{"id":2523,"date":"2023-09-17T21:40:48","date_gmt":"2023-09-17T19:40:48","guid":{"rendered":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=2523"},"modified":"2023-10-21T00:17:33","modified_gmt":"2023-10-20T22:17:33","slug":"pomeridiana-di-sabato-24-gennaio-1948","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=2523","title":{"rendered":"POMERIDIANA DI SABATO 24 GENNAIO 1948"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"2523\" class=\"elementor elementor-2523\" data-elementor-post-type=\"post\">\n\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-66bcc6d elementor-section-full_width elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"66bcc6d\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-bed6dcb\" data-id=\"bed6dcb\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-2a4c41e elementor-align-right elementor-widget elementor-widget-button\" data-id=\"2a4c41e\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"button.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-button-wrapper\">\n\t\t\t\t\t<a class=\"elementor-button elementor-button-link elementor-size-sm\" href=\"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/19480124_2.pdf\" target=\"_blank\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-content-wrapper\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-icon\">\n\t\t\t\t<i aria-hidden=\"true\" class=\"icon icon-view\"><\/i>\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-text\">Versione PDF<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-b22d764 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"b22d764\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p>ASSEMBLEA COSTITUENTE<\/p><p>CCCLXII.<\/p><p>SEDUTA POMERIDIANA DI SABATO 24 GENNAIO 1948<\/p><p>PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE <strong>CONTI<\/strong><\/p><p><strong>INDICE<\/strong><\/p><p><strong>Disegno di legge <\/strong>(<em>Seguito della discussione<\/em>)<strong>:<\/strong><\/p><p>Norme per l\u2019elezione del Senato della Repubblica (61).<\/p><p>Presidente<\/p><p>Martino Gaetano<\/p><p>Targetti<\/p><p>Piccioni<\/p><p>Giannini<\/p><p>Basile<\/p><p>Mastino Pietro<\/p><p>Mortati, <em>Relatore per la minoranza<\/em><\/p><p>Lussu<\/p><p>Scelba, <em>Ministro dell\u2019interno<\/em><\/p><p>Lucifero<\/p><p>Russo Perez<\/p><p>Domined\u00f2<\/p><p>Rubilli<\/p><p>Mazzei<\/p><p>Stampacchia<\/p><p>Candela<\/p><p>Dossetti<\/p><p>Caronia<\/p><p>Reale Vito<\/p><p>Micheli, <em>Presidente della Commissione<\/em><\/p><p>Gronchi<\/p><p><strong>Votazione segreta:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p><strong>Risultato della votazione segreta:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p><strong>Interrogazioni<\/strong> (<em>Annunzio<\/em>)<strong>:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p>La seduta comincia alle 16.<\/p><p>RICCIO, <em>Segretario<\/em>, legge il verbale della precedente seduta pomeridiana.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>).<\/p><p>Seguito della discussione del disegno di legge: Norme per l\u2019elezione del Senato della Repubblica. (61).<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019ordine del giorno reca: Seguito della discussione del disegno di legge: Norme per l\u2019elezione del Senato della Repubblica. (61).<\/p><p>Proseguiamo nell\u2019esame dell\u2019articolo 7.<\/p><p>\u00c8 iscritto a parlare l\u2019onorevole Martino Gaetano.<\/p><p>Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MARTINO GAETANO. Cercher\u00f2 di riassumere in pochissime parole il mio pensiero. Premetto che non condivido affatto la delusione manifestata e la deplorazione espressa dai miei amici stamane per il raggiungimento di un accordo fra il Partito comunista ed il Partito della democrazia cristiana. Io amo la concordia. Io appartengo alla categoria di quegli uomini che sognano ancora il regno della pace sulla terra. E concordo con quanto affermava stamane l\u2019onorevole Togliatti, e cio\u00e8 che la collaborazione del Partito comunista con i partiti democratici sarebbe estremamente utile alla Nazione. Ma non posso nascondere che sono rimasto particolarmente sorpreso per le stupefacenti dichiarazioni dell\u2019onorevole Togliatti. Noi decidemmo l\u2019altro giorno di concedere un rinvio su questo articolo 7 e la questione che esso implica, allo scopo di vedere se fosse possibile raggiungere un accordo fra i rappresentanti dei partiti espressi in questa Assemblea: un accordo sul sistema elettorale dato che, a quanto pare, nessuno dei tre progetti presentati \u2013 della maggioranza della Commissione, della minoranza e del Governo \u2013 \u00e8 tale da sodisfare le esigenze formali e sostanziali postulate, nella discussione, da varie parti dell\u2019Assemblea.