritto del lavoro porti ad un altro problema che non va risolto nel senso enunciato dal Relatore.<\/p><p>Per il resto degli articoli proposti, avrebbe altre osservazioni da fare. A proposito della nazionalizzazione dei servizi pubblici, ad esempio, ritiene che questo sia un fine al quale si possa tendere, ma trova rigida la formula proposta, in considerazione anche dell\u2019andamento degli esperimenti che si fanno in proposito in Inghilterra.<\/p><p>Quanto al comma dell\u2019ultimo articolo, in cui \u00e8 detto che \u00ablo Stato protegge e difende il piccolo e medio proprietario ed interviene per facilitare il benessere e accrescere la prosperit\u00e0 dell\u2019azienda agricola del coltivatore diretto\u00bb, osserva che il fanatismo che ora viene messo in essere per la piccola propriet\u00e0, che porta poi al frazionamento per la necessaria suddivisione della piccola propriet\u00e0 terriera, non \u00e8 utile \u2013 a suo avviso \u2013 al progresso dell\u2019agricoltura, in quanto impedisce una coltivazione condotta con mezzi moderni, ed una industrializzazione dell\u2019agricoltura che sono possibili solo nelle grandi e medie estensioni di terreno.<\/p><p>TOGLIATTI, <em>Relatore<\/em>, domanda come si spieghi, allora, che in alcune delle regioni pi\u00f9 caratteristiche della cultura agricola italiana, il rendimento delle grandi aziende \u00e8 inferiore al rendimento delle piccole o medie.<\/p><p>CEVOLOTTO replica che ci\u00f2 non \u00e8 esatto, e che nel Veneto, ad esempio, l\u2019agricoltura progredisce dove \u00e8 possibile l\u2019impiego di macchine ed una organizzazione. Si dichiara perci\u00f2 favorevole ad una industria agricola associata, in forma cooperativa o simile.<\/p><p>Denuncia i pericoli dell\u2019eccessivo spezzettamento della propriet\u00e0, non solo perch\u00e9 contrasta con l\u2019idea socialista e favorisce la creazione di un complesso di piccoli proprietari conservatori e retrivi, ma anche perch\u00e9 pu\u00f2 rappresentare un pericolo per il progresso sociale.<\/p><p>MASTROJANNI osserva che nella discussione che si \u00e8 fatta \u00e8 affiorata una duplice preoccupazione: garantire ai meno abbienti il diritto ad una vita dignitosa; evitare che la ricchezza, accumulandosi nelle mani di pochi, possa portare a conseguenze funeste anche di carattere politico.<\/p><p>Per ovviare al primo inconveniente, ci si orienta sul fatto del controllo dell\u2019economia nazionale, perch\u00e9 in tal modo si assicurano i mezzi anche a coloro che non li hanno per una coesistenza civile. In linea di massima, pensa che tutti siano d\u2019accordo sulla prima parte, nel senso che debba esistere una umana solidariet\u00e0 per venire incontro ai meno abbienti. Per la seconda, gli sembra che non vi siano dei contrasti irraggiungibili sulla necessit\u00e0 che lo Stato, in qualche modo, intervenga per evitare abusi e per regolare il sistema economico nazionale.<\/p><p>Non pu\u00f2 essere d\u2019accordo, per\u00f2, sulla specificazione dei metodi; e riferendosi ai vari articoli proposti, rileva che \u00e8 stata attuata una regolamentazione organica e completa, tale da impegnare addirittura il legislatore a promulgare nuove leggi, mentre la Costituzione dovrebbe attenersi alle sole questioni generali, di principio.<\/p><p>Pensa che l\u2019affermazione contemporanea del diritto e del dovere al lavoro sia indiscutibile; pensa che il diritto a tutte le previdenze che esistono debba permanere; pensa per\u00f2 che si debba andare cauti nell\u2019anticipare radicali trasformazioni agli attuali ordinamenti in ordine alla iniziativa privata, evitando di peggiorare la situazione.