{"id":2527,"date":"2023-09-17T21:41:50","date_gmt":"2023-09-17T19:41:50","guid":{"rendered":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=2527"},"modified":"2023-10-21T00:11:31","modified_gmt":"2023-10-20T22:11:31","slug":"antimeridiani-di-lunedi-26-gennaio-1948","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=2527","title":{"rendered":"ANTIMERIDIANA DI LUNED\u00cc 26 GENNAIO 1948"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"2527\" class=\"elementor elementor-2527\" data-elementor-post-type=\"post\">\n\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-5a2a2f4 elementor-section-full_width elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"5a2a2f4\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-d6cdbf3\" data-id=\"d6cdbf3\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-6685a5d elementor-align-right elementor-widget elementor-widget-button\" data-id=\"6685a5d\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"button.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-button-wrapper\">\n\t\t\t\t\t<a class=\"elementor-button elementor-button-link elementor-size-sm\" href=\"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/19480126_1.pdf\" target=\"_blank\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-content-wrapper\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-icon\">\n\t\t\t\t<i aria-hidden=\"true\" class=\"icon icon-view\"><\/i>\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-text\">Versione PDF<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-2517c12 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"2517c12\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p>ASSEMBLEA COSTITUENTE<\/p><p>CCCLXIV.<\/p><p>SEDUTA ANTIMERIDIANA DI LUNED\u00cc 26 GENNAIO 1948<\/p><p>PRESIDENZA DEL PRESIDENTE <strong>TERRACINI<\/strong><\/p><p><strong>INDICE<\/strong><\/p><p><strong>Disegno di legge<\/strong> (<em>Seguito della discussione<\/em>)<strong>:<\/strong><\/p><p>Norme per l\u2019elezione del Senato della Repubblica (61).<\/p><p>Presidente<\/p><p>Mortati,<em> Relatore per la minoranza<\/em><\/p><p>Micheli, <em>Presidente della Commissione<\/em><\/p><p>Scelba, <em>Ministro dell\u2019interno<\/em><\/p><p>Bosco Lucarelli<\/p><p>Martino Gaetano<\/p><p>Morelli Renato<\/p><p>Gullo Rocco<\/p><p>Laconi<\/p><p>Candela<\/p><p>Lucifero<\/p><p>Schiavetti<\/p><p>Dossetti<\/p><p>Gullo Fausto, <em>Relatore per la maggioranza<\/em><\/p><p>Mastino Pietro<\/p><p>Bellavista<\/p><p>Persico<\/p><p>La seduta comincia alle 10.10.<\/p><p>MAZZA, <em>ff. Segretario<\/em>, legge il processo verbale della precedente seduta antimeridiana.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>).<\/p><p>Seguito della discussione del disegno di legge: Norme per l\u2019elezione del Senato della Repubblica. (61).<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019ordine del giorno reca il seguito della discussione del disegno di legge: Norme per l\u2019elezione del Senato della Repubblica. (61).<\/p><p>Dobbiamo esaminare l\u2019articolo 20 nel testo governativo, che \u00e8 del seguente tenore:<\/p><p>\u00abL\u2019ufficio elettorale regionale, costituito presso la Corte di appello od il tribunale a termini dell\u2019articolo 8, appena in possesso dei verbali o delle comunicazioni di avvenuta proclamazione trasmessi da tutti gli uffici elettorali circoscrizionali, procede, con l\u2019assistenza del cancelliere ed alla presenza dei rappresentanti dei gruppi dei candidati, alle seguenti operazioni:<\/p><p>1\u00b0) effettua la somma dei voti validi attribuiti a tutti i candidati nei collegi in cui non \u00e8 avvenuta la proclamazione;<\/p><p>2\u00b0) divide tale somma per il numero dei predetti collegi pi\u00f9 uno e stabilisce il quoziente regionale;<\/p><p>3\u00b0) effettua la somma dei voti validi attribuiti a ciascun gruppo dei candidati collegatisi e la divide per il quoziente regionale: il risultato della divisione, esclusa l\u2019eventuale frazione decimale, rappresenta il numero dei seggi da attribuire al gruppo dei candidati.<\/p><p>\u00abQualora rimangano dei seggi vacanti essi sono attribuiti ai gruppi di candidati collegatisi per i quali la divisione avr\u00e0 dato maggiori resti e, in caso di parit\u00e0 di resti, al gruppo che, nell\u2019insieme dei collegi, ha avuto maggiori voti validi.<\/p><p>\u00abSe con il quoziente regionale, calcolato come sopra, il numero dei seggi da attribuire ai vari gruppi supera quello dei seggi della Regione nei quali non \u00e8 avvenuta la proclamazione, le operazioni si ripetono con un nuovo quoziente ottenuto diminuendo di una unit\u00e0 il divisore;<\/p><p>4\u00b0) stabilisce la graduatoria dei candidati presentatisi nei collegi in cui non \u00e8 avvenuta la proclamazione, in base ai voti validi loro attribuiti e nell\u2019ambito di ciascun gruppo;<\/p><p>5\u00b0) proclama quindi eletti, in corrispondenza dei seggi attribuiti a ciascun gruppo, candidati del gruppo stesso che, secondo la graduatoria di cui al numero precedente, hanno avuto il maggior numero di voti validi; d\u00e0 notizia della proclamazione alla segreteria del Senato ed alle prefetture della Regione perch\u00e9, a mezzo dei sindaci, ne rendano edotti gli elettori, e rilascia attestazione ai senatori proclamati.<\/p><p>\u00abSe ad un gruppo spettano pi\u00f9 posti di quanti sono i suoi candidati, i posti esuberanti sono attribuiti agli altri gruppi secondo l\u2019ordine decrescente dei resti.<\/p><p>\u00abSe soltanto in un collegio non abbia avuto luogo la proclamazione a termini dell\u2019articolo 18, il Presidente dell\u2019ufficio elettorale regionale proclama eletto il candidato che in detto collegio ha avuto il maggior numero di voti validi e, in caso di parit\u00e0 di voti validi, il pi\u00f9 anziano di et\u00e0\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Mortati ha proposto il seguente nuovo testo, a partire dall\u2019alinea 1\u00b0):<\/p><p>\u00ab&#8230;..<\/p><p>1\u00b0) effettua la somma dei voti validi attribuiti a tutti i candidati non proclamati eletti;<\/p><p>2\u00b0) divide tale somma per il numero dei collegi nei quali non \u00e8 avvenuta la proclamazione \u00abpi\u00f9 due\u00bb, se tale numero \u00e8 inferiore ad otto, \u00abpi\u00f9 tre\u00bb se \u00e8 inferiore a quattordici e \u00abpi\u00f9 quattro\u00bb se \u00e8 di quattordici o pi\u00f9, e stabilisce il quoziente regionale;<\/p><p>3\u00b0) effettua la somma dei voti validi attribuiti a ciascun gruppo di candidati e divide tale somma per il quoziente regionale; il risultato della divisione, esclusa l\u2019eventuale frazione decimale, rappresenta il numero dei seggi da attribuire a ciascun gruppo.<\/p><p>\u00abQualora rimangano dei seggi vacanti, essi sono attribuiti ai gruppi per i quali la divisione avr\u00e0 dato maggiori resti e, in caso di parit\u00e0 di resti, al gruppo che ha avuto maggiori voti validi.<\/p><p>\u00abSe ad un gruppo spettano pi\u00f9 posti di quanti sono i suoi candidati, non compresi coloro che siano stati gi\u00e0 proclamati eletti in base all\u2019articolo 18, i posti esuberanti sono distribuiti fra gli altri gruppi in ragione di uno per gruppo, secondo l\u2019ordine decrescente dei voti validi riportati.<\/p><p>\u00abSe con il quoziente regionale, calcolato come sopra, il numero complessivo dei seggi da attribuire ai var\u00ee gruppi supera quello dei collegi della regione, nei quali non \u00e8 avvenuta la proclamazione, le operazioni si ripetono con un nuovo quoziente regionale ottenuto diminuendo di uno il divisore;<\/p><p>4\u00b0) stabilisce la graduatoria di gruppo dei singoli candidati che non siano stati proclamati eletti in base alla cifra individuali relativa. Tale cifra \u00e8 determinata moltiplicando per cento il numero dei voti validi riportati da ciascun candidato nei collegi in cui si \u00e8 presentato e dividendo il prodotto per il numero degli elettori iscritti nel collegio stesso. Nel caso di candidature plurime, agli effetti della graduatoria di gruppo, si tiene conto del collegio dove il candidato ha riportato la maggiore cifra individuale relativa;<\/p><p>5\u00b0) proclama, quindi, eletti, in corrispondenza dei seggi attribuiti a ciascun gruppo, i candidati del gruppo stesso che, secondo la graduatoria di cui al numero precedente, hanno avuto la maggiore cifra individuale relativa; d\u00e0 notizia ecc.<\/p><p>\u00abPenultimo comma: <em>Soppresso<\/em>\u00bb<em>.<\/em><\/p><p>L\u2019onorevole Mortati ha facolt\u00e0 di svolgere l\u2019emendamento.<\/p><p>MORTATI, <em>Relatore per la minoranza<\/em>. I punti che mi pare opportuno illustrare sono i seguenti.<\/p><p>Per quanto riguarda il primo comma c\u2019\u00e8 una proposta che io, pur senza insistervi troppo, sottopongo all\u2019Assemblea, rimettendomi alla sua decisione. Nel primo comma, infatti, si afferma, in contrasto con la proposta del progetto governativo, che si utilizzano anche i voti non attribuiti nel primo scrutinio, nel senso che, se vi sono candidati nel collegio nel quale \u00e8 stato proclamato un eletto col 65 per cento dei voti, i voti non attribuiti vengono utilizzati nello scrutinio a base proporzionale. Nella proposta, l\u2019utilizzazione dei voti \u00e8 limitata a quelli dei candidati non proclamati, ma \u00e8 evidente che, se si ammette il principio, \u00e8 opportuno procedere al computo anche dei voti ottenuti da coloro che sono stati proclamati, in eccedenza al 65 per cento.<\/p><p>Ma, ripeto, su questo punto non insisto: mi rimetto all\u2019Assemblea, anche perch\u00e9, a quanto so, la Commissione, nella sua maggioranza, \u00e8 di parere contrario. Per quanto riguarda il numero 2, in esso \u00e8 proposto il collocamento dei seggi residuati all\u2019assegnazione col primo scrutinio con il metodo del quoziente depresso, conosciuto con il nome di metodo Hagenbach-Bischoff e, data la notevole differenza di composizione demografica dei collegi, \u00e8 sembrato opportuno graduare la diminuzione del quoziente secondo l\u2019ampiezza dei collegi. \u00c8 per questo che ho proposto di aumentare di due il numero dei seggi per i collegi inferiori ad otto seggi; a tre, se inferiore a quattordici; a quattro, se pi\u00f9 di quattordici. Il progetto governativo aumentava invece di uno, in ogni caso, il numero dei seggi, con il risultato di aumentare notevolmente le assegnazioni sulla base dei pi\u00f9 alti resti, cio\u00e8 secondo un criterio di carattere puramente fortuito.<\/p><p>Un punto sul quale richiamo l\u2019attenzione \u00e8 quello relativo alla determinazione proporzionale dei voti riportati dai candidati. Ci\u00f2 \u00e8 un esigenza determinata dal fatto della sperequazione demografica dei vari collegi, che pone in una situazione di inferiorit\u00e0 i candidati dei collegi pi\u00f9 piccoli. Per la rimanente parte dell\u2019articolo non mi pare vi sia nulla di rilevante da osservare.<\/p><p>Se occorressero altri chiarimenti, li dar\u00f2 durante la discussione.<\/p><p>PRESIDENTE. Chiedo il parere della Commissione sull\u2019emendamento Mortati.<\/p><p>MICHELI, <em>Presidente della Commissione<\/em>. Salvo che per il n. 1), la Commissione esprime parere favorevole all\u2019accettazione dell\u2019emendamento Mortati.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Ministro dell\u2019Interno ha facolt\u00e0 di esprimere il parere del Governo.<\/p><p>SCELBA, <em>Ministro dell\u2019interno<\/em>. Sono d\u2019accordo col Presidente della Commissione in ordine all\u2019emendamento Mortati.<\/p><p>Io insisterei sul progetto governativo, per quanto riguarda il numero 1), perch\u00e9 l\u2019emendamento Mortati su questo punto \u00e8 in certo senso irrazionale e potrebbe avere conseguenze aberranti, a meno che non venisse completato nel senso che tutti i voti, sia di quelli proclamati a maggioranza sia di quelli non proclamati, vengano calcolati nelle liste collegate.<\/p><p>Accetto tutte le altre modifiche apportate dall\u2019emendamento Mortati.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Bosco Lucarelli ha proposto il seguente emendamento:<\/p><p>\u00ab<em>All\u2019alinea quarto, aggiungere:<\/em><\/p><p>\u00abIn caso di parit\u00e0 di voti \u00e8 graduato primo il pi\u00f9 anziano di et\u00e0\u00bb.<\/p><p>Ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>BOSCO LUCARELLI. Il mio emendamento non ha bisogno di chiarimenti; esso fa una ipotesi, che forse nel caso pratico non si verificher\u00e0; ma potendosi verificare, \u00e8 bene prevederla. Nel caso che due candidati abbiano riportato un uguale numero di voti, bisogna determinare chi avr\u00e0 la precedenza in graduatoria. Il mio emendamento, colmando una lacuna del progetto, stabilisce che la precedenza \u00e8 determinata dalla maggiore et\u00e0.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Martino Gaetano ha proposto il seguente emendamento al testo dell\u2019onorevole Mortati:<\/p><p>\u00ab<em>Al numero 4\u00b0<\/em>)<em> sopprimere le parole da: <\/em>Tale cifra \u00e8 determinata <em>sino a:<\/em> elettori iscritti nel collegio stesso\u00bb.<\/p><p>Ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>MARTINO GAETANO. Credo che questa legge, che noi stiamo elaborando, si segnali per una evidente coerenza delle varie norme, che sono state via via approvate. Tale coerenza io la vedo nella assoluta mancanza di logica in tutte le disposizioni particolari finora discusse ed approvate.<\/p><p>Noi abbiamo stabilito, per esempio, che abbia luogo l\u2019elezione a collegio uninominale solo nel primo scrutinio. Ebbene, che io sappia, nel collegio uninominale viene eletto colui che ha la maggioranza dei voti: o la maggioranza assoluta o la relativa o qualcosa che stia di mezzo fra la maggioranza assoluta e relativa, cio\u00e8 un <em>quorum<\/em> stabilito per legge. Ebbene, secondo questa legge, nemmeno chi ha la maggioranza assoluta viene eletto. Il <em>quorum<\/em> rappresenta \u2013 e credo che questo sia universalmente riconosciuto \u2013 appunto una quota della maggioranza assoluta, rappresenta cio\u00e8 qualche cosa che \u00e8 al disopra della maggioranza relativa ed al disotto della assoluta. Ebbene, nel nostro progetto, il <em>quorum<\/em> si trasforma addirittura in una maggioranza qualificata, anzi in una maggioranza altamente qualificata, e cio\u00e8 oltre i due terzi del numero dei voti validi.<\/p><p>Altro esempio: il collegamento fra i candidati, che era obbligatorio, a norma del progetto ministeriale, \u00e8 stato reso facoltativo con la modifica apportata dalla Commissione.<\/p><p>MORTATI, <em>Relatore per la minoranza<\/em>. Non \u00e8 esatto; \u00e8 stato mantenuto il collegamento obbligatorio.<\/p><p>MARTINO GAETANO. Allora rinunzio a questo esempio e passo ad un altro.