{"id":2534,"date":"2023-09-17T21:47:40","date_gmt":"2023-09-17T19:47:40","guid":{"rendered":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=2534"},"modified":"2023-10-21T00:03:50","modified_gmt":"2023-10-20T22:03:50","slug":"antimeridiana-di-martedi-27-gennaio-1948","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=2534","title":{"rendered":"ANTIMERIDIANA DI MARTED\u00cc 27 GENNAIO 1948"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"2534\" class=\"elementor elementor-2534\" data-elementor-post-type=\"post\">\n\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-894b7ed elementor-section-full_width elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"894b7ed\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-0240fb3\" data-id=\"0240fb3\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-406fcb9 elementor-align-right elementor-widget elementor-widget-button\" data-id=\"406fcb9\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"button.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-button-wrapper\">\n\t\t\t\t\t<a class=\"elementor-button elementor-button-link elementor-size-sm\" href=\"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/19480127_1.pdf\" target=\"_blank\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-content-wrapper\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-icon\">\n\t\t\t\t<i aria-hidden=\"true\" class=\"icon icon-view\"><\/i>\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-text\">Versione PDF<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-eb02f15 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"eb02f15\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p>ASSEMBLEA COSTITUENTE<\/p><p>CCCLXVI.<\/p><p>SEDUTA ANTIMERIDIANA DI MARTED\u00cc 27 GENNAIO 1948<\/p><p>PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE <strong>CONTI<\/strong><\/p><p>indi<\/p><p>DEL PRESIDENTE <strong>TERRACINI<\/strong><\/p><p><strong>INDICE<\/strong><\/p><p><strong>Congedo:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p><strong>Comunicazione del Presidente:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p><strong>Disegno di legge<\/strong> (<em>Seguito della discussione<\/em>)<strong>:<\/strong><\/p><p>Norme per l\u2019elezione del Senato della Repubblica (61)<\/p><p>Presidente<\/p><p>Targetti<\/p><p>Grilli<\/p><p>Micheli, <em>Presidente della Commissione<\/em><\/p><p>Gullo Fausto, <em>Relatore per la maggioranza<\/em><\/p><p>Scelba, <em>Ministro dell\u2019interno<\/em><\/p><p>Molinelli<\/p><p>Uberti<\/p><p>Costantini<\/p><p>Caroleo<\/p><p>Cevolotto<\/p><p>Lucifero<\/p><p>Rivera<\/p><p>Fioritto<\/p><p>Gullo Rocco<\/p><p>Laconi<\/p><p>Moro<\/p><p>Fuschini<\/p><p>La Rocca<\/p><p>Fantoni<\/p><p>Mortati, <em>Relatore per la minoranza<\/em><\/p><p><strong>Presentazione di relazioni:<\/strong><\/p><p>Di Giovanni, <em>Presidente della Commissione per le autorizzazioni a procedere<\/em><\/p><p>Presidente<\/p><p>La seduta comincia alle 11.<\/p><p>RICCIO, <em>Segretario<\/em>, legge il processo verbale della precedente seduta antimeridiana.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>).<\/p><p>Congedo.<\/p><p>PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo il deputato Merlin Umberto.<\/p><p>(<em>\u00c8 concesso<\/em>).<\/p><p>Comunicazione del Presidente.<\/p><p>PRESIDENTE. Comunico che il Gruppo parlamentare del Partito socialista dei lavoratori italiani ha ricostituito il suo Ufficio di Presidenza, che risulta cos\u00ec formato:<\/p><p>Presidente: onorevole Gullo Rocco; Segretario: onorevole Lami Starnuti; Vicesegretario: onorevole Preti; membri del Comitato direttivo: onorevoli Carboni Angelo, Grilli, Persico e Treves.<\/p><p>Seguito della discussione del disegno di legge: Norme per l\u2019elezione del Senato della Repubblica. (61).<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019ordine del giorno reca il seguito della discussione del disegno di legge: \u00abNorme per l\u2019elezione del Senato della Repubblica\u00bb (61).<\/p><p>Dobbiamo esaminare l\u2019articolo 2, identico nel testo del Governo e della Commissione. Se ne dia lettura.<\/p><p>RICCIO, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abIn ogni regione sono costituiti tanti collegi quanti sono i senatori assegnati alla regione.<\/p><p>\u00abLe circoscrizioni dei collegi risultano dalla tabella <em>B<\/em> che fa parte integrante della presente legge\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Il Governo propone di aggiungere un terzo comma del seguente tenore:<\/p><p>\u00abLe sezioni elettorali che interessano due o pi\u00f9 collegi si intendono assegnate al collegio nella cui circoscrizione ha sede l\u2019ufficio elettorale di sezione\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Targetti, assieme con l\u2019onorevole Amadei, ha presentato il seguente emendamento:<\/p><p>\u00ab<em>Sostituire il secondo comma col seguente:<\/em><\/p><p>\u00abLa tabella delle circoscrizioni sar\u00e0 stabilita con decreto presidenziale, promosso dal Ministro dell\u2019interno su conforme parere della Commissione parlamentare per la legge sul Senato\u00bb.<\/p><p>TARGETTI. Onorevoli colleghi, la tabella delle circoscrizioni deve far parte integrante della legge per le elezioni del Senato. L\u2019importanza delle circoscrizioni, come ebbi occasione di accennare nella seduta nella quale il Presidente mi aveva invitato a svolgere senz\u2019altro un ordine del giorno inerente a questo argomento, cambia a seconda del sistema elettorale che si segue e mentre raggiunge un livello altissimo nel sistema uninominale, perde molto della sua importanza in un sistema proporzionale.<\/p><p>Io non star\u00f2 a definire il sistema elettorale adottato dalla nostra legge, per non entrare in una polemica ormai superata. Mi basti notare che la legge, in una parte, attribuisce una notevole importanza alle circoscrizioni; cio\u00e8 con quella disposizione per la quale viene proclamato eletto il candidato che ha riportato il 65 per cento dei voti. \u00c8 inutile far perdere tempo all\u2019Assemblea col dimostrarlo, giacch\u00e9 ci\u00f2 risulta chiaro a chiunque ed \u00e8 da tutti condiviso. D\u2019altra parte, la competenza di approvare le tabelle delle circoscrizioni spetta all\u2019Assemblea.<\/p><p>Con quali modalit\u00e0? Verrebbe fatto di dire che, data l\u2019importanza delle circoscrizioni stesse, l\u2019Assemblea dovesse direttamente procedere all\u2019approvazione della relativa tabella. Ma questo non \u00e8 praticamente possibile. E io non mi richiamo soltanto ad una mancanza di tempo; sebbene il tempo in questa nostra questione debba essere tenuto ben presente, perch\u00e9 l\u2019Assemblea ricorda anzitutto che la legge non pu\u00f2 essere promulgata se non \u00e8 accompagnata dalla tabella. Non si pu\u00f2 promulgare una legge che stabilisce come si procede alle elezioni di una Camera, se non si indicano anche le circoscrizioni nelle quali questo sistema elettorale verr\u00e0 applicato. D\u2019altra parte, l\u2019Assemblea ha presenti anche i termini entro i quali si deve procedere alla convocazione dei comizi, e quindi bisogna convenire che vi \u00e8 l\u2019urgenza per la promulgazione della legge, corredata della tabella delle circoscrizioni. Ma non \u00e8 soltanto una questione di tempo che sta contro la possibilit\u00e0 che l\u2019Assemblea proceda direttamente all\u2019esame ed all\u2019approvazione delle singole circoscrizioni; c\u2019\u00e8 anche una possibilit\u00e0 inerente alla materia stessa. Chiunque comprende l\u2019impossibilit\u00e0 materiale che l\u2019Assemblea, collegialmente, prenda in esame, una per una, tutte le 236 circoscrizioni, le discuta una per una e deliberi su ciascuna di esse. I precedenti, del resto, ci dimostrano che questo non si \u00e8 mai ritenuto possibile fare.<\/p><p>Vigendo il sistema del collegio uninominale, il Parlamento fu chiamato varie volte a deliberare sopra alcune particolari e determinate modificazioni di circoscrizioni; ma l\u2019impianto di un nuovo sistema elettorale porta come conseguenza che la delimitazione delle circoscrizioni non venga fatta direttamente dall\u2019Assemblea legislativa. Di fatti, io ricordo a me stesso, che quando nel 1919 si dette applicazione per la prima volta al sistema proporzionale, il Parlamento deliber\u00f2 che per la prima attuazione della legge le circoscrizioni venissero determinate con decreto reale promosso dal Ministro dell\u2019interno, udita una Commissione eletta dalla Camera.<\/p><p>Noi diciamo che anche questa volta bisogna ricorrere ad un sistema analogo; anzi allo stesso sistema, salvo la necessit\u00e0 di modificarlo in alcune modalit\u00e0 di applicazione.<\/p><p>Allora si disse che il Governo avrebbe provveduto a provocare un decreto reale, udita una Commissione eletta della Camera, ma, onorevoli colleghi, senza entrare, ripeto, nell\u2019apprezzamento della natura specifica del sistema elettorale adottato dalla legge che si sta per votare, \u00e8 certo che le circoscrizioni in questo sistema hanno un\u2019importanza, perch\u00e9 esercitano un\u2019influenza molto maggiore che in un sistema prettamente proporzionale. Nel sistema prettamente proporzionale, che un comune sia aggregato ad un altro, che una citt\u00e0 sia divisa in var\u00ee collegi secondo un criterio o un altro, non ha nessuna pratica importanza perch\u00e9 non pu\u00f2 portare a nessuna differenza di risultati. Lo stesso numero di elettori votanti per un partito esercita la stessa influenza nel determinare il numero degli eletti che a quel partito competono, qualunque sia stata la delimitazione delle sezioni nelle quali quegli elettori hanno votato.<\/p><p>Qui, invece, siccome abbiamo la proclamazione dei candidati che hanno riportato il 65 per cento dei voti, la determinazione delle circoscrizioni ha evidentemente una diversa, maggiore importanza, giacch\u00e9 l\u2019attribuzione di un nucleo di elettori ad un collegio piuttosto che ad un altro pu\u00f2 permettere, od impedire, che un candidato raggiunga il <em>quorum<\/em> fissato. Da qui, la necessit\u00e0, a parer nostro, che sia il Governo a provocare il decreto presidenziale ma \u00absu conforme parere\u00bb come noi abbiamo detto, di una Commissione, non gi\u00e0 \u00abudito il parere\u00bb di una Commissione. Ed a proposito della Commissione, si chieder\u00e0 da qualcuno, perch\u00e9 non adottare la procedura adottata nel 1919 e nominare un\u2019apposita Commissione?<\/p><p>A noi sembra che non vi sia oggi questa necessit\u00e0. Basta ricordare che allora, nel 1919, vigeva il sistema degli Uffici. Gli Uffici risultavano composti secondo il capriccio della sorte. Dagli Uffici promanavano le Commissioni, quindi nella composizione delle Commissioni parlamentari non era assicurato nessun criterio di rappresentanza dei var\u00ee gruppi e dei var\u00ee partiti. Ecco perch\u00e9, in una materia cos\u00ec delicata, si ritenne necessario allora procedere alla nomina di un\u2019apposita Commissione, eletta con le norme comuni a tutte le nomine che il Parlamento fa, cio\u00e8 votando soltanto per due terzi del numero dei componenti ed assicurando, cos\u00ec, una rappresentanza alle minoranze.