{"id":4945,"date":"2023-10-15T22:01:19","date_gmt":"2023-10-15T20:01:19","guid":{"rendered":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=4945"},"modified":"2023-12-08T22:28:39","modified_gmt":"2023-12-08T21:28:39","slug":"seduta-antimeridiana-di-mercoledi-29-gennaio-1947","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=4945","title":{"rendered":"ANTIMERIDIANA DI MERCOLED\u00cc 29 GENNAIO 1947"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"4945\" class=\"elementor elementor-4945\" data-elementor-post-type=\"post\">\n\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-74a5d84 elementor-section-full_width elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"74a5d84\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-cffaead\" data-id=\"cffaead\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-a35ada3 elementor-align-right elementor-widget elementor-widget-button\" data-id=\"a35ada3\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"button.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-button-wrapper\">\n\t\t\t\t\t<a class=\"elementor-button elementor-button-link elementor-size-sm\" href=\"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/19470129sed023cc.pdf\" target=\"_blank\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-content-wrapper\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-icon\">\n\t\t\t\t<i aria-hidden=\"true\" class=\"icon icon-view\"><\/i>\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-text\">Versione PDF<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-e2b5691 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"e2b5691\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p>ASSEMBLEA COSTITUENTE<\/p><p>COMMISSIONE PER LA COSTITUZIONE<\/p><p>ADUNANZA PLENARIA<\/p><p>23.<\/p><p>RESOCONTO SOMMARIO<\/p><p>DELLA SEDUTA ANTIMERIDIANA DI MERCOLED\u00cc 29 GENNAIO 1947<\/p><p>PRESIDENZA DEL PRESIDENTE <strong>RUINI<\/strong><\/p><p><strong>INDICE<\/strong><\/p><p><strong>Elezione della Camera dei Senatori<\/strong><\/p><p>Presidente \u2013 Nobile \u2013 Fuschini \u2013 Laconi \u2013 Perassi \u2013 Einaudi \u2013 Mastrojanni \u2013 Grassi \u2013 Mortati \u2013 Lussu \u2013 Ambrosini \u2013 Lami Starnuti \u2013 Tosato \u2013 Terracini.<\/p><p>La seduta comincia alle 10.<\/p><p>Elezione della Camera dei Senatori.<\/p><p>PRESIDENTE pensa che, impostata nelle sedute precedenti la discussione sulla elezione dei senatori, sia opportuno esaminare le varie proposte.<\/p><p>La proposta della seconda Sottocommissione \u2013 confermata dal Comitato di redazione \u2013 \u00e8 che la Camera dei Senatori sia eletta per un terzo dai membri del Consiglio regionale e per due terzi dai consiglieri comunali della Regione.<\/p><p>Un primo gruppo di emendamenti a questa proposta, accettando il criterio della elezione dei due terzi da parte dei consiglieri comunali, tende a eliminare, con accorgimenti pratici, lo squilibrio che si verrebbe a creare fra i Comuni per la differenza di popolazione.<\/p><p>Sono stati proposti, pertanto, alcuni criteri di graduazione: l\u2019onorevole Fuschini ha proposto di dividere i Comuni in due gruppi al disotto e al di sopra di diecimila abitanti; l\u2019onorevole Ambrosini ha fissato questo limite in trentamila abitanti; gli onorevoli Tosato, Piccioni e Fuschini hanno proposto la divisione dei Comuni in tre gruppi: con popolazione inferiore a cinquemila abitanti; con popolazione superiore ai cinquemila e inferiore ai trentamila; con popolazione superiore ai trentamila.<\/p><p>Un secondo gruppo di emendamenti si basa sul suffragio universale diretto: secondo la proposta dell\u2019onorevole Nobile, limitatamente agli elettori che abbiano compiuto i 25 anni; secondo la proposta dell\u2019onorevole Mortati, i senatori sarebbero eletti per un terzo dai membri del Consiglio regionale, per un terzo dai consiglieri comunali della Regione e per un terzo dagli appartenenti ad alcune categorie economiche.<\/p><p>Un terzo gruppo di emendamenti si basa sul suffragio universale indiretto: l\u2019onorevole Laconi si richiama al sistema dei grandi elettori attuato nella Costituzione francese; l\u2019onorevole Perassi propone di procedere all\u2019elezione dei senatori per un terzo da parte dei Consigli regionali e per due terzi da parte di delegati eletti a suffragio universale dai Comuni di ciascun mandamento, in proporzione degli abitanti.<\/p><p>Sar\u00e0 opportuno che i sostenitori delle varie proposte le illustrino.<\/p><p>NOBILE osserva che il sistema proposto per la elezione della seconda Camera da parte dei consiglieri comunali, in qualunque forma si attui, presenta gravi inconvenienti.<\/p><p>Nel caso di scioglimento della seconda Camera, siccome gli elettori sono sempre gli stessi, si avrebbe come risultato un\u2019Assemblea composta degli stessi gruppi politici e nelle stesse proporzioni. Questo \u00e8 tanto pi\u00f9 vero, in quanto i consiglieri comunali saranno, in massima parte, uomini di partito; mentre col sistema del suffragio universale diretto la massa di elettori non appartiene ad alcun partito e pu\u00f2 perci\u00f2 spostarsi da una corrente all\u2019altra.<\/p><p>In quanto al sistema che si basa sul suffragio universale indiretto e porta ad una elezione di secondo grado, obietta che, per economia e semplicit\u00e0, tanto vale procedere alla elezione diretta. Questa fase intermedia, in fondo, non ha una ragione molto valida per essere sostenuta. Si potrebbe obiettare che i delegati, che sono nominati a suffragio universale, appartenendo a vari partiti, potranno forse scegliere meglio, secondo criteri di partito, i membri della seconda Camera. Ma questo forse potrebbe essere non desiderabile, in quanto la massa di elettori che non appartiene a nessun partito potrebbe desiderare di concentrare i propri voti su una piuttosto che su un\u2019altra persona, anche se appartenente al medesimo partito. Questo indurrebbe a prevedere come caso pi\u00f9 semplice il suffragio universale diretto.<\/p><p>D\u2019altra parte, poich\u00e9 non si vuole che la seconda Camera sia un duplicato della prima, bisogna pur differenziare il corpo elettorale. Il criterio pi\u00f9 semplice di differenziazione \u00e8 quello dell\u2019et\u00e0. Visto che \u00e8 stato gi\u00e0 ammesso che i membri della seconda Camera debbano essere pi\u00f9 anziani di quelli della prima, sorge spontanea l\u2019idea di adottare il medesimo criterio per il corpo elettorale. In questa maniera vi sar\u00e0 anche una certa armonia fra gli eletti e il corpo elettorale, che per\u00f2 verr\u00e0 alquanto a restringersi. La sua proposta fisserebbe a 25 anni compiuti il limite di et\u00e0 degli elettori. Per farsi un\u2019idea approssimata di quanto si restringe il corpo elettorale, si tenga presente che, in media per ogni anno, tra i 19 ed i 25, esso si ridurrebbe mediamente di seicentomila elettori.<\/p><p>FUSCHINI rileva che il problema della elezione della Camera di Senatori non \u00e8 stato dibattuto in Italia, in quanto non si \u00e8 mai avuta una seconda Camera elettiva. Comunque bisogna innanzi tutto tener presente che la seconda Camera non potrebbe mai esercitare una utile funzione se dovesse identificarsi per la sua origine e per il modo dell\u2019elezione alla prima. Quindi il problema fondamentale \u00e8 quello di trovare un sistema diverso di quello adottato per la prima Camera, nei confronti della quale si \u00e8 ammesso il principio del suffragio universale diretto e della eleggibilit\u00e0 indiscriminata, in quanto tutti \u2013 salvo le limitazioni di legge \u2013 possono diventare deputati. Non \u00e8 stato precisato un determinato sistema elettorale, perch\u00e9 non s\u2019\u00e8 ritenuto di cristallizzare un tale argomento nella Carta costituzionale: per\u00f2 la seconda Sottocommissione a maggioranza ha adottato un ordine del giorno che si dichiara favorevole al sistema proporzionale.