<\/p><p>\u00c8 permesso presentarsi in tre collegi nella stessa regione. Erroneamente si parla di \u00abcollegi\u00bb, perch\u00e9 il collegio in realt\u00e0 \u00e8 unico, il collegio \u00e8 la regione. Diciamo dunque pi\u00f9 esattamente: tre circoscrizioni. Ma i voti riportati dal candidato nei tre collegi possono essere tutti da lui utilizzati al fine della determinazione del voto personale e quindi della comparazione tra i candidati di una stessa lista? Non pare. \u00c8 permesso presentarsi in tre collegi, ma poi non \u00e8 permesso utilizzare i voti riportati nei tre collegi della regione. C\u2019\u00e8 un ostacolo, forse, che verr\u00e0 presumibilmente prospettato quando si discuter\u00e0 un apposito emendamento presentato dall\u2019onorevole Morelli e da me. L\u2019ostacolo \u00e8 questo: che le condizioni non sono uniformi per tutti i candidati di una stessa lista, perch\u00e9 chi si \u00e8 presentato in tre collegi, anzich\u00e9 in uno, verr\u00e0 a trovarsi in condizioni di vantaggio rispetto a chi si \u00e8 presentato in un solo collegio. Ma allora, perch\u00e9 proibire, ad esempio, che due candidature da uno stesso soggetto vengano presentate in due regioni diverse? Quell\u2019ostacolo non ci sarebbe nel caso in ispecie, cio\u00e8 per la presentazione della propria candidatura in due collegi di due diverse regioni. Ebbene, l\u2019emendamento Scelba, da noi gi\u00e0 approvato, vieta la presentazione di due candidature da parte di uno stesso individuo in due diverse regioni, mentre consente la presentazione di pi\u00f9 candidature nella stessa regione, dove questa presentazione non ha nessun valore pratico, dato che i voti non possono essere sommati.<\/p><p>Altro esempio: i voti vengono utilizzati nell\u2019ambito regionale, ma chi vota in una circoscrizione non pu\u00f2 votare per gli altri candidati della regione che non siano candidati di quella circoscrizione. Questo \u00e8 un assurdo evidente: deve essere necessariamente, con ogni sistema elettorale, consentito all\u2019elettore di eseguire la scelta fra tutti i candidati del collegio. Ora, se il collegio \u00e8 la regione, come si pu\u00f2 ammettere questo assurdo, che l\u2019elettore non possa votare per un candidato, per uno qualsiasi, per una lista di candidati, se volete, della stessa regione, cio\u00e8 dello stesso collegio?<\/p><p>Altra assurdit\u00e0: noi abbiamo stabilito che, qualora al primo scrutinio nessuno raggiunga il sessantacinque per cento dei voti, si procede col sistema proporzionale. Orbene, noi abbiamo il caso del Molise, dove esistono due soli collegi. Ammettete per ipotesi che in uno dei collegi venga da un candidato raggiunto il sessantacinque per cento dei voti e spiegatemi voi come si applicher\u00e0 il principio della proporzionale&#8230;<\/p><p>MORTATI, <em>Relatore per la minoranza<\/em>. Il caso \u00e8 previsto nell\u2019ultimo comma dell\u2019articolo 20.<\/p><p>MARTINO GAETANO. \u00c8 prevista la maggioranza relativa, cio\u00e8 per questo caso specifico del Molise \u00e8 tradito il principio stesso al quale si informa tutto il progetto che stiamo discutendo.<\/p><p><em>Una voce al centro<\/em>. C\u2019\u00e8 anche l\u2019eccezione per la Val d\u2019Aosta.<\/p><p>MARTINO GAETANO. S\u00ec, c\u2019\u00e8 anche l\u2019eccezione della Val d\u2019Aosta. Evidentemente questo \u00e8 un sistema che non pu\u00f2 essere applicato in modo uniforme in tutto il Paese.<\/p><p>Queste premesse servono a dimostrare che una coerenza c\u2019\u00e8, nella mancanza di logica di tutte le disposizioni da noi adottate, e quindi io trovo perfettamente giusto che le parole di cui chiedo la soppressione siano inserite nell\u2019emendamento dell\u2019onorevole Mortati. Che cosa dice esattamente al comma quarto l\u2019emendamento Mortati? \u00abTale cifra \u00e8 determinata moltiplicando per cento il numero dei voti validi riportati da ciascun candidato nei collegi in cui si \u00e8 presentato e dividendo il prodotto per il numero degli elettori iscritti nel collegio stesso\u00bb.<\/p><p>Evidentemente, non \u00e8 sfuggito all\u2019acume dell\u2019onorevole Mortati il fatto elementare e fondamentale che, col sistema che noi abbiamo escogitato, si viene ad eseguire una comparazione, nell\u2019ambito regionale, fra elementi disparati. Ad evitare questo viene suggerito il suddetto artificio matematico. Si vuole, in altri termini, eliminare l\u2019intervento di fattori estrinseci. \u00c8 evidente che, per esempio, con la legge per l\u2019elezione dei deputati alla Camera, noi abbiamo la comparazione fra i candidati di una stessa lista in condizioni uniformi. Questi candidati hanno riportato i loro voti tutti nella stessa circoscrizione. Nel caso, invece, dell\u2019elezione del Senato, i fattori estrinseci non sono uniformi, e noi non possiamo eseguire la comparazione tra elementi disparati. Se, per esempio, l\u2019onorevole Medi avr\u00e0 riportato i suoi voti nella circoscrizione di Palermo e l\u2019onorevole Martino li avr\u00e0 riportati invece nella circoscrizione di Messina, si hanno evidentemente due condizioni diverse. Innanzi tutto per numero di elettori, e cio\u00e8 per numero di votanti; poi anche per altri fattori, non previsti dalla formula matematica escogitata dall\u2019onorevole Mortati. Se noi vogliamo effettivamente, con un mezzo matematico, eliminare questi fattori estrinseci, i quali non consentono logicamente la comparazione fra elementi disparati, noi non possiamo trascurare tutte quelle altre cause estrinseche che turbano, che impediscono la comparazione fra elementi disparati.<\/p><p>Quali sono queste altre cause? In primo luogo, il numero dei votanti in relazione al numero degli inscritti. Infatti la percentuale delle astensioni pu\u00f2 essere diversa, per svariate ragioni, fra una circoscrizione e l\u2019altra.<\/p><p>Ma c\u2019\u00e8 un altro fattore, che ha la sua importanza, e che deve essere esaminato, se noi vogliamo correggere questa incongruenza della legge. Questo altro fattore \u00e8 il numero dei candidati. Se in una circoscrizione i candidati sono pochi ed in un\u2019altra invece sono molti, evidentemente la condizione non \u00e8 uniforme e la comparazione non \u00e8 possibile: infatti, quando i candidati sono molti la dispersione dei voti \u00e8 maggiore e quando essi sono pochi la concentrazione dei voti \u00e8 maggiore.<\/p><p>Io credo che sia inutile ricorrere a formule matematiche, cio\u00e8 ad artifici che dovrebbero servire a corregger quello che non si pu\u00f2 in nessun modo correggere. Onorevoli colleghi, riconosciamolo onestamente, chiaramente: per quanto possa essere grande la versatilit\u00e0 dell\u2019ingegno di coloro che in pratica hanno elaborato ed elaborano questa legge, non \u00e8 possibile fare che essa diventi quello che non \u00e8 e che non pu\u00f2 assolutamente diventare: una cosa seria.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Morelli Renato unitamente all\u2019onorevole Martino Gaetano ha proposto il seguente emendamento:<\/p><p>\u00ab<em>Al numero 4), all\u2019ultima parte sostituire:<\/em><\/p><p>\u00abNel caso di candidature plurime, agli effetti della graduatoria di gruppo, si sommano i voti riportati dal candidato nei singoli gruppi\u00bb.<\/p><p>Ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>MORELLI RENATO. La spiegazione di questo mio emendamento \u00e8 come un codicillo alle dichiarazioni che ha gi\u00e0 fatto l\u2019onorevole Martino Gaetano.<\/p><p>\u00c8 noto che noi liberali abbiamo avversato questa legge, perch\u00e9 siamo degli uninominalisti convinti, e potr\u00e0 meravigliare che sia proprio io l\u2019autore di questo emendamento che, in fondo, tiene in maggior conto la proporzionale. In realt\u00e0 noi obbediamo alla logica, siamo degli spiriti logici, e quindi vogliamo trarre la conseguenza da un principio, quando \u00e8 consacrato nella legge.<\/p><p>Ora, l\u2019Assemblea ha approvato ieri il concetto della pluralit\u00e0 delle candidature, che \u00e8 connesso alla possibilit\u00e0 di fare la somma dei voti. Vero \u00e8 che questo progetto non \u00e8 una cosa seria, perch\u00e9, mentre ha una vernice di uninominalismo, in realt\u00e0 pone il suo fondamento sulla proporzionale, che d\u2019altra parte smentisce, come quando, nel caso in discussione, vuole evitare che si sommino i voti dei candidati in pi\u00f9 collegi.<\/p><p>Ma io vorrei richiamare l\u2019attenzione dell\u2019Assemblea sugli inconvenienti di quest\u2019ultimo sistema, che danneggia i grandi partiti, i piccoli partiti e, quel che \u00e8 peggio, il Paese.<\/p><p>Danneggia i grandi partiti, perch\u00e9, quando stabilisce che non si possono sommare i voti, espone una persona, che goda di una grande popolarit\u00e0, e quindi raccolga vasti consensi, e che si presenti in due o tre collegi, al rischio di non essere eletto senatore e di vedere eletto al suo posto, nel gruppo dei candidati collegati, una persona che sia nota soltanto in un collegio, localmente, e che raccolga consensi molto pi\u00f9 limitati.<\/p><p>Esemplifico. Ammettiamo l\u2019esistenza di tre collegi in una sola regione: in questa regione un candidato ha riportato trentamila voti in un collegio e trentamila in un altro ossia in entrambi sessantamila, mentre il candidato a lui collegato ha riportato nel terzo collegio trentacinquemila. Ebbene a quest\u2019ultimo pu\u00f2 essere attribuito il quoziente che \u00e8 stato conquistato con i voti dell\u2019altro candidato, presentatosi in due collegi.<\/p><p>Sicch\u00e9, colui che ha riportato una larga messe di consensi, che supera i limiti territoriali di un solo collegio, e che avrebbe pi\u00f9 diritto di essere eletto perch\u00e9, se vogliamo essere democratici, dobbiamo tenere conto anche di questo elemento, si vede sostituito da altro candidato, che ha riportato sostanzialmente un minor numero di voti. Questo inconveniente aumenta il rischio, grave in ogni caso, delle candidature. Debbo osservare in proposito che sarebbe molto facile, viceversa, ai grandi partiti, se si sommassero i voti, graduare la presentazione di candidature plurime secondo l\u2019importanza ed il rilievo che hanno singoli candidati, dato che con la proporzionale nessun partito pu\u00f2 aspirare a prendere il posto in tutti i collegi della regione.<\/p><p>Per i piccoli partiti il danno \u00e8 pi\u00f9 grave: essi saranno costretti (e questo \u00e8 anche un inconveniente per la loro organizzazione, per le spese elettorali ecc.) a presentare, se vogliono raccogliere voti per il quoziente, un candidato in tutti i collegi, anche dove siano deboli, per poi veder preferita a qualche personalit\u00e0 maggiore, che possono avere nella regione, una persona di nessun valore, comunque quasi sconosciuta, che, presentata per non perdere anche i pochi voti di quel collegio, sia stata poi favorita, rispetto agli altri, da un certo sentimento campanilistico.<\/p><p>Tutto questo giuoco si risolve in un danno per gli interessi del Paese, perch\u00e9 si presenteranno candidate alle elezioni per il Senato soltanto quelle persone che possono affrontare a cuor leggero la lotta elettorale, esponendosi anche a insuccessi, che possono tuttavia danneggiare se stessi e il partito, che le presenta perch\u00e9 non ne trova altre disposte a correre il grave rischio e d\u2019altra parte \u00e8 nella necessit\u00e0 di non perdere voti per il quoziente. Io mi associo quindi a quanto ha sostenuto l\u2019onorevole Martino, per notare come l\u2019unica opposizione che, secondo me, pu\u00f2 essere fatta al mio emendamento, \u00e8 quella formulata da qualche collega della Commissione ed \u00e8 una obiezione di carattere tecnico: siccome, cio\u00e8, si adotta, nel progetto che il Ministro ha accolto, un sistema fondato su un calcolo di rapporti e non di voti, si dovrebbe fare una somma di rapporti e non di voti. Ma, se venisse accolto l\u2019emendamento Martino, questa obiezione verrebbe eliminata, perch\u00e9 rivivrebbe il progetto Scelba, che \u00e8 molto pi\u00f9 semplice.<\/p><p>Viceversa, se rimanesse nel progetto questa complicazione di calcoli, dir\u00f2 (senza venir meno al rispetto verso gli ideatori del sistema, dei quali conosco l\u2019ingegno e la preparazione) che si verificherebbero tali incongruenze dal punto di vista politico, e potremmo anche dire democratico, da dover concludere che <em>purus mathematicus, purus asinus<\/em>.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Gullo Rocco ha proposto il seguente emendamento:<\/p><p>\u00ab<em>Al numero 1\u00b0), dopo la parola:<\/em> candidati, <em>aggiungere:<\/em> esclusi quelli attribuiti ai candidati eletti a primo scrutinio\u00bb.<\/p><p>Praticamente l\u2019onorevole Gullo Rocco riprende l\u2019emendamento Mortati, che la Commissione e il Governo hanno dichiarato di non accettare.<\/p><p>L\u2019onorevole Gullo Rocco ha facolt\u00e0 di svolgere il suo emendamento.<\/p><p>GULLO ROCCO. Avrei ritirato il mio emendamento se fosse rimasto quello dell\u2019onorevole Mortati, con cui il mio coincide. Ma dopo le dichiarazioni fatte dalla Commissione e dal Ministero, sento il dovere di insistere su questo emendamento e di richiamare l\u2019attenzione dell\u2019Assemblea sulle conseguenze che avrebbe il mancato accoglimento dell\u2019emendamento stesso.<\/p><p>Il progetto della Commissione non poteva tener conto dell\u2019attribuzione dei voti riportati nei collegi dove gi\u00e0 si era ottenuta la proclamazione di uno dei candidati a primo scrutinio, perch\u00e9 il progetto prevedeva il sistema uninominale puro maggioritario.<\/p><p>Il primo progetto Mortati non poteva occuparsi neppure della questione, perch\u00e9 prevedeva il sistema proporzionale.<\/p><p>Ora, noi ci troviamo in quella tale condizione che \u00e8 stata cos\u00ec acutamente messa a punto dall\u2019onorevole Martino, del quale io \u2013 pur partendo da un punto di vista diverso per quello che riguarda questa legge \u2013 condivido perfettamente il giudizio sulla assoluta coerenza che questa legge ha raggiunto nell\u2019incoerenza. Per cui mi domando se non sarebbe il caso, da parte di chi di ragione, di fare appello all\u2019articolo 96 del Regolamento per eliminare quelle incongruenze e quelle illogicit\u00e0, di cui veramente qui abbiamo raggiunto il <em>diapason<\/em>.<\/p><p>Ma, per ritornare al mio emendamento, dir\u00f2 che condivido perfettamente il pensiero, o almeno il primo pensiero che ha ispirato l\u2019onorevole Mortati, quando nel suo emendamento ha scritto: \u00abeffettua la somma dei voti validi attribuiti a tutti i candidati non proclamati eletti\u00bb. Se noi eliminiamo queste ultime parole, se noi vogliamo cio\u00e8 eliminare dal computo dei voti quell\u2019influenza che questi voti dovrebbero avere nella formazione del quoziente regionale, noi verremmo a creare con ci\u00f2 una condizione di grave svantaggio per alcune minoranze.