<\/p><p>Ora, non \u00e8 questo accordo che si \u00e8 realizzato. Non solo, ma, a quanto pare, nessun tentativo si \u00e8 fatto per un accordo su questa base; si \u00e8 invece realizzato un accordo bilaterale, su diversa base, tra il Partito comunista ed il Partito della democrazia cristiana, e ci\u00f2 all\u2019insaputa degli altri Gruppi di questa Assemblea. Appunto perch\u00e9 di natura bilaterale, esso \u00e8 estraneo all\u2019Assemblea: giustamente dunque l\u2019onorevole Togliatti si \u00e8 rifiutato di darne conto all\u2019Assemblea. Orbene, tutto questo \u00e8 molto strano. Io penso infatti che, nel momento in cui noi aderivamo all\u2019invito rivoltoci dall\u2019onorevole Togliatti, tutti i rappresentanti dei Gruppi parlamentari assumevano un impegno preciso: tentare un accordo fra i Gruppi parlamentari, e, in ogni caso, dar conto all\u2019Assemblea degli accordi intervenuti. Viceversa, quel patto bilaterale non riguarda nemmeno, a quanto pare, metodi o sistemi per l\u2019elezione del Senato a collegio uninominale; in altri termini, non si \u00e8 cercata una nuova via che potesse sodisfare l\u2019Assemblea, cio\u00e8 realizzare quelle che sono o sembrano essere le aspirazioni dei grandi partiti di massa ed al tempo istesso quelle che sono le necessit\u00e0 imposte dal precedente voto sull\u2019ordine del giorno Nitti. L\u2019accordo ha riguardato argomenti che non avevano niente a che fare con l\u2019oggetto della discussione odierna.<\/p><p>Questa mattina l\u2019onorevole Lucifero e l\u2019onorevole Nitti, con grande efficacia, hanno ricordato quello che \u00e8 l\u2019ostacolo formale all\u2019accoglimento di qualsiasi legge elettorale anzi alla discussione di qualsiasi legge che preveda l\u2019elezione dei senatori con sistema proporzionale. \u00c8 stato ricordato che su questo punto la Assemblea si \u00e8 gi\u00e0 espressa, votando un ordine del giorno chiaro ed esplicito, l\u2019ordine del giorno Nitti; \u00e8 stato ricordato che, secondo l\u2019autorevole interpretazione data dal Presidente dell\u2019Assemblea, l\u2019ordine del giorno, il quale non vincola i cittadini fuori dell\u2019Assemblea, \u00e8 per\u00f2 legge per l\u2019Assemblea e per il Governo; \u00e8 stata ricordata la pregiudiziale gi\u00e0 approvata (la pregiudiziale Cevolotto), per cui nessun sistema di elezione con metodo proporzionale pu\u00f2 essere proposto, in quanto contrastante con l\u2019ordine del giorno Nitti. Ed allora la questione, secondo me, si riduce a vedere \u2013 poich\u00e9 altri progetti non esistono \u2013 quale dei tre progetti che stanno davanti a noi \u2013 quello della maggioranza della Commissione, quello del Governo e quello della minoranza della Commissione \u2013 sia tale, da poter esser messo in discussione.<\/p><p>Disse a questo proposito l\u2019onorevole Togliatti che il Partito comunista si \u00e8 richiamato, nel tentare di raggiungere un accordo con la Democrazia cristiana, a quelle che sono le sue tradizioni in materia elettorale (partito proporzionalista), ed espresse la sua soddisfazione per aver rilevato una perfetta, identit\u00e0 di vedute, a questo proposito, fra la Democrazia cristiana ed il Partito comunista. Ora, io non desidero aggiungere nulla a quanto \u00e8 stato detto \u2013 in forma cos\u00ec netta e precisa ed anche cos\u00ec nobile ed elevata \u2013 dall\u2019onorevole Lucifero e dall\u2019onorevole Nitti, per\u00f2 mi pare evidente che su questo punto non debbano esserci discussioni di sorta. Quello che \u00e8 legge per l\u2019Assemblea non pu\u00f2 essere violato dall\u2019Assemblea. Non \u00e8 democrazia senza rispetto alla legge, ed \u00e8 inutile che noi cerchiamo di ingannare il popolo italiano parlando continuamente di democrazia, quando invece, con i nostri atti, gettiamo il discredito sull\u2019istituto parlamentare, discredito che inevitabilmente si ripercuoterebbe sulla democrazia, che compromette l\u2019istituzione repubblicana, che insidia la libert\u00e0. Se un fatto cos\u00ec grave dovesse avvenire io sento l\u2019obbligo di dichiarare \u2013 e sono autorizzato a farlo a nome del mio Gruppo&#8230; (<em>Interruzione del deputato Fuschini<\/em>). Non credo, onorevole Fuschini, che la seriet\u00e0 dell\u2019argomento giustifichi interruzioni di cos\u00ec scarso rilievo e per altro cos\u00ec prive di quel <em>sense of humour<\/em> del quale Ella ebbe a dare cos\u00ec bella prova in altra occasione. Pertanto Ella consentir\u00e0 che io non raccolga la sua non utile interruzione.