{"id":2540,"date":"2023-09-17T21:49:14","date_gmt":"2023-09-17T19:49:14","guid":{"rendered":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=2540"},"modified":"2023-10-20T23:54:59","modified_gmt":"2023-10-20T21:54:59","slug":"pomeridiana-di-mercoledi-28-gennaio-1948","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=2540","title":{"rendered":"POMERIDIANA DI MERCOLED\u00cc 28 GENNAIO 1948"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"2540\" class=\"elementor elementor-2540\" data-elementor-post-type=\"post\">\n\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-3a47ca2 elementor-section-full_width elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"3a47ca2\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-a36095b\" data-id=\"a36095b\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-714153d elementor-align-right elementor-widget elementor-widget-button\" data-id=\"714153d\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"button.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-button-wrapper\">\n\t\t\t\t\t<a class=\"elementor-button elementor-button-link elementor-size-sm\" href=\"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/19480128_2.pdf\" target=\"_blank\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-content-wrapper\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-icon\">\n\t\t\t\t<i aria-hidden=\"true\" class=\"icon icon-view\"><\/i>\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-text\">Versione PDF<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-8415e2a elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"8415e2a\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p>ASSEMBLEA COSTITUENTE<\/p><p>CCCLXIX.<\/p><p>SEDUTA POMERIDIANA DI MERCOLED\u00cc 28 GENNAIO 1948<\/p><p>PRESIDENZA DEL PRESIDENTE <strong>TERRACINI<\/strong><\/p><p><strong>INDICE<\/strong><\/p><p><strong>Disegno di legge costituzionale <\/strong>(<em>Seguito della discussione<\/em>)<strong>:<\/strong><\/p><p>Statuto speciale per la Sardegna (62).<\/p><p>Presidente<\/p><p>Proia<\/p><p>Di Fausto<\/p><p>Marchesi<\/p><p>Gasparotto<\/p><p>Ambrosini, <em>Relatore<\/em><\/p><p>Segni, <em>Ministro dell\u2019agricoltura e delle foreste<\/em><\/p><p>Andreotti, <em>Sottosegretario di Stato per<\/em> <em>la Presidenza del Consiglio<\/em><\/p><p>Fabbri, <em>Relatore<\/em><\/p><p>Mastino Gesumino<\/p><p>Vicentini<\/p><p>Dossetti<\/p><p>Fanfani, <em>Ministro del lavoro e della<\/em> <em>previdenza sociale<\/em><\/p><p>Moro<\/p><p>Lussu<\/p><p>Spano<\/p><p>Mannironi<\/p><p>Chieffi<\/p><p>Einaudi, <em>Vicepresidente del Consiglio dei<\/em> <em>Ministri, Ministro del bilancio<\/em><\/p><p>Scoca<\/p><p>Balduzzi<\/p><p>Condorelli<\/p><p>Laconi<\/p><p>Paratore<\/p><p>De Gasperi, <em>Presidente del Consiglio dei<\/em> <em>Ministri<\/em><\/p><p>Bordon<\/p><p>Mastino Pietro<\/p><p>Persico<\/p><p>Bertone<\/p><p>Grassi, <em>Ministro di grazia e giustizia<\/em><\/p><p>Scelba, <em>Ministro dell\u2019interno<\/em><\/p><p>Preti<\/p><p>Abozzi<\/p><p>Nitti<\/p><p>Mortati<\/p><p>Cevolotto<\/p><p><strong>Presentazione di un disegno di legge costituzionale:<\/strong><\/p><p>Grassi, <em>Ministro di grazia e giustizia<\/em><\/p><p>Presidente<\/p><p><strong>Interrogazioni<\/strong> (<em>Annunzio<\/em>)<strong>:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p>La seduta comincia alle 16.20.<\/p><p>MOLINELLI, <em>Segretario<\/em>, legge il processo verbale della precedente seduta pomeridiana.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Seguito della discussione del disegno di legge costituzionale: Statuto speciale per la Sardegna. (62).<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019ordine del giorno reca il seguito della discussione del disegno di legge costituzionale: Statuto speciale per la Sardegna. (62).<\/p><p>Onorevoli colleghi, abbiamo udito stamane il Presidente della Sottocommissione per gli Statuti regionali e il Relatore per lo Statuto sardo.<\/p><p>Si tratta di iniziare l\u2019esame degli emendamenti presentati allo Statuto speciale per la Sardegna.<\/p><p>Ho l\u2019impressione che le direttive concordate coi rappresentanti dei vari settori dell\u2019Assemblea per la discussione degli Statuti speciali o non siano state lette, o non siano state comprese, o non siano state accettate.<\/p><p>Alcuni colleghi si sono preoccupati di presentare degli emendamenti di pura forma. Ora, \u00e8 ovvio che la Commissione sar\u00e0 invitata a rivedere il testo dal punto di vista stilistico prima della stesura definitiva. Cito questo come indizio della difficolt\u00e0 di ambientarsi da parte di qualcuno nel lavoro che oggi occorre fare e che possiamo fare. A meno che qualche collega non affronti di petto la questione e non proponga di rimandare al prossimo Parlamento questa legge.<\/p><p>Esaminiamo dunque questi emendamenti. Io dar\u00f2 facolt\u00e0 di parlare ai presentatori per un brevissimo svolgimento. Poi, come spero nessuno vorr\u00e0 contrastare, non parler\u00e0 che il Relatore; eventualmente il rappresentante del Governo, se chiede di esprimere il suo giudizio, e poi si passer\u00e0 alla votazione.<\/p><p>Possiamo intanto esaminare i primi due articoli, ai quali non sono stati presentati emendamenti.<\/p><p>Si dia lettura dell\u2019articolo 1.<\/p><p>MOLINELLI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>TITOLO I<\/p><p>COSTITUZIONE DELLA REGIONE<\/p><p>Art. 1.<\/p><p>\u00abLa Sardegna con le sue isole \u00e8 costituita in Regione autonoma fornita di personalit\u00e0 giuridica entro l\u2019unit\u00e0 politica della Repubblica italiana, una e indivisibile, sulla base dei princip\u00ee della Costituzione e secondo il presente statuto\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo all\u2019articolo 2. Se ne dia lettura.<\/p><p>MOLINELLI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abLa Regione autonoma della Sardegna ha per capoluogo Cagliari\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.<\/p><p>(<em>\u00c8<\/em> <em>approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Avverto che la Commissione ha proposto di sostituire alla intitolazione del Titolo II: \u00abCompetenza della Regione\u00bb, l\u2019altra: \u00abFunzioni della Regione\u00bb.<\/p><p>Pongo in votazione questo emendamento.<\/p><p>(<em>\u00c8<\/em> <em>approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo agli articoli 3 e 4, che sono connessi. Se ne dia lettura.<\/p><p>MOLINELLI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>Art. 3.<\/p><p>\u00abIn armonia con la Costituzione e con i princip\u00ee dell\u2019ordinamento giuridico dello Stato e nel rispetto degli interessi nazionali e delle norme fondamentali delle riforme economico-sociali della Repubblica, la Regione ha potest\u00e0 legislativa nelle seguenti materie:<\/p><ol><li><em>a<\/em>) ordinamento degli uffici e degli enti amministrativi della Regione e stato giuridico ed economico del personale;<\/li><li><em>b<\/em>) circoscrizioni comunali;<\/li><li><em>c<\/em>) polizia locale urbana e rurale;<\/li><li><em>d<\/em>) agricoltura e foreste; piccole bonifiche e opere di miglioramento agrario e fondiario;<\/li><li><em>e<\/em>) lavori pubblici di esclusivo interesse della Regione;<\/li><li><em>f<\/em>) edilizia ed urbanistica; .<\/li><li><em>g<\/em>) trasporti su linee automobilistiche e tranviarie;<\/li><li><em>h<\/em>) acque minerali e termali;<\/li><li><em>i<\/em>) caccia e pesca;<\/li><li><em>l<\/em>) esercizio dei diritti demaniali della Regione sulle acque pubbliche;<\/li><li><em>m<\/em>) esercizio dei diritti demaniali e patrimoniali della Regione relativi alle miniere, cave e saline;<\/li><li><em>n<\/em>) usi civici;<\/li><li><em>o<\/em>) artigianato;<\/li><li><em>p<\/em>) turismo, industria alberghiera, pubblici spettacoli;<\/li><li><em>q<\/em>) biblioteche e musei di enti locali\u00bb.<\/li><\/ol><p>Art. 4.<\/p><p>\u00abNei limiti del precedente articolo e dei princip\u00ee stabiliti dalle leggi dello Stato, la Regione emana norme legislative sulle seguenti materie:<\/p><ol><li><em>a<\/em>) industria, commercio ed esercizio industriale delle miniere, cave e saline;<\/li><li><em>b<\/em>) istituzione ed ordinamento degli enti di credito fondiario ed agrario, delle casse di risparmio, delle casse rurali, dei monti frumentari e di pegno e delle altre aziende di credito di carattere regionale; relative autorizzazioni;<\/li><li><em>c<\/em>) opere di grande e media bonifica e di trasformazione fondiaria;<\/li><li><em>d<\/em>) espropriazione per pubblica utilit\u00e0 non riguardante opere a carico dello Stato;<\/li><li><em>e<\/em>) produzione e distribuzione dell\u2019energia elettrica;<\/li><li><em>f<\/em>) linee marittime ed aeree di cabotaggio fra i porti e gli scali della Regione;<\/li><li><em>g<\/em>) assunzione di pubblici servizi;<\/li><li><em>h<\/em>) assistenza e beneficenza pubblica;<\/li><li><em>i<\/em>) igiene e sanit\u00e0 pubblica;<\/li><li><em>l<\/em>) disciplina annonaria;<\/li><li><em>m<\/em>) antichit\u00e0 e belle arti\u00bb.<\/li><\/ol><p>PRESIDENTE. Avverto che il primo comma dell\u2019articolo 3 \u00e8 stato, dalla Commissione, cos\u00ec modificato:<\/p><p>\u00abIn armonia con la Costituzione e i princip\u00ee dell\u2019ordinamento giuridico dello Stato e col rispetto degli obblighi internazionali e degli interessi nazionali, nonch\u00e9 delle norme fondamentali delle riforme economico-sociali della Repubblica, la Regione ha potest\u00e0 legislativa nelle seguenti materie\u00bb.<\/p><p>All\u2019articolo 3 l\u2019onorevole Proia ha presentato il seguente emendamento:<\/p><p>\u00ab<em>Alla lettera<\/em> p) <em>sopprimere le parole: <\/em>pubblici spettacoli\u00bb.<\/p><p>Ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>PROIA. L\u2019articolo 3, ma soprattutto l\u2019articolo 8, prevedono il passaggio di alcuni gettiti di imposte, compresi quelli dei pubblici spettacoli. Faccio presente che recentemente l\u2019Assemblea Costituente ed il Governo hanno approvato provvedimenti e nuovi ordinamenti per alcune speciali industrie che hanno ancora bisogno di assistenza e di aiuto. Chiedo ora \u2013 e per questo io propongo l\u2019emendamento \u2013 che si specifichi meglio la dizione del comma, per non creare equivoci e confusioni od annullare quello che \u00e8 stato fatto. Quindi, prego l\u2019Assemblea di accogliere l\u2019emendamento proposto.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Di Fausto, all\u2019articolo 4 ha proposto di sopprimere la lettera <em>m<\/em>) \u00abAntichit\u00e0 e belle arti\u00bb.<\/p><p>Ha facolt\u00e0 di svolgere l\u2019emendamento.<\/p><p>DI FAUSTO. Mi richiamo appunto a quella discussione avvenuta in sede di Costituzione quando, dopo ampio dibattito, fu salvato il principio unitario in materia di antichit\u00e0, belle arti e loro tutela.<\/p><p>Fu infatti affermata \u2013 dopo gli interventi dell\u2019onorevole Marchesi per le Accademie delle scienze e mio, per le Accademie delle arti \u2013 la necessit\u00e0 di non disgiungere in Italia la tutela della antichit\u00e0 e delle arti da quella delle bellezze naturali, ripetendo l\u2019opportunit\u00e0 di regolamentazione legislativa unitaria.<\/p><p>Fu cos\u00ec che l\u2019articolo 29 del progetto, divenuto poi articolo 9 della Costituzione, ebbe la formulazione definitiva per cui la Repubblica \u00abtutela il paesaggio ed il patrimonio storico ed artistico della Nazione\u00bb.<\/p><p>Successivamente \u2013 in linea di sviluppo \u2013 riaffior\u00f2 la mia preoccupazione in occasione dell\u2019esame degli articoli 109-110-111 del progetto di Costituzione, ed io non mancai di denunciare all\u2019Assemblea che si tentava, col contenuto di essi, di infirmare il principio basilare, quello della diretta tutela unitaria, da parte dello Stato, del pi\u00f9 eccelso patrimonio della Nazione; patrimonio il quale trascende non solamente il carattere regionale, ma spesso anche il carattere nazionale, per assurgere a importanza mondiale.<\/p><p>Chiesi pertanto la soppressione delle voci: \u00aburbanistica\u00bb, ed \u00abantichit\u00e0 e belle arti\u00bb dall\u2019articolo III.<\/p><p>L\u2019Assemblea accolse la seconda proposta che era la pi\u00f9 importante. La prima cadde, certo per incomprensione della portata tecnica effettiva di quella parola.<\/p><p>\u00c8 fuori discussione, quindi, che cos\u00ec delicata materia, pienamente tutelata dai termini della Costituzione vigente, possa formare oggi oggetto di discussione.<\/p><p>Da ci\u00f2 muove il mio odierno emendamento all\u2019articolo 4 dello Statuto speciale per la Sardegna.<\/p><p>Emendamento che ripeter\u00f2 domani, a firma anche degli onorevoli Marchesi e Condorelli, per l\u2019articolo 4 dello Statuto speciale per la Sicilia, circa le norme regolanti la tutela del paesaggio, la conservazione delle antichit\u00e0 e delle opere artistiche e circa i musei.<\/p><p>E se per la Sardegna il settore dell\u2019arte ha un raggio assai limitato in confronto a quello della Sicilia, resta la questione di principio \u2013 e di principio costituzionale \u2013 che non pu\u00f2 n\u00e9 deve essere infirmata.<\/p><p>Mentre, onorevoli colleghi, assistiamo sgomenti ed inermi alla disintegrazione del continente Europeo (e quindi della civilt\u00e0 stessa) io non riesco a superare la mia perplessit\u00e0 per tutto quanto incida comunque l\u2019unit\u00e0 nell\u2019ambito nazionale. Dopo il sommario, ma eloquente esame dello Statuto sardo fatto stamattina, io penso che coloro che siederanno in futuro in quest\u2019Aula dovranno veramente chiedersi se questa non sollecitata politica regionalistica non fece per caso parte delle spietate sanzioni imposte dal <em>diktat<\/em>, sanzioni che miravano dritto al dissolvimento totale del Paese.<\/p><p>Temo anche che lo preoccupazioni elettorali abbiano sinistramente dominato la vita e il lavoro di questa Assemblea, particolarmente in questo scorcio conclusivo.<\/p><p>A questo punto \u2013 comunque \u2013 salviamo il salvabile. E sar\u00e0 molto se fra tanta rovina le genti italiane resteranno legate da questo vincolo ideale della immortale bellezza \u2013 che \u00e8 come un\u2019altra fede \u2013 e che, traendo origine nei secoli pi\u00f9 lontani, sicura si proietta nell\u2019avvenire del nostro stesso destino!<\/p><p>PRESIDENTE. Gli onorevoli Marchesi e Condorelli hanno presentato il seguente emendamento all\u2019articolo 4:<\/p><p>\u00ab<em>sopprimere la lettera<\/em> m)\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Marchesi ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>MARCHESI. Onorevole Presidente, lei sa che adopero pochissime parole: in questa occasione la prego di lasciarmi parlare, perch\u00e9 l\u2019argomento del quale dir\u00f2 molto brevemente, potr\u00e0 essere motivo di gravi rimproveri alla responsabilit\u00e0 dell\u2019Assemblea Costituente.<\/p><p>Nella seduta del 30 aprile l\u2019Assemblea Costituente con l\u2019articolo 29, diventato poi articolo 9 dei princip\u00ee generali, considerava il patrimonio artistico come patrimonio nazionale e lo poneva perci\u00f2 sotto la tutela della Repubblica, cio\u00e8 sotto la tutela dello Stato e dell\u2019amministrazione centrale. Non entro nella sostanza, perch\u00e9 ci sarebbe molto da parlare e non sarebbe questo il momento. Nello Statuto siciliano \u2013 sul quale mi riserbo di riprendere la parola \u2013 \u00e8 detto: \u00abNei limiti delle leggi costituzionali lo Statuto deve essere coordinato con le norme della Costituzione\u00bb. Nello Statuto, che potrei chiamare dello Stato o della Repubblica di Sardegna, \u00e8 detto: \u00abin armonia con la Costituzione\u00bb. Desidero sapere se questi limiti, di cui parla lo Statuto siciliano siano illimitati e se questa armonia dello Statuto sardo deve essere fatta di disarmonie. L\u2019Assemblea Costituente, nel votare l\u2019articolo 29, intendeva precisamente sottrarre le opere d\u2019arte al pericolo di una tutela regionale siccome risulta da tutto il dibattito. In quell\u2019occasione si parl\u00f2 dello Statuto siciliano e intervenne pure uno dei pi\u00f9 convinti ed appassionati fautori dell\u2019autonomia sarda, l\u2019onorevole Lussu. Non vi \u00e8 dubbio che il pensiero dell\u2019Assemblea Costituente, nel votare l\u2019articolo 29, fu precisamente questo: sottrarre al pericolo di una disordinata o incompetente tutela regionale, quello che \u00e8 patrimonio preziosissimo di tutto il Paese. Perci\u00f2 domando che in ossequio all\u2019articolo 3 dello Statuto sardo, laddove si parla di armonia con le norme costituzionali, e d\u2019accordo con la limitazione espressa nello Statuto siciliano, venga soppressa questo comma della lettera <em>m<\/em>): antichit\u00e0 e belle arti.<\/p><p>GASPAROTTO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>GASPAROTTO. Prima che parli il Relatore, vorrei chiedere un chiarimento al Ministro dell\u2019agricoltura sull\u2019articolo 3.<\/p><p>PRESIDENTE. Dica, onorevole Gasparotto.<\/p><p>GASPAROTTO. Nell\u2019articolo 3 la voce \u00abcaccia\u00bb merita un chiarimento da parte del Ministro dell\u2019agricoltura, perch\u00e9, lasciando arbitra la Regione di regolamentare l\u2019esercizio della caccia, potrebbe avvenire come conseguenza che in una Regione la caccia resti aperta tutto l\u2019anno e in un\u2019altra, invece, sia rigorosamente disciplinata. Vi \u00e8 quindi il pericolo di ritornare all\u2019anarchia che ha sgovernato la caccia fino al 1924, quando finalmente intervenne la legislazione unica sulla caccia, reclamata da tutti i cacciatori.<\/p><p>Quindi, come ho gi\u00e0 fatto a suo tempo in sede di Costituzione, provocando una risposta del Presidente Ruini, chiedo al Ministro dell\u2019agricoltura una dichiarazione nel senso che, pur lasciando questa facolt\u00e0 di legiferare in materia di caccia, la regolamentazione della materia debba essere in armonia con la legge fondamentale della caccia, legge fondamentale che vige tuttora e che so che il Ministro si propone di emendare.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Relatore ha facolt\u00e0 di esprimere il parere della Commissione sugli emendamenti.<\/p><p>AMBROSINI, <em>Relatore.<\/em> Onorevoli colleghi, comincio col rispondere alle osservazioni dell\u2019ultimo oratore riguardo alla lettera <em>i<\/em>) dell\u2019articolo 3 che si riferisce alla \u00abcaccia\u00bb. L\u2019osservazione \u00e8 calzante per tutte le altre Regioni, e non per la Sardegna come ugualmente non per la Sicilia. Si tratta di isole per cui l\u2019inconveniente prospettato non esiste. Peraltro, egregi colleghi, se anche in quest\u2019argomento di portata limitatissima noi venissimo ad apportare delle limitazioni alle richieste dell\u2019Isola, allora io mi domando a che cosa si ridurrebbe questo \u00abstatuto speciale\u00bb.<\/p><p>Per questa ragione, a nome della Commissione, io chiedo all\u2019Assemblea che approvi il testo cos\u00ec com\u2019\u00e8 stato deliberato dalla Commissione.<\/p><p>Pi\u00f9 grave \u00e8 invece la questione sollevata dagli onorevoli Proia, Di Fausto e Marchesi. \u00c8 una questione che fu dibattuta dall\u2019Assemblea Costituente, dibattutissima nelle conversazioni con i rappresentanti della Consulta sarda e nel seno della Commissione. Tutto calcolato, vagliato il pro e il contro, la Commissione ha ritenuto di accettare la proposta della Consulta sarda, includendo la materia dell\u2019antichit\u00e0 e belle arti alla lettera <em>m<\/em>) dell\u2019articolo 4. Quale \u00e8 la ragione che rassicura noi stessi su questo punto? Osserva l\u2019onorevole Cevolotto e ribadisce con la sua alta autorit\u00e0 l\u2019onorevole Marchesi, che si tratta di un patrimonio non solo nazionale, ma di tutto il mondo civile. Ma, con questa disposizione speciale dello statuto sardo e con quella ancora pi\u00f9 ampia dello statuto siciliano, giacch\u00e9 \u00e8 stato richiamato, non si viola in nulla l\u2019articolo 9 della Costituzione, perch\u00e9 questo articolo afferma il principio che la Repubblica tutela il paesaggio ed il patrimonio storico e artistico della Nazione. Ebbene, quando si dice che questa materia \u00e8 attribuita alla Regione, non si contrasta minimamente con la disposizione predetta, perch\u00e9 la Repubblica affida questa tutela e questa salvaguardia alla Regione.<\/p><p>MARCHESI. Ma questa sarebbe una delega che lo Stato dovrebbe dare espressamente. Voi convertite una norma costituzionale in una delega amministrativa.<\/p><p>AMBROSINI, <em>Relatore.<\/em> Rispondo: la Repubblica \u00e8 tutta l\u2019Italia: qui si parla del corpo unito di tutta la Nazione, non si parla di organi.<\/p><p>Noi dobbiamo distinguere lo Stato dagli organi dello Stato. Nella Costituzione, quando si adopera la parola Repubblica, si intende parlare dello Stato nella sua unit\u00e0. Da questo punto di vista giuridico non credo che ci siano da sollevare obiezioni.<\/p><p>MARCHESI. Intanto si converte in una norma costituzionale.<\/p><p>AMBROS INI, <em>Relatore.<\/em> La norma costituzionale parla dello Stato. \u00c8 una valutazione di opportunit\u00e0 vedere poi se l\u2019applicazione di questa norma, che si riferisce allo Stato, deve essere affidata, per la regolamentazione nel campo normativo e per la esecuzione, agli organi centrali dello Stato oppure agli organi regionali.<\/p><p>Peraltro io mi permetterei di rammentare un episodio che capit\u00f2 in uno dei punti pi\u00f9 illustri della mia Isola, e della tua Isola, caro Marchesi, cio\u00e8 mi riferisco al Tempio della Concordia di Agrigento: era stato stabilito dall\u2019organo centrale dello Stato (\u00e8 un ricordo lontano, che desidero rammentare per dimostrare come gli organi locali sono spesso pi\u00f9 sensibili di quelli centrali alle esigenze del luogo) di chiudere la cella centrale del Tempio della Concordia, per ristabilirne dal punto di vista archeologico l\u2019originaria struttura. Per una pedante ricostruzione storica degli archeologi si sarebbe venuto a togliere tutta la veduta meravigliosa della marina, che attraverso agli archi aperti dalla cella centrale del tempio si gode dalla parte opposta della vallata di Agrigento; si sarebbero privati il pubblico e l\u2019anima isolana e nazionale di questa che \u00e8 una delle vedute pi\u00f9 meravigliose che esista nel mondo. Furono allora gli elementi locali, e fui proprio anch\u2019io, a protestare, per dire che il nostro senso artistico, che ci faceva sentire il tempio come noi lo avevamo visto attraverso le varie fasi storiche e nella situazione ultima, ci consigliava ed obbligava a chiedere che restasse come era. Fu impedito cos\u00ec quello che sarebbe stato uno scempio.<\/p><p>Ora, io domando: come negare alla Sicilia e alla Sardegna, a due popolazioni di illustre civilt\u00e0, che hanno una sensibilit\u00e0 esasperata per quanto si riferisce al loro patrimonio artistico (<em>Interruzione del deputato Nobili Tito Oro<\/em>), come negare a queste Regioni, che hanno uno Statuto speciale, la facolt\u00e0 di riguardare i propri monumenti e di conservarli attraverso le proprie personalit\u00e0 tecniche, e dove mancassero, attraverso tecnici che possono chiedere alle altre Regioni della nostra grande Patria?<\/p><p>\u00c8 questo che noi abbiamo valutato nella Commissione. \u00c8 per questo senso geloso di custodia che le Isole hanno del loro patrimonio artistico, che la Commissione ha ritenuto che la Repubblica possa riporre fiducia completa nelle Regioni; \u00e8 per questa ragione che la Commissione raccomanda all\u2019Assemblea l\u2019approvazione dell\u2019articolo cos\u00ec come \u00e8 stato proposto. (<em>Interruzione del deputato Marchesi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Marchesi, la prego. Raccomando i colleghi di non interrompere l\u2019oratore ed avverto che non toglieremo la seduta odierna se non avremo esaurito l\u2019esame dello Statuto sardo. Onorevole Ambrosini, vi \u00e8 anche l\u2019emendamento dell\u2019onorevole Proia.<\/p><p>AMBROSINI, <em>Relatore.<\/em> Mi permetto di osservare che le preoccupazioni dell\u2019onorevole Proia vanno ad incidere pi\u00f9 sull\u2019articolo 8 che sull\u2019articolo 3, com\u2019\u00e8 costituito. Mi pare che l\u2019onorevole Presidente dell\u2019Assemblea lo abbia gi\u00e0 avvertito.<\/p><p>Quindi, io pregherei l\u2019onorevole Proia, se lo ritiene, di ritirare il suo emendamento all\u2019articolo 3, salvo a ripresentarlo in sede di articolo 8. (<em>Interruzione del deputato Marchesi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Segni, l\u2019onorevole Gasparotti le ha posto un quesito; d\u2019altra parte, la presenza del Governo implica il diritto degli onorevoli deputati di porre quesiti ma anche, direi, il dovere da parte del Governo di rispondere.<\/p><p>SEGNI, <em>Ministro dell\u2019agricoltura e delle foreste.<\/em> L\u2019onorevole Gasparotto non \u00e8 pi\u00f9 presente in Aula. Comunque, mi pare che la disposizione relativa alla caccia sia perfettamente conforme all\u2019articolo 117 della Costituzione.<\/p><p>ANDREOTTI, <em>Sottosegretario di Stato per la Presidenza del Consiglio.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>ANDREOTTI, <em>Sottosegretario di Stato per la Presidenza del Consiglio.<\/em> Siccome, nella risposta data alle obiezioni dell\u2019onorevole Proia, l\u2019onorevole Ambrosini ha solo fatto un rinvio all\u2019articolo 8, e dato che io credo sia fondata la preoccupazione dell\u2019onorevole Proia, vorrei sapere che cosa si sia inteso comprendere con la espressione \u00abpubblici spettacoli\u00bb, e quale materia dovrebbe essere riservata alla legislazione autonoma regionale.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Relatore ha facolt\u00e0 di rispondere.<\/p><p>AMBROSINI, <em>Relatore.<\/em> Credo che la legislazione dei pubblici spettacoli comprenda quello che l\u2019espressione significa nella comune accezione, quindi teatri, cinematografi e tutte le manifestazioni similari.<\/p><p>PROIA. Come pu\u00f2 avere questa materia una disciplina diversa nelle varie Regioni?<\/p><p>AMBROSINI, <em>Relatore.<\/em> Bisogna considerare la particolarit\u00e0 delle condizioni regionali&#8230;<\/p><p>PROIA. Ma tale legislazione deve essere unica in tutte le Regioni! (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>FABBRI, <em>Relatore.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>FABBRI, <em>Relatore.<\/em> Desidero fare un\u2019osservazione che forse potr\u00e0 facilitare la soluzione di questa questione. La Commissione non avrebbe difficolt\u00e0 a trasferire dall\u2019articolo 3 all\u2019articolo 4 la materia indicata dall\u2019espressione \u00abpubblici spettacoli\u00bb. Ci\u00f2, io penso, permetterebbe di lasciar sussistere sodisfatta quella esigenza industriale cui si riferisce l\u2019emendamento dell\u2019onorevole Proia.<\/p><p>PRESIDENTE. Sta bene. L\u2019onorevole Proia \u00e8 soddisfatto?<\/p><p>PROIA. Accetto.<\/p><p>PRESIDENTE. E il Governo?<\/p><p>ANDREOTTI, <em>Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio.<\/em> Accettiamo.<\/p><p>MASTINO GESUMINO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MASTINO GESUMINO. A nome mio personale e a nome del Gruppo sardo che oggi si \u00e8 costituito per motivi di legittima difesa, dichiaro che voteremo contro la soppressione di questo comma, perch\u00e9 riteniamo che, fra le facolt\u00e0 concesse e cos\u00ec disperatamente contese alla Sardegna, quella veramente minima di regolamentazione che le \u00e8 concessa dalla Commissione in materia di industria e commercio debba rimanere.<\/p><p>FABBRI, <em>Relatore.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE, Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>FABBRI, <em>Relatore.<\/em> Desidero ricordare all\u2019onorevole Mastino Gesumino che il limite costituito dalle leggi dello Stato c\u2019\u00e8 appunto nell\u2019articolo 4, mentre la materia di cui all\u2019articolo 3 ha remore meno efficienti, cos\u00ec che l\u2019includerlo in essa avrebbe potuto pregiudicare quella tale legislazione sull\u2019industria cinematografica di cui si preoccupava l\u2019onorevole Proia. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Pongo in votazione l\u2019articolo 3, con la soppressione della lettera <em>p<\/em>) \u00abpubblici spettacoli\u00bb.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Pongo in votazione l\u2019articolo 4, tranne la lettera <em>m<\/em>) \u00abantichit\u00e0 e belle arti\u00bb, e con l\u2019aggiunta della voce: \u00abpubblici spettacoli\u00bb.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Pongo in votazione la proposta di soppressione della lettera <em>m<\/em>) \u00abantichit\u00e0 e belle arti\u00bb fatta dagli onorevoli Di Fausto, Marchesi e Condorelli.<\/p><p>(<em>Dopo prova e controprova \u00e8 approvata<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo all\u2019articolo 5. Se ne dia lettura.