{"id":2542,"date":"2023-09-17T21:49:47","date_gmt":"2023-09-17T19:49:47","guid":{"rendered":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=2542"},"modified":"2023-10-20T23:51:37","modified_gmt":"2023-10-20T21:51:37","slug":"antimeridiana-di-giovedi-29-gennaio-1948","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=2542","title":{"rendered":"ANTIMERIDIANA DI GIOVED\u00cc 29 GENNAIO 1948"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"2542\" class=\"elementor elementor-2542\" data-elementor-post-type=\"post\">\n\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-894f7b7 elementor-section-full_width elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"894f7b7\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-ebff0fa\" data-id=\"ebff0fa\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-88df53d elementor-align-right elementor-widget elementor-widget-button\" data-id=\"88df53d\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"button.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-button-wrapper\">\n\t\t\t\t\t<a class=\"elementor-button elementor-button-link elementor-size-sm\" href=\"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/19480129_1.pdf\" target=\"_blank\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-content-wrapper\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-icon\">\n\t\t\t\t<i aria-hidden=\"true\" class=\"icon icon-view\"><\/i>\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-text\">Versione PDF<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-e67aab0 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"e67aab0\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p>ASSEMBLEA COSTITUENTE<\/p><p>CCCLXX.<\/p><p>SEDUTA ANTIMERIDIANA DI GIOVED\u00cc 29 GENNAIO 1948<\/p><p>PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE <strong>BOSCO LUCARELLI<\/strong><\/p><p>indi<\/p><p>DEL PRESIDENTE <strong>TERRACINI<\/strong><\/p><p><strong>INDICE<\/strong><\/p><p><strong>Comunicazione del Presidente:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p><strong>Domande di autorizzazione a procedere in giudizio:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p>Di Giovanni, <em>Presidente della Commissione<\/em><\/p><p>Bellavista<\/p><p>Colitto<\/p><p>Condorelli<\/p><p>La Rocca, <em>Relatore<\/em><\/p><p>Tonello<\/p><p>Uberti<\/p><p>Foresi<\/p><p>Monterisi<\/p><p>Zanardi<\/p><p>Giua<\/p><p>Andreotti, <em>Sottosegretario di Stato per la Presidenza del Consiglio<\/em><\/p><p>Targetti<\/p><p>Mastino Pietro, <em>Relatore<\/em><\/p><p>Fabbri<\/p><p><strong>Disegno di legge <\/strong>(<em>Discussione<\/em>)<strong>:<\/strong><\/p><p>Modificazioni alla legge 7 ottobre 1947, n. 1058, per la prima elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica (66)<\/p><p>Presidente<\/p><p>Micheli, <em>Relatore<\/em><\/p><p>Scelba, <em>Ministro dell\u2019interno<\/em><\/p><p><strong>Disegno di legge<\/strong> (<em>Discussione<\/em>)<strong>:<\/strong><\/p><p>Norme per la formazione delle liste elettorali nella provincia di Bolzano (67)<\/p><p>Presidente<\/p><p>Micheli, <em>Relatore<\/em><\/p><p><strong>Disegno di legge costituzionale<\/strong> (<em>Seguito della discussione<\/em>)<strong>:<\/strong><\/p><p>Statuto speciale per la Sardegna (62)<\/p><p>Presidente<\/p><p>Perassi, <em>Presidente della Sottocommissione per gli Statuti regionali<\/em><\/p><p>Murgia<\/p><p>Marinaro<\/p><p>Condorelli<\/p><p>Mastino Pietro<\/p><p>Einaudi, <em>Vicepresidente del Consiglio dei Ministri, Ministro del bilancio<\/em><\/p><p>Uberti<\/p><p>Ambrosini, <em>Relatore<\/em><\/p><p>Fabbri, <em>Relatore<\/em><\/p><p>Bertone<\/p><p>Chieffi<\/p><p>Balduzzi<\/p><p>Spano<\/p><p>Domined\u00f2<\/p><p>Mannironi<\/p><p>Pella, <em>Ministro delle finanze<\/em><\/p><p>Mastino Gesumino<\/p><p>Laconi<\/p><p><strong>Presentazione di relazioni:<\/strong><\/p><p>Di Giovanni<\/p><p>Presidente<\/p><p>La seduta comincia alle 10.<\/p><p>TOZZI CONDIVI, <em>ff. Segretario<\/em>, legge il processo verbale della precedente seduta antimeridiana.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Comunicazione del Presidente.<\/p><p>PRESIDENTE. Comunico all\u2019Assemblea che l\u2019onorevole Preziosi, che faceva parte del Gruppo parlamentare della Democrazia del lavoro, si \u00e8 iscritto a quello dell\u2019Unione democratica nazionale.<\/p><p>Domande di autorizzazione a procedere in giudizio.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019ordine del giorno reca un elenco di domande di autorizzazione a procedere in giudizio.<\/p><p>La prima \u00e8 contro il deputato Zappelli, per il reato di cui all\u2019articolo 595, 2\u00b0 capoverso, del Codice penale (diffamazione a mezzo della stampa). (Doc. I, n. 5).<\/p><p>La Commissione conclude che non debba essere accordata l\u2019autorizzazione.<\/p><p>Poich\u00e9 nessuno chiede di parlare, pongo in votazione le conclusioni della Commissione.<\/p><p>(<em>Sono<\/em> <em>approvate<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Segue la domanda di autorizzazione a procedere contro i deputati Longhena e Zanardi, per il reato di cui all\u2019articolo 595 commi 1\u00b0 e 2\u00b0, del Codice penale (diffamazione a mezzo della stampa). (Doc. I, n. 15).<\/p><p>La Commissione conclude che non debba essere accordata l\u2019autorizzazione.<\/p><p>Poich\u00e9 nessuno chiede di parlare, pongo in votazione le conclusioni della Commissione.<\/p><p>(<em>Sono approvate<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Segue la domanda di autorizzazione a procedere contro il deputato Gonella, per il reato di cui all\u2019articolo 595, commi 1\u00b0 e 3\u00b0, del Codice penale (diffamazione a mezzo della stampa). (Doc. 1, n. 18).<\/p><p>La Commissione conclude che non debba essere accordata l\u2019autorizzazione.<\/p><p>Poich\u00e9 nessuno chiede di parlare, pongo in votazione le conclusioni della Commissione.<\/p><p>(<em>Sono approvate<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Segue la domanda di autorizzazione a procedere contro il deputato Patrissi, per il reato di cui all\u2019articolo 341 del Codice penale (oltraggio ad un pubblico ufficiale). (Doc. 1, n. 26).<\/p><p>La Commissione conclude per la concessione dell\u2019autorizzazione a procedere.<\/p><p>Ha facolt\u00e0 di parlare il Presidente della Commissione.<\/p><p>DI GIOVANNI, <em>Presidente della Commissione.<\/em> Mi rimetto a quanto \u00e8 stato unanimemente deciso dalla Commissione in senso favorevole all\u2019autorizzazione a procedere.<\/p><p>BELLAVISTA. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>BELLAVISTA. Non mi rendo conto del deliberato della Commissione e penso che essa non dia sufficiente spiegazione per la diversit\u00e0 di trattamento tra i casi precedentemente esaminati e quest\u2019ultimo. Quando, in punto di fatto, c\u2019\u00e8 materia obiettiva di reato, o le considerazioni valgono per tutti o, per ragioni di giustizia, non valgono per alcuno.<\/p><p>Per questo motivo penso che non bisogna concedere l\u2019autorizzazione.<\/p><p>DI GIOVANNI, <em>Presidente della Commissione.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>DI GIOVANNI, <em>Presidente della Commissione.<\/em> Il concetto al quale si \u00e8 ispirata la Commissione \u00e8 questo: quando incidono ragioni di natura politica, le quali possono dare la sensazione che contro il deputato si tenti una persecuzione giudiziaria per arrestare, paralizzare o deviare la sua funzione, altamente apprezzabile, nell\u2019esercizio del mandato parlamentare, allora la Commissione ha opinato \u2013 anche in conformit\u00e0 alla tradizione quasi costante in materia \u2013 di doversi negare l\u2019autorizzazione a procedere.<\/p><p>Quando si tratti, invece, di un reato comune, nella valutazione del quale non incidono speciali ragioni, della natura di quelle cui ho accennato, la Commissione, che non ha se non un potere esclusivamente delibatorio del merito e non pu\u00f2 quindi n\u00e9 esaminarlo fondamentalmente n\u00e9 pregiudicare l\u2019azione del giudice competente ha ritenuto di non dover arrestare il corso dell\u2019azione penale e di demandarla al giudizio di merito del magistrato competente.<\/p><p>Questo \u00e8 il motivo per cui, ad esempio, quasi generalmente, la Commissione ha negato l\u2019autorizzazione a procedere per i reati di diffamazione a mezzo della stampa, per i quali i deputati dovrebbero rispondere nella quasi totalit\u00e0 dei casi, semplicemente per una responsabilit\u00e0 indiretta, quale quella attribuita al direttore del giornale; mentre, in altri casi \u2013 limitatissimi, per fortuna \u2013 la Commissione ha dovuto proporre che si concedesse l\u2019autorizzazione, trattandosi di reati comuni, sui quali non incide la speciale ragione politica della quale ho fatto cenno.<\/p><p>BELLAVISTA. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>BELLAVISTA. I chiarimenti del Presidente della Commissione somigliano ad un sillogismo, nel quale la premessa non corrisponde alla conseguenza.<\/p><p>L\u2019onorevole Patrissi \u00e8 stato imputato del reato di cui all\u2019articolo 341 del Codice penale, oltraggio ad un pubblico ufficiale; nella specie un Prefetto, non so se dell\u2019ex regno o della Repubblica.<\/p><p>Ora, se c\u2019\u00e8 un reato che abbia in s\u00e9 il carattere, la natura politica, \u00e8 proprio questo.<\/p><p>DI GIOVANNI, <em>Presidente della Commissione.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>DI GIOVANNI, <em>Presidente della Commissione.<\/em> Desidero aggiungere qualche rilievo a quello che ho gi\u00e0 detto: si tratta, nella specie, di oltraggio ad un pubblico ufficiale, commesso per corrispondenza telefonica e poi telegrafica; oltraggio che ha la sua specifica configurazione di una violazione di legge personale.<\/p><p>Da quanto emerge da tutto il carteggio, che \u00e8 allegato alla domanda di autorizzazione a procedere, e che rimane a disposizione dell\u2019Assemblea, non sembra si possa negare l\u2019autorizzazione chiesta: affermo che la Commissione ha ponderatamente valutato il caso, prima di prendere le esposte conclusioni.<\/p><p>COLITTO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>COLITTO. Mi associo pienamente a quanto ha detto l\u2019onorevole Bellavista. Effettivamente il concedere l\u2019autorizzazione in questo caso, significherebbe adottare due pesi e due misure. Dichiaro che voter\u00f2 contro la proposta di concedere la richiesta autorizzazione.<\/p><p>CONDORELLI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CONDORELLI. Io mi associo alle dichiarazioni degli onorevoli Bellavista e Colitto. Si tratta di un reato strettamente politico, perch\u00e9 sarebbe stato commesso nell\u2019esercizio di quella funzione strettamente parlamentare che \u00e8 il controllo della pubblica amministrazione.<\/p><p>MASTINO PIETRO. Ma se non era ancora deputato, in quel momento!<\/p><p>CONDORELLI. Agiva comunque a scopo politico.<\/p><p>DI GIOVANNI, <em>Presidente della Commissione.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>DI GIOVANI, <em>Presidente della Commissione.<\/em> L\u2019onorevole Patrissi agiva non a scopo politico, ma come un qualsiasi cittadino: non essendo allora deputato, egli non era coperto dall\u2019immunit\u00e0 parlamentare. L\u2019onorevole Patrissi era in quel tempo funzionario e credo anche rappresentante un\u2019organizzazione assistenziale, e come tale ebbe occasione di una conversazione telefonica col Prefetto della Provincia, conversazione nella quale sembra egli abbia adottato un linguaggio oltraggioso, ripetuto in un lungo telegramma, alligato al processo. Ripeto che la Commissione non ha inteso giudicare del merito; se lo avesse fatto, avrebbe invaso il campo riservato all\u2019autorit\u00e0 giudiziaria. Ma in seguito all\u2019esame sommario e delibatorio, cui la Commissione ha potuto procedere, \u00e8 apparsa fondata la doglianza per cui il Prefetto ha chiesto al proprio Ministro l\u2019autorizzazione a procedere alla denuncia per oltraggio a carico dell\u2019onorevole Patrissi; e poich\u00e9 egli successivamente venne eletto deputato, \u00e8 sorta la necessit\u00e0 di sottoporre l\u2019esercizio dell\u2019azione penale all\u2019autorizzazione parlamentare. Ecco perch\u00e9, nella specie, la Commissione ha dovuto proporre all\u2019Assemblea che sia concessa la richiesta autorizzazione.<\/p><p>PRESIDENTE. Pongo in votazione la proposta della Commissione di concedere l\u2019autorizzazione a procedere nei confronti del deputato Patrissi.<\/p><p>BELLAVISTA. Onorevole Presidente, faccio la proposta di non concedere l\u2019autorizzazione a procedere in giudizio: credo quindi che la mia proposta debba avere la precedenza nella votazione.<\/p><p>PRESIDENTE. Senza dubbio. Pongo in votazione la proposta dell\u2019onorevole Bellavista che non sia concessa l\u2019autorizzazione a procedere a giudizio nei confronti del deputato Patrissi.<\/p><p>(<em>Dopo prova e controprova, non \u00e8 approvata<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Pongo in votazione la proposta della Commissione di concedere l\u2019autorizzazione. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>(<em>\u00c8 approvata<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Segue la domanda di autorizzazione a procedere contro il deputato Motolese, per il reato di cui all\u2019articolo 559 del Codice penale (correit\u00e0 in adulterio). (Doc. I, n. 30).<\/p><p>La Commissione conclude per la concessione dell\u2019autorizzazione.<\/p><p>Ha facolt\u00e0 di parlare l\u2019onorevole Relatore.<\/p><p>LA ROCCA, <em>Relatore.<\/em> Credo che non vi sia nulla da aggiungere alla relazione scritta: i fatti sono di un\u2019estrema semplicit\u00e0.<\/p><p>Nel luglio scorso il signor Caroli present\u00f2 querela contro la moglie e contro l\u2019onorevole Motolese, sospettato di correit\u00e0 in adulterio. A sostegno di questa tesi egli espose determinati fatti, che qui non \u00e8 il caso di rievocare.<\/p><p>La Commissione \u00e8 stata unanime nel ritenere che in questo caso non si possa non concedere l\u2019autorizzazione a procedere, in primo luogo perch\u00e9 l\u2019istituto dell\u2019immunit\u00e0 parlamentare si riduce a questo: a garantire il deputato nell\u2019esercizio delle sue funzioni, cercando di impedire che egli appunto possa essere ostacolato nell\u2019espletamento di questo suo compito da motivi politici. In secondo luogo, nel caso in esame, si tratterebbe di calpestare o perlomeno non tenere alcun conto del diritto di un terzo, cio\u00e8 del marito, di veder riconosciute o quanto meno valutate le sue ragioni nell\u2019apposita sede: quella giudiziaria.<\/p><p>Per queste ragioni la Commissione ha ritenuto di dover concedere l\u2019autorizzazione a procedere.<\/p><p>TONELLO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>TONELLO. Io sono perfettamente contrario al parere della Commissione per quel tanto che io posso apprendere del fatto dalla relazione che ho qui davanti a me. A me pare che il reato di cui \u00e8 imputato il collega Motolese sia molto problematico e molto relativo, stando alla lettura dei documenti, perch\u00e9 potrebbe trattarsi anche di qualche trappola politica. Questo marito che nomina un suo rappresentante presso la moglie, dalla quale \u00e8 separato, e poi d\u00e0 querela, non mi pare che faccia una cosa tanto bella. Credo che si tratti di uno di quegli avvenimenti per cui non c\u2019\u00e8 da scandalizzarsi, specialmente tra i colleghi democratici cristiani (<em>Commenti<\/em>) perch\u00e9, ricordatevi del proverbio: \u00abUna volta a te, un\u2019altra a me\u00bb. Mi sembra che qui il peccato non sia ancora proprio stabilito n\u00e9 confessato, e siccome un processo di questo genere significherebbe per il deputato la sua morte politica, e sarebbe un premio per i suoi concorrenti, proprio alla vigilia delle elezioni, dichiaro che, per quanto mi riguarda, voter\u00f2 contro la concessione dell\u2019autorizzazione a procedere.<\/p><p>UBERTI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>UBERTI. Dichiaro che voter\u00f2 a favore della concessione dell\u2019autorizzazione a procedere, in modo che il nostro collega abbia la possibilit\u00e0 di dimostrare la sua innocenza (<em>Approvazioni<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>FORESI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>FORESI. Dichiaro anche personalmente di associarmi alla dichiarazione fatta dall\u2019onorevole Uberti. Desideriamo tutti che sia fatta luce intorno a questa grave accusa che \u00e8 piovuta sopra uno dei nostri colleghi.<\/p><p>Il Motolese \u00e8 conosciuto al di sopra di ogni partito, nella sua zona, come un uomo non soltanto pieno di grande cultura scientifica e di altissimo valore professionale, ma anche pieno di grande bont\u00e0 e di immensa rettitudine.<\/p><p>Perci\u00f2 il negare l\u2019autorizzazione a procedere potrebbe significare volerlo far trincerare dietro un istituto che in qualche modo possa mascherare e coprire qualche sua colpa.<\/p><p>Per questo voter\u00f2 a favore dell\u2019autorizzazione a procedere.<\/p><p>MONTERISI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MONTERISI. Mi associo a quanto ha detto l\u2019onorevole Uberti. Siamo d\u2019accordo sulla opportunit\u00e0 che si faccia piena luce sulla questione. L\u2019onorevole Motolese gode nella sua zona di ottima fama, sia come professionista, sia come uomo di cuore, che ha beneficato sempre tanta gente e che ha sempre aiutato i poveri.<\/p><p>\u00c8 necessario che sia fatta piena luce: io sono sicuro della sua innocenza.<\/p><p>PRESIDENTE. Poich\u00e9 l\u2019onorevole Tonello si \u00e8 limitato ad una dichiarazione di voto e non ha fatto una proposta contraria a quella della Commissione, come nel caso precedente aveva fatto l\u2019onorevole Bellavista, non resta che procedere alla votazione.<\/p><p>Metto in votazione la proposta della Commissione di concedere l\u2019autorizzazione a procedere contro il deputato Motolese.<\/p><p>(<em>\u00c8<\/em> <em>approvata<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Segue la domanda di autorizzazione a procedere in giudizio contro il deputato Zanardi, per il reato di cui all\u2019articolo 595, 2\u00b0 capoverso, in relazione all\u2019articolo 57, n. 1, del Codice penale (diffamazione a mezzo della stampa). (Doc. 1, n. 35).<\/p><p>La Commissione propone di non concedere la chiesta autorizzazione.<\/p><p>Ha facolt\u00e0 di parlare il Presidente della Commissione.<\/p><p>DI GIOVANNI, <em>Presidente della Commissione.<\/em> Niente da aggiungere a quello che \u00e8 stato esposto nella relazione. Siamo di fronte ad uno dei casi accennati in principio, nel quale sarebbe evidente la ragione politica. Quindi la Commissione, all\u2019unanimit\u00e0, ha ritenuto di non dover concludere per la proposta di autorizzazione a procedere.<\/p><p>ZANARDI. Avverto che mi asterr\u00f2 dalla votazione.<\/p><p>GIUA. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>GIUA. Io voto secondo il deliberato della Commissione, ma devo fare una dichiarazione. La Commissione dei probiviri del Partito socialista aveva preso in esame le accuse fatte contro il compagno Tolloy da parte dei deputati Longhena e Zanardi, e aveva riconosciuto infondate queste accuse. Il compagno Zanardi, da me interpellato, ha dichiarato di non saper nulla e quindi di non essere responsabile delle frasi pubblicate da un giornale di Bologna, essere cio\u00e8 il Tolloy un fascista antemarcia, esaltatore di Mussolini ecc.