<\/p><p>Circa la seconda Camera ritiene che debba fondarsi sul suffragio universale, fonte necessaria ed indispensabile, a suo parere, di ogni autorit\u00e0 che possa venire al Parlamento. Il suffragio universale \u00e8 utilizzato per la prima Camera in modo diretto, cio\u00e8 non vi sono interferenze, in quanto \u00e8 l\u2019elettore che nomina il deputato. Pensa che non si possa adottare lo stesso sistema per la seconda Camera, ma che si debba invece utilizzarlo in maniera indiretta, vale a dire non sia l\u2019elettore che nomini il senatore, ma l\u2019elettore che nomini determinati cittadini, incaricati di provvedere essi alla nomina del senatore.<\/p><p>Ha sostenuto nella seconda Sottocommissione che potrebbero essere delegati a questa funzione i consiglieri comunali, in quanto essi hanno la loro origine nel suffragio universale e costituiscono una prima scelta, da parte dell\u2019elettore, di uomini che sono chiamati a dirigere le amministrazioni locali, le quali si \u00e8 ritenuto che abbiano il diritto di essere considerate come uno degli elementi fondamentali della nuova struttura dello Stato. Infatti tutto il problema delle autonomie comunali \u00e8 stato, nella Costituzione, enormemente valorizzato, soprattutto perch\u00e9 dalle autonomie comunali si \u00e8 risalito a quella che, a suo parere, \u00e8 la vera rivoluzione della nuova struttura statale, cio\u00e8 alle autonomie regionali, dando ad esse un contenuto di carattere politico, giuridico e legislativo.<\/p><p>Si \u00e8, pertanto, ritenuto che la seconda Camera debba avere un carattere preminentemente rappresentativo di queste forze locali, che avrebbero portato una espressione pi\u00f9 concreta di interessi, per modo che la seconda Camera rappresentasse una integrazione della prima. Ne consegue che i Consigli regionali e i Consigli comunali avrebbero avuto un diritto preminente per la nomina dei senatori.<\/p><p>Ora, dato che si \u00e8 stabilito che ogni Regione debba avere un numero fisso di cinque senatori, pensa che tale numero possa essere eletto dai Consigli regionali. Gli altri senatori sarebbero eletti dai consiglieri comunali, in rapporto alla popolazione di ogni singola Regione (un senatore per 200 mila abitanti o per frazione superiore a 100 mila). Qui sorge una difficolt\u00e0 di carattere pratico, insita nella differenza che esiste fra i Comuni in rapporto alla loro popolazione. Come \u00e8 noto, i Comuni sono divisi in 7 categorie, ed a seconda delle categorie cui appartengono hanno un diverso numero di consiglieri, con un minimo di 15 consiglieri per i Comuni che hanno una popolazione anche al di sotto dei mille abitanti. In base a questo criterio si viene a determinare un inconveniente d\u2019ordine pratico. Roma, ad esempio, con un milione e mezzo di abitanti, ha 80 consiglieri e potrebbe eleggere soltanto sei o sette senatori, mentre quattro Comuni di terzo grado, con una popolazione che va dai 10 ai 20.000 abitanti, messi insieme, hanno 80 consiglieri e vengono ad avere, nella elezione dei senatori, una preminenza su Roma che ha una popolazione di gran lunga superiore.<\/p><p>Ora, se la distribuzione dei Comuni nelle loro categorie fosse all\u2019incirca uniforme, si potrebbe arrivare a un certo equilibrio, considerando una compensazione fra difetto e eccesso nei confronti di determinate Regioni; ma esaminando i Comuni nel loro complesso, si constata che nell\u2019Italia settentrionale vi \u00e8 prevalenza di piccoli Comuni, i quali avrebbero diritto di eleggere molti delegati per la nomina dei senatori, mentre nell\u2019Italia meridionale abbondano i grossi Comuni rurali, i quali verrebbero a trovarsi in condizioni di inferiorit\u00e0, perch\u00e9 avrebbero minor numero di consiglieri comunali e quindi meno possibilit\u00e0 di scelta dei senatori.<\/p><p>L\u2019onorevole Laconi ha proposto una formula che, in via di massima, potrebbe anche essere accettata; ma si tratta di vedere come il suffragio universale indiretto, che egli ha proposto, possa essere attuato, poich\u00e9 rimetterne le modalit\u00e0 alla legge elettorale significa non dare alcuna direttiva.<\/p><p>L\u2019onorevole Perassi ha proposto che i delegati siano eletti dai Comuni di ciascun mandamento; ma qui sorgono le stesse difficolt\u00e0 che per i consiglieri comunali, non avendo i mandamenti una popolazione uniforme.<\/p><p>\u00c8 inoltre da considerare che dovendosi, a suo parere, applicarsi il sistema proporzionale, il mandamento appare come una circoscrizione troppo ristretta perch\u00e9 il sistema proporzionale possa efficacemente attuarsi.<\/p><p>Mantenendo fermo il concetto che per la elezione dei senatori il suffragio universale debba essere applicato attraverso i consiglieri comunali, pensa che lo squilibrio fra i Consigli comunali relativamente al numero degli abitanti possa essere corretto integrandoli con altri delegati in rapporto alla popolazione. Propone, pertanto, la seguente formula:<\/p><p>\u00abI senatori sono eletti dai collegi regionali a suffragio universale diretto, mediante i Consigli comunali integrati da altri delegati in rapporto alla popolazione\u00bb.<\/p><p>Riconosce che sorge per i delegati l\u2019obiezione che si tratta di una nomina di terzo grado; ma non vede altra maniera per superare le difficolt\u00e0 che ha prospettato.<\/p><p>LACONI ricorda che fin dal primo momento si \u00e8 dichiarato favorevole a che la seconda Camera, come la prima, fosse eletta attraverso il suffragio universale. Si obietta che con tale soluzione non si verrebbe a differenziare la prima dalla seconda Camera, ma pensa che la differenziazione si debba cercare nel criterio che gli eleggibili alla seconda Camera siano scelti tra determinate categorie, in modo da rispondere a determinate condizioni ed esigenze.<\/p><p>Comunque, per giungere ad un terreno di intesa con altre correnti che rappresentano pure fondate esigenze, e per superare le difficolt\u00e0 inerenti alle altre soluzioni e alle quali ha accennato l\u2019onorevole Fuschini, ha proposto che la seconda Camera sia eletta da collegi regionali a suffragio universale indiretto, secondo le modalit\u00e0 stabilite dalla legge.<\/p><p>La prima difficolt\u00e0 che si \u00e8 prospettata alla soluzione che era la pi\u00f9 semplice, di fare eleggere i senatori direttamente dai Consigli regionali, \u00e8 stata la ristrettezza estrema del collegio. Si \u00e8 quindi affacciata la soluzione mista: elezione da parte delle Regioni e dei Comuni. Pensa che a tale soluzione ostino almeno tre difficolt\u00e0 fondamentali. La prima riguarda il numero dei consiglieri dei diversi Comuni che non \u00e8 proporzionale al numero degli elettori e, per quanto si ricorra a qualche espediente, non si giunger\u00e0 mai a superare un inconveniente cos\u00ec grave. L\u2019onorevole Perassi, in sede di seconda Sottocommissione, ha prospettate statistiche decisive al riguardo. La conseguenza di questa diversit\u00e0 di rapporto tra Comune e Comune non ha un carattere puramente statistico, ma si traduce in un danno concreto e reale, perch\u00e9 non si premiano soltanto in un modo cos\u00ec deciso i piccolissimi Comuni nei confronti dei piccoli, i piccoli Comuni nei confronti dei medi ed i grandi nei confronti dei massimi, ma si premiano anche determinate categorie di popolazioni in confronto di altre; si premiano cio\u00e8 i contadini dei centri pi\u00f9 piccoli, che sono meno progrediti dei ceti medi urbani, degli operai che abitano nelle grandi citt\u00e0.<\/p><p>Ora non \u00e8 che si vogliano premiare i ceti medi urbani e gli operai in confronto di altri ceti, ma non si vuole nemmeno che accada il contrario; si vuole, in sostanza, che ogni cittadino pesi per quello che conta nella vita nazionale e non che vi siano abitanti di piccoli centri che peseranno cinque in confronto degli abitanti di una grande citt\u00e0 che peseranno uno, oppure mezzo. Ci\u00f2 sarebbe un assurdo, tanto pi\u00f9 che si \u00e8 stabilito in sede di Sottocommissione che le Regioni pi\u00f9 piccole del Mezzogiorno avranno un premio attraverso un numero fisso di senatori, premio che giova unicamente alle Regioni piccole e torna a svantaggio delle Regioni industriali pi\u00f9 grandi.