{"id":2552,"date":"2023-09-17T21:52:19","date_gmt":"2023-09-17T19:52:19","guid":{"rendered":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=2552"},"modified":"2023-10-25T00:35:20","modified_gmt":"2023-10-24T22:35:20","slug":"pomeridiana-di-sabato-31-gennaio-1948","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=2552","title":{"rendered":"POMERIDIANA DI SABATO 31 GENNAIO 1948"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"2552\" class=\"elementor elementor-2552\" data-elementor-post-type=\"post\">\n\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-1c6d3320 elementor-section-full_width elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"1c6d3320\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-24042576\" data-id=\"24042576\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-d550421 elementor-align-right elementor-widget elementor-widget-button\" data-id=\"d550421\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"button.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-button-wrapper\">\n\t\t\t\t\t<a class=\"elementor-button elementor-button-link elementor-size-sm\" href=\"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/19480131_2.pdf\" target=\"_blank\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-content-wrapper\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-icon\">\n\t\t\t\t<i aria-hidden=\"true\" class=\"icon icon-view\"><\/i>\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-text\">Versione PDF<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-8852fce elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"8852fce\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p>ASSEMBLEA COSTITUENTE<\/p><p>CCCLXXV.<\/p><p>SEDUTA POMERIDIANA DI SABATO 31 GENNAIO 1948<\/p><p>PRESIDENZA DEL PRESIDENTE <strong>TERRACINI<\/strong><\/p><p><strong>INDICE<\/strong><\/p><p><strong>Congedi:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p><strong>Commemorazione:<\/strong><\/p><p>Buffoni<\/p><p>Presidente<\/p><p><strong>Votazione segreta dei disegni di legge costituzionali:<\/strong><\/p><p>Statuto speciale per la Sardegna \u2013 Statuto speciale per il Trentino-Alto Adige \u2013 Statuto speciale per la Valle d\u2019Aosta \u2013 Modificazioni alla legge 7 ottobre 1947, n. 1058, per la prima elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica \u2013 Norme per la formazione delle liste elettorali nella provincia di Bolzano<\/p><p>Presidente<\/p><p><strong>Risultato della votazione segreta:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p><strong>Disegno di legge costituzionale<\/strong> (<em>Seguito della discussione ed approvazione<\/em>)<strong>:<\/strong><\/p><p>Testo coordinato dello Statuto speciale per la Sicilia (65)<\/p><p>Presidente<\/p><p>Patricolo<\/p><p>Perassi, <em>Presidente della Sottocommissione per gli statuti regionali<\/em><\/p><p>Varvaro<\/p><p>Murgia<\/p><p>Ambrosini<\/p><p>Musotto<\/p><p>Corbino<\/p><p>Marinaro<\/p><p>Persico<\/p><p>Castiglia<\/p><p>Lussu<\/p><p>Russo Perez<\/p><p>Einaudi, <em>Vicepresidente del Consiglio dei Ministri, Ministro del bilancio<\/em><\/p><p>Camangi<\/p><p>Montalbano<\/p><p>Cevolotto, <em>Relatore<\/em><\/p><p>Aldisio<\/p><p>Finocchiaro Aprile<\/p><p>Bernini<\/p><p>Corsini<\/p><p>Mortati<\/p><p>Domined\u00f2<\/p><p>De Vita, <em>Sottosegretario di Stato per le poste e le telecomunicazioni<\/em><\/p><p><strong>Presentazione di relazioni:<\/strong><\/p><p>Di Giovanni, <em>Presidente della Commissione per le autorizzazioni a procedere<\/em><\/p><p>Presidente<\/p><p><strong>Votazione segreta:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p><strong>Risultato della votazione segreta:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p><strong>Disegno di legge costituzionale<\/strong> (<em>Discussione e approvazione<\/em>)<strong>:<\/strong><\/p><p>Norme per la proponibilit\u00e0 dei giudizi e per le garanzie di indipendenza della Corte costituzionale (68)<\/p><p>Presidente<\/p><p>Ruini<\/p><p>Mortati, <em>Relatore<\/em><\/p><p>Giannini<\/p><p>Condorelli<\/p><p>Moro<\/p><p>Nitti<\/p><p>Grassi, <em>Ministro di grazia e giustizia<\/em><\/p><p>Lucifero<\/p><p>Bozzi<\/p><p>Benvenuti<\/p><p>Domined\u00f2<\/p><p>Fabbri<\/p><p>Mastino Gesumino<\/p><p>Mastino Pietro<\/p><p>Targetti<\/p><p>Perassi<\/p><p>Ambrosini<\/p><p><strong>Votazione segreta dei disegni di legge costituzionali:<\/strong><\/p><p>Conversione in legge costituzionale dello statuto della Regione siciliana approvato col decreto legislativo 15 maggio 1946, n. 455 \u2013 Norme per la proponibilit\u00e0 dei giudizi e per le garanzie d\u2019indipendenza della Corte costituzionale<\/p><p>Presidente<\/p><p><strong>Risultato della votazione segreta:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p><strong>Per la chiusura dei lavori dell\u2019Assemblea:<\/strong><\/p><p>Micheli<\/p><p>De Gasperi, <em>Presidente del Consiglio dei<\/em> <em>Ministri<\/em><\/p><p>Presidente<\/p><p><strong>Interrogazioni <\/strong>(<em>Annunzio<\/em>)<strong>:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p>La seduta comincia alle 16.<\/p><p>MEDI, <em>ff. Segretario<\/em>, legge il processo verbale della precedente seduta pomeridiana.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Congedi.<\/p><p>PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo i deputati Cotellessa e Viale.<\/p><p>(<em>Sono concessi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Commemorazione.<\/p><p>BUFFONI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>BUFFONI. Onorevoli colleghi, si \u00e8 spento ieri l\u2019altro a Varese l\u2019onorevole Paolo Campi, gi\u00e0 deputato al Parlamento per il Collegio di Milano nella XXV legislatura.<\/p><p>L\u2019onorevole Paolo Campi fu un valoroso combattente per la causa socialista.<\/p><p>Figlio di lavoratori, operaio muratore egli stesso, seppe, con studio assiduo e paziente, darsi una buona cultura e divenire efficace propagandista, redattore e direttore di fogli proletari, e uno dei migliori organizzatori del movimento sindacale e di quello cooperativo.<\/p><p>Fu anche sindaco di Gallarate nell\u2019Amministrazione socialista che resse quell\u2019importante citt\u00e0 industriale fino alla presa del potere da parte dei fascisti.<\/p><p>Prego l\u2019onorevole Presidente di voler mandare alla famiglia le condoglianze dell\u2019Assemblea.<\/p><p>PRESIDENTE. Assicuro l\u2019onorevole Buffoni, che a nome dell\u2019Assemblea Costituente, invier\u00f2 alla famiglia dello scomparso le espressioni del nostro cordoglio. (<em>Segni d\u2019assenso<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Votazione segreta.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019ordine del giorno reca la votazione a scrutinio segreto dei seguenti disegni di legge:<\/p><p>Statuto speciale per la Sardegna; Statuto speciale per il Trentino-Alto Adige; Statuto speciale per la Valle d\u2019Aosta; Modificazioni alla legge 7 ottobre 1947, n. 1058, per la prima elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica; Norme per la formazione delle liste elettorali nella provincia di Bolzano.<\/p><p>Indico la votazione.<\/p><p>(<em>Segue la votazione<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Avverto che le urne rimarranno aperte continuandosi nello svolgimento dell\u2019ordine del giorno.<\/p><p>Seguito della discussione del disegno di legge costituzionale: Testo coordinato dello Statuto speciale per la Sicilia. (65).<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019ordine del giorno reca: Seguito della discussione del disegno di legge costituzionale: Testo coordinato dello Statuto speciale per la Sicilia. (65).<\/p><p>PATRICOLO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>PATRICOLO. Vorrei formulare la richiesta di chiusura della discussione sul coordinamento dello Statuto regionale siciliano. Ritengo doveroso chiedere la chiusura, perch\u00e9 noi ci troviamo impegolati in una discussione che certamente non potr\u00e0 aver termine entro questa sera. Noi discutiamo come se avessimo davanti a noi delle settimane di tempo, mentre non abbiamo che poche ore.<\/p><p>Se si fosse trattato di coordinare lo Statuto con la Costituzione, probabilmente, modificando uno o due articoli, noi saremmo giunti alla soluzione del nostro problema; ma la Commissione ha presentato un nuovo progetto. Qualcuno dei nostri colleghi ha detto che questo progetto sarebbe pi\u00f9 favorevole alla Regione siciliana. Io non sono d\u2019accordo. Comunque, pi\u00f9 favorevole o no, se si trattasse oggi di rivedere lo Statuto siciliano, noi dovremmo esaminare articolo per articolo questo Statuto. Si tratterebbe di modificare una legge che per i siciliani ha enorme importanza; ed io sarei il primo a chiedere ulteriori riforme che possano essere di maggiore vantaggio per r siciliani.<\/p><p>Dato che non abbiamo il tempo per questo esame, e dato che ci \u00e8 stato presentato un ordine del giorno a firma dell\u2019onorevole Ambrosini, io chiedo che si proceda alla votazione di questo ordine del giorno, non andando oltre nella discussione.<\/p><p>PRESIDENTE. Domando se la proposta di chiusura, avanzata dall\u2019onorevole Patricolo, \u00e8 appoggiata.<\/p><p>(<em>\u00c8 appoggiata<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>La pongo in votazione.<\/p><p>(<em>\u00c8<\/em> <em>approvata<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Ha facolt\u00e0 di parlare l\u2019onorevole Perassi, Presidente della Sottocommissione per gli Statuti regionali.<\/p><p>PERASSI, <em>Presidente della Sottocommissione per gli Statuti regionali.<\/em> Onorevoli colleghi, vorrei anzitutto rilevare una espressione dell\u2019onorevole Finocchiaro Aprile. Egli disse che la Commissione aveva impedito all\u2019onorevole Ambrosini di essere Relatore per il progetto di legge costituzionale concernente lo Statuto coordinato della Sicilia. Devo dire che ci\u00f2 non \u00e8 assolutamente esatto. La Commissione, nel determinare l\u2019ordine dei suoi lavori, aveva adottato il principio che per ciascuna delle leggi costituzionali relative agli Statuti speciali venissero designati due Relatori e che questi Relatori fossero scelti con un criterio di assoluta obiettivit\u00e0, nel senso che nessuno dei membri della Commissione appartenenti ad una certa Regione fosse relatore per quella Regione. Cos\u00ec \u00e8 che, ad esempio, l\u2019onorevole Ambrosini non \u00e8 compreso fra i relatori per la Sicilia, mentre \u00e8 stato relatore per la Sardegna e l\u2019onorevole Lussu non \u00e8 stato relatore por la Sardegna ma lo \u00e8 stato per la Valle d\u2019Aosta.<\/p><p>Fatta questa rettifica di un dato di fatto, entro senz\u2019altro rapidamente nel merito della questione. Chi ha sentito i discorsi di stamattina, quello dell\u2019onorevole Ambrosini (nostro collega della Commissione), che rappresentava la minoranza costituita dai deputati siciliani nella Commissione, eppoi il discorso dell\u2019onorevole Finocchiaro Aprile, avr\u00e0 notato una certa notevole diversit\u00e0 di apprezzamenti da parte dei due oratori per quanto concerne il lavoro compiuto dalla Commissione. Secondo l\u2019onorevole Ambrosini questo lavoro non ha portato ad un rifacimento sostanziale dello Statuto; secondo l\u2019onorevole Finocchiaro Aprile, invece, parrebbe che si sia voluto sovvertire quello che esiste. N\u00e9 l\u2019una, n\u00e9 l\u2019altra tesi sono completamente esatte e le due versioni contrapposte mostrano che la verit\u00e0 non \u00e8 n\u00e9 nell\u2019una, n\u00e9 nell\u2019altra.<\/p><p>Cosa ha fatto la Commissione? La Commissione, come ha gi\u00e0 spiegato molto chiaramente il Relatore, aveva dinanzi a s\u00e9 un binario tracciato e lo ha seguito coerentemente. Si \u00e8 detto che la Commissione ha sorpassato i poteri che essa aveva, nel compiere il coordinamento. Vorrei, a questo riguardo, richiamare ancora una volta l\u2019origine di questa espressione ed il significato che essa pu\u00f2 avere. Verrei ricordare soprattutto alla deputazione siciliana che, nella proposta di coordinamento regionale che la Consulta siciliana elabor\u00f2, su invito dell\u2019Alto Commissariato e del Governo, aveva inserito all\u2019articolo 43 del suo precetto la disposizione che dice: \u00abIl presente Statuto sar\u00e0 approvato con decreto legislativo ed entra in vigore dopo la pubblicazione nella <em>Gazzetta Ufficiale<\/em>\u00bb. Proseguiva poi: \u00abSar\u00e0 in seguito sottoposto all\u2019Assemblea Costituente dello Stato\u00bb, senza altro aggiungere. La parola: \u00abcoordinamento\u00bb \u00e8 venuta fuori in sede di Consulta Nazionale. Fu questa che propose di modificare quella frase, che poi venne trasferita nel decreto legislativo che eman\u00f2 lo Statuto, nel testo seguente: \u00abEsso sar\u00e0 sottoposto all\u2019Assemblea Costituente per essere coordinato con la nuova Costituzione dello Stato\u00bb. \u00c8 da rilevare che la stessa Consulta, nella sua relazione si domand\u00f2 quale sarebbe stata poi la posizione dell\u2019Assemblea Costituente nei riguardi dello Statuto ed a pag. 4 della relazione, a suo tempo presentata, la Consulta osserv\u00f2 che l\u2019Assemblea Costituente si sarebbe ritenuta evidentemente investita di una piena sovranit\u00e0 a questo riguardo.<\/p><p>Richiamata questa origine della parola \u00abcoordinamento\u00bb, veniamo in concreto a quello che ha fatto la Commissione che ha elaborato il testo. La Commissione ha inteso, come del resto \u00e8 gi\u00e0 stato detto, il suo compito come consistente in due operazioni. Una prima di carattere costituzionale e sostanziale consisteva nell\u2019esaminare il testo dello Statuto vigente e vedere quali fossero le norme che apparivano in contrasto col desto della Costituzione. La seconda operazione, che entra pure nel coordinamento, fu quella di dare al testo dello Statuto siciliano, da adottarsi con legge costituzionale, una formulazione corrispondente allo stile ed alle disposizioni della stessa Costituzione; operazione questa di coordinamento letterale e formale.<\/p><p>Devo dire che la Commissione ha compiuto questo lavoro con un continuo contatto, diretto e indiretto, con la delegazione siciliana e con essa ha avuto un libero scambio di idee nei riguardi dei diversi punti che, sotto diversi aspetti, erano stati indicati dalla Commissione stessa come meritevoli di essere considerati al fine del lavoro da compiersi.<\/p><p>VARVARO. La delegazione siciliana ieri sera \u00e8 stata d\u2019accordo sull\u2019ordine del giorno Ambrosini.<\/p><p>PERASSI, <em>Presidente della Sottocommissione per gli Statuti ragionali.<\/em> Io parlo della Commissione.<\/p><p>Sta di fatto che anche l\u2019altra notte, dalle 10 di sera a mezzanotte e oltre, noi abbiamo avuto una conversazione con la delegazione siciliana, con la quale abbiamo perfino esaminato i dettagli e le disposizioni di ordine secondario. Abbiamo, per esempio, considerato alcune disposizioni che non c\u2019erano nello Statuto siciliano vigente e che invece erano state messe gi\u00e0 in altri Statuti speciali, e si \u00e8 considerata l\u2019opportunit\u00e0 o meno di passarle anche nello Statuto siciliano. Alcune di queste disposizioni, infatti, sono state inserite nel testo da noi elaborato, nell\u2019interesse stesso della Regione. Un esempio particolarmente notevole \u00e8 dato da quelle disposizioni che riguardano una consultazione della Regione per quanto concerne l\u2019elaborazione dei trattati di commercio, ed altre legislazioni che possono interessare la Regione. Anche per altri articoli si \u00e8 discusso e qualcuno \u00e8 stato dell\u2019avviso di lasciare determinate materie alle leggi regionali.<\/p><p>Dunque, questa discussione di dettaglio lasciava ritenere che la discussione potesse proseguire senza gravi difficolt\u00e0.<\/p><p>Veniamo ora a quello che \u00e8 particolarmente l\u2019oggetto della discussione e del voto che in questo momento si deve prendere, e cio\u00e8 esaminiamo il progetto di legge quale \u00e8 presentato dall\u2019onorevole Ambrosini in contrapposto al testo dell\u2019articolo 1, elaborato dalla Commissione. Che cosa dice questo articolo e quale ne \u00e8 la portata?<\/p><p>Secondo il testo dell\u2019onorevole Ambrosini, lo Statuto della regione siciliana, approvato col regio decreto legge 15 maggio 1946 fa parte delle leggi costituzionali della Repubblica, ai sensi e per gli effetti dell\u2019articolo 116 della Costituzione.<\/p><p>Il testo Ambrosini non differisce sostanzialmente dal primo comma del testo dell\u2019onorevole Finocchiaro Aprile.<\/p><p>Cosa vuol dire questa formula tradotta nella sua portata giuridica? (E su questo punto l\u2019onorevole Ambrosini sar\u00e0 certo d\u2019accordo nell\u2019interpretazione che diamo al contenuto della sua disposizione). Vuol dire giuridicamente questo: che l\u2019Assemblea Costituente farebbe una legge costituzionale nella quale si riportano articolo per articolo tutte le disposizioni dello Statuto vigente, senza mutare una virgola, aggiungendo soltanto alla fine una disposizione, che \u00e8 quella contenuta nella seconda parte del progetto Ambrosini, relativa ad eventuali modificazioni. Ci\u00f2 che \u00e8 necessario rilevare \u00e8 che, adottando il testo Ambrosini, l\u2019Assemblea Costituente assumerebbe la responsabilit\u00e0 di prendere il testo dello Statuto attuale cos\u00ec com\u2019\u00e8, facendolo proprio in tutte le sue parti, in tutti i dettagli, punto per punto, virgola per virgola.<\/p><p>Ora, la Commissione non ritiene di poter raccomandare all\u2019Assemblea Costituente di seguire questa via. Ritiene che la formula proposta dall\u2019onorevole Ambrosini non corrisponda al compito che l\u2019Assemblea Costituente ha avuto, anche inteso il coordinamento nel senso pi\u00f9 ristretto che sia possibile.<\/p><p>Questo, infatti, non \u00e8 coordinamento; questa \u00e8 ricezione in blocco del testo dello Statuto vigente, dandogli il carattere formale di legge costituzionale.<\/p><p>La Commissione, ripeto, non pu\u00f2 assumersi la responsabilit\u00e0 di suggerire all\u2019Assemblea Costituente di compiere questo atto.<\/p><p>La Commissione ha contenuto nei limiti pi\u00f9 ristretti il lavoro di coordinamento che essa era incaricata di fare, perch\u00e9 le disposizioni dello Statuto, alle quali essa ha portato qualche modificazione, sono poche e sono soltanto quelle che in realt\u00e0 si pongono in manifesto contrasto con la Costituzione.<\/p><p>Se, per ipotesi, si adottasse una legge costituzionale che in blocco facesse proprio il contenuto in tutti i suoi particolari dello Statuto vigente, si verrebbe implicitamente a dire che tutte le disposizioni sono conservate col carattere di norme costituzionali, mentre lo stesso articolo 16 delle disposizioni transitorie della Costituzione prevede che vi siano delle norme preesistenti, che implicitamente sono da ritenersi abrogate con l\u2019entrata in vigore della Costituzione.<\/p><p>Noi, tenendo presenti i princip\u00ee della Costituzione, ed in particolare l\u2019articolo 116, abbiamo fatto l\u2019opera che si \u00e8 concretata nel testo che abbiamo presentato, e la Commissione non pu\u00f2 che attenersi a quel testo.<\/p><p>Io rilevo che nel corso di questa seduta sono stati presentati degli emendamenti al testo della Commissione; pu\u00f2 darsi che alcuni di questi emendamenti non rientrino in quel concetto di coordinamento che era stato indicato anche dal Presidente. \u00c8 una questione da vedersi. D\u2019altra parte, \u00e8 da tener presente che, come \u00e8 avvenuto per altri Statuti, \u00e8 possibile che, per qualche disposizione contenuta nel testo dello Statuto vigente, si possa prevedere un procedimento di modificazione diverso da quello che \u00e8 il procedimento costituzionale.<\/p><p>A questo riguardo, ricordo in particolare che le norme relative all\u2019ordinamento tributario della Regione, come abbiamo gi\u00e0 avuto occasione di rilevare per un altro Statuto, concernono una materia che un articolo della Costituzione prevede come suscettibile di essere regolata con leggi ordinarie. Quindi potrebbe essere anche opportuno, qualora si ritenga di non entrare ora nel merito delle disposizioni concernenti l\u2019ordinamento tributario, di fare uso di quell\u2019espediente che noi abbiamo gi\u00e0 adottato per altri Statuti, cio\u00e8 a dire che quelle disposizioni (avuto riguardo al loro carattere in relazione dell\u2019articolo 119 della Costituzione) saranno suscettibili di essere modificate con un procedimento diverso di quello delle leggi costituzionali; cio\u00e8 col procedimento di legge ordinario, su proposta dell\u2019Assemblea regionale.<\/p><p>L\u2019onorevole Ambrosini, poi, ad un certo punto, ha detto che vi sono anche delle questioni di forma, che pure hanno la loro importanza. Il concetto \u00e8 esattissimo ed egli ha rilevato che il dire all\u2019articolo 1\u00b0 che si sono introdotte delle modificazioni allo Statuto vigente pu\u00f2 sembrare poco opportuno, in relazione alle giuste suscettibilit\u00e0 della Regione siciliana. Se \u00e8 questione di forma, la Commissione pu\u00f2 anche non avere difficolt\u00e0 a togliere quella espressione. Si potrebbe, ad esempio, dire che lo Statuto attuale \u00e8 adottato con legge costituzionale come Statuto speciale della Sicilia nel testo allegato alla presente legge, senza parlare di modificazioni.<\/p><p>L\u2019onorevole Gullo Rocco questa mattina ha avuto una nota particolarmente pratica; in fondo, ha detto, lasciamo a parte la questione delle parole e guardiamo alla sostanza. Ed \u00e8 su questa via che noi ci siamo messi, e credevamo di essere arrivati in porto o quasi. Torniamo a questo appello alla realt\u00e0 e alla praticit\u00e0, prescindendo da questioni di forma o di suscettibilit\u00e0 e proseguiamo il lavoro sulla linea che abbiamo indicato. Il testo che noi abbiamo sottoposto all\u2019Assemblea \u00e8 un testo che concilia le esigenze costituzionali del coordinamento con le preoccupazioni della delegazione siciliana.<\/p><p>Noi riteniamo che l\u2019Assemblea Costituente possa lavorare sulla base di questo testo.<\/p><p>Si \u00e8 detto che la Commissione si \u00e8 dimostrata ostile all\u2019autonomia della Sicilia: non \u00e8 per niente vero. Il Relatore del progetto, onorevole Cevolotto, figura fra i Ministri che hanno messo la firma al decreto che ha determinato il primo ordinamento autonomo della Sicilia; gli altri membri della Commissione hanno tutti ugualmente seguito un indirizzo nettamente favorevole alle autonomie. Chi vi parla, in particolare, non pu\u00f2 certo venir sospettato di esser poco favorevole alle autonomie.<\/p><p>Ci\u00f2 che piuttosto vi \u00e8 stato, da parte di tutti i membri della Commissione \u2013 questa, s\u00ec, \u00e8 la verit\u00e0 \u2013 \u00e8 che, nel fare questo lavoro, noi tutti, qualunque fosse la nostra personale opinione, ci siamo posti da un punto di vista assolutamente obiettivo, prescindendo cio\u00e8 da qualunque opportunit\u00e0 contingente di partito. Questa \u00e8 la pura verit\u00e0, e noi pertanto formuliamo l\u2019augurio che a questo stesso spirito si informi l\u2019Assemblea Costituente.<\/p><p>L\u2019onorevole Li Causi, questa mattina, diceva: voi volete, con questo Statuto, tornare a fare il colpo del 1860, quando, per ripetere una frase di Alberto Mario, si fece un colpo di Stato, estendendo alla Sicilia tutto il bagaglio accentratore dell\u2019ordinamento piemontese. No, non \u00e8 questo che vogliamo fare; al contrario, noi vogliamo riparare all\u2019errore commesso nel 1860, perch\u00e9 abbiamo presente al nostro spirito quello che \u00e8 stato il voto della Sicilia prima che quel cosiddetto colpo di Stato venisse consumato. Noi abbiamo presente la relazione, stesa da Michele Amari, del Consiglio straordinario di Stato, che Garibaldi, e per lui il prodittatore Mordini, aveva convocato, prima che venisse indetto il plebiscito, per studiare ed esporre al Governo, diceva il decreto, \u00abquali sarebbero, nella costituzione della grande famiglia italiana, gli ordini e le istituzioni su cui convenga prestare attenzione perch\u00e9 rimangano conciliati i bisogni peculiari della Sicilia con quelli generali dell\u2019unit\u00e0 e della prosperit\u00e0 della Nazione italiana\u00bb.<\/p><p>Nessuna ostilit\u00e0, dunque, all\u2019autonomia siciliana, ma, al contrario il desiderio di garantire che l\u2019ordinamento regionale funzioni in maniera utile alla Sicilia e all\u2019Italia.<\/p><p>Questo \u00e8 il nostro desiderio e riteniamo che il testo risponda a questo spirito e a questa finalit\u00e0.<\/p><p>VARVARO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Su che cosa, onorevole Varvaro?<\/p><p>VARVARO. Sulle dichiarazioni fatte ora dall\u2019onorevole Perassi.<\/p><p>PRESIDENTE. Mi spiace, onorevole Varvaro, ma ora non c\u2019\u00e8 da dire pi\u00f9 nulla: il Relatore ha risposto, la chiusura \u00e8 stata votata e a nessuno pi\u00f9 si pu\u00f2 concedere ora facolt\u00e0 di parlare.<\/p><p>Onorevoli colleghi, ricordo che il disegno di legge costituzionale nel testo della Commissione \u00e8 del seguente tenore:<\/p><p>Art. 1.<\/p><p>\u00abIl vigente Statuto della Regione siciliana, approvato con decreto legislativo 15 maggio 1946, n. 455, \u00e8 adottato con la presente legge costituzionale quale Statuto speciale per la Sicilia, con le modificazioni che risultano dall\u2019allegato, che costituisce il testo coordinato dello Statuto stesso\u00bb.<\/p><p>Art. 2.<\/p><p>\u00abLa presente legge costituzionale entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella <em>Gazzetta Ufficiale<\/em> della Repubblica\u00bb.<\/p><p>Gli onorevoli Ambrosini, Castiglia e Montalbano hanno presentato il seguente emendamento:<\/p><p>\u00ab<em>Sostituire gli articoli 1 e 2 col seguente articolo unico:<\/em><\/p><p>\u00abLo Statuto della Regione siciliana, approvato con regio decreto-legge 15 maggio 1946, n. 455, fa parte delle leggi costituzionali della Repubblica ai sensi e per gli effetti dell\u2019articolo 116 della Costituzione.<\/p><p>\u00abLe modifiche, che in base all\u2019esperienza derivante dall\u2019applicazione dello Statuto fossero ritenute necessarie dalla Regione o dallo Stato, saranno approvate dal Parlamento nazionale con legge ordinaria, di intesa con l\u2019Assemblea regionale della Sicilia\u00bb.<\/p><p>Gli onorevoli Finocchiaro Aprile e Gallo hanno presentato il seguente emendamento:<\/p><p>\u00ab<em>Sostituire gli articoli 1 e 2 del disegno di legge col seguente articolo unico:<\/em><\/p><p>\u00abLo Statuto della Sicilia, promulgato con decreto legislativo 15 maggio 1946. n. 455, \u00e8 legge costituzionale e continuer\u00e0 ad avere vigore.<\/p><p>\u00abEventuali modifiche potranno essere introdotte con legge ordinaria dello Stato, ma sempre su voto dell\u2019Assemblea siciliana, espresso da almeno tre quarti dei suoi componenti\u00bb.