<\/p><p>DI GIOVANNI, <em>Presidente della Commissione.<\/em> Ma questa \u00e8 un\u2019altra domanda.<\/p><p>GIUA. Allora chiedo scusa, ma poich\u00e9 verr\u00e0 in esame anche quest\u2019altra richiesta, io dichiaro che accetto il risultato della Commissione, perch\u00e9 il compagno Zanardi ha dichiarato non essere responsabile della frase pubblicata dal giornale di Bologna.<\/p><p>PRESIDENTE. Pongo in votazione la proposta della Commissione di negare l\u2019autorizzazione a procedere contro il deputato Zanardi.<\/p><p>(<em>\u00c8<\/em> <em>approvata<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Segue la domanda di autorizzazione a procedere contro il deputato Laconi, per il reato di cui all\u2019articolo 18 del testo unico della legge di pubblica sicurezza (riunione pubblica non autorizzata). (Doc. I, n. 42).<\/p><p>La Commissione conclude perch\u00e9 non sia concessa l\u2019autorizzazione a procedere.<\/p><p>Ha facolt\u00e0 di parlare il Presidente della Commissione.<\/p><p>DI GIOVANNI, <em>Presidente della Commissione.<\/em> Onorevole Presidente, a me pare che basti enunciare l\u2019oggetto della richiesta di autorizzazione a procedere, per concludere sulla esattezza e fondatezza della proposta della Commissione di negare l\u2019autorizzazione.<\/p><p>Si tratterebbe di una semplice contravvenzione per aver parlato in pubblico senza una preventiva autorizzazione della pubblica sicurezza.<\/p><p>La Commissione ha ritenuto che in questo caso, prescindendo dall\u2019esame del merito, si presentava cos\u00ec futile il motivo della denuncia contro il deputato Laconi, che, all\u2019unanimit\u00e0, ha proposto di respingere la richiesta autorizzazione.<\/p><p>PRESIDENTE. Pongo in votazione da proposta della Commissione di negare l\u2019autorizzazione a procedere contro l\u2019onorevole Laconi.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvata<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Segue la domanda di autorizzazione a procedere contro il deputato Labriola per il reato di cui all\u2019articolo 595, secondo capoverso, del Codice penale (diffamazione a mezzo della stampa). (Doc. I, n. 44).<\/p><p>La Commissione conclude perch\u00e9 sia negata l\u2019autorizzazione.<\/p><p>Ha facolt\u00e0 di parlare il Presidente della Commissione.<\/p><p>DI GIOVANNI, <em>Presidente della Commissione.<\/em> Si tratterebbe di un caso di responsabilit\u00e0 indiretta.<\/p><p>L\u2019onorevole Labriola dovrebbe rispondere, secondo la querela, in quanto direttore del giornale che aveva pubblicata la corrispondenza ritenuta diffamatoria.<\/p><p>Anche a volere esaminare, nel rapporto dell\u2019autore, il contenuto dell\u2019articolo, in base alla delibazione sommaria fattane dalla Commissione, \u00e8 sembrato che anche la responsabilit\u00e0 di costui sarebbe coperta egualmente dalla buona fede, in quanto il caso di cui si faceva pubblicazione aveva dato luogo effettivamente ad un\u2019inchiesta amministrativa, che aveva sortito risultati favorevoli alla tesi dello scrittore. Comunque, l\u2019onorevole Labriola, chiamato a rispondere per responsabilit\u00e0 indiretta, non sembra possa avere alcuna responsabilit\u00e0, nella specie. La Commissione, quindi, \u00e8 d\u2019avviso, all\u2019unanimit\u00e0, che sia negata l\u2019autorizzazione a procedere.<\/p><p>PRESIDENTE. Pongo in votazione la proposta della Commissione di negare l\u2019autorizzazione a procedere contro l\u2019onorevole Labriola.<\/p><p>(<em>\u00c8<\/em> <em>approvata<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Segue la domanda di autorizzazione a procedere in giudizio contro il deputato Tomba, per il reato di cui all\u2019articolo 595, in relazione all\u2019articolo 57, n. 1, del Codice penale (diffamazione a mezzo della stampa). (Doc. I, n. 46).<\/p><p>La Commissione ha dato parere favorevole all\u2019autorizzazione a procedere.<\/p><p>Ha facolt\u00e0 di parlare il Presidente della Commissione.<\/p><p>DI GIOVANNI, <em>Presidente della Commissione.<\/em> Per questa domanda, contrariamente a quello che si \u00e8 fatto per altre, la Commissione \u00e8 stata d\u2019avviso di consentire l\u2019autorizzazione a procedere. Nella specie, si tratta di una diffamazione a mezzo della stampa, a contenuto delicato nella quale il querelante ha consentito ampia facolt\u00e0 di prova. Sembra che in questo caso, anche nell\u2019interesse dello stesso deputato, che \u00e8 stato esposto alla persecuzione giudiziaria, convenga dar luogo all\u2019autorizzazione. In sede di giudizio si potr\u00e0 dimostrare l\u2019attendibilit\u00e0 o meno dei fatti denunciati, ed ove il deputato, accennando a fatti precisi e determinati, sar\u00e0 per provarne in giudizio la realt\u00e0, la di lui assoluzione ritengo potrebbe servire meglio la causa della giustizia ed avvantaggiare la legittimit\u00e0 della censura della pubblica stampa. Per queste ragioni la Commissione, all\u2019unanimit\u00e0, ha opinato di proporre che sia consentita l\u2019autorizzazione a procedere.<\/p><p>TONELLO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>TONELLO. Molte volte il deputato \u00e8 il direttore del giornale locale, ma egli ha il suo mandato da espletare e quindi non \u00e8 responsabile realmente. Di fronte alla legge, s\u00ec, \u00e8 responsabile, ma di fatto non lo \u00e8. Non credo che Tomba abbia scritto l\u2019articolo incriminato. Del resto mi pare che il reato in s\u00e9 non rivesta quella gravit\u00e0 di diffamazione che gli si vuole attribuire ed \u00e8 molto dubbio che le frasi dette abbiano il contenuto diffamatorio loro attribuito. Bisogna poi vedere in quale occasione \u00e8 stata detta questa frase. Certo \u00e8 che con questa querela si vuole colpire un collega, il quale naturalmente deve essere tutelato. Mentre i nostri avversari ci scagliano sui loro giornali tutte le violenze che vogliono, per una frase infelice o arrischiata deve essere sempre pronta la querela. Qui non c\u2019\u00e8 diffamazione: si tratta di una reminiscenza della lotta fascista, e niente altro. Domando che sia respinta la domanda di autorizzazione a procedere.<\/p><p>ANDREOTTI, <em>Sottosegretario di Stato per la Presidenza del Consiglio.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>ANDREOTTI, <em>Sottosegretario di Stato per la Presidenza del Consiglio.<\/em> Vorrei fare una osservazione a titolo puramente personale. Non ho ben compreso lo spirito con cui la Commissione ha fatto questa discriminazione, proponendo cio\u00e8 di non concedere l\u2019autorizzazione per i casi precedenti per lo stesso capitolo di imputazione, e facendo proposta diversa per questo caso. L\u2019onorevole Di Giovanni ha detto: perch\u00e9 metteremmo in condizione il nostro collega, che ha tutte le prove per dimostrare che ha detto il vero, di non poterlo fare. A me pare un principio molto strano, perch\u00e9 verremmo a dire che i nostri colleghi di poco fa non avevano le prove. Quindi, diremmo che abbiamo tutelato una accusa fatta a vuoto o senza sufficiente documentazione. Credo, in conformit\u00e0 con quanto abbiamo stabilito per gli altri casi, che non dobbiamo concedere anche in questo caso.<\/p><p>DI GIOVANNI, <em>Presidente della Commissione.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>DI GIOVANNI, <em>Presidente della Commissione.<\/em> Devo dare ragione del diverso apprezzamento della Commissione nei vari casi. Come ho accennato, la Commissione non pu\u00f2 fare, e non crede di dover fare, un esame di merito. Quindi, sulla fondatezza o meno del contenuto sostanziale della querela, la Commissione non pu\u00f2 che fare un esame di semplice delibazione, per non sostituirsi al magistrato competente a giudicare del merito. Appare talvolta da questo esame delibatorio la assoluta infondatezza della querela; od appare evidente il motivo di persecuzione politica. In questi casi la Commissione ha negato senz\u2019altro la autorizzazione, o meglio ha proposto che l\u2019Assemblea neghi l\u2019autorizzazione.<\/p><p>Dei casi specifici si sono presentati a contenuto diverso, come quello dell\u2019onorevole Tomba. In questo caso il querelante \u00e8 il signor Mora, contro il quale sarebbe stata fatta la pubblicazione ritenuta diffamatoria sul <em>Popolo<\/em> di Verona. Il Mora, prima di presentare la querela, si rivolse direttamente all\u2019onorevole Tomba, dandogli ampia dimostrazione della infondatezza della pubblicazione e del contenuto erroneo di quello che il giornale assumeva, pregandolo di rettificare nel giornale stesso la fatta pubblicazione che non corrispondeva a verit\u00e0 ed aveva contenuto diffamatorio. Questa lettera rimase senza risposta. Ci fu un nuovo invito diretto e pressante: anche questo rimasto senza risposta. L\u2019invito era stato preceduto dalla dichiarazione che, in caso di mancata risposta, il Mora si sarebbe rivolto all\u2019autorit\u00e0 giudiziaria con regolare querela di diffamazione, consentendo al querelato ampia facolt\u00e0 di prova. Poich\u00e9 il secondo invito rimase senza risposta, il Mora provvide alla presentazione della querela. \u00c8 sembrato ovvio in questo caso, nell\u2019interesse stesso dell\u2019onorevole Tomba, che negare l\u2019autorizzazione a procedere non sarebbe stato utile alla di lui probit\u00e0 morale, mentre il procedimento penale gli avrebbe offerto il mezzo di provare la fondatezza della pubblicazione, qualificata diffamatoria, e nella quale egli ha mostrato di voler insistere. Ecco perch\u00e9 in questo, come in altri analoghi casi eccezionali, la Commissione ha mutato le sue direttive, informate di massima al concetto di negare l\u2019autorizzazione a procedere.<\/p><p>BELLAVISTA. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>BELLAVISTA. Non mi pare che le spiegazioni della Commissione ai giusti rilievi dell\u2019onorevole Andreotti siano da considerare sodisfacenti<\/p><p>Poco fa, per bocca del suo autorevole Presidente, la Commissione ci ha segnalato questo criterio discriminatorio: tutte le attivit\u00e0 che obiettivamente possono costituire reato, ma che sono determinate dall\u2019esercizio di un\u2019azione politica di censura connesso con il mandato parlamentare, devono, secondo il saggio criterio della Commissione, essere considerate sotto questo profilo, e perci\u00f2 doveva essere negata l\u2019autorizzazione a procedere. Ora qui la Commissione somiglia alla Cassazione unica con contraddittoriet\u00e0 di giudicato, perch\u00e9 anche in questo caso si tratta di un atto, che pu\u00f2 o non pu\u00f2 costituire reato, ma che ha la forma di reato di diffamazione nei confronti di un terzo, connesso all\u2019esercizio dell\u2019attivit\u00e0 politica. Ed intanto in quest\u2019ultimo caso arriva a conclusioni diverse.<\/p><p>N\u00e9 vale, onorevole Di Giovanni, dire che la Commissione si limita a deliberare.<\/p><p>La Commissione non soltanto ha delibato ma \u00e8 entrata nelle anfrattuosit\u00e0 del merito. Si parla di fatti specifici che la Commissione ha esaminato; si parla di una richiesta del querelante, signor Mora, di rettifica, che non avvenne. La Commissione ha avuto modo di esaminare la cosa completamente.<\/p><p>Dobbiamo evitare, per la stessa esigenza di giustizia, che vuole soluzioni eguali a casi identici, che ci sia imputata una contraddittoriet\u00e0, che sarebbe sospetta, per lo meno nei confronti di quei colleghi, verso i quali si \u00e8 negata l\u2019autorizzazione a procedere, mentre per questo si verrebbe concedere.<\/p><p>Pertanto, faccio proposta formale che non sia accolta la proposta della Commissione di concedere l\u2019autorizzazione a procedere contro l\u2019onorevole Tomba.<\/p><p>TARGETTI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>TARGETTI. Mi associo a quanto hanno detto gli onorevoli Andreotti e Bellavista.<\/p><p>Ma c\u2019\u00e8 un altro rilievo da fare: la imprecisione con la quale la fattispecie \u00e8 presentata al giudizio della Commissione.<\/p><p>\u00c8 detto: Il signor Alberto Mora si \u00e8 querelato contro l\u2019onorevole Tomba, quale Direttore responsabile del giornale <em>Verona del Popolo<\/em>, col quale (a chi si riferisce questo quale?), riferendosi a un gruppo di persone, fra cui esso Mora, che si davano convegno nel campo sportivo di Legnago, col pretesto di procurare fondo per scopi sportivi, lo qualificava (chi?) \u00aborganizzatore della propaganda radiofonica repubblichina\u00bb.<\/p><p>Mi parrebbe pi\u00f9 opportuno chiedere l\u2019autorizzazione a procedere contro queste imprecisioni di linguaggio. (<em>Si ride<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Questa imprecisione cos\u00ec strana in materia tanto delicata mi pare che dovrebbe essere un argomento di pi\u00f9 per indurre a respingere la proposta della Commissione.<\/p><p>PRESIDENTE. Pongo in votazione la proposta fatta dall\u2019onorevole Bellavista di non concedere l\u2019autorizzazione a procedere contro l\u2019onorevole Tomba, restando nell\u2019intesa che, se approva la proposta Bellavista, l\u2019Assemblea intende respingere la proposta della Commissione.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvata<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Segue la domanda di autorizzazione a procedere in giudizio contro il deputato Covelli, per il reato di cui all\u2019articolo 290 del Codice penale (Vilipendio delle istituzioni costituzionali). (Doc. I, n. 47).<\/p><p>La Commissione propone di concedere l\u2019autorizzazione.<\/p><p>L\u2019onorevole Relatore ha facolt\u00e0 di parlare.<\/p><p>MASTINO PIETRO, <em>Relatore.<\/em> Occorre accennare brevemente al fatto, che \u00e8 questo. L\u2019onorevole Covelli, in un comizio tenuto a Benevento il 25 maggio 1947, defin\u00ec la Repubblica: \u00abuna Repubblica di ignominia e di fango, di barattieri, di contrabbandieri e di falsari&#8230;, nata perch\u00e9 le calcolatrici di Romita hanno voluto farla nascere\u00bb. (<em>Commenti a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Sul fatto materiale, che cio\u00e8 queste parole siano state pronunciate (dico ci\u00f2 con riferimento al fascicolo trasmesso alla Commissione) non vi sono dubbi. Ci\u00f2 che la Commissione doveva proporre a se stessa era questo: se ragioni di indole politica potessero aver influito sulla formulazione dell\u2019accusa. Ci\u00f2, per\u00f2, era da escludere, in quanto il fatto, nei termini materiali, era di consenso comune.<\/p><p>Ci\u00f2 premesso, la Commissione dice e ripete quanto \u00e8 scritto nella relazione: che di fronte alla manifesta gravit\u00e0 delle frasi attribuite al Covelli \u2013 che non possono dar luogo ad incertezza d\u2019interpretazione \u2013 il magistrato deve essere ammesso a poter dare un giudizio che stabilisca se concorrano gli estremi necessari per la configurazione del delitto di vilipendio delle istituzioni repubblicane. La Commissione ha cio\u00e8 detto: il giudizio giuridico non lo dobbiamo dar noi, ma \u00e8 necessario che venga dato. Da ci\u00f2 discende la conseguenza della proposta della concessione dell\u2019autorizzazione a procedere.<\/p><p>TONELLO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>TONELLO. Pregherei gli onorevoli colleghi di negare l\u2019autorizzazione a procedere (<em>Approvazioni<\/em>)<em>.<\/em> Se nel tempo delle frasi grosse ed esagerate, onorevoli colleghi, su questi stessi banchi ed in tutti i giornali ci sono queste esagerazioni, che il collega Covelli in un comizio molto movimentato (in cui vi furono applausi e fischi) abbia pronunciato queste parole, non fa caso. Se si dovessero condannare tutti quelli che hanno la lingua lunga, nessun uomo porterebbe pi\u00f9 la lingua. (<em>Si ride<\/em>)<em>.<\/em> Me compreso. Onorevoli colleghi, neghiamo questa autorizzazione a procedere: non si salva la Repubblica n\u00e9 la si offende, facendo cos\u00ec. (<em>Applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>COLITTO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>COLITTO. Mi associo alle parole nobilissime pronunziate dal collega Tonello. Aggiungo che, a mio modesto avviso, l\u2019autorizzazione non pu\u00f2 essere concessa per una ragione di carattere strettamente giuridico. L\u2019accusa, che si muove all\u2019onorevole Covelli, \u00e8 quella di violazione dell\u2019articolo 290 del Codice penale, cio\u00e8 di vilipendio delle istituzioni costituzionali. Dalla relazione, per\u00f2, risulta ch\u2019egli avrebbe recato offesa alla Repubblica e che il fatto si sarebbe verificato in Benevento il 25 maggio 1947, vale a dire in epoca anteriore alla modifica del Codice penale compiuta da questa Camera, con la quale al vilipendio alle \u00abistituzioni costituzionali\u00bb si aggiunse il vilipendio \u00aballa Repubblica\u00bb. Solo questa Assemblea ha stabilito che costituisce reato l\u2019offesa alla Repubblica in genere: ma, prima della legge votata dall\u2019Assemblea e, quindi, il 25 maggio 1947, epoca del fatto, una offesa alla Repubblica non costituiva reato, tale essendo solo l\u2019offesa alle istituzioni costituzionali dello Stato.<\/p><p>TARGETTI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>TARGETTI. Mi associo a quanto ha detto l\u2019onorevole Tonello.<\/p><p>FABBRI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>FABBRI. Prego l\u2019Assemblea di considerare che nella richiesta del Procuratore della Repubblica \u00e8 detto esplicitamente che \u00able proposizioni del Covelli erano state improvvisate in un clima fatto rovente dalle opposizioni clamorose e ingiuriose di alcuni ascoltatori\u00bb. Saremmo quasi nel campo della ritorsione delle ingiurie nel clamore di un comizio, ed in queste condizioni&#8230; (<em>Interruzioni a sinistra<\/em>)<\/p><p>Mi rendo conto che riconoscete trattarsi di un episodio che non deve esser trascinato in un\u2019aula giudiziaria.<\/p><p>MASTINO PIETRO, <em>Relatore.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MASTINO PIETRO, <em>Relatore.<\/em> Non ho motivo di respingere senz\u2019altro, non dico la proposta formulata dall\u2019onorevole Tonello, ma la linea di argomentazione da lui seguita. Per\u00f2, l\u2019onorevole Tonello ammetter\u00e0 che questa linea porta alla soppressione della Commissione per le autorizzazioni a procedere, od all\u2019esclusione dalla sua competenza di quell\u2019insieme di reati che rientrano nel campo della diffamazione e dell\u2019ingiuria. Ora, credo che nessuno voglia arrivare a questo, soprattutto quando questa tesi \u00e8 sostenuta non in linea pregiudiziale, ma nei confronti di una specifica concessione di autorizzazione a procedere. L\u2019onorevole Fabbri, d\u2019altra parte, ha detto come nel caso in questione \u00e8 sostenibile forse a favore del Covelli una tesi di compensazione d\u2019ingiurie, o per lo meno la concessione di una provocazione, in quanto egli avrebbe agito in quel determinato clima per influenza di precedenti ingiurie lanciate contro di lui.<\/p><p>Questo, onorevoli colleghi, \u00e8 un entrare in merito della questione. Ora, noi nel merito non dobbiamo entrare e se insisto dicendo queste cose \u00e8 solo per una ragione di giustizia, in quanto altrimenti finiremmo coll\u2019occuparci del merito esaminando la posizione proprio dell\u2019onorevole Covelli, mentre in genere cos\u00ec come \u00e8 a mio avviso opportuno fare, nel merito delle altre richieste di autorizzazione a procedere non siamo entrati.<\/p><p>Quindi, proporrei, per una ragione di giustizia tratta dal funzionamento della Commissione, tratta dall\u2019esame obbiettivo dell\u2019emendamento, tratta dal normale metodo di comportamento della Commissione di fronte a casi del genere, di concedere l\u2019autorizzazione a procedere.