<\/p><p>Indubbiamente questa sproporzione verrebbe a ripercuotersi su tutto lo schieramento politico, cosa che, a suo parere, torna a danno della democrazia e della unit\u00e0 nazionale che si tende a stabilire.<\/p><p>La seconda difficolt\u00e0 consiste nel fatto che in grandissima parte dei Comuni non si ha una rappresentanza proporzionale, bens\u00ec maggioritaria; n\u00e9 si pu\u00f2 contare in compensazioni, che costituiscono un dato incerto.<\/p><p>L\u2019ultima difficolt\u00e0, non meno importante delle altre, consiste nel fatto che i consiglieri comunali non hanno un mandato politico, ma amministrativo; sono cio\u00e8 scelti dal popolo in base a determinati criteri e non si comprende per quale ragione ad un certo momento tali criteri debbano cambiare e gli uomini che hanno avuto un particolare mandato di fiducia debbano essere investiti di un mandato diverso.<\/p><p>Per queste ragioni ritiene che la proposta dell\u2019onorevole Fuschini non possa essere accettata; ma \u00e8 indubbio che essa ha un fondamento reale e traduce l\u2019esigenza di fare in modo che la seconda Camera abbia caratteristiche e rappresenti interessi che la differenzino dalla prima.<\/p><p>Ora \u00e8 da chiedersi se unicamente i membri dei Consigli regionali e comunali siano qualificati per rappresentare tali interessi. Pensa di no, ed \u00e8 convinto che quegli interessi possano essere validamente rappresentati soltanto se la scelta degli uomini avvenga con un determinato criterio o attraverso un collegio che raggruppi cittadini di una determinata Regione.<\/p><p>Pertanto ha proposto che la seconda Camera sia eletta da collegi regionali a suffragio universale indiretto, secondo le modalit\u00e0 stabilite dalla legge.<\/p><p>L\u2019onorevole Fuschini ha osservato che non si precisa nella proposta quale sistema si seguir\u00e0 nelle elezioni; ma precisa che tale materia non debba essere contenuta nella Costituzione.<\/p><p>Quanto all\u2019ultima proposta dell\u2019onorevole Fuschini, osserva che si tratta di un meccanismo complicato per cui i consiglieri comunali, oltre che eleggere direttamente i senatori, dovrebbero eleggere dei delegati, che a loro volta eleggerebbero i senatori.<\/p><p>Si potrebbe pensare ad un voto differenziato da parte dei consiglieri comunali, in modo che ciascun consigliere comunale votasse per quel tanto di elettori che rappresenta; ma anche con questa soluzione non verrebbero superate le maggiori difficolt\u00e0 cui ha accennato, soprattutto in rapporto alla maggioranza e alla minoranza, per cui verrebbero falsati i rapporti reali dello schieramento politico.<\/p><p>PERASSI desidera anzitutto associarsi a quanto ha rilevato molto opportunamente l\u2019onorevole Laconi in una parte del suo discorso, ossia che esiste un concetto sul quale si \u00e8 tutti d\u2019accordo, cio\u00e8 che la seconda Camera sia l\u2019espressione di interessi regionali. Questa constatazione \u00e8 molto importante, perch\u00e9 permette di considerare il problema ormai soltanto dal punto di vista dell\u2019attuazione tecnica di questo concetto.<\/p><p>Ricorda che la Sottocommissione aveva adottato, nella seduta del 16 ottobre, il criterio di distinguere l\u2019elezione dei membri della seconda Camera in due gruppi: un gruppo da eleggersi dal Consiglio regionale e un gruppo da eleggersi in altro modo. Per quanto concerne il primo gruppo, la Commissione aveva stabilito di fissarlo in un terzo del numero dei senatori assegnato a ciascuna Regione. In una proposta accennata dall\u2019onorevole Fuschini, si vorrebbe invece ritoccare questo punto, nel senso di attribuire al Consiglio regionale l\u2019elezione di met\u00e0 oppure del numero fisso (5) di senatori di ciascuna Regione. Non crede che sia opportuno rimettere in discussione questo problema, e in particolare ritiene che sostituire al terzo il numero fisso possa dar luogo a qualche difficolt\u00e0, tenendo presente che si \u00e8 adottato, su proposta dell\u2019onorevole Lussu, una disposizione secondo la quale nessuna Regione pu\u00f2 avere un numero di senatori maggiore di quello dei deputati che manda alla prima Camera. Ora, pu\u00f2 darsi che in qualche Regione il numero fisso dei senatori ad essa assegnato sia tale da eguagliare il numero dei deputati. Per conseguenza, in quell\u2019ipotesi si avrebbe che l\u2019elezione di tutti i senatori della Regione sarebbe riservata al Consiglio regionale, e nessun altro sarebbe eletto in altro modo. Questo sembra un inconveniente da eliminare. Perci\u00f2 conviene mantener fermo il concetto che il Consiglio regionale di ciascuna Regione elegga soltanto un terzo del gruppo; il restante \u00e8 da eleggersi in altro modo.<\/p><p>In quale altro modo? Su questo punto la Sottocommissione, dopo amplissima discussione, era arrivata ad adottare il concetto del suffragio indiretto. Posto questo, si \u00e8 entrati nella via della ricerca del mezzo tecnico da seguire per attuare quest\u2019idea. E qui appare la proposta di attribuire l\u2019elezione ai consiglieri comunali. Non ritiene il caso di riprendere la discussione sulla formula che utilizzava i consiglieri comunali come elettori dei due terzi dei senatori. Ha cercato di dimostrare, sia in sede di Sottocomitato, sia in sede di Sottocommissione, quali difficolt\u00e0 estremamente gravi vi sono per attuare questo meccanismo. Le statistiche dimostrano che quali che siano gli espedienti che si vogliano escogitare, gli inconvenienti rilevati restano, a prescindere da altri che sono inerenti al sistema e che sono gi\u00e0 stati ampiamente illustrati, specialmente dagli onorevoli Laconi e Nobile.<\/p><p>Abbandonata l\u2019idea d\u2019utilizzare i consiglieri comunali e considerando un po\u2019 difficile l\u2019attuazione di un\u2019idea da ultimo accennata dall\u2019onorevole Fuschini, di aggiungere ai consiglieri comunali altri delegati, eletti non si sa esattamente come, resta il principio dell\u2019elezione a suffragio indiretto. In quale altro modo si pu\u00f2 attuare? La proposta dell\u2019onorevole Laconi, a questo riguardo, si limita ad affermare il principio che questi senatori siano eletti a suffragio universale indiretto secondo le modalit\u00e0 stabilite dalla legge.<\/p><p>Ora, l\u2019emendamento che egli ha presentato non fa se non andare un po\u2019 innanzi rispetto a questa proposta, nel senso di precisarla in qualche modo e in certi limiti. In una prima proposta si era accennata l\u2019idea di far funzionare come collegi di primo grado, per la prima elezione, i corpi elettorali dei singoli Comuni. Le obiezioni che erano stato sollevate non erano insuperabili; in particolare si era rilevato che con questo sistema si rendeva un po\u2019 difficile la piena attuazione della proporzionale nelle elezioni di primo grado. In parte questa obiezione poteva avere fondamento, quantunque poi per la grande massa dei Comuni si rendeva invece possibile applicare la proporzionale. Comunque, per superare anche qualsiasi preoccupazione circa l\u2019applicazione in pieno della proporzionale, ha modificato il suo primo emendamento nel senso di allargare il collegio base: da comunale a mandamentale. Attualmente, il mandamento \u00e8 solo una circoscrizione giudiziaria; ma nulla vieta di utilizzare una circoscrizione che esiste per altri effetti, anche ai fini elettorali. Del resto ricorda che, durante la legislazione anteriore a quella fascista, l\u2019elezione dei consiglieri provinciali avveniva precisamente sulla base del collegio mandamentale.