<\/p><p>MOLINELLI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abSalva la competenza prevista nei due precedenti articoli, la Regione ha facolt\u00e0 di adattare alle sue particolari esigenze le disposizioni delle leggi della Repubblica, emanando norme di integrazione ed attuazione, sulle seguenti materie:<\/p><ol><li><em>a<\/em>) istruzione di ogni ordine e grado, ordinamento degli studi;<\/li><li><em>b<\/em>) lavoro; previdenza ed assistenza sociale;<\/li><li><em>c<\/em>) nelle altre materie previste da leggi dello Stato\u00bb.<\/li><\/ol><p>PRESIDENTE. A questo articolo \u00e8 stato presentato il seguente emendamento dagli onorevoli Codacci Pisanelli, Castelli e Vicentini:<\/p><p>\u00ab<em>Alla lettera<\/em> b) <em>aggiungere:<\/em> senza apportare variazioni ai contributi previdenziali che non siano compensati da variazioni proporzionali nelle prestazioni\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Vicentini, in assenza dell\u2019onorevole Codacci Pisanelli, ha facolt\u00e0 di illustrare l\u2019emendamento.<\/p><p>VICENTINI. La proposta \u00e8 chiara: qualora dovessero essere variati i contributi, deve variarsi anche il corrispettivo delle prestazioni che la legge stabilisce.<\/p><p>LACONI. Ma questa \u00e8 una norma di integrazione o di attuazione?<\/p><p>DOSSETTI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>DOSSETTI. Siccome il concetto di adattamento \u00e8 un po\u2019elastico, vorrei fosse chiarito \u2013 cio\u00e8 che risultasse anche soltanto dal verbale \u2013 che la lettera <em>a<\/em>) \u00abistruzione di ogni ordine e grado, ordinamento degli studi\u00bb \u00e8 sempre entro l\u2019ambito dei princip\u00ee fondamentali. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Dossetti, queste tre facolt\u00e0 previste dagli articoli 3, 4 e 5, sono graduate in relazione alla loro importanza. \u00c8 evidente, quindi, che le facolt\u00e0 previste nell\u2019articolo 5 sono ancora pi\u00f9 vincolate all\u2019osservanza delle norme di legge che non quelle degli articoli 3 e 4.<\/p><p>DOSSETTI. Ma questo non risulta, perch\u00e9 il concetto di adattamento, come ho detto, \u00e8 molto elastico.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Ambrosini, la prego di esprimere il suo parere in merito alla proposta svolta dall\u2019onorevole Vicentini.<\/p><p>AMBROSINI, <em>Relatore.<\/em> La Commissione ritiene che debba mantenersi l\u2019articolo cos\u00ec come \u00e8 formulato.<\/p><p>Riguardo all\u2019osservazione dell\u2019onorevole Dossetti, bisogna tener presente che l\u2019articolo 5 importa una facolt\u00e0 normativa di integrazione, e presuppone quindi \u2013 e cos\u00ec pu\u00f2 essere rassicurato l\u2019onorevole Dossetti \u2013 che tutti i limiti gi\u00e0 previsti dagli articoli 3 e 4 funzionino.<\/p><p>Riguardo all\u2019emendamento proposto dall\u2019onorevole Vicentini, la Commissione ritiene che debba mantenersi il testo proposto, per le stesse ragioni, cio\u00e8 che si tratta di facolt\u00e0 normativa di integrazione e che, se la legge generale fissa i contributi e le prestazioni, il Consiglio regionale non pu\u00f2 contravvenire alla legge generale, perch\u00e9 esso ha soltanto la potest\u00e0 normativa di integrazione.<\/p><p>FANFANI, <em>Ministro del lavoro<\/em> e <em>della previdenza sociale.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>FANFANI, <em>Ministro del lavoro e della previdenza sociale.<\/em> Per conto mio, insisterei nell\u2019accoglimento dell\u2019emendamento Vicentini, in quanto che i casi verificatisi nel recente passato e i propositi manifestati per il futuro, dimostrano che c\u2019\u00e8 il pericolo che ciascuna Regione, contravvenendo al principio mutualistico, cerchi di ridurre i contributi e viceversa chieda la continuit\u00e0 delle prestazioni previdenziali, minando un sistema previdenziale fondato su basi mutualistiche.<\/p><p>MORO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MORO. Mi pare che la Commissione non abbia risposto in modo preciso alla domanda fatta dall\u2019onorevole Dossetti.<\/p><p>Ora io domando se si possa escludere \u2013 come credo e spero \u2013 che ci siano altre forme per l\u2019ammissione all\u2019insegnamento in Sardegna diverse dal concorso nazionale. Cio\u00e8 vorrei sapere se sia possibile che siano ammesse all\u2019insegnamento nelle Universit\u00e0 sarde persone che non siano state selezionate a mezzo di concorsi nazionali.<\/p><p>PRESIDENTE. Prego l\u2019onorevole Relatore di esprimere il parere della Commissione.<\/p><p>AMBROSINI, <em>Relatore.<\/em> Non esito a rispondere che indubbiamente la norma generale per la quale non possono essere ammessi ai pubblici uffici e anche all\u2019insegnamento persone se non in base a pubblici concorsi, vige interamente anche nella suddetta materia. Perch\u00e9 siamo in campo di legislazione di integrazione, con l\u2019esplicazione di questa facolt\u00e0 normativa, un Consiglio regionale non pu\u00f2 cancellare o modificare una norma fondamentale scritta nella Costituzione, e che costituisce principio fondamentale della legislazione statale.<\/p><p>LUSSU. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LUSSU. Siccome \u00e8 stato soppresso all\u2019articolo 4 l\u2019alinea <em>\u00abm<\/em>) antichit\u00e0 e belle arti\u00bb io proporrei, e prego i colleghi che hanno fatto la proposta di soppressione all\u2019articolo 4, di consentire che quella dizione passi all\u2019articolo 5. Se \u00e8 necessario sono pronto a illustrare questa mia richiesta.<\/p><p>PRESIDENTE. Le argomentazioni sono implicite, onorevole Lussu. Pongo in votazione la prima parte dell\u2019articolo 5, compreso l\u2019alinea <em>a<\/em>):<\/p><p>\u00abSalva la competenza prevista nei due precedenti articoli, la Regione ha facolt\u00e0 di adattare alle sue particolari esigenze le disposizioni delle leggi della Repubblica, emanando norme di integrazione ed attuazione, sulle seguenti materie:<\/p><ol><li><em>a<\/em>) istruzione di ogni ordine e grado, ordinamento degli studi\u00bb.<\/li><\/ol><p>(<em>\u00c8 approvata<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Pongo in votazione l\u2019alinea seguente:<\/p><p>\u00ab<em>b<\/em>) lavoro; previdenza ed assistenza sociale\u00bb.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Pongo in votazione l\u2019emendamento aggiuntivo dell\u2019onorevole Vicentini, che il Governo ha dichiarato di accettare:<\/p><p>\u00absenza apportare variazioni ai contributi previdenziali che non siano compensate da variazioni proporzionali alle prestazioni\u00bb.<\/p><p>SPANO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>SPANO. Chiedo scusa al Presidente, ma qui si sta verificando una cosa curiosa: che i deputati sardi non sono intervenuti in questi dibattiti e hanno fatto, secondo me, molto bene; per\u00f2 mi pare che la loro prudenza avrebbe dovuto essere imitata dagli altri.<\/p><p>Ora ci troviamo di fronte ad un emendamento che senza dubbio tiene presenti alcuni avvenimenti svoltisi in Sardegna recentemente&#8230;<\/p><p>FANFANI, <em>Ministro del lavoro e della previdenza sociale.<\/em> Non solo in Sardegna!<\/p><p>SPANO. Non solo in Sardegna, ma anche in Sardegna, ed essi ci preoccupano in modo particolare.<\/p><p>Che cosa \u00e8 successo? \u00c8 successo che \u00e8 stata resa nota alla opinione pubblica sarda e italiana la situazione particolare nella quale si trovano i piccoli e medi proprietari sardi, i quali, con un reddito fondiario di molto inferiore a quello della media delle altre Regioni italiane, devono pagare gli stessi contributi.<\/p><p>Noi abbiamo reso nota, attraverso pubbliche manifestazioni in Sardegna, che per altro non sono state organizzate da noi, onorevole Fanfani&#8230;<\/p><p>FANFANI, <em>Ministro del lavoro e della previdenza sociale.<\/em> Non ne abbiamo mai dubitato!<\/p><p>SPANO. &#8230;questa sperequazione. \u00c8 evidente che questa sperequazione dovr\u00e0 essere affrontata, in sede di coordinamento fra Regione e Governo italiano.<\/p><p>Per questo non credo che sia il caso di pregiudicare nello Statuto sardo il regolamento di tale questione, e per questo voteremo contro l\u2019emendamento Vicentini.<\/p><p>MASTINO GESUMINO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MASTINO GESUMINO. Vorrei dire che la questione presentata dall\u2019onorevole Ministro del lavoro si riferisce a reazioni determinate da uno stato di necessit\u00e0, non all\u2019applicazione della legge. Qui stiamo esaminando se approvare questa legge e se, dalla norma in discussione, pu\u00f2 derivare pericolo di violazione delle leggi. Dalle spiegazioni cos\u00ec precise date dal Relatore risulta che, trattandosi di norme di applicazione della legge, necessariamente esse non possono mai violare la legge. Quindi questa aggiunta \u00e8 in parte superflua e in parte dannosa, per le ragioni esposte cos\u00ec bene dall\u2019amico Spano. Voteremo perci\u00f2 contro l\u2019emendamento Vicentini.<\/p><p>FANFANI, <em>Ministro del lavoro e della previdenza sociale.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>FANFANI, <em>Ministro del lavoro e della previdenza sociale.<\/em> Vorrei dichiarare che non \u00e8 contro la Sardegna che si \u00e8 suggerito questo emendamento, o meglio che ho appoggiato questo emendamento, perch\u00e9 se mai, nel caso specifico citato dall\u2019onorevole Spano, se vi \u00e8 stata una Regione con la quale \u00e8 stato possibile giungere a completo accordo e a completa intesa in questa materia, \u00e8 stata proprio la Sardegna. Questo sia ben chiaro. Solamente che l\u2019episodio cui accennava l\u2019onorevole Spano e altri simili dimostrano come proprio in questo terreno, cio\u00e8 sul terreno della mutualit\u00e0 e dell\u2019intervento nel sistema mutualistico nazionale, occorre porre dei vincoli, a meno che non si voglia farne oggetto di disposizioni speciali.<\/p><p>A mio avviso, non basta dire che vi saranno norme integrative, perch\u00e9 l\u2019integrazione potr\u00e0 avvenire o in un modo o nell\u2019altro. Per prevenire conflitti di natura costituzionale, a me sembra prudente (ecco perch\u00e9 appoggio l\u2019emendamento Vicentini) mettere una formula di questo tipo, che non suona offesa per nessuno e che non mette in dubbio assolutissimamente la possibilit\u00e0 di adattamento; solo chiede che, facendo un adattamento mutualistico nel caso dei contributi, si tenga presente di fare l\u2019adattamento mutualistico anche nel campo delle prestazioni.<\/p><p>PRESIDENTE. Pongo in votazione l\u2019emendamento aggiuntivo dell\u2019onorevole Vicentini, test\u00e9 letto.<\/p><p>(<em>Non \u00e8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Pongo in votazione la proposta aggiuntiva dell\u2019onorevole Lussu:<\/p><p>\u00abantichit\u00e0 e belle arti\u00bb.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvata<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Pongo in votazione il seguente alinea:<\/p><p>\u00ab<em>c<\/em>) nelle altre materie previste da leggi dello Stato\u00bb.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo all\u2019articolo 6. Se ne dia lettura.<\/p><p>MOLINELLI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abLa Regione esercita le funzioni amministrative nelle materie nelle quali ha potest\u00e0 legislativa a norma degli articoli 3 e 4, salvo quelle attribuite agli enti locali dalle leggi della Regione. Essa esercita altres\u00ec le funzioni amministrative che le siano delegate dallo Stato\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Mannironi ha presentato il seguente emendamento:<\/p><p>\u00ab<em>All\u2019ultimo comma aggiungere le parole: <\/em>con il consenso della Regione\u00bb.<\/p><p>Ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>MANNIRONI. La mia proposta mi pare si giustifichi da s\u00e9. In sostanza, tende a stabilire un criterio di gradualit\u00e0, e vuole salvaguardare soprattutto gli interessi della Regione. Perch\u00e9, se domani lo Stato decidesse di delegare troppe materie alla Regione, \u00e8 giusto che essa sia informata di tali deleghe, e sia messa in grado di concordare il modo con cui le deleghe possono essere fatte, soprattutto ai fini degli aggravi e degli oneri nuovi che al bilancio della Regione le nuove deleghe potrebbero portare.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Ambrosini ha facolt\u00e0 di esprimere il parere della Commissione.<\/p><p>AMBROSINI, <em>Relatore.<\/em> La Commissione ritiene che non sia necessaria questa aggiunta perch\u00e9, se fossero aumentate le materie delegate alla Regione, naturalmente sarebbe necessario da parte dello Stato contribuire alle spese. Quindi, la Commissione, senza insistere, propende a mantenere il testo.<\/p><p>PRESIDENTE. Pongo in votazione l\u2019articolo 6, test\u00e9 letto.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Pongo in votazione l\u2019emendamento aggiuntivo dell\u2019onorevole Mannironi.<\/p><p>(<em>Non \u00e8 approvato<\/em>).<\/p><p>Passiamo al Titolo III: \u00abFinanze, Demanio e Patrimonio\u00bb. Si dia lettura dell\u2019articolo 7.<\/p><p>MOLINELLI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abLa Regione ha una propria finanza, coordinata con quella dello Stato, in armonia con i princip\u00ee della solidariet\u00e0 nazionale, nei modi stabiliti dagli articoli seguenti\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Chieffi ha presentato il seguente emendamento:<\/p><p>\u00ab<em>Sopprimere le parole:<\/em> nei modi stabiliti dagli articoli seguenti\u00bb.<\/p><p>Ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>CHIEFFI. Dir\u00f2 brevemente che l\u2019indicazione dei modi con i quali lo Stato deve intervenire per fronteggiare quelle che sono le necessit\u00e0 della Regione, \u00e8 una limitazione. L\u2019articolo 119 della Costituzione porta dei princip\u00ee, e ammette degli interventi che non sono previsti nel titolo 3\u00b0 dello Statuto. Al fine di eliminare questa limitazione, io chiedo la soppressione dei \u00abmodi stabiliti dogli articoli seguenti\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Ambrosini ha facolt\u00e0 di esprimere il giudizio della Commissione.<\/p><p>AMBROSINI, <em>Relatore.<\/em> I colleghi della Commissione ed anche io riteniamo che questa limitazione sia enucleata dalla dizione proposta dalla Commissione. La Commissione ritiene pertanto che si debba mantenere il testo.<\/p><p>PRESIDENTE. Pongo in votazione la prima parte dell\u2019articolo 7:<\/p><p>\u00abLa Regione ha una propria finanza, coordinata con quella dello Stato, in armonia con i princip\u00ee della solidariet\u00e0 nazionale\u00bb.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvata<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Metto ora in votazione la seconda parte dell\u2019articolo, della quale l\u2019onorevole Chieffi chiede la soppressione:<\/p><p>\u00abnei modi stabiliti dagli articoli seguenti\u00bb.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvata<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo all\u2019articolo 8. Se ne dia lettura.<\/p><p>MOLINELLI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abLe entrate della Regione sono costituite: dai nove decimi del gettito delle imposte erariali sui redditi dei terreni e fabbricati, sui redditi agrari e di ricchezza mobile prodotti nel territorio della Regione;<\/p><p>dal gettito fiscale, riscosso nella Regione, dei monopoli di Stato, del lotto e delle lotterie, dei canoni per le concessioni idroelettriche, dell\u2019imposta sulla energia elettrica e sul gas, della imposta ipotecaria, dei diritti erariali sui biglietti dei cinematografi e dei pubblici spettacoli;<\/p><p>da una percentuale dell\u2019imposta generale sull\u2019entrata riscossa nella Regione, da stabilirsi annualmente, fra lo Stato e la Regione, in misura non inferiore al 50 per cento;<\/p><p>da contributi di miglioria ed a spese per opere determinate, da imposte e tasse sul turismo e da altri tributi propri, che la Regione ha facolt\u00e0 di istituire con legge in armonia coi princip\u00ee del sistema tributario dello Stato;<\/p><p>da redditi patrimoniali;<\/p><p>da contributi straordinari dello Stato per particolari piani di opere pubbliche\u00bb.<\/p><p>EINAUDI, <em>Vicepresidente del Consiglio dei Ministri, Ministro del bilancio.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>EINAUDI, <em>Vicepresidente del Consiglio dei Ministri, Ministro del bilancio.<\/em> Io sento il dovere, onorevoli colleghi, di prendere la parola su questo articolo 8, per manifestare le gravi preoccupazioni che la sua dizione fa sorgere in me a proposito del bilancio dello Stato e del suo equilibrio. Passo sopra a qualche particolare anacronistico, come quello della attribuzione alla Regione dei diritti erariali sui biglietti dei cinematografi e dei pubblici spettacoli. Se non erro, i diritti erariali sui biglietti dei cinematografi sono gi\u00e0 stati trasferiti ai comuni, ed un provvedimento in corso, che si riferisce anche ai comuni sardi, provvede a trasferire altres\u00ec i diritti sui pubblici spettacoli. Se questa \u00e8 un\u2019osservazione della quale si pu\u00f2 tener conto, eliminando la inclusione dei diritti erariali sui biglietti dei cinematografi e dei pubblici spettacoli, ha maggiore importanza, dal punto di vista del bilancio dello Stato, questo fatto fondamentale: che, in sostanza, allo Stato ben poco rimane. In virt\u00f9 del primo comma, che si riferisce ai \u00abnove decimi del gettito delle imposte erariali sui redditi dei terreni e fabbricati, sui redditi agrari e di ricchezza mobile prodotti nel territorio della regione\u00bb, del capitolo delle imposte dirette rimangono allo Stato soltanto l\u2019imposta complementare ordinaria progressiva sui redditi e le straordinarie imposte patrimoniali, sulle quali, in una legge costituzionale, non si pu\u00f2 fare troppo assegnamento, perch\u00e9 le imposte patrimoniali hanno per loro natura, in tutti i paesi, un carattere temporaneo. Sicch\u00e9, in sostanza, in materia di imposte dirette, rimarrebbe al bilancio dello Stato soltanto il gettito dell\u2019imposta complementare progressiva sui redditi. Chi si contenta gode! Certo \u00e8 che il bilancio dello Stato non pu\u00f2 trarre oggi molto alimento dalla imposta complementare sui redditi. Il gettito, nella cifra complessiva del bilancio dello Stato, \u00e8 quasi evanescente.<\/p><p>La disposizione corrispondente dello Statuto che sar\u00e0 proposto per l\u2019Alto Adige, comprende in questo campo soltanto l\u2019imposta erariale sui terreni e sui fabbricati e non quella dell\u2019imposta di ricchezza mobile, riservando l\u2019imposta di ricchezza mobile ad un articolo susseguente, nel quale solo una parte del gettito dell\u2019imposta della ricchezza mobile \u00e8 devoluta alla regione. Qui, invece, i 9\/10 del reddito sarebbero devoluti alla Regione.<\/p><p>Nel secondo comma, pur astraendo dalla singolarit\u00e0 per cui sarebbero trasferiti alla Regione i diritti erariali sui cinematografi e sui pubblici spettacoli gi\u00e0 trasferiti ai comuni e che non si possono trasferire una seconda volta alla Regione, resta di fatto che alla Regione sarebbe attribuita la massima parte dei tributi indiretti, cio\u00e8 tutto l\u2019intero gettito dei monopoli di Stato, del lotto e delle lotterie, dei canoni per le concessioni idroelettriche, dell\u2019imposta sull\u2019energia elettrica e sul gas, dell\u2019imposta ipotecaria. Allo Stato rimarrebbe soltanto l\u2019imposta di bollo e registro, l\u2019imposta sulle successioni, le dogane e le imposte di fabbricazione. Quale parte del gettito totale rimanga allo Stato e che cosa sia attribuito alla Regione \u00e8 molto difficile poterlo sapere.<\/p><p>Nel terzo comma, allo Stato viene attribuita una percentuale inferiore al 50 per cento dell\u2019imposta generale sull\u2019entrata. L\u2019imposta sull\u2019entrata, come tutti sanno, \u00e8 una delle colonne fondamentali del bilancio dello Stato. Attribuiamola pure alla Regione, ma sappiamo bene per\u00f2 che togliamo allo Stato una delle sue entrate maggiori.<\/p><p>Il problema che noi dobbiamo considerare, \u00e8 di sapere se ci sia qualche regola per poter distribuire il gettito complessivo delle imposte, che finora sono state erariali, fra la Regione e lo Stato. Debbo confessare che questa regola non la conosco. Forse la Commissione ha scoperto princip\u00ee sicuri a questo riguardo, ma io confesso di non averne, e confesso di non vedere quale possa essere la regola della distribuzione. In primo luogo, noi non sappiamo nulla intorno a quello che sar\u00e0 il costo dei servizi passati alla Regione. Ci sono dei servizi che passando alla Regione non ritengo possano occasionare delle spese rilevanti. Per esempio, per l\u2019articolo 3, l\u2019ordinamento degli uffici e degli enti amministrativi della Regione e lo stato giuridico del personale sono un qualcosa che si esaurisce nella legge, sono un qualcosa che si esaurisce nello stabilire quali siano gli uffici, ma non possono dar luogo a spese rilevanti.<\/p><p>Per le circoscrizioni comunali, quando queste sono stabilite, non vedo quale debba essere l\u2019elemento di costo. C\u2019\u00e8, invece, la materia riguardante opere di miglioramento agrario e fondiario, bonifiche ecc.; ma sono di quelle spese che si possono un po\u2019 paragonare alla fisarmonica, nel senso che possono essere allargate o ristrette a volont\u00e0, a seconda della disponibilit\u00e0 del bilancio. Non \u00e8 quindi qualche cosa che possa essere preordinato: \u00e8 la conseguenza di un\u2019opera o di opere che la Regione svolger\u00e0 in avvenire e che dar\u00e0 luogo ad un apprezzamento della spesa; ma finora un apprezzamento serio noi non lo possiamo compiere.<\/p><p>Le acque minerali e termali daranno forse qualche reddito, ma non vedo perch\u00e9 siano cagione di spesa. I diritti demaniali sulle acque pubbliche, anch\u2019essi saranno una fonte di reddito pi\u00f9 che una fonte di spesa. Per quanto riguarda il turismo e l\u2019industria alberghiera, potr\u00e0 essere materia di premi che la Regione potr\u00e0 dare in modo minore o maggiore, a seconda delle risorse che la Regione stessa avr\u00e0; ma non si pu\u00f2 <em>a priori<\/em> stabilire un ammontare di spesa da cui derivi una attribuzione di imposte che finora sono dello Stato e che dovrebbero diventare della Regione.<\/p><p>Molte di queste discipline, che sono attribuite alla legislazione primaria o secondaria della Regione, non si sa quale ammontare di spesa comportino, e se debbano cagionare un ammontare di spesa o qualche volta, invece, entrate provenienti dal loro esercizio.<\/p><p>Se un criterio per stabilire l\u2019ammontare della spesa noi non l\u2019abbiamo, non abbiamo nemmeno un criterio per quanto si riferisce all\u2019ammontare delle entrate da dividere.<\/p><p>Qui il problema \u00e8 stato risoluto nel senso che si trattasse dei 9 decimi del gettito delle imposte erariali ecc.; risolvendo cos\u00ec in via costituzionale un problema che \u00e8 di carattere pratico, che \u00e8 molto difficile risolvere <em>a priori<\/em>, ed imponendo al legislatore futuro di usare un certo sistema di tassazione dei redditi, che esso potrebbe invece ritenere necessario di mutare.<\/p><p>Finch\u00e9 parliamo quindi di imposta sui terreni, sul reddito agrario, sui fabbricati ecc. siamo su un terreno abbastanza fermo, perch\u00e9 nessuna Regione potr\u00e0 mai tassare una fabbrica, un terreno ecc. che siano ubicati fuori dai suoi confini; ma quando passiamo invece all\u2019imposta di ricchezza mobile, siamo su un terreno assolutamente incerto.<\/p><p>Non si pu\u00f2 sapere <em>a<\/em> <em>priori<\/em> quale sia il reddito di ricchezza mobile prodotto nella Regione; ed anzi il pretendere di tassare il reddito di ricchezza mobile prodotto nella Regione implica una modificazione sostanziale della legislazione vigente in materia di imposta di ricchezza mobile.<\/p><p>La legislazione vigente in materia di ricchezza mobile, che rimonta al 1864 \u2013 e che a parer mio \u00e8 una delle pi\u00f9 sapienti legislazioni relative alla tassazione dei redditi mobiliari che esista nel mondo \u2013 questa legislazione \u00e8 informata al criterio della tassazione nel luogo di residenza del contribuente, dove cio\u00e8 ha il suo domicilio fiscale, oppure dove la societ\u00e0 produttrice del reddito ha la sua sede.<\/p><p>Vogliamo noi modificare questa struttura fondamentale della nostra imposta di ricchezza mobile, creando una figura di reddito che non esiste nella nostra legislazione? Questo \u00e8 uno dei problemi che io pongo, perch\u00e9 notevoli complicazioni sorgono circa il modo di attuare i nuovi criteri immaginati. Se l\u2019imposta di ricchezza mobile fosse fondata sul criterio della tassazione nei singoli luoghi di produzione, noi potremmo anche accettare la proposta, e studiarne la possibilit\u00e0 di attuazione; ma essendo l\u2019imposta di ricchezza mobile fondata su un criterio completamente diverso, la proposta non trova possibilit\u00e0 di concreta realizzazione.<\/p><p>Una ditta industriale o commerciale \u00e8 un\u2019unit\u00e0, le cui parti non possono essere scisse l\u2019una dall\u2019altra. E quindi questo nuovo criterio di difficilissima se non di impossibile applicazione, noi non possiamo affermarlo in una legge costituzionale.<\/p><p>Dunque, poco si sa su quello che sia il costo dei servizi pubblici da passare alle Regioni. Difficile apprezzare questo costo, difficile poter anche stabilire quali siano le imposte che afferiscono alla Regione, che sono prodotte nella Regione. Si sa quelle che sono riscosse nella Regione; ma sapere quel che \u00e8 riscosso nella Regione non ci dice nulla su quello che \u00e8 prodotto in essa e ci obbligherebbe ad una mutazione fondamentale del sistema seguito dalla nostra legislazione fin dalle origini, e che ha dato buona prova.<\/p><p>Per cambiare questo sistema dovremmo mutare molte altre cose nella legislazione italiana sull\u2019imposta di ricchezza mobile. Se poi si sapesse qualche cosa (e non si sa) intorno all\u2019ammontare delle spese e all\u2019ammontare delle entrate che si riferiscono alla Regione, sorgerebbero quesiti intorno alla quota che, delle imposte che si producono nella Regione, deve spettare alla Regione stessa e quella che, invece, deve spettare allo Stato.<\/p><p>Ora, su questo punto debbo chiaramente manifestare la mia vivissima preoccupazione in materia. Oggi, tanto per fare delle cifre molto grossolane, molto generali, gli enti locali che conosciamo e che sono in atto \u2013 le provincie e i comuni \u2013 spendono, anzi hanno speso, nel 1947, circa 120 miliardi di lire, compreso il contributo di integrazione che lo Stato d\u00e0 per completare il disavanzo degli enti locali, integrazione che \u00e8 uno dei pi\u00f9 funesti istituti della nostra legislazione finanziaria, perch\u00e9 ha tolto il senso di responsabilit\u00e0 agli amministratori dei comuni e delle provincie. Costoro spendono e poi lo Stato paga.<\/p><p>Sta di fatto che le spese locali delle provincie e dei comuni sono di quest\u2019ordine di grandezza, circa 120-130 miliardi di lire.<\/p><p>Io ho avuto occasione di esporre in un recente Consiglio dei Ministri (e la cifra \u00e8 stata comunicata alle pubbliche stampe) che le previsioni delle spese dello Stato al 31 dicembre 1947 si aggiravano, senza tener conto delle perdite per i prezzi politici, intornio ai 1200 miliardi. Quindi il rapporto tra le spese degli enti locali e le spese dello Stato \u00e8 da 1 a circa 10.<\/p><p>Ammettiamo pure che alle Regioni si trasferiscano spese di attuale competenza dello Stato, per cui la proporzione tra le spese degli enti locali, compresa la Regione, e le spese dello Stato diventi anche di due a undici o di tre a undici (sono previsioni grandemente esagerate, a parer mio: al di l\u00e0 non si pu\u00f2 certamente andare); non si vede quale giustificazione vi sia per dare, invece, alla Regione la massima parte delle entrate oggi proprie dello Stato. Noi capovolgiamo completamente il rapporto che vi deve essere tra le spese locali e le spese dello Stato, rapporto che ci sar\u00e0 sempre e che c\u2019\u00e8 in tutti i paesi, perch\u00e9 in tutti i paesi la massima parte delle spese pubbliche \u2013 in Svizzera, come in Inghilterra e negli Stati Uniti \u2013 \u00e8 fatta e sar\u00e0 sempre pi\u00f9 fatta dallo Stato.<\/p><p>Non sono gli enti minori i quali spendono di pi\u00f9, \u00e8 lo Stato che, per via della sua crescente potenza od invadenza, per via del suo sempre pi\u00f9 profondo intervento \u2013 bene o male che sia, non voglio giudicare; ricordo i fatti come sono \u2013 per via del suo intervento crescente negli affari economici, \u00e8 lo Stato che spende la massima parte di quella che pu\u00f2 essere considerata la spesa pubblica. La quota delle spese di carattere locale, in confronto al totale delle spese pubbliche, sar\u00e0 di 2 a 10 o, ammettiamo pure per larghezza assurda, di 3 a 10. Questa, dunque, all\u2019incirca deve essere la guida la quale ci deve orientare nella ricerca di una soluzione. Noi dobbiamo riconoscere che la maggior parte delle spese pubbliche continuer\u00e0 sempre a dover essere sopportata dallo Stato; saremo nel rapporto di tre a uno, di quattro a uno, ma non arriveremo mai ad un rovesciamento dei rapporti. Qui, invece, con questa disposizione, noi arriviamo ad un vero rovesciamento dei rapporti: alla Regione si d\u00e0 la massima parte delle entrate generali, allo Stato rimane la parte minore delle entrate tributarie. Quindi noi, con questa norma, creiamo un sistema il quale \u00e8 instabile, un sistema il quale non pu\u00f2 certamente durare.