<\/p><p>Irreggimentare in modo organico e categorico tutto il consorzio umano, attraverso una disciplina che investe le libert\u00e0, le economie e persino il pensiero e l\u2019attivit\u00e0 individuale, allo scopo di giungere ad un\u2019equa ripartizione dei beni che la terra pu\u00f2 offrire, gli sembra pericoloso ed inutile, in quanto non si deve dimenticare che il Paese va anche considerato nella sua configurazione geografica, etnica e politica e secondo la sua produttivit\u00e0, nonch\u00e9 secondo la civilt\u00e0 e l\u2019orientamento del suo popolo. Esperimenti di questo genere furono gi\u00e0 fatti in tempi recenti e si \u00e8 visto come sono disastrosamente falliti.<\/p><p>Non vorrebbe che, per scopi demagogici e sentimentali, si creasse ora una situazione che \u00e8 solamente teorica, ma praticamente inattuabile.<\/p><p>Ritiene che quanto ha affermato l\u2019onorevole Dossetti debba avere il collaudo di una esperienza pratica: bisogna evitare di affezionarsi a seducenti dottrine che poi rimangano inattuabili. \u00c8 perfettamente d\u2019accordo sulla necessit\u00e0 di venire incontro alle categorie non abbienti e di garantire a tutti il lavoro e quindi un minimo di esistenza; egli \u00e8 per\u00f2 della opinione che non bisogna contrastare quelli che sono i beni concessi da Dio stesso all\u2019uomo, nel senso che l\u2019uomo non debba essere livellato sotto il rullo compressore, alla stregua di qualunque altro; l\u2019uomo deve essere lasciato libero di esplicare un\u2019attivit\u00e0 secondo la propria intelligenza e di esercitate le proprie iniziative senza vincoli e senza preoccupazioni di vedersi tolto dalla comunit\u00e0 sociale quanto in misura pi\u00f9 vasta riesce a produrre ed a creare.<\/p><p>Queste le considerazioni di ordine logico che crede debbano essere tenute presenti, tanto pi\u00f9 in quanto lo Stato pu\u00f2 intervenire egualmente ad incidere sul cumulo delle ricchezze.<\/p><p>Si tratta di una questione di sistema e di conoscenza della psicologia umana: nello Stato italiano vanno attuati princip\u00ee e sistemi che perseguano fini sociali, che non debbono urtare la suscettibilit\u00e0 dei singoli.<\/p><p>Conclude esprimendo l\u2019avviso che, dopo questo scambio generale di vedute, si lasci alla terza Sottocommissione la formulazione degli articoli che riguardano questa materia.<\/p><p>DE VITA ritiene che tanto l\u2019onorevole Lucifero quanto l\u2019onorevole Togliatti abbiano tenuto presente il benessere sociale e non soltanto il benessere economico.<\/p><p>Rileva che il benessere sociale \u00e8 qualcosa di pi\u00f9 di quello economico, e contiene anche elementi non economici, ed aumentando il benessere economico non \u00e8 detto che debba necessariamente aumentare anche il benessere sociale. Cos\u00ec, per esempio, la posizione del lavoratore nei confronti delle imprese rappresenta certamente un fattore non economico di fondamentale importanza; cos\u00ec, l\u2019ingiustizia distributiva pu\u00f2 senza dubbio annullare il maggior benessere economico derivante dall\u2019aumento di produzione.<\/p><p>Osserva che le esigenze prospettate dall\u2019onorevole Togliatti sono senza dubbio apprezzabilissime, ma fa presente la necessit\u00e0 di dimostrare due cose: primo, che la disciplina statale della produzione aumenta il benessere economico; secondo, che l\u2019eventuale aumento del benessere economico determinato da questa disciplina non determina diminuzione di quel benessere sociale a cui dobbiamo tendere come fine ultimo.<\/p><p>Chiede ai Relatori di voler rispondere alle domande che sono implicite nelle sue considerazioni di ordine generale.