<\/p><p>Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti al testo Ambrosini:<\/p><p>\u00ab<em>Sostituire il secondo comma col seguente:<\/em><\/p><p>\u00abLe modifiche ritenute necessarie dallo Stato o dalla Regione saranno approvate dal Parlamento nazionale con legge ordinaria udita l\u2019Assemblea regionale della Sicilia.<\/p><p>\u00abPersico\u00bb.<\/p><p>\u00ab<em>Sostituire il secondo comma col seguente:<\/em><\/p><p>\u00abPer le modificazioni dello statuto della Regione siciliana si applica la procedura stabilita dalla Costituzione per le leggi costituzionali. Non oltre due anni dall\u2019entrata in vigore della presente legge si potr\u00e0 procedere a revisione anche con legge ordinaria della Repubblica, udita l\u2019Assemblea regionale siciliana.<\/p><p>\u00abDomined\u00f2\u00bb.<\/p><p>\u00ab<em>Aggiungere il seguente comma:<\/em><\/p><p>\u00abLo stesso procedimento si applicher\u00e0 per eventuali modifiche agli statuti speciali gi\u00e0 approvati della Sardegna, Trentino-Alto Adige, Val d\u2019Aosta.<\/p><p>\u00abMurgia\u00bb.<\/p><p>Onorevole Murgia, mi rammarico, ma non \u00e8 proponibile il suo emendamento aggiuntivo. Noi stiamo esaminando il testo dello Statuto speciale per la Sicilia e non possiamo immettervi nulla che si riferisca agli Statuti speciali gi\u00e0 approvati.<\/p><p>MURGIA. Non credo che vi sia una ragione di preclusione assoluta.<\/p><p>Vi sono, invece, imperiose ragioni di giustizia, oltrech\u00e9 politiche e logiche, che impongono l\u2019accoglimento dell\u2019emendamento che abbiamo proposto.<\/p><p>PRESIDENTE. Permetta, onorevole Murgia: penso che lei si possa rammaricare di non aver pensato ieri a proporre questa formula; ma non \u00e8 questa una ragione, comunque, per inserirla quest\u2019oggi in un testo che non ha nulla a che fare con la sua proposta. Potr\u00e0 formare oggetto, se mai, di un ordine del giorno; non di formulazione da inserire nel corpo di una legge che si riferisce ad altra materia.<\/p><p>Onorevole Ambrosini, poich\u00e9 sono state presentate due formulazioni che modificano il testo da lei proposto, la pregherei di esprimere il suo parere e di dirci se \u00e8 disposto ad accoglierle in sostituzione della sua formulazione.<\/p><p>AMBROSINI. Onorevole Presidente, le proposte modifiche si riferiscono al comma secondo. Io debbo insistere sul mio testo, facendo rilevare che lo ho presentato anche in rappresentanza del mio gruppo, e che \u00e8 stato firmato da altri due colleghi, che vi aderirono in rappresentanza dei loro partiti.<\/p><p>Io mi rendo conto delle esigenze manifestate con gli emendamenti presentati. Ritengo per\u00f2 che a queste esigenze si provveda adeguatamente anche con l\u2019articolo da me proposto, che apre la via alle modifiche che l\u2019esperienza suggerir\u00e0, senza richiedere il ricorso alla procedura lunga della revisione costituzionale. Baster\u00e0 una legge ordinaria emanata dal Parlamento Nazionale \u00abdi intesa\u00bb con l\u2019Assemblea regionale siciliana. L\u2019Assemblea ha approvato lo Statuto della Val d\u2019Aosta che ha un articolo col quale sostanzialmente si adotta la stessa norma; e ieri ha approvato lo Statuto del Trentino-Alto Adige con un simile articolo, sia pure limitato alla materia finanziaria. La clausola \u00abdi intesa\u00bb con l\u2019Assemblea regionale \u00e8 necessaria per non sollevare diffidenze nell\u2019Isola, e sar\u00e0 pi\u00f9 vantaggiosa per tutti.<\/p><p>Quindi il secondo comma dell\u2019articolo proposto \u00e8 gi\u00e0 sulla scia di una deliberazione presa da questa Assemblea per due altri Statuti. Faccio rilevare all\u2019Assemblea che con questo secondo comma non ci si pone sulla via del trattato internazionale, n\u00e9 del federalismo, giacch\u00e9 non si preclude allo Stato la possibilit\u00e0 di procedere a modifiche di sua sola autorit\u00e0 e senza il consenso dell\u2019Assemblea regionale della Sicilia, facendo ricorso al procedimento previsto dalla Costituzione per la revisione delle leggi costituzionali.<\/p><p>Se vi sono dei colleghi che hanno il dubbio circa la possibilit\u00e0 che la dizione dell\u2019articolo da me proposto precluda al Parlamento questo potere di revisione (dubbio che in verit\u00e0 non ha fondamento, perch\u00e9 il Parlamento sovrano pu\u00f2 col procedimento previsto cambiare qualsiasi norma della stessa Costituzione) si pu\u00f2 diradare il dubbio facendo un richiamo espresso alla revisione delle norme costituzionali. Nel secondo comma dopo le parole \u00able modifiche saranno approvate con legge ordinaria del Parlamento di intesa con l\u2019Assemblea regionale\u00bb, si pu\u00f2 aggiungere \u00absalvo l\u2019ordinario procedimento di revisione costituzionale\u00bb. Con ci\u00f2 sarebbe eliminata qualsiasi possibilit\u00e0 di dubbio.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, passiamo dunque alla votazione.<\/p><p>AMBROSINI. Chiedo di parlare, per aggiungere una sola parola.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>AMBROSINI. Mi \u00e8 stato chiesto se accetto o non accetto gli emendamenti.<\/p><p>Come ho detto, non li accetto; mantengo il testo da me proposto nella sua integrit\u00e0, con la clausola \u00abdi intesa\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Sta bene, onorevole Ambrosini. Avevo gi\u00e0 ben compreso quello che lei ha detto.<\/p><p>MUSOTTO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MUSOTTO. Onorevoli colleghi, avvertiamo lo stato psicologico dei siciliani in questo momento in cui si discute all\u2019Assemblea Costituente il coordinamento dello Statuto dell\u2019Isola con la Costituzione della Repubblica.<\/p><p>Il partito socialista italiano dichiara che vuole salvaguardata nel modo pi\u00f9 sicuro l\u2019autonomia siciliana, e perci\u00f2 pensa che il coordinamento non debba toccare n\u00e9 diminuire quello che era stato concesso.<\/p><p>Lo Statuto fa gi\u00e0 parte della legge costituzionale dello Stato perch\u00e9, approvato e promulgato col decreto del maggio 1947, ha avuto pieno vigore ed \u00e8 penetrato nella coscienza del popolo siciliano come una conquista e come un diritto acquisito.<\/p><p>Strumento efficacissimo di lotta democratica, porter\u00e0 ancora il popolo siciliano verso realizzazioni pi\u00f9 ampie, sollevandone il livello morale, sociale e politico.<\/p><p>Il popolo siciliano, sempre intelligente e sobrio, sapr\u00e0 trarre dalle esperienze, alle quali lo chiamer\u00e0 la sua nuova attivit\u00e0 politica e amministrativa, suggerimenti e propositi di revisione dello Statuto, semmai sempre in meglio, onde farne uno strumento valido e sapiente nell\u2019interesse del popolo lavoratore e repubblicano, che vuole rimanere vivo e operante nell\u2019anima unitaria dello Stato italiano. Il Gruppo parlamentare socialista voter\u00e0 favorevolmente l\u2019articolo di legge proposto dall\u2019onorevole Ambrosini.<\/p><p>CORBINO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CORBINO. Io non credo che dal voto che daremo debbano nascere, n\u00e9 i grandi guai che a proposito del nostro ordinamento regionale ho sentito esporre da qualche parte, n\u00e9 le grandi speranze che i miei conterranei siciliani affidano alla deliberazione della Costituente.<\/p><p>Ho troppa fiducia nell\u2019intelligenza dei siciliani e nel buonsenso del popolo italiano per non essere pi\u00f9 che sicuro che gli errori o gli eccessi che noi possiamo aver commesso o potremmo commettere in un senso o nell\u2019altro non siano prontamente e provvidamente riparati. C\u2019\u00e8, nel problema che ci affatica un aspetto giuridico che investe tutta la struttura costituzionale dello Stato e rispetto al quale tutti vogliamo essere italiani prima che siciliani. C\u2019\u00e8 un problema di ordine economico-finanziario, di funzionamento dell\u2019economia dell\u2019Isola che, impostato in momenti nei quali la situazione della Sicilia era profondamente diversa da quella di oggi, impostato in momenti nei quali anche la situazione dell\u2019Italia era profondamente diversa di quella di oggi, ci avrebbe portato probabilmente a fare uno statuto alquanto diverso di quello che siamo chiamati ad approvare. Il problema principale, oggi mi pare il seguente: siamo in un momento in cui una nuova redazione dello Statuto possa essere fatta in un ambiente di serenit\u00e0, di calma, di obiettivit\u00e0 tale quale sarebbe necessario per non avere la probabilit\u00e0, se non la certezza, di incorrere in altri errori? Io sono convinto di no, e ne sono convinto non soltanto per la brevit\u00e0 del termine, ma anche e soprattutto perch\u00e9, per la speciale atmosfera elettorale nella quale viviamo, ciascuno di noi non avrebbe quella limpidezza di vedute che sarebbe necessaria. Ed allora non resta che una soluzione, il rinvio (<em>Commenti<\/em>), nei termini nei quali lo propone Ambrosini.<\/p><p>AMBROSINI. No, io propongo l\u2019approvazione integrale e definitiva.<\/p><p>CORBINO. A me pare un rinvio in questo senso, in ogni caso \u00e8 in questo senso che io voto la proposta Ambrosini, \u00e8 perch\u00e9 c\u2019\u00e8 un impegno tacito delle due parti che l\u00e0 dove esiste un contrasto fra la Costituzione approvata e lo Statuto dell\u2019Isola, questo contrasto dovr\u00e0 essere appianato nelle forme giuridiche e costituzionali, e che fino a quel giorno, sia da parte dello Stato, sia da parte degli organi della Regione, si agisca con il presupposto che fra Italia e Sicilia non vi pu\u00f2 essere che armonia di interessi e non discordanza di interessi.<\/p><p>Questo deve essere il punto di partenza.<\/p><p>Quindi hanno ragione il Governo, il Ministro del bilancio, quando si preoccupano delle ripercussioni che determinati provvedimenti presi dal Governo regionale possono aver avuto o potrebbero avere sulla struttura economica nazionale, ma hanno anche ragione il Governo regionale, tutte le popolazioni dell\u2019Isola quando si preoccupano che noi si possa ricorrere a formule legislative vaghe, che tendano a togliere alla Sicilia, sia pure soltanto pro-forma, una parte di quelle conquiste (chiamiamole con il loro linguaggio) che esse credono di avere effettuato. Onorevoli i colleghi, come siciliano io sono convinto che noi abbiamo preso nell\u2019interesse della Sicilia la via sbagliata, perch\u00e9 avremmo dovuto impostare la campagna per la difesa degli interessi della Sicilia, sul terreno di una politica economica nazionale che correggesse le sperequazioni ai danni delle isole del Mezzogiorno, e non nella vacua speranza di una autonomia regionale, la quale doveva urtare, nella sua vita economica e finanziaria, di fronte a difficolt\u00e0 che ancora non si possono prospettare e che provocheranno gravi delusioni alle popolazioni.<\/p><p>Quindi, non perch\u00e9 abbia lo scrupolo di prendere per il Paese una deliberazione che possa essere nociva agli interessi dell\u2019Italia, ma con la perfetta tranquillit\u00e0 che nel nostro tradizionale buon senso noi troveremo sempre la via d\u2019intenderci, io voto l\u2019ordine del giorno Ambrosini, con l\u2019aggiunta che lo stesso onorevole Ambrosini ha proposto.<\/p><p>AMBROSINI. Ho suggerito, sempre mantenendo la clausola \u00abdi intesa\u00bb, di aggiungere \u00absalvo l\u2019ordinario procedimento di revisione costituzionale\u00bb.<\/p><p>CORBINO. Il suo suggerimento mi permetto di farlo come mia proposta, nel senso che entro un termine breve si arrivi alla modifica dei punti in contradizione. Credo di poter esprimere un augurio: che queste modifiche siano affrontate subito, non appena il nuovo Parlamento sia costituito, in maniera che in esso si possano studiare, concordare non nell\u2019atmosfera rovente che precede una battaglia elettorale, ma con la tranquillit\u00e0 di tecnici che devono studiare a tavolino soluzioni di problemi concreti, interessanti in ugual modo l\u2019Isola e tutto il resto della Repubblica. (<em>Applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>VARVARO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>VARVARO. Io credo che la proposta firmata dagli onorevoli Ambrosini, Castiglia, Montalbano, sia la sola che possa dirimere il contrasto che si \u00e8 determinato nell\u2019Assemblea, e che diversamente sarebbe incomponibile. Il contrasto si \u00e8 determinato attraverso un errore d\u2019impostazione della Commissione. In base all\u2019articolo 116 della nostra Costituzione, noi dovevamo fare, a proposito dello Statuto siciliano, con mandato specifico, una legge di coordinamento. Questa legge la Commissione l\u2019ha presentata, ed \u00e8 costituita dai due primi articoli. Senonch\u00e9, con un procedimento giuridicamente sbagliato, al posto di quell\u2019allegato (e lo chiama difatti allegato) che doveva essere lo Statuto siciliano, che richiamava nella legge anche con il numero, noi troviamo un altro progetto con una sistematica totalmente diversa. Io non discuto adesso il contenuto; discuto la forma, che \u00e8 di grandissima importanza, perch\u00e9 investe problemi insolubili.<\/p><p>Intanto questo procedimento delude le aspettative dell\u2019Assemblea, che si era attenuta alle direttive date dall\u2019onorevole Presidente, il quale, dando queste direttive, che abbiamo sott\u2019occhio \u2013 spero le avrete anche voi \u2013 aveva mostrato di individuare il problema in modo preciso. Queste direttive dicevano: \u00abA differenza di statuti, che si devono creare, quello della Sicilia \u00e8 gi\u00e0 una legge dello Stato e quindi non \u00e8 dato all\u2019Assemblea di discuterlo articolo per articolo. L\u2019Assemblea pu\u00f2 soltanto rilevare e discutere, se ve ne siano, evidenti e sicuri contrasti con la Costituzione italiana\u00bb.<\/p><p>Quindi, dopo i due articoli del progetto, che costituiscono la legge di adozione dello Statuto siciliano, la Commissione, coerentemente con queste direttive e secondo le aspettative di noi tutti, avrebbe dovuto presentare solamente le proposte di modifica dei contrasti costituzionali eventualmente esistenti; non un progetto nuovo.<\/p><p>N\u00e9 tutto questo, che \u00e8 errore evidente della Commissione, \u00e8 stato fatto d\u2019accordo con la delegazione siciliana. Mi dispiace di dover dire come stanno realmente le cose. A prescindere da questioni elettorali, che non mi interessano per niente, tutto questo non \u00e8 stato fatto d\u2019accordo con la delegazione siciliana. Ieri sera si sono riunite la deputazione e la delegazione siciliana, le quali, dopo lunga discussione, sono rimaste ferme sul progetto Ambrosini, perch\u00e9 non era stato accettato il nuovo progetto della Commissione.<\/p><p>Oggi, a poche ore dalla fine dei nostri lavori, ci troviamo di fronte ad un progetto nuovo, che, per essere appunto completamente nuovo, pone l\u2019Assemblea nell\u2019obbligo di discuterlo articolo per articolo, anche se il senso della misura, dato che sono state presentate diecine di emendamenti (che non so come potranno essere discussi), suggerir\u00e0 di procedere celermente.<\/p><p>Ritengo che, in queste condizioni, unica soluzione sia quella della proposta Ambrosini, Montalbano e Castiglia.<\/p><p>Per queste considerazioni voter\u00f2 a favore, perch\u00e9 non vedo possibilit\u00e0 di altre soluzioni.<\/p><p>MARINARO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MARINARO. Io voter\u00f2 contro la proposta Ambrosini, come voter\u00f2 contro qualsiasi proposta, diretta a richiamare il decreto 15 maggio 1946, non perch\u00e9 non ami le autonomie regionali e non apprezzi nel giusto valore le aspirazioni del popolo siciliano, ma perch\u00e9 ritengo incostituzionale l\u2019accennato decreto.<\/p><p>Questo decreto \u00e8 per me incostituzionale, poich\u00e9 il Governo non aveva la potest\u00e0 di emanarlo; non ne aveva la potest\u00e0, n\u00e9 in base al famoso decreto di Salerno del 25 giugno 1944, n\u00e9 in base ai pretesi accordi dei comitati di liberazione col Governo medesimo.<\/p><p>Questa materia, cio\u00e8 la materia costituzionale era sottratta alla facolt\u00e0 legislativa del Governo. E ci\u00f2 \u00e8 tanto vero, onorevoli colleghi, che il Consiglio di Stato, interpellato in proposito, si rifiut\u00f2 di esaminare la questione. Non \u00e8 che giunse ad una soluzione diversa da quella proposta dal Governo, ma non esamin\u00f2 affatto la questione, ragion per cui il Governo non avrebbe dovuto pubblicare il decreto del 15 maggio. D\u2019altra parte \u00e8 da tener conto che questo decreto fu registrato con riserva e che questa Assemblea non si \u00e8 mai pronunziata sulla riserva opposta dalla Corte dei Conti, ritengo anzi che l\u2019apposita Commissione non abbia mai funzionato in questo periodo di tempo. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Nelle ultime settimane, a mio avviso, questa Assemblea ha compiuto numerosi atti incostituzionali che vanno dalla rinnovata adozione della lista nazionale per l\u2019elezione del Senato, a talune norme contenute negli Statuti che sono stati approvati nei giorni scorsi. \u00c8 bene che l\u2019Assemblea assuma la sua responsabilit\u00e0 ma \u00e8 bene pure che ciascuno di noi assuma la propria ed io ho creduto di fare questa dichiarazione per dividere la mia responsabilit\u00e0 da quella degli altri. (<em>Approvazioni a destra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PERSICO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>PERSICO. Onorevoli colleghi, dir\u00f2 brevissime parole per spiegare la ragione del mio emendamento. Abbiamo ascoltato molte tesi opposte fra cui ultima quella dell\u2019onorevole Varvaro, il quale sostiene che la Commissione ha esorbitato dai suoi poteri presentando un disegno di legge, che non \u00e8 identico al decreto regio approvato il 15 maggio 1946.<\/p><p>Io sono convinto che la Commissione ha fatto completamente il suo dovere, perch\u00e9, fino a che le due parole italiane \u00abcoordinare\u00bb e \u00abadottare\u00bb hanno un significato logico e giuridico, coordinare vuol dire ordinare insieme ad altre cose, adottare vuol dire assumere qualcosa e farla propria, qualora convenga e qualora piaccia. Quindi, quando l\u2019articolo 117 della Costituzione parla di adottare, conferisce un potere di disamina, di critica, di eventuale cambiamento di quel che si adotta; quando la legge del 15 maggio 1946 parla di coordinazione, evidentemente d\u00e0 una facolt\u00e0 di esaminare, e, se del caso, di modificare per coordinare. Quindi la Commissione bene ha fatto, e non \u00e8 esatto che quando usa la parola \u00aballegato\u00bb, accenni alla legge 15 maggio. L\u2019articolo 1 dell\u2019attuale disegno dice: \u00abCon le modificazioni che risultano dall\u2019allegato\u00bb: cio\u00e8 nell\u2019allegato sono contenute le modificazioni. Poi aggiunge: \u00abche costituisce il testo \u00abcoordinato\u00bb dello Statuto stesso\u00bb. Quindi la Commissione \u00e8 perfettamente in regola. Dato ci\u00f2, io e molti altri pi\u00f9 autorevoli colleghi anche siciliani, ci eravamo permessi di proporre delle modifiche e degli emendamenti ai singoli articoli con la speranza di vederli accolti dall\u2019Assemblea.<\/p><p>Cosa \u00e8 che in questo momento rende impossibile tale discussione? La situazione stranissima in cui ci troviamo, di essere arrivati alle ore 18 del giorno 31 gennaio, con l\u2019obbligo di chiudere questa sera i nostri lavori. Ed allora bisogna trovare una soluzione. La soluzione l\u2019ha offerta l\u2019onorevole Ambrosini, ma l\u2019ha offerta con mano avara, perch\u00e9, non dico che abbia voluto approfittare della specialissima contingenza (egli \u00e8 uomo di troppo elevata dirittura morale per poterlo pensare!), ma la fatalit\u00e0 vuole che la sua proposta sia quasi iugulatoria e che dobbiamo quindi accettarla, <em>bongr\u00e9, malgr\u00e9.<\/em><\/p><p>Ed allora, ecco le ragioni per cui mi sono permesso di presentare un emendamento al secondo comma del suo emendamento. Amici siciliani, non dite che da parte nostra c\u2019\u00e8 cattiva volont\u00e0, e che ci sia l\u2019intenzione di riprendere con una mano quello che si d\u00e0 con l\u2019altra. Non \u00e8 vero, perch\u00e9 il primo comma dell\u2019emendamento Ambrosini taglia corto ad ogni discussione, \u00e8 <em>tranchant<\/em>, e risolve tutte le questioni, in quanto esso afferma che \u00ablo Statuto della Regione siciliana, approvato con regio decreto-legge 15 maggio 1946, n. 455, fa parte delle leggi costituzionali della Repubblica ai sensi e per gli effetti dell\u2019articolo 116 della Costituzione\u00bb. Quindi con esso si dicono due cose: che lo abbiamo coordinato, come voleva il decreto-legge del 1946, e che lo abbiamo adottato, secondo l\u2019articolo 116 della Costituzione. Con ci\u00f2 gli amici siciliani hanno ottenuto al mille per mille tutto quello che domandavano.<\/p><p>Il secondo comma vuol concedere qualche cosa che va al di l\u00e0, e che impegna l\u2019avvenire. Ecco perch\u00e9 mi sono permesso di proporre una modifica che credevo sarebbe stata accettata senz\u2019altro dagli onorevoli Ambrosini, Castiglia e Montalbano. Il mio emendamento sostitutivo rappresentava una mano amichevole che si tendeva all\u2019onorevole Ambrosini. Nel primo capoverso del suo emendamento \u00e8 detto che \u00able modifiche, che in base all\u2019esperienza derivante dall\u2019applicazione dello Statuto fossero ritenute necessarie dalla Regione o dallo Stato, saranno approvate dal Parlamento nazionale con legge ordinaria, di intesa con l\u2019Assemblea regionale della Sicilia\u00bb. Ora, circa \u00abl\u2019esperienza\u00bb, io credo che ci vorr\u00e0 per lo meno un quinquennio, altrimenti non si potr\u00e0 parlare di esperienza. Osservo che si mette prima la Regione e poi lo Stato, perch\u00e9 \u00e8 detto \u00abfossero ritenute necessarie dalla Regione o dallo Stato\u00bb: questa espressione tradisce proprio lo spirito dell\u2019emendamento. Circa poi l\u2019approvazione da parte del Parlamento nazionale con legge ordinaria, di intesa con l\u2019Assemblea regionale della Sicilia, io noto che, finch\u00e9 non avremo un trattato di accomodamento fra i due organismi politici, tra Italia e Sicilia, finch\u00e9 non .avremo un accordo fra il cos\u00ec detto Parlamento siciliano ed il Parlamento dello Stato italiano, non sar\u00e0 possibile, n\u00e9 allo Stato, n\u00e9 alla Regione, di proporre alla Camera, e al Senato, una qualsiasi modifica dell\u2019attuale Statuto.<\/p><p>Ma, dice l\u2019onorevole Ambrosini, acutissimo come sempre: dimenticate che c\u2019\u00e8 l\u2019articolo 138 della Costituzione, che cio\u00e8 si pu\u00f2 ricorrere alla modifica di una legge costituzionale col procedimento delle due letture, con i tre mesi d\u2019intervallo, con la maggioranza qualificata e col <em>referendum<\/em> qualora venga richiesto nei modi di legge? Questo \u00e8 un meccanismo difficilissimo a mettere in moto e dovremo farvi ricorso solo eccezionalmente, per modificare qualche parte della Costituzione se sar\u00e0 necessario, non per ritoccare qualche articolo di uno Statuto regionale.<\/p><p>Quindi, io prego il collega Ambrosini \u2013 e temo che l\u2019amico Ambrosini non possa pi\u00f9 accedere alla mia preghiera, perch\u00e9 ha gi\u00e0 risposto negativamente \u2013 ma prego gli amici e colleghi siciliani di voler accettare il mio emendamento, il quale salva tutti gli interessi della loro nobilissima Regione, dell\u2019Assemblea, o Parlamento, siciliano, dei deputati o consiglieri, siciliani; ma fa anche salvo al Governo centrale il potere \u2013 dovere che l\u2019amico Corbino diceva urgentissimo esercitare \u2013 di nominare domani stesso una Commissione di studio che potr\u00e0 preparare le opportune modifiche allo Statuto siciliano; di modo che ai primi di maggio, aprendosi il nuovo Parlamento, possa essergli presentata questa come una delle prime leggi da discutere e deliberare. Per queste ragioni confido che l\u2019emendamento, da me proposto, possa trovare benevola accoglienza da parte dell\u2019Assemblea Costituente.<\/p><p>CASTIGLIA. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CASTIGLIA. Io prendo la parola soprattutto per rispondere all\u2019invito molto cortese rivolto dall\u2019onorevole Persico, per l\u2019accettazione del suo emendamento all\u2019emendamento che porta la firma dell\u2019onorevole Ambrosini, la mia e quella dell\u2019onorevole Montalbano.<\/p><p>Io sono grato all\u2019onorevole Persico delle sue parole e delle sue intenzioni. Sono grato del fatto che in omaggio a quelli che lui ritiene i diritti preminenti della Regione nella materia in esame, abbia fatto quella tale graduatoria, per\u00f2 sono spiacente di non poter accettare il suo emendamento, poich\u00e9 in sostanza fra il nostro emendamento, e l\u2019emendamento proposto dall\u2019onorevole Persico c\u2019\u00e8 una differenza piccolissima in apparenza, la differenza di una lettera dell\u2019alfabeto, di una <em>d<\/em>, la quale per\u00f2 modifica profondamente e sostanzialmente l\u2019essenza delle cose. Mentre noi prevediamo al capoverso dell\u2019emendamento che le modifiche saranno approvate dal Parlamento nazionale ecc. \u00abd\u2019intesa\u00bb con l\u2019Assemblea regionale, l\u2019onorevole Persico propone che a questa frase \u00abd\u2019intesa\u00bb sia sostituita l\u2019altra: \u00abudita\u00bb; la differenza \u00e8 troppo evidente: la differenza non \u00e8 soltanto formale, ma \u00e8 sostanziale, ed ha una portata e delle conseguenze che sono facilmente intuibili, perch\u00e9 ci sia bisogno di immolarsi su di essa. Io non conosco le intenzioni dell\u2019onorevole Montalbano; comunque, dichiaro di non poter accettare l\u2019emendamento dell\u2019onorevole Persico. Ho preso anche la parola, ed ho ritenuto questa dichiarazione di voto necessaria \u2013 anche se apparentemente possa non sembrarlo essendo la mia firma stata apposta all\u2019emendamento che si dovr\u00e0 votare \u2013 perch\u00e9 io avevo presentato anche altri emendamenti sul testo dello Statuto. Ma tengo a dichiarare che questi emendamenti che io avevo presentato avevano un carattere tutt\u2019affatto subordinato; nel caso cio\u00e8 in cui l\u2019emendamento che porta anche la mia firma non fosse votato dall\u2019Assemblea; e prendo la parola anche perch\u00e9 voi, onorevoli colleghi, avete udito da parte della deputazione siciliana, senza differenza di partiti, senza separazione di ideologie politiche, l\u2019intendimento che le rivendicazioni della Sicilia alla sua autonomia venissero finalmente esaudite.<\/p><p>La deputazione siciliana su questo argomento si \u00e8 mantenuta concorde senza che ci sia stata una sola incrinatura ed ha espresso, attraverso la voce dei vari oratori, la sua unanime e compatta volont\u00e0 di ottenere quel che ci proponiamo.