<\/p><p>PRESIDENTE. Pongo in votazione la proposta della Commissione di concedere l\u2019autorizzazione a procedere.<\/p><p>(<em>Dopo prova e controprova, non \u00e8 approvata<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Discussione del disegno di legge: Modificazioni alla legge 7 ottobre 1947, n. 1058, per la prima elezione della Camera dei deputati e del-Senato della Repubblica. (66).<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge: Modificazioni alla legge 7 ottobre 1947, n. 1058, per la prima elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica.<\/p><p>Ha facolt\u00e0 di parlare il Relatore onorevole Micheli.<\/p><p>MICHELI, <em>Relatore.<\/em> Sono evidenti le ragioni che raccomandano l\u2019approvazione di questo progetto di legge il quale, spostando opportunamente i termini stabiliti nelle leggi elettorali recentemente approvate, consente che nelle elezioni prossime per la Camera e per il Senato possano votare coloro che risultano dagli ultimi elenchi riveduti dalle Commissioni comunali e provinciali. In tal modo vengono anche compresi fra i votanti coloro che avranno compiuto il ventunesimo anno di et\u00e0, stabilito dall\u2019articolo 48 della Costituzione, nel giorno delle elezioni.<\/p><p>La Commissione quindi ha dato unanime la sua approvazione al progetto, salvo un piccolo emendamento relativo ad un elenco, del quale parleremo a suo tempo.<\/p><p>PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale. Non essendovi oratori iscritti e nessuno chiedendo di parlare, dichiaro chiusa la discussione generale. Passiamo all\u2019esame degli articoli.<\/p><p>Si dia lettura dell\u2019articolo 1.<\/p><p>RICCIO, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abPer la prima elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica, il termine previsto dal primo comma dell\u2019articolo 24 e dall\u2019articolo 32 della legge 7 ottobre 1947, n. 1058, \u00e8 anticipato al 15 marzo 1948. Il deposito nella Segreteria comunale, di cui all\u2019ultimo comma dell\u2019articolo 24 sopra citato, delle liste rettificate e degli elenchi approvati dalla Commissione elettorale mandamentale, si effettua dal 1\u00b0 al 15 aprile 1948\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Non essendo stati presentati emendamenti e nessuno chiedendo di parlare, lo pongo in votazione.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo all\u2019articolo 2. Se ne dia lettura.<\/p><p>RICCIO, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abEntro dieci giorni dalla data di pubblicazione nella <em>Gazzetta Ufficiale<\/em> della Repubblica del decreto di convocazione dei comizi elettorali, la Commissione elettorale comunale compila un estratto, in duplice copia, dei cittadini che, pur essendo compresi nell\u2019elenco di cui all\u2019articolo 13 della legge 7 ottobre 1947, n. 1058, non avranno compiuto, al giorno fissato per le elezioni, il ventunesimo anno di et\u00e0.<\/p><p>\u00abUn esemplare dell\u2019estratto \u00e8 immediatamente trasmesso dal sindaco alla Commissione elettorale mandamentale, che depenna dalla copia delle liste di sezione, destinata alla votazione, i nominativi compresi nell\u2019estratto\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. La Commissione ha proposto il seguente emendamento:<\/p><p>\u00ab<em>Alla fine del primo comma, aggiungere le seguenti parole:<\/em> e altro elenco di quelli che alla stessa data non avranno compiuto il venticinquesimo anno di et\u00e0\u00bb.<\/p><p>Invito l\u2019onorevole Ministro dell\u2019interno ad esprimere l\u2019avviso del Governo su questo emendamento.<\/p><p>SCELBA, <em>Ministro dell\u2019interno.<\/em> Il Governo non pu\u00f2 accettarlo, perch\u00e9 il requisito dell\u2019elettorato attivo per il Senato non risulta da un elenco particolare, ma da un timbro speciale che viene apposto se l\u2019elettore ha raggiunto i venticinque anni di et\u00e0.<\/p><p>MICHELI, <em>Relatore.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MICHELI, <em>Relatore.<\/em> Io credo che la nostra proposta lungi dal complicare le cose, le semplifichi, perch\u00e9 d\u00e0 un elemento di controllo ai seggi che devono fare la verifica per i votanti pel Senato che debbono avere venticinque anni. Lei comprende, onorevole Ministro, come la caratteristica di avere o di non avere compiuto il venticinquesimo anno di et\u00e0 implichi un accertamento che non pu\u00f2 essere soltanto comprovato da un foglietto di carta che viene inviato da un determinato ufficio e che pu\u00f2 eventualmente essere falsificato.<\/p><p>Se domani dovesse avvenire un qualche contrasto intorno allo stato civile di uno dei votanti, \u00e8 evidente che \u00e8 opportuno avere a portata di mano un punto di riferimento, n\u00e9 si pu\u00f2 mandare un incaricato a consultare lo stato civile del Comune perch\u00e9 consulti all\u2019uopo lo schedario n\u00e9, tanto meno, \u00e8 possibile che dal foglietto risulti anche la data di nascita.<\/p><p>Ecco perch\u00e9, una volta che noi disturbiamo gli uffici elettorali del comune perch\u00e9 forniscano un primo elenco, mi pare non vi sarebbe nulla di male che dovessero compilare anche quest\u2019altro. Nel primo si aggiunge, col secondo si toglie; parmi opportuno che l\u2019uno sia fatto insieme all\u2019altro, per questo la Commissione ha creduto di fare questa proposta. Se il Governo insiste nel non accettarla, vi rinunceremo, ma le ragioni alle quali ho fatto riferimento credo che abbiano un reale ed effettivo fondamento.<\/p><p>SCELBA, <em>Ministro dell\u2019interno.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>SCELBA, <em>Ministro dell\u2019interno.<\/em> Pregherei l\u2019onorevole Relatore di non insistere sullo emendamento. Sarebbe troppo lungo spiegare le ragioni per le quali il Governo non lo pu\u00f2 accettare. Noi le abbiamo valutate per\u00f2 esattamente: esso modificherebbe un sistema gi\u00e0 votato, mentre questa leggina ha soltanto il compito di ridurre i termini e non quello di modificare il meccanismo gi\u00e0 stabilito.<\/p><p>PRESIDENTE. Allora, la Commissione ritira l\u2019emendamento?<\/p><p>MICHELI, <em>Relatore.<\/em> S\u00ec.<\/p><p>PRESIDENTE. Sta bene. Pongo in votazione il primo comma dell\u2019articolo 2, test\u00e9 letto.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Pongo in votazione il secondo comma, test\u00e9 letto.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato \u2013 L\u2019articolo 2 \u00e8 cos\u00ec approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo all\u2019articolo 3. Se ne dia lettura.<\/p><p>RICCIO, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abLa presente legge entra in vigore il giorno stesso della sua pubblicazione nella <em>Gazzetta Ufficiale<\/em> della Repubblica\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Nessuno chiedendo di parlare, lo pongo in votazione.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>La presente legge sar\u00e0 poi votata a scrutinio segreto.<\/p><p>Discussione del disegno di legge: Norme per la formazione delle liste elettorali nella provincia di Bolzano. (67).<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge: Norme per la formazione delle liste elettorali nella provincia di Bolzano.<\/p><p>Ha facolt\u00e0 di parlare l\u2019onorevole Relatore.<\/p><p>MICHELI, <em>Relatore.<\/em> La Commissione esprime parere favorevole per l\u2019approvazione anche di questo disegno di legge che \u00e8 stato determinato dal fatto che l\u2019imminente emanazione della legge sull\u2019opzione ha reso opportuno di far s\u00ec che nelle prossime elezioni possano votare e portare il loro contributo anche le popolazioni dell\u2019Alto Adige che avessero optato per la cittadinanza italiana.<\/p><p>Mi pare che la cosa sia quindi molto semplice. Tutte le disposizioni per lo spostamento dei termini, e conseguenti, sono state congegnate tecnicamente per poter raggiungere questo scopo, che la Commissione ritiene opportuno e lodevole.<\/p><p>PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.<\/p><p>Non essendovi oratori iscritti e nessuno chiedendo di parlare, dichiaro chiusa la discussione generale.<\/p><p>Passiamo all\u2019esame degli articoli. Si dia lettura dell\u2019articolo 1.<\/p><p>AMADEI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abPer la formazione delle liste elettorali in provincia di Bolzano si osservano le disposizioni della legge 7 ottobre 1947, n. 1058, e della legge 23 dicembre 1947, n. 1453, con le modificazioni di cui agli articoli seguenti\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Nessuno chiedendo di parlare, lo pongo in votazione.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo all\u2019articolo 2. Se ne dia lettura.<\/p><p>AMADEI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abGli elenchi delle persone aventi titolo alla iscrizione nelle liste elettorali, predisposti dai comuni a termini del decreto legislativo 28 settembre 1944, n. 247, del decreto del Ministro dell\u2019interno 24 ottobre 1944 e successive disposizioni, sono depositati nell\u2019ufficio comunale dal 6 al 20 febbraio 1948. Dell\u2019avvenuto deposito il sindaco d\u00e0 notizia al pubblico con manifesto, invitando tutti coloro che, sebbene in possesso dei requisiti prescritti, siano stati omessi dagli elenchi, a presentare entro detto termine domanda di iscrizione nelle liste.<\/p><p>\u00abNon oltre il 29 febbraio la Giunta municipale provvede all\u2019istruttoria delle domande, alla compilazione delle liste generali, alla ripartizione del comune in sezioni elettorali ed alla compilazione delle liste di sezione.<\/p><p>\u00abDal 1\u00b0 al 5 marzo le liste generali e sezionali e la deliberazione di cui all\u2019articolo 27 della legge 7 ottobre 1947, n. 1058, sono depositate nell\u2019ufficio comunale. Dell\u2019avvenuto deposito il sindaco d\u00e0 notizia al pubblico mediante apposito manifesto, con invito a produrre, non oltre il 10 marzo, alla Commissione elettorale mandamentale i ricorsi previsti dagli articoli 15 e 31 della legge sopracitata.<\/p><p>\u00abGli atti di cui al comma precedente sono trasmessi entro il 10 marzo alla Commissione elettorale mandamentale, che decide sui ricorsi ed approva le liste non oltre il 25 dello stesso mese. Nel medesimo termine la Commissione comunica le determinazioni adottate al comune, che provvede per le conseguenti variazioni negli esemplari delle liste in suo possesso.<\/p><p>\u00abLe liste generali definitive sono depositate nell\u2019ufficio comunale dal 1\u00b0 al 15 aprile 1948, ed ogni cittadino ha diritto di prenderne visione. Dell\u2019avvenuto deposito il sindaco d\u00e0 pubblico avviso\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Nessuno chiedendo di parlare, lo pongo in votazione.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo all\u2019articolo 3. Se ne dia lettura.<\/p><p>AMADEI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abIl prefetto provvede con decreto alla prima costituzione delle Commissioni elettorali mandamentali e delle eventuali Sottocommissioni che rimarranno in carica sino al 30 giugno 1948.<\/p><p>\u00abSu proposta dei presidenti delle Commissioni elettorali mandamentali possono essere costituite Sottocommissioni anche in deroga alle disposizioni dell\u2019articolo 19 della legge 7 ottobre 1947, n. 1058\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Nessuno chiedendo di parlare, lo pongo in votazione.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo all\u2019articolo 4. Se ne dia lettura.<\/p><p>AMADEI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abNon oltre il 10 marzo 1948 il prefetto trasmette alle Commissioni elettorali mandamentali competenti per territorio l\u2019elenco delle persone deferite alla Commissione prevista dall\u2019articolo 6 della legge \u2026 recante le norme per la revisione delle opzioni.<\/p><p>\u00abLe Commissioni elettorali mandamentali, in sede di approvazione delle liste generali e sezionali, effettuano la cancellazione dalle liste medesime dei nominativi compresi nell\u2019elenco di cui al comma precedente\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Nessuno chiedendo di parlare, lo pongo in votazione intendendosi che l\u2019articolo sar\u00e0 coordinato con la legge recante le norme per la revisione delle opzioni.<\/p><p>(<em>\u00c8<\/em> <em>approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo all\u2019articolo 5. Se ne dia lettura.<\/p><p>AMADEI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abPer le spese inerenti alla formazione delle liste elettorali previste dalla presente legge si applicano le disposizioni del decreto legislativo 8 febbraio 1945, n. 55\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Nessuno chiedendo di parlare, lo pongo in votazione.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo all\u2019articolo 6. Se ne dia lettura.<\/p><p>AMADEI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abLa presente legge entra in vigore lo stesso giorno dalla sua pubblicazione nella <em>Gazzetta Ufficiale<\/em> della Repubblica\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Nessun chiedendo di parlare, lo pongo in votazione.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Questo disegno di legge sar\u00e0 poi votato a scrutinio segreto.<\/p><p>Presidenza del Presidente TERRACINI<\/p><p>Seguito della discussione del disegno di legge costituzionale: Statuto speciale per la Sardegna. (62).<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019ordine del giorno reca il seguito della discussione del disegno di legge costituzionale: Statuto speciale per la Sardegna.<\/p><p>Nella seduta di ieri fu rinviato a stamane l\u2019esame del Titolo III dello Statuto speciale sardo, concernente le finanze, il demanio e il patrimonio della Regione della Sardegna.<\/p><p>Fu ieri approvato soltanto il primo articolo, il 7, di questo Titolo. La Commissione propone ora la soppressione dell\u2019articolo 10 e il seguente nuovo testo dell\u2019articolo 8:<\/p><p>\u00abLe entrate della Regione sono costituite:<\/p><p>dai nove decimi del gettito delle imposte erariali sui terreni e sui fabbricati situati nel territorio della Regione e dell\u2019imposta sui redditi agrari dei terreni situati nello stesso territorio;<\/p><p>dai nove decimi dell\u2019imposta di ricchezza mobile riscossa nel territorio della Regione;<\/p><p>da nove decimi del gettito delle tasse di bollo, sulla manomorta, in surrogazione del registro e del bollo, sulle concessioni governative e dell\u2019imposta ipotecaria, dell\u2019imposta di fabbricazione dei gas e dell\u2019energia elettrica, percette nel territorio della Regione;<\/p><p>dai nove decimi della quota fiscale della imposta erariale di consumo relativa ai prodotti dei monopoli dei tabacchi consumati nella Regione;<\/p><p>da una quota dell\u2019imposta generale sull\u2019entrata di competenza dello Stato, riscossa nella Regione, da determinarsi preventivamente per ciascun anno finanziario d\u2019accordo fra lo Stato e la Regione, in relazione alle spese necessarie ad adempiere le funzioni normali dalla Regione, di cui all\u2019articolo 8;<\/p><p>dai canoni per le concessioni idroelettriche;<\/p><p>da contributi di miglioria ed a spese per opere determinate, da imposte e tasse sul turismo e da altri tributi propri, che la Regione ha facolt\u00e0 di istituire con legge in armonia coi princip\u00ee del sistema tributario dello Stato;<\/p><p>da redditi patrimoniali;<\/p><p>da contributi straordinari dello Stato per particolari piani di opere pubbliche e di trasformazioni fondiarie\u00bb.<\/p><p>Ha facolt\u00e0 di parlare l\u2019onorevole Perassi per riferire brevemente sopra questa nuova formulazione.<\/p><p>PERASSI, <em>Presidente delta Sottocommissione per gli Statuti regionali.<\/em> In seguito alla decisione di ieri dell\u2019Assemblea Costituente sulla proposta fatta dal Ministro del bilancio per le comprensibili preoccupazioni che egli deve far valere, si \u00e8 tenuta una riunione fra una rappresentanza della nostra Commissione, il Ministro dei bilancio, onorevole Einaudi, ed il Ministro delle finanze, onorevole Pella, durante la quale la questione \u00e8 stata esaminata a fondo.<\/p><p>Da parte nostra si \u00e8 anzitutto spiegato quali sono state le idee che avevano guidato la Commissione nel formulare il testo che era stato presentato, cio\u00e8 di indicare alcune imposte erariali, il cui gettito sarebbe devoluto quasi interamente alla Regione, ed indicare poi alcune imposte erariali per le quali si farebbe annualmente la determinazione di una quota per coprire il fabbisogno del bilancio della Regione. La Commissione era partita da questa idea anche in relazione all\u2019articolo 119 della Costituzione che, in fondo, si ispira a questi concetti.<\/p><p>Abbiamo esaminato il testo anche in relazione alle presumibili esigenze finanziarie della Regione; ed in definitiva, si \u00e8 arrivati a questa conclusione: di indicare anzitutto alcune imposte erariali il cui gettito viene devoluto per la massima parte alla Regione. Queste sono in primo luogo quelle imposte che concernono redditi nettamente localizzati o localizzabili; cos\u00ec si \u00e8 stabilito di assegnare alle Regioni i nove decimi del gettito dell\u2019imposta erariale sui terreni e fabbricati situati nel territorio della Regione e dell\u2019imposta sui redditi agrari sui terreni ivi situati. In secondo luogo, si \u00e8 convenuto, in seguito ad ampia discussione, di assegnare alla Regione i nove decimi del gettito di ricchezza mobile riscosso nella Regione. Qui vi \u00e8 una differenza rispetto al testo primitivo della Commissione, in quanto per ragioni tecniche o su particolare insistenza del Ministro delle finanze, si \u00e8 ritenuto necessario, allo stato attuale delle cose e della legislazione italiana, di limitarci a considerare l\u2019imposta di ricchezza mobile riscossa nella Regione.<\/p><p>Poi vi sono altri tributi minori statali, che vengono attribuiti alla Regione: i nove decimi del gettito della tassa di bollo, e di quelle sulla mano morta, di surrogazione del registro e del bollo, sulle concessioni governative, dell\u2019imposta ipotecaria, dell\u2019imposta di fabbricazione del gas e dell\u2019energia elettrica nel territorio della Regione.<\/p><p>Alcune di queste imposte erano gi\u00e0 prevedute nello schema della Commissione; altre sono state aggiunte su proposta del Ministro delle finanze. Viceversa, si \u00e8 tolta da questa elencazione un\u2019imposta che ha sollevato qualche discussione in questa sede, l\u2019imposta sui pubblici spettacoli e sui cinematografi. Quindi, coloro i quali avevano presentato emendamenti a questo riguardo, sono sodisfatti, in quanto non si parla pi\u00f9 di queste imposte. Inoltre, fra le imposte per le quali si stabilisce l\u2019assegnazione dei nove decimi del gettito, figura anche l\u2019imposta erariale di consumo sul tabacco, consumato nella Regione.<\/p><p>A questo punto segue una clausola, la quale si pu\u00f2 dire che contempli una variante, che consiste in una quota, da stabilirsi annualmente di intesa fra lo Stato e la Regione, in vista del bilancio futuro della Regione, quota la quale sar\u00e0 presa sul gettito dell\u2019imposta generale sull\u2019entrata riscossa nella Regione.