<\/p><p>Il mandamento \u00e8 una circoscrizione costituita da un Comune di una certa importanza, intorno al quale gravita un gruppo di altri Comuni. Secondo i dati risultanti da pubblicazioni ufficiali, i mandamenti, ossia le preture, nel 1940 erano 986, ed i Comuni erano allora 7646; quindi, grosso modo, ogni mandamento in media raccoglie dai sette agli otto Comuni con una popolazione, in media, intorno ai 40-42 mila cittadini. Si ha, cos\u00ec, una circoscrizione di primo grado che corrisponde ad un aggruppamento di Comuni che hanno certi rapporti fra loro di ordine economico, ecc.; ed \u00e8 una circoscrizione elettorale abbastanza ampia per applicare, se si vuole, in pieno la proporzionale, nel senso che gli elettori che devono eleggere i delegati ai fini delle elezioni senatoriali possono essere chiamati ad eleggerli con applicazione rigorosa del principio della proporzionale.<\/p><p>Nell\u2019emendamento proposto vi \u00e8, poi, l\u2019altra idea, che risponde al concetto di far s\u00ec che la seconda Camera rifletta le Regioni come sono, nella loro struttura e nella variet\u00e0 dei suoi Comuni. Questa idea di avere qualche riguardo anche ai Comuni appare nell\u2019inciso, nel quale si dice che gli elettori di ciascun mandamento, quando sono chiamati ad eleggere i delegati che formeranno il collegio di secondo grado, devono scegliere questi grandi elettori fra gli elettori iscritti nei Comuni del mandamento. Tale disposizione sembra opportuna per far s\u00ec che veramente il collegio di secondo grado, che sar\u00e0 chiamato a fare l\u2019elezione dei senatori, sia una fotografia esatta della variet\u00e0 della Regione.<\/p><p>Fissati questi princip\u00ee \u2013 cio\u00e8 il concetto della base mandamentale; il concetto dell\u2019elezione dei delegati in proporzione degli abitanti; il concetto della scelta dei grandi elettori fra gli elettori dei Comuni del mandamento \u2013 tutto il resto sarebbe rinviato alla legge elettorale, cos\u00ec come \u00e8 nella proposta Laconi, e cos\u00ec come, del resto si \u00e8 stabilito per quanto concerne la Camera dei Deputati, per la quale la Costituzione si limiterebbe a dire che essa \u00e8 eletta a suffragio universale, lasciando alla legge elettorale la facolt\u00e0 di adottare i sistemi che si riterranno pi\u00f9 convenienti. La legge elettorale per il Senato, fermi restando i detti concetti, avrebbe una certa libert\u00e0, soprattutto nel disciplinare il funzionamento del collegio di secondo grado. Le soluzioni possibili sono varie: si pu\u00f2 concepire un collegio di secondo grado unico per tutta la Regione; si possono concepire vari collegi elettorali. Tutto questo resta impregiudicato ed \u00e8 rimesso alla legge elettorale.<\/p><p>Si potr\u00e0 eventualmente raccomandare, anche in sede di Commissione, che nell\u2019elaborazione delle leggi elettorali per la prima e la seconda Camera la scelta dei procedimenti da adottarsi per l\u2019una e per l\u2019altra si ispiri al principio della differenziazione fra le due Camere.<\/p><p>Conclude raccomandando l\u2019adozione della formula proposta che parte da princip\u00ee generalmente ammessi e che arriva ad indicare criteri di applicazione che sembra possano ovviare agli inconvenienti che sono inerenti ad altre proposte.<\/p><p>EINAUDI riconosce di trovarsi in una condizione diversa da quella di coloro che hanno sino ad ora parlato ed anche, crede, dell\u2019opinione dominante, giacch\u00e9 la premessa da cui quasi tutti sono partiti si basa sulla efficacia del sistema proporzionale, da cui discendono certe conseguenze. Ricorda che alla Consulta parl\u00f2 contro il sistema proporzionale; ma i fautori di esso obiettarono che le critiche alla proporzionale potevano essere valide nel caso di elezioni a Parlamenti ordinari, mentre trattandosi della Costituente, in cui dovevano essere rappresentate tutte le correnti politiche, esse cadevano. Se ne sarebbe, in ogni caso, riparlato dopo la Costituente. Qui invece si ripete la solita storia del tempo della Rivoluzione francese: coloro, cio\u00e8, che hanno raggiunto una certa posizione, conservano l\u2019indulgenza verso il sistema che li ha mandati al Parlamento.<\/p><p>Crede che un sistema elettorale, nella specie quello per la seconda Camera, sar\u00e0 tanto pi\u00f9 utile al buon governo del Paese quanto pi\u00f9 si allontaner\u00e0 dalla preponderanza delle macchine elettorali: in Italia si chiamano partiti, ma \u00e8 persuaso che un giorno saranno chiamate macchine, come le chiamano all\u2019estero. Le macchine servono, nel sistema proporzionale, ad aumentare il numero di se stesse ed a far s\u00ec che al Parlamento arrivino molti partiti e sia difficile costituire un vero e proprio Governo. Fra questi sistemi della macchina, uno dei preferiti \u00e8 quello dei delegati. L\u2019esperienza dimostra che tale sistema non conduce a niente di reale, perch\u00e9 i delegati ricevono un mandato e agiscono in conformit\u00e0. Preferibile, se mai, sarebbe far ricorso ai consiglieri comunali, in quanto questi sono scelti per amministrare il Comune e non sono, per cos\u00ec dire, delle buche postali, ma possono avere una propria volont\u00e0. L\u2019onorevole Laconi ha osservato che con questo sistema sarebbero avvantaggiati i piccoli Comuni, i quali rappresentano ceti contadini; ma appunto perch\u00e9 questi ceti hanno maggiore aderenza al luogo dove sono nati, la loro preponderanza \u00e8, a suo parere, consigliabile. Sono, infatti, da preferirsi quelli che sono vissuti di padre in figlio nei loro Comuni a coloro i quali, trasferitisi nelle citt\u00e0, ne penetreranno la psicologia e ne conosceranno i bisogni solo dopo molti anni.<\/p><p>Certo la preponderanza dei rappresentanti dei piccoli Comuni su quelli dei grandi \u00e8utile, ma non si deve naturalmente esagerare. Forse, come compromesso, si potrebbe aumentare e diminuire proporzionatamente il peso dei consiglieri dei piccoli Comuni, cos\u00ec da raggiungere un certo equilibrio. In via subordinata, qualora la Commissione non accettasse questo criterio, accetterebbe la proposta dell\u2019onorevole Nobile, per cui l\u2019elezione dei senatori dovrebbe avvenire a suffragio universale diretto, da parte di cittadini i quali abbiano, relativamente agli elettori della Camera dei Deputati, una maggiore et\u00e0: per esempio 26 anni, mantenendo cos\u00ec, in certo modo, il rapporto di et\u00e0 che passa fra gli eleggibili all\u2019una e all\u2019altra Camera.<\/p><p>Solleva dei dubbi circa il sistema mandamentale, che non \u00e8 naturale. L\u2019onorevole Perassi ci ha data la classificazione dei Comuni per la nomina dei delegati, a seconda degli abitanti. In tal modo si vengono a confondere i Comuni grandi coi piccoli, le popolazioni cittadine con quelle rurali. Quello che \u00e8 naturale invece \u00e8 il collegio elettorale vecchio, quello che l\u2019ingegnere Olivetti, in un suo libro che gi\u00e0 ha avuto occasione di citare, chiama \u00abcomunit\u00e0\u00bb. Vi sono cio\u00e8 dei paesi piccoli e grossi intorno ai quali, per necessit\u00e0 di lavoro, per necessit\u00e0 di industria, perch\u00e9 vi ha sede il tribunale, perch\u00e9 costituiscono un nodo ferroviario, si concentra la vita economica ed intellettuale della circostante piccola Regione. Tali citt\u00e0 sono anche sovente sedi di liceo e qualche volta di Universit\u00e0. Quale fautore del collegio uninominale, troverebbe giusto e logico che i membri della seconda Camera fossero eletti da parte di tali collegi naturali.<\/p><p>MASTROJANNI, ammesso il presupposto che la Camera dei Deputati debba essere integrata da una seconda che rappresenti, a differenza della prima, gli interessi concreti industriali agricoli, in modo da contemperare le esigenze di natura strettamente politica con criteri di carattere amministrativo, economico, industriale, ecc., non si rende conto come ci\u00f2 si possa ottenere adottando l\u2019uno o l\u2019altro dei sistemi elettorali.