<\/p><p>Oggi, a parer nostro, questa necessit\u00e0 non c\u2019\u00e8 pi\u00f9, perch\u00e9 noi abbiamo la Commissione parlamentare per l\u2019esame della legge sul Senato, non costituita secondo la sorte, ma nominata dal nostro Presidente il quale, seguendo una prassi che \u00e8 a garanzia di tutti, l\u2019ha composta con una rappresentanza proporzionale delle varie forze politiche che si trovano nel Parlamento.<\/p><p>Ecco perch\u00e9 riteniamo che non vi sia nessuna necessit\u00e0 di nominare un\u2019apposita Commissione e che tutti i settori della Camera possano fare sicuro affidamento nell\u2019opera della Commissione parlamentare che \u00e8 ancora in carica.<\/p><p>Infine, l\u2019Assemblea Costituente (lo tengano presente gli onorevoli colleghi) l\u2019Assemblea Costituente che avrebbe il compito \u2013 al quale fa riscontro uno stretto dovere costituzionale e politico \u2013 di procedere direttamente all\u2019approvazione e deliberazione delle circoscrizioni elettorali, non pu\u00f2 limitarsi a delegare questo suo potere ad una Commissione, perch\u00e9 altrimenti il suo intervento nel disciplinare questa materia cos\u00ec delicata sarebbe tanto ristretto, da rappresentare un vero e proprio atto di mutilazione, una diminuzione volontaria delle proprie facolt\u00e0, cui corrispondono degli specifici doveri.<\/p><p>Ecco perch\u00e9 noi riteniamo che non in questo articolo, ma con la votazione di un successivo ordine del giorno, l\u2019Assemblea Costituente debba determinare le direttive, i criteri fondamentali, seguendo i quali la Commissione da noi delegata potr\u00e0 presentare al Governo le sue proposte, dopo di che il Governo potr\u00e0 a sua volta provocare il decreto presidenziale.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Gullo Rocco ha presentato il seguente emendamento:<\/p><p>\u00ab<em>Sostituire il secondo comma col seguente:<\/em><\/p><p>\u00abLa tabella delle circoscrizioni dei collegi elettorali per l\u2019elezione del Senato sar\u00e0 stabilita con decreto del Presidente della Repubblica promosso dal Ministro dell\u2019interno su proposta della Commissione dell\u2019Assemblea Costituente che ha esaminato il disegno di legge\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Gullo Rocco non \u00e8 presente.<\/p><p>GRILLI. Signor Presidente, faccio mio l\u2019emendamento dell\u2019onorevole Gullo Rocco, rinunziando a svolgerlo.<\/p><p>PRESIDENTE. Sta bene. Invito allora il Presidente della Commissione a pronunziarsi al riguardo.<\/p><p>MICHELI, <em>Presidente della Commissione<\/em>. La Commissione non ha nulla in contrario ed esprime parere conforme a quello manifestato dall\u2019onorevole Targetti. Io dico ci\u00f2, peraltro, a titolo meramente personale, avendo avuto occasione di interpellare al riguardo solo qualche collega. Questo debbo anche dire, perch\u00e9 c\u2019\u00e8 stato chi ha voluto far osservare che qualche volta io non avrei esattamente interpretato il pensiero di tutta la Commissione. \u00c8 d\u2019altronde difficile interpretare il pensiero dell\u2019intera Commissione, quando essa \u00e8 composta di ventiquattro membri, dei quali siedono al nostro tavolo soltanto, per lo pi\u00f9, sette od otto, ed essi spesso per una met\u00e0 sono di un parere e per l\u2019altra di un altro.<\/p><p>Pur essendo io ed i colleghi vicini dello stesso avviso esposto dall\u2019onorevole Targetti, preferisco dichiarare, per maggior esattezza, che la Commissione si rimette all\u2019Assemblea.<\/p><p>GULLO FAUSTO, <em>Relatore per la maggioranza<\/em>. Onorevole Presidente, si sta facendo, ora, soltanto una questione di procedura, o si entra anche nel merito?<\/p><p>TARGETTI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>TARGETTI. L\u2019ordine del giorno provvede a far stabilire dall\u2019Assemblea alcuni criteri generali, i quali possono evidentemente mutare secondo l\u2019opinione dei singoli deputati, mentre si pu\u00f2 realizzare l\u2019accordo sul principio stabilito dalla nostra proposta.<\/p><p>GULLO FAUSTO, <em>Relatore per la maggioranza<\/em>. Questo appunto io domando: se si discute della procedura, del modo, cio\u00e8, come debbano esser rese esecutive queste tabelle, o del merito della questione cio\u00e8 come queste tabelle debbano essere formate.<\/p><p>PRESIDENTE. Si discute della procedura, onorevole Gullo.<\/p><p>Onorevole Scelba, vuole pronunciarsi anche lei, a nome del Governo?<\/p><p>SCELBA, <em>Ministro dell\u2019interno<\/em>. Il Governo accede all\u2019emendamento dell\u2019onorevole Gullo Rocco.<\/p><p>MOLINELLI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MOLINELLI. Il Gruppo parlamentare comunista accede all\u2019emendamento dell\u2019onorevole Targetti, ritenendo che la Commissione debba dare un parere impegnativo sulla formazione delle tabelle. \u00c8 evidente infatti che, senza questo parere, l\u2019Assemblea non potrebbe approvare una legge nella composizione della quale essa non sia completamente entrata.<\/p><p>UBERTI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>UBERTI. Dichiaro che voteremo a favore dell\u2019emendamento Gullo Rocco, perch\u00e9, in sostanza, i due emendamenti hanno il medesimo valore: l\u2019uno parla di \u00abparere conforme\u00bb, l\u2019altro di \u00abproposta\u00bb. Quello dell\u2019onorevole Gullo Rocco, per\u00f2, mi sembra esser redatto in una forma pi\u00f9 riguardosa.<\/p><p>COSTANTINI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>COSTANTINI. La dichiarazione fatta dall\u2019onorevole Uberti contrasta con quello che \u00e8 il valore letterale delle parole.<\/p><p>Richiamo l\u2019attenzione del collega Uberti su questa circostanza: nell\u2019emendamento proposto dall\u2019onorevole Targetti si dice che la tabella delle circoscrizioni sar\u00e0 formata \u00absu conforme parere\u00bb della Commissione parlamentare. In quello dell\u2019onorevole Gullo Rocco si dice: \u00absu proposta\u00bb, il che \u00e8 completamente diverso, perch\u00e9 quando uno propone, non impone una direttiva e consente alla persona o all\u2019organo, cui la proposta \u00e8 diretta, anche delle variazioni sostanziali.<\/p><p>Ora, \u00e8 bene essere chiari a questo riguardo e dare a questo emendamento, cio\u00e8 a quello che dovr\u00e0 diventare parte di un articolo della legge, un\u2019espressione chiara, perch\u00e9 non si incorra in equivoci. Badate: quando la Commissione funzioner\u00e0, l\u2019Assemblea sar\u00e0 chiusa, e in sostanza il funzionamento della Commissione avr\u00e0 il carattere del funzionamento dell\u2019Assemblea. Ora, sarebbe strano che i rappresentanti dell\u2019Assemblea non avessero potere vincolante nei riguardi del Ministero, proprio in ordine ad una soluzione che ha una grande importanza, perch\u00e9 si riferisce alle circoscrizioni nelle quali dovranno svolgersi le elezioni. Quindi \u00e8 bene che diciate chiaramente il vostro pensiero. Voi preferite che vi sia il parere, noi vogliamo che vi sia l\u2019espresso consenso.<\/p><p>CAROLEO, Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CAROLEO. Debbo dire che mi sembrano molto esatte le osservazioni dell\u2019amico Costantini. Qui il Governo chiede una delega che l\u2019Assemblea non pu\u00f2 dare. Questa delega l\u2019Assemblea la fa alla Commissione per la legge elettorale del Senato, con le restrizioni e con le precisazioni dell\u2019ordine del giorno Targetti. Mi pare che al di l\u00e0 di queste non si possa andare.<\/p><p>CEVOLOTTO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CEVOLOTTO. Volevo dire quello che ha detto il collega Caroleo. La differenza fra la proposta Targetti e la proposta Gullo Rocco \u00e8 che con la proposta Targetti si conferisce la delega per formare le tabelle delle circoscrizioni alla Commissione \u2013 il potere di formarle spetta, infatti, all\u2019Assemblea, la quale avrebbe diritto di modificare le tabelle presentate come vuole; ed essa per la difficolt\u00e0 di una discussione generale in materia, delega questo suo potere alla Commissione \u2013 mentre, con la proposta Gullo Rocco, l\u2019Assemblea delega questo suo potere al Governo.<\/p><p>\u00c8 evidente che l\u2019Assemblea, secondo i princip\u00ee che abbiamo sempre seguito, deve delegare il suo potere alla Commissione e non al Governo. Perci\u00f2 voter\u00f2 l\u2019emendamento proposto dall\u2019onorevole Targetti.<\/p><p>PRESIDENTE. Allora, onorevoli colleghi, procediamo alla votazione.<\/p><p>COSTANTINI. Chiediamo la votazione per appello nominale sull\u2019emendamento Targetti.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ritengo opportuno rinviare a pi\u00f9 tardi questa votazione, perch\u00e9 vi sia la certezza del numero legale. Passiamo intanto all\u2019esame del seguente ordine del giorno, presentato dagli onorevoli Targetti e Amadei:<\/p><p>\u00abL\u2019Assemblea Costituente afferma che la tabella delle circoscrizioni debba essere formulata secondo i seguenti criteri:<\/p><p>1\u00b0) attenersi il pi\u00f9 rigorosamente possibile alla norma costituzionale per la quale deve essere eletto un senatore per ogni duecentomila abitanti;<\/p><p>2\u00b0) rispettare le unit\u00e0 provinciali;<\/p><p>3\u00b0) mantenere, in linea di massima, intatte le unit\u00e0 cittadine;<\/p><p>4\u00b0) suddividere le citt\u00e0 con popolazione superiore ai 400.000 abitanti, tenendo conto della loro particolare configurazione topografica ed, in mancanza di questa, procedendo a suddivisione con criteri omogenei\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Lucifero al 2\u00b0) alinea: \u00abrispettare le unit\u00e0 provinciali\u00bb ha proposto di aggiungere: \u00abe le contiguit\u00e0 territoriali\u00bb.<\/p><p>LUCIFERO. Chiedo di parlare per chiarire il mio emendamento, in modo che l\u2019onorevole Targetti possa dire se lo accetta.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LUCIFERO. Vorrei dire semplicemente questo: che, come \u00e8 giusta l\u2019osservazione dell\u2019onorevole Targetti di rispettare l\u2019unit\u00e0 delle provincie, che \u00e8 ormai una realt\u00e0 nel nostro Paese, \u00e8 necessario anche tener conto della contiguit\u00e0 territoriale, perch\u00e9, se no, i collegi diventano degli arcipelaghi, mentre occorre che vi sia veramente una unit\u00e0.<\/p><p>Presidenza del Presidente TERRACINI<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Targetti, ha facolt\u00e0 di svolgere il suo ordine del giorno.