<\/p><p>MANCINI dichiara di aderire perfettamente al pensiero cos\u00ec limpidamente espresso dall\u2019onorevole Togliatti, per le seguenti ragioni:<\/p><p>1\u00b0) perch\u00e9 ritiene necessario dare al regime democratico un contenuto, altrimenti si cadrebbe in quella nebulosa democratica condannata con aspre parole dall\u2019onorevole Lucifero;<\/p><p>2\u00b0) perch\u00e9 la democrazia si \u00e8 impegnata ad una trasformazione della vita politica del Paese, e quindi non pu\u00f2 non impegnarsi ad una trasformazione della vita economica, dato che dal progresso economico soltanto deriva il progresso politico;<\/p><p>3\u00b0) perch\u00e9 una Costituzione non pu\u00f2 segnare le colonne d\u2019Ercole al progressivo divenire democratico, ma deve assicurare anche un futuro;<\/p><p>4\u00b0) perch\u00e9 il controllo sociale sulla vita economica si risolve sempre a favore della collettivit\u00e0, a favore di quelle esigenze della solidariet\u00e0 sociale, e di quel perfezionamento sociale economico e culturale dell\u2019individuo, affermato nei due articoli discussi nella precedente seduta.<\/p><p>TOGLIATTI, <em>Relatore<\/em>, osserva all\u2019onorevole De Vita che alle domande da lui poste risponde quanto \u00e8 scritto nella relazione. Tutti capiscono la realt\u00e0 della vita economica di oggi; tutti hanno visto come si sia sviluppata la vita economica nell\u2019Europa capitalista, dove si \u00e8 assistito a forme di concentrazione della ricchezza nelle mani di pochi, e come ne siano derivati sconvolgimenti sociali, la miseria, la guerra, il fascismo, la tirannide, che ha soppresso la libert\u00e0 democratica. \u00c8 a questo che si cerca di porre riparo. Il problema non pu\u00f2 risolversi con teoremi economici; ma \u00e8 un problema di realt\u00e0 politica e sociale che ha cominciato e continua a svilupparsi sotto gli occhi della presente generazione e ad esso le classi lavoratrici cercano di trovare una soluzione.<\/p><p>Naturalmente chi non condivide le opinioni politiche e sociali da lui affermate non pu\u00f2 ammettere l\u2019esattezza del suo ragionamento.<\/p><p>Desidera per\u00f2 prendere posizione circa la proposta fatta dall\u2019onorevole Mastrojanni, di rinvio della materia all\u2019esame della terza Sottocommissione. La sua opposizione \u00e8 dovuta non a spirito di concorrenza fra le diverse Sottocommissioni, ma alla valutazione del compito assegnato alla prima Sottocommissione. Questo compito \u00e8 di formulare quelli che si ritiene dovranno essere nella Repubblica democratica italiana i diritti fondamentali del cittadino. Ed egli sostiene che se la Sottocommissione si limitasse ad una semplice formulazione dei diritti politici commetterebbe un profondo errore. La proposta di rinvio non attuerebbe una pi\u00f9 razionale divisione di compiti, ma muterebbe completamente il carattere politico del lavoro finora compiuto dalla prima Sottocommissione, ponendone tutti i risultati su basi diverse.<\/p><p>Altri potr\u00e0 coordinare quello che \u00e8 stato fatto dalle varie Sottocommissioni; ma egli tiene a poter affermare, quando gli sar\u00e0 chiesto il risultato del lavoro svolto per i diritti del cittadino, quali sono i diritti che si intende sancire nella Costituzione, quando, come \u00e8 inevitabile, si riuscir\u00e0 ad accordarsi sulla loro formulazione.<\/p><p>Per quanto poi si riferisce alle affermazioni del collega Dossetti, dichiara di essere d\u2019accordo con lui sostanzialmente.