<\/p><p>Comprende che la seconda Camera debba essere scelta fra categorie determinate, le quali rappresentino tendenze e interessi democraticamente rappresentati, ma non comprende perch\u00e9 le elezioni debbano avvenire in modo indiretto. \u00c8 peraltro da considerare, anche dal punto di vista della spesa, il complesso sistema di operazioni che si dovrebbero svolgere per convocare tutti gli elettori al solo scopo di eleggere una aliquota assai esigua, la quale non avrebbe altro mandato che eleggere i senatori. Dichiara, quindi, di essere favorevole al suffragio universale diretto, che ritiene il sistema pi\u00f9 democratico per la elezione dei senatori.<\/p><p>GRASSI pensa che si possa accettare il principio che ciascuna Regione elegga un numero fisso di cinque senatori e inoltre un senatore per 200 mila abitanti o per frazione superiore ai centomila abitanti.<\/p><p>I sistemi per attuare tale principio potrebbero essere due: affidare la scelta dei senatori ai consiglieri comunali della Regione, sia pure integrati con altri elementi; affidarla ad elettori di primo o secondo grado.<\/p><p>Dichiara di non essere favorevole alla nomina attraverso i consiglieri comunali, oltre che per le ragioni esposte dagli onorevoli Perassi e Laconi, perch\u00e9 ritiene che la seconda Camera debba essere l\u2019espressione del Paese nel momento in cui si fa l\u2019appello al popolo, e non pu\u00f2 essere scelta da consiglieri comunali eletti due o tre anni prima.<\/p><p>Manifesta, invece, la sua preferenza per l\u2019elezione di secondo grado, in quanto elementi gi\u00e0 scelti dal popolo possono, con maggiore ponderazione, giudicare sulla capacit\u00e0 tecnica e sulle doti morali delle persone da mandare alla seconda Camera.<\/p><p>Resta il problema se il collegio debba essere unico, oppure se debba essere diviso in mandamenti, secondo la proposta dell\u2019onorevole Perassi. In via di massima sarebbe favorevole a quest\u2019ultima proposta.<\/p><p>Rinvierebbe tutte le altre questioni alla legge elettorale.<\/p><p>MORTATI dichiara di parlare quale proponente di uno degli emendamenti al progetto predisposto a mezzo del Comitato di coordinamento. Ritiene opportuno ricordare brevemente attraverso quali vicende si giunse, nella seconda Sottocommissione, a discutere dei concetti che informano l\u2019emendamento che intende illustrare.<\/p><p>L\u2019orientamento generale per la determinazione dei modi di formazione della seconda Camera fu consacrato in un ordine del giorno votato dalla Sottocommissione predetta, a maggioranza, secondo cui tale formazione avrebbe dovuto essere ricollegata alle forze vive del Paese. Si voleva, da parte dei proponenti dell\u2019ordine del giorno approvato, riferirsi con questa espressione a tutti gli organismi, sia territoriali, sia economici e professionali, nei quali si articola e si snoda tutta la vita della nazione.<\/p><p>L\u2019opinione successivamente prevalsa limit\u00f2 ai soli enti regionali il collegamento che si intendeva operare con i corpi sociali. Ora questa limitazione non sembra opportuna, perch\u00e9 il ricorso, nel seno delle singole Regioni, ad una rappresentanza ripartita secondo le attivit\u00e0 esercitate appare assai utile a differenziare le due Camere seguendo un criterio d\u2019integrazione della rappresentanza politica.<\/p><p>Tale integrazione potrebbe esercitare utili effetti tanto da un punto di vista generale di utilit\u00e0 nazionale, quanto da un punto di vista di interesse regionale. Sotto il primo aspetto il collegare la rappresentanza politica con grandi categorie di interessi economici, professionali, culturali presenta un duplice vantaggio: un vantaggio di carattere funzionale, perch\u00e9, assicurando alla seconda Camera un numero fisso di persone particolarmente competenti nei singoli problemi attinenti ai vari gruppi di interessi, si potrebbe rendere possibile un pi\u00f9 efficiente contributo del Parlamento alla elaborazione di leggi, le quali vanno diventando sempre pi\u00f9 tecniche con l\u2019estendersi dell\u2019azione dello Stato al campo economico-sociale. Inoltre, un vantaggio pi\u00f9 particolarmente politico nel senso di costringere queste forze economiche e professionali, le quali attualmente esplicano, sotto l\u2019apparenza di una tutela di interessi di classe, una vera e talvolta imponente influenza politica, ad assumere una piena responsabilit\u00e0 di tale influenza e nello stesso tempo di offrire alle medesime la possibilit\u00e0, sul piano della discussione e del compromesso in seno al Parlamento, di una reciproca integrazione e di una conciliazione delle varie influenze di cui esse sono portatrici.<\/p><p>La proposta patrocinata porterebbe poi, se accolta, ad una maggiore valorizzazione delle Regioni. Queste infatti, nella Camera che le rappresenta, apparirebbero differenziate secondo la variet\u00e0 dei caratteri sociali dai quali ognuna \u00e8 contrassegnata, e sarebbero perci\u00f2 meglio in grado di far sentire la voce dei propri interessi in occasione della discussione dei problemi generali che su questi si ripercuotono.<\/p><p>Per quanto riguarda la realizzazione della forma di rappresentanza professionale proposta si era, in un primo momento, progettato di fare intervenire il corpo elettorale secondo le varie attivit\u00e0 produttive esercitate da ciascun cittadino. Senonch\u00e9, la considerazione che questo avrebbe presupposto l\u2019esistenza in atto di un efficiente sistema di organismi professionali (che invece ancora, nel nostro Paese, non pu\u00f2 ritenersi realizzato) ha indotto alla presentazione di un\u2019altra proposta, quale quella ora illustrata, per cui l\u2019elezione dei senatori avverrebbe da parte di tutto il corpo elettorale indifferenziato, a suffragio diretto (con il solo limite, rispetto alla capacit\u00e0 di elettorato attivo prescritta per le elezioni della prima Camera, del raggiungimento dell\u2019et\u00e0 di 25 anni), e la differenziazione secondo le categorie professionali-economico-sociali sarebbe operativa solo nel seno degli eleggibili. Pertanto, secondo tale sistema, ogni elettore darebbe tanti voti quanti sono i gruppi di eleggibili distinti per categorie, e lo scrutinio sarebbe fatto distintamente nell\u2019interno di ogni categoria. Chiede che l\u2019emendamento, cos\u00ec chiarito nelle sue finalit\u00e0 e nel suo meccanismo, sia sottoposto a votazione.<\/p><p>LUSSU avverte che, nella risoluzione del problema in esame, occorre tener presenti alcune premesse che scaturiscono dalla discussione avvenuta in sede di seconda Sottocommissione: 1\u00b0) La seconda Camera ha carattere regionale e, pertanto, aveva proposto che si chiamasse: \u00abCamera delle Regioni\u00bb; ma la seconda Sottocommissione non approv\u00f2 la proposta. 2\u00b0) La proporzionale, per quanto non sia nelle preferenze dell\u2019onorevole Einaudi, \u00e8 accettata dalla maggioranza della seconda Sottocommissione e, crede, della Commissione dei 75. 3\u00b0) La seconda Camera non dovrebbe essere, come sostiene l\u2019onorevole Mortati, espressione di categorie e di interessi professionali. Su questo la maggioranza della seconda Sottocommissione era d\u2019accordo. Pensa, inoltre, che si sia di massima riconosciuto che le due Camere non potessero essere espressione dello stesso corpo elettorale e quindi si sia escluso il suffragio universale diretto per la seconda Camera. N\u00e9 vale, a suo parere, il rimedio di portare a 26 anni l\u2019et\u00e0 degli elettori della seconda Camera, perch\u00e9 in fondo si tratterebbe dello stesso corpo elettorale, sia pure ridotto di una parte.<\/p><p>La proposta dell\u2019onorevole Nobile potrebbe, pertanto, rappresentare una soluzione contrastante con le premesse accettate dalla maggioranza della seconda Sottocommissione.