<\/p><p>Dico invece, autorizzato, come sono, a parlare in nome del mio Gruppo, che qualora un fatto cos\u00ec grave dovesse verificarsi, esso imporrebbe necessariamente una revisione del proprio atteggiamento politico ad uomini della nostra coscienza e della nostra dignit\u00e0. Dei tre progetti che sono all\u2019esame dell\u2019Assemblea, ve ne \u00e8 senza dubbio uno che non pu\u00f2 essere messo in discussione in nessun modo, ed \u00e8 il progetto della minoranza. Esso \u00e8 uno schema per l\u2019elezione di senatore a sistema proporzionale. Preciso: a scrutinio di lista e con sistema proporzionale.<\/p><p>\u00c8 solo in apparenza che la votazione avviene per un solo candidato. L\u2019onorevole Nitti ebbe a dire che collegio uninominale \u00e8 quello dove si vota per un solo candidato. La definizione non \u00e8 esatta. Io che sono in materia piuttosto esigente per ragioni, vorrei dire, professionali, non ho trascurato di informarmi: ho guardato nei dizionari e nelle enciclopedie di cui dispone la biblioteca dell\u2019Assemblea. E sapete che cosa ho trovato? Ho trovato che la definizione pi\u00f9 corrente \u00e8 invece la seguente: \u00abCollegio uninominale \u00e8 quello nel quale viene eletto un solo deputato; collegio plurinominale \u00e8 quello nel quale vengono eletti pi\u00f9 deputati\u00bb. Ma \u00e8 certo che, anche qualora la definizione data dall\u2019onorevole Nitti fosse esatta, questo progetto non risponderebbe allo scopo di eleggere i senatori con sistema uninominale. Senza entrare nei dettagli della questione \u2013 riservandomi eventualmente di farlo in altro momento \u2013 dir\u00f2 subito il perch\u00e9. \u00c8 solo in apparenza che si vota per un solo candidato, giacch\u00e9 il voto dato ad un candidato non viene utilizzato da esso, sibbene da una lista di candidati fra loro collegati. \u00c8 vero che il progetto non parla di lista; esso parla semplicemente di collegamento fra i vari candidati. Ma \u00e8 evidente che se tutti questi candidati insieme collegati devono utilizzare i voti riportati da ognuno di essi nella regione, dovr\u00e0 pure esserci, necessariamente, un elenco di collegati. Il voto, dunque, viene utilizzato dalla lista e non dal candidato. Noi abbiamo cos\u00ec uno scrutinio di lista e non gi\u00e0 una votazione uninominale.<\/p><p>Non solo. Ma anche per l\u2019altro aspetto della questione da me prospettata questo non \u00e8 un collegio uninominale. Non lo \u00e8, perch\u00e9 non viene niente affatto garantito che in ogni circoscrizione sia eletto un senatore, ed un solo senatore. Pu\u00f2 accadere infatti con questo sistema \u2013 e accade, io penso, inevitabilmente \u2013 che siano eletti pi\u00f9 di un senatore in una circoscrizione, e nessun senatore in un\u2019altra circoscrizione.<\/p><p>Mentre dunque, in apparenza, la circoscrizione \u00e8 costituita da quella zona dove l\u2019elettore vota, il vero collegio elettorale \u00e8 costituito dalla regione; e mentre in apparenza il voto viene dato ad un solo candidato, in realt\u00e0 il voto \u00e8 utilizzato da una lista di candidati. Che cosa \u00e8 questo, se non sistema proporzionale a scrutinio di lista? Prova del resto autorevole, e conforto a questa dimostrazione, si trova nella relazione della minoranza dove \u00e8 ricordato, opportunamente, che questo \u00e8 il cosiddetto metodo Hare, escogitato per l\u2019elezione con sistema proporzionale dei deputati; era stato gi\u00e0 proposto in Italia altre volte (nel 1919 dall\u2019onorevole Bonomi e nel 1946 da altri nella Consulta nazionale) ed era stato proposto appunto per la elezione dei deputati col sistema proporzionale.<\/p><p>Dunque questo progetto della minoranza della Commissione \u00e8 in netto contrasto col principio, pi\u00f9 volte solennemente affermato dall\u2019Assemblea, che l\u2019elezione dei senatori deve avvenire col sistema del collegio uninominale.<\/p><p>Si pu\u00f2 discutere sul progetto ministeriale, sebbene evidentemente esso pure \u00e8 recisamente contrario al principio gi\u00e0 votato dall\u2019Assemblea; si pu\u00f2 discutere; perch\u00e9, in sostanza, quello proposto dall\u2019onorevole Scelba \u00e8 un sistema misto. Avviene in un primo tempo la elezione a collegio uninominale, limitata a coloro che raggiungono la maggioranza assoluta; in un secondo tempo col sistema proporzionale, per coloro i quali non hanno ottenuto la maggioranza dei voti.