<\/p><p>Io mi chiedo se sia opportuno inserire nella Costituzione norme le quali certamente non potranno essere applicate, che daranno luogo ad inconvenienti gravi e che fossilizzeranno la nostra legislazione. Ritengo che sarebbe pi\u00f9 opportuna \u2013 \u00e8 un\u2019opinione che io manifesto per la preoccupazione che ho per il bilancio dello Stato \u2013 qualche disposizione che si richiamasse alla legislazione futura, alla legislazione ordinaria, la quale, a ragion veduta, potr\u00e0 stabilire quali sono le spese che gravano sulla regione, quali sono le entrate che \u00e8 possibile riscuotere nella regione, e stabilir\u00e0 un ordinamento tributario che sia pi\u00f9 consono alle esigenze della regione e contemporaneamente a quelle dello Stato. Le quali esigenze dello Stato non sono oggi qualche cosa su cui si possa passare sopra allegramente.<\/p><p>Io credo mio dovere richiamare l\u2019attenzione dell\u2019Assemblea Costituente sulle condizioni, che si possono chiamare \u2013 non voglio adoperare delle parole gravi \u2013 tragiche della nostra finanza. Non \u00e8 in un momento nel quale il gettito delle imposte \u00e8 stazionario (<em>Approvazioni<\/em>) \u2013 nei mesi dal luglio al dicembre non si \u00e8 mosso dalla cifra di 50-55 miliardi di lire al mese \u2013 non \u00e8 in un momento, quindi, in cui non si possono fare delle previsioni di entrate nel bilancio dello Stato le quali siano molto superiori a 700 miliardi di lire, e in un momento in cui le previsioni di spesa al 31 dicembre erano gi\u00e0 di 1.200 miliardi di lire, che noi possiamo legiferare allegramente in questa materia e consacrare il diritto di una regione a prelevare a carico del bilancio dello Stato la massima parte delle entrate in quella regione. Pensiamo bene a quello che si fa, perch\u00e9 nell\u2019intento di render qualche favore, di arrecare un qualche beneficio ad una regione, noi corriamo il pericolo di impoverire il paese e di metterlo molto meno in grado di sovvenire, com\u2019\u00e8 suo dovere, le regioni che si trovano nelle condizioni pi\u00f9 disagiate. Se noi vogliamo che le regioni pi\u00f9 povere possano essere aiutate dallo Stato, \u00e8 necessario che lo Stato sia forte, \u00e8 necessario che esso abbia una finanza in ordine. Noi non possiamo correre il pericolo di aggravare una situazione la quale \u00e8 certamente di una difficolt\u00e0 estrema e, come ho detto prima, rasenta quasi il tragico, perch\u00e9 non si sa in qual modo nelle attuali condizioni del mercato monetario, si possa provvedere con prestiti propriamente detti alle pubbliche spese. Noi andiamo incontro a mano a mano che si aumentano le spese che gravano sullo Stato, ad un incremento della circolazione monetaria, ad uno svilimento della nostra moneta. Se ci\u00f2 vogliamo diciamolo chiaramente Ma, se ci\u00f2 non vogliamo \u00e8 assolutamente necessario resistere a norme che possono ostacolare l\u2019equilibro della finanza dello Stato, che \u00e8 l\u2019unico sostegno della finanza delle regioni.<\/p><p>E devo dire anche che, quando si parla di regioni povere e di regioni ricche, si usa un linguaggio che non pu\u00f2 essere considerato adatto alla materia di cui si parla. In realt\u00e0 esistono, rispetto alla pubblica finanza, soltanto contribuenti poveri, contribuenti mediocri e contribuenti ricchi. Questa \u00e8 la realt\u00e0, ed \u00e8 una realt\u00e0 non di regioni o di corpi territoriali locali, ma di persone che pagano le imposte.<\/p><p>Orbene, allo Stato col sistema propostoci che cosa rimane? L\u2019imposta complementare la quale colpisce i cittadini soltanto a cominciare da un certo limite; e l\u2019imposta di successione che agisce nelle stesse condizioni. Quindi in sostanza le regioni povere allo Stato non danno niente o pochissimo.<\/p><p>Vogliamo questo? Vogliamo che lo Stato non possa pi\u00f9 riscuotere le imposte nelle regioni che non sono fra le pi\u00f9 alte in fatto di ricchezza? Facciamolo pure, ma guardiamo alle conseguenze per la finanza dello Stato. Io non faccio proposte precise. Dico soltanto che l\u2019Assemblea Costituente nel discutere questo articolo deve guardare chiaramente alla conseguenza che esso ha dal punto di vista generale per il bilancio dello Stato. Se vi \u00e8 un povero, in primo luogo esso \u00e8 il bilancio dello Stato. (<em>Applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>SCOCA. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>SCOCA. Io vorrei concretare la proposta affiorata dalle parole del Ministro del bilancio, proponendo formalmente che per questa materia si disponga il rinvio.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Proia ha presentato il seguente emendamento:<\/p><p>\u00ab<em>Al secondo capoverso, aggiungere le parole:<\/em> salvo quanto stabilito da disposizioni di carattere generale a protezione nazionale delle attivit\u00e0 teatrali, cinematografiche e sportive\u00bb.<\/p><p>Ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>PROIA. Se l\u2019articolo viene modificato, cade anche il mio emendamento; ma se l\u2019articolo dovesse essere approvato, in tal caso insisto rinunziando a svolgerlo.<\/p><p>PRESIDENTE. Sta bene. L\u2019onorevole Balduzzi ha presentato il seguente emendamento:<\/p><p>\u00ab<em>Al terzultimo comma sopprimere le parole:<\/em> e da altri tributi propri\u00bb.<\/p><p>Ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>BALDUZZI. Mi permetto di osservare che la potest\u00e0 legislativa in materia tributaria \u00e8 sempre affidata al potere centrale. E mi riferisco in proposito a quanto ha detto poco fa il Vicepresidente del Consiglio e Ministro del bilancio onorevole Einaudi, cio\u00e8 che per lo Stato non vi sono regioni ricche e regioni povere, vi sono solo contribuenti poveri e contribuenti ricchi. Quindi sono del parere che il potere di imporre tributi debba essere riconosciuto allo Stato. Anche gli Stati federali possono imporre tributi, ma qui noi non ci troviamo di fronte a Stati federali. Ricordiamo in proposito l\u2019articolo 5 della Costituzione, che parla di Repubblica una e indivisibile, e ricordiamo pure l\u2019articolo 1 dello statuto della Sardegna, la quale \u00e8 costituita in Regione autonoma, fornita di personalit\u00e0 giuridica, entro l\u2019unit\u00e0 politica della. Repubblica italiana.<\/p><p>Per questo motivo propongo che vengano soppresse le parole: \u00abe da altri tributi propri\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Gli onorevoli Mannironi e Dossetti hanno presentato il seguente emendamento:<\/p><p>\u00ab<em>Aggiungere all\u2019ultimo comma le parole: <\/em>e di trasformazione fondiaria\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Mannironi ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>MANNIRONI. Lo mantengo, rinunziando a svolgerlo.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Scoca ha cos\u00ec redatto la sua proposta:<\/p><p>\u00abSoprassedere all\u2019approvazione dell\u2019articolo 8 fino alla presentazione degli altri ordinamenti regionali\u00bb.<\/p><p>Ha facolt\u00e0 di svolgere il suo emendamento.<\/p><p>SCOCA. Premetto che parlo a titolo personalissimo. Per altro, ho il dovere di dire quello che sento. Noi abbiamo da approvare altri statuti. A prescindere dagli statuti che avremo da approvare in seguito e che non sono pronti, abbiamo da approvare altri statuti che ci saranno presentati fra oggi e domani o posdomani.<\/p><p>Di fronte a questo stato di cose, vorrei domandare alla Commissione se l\u2019articolo 8 che ci \u00e8 proposto nello statuto per la Sardegna sia conforme ad un corrispondente articolo degli altri statuti delle Regioni che hanno lo stesso grado di autonomia. Questa per me \u00e8 una domanda essenziale.<\/p><p>A prescindere dalle ragioni che ha svolto test\u00e9 l\u2019illustre Ministro del bilancio, e che non possono non fare meditare profondamente ciascuno di noi, a me pare che, quando ci proponiamo di affrontare il problema della finanza regionale, ci troviamo di fronte ad un compito immane che non possiamo esaminare e concludere in quattro e quattr\u2019otto. Ci troviamo dinanzi ad un problema che deve avere, secondo me, un esame serio e, anzitutto, uniformit\u00e0 di soluzione.<\/p><p>Stamane il Presidente della Commissione, onorevole Ambrosini, svolgendo la sua relazione, diceva che l\u2019autonomia regionale non sarebbe tale se non avesse a fondamento l\u2019autonomia finanziaria. \u00c8 una verit\u00e0 sulla quale dobbiamo senz\u2019altro convenire.<\/p><p>Per altro, leggendo l\u2019articolo 8, non vedo quale vera autonomia finanziaria si dia alla Sardegna. Che cosa si \u00e8 fatto coll\u2019articolo 8? Si sono presi alcuni tributi statali e si \u00e8 disposto che, pur restando formalmente tali, la massima parte del loro provento sia versato alla Regione. Non credo che con ci\u00f2 si crei una vera e corretta autonomia finanziaria regionale. Essa si potr\u00e0 creare o trasferendo taluni tributi della finanza statale a quella regionale, o creandone dei nuovi e indipendenti per la Regione o dando a questa la facolt\u00e0 di maggiorare quelli erariali.<\/p><p>Ma di fronte al sistema che si \u00e8 creato con l\u2019articolo in esame, cio\u00e8 il sistema della mera partecipazione della Regione ai tributi statali, nego che si sia dato vita ad una vera e propria autonomia finanziaria. Che avverr\u00e0 se si diminuisse la misura dei tributi in partecipazione, od eventualmente si sopprimessero. O sar\u00e0 vietato modificarli?<\/p><p>UBERTI. \u00c8 una richiesta del Ministro Einaudi.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Scoca, la prego di non entrare nel merito; volendo, pu\u00f2 argomentare largamente con l\u2019esame specifico della sua proposta.<\/p><p>SCOCA. Non entro nel merito; ma devo pur dare una dimostrazione della fondatezza della mia proposta.<\/p><p>Ho chiesto di soprassedere all\u2019approvazione dell\u2019articolo 8 fino a che non avremo davanti gli altri statuti regionali; perch\u00e9 a me sembra sia esigenza fondamentale che, quando si dispone delle finanze dello Stato, sia fatto lo stesso trattamento a tutte le Regioni. Non \u00e8 possibile che a una Regione diamo il 50 per cento dell\u2019imposta sull\u2019entrata e ad altra Regione l\u2019imposta sul bollo. Se dobbiamo mettere mano alle finanze statali a favore delle Regioni, dobbiamo farlo nella stessa guisa.<\/p><p><em>Una voce.<\/em> Non \u00e8 esatto.<\/p><p>SCOCA. Secondo me questa \u00e8 esigenza elementare e fondamentale di giustizia.<\/p><p>LUSSU. Cos\u00ec, ricominciamo la discussione generale sugli statuti regionali.<\/p><p>SCOCA. Ritengo che, prima di approvare questo articolo, dobbiamo sapere cosa si fa per le altre Regioni.<\/p><p><em>Una voce.<\/em> Quali?<\/p><p>SCOCA. Quelle che hanno statuti speciali, perch\u00e9 questi soltanto sono per ora sottoposti alla nostra approvazione.<\/p><p>Peraltro \u00e8 mio personale convincimento che in questo campo non dovremmo limitarci alle Regioni che hanno statuti speciali, ma estendere l\u2019esame a tutte le Regioni d\u2019Italia.<\/p><p>Non si pu\u00f2 ammettere che le imposte che gravano su una Regione siano devolute ad altre Regioni, senza un criterio razionale: lo Stato potr\u00e0 farlo, ma secondo una linea prestabilita e logica.<\/p><p>PRESIDENTE. Lei, onorevole Scoca, ha fatto la proposta ed ormai l\u2019ha motivata, quando ha detto di ritenere che il problema della finanza debba essere regolato in modo uguale per tutte le Regioni o per quelle, quanto meno, che hanno statuti speciali.<\/p><p>Lo statuto per la Valle d\u2019Aosta sar\u00e0 distribuito domattina: questo significa che domattina potremo esaminare l\u2019articolo 8? Lo statuto siciliano sar\u00e0 pronto per il pomeriggio di domani: significa questo che potremo esaminare l\u2019articolo 8 per domani pomeriggio?<\/p><p>SCOCA. S\u00ec.<\/p><p>PRESIDENTE. Se domattina cominciamo l\u2019esame dello statuto del Trentino-Alto Adige, andremo avanti nel suo testo, e non ci fermeremo per riprendere la discussione sull\u2019articolo 8 dello statuto sardo. Quindi penso che, nonostante la motivazione che lei ha dato, in realt\u00e0, se si approvasse la sua proposta, ci\u00f2 significherebbe praticamente lasciare in sospeso gli articoli relativi ai problemi finanziari e tributari per tutti gli statuti.<\/p><p>SCOCA. Naturalmente.<\/p><p>PRESIDENTE. Bisogna dirlo chiaramente e non fare una proposta condizionata di rinvio, ma chiedere un rinvio determinato.<\/p><p>EINAUDI, <em>Vicepresidente del Consiglio dei Ministri, Ministro del bilancio.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>EINAUDI, <em>Vicepresidente del Consiglio dei Ministri, Ministro del bilancio.<\/em> Proporrei di sospendere la discussione di questo titolo e di andare avanti con gli altri titoli. Conosciamo gi\u00e0 gli altri statuti. Subito dopo questa seduta si potrebbe tenere una riunione e preparare proposte concrete per domattina. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>AMBROSINI, <em>Relatore.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>AMBROSINI, <em>Relatore.<\/em> Su questa questione, sorta improvvisamente, \u00e8 dovere della Commissione dire una parola, per rispondere alla questione pregiudiziale proposta dal collega Scoca. Indubbiamente le sue preoccupazioni \u2013 ma di questo noi discutiamo da mesi e mesi \u2013 possono essere fondate, ma la questione va pure risolta. Egli domanda alla Commissione se l\u2019articolo 8 del progetto di legge sullo statuto sardo \u00e8 uguale agli articoli corrispondenti degli altri statuti. Credo che possiamo rispondere subito che non c\u2019\u00e8 una uguaglianza.<\/p><p>E gli intendimenti della Commissione li potr\u00e0 chiarire l\u2019onorevole Uberti, perch\u00e9 egli, dal punto di vista tecnico, da molti mesi batte su questa materia. Richiedere quindi che si rimandi l\u2019esame dell\u2019articolo in questione a quando siano presentati gli altri statuti, non indurrebbe a nulla, perch\u00e9 l\u2019uniformit\u00e0 della disposizione non esiste e, dice la Commissione, non pu\u00f2 nemmeno esistere. Trattandosi di Regioni a statuto speciale, condizioni particolari necessariamente hanno indotto a stabilire norme particolari. Si pu\u00f2 discutere nel merito di queste norme. Noi lo abbiamo fatto da mesi ed abbiamo chiamato a collaborare, come dicevo ancora in questo momento col Presidente della Commissione, l\u2019amministrazione finanziaria per arrivare a concretare su questo punto delicatissimo una norma definitiva.<\/p><p>Quindi, l\u2019uniformit\u00e0 non esiste, e, a nostro giudizio, non pu\u00f2 esistere. Il rinviare questa discussione a domani o dopodomani, cio\u00e8 a quando saranno presentati gli altri statuti speciali, non porterebbe a nessun risultato, perch\u00e9 la questione resterebbe quella che \u00e8. La questione, secondo la proposta, dovrebbe essere risolta fra due giorni, con grande disagio di tutta l\u2019Assemblea e col pericolo, in una discussione di questo genere, di oltrepassare il termine stabilito per i nostri lavori.<\/p><p>Come relatore debbo esplicitamente dichiarare che dobbiamo assolutamente finire entro il 31 gennaio. Rimandare, significherebbe non concludere. Capisco bene che si tratta del rinvio da un solo titolo; ma allora, domando, a che varrebbe l\u2019approvazione di questo statuto speciale senza la parte finanziaria?<\/p><p>D\u2019altra parte, io mi permetto di far presente al senno del Governo ed al senso di responsabilit\u00e0 di tutta l\u2019Assemblea, che in questo statuto sardo c\u2019\u00e8 un articolo 56 col quale la Commissione, prevedendo appunto la difficolt\u00e0 enorme e la delicatezza della materia, ha stabilito che la materia potr\u00e0 essere modificata, rielaborata, non col procedimento previsto per la revisione di una legge costituzionale, qual \u00e8 questa, ma col procedimento di formazione della legge ordinaria. Naturalmente, non potendo pregiudicare gli interessi della Regione sarda, si \u00e8 aggiunto \u2013 e prego l\u2019onorevole Ministro del bilancio di tener presente quest\u2019articolo \u2013 al comma 4\u00b0 la seguente disposizione: \u00abLe disposizioni del Titolo III del presente statuto possono essere modificate con leggi ordinarie della Repubblica su proposta della Regione\u00bb.<\/p><p>Io capisco che possa sorgere una questione di merito su questa disposizione specifica, ma il fatto di rinviare completamente l\u2019articolo 8, cio\u00e8 praticamente tutte le disposizioni del Titolo III, pare a me e alla Commissione che sia controproducente, se vogliamo definire questa materia e se vogliamo completare i nostri lavori, come dobbiamo, entro il 31 gennaio.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Einaudi ha proposto di sospendere per il momento l\u2019esame di questo articolo 8 e di proseguire l\u2019esame degli altri articoli.<\/p><p>EINAUDI, <em>Vicepresidente del Consiglio dei Ministri, Ministro del bilancio.<\/em> Estendo la mia proposta di rinvio a domani a tutto il titolo.<\/p><p>PRESIDENTE. Sta bene. L\u2019onorevole Scoca ha facolt\u00e0 di dichiarare se intende accedere alla proposta dell\u2019onorevole Einaudi.<\/p><p>SCOCA. Accolgo questa proposta.<\/p><p>CONDORELLI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CONDORELLI. Vorrei qualche chiarimento dalla Commissione sugli studi che si sono fatti (dei quali non ho sentito nessun cenno) per distribuire queste entrate tra lo Stato e la Regione; perch\u00e9, a parte la deferenza dovuta al giudizio della Commissione, un minimo di chiarimento e di illuminazione \u00e8 bene che lo abbiamo anche noi.<\/p><p>Io desidererei pertanto, avere qualche giustificazione di questa spartizione di entrate e di spese.<\/p><p>PRESIDENTE. Per il voto che si dar\u00e0 sulla proposta dell\u2019onorevole Einaudi, forse non \u00e8 assolutamente necessario avere questi chiarimenti da parte della Commissione. Si potr\u00e0 interloquire domani sulla nuova formulazione che potr\u00e0 essere eventualmente data.<\/p><p>CONDORELLI. Io non credo che si possa, senza la dovuta ponderazione, giudicare su cos\u00ec difficili argomenti. Capisco che noi siamo spinti da un termine che ci urge, ma per rispettare il termine non si possono guastare le cose. Io non mi sento assolutamente tranquillo nel dare questo voto. Dovrei avere solo domattina dei chiarimenti, cio\u00e8 nel momento stesso in cui debbo dare il voto? \u00c8 troppo poco, onorevole Presidente.<\/p><p>Io ritengo che le cose si debbono fare seriamente quando si tratta dei destini della nostra Patria.<\/p><p>PRESIDENTE. Pregherei i colleghi, direttamente interessati alla questione degli statuti speciali, di non sentirsi attratti nella discussione per questa loro particolare situazione.<\/p><p>LACONI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LACONI. Ho avuto la fortuna di far parte della Commissione e della seconda Sottocommissione per la Costituzione, della Commissione speciale che ha elaborato lo statuto sardo e anche della Consulta sarda. Attraverso queste tre esperienze mi sono convinto di questo fatto: che delle materie finanziarie evidentemente si d\u00e0 scienza, ma ad una Assemblea politica non \u00e8 mai consentito esaminare le cose con tale obiettivit\u00e0 da poter giungere a soluzioni chiare ed universalmente accettate.<\/p><p>Queste tre discussioni non hanno mai dato luogo a risultati sodisfacenti, ed io credo che l\u2019ulteriore discussione che si propone, anche per la sua brevit\u00e0, e nonostante l\u2019illuminante presenza dell\u2019onorevole Einaudi, non avr\u00e0 esito migliore.<\/p><p>Io ritengo che la salvaguardia \u00e8 contenuta nell\u2019articolo 56, che consente di apportare modificazioni a questo Titolo quando l\u2019esperienza le avr\u00e0 suggerite. E credo che in questa materia soltanto l\u2019esperienza possa illuminare le diverse parti ed indurle all\u2019accordo.<\/p><p>Per queste ragioni sono contrario alla proposta dell\u2019onorevole Einaudi.<\/p><p>PARATORE. Chiedo di parlare, in favore del rinvio.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>PARATORE. Aderisco alla proposta dell\u2019onorevole Einaudi. Vorrei dire semplicemente questo, per richiamare l\u2019Assemblea al senso di realt\u00e0. Vorrei che la Commissione che studier\u00e0 la questione domani, tenesse presente, che per l\u2019esercizio 1945-1946 gli incassi della Sardegna e i pagamenti dello Stato in Sardegna hanno lasciato una differenza passiva di cinque miliardi e cos\u00ec per la Sicilia la differenza \u00e8 stata di circa 15 miliardi. Ne tenga conto la Commissione.<\/p><p>Anche se si lasciassero dunque tutte le entrate a queste regioni, avremmo sempre delle differenze da coprire. Ci\u00f2 \u00e8 naturale, perch\u00e9 in Italia abbiamo strutture economiche differenti, che comportano anche differenze negli incassi e nei pagamenti. Solo attraverso le casse dello Stato pu\u00f2 farsi un onesto e giusto conguaglio, ed \u00e8 impossibile che questo conguaglio si lasci alle singole regioni. Tanto vero che, indipendentemente dal contenuto dell\u2019articolo 8, nella coscienza di coloro che sanno gi\u00e0 a quale conseguenza si arriver\u00e0, si parla di prestiti interni. Come \u00e8 concepibile questa facolt\u00e0 di prestiti, che avrebbe come conseguenza l\u2019anarchia del mercato ordinario dei capitali? Questo mercato e quello monetario debbono essere unitari e nazionali.<\/p><p>Altrove si parla di un \u00abfondo di solidariet\u00e0 nazionale\u00bb, come se le regioni dovessero chiedere la carit\u00e0 alle altre.<\/p><p>Se le regioni hanno dei diritti, questi devono essere esercitati attraverso lo Stato che \u00e8 l\u2019unico, onesto distributore delle entrate. (<em>Applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>ALDISIO. Onorevole Paratore, qual \u00e8 la regione che chiude il suo bilancio in attivo, in questo momento? (<em>Commenti \u2013 Rumori<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>LUSSU. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LUSSU. Onorevoli colleghi, tenter\u00f2 di esprimermi il pi\u00f9 rapidamente possibile. Io sono relatore di questa Commissione, o meglio sono fra i relatori; ma l\u2019Assemblea e specie i vecchi colleghi che conoscono i problemi della Sardegna da molto tempo, riconosceranno che io qui ho una particolare posizione che \u00e8, aggiunger\u00f2, particolarmente delicata.<\/p><p>Io non avrei niente da dire, in linea teorica, sulla proposta del Ministro del bilancio, sul pensiero dell\u2019onorevole Einaudi che, se pure appartenente ad un Partito totalmente opposto al mio, ha sempre avuto la mia deferenza in ogni circostanza, soprattutto per la sua grande personalit\u00e0 morale che, per l\u2019Assemblea e per il Paese, conta qualche cosa. In linea astratta non avrei nulla da dire; ma ci troviamo di fronte al problema concreto che entro il 31 di questo mese dobbiamo discutere ed approvare questi quattro Statuti. Io chiedo se siamo decisi a rispettare questo termine oppure no. Se noi siamo decisi a rispettare questo termine, vediamo in che forma lo possiamo rispettare e comportiamoci in conseguenza; altrimenti sento che andremo incontro ad un lavoro frenetico, che perder\u00e0 ogni serenit\u00e0 nel suo sviluppo, e non concluderemo cose serie.<\/p><p>Per esempio, si dice: noi ci riuniamo e discutiamo il problema assieme al Ministro del bilancio. D\u2019accordo; io non voter\u00f2 certo contro la proposta del Ministro del bilancio. Ma io, che conosco i quattro Statuti particolari, dico che ci troviamo di fronte a delle difficolt\u00e0 che con questo criterio sono insormontabili. Lo Statuto del Trentino-Alto Adige, che ha importanza dal punto di vista nazionale e dal punto di vista internazionale, vogliamo discuterlo con lo stesso criterio con cui abbiamo cominciato a discutere e a spulciare questo Statuto della Sardegna? Mi pare impossibile. Se lo facessimo con questo criterio, manderemmo a monte un problema che la Commissione, con un alto senso di responsabilit\u00e0 e con un lavoro diurno e notturno, ha, io credo, quasi risolto, e presenta all\u2019approvazione di questa Assemblea i risultati delle sue fatiche con sicura coscienza di aver contribuito a risolvere uno dei pi\u00f9 delicati problemi nazionali che si innestano nella situazione internazionale.<\/p><p>L\u2019impostazione finanziaria del problema dell\u2019Alto Adige \u00e8 press\u2019a poco la stessa, e tutti durante un mese abbiamo riconosciuto che questa impostazione \u00e8 la pi\u00f9 obiettiva e la pi\u00f9 organica.<\/p><p>Per quanto riguarda lo Statuto sardo, non \u00e8 affatto la Consulta sarda che ha proposto questa organizzazione finanziaria della Regione. La Consulta sarda, invece, aveva proposto tutt\u2019un altro sistema, ma noi deputati sardi, d\u2019accordo coi consultori sardi, aderimmo ad esaminare un\u2019altra serie di proposte con spirito conciliativo e assolutamente predisposti ad una soluzione accettabile per tutti. E abbiamo accettato questa impostazione che ci sembrava \u2013 e io la ritengo ancora oggi, malgrado il giudizio, indubbiamente pi\u00f9 autorevole del mio, contrario dell\u2019onorevole Einaudi \u2013 la pi\u00f9 organica.<\/p><p>Comunque, lo stesso problema sorge di fronte al Trentino-Alto Adige, e se noi poi vogliamo esaminare l\u2019ordinamento finanziario della Val d\u2019Aosta, vi dico subito che non siamo arrivati a trovare per esso una soluzione organica, perch\u00e9 \u00e8 impossibile oggi trovare una soluzione organica ideale. Le difficolt\u00e0 si supereranno dopo l\u2019esperienza di questi prossimi anni, quando, avendo collaborato lealmente da una parte e dall\u2019altra, si vedr\u00e0 assieme quali modifiche bisogna apportare. Ma occorre incominciare subito; bisogna che entriamo nella pratica e vediamo assieme quello che c\u2019\u00e8 di buono e quello che c\u2019\u00e8 di cattivo. Lo Statuto della Val d\u2019Aosta non ha questo piano organico, e noi abbiamo dovuto dichiarare, con grande rincrescimento, che non \u00e8 possibile trovare una soluzione organica, e allora ci siamo rimessi alla legislazione ancora vigente, onorevole De Gasperi: la stessa che noi decidemmo nel 1945, rimettendoci all\u2019esperienza dello Stato e della Regione in questi due anni. E abbiamo messo un articolo transitorio che consente la revisione per legge normale: fra poco si vedr\u00e0 qual \u00e8 il tipo migliore. Ma intanto diamo una soluzione, anche se non \u00e8 perfetta al problema, perch\u00e9 una soluzione bisogna darla. Questi problemi, illustre onorevole maestro Einaudi, si sbaglia se si affrontano con criteri puramente tecnici e scientifici, si rischia di andare incontro a delle situazioni, che io non chiamo tragiche, ma certamente credo, a buon diritto, di poter chiamare drammatiche.<\/p><p>Questi sono innanzitutto problemi politici e non \u00e8 la scienza n\u00e9 la tecnica che hanno spinto tutti i partiti responsabili del Paese ed il Governo a cercare la soluzione di essi. Sono stati affrontati con sensibilit\u00e0 politica e non con criteri tecnico-scientifici.<\/p><p>Ecco perch\u00e9, con tutta la massima deferenza che io riconfermo al grande maestro di vita morale e di rettitudine nel suo pensiero e nella sua azione, ecco perch\u00e9 io devo dire che con cotesti criteri, egregio collega Einaudi, noi non risolviamo nulla.<\/p><p>DE GASPERI. <em>Presidente del Consiglio dei Ministri.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>DE GASPERI. <em>Presidente del Consiglio dei Ministri.<\/em> Vorrei dire una parola per uno scopo di mutua comprensione.<\/p><p>\u00c8 una posizione strana quella in cui ci troviamo noi al banco del Governo, ed \u00e8 forse la prima volta che la posizione \u00e8 rovesciata, perch\u00e9 \u00e8 la prima volta che tocca a noi di fare critiche ed obiezioni, perch\u00e9 non siamo preparati e non abbiamo fatto il lavoro che la Commissione ha compiuto.<\/p><p>Noi ci troviamo in questa situazione: conosciamo le difficolt\u00e0 che riguardano l\u2019applicazione dello Statuto siciliano per esperienza, perch\u00e9 quello Statuto \u00e8 venuto in applicazione e il Ministro delle finanze e quello del tesoro soprattutto se ne sono occupati. Conosciamo, per lo meno in parte lo Statuto della Val d\u2019Aosta che \u00e8 passato attraverso il Consiglio dei Ministri; conosciamo lo Statuto dell\u2019Alto Adige, perch\u00e9 questo Statuto fu prima elaborato da organi governativi e poi da una Commissione presidenziale e parlamentare della quale faceva parte l\u2019onorevole Einaudi. E, quindi, siamo in una situazione molto pi\u00f9 favorevole per giudicare questi altri Statuti in confronto di quello sardo.