<\/p><p>TARGETTI. Come ho avuto il piacere di dire illustrando l\u2019emendamento proposto e sul quale l\u2019Assemblea sar\u00e0 chiamata fra poco a votare, la delega che l\u2019Assemblea Costituente approvando quell\u2019emendamento concederebbe dei suoi poteri in materia di determinazione delle circoscrizioni, sarebbe, se non integrata dall\u2019approvazione del nostro ordine del giorno, una delega troppo vasta, troppo lata, e tale da spodestare l\u2019Assemblea Costituente di un potere che ha un grande significato politico e del quale essa deve essere gelosa custode. Ripeto, un significato politico che sarebbe stato molto maggiore se l\u2019Assemblea si fosse attenuta all\u2019obbligo di adottare il sistema uninominale; secondo il significato dell\u2019ordine del giorno Nitti, approvato a suo tempo. Ma la quistione non rimane certamente priva di importanza politica neppure con l\u2019approvazione di quel sistema elettorale che, ripeto, io non ho la competenza di definire e che presenta certo qualche stranezza. Anche dal lato filologico. Per esempio quel collegamento di un candidato con se stesso si presta alle interpretazioni pi\u00f9 stravaganti e meno fisiologicamente normali che immaginar si possa! (<em>Si ride<\/em>).<\/p><p>\u00a0\u00c8 quindi necessario che l\u2019Assemblea Costituente dia alla Commissione dei criteri, fissi delle direttive.<\/p><p>Onorevoli colleghi, si sa che siamo in una materia politica; anche la circoscrizione ha un contenuto politico. Bisogna per\u00f2 che ciascuno di noi cerchi di spogliarsi \u2013 nei limiti del possibile e dell\u2019umanamente raggiungibile \u2013 delle prevenzioni, dei preconcetti, delle preferenze, in modo che ci si trovi tutti d\u2019accordo su questo: scegliere dei criteri che, quando si fissano, non si sa a chi servano di pi\u00f9: se ad una parte o ad un\u2019altra e si fissano per tutti, in base a concetti, di per se stessi, plausibili.<\/p><p>L\u2019onest\u00e0 dei criteri consiste in questo: che vengano determinati non in funzione di un determinato scopo o di un determinato partito, ma in base ad una ragione giusta e logica. Poi, il destino, la sorte, l\u2019esperienza dimostreranno se un criterio \u00e8 stato pi\u00f9 utile ad una parte o ad un\u2019altra.<\/p><p>I criteri obiettivi \u2013 secondo noi \u2013 non possono essere che questi. Non siamo cos\u00ec pretenziosi da non ritenere che si possano correggere nella forma o nell\u2019espressione, ma fondamentalmente dovrebbero essere questi, salvo aggiunte o modificazioni che non ne intacchino n\u00e9 alterino la sostanza.<\/p><p>Per esempio, l\u2019aggiunta proposta dall\u2019onorevole Lucifero l\u2019accetto senz\u2019altro; l\u2019aggiunta che afferma il concetto generale del massimo rispetto della contiguit\u00e0 territoriale.<\/p><p>Sicch\u00e9, brevemente, i princip\u00ee cui la Commissione dovrebbe ispirarsi nella determinazione delle circoscrizioni sarebbero, secondo noi, i seguenti: attenersi il pi\u00f9 rigorosamente possibile alla norma costituzionale per la quale deve essere eletto un senatore per ogni duecentomila abitanti.<\/p><p>Noi riconosciamo che senza l\u2019emendamento Mortati approvato dall\u2019Assemblea, una composizione delle circoscrizioni numericamente non uniforme avrebbe potuto esercitare un\u2019influenza molto maggiore sulla determinazione degli eletti. Comunque riteniamo che non ci sia ragione che autorizzi a creare, come si propose con la tabella presentata dal Governo, circoscrizioni pletoriche, ipertese, con una popolazione che arriva persino a 240 o 245 mila abitanti, accanto ad altre circoscrizioni, macilente, clorotiche, gracili, composte di appena 120 mila abitanti.<\/p><p>Quindi noi proponiamo che la Commissione si attenga il pi\u00f9 strettamente possibile alla norma costituzionale, perch\u00e9 tra l\u2019altro, \u00e8 passato troppo poco tempo per averla dimenticata (<em>Ilarit\u00e0<\/em>). Non vi \u00e8 nessuna necessit\u00e0 di allontanarsi dalla norma costituzionale.<\/p><p>Questo per quanto riguarda il numero degli abitanti. Le due norme da rispettare l\u2019unit\u00e0 provinciale e, finch\u00e9 \u00e8 possibile, quella cittadina sono applicazioni di uno stesso principio generale che \u00e8 poi quello della contiguit\u00e0 territoriale.<\/p><p>Onorevole Scelba, io non voglio entrare nel merito del progetto da lei presentato, per farne la critica; dal progetto che porta il suo nome. Si sa che in pratica il Ministro d\u00e0 il suo nome ad un progetto, che tuttavia rappresenta una elaborazione tecnica di quei funzionari dei quali si dice spesso tanto male e spesso con tanta poca ragione, mentre il materiale legislativo il pi\u00f9 delle volte proviene da questi anonimi cultori del diritto, ai quali in realt\u00e0, si deve la base di gran parte della nostra legislazione. Non entrer\u00f2 dunque nei particolari del progetto presentato dal Governo, anche per non allungare troppo il mio dire, giacch\u00e9 non mi abbandona mai la preoccupazione di pretendere troppo dalla cortesia dei colleghi, di cui sono a loro molto grato.<\/p><p>Dico soltanto: onorevole Scelba, creda alle mie parole. Se ella parlasse confidenzialmente coi rappresentanti delle varie circoscrizioni, forse anche al di sopra delle sostanziali differenze di partito, lei non ne troverebbe uno che non le manifestasse la propria sorpresa di fronte a questa strana composizione delle circoscrizioni.<\/p><p>Io non ho competenza specifica in materia, ma mi dicono che si sono presi alcuni comuni, si sono staccati dai comuni vicini per aggregarli a comuni lontani chilometri e chilometri. Mi \u00e8 stato detto che si sono fatte con queste tabelle delle vere trasfusioni di sangue; si \u00e8 preso del sangue ricco di globuli rossi e si \u00e8 trasfuso in un organismo che ne era gi\u00e0 molto ricco&#8230; (<em>Interruzioni<\/em>) perch\u00e9 pi\u00f9 rosso di come era non poteva diventare mentre gli organismi che l\u2019avevano prestato si sbiancavano, e diventavano pallidi. Si sono fatte queste trasfusioni di globuli allo scopo&#8230; (<em>Ilarit\u00e0<\/em>) allo scopo&#8230; lei, onorevole Scelba, mi ha capito e se anche mi fermo qui, mi sono gi\u00e0 fatto intendere e risparmio di essere interrotto dalla suscettibilit\u00e0 degli egregi colleghi della Democrazia cristiana. Certo una tabella che segna dei criteri non voglio dire capricciosi, ma volubili, variabili, \u00e8 certo una tabella che non pu\u00f2 contentare, tranquillizzare nessuno. Occorre che la tabella si ispiri a concetti precisi. Oltre a quello della contiguit\u00e0 territoriale, occorre stabilire anche l\u2019altro di suddividere le citt\u00e0 con popolazione superiore ai 400.000 abitanti, tenendo conto della loro particolare configurazione topografica, e, in mancanza di specifiche indicazioni, procedendo a suddivisioni con criteri omogenei.<\/p><p>Anche qui, onorevole Scelba, non entro in particolari, ma i pi\u00f9 maliziosi dicono che secondo il vostro progetto si \u00e8 suddivisa una citt\u00e0 grande o col sistema della raggiera o col sistema delle circonferenze, secondo concetti suggeriti non da costituzionalisti, ma da prefetti o altri uomini che hanno molta conoscenza della vita politica del Paese e degli interessi particolari del partito al potere. (<em>Commenti<\/em>). Una variet\u00e0 di concetti non pu\u00f2 essere ammessa perch\u00e9 se \u00e8 giusto che una citt\u00e0 si suddivida per cerchi concentrici, non si vede perch\u00e9 un\u2019altra citt\u00e0 si debba suddividere a raggiera.<\/p><p>Guardi, onorevole Scelba, a che punto pu\u00f2 arrivare la malizia umana! \u00c8 stato detto che si sia scelto per una citt\u00e0 un sistema o l\u2019altro, a seconda che si \u00e8 ritenuto che la popolazione operaia del suburbio fosse, ai fini&#8230; nazionali, pi\u00f9 innocua, se suddivisa a raggiera invece che lasciata a s\u00e9 stessa, lasciata, cio\u00e8, a formare la parte predominante di una circoscrizione! E viceversa.<\/p><p>L\u2019onorevole Ministro credo debba essere d\u2019accordo che la Commissione stabilisca una volta per tutte il principio da adottarsi. Questo criterio resulter\u00e0 favorevole alla Democrazia cristiana in una citt\u00e0 pi\u00f9 favorevole al Blocco del popolo in un\u2019altra, ma potremo tutti noi dire che abbiamo stabilito dei concetti e questi abbiamo sempre obiettivamente rispettato, nell\u2019interesse della comune dignit\u00e0.<\/p><p>Questi sono i criteri a cui si ispira il mio ordine del giorno. (<em>Applausi<\/em>).<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Rivera propone di aggiungere all\u2019ordine del giorno<\/p><p>Targetti, dopo il numero 1\u00b0) la seguente disposizione:<\/p><p>\u00abRispettare le unit\u00e0 regionali storico-tradizionali\u00bb. Ha facolt\u00e0 di svolgere il suo emendamento.<\/p><p>RIVERA. Vorrei risparmiami di illustrare l\u2019argomento sul quale ho discorso altre volte. Dir\u00f2 solo che a me sembra che, se l\u2019Assemblea si propone di difendere le unit\u00e0 provinciali, tanto pi\u00f9 debba preoccuparsi di difendere le unit\u00e0 regionali. Ci\u00f2 del resto \u00e8 stato stabilito dalla Costituzione: noi non possiamo, a mio avviso, senza contravvenire alla nostra Carta costituzionale, costituire i collegi senatoriali, secondo le regioni che sono state variate dal fascismo, ma dobbiamo invece, in questa occasione, tornare alle circoscrizioni delle regioni storico-tradizionali quali sono esistite nei secoli passati. Su ci\u00f2 l\u2019Assemblea ha deliberato con votazioni di cui una a scrutinio segreto sull\u2019ordine del giorno Targetti, del 29 ottobre 1947. Se facessimo una costituzione di collegi senatoriali in seno a regioni recentemente decurtate o incrementate di territorio dal fascismo, faremmo una legge anti-costituzionale, la quale sarebbe soggetta a quelle obiezioni cui pi\u00f9 volte si \u00e8 accennato in questa Assemblea.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Fioritto ha presentato il seguente emendamento aggiuntivo all\u2019ordine del giorno Targetti.<\/p><p>\u00ab<em>Dopo il n\u00b0 1<\/em>)<em> aggiungere: <\/em>tener presente la composizione dei vecchi collegi uninominali\u00bb.<\/p><p>Ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>FIORITTO. Rinuncio a svolgerlo perch\u00e9 \u00e8 cos\u00ec limpidamente espresso, che non ha bisogno di chiarificazioni.<\/p><p>GULLO ROCCO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>GULLO ROCCO. L\u2019onorevole Targetti aveva presentato l\u2019ordine del giorno quando ancora l\u2019Assemblea Costituente aveva avanti a s\u00e9 un progetto uninominalista; e quindi l\u2019ordine del giorno aveva una sua logica. Ma ora con il sistema che abbiamo adottato \u2013 comunque vogliamo chiamarlo \u2013 non v\u2019\u00e8 dubbio che l\u2019unico criterio veramente importante \u00e8 quello di avere dei collegi di popolazione e di numero di elettori pressocch\u00e9 uguale.<\/p><p>Il rispetto delle unit\u00e0 provinciali e delle unit\u00e0 cittadine non ha, in confronto della legge che abbiamo gi\u00e0 in gran parte approvata, l\u2019importanza che poteva avere prima con il collegio uninominale. Ora, ci\u00f2 che importa per l\u2019interesse dei collegi e l\u2019interesse dei candidati \u00e8 di avere un numero di elettori pressoch\u00e9 uguale. Di modo che io penso che anche lo stesso onorevole Targetti non abbia pi\u00f9 quell\u2019interesse all\u2019approvazione di questo ordine del giorno che poteva avere nel momento in cui lo ha presentato.