<\/p><p>Devo tuttavia far presente che la maggioranza della Commissione ritenne che questo progetto dell\u2019onorevole Scelba contrastasse anche esso con l\u2019ordine del giorno approvato dall\u2019Assemblea; tanto \u00e8 vero che per tale motivo esso fu restituito al Ministro dell\u2019interno. Comunque, \u00e8 chiaro che se pure \u00e8 possibile discutere fino a che punto questo progetto contrasti col voto dell\u2019Assemblea, nessuna discussione \u00e8 invece ammissibile per il progetto della minoranza.<\/p><p>Onorevole Presidente, io desidero rivolgermi direttamente a lei. Noi abbiamo un voto dell\u2019Assemblea, l\u2019ordine del giorno che porta le firme di Nitti, Togliatti ed altri, il quale \u00e8 legge per l\u2019Assemblea. Noi abbiamo una pregiudiziale, approvata il 16 dicembre 1947 (la pregiudiziale Cevolotto), per la quale non \u00e8 possibile proporre, al fine della elezione dei senatori, altro metodo che non sia quello del collegio uninominale. Ed anche la pregiudiziale \u00e8 legge per l\u2019Assemblea.<\/p><p>Ora, un\u2019Assemblea, in regime democratico, non pu\u00f2 non rispettare le proprie leggi. L\u2019onorevole Lucifero diceva stamani che noi andremmo incontro ad un dispotismo impersonale di maggioranza, qualora noi ammettessimo che la legge dell\u2019Assemblea possa essere da essa violata; dispotismo impersonale che evidentemente sarebbe peggiore di qualsiasi Governo dispotico personale. Ma io desidero correggere, se l\u2019onorevole Lucifero me lo permette, quello che egli ha detto: qualsiasi Governo dispotico ha le sue leggi e le osserva; qui vi sarebbe invece addirittura un\u2019anarchia di Assemblea. Valga un esempio: stamani l\u2019Assemblea, a proposito dell\u2019emendamento Morelli, vot\u00f2 una preclusione; potrebbe ora una diversa maggioranza approvare l\u2019emendamento Morelli?<\/p><p>Se il Presidente, che \u00e8 il garante del rispetto dei regolamenti, che \u00e8 quello che deve, coi mezzi di cui \u00e8 in possesso, far s\u00ec che non venga violata la legge dell\u2019Assemblea, consentisse la violazione di essa, noi ci troveremmo appunto in regime di anarchia parlamentare.<\/p><p>Onorevole Presidente, io sono il pi\u00f9 modesto, l\u2019ultimo dei membri di questa Assemblea, ma io mi permetto tuttavia di rivolgermi direttamente e formalmente a Lei, affinch\u00e9 Ella garantisca, come \u00e8 suo dovere, e come \u00e8 nei suoi poteri, il rispetto alla legge dell\u2019Assemblea. (<em>Applausi a destra<\/em>).<\/p><p>TARGETTI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>TARGETTI. Devo dichiarare, onorevoli colleghi, a nome del mio Gruppo, che noi accediamo alla tesi sostenuta dall\u2019onorevole Lucifero, dall\u2019onorevole Nitti e, or ora dall\u2019onorevole Martino Gaetano. A proposito dell\u2019onorevole Martino io debbo dire tutta la mia ammirazione per il modo con cui egli ha sostenuto la sua tesi. L\u2019onorevole Martino, come tutti sappiamo, \u00e8 uno scienziato, un fisiologo dalla fama che supera i confini del nostro Paese. Che egli possa, con tanta maestria ed anche con tanta precisione di linguaggio, occuparsi di questioni cos\u00ec lontane dalla sua competenza tecnica e specifica, \u00e8 cosa che fa molto onore a lui e fa anche piacere e onore all\u2019Assemblea. (<em>Applausi<\/em>). N\u00e9 questo venga interpretato da nessuno come un complimento suggerito dal gran piacere che ci fa il sentire sostenere validamente una tesi che ci sta a cuore, perch\u00e9 la tesi dell\u2019onorevole Martino ci trova s\u00ec consenzienti, ma non \u00e8 una di quelle che abbiano per noi un\u2019importanza ed un interesse eccezionali. Abbiamo, per varie considerazioni, votato a favore del sistema del collegio uninominale per l\u2019elezione del Senato. Non possiamo per\u00f2 dimenticare che siamo antichi, vecchi, tradizionalisti sostenitori del sistema proporzionale e quindi ci troviamo in una situazione delle migliori per essere sereni ed obiettivi. Aggiungiamo ancora questo: che non abbiamo neppure una fede cieca circa la fondatezza delle previsioni che si fanno, in genere, sui risultati per un partito od un altro, dall\u2019applicazione di un sistema elettorale piuttosto che di un altro. Mi ricordo che nel 1919, quando noi socialisti eravamo esultanti per aver ottenuto l\u2019applicazione del sistema proporzionale, ad elezioni avvenute, a conti fatti da parte di specialisti in materia, si dovette constatare che con il sistema del collegio uninominale \u2013 e gli amici onorevoli Mazzoni, Bocconi ne possono far fede con molti altri \u2013 la nostra vittoria sarebbe stata ancor pi\u00f9 significativa e forse quella maggior quantit\u00e0 di seggi che avremmo conquistato col collegio uninominale avrebbe