<\/p><p>Ora, non meravigliatevi se un uomo della coscienza dell\u2019onorevole Einaudi ed altri colleghi hanno fatto obiezioni, perch\u00e9 si trovano per la prima volta dinanzi al testo della legge; e non vi meravigliate se vi chiedono di avere uno scambio di idee fino a domattina o anche stasera.<\/p><p>Non meravigliatevi, non ravvisate in questa richiesta un desiderio di procrastinare la discussione.<\/p><p>Se pensate che l\u2019onorevole Einaudi ha preso parte alle discussioni per lo Statuto della Venezia Tridentina, e ha dato il suo voto ad una formulazione di un programma finanziario che \u00e8 stato dichiarato e riconosciuto sufficiente da coloro che vi hanno preso parte, non avete da temere che vi troverete dinanzi ad ostacoli insormontabili e che si vogliano sviluppare soltanto elementi tecnici.<\/p><p>Senza dubbio l\u2019onorevole Einaudi ha la coscienza delle obiezioni che \u00e8 doveroso siano poste da lui e vi dice: cerchiamo di esaminare insieme, vediamo se \u00e8 il caso di modificare qualche cosa.<\/p><p>\u00c8 verissimo quello che ha detto l\u2019onorevole Lussu e che ha ricordato l\u2019onorevole Laconi, che vi \u00e8 un articolo che prevede la revisione. \u00c8 l\u2019articolo 56 che all\u2019ultimo capoverso dice: \u00able disposizioni del Titolo III del presente Statuto possono essere modificate con leggi ordinarie della Repubblica su proposta della Regione\u00bb.<\/p><p>Ma vedete, questa norma non pu\u00f2 tranquillizzare del tutto, perch\u00e9 richiede l\u2019iniziativa della Regione, e credo sia difficile attendersi dalla Regione che l\u2019iniziativa sia da essa presa a proprio svantaggio.<\/p><p>Qui si potrebbe eventualmente cercare una formula pi\u00f9 equilibrata fra Stato e Regione, se fosse necessario fermarsi semplicemente a questa revisione dello statuto. Ma questa questione si esaminer\u00e0 domattina o stasera.<\/p><p>Io prego l\u2019onorevole Lussu, che del resto mi pare abbia dichiarato che non voter\u00e0 contro la proposta dell\u2019onorevole Einaudi, di volerla accettare, ed assicuro che il Governo non vuol differire, non vuole annullare gli statuti speciali, perch\u00e9 esso ritiene che nonostante tutte le possibili obiezioni, annullare questi statuti avrebbe un significato politico che il Governo non vuol condividere (<em>Applausi<\/em>). Il Governo vuole rassicurare le diverse Regioni che aspirano all\u2019autonomia che fino all\u2019estremo limite, il Governo intende venir incontro, e, direi, in questo senso bisogna interpretare le sue preoccupazioni. Vi prego quindi di accettare questa proposta.<\/p><p>L\u2019onorevole Einaudi non ha disposizioni negative in confronto degli statuti in genere. Egli \u00e8 persuaso, come me, che una volta messi su questo cammino non bisogna uscirne. Si tratta, quindi, di dare ad un rappresentante del Governo e a colui che ha la responsabilit\u00e0 pi\u00f9 diretta del bilancio, il modo di dare il contributo della sua esperienza e della sua preparazione per trovare una formula conciliativa che possa essere da tutti accettata. (<em>Applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Ambrosini, sulla proposta dell\u2019onorevole Einaudi quale \u00e8 il parere della Commissione?<\/p><p>AMBROSINI, <em>Relatore.<\/em> L\u2019onorevole Presidente del Consiglio si \u00e8 espresso in termini tali che la Commissione non pu\u00f2 che aderire, sicura che nella mattinata di domani, come primo argomento, questo sar\u00e0 discusso e risolto nella migliore maniera.<\/p><p>BORDON. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>BORDON. Mi permetto di dissentire dal parere dell\u2019onorevole Presidente del Consiglio, e, pur inchinandomi agli scrupoli del Ministro Einaudi, ritengo che se rimandiamo a domani, non faremo che perdere tempo. Se tutti gli statuti avessero la stessa impostazione, comprenderei la necessit\u00e0 del rinvio a questo fine. Ma la verit\u00e0 \u00e8 che noi abbiamo due statuti soli che abbiano identica impostazione: quello della Sardegna e quello dell\u2019Alto Adige. Gli altri hanno impostazione del tutto diversa, tanto vero che, per lo statuto della Val d\u2019Aosta, noi ci siamo riferiti&#8230;<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Bordon, parli solo di quello sardo. Si ricordi che lei parla per dichiarazione di voto.<\/p><p>BORDON. Ho finito. Dico essenzialmente questo: quando noi sappiamo in partenza che due soli statuti hanno la stessa impostazione: quello sardo e quello dell\u2019Alto Adige, e quando noi sappiamo che nella Commissione dei Sette sedeva lo stesso onorevole Einaudi, che avendo collaborato al progetto per l\u2019Alto Adige, non pu\u00f2 non conoscerlo, non possiamo riconoscere la necessit\u00e0 di un rinvio.<\/p><p>PRESIDENTE. Ma no, l\u2019onorevole Einaudi chiede di rinviarlo per lo statuto sardo!<\/p><p>BORDON. Con tutta deferenza verso il Presidente del Consiglio, verso l\u2019onorevole Einaudi, e verso di voi, colleghi, io ritengo che non si farebbe che perdere del tempo, rinviando, e quindi ritengo inutile la richiesta di rinvio.<\/p><p>MASTINO PIETRO. Chiedo di parlare, per dichiarazione di voto.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MASTINO PIETRO. Dichiaro di aderire alla proposta di continuare la discussione di quella parte del progetto, che non ha riferimento alla questione finanziaria.<\/p><p>Mi permetto di motivare questo mio parere favorevole alla proposta di sospensiva sulla questione finanziaria con le seguenti ragioni.<\/p><p>Ho l\u2019impressione che taluno in questa Assemblea dimentichi gli articoli 116 e 119 della Costituzione.<\/p><p>Il primo stabilisce una autonomia speciale per la Sardegna; il secondo le attribuisce uno speciale organamento finanziario. Mi \u00e8 parso \u2013 voglio sperare che sia falsa questa mia impressione \u2013 che con questa dimenticanza si volesse giungere a una specie di sabotaggio della legge.<\/p><p>L\u2019onorevole Einaudi \u2013 ci\u00f2 \u00e8 fuori discussione \u2013 non partiva da questo presupposto e nemmeno il Governo<\/p><p>Ma io intendo aderire col mio voto alla sospensiva fino a domani mattina, in quanto la mancata adesione potrebbe favorire il proposito diretto a sabotare lo Statuto sardo. Siccome non intendo prestarmi a ci\u00f2, aderisco a che il problema finanziario sia esaminato domattina.<\/p><p>PRESIDENTE. Vi \u00e8 dunque la proposta di sospendere l\u2019esame del Titolo III dello Statuto speciale per la Sardegna, in modo che possa essere esaminato dalla Commissione, in presenza del Ministro del bilancio; domani potremo avere la presentazione di un testo definitivo del quale si potr\u00e0 procedere all\u2019esame ed alla approvazione.<\/p><p>Pongo in votazione la proposta di rinviare a domani mattina l\u2019esame del Titolo III.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvata<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>LUSSU. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LUSSU. Siccome trovo la situazione estremamente delicata, propongo una breve sospensione della seduta per dar modo ai deputati sardi ed ai rappresentanti della Consulta sarda, che si trovano nel palazzo, di potersi riunire, per prendere decisioni, che sono indispensabili.<\/p><p>PRESIDENTE. Io sono profondamente compreso delle preoccupazioni dei deputati sardi e dei delegati della Consulta sarda; ma sono molto pi\u00f9 compreso della mia responsabilit\u00e0, che \u00e8 quella di far continuare l\u2019esame di questo Statuto.<\/p><p>Mi scusi, onorevole Lussu, se non accedo alla sua richiesta.<\/p><p>LUSSU. Ed allora la seduta continuerebbe senza la mia presenza, che credo sia utile, se non proprio necessaria.<\/p><p>PRESIDENTE. Noi dobbiamo esaminare una parte di questo statuto, che non ha nulla a che fare con ci\u00f2 che abbiamo lasciato in sospeso.<\/p><p>Non credo che si possano proporre dei coordinamenti condizionati alla votazione di poco fa e all\u2019esame che dovremmo fare. Le parole che lei, onorevole Lussu, ha pronunciato, fanno supporre altrimenti; ma non vedo in che modo questo potrebbe avvenire.<\/p><p>Poich\u00e9 \u00e8 necessario che questo statuto sia esaminato, per le ragioni politiche, cui lei ha accennato, credo che l\u2019Assemblea debba continuare questo esame, tanto pi\u00f9 che ha deliberato la sospensiva dell\u2019esame e dell\u2019approvazione del Titolo III.<\/p><p>LUSSU. Chiedo di parlare per una pregiudiziale.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LUSSU. Noi siamo arrivati a questa discussione dello Statuto sardo con un\u2019intesa, altrimenti la discussione stessa non avrebbe avuto luogo.<\/p><p>Noi, rappresentanti della Sardegna, abbiamo legato lo statuto sardo allo statuto siciliano per tre ordini di ragioni che assieme concordano:<\/p><p>1\u00b0) le due Regioni sono isole con aspirazioni autonomistiche ben note e sulle quali \u00e8 perfettamente inutile che io ritorni;<\/p><p>2\u00b0) simultanea costituzione in Sicilia e in Sardegna dell\u2019istituto dell\u2019Alto Commissariato, dopo la caduta del fascismo;<\/p><p>3\u00b0) istituzione simultanea in Sicilia e in Sardegna della Consulta regionale ed invito da parte del Governo alle Consulte a presentare uno schema di progetto di statuto autonomo alla Consulta nazionale e al Governo.<\/p><p>Ora \u00e8 avvenuto questo: che in Sicilia, per avvenimenti politici a tutti noti, questo statuto ha dovuto bruciare le tappe ed \u00e8 stato approvato in una serie di riunioni alla Consulta siciliana, a Palermo, e poi portato al Governo che lo ha inviato alla Consulta nazionale perch\u00e9 esprimesse il suo parere. La Sardegna che, fortunatamente, da un punto di vista generale degli interessi nazionali e dell\u2019interesse dello Stato, fortunatamente da questo punto di vista, ma non fortunatamente dal punto di vista dello Statuto, la Sardegna, che non ha avuto quel movimento che ha portato a bruciare le tappe in Sicilia, non aveva elaborato ancora il suo Statuto, pensava, attraverso l\u2019opera della Consulta regionale e degli organismi tecnici var\u00ee esistenti nell\u2019Isola, di prepararlo con calma, sicch\u00e9 rispondesse pi\u00f9 organicamente alle esigenze dell\u2019Isola e della Nazione.<\/p><p>Quando (lo ha ricordato il collega Ambrosini, relatore, questa mattina) fu presentata qui alla Consulta nazionale la proposta sullo statuto siciliano, io chiesi, e gli altri colleghi rappresentanti alla Consulta nazionale chiesero con me, che provvisoriamente la Consulta volesse estendere alla Sardegna lo stesso statuto siciliano in attesa che la Consulta sarda elaborasse con tutta calma un suo statuto speciale e lo presentasse al Governo ed al Parlamento. Questa proposta, accolta favorevolmente dal Presidente del Consiglio, in quel momento onorevole De Gasperi, \u00e8 consacrata nei verbali della Giunta della Consulta nazionale.<\/p><p>Che cosa \u00e8 avvenuto? La Consulta sarda ha ritenuto di non rinunciare alla necessit\u00e0 di elaborare con tutta calma uno statuto per la Sardegna e non ha accettato l\u2019estensione dello statuto siciliano all\u2019Isola; ma non vi \u00e8 uno, io credo, al Governo ed in quest\u2019Aula che non sia d\u2019accordo con me nel ritenere che moralmente e politicamente lo statuto siciliano \u00e8 stato passato alla Sardegna. Non dico giuridicamente. Evidentemente io non sono cos\u00ec azzardato da sostenere che giuridicamente sia passato alla Sardegna. Giuridicamente non \u00e8 passato nulla perch\u00e9 la Sicilia ha avuto le elezioni in base all\u2019approvazione di quello Statuto ed ha oggi fortunatamente (dico fortunatamente, perch\u00e9 questo ha contribuito a risolvere il problema angoscioso locale) la sua organizzazione autonomistica; e noi abbiamo avuto il piacere, in parecchie occasioni, di vedere qui la delegazione del Consiglio regionale siciliano.<\/p><p>La Sardegna non ha avuto niente. Ma politicamente, ne ha lo stesso diritto.<\/p><p>Ed arrivo alla conclusione. Siamo venuti alla discussione in quest\u2019Aula in seguito all\u2019accordo, ed io lamento che qui manchino i rappresentanti dei partiti che si erano impegnati in questo senso, di abbinare, nella discussione nell\u2019Assemblea, lo Statuto sardo a quello siciliano. Ci sono stati dei lavori della Commissione in collegamento con la Consulta siciliana per chiarire alcuni punti fondamentali. Tutti i rappresentanti dei partiti sono informati di questo problema e credo che l\u2019accordo sia stato raggiunto o quasi. Siamo alla vigilia dell\u2019annuncio del raggiunto accordo. C\u2019\u00e8 la riforma di qualche punto essenziale ed il coordinamento con la Carta costituzionale, ma per il resto applicazione integrale dello statuto. Se siamo venuti qui con questo accordo, non mi potrete impedire, onorevoli colleghi, che esprima una sorpresa quando vedo ad ogni articolo, quasi ad ogni comma e ad ogni lettera, emendamenti e contro emendamenti, soppressivi od aggiuntivi. Ho il diritto di esprimere questa mia grande sorpresa. Credo che tutto questo significhi qualcosa. Questo statuto \u00e8 stato elaborato da tutti, perch\u00e9 la Commissione, forse esagerando in scrupolo, vi ha dedicato circa sessanta riunioni: si \u00e8 votato su ogni articolo dopo ore e ore di discussione e, a giudizio unanime, questo Statuto \u00e8 stato considerato da tutti equilibrato ed organico, politicamente inquadrato nella trasformazione autonomistica dello Stato italiano.<\/p><p>Ed allora possiamo proseguire la discussione, continuando con questo sistema? Ecco perch\u00e9 chiedevo al Presidente che mi consentisse di tenere una riunione con i deputati sardi per prendere delle decisioni, per vedere se non sia opportuno di sospendere tutto, giacch\u00e9 si deve esaminare il problema della finanza. Io ho bisogno di conferire con i rappresentanti sardi in seno a questa Assemblea e con i consultori sardi; altrimenti, proseguendo la discussione su questo Statuto, cos\u00ec come \u00e8 stata iniziata, credo che non faremmo un\u2019opera politicamente meritevole.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Lussu, lei ci aveva preannunziato una pregiudiziale; in realt\u00e0 essa non \u00e8 stata formulata. Credo tuttavia che quanto \u00e8 stato detto dal collega Lussu debba esser degno di particolare considerazione. L\u2019onorevole Lussu ha detto ci\u00f2 che io non avevo detto, ma che speravo che i colleghi avessero compreso dalla lettura di quelle tali direttive per la discussione, che evidentemente non sono state lette. A questa discussione dello statuto bisognava venire, onorevoli colleghi \u2013 mi si consenta di dirlo \u2013 con una particolare disposizione di animo, che non era quella, tuttavia lodevole, di chi si appresta ad esaminare un disegno di legge ordinario, in cui ogni piccola disposizione deve giustamente essere vagliata e soppesata, ed anche ogni formulazione stilistica, quando ci\u00f2 venga ad urtare il nostro particolare senso della forma e del bello. Questi statuti dovevano essere, invece, visti con altro animo e soppesati con altra misura.<\/p><p>Che cosa sarebbe stato necessario? O approvarli, o respingerli nel loro intero, salvo quei punti che apparissero in contrasto con norme di carattere fondamentale o che rappresentassero veramente un grave pericolo per lo Stato e per la Repubblica. Perci\u00f2, per quanto la presentazione degli emendamenti fosse stata, com\u2019era diritto dei deputati, senz\u2019altro autorizzata, tuttavia, come ho gi\u00e0 avuto occasione di dire poco fa, non doveva esser fatta con la minuzia e con l\u2019ampiezza con cui gli emendamenti sono stati qui portati. Alcuni membri dell\u2019Assemblea hanno presentato una dozzina di emendamenti, che in verit\u00e0 non valgono di per s\u00e9 a mutare la struttura del disegno di legge, ma sono sufficienti a farci arrestare di fronte ad incidenti e ad ostacoli, del genere di quello che ora stiamo affrontando.<\/p><p>In questo momento, l\u2019onorevole Lussu chiede che la seduta sia sospesa perch\u00e9 i deputati sardi possano decidere se agire per fare accettare questo statuto o no. Io vorrei dire all\u2019onorevole Lussu che non dipende dalla deputazione sarda far s\u00ec che l\u2019Assemblea continui o non continui, approvi o non approvi questo progetto.<\/p><p>LUSSU. Se i deputati sardi lo chiedessero tutti uniti?<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Lussu, evidentemente \u00e8 un compito dell\u2019Assemblea Costituente esaminare ed approvare lo Statuto sardo, ed evidentemente io credo che i colleghi terranno conto, nello sviluppo ulteriore dei nostri lavori, di quei sentimenti e di quelle preoccupazioni di cui l\u2019onorevole Lussu si \u00e8 fatto interprete poco fa nel suo discorso appassionato, che tuttavia non \u00e8 pervenuto ad una proposta precisa.<\/p><p>Se per realizzare la collaborazione dei colleghi sardi, che \u00e8 assolutamente necessaria, veramente bisogna sospendere per alcuni minuti la seduta, sospendiamola, ma, onorevole Lussu, la prego, che nella riunione della deputazione sarda non si riapra una discussione del genere di quella che stiamo facendo adesso qui.<\/p><p>MASTINO PIETRO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MASTINO PIETRO. Faccio mia la proposta di sospendere la seduta per dieci minuti, o con la motivazione dell\u2019onorevole Lussu o con un\u2019altra che potrebbe essere questa: la necessit\u00e0, per lo meno l\u2019opportunit\u00e0, che ha la deputazione sarda di uno scambio di idee circa la situazione che si \u00e8 venuta a creare. Dobbiamo parlare anche con i Consiglieri regionali.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Mastino Pietro, l\u2019ho detto un momento fa: la prosecuzione dei lavori non \u00e8 regolata dalla deputazione sarda e neanche dai delegati dalla Consulta sarda. L\u2019Assemblea ha preso una decisione alla quale \u00e8 impegnata. La Commissione deve riunirsi e domani mattina deve esaminare il Titolo III. Non c\u2019\u00e8 deputazione di deputati sardi e di delegati della Consulta sarda che possa impedire che questo avvenga. Si riuniscano i deputati sardi quando avremo finita la nostra seduta stasera, per quanto tardi possiamo finirla, e verranno domani mattina con un pensiero comune su quel solo argomento che fino a questo momento si \u00e8 presentato controverso. Non sappiamo ancora se ci\u00f2 che ci rimane da esaminare dar\u00e0 luogo ad altrettanti contrasti. Ci auguriamo di no, ma fin da adesso dobbiamo fare in modo che ci\u00f2 che pu\u00f2 essere fatto, si faccia.<\/p><p>Onorevole Mastino Pietro, comunque, come \u00e8 stato fatto altre volte, sospendiamo i nostri lavori per pochi minuti.<\/p><p>(<em>La seduta, sospesa atte 18.55, \u00e8 ripresa atte 19.15<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Presentazione di un disegno di legge costituzionale.<\/p><p>GRASSI, <em>Ministro di grazia e giustizia. <\/em>Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>GRASSI, <em>Ministro di grazia e giustizia. <\/em>Mi onoro di presentare all\u2019Assemblea il disegno di legge costituzionale: \u00abNorme per la proponibilit\u00e0 dei giudizi e per le garanzie di indipendenza della Corte costituzionale\u00bb.<\/p><p>Data l\u2019urgenza del disegno di legge prego la Presidenza di trasmetterlo immediatamente al Comitato dei Diciotto, perch\u00e9 ne possa riferire con urgenza all\u2019Assemblea possibilmente nella giornata di domani.<\/p><p>PRESIDENTE. Do atto della presentazione di questo disegno di legge che, se non vi sono osservazioni, sar\u00e0 trasmesso al Comitato dei Diciotto immediatamente, in modo che esso possa essere posto all\u2019ordine del giorno nel pi\u00f9 breve tempo possibile.<\/p><p>(<em>Cos\u00ec rimane stabilito<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Si riprende la discussione del disegno di legge costituzionale: Statuto speciale per la Sardegna. (62).<\/p><p>MASTINO GESUMINO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MASTINO GESUMINO. Io vorrei chiarire, a nome mio personale e dei colleghi della deputazione sarda di tutti i partiti, la situazione spirituale in cui noi ci troviamo. In seguito al comportamento, certamente degno del senso di responsabilit\u00e0 dell\u2019Assemblea \u2013 la quale evidentemente anche in questo caso vuole addentrarsi nell\u2019esame di tutti gli articoli dello Statuto nostro per rendersi conto della loro portata \u2013 si verifica questa situazione di fatto incresciosissima: che noi, pur essendo alla scadenza del nostro lavoro, che non pu\u00f2 oltrepassare il 31 gennaio, pur vincolati dalla necessit\u00e0 di essere rapidi e brevi, stiamo trascinando questa discussione in forme, che certe volte oltrepassano la necessit\u00e0 di diligenza e di esame spassionato. Ho visto, ad esempio, che alcuni colleghi hanno voluto servirsi della bilancia dell\u2019orafo, per misurare se veramente una frase avesse il peso giuridico esatto, oppure se dovesse essere variata per corrispondere a certe personali intuizioni dialettico-giuridiche.<\/p><p>Signor Presidente, prego lei, quale esponente degli interessi e dei diritti di tutti noi, di pregare tutti i colleghi di tener presente la specialit\u00e0 dei fatti e di far s\u00ec che questo nostro Statuto \u2013 come da impegno preso da tutti i capi-gruppo \u2013 sia rapidamente approvato senza che per ogni disposizione di legge si ingaggi un pi\u00f9 o meno brillante torneo oratorio.<\/p><p>Si prospetteranno le questioni essenziali e sostanzialmente attinenti a qualche essenziale problema in discussione; ma sugli articoli di non grande portata e che non possono suscitare gravi dissensi si sorvoli e si giunga all\u2019approvazione senza discussione. Sugli emendamenti che qualcuno creda indispensabile proporre, si potr\u00e0 discutere, ma ci si limiti a pronunziare le parole indispensabili per la relativa delucidazione.<\/p><p>In questo senso esprimo il parere mio personale e di tutta la deputazione sarda, che rappresenta gli interessi, il volere e la passione di tutto il popolo sardo! (<em>Approvazioni<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PERSICO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>PERSICO. Non credo che l\u2019amico Mastino Gesumino alludesse a me nel suo intervento.<\/p><p>Comunque, per l\u2019affetto che mi lega alla Sardegna, perch\u00e9 l\u00e0 ho passato gli anni pi\u00f9 belli della mia infanzia, dichiaro di rinunziare a tutti gli emendamenti da me proposti. (<em>Applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, passiamo all\u2019esame del Titolo IV.<\/p><p>Organi della Regione.<\/p><p>Si dia lettura dell\u2019articolo 16.<\/p><p>SCHIRATTI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abSono organi della Regione: il Consiglio regionale, la Giunta regionale ed il suo Presidente\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Non essendovi emendamenti, lo pongo in votazione.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Si dia lettura dell\u2019articolo 17.<\/p><p>SCHIRATTI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abIl Consiglio regionale \u00e8 composto di consiglieri eletti, in ragione di uno ogni ventimila abitanti, a suffragio universale, diretto, uguale e segreto e con sistema proporzionale, secondo le norme stabilite con legge regionale\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Non essendovi emendamenti, lo pongo in votazione.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo all\u2019articolo 18. Se ne dia lettura.<\/p><p>SCHIRATTI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00ab\u00c8 elettore ed eleggibile al Consiglio regionale chi \u00e8 iscritto nelle liste elettorali della Regione.<\/p><p>\u00abL\u2019ufficio di consigliere regionale \u00e8 incompatibile con quello di membro di una delle Camere o di un altro Consiglio regionale o di sindaco di un Comune con popolazione superiore a diecimila abitanti.<\/p><p>\u00abI casi di ineleggibilit\u00e0 e gli altri casi di incompatibilit\u00e0 sono stabiliti con legge dello Stato\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Non essendovi emendamenti, lo pongo in votazione.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo all\u2019articolo 19. Se ne dia lettura.<\/p><p>SCHIRATTI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abIl Consiglio regionale \u00e8 eletto per quattro anni.<\/p><p>\u00abLe elezioni sono indette dal Presidente della Giunta regionale entro quindici giorni dalla fine del precedente Consiglio e hanno luogo non oltre il sessantesimo giorno.<\/p><p>\u00abIl nuovo Consiglio \u00e8 convocato entro venti giorni dalle elezioni\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Non essendovi emendamenti, lo pongo in votazione.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo all\u2019articolo 20. Se ne dia lettura.<\/p><p>SCHIRATTI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abIl Consiglio regionale elegge, fra i suoi componenti, il Presidente, l\u2019Ufficio di presidenza e Commissioni, in conformit\u00e0 al regolamento interno, che esso adotta a maggioranza assoluta dei suoi componenti\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Non essendovi emendamenti, lo pongo in votazione.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo all\u2019articolo 21. Se ne dia lettura.<\/p><p>SCHIRATTI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abIl Consiglio si riunisce di diritto il primo giorno non festivo di febbraio e di ottobre.<\/p><p>\u00abEsso si riunisce in via straordinaria per iniziativa del suo Presidente o su richiesta del Presidente della Giunta regionale o di un quarto dei suoi componenti\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Non essendovi emendamenti, lo pongo in votazione.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo all\u2019articolo 22. Se ne dia lettura.<\/p><p>SCHIRATTI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abLe deliberazioni del Consiglio regionale non sono valide se non \u00e8 presente la maggioranza dei suoi componenti e se non sono adottate a maggioranza dei presenti, salvo che sia prescritta una maggioranza speciale\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Non essendovi emendamenti, lo pongo in votazione.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo all\u2019articolo 23. Se ne dia lettura.<\/p><p>SCHIRATTI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abLe sedute del Consiglio regionale sono pubbliche.<\/p><p>\u00abIl Consiglio tuttavia pu\u00f2 deliberare di riunirsi in seduta segreta\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Non essendovi emendamenti, lo pongo in votazione.<\/p><p>(<em>\u00c8<\/em> <em>approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo all\u2019articolo 24. Se ne dia lettura.<\/p><p>SCHIRATTI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abI consiglieri regionali, prima di essere ammessi all\u2019esercizio delle loro funzioni, prestano giuramento di essere fedeli alla Repubblica e di esercitare il loro ufficio al solo scopo del bene inseparabile dello Stato e della Regione autonoma della Sardegna\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Non essendovi emendamenti, lo pongo in votazione.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo all\u2019articolo 25. Se ne dia lettura.<\/p><p>SCHIRATTI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abI consiglieri regionali rappresentano l\u2019intera Regione\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Non essendovi emendamenti, lo pongo in votazione.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo all\u2019articolo 26. Se ne dia lettura.<\/p><p>SCHIRATTI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abI consiglieri regionali non possono essere perseguiti per le opinioni espresse e i voti dati nell\u2019esercizio delle loro funzioni\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Non essendovi emendamenti, lo pongo in votazione.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo all\u2019articolo 27. Se ne dia lettura.<\/p><p>SCHIRATTI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abI consiglieri regionali ricevono una indennit\u00e0 fissata con legge regionale\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Non essendovi emendamenti, lo pongo in votazione.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo all\u2019articolo 28. Se ne dia lettura.<\/p><p>SCHIRATTI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abIl Consiglio regionale esercita le funzioni legislative attribuite alla Regione\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. A questo articolo l\u2019onorevole Mannironi ha presentato il seguente emendamento:<\/p><p>\u00ab<em>Aggiungere dopo la parola:<\/em> legislative <em>le parole:<\/em> e regolamentari\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Mannironi rinuncia a svolgerlo.<\/p><p>Pongo in votazione il testo dell\u2019articolo con l\u2019aggiunta proposta dall\u2019onorevole Mannironi.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo all\u2019articolo 29. Se ne dia lettura.