<\/p><p>Non vorrei che, attraverso questa che noi potremmo chiamare (sia pure con linguaggio improprio, dal punto di vista regolamentare) relazione di minoranza, si potesse pensare che fra la maggioranza e la minoranza della Commissione ci siano stati dei contrasti veramente insanabili e profondi. Noi abbiamo collaborato con spirito di grande comprensione reciproca e devo dire, per la verit\u00e0, che la maggioranza della Commissione si era avviata verso una concezione la quale avrebbe forse potuto portare ad altri risultati. E la ragione profonda, almeno per mio conto, del dissenso che si \u00e8 manifestato tra la minoranza e la maggioranza della Commissione, non consiste tanto in quelle proposte di modifiche allo Statuto sulle quali si sarebbe potuto ancora, e forse proficuamente, discutere, quanto nel criterio che ha informato il disegno di legge che doveva portare al coordinamento; perch\u00e9 cos\u00ec come \u00e8 stato formulato dalla maggioranza della Commissione, questo disegno di coordinamento ha aperto, come era prevedibile, le cateratte delle proposte di modifica dello Statuto, proposte di modifica che, molto pi\u00f9 di quelle tali proposte fatte dalla maggioranza della Commissione, svuoterebbero completamente lo Statuto per l\u2019autonomia siciliana, rendendolo \u2013 mi si consenta la frase \u2013 niente altro che una beffa atroce e tragica, della quale i siciliani non potrebbero non dolersi.<\/p><p>\u00c8 per questo che io faccio appello a considerazioni di carattere soprattutto politico da parte dell\u2019Assemblea, lasciando da parte per il momento qualsiasi considerazione strettamente giuridica, perch\u00e9 questo nostro emendamento sia votato nella forma in cui l\u2019abbiamo presentato.<\/p><p>Io so benissimo che le proposte di emendamento sarebbero forse piovute allo stesso modo anche se le varie disposizioni dei vari articoli dello Statuto fossero rimaste cos\u00ec come erano state consacrate nello Statuto per l\u2019autonomia siciliana; ma, in ogni modo, contro questi tentativi di svuotamento e di annullamento dello Statuto noi opponiamo il nostro desiderio che l\u2019emendamento da noi presentato sia votato cos\u00ec com\u2019\u00e8.<\/p><p>Non si devono avere preoccupazioni. E, ancora una volta, non guasta che da questa Assemblea, dalla voce di un siciliano, vengano pronunziate altre parole di adesione a quello che gli altri co]leghi siciliani hanno detto: questo strumento della nostra autonomia non vuole, non pu\u00f2 e non deve significare tentativo di qualsiasi disintegrazione dello spirito di unit\u00e0 nazionale che ha animato ed anima la maggior parie dei siciliani. Noi siciliani, nella stragrande maggioranza, siamo profondamente unitari e tali vogliamo restare, o signori!<\/p><p>Ma dateci il modo perch\u00e9, attraverso l\u2019attuazione ed il conseguimento delle nostre rivendicazioni noi possiamo sentirci ancor pi\u00f9 profondamente e pi\u00f9 intimamente legati all\u2019Italia!<\/p><p>Io ricordo, signori, ed ho finito, le parole che uno dei pi\u00f9 illustri figli di Sicilia, Vittorio Emanuele Orlando, ha pronunziato in quest\u2019Aula, parole che noi tutti siciliani sentiamo di poter far nostre e di assumere come pegno ed impegno d\u2019onore: \u00abCome non vi pu\u00f2 essere una Italia senza la Sicilia, cos\u00ec non vi pu\u00f2 essere una Sicilia senza l\u2019Italia.\u00bb (<em>Applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>LUSSU. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LUSSU. Non posso dichiararmi solidale con i colleghi della Commissione su questo disegno di legge, cos\u00ec come la Commissione lo presenta per la Sicilia. Io mi sono dimesso dalla Commissione, il giorno 28, in seguito al modo che consideravo e tuttora considero ingiusto con cui si \u00e8 cercato di distruggere la sostanza dello Statuto speciale per la Sardegna. Non ho quindi potuto prender parte alle ultime riunioni e alle decisioni definitive per la Sicilia.<\/p><p>Debbo dichiarare che sono arrivato alla conclusione, che mi sento obbligato di votare a favore della sola soluzione politica che esista, a favore cio\u00e8 dell\u2019emendamento dell\u2019onorevole Ambrosini. Io ho sempre infatti sostenuto \u2013 me ne appello ai colleghi della Commissione \u2013 che il coordinamento non significasse, nel nostro caso, la semplice aggiunta dello Statuto siciliano alla Carta costituzionale della Repubblica, ma che bisognasse invece interpretare questa esigenza come una necessit\u00e0 di razionale coordinamento costituzionale fra i princip\u00ee fondamentali della Repubblica e i princip\u00ee fondamentali dello Statuto siciliano.<\/p><p>Ma \u00e8 appunto per ci\u00f2, che io ho sempre detto che questo si poteva fare ad una sola condizione; che noi non ci mettessimo in testa di andare ad esaminare tutti gli articoli dello Statuto cos\u00ec come sono stati formulati, ma che all\u2019opposto ci convincessimo della necessit\u00e0 di ridurre al minimo queste esigenze costituzionali di coordinamento.<\/p><p>Io le ho indicate queste esigenze, in termini chiari. Primo, Corte costituzionale. Il coordinamento deve avvenire infatti principalmente attraverso la Corte costituzionale, la quale deve essere unica per la Repubblica, deve essere unica per tutti.<\/p><p>Secondo, la questione della Corte di cassazione. Io ritenevo infatti che, in un grande Paese civile e moderno, la Corte di cassazione dovesse essere unica; mi sembrava, inoltre che, avendo l\u2019Assemblea rinviato la decisione sulla questione della unicit\u00e0 della Corte di cassazione, significasse un poco, in certa guisa, pregiudicare la questione, stabilendo una Corte di cassazione per la Sicilia.<\/p><p>Pur tuttavia, su ci\u00f2 io non insistevo, conscio come sono della circostanza che questa mia opinione non \u00e8 condivisa, nel Paese e in questa Assemblea, da uomini che hanno una sconfinata autorit\u00e0 in questo campo, ben superiore alla mia. Io riducevo perci\u00f2 le mie esigenze a quel primo punto della Corte costituzionale.<\/p><p>Male ha fatto quindi, la Commissione a porci nell\u2019obbligo di vedere il problema, anzich\u00e9 da un punto di vista principalmente politico come dovrebbe essere, da un punto di vista di natura prevalentemente tecnico-costituzionale. Ma, onorevoli colleghi, questa Assemblea non \u00e8, per nostra fortuna, un\u2019Assemblea di uomini che sognano continuamente costituzioni e che mangiano sera e mattina diritto costituzionale, come, ad esempio, il collega professor Mortati. (<em>Si ride<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>ANDREOTTI, <em>Sottosegretario di Stato per la Presidenza del Consiglio.<\/em> Ma Mortati \u00e8 una persona seria, almeno.<\/p><p>LUSSU. Questa \u00e8 dunque un\u2019Assemblea politica ed \u00e8 evidente che per essa \u00e8 necessario arrivare ad una soluzione politica. E, per arrivare ad una soluzione politica, bisognerebbe essere ben ingenui per pensare che si possa discutere uno Statuto che \u00e8 \u2013 diciamo le cose come esse appaiono nella profonda realt\u00e0 vera \u2013 una conquista politica diventata per giunta giuridicamente efficiente. \u00c8 una conquista politica, e qui saremmo dei pazzi (<em>Commenti<\/em>) se davvero pensassimo di poter distruggere una conquista politica di una Regione che ha cinque milioni di abitanti.<\/p><p><em>Una voce a sinistra.<\/em> Ma non esageri!<\/p><p>LUSSU. Io dico quello che sento, e lo dicevo molto moderatamente, e credo assennatamente, due mesi fa, un mese fa, sino all\u2019ultimo.<\/p><p>Quindi, non rimane che una conclusione Quando si vedono di questi emendamenti, \u00e8 chiaro che quelli che sostenevano il coordinamento cos\u00ec come io lo sostenevo non possono consentire che sia ragionevole che ognuno abbia il diritto di presentare emendamenti ad ogni articolo.<\/p><p>L\u2019onorevole Einaudi stamattina ha incominciato con un emendamento, ricordandosi di essere il Ministro del bilancio, e poi ne ha presentato uno anche stasera. Mi permetta l\u2019onorevole Einaudi, egli \u00e8 da considerarsi come il primo fautore dell\u2019emendamento Ambrosini. E debbo aggiungere che, vedendo questi emendamenti, presentati questa sera, io mi sono ricordato dei versi dell\u2019Ariosto, che mi pare possano attribuirsi egregiamente all\u2019onorevole Einaudi, su quel cavaliere dell\u2019<em>Orlando Furioso<\/em> che andava combattendo ed era morto. (<em>Commenti \u2013 Ilarit\u00e0<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00c8 chiaro che non c\u2019\u00e8 la possibilit\u00e0 di emendamenti; politicamente non \u00e8 possibile. L\u2019Assemblea si spiegher\u00e0 facilmente il motivo per cui io sono arrivato a questa conclusione.<\/p><p>E mi permetta una parola anche l\u2019onorevole Corbino, del quale non condivido nemmeno la concezione che egli ha espresso come siciliano per le conquiste e per le organizzazioni autonomistiche. Non \u00e8 esatto che noi autonomisti del Mezzogiorno e delle isole avremmo meglio servito gli interessi delle nostre Regioni cercando di trasformare qui, al Parlamento, la politica economica e finanziaria del Governo e dello Stato. Ci\u00f2 significa crearci una maggioranza parlamentare. Il che in ipotesi, pu\u00f2 anche avvenire: pu\u00f2 avvenire fra poco o fra molto e pu\u00f2 anche non avvenire mai, come non \u00e8 avvenuto sino ad ora. Lo strumento dell\u2019organizzazione autonomistica delle Regioni e dello Stato porta a questo: che quelle Regioni che, per una tradizione di organizzazione statale centralizzata e di corruzione politica che pesava su tutti, erano indotte a trasferire il centro del loro lavoro e della loro azione dalla periferia a Roma, devono sentire che bisogna fare il cammino inverso, e ritornare alla periferia. Gli interessi reali delle Regioni si servono anzitutto sul posto, localmente, studiando i problemi, lavorando ogni giorno, criticando, prendendo delle iniziative, facendole prendere dagli altri.<\/p><p>Questo \u00e8 il lato buono dell\u2019autonomia, ed \u00e8 quello che si far\u00e0 nelle Regioni che hanno potuto conquistarsi un regime di autonomia; perch\u00e9, se non servisse ad altro, questo regime servirebbe ad un controllo esatto di tutto quello che avviene e a presentare, attraverso l\u2019organismo delle Regioni, nel modo pi\u00f9 solenne perch\u00e9 costituzionale e legale, l\u2019espressione delle esigenze e della volont\u00e0 della periferia al centro, al Parlamento di domani.<\/p><p>Certo, guai se considerassimo queste autonomie come un toccasana. Le autonomie sono un\u2019arma; aggiungo anche, un\u2019arma pericolosa; guai se non le sappiamo adoperare. Esse, come tutte le armi, potrebbero ferire anzitutto quelli che le impugnano.<\/p><p>Ecco perch\u00e9, colleghi della rappresentanza siciliana, (anche su noi, ma meno su noi sardi, perch\u00e9 siamo in un\u2019Isola modesta con poco pi\u00f9 di un milione di abitanti) su voi pesa una grande responsabilit\u00e0 politica, e io aggiungerei anche storica. Guai se fallisce l\u2019esperimento di Sicilia; guai se l\u2019esperimento risultasse negativo. La riforma autonomistica, che noi concepiamo come la pi\u00f9 grande conquista democratica di questa democrazia repubblicana moderna, verrebbe colpita a morte e tutto crollerebbe il sistema che con tanta fatica abbiamo cercato di inserire nella Costituzione repubblicana e nella coscienza del Paese.<\/p><p>\u00c8 con questo monito che io, con animo tranquillo, voto l\u2019emendamento Ambrosini, fiducioso che voi, facendo tesoro della vostra esperienza, apporterete le trasformazioni che sono necessarie. Perch\u00e9 bisogna mettere d\u2019accordo anche la tecnica costituzionale con le sovrane esigenze della vita nazionale e della Repubblica. (<em>Applausi a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>RUSSO PEREZ Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>RUSSO PEREZ. Dichiaro che voter\u00f2 a favore della proposta Ambrosini e quindi contro gli ordini del giorno e gli emendamenti dell\u2019onorevole Persico e del pericolosissimo trio Dossetti-Domined\u00f2-Moro. (<em>Si ride<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Le ragioni sono quelle che hanno esposto i colleghi Ambrosini, Finocchiaro Aprile, Varvaro e Castiglia.<\/p><p>Io mi permetto di ammonire rispettosamente alcuni colleghi, e specialmente quelli che su codesto emendamento hanno chiesto la votazione a scrutinio segreto, che essi, mentre dicono, o anche pensano, di lavorare a favore dell\u2019unit\u00e0 del Paese, in realt\u00e0 lavorano per la sua disgregazione.<\/p><p>EINAUDI, <em>Vicepresidente del Consiglio dei Ministri, Ministro del bilancio.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>EINAUDI. <em>Vicepresidente del Consiglio dei Ministri, Ministro del bilancio.<\/em> Devo fare una dichiarazione di voto esponendo le ragioni per le quali, se l\u2019Assemblea non proceder\u00e0 alla discussione dell\u2019allegato e quindi alla discussione dei singoli articoli e anche dell\u2019emendamento da me proposto, se l\u2019Assemblea non riterr\u00e0 di far questo, io voter\u00f2 a favore dell\u2019emendamento Persico.<\/p><p>Molte sarebbero le ragioni che si potrebbero addurre a questo riguardo, in appoggio a quelle che sono gi\u00e0 state svolte.<\/p><p>L\u2019onorevole Persico ha dimostrato che l\u2019adozione dell\u2019emendamento Ambrosini, cos\u00ec com\u2019\u00e8 scritto, porta alla conseguenza che nulla potr\u00e0 essere innovato allo Statuto senza un accordo fra i due parlamenti, il parlamento italiano e il parlamento siciliano. Mancando questo accordo nessuna modifica potr\u00e0 essere apportata al testo che sarebbe votato a norma dell\u2019emendamento Ambrosini.<\/p><p>Ora io vi prego di riflettere ad una circostanza la quale mi pare d\u2019importanza somma a tacere di tutte le altre osservazioni che potrebbero essere addotte a proposito dei singoli articoli su cui ho presentato emendamenti, richiamo l\u2019attenzione sull\u2019articolo 13 e sulla connessione che esso ha come principio che vedo riportato in altri statuti gi\u00e0 deliberati dall\u2019Assemblea Costituente e che dice sostanzialmente che viene tutelato solo il rispetto degli obblighi internazionali.<\/p><p>Ora io affermo che l\u2019articolo 13 contraddice ad un obbligo internazionale, che questa Assemblea medesima ha assunto quando ha votato l\u2019adesione dell\u2019Italia agli accordi di Bretton Woods, perch\u00e9 la nostra moneta fosse inserita in un sistema internazionale rivolto alla tutela delle monete dei singoli paesi e anche del nostro.<\/p><p>Quell\u2019accordo internazionale impone una condizione essenziale, senza la quale l\u2019adesione dovrebbe di fatto venire a mancare: ed \u00e8 il mantenimento di una sola moneta, di una sola unit\u00e0 monetaria.<\/p><p>Ora, se vi \u00e8 cosa certissima \u00e8 questa: che l\u2019articolo 13 consacra non solo la possibilit\u00e0 ma \u2013 a parer mio \u2013 la certezza assoluta che in Italia verrebbero a costituirsi due monete: una lira italiana e una lira siciliana.<\/p><p>Soltanto per un miracolo (l\u2019ho gi\u00e0 detto altra volta in questa Assemblea parlando del banco di deputato, soltanto per un miracolo, impossibile a verificarsi, si potrebbe dare il caso che i corsi delle due monete seguitassero ad essere uguali; inquantoch\u00e9, quando si afferma che deve costituirsi una stanza di compensazione particolare per la Sicilia e in questa stanza di compensazione particolare della Sicilia vengono da una parte ad essere offerte tutte le sterline, i dollari, i franchi francesi, i franchi svizzeri e tutte le altre monete straniere ottenute in compenso delle nostre esportazioni, dei noli delle navi mercantili iscritte nei compartimenti siciliani, delle rimesse degli emigranti e del turismo e, dall\u2019altra parte, viene ad essere richiesta una certa altra quantit\u00e0 di dollari, sterline e via dicendo per il pagamento delle importazioni siciliane, ivi si costituisce un mercato e \u2013 costituendosi un mercato \u2013 nulla ci dice (anzi tutto lo fa escludere) che il corso della lira, quale verr\u00e0 ad essere determinato su quel mercato, sar\u00e0 uguale al corso che verr\u00e0 ad essere determinato sul resto del mercato italiano.<\/p><p>Oggi \u2013 per esempio \u2013 il corso della lira sul dollaro \u00e8 di circa 600 lire per ogni dollaro. Soltanto per un miracolo \u2013 se si costituisse la stanza di compensazione particolare per la Sicilia \u2013 potrebbe accadere che il corso della lira in confronto del dollaro fosse uguale a 600! Tale corso sar\u00e0 quasi sicuramente minore o maggiore.<\/p><p>In quel determinato momento in cui (come ho sentito dire, ma non so quanto la notizia sia esatta) il ricavo in valuta straniera per le esportazioni e gli altri crediti siciliani fossero notevolmente superiori ai debiti per le importazioni, per cui la Sicilia diventasse creditrice verso l\u2019estero, in quel momento che cosa accadrebbe? Accadrebbe che l\u2019offerta di valute straniere da parte di esportatori sarebbe superiore alla domanda fatta in Sicilia di quelle medesime monete, e potrebbe accadere che il corso del dollaro, invece di essere a 600 lire, precipitasse a 400, a 300, a 200! Questo \u00e8 il bel regalo che si vorrebbe fare agli esportatori siciliani!<\/p><p>Coloro che sono favorevoli e propugnano questo articolo 13 si mettano bene in mente quali possano essere le conseguenze e i danni per gli esportatori siciliani e italiani!<\/p><p>Io credo che l\u2019Assemblea Costituente, prima di prendere una decisione, debba riflettere gravemente su queste considerazioni. \u00c8 certo che ove, in base a questo articolo 13, si costituisse siffatta stanza di compensazione particolare, il corso della lira sul mercato siciliano sarebbe diverso dal corso della lira sul mercato italiano. Vi sarebbero almeno due corsi, e questo sarebbe in contrasto con l\u2019accordo internazionale che abbiamo firmato e che abbiamo firmato nell\u2019interesse nostro di italiani ed anche nell\u2019interesse dei siciliani! Se i due corsi non si determinassero, ci\u00f2 accadrebbe solo perch\u00e9, in violazione della stessa norma che lo Statuto siciliano sancisce, la stanza di compensazione non fosse istituita od, istituita, non funzioni come stanza, ma come qualcosa d\u2019altro che qui non mi attento n\u00e9 a definire n\u00e9 ad analizzare. Perch\u00e9 io credo che se l\u2019Assemblea Costituente non vuole passare alla discussione degli articoli perch\u00e9 l\u2019ora tarda ce lo impedisce, almeno rimanga questa valvola di sicurezza, che venga cos\u00ec riconosciuta all\u2019autorit\u00e0 superiore nel nostro Paese, che \u00e8 il Parlamento, la facolt\u00e0 di legiferare in questa materia! \u00c8 certo che in tal modo non si far\u00e0 nessun danno alla Sicilia, perch\u00e9 nessun Parlamento italiano oser\u00e0 mai modificare lo Statuto a danno della Sicilia!<\/p><p>Una modifica di questo articolo 13, a parer mio \u00e8 necessaria per l\u2019Italia e per la Sicilia nello stesso tempo. Perci\u00f2, allo scopo di lasciar libera la via, al fine che l\u2019Italia possa far fronte agli obblighi internazionali assunti, gi\u00e0 assunti, ripeto, nell\u2019interesse nostro e non nell\u2019interesse straniero, ritengo che l\u2019emendamento dell\u2019onorevole Persico debba essere accolto.<\/p><p>CAMANGI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CAMANGI. Il Gruppo repubblicano si compiace del tono e del contenuto del discorso dell\u2019onorevole Ambrosini, tono e contenuto che, sia pure nella brevit\u00e0 in cui \u00e8 stato costretto, hanno certamente e chiaramente dimostrato come certe idee riescano a camminare indipendentemente, al di fuori e al di sopra anche della stessa divisione dei partiti. Fedeli quindi al nostro principio, noi voteremo l\u2019emendamento del collega Ambrosini, dando a questo nostro voto non soltanto il significato di un rinnovato atto di fiducia per i fratelli siciliani, ma anche l\u2019espressione di una nostra certezza, la certezza che gli italiani di Sicilia smentiranno con i fatti le superstiti preoccupazioni dei centralisti e dimostreranno con i fatti come, attraverso l\u2019autonomia intesa come noi la intendiamo, si realizzi la pi\u00f9 vera, la pi\u00f9 sicura democrazia. (<em>Applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>MONTALBANO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MONTALBANO. Far\u00f2 una dichiarazione brevissima. Quale terzo firmatario dell\u2019emendamento Ambrosini, dichiaro di non poter accettare la proposta Persico. Le ragioni sono evidenti e non \u00e8 il caso che io mi dilunghi su questo argomento. N\u00e9 tratter\u00f2 delle questioni giuridiche perch\u00e9 s\u00e9 ne sono fatte troppe. La questione \u00e8 essenzialmente politica. \u00c8 politica perch\u00e9 si vuol fare, in ultima analisi, un torto alla Sicilia riducendo di molto la sua autonomia e ci\u00f2 senza tener conto n\u00e9 delle sue particolari condizioni n\u00e9 delle tradizioni autonomiste dell\u2019Isola, n\u00e9 delle lotte combattute in questi ultimi anni da tutto il popolo siciliano per la sua libert\u00e0, n\u00e9 della recentissima esperienza dell\u2019autonomia siciliana, assolutamente positiva, fatta in base al vigente Statuto che arbitrariamente si vuole abrogare o comunque modificare sostanzialmente, calpestando le aspettative quanto mai legittime del popolo siciliano. Ma indietro non si torna. Non si avvilisce un popolo che ha dato sempre tutto per la Patria, strappandogli uno strumento che, per riconoscimento unanime dei maggiori esponenti di tutti i partiti politici e di tutti i gruppi parlamentari, gli ha permesso di fare un gran passo avanti verso la rinascita.<\/p><p>Questo strumento, il vigente Statuto siciliano, \u00e8 ormai cos\u00ec caro a tutta la popolazione dell\u2019Isola, che non lo si pu\u00f2 sopprimere senza ferire l\u2019anima dei siciliani, ed in definitiva lo si vuole sopprimere quando si vuole modificare sostanzialmente l\u2019articolo 14 che non \u00e8 in contrasto con la Costituzione e rappresenta l\u2019essenza dell\u2019autonomia siciliana.<\/p><p>L\u2019articolo 14 conferisce alla Regione la potest\u00e0 legislativa esclusiva su determinate materie (tra cui soprattutto importanti l\u2019agricoltura, l\u2019industria e il commercio) \u00abnei limiti delle leggi costituzionali dello Stato\u00bb.<\/p><p>Invece si vorrebbe restringere la potest\u00e0 di legislazione esclusiva introducendo altri limiti, precisamente quelli \u00abdei princip\u00ee dell\u2019ordinamento giuridico dello Stato\u00bb, molto elastici e quindi assai discrezionali e limitativi.<\/p><p>Ritengo, pertanto, che l\u2019Assemblea Costituente debba votare la pregiudiziale Ambrosini, tenendo presente che la questione odierna \u00e8 squisitamente politica pi\u00f9 che giuridica, che lo Statuto siciliano deve essere quale i siciliani lo vogliono e devono essere i siciliani stessi, in base all\u2019esperienza che ne faranno, a chiederne le opportune rettifiche!<\/p><p>CEVOLOTTO, <em>Relatore.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CEVOLOTTO, <em>Relatore.<\/em> La mia dichiarazione di voto sar\u00e0 brevissima. Si pu\u00f2 limitare a questo: si \u00e8 da pi\u00f9 parti osservato che, se la Commissione avesse adottato un altro criterio di lavoro, diverso da quello che ha adottato, forse non sarebbe stato presentato, o non si sarebbe insistito nell\u2019emendamento Ambrosini.<\/p><p>Ora, ci\u00f2 non \u00e8 esatto. La ragione del contrasto, qual \u00e8? Non \u00e8 gi\u00e0 nelle modificazioni che noi abbiamo proposto allo Statuto siciliano vigente (che potrebbero essere accolte o non accolte dall\u2019Assemblea, ma che in genere non destano preoccupazioni, negli stessi colleghi che difendono pi\u00f9 tenacemente lo Statuto siciliano vigente). Non in questi, siamo sinceri. Se abbiamo ordinato lo Statuto in un modo diverso e che \u2013 mi permetto di dirlo \u2013 anche qualcuno che difende (ed ha ragione di difendere) per principio il vecchio testo, riconosce poi essere migliore come ordine, migliore come testo, migliore come coordinamento e, in qualche punto, anche come sostanza, se abbiamo dato questo ordinamento diverso, riproducendo per\u00f2 tutte le disposizioni dello Statuto siciliano e modificandone soltanto quattro, non per questo \u00e8 sorta preoccupazione cos\u00ec viva da parte di coloro che strenuamente difendono, nella sostanza a pi\u00f9 nelle apparenze esteriori l\u2019autonomia dell\u2019Isola.<\/p><p>\u00c8 per un\u2019altra ragione. \u00c8 perch\u00e9 il Governo ed il Ministro del bilancio, preoccupati di una determinata situazione, hanno proposto di entrare nel merito delle disposizioni finanziarie, che noi avevamo riprodotte tali e quali. Quell\u2019articolo 13 di cui ha parlato l\u2019onorevole Einaudi non \u00e8 che la riproduzione, virgola e punto per virgola e punto, dell\u2019articolo 40 dello Statuto siciliano. \u00c8 chiaro che la questione che ha proposto l\u2019onorevole Einaudi sarebbe sorta nello stesso, preciso, modo anche se noi avessimo riprodotto nel suo ordine originario il testo integrale dello Statuto siciliano modificando o anche non modificando i quattro punti che abbiamo creduto di dover coordinare.<\/p><p>Non \u00e8 il metodo di lavoro adottato dalla Commissione che ha portato alla questione; \u00e8 perch\u00e9 l\u2019onorevole Einaudi ed il Governo, hanno creduto di mettere in luce un problema di sostanza, che la Commissione aveva sorpassato dichiarando che su questo punto non si pronunziava, perch\u00e9, secondo essa, non era punto di coordinamento costituzionale.<\/p><p>Chiarito questo, perch\u00e9 siano precise le posizioni, vediamo a che cosa porta l\u2019emendamento Ambrosini.<\/p><p>Il primo comma dell\u2019emendamento Ambrosini significa dare valore di legge costituzionale allo Statuto siciliano, cos\u00ec com\u2019\u00e8 in questo momento; significa adottarlo, cos\u00ec com\u2019\u00e8, cio\u00e8 darvi valore costituzionale articolo per articolo nel testo presente.<\/p><p>La Commissione, che ha ritenuto, nella maggioranza, necessario proporre su quattro punti modificazioni, che crede indispensabili fin da questo momento, non pu\u00f2, evidentemente, aderire alla prima parte dell\u2019ordine del giorno.<\/p><p>Quanto alla seconda parte, mi rimetto a ci\u00f2 che hanno detto parecchi colleghi. La formula \u00abdi intesa con la rappresentanza del Consiglio regionale siciliano\u00bb significa impossibilit\u00e0 di modificare lo Statuto, se questa intesa non si raggiunge. Per me, la difficolt\u00e0 non consiste nel fatto che la intesa si possa o non possa raggiungete pi\u00f9 o meno facilmente.<\/p><p>Lo Statuto non \u00e8 strumento di opposizione tra l\u2019Italia e la Sicilia, ma strumento di collaborazione e di coordinamento. Ritengo che l\u2019intesa si raggiungerebbe in ogni caso. Non mi preoccupo di questo. Non \u00e8 possibile che il Parlamento siciliano non sia altrettanto illuminato quanto il Parlamento nazionale Mi preoccupo di altra cosa: dell\u2019apparenza di ci\u00f2 che facciamo. Si d\u00e0, nella forma, il valore di una contrattazione internazionale alle discussioni e agli accordi per le modificazioni da apportare allo Statuto. Si mettono quasi di fronte due Stati diversi a doversi intendere, per poter modificare un patto concordato. E questo mi preoccupa; la struttura della norma, provoca e accentua invece che eliminare le possibilit\u00e0 di dissenso.