potuto anche esercitare un\u2019influenza di una certa portata, non solo sullo svolgimento della nostra attivit\u00e0 ma persino sul corso della politica italiana. Questo per dire a noi stessi \u2013 e forse per ricordarlo anche a chi la pensa diversamente da noi \u2013 che non c\u2019\u00e8 da attribuire eccessivo valore alle previsioni che si fanno dei risultati elettorali che ad un partito o ad un altro pu\u00f2 assicurare un determinato sistema. Questa considerazione dovrebbe renderci tutti molto obiettivi. Per noi il problema \u00e8 di una grande semplicit\u00e0. Per non allungare la discussione e per, non dico perderci, ma andare dietro a disquisizioni su quelle che sono le caratteristiche del collegio uninominale e del sistema proporzionale, io domando a tutti i colleghi: siamo o no d\u2019accordo che con quelle tre votazioni, ricordate pi\u00f9 volte in questa discussione da vari oratori, l\u2019Assemblea Costituente ha deciso che la formazione del Senato non avvenisse con l\u2019applicazione del sistema elettorale stabilito per la formazione della Camera dei deputati? Vi \u00e8 stato un ordine del giorno Nitti ed una successiva votazione; poi vi \u00e8 stata la votazione sulla pregiudiziale Cevolotto. Badino gli onorevoli colleghi che a parer mio quest\u2019ultima votazione ha un significato anche superiore alla votazione precedente, perch\u00e9 con essa l\u2019Assemblea Costituente ha deliberato che non si potesse neppure prendere in considerazione, non gi\u00e0 una proposta di sostituire un sistema diverso da quello del collegio uninominale, stabilito con l\u2019ordine del giorno Nitti, ma la proposta che in via di eccezione, in via transitoria, una volta tanto, cio\u00e8 per la nomina del primo Senato della Repubblica italiana, si potesse adottare un sistema diverso da quello stabilito precedentemente.<\/p><p>Mi sembra, onorevoli colleghi, che poche volte ci si possa trovare di fronte ad una deliberazione presa in forma pi\u00f9 impegnativa. Quando all\u2019Assemblea si \u00e8 chiesto di discutere, non la modificazione di un principio di massima, ma la proposta di fare un\u2019eccezione per la nomina di questo primo Senato della Repubblica, adottando un sistema diverso da quello del collegio uninominale, l\u2019Assemblea vi si \u00e8 rifiutata, ha risposto di non poterlo fare. Onorevole Presidente, mi rincresce di rivolgermi a lei, perch\u00e9 so di proporle una questione la cui risoluzione implica della responsabilit\u00e0, ma le domando: non \u00e8 questo il caso tipico, in cui si chiede di sottoporre al giudizio dell\u2019Assemblea una proposta, che va contro a deliberazioni gi\u00e0 prese e ripetute, una proposta quindi improponibile? \u00c8 stato gi\u00e0 detto autorevolmente, con tono, vorrei dire, quasi drammatico, dall\u2019onorevole Nitti che pi\u00f9 che di una questione politica si tratta di una questione di dignit\u00e0 e di seriet\u00e0, si tratta di una questione che deve avvalorare o svalutare l\u2019opera dell\u2019Assemblea Costituente. Perch\u00e9 chi non sia poi eccessivamente pratico di certi cambiamenti del clima politico, in cui si svolgono i lavori delle Assemblee, come potr\u00e0 mai persuadersi che quando un\u2019Assemblea ha detto per tre volte che il Senato della Repubblica deve essere eletto col sistema del collegio uninominale, quella stessa Assemblea, possa poi, tranquillamente, senza neppure accorgersi di fare una cosa diversa da quella che aveva solennemente fatta ieri, possa dire che il Senato della Repubblica si nomina invece con tutt\u2019altro sistema?<\/p><p>Impedire, onorevole signor Presidente, che si deliberi su di un argomento, la cui proposizione sola basta ad inficiare e svalutare in generale il carattere, il valore del lavoro legislativo dell\u2019Assemblea Costituente, mi pare che sia il problema che Ella deve risolvere nella sua alta coscienza.<\/p><p>Indagine unica \u2013 e mi scuso di dovermi trattenere ancora qualche minuto sull\u2019argomento \u2013 da farsi \u00e8 questa: il progetto della minoranza \u00e8 un progetto che va contro alle deliberazioni prese in materia dall\u2019Assemblea Costituente? Il progetto della minoranza non \u00e8 per caso una forma di quel sistema proporzionale, che l\u2019Assemblea ha deciso, ripetute volte, di non volere applicare alla elezione del Senato? A me questo sembra fuori di discussione.<\/p><p>L\u2019onorevole Mortati nella sua relazione, che \u00e8 un modello di abilit\u00e0 ed insegna come si deve fare a presentare una cosa facendo tutto il possibile perch\u00e9 appaia un po\u2019 diversa da quella che \u00e8 \u2013 e questo pu\u00f2 essere anche un elogio \u2013 nella sua relazione&#8230;<\/p><p>RUBILLI. \u00c8 una scarsa abilit\u00e0, perch\u00e9 in tre colonne e mezzo non fa altro che combattere il sistema uninominale!