<\/p><p>SCHIRATTI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abL\u2019iniziativa delle leggi spetta alla Giunta regionale, ai membri del Consiglio ed al popolo sardo\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Non essendovi emendamenti, lo pongo in votazione.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo all\u2019articolo 30. Se ne dia lettura.<\/p><p>SCHIRATTI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abL\u2019iniziativa popolare si esercita mediante la presentazione di un disegno di legge da parte di almeno diecimila elettori\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Non essendovi emendamenti, lo pongo in votazione.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo all\u2019articolo 31. Se ne dia lettura.<\/p><p>SCHIRATTI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abOgni disegno di legge deve essere previamente esaminato da una Commissione, ed approvato dal Consiglio, articolo per articolo, con votazione finale a scrutinio segreto\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Mannironi propone di sopprimere le ultime parole: \u00aba scrutinio segreto\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Mannironi ha facolt\u00e0 di svolgere l\u2019emendamento.<\/p><p>MANNIRONI. Ho proposto questo emendamento per mettere l\u2019articolo in armonia con l\u2019articolo 72 della Costituzione.<\/p><p>PRESIDENTE. Invito l\u2019onorevole Ambrosini ad esprimere il parere della Commissione.<\/p><p>AMBROSINI, <em>Relatore.<\/em> La Commissione non si oppone.<\/p><p>FABBRI, <em>Relatore.<\/em> Occorrerebbe, tuttavia, aggiungere una \u00abe\u00bb prima delle parole \u00abcon votazione finale\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Sta bene. Pongo in votazione il testo dell\u2019articolo, con la soppressione delle parole \u00aba scrutinio segreto\u00bb, e con l\u2019aggiunta della \u00abe\u00bb prima delle parole \u00abcon votazione finale\u00bb.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo all\u2019articolo 32. Se ne dia lettura.<\/p><p>SCHIRATTI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abIl Consiglio regionale approva ogni anno il bilancio e il rendiconto consuntivo presentati dalla Giunta.<\/p><p>\u00abL\u2019esercizio finanziario della Regione ha la decorrenza dell\u2019anno solare\u00bb.<\/p><p>BERTONE. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>BERTONE. Scusi, signor Presidente, vorrei chiedere se non si ritenga che sia pi\u00f9 opportuno far coincidere le date dell\u2019esercizio finanziario della Regione con quelle dell\u2019esercizio finanziario dello Stato, perch\u00e9 c\u2019\u00e8 una interferenza assoluta di interessi, dato che si prendono le imposte dello Stato e il bilancio dello Stato si chiude il 30 giugno.<\/p><p>Mi pare che sarebbe opportuno unificare le date.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Fabbri, la prego di esprimere il parere della Commissione sulla proposta dell\u2019onorevole Bertone.<\/p><p>FABBRI, <em>Relatore.<\/em> La Commissione ha ritenuto che questa differenza cronologica fosse un elemento utile per raggiustamento delle cose in sede di bilancio successivo alla chiusura del conto dell\u2019azienda, in un certo senso, minore rispetto a quella dello Stato.<\/p><p>Questa \u00e8 la ragione della voluta non coincidenza delle date.<\/p><p>BERTONE. Non insisto, se la Commissione ne fa ragione di studio.<\/p><p>PRESIDENTE. Pongo in votazione l\u2019articolo 32.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo all\u2019articolo 33. Se ne dia lettura.<\/p><p>SCHIRATTI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abUn disegno di legge adottato dal Consiglio regionale \u00e8 sottoposto al <em>referendum<\/em> popolare su deliberazione della Giunta o quando ne sia fatta domanda da almeno un terzo dei consiglieri o da diecimila elettori.<\/p><p>\u00abIl <em>referendum<\/em> non \u00e8 valido se non vi partecipa almeno un terzo degli elettori.<\/p><p>\u00abLa maggioranza, nelle materie sottoposte a <em>referendum<\/em>, si calcola in base ai voti validamente espressi.<\/p><p>\u00abNon \u00e8 ammesso il <em>referendum<\/em>, per le leggi tributarie e di approvazione di bilanci.<\/p><p>\u00abLe modalit\u00e0 di attuazione del <em>referendum<\/em> sono stabilite con legge regionale\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Non essendovi emendamenti, lo pongo in votazione.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Passiamo all\u2019articolo 34. Se ne dia lettura.<\/p><p>SCHIRATTI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abOgni legge approvata dal Consiglio regionale \u00e8 comunicata al Governo della Repubblica e promulgata trenta giorni dopo la comunicazione, salvo che il Governo non la rinvii al Consiglio regionale col rilievo che eccede la competenza della Regione o contrasta con gli interessi nazionali.<\/p><p>\u00abOve il Consiglio regionale l\u2019approvi di nuovo a maggioranza assoluta dei suoi componenti, \u00e8 promulgata se, entro quindici giorni dalla nuova comunicazione, il Governo della Repubblica non promuove la questione di legittimit\u00e0 davanti alla Corte costituzionale o quella di merito per contrasto di interessi davanti alle Camere.<\/p><p>\u00abQualora una legge sia dichiarata urgente dal Consiglio regionale a maggioranza assoluta dei suoi componenti, la promulgazione e l\u2019entrata in vigore, se il Governo della Repubblica consente, non sono subordinati ai termini sopraindicati. Ove il Governo non consenta, si applica il secondo comma del presente articolo.<\/p><p>\u00abLe leggi sono promulgate dal Presidente della Giunta regionale ed entrano in vigore il quindicesimo giorno successivo a quello della loro pubblicazione nel <em>Bollettino Ufficiale <\/em>della Regione, salvo che esse stabiliscano un termine diverso.<\/p><p>PRESIDENTE. Non essendovi emendamenti, lo pongo in votazione.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo all\u2019articolo 35. Se ne dia lettura.<\/p><p>SCHIRATTI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abIl Presidente della Giunta regionale, la Giunta ed i suoi componenti sono organi esecutivi della Regione\u00bb.<\/p><p>BERTONE. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>BERTONE. Domando se per caso questo articolo, cos\u00ec come \u00e8 concepito, non viene a trovarsi un po\u2019in contraddizione con l\u2019aggiunta che l\u2019onorevole Mannironi ha suggerito per l\u2019articolo 28, per la quale questo veniva cos\u00ec completato:<\/p><p>\u00abIl Consiglio regionale esercita le funzioni legislative e regolamentari\u00bb.<\/p><p>Ora, l\u2019esercizio delle funzioni regolamentari \u00e8 un atto squisito del potere esecutivo. Quando si dice all\u2019articolo 35 che il Presidente della Giunta regionale, la Giunta ed i suoi componenti sono organi esecutivi della Regione, questo significa che questi sono gli organi che applicano il regolamento.<\/p><p>MANNIRONI. Un conto \u00e8 applicarlo, un conto \u00e8 farlo.<\/p><p>BERTONE. Ma l\u2019articolo 28 attribuisce al Consiglio \u00able funzioni regolamentari\u00bb. Se al Consiglio regionale si d\u00e0 la funzione esecutiva, la si toglie alla Giunta regionale. Poich\u00e9 in questo articolo 35 si dice che la funzione esecutiva spetta alla Giunta regionale, mi pare che ci sia da mettere d\u2019accordo questo col fatto di aver conferito al Consiglio regionale le funzioni legislative e regolamentari.<\/p><p>PRESIDENTE. Invito l\u2019onorevole Ambrosini ad esprimere l\u2019avviso della Commissione.<\/p><p>AMBROSINI, <em>Relatore.<\/em> L\u2019osservazione dell\u2019onorevole Bertone poteva avere un peso in tema di articolo 28, cio\u00e8 quando si trattava di stabilire le competente del Consiglio regionale.<\/p><p>Indubbiamente la disposizione che l\u2019Assemblea ha gi\u00e0 votato non \u00e8 in armonia con la prassi costituzionale e con la legislazione vigente in tanti Paesi, in quanto, mentre le Assemblee legislative sovrane stabiliscono la legge, generalmente il regolamento \u2013 anche quando non \u00e8 detto in norme specifiche di legge e negli stessi statuti \u2013 spetta al potere esecutivo.<\/p><p>Ma fare il regolamento non significa eseguire la legge; fare il regolamento significa integrare la legge o, in ogni caso, disporre delle regole che hanno il valore di norme, cio\u00e8 quello che noi in linguaggio giuridico diciamo \u00ableggi in senso materiale\u00bb. Ed allora, per quanto poteva essere discutibile la proposta Mannironi che l\u2019Assemblea ha approvato, credo che non sia accettabile l\u2019argomentazione dell\u2019onorevole Bertone, in questo senso, che non c\u2019\u00e8 contrasto formale e neanche sostanziale fra quello che l\u2019Assemblea ha deliberato e quello che \u00e8 il testo attuale dell\u2019articolo 35, giacch\u00e9 l\u2019avere attribuito al Consiglio regionale il potere di fare, oltre la legge, anche i regolamenti, non interferisce per niente in quelle che sono le funzioni esecutive dell\u2019organo amministrativo. Quindi, quando l\u2019articolo 35 dice: \u00abla Giunta ed i suoi componenti sono organi esecutivi della Regione\u00bb, vuole indicare che sono organi esecutivi non solo per quanto si riferisce alle norme di legge, ma anche per quanto riguarda le norme degli eventuali regolamenti che il Consiglio della Regione approver\u00e0. Per queste ragioni, ritengo che l\u2019Assemblea possa approvare il testo dell\u2019articolo 35.<\/p><p>BERTONE. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>BERTONE. Probabilmente siamo in un equivoco. Io convengo perfettamente che l\u2019articolo 35 dev\u2019essere votato cos\u00ec com\u2019\u00e8, ma mi preoccupavo del fatto che, se questa funzione medesima, sia pure per una espressione inesatta, \u00e8 affidata al Consiglio regionale, evidentemente c\u2019\u00e8 un po\u2019di contrasto. Forse si pu\u00f2 chiarire in questo senso. Poich\u00e9 tanto nelle parole dell\u2019onorevole Ambrosini, come in quelle dell\u2019onorevole Mannironi, per funzione regolamentare si intende la funzione del Consiglio regionale di formare un regolamento, io mi dichiaro d\u2019accordo. Sarebbe stato meglio tuttavia, usare la parola \u00abpotest\u00e0\u00bb invece della parola \u00abfunzione\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Pongo in votazione l\u2019articolo 35.<\/p><p>(<em>\u00c8<\/em> <em>approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo all\u2019articolo 36. Se ne dia lettura.<\/p><p>SCHIRATTI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abIl Presidente della Giunta regionale \u00e8 il rappresentante della Regione autonoma della Sardegna\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Non essendovi emendamenti, lo pongo in votazione.<\/p><p>(<em>\u00c8<\/em> <em>approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo all\u2019articolo 37. Se ne dia lettura.<\/p><p>SCHIRATTI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abIl Presidente della Giunta regionale \u00e8 eletto dal Consiglio regionale fra i suoi componenti, subito dopo la nomina del Presidente del Consiglio e dell\u2019Ufficio di presidenza.<\/p><p>\u00abL\u2019elezione ha luogo per scrutinio segreto a maggioranza assoluta e, dopo il secondo scrutinio, a maggioranza relativa\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Laconi ha proposto il seguente emendamento:<\/p><p>\u00ab<em>Al<\/em> <em>primo comma, dopo le parole:<\/em> fra i suoi componenti, <em>aggiungere:<\/em> o fra i deputati e senatori locali\u00bb.<\/p><p>Ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>LACONI. Rinuncio allo svolgimento.<\/p><p>PRESIDENTE. Chiedo il parere della Commissione.<\/p><p>AMBROSINI, <em>Relatore.<\/em> Ritengo di non potere di mio arbitrio cambiare il deliberato della Commissione. Per altro, ci sono gi\u00e0 gli articoli 39 e 41, che apportano una innovazione a una norma della Costituzione, in quanto prevedono la possibilit\u00e0 che facciano parte della Giunta regionale persone che non fanno parte del Consiglio. Devo tuttavia ricordare all\u2019Assemblea che c\u2019\u00e8 una norma generale della Costituzione, che stabilisce l\u2019incompatibilit\u00e0 fra i membri del Consiglio regionale ed i membri delle Assemblee legislative. Dati questi princip\u00ee della Costituzione, pur senza aver avuto il tempo di interpellare i colleghi della Commissione, ritengo che l\u2019emendamento non debba essere accolto.<\/p><p>GRASSI, <em>Ministro di grazia e giustizia. <\/em>Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>GRASSI, <em>Ministro di grazia e giustizia. <\/em>Mi associo a quanto ha detto il Relatore della Commissione e prego l\u2019onorevole Laconi di non insistere, sia per le norme, stabilite negli articoli successivi, e sia per le tassative disposizioni della Costituzione. Nell\u2019articolo 122, secondo comma, della Costituzione si dice:<\/p><p>\u00abNessuno pu\u00f2 appartenere contemporaneamente a un Consiglio regionale e ad una delle Camere del Parlamento o ad un altro Consiglio regionale\u00bb.<\/p><p>Questa disposizione impedisce che i consiglieri regionali, e quindi innanzitutto il Presidente della Giunta, possano essere membri del Parlamento. Prego pertanto l\u2019onorevole Laconi di non insistere.<\/p><p>LACONI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LACONI. Nello Statuto sardo, all\u2019articolo 39, \u00e8 gi\u00e0 previsto il modo di formazione della Giunta regionale, modo diverso da quello previsto per le altre Regioni e anche per la Regione siciliana. \u00c8 cio\u00e8 consentito che ne facciano parte elementi che non fanno parte del Consiglio.<\/p><p>Violiamo con ci\u00f2 un articolo della Costituzione? Non mi pare, dal momento che per la Sardegna \u00e8 previsto uno Statuto speciale. E non pare alla Commissione, se essa ha creduto di stabilire questo differente modo di formazione nel progetto di Statuto che \u00e8 dinanzi all\u2019Assemblea.<\/p><p>L\u2019unica modificazione che io propongo, dato che i componenti della Giunta possono non far parte del Consiglio, \u00e8 che sia ammesso che ne facciano parte anche deputati e senatori. E vi sono i motivi. Della Giunta possono far parte elementi tecnici: a maggior ragione mi pare che possano farne parte coloro che sono stati investiti dal popolo con l\u2019elezione a senatori o deputati. Questo non contravviene in nessun modo al principio democratico. Si dice: vi \u00e8 incompatibilit\u00e0 di fatto. Le incompatibilit\u00e0 le abbiamo gi\u00e0 stabilite fra Consiglio regionale ed Assemblee legislative. Ma qui non si tratta di questo: si tratta di consentire di far parte di un organo esecutivo e non mi pare che vi sia una impossibilit\u00e0 qualsiasi. Dato anche che su questa proposta consente la maggior parte dei colleghi della Deputazione sarda, io insisto quindi nel mio emendamento.<\/p><p>FABBRI, <em>Relatore.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>FABBRI, <em>Relatore.<\/em> Mi pare che vi sia una certa perplessit\u00e0 nell\u2019esposizione dell\u2019emendamento, perch\u00e9 l\u2019emendamento concerne esclusivamente il Presidente della Giunta, il quale \u00e8 Presidente della Regione ed \u00e8 anche, a certi fini, rappresentante del Governo.<\/p><p>L\u2019eccezione fatta per eventuali componenti della Giunta, cio\u00e8 per preposti a eventuali rami di servizi tecnici, per i quali si potrebbe riscontrare una eventuale deficienza in seno al Consiglio della Regione e che il Consiglio ritenesse di superare con la nomina di persone estranee ai suoi componenti, \u00e8 problema tutt\u2019affatto diverso e distinto da quello dell\u2019organo rappresentativo sia del Governo che del Consiglio.<\/p><p>Quindi non credo che l\u2019onorevole Laconi abbia ragione di argomentare, dalla norma che consente di nominare nella Giunta per un ramo dei servizi tecnici un elemento diverso dai componenti del Consiglio, la conseguenza che si possa attribuire un\u2019uguale origine al rappresentante della Regione e al rappresentante del Governo.<\/p><p>Quindi la Commissione insiste nel proprio testo e prega l\u2019onorevole Laconi di ritirare il suo emendamento.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Laconi, ella conserva il suo emendamento?<\/p><p>LACONI. Lo mantengo.<\/p><p>PRESIDENTE. Pongo in votazione la prima parte dell\u2019articolo 37 del primo comma:<\/p><p>\u00abIl Presidente della Giunta regionale \u00e8 eletto dal Consiglio regionale fra i suoi componenti\u00bb.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvata<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Pongo in votazione l\u2019emendamento aggiuntivo dell\u2019onorevole Laconi:<\/p><p>\u00abo fra i deputati e i senatori sardi\u00bb.<\/p><p>(<em>Non \u00e8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Pongo in votazione la seconda parte del primo comma: \u00absubito dopo la nomina del Presidente del Consiglio e dell\u2019Ufficio di Presidenza\u00bb.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvata<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Pongo in votazione il secondo comma:<\/p><p>\u00abL\u2019elezione ha luogo per scrutinio segreto a maggioranza assoluta e, dopo il secondo scrutinio, a maggioranza relativa\u00bb.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo all\u2019articolo 38. Se ne dia lettura.<\/p><p>SCHIRATTI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abI componenti della Giunta regionale, preposti ai singoli rami dell\u2019amministrazione, sono nominati dal Consiglio, su proposta del Presidente della Giunta.<\/p><p>\u00abIl Presidente ed i membri della Giunta restano in carica fino a che dura il Consiglio regionale\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Laconi ha proposto di sopprimere il secondo comma.<\/p><p>Ha facolt\u00e0 di svolgere il suo emendamento.<\/p><p>LACONI. Propongo la soppressione del secondo comma, perch\u00e9 non mi sembra chiaro. Ne comprendo il significato, ma la dizione letterale del comma pu\u00f2 essere interpretata nel senso che il Presidente ed i membri della Giunta, una volta eletti, durano in carica fino a che esiste quel Consiglio.<\/p><p>Siccome la Commissione non aveva questa intenzione, anzi l\u2019intenzione contraria, la prego o di modificare il comma, in modo che sia chiaro, o di accettarne la soppressione.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Mammoni ha presentato i seguenti due emendamenti:<\/p><p>\u00ab<em>Dopo le parole:<\/em> dal Consiglio, <em>aggiungere le altre:<\/em> in numero di otto\u00bb.<\/p><p>\u00ab<em>Nel secondo comma, in fine, aggiungere le parole:<\/em> e fino a che avr\u00e0 la fiducia della maggioranza del Consiglio\u00bb.<\/p><p>Ha facolt\u00e0 di svolgerli:<\/p><p>MANNIRONI. Il progetto di Statuto non fissa il numero dei componenti la Giunta; se lasciassimo questa lacuna, il Consiglio regionale sarebbe arbitro di nominare una Giunta col numero di componenti che esso credesse, volta per volta.<\/p><p>A me pare invece che una norma, per lo meno indicativa, debba essere fissata, per evitare che la Giunta diventi nelle varie legislature, un organismo o pletorico o insufficiente e comunque non uniforme.<\/p><p>Il secondo emendamento mi pare serva a chiarire il dubbio sollevato dall\u2019onorevole Laconi. L\u2019emendamento mira a mettere in relazione questo articolo 38 con l\u2019articolo 52, il quale prevede la possibilit\u00e0 di scioglimento del Consiglio regionale, quando esso non proceda alla sostituzione della Giunta regionale o del Presidente; il che vorrebbe dire che \u00e8 data la possibilit\u00e0 al Consiglio di dare voto di sfiducia e quindi sostituire la Giunta e il Presidente.<\/p><p>Ora si tratta di fissare nello Statuto esplicitamente il principio e le modalit\u00e0 del voto di sfiducia.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Laconi, lei aderisce all\u2019emendamento proposto dall\u2019onorevole Mannironi?<\/p><p>LACONI. La forma non mi pare troppo felice.<\/p><p>FABBRI, <em>Relatore.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>FABBRI, <em>Relatore.<\/em> Al primo comma dell\u2019articolo 38 si potrebbe dire \u00absono nominati e revocati dal Consiglio\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Sta bene.<\/p><p>L\u2019onorevole Ambrosini ha facolt\u00e0 di esprimere il parere della Commissione sugli emendamenti proposti all\u2019articolo 38.<\/p><p>AMBROSINI, <em>Relatore.<\/em> Riguardo all\u2019emendamento Mannironi, sul numero dei componenti della Giunta, ritengo che non sia necessario fare una specificazione. Il Consiglio regionale, quando dovr\u00e0 fare il suo regolamento, previsto dalla Carta costituzionale, e chiamato statuto per differenziarlo dagli Statuti speciali, potr\u00e0, col suo senso di responsabilit\u00e0, in proporzione al volume degli affari, stabilire il numero dei componenti la Giunta.<\/p><p>MANNIRONI. Ritiro i miei due emendamenti.<\/p><p>AMBROSINI, <em>Relatore.<\/em> Quanto alla proposta dell\u2019onorevole Laconi, la Commissione ritiene che il dubbio non poteva sorgere, perch\u00e9 questa disposizione si inquadra in tutto l\u2019ordinamento costituzionale e nelle norme fondamentali dell\u2019ordinamento giuridico, per cui non c\u2019\u00e8 alcun organo esecutivo che promani da un\u2019Assemblea, che possa restare in carica, se viene meno la fiducia dell\u2019Assemblea. I colleghi della Commissione, che ho potuto consultare, ritengono che si pu\u00f2 sopprimere il secondo comma, perch\u00e9 la sostanza di tutto l\u2019articolo non pu\u00f2 mai venire in contestazione. Comunque la Commissione si rimette all\u2019Assemblea.<\/p><p>FABBRI, <em>Relatore.<\/em> Non insisto sulla mia proposta.<\/p><p>PRESIDENTE. Pongo pertanto in votazione soltanto il primo comma dell\u2019articolo 38:<\/p><p>\u00abI componenti della Giunta regionale, preposti ai singoli rami dell\u2019amministrazione, sono nominati dal Consiglio, su proposta del Presidente della Giunta\u00bb.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo all\u2019articolo 39. Se ne dia lettura.<\/p><p>SCHIRATTI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abI membri della Giunta regionale hanno diritto di assistere alle sedute del Consiglio, anche se non ne facciano parte\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo all\u2019articolo 40. Se ne dia lettura.<\/p><p>SCHIRATTI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abL\u2019Ufficio di Presidente della Giunta regionale e di membro della Giunta \u00e8 incompatibile con qualsiasi altro ufficio pubblico\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Laconi aveva presentato il seguente emendamento:<\/p><p>\u00ab<em>Dopo le parole:<\/em> ufficio pubblico, <em>aggiungere:<\/em> fatta eccezione per l\u2019ufficio di deputato o di senatore\u00bb.<\/p><p>LACONI. Lo ritiro.<\/p><p>PRESIDENTE. Pongo in votazione l\u2019articolo 40, nella formulazione test\u00e9 letta.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo all\u2019articolo 41. Se ne dia lettura.<\/p><p>SCHIRATTI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abI dipendenti di una pubblica amministrazione che siano nominati membri della Giunta regionale sono messi a disposizione della Regione senza assegni, ma conservano gli altri diritti di carriera e di anzianit\u00e0\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Non essendoci emendamenti, lo pongo in votazione.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo all\u2019articolo 42. Se ne dia lettura.<\/p><p>SCHIRATTI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abContro i provvedimenti dei membri della Giunta regionale preposti ai singoli rami dell\u2019amministrazione \u00e8 dato ricorso alla Giunta, che decide con decreto del suo Presidente.<\/p><p>\u00abTale decreto costituisce provvedimento definitivo\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Non essendoci emendamenti, lo pongo in votazione.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo all\u2019articolo 43. Se ne dia lettura.<\/p><p>SCHIRATTI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abIl Consiglio regionale ha facolt\u00e0 di istituire organi di consulenza tecnica\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Non essendoci emendamenti lo pongo in votazione.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo al Titolo V. Enti locali.<\/p><p>Si dia lettura dell\u2019articolo 44.<\/p><p>SCHIRATTI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abLe provincie di Cagliari, Nuoro e Sassari conservano l\u2019attuale struttura di enti territoriali.<\/p><p>\u00abCon legge regionale possono essere modificati il numero, la circoscrizione, le funzioni e la struttura delle provincie, in conformit\u00e0 alla volont\u00e0 delle popolazioni di ciascuna delle provincie interessate espressa con <em>referendum<\/em>\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Ministro dell\u2019interno ha presentato il seguente emendamento:<\/p><p>\u00ab<em>Al secondo comma, sopprimere le parole: <\/em>il numero\u00bb.<\/p><p>Ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>SCELBA, <em>Ministro dell\u2019interno.<\/em> Ho presentato un emendamento in cui si chiede che nel secondo comma sia soppressa la facolt\u00e0 della istituzione di nuove provincie.<\/p><p>L\u2019articolo 133 della Costituzione prescrive:<\/p><p>\u00abIl mutamento delle circoscrizioni provinciali e la istituzione di nuove Provincie nell\u2019ambito d\u2019una Regione sono stabiliti con legge della Repubblica, su iniziativa dei Comuni, sentita la stessa Regione\u00bb.<\/p><p>Con l\u2019articolo 44 dello Statuto per la Sardegna, questa competenza verrebbe attribuita alla Regione e sottratta allo Stato, e con ci\u00f2 si derogherebbe alla Costituzione. Per quanto riguarda la Sicilia era prevista la soppressione della provincia: non c\u2019era deroga al principio costituzionale, non c\u2019era contrasto, direi, con la Costituzione approvata successivamente.<\/p><p>La potest\u00e0 di istituzione di nuove provincie non pu\u00f2 essere, a mio avviso, lasciata alla legge regionale, in quanto l\u2019istituzione di una provincia comporta necessariamente anche l\u2019istituzione di organi dell\u2019amministrazione centrale dello Stato; \u00e8 la stessa Costituzione, all\u2019articolo 129, dice: \u00able provincie e i comuni sono anche circoscrizioni di decentramento statale e regionale\u00bb.<\/p><p>Facciamo un\u2019ipotesi concreta. In sostanza, non sappiamo quale sar\u00e0 la sorte dei prefetti, ma, se rimangono in funzione, istituendosi una nuova provincia, necessariamente questa reclamer\u00e0 dallo Stato che vi sia mandato un prefetto. Questo significa una spesa per lo Stato. Ora, non possiamo gravare lo Stato di una spesa deliberata da un\u2019Assemblea regionale. Questo per me \u00e8 il problema fondamentale. D\u2019altro canto, non sarebbe possibile che alcune provincie avessero il Prefetto ed altre no. A me pare che, quindi, la potest\u00e0 di istituzione di nuove provincie dovrebbe essere mantenuta nei limiti della Costituzione, cio\u00e8 a dire lasciare ad una legge dello Stato l\u2019istituzione di nuove provincie.<\/p><p>Quindi, non vedo la ragione giustificativa della deroga, tanto pi\u00f9 che l\u2019istituzione della nuova provincia comporterebbe necessariamente dei legami con l\u2019attivit\u00e0 dello Stato.<\/p><p>Mi sono permesso di presentare un emendamento nel quale si chiede che sia soppressa la facolt\u00e0 di istituire nuove provincie, ferma restando la possibilit\u00e0 dell\u2019Assemblea regionale di portare delle modificazioni alle circoscrizioni provinciali.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Preti ha presentato il seguente emendamento: \u00abSopprimere il secondo comma\u00bb.<\/p><p>Ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>PRETI. Tengo subito a far notare che, come vi \u00e8 un articolo 135, che deferisce allo Stato la creazione di nuove provincie, cos\u00ec vi \u00e8 anche un articolo 128, il quale stabilisce che le circoscrizioni provinciali sono determinate dalle leggi dello Stato. Ora, ci si potrebbe anche chiedere se con uno Statuto speciale si possa proprio derogare a questo articolo. Se cos\u00ec fosse, non vedrei perch\u00e9 uno Statuto speciale non possa anche derogare ad esempio agli articoli sulla scuola, all\u2019articolo 40 sullo sciopero, agli articoli sulla libert\u00e0 di stampa.<\/p><p>Mi sembra infatti che l\u2019articolo 128, cos\u00ec come il 135, riferendosi particolarmente alle provincie ed ai comuni, non sia uno di quegli articoli di carattere squisitamente regionale, per cui si pu\u00f2 ammettere che gli Statuti speciali vadano al di l\u00e0 delle norme stabilite dalla Costituzione per le Regioni.<\/p><p>Ammetto che questa preclusione di carattere costituzionale potrebbe essere anche discussa; ma restano in vita quelle di carattere sostanziale. E per quanto si riferisce alla struttura e alle funzioni della provincia, mi pare che esse dovrebbero essere le medesime in tutto il territorio dello Stato per evitare dannosi squilibri.