<\/p><p>Quale sia l\u2019ammontare di questa quota, appunto perch\u00e9 questa parte costituisce una variabile, non \u00e8 indicato; questo dipender\u00e0 dalle esigenze accertate, mediante intese fra Stato e Regione. Il punto di riferimento, al fine di accertare questa quota variabile, che costituisce l\u2019integrazione necessaria per coprire il bilancio, concerne le attivit\u00e0 normali della Regione; in quanto si dice \u2013 ripetendo la formula della Costituzione \u2013 che questa quota \u00e8 stabilita in relazione alle spese necessarie ad adempiere alle funzioni normali della Regione, di cui all\u2019articolo 6. Infatti, dall\u2019articolo 6, cos\u00ec com\u2019\u00e8 formulato, si pu\u00f2 desumere quali sono le funzioni amministrative, che passano alla Regione, e conseguentemente quali sono le spese corrispondenti.<\/p><p>L\u2019ultima parte del testo non presenta nulla di nuovo. In esso si prevede che la Regione percepir\u00e0 i canoni per le concessioni idroelettriche od i contributi che essa potr\u00e0 stabilire per spese per opere determinate, ed altri tributi propri, che la Regione \u00e8 autorizzata a stabilire, con il limite che questi tributi si conformino a princip\u00ee generali dell\u2019ordinamento tributario dello Stato.<\/p><p>Infine si prevede, e questo corrisponde ad una disposizione della Costituzione, che lo Stato assegner\u00e0 alla Regione dei contributi straordinari per spese di opere pubbliche e di trasformazione fondiaria.<\/p><p>Questo \u00e8 il testo uscito dalle laboriose ed utili conversazioni di ieri sera.<\/p><p>PRESIDENTE. All\u2019articolo 8 del testo primitivo erano stati presentati emendamenti, alcuni dei quali non hanno pi\u00f9 ragione di essere, dato che il loro contenuto \u00e8 stato assorbito dalla nuova formulazione. Cos\u00ec l\u2019emendamento proposto dall\u2019onorevole Proia, poich\u00e9 non si parla pi\u00f9 nel nuovo testo dell\u2019imposta sopra l\u2019attivit\u00e0 teatrale e cinematografica; cos\u00ec l\u2019emendamento degli onorevoli Mannironi e Chieffi, che proponevano di aggiungere ai piani di opere pubbliche anche quelli di trasformazione fondiaria, dato che il nuovo testo ha accettato appunto questo suggerimento.<\/p><p>Restano tuttavia alcuni dei vecchi emendamenti e ne sono stati gi\u00e0 presentati altri sopra la nuova formulazione.<\/p><p>L\u2019onorevole Murgia ha proposto di sopprimere al quinto alinea dell\u2019articolo 8 le parole: \u00abdi cui all\u2019articolo 6\u00bb.<\/p><p>Ha facolt\u00e0 di svolgere il suo emendamento.<\/p><p>MURGIA. La ragione del mio emendamento \u00e8 molto chiara. Se si dovesse mantenere la dizione: \u00abdi cui all\u2019articolo 6\u00bb, la Regione si vedrebbe gravata da un onere fiscale insopportabile, in quanto dovrebbe provvedere direttamente, non solo alle materie di sua competenza diretta (di cui agli articoli 3 e 4), ma anche a quelle che le venissero eventualmente delegate dallo Stato, come, ad esempio, la scuola ed altri servizi, che comporterebbero una grande spesa. Per questo chiedo la soppressione della dizione: \u00abdi cui all\u2019articolo 6\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Marinaro ha proposto il seguente emendamento sostitutivo:<\/p><p>\u00abFino a quando non sar\u00e0 provveduto definitivamente all\u2019ordinamento finanziario delle Regioni, lo Stato, all\u2019inizio di ogni esercizio, assegner\u00e0 alla Regione i fondi necessari per la gestione dei servizi che, per lo statuto, le sono attribuiti\u00bb.<\/p><p>Devo fare osservare all\u2019onorevole Marinaro che questo emendamento si sostanzia in una proposta di rinvio e sarebbe stato valido anche nei confronti del vecchio testo. Ma in questo caso deve essere considerato come emendamento nuovo al vecchio testo, e pertanto dovrebbe avere 15 firme.<\/p><p>MARINARO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MARINARO. Sono stato in attesa di conoscere il risultato degli accordi che la Commissione ed il Governo avevano stabilito di prendere, con l\u2019approvazione dell\u2019Assemblea, nella seduta di ieri. In questo momento vengo a conoscenza del testo di questo accordo, ma io ritengo che l\u2019accordo raggiunto non risolva la questione, cos\u00ec come l\u2019aveva posta, in termini precisi e perentor\u00ee il Vice presidente del Consiglio, onorevole Einaudi, nella seduta di ieri. L\u2019onorevole Einaudi aveva dimostrato soprattutto le sue preoccupazioni per il fatto che non trovava la possibilit\u00e0 di formulare \u00abuna norma generale\u00bb \u2013 cos\u00ec \u00e8 detto nel resoconto sommario \u2013 che valesse per la ripartizione dei redditi fra Stato e Regione, il che significa che il problema non \u00e8 maturo e che l\u2019Assemblea sta per compiere un grave errore nello stabilire nello statuto Sardo quelle norme specifiche, che dettano la competenza della Regione sarda a riscuotere determinate imposte. In questa situazione di cose, la mia proposta non \u00e8 un vero e proprio rinvio, ma detta una nuova soluzione, che consiste in questo: fino a quando non sar\u00e0 provveduto definitivamente all\u2019ordinamento finanziario delle Regioni, lo Stato, all\u2019inizio di ogni esercizio, assegner\u00e0 alla Regione i fondi necessari per la gestione dei servizi che per lo Statuto le sono attribuiti.<\/p><p>Mi sembra, onorevoli colleghi, che questo non pregiudichi nulla. Lo statuto pu\u00f2 trovare la sua piena applicazione; tutti i servizi assegnati alla Regione possono funzionare; la legge non subisce nessuna variante, soltanto \u00e8 il sistema che cambia ed \u00e8 lo Stato che con i suoi poteri assegna alla Regione quei fondi che ritiene necessari per il funzionamento e la gestione dei servizi. E questo sistema dura fino a quando non si sar\u00e0 provveduto, in via definitiva, all\u2019ordinamento finanziario delle Regioni.<\/p><p>Mi sembra che questa proposta possa trovare il consenso dell\u2019intera Assemblea.<\/p><p><em>Una voce al centro.<\/em> Questa \u00e8 la negazione dell\u2019autonomia finanziaria!<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Marinaro, mi pare che questo suo emendamento, oltre all\u2019osservazione alla quale pu\u00f2 dare luogo e che ho gi\u00e0 fatto presente, provochi quest\u2019altra osservazione: che lei non tiene presente che si tratta di uno Statuto speciale, per il quale, pertanto, non c\u2019\u00e8 da riferirsi all\u2019ordinamento finanziario delle Regioni. Noi siamo di fronte ad uno Statuto speciale per il quale, evidentemente, occorre indicare un particolare ordinamento finanziario.<\/p><p>Mi pare quindi che questa sua formulazione implichi in s\u00e9 la negazione della questione stessa che stiamo esaminando.<\/p><p>MARINARO. Signor Presidente, mi permetto di dissentire da questa opinione. Indubbiamente, l\u2019ordinamento finanziario delle Regioni sar\u00e0 esaminato e nulla vieta che in quella occasione si possa anche esaminare l\u2019ordinamento della Regione sarda. Non vedo un ostacolo preciso per la presa in considerazione della mia proposta, sulla quale, ad ogni modo, io gradirei conoscere il parere del Governo.<\/p><p>PRESIDENTE. Prego l\u2019onorevole Perassi di esprimere il parere della Commissione sugli emendamenti presentati.<\/p><p>PERASSI, <em>Presidente della Sottocommissione per gli Statuti regionali.<\/em> La Commissione insiste sul testo concordato col Governo. Osservo all\u2019onorevole Marinaro che resta sempre l\u2019articolo 56, di cui gi\u00e0 si \u00e8 parlato, il quale prevede che queste norme che ora vengono adottate, sono suscettibili di revisione con una procedura pi\u00f9 snella di quella richiesta per le leggi costituzionali. Per conseguenza, le preoccupazioni dell\u2019onorevole Marinaro, possono in parte ritenersi sodisfatte. Qualora si arrivasse ad una riforma generale dell\u2019ordinamento finanziario dello Stato, in vista della instaurazione degli ordinamenti regionali, \u00e8 evidente che anche queste norme che oggi si inseriscono negli Statuti speciali potranno essere suscettibili di revisione. Ma, allo stato attuale delle cose, dovendo dar vita concreta alla Regione sarda, a noi sembra che sia necessario assicurare ad essa una consistenza finanziaria sicura. La formula che noi preferiamo \u00e8 quella che \u00e8 stata concordata col Governo.<\/p><p>CONDORELLI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CONDORELLI. Io torno ad insistere sulla preghiera fatta ieri. Noi qui ci troviamo di fronte ad aliquote di distribuzione di spese e di entrate fra Stato e Regione, e ci troviamo anche di fronte ad una elencazione di imposte e di contributi sui quali avviene la partecipazione dei due enti.<\/p><p>Noi abbiamo immensa deferenza per il Governo e per la Commissione che hanno concordato questo emendamento, ma evidentemente il nostro voto deve essere informato, perch\u00e9 esso non pu\u00f2 ridursi a un atto di pura e semplice deferenza verso i compilatori dell\u2019emendamento. Desidereremmo quindi sapere in base a quali dati e a quali criteri esso \u00e8 stato redatto, perch\u00e9 altrimenti non potremmo che astenerci dal voto.<\/p><p>MASTINO PIETRO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MASTINO PIETRO. All\u2019onorevole Marinaro osservo, molto brevemente \u2013 perch\u00e9 la mia osservazione \u00e8 il presupposto di quanto ha detto il Presidente dell\u2019Assemblea \u2013 che noi abbiamo gi\u00e0 votato dover essere la Sardegna costituita in Regione autonoma, le abbiamo conferito determinate competenze: esclusiva, integrativa etc. Tutto ci\u00f2 impone dunque, anche la necessit\u00e0 di provvedimenti che ne stabiliscano e regolino le finanze.<\/p><p>L\u2019onorevole Marinaro non \u00e8 che intenda negare questa necessit\u00e0; egli per\u00f2 vorrebbe accantonarne la pratica effettuazione, mediante una provvisoria gestione da parte dello Stato. Io mi permetto di osservargli che gi\u00e0 questa materia \u00e8 stata regolata in un altro statuto speciale che \u00e8 gi\u00e0 in applicazione e soggiungo che, in definitiva, ove venisse accolta la proposta dell\u2019onorevole Marinaro, noi finiremmo col rimettere il funzionamento della Regione come ente autonomo, a un periodo di tempo che non sappiamo quale potr\u00e0 essere.<\/p><p>Circa poi le incertezze dell\u2019onorevole Condorelli, osservo che ieri, giustamente, abbiamo creduto di dover sospendere ogni nostra decisione, perch\u00e9 si procedesse ad una riunione presieduta dal Ministro del bilancio, che ci ponesse in condizioni di poter esaminare concretamente la questione. Ora, tutto questo \u00e8 stato fatto ed io non comprendo quindi quando, secondo l\u2019onorevole Condorelli, potrebbe sorgere la possibilit\u00e0 di una decisione.<\/p><p>CONDORELLI. Ma i dati dovremo pure conoscerli: siete d\u2019accordo soltanto voialtri.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Condorelli, la prego.<\/p><p>MASTINO PIETRO. All\u2019onorevole Condorelli che si sorprende che io sia d\u2019avviso diverso dal suo, dir\u00f2 che, se fossi stato del suo parere, avrei taciuto.<\/p><p>PRESIDENTE. Desidero osservare ancora all\u2019onorevole Marinaro che abbiamo votato ieri un articolo 7, il quale mi pare debba considerarsi preclusivo, nei confronti della possibilit\u00e0 di accogliere il suo emendamento. Tale articolo 7 \u00e8 infatti del seguente tenore: \u00abLa Regione ha una propria finanza, coordinata con quella dello Stato, in armonia con i princip\u00ee della solidariet\u00e0 nazionale, nei modi stabiliti dagli articoli seguenti\u00bb.<\/p><p>\u00c8 accaduto ieri che alcuni colleghi, proprio perch\u00e9 avevano in animo di fare la stessa proposta che ha presentato ora lei, chiedessero la soppressione delle ultime parole: \u00abnei modi stabiliti dagli articoli seguenti\u00bb. Ma poich\u00e9 questa proposta non \u00e8 stata accettata e poich\u00e9 inoltre sono stati votati anche gli articoli seguenti, \u00e8 evidente che l\u2019Assemblea ha con ci\u00f2 \u2013 implicitamente, ma in modo molto chiaro \u2013 votato anche il modo come intendeva che questa finanza fosse amministrata.<\/p><p>Pertanto porre ora in votazione il suo emendamento, onorevole Marinaro, significherebbe annullare tutto quanto \u00e8 stato votato ieri.<\/p><p>MARINARO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MARINARO. Di fronte all\u2019osservazione del signor Presidente, non insisto nel mio emendamento, per\u00f2 lo trasformo fin da questo momento in una proposta per una disposizione transitoria. E a questo sono indotto soprattutto perch\u00e9 le dichiarazioni fatte ieri sera in quest\u2019Aula dall\u2019onorevole Einaudi, che hanno posto un problema di gravit\u00e0 eccezionale e dimostrato effettivamente che la questione non \u00e8 matura per una giusta soluzione, hanno commosso l\u2019opinione pubblica (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em> Questa \u00e8 la mia impressione. \u00c8 necessario che si giunga alla definizione di questa materia a ragion veduta e dopo un approfondito esame. Ora, mentre non si nega la possibilit\u00e0 di un\u2019immediata attuazione dello Statuto, l\u2019Assemblea, a mio avviso, ha il dovere di trovare una soluzione transitoria che consenta di approfondire tutta la complessa materia che \u00e8 sottoposta al nostro esame.<\/p><p>PRESIDENTE. Sta bene. Allora, quando avremo esaminato tutto il Titolo III, prenderemo in esame la proposta dell\u2019onorevole Marinaro come disposizione transitoria.<\/p><p>EINAUDI, <em>Vicepresidente del Consiglio dei Ministri, Ministro del bilancio.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>EINAUDI, <em>Vicepresidente del Consiglio dei Ministri, Ministro del bilancio.<\/em> Devo spiegare perch\u00e9 non sono d\u2019accordo con l\u2019onorevole Marinaro sulla proposta che \u00e8 stata da lui formulata. Perch\u00e9 la proposta formulata dall\u2019onorevole Marinaro consiste in ci\u00f2: che lo Stato dovrebbe far fronte con un proprio sussidio e contributo, a tutte le spese che sono state assegnate alla Regione.<\/p><p>Sono contrario a questo sistema anche in via transitoria, perch\u00e9 lo ritengo pericoloso. Sarebbe una continuazione del sistema infausto che si usa per le provincie e per i comuni, di sovvenire con un contributo statale ai loro bisogni eccedenti il provento delle imposte proprie. Il sistema ha incoraggiato la dissipazione, togliendo la responsabilit\u00e0 agli amministratori locali. Credo perci\u00f2 che non si possa accettare l\u2019emendamento, perch\u00e9, anche in via transitoria, produrrebbe un effetto moralmente non buono.<\/p><p>E se questa mattina \u2013 e non ieri sera, perch\u00e9 ieri sera, di fronte al martellamento dell\u2019amico onorevole Uberti, al quale rendo sotto questo aspetto, il massimo omaggio per aver saputo stancarmi (<em>Commenti<\/em>) di guisa che alle dieci e un quarto o alle dieci e mezzo me ne sono andato, privo di ogni volont\u00e0 di resistenza \u2013 se questa mattina io posso non votare contro questo articolo 8 cos\u00ec come \u00e8 stato modificato, ci\u00f2 dipende esclusivamente dalla circostanza che all\u2019articolo 56 vi \u00e8 una disposizione per la quale io suppongo che vi sia gi\u00e0 l\u2019accordo per modificarla&#8230;<\/p><p>AMBROSINI, <em>Relatore.<\/em> L\u2019accordo non c\u2019\u00e8; \u00e8 meglio essere chiari.<\/p><p>EINAUDI, <em>Vicepresidente del Consiglio dei Ministri, il Ministro del bilancio.<\/em> &#8230;perch\u00e9 se cos\u00ec non fosse, non potrei essere d\u2019accordo neppure con le proposte che sono state questa mattina presentate. La disposizione alla quale mi riferisco \u00e8 quella del penultimo comma dell\u2019articolo 56, il quale dice:<\/p><p>\u00abLe disposizioni del Titolo III del presente Statuto possono essere modificate con leggi ordinarie della Repubblica su proposta della Regione\u00bb.<\/p><p>Condizione essenziale per l\u2019accettazione della nuova formula dell\u2019articolo 8 \u00e8 che questo penultimo comma dell\u2019articolo 56 sia votato in modo diverso da quanto \u00e8 scritto nel testo. Il testo dice \u00absu proposta della Regione\u00bb. A parer mio, si dovrebbe dire invece \u00absentita la Regione\u00bb, perch\u00e9 in questa maniera l\u2019articolo 8 diventa, come chiede l\u2019onorevole Marinaro, un articolo transitorio, il quale potr\u00e0 essere modificato dopo l\u2019esperienza che si sar\u00e0 fatta dell\u2019applicazione della legge.<\/p><p>Sono d\u2019accordo con l\u2019onorevole Condorelli nel suo desiderio di ottenere dei dati.<\/p><p>Purtroppo credo che questi dati non possono essere forniti, malgrado la fatica dell\u2019amico Uberti, che anche a questo riguardo si \u00e8 prodigato, rintracciando documenti finanziari che potessero stabilire le entrate e le spese della Sardegna.<\/p><p>Ma i dati, quali sono conosciuti, non pongono nessun fondamento per prevedere le spese e le entrate della Regione, e non potendo prevederle, \u00e8 necessaria una disposizione come quella dell\u2019articolo 56 che permette, con una legge ordinaria, e non con una legge costituzionale, di poter modificare il sistema che oggi si vorrebbe istituire. Il quale sistema, mi si permetta di dire a titolo puramente personale, dev\u2019essere provvisorio, perch\u00e9 non risolve la questione fondamentale. Esso si ispira ad un concetto che \u00e8 razionale, quello di iniziare la Regione su una base di sufficienza, di tentare che le Regioni inizino la loro vita con un sistema d\u2019imposte sufficiente a pagare le spese.<\/p><p>Questo \u00e8 certamente un ideale, ma esso dovrebbe essere contemperato con un precetto relativo alle finanze statali che vige gi\u00e0, perch\u00e9 \u00e8 entrato in vigore il 1\u00b0 gennaio con la nuova Costituzione. L\u2019articolo 81 della Costituzione dice che ogni legge che importa nuove spese deve indicare i mezzi per farvi fronte. Questo \u00e8 un comandamento al quale non possiamo disubbidire, e quindi bisogna fare tutto il possibile perch\u00e9 le entrate e le spese dello Stato si equilibrino.<\/p><p>Quando leggo nell\u2019articolo 8, cos\u00ec come \u00e8 modificato, che si d\u00e0 un quinto di un\u2019imposta, i nove decimi di un\u2019altra, un\u2019altra quota di un\u2019altra ancora, io mi chiedo come sia possibile ottemperare alla norma, obbligatoria per noi, che anche lo Stato abbia un bilancio in equilibrio.<\/p><p>Possiamo, data l\u2019urgenza dell\u2019ora e l\u2019impossibilit\u00e0 di prorogare la discussione, anche approvare l\u2019articolo 8. Ma condizione essenziale \u00e8 che ci sia l\u2019articolo 56 e che il suo ultimo comma abbia il tenore che ho detto: \u00absentita la Regione\u00bb. In questo modo il Parlamento potr\u00e0 tornare sul tema e, ottenuti i dati che oggi non possediamo, potr\u00e0 rivedere la materia, senza ricorrere alla procedura straordinaria di una legge costituzionale.<\/p><p>L\u2019articolo 56 cos\u00ec modificato e l\u2019articolo 8 messi insieme sono concepibili; ma l\u2019uno senza l\u2019altro sono in contraddizione.<\/p><p>UBERTI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>UBERTI. Come membro della Commissione, vorrei pregare i colleghi della Commissione e dell\u2019Assemblea di accettare la proposta abbinata dell\u2019onorevole Einaudi. Effettivamente, anche sostituendo alla formula \u00abd\u2019intesa\u00bb, quella \u00absentita la Regione\u00bb non v\u2019\u00e8 nella realt\u00e0 delle cose una cos\u00ec sostanziale differenza, ch\u00e9 nella discussione concreta la Regione ha modo di esporre le sue ragioni, di difendere le sue posizioni, e lo Stato, pur controbattendo i suoi punti di vista e salvaguardando le sue esigenze dovr\u00e0 arrivare a riconoscere quanto v\u2019\u00e8 di sostanzialmente legittimo nelle richieste della Regione.