<\/p><p>TARGETTI. Onorevole Rubilli, ma l\u2019abilit\u00e0 dell\u2019onorevole Mortati io la vedo in questo: gli era facile fare la critica di alcuni lati del Collegio uninominale, e l\u2019ha fatta.<\/p><p>Ma dimostrare che la sua proposta era intonata al sistema del collegio uninominale non era possibile e non ci si \u00e8 neppure provato. Cos\u00ec ha evitato di dare lui stesso la prova di quest\u2019impossibilit\u00e0. \u00c8 una forma di abilit\u00e0 anche quella di occuparsi soltanto degli argomenti che stanno contro la tesi che si combatte, quando non si hanno argomenti a favore della tesi che si sostiene.<\/p><p>Fatta la critica del collegio uninominale, l\u2019onorevole Mortati \u2013 e mi perdoni l\u2019onorevole Mortati, verso cui io, per la sua dirittura morale e politica, ho la pi\u00f9 viva simpatia \u2013 ha fatto una affermazione che non \u00e8 un modello di sincerit\u00e0. Ad un certo punto egli, che in materia giuridica ne sa pi\u00f9 di noi, almeno pi\u00f9 di me, dice: \u00abmentre si mantiene il sistema uninominale ecc.\u00bb.<\/p><p>Eh no, onorevole Mortati, non si mantiene affatto il sistema uninominale, quando si propone una forma di sistema proporzionale.<\/p><p>Aggiunge per\u00f2, prudentemente, l\u2019onorevole Mortati: \u00abper tutto quanto riguardale operazioni di voto\u00bb.<\/p><p>Evidentemente, nella sua onest\u00e0, egli ha voluto correggere subito la sua affermazione, togliendole ogni significato effettivo. Egli stesso finisce col riconoscere che di uninominale in questo progetto non c\u2019\u00e8 che la modalit\u00e0 del voto, cio\u00e8 una pura esteriorit\u00e0.<\/p><p>Perch\u00e9, onorevoli colleghi, non c\u2019\u00e8 altro che questo di uninominale; tutto il resto \u00e8 proporzionale.<\/p><p>Basta fare il confronto (confronto che io non vi infligger\u00f2, e che ciascuno di voi pu\u00f2 sempre fare per conto proprio) fra le norme che si seguono per l\u2019elezione dei deputati al Parlamento, in applicazione di quel sistema proporzionale, che per il Senato l\u2019Assemblea Costituente ha rinnegato, e quelle proposte del progetto Mortati, per constatarne la coincidenza assoluta. Per la Camera dei deputati, avvenuta la votazione, si fa la somma dei voti riportati dalle varie liste; si divide questa somma per il numero dei seggi da attribuire, e si stabilisce quello che si chiama il quoziente elettorale.<\/p><p>Nella vostra proposta che cosa si fa, di sostanzialmente diverso, onorevole Mortati? \u00c8 vero che liste non ne abbiamo. Cio\u00e8, abbiamo liste composte da un solo nome. Sommando i voti riportati da tutti i candidati nei vari collegi della Regione si fa un\u2019operazione identica alla somma dei voti di ciascuna lista nelle varie sezioni del collegio, prescritta dalle norme che regolano l\u2019elezione dei deputati. Poi si divide la somma di tutti i voti per il numero dei seggi da conferire e si ottiene il quoziente elettorale. La legge elettorale per la formazione della Camera dei deputati questo lo chiama \u00abquoziente elettorale\u00bb; qui si chiama \u00abquoziente regionale\u00bb. L\u2019aggettivo \u00e8 diverso, ma il sostantivo, anzi la sostanza \u00e8 proprio la stessa.<\/p><p>Poi, per la elezione dei deputati si fa la somma dei voti riportati dalla lista di ciascun partito. Col vostro sistema si fa la somma dei voti riportati dai candidati che hanno dichiarato di collegarsi ad un aggregato o ad un altro, ad un gruppo o ad un altro.<\/p><p>Non mi vorrete dire che cambia la sostanza se si dice \u00abaggregato\u00bb anzich\u00e9 \u00abpartito\u00bb. Si fa dunque questa somma, si accerta cos\u00ec quanti voti ha riportato un gruppo. Poi si divide la somma dei voti riportati da un gruppo per il quoziente regionale e cos\u00ec si stabilisce quanti seggi sono da assegnarsi a ciascun gruppo. Ma non \u00e8 questo, lo stesso, identico procedimento prescritto per l\u2019elezione della Camera dei deputati?<\/p><p>Poi, si tratta di proclamare gli eletti. Come si fa? Quando si \u00e8 accertato che al Partito socialista (chiamiamolo aggregato socialista) o democristiano competono cinque seggi, si va a vedere quali dei suoi candidati hanno riportato pi\u00f9 voti, proprio come col sistema proporzionale per l\u2019elezione della Camera dei deputati, una volta stabilito il numero dei seggi che competono ad un partito, si va a vedere quale dei candidati ha riportato un maggior numero di voti di preferenza.