<\/p><p>\u00c8 ben vero che il caso di un candidato che riporti al primo scrutinio il 65 per cento dei voti validi non \u00e8 molto probabile, ma \u00e8 pur sempre possibile e, se \u00e8 possibile, la legge non pu\u00f2 non prevederlo, perch\u00e9 la legge deve in ogni caso prevedere tutte le possibili conseguenze.<\/p><p>Se dunque l\u2019emendamento Mortati non dovesse venire accolto, accadrebbe che, in quei collegi dove vi sia un candidato che abbia raggiunto il 65 per cento dei voti validi, noi verremmo ad eliminare completamente l\u2019altro 35 per cento che \u00e8 stato dato ad altri candidati. Ora, dichiaro francamente che non ho ben compreso per quale motivo il Ministro e la Commissione si siano dichiarati contrari; si tenga presente che noi stiamo adottando un sistema il quale, anche a volerlo chiamare uninominale, ha per\u00f2 indubbiamente per lo meno i tre quarti del suo fondamento nella proporzionalit\u00e0. (<em>Commenti \u2013 Interruzione del deputato Fuschini<\/em>).<\/p><p>Io non voglio fare adesso, onorevole Fuschini, delle disquisizioni su questa questione, ma \u00e8 certo che noi teniamo conto, ai fini dell\u2019attribuzione dei posti, dei voti riportati nella Regione; ora, con il sistema che si vuole adottare da parte del Ministro e della Commissione, respingendo cio\u00e8 il primo comma dell\u2019emendamento Mortati, noi verremmo a lasciar fuori, come ho gi\u00e0 detto, dall\u2019attribuzione dei posti, quei voti riportati dagli altri candidati nei collegi dove sia stato raggiunto da un candidato il 65 per cento al primo scrutinio ed io non vedo assolutamente perch\u00e9 si voglia far ci\u00f2.<\/p><p>Ho detto che non intendo il perch\u00e9 si voglia far ci\u00f2, in quanto questo perch\u00e9 non \u00e8 stato detto; si deve forse pensare che eravamo questa mattina cos\u00ec poco numerosi per cui si \u00e8 giudicato non valesse la pena di illustrare quello che sarebbe stato forse di buon grado spiegato ad una pi\u00f9 imponente Assemblea; ma \u00e8 pur certo che il candidato eletto o, per meglio dire, la lista cui si \u00e8 agganciato il candidato eletto, ha gi\u00e0 ottenuto il suo posto attraverso il sistema maggioritario che \u00e8 stato stabilito; \u00e8 evidente quindi che bisognerebbe anche tener conto dei voti riportati dai candidati eletti.<\/p><p>Ma si dice ancora che si dovrebbe tener conto almeno di quel di pi\u00f9 di voti che pu\u00f2 eventualmente avere un candidato eletto al primo scrutinio, oltre il 65 per cento: ma qui entriamo addirittura nel campo dell\u2019assurdo. Comunque, anche a voler seguire per questa strada coloro che hanno una siffatta opinione, penso che non \u00e8 esatto neanche questo. Vi prego infatti di fermarvi, per un momento, su un semplice dato aritmetico. E vi rivolgo questa preghiera anche perch\u00e9, non essendo io un matematico, non \u00e8 escluso che possa anche avere bisogno dei vostri lumi e delle vostre obiezioni. Ritengo che un candidato il quale raggiunga il 65 per cento dei voti validi e venga perci\u00f2 eletto al primo scrutinio, pone per ci\u00f2 stesso la propria lista in condizioni di vantaggio, in quanto questo 65 per cento, pure essendo una cifra indubbiamente alta, \u00e8 per\u00f2 in senso assoluto una cifra inferiore al quoziente regionale, perch\u00e9 \u2013 a meno che i miei ricordi matematici non mi traggano in inganno \u2013 il quoziente regionale corrisponde, a un dipresso, alla somma di tutti i voti di un collegio.<\/p><p>E con questo, dunque, chi ha riportato il 65 per cento dei voti al primo scrutinio \u00e8 eletto e sta bene; ma sarebbe veramente assurdo che poi tutti gli altri voti dello stesso collegio pesino ancora ai fini della formazione del quoziente regionale. Non parliamone neppure. Chi ha avuto il 65 per cento o anche il 70, 1\u201980, il 101 per cento \u2013 perch\u00e9 con questa legge potremmo arrivare anche a computi di questo genere \u2013 dei voti del proprio collegio, ottiene il suo bravo posto; l\u2019ottiene per s\u00e9 e per la lista a cui \u00e8 agganciato; ma questi voti, \u00e8 chiaro, non devono pesare ulteriormente nella somma dei voti per la formazione dei quozienti in sede regionale.<\/p><p>Ma qual \u00e8 il motivo per cui il 35 per cento o poco meno dei voti residuali ottenuti negli stessi collegi in cui vi \u00e8 stata la proclamazione di eletti nel primo scrutinio, non deve pesare ai fini del computo del quoziente regionale? Noi abbiamo voluto rispettare le minoranze; e se una giustificazione ha la proporzionale e l\u2019ha indubbiamente, \u00e8 il rispetto dei diritti e degli interessi delle minoranze. Ora noi, in tal modo, verremmo, in questo sistema gi\u00e0 tanto ibrido, a creare un aspetto ancora pi\u00f9 ibrido del sistema, perch\u00e9 verremmo a falsare la volont\u00e0 del corpo elettorale regionale. E dico per inciso, che noi dobbiamo tener conto della norma costituzionale per cui i collegi senatoriali sono a base regionale; e quindi non abbiamo diritto di escludere dal computo dei voti per la formazione del quoziente regionale e per la formazione dei posti di risulta, oltre quelli gi\u00e0 coperti a primo scrutinio, non abbiamo diritto di non tenere conto dei voti riportati dalle minoranze nei collegi dove \u00e8 stato gi\u00e0 proclamato uno dei candidati a primo scrutinio.<\/p><p>Per questi motivi io, che avevo intenzione di ritirare il mio emendamento, in quanto avevo trovato nell\u2019emendamento Mortati una sistemazione pi\u00f9 organica di tutta la complessa materia, dichiaro che, ove l\u2019onorevole Mortati ritirasse per questa parte il proprio emendamento, sarei costretto a mantenere il mio.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Laconi ha proposto il seguente emendamento sostitutivo:<\/p><p>\u00ab&#8230;..<\/p><p>1\u00b0) determina la cifra elettorale per ogni singolo gruppo di candidati;<\/p><p>2\u00b0) determina la cifra individuale dei singoli candidati di ciascun gruppo.<\/p><p>\u00abLa cifra elettorale di ogni gruppo di candidati \u00e8 data dal totale dei voti validi ottenuti dai candidati del gruppo stesso, presentatisi nei collegi per i quali non \u00e8 avvenuta la proclamazione.<\/p><p>\u00abLa cifra individuale viene determinata moltiplicando il numero dei voti validi ottenuto da ciascun candidato per cento e dividendo il prodotto per il numero degli elettori iscritti nel collegio. Nel caso di candidature presentate in pi\u00f9 di uno dei collegi suddetti, si assume ai fini della graduatoria la maggiore cifra individuale relativa riportata dal candidato.<\/p><p>\u00abL\u2019assegnazione del numero dei seggi da coprire si fa nel modo seguente:<\/p><p>\u00abSi divide ciascuna cifra elettorale successivamente per uno, due, tre, quattro&#8230; sino alla concorrenza del numero dei senatori da eleggere; e quindi si scelgono fra i quozienti cos\u00ec ottenuti i pi\u00f9 alti in numero eguale a quello dei senatori da eleggere, disponendoli in una graduatoria decrescente. I seggi saranno assegnati ai gruppi in corrispondenza ai quozienti compresi in questa graduatoria.<\/p><p>\u00abA parit\u00e0 di quoziente il posto \u00e8 attribuito al gruppo che ha ottenuto la minore cifra elettorale.<\/p><p>\u00abSe a un gruppo spettano pi\u00f9 posti di quanti sono i suoi candidati, i posti esuberanti sono distribuiti secondo l\u2019ordine della graduatoria di quoziente.<\/p><p>\u00abL\u2019Ufficio elettorale regionale proclama quindi eletti in corrispondenza ai seggi attribuiti ad ogni gruppo i candidati del gruppo stesso secondo la graduatoria determinata dalla loro cifra individuale\u00bb.<\/p><p>Ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>LACONI. Dopo la lettura e la illustrazione che ne ha dato il Presidente, non credo che vi sia ragione di spendere maggior numero di parole intorno a questo emendamento.<\/p><p>In sostanza, esso \u00e8 caratterizzato da tre sue particolarit\u00e0. Innanzi tutto si distingue dal progetto dell\u2019onorevole Mortati per quanto riguarda i collegi da valutarsi ai fini della ripartizione dei diversi seggi. Il progetto dell\u2019onorevole Mortati calcola anche i voti ottenuti dalle minoranze nel collegio nel quale sia stato gi\u00e0 proclamato l\u2019eletto. Il mio emendamento, invece, calcola unicamente i voti validi ottenuti da tutti i candidati nei collegi nei quali l\u2019eletto non \u00e8 stato proclamato. Questa \u00e8 la prima distinzione.<\/p><p>La seconda riguarda il metodo per l\u2019assegnazione dei collegi, per cui viene qui proposto il metodo D\u2019Hondt nella sua forma pura; e quindi si divide la cifra degli elettori per uno, due, tre, quattro, fino alla concorrenza necessaria.<\/p><p>Questa \u00e8 la seconda caratteristica del mio emendamento.<\/p><p>Quanto poi alla graduatoria individuale, io concordo con l\u2019onorevole Mortati nel chiedere che essa debba essere fatta in base alla percentuale dei voti anzich\u00e9 in base alla cifra assoluta ottenuta da ciascun candidato.<\/p><p>CANDELA. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CANDELA. Signor Presidente, sono stato io ieri a chiedere che l\u2019emendamento dell\u2019onorevole Mortati fosse restituito alla Commissione, soprattutto per questo: perch\u00e9, <em>ex prima facie<\/em>, avevo visto che con questo emendamento non \u00e8 rispettato il principio della uninominalit\u00e0 del collegio, nel senso che pi\u00f9 collegi possono restare senza alcun rappresentante mentre altri collegi possono avere diversi rappresentanti.<\/p><p>Ai molti inconvenienti lamentati dall\u2019onorevole Martino io aggiungo questo e la Commissione non ha trovato \u2013 e non pu\u00f2 trovare \u2013 una soluzione.<\/p><p>Perci\u00f2 mi permetto di insistere sulla domanda di preclusione che avevo fatto ieri all\u2019onorevole Conti, che presiedeva, perch\u00e9 tutto ci\u00f2 che urta con la uninominalit\u00e0 del collegio e con la volont\u00e0 dell\u2019Assemblea si dichiari precluso e non si discuta nemmeno.<\/p><p>E in ogni caso, faccio appello all\u2019Assemblea perch\u00e9 con pi\u00f9 coraggio e pi\u00f9 decisione si metta su una via di coerenza: d\u2019accordo tutti, bocciamo anche questo progetto e stabiliamo la proporzionale; ma battiamo la via della seriet\u00e0, soprattutto, e del rispetto di noi stessi! (<em>Applausi<\/em>).<\/p><p>LUCIFERO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LUCIFERO. Salvo tutte le riserve gi\u00e0 fatte in materia e ripetute dall\u2019onorevole Candela, faccio presente che la Commissione per questo articolo, se \u00e8 possibile inquadrarlo nel sistema, lo faccia essa.<\/p><p>Una cosa dobbiamo assicurare, se proprio non vogliamo arrivare addirittura all\u2019estremo degli assurdi, e cio\u00e8 che ogni collegio abbia la sua rappresentanza; perch\u00e9, altrimenti, noi abbiamo completamente rinunciato anche a quel trucco dei collegi uninominali, che potrebbe ancora rimanere.<\/p><p>Perci\u00f2, visto che n\u00e9 l\u2019emendamento dell\u2019onorevole Mortati, n\u00e9 l\u2019emendamento dell\u2019onorevole Laconi, n\u00e9 la proposta della Commissione tengono conto di questa esigenza fondamentale, bisogna restituire alla Commissione questo articolo perch\u00e9 lo esamini accuratamente e trovi una forma che consenta la sicurezza che, in un modo o in un altro, ogni collegio abbia il suo rappresentante, perch\u00e9, se no, anche questa ultima parvenza di uninominalit\u00e0 viene definitivamente cancellata.<\/p><p>Noi potremmo avere domani in una Provincia un collegio elettorale con tre rappresentanti e un altro collegio, o due o tre collegi, che non ne hanno nessuno. Potremmo arrivare all\u2019assurdo che, in una Provincia dove ci sono sei collegi elettorali, due siano rappresentati e gli altri quattro no e io non so veramente come questo potremo giustificare n\u00e9 di fronte all\u2019opinione pubblica, n\u00e9 di fronte alla nostra coscienza.<\/p><p>MICHELI, <em>Presidente della Commissione<\/em>. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MICHELI, <em>Presidente della Commissione. <\/em>Questa mattina, per un equivoco, io non ho preso parte all\u2019adunanza della Commissione, quindi non ho potuto dire quanto dir\u00f2 ora, esclusivamente a titolo personale, perch\u00e9 la Commissione non ha preso una delibera specifica sopra l\u2019eccezione mossa dall\u2019onorevole Candela e ora rincalzata dall\u2019onorevole Lucifero. La obiezione ha la sua importanza, senza dubbio, per\u00f2 non mi pare che debba essere soverchiamente sopravalutata, in quanto ci siamo gi\u00e0 trovati anche in altre situazioni simili. Nelle elezioni dei deputati alcune province sono rimaste senza deputati oppure ne hanno avuto un numero molto minore di quello che sarebbe stato di loro competenza. Ricordo ad esempio che nelle elezioni del 1919 Parma, che ha sempre avuto cinque collegi, ebbe tre deputati, e Piacenza che ne aveva quattro ottenne invece sei deputati&#8230;<\/p><p>SCHIAVETTI. Non c\u2019era collegio in quel caso&#8230;<\/p><p>MICHELI, <em>Presidente della Commissione<\/em>. Il collegio c\u2019era. Io ho sufficientemente buona memoria per ricordare anche questo. Questo \u00e8 il punto di partenza di tutto un mio ragionamento che ella potr\u00e0 controbattere quando crede, ma la sua interruzione ora \u00e8 prematura e quindi inutile.<\/p><p>Lo stesso \u00e8 successo anche nei collegi di Brescia e di Bergamo e anche recentemente, e se l\u2019onorevole Malagugini fosse presente potrebbe dire che Pavia ha avuto un numero di deputati in questa occasione molto maggiore di quello che le spettava nei riguardi di Milano, della cui circoscrizione faceva parte.<\/p><p>Ora, perch\u00e9 questo? Perch\u00e9 siamo in tema proporzionale i cui risultati non sono collegati sempre colla configurazione topografica. Se l\u2019argomento avversario poteva valere di fronte al collegio uninominale puro, non vale pi\u00f9 di fronte al collegio, non dico misto, perch\u00e9 non voglio che l\u2019onorevole Bellavista se ne abbia a male, ma congegnato in quella forma scelta dall\u2019onorevole Mortati e prima ancora dal Ministro Scelba.<\/p><p>Nel progetto Scelba, in una prima parte sussisteva il concetto della territorialit\u00e0 (per i candidati che avevano la met\u00e0 pi\u00f9 o uno dei voti) nella seconda abbiamo l\u2019elezione che viene fatta secondo le correnti, ed i gruppi elettorali che le rappresentano. Ecco la diversit\u00e0 della situazione alla quale intendo alludere, situazione la quale ulteriormente \u00e8 agevolata da due fatti e forse anche da tre. Noi abbiamo ammesso le candidature multiple, il che attenua la cosa. Ora un candidato non pu\u00f2 rappresentare tutti e tre i collegi: ne rappresenter\u00e0 uno ma se per avventura l\u2019altro collegio restasse senza rappresentanti diretti, egli in fondo rappresenter\u00e0 i due collegi. Non c\u2019\u00e8 nulla che contrasti questo. Del resto sono casi eccezionalissimi.