{"id":2548,"date":"2023-09-17T21:51:20","date_gmt":"2023-09-17T19:51:20","guid":{"rendered":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=2548"},"modified":"2023-10-20T23:34:19","modified_gmt":"2023-10-20T21:34:19","slug":"pomeridiana-di-venerdi-30-gennaio-1948","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=2548","title":{"rendered":"POMERIDIANA DI VENERD\u00cc 30 GENNAIO 1948"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"2548\" class=\"elementor elementor-2548\" data-elementor-post-type=\"post\">\n\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-fa5064e elementor-section-full_width elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"fa5064e\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-45bed32\" data-id=\"45bed32\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-18c3b74 elementor-align-right elementor-widget elementor-widget-button\" data-id=\"18c3b74\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"button.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-button-wrapper\">\n\t\t\t\t\t<a class=\"elementor-button elementor-button-link elementor-size-sm\" href=\"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/19480130_2.pdf\" target=\"_blank\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-content-wrapper\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-icon\">\n\t\t\t\t<i aria-hidden=\"true\" class=\"icon icon-view\"><\/i>\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-text\">Versione PDF<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-adb4e1e elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"adb4e1e\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p>ASSEMBLEA COSTITUENTE<\/p><p>CCCLXXIII.<\/p><p>SEDUTA POMERIDIANA DI VENERD\u00cc 30 GENNAIO 1948<\/p><p>PRESIDENZA DEL PRESIDENTE <strong>TERRACINI<\/strong><\/p><p>indi<\/p><p>DEL VICEPRESIDENTE <strong>TARGETTI<\/strong><\/p><p><strong>INDICE<\/strong><\/p><p><strong>Disegno di legge costituzionale<\/strong> (<em>Seguito e fine della discussione<\/em>)<strong>:<\/strong><\/p><p>Statuto speciale per la Valle d\u2019Aosta (64).<\/p><p>Presidente<\/p><p>Franceschini<\/p><p>Perassi, <em>Presidente della Sottocommissione per gli statuti regionali<\/em><\/p><p>Uberti<\/p><p>Bernini<\/p><p>Rodi<\/p><p>Bordon<\/p><p>Scelba,<em> Ministro dell\u2019interno<\/em><\/p><p>Lussu, <em>Relatore<\/em><\/p><p>Mortati<\/p><p>Bellavista<\/p><p>Giua<\/p><p>De Gasperi, <em>Presidente del Consiglio dei Ministri<\/em><\/p><p>Dossetti<\/p><p>Einaudi, <em>Vicepresidente del Consiglio dei Ministri, Ministro del bilancio<\/em><\/p><p>Grassi, <em>Ministro di grazia e giustizia<\/em><\/p><p>Domined\u00f2<\/p><p>Bertone<\/p><p>Chatrian<\/p><p>Fabbri<\/p><p>Micheli<\/p><p>Condorelli<\/p><p>Bettiol<\/p><p>Malagugini<\/p><p>Geuna<\/p><p>Tonello<\/p><p>Moro<\/p><p>Fuschini<\/p><p>Caporali<\/p><p><strong>Sull\u2019ordine del giorno:<\/strong><\/p><p>Mattarella<\/p><p>Presidente<\/p><p><strong>Interrogazioni <\/strong>(<em>Annunzio<\/em>)<strong>:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p>La seduta comincia alle 16.<\/p><p>MOLINELLI, <em>Segretario<\/em>, legge il processo verbale della precedente seduta pomeridiana.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Seguito della discussione del disegno di legge costituzionale: Statuto speciale per la Valle d\u2019Aosta. (64).<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019ordine del giorno reca il seguito della discussione del disegno di legge costituzionale: Statuto speciale per la Valle d\u2019Aosta. (64).<\/p><p>Comunico che gli onorevoli Franceschini, Bertola, Tega, Ponti, Tonello, Laconi, Ferrarese, Preti, hanno presentato il seguente ordine del giorno:<\/p><p>\u00abL\u2019Assemblea Costituente,<\/p><p>conscia delle particolari delicate esigenze di unit\u00e0 e organicit\u00e0, che sono proprie dell\u2019insegnamento primario e secondario d\u2019ogni tipo e grado, esprime il voto che l\u2019ordinamento giuridico, didattico e amministrativo della scuola italiana non possa essere sostanzialmente modificato dalla eventuale applicazione di norme integrative o d\u2019attuazione, secondo gli Statuti regionali speciali\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Franceschini ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>FRANCESCHINI. Onorevoli colleghi, i deputati del Gruppo parlamentare della Scuola non possono non denunciare all\u2019Assemblea Costituente una preoccupazione viva che si \u00e8 venuta manifestando, soprattutto in questi ultimi mesi, nel mondo della Scuola italiana; una preoccupazione, la cui eco \u00e8 riportata nei congressi regionali e provinciali, in ordini del giorno, in lettere e telegrammi a noi inviati da tanti maestri e professori delle scuole d\u2019Italia.<\/p><p>Dicono: la scuola minaccia di dividersi: nel suo organico, nella sua struttura, nella sua amministrazione, nel suo stato giuridico. Lo diranno a torto o a ragione, ma lo dicono. Ora noi dobbiamo proclamare alto e chiaro che questa divisione non \u00e8 nelle intenzioni dell\u2019Assemblea Costituente. Ieri noi deputati della Scuola abbiamo sentito con il pi\u00f9 vivo piacere dalla bocca dell\u2019onorevole Presidente del Consiglio una dichiarazione ferma, in proposito, che certo far\u00e0 testo di interpretazione cos\u00ec per lo Statuto Alto Atesino come per gli altri Statuti speciali. L\u2019Assemblea Costituente non ha voluto, votando l\u2019articolo 33 della Costituzione italiana, bloccare la libert\u00e0, non ha voluto irrigidire l\u2019insegnamento in forme e schemi aridamente statali. Ma non per questo intende alterare, rompere la tradizione di omogeneit\u00e0, la tradizione gloriosa di unit\u00e0 dell\u2019insegnamento pubblico italiano, che dal 1861 ad oggi ha allineato milioni di insegnanti fra le file dei difensori della Patria, fra le file di coloro che hanno contribuito maggiormente all\u2019accostamento, all\u2019affratellamento di popolazioni gi\u00e0 secolarmente divise. Orbene, l\u2019Assemblea Costituente non pu\u00f2 consentire che si rinunci a questa tradizione gloriosa.<\/p><p>Ed ecco la ragione del nostro ordine del giorno, che vuole essere insieme una garanzia e una guida: una garanzia ai dubbiosi, che lo Stato italiano \u00e8 e sar\u00e0 geloso del suo patrimonio educativo, una guida per i legislatori regionali locali, quasi come una direttiva di marcia, affinch\u00e9 essi non travalichino nell\u2019applicazione delle norme integrative i limiti imposti dalla unitariet\u00e0 necessaria della Scuola pubblica italiana.<\/p><p>Si tratta, insomma, votando quest\u2019ordine del giorno che a voi sottoponiamo, di stabilire una volta per sempre una pregiudiziale ben chiara; non gi\u00e0 per gli Statuti regionali normali, in quanto per essi la questione \u00e8 semplice, la potest\u00e0 normativa integrativa riguardando soltanto la scuola artigiana e professionale (e se ne capisce il perch\u00e9); ma per gli Statuti speciali, aventi potest\u00e0 normativa di integrazione e di attuazione su tutto l\u2019ordinamento scolastico: qui appunto i dubbi si legittimano, i dubbi che si voglia alterare profondamente quell\u2019unit\u00e0 che la Scuola statale esige e proclama per bocca di tutti i suoi insegnanti.<\/p><p>Ebbene, noi vi preghiamo, onorevoli colleghi, di tranquillizzare la Scuola italiana votando quest\u2019ordine del giorno. E del resto \u2013 apro qui una parentesi \u2013 la progettata grande riforma, la cui Commissione pochi giorni fa ha iniziato i suoi lavori, vuol essere appunto una garanzia di libert\u00e0, nell\u2019ambito degli articoli 33 e 34 della Costituzione, e al tempo stesso vuol mantenere scrupolosamente quanto pi\u00f9 possibile l\u2019unit\u00e0 organica dei suoi ordinamenti didattici, giuridici e amministrativi.<\/p><p>Onorevoli colleghi, avendo gi\u00e0 vagliato gli Statuti della Sardegna e del Trentino Alto Adige, e mentre ci accingiamo a discutere e ad approvare oggi lo Statuto speciale della Val d\u2019Aosta, come domani quello della Sicilia, rassicuriamo, vi prego, la Scuola italiana. Esaudiamo il voto di tutti gli uomini di questa Scuola: poich\u00e9 io vi assicuro che non vi \u00e8 un solo pubblico insegnante, medio o elementare, che voglia separarsi, che voglia far parte a s\u00e9, che voglia rinunciare alla conquista compiuta e all\u2019onore di appartenere ai ruoli nazionali.<\/p><p>Diciamo che la libert\u00e0 e l\u2019autonomia sacre e legittime, non possono significare divisione nella grande e nobilissima famiglia della Scuola italiana, la quale deve restare ora e sempre compatta nell\u2019adempimento della missione amorosa che le \u00e8 stata affidata!<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Perassi ha facolt\u00e0 di rispondere in nome della Commissione.<\/p><p>PERASSI, <em>Presidente della Sottocommissione per gli Statuti regionali.<\/em> La Commissione si rende pienamente conto delle elevate preoccupazioni che hanno suggerito questo ordine del giorno ed il voto che in esso \u00e8 espresso.<\/p><p>Siccome questo voto \u00e8 indicato in termini molto prudenti e non rigidi, riteniamo che possa essere accolto dall\u2019Assemblea Costituente, in modo da costituire un indirizzo per quanto concerne quelle limitate facolt\u00e0 che talune Regioni hanno in materia di legislazione scolastica, senza tuttavia precludere l\u2019esercizio di tali facolt\u00e0, prevedute dalla Costituzione o da Statuti speciali.<\/p><p>Per conseguenza, la Commissione accoglie l\u2019ordine del giorno.<\/p><p>UBERTI, Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>UBERTI. A nome personale dichiaro che voter\u00f2 contro questo ordine del giorno, perch\u00e9 ritengo che qui non sia in giuoco l\u2019unit\u00e0 della scuola; qui \u00e8 in giuoco la possibilit\u00e0 di determinate organizzazioni amministrative gi\u00e0 in atto con i decreti emanati a favore della Val d\u2019Aosta, dove sono da tener presenti situazioni particolari ed una situazione linguistica. Ora, questo \u00e8 possibile in un modo pi\u00f9 facile, pi\u00f9 diretto, pi\u00f9 rispondente a bisogni locali con un decentramento, il quale affidi la parte non didattica, non istitutiva, ma amministrativa alla Regione della Val d\u2019Aosta.<\/p><p>Con ci\u00f2 a me sembra che qui vi siano ripercussioni di quella che era la tesi sostenuta l\u2019altro giorno, quella cio\u00e8 di mantenere i ruoli unici. Come si fa a mantenere i ruoli unici, quando c\u2019\u00e8 una esigenza particolare, che cio\u00e8 gli insegnanti devono conoscere una particolare lingua e insegnare in una particolare lingua?<\/p><p>\u00c8 evidente che vi sono esigenze particolari e specifiche, che \u00e8 necessario tener presenti. Ora, il passaggio dal ruolo di Stato alla Regione e viceversa, \u00e8 regolato dalla proposta dello Statuto. In realt\u00e0, ritengo che questo ordine del giorno sia molto meglio esaminarlo non pregiudizialmente, ma quando esamineremo in concreto il titolo riguardante la scuola. Allora potremo vedere in concreto quanto \u00e8 possibile accogliere di questo ordine del giorno, e quanto invece esso potrebbe precludere quella che \u00e8 la deliberazione concreta in merito agli articoli dello Statuto che stiamo esaminando.<\/p><p>Faccio pertanto una proposta di rinvio dell\u2019ordine del giorno a quando esamineremo l\u2019articolo che riguarda il problema della scuola.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Uberti, le faccio osservare che votare l\u2019ordine del giorno in questo momento non significa qualcosa di diverso del votarlo fra un\u2019ora.<\/p><p>UBERTI. Si preclude.<\/p><p>PRESIDENTE. Non si preclude nulla, perch\u00e9 quest\u2019ordine del giorno, come giustamente diceva l\u2019onorevole Perassi, per motivare ponderatamente l\u2019adesione della Commissione, \u00e8 redatto con tanta cautela e con tale larghezza di termini, per la sua possibile interpretazione, che nulla preclude. E d\u2019altra parte, se preclusione vi fosse, vi sarebbe anche se votassimo fra un\u2019ora.<\/p><p>Pertanto, penso che la sua richiesta, onorevole Uberti, non abbia sufficiente giustificazione.<\/p><p>BERNINI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>BERNINI. A titolo personale, dichiaro che mi associo all\u2019ordine del giorno Franceschini.<\/p><p>Ritengo che, se l\u2019onorevole Uberti fosse al corrente di ci\u00f2 che sta avvenendo e minaccia di avvenire nel campo della Scuola nelle localit\u00e0 contemplate dai singoli Statuti regionali, se egli sapesse, per esempio, quali sono i propositi, che si vanno apertamente manifestando attraverso la stampa della Valle d\u2019Aosta, egli non riterrebbe che questo problema sia secondario; e quindi riterrebbe che sia urgente ed importante che questa Assemblea, nel momento in cui sta per sciogliersi, vincolasse l\u2019azione dei futuri legislatori in difesa dell\u2019unit\u00e0 della Scuola italiana.<\/p><p>RODI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>RODI. Io avrei firmato quest\u2019ordine del giorno, se lo avessi conosciuto in tempo.<\/p><p>Ad ogni modo, nella mia qualit\u00e0 di professore, mi associo: e faccio all\u2019onorevole Uberti la stessa osservazione gi\u00e0 fatta dal collega Bernini,<\/p><p>Noi professori abbiamo ricevuto lettere, telegrammi dalla periferia. La Scuola \u00e8 preoccupata. Solo chi non conosce i problemi della nostra Scuola pu\u00f2 votare contro quest\u2019ordine del giorno.<\/p><p>Pertanto, mi associo in pieno, anche a nome dei colleghi della Puglia, che mi hanno telegrafato in questi termini.<\/p><p>BORDON. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>BORDON. L\u2019allarme, di cui si \u00e8 fatto portavoce l\u2019onorevole Bernini, non ha alcun fondamento.<\/p><p>Nulla succede in Valle d\u2019Aosta, dove le cose, da tre anni, da quando cio\u00e8 vige l\u2019attuale ordinamento, vanno regolarmente.<\/p><p>Di fronte a quest\u2019ordine del giorno, cos\u00ec generico, contenente affermazioni che possono contrastare con tale ordinamento, io devo associarmi alla richiesta dell\u2019onorevole Uberti, cio\u00e8 di esaminare, quanto meno, questo punto, quando tratteremo della questione scolastica.<\/p><p>Se vi fosse un allarme, sarei il primo a farmene interprete. Noi abbiamo portato questa materia alla lettera <em>g<\/em>) dell\u2019articolo 3, che tratta delle norme di attuazione e di integrazione della legge generale dello Stato.<\/p><p>Ci\u00f2 dovrebbe bastare a tranquillizzare tutti. La nostra scuola \u00e8 inquadrata nella legge dello Stato.<\/p><p>Comunque, mi associo alla richiesta di rinvio, formulata dall\u2019onorevole Uberti.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, accogliamo pure la proposta di rinviare la votazione dell\u2019ordine del giorno; penso per\u00f2 che quell\u2019allarme a rovescio, che mi pare la presentazione di questo ordine del giorno abbia suscitato in alcuni colleghi \u2013 ed \u00e8 questa l\u2019unica giustificazione per la domanda di rinvio \u2013 si dimostrer\u00e0 certamente senza fondamento.<\/p><p>Entriamo nell\u2019esame del testo della legge. L\u2019onorevole Mortati mi ha fatto pervenire in questo momento ben tredici emendamenti. (<em>Commenti a sinistra e a destra<\/em>)<em>.<\/em> Onorevole Mortati, mi domando, come faremo a discuterli? Li conosce lei e li conosco io, ma la Commissione avrebbe avuto ed ha il diritto di chiedere di venire a conoscenza con un certo anticipo di queste proposte, altrimenti noi sentiremo immancabilmente il Relatore dichiarare che egli ci esprime, al massimo, una sua opinione personale e non l\u2019opinione della Commissione, che non pu\u00f2 essere consultata nel corso dei lavori stessi.<\/p><p>Il testo dello statuto speciale per la Valle d\u2019Aosta era gi\u00e0 ieri in distribuzione ed a disposizione dei deputati. Mi permetta, onorevole Mortati, che io mi rammarichi \u2013 molto indulgentemente \u2013 che ella non abbia tentato almeno di farci avere i suoi emendamenti durante la mattinata. Avrebbero potuto essere stampati e distribuiti. Io li accetto, ma la prego almeno di accontentarsi di averli presentati e di limitarsi nel loro svolgimento.<\/p><p>Iniziamo l\u2019esame del Titolo I: \u00abCostituzione della Regione\u00bb. Si dia lettura dell\u2019articolo 1.<\/p><p>AMADEI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abLa Valle d\u2019Aosta \u00e8 costituita in Regione autonoma, fornita di personalit\u00e0 giuridica, entro l\u2019unit\u00e0 politica della Repubblica italiana, una e indivisibile, sulla base dei princip\u00ee della Costituzione e secondo il presente Statuto.<\/p><p>\u00abIl territorio della Valle d\u2019Aosta comprende le circoscrizioni dei comuni indicati nell\u2019elenco allegato al presente Statuto.<\/p><p>\u00abLa Regione ha per capoluogo Aosta\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Non sono stati presentati emendamenti. Lo pongo in votazione.<\/p><p>(<em>\u00c8<\/em> <em>approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo al Titolo II: \u00abFunzioni della Regione\u00bb.<\/p><p>Avverto che al testo dell\u2019articolo 2 la Commissione, al primo periodo, dopo le parole: \u00abdegli interessi nazionali\u00bb, ha aggiunto la seguente formula, gi\u00e0 adottata nello Statuto speciale per il Trentino-Alto Adige: \u00abnonch\u00e9 delle norme fondamentali delle riforme economico-sociali della Repubblica\u00bb. Si dia lettura dell\u2019articolo 2 cos\u00ec modificato.<\/p><p>AMADEI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abIn armonia con la Costituzione e con i princip\u00ee dell\u2019ordinamento giuridico dello Stato e del rispetto degli obblighi internazionali dello Stato e degli interessi nazionali, nonch\u00e9 delle norme fondamentali delle riforme economiche e sociali della Repubblica, la Regione ha potest\u00e0 legislativa nelle seguenti materie:<\/p><ol><li><em>a<\/em>) ordinamento degli uffici e degli enti dipendenti dalla Regione e stato giuridico ed economico del personale;<\/li><li><em>b<\/em>) circoscrizioni comunali;<\/li><li><em>c<\/em>) polizia locale urbana e rurale;<\/li><li><em>d<\/em>) agricoltura e foreste, zootecnia, flora e fauna;<\/li><li><em>e<\/em>) piccole bonifiche ed opere di miglioramento agrario e fondiario;<\/li><li><em>f<\/em>) strade e lavori pubblici di interesse regionale;<\/li><li><em>g<\/em>) urbanistica, piani regolatori per zone di particolare importanza turistica;<\/li><li><em>h<\/em>) trasporti su funivie e linee automobilistiche locali;<\/li><li><em>i<\/em>) acque minerali e termali;<\/li><li><em>l<\/em>) caccia e pesca;<\/li><li><em>m<\/em>) acque pubbliche destinate ad irrigazione e ad uso domestico;<\/li><li><em>n<\/em>) incremento dei prodotti tipici della Valle;<\/li><li><em>o<\/em>) usi civici, consorterie, promiscuit\u00e0 per condomini agrari e forestali, ordinamento delle minime propriet\u00e0 culturali;<\/li><li><em>p<\/em>) artigianato;<\/li><li><em>q<\/em>) industria alberghiera, turismo, piani regolatori per zone di particolare interesse turistico e tutela del paesaggio;<\/li><li><em>r<\/em>) istruzione tecnico-professionale;<\/li><li><em>s<\/em>) biblioteche e musei di enti locali;<\/li><li><em>t<\/em>) fiere e mercati;<\/li><li><em>u<\/em>) ordinamento delle guide, scuole di sci e dei portatori alpini;<\/li><li><em>v<\/em>) toponomastica;<\/li><li><em>w<\/em>) servizi antincendi\u00bb.<\/li><\/ol><p>PRESIDENTE. A questo articolo, alla lettera <em>q<\/em>), il Ministro dell\u2019interno propone di sopprimere le parole \u00abpiani regolatori per zone di particolare interesse turistico\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Scelba ha facolt\u00e0 di svolgere l\u2019emendamento.<\/p><p>SCELBA, <em>Ministro dell\u2019interno.<\/em> Propongo la soppressione di quella frase, in quanto gi\u00e0 contenuta nella lettera <em>g<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>LUSSU, <em>Relatore.<\/em> La Commissione \u00e8 d\u2019accordo.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Mortati, alla lettera <em>v<\/em>), ha proposto di aggiungere le parole: \u00absalvo sempre l\u2019osservanza del successivo articolo 37\u00bb.<\/p><p>L\u2019articolo 37 \u00e8 del seguente tenore:<\/p><p>\u00abNella Valle d\u2019Aosta la lingua francese \u00e8 parificata a quella italiana.<\/p><p>\u00abGli atti pubblici possono essere redatti nell\u2019una e nell\u2019altra lingua, eccettuati i provvedimenti dell\u2019autorit\u00e0 giudiziaria, i quali sono redatti in lingua italiana.<\/p><p>\u00abLe amministrazioni statali assumono in servizio in Valle d\u2019Aosta possibilmente funzionari originari della Regione o che conoscano la lingua francese.<\/p><p>Prego l\u2019onorevole Lussu di esprimere il parere della Commissione su questo emendamento.<\/p><p>LUSSU, <em>Relatore.<\/em> La Commissione non l\u2019accetta. Come si fa, per esempio, ad accompagnare la denominazione del comune La Thuile con l\u2019altra, introdotta negli anni scorsi, di Porta Littoria? Basta citare questo esempio per mettere in rilievo l\u2019inaccettabilit\u00e0 della proposta.<\/p><p>MORTATI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MORTATI. Vorrei chiedere se l\u2019onorevole Lussu ritiene, dichiarando inaccettabile la proposta, di poter prescindere dalla osservanza precisa di un articolo dello stesso statuto, che \u00e8 l\u2019articolo 37, e se in relazione a questa sua opinione di poter prescindere dall\u2019articolo 37 ritiene che debba passare senz\u2019altro l\u2019allegato che abbiamo avuto, in cui tutte le denominazioni, a incominciare da Aosta, sono indicate col nome francese.<\/p><p>LUSSU, <em>Relatore.<\/em> Si tratta di un errore di stampa! L\u2019articolo 1 dice \u00abAosta\u00bb e non \u00abAoste\u00bb.<\/p><p>MORTATI. L\u2019onorevole Lussu dovrebbe chiarire perch\u00e9 non accetta che si coordinino in modo preciso le due norme ricordate.<\/p><p>LUSSU, <em>Relatore.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LUSSU, <em>Relatore.<\/em> Se noi accettassimo la proposta del collega onorevole Mortati, noi verremmo ad imporre nuovamente quelle denominazioni pseudoitaliane che il fascismo ha dato alla Regione; per cui si entrerebbe anche in un altro ramo: quello dei nomi e dei cognomi. In conseguenza di queste denominazioni, il nostro collega Bordon non era pi\u00f9 Bordon, come il babbo, il nonno e il trisnonno, ma Bordoni. E, se esaminiamo il testo che c\u2019\u00e8 nel decreto legislativo precedente, vediamo una denominazione italiana che non \u00e8 una denominazione italiana, ma \u00e8 una falsa denominazione italiana.<\/p><p>Mi pare che su questo problema delicato, rispettando sempre l\u2019articolo che l\u2019onorevole collega Mortati ha citato, noi, siccome abbiamo messo la toponomastica tra le materie della legislazione regionale, per questa parte mi pare che possiamo rimetterci in seguito al buon senso del popolo valdostano e dei suoi rappresentanti, i quali non sono affatto dei maniaci, come erano i reggitori di quell\u2019epoca non lontana.<\/p><p>Evidentemente, se un nome italiano \u00e8 nelle tradizioni, si imporr\u00e0, e quel dato comune avr\u00e0 due nomi: ma, se non ne ha mai avuto che uno, ne avr\u00e0 uno solo; oppure avr\u00e0 quel nome che il buon senso ed il gusto degli abitanti della Val d\u2019Aosta vorranno dargli.<\/p><p>PRESIDENTE. Osservo che la proposta dell\u2019onorevole Mortati non \u00e8 proponibile. D\u2019altronde, se la si prende cos\u00ec come \u00e8, nella sua dizione letteraria, non si capisce che cosa voglia dire.<\/p><p>L\u2019articolo 37, nel primo comma dice: \u00abNella Valle d\u2019Aosta, la lingua francese \u00e8 parificata a quella italiana\u00bb.<\/p><p>Ci\u00f2 significa che la toponomastica pu\u00f2 portare nomi italiani o francesi, ma non contemporaneamente, sempre, nomi italiani e francesi; proprio perch\u00e9 vi \u00e8 l\u2019equiparazione delle due lingue.<\/p><p>Il secondo comma dice: \u00abGli atti pubblici possono essere redatti nell\u2019una e nell\u2019altra lingua, eccettuati i provvedimenti dell\u2019autorit\u00e0 giudiziaria, i quali sono redatti in lingua italiana\u00bb. Ora, io credo che i nomi delle localit\u00e0 o i nomi propri non facciano parte dell\u2019altra lingua, ma sono ci\u00f2 che sono; e quando debbono essere ripresi, vengono ripresi cos\u00ec come essi sono.<\/p><p>Infine il terzo comma dice: \u00abLe amministrazioni statali assumono in servizio in Valle d\u2019Aosta possibilmente funzionari originari della Regione o che conoscano la lingua francese\u00bb. Questa \u00e8 una cosa che non ha niente a che fare con la toponomastica.<\/p><p>Quindi, il richiamo non \u00e8 adeguato. Per questa ragione probabilmente non vi \u00e8 da fare ulteriore discussione, su questo punto, perch\u00e9 si metterebbe soltanto in grave imbarazzo il legislatore futuro o l\u2019amministratore della Regione della Valle d\u2019Aosta, se si imponesse loro un impegno al quale poi non si pu\u00f2 dare praticamente nessun seguito.<\/p><p>BELLAVISTA. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>BELLAVISTA. Vorrei domandare soltanto un chiarimento alla Commissione, in relazione all\u2019emendamento Mortati, per il quale condivido le osservazioni fatte dall\u2019onorevole Presidente.<\/p><p>Nell\u2019allegato, al n. 3 io leggo: \u00abAoste\u00bb. Domando da che cosa risulta che questo \u00e8 un errore di stampa.<\/p><p>LUSSU, <em>Relatore.<\/em> \u00c8 stato gi\u00e0 corretto, perch\u00e9 era semplicemente un errore materiale di stampa.<\/p><p>BORDON. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>BORDON. Se rimane l\u2019emendamento, vorrei dire una parola, poich\u00e9 qui vedo che si fanno confusioni.<\/p><p>Comprendo, per chi non conosce la Val d\u2019Aosta, che si possano sollevare questioni come queste. Ma chi conosce la nostra Valle sa che i nostri nomi sono originari. Ora, che vi sia l\u2019uso delle due lingue non vuol dire, evidentemente, che si debba arrivare all\u2019assurdo, come aveva fatto il fascismo, di voler cambiare i nomi originari.<\/p><p>Esattamente rilevava il collega Lussu che sotto il fascismo si era arrivati persino a cambiare non solo i nomi di localit\u00e0, ma anche quelli delle persone. Ora, contro queste cose insensate e per noi offensive, ricordo una cosa sola. Sono stato combattente della grande guerra ed anzi volontario; da questa trincea sono passato a quella dell\u2019antifascismo, in cui sono rimasto sempre e di cui mi \u00e8 grato ricordare quelli fra di voi coi quali ho lottato e sofferto. Ho preso parte alla guerra di liberazione e da questa (anche se alla mia et\u00e0 potrei forse aver diritto di aspirare alla riserva) sono sceso ad un\u2019altra battaglia, che \u00e8 quella che combatto in questo momento. Sono qui dinanzi a voi e vi domando di accordarmi la vostra fiducia, in base non alle mie parole, ma in base al mio passato. Onorevoli colleghi, voi dovete credermi quando vi dico che la Valle d\u2019Aosta, anche se parla il francese, non \u00e8 seconda a nessuno per i suoi sentimenti di italianit\u00e0. In francese parlavano anche i suoi meravigliosi alpini, che conquistarono il Grappa, il Santo e il Vodice.<\/p><p>Onorevoli colleghi, non potete far questioni che ci feriscono. Noi abbiamo diritto di portare i nostri nomi originari, ed \u00e8 superfluo che ricordi che per l\u2019articolo 19 del decreto 7 settembre 1945 fu riconosciuto alla Valle d\u2019Aosta il diritto di ripristinare nella loro forma originaria i nomi di localit\u00e0 che erano stati bestialmente soppressi o modificati dal passato regime.<\/p><p>Questi nomi ci appartengono, sono per noi un patrimonio prezioso; e perci\u00f2 chiedo che l\u2019emendamento sia respinto.<\/p><p>MORTATI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MORTATI. Mi pare che la proposta, come \u00e8 stata fatta, ha una portata modesta, e non merita n\u00e9 la mozione degli affetti, cui \u00e8 ricorso l\u2019onorevole Bordon, n\u00e9 il rimprovero di incongruenza che le ha mosso il Presidente. Includendo la toponomastica tra i compiti legislativi della Regione, si intende dare a questa la facolt\u00e0 di dettare le norme per la denominazione delle localit\u00e0, o di modificare quelle esistenti. Io mi riferivo pertanto alla futura attivit\u00e0 normativa della Regione in ordine alla toponomastica, e pensavo che, sotto questo punto di vista, non sia affatto incongruo di limitare tale compito nel senso di metterlo in armonia con il principio generale sancito nell\u2019articolo 37. Cosicch\u00e9 ogni statuizione in materia non possa trascurare l\u2019esigenza della bilinguit\u00e0, dell\u2019assoluta parit\u00e0 dell\u2019italiano e del francese.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Mortati, le confesso che non vedo proprio come l\u2019articolo 37 possa impegnare in avvenire una Amministrazione nel senso che lei dice; l\u2019articolo 37 reca semplicemente che la lingua francese \u00e8 parificata alla lingua italiana ed io non vedo che vi sia un rapporto logico fra la sua proposta e il richiamo che lei fa all\u2019articolo 37.<\/p><p>GIUA. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>GIUA. Mi pare che questa questione della toponomastica sia stata male impostata, per scarsa conoscenza della questione stessa. L\u2019italianizzazione dei nomi della Valle d\u2019Aosta era un problema veramente assurdo che fu impostato dal fascismo. Ora, l\u2019onorevole Mortati pensa che i nomi della Valle d\u2019Aosta siano nomi in lingua francese, mentre ci\u00f2 non \u00e8 esatto, perch\u00e9 sono nomi che vanno posti in relazione con il dialetto locale che \u00e8 un <em>patois<\/em> francese e nemmeno dappertutto, perch\u00e9 in certe zone, come nella Valle di Gressoney, si tratta invece di un <em>patois<\/em> caratteristico tedesco perch\u00e9, per le lotte di religione, ci fu in quelle plaghe un\u2019immigrazione di tedeschi svizzeri.<\/p><p>Gi\u00e0 quindi la Commissione \u00e8 andata troppo in l\u00e0, mutando dei nomi, come la Valle Savaranche che sarebbe diventata Valsavarenche e la Valt Tournanche che sarebbe diventata Valtornenche. Io pregherei quindi di non insistere su questo problema, perch\u00e9 \u00e8 stato impostato in un modo molto infelice.<\/p><p>PRESIDENTE. Pongo in votazione l\u2019emendamento dell\u2019onorevole Mortati:<\/p><p>\u00ab<em>Alla lettera<\/em> v)<em>,<\/em> <em>aggiungere:<\/em> salvo sempre l\u2019osservanza dell\u2019articolo 37\u00bb.<\/p><p>(<em>Non \u00e8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Pongo in votazione l\u2019articolo 2 con l\u2019emendamento del Ministro dell\u2019interno, accettato dalla Commissione.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo all\u2019articolo 3. Se ne dia lettura.<\/p><p>AMADEI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abLa Regione ha la potest\u00e0 di emanare norme legislative di integrazione e di attuazione delle leggi della Repubblica, entro i limiti indicati nell\u2019articolo precedente, per adattarle alle condizioni regionali nelle seguenti materie:<\/p><ol><li><em>a<\/em>) industria e commercio;<\/li><li><em>b<\/em>) istituzione di enti di credito di carattere locale;<\/li><li><em>c<\/em>) espropriazione per pubblica utilit\u00e0 per opere non a carico dello Stato;<\/li><li><em>d<\/em>) disciplina dell\u2019utilizzazione delle acque pubbliche ad uso idroelettrico;<\/li><li><em>e<\/em>) disciplina della utilizzazione delle miniere;<\/li><li><em>f<\/em>) finanze regionali e comunali;<\/li><li><em>g<\/em>) istruzione materna, elementare e media;<\/li><li><em>h<\/em>) previdenza e assicurazioni sociali;<\/li><li><em>i<\/em>) assistenza e beneficenza pubblica;<\/li><li><em>l<\/em>) igiene e sanit\u00e0, assistenza ospedaliera e profilattica;<\/li><li><em>m<\/em>) antichit\u00e0 e belle arti;<\/li><li><em>n<\/em>) annona;<\/li><li><em>o<\/em>) assunzione di pubblici servizi\u00bb.<\/li><\/ol><p>PRESIDENTE. Non sono stati presentati emendamenti. Lo pongo in votazione.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo all\u2019articolo 4. Se ne dia lettura.<\/p><p>AMADEI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abLa Regione esercita le funzioni amministrative sulle materie nelle quali ha potest\u00e0 legislativa a norma degli articoli 2 e 3, salve quelle attribuite ai comuni dalle leggi della Repubblica.<\/p><p>\u00abLa Regione esercita altres\u00ec le funzioni amministrative che le siano delegate dallo Stato con legge\u00bb.<\/p><p>DE GASPERI, <em>Presidente del Consiglio dei Ministri.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>DE GASPERI, <em>Presidente del Consiglio dei Ministri.<\/em> Mi pare che per l\u2019esattezza, dopo le parole: \u00absalve quelle attribuite ai Comuni\u00bb, bisognerebbe aggiungere: \u00abe alle istituzioni di beneficenza\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Chiedo il parere della Commissione.<\/p><p>PERASSI, <em>Presidente della Sottocommissione per gli Statuti regionali.<\/em> Si potrebbe dire in termini pi\u00f9 generali: \u00abe agli altri enti locali\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Pongo in votazione l\u2019articolo 4 con questo emendamento.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo al Titolo III: \u00abFinanze, demanio e patrimonio\u00bb. Si dia lettura dell\u2019articolo 5.<\/p><p>AMADEI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abI beni del demanio dello Stato situati nel territorio della Regione, eccettuati quelli che interessano la difesa dello Stato o servizi di carattere nazionale, sono trasferiti al demanio della Regione.<\/p><p>\u00abSono altres\u00ec trasferiti al demanio della Regione le acque pubbliche in uso di irrigazione e potabile.<\/p><p>PRESIDENTE. Non sono stati presentati emendamenti. Lo pongo in votazione.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo all\u2019articolo 6. Se ne dia lettura.<\/p><p>AMADEI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abI beni immobili patrimoniali dello Stato, situati nella Regione, sono trasferiti al patrimonio della Regione.<\/p><p>\u00abFanno parte del patrimonio indisponibile della Regione:<\/p><p>le foreste, che a norma delle leggi vigenti, appartengono allo Stato;<\/p><p>le cave, quando la disponibilit\u00e0 ne \u00e8 sottratta al proprietario del fondo;<\/p><p>gli edifici destinati a sede di uffici pubblici della Regione e gli altri beni destinati a un pubblico servizio della Regione\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Non sono stati presentati emendamenti. Lo pongo in votazione.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo all\u2019articolo 7. Se ne dia lettura.<\/p><p>AMADEI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abLe acque pubbliche esistenti nella Regione, eccettuate quelle indicate nell\u2019articolo 5, sono date in concessione gratuita per novantanove anni alla Regione. La concessione potr\u00e0 essere rinnovata.<\/p><p>\u00abSono escluse dalla concessione le acque che alla data del 7 settembre 1945 abbiano gi\u00e0 formato oggetto di riconoscimento di uso o di concessione.<\/p><p>\u00abAlla cessazione dell\u2019uso o della concessione di tali acque, la Regione subentra nella concessione salvo che lo Stato non intenda farne oggetto di un piano di interesse nazionale.<\/p><p>DE GASPERI, <em>Presidente del Consiglio dei Ministri.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>DE GASPERI, <em>Presidente del Consiglio dei Ministri.<\/em> Domando solo una spiegazione: se le opere fossero state iniziate dopo il 1945, che cosa avviene?<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Lussu, vuole rispondere lei al quesito?