<\/p><p>Io domando a voi, onorevoli colleghi, se vi sia e dove sia un errore in questo nostro ragionamento, che non porta a sostenere una somiglianza fra i due sistemi, ma dimostra una eguaglianza assoluta perfetta tra il sistema elettorale per la Camera dei deputati ed il sistema elettorale che voi proponete per l\u2019elezione del Senato della Repubblica.<\/p><p>Ed allora, onorevoli colleghi, la questione \u00e8 questa: si propone per l\u2019elezione del Senato della Repubblica lo stesso sistema elettorale (proporzionale) che vige per la Camera dei deputati.<\/p><p>Pu\u00f2 l\u2019Assemblea (e con queste ultime osservazioni mi rivolgo proprio a lei, signor Presidente) pu\u00f2 l\u2019Assemblea essere chiamata a decidere se questo si pu\u00f2 fare? Evidentemente no.<\/p><p>Ella stamane ha ricordato che ci sono dei precedenti in materia. Nessun collega pu\u00f2 avere l\u2019ammirazione intessuta anche di vero affetto, di vera amicizia che io sento per il nostro caro Presidente Terracini. Ma questo non mi impedisce, anzi, mi autorizza ad esprimere liberamente l\u2019opinione che egli, forse, per dare la pi\u00f9 bella prova del suo grande rispetto per l\u2019Assemblea e per dimostrare che, uomo di parte, sapeva, come nostro Presidente, mantenersi al di sopra di ogni nostro dissenso e non voleva in nessun modo influire sulle nostre decisioni, ha voluto in qualche caso rimettere alla Assemblea anche delle decisioni che avrebbe avuto la autorit\u00e0 di prendere da s\u00e9.<\/p><p>Ma, onorevoli colleghi e signor Presidente, se nei casi in cui, come in questo, \u00e8 palese l\u2019improponibilit\u00e0 di una questione, non \u00e8 il Presidente ad impedire che la questione stessa venga presa in esame, e si lascia arbitra di decidere la maggioranza del momento, formatasi sopra quella determinata quistione, onorevole Presidente, onorevoli colleghi, voi dovete dirmi a che serve il Regolamento che dovrebbe disciplinare, nell\u2019interesse comune, la nostra attivit\u00e0.<\/p><p>Ammetter questo, vorrebbe dire che una Assemblea, attraverso la sua maggioranza, si d\u00e0 le regole che le fa piacere di darsi, caso per caso. E questa \u00e8 la negazione di ogni regola! Questo equivarrebbe ad abbandonare alla volont\u00e0, che poi sarebbe arbitrio, della maggioranza, lo svolgimento dei lavori dell\u2019Assemblea, lasciando le minoranze prive di ogni difesa. Ella mi insegna, signor Presidente, che il Regolamento \u00e8 elaborato da una Giunta speciale permanente, nella quale nessuna norma stabilisce che i var\u00ee partiti siano proporzionalmente rappresentati, ma nella quale, attraverso la nomina fatta dal Presidente, tutti i partiti sono realmente rappresentati.<\/p><p>Ecco come dalla sua stessa elaborazione il Regolamento, che non pu\u00f2 essere in nessuna parte modificato se non con l\u2019approvazione dell\u2019Assemblea, attinge autorit\u00e0, a tutti assicura che le sue norme sono fissate non per favorire una parte ai danni di un\u2019altra, ma allo scopo di assicurare all\u2019Assemblea il suo miglior funzionamento.<\/p><p>Ma se voi, signor Presidente, se voi ammettete che caso per caso, volta per volta il Regolamento possa essere modificato non solo per volont\u00e0, della maggioranza, ma nell\u2019interesse di una tesi da essa sostenuta, voi venite a distruggere la pi\u00f9 fondamentale delle garanzie per il libero e ordinato svolgimento dei lavori di un\u2019Assemblea politica. (<em>Vivi applausi a sinistra e a destra<\/em>).<\/p><p>PICCIONI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>PICCIONI. Onorevoli colleghi, io questa mattina ho avuto l\u2019impressione che gli animi e le valutazioni dei colleghi che sono intervenuti nella discussione, fossero leggermente sovraeccitati ed esagerati. Un\u2019altra impressione ho riportato, che mi permetter\u00f2 ora di esprimere all\u2019Assemblea: una posizione di discussione che deriva non so se da un difetto o da una virt\u00f9 del nostro temperamento di italiani, quella cio\u00e8 di amplificare troppo le cose e i problemi politici, di considerarli, di vederli in una prospettiva che tende a muoversi nella generalizzazione, quasi nell\u2019assoluto, anzich\u00e9 rimanere rigorosamente legata al problema concreto, oggettivo, che noi siamo chiamati a discutere.