<\/p><p>Le leggi elettorali sono leggi umane e non possono essere perfette e quindi qualche inconveniente lo portano sempre. (<em>Interruzione del deputato Martino Gaetano<\/em>). A che cosa vuole arrivare lei, all\u2019estrazione a sorte? Va bene. Anche per l\u2019estrazione a sorte, ricordo che Giano della Bella, il suo caso storicamente viene citato in tutte le discussioni elettorali, ebbe rimbrotti perch\u00e9 c\u2019era stato un rione di Firenze che aveva avuto tre eletti, ed un altro vicino che non ne aveva avuto nessuno. E allora Giano Della Bella rispose che gli estratti dei rioni fortunati, avrebbero tutelato anche gli interessi degli altri. Quello che si risponde anche adesso. Ripeto, si tratta di una cosa di dettaglio e non si pu\u00f2 sopravvalutare questa eccezione.<\/p><p>SCHIAVETTI. Questi casi sono eccezionali.<\/p><p>MICHELI, <em>Presidente della Commissione<\/em>. Questa \u00e8 una sua opinione. Ella ha minor pratica di queste cose; noi abbiamo tolto una limitazione.<\/p><p>Per il progetto Scelba i candidati dovevano appartenere alla Regione. Oggi non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 bisogno di questo, e allora succede che avremo una estensione pi\u00f9 facile delle rappresentanze attraverso persone che non appartengono pi\u00f9 alla Regione, e che quindi possono pi\u00f9 facilmente rappresentare anche var\u00ee collegi.<\/p><p>E tutti coloro che abitano fuori dei loro collegi? Cosa diciamo poi delle grandi citt\u00e0 divise in molti collegi. Forse che gli eletti sono legati alle strade ed ai borghi che limitano il loro collegio?<\/p><p>Ricordo il mio caso. Sono stato deputato della montagna reggiana e parmense per tanti anni. Abitavo a Parma.<\/p><p>Anche ora si vanno a ricercare le persone dove sono; e quindi pu\u00f2 succedere benissimo che in una citt\u00e0 vi siano parecchi senatori, mentre in un\u2019altra non ve ne sia nessuno. Cos\u00ec a Roma ve ne sar\u00e0 sempre pi\u00f9 che altrove. Quindi, non vedo effettivamente come questa ragione possa essere cos\u00ec grave da provocare le frasi drastiche dell\u2019onorevole Lucifero. \u00c8 uno degli inconvenienti che si riscontrano nella formazione delle leggi elettorali, le quali per quanto si dica e si faccia, non riescono mai ad essere perfette.<\/p><p>Qualche difficolt\u00e0 maggiore affiora quando effettivamente due sistemi, per voler accontentare tutti ed usufruire di tutte le possibilit\u00e0, si sono uniti formandone uno solo. Lo scrutinio regionale, voluto dall\u2019Assemblea, ha causato questa situazione, che non mi sembra modificabile.<\/p><p>SCHIAVETTI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>SCHIAVETTI. A sostegno delle osservazioni fatte dai colleghi onorevoli Candela e Lucifero, vorrei far notare che questo inconveniente, della possibilit\u00e0 che vi siano collegi che avranno pi\u00f9 senatori e collegi che non ne avranno nessuno, sar\u00e0 frequentissimo. Lo desumo da calcoli fatti nella giornata di ieri. Io non mi preoccupo tanto della coerenza intrinseca e logica della legge, quanto delle ripercussioni politiche che un atto di questo genere potr\u00e0 avere. Esistono questi collegi senatoriali. Sono documentati nell\u2019allegato accluso alla legge. Avremo, per esempio, il collegio di Spoleto, quello di Perugia, di Ancona, di Jesi ecc. Gli elettori vorranno avere naturalmente i loro senatori; non c\u2019\u00e8 infatti nessuna ragione per cui gli elettori di Ancona, che costituiscono una circoscrizione, non abbiano il loro senatore. Invece, applicando questa legge avremo moltissimi casi in cui non esisteranno questi senatori. E si ripeter\u00e0 proprio il caso di certe figurine in cui c\u2019\u00e8 il cacciatore e bisogna cercare la lepre, o c\u2019\u00e8 la lepre e bisogna cercare il cacciatore. Ma in questo caso non si troveranno, relativamente, n\u00e9 le lepre n\u00e9 il cacciatore.<\/p><p>Ora, se si pensa che vi sono interessi particolaristici in giuoco e problemi di carattere locale da difendere al Senato dai rappresentanti di questi collegi a cui voi avete dato un\u2019esistenza, voi capite che \u00e8 necessario, per la tutela degli interessi e per la stessa seriet\u00e0 della legge, che ogni circoscrizione abbia il suo senatore; altrimenti si confermer\u00e0 ancora una volta, anche da questo punto di vista, l\u2019opinione dell\u2019onorevole Martino che questa legge apparir\u00e0 a tutti una cosa non seria e che noi ci squalificheremo come legislatori dinanzi al Paese.<\/p><p>MICHELI, <em>Presidente della Commissione<\/em>. Chiedo di parlare per aggiungere qualche cosa a quanto ho gi\u00e0 detto.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MICHELI, <em>Presidente della Commissione<\/em>. Ho dimenticato di ricordare che in questa prima legislatura vi sar\u00e0 un altro maggiore contemperamento: quello determinato da quel centinaio di senatori di diritto, che sono sparsi per tutta Italia.<\/p><p>Questo dar\u00e0 maggiori possibilit\u00e0 di fronteggiare la difficolt\u00e0 prospettata dall\u2019onorevole Schiavetti.<\/p><p>MAFFI. A maggior ragione.<\/p><p>PRESIDENTE. Credo che, arrivati a questo punto, ogni proposta e iniziativa di preclusione non avrebbe pi\u00f9 fondatezza e neppure quel carattere di seriet\u00e0, da tutti desiderato ed invocato. Arrivati al quartultimo articolo ed agli articoli 7 ed 8 di questa legge che, approvati, decidono la strada da percorrere, non si pu\u00f2 ancora una volta parlare di preclusione.<\/p><p>Il Vicepresidente che mi sostitu\u00ec nelle passate sedute, ha agito secondo coscienza e secondo necessit\u00e0, stabilendo la preclusione nei confronti di un determinato progetto e di determinate formulazioni.<\/p><p>Ma successivamente \u2013 e l\u2019Assemblea non gli ha dato torto, perch\u00e9 ha camminato proprio sulla strada indicata \u2013 ha ritenuto che di fronte ad altre formulazioni non vi fosse possibilit\u00e0 di preclusione; e l\u2019Assemblea ha accettato ed avallato questa decisione, non soltanto non opponendosi, ma dando contributo concreto, da tutti i settori, alla migliore redazione degli articoli.<\/p><p>E riserve possono essere accampate correntemente, ma ciascuno sa che cos\u00ec esposte non riescono ad avere efficacia.<\/p><p>L\u2019obiezione fondamentale avanzata in questo momento e nel cui contesto si \u00e8 usato il termine di preclusione, doveva se mai apparire molto prima, sin dal primo momento, quando \u00e8 stata accolta una disposizione di questa legge che non era rigidamente uninominalista, in quanto, come si poteva comprendere \u2013 e credo, che tutti l\u2019abbiano compreso anche se nessuno ha formulato il pensiero&#8230;<\/p><p>MARTINO GAETANO. L\u2019ho detto anch\u2019io.<\/p><p>PRESIDENTE. &#8230;in conseguenza della quale qualche circoscrizione sarebbe rimasta senza un proprio diretto rappresentante al Senato. Fin da quel momento si sarebbe dovuto reclamare oppure formulare qualche emendamento, che riuscisse a sanare questo punto debole.<\/p><p>Ma la legge \u00e8 gi\u00e0 complicata e penso che, se la si complicasse con emendamenti ispirati al desiderio di sanarne i punti deboli, non diverrebbe migliore di quanto riuscir\u00e0 con i nostri attuali lavori.<\/p><p>Comunque \u00e8 sempre possibile formulare proposte aggiuntive; non sta a me suggerirle; alcuni colleghi hanno detto di averne gi\u00e0 preparate. Se saranno presentate, saranno messe in discussione.<\/p><p>Poich\u00e9 penso che desiderio dei sostenitori del sistema elettorale prevalso, non \u00e8 gi\u00e0 quello di impedire che ogni singolo collegio abbia il proprio rappresentante, ma quello di dare possibilit\u00e0 della rappresentanza proporzionale a tutte le forze politiche che si manifestano, ritengo che, se sar\u00e0 presentato un emendamento che serva a superare la debolezza segnalata, non vi sar\u00e0 altra battaglia per accoglierlo.<\/p><p>DOSSETTI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>DOSSETTI. Faccio subito una riserva sulle ultime parole dell\u2019onorevole Presidente. \u00c8 esatto quanto il Presidente dice che nell\u2019eventualit\u00e0 di questa proposta mancherebbe una ragione sostanziale di carattere politico per contendere, ma faccio presente che la proposta di cui il Presidente fa ora parola \u00e8 stata oggetto di un esame preventivo da parte di alcuni di noi, gi\u00e0 da molto tempo, perch\u00e9 precisamente \u00e8 con riferimento ad essa che, se fosse stato possibile, avremmo cercato di eliminare preventivamente le principali obiezioni formulate al sistema che noi proponevamo. Una meditazione approfondita di questa eventualit\u00e0 e di questo correttivo ci ha convinti \u2013 e questo non soltanto per valutazione personale, ma ricorrendo a tecnici e ad autori classici di sicura fede \u2013 che le complicazioni che ne nascerebbero ben difficilmente potrebbero essere valutate da questo consesso, se non in una maniera vorrei dire sommaria, e verrebbero ad aggravare ulteriormente gli stessi inconvenienti che, con una simile proposta, si vorrebbero correggere. Mi riservo, riguardo alle ultime parole dell\u2019onorevole Presidente, qualora una simile proposta fosse fatta, di dare ai proponenti un\u2019ampia dimostrazione al riguardo.<\/p><p>PRESIDENTE. \u00c8 evidente che non ci pu\u00f2 mai essere preclusione del diritto di discutere. (<em>Commenti<\/em>).<\/p><p>SCELBA, <em>Ministro dell\u2019interno<\/em>. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>SCELBA, <em>Ministro dell\u2019interno<\/em>. A proposito di questa osservazione, per cui addirittura si fa una preclusione per tutto il progetto, e cio\u00e8 che non tutti i collegi avrebbero una rappresentanza col sistema adottato, debbo rilevare agli oratori che l\u2019obiezione \u00e8 gi\u00e0 contemplata nella relazione che accompagna il disegno governativo. (<em>Approvazioni al centro<\/em>). Non \u00e8 una novit\u00e0, di oggi. Accettando di discutere sul disegno di legge governativo, si accettavano le conseguenze che il disegno di legge gi\u00e0 indicava attraverso la relazione. All\u2019obiezione la relazione ministeriale risponde, non dir\u00f2 adeguatamente, ma razionalmente dicendo che non sussiste, dovendosi considerare la rappresentanza sul piano regionale, cos\u00ec come \u00e8 prevista dalla Costituzione.<\/p><p>L\u2019argomento della preclusione mi pare quindi assolutamente fuori luogo, anche per le ragioni esposte dal Presidente. Vorrei aggiungere una cosa a proposito di rappresentanza del collegio e del modo d\u2019intenderla. La legge adottata per l\u2019elezione della Camera che \u00e8 poi quella usata per l\u2019elezione della Costituente stabilisce che si deve avere un rappresentante ogni ottantamila abitanti. L\u2019esperienza fatta in occasione della elezione per la Costituente ci ha dato che intere provincie sono rimaste senza rappresentanti.<\/p><p>MARTINO GAETANO. Abbiamo violato la Costituzione!<\/p><p>SCELBA, <em>Ministro dell\u2019interno<\/em>. Ora, io non capisco perch\u00e9 questo fatto, tanto importante, sia stato trascurato in sede di legge elettorale della Camera dei deputati, mentre deve diventare elemento di tragedia per l\u2019elezione del Senato.<\/p><p>MARTINO GAETANO. Continuiamo pure a violare la Costituzione! (<em>Rumori al centro<\/em>).<\/p><p>SCHIAVETTI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>SCHIAVETTI. A conferma di quanto \u00e8 stato detto dall\u2019onorevole Dossetti, vorrei far noto che effettivamente, per rimediare all\u2019inconveniente lamentato, non c\u2019\u00e8 alcun mezzo tecnico, ma c\u2019\u00e8 soltanto un altro inconveniente da affrontare: vedr\u00e0 la Camera se ritiene opportuno di farlo preferendo un inconveniente grave ad un altro gravissimo. L\u2019inconveniente \u00e8 che in un collegio possa essere eletto un candidato che riporti un numero di voti minore di un altro candidato. Si tratta di vedere se questo inconveniente \u00e8 meno grave di quell\u2019altro che risulta dal fatto che una circoscrizione resti senza senatore. Io lo ritengo meno grave. Dovendo scegliere fra i due inconvenienti in questa legge io sceglierei il secondo e scarterei il primo.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Lucifero propone il seguente emendamento:<\/p><p>\u00ab<em>Al numero 4 dell\u2019articolo 20 aggiungere:<\/em><\/p><p>\u00abNella graduatoria di cui al comma precedente saranno saltati i candidati i cui collegi abbiano gi\u00e0 trovato la rappresentanza e si proceder\u00e0 fino a che ogni collegio avr\u00e0 trovata la sua rappresentanza\u00bb.<\/p><p>Ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>LUCIFERO. Devo innanzi tutto far osservare al Ministro che la sua osservazione, in merito alla questione che nelle elezioni della Camera dei deputati vi siano state delle intere provincie rimaste senza rappresentanti, non ha valore, in quanto le circoscrizioni erano regionali, e quindi la circoscrizione la sua rappresentanza l\u2019aveva; perch\u00e9 non \u00e8 la citt\u00e0 o il paese di provenienza del candidato che stabilisce la sua rappresentanza locale, ma la circoscrizione alla quale egli appartiene. Quindi, il deputato che \u00e8 stato eletto in Lombardia, quando la Lombardia \u00e8 una circoscrizione, \u00e8 il deputato della circoscrizione, anche se per combinazione la provincia di Pavia non avesse rappresentanti.<\/p><p>Quindi, questa obiezione andrebbe benissimo se non avessimo le circoscrizioni uninominali che poi si raggruppano al centro; ma laddove la circoscrizione \u00e8 una (e qui poi si valuta in sede di seconda istanza, in sede di raggruppamento) evidentemente l\u2019osservazione non va. Noi possiamo \u2013 io riconfermo tutte le riserve e tutte le azioni che da queste riserve possano provenire \u2013 nel caso specifico raggruppare i candidati al centro per questa valutazione dei voti, ma non possiamo, secondo un sistema, il quale stabilisce delle circoscrizioni, lasciare le circoscrizioni senza rappresentanti.<\/p><p>Ogni circoscrizione deve avere il suo rappresentante. Evidentemente questo crea difficolt\u00e0 grandissime, fra le quali c\u2019\u00e8 anche quella prospettata dall\u2019onorevole Schiavetti. Ed io sono perfettamente convinto che scandaloso sar\u00e0 vedere, ad un certo momento, in un collegio, un individuo che ha avuto il 60 per cento dei voti, e quindi \u00e8 stato veramente eletto, ma non ha raggiunto quel 65 per cento, che per noi \u00e8 pi\u00f9 del 70 per cento, che non pu\u00f2 essere proclamato; e debba essere preceduto da chi ha avuto il 15 per cento dei voti, come pu\u00f2 succedere. Ma sarebbe ancora pi\u00f9 scandaloso se quella circoscrizione non fosse rappresentata nemmeno da quello che ha avuto il 15 per cento. Si verificherebbe ci\u00f2: che praticamente quel seggio \u00e8 occupato al Senato, ma non nella circoscrizione. Noi arriveremmo all\u2019assurdo di vedere il collegio <em>A<\/em> con tre rappresentanti ed i collegi <em>B <\/em>e<em> C<\/em> con nessuno.