<\/p><p>LUSSU, <em>Relatore.<\/em> Si rispetta la concessione.<\/p><p>DE GASPERI, <em>Presidente del Consiglio dei Ministri.<\/em> Non \u00e8 molto chiaro.<\/p><p>DOSSETTI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>DOSSETTI. In armonia con i concetti espressi ieri per un articolo che verteva sulla stessa materia, dovrei chiedere la soppressione, o quanto meno una trasformazione di questo articolo. Per\u00f2 non mi illudo sull\u2019esito di questa proposta. Soltanto vorrei esprimere un desiderio: vorrei che la Commissione manifestasse il suo parere circa la convenienza che la riserva terminale dell\u2019articolo: \u00absalvo che lo Stato non intenda farne oggetto di un piano d\u2019interesse nazionale\u00bb venga estesa anche alle acque di cui al comma primo, cio\u00e8 che sia garantita la possibilit\u00e0 da parte dello Stato, secondo i concetti espressi ieri, di manovrare in maniera unitaria l\u2019impiego di energia elettrica, anche per le acque di cui al primo comma dell\u2019articolo 7.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Lussu, vuole esprimere il parere della Commissione?<\/p><p>LUSSU, <em>Relatore.<\/em> Secondo me, la questione \u00e8 molto chiara, e non capisco perch\u00e9 il collega Dossetti vi insista, n\u00e9 mi rendo esatto conto dell\u2019importanza che il collega Dossetti vuol dare a questa proposta. Chiede egli se debba lo Stato entrare nella utilizzazione delle acque di cui al primo comma dell\u2019articolo 7?<\/p><p>Ma il primo comma dell\u2019articolo 7 dice che le acque pubbliche esistenti nella Regione, eccettuate quelle indicate nell\u2019articolo 5 (che sono le acque pubbliche in uso di irrigazione e potabile) sono date in concessione gratuita per novantanove anni alla Regione, e che la concessione potr\u00e0 essere rinnovata. Quindi lo Stato \u00e8 sempre il titolare patrimoniale di queste acque, e allo scadere della concessione pu\u00f2 rinnovarla.<\/p><p>Che cosa vuole l\u2019onorevole Dossetti? Questo che si \u00e8 detto \u00e8 estremamente chiaro, io credo.<\/p><p>DOSSETTI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>DOSSETTI. A dire il vero mi aspettavo una risposta diversa e meno evasiva dall\u2019onorevole Lussu. Io volevo esprimere questo concetto: che anche per le concessioni di cui al primo comma, e salva sempre la forma della concessione, tutte le utilizzazioni rispondano ai criteri che possano essere stabiliti di un piano di interesse nazionale per l\u2019esercizio e la produzione dell\u2019energia elettrica.<\/p><p>BORDON. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>BORDON. Mi sembra che la specificazione dell\u2019onorevole Dossetti sia superflua, poich\u00e9 ora la situazione \u00e8 questa: tutte le acque che non erano state concesse fino al 1945 alla data del 7 settembre 1945, furono gi\u00e0 assegnate alla Regione, per novantanove anni e la concessione potr\u00e0 essere rinnovata.<\/p><p>Pertanto se come ha rilevato l\u2019onorevole Lussu, lo Stato non creder\u00e0 di rinnovarla al termine prescritto, potr\u00e0 farlo, senza che tale facolt\u00e0 sia menzionata.<\/p><p>Devo ricordare all\u2019onorevole Dossetti che la concessione di cui si tratta, trae origine dal decreto 7 settembre 1945, e che nella disposizione in esame non si fa che riportare quanto risulta da tale decreto.<\/p><p>Abbiamo poi altre sottodistinzioni che vedremo all\u2019articolo seguente.<\/p><p>LUSSU, <em>Relatore.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LUSSU, <em>Relatore.<\/em> Credo che la risposta che potrei dare al collega Dossetti renda inutile il suo emendamento. Se devo \u2013, e non pu\u00f2 essere differentemente \u2013 dare una interpretazione logica al suo pensiero, credo che l\u2019interpretazione sia quella che sto per dire, perch\u00e9 altrimenti non riuscirei a spiegarmi l\u2019insistenza dell\u2019onorevole Dossetti.<\/p><p>Vuol egli, in sostanza, chiedere se all\u2019ultimo comma dell\u2019articolo 7 \u00aballa cessazione dell\u2019uso ecc., ecc.\u00bb che penso egli abbia sott\u2019occhio, debbano essere comprese quelle acque di cui al secondo comma, e le acque di cui al primo? \u00c8 cos\u00ec?<\/p><p>PRESIDENTE. La prego, onorevole Lussu. L\u2019onorevole Dossetti ha spiegato chiaramente il suo pensiero, che \u00e8 questo: le acque di cui al primo comma, ove nel corso di questi 99 anni, in base ad un piano di utilizzazione di interesse nazionale, dovessero essere comprese in questo piano, vengono sottratte alla concessione di cui al primo comma.<\/p><p>LUSSU, <em>Relatore.<\/em> Ma \u00e8 detto nell\u2019ultimo comma dell\u2019articolo 7!<\/p><p>PRESIDENTE. No, mi permetta, l\u2019onorevole Dossetti sostiene che prima della cessazione dei 99 anni pu\u00f2 anche avvenire quella eventualit\u00e0.<\/p><p>DOSSETTI. \u00c8 cos\u00ec. Lei ha interpretato perfettamente il mio pensiero.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Dossetti propone che dopo il primo comma si dica: \u00abLa concessione \u00e8 subordinata in ogni caso alla condizione che lo Stato non intenda fare oggetto le acque di un piano di interesse nazionale\u00bb.<\/p><p>Pongo in votazione il primo comma dell\u2019articolo 7: \u00abLe acque pubbliche esistenti nella Regione, eccettuate quelle indicate nell\u2019articolo 5, sono date in concessione gratuita per novantanove anni alla Regione. La concessione potr\u00e0 essere rinnovata\u00bb.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo all\u2019emendamento aggiuntivo dell\u2019onorevole Dossetti: \u00abLa concessione \u00e8 subordinata in ogni caso alla condizione che lo Stato non intenda fare oggetto le acque di un piano di interesse nazionale\u00bb.<\/p><p>UBERTI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>UBERTI. Collocando l\u2019emendamento Dossetti sotto il primo comma, vengono ad essere assoggettate a questa condizione di riserva unicamente le acque concesse alla Regione e non vengono sottoposte quelle concesse, prima del noto decreto legislativo, a societ\u00e0 private.<\/p><p>DOSSETTI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>DOSSETTI. Io ho intitolato il mio emendamento come comma aggiuntivo, e quindi era mio intendimento che l\u2019emendamento aggiuntivo venisse votato come ultimo comma dell\u2019articolo e perci\u00f2 comprendeva evidentemente tutte le concessioni a cui l\u2019articolo 7 faceva riferimento.<\/p><p>PRESIDENTE. Pongo in votazione il secondo comma cos\u00ec formulato:<\/p><p>\u00abSono escluse dalla concessione le acque che alla data del 7 settembre 1945 abbiano gi\u00e0 formato oggetto di riconoscimento di uso o di concessione\u00bb.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Pongo in votazione la prima parte dell\u2019ultimo comma:<\/p><p>\u00abAlla cessazione dell\u2019uso o della concessione di tali acque, la regione subentra nella concessione\u00bb.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvata<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Pongo ora in votazione la soppressione della parte successiva del comma: \u00absalvo che lo Stato non intenda farne oggetto di un piano di interesse nazionale\u00bb.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Pongo in votazione il comma aggiuntivo dell\u2019onorevole Dossetti, di cui ho gi\u00e0 dato lettura.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo all\u2019articolo 8. Se ne dia lettura.<\/p><p>AMADEI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abLe concessioni di acque indicate nel secondo comma dell\u2019articolo precedente, che alla data del 7 settembre 1945 non siano state utilizzate, passano alla Regione.<\/p><p>\u00abIl Presidente della Giunta regionale ha facolt\u00e0 di provocare dagli organi competenti la dichiarazione di decadenza delle concessioni, ove ricorrano le condizioni previste dalla legge.<\/p><p>\u00abNon \u00e8 ammessa la cessione delle concessioni indicate nel presente articolo. Le acque concesse alla Regione potranno da questa essere subconcesse, purch\u00e9 la loro utilizzazione avvenga nel territorio dello Stato e secondo un piano generale da stabilirsi da un Comitato misto composto di rappresentanti del Ministero dei lavori pubblici e della Giunta regionale.<\/p><p>\u00abLe subconcessioni saranno istruite secondo la procedura e le norme tecniche per le concessioni fatte dallo Stato\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Bordon propone di sopprimere l\u2019ultimo comma. Ha facolt\u00e0 di svolgere l\u2019emendamento.<\/p><p>BORDON. Mi pare che l\u2019inciso contenuto nell\u2019ultimo comma sia superfluo, poich\u00e9 esso si riferisce a disposizioni generali.<\/p><p>EINAUDI, <em>Vicepresidente del Consiglio dei Ministri, Ministro del bilancio.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>EINAUDI, <em>Vicepresidente del Consiglio dei Ministri, Ministro del bilancio.<\/em> Vorrei chiedere all\u2019onorevole Bordon di ritirare questo suo emendamento, che mi pare superfluo e pu\u00f2 essere dannoso. Togliendo l\u2019ultimo comma sembra che si possa ammettere che le subconcessioni devono essere date con una procedura diversa da quella stabilita nelle leggi vigenti.<\/p><p>Tutti sappiamo, ed io l\u2019ho ricordato parecchie volte in questa Assemblea, che la legge Bonomi, la quale regola le concessioni di acque pubbliche, \u00e8 una delle leggi pi\u00f9 sapienti della nostra legislazione; \u00e8 una legge che ci \u00e8 invidiata da tutti i Paesi. Non vedo quindi perch\u00e9 si debba stabilire espressamente, togliendo quest\u2019ultimo comma, che si debbano seguire altre regole, tanto pi\u00f9 che noi abbiamo gi\u00e0 votato l\u2019articolo 3, il quale dice che la Regione ha la potest\u00e0 di emanare norme legislative di integrazione e di attuazione anche su questo argomento. Quindi io credo sia utile conservare come regola il principio che le subconcessioni debbano essere date secondo la legislazione vigente, che \u00e8 ottima. Per\u00f2 se la Regione riterr\u00e0 che in qualche parte questa legislazione debba essere adattata alle circostanze locali, essa ha il potere di farlo in virt\u00f9 dell\u2019articolo 3. Perci\u00f2 prego l\u2019onorevole Bordon di desistere dal suo emendamento.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Bordon mantiene il suo emendamento?<\/p><p>BORDON. Dissento da tal ragionamento. Dal momento che si \u00e8 riservata la possibilit\u00e0 alla Regione di adattare questa legge, se lo ripetiamo all\u2019articolo 8 non potremo modificarla. In sostanza dobbiamo riferirci alla potest\u00e0 che abbiamo votato, che consente un eventuale adattamento, che pu\u00f2 essere in contrasto con l\u2019ultimo comma dell\u2019articolo 8.<\/p><p>Ad ogni modo, se c\u2019\u00e8 motivo di preoccupazione, non insisto.<\/p><p>EINAUDI, <em>Vicepresidente del Consiglio dei Ministri, Ministro del Bilancio.<\/em> Si potrebbe aggiungere: \u00absalvo l\u2019applicazione dell\u2019articolo 3\u00bb. Ma mi pare inutile.<\/p><p>PRESIDENTE. Pongo in votazione l\u2019articolo 8, di cui \u00e8 stata data lettura.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo all\u2019articolo 9. Se ne dia lettura.<\/p><p>AMADEI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abPer le subconcessioni di derivazioni a scopo idroelettrico, la Regione non potr\u00e0 applicare canoni che superino i limiti che saranno stabiliti dal Governo dello Stato, sentita la Giunta regionale\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Bordon ha presentato il seguente emendamento:<\/p><p>\u00ab<em>Aggiungere i commi seguenti:<\/em><\/p><p>\u00abLa subconcessione pu\u00f2 essere subordinata all\u2019impegno di fornire gratuitamente energia elettrica per servizi pubblici nei limiti di quantit\u00e0 prescritti dalle leggi vigenti ed a prezzi ridotti per usi domestici e per artigianato locale.<\/p><p>\u00abLo Stato ceder\u00e0 a favore della Valle i nove decimi del canone annuale percepito a norma di legge\u00bb.<\/p><p>Ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>BORDON. Questa condizione \u00e8 gi\u00e0 contenuta anche nel decreto 7 settembre 1945 dove si dice precisamente che la subconcessione pu\u00f2 essere subordinata all\u2019impegno di fornire gratuitamente l\u2019energia elettrica per servizi pubblici nei limiti di quantit\u00e0 prescritti dalle leggi vigenti ed a prezzo ridotto per uso domestico e dell\u2019artigianato locale. In sostanza non si tratta di una innovazione. \u00c8 un semplice richiamo di una disposizione che era stata dimenticata nella fretta della stesura del testo. Nella legge del 1945 il canone era concesso solo per due terzi, ma chiedo che la Assemblea voglia concedere alla Valle i nove decimi di esso, conformemente a quanto venne disposto per l\u2019Alto Adige.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Lussu ha facolt\u00e0 di esprimere il parere della Commissione.<\/p><p>LUSSU, <em>Relatore.<\/em> Concordo, perch\u00e9 questo \u00e8 in armonia con le norme del decreto legislativo gi\u00e0 citato. Non lo avevamo messo perch\u00e9 ci riferivamo, forse a torto, a quel <em>modus vivendi<\/em> che si \u00e8 stabilito fra finanza e Regioni, per cui vengono pacificamente riconosciuti tutti gli articoli della legislazione luogotenenziale. In pratica, non c\u2019\u00e8 nessun danno. Credo che si possa accettare la proposta dell\u2019onorevole Bordon.<\/p><p>EINAUDI, <em>Vicepresidente del Consiglio dei Ministri, Ministro del bilancio.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>EINAUDI, <em>Vicepresidente del Consiglio dei Ministri, Ministro del bilancio.<\/em> Domando all\u2019onorevole Bordon se quella aggiunta nel primo comma dell\u2019articolo 3 sia davvero necessaria. Ricordo ancora che abbiamo votato l\u2019articolo 3. In esso si stabilisce che la Regione pu\u00f2 emanare norme legislative d\u2019integrazione a proposito della disciplina ed utilizzazione delle acque pubbliche ad uso idroelettrico. Quindi, emanando queste disposizioni, potr\u00e0 emanare anche quelle norme che riterr\u00e0 opportuno di stabilire per coloro che vorranno chiedere la subconcessione dalla Regione. Mi pare inutile ripetere due volte il medesimo concetto.<\/p><p>Il quale, anche impegnerebbe la Regione per la legislazione futura, che potr\u00e0 invece essere adattata alle circostanze che verranno a svilupparsi in avvenire. In avvenire, infatti, potr\u00e0 darsi che la Regione ritenga conveniente usare metodi diversi da quelli oggi prevedibili.<\/p><p>PRESIDENTE. Pongo in votazione l\u2019articolo 9 del quale \u00e8 stata data lettura.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Onorevole Bordon, insiste nel suo emendamento aggiuntivo?<\/p><p>BORDON. Mantengo soltanto il secondo comma.<\/p><p>GRASSI, <em>Ministro di grazia e giustizia. <\/em>Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>GRASSI, <em>Ministro di grazia e giustizia.<\/em> Mi pare ci sia un equivoco. L\u2019articolo 9 tratta delle subconcessioni; ora, le subconcessioni sono regolate dalla Regione; non vi sono diritti dello Stato.<\/p><p>BORDON. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>BORDON. Ho gi\u00e0 dichiarato di rinunciare al primo comma dell\u2019emendamento, mentre insisto sul secondo.<\/p><p>Chiedo che i due terzi del canone annuale, che erano stati concessi dal decreto 7 settembre 1945, siano elevati a nove decimi. Per essere pi\u00f9 chiari, possiamo specificare \u00abper le concessioni anteriori al 1945\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Grassi fa notare che l\u2019articolo 9 \u00e8 dedicato alle subconcessioni, mentre la proposta Bordon dovrebbe trovar posto nell\u2019articolo che tratta delle concessioni.<\/p><p>UBERTI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>UBERTI. La questione sollevata dall\u2019onorevole Bordon rientra fra le questioni finanziarie.<\/p><p>Se questi canoni sono concessi alle altre Regioni, a maggior ragione devono essere alla Valle d\u2019Aosta.<\/p><p>PRESIDENTE. Si pu\u00f2 votare sulla proposta, salvo il collocamento, in sede di coordinamento.<\/p><p>LUSSU, <em>Relatore.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LUSSU, <em>Relatore.<\/em> Comprendo perfettamente la richiesta formulata dall\u2019onorevole Bordon; ma essa rientra in tutto il sistema finanziario, per cui si \u00e8 stabilito un <em>modus vivendi<\/em> tale, che sodisfa la Regione ed il Ministero delle finanze.<\/p><p>Ora, lo Stato d\u00e0 attraverso questi canoni qualche cosa, ma d\u00e0 molto di pi\u00f9 in altra forma, per sopperire alle esigenze dei servizi statali passati alla Regione. Quindi la richiesta \u00e8 gi\u00e0 praticamente sodisfatta.<\/p><p>Sono d\u2019accordo sulla sostanza, ma dovrei oppormi riguardo alla forma, perch\u00e9, ripeto, la questione rientra nel <em>modus vivendi<\/em> esistente e che vorremmo fosse provvisoriamente conservato, finch\u00e9 una futura legge organica delio Stato, d\u2019accordo con la Regione, non fisser\u00e0 definitivamente l\u2019ordinamento finanziario della Regione.<\/p><p>PERASSI, <em>Presidente della Sottocommissione per gli Statuti regionali.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>PERASSI, <em>Presidente della Sottocommissione per gli Statuti regionali.<\/em> Credo conveniente attendere, per votare questo comma, quando parleremo dell\u2019articolo 13, cio\u00e8 dell\u2019ordinamento finanziario, perch\u00e9 tutto dipende dalla formula che sar\u00e0 usata per regolare questo problema centrale. Se, per ipotesi, passasse la formula che c\u2019\u00e8 nel testo attuale, e che non \u00e8 quella che la Commissione desiderava, avrebbe ragione l\u2019onorevole Lussu; ma se, per ipotesi, si aderisse ad una formula sulla linea di quella adottata per le altre Regioni delle quali abbiamo approvato gli statuti, ed in parte anche sulla linea della formula proposta dal Ministro Einaudi, allora converr\u00e0 fare una disposizione particolare, specifica, per quanto concerne la devoluzione alla Regione, in tutto o in parte, del canone per le concessioni date dallo Stato. Pertanto propongo di accantonare per il momento il voto sull\u2019emendamento Bordon.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Bordon, la prego di aderire all\u2019invito dell\u2019onorevole Perassi.<\/p><p>BORDON. Sta bene.<\/p><p>PRESIDENTE. Esamineremo il suo emendamento nella sede pi\u00f9 adatta.<\/p><p>Passiamo all\u2019articolo 10. Se ne dia lettura.<\/p><p>AMADEI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abI termini per l\u2019applicazione delle norme, contenute nel testo unico delle leggi speciali sulle acque e sugli impianti elettrici, a favore dei comuni, per i loro servizi pubblici, se prescritti, sono riaperti a decorrere dal 7 settembre 1945\u00bb.<\/p><p>DOSSETTI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>DOSSETTI. Faccio, in merito a quest\u2019articolo, la stessa riserva formulata ieri a proposito dell\u2019articolo 91 dello statuto per il Trentino-Alto Adige: ancora una volta si viola il principio della irretroattivit\u00e0 della norma.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Bordon ha presentato il seguente emendamento aggiuntivo all\u2019articolo 10:<\/p><p>\u00ab<em>Aggiungere il comma seguente:<\/em><\/p><p>\u00abLe acque ad uso potabile ed irriguo non saranno soggette ad alcuna imposizione di canone\u00bb.<\/p><p>Ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>BORDON. Propongo di aggiungere un comma, nel quale sia detto che le acque ad uso potabile ed irriguo, passate al demanio regionale, non saranno soggette ad alcuna imposizione di canone. \u00c8 opportuno aggiungere questo inciso, perch\u00e9, passando al demanio regionale le acque dei Comuni, in sostanza siano salvaguardati i diritti dei Comuni, e ci\u00f2 in conformit\u00e0 al decreto 7 settembre 1945, n. 546.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Perassi ha facolt\u00e0 di esprimere il parere della Commissione.<\/p><p>PERASSI, <em>Presidente della Sottocommissione per gli Statuti regionali.<\/em> Questo emendamento, anzitutto per quanto concerne la collocazione, non dovrebbe apparire nell\u2019articolo 10, ma, se mai, essere collocato nell\u2019articolo precedente, vale a dire il 9. In realt\u00e0, per ragioni di materia, dovrebbe essere inserito nell\u2019articolo 9, perch\u00e9 qui, come del resto l\u2019onorevole Bordon ha gi\u00e0 detto, si tratta di limitare una facolt\u00e0 della Regione per quanto concerne l\u2019uso di quelle acque destinate ad irrigazioni o potabili, che sono assegnate alla Regione come demanio. Nell\u2019articolo 9 si pone un limite alla facolt\u00e0 della Regione per quanto riguarda le subconcessioni, nel senso che la Regione non pu\u00f2 stabilire canoni eccedenti una certa misura. Con l\u2019emendamento proposto dall\u2019onorevole Bordon si aggiungerebbe che la Regione non pu\u00f2 stabilire nessun tributo per quanto concerne l\u2019uso di quelle acque gi\u00e0 attualmente destinate ad uso potabile ed irriguo. E ci\u00f2, per l\u2019interesse dei Comuni e dei consorzi. In questo senso la disposizione dovrebbe passare all\u2019articolo 9 e subire qualche lieve ritocco di forma, per meglio marcare il carattere della disposizione.<\/p><p>EINAUDI, <em>Vicepresidente del Consiglio dei Ministri, Ministro del bilancio.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>EINAUDI, <em>Vicepresidente del Consiglio dei Ministri, Ministro del bilancio.<\/em> Vorrei fare una precisazione in merito all\u2019emendamento Bordon, dove si dice che \u00able acque ad uso potabile ed irriguo non saranno soggette ad alcuna imposizione di canone\u00bb. Non faccio obiezioni sulla sostanza, quando sia ben chiaro che si tratta di canoni che dovrebbero esser imposti dalla Regione. Ma questa formula potrebbe anche significare i canoni che debbono essere pagati dagli utenti di acque ad uso potabile ed irriguo che esercitano questa industria, enti pubblici o consorzi. Gli enti pubblici ed i consorzi che sono proprietari delle acque ad uso di irrigazione o ad uso potabile, hanno ben ragione di farsi pagare dagli utenti un canone per l\u2019uso delle acque stesse. Non vorr\u00e0 questo emendamento rendere impossibile ai consorzi ed ai Comuni l\u2019esercizio di questi utili servizi pubblici? Chiedo una spiegazione a questo riguardo.<\/p><p>BORDON. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>BORDON. Il testo \u00e8 identico a quello che c\u2019era nel decreto del 1945, dove era detto che \u00able concessioni per uso potabile ed irriguo gi\u00e0 esistenti non saranno soggette ad alcuna imposizione di canone\u00bb. Oggi che le acque passano di propriet\u00e0 al demanio regionale, sarebbe la Regione che potrebbe imporre questi canoni e ci\u00f2 lederebbe i diritti dei Comuni.<\/p><p>LUSSU, <em>Relatore.<\/em> Si pu\u00f2 aggiungere: \u00abda parte della Regione\u00bb.<\/p><p>EINAUDI, <em>Vicepresidente del Consiglio dei Ministri, Ministro del bilancio.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>EINAUDI, <em>Vicepresidente del Consiglio dei Ministri, Ministro del bilancio.<\/em> Potrebbe anche darsi che un canale per uso potabile o di irrigazione fosse esercitato da un\u2019impresa pubblica in concessione dello Stato. Ora, lo Stato ha ben il diritto di ottenere il rimborso delle spese. Questo si chiama canone. Io non faccio obiezioni sulla sostanza dell\u2019emendamento Bordon, ma chiedo solo che il suo pensiero sia chiaramente espresso.<\/p><p>BORDON. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>BORDON. Credo di aver ben chiarito il mio pensiero. In sostanza, da noi non ci sono questi canali esercitati nel modo accennato dall\u2019onorevole Einaudi. Anche per la legge 1945 il contributo non si pagava, perch\u00e9 in essa era detto che \u00able concessioni per uso potabile ed irriguo gi\u00e0 esistenti non saranno soggette ad alcuna imposizione di canone\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Pongo in votazione l\u2019articolo 10.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Tenendo presente il suggerimento dell\u2019onorevole Lussu, di aggiungere cio\u00e8 le parole \u00abda parte della Regione\u00bb, pongo in votazione l\u2019emendamento dell\u2019onorevole Bordon, salvo poi ad inserirlo, secondo la proposta Perassi, all\u2019articolo 9, con la riserva di rivederne la forma.<\/p><p>(<em>\u00c8<\/em> <em>approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo all\u2019articolo 11. Se ne dia lettura.<\/p><p>AMADEI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abLe miniere esistenti nella Regione sono date in concessione gratuita alla Regione per novantanove anni. La concessione potr\u00e0 essere rinnovata.<\/p><p>\u00abNon \u00e8 ammessa la cessione della concessione predetta.<\/p><p>\u00abDalla concessione sono escluse le miniere che alla data del 7 settembre 1945 abbiano gi\u00e0 formato oggetto di concessione, salvo che alla concessione non sia seguito lo sfruttamento nei termini previsti dalla legge, nel qual caso la concessione s\u2019intende decaduta e assegnata alla Regione.<\/p><p>\u00abLe modalit\u00e0 e le norme tecniche delle subconcessioni delle miniere da parte della Regione sono stabilite con legge regionale in armonia con le norme vigenti per le concessioni fatte dallo Stato\u00bb.<\/p><p>DOMINED\u00d2. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>DOMINED\u00d2. Mi permetto di chiedere per quale criterio, mentre nell\u2019ultimo comma dell\u2019articolo 11 le modalit\u00e0 e le norme tecniche delle subconcessioni di miniere sono stabilite con legge regionale, nell\u2019articolo 8 invece, in tema di concessioni di acque, lo stesso problema delle modalit\u00e0 e norme tecniche appare, in via di principio, definito con legge dello Stato. Domando, se non creda la Commissione di adottare anche all\u2019ultimo comma dell\u2019articolo 11 in tema di miniere lo stesso criterio, usando la stessa formula dell\u2019articolo 8 in tema di acque. E ci\u00f2 sempre con la riserva, gi\u00e0 fatta dall\u2019onorevole Einaudi, per cui la legge dello Stato pu\u00f2 a sua volta subire da parte della Regione gli adattamenti che sono contemplati all\u2019articolo 3 del disegno di legge.<\/p><p>LUSSU, <em>Relatore.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LUSSU, <em>Relatore.<\/em> In realt\u00e0 non c\u2019\u00e8 alcuna differenza, perch\u00e9 anche in quest\u2019ultimo comma dell\u2019articolo 11, pur riferendoci a leggi regionali, si dice appunto: \u00abin armonia con le norme vigenti per le concessioni fatte allo Stato\u00bb.<\/p><p>Cosicch\u00e9 nessuna preoccupazione dovrebbe sorgere, ed io dico che non vale la pena di perdere tempo per sostituire con altre formulazioni una che \u00e8 sufficientemente chiara e garantisce ogni attivit\u00e0 regionale, cos\u00ec come garantisce lo Stato da ogni attivit\u00e0 regionale che possa contrastare con le norme fondamentali del regime minerario.<\/p><p>BERTONE. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>BERTONE. Volevo chiedere alla Commissione se non ritenga pi\u00f9 opportuno di modificare lievemente il terzo comma dell\u2019articolo 11, dove si dice: \u00absalvo che alla concessione non sia seguito lo sfruttamento nei termini previsti dalla legge, nel quale caso la concessione si intende decaduta e assegnata alla Regione\u00bb.<\/p><p>Io riterrei che sarebbe preferibile dire: \u00abnel qual caso la Regione potr\u00e0 promuovere, a proprio benef\u00eccio, la decadenza della concessione\u00bb. Dico questo perch\u00e9 la dizione: \u00abs\u2019intende decaduta\u00bb, non \u00e8 legale. La decadenza deve sempre essere pronunciata.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Lussu ha facolt\u00e0 di esprimere il pensiero della Commissione.<\/p><p>LUSSU, <em>Relatore.<\/em> La Commissione accetta.<\/p><p>DOMINED\u00d2. Signor Presidente, io vorrei insistere, in quanto \u00e8 evidente che la Regione opera in armonia con le leggi generali.<\/p><p>Propongo, pertanto, che all\u2019ultimo comma dell\u2019articolo 11, si adotti la stessa dizione dell\u2019ultimo comma dell\u2019articolo 8; e ci\u00f2 per evitare disarmonie.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Lussu ha facolt\u00e0 di esprimere il parere della Commissione.<\/p><p>LUSSU, <em>Relatore.<\/em> Pregherei l\u2019onorevole Domined\u00f2 di non insistere, appunto perch\u00e9 questo comma, oltre che garantire la legislazione dello Stato, rientra nell\u2019articolo 3 (che noi abbiamo gi\u00e0 approvato) e precisamente alla lettera <em>e<\/em>); e cio\u00e8 dove si parla della \u00abdisciplina della utilizzazione delle miniere\u00bb. Quindi siamo in perfetta armonia costituzionale, mi pare.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Domined\u00f2 chiede che si provveda in relazione a questo articolo, cos\u00ec come l\u2019onorevole Einaudi chiedeva si provvedesse in relazione all\u2019articolo 8.<\/p><p>Pongo intanto in votazione i primi due commi dell\u2019articolo 11.<\/p><p>(<em>Sono<\/em> <em>approvati<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Pongo in votazione il terzo comma con la modificazione proposta dall\u2019onorevole Bertone ed accettata dalla Commissione:<\/p><p>\u00abDalla concessione sono escluse le miniere che alla data del 7 settembre 1945 abbiano gi\u00e0 formato oggetto di concessione, salvo che alla concessione non sia seguito lo sfruttamento nei termini previsti dalla legge, nel qual caso la Regione potr\u00e0 promuovere a proprio beneficio la decadenza della concessione\u00bb.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>All\u2019ultimo comma, l\u2019onorevole Domined\u00f2 propone di inserire la formulazione contenuta nell\u2019ultimo comma dell\u2019articolo 8.<\/p><p>Pongo in votazione la seguente formulazione, in sostituzione dell\u2019ultimo comma dell\u2019articolo 11:<\/p><p>\u00abLe subconcessioni saranno istruite secondo la procedura e le norme tecniche per le concessioni fatte dallo Stato\u00bb.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvata<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo all\u2019articolo 12. Se ne dia lettura.<\/p><p>AMADEI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abCon provvedimento legislativo, sentito il Consiglio della Valle, valutate le spese necessarie per la gestione dei servizi pubblici assunti dalla Regione, sar\u00e0 effettuato il riparto delle entrate erariali tra lo Stato e la Valle.<\/p><p>\u00abSe le pubbliche entrate non sono sufficienti a coprire le spese indispensabili, lo Stato, esaminato il bilancio della Valle, pu\u00f2 accordarle un contributo straordinario; pu\u00f2 altres\u00ec autorizzarla ad istituire imposte speciali, osservando i princip\u00ee dell\u2019ordinamento tributario vigente. Prima che venga accordato il contributo straordinario, il Ministero del tesoro pu\u00f2 disporre indagini presso le amministrazioni, i servizi e gli uffici della Valle, a norma dell\u2019articolo 3 della legge 26 luglio 1939, n. 1037\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Einaudi ha presentato il seguente emendamento sostitutivo:<\/p><p>\u00abSe il gettito delle entrate proprie della Valle non \u00e8 sufficiente a coprire le spese necessarie ad adempiere le sue funzioni normali, sar\u00e0 dallo Stato, con provvedimento legislativo, sentito il Consiglio della Valle, attribuita alla stessa una quota dei tributi erariali.<\/p><p>\u00abLa Valle pu\u00f2 essere autorizzata ad istituire proprie imposte e sovrimposte osservando i princip\u00ee dell\u2019ordinamento tributario vigente.<\/p><p>\u00abPer provvedere a scopi determinati, che non rientrino nelle funzioni normali della Valle, lo Stato assegna alla stessa, per legge, contributi speciali\u00bb.<\/p><p>Ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>EINAUDI, <em>Vicepresidente del Consiglio dei Ministri, Ministro del bilancio.<\/em> Ho presentato due emendamenti agli articoli 12 e 13, i quali sono strettamente collegati l\u2019uno all\u2019altro.<\/p><p>Parler\u00f2 adesso dell\u2019emendamento nel nuovo testo che ho redatto, allo scopo di tener conto di alcune osservazioni che mi erano state fatte dagli amici della Commissione.<\/p><p>Questo mio emendamento non ha lo scopo di togliere nulla, nella sostanza, di quello che era contenuto gi\u00e0 nell\u2019articolo 12 originario della Commissione; ma ha lo scopo di formulare meglio questo articolo 12, di guisa che esso corrisponda al principio dell\u2019autonomia della Valle.<\/p><p>Il vizio dell\u2019articolo 12, a parer mio, era quello che esso negava in pieno, quell\u2019autonomia della Valle che oggi qui noi siamo chiamati a statuire, in quanto quell\u2019articolo 12 sanciva il principio che la Valle, sia pure solo in questo periodo transitorio, risultasse completamente dipendente dallo Stato. Io non credo che alcuno dei miei amici della Commissione abbia mai avuto intenzione, nei momenti in cui si legiferava su questa materia, con i decreti del 1945, di considerare gli articoli finanziari come un qualche cosa di definitivo, come un qualche cosa di realmente ed esattamente corrispondente ai desideri della Valle.<\/p><p>I desideri della Valle non si compendiano se non nella unica aspirazione di conseguire, anche in questa materia della finanza, quella autonomia che essa da cos\u00ec lungo volgere di tempo ha perseguito e persegue; ma \u00e8 pure evidente che in quel periodo non era facile poter stabilire una norma sicura informata al concetto medesimo della legge che noi oggi siamo chiamati a discutere ed ad approvare, che \u00e8 quello di concedere l\u2019autonomia alla Valle e non gi\u00e0 di convertire la Valle in un organo, in un ente che debba venire a piatire continuamente allo Stato, con una prassi che ha molti punti di contatto con quelle che sono state e sono le cos\u00ec dette integrazioni ai bilanci locali, uno dei fenomeni certamente pi\u00f9 funesti, pi\u00f9 dolorosi per quanto fossero dovuti alle circostanze particolari determinatesi con il dopo guerra.<\/p><p>Noi dobbiamo deprecare il perpetuarsi di questo sistema delle integrazioni per il quale gli amministratori dei comuni, invece di governare autonomamente le proprie finanze, vengono a chiedere di continuo contribuzioni allo Stato, facendo s\u00ec che si spenga a poco a poco in loro ogni senso di responsabilit\u00e0, come sempre avviene quando chi spende non \u00e8 chi paga, perch\u00e9 \u2013 nella specie \u2013 chi spende sono gli amministratori dei comuni, mentre chi paga \u00e8 lo Stato.<\/p><p>Se c\u2019\u00e8 un sistema, onorevoli colleghi, che provochi la corruzione, gli \u00e8 precisamente questo. Sotto la spinta di questa preoccupazione, in modo particolare, sono stati gi\u00e0 emanati provvedimenti ed altri ancora sono in corso di studio, sono in corso di elaborazione e saranno presto discussi; provvedimenti intesi tutti a porre un termine al malaugurato sistema delle integrazioni.<\/p><p>Orbene, io credo che sarebbe invero quanto mai dannoso che in un testo costituzionale si sancisse un principio cos\u00ec funesto, cos\u00ec esiziale, cos\u00ec corruttore, come quello delle integrazioni date dallo Stato ai bilanci locali.<\/p><p>\u00c8 questo, onorevoli colleghi, lo spirito del mio emendamento, con il quale nulla \u00e8 tolto nella sostanza all\u2019articolo 12, del quale \u00e8 mutata invece semplicemente la forma. Il primo comma dell\u2019emendamento reca: \u00abSe il gettito delle entrate proprie della Valle non \u00e8 sufficiente a coprire le spese necessarie ad adempiere le sue funzioni normali, sar\u00e0 dallo Stato, con provvedimento legislativo, sentito il Consiglio della Valle, attribuita alla stessa una quota dei tributi erariali\u00bb.