<\/p><p>Voi, siciliani, agite in piena buona fede, per raggiungere un\u2019intesa e una collaborazione; ma, in realt\u00e0, offrite esca al contrasto.<\/p><p>Io voglio invece che lo Statuto sia strumento di collaborazione. Per questo voter\u00f2 anche e specialmente contro la seconda parte della proposta Ambrosini.<\/p><p>ALDISIO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>ALDISIO. Io non ripeter\u00f2 gli argomenti degli oratori che hanno parlato in favore della proposta Ambrosini. Il dibattito \u00e8 stato ampio e completo. Mi limiter\u00f2 solamente a fare osservare all\u2019onorevole Marinaro, che ha attaccato di incostituzionalit\u00e0 il decreto 15 maggio 1946, che tale decreto non solo \u00e8 costituzionale, ma che questa Assemblea lo ha, indirettamente e direttamente, ratificato, in occasione della discussione sulle elezioni regionali siciliane, una prima volta, ed in occasione della nomina dei rappresentanti alla Corte costituzionale siciliana, la seconda volta.<\/p><p>Niente incostituzionalit\u00e0, perci\u00f2, ma decreto costituzionale, ratificato col crisma della costituzionalit\u00e0 da questa Camera. L\u2019emendamento dell\u2019onorevole Persico \u00e8 grave e snatura e capovolge la proposta Ambrosini. Questa ammette solo la via normale: la costituzionale. Voler adottare per lo Statuto siciliano una norma attraverso la quale si possa pervenire alla modifica di esso, unilateralmente, \u00e8 un errore ed un passo falso. L\u2019onorevole Cevolotto poco fa ha detto che l\u2019accordo \u00e8 possibile. Non \u00e8 vero che si dubita dell\u2019accordo; l\u2019accordo ci sarebbe, ci sar\u00e0, perch\u00e9 l\u2019Assemblea regionale ed i siciliani soprattutto hanno costantemente dimostrato, e lo dimostreranno meglio in avvenire, di essere uomini di buon senso, devoti alla causa dell\u2019unit\u00e0, della quale si sono costantemente e sempre preoccupati e della quale si preoccuperanno. Occorre perci\u00f2 mantenere il \u00abd\u2019intesa\u00bb, escludere il solo \u00abintesa\u00bb, si deve cio\u00e8 approvare integralmente la proposta Ambrosini. Ma la verit\u00e0 \u00e8 questa: si vuol negare all\u2019Assemblea ed al Governo regionale siciliano quello che \u00e8 stato gi\u00e0 accordato ad altre regioni (<em>Commenti<\/em>), i cui statuti particolari sono gi\u00e0 stati approvati. Perch\u00e9 ci\u00f2? Io non capisco questa differenza che si vuole fare per la Sicilia. Bisogna che questa Assemblea ed il Paese abbiano fede nella Sicilia. Lo Statuto dell\u2019autonomia siciliana fu un atto di pacificazione, ma, dopo quanto avete sentito oggi, fu un atto anche di grande saggezza perch\u00e9 si \u00e8 ricomposta nell\u2019unit\u00e0 l\u2019anima di questa Isola che qualche anno fa sembrava turbata da agitazioni e sembrava \u2013 e non lo era \u2013 volta contro l\u2019unit\u00e0 della Patria italiana. Questa sera, in quest\u2019ultima seduta dei nostri lavori, l\u2019Assemblea dia una prova di comprensione e di responsabilit\u00e0 e dia alla Sicilia la certezza che non si vuole commettere a suo danno un sopruso, diminuendo quella che \u00e8 la tutela del suo Statuto.<\/p><p>Guardate, io ho una grande fede nelle autonomie, perch\u00e9 questa struttura snodata dello Stato italiano, finir\u00e0 col rimuovere tutti i malesseri generati dagli abusi della organizzazione centralizzata (abusi aggravatisi negli ultimi venti anni), e sar\u00e0 capace di salvare spiritualmente l\u2019unit\u00e0 del nostro Paese. Voi dovete aver fede in noi, in noi che siamo unitari ed autonomisti, ed io vi dico che se domani l\u2019autonomia si dovesse rivelare un errore ed un pericolo, e non lo sar\u00e0, noi sapremmo ritornare rapidamente sui nostri passi, perch\u00e9 prima ci sentiamo italiani; poi siciliani.<\/p><p>Signori del Governo, amici di tutte le parti dell\u2019Assemblea, io sono sicuro che questa sera l\u2019Assemblea, passando ad un voto gravido di conseguenze e di responsabilit\u00e0, vorr\u00e0 rinnovare alla Sicilia quella prova di comprensione che essa merita e che costantemente questa Assemblea le ha dato. (<em>Vivi applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Chiusura della votazione segreta.<\/p><p>PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione segreti. Invito gli onorevoli Segretari a procedere alla numerazione dei voti.<\/p><p>(<em>Gli onorevoli Segretari numerano i voti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Si riprende la discussione del disegno di legge costituzionale: Testo coordinato dello Statuto speciale per la Sicilia (66).<\/p><p>FINOCCHIARO APRILE. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>FINOCCHIARO APRILE. Onorevole Presidente, ho chiesto la parola soltanto por dichiarare che ritiro il mio articolo sostitutivo e che mi associo a quello proposto dall\u2019onorevole Ambrosini. L\u2019articolo sostitutivo, proposto da me e dal collega Gallo, nella prima parte coincide quasi perfettamente con l\u2019articolo sostitutivo dell\u2019onorevole Ambrosini. Varia nella seconda parte, in quanto l\u2019onorevole Ambrosini chiede che le modifiche debbano essere approvate dal Parlamento italiano con legge ordinaria, di intesa con il Parlamento siciliano, mentre l\u2019amico Gallo ed io chiediamo che queste modifiche avvengano su voto del Parlamento siciliano, espresso da almeno tre quarti dei suoi componenti.<\/p><p>Per amore di concordia e per semplificare le cose, ripeto che intendo ritirare il mio articolo sostitutivo ed associarmi a quello dell\u2019onorevole Ambrosini, sempre che sia mantenuta l\u2019espressione che le modifiche debbano essere attuate \u00abdi intesa\u00bb con il Parlamento siciliano.<\/p><p>Non sono d\u2019accordo e voter\u00f2 contro gli emendamenti che siano pi\u00f9 restrittivi della formula Ambrosini. Cos\u00ec non voter\u00f2 l\u2019emendamento diretto a sostituire questa formula con le parole \u00abudito\u00bb o \u00absentito\u00bb il Parlamento siciliano, che ridurrebbero a nulla il potere di quest\u2019ultimo in materia.<\/p><p>Per quanto riguarda le obiezioni oppostemi dall\u2019onorevole Einaudi, desidero di rassicurarlo. Egli ha detto che l\u2019articolo 13 dello statuto contraddice nettamente il principio che sono salvi gli impegni internazionali. L\u2019accordo internazionale di Bretton Woods, al quale l\u2019Italia ha aderito, stabilisce che tutti gli aderenti ad esso devono avere un\u2019unica moneta. Ora, ha soggiunto l\u2019onorevole Einaudi, \u00e8 certo che, se l\u2019articolo 13 sar\u00e0 approvato, si creer\u00e0 in sostanza una nuova moneta per la Sicilia, con la costituzione di un mercato separato, il quale di necessit\u00e0 creer\u00e0 a sua volta un distinto corso della lira. Solo un miracolo potrebbe evitare questo fatto. Si dice che il ricavato dalle esportazioni della Sicilia sia superiore alla valuta necessaria alle importazioni: potrebbe, quindi, avvenire che il dollaro cadesse in Sicilia al di sotto della quotazione corrente in Italia, il che determinerebbe un vero danno per gli esportatori siciliani.<\/p><p>Queste sono le preoccupazioni del Ministro del bilancio, che io, per\u00f2, non condivido. L\u2019onorevole Einaudi, per impressionare, ha fatto una ipotesi quasi impossibile a realizzarsi, trascurando l\u2019altra ipotesi pi\u00f9 verosimile, assai pi\u00f9 probabile e naturalmente pi\u00f9 vantaggiosa per gli esportatori siciliani, le cui sorti stanno a me a cuore certo pi\u00f9 che all\u2019onorevole Einaudi.<\/p><p>Che noi siciliani miriamo alla creazione di una nostra valuta, \u00e8 cosa ch\u2019io stesso ho ripetuta varie volte e, se mal non ricordo, anche all\u2019Assemblea Costituente: ma ci\u00f2 dovr\u00e0 avvenire ed avverr\u00e0 a suo tempo.<\/p><p>Ora per\u00f2 gli accordi di Bretton Woods non corrono in Sicilia nessun pericolo. Il Parlamento ed il Governo della Sicilia hanno piena responsabilit\u00e0 e comprendono che gli accordi di Bretton Woods, nell\u2019interesse comune dell\u2019Italia e della Sicilia, devono essere mantenuti. Questa dichiarazione fa venir meno la obiezione mossa dall\u2019onorevole Einaudi&#8230;<\/p><p>EINAUDI, <em>Vicepresidente del Consiglio dei Ministri, Ministro del bilancio.<\/em> No.<\/p><p>FINOCCHIARO APRILE. &#8230;a sostegno dell\u2019emendamento proposto dall\u2019onorevole Persico, diretto a rendere possibili le modificazioni dello statuto siciliano con legge ordinaria, non \u00abd\u2019intesa\u00bb con il Parlamento siciliano, ma semplicemente \u00abudito\u00bb questo.<\/p><p>Comunque, ripeto, noi non voteremo che l\u2019articolo sostitutivo proposto dall\u2019onorevole Ambrosini, nel suo testo integrale.<\/p><p>BERNINI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>BERNINI. Onorevoli colleghi, poich\u00e9 altri, molto pi\u00f9 autorevoli, non hanno ritenuto opportuno di parlare, permettetemi di farvi alcune brevissime dichiarazioni.<\/p><p>Io ho ascoltato con grandissima attenzione tutti gli argomenti che sono stati portati dai cosiddetti autonomisti siciliani. Permettetemi di dirvi, con molta sincerit\u00e0, che questi argomenti, per grandissima parte, mi sono sembrati argomenti di carattere sentimentale, non razionale. Noi non siamo antiautonomisti; noi \u2013 e permettetemi ancora di essere sincero \u2013 non siamo contro l\u2019autonomia, ma siamo \u2013 scusate la parola dura \u2013 contro un larvato separatismo, o almeno il tentato separatismo che si va proponendo. Dicendo queste gravissime parole, io so, onorevoli colleghi, di interpretare il profondo pensiero di parecchi di voi: questa angoscia che mi tiene in questo momento non \u00e8 solo mia, ma \u00e8 nell\u2019interno dello spirito di moltissimi di voi; voi sentite per gran parte questa angoscia, voi la sentite e la condividete.<\/p><p>Per questa ragione, onorevoli colleghi, io voter\u00f2 contro la proposta Ambrosini, e voter\u00f2 a favore dell\u2019emendamento Persico. Io parlo naturalmente a nome personale, e non c\u2019era bisogno che qualche collega mi ammonisse di questo. Io non ho mai fatto il nome del mio Gruppo, ed ho aggiunto anche che mi sono indotto a parlare, per quanto modesto, perch\u00e9 altri, che sono pi\u00f9 importanti di me, non hanno ritenuto di farlo. Questa \u00e8 una dichiarazione personale; ma mi rivolgo allo spirito e alla coscienza di parecchi di voi, per dirvi: pensateci, onorevoli colleghi, in questo momento; e, se avete l\u2019incertezza, se voi non potete avere questa euforia che io ho sentito in taluno \u2013 e vorrei condividerla con loro \u2013 se voi avete questo dubbio, votate contro l\u2019emendamento Ambrosini. Perch\u00e9 quello che ho sentito dire da un oratore che mi ha preceduto non mi persuade: se ci accorgeremo di avere sbagliato torneremo indietro. Prima di poter rifare la vecchia strada, ci vorr\u00e0 del tempo. Non si risale facilmente un precipizio. Non ho altro da dire.<\/p><p>Presentazione di relazioni.<\/p><p>DI GIOVANNI, <em>Presidente della Commissione per l\u2019esame delle domande di autorizzazione a procedere.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0. .<\/p><p>DI GIOVANNI, <em>Presidente della Commissione per l\u2019esame delle domande di autorizzazione a procedere.<\/em> Mi onoro di presentare le relazioni della Commissione per l\u2019esame delle domande di autorizzazione a procedere in giudizio contro i deputati:<\/p><p>Li Causi, per il reato di diffamazione a mezzo della stampa (Doc. I, nn. 6, 7, 8, 10, 12, 13, 22, 24, 25, 28, 45, 49, 50, 51, 52, 53, 54);<\/p><p>Finocchiaro Aprile, per il reato di diffamazione (Doc. I, n. 11);<\/p><p>Villani, per il reato di diffamazione a mezzo della stampa (Doc. I, nn. 17, 34, 39);<\/p><p>Colombi Arturo, per il reato di diffamazione a mezzo della stampa (Doc. I, nn. 20, 23);<\/p><p>Meda Luigi, per il reato di diffamazione a mezzo della stampa (Doc. I, n. 27);<\/p><p>Treves e Patrissi, per il reato di sfida e uso delle armi in duello (Doc. I, n. 29);<\/p><p>Benedetti, per il reato di diffamazione (Doc. I, n. 31);<\/p><p>Spano, per il reato di diffamazione a mezzo della stampa (Doc. I, nn. 32, 38);<\/p><p>Bonfantini, per il reato di diffamazione a mezzo della stampa (Doc. I, n. 33);<\/p><p>Tega, per il reato di violazione delle norme che regolano le riunioni pubbliche (Doc. I, n. 36);<\/p><p>Gullo Rocco, per il reato di mancato versamento di quote assicurative (Doc. I, n. 37);<\/p><p>Moranino, per il reato di diffamazione a mezzo della stampa (Doc. I, n. 40);<\/p><p>Storchi, per il reato di diffamazione a mezzo della stampa (Doc. I, n. 41);<\/p><p>Dugoni, per il reato di diffamazione (Doc. I, n. 43);<\/p><p>Ayroldi Carissimo, per il reato di diffamazione (Doc. I, n. 48);<\/p><p>Pajetta Giancarlo, per il reato di diffamazione a mezzo della stampa della memoria di un defunto (Doc. I, n. 56);<\/p><p>Penna Ottavia, per il reato di diffamazione a mezzo della stampa. (Doc. I, n. 57).<\/p><p>PRESIDENTE. Queste relazioni saranno stampate e distribuite.<\/p><p>Si riprende la discussione del disegno di legge costituzionale: Testo coordinato dello Statuto speciale per la Sicilia. (65).<\/p><p>PRESIDENTE. Dobbiamo ora passare alla votazione.<\/p><p>Poich\u00e9 l\u2019onorevole Finocchiaro Aprile ha dichiarato di aderire al testo dell\u2019onorevole Ambrosini, possiamo senz\u2019altro procedere alla votazione del primo comma di questo testo.<\/p><p>\u00c8 stata richiesta la votazione per appello nominale dagli onorevoli Gallo, Finocchiaro Aprile, Montalbano, Li Causi, Ferrari, D\u2019Amico, Gorreri, Musotto, Fiorentino, Zanardi.<\/p><p>\u00c8 stata anche chiesta la votazione a scrutinio segreto dagli onorevoli Corsini, Rodin\u00f2 Mario, Lucifero, Miccolis, Bencivenga, Marina, Murdaca, Codacci Pisanelli, Mannironi, Paratore, Veroni, Mortati, Balduzzi, La Pira, Parri, Marinaro, Bozzi, Preziosi, Calamandrei, Romano.<\/p><p>Dobbiamo pertanto procedere, a norma di Regolamento, alla votazione segreta.<\/p><p>Chiedo al primo firmatario della domanda, onorevole Corsini, a quale comma essa si riferisce.<\/p><p>CORSINI. La mia firma \u00e8 stata apposta quando ancora non era avvenuta la discussione. Comunque, dato quanto si \u00e8 detto successivamente, la domanda di scrutinio segreto si riferisce alla votazione sul secondo comma.<\/p><p>MORTATI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MORTATI. Sono anch\u2019io firmatario della richiesta, e faccio presente che, a mio modesto avviso, i due commi dell\u2019emendamento Ambrosini sono strettamente legati tra loro e non sarebbe possibile porli in votazione per divisione, perch\u00e9 in tanto si pu\u00f2 approvare il primo, che conferisce il crisma della costituzionalit\u00e0 allo Statuto siciliano, cos\u00ec come \u00e8 attualmente formulato, in quanto si sappia quale sia il procedimento necessario per apportare ad esso quegli adattamenti alla nuova Costituzione, che erano previsti dallo stesso decreto, che lo fece entrare in vigore. Mi pare quindi che si debba procedere alla votazione dell\u2019articolo globalmente, o altrimenti procedere ad inversione dei due commi.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Mortati, noi abbiamo un emendamento al secondo comma, e quindi \u00e8 evidente che il testo Ambrosini deve essere votato per divisione, e d\u2019altra parte alcuni fra coloro che hanno sottoscritto la domanda di scrutinio segreto si sono pronunciati cos\u00ec.<\/p><p>Ma, indipendentemente da ci\u00f2, la presenza di emendamenti al secondo comma rende obbligatoria la votazione per divisione.<\/p><p>Pregherei l\u2019onorevole Domined\u00f2 di precisarmi se egli d\u00e0 la sua adesione al testo dell\u2019onorevole Persico, qualora quest\u2019ultimo aggiungesse le parole: \u00abferme restando le procedure di revisione prevedute dalla Costituzione\u00bb.<\/p><p>DOMINED\u00d2. S\u00ec, signor Presidente. Vorrei per\u00f2 aggiungere che nel mio emendamento si parlava anche della possibilit\u00e0 di una revisione per legge ordinaria; udita l\u2019Assemblea regionale, entro due anni.<\/p><p>Nell\u2019emendamento Persico non si parla del termine; quindi lo pregherei di inserire la menzione del termine stesso nel testo del suo emendamento.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Persico, aderisce alla proposta dell\u2019onorevole Domined\u00f2?<\/p><p>PERSICO. Il termine di due anni si pu\u00f2 accettare.<\/p><p>PRESIDENTE. Pongo in votazione il primo comma dell\u2019emendamento Ambrosini, del seguente tenore:<\/p><p>\u00abLo Statuto della Regione siciliana, approvato con regio decreto-legge 15 maggio 1946, n. 455, fa parte delle leggi costituzionali della Ripubblica, ai sensi e per gli effetti dell\u2019articolo 116 della Costituzione\u00bb.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo al secondo comma, nella formulazione proposta dall\u2019onorevole Persico, con l\u2019aggiunta Domined\u00f2:<\/p><p>\u00abFerma restando la procedura di revisione preveduta dalla Costituzione, le modificazioni ritenute necessarie dallo Stato o dalla Regione saranno, non oltre due anni dall\u2019entrata in vigore della presente legge, approvate dal Parlamento nazionale con legge ordinaria, udita l\u2019Assemblea regionale della Sicilia\u00bb.<\/p><p>Votazione segreta.<\/p><p>PRESIDENTE. Indico la votazione segreta su tale testo.<\/p><p>(<em>Segue la votazione<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Chiusura della votazione segreta.<\/p><p>PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione segreta, e invito gli onorevoli Segretari procedere alla numerazione dei voti.<\/p><p>(<em>Gli onorevoli Segretari numerano i voti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Risultato della votazione segreta.<\/p><p>PRESIDENTE. Comunico il risultato della votazione segreta:<\/p><p>Presenti e votanti\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 334<\/p><p>Maggioranza\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 168<\/p><p>Voti favorevoli \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0201<\/p><p>Voti contrari \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0133<\/p><p>(<em>L\u2019Assemblea approva<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p><em>Hanno preso parte alla votazione:<\/em><\/p><p>Abozzi \u2013 Adonnino \u2013 Alberti \u2013 Aldisio \u2013 Allegato \u2013 Amadei \u2013 Ambrosini \u2013 Andreotti \u2013 Angelucci \u2013 Arata \u2013 Arcaini \u2013 Arcangeli \u2013 Avanzini \u2013 Azzali \u2013 Azzi.<\/p><p>Bacciconi \u2013 Baldassari \u2013 Balduzzi \u2013 Baracco \u2013 Bardini \u2013 Bargagna \u2013 Barontini Ilio \u2013 Bartalini \u2013 Basile \u2013 Bastianetto \u2013 Bellato \u2013 Bellavista \u2013 Bellusci \u2013 Belotti \u2013 Bencivenga \u2013 Benedettini \u2013 Benvenuti \u2013 Bergamini \u2013 Bernamonti \u2013 Bernini Ferdinando \u2013 Bertone \u2013 Bianchi Bianca \u2013 Bianchi Bruno \u2013 Bianchini Laura \u2013 Bibolotti \u2013 Boldrini \u2013 Bonino \u2013 Bonomelli \u2013 Bonomi Ivanoe \u2013 Bonomi Paolo \u2013 Bordon \u2013 Borsellino \u2013 Bosco Lucarelli \u2013 Bosi \u2013 Bozzi \u2013 Brusasca \u2013 Bubbio \u2013 Bucci \u2013 Buffoni Francesco \u2013 Bulloni Pietro \u2013 Buonocure.<\/p><p>Caiati \u2013 Cairo \u2013 Calamandrei \u2013 Camangi \u2013 Camposarcuno \u2013 Candela \u2013 Canevari \u2013 Caporali \u2013 Cappelletti \u2013 Cappi Giuseppe \u2013 Carbonari \u2013 Carboni Angelo \u2013 Carboni Enrico \u2013 Caristia \u2013 Caronia \u2013 Carpano Maglioli \u2013 Carratelli \u2013 Cartia \u2013 Caso \u2013 Cassiani \u2013 Castelli Avolio \u2013 Castiglia \u2013 Cavallari \u2013 Cavalli \u2013 Cerreti \u2013 Cevolotto \u2013 Chatrian \u2013 Chiarini \u2013 Chieffi \u2013 Ciampitti \u2013 Ciccolungo \u2013 Cingolani Mario \u2013 Clerici \u2013 Coccia \u2013 Codacci Pisanelli \u2013 Colitto \u2013 Colombo Emilio \u2013 Colonnetti \u2013 Conci Elisabetta \u2013 Condorelli \u2013 Conti \u2013 Coppi Alessandro \u2013 Corbi \u2013 Corbino \u2013 Corsini \u2013 Cortese Pasquale \u2013 Costantini \u2013 Covelli \u2013 Cremaschi Olindo.<\/p><p>Damiani \u2013 D\u2019Amico \u2013 De Caro Gerardo \u2013 De Gasperi \u2013 Del Curto \u2013 Della Seta \u2013 De Maria \u2013 De Martino \u2013 De Mercurio \u2013 De Michele Luigi \u2013 De Michelis Paolo \u2013 De Palma \u2013 De Unterrichter Maria \u2013 De Vita \u2013 Di Giovanni \u2013 Di Vittorio \u2013 Domined\u00f2 Dossetti.<\/p><p>Einaudi \u2013 Ermini.<\/p><p>Fabbri \u2013 Fabriani \u2013 Facchinetti \u2013 Fanfani \u2013 Fantoni \u2013 Fantuzzi \u2013 Farina Giovanni \u2013 Farini Carlo \u2013 Fedeli Aldo \u2013 Ferrarese \u2013 Ferrari Giacomo \u2013 Ferrario Celestino \u2013 Ferreri \u2013 Fietta \u2013 Filippini \u2013 Finocchiaro Aprile \u2013 Fiore \u2013 Fiorentino \u2013 Fioritto \u2013 Firrao \u2013 Flecchia \u2013 Foa \u2013 Foresi \u2013 Fornara \u2013 Franceschini \u2013 Fresa \u2013 Froggio \u2013 Fuschini.<\/p><p>Gabrieli \u2013 Galati \u2013 Gallico Spano Nadia \u2013 Gallo \u2013 Garlato \u2013 Gasparotto \u2013 Gatta \u2013 Gavina \u2013 Gervasi \u2013 Geuna \u2013 Ghidetti \u2013 Giacchero \u2013 Giannini \u2013 Giordani \u2013 Gonella \u2013 Gorreri \u2013 Gotelli Angela \u2013 Grassi \u2013 Grieco \u2013 Gronchi \u2013 Guariento \u2013 Guerrieri Emanuele \u2013 Guerrieri Filippo \u2013 Gui \u2013 Guidi Cingolani Angela \u2013 Gullo Fausto \u2013 Gullo Rocco.<\/p><p>Imperiale.<\/p><p>Laconi \u2013 La Malfa \u2013 Lami Starnuti \u2013 La Pira \u2013 Lazzati \u2013 Leone Giovanni \u2013 Li Causi \u2013 Lizier \u2013 Lombardi Carlo \u2013 Lombardo Ivan Matteo \u2013 Longo \u2013 Lopardi \u2013 Lozza \u2013 Lucifero \u2013 Lussu.<\/p><p>Macrelli \u2013 Magnani \u2013 Magrassi \u2013 Magrini \u2013 Malagugini \u2013 Maltagliati \u2013 Mannironi \u2013 Marazza \u2013 Marchesi \u2013 Marina Mario \u2013 Marinaro \u2013 Marinelli \u2013 Martinelli \u2013 Marzarotto \u2013 Massini \u2013 Massola \u2013 Mastino Gesumino \u2013 Mastino Pietro \u2013 Mastrojanni \u2013 Mattarella \u2013 Mazza \u2013 Mazzoni \u2013 Medi Enrico \u2013 Merighi \u2013 Merlin Angelina \u2013 Mezzadra \u2013 Miccolis \u2013 Micheli \u2013 Mol\u00e8 \u2013 Montalbano \u2013 Montemartini \u2013 Monticelli \u2013 Montini \u2013 Morelli Luigi \u2013 Morelli Renato \u2013 Morini \u2013 Moro \u2013 Mortati \u2013 Moscatelli \u2013 M\u00f9rdaca \u2013 Murgia \u2013 Musolino \u2013 Musotto.<\/p><p>Nasi \u2013 Nicotra Maria \u2013 Nitti \u2013 Nobili Tito Oro \u2013 Numeroso.<\/p><p>Orlando Camillo.<\/p><p>Pallastrelli \u2013 Paolucci \u2013 Paratore \u2013 Parri \u2013 Pastore Raffaele \u2013 Patricolo \u2013 Pecorari \u2013 Pella \u2013 Perassi \u2013 Persico \u2013 Perugi \u2013 Piccioni \u2013 Piemonte \u2013 Platone \u2013 Pollastrini Elettra \u2013 Ponti \u2013 Preziosi \u2013 Priolo.<\/p><p>Quarello \u2013 Quintieri Adolfo.<\/p><p>Raimondi \u2013 Reale Eugenio \u2013 Reale Vito \u2013 Recca \u2013 Restagno \u2013 Ricci Giuseppe \u2013 Riccio Stefano \u2013 Rivera \u2013 Rodi \u2013 Romano \u2013 Roselli \u2013 Rossi Maria Maddalena \u2013 Rossi Paolo \u2013 Ruggeri Luigi \u2013 Ruini \u2013 Rumor \u2013 Russo Perez.<\/p><p>Saccenti \u2013 Saggin \u2013 Salizzoni \u2013 Salvatore \u2013 Sampietro \u2013 Sansone \u2013 Santi \u2013 Sapienza \u2013 Saragat \u2013 Scelba \u2013 Schiavetti \u2013 Schiratti \u2013 Scoca \u2013 Segni \u2013 Sicignano \u2013 Silipo \u2013 Spallicci \u2013 Spano \u2013 Stampacchia \u2013 Stella \u2013 Storchi.<\/p><p>Taddia \u2013 Targetti \u2013 Tega \u2013 Terranova \u2013 Tessitori \u2013 Tieri Vincenzo \u2013 Titomanlio Vittoria \u2013 Togni \u2013 Tomba \u2013 Tonello \u2013 Tosato \u2013 Tosi \u2013 Tozzi Condivi \u2013 Treves \u2013 Trimarchi \u2013 Turco.<\/p><p>Uberti.<\/p><p>Valenti \u2013 Valmarana \u2013 Varvaro \u2013 Venditti \u2013 Veroni \u2013 Vicentini \u2013 Vigna \u2013 Vigo \u2013 Villani \u2013 Vinciguerra \u2013 Vischioni.<\/p><p>Zaccagnini \u2013 Zanardi \u2013 Zerbi \u2013 Zotta.<\/p><p><em>Sono in congedo:<\/em><\/p><p>Costa \u2013 Cotellessa.<\/p><p>Merlin Umberto.<\/p><p>Orlando Vittorio Emanuele.<\/p><p>Valiani \u2013 Viale \u2013 Villabruna.<\/p><p>Si riprende la discussione del disegno di legge costituzionale: Testo coordinato dello Statuto speciale per la Sicilia. (65).<\/p><p>PRESIDENTE. Si riprende la discussione del disegno di legge costituzionale: Testo coordinato dello statuto speciale per la Sicilia. (65).<\/p><p>Il testo dell\u2019articolo approvato risulta il seguente: \u00abLo statuto della Regione siciliana, approvato con regio decreto-legge 15 maggio 1946, n. 455, fa parte delle leggi costituzionali della Repubblica ai sensi e per gli effetti dell\u2019articolo 116 della Costituzione.<\/p><p>\u00abFerma restando la procedura di revisione prevista dalla Costituzione, le modificazioni ritenute necessarie dallo Stato o dalla Regione saranno, non oltre due anni dall\u2019entrata in vigore della presente legge, approvate dal Parlamento nazionale con legge ordinaria, udita l\u2019Assemblea regionale della Sicilia\u00bb.<\/p><p>DE VITA, <em>Sottosegretario di Stato per le poste e le telecomunicazioni.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>DE VITA, <em>Sottosegretario di Stato per le poste e le telecomunicazioni.<\/em> Desidero presentare un emendamento aggiuntivo all\u2019articolo gi\u00e0 approvato, emendamento cos\u00ec formulato:<\/p><p>\u00absempre che si tratti di modificazioni intese a migliorare l\u2019autonomia gi\u00e0 concessa\u00bb. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Chiedo ai colleghi siciliani se appoggiano questo emendamento.<\/p><p>PRESIDENTE. Anche gli onorevoli Varvaro, Montalbano e Borsellino hanno presentato un emendamento analogo:<\/p><p>\u00abLa procedura ordinaria di cui al comma precedente non pu\u00f2 essere seguita nei casi che comportano diminuzione dei diritti e delle attribuzioni della Regione\u00bb.<\/p><p>Devo comunicare che questi due emendamenti non sono proponibili, perch\u00e9 di fatto modificano sostanzialmente il contenuto della formulazione gi\u00e0 approvata. \u00c8 evidente perci\u00f2 che vi \u00e8 una preclusiva nei loro confronti.<\/p><p>VARVARO. Si tende a limitare questa procedura per un sol caso.<\/p><p>PRESIDENTE. Ma siamo proprio in una di quelle situazioni, in cui i casi non possono essere che due. Se lei ne modifica uno, modifica il cinquanta per cento della formula approvata. Anche lei ha udito tutte le dichiarazioni di voto, e pu\u00f2 rendersi conto che questa sua proposta \u00e8 contraria alla maggior parte delle idee espresse da coloro che hanno votato questa formulazione.