<\/p><p>MASTROJANNI osserva che egli non intendeva devolvere completamente questa parte sostanziale alla terza Sottocommissione, ma riteneva che ad essa spettasse la parte tecnica costruttiva. \u00c8 d\u2019avviso che, una volta affermati i princip\u00ee, il compito della prima Sottocommissione potrebbe considerarci esaurito e si dovrebbe lasciare ad altri il compito di entrare nei dettagli di attuazione.<\/p><p>LUCIFERO, <em>Relatore<\/em>, osserva che l\u2019onorevole De Vita ha sollevato una questione molto pi\u00f9 grave di quel che possa sembrare. Egli ha fatto una distinzione giustissima tra benessere sociale e benessere economico. Il benessere sociale scaturisce indubbiamente anche dal fattore economico, ma \u00e8 soprattutto un fatto dello spirito e perci\u00f2 non pu\u00f2 derivare esclusivamente da un fatto della materia.<\/p><p>E se le sue preoccupazioni, attraverso questa discussione, si sono consolidate e moltiplicate, \u00e8 proprio perch\u00e9 vede in quello che si dice una mortificazione della libert\u00e0 individuale che si estende al di l\u00e0 di ogni limite immaginabile.<\/p><p>Afferma che il benessere sociale si pu\u00f2 raggiungere soltanto con un\u2019opera complessa e lunga, che non \u00e8 data soltanto dalla Carta costituzionale; si costruisce su una piattaforma economica e attraverso la libert\u00e0 e l\u2019educazione alla libert\u00e0. Quindi \u00e8 essenzialmente un problema educativo innestato su un problema economico.<\/p><p>Ecco perch\u00e9 egli \u00e8 addirittura \u2013 gli si permetta il termine \u2013 spaventato di quanto ha detto l\u2019onorevole Dossetti, che \u00e8 andato molto pi\u00f9 in l\u00e0 delle premesse dell\u2019onorevole Togliatti, prospettando la macchina di un totalitarismo economico che \u2013 a suo avviso \u2013 non pu\u00f2 disgiungersi dal totalitarismo politico.<\/p><p>\u00c8 perfettamente convinto che l\u2019onorevole Dossetti \u00e8 mosso da intendimenti e pensieri ben diversi, ma la sua teorica \u00e8 la teorica dello Stato corporativo. Non vede infatti come si possa parlare di libert\u00e0 politica quando c\u2019\u00e8 una soggezione economica totale: i due termini sono talmente in contrasto che non \u00e8 possibile ammetterli, a meno che non si accetti la famosa scusa dei fascisti i quali dicevano di avere in seno la loro opposizione. Una delle crisi della nostra democrazia \u00e8 che certi conflitti si svolgono in seno ai partiti invece di svolgersi in seno al Paese.<\/p><p>Si ribella all\u2019affermazione di voler dare un determinato contenuto alla democrazia, perch\u00e9 la democrazia non pu\u00f2 averlo. Quando alla democrazia si vuol dare un determinato contenuto che escluda nel modo pi\u00f9 assoluto la possibilit\u00e0 che altri contenuti democratici possano in essa realizzarsi, si uccide la democrazia.<\/p><p>Insiste quindi nel suo concetto originario, che cio\u00e8 si deve fare uno statuto che non sia una macchina che arrivi fino a conseguenze che non servono se non a distruggere la vita di un individuo libero in una democrazia libera.<\/p><p>LA PIRA rileva che, data l\u2019attuale situazione di fatto, nella quale esistono larghe crisi periodiche di disoccupazione mentre non \u00e8 attuata una effettiva e consapevole partecipazione della massa lavoratrice al meccanismo produttivo, sorge il problema: l\u2019ordinamento economico liberale che ha creato questi due fatti, ha una virt\u00f9 interna tale da poterli superare? La risposta non pu\u00f2 essere che negativa. Di qui la domanda: qual \u00e8 lo strumento economico nuovo, e quindi la nuova struttura economica capace di superare questi due fatti? Respinto l\u2019ordinamento liberale, occorre creare una struttura economica nuova, la quale realizzi quella dignit\u00e0 della persona umana sulla quale tutti sono d\u2019accordo.