<\/p><p>Si tratta dunque di una diversa forma che credo pi\u00f9 propria, pi\u00f9 indicata, ma che esprime lo stesso concetto contenuto nel corrispondente primo comma dell\u2019articolo 12 che io mi propongo di sostituire con questo emendamento, primo comma nel quale \u00e8 detto:<\/p><p>\u00abCon provvedimento legislativo, sentito il Consiglio della Valle, valutate le spese necessarie per la gestione dei servizi pubblici assunti dalla Regione, sar\u00e0 effettuato il riparto delle entrate erariali tra lo Stato e la Valle\u00bb.<\/p><p>Onorevoli colleghi, la differenza \u00e8 questa: che al posto della parola \u00abentrate\u00bb \u00e8 detto \u00abtributi\u00bb. Ma sono tutti tributi erariali quelli che sono soggetti ad una ripartizione fra lo Stato e la Valle. Altre entrate, che non siano derivanti da tributi e che non abbiano riferimento alla Valle, non credo ci siano; perch\u00e9, se ci sono entrate che derivano dal demanio, bisogna tener presente che il demanio di per s\u00e9 stesso \u00e8 gi\u00e0 passato alla Valle, e quindi non pu\u00f2 pi\u00f9 essere preso in considerazione.<\/p><p>Il secondo comma del mio emendamento dice:<\/p><p>\u00abLa Valle pu\u00f2 essere autorizzata ad istituire proprie imposte e sovrimposte osservando i princip\u00ee dell\u2019ordinamento tributario vigente\u00bb.<\/p><p>Il testo della Commissione stabilisce che \u00abla Valle pu\u00f2 essere altres\u00ec autorizzata ad istituire imposte speciali, osservando i princip\u00ee dell\u2019ordinamento tributario vigente\u00bb.<\/p><p>La sola differenza fra le due formulazioni \u00e8 questa: che, invece di dire che \u00e8 autorizzata ad istituire imposte \u00abspeciali\u00bb, dico che la Valle pu\u00f2 essere autorizzata ad istituire \u00abproprie imposte e sovrimposte\u00bb. La mutazione deriva da questo: che l\u2019espressione adoperata nell\u2019originario articolo 12 \u00e8 impropria. Secondo la terminologia tributaria, universalmente accettata, le parole \u00abimposte speciali\u00bb hanno un significato noto, chiaro. \u00c8 imposta speciale, per esempio, la tassa di fognatura, cio\u00e8 quella che serve ad uno scopo particolare. Era una imposta speciale la quota di concorso che era stabilita sui benefici maggiori a favore dei benefici minori. Insomma, imposte speciali sono soltanto quelle che hanno per scopo di sovvenire a certe spese particolari. Non credo che sia questo il desiderio della Valle. La Valle non desidera soltanto essere autorizzata ad istituire imposte speciali. Io consento, invece, col mio emendamento, che essa sia autorizzata a stabilire proprie imposte e proprie sovrimposte. Potrebbe avere il desiderio o il bisogno di sovrimporre ancora essa \u2013 cosa che non sarebbe indicata nell\u2019articolo della Commissione \u2013 vere e proprie sovrimposte all\u2019imposta sui terreni. Anche dopo il riparto, la Valle pu\u00f2 avere bisogno di stabilire sovrimposte sull\u2019imposta terreni, sull\u2019imposta fabbricati, sull\u2019imposta di ricchezza mobile.<\/p><p>Perch\u00e9 vogliamo negare questa facolt\u00e0 alla Valle? Quindi la mia forma non soltanto \u00e8 pi\u00f9 propria, ma \u00e8 anche pi\u00f9 estesa di quella che \u00e8 contemplata nell\u2019articolo 12 della Commissione.<\/p><p>Finalmente il mio ultimo comma \u00e8 stilato cos\u00ec:<\/p><p>\u00abPer provvedere a scopi determinati, che non rientrino nelle funzioni normali della Valle, lo Stato assegna alla stessa, per legge, contributi speciali\u00bb.<\/p><p>Qui non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 il sistema delle integrazioni; il sistema corruttore e funesto delle integrazioni, per cui gli enti locali vengono a Roma per piatire elemosine, e si convertono in mendicanti. Qui si stabilisce un diritto. L\u2019ente locale, la Valle, ritiene di dover compiere un\u2019opera che \u00e8 al di sopra delle sue forze, ritiene di dover costruire una strada che non serva soltanto ai bisogni locali, ma anche a scopi nazionali e internazionali? In virt\u00f9 di questo ultimo comma del mio emendamento, essa chiede un contributo; non un\u2019elemosina o un\u2019integrazione o un sussidio, no: un contributo, che lo Stato deve dare in riconoscimento del suo interesse a che quell\u2019opera sia compiuta. La Valle ritiene che un fiume, che la Dora debba essere sistemata in maniera da non arrecare qualche danno? Quest\u2019opera straordinaria riesce di vantaggio non solo alla Regione valdostana, ma anche alle Regioni sottostanti? Io consacro qui il diritto della Regione di far presenti queste circostanze e di ottenere un contributo speciale.<\/p><p>Questi sono i motivi .che mi paiono dettati nell\u2019interesse della Valle e nell\u2019interesse del Paese, allo scopo di raggiungere meglio fini che sono nell\u2019interesse dell\u2019uno e dell\u2019altra togliendo, per quanto possibile, quello sconcio delle integrazioni che \u00e8 una delle macchie del nostro sistema tributario.<\/p><p>PERASSI, <em>Presidente della Sottocommissione per gli Statuti regionali.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>PERASSI, <em>Presidente della Sottocommissione per gli Statuti regionali.<\/em> La Commissione aderisce pienamente alle critiche che l\u2019onorevole Einaudi ha fatto al testo che figura all\u2019articolo 12. La Commissione, anzi, tiene a dichiarare ancora una volta che non rivendica alcun diritto di propriet\u00e0 letteraria su questo testo. Essa non ha fatto che copiare letteralmente l\u2019articolo 14 del decreto legislativo 7 settembre 1945 emanato di concerto con i Ministri delle finanze e del tesoro del tempo.<\/p><p>La Commissione si \u00e8 sforzata di tradurre in norme giuridiche i concetti cos\u00ec sani che l\u2019onorevole Einaudi ha in questo momento esposto e che sono i soli che corrispondono ad una vera autonomia, tendono cio\u00e8 ad assicurare alla Regione una propria finanza, salvo concorsi dello Stato sia per opere straordinarie ed eventualmente anche per sopperire alle necessit\u00e0 normali. In linea di principio sarebbe stato desiderio della Commissione di poter determinare alcune entrate della Regione in maniera precisa.<\/p><p>Ma questo non si \u00e8 potuto fare e la Commissione con mio rincrescimento si \u00e8 dovuta limitare a copiare quel testo, perch\u00e9 vi \u00e8 stata qualche opposizione da parte degli interessati.<\/p><p>L\u2019onorevole Einaudi propone un altro testo il quale d\u00e0 quasi come presupposto l\u2019esistenza di altre norme perch\u00e9 comincia dicendo: \u00abSe il gettito delle entrate proprie della Valle non \u00e8 sufficiente a coprire le spese, ecc.\u00bb Ora quali sono queste entrate proprie della Valle?<\/p><p>EINAUDI, <em>Vicepresidente del Consiglio dei Ministri, Ministro del bilancio.<\/em> Le entrate che prima aveva la Provincia.<\/p><p>PERASSI, <em>Presidente della Sottocommissione per gli Statuti regionali.<\/em> Sono poca cosa, avuto riguardo alle funzioni che sono attribuite al nuovo ente.<\/p><p>EINAUDI, <em>Vicepresidente del Consiglio dei Ministri, Ministro del bilancio.<\/em> Non si pu\u00f2 stabilire come principio la constatazione, come dato di fatto, della mancanza di mezzi sufficienti, ed \u00e8 necessario dire \u00abse\u00bb.<\/p><p>PERASSI, <em>Presidente della Sottocommissione per gli Statuti regionali.<\/em> Poich\u00e9 quello che creiamo oggi \u00e8 un ente di diversa figura giuridica, bisognerebbe innanzitutto delineare una finanza propria della Val d\u2019Aosta. Avremmo dovuto fare un\u2019elencazione dei tributi erariali, parte del cui gettito viene attribuito alla Regione, seguendo la linea gi\u00e0 adottata per gli altri Statuti speciali.<\/p><p>\u00c8 possibile ancora fare questo sforzo? La Commissione se lo augura, in modo da poter arrivare ad una determinazione precisa delle entrate proprie della Regione.<\/p><p>Incidentalmente, qualche minuto fa si \u00e8 accennato ad una di queste entrate, cio\u00e8 al canone che lo Stato percepisce per le concessioni di acque pubbliche. Ma si potrebbe seguire la stessa linea e dire per esempio che una parte delle imposte erariali sui terreni e fabbricati \u00e8 devoluta alla Regione e cos\u00ec via, seguendo lo schema di quanto \u00e8 stato stabilito ieri per la Sardegna.<\/p><p>A prescindere da queste considerazioni preliminari, vorrei fare qualche osservazione nei riguardi del testo proposto dall\u2019onorevole Einaudi. In esso si dice: se il gettito delle entrate proprie della Valle non \u00e8 sufficiente \u00absar\u00e0 dallo Stato, con provvedimento legislativo, sentito il Consiglio della Valle, attribuita alla stessa una quota dei tributi erariali\u00bb.<\/p><p>Che cosa vuol dire provvedimento legislativo?<\/p><p>EINAUDI, <em>Vicepresidente del Consiglio dei Ministri, Ministro del bilancio.<\/em> L\u2019ho copiato dal suo testo!<\/p><p>PERASSI, <em>Presidente della Sottocommissione per gli Statuti regionali.<\/em> Ma il testo della Commissione, come ho gi\u00e0 detto, \u00e8 stato copiato da quello del decreto legislativo luogotenenziale del 7 settembre 1945.<\/p><p>Comunque, dobbiamo usare delle espressioni che corrispondono all\u2019ordinamento giuridico attuale.<\/p><p>\u00abProvvedimento legislativo\u00bb che cosa vuol dire? Bisogna precisare: o legge fatta dal Parlamento o atto legislativo fatto dal Governo.<\/p><p>In questo caso, credo che converrebbe dire: \u00abcon decreto legislativo\u00bb.<\/p><p>Nel secondo comma dell\u2019emendamento proposto dall\u2019onorevole Einaudi si dice: \u00abLa Valle pu\u00f2 essere autorizzata ad istituire proprie imposte e sovrimposte osservando i princip\u00ee dell\u2019ordinamento tributario vigente\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Einaudi, parlando in generale dell\u2019ordinamento tributario della Regione, aveva energicamente messo in evidenza la necessit\u00e0 che la Regione, anche per stimolare il senso d\u2019iniziativa e di responsabilit\u00e0 degli amministratori, abbia la possibilit\u00e0 di creare propri tributi.<\/p><p>Ora, che cosa vuol dire: \u00abLa Valle pu\u00f2 essere autorizzata\u00bb? Da chi e come? Per dare effetto pratico a questa formula occorrerebbe una legge. Credo che si potrebbe dire \u00abLa Valle pu\u00f2 istituire proprie imposte o tributi, osservando i princip\u00ee dell\u2019ordinamento tributario vigente\u00bb; concetto, questo, che \u00e8 affermato gi\u00e0 nella stessa Costituzione, nella quale si prevede che ogni Regione abbia tributi propri oltre che quote di tributi erariali.<\/p><p>Per il terzo comma, nessuna osservazione \u00c8 la formula che corrisponde a quanto \u00e8 gi\u00e0 disposto nell\u2019articolo 114 della Costituzione.<\/p><p>In conclusione siamo di fronte a formule che sono l\u2019una e l\u2019altra ugualmente insoddisfacenti. Se \u00e8 ancora possibile far di meglio, cerchiamo di farlo; altrimenti dobbiamo francamente dire che il problema non \u00e8 risolto, ma rinviato.<\/p><p>EINAUDI, <em>Vicepresidente del Consiglio dei Ministri, Ministro del bilancio.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>EINAUDI, <em>Vicepresidente del Consiglio dei Ministri, Ministro del bilancio.<\/em> Io ringrazio l\u2019onorevole relatore per le sue parole cortesi, ma devo far notare che le osservazioni che l\u2019onorevole Perassi ha fatto al mio emendamento sono soprattutto \u2013 mi pare \u2013 osservazioni fatte alle proposte della Commissione, perch\u00e9 appunto era dal testo della Commissione che ho copiato le parole \u00abcon provvedimento legislativo\u00bb.<\/p><p>Ad ogni modo, non ho nessuna difficolt\u00e0 a sostituire alle parole: \u00abcon provvedimento legislativo\u00bb (che sono parole poste nel testo all\u2019articolo) le parole: \u00abcon decreto legislativo\u00bb.<\/p><p>Poi, la Commissione dice che \u00ablo Stato pu\u00f2 autorizzare la Regione ad istituire imposte speciali ecc.\u00bb. Io avevo detto: \u00abLa Valle pu\u00f2 essere autorizzata ad istituire ecc.\u00bb. Ma se si crede meglio dire che \u00abla Valle pu\u00f2 essere autorizzata dallo Stato\u00bb o si preferisce: \u00ab.La Valle pu\u00f2 istituire\u00bb, io non ho nessuna difficolt\u00e0. Queste sono osservazioni di carattere formale.<\/p><p>Ma io devo insistere sul concetto che \u00e8 illogico trasferire in un provvedimento che si riferisce all\u2019autonomia della Valle d\u2019Aosta (\u00abStatuto speciale della Valle d\u2019Aosta\u00bb, disegno di legge costituzionale) una norma la quale si riferiva a tutt\u2019altra materia: all\u2019\u00abordinamento amministrativo dello Stato\u00bb, non all\u2019autonomia della Val d\u2019Aosta. Oggi noi vogliamo fare qualche cosa di diverso, vogliamo fare qualche cosa di pi\u00f9, e non limitarci soltanto a copiare il decreto del 1945 che concedeva soltanto una autonomia amministrativa. Qui si vuole dare una autonomia alle Regioni e non ci si vuole supinamente accontentare di una autonomia amministrativa. Poich\u00e9 le differenze di forma sono facilmente eliminabili, richiamo ancora l\u2019attenzione sulla necessit\u00e0 di guardare alla sostanza, e rispetto alla sostanza l\u2019Assemblea \u00e8 libera di scegliere fra le due formule che sono state presentate.<\/p><p>Accetto la proposta Perassi di sostituire alla parola \u00abprovvedimento\u00bb, la parola \u00abdecreto\u00bb, ed accetto anche di sostituire alle parole: \u00abLa Valle pu\u00f2 essere autorizzata\u00bb le parole: \u00abLa Valle pu\u00f2 istituire\u00bb.<\/p><p>BORDON. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>BORDON. Io sono perfettamente d\u2019accordo con l\u2019onorevole Einaudi che non si costruisce una finanza sull\u2019integrazione, ma noi non abbiamo presentato un progetto in tal senso. L\u2019articolo 12 va messo in relazione all\u2019articolo 53.<\/p><p>Nell\u2019articolo 53 delle norme transitorie noi diciamo, \u00abEntro due anni dall\u2019elezione del Consiglio della Valle sar\u00e0 stabilito, a modifica dell\u2019articolo 12, un ordinamento finanziario della Regione con legge dello Stato in accordo con la Giunta regionale\u00bb.<\/p><p>Che cosa vuol dire questo? Che ci rendiamo perfettamente conto che non si pu\u00f2 volere una finanza di integrazione ma che non \u00e8 possibile improvvisare in questa materia.<\/p><p>Quindi l\u2019articolo 12 ha un valore provvisorio. Esso si inspira proprio al pensiero che l\u2019onorevole Einaudi espresse qui quando si esamin\u00f2 lo Statuto sardo.<\/p><p>Io spero che l\u2019onorevole Einaudi vorr\u00e0 aderire all\u2019articolo preposto, col quale provvisoriamente si mantiene lo <em>statu quo<\/em>. Entro due anni la Valle presenter\u00e0 un ordinamento finanziario definitivo in base all\u2019articolo 53 dello statuto, avendo l\u2019articolo 12 una semplice portata provvisoria.<\/p><p>Faccio notare d\u2019altra parte, che anche in base all\u2019articolo 12, che riproduce la norma contenuta nel decreto 7 settembre 1945, non \u00e8 esatto parlare d\u2019una semplice finanza d\u2019integrazione, essendo in detta disposizione scritto: \u00ab&#8230;sar\u00e0 effettuato il riparto delle entrate erariali tra lo Stato e la Val d\u2019Aosta\u00bb. Da essa si rileva cio\u00e8 che lo Stato faceva un riparto colla Valle dei tributi incassati e che solo ove tale riparto non fosse stato sufficiente, tenuto conto dei servizi passati dallo Stato alla Regione, si provvedeva dallo Stato al versamento di un contributo integrativo.<\/p><p>Confido per questi motivi che l\u2019Assemblea voglia accogliere l\u2019articolo in esame.<\/p><p>UBERTI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>UBERTI. N\u00e9 la Commissione, n\u00e9 il Ministro Einaudi pongono le basi di una finanza regionale; sia l\u2019una che l\u2019altro rimandano ad un provvedimento legislativo.<\/p><p>L\u2019onorevole Einaudi propone (dal punto di vista formale potrei preferire la sua formula): \u00abSe il gettito delle entrate proprie della Valle non \u00e8 sufficiente&#8230;\u00bb. Lo sappiamo: sono 22 milioni le entrate della Provincia di fronte ad un bilancio di un miliardo e pi\u00f9 di lire; lo sappiamo che sono insufficienti; sarebbe meglio dire \u00aboltre\u00bb. In ogni caso, bisognerebbe sopprimere l\u2019inciso \u00abcon provvedimento legislativa\u00bb.<\/p><p>Nella Commissione non si \u00e8 riusciti a formulare un testo per le differenti opinioni. Alcuni volevano arrivare, come per l\u2019Alto Adige e la Sardegna, a costituire una finanza autonoma fissata, sia pure in via provvisoria, con revisione entro uno o tre anni, in base all\u2019esperienza.<\/p><p>In fondo, sia il testo della Commissione, il quale non fa che ripetere il testo del decreto legislativo del 1946, sia il testo proposto dall\u2019onorevole Einaudi prevedono un rinvio. Quindi in sostanza si tratterebbe di continuare nelle condizioni attuali.<\/p><p>Ora, io dico: se fosse possibile arrivare a formulare un testo, sia pure provvisorio \u2013 ma che fosse base concreta di questo riparto per modo che il riparto fra entrate dello Stato ed entrate della Regione fosse ancorato a qualcosa di oggettivo \u2013 sarebbe meglio e per l\u2019autonomia della Regione e per le finanze dello Stato.<\/p><p>Se si rinvia ad un provvedimento futuro, secondo la proposta della Commissione e quella del Ministro, la Valle continuer\u00e0 ad andare avanti, come fino ad oggi, con discussioni quotidiane fra Stato e Regione.<\/p><p>Se il Ministro del Tesoro insiste nella sua formula con quell\u2019emendamento, in parte accettato ed in parte concordabile, non avrei niente in contrario a votare a favore.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Lussu ha facolt\u00e0 di esprimere il parere della Commissione sull\u2019emendamento sostitutivo all\u2019articolo 12, proposto dall\u2019onorevole Einaudi.<\/p><p>LUSSU, <em>Relatore.<\/em> Credevo che, dopo i chiarimenti dati stamane su questi due articoli, che costituiscono l\u2019impostazione finanziaria della Valle d\u2019Aosta, lo stesso onorevole Einaudi, che \u00e8 uomo anche pratico, pur riconoscendo la insufficienza di questo schema, avrebbe aderito a quella, che io chiamavo, sospensiva costituzionale; perch\u00e9 fra pochi anni, secondo l\u2019articolo transitorio, il Parlamento, con una sua legge, d\u2019accordo con la Regione, pu\u00f2 sistemare definitivamente il problema. Invece si \u00e8 accesa questa discussione e possiamo constatare come, dopo un\u2019ora e pi\u00f9, siamo allo stesso punto di partenza. L\u2019onorevole Einaudi, come Ministro del bilancio e come uomo di scienza, \u00e8 sempre insensibile ad ogni appello di carattere, direi, sentimentale, anche se egli \u00e8 sempre estremamente sensibile a tutto. Ma credo che sar\u00e0 sensibile al freddo ragionamento che \u00e8 quello che io faccio.<\/p><p>Ci troviamo di fronte ad un testo della Commissione che \u00e8 insufficiente; noi stessi abbiamo spiegato le ragioni per cui lo abbiamo redatto; ma ci troviamo anche di fronte alla proposta Einaudi che, per lo stesso suo giudizio, \u00e8 insufficiente. Ci troviamo quindi di fronte a due ordinamenti ugualmente insufficienti ed ugualmente provvisori; con questa differenza: che l\u2019ordinamento provvisorio che noi abbiamo contemplato nello Statuto \u00e8 un <em>modus vivendi<\/em> pratico, su cui concordano il Ministero delle finanze e la rappresentanza della Valle. \u00c8 un <em>modus vivendi<\/em> cordiale che politicamente e psicologicamente ha la sua importanza. Perch\u00e9 dunque vorremmo, col rompere questo <em>modus vivendi<\/em> (che \u00e8 perfettamente sodisfacente in forma transitoria) tirar fuori un progetto che non sodisfa nessuno, l\u2019onorevole Einaudi per primo? Tanto vale quindi conservare provvisoriamente questo ordinamento proposto nello statuto. Accettiamolo cos\u00ec com\u2019\u00e8, in quanto da un punto di vista psicologico e politico \u00e8 certamente utile che lo si conservi. Se lo si modifica non credo si crei nulla che sia migliore, anche ove si accogliessero le modifiche di pura forma che il collega Perassi, Presidente della Commissione, ha avanzato ed il Ministro Einaudi ha accettato. Questo, in realt\u00e0, non risolve nulla.<\/p><p>Perci\u00f2 rivolgo preghiera all\u2019onorevole Einaudi, che conosce anche la psicologia finanziaria. Non \u00e8 possibile oggi impostare un Ordinamento finanziario, che sia accettabile con soddisfazione e ci tranquillizzi, che rinunciando a questi emendamenti i quali, secondo me, possono complicare la situazione.<\/p><p>EINAUDI, <em>Vicepresidente del Consiglio dei Ministri, Ministro del bilancio.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>EINAUDI, <em>Vicepresidente del Consiglio dei Ministri, Ministro del Bilancio.<\/em> Volevo soltanto osservare che in sostanza tra le due formulazioni, senza peccare di vanit\u00e0, la mia \u00e8 la pi\u00f9 propria e si esprime in termini che sono anche pi\u00f9 larghi per la Valle di quel che non sia l\u2019articolo della Commissione. L\u2019onorevole Bordon ha fatto considerazioni che possono essere giudicate extravaganti e che non si riferiscono alla materia dell\u2019articolo 12, in quanto \u00e8 evidente che l\u2019articolo 12, anche com\u2019\u00e8 da me formulato, dev\u2019essere considerato in connessione con l\u2019articolo 53.<\/p><p>Ha detto bene l\u2019onorevole Perassi, che qui non si tratta di ordinamenti definitivi, a differenza degli statuti di altre Regioni, per cui si sono indicati i tributi che passano alle Regioni e le percentuali dei tributi erariali che sono assegnati alla Regione, per cui infine si \u00e8 detto: per alcune altre imposte erariali si dar\u00e0 (ma questa non \u00e8 una integrazione) una quota variabile. Qui, invece di dire i cinque decimi o i sei decimi, si \u00e8 detto: una parte, allo scopo di poter tener conto dei bisogni della Valle, andando anche molto al di l\u00e0 di quanto si sia andati per le altre Regioni.<\/p><p>Data la piccolezza del territorio, pu\u00f2 benissimo darsi che, visti i bisogni della Valle, lo Stato debba assegnare alla Valle anche i 9\/10 di tutte le sue entrate erariali, dando anche di pi\u00f9 di quello che ha dato alle altre Regioni. La differenza fra il sistema della Valle e quello delle altre Regioni consiste nel fatto che nelle altre Regioni ci sono percentuali rigide, e sono per alcune imposte espressamente indicate, mentre qui tutto \u00e8 variabile appunto per tener conto della impossibilit\u00e0 di poter calcolare oggi quali sono le spese della Valle.<\/p><p>Quindi, il sistema del mio articolo, per essere espresso in un linguaggio tecnicamente pi\u00f9 proprio, mi sembra che sia preferibile a quello della Commissione, il quale certamente lascia molto a desiderare.<\/p><p>L\u2019unica differenza sostanziale \u00e8 quella dell\u2019integrazione, che qui viene concepita come data ogni volta che ci siano delle spese da farsi per degli scopi i quali oltre che avere un carattere regionale hanno anche un interesse nazionale. Questo \u00e8 lo scopo dell\u2019ultimo comma.<\/p><p>Le altre osservazioni che ha fatto l\u2019onorevole Bordon non sono pertinenti all\u2019articolo 12. Io vorrei, soltanto per extravagare anche io un momento, confessarvi che, se fossi nei panni del Ministro delle finanze, non solo darei una quota del reddito di quelle certe imprese industriali a cui si riferisce l\u2019onorevole Bordon, ma sarei favorevole a dare tutto, reddito e capitale, senza nessun pagamento da parte della Valle, tanto poco la Valle credo abbia da sperare da questi redditi che nascono di l\u00ec e vanno fuori. Ci sono soltanto delle passivit\u00e0, non ci sono redditi. Se la Valle lo vuole, credo che il Ministro delle finanze sar\u00e0 ben disposto a dare pi\u00f9 di quello che l\u2019onorevole Bordon ha desiderato.BORDON. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>BORDON. Se l\u2019onorevole Einaudi insiste, allora io faccio la proposta che la finanza della nostra Regione sia regolata secondo la proposta che presento all\u2019onorevole Presidente.<\/p><p>PRESIDENTE L\u2019onorevole Bordon propone il seguente emendamento:<\/p><p>\u00abLa Val d\u2019Aosta ha una finanza autonoma.<\/p><p>\u00abLe sue entrate sono costituite:<\/p><ol><li><em>a<\/em>) dai nove decimi del gettito delle imposte erariali sui terreni, sui fabbricati e sui redditi agrari;<\/li><li><em>b<\/em>) dai nove decimi del gettito dell\u2019imposta di ricchezza mobile e complementare erariali sui redditi per attivit\u00e0 esplicate nella Regione, anche se riscosse fuori di essa;<\/li><li><em>c<\/em>) dal gettito fiscale del lotto e lotterie;<\/li><li><em>d<\/em>) dal gettito dell\u2019imposta governativa sul consumo dell\u2019energia elettrica;<\/li><li><em>e<\/em>) dall\u2019importo dell\u2019intero canone su tutte le concessioni di acque pubbliche e delle miniere;<\/li><li><em>f<\/em>) dal provento dei monopoli e dei valori bollati;<\/li><li><em>g<\/em>) dai proventi delle imposte e tasse di bollo, registro, ipotecarie e sulle successioni;<\/li><li><em>h<\/em>) da una quota non inferiore ad una percentuale della imposta generale sull\u2019entrata riscossa nella Regione e fuori della Regione, inerente ad attivit\u00e0 esplicate nella Regione. Per le societ\u00e0 e stabilimenti aventi sede legale e fiscale fuori della Regione la quota va riferita all\u2019imposta concernente il primo trasferimento dei prodotti e merci al compratore;<\/li><li><em>i<\/em>) dai nove decimi dell\u2019imposta di fabbricazione sui filati;<\/li><li><em>l<\/em>) dal provento dei tributi locali stabiliti con legge regionale;<\/li><li><em>m<\/em>) dal reddito del patrimonio della Regione;<\/li><li><em>n<\/em>) dai tributi spettanti per legge alla provincia e agli enti ed uffici pubblici, i cui servizi sono devoluti alla Regione;<\/li><li><em>o<\/em>) dai contributi speciali che lo Stato assegna alla Regione per il finanziamento di lavori straordinari\u00bb.<\/li><\/ol><p>LUSSU, <em>Relatore.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LUSSU, <em>Relatore.<\/em> Evidentemente la proposta del collega Bordon, per essere messa ai voti, avrebbe bisogno di un rinvio per essere esaminata.<\/p><p>Io chiedo che l\u2019onorevole Ministro del bilancio ci dica se, con un rinvio, il problema possa essere chiarito in modo sodisfacente. \u00c8 altrimenti del tutto inutile chiedere il rinvio, cio\u00e8 anche votare l\u2019ordine del giorno. Se dunque la risposta sar\u00e0 negativa, pregher\u00f2 l\u2019onorevole Bordon di ritirare il suo emendamento.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Lussu, un rinvio non \u00e8 possibile; rinvio a quando?<\/p><p>LUSSU, <em>Relatore.<\/em> Desideravo chiedere all\u2019onorevole Ministro se, a suo parere, un rinvio di mezz\u2019ora potrebbe servire a qualche cosa.<\/p><p>PRESIDENTE. Ma, onorevole Lussu, mi perdoni: \u00e8 tal materia questa che, o si discute a lungo, o altrimenti ci si rimette alla fiducia di colui che propone: null\u2019altro.<\/p><p>UBERTI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>UBERTI. Onorevole Presidente, desideravo semplicemente pregare l\u2019onorevole Bordon di ritirare il suo emendamento perch\u00e9, ove l\u2019Assemblea dovesse approvarlo, si determinerebbe una situazione gravemente pregiudizievole, per le discussioni tra Governo e Commissione.<\/p><p>Dato quindi che il Ministro del bilancio non pu\u00f2 accettare dei provvedimenti che non ha avuto campo di esaminare, \u00e8 molto meglio, nell\u2019interesse della Valle d\u2019Aosta, che questo emendamento sia ritirato.<\/p><p>CHATRIAN. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CHATRIAN. Chiedo che sia mantenuto, nei limiti e con le modalit\u00e0 previste dall\u2019articolo 53, l\u2019attuale ordinamento tributario contemplato dagli articoli 12 e 13. E ci\u00f2 perch\u00e9 penso che sarebbe il minor male sul piano finanziario, sul piano politico, sul piano psicologico, nei confronti della Valle d\u2019Aosta.<\/p><p>BORDON. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>BORDON. Mi associo a quanto ha detto l\u2019onorevole Chatrian e ritiro il mio emendamento. (<em>Approvazioni<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PERASSI, <em>Presidente della Sottocommissione per gli Statuti regionali.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>PERASSI, <em>Presidente della Sottocommissione per gli Statuti regionali.<\/em> Io personalmente ritengo \u2013 e credo anche di interpretare il pensiero di altri membri della Commissione \u2013 che sia opportuno aderire alla formulazione proposta dall\u2019onorevole Einaudi, con le modificazioni suggerite dal collega onorevole Uberti e accettate dallo stesso onorevole Ministro Einaudi.<\/p><p>Resterebbe poi da risolvere la questione della devoluzione alla Regione di parte del canone ora riscosso dallo Stato per le concessioni di acque pubbliche. A tale riguardo converr\u00e0 aggiungere una disposizione specifica.<\/p><p>PRESIDENTE. Sta bene.<\/p><p>Pongo in votazione il testo Einaudi cos\u00ec definitivamente redatto:<\/p><p>\u00abOltre il gettito delle entrate, proprie della Valle, sar\u00e0 dallo Stato, sentito il Consiglio della Valle, attribuita alla stessa una quota dei tributi erariali.<\/p><p>\u00abLa Valle pu\u00f2 istituire proprie imposte e sovrimposte osservando i princip\u00ee dell\u2019ordinamento tributario vigente.<\/p><p>\u00abPer provvedere a scopi determinati, che non rientrino nelle funzioni normali della Valle, lo Stato assegna alla stessa, per legge, contributi speciali\u00bb.<\/p><p>(<em>Dopo prova e controprova, \u00e8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo all\u2019emendamento aggiuntivo Bordon gi\u00e0 presentato in sede di articolo 9:<\/p><p>\u00abLo Stato ceder\u00e0 a favore della Valle i nove decimi dei canoni annuali percepiti a norma di legge\u00bb.<\/p><p>Lo pongo in votazione, salvo collocazione.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo all\u2019articolo 13. Se ne dia lettura.<\/p><p>AMADEI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abL\u2019accertamento, ai fini delle imposte dirette erariali, viene effettuato da organi collegiali elettivi a norma delle vigenti disposizioni.<\/p><p>\u00abPer le imprese industriali e commerciali che hanno la sede centrale fuori del territorio della Valle, ma che in esso hanno stabilimenti od impianti, nell\u2019accertamento dei redditi viene determinata la quota del reddito da attribuire agli stabilimenti ed impianti medesimi. L\u2019imposta relativa a detta quota \u00e8 riscossa dagli organi di riscossione della Regione\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Domined\u00f2, assieme ad altri colleghi, ha proposto di sopprimere il secondo comma.<\/p><p>Ha facolt\u00e0 di svolgere l\u2019emendamento.<\/p><p>DOMINED\u00d2. Signor Presidente, baster\u00e0 ricordare le ragioni esposte in questa Assemblea per l\u2019analogo articolo 15 dello Statuto sardo, di cui proponemmo e ottenemmo la soppressione, considerando l\u2019incongruenza che ad uno stabilimento od impianto, il quale non costituisce se non un oggetto o una parte dei beni nel complesso dell\u2019azienda, venga conferita la titolarit\u00e0 del reddito, che spetta al soggetto e non all\u2019oggetto dei beni.<\/p><p>D\u2019altra parte, la legge provvede in altri modi, perch\u00e9 sappiamo quando sia possibile che il reddito venga percepito, anzich\u00e9 nella sede legale della societ\u00e0, nella sede dove sono gli impianti o gli stabilimenti.<\/p><p>E sotto questo aspetto la norma dovrebbe ritenersi frustranea, perch\u00e9 superata dalla norma di legge, mentre, se restasse, sarebbe un\u2019incongruenza logica.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Ministro del bilancio ha presentato il seguente emendamento sostitutivo dell\u2019articolo 13:<\/p><p>\u00abAi fini dell\u2019accertamento delle imposte dirette erariali, gli uffici finanziari dello Stato nella Regione comunicano alla Giunta regionale la lista dei contribuenti che, domiciliati nella Valle, possiedono redditi tassabili al loro nome mediante ruolo.<\/p><p>\u00abLa Giunta esamina la lista, la completa e la rettifica, aggiungendovi coloro che furono omessi e che vi dovevano essere compresi e cancellandone coloro che per qualsiasi causa vi furono indebitamente iscritti o che per motivi sopravvenuti ne debbono essere esclusi.<\/p><p>\u00abDelle variazioni introdotte la Giunta deve indicare la ragione.<\/p><p>\u00abLa Giunta indica, altres\u00ec, gli altri dati necessari per il nuovo o migliore accertamento dei tributi nei confronti degli iscritti nella lista.<\/p><p>\u00abGli uffici finanziari dello Stato nella Regione sono tenuti a riferire alla Giunta i provvedimenti adottati in base alle indicazioni dalla stessa ricevute\u00bb.<\/p><p>Ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>EINAUDI, <em>Vicepresidente del Consiglio dei Ministri, Ministro del bilancio.<\/em> Ho presentato una formulazione sostitutiva anche per l\u2019articolo 13; in questa formulazione cade il secondo comma dell\u2019articolo medesimo, ed io quindi non ho che da riferirmi alle argomentazioni che sono gi\u00e0 state esposte dall\u2019onorevole Domined\u00f2, per dimostrare la necessit\u00e0 della soppressione di questo secondo comma.<\/p><p>D\u2019altro canto, siccome nell\u2019articolo 12, test\u00e9 votato, \u00e8 detto che con un decreto legislativo si provveder\u00e0 al riparto di tutti i tributi erariali della Regione, in quella sede sar\u00e0 possibile ancora meglio perfezionare la soluzione di questo problema, che non pu\u00f2 essere improvvisata, cos\u00ec come \u00e8 indicato in questo secondo comma.<\/p><p>Il punto importante a cui mi riferisco nel mio emendamento sostitutivo \u00e8 quello del primo comma.<\/p><p>Il primo comma, cos\u00ec come \u00e8 formulato nell\u2019articolo della Commissione \u2013 credo tolto di peso dal decreto del 1945, che aveva delle caratteristiche non di autonomia vera e propria, ma di autonomia puramente amministrativa \u2013 dice:<\/p><p>\u00abL\u2019accertamento, ai fini delle imposte dirette erariali, viene effettuato da organi collegiali elettivi a norma delle vigenti disposizioni\u00bb.<\/p><p>Io non vedo in che modo in un testo costituzionale possa essere inserita una disposizione di questo genere, cos\u00ec vaga. Quali sono gli organi collegiali elettivi? Quali sono le disposizioni in base alle quali si dovrebbe fare l\u2019accertamento? Questo accertamento a quali imposte si riferisce? Alle imposte sui terreni, che sono regolate da una legge catastale? All\u2019imposta di ricchezza mobile, che \u00e8 regolata da sistemi tutt\u2019affatto diversi? All\u2019imposta di successione, all\u2019imposta di registro, di bollo, per le quali non esistono degli organi collegiali elettivi? \u00c8 una norma questa che non ha un significato preciso. Io propongo di sostituirla con una formulazione che \u00e8 di gran lunga pi\u00f9 rassicurante per la Valle e d\u00e0 molto maggiori facolt\u00e0 alla Valle medesima. L\u2019emendamento sostitutivo dice:<\/p><p>\u00abAi fini dell\u2019accertamento delle imposte dirette erariali, gli uffici finanziari dello Stato nella Regione comunicano alla Giunta regionale\u00bb (cio\u00e8 al vero organo elettivo che regola il governo della Regione) \u00abla lista dei contribuenti che, domiciliati nella Valle, possiedono redditi tassabili al loro nome, mediante ruolo.<\/p><p>\u00abLa Giunta esamina la lista, la completa e la rettifica, aggiungendovi coloro che furono omessi e che vi dovevano essere compresi e cancellandone coloro che, per qualsiasi causa, vi furono indebitamente iscritti o che per motivi sopravvenuti ne debbono essere esclusi\u00bb.