<\/p><p>VARVARO. Mi tengo fermo nella mia convinzione.<\/p><p>Risultato delle votazioni segrete.<\/p><p>PRESIDENTE. Comunico il risultato delle votazioni a scrutinio segreto sui seguenti disegni di legge:<\/p><p>Statuto speciale per la Sardegna:<\/p><p>Presenti \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 363<\/p><p>Votanti\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 361<\/p><p>Astenuti\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 2<\/p><p>Maggioranza\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 181<\/p><p>Voti favorevoli \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0280<\/p><p>Voti contrari \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 81<\/p><p>(<em>L\u2019Assemblea approva<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Statuto speciale per il Trentino-Alto Adige:<\/p><p>Presenti \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 363<\/p><p>Votanti\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 361<\/p><p>Astenuti \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 2<\/p><p>Maggioranza \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 181<\/p><p>Voti favorevoli\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 283<\/p><p>Voti contrari \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 78<\/p><p>(<em>L\u2019Assemblea approva<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Statuto speciale per la Valle d\u2019Aosta:<\/p><p>Presenti\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 363<\/p><p>Votanti\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 361<\/p><p>Astenuti\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 2<\/p><p>Maggioranza\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 181<\/p><p>Voti favorevoli \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 277<\/p><p>Voti contrari \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 84<\/p><p>(<em>L\u2019Assemblea approva<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Modificazioni alla legge 7 ottobre 1947, n. 1058, per la prima elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica:<\/p><p>Presenti\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 363<\/p><p>Votanti\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 361<\/p><p>Astenuti \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a02<\/p><p>Maggioranza\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 181<\/p><p>Voti favorevoli\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 301<\/p><p>Voti contrari\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 60<\/p><p>(<em>L\u2019Assemblea approva<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Norme per la formazione delle liste elettorali nella provincia di Bolzano:<\/p><p>Presenti \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 363<\/p><p>Votanti \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 361<\/p><p>Astenuti\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 2<\/p><p>Maggioranza\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 181<\/p><p>Voti favorevoli \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 291<\/p><p>Voti contrari \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 70<\/p><p>(<em>L\u2019Assemblea approva<\/em>).<\/p><p><em>Hanno preso parte alla votazione:<\/em><\/p><p>Abozzi \u2013 Alberti \u2013 Allegato \u2013 Amadei \u2013 Ambrosini \u2013 Andreotti \u2013 Angelini \u2013 Angelucci \u2013 Arata \u2013 Arcaini \u2013 Arcangeli \u2013 Avanzini \u2013 Azzali \u2013 Azzi.<\/p><p>Bacciconi \u2013 Badini Confalonieri \u2013 Baldassari \u2013 Balduzzi \u2013 Baracco \u2013 Barbareschi \u2013 Bardini \u2013 Bargagna \u2013 Barontini Ilio \u2013 Bartalini \u2013 Basile \u2013 Bastianetto \u2013 Bellato \u2013 Bellavista \u2013 Bellusci \u2013 Belotti \u2013 Bencivenga \u2013 Benedetti \u2013 Benedettini \u2013 Benvenuti \u2013 Bergamini \u2013 Bernamonti \u2013 Bernini Ferdinando \u2013 Bertone \u2013 Bianchi Bianca \u2013 Bianchi Bruno \u2013 Bianchini Laura \u2013 Bibolotti \u2013 Binni \u2013 Bitossi \u2013 Boldrini \u2013 Bonino \u2013 Bonomelli \u2013 Bonomi Ivanoe \u2013 Bonomi Paolo \u2013 Bordon \u2013 Borsellino \u2013 Bosco Lucarelli \u2013 Bosi \u2013 Bozzi \u2013 Braschi \u2013 Brusasca \u2013 Bubbio \u2013 Bucci \u2013 Buffoni Francesco \u2013 Bulloni Pietro \u2013 Buonocore \u2013 Burato.<\/p><p>Cacciatore \u2013 Caccuri \u2013 Caiati \u2013 Cairo \u2013 Calamandrei \u2013 Camangi \u2013 Campilli \u2013 Camposarcuno \u2013 Candela \u2013 Canevari \u2013 Caporali \u2013 Cappelletti \u2013 Cappi Giuseppe \u2013 Cappugi \u2013 Capua \u2013 Carbonari \u2013 Carboni Angelo \u2013 Carboni Enrico \u2013 Carpano Maglioli \u2013 Carratelli \u2013 Cartia \u2013 Caso \u2013 Cassiani \u2013 Castelli Edgardo \u2013 Castelli Avolio \u2013 Castiglia \u2013 Cavallari \u2013 Cavalli \u2013 Cerreti \u2013 Cevolotto \u2013 Chatrian \u2013 Chiarini \u2013 Chieffi \u2013 Ciampitti \u2013 Ciccolungo \u2013 Cingolani Mario \u2013 Clerici \u2013 Coccia \u2013 Codacci Pisanelli \u2013 Colitto \u2013 Colombo Emilio \u2013 Colonnetti \u2013 Conci Elisabetta \u2013 Condorelli \u2013 Conti \u2013 Coppi Alessandro \u2013 Corbi \u2013 Corbino \u2013 Corsanego \u2013 Corsi \u2013 Corsini \u2013 Cortese Pasquale \u2013 Costantini \u2013 Covelli \u2013 Cremaschi Carlo \u2013 Cremaschi Olindo.<\/p><p>Damiani \u2013 D\u2019Amico \u2013 De Caro Gerardo \u2013 De Gasperi \u2013 Del Curto \u2013 Della Seta \u2013 De Maria \u2013 De Martino \u2013 De Mercurio \u2013 De Michele Luigi \u2013 De Michelis Paolo \u2013 De Palma \u2013 De Unterrichter Maria \u2013 De Vita \u2013 Di Fausto \u2013 Di Giovanni \u2013 Domined\u00f2 \u2013 D\u2019Onofrio \u2013 Dossetti.<\/p><p>Einaudi \u2013 Ermini.<\/p><p>Fabbri \u2013 Fabriani \u2013 Fanfani \u2013 Fantoni \u2013 Fantuzzi \u2013 Farina Giovanni \u2013 Farini Carlo \u2013 Fedeli Aldo \u2013 Federici Maria \u2013 Ferrarese \u2013 Ferrari Giacomo \u2013 Ferrario Celestino \u2013 Ferreri \u2013 Fietta \u2013 Filippini \u2013 Finocchiaro Aprile \u2013 Fiore \u2013 Fiorentino \u2013 Fioritto \u2013 Firrao \u2013 Flecchia \u2013 Foa \u2013 Foresi \u2013 Fornara \u2013 Franceschini \u2013 Froggio \u2013 Fuschini.<\/p><p>Gabrieli \u2013 Gallico Spano Nadia \u2013 Gallo \u2013 Garlato \u2013 Gasparotto \u2013 Gavina \u2013 Gervasi \u2013 Geuna \u2013 Ghidetti \u2013 Giacchero \u2013 Giannini \u2013 Giordani \u2013 Giua \u2013 Gonella \u2013 Gorreri \u2013 Gotelli Angela \u2013 Grassi \u2013 Grieco \u2013 Gronchi \u2013 Guariento \u2013 Guerrieri Emanuele \u2013 Guerrieri Filippo \u2013 Guidi Cingolani Angela \u2013 Gullo Fausto \u2013 Gullo Rocco.<\/p><p>Imperiale.<\/p><p>Jervolino.<\/p><p>Laconi \u2013 La Malfa \u2013 Lami Starnuti \u2013 Landi \u2013 La Pira \u2013 Lazzati \u2013 Leone Giovanni \u2013 Lettieri \u2013 Li Causi \u2013 Lizier \u2013 Lombardi Carlo \u2013 Longo \u2013 Lopardi \u2013 Lozza \u2013 Lucifero \u2013 Lussu.<\/p><p>Magnani \u2013 Magrini \u2013 Malagugini \u2013 Maltagliati \u2013 Mannironi \u2013 Marazza \u2013 Marchesi \u2013 Marina Mario \u2013 Marinaro \u2013 Marinelli \u2013 Martinelli \u2013 Marzarotto \u2013 Massini \u2013 Massola \u2013 Mastino Gesumino \u2013 Mastino Pietro \u2013 Mastrojanni \u2013 Mattarella \u2013 Mattei Teresa \u2013 Mazza \u2013 Mazzoni \u2013 Merighi \u2013 Merlin Angelina \u2013 Mezzadra \u2013 Miccolis \u2013 Micheli \u2013 Minio \u2013 Mol\u00e8 \u2013 Montalbano \u2013 Montemartini \u2013 Monterisi \u2013 Monticelli \u2013 Montini \u2013 Morandi \u2013 Morelli Luigi \u2013 Morelli Renato \u2013 Morini \u2013 Moro \u2013 Mortati \u2013 Moscatelli \u2013 M\u00f9rdaca \u2013 Murgia \u2013 Musolino \u2013 Musotto.<\/p><p>Nasi \u2013 Nicotra Maria \u2013 Nitti \u2013 Nobile Umberto \u2013 Nobili Tito Oro \u2013 Notarianni \u2013 Novella \u2013 Numeroso.<\/p><p>Orlando Camillo.<\/p><p>Pallastrelli \u2013 Paolucci \u2013 Paratore \u2013 Paris \u2013 Parri \u2013 Pastore Raffaele \u2013 Pat \u2013 Patricolo \u2013 Patrissi \u2013 Pecorari \u2013 Pella \u2013 Perassi \u2013 Persico \u2013 Perugi \u2013 Pesenti \u2013 Petrilli \u2013 Piccioni \u2013 Piemonte \u2013 Platone \u2013 Pollastrini Elettra \u2013 Ponti \u2013 Preziosi \u2013 Priolo \u2013 Proia.<\/p><p>Quarello \u2013 Quintieri Adolfo.<\/p><p>Raimondi \u2013 Reale Eugenio \u2013 Recca \u2013 Rescigno \u2013 Restagno \u2013 Ricci Giuseppe \u2013 Riccio Stefano \u2013 Rivera \u2013 Rodi \u2013 Rodin\u00f2 Mario \u2013 Rodin\u00f2 Ugo \u2013 Romano \u2013 Roselli \u2013 Rossi Maria Maddalena \u2013 Rubilli \u2013 Ruggeri Luigi \u2013 Ruini \u2013 Rumor \u2013 Russo Perez.<\/p><p>Saccenti \u2013 Saggin \u2013 Salizzoni \u2013 Salvatore \u2013 Sampietro \u2013 Sansone \u2013 Sapienza \u2013 Scarpa \u2013 Scelba \u2013 Schiavetti \u2013 Schiratti \u2013 Scoca \u2013 Scoccimarro \u2013 Segala \u2013 Segni \u2013 Sicignano \u2013 Silipo \u2013 Silone \u2013 Spallicci \u2013 Spano \u2013 Stampacchia \u2013 Stella \u2013 Storchi.<\/p><p>Taddia \u2013 Tambroni Armaroli \u2013 Targetti \u2013 Tega \u2013 Terranova \u2013 Tessitori \u2013 Titomanlio Vittoria \u2013 Togni \u2013 Tomba \u2013 Tonello \u2013 Tosato \u2013 Tosi \u2013 Tozzi Condivi \u2013 Treves \u2013 Trimarchi \u2013 Tupini \u2013 Turco.<\/p><p>Uberti.<\/p><p>Valenti \u2013 Valmarana \u2013 Varvaro \u2013 Venditti \u2013 Veroni \u2013 Vicentini \u2013 Vigna \u2013 Vigo \u2013 Villani \u2013 Vischioni.<\/p><p>Zaccagnini \u2013 Zanardi \u2013 Zerbi \u2013 Zotta \u2013 Zuccarini.<\/p><p><em>Astenuti:<\/em><\/p><p>Gullo Fausto.<\/p><p>Mazza.<\/p><p><em>Sono in congedo:<\/em><\/p><p>Costa \u2013 Cotellessa.<\/p><p>Merlin Umberto.<\/p><p>Orlando Vittorio Emanuele.<\/p><p>Valiani \u2013 Viale \u2013 Villabruna.<\/p><p>Si riprende la discussione del disegno di legge costituzionale: Testo coordinato dello Statuto speciale per la Sicilia. (65).<\/p><p>PRESIDENTE. Dobbiamo ancora procedere alla votazione del secondo articolo del disegno di legge relativo allo Statuto speciale della Sicilia:<\/p><p>\u00abLa presente legge costituzionale entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella <em>Gazzetta Ufficiale<\/em> della Repubblica\u00bb.<\/p><p>Non sono stati presentati emendamenti. Lo pongo in votazione.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Avverto che, in base ai due articoli approvati, l\u2019intitolazione del disegno di legge deve essere cos\u00ec modificata: Conversione in legge costituzionale dello Statuto della Regione siciliana, approvato col decreto legislativo 15 maggio 1946, n. 455.<\/p><p>Questo disegno di legge sar\u00e0 poi votato a scrutinio segreto insieme all\u2019altro successivo dell\u2019ordine del giorno.<\/p><p>Discussione del disegno di legge costituzionale: Norme per la proponibilit\u00e0 dei giudizi e per le garanzie d\u2019indipendenza della Corte costituzionale (68).<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019ordine del giorno reca: Discussione del disegno di legge costituzionale: Norme per la proponibilit\u00e0 dei giudizi e per le garanzie d\u2019indipendenza della Corte costituzionale.<\/p><p>Dichiaro aperta la discussione generale.<\/p><p>RUINI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>RUINI. Siccome penso che non tutti i colleghi abbiano la sensazione esatta del significato e del valore del presente disegno di legge, desidero ricordare questo.<\/p><p>L\u2019articolo 137 della Costituzione dice: \u00abUna legge costituzionale stabilisce le condizioni, le forme, i termini di proponibilit\u00e0 dei giudizi di legittimit\u00e0 costituzionale, e le garanzie di indipendenza dei giudici della Corte\u00bb.<\/p><p>Noi siamo costituenti e possiamo votare questa legge; se non la votassimo, essa dovrebbe essere votata dal Parlamento ordinario; il che richiederebbe una lunga procedura, un anno e mezzo di tempo.<\/p><p>Pertanto, voglio richiamare l\u2019attenzione sopra l\u2019estrema importanza che ha la votazione immediata di questo disegno di legge, perch\u00e9 sono gi\u00e0 in corso molte questioni di costituzionalit\u00e0, sia in materia di competenza delle Regioni sia in materia penale, gravissime.<\/p><p>Se non facciamo in modo che la Corte costituzionale possa funzionare il giorno stesso della convocazione del nuovo Parlamento, che elegger\u00e0 i suoi rappresentanti, andremo incontro a gravissimi pericoli.<\/p><p>Il Comitato ha fatto alcune proposte all\u2019unanimit\u00e0. Ma dichiaro fin da ora che quello che importa \u00e8 che questo disegno passi, per evitare l\u2019assurdo di restare per due anni almeno senza Corte costituzionale.<\/p><p>PRESIDENTE. Ha facolt\u00e0 di parlare l\u2019onorevole Mortati, Relatore.<\/p><p>MORTATI, <em>Relatore.<\/em> Il nostro compito in questa sede \u00e8 determinato dalla precisa dizione dell\u2019articolo 137 della Costituzione, che rinvia a leggi costituzionali due oggetti: determinazione delle condizioni, forme e termini di proponibilit\u00e0 dei giudizi di legittimit\u00e0 costituzionale e garanzie di indipendenza dei giudici della Corte.<\/p><p>Spetter\u00e0 poi ad una legge ordinaria di dettare le ulteriori norme per l\u2019esplicazione dei poteri conferiti alla Corte.<\/p><p>A scopo di brevit\u00e0, data l\u2019ora tarda se il Presidente e l\u2019Assemblea lo consentono, potrei rinunziare all\u2019esposizione generale e potremmo passare senz\u2019altro all\u2019esame degli articoli.<\/p><p>GIANNINI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>GIANNINI. Onorevole Presidente, onorevoli colleghi! Ho presentato un ordine del giorno, con il quale chiedo il rinvio al nuovo Parlamento di questa importantissima legge. Credo che nessuno pi\u00f9 di noi abbia sostenuta la necessit\u00e0 di questo istituto. Noi ci siamo battuti per la creazione di una suprema Corte costituzionale. Insisto su questa parola \u00absuprema\u00bb, la quale \u00e8 sparita dal disegno di legge, come \u00e8 scomparsa anche l\u2019altra dizione di \u00abAlta Corte\u00bb. Noi, infatti, partivamo dalla convinzione che era necessario garantire con qualcosa di pi\u00f9, che non la persona fisica di un monarca o di un altro Corpo dello Stato, la Costituzione, lo Statuto fondamentale e le leggi che regolano la comunit\u00e0.<\/p><p>A poco a poco questo nostro progetto, che nella campagna elettorale \u00e8 stato sbandierato da tutti gli altri partiti, ad eccezione di quello comunista, si \u00e8 andato svuotando di contenuto e si \u00e8 arrivati al punto che, nell\u2019ultimo giorno della Costituente, noi ci vediamo presentare un progettino nel quale la Suprema Corte \u00e8 sparita, come \u00e8 scomparsa pure l\u2019Alta Corte. \u00c8 rimasta la Corte costituzionale. Essa mi d\u00e0 l\u2019impressione dell\u2019istituzione di una nuova e pi\u00f9 intelligente pretura e nulla pi\u00f9. Non ho niente da dire contro i pretori, anzi li ammiro moltissimo. Tutti coloro i quali hanno seguito la mia opera giornalistica sanno con quanta sincerit\u00e0 e magari con quanta impetuosit\u00e0 io ho difeso l\u2019opera dei magistrati. Ma \u00e8 appunto per questo, per la seriet\u00e0 della Magistratura, che \u00e8 indispensabile dare a questa Alta, Suprema Corte costituzionale (che dovrebbe in sostanza integrare e darci quel che mancava nel passato istituto del monarca ed \u00e8 mancato anche nella configurazione costituzionale attuale del Capo dello Stato) la garanzia di custodia della costituzionalit\u00e0 delle leggi, della Costituzione, del corpo delle leggi fondamentali dello Stato, mentre ora ce lo vediamo ridotto ad un istituto striminzito, a quasi nulla. Dir\u00f2 che \u00e8 addirittura offensivo per l\u2019istituto, che andiamo a creare, la rapidit\u00e0 della discussione che vogliamo fare. Io non sono un giurista, ma senza bisogno di essere un giurista \u00e8 chiaro che questa istituzione, che si vuole frettolosamente creare, non fa che togliere qualche mansione alla Suprema Corte di cassazione, qualche altra al Consiglio di Stato ed altre, forse, alla Corte dei conti e in sostanza non fa che togliere ad istituti gi\u00e0 esistenti delle capacit\u00e0 che essi gi\u00e0 hanno, e da molti anni, senza creare le nuove capacit\u00e0 giuridiche che erano nell\u2019intenzione di coloro che volevano la Suprema Corte costituzionale.<\/p><p>Ora, io chiedo che si rinvii questa legge, innanzitutto per rispetto all\u2019istituto che si vuol creare e che non deve esser creato a tamburo battente, in quattro e quattr\u2019otto; in secondo luogo rispondo alle osservazioni del mio illustre amico onorevole Ruini, il quale ci dice che ci sar\u00e0 bisogno di un anno o di un anno e mezzo per costituire una Corte costituzionale. \u00c8 vero, ma non sar\u00e0 gran danno se si pensa che quel che noi facciamo affrettatamente, forse avr\u00e0 bisogno di due anni, due anni e mezzo per essere disfatto.<\/p><p>Perch\u00e9 quello che noi facciamo ha carattere costituzionale, ed anche se commettiamo un errore, quest\u2019errore dev\u2019essere costituzionalmente ritenuto esistente fino al momento in cui possa essere modificato, come possono essere modificate le norme che noi abbiamo stabilito, cio\u00e8 attraverso una procedura lunga, una procedura costosa, specialmente di tempo, ed una procedura, nella quale incide normalmente la situazione politica contingente.<\/p><p>Per queste ragioni, e per non tediare ancora di pi\u00f9 l\u2019Assemblea, gi\u00e0 troppo tediata, io chiedo che si rinvii alla nuova Camera il disegno di legge costituzionale sull\u2019Alta Corte o Suprema Corte costituzionale, custode delle leggi fondamentali dello Stato.<\/p><p>RUINI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>RUINI. L\u2019onorevole Giannini, che \u00e8 stato un deciso sostenitore della Corte costituzionale, non ricorda come si sono svolti i lavori in questa Assemblea. La Corte costituzionale \u00e8 stata discussa ampiamente e particolarmente, con la piena adesione dei rappresentanti del suo Gruppo nella Commissione. Egli crede che la Corte costituzionale si debba fare ora. La Corte costituzionale \u00e8 gi\u00e0 stata deliberata dall\u2019Assemblea, ed i caratteri fondamentali sono stati gi\u00e0 posti. La Corte costituzionale deve deliberare sui giudizi di legittimit\u00e0, sui conflitti di attribuzione e sull\u2019accusa dei Ministri.<\/p><p>GIANNINI. Chi lo dice questo?<\/p><p>RUINI. La Corte costituzionale esiste. Ora, si tratta di una semplice modalit\u00e0, di valore molto secondario, delle norme di procedibilit\u00e0 e delle garanzie dei membri della Corte stessa. Qui non \u00e8 in questione la Corte costituzionale, ma alcune modalit\u00e0, che, se non sono approvate ora, faranno s\u00ec che quella Corte costituzionale che l\u2019onorevole Giannini invocava teoricamente, ma che in pratica propone di demolire, perch\u00e9 si dovrebbe fare tutto <em>ex novo<\/em>, non potr\u00e0 funzionare.<\/p><p>Io credo che il parere unanime di tutti sia che la Corte costituzionale votata nella Costituzione debba funzionare. Se occorrer\u00e0, la correggeremo in seguito; ma che funzioni subito, perch\u00e9 solo cos\u00ec si potranno evitare inconvenienti gravissimi.<\/p><p>PRESIDENTE. Vi \u00e8 da parte dell\u2019onorevole Giannini una proposta di sospensiva. Non penso che la si possa chiamare di rinvio, perch\u00e9 non possiamo rinviare una materia ad un\u2019Assemblea che non sia pi\u00f9 la nostra.<\/p><p>A norma del Regolamento, possono ancora parlare sulla proposta Giannini un oratore a favore e uno contro.<\/p><p>CONDORELLI. Chiedo di parlare a favore della proposta Giannini.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CONDORELLI. Onorevole Presidente, non vi \u00e8 dubbio che con le norme previste da questo schema di legge la Corte costituzionale \u00e8 totalmente svisata e comunque non potr\u00e0, ugualmente, funzionare. \u00c8 svisata perch\u00e9, per come \u00e8 stata proposta dal progetto di legge ieri presentato, in realt\u00e0 questa Corte costituzionale nulla aggiunge a ci\u00f2 che era nel nostro precedente ordinamento giuridico. \u00c8 infatti risaputo da tutti che una dichiarazione di incostituzionalit\u00e0 fatta dall\u2019autorit\u00e0 giudiziaria giuridicamente aveva effetto soltanto per la fattispecie giudicata, ma \u00e8 altrettanto risaputo che, quando la Corte di cassazione aveva dichiarato l\u2019incostituzionalit\u00e0 di una legge, quella legge non veniva pi\u00f9 applicata. Dunque, la necessit\u00e0 per il potere legislativo di colmare la lacuna che si era determinata nell\u2019ordinamento. Quando noi riducessimo le mansioni e la competenza della Corte costituzionale a quella di giudicare in via incidentale delle questioni di legittimit\u00e0 costituzionale che sorgessero in un giudizio innanzi al magistrato ordinario o innanzi al magistrato amministrativo, oppure a quelle che lo stesso magistrato potesse sollevare di ufficio, noi non avremmo aggiunto nulla alle garanzie che prima si avevano.<\/p><p>Avremmo soltanto questa differenza: forse una maggiore mora, perch\u00e9 prima sarebbe necessario un giudizio davanti al magistrato ordinario, che non potrebbe decidere e dovrebbe rinviare il giudizio avanti alla Corte costituzionale. Probabilmente il giudizio introduttivo potrebbe arrivare anche in Cassazione. E vi sarebbe ancora, dopo un giudizio nei tre gradi, la fase introduttiva del vero e proprio giudizio di costituzionalit\u00e0! D\u2019altro canto, gli effetti pratici delle dichiarazioni di incostituzionalit\u00e0 sono sostanzialmente gli stessi, perch\u00e9 una dichiarazione di incostituzionalit\u00e0 fatta dall\u2019autorit\u00e0 giudiziaria praticamente aveva gli stessi effetti di una dichiarazione di incostituzionalit\u00e0 che ora si farebbe, con maggiore solennit\u00e0, ma forse con minore garanzia di giustizia, perch\u00e9 questa Corte costituzionale \u00e8 un organo essenzialmente politico, rispetto alla Corte predetta. Proprio per la volont\u00e0 di sveltezza e di ridurre ai minimi termini questa legge, il progetto governativo trascura financo l\u2019esistenza dell\u2019istituto nuovo della Regione. Non si prevede neanche il ricorso della Regione contro altra Regione o di una Regione nei rapporti dello Stato o dello Stato nei rapporti della Regione. A questo ha supplito la Commissione parlamentare. Ma la legge rimane egualmente insufficiente, perch\u00e9, al di fuori del controllo della Corte costituzionale, rimane una quantit\u00e0 di norme. Noi ritenevamo che si potesse ricorrere a questa Corte costituzionale da un certo numero di elettori, da un certo numero di deputati o di senatori, dal Governo, ecc. Si obietta da parte dei sostenitori del progetto che, in sostanza, la garanzia c\u2019\u00e8 lo stesso, perch\u00e9 non sarebbe necessario altro che suscitare una lite davanti all\u2019autorit\u00e0 ordinaria per avere il rinvio dinanzi alla Corte costituzionale.<\/p><p>PRESIDENTE. La prego di concludere, onorevole Condorelli. Non le pare che stia discutendo il merito del progetto?<\/p><p>CONDORELLI. Finisco subito, onorevole Presidente. Trovo che non tutte le violazioni della Costituzione che si producessero attraverso una legge violino dei diritti soggettivi o che si soggettivizzino in una determinata persona. Basta pensare, per esempio, ad una legge che sopprimesse o modificasse un organo costituzionale. E quale sarebbe, in tal caso, il soggetto che potrebbe lamentare la lesione di un suo diritto? Ammettiamo una legge costituzionale che restringesse la competenza della stessa Corte costituzionale. Chi sarebbe facoltato, legittimato, a far dichiarare questa violazione? Nessuno. Quindi si rende necessario, perch\u00e9 la Corte costituzionale possa raggiungere i suoi scopi, la legittimazione di organi qualificati per far valere queste violazioni della Costituzione; il Governo, un numero di deputati, un numero di elettori.<\/p><p>PRESIDENTE. Su questo che lei dice, onorevole Condorelli, sono stati gi\u00e0 presentati degli emendamenti.<\/p><p>CONDORELLI. Concludo subito: il fatto che il progetto di legge non accenna minimamente a questi punti e che questi punti, se dovessero essere discussi prenderebbero del tempo, prova che per una discussione seria non potrebbero certo essere sufficienti le poche ore che ci restano.<\/p><p>Penso pertanto che il solo avviso possibile sia quello dell\u2019onorevole Giannini. Oppure, dovremo aggiornarci per tornarci a convocare, cosa che non mi pare assolutamente impossibile date le norme transitorie che furono votate in sede di Costituzione.<\/p><p>Se dobbiamo far nascere questo istituto \u2013 perch\u00e9 in sostanza con questa legge lo si fa nascere, perch\u00e9 solo con questa legge esso potrebbe funzionare \u2013 credo che non possiamo che attenerci o all\u2019una o all\u2019altra soluzione: o rinviare al futuro Parlamento oppure aggiornarci per riconvocarci fra qualche giorno.<\/p><p>Nessun \u00abinconveniente avverrebbe, onorevole Presidente e onorevoli colleghi, perch\u00e9&#8230;<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Condorelli, le ricordo che lei sta parlando per sostenere la proposta Giannini della sospensiva <em>sine die<\/em>. Non ne formuli un\u2019altra.<\/p><p>CONDORELLI. Nessun danno deriverebbe, perch\u00e9 \u00e8 ovvio che con la legge avviata dal progetto la Corte costituzionale non potr\u00e0 funzionare ugualmente, perch\u00e9 manca un regolamento di procedura. Come si fanno queste domande? A chi si rivolgono? Quando si rivolgono? Come si discutono? Come si decidono? Nulla \u00e8 previsto. Chi potrebbe, in base a questa legge, iniziare un procedimento innanzi alla Corte costituzionale? Anche se si votasse la legge proposta, sarebbe ugualmente necessario che si convochi il futuro Parlamento perch\u00e9 faccia la legge sulla Corte costituzionale. Io dico e credo che molti colleghi converranno con me, che con questi tre articoli nessuna Corte costituzionale potr\u00e0 mai funzionare.<\/p><p>MORO. Chiedo di parlare contro la proposta di sospensiva.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MORO. Far\u00f2 brevissime dichiarazioni, in quanto mi pare evidente l\u2019opportunit\u00e0, anzi la necessit\u00e0 che l\u2019Assemblea Costituente, prima di concludere i suoi lavori, si occupi della Corte costituzionale, stabilendo le condizioni di proponibilit\u00e0 dei ricorsi e le garanzie di indipendenza dei giudici. Ora, mi pare che attraverso le dichiarazioni dell\u2019onorevole Condorelli i termini della questione siano stati spostati; cio\u00e8 si \u00e8 tornati a discutere dell\u2019opportunit\u00e0 di adottare il sistema previsto dalla Costituzione a garanzia dell\u2019osservanza delle norme costituzionali nell\u2019attivit\u00e0 legislativa dello Stato e della Regione.