<\/p><p>Giudica, d\u2019altra parte, estremamente complicata la proposta dell\u2019onorevole Fuschini. Ritiene, in conclusione, che debba essere rispettato il criterio che l\u2019Assemblea regionale abbia il diritto di nominare un terzo dei rappresentanti, oppure un numero fisso stabilito. A questa stregua pensa che la proposta Perassi possa essere adottata.<\/p><p>AMBROSINI. L\u2019onorevole Lussu si \u00e8 richiamato alla volont\u00e0 della Sottocommissione, la quale, dopo di avere respinto a maggioranza il sistema della rappresentanza delle categorie della produzione, afferm\u00f2 all\u2019unanimit\u00e0 il principio che la seconda Camera dovesse essere composta in modo diverso dalla prima, al fine di evitare che venisse a costituirne un doppione.<\/p><p>\u00c8 per questa ragione che non ritiene accettabile la proposta di adottare il sistema del suffragio diretto per l\u2019elezione dei senatori. Con tale sistema l\u2019elezione avverrebbe sulla stessa base delle ideologie politiche e dei partiti come nella prima Camera, della quale si riprodurrebbe la fisionomia; il che si vuole evitare. Osserva che a tale proposta pu\u00f2 facilmente accedere chi considera la seconda Camera soltanto come un organo di freno e di maggiore riflessione nei riguardi della prima, ma non chi la considera come un istituto di integrazione della rappresentanza della Camera dei Deputati. Questa integrazione di rappresentanza pu\u00f2 aversi dando voce e peso ad organizzazioni diverse dei partiti politici; perci\u00f2 la Sottocommissione deliber\u00f2, dopo avere respinta a maggioranza il sistema della rappresentanza professionale, di attribuire l\u2019elezione dei senatori per un terzo all\u2019Assemblea regionale, e per due terzi ai Consigli comunali delle Regioni. Con l\u2019emendamento proposto dall\u2019onorevole Perassi si verrebbe a cambiare notevolmente questa seconda parte del deliberato della Sottocommissione. Non conviene in tale proposta, e richiama in merito le ragioni per le quali la Sottocommissione arriv\u00f2 alla soluzione suindicata dopo pi\u00f9 di un mese e mezzo di perplessit\u00e0 e di discussioni.<\/p><p>Si rende conto degli inconvenienti prospettati; ma ritiene che essi possano venire superati quando si dia un peso diverso al voto dei vari Consigli comunali in relazione alla popolazione dei rispettivi Comuni, secondo le modalit\u00e0 che potranno essere stabilite dalla legge elettorale. Crede perci\u00f2 che debba approvarsi il principio adottato dalla Sottocommissione con l\u2019aggiunta di un emendamento in questo senso.<\/p><p>Passando all\u2019elezione dei senatori da affidare all\u2019Assemblea regionale, ritiene che bisogna mantenere il terzo stabilito dalla Commissione, e non adottare l\u2019altro criterio della attribuzione all\u2019Assemblea regionale dell\u2019elezione del numero fisso di cinque senatori per ogni Regione. L\u2019onorevole Perassi ha indicato gli inconvenienti che si avrebbero con questo sistema per le piccole Regioni. Conviene con lui, e mostra che altri inconvenienti, di natura diversa, ma ugualmente gravi, si avrebbero per le grandi Regioni. \u00c8 perci\u00f2 d\u2019avviso che debba mantenersi il criterio della proporzionalit\u00e0 rispetto alla popolazione della Regione nella misura di un terzo del numero complessivo dei senatori ad essa assegnati, secondo il sistema adottato dalla Sottocommissione.<\/p><p>LAMI STARNUTI ricorda che quando si iniziarono nella seconda Sottocommissione le discussioni sulla formazione del Senato, si dichiar\u00f2 favorevole al suffragio universale diretto, in quanto riteneva che, a differenziare l\u2019elezione della prima dalla seconda Camera, potessero bastare la diversit\u00e0 della circoscrizione elettorale e le categorie degli eleggibili. Poich\u00e9 la maggioranza della Sottocommissione fu di diverso avviso, fin\u00ec per ripiegare sulla proposta Laconi.<\/p><p>L\u2019onorevole Nobile torna nella riunione odierna a formulare in modo concreto la proposta per l\u2019elezione del Senato a suffragio universale. Richiamandosi, pertanto, alle prime dichiarazioni, afferma che voter\u00e0 la proposta Nobile.<\/p><p>Se la Commissione plenaria non fosse di questa opinione, voter\u00e0, in linea subordinata, come ha gi\u00e0 votato nella seconda Sottocommissione, la proposta Laconi, e voterebbe oggi, poich\u00e9 \u00e8 stata opportunamente modificata, la seconda parte della proposta Perassi.<\/p><p>Non voter\u00e0 invece nessuno dei sistemi proposti dagli onorevoli Fuschini, Tosato e Piccioni, perch\u00e9 li ritiene tecnicamente inattuabili, se non assurdi.<\/p><p>Contro il sistema che vuole affidare ai consiglieri comunali l\u2019elezione dei membri della seconda Camera, non ripeter\u00e0 le obiezioni gi\u00e0 fatte dai colleghi che lo hanno preceduto; ma vuole richiamare l\u2019obiezione che avrebbe fatto, se il collega Grassi non lo avesse preceduto, riguardante l\u2019inconveniente, a suo parere gravissimo, che si avrebbe con quel sistema in caso di scioglimento delle Camere. Quale manifestazione di volont\u00e0 attuale del Paese potrebbero esprimere quei Consigli comunali che sono stati costituiti qualche anno prima? E se quei consiglieri comunali in carica al momento dello scioglimento erano gi\u00e0 in carica quando la seconda Camera fu eletta per la prima volta, a che cosa si ridurrebbe lo scioglimento della seconda Camera, e, rispetto a questa, l\u2019appello al corpo elettorale?<\/p><p>I consiglieri comunali, i quali costituiscono un corpo elettorale limitato, non passibile di ondeggiamenti e di cambiamenti, costituirebbero la nuova Camera non solo con la stessa fisionomia politica, ma quasi con le stesse persone di prima, e allora si potrebbe avere questo risultato veramente penoso, in caso di conflitto fra la seconda e la prima Camera (il quale conflitto originasse lo scioglimento delle due Camere): se il corpo elettorale a suffragio universale sconfessasse col suo voto la seconda Camera, e i consiglieri comunali la riconfermassero invece per intero nella sua fisonomia politica, come potrebbe essa ancora funzionare e quale rispondenza morale e politica potrebbe avere ancora nel Paese?<\/p><p>Pur non prospettando l\u2019ipotesi di sciogliere anche i Consigli comunali in caso di scioglimento della seconda Camera, \u00e8 da considerare il caso che uno o pi\u00f9 Consigli comunali di una Regione siano sciolti nel momento stesso in cui avvengono le elezioni. Si avrebbe cos\u00ec che una frazione del corpo elettorale sarebbe costretta a non esprimere la propria volont\u00e0; che tutta una Regione rinvierebbe la elezione dei senatori alla costituzione di quel Consiglio o di quei Consigli comunali in essa compresi.<\/p><p>Questo inconveniente si aggiunge agli altri numerosissimi inerenti alla elezione dei senatori da parte dei consiglieri comunali.<\/p><p>Quanto alla seconda parte della proposta Perassi, che dichiara di approvare, si potrebbe determinare la proporzione fra il numero dei delegati e la popolazione del mandamento, stabilire cio\u00e8 quanti delegati per ogni mille abitanti dovrebbero essere eletti.<\/p><p>Circa la prima parte, preferisce che il Consiglio regionale elegga un numero fisso di senatori, secondo la proposta Fuschini, e non il numero variabile del terzo.<\/p><p>Si pensi alle Regioni pi\u00f9 popolose, la Lombarda, la Piemontese, la Veneta, le quali dovrebbero nominare, rispetto ad un terzo, circa dieci o dodici senatori.<\/p><p>PERASSI avverte che sarebbero sette od otto al massimo.<\/p><p>LAMI STARNUTI ha ragione di ritenere che, come si \u00e8 modificato il rapporto della popolazione per l\u2019elezione dei deputati, cos\u00ec si far\u00e0 per i senatori. Quindi aumenter\u00e0 il numero dei componenti la seconda Camera, e indubbiamente la Lombardia, il Veneto e il Piemonte avrebbero da 30 a 40 senatori da eleggere, sicch\u00e9 un terzo oscillerebbe fra 10 e circa 15, da eleggersi dall\u2019Assemblea regionale.