<\/p><p>Io do quindi modo alla Giunta d\u2019intervenire nella compilazione della lista dei contribuenti, di controllarla, di diminuire o di accrescere le iscrizioni, a proprio giudizio, e a seconda della conoscenza che essa ha della situazione locale.<\/p><p>Naturalmente \u00abdelle variazioni introdotte la Giunta deve indicare la ragione\u00bb. Questa \u00e8 una guarentigia per i contribuenti.<\/p><p>\u00abLa Giunta indica altres\u00ec gli altri dati necessari per il nuovo o migliore accertamento dei tributi nei confronti degli iscritti nella lista\u00bb.<\/p><p>Quindi la Giunta non solo ha l\u2019autorit\u00e0 di segnalare agli uffici finanziari le eventuali dimenticanze, ma comunica anche i dati con cui gli uffici finanziari potranno meglio conoscere il patrimonio e i redditi dei contribuenti, segnalando per esempio gli accertamenti che siano stati inferiori alla realt\u00e0 in modo da ottenere una pi\u00f9 giusta tassazione, della quale possa beneficiare non soltanto lo Stato ma la Regione stessa.<\/p><p>\u00c8 da osservare finalmente che gli uffici finanziari non possono prendere alla leggera le indicazioni della Giunta; infatti \u00abgli uffici finanziari dello Stato nella Regione sono tenuti a riferire alla Giunta i provvedimenti adottati in base alle indicazioni dalla stessa ricevute\u00bb.<\/p><p>Gli uffici finanziari hanno cos\u00ec l\u2019obbligo di utilizzare le indicazioni che verranno fatte dalla Giunta. Si stabilisce in tal modo una proficua collaborazione fra la Regione che vuole nuove iscrizioni a ruolo e lo Stato che viene aiutato a conoscere i nuovi contribuenti o coloro che devono essere iscritti.<\/p><p>Chiedo perci\u00f2 che sia accolto il mio emendamento e messo in votazione in sostituzione dell\u2019articolo 13 che \u00e8 troppo vago e che non d\u00e0 garanzie sufficienti n\u00e9 alla Regione n\u00e9 allo Stato, mentre col mio articolo sostitutivo si d\u00e0 luogo ad una forma di collaborazione tra la Regione e lo Stato, che sar\u00e0 fonte di ottimi risultati finanziari per l\u2019una e per l\u2019altro.<\/p><p>LUSSU, <em>Relatore.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LUSSU, <em>Relatore.<\/em> Siccome ho votato prima contro, lascio la Commissione arbitra di decidere come creda.<\/p><p>Ritengo che in pratica quello che si fa non sia un bene ma un male, perci\u00f2 ho votato prima contro la proposta dell\u2019onorevole Einaudi e anche adesso voto contro. Voto cio\u00e8 per il mantenimento del testo integrale, il quale, almeno, tiene in piedi delle disposizioni gi\u00e0 applicate.<\/p><p>BORDON. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>BORDON. Pochissime parole per ricordare che la disposizione dell\u2019articolo 13, attualmente in votazione \u00e8 un punto ormai acquisto. Esso trae origine da un decreto che \u00e8 gi\u00e0 da tre anni in applicazione. Quindi ritengo che non si possa di punto in bianco, con un tratto di penna, cancellare quella che \u00e8 la base attuale del sistema.<\/p><p>L\u2019attuale norma del resto non \u00e8 in contrasto con la Costituzione e per conseguenza chiedo che sia mantenuta.<\/p><p>PRESIDENTE. Invito l\u2019onorevole Penassi ad esprimere il parere della Commissione.<\/p><p>PERASSI, <em>Presidente della Sottocommissione per gli Statuti regionali.<\/em> A nome di parte della Commissione, dichiaro di accedere al testo dell\u2019onorevole Einaudi, il quale differisce dal testo della Commissione sotto due aspetti: uno positivo e l\u2019altro negativo. C\u2019\u00e8 la parte positiva nella quale si prevede quella collaborazione della Giunta nel far s\u00ec che le imposte siano applicate.<\/p><p>LUSSU, <em>Relatore.<\/em> Ma \u00e8 la parte pi\u00f9 odiosa per la Giunta, la parte che politicamente \u00e8 negativa! E anche praticamente.<\/p><p>PERASSI, <em>Presidente della Sottocommissione per gli Statuti regionali.<\/em> Il secondo punto riguarda la soppressione del secondo comma. Questo comma tocca i difficili problemi dell\u2019accertamento dei redditi degli impianti situati nella Valle e appartenenti a societ\u00e0 che hanno sede altrove. Ora una norma analoga \u00e8 stata gi\u00e0 soppressa in altri Statuti, ed \u00e8 stata soppressa non tanto per ragioni di ordine teorico alle quali ha accennato l\u2019onorevole Domined\u00f2 (che non condividerei in pieno), ma, soprattutto, per le ragioni pratiche \u2013 anzi, di diritto positivo \u2013 messe in evidenza dal Ministro Pella nella discussione di questi giorni, e cio\u00e8 che in base a recenti provvedimenti, in gran parte sono eliminati gli inconvenienti ai quali si vorrebbe ovviare con questo comma. Per queste considerazioni \u2013 anche a nome di parte della Commissione \u2013 aderisco al testo dell\u2019onorevole Einaudi.<\/p><p>LUSSU, <em>Relatore.<\/em> Ma questo era contemplato dalla legge. Onorevole Einaudi, lei lo sa!<\/p><p>PRESIDENTE. Mi faccio un debito di coscienza, prima di passare alla votazione, di dire che alcune considerazioni dell\u2019onorevole Bordon non possono essere trascurate. \u00c8 vero che per lo Statuto della Val d\u2019Aosta non vi era un impegno stabilito in forma legislativa che si dovesse procedere soltanto ad un coordinamento costituzionale, ma \u00e8 pacifico che per analogia con quanto stabilito per la Regione siciliana \u2013 il cui Statuto, per una disposizione di legge, non deve essere che coordinato con la Costituzione \u2013 per la Valle d\u2019Aosta, che da tempo maggiore che non la Sicilia fruisce d\u2019una particolare autonomia, il compito dell\u2019Assemblea Costituente non pu\u00f2 essere inteso nel senso di una trasformazione delle disposizioni, che non sia giustificata dalla necessit\u00e0 di un coordinamento costituzionale. Do atto che non esiste in materia un impegno esplicito, ma forse, da un punto di vista morale, di fronte all\u2019italianit\u00e0 della Val d\u2019Aosta, non bisogna dimenticare completamente questo.<\/p><p>DOMINED\u00d2. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>DOMINED\u00d2. Aderisco alla proposta dell\u2019onorevole Einaudi, non chiedendo la votazione del mio emendamento se non nel caso in cui fosse respinto quello dell\u2019onorevole Einaudi.<\/p><p>PRESIDENTE. Pongo in votazione l\u2019emendamento sostitutivo dell\u2019articolo 13 proposto dall\u2019onorevole Einaudi.<\/p><p>(<em>Dopo prova e controprova, \u00e8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo al Titolo IV: \u00abZona franca\u00bb.<\/p><p>Si dia lettura dell\u2019articolo 14.<\/p><p>AMADEI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abIl territorio della Valle d\u2019Aosta \u00e8 posto fuori della linea doganale e costituisce zona franca.<\/p><p>\u00abLe modalit\u00e0 di attuazione della zona franca concessa alla Regione saranno concordate con la Regione e stabilite con legge dello Stato\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Non sono stati presentati emendamenti. Lo pongo in votazione.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo al Titolo V: \u00abOrgani della Regione\u00bb.<\/p><p>Si dia lettura dell\u2019articolo 15.<\/p><p>AMADEI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abSono organi della Regione: il Consiglio della Valle, la Giunta regionale ed il suo Presidente\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Non sono stati presentati emendamenti. Lo pongo in votazione.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo all\u2019articolo 16. Se ne dia lettura.<\/p><p>AMADEI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abIl Consiglio della Valle \u00e8 composto di trentacinque consiglieri, eletti a suffragio universale, uguale, diretto e segreto secondo le norme stabilite con legge dello Stato, sentita la Regione.<\/p><p>\u00abPer l\u2019esercizio del diritto elettorale attivo pu\u00f2 essere stabilito il requisito della residenza nel territorio della Regione per un periodo non superiore a un anno, e per l\u2019eleggibilit\u00e0 quello della nascita o della residenza per un periodo non superiore a tre anni\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Gli onorevoli Mortati e Moro propongono la soppressione del secondo comma. La stessa proposta \u00e8 fatta dal Ministro dell\u2019interno.<\/p><p>L\u2019onorevole Scelba ha facolt\u00e0 di svolgere l\u2019emendamento.<\/p><p>SCELBA. <em>Ministro dell\u2019interno.<\/em> A me pare che, trattandosi di diritti soggettivi, non si possa creare un diritto singolare nella Valle d\u2019Aosta. Con questa disposizione prevista nello Statuto si apporterebbero delle modificazioni sostanziali all\u2019elettorato attivo e passivo quale \u00e8 stato sancito da leggi approvate dall\u2019Assemblea Costituente. Per esempio, \u00e8 previsto dal secondo comma che la Valle d\u2019Aosta potrebbe stabilire che un cittadino, pure nativo della Valle non possa essere eletto al Consiglio Regionale della Valle, pretendendosi invece soltanto la residenza, per tre anni. Ma un cittadino nativo della Valle, anche la pi\u00f9 illustre personalit\u00e0, che non risieda sul posto, in base a queste disposizioni non potrebbe entrare nel Consiglio della Valle.<\/p><p>Secondo me, il comma si dovrebbe sopprimere, lasciando alle leggi dello Stato il regolamento di questa materia.<\/p><p>UBERTI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>UBERTI. Questa questione non \u00e8 stata sollevata ieri per lo statuto della Regione Trentino-Alto Adige nel quale \u00e8 stata stabilita una disposizione uguale a quella proposta dalla Commissione. Ora, in questa situazione, non si tratta di diritti politici per quanto riguarda le elezioni al Senato o alla Camera dei Deputati, ma si tratta della partecipazione alla gestione amministrativa della Valle, dove \u00e8 evidente che i nativi e quelli che vi abitano da un triennio abbiano particolari interessi, e trattandosi di una questione di carattere amministrativo non vedo come vi possano essere delle obiezioni. Prego pertanto l\u2019onorevole Ministro dell\u2019interno a non voler insistere nella sua opposizione che, del resto, costituirebbe posizioni differenti fra gli abitanti della Val d\u2019Aosta e gli abitanti del Trentino-Alto Adige, i quali hanno in materia notevoli interessi.<\/p><p>SCELBA, <em>Ministro dell\u2019interno.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>SCELBA, <em>Ministro dell\u2019interno.<\/em> Mi dispiace di dover insistere. Ritengo che se si \u00e8 commesso un errore ieri, non possiamo ripeterlo anche per la Val d\u2019Aosta. Penso anche che al fondo di questa questione vi sia un grosso interesse nazionale.<\/p><p>UBERTI. Al contrario.<\/p><p>SCELBA, <em>Ministro dell\u2019interno.<\/em> Ritengo che si fa l\u2019interesse pi\u00f9 alto e sentito del Paese sopprimendo questo articolo.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Lussu ha facolt\u00e0 di esprimere il parere della Commissione.<\/p><p>LUSSU, <em>Relatore.<\/em> Credo di esprimere il pensiero di tutta la Commissione nel ritenere che questo comma debba essere mantenuto. Non solo \u00e8 stato contemplato un comma analogo nello statuto dell\u2019Alto Adige \u2013 come \u00e8 stato ricordato test\u00e9 \u2013 ma anche nello statuto sardo \u00e8 fissato un comma analogo. Ora, mi pare strano che nella terza giornata, dopo l\u2019approvazione degli articoli riguardanti la stessa materia, nello statuto sardo e nello statuto della Val d\u2019Aosta, si accampino ragioni nazionali. Quali? Noi esigiamo ragioni logiche. Non ce ne \u00e8 alcuna. E non c\u2019\u00e8 alcuna ragione giuridica. Penso pertanto che sia un errore voler sopprimere questo comma nello statuto della Val d\u2019Aosta.<\/p><p>Credo che il Ministro dell\u2019interno, considerate queste premesse, voglia rinunciare alla sua domanda di soppressione.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Scelba, conserva la sua proposta?<\/p><p>SCELBA, <em>Ministro dell\u2019interno.<\/em> Mi rimetto all\u2019Assemblea.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Mortati, conserva la sua proposta?<\/p><p>MORTATI. S\u00ec.<\/p><p>PRESIDENTE. Pongo in votazione il primo comma dell\u2019articolo 16:<\/p><p>\u00abIl Consiglio della Valle \u00e8 composto di trentacinque consiglieri, eletti a suffragio universale, uguale, diretto e segreto secondo le norme stabilite con legge dello Stato, sentita la Regione\u00bb.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Pongo in votazione la soppressione del secondo comma.<\/p><p>(<em>Dopo prova e controprova, non \u00e8 approvata<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Pongo in votazione il secondo comma nel testo del progetto.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo all\u2019articolo 17. Se ne dia lettura.<\/p><p>AMADEI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abL\u2019ufficio di consigliere regionale \u00e8 incompatibile con quello di membro di una delle Camere o d\u2019altro Consiglio regionale.<\/p><p>\u00abI casi di ineleggibilit\u00e0 e gli altri casi di incompatibilit\u00e0 sono stabiliti con legge dello Stato\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Gli onorevoli Mortati e Moro propongono di sostituire il primo comma col seguente:<\/p><p>\u00abIl Consigliere regionale \u00e8 ineleggibile a membro di una delle Camere o di altro Consiglio regionale\u00bb.<\/p><p>Onorevole Lussu, vuole esprimere il parere della Commissione?<\/p><p>LUSSU, <em>Relatore.<\/em> La Commissione si attiene al testo.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Mortati ha facolt\u00e0 di svolgere il suo emendamento.<\/p><p>MORTATI. Per l\u2019elezione della Camera c\u2019\u00e8 un articolo della legge che sancisce l\u2019ineleggibilit\u00e0 alla carica di deputato per coloro che sono consiglieri regionali. Per quanto invece riguarda la nomina ad altro Consiglio regionale mi pare si possa mantenere l\u2019incompatibilit\u00e0, ed in questo senso rettifico la mia proposta. Essa pertanto tende a sancire la ineleggibilit\u00e0, in conformit\u00e0 alla legge elettorale per la Camera dei deputati e per il Senato, per la elezione a tali organi.<\/p><p>PRESIDENTE. Allora, la formula sarebbe la seguente: \u00abL\u2019ufficio di consigliere regionale \u00e8 incompatibile con quello di membro di altro Consiglio regionale\u00bb.<\/p><p>MORTATI. S\u00ec.<\/p><p>FABBRI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>FABBRI. Se l\u2019onorevole Presidente e l\u2019Assemblea consentono sia fatto un passo indietro, desidererei che il primo comma dell\u2019articolo 16 fosse chiarito, nel senso che, invece di dire \u00abcon legge dello Stato, sentita la Regione\u00bb, si dica: \u00abcon legge regionale\u00bb; perch\u00e9 i requisiti ora indicati sono limiti costituzionali posti alla legge regionale; e questo chiarirebbe che questi requisiti sono limiti all\u2019elettorato attivo e passivo relativamente soltanto al Consiglio regionale.<\/p><p>La dizione \u00ablegge dello Stato\u00bb pu\u00f2 dare la sensazione che questa incorra in quella incostituzionalit\u00e0, cui accennava il Ministro dell\u2019interno.<\/p><p>Quindi, \u00e8 meglio chiarire: \u00abcon legge regionale\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Non \u00e8 lieve la questione che lei solleva, onorevole Fabbri. Si tratta di stabilire se la legge elettorale per l\u2019elezione del Consiglio \u00e8 legge dello Stato o legge regionale.<\/p><p>\u00c8 stato depositato gi\u00e0 un disegno di legge per l\u2019elezione del Consiglio della Valle d\u2019Aosta, ma andr\u00e0 in discussione al prossimo Parlamento.<\/p><p>L\u2019onorevole Perassi ha facolt\u00e0 di esprimere il parere della Commissione.<\/p><p>PERASSI, <em>Presidente della Sottocommissione per gli Statuti regionali.<\/em> L\u2019onorevole Fabbri ha attirato l\u2019attenzione su un punto, che deve essere chiarito.<\/p><p>Sta di fatto che negli Statuti speciali gi\u00e0 approvati, per la Sardegna e per l\u2019Alto Adige, si \u00e8 attribuito alla Regione il compito di formare la legge elettorale per l\u2019elezione del Consiglio regionale, salvo i limiti fondamentali stabiliti nel primo comma degli articoli relativi. Nei detti statuti si \u00e8, infatti, stabilito che il Consiglio regionale \u00e8 eletto col sistema proporzionale, a suffragio universale, diretto e segreto, secondo le norme stabilite, con legge, della Regione.<\/p><p>Mi pare che non vi sia ragione di seguire sistemi diversi per le diverse Regioni a Statuto speciale.<\/p><p>Quindi, l\u2019osservazione dell\u2019onorevole Fabbri dovrebbe indurre a rettificare il testo letto prima, mettendolo in armonia coi testi gi\u00e0 votati.<\/p><p>Aggiungo: il disegno di legge presentato dal Ministro dell\u2019interno ha lo scopo di provvedere alla prima elezione, per la quale \u00e8 evidente che le norme debbono essere fatte dallo Stato.<\/p><p>Io ho gi\u00e0 preparato il testo di una norma transitoria, la quale dispone che lo Stato, mediante decreto legislativo, fissa le norme per la prima elezione del Consiglio della Valle, e si indicano anche i termini entro cui la elezione deve avvenire.<\/p><p>Mi riservo di presentare il testo a nome delle Commissione.<\/p><p>GRASSI, <em>Ministro di grazia e giustizia.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>GRASSI, <em>Ministro di grazia e giustizia. <\/em>La prima norma transitoria \u2013 articolo 51 \u2013 di questo progetto di Statuto dice:<\/p><p>\u00abL\u2019attuale organizzazione amministrativa della Regione resta in carica fino alla prima elezione del Consiglio della Valle, che sar\u00e0 indetta dal Governo della Repubblica entro sei mesi dall\u2019entrata in vigore dello Statuto\u00bb.<\/p><p>A tenore di questa norma \u00e8 indubitabile che la legge elettorale dovrebbe farla il Governo.<\/p><p>Ora, la disposizione transitoria annunziata dall\u2019onorevole Perassi potrebbe sostituire quella test\u00e9 letta, nel senso che le nuove norme da emanarsi da parte del Governo della Repubblica servirebbero solo per la prima elezione del Consiglio della Regione, mentre il susseguente Consiglio sarebbe eletto con legge della Regione.<\/p><p>Vi sarebbe un\u2019armonia; altrimenti, bisognerebbe rimaner fermi al concetto che la legge deve esser fatta dallo Stato.<\/p><p>Su questo punto l\u2019Assemblea deve decidere.<\/p><p>Sulla forma della disposizione tengo a precisare: l\u2019obiezione dell\u2019onorevole Perassi ha un certo valore, ma non vorrei darle un valore assoluto, perch\u00e9, siccome trattiamo in questa sede di Statuti speciali, non \u00e8 detto che, rispetto alla norma fondamentale per cui la legge elettorale deve essere uguale per tutte le Regioni, si debba fare la stessa eccezione per le quattro Regioni con Statuto speciale. Si potrebbe sempre disporre diversamente per i quattro casi. Se tuttavia l\u2019Assemblea ritiene che per questa parte si debba uniformare alle decisioni prese sugli altri Statuti speciali, non ho difficolt\u00e0, purch\u00e9 si modifichi la disposizione transitoria.<\/p><p>LUSSU, <em>Relatore.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LUSSU, <em>Relatore.<\/em> Personalmente sono per il mantenimento del testo. Del resto su questo punto, che dice: \u00absentita la Regione\u00bb, discutemmo ampiamente. Lo ricordo con esattezza. Non ne faccio una questione pregiudiziale, ma di merito. In ogni modo mi rimetto alla maggioranza dell\u2019Assemblea.<\/p><p>PRESIDENTE. Poich\u00e9 nessuna pregiudiziale \u00e8 stata sollevata avverso alla proposta dell\u2019onorevole Fabbri, la pongo in votazione. Essa \u00e8 del seguente tenore:<\/p><p>\u00ab<em>Al primo comma dell\u2019articolo 16, alle parole:<\/em> legge dello Stato, sentita la Regione, <em>si sostituiscano le altre:<\/em> legge regionale.<\/p><p>(<em>Dopo prova e controprova, non \u00e8 approvata<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo all\u2019emendamento dell\u2019onorevole Mortati:<\/p><p>\u00ab<em>Sostituire il primo comma con il seguente:<\/em><\/p><p>\u00abL\u2019ufficio di Consigliere regionale \u00e8 incompatibile con quello di membro di altro Consiglio regionale\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Mortati propone altres\u00ec d sopprimere il secondo comma.<\/p><p>BERTONE. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>BERTONE. La Costituzione all\u2019articolo 122 stabilisce:<\/p><p>\u00abNessuno pu\u00f2 appartenere contemporaneamente ad un Consiglio regionale e ad una delle Camere del Parlamento o ad un altro Consiglio regionale\u00bb. Mi pare che la formula, cos\u00ec com\u2019\u00e8 proposta dalla Commissione nell\u2019articolo 17, non risponda testualmente al principio sancito dalla Costituzione. Ritengo non prudente scostarci dalle disposizioni che la Carta costituzionale \u2013 l\u2019atto pi\u00f9 solenne che noi abbiamo votato \u2013 ha stabilito. \u00c8 pericoloso fare confusioni, in questa delicata materia, tra incompatibilit\u00e0 e ineleggibilit\u00e0. Sono cose diverse. La Costituzione ha detto: non si pu\u00f2 appartenere contemporaneamente al Consiglio regionale e ad una Camera. Conserviamo questa formula e ci sentiremo tutti pi\u00f9 tranquilli.<\/p><p>PRESIDENTE. Prego l\u2019onorevole Relatore di esprimere il suo avviso.<\/p><p>LUSSU, <em>Relatore.<\/em> Sono per il testo della Commissione, come ho gi\u00e0 detto.<\/p><p>MORTATI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MORTATI. L\u2019onorevole Lussu dovrebbe spiegare perch\u00e9 il deputato della Valle d\u2019Aosta non debba essere soggetto alle stesse condizioni valevoli per le altre Regioni d\u2019Italia.<\/p><p>LUSSU, <em>Relatore.<\/em> Chi ha detto questo?<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Mortati, mi pare che l\u2019onorevole Bertone abbia richiamato l\u2019attenzione sul fatto che questa formulazione dell\u2019articolo 17 riafferma il contenuto di una norma costituzionale. Non \u00e8 che si faccia una condizione particolare alla Val d\u2019Aosta; se mai, si introduce nel suo Statuto particolare una norma che \u00e8 gi\u00e0 di carattere generale.<\/p><p>MORTATI. Ma v\u2019\u00e8 l\u2019articolo 5 della legge votata per l\u2019elezione della Camera dei deputati che dice: \u00abNon sono eleggibili i deputati regionali o i consiglieri regionali\u00bb. Mi richiamo a questa norma generale, a meno che non si voglia ritenerla incostituzionale.<\/p><p>FUSCHINI. Non \u00e8 vero. C\u2019\u00e8 una ineleggibilit\u00e0 momentanea, perch\u00e9 se ci si dimette prima di accettare la candidatura si pu\u00f2 essere eletto.<\/p><p>MORTATI. Si tratta in ogni caso di ineleggibilit\u00e0: e poi questa disposizione citata dall\u2019onorevole Fuschini ha carattere transitorio, per la prima applicazione.<\/p><p>PRESIDENTE. Pongo in votazione il primo comma dell\u2019articolo 17 nel testo Mortati, test\u00e9 letto.<\/p><p>(<em>Non \u00e8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Pongo in votazione il primo comma nel testo del progetto:<\/p><p>\u00abL\u2019ufficio di consigliere regionale \u00e8 incompatibile con quello di membro di una delle Camere o d\u2019altro Consiglio regionale\u00bb.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Pongo in votazione il secondo comma:<\/p><p>\u00abI casi di ineleggibilit\u00e0 e gli altri casi di incompatibilit\u00e0 sono stabiliti con legge dello Stato\u00bb.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo all\u2019articolo 18. Se ne dia lettura.<\/p><p>AMADEI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abIl Consiglio della Valle \u00e8 eletto per quattro anni.<\/p><p>\u00abLe elezioni sono indette dal Presidente della Giunta regionale entro quindici giorni dalla fine del precedente Consiglio e hanno luogo non oltre il sessantesimo giorno\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Non sono stati presentati emendamenti. Lo pongo in votazione.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo all\u2019articolo 19. Se ne dia lettura.<\/p><p>AMADEI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abIl Consiglio regionale elegge, fra i suoi componenti, il Presidente, l\u2019ufficio di presidenza e le Commissioni, in conformit\u00e0 al regolamento interno, che esso adotta a maggioranza assoluta dei suoi componenti\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Non sono stati presentati emendamenti. Lo pongo in votazione.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo all\u2019articolo 20. Se ne dia lettura.<\/p><p>AMADEI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abIl Consiglio \u00e8 convocato dal suo Presidente in sessione ordinaria nella prima settimana di aprile e di ottobre di ogni anno e in sessione straordinaria su richiesta del Presidente della Giunta regionale o di almeno un terzo dei consiglieri\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Non sono stati presentati emendamenti. Lo pongo in votazione.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo all\u2019articolo 21. Se ne dia lettura.<\/p><p>AMADEI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abLe deliberazioni del Consiglio della Valle non sono valide se non \u00e8 presente la maggioranza dei suoi componenti e se non sono adottate a maggioranza dei presenti, salvo che sia prescritta una maggioranza speciale\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Non sono stati presentati emendamenti. Lo pongo in votazione.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo all\u2019articolo 22. Se ne dia lettura.<\/p><p>AMADEI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abLe sedute del Consiglio della Valle sono pubbliche.<\/p><p>\u00abIl Consiglio tuttavia pu\u00f2 deliberare di riunirsi in seduta segreta\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Non sono stati presentati emendamenti. Lo pongo in votazione.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo all\u2019articolo 23. Se ne dia lettura.<\/p><p>AMADEI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abI consiglieri regionali, prima di essere ammessi all\u2019esercizio delle loro funzioni, prestano giuramento di essere fedeli alla Repubblica e di esercitare il loro ufficio al solo scopo del bene inseparabile dello Stato e della Regione autonoma della Valle d\u2019Aosta\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Non sono stati presentati emendamenti. Lo pongo in votazione.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo all\u2019articolo 24. Se ne dia lettura.<\/p><p>AMADEI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abI consiglieri regionali non possono essere perseguiti per le opinioni espresse o i voti dati nell\u2019esercizio delle loro funzioni\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Non sono stati presentati emendamenti. Lo pongo in votazione.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo all\u2019articolo 25. Se ne dia lettura.<\/p><p>AMADEI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abI consiglieri regionali ricevono una indennit\u00e0 fissata con legge della Regione\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Non sono stati presentati emendamenti. Lo pongo in votazione.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo all\u2019articolo 26. Se ne dia lettura.<\/p><p>AMADEI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abIl consiglio regionale esercita le funzioni normative di competenza della Regione e le altre che gli sono attribuite dal presente Statuto e dalle leggi dello Stato\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Non sono stati presentati emendamenti. Lo pongo in votazione.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo all\u2019articolo 27. Se ne dia lettura.<\/p><p>AMADEI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abL\u2019iniziativa delle leggi regionali spetta alla Giunta regionale, ai membri del Consiglio della Valle ed al popolo valdostano\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Non sono stati presentati emendamenti. Lo pongo in votazione.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo all\u2019articolo 28. Se ne dia lettura.<\/p><p>AMADEI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abL\u2019iniziativa popolare si esercita mediante la presentazione di un disegno di legge da parte di almeno tremila elettori\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Non sono stati presentati emendamenti. Lo pongo in votazione.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo all\u2019articolo 29. Se ne dia lettura.<\/p><p>AMADEI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abIl Consiglio della Valle approva ogni anno il bilancio e il rendiconto consuntivo presentati dalla Giunta.<\/p><p>\u00abL\u2019esercizio finanziario della Regione ha la stessa decorrenza di quello dello Stato\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Non sono stati presentati emendamenti. Lo pongo in votazione.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo all\u2019articolo 30. Se ne dia lettura.<\/p><p>AMADEI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abUn disegno di legge adottato dal Consiglio della Valle \u00e8 sottoposto a <em>referendum<\/em> popolare su deliberazione della Giunta o quando ne sia fatta domanda da un terzo dei consiglieri o da almeno quattromila elettori.<\/p><p>\u00abNon \u00e8 ammesso il <em>referendum<\/em> per le leggi tributarie e di approvazione di bilancio.<\/p><p>\u00abLe modalit\u00e0 di attuazione del <em>referendum <\/em>sono stabilite con legge regionale\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Non sono stati presentati emendamenti. Lo pongo in votazione.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo all\u2019articolo 31. Se ne dia lettura.<\/p><p>AMADEI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abOgni legge approvata dal Consiglio della Valle \u00e8 comunicata al rappresentante del Ministero dell\u2019interno, presidente della Commissione di coordinamento, preveduto dall\u2019articolo 46 che, salvo il caso di opposizione, deve vistarla nel termine di trenta giorni dalla comunicazione.<\/p><p>\u00abLa legge \u00e8 promulgata nei dieci giorni dalla apposizione del visto ed entra in vigore il quindicesimo giorno successivo a quello della sua pubblicazione nel <em>Bollettino Ufficiale<\/em> della Regione, salvo che in essa sia stabilito un termine diverso.<\/p><p>\u00abSe una legge \u00e8 dichiarata urgente dal Consiglio della Valle a maggioranza assoluta dei suoi componenti e il rappresentante del Ministero dell\u2019interno lo consente, la promulgazione e l\u2019entrata in vigore non sono subordinate ai termini indicati.<\/p><p>\u00abIl rappresentante del Ministero dell\u2019interno, quando ritenga che una legge approvata dal Consiglio della Valle ecceda la competenza della Regione o contrasti con gli interessi nazionali e con quelli di altre Regioni, la rinvia al Consiglio della Valle nel termine fissato per la apposizione del visto.<\/p><p>\u00abOve il Consiglio della Valle la approvi di nuovo a maggioranza assoluta dei suoi componenti, il Governo della Repubblica pu\u00f2, nei quindici giorni dalla comunicazione, promuovere la questione di legittimit\u00e0 davanti alla Corte costituzionale, o quella di merito per contrasto di interessi davanti alle Camere. In caso di dubbio, la Corte decide di chi sia la competenza\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Non sono stati presentati emendamenti. Lo pongo in votazione.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo all\u2019articolo 32. Se ne dia lettura.<\/p><p>AMADEI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abIl Presidente della Giunta regionale, la Giunta e gli assessori che la compongono sono organi esecutivi della Regione\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Non sono stati presentati emendamenti. Lo pongo in votazione.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo all\u2019articolo 33. Se ne dia lettura.<\/p><p>AMADEI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abIl Presidente della Giunta regionale \u00e8 eletto dal Consiglio fra i suoi componenti, subito dopo la nomina del Presidente del Consiglio e dell\u2019ufficio di presidenza.<\/p><p>\u00abL\u2019elezione ha luogo per scrutinio segreto a maggioranza assoluta e, dopo il secondo scrutinio, a maggioranza relativa.<\/p><p>\u00abGli assessori preposti ai singoli rami dell\u2019Amministrazione sono nominati dal Consiglio su proposta del Presidente della Giunta\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. A questo articolo vi \u00e8 un emendamento del Ministro dell\u2019interno onorevole Scelba:<\/p><p>\u00ab<em>Sostituire il terzo comma col seguente:<\/em><\/p><p>\u00abGli assessori sono nominati dal Consiglio a maggioranza assoluta di voti segreti e sono preposti dal Presidente della Valle ai singoli rami dell\u2019amministrazione\u00bb.<\/p><p>GRASSI, <em>Ministro di grazia e giustizia. <\/em>Chiedo di svolgere l\u2019emendamento.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>GRASSI, <em>Ministro di grazia e giustizia. <\/em>Brevissimamente vorrei far presente alla Commissione e all\u2019Assemblea che, anche secondo il testo dello Statuto siciliano, gli assessori sono nominati dal Consiglio a maggioranza assoluta di voti segreti e preposti dal Presidente ai singoli rami dell\u2019amministrazione.<\/p><p>Desidererei che questa modifica, presentata dal Ministro Scelba, fosse accettata dalla Commissione.<\/p><p>Gli assessori devono essere nominati dal Consiglio e preposti dal Presidente ai singoli rami dell\u2019amministrazione, conformemente allo Statuto siciliano che verr\u00e0 domani in discussione.<\/p><p>PRESIDENTE. Prego la Commissione di voler esprimere il proprio parere.<\/p><p>PERASSI, <em>Presidente della Sottocommissione per gli Statuti regionali.<\/em> La Commissione ha seguito il sistema che \u00e8 stato adottato anche per la Sardegna. Per quanto possa apparire un po\u2019 divergente da quello vigente per la formazione della Giunta comunale, esso ci sembra meritevole di accoglimento. In altri termini, secondo il sistema proposto, il Consiglio regionale elegge anzitutto il Presidente della Giunta, che \u00e8 l\u2019uomo in cui dovr\u00e0 incentrarsi l\u2019attivit\u00e0 esecutiva della Regione, ed il Presidente cos\u00ec eletto propone alla nomina da parte del Consiglio suoi collaboratori, che comporranno la Giunta regionale.<\/p><p>\u00c8 un modo insomma che contempera il sistema dell\u2019elezione diretta da parte del Consiglio con il sistema di formazione del Governo che \u00e8 seguito negli Stati parlamentari.<\/p><p>Mi pare sia questa una combinazione praticamente utile, in quanto ci assicura che intorno al capo dell\u2019amministrazione ci sia un gruppo di persone che egli ha scelto a ragion veduta, in relazione ai fini particolari dell\u2019amministrazione, avendo avuto cura di designare al Consiglio per essere messe a capo di ciascun ramo dell\u2019amministrazione persone che per quel ramo presentano particolari attitudini.<\/p><p>GRASSI, <em>Ministro di grazia e giustizia. <\/em>Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>GRASSI, <em>Ministro di grazia e giustizia. <\/em>Ho inteso le spiegazioni dell\u2019onorevole Presidente della Commissione; in sostanza egli ha detto che lo spirito della norma \u00e8 quello di far scegliere al Presidente della Valle uomini di sua fiducia, di fare quindi, in certo senso, una specie di gabinetto.