<\/p><p>DOSSETTI. Non \u00e8 possibile!<\/p><p>LUCIFERO. Il mio emendamento \u00e8 indubbiamente un palliativo, ma \u00e8 un palliativo che risolve il sistema, in quanto dice che, stabilita la graduatoria, si saltano coloro il cui collegio ha avuto un rappresentante, e si va avanti fino a quando ogni collegio abbia avuto il suo rappresentante. Noi potremmo saltare degli uomini che hanno avuto un numero di voti maggiore ma risolveremmo il problema della rappresentanza in ogni circoscrizione, e non avverr\u00e0 l\u2019assurdo che un capoluogo (questo avviene sempre ai danni della periferia) avr\u00e0 due, tre, quattro rappresentanti, mentre i collegi pi\u00f9 umili e pi\u00f9 modesti, che pi\u00f9 hanno bisogno di una cura assidua, verrebbero abbandonati a se stessi.<\/p><p>DOSSETTI. Queste sono cose avventate!<\/p><p>LUCIFERO. Ognuno ha le sue avventatezze. Le vostre ci portano a questa discussione!<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Gullo Fausto ha presentato il seguente emendamento:<\/p><p>\u00abSe per morte, dimissione, opzione o per altro motivo si rende vacante durante la legislatura un collegio in cui la proclamazione dell\u2019eletto si era avuta in base al raggiungimento del sessantacinque per cento dei votanti, si procede nel termine degli ottanta giorni dalla dichiarata vacanza a nuova votazione nella quale viene dichiarato eletto il candidato che ha raccolto il maggior numero dei voti\u00bb.<\/p><p>Ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>GULLO FAUSTO, <em>Relatore per la maggioranza<\/em>. In realt\u00e0, l\u2019ipotesi che pu\u00f2 ricorrere \u00e8 questa: che un candidato risulti eletto per avere raggiungo il 65 per cento dei voti in due collegi; oppure che un candidato risulti eletto in un collegio senatoriale raggiungendo il 65 per cento dei votanti, e risulti eletto anche come deputato.<\/p><p>Evidentemente c\u2019\u00e8 la possibilit\u00e0 che, in seguito alla opzione per la carica di deputato, o in seguito alla opzione per uno dei due collegi, resti vacante un collegio senatoriale, in cui la proclamazione si \u00e8 avuta in dipendenza del raggiungimento del 65 per cento dei votanti.<\/p><p>In questo caso \u00e8 chiaro che non si pu\u00f2 disporre che il posto sia preso da colui che viene subito dopo nella lista, perch\u00e9 il candidato \u00e8 stato eletto singolarmente per avere raggiunto il 65 per cento dei voti. Bisogna quindi disciplinare questo possibile caso di vacanza, e altri casi similari, stabilendo, in analogia all\u2019ultimo capoverso dell\u2019articolo 20, che si proceda a nuova elezione, nella quale verr\u00e0 dichiarato eletto il candidato che avr\u00e0 raccolto il maggior numero dei voti validi.<\/p><p>Vorrei ora sottoporre all\u2019Assemblea \u2013 perch\u00e9 la materia non \u00e8 facile \u2013 un quesito, perch\u00e9 a me sorge un dubbio a proposito della possibilit\u00e0 che qualche collegio resti senza rappresentanza: io credo (posso anche sbagliare) che ci\u00f2 sia impossibile. \u00c8 vero che si \u00e8 di fronte alla lista, siamo d\u2019accordo, ma non bisogna dimenticare che si vota per la lista votando il simbolo di essa, che, in questo caso, \u00e8 costituito dal nome del candidato.<\/p><p>Quindi, se la lista comunista, poniamo, fa raggiungere il traguardo a tre candidati, evidentemente non possono essere se non tre candidati di collegi diversi. E non \u00e8 possibile che si dia il caso di due di uno stesso collegio, appunto perch\u00e9 il simbolo della lista \u00e8 costituito dal nome del candidato. Quindi l\u2019elettore vota la lista, ma nel contempo non pu\u00f2 votare che per un solo candidato per ogni collegio.<\/p><p>Poniamo che in una circoscrizione regionale risultino tre socialisti, tre democristiani ed un qualunquista. Sono sette i collegi in cui \u00e8 necessario proclamare il rispettivo eletto. Non possono essere che sette persone, quindi, di sette diversi collegi. Posso sbagliare, lo dico apertamente, e perci\u00f2 vorrei che qualcuno dimostrasse che io mi sbaglio, ma se non sbaglio, \u00e8 chiaro che l\u2019inconveniente non ha bisogno che sia ovviato, per la semplice ragione che l\u2019inconveniente non c\u2019\u00e8. Io non so se sia cos\u00ec, onorevole Presidente, ma ho creduto di porre questo quesito.<\/p><p>LUCIFERO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LUCIFERO. L\u2019onorevole Gullo Fausto non ha tenuto conto, per\u00f2, del giuoco della proporzionale, che porta a questo: che ad un certo momento, raccolti i voti, che non sono del contrassegno, ma che sono delle persone, perch\u00e9 possono essere collegati anche a dei contrassegni diversi, si stabiliscono i quozienti che spettano alla lista e non alle persone.<\/p><p>Ed allora pu\u00f2 accadere che, per il giuoco dei quozienti e dei voti avuti nel singolo collegio, entrino nella graduatoria un democristiano ed un comunista i quali sono dello stesso collegio, ma che, per il giuoco della proporzionale e dei voti avuti nel loro collegio, si trovano ad essere al terzo e al secondo posto della loro lista regionale, e quindi vengono ad essere eletti tutti e due.<\/p><p>Ecco che abbiamo quel tale collegio che ha un rappresentante democristiano e uno comunista, mentre il collegio vicino non ha n\u00e9 il democristiano n\u00e9 il comunista.<\/p><p>PRESIDENTE. Prego la Commissione di esprimere il proprio parere sugli emendamenti proposti.<\/p><p>MICHELI, <em>Presidente della Commissione<\/em>. L\u2019onorevole Gullo Fausto risponder\u00e0, per quanto si riferisce alla proposta dell\u2019onorevole Gullo Rocco; l\u2019onorevole Mortati per quanto si riferisce agli emendamenti Morelli e Martino e l\u2019onorevole Dossetti desidera di fare una breve esposizione di carattere piuttosto matematico, in risposta alle osservazioni dell\u2019onorevole Lucifero.<\/p><p>PRESIDENTE. Ha facolt\u00e0 di parlare l\u2019onorevole Gullo Fausto.<\/p><p>GULLO FAUSTO, <em>Relatore per la maggioranza<\/em>. L\u2019emendamento del mio quasi omonimo collega si riferisce alla prima parte dell\u2019articolo 20. Egli vorrebbe che nel computo ai fini del sistema proporzionale venissero anche inclusi i voti dei candidati non eletti in quella circoscrizione, in cui c\u2019\u00e8 stato un proclamato.<\/p><p>Dobbiamo partire da questa premessa: che evidentemente siamo di fronte ad un sistema che ha da una parte l\u2019uninominalit\u00e0 e dall\u2019altra la proporzionalit\u00e0; da una parte la regione e dall\u2019altra i collegi, attraverso i quali la base regionale dovrebbe esprimersi.<\/p><p>Non possiamo prescindere da questa premessa. Sono elementi antitetici che vengono a giuocare sullo stesso piano. Bisogna che andiamo alla ricerca della risultante, perch\u00e9 si abbia una legge che abbia almeno una parvenza di logicit\u00e0.<\/p><p>Io vorr\u00f2 ricordare all\u2019onorevole Gullo Rocco questo: che la base su cui ci muoviamo (parlo da un punto di vista teorico, prescindendo da ogni riflesso pratico) la base su cui ci muoviamo in teoria \u00e8 indubbiamente l\u2019uninominalit\u00e0, perch\u00e9 non avrebbe senso, altrimenti, la disposizione del Presidente con la quale egli pose la preclusione.<\/p><p>Allora, la parte del sistema che obbedisce alla proporzionalit\u00e0 si pu\u00f2 spiegare, data questa preclusione, in una sola maniera: che essa \u00e8 eccezionale e rappresenta soltanto un mezzo per ovviare agli inconvenienti del ballottaggio. Tanto vero che il sistema proporzionale, per questa seconda fase, venne fuori proprio in seguito alla votazione con cui si respinse la soluzione del ballottaggio.<\/p><p>Bisogna aver presente questo, che mi pare teoricamente a posto, ossia che il progetto si basa sul concetto dell\u2019uninominalit\u00e0: il singolo collegio, quindi, acquista un\u2019importanza preminente. Ora, noi siamo di fronte ad un collegio in cui \u00e8 avvenuta la proclamazione per aver raggiunto uno dei candidati il 65 per cento. Quel collegio, cio\u00e8, si \u00e8 sistemato secondo la regola che sta a fondamento della legge. Per gli altri collegi della circoscrizione occorre far ricorso all\u2019eccezione.<\/p><p>\u00c8 vero che in realt\u00e0, nella pratica, l\u2019eccezione diventer\u00e0 la regola, perch\u00e9 \u00e8 ben difficile che venga raggiunto il 65 per cento. Ma questa non \u00e8 una ragione, non distrugge la premessa, ossia che il sistema voluto dalla legge \u00e8 il sistema uninominale.<\/p><p>Sistemato un collegio in questo modo, \u00e8 evidente che di esso non si pu\u00f2 pi\u00f9 tener conto nel momento in cui \u00e8 necessario ricorrere all\u2019eccezione.<\/p><p>L\u2019eccezione non pu\u00f2 riguardare se non quei collegi in cui la regola non ha potuto trovare posto; non credo che si possa ricorrere a soluzioni diverse. \u00c8 poi esatto teoricamente l\u2019altro principio, che cio\u00e8 colui il quale \u00e8 eletto dalla maggioranza e, nella specie, da una maggioranza del 65 per cento, dal momento in cui \u00e8 eletto, rappresenta tutti gli elettori della circoscrizione.<\/p><p>Ci\u00f2 mi premeva far considerare all\u2019amico Rocco Gullo. \u00c8 questo, onorevoli colleghi, un principio elementare dal quale non si pu\u00f2 evidentemente prescindere. E poich\u00e9 dunque gli elettori hanno il loro rappresentante, e lo hanno, ripeto ancora, non soltanto coloro che lo hanno votato, ma tutti, anche cio\u00e8 coloro che hanno votato per altri candidati, io non vedo in nessun modo come questi elettori possano poi concorrere al secondo conteggio in base alla proporzionale.<\/p><p>Con ogni probabilit\u00e0 sarebbe quasi una punizione, questa, nei riguardi della lista che vedesse uno dei suoi proclamato eletto, perch\u00e9, mentre le altre liste vedrebbero giocare sul piano regionale tutti i voti raccolti nei vari collegi, la lista che ha avuto invece un candidato proclamato in uno dei collegi vedrebbe esclusa una massa considerevole di voti, quella appunto che \u00e8 servita per la proclamazione dell\u2019eletto.<\/p><p>La Commissione quindi \u00e8 del parere che vengano esclusi dal conteggio regionale tutti i voti raccolti da tutti i candidati nel collegio in cui si \u00e8 avuta la proclamazione in base al raggiungimento del 65 per cento dei votanti.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Mortati ha facolt\u00e0 di esprimere il parere della Commissione sugli emendamenti presentati dagli onorevoli Martino Gaetano e Morelli Renato.<\/p><p>MORTATI, <em>Relatore per la minoranza<\/em>. L\u2019onorevole Martino Gaetano ha affermato che questa non \u00e8 una legge seria. (<em>Commenti<\/em>).<\/p><p>Devo rilevare che si sarebbe potuto giungere alla formulazione di un sistema elettorale pi\u00f9 soddisfacente, se i colleghi del partito cui appartiene l\u2019onorevole Martino, lungi dall\u2019irrigidirsi in una pregiudiziale che non ha nessun fondamento giuridico-costituzionale, e che \u00e8 sommamente inopportuna sotto l\u2019aspetto economico, avessero collaborato con noi nella ricerca rivolta a superare le difficolt\u00e0 inerenti ad ogni contemperamento di princip\u00ee diversi e fra loro eterogenei, come quelli del sistema uninominale e del sistema proporzionalistico. \u00c8 quindi prevalentemente per le sterili opposizioni incontrate che si \u00e8 stati costretti a qualche soluzione che pu\u00f2 sembrare poco soddisfacente&#8230;<\/p><p>Per quanto riguarda gli obiettivi particolari cui mirano gli onorevoli Martino e Morelli coi loro emendamenti, faccio osservare che si \u00e8 stabilito di calcolare i voti dei singoli candidati in modo non assoluto, ma relativo. E perch\u00e9 ci\u00f2?<\/p><p>Semplicemente perch\u00e9 i collegi, nonostante tutta la buona volont\u00e0 di renderli numericamente uniformi, hanno finito invece col presentare delle differenze demografiche abbastanza gravi.<\/p><p>Come ho notato anche nella mia relazione, ci sono delle differenze che raggiungono il 50 e perfino il 100 per cento fra un collegio e l\u2019altro. Allora, in presenza di questa situazione, \u00e8 sembrato opportuno pareggiare in qualche modo (naturalmente non in modo assoluto) la situazione dei vari candidati, per mettere in una posizione migliore i candidati dei collegi meno favoriti, cio\u00e8 pi\u00f9 piccoli demograficamente.<\/p><p>Dice l\u2019onorevole Martino: questa \u00e8 una correzione parziale, perch\u00e9 ci sono altri fattori: quello della frequenza alle urne, quello del numero dei candidati, ecc. Tutto questo \u00e8 vero: \u00e8 una correzione relativa. Ma si tratta di determinare l\u2019obietto da conseguire: o si opta per la correzione, onde perequare la situazione dei candidati di collegi diversamente consistenti dal punto di vista demografico, ovvero si opta per la somma dei voti riportati dallo stesso candidato in vari collegi. Le due cose insieme non si possono ottenere, per una ragione di ordine matematico, perch\u00e9, se si fanno le percentuali dei voti riportati dai singoli candidati nei vari collegi, e si sommano tali cifre percentuali nel caso delle candidature plurime, si avrebbero conseguenze ben diverse da quelle sperate dall\u2019onorevole contraddittore. Ripeto che occorre decidersi alla scelta: se si vuole ottenere il calcolo percentuale, bisogna rinunciare alla somma dei voti; se si vuole la somma dei voti nelle candidature plurime, bisogna rinunciare alla percentuale.<\/p><p>Per rinunciare alla percentuale, come l\u2019onorevole Martino stesso afferma, bisognerebbe raggiungere questo ideale: di portare i collegi alla maggiore possibile parit\u00e0 di composizione numerica, cio\u00e8 raggiungere la cifra di 200.000 per tutti, o con uno scarto minimo, non maggiore del 5 per cento. Qui bisogna chiedere all\u2019onorevole Ministro dell\u2019interno se egli crede che gli studi fatti dall\u2019Ufficio elettorale possano far pervenire a questi risultati.<\/p><p>Non bisogna dimenticare che, accogliendo il sistema da noi proposto, l\u2019entit\u00e0 del singolo collegio uninominale perde di importanza, non per\u00f2 del tutto, perch\u00e9 abbiamo gi\u00e0 accolta la prima parte del progetto del Governo che prevede le elezioni uninominalistiche \u2013 e c\u2019\u00e8 una proposta dell\u2019onorevole Lucifero che tenderebbe ad accentuare ancora di pi\u00f9 questo carattere uninominalistico delle elezioni. E allora bisognerebbe tener conto del fattore omogeneit\u00e0, non solo demografica, ma geografica e strutturale e sociale, perch\u00e9 il collegio uninominale deve avere una sua unit\u00e0 economico-sociale e deve rappresentare qualche cosa di omogeneo. Quelle differenze che io notavo nella composizione dei collegi ubbidivano precisamente a questa esigenza. Si sono creati, ad esempio, i collegi Torino-Fiat, Voghera, ecc. con considerazioni, appunto giustamente tenute presenti, di carattere economico e sociale, onde dar loro una fisonomia unitaria.