<\/p><p>Non pu\u00f2 quindi accedere alla tesi Lucifero, ma si muove nella direzione indicata dall\u2019onorevole Togliatti, nel senso cio\u00e8 di creare questo strumento nuovo che permetta di realizzare una dignit\u00e0 effettiva e non astratta della persona umana.<\/p><p>LUCIFERO, <em>Relatore<\/em>, afferma che tutti sono d\u2019accordo sulla necessit\u00e0 di stabilire in concreto questa dignit\u00e0 umana. Il contrasto sta nel metodo per risolvere il problema. Ed egli, senza affermare superbamente di essere in possesso del metodo sicuro, ritiene pi\u00f9 modestamente che molti metodi diversi potrebbero avviare alla soluzione il problema e quindi vuole lasciare a tutti la porta aperta.<\/p><p>Quanto all\u2019affermazione dell\u2019onorevole La Pira circa l\u2019economia liberale, tiene subito a fare una distinzione fra vecchio e nuovo liberalismo, rilevando che quest\u2019ultimo accetta le concezioni di nazionalizzazione, di controllo e di coordinamento dello Stato che non appartengono certo al vecchio liberalismo.<\/p><p>LA PIRA osserva che accetta molti degli articoli proposti dall\u2019onorevole Lucifero, dal quale per\u00f2 si differenzia nel principio ispiratore.<\/p><p>Quanto all\u2019accenno fatto dall\u2019onorevole Lucifero ad una pretesa teorica corporativistica dell\u2019onorevole Dossetti, dichiara che il suo partito concepisce il lavoro sempre associato, proprio come una comunit\u00e0 di lavoro, in cui tutti i lavoratori sono dei collaboratori; concepisce il lavoratore come un coordinatore, come un corresponsabile, un soggetto e non un oggetto dell\u2019economia. E quando l\u2019onorevole Lucifero stesso afferma che il lavoratore \u00e8 un soggetto dell\u2019economia, viene, in radice, a trasformare l\u2019ordinamento liberale.<\/p><p>MANCINI rileva che il pensiero dell\u2019onorevole Lucifero, attraverso un\u2019abbondanza di parole, non risulta preciso. Egli, mentre critica il metodo proposto dall\u2019onorevole Togliatti, non indica il suo; e ci\u00f2 dimostra la bont\u00e0 del metodo criticato.<\/p><p>L\u2019onorevole Lucifero afferma poi che tutto il progresso sociale dipende dall\u2019esercizio delle libert\u00e0. L\u2019oratore pensa, al contrario, che non pu\u00f2 esservi un perfetto esercizio di libert\u00e0 senza una possibilit\u00e0 economica che modifichi la vita economica della collettivit\u00e0. Il giovinetto, figlio del popolo, che non pu\u00f2 istruirsi ed educarsi, a parit\u00e0 di merito con il ricco, non progredisce, n\u00e9 perfeziona la sua personalit\u00e0, non interviene nel progresso sociale. La libert\u00e0 che gli si concede \u00e8 una libert\u00e0 di ignoranza, completamente inutile, anzi nociva.<\/p><p>Conclude affermando che, se si vuole davvero rispettare e garantire l\u2019esercizio della libert\u00e0, si deve assolutamente modificare il congegno economico della vita sociale.<\/p><p>MASTROJANNI osserva che, mentre socialisti, comunisti, democristiani, tendono ad una realizzazione quasi immediata del loro programma attraverso una coercizione che dallo Stato si riflette sui cittadini, egli ritiene invece che si debbano realizzare i fini economici, di solidariet\u00e0 sociale attraverso i sistemi liberali, cio\u00e8 senza la coercizione e l\u2019onnipotenza dello Stato.