<\/p><p>Dico francamente che a me par sempre migliore la proposta dell\u2019onorevole Scelba, che cio\u00e8 questi assessori vengano nominati dal Consiglio a scrutinio segreto e poi il Presidente li assegni ai diversi rami dell\u2019amministrazione, cos\u00ec come \u00e8 anche nello Statuto siciliano. Io non sono d\u2019avviso che si debba stabilire questa forma eccezionale, che si debba permettere la creazione di questa specie di gabinetto alla Valle d\u2019Aosta, per quanto illustre e degna essa sia.<\/p><p>Io quindi insisto sull\u2019emendamento proposto dall\u2019onorevole Scelba, pregando la Commissione di volerlo accettare.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Perassi, la Commissione insiste sul suo testo?<\/p><p>PERASSI, <em>Presidente della Sottocommissione per gli Statuti regionali.<\/em> Noi conserviamo il nostro testo.<\/p><p>FABBRI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>FABBRI. Onorevole Presidente, a me pare sia meglio dire dopo il \u00abprimo\u00bb scrutinio anzich\u00e9 \u00absecondo\u00bb.<\/p><p>PERASSI, <em>Presidente della Sottocommissione per gli Statuti regionali.<\/em> Abbiamo adottato lo stesso testo della Sardegna, dopo una lunga discussione, e quindi rimane la parola \u00absecondo\u00bb.<\/p><p>FABBRI. Non insisto.<\/p><p>PRESIDENTE. Pongo in votazione il primo comma.<\/p><p>\u00abIl Presidente della Giunta regionale \u00e8 eletto dal Consiglio fra i suoi componenti, subito dopo la nomina del Presidente del Consiglio e dell\u2019ufficio di presidenza.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Pongo in votazione il secondo comma.<\/p><p>\u00abL\u2019elezione ha luogo per scrutinio segreto a maggioranza assoluta e, dopo il secondo scrutinio, a maggioranza relativa\u00bb.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Pongo in votazione il terzo comma nella formulazione proposta dall\u2019onorevole Ministro Scelba, avvertendo che la Commissione mantiene il proprio testo.<\/p><p>\u00abGli assessori sono nominati dal Consiglio a maggioranza assoluta di voti segreti, e sono preposti dal Presidente della Valle ai singoli rami dell\u2019Amministrazione\u00bb.<\/p><p>(<em>Dopo prova e controprova, non \u00e8 approvata<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Pongo in votazione il testo del progetto:<\/p><p>\u00abGli assessori preposti ai singoli rami dell\u2019Amministrazione sono nominati dai Consiglio su proposta del Presidente della Giunta\u00bb.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo all\u2019articolo 34. Se ne dia lettura.<\/p><p>AMADEI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abIl Presidente della Giunta \u00e8 il capo dell\u2019amministrazione regionale e rappresenta la Regione.<\/p><p>\u00abPromulga le leggi ed i regolamenti regionali\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Non sono stati presentati emendamenti. Lo pongo in votazione.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo all\u2019articolo 35. Se ne dia lettura.<\/p><p>AMADEI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abL\u2019ufficio del Presidente della Giunta regionale o di assessore \u00e8 incompatibile con qualsiasi altro ufficio pubblico\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Non sono stati presentati emendamenti. Lo pongo in votazione.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo all\u2019articolo 36. Se ne dia lettura.<\/p><p>AMADEI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abIl Consiglio della Valle ha facolt\u00e0 di istituire organi di consulenza tecnica\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Non sono stati presentati emendamenti. Lo pongo in votazione.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo al Titolo VI: \u00abLingua e ordinamento scolastico\u00bb. Si dia lettura dell\u2019articolo 37.<\/p><p>AMADEI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abNella Valle d\u2019Aosta la lingua francese \u00e8 parificata a quella italiana.<\/p><p>\u00abGli atti pubblici possono essere redatti nell\u2019una o nell\u2019altra lingua, eccettuati i provvedimenti dell\u2019autorit\u00e0 giudiziaria, i quali sono redatti in lingua italiana.<\/p><p>\u00abLe amministrazioni statali assumono in servizio in Valle d\u2019Aosta possibilmente funzionari originari della Regione o che conoscano la lingua francese\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. A questo articolo l\u2019onorevole Rodi ha presentato il seguente emendamento:<\/p><p>\u00ab<em>Sostituire il primo e il secondo comma con i seguenti:<\/em><\/p><p>\u00abNella Valle d\u2019Aosta ha libero corso la lingua francese.<\/p><p>\u00abGli atti pubblici sono redatti in lingua italiana\u00bb.<\/p><p>Ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>RODI. Io credo che sarebbe anche inutile svolgere questo emendamento, poich\u00e9 non \u00e8 difficile rilevare che l\u2019articolo 37 \u00e8 per lo meno strano nella sua formulazione.<\/p><p>Se la Valle d\u2019Aosta \u00e8 una Regione italiana, la lingua ufficiale della Valle \u00e8 quella italiana. Se tuttavia numerosi sono i cittadini che parlano la lingua francese nella Valle, noi possiamo affermare in questo articolo 37 che la lingua francese ha libero corso. (<em>Commenti a sinistra<\/em>)<em>.<\/em> Per\u00f2 \u00e8 chiaro che gli atti ufficiali, tutti indistintamente, devono essere redatti in lingua italiana. E io non comprendo perch\u00e9 in questo articolo 37 solo gli atti giudiziari fanno eccezione, nel senso che essi debbono obbligatoriamente essere redatti in lingua italiana. Col mio emendamento desidero estendere a tutti gli atti pubblici la lingua italiana.<\/p><p>Non trovo ragione sufficiente, perch\u00e9 si debba in una Regione italiana parificare una lingua all\u2019altra. Col mio emendamento desidero affermare che la lingua della Regione \u00e8 l\u2019italiana, e che quindi tutti gli atti pubblici devono essere redatti in lingua italiana.<\/p><p>PRESIDENTE. Ha facolt\u00e0 di parlare l\u2019onorevole Relatore&#8230;<\/p><p>LUSSU, <em>Relatore.<\/em> Io devo fare riferimento su questo punto che, come ciascuno vede, \u00e8 estremamente delicato ed importante, all\u2019articolo 17 del decreto legislativo luogotenenziale 7 settembre 1945, che ho pi\u00f9 volte ricordato stamane.<\/p><p>In esso \u00e8 detto al primo comma: \u00abNella Valle d\u2019Aosta \u00e8 consentito il libero uso della lingua francese nei rapporti con le autorit\u00e0 politiche amministrative e giudiziarie\u00bb.<\/p><p>Noi abbiamo lungamente discusso in seno alla Commissione e siamo arrivati alla conclusione che la formula migliore da adottare \u00e8 quella consacrata nel testo. Anche se si discutesse ancora pi\u00f9 a lungo di quello che non abbiamo fatto noi, non sarebbe facile trovare una formula pi\u00f9 soddisfacente.<\/p><p>L\u2019onorevole Rodi ha creduto di trovarne una con le parole \u00ablibero corso\u00bb. Ma \u00ablibere corso\u00bb si presta a critiche abbastanza giustificate. Libero corso significa corso libero e in Val d\u2019Aosta si potrebbe anche ridere di questa dizione. Il corso \u00e8 libero se si passa nei tempi in cui i valichi sono sgombri dalla neve, ma non \u00e8 pi\u00f9 libero di fronte ai roccioni che scendono dall\u2019alto e alla neve che arresta il passaggio.<\/p><p>Io credo che anche l\u2019onorevole Rodi si persuader\u00e0 che quella sua espressione non \u00e8 la pi\u00f9 felice.<\/p><p>Quando noi diciamo che la lingua francese \u00e8 parificata, intendiamo dire che la prima lingua ufficiale \u00e8 quella italiana e che la lingua francese \u00e8 parificata a questa. Quindi da un punto di vista del prestigio nazionale \u2013 che sarebbe anche discutibile in questo caso \u2013 mi pare si possa stare tranquilli.<\/p><p>Nel secondo comma del decreto legislativo luogotenenziale, che ho citato, \u00e8 detto:<\/p><p>\u00abGli atti pubblici possono essere redatti in lingua francese, eccettuate le sentenze dell\u2019autorit\u00e0 giudiziaria\u00bb.<\/p><p>Come i colleghi possono constatare, il testo della Commissione ha voluto essere pi\u00f9 restrittivo verso la lingua francese, perch\u00e9 ha sostituito alla dizione \u00absentenze dell\u2019autorit\u00e0 giudiziaria\u00bb la dizione \u00abprovvedimenti dell\u2019autorit\u00e0 giudiziaria\u00bb, termine pi\u00f9 vasto dal punto di vista della lingua italiana. Significa infatti che non solo le sentenze devono essere redatte in lingua italiana, ma anche tutti gli atti che accompagnano il processo nel suo sviluppo, dall\u2019inizio alla sentenza.<\/p><p>Ecco perch\u00e9 credo che non si possa criticare da un punto di vista nazionale quello che abbiamo proposto in conformit\u00e0 del secondo comma dell\u2019articolo 17, e ritengo di esprimere il pensiero della Commissione dicendo che non accettiamo l\u2019emendamento dell\u2019onorevole Rodi.<\/p><p>CHATRIAN. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CHATRIAN. Onorevoli colleghi, la conoscenza e l\u2019uso della lingua francese nella Val d\u2019Aosta costituiscono un patrimonio, una ricchezza plurisecolare dei valdostani, dei valdostani che vivono nella Valle, dei valdostani che si trovano nelle altre Regioni italiane, dei valdostani che sono costretti a emigrare nella vicina Francia o in altri Paesi europei o extraeuropei.<\/p><p>Ci\u00f2 non ha mai significato e non significa che la Val d\u2019Aosta non sia italianissima e profondamente legata alla Patria italiana, come dimostrano tutte le pagine della sua storia, come dimostra la lotta dei partigiani nella guerra di liberazione, documentata da una minuta pubblicazione della Presidenza del Consiglio, e come dimostra soprattutto l\u2019olocausto, il sacrificio degli alpini valdostani nella guerra mondiale, in cui il battaglione alpini \u00abAosta\u00bb \u2013 solo, su 61 battaglioni alpini! \u2013 ha ottenuto il massimo riconoscimento del valore: la medaglia d\u2019oro al valor militare! (<em>Applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Ebbene, onorevoli colleghi, questo olocausto degli alpini del battaglione \u00abAosta\u00bb \u00e8 documentato e consacrato in un libro del 1919 cos\u00ec intitolato: <em>Le livre d\u2019or de la Vall\u00e9e d\u2019Aoste: les valdostains morts pour la Patrie.<\/em><\/p><p>L\u2019uso della lingua francese per elencare i nomi di questi valorosi caduti e per analizzare statisticamente le perdite dei vari paesi della Valle, non diminuisce menomamente il loro sacrificio, non comporta affatto che essi non siano stati allora profondamente italiani!<\/p><p>Fra le tante ingiustizie e i tanti errori di prospettiva che il fascismo commise nella Val d\u2019Aosta, forse il pi\u00f9 grave \u00e8 stato il tentativo di estirpare la lingua francese dalla Val d\u2019Aosta, determinando due risultati: uno voluto e uno non voluto. Quello voluto, di precludere a intere generazioni la conoscenza di questa loro lingua materna; quello non voluto, di far sorgere in Val d\u2019Aosta uno pseudo irredentismo che non aveva avuto nessun precedente nella storia e che non ha nessuna ragion d\u2019essere.<\/p><p>\u00c8 necessario, onorevoli colleghi, non colposamente consentire gli sfruttamenti, di varia origine e di varia natura, che tendono ancora oggi ad alimentare questo pseudo irredentismo.<\/p><p>Due ordini di critiche possono essere rivolti (e uno \u00e8 stato rivolto dall\u2019onorevole Rodi) all\u2019uso della lingua francese in Val d\u2019Aosta: il primo, contro l\u2019uso della lingua francese nella lingua corrente e negli atti ufficiali; il secondo, contro i limiti e i termini dell\u2019insegnamento di questa lingua nella scuola.<\/p><p>Ebbene, se non si vuole, in pari tempo, consentire che la lingua francese sia, accanto alla lingua italiana, la lingua della Val d\u2019Aosta, e praticamente impedirlo, non bisogna pretendere che questa lingua non sia quotidianamente usata; che non possa essere assimilata \u2013 vorrei dire \u2013 senza sforzo, soprattutto dalle classi pi\u00f9 umili e persino dagli analfabeti, i quali, sia pure rudimentalmente, solo con l\u2019uso giornaliero possono rendersene padroni.<\/p><p>MALAGUGINI. Non parlano francese, parlano il <em>patois<\/em>.<\/p><p>CHATRIAN. Mi spiace, egregio collega, tutti i valdostani conoscono la lingua italiana, anche i pi\u00f9 umili, e variamente conoscono la lingua francese, e parlano anche il <em>patois<\/em>.<\/p><p>Quanto ai limiti dell\u2019insegnamento, poich\u00e9 la questione non \u00e8 stata posta in discussione, mi riserbo di intervenire se sar\u00e0 affacciata.<\/p><p>E finisco questa, che vorrei chiamare una dichiarazione di voto.<\/p><p>La concessione dello Statuto, nei termini proposti, nei termini che stiamo esaminando, alla Valle d\u2019Aosta, va in certo modo incontro alle principali aspirazioni dei valdostani; non a tutte, o meglio, non a quelle di tutti, ma \u00e8 certo che esso dimostra le favorevoli disposizioni del Governo e della Costituente nei confronti dei valdostani.<\/p><p>Nell\u2019interesse dei rapporti fra valdostani e non valdostani esistenti nella Valle, nell\u2019interesse dei rapporti fra i valdostani e gli altri italiani, nell\u2019interesse dei rapporti fra il Governo e la Valle, io prego di desistere da qualsiasi attacco contro la lingua francese in Val d\u2019Aosta, che i valdostani considererebbero veramente offensivo. Non favoriamo le mene di pochi faziosi e di pochi sconsigliati che tendono ad alimentare quello pseudo irredentismo di cui ho parlato, in buona o in mala fede. Riconosciamo pienamente, ed anzi favoriamo l\u2019esercizio di questa lingua; e voi potrete essere certi e pretendere che, con questa e con altre prove di tutela e di amore dello Stato verso la Valle, la Valle collabori pienamente, effettivamente ed efficacemente con il Governo centrale nell\u2019interesse comune.<\/p><p>Infine mi permetto di formulare una affermazione che oso definire solenne: sono certo che i valdostani sono pronti a rispondere, in qualsiasi momento, all\u2019appello della Patria; e che, se essi dovessero essere chiamati a difenderla in una nuova guerra (<em>quod Deus avertat<\/em>) essi, con i nomi cari del <em>Pays <\/em>e della <em>Patrie<\/em> sulle labbra e con le lettere dei loro familiari e le preghiere in lingua francese sul loro cuore, sapranno rinnovare i fasti, i sacrifici e gli eroismi degli alpini della prima guerra mondiale. (<em>Applausi al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>MICHELI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MICHELI. Voglio aggiungere una breve parola a quanto ha detto l\u2019onorevole Chatrian. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em> Mi rincresce che a qualcuno questo meravigli, ma io ho un precedente sopra questa questione, che certamente molti hanno il diritto di ignorare. Il precedente \u00e8 questo: nel 1914, discutendo il bilancio della pubblica istruzione, io ho sostenuto, insieme all\u2019onorevole Rattone, uno stanziamento maggiore per le scuole di lingua francese che erano allora nella Valle d\u2019Aosta, e c\u2019\u00e8 ancora il mio ordine del giorno, firmato da altri deputati, in base al quale l\u2019onorevole Rattone fece un discorso che si potrebbe anche ricordare, se non fosse inopportuno di condurre troppo a lungo questa discussione.<\/p><p>Ad ogni modo, fin d\u2019allora questo diritto all\u2019uso delle due lingue nelle scuole e nei pubblici uffici della Valle d\u2019Aosta era gi\u00e0 consentito, e non si comprenderebbe ora un ritorno indietro, in un momento nel quale noi diamo alla Valle d\u2019Aosta uno Statuto che presenta una certa larghezza ed \u00e8 forgiato col sistema della precedente autonomia del Trentino, per la quale la questione della lingua non \u00e8 stata fatta. Io ricordo come l\u2019onorevole Baccelli, gi\u00e0 Ministro della pubblica istruzione, in quella circostanza, ebbe a dire una frase generosa. Egli disse: \u00abLa Valle d\u2019Aosta ha un dovere verso la lingua italiana e un diritto verso la lingua francese\u00bb. \u00abOr bene \u2013 aggiungeva l\u2019onorevole Rattone \u2013 il dovere si \u00e8 assolto in modo che non si potrebbe desiderare migliore, perch\u00e9 da noi (in Val d\u2019Aosta) tutti conoscono l\u2019italiano, ed \u00e8 scomparsa completamente la piaga dell\u2019analfabetismo\u00bb.<\/p><p>Ma permettete che io mi richiami a qualche cosa di ben maggiore importanza, cio\u00e8 all\u2019antica costituzione della Valle ed insieme allo Statuto Albertino, che consentiva che i deputati di Val d\u2019Aosta potessero nelle due Camere parlare in francese ed avere la risposta in francese. Non lo avevano fatto mai negli ultimi ventenni, ma prima s\u00ec; e nel Parlamento subalpino il francese si \u00e8 usato in tante occasioni.<\/p><p>Lo Statuto Albertino viene ora ad essere sostituito da questa Costituzione, che deve essere pi\u00f9 larga di quella di allora. Noi non possiamo, creando nuove autonomie, far s\u00ec che questo Statuto che viene ad incardinarsi appunto alla Costituzione nuova, possa portare una limitazione ad un diritto che queste popolazioni hanno sempre avuto.<\/p><p>\u00c8 per questo che io appoggio la proposta della Commissione, e voter\u00f2 per questa con sicura coscienza. (<em>Applausi al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Rodi, conserva il suo emendamento?<\/p><p>RODI. Lo mantengo.<\/p><p>CONDORELLI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CONDORELLI. Ho sentito dall\u2019onorevole Chatrian un dato di fatto: che la modesta gente in Val d\u2019Aosta parla il <em>patois<\/em>, ma che questa gente conosce l\u2019italiano ed il francese. Allora non vedrei la ragione per cui noi dovremmo abdicare al principio che la lingua italiana \u00e8 la lingua ufficiale dello Stato. Troverei che \u00e8 opportuno aggiungere una norma simile a quella che era nello Statuto Albertino, per cui sia consentito l\u2019uso della lingua francese anche negli atti pubblici degli enti locali. Ma far diventare la lingua francese una lingua ufficiale, a parit\u00e0 con la lingua italiana, mi sembra andare un po\u2019 oltre.<\/p><p>Mi pare che in questa materia noi seguiamo il moto oscillatorio del pendolo. Si arriva dagli estremi del fascismo, che cambi\u00f2 la toponomastica, ad un altro estremo, quello di espellere quasi la lingua italiana. (<em>Commenti<\/em>) S\u00ec, consentitemelo: perch\u00e9 se il Parlamento italiano consente che le due lingue siano parificate, nell\u2019applicazione, la lingua italiana sar\u00e0 esclusa. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em> Ve l\u2019assicuro io. Altrimenti non si chiederebbe con tanta insistenza questa norma. Nell\u2019applicazione, la lingua italiana sarebbe esclusa. (<em>Commenti<\/em>) Non c\u2019\u00e8 nessuna ragione di sancire una norma simile.<\/p><p>Si aggiunga che si pu\u00f2 consentire, come io propongo, negli atti pubblici degli enti locali l\u2019uso della lingua francese; o che questi atti siano fatti in forma bilingue; ma non c\u2019\u00e8 nessuna ragione di parificare le due lingue e di dire che ci sono due lingue ufficiali. Del resto, ve ne siete accorti quando avete scritto in questo Statuto che gli atti dell\u2019autorit\u00e0 giudiziaria devono essere scritti in italiano. Qual \u00e8 la ragione? Perch\u00e9 l\u00ec \u00e8 la sovranit\u00e0 dello Staio che parla e si esprime in italiano Ma io vi dico che sarebbe ancor pi\u00f9 necessario per gli atti dell\u2019autorit\u00e0 giudiziaria che la convinzione e la comprensione di questi atti scenda all\u2019umile gente. Perch\u00e9 una sentenza ha la funzione di spiegare le ragioni del diritto. Una sentenza deve convincere.<\/p><p>Io non comprendo perch\u00e9, giusto per le sentenze, si dovrebbe creare l\u2019eccezione. La verit\u00e0 \u00e8 questa: che la sovranit\u00e0 dello Stato si esprime nella lingua ufficiale dello Stato, e tutti gli atti che sono espressione della sovranit\u00e0 del nostro Stato devono essere nella nostra lingua italiana. Che, se intensamente italiani sono quelli della Val d\u2019Aosta, come non dubito, loderanno questo mio intervento e loderanno la Costituente, se essa voter\u00e0 a favore della mia proposta: cio\u00e8, che la lingua italiana \u00e8 la lingua della Regione, ma che \u00e8 consentito l\u2019uso della lingua francese negli atti ufficiali degli enti locali.<\/p><p>BORDON. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>BORDON. Mi associo alle parole dell\u2019onorevole Chatrian.<\/p><p>Vi prego di considerare la delicatezza di questa materia; le preoccupazioni che si sono qui manifestate sono semplicemente assurde oltrech\u00e9 offensive. Come si pu\u00f2 affermare che colle disposizioni in esame la lingua italiana potrebbe venire eliminata dalla Valle?<\/p><p>Gi\u00e0 altra volta con mia sorpresa ho sentito in quest\u2019Aula confondere la nostra autonomia con altri movimenti sacrileghi, che noi condanniamo e coi quali nulla ha a che fare la nostra autonomia.<\/p><p>La Commissione ha elaborato con la massima coscienza la disposizione in esame: essa risponde al dettato delle nostre coscienze e ai diritti della nostra Valle.<\/p><p>Vi prego di votare questo articolo com\u2019\u00e8 proposto, respingendo l\u2019emendamento proposto dell\u2019onorevole Rodi.<\/p><p>PRESIDENTE. Pongo in votazione l\u2019emendamento Rodi, cos\u00ec modificato, in sostituzione del primo comma dell\u2019articolo 37:<\/p><p>\u00abNella Valle d\u2019Aosta ha libero corso la lingua francese\u00bb.<\/p><p>(<em>Non \u00e8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Pongo ora in votazione il primo comma nel testo proposto dall\u2019onorevole Condorelli:<\/p><p>\u00abNella Valle d\u2019Aosta la lingua ufficiale \u00e8 la lingua italiana\u00bb.<\/p><p>(<em>Non \u00e8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Pongo in votazione il primo comma nel testo del progetto:<\/p><p>\u00abNella Valle d\u2019Aosta la lingua francese \u00e8 parificata a quella italiana\u00bb.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo al secondo comma. L\u2019onorevole Rodi propone il seguente testo:<\/p><p>\u00abGli atti pubblici sono redatti in lingua italiana\u00bb.<\/p><p>Lo pongo in votazione.<\/p><p>(<em>Non \u00e8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Pongo ora in votazione il testo proposto dall\u2019onorevole Condorelli:<\/p><p>\u00ab\u00c8 consentito l\u2019uso della lingua francese negli atti degli Enti locali\u00bb.<\/p><p>(<em>Non \u00e8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Pongo in votazione il secondo comma nel testo del progetto:<\/p><p>\u00abGli atti pubblici possono essere redatti nell\u2019una o nell\u2019altra lingua, eccettuati i provvedimenti dell\u2019autorit\u00e0 giudiziaria, i quali sono redatti in lingua italiana\u00bb.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Pongo in votazione l\u2019ultimo comma:<\/p><p>\u00abLe amministrazioni statali assumono in servizio in Valle d\u2019Aosta possibilmente funzionari originari della Regione o che conoscano la lingua francese\u00bb.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Presidenza del Vicepresidente TARGETTI<\/p><p>PRESIDENTE. Passiamo all\u2019articolo 38. Se ne dia lettura.<\/p><p>AMADEI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abNelle scuole di ogni ordine e grado, esistenti nella Regione, all\u2019insegnamento della lingua francese \u00e8 dedicato un numero di ore settimanali pari a quello della lingua italiana.<\/p><p>\u00abL\u2019insegnamento di alcune materie pu\u00f2 essere impartito in lingua francese\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Bettiol ha proposto il seguente emendamento:<\/p><p>\u00ab<em>Al primo comma, alle parole:<\/em> nelle scuole di ogni ordine e grado esistenti nella Regione, <em>sostituire le parole:<\/em> Nelle scuole di ogni ordine e grado dipendenti dalla Regione\u00bb.<\/p><p>Ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>BETTIOL. Leggendo questo progetto di Statuto particolare della Valle d\u2019Aosta, per quanto riguarda la disciplina delle questioni scolastiche, che presenta indubbiamente un interesse fondamentale, mi sono accorto \u2013 e vorrei sbagliarmi \u2013 che la disciplina prevista da questo Statuto si diversifica profondamente dalla disciplina che ieri abbiamo adottata per quanto concerne il regime scolastico nel Trentino-Alto Adige. \u00c8 in questo senso che, mentre noi giustamente dobbiamo garantire la possibilit\u00e0 ai nativi di sviluppare nelle loro scuole la loro tradizione culturale e la loro civilt\u00e0, dobbiamo per\u00f2 anche preoccuparci che gli immigrati, i quali sono in fortissimo numero nella Val d\u2019Aosta, possano liberamente cercare di avere quella educazione scolastica, quei tipi di scuole che pi\u00f9 si confanno alle loro tradizioni particolari.<\/p><p>In modo particolare, sarebbe opportuno fare in modo che la facolt\u00e0, di cui all\u2019articolo 38, riguardi soltanto le scuole dipendenti dalla Regione, perch\u00e9 in queste scuole dipendenti dalla Regione \u00e8 vivo l\u2019interesse all\u2019insegnamento della lingua francese, di questa lingua nella quale, appunto, si esprimono pi\u00f9 chiaramente le manifestazioni dei valdostani.<\/p><p>Quindi, il mio emendamento tende da una parte a creare scuole di Stato con libert\u00e0 di insegnamento per quanto riguarda la lingua da usarsi nella scuola, e dall\u2019altra a limitare questa autonomia dell\u2019insegnamento in lingua francese, soltanto alle scuole dipendenti dalla Regione stessa.<\/p><p>Questo per quanto riguarda l\u2019articolo 38. Mi riservo di riprendere poi la parola per quanto riguarda l\u2019articolo 39.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Malagugini ha proposto di sopprimere il secondo comma.<\/p><p>Ha facolt\u00e0 di svolgere l\u2019emendamento.<\/p><p>MALAGUGINI. Il secondo comma dell\u2019articolo 38 dice: \u00abL\u2019insegnamento di alcune materie pu\u00f2 essere impartito in lingua francese\u00bb. Credo che non sfugga a nessuno la gravit\u00e0 di questa affermazione ed io penso che neppure il collega onorevole Chatrian la vorr\u00e0 accettare. Che si adotti esclusivamente la lingua francese per l\u2019insegnamento di alcune materie mi pare eccessivo. Ho cercato di aver lumi in proposito dal collega onorevole Bordon, ma egli si \u00e8 limitato a dirmi che, se, a mo\u2019 d\u2019esempio, si volesse insegnare l\u2019educazione fisica in lingua francese, non lo si dovrebbe proibire. Lo si faccia pure, in pratica, ma non lo si sancisca in un articolo di una legge costituzionale.<\/p><p>Mi pare che queste osservazioni semplicissime debbano essere sufficienti per indurre i colleghi ad eliminare questo comma in un articolo che gi\u00e0 di per s\u00e9 concede molto alla Regione ed alle sue esigenze linguistiche.<\/p><p>PRESIDENTE. Prego l\u2019onorevole Lussu di esprimere il parere della Commissione su questi emendamenti.<\/p><p>LUSSU, <em>Relatore.<\/em> La Commissione accetta l\u2019emendamento Bettiol al primo comma.<\/p><p>Per il secondo comma, la situazione \u00e8 un po\u2019 pi\u00f9 difficile e credo che l\u2019Assemblea se ne renda conto. Nel decreto legislativo luogotenenziale \u00e8 detto che l\u2019insegnamento di alcune materie pu\u00f2 essere impartito in lingua francese. Noi abbiamo esaminato questo punto e siamo arrivati alla conclusione, che era indispensabile inserirlo nello Statuto stesso, perch\u00e9 altrimenti si veniva ad intaccare un diritto contemplato nella legislazione che \u00e8 oggi in atto. Vero \u00e8 che oggi, che io sappia, non si insegna nessuna materia in lingua francese, n\u00e9 la storia, n\u00e9 la geografia, n\u00e9 la matematica, n\u00e9 altro. La Giunta della Valle ci aveva proposto anche una serie di materie da inserire obbligatoriamente nello Statuto.<\/p><p>La Commissione non ha aderito a questa richiesta ed ha voluto consacrare nello Statuto la stessa formula che \u00e8 inserita nel decreto legislativo luogotenenziale citato. Io capisco, e la Commissione comprende, le apprensioni di qualcuno; peraltro, all\u2019articolo 39 c\u2019\u00e8 il correttivo, e la garanzia perch\u00e9 questi adattamenti di cui all\u2019articolo 39 (compreso l\u2019insegnamento della lingua francese) sono applicati e resi esecutivi da Commissioni miste e paritetiche, composte di rappresentanti del Ministero della pubblica istruzione e dei rappresentanti del Consiglio della Valle.<\/p><p>Quindi \u00e8 una cosa da esaminare, da discutere profondamente e da decidere, ma una certa tranquillit\u00e0 la possiamo avere.<\/p><p>La Commissione pertanto ritiene che deve insistere nel difendere il suo testo e nel raccomandarlo alla approvazione della Assemblea.<\/p><p>PRESIDENTE. Pongo in votazione il primo comma con l\u2019emendamento Bettiol, accettato dalla Commissione, cos\u00ec formulato:<\/p><p>\u00abNelle scuole di ogni ordine e grado, dipendenti dalla Regione, all\u2019insegnamento della lingua francese \u00e8 dedicato un numero di ore settimanali pari a quello della lingua italiana\u00bb.<\/p><p>(<em>Dopo prova e controprova, \u00e8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Pongo ora in votazione il secondo comma del quale l\u2019onorevole Malagugini ha chiesto la soppressione, non accettata dalla Commissione:<\/p><p>\u00abL\u2019insegnamento di alcune materie pu\u00f2 essere impartito in lingua francese\u00bb.<\/p><p>(<em>Dopo prova e controprova, \u00e8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Presidenza del Presidente TERRACINI<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ritengo opportuno che si passi ora alla votazione dell\u2019ordine del giorno presentato in principio di seduta dell\u2019onorevole Franceschini e da altri deputati.<\/p><p>Rammento che l\u2019onorevole Franceschini lo ha gi\u00e0 svolto e che il Relatore e il Presidente della Commissione, avevano dichiarato di accettarlo. .<\/p><p>Pongo pertanto in votazione l\u2019ordine del giorno:<\/p><p>\u00abL\u2019Assemblea Costituente, conscia delle particolari delicate esigenze di unit\u00e0 e organicit\u00e0, che sono proprie dell\u2019insegnamento primario e secondario d\u2019ogni tipo e grado, esprime il voto che l\u2019ordinamento giuridico, didattico e amministrativo della scuola italiana non possa essere sostanzialmente modificato dalla eventuale applicazione di norme integrative o d\u2019attuazione, secondo gli statuti regionali speciali\u00bb.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo all\u2019articolo 39. Se ne dia lettura.<\/p><p>AMADEI, <em>Segretario<\/em>, legge.<\/p><p>\u00abL\u2019insegnamento della varie materie \u00e8 disciplinato dalle norme e dai programmi in vigore nello Stato, con gli opportuni adattamenti alle necessit\u00e0 locali.<\/p><p>\u00abTali adattamenti, nonch\u00e9 le materie da insegnarsi in lingua francese, sono approvati e resi esecutivi da Commissioni miste paritetiche, composte di rappresentanti del Ministero della pubblica istruzione e di rappresentanti del Consiglio della Valle\u00bb.<\/p><p>PERASSI, <em>Presidente della Sottocommissione per gli Statuti regionali.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>PERASSI, <em>Presidente della Sottocommissione per gli Statuti regionali.<\/em> Pregherei di voler considerare soppressa al secondo comma di questo articolo la parola \u00abparitetiche\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Sta bene. A questo articolo, l\u2019onorevole Bettiol ha proposto il seguente emendamento:<\/p><p>\u00ab<em>Sostituire il secondo comma col seguente:<\/em><\/p><p>\u00abTali adattamenti, nonch\u00e9 le materie che possono essere insegnate in lingua francese, sono approvati e resi esecutivi, sentite le Commissioni miste composte di rappresentanti del Ministero della pubblica istruzione e di rappresentanti del Consiglio della Valle\u00bb.<\/p><p>Ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>BETTIOL. Il mio emendamento tende in sostanza ad ammorbidire quello che \u00e8 stato il principio approvato con il capoverso dell\u2019articolo 39, tanto da un punto di vista formale quanto da un punto di vista procedurale. Anzitutto la frase \u00abmaterie da insegnarsi\u00bb non concorda pi\u00f9 con il capoverso dell\u2019articolo 38, per il quale l\u2019insegnamento della lingua francese \u00e8 puramente facoltativo: \u00abda insegnarsi\u00bb d\u00e0 l\u2019idea invece dell\u2019obbligatoriet\u00e0.<\/p><p>In secondo luogo, il mio emendamento reca semplicemente \u00absentite le Commissioni miste\u00bb al posto di \u00abda commissioni miste paritetiche\u00bb; questo significa che l\u2019ultima decisione \u00e8 deferita alla potest\u00e0 di un organo statale. Non ho altro da aggiungere.<\/p><p>PRESIDENTE. Gli onorevoli Geuna, Rapelli, Franceschini, Bertola, hanno presentato il seguente emendamento:<\/p><p>\u00ab<em>Aggiungere al secondo comma, in fine, le seguenti parole:<\/em> e dei sindacati della scuola\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Geuna ha facolt\u00e0 di svolgere l\u2019emendamento.<\/p><p>GEUNA. Onorevole Presidente, onorevoli colleghi, noi abbiamo chiesto che si aggiunga, al termine dell\u2019articolo 39, l\u00e0 dove \u00e8 detto che alcune materie possono eventualmente insegnarsi in lingua francese, previa approvazione da parte di commissioni miste composte di rappresentanti del Ministero della pubblica istruzione e di rappresentanti del Consiglio della Valle, anche di \u00abrappresentanti del sindacato della scuola\u00bb.<\/p><p>Noi riteniamo che questa nostra proposta sia accettabile, dato che, una volta che l\u2019articolo parla di opportuni adattamenti per queste materie da insegnarsi in lingua francese, \u00e8 evidente che il sindacato della scuola, essendo particolarmente vicino a queste necessit\u00e0 locali, potr\u00e0 portare una voce di esperienza e recher\u00e0 quell\u2019insopprimibile elemento che \u2013 senza sviluppare l\u2019opposto \u2013 vorrei chiamare \u00abtecnico\u00bb nella soluzione dei vari problemi, cos\u00ec come il Consiglio della Valle eserciter\u00e0 anche in questo campo un\u2019azione di difesa, di tutela dell\u2019autonomia valdostana e il Ministero della pubblica istruzione recher\u00e0 la garanzia, per lo meno, di organicit\u00e0 e di unit\u00e0 nel campo dell\u2019insegnamento, pur con gli adattamenti in questione. Mi permetto poi chiedere alla Commissione le ragioni per cui \u00e8 addivenuta alla soppressione del termine \u00abparitetiche\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Gli onorevoli Mortati e Moro hanno presentato il seguente emendamento:<\/p><p>\u00ab<em>Aggiungere, alla fine del secondo comma, le parole:<\/em> e presiedute dal Presidente della Commissione di coordinamento\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Mortati ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>MORTATI. Onorevole Presidente, io lo ritiro associandomi a quello dell\u2019onorevole Bettiol, mantenendolo solo in via subordinata per il caso in cui l\u2019Assemblea respinga quello dell\u2019onorevole Bettiol.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Malagugini ha presentato il seguente emendamento:<\/p><p>\u00ab<em>Al secondo comma sostituire le parole:<\/em> composte di ecc., <em>con le altre:<\/em> composte di rappresentanti del Consiglio della Valle e del Ministro della pubblica istruzione sotto la presidenza di un altro funzionario del Ministero stesso\u00bb.<\/p><p>Ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>MALAGUGINI. Non ho niente da dire per illustrarlo, perch\u00e9 le ragioni che hanno ispirato il mio emendamento mi pare siano evidenti.<\/p><p>DE GASPERI, <em>Presidente del Consiglio dei Ministri.