<\/p><p>Se si vuole perseguire questo intento \u2013 e mi pare che gli uninominalisti dovrebbero tendere al raggiungimento di queste finalit\u00e0 \u2013 \u00e8 inevitabile incorrere nella necessit\u00e0 di operare differenziazioni demografiche dei collegi, anche per ragioni di viabilit\u00e0 e geografiche in genere, ecc., che sono insopprimibili.<\/p><p>Allora, permanendo questa necessit\u00e0 di mantenere dei collegi differenziati dal punto di vista demografico, mi pare che la conseguenza di accettare la percentuale sia inevitabile. E questo importa, come ho detto, l\u2019esclusione della somma dei voti. La Commissione si rimette, per la scelta fra i due metodi, all\u2019Assemblea. A me sembrerebbe pi\u00f9 conseguente, proprio dal punto di vista uninominalistico, di mantenere il sistema della percentuale e quindi di escludere la proposta degli onorevoli Martino e Morelli.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Dossetti ha facolt\u00e0 di esprimere il parere della Commissione sugli emendamenti Schiavetti e Lucifero.<\/p><p>DOSSETTI. Io vorrei far presente ai colleghi Schiavetti e Lucifero che la difficolt\u00e0 che li impressiona \u00e8 \u2013 lo posso dire onestamente \u2013 la difficolt\u00e0 che ha impressionato me dal momento in cui ho cercato di occuparmi di questa materia.<\/p><p>Se fosse stato possibile risolvere il problema \u2013 che essi propongono di risolvere coll\u2019emendamento affrettato test\u00e9 proposto dall\u2019onorevole Lucifero su un\u2019istintiva intuizione della sua intelligenza certo brillante, ma che non mi pare in questo campo abbia effettuato un approfondimento serio della questione \u2013 se fosse stato possibile, dico, risolvere cos\u00ec d\u2019istinto il problema, naturalmente tutta la grossa questione che ci divide da qualche settimana non sarebbe nemmeno nata, perch\u00e9 avremmo certamente trovato facilmente un espediente per provare la perfetta compatibilit\u00e0 del sistema uninominale puro, classico, tradizionale, col sistema proporzionale nelle elezioni regionali.<\/p><p>Invece, di fatto, questo non \u00e8 possibile.<\/p><p>Analizziamo innanzitutto l\u2019inconveniente al quale l\u2019onorevole Lucifero vuole ovviare. Egli vuole assicurare che ogni collegio abbia un suo rappresentante. Ma noi non ci dobbiamo preoccupare che ogni collegio abbia un suo qualsiasi rappresentante, anche quello eletto col 5 per cento dei voti (in ipotesi teorica); ci dobbiamo invece preoccupare che ogni collegio abbia un suo rappresentante politicamente qualificato. Perch\u00e9 dare a un collegio un rappresentante eletto col 2 o col 5 per cento dei voti e non dargliene nessuno, non solo \u00e8 la stessa cosa, ma \u00e8 \u2013 direi \u2013 pi\u00f9 grave ancora, perch\u00e9 viene ad essere un pi\u00f9 evidente e palese contrasto con quella che \u00e8 stata la volont\u00e0 politica di quel collegio isolatamente considerato.<\/p><p>Perci\u00f2 noi ci troviamo di fronte a questo dilemma: o considerare il collegio singolo come facente parte di una pi\u00f9 vasta entit\u00e0, e allora \u00e8 perfettamente razionale (o per lo meno non \u00e8 incongruente) che in quel collegio non ci sia un rappresentante, perch\u00e9 si verificano delle compensazioni interne di colore e di rappresentanti attraverso gli altri collegi della regione; oppure vogliamo considerare il collegio isolato, e allora non possiamo arrivare all\u2019assurdo di dare a quel collegio isolatamente considerato precisamente il suo rappresentante meno qualificato e che si \u00e8 presentato unicamente per ricevere una violenta e aperta sconfessione dal corpo elettorale.<\/p><p>Ora, che questo inconveniente si possa verificare, ho cercato di dimostrare all\u2019onorevole Lucifero privatamente con qualche esempio.<\/p><p>\u00c8 certo che l\u2019onorevole Schiavetti ha gi\u00e0 esplicitamente ammesso che con questo sistema noi possiamo essere costretti a dover raggiungere l\u2019ultimo eletto di un determinato gruppo di candidati.<\/p><p>Basta fare l\u2019esempio pi\u00f9 semplice \u2013 quello di una Regione piccolissima, di sei o sette collegi \u2013 e noi vediamo che subito ci si viene a trovare nella necessit\u00e0 di dovere per uno (almeno per uno, supposto che si tratti di un solo caso) eleggere proprio l\u2019ultimo della lista.<\/p><p>Ma c\u2019\u00e8 di pi\u00f9. Io ho mostrato l\u2019architettura del sistema, ed ora vorrei fare osservare all\u2019onorevole Schiavetti e all\u2019onorevole Lucifero alcune altre cose.<\/p><p>Non \u00e8 esatto quello che ha detto l\u2019onorevole Gullo Fausto, e cio\u00e8 che non si possa verificare. Lei, onorevole Gullo, l\u2019ha detto cos\u00ec, a prima impressione. Di fatto si pu\u00f2 verificare, ma certo non si pu\u00f2 verificare, o \u00e8 assolutamente improbabile che si verifichi, quanto ha detto l\u2019onorevole Lucifero: che in un collegio si abbiano tre rappresentanti e in un altro nessuno.<\/p><p>L\u2019ipotesi limite che pu\u00f2 in qualche caso accadere \u00e8 che si abbiano due in uno e nessuno in un altro, perch\u00e9 dobbiamo tener conto che ad un certo punto gioca la proporzionale, la quale (come abbiamo visto dalla esperienza elettorale precedente) una certa eguaglianza distributiva finisce per darla.<\/p><p>Quindi, non che si abbiano tre eletti in un collegio (il che presupporrebbe che uno abbia avuto il 50 per cento, l\u2019altro il 40 e l\u2019altro il 35 per cento, e andremmo fuori, evidentemente, dai limiti proporzionali) ma che si abbiano in un collegio due eletti.<\/p><p>In secondo luogo, a ridurre le proporzioni di quanto ha detto l\u2019onorevole Lucifero, non \u00e8 esatta, anzi \u00e8 infondata l\u2019obiezione ultima, e che dal tono con cui \u00e8 stata pronunciata mi \u00e8 sembrato fosse la pi\u00f9 grave: e cio\u00e8 che con questo si venisse a favorire particolarmente le grandi citt\u00e0 e si lasciassero le unit\u00e0 minori di una determinata circoscrizione senza collegio. Non \u00e8 affatto esatto, anzi probabilmente \u00e8 il contrario, perch\u00e9 l\u2019onorevole Lucifero non ha avuto il tempo di valutare tutti gli emendamenti che sono stati proposti nella linea del nostro sistema, cio\u00e8 sia l\u2019emendamento dell\u2019onorevole Mortati, sia l\u2019emendamento dell\u2019onorevole Laconi, e considera che l\u2019adozione della cifra individuale relativa viene ad escludere la possibilit\u00e0 che egli ci prospetta, in quanto non \u00e8 il peso demografico del collegio quello che fa verificare l\u2019accumularsi o meno di candidati nel collegio stesso, ma \u00e8 piuttosto la diversa densit\u00e0 politica del collegio, per cui \u00e8 ragionevole presumere che eventualmente le accumulazioni non si avranno nei collegi delle grandi citt\u00e0, dove si ha un rapporto di proporzione politica relativamente compensato, ma piuttosto in periferia, dove si ha un maggiore addensamento di determinati colori politici.<\/p><p>Quindi questa obiezione cade. Di fatto, invece, c\u2019\u00e8 una preoccupazione che, mi pare, l\u2019onorevole Lucifero, con il suo emendamento, non riesce a distruggere, ed \u00e8 questa, che l\u2019emendamento, cos\u00ec com\u2019\u00e8 stato formulato, vuole risolvere \u2013 di primo acchito \u2013 un problema sul quale hanno meditato a lungo tutti gli autori classici dei sistemi elettorali, non arrivando ad una adeguata soluzione. Quanto meno avrebbe dovuto l\u2019onorevole Lucifero cominciare ad effettuare tutta una serie di precisazioni complementari, che non ha fatto e che quando egli comincer\u00e0 a fare gli faranno intendere il groviglio di complicazioni nelle quali egli si mette. Il suo emendamento, in ogni caso, \u00e8 insufficiente. Egli dovrebbe stabilire il criterio con cui si procede all\u2019assegnazione dei collegi singoli, ad esempio dando la precedenza ai gruppi secondo l\u2019entit\u00e0 dei voti riportati, perch\u00e9 \u00e8 evidente che dobbiamo stabilire il criterio con cui si comincia l\u2019assegnazione. Solo per questo si vede come l\u2019emendamento dell\u2019onorevole Lucifero sia evidentemente arretrato. Le assegnazioni poi dovranno essere fatte per successive approssimazioni, poich\u00e9 pu\u00f2 darsi che resti per ultimo un collegio ove si trovino tutti candidati di gruppo che non hanno ottenuto nessun seggio. Quindi proprio l\u2019inconveniente che si vorrebbe correggere rischia di essere, attraverso questo sistema, ulteriormente aggravato.<\/p><p>Il sistema, dunque, \u00e8 da respingere, perch\u00e9 grossolano ed empirico, e perch\u00e9 porta non ad una semplificazione ma ad una moltiplicazione degli inconvenienti che con esso si vorrebbero risolvere. (<em>Applausi<\/em>).<\/p><p>MARTINO GAETANO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MARTINO GAETANO. Vorrei fare una brevissima osservazione a proposito dell\u2019emendamento dell\u2019onorevole Lucifero.<\/p><p>Io non conosco i classici dei sistemi elettorali e sono digiuno della dottrina elettorale, di cui cos\u00ec spesso qui si \u00e8 parlato (senza peraltro citare nomi di sorta); per\u00f2 mi meraviglia come all\u2019ingegno \u00abquasi matematico\u00bb (per dirla con l\u2019onorevole Micheli) dell\u2019onorevole Dossetti sia sfuggito che \u00e8 possibile pervenire allo scopo che vuole raggiungere l\u2019onorevole Lucifero in una maniera semplicissima. Se due senatori dovranno essere assegnati ad una circoscrizione, uno poniamo democristiano ed un altro comunista, sar\u00e0 dei due soltanto colui che ha avuto pi\u00f9 voti nella circoscrizione. Ecco che cos\u00ec si elimina l\u2019inconveniente lamentato dall\u2019onorevole Dossetti e si raggiunge lo scopo voluto dall\u2019onorevole Lucifero.<\/p><p>CARONIA. E il 65 per cento dove va?<\/p><p>MARTINO GAETANO. Ella, onorevole collega, non ha seguito l\u2019andamento della discussione. L\u2019ipotesi si verifica soltanto per il caso in cui due candidati di liste diverse riescono senatori in una circoscrizione mentre l\u2019altra circoscrizione resta senza senatori. Propone l\u2019onorevole Lucifero che in questo caso uno solo dei due sia proclamato e l\u2019altro no. In tal modo, in definitiva, tutte le circoscrizioni avranno il loro senatore. Egli propone che sia \u00absaltato\u00bb (cos\u00ec si esprime) il candidato di una circoscrizione, qualora in quella circoscrizione sia stato gi\u00e0 assegnato un senatore.<\/p><p>Ci\u00f2 porterebbe, come giustamente rilevava l\u2019onorevole Dossetti, a quell\u2019inconveniente di dover stabilire da dove si comincia. Si comincia dalla lista che ha avuto pi\u00f9 voti, dal partito pi\u00f9 autorevole, dal partito al Governo o dal partito all\u2019opposizione?<\/p><p>DOSSETTI. Dall\u2019ordine dei candidati.<\/p><p>MARTINO GAETANO. Ebbene: supposto che due candidati siano tutti e due eletti in una circoscrizione con sistema proporzionale, sar\u00e0 solo proclamato quello dei due che ha avuto pi\u00f9 voti nella circoscrizione. Noi avremo cos\u00ec eliminato l\u2019inconveniente senza bisogno di ricorrere n\u00e9 alla dottrina n\u00e9 ai classici dei sistemi elettorali n\u00e9 alle loro meditazioni.<\/p><p>Concludo constatando, e con soddisfazione, che anche a parere della Commissione, come ha detto test\u00e9 l\u2019onorevole Mortati, questa legge non \u00e8 una cosa seria.<\/p><p>LUCIFERO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LUCIFERO. Mi permetta la sottigliezza dell\u2019onorevole Dossetti di portare qualche chiarimento alla mia grossolanit\u00e0, facendo notare che certe volte le sottigliezze sono proprio quelle che conducono a certi gineprai dove forse gli uomini pi\u00f9 semplici e grossolani non si ficcano, perch\u00e9 vedono i gineprai che gli uomini sottili non vedono. Faccio notare all\u2019onorevole Dossetti che io non sono un classico delle leggi elettorali, e non pretendo affatto che egli abbia letto i miei libri. Ma una certa conoscenza l\u2019ho; ed un modesto libro su questa materia l\u2019ho scritto anch\u2019io. Quindi, se crede che io venga qui ad improvvisare, si sbaglia. (<em>Commenti<\/em>). Il problema \u00e8 stato approfondito, ed io ho detto, quando ho presentato l\u2019emendamento, che si trattava, come si dice nel mio dialetto, di un <em>malu rimediu<\/em>, cio\u00e8 di un correttivo. Non ne sono affatto entusiasta.<\/p><p>L\u2019onorevole Dossetti dice \u2013 e lo dissi anch\u2019io \u2013 che il candidato eletto potrebbe essere quello che ha avuto un minor numero di voti nella circoscrizione. Ad ogni modo la qualifica politica verrebbe al candidato proclamato non certamente dalla bassa percentuale di voti avuti nella sua circoscrizione, ma da quella disgraziata applicazione della proporzionale che l\u2019avrebbe messo in un posto inferiore in graduatoria. Il posto \u00e8 stabilito dai voti personali. Probabilmente non sarebbe l\u2019ultimo. Adeguate soluzioni in questa materia non si possono avere. Si pu\u00f2 avere soltanto una soluzione di ripiego, ed \u00e8 questa: che se per combinazione fra gli eletti secondo il sistema proporzionale non vi fosse nessuno di quella circoscrizione, si sceglier\u00e0 quel candidato che ha ottenuto il maggior numero di voti anche se non ha raggiunto il quoziente di collegamento. Ma la circoscrizione avr\u00e0 la propria rappresentanza, anche se il rimedio \u00e8 empirico ed infelice. Ma non possiamo pretendere in un sistema, che \u00e8 tutto un capolavoro di infelicit\u00e0, che proprio un correttivo possa essere una soluzione felice.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Ministro dell\u2019interno ha facolt\u00e0 di esprimere il parere del Governo sugli emendamenti.<\/p><p>SCELBA, <em>Ministro dell\u2019interno<\/em>. Per quanto riguarda l\u2019emendamento Martino, che tenderebbe a sopprimere la proposta presentata dall\u2019onorevole Mortati, per la perequazione dei collegi, devo precisare questo: nelle istruzioni date ai prefetti per la suddivisione dei collegi, fu detto che, per quanto riguardava la popolazione, la differenza fra i vari collegi non doveva superare il 10 per cento in pi\u00f9 o in meno.<\/p><p>\u00c8 stato assolutamente impossibile contenere la differenza nell\u2019ambito del dieci per cento, in pi\u00f9 o in meno. Tutti i prefetti hanno fatto osservare che concretamente, per una ragione o per altra, era impossibile creare circoscrizioni, che si aggirassero, per quanto possibile, intorno a duecentomila abitanti; e non so se l\u2019Assemblea o la Commissione possano correggere le proposte.<\/p><p>Se la sperequazione \u00e8 determinata dalla legge, ritengo che l\u2019Assemblea abbia il dovere di cercare un correttivo, che metta tutti i candidati in condizioni di parit\u00e0.