<\/p><p>TARGETTI. L\u2019ho ancora.<\/p><p>GULLO ROCCO. Ma, anche stando al merito dell\u2019ordine del giorno, trovo che vi sono delle proposte, circa i criteri da adottare, che sono in contrasto l\u2019una con l\u2019altra.<\/p><p>Quando si dice \u00abattenersi il pi\u00f9 rigorosamente possibile alla norma costituzionale per la quale deve essere eletto un senatore per ogni duecento mila abitanti\u00bb, si dice cosa che noi possiamo condividere. Perch\u00e9 non c\u2019\u00e8 dubbio che prima norma da osservare \u00e8 quella costituzionale.<\/p><p>TARGETTI. Non \u00e8 stata osservata.<\/p><p>GULLO ROCCO. L\u2019ho studiata profondamente, e dico che avete fatto quelle osservazioni a titolo polemico, le quali anche se esatte, ora non hanno pi\u00f9 quella importanza di ordine pratico, che potevano avere, quando il progetto era uninominalistico.<\/p><p>Dobbiamo preoccuparci di una cosa sola: ottenere che i collegi siano presso a poco dello stesso numero di elettori ed attenersi alla norma costituzionale; per invitare Governo e Commissione ad attenersi a questo criterio, non abbiamo bisogno di dirlo, perch\u00e9 \u00e8 detto nella stessa Costituzione; ritengo che i nostri colleghi della Commissione conoscano quanto noi la Costituzione.<\/p><p>D\u2019altra parte, si \u00e8 detto \u2013 e si \u00e8 detto bene, ma a mio parere inutilmente \u2013 che bisogna seguire la norma costituzionale, cio\u00e8 formare collegi di 200 mila abitanti, e poi si dice di rispettare le unit\u00e0 provinciali&#8230;<\/p><p>TARGETTI. Se \u00e8 possibile.<\/p><p>GULLO ROCCO. &#8230;e si dice: mantenere in linea di massima intatte le unit\u00e0 cittadine. Questo criterio di massima lo avete indicato al numero 3 per il mantenimento delle unit\u00e0 cittadine e non al numero 2 per il rispetto delle unit\u00e0 provinciali. \u00c8 chiaro che, anche se non lo avete detto, \u00e8 stata una differenza di forma; intendevate dirlo; sarebbe stato bene chiarirlo.<\/p><p>Comunque, penso che il criterio di rispettare le unit\u00e0 provinciali \u00e8 in perfetto contrasto col primo criterio cui tutti dobbiamo accedere: di ottenere, cio\u00e8, collegi uguali fra di loro; in quanto, per rispettare le unit\u00e0 provinciali, rispettando il criterio fondamentale, quello dei duecentomila abitanti, occorrerebbe che le provincie avessero come popolazione una cifra multipla di duecentomila.<\/p><p>Siccome credo che questa sia una eccezione nelle nostre provincie e non la regola, se volessimo rispettare le unit\u00e0 provinciali \u2013 e non vedo perch\u00e9 dovremmo assolutamente rispettarle in sistema quasi proporzionalistico \u2013 e tenendo conto che vi sono comuni i quali gravitano pi\u00f9 sui capoluoghi di altre provincie, dovremmo tener presente, oltre queste considerazioni, la considerazione fondamentale che questo criterio del rispetto delle unit\u00e0 provinciali \u00e8 in contrasto con quello pi\u00f9 importante, segnato al numero 1 dell\u2019ordine del giorno Targetti, di attenersi alla norma costituzionale che parla di un collegio per ogni duecentomila abitanti.<\/p><p>Ritengo che potremmo fare a meno di approvare l\u2019ordine del giorno Targetti, perch\u00e9 creeremmo maggiori ostacoli \u2013 e ve ne sono gi\u00e0 molti \u2013 al lavoro della Commissione.<\/p><p>Questa \u00e8 composta di colleghi autorevolissimi, ed avr\u00e0 le sue idee in merito ed i suoi criteri, che corrisponderanno alla norma costituzionale ed alle esigenze di ordine pratico. Per cui penso che sarebbe inutile da una parte e pericoloso dall\u2019altra, voler tracciare dei binari troppo rigidi nei riguardi della Commissione e del Ministro dell\u2019interno.<\/p><p>La Commissione ha ascoltato la parola di molti di noi, sa quali sono le norme costituzionali cui bisogna ispirare i criteri per la formazione delle circoscrizioni. Essa pertanto, rispettando la Costituzione \u00e8 tenendo conto delle voci, gi\u00e0 venute e di quelle che potranno pervenire alla Commissione stessa da parte di conoscitori dei luoghi e delle ripartizioni dei collegi, potr\u00e0, rendendosi interprete del pensiero dell\u2019Assemblea, e, soprattutto, seguendo il criterio principale, dettato dall\u2019articolo 57 della Costituzione, dare al Ministro dell\u2019interno quelle indicazioni, di cui, egli si far\u00e0 interprete nel progetto di legge, che abbiamo proposto.<\/p><p>LACONI. Chiedo di parlare sulla questione di procedura.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LACONI. Poco fa il Presidente ha sospeso la votazione sugli emendamenti proposti dagli onorevoli Targetti e Gullo Rocco, in quanto presumeva che mancasse il numero legale, ed ha aperto la discussione sull\u2019ordine del giorno Targetti. Io vorrei far presente al Presidente ed all\u2019Assemblea che non si pu\u00f2 discutere e votare sull\u2019ordine del giorno Targetti, prima che sia risolta la questione avanzata attraverso gli emendamenti all\u2019articolo 2, in quanto \u00e8 evidente che \u00e8 diverso per l\u2019Assemblea l\u2019interesse che essa pu\u00f2 avere a dare o meno un mandato, a seconda che venga approvato l\u2019ordine del giorno Gullo Rocco o quello Targetti. Se si giungesse alla posizione estrema, cui ha accennato in questo momento l\u2019onorevole Gullo Rocco, mi pare evidente che l\u2019Assemblea non darebbe nessun mandato e rimetterebbe senz\u2019altro al Governo, con un semplice parere della Commissione, la determinazione delle tabelle. Questo il pensiero dell\u2019onorevole Gullo Rocco, fiducioso nella discrezione del Governo.<\/p><p>Il nostro parere \u00e8 invece completamente opposto, noi vogliamo stabilire che \u00e8 la Commissione che deve determinare le tabelle ed \u00e8 alla Commissione che deve esser dato preciso mandato, non so se \u00e8 previsto dall\u2019ordine del giorno Targetti \u2013 si potranno eventualmente apportarvi delle modificazioni \u2013 ma noi, pensiamo che \u00e8 la Commissione che deve stabilire le tabelle in base a preciso mandato conferitole dall\u2019Assemblea. S\u2019intende che fra queste due posizioni estreme ci sono diverse possibilit\u00e0 intermedie, ma tutte le nostre posizioni sono sempre dipendenti dall\u2019atteggiamento che si assume nella questione pregiudiziale, se debba cio\u00e8 essere investita la Commissione od il Governo, su semplice parere della Commissione. Prego il Presidente di considerare questo e, se lo crede, di continuare questa discussione, ma in ogni caso di passare al voto prima sugli emendamenti proposti all\u2019articolo 2 ed in un secondo tempo sugli ordini del giorno. (<em>Commenti<\/em>).<\/p><p>PRESIDENTE. Io comprendo le argomentazioni dell\u2019onorevole Laconi, ma non credo che esse debbano portarci a delle conclusioni che direi estreme e, praticamente, alla sospensione della seduta. Infatti diversa si presenta la questione se la Commissione sar\u00e0 investita dell\u2019incarico di redigere definitivamente le tabelle lasciando al Governo soltanto il compito di emanarle; oppure se dovr\u00e0 essere il Governo su proposta, o consiglio o suggerimento della Commissione, a redigere definitivamente le tabelle. Mi sembra per\u00f2 che, e l\u2019uno e l\u2019altro caso possano comportare la votazione di un ordine del giorno, che nel primo avr\u00e0 un carattere impegnativo per la Commissione e nel secondo carattere di raccomandazione per il Governo.<\/p><p>Io non so se l\u2019Assemblea, qualora venisse alla conclusione di conferire al Governo il potere di redigere le tabelle, voglia anche togliere a se stessi la facolt\u00e0 di dire al Governo i criteri secondo i quali essa ritiene che le tabelle debbano essere definite. Le raccomandazioni al Governo sono fatti normali nella vita di un\u2019Assemblea, e pertanto mi pare che l\u2019ordine del giorno Targetti, salvo a fissare i termini che l\u2019Assemblea vorr\u00e0, possa essere assunto come impegno per la Commissione o come raccomandazione per il Governo.<\/p><p>L\u2019onorevole Laconi non ha portato il suo ragionamento fino alla conclusione che, se l\u2019Assemblea accettasse di deferire completamente al Governo il compito di redigere le tabelle, rinuncerebbe insieme ad esprimere qualunque opinione al proposito. Se l\u2019onorevole Laconi pensa questo, \u00e8 necessario che lo dica e, se mai, su questo ultimo punto bisogner\u00e0 decidere. Ma se l\u2019onorevole Laconi, come suppongo, non vuole, nel caso che il Governo debba redigere le tabelle, invitare l\u2019Assemblea a disinteressarsene, si pu\u00f2 esaminare l\u2019ordine del giorno Targetti, modificarlo, come si creder\u00e0 opportuno e votarlo; passando, poi, alla seconda questione.<\/p><p>LACONI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LACONI. Penso il contrario su questo punto, cio\u00e8 penso che l\u2019Assemblea dovrebbe non dico rinunciare all\u2019ordine del giorno Targetti, ma attenuarlo.<\/p><p>PRESIDENTE. Scusi, in quale caso lei pensa di attenuarlo?<\/p><p>LACONI. Nel caso in cui investisse esclusivamente la Commissione. Invece, le sue cautele cresceranno se per caso dovesse essere approvato l\u2019emendamento Gullo Rocco, che rimette la questione al Governo.<\/p><p>COSTANTINI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>COSTANTINI. \u00c8 sempre preferibile, se dobbiamo votare un ordine del giorno, dare un indirizzo preciso circa il frazionamento della topografia dei collegi; diversamente ci dovremmo rimettere all\u2019apprezzamento della Commissione, il che pu\u00f2 portare a critiche anche ingiustificate. Credo che le tabelle presentate dal Ministero meritino critiche assai fondate. Non ne faccio colpa al Ministro, ma, ad esempio, per quanto riguarda la mia provincia (Treviso), ci sono addirittura delle aberrazioni nello spostamento di un comune dall\u2019estremo sud al nord, dall\u2019est all\u2019ovest, senza comprensibili cause. Onde evitare altre critiche e data la situazione politica determinatasi nel Parlamento nei riguardi dell\u2019attuale Governo, ritengo assai utile fissare in un ordine del giorno, che spero verr\u00e0 rispettato dalla Commissione pi\u00f9 di quanto l\u2019Assemblea non ha dimostrato di rispettare un altro suo ordine del giorno, che siano stabiliti dei limiti obiettivi, dei criteri topografici, nella formazione dei collegi elettorali, affinch\u00e9 critiche non ci possano essere o se ci saranno, non abbiano l\u2019evidenza palmare di quelle che si possono fare alle \u00abtabelle\u00bb presentate dall\u2019onorevole Ministro degli interni.<\/p><p>PRESIDENTE. Lei \u00e8 entrato nel merito. Si doveva ora risolvere la questione posta dall\u2019onorevole Laconi.