<\/p><p>All\u2019onorevole La Pira, che ha accennato quale obiettivo principale quello della dignit\u00e0 umana, risponde che l\u2019aspirazione che questa dignit\u00e0 umana assurga alla sua potenza e al suo sviluppo completo, \u00e8 anche la sua aspirazione; ma egli, per dignit\u00e0 umana, non intende solamente quella che si riflette nei confronti del meno abbiente, ma quella che si riflette su tutti gli uomini, abbienti e non abbienti. Si coarta la dignit\u00e0 dell\u2019abbiente quando lo si aggredisce con leggi che contrastano quello che \u00e8 il suo patrimonio, che pu\u00f2 essere stato accumulato con la sua intelligenza. E questa non \u00e8 giustizia.<\/p><p>Fa poi osservare all\u2019onorevole La Pira che non \u00e8 assolutamente vero che il concetto liberistico non abbia esaurito nessuno dei presupposti sui quali si intende formulare la nuova Costituzione; e ricorda che la prima legge la quale sia intervenuta in favore degli impiegati privati \u00e8 precisamente quella del 1919, formulata da Vittorio Emanuele Orlando, cio\u00e8 quando si era ancora in pieno regime liberale. Oggi vi sono la legge sulla invalidit\u00e0 e vecchiaia, quella sulla disoccupazione e tutte le provvidenze sociali, sia pure in modo embrionale ed imperfetto, e tutte queste non sono la creazione di nuove concezioni, ma il patrimonio di una evoluzione che progressivamente si \u00e8 affermata. Qui, ora, ben poco si porta di nuovo: si porta un esperimento che potrebbe essere catastrofico, perch\u00e9 si intende aggredire la ricchezza accumulata, in quanto si ritiene che essa costituisca il risultato di una precorsa attivit\u00e0 peccaminosa e non sia prodigata \u2013 come deve \u2013 nell\u2019interesse sociale. In altri termini, si vuole tarpare l\u2019iniziativa privata: errore gravissimo, perch\u00e9 con questo si attribuisce allo Stato quella onnipotenza della quale si \u00e8 dimostrato non solo immeritevole, ma anche incapace.<\/p><p>Dall\u2019esperienza di questo triennio successivo alla liberazione, ha tratto la convinzione che il Governo \u00e8 riuscito a realizzare ben poco, perch\u00e9 i problemi sociali non possono essere affrontati con delle soluzioni rivoluzionarie, attraverso una irreggimentazione nello Stato.<\/p><p>PRESIDENTE comunica che l\u2019onorevole De Vita ha chiesto la chiusura della discussione generale.<\/p><p>D\u00e0 la parola all\u2019onorevole Togliatti per una mozione d\u2019ordine.<\/p><p>TOGLIATTI, <em>Relatore<\/em>, constata che nel corso della discussione si sono delineate due concezioni: una espressa dall\u2019onorevole Lucifero, l\u2019altra espressa da lui, dall\u2019onorevole Dossetti e dall\u2019onorevole La Pira. Fa presente la necessit\u00e0 di stabilire da quale parte sia la maggioranza, per passare poi alla definitiva formulazione degli articoli.<\/p><p>PRESIDENTE pone ai voti la proposta di chiusura della discussione generale, riservando la parola ai commissari che l\u2019hanno richiesta in precedenza.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvata<\/em>).<\/p><p>LUCIFERO, <em>Relatore<\/em>, precisa di essere d\u2019accordo su molte provvidenze e molte riforme che ha accolto anche nei suoi articoli. \u00c8 contrario per\u00f2 ad una generalizzazione assoluta.<\/p><p>DOSSETTI fa presente all\u2019onorevole Lucifero che allorch\u00e9 egli parla di totalitarismo esprime una sua convinzione personale, che non corrisponde alla realt\u00e0 dei fatti, in quanto l\u2019orientamento del partito democristiano, ad esempio, non \u00e8 certo rivolto a costruire un Moloch di Stato.<\/p><p>Respinge l\u2019affermazione che egli ed i suoi amici vogliano imporre la loro via come la unica possibile. Il dilemma che si pone ha due sole alternative, per cui se si sopprime una via non resta che l\u2019altra, e cio\u00e8 che la vita economica si debba svolgere spontaneamente, ritornando al sistema fondamentale dell\u2019ottimismo liberale. Ora, l\u2019esperienza storica insegna che il lasciare libero giuoco alle forze naturali ed economiche porta ad una sopraffazione; quindi non bisogna accettare, ma si deve respingere la soluzione ottimistica del libero e spontaneo giuoco delle forze economiche.