<\/p><p>TOSATO osserva che le obiezioni mosse alla proposta di far eleggere due terzi dei senatori da parte dei consiglieri comunali possono avere un certo fondamento, quando in materia si voglia procedere in base a criteri esclusivamente aritmetici. Dal punto di vista politico esse sono destituite di qualsiasi fondamento, e non hanno ragion d\u2019essere.<\/p><p>Una prima obiezione consiste nel fatto che, pur dividendo i Comuni in categorie, a seconda del numero di abitanti, resterebbe sempre una certa sproporzione.<\/p><p>Tale sproporzione non si verifica da un punto di vista esterno, perch\u00e9 l\u2019insieme dei consigli comunali, compresi nei singoli gruppi di Comuni, eleggerebbe sempre un numero di senatori corrispondente alle popolazioni rappresentate da quei Consigli. Vero \u00e8 invece che, pur nell\u2019ambito di queste categorie, restano delle sproporzioni, in quanto nello stesso gruppo vi sono Comuni maggiori e minori, ed allora i consiglieri dei diversi Comuni avrebbero un peso diverso: nel senso che un consigliere d\u2019un Comune di 5 mila abitanti avrebbe un peso di fatto molto minore del consigliere d\u2019un Comune di 500, o mille abitanti. Ma \u00e8 qui che deve intervenire un criterio ed una valutazione di carattere politico. I consiglieri dei vari Comuni potranno avere, s\u00ec, ciascuno un peso diverso; ma, considerati nel loro insieme, la proporzione fra i vari partiti politici cui essi appartengono rimane sostanzialmente inalterata, per le naturali compensazioni del diverso colore politico dei consiglieri dei vari Comuni. Il fatto che un partito invece di 15 abbia 30 consiglieri ed un altro 10 invece di 5 non modifica il rapporto politico.<\/p><p>Si obietta, in secondo luogo, che, attraverso il sistema dei Consigli comunali, si viene a dare un premio ai piccoli Comuni o a certi ceti della popolazione. Non si tratta di dare un premio, ma di dar vita ad una rappresentanza politica che esprima, in modo territorialmente aderente, la reale distribuzione degli interessi in Italia. Se i ceti agricoli avranno la prevalenza, vuol dire che questa \u00e8, in Italia, la realt\u00e0.<\/p><p>Si osserva ancora che i Consigli comunali non sono eletti tutti col medesimo sistema; nei Comuni fino a 30 mila abitanti vige il sistema della rappresentanza maggioritaria, mentre nei Comuni oltre i 30 mila abitanti vige il sistema della proporzionale. \u00c8 da tener presente per\u00f2 che laddove vige il sistema maggioritario, vi \u00e8 sempre una certa rappresentanza della minoranza; e che, nell\u2019ambito dello stesso gruppo di Comuni, vi sono naturalmente compensazioni fra le diverse proporzioni delle rappresentanze di maggioranza e di minoranza. Anche da questo punto di vista, pertanto, i rapporti politici sostanzialmente non mutano.<\/p><p>L\u2019obiezione forse pi\u00f9 grave \u00e8 che ai rappresentanti delle amministrazioni comunali si attribuirebbe una funzione che va al di l\u00e0 del loro mandato. \u00c8 da rilevare tuttavia che se l\u2019elezione dei senatori deve avvenire \u2013 come sembrava concorde la seconda Sottocommissione \u2013 attraverso una elezione di secondo grado, \u00e8 necessario, per evitare che questa elezione si tramuti in una farsa, puntare su elettori di secondo grado politicamente qualificati.<\/p><p>Ora, il fatto che degli individui siano amministratori comunali significa che essi hanno particolari competenze, per lo meno in materia amministrativa, per conoscenza di luoghi e di problemi, per cui sono particolarmente indicati e qualificati ad una elezione di carattere selettivo.<\/p><p>L\u2019obiezione, infine, che lo scioglimento della Camera dei Senatori diventerebbe inutile, perch\u00e9, spesso, sarebbero gli stessi consiglieri comunali ad eleggere i nuovi senatori, non \u00e8 del tutto esatta. Anzitutto perch\u00e9, essendo parte dei senatori eletta dalle Assemblee regionali, per questa parte almeno, lo scioglimento del Senato non sarebbe inutile. Anche le amministrazioni comunali si rinnovano poi, spesso, prima della loro scadenza naturale.<\/p><p>Ma la pi\u00f9 importante osservazione da fare in argomento \u00e8 un\u2019altra.<\/p><p>Se si vuole istituire la seconda Camera, vuol dire che si riconosce l\u2019esistenza di quelle esigenze che stanno alla base della necessit\u00e0 o almeno della opportunit\u00e0 di questa istituzione. Nessuno vuole una seconda Camera conservatrice, nel senso tradizionale e volgare della parola, che funga da contrappeso, al fine di bilanciare e quasi neutralizzare la Camera dei Deputati. Gli istituti parlamentari devono essere congegnati in modo da non arrestare, ma graduare l\u2019evoluzione e il progresso, che consiste nel superamento e non nel capovolgimento rivoluzionario di uno stadio, di un momento antecedente. Ora, da questo punto di vista, la funzione della Camera dei Senatori nella organizzazione dello Stato \u00e8 precisamente quella di rappresentare nella evoluzione del Paese il momento storico antecedente rispetto a quello rappresentato dalla Camera dei Deputati. La presenza del momento antecedente pu\u00f2 giuocare sia in senso di destra, che di sinistra. Pu\u00f2 darsi che la Camera dei Deputati evolva verso destra; allora la situazione della Camera dei Senatori rappresenter\u00e0 un momento di stabilit\u00e0 di sinistra. Inversamente avviene nel caso contrario.<\/p><p>La funzione naturale propria della seconda Camera appare cos\u00ec evidente. Essa serve a legare l\u2019avvenire al passato. E in questo senso soltanto pu\u00f2 accettarsi la formula che definisce la seconda Camera come una Camera di riflessione.<\/p><p>Concludendo, afferma che le obiezioni mosse al sistema proposto possono avere un certo peso dal punto di vista matematico, ma nessuna rilevanza dal punto di vista puramente politico, e che in particolare l\u2019ultima delle obiezioni fatte, secondo la quale l\u2019eliezione anche parziale dei senatori da parte dei consiglieri comunali renderebbe inutile lo scioglimento della Camera dei Senatori, dimostra invece tutta la razionalit\u00e0 del sistema escogitato.<\/p><p>TERRACINI rammenta che il sistema, basato sulle Assemblee regionali e sui consigli comunali, come era inizialmente congegnato, poteva essere buono o cattivo; ma nel suo tipo aveva un certo carattere; per questo, dopo lunga serie di discussioni, di transazioni e di compromessi, vi si era acceduto. Ma quel sistema, una volta incrinato, cade.<\/p><p>Ora la proposta dell\u2019onorevole Fuschini incrina il sistema; perch\u00e9 i consigli comunali, nel collegio che l\u2019onorevole Fuschini presenta, anche soltanto per un rapporto numerico, diventano elemento secondario.<\/p><p>L\u2019onorevole Fuschini dice che quei tali delegati sono eletti dal Consiglio comunale, ma non sono pi\u00f9 il Consiglio comunale. Il Consiglio comunale \u00e8 quello eletto in un certo momento con un dato sistema elettorale dagli abitanti del Comune. Ogni altro elemento aggiunto a questo nucleo ne falsa il carattere.<\/p><p>Se \u00e8 vero, come ritiene, che tutti questi sistemi, specialmente l\u2019ultimo proposto dall\u2019onorevole Fuschini, vengono a falsare il carattere iniziale dell\u2019elemento Consiglio comunale, di uno cio\u00e8 dei due collegi, non vede perch\u00e9 debba restare in piedi anche il secondo collegio, cio\u00e8 l\u2019Assemblea regionale, tanto pi\u00f9 che, nella proposta dell\u2019onorevole Fuschini, gli elementi gi\u00e0 deboli del collegio elettorale costituito dall\u2019Assemblea regionale si indebolirebbero maggiormente. Chiede per quale ragione l\u2019Assemblea regionale debba eleggere i cinque membri della seconda Camera, assegnati in misura eguale a tutte le Regioni.