<\/p><p>Per queste considerazioni, accetto l\u2019emendamento proposto dall\u2019onorevole Mortati mentre non posso accettare quello proposto dall\u2019onorevole Martino Gaetano.<\/p><p>Per quanto riguarda il problema posto dall\u2019onorevole Lucifero, come accennavo nel precedente mio intervento, esso fu posto alla Commissione da me chiamata a studiare e preparare il progetto. Nella relazione che accompagna il progetto, \u00e8 detto che col sistema misto adottato dal disegno di legge pu\u00f2 accadere che siano proclamati candidati con diverso contrassegno appartenenti al medesimo collegio, come pu\u00f2 accadere che nessuno dei candidati presentati in un collegio rientri nella graduatoria dei vincitori del gruppo. Peraltro \u00e8 da considerare che molto probabilmente ci\u00f2 si verificher\u00e0 proprio in quei collegi, nei quali non \u00e8 stato possibile avere una sufficiente designazione, perch\u00e9 nessun candidato ha ottenuto la met\u00e0 pi\u00f9 uno.<\/p><p>Si \u00e8 cercato di studiare la possibilit\u00e0 di un correttivo che garantisse ad ogni collegio un rappresentante. \u00c8 stato assolutamente impossibile trovare un correttivo logico, razionale, e soprattutto che non creasse inconvenienti molto pi\u00f9 gravi di quelli che non creerebbe l\u2019attuale sistema, per poter assicurare ad ogni collegio il suo rappresentante.<\/p><p>E noi abbiamo risolto la questione dicendo che, in sostanza, la rappresentanza deve considerarsi sul piano regionale, anzich\u00e9 sul piano della singola circoscrizione, la quale, peraltro, non ha nessuna base solida e concreta; ma \u00e8 soltanto una coacervo di comuni presi da diverse province, senza base e concretezza storica, economica, tradizionale e amministrativa, per raggiungere la cifra voluta. Ogni espediente tentato aveva questo inconveniente veramente grave che lasciava i candidati al buio circa la probabilit\u00e0 di successo.<\/p><p>Nessun candidato saprebbe qual \u00e8 la sua sorte, per quanti sforzi facesse per ottenere il massimo dei votanti in quel collegio, perch\u00e9 potrebbe essere battuto per altre ragioni e per altre situazioni determinatesi in altri collegi. Nascerebbe quindi la impossibilit\u00e0 per il candidato di fare il calcolo delle proprie probabilit\u00e0. Questo \u00e8 un assurdo, perch\u00e9 il candidato deve sapere le probabilit\u00e0 della sua riuscita, operando in un determinato settore. Qui nessuna qualit\u00e0 personale e nessuna attivit\u00e0 di propaganda, nessuno sforzo reclamistico od organizzativo potrebbero assicurare in partenza al candidato la sua elezione.<\/p><p>Considerare l\u2019elezione sul piano regionale mi pare l\u2019unica soluzione logica ed \u00e8 quella adottata dal progetto ministeriale. Ripeto, ogni altra soluzione od espediente che \u00e8 stato studiato e vagliato col proposito di venire incontro alle esigenze pi\u00f9 naturali di assicurare ad ogni collegio un rappresentante, non fa che creare mali peggiori e serie sperequazioni; la soluzione adottata \u00e8 quella che in ogni caso produce danni minori ed inconvenienti meno gravi, mentre sul piano razionale e logico si presenta pi\u00f9 aderente al testo della Costituzione.<\/p><p>Per queste ragioni di carattere obiettivo, non possiamo accogliere la proposta dell\u2019onorevole Lucifero.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Laconi mi fa ora pervenire il seguente emendamento aggiuntivo:<\/p><p>\u00abIl candidato eletto col sessantacinque per cento dei voti, secondo l\u2019articolo 18, pu\u00f2 rinunciare entro quarantott\u2019ore a questa elezione. In tal caso la designazione dell\u2019eletto nella circoscrizione ha luogo secondo le norme dell\u2019articolo 20\u00bb.<\/p><p>Ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>LACONI. La mia proposta tende ad ovviare, una eventuale difficolt\u00e0, che si potr\u00e0 verificare nel sistema che stiamo definendo. La questione \u00e8 questa: pu\u00f2 accadere che il raggiungere il sessantacinque per cento dei voti per un determinato partito, in qualche circoscrizione, anzich\u00e9 essere un vantaggio, sia un danno, in quanto quel particolare partito utilizzerebbe male, attraverso questo sistema, il grande numero di voti ottenuti in un solo collegio mentre, se gli stessi voti fossero computati con la proporzionale, se ne gioverebbe per compensare eventuali deficienze di altri collegi.<\/p><p>In questo caso, mi pare evidente che debba essere riconosciuto al partito e al candidato la facolt\u00e0 di rinunciare a questo presunto privilegio \u2013 che si \u00e8 rivelato in realt\u00e0 un danno \u2013 e di rientrare nella regola generale. A tal fine, deve essere consentita al candidato la facolt\u00e0 di dimettersi entro quarantotto ore senza danni n\u00e9 per la lista, n\u00e9 per s\u00e9, e di vedere i propri voti calcolati secondo il sistema proporzionale che verr\u00e0 adottato.<\/p><p>MASTINO PIETRO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MASTINO PIETRO. Non come membro della Commissione, ma a titolo puramente personale, mi dichiaro contrario alla proposta formulata e alla tesi svolta dal collega Laconi, poich\u00e9 questa tesi se fosse accettata finirebbe con l\u2019aumentare ancora di pi\u00f9 quell\u2019ibridismo che infetta questo progetto, e finirebbe anche con l\u2019attribuire ai partiti anche la possibilit\u00e0 di porre nel nulla la decisione del corpo elettorale. Noi, cio\u00e8, praticamente, aumenteremmo la confusione, stabiliremmo una possibilit\u00e0, in certo senso, di maggiore arbitrio, anche se questo arbitrio possa apparentemente non esistere in quanto rimesso alla volont\u00e0 della direzione dei partiti. Soprattutto finiremmo con l\u2019annullare anche quella parvenza di uninominalit\u00e0, che ancora \u00e8 rimasta in questo infelice progetto.<\/p><p>LACONI. Chiedo di parlare per chiarire il mio pensiero.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LACONI. Vorrei dare un chiarimento all\u2019onorevole Mastino, perch\u00e9 forse non sono stato abbastanza chiaro. Io non intendo dire che il candidato rinunci al suo posto; il candidato non rinuncia al suo posto, ma ad un determinato modo di valutazione dei suoi voti. Il pericolo che l\u2019onorevole Mastino prospetta non esiste, perch\u00e9 non esiste da parte del partito la possibilit\u00e0 di utilizzare per determinati fini il candidato, ma esiste la possibilit\u00e0 del candidato di chiedere che i suoi voti siano computati secondo un sistema invece che un altro.<\/p><p>GULLO ROCCO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>GULLO ROCCO. Io credo che non si possa discutere questo problema senza tener conto anche delle considerazioni che sono state fatte, a proposito di un emendamento presentato da me e, contemporaneamente a me, dall\u2019onorevole Mortati, circa l\u2019utilizzazione dei voti oltre il 65 per cento. Al riguardo debbo ricordare all\u2019onorevole Laconi, finissimo giurista, ma che in questa occasione potrebbe anche non essere altrettanto matematico quanto giurista, quello che ho detto un momento fa e che non ha avuto e non poteva avere smentite.<\/p><p>Ripeto che il 65 per cento dei voti validi, pur bastando ad attribuire un posto al candidato che li ha riportati, rappresentano molto meno delle cifre assolute che occorrono per il quoziente regionale, perch\u00e9 il quoziente regionale, grosso modo, \u00e8 rappresentato, in cifra, dalla media dei voti dei collegi in tutta la regione, vale a dire dal 100 per cento per votanti di un solo collegio. (<em>Interruzione del deputato Laconi<\/em>).<\/p><p>Se non \u00e8 il 100 per cento sar\u00e0 il 98 per cento, ma \u00e8 sempre una percentuale di molto superiore al 65 per cento. \u00c8 chiaro che dividendo tutti i voti di una Regione per un divisore, che \u00e8 rappresentato dal numero dei collegi, noi avremo la media dei voti di ogni collegio, e questa media costituisce il 100 per cento dei voti e presso a poco dei votanti di un solo collegio.<\/p><p>Ed allora \u00e8 chiaro che il candidato che ha riportato il 65 per cento dei voti in un collegio viene ad avere un posto, mentre questo posto probabilmente non avrebbe apportato alla propria lista se non avessimo adottato questo sistema del 65 per cento.<\/p><p>Questo \u00e8 un punto di carattere aritmetico, il quale dovrebbe avere qualche maggiore chiarimento.<\/p><p>DOSSETTI. \u00c8 sbagliato. Ci vuole la lavagna!<\/p><p>GULLO ROCCO. Ed allora io mi permetto di rispondere a quanto ha detto prima l\u2019onorevole Gullo Fausto parlando a nome della Commissione, e, per evitare che qualcuno dei colleghi possa essere impressionato dall\u2019autorit\u00e0 che al maggior Gullo deriva anche come esponente della Commissione, per cui si potrebbe pensare che egli possa avere \u2013 essendo seduto al banco della Commissione \u2013 ragione in confronto dell\u2019altro Gullo seduto al banco dei deputati, osservo che il mio emendamento coincide perfettamente, con l\u2019emendamento dell\u2019onorevole Mortati, che \u00e8 stato distribuito questa mattina, e che al primo comma dice appunto: \u00abeffettua la somma dei voti validi attribuiti a tutti i candidati non proclamati eletti\u00bb.<\/p><p>Ora, \u00e8 chiaro che, per decidere su questo mio emendamento, occorrerebbe aver deciso anche su una questione proposta dall\u2019onorevole Lucifero, perch\u00e9 le due questioni hanno un certo collegamento.<\/p><p>L\u2019unica obiezione che si potrebbe fare, e che \u00e8 stata fatta dall\u2019onorevole Gullo Fausto, \u00e8 che nel collegio dove v\u2019\u00e8 stato il 65 per cento dei voti attribuiti ad un determinato candidato, quel collegio ha gi\u00e0 avuto la sua rappresentanza, Se andassimo all\u2019idea che ogni collegio deve avere un rappresentante, l\u2019argomento dell\u2019onorevole Gullo Fausto avrebbe valore, ma ancora non abbiamo deciso al riguardo, ed io credo che anche la stessa Commissione sia di parere diverso.<\/p><p>In poche parole vorrei esprimere il mio parere in proposito: indubbiamente le ragioni addotte prima dall\u2019onorevole Schiavetti e poi dall\u2019onorevole Lucifero sono veramente gravi e importanti; ma anche essi hanno parlato di inconvenienti dell\u2019uno e dell\u2019altro sistema. Hanno creduto che i minori inconvenienti derivassero dal sistema di attribuire ad ogni collegio un senatore.<\/p><p>Sono stati prospettati anche altri inconvenienti, tra cui quello della possibilit\u00e0 che risultasse eletto un candidato che avesse riportato un minor numero di voti rispetto ad un altro, per rispettare il criterio della circoscrizione.<\/p><p>Io penso che con il sistema da noi adottato \u2013 e per cui non ripeter\u00f2 tutte le critiche che sono state fatte, perch\u00e9 non vorrei poi che le nostre critiche fossero moltiplicate dagli elettori che dovranno votare \u2013 credo che il minore inconveniente sia quello di tener conto non tanto dell\u2019attribuzione di un senatore per ogni collegio quanto di evitare che siano eletti dei senatori con minor numero di voti di altri candidati. D\u2019altra parte, sia col sistema che abbiamo adottato, sia per quella che \u00e8 la vita politica attuale, possiamo noi ancora pensare seriamente che un collegio elettorale sia rappresentato dalle strade, dalle case, dalle botteghe di quel determinato collegio e non gi\u00e0 dalle correnti politiche?<\/p><p>Io chiedo tanto all\u2019onorevole Lucifero quanto all\u2019onorevole Schiavetti cosa ne penserebbero di un collegio dove vi fosse una prevalenza di voti comunisti o di estrema sinistra, che poi \u2013 per la necessit\u00e0 di andare a ritrovare l\u2019eletto per quel determinato collegio \u2013 avesse come esponente un senatore monarchico; e, viceversa, di un collegio nella sua maggioranza democristiano che avesse come senatore il carissimo amico e collega Tonello. Per quanto questo sia un esempio che non possiamo fare perch\u00e9 il nostro collega \u00e8 gi\u00e0 senatore di diritto. Credete voi sul serio che questo collegio sarebbe sodisfatto perch\u00e9 ha il suo rappresentante al Senato, quando questo rappresentante non rappresenta affatto la corrente politica che vi \u00e8 in maggioranza?<\/p><p>Nei tempi antichi, in cui il deputato veniva alla Camera, o il senatore andava al Senato, solo per chiedere il botteghino del lotto o la strada intercomunale, ci\u00f2 poteva avere qualche importanza. Ma oggi si viene al Parlamento soprattutto a rappresentare grandi correnti di pensiero politico, e io ritengo che ridurre un po\u2019 troppo in termini campanilistici la questione, preoccupandoci che il collegio di Frosinone o di Roma I non abbia il proprio rappresentante e che viceversa il collegio di Roma II ne abbia due, sia fuori della realt\u00e0.<\/p><p>Quindi la mia opinione (nonostante la seriet\u00e0 degli argomenti addotti dagli onorevoli Schiavetti, Lucifero e altri) \u00e8 che non si possa non andare incontro su questo punto al pensiero della Commissione, anche per quegli inconvenienti di carattere tecnico per cui \u00e8 stato riconosciuto che non era facile trovare una formula.<\/p><p>E allora, se l\u2019Assemblea si pronunzier\u00e0 contro la tesi della ripartizione dei seggi per ogni collegio senatoriale, mi domando perch\u00e9 in questo sistema \u2013 che ormai possiamo senza ipocrisia chiamare proporzionale per quattro quinti o per nove decimi (<em>Commenti al centro<\/em>) \u2013 non dobbiamo tener conto delle vaste correnti rappresentate da quel trentacinque per cento di voti che sono stati espressi anche nei collegi dove vi \u00e8 stato un candidato proclamato eletto.<\/p><p>Non avevo bene percepito questa mattina, dalle poche parole pronunziate dal Ministro, il suo pensiero in ordine a un\u2019ipotesi subordinata: della collocazione anche del sessantacinque per cento o della pi\u00f9 forte maggioranza di voti riportata dal candidato proclamato eletto. Ma, dopo averci pensato meglio, credo che il pensiero del Ministro dell\u2019interno sia stato, invece, questo (e desidererei avere un cenno di assenso): si potrebbe tener conto ai fini della formazione del quoziente regionale anche di quel 65 o pi\u00f9 per cento dei voti riportati dal candidato eletto.<\/p><p>Ma \u00e8 chiaro che con questo non si dovrebbe mai attribuire un premio con un posto in pi\u00f9 a quella lista cui appartiene il candidato. Col sistema proposto faremmo qualche cosa di ancor pi\u00f9 proporzionalistico \u2013 ed ormai ci siamo tutti adagiati a questo \u2013 ma otterremmo veramente un risultato di giustizia assoluta e verremmo anche incontro alle preoccupazioni dell\u2019onorevole Laconi; cio\u00e8, in sede di formazione del quoziente regionale, terremmo conto di tutti i voti attribuiti a tutti i candidati, anche a quelli proclamati eletti al primo scrutinio, e verremmo poi ad attribuire questi quozienti alle varie liste. S\u2019intende bene che per quella lista cui appartenga il candidato che \u00e8 gi\u00e0 stato proclamato eletto si dovr\u00e0 tener conto del posto gi\u00e0 ottenuto.