<\/p><p>E veniamo al numero e alla circoscrizione delle provincie. L\u2019onorevole Scelba ha detto che, se sorge una nuova provincia, come ente autarchico, bisogna anche darle un nuovo prefetto? Ci sono state delle interruzioni! Ma se anche non ci fossero le prefetture, ci sarebbe sempre la questura, l\u2019Intendenza di finanza, la Direzione delle poste, il Genio civile ecc. ecc., dato che quasi tutti i rami dell\u2019amministrazione statale sono decentrati provincialmente. Quindi, la sparizione del prefetto lascerebbe il problema cos\u00ec come oggi \u00e8.<\/p><p>E il problema non si pone solo quando sorge o scompare una nuova provincia, come ha messo in evidenza il Ministro onorevole Scelba, ma anche quando da parte della Regione si prenda l\u2019iniziativa di mutare le circoscrizioni provinciali.<\/p><p>Lo Stato in questo modo \u00e8 costretto ad attuare il decentramento delle proprie amministrazioni dirette cos\u00ec come vuole la Regione, di cui, sotto questo aspetto esso diventa schiavo; oppure procede in maniera diversa rispetto alla Regione, ed allora si avranno squilibri inconcepibili. Per queste ragioni io insisto sul mio emendamento soppressivo.<\/p><p>CHIEFFI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CHIEFFI. Propongo che si voti per divisione.<\/p><p>AMBROSINI, <em>Relatore.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>AMBROSINI, <em>Relatore.<\/em> Questo problema fu gi\u00e0 ampiamente discusso. Non esiste una pregiudiziale di incostituzionalit\u00e0, perch\u00e9 la norma stabilita da questo secondo comma dell\u2019articolo 74 non ferisce la struttura della Costituzione.<\/p><p>Se noi, per ogni norma diversa da quella segnata dalla Costituzione, andassimo a fare questa indagine, verremmo a trovarci nella impossibilit\u00e0, o comunque nella grave difficolt\u00e0 di configurare uno Statuto speciale. Passando al merito, io dissi questa mattina (perch\u00e9 io segnalai di gi\u00e0 la novit\u00e0 della disposizione all\u2019Assemblea) che le titubanze, anzi l\u2019opposizione che l\u2019onorevole Abozzi, specialmente, aveva sollevata contro questa disposizione era stata placata dall\u2019ultima parte di questo secondo comma, nella quale si stabiliva che il mutamento, in ogni caso, non potesse avvenire se non con il consenso di tutte le popolazioni interessate; ed allora pare alla Commissione che resta la questione proposta dall\u2019onorevole Ministro dell\u2019interno, in quanto effettivamente, non il cambiare, ma l\u2019istituire nuove provincie, pu\u00f2 importare per lo Stato l\u2019aggravio di nuovi oneri, per cui all\u2019aumento della struttura e delle funzioni dello Stato, territorialmente distribuite, l\u2019onorevole Ministro ritiene che non possa procedersi con una legge regionale. Ed allora la Commissione, compreso l\u2019onorevole Lussu, deputato sardo \u2013 dopo essersi consultata \u2013 ritiene che si pu\u00f2 accedere alla richiesta dell\u2019onorevole Ministro dell\u2019interno. Ci\u00f2 pu\u00f2 farsi con la soppressione, nel secondo comma, della parola \u00abil numero\u00bb; cosicch\u00e9 il comma verrebbe ad essere cos\u00ec formulato: \u00abcon legge regionale possono essere modificate le circoscrizioni, le funzioni e la struttura delle provincie\u00bb.<\/p><p>Conseguentemente, il numero delle provincie resterebbe quello che \u00e8. Non potrebbero crearsi nuove provincie; ora, questa volont\u00e0 di non creare nuove provincie \u00e8 stata chiaramente manifestata da tutti i rappresentanti della Sardegna. Restava, con la disposizione che stiamo esaminando, la possibilit\u00e0 giuridica. Sopprimendo la parola \u00abnumero\u00bb, questa stessa possibilit\u00e0 giuridica \u00e8 eliminata, e si va incontro completamente a quella che \u00e8 la richiesta dell\u2019onorevole Ministro dell\u2019interno.<\/p><p>MANNIRONI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MANNIRONI. Io vorrei chiedere un chiarimento sulle parole \u00abfunzioni e struttura\u00bb delle provincie. Io proporrei che si sopprimessero anche queste.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Ambrosini, se mi permette, la pregherei di mettere in relazione la spiegazione che dar\u00e0 all\u2019onorevole Mannironi con la condizione posta in questo comma, per cui queste modificazioni sono subordinate alla volont\u00e0 delle popolazioni.<\/p><p>Le popolazioni possono essere interessate direttamente per ci\u00f2 che concerne le circoscrizioni, ma non per i problemi della struttura e delle funzioni.<\/p><p>AMBROSINI, <em>Relatore.<\/em> L\u2019osservazione del Presidente \u00e8 giustissima, per quanto avviene normalmente. Ma ci sono cambiamenti di funzioni, aggiunte o diminuzioni di competenze del Consiglio regionale.<\/p><p>Ora, se normalmente questa materia pu\u00f2 sembrare un po\u2019fuori dell\u2019interesse delle popolazioni, pu\u00f2 darsi che quello che propone il Consiglio regionale non incontri l\u2019approvazione di esse.<\/p><p>Del resto, questa stessa osservazione potrebbe farsi riguardo al diritto di <em>referendum <\/em>dato al popolo e anche all\u2019iniziativa popolare, la quale investe una qualsiasi materia.<\/p><p>Intendo peraltro che non sarebbe necessaria l\u2019indicazione precisa delle funzioni e della struttura. Ma, ripeto, siccome con questo la Commissione ha creduto di andare incontro alle pressanti richieste della Consulta sarda, io, come esponente della Commissione, non mi sento autorizzato a fare una rinunzia in proposito. Si regoli l\u2019Assemblea, nella sua coscienza, come \u00e8 pi\u00f9 opportuno.<\/p><p>BERTONE. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>BERTONE. Chiedo scusa ai colleghi. Se non ho inteso male, mi pare che la Commissione riconosce che dovrebbe sopprimersi la parola \u00abnumero\u00bb. Ma io faccio presente che l\u2019articolo 133 della Costituzione dispone testualmente che il mutamento delle circoscrizioni provinciali e l\u2019istituzione di nuove provincie nell\u2019ambito di una Regione sono stabiliti con legge della Repubblica.<\/p><p>Ora, questo articolo 44 stabilisce, oltre alla facolt\u00e0 della Regione di procedere alla costituzione di una nuova provincia, anche il mutamento delle circoscrizioni.<\/p><p>Io non ho alcun interesse particolare: faccio una questione legale e costituzionale. Non vorrei che sorgesse una difficolt\u00e0 in proposito.<\/p><p>La Costituzione stabilisce che il mutamento delle circoscrizioni provinciali si effettua mediante una legge della Repubblica; qui si dice che il mutamento delle circoscrizioni provinciali pu\u00f2 esser compiuto mediante una legge regionale. Evidentemente c\u2019\u00e8 un contrasto: bisogna decidere o l\u2019una o l\u2019altra cosa.<\/p><p>Se abbiamo riconosciuto che non si pu\u00f2 procedere alla costituzione di una nuova provincia, perch\u00e9 ci\u00f2 sarebbe in contrasto con l\u2019articolo 128 (<em>Commenti<\/em>), dobbiamo parimenti ritenere che non si pu\u00f2 modificare la circoscrizione di una provincia esistente.<\/p><p>Ed allora resta devoluto alla Regione soltanto il potere di modificazione delle funzioni e della struttura.<\/p><p>ABOZZI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>ABOZZI. Io ho dichiarato questa mattina che non avrei posto personalmente la questione dell\u2019incostituzionalit\u00e0 della norma, che pure si poteva porre, e ho detto anche le ragioni per cui non intendevo proporla, sicuro com\u2019ero e come sono che la provincia a cui appartengo non decreter\u00e0 mai col voto la sua morte. Tuttavia, poich\u00e9 da parte dell\u2019onorevole Preti e anche dell\u2019onorevole Bertone viene proposta la questione dell\u2019incostituzionalit\u00e0, dichiaro di ritenere incostituzionale la norma contenuta nel secondo comma dell\u2019articolo 44.<\/p><p>Faccio notare che l\u2019incostituzionalit\u00e0 si manifesta soprattutto nella parola \u00abstruttura\u00bb, perch\u00e9 nel primo comma si parla di \u00abattuale struttura di enti territoriali\u00bb; quindi per \u00abstruttura\u00bb si intende l\u2019organizzazione stessa della provincia, come ente territoriale, cio\u00e8 il fatto stesso che la provincia esista. Il cambiamento della struttura porterebbe dunque anche alla soppressione della provincia e comunque a mutarne l\u2019organizzazione di ente territoriale. La parola \u00abstruttura\u00bb \u00e8 la pi\u00f9 pericolosa dei due commi e ne propongo la soppressione.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Ambrosini, la prego di esprimere il parere della Commissione su quanto ha detto l\u2019onorevole Abozzi.<\/p><p>AMBROSINI, <em>Relatore.<\/em> L\u2019eccezione di incostituzionalit\u00e0, ripeto, non pu\u00f2 proporsi, non solo per la ragione di sostanza alla quale ho accennato poc\u2019anzi, ma anche e pi\u00f9 dal punto di vista formale. L\u2019eccezione di incostituzionalit\u00e0 potr\u00e0 proporsi avverso la norma di legge votata dal Parlamento ordinario, dalla Camera e dal Senato, ma non contro una norma che \u00e8 deliberata da questa Assemblea Costituente e per di pi\u00f9 non per una qualsiasi legge, ma per una legge che \u00e8 devoluta alla sua competenza costituzionale, giacch\u00e9 l\u2019articolo 116 dice che gli Statuti speciali saranno adottati con legge costituzionale.<\/p><p>Ora, se nella sostanza siamo d\u2019accordo \u2013 e l\u2019onorevole Ministro dell\u2019interno \u00e8 stato d\u2019accordo, giacch\u00e9 ha chiesto semplicemente la soppressione di una sola parola \u2013 se nella sostanza siamo d\u2019accordo, credete, egregi colleghi, che nessun dubbio pu\u00f2 sorgere dal punto di vista giuridico e formale, perch\u00e9 nessuno potr\u00e0 mai impugnare quello che \u00e8 stato deliberato da questa Assemblea nella sua funzione di Costituente, in base all\u2019articolo 116, nell\u2019adozione di questi Statuti speciali.<\/p><p>PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.<\/p><p>PRETI. Chiedo che si voti per divisione.<\/p><p>PRESIDENTE. Sta bene.<\/p><p>Pongo in votazione il primo comma dell\u2019articolo 44:<\/p><p>\u00abLe provincie di Cagliari, Nuoro e Sassari conservano l\u2019attuale struttura di enti territoriali\u00bb.<\/p><p>(<em>\u00c8<\/em> <em>approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Pongo in votazione le seguenti parole del secondo comma:<\/p><p>\u00abCon legge regionale possono essere modificati la circoscrizione\u00bb.<\/p><p>(<em>Dopo prova e controprove sono approvate<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Pongo in votazione le parole:<\/p><p>\u00able funzioni\u00bb.<\/p><p>(<em>Dopo prova e controprova, sono approvate<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Pongo in votazione le parole:<\/p><p>\u00abe la struttura\u00bb.<\/p><p>(<em>Dopo prova e controprova, non sono approvate<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Pongo in votazione la restante parte dell\u2019articolo:<\/p><p>\u00abdelle provincie in conformit\u00e0 alla volont\u00e0 delle popolazioni di ciascuna delle provincia interessate espressa con <em>referendum<\/em>\u00bb.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvata<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo all\u2019articolo 45. Se ne dia lettura.<\/p><p>SCHIRATTI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abLa Regione esercita normalmente le sue funzioni amministrative delegandole agli enti locali o valendosi dei loro uffici\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Non essendovi emendamenti, io pongo in votazione.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo all\u2019articolo 46. Se ne dia lettura:<\/p><p>SCHIRATTI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abLa Regione, sentite le popolazioni interessate, pu\u00f2 con legge istituire nel proprio territorio nuovi comuni e modificare le loro circoscrizioni e denominazioni\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Non essendovi emendamenti, lo pongo in votazione.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo all\u2019articolo 47. Se ne dia lettura.<\/p><p>SCHIRATTI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abIl controllo sugli atti degli enti locali \u00e8 esercitato da organi della Regione nei modi e nei limiti stabiliti con legge regionale in armonia coi princip\u00ee delle leggi dello Stato\u00bb.<\/p><p>NITTI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>NITTI. Onorevoli colleghi, voi sapete che io sono stato contrarissimo all\u2019aberrazione delle Regioni e che l\u2019ho combattuta come potevo. Voi sapete che io credo che le Regioni, insieme alla proporzionale, siano le due grandi forze di dissoluzione dello Stato italiano. Quindi non vi ripeter\u00f2 quelle dichiarazioni, ma devo salvare la mia coscienza e la mia dignit\u00e0.<\/p><p>Io non credo di votare nessun punto di queste disposizioni, pur convinto che la sola parte d\u2019Italia, di cui si poteva discutere pi\u00f9 di ogni altra, circa la convenienza di un largo sviluppo regionale \u00e8 la Sardegna. Ora mi proponevo di tacere. Ma adesso mi trovo di fronte all\u2019inverosimile, e devo salvare la mia coscienza e devo riservarmi per l\u2019avvenire prossimo il diritto di combattere queste cose che noi facciamo e che hanno carattere soltanto provvisorio.<\/p><p>Noi non abbiamo la possibilit\u00e0 di mantenere le cose che discutiamo e approviamo. Discutiamo cose che non sono state n\u00e9 meno esaminate, perch\u00e9 presentate all\u2019ultima ora. \u00c8 il pi\u00f9 grave \u00e8 che, accettando lo Statuto per la Sardegna, saremo obbligati a votare per altre autonomie che sono ben pi\u00f9 pesanti e pericolose. E tutto ci\u00f2 senza n\u00e9 meno aver letto ci\u00f2 che dobbiamo votare. Io vi prego di dire se ognuno di noi, non essendo prima informato, \u00e8 in condizione di votare con sicurezza di animo questo Statuto e di disporre tutte le cose che dovremmo disporre. Vi prego, di fronte a questi sessanta articoli che sono stati presentati solo oggi, 28 gennaio, che io non conoscevo e che voi non conoscevate, vi prego di dire se voi siete in condizioni dopo una frettolosa seduta, di votarli. Vi prego di dire se questo procedimento tumultuoso vi rassicura; e che diranno quelli che verranno dopo di noi, di leggi votate e che agiscono sulla vita nazionale, senza che ce ne rendiamo conto!<\/p><p>Forse la mia debole intelligenza mi crea dei dubbi. Voi siete forse pi\u00f9 esperti. Ditemi se avete capito ci\u00f2 che dovremmo votare; ditemi se si possono votare leggi di questa natura, all\u2019ultima ora, senza nemmeno averne prima preso visione: 60 articoli che sconvolgono tutta la vita e la struttura dello Stato, che creano poteri che non sono mai esistiti! Io vi prego di dirmi se voi credete alla possibilit\u00e0 che tutto ci\u00f2 diventi realt\u00e0.<\/p><p>L\u2019onorevole Einaudi ha oggi fatto una critica la pi\u00f9 aspra che si potesse fare contro questo disegno di legge. Rinunziamo a tutti gli eufemismi! Questo disegno di legge, per i precedenti che crea, \u00e8 un pericolo dal punto di vista finanziario, ma lo \u00e8 pi\u00f9 ancora dal punto di vista legislativo e politico! Noi sovvertiamo la concezione attuale dello Stato senza avere nemmeno meditato dieci minuti su tutte queste conseguenze!<\/p><p>LUSSU. Ma abbiamo discusso! Lei mi ha detto che aderiva allo Statuto sardo, aderiva all\u2019autonomia in Sardegna in modo particolare!<\/p><p>NITTI. Permetta. Ripeto anche adesso che la Sardegna \u00e8 la parte d\u2019Italia che pi\u00f9 aveva bisogno di larghezza di autonomia e che quindi per la Sardegna bisognava fare condizioni particolari. Ma dichiaro che non avevo conoscenza di questi speciali provvedimenti finanziari. Vi sono disposizioni che non posso accettare, formulate cos\u00ec come sono. Ma voi credete che noi votiamo cose di questa natura, che vanno considerate frase per frase, che impegnano tutta l\u2019organizzazione dello Stato, e che noi possiamo far questo a cuor leggero?<\/p><p>L\u2019onorevole Einaudi ha oggi pronunciato il pi\u00f9 aspro discorso che io avevo udito in questa Assemblea contro questo disegno di legge, e il discorso dell\u2019onorevole Einaudi non \u00e8 materia di dubbio. Questo disegno di legge apre la via ad altre concessioni, e esteso ad altre Regioni aprir\u00e0 un baratro finanziario! Noi siamo in condizione di non poterci concedere nessun lusso. La nostra condizione finanziaria non possiamo pi\u00f9 negarla: si vive di debiti, e di debiti sotto la forma di continui aumenti di circolazione. Credete che ci possiamo concedere il lusso di abbondare e di largheggiare e che questo procedimento possa essere esteso a tutte le regioni? Quando si pensa che in Sardegna i pagamenti sono 10.833.000.000, nell\u2019attuale esercizio, e la entrata \u00e8 soltanto di 5.710.000.000<\/p><p>LUSSU. L\u2019abbiamo esaminata dieci anni questa materia.<\/p><p>NETTI. Questo \u00e8 il conto del Tesoro pi\u00f9 recente.<\/p><p>LUSSU. Ma vi sono dentro persino le spese di guerra.<\/p><p>NITTI. Io voglio comunque dire che non posso accettare il metodo che si discuta improvvisamente, in poche ore fatti che modificano la struttura dello Stato e creano responsabilit\u00e0 finanziarie imprevedute. Io combatter\u00f2 sempre contro questi metodi. Io sono modesta persona, solitario e fermo nelle mie convinzioni.<\/p><p>Io non vedevo l\u2019urgenza di decidere ora di queste gravi questioni, all\u2019ultima ora. Che male v\u2019era se si rinviava questo argomento alla nuova Assemblea dopo aver constatato la realt\u00e0 delle cose? Noi non possiamo discutere a fondo nulla in questa Assemblea disordinata. Qui agiamo per improvvisazione. Io devo supporre che tutti siano informati se si votano anche le cose presentate solo qualche ora prima e che si ignorano. Credo che voi siate tutti in condizione pi\u00f9 fortunata di me. Vi prego dunque di concedermi di dire che io non voglio nessuna ipoteca mia sull\u2019avvenire. Come mi credo libero per quello che abbiamo deciso per la forma di elezione del Senato, mi credo libero, nell\u2019avvenire, di andare per la mia via, e di non essere vincolato in questa materia da ci\u00f2 che ora facciamo. Sottoscrivo a tutte le cose che ha detto l\u2019onorevole Einaudi. Egli ha detto per\u00f2 assai meno della realt\u00e0, perch\u00e9 la nostra situazione \u00e8 tale per cui noi viviamo di continui aumenti della circolazione.<\/p><p>Vi prego di fermarvi e di non avere nessuna altra larghezza. Ci\u00f2 che voi volete fare per la Sardegna dovrete fare domani per Regioni che costituiranno onere ben pi\u00f9 gravi. Ammesso il criterio, dovrete estenderlo.<\/p><p>Gi\u00e0 la lira va verso una situazione pericolosa.<\/p><p>L\u2019onere che viene dalla Sardegna non mi preoccupa; mi preoccupa l\u2019estensione che sar\u00e0 inevitabile ad altre Regioni e mi preoccupa il metodo disordinato che si vuol seguire.<\/p><p>Dichiaro che per la Sardegna ho particolari motivi di simpatia. Ma non credo che il mondo cadr\u00e0 se ci\u00f2 che si suol fare oggi male si far\u00e0 fra sei mesi, a ragion veduta, con metodo sicuro, quando ci potremo render conto della realt\u00e0.<\/p><p>Io non faccio nessuna proposta: ho voluto solo denunziare il pericolo, salvare la mia coscienza ed avvertire di fermarci in tempo su una via che \u00e8 piena di pericoli.<\/p><p>PRESIDENTE. Pongo in votazione l\u2019articolo 47, test\u00e9 letto.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo al Titolo VI: \u00abRapporti fra lo Stato e la Regione\u00bb.<\/p><p>Poich\u00e9 vi \u00e8 la proposta di fondere in unico testo gli articoli 48 e 49 se ne dia lettura consecutivamente.<\/p><p>SCHIRATTI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>Art. 48.<\/p><p>\u00abIl Presidente della Giunta regionale rappresenta il Governo dello Stato.<\/p><p>\u00abEgli interviene alle sedute del Consiglio dei Ministri quando si trattino questioni che riguardano particolarmente la Regione\u00bb.<\/p><p>Art. 49.<\/p><p>\u00abIl Presidente della Giunta regionale dirige le funzioni amministrative delegate dallo Stato alla Regione conformandosi alle istruzioni del Governo\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Mortati, ha proposto un testo unificato degli articoli 48 e 49, del seguente tenore:<\/p><p>\u00abIl Presidente della Giunta regionale rappresenta la Regione e dirige le funzioni amministrative delegate dallo Stato alla Regione, conformandosi alle istruzioni del Governo.<\/p><p>\u00abEgli interviene alle sedute del Consiglio dei Ministri, quando si trattino questioni che riguardano particolarmente la Regione\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Mortati ha facolt\u00e0 di svolgere il suo emendamento.<\/p><p>MORTATI. Il mio emendamento si propone di mettere in armonia fra loro, meglio di quanto non sembra sia fatto nel testo della Commissione, le norme che riguardano la rappresentanza dello Stato nella Regione. E quando parlo di armonia non voglio riferirmi solo ad una condizione formale, bens\u00ec all\u2019esigenza di mettere in chiaro risalto i rapporti fra Stato centrale e Regione, in modo da evitare che, da cos\u00ec imprecisa loro formulazione, derivino interpretazioni suscettibili di condurre a conseguenze gravi. E una di tali conseguenze sembra sia stata dedotta dall\u2019articolo 51, di cui discuteremo in appresso.<\/p><p>La mia proposta dunque tende ad eliminare la disarmonia di cui parlavo, che consiste nel creare nella Regione due rappresentanti del Governo. Infatti, se si mette il primo comma dell\u2019articolo 48 a confronto con l\u2019articolo 50, si trova che nella Regione il Governo dello Stato viene ad essere rappresentato due volte: una volta dal Presidente della Giunta regionale ed un\u2019altra volta dal rappresentante del Governo.<\/p><p>Io non ho avuto la possibilit\u00e0 di ascoltare la relazione dell\u2019onorevole Ambrosini; non so se questo dubbio sia stato da essa chiarito. Ma se ci si limita all\u2019esame del testo, che ci \u00e8 stato sottoposto, non pare si possa affermare che la disarmonia sia risolta pel fatto che all\u2019articolo 50 si parla di sovraintendenza sulle funzioni amministrative dello Stato e che l\u2019articolo precedente attiene ad una diversa rappresentanza di natura politica, sicch\u00e9 saremmo in presenza di due distinte attribuzioni: quelle politiche per le quali la rappresentanza risiede nel Presidente della Regione, e quelle di carattere amministrativo, per le quali la rappresentanza risiede nell\u2019organo governativo.<\/p><p>Tale interpretazione non sarebbe esatta perch\u00e9 le funzioni politiche che sono tipicamente proprie dello Stato centrale non tollererebbero una rappresentanza da parte di un organo, che \u00e8 estraneo all\u2019organizzazione dello Stato, che viene scelto all\u2019infuori di ogni volont\u00e0 e di ogni consenso da parte dello Stato.<\/p><p>Non so come si possa concepire la rappresentanza per funzioni, che non sono proprie della Regione, n\u00e9 sono delegate dallo Stato.<\/p><p>Propongo perci\u00f2 di eliminare ogni riferimento alla rappresentanza del Governo centrale nei riguardi del Presidente della Giunta regionale, cui quindi \u00e8 da assegnare solo la funzione naturale di rappresentante della Regione, che amministra, ed inoltre di rappresentante dello Stato negli affari ad esso delegati dal Governo centrale.<\/p><p>Lo scopo del mio emendamento, che propone la fusione degli articoli 48 e 49, \u00e8 perci\u00f2 di precisare le funzioni del Presidente della Giunta regionale, chiarendo che egli pu\u00f2 ritenersi rappresentante del Governo centrale, solo in quanto sia gestore delle funzioni ad esso delegate dallo Stato. Per il resto dell\u2019articolo si conserva la formula originaria.<\/p><p>PRESIDENTE. La Commissione ha facolt\u00e0 di esprimere il proprio parere sull\u2019emendamento Mortati.<\/p><p>LUSSU. A nome della Commissione osservo che questo articolo \u00e8 stato uno dei pi\u00f9 minutamente discussi dalla Commissione degli undici prima ed in seguito dalla Commissione dei diciotto; e siamo arrivati, sia prima che dopo, alle stesse conclusioni.<\/p><p>L\u2019articolo 48 \u00e8 stato considerato dalla Commissione come uno dei pi\u00f9 importanti ed \u00e8 con piena coscienza, nel significato che a questa espressione viene attribuito, che la Commissione ha approvato questo articolo.<\/p><p>Si potrebbe discutere in teoria, ma in pratica l\u2019Assemblea non pu\u00f2 dimenticare che la Sardegna ha avuto un regime straordinario, attraverso l\u2019Alto Commissario. L\u2019Isola ha avuto sin dal 1943 l\u2019Alto Commissario, il quale rappresenta e lo Stato e la Regione.<\/p><p>\u00c8 impossibile concepire per domani il Presidente della Giunta regionale sarda, il quale possa essere qualcosa di meno dell\u2019Alto Commissario; altrove si pu\u00f2 discutere, ma per la Sardegna sarebbe addirittura un\u2019assurdit\u00e0, non dico giuridica, ma certamente politica.<\/p><p>Se si entrasse in questo ordine di idee espresso dalle critiche mosse dall\u2019onorevole Mortati, evidentemente il prestigio del futuro Presidente della Giunta regionale sarebbe estremamente menomato.<\/p><p>Per queste ragioni, pertanto, mi pare che si tratta del massimo rappresentante dell\u2019Isola. D\u2019altronde, ricordo che per la Sicilia, all\u2019articolo 21, secondo comma, \u00e8 usata la stessa espressione, evidentemente per le stesse considerazioni, poich\u00e9 anche la Sicilia ha avuto un Alto Commissario che peraltro non era, come per la Sardegna, un generale, ma un civile. Da noi \u00e8 stato un generale, il quale ha creato dei precedenti, di cui, evidentemente, non possiamo non tener conto. Perci\u00f2 la Commissione ha adoperato lo stesso sistema e la stessa dizione per la Val d\u2019Aosta. Infatti con il decreto luogotenenziale legislativo del 7 settembre 1945 il Presidente della Regione (cos\u00ec si chiamava allora) aveva la qualit\u00e0 di prefetto, come se fosse un prefetto. Oggi sar\u00e0 una specie di prefetto elettivo, il quale rappresenta e la Regione e lo Stato.<\/p><p>Per queste ragioni non si pu\u00f2 distruggere quanto \u00e8 stato gi\u00e0 compiuto, e che ha gi\u00e0 creato una attuazione e una tradizione che noi crediamo indispensabile rispettare anche oggi. La stessa definizione \u00e8 infatti nell\u2019articolo 51 del progetto che avremo l\u2019onore di presentare domani, per la Val d\u2019Aosta.<\/p><p>V\u2019\u00e8 una sola obiezione, di carattere formale, pi\u00f9 che altro, che \u00e8 stata avanzata dal Presidente del Consiglio stamani. Infatti si adopera, nell\u2019articolo 48, questa espressione: \u00abIl Presidente della Giunta regionale rappresenta il Governo dello Stato\u00bb. Ora, si trova nello stesso titolo VI un altro rappresentante, quello del Governo, all\u2019articolo 50, che potrebbe fare da contraltare al primo rappresentante, che \u00e8 il Presidente della Giunta regionale. Due rappresentanti, evidentemente non stanno. Ed allora noi siamo perfettamente disposti ad accedere alle modifiche della dizione dell\u2019articolo 50 in cui \u00e8 detto: \u00abun rappresentante\u00bb. Chiamiamolo: \u00abdelegato\u00bb e, se proprio fosse necessario, chiamiamolo magari: \u00abcommissario\u00bb. Ma preferisco: \u00abdelegato\u00bb. Accediamo a questa modificazione e con questo la Commissione crede che le difficolt\u00e0 possano essere risolte.<\/p><p>LACONI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LACONI. Mi rendo conto della necessit\u00e0 di affrettare i lavori, ma questo non \u00e8 un punto qualsiasi, \u00e8 un punto di fondamentale importanza. Desidero suffragare la tesi dell\u2019onorevole Lussu e metterla in rilievo dinanzi all\u2019Assemblea, perch\u00e9 vorrei che l\u2019Assemblea si rendesse conto di questo che attorno a codesta questione ruota tutta la concezione autonomistica.<\/p><p>Si tratta di vedere se concediamo le autonomie regionali, concependo le regioni che sorgono come parti contrapposte al vecchio Stato centralizzato e burocratico o creiamo le autonomie regionali, per porle a base di una nuova concezione democratica dello Stato.<\/p><p>Si tratta di vedere se si vuol fondare su questa nuova concezione democratica l\u2019unit\u00e0 politica dello Stato.<\/p><p>Noi poniamo infatti, proprio per un motivo unitario, l\u2019esigenza che il rappresentante della Regione sia anche rappresentante dello Stato, in quanto attraverso questa doppia investitura nella persona del Presidente della Regione si assommano le responsabilit\u00e0 e si contempera il rispetto degli interessi regionali con quelli nazionali. Credo che i motivi, puramente formali, che hanno indotto l\u2019onorevole Mortati a presentare questo emendamento, non possano prevalere su questa esigenza. Se si tiene realmente a che non si verifichino conflitti fra Stato e Regione e che si stabilisca un\u2019atmosfera psicologica in Sardegna profondamente unitaria, \u00e8 necessario che la Regione non sia vista come qualche cosa di contrapposto allo Stato, ma che nell\u2019organo massimo della Regione si sommino queste due rappresentanze dello Stato unitario e della Regione. Noi escludiamo che vi possa essere una contrapposizione di interessi fra Stato e Regione, e attraverso questa figura del capo della Regione che assomma l\u2019una e l\u2019altra rappresentanza, noi crediamo di rendere simbolicamente, ed anche in maniera pi\u00f9 concreta, questa unit\u00e0 fra Regione e Stato, almeno per quanto riguarda la materia esecutiva.