<\/p><p>Se si mettesse \u00abd\u2019intesa\u00bb, si darebbe un valore costituzionale alla norma, e sono d\u2019accordo col Ministro Einaudi che non si pu\u00f2 dare valore costituzionale ad una norma che ha bisogno di essere esperimentata, di essere vagliata alla luce delle risultanze concrete, di non essere, nello stesso interesse della Regione, cristallizzata.<\/p><p>La formula Einaudi non impedisce pertanto le nostre preoccupazioni fondamentali in materia, e cio\u00e8 di realizzare ci\u00f2 che \u00e8 supremamente indispensabile: una finanza autonoma, da conquistare col metodo delle successive approssimazioni; di individuare concretamente i tributi che per la loro aderenza alla Regione e per la loro minore trasferibilit\u00e0 pi\u00f9 convengono ad essa; di raggiungere con la riforma regionalistica per il Governo locale autonomo il massimo di responsabilit\u00e0. Non vogliamo creare degli istituti autonomi, delle Regioni, che siano ogni giorno postulanti dello Stato, ma delle Regioni che effettivamente siano autonome, vivano da s\u00e9, con mezzi propr\u00ee, con senso di responsabilit\u00e0 da parte delle popolazioni, cos\u00ec da realizzare l\u2019<em>optimum<\/em> della amministrazione e la massima economicit\u00e0.<\/p><p>PRESIDENTE. Invito l\u2019onorevole Ambrosini ad esprimere il parere della Commissione.<\/p><p>AMBROSINI, <em>Relatore.<\/em> Io credo che \u2013 dal rapido scambio di idee avvenuto fra i membri della Commissione \u2013 non possa parlare come Relatore perch\u00e9, a quanto sento, la grandissima maggioranza dei colleghi della Commissione accetta la proposta del Ministro del bilancio.<\/p><p>Con molto rammarico, dichiaro che non posso accettare questa proposta, malgrado l\u2019incitamento che viene dall\u2019egregio e caro amico onorevole Uberti.<\/p><p>Non posso accettarla, per una ragione di valutazione psicologica concernente la popolazione sarda, e (lo dico subito, perch\u00e9 bisogna parlare onestamente, senza giuocare a furberia e senza riserve mentali) anche perch\u00e9 la questione avrebbe un riflesso sullo Statuto siciliano.<\/p><p>Io capisco benissimo quello che l\u2019illustre onorevole Einaudi ha detto: non si pu\u00f2 dare alla sola Regione l\u2019iniziativa. Questo l\u2019abbiamo previsto per la Sicilia, in quanto l\u2019iniziativa deve naturalmente darsi anche allo Stato. Sarebbe assurdo pensare diversamente.<\/p><p>Ma, data la particolare situazione psicologica delle Isole e date tutte le diffidenze che \u2013 non voglio dire se fondatamente o infondatamente \u2013 si vanno creando, adoperando le parole \u00absentita la Regione\u00bb, si potrebbe credere che la Regione fosse esposta alla influenza maggiore (e taluno poi, speculando, potrebbe dire alla prepotenza) del Governo centrale; una tale formula non mi sembra in questo momento corrispondente alla felice soluzione di tutta questa questione.<\/p><p>Quindi io mi permetto di offrire questo suggerimento: che si sopprima \u00absu proposta della Regione\u00bb ma si aggiunga: \u00abdi intesa con la Regione\u00bb.<\/p><p>Io ritengo che questa intesa sicuramente si otterr\u00e0.<\/p><p>Pensi l\u2019illustre onorevole Ministro del bilancio che, quando sar\u00e0 passato il periodo delle elezioni, tutti, i gruppi e i singoli individui, valuteranno le cose con una calma maggiore.<\/p><p>La Sardegna ha il suo destino indissolubilmente legato, come la Sicilia, a quello di tutta l\u2019Italia e di essa ha bisogno anche dal punto di vista economico. Non \u00e8 da pensare quindi che potr\u00e0 sabotare qualsiasi proposta che giudiziosamente viene fatta per arrivare ad una equa soluzione. L\u2019importante \u00e8 che in tutta questa materia non si parta da una diffidenza reciproca, dello Stato che teme che le Regioni vogliano strappare privilegi, e delle Regioni che, d\u2019altra parte, per pregiudizio considerano il Governo centrale quasi come un nemico e quindi tentano con tutti i modi di strappare quanto pi\u00f9 \u00e8 possibile.<\/p><p>Credo che, quando ci sar\u00e0 serenit\u00e0 per tutti, sar\u00e0 possibile discutere di questo argomento come di un argomento che non sia di interesse dello Stato o di interesse della Regione da punti di vista contrapposti, ma di interesse assolutamente comune, perch\u00e9 l\u2019interesse dello Stato \u00e8 legato a quello della Regione e l\u2019interesse della Regione \u00e8 legato ancora maggiormente a quello dello Stato.<\/p><p>Quindi, anche se fossi solo nella Commissione (me ne dorrebbe moltissimo e prego i colleghi della Commissione di scusarmi), sarei costretto a distaccarmi dal loro parere ed a proporre per conto mio che quest\u2019ultimo inciso dell\u2019articolo 56 sia mutato nel senso che si dica: \u00abd\u2019intesa con la regione\u00bb.<\/p><p>EINAUDI, <em>Vicepresidente del Consiglio dei Ministri, Ministro del bilancio.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>EINAUDI, <em>Vicepresidente del Consiglio dei Ministri, Ministro del bilancio.<\/em> Io dico inaccettabile la dizione proposta dall\u2019onorevole Ambrosini \u00abd\u2019intesa con la regione\u00bb inquantoch\u00e9 queste parole finirebbero per dare all\u2019articolo 56 un contenuto a cui l\u2019articolo 56 ripugna. L\u2019articolo 56 dice che le disposizioni del Titolo III del presente Statuto possono essere modificate con leggi ordinarie. Il dire \u00abd\u2019intesa con la regione\u00bb, farebbe s\u00ec che il comma, invece di facilitare una riforma in un ordinamento tributario che oggi noi dobbiamo approvare in via transitoria, senza quasi sapere quali sono le condizioni nelle quali dovr\u00e0 essere applicato, sia come entrate e sia come spese, la renderebbe assai aleatoria, in quanto l\u2019espressione \u00abd\u2019intesa\u00bb presuppone che ci sia un accordo fra le due parti. Daremmo un valore alla disposizione che io non oso definire, perch\u00e9 non sono un giurista, ma che certamente, nonch\u00e9 attenuare aggraverebbe il significato di questa disposizione.<\/p><p>Si pu\u00f2 accettare, come del resto ha gi\u00e0 detto l\u2019onorevole Ambrosini che, come l\u2019iniziativa pu\u00f2 venire dalla regione, essa possa venire anche dal Governo e quindi invece dell\u2019espressione \u00absentita la Regione\u00bb si potrebbe adottare l\u2019altra \u00absu proposta del governo o della Regione\u00bb. L\u2019iniziativa potrebbe venire da ambedue le parti e quindi non sar\u00e0 n\u00e9 il Governo n\u00e9 la regione a decidere, ma il Parlamento, il quale \u00e8 espressione della volont\u00e0 nazionale. Credo che questa formulazione sia l\u2019estremo limite al quale si possa arrivare, per giungere ad un\u2019approvazione che non sia un salto nel buio.<\/p><p>FABBRI, <em>Relatore.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>FABBRI, <em>Relatore.<\/em> Per conto della maggioranza della Commissione vorrei osservare che forse la questione ha in pratica minor importanza di quello che non appaia dalle parole, perch\u00e9 in sostanza con questo ordinamento i gettiti a favore della Regione constano di una parte rigida e di una mobile. Ora, mi pare che sia un concetto comune, tanto al Governo quanto alla Commissione, che la parte rigida \u00e8 sostanzialmente insufficiente al fabbisogno della Regione, relativamente ai servizi indispensabili, tanto \u00e8 vero che viene prevista tutta una serie, direi cos\u00ec, elastica, una quota che resta indeterminata e che deve essere oggetto delle discussioni e degli accordi da farsi annualmente fra il Governo e la Regione. Ora, se noi teniamo conto di questa circostanza, questa parte \u2013 diremo cos\u00ec \u2013 di natura contrattuale non ha bisogno di un ulteriore regolamento, perch\u00e9 il regolamento di carattere convenzionale e bilaterale c\u2019\u00e8 gi\u00e0.<\/p><p>Noi dobbiamo vedere solo quella che \u00e8 la parte rigida; ma per questa vi \u00e8 l\u2019ammissione implicita che \u00e8 insufficiente. D\u2019altra parte, relativamente a questa quota assolutamente non flessibile, se lo Stato non \u00e8 d\u2019accordo, ha in definitiva l\u2019ultima parola con lo strumento della legge di carattere costituzionale. Quindi, mi parrebbe che le espressioni che sono state adoperate nel disegno di legge, potrebbero essere soddisfacenti per i due punti di vista, senza introdurre delle modificazioni forse un po\u2019affrettate, e sulle quali l\u2019onorevole Ambrosini non consente, per preoccupazioni forse estranee al problema strettamente sardo di cui ci stiamo occupando. Io non credo di avere la necessit\u00e0 di fare delle dichiarazioni personali di principio, perch\u00e9 il mio orientamento \u00e8 abbastanza noto. Ma, ormai che abbiamo deciso con delle irrevocabili deliberazioni di attuare questo sistema, bisogna che ne curiamo le conseguenze. Quindi, la Commissione sostanzialmente ritiene che le diciture attuali possano essere mantenute senza gravi inconvenienti di sorta.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Perassi ha facolt\u00e0 di esprimere il suo parere.<\/p><p>PERASSI, <em>Presidente della Sottocommissione per gli Statuti regionali.<\/em> Credo che bisogna essere molto chiari a questo riguardo. Il Ministro del bilancio ha posto nettamente una questione: bisogna che prendiamo una posizione netta, assumendo tutte le responsabilit\u00e0. Egli dice che l\u2019articolo 3, cos\u00ec come \u00e8 stato concordato, si pu\u00f2 adottare a condizione che non soltanto resti l\u2019articolo 56, ma che l\u2019articolo 56 sia ritoccato nel senso di dire che questa parte dello Statuto \u00e8 suscettibile di essere modificata con legge ordinaria, sentita la Regione, o su proposta della Regione.<\/p><p>Riferendomi ad una frase detta incidentalmente dall\u2019onorevole Einaudi, osservo anzitutto che \u00e8 fuori dubbio che la modifica di questa parte dello Statuto con legge costituzionale si potrebbe sempre fare, qualunque cosa si dicesse nell\u2019articolo 56, anche se per ipotesi vi si dicesse che la legge ordinaria esige il consenso dello Stato e della Regione. Quell\u2019articolo, anche se fosse formulato in tal modo, importerebbe solo che, quando si sia intesa per lo Stato e la Regione la modifica delle norme dello Statuto relativo all\u2019ordinamento tributario della Regione, pu\u00f2 farsi con legge ordinaria dello Stato, ma esso non potrebbe essere mai inteso nel senso che resti preclusa la possibilit\u00e0 di modificare quella parte dello Statuto, come le altre, con legge costituzionale. Su ci\u00f2, ripeto, non vi pu\u00f2 essere dubbio.<\/p><p>Senonch\u00e9, vi \u00e8 un altro problema che mi sono posto. Mi sono fatto questa domanda: \u00e8 logico che nel testo di una legge costituzionale, quale quella che stiamo facendo, si inserisca una norma nella quale si prevede che qualche parte di questa legge costituzionale si possa modificare con un procedimento diverso da quello che \u00e8 previsto per le leggi costituzionali? Problema delicato dal punto di vista costituzionale. Ora, ritengo che questa domanda debba essere risolta, in concreto, avuto riguardo ad una disposizione precisa della Costituzione, la quale dice all\u2019articolo 119: \u00abLe regioni hanno autonomia finanziaria nelle forme e nei limiti stabiliti da leggi della Repubblica\u00bb. Si noti: stabilito da leggi della Repubblica, cio\u00e8 da leggi ordinarie.<\/p><p>Per conseguenza, in realt\u00e0, quando noi facciamo il Titolo III, per questa parte, in relazione all\u2019articolo 119, noi facciamo delle norme, che hanno un valore di legge ordinaria. Dal punto di vista costituzionale \u00e8 perci\u00f2 corretto prevedere che queste norme, pur essendo inserite nello Statuto, si possano modificare con legge ordinaria.<\/p><p>Per queste considerazioni di ordine giuridico ritengo che si possa aderire alla domanda del Ministro del bilancio che l\u2019articolo 56 si mantenga con la modifica da lui suggerita, e cio\u00e8, che la legge ordinaria si possa fare, sentita la Regione.<\/p><p>AMBROSINI, <em>Relatore.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>AMBROSINI, <em>Relatore.<\/em> Le considerazioni fatte dall\u2019onorevole Perassi sono esattissime e posso sottoscriverle in pieno, per quanto si riferisce ad una valutazione giuridica della questione.<\/p><p>L\u2019articolo 8, in effetti, crea un sistema quasi di legge ordinaria ed \u00e8 connesso con l\u2019articolo 56.<\/p><p>Ma \u00e8 sull\u2019ultima parte di quanto ha detto l\u2019onorevole Perassi che non posso essere d\u2019accordo.<\/p><p>Ritengo che alla stessa mia conclusione, forse per motivi diversi, \u00e8 arrivato l\u2019onorevole Fabbri, quando ha detto: manteniamo l\u2019articolo 56 cos\u00ec com\u2019\u00e8. Ed io dico all\u2019Assemblea: manteniamo l\u2019articolo 56 cos\u00ec com\u2019\u00e8; ma nel caso che passi questo articolo con l\u2019aggiunta proposta dall\u2019onorevole Einaudi, io sarei obbligato a fare proposta formale che si aggiunga anche la clausola \u00abdi intesa con la Regione\u00bb.<\/p><p>N\u00e9 con questo \u2013 prego vivamente l\u2019onorevole Einaudi di tenere presente questa mia ultima osservazione \u2013 n\u00e9 con questo si indebolisce lo Stato, n\u00e9 si trasforma questa norma dell\u2019articolo 56 in una norma intangibile o modificabile soltanto con procedimento di revisione costituzionale; n\u00e9, tanto meno, pu\u00f2 essere assimilata ad una norma internazionale.<\/p><p>Ho capito quello che l\u2019onorevole Einaudi ha pensato ma non ha detto: cio\u00e8, che questa norma potrebbe quasi, indirettamente, portare tutto l\u2019edificio sul piano del sistema federale.<\/p><p>Io mi permetto di acchetare queste preoccupazioni con questa semplice osservazione: noi stiamo studiando una procedura eccezionale per modificare la norma dell\u2019articolo 8, la quale essendo formalmente norma di una legge costituzionale, non potrebbe essere modificata se non con una nuova legge costituzionale.<\/p><p>Orbene noi prevediamo all\u2019articolo 56, per facilitare la soluzione della questione, la possibilit\u00e0 di apportare un cambiamento con una diversa procedura ma, se questo cambiamento si apporta con una procedura che offre garanzie minori per la Regione (perch\u00e9 la legge ordinaria d\u00e0 alla Regione garanzia minore rispetto alla legge costituzionale) allora \u00e8 necessario che la legge ordinaria sia fondata sull\u2019intesa con la Regione.<\/p><p>N\u00e9 c\u2019\u00e8 nulla da temere. Credo che l\u2019ipotesi non si verificherebbe, ma se ci trovassimo per caso di fronte alla cocciutaggine di una Regione, che, avvalendosi di questa norma, volesse mettere il potere centrale con le spalle al muro e creare una situazione di disagio, non soltanto nel campo economico e finanziario, ma anche in quello politico, l\u2019organo supremo legislativo dello Stato si potrebbe avvalere del suo normale diritto ed apportare le modifiche col procedimento della revisione della legge costituzionale. Io credo quindi che gli inconvenienti \u2013 qualcuno ce n\u2019\u00e8, ma, illustre onorevole Einaudi, ella sa meglio di me navigare fra gli scogli \u2013 io credo, ripeto, che gli inconvenienti si possano superare; e per ci\u00f2 supplico l\u2019Assemblea di procedere in modo da giungere alla riva, evitando qualsiasi disarmonia e disaccordo.<\/p><p>Io credo che con la proposta del Ministro del bilancio si darebbe adito a suscettibilit\u00e0.<\/p><p>Credetemi, si tratta di suscettibilit\u00e0, ma nella vita politica (me lo hanno insegnato i maggiori) le suscettibilit\u00e0 spesso soverchiano gli stessi interessi materiali, e poich\u00e9 dobbiamo tener conto di queste suscettibilit\u00e0, accettiamo la richiesta della Consulta sarda, e credo, dei deputati sardi.<\/p><p>Accettiamo l\u2019emendamento giudizioso proposto dall\u2019onorevole Einaudi, ma aggiungiamo quest\u2019altra clausola: \u00abdi intesa con la Regione\u00bb.<\/p><p>BERTONE. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>BERTONE. Io voter\u00f2, con cuore tranquillo, la nuova formulazione concordata fra Governo e Commissione. Indubbiamente, non vi \u00e8 nessuno di noi che non si rammarichi di dover risolvere un problema di tanta importanza nella strettoia di un tempo tanto limitato. Vi \u00e8 un problema di tecnica ed un problema finanziario.<\/p><p>Il problema di tecnica, evidentemente, non ha ricevuto che una soluzione assolutamente provvisoria: non \u00e8 con questo sistema che si pu\u00f2 stabilire definitivamente l\u2019organizzazione finanziaria della Regione. Su ben altre basi questa si dovr\u00e0 fare e si far\u00e0 certamente, e presto, con leggi ordinarie.<\/p><p>Vi \u00e8 viceversa un problema finanziario, che ha destato in alcuni, forse in molti, la preoccupazione circa l\u2019onere che pu\u00f2 venire allo Stato dall\u2019attuazione di questa formula concordata. Orbene, sotto questo aspetto, credo di poter dire una parola che valga a tranquillizzare l\u2019Assemblea. Io ho esaminato i risultati dell\u2019esercizio finanziario 1946-47 e rilevato i dati che riguardano la Sardegna.<\/p><p>La Sardegna ha avuto, in questo esercizio incassi di bilancio per 5 miliardi e 758 milioni. Se anche si dessero alla Sardegna quei nove decimi di tutte le entrate \u2013 di cui parla l\u2019articolo concordato \u2013 si darebbe 5 miliardi di 183 milioni. Non si danno i nove decimi, perch\u00e9, per quanto concerne l\u2019imposta sull\u2019entrata, sar\u00e0 stabilita successivamente la quota da lasciare alla Regione. Ora, la differenza fra gli incassi di bilancio ed i pagamenti per la Sardegna, nello stesso esercizio, \u00e8 stata di 5 miliardi e 75 milioni. In sostanza lo Stato verr\u00e0 a dare, in base a quest\u2019articolo concordato, nulla di pi\u00f9 di quanto ha dato nell\u2019esercizio scorso, tanto che io penso che sar\u00e0 la stessa Regione a farsi parte diligente, perch\u00e9 questo metodo di organizzazione finanziaria venga mutato. Infatti \u00e8 prevedibile che queste entrate, cos\u00ec come sono stabilite, non saranno sufficienti al funzionamento della Regione. Non andremo molto pi\u00f9 in su, ma il metodo diverso dovr\u00e0 supplire a questa lacuna; ci\u00f2 che importa ora \u00e8 che preoccupazione finanziaria per il bilancio dello Stato, non credo vi debba essere, perch\u00e9 lo Stato per ora non verr\u00e0 a dare pi\u00f9 di quello che ha dato nell\u2019esercizio scorso sotto forma di integrazione del bilancio della Sardegna.<\/p><p>Per questo, ripeto, io che ieri avevo proposto un emendamento, nel senso di demandare ad una legge ordinaria l\u2019ordinamento finanziario della Regione sarda, ho ritirato questo emendamento in seguito alla nuova formula proposta. Ritengo, per conto mio, che l\u2019Assemblea possa votare tranquillamente questa formula, collegata evidentemente con l\u2019emendamento dell\u2019articolo 58, per quanto riguarda la potest\u00e0 dello Stato di intervenire e suggerire modificazioni.<\/p><p>PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell\u2019articolo 8 nel nuovo testo della Commissione concordato col Ministro. L\u2019onorevole Murgia ha proposto di sopprimere al quinto alinea le parole: \u00abdi cui all\u2019articolo 6\u00bb.<\/p><p>Onorevole Murgia, conserva l\u2019emendamento?<\/p><p>MURGIA. Lo conservo.<\/p><p>PRESIDENTE. Pongo in votazione i primi cinque alinea senza le parole: \u00abdi cui all\u2019articolo 6\u00bb.