<\/p><p>Il problema, io credo, non \u00e8 qui. Ormai la Corte costituzionale \u00e8 stata sancita nella Carta costituzionale e noi dobbiamo dare la pi\u00f9 sollecita attuazione ai princip\u00ee che sono stati gi\u00e0 fissati nella nostra Costituzione. Io non ho che da richiamarmi a quanto \u00e8 stato dichiarato dal Presidente della Commissione onorevole Ruini, il quale rilevava che, se questa legge costituzionale non fosse approvata in questa sede, essa richiederebbe una lunga procedura e determinerebbe un lungo periodo d\u2019attesa, con la conseguenza che la Corte costituzionale potrebbe cominciare a funzionare solo dopo molto tempo. Si pu\u00f2 calcolare in due anni circa il tempo che dovrebbe decorrere, prima di poter dare attuazione al principio sancito nella Carta costituzionale. Ricordo d\u2019altra parte \u2013 e mi rivolgo a coloro che ritengono immatura l\u2019Assemblea per prendere una decisione su questo punto \u2013 che su quanto viene oggi in considerazione, sia in sede di Commissione, sia in sede di Assemblea si \u00e8 lungamente discusso, poich\u00e9 si riteneva che il problema dovesse essere risolto nella stessa Carta costituzionale.<\/p><p>E se, in seguito all\u2019accettazione di un emendamento, si decise di rinviare la materia ad un\u2019apposita legge costituzionale, non si pu\u00f2 negare che la discussione sia stata fatta e che l\u2019Assemblea fosse gi\u00e0 allora in un certo senso \u2013 e certamente lo \u00e8 ancora pi\u00f9 oggi \u2013 matura per prendere una decisione. Io chiedo che l\u2019Assemblea respinga la richiesta di sospensiva, in quanto la Corte costituzionale significa quella garanzia di libert\u00e0 e di legalit\u00e0 cui tutti tendiamo.<\/p><p>Per queste ragioni il mio Gruppo voter\u00e0 contro la richiesta di sospensiva.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, dobbiamo dunque procedere alla votazione della proposta dell\u2019onorevole Giannini di sospensiva <em>sine die<\/em> su questo disegno di legge. Hanno preso la parola due oratori a favore, compreso il proponente, e due contro: do ora la parola soltanto per dichiarazioni di voto.<\/p><p>NITTI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>NITTI. Dir\u00f2 la ragione semplice per la quale io reputo mio dovere di votare a favore del rinvio. Prima di tutto perch\u00e9 ci\u00f2 che noi ora facciamo \u00e8 inutile. La decisione frettolosa, che si propone, non evita alcun ritardo.<\/p><p>La legge costituzionale, all\u2019articolo 137, reca: \u00abUna legge costituzionale stabilisce le condizioni, le forme, i termini di proponibilit\u00e0 dei giudizi di legittimit\u00e0 costituzionale e le garanzie di indipendenza dei giudici della Corte\u00bb.<\/p><p>\u00c8 evidente che l\u2019obiettivo dovrebbe esser quello di mettere in funzione la Corte costituzionale; ma questo noi non facciamo e non faremo, e quindi non \u00e8 perduto nulla di quanto si vuole per affrettare le possibilit\u00e0 di decisione della Corte. Ma debbo dire che ho tutti i motivi per non votare, senza averla esaminata, questa proposta, la quale costituisce un fatto nuovo e viene con una certa procedura nuova.<\/p><p>Noi abbiamo con la legge sulla Corte costituzionale stabilito che i magistrati di questa Corta possano essere anche magistrati a riposo e, di conseguenza, che possano anche avere oltre settant\u2019anni. Ed abbiamo stabilito altres\u00ec che l\u2019esercizio delle loro funzioni duri dieci anni. La Corte costituzionale, dunque, per pronunciarsi intorno a questa nuova materia, sar\u00e0 composta di nomi venerandi, i quali vengono a fare non si sa che cosa.<\/p><p>Ora, qual \u00e8 la situazione nella quale adesso ci troviamo?<\/p><p>Quali cambiamenti sono avvenuti nello stesso testo che ci \u00e8 stato presentato! Tutto \u00e8 stato finora incerto e confuso e il progetto \u00e8 stato parecchie volte mutato.<\/p><p>Si \u00e8 voluto perfino che questa Corte abbia, come il Senato, come la Camera, un bilancio a s\u00e9, che sfugga a tutti i controlli. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>In altre parole, la Corte doveva, come la Camera dei deputati, come il Senato, avere un fondo speciale da amministrare a suo piacimento, di cui poteva fare quello che voleva, indeterminatamente. I consiglieri, di et\u00e0 veneranda, tutti dai 70 agli 80 anni: un nuovo esercito di gente parassita con la sua corte, le sue automobili, e numerosi suoi segretari con larghe prebende, senza lavoro e grandi spese.<\/p><p>Dicendo solo poche parole per combattere l\u2019incertezza e il disordine delle proposte, io non intendo che segnalare il pericolo e il danno. Ora in questo disordine dell\u2019ultima ora manca il tempo di fare un\u2019analisi anche sommaria.<\/p><p>Io evitai il male maggiore; ma la proposta \u00e8 sempre cattiva. Sin dalla presentazione del disegno di legge dissi a tutti il danno che minacciava la proposta disordinata.<\/p><p>Cerchiamo di rientrare un po\u2019 nella logica. Si parla di urgenza e si dice che non bisogna perder tempo. Che cosa farebbe questa Corte adesso? Essa non pu\u00f2 funzionare, in quanto il Senato non \u00e8 ancora eletto. Le nomine che sono necessarie per far funzionare la Corte, secondo l\u2019articolo di cui ho dato lettura, non sono state ancora fatte, n\u00e9 possono esserlo.<\/p><p>A parte il fatto stravagante che questa Corte costituzionale \u00e8 unica, che non esiste in nessun paese della terra, che \u00e8 una Corte cos\u00ec assurda (ma questa purtroppo \u00e8 la legge e non possiamo migliorarla per nulla), ora procedendo in fretta si vuol renderla ancora peggiore. Senza studio, senza preparazione, senza ponderazione noi ci precipitiamo a fare, che cosa?<\/p><p>Noi abbiamo votato lo statuto per la Sicilia, cos\u00ec rapidamente esaminato. Quelli che lo hanno votato hanno ritenuto di compiere un dovere nazionale, ma non sapevano nulla di ci\u00f2 che votavano. Ma ora dobbiamo votare anche la Corte costituzionale senza esame, senza saperne niente?<\/p><p>Le parole che ha detto l\u2019onorevole Giannini su questa materia sono talmente semplici che non occorre aggiungerne altre. Spero, quindi, che voi vorrete approvare la proposta savia di rinviare ogni decisione alla futura Camera. Pretendere che noi decidiamo cos\u00ec tra capo e collo, senza studio, senza preparazione, \u00e8 semplicemente assurdo.<\/p><p>Per queste ragioni voter\u00f2 a favore della proposta Giannini.<\/p><p>PRESIDENTE. Pongo in votazione la sospensiva proposta dall\u2019onorevole Giannini.<\/p><p>(<em>Dopo prova e controprova, non \u00e8 approvata<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>CONDORELLI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CONDORELLI. Chiedo che si riconvochi la Costituente per meglio esaminare questa legge.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Condorelli, la sua proposta \u00e8 anticostituzionale. Legga la disposizione transitoria XVII.<\/p><p>Passiamo all\u2019esame degli articoli.<\/p><p>Chiedo al Ministro Guardasigilli se il Governo desidera discutere sul proprio testo o se accetta quello della Commissione.<\/p><p>GRASSI, <em>Ministro di grazia e giustizia. <\/em>Il Governo \u00e8 indifferente. Si \u00e8 gi\u00e0 rimesso all\u2019Assemblea per la votazione a fine seduta di questo disegno di legge, e si rimette all\u2019Assemblea per il testo su cui discutere.<\/p><p>\u00c8 bene chiarire che il Governo non ha fatto altro che mettere in condizioni l\u2019Assemblea di votare questa legge sulla Corte costituzionale. Quindi il Governo ha fatto suo un disegno di legge preparato dalla Commissione dei Diciotto e l\u2019ha presentato all\u2019Assemblea, con le modifiche che il Consiglio dei Ministri ha inteso di portare. Ma differenze sostanziali fra il testo della Commissione e quello del Governo non vi sono. V\u2019\u00e8 soltanto una aggiunta all\u2019articolo 2. Ma non so se sia il caso di parlarne adesso o successivamente.<\/p><p>Comunque assicuro l\u2019Assemblea che le osservazioni fatte dall\u2019onorevole Condorelli non danno molta preoccupazione, nel senso che, come il Presidente dell\u2019Assemblea ha detto, a norma della Disposizione XVII della nostra Costituzione finch\u00e9 non fosse entrata in funzione la Corte costituzionale, si sarebbero seguite le norme vigenti per i conflitti di competenza o di incostituzionalit\u00e0.<\/p><p>Ma il Governo ritiene, e perci\u00f2 ha presentato questo disegno di legge, che sia indispensabile e opportuno che il massimo organo costituzionale, che \u00e8 necessario data la forma della nostra Costituzione, quest\u2019organo che stabilisce i limiti ai poteri degli organi dello Stato e perfino del Parlamento, in quanto la Costituzione nostra, se non rigida, \u00e8 semirigida, sia istituito per emettere giudizi sui limiti di competenza degli organi supremi dello Stato.<\/p><p>Se non facciamo la discussione di questo disegno oggi, dovremmo seguire la procedura lunga stabilita dalla Costituzione per l\u2019approvazione delle leggi costituzionali, e certamente ci vorrebbe molto tempo.<\/p><p>L\u2019attuale disegno di legge chiarisce le disposizioni dell\u2019articolo 134, il quale dice che sulle controversie relative alla legittimit\u00e0 e alla costituzionalit\u00e0 della legge o dell\u2019atto avente forza di legge dello Stato \u00e8 competente la Corte costituzionale. E quindi ha stabilito che in via incidentale, quando sorge un conflitto per la lesione di un diritto o di un interesse legittimo, possa essere sollevata la questione della incostituzionalit\u00e0 della legge o dell\u2019atto avente forza di legge.<\/p><p>Di fronte a questa situazione si propone, d\u2019accordo con la Commissione, la possibilit\u00e0 di questo ricorso dinanzi alla Corte costituzionale.<\/p><p>Abbiamo tolto, onorevole Condorelli, quella parte che si poteva riferire ad un ricorso diretto da parte di organi dello Stato, perch\u00e9 abbiamo creduto che non sia il caso di trasferire ancora dinanzi alla Corte questioni che sono gi\u00e0 risolte nel campo parlamentare.<\/p><p>D\u2019altra parte, questa azione diretta non abbiamo creduto di darla n\u00e9 a cittadini qualsiasi, n\u00e9 a organi dello Stato.<\/p><p>Quindi si tratta di mantenersi nei limiti dei conflitti stabiliti dall\u2019articolo 134 della Costituzione.<\/p><p>Rimane l\u2019altra questione, ossia quella che riguarda la possibilit\u00e0 di dare ad organi come la Regione (propone la Commissione all\u2019articolo 2) la facolt\u00e0 di ricorrere alla Corte costituzionale.<\/p><p>Io vorrei pregare la Commissione che la cosa fosse considerata con molta cautela.<\/p><p>Quindi proporrei alla Commissione di poter modificare in parte l\u2019articolo 2, ossia cercare di chiarire pi\u00f9 esattamente la portata di questo articolo, tanto pi\u00f9 che \u00e8 mio convincimento personale che l\u2019attivit\u00e0 che spiega una Regione di fronte ad un interesse obiettivo, ad un interesse pubblico, non riflette l\u2019interesse legittimo, ma \u00e8 una questione di competenza, ossia di attribuzione; questione che pu\u00f2 sorgere oggi non solo nel campo dell\u2019attivit\u00e0 amministrativa, fra amministrazione e potere giudiziario, ma dell\u2019attivit\u00e0 legislativa, in quanto ora alla Regione (ed anche ad alcune province) abbiamo dato la facolt\u00e0 di emanare norme giuridiche. Pu\u00f2 perci\u00f2 avvenire una invadenza di sfere di competenza.<\/p><p>Ma questa invadenza di sfere di competenza si traduce in fondo in un conflitto di attribuzioni fra organo e organo. Questo pu\u00f2 essere anche regolato con questa legge, ma io proporrei alla Commissione alcune modifiche: sopprimere al primo comma le parole: \u00absia illegittimo in quanto\u00bb; e sostituire al termine di sessanta giorni quello di trenta.<\/p><p>Ci\u00f2, in quanto sarebbe pi\u00f9 prudente limitare i ricorsi di fronte alla legge, in modo da rendere impossibile che una legge gi\u00e0 votata dal Parlamento possa rimanere \u2013 direi quasi \u2013 sospesa di fatto, pi\u00f9 che di diritto, nel senso che un\u2019azione di incostituzionalit\u00e0 (che pu\u00f2 venire da una delle 19 Regioni) possa lasciare in sospeso per molto tempo la validit\u00e0 di una legge.<\/p><p>LUCIFERO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha. facolt\u00e0.<\/p><p>LUCIFERO. Lei ha ricordato, signor Presidente, precedentemente all\u2019onorevole Condorelli la XVII disposizione transitoria. Ora questa disposizione transitoria stabilisce che \u00abl\u2019Assemblea Costituente sar\u00e0 convocata dal suo Presidente per deliberare, entro il 31 gennaio 1948, sulla legge per l\u2019elezione del Senato della Repubblica, sugli statuti regionali speciali e sulla legge per la stampa\u00bb. Dico semplicemente che fino al 31 gennaio l\u2019Assemblea \u00e8 stata convocata a questo fine. Per questa legge si deve fare una convocazione dell\u2019Assemblea, si deve fare una convocazione speciale attraverso una speciale procedura, cio\u00e8 con una richiesta speciale o dei deputati o del Governo, ecc. Che una legge di questa gravit\u00e0 sia portata all\u2019ordine del giorno, quando non ne era prevista la discussione fino ad avantieri, perch\u00e9 fino ad avantieri nessuno di noi sapeva che questa questione sarebbe stata portata in questa sede, mi sembra una cos\u00ec quanto mai inopportuna. Io ho voluto fare questa osservazione perch\u00e9 rimanga agli atti. In questi ultimi giorni della Costituente abbiamo assistito ad una specie di girandola. Questo disegno di legge andr\u00e0 con la girandola; per\u00f2 io credo che anche il Paese vorrebbe che in certe cose fossimo maggiormente coerenti.<\/p><p>PRESIDENTE. Allora possiamo seguire il testo della Commissione, poich\u00e9 il Governo si \u00e8 rimesso all\u2019Assemblea. Si dia lettura della intitolazione del disegno di legge e dell\u2019articolo 1.<\/p><p>SCHIRATTI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>NORME SUI GIUDIZI DI LEGITTIMIT\u00c0 COSTITUZIONALE E SULLE GARANZIE D\u2019INDIPENDENZA DELLA CORTE COSTITUZIONALE<\/p><p>Art. 1.<\/p><p>\u00abLa questione di legittimit\u00e0 costituzionale di una legge o di un atto avente forza di legge della Repubblica, rilevata d\u2019ufficio o sollevata da una delle parti nel corso di un giudizio e non ritenuta dal giudice manifestamente infondata, \u00e8 rimessa alla Corte costituzionale per la sua decisione\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. A questo articolo l\u2019onorevole Bozzi ha presentato il seguente, emendamento:<\/p><p>\u00ab<em>Aggiungere il seguente comma:<\/em><\/p><p>\u00abLa questione di legittimit\u00e0 costituzionale non pu\u00f2 essere rilevata o sollevata dopo che siano trascorsi due anni dal giorno dell\u2019entrata in vigore della legge o dell\u2019atto avente forza di legge dello Stato o della Regione\u00bb.<\/p><p>Ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>BOZZI. Onorevoli colleghi, noi trattiamo, come \u00e8 stato da pi\u00f9 parti rilevato, un argomento di grande importanza, perch\u00e9 la Corte costituzionale, secondo la competenza che le \u00e8 stata attribuita dall\u2019articolo 134 e seguenti della Costituzione, ha una funzione importantissima nella vita del nostro Stato: \u00e8 l\u2019organo il quale, in certo senso, si viene a porre al di sopra del Parlamento, perch\u00e9 ha la potest\u00e0 giuridica di annullare le leggi votate dal Parlamento. Di qui le cautele delle quali noi dobbiamo circondare il funzionamento di questo organo che fa la sua prima esperienza nella Repubblica italiana. La configurazione che il disegno di legge presentato dal Governo \u2013 e in questa parte approvato dalla Commissione \u2013 d\u00e0 all\u2019istituto, \u00e8 da me approvata. La questione di legittimit\u00e0 costituzionale pu\u00f2 essere sollevata di ufficio o rilevata da una delle parti soltanto nel corso di un giudizio: civile, penale o amministrativo; cio\u00e8, in quanto vi sia una contestazione intorno ad un diritto soggettivo o ad un interesse legittimo. Occorre vi sia l\u2019occasione di una situazione giuridica subiettiva. In questo caso il giudice, qualora la parte sia inerte o la parte si faccia diligente, solleva la questione di costituzionalit\u00e0. E allora avviene (valgono i princip\u00ee di ordine generale) che questo giudizio fra privati viene sospeso, e questa questione di costituzionalit\u00e0 viene portata dinanzi a questo tribunale supremo. E si instaura questo nuovo processo, questo giudizio.<\/p><p>Ora, il mio emendamento mira a questo. Io mi permetto di richiamare su di esso tutta la vostra attenzione, perch\u00e9 lo ritengo di fondamentale importanza. Io dico: va bene, la possibilit\u00e0 d\u2019impugnare la legge; va bene, che vi possa essere un organo costituzionale investito di questo alto potere di giudicare una legge votata dal Parlamento, in quanto questa legge sia riconosciuta violatrice della Costituzione. Ma vi \u00e8 accanto a questo interesse pubblico del rispetto della legittimit\u00e0 costituzionale, un altro interesse anche esso pubblico, e che va anche esso garantito. \u00c8 l\u2019interesse alla stabilit\u00e0 dell\u2019ordinamento giuridico, alla certezza dell\u2019ordinamento giuridico.<\/p><p>Ora, dopo che una legge \u00e8 entrata in vigore ed \u00e8 trascorso un certo numero di anni \u2013 che io ho fissato in due, ma che potrebbe eventualmente essere fissato in tre o quattro \u2013 ed ha creato rapporti giuridici, situazioni giuridiche, che si sono consolidate, ed ha dato vita ad una successione di altre leggi che sulla Costituzione si sono fondate, allora noi dobbiamo scegliere fra questa alternativa. Conviene tutelare la legge, che sia pure per una lieve incostituzionalit\u00e0 formale ha dato luogo ormai a situazioni consolidate; ovvero non conviene precludere questa possibilit\u00e0 di impugnativa, e dare la prevalenza all\u2019esigenza della certezza del diritto? Se noi accediamo senza limitazioni al concetto manifestato dalla Commissione, noi mettiamo tutto l\u2019ordinamento giuridico in una condizione di perpetua incertezza.<\/p><p>Non vi sar\u00e0 pi\u00f9 rapporto giuridico che possa essere considerato stabile. Mi rivolgo ai tecnici di questa Assemblea: nel campo della giustizia amministrativa (l\u2019onorevole Ruini \u00e8 maestro anche in questo) vi \u00e8 una situazione, se non identica, analoga. Quando un atto amministrativo \u00e8 illegittimo (e possiamo paragonare l\u2019atto amministrativo alla legge) non sempre il Consiglio di Stato procede all\u2019annullamento dell\u2019atto, perch\u00e9 fa una valutazione d\u2019interesse pubblico. Il giudice si domanda se, nonostante il riconoscimento di quella illegittimit\u00e0, vi siano ragioni d\u2019interesse pubblico che consiglino il mantenimento di quell\u2019atto. Perch\u00e9, ad esempio, quell\u2019atto ha dato vita ad una situazione consolidata, e il distruggerlo sarebbe pi\u00f9 dannoso per l\u2019interesse pubblico che il mantenerlo.<\/p><p>Ora, se si presenta questa esigenza di fronte all\u2019atto amministrativo, che riguarda una persona o un ente, vedete quanto pi\u00f9 imponente si presenti questa esigenza di fronte ad una legge.<\/p><p>D\u2019altra parte, collega ed amico Mortati, io prevedo l\u2019obiezione sussurratami poco fa: non vale dire che qui la questione di legittimit\u00e0 \u00e8 fatta in via di eccezione, perch\u00e9 bisogna riconoscere che \u00e8 una eccezione s\u00ec, ma che immediatamente si converte in un\u2019azione, che d\u00e0 vita ad un processo a s\u00e9 e che vi \u00e8 tutta una rete di interessi pubblici, che bisogna tutelare. Vi \u00e8 un interesse pubblico; non siamo nel campo del diritto privato, ma del diritto pubblico. E quell\u2019annullamento non avviene pi\u00f9 fra le parti in contesa, ma \u00e8 annullamento <em>erga omnes<\/em>, che distrugge alla base la legge.<\/p><p>Ora io dico: ammettiamo un limite, altrimenti, avremo processi che si creano fittiziamente fra le parti, al solo scopo di invalidare una legge e di mettere in perpetuo stato di incertezza l\u2019ordinamento giuridico; il che \u00e8 quanto di pi\u00f9 funesto si possa pensare per uno Stato, che vuole fondarsi sulla legge e sull\u2019ordine giuridico.<\/p><p>Si dir\u00e0: se, trascorsi questi due o tre anni, l\u2019azione o l\u2019eccezione \u00e8 preclusa, ci si accorge che la legge \u00e8 illegittima; non vi sono altri rimedi.<\/p><p>No, vi sono: vi \u00e8 il Parlamento; si eccita l\u2019azione del Governo, mediante petizioni o altre azioni extra processuali, perch\u00e9 questa legge sia tolta dal circolo della vita giuridica e dall\u2019ordinamento giuridico.<\/p><p>Credo che queste considerazioni si raccomandino alla vostra attenzione e mi auguro che l\u2019emendamento sia accolto.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Benvenuti ha presentato il seguente emendamento aggiuntivo:<\/p><p>\u00abLa stessa questione pu\u00f2 essere proposta in via principale dinanzi alla Corte costituzionale da ogni membro elettivo del Parlamento della Repubblica\u00bb.<\/p><p>Ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>BENVENUTI. Rinunzio a svolgerlo.<\/p><p>DOMINED\u00d2. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>DOMINED\u00d2. La proposta presentata dall\u2019onorevole Bozzi urta contro quanto egli stesso, nella sua finezza, si prospettava.<\/p><p>Siamo in presenza non gi\u00e0 di un\u2019azione a tutela di un diritto, nei confronti della quale comprenderei l\u2019opposizione di un termine, bens\u00ec di un incidente di incostituzionalit\u00e0, il quale nasce formalmente e materialmente a seguito di una eccezione.<\/p><p>Siffatta eccezione si potr\u00e0 avere a tempo indeterminato, ogni qual volta sorga la lesione di un interesse o di un diritto: non \u00e8 quindi concepibile che sia limitata nel tempo la tutela contro un pericolo verificabile senza limiti di tempo.<\/p><p>Pertanto all\u2019esigenza, sottolineata e condivisa anche da parte nostra, della certezza del diritto, in questo caso sovrasta l\u2019esigenza, superiore, della legittimit\u00e0 costituzionale degli atti aventi valore di legge: esigenza attinente alla difesa dei diritti essenziali della persona umana.In conseguenza di che, richiamando il valore ed il significato della tutela giuridica affidata alla Corte costituzionale, voteremo contro ogni apposizione di termine, la quale ferirebbe nel momento stesso in cui la si formula la tutela essenziale da noi voluta.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Mortati ha facolt\u00e0 di esprimere il parere della Commissione sugli emendamenti.<\/p><p>MORTATI, <em>Relatore.<\/em> La Commissione non \u00e8 stata nella possibilit\u00e0 di consultarsi nel suo complesso. Posso riferire soltanto i risultati di un breve e parziale scambio di vedute.<\/p><p>In sostanza l\u2019imbarazzo nel quale ci troviamo nasce da questo: dall\u2019aver commisto insieme due diversi sistemi. L\u2019avere limitato l\u2019azione di incostituzionalit\u00e0 al singolo, leso dalla legge in un suo particolare diritto o interesse legittimo, condurrebbe a limitare l\u2019effetto della decisione al caso deciso, secondo la norma generale che regola l\u2019efficacia del giudicato. Invece la Costituzione, seguendo un indirizzo che io personalmente non approvo, ha stabilito che l\u2019efficacia della decisione di incostituzionalit\u00e0 valga <em>erga omnes<\/em> e produca l\u2019effetto dell\u2019annullamento della legge. Questa la ragione dell\u2019imbarazzo nel quale ci troviamo, imbarazzo che non si pu\u00f2 negare e che l\u2019onorevole Bozzi ha messo in rilievo. Non mi pare che sia esatta l\u2019impostazione data al problema dell\u2019onorevole Bozzi, dovendo attribuirsi anche alla deduzione della incostituzionalit\u00e0 il carattere di vera e propria eccezione, ed essendo, quindi, applicabile ad essa il broccardo da lui ricordato. Ma \u00e8 l\u2019effetto di annullamento, che, incidendo sulla certezza della norma giuridica, rende perplessi e fa pensare alla opportunit\u00e0 di introdurre una eccezione alla regola. In considerazione di questa anomalia, introdotta da noi, con la formulazione data all\u2019articolo 138 della Costituzione, si potrebbe accedere forse almeno parzialmente alla proposta dell\u2019onorevole Bozzi, nel senso che si ponga un termine alla proposizione dell\u2019eccezione di incostituzionalit\u00e0; ma prolungandolo a quattro anni, ed inoltre escludendolo per le norme penali.<\/p><p>PRESIDENTE. Pertanto per le norme penali non vi sarebbe limite.<\/p><p>MORTATI, <em>Relatore.<\/em> In merito alla proposta Benvenuti debbo rifarmi alle ragioni esposte dal Ministro Guardasigilli, che fanno considerare inaccettabile l\u2019emendamento.<\/p><p>FABBRI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>FABBRI. Non condivido la proposta Bozzi, perch\u00e9 la ritengo assolutamente incompatibile con un sistema che non d\u00e0 al cittadino la possibilit\u00e0 di chiedere la dichiarazione giudiziale di non costituzionalit\u00e0 della legge se non quando il cittadino, in occasione di un giudizio, \u00e8 colpito da questa legge. Il giudice non gli pu\u00f2 dire allora: \u00abci dovevi pensar prima\u00bb. Come poteva pensarci se la legge non gli consente di esperire la domanda di dichiarazione di legge non costituzionale? Quindi il sistema del collega Bozzi \u00e8 compatibile con una legge che ammetta a richiedere in linea diretta la dichiarazione di non costituzionalit\u00e0 di una disposizione; ma, quando si sopprime l\u2019esperibilit\u00e0 diretta di questo diritto fondamentale di un cittadino, bisogna consentire che egli lo possa far valere nel momento in cui \u00e8 colpito dalla norma incostituzionale, perch\u00e9 \u00e8 solo in quel momento che la legge suppone che nasca il suo interesse. N\u00e9 ha senso dire che doveva pensarci durante due, tre o quattro anni, in cui non se n\u2019\u00e8 occupato, perch\u00e9 la legge non gli consentiva di occuparsene. (<em>Applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Bozzi, l\u2019onorevole Mortati propone di elevare da due a quattro anni il termine da lei suggerito e comunque di escludere le leggi penali.<\/p><p>BOZZI. Aderisco alle due proposte del Relatore.<\/p><p>PRESIDENTE. Il Ministro Guardasigilli ha facolt\u00e0 di esprimere il parere del Governo.<\/p><p>GRASSI, <em>Ministro di grazia e giustizia.<\/em> In merito all\u2019emendamento che riguarda la possibilit\u00e0 di un ricorso diretto, mi sono gi\u00e0 pronunziato: sono contrario e prego l\u2019onorevole proponente di ritirarlo.<\/p><p>Per quanto riguarda la proposta Bozzi, mi pare che l\u2019onorevole Mortati abbia posto esattamente i termini della questione. Fra i due sistemi, quello americano e svizzero, che si possa eccepire la questione costituzionale soltanto in tema di controversie giudiziarie e che limita le sue conseguenze soltanto al caso deciso, e questo nostro sistema ibrido, con il quale abbiamo stabilito che non soltanto al caso deciso, ma <em>erga omnes<\/em> si estenda il giudizio, la proposta del collega Bozzi pu\u00f2 presentare delle preoccupazioni; ma io avverto \u2013 e penso che l\u2019Assemblea avverta \u2013 le osservazioni dell\u2019onorevole Fabbri, e pertanto pregherei l\u2019onorevole Bozzi di non insistere.