<\/p><p>In tal modo noi avremo sempre un vantaggio. \u00c8 giusto \u2013 ed anche se non fosse giusto, noi lo abbiamo ormai gi\u00e0 votato \u2013 che il candidato che ha ottenuto il <em>quorum<\/em> del 65 per cento venga proclamato eletto. Ma, per una maggiore giustizia proporzionale, se cos\u00ec si pu\u00f2 dire, noi dovremmo tener conto di tutti i voti ed attribuire poi alle varie liste i quozienti che spettano ad esse secondo il divisore che si andr\u00e0 a stabilire. La situazione personale del candidato proclamato eletto \u00e8 evidente che debba giovare soltanto allo stesso candidato eletto, come persona, mentre non pu\u00f2 n\u00e9 deve giovare ancor di pi\u00f9 alla sua lista.<\/p><p>Ritengo che con questo sistema si verrebbe decisamente ad ovviare a tutti gli inconvenienti, anche a quello prospettato dall\u2019onorevole Laconi, il quale si \u00e8 preoccupato dell\u2019eventualit\u00e0 del candidato il quale per ipotesi riportasse non soltanto il 65 per cento, ma, poniamo, il 70 o pi\u00f9 per cento. Egli si preoccupava che questi voti ottenuti oltre il 65 per cento non dovessero venire utilizzati, mentre \u00e8 chiarissimo che col sistema proposto tale suo timore viene completamente a cadere.<\/p><p>In questo modo, onorevoli colleghi, noi andremo veramente incontro ad una giustizia proporzionale. In questo momento non ho ancora tradotto in termini precisi la mia proposta e del resto non vorrei sottopormi a questa fatica ove non fossi confortato dall\u2019assenso della Commissione o del Ministro. Penso d\u2019altronde che ognuno di noi, anche se, con l\u2019ausilio della propria modesta esperienza, pu\u00f2 portare un modesto contributo alla discussione, non \u00e8 per\u00f2 sempre il pi\u00f9 adatto ad enunciare in termini tecnici la questione.<\/p><p>\u00c8 perci\u00f2 quindi che io ho inteso semplicemente di proporre un criterio di giustizia, il quale sia soprattutto atto ad evitare malcontenti o lamentele. Vi insisto anche perch\u00e9, come or ora dicevo, esso vale a tranquillizzare pure l\u2019onorevole Laconi e vale anche ad ovviare a quegli inconvenienti che potrebbero derivare dalla possibile circostanza di un candidato che venga proclamato eletto e che ha raggiunto pi\u00f9 del 65 per cento dei voti.<\/p><p>PRESIDENTE. Qual \u00e8 il pensiero del Governo sulla proposta dell\u2019onorevole Gullo Rocco?<\/p><p>SCELBA, <em>Ministro dell\u2019interno<\/em>. Attraverso le proposte formulate dagli onorevoli Gullo Rocco, Laconi e Mortati e da altri, possiamo sintetizzare la questione ponendo tre ipotesi.<\/p><p>La prima \u00e8 quella prevista dal progetto governativo, il quale stabilisce che il candidato che abbia riportato un determinato <em>quorum \u2013 <\/em>nella specie, il 65 per cento \u2013 viene proclamato eletto; e in tal modo si viene ad esaurire l\u2019elezione nel collegio, il quale, ad ogni altro effetto, viene stralciato. La proporzionale \u2013 chiamiamola proporzionale o uninominale proporzionale \u2013 si applica, cio\u00e8, esclusivamente per i collegi nei quali nessun candidato abbia riportato il 65 per cento di voti.<\/p><p>Seconda proposta, dell\u2019onorevole Mortati e dell\u2019onorevole Gullo: ferma restando la proclamazione dell\u2019eletto che abbia riportato il 65 per cento, calcolare i voti residui riportati dagli altri candidati in questo collegio, a favore dei candidati o delle liste di candidati collegati esistenti nella regione.<\/p><p>Terza proposta, che pu\u00f2 considerarsi emendativa della precedente, \u00e8 quella dell\u2019onorevole Laconi, secondo la quale, sia pure in via facoltativa, il 65 per cento dei voti del candidato che li ha ottenuti in un collegio pu\u00f2 andare a favore di tutte le liste, Si farebbe ossia funzionare il collegio uninominale esclusivamente per la persona che ha riportato il 65 per cento dei voti, ma, nella ripartizione dei voti dei quozienti da attribuirsi alle singole liste, si terrebbe conto dei voti riportati da tutti i candidati collegati nella circoscrizione, compreso l\u2019eletto col 65 per cento.<\/p><p>C\u2019\u00e8 un inconveniente in questa proposta la quale va esclusa. Il candidato che riporta il 65 per cento viene proclamato eletto; se si fa poi la ripartizione anche di questo 65 per cento e lo si aggiunge alla lista dei nomi collegati, pu\u00f2 venir fuori un altro candidato il quale nel complesso della circoscrizione regionale riporti qualche cosa di pi\u00f9 anche dello stesso 65 per cento, senza riuscire eletto. Non so se questo inconveniente, per il quale potrebbe essere eletto un candidato che in via assoluta riporti un numero di voti inferiore ed altro candidato collegato sia superabile per giustificare l\u2019introduzione del sistema proposto dall\u2019onorevole Laconi.<\/p><p>Se dovessi esprimere un\u2019opinione personale, io penserei che tutto sommato la proposta si potrebbe accettare. Con questo noi aderiremmo ancora meglio al concetto regionalistico che \u00e8 alla base della Costituzione.<\/p><p>Vedo l\u2019onorevole Bellavista che sorride. Ma questa non \u00e8 una conseguenza del mio progetto. Il mio progetto, onorevole Bellavista, ha una sua logica; se la Camera introduce degli emendamenti che possono modificarlo o snaturarlo, non posso rispondere io delle modifiche di cui \u00e8 responsabile l\u2019Assemblea. Ma, dovendo esprimere un\u2019opinione sul problema che ci \u00e8 stato sottoposto, da un punto di vista generale e di razionalit\u00e0, mi sembra migliore la proposta di calcolare i voti che sul piano regionale vengono riportati da tutti i candidati ed attribuire alle liste collegate il numero che spetta loro in base ai voti riportati.<\/p><p>Ci\u00f2 corrisponde al mio ideale politico, che \u00e8 proporzionalistico, ma, ad ogni modo, lascio all\u2019Assemblea di decidere in merito.<\/p><p>BELLAVISTA. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>BELLAVISTA. Un breve intervento di adesione all\u2019emendamento dell\u2019onorevole Laconi, sotto il profilo della logica conseguenzialit\u00e0 dell\u2019emendamento allo spirito del sistema, che \u00e8 stato chiamato del Minotauro, in omaggio al connubio della Pasifae democristiana col toro comunista, e che si \u00e8 venuto formando qui in questa discussione degli ultimi due giorni. C\u2019\u00e8, infatti, ormai, uno spirito del sistema, che \u00e8 soltanto nella corteccia uninominalistico, ma che nella sua intrinseca sostanza (lo ha dovuto ammettere l\u2019onorevole Ministro or ora) \u00e8 proporzionalistico al cento per cento.<\/p><p>SCELBA, <em>Ministro dell\u2019interno<\/em>. Al cento per cento no.<\/p><p>BELLAVISTA. Nella sostanza, s\u00ec, al cento per cento.<\/p><p>Il mio cuore si spaurisce delle ricerche di dottrina che dovr\u00e0 fare il collega Mortati e delle sue trapezoidali acrobazie per poter chiamare questo sistema un sistema misto, mentre \u00e8 chiaro che \u00e8 un sistema proporzionale puro ed assoluto.<\/p><p>E allora facciamo s\u00ec che un privilegio non possa essere <em>privilegium odiosum<\/em>, e cio\u00e8 che chi ha riportato il 65 per cento dei voti non abbia a risentire danno, per s\u00e9 e suoi. Si abbia il coraggio di arrivare fino alle estreme conseguenze. Con ci\u00f2 intendo sottolineare \u2013 me se ne dia atto \u2013 questi tre punti, che allineo in progressione criminosa e cronologica.<\/p><p><em>Una voce al centro<\/em>. Criminosa?<\/p><p>BELLAVISTA. S\u00ec, criminosa e lo dimostro subito. Quando avete portato il <em>quorum <\/em>al 65 per cento avete fatto quello che si chiama tentativo di procurato aborto del collegio uninominale; quando avete respinto il ballottaggio ne avete celebrato l\u2019infanticidio; oggi, coll\u2019emendamento Laconi, arrivate al vilipendio di cadavere. E non ne parliamo pi\u00f9. (<em>Ilarit\u00e0 \u2013 Commenti<\/em>).<\/p><p>PERSICO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>PERSICO. Onorevoli colleghi, ritengo che l\u2019emendamento Laconi non possa esser messo in discussione, perch\u00e9 noi abbiamo gi\u00e0 approvato l\u2019articolo 18 dopo lunghissimo dibattito, e l\u2019articolo 18 \u00e8 rimasto come un organo teratologico che non ha pi\u00f9 che una modestissima funzione superstite, perch\u00e9 \u00e8 l\u2019unico avanzo nella legge del collegio uninominale.<\/p><p>Il Ministro Scelba, nel suo progetto, aveva creato un collegio uninominale abbastanza logico, cio\u00e8 con l\u2019elezione a primo scrutinio in base al 51 per cento dei voti validi.<\/p><p>La votazione fatta in quest\u2019Aula sulla proposta dell\u2019onorevole Dossetti elev\u00f2 il <em>quorum<\/em> al 65 percento dei votanti, cio\u00e8 in pratica al 72 per cento circa di voti validi, cio\u00e8 rese eccezionalissima, se non impossibile, l\u2019elezione a primo scrutinio. Io credo che, a conti fatti, non pi\u00f9 di una dozzina di senatori potranno essere eletti a primo scrutinio. Comunque rimane almeno in questo modo un ricordo del sistema uninominale, che, in una prima cernita di voti, potr\u00e0 dare da dieci a dodici senatori eletti come rappresentanti di un vero e proprio collegio uninominale.<\/p><p>L\u2019emendamento Laconi va quindi contro il testo gi\u00e0 approvato dell\u2019articolo 18. A parte l\u2019inconveniente gravissimo, messo test\u00e9 in luce dal Ministro Scelba, per cui potrebbe darsi che anche quei pochissimi senatori, veri campioni nazionali, che hanno ottenuto il 72 per cento dei voti non fossero poi eletti e al loro posto venissero eletti altri con un numero maggiore di voti, noi avremmo che in questo modo il primo scrutinio non si farebbe pi\u00f9, perch\u00e9 i candidati eletti, o per loro volont\u00e0 o perch\u00e9 cos\u00ec consigliati dai loro partiti, avrebbero la possibilit\u00e0 di rinunziare all\u2019elezione per ridare al partito la somma dei voti che hanno ottenuto. E allora si potrebbe dire molto pi\u00f9 semplicemente che nessuno verr\u00e0 eletto a primo scrutinio, ma che si faranno subito e senz\u2019altro le operazioni richieste dall\u2019articolo 20. Sarebbe pi\u00f9 logico, pi\u00f9 onesto e pi\u00f9 chiaro. Aboliamo cio\u00e8 ogni traccia di questa specie di dito di cavallo rimasto appeso alla legge, e facciamo la proporzionale pura con tutte le sue conseguenze. Soltanto cos\u00ec ovvieremo ad ogni inconveniente.<\/p><p>Quindi ritengo che l\u2019emendamento Laconi non si debba neanche mettere in votazione, perch\u00e9 urta contro una votazione gi\u00e0 fatta, che ha stabilito che almeno un certo numero di senatori venga eletto col sistema uninominale.<\/p><p>Non posso neanche accettare l\u2019emendamento dell\u2019onorevole Rocco Gullo, perch\u00e9 anch\u2019esso presenta un altro gravissimo inconveniente, e cio\u00e8: se noi riversiamo nella massa dei calcoli proporzionali anche i voti di quei candidati che sono rimasti soccombenti nel collegio che ha dato un senatore eletto, noi alteriamo la votazione, perch\u00e9 dovremmo allora calcolare anche i voti del senatore eletto, cio\u00e8 dovremmo sommare i voti di tutti. Ma allora noi cambiamo profondamente i risultati, perch\u00e9 quel collegio, che ha gi\u00e0 avuto il suo rappresentante eletto a collegio uninominale a primo scrutinio, rimesso con tutti i suoi voti nel giuoco della proporzionale, turba la situazione degli altri collegi. Invece, quel collegio \u00e8 gi\u00e0 a posto, la sua funzione elettiva \u00e8 completamente esaurita, esso ha dato il suo completo risultato ed il senatore \u00e8 stato eletto da quei duecentomila elettori, dagli elettori di quella zona, chiusa nel cerchio geografico di quel collegio, che ha raggiunto cos\u00ec completamente il suo scopo.<\/p><p>GULLO FAUSTO, <em>Relatore per la maggioranza<\/em>. \u00c8 sistemato.<\/p><p>PERSICO. \u00c8 sistemato per sempre. Quindi \u00e8 inaccettabile la proposta dell\u2019amico Rocco Gullo.<\/p><p>E vorrei dire anche una sola parola (se mi consente il Presidente) all\u2019amico Lucifero. Fui proprio io, in Commissione, che sollevai la questione della necessit\u00e0 di eleggere un senatore per collegio; ma ho riflettuto moltissimo e, per quanto mi sia scervellato, mi sono dovuto convincere che non c\u2019\u00e8 un sistema per risolvere il problema. Non c\u2019\u00e8 che un sistema: quello di proclamare l\u2019ingiustizia! Quindi a questo effetto il collegio uninominale diventa collegio regionale; cio\u00e8, dopo l\u2019elezione di quei pochissimi senatori che verranno subito proclamati, il collegio uninominale si fonde con tutti gli altri collegi della Regione in un solo collegio. E allora \u00e8 indifferente che il senatore eletto vada attribuito all\u2019uno o all\u2019altro collegio, perch\u00e9 \u00e8 la Regione che nomina i senatori, non sar\u00e0 pi\u00f9 Caserta o Santa Maria o Sessa Aurunca che avr\u00e0 il suo senatore, ma sar\u00e0 la Regione campana che avr\u00e0 nel suo complesso un certo numero di senatori.<\/p><p>L\u2019onorevole Lucifero ha scritto un libro in materia elettorale, che ho letto molto attentamente. Questo problema non \u00e8 trattato nel suo libro, perch\u00e9 allora non sorgeva. Ma anche se egli se lo fosse proposto, col suo altissimo ingegno e con la sua esperienza specifica, non avrebbe mai potuto trovare una soluzione al problema, perch\u00e9 il problema \u00e8 insolubile. Non c\u2019\u00e8 che una soluzione: legalizzare l\u2019ingiustizia, e questa non possiamo accettarla!<\/p><p>Quindi sono nettamente contrario agli emendamenti presentati dai colleghi Gullo Rocco e Laconi, che sconvolgono tutti e due i criteri fondamentali della legge in discussione.<\/p><p>PRESIDENTE. La Commissione ha qualcosa da aggiungere?<\/p><p>MICHELI, <em>Presidente della Commissione. <\/em>La Commissione ha gi\u00e0 esposto il suo avviso sopra i vari punti. Non credo quindi di avere nulla da aggiungere.<\/p><p>Per il progetto dell\u2019onorevole Laconi, la Commissione non \u00e8 concorde e quindi si rimette all\u2019Assemblea.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Ministro dell\u2019interno ha da aggiungere qualcosa?<\/p><p>SCELBA, <em>Ministro dell\u2019interno<\/em>. No.<\/p><p>PRESIDENTE. Si pu\u00f2 allora passare alla votazione di questo lunghissimo articolo e degli emendamenti proposti. Data l\u2019ora tarda e la complessit\u00e0 delle votazioni, le rinvio alla seduta pomeridiana.<\/p><p>La seduta termina alle 12.50.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Versione PDF ASSEMBLEA COSTITUENTE CCCLXIV. SEDUTA ANTIMERIDIANA DI LUNED\u00cc 26 GENNAIO 1948 PRESIDENZA DEL PRESIDENTE TERRACINI INDICE Disegno di legge (Seguito della discussione): Norme per l\u2019elezione del Senato della Repubblica (61). 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