<\/p><p>\u00abLe entrate della Regione sono costituite:<\/p><p>dai nove decimi del gettito delle imposte erariali sui terreni e sui fabbricati situati nel territorio della Regione e dell\u2019imposta sui redditi agrari dei terreni situati nello stesso territorio;<\/p><p>dai nove decimi dell\u2019imposta di ricchezza mobile riscossa nel territorio della Regione;<\/p><p>dai nove decimi del gettito delle tasse di bollo, sulla manomorta, in surrogazione del registro e del bollo, sulle concessioni governative e dell\u2019imposta ipotecaria, dell\u2019imposta di fabbricazione dei gas e dell\u2019energia elettrica percette nel territorio della Regione;<\/p><p>dai nove decimi della quota fiscale della imposta erariale di consumo relativa ai prodotti dei monopoli dei tabacchi consumati nella Regione;<\/p><p>da una quota dell\u2019imposta generale sull\u2019entrata di competenza dello Stato, riscossa nella Regione, da determinarsi preventivamente per ciascun anno finanziario d\u2019accordo fra lo Stato e la Regione, in relazione alle spese necessarie ad adempiere le funzioni normali della Regione\u00bb.<\/p><p>(<em>Sono approvati<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo ora alla votazione delle parole \u00abdi cui all\u2019articolo 6\u00bb, di cui l\u2019onorevole Murgia propone la soppressione.<\/p><p>EINAUDI, <em>Vicepresidente del Consiglio dei Ministri, Ministro del bilancio.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>EINAUDI, <em>Vicepresidente del Consiglio dei Ministri, Ministro del bilancio.<\/em> Insisto per la conservazione delle parole \u00abdi cui all\u2019articolo 6\u00bb, perch\u00e9 rileggendo il testo dell\u2019articolo 6 si \u00e8 rilevato che potrebbe nascere poi qualche dubbio, o almeno potrebbero sorgere questioni, che \u00e8 inutile di far sorgere se ci\u00f2 non \u00e8 assolutamente indispensabile. L\u2019articolo 6 dice:<\/p><p>\u00abLa Regione esercita le funzioni amministrative nelle materie nelle quali ha potest\u00e0 legislativa a norma degli articoli 3 e 4, salvo quelle attribuite agli enti locali dalle leggi della Regione\u00bb.<\/p><p>Nulla \u00e8 detto per quanto si riferisce alle spese relative. L\u2019indicazione \u00abdi cui all\u2019articolo 6\u00bb ha per scopo di chiarire che si tratta di spese necessarie ad adempiere la funzione normale della Regione. Tutti i dubbi che sono nati nel proponente l\u2019emendamento si riferiscono al secondo periodo, l\u00e0 dove \u00e8 detto che \u00abessa esercita altres\u00ec le funzioni amministrative che le siano delegate dallo Stato\u00bb.<\/p><p>Siamo d\u2019accordo tutti, ma \u00e8 bene che sia detto che le spese relative alle funzioni amministrative assunte dalla Regione in virt\u00f9 degli articoli 3 e 4 siano a carico della Regione. Nulla \u00e8 detto per quello che si riferisce alle funzioni delegate dallo Stato, perch\u00e9 \u00e8 implicito ed \u00e8 evidente che la Regione accetter\u00e0 solo quelle funzioni delegate dallo Stato, in seguito ad una convenzione stipulata con lo Stato, che stabilisca qualche cosa intorno all\u2019onere di tali spese: nessuno pu\u00f2 pensare che lo Stato possa attribuire alla Regione funzioni che la Regione non vuole e per le quali essa non ha i mezzi necessari a farvi fronte.<\/p><p>CHIEFFI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CHIEFFI. Dichiaro di votare per la soppressione del riferimento all\u2019articolo 6, proprio per le parole pronunciate dall\u2019onorevole vicepresidente del Consiglio, in quanto egli fa preciso riferimento alle funzioni che derivano alla Regione per l\u2019articolo 3 e per l\u2019articolo 4.<\/p><p>Ora, nell\u2019articolo 3 \u00e8 indicato l\u2019esercizio del diritti erariali e patrimoniali della Regione relativi alle miniere, ed il vicepresidente del Consiglio sa bene che, se noi dovessimo addossare alla Regione le spese di esercizio dell\u2019attivit\u00e0 mineraria della Regione stessa, verremmo con ci\u00f2 a condannare questa attivit\u00e0. Non \u00e8 chi non veda come ci\u00f2 sarebbe veramente esiziale, soprattutto per le miniere del Sulcis, le quali, come tutti sappiamo, interessano non solo l\u2019Isola, ma tutta la Nazione.<\/p><p>CONDORELLI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CONDORELLI. Io dichiaro che mi asterr\u00f2 anche questa volta dal votare, come mi sono astenuto per le precedenti votazioni, perch\u00e9, come ho precedentemente dichiarato, io non sono sufficientemente informato su ci\u00f2 che \u00e8 posto in discussione, talch\u00e9 mi trovo nell\u2019impossibilit\u00e0 cos\u00ec di assentire come di dissentire.<\/p><p>PRESIDENTE. Sta bene. Pongo in votazione le parole del quinto alinea \u00abdi cui all\u2019articolo 6\u00bb.<\/p><p>(<em>Dopo prova e controprova, non sono approvate<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>L\u2019onorevole Balduzzi ha proposto di sopprimere al settimo alinea le parole \u00abe da altri tributi propr\u00ee\u00bb.<\/p><p>Onorevole Balduzzi, mantiene l\u2019emendamento?<\/p><p>BALDUZZI. Tenuto conto delle autorevoli dichiarazioni fatte dall\u2019onorevole Vicepresidente del consiglio nel suo breve intervento, rinuncio a questo e ad ogni altro emendamento.<\/p><p>PRESIDENTE. Pongo in votazione la restante parte dell\u2019articolo 8:<\/p><p>\u00abdai canoni per le concessioni idroelettriche;<\/p><p>da contributi di miglioria ed a spese per opere determinate, da imposte e tasse sul turismo, e da altri tributi propr\u00ee, che la Regione ha facolt\u00e0 di istituire con legge in armonia coi princip\u00ee del sistema tributario dello Stato;<\/p><p>da redditi patrimoniali;<\/p><p>da contributi straordinari dello Stato per particolari piani di opere pubbliche e di trasformazioni fondiarie\u00bb.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvata<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo all\u2019articolo 9. Se ne dia lettura.<\/p><p>AMADEI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abLa Regione pu\u00f2 affidare agli organi dello Stato l\u2019accertamento e la riscossione dei propri tributi.<\/p><p>\u00abLe operazioni di accertamento relative ai tributi erariali vengono effettuate con la collaborazione di rappresentanze locali\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Non essendo stati presentati emendamenti lo pongo in votazione.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo all\u2019articolo 10. Se ne dia lettura.<\/p><p>AMADEI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abNell\u2019accertamento dei redditi delle imprese industriali e commerciali che hanno la sede centrale fuori del territorio della Regione, ma che in essa hanno stabilimenti ed impianti, viene determinata la quota del reddito da attribuire agli stabilimenti ed impianti medesimi\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. La Commissione, d\u2019accordo col Ministro del bilancio, ha proposto la soppressione di questo articolo.<\/p><p>Gli onorevoli Murgia, Spano, Chieffi, Mannironi, Mastino Pietro hanno proposto il seguente emendamento sostitutivo:<\/p><p>\u00abLo Stato verser\u00e0 alla Regione una quota dell\u2019imposta di ricchezza mobile riscossa fuori della Regione sui redditi di imprese industriali e commerciali, che abbiano stabilimenti, impianti o esercizi nella stessa Regione. Tale quota sar\u00e0 concordata fra lo Stato e la Regione\u00bb.<\/p><p>FABBRI, <em>Relatore.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>FABBRI, <em>Relatore.<\/em> Ritengo che ci sia un motivo di preclusione, in quanto se questo emendamento fosse votato sarebbe stato perfettamente inutile aver variato il testo primitivo dell\u2019articolo 8, che tendeva a mantenere alla Regione la quota del tributo di ricchezza mobile che fosse stato prodotto nella Regione. Si \u00e8 creduto che questo sistema, per le ragioni tecniche esposte dall\u2019onorevole Ministro del bilancio, non fosse accettabile, e quindi si \u00e8 adoperata una formula forfettaria relativa all\u2019imposta riscossa nella Regione, per la quale l\u2019imposta di ricchezza mobile anche sui redditi che siano prodotti fuori della Sardegna da parte di un ente, il quale nella Sardegna abbia la sua sede e ivi paghi le imposte, viene ad essere attribuita alla Regione.<\/p><p>Considero questa deliberazione del tutto preclusiva della proposta attuale, che \u00e8 la rivendicazione del sistema abolito.<\/p><p>MASTINO PIETRO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MASTINO PIETRO. Desidero giustificare il perch\u00e9 della nostra insistenza nel formulare quest\u2019articolo, anche dopo l\u2019approvazione dell\u2019articolo 8. Baster\u00e0 accennare a qualche caso, ad esempio, all\u2019esercizio della Sita, che svolge in Sardegna una intensa attivit\u00e0 ma non vi ha per\u00f2 il domicilio fiscale, e quindi non paga in Sardegna la ricchezza mobile.<\/p><p>Di fronte a questa ingiustizia noi formuliamo, col nuovo articolo, una richiesta per cui non passano alla Sardegna i nove decimi della ricchezza mobile prodotta nel territorio della Regione, ma passa una quota di quello che in materia fu riscosso.<\/p><p>L\u2019onorevole Fabbri oppone una tesi di preclusione, dicendo che non \u00e8 possibile votare una formulazione nuova, in quanto, sotto altra forma, si ristabilirebbe lo stesso concetto.<\/p><p>Questo per\u00f2 non \u00e8, poich\u00e9 quanto noi proponiamo \u00e8 praticamente possibile senza violare il concetto del domicilio fiscale.<\/p><p>L\u2019eccezione fatta dall\u2019onorevole Ministro Einaudi \u00e8 stata, invece, questa: che, in pratica, non si pu\u00f2 procedere all\u2019accertamento, perch\u00e9 non \u00e8 possibile farlo al centesimo, e perch\u00e9 si capovolgerebbe l\u2019attuale sistema vigente in materia. Ma col nostro sistema si chiede soltanto che una quota dell\u2019imposta, e precisamente quella che sar\u00e0 concordata fra lo Stato e la Regione, in conseguenza di quella precisa valutazione che gli organi competenti crederanno di poter fare, quella passi alla Sardegna.<\/p><p>Non \u00e8 che si ripetano i princip\u00ee gi\u00e0 inclusi nella prima parte dell\u2019articolo 8, e si sostenga che i nove decimi del prodotto devono passare alla Regione. Se cos\u00ec fosse la preclusione sarebbe insuperabile. Non si chiede che passino alla Regione i nove decimi dell\u2019imposta, basata sulla produzione, ma si chiede quella quota del riscosso \u2013 non del prodotto \u2013 fissata in base ad un accordo fra Stato e Regione.<\/p><p>Quindi noi abbiamo con questo articolo la possibilit\u00e0 di riparare ad una ingiustizia profonda, che non \u00e8 l\u2019ultimo motivo dei malumori dell\u2019Isola, con un sistema basato su accordi fra il potere centrale e il potere regionale.<\/p><p>Quindi non vi \u00e8 nessuna eccezione preclusiva, ma soltanto la possibilit\u00e0 di riparare ad un torto, di eliminare una ingiustizia, e noi invitiamo l\u2019Assemblea a votare il nostro articolo.<\/p><p>SPANO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>SPANO. Vorrei fare osservare che la proposta contenuta nel nostro emendamento \u00e8 estremamente moderata, perch\u00e9 essa non corrisponde \u2013 e devo anche confessare che non abbiamo trovato il modo di farla corrispondere \u2013 alle esigenze dell\u2019economia della Sardegna.<\/p><p>L\u2019esigenza nostra fondamentale \u00e8 questa: poter fare una politica fiscale, determinare nel quadro della Regione una tale politica fiscale che costringa le aziende che hanno impianti a rinvestire i loro utili per le sviluppo economico della nostra Isola. Non abbiamo trovato effettivamente, nelle conversazioni fra parlamentari sardi, il modo di arrivare a una conclusione di questo genere. Si tratta tuttavia di abolire o di attenuare, come ha detto l\u2019onorevole Mastino, questa enorme ingiustizia per la quale delle aziende che hanno impianti e stabilimenti in Sardegna pagano le imposte al di fuori della Regione.<\/p><p>Mi pare dunque che l\u2019osservazione dell\u2019onorevole Fabbri non sia pertinente. Si tratta di due questioni diverse. Vi sono imposte percepite nel quadro della Regione, vi sono imposte percepite per attivit\u00e0 economiche esercitate dentro la Regione, ma al di fuori del quadro della Regione stessa. Quindi l\u2019articolo 8 risolve il primo problema e non risolve il secondo.<\/p><p>Noi ripresentando l\u2019articolo 10 in forma adatta \u2013 con l\u2019accordo dei parlamentari sardi \u2013 abbiamo inteso risolvere questo secondo problema: cio\u00e8, fare in modo che la Sardegna si avvantaggi di una quota parte di imposta pagata fuori della Sardegna sull\u2019attivit\u00e0 economica che si svolge in Sardegna, nel caso di industrie che abbiano sede fiscale al di fuori dell\u2019Isola.<\/p><p>DOMINED\u00d2. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>DOMINED\u00d2. Oltre alla ragione preclusiva addotta dall\u2019onorevole Fabbri e oltre ai motivi di merito desunti dalle esigenze dell\u2019unit\u00e0 economica nazionale, devo osservare che costituisce un assurdo giuridico il contemplare la possibilit\u00e0 che il reddito sia pertinente come titolarit\u00e0 ad un impianto o ad uno stabilimento il quale non costituisce se non un oggetto o uno dei beni pertinenti all\u2019impresa, unico titolare soggetto nei cui confronti pu\u00f2 far capo il reddito.<\/p><p>Quindi voter\u00f2 contro l\u2019emendamento, il quale avvalora quella frattura dell\u2019unit\u00e0 statuale che intendo qui, come altrove, condannare.<\/p><p>MANNIRONI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MANNIRONI. Volevo fare rilevare all\u2019Assemblea, in aggiunta a quello che hanno dichiarato i colleghi Mastino e Spano, che nello Statuto siciliano esiste un analogo articolo \u2013 l\u2019articolo 37 \u2013 per il quale per le imprese industriali e commerciali che hanno la loro sede centrale fuori del territorio della Regione ma che in essa hanno stabilimenti o impianti, nell\u2019accertamento dei redditi viene determinata la quota di reddito da attribuire allo stabilimento o all\u2019impianto medesimi.<\/p><p>Questo articolo 37, che l\u2019Assemblea esaminer\u00e0 domani, dello Statuto siciliano prevede gi\u00e0 tutta una ipotesi pi\u00f9 grave e pi\u00f9 complicata di quella che prospettiamo noi.<\/p><p>Noi abbiamo, in sostanza, premesso e ammesso che le industrie e le imprese che esercitano una attivit\u00e0 produttiva in Sardegna siano tenute a corrispondere un\u2019aliquota dei loro redditi di ricchezza mobile alla Regione; ma non chiediamo che la Regione provveda per suo conto a fare l\u2019accertamento di tali redditi. Ci accontentiamo di chiedere e ottenere che lo Stato corrisponda alla Regione una aliquota dell\u2019imposta realizzata: aliquota che si determiner\u00e0 \u2013 ripeto \u2013 d\u2019accordo, <em>pro borio pacis<\/em>, e che rappresenti il contributo di quelle imprese all\u2019equilibrio delle entrate e delle spese della Regione. Se \u00e8 ricchezza che si produce in Sardegna, pare troppo giusto che l\u2019imposta relativa, almeno in parte, sia corrisposta nell\u2019Isola: non fuori.<\/p><p>Ora io prego l\u2019Assemblea di volere considerare questo: che per la Sicilia questo principio \u00e8 stato gi\u00e0 ammesso e domani l\u2019Assemblea lo esaminer\u00e0. Non vorrei per\u00f2 che si usassero due pesi e due misure nel caso che la disposizione fosse approvata per la Sicilia e non per la Sardegna.<\/p><p>La Sardegna, per il suo bilancio autonomo, ha bisogno di entrate quanto e pi\u00f9 della Sicilia. Ci\u00f2 dico non per fare un torto alla Sicilia, ma perch\u00e9 mi sembra doveroso prospettare fin d\u2019ora all\u2019Assemblea la necessit\u00e0 politica di usare per le due Isole un criterio uniforme di autonomia.<\/p><p>PRESIDENTE. Ritengo che non sussista affatto una preclusione in merito alla proposta, la quale riguarda beni che sono fuori della regione, mentre la norma cui si \u00e8 richiamato il Relatore riguarda beni nell\u2019interno delle regioni.<\/p><p>PELLA, <em>Ministro delle finanze.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>PELLA, <em>Ministro delle finanze.<\/em> Desidero far presente le ragioni per le quali: 1\u00b0) non si tratta di un problema di notevole importanza; 2\u00b0) il Governo ritiene che non possa essere risolto nel senso indicato dall\u2019emendamento.<\/p><p>Che non sia un problema di notevole importanza credo che lo si possa dire, soprattutto se ricordiamo che esiste una legge approvata pochi mesi or sono, secondo cui in quei casi anomali in cui il domicilio fiscale si trovi nella zona di un ufficio distrettuale delle imposte nella cui circoscrizione non esistono stabilimenti principali o non esistono sedi della societ\u00e0, il contribuente deve essere tassato l\u00e0 dove ha lo stabilimento principale o l\u00e0 dove ha la sede amministrativa. Quindi io non vorrei che questo emendamento fosse la riesumazione di tutta una serie di osservazioni che furono fatte negli anni scorsi quando questa legge, che \u00e8 stata emanata appunto per eliminare questi inconvenienti, ancora non esisteva. Perci\u00f2 vorrei ricordare ai miei amici della Sardegna che esiste un rimedio sufficiente per poter riparare a questo inconveniente. Pu\u00f2 darsi che esista ancora qualche caso in cui effettivamente non sia possibile tassare in Sardegna qualche societ\u00e0 che ha la sede amministrativa fuori, ma io vorrei ricordare che effettivamente vi era a disposizione la scelta fra l\u2019uno e l\u2019altro dei due sistemi: o dare una partecipazione sui redditi prodotti nella circoscrizione territoriale o dare una partecipazione sui redditi riscossi nella circoscrizione territoriale. Per ragioni tecniche, che attengono alla semplificazione del sistema, si \u00e8 ritenuto opportuno adottare la formula di partecipazione alle imposte riscosse nella Regione, in quanto se si adottasse l\u2019altra formula, sarebbe necessario non soltanto provvedere a delle separazioni di imponibile che sono molto difficili, ma anche in relazione alla necessit\u00e0 di iscrivere in ruoli diversi l\u2019unico imponibile.<\/p><p>Inoltre mi si consenta di tener presente che con la formula riscossione, pu\u00f2 succedere a favore della Sardegna il fenomeno inverso. Io mi auguro che il Governo della Regione sarda sappia creare condizioni ambientali tali per cui diversi contribuenti sentano l\u2019opportunit\u00e0 di andare a stabilire il domicilio fiscale in Sardegna. Pu\u00f2 darsi che in relazione al reddito di categoria <em>A<\/em>, ed al reddito di categoria <em>C 2<\/em>, e forse anche in relazione al reddito di categoria <em>B<\/em> questo fenomeno possa verificarsi, ed allora ci troveremo davanti a questa situazione che, col criterio della riscossione, avremmo accordato il diritto a partecipare sopra redditi che non sono prodotti in Sardegna, ma che pagano l\u2019imposta in Sardegna ed in relazione invece a questo emendamento accorderemmo il diritto di andare a riscuotere una partecipazione sopra redditi che pagano altrove. Evidentemente avremmo adottato un sistema non armonico che implica delle complicazioni e per questo vorrei pregare veramente i presentatori dell\u2019emendamento di non insistere.<\/p><p>SPANO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>SPANO. Mi pare che in questa discussione, che si svolge in termini puramente tecnici, si dimostra di voler ignorare un problema storico che pertanto esiste.<\/p><p>Onorevole Pella, noi sardi rivendichiamo dei torti che la Sardegna, storicamente, ha subito da parte di forze capitalistiche continentali. Non vi sono altre regioni che possano porre lo stesso problema nei confronti della Sardegna. Il Piemonte o la Lombardia non sono state sfruttate dal capitale sardo.