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Bozzi ha facolt\u00e0 di dichiarare se insiste.<\/p><p>BOZZI. Insisto.<\/p><p>PRESIDENTE. Sta bene. Passiamo alla votazione.<\/p><p>Poich\u00e9 la Commissione propone un\u2019intitolazione diversa da quella del Governo, pongo in votazione, intanto, la formula della Commissione:<\/p><p>\u00abNorme sui giudizi di legittimit\u00e0 costituzionale e sulle garanzie d\u2019indipendenza della Corte costituzionale\u00bb.<\/p><p>(<em>\u00c8<\/em> <em>approvata<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo all\u2019articolo 1:<\/p><p>\u00abLa questione di legittimit\u00e0 costituzionale di una legge o di un atto avente forza di legge della Repubblica, rilevata d\u2019ufficio o sollevata da una delle parti nel corso di un giudizio e non ritenuta dal giudice manifestamente infondata, \u00e8 rimessa alla Corte costituzionale per la sua decisione\u00bb.<\/p><p>MORTATI, <em>Relatore.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MORTATI, <em>Relatore.<\/em> Faccio notare la divergenza esistente fra il testo del Governo e quello della Commissione. Quest\u2019ultimo elimina la concezione della Regione, perch\u00e9 l\u2019ipotesi dell\u2019azione promossa nei riguardi della legge regionale \u00e8 considerata in modo distinto nell\u2019articolo 2. Se, per ipotesi, questo secondo articolo non fosse approvato, bisognerebbe ritornare al testo primitivo del Governo. Ho creduto opportuno formulare un\u2019espressa riserva in questo senso, essendo richiesto dall\u2019articolo 137 della Costituzione che la regolamentazione di competenza della presente legge costituzionale si estenda alle leggi regionali.<\/p><p>PRESIDENTE. Sta bene. Pongo in votazione l\u2019articolo 1, salvo coordinamento.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo all\u2019emendamento aggiuntivo dell\u2019onorevole Bozzi, che \u00e8 stato modificato secondo la richiesta del Relatore Mortati.<\/p><p>MASTINO GESUMINO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MASTINO GESUMINO. Voter\u00f2 a favore dell\u2019emendamento Bozzi, in quanto non credo che le ragioni opposte dall\u2019onorevole Fabbri contro la fondatezza della richiesta del termine per l\u2019esercizio dell\u2019azione o della eccezione di incostituzionalit\u00e0 siano degne di essere accolte. L\u2019onorevole Fabbri considera il valore della norma, fissando il termine semplicemente dal lato privatistico, dell\u2019interesse individuale, mentre l\u2019emendamento Bozzi \u00e8 basato su un altro fattore che \u00e8 predominante, e cio\u00e8 sull\u2019interesse pubblico. Ora, appunto perch\u00e9 \u00e8 interesse pubblico fondamentale che l\u2019ordinamento giuridico non sia indefinitamente sottoposto a condizione risolutiva, l\u2019emendamento Bozzi pu\u00f2 essere accettato.<\/p><p>PRESIDENTE. Pongo in votazione l\u2019emendamento dell\u2019onorevole Bozzi, modificato secondo le proposte dell\u2019onorevole Mortati, e che il Ministro Guardasigilli ha dichiarato di non accettare.<\/p><p>(<em>Non \u00e8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Segue l\u2019emendamento aggiuntivo dell\u2019onorevole Benvenuti. Chiedo al proponente se vi insiste.<\/p><p>BENVENUTI. Lo ritiro, in quanto le circostanze attuali non ci consentono un approfondito esame del problema.<\/p><p>Vi sono larghissime zone di legislazione anticostituzionale o incostituzionale che non si prestano ad essere denunciate in sede di eccezione del diritto civile e penale. Questa \u00e8 materia che merita un esame pi\u00f9 approfondito.<\/p><p>PRESIDENTE. Sta bene. Passiamo all\u2019articolo 2. Ne dia lettura.<\/p><p>SCHIRATTI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abQuando una Regione ritenga che una legge od atto avente forza di legge della Repubblica sia illegittimo in quanto invada la sfera della competenza ad essa assegnata dalla Costituzione, pu\u00f2, con deliberazione della Giunta regionale, promuovere l\u2019azione di legittimit\u00e0 costituzionale davanti alla Corte, nel termine di 60 giorni dalla pubblicazione della legge o dell\u2019atto avente forza di legge.<\/p><p>\u00abUna legge d\u2019una Regione pu\u00f2 essere impugnata per illegittimit\u00e0 costituzionale, oltre che nei casi e con le forme del precedente articolo e dell\u2019articolo 127 della Costituzione, anche da un\u2019altra Regione, che ritenga lesa da tale legge la propria competenza. L\u2019azione \u00e8 proposta su deliberazione della Giunta regionale, entro 60 giorni dalla pubblicazione della legge\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Su questo articolo \u00e8 stato presentato un emendamento dagli onorevoli Mastino Pietro e Lussu, cos\u00ec formulato:<\/p><p>\u00ab<em>Dopo il primo comma aggiungere:<\/em><\/p><p>\u00abIn tal caso alle sedute della Corte costituzionale partecipa un rappresentante della Regione nominato dalla Giunta regionale per tutta la durata del Consiglio regionale\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Mastino ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>MASTINO PIETRO. Avrei rinunziato alle non troppe parole che dir\u00f2, se l\u2019emendamento proposto non avesse una singolare importanza. Esso \u00e8 diretto a impedire che nei conflitti \u2013 che nessuno di noi si augura ma che sono per\u00f2 previsti nella Carta costituzionale \u2013 tra Stato e Regione la Regione sia posta in una condizione di inferiorit\u00e0. Con ci\u00f2 io non penso, onorevoli colleghi, a una visione antiunitaria, ma \u00e8 certo che quando la Corte costituzionale viene adita vi \u00e8 un contrasto, di fatto, tra Stato e Regione, relativo a una determinata questione sorta fra le due parti.<\/p><p>In base all\u2019articolo 135 della Costituzione la Corte costituzionale \u00e8 composta in modo che le Regioni, soprattutto quelle di non rilevante efficienza politica, non vi sono e non vi potranno essere rappresentate, sicch\u00e9 lo Stato, che nel caso specifico \u00e8 parte, si trover\u00e0 in condizione di privilegio, in quanto vi saranno solo giudici indicati da una delle parti.<\/p><p>L\u2019emendamento \u00e8 diretto a impedire che ci\u00f2 si verifichi. Non si dica che il rappresentante della Regione sia in certo senso legato a giudicare o a decidere in favore della Regione, in quanto questo sarebbe un argomento che minerebbe alla base la seriet\u00e0 di quei giudici che sono indicati dallo Stato e in quanto anche il giudice indicato dalla Regione sarebbe immediatamente superiore alle parti. Basti indicare come vi siano esempi nella nostra storia costituzionale di casi del genere. I rappresentanti italiani presso la Corte internazionale di giustizia dimostrarono sempre serenit\u00e0 e superiorit\u00e0 di giudizio e talvolta diedero torto all\u2019Italia.<\/p><p>L\u2019emendamento ha inoltre lo scopo di porre riparo a quella ripetuta negazione di nostri diritti che si \u00e8 verificata per essere stati respinti parecchi degli articoli proposti per il progetto di statuto formulato dalla Consulta regionale sarda e dalla Commissione, nonch\u00e9 lo scopo di evitare possibili ingiustizie future.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Ministro di grazia e giustizia ha proposto i seguenti emendamenti al primo comma:<\/p><p>\u00ab<em>Sopprimere le parole:<\/em> sia illegittimo in quanto\u00bb.<\/p><p>\u00ab<em>Ridurre da 60 a 30 giorni il termine per il ricorso<\/em>\u00bb.<\/p><p>Ha facolt\u00e0 di svolgerli.<\/p><p>GRASSI, <em>Ministro di grazia e giustizia. <\/em>Non mi sembra felice la dizione: \u00abQuando una Regione ritenga che una legge od atto avente forza di legge della Repubblica sia illegittimo in quanto invada la sfera di competenza, ecc.\u00bb Il giudizio sulla legittimit\u00e0 o meno deve emetterlo la Corte costituzionale. \u00c8 sufficiente dire: \u00abritenga che una legge od atto avente forza di legge invada la sfera, ecc.\u00bb. Con questa formulazione meglio \u00e8 precisato, inoltre, che trattasi di conflitti di attribuzione.<\/p><p>Quanto al secondo emendamento, rilevo che, trattandosi di invalidare una legge del Parlamento, gi\u00e0 entrata in vigore e che potrebbe essere un atto importante, pare opportuno che il termine per promuovere il giudizio di legittimit\u00e0 costituzionale sia abbreviato; penso che 30 giorni possano essere sufficienti .<\/p><p>Ricordo che, per quanto si riferisce allo Stato nei confronti della Regione, il termine per l\u2019esercizio dell\u2019azione di incostituzionalit\u00e0 \u00e8 stato stabilito in 15 giorni. Mi pare dunque troppo darne 60 alla Regione.<\/p><p>L\u2019Assemblea \u00e8 sovrana nel decidere, poich\u00e9 si tratta di materia costituzionale. Il Governo ha svolto solo una funzione di iniziativa, per investire l\u2019Assemblea della questione; esso comunque si dichiara favorevole all\u2019articolo 2 proposto dalla Commissione, con gli emendamenti che ho suggerito.<\/p><p>Circa la proposta degli onorevoli Mastino Pietro e Lussu, vorrei pregarli di non insistere. Sar\u00f2 al riguardo molto lieto di udire tra breve il giudizio della Commissione, ma io personalmente ritengo che quella di far partecipare un membro del Consiglio regionale tutte le volte che si determini una controversia fra lo Stato e una Regione sia una proposta offensiva per la Corte costituzionale, la quale, onorevoli colleghi, va concepita come organo al di sopra delle Regioni e dello stesso Stato, che giudichi con quel senso di alta giustizia che deve esserle proprio.<\/p><p>Faccio poi osservare che possono esservi questioni riguardanti pi\u00f9 Regioni. Che cosa avverrebbe allora? Che i rappresentanti sarebbero tanti quante sono le Regioni interessate? Ma non si tratta di una Corte arbitrale; la Corte costituzionale \u00e8 un organo superiore, che esercita una sua funzione nell\u2019interesse obiettivo della Costituzione e della legge.<\/p><p>TARGETTI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>TARGETTI. Il disegno di legge presentato dal Governo non contemplava questo secondo caso di esercizio di azione davanti alla Corte costituzionale. Era la prima volta che ci capitava di essere favorevoli a una proposta del Governo ed era forse anche l\u2019ultima. (<em>Ilarit\u00e0<\/em>)<em>.<\/em> Ma nemmeno questa soddisfazione doveva restarci, perch\u00e9 il Governo ha accettato l\u2019articolo 2 proposto dalla Commissione.<\/p><p>Noi siamo contrari a questa proposta. \u00c8 chiaro che la Regione agir\u00e0 politicamente, \u00e8 chiaro che la Regione imboccher\u00e0 una delle tante strade che le si prospettano per esercitare un\u2019azione politica. Non avr\u00e0 bisogno di ricorrere alla Corte costituzionale.<\/p><p>PRESIDENTE. Qual \u00e8 il pensiero della Commissione sull\u2019emendamento proposto dagli onorevoli Mastino Pietro e Lussu?<\/p><p>MORTATI, <em>Relatore.<\/em> L\u2019emendamento \u00e8 inammissibile, perch\u00e9 \u00e8 evidente che l\u2019Assemblea non ha in questo momento alcuna competenza per ci\u00f2 che concerne la composizione della Corte, gi\u00e0 prevista dall\u2019articolo 135 della Costituzione: articolo che, evidentemente, la proposta degli onorevoli Mastino e Lussu verrebbe, se accolta, a modificare. Noi dobbiamo restare rigorosamente nei limiti che ci sono assegnati dalla Costituzione, nei limiti che ci vengono fissati dall\u2019articolo 137 e che sono ben definibili nel senso che ho precisato al principio.<\/p><p>Se anche questa ragione di preclusione non vi fosse, se ne dovrebbe porre un\u2019altra. Infatti una proposta analoga a quella che ora presentano gli onorevoli Mastino e Lussu fu fatta dall\u2019onorevole Perassi in sede di discussione della Costituzione e, posta ai voti, venne respinta. \u00c8 ovvio pertanto che essa non pu\u00f2 essere ora riproposta.<\/p><p>La Commissione \u00e8 invece d\u2019accordo col Governo per quanto riguarda la modificazione di carattere formale proposta al primo comma dell\u2019articolo, nel senso di sopprimere le parole \u00absia illegittimo in quanto\u00bb.<\/p><p>Per ci\u00f2 che riguarda il termine, la Commissione pensa che abbreviarlo fino a trenta giorni pu\u00f2 essere eccessivo, quando si pensi che anche per i normali ricorsi di illegittimit\u00e0 innanzi agli organi di giustizia amministrativa \u00e8 stabilito un termine di sessanta giorni. Ad ogni modo, la Commissione non si oppone in modo reciso alla proposta del Guardasigilli, ma si rimette all\u2019Assemblea.<\/p><p>Vorrei fare osservare all\u2019onorevole Targetti che non mi pare esatto quanto egli ha detto, e cio\u00e8 che alla Regione compete una azione di carattere politico. La Regione \u00e8 un ente giuridico che ha propri diritti e interessi, e che pu\u00f2 far valere tali diritti e interessi in via di eccezione, in virt\u00f9 del primo articolo, gi\u00e0 approvato, tal quale come ogni altro soggetto di diritto privato e pubblico. \u00c8 ora da vedere se sia opportuno concedere alla Regione, oltre a questa azione giudiziaria in via di eccezione, anche un\u2019azione diretta. Osservo che tale azione diretta \u00e8 stata gi\u00e0 riconosciuta negli statuti speciali per la Sicilia e per il Trentino-Alto Adige; e non vi \u00e8 nessuna ragione per dovere fare un trattamento differenziale alle altre Regioni e tanto meno a quelle, come la Sardegna, che pure godono di uno statuto speciale.<\/p><p>Vi \u00e8 poi una ragione sostanziale a sostegno di tale azione diretta, sottoposta a un termine brevissimo: che cio\u00e8 essa vale a risolvere rapidamente la controversia sulla costituzionalit\u00e0 della legge, evitando che duri uno stato di incertezza, nocivo alla sicurezza e alla stabilit\u00e0 dei rapporti giuridici.<\/p><p>PRESIDENTE. Pongo in votazione la prima parte del primo comma dell\u2019articolo 2 proposto dalla Commissione con l\u2019emendamento del Governo accettato dalla Commissione:<\/p><p>\u00abQuando una Regione ritenga che una legge od atto avente forza di legge della Repubblica invada la sfera della competenza ad essa assegnata dalla Costituzione, pu\u00f2, con deliberazione della Giunta regionale, promuovere l\u2019azione di legittimit\u00e0 costituzionale davanti alla Corte\u00bb.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvata<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo alla questione del termine, per la fissazione del quale la Commissione si \u00e8 rimessa all\u2019Assemblea. La Commissione stessa aveva proposto sessanta giorni; l\u2019onorevole Ministro della giustizia ha fatto rilevare che il termine \u00e8 forse troppo lungo e ha proposto quello di trenta giorni.<\/p><p>Pongo pertanto in votazione la seconda parte del primo comma, con l\u2019emendamento del Governo:<\/p><p>\u00abnel termine di 30 giorni dalla pubblicazione della legge o dell\u2019atto avente forza di legge\u00bb.<\/p><p>(<em>Dopo prova e controprova, \u00e8 approvata<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Chiedo agli onorevoli Mastino Pietro e Lussu se, udite le dichiarazioni della Commissione, insistono sul loro emendamento aggiuntivo.<\/p><p>MASTINO PIETRO. Dichiaro che lo ritiriamo. (<em>Approvazioni<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Passiamo al secondo comma, per il quale si propone, penso, lo stesso problema del termine.<\/p><p>Pongo per intanto in votazione la prima parte:<\/p><p>\u00abUna legge d\u2019una Regione pu\u00f2 essere impugnata per illegittimit\u00e0 costituzionale, oltre che nei casi e con le forme del precedente articolo e dell\u2019articolo 127 della Costituzione, anche da un\u2019altra Regione, che ritenga lesa da tale legge la propria competenza. L\u2019azione \u00e8 proposta su deliberazione della Giunta Regionale\u00bb.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvata<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>FABBRI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>FABBRI. Vorrei osservare che, quanto al termine, non vi \u00e8 una stretta analogia fra l\u2019ipotesi del primo comma e quella del secondo, perch\u00e9 quando si tratti di conoscere una legge dello Stato non c\u2019\u00e8 che da consultare la <em>Gazzetta Ufficiale<\/em> della Repubblica, mentre quando si tratti di una legge regionale, della Sicilia, poniamo, che pu\u00f2 disturbare gli interessi del Piemonte, la cosa diventa un poco pi\u00f9 complicata. La conoscenza delle singole leggi regionali, una volta che la Costituente ha creduto di istituirle, \u00e8 necessaria, e pertanto il termine di 60 giorni mi sembra indispensabile.<\/p><p>PRESIDENTE. Sta bene. Non essendo stata fatta diversa proposta, pongo in votazione le ultime parole dell\u2019articolo 2:<\/p><p>\u00abentro 60 giorni dalla pubblicazione della legge\u00bb.<\/p><p>(<em>Sono approvate<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo all\u2019articolo 3, nel testo della Commissione accettato dal Governo.<\/p><p>Se ne dia lettura.<\/p><p>SCHIRATTI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abLa Corte costituzionale \u00e8 la sola competente a giudicare della validit\u00e0 dei titoli dei membri della Corte stessa.<\/p><p>\u00abI giudici della Corte costituzionale non possono essere rimossi, n\u00e9 sospesi dal loro ufficio se non con decisione della Corte, per sopravvenuta incapacit\u00e0 fisica o civile o per gravi mancanze nell\u2019esercizio delle loro funzioni.<\/p><p>\u00abFinch\u00e9 durano in carica, i giudici della Corte costituzionale godono della immunit\u00e0 accordata nel secondo comma dell\u2019articolo 68 della Costituzione ai membri delle due Camere. L\u2019autorizzazione ivi prevista \u00e8 data dalla Corte costituzionale.<\/p><p>PRESIDENTE. La Commissione ha soppresso il seguente comma del testo governativo:<\/p><p>\u00abLa Corte costituzionale ha una dotazione propria con stanziamento speciale nel bilancio del Tesoro e provvede in forma autonoma alla relativa gestione. Il trattamento dei membri della Corte \u00e8 stabilito per legge\u00bb.<\/p><p>Pongo in votazione l\u2019articolo nel testo della Commissione.<\/p><p>(<em>E approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Comunico che gli onorevoli Perassi, Cevolotto, Mortati, Bozzi e Persico hanno presentato il seguente articolo aggiuntivo:<\/p><p>\u00abL\u2019Alta Corte istituita dall\u2019articolo 24 dello Statuto della Regione siciliana, approvato con decreto legislativo 15 maggio 1946, n. 455, cesser\u00e0 di funzionare con l\u2019esaurimento dei giudizi pendenti avanti ad essa alla data della costituzione della Corte costituzionale istituita dall\u2019articolo 134 della Costituzione\u00bb.<\/p><p>Onorevoli colleghi, vorrei sollevare quanto meno un dubbio, se non una eccezione formale, sopra l\u2019ammissibilit\u00e0 di questo articolo aggiuntivo.<\/p><p>L\u2019Assemblea ha votato, non pi\u00f9 tardi di due ore fa, un articolo di legge con il quale si disciplina la procedura per le modificazioni dello statuto siciliano; e mi pare che essa non possa ritenersi investita del potere di procedere a una di queste modificazioni. La legge sullo statuto siciliano entrer\u00e0 in vigore il giorno della sua pubblicazione; e, non essendo essa ancora in vigore, non vedo come da questa stessa Assemblea, che l\u2019ha gi\u00e0 approvata, possa essere modificata. E un dubbio che sollevo. I firmatari dell\u2019emendamento sono valenti giuristi e ne terranno il conto che crederanno.<\/p><p>PERASSI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>PERASSI. Non insisto sull\u2019articolo aggiuntivo, nonostante che \u2013 a mio avviso \u2013 non sia contro di esso opponibile un\u2019eccezione di preclusione. Non insisto perch\u00e9, soprattutto dopo le dichiarazioni molto precise del Ministro della giustizia a proposito della formulazione suggerita dall\u2019onorevole Pietro Mastino per la partecipazione di un rappresentante della Regione alla Corte costituzionale, ritengo che la XVI disposizione transitoria e finale della Costituzione ha implicitamente abrogato le norme dello statuto siciliano concernenti l\u2019Alta Corte.<\/p><p>AMBROSINI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>AMBROSINI. Il mio intervento sarebbe stato diretto a contrastare l\u2019articolo aggiuntivo Perassi. Giacch\u00e9 egli vi rinunzia, rinunzio anch\u2019io a parlare, dichiarando per\u00f2 di dissentire decisamente dalle sue ultime osservazioni.<\/p><p>PRESIDENTE. Sta bene. Passiamo allora all\u2019articolo 4, ultimo del disegno di legge. Se ne dia lettura.<\/p><p>SCHIRATTI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abLa presente legge costituzionale entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella <em>Gazzetta Ufficiale<\/em> della Repubblica\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Non sono stati proposti emendamenti. Lo pongo in votazione.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Questo disegno di legge sar\u00e0 immediatamente votato nel suo complesso e scrutinio segreto.<\/p><p>Votazione segreta.<\/p><p>PRESIDENTE. Indico la votazione segreta sui complessi dei seguenti disegni di leggi costituzionali:<\/p><p>\u00abConversione in legge costituzionale dello statuto della Regione siciliana, approvato col decreto legislativo 15 maggio 1946, n. 455\u00bb.<\/p><p>\u00abNorme sui giudizi di legittimit\u00e0 costituzionale e sulle garanzie d\u2019indipendenza della Corte costituzionale\u00bb.<\/p><p>(<em>Segue la votazione<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Dichiaro chiusa la votazione e invito gli onorevoli Segretari \u00e0 numerare i voti.<\/p><p>(<em>Gli onorevoli Segretari numerano i voti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Risultato della votazione segreta.<\/p><p>PRESIDENTE. Comunico il risultato della votazione a scrutinio segreto sui disegni di legge costituzionali:<\/p><p>Conversione in legge costituzionale dello statuto della Regione siciliana, approvato col decreto legislativo 15 maggio 1946, numero 455:<\/p><p>Presenti\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 287<\/p><p>Votanti\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 286<\/p><p>Astenuti\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 1<\/p><p>Maggioranza \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 144<\/p><p>Voti favorevoli \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0232<\/p><p>Voti contrari\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 54<\/p><p>(<em>L\u2019Assemblea approva<\/em>).<\/p><p>Norme sui giudizi di legittimit\u00e0 costituzionale e sulle garanzie d\u2019indipendenza della Corte costituzionale:<\/p><p>Presenti e votanti\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 287<\/p><p>Maggioranza \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 144<\/p><p>Voti favorevoli \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 202<\/p><p>Voti contrari\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 85<\/p><p>(<em>L\u2019Assemblea approva<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p><em>Hanno preso parte alla votazione:<\/em><\/p><p>Adonnino \u2013 Alberti \u2013 Aldisio \u2013 Allegato \u2013 Amadei \u2013 Ambrosini \u2013 Andreotti \u2013 Angelucci \u2013 Arata \u2013 Arcaini \u2013 Arcangeli \u2013 Avanzini \u2013 Azzali \u2013 Azzi.<\/p><p>Badini Confalonieri \u2013 Baldassari \u2013 Balduzzi \u2013 Baracco \u2013 Bargagna \u2013 Bartalini \u2013 Basile \u2013 Bastianetto \u2013 Bellato \u2013 Bellusci \u2013 Belotti \u2013 Bencivenga \u2013 Benedetti \u2013 Benedettini \u2013 Benvenuti \u2013 Bernamonti \u2013 Bertone \u2013 Bianchini Laura \u2013 Bibolotti \u2013 Bitossi \u2013 Boldrini \u2013 Bonino \u2013 Bonomelli \u2013 Bonomi Paolo \u2013 Borsellino \u2013 Bosco Lucarelli \u2013 Bosi \u2013 Bozzi \u2013 Braschi \u2013 Brusasca \u2013 Bulloni Pietro.<\/p><p>Cairo \u2013 Camangi \u2013 Campilli \u2013 Camposarcuno \u2013 Candela \u2013 Caporali \u2013 Cappelletti \u2013 Cappi Giuseppe \u2013 Cappugi \u2013 Carbonari \u2013 Carboni Angelo \u2013 Carboni Enrico \u2013 Caristia \u2013 Caronia \u2013 Carpano Maglioli \u2013 Carratelli \u2013 Cartia \u2013 Caso \u2013 Cassiani \u2013 Castelli Edgardo \u2013 Castelli Avolio \u2013 Cavallari \u2013 Cavalli \u2013 Cerreti \u2013 Cevolotto \u2013 Chatrian \u2013 Chiarini \u2013 Chieffi \u2013 Ciampitti \u2013 Ciccolungo \u2013 Cingolani Mario \u2013 Clerici \u2013 Coccia \u2013 Codacci Pisanelli \u2013 Colitto \u2013 Colombo Emilio \u2013 Conci Elisabetta \u2013 Conti \u2013 Coppi Alessandro \u2013 Corbino \u2013 Corsanego \u2013 Cortese Pasquale \u2013 Costantini \u2013 Cremaschi Olindo.<\/p><p>Damiani \u2013 De Caro Gerardo \u2013 De Gasperi \u2013 Del Curto \u2013 Della Seta \u2013 De Maria \u2013 De Martino \u2013 De Mercurio \u2013 De Michele Luigi \u2013 De Michelis Paolo \u2013 De Palma \u2013 De Unterrichter Maria \u2013 De Vita \u2013 Di Fausto \u2013 Di Giovanni \u2013 Di Vittorio \u2013 Domined\u00f2 \u2013 D\u2019Onofrio \u2013 Dossetti.<\/p><p>Ermini.<\/p><p>Fabbri \u2013 Fabriani \u2013 Fantoni \u2013 Fantuzzi \u2013 Farina Giovanni \u2013 Fedeli Aldo \u2013 Federici Maria \u2013 Ferrarese \u2013 Ferrari Giacomo \u2013 Ferrario Celestino \u2013 Finocchiaro Aprile \u2013 Fiore \u2013 Fiorentino \u2013 Fioritto \u2013 Firrao \u2013 Foa \u2013 Foresi \u2013 Fornara \u2013 Franceschini \u2013 Froggio \u2013 Fuschini.<\/p><p>Gabrieli \u2013 Galati \u2013 Gallico Spano Nadia \u2013 Gallo \u2013 Garlato \u2013 Gatta \u2013 Gavina \u2013 Gervasi \u2013 Geuna \u2013 Ghidetti \u2013 Giacchero \u2013 Giannini \u2013 Giordani \u2013 Gonella \u2013 Gorreri \u2013 Gotelli Angela \u2013 Grassi \u2013 Grieco \u2013 Gronchi \u2013 Guariento \u2013 Guerrieri Emanuele \u2013 Guerrieri Filippo \u2013 Gui \u2013 Guidi Cingolani Angela \u2013 Gullo Fausto \u2013 Gullo Rocco.<\/p><p>Imperiale.<\/p><p>Laconi \u2013 La Malfa \u2013 Lami Starnuti \u2013 La Pira \u2013 Leone Giovanni \u2013 Li Causi \u2013 Lizier \u2013 Lombardi Carlo \u2013 Longo \u2013 Lopardi \u2013 Lozza \u2013 Lucifero \u2013 Lussu.<\/p><p>Macrelli \u2013 Magnani \u2013 Magrassi \u2013 Magrini \u2013 Malagugini \u2013 Mannironi \u2013 Marazza \u2013 Marinaro \u2013 Marinelli \u2013 Martinelli \u2013 Marzarotto \u2013 Massini \u2013 Mastino Gesumino \u2013 Mastino Pietro \u2013 Mattarella \u2013 Mazza \u2013 Meda Luigi \u2013 Medi Enrico \u2013 Merighi \u2013 Merlin Angelina \u2013 Mezzadra \u2013 Miccolis \u2013 Micheli \u2013 Minio \u2013 Mol\u00e8 \u2013 Montalbano \u2013 Montemartini \u2013 Monticelli \u2013 Montini \u2013 Morelli Luigi \u2013 Morelli Renato Morini \u2013 Moro \u2013 Mortati \u2013 M\u00f9rdaca \u2013 Musolino \u2013 Musetto.<\/p><p>Nasi \u2013 Nicotra Maria \u2013 Numeroso.<\/p><p>Orlando Camillo.<\/p><p>Pallastrelli \u2013 Paolucci \u2013 Paratore \u2013 Parri\u2013 Pastore Raffaele \u2013 Pat \u2013 Patricolo \u2013 Pecorari \u2013 Pella \u2013 Perassi \u2013 Persico \u2013 Piccioni \u2013 Platone \u2013 Pollastrini Elettra \u2013 Ponti \u2013 Preziosi \u2013 Priolo \u2013 Proia.