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>DE GASPERI, <em>Presidente del Consiglio dei Ministri.<\/em> Voglio fare soltanto un\u2019osservazione: se si vuole introdurre la rappresentanza professionale o tecnica, credo si debba dire, in generale, \u00abrappresentanza dei professori, degli insegnanti ecc.\u00bb, ma non dei sindacati, che non sono giuridicamente riconosciuti. Nelle leggi finora abbiamo sempre adottato questa forma, perch\u00e9 non possiamo escludere l\u2019uno e includere l\u2019altro. Diciamo semplicemente \u00abrappresentanti del corpo insegnanti\u00bb, e poi le norme regolamentari stabiliranno quali sono.<\/p><p>GEUNA. Accetto la modificazione.<\/p><p>PRESIDENTE. Prego l\u2019onorevole Lussu, di esprimere il parere della Commissione sugli emendamenti proposti.<\/p><p>LUSSU, <em>Relatore.<\/em> La Commissione accetta l\u2019emendamento proposto dall\u2019onorevole Bettiol, di sostituire le parole \u00able materie da insegnarsi\u00bb con quelle: \u00able materie che possono essere insegnate\u00bb, riconoscendo che lasciando detto cos\u00ec com\u2019\u00e8 nel testo sembra un\u2019affermazione categorica, quale invece non vuole essere.<\/p><p>Per quanto riguarda la seconda parte del secondo comma, evidentemente non \u00e8 stata avvertita la dichiarazione che ha fatto il nostro Presidente onorevole Perassi poc\u2019anzi. Egli ha detto che la Commissione correggeva in questo senso: \u00abresi esecutivi da Commissioni miste\u00bb, togliendo l\u2019aggettivo \u00abparitetiche\u00bb.<\/p><p>Questo si \u00e8 dovuto fare in seguito al fatto che qualcuno ha osservato che nel testo del decreto legislativo luogotenenziale, al quale noi ci siamo riferiti, effettivamente quel \u00abparitetiche\u00bb non c\u2019era. E allora si \u00e8 ritenuto di lasciare soltanto \u00abCommissioni miste\u00bb. Ma quando si lascia \u00abCommissioni miste\u00bb nello Statuto, cos\u00ec com\u2019\u00e8 nel testo del primo decreto, evidentemente non bisogna imporre una sovrastruttura di Presidenti, ecc. come qualcuno ha fatto, perch\u00e9 \u00e8 sufficiente dire \u00abrappresentanti del Ministero della pubblica istruzione e i rappresentanti del Consiglio ella Valle\u00bb.<\/p><p>Credo, poi, che la Commissione aderisca senz\u2019altro ad includere la rappresentanza degli insegnanti, perch\u00e9 \u00e8 troppo giusto che ci siano. Per\u00f2 preferibilmente insegnanti \u2013 questo dovrebbe dipendere dalla discrezionalit\u00e0 del Corpo interessato \u2013 che conoscano bene l\u2019ambiente e la lingua, che siano cio\u00e8 interpreti di reali esigenze locali.<\/p><p>In questo senso la Commissione pu\u00f2 aderire agli emendamenti proposti dagli onorevoli Bettiol e Geuna. Quanto all\u2019emendamento Malagugini, la Commissione a mio mezzo dichiara di non poterlo accettare.<\/p><p>MALAGUGINI. Chiedo di parlare per un chiarimento.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MALAGUGINI. Vorrei sapere che cosa significano queste Commissioni miste e che valore ha da parte della Commissione l\u2019aver tolto l\u2019aggettivo \u00abparitetiche\u00bb. Se lo si \u00e8 tolto, lo si \u00e8 fatto per un motivo, non perch\u00e9 fosse un pleonasmo. Dunque bisogner\u00e0 dire come queste Commissioni sono composte, e da chi sono presiedute, perch\u00e9 possano funzionare.<\/p><p>UBERTI. Sempre in mano alla burocrazia centrale!<\/p><p>MALAGUGINI. Se non vi piace l\u2019Alto funzionario, non insisto; ho adoperato questa dizione generica, ma si potrebbe anche modificare e specificare. L\u2019importante \u00e8 che ci sia uno che presieda in modo che questa materia delicata sia trattata con la seriet\u00e0 che merita.<\/p><p>BETTIOL. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>BETTIOL. Non ho compreso bene il parere della Commissione circa la sostanza del mio emendamento, perch\u00e9 mentre nel testo del progetto il parere delle Commissioni ha carattere vincolante, nel mio emendamento ha soltanto carattere consultivo.<\/p><p>PRESIDENTE. Ha facolt\u00e0 di parlare l\u2019onorevole Relatore.<\/p><p>LUSSU, <em>Relatore.<\/em> Le deficienze sono inevitabili, perch\u00e9 i testi degli emendamenti vengono presentati all\u2019ultimo momento e la Commissione non li ha sott\u2019occhio.<\/p><p>Noi abbiamo inteso di non accettare l\u2019emendamento Bettiol.<\/p><p>Noi intendiamo che gli adattamenti da apportarsi e le materie da insegnarsi in lingua francese, siano approvati e resi esecutivi, perch\u00e9, cancellando \u00abparitetiche\u00bb ritengo ci sia una ampia garanzia.<\/p><p>E adesso si entra nel merito. Come saranno composte queste Commissioni? Vorrei chiedere all\u2019onorevole Bordon come sono composte oggi queste Commissioni, e se mai hanno funzionato. Io non saprei dirlo. Ma a me pare che quando ci siano i rappresentanti del Ministero, del Consiglio della Valle, degli insegnanti, basti che il pi\u00f9 autorevole assuma le funzioni di Presidente della Commissione. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Se vogliamo precisare anche come deve avvenire la nomina, entriamo in un altro campo.<\/p><p>Su questo ho bisogno di consultarmi col Presidente o coi colleghi, perch\u00e9 non posso improvvisare la composizione della Commissione mista.<\/p><p>DE GASPERI, <em>Presidente del Consiglio dei Ministri.<\/em> Non credo che sia necessario occuparsi di questo particolare. Qui stiamo facendo una legge, non un regolamento.<\/p><p>LUSSU, <em>Relatore.<\/em> Si potrebbe dire: \u00abpresieduta dal rappresentante del Ministero\u00bb. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Se si volesse specificare tutto dove si andrebbe a finire? Dovremmo accettare molti emendamenti aggiuntivi, e dovremmo persino dire come verranno nominati i rappresentanti degli insegnanti.<\/p><p>BERTONE. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>BERTONE. Trovo che bisognerebbe risolvere il quesito posto dall\u2019onorevole Bettiol. La questione del Presidente, diviene importante soltanto se la Commissione dovr\u00e0 essere organo esecutivo e non puramente consultivo. Quindi, credo che bisogna votar prima l\u2019emendamento dell\u2019onorevole Bettiol. Se viene approvato, la questione della presidenza della Commissione non ha pi\u00f9 ragione d\u2019essere.<\/p><p>LUSSU, <em>Relatore.<\/em> La Commissione non accetta l\u2019emendamento Bettiol.<\/p><p>PRESIDENTE. Sarebbe necessario che venisse completato questo comma, o per lo meno si facesse riferimento alle disposizioni ulteriori che verranno stabilite.<\/p><p>A questo proposito v\u2019\u00e8 la proposta dell\u2019onorevole Mortati, che vorrebbe affidare la Presidenza di questa Commissione al Presidente della Commissione di coordinamento.<\/p><p>GEUNA. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>GEUNA. Scusi, signor Presidente; sar\u00f2 giudicato pedante, ma devo dichiarare che non ho avuto soddisfazione circa i motivi per cui \u00e8 stata tolta la parola \u00abparitetiche\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Lussu, la prego di rispondere.<\/p><p>LUSSU, <em>Relatore.<\/em> Io lo avevo detto. Alcuni colleghi ci hanno fatto osservare che il testo del decreto legislativo luogotenenziale parlava di Commissioni miste, e pertanto ci hanno pregato di ritornare al testo. Noi abbiamo creduto doveroso accettare questo suggerimento. Ecco perch\u00e9 abbiamo cancellato la parola \u00abparitetiche\u00bb.<\/p><p>Invece, creando \u00abCommissioni miste\u00bb, \u00e8 chiaro (e il fatto stesso che abbiamo aderito alla richiesta che fosse inserito il rappresentante del corpo degli insegnanti lo dimostra), che si hanno in modo certo tutte le garanzie.<\/p><p>Quando noi accettiamo che la Commissione sia composta del rappresentante del Ministero della pubblica istruzione, del rappresentante del Consiglio della Valle, del rappresentante del corpo degli insegnanti, non basta?<\/p><p>Dobbiamo anche dire come verr\u00e0 nominato il Presidente e con quali modalit\u00e0 saranno nominati il rappresentante del Ministero, quello del corpo degli insegnanti e quello del Consiglio della Valle?<\/p><p>Credo francamente che non sia necessario.<\/p><p>PRESIDENTE. Probabilmente non \u00e8 necessario dire in che modo si provvede alla nomina dei componenti, ma \u00e8 necessario dire chi presiede questa Commissione. Si dica pure che la Commissione si elegger\u00e0 un Presidente. Anche questa \u00e8 una formula, ma occorre dirlo.<\/p><p>LUSSU, <em>Relatore.<\/em> La Commissione quando si riunisce nomina un Presidente. E non \u00e8 automatico e implicito che i tre si riuniscano e uno presieda? \u00c8 proprio necessario dirlo?<\/p><p>Non \u00e8 poi da accettare l\u2019emendamento del collega onorevole Mortati, che vorrebbe che il Presidente della Commissione di coordinamento fosse anche il Presidente di questa Commissione scolastica. Francamente, sar\u00e0 un capace e degno funzionario, ma \u00e8 bene che il Ministero dell\u2019interno non si occupi di questi problemi scolastici.<\/p><p>GEUNA. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>GEUNA. Io chiedo venia se sono cos\u00ec insistente, ma ritengo necessario che il mio pensiero sia esattamente compreso.<\/p><p><em>A<\/em> <em>fortiori<\/em>, se la Commissione ha lasciato il termine \u00abparitetica\u00bb e quindi si \u00e8 ridotta a questa formazione di Commissione mista, questo ripiegare su delle Commissioni miste non paritetiche postula che vi sia una presidenza.<\/p><p>Se noi stiamo allo spirito del testo della Commissione, per cui le decisioni hanno un carattere esecutivo, logicamente, siccome questa decisione si trasferir\u00e0 immediatamente in atto e avr\u00e0 valore per la Valle, occorre che vi sia un\u2019autorit\u00e0 che possa raccogliere i frutti della discussione di tre volont\u00e0 diverse e decidere. Se, invece si aderisce al testo Bettiol, per il quale io \u2013 e valga come dichiarazione di voto \u2013 voter\u00f2 contro, per cui queste Commissioni si riducono ad un puro carattere consultivo, allora sar\u00e0 il Consiglio della Valle che, in veste di organo legislativo ed esecutivo, avr\u00e0 facolt\u00e0 di tradurre o meno in atto le norme stesse deliberate.<\/p><p>PRESIDENTE. Pongo intanto in votazione il primo comma dell\u2019articolo 39 nel testo del progetto:<\/p><p>\u00abL\u2019insegnamento delle varie materie \u00e8 disciplinato dalle norme e dai programmi in vigore nello Stato, con gli opportuni adattamenti alle necessit\u00e0 locali\u00bb.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo al secondo comma nella formulazione proposta dall\u2019onorevole Bettiol.<\/p><p>\u00abTali adattamenti, nonch\u00e9 le materie che possono essere insegnate in lingua francese, sono approvati e resi esecutivi, sentite le Commissioni miste composte di rappresentanti del Ministero della pubblica istruzione e di rappresentanti del Consiglio della Valle\u00bb.<\/p><p>PERASSI, <em>Presidente della Sottocommissione per gli Statuti regionali.<\/em> Chiedo di parlare<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>PERASSI, <em>Presidente della Sottocommissione per gli Statuti regionali.<\/em> Pregherei di votare questo comma per divisione. Vi \u00e8 una modifica al testo della Commissione che consiste nel dire anzich\u00e9 \u00able materie da insegnarsi\u00bb, \u00able materie che possono essere insegnate\u00bb.<\/p><p>Per l\u2019altra parte, prima di passare ad un voto, per chiarire le idee, e soprattutto avuto riguardo alla proposta Bettiol, bisogna sapere bene che cosa vuol dire \u00absono approvati e resi esecutivi\u00bb. Da chi? Se si dice: \u00abresi esecutivi sentite la Commissioni\u00bb potrebbe credersi che l\u2019autorit\u00e0 che rende esecutivi questi programmi \u00e8 l\u2019autorit\u00e0 regionale. Non credo che l\u2019emendamento Bettiol corrisponda allo scopo che aveva in vista. Quindi credo che, in luogo di dire \u00absentite la Commissioni\u00bb, pu\u00f2 restare il testo attuale \u00absono approvati e resi esecutivi da Commissioni\u00bb, ma bisogna che risulti ben chiaro che la Commissione non \u00e8 un organo della Regione ma \u00e8 un organo dello Stato, il che pu\u00f2 farsi risultare dicendo che il Presidente di questa Commissione \u00e8 nominato dal Ministro.<\/p><p>Io proporrei a questo riguardo di dire in fondo: \u00abe presiedute da un provveditore agli studi designato dal Ministro della pubblica istruzione\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Pongo in votazione il secondo comma nella formulazione dell\u2019onorevole Bettiol.<\/p><p>(<em>Dopo prova e controprova, \u00e8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Pongo in votazione l\u2019emendamento aggiuntivo dell\u2019onorevole Geuna, cos\u00ec definitivamente formulato:<\/p><p>\u00abe di rappresentanti degli insegnanti\u00bb.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo all\u2019articolo 40. Se ne dia lettura.<\/p><p>AMADEI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abLa Regione provvede all\u2019istruzione materna, elementare, professionale e media e all\u2019educazione fisica della giovent\u00f9.<\/p><p>\u00abLa Regione nomina il sovraintendente agli studi e gli insegnanti e il personale delle scuole da essa dipendenti.<\/p><p>\u00abGli insegnanti devono possedere i titoli di studi prescritti dalle leggi dello Stato.<\/p><p>\u00abGli insegnanti delle scuole elementari debbono essere nominati in seguito a concorso.<\/p><p>\u00abQuelli delle scuole medie devono essere nominati fra i vincitori di un concorso statale.<\/p><p>\u00ab\u00c8 ammesso il passaggio degli insegnanti dai ruoli statali a quelli regionali e viceversa secondo le norme stabilite con legge della Repubblica.<\/p><p>\u00abLe nomine del personale di cui al presente articolo sono subordinate alla dimostrazione della conoscenza della lingua francese.<\/p><p>\u00abLo stato giuridico ed economico degli insegnanti \u00e8 regolato da norme conformi a quelle vigenti per gli insegnanti dei ruoli statali\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Gli onorevoli Franceschini, Bertola, Tega, Ponti, Preti, Tonello, Ferrarese, Guerrieri Filippo, Rapelli e Ferreri, hanno preposto di sopprimerlo. L\u2019onorevole Franceschini ha facolt\u00e0 di svolgere l\u2019emendamento.<\/p><p>FRANCESCHINI. Mi rivolgo prima di tutto al rappresentante della Val d\u2019Aosta, l\u2019onorevole Bordon, per dirgli che solo amore e simpatia verso i colleghi insegnanti e verso gli allievi della Val d\u2019Aosta muovono le mie parole, anzi le nostre parole: poich\u00e9 io parlo a nome del Gruppo della scuola.<\/p><p>Vi \u00e8 in questo articolo 40 una contraddizione patente con l\u2019articolo 3 lettera <em>g<\/em>), che dice che la Regione ha la potest\u00e0 di emanare norme legislative di integrazione e di attuazione delle leggi della Repubblica nei riguardi dell\u2019istruzione materna, elementare e media. Dunque, norme di semplice integrazione ed attuazione; mentre, al contrario, l\u2019articolo 40 provvede alla scuola con legislazione primaria; bench\u00e9, infatti, esso si uniformi alla legislazione italiana, tuttavia afferma una primariet\u00e0 giurisdizionale che \u00e8 in contraddizione palese con l\u2019articolo 3 lettera <em>g<\/em>)<em>.<\/em> La legislazione concessa dall\u2019articolo 3, gi\u00e0 approvato, \u00e8, lo ripetiamo, di integrazione e di attuazione soltanto.<\/p><p>Ora, quando si dice che \u00abla Regione provvede all\u2019istruzione materna, elementare&#8230; ecc.\u00bb che cosa v\u2019\u00e8 di pi\u00f9 primario di questa attribuzione? (<em>Interruzione del deputato Bordon<\/em>)<em>. <\/em>Mi pare che quando si dice, ad esempio, \u00abprovvede alla nomina del sovraintendente\u00bb questa affermazione implichi un potere pieno e assoluto: ci\u00f2 che, come ho detto, \u00e8 contradittorio.<\/p><p>\u00c8 vero che l\u2019onorevole Lussu ha invocato stamane il decreto legge 11 novembre 1946, il quale concede tale facolt\u00e0, attualmente in vigore. Ma che significa questo? Perch\u00e9 dobbiamo noi tradurre una semplice legge, che \u00e8 contingente, che pu\u00f2 mutare, che pu\u00f2 essere confermata per lunghi anni ma anche abrogata, in un articolo di Statuto la cui caratteristica \u00e8 invece quella di essere fermo, stabile, e che dovrebbe dare netto profilo giuridico alla scuola valdostana? Non v\u2019\u00e8 ragione.<\/p><p>Ecco la nostra proposta: lasciamo che la legge 11 novembre 1946 operi, conforme a quanto essa fa gi\u00e0 praticamente; e teniamoci alla norma sancita dall\u2019articolo 3, lettera <em>g<\/em>) la quale conferisce ampie libert\u00e0, ma nell\u2019ambito dell\u2019ordine del giorno gi\u00e0 da noi votato, cio\u00e8 di una potest\u00e0 secondaria.<\/p><p>Aggiungo, per\u00f2, e questo ha la sua importanza, che noi comprendiamo e riconosciamo il pieno diritto dei valdostani a pretendere che i loro insegnanti conoscano anche la lingua francese. E perci\u00f2 vorrei che noi stralciassimo e affidassimo alla Commissione il penultimo alinea dell\u2019articolo 40, l\u00e0 dove dice che \u00able nomine degli insegnanti (di tutti gli insegnanti) sono subordinate alla dimostrazione della conoscenza della lingua francese\u00bb. La Commissione potrebbe aggiungere questo comma all\u2019articolo 37 o all\u2019articolo 38 o all\u2019articolo 39; e cos\u00ec avremmo svuotato l\u2019articolo 40 di tutto quello che \u00e8 illegale e contradittorio (<em>Interruzione del deputato Uberti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Onorevole Uberti, non v\u2019\u00e8 niente di inconfessabile in quello che dico; v\u2019\u00e8 solo la constatazione della contradizione palese che dobbiamo evitare. Ripeto che l\u2019articolo 3 provvede chiaramente a garantire la potest\u00e0 integrativa. Quando noi salviamo il penultimo comma dell\u2019articolo 40, provvediamo in pieno a tutto ci\u00f2 che di sostanziale e di giusto ha l\u2019articolo 40.<\/p><p>Ecco perch\u00e9 prego l\u2019onorevole Bordon, come rappresentante della Valle, di comprendere le particolari esigenze esposte da noi, Gruppo della Scuola, e di aderirvi.<\/p><p>BORDON. \u00c8 una materia amministrativa.<\/p><p>FRANCESCHINI. Quando il primo comma dice \u00abla Regione provvede alla istruzione\u00bb inequivocabilmente vi si parla di legislazione primaria.<\/p><p>LUSSU, <em>Relatore.<\/em> Ma no! La legislazione primaria \u00e8 solo dello Stato.<\/p><p>CODIGNOLA. Non \u00e8 affatto chiaro.<\/p><p>FRANCESCHINI. Non \u00e8 salvaguardato per nulla il concetto di integrativit\u00e0.<\/p><p>Concludendo: sostengo che nell\u2019articolo 40 non \u00e8 in modo assoluto garantito il rispetto dell\u2019articolo 3, lettera <em>g<\/em>), e pertanto lo respingo; salvo il penultimo comma, che noi affidiamo ben volentieri alla Commissione, riconoscendo il pieno diritto dei Valdostani a pretendere che i loro insegnanti e dirigenti di scuola conoscano anche la lingua francese.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Bettiol propone il seguente emendamento:<\/p><p>\u00ab<em>Aggiungere, in fine, il seguente comma:<\/em><\/p><p>\u00abAgli insegnanti attualmente in servizio resta garantito il rispetto dei diritti loro riconosciuti dalle leggi dello Stato\u00bb.<\/p><p>Ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>BETTIOL. Ho presentato questo emendamento per venire incontro a tutti gli insegnanti, i quali ci mandano telegrammi e proteste, perch\u00e9 temono che, passando alle dipendenze della Regione, le loro tasche diventino dello stesso colore della loro verde vallata! (<em>Si ride<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Mortati propone:<\/p><p>\u00ab<em>Aggiungere al sesto comma le parole:<\/em> in quanto non si tratti di insegnanti che abbiano vinto un concorso statale\u00bb.<\/p><p>Ha facolt\u00e0 di svolgere l\u2019emendamento.<\/p><p>MORTATI. Vorrei associarmi in via principale alla proposta di soppressione dell\u2019articolo 40. Per\u00f2 non per le ragioni formulate dall\u2019onorevole Franceschini, non del tutto fondate, ma per altre considerazioni. Infatti non \u00e8 esatto che l\u2019attivit\u00e0 affidata alla Regione dall\u2019articolo 40 abbia carattere primario poich\u00e9 essa riguarda solo l\u2019esercizio dell\u2019amministrazione scolastica. L\u2019articolo 3 dello Statuto che esaminiamo conferisce alla Regione potest\u00e0 di emanare norme legislative di integrazione e di attuazione delle leggi della Repubblica in materia scolastica, mentre il successivo articolo 4 stabilisce che la Regione esercita le funzioni amministrative nelle materie nelle quali essa ha potest\u00e0 legislativa a norma dei due precedenti articoli. Mi pare pertanto che la facolt\u00e0 di amministrare la scuola nasca gi\u00e0 dall\u2019articolo 4 e quindi la norma dell\u2019articolo 40 \u00e8 da sopprimere, perch\u00e9 superflua. Quanto poi alla parte di quest\u2019articolo, che dispone per i docenti la necessit\u00e0 della conoscenza della lingua francese, essa mi pare altrettanto superflua, perch\u00e9 \u00e8 stabilito, nell\u2019ultimo comma dell\u2019articolo 37, da noi poco fa approvato, tale obbligo per tutti gli impiegati. Perci\u00f2 ritengo che si debba eliminare l\u2019articolo, non per le ragioni dette da altri, ma per la sua superfluit\u00e0.<\/p><p>TONELLO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>TONELLO. Ho chiesto di parlare, onorevoli colleghi, unicamente per associarmi <em>toto corde<\/em> alle considerazioni dell\u2019onorevole Franceschini. Volere o no, i maestri della Valle d\u2019Aosta verranno ad avere uno stato giuridico diverso da quello di tutti gli altri maestri italiani. (<em>Commenti al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>BORDON. Lo dice lei!<\/p><p>TONELLO. Lo dico io? Quando ho letto questo articolo non ho avuto pi\u00f9 dubbi sul fatto che i maestri non hanno pi\u00f9 il loro stato giuridico, passando alle dipendenze dell\u2019amministrazione della Valle d\u2019Aosta.<\/p><p>UBERTI. Conservano lo stato giuridico.<\/p><p>TONELLO. Conservano un bel nulla! Per questi motivi mi associo all\u2019emendamento Franceschini.<\/p><p>RODI. Dobbiamo associarci alle voci arrivate da tutte le parti di Italia, di maestri e professori, dalla cui volont\u00e0 noi non possiamo prescindere. (<em>Proteste al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>LUSSU, <em>Relatore.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LUSSU, <em>Relatore.<\/em> La Commissione non riesce a capire come in questa Assemblea vi siano dei colleghi che possano pensare ad un\u2019assurdit\u00e0 simile! Solo l\u2019illustre professore e collega Mortati poteva essere fra questi.<\/p><p>PRESIDENTE. Ma ve ne sono numerosi altri.<\/p><p>TONELLO. &#8230;i quali conoscono la scuola.<\/p><p>LUSSU, <em>Relatore.<\/em> Ma se lo stesso Ministro Gonella ha creato l\u2019ordinamento che voi volete sopprimere!<\/p><p>PRESIDENTE. Pongo in votazione la proposta di soppressione dell\u2019articolo 40.<\/p><p>(<em>Dopo prova e controprova, \u00e8 approvata<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Onorevole Lussu, tenga presente, la prego, la considerazione, questa volta certamente a lei gradita, fatta dall\u2019onorevole Mortati il quale ha detto che, in base all\u2019articolo 3, tutte queste norme possono essere stabilite dalla Regione. La differenza, evidentemente, sar\u00e0 nel fatto che poste nello Statuto avrebbero avuto valore costituzionale, e quindi entro certi limiti intangibili, mentre stabilite con una legge della Regione possono essere pi\u00f9 facilmente modificabili dalla Regione stessa.<\/p><p>LUSSU, <em>Relatore.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LUSSU, <em>Relatore.<\/em> Poich\u00e9 l\u2019articolo \u00e8 stato soppresso, sto preparando un articolo che possa sodisfare tutti. Evidentemente, molti colleghi arrivati tardi, non avendo assistito a tutta la discussione, non conoscendo i precedenti della legge sulla Val d\u2019Aosta e sull\u2019insegnamento, hanno votato una cosa che \u00e8 estremamente grave. (<em>Interruzioni<\/em>)<em>.<\/em> Comunque, sto preparando un testo che elimini le apprensioni.<\/p><p>PRESIDENTE. Sta bene, lo prepari. Intanto proseguiamo nell\u2019esame degli articoli successivi. Passiamo al Titolo VIII: \u00abOrdinamento degli uffici di conciliazione\u00bb.<\/p><p>Si dia lettura dell\u2019articolo 41.<\/p><p>AMADEI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abL\u2019istituzione degli uffici di conciliazione nei comuni della Valle d\u2019Aosta \u00e8 disposta con decreto del Presidente della Giunta previa deliberazione di questa.<\/p><p>\u00abI giudici conciliatori e vicegiudici conciliatori sono nominati con decreto del Presidente della Giunta, sentita la Giunta stessa, su proposta dei Consigli comunali interessati, con l\u2019osservanza delle disposizioni delle leggi dello Stato.<\/p><p>\u00abLa revoca o la dispensa per incapacit\u00e0 o per motivi di salute dei giudici conciliatori \u00e8 disposta con decreto del Presidente della Giunta, sentita la Giunta, su proposta del Presidente del tribunale d\u2019Aosta. La dispensa per dimissioni volontarie \u00e8 pronunciata con decreto del Presidente della Giunta\u00bb.<\/p><p>MORTATI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Mortati, dall\u2019articolo 40 al 44 non vi \u00e8 nessun suo emendamento.<\/p><p>Comunque, ha facolt\u00e0 di parlare.<\/p><p>MORTATI. In sostanza, si tratta di questo: ieri abbiamo approvato una disposizione che riguardava lo stesso argomento. In linea preventiva, bisognerebbe, a mio avviso, sopprimere il titolo, ma non insisto su questa pregiudiziale soppressiva, anche in vista della votazione di ieri sera.<\/p><p>Vorrei che, mantenendosi quest\u2019articolo, si adegui la sua formulazione a quella gi\u00e0 approvata ieri per il Trentino. L\u2019attuale proposta della Commissione diverge da quella gi\u00e0 approvata ieri sera, nel senso che vi \u00e8 un\u2019estensione rispetto a quello che abbiamo approvato ieri.<\/p><p>Quindi io sopprimerei il primo comma e lascerei il secondo comma cos\u00ec come sta, con questa precisazione: che si menzioni il carattere di attivit\u00e0 delegata di questa funzione attinente alla giurisdizione attribuita alla Regione.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Mortati propone, in sostanza, la soppressione del primo comma. L\u2019onorevole Lussu ha facolt\u00e0 di esprimere il parere della Commissione.<\/p><p>LUSSU, <em>Relatore.<\/em> A me pare, onorevole Presidente, che qui si commettono degli atti un po\u2019 troppo affrettati e forse sarebbe opportuno un arresto di un\u2019ora o di mezz\u2019ora per creare un ambiente pi\u00f9 disteso. Qui si stanno affrontando delle questioni che sono fondamentali sul posto, tanto che hanno richiesto norme legislative, che non sono state improvvisate, ma sono state il prodotto di lunghe discussioni e di accordi tra il Ministero e la Valle. Vi sono state anche Commissioni che hanno studiato il problema sui posto e poi hanno concluso. Cosicch\u00e9, dopo un lungo lavoro, si \u00e8 arrivati finalmente a delle conclusioni consacrate con leggi; poi si \u00e8 arrivati a questa situazione di oggi, per cui mi sembra che l\u2019Assemblea abbia dimenticato \u2013 perch\u00e9 siamo ridotti in pochi \u2013 il vero aspetto del problema. Qui ci diamo il turno e succede che il primo turno sente una cosa che il secondo turno non sente e poi si finisce per decidere in modo incongruo.<\/p><p>Io chiedo che si stabilisca un clima di serenit\u00e0 e mi sembra che sia necessario perci\u00f2 una sospensione di un\u2019ora, altrimenti cos\u00ec non \u00e8 possibile. Anche il Governo dovrebbe essere pi\u00f9 ampiamente rappresentato. Il Presidente del Consiglio, dopo la mia relazione di oggi, ha dichiarato che, come Presidente del Consiglio, non ha trovato che vi fosse una sola cosa che contrastasse con i punti della Carta costituzionale della Repubblica.<\/p><p>E noi all\u2019ultimo momento abbiamo votato proprio con questi turni di gruppi che si susseguono, ma che non sono sempre gli stessi; ed abbiamo votato la soppressione dell\u2019articolo 40, che ha stupito parecchi dei colleghi che conoscono la situazione della Val d\u2019Aosta, la quale non \u00e8 un problema di 10 o 100 maestri elementari; questo \u00e8 un problema assai pi\u00f9 serio. I maestri elementari sono perfettamente garantiti dalla legge, che rende il loro stato giuridico eguale a tutti i maestri elementari dello Stato. Questo \u00e8 un problema politico, anche se la Valle \u00e8 una piccola conca alpina. Io chiedo pertanto una sospensione della seduta.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Lussu, non vorrei che questa diventasse una discussione tra colleghi direttamente e seriamente interessati alla scuola anzich\u00e9 una discussione di carattere politico come deve restare.<\/p><p>Continuiamo, quindi, nel nostro lavoro cercando di non portarvi questi piccoli elementi di passionalit\u00e0 che di volta in volta si fanno strada.<\/p><p>L\u2019onorevole Mortati ha dunque proposto di sopprimere il primo comma dell\u2019articolo 41.<\/p><p>Chiedo alla Commissione di esprimere il proprio parere su questa proposta.<\/p><p>PERASSI, <em>Presidente della Sottocommissione per gli Statuti regionali.<\/em> Faccio presente semplicemente questo: che non io, ma il decreto del Capo provvisorio dello Stato emanato in data 15 novembre 1946, dice testualmente cos\u00ec all\u2019articolo primo:<\/p><p>\u00abL\u2019istituzione degli uffici di conciliazione nei comuni della Valle d\u2019Aosta e nelle relative borgate o frazioni \u00e8 disposta con decreto del Presidente del Consiglio della Valle d\u2019Aosta, previa deliberazione della Giunta del Consiglio stesso\u00bb.<\/p><p>MORTATI. Chiedo di parlare, per un chiarimento.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Mortati, la prego! Non avrei nemmeno dovuto darle la facolt\u00e0 di parlare.<\/p><p>Posso darle la parola, solo se ritira il suo emendamento.<\/p><p>MORTATI. Vorrei chiedere solo un chiarimento, avuto il quale potrei anche ritirare il mio emendamento.<\/p><p>Vorrei cio\u00e8 chiedere per quale ragione questo potere non si debba considerare delegato.<\/p><p>PRESIDENTE. Ma lei entra nel merito. Non \u00e8 consentito.<\/p><p>Pongo in votazione la proposta Mortati di soppressione del primo comma dell\u2019articolo 41.<\/p><p>(<em>Non \u00e8 approvata<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Pongo in votazione il primo comma nel testo del progetto.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PERASSI, <em>Presidente della Sottocommissione per gli Statuti regionali<\/em>. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>PERASSI, <em>Presidente della Sottocommissione per gli Statuti regionali.<\/em> Per quanto concerne il secondo comma, io accetterei pienamente l\u2019osservazione dell\u2019onorevole Mortati nel senso che convenga anche in questo testo inserire la frase che \u00e8 stata inserita nel testo dello statuto del Trentino-Alto Adige, cio\u00e8 che il potere di nomina, di revoca, ecc., attribuito al Presidente della Valle, \u00e8 un potere che egli esercita per delegazione del Presidente della Repubblica. Quindi, proporrei di adottare, in sostituzione del secondo e del terzo comma dell\u2019articolo 41 e dell\u2019articolo 42, la formulazione usata nello statuto per il Trentino-Alto Adige, che \u00e8 la seguente:<\/p><p>\u00abAlla nomina, alla decadenza, alla revoca, alla dispensa dall\u2019ufficio dei giudici conciliatori e viceconciliatori provvede il Presidente della Giunta regionale, in virt\u00f9 di delegazione del Presidente della Repubblica, osservate le altre norme in materia, stabilite dall\u2019ordinamento giudiziario.<\/p><p>\u00abL\u2019autorizzazione all\u2019esercizio delle funzioni di cancelliere e di usciere presso gli uffici di conciliazione \u00e8 data, alle persone che hanno i requisiti prescritti dall\u2019ordinamento giudiziario, dal Presidente della Giunta regionale.<\/p><p>\u00abAlla revoca e alla sospensione temporanea dell\u2019autorizzazione, nei casi previsti dall\u2019ordinamento giudiziario, provvede lo stesso Presidente\u00bb.<\/p><p>MORO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MORO. Siccome la Commissione sembra abbia acceduto al criterio che si tratti di un potere delegato, non si potrebbe estenderlo anche al primo comma?<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Moro, il primo comma \u00e8 stato gi\u00e0 votato: si \u00e8 discusso a lungo e l\u2019onorevole Perassi ha dichiarato che la Commissione manteneva il primo comma nella formulazione del progetto.<\/p><p>PERASSI, <em>Presidente della Sottocommissione per gli Statuti regionali.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>PERASSI, <em>Presidente della Sottocommissione per gli Statuti regionali.<\/em> Desidero precisare che le osservazioni che stanno facendo alcuni colleghi non possono riguardare la Commissione, la quale, attraverso il suo Presidente ed i suoi membri, ha fatto reiteratamente presente l\u2019opportunit\u00e0 che fosse lasciato il tempo necessario per questa discussione; non \u00e8 quindi colpa nostra se si \u00e8 incominciato a discutere appena ora e se siamo con l\u2019acqua alla gola: personalmente noi della Commissione andiamo a casa da qualche giorno all\u2019una o all\u2019una e mezza di notte.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Perassi, lei mette dunque in discussione anche la possibilit\u00e0 di votare nuovamente il primo comma di questo articolo?<\/p><p>PERASSI, <em>Presidente della Sottocommissione per gli Statuti regionali.<\/em> Se incominciamo veramente a ritornare alla calma, io debbo fare allora delle riserve anche per quanto concerne la votazione avvenuta sull\u2019articolo 40, perch\u00e9 evidentemente su quella votazione v\u2019\u00e8 stato un equivoco ed io speravo che anche su questo problema il Governo prendesse la parola per precisare la sua posizione, tenendo presenti gli atti anteriori.<\/p><p>L\u2019equivoco \u00e8 soprattutto dipeso da questo: di credere che l\u2019articolo 40 attribuisse alla Regione una competenza legislativa primaria in materia di istruzione. Il che non \u00e8 assolutamente esatto, come, del resto, anche l\u2019onorevole Mortati aveva gi\u00e0 rilevato: quell\u2019articolo non d\u00e0 alla Valle d\u2019Aosta se non una competenza amministrativa relativa alle scuole ivi indicate. In materia di legislazione scolastica la Valle d\u2019Aosta ha soltanto, per tali scuole, una competenza di integrazione. L\u2019attivit\u00e0 amministrativa concernente le scuole \u00e8 ad essa attribuita dall\u2019articolo 4, che noi abbiamo gi\u00e0 approvato.<\/p><p>Lo scopo dell\u2019articolo 40 era quello di vincolare la Valle d\u2019Aosta non soltanto alle leggi generali dello Stato, entro le quali essa ha soltanto una competenza di integrazione, ma di porre alcuni vincoli relativi all\u2019amministrazione scolastica, per quanto concerne la nomina dei provveditori agli studi e la nomina degli insegnanti. Questa era la portata dell\u2019articolo 40. Ora, mi pare che il voto che \u00e8 stato dato non risponda ad una esatta comprensione della portata di quell\u2019articolo.<\/p><p>MALAGUGINI. Questa \u00e8 un\u2019affermazione gratuita! (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>TONELLO. Abbiamo votato quello che abbiamo votato!<\/p><p>LUSSU, <em>Relatore.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LUSSU, <em>Relatore.<\/em> Credo anch\u2019io che, siccome la votazione \u00e8 ormai avvenuta, se tutti non concordano, su questo argomento non si potrebbe parlare.