<\/p><p>Per tutte queste ragioni, noi invitiamo l\u2019Assemblea a votare in questo senso e ad approvare questo principio nuovo che dar\u00e0 nuova base all\u2019ordinamento dello Stato italiano.<\/p><p>GRASSI, <em>Ministro di grazia e giustizia. <\/em>Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>GRASSI, <em>Ministro di grazia e giustizia. <\/em>L\u2019onorevole Laconi ha veramente accentuato la questione dicendo che \u00e8 molto importante. Effettivamente, \u00e8 una questione importante, perch\u00e9 l\u2019onorevole Mortati, riunendo gli articoli 48 e 49, ha ben precisato quali sono le attribuzioni del presidente della Giunta regionale e quali quelle del rappresentante del Governo, inquantoch\u00e9 \u2013 e su questo siamo tutti d\u2019accordo \u2013 la Regione \u00e8 un ente per conto suo, a s\u00e9 stante, distinto dallo Stato, pur facendo parte dello Stato in generale, ma con sue attribuzioni e con attribuzioni delegate dai Governo. Rappresenta il Governo per la parte delegata, ma non pu\u00f2 essere rappresentante del Governo in generale per tutte le questioni, inquantoch\u00e9 non assomma tutte le funzioni che il Governo esercita nelle Regioni. Infatti, l\u2019articolo successivo, come diceva l\u2019onorevole Mortati, stabilisce che un rappresentante del Governo sovraintende alle funzioni amministrative dello Stato non delegate e le coordina con quelle esercitate dalla Regione. Quindi, non si pu\u00f2 dire che la Regione sostituisce lo Stato in tutto. D\u2019altra parte, ci\u00f2 non avviene nemmeno negli Stati federali che rappresentano le forme pi\u00f9 decentrate possibili. Non si pu\u00f2 dire che il capo dello Stato federale \u00e8 anche il rappresentante dello Stato centrale. Sono due cose diverse. Ora, la Regione \u00e8 qualcosa di meno dello Stato federale. \u00c8 un ente amministrativo, politico, giuridico, ma \u00e8 sempre subordinato alla legge dello Stato.<\/p><p>La formula Mortati \u00e8 la pi\u00f9 esatta. Non v\u2019\u00e8 dubbio che il presidente della Regione rappresenta il Governo e lo rappresenta nelle condizioni e nell\u2019esercizio di funzioni delegate. Quindi, mi pare che quando noi dicessimo che il presidente della Giunta regionale rappresenta la Regione e dirige le funzioni amministrative delegate dallo Stato alla Regione, mi pare che ci\u00f2 pi\u00f9 esattamente corrisponderebbe alla realt\u00e0. Inoltre, il presidente interviene alle sedute del Consiglio dei Ministri, quando si trattino questioni che riguardano particolarmente la Regione. E questo \u00e8 logico, ed \u00e8 anche logico che egli intervenga con voto consultivo.<\/p><p>Io pregherei l\u2019onorevole Lussu di accedere alla proposta Mortati, che chiarisce bene, tecnicamente, la questione.<\/p><p>LUSSU. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LUSSU. Su questa questione delicata io parlo anche a nome della Commissione, perch\u00e9 \u2013 debbo ripeterlo ancora una volta \u2013 questo \u00e8 stato uno degli articoli pi\u00f9 lungamente e minuziosamente discusso.<\/p><p>In coscienza, io credo che nessuno dei rappresentanti sardi possa accettare questo emendamento Mortati, ed io pregherei l\u2019onorevole collega Mortati di ritirarlo. Come pure pregherei l\u2019onorevole Ministro della giustizia, di cui apprezziamo l\u2019esposizione critica, ma di cui per altro non possiamo accettare le conclusioni, di non insistere nella sua posizione ostile. Perch\u00e9 noi riteniamo che, se si aderisse all\u2019emendamento Mortati, la figura del futuro Presidente della Giunta regionale sarebbe totalmente avvilita. Che cosa \u00e8 il Presidente della Giunta regionale in Sardegna? Che cosa sar\u00e0 domani? Domani sar\u00e0 un Alto commissario elettivo (non pu\u00f2 essere altro). Altrove pu\u00f2 istituirsi in altra forma questo rappresentante, ma in Sardegna non \u00e8 possibile: egli deve inevitabilmente avere l\u2019aspetto, le funzioni e la potest\u00e0 dell\u2019Alto commissario. E sar\u00e0 elettivo: quindi investito, anche dalla base, di questa sua ampia funzione rappresentativa regionale e statale.<\/p><p>Se cos\u00ec non fosse, io credo che lo statuto sardo riceverebbe un colpo estremamente grave. Io ricordo quello che gi\u00e0 \u00e8 stato fatto precedentemente per due altre regioni. Questa \u00e8 una questione fondamentale ed io credo che il Governo debba sentire la necessit\u00e0 di una assoluta concordanza fra il rappresentante della regione ed il Governo centrale; non solo, ma che \u00e8 necessario dare a questa figura di Presidente della Giunta regionale di domani una investitura, altissima, popolare e statale; e soprattutto bisogna che egli senta, e che il Governo senta, che questa funzione nuova nell\u2019organizzazione autonomistica \u00e8 lealt\u00e0 nel legare la Regione allo Stato, lealt\u00e0 nel rappresentare gli interessi dello Stato nella Regione.<\/p><p>Io faccio particolarmente appello al Presidente del Consiglio su questa questione che non si colpisca questa alta figura rappresentativa che noi, per altro, abbiamo avuto senza interruzione per quasi cinque anni.<\/p><p>MASTINO PIETRO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MASTINO PIETRO. Mi sembra opportuno, nel momento in cui si dovr\u00e0 decidere se il presidente della Giunta regionale rappresenti oppur no anche lo Stato, mettere in evidenza il motivo che la Consulta regionale sarda indicava a giustificazione di questa richiesta. Si legge nella relazione che accompagna la presentazione del progetto quanto segue:<\/p><p>\u00abAl mantenimento di una pi\u00f9 coerente e non soltanto formale unit\u00e0 si ispira anche il complesso delle disposizioni che riguardano il presidente della Regione. Per la duplice responsabilit\u00e0 che gli deriva dalla duplice funzione demandatagli dallo Statuto, il presidente della regione dovr\u00e0 e potr\u00e0 meglio comporre gli eventuali, seppure in realt\u00e0 solo apparenti, contrasti fra gli interessi dell\u2019Isola e quelli dello Stato\u00bb.<\/p><p>Io ho creduto di dover sottolineare il significato speciale che assumono in questo momento le parole con le quali la Consulta regionale accompagn\u00f2 la presentazione del progetto, poich\u00e9 il concetto che ispira noi nell\u2019insistere nella richiesta che questo articolo 48 sia approvato \u00e8 conforme a quello gi\u00e0 indicato dalla Consulta: il proposito, vale a dire, di ristabilire non una unit\u00e0 solo formale, ma effettiva fra la Regione e lo Stato.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Mortati, conserva la sua proposta?<\/p><p>MORTATI. S\u00ec, la conservo osservando che gli onorevoli Lussu e Laconi hanno parlato della novit\u00e0 del rapporto che verrebbe ad istituirsi fra Stato e Regione in virt\u00f9 dell\u2019articolo 48 proposto dalla Commissione, ma non hanno saputo spiegarci in qual modo esso si concreti e quale significato assuma nel .quadro dell\u2019organizzazione generale dello Stato.<\/p><p>LUSSU. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LUSSU. Dato il numero veramente esiguo, estremamente esiguo, di deputati presenti, propongo che gli articoli 48, 49, 50 e 51, che costituiscono lo stesso problema, siano rinviati a dopo che si sar\u00e0 discusso lo Statuto siciliano. Cos\u00ec l\u2019Assemblea avr\u00e0 un\u2019idea esatta della situazione; tanto pi\u00f9 che abbiamo accantonato la questione finanziaria e non si perde del tempo, perch\u00e9 possiamo continuare senz\u2019altro dall\u2019articolo 52 in poi. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Ambrosini ha facolt\u00e0 di esprimere il parere della Commissione sulla proposta Lussu.<\/p><p>AMBROSINI, <em>Relatore.<\/em> Chiedo venia all\u2019Assemblea e all\u2019onorevole Lussu, ma io ritengo che la sua proposta, invece di semplificare, possa complicare la situazione. Quindi io vorrei proprio pregare, e oserei dire qualche cosa di pi\u00f9 che pregare, lui e i colleghi sardi di non insistere su questa proposta. Loro sanno che io mi sono battuto per travasare nello Statuto sardo tutte le disposizioni&#8230;<\/p><p>ANDREOTTI, <em>Sottosegretario di Stato per la Presidenza del Consiglio.<\/em> \u00abTravaso delle idee!\u00bb. (<em>Si ride<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>AMBROSINI, <em>Relatore.<\/em> Eh s\u00ec, le idee qualche volta si pigliano e si travasano quando v\u2019\u00e8 un fine supremo da raggiungere, come quello di mettere nella stessa situazione le due Isole sorelle.<\/p><p>Quindi, io ho fatto di tutto per agevolare i colleghi sardi, per travasare nel loro Statuto quelle disposizioni dello Statuto siciliano che essi volevano. Ma oggi, proporre di sospendere la discussione e la votazione su questo punto centrale, io credo che non varrebbe affatto ad agevolare la distensione e la comprensione generale, e porterebbe invece una certa disarmonia in quello che \u00e8 lo svolgimento dei nostri lavori.<\/p><p>Io, naturalmente, parlo a titolo personale, ma credo di essere autorizzato a parlare a nome dei colleghi siciliani, dichiarando che noi voteremo per tutte le disposizioni che voi avete richiesto e che la Commissione ha inserito nello Statuto. Quindi, prego l\u2019onorevole Lussu e i colleghi sardi di voler tener conto di queste considerazioni e di arrivare a quella soluzione che \u00e8 pi\u00f9 conforme agli interessi generali.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Lussu, insiste nella sua proposta?<\/p><p>LUSSU. Insisto.<\/p><p>PRESIDENTE. Sta bene. L\u2019onorevole Lussu propone che si sospenda temporaneamente l\u2019esame degli articoli 48, 49, 50 e 51, in attesa che sia votato lo Statuto siciliano.<\/p><p>Pongo in votazione questa proposta.<\/p><p>(<em>Non \u00e8 approvata<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Riprendiamo l\u2019esame della proposta dell\u2019onorevole Mortati di unificare gli articoli 48 e 49.<\/p><p>L\u2019onorevole Ambrosini ha facolt\u00e0 di esprimere il parere della Commissione.<\/p><p>AMBROSINI, <em>Relatore.<\/em> Per dovere di coerenza, siccome \u00e8 stato questo uno degli articoli pi\u00f9 torturati da parte della Commissione, devo ripetere, che, tutto valutato, la Commissione all\u2019unanimit\u00e0 \u00e8 arrivata alla conclusione di approvare il testo proposto dalla Consulta sarda e patrocinato dai colleghi sardi.<\/p><p>Si capisce che la rappresentanza, oltre che della Regione, anche del Governo, se pu\u00f2 causare una disarmonia formale, sostanzialmente rappresenta un sistema che pu\u00f2 accettarsi, in quanto tale rappresentanza \u00e8 limitata alle materie, cio\u00e8 alle funzioni che sono delegate all\u2019Amministrazione regionale. E questa rappresentanza \u00e8 temperata dalla disposizione dell\u2019articolo 49, perch\u00e9 la rappresentanza \u00e8 generica, ma nell\u2019esercizio della funzione il presidente della Regione, che, per queste altre funzioni delegate, rappresenta il Governo, deve conformarsi alle istruzioni del Governo medesimo.<\/p><p>Tenendo conto di questa viva istanza, di questa condizione pressante che ci perviene dai colleghi sardi, mi permetto, giacch\u00e9 la Commissione l\u2019ha gi\u00e0 votato unanimemente, di pregare l\u2019Assemblea di votare il testo proposto che l\u2019esperienza avvenire potr\u00e0 anche consigliare di modificare.<\/p><p>PRESIDENTE. Voteremo per divisione. Pongo in votazione la prima parte della formulazione proposta dall\u2019onorevole Mortati:<\/p><p>\u00abIl Presidente della Giunta regionale rappresenta la Regione\u00bb.<\/p><p>(<em>Dopo prova e controprova, \u00e8 approvata<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Pongo in votazione la restante parte dell\u2019emendamento:<\/p><p>\u00abe dirige le funzioni amministrative delegate dallo Stato alla Regione, conformandosi alle istruzioni del Governo.<\/p><p>\u00abEgli interviene alle sedute del Consiglio dei Ministri, quando si trattino questioni che riguardano particolarmente la Regione\u00bb.<\/p><p>(<em>\u00c8<\/em> <em>approvata<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo all\u2019articolo 50. Se ne dia lettura.<\/p><p>SCHIRATTI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abUn rappresentante del Governo sovraintende alle funzioni amministrative dello Stato non delegate e le coordina con quelle esercitate dalla Regione\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE A questo articolo non sono stati proposti emendamenti. Lo pongo in votazione.<\/p><p>(<em>\u00c8<\/em> <em>approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo all\u2019articolo 51. Se ne dia lettura.<\/p><p>SCHIRATTI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abIl Presidente della Giunta regionale, nella sua qualit\u00e0 di rappresentante del Governo, provvede alla tutela dell\u2019ordine pubblico e sovraintende alla sicurezza pubblica, dispone della polizia di Stato e pu\u00f2 richiedere l\u2019impiego delle Forze armate.<\/p><p>\u00abIl Governo della Repubblica pu\u00f2, in via temporanea, esercitare direttamente tali funzioni\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Il Ministro dell\u2019interno ha proposto di sopprimere il secondo comma. L\u2019onorevole Scelba ha facolt\u00e0 di illustrare questa proposta.<\/p><p>SCELBA, <em>Ministro dell\u2019interno.<\/em> L\u2019articolo 51 dice: \u00abIl presidente della Giunta regionale, nella sua qualit\u00e0 di rappresentante del Governo\u00bb.<\/p><p>Quindi, le funzioni in materia di ordine pubblico sono esercitate dal presidente nella sua qualit\u00e0 di rappresentante del Governo. I compiti specifici indicati nel primo comma dell\u2019articolo 51 sono esattamente quelli demandati ai prefetti: non v\u2019\u00e8 nulla di pi\u00f9 e di pi\u00f9 importante di quello che \u00e8 il compito dei prefetti nella nostra attuale legislazione.<\/p><p>Appunto perch\u00e9 rappresentante della Regione, la disposizione del secondo comma \u2013 in cui si dice che il Governo della Repubblica pu\u00f2, in via temporanea, esercitare tali funzioni \u2013 potrebbe creare una situazione diversa; potrebbe cio\u00e8 dare al presidente della Regione (secondo questo comma) l\u2019autorit\u00e0 che deriva da un diritto proprio all\u2019esercizio delle funzioni rispetto all\u2019ordine pubblico.<\/p><p>Noi riteniamo che, appunto perch\u00e9 \u00abrappresentante del Governo\u00bb, non pu\u00f2 andare, nelle funzioni in materia, oltre quelle che sono le direttive del Governo. Cio\u00e8 il Governo ha in ogni momento il potere di intervenire in materia di ordine pubblico; non solo in periodi eccezionali, ma anche in periodi ordinari, il Governo ha la possibilit\u00e0 e il dovere di esercitare e di intervenire in materia di ordine pubblico, sia aiutando e sostenendo l\u2019azione del rappresentante del Governo nella Regione, sia con quelle altre misure che riterr\u00e0 opportuno di adottare.<\/p><p>L\u2019emendamento soppressivo quindi va inteso in questo senso: non che il Governo rinunci a interventi diretti, ma questa possibilit\u00e0 di intervento diretto \u00e8 permanente e stabile perch\u00e9 il presidente della Regione \u00e8 sottoposto, in questa sua specifica funzione, alle istruzioni e direttive del Governo.<\/p><p>PRESIDENTE. Segue l\u2019emendamento dell\u2019onorevole Abozzi, del seguente tenore:<\/p><p>\u00ab<em>Sostituirlo col seguente:<\/em><\/p><p>\u00abIl Governo della Repubblica provvede alla tutela dell\u2019ordine pubblico.<\/p><p>\u00abIl Presidente della Giunta regionale, per delega del Governo della Repubblica, pu\u00f2 in via temporanea esercitare tale funzione\u00bb.<\/p><p>Ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>ABOZZI. Rinuncio a svolgerlo perch\u00e9 \u00e8 evidente. Credo che lo Stato non possa mai abbandonare quella che \u00e8 una delle sue principali funzioni: la difesa dell\u2019ordine pubblico.<\/p><p>PRESIDENTE. Segue l\u2019emendamento dell\u2019onorevole Mortati:<\/p><p>\u00ab<em>Sostituirlo col seguente:<\/em><\/p><p>\u00abIl Governo della Repubblica pu\u00f2 delegare alla Regione le funzioni di tutela dell\u2019ordine pubblico. Queste saranno esercitate, nell\u2019ambito delle direttive fissate dal Governo, dal Presidente della Giunta regionale, che, a tale scopo, potr\u00e0 richiedere l\u2019impiego delle Forze armate\u00bb.<\/p><p>Ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>MORTATI. Ritengo che la formulazione di questo articolo quale \u00e8 proposta dalla Commissione sia una delle meno felici perch\u00e9, mentre il primo comma afferma che il Presidente della Giunta regionale esercita questa funzione come delegato del Governo, il secondo comma farebbe pensare al contrario, cio\u00e8 come ad una attribuzione di competenza data alla Regione come sua propria e che possa essere solo eccezionalmente riassorbita dallo Stato. Allo scopo di eliminare tale incongruenza, io insisto nel mio emendamento. Il presidente della Giunta regionale non \u00e8, per il solo fatto di essere rappresentante del Governo, investito di queste funzioni: pu\u00f2 esserne incaricato, ma di volta in volta.<\/p><p>Quindi \u00e8 necessario far scomparire ogni menzione di rappresentante del Governo, che qui \u00e8 fuori posto, e che, in ogni caso, \u00e8 superata dalle precedenti votazioni, e di formulare l\u2019articolo nel modo che io propongo, atto a mettere in rilievo il carattere di funzione delegata, che viene, espressamente, e di volta in volta, attribuita al presidente della Giunta regionale per la tutela dell\u2019ordine pubblico.<\/p><p>MASTINO PIETRO. Chiedo di parlare per una pregiudiziale.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MASTINO PIETRO. Dato lo scarso numero dei presenti e l\u2019importanza dell\u2019argomento, credo che si debba rimandare a domani mattina, non dico la continuazione dei lavori, ma per lo meno il voto su questo articolo.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Mastino, poco fa ho sottoposto all\u2019Assemblea, su richiesta dell\u2019onorevole Lussu, una proposta analoga e l\u2019Assemblea non l\u2019ha accolta.<\/p><p>MASTINO PIETRO. Desidero giustificare la mia richiesta, che mi pare possa sussistere, nonostante il voto precedente dell\u2019Assemblea, che ha rigettato la proposta Lussu, in quanto questa tendeva a rimandare la votazione a un determinato articolo a quando si fosse proceduto alla votazione sullo Statuto siciliano, mentre la mia proposta, sulla quale insisto, tende solo a far s\u00ec che la votazione avvenga con la presenza di un maggior numero di deputati.<\/p><p>PRESIDENTE. Sta bene. Pongo in votazione la proposta Mastino di rinviare la votazione su questo articolo alla seduta antimeridiana di domani, salvo a continuare oggi l\u2019esame degli altri articoli.<\/p><p>(<em>Non \u00e8 approvata<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>CEVOLOTTO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CEVOLOTTO. Noi abbiamo votato all\u2019articolo 48 la formula: \u00abIl Presidente della Giunta regionale rappresenta la Regione\u00bb; ed all\u2019articolo 36: \u00abIl Presidente della Giunta regionale \u00e8 rappresentante della Regione autonoma della Sardegna\u00bb; bisogner\u00e0 coordinare.<\/p><p>PRESIDENTE. Si \u00e8 gi\u00e0 detto.<\/p><p>CEVOLOTTO. S\u00ec, ma occorre anche, in sede di coordinamento, sostituire nell\u2019articolo 51 alle parole: \u00abnella sua qualit\u00e0 di rappresentante del Governo\u00bb le altre: \u00abquale rappresentante del Governo\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Si vedr\u00e0 in sede di coordinamento. L\u2019onorevole Ambrosini ha facolt\u00e0 di esprimere il parere della Commissione sugli emendamenti presentati all\u2019articolo 51.<\/p><p>AMBROSINI, <em>Relatore.<\/em> Stamane ho esposto all\u2019Assemblea la delicatezza e l\u2019estrema difficolt\u00e0, di fronte alle quali si \u00e8 trovata la Commissione per arrivare ad una decisione; ed ho prospettato le ragioni che indussero la Commissione ad approvare ad unanimit\u00e0 questo testo.<\/p><p>Non sono autorizzato a cambiare nessuna delle dichiarazioni fatte stamani; per ragioni di coerenza, dato che questa formula \u00e8 consacrata nello Statuto siciliano, devo manifestare all\u2019Assemblea il desiderio che il testo sia mantenuto cos\u00ec come \u00e8 stato proposto.<\/p><p>Indubbiamente, le osservazioni del Ministro dell\u2019interno sono apprezzabili; ma con la sua proposta egli non inficia il contenuto del comma primo dell\u2019articolo 51; arriveremmo soltanto ad una maggiore chiarificazione del sistema. Senonch\u00e9 non ritengo, data la pregiudiziale che onestamente e chiaramente ho varie volte ed anche or ora riaffermata, di potere accedere alla di lui proposta.<\/p><p>PRESIDENTE. Chiedo ai presentatori di emendamenti se vi insistono. Onorevole Abozzi, mantiene il suo emendamento?<\/p><p>ABOZZI. Lo mantengo.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Mortati?<\/p><p>MORTATI. Insisto.<\/p><p>PRESIDENTE. Sta bene.<\/p><p>Pongo in votazione l\u2019emendamento Abozzi, del quale ho gi\u00e0 dato lettura.<\/p><p>(<em>Non \u00e8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Pongo in votazione l\u2019emendamento Mortati test\u00e9 letto.<\/p><p>(<em>Dopo prova e controprova, \u00e8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>In seguito a questa votazione il secondo comma del testo del progetto \u00e8 assorbito.<\/p><p>Passiamo all\u2019articolo 52. Se ne dia lettura.<\/p><p>SCHIRATTI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abIl Consiglio regionale pu\u00f2 essere sciolto quando compia atti contrari alla Costituzione o al presente statuto o gravi violazioni di legge o quando, nonostante la segnalazione fatta dal Governo della Repubblica, non proceda alla sostituzione della Giunta regionale o del Presidente che abbiano compiuto analoghi atti o violazioni.<\/p><p>\u00abPu\u00f2 essere sciolto anche quando, per dimissioni od altra causa, non sia in grado di funzionare.<\/p><p>\u00abPu\u00f2 essere altres\u00ec sciolto per ragioni di sicurezza nazionale.<\/p><p>\u00abLo scioglimento \u00e8 disposto con decreto motivato dal Presidente della Repubblica, su deliberazione del Consiglio dei Ministri, sentita la Commissione parlamentare per le questioni regionali.<\/p><p>\u00abCol decreto di scioglimento \u00e8 nominata una Commissione di tre cittadini eleggibili al Consiglio regionale, che provvede all\u2019ordinaria amministrazione di competenza della Giunta ed agli atti improrogabili, da sottoporre alla ratifica del nuovo Consiglio. Essa indice le elezioni, che debbono aver luogo entro tre mesi dallo scioglimento.<\/p><p>\u00abIl nuovo Consiglio \u00e8 convocato dalla Commissione entro venti giorni dalle elezioni\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Mortati ha presentato il seguente emendamento aggiuntivo:<\/p><p>\u00ab<em>Alla fine del primo comma, aggiungere le parole seguenti: <\/em>o quando quest\u2019ultimo non ottemperi, nell\u2019esercizio delle funzioni delegate, alle direttive del Governo della Repubblica\u00bb.<\/p><p>Ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>MORTATI. Credo di potere affermare che l\u2019emendamento ha pi\u00f9 che altro il valore di una specificazione in quanto a mio avviso il caso previsto dovrebbe ritenersi implicitamente contenuto nella dizione delle gravi violazioni di legge che, compiute dal Presidente, non abbiano provocato il provvedimento della sua sostituzione ad opera del Consiglio. \u00c8 per motivi di chiarezza che ho proposto questa aggiunta che quindi mi pare possa essere votata, senza preoccupazione che risulti eccessivamente restrittiva dell\u2019autonomia degli organi regionali.<\/p><p>PRESIDENTE. Qual \u00e8 il parere della Commissione?<\/p><p>AMBROSINI, <em>Relatore.<\/em> Si tratta di una precisazione, ma la Commissione preferisce attenersi al proprio testo.<\/p><p>PRESIDENTE. Pongo in votazione il primo comma dell\u2019articolo 52, del quale do nuovamente lettura:<\/p><p>\u00abIl Consiglio regionale pu\u00f2 essere sciolto quando compia atti contrari alla Costituzione o al presente Statuto o gravi violazioni di legge o quando, nonostante la segnalazione fatta dal Governo della Repubblica, non proceda alla sostituzione della Giunta regionale o del Presidente che abbiano compiuto analoghi atti o violazioni\u00bb.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Pongo in votazione l\u2019emendamento Mortati tendente ad aggiungere al comma test\u00e9 approvato le seguenti parole:<\/p><p>\u00abo quando quest\u2019ultimo non ottemperi, nell\u2019esercizio delle funzioni delegate, alle direttive del Governo della Repubblica\u00bb.<\/p><p>(<em>Dopo prova e controprova, non \u00e8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Pongo in votazione gli altri cinque commi dell\u2019articolo 52, di cui \u00e8 stata data poco fa lettura e ai quali non sono stati proposti emendamenti.<\/p><p>(<em>Sono approvati<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo all\u2019articolo 53. S\u00e9 ne dia lettura nel nuovo testo presentato dalla Commissione.<\/p><p>SCHIRATTI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abIl Consiglio regionale pu\u00f2 presentare alle Camere voti e proposte di legge su materie che interessano la Regione.<\/p><p>\u00abLa Giunta regionale, quando constati che l\u2019applicazione di una legge o di un provvedimento dello Stato in materia economica o finanziaria risulti manifestamente dannosa all\u2019Isola, pu\u00f2 chiederne la sospensione al Governo della Repubblica, il quale, constatata la necessit\u00e0 e l\u2019urgenza, pu\u00f2 provvedervi, ove occorra, a norma dell\u2019articolo 77 della Costituzione\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Mortati ha presentato il seguente emendamento:<\/p><p>\u00ab<em>Sostituire l\u2019ultima parte del secondo camma, con la seguente<\/em>: il quale, ove constati che si verifichi un caso di straordinaria necessit\u00e0 ed urgenza, ai sensi dell\u2019articolo 77 della Costituzione, vi procede con le forme e i limiti dell\u2019articolo stesso\u00bb.<\/p><p>Ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>MORTATI. Questo mio emendamento ha un semplice scopo di chiarimento formale perch\u00e9 nel testo della Commissione si parla di \u00abnecessit\u00e0 ed urgenza\u00bb come condizione per l\u2019applicazione della sospensione della legge dello Stato, ai sensi dell\u2019articolo 77 della Costituzione, mentre quest\u2019ultimo articolo esige una \u00abstraordinaria necessit\u00e0 ed urgenza\u00bb. Non vorrei che la diversa dizione potesse far sorgere l\u2019opinione che il requisito che condiziona l\u2019esercizio della decretazione di urgenza nel caso in esame sia diverso da quello posto dall\u2019articolo 77 della Costituzione, e che quindi si voglia dar vita ad un nuovo tipo di decreto-legge. Mi pare che sia necessario ricondurre questa formula in quella generale dell\u2019articolo 77.<\/p><p>Se ci\u00f2 corrisponde alle intenzioni della Commissione, mi pare che non vi dovrebbero essere difficolt\u00e0 ad accogliere il mio emendamento; se poi la Commissione non ha avuto queste intenzioni, allora io dovrei esprimere parere dissenziente, perch\u00e9 non sarebbe possibile creare un nuovo caso di decretazione di urgenza.<\/p><p>GRASSI, <em>Ministro di grazia e giustizia. <\/em>Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>GRASSI, <em>Ministro di grazia e giustizia. <\/em>Bisogna riconoscere che si tratta di un argomento assai grave. Per\u00f2, nelle forme limitate nelle quali la Commissione lo ha presentato, io credo che si possa accettare il nuovo testo dell\u2019articolo 53, avuto sempre presente che devono ricorrere gli estremi della necessit\u00e0 e dell\u2019urgenza. Il Governo non pu\u00f2 sospendere una legge; occorre un atto avente valore di legge, il quale pu\u00f2 essere adottato dal Governo esclusivamente in forza dell\u2019articolo 77 della Costituzione, merc\u00e9 l\u2019istituto della decretazione d\u2019urgenza.<\/p><p>AMBROSINI, <em>Relatore.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>AMBROSINI, <em>Relatore.<\/em> Io credo che la dizione dell\u2019articolo, cos\u00ec come \u00e8 proposta dalla Commissione, sia chiarissima. Ad ogni modo, ad evitare ogni equivoco, la Commissione non si oppone a che la formula possa integrarsi dicendo, anzich\u00e9: \u00abconstatata la necessit\u00e0 e l\u2019urgenza\u00bb, \u00abconstatata la straordinaria necessit\u00e0 ed urgenza\u00bb.<\/p><p>MASTINO PIETRO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MASTINO PIETRO. Mi pare che si pretenda una formulazione cos\u00ec eccessiva che non dovrebbe essere accolta. Gi\u00e0 la Commissione ha fatto riferimento all\u2019articolo 77 della Costituzione, e col farvi riferimento ha esplicitamente richiamato tutti gli estremi indicati in quell\u2019articolo. Questo dovrebbe essere evidente. Quell\u2019articolo parla per\u00f2 di casi straordinari e non di necessit\u00e0 straordinarie.