<\/p><p>Che cosa \u00e8 che rende valido il fatto che la Lucania, la quale avr\u00e0, in ipotesi, dieci membri alla seconda Camera, ne faccia eleggere cinque dalla sua Assemblea regionale, cio\u00e8 la met\u00e0, mentre la Lombardia, mantenendo fermo il numero di cinque membri eletti della Assemblea regionale, debba farne eleggere una quarta o una sesta parte rispetto al numero totale dei senatori eletti dalla Regione?<\/p><p>Si tratta, in sostanza, di un\u2019idea sorta ad un certo momento, non sufficientemente analizzata.<\/p><p>\u00c8 peraltro da considerare che le Regioni italiane si presentano con caratteristiche speciali. Nella Lucania, in cui il Consiglio regionale rifletter\u00e0 in maniera pi\u00f9 diretta, se non la struttura sociale, ma determinate posizioni politiche, dovendosi eleggere i membri della seconda Camera, si avrebbe, in definitiva, almeno la met\u00e0 acquisita a certe posizioni politiche, che oggi dominano quella Regione, ed in realt\u00e0 a rappresentare le forze sociali differenziate della Lucania non resterebbe che l\u2019altra met\u00e0.<\/p><p>Lo stesso ragionamento si potrebbe fare per tutte le altre Regioni.<\/p><p>Se si dovesse \u2013 ci\u00f2 che depreca \u2013 accettare un collegio regionale, bisognerebbe rimanere alla decisione iniziale di un terzo o della met\u00e0. Il danno conseguente a questo specifico modo di elezione sarebbe proporzionalmente diviso in tutte le Regioni italiane; e non vi sarebbero alcune avvantaggiate ed altre danneggiate.<\/p><p>Quanto alla funzione della seconda Camera, non pu\u00f2 dirsi convinto dalle argomentazioni dell\u2019onorevole Tosato.<\/p><p>Ricorda che, quando, in sede di Sottocommissione, si \u00e8 parlato della seconda Camera in confronto della prima, si rimase d\u2019accordo che non restasse traccia nella proposta decisa a maggioranza della funzione da affidare alla seconda Camera.<\/p><p>Ora, in linea storica, salvo deprecabilissimi momenti nella vita del Paese, verificatisi nel 1922 e nel 1923, la vita sociale non si muove verso il passato, ma verso l\u2019avvenire. Non crede pertanto che si debba accettare il criterio di una seconda Camera che rappresenti un freno o una remora. La seconda Camera deve essere una integratrice ed una collaboratrice nella attivit\u00e0 legislativa.<\/p><p>La proposta dell\u2019onorevole Perassi, d\u2019altro canto, pu\u00f2 essere considerata come un emendamento aggiuntivo a quella dell\u2019onorevole Laconi. In base ad essa la seconda Camera trova la sua giustificazione non soltanto con la esistenza delle Regioni, ma dei Comuni. E cos\u00ec, quella che era stata la voce isolata, fin dal principio, dell\u2019onorevole Zuccarini, si \u00e8 trasformata in un clamore: la seconda Camera ha cominciato ad essere presentata non pi\u00f9 come Camera delle Regioni, non come assemblea che trovi la sua giustificazione in questa nuova struttura amministrativa dello Stato italiano, ma come una Camera in cui il Comune, cellula iniziale della vita sociale, possa aver un riflesso nazionale. Ora, se si fosse sostenuto che le Assemblee regionali dovevano funzionare come Assemblee rappresentative dei Comuni, probabilmente avrebbe aderito a proposte concrete in tal senso; ma non capisce perch\u00e9 i Comuni, passando al di sopra delle Regioni, debbano andare anch\u2019essi a porre la loro rappresentanza nella seconda Camera.<\/p><p>L\u2019onorevole Perassi, che aveva inizialmente presentato un progetto in cui si parlava solo di Comuni, accedendo poi a delle critiche, \u00e8 passato al mandamento, richiamando per\u00f2 sempre i Comuni. Pensa che una proposta del genere abbia essenzialmente il difetto di non permettere a un suffragio proporzionale di farsi valere, a meno che l\u2019onorevole Perassi non pensi ad un numero di elettori di secondo grado molto elevato. Si dovrebbe, in tal caso, adottare un sistema elettorale per cui, come \u00e8 avvenuto in Francia, gli elettori di secondo grado assommino a centinaia di migliaia; ma da quello che si \u00e8 detto e dal modo come si vorrebbe far funzionare l\u2019ingranaggio proposto, non si avrebbe un collegio elettorale numeroso.<\/p><p>Concludendo, afferma che voter\u00e0 a favore della proposta dell\u2019onorevole Nobile, la quale, a suo avviso, pone il problema nella maniera pi\u00f9 aperta e stabilisce una differenza fra la prima e la seconda Camera in modo tale da non poter far sorgere equivoci. Qualora tale proposta non fosse accettata, voter\u00e0 quella dell\u2019onorevole Laconi.<\/p><p>PRESIDENTE fa presente che alle tre proposte fondamentali se ne \u00e8 aggiunta ora una quarta. Quanto all\u2019ordine da seguire nella votazione, in base al criterio di dare la precedenza alle proposte che si allontanano maggiormente dal testo in esame, pensa che debba essere il seguente: proposta Mortati che fa riferimento a dei gruppi di interesse; proposta Nobile di suffragio universale diretto; proposta del suffragio universale indiretto con l\u2019integrazione Perassi; e infine proposta Fuschini che, in sostanza, conferma il sistema proposto dalla Commissione e dal Comitato con una leggera variante.<\/p><p>Allo scopo di dar modo ai vari gruppi di concordare la loro azione, propone di rinviare la seduta al pomeriggio.<\/p><p>(<em>Cos\u00ec rimane stabilito<\/em>).<\/p><p>La seduta termina alle 12.45.<\/p><p><em>Erano presenti:<\/em> Amadei, Ambrosini, Basso, Bocconi, Bozzi, Bulloni, Canevari, Cappi, Cevolotto, Codacci Pisanelli, Conti, Corsanego, De Michele, De Vita, Domined\u00f2, Dossetti, Einaudi, Fabbri, Fanfani, Farini, Federici Maria, Froggio, Fuschini, Gotelli Angela, Grassi, Grieco, Iotti Leonilde, Laconi, Lami Starnuti, La Pira, La Rocca, Leone Giovanni, Lombardo, Lucifero, Lussu, Mancini, Mannironi, Marchesi, Marinaro, Mastrojanni, Mol\u00e8, Moro, Mortati, Nobile, Noce Teresa, Perassi, Piccioni, Rapelli, Ravagnan, Rossi Paolo, Ruini, Targetti, Taviani, Terracini, Togliatti, Togni, Tosato, Tupini, Uberti, Zuccarini.<\/p><p><em>Assente giustificato:<\/em> Ghidini.<\/p><p><em>Assenti:<\/em> Bordon, Calamandrei, Cannizzo, Castiglia, Colitto, Di Giovanni, Di Vittorio, Finocchiaro Aprile, Giua, Merlin Lina, Merlin Umberto, Paratore, Pesenti, Porzio.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Versione PDF ASSEMBLEA COSTITUENTE COMMISSIONE PER LA COSTITUZIONE ADUNANZA PLENARIA 23. RESOCONTO SOMMARIO DELLA SEDUTA ANTIMERIDIANA DI MERCOLED\u00cc 29 GENNAIO 1947 PRESIDENZA DEL PRESIDENTE RUINI INDICE Elezione della Camera dei Senatori Presidente \u2013 Nobile \u2013 Fuschini \u2013 Laconi \u2013 Perassi \u2013 Einaudi \u2013 Mastrojanni \u2013 Grassi \u2013 Mortati \u2013 Lussu \u2013 Ambrosini \u2013 Lami Starnuti [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_relevanssi_hide_post":"","_relevanssi_hide_content":"","_relevanssi_pin_for_all":"","_relevanssi_pin_keywords":"","_relevanssi_unpin_keywords":"","_relevanssi_related_keywords":"","_relevanssi_related_include_ids":"","_relevanssi_related_exclude_ids":"","_relevanssi_related_no_append":"","_relevanssi_related_not_related":"","_relevanssi_related_posts":"2017,2042,2046,2028,1646,2036","_relevanssi_noindex_reason":"","_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[110,72],"tags":[],"post_folder":[109],"class_list":["post-4945","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-1947-01cc","category-commissione-per-la-costituzione"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4945","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=4945"}],"version-history":[{"count":9,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4945\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":10507,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4945\/revisions\/10507"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=4945"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=4945"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=4945"},{"taxonomy":"post_folder","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fpost_folder&post=4945"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}