<\/p><p>Ma io ho presentato test\u00e9 un articolo 40 in sostituzione dell\u2019articolo soppresso. . Il mio articolo 40 comincia con l\u2019affermare che nei limiti delle potest\u00e0 legislative contemplate negli articoli 2 e 3 (anche 4, non \u00e8 necessario, ma possiamo anche aggiungerlo) la Regione provvede, ecc.<\/p><p>Evidentemente, con questo preambolo, tutte le preoccupazioni per cui molti hanno votato per la soppressione dell\u2019articolo 40 vengono a cadere, perch\u00e9 i provvedimenti della Regione debbono rispettare gli articoli 2, 3 e 4.<\/p><p>Mi pare, quindi, che quest\u2019articolo sia totalmente differente dall\u2019altro nella sua sostanza, cos\u00ec come \u00e8 detto nel preambolo, e che si possa in coscienza mettere ai voti, perch\u00e9 si tratta, in realt\u00e0, di un altro articolo.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, il Presidente della Commissione propone di sostituire il secondo e terzo comma dell\u2019articolo 41, e tutto l\u2019articolo 42 con la seguente formulazione:<\/p><p>\u00abAlla nomina, alla decadenza, alla revoca, alla dispensa dall\u2019ufficio dei giudici conciliatori e viceconciliatori, provvede il Presidente della Giunta regionale, in virt\u00f9 di delegazione del Presidente della Repubblica, osservate le altre norme in materia, stabilite dall\u2019ordinamento giudiziario.<\/p><p>\u00abL\u2019autorizzazione all\u2019esercizio delle funzioni di cancelliere e di usciere presso gli uffici di conciliazione \u00e8 data, alle persone che hanno i requisiti prescritti dall\u2019ordinamento giudiziario, dal Presidente della Giunta regionale.<\/p><p>\u00abAlla revoca e alla sospensione temporanea dell\u2019autorizzazione, nei casi previsti dall\u2019ordinamento giudiziario, provvede lo stesso Presidente\u00bb.<\/p><p>Pongo in votazione questo emendamento sostitutivo.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>L\u2019articolo 42 resta pertanto assorbito.<\/p><p>Passiamo al titolo VIII: \u00abEnti locali\u00bb. Si dia lettura dell\u2019articolo 43.<\/p><p>AMADEI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abLa Regione, sentite le popolazioni interessate, pu\u00f2 con legge istituire nei propri territori nuovi comuni e modi beare le loro circoscrizioni e denominazioni\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Non sono stati presentati emendamenti. Lo pongo in votazione.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo all\u2019articolo 44. Se ne dia lettura.<\/p><p>AMADEI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abIl controllo sugli atti dei comuni, delle istituzioni pubbliche di beneficenza, dei consorzi e delle consorterie ed altri enti locali \u00e8 esercitato dalla Regione nei modi e limiti stabiliti con legge regionale in armonia coi princip\u00ee delle leggi dello Stato.<\/p><p>\u00abLa facolt\u00e0 di sciogliere i Consigli dei comuni e degli altri enti locati \u00e8 esercitata dalla Giunta regionale, sentito il Consiglio della Valle, con l\u2019osservanza delle norme stabilite dalle leggi dello Stato\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Gli onorevoli Mortati e Moro propongono di sopprimere l\u2019ultimo comma. L\u2019onorevole Mortati ha facolt\u00e0 di svolgere l\u2019emendamento.<\/p><p>MORTATI. Faccio osservare che col vecchio ordinamento della Val d\u2019Aosta del 1945, come ha rilevato anche l\u2019onorevole Presidente del Consiglio, la Giunta aveva le funzioni del prefetto e quindi la facolt\u00e0 di sciogliere i Consigli comunali. Con l\u2019ultimo comma dell\u2019articolo 44, come \u00e8 stato proposto, si muta la struttura precedente della Val d\u2019Aosta e quindi mi pare venga meno questa facolt\u00e0, che si riferisce ai poteri dell\u2019amministrazione dell\u2019interno, e che non si capisce per quale ragione debba competere agli organi della regione.<\/p><p>PRESIDENTE. Il Relatore ha facolt\u00e0 di esprimere il parere della Commissione.<\/p><p>LUSSU, <em>Relatore.<\/em> Queste facolt\u00e0 le aveva il prefetto e dal prefetto sono passate, nella legislazione provvisoria, al presidente della Giunta. Ma oggi il presidente della Giunta e domani ancor pi\u00f9 quando sar\u00e0 elettivo \u00e8 realmente il rappresentante della Regione.<\/p><p>Quando un Consiglio comunale debba essere sciolto, chi io scioglie? Il Ministro dell\u2019interno, il Consiglio regionale, la Giunta o il presidente della Giunta? Lo scioglie il presidente della Giunta, rispettando per\u00f2 le norme stabilite dalle leggi dello Stato. Quindi il presidente della Giunta non potr\u00e0 mai compiere un atto arbitrario perch\u00e9 dovr\u00e0 applicare le leggi dello Stato.<\/p><p>Con questa cautela credo che possiamo chiudere con tranquilla coscienza l\u2019approvazione anche dell\u2019ultimo comma.<\/p><p>PRESIDENTE. Pongo in votazione il primo comma dell\u2019articolo 44 sul quale non vi sono emendamenti.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Pongo in votazione il secondo comma del quale gli onorevoli Mortati e Moro chiedono la soppressione.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo al Titolo IX: \u00abRapporti fra lo Stato e la Regione\u00bb.<\/p><p>Si dia lettura dell\u2019articolo 45.<\/p><p>AMADEI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abIl Presidente della Giunta regionale rappresenta il Governo dello Stato nella Regione ed in tale qualit\u00e0 provvede al mantenimento dell\u2019ordine pubblico, secondo le disposizioni del Governo, verso il quale \u00e8 responsabile, mediante reparti di polizia dello Stato e di polizia locale. In casi eccezionali, quando la sicurezza dello Stato lo richieda, il Governo assume direttamente la tutela dell\u2019ordine pubblico.<\/p><p>\u00abEgli dirige le funzioni amministrative delegate dallo Stato alla Regione, conformandosi alle istruzioni del Governo, verso il quale \u00e8 responsabile.<\/p><p>\u00abInterviene alle sedute del Consiglio dei ministri, quando si trattano questioni che riguardano particolarmente la Regione\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Gli onorevoli Mortati e Moro propongono il seguente emendamento:<\/p><p>\u00ab<em>Sostituirlo con il seguente:<\/em><\/p><p>\u00abIl Presidente della Giunta regionale rappresenta la Regione e sovraintende alle funzioni ad essa delegate dallo Stato, secondo le direttive fissate dal Governo, verso il quale egli \u00e8 responsabile.<\/p><p>\u00abIl Presidente potr\u00e0 disporre della polizia dello Stato allo scopo del mantenimento dell\u2019ordine pubblico, quando tale compito sia delegato alla Regione.<\/p><p>\u00abInterviene alle sedute del Consiglio dei Ministri, quando questo tratti questioni che riguardino particolarmente la Regione\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Mortati ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>MORTATI. Il mio emendamento tende a ricondurre queste disposizioni a quelle che abbiamo approvate quando si discusse lo statuto della Sardegna. Non so perch\u00e9 si debba fare un trattamento diverso.<\/p><p>LUSSU, <em>Relatore.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LUSSU, <em>Relatore.<\/em> La Commissione mantiene il testo.<\/p><p>DE GASPERI, <em>Presidente del Consiglio dei Ministri.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>DE GASPERI, <em>Presidente del Consiglio dei Ministri.<\/em> La Commissione non accetta? Non ne vedo il motivo. La sola differenza, fra questo testo e quello della Commissione consiste nell\u2019aver tolto che il Presidente della Giunta rappresenta il Governo dello Stato, in conformit\u00e0 con quanto si \u00e8 fatto per la Sardegna.<\/p><p>LUSSU, <em>Relatore.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LUSSU, <em>Relatore.<\/em> Ho spiegato stamane (e credo che il Presidente del Consiglio fosse presente) per quali ragioni noi, dopo lunga discussione in Commissione, siamo arrivati a questa conclusione. Abbiamo ritenuto di dover rispettare la legislazione che ha preceduto questo progetto. Quello che preoccuperebbe \u00e8 solo la questione della polizia. Ma se il Governo crede meglio, si potrebbe dire \u00abquando la situazione lo esiga\u00bb, \u00abquando la gravit\u00e0 della situazione lo esiga\u00bb, o qualcosa di simile che lasci sempre il Governo nella facolt\u00e0 di intervenire in momenti eccezionali. E siccome la polizia \u00e8 tutta composta in forme di organizzazione che sono statali dalle origini fino all\u2019invio nella Valle, dalle gerarchie pi\u00f9 elevate ai gregari pi\u00f9 modesti, lo Stato ha la certezza assoluta che \u00e8 un suo esclusivo corpo di polizia e non un corpo di polizia della Valle. \u00c8 comandato nella Valle per mantenere l\u2019ordine pubblico.<\/p><p>Credo che, in coscienza, in questo modo l\u2019articolo possa essere approvato. Spero non vi sia una questione di principio da eccepire.<\/p><p>DE GASPERI, <em>Presidente del Consiglio dei Ministri.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>DE GASPERI, <em>Presidente del Consiglio dei Ministri.<\/em> Non mi preoccupa la questione dell\u2019ordine pubblico, ma la rappresentanza del Governo. Voi dite che il decreto era allora cos\u00ec. Gi\u00e0, perch\u00e9 noi allora, non potendo avere nessuna altra forza autonoma direttiva, abbiamo dichiarato che il Presidente della Valle assume tutti i poteri del prefetto, quale rappresentante del Governo.<\/p><p>Ora io ritengo che la formula che abbiamo approvata ieri per la Sardegna sia pi\u00f9 chiara.<\/p><p>LUSSU, <em>Relatore.<\/em> Io non ero sodisfatto ieri per la Sardegna, e meno ancora potrei esserlo per la Val d\u2019Aosta. La questione di principio non \u00e8 stata fatta prima.<\/p><p>DE GASPERI, <em>Presidente del Consiglio dei Ministri.<\/em> In Sardegna v\u2019\u00e8 un Alto Commissario. Chi \u00e8? \u00c8 il rappresentante del Governo, ossia, dello Stato, non il rappresentante della Regione. Qui v\u2019era il Presidente della Valle che assumeva tutti i poteri del prefetto e quindi \u00e8 il rappresentante dello Stato. Non nego autorit\u00e0 a quest\u2019uomo, anzi gliene do di pi\u00f9.<\/p><p>PERASSI. <em>Presidente della Sottocommissione per gli Statuti regionali.<\/em> Una volta che si \u00e8 d\u2019accordo che al Presidente della Regione sia attribuito il compito di curare il mantenimento dell\u2019ordine pubblico, conviene dire che in questa funzione il Presidente della Regione agisce non come Presidente della. Regione in senso stretto, ma agisce in qualit\u00e0 di rappresentante del Governo italiano, alle cui istruzioni deve conformarsi \u00c8 questo il concetto che si \u00e8 voluto affermare.<\/p><p>DE GASPERI, <em>Presidente del Consiglio dei Ministri.<\/em> \u00abIn qualit\u00e0\u00bb, s\u00ec, ma qui dite che rappresenta il Governo dello Stato nella Regione. Non \u00e8 esatto. Ora, fra l\u2019altro, v\u2019\u00e8 una Commissione presieduta dal rappresentante del Ministero dell\u2019interno, come nel caso della Sardegna v\u2019\u00e8 il delegato o l\u2019assistente (non voglio dire il Commissario per non urtare la suscettibilit\u00e0 dell\u2019onorevole Lussu); v\u2019\u00e8 insomma un funzionario che ha questo speciale compito. Ora io dico che \u00e8 pi\u00f9 chiaro dire che \u00e8 rappresentante della Regione.<\/p><p>PERASSI, <em>Presidente della Sottocommissione per gli Statuti regionali.<\/em> Il problema centrale \u00e8 quello di sapere se conviene o non conviene stabilire che al mantenimento dell\u2019ordine pubblico provvede il presidente della Giunta. Una volta che su questo punto si \u00e8 d\u2019accordo, allora bisogna precisare che questa funzione il presidente della Giunta l\u2019esercita non come organo della Regione ma come delegato del Governo.<\/p><p>DE GASPERI, <em>Presidente del Consiglio dei Ministri.<\/em> Siamo d\u2019accordo, ma la formula non \u00e8 molto chiara.<\/p><p>PERASSI, <em>Presidente della Sottocommissione per gli Statuti regionali.<\/em> Si potrebbe dire: \u00abIl presidente della Giunta Regionale per delega del Governo dello Stato provvede al mantenimento dell\u2019ordine pubblico ecc. ecc.\u00bb, per modo che risulti ben chiaro che nell\u2019esplicazione di queste funzioni il presidente della Giunta \u00e8 responsabile verso il Governo e deve agire secondo le istruzioni di esso.<\/p><p>DE GASPERI, <em>Presidente del Consiglio dei Ministri.<\/em> Accetto questa formula.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, passiamo ai voti. L\u2019onorevole Mortati propone che la delega al presidente della Giunta regionale per il mantenimento dell\u2019ordine pubblico non sia una funzione permanente mentre secondo il testo della Commissione questa \u00e8 una funzione permanente. \u00c8 questa la differenza sostanziale.<\/p><p>Pongo pertanto in votazione il primo comma dell\u2019emendamento.<\/p><p>(<em>Non \u00e8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Pongo in votazione il primo comma del testo della Commissione, cos\u00ec definitivamente formulato:<\/p><p>\u00abIl Presidente della Giunta regionale, per delega del Governo della Repubblica, provvede al mantenimento dell\u2019ordine pubblico, secondo le disposizioni del Governo, verso il quale \u00e8 responsabile, mediante reparti di polizia dello Stato e di polizia locale. In casi eccezionali, quando la sicurezza dello Stato lo richieda, il Governo assume direttamente la tutela dell\u2019ordine pubblico\u00bb.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>L\u2019onorevole Mortati ha proposto il seguente emendamento sostitutivo del secondo comma:<\/p><p>\u00abIl Presidente della Giunta regionale sovraintende alle funzioni delegate alla Regione dallo Stato secondo le direttive fissate dal Governo, verso il quale egli \u00e8 responsabile\u00bb.<\/p><p>Il testo del progetto dice:<\/p><p>\u00abEgli dirige le funzioni amministrative delegate dallo Stato alla Regione, conformandosi alle istruzioni del Governo, verso il quale \u00e8 responsabile\u00bb.<\/p><p>Poich\u00e9 non vi \u00e8 diversit\u00e0 sostanziale, pongo in votazione la formulazione del progetto.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvata<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Pongo in votazione il terzo comma del testo del progetto:<\/p><p>\u00abInterviene alle sedute del Consiglio dei Ministri, quando si trattano questioni che riguardano particolarmente la Regione\u00bb.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo all\u2019articolo 46. Se ne dia lettura.<\/p><p>AMADEI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abNel capoluogo della Regione \u00e8 istituita una Commissione di coordinamento, composta di un rappresentante del Ministero dell\u2019interno, che la presiede, di un rappresentante del Ministero delle finanze e di un rappresentante della Regione designato dal Consiglio della Valle fra persone estranee al Consiglio.<\/p><p>\u00abLa Commissione \u00e8 costituita con decreto dal Presidente del Consiglio dei ministri.<\/p><p>\u00abLe spese per il funzionamento della Commissione sono ripartite in parti eguali fra lo Stato e la Regione\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Gli onorevoli Mortati e Moro propongono di aggiungere quest\u2019ultimo comma:<\/p><p>\u00abIl Presidente della Commissione di coordinamento rappresenta lo Stato nella Regione e sovraintende alle funzioni dello Stato coordinandole con quelle della Regione\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Mortati ha facolt\u00e0 di svolgere l\u2019emendamento.<\/p><p>MORTATI. Rinuncio a svolgerlo; ma lo mantengo.<\/p><p>BERTONE. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>BERTONE. L\u2019articolo 125 della Costituzione dice che il controllo di legittimit\u00e0 sugli atti amministrativi della Regione \u00e8 esercitato, in forma decentrata, da un organo dello Stato, nei modi e nei limiti stabiliti da leggi della Repubblica.<\/p><p>La commissione di coordinamento di cui all\u2019articolo in esame ha lo scopo esclusivo di operare il controllo di legittimit\u00e0 sugli atti dell\u2019autorit\u00e0 regionale. Non so quale competenza autorevole possa avere una commissione, composta di un funzionario del Ministero dell\u2019interno, di un funzionario del Ministero delle finanze e di una persona nominata dal Consiglio della Valle, per esercitare una funzione squisitamente giuridica.<\/p><p>BORDON. Ma noi siamo sodisfatti!<\/p><p>BERTONE. Inoltre la commissione deve risiedere nel capoluogo; ne derivano oneri rilevanti. Non formulo alcuna proposta precisa, ma pongo il quesito se non sarebbe meglio affidare il controllo di legittimit\u00e0 a un delegato del Consiglio di Stato, che stesse sul luogo.<\/p><p>PRESIDENTE. Qual \u00e8 il parere della Commissione?<\/p><p>PERASSI, <em>Presidente della Sottocommissione per gli Statuti regionali.<\/em> L\u2019articolo 10 del decreto legislativo 7 settembre 1945, che ha dato uno speciale ordinamento amministrativo alla Valle d\u2019Aosta, dice: \u00abL\u2019attivit\u00e0 amministrativa della Valle d\u2019Aosta non \u00e8 soggetta al controllo di merito da parte dell\u2019autorit\u00e0 governativa. Il controllo di legittimit\u00e0 \u00e8 esercitato dal Comitato previsto nell\u2019articolo precedente (che corrisponde a quello che si sta discutendo), che a tale scopo pu\u00f2 disporre ispezioni\u00bb.<\/p><p>La Commissione non ha fatto che riportare la disposizione vigente; ha cambiato soltanto il nome da comitato in commissione, mantenendo la stessa composizione.<\/p><p>Ritengo che un rappresentante dell\u2019amministrazione civile (che adesso \u00e8 un prefetto), un rappresentante del Ministero delle finanze e un esperto designato dalla Regione costituiscano un collegio che ha sufficienti attitudini tecniche per espletare il controllo di legittimit\u00e0 sugli atti amministrativi della Valle. A quanto mi si dice, ha funzionato bene e non ha dato luogo a rilievo da parte degli interessati.<\/p><p>Per queste considerazioni la Commissione insiste nel proprio testo e ritiene superflua l\u2019aggiunta proposta dagli onorevoli Mortati e Moro.<\/p><p>PRESIDENTE. Pongo in votazione l\u2019articolo 46, del quale \u00e8 stata data test\u00e9 lettura.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Pongo in votazione l\u2019emendamento aggiuntivo degli onorevoli Mortati e Moro, del quale ho dato test\u00e9 lettura.<\/p><p>(<em>Non \u00e8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo all\u2019articolo 47. Se ne dia lettura.<\/p><p>AMADEI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abLa Commissione di coordinamento, preveduta dall\u2019articolo precedente, esercita il controllo di legittimit\u00e0 sugli atti amministrativi della Regione nei modi e nei limiti stabiliti dalle leggi dello Stato.<\/p><p>\u00abNei casi determinati dalla legge, la Commissione, con richiesta motivata, pu\u00f2 promuovere il riesame dell\u2019atto da parte dell\u2019organo competente della Regione\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Non sono stati presentati emendamenti. Lo pongo in votazione.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo all\u2019articolo 48. Se ne dia lettura.<\/p><p>AMADEI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abLa Giunta regionale, in caso di necessit\u00e0 e urgenza, pu\u00f2 prendere deliberazioni di competenza del Consiglio.<\/p><p>\u00abI provvedimenti adottati dalla Giunta devono essere presentati al Consiglio nella sua prima seduta successiva per la ratifica. Essi cessano di avere efficacia dalla data della deliberazione con la quale il Consiglio neghi la ratifica\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Non sono stati presentati emendamenti. Lo pongo in votazione<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo all\u2019articolo 49. Se ne dia lettura.<\/p><p>AMADEI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abAgli effetti delle elezioni alla Camera dei deputati, la Valle d\u2019Aosta forma una circoscrizione elettorale\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Mortati propone in via principale di sopprimere l\u2019articolo e, subordinatamente, di aggiungere le parole: \u00abe al Senato\u00bb. Qual \u00e8 il parere della Commissione?<\/p><p>LUSSU, <em>Relatore.<\/em> La Commissione mantiene l\u2019articolo. L\u2019accenno al Senato non \u00e8 stato fatto perch\u00e9 considerato pleonastico data la esplicita disposizione contenuta nell\u2019articolo 57 della Costituzione, che dice: \u00abLa Valle d\u2019Aosta ha un solo senatore\u00bb. Comunque, se si vuole riprodurre qui la norma, la Commissione non si oppone.<\/p><p>PRESIDENTE. Pongo in votazione l\u2019articolo 49 con l\u2019emendamento aggiuntivo Mortati:<\/p><p>\u00abAgli effetti delle elezioni alla Camera dei deputati e al Senato la Valle d\u2019Aosta forma una circoscrizione elettorale\u00bb.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PERASSI, <em>Presidente della Sottocommissione per Statuti regionali.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>PERASSI, <em>Presidente della Sottocommissione per gli statuti regionali.<\/em> Volevo dire che mentre \u00e8 necessario inserire nello Statuto la disposizione, secondo la quale la Valle d\u2019Aosta costituisce una circoscrizione elettorale a s\u00e9 per l\u2019elezione della Camera dei deputati \u00e8 invece del tutto superflua un\u2019analoga disposizione per l\u2019elezione del Senato, poich\u00e9 gi\u00e0 un\u2019espressa norma della Costituzione attribuisce alla Valle d\u2019Aosta il diritto di avere un senatore. In sede di coordinamento si potrebbe riesaminare la questione.<\/p><p>PRESIDENTE. Passiamo all\u2019articolo 50. Se ne dia lettura.<\/p><p>AMADEI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abIl Consiglio della Valle pu\u00f2 essere sciolto quando compie atti contrari alla Costituzione o al presente Statuto o gravi violazioni di legge o quando, non ostante la segnalazione fatta dal Governo della Repubblica, non proceda alla sostituzione della Giunta regionale o del Presidente che abbiano compiuto analoghi atti o violazioni.<\/p><p>\u00abPu\u00f2 essere sciolto anche per ragioni di sicurezza nazionale o quando, per dimissioni od altra causa, non sia in grado di funzionare.<\/p><p>\u00abLo scioglimento \u00e8 disposto con decreto motivato del Presidente della Repubblica, su deliberazione del Consiglio dei Ministri, sentita la Commissione parlamentare per le questioni regionali.<\/p><p>\u00abCol decreto di scioglimento \u00e8 nominata una Commissione di tre cittadini eleggibili al Consiglio della Valle, che provvede all\u2019ordinaria amministrazione di competenza della Giunta ed agli atti improrogabili, da sottoporre alla ratifica del nuovo Consiglio. Essa indice le elezioni che debbono aver luogo entro tre mesi dallo scioglimento.<\/p><p>\u00abIl nuovo Consiglio \u00e8 convocato dalla Commissione entro venti giorni dalle elezioni\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Non sono stati presentati emendamenti. Pongo in votazione l\u2019articolo 50.<\/p><p>(<em>\u00c8<\/em> <em>approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo al titolo X: \u00abNorme transitorie e finali\u00bb.<\/p><p>Si dia lettura dell\u2019articolo 51.<\/p><p>AMADEI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abL\u2019attuale organizzazione amministrativa della Regione resta in carica fino alla prima elezione del Consiglio della Valle, che sar\u00e0 indetta dal Governo della Repubblica entro sei mesi dall\u2019entrata in vigore dello Statuto\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. La Commissione ha presentato un nuovo testo di questo articolo, del seguente tenore:<\/p><p>\u00abLa prima elezione del Consiglio della Valle avr\u00e0 luogo in conformit\u00e0 all\u2019articolo 16 del presente statuto, secondo le norme che saranno stabilite con decreto legislativo dello Stato, sentito il Consiglio della Valle.<\/p><p>\u00abLe elezioni saranno indette con decreto del Presidente della Repubblica entro nove mesi dall\u2019entrata in vigore della presente legge\u00bb.<\/p><p>Gli onorevoli Mortati e Moro propongono di elevare il termine da nove a dieci mesi. Qual \u00e8 il pensiero della Commissione?<\/p><p>PERASSI. <em>Presidente della Sottocommissione per gli Statuti regionali.<\/em> La Commissiono accetta.<\/p><p>PRESIDENTE. Pongo in votazione articolo 51 nel nuovo testo della Commissione, del quale ho dato lettura, sostituendo \u00abentro dieci mesi\u00bb a \u00abentro nove mesi\u00bb.<\/p><p>(<em>\u00c8<\/em> <em>approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo all\u2019articolo 52. Se ne dia lettura.<\/p><p>AMADEI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abPer le modificazioni del presente Statuto si applica il procedimento stabilito dalla Costituzione per le leggi costituzionali.<\/p><p>\u00abL\u2019iniziativa per la revisione appartiene anche al Consiglio della Valle\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Non sono stati presentati emendamenti. Lo pongo in votazione.<\/p><p>(<em>\u00c8<\/em> <em>approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo all\u2019articolo 53. Se ne dia lettura.<\/p><p>AMADEI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abEntro due anni dall\u2019elezione del Consiglio della Valle sar\u00e0 stabilito, a modifica dell\u2019articolo 12, un ordinamento finanziario della Regione con legge dello Stato in accordo con la Giunta regionale.<\/p><p>\u00abLe disposizioni concernenti le materie indicate nell\u2019articolo 123 della Costituzione della Repubblica possono essere modificate con le forme prevedute nello stesso articolo\u00bb.<\/p><p>LUSSU, <em>Relatore.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LUSSU, <em>Relatore.<\/em> Al primo comma, occorre correggere un errore di stampa. Devesi leggere, in luogo di \u00abdell\u2019articolo 12\u00bb, \u00abdegli articoli 12 e 13\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Sta bene. L\u2019onorevole Ministro dell\u2019interno ha proposto di sopprimere il secondo comma, perch\u00e9 superfluo. Qual \u00e8 il parere della Commissione?<\/p><p>PERASSI, <em>Presidente della Sottocommissione per gli Statuti regionali.<\/em> Le ragioni per cui la Commissione ha inserito il secondo comma sono queste: vi sono in questo statuto alcune materie le quali rientrerebbero in quelle indicate nell\u2019articolo 123 della Costituzione, che ogni Regione pu\u00f2 regolare con norme sue proprie sottoposte semplicemente all\u2019approvazione dello Stato. Ora, se, per ipotesi, il comma proposto dalla Commissione non ci fosse e si volesse modificare qualcuna di queste disposizioni, che formalmente assumono il carattere di norma inserita in una legge costituzionale, bisognerebbe seguire il procedimento di revisione costituzionale.<\/p><p>Per conseguenza, \u00e8 opportuno dire espressamente che le disposizioni dello statuto che rientrano nelle materie contemplate dall\u2019articolo 123 della Costituzione si possono modificare con le forme prevedute nel detto articolo.<\/p><p>La stessa ragione giuridica spiega come nel primo comma dell\u2019articolo 53 si sia preveduta la possibilit\u00e0 di modificare una parte dello statuto con legge ordinaria.<\/p><p>BERTONE. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>BERTONE. L\u2019articolo 52 dice che per le modificazioni dello statuto si applica il procedimento stabilito dalla Costituzione per le leggi costituzionali. Ora, per quanto riguarda la revisione delle leggi, \u00e8 prevista dalla Costituzione all\u2019articolo 71 l\u2019iniziativa di un certo numero di elettori, sia per le leggi ordinarie che per quelle costituzionali.<\/p><p>Se cos\u00ec pu\u00f2 avvenire anche per le modificazioni allo statuto della Regione, bisogna dirlo, e precisare qual \u00e8 la proporzione degli elettori.<\/p><p>PERASSI, <em>Presidente della Sottocommissione per gli Statuti regionali.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>PERASSI, <em>Presidente della Sottocommissione per gli Statuti regionali.<\/em> L\u2019iniziativa, di cui si parla in un\u2019altra disposizione, riguarda i progetti di legge regionali. Qui invece si tratta della iniziativa del Consiglio tendente a proporre allo Stato, ossia al Parlamento italiano, modificazioni allo statuto. Sono due ipotesi diverse. Mi pare quindi che la formula adottata dalla Commissione sia corretta e possa essere mantenuta. Vorrei soltanto suggerire che le disposizioni degli articoli 52 e 53, che riguardano uno stesso argomento, siano riunite in un solo articolo.<\/p><p>PRESIDENTE. Si potr\u00e0 far ci\u00f2 in sede di coordinamento.<\/p><p>PERASSI, <em>Presidente della Sottocommissione per gli Statuti regionali.<\/em> La Commissione \u00e8 d\u2019accordo.<\/p><p>PRESIDENTE. Pongo in votazione il primo comma dell\u2019articolo 53, al quale non sono stati proposti emendamenti e di cui do nuovamente lettura secondo la rettifica del Relatore:<\/p><p>\u00abEntro due anni dall\u2019elezione del Consiglio della Valle sar\u00e0 stabilito, a modifica degli articoli 12 e 13, un ordinamento finanziario della Regione con legge dello Stato in accordo con la Giunta regionale\u00bb.<\/p><p>(<em>\u00c8<\/em> <em>approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Pongo in votazione il secondo comma, del quale l\u2019onorevole Ministro dell\u2019interno ha proposto la soppressione, non accettata dalla Commissione:<\/p><p>\u00abLe disposizioni concernenti lo materie indicate nell\u2019articolo 123 della Costituzione della Repubblica possono essere modificate con le forme prevedute nello stesso articolo\u00bb.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo all\u2019articolo 54. Se ne dia lettura.<\/p><p>AMADEI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abNelle materie attribuite alla competenza della Regione, fino a quando non sia diversamente disposto con leggi regionali, si applicano le leggi dello Stato\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Non sono stati proposti emendamenti. Lo pongo in votazione.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>FUSCHINI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>FUSCHINI. Mi pare che, a questo punto, prima di approvare l\u2019ultimo articolo, sarebbe necessario procedere all\u2019approvazione dell\u2019elenco contenente le denominazioni dei Comuni della Regione della Valle d\u2019Aosta. Per evitare una discussione, che potrebbe essere lunga e delicata, su questo argomento, propongo, d\u2019accordo con il Presidente della Commissione, di mutare il secondo comma dell\u2019articolo 1, che \u00e8 appunto collegato con le tabelle allegate, nel modo seguente:<\/p><p>\u00abIl territorio della Valle d\u2019Aosta comprende le circoscrizioni dei Comuni ad esso appartenenti alla data dell\u2019entrata in vigore della presente legge\u00bb.<\/p><p>DE GASPERI, <em>Presidente del Consiglio dei Ministri.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>DE GASPERI. <em>Presidente del Consiglio dei Ministri.<\/em> Mi associo alla richiesta dell\u2019onorevole Fuschini.<\/p><p>MALAGUGINI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MALAGUGINI. Mi sembra una proposta perfettamente inutile, a meno che non nasconda il proposito di creare un precedente, poich\u00e9 in questo modo si dovrebbe ritornare su un articolo gi\u00e0 approvato e ci\u00f2 potrebbe aprire la via per ritornare su altri articoli sui quali l\u2019Assemblea si \u00e8 gi\u00e0 pronunciata. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>LUSSU, <em>Relatore.<\/em> \u00c8 soltanto una questione di forma!<\/p><p>PRESIDENTE. Pongo in votazione la formulazione proposta dall\u2019onorevole Fuschini, accettata dalla Commissione e dal Governo, in sostituzione del secondo comma dell\u2019articolo 1, la quale \u00e8 del seguente tenore:<\/p><p>\u00abIl territorio della Valle d\u2019Aosta comprende le circoscrizioni dei comuni ad esso appartenenti alla data dell\u2019entrata in vigore della presente legge\u00bb.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvata<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>L\u2019onorevole Lussu, Relatore, mi fa pervenire la seguente nuova formulazione dell\u2019articolo 40, che non \u00e8 stato approvato nel testo della Commissione:<\/p><p>\u00abNei limiti della potest\u00e0 legislativa di cui agli articoli 2 e 3, la Regione provvede all\u2019istruzione materna, elementare ecc.\u00bb.<\/p><p>La ragione per cui l\u2019onorevole Lussu propone questa formulazione \u00e8 di andare incontro alla obiezione che la formulazione dell\u2019articolo 40 poteva apparire, nel quadro di certe interpretazioni, in contrasto o quanto meno in elusione degli articoli 2 e 3, gi\u00e0 approvati. L\u2019onorevole Lussu ritiene che, con il richiamo esplicito agli articoli 2 e 3 come limite lasciato alla Regione in questa materia, le preoccupazioni sollevate possano essere dissipate.<\/p><p>FRANCESCHINI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>FRANCESCHINI. Onorevole Presidente, desidero fare due osservazioni. La prima \u00e8 che l\u2019Assemblea ha votato con piena conoscenza della materia di cui all\u2019articolo 40, respingendone tutte le sue parti, escluso l\u2019obbligo della conoscenza della lingua francese da parte degli insegnanti.<\/p><p>Desidero dire in secondo luogo che noi abbiamo anche votato all\u2019unanimit\u00e0, o quasi all\u2019unanimit\u00e0, un ordine del giorno di cui prima \u2013 e me ne possono dare atto i colleghi \u2013 avevo evitato di avvalermi. Questo ordine del giorno impedisce qualsiasi modificazione sostanziale all\u2019ordinamento giuridico, didattico e amministrativo della scuola italiana.<\/p><p>Ora, a me pare che sia chiaro che qualsiasi articolo, proposto dopo l\u2019approvazione di questo ordine del giorno, debba seguirne lo spirito, debba non essere difforme da esso.<\/p><p>D\u2019altra parte ripeto, onorevoli colleghi, che gi\u00e0 esiste una legge, citata questa mattina dall\u2019onorevole Lussu, la legge 11 novembre 1946, la quale contempla e sancisce uno stato di fatto. Ritengo che l\u2019aggiunta proposta dall\u2019onorevole Lussu o \u00e8 inutile o, se qualcosa contiene di positivo, si tratta di qualcosa che abbiamo gi\u00e0 respinto.<\/p><p>RODI. Scusi, onorevole Presidente, ma la Commissione ha il diritto di ripresentare l\u2019articolo 40 una volta che l\u2019Assemblea ha gi\u00e0 votato la sua soppressione?<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Rodi, nella fattispecie l\u2019Assemblea ha respinto una certa determinata formulazione di questo articolo, e proprio un\u2019affermazione fatta dall\u2019onorevole Franceschini mi d\u00e0 occasione di rilevare come quelle votazioni siano state fatte in maniera confusa. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em> Permettano, onorevoli colleghi: ho sentito dire dall\u2019onorevole Franceschini che \u00e8 stato approvato il comma per il quale gli insegnanti devono conoscere la lingua francese: questo comma, invece, non \u00e8 stato approvato.<\/p><p>FRANCESCHINI. S\u00ec, onorevole Presidente: il resoconto stenografico, eventualmente controllabile, parla chiaro. Nel perorare la causa della soppressione dell\u2019articolo 40, io ho sostenuto tale tesi.<\/p><p>PRESIDENTE. Io non metto in dubbio questo, onorevole Franceschini: lei pu\u00f2 benissimo aver sostenuto quel criterio, ma quando poi si \u00e8 passati alla votazione tutto l\u2019articolo 40 \u00e8 stato soppresso, e non si \u00e8 proceduto a una votazione per commi; e pertanto anche quell\u2019unico comma che, in perfetta buona fede, ella riteneva fosse rimasto valido non \u00e8 stato conservato. Non so se altri colleghi siano caduti nel suo stesso errore di memoria o di apprezzamento dello svolgimento dei nostri lavori.