<\/p><p>MORO osserva che \u00e8 effettivamente insostenibile la concezione liberale in materia economica, in quanto vi \u00e8 necessit\u00e0 di un controllo in funzione dell\u2019ordinamento pi\u00f9 completo dell\u2019economia mondiale, anche e soprattutto per raggiungere il maggiore benessere possibile. Quando si dice controllo della economia, non si intende per\u00f2 che lo Stato debba essere gestore di tutte le attivit\u00e0 economiche, ma ci si riferisce allo Stato nella complessit\u00e0 dei suoi poteri e quindi in gran parte allo Stato che non esclude le iniziative individuali, ma le coordina, le disciplina e le orienta. Esprime la certezza che da questo controllo economico, nello Stato democratico, non nascer\u00e0 un totalitarismo economico o politico. Lo stato fascista non era uno Stato democratico, era anche nelle sue forme di controllo uno Stato delle classi capitalistiche, le quali non tutelavano gli interessi della collettivit\u00e0, ma tutelavano gli interessi della classe che rappresentavano.<\/p><p>Non \u00e8 possibile permettere che gli egoismi si affermino, ma \u00e8 necessario porre la barriera dell\u2019interesse collettivo come un orientamento e un controllo di carattere giuridico. Ed \u00e8 nell\u2019ambito di questo controllo che lo Stato permetter\u00e0 alle iniziative individuali, finch\u00e9 rientrino nell\u2019ordinamento generale, di svolgersi liberamente. E queste iniziative individuali sono consacrate con il riconoscimento della propriet\u00e0 personale.<\/p><p>PRESIDENTE constata che vi \u00e8 nella Sottocommissione l\u2019accordo unanime che si debba comunque dare una concretezza, un contenuto sociale, ai diritti di libert\u00e0 politiche stabiliti nelle precedenti discussioni.<\/p><p>Sul modo di raggiungere tale scopo si sono manifestate divergenze assai profonde. Di questo dovranno tener conto i Relatori nella presentazione degli articoli che da domani cominceranno ad essere sottoposti all\u2019esame della Sottocommissione.<\/p><p>Un altro punto fondamentale acquisito \u00e8 che la Sottocommissione stessa si ritiene competente a dire la sua parola in ordine ai princip\u00ee fondamentali che regolano i diritti sociali della libert\u00e0, tenendo peraltro presenti gli articoli che hanno formato oggetto di discussione da parte della terza Sottocommissione.<\/p><p>Propone che i colleghi Dossetti, Togliatti e Lucifero studino insieme un\u2019elaborazione degli articoli da presentare domani alla discussione.<\/p><p>(<em>Cos\u00ec rimane stabilito<\/em>).<\/p><p>La seduta termina alle 13.30.<\/p><p><em>Erano presenti:<\/em> Basso, Caristia, Cevolotto, Corsanego, De Vita, Dossetti, Iotti Leonilde, La Pira, Lucifero, Mancini, Mastrojanni, Merlin Umberto, Moro, Togliatti, Tupini.<\/p><p><em>Assenti giustificati:<\/em> Grassi, Lombardi Giovanni e Marchesi.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Versione PDF ASSEMBLEA COSTITUENTE COMMISSIONE PER LA COSTITUZIONE PRIMA SOTTOCOMMISSIONE 18. RESOCONTO SOMMARIO DELLA SEDUTA DI GIOVED\u00cc 3 OTTOBRE 1946 PRESIDENZA DEL PRESIDENTE TUPINI INDICE I princip\u00ee dei rapporti sociali (economici) (Discussione) Presidente \u2013 Lucifero, Relatore \u2013 Togliatti, Relatore \u2013 Dossetti \u2013 Cevolotto \u2013 Mastrojanni \u2013 De Vita \u2013 Mancini \u2013 La Pira \u2013 Moro. 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