<\/p><p>Io ammetto che per ragioni tecniche non sia possibile oggi stabilire qual \u00e8 la quota parte di imposta che spetterebbe alla Sardegna prendendo in considerazione i beni prodotti in Sardegna. D\u2019accordo su questo punto. Quindi nell\u2019articolo 8 abbiamo stabilito di prendere come base di partenza non gi\u00e0 l\u2019attivit\u00e0 economica in Sardegna ma le imposte riscosse in Sardegna. Perfettamente d\u2019accordo. Questo riguarda una certa parte di attivit\u00e0 economiche che hanno sede in Sardegna e che hanno sede fiscale in Sardegna. Restano altre numerose attivit\u00e0 economiche che, pur svolgendosi in Sardegna, hanno sede fiscale fuori. \u00c8 il caso di quasi tutte le miniere sarde che spesso costituiscono \u2013 me lo permetta l\u2019onorevole Domined\u00f2 \u2013 non una parte di attivit\u00e0 economica, ma tutta l\u2019attivit\u00e0 economica di quelle societ\u00e0. Vi sono parecchie societ\u00e0 sarde, ed altre che sono collegate con altre societ\u00e0 con diverse attivit\u00e0, \u00e8 vero, ma che hanno una fisionomia bene individuabile. La sede fiscale \u00e8 fuori, e le imposte sono riscosse fuori. Perch\u00e9 la nostra Regione deve rinunciare a percepire una imposta su queste attivit\u00e0 che si svolgono in Sardegna? Per questo credo che la preclusiva non esista e che, essendosi giustamente stabilito per ragioni tecniche di devolvere alla nostra Regione una quota parte delle imposte percepite in Sardegna, deve rimanere salva l\u2019altra parte di imposte che, pur essendo percepite fuori della Sardegna, riguardano ciononostante attivit\u00e0 economiche che sono svolte in Sardegna.<\/p><p>Per questo insistiamo sull\u2019emendamento firmato dall\u2019onorevole Murgia, da me e da altri.<\/p><p>DOMINED\u00d2. Ma le imposte si riscuotono in Sardegna se lo stabilimento principale \u00e8 in Sardegna.<\/p><p>SPANO. Allora bisognerebbe che lo Stato potesse costringerle a spostare la loro sede fiscale in Sardegna.<\/p><p>PELLA, <em>Ministro delle finanze.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>PELLA, <em>Ministro delle finanze.<\/em> Vorrei dire all\u2019onorevole Spano che lo strumento legislativo esiste, verificandosi determinati presupposti di fatto. Se cio\u00e8 in Sardegna vi \u00e8 lo stabilimento principale o la sede amministrativa, esiste la possibilit\u00e0 di chiedere che domicilio fiscale sia considerata non la citt\u00e0 dove \u00e8 la sede legale, ma dove \u00e8 lo stabilimento principale o la sede amministrativa.<\/p><p>Credo che, applicando questa disposizione, si riduca veramente ad una ristretta zona il complesso di quei casi. Ad ogni modo, desidero sottolineare che esiste veramente lo strumento per riparare, entro certi limiti, all\u2019inconveniente.<\/p><p>MASTINO PIETRO. \u00c8 uno strumento che ha bisogno di ipotesi di fatto, che fino ad ora o non esistono o non sono state riconosciute.<\/p><p>PRESIDENTE. Passiamo alla votazione. Poich\u00e9 il nuovo testo della Commissione non contiene pi\u00f9 la formulazione del primitivo articolo 10, la proposta degli onorevoli Mannironi, Spano, Mastino Pietro, Chieffi e Murgia si considera come articolo aggiuntivo.<\/p><p>Pongo in votazione l\u2019emendamento Mannironi ed altri di cui \u00e8 gi\u00e0 stata data lettura.<\/p><p>(<em>Dopo prova e controprova, non \u00e8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo all\u2019articolo 11. Se ne dia lettura.<\/p><p>SCHIRATTI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abLa Regione, al fine di favorire lo sviluppo economico dell\u2019Isola, pu\u00f2 disporre, nei limiti della propria competenza tributaria, esenzioni e agevolazioni fiscali per nuove imprese\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Mannironi propone di trasferire all\u2019articolo 11, per connessione di materia, il quarto comma dell\u2019articolo 13, sopprimendo le parole: \u00abtecnicamente organizzali nell\u2019Isola\u00bb, cio\u00e8:<\/p><p>\u00abSono concessi, per un periodo di cinquant\u2019anni, esenzioni ed agevolazioni fiscali ventennali per nuovi impianti industriali\u00bb.<\/p><p>Pongo intanto in votazione l\u2019articolo 11.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>L\u2019onorevole Fabbri ha facolt\u00e0 di esprimere il parere della Commissione sulla proposta aggiuntiva Mannironi.<\/p><p>FABBRI, <em>Relatore.<\/em> La Commissione si oppone: il concetto non \u00e8 nuovo, ma \u00e8 ripreso in sostanza dalla stessa legislazione fiscale; per cui una agevolazione, nel senso di esonero, si concede precisamente per favorire il nuovo impianto, che deve avere determinate caratteristiche di organizzazione tecnica. Se si sopprime questo concetto, che \u00e8 il presupposto dell\u2019esonero, l\u2019esonero non \u00e8 pi\u00f9 giustificato.<\/p><p>PRESIDENTE. Chiedo all\u2019onorevole Mannironi se insiste nella sua proposta.<\/p><p>MANNIRONI. Non insisto anche per non dilungarci in discussioni che potrebbero intralciare il nostro lavoro.<\/p><p>PRESIDENTE. Sta bene.<\/p><p>BALDUZZI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>BALDUZZI. Propongo che si sopprima tutto il quarto comma dell\u2019articolo 13, in quando \u00e8 gi\u00e0 compreso nell\u2019articolo 11.<\/p><p>FABBRI, <em>Relatore.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>FABBRI, <em>Relatore.<\/em> V\u2019\u00e8 un equivoco. L\u2019articolo 11 si riferisce ai tributi di spettanza della Regione, mentre questo esonero ventennale per nuovi impianti tecnicamente organizzati si riferisce all\u2019imposta di ricchezza mobile erariale. Non facciamo confusione fra le due cose.<\/p><p>PELLA, <em>Ministro delle finanze.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>PELLA, <em>Ministro delle finanze.<\/em> La recente legge sul Mezzogiorno, che si estende anche alla Sardegna, tratta ampiamente il problema delle esenzioni per le nuove attivit\u00e0 industriali e per l\u2019ampliamento di attivit\u00e0 gi\u00e0 esistenti.<\/p><p>A prescindere dalla durata, la portata delle agevolazioni contenute nella legge del Mezzogiorno \u00e8 maggiore di quelle contemplate dall\u2019articolo 13. Per queste considerazioni penso che si debba essere perplessi davanti ad enunciazioni di periodi cinquantennali, ventennali ecc.; la soluzione migliore consiste nella soppressione oltre che del quarto anche del terzo e quinto comma dell\u2019articolo 13, perch\u00e9 superflui.<\/p><p>Che la portata delle agevolazioni contenute nella legge del Mezzogiorno sia maggiore, risulta da questo: che non solo \u00e8 concessa esenzione dai tributi doganali e di ricchezza mobile, ma \u00e8 concessa anche la riduzione alla met\u00e0 della imposta sull\u2019entrata.<\/p><p>PRESIDENTE. Sta bene. Comunque di ci\u00f2 si tratter\u00e0 in sede di esame dell\u2019articolo 13.<\/p><p>Passiamo intanto all\u2019articolo 12. Se ne dia lettura.<\/p><p>SCHIRATTI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abLa Regione ha facolt\u00e0 di emettere prestiti interni da essa esclusivamente garantiti, per provvedere ad investimenti in opere di carattere permanente, per una cifra annuale non superiore alle entrate ordinarie\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. A questo articolo non sono stati presentati emendamenti. Lo pongo in votazione.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo all\u2019articolo 13, Se ne dia lettura.<\/p><p>SCHIRATTI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abIl regime doganale della Regione \u00e8 di esclusiva competenza dello Stato.<\/p><p>\u00abSaranno istituiti nella Regione punti franchi.<\/p><p>\u00abSono esenti, per venti anni, da ogni dazio doganale le macchine, gli attrezzi di lavoro ed i materiali da costruzione destinati sul luogo alla produzione ed alla trasformazione dei prodotti agricoli della Regione ed al suo sviluppo industriale.<\/p><p>\u00abSono concessi, per un periodo di cinquant\u2019anni, esenzioni ed agevolazioni fiscali ventennali per nuovi impianti industriali tecnicamente organizzati nell\u2019Isola.<\/p><p>\u00abSu richiesta della Regione potranno essere concesse esenzioni doganali per merci ritenute indispensabili al miglioramento igienico e sanitario dell\u2019Isola\u00bb.<\/p><p>MASTINO GESUMINO, Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MASTINO GESUMINO. Onorevole Presidente, desideravo osservare al Ministro delle finanze che il suo ragionamento \u00e8 in gran parte esatto, ma parzialmente errato. \u00c8 esatto che la legge 14 dicembre 1947, n. 1598, contiene agevolazioni maggiori di quelle contemplate dall\u2019articolo 13 che noi ora discutiamo, ma ad ogni modo rimane come dato essenziale giuridico che le disposizioni della legge 14 dicembre 1947 rimangono ferme, anche dopo l\u2019approvazione dell\u2019articolo 13 del nostro statuto.<\/p><p>Vi \u00e8 per\u00f2 una circostanza di fatto, sulla quale richiamo l\u2019attenzione dell\u2019onorevole Ministro delle finanze, questa: che il nostro articolo 13 contiene disposizioni che non sono contenute nel decreto 14 dicembre 1947. Questo \u00e8 un fatto che ne rende indispensabile l\u2019approvazione. Per esempio, il decreto pi\u00f9 volte citato non contiene l\u2019indicazione che \u00e8, invece, nell\u2019articolo 13: \u00abSono esenti, per venti anni&#8230;\u00bb. Pertanto il termine dell\u2019articolo 13 dello statuto \u00e8 maggiore di quello contenuto nel decreto citato. Inoltre \u00e8 detto: \u00ab&#8230;le macchine, gli attrezzi di lavoro ed i materiali da costruzione destinati sul luogo alla produzione ed alla trasformazione dei prodotti agricoli della Regione ed al suo sviluppo industriale\u00bb, dizione questa che non \u00e8 contenuta nel decreto, in cui \u00e8 contenuto il riferimento allo sviluppo industriale, ma non \u00e8 indicato affatto l\u2019estremo necessario per quanto ha rapporto con l\u2019economia della Sardegna, e cio\u00e8 quanto attiene alla produzione ed alla trasformazione dei prodotti agricoli della Regione.<\/p><p>Mi pare, poi, che l\u2019onorevole Pella sorvoli molto elegantemente sul terzo comma, laddove \u00e8 detto: \u00ab&#8230;per un periodo di cinquant\u2019anni sono concessi ecc.\u00bb. Egli ritiene, senza dare una motivazione, che questo termine non sia necessario; io, che vivo in Sardegna e che delle circostanze speciali nelle quali l\u2019economia sarda si svolge ho una conoscenza molto pi\u00f9 precisa ed esatta di quella che l\u2019onorevole Pella non possa avere, so che il termine di cinquant\u2019anni sar\u00e0 utilissimo per la nostra Sardegna.<\/p><p>Perci\u00f2 insisto perch\u00e9 l\u2019articolo 13 sia votato. Naturalmente, dato che non si pu\u00f2 negare che le disposizioni del decreto 14 dicembre 1947 abbiano autonomo vigore, esse saranno autonomamente osservate, qualunque sia il risultato della nostra votazione.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Murgia ha presentato il seguente emendamento:<\/p><p>\u00ab<em>Al terzo comma, dopo la parola:<\/em> macchine, <em>aggiungere:<\/em> e i carburanti per esse necessari\u00bb.<\/p><p>Ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>MURGIA. Il mio emendamento tiene conto del fatto che anche i carburanti vengono dall\u2019estero, e, pertanto, un\u2019agevolazione doganale sarebbe di grande ausilio all\u2019economia dell\u2019Isola.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Pella ha facolt\u00e0 di dichiarare se insiste nella proposta di soppressione del terzo, quarto e quinto comma.<\/p><p>PELLA, <em>Ministro delle finanze.<\/em> S\u00ec, insisto.<\/p><p>PRESIDENTE. Sta bene. Passiamo ai voti.<\/p><p>MANNIRONI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MANNIRONI. Dichiaro che voter\u00f2 contro la proposta del Ministro Pella per una ragione di cui egli particolarmente dovrebbe rendersi conto, perch\u00e9, cio\u00e8, ammesso anche in ipotesi che tutte queste agevolazioni che sono previste nell\u2019articolo 13 fossero anche contenute nel decreto del 14 dicembre 1947, il Ministro non pu\u00f2 dimenticare che noi stiamo qui votando una legge di carattere costituzionale che deve quindi dare alla Sardegna le maggiori garanzie, a differenza di quelle che sono concesse invece con una legge ordinaria della Repubblica. Parlo di garanzie costituzionali in quanto amo e voglio credere che se tutte le disposizioni finanziarie di questo Statuto, secondo quanto \u00e8 detto nel progetto, potranno essere modificate con legge ordinaria della Repubblica, debbano costituire non un atto unilaterale dello Stato, ma il punto di un\u2019intesa tra lo Stato e la Regione. Se cos\u00ec non fosse, verrebbe meno totalmente ogni vera garanzia per la Regione e la sua autonomia resterebbe insidiata in partenza e alla radice.<\/p><p>PERASSI, <em>Presidente della Sottocommissione per gli Statuti regionali.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>PERASSI, <em>Presidente della Sottocommissione per gli Statuti regionali.<\/em> In seguito a questo scambio di vedute sull\u2019articolo 13, poich\u00e9 \u00e8 stato fatto cenno al decreto legislativo del 14 dicembre 1947 ed \u00e8 sorta la questione del come si coordinano queste due leggi, credo che sarebbe opportuno, in sede di coordinamento, fare un\u2019eventuale riserva a questo riguardo e, ad esempio, dire: \u00absenza pregiudizio delle concessioni derivanti da legge generale dello Stato\u00bb. Cos\u00ec, se per ipotesi c\u2019\u00e8 qualche cosa che deriva dalla legge del 14 dicembre 1947 e che non deriva dall\u2019articolo 13 dello statuto, la Sardegna non sar\u00e0 privata del beneficio risultante da quella legge generale. Credo che il Ministro non abbia difficolt\u00e0 al riguardo.<\/p><p>EINAUDI, <em>Vicepresidente del Consiglio dei Ministri, Ministro del bilancio.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>EINAUDI, <em>Vicepresidente del Consiglio dei Ministri, Ministro del bilancio.<\/em> Volevo soltanto aggiungere alle osservazioni fatte dall\u2019onorevole Pella un\u2019altra relativa al quarto comma dell\u2019articolo 13. A me pare che in lingua italiana questo comma significhi ben poco, o che abbia una portata di cui oggi non possiamo avere nessuna idea. Il comma dice che sono concessi, per un periodo di venti anni, esenzioni ed agevolazioni fiscali. Quali? Da quali imposte? E se non specifichiamo le imposte, che significato ha questo articolo se non l\u2019arbitrio pi\u00f9 assoluto?<\/p><p>PERASSI, <em>Presidente della Sottocommissione per gli Statuti regionali.<\/em> Una legge dello Stato dir\u00e0 in che cosa consistono le esenzioni e le agevolazioni fiscali.<\/p><p>EINAUDI, <em>Vicepresidente del Consiglio dei Ministri, Ministro del bilancio.<\/em> Se si dice allora che una legge dello Stato potr\u00e0 concedere in avvenire esenzioni fiscali, non si dice nulla, perch\u00e9 la facolt\u00e0 dello Stato di stabilire esenzioni mediante legge vi \u00e8 sempre. Questo comma, cos\u00ec come \u00e8 formulato, non dice nulla o \u00e8 qualcosa di molto pericoloso, di cui ignoriamo il valore.<\/p><p>MASTINO PIETRO. Si stabilisce una norma generale in una forma positiva e non ipotetica.<\/p><p>EINAUDI, <em>Vicepresidente del Consiglio dei Ministri, Ministro del bilancio.<\/em> Ma \u00e8 una norma generale che non dice nulla, \u00e8 una norma generale che ci impegna per cinquant\u2019anni e per scopi incerti che non sono dichiarati, perch\u00e9 non si sa quali siano le imposte per le quali \u00e8 concessa l\u2019esenzione. Se si vogliono dire cose senza senso, diciamole: in fondo non \u00e8 proibito.<\/p><p>MASTINO PIETRO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MASTINO PIETRO. Onorevoli colleghi, la legge del 1947 cui ha fatto riferimento l\u2019onorevole Ministro delle finanze non prevede l\u2019esenzione per attrezzi di lavoro destinati alla trasformazione di prodotti agricoli della Regione, vale a dire non prevede una delle necessit\u00e0 pi\u00f9 sentite nell\u2019Isola. Io so \u2013 mi si consenta l\u2019accenno \u2013 che nei lavori relativi alla preparazione dello statuto fummo tutti d\u2019accordo su questa richiesta; io so del pari che \u00e8 grande l\u2019attesa della nostra Regione relativamente alla richiesta stessa: mi permetto quindi di dire che una ripulsa dell\u2019Assemblea su ci\u00f2 costituirebbe localmente un motivo di giusta e sentita protesta.<\/p><p>PRESIDENTE. Pongo in votazione il primo e il secondo comma dell\u2019articolo 13, al quale non sono stati presentati emendamenti, e di cui do nuovamente lettura:<\/p><p>\u00abIl regime doganale della Regione \u00e8 di esclusiva competenza dello Stato.<\/p><p>\u00abSaranno istituiti nella Regione punti franchi\u00bb.<\/p><p>(<em>Sono approvati<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Pongo in votazione la proposta di soppressione del terzo comma, fatta dal Ministro delle finanze. Do nuovamente lettura del terzo comma:<\/p><p>\u00abSono esenti, per venti anni, da ogni dazio doganale le macchine, gli attrezzi da lavoro ed i materiali da costruzione destinati sul luogo alla produzione ed alla trasformazione dei prodotti agricoli della Regione ed al suo sviluppo industriale\u00bb.<\/p><p>(<em>Dopo prova e controprova, la proposta soppressiva non \u00e8 approvata<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Onorevole Murgia, mantiene ella il suo emendamento aggiuntivo?<\/p><p>MURGIA. Lo ritiro.<\/p><p>PRESIDENTE. Il terzo comma rimane allora approvato nel testo della Commissione.<\/p><p>Passiamo al quarto comma:<\/p><p>\u00abSono concessi, per un periodo di cinquant\u2019anni, esenzioni ed agevolazioni fiscali ventennali per nuovi impianti industriali tecnicamente organizzati nell\u2019Isola\u00bb.<\/p><p>Pongo in votazione la proposta soppressiva dell\u2019onorevole Balduzzi, cui si \u00e8 associato il Ministro delle finanze.<\/p><p>(<em>Dopo prova e controprova, \u00e8 approvata<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo all\u2019ultimo comma:<\/p><p>\u00abSu richiesta della Regione potranno essere concesse esenzioni doganali per merci ritenute indispensabili al miglioramento igienico e sanitario dell\u2019Isola\u00bb.<\/p><p>PELLA, <em>Ministro delle finanze.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>PELLA, <em>Ministro delle finanze.<\/em> Avevo proposto la soppressione dei tre ultimi commi, soppressione globale per ragioni di armonia relativa all\u2019articolo. Ma, siccome dalla votazione \u00e8 risultato che resta in vita il terzo comma, ritiro la proposta di soppressione dell\u2019ultimo comma che ha un contenuto quanto meno di principio.<\/p><p>PRESIDENTE. Sta bene. Pongo in votazione l\u2019ultimo comma.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo all\u2019articolo 14. Se ne dia lettura.<\/p><p>SCHIRATTI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abLo Stato col concorso della Regione dispone un piano organico di opere pubbliche per favorire la rinascita economica e sociale dell\u2019Isola\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Gli onorevoli Mastino Gesumino, Murgia, Carboni Enrico, Chieffi, Spano, Mastino Pietro, Mannironi e Laconi hanno proposto la seguente formulazione sostitutiva:<\/p><p>\u00abIn affermazione del principio della solidariet\u00e0 nazionale, consacrato nell\u2019articolo 119 della Costituzione, lo Stato col concorso della Regione dispone e finanzia un piano organico per favorire la rinascita economica e sociale dell\u2019Isola\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Mastino Gesumino ha facolt\u00e0 di svolgere questo emendamento.