<\/p><p>Ho voluto richiamare ci\u00f2, per indicare come la decisione sull\u2019articolo 40 non sia stata chiara e precisa per coloro che vi hanno partecipato.<\/p><p>All\u2019onorevole Rodi faccio presente che \u00e8 stata posta in votazione la soppressione del testo dell\u2019articolo 40 e che nulla esclude, se l\u2019Assemblea lo ritenesse opportuno, di votare un nuovo testo.<\/p><p>RODI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>RODI. Per quanto riguarda la questione della conoscenza della lingua francese, c\u2019\u00e8 gi\u00e0 stato l\u2019intervento dell\u2019onorevole Mortati, il quale, riferendosi agli articoli precedenti, che riguardavano l\u2019insegnamento in lingua francese di alcune materie, sosteneva che \u00e8 implicita la necessit\u00e0 che i professori, i maestri, gli insegnanti in genere della Valle d\u2019Aosta conoscano la lingua francese. E per questo motivo non si \u00e8 ritornati pi\u00f9 su quel comma, nell\u2019intesa che l\u2019obbligo della conoscenza del francese da parte dei professori della Valle d\u2019Aosta, sia implicito.<\/p><p>Per quanto riguarda la questione da me sollevata, poich\u00e9 l\u2019articolo 40 contiene un principio che l\u2019Assemblea ha respinto, suppongo che la Commissione non abbia il diritto di riproporre qualche cosa di analogo a quanto l\u2019Assemblea ha gi\u00e0 respinto.<\/p><p>MALAGUGINI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MALAGUGINI. Mi associo alle osservazioni fatte dall\u2019onorevole Rodi e, con tutto il rispetto e la devozione dovuti al nostro Presidente, esprimo la mia meraviglia che egli abbia potuto affermare come la formulazione nuova, presentata dall\u2019onorevole Lussu, ossia dalla Commissione, sia qualche cosa di sostanzialmente diverso da quella contro cui l\u2019Assemblea a maggioranza ha gi\u00e0 votato.<\/p><p>Ragione per cui faccio formale richiesta alla Presidenza di proclamare la preclusione alla proposta presentata dall\u2019onorevole Lussu.<\/p><p>CONDORELLI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CONDORELLI. Mi associo a quanto ha rilevato l\u2019onorevole Rodi. Aggiungo che, a tutto voler concedere, si tratta di un emendamento sostitutivo dell\u2019articolo 40 che bisognava proporre prima che si votasse l\u2019articolo 40 stesso. Perci\u00f2 io penso, onorevole Presidente, che non si possa tornare su una votazione gi\u00e0 avvenuta.<\/p><p>LUSSU, <em>Relatore.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LUSSU, <em>Relatore.<\/em> Se l\u2019Assemblea ben ricorda, appena fu votato sull\u2019articolo 40 io chiesi qualche minuto di tempo per compilare un altro articolo, il quale, tenendo conto delle difficolt\u00e0 sollevate, potesse sostituire l\u2019articolo 40. L\u2019onorevole Presidente mi rispose che era necessario proseguire nei lavori, che l\u2019articolo sarebbe stato accantonato e votato al momento opportuno. Questo \u00e8 il momento, mi pare. Quindi ritengo che, dal punto di vista procedurale, l\u2019emendamento sia validamente presentato.<\/p><p>Il collega che ha sostenuto particolarmente la soppressione dell\u2019articolo 40, se io male non ricordo \u2013 e pu\u00f2 anche darsi perch\u00e9 dopo tante discussioni di giorni e giorni potrei aver dimenticato qualche cosa \u2013 teneva a dimostrare che l\u2019articolo 40 era in pieno contrasto con gli articoli 2 e 3. Ecco perch\u00e9 ho presentato un articolo totalmente diverso, in quanto incomincia precisamente: \u00abNei limiti della potest\u00e0 legislativa di cui agli articoli 2 e 3\u00bb. Mi pare quindi, in perfetta lealt\u00e0, che si tratti di un contenuto diverso da quello dell\u2019articolo 40 soppresso.<\/p><p>DOSSETTI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>DOSSETTI. Questa proposta dell\u2019onorevole Lussu \u00e8 nata da un rilievo e da un accenno fatti in proposito dall\u2019onorevole Perassi, che ha colto l\u2019occasione da una proposta avanzata dall\u2019onorevole Moro.<\/p><p>La proposta dell\u2019onorevole Moro era relativa al coordinamento di una norma, gi\u00e0 votata ma che non veniva in alcun modo intaccata nella sostanza, con un\u2019altra norma, pure votata.<\/p><p>LUSSU, <em>Relatore.<\/em> \u00c8 un collega democristiano che mi ha suggerito questa idea.<\/p><p>DOSSETTI. Ad ogni modo, se non erro, l\u2019onorevole Perassi ha colto l\u2019occasione per dire che se si rimetteva in discussione ci\u00f2 che era stato deliberato avrebbe fatto la proposta di una revisione di quanto era stato deliberato sull\u2019articolo 40.<\/p><p>Ora ritengo che la preclusione sia evidente per un motivo decisivo e cio\u00e8 che la proposta ora fatta dall\u2019onorevole Lussu, soprattutto col richiamo alla potest\u00e0 legislativa primaria di cui all\u2019articolo 2 e a quella di integrazione di cui all\u2019articolo 3, viene ad attribuire in questa materia alla Regione un potere ancora pi\u00f9 ampio di quello che con la soppressione dell\u2019articolo 40 abbiamo voluto negarle. Quindi si tende non solo a riconfermare ci\u00f2 che avevamo prima negato ma anche a estendere quello che prima avevamo escluso. Per conseguenza la preclusione \u00e8 da ritenersi ancora pi\u00f9 radicale, e non \u00e8 possibile mettere in discussione la proposta che viene ora presentata dalla Commissione. (<em>Approvazioni<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PERASSI, <em>Presidente della Sottocommissione per gli Statuti regionali.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>PERASSI, <em>Presidente della Sottocommissione per gli Statuti regionali.<\/em> Parlo contro la preclusione e invoco una disposizione del Regolamento nella quale si afferma che in ogni momento si pu\u00f2 sollevare, anche in fine di elaborazione di un testo, la questione di incongruenza e di contradizione in cui si sia caduti.<\/p><p>Ora siamo di fronte a un caso tipico d\u2019incongruenza, che \u00e8 dipeso dal fatto che l\u2019articolo 40 non \u00e8 stato \u2013 lo ripeto ancora una volta e per l\u2019ultima volta \u2013 bene inteso.<\/p><p><em>Una voce.<\/em> Da voi non \u00e8 stato bene inteso! (<em>Commenti \u2013 Interruzione del deputato Dossetti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PERASSI, <em>Presidente della Sottocommissione per gli Statuti regionali.<\/em> Con la soppressione dell\u2019articolo 40 (almeno secondo le dichiarazioni fatte da alcuni colleghi i quali hanno appunto sostenuto la soppressione) si verrebbe a togliere alla Regione l\u2019amministrazione delle scuole di cui all\u2019articolo stesso. Questo \u00e8 l\u2019obiettivo a cui si vuole arrivare; tanto \u00e8 vero che si invocherebbe a questo scopo qualche frase contenuta nell\u2019ordine del giorno che \u00e8 stato votato. Ed io comprendo benissimo che vi siano preoccupazioni, da parte di alcuni, che sono ispirate al concetto che l\u2019amministrazione scolastica debba essere riservata <em>in toto<\/em> allo Stato.<\/p><p>Ora, se questo \u00e8 il motivo e ad ogni modo il risultato a cui porta quel voto che \u00e8 stato dato in quelle condizioni, io osservo che vi \u00e8 manifestamente una incongruenza in quanto nell\u2019articolo 38, e soprattutto nell\u2019articolo 38 quale \u00e8 stato modificato accettandosi l\u2019emendamento proposto, mi pare, dall\u2019onorevole Bettiol, si afferma che la Regione ha scuole di vario ordine e grado da essa \u00abdipendenti\u00bb. Infatti il testo dell\u2019articolo 38 dice: \u00abNelle scuole di ogni ordine e grado dipendenti dalla Regione, all\u2019insegnamento della lingua francese \u00e8 dedicato un numero di ore settimanali pari a quello della lingua italiana\u00bb.<\/p><p>Dunque, l\u2019articolo 38 parte dal concetto che la Regione ha una sua amministrazione scolastica, ha scuole proprie; il che corrisponde a quanto risultava gi\u00e0 dal coordinamento degli articoli 2, 3 e 4.<\/p><p>Ci\u00f2 posto, \u00e8 evidente che bisogna essere coerenti; cio\u00e8 ammettere che la Regione ha scuole proprie. L\u2019articolo 40 veniva a licitare le funzioni della Regione nell\u2019amministrazione delle sue scuole, in quanto imponeva alla Regione certi limiti. Cos\u00ec esso stabilisce che gli insegnanti devono possedere i titoli di studio prescritti dalle leggi dello Stato, che gli insegnanti delle scuole elementari devono essere nominati in seguito a concorso, che gli insegnanti delle scuole medie devono essere nominati fra i vincitori di concorsi statali. Inoltre stabilisce una garanzia che altrimenti non risulterebbe, ed \u00e8 questa: \u00e8 ammesso il passaggio degli insegnanti dai ruoli statali a quelli regionali e viceversa, secondo le norme stabilite dalle leggi della Repubblica. L\u2019articolo prosegue disponendo che \u00able nomine del personale di cui al presente articolo sono subordinate alla dimostrazione della conoscenza della lingua francese\u00bb. Infine, si pone un altro limite alla libert\u00e0 della Regione per quanto concerne le sue scuole stabilendosi che \u00ablo stato giuridico ed economico degli insegnanti \u00e8 regolato da norme conformi a quelle vigenti per gli insegnanti dei ruoli statali\u00bb.<\/p><p>In queste condizioni, non soltanto appare manifesta l\u2019incongruenza del voto, ma appare dimostrata la necessit\u00e0 di mantenere l\u2019articolo cos\u00ec come \u00e8 scritto, perch\u00e9 va incontro precisamente a certe preoccupazioni che si credevano compromesse dall\u2019articolo, in quanto in esso si contengono garanzie anche a favore dell\u2019insegnante, nei limiti della facolt\u00e0 che alla Regione \u00e8 conferita dagli articoli 2 e 3.<\/p><p>LUSSU, <em>Relatore.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LUSSU, <em>Relatore.<\/em> Io non vorrei passare per uno che compie un atto sleale. Vorrei rispondere al collega Moro e al collega Dossetti che l\u2019idea di trasformare l\u2019articolo 40, cos\u00ec come io l\u2019ho trasformato con un preambolo totalmente differente, mi \u00e8 stata suggerita da un collega della Democrazia cristiana, che \u00e8 venuto fin qui e mi ha mostrato un suo testo, che io ho accettato.<\/p><p>Senonch\u00e9, non si \u00e8 avuto il tempo di prepararlo, n\u00e9 tanto meno di discuterlo, e si \u00e8 votato immediatamente sulla soppressione dell\u2019articolo 40. Ma l\u2019idea, lo confermo, \u00e8 venuta da un collega della Democrazia cristiana.<\/p><p>PRESIDENTE. Il rilievo fatto dall\u2019onorevole Perassi sulla contradittoriet\u00e0 di disposizioni \u00e8 obiettivamente valido. Pu\u00f2 opporsi che la conciliazione si pu\u00f2 trovare in un doppio modo: modificando l\u2019una oppure l\u2019altra delle norme contradittorie. \u00c8 evidente (chiedo scusa se non mi ero messo al corrente delle votazioni avvenute durante la mia breve assenza) che, essendo stata modificata per votazione, all\u2019articolo 38, la parola \u00abesistenti\u00bb in \u00abdipendenti\u00bb, si \u00e8 creata una situazione concettuale la quale, per effetto della soppressione dell\u2019articolo 40, non troverebbe sviluppo nel resto del Titolo VI.<\/p><p>Le scuole dipendenti dalla Regione non sono semplicemente le scuole che si trovano nella Regione, ma sono le scuole che hanno un legame organico di dipendenza dalla Regione e sulle quali quindi la Regione pu\u00f2 esercitare una certa autorit\u00e0. L\u2019inconciliabilit\u00e0 si pu\u00f2 risolvere, ove non si voglia ripristinare l\u2019articolo 40, ritornando dalla parola \u00abdipendenti\u00bb alla parola \u00abesistenti\u00bb. Comunque si pone un problema di modificazione di votazioni gi\u00e0 fatte. Sia l\u2019Assemblea a decidere quale votazione debba essere modificata. Giustamente l\u2019onorevole Presidente della Commissione ha fatto presente che una contradizione c\u2019\u00e8.<\/p><p>CONDORELLI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CONDORELLI. Non mi pare che vi sia alcuna contradizione, perch\u00e9 le scuole dipendenti dalla Regione sono le scuole che la Regione, come ogni soggetto fisico o collettivo, pu\u00f2 istituire. Tanto i privati quanto la Regione possono istituire scuole, e naturalmente quelle istituite dalla Regione dipenderanno dalla Regione stessa.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Condorelli, non discutiamo adesso su una parola, discutiamo su una disposizione. L\u2019articolo dice: \u00abNelle scuole di ogni ordine e grado dipendenti dalla Regione all\u2019insegnamento della lingua francese \u00e8 dedicato un numero di ore settimanali pari a quello della lingua italiana\u00bb.<\/p><p>Io credo che se la Regione della Valle d\u2019Aosta istituir\u00e0 proprie scuole, in quelle scuole molto probabilmente l\u2019insegnamento sar\u00e0 fatto nella lingua che \u00e8 parificata a quella italiana.<\/p><p>CONDORELLI. Chiunque istituisca scuole deve uniformarsi alla legislazione italiana, anche i privati. Qui si vuol dire soltanto che, nel caso in cui la Regione istituisca scuole, vi si potr\u00e0 insegnare la lingua francese in modo pi\u00f9 vasto ed usare in maniera pi\u00f9 vasta la lingua francese. Questo \u00e8 il significato dell\u2019emendamento Bettiol con il quale fu sostituito \u00abdipendenti\u00bb a \u00abesistenti\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Consulteremo il resoconto stenografico.<\/p><p>PERASSI, <em>Presidente della Sottocommissione per gli Statuti regionali.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>PERASSI, <em>Presidente della Sottocommissione per gli Statuti regionali.<\/em> Vorrei fare una domanda all\u2019onorevole Condorelli: se egli \u00e8 a conoscenza del decreto del Capo provvisorio dello Stato in data 11 novembre 1946, che dice: \u00abLe scuole di qualsiasi ordine e tipo esistenti nella circoscrizione territoriale della Valle d\u2019Aosta passano alle dipendenze della amministrazione della Valle d\u2019Aosta\u00bb.<\/p><p>CAPORALI. Chiedo la chiusura della discussione sulla questione regolamentare.<\/p><p>PRESIDENTE. Domando se questa proposta \u00e8 appoggiata.<\/p><p>(<em>\u00c8 appoggiata<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>La pongo in votazione.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvata<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Comunico che dal resoconto stenografico risulta che l\u2019onorevole Bettiol ha fatto distinzione fra scuole di Stato, con libert\u00e0 di insegnamento per quanto si riferisce alla lingua francese, alle quali quindi non dovrebbe applicarsi la norma dell\u2019articolo 38, e scuole dipendenti dalla Regione.<\/p><p>Secondo la concezione esposta dall\u2019onorevole Bettiol \u2013 e questo risponderebbe alla interpretazione data dall\u2019onorevole Condorelli \u2013 esisterebbero nella Valle d\u2019Aosta scuole di Stato e scuole dipendenti dalla Regione.<\/p><p>LUSSU, <em>Relatore.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LUSSU, <em>Relatore.<\/em> Ho accettato l\u2019emendamento proprio per questo: perch\u00e9 ho riconosciuto che bisognava specificare che vi sono scuole dipendenti dalla Regione e anche scuole dello Stato.<\/p><p>PRESIDENTE. Considerata la motivazione data dall\u2019onorevole Bettiol a questo suo emendamento, mi pare sia pacifico allora che non esista pi\u00f9 quella inconciliabilit\u00e0 che appariva inizialmente fra la dizione votata dell\u2019articolo 38 e la decisione dell\u2019Assemblea di sopprimere l\u2019articolo 40.<\/p><p>L\u2019articolo 38 si riferisce infatti alle scuole dipendenti dalla Regione, che non sono le scuole in cui si d\u00e0 normalmente la educazione secondo le leggi dello Stato; mentre l\u2019articolo 40 si riferiva alle scuole statali.<\/p><p>LUSSU, <em>Relatore.<\/em> Io mi riferisco al momento in cui parlava l\u2019onorevole Bettiol: ho interpretato che scuole della Regione erano precisamente tutte quelle scuole che oggi sono della Regione ed ho anche io, nel mio pensiero, supposto che vi possano essere altre scuole, che lo Stato ha diritto di istituire: scuole di alta cultura, di ricerca scientifica di alta montagna, istituti superiori, scuole universitarie. A queste io mi sono riferito: \u00e8 un diritto che nessuno contesta allo Stato.<\/p><p>PRESIDENTE. Allo stato dei fatti ritengo \u2013 l\u2019onorevole Bordon, che \u00e8 esperto in materia, pu\u00f2 smentirmi se io sbaglio \u2013 che tutte le scuole in Val d\u2019Aosta, che erano dello Stato, sono oggi dipendenti dalla Regione.<\/p><p>BORDON. E pagate anche dalla Regione.<\/p><p>PRESIDENTE. \u00c8 da pensarsi che nell\u2019avvenire lo Stato crei, ad esempio, ad Aosta nuove scuole medie che non siano quelle che vi sono attualmente e che resti allora ad Aosta, accanto alla scuola media dipendente dalla Regione, una scuola che chiamer\u00f2 libera (per usare il termine dell\u2019onorevole Bordon) nel senso che \u00e8 dello Stato e non dipendente dalla Regione? Non penso che questa sia la prospettiva dell\u2019onorevole Bettiol. Comunque rileggo le parole che egli ha pronunciate: \u00ab\u00c8 in questo senso che, mentre noi giustamente dobbiamo garantire la possibilit\u00e0 ai nativi di sviluppare nelle loro scuole la loro tradizione culturale e la loro civilt\u00e0, dobbiamo per\u00f2 anche preoccuparci che gli immigrati, i quali sono in fortissimo numero nella Val d\u2019Aosta, possano liberamente cercare di avere quella educazione scolastica, quei tipi di scuole che pi\u00f9 si confanno alle loro tradizioni particolari.<\/p><p>\u00abIn modo particolare, sarebbe opportuno fare in modo che la facolt\u00e0 di cui all\u2019articolo 38 riguardi soltanto le scuole dipendenti dalla Regione, perch\u00e9 in queste scuole dipendenti dalla Regione \u00e8 vivo l\u2019interesse all\u2019insegnamento della lingua francese, di questa lingua nella quale, appunto, si esprimono pi\u00f9 chiaramente le manifestazioni dei valdostani.<\/p><p>\u00abQuindi, il mio emendamento tende da una parte a creare scuole di Stato con libert\u00e0 d\u2019insegnamento per quanto riguarda la lingua da usarsi nella scuola, e dall\u2019altra a limitare questa autonomia dell\u2019insegnamento in lingua francese soltanto alle scuole dipendenti dalla Regione stessa\u00bb.<\/p><p>Mi pare che nel quadro formulato dall\u2019onorevole Bettiol vi siano da una parte le scuole di Stato, che sono quelle che per mezzo della disposizione legislativa richiamata dall\u2019onorevole Perassi sono state poste alle dipendenze della Regione, e dall\u2019altra le scuole dipendenti dalla Regione che sono qualcosa di diverso. \u00c8 con questa prospettiva che l\u2019onorevole Bettiol ha presentato il suo emendamento. Probabilmente \u2013 vorrei che nessuno si offendesse \u2013 al momento del voto non a tutti \u00e8 stato presente il valore che il proponente aveva dato al suo emendamento.<\/p><p>LUSSU, <em>Relatore.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LUSSU, <em>Relatore.<\/em> Io avevo presente codesto valore, perch\u00e9 ho pensato all\u2019ordinamento del quale stamattina ho dato conto sommariamente e so che cosa significa oggi \u00abscuola dipendente dalla Regione\u00bb. E siccome non si era ancora votato l\u2019articolo 40, mai avrei potuto sognarmi che in quest\u2019Aula qualcuno, presente il Ministro della pubblica istruzione onorevole Gonella, avesse potuto sostenere la soppressione di quell\u2019ordinamento scolastico gi\u00e0 concesso nel 1946 dallo stesso Ministro.<\/p><p>FRANCESCHINI. Nessuno ha detto questo.<\/p><p>PRESIDENTE. Vista la contraddittoriet\u00e0 dell\u2019interpretazione penso non vi sia da votare che sul punto se l\u2019Assemblea ritiene che debba riprendersi in esame una qualsiasi nuova formulazione dell\u2019articolo 40, diversa da quella per la quale \u00e8 stata gi\u00e0 votata la soppressione.<\/p><p>Pongo pertanto in votazione la proposta di riprendere in esame la materia che era contenuta nell\u2019articolo 40.<\/p><p>(<em>Dopo prova e controprova, non \u00e8 approvata<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>LUSSU, <em>Relatore.<\/em> Affermo che ci\u00f2 che \u00e8 avvenuto \u00e8 illogico! (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Passiamo all\u2019articolo 55 ed ultimo del disegno di legge. Se ne dia lettura.<\/p><p>AMADEI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abLa presente legge costituzionale entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella <em>Gazzetta Ufficiale<\/em> della Repubblica\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Non sono stati presentati emendamenti. Lo pongo in votazione.<\/p><p>(<em>\u00c8<\/em> <em>approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Il disegno di legge sar\u00e0 poi votato nel suo complesso a scrutinio segreto.<\/p><p>Sull\u2019ordine del giorno.<\/p><p>MATTARELLA. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MATTARELLA. Vorrei proporre che, nell\u2019ordine del giorno delle sedute di domani, il coordinamento dello statuto siciliano preceda la discussione del disegno di legge sulla Corte costituzionale.<\/p><p>PRESIDENTE. Se non vi sono obiezioni, cos\u00ec resta stabilito.<\/p><p>(<em>Cos\u00ec rimane stabilito<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Interrogazioni.<\/p><p>PRESIDENTE. Si dia lettura delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.<\/p><p>MOLINELLI, <em>Segretario,<\/em> legge:<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Presidente del Consiglio dei Ministri, per sapere se non ritenga opportuno affrettare la emanazione del provvedimento legislativo concernente la questione dei beni ingiustamente espropriati dal governo fascista, con particolare riguardo ai beni che gli Enti pubblici furono costretti a cedere a chiunque sotto la pressione politica durante il ventennio.<\/p><p>\u00abCi\u00f2, oltre che per compiere un doveroso atto di giustizia, anche allo scopo di restituire a molti Comuni ed Enti la possibilit\u00e0 di fronteggiare, con i mezzi che furono loro ingiustamente sottratti, le loro inderogabili necessit\u00e0 di bilancio, (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abCamangi\u00bb.<\/p><p>\u00abI sottoscritti chiedono di interrogare il Ministro dell\u2019interno, per conoscere i motivi che hanno ispirato il Ministero nel decidere l\u2019espulsione dal territorio della Repubblica del cittadino spagnolo Alvaro Lopez Perez, rappresentante della Giovent\u00f9 socialista unificata di Spagna presso le organizzazioni democratiche della giovent\u00f9 italiana; e per chiedere la revoca immediata di questo provvedimento, che ferisce ad un tempo i sentimenti democratici del popolo italiano, e il diritto di asilo sancito dalla Carta costituzionale. (<em>Gli interroganti chiedono la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abMoscatelli, Longo, Minio, Pajetta Giuliano, Nenni, Codignola\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Presidente del Consiglio dei Ministri e il Ministro della difesa, per sapere quali provvedimenti il Governo ritenga possibili a favore delle famiglie dei dispersi in Russia, per meglio indirizzarne e sorreggerne le indagini sulle sorti dei loro congiunti, e \u2013 nei casi di bisogno \u2013 quali doverose misure intenda adottare per garantirne efficacemente l\u2019assistenza economica e morale. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abVigorelli\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro dell\u2019interno, per conoscere le ragioni per le quali, dopo le dimissioni presentate da ben 14 consiglieri del comune di San Marzano sul Sarno (Salerno), dimissioni definitive al punto da farsene menzione nel conseguente decreto di nomina di un commissario prefettizio al predetto comune si sia addivenuti al ritiro delle dimissioni stesse da parte di due dimissionari e conseguentemente si siano indette le elezioni suppletive per il 14 marzo 1948; e per sapere ancora quanto ha accertato il predetto commissario prefettizio nei confronti della cennata amministrazione comunale e se esso Ministero dell\u2019interno non creda opportuna la revoca del decreto prefettizio di fissazione delle menzionate elezioni suppletive e lo scioglimento della ripetuta amministrazione comunale, (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abRescigno\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Presidente del Consiglio dei Ministri ed il Ministro degli affari esteri, per sapere se \u2013 a fine di prevenire nuove possibili atrocit\u00e0, che si risolverebbero anche in esasperazione di gi\u00e0 delicate situazioni politiche internazionali \u2013 non giudichino necessario chiedere urgentemente al Governo britannico che un rappresentante del Governo italiano risieda in Tripoli per collaborare a tale scopo con l\u2019Amministrazione militare occupante.<\/p><p>\u00abE se non ritengano opportuno, inoltre, domandare l\u2019estensione per la Libia della concessione, che pare accordata ai Consolati in Palestina, quella di chiamare forze di polizia dai rispettivi paesi per presidiare alla tutela dell\u2019ordine, il quale troverebbe gi\u00e0 validissimo ausilio nella stessa manifestazione esteriore di solidariet\u00e0 europea. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abDi Fausto\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro dell\u2019industria e del commercio, per conoscere:<\/p><p>1\u00b0) se sia informato che la Federazione provinciale minatori e cavatori di Grosseto, in un convegno, che ebbe luogo in quella citt\u00e0 il 15 dicembre 1947, promosse la costituzione d\u2019un Centro di studi geominerari per la Maremma toscana, al quale aderirono i rappresentanti delle Universit\u00e0 di Pisa e di Roma, nonch\u00e9 i tecnici delle societ\u00e0 minerarie toscane, e se e come intenda incoraggiare quell\u2019iniziativa;<\/p><p>2\u00b0) se sia informato:<\/p><ol><li><em>a<\/em>) che a Firenze, nei giorni 17-18 gennaio 1948, ebbe luogo alla Camera di commercio un convegno nazionale delle ligniti, organizzato dalla Federazione italiana minatori e dal Centro economico regionale per la ricostruzione della Toscana, con la partecipazione del Ministro del lavoro e dei pi\u00f9 autorevoli studiosi italiani dei problemi della combustione;<\/li><li><em>b<\/em>) che dai risultati della discussione in tale convegno emerse che il problema della utilizzazione delle ligniti \u00e8 oramai praticamente risolto, sotto l\u2019aspetto strettamente tecnico e sotto l\u2019aspetto economico, per la produzione di gas di sintesi da impiegare nella fabbricazione di fertilizzanti azotati, di cui tanto scarseggia la produzione nazionale;<\/li><\/ol><p>3\u00b0) se non ravvisi l\u2019opportunit\u00e0 di far stornare una parte dei fondi ricavati dalla vendita del carbone AUSA per promuovere nuovi studi e passare all\u2019attuazione pratica dei progetti affacciati nei convegni di Grosseto e di Firenze, dandone mandato ad uno degli organi dello Stato preposti al controllo dell\u2019industria carbonifera nazionale;<\/p><p>4\u00b0) se sia vero che si sta procedendo alla liquidazione dell\u2019Azienda ligniti italiane, che sarebbe indubbiamente l\u2019organismo statale pi\u00f9 qualificato per attuare i progetti di cui sopra, assolvendo cos\u00ec ad uno dei precisi compiti previsti all\u2019atto della sua costituzione. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abBartalini\u00bb.<\/p><p>\u00abI sottoscritti chiedono di interrogare il Presidente del Consiglio dei Ministri e il Ministro della pubblica istruzione, per sapere quali provvedimenti abbiano presi per evitare che la ristampa dell\u2019<em>Enciclopedia Treccani <\/em>venga di fatto affidata ancora a quegli elementi fascisti (ex senatore Domenico Bartolini, direttore generale, e professore Umberto Bosco, redattore capo), che gi\u00e0 ne avevano curata la compilazione sotto il passato regime, nonostante che alla direzione sia stato chiamato un illustre studioso, quale \u00e8 il professore De Sanctis che, fisicamente menomato, non pu\u00f2 essere in grado di assolvere l\u2019alto suo compito.<\/p><p>\u00abPer conoscere, inoltre, per quali ragioni al commissario uscente avvocato Franco Concini non sia stata concessa udienza presso gli organi tutori dell\u2019Istituto, malgrado le sue reiterate domande e non gli sia stato possibile leggere la relazione morale e amministrativa della sua gestione all\u2019assemblea dell\u2019Istituto. (<em>Gli interroganti chiedono la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abSpallicci, Longhena, Macrelli, Marinaro, Zuccarini, Della Seta, Azzali\u00bb.<\/p><p>\u00abI sottoscritti chiedono di interrogare il Presidente del Consiglio dei Ministri, Presidente del Comitato interministeriale per la ricostruzione, e il Ministro dell\u2019agricoltura e delle foreste, per sapere se \u00e8 vero che i concimi azotati subiranno nella prossima stagione primaverile un aumento di prezzo, e se siano a conoscenza del malumore che questa notizia ha sollevato tra gli agricoltori che si sentono un\u2019altra volta colpiti, mentre tutti e solo i prodotti agricoli stanno subendo dei forti ribassi.<\/p><p>\u00abGli interroganti chiedono un intervento energico del Governo che si opponga a qualsiasi inopportuno tentativo del genere e ci\u00f2 per evitare una palese ingiustizia verso i coltivatori e un danno notevole alla produzione agricola, specie a quella granaria. (<em>Gli interroganti chiedono la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abBellato, Stella, Burato, Belotti, Bertone, Trimarchi, Ferreri, Quarello, Gortani, Garlato, Guerrieri Filippo, Cappi, Lizier, Pallastrelli, Bonomi Paolo, Tozzi Condivi, Giacchero, Geuna, Rivera, Baracco, Bubbio, Raimondi, Carbonari, Arcaini, Balduzzi, Ferrario Celestino, Del Curto\u00bb.<\/p><p>\u00abI sottoscritti chiedono di interrogare il Ministro della pubblica istruzione, per sapere se non intenda di riaprire tempestivamente i termini di presentazione delle domande e documenti per l\u2019ammissione ai concorsi alle cattedre di italiano, storia e geografia e di matematica, scienze, ecc., nelle scuole e corsi di avviamento professionale, di cui al supplemento n. 2 della <em>Gazzetta Ufficiale<\/em> n. 158 del 1947, per i maestri elementari, a favore dei quali \u00e8 stata emessa in ritardo la designazione prevista dall\u2019articolo 13 della legge 22 aprile 1932, n. 490.<\/p><p>\u00abIl 7 novembre 1947, quando i termini di presentazione delle domande erano gi\u00e0 scaduti, il Ministero sollecit\u00f2 con sua circolare i provveditori agli studi a formulare le proposte individuali e, naturalmente, tali designazioni giunsero dopo altro ritardo. Solo quando fu perfezionata tale formalit\u00e0, gli aspiranti si trovarono ad avere il surrogato di titolo di studio, che il bando di concorso indica come essenziale per presentare la domanda: n\u00e9 si poteva supporre che gli aspiranti prendessero la presuntuosa e costosa iniziativa di allestire il carteggio e pagare la tassa e quindi presentare l\u2019istanza prima dello scadere del termine, senza prima sapere se il giudizio, di cui alla legge del 1932, peraltro lasciato all\u2019esclusivo impulso dei superiori, sarebbe stato a loro favorevole. (<em>Gli interroganti chiedono la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abFerreri, Lizier, Balduzzi\u00bb.<\/p><p>\u00abI sottoscritti chiedono di interrogare il Ministro dell\u2019interno, per conoscere \u2013 considerato che con regio decreto, caldeggiato dalla pattuglia fascista di Ampezzo e dai gerarchi di Belluno e proposto e firmato dal duce, dopo la marcia su Roma, cio\u00e8 in data 21 gennaio 1923, venivano staccati dalla Venezia Tridentina i distretti giudiziari di Ampezzo e di Livinallongo e aggregati al circondario di Belluno; considerato che contro tale distacco reag\u00ec sempre la popolazione dell\u2019Ampezzano e la sua rappresentanza comunale che, in premio di tale opposizione, dovette assistere alla invasione del municipio da parte della pattuglia fascista locale armata di manganello, contro i rappresentanti comunali stessi; considerato che l\u2019annessione a Belluno ha provocato il malcontento delle popolazioni ladine di tutta la zona delle Dolomiti, nonch\u00e9 della provincia di Trento, che unisce la sua voce a quella dell\u2019Ampezzano, per chiedere la restituzione di ci\u00f2 che le fu tolto; considerato che non pu\u00f2 essere riconosciuto come valido e legittimo un semplice decreto regio fascista, che si trova in stridente contrasto con la legge di annessione votata dal Parlamento nazionale add\u00ec 5 agosto 1920; considerato che la legge di annessione 26 settembre 1920, n. 1322, tuttora in vigore, non pu\u00f2 essere eseguita senza restituire la zona ampezzana alla provincia di Trento; visto che i comuni della zona ampezzana, conforme deliberazione delle rispettive rappresentanze comunali, presentarono, fin dal luglio 1947, istanza al Ministero dell\u2019interno per essere restituite alla Venezia Tridentina, in deroga al decreto fascista summenzionato \u2013 se non creda urgente accogliere la giustissima richiesta dei comuni di Ampezzo, Livinallongo e Santa Lucia, riparando il diritto leso e restituendoli alla provincia di Trento. (<em>Gli interroganti chiedono la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abCarbonari, Paris, Conci Elisabetta, Clerici, Bubbio, Vicentini, Cremaschi Carlo, Arcaini, Balduzzi, Belotti, Roselli, Avanzini, Sampietro, Adonnino, Bordon, Notarianni\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro della pubblica istruzione, per conoscere se intenda emanare i necessari provvedimenti, perch\u00e9 i maestri elementari mutilati ed invalidi di guerra possano godere dello stesso trattamento previsto per le vedove di guerra relativamente all\u2019immissione nei ruoli. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abBozzi\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Le interrogazioni test\u00e9 lette saranno inviate ai Ministri competenti, per la risposta scritta.<\/p><p>La seduta termina alle 22.55.<\/p><p>Ordine del giorno per le sedute di domani.<\/p><p>Alle ore 9.30:<\/p><ol><li>\u2013 Deliberazione in merito all\u2019emblema della Repubblica italiana.<\/li><li>\u2013 <em>Discussione del disegno di legge costituzionale:<\/em><\/li><\/ol><p>Testo coordinato dello Statuto speciale per la Sicilia. (65).<\/p><p>Alle ore 16:<\/p><ol><li>\u2013 <em>Votazione a scrutinio segreto dei seguenti disegni di legge:<\/em><\/li><\/ol><p>Statuto speciale per la Sardegna. (62).<\/p><p>Statuto speciale per il Trentino-Alto Adige. (63).<\/p><p>Statuto speciale per la Val d\u2019Aosta. (64).<\/p><p>Modificazioni alla legge 7 ottobre 1947, n. 1058, per la prima elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica. (66).<\/p><p>Norme per la formazione delle liste elettorali nella provincia di Bolzano. (67).<\/p><ol start=\"2\"><li>\u2013 <em>Seguito della discussione del disegno di legge costituzionale:<\/em><\/li><\/ol><p>Testo coordinato dello Statuto speciale per la Sicilia. (65).<\/p><ol start=\"3\"><li>\u2013 <em>Discussione del disegno di legge costituzionale:<\/em><\/li><\/ol><p>Norme per la proponibilit\u00e0 dei giudizi e per le garanzie d\u2019indipendenza della Corte costituzionale. (68).<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Versione PDF ASSEMBLEA COSTITUENTE CCCLXXIII. SEDUTA POMERIDIANA DI VENERD\u00cc 30 GENNAIO 1948 PRESIDENZA DEL PRESIDENTE TERRACINI indi DEL VICEPRESIDENTE TARGETTI INDICE Disegno di legge costituzionale (Seguito e fine della discussione): Statuto speciale per la Valle d\u2019Aosta (64). 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