<\/p><p>Mi pare opportuno rilevare sotto il punto di vista della esattezza della formulazione della legge che se si pu\u00f2 parlare di casi che sono straordinari non sia opportuno parlare di \u00abnecessit\u00e0 straordinaria\u00bb. Il giudizio deve riferirsi a casi concreti com\u2019\u00e8 detto nell\u2019articolo 77. Sono quindi favorevole alla formulazione della Commissione senza l\u2019aggiunta dell\u2019aggettivo \u00abstraordinaria\u00bb.<\/p><p>BERTONE. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>BERTONE. Sarei dell\u2019opinione che sia pi\u00f9 conveniente e prudente sopprimere senz\u2019altro il capoverso; perch\u00e9 \u00e8 cosa che capita continuamente che una legge si manifesti in un determinato momento ineseguibile e inapplicabile. Ad esempio non vi \u00e8 legge che possa prevedere una grandinata che rovini tutto il raccolto di una Regione. In considerazione dei danni subiti, il Governo potr\u00e0 stabilire che una legge in vigore sia sospesa temporaneamente per quella determinata zona.<\/p><p>L\u2019applicazione dell\u2019imposta patrimoniale, ad esempio, \u00e8 stata rimandata due volte, perch\u00e9 il Governo ha constatato che non v\u2019era la possibilit\u00e0 \u2013 per cause gravi verificatesi \u2013 di applicarla. Perci\u00f2, se il Governo far\u00e0 una legge che la Regione riterr\u00e0 inapplicabile o dannosa, la Regione avr\u00e0 possibilit\u00e0 di fare un ricorso, e se apparir\u00e0 che la legge sia inapplicabile o dannosa alla Regione non \u00e8 dubbio che il Governo trover\u00e0 modo di sospenderla. Propongo pertanto la soppressione del secondo comma.<\/p><p>MASTINO PIETRO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MASTINO PIETRO. Altro \u00e8 che ci\u00f2 si verifichi nella pratica altro che il diritto venga riconosciuto da una legge in modo che nessuno possa opporsi al suo esercizio.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Mortati, conserva il suo emendamento?<\/p><p>MORTATI. Non vorrei apparire pedante se insisto nella mia dizione, ma mi pare che in essa sia eliminata ogni possibilit\u00e0 di equivoco, in quanto l\u2019urgenza \u00e8 riferita all\u2019ipotesi dell\u2019articolo 77 e sono inoltre richiamati le forme e i limiti dell\u2019esercizio della competenza straordinaria del Governo per la decretazione di urgenza. Devo poi rilevare un errore di stampa nella riproduzione del mio emendamento. Deve infatti leggersi \u00abun caso straordinario di necessit\u00e0 e di urgenza\u00bb, e non \u00abun caso di straordinaria necessit\u00e0 ed urgenza\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Pongo in votazione il primo comma dell\u2019articolo 53, al quale non sono stati presentati emendamenti e che rileggo:<\/p><p>\u00abIl Consiglio regionale pu\u00f2 presentare alle Camere voti e proposte di legge su materie che interessano la Regione\u00bb.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Pongo in votazione la proposta Bertone, per la soppressione del secondo comma.<\/p><p>(<em>Non<\/em> \u00e8 <em>approvata<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Pongo in votazione la prima parte del secondo comma, alla quale non sono stati proposti emendamenti modificativi:<\/p><p>\u00abLa Giunta regionale, quando constati che l\u2019applicazione di una legge o di un provvedimento dello Stato in materia economica o finanziaria risulti manifestamente dannosa all\u2019Isola, pu\u00f2 chiederne la sospensione al Governo della Repubblica\u00bb.<\/p><p>(<em>\u00c8<\/em> <em>approvata<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Pongo ora in votazione la formulazione sostitutiva dell\u2019onorevole Mortati:<\/p><p>\u00abil quale, ove constati che si verifichi un caso straordinario di necessit\u00e0 e di urgenza, ai sensi dell\u2019articolo 77 della Costituzione, vi procede con le forme e i limiti dell\u2019articolo stesso\u00bb.<\/p><p>(<em>Non \u00e8 approvata<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Onorevole Mastino Pietro, insiste ella nella sua proposta contraria all\u2019inclusione dell\u2019aggettivo \u00abstraordinaria\u00bb?<\/p><p>MASTINO PIETRO. S\u00ec, signor Presidente.<\/p><p>FABBRI, <em>Relatore.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>FABBRI, <em>Relatore.<\/em> La Commissione propone la formula: \u00abconstatato un caso straordinario di necessit\u00e0 e di urgenza\u00bb, adeguandosi in tal modo all\u2019articolo 77 della Costituzione.<\/p><p>Questa dizione \u00e8 solo in parte simile a quella proposta dall\u2019onorevole Mortati, della quale sono escluse le parole: \u00abvi procede con le forme e i limiti dell\u2019articolo stesso\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Pietro Mastino, accetta ella che sia indicato l\u2019aggettivo \u00abstraordinario\u00bb non pi\u00f9 nella forma primitiva ma in quella ripresa dall\u2019articolo 77 della Costituzione, riferito cio\u00e8 alla parola \u00abcaso\u00bb?<\/p><p>MASTINO PIETRO. Mantengo la formulazione della Commissione, senza l\u2019aggettivo \u00abstraordinario\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Pongo in votazione l\u2019ultima parte del secondo comma dell\u2019articolo 53 nella formulazione proposta dall\u2019onorevole Pietro Mastino:<\/p><p>\u00abil quale, constatata la necessit\u00e0 e l\u2019urgenza, pu\u00f2 provvedervi, ove occorra, a norma dell\u2019articolo 77 della Costituzione.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvata<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo all\u2019articolo 54. Se ne dia lettura.<\/p><p>SCHIRATTI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abLa Regione \u00e8 rappresentata nella elaborazione dei progetti dei trattati di commercio che il Governo intenda stipulare con Stati esteri in quanto riguardino scambi di specifico interesse della Sardegna.<\/p><p>\u00abLa Regione \u00e8 sentita in materia di legislazione doganale per quanto concerne i prodotti tipici di suo specifico interesse\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. A questo articolo non sono stati proposti emendamenti. Lo pongo in votazione.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Si dia lettura dell\u2019articolo 55.<\/p><p>SCHIRATTI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abLa Regione \u00e8 rappresentata nella elaborazione delle tariffe ferroviarie e della regolamentazione dei servizi nazionali di comunicazione e trasporti terrestri, marittimi ed aerei che possano direttamente interessarla\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. A questo articolo non sono stati proposti emendamenti. Lo pongo in votazione.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo al Titolo VII: \u00abRevisione dello Statuto\u00bb. Si dia lettura dell\u2019articolo 56.<\/p><p>SCHIRATTI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abL\u2019iniziativa di modificazione del presente Statuto pu\u00f2 essere esercitata dal Consiglio regionale con l\u2019approvazione popolare per <em>referendum<\/em>.<\/p><p>\u00abI progetti di modificazione del presente Statuto di iniziativa governativa o parlamentare sono comunicati dal Governo della Repubblica al Consiglio regionale, che esprime il suo parere entro un mese.<\/p><p>\u00abQualora un progetto di modifica sia stato approvato in prima deliberazione da una delle Camere ed il parere del Consiglio regionale sia contrario, il Presidente della Giunta regionale pu\u00f2 indire un <em>referendum<\/em> consultivo prima del compimento del termine previsto dalla Costituzione per la seconda deliberazione.<\/p><p>\u00abLe disposizioni del Titolo III del presente Statuto possono essere modificate con leggi ordinarie della Repubblica su proposta della Regione.<\/p><p>\u00abLe disposizioni concernenti le materie indicate nell\u2019articolo 123 della Costituzione della Repubblica possono essere modificate con le forme prevedute nello stesso articolo\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Mannironi ha presentato il seguente emendamento:<\/p><p>\u00ab<em>Sostituire il primo comma col seguente:<\/em><\/p><p>\u00abLa proposta di modifica del presente statuto pu\u00f2 essere fatta dal Consiglio regionale e da almeno ventimila elettori e non potr\u00e0 avere corso se non con l\u2019approvazione popolare per <em>referendum<\/em>.<\/p><p>Ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>MANNIRONI. In sostanza io mi sono preoccupato di stabilire che l\u2019iniziativa della proposta di modificazione dello statuto regionale possa appartenere non soltanto al Consiglio regionale ma anche a una parte degli elettori, sempre a condizione che la proposta (sia del Consiglio, sia di una parte degli elettori) venga approvata con <em>referendum <\/em>popolare.<\/p><p>PRESIDENTE. Qual \u00e8 il pensiero della Commissione?<\/p><p>AMBROSINI, <em>Relatore.<\/em> La Commissione mantiene il suo testo.<\/p><p>MORO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MORO. Chiedo che la formulazione Mannironi sia posta ai voti per divisione, distinguendosi la proposta del Consiglio regionale e degli elettori dal <em>referendum<\/em>.<\/p><p>LACONI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LACONI. Vorrei far notare che v\u2019\u00e8 differenza fra \u00abproposta\u00bb o \u00abiniziativa\u00bb. L\u2019iniziativa apre una procedura e la inizia necessariamente; mentre la semplice \u00abproposta\u00bb (presso il Governo) pu\u00f2 essere accettata o respinta. C\u2019\u00e8 dunque differenza. L\u2019iniziativa ha un determinato significato, comune nella nostra legislazione, mentre non ha lo stesso significato la proposta. Pregherei quindi l\u2019onorevole Mannironi di mantenere la parola \u00abiniziativa\u00bb e di sostituire di conseguenza \u00abfatta\u00bb con \u00abesercitata\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Mannironi, accetta queste modificazioni al suo emendamento?<\/p><p>MANNIRONI. Accetto.<\/p><p>PRESIDENTE. Pongo in votazione la prima parte della formulazione Mannironi-Laconi:<\/p><p>\u00abL\u2019iniziativa di modificazione del presente statuto pu\u00f2 essere esercitata dal Consiglio regionale o da almeno ventimila elettori\u00bb.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvata<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Pongo in votazione la seconda parte:<\/p><p>\u00abe non potr\u00e0 avere corso se non con l\u2019approvazione popolare per <em>referendum<\/em>\u00bb.<\/p><p>(<em>Dopo prova e controprova, non \u00e8 approvata<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Pongo in votazione il secondo e il terzo comma dell\u2019articolo 56, ai quali non sono stati proposti emendamenti, e di cui do nuovamente lettura:<\/p><p>\u00abI progetti di modificazione del presente Statuto di iniziativa governativa o parlamentare sono comunicati dal Governo della Repubblica al Consiglio regionale, che esprime il suo parere entro un mese.<\/p><p>\u00abQualora un progetto di modifica sia stato approvato in prima deliberazione da una delle Camere ed il parere del Consiglio regionale sia contrario, il Presidente della Giunta regionale pu\u00f2 indire un <em>referendum<\/em> consultivo prima del compimento del termine previsto dalla Costituzione per la seconda deliberazione\u00bb.<\/p><p>(<em>Sono approvati<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Il comma successivo, che si richiama al Titolo III, gi\u00e0 rinviato a domani, deve a sua volta essere rinviato. Se non vi sono obiezioni, cos\u00ec resta inteso.<\/p><p>(<em>Cos\u00ec rimane stabilito<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Pongo in votazione l\u2019ultimo comma, al quale non sono stati proposti emendamenti:<\/p><p>\u00abLe disposizioni concernenti le materie indicate nell\u2019articolo 123 della Costituzione della Repubblica possono essere modificate con le forme prevedute nello stesso articolo\u00bb.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>LACONI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LACONI. Mi dispiace ritornare indietro, ma il primo comma dell\u2019articolo 56 non \u00e8 chiaro. Gradirei che il Presidente della Commissione ne desse una interpretazione in modo che non possano sorgere dubbi.<\/p><p>\u00c8 evidente che l\u2019iniziativa per la revisione dello statuto viene esercitata presso le Camere; soltanto esse con legge costituzionale possono apportare modificazioni allo statuto. Comprenderei che l\u2019iniziativa venisse dal Consiglio regionale; ma quale senso ha il fatto che ventimila elettori, cio\u00e8 una parte insignificante del corpo elettorale sardo, a un determinato momento prendano l\u2019iniziativa presso le Camere? O stabiliamo che poi le Camere, in seguito a questa iniziativa, devono consultare la popolazione, perch\u00e9 si esprima con <em>referendum<\/em>, o stabiliamo che questo <em>referendum<\/em> \u00e8 automatico, appena sorge l\u2019iniziativa dei ventimila elettori. Si potrebbe rimettere la questione alla Commissione, perch\u00e9 la esamini e riferisca domani presentando le sue proposte.<\/p><p>PRESIDENTE. Qual \u00e8 il parere della Commissione?<\/p><p>AMBROSINI, <em>Relatore.<\/em> Posso rispondere subito. Il testo proposto dalla Commissione era chiarissimo. L\u2019emendamento aggiuntivo presentato dall\u2019onorevole Mannironi ha apportato qualche equivoco. Il testo della Commissione diceva, salvo la modifica di qualche parola: \u00abL\u2019iniziativa di modificazione del presente Statuto pu\u00f2 essere esercitata dal Consiglio regionale\u00bb. Si \u00e8 aggiunto: \u00abo da ventimila elettori\u00bb.<\/p><p>La Commissione, appunto per le ragioni esposte dall\u2019onorevole Laconi, riteneva che fosse necessario un altro requisito: l\u2019approvazione popolare per <em>referendum<\/em>. \u00c8 stata chiesta la votazione per divisione; l\u2019Assemblea ha approvato la prima parte. Noi, Commissione, abbiamo votato per il testo \u00abcon l\u2019approvazione popolare per <em>referendum<\/em>\u00bb, perch\u00e9 ci rendevamo conto che \u00e8 cosa molto grave mettere in moto un procedimento di revisione, semplicemente perch\u00e9 ventimila elettori ne fanno proposta.<\/p><p>Il testo votato \u00e8 chiarissimo; non c\u2019\u00e8 incongruenza. Se l\u2019Assemblea ritiene di ritornare sulla propria deliberazione per integrare il testo del primo comma, gi\u00e0 votato, naturalmente non sar\u00e0 la Commissione ad opporsi, perch\u00e9 essa aveva integrato quella prima parte con l\u2019ultima, aggiungendo \u00abcon l\u2019approvazione popolare per <em>referendum<\/em>\u00bb.<\/p><p>FABBRI, <em>Relatore.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>FABBRI, <em>Relatore.<\/em> La Commissione si \u00e8 ispirata al concetto che ogni riforma dello statuto va apportata con legge costituzionale; e siccome la formazione di una nuova legge costituzionale \u00e8 cosa grave, la Commissione non si accontentava della iniziativa del Consiglio regionale, ma voleva che questa iniziativa fosse appoggiata da un <em>referendum <\/em>di approvazione. Ma l\u2019organizzazione del <em>referendum<\/em> regionale \u00e8 lasciata alla legge regionale, la quale stabilir\u00e0 il numero dei cittadini che avranno facolt\u00e0 di chiedere il <em>referendum<\/em> in modo rilevante.<\/p><p>L\u2019inserzione della proposta dei ventimila elettori \u00e8 qui fuori posto. Il <em>referendum <\/em>deve essere regolato da una futura legge regionale.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019emendamento Mannironi conteneva una seconda parte che diceva: \u00abe non potr\u00e0 aver corso se non con l\u2019approvazione popolare per <em>referendum<\/em>\u00bb. \u00c8 stato chiesto dall\u2019onorevole Moro che la seconda parte fosse votata separatamente. L\u2019Assemblea appunto nella seconda votazione ha respinto la seconda parte. L\u2019onorevole Moro potrebbe chiarirci meglio di ogni altro le ragioni della richiesta di votazione per divisione; ma credo che si possa comprendere che l\u2019onorevole Moro e tutti coloro che hanno votato contro la seconda parte dell\u2019emendamento Mannironi non ritengano necessario il <em>referendum<\/em> popolare per dare validit\u00e0 all\u2019iniziativa presa nel modo detto nella prima parte della proposta. Qualche collega pu\u00f2 giudicare non opportuno ci\u00f2 che si \u00e8 votato, ma non \u2013 a mio giudizio \u2013 contestarne la chiarezza.<\/p><p>MORO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MORO. Non ho che da confermare quanto ha detto l\u2019onorevole Presidente, il quale ha con esattezza individuato la nostra intenzione.<\/p><p>FABBRI, <em>Relatore.<\/em> Purch\u00e9 non sia richiesto a me di giustificare m modo esauriente il testo votato.<\/p><p>AMBROSINI, <em>Relatore.<\/em> Ma \u00e8 chiaro!<\/p><p>PRESIDENTE. Passiamo al Titolo VIII: \u00abNorme transitorie e finali\u00bb. Si dia lettura dell\u2019articolo 57.<\/p><p>SCHIRATTI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abL\u2019Alto Commissario e la Consulta regionale sarda restano in carica fino alla prima elezione del Consiglio regionale che sar\u00e0 indetta dal Governo della Repubblica, entro dieci mesi dall\u2019entrata in vigore dello Statuto.<\/p><p>\u00abLa prima elezione del Consiglio regionale avr\u00e0 luogo in conformit\u00e0 all\u2019articolo 17 del presente Statuto ed alla legge per l\u2019elezione della Camera dei deputati secondo le norme che saranno stabilite con decreto legislativo, sentiti l\u2019Alto Commissario e la Consulta regionale.<\/p><p>\u00abLe circoscrizioni elettorali sono determinate in corrispondenza delle attuali provincie\u00bb.<\/p><p>AMBROSINI, <em>Relatore.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>AMBROSINI, <em>Relatore.<\/em> All\u2019ultimo momento la Commissione ha constatato che si era incorsi in un errore di stampa, in quanto il testo che \u00e8 stato stampato dice: \u00abL\u2019Alto Commissario\u00bb; bisogna correggerlo con questa forma: \u00abL\u2019Alto Commissariato\u00bb, perch\u00e9, evidentemente, non poteva la Commissione con una disposizione legislativa arbitrarsi di infrenare la potest\u00e0 del Governo di decidere sulla permanenza in carica dell\u2019attuale Alto Commissario. Si deve pertanto leggere: \u00abL\u2019Alto Commissariato ecc.\u00bb.<\/p><p>DE GASPERI, <em>Presidente del Consiglio dei Ministri.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>DE GASPERI, <em>Presidente del Consiglio dei Ministri.<\/em> Si dovr\u00e0 dire .allora: \u00abrestano in funzione\u00bb, anzich\u00e9 \u00abrestano in carica\u00bb.<\/p><p>FABBRI, <em>Relatore.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>FABBRI, <em>Relatore.<\/em> Propongo: \u00abLe funzioni dell\u2019Alto Commissariato e della Consulta regionale sarda continuano fino ecc.\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Pongo in votazione l\u2019articolo 57, di cui \u00e8 stata data test\u00e9 lettura, con questa modificazione apportatavi dalla Commissione.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo all\u2019articolo 58. Se ne dia lettura.<\/p><p>SCHIRATTI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abUna Commissione paritetica di quattro membri, nominati dal Governo della Repubblica e dall\u2019Alto Commissario per la Sardegna sentita la Consulta regionale, proporr\u00e0 le norme relative al passaggio degli uffici e del personale dallo Stato alla Regione, nonch\u00e9 le norme di attuazione del presente Statuto.<\/p><p>\u00abTali norme saranno sottoposte al parere della Consulta o del Consiglio regionale e saranno emanate con legge della Repubblica\u00bb.<\/p><p>MORO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MORO. Chiedo un chiarimento: trattandosi di una Commissione paritetica, in caso di disaccordo, chi decide? Non si crea una maggioranza, indubbiamente.<\/p><p>AMBROSINI, <em>Relatore.<\/em> L\u2019articolo 58 riproduce una disposizione dello statuto elaborato dalla Consulta sarda. Non mi sento autorizzato a proporre alcuna modificazione. La Commissione, nell\u2019approvarlo all\u2019unanimit\u00e0, ritenne che la Commissione paritetica si sarebbe messa d\u2019accordo.<\/p><p>MORO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MORO. Propongo la seguente formulazione:<\/p><p>\u00abUna Commissione composta di cinque membri: tre nominati dal Governo della Repubblica e due dall\u2019Alto Commissariato\u00bb.<\/p><p>DE GASPERI, <em>Presidente del Consiglio dei Ministri.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>DE GASPERI, <em>Presidente del Consiglio dei Ministri.<\/em> Vorrei rinunciare a questa maggioranza, perch\u00e9 non vorrei ingenerare il sospetto di una certa diffidenza da parte del Governo verso i sardi. (<em>Approvazioni al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Moro, mantiene ella il suo emendamento?<\/p><p>MORO. La pariteticit\u00e0 fa una certa impressione. Comunque, dopo le dichiarazioni del Presidente del Consiglio, non insisto.<\/p><p>PRESIDENTE. Pongo in votazione l\u2019articolo 58 nel testo della Commissione, del quale \u00e8 stata data test\u00e9 lettura.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo all\u2019articolo 59. Se ne dia lettura.<\/p><p>SCHIRATTI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abNelle materie attribuite alla competenza della Regione, fino a quando non sia diversamente disposto con leggi regionali, si applicano le leggi dello Stato\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. A questo articolo non sono stati proposti emendamenti. Lo pongo in votazione.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Voteremo domani sull\u2019articolo 60, dopo aver esaminato gli articoli in materia finanziaria che sono stati rinviati.<\/p><p>L\u2019onorevole Spano ha presentato un emendamento aggiuntivo all\u2019articolo 38, del seguente tenore:<\/p><p>\u00abLa Giunta regionale \u00e8 responsabile di fronte al Consiglio.<\/p><p>\u00abIl voto di sfiducia del Consiglio determina le dimissioni della Giunta\u00bb.<\/p><p>Qual \u00e8 il parere della Commissione?<\/p><p>AMBROSINI, <em>Relatore.<\/em> Siccome si tratta di un principio democratico elementare di tutte le assemblee, la Commissione ritiene che non sia necessario precisarlo esplicitamente.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Spano, mantiene l\u2019emendamento?<\/p><p>SPANO. Ho presentato questo emendamento a scopo chiarificatore e vi insisto.<\/p><p>PRESIDENTE. Effettivamente mi sembra che si tratti soltanto di una chiarificazione, che non contrasta con alcuna disposizione del testo della Commissione.<\/p><p>Pongo in votazione i commi aggiuntivi proposti dall\u2019onorevole Spano all\u2019articolo 38, dandone nuovamente lettura:<\/p><p>\u00abLa Giunta regionale \u00e8 responsabile di fronte al Consiglio.<\/p><p>\u00abIl voto di sfiducia del Consiglio determina le dimissioni della Giunta\u00bb.<\/p><p>(<em>Sono approvati<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Il seguito della discussione \u00e8 rinviato alla seduta antimeridiana di domani.<\/p><p>Interrogazioni.<\/p><p>PRESIDENTE. Si dia lettura delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.<\/p><p>SCHIRATTI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro dei lavori pubblici, per conoscere le ragioni per le quali in questo esercizio, nonostante i fondi per la disoccupazione, ed i miliardi destinati ad opere pubbliche, non abbia creduto ancora di fissare, nonostante le replicate insistenze degli Enti e dei deputati rappresentanti le popolazioni interessate, altro stanziamento per lavori della strada di serie n. 161, dall\u2019Aulla al Lagastrello, ferma da un ventennio, nonostante l\u2019impellente necessit\u00e0 di un nuovo valico appenninico.<\/p><p>\u00ab\u00c8 evidente che i venti milioni stanziati due anni or sono, coi prezzi odierni, saranno presto esauriti nel breve tratto di strada appaltato in questi giorni. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abMicheli\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro della difesa, per sapere come intenda provvedere per il ritorno in patria degli ufficiali rimasti tuttora in Eritrea, come e quando, cio\u00e8, organizzer\u00e0 i convogli di rimpatrio e se non voglia autorizzare intanto i rimpatri individuali, rimborsando le spese di viaggio.<\/p><p>\u00abSi tratta infatti di militari che al momento della cessazione delle ostilit\u00e0 in quello scacchiere caddero prigionieri degli inglesi e da questi furono successivamente lasciati in libert\u00e0. Un anno e mezzo fa una Commissione interministeriale, composta da funzionari del Ministero degli affari esteri, dell\u2019Africa italiana e del Ministero della guerra, si trasfer\u00ec in Eritrea e provvide ad autorizzare il rimpatrio solo a determinati elementi (infermi, invalidi, ecc.), mentre ai rimanenti fu consigliato di pazientare, assicurando loro, a nome del Governo, l\u2019integrit\u00e0 dei diritti amministrativi e matricolari per tutto il periodo della loro permanenza in Eritrea.<\/p><p>\u00abSembra all\u2019interrogante che sia giunto il momento di dare a tali ufficiali la possibilit\u00e0 di tornare in patria, tanto pi\u00f9 che alcuni di essi sono assenti dalle loro famiglie fin dal 1938 e hanno nobilmente collaborato a mantenere alto il buon nome dell\u2019Italia in quelle terre da noi colonizzate senza percepire assegni di sorta ed adattandosi per vivere a qualsiasi lavoro. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abZuccarini\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro della pubblica istruzione, per sapere se non ritenga opportuno aumentare, in confronto dell\u2019anno decorso, il numero delle borse per studi di perfezionamento all\u2019estero, di lire 250.000 ciascuna, nel relativo concorso da bandirsi per i laureati del corrente anno accademico 1947-48, e ci\u00f2 per venire pi\u00f9 largamente incontro alle aspirazioni di valorosi giovani, desiderosi di avviarsi a carriere scientifiche. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abRescigno\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro dell\u2019interno, per conoscere le ragioni per le quali non ha ancora provveduto allo scioglimento dell\u2019Amministrazione comunale di Casoria (Napoli), resosi necessario a seguito del distacco della frazione di Casavatore, che ha fatto perdere alla Amministrazione stessa ben 6 consiglieri ed al comune un nucleo di circa 6.000 cittadini.<\/p><p>\u00abPer sapere, infine, se non crede di provvedere con tutta urgenza, dato anche il malumore della cittadinanza per avere constatato che per casi, anche meno evidenti, esso Ministro ha proceduto con inconsueta energia e rapidit\u00e0. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abSansone\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro della pubblica istruzione, per sapere per quali ragioni non sia ancora stata nominata la Commissione esaminatrice del concorso al posto di direttore della Scuola di metodo per insegnanti dei ciechi alla Madonna del Riposo (Roma), bandito nell\u2019ottobre 1946 (<em>Gazzetta Ufficiale<\/em> 16 ottobre 1946, n. 230) con scadenza, per la presentazione dei documenti da parte dei concorrenti, al 10 gennaio 1947. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abLozza\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro della pubblica istruzione, per sapere quali siano state le risultanze conclusive dell\u2019ispezione fatta, nel periodo gennaio-maggio 1947, dall\u2019ispettore ministeriale dottor Emidio Catalano, al liceo E.Q. Visconti di Piazza del Collegio Romano, in Roma, e all\u2019Ente Visconti.<\/p><p>\u00abL\u2019interrogante desidera pure sapere quali provvedimenti siano stati presi o si intendano prendere, in base alle risultanze conclusive in oggetto. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abLozza\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Queste interrogazioni saranno trasmesse ai Ministri competenti, per la risposta scritta.<\/p><p>La seduta termina alle 21.55.<\/p><p>Ordine del giorno per le sedute di domani.<\/p><p>Alle ore 10 e alle 16:<\/p><ol><li>\u2013 Domande di autorizzazione a procedere in giudizio.<\/li><li>\u2013 <em>Discussione dei seguenti disegni di legge:<\/em><\/li><\/ol><p>Modificazioni alla legge 7 ottobre 1947, n. 1058, per la prima elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica. (66).<\/p><p>Norme per la formazione delle liste elettorali nella provincia di Bolzano. (67).<\/p><ol start=\"3\"><li>\u2013 <em>Seguito della discussione del disegno di legge costituzionale: .<\/em><\/li><\/ol><p>Statuto speciale per la Sardegna. (62).<\/p><ol start=\"4\"><li>\u2013 <em>Discussione del disegno di legge costituzionale:<\/em><\/li><\/ol><p>Statuto speciale per il Trentino-Alto Adige. (63).<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Versione PDF ASSEMBLEA COSTITUENTE CCCLXIX. SEDUTA POMERIDIANA DI MERCOLED\u00cc 28 GENNAIO 1948 PRESIDENZA DEL PRESIDENTE TERRACINI INDICE Disegno di legge costituzionale (Seguito della discussione): Statuto speciale per la Sardegna (62). 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