<\/p><p>MASTINO GESUMINO. Rinunzio a svolgerlo, riservandomi di rispondere alle eventuali obiezioni.<\/p><p>PRESIDENTE. Sta bene. La formulazione \u00e8 d\u2019altronde molto chiara. Qual \u00e8 il pensiero della Commissione?<\/p><p>FABBRI, <em>Relatore.<\/em> \u00c8 stato detto che non era abbastanza preciso il concetto delle esenzioni e delle agevolazioni fiscali per nuovi impianti industriali tecnicamente organizzati. Crediamo che la formulazione dell\u2019articolo 13 fosse assai pi\u00f9 prudente e conclusiva di quanto non sia quella ora proposta, che prevede l\u2019onere dello Stato di \u00abdisporre e finanziare\u00bb un piano organico per favorire la rinascita economica e sociale dell\u2019Isola.<\/p><p>La Commissione si era accontentata di molto meno e credeva di aver detto qualcosa di tecnicamente preciso. Chi voleva impiantare un nuovo stabilimento nell\u2019Isola poteva chiedere per un massimo di venti anni una riduzione dell\u2019imposta di ricchezza mobile ed eventualmente dell\u2019imposta di produzione, se, per esempio, avesse voluto impiantare una fabbrica di seta artificiale. Qui invece c\u2019\u00e8 il generico e l\u2019indefinito, perch\u00e9 si parla di un piano organico finanziato dallo Stato per favorire la rinascita economica dell\u2019Isola.<\/p><p>Data la deliberazione precedente dell\u2019Assemblea, la Commissione ritiene di non poter aderire, nella sua maggioranza, a questa formulazione generica, di contenuto cos\u00ec indeterminato.<\/p><p>MASTINO GESUMINO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MASTINO GESUMINO. Evidentemente non si \u00e8 tenuta presente la premessa con la quale l\u2019emendamento da me proposto ha inizio e virtualmente anche si conclude.<\/p><p>Questo emendamento \u00e8 determinato da uno stato di necessit\u00e0, perch\u00e9 l\u2019Assemblea, in una delle affrettate votazioni di ieri sera, ha negato il suo consenso all\u2019emendamento col quale proponevamo all\u2019articolo 7 del nostro statuto l\u2019esclusione dell\u2019ultima frase: \u00abnei modi stabiliti dagli articoli seguenti\u00bb.<\/p><p>Come si ricorder\u00e0, nell\u2019articolo 7 era contenuta una formulazione che riferiva genericamente ai princip\u00ee di solidariet\u00e0 nazionale la finanza regionale e il coordinamento con la finanza dello Stato. Se l\u2019articolo 7 fosse rimasto fermo all\u2019ultima parola \u00abnazionale\u00bb, e fosse stato escluso il finale \u00abnei modi stabiliti dagli articoli seguenti\u00bb, forse non avremmo sentito la necessit\u00e0 di proporre la nuova formulazione dell\u2019articolo 14.<\/p><p>Ma, ristretto il significato della solidariet\u00e0 nazionale alle formulazioni finanziarie degli articoli seguenti, necessariamente noi, senza accattonaggio alcuno (perch\u00e9, se mi \u00e8 permesso nuovamente di dirlo, lo stesso Presidente della Sottocommissione onorevole Perassi ha dichiarato fermamente ieri che l\u2019unica Regione la quale aveva chiesto di esser messa in condizione di poter autonomamente provvedere a se stessa \u00e8 stata la Sardegna), noi che facciamo e vogliamo far parte \u2013 e abbiamo tenuto a riaffermarlo con energia nelle premesse del nostro Statuto \u2013 della compagine nazionale, abbiamo diritto di far presente che una norma generale costituzionale afferma il dovere nazionale di provvedere nazionalmente alle deficienze delle singole Regioni. Credo che anche coloro che hanno con tanta parsimonia misurato le formule per l\u2019autonomia sarda debbano riconoscere che almeno questo diritto generico deve essere affermato e riconosciuto alla Sardegna.<\/p><p>Quando diciamo che nell\u2019ambito della solidariet\u00e0 nazionale lo Stato predispone i piani per favorire la rinascita economica dell\u2019Isola, praticamente noi deferiamo al Governo di questa nostra Italia la pratica attuazione del principio; e non mi pare ci sia proprio da dire, come dice l\u2019onorevole Fabbri, che, essendo stato concesso con tanta larghezza alla Sardegna l\u2019esonero da vari dazi doganali, i sardi non hanno pi\u00f9 niente da chiedere. (<em>Interruzione dell\u2019onorevole Moro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>FABBRI, <em>Relatore.<\/em> Non ho detto questo!<\/p><p>MASTINO GESUMINO. Press\u2019a poco un concetto analogo.<\/p><p>Ad ogni modo, dichiaro anche al protestante onorevole Moro (protestante solo quando protesta!) questo: che se l\u2019Assemblea crede di dovere negare anche la partecipazione dello Stato alla rinascita della Sardegna attraverso la formula della solidariet\u00e0 nazionale, la neghi pure. Certo si \u00e8 che noi non chiediamo nulla di pi\u00f9 di quello che a tutte le Regioni \u00e8 stato promesso e che a tutte le Regioni deficitarie \u00e8 dovuto. D\u2019altra parte, ci siamo attenuti a una formulazione generica proprio perch\u00e9 non desideriamo chiedere, attraverso una formulazione precisa, precisi impegni.<\/p><p>Credo di avere esposto quali sono state le ragioni che hanno indotto la deputazione sarda, unanime e concorde, a chiedere che questo articolo rimanga nello statuto cos\u00ec come da noi formulato. Invitiamo l\u2019Assemblea a decidere con coscienza e con senso di responsabilit\u00e0.<\/p><p>MASTINO PIETRO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MASTINO PIETRO. Mi sembra che le argomentazioni opposte dall\u2019onorevole Fabbri contengano una critica contro la reiezione del penultimo comma dell\u2019articolo 13. Ma ci\u00f2 non scalfisce il fondamento dell\u2019articolo che noi abbiamo formulato e che presentiamo all\u2019Assemblea.<\/p><p>Aggiungo che mi sorprende l\u2019opposizione da parte dell\u2019onorevole Fabbri, il quale fa parte della Commissione, in quanto l\u2019articolo che noi proponiamo ripete in certo senso l\u2019articolo 14 della stessa Commissione: il quale dispone che \u00ablo Stato, col concorso della Regione, dispone un piano organico di opere pubbliche per favorire la rinascita economica e sociale dell\u2019Isola\u00bb.<\/p><p>Che cosa c\u2019\u00e8 di nuovo nell\u2019articolo ora proposto? Che, mentre l\u2019articolo 14 precisa e in certo senso limita l\u2019intervento dello Stato ad un piano organico nel solo campo delle opere pubbliche, secondo la nuova formulazione questa limitazione non c\u2019\u00e8. Si tratta di un piano per favorire la rinascita economica e sociale dell\u2019Isola. Vale a dire, il nostro nuovo articolo \u00e8 diretto a far s\u00ec che, se in seguito lo Stato e la Regione riterranno che la rinascita economica e sociale dell\u2019Isola debba consistere \u2013 anzich\u00e9 nell\u2019esecuzione di un piano organico di opere pubbliche \u2013 in interventi in altro campo, questi interventi possano essere attuati senza trovare ostacoli nella formulazione dell\u2019articolo 14.<\/p><p>Quindi, l\u2019intendimento con cui abbiamo formulato il nuovo articolo \u00e8 in perfetta rispondenza con quello con cui la Commissione ha presentato all\u2019Assemblea l\u2019articolo 14.<\/p><p>Osservo che, d\u2019altra parte, quando si chiede che l\u2019Assemblea consenta allo Stato d\u2019intervenire per la rinascita economica e sociale della Sardegna, se \u00e8 vero, come tutti affermate che riconoscete, che noi tendiamo non ad un\u2019affermazione di separatismo sibbene a riaffermare l\u2019unione dell\u2019Isola all\u2019Italia, dovete essere voi i primi a riconoscere che un programma diretto alla rinascita dell\u2019Isola \u00e8 un programma che giova a tutta la Nazione.<\/p><p>PERASSI, <em>Presidente della Sottocommissione per gli Statuti regionali.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>PERASSI, <em>Presidente della Sottocommissione per gli Statuti regionali.<\/em> Credo che si potrebbe trovare una formula conciliativa, soprattutto se noi traduciamo in disposizione ci\u00f2 che ha detto molto bene da ultimo l\u2019onorevole Mastino. In sostanza egli ha detto: che cosa c\u2019\u00e8 di nuovo nella formulazione proposta rispetto a quella del progetto della Commissione? Anzich\u00e9 parlare di un piano di opere pubbliche parliamo di un piano per la rinascita. Non so se sia proprio esatto che c\u2019\u00e8 solo questa differenza, ma comunque, se cos\u00ec \u00e8, la Commissione non ha nulla in contrario a che nell\u2019articolo 14, come \u00e8 stato proposto da essa, si tolgano le parole \u00abdi opere pubbliche\u00bb e cio\u00e8 si dica \u00abpiano organico per la rinascita dell\u2019Isola\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Cosa pensano di questa proposta i presentatori dell\u2019emendamento?<\/p><p>MURGIA. A nome anche degli altri firmatari, accetto la formulazione dell\u2019onorevole Perassi e ritiro l\u2019emendamento sostitutivo.<\/p><p>PRESIDENTE. Pongo in votazione l\u2019articolo 14 nel testo seguente:<\/p><p>\u00abLo Stato col concorso della Regione dispone un piano organico per favorire la rinascita economica e sociale dell\u2019Isola.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo all\u2019articolo 15. Se ne dia lettura.<\/p><p>SCHIRATTI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abLa Regione, nell\u2019ambito del suo territorio, succede nei beni e diritti patrimoniali dello Stato e su quelli demaniali, escluso il demanio marittimo.<\/p><p>\u00abI beni e diritti connessi a servizi di competenza statale ed a monopoli fiscali restano allo Stato, finch\u00e9 duri tale condizione.<\/p><p>\u00abI beni immobili situati nella Regione, che non sono di propriet\u00e0 di alcuno, spettano al patrimonio della Regione\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. I Ministri Einaudi e Pella propongono di aggiungere al primo comma, dopo le parole \u00abbeni e diritti patrimoniali\u00bb, le altre: \u00abdi natura immobiliare\u00bb.<\/p><p>PERASSI, <em>Presidente della Sottocommissione per gli Statuti regionali.<\/em> La Commissione \u00e8 d\u2019accordo.<\/p><p>PRESIDENTE. Pongo in votazione il primo comma dell\u2019articolo con l\u2019emendamento aggiuntivo Einaudi-Pella:<\/p><p>\u00abLa regione, nell\u2019ambito del suo territorio, succede nei beni e diritti patrimoniali di natura immobiliare dello Stato e su quelli demaniali, escluso il demanio marittimo\u00bb.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Pongo in votazione i due commi successivi di cui ho dato test\u00e9 lettura e ai quali non sono stati presentati emendamenti.<\/p><p>(<em>Sono approvati<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Dobbiamo esaminare il quarto comma dell\u2019articolo 56, di cui gi\u00e0 si inizi\u00f2 l\u2019esame in sede di discussione dell\u2019articolo 8. Il testo \u00e8 il seguente:<\/p><p>\u00abLe disposizioni del Titolo III del presente statuto possono essere modificate con leggi ordinarie della Repubblica su proposta della Regione\u00bb.<\/p><p>Vi sono due emendamenti. Il Relatore onorevole Ambrosini propone di sostituire le ultime parole con le seguenti: \u00abdi intesa con la Regione\u00bb; mentre il Ministro Einaudi propone le seguenti altre: \u00abin ogni caso sentita la Regione\u00bb, oppure \u00absu proposta del Governo o della Regione\u00bb. Quale di queste due sue formulazioni mantiene, onorevole Einaudi?<\/p><p>EINAUDI, <em>Vicepresidente del Consiglio dei Ministri, Ministro del bilancio.<\/em> La seconda: \u00absu proposta del Governo o della Regione\u00bb.<\/p><p>AMBROSINI, <em>Relatore.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>AMBROSINI, <em>Relatore.<\/em> La Commissione \u00e8 divisa. L\u2019espressione \u00abd\u2019intesa\u00bb \u00e8, siccome dissi avanti, opportuna per sopire le diffidenze isolane. Secondo il progetto l\u2019iniziativa doveva spettare soltanto alla Regione; le dichiarazioni dell\u2019onorevole Einaudi ci hanno per\u00f2 convinti della opportunit\u00e0 di concedere al Governo centrale l\u2019iniziativa per la revisione del Titolo III con il procedimento della legge ordinaria. Per evitare che la Regione possa avere preoccupazioni in proposito, ritengo assolutamente opportuno che si aggiunga: \u00abd\u2019intesa con la Regione\u00bb.<\/p><p>MASTINO PIETRO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MASTINO PIETRO. Voto per la proposta formulata dall\u2019onorevole Ambrosini, poich\u00e9 non intendo la possibilit\u00e0 di vita dello statuto sardo se questo non ha, come presupposto fondamentale, una sistemazione d\u2019indole finanziaria. E poich\u00e9, in base all\u2019articolo alla cui votazione stiamo procedendo, la materia finanziaria che riguarda la Regione pu\u00f2 essere modificata senza necessit\u00e0 di seguire le forme stabilite per le riforme costituzionali, non \u00e8 giusto che la Sardegna possa vedere modificate le disposizioni di cui al Titolo III, cio\u00e8 quelle d\u2019indole finanziaria, senza che ci\u00f2 avvenga col suo accordo.<\/p><p>UBERTI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>UBERTI. Propongo, per salvaguardare in parte gli interessi della Sardegna, che la proposta Einaudi venga cos\u00ec modificata: \u00abSu proposta del Governo o della Regione, in ogni caso sentita la Regione\u00bb.<\/p><p>MASTINO PIETRO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MASTINO PIETRO. Accetto la proposta Uberti, nel senso che il Governo pu\u00f2, come la Regione, fare la proposta, ma che deve agire d\u2019intesa con la Regione.<\/p><p>PRESIDENTE. E lei, onorevole Einaudi?<\/p><p>EINAUDI, <em>Vicepresidente del Consiglio dei Ministri, Ministro del bilancio.<\/em> Accetto.<\/p><p>PRESIDENTE. E lei, onorevole Ambrosini?<\/p><p>AMBROSINI, <em>Relatore.<\/em> Insisto sulla formula: \u00abd\u2019intesa con la Regione\u00bb.<\/p><p>LACONI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LACONI. Non tutti possono essere sodisfatti di questa modificazione. \u00abSentita\u00bb non ha nessun significato. L\u2019onorevole Uberti non ha scoperto l\u2019uovo di Colombo. Altra cosa \u00e8 parlare di una intesa fra Stato e Regione, in cui il parere della Regione \u00e8 vincolante in qualche misura per il Governo, altra cosa \u00e8 dire che la Regione deve essere sentita. Noi respingiamo questa proposta e chiediamo che venga messa in votazione anche la proposta dalla quale si \u00e8 partiti.<\/p><p>Abbiamo stabilito una procedura per la modificazione dello statuto, che \u00e8 legge costituzionale; abbiamo stabilito una procedura normale che figura in un determinato articolo. A questo punto stiamo per stabilire una procedura eccezionale che pu\u00f2 essere adottata soltanto in determinati casi, cio\u00e8 quando vi sia l\u2019accordo delle parti. Non \u00e8 possibile che sia consentita l\u2019eccezione, in violazione di tutte le garanzie stabilite sia per lo Stato che per la Regione, senza l\u2019accordo dei due interessati. Ci\u00f2 significherebbe ammettere la violazione della parte centrale dello statuto, quella concernente l\u2019economia e la finanza, ad unico vantaggio dello Stato, senza nessuna garanzia per la Regione.<\/p><p>Una decisione di questo genere da parte dell\u2019Assemblea equivale a togliere a questo statuto qualsiasi carattere costituzionale.<\/p><p>Prego, pertanto, l\u2019Assemblea di considerare con maggiore attenzione i motivi che militano in favore della nostra tesi.<\/p><p>PRESIDENTE. Pongo anzitutto in votazione la prima parte del quarto comma dell\u2019articolo 56 sulla quale non vi \u00e8 contestazione alcuna:<\/p><p>\u00abLe disposizioni del Titolo III del presente Statuto possono essere modificate con leggi ordinarie della Repubblica su proposta del Governo o della Regione\u00bb.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvata<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Ed ora vi sono le due formule conclusive: \u00abin ogni caso sentita la Regione\u00bb, proposta dal Ministro Einaudi; \u00abd\u2019intesa con la Regione\u00bb, proposta dall\u2019onorevole Ambrosini.<\/p><p>Pongo per prima in votazione la formulazione conclusiva: \u00abIn ogni caso sentita la Regione\u00bb, proposta dall\u2019onorevole Einaudi.<\/p><p>(<em>Dopo prova e controprova, \u00e8 approvata<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Poich\u00e9 l\u2019onorevole Marinaro non \u00e8 presente, si intende che abbia rinunciato alla proposta di trasformare in norma transitoria l\u2019emendamento da lui a suo tempo presentato e all\u2019emendamento stesso.<\/p><p>Passiamo all\u2019ultimo articolo, il 60. Se ne dia lettura.<\/p><p>SCHIRATTI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abLa presente legge costituzionale entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella <em>Gazzetta Ufficiale<\/em> della Repubblica\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Lo pongo in votazione, avvertendo che non vi sono stati presentati emendamenti.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Il disegno di legge sar\u00e0 poi votato nel suo complesso a scrutinio segreto.<\/p><p>Presentazione di relazioni.<\/p><p>DI GIOVANNI, <em>Presidente della Commissione per le autorizzazioni a procedere.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>DI GIOVANNI, <em>Presidente della Commissione per le autorizzazioni a procedere.<\/em> Mi onoro di presentare le relazioni sulle domande di autorizzazione a procedere in giudizio<\/p><p>contro il deputato Giannini per il reato di cui all\u2019articolo 595, comma terzo, del Codice penale (diffamazione a mezzo della stampa). (Doc. I, n. 21);<\/p><p>contro il deputato Tonetti, per il reato di cui all\u2019articolo 342 dello stesso Codice (offesa al prestigio di un Corpo amministrativo). (Doc. I, n. 55).<\/p><p>PRESIDENTE. Queste relazioni saranno stampate e distribuite.<\/p><p>La seduta termina alle 14.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Versione PDF ASSEMBLEA COSTITUENTE CCCLXX. SEDUTA ANTIMERIDIANA DI GIOVED\u00cc 29 GENNAIO 1948 PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE BOSCO LUCARELLI indi DEL PRESIDENTE TERRACINI INDICE Comunicazione del Presidente: Presidente Domande di autorizzazione a procedere in giudizio: Presidente Di Giovanni, Presidente della Commissione Bellavista Colitto Condorelli La Rocca, Relatore Tonello Uberti Foresi Monterisi Zanardi Giua Andreotti, Sottosegretario di Stato [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_relevanssi_hide_post":"","_relevanssi_hide_content":"","_relevanssi_pin_for_all":"","_relevanssi_pin_keywords":"","_relevanssi_unpin_keywords":"","_relevanssi_related_keywords":"","_relevanssi_related_include_ids":"","_relevanssi_related_exclude_ids":"","_relevanssi_related_no_append":"","_relevanssi_related_not_related":"","_relevanssi_related_posts":"2544,2550,2552,2548,2546,5498","_relevanssi_noindex_reason":"","_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[64,7],"tags":[],"post_folder":[63],"class_list":["post-2542","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-1948-01","category-assemblea"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2542","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2542"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2542\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6034,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2542\/revisions\/6034"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2542"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2542"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2542"},{"taxonomy":"post_folder","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fpost_folder&post=2542"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}