<\/p><p>UBERTI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>UBERTI. Non parlo sulla questione della procedura, se cio\u00e8 bisogna votare prima l\u2019ordine del giorno oppure l\u2019emendamento, ma proporrei \u2013 e credo che questa formula sarebbe accettata da tutti \u2013 che invece di \u00absu conforme parere\u00bb si dica, nell\u2019emendamento Targetti all\u2019articolo 2, \u00abdi intesa\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Uberti, lei torna di nuovo all\u2019emendamento. Non confondiamo le due questioni. Adesso parliamo dell\u2019ordine del giorno.<\/p><p>UBERTI. Se si mette l\u2019espressione \u00abdi intesa\u00bb, allora anche quelli che sostengono l\u2019ordine del giorno Targetti, non avranno pi\u00f9 motivo di insistere.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019ordine del giorno ha egualmente valore, stando a quello che ha detto l\u2019onorevole Laconi. La sua proposta, onorevole Uberti, pu\u00f2 forse giungere solo a convincere l\u2019onorevole Laconi a non mantenere la sua obiezione, e cio\u00e8 ad accettare che ora si voti l\u2019ordine del giorno.<\/p><p>TARGETTI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>TARGETTI. Se abbiamo rimandato la votazione sull\u2019emendamento, \u00e8 stato per il sospetto fondato della mancanza del numero legale, ma questa preoccupazione nasceva dalla circostanza spiacevole del disaccordo. Se ora l\u2019onorevole Uberti propone quell\u2019emendamento e se noi lo accettiamo, anche per fare cammino, si potrebbe senz\u2019altro venire alla votazione dell\u2019emendamento stesso per alzata e seduta. Io, per parte mia, lo accetto.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Gullo Rocco, ha qualche cosa da dire a questo proposito?<\/p><p>GULLO ROCCO. Onorevole Presidente, io debbo spiegare perch\u00e9 ho presentato questo emendamento, per cui ora sono indicato quasi come la <em>longa manus<\/em> del Governo, col quale non ho avuto nessuna occasione di scambio di vedute.<\/p><p>Poich\u00e9 ignoravo la presentazione dell\u2019emendamento Targetti, e conoscevo soltanto l\u2019ordine del giorno Targetti, avevo presentato questo emendamento per colmare una lacuna. La differenza sostanziale fra l\u2019emendamento Targetti ed il mio emendamento, \u00e8 soltanto in quelle due parole: cio\u00e8, mentre l\u2019onorevole Targetti dice \u00absu conforme parere\u00bb, io avevo detto \u00absu proposta della Commissione\u00bb.<\/p><p>Mi sembrava che, trattandosi di una legge che deve esser promossa dal Governo, noi non potessimo affermare che il Governo debba comunque sottostare ad un parere, anche se, per caso, la Commissione possa incorrere involontariamente in gravissimi errori.<\/p><p>Ora viene la proposta dell\u2019onorevole Uberti, accettata dall\u2019onorevole Targetti, cio\u00e8 di dire \u00abdi intesa\u00bb anzich\u00e9 \u00absu proposta\u00bb. A me pare che sia la stessa cosa.<\/p><p>Io avevo detto \u00absu proposta\u00bb, perch\u00e9 mi sembrava pi\u00f9 rispondente alla formulazione giuridica. Ad ogni modo, se la Commissione non avesse nulla da opporre, io non avrei difficolt\u00e0 ad accettare questo emendamento.<\/p><p>COSTANTINI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>COSTANTINI. Mi spiace dover intervenire nuovamente. Io non sono affatto della opinione dell\u2019onorevole Targetti, che, cio\u00e8, la frase \u00abdi intesa\u00bb equivalga a \u00absu conforme parere\u00bb. \u00c8 una cosa completamente diversa.<\/p><p>Che cosa s\u2019intende dire quando si dice \u00abdi intesa\u00bb? Perch\u00e9, o \u00e8 un parere vincolativo quello della Commissione, cio\u00e8 un parere al quale il Ministero deve aderire, ed allora va bene la formula dell\u2019onorevole Targetti; o \u00e8 semplicemente una espressione che pu\u00f2 rimanere platonica, ed allora tanto vale lasciare la formula dell\u2019onorevole Gullo Rocco.<\/p><p>Mi pare che si giochi un po\u2019sulle sabbie mobili del significato delle parole, che possono essere interpretate in un senso oppure in un altro. Assumiamo ciascuno la nostra posizione e votiamo un qualche cosa di chiaro e di vincolativo nell\u2019interesse della Commissione e dello stesso Ministro.<\/p><p>TARGETTI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>TARGETTI. Io debbo dire all\u2019onorevole Gullo Rocco che noi non potremo in nessun modo aderire alla sua proposta. Egli deve convenire che, quando si dice: \u00abIl Governo, su proposta della Commissione, procede a provocare un decreto ecc.\u00bb, non si esclude che questa Commissione proponga e che poi il Governo faccia magari l\u2019opposto; perch\u00e9 proporre non significa creare un obbligo al Governo di accettare; mentre la proposta dell\u2019onorevole Uberti potrebbe trovarci consenzienti.<\/p><p>Alcuni colleghi vorrebbero sostituire alla parola \u00abintesa\u00bb la parola \u00abaccordo\u00bb; ma il significato \u00e8 quasi lo stesso; e tranquillizzo l\u2019amico onorevole Costantini facendogli osservare che la formula dell\u2019intesa \u00e8 classica in materia legislativa e non ha mai significato disaccordo. Ha voluto sempre dire che ci vuole l\u2019accordo fra coloro per i quali vige l\u2019obbligo dell\u2019intesa.<\/p><p>Per\u00f2, se i colleghi facessero anche essi un passo avanti e sostituissero la parola \u00abaccordo\u00bb ad \u00abintesa\u00bb sarebbero anche tranquillizzati tutti gli scrupoli.<\/p><p>LACONI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LACONI. Abbiamo ormai constatato che le due questioni sono legate. Io penso che tutti saranno d\u2019accordo per accedere alla proposta dell\u2019onorevole Uberti, se naturalmente si raggiungesse un accordo sull\u2019ordine del giorno Targetti, sui criteri da stabilire per la Commissione.<\/p><p>Se quindi il signor Presidente ci volesse concedere cinque minuti di tempo per metterci d\u2019accordo (<em>Commenti<\/em>) penso che questo si potrebbe pi\u00f9 facilmente raggiungere.<\/p><p>PRESIDENTE. Penso che, mentre il Presidente della Commissione e il Ministro dell\u2019interno esprimeranno il loro parere, trascorreranno appunto cinque minuti e non occorra perci\u00f2 sospendere la seduta: si potr\u00e0 nel frattempo cercare l\u2019accordo.<\/p><p>Presentazione di relazioni.<\/p><p>DI GIOVANNI, <em>Presidente della Commissione per le autorizzazioni a procedere<\/em>. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>DI GIOVANNI, <em>Presidente della Commissione per le autorizzazioni a procedere<\/em>. Mi onoro presentare le relazioni sulle richieste di autorizzazione a procedere contro i deputati Zappelli, Longhena, Zanardi, Gonella, Patrissi, Laconi, Labriola, Tomba, Covelli, Motolese.<\/p><p>PRESIDENTE. Queste relazioni saranno stampate e distribuite.<\/p><p>Si riprende la discussione del disegno di legge: Norme per l\u2019elezione del Senato della Repubblica. (61).<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Micheli ha facolt\u00e0 di esprimere il parere della Commissione in merito agli emendamenti e all\u2019ordine del giorno presentati.<\/p><p>MICHELI, <em>Presidente della Commissione<\/em>. Se la Commissione deve pronunciarsi sopra l\u2019intesa relativa a quella frase, mi pare che essa possa essere esonerata per le ragioni che ho gi\u00e0 esposte.<\/p><p>Se, invece, dobbiamo parlare sull\u2019ordine del giorno Targetti, giacch\u00e9 egli ha accennato a notevoli possibilit\u00e0 nell\u2019applicazione, facciamo osservare che, per rendere meno difficile il compito della Commissione, sarebbe bene che tale criterio possibilista espresso in due punti con le dizioni \u00abin linea di massima\u00bb o \u00abpi\u00f9 rigorosamente possibile\u00bb fosse messo in testa, in modo che comprendesse tutti i punti: \u00ab&#8230;con i seguenti criteri da applicarsi secondo le compatibili possibilit\u00e0\u00bb. Ci\u00f2 perch\u00e9 effettivamente l\u2019applicazione contemporanea di tutti questi criteri non pu\u00f2 avvenire.<\/p><p>Della cosa abbiamo parlato tre sedute or sono ed allora abbiamo avvertito che, per esempio, ci sono unit\u00e0 provinciali che non possono essere rispettate per intero; dati i 200.000 abitanti obbligatori per ciascun collegio, restano sempre dei relitti che si devono pur collocare in qualche parte.<\/p><p>Cos\u00ec altri elementi che qui sono detti non si possono seguire costantemente; ma bisogna applicarli tutte le volte che \u00e8 possibile.<\/p><p>Concludo che, se in testa a tutti i quattro o cinque punti fosse scritto: \u00abda applicarsi secondo le compatibili possibilit\u00e0\u00bb, il sistema diverrebbe di pi\u00f9 facile applicazione e si potrebbe avere la possibilit\u00e0 di lavorare con maggiore sicurezza di fare opera buona, di fare opera meno soggetta a ragionevole critica.<\/p><p>SCELBA, <em>Ministro dell\u2019interno<\/em>. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>SCELBA, <em>Ministro dell\u2019interno<\/em>. Io penso onorevoli colleghi che, forse, qualche chiarimento preliminare potr\u00e0 proficuamente ricondurre il problema nei suoi termini concreti.<\/p><p>V\u2019\u00e8 innanzi tutto una prima questione, ed \u00e8 quella che io ho avuto pi\u00f9 volte occasione, durante la discussione della legge elettorale, di dichiarare, cio\u00e8 che l\u2019impossibilit\u00e0 di fare circoscrizioni elettorali omogenee costituiva per me la difficolt\u00e0 maggiore che si opponeva all\u2019attuazione del collegio uninominale classico o tradizionale.<\/p><p>Debbo infatti far presente che l\u2019eterogeneit\u00e0 di questi collegi \u00e8 balzata evidente a tutti e, per la prima volta, com\u2019\u00e8 naturale, al Ministro dell\u2019interno, il quale perci\u00f2 pu\u00f2 concordare, in linea di massima, con alcune osservazioni che sono qui state fatte. Mi corre per\u00f2 l\u2019obbligo di ricordare altres\u00ec all\u2019Assemblea che essa ha preso due importanti deliberazioni, le quali riducono notevolmente la importanza delle circoscrizioni regionali.<\/p><p>La prima di queste deliberazioni \u00e8 costituita dalla perequazione delle circoscrizioni stesse, attraverso i voti da attribuirsi ai candidati; cosicch\u00e9 il problema del numero degli abitanti delle singole circoscrizioni elettorali perde oggi qualsiasi valore dopo questa deliberazione che colloca tutte le circoscrizioni sullo stesso piede di parit\u00e0.<\/p><p>La seconda \u00e8 il <em>quorum<\/em> del 65 per cento, che rende assai rara l\u2019ipotesi della proclamazione del candidato singolo. Anche per questa ragione l\u2019importanza delle circoscrizioni elettorali \u00e8 oggi di molto attenuata; ridotta com\u2019\u00e8 all\u2019ipotesi, piuttosto difficile, cui ho or ora fatto cenno, del candidato che raggiunga il 65 per cento.<\/p><p>Ho gi\u00e0 detto che io condivido alcune delle critiche mosse alla formazione delle circoscrizioni. Ma la colpa non \u00e8 dovuta alla malizia degli uomini: essa \u00e8, per cos\u00ec dire, nelle cose. Si \u00e8 detto: avete istituito collegi di 140 mila abitanti ed anche di 90 mila abitanti invece di 200 mila. Rispondo che l\u2019osservazione \u00e8 fuor di luogo, perch\u00e9 i collegi di 140 mila o di 90 mila abitanti hanno la loro base nella stessa Costituzione. I colleghi debbono ricordare che la disposizione dell\u2019articolo 57 non si applica nei confronti delle regioni che hanno una popolazione inferiore a quella necessaria per assicurare il minimo di 6 senatori per regione.