<\/p><p>Quarello \u2013 Quintieri Adolfo.<\/p><p>Raimondi \u2013 Reale Eugenio \u2013 Recca \u2013 Ricci Giuseppe \u2013 Riccio Stefano \u2013 Rivera \u2013 Rodi \u2013 Rodin\u00f2 Ugo \u2013 Romita \u2013 Roselli \u2013 Rossi Maria Maddalena \u2013 Rubilli \u2013 Ruggeri Luigi \u2013 Ruini \u2013 Rumor.<\/p><p>Saggin \u2013 Salvatore \u2013 Sampietro \u2013 Sansone \u2013 Sapienza \u2013 Sartor \u2013 Schiavetti \u2013 Schiratti \u2013 Scoca \u2013 Scoccimarro \u2013 Segni \u2013 Sicignano \u2013 Silipo \u2013 Spallicci \u2013 Spano \u2013 Stampacchia \u2013 Stella \u2013 Storchi.<\/p><p>Targetti \u2013 Terranova \u2013 Titomanlio Vittoria \u2013 Togni \u2013 Tonello \u2013 Tosato \u2013 Tosi \u2013 Tozzi Condivi \u2013 Trimarchi.<\/p><p>Uberti.<\/p><p>Valenti \u2013 Vallone \u2013 Valmarana \u2013 Varvaro \u2013 Veroni \u2013 Vicentini \u2013 Vigna \u2013 Vigo \u2013 Vinciguerra \u2013 Vischioni.<\/p><p>Zaccagnini \u2013 Zerbi \u2013 Zotta.<\/p><p><em>Sono in congedo:<\/em><\/p><p>Costa \u2013 Cotellessa.<\/p><p>Merlin Umberto.<\/p><p>Orlando Vittorio Emanuele.<\/p><p>Valiani \u2013 Viale \u2013 Villabruna.<\/p><p>Per la chiusura dei lavori dell\u2019Assemblea.<\/p><p>MICHELI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MICHELI. Per mantenere l\u2019antica consuetudine che si \u00e8 tramandata in questa nostra Assemblea ho chiesto di parlare ora, onorevoli colleghi! E non \u00e8 senza qualche rammarico che mi alzo per dire a lei, signor Presidente, a voi tutti, l\u2019ultima parola mia in quest\u2019Aula nella quale parlai per la prima volta ormai quarant\u2019anni fa.<\/p><p>Certo la voce del cantor non \u00e8 pi\u00f9 quella, perch\u00e9 gli anni sopraggiunti l\u2019hanno resa debole e fioca, tanto da richiedere l\u2019intervento di questi amplificatori che nel libero Parlamento non si usarono mai.<\/p><p>Quella trasmigrazione di una parte di noi al Senato, che l\u2019Assemblea ha votato con forse eccessiva bont\u00e0 di cuore, e che i partiti ai quali ci onoriamo di appartenere nella loro ferrea disciplina obbligano di seguire, ci fa oggi lasciare questi seggi con grande malinconia. E vero, <em>non omnis moriar<\/em>, ma qualcosa di diverso vi \u00e8 in questa quasi artificiale sopravvivenza nostra, che finisce per turbarci. Noi non torneremo pi\u00f9 qui attraverso il clamore della battaglia, vincendo la quale sapevamo di poter parlare qui, e fuori di qui, con ben altra autorevolezza.<\/p><p>Ci conforta la buona e numerosa compagnia. (<em>Si ride<\/em>)<em>.<\/em> Per i titoli di cui ciascuno di noi anche abbondantemente \u00e8 fornito e soprattutto per lo spirito della nuova solidariet\u00e0 che nell\u2019altro ramo del Parlamento senza dubbio si accender\u00e0, sentiremo il dovere di formare, sia pure distinti e opposti di pensiero, un nucleo compatto che porti l\u2019antica tradizione parlamentare, libera e serena sempre, nelle nuove Aule per lungo silenzio deserte e mute. (<em>Approvazioni<\/em>)<em>.<\/em> Ci sorregge anche il pensiero che facciamo posto libero a tante nuove attivit\u00e0 giovanili che si formeranno esse stesse la nuova consuetudine del dibattito, pi\u00f9 vivace forse, se \u00e8 possibile, ma pi\u00f9 ingenuo e sempre sorretto da pi\u00f9 giovanile entusiasmo, tanto pi\u00f9 e tanto meglio esplicantesi se gli altri di voi, onorevoli colleghi, gi\u00e0 provati dal faticoso travaglio di questa Assemblea Costituente, ritorneranno qui tutti, ancora, come io desidero e cordialmente vi auguro.<\/p><p>Abbiamo seguito tutti insieme il difficile avvicendarsi delle discussioni e delle deliberazioni nostre. In esse affior\u00f2 alle volte qualche incertezza e sia pure qualche contradizione, che l\u2019abilit\u00e0 dei nostri Presidenti non riusc\u00ec sempre ad eliminare; e l\u2019aver prevalso alle volte una corrente o alle volte un\u2019altra ci ha obbligati ad un frequente difficile lavoro di equilibrio, che spesso ha corrisposto alla condizione di spirito del nostro Paese, il quale non ha scelto ancora una via precisa e definita. La nuova battaglia elettorale contribuir\u00e0 a fissarla. Lasciamo che essa si pronunci.<\/p><p>Ma io non vorrei essere andato involontariamente oltre il compito che mi ero prefisso, di recare alle gentili colleghe ed a voi tutti un cordiale saluto di congedo e di presentare al nostro Presidente, che io vedo esso pure gi\u00e0 trasmigrante per altre vie e per altri porti (<em>Si ride<\/em>) l\u2019espressione del nostro unanime grato animo (<em>L\u2019Assemblea sorge in piedi e applaude a lungo vivamente<\/em>), per aver egli diretto cos\u00ec opportunamente le nostre discussioni irte di ostacoli, di pregiudiziali e anche di preclusioni, questo \u00e8 stil nuovo, ad ogni pi\u00e8 sospinto. (<em>Si ride<\/em>)<em>.<\/em> Dobbiamo alla sua sapiente tenacia e alla sua vigorosa prontezza se oggi, senza soverchi acceleramenti \u2013 che avrebbero nociuto alla seriet\u00e0 del nostro mandato \u2013 abbiamo potuto terminare finalmente i nostri lavori. La statistica di essi \u00e8 veramente imponente e non sta a me presentarvela ora. Certo \u00e8 che guardando dall\u2019oltrepassato pelago alla riva non par vero di aver compiuto tanto cammino. Ma cos\u00ec fu e gli atti nostri restano a dimostrare il grande lavoro esplicato dall\u2019Assemblea e dalle Commissioni: atti diligentemente raccolti, rapidamente pubblicati, che restano il documento solenne di questa nostra fatica. Noi siamo grati ai componenti tutti della Presidenza, a tutto il personale della Camera (<em>Vivi applausi<\/em>) che volenterosamente ci ha assistito in tutta l\u2019opera nostra, e ringraziamo i rappresentanti della stampa che ci hanno seguito con cos\u00ec cordiali e volenterosi intendimenti, discutendo e illustrando le nostre deliberazioni. (<em>Vivissimi applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Un saluto al Presidente del Consiglio, ai membri del Governo, a chi ha presieduto e ha faticato nelle Commissioni (<em>Applausi<\/em>), a quanti infine con noi hanno avuto l\u2019onore di partecipare a questa grande Assemblea la quale oggi degnamente pone fine ai suoi lavori.<\/p><p>Non credo di aver dimenticato alcuno, perch\u00e9 tutti voi avete inteso comprendervi col cordiale consenso col quale avete voluto con tanto cortese attenzione seguirmi.<\/p><p>Vi ringrazio, o colleghi, e vi saluto. (<em>Vivissimi applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>DE GASPERI, <em>Presidente del Consiglio dei Ministri.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>DE GASPERI, <em>Presidente del Consiglio dei Ministri.<\/em> Vorrei pregare i colleghi di accogliere il ringraziamento del Governo per la loro collaborazione positiva come per la loro collaborazione critica.<\/p><p>La fedelt\u00e0 al sistema del metodo parlamentare ci ha fatto superare molte difficolt\u00e0. Ho la speranza, per non dire la certezza, che nessuno di noi verr\u00e0 meno a tale direttiva e che nei due rami del Parlamento, eguali nell\u2019autorit\u00e0, e forse, onorevole Micheli, anche nella vivacit\u00e0, la fedelt\u00e0 nel metodo rappresentativo democratico possa condurre al consolidamento della Costituzione repubblicana.<\/p><p>Mi associo, in particolare, al sentimento di gratitudine verso il Presidente, sentimento che estendo verso i membri delle Commissioni legislative che hanno collaborato pi\u00f9 direttamente col Governo, sentimento di ammirazione, oltre che di gratitudine, anche per le Commissioni che hanno creato lo statuto fondamentale, e per quelle specialmente che in questi ultimi tempi si sono tormentate sulle leggi degli statuti speciali.<\/p><p><em>Vivant sequentes! <\/em>(<em>Vivissimi applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la nostra Assemblea aveva chiuso con solennit\u00e0 i suoi lavori. E tuttavia abbiamo continuato a lavorare anche quando pareva che avessimo gi\u00e0 toccato la nostra m\u00e8ta. Ma, non nascondiamocelo, siamo stanchi. La stanchezza non \u00e8 in ciascuno di noi; ciascuno di noi sarebbe pronto a continuare ancora. Essa \u00e8 nell\u2019organismo, il quale, d\u2019altra parte, era stato pensato e costruito per reggere ad uno sforzo non cos\u00ec prolungato.<\/p><p>Abbiamo assolto al nostro compito; ma adesso \u00e8 tempo veramente che ritorniamo anche noi, non tanto individualmente, ma come organismo alla grande sorgente da cui le assemblee rappresentative traggono, non solo la loro energia, ma anche la loro autorit\u00e0. E giusto che le nuove elezioni vi siano, ed \u00e8 necessario che avvengano il pi\u00f9 rapidamente possibile. \u00c8 questo un impegno assunto e sul quale, \u00e8 certo, non possono esservi, e non vi saranno, contestazioni da nessuna parte.<\/p><p>Penso che una considerazione possiamo fare a nostra soddisfazione: questa Assemblea ha lavorato per diciotto mesi, e quest\u2019ultimo mese ancora, affidata solo alla propria autodisciplina.<\/p><p>Le assemblee rappresentative, i vecchi parlamenti italiani funzionavano avendo sempre un po\u2019 su di s\u00e9 le redini del Governo; e pareva che fosse assolutamente necessario questo freno che, pur sortendo dall\u2019Assemblea, stava alquanto al di sopra di lei, e nella considerazione ed anche nelle funzioni, perch\u00e9 le assemblee rappresentative potessero muoversi, lavorare.<\/p><p>Noi abbiamo dimostrato che, quando si \u00e8 consapevoli del proprio compito, si pu\u00f2 di per se stessi porsi dei limiti, stabilirsi delle mete e raggiungerle. Ed \u00e8 questa veramente una prova notevole della capacit\u00e0 formatrice di una mente aperta a sentimenti di democrazia.<\/p><p>Ma oggi anche noi abbiamo bisogno di ritornare alla nostra sorgente e ridare alle masse popolari italiane il loro potere fondamentale; quello di stabilire chi dovr\u00e0 proseguire questa opera che noi abbiamo validamente iniziata, ma appena iniziata.<\/p><p>Sono grato a tutti voi della comprensione che avete dimostrato per il mio compito difficile.<\/p><p>Vi ringrazio della collaborazione che mi avete data, spesso forse anche nei momenti in cui meno ne avevate la coscienza, ma io, invece, pi\u00f9 la sentivo; e vi ringrazio anche della tolleranza che alcune volte avete dovuto prodigare nei miei confronti. Sono uomo anch\u2019io e passibile quindi di debolezze o di apparenti manifestazioni di energia, che forse non sarebbero necessarie.<\/p><p>In particolare vorrei ricordare in questo momento \u2013 per uno spirito non di cavalleria ma di leale riconoscenza \u2013 le nostre colleghe. Non dimentichiamo che \u00e8 la prima volta che in quest\u2019Aula hanno seduto delle donne italiane, ed esse pur portando qui la voce di molte posizioni politiche ci hanno insegnato che nei momenti pi\u00f9 importanti, in cui si trattava di stabilire i punti fondamentali per la nostra vita, esse hanno saputo trovare le parole acconcie ad esprimere, unitariamente, il pensiero di tutte le donne italiane. (<em>Vivi applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Valido ausilio ha dato ai nostri lavori tutto il personale della Camera. Ricordo per primo il pi\u00f9 alto funzionario, avvocato Cosentino (<em>Vivissimi applausi<\/em>), strumento preziosissimo di qualunque pi\u00f9 grande Presidente, custode di esperienze, di consigli e di indicazioni, senza i quali frequentemente i nostri lavori si sarebbero arrestati. E credo che veramente occorra dargliene pubblico ed anche solenne riconoscimento. (<em>Vivissimi applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>E insieme a lui ricordo tutti gli altri collaboratori, dai maggiori ai pi\u00f9 modesti, che ci hanno reso possibile questa continuit\u00e0 di lavoro che, se ha stancato noi, ha spesso molto maggiormente stancato loro. (<em>Vivi applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Abbandonando adesso questo seggio, desidererei avere una certezza, e cio\u00e8 che nessuno di coloro che molti mesi fa, con benevolenza e fiducia, hanno voluto elevarmi a questo posto abbia avuto, nel corso di questi lunghi mesi, il pi\u00f9 piccolo rammarico per il gesto che aveva compiuto. Ho cercato di assolvere il mio dovere e credo di avere abbastanza corrisposto all\u2019imperativo della mia coscienza. (<em>Vivissimi, generali, prolungati applausi \u2013 Grida generali ed insistenti di:<\/em> Viva il Presidente della Repubblica! Viva De Nicola! \u2013 <em>Il Presidente, i Ministri e tutti i deputati si levano in piedi \u2013 Nuovi, vivissimi, prolungati applausi \u2013 Le tribune della stampa si associano all\u2019acclamazione<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Interrogazioni.<\/p><p>PRESIDENTE. Si dia lettura delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.<\/p><p>SCHIRATTI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro dell\u2019interno, per sapere se risponde a verit\u00e0 che il decreto di prossima emanazione, riguardante il collocamento in pianta stabile dei dipendenti comunali con quattro anni di servizio, escluda da tale provvidenza gli ufficiali sanitari, veterinari comunali interini e i medici condotti. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abLucifero\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro della difesa, per conoscere se, dopo la rinunzia del Governo inglese ai suoi crediti verso l\u2019Italia per anticipazioni e spese sostenute per i prigionieri di guerra, non sia il caso di provvedere al rimborso delle somme a tale scopo trattenute ai reduci dall\u2019Amministrazione militare italiana in occasione della liquidazione degli assegni. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abSelvaggi\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro della difesa, per conoscere se, in previsione della riorganizzazione dell\u2019esercito, possa venire benevolmente esaminata l\u2019aspirazione dei sottotenenti maestri di scherma di poter proseguire la carriera fino al grado di capitano.<\/p><p>\u00abQuesti ufficiali sono appena 50 e nei reparti assolvono anche funzioni amministrative delicate ed importanti alle quali sono, di norma, preposti ufficiali cui non \u00e8 posto alcun limite alla carriera. Sono elementi che per preparazione professionale non si ritengono inferiori alle altre categorie e dovendo, taluni, rimanere in servizio ancora molti anni (dai 13 ai 18), si chiede che non sia loro precluso l\u2019avanzamento fino al grado di capitano.<\/p><p>\u00abSe si considera che tale possibilit\u00e0 \u00e8 stata concessa a sottufficiali privi di titolo di studio, non dovrebbe costituire serio ostacolo l\u2019estensione del beneficio a ufficiali gi\u00e0 di carriera e che furono nominati dopo concorsi per titoli ed esami.<\/p><p>\u00abIn linea subordinata, ove la prima richiesta risulti inaccoglibile, l\u2019interrogante chiede di sapere se a coloro che domandano di essere posti in congedo, a domanda, con le stesse facilitazioni economiche fruite dagli ufficiali di altre armi collocati nella riserva per riduzione di organico (regio decreto legislativo 14 maggio 1946, n. 384), possa venire accordato tale beneficio. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abSelvaggi\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede di interrogare i Ministri dei lavori pubblici e dell\u2019agricoltura e foreste, per sapere quali provvedimenti contingenti e definitivi intendano adottare per ovviare e risolvere la grave situazione della zona agricola adiacente al fiume Liri a valle di Sora (Frosinone), ove in questi giorni un nuovo straripamento del fiume e dei torrenti montani affluenti ha provocato ancora una volta danni gravissimi. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abCamangi\u00bb.<\/p><p>\u00abI sottoscritti chiedono di interrogare il Ministro degli affari esteri, se non creda opportuno moltiplicare le indagini e le ricerche presso il Governo dell\u2019U.R.S.S., onde potere avere notizie dei prigionieri italiani che, a quanto afferma la stampa di questi giorni, desumendolo dalle relazioni fatte da un gruppo di reduci dalla Russia passato giorni or sono dalla stazione di Udine, sarebbero adibiti a lavori delle miniere di Karaganda nella Siberia inferiore, ed altri in un campo nei pressi del Don (Oranki?), nel quale ultimo 28 ufficiali italiani sarebbero assistiti dal valoroso medico dott. Enrico Reginato.<\/p><p>\u00abIl Gruppo medico parlamentare confida che l\u2019interessamento del Ministero degli affari esteri giunga inoltre ad ottenere il tanto sospirato rimpatrio di questi nostri tanto provati confratelli. (<em>Gli interroganti chiedono la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abSpallicci, Caronia, Zaccagnini, Fornara, Merighi, Mazza, Lettieri, Caso\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro dell\u2019interno, per conoscere con quali criteri ha emanato ai prefetti disposizioni riguardanti l\u2019assunzione del personale avventizio per gli uffici liste elettorali delle amministrazioni comunali, dato che nel comune di Prato, per l\u2019assunzione di 29 impiegati avventizi, le autorit\u00e0 di polizia si sono credute in dovere di domandare informazioni, non semplicemente di carattere morale, ma politico, non riguardante un passato fascista, per accertare l\u2019appartenenza o meno dei postulanti a determinati partiti di sinistra. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abSaccenti\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro della pubblica istruzione, per conoscere perch\u00e9, mentre in risposta a precedente interrogazione il Ministro ebbe ad assicurare che si sarebbe al pi\u00f9 presto provveduto al ripristino, in almeno sette sedi universitarie, della Facolt\u00e0 di scienze politiche, nulla \u00e8 stato disposto al riguardo e non risultano riaperte le iscrizioni e ripresi i corsi di insegnamento.<\/p><p>\u00abAnche nell\u2019ultimo convegno dei rettori \u00e8 stato deciso il ripristino della Facolt\u00e0 di scienze politiche.<\/p><p>\u00abData l\u2019utilit\u00e0 e l\u2019opportunit\u00e0 del ripristino di tale Facolt\u00e0, si insiste per un sollecito provvedimento e si chiedono precise ed impegnative assicurazioni in proposito. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abRodin\u00f2 Mario\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede di interrogare i Ministri dei lavori pubblici e del tesoro, per conoscere se non ritengano conforme ad equit\u00e0, ai sinistrati senza tetto che abbiano in parte o totalmente ricostruito o riparato la loro casa di abitazione, in base alle facilitazioni stabilite dal decreto luogotenenziale del 9 gennaio 1945, n. 305, estendere anche ad essi i maggiori benefic\u00ee consentiti dal decreto-legge 10 aprile 1947, n. 261, sia perch\u00e9 la stessa materia non sia regolata da norme diverse, sia per impedire che, di fatto, i pi\u00f9 poveri e pi\u00f9 bisognosi siano puniti per esser stati i pi\u00f9 solerti nell\u2019opera di ricostruzione. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abPiemonte\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro delle poste e delle telecomunicazioni, per conoscere se crede opportuno ed urgente di disporre che gli uffici telegrafici e telefonici dei piccoli comuni siano aperti almeno dalle 10 alle 12 nei giorni di domenica.<\/p><p>\u00abNell\u2019attualit\u00e0 la sospensione, per tutta la giornata della domenica, dei servizi telegrafici e telefonici dei piccoli comuni \u00e8 causa di lamentele e di vivo disagio, poich\u00e9 nei casi d gravi infermit\u00e0 o d\u2019importanti interessi sociali le comunicazioni telegrafiche e telefoniche possono apportare grandi vantaggi morali e materiali. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abLettieri\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro dei trasporti, per conoscere se pu\u00f2 essere ancora consentito che le manovre che si svolgono sullo spiazzale della stazione di Battipaglia debbano interrompere, quasi in continuazione, e spesso per ore, il passaggio sulla statale, che attraversa la linea ferroviaria.<\/p><p>\u00abL\u2019interrogante crede sia arrivato il momento per evitare il grave inconveniente. che \u00e8 causa di lunghe ed estenuanti soste con perdita di tempo prezioso per i numerosi passeggeri che vanno o vengono dalle Calabrie o dal Cilento.<\/p><p>\u00abIl rimedio definitivo e completo sarebbe la costruzione di un cavalcavia. Il rimedio, meno radicale, ma pure accettabile, sarebbe quello di spostare tutte le manovre ad oriente della stazione. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abLettieri\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro della difesa, per conoscere per quali motivi non siasi data ancora esecuzione alla disposizione contenuta nell\u2019articolo 10 del decreto legislativo 14 maggio 1946, n. 384, secondo la quale con decreti successivi avrebbero dovuto essere emanate le norme atte a disciplinare l\u2019utilizzazione degli ufficiali sfollati in altre Amministrazioni pubbliche.<\/p><p>\u00abA tutt\u2019oggi, cio\u00e8 a quasi due anni di distanza dalla pubblicazione del decreto legislativo suddetto, non solo nulla si \u00e8 fatto per utilizzare o trasferire detto personale in altre Amministrazioni pubbliche, ma, quello che \u00e8 pi\u00f9 grave, gli ufficiali, sfollati o no, sono stati esclusi dai concorsi per esami riservati agli impiegati dello Stato, come \u00e8 avvenuto, ad esempio, in un recente concorso bandito dal Ministero degli affari esteri, al quale potranno prendere parte i soli impiegati civili delle Amministrazioni statali, escludendosi con ci\u00f2 gli ufficiali delle forze armate. Tale esclusione non solo costituisce una grave offesa al personale militare, ma \u00e8 altres\u00ec una violazione della disposizione dell\u2019articolo 10 del succitato decreto legislativo.<\/p><p>\u00abL\u2019emanazione di provvedimenti atti a riparare a questo ingiusto trattamento risponde a criteri di equit\u00e0 e di pubblico interesse, specialmente se si considera che gli ufficiali inferiori ed i sottufficiali sfollati, che non abbiano dodici anni di servizio effettivo, non usufruiscono della discreta sistemazione economica offerta dalla posizione di ausiliaria, mentre d\u2019altra parte, in moltissimi casi, essi hanno i necessari titoli di studio per essere utilizzati in altre Amministrazioni statali. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abNobile\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro delle poste e delle telecomunicazioni, per conoscere quando si intenda ricostituire la comunicazione telegrafica Messina-Malta, interrotta a causa di eventi bellici, tanto pi\u00f9 che all\u2019atto nessuna ragione tecnica si oppone a tale ricostituzione.<\/p><p>\u00ab\u00c8 utile ricordare che la comunicazione telegrafica Messina-Malta \u00e8 stata istituita circa un sessantennio fa ed ha reso segnalati servizi che hanno riscosso la fiducia ed il plauso dei due Paesi interessati. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abFiore\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede di interrogare i Ministri della marina mercantile e di grazia e giustizia, per conoscere se intendano:<\/p><ol><li><em>a<\/em>) modificare la legislazione sulla pesca, dato il nuovo clima economico e sociale;<\/li><li><em>b<\/em>) richiamare in una circolare la attenzione della Magistratura, sulla necessit\u00e0 di definire sollecitamente i procedimenti di pesca di frodo;<\/li><li><em>c<\/em>) dare istruzioni alla polizia, alla guardia di finanza ed alle capitanerie di porto per una rigorosa sorveglianza sulle acque;<\/li><li><em>d<\/em>) provvedere le capitanerie dei mezzi idonei per poter operare la sorveglianza. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/li><\/ol><p>\u00abRiccio Stefano\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro dell\u2019interno, per conoscere se intenda disporre lo scioglimento del Consiglio comunale di Poggiomarino (Napoli), dato che la frazione Flocco, di circa 3000 abitanti, aggregata da oltre un anno a quel comune, non partecip\u00f2 ad alcuna votazione per le elezioni amministrative. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abRiccio Stefano\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro dei lavori pubblici, per conoscere se, in considerazione della incapacit\u00e0 economica dei danneggiati dall\u2019eruzione vesuviana del marzo 1944, ad anticipare la spesa della ricostruzione o comunque a concorrere per la met\u00e0, voglia dare disposizioni di applicazione del decreto legislativo 14 gennaio 1947, n. 44, per cui la ricostruzione sia limitata solo alla met\u00e0 dei beni distrutti, ma a totale carico dello Stato, o se comunque voglia modificare la legge in modo che, pur rimanendo l\u2019attuale impegno dello Stato i danneggiati possano aver ricostruita almeno una parte degli immobili distrutti. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abRiccio Stefano\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Queste interrogazioni saranno trasmesse ai Ministri competenti, per la risposta scritta.<\/p><p>La seduta termina alle 22.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Versione PDF ASSEMBLEA COSTITUENTE CCCLXXV. SEDUTA POMERIDIANA DI SABATO 31 GENNAIO 1948 PRESIDENZA DEL PRESIDENTE TERRACINI INDICE Congedi: Presidente Commemorazione: Buffoni Presidente Votazione segreta dei disegni di legge costituzionali: Statuto speciale per la Sardegna \u2013 Statuto speciale per il Trentino-Alto Adige \u2013 Statuto speciale per la Valle d\u2019Aosta \u2013 Modificazioni alla legge 7 ottobre 1947, [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_relevanssi_hide_post":"","_relevanssi_hide_content":"","_relevanssi_pin_for_all":"","_relevanssi_pin_keywords":"","_relevanssi_unpin_keywords":"","_relevanssi_related_keywords":"","_relevanssi_related_include_ids":"","_relevanssi_related_exclude_ids":"","_relevanssi_related_no_append":"","_relevanssi_related_not_related":"","_relevanssi_related_posts":"2511,2519,2523,2529,2536,2540","_relevanssi_noindex_reason":"","_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[64,7],"tags":[],"post_folder":[63],"class_list":["post-2552","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-1948-01","category-assemblea"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2552","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2552"}],"version-history":[{"count":50,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2552\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":9586,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2552\/revisions\/9586"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2552"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2552"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2552"},{"taxonomy":"post_folder","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fpost_folder&post=2552"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}