<\/p><p>Prendiamo l\u2019ipotesi della Lucania. La Lucania ha una popolazione di 594 mila abitanti e i seggi assegnati sono sei. Suddividendo per sei 594.000 risulta che la popolazione media di un collegio \u00e8 di 99 mila abitanti. Noi ci allontaniamo dai 200 mila abitanti, ma in osservanza di una precisa disposizione di legge. Quindi, se ci si obietta che abbiamo fatto dei collegi di 99 mila abitanti invece che di 200 mila, l\u2019osservazione non ha alcuna fondatezza. L\u2019eguaglianza dei collegi va attuata nell\u2019ambito della regione. Ecco il problema.<\/p><p>I criteri per la formazione delle circoscrizioni elettorali suggeriti ai prefetti, incaricati di fare proposte concrete, sono i seguenti: primo: osservare il limite stabilito dalla legge: 200 mila abitanti, con uno scarto in pi\u00f9 o in meno che non superi il 10 per cento \u2013 perch\u00e9 questa mi sembra una percentuale sopportabile \u2013 ; secondo criterio: rispettare le continuit\u00e0 territoriali; terzo criterio: rispettare, per quanto possibile, le unit\u00e0 economico-sociali.<\/p><p>Le proposte fatte dai singoli prefetti sono state vagliate dai prefetti della regione riuniti collegialmente e sottoposte al Ministero dell\u2019interno. Si capisce che le proposte fatte dai prefetti delle singole provincie e dai prefetti riuniti regionalmente non erano perfette; essi stessi, dopo le prime comunicazioni e decisioni, tenuto conto di osservazioni, obiezioni e proteste pervenute, hanno mandato altre proposte e modifiche, di cui in parte si \u00e8 potuto tener conto e in parte no.<\/p><p>Per quanto riguarda i criteri indicati dall\u2019onorevole Targetti, debbo dichiarare lealmente che nessun criterio aprioristico a carattere imperativo, assoluto, \u00e8 possibile accettare; perch\u00e9 nessun criterio pu\u00f2 essere attuato rigorosamente e matematicamente. Lo dimostro subito.<\/p><p>Per quanto si riferisce al n. 1\u00b0), l\u2019onorevole Targetti dice che bisogna rispettare il criterio dei 200 mila abitanti. Ho gi\u00e0 detto come questo criterio \u00e8 contrario alla legge costituzionale. Non possiamo rispettare il numero di 200 mila abitanti, ma dobbiamo parlare di media regionale.<\/p><p>Rispettare le unit\u00e0 provinciali. Onorevoli colleghi, noi abbiamo cercato di fare questo sforzo, ma \u00e8 nella legge stessa, nelle cose, l\u2019impossibilit\u00e0 di aderire a questo criterio che appare, a prima vista, naturale. Vi citer\u00f2 un caso: la Calabria. L\u2019onorevole Gullo, che \u00e8 qui presente, conosce certamente la situazione. La Calabria ha diritto a dieci seggi ed \u00e8 composta di tre provincie: Catanzaro, con 694 mila abitanti, Cosenza, con 669 mila abitanti, Reggio 642.000.<\/p><p>Se volessimo osservare il criterio provinciale avremmo tre collegi di 200.000 abitanti per ogni provincia, con un resto; e poich\u00e9 la provincia di Catanzaro avrebbe il resto maggiore si potrebbe assegnare ad essa il 4\u00b0 collegio.<\/p><p>Ed. ecco le conseguenze: Catanzaro avrebbe quattro collegi di 173.000 abitanti, mentre Cosenza avrebbe tre collegi di 223.000 abitanti. Quindi non solo si regalerebbe a una provincia un senatore in pi\u00f9, ma si verrebbe a spostare la base dei collegi sulla media di 173.000 abitanti in una provincia e 223.000 in un\u2019altra.<\/p><p>Alle stesse conclusioni si perviene se si esaminano altri esempi concreti.<\/p><p>Quindi, quando voi ci dite di rispettare l\u2019unit\u00e0 provinciale, ci dite cosa che noi ci siamo proposta, ma che la realt\u00e0 obiettiva porta a non poter rispettare, senza incorrere in sperequazioni nel seno della stessa regione e con quozienti differenti da provincia a provincia.<\/p><p>Ecco perch\u00e9 dicevo che la malizia non sta negli uomini, onorevole Costantini.<\/p><p>COSTANTINI. In qualche caso no, ma in altri s\u00ec.<\/p><p>SCELBA, <em>Ministro dell\u2019interno<\/em>. Si tratta di applicare in primo luogo la Costituzione, e di stabilire collegi uguali nell\u2019interno della regione. Ci\u00f2 porta alla necessit\u00e0 di assegnare un certo numero di comuni di una provincia ad un\u2019altra provincia.<\/p><p>COSTANTINI. Non sono neanche i confinanti di quella Provincia.<\/p><p>SCELBA, <em>Ministro dell\u2019interno<\/em>. Verr\u00f2 subito alla sua osservazione, onorevole Costantini.<\/p><p>Si \u00e8 detto: bisogna mantenere intatta in linea di massima l\u2019unit\u00e0 cittadina. Credo che si sia fatto ogni sforzo per mantenere questa unit\u00e0, e non vi \u00e8 nessun caso in cui si sia distaccato una parte di una citt\u00e0 per assegnarla ad altra circoscrizione. Il criterio indicato nel numero 3 dell\u2019ordine del giorno Targetti non ha ragion d\u2019essere.<\/p><p>FOGAGNOLO. Verona \u00e8 stata divisa in due. Ecco come avete rispettato il mantenimento dell\u2019unit\u00e0 cittadina!<\/p><p>SCELBA, <em>Ministro dell\u2019interno<\/em>. Il numero 4 dell\u2019ordine del giorno Targetti dice: \u00absuddividere le citt\u00e0 con popolazione superiore a 400.000 abitanti tenendo conto della loro particolare configurazione topografica, ed, in mancanza di questa, procedendo a suddivisione con criteri omogenei\u00bb.<\/p><p>Ecco il caso di Roma. Possiamo seguire due criteri: o si segue il sistema dei cerchi concentrici o il sistema della raggiera o della torta. Ma tanto l\u2019uno che l\u2019altro criterio ha dell\u2019arbitrario, indiscutibilmente; perch\u00e9 non vedo, per esempio, perch\u00e9 il cittadino di Acqua Acetosa debba votare insieme con quello di San Paolo quando la distanza fra Acqua Acetosa e San Paolo \u00e8 molto maggiore di quanto non sia quella, per esempio, dai Parioli ad Acqua Acetosa.<\/p><p>Comunque, ogni criterio ha in s\u00e9 la contraddizione, cio\u00e8 ha in s\u00e9 la possibilit\u00e0 di critica.<\/p><p>Dice l\u2019onorevole Costantini: scegliete un criterio e adottatelo per tutte le citt\u00e0.<\/p><p>Sono perfettamente d\u2019accordo con lui; ma se i prefetti, sentite le autorit\u00e0 locali, hanno adottato criteri diversi, segno \u00e8 che la situazione locale consigliava valutazioni diverse. D\u2019altro canto una cosa \u00e8 una citt\u00e0 di 400 mila abitanti, e un\u2019altra cosa una citt\u00e0 che ha due milioni di abitanti, e non credo che si possa adottare lo stesso criterio e lo stesso sistema per due citt\u00e0 con popolazioni cos\u00ec differenti.<\/p><p>Vi sono poi situazioni politiche molto delicate.<\/p><p>Per esempio, quando voi trovate che in Piemonte \u00e8 stata creata la circoscrizione di Biella con 170 mila abitanti e Torino Fiat con 244 mila abitanti, voi, onorevole Costantini, dovete darmi atto che le due circoscrizioni corrispondono a unit\u00e0 amministrative o sociali ben determinate. Il circondario di Biella rappresenta un\u2019unit\u00e0 organica, economica e sociale; ha aspirazioni ad esser fatto provincia, per cui lo spostamento d\u2019un determinato comune avrebbe creato del malumore con Vercelli. Si \u00e8 dovuto adottare il criterio di creare una sproporzione di 74 mila abitanti tra Torino Fiat e Biella, perch\u00e9 aggiungere o togliere qualche cosa per avvicinarsi a 200 mila abitanti avrebbe determinato altre complicazioni e controversie peggiori del male che si sarebbe voluto evitare.<\/p><p>COSTANTINI. E Montevarchi&#8230;<\/p><p>SCELBA, <em>Ministro dell\u2019interno<\/em>. Se lei, onorevole Costantini, mi parla di particolari, io non sono in grado di rispondere, perch\u00e9 io non ho presente tutte le circoscrizioni coi rispettivi comuni e la rispettiva posizione topografica. Concludendo, ripeto: primo, che l\u2019importanza delle circoscrizioni elettorali \u00e8 oggi notevolmente diminuita, quasi annullata dal fatto che si \u00e8 operata per i candidati una perequazione dal punto di vista della popolazione; per cui, se Torino Fiat ha 244 mila abitanti e Biella 174 mila la cosa \u00e8 priva di importanza: il candidato di Biella e il candidato di Torino Fiat si trovano in condizione di parit\u00e0.<\/p><p>Secondo: l\u2019importanza della circoscrizione \u00e8 anche attenuata dal fatto che la circoscrizione esercita una sua importanza soltanto nell\u2019ipotesi che il candidato raggiunga il 65 per cento dei votanti: ipotesi che a mio modesto avviso, e credo ad avviso di tutta l\u2019Assemblea Costituente, \u00e8 molto limitata.<\/p><p>Alcuni errori nelle circoscrizioni dipendono dal fatto che esse sono state redatte prima dell\u2019approvazione della legge: perch\u00e9, se noi avessimo saputo che l\u2019Assemblea Costituente avrebbe variato i criteri del disegno di legge, ne avremmo tenuto conto nella preparazione delle circoscrizioni.<\/p><p>Quindi tutti i criteri che si vogliono indicare non possono essere accettati che come raccomandazione da parte della Commissione e da parte del Governo. Accetto i criteri che vengono suggeriti, nel senso di tenerne conto nel massimo possibile, ma senza che questo costituisca un imperativo categorico per la Commissione, perch\u00e9 nessuna Commissione potrebbe soddisfare in pieno e totalmente a qualsiasi criterio venisse adottato; anche perch\u00e9 ve ne sono altri degni di considerazione quello per esempio della contiguit\u00e0 territoriale, la facilit\u00e0 di comunicazione col capoluogo di provincia, la viabilit\u00e0, ecc.; non si pu\u00f2 prescindere da queste condizioni. Questi tre criteri devono essere tenuti presenti ed hanno un valore non inferiore ad altri. Le cose dette tolgono valore anche al problema di chi dovr\u00e0 formare definitivamente le circoscrizioni elettorali. Dovr\u00e0 essere la Commissione, dovr\u00e0 essere il Governo, si deve essere d\u2019accordo? Io mi permetto richiamare i precedenti della materia. I precedenti della materia sono molto semplici.<\/p><p>Legge del 1882, scrutinio di lista. Le circoscrizioni vennero determinate nella legge stessa. Allora si aveva molto tempo, non ci si riduceva all\u2019ultimo minuto a fare queste cose. Elezioni uninominali. I collegi creati nel 1891 durano fino al 1913, salvo adattamenti e modifiche 1919, proporzionale. Che cosa deliber\u00f2 la Camera in quell\u2019occasione? Io non mi riferisco all\u2019ultima deliberazione del 1946, perch\u00e9 la situazione era diversa: allora non esisteva la Camera, ed era ovvio che le circoscrizioni le facesse il Governo.<\/p><p>Nel 1919 fu votato dalla Camera del tempo questa norma: articolo 126: \u00abPer la prima attuazione della legge, le tabelle delle circoscrizioni elettorali e la designazione dei rispettivi capoluoghi saranno stabilite con decreto reale promosso dal Ministro dell\u2019interno, udita una Commissione presieduta dallo stesso Ministro e composta di 14 deputati eletti dalla Camera\u00bb.<\/p><p>Cio\u00e8, la Camera elesse una Commissione, ma fece presiedere questa Commissione dal Ministro dell\u2019interno. Il che conciliava in sostanza le due esigenze. Se noi diciamo che il Ministro dell\u2019interno deve accettare le deliberazioni della Commissione, noi scartiamo il Governo come tale. Lasciamo da parte la questione se il Governo ha interessi come partito. Gli interessi li faranno valere i rappresentanti del partito del Governo nella Commissione parlamentare, e non il Governo.<\/p><p>Il Governo pu\u00f2 dare il suo contributo, visto che la formazione delle circoscrizioni non si improvvisa. Allora, mi pare che la esigenza che il Governo sia presente in seno alla Commissione si possa conciliare, facendo partecipare il Governo in seno ad essa con voto. Se le deliberazioni della Commissione sono prese con il voto del Ministro, il Governo si atterr\u00e0 alle deliberazioni della Commissione.<\/p><p>La questione si potrebbe quindi conciliare in questa maniera: rimettiamo alla Commissione parlamentare della legge per il Senato la formazione di questi collegi. A questa Commissione parteciper\u00e0 il Ministro con voto, e le decisioni saranno impegnative per il Governo. Con questo si supera ogni questione, tanto pi\u00f9 che la materia ha scarsa portata politica per effetto del <em>quorum<\/em> del 65 per cento e della perequazione delle circoscrizioni elettorali.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Moro ha presentato il seguente emendamento aggiuntivo all\u2019articolo 2:<\/p><p>\u00abI collegi stessi avranno come capoluogo i centri pi\u00f9 popolosi compresi nell\u2019ambito della circoscrizione\u00bb.<\/p><p>Ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>MORO. Rinuncio a svolgerlo, ma vorrei sapere se pu\u00f2 essere preso in considerazione.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Moro dichiara che non svolge il suo emendamento; ma vuole conoscere se la Commissione e il Ministro aderiscono ad esso.<\/p><p>L\u2019onorevole Gullo Fausto ha facolt\u00e0 di esprimere il giudizio della Commissione.<\/p><p>GULLO FAUSTO, <em>Relatore per la maggioranza<\/em>. Noi non accettiamo questo emendamento; piuttosto, pensiamo che si possa ricorrere ad un altro accorgimento: cercare di far coincidere il capoluogo con una sede di tribunale, cosa che credo possibile in tutta Italia. Questo mi pare un concetto da accogliere, ma, s\u2019intende, non in senso assoluto. Mi rimetto a quello che ha detto l\u2019onorevole Presidente poco fa.<\/p><p>Tutti questi criteri si devono intendere in senso relativo.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Micheli ha facolt\u00e0 di esprimere il suo giudizio.<\/p><p>MICHELI, <em>Presidente della Commissione<\/em>. Sono d\u2019accordo, ma vorrei verificare il caso in cui in un collegio vi siano due tribunali.<\/p><p>GULLO FAUSTO, <em>Relatore per la maggioranza<\/em>. \u00c8 gi\u00e0 stato deciso: prevale il tribunale del centro pi\u00f9 popoloso.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Scelba ha facolt\u00e0 di esprimere il parere del Governo.<\/p><p>SCELBA, <em>Ministro dell\u2019interno<\/em>. Posso accettare come raccomandazione: anche questo \u00e8 uno dei criteri che potr\u00e0 essere seguito.<\/p><p>MORO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MORO. Se viene accettato come raccomandazione, il mio emendamento all\u2019articolo 2 diventerebbe uno dei criteri indicati nell\u2019ordine del giorno.<\/p><p>FUSCHINI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>FUSCHINI. Ritengo che la proposta fatta dal Ministro dell\u2019interno, di partecipare con diritto di voto alle sedute della Commissione, possa essere accettata dall\u2019Assemblea, come garanzia di poter giungere tra il Ministro, che rappresenta il Governo, e la Commissione, che rappresenta l\u2019Assemblea, ad un accordo seduta stante. Siccome \u00e8 indispensabile accelerare questi lavori, non possiamo rimetterci ad uno scambio di comunicazioni tra Commissione e Ministero dell\u2019interno; comunicazioni che potrebbero anche diventare inesatte.<\/p><p>Pertanto, propongo che all\u2019ordine del giorno Targetti venga aggiunto questo comma:<\/p><p>\u00abIl Ministro dell\u2019interno partecipa ai lavori della Commissione con diritto di voto\u00bb.<\/p><p>TARGETTI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>TARGETTI. Comunico all\u2019Assemblea una nuova formulazione del mio ordine del giorno, che trova l\u2019adesione anche di colleghi rappresentanti altri Gruppi:<\/p><p>\u00abL\u2019Assemblea Costituente afferma che la tabella delle circoscrizioni debba essere formulata secondo i seguenti criteri:<\/p><p>1\u00b0) attenersi il pi\u00f9 rigorosamente possibile alla norma costituzionale, per la quale deve essere eletto un senatore per ogni duecentomila abitanti;<\/p><p>2\u00b0) rispettare la contiguit\u00e0 territoriale, quando possibile, le unit\u00e0 provinciali.<\/p><p>(Abbiano messo \u00abquando possibile\u00bb perch\u00e9 ci sono casi in cui questa possibilit\u00e0 non esiste. Quando nella popolazione di una provincia rimane un residuo che non basta a costituire una circoscrizione, \u00e8 giocoforza che questo residuo vada a sommarsi ad un certo numero di abitanti della provincia vicina. Quello che conta \u00e8 che non si possa rompere l\u2019unit\u00e0 provinciale, quando c\u2019\u00e8 la possibilit\u00e0 di rispettarla);<\/p><p>3\u00b0) mantenere, in linea di massima, intatte le unit\u00e0 cittadine;<\/p><p>4\u00b0) suddividere, se necessario, le citt\u00e0 secondo i comuni criteri di omogeneit\u00e0 topografica\u00bb.<\/p><p>FIORITTO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>FIORITTO. Io mantengo l\u2019aggiunta all\u2019ordine del giorno Targetti, che \u00e8 stata gi\u00e0 accettata dalla Commissione e sulla quale desidererei sentire il parere del Governo, cio\u00e8 che tra i caratteri speciali da attribuire ai vari collegi si tenga presente la composizione dei vecchi collegi uninominali, per i quali esiste una tradizione, che ha superalo il periodo della proporzionale e del fascismo.<\/p><p>SCELBA, <em>Ministro dell\u2019interno<\/em>. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>SCELBA, <em>Ministro dell\u2019interno<\/em>. Per questo criterio ripeto ci\u00f2 che ho detto per gli altri. Anche questo si pu\u00f2 tener presente come uno dei criteri per la formazione dei collegi, ma non pu\u00f2 essere un criterio rigoroso. Si tratta infatti di uno dei tanti criteri che si potr\u00e0 attuare, per quanto \u00e8 possibile naturalmente, purch\u00e9 non sia in contrasto con gli altri.<\/p><p>FIORITTO. Raccomanderei di tenerlo presente come una direttiva generale.<\/p><p>PRESIDENTE. Desidero chiedere all\u2019onorevole Gullo Rocco se conserva la sua formulazione o se aderisce al testo Targetti concordato con i rappresentanti di altri Gruppi.<\/p><p>GULLO ROCCO. Aderisco alla nuova formulazione Targetti.<\/p><p>PRESIDENTE. Pongo in votazione il primo comma dell\u2019articolo 2, del seguente tenore:<\/p><p>\u00abIn ogni Regione sono costituiti tanti collegi quanti sono i senatori assegnati alla Regione\u00bb.<\/p><p>(<em>\u00c8<\/em> <em>approvato<\/em>).<\/p><p>Passiamo al comma aggiuntivo proposto dal Governo, che \u00e8 del seguente tenore:<\/p><p>\u00abLe sezioni elettorali che interessano due o pi\u00f9 collegi, si intendono assegnate al collegio nella cui circoscrizione ha sede l\u2019ufficio elettorale di sezione\u00bb.<\/p><p>SCELBA, <em>Ministro dell\u2019interno.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>SCELBA, <em>Ministro dell\u2019interno<\/em>. Onorevoli colleghi, \u00e8 un problema pratico questo. Le sezioni elettorali sono state gi\u00e0 fatte da tanto tempo. Per esempio, a Piazza di Pietra v\u2019\u00e8 una sezione elettorale; se Roma fosse un solo collegio, la sezione sarebbe del collegio; ma essendo Piazza di Pietra di un determinato collegio non \u00e8 indifferente chi vota in essa. Come risolvere il problema? Se volessimo rifare tutte le sezioni elettorali, per adattarle ai collegi, sarebbe una cosa impossibile per tempo e per denaro. L\u2019espediente pratico \u00e8 che coloro che sono assegnati a quella sezione si intendono elettori di quel collegio.<\/p><p>PRESIDENTE. Pongo in votazione l\u2019emendamento aggiuntivo test\u00e9 letto.<\/p><p>(<em>\u00c8<\/em> <em>approvato<\/em>).<\/p><p>Passiamo all\u2019emendamento Targetti, che \u00e8 sostitutivo del secondo comma dell\u2019articolo 2. Ne do ancora lettura:<\/p><p>\u00abLa tabella delle circoscrizioni sar\u00e0 stabilita con decreto presidenziale promosso dal Ministro dell\u2019interno d\u2019intesa con la Commissione parlamentare per la legge sul Senato\u00bb.<\/p><p>Lo pongo in votazione.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>).<\/p><p>Segue l\u2019emendamento aggiuntivo dell\u2019onorevole Fuschini, del seguente tenore:<\/p><p>\u00abIl Ministro dell\u2019interno partecipa alla Commissione col diritto di voto\u00bb.<\/p><p>Faccio presente che questa proposta rappresenta lo sviluppo della formulazione ora approvata; per facilitare cio\u00e8 il rapido raggiungimento dell\u2019intesa per la presentazione delle tabelle.<\/p><p>LACONI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LACONI. Noi non abbiamo nessuna difficolt\u00e0 ad aggiungere un membro alla Commissione, ma vorrei far notare all\u2019onorevole Fuschini che mi pare una cosa senza senso, se si stabilisce che vi deve essere un\u2019intesa fra Commissione e Governo. Il fatto che il Ministro diventi membro della Commissione mi pare che crei delle difficolt\u00e0 invece che facilitare.<\/p><p>FUSCHINI. No, facilita.<\/p><p>TARGETTI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>TARGETTI. Circa la proposta Fuschini, a quanto ricordo io, non \u00e8 mai accaduto che un Ministro facesse parte della Commissione parlamentare&#8230; (<em>Interruzioni al centro<\/em>).<\/p><p>FUSCHINI. L\u2019ha anche presieduta.<\/p><p>TARGETTI. Qui mi sento fare un riferimento alla Commissione dell\u201919, ma \u00e8 una questione del tutto diversa. Oggi noi abbiamo inteso di dare un potere maggiore alla Commissione, data la maggiore importanza che hanno le circoscrizioni in confronto a quella che avevano allora, perch\u00e9 allora si trattava di applicare il sistema proporzionale che non attribuisce alcuna influenza alla diversa composizione delle circoscrizioni. Oggi si tratta di stabilire le tabelle, per l\u2019esecuzione di una legge che, sia pure <em>in partibus<\/em>, segue un criterio uninominalista. Questo non potete essere voi, colleghi della Democrazia cristiana, a negarlo, voi che avete varato questo sistema sostenendo che era compatibile con l\u2019obbligo dell\u2019Assemblea di adottare per la formazione del Senato un sistema elettorale a collegio uninominale. Non potete esser voi a disconoscere questa differenza sostanziale fra il sistema in questione e quello del 1919: diversit\u00e0 che porta ad aumentare l\u2019importanza politica della delimitazione della circoscrizione e porta anche a rendere l\u2019opera della Commissione pi\u00f9 subordinata alla volont\u00e0 dell\u2019Assemblea. Tant\u2019\u00e8 vero che il nostro emendamento, che \u00e8 gi\u00e0 stato approvato, d\u00e0 una delega alla Commissione, che prima il Parlamento non aveva dato.<\/p><p>Quindi, in questa nuova forma di partecipazione dell\u2019Assemblea mi sembra che l\u2019inclusione del Ministro nella Commissione non abbia giustificazione mentre la sua facolt\u00e0 di partecipare a parte dei suoi lavori non ha bisogno di essere stabilita perch\u00e9 questa possibilit\u00e0 al Ministro non manca mai.<\/p><p>PRESIDENTE. Chiedo all\u2019onorevole Fuschini se insiste.<\/p><p>FUSCHINI. Io insisto nella mia proposta che ha, soprattutto, un valore pratico.<\/p><p>LACONI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LACONI. Io vorrei precisare all\u2019onorevole Fuschini una cosa: se l\u2019onorevole Fuschini insiste, noi possiamo anche votare, ma faccio notare che in questa riunione di Commissione il Ministro viene ad avere il 50 per cento dei voti&#8230;<\/p><p>FUSCHINI. Non \u00e8 vero.<\/p><p>LACONI. S\u00ec, perch\u00e9 \u00e8 stabilito che ogni deliberazione deve essere presa d\u2019intesa col Governo.<\/p><p>Evidentemente il Ministro viene ad avere, cos\u00ec, gli stessi voti della Commissione. Ora, il dargli per di pi\u00f9 un voto come commissario mi pare sia cosa senza ragione. (<em>Commenti al centro<\/em>).<\/p><p>SCELBA, <em>Ministro dell\u2019interno<\/em>. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>SCELBA, <em>Ministro dell\u2019interno<\/em>. Pregherei l\u2019onorevole Fuschini di non insistere su questo emendamento.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Fuschini ha facolt\u00e0 di dichiarare se insiste nel suo emendamento dopo le dichiarazioni test\u00e9 fatte dall\u2019onorevole Ministro dell\u2019interno a nome del Governo.<\/p><p>FUSCHINI. Non insisto.<\/p><p>PRESIDENTE. Passiamo all\u2019ordine del giorno Targetti, nella sua ultima formulazione.<\/p><p>SCELBA, <em>Ministro dell\u2019interno<\/em>. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>SCELBA, <em>Ministro dell\u2019interno<\/em>. L\u2019onorevole Targetti non era presente quando ho fatto la mia dichiarazione. Non posso che confermare che, per quanto mi riguarda (naturalmente il problema interessa pi\u00f9 la Commissione che il Governo, perch\u00e9 ad essa \u00e8 demandata la formazione delle circoscrizioni elettorali), accetto l\u2019ordine del giorno solo come raccomandazione e come criterio direttivo. Posso pertanto accettare anche le parole \u00abil pi\u00f9 rigorosamente possibile\u00bb, di cui al primo alinea, qualora il proponente vi dia il significato di raccomandazione, di direttive generali.<\/p><p>TARGETTI. Accetto questa interpretazione.<\/p><p>PRESIDENTE. Sta bene. Pongo in votazione l\u2019ordine del giorno Targetti.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>).<\/p><p>Vi \u00e8 ora l\u2019emendamento aggiuntivo dell\u2019onorevole Fioritto:<\/p><p>\u00ab<em>Dopo il n. 1\u00b0<\/em>)<em> aggiungere:<\/em> tener presente la composizione dei vecchi collegi uninominali\u00bb.<\/p><p>Lo pongo in votazione.<\/p><p>(<em>Dopo prova e controprova, non \u00e8 approvato<\/em>).<\/p><p>Segue l\u2019emendamento dell\u2019onorevole Rivera:<\/p><p>\u00abRispettare le unit\u00e0 regionali storico-tradizionali\u00bb.<\/p><p>Lo pongo in votazione.<\/p><p>(<em>Non \u00e8 approvato<\/em>).<\/p><p>Vi \u00e8, infine, l\u2019emendamento aggiuntivo proposto dall\u2019onorevole Moro:<\/p><p>\u00abI collegi stessi avranno come capoluogo il centro pi\u00f9 popoloso compreso nell\u2019ambito della circoscrizione\u00bb.<\/p><p>Lo pongo in votazione.<\/p><p>(<em>Dopo prova e controprova, non \u00e8 approvato<\/em>).<\/p><p>Onorevoli colleghi, penso che sarebbe opportuno che fosse indicato un termine entro il quale la Commissione deve ultimare i lavori dei quali l\u2019Assemblea le ha dato carico, perch\u00e9 \u00e8 evidente che dalla conclusione di essi dipende la data di pubblicazione della legge.<\/p><p>Mi limito a porre il problema e chiedo se qualche collega non ritenga opportuno di proporre un termine.<\/p><p>FUSCHINI. Entro il 5 febbraio.<\/p><p>GULLO FAUSTO, <em>Relatore per la maggioranza<\/em>. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>GULLO FAUSTO, <em>Relatore per la maggioranza<\/em>. Proporrei che si indicasse invece il termine entro il quale deve essere emanata la legge. Mi pare si potrebbe stabilire il 10 febbraio.<\/p><p>LA ROCCA. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LA ROCCA. Mi associo alla proposta dell\u2019onorevole Fausto Gullo.<\/p><p>PRESIDENTE. Poich\u00e9 le questioni sono due e diverse, pongo anzitutto ai voti la proposta dell\u2019onorevole Fuschini che la Commissione incaricata di redigere, d\u2019intesa con il Ministro dell\u2019interno, le tabelle delle circoscrizioni, debba ultimare i suoi lavori entro il cinque febbraio.<\/p><p>(<em>\u00c8<\/em> <em>approvata<\/em>).<\/p><p>FANTONI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>FANTONI. Nella tabella <em>A <\/em>si parla della Regione Venezia Giulia-Friuli: ho presentato un emendamento perch\u00e9 tale dizione sia corretta in conformit\u00e0 con la dizione usata nella Costituzione: cio\u00e8 \u00abFriuli-Venezia Giulia\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Fantoni, tutto ci\u00f2 che si riferisce alle tabelle \u00e8 stato deferito alla Commissione.<\/p><p>MICHELI, <em>Presidente della Commissione<\/em>. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MICHELI, <em>Presidente della Commissione<\/em>. Dobbiamo chiudere raccomandando ai colleghi di farci pervenire le loro osservazioni tempestivamente e per iscritto anzich\u00e9 a voce, perch\u00e9 si possa avere a disposizione tutti gli elementi necessari.<\/p><p>FUSCHINI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>FUSCHINI. Desidero far presente, onorevole Presidente, che la proposta dell\u2019onorevole Fantoni si riferisce all\u2019articolo 1, nel quale si fa cenno della tabella <em>A.<\/em> \u00c8 nella tabella <em>A<\/em> che si \u00e8 incorsi nell\u2019errore, non nella tabella <em>B. <\/em>\u00c8 quindi nella tabella <em>A<\/em> che l\u2019errore deve essere corretto.<\/p><p>PRESIDENTE. Sta bene. Onorevoli colleghi, l\u2019onorevole Fausto Gullo ha posto una seconda questione: quella del termine entro il quale la legge deve essere pubblicata. Possiamo metterla in relazione senz\u2019altro con l\u2019articolo 28, ultimo del disegno di legge, nel quale sono indicate appunto le norme relative all\u2019entrata in vigore, e che \u00e8 del seguente tenore:<\/p><p>\u00abLa presente legge entra in vigore lo stesso giorno della sua pubblicazione nella <em>Gazzetta Ufficiale<\/em> della Repubblica\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Fausto Gullo propone che si deliberi che questo giorno deve essere il 10 febbraio.<\/p><p>Onorevole Gullo, la prego di voler spiegare i motivi a sostegno di questa proposta.<\/p><p>GULLO FAUSTO, <em>Relatore per la maggioranza<\/em>. La proposta tende a evitare ritardi nei riguardi della data del 18 aprile, dal momento che fra il giorno della pubblicazione del decreto di convocazione dei comizi elettorali e quello delle elezioni devono intercorrere almeno settanta giorni.<\/p><p>FUSCHINI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>FUSCHINI. In questo caso la data del 10 febbraio non \u00e8 sufficiente. Si dovrebbe indicare 1\u20198 febbraio.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u20198 febbraio cade in domenica.<\/p><p>SCELBA, <em>Ministro dell\u2019interno<\/em>. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>SCELBA, <em>Ministro dell\u2019interno.<\/em> Ritengo che la proposta sia fuori del normale, perch\u00e9, a quanto credo, da quando esiste lo Stato italiano, non \u00e8 mai stato posto in una legge un termine di questa natura. Non .possiamo dire che una legge deve essere pubblicata entro un dato giorno, perch\u00e9 per la sua pubblicazione occorre anche la firma del Capo dello Stato, e noi non possiamo ipotecare la volont\u00e0 e anche la possibilit\u00e0, di ordine fisico e materiale, del Capo dello Stato. Devo, perci\u00f2 oppormi alla proposta dell\u2019onorevole Fausto Gullo.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Gullo, conserva ella la sua proposta?<\/p><p>GULLO FAUSTO, <em>Relatore per la maggioranza<\/em>. La ritiro.<\/p><p>PRESIDENTE. Sta bene. Pongo allora in votazione l\u2019articolo 28 ed ultimo, del quale do nuovamente lettura:<\/p><p>\u00abLa presente legge entra in vigore lo stesso giorno della sua pubblicazione nella <em>Gazzetta Ufficiale<\/em> della Repubblica\u00bb.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>).<\/p><p>L\u2019onorevole Mortati ha fatto pervenire alla Presidenza la seguente proposta di emendamento aggiuntivo:<\/p><p>\u00ab<em>All\u2019articolo 9, dopo il secondo comma, inserire:<\/em><\/p><p>\u00abL\u2019accettazione della candidatura deve essere accompagnata da apposita dichiarazione, dalla quale risulti che il candidato non ha accettato candidature in collegi di altre Regioni. La candidatura della stessa persona in pi\u00f9 di una Regione importa nullit\u00e0 della elezione\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Mortati ha facolt\u00e0 di svolgere questa proposta.<\/p><p>MORTATI, <em>Relatore per la minoranza<\/em>. Questa proposta tende a colmare quella che mi sembra sia una lacuna in cui siamo incorsi involontariamente ieri. Mi pare fosse unanime l\u2019intenzione di escludere la candidatura in pi\u00f9 Regioni. Data questa intenzione, dovrebbe essere consacrata in qualche modo una sanzione per i casi di candidatura in pi\u00f9 Regioni.<\/p><p>PRESIDENTE. Qual \u00e8 il parere del Governo?<\/p><p>SCELBA, <em>Ministro dell\u2019interno<\/em>. Abbiamo gi\u00e0 stabilito che la candidatura pu\u00f2 essere presentata in una sola Regione \u00e8 in non pi\u00f9 di tre collegi della Regione stessa. Si tratta dunque soltanto delle conseguenze pratiche che dovrebbe avere l\u2019infrazione della norma. Concordo con l\u2019onorevole Mortati nel senso di stabilire la nullit\u00e0 di tutte le candidature presentate, perch\u00e9 non \u00e8 ammissibile che un candidato ignori le norme relative alla presentazione della candidatura, ed \u00e8 quindi giusta una comminatoria nel caso in cui l\u2019irregolare presentazione si verifichi.<\/p><p>PRESIDENTE. Pongo in votazione la norma aggiuntiva all\u2019articolo 9 proposta dall\u2019onorevole Mortati e accettata dal Governo.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvata<\/em>).<\/p><p>Il disegno di legge, del quale abbiamo test\u00e9 ultimato la discussione, sar\u00e0 votato nel suo complesso a scrutinio segreto all\u2019inizio della seduta pomeridiana, che \u00e8 fissato per le 16.<\/p><p>La seduta termina alle 13.30.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Versione PDF ASSEMBLEA COSTITUENTE CCCLXVI. 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