<\/p><p>Ora, finch\u00e9 questo si rileva nei confronti dell\u2019amico onorevole Lucifero, dotato, oltre al resto, di una impetuosit\u00e0 nativa che non sempre riesce a frenare, si spiega. E se questo si pu\u00f2 anche concepire nei confronti dell\u2019amico onorevole Giannini, il quale, sotto il velame di parole strane o inconsuete, molto spesso nasconde \u2013 me lo consenta \u2013 dei concetti politici commisti per\u00f2, quasi sempre, a casi personali, questo tuttavia non si spiega sufficientemente nei confronti di un vecchio uomo di Stato, espertissimo della vita parlamentare, come l\u2019onorevole Nitti, il quale e nelle sue conversazioni private e nei suoi scritti, mantiene sempre un notevole senso di distacco, direi quasi di relativismo ironico, nei confronti delle questioni che acutamente esamina, e approfondisce, mentre nei suoi discorsi \u2013 me lo consenta, con tutto il rispetto a lui dovuto \u2013 si lascia alle volte andare a espressioni e ad impostazioni che non sono sempre il riflesso di un\u2019indagine obiettiva del problema politico, ma portano con s\u00e9, talvolta, il riflesso di risentimenti o di sentimenti puramente personali.<\/p><p>Detto questo, che cosa \u00e8 avvenuto che potesse improvvisamente determinare una drammaticit\u00e0 di discussione come quella di questa mattina, quasi fosse in giuoco la consistenza delle istituzioni democratiche e repubblicane, quasi fosse in atto la violazione pi\u00f9 sfacciata dei princip\u00ee della nuova Carta Costituzionale, quasi fossero in pericolo, come ha detto l\u2019onorevole Nitti, il prestigio e il decoro di questa Assemblea, che stava per diventare una misera Assemblea?<\/p><p>Io mi permetto di dissentire nettamente e fortemente da questo atteggiamento e dir\u00f2 che il problema che ci riguarda \u00e8 un problema puramente tecnico elettorale, concernente la composizione del Senato e null\u2019altro. \u00c8 strano per\u00f2 che tutti gli appunti, tutti i rilievi \u2013 e questo in un certo modo ci pu\u00f2 anche inorgoglire un po\u2019 \u2013 che tutta questa specie di protezionismo o di paternalismo di altri settori o di altri uomini politici siano rivolti e indirizzati solo verso la Democrazia cristiana. \u00c8 strano \u2013 ripeto \u2013 perch\u00e9 se c\u2019\u00e8 in questa Assemblea (e mi permetter\u00f2 di dimostrarlo) una posizione coerente, sicura, netta in materia di impostazione di leggi elettorali, questa \u00e8 la posizione della Democrazia cristiana, dall\u2019inizio dell\u2019esame di esse sino a questo momento in cui io vi parlo. Per cui i dubbi, i rilievi, i suggerimenti, le proteste dovrebbero essere indirizzati pi\u00f9 logicamente verso altre parti, e non concentrati verso il settore che io ho l\u2019onore di rappresentare.<\/p><p>Tutti sanno che noi democratici cristiani \u2013 e l\u2019onorevole Nitti pi\u00f9 di ogni altro, perch\u00e9 ebbe a fare questa esperienza fin dal 1919 \u2013 siamo proporzionalisti, nettamente proporzionalisti, perch\u00e9 sentiamo che la democrazia moderna si esprime pi\u00f9 logicamente, pi\u00f9 concretamente, con un senso di maggiore giustizia distributiva, soltanto attraverso la proporzionale. E da un punto di vista di impostazione logica, nessuno, penso, pu\u00f2 contestare che la proporzionale realizzi una maggiore giustizia distributiva elettorale. Quando si verifica, onorevole Nitti, quel che si verifica in Inghilterra, dove un laburista pu\u00f2 essere eletto con 40.060 voti e un liberale con 200.000, o viceversa, questa non \u00e8 giustizia elettorale distributiva. Pu\u00f2 rappresentare una determinata conseguenza di una certa tradizione, di un certo costume politico di un dato paese, ma non pu\u00f2 rappresentare, sotto nessun aspetto, e con nessuno sforzo dialettico di qualsiasi genere, l\u2019espressione viva della realizzazione della giustizia elettorale.<\/p><p>Perch\u00e9 noi, anche per il Senato, abbiamo sostenuto la proporzionale? Ve lo ha detto l\u2019onorevole Togliatti questa mattina. Noi pensavamo, e pensiamo ancora \u2013 se permettete, io credo che coll\u2019andar del tempo, col passare degli anni si ritorner\u00e0 su questo argomento \u2013 che il Senato non pu\u00f2 essere concepito, in una Repubblica democratica moderna, sotto l\u2019aspetto accennato dall\u2019onorevole Nitti, di una Camera conservatrice, in senso molto lato e molto generico, ma deve essere concepito e realizzato \u2013 se non oggi, domani \u2013 sotto l\u2019aspetto dell\u2019espressione di interessi veramente vitali della Nazione, superando quel qualsiasi complesso di inferiorit\u00e0 che si pu\u00f2 muovere in ciascuno di noi nei confronti di esperienze del genere, per quanto molto lontane da quello che \u00e8 lo schema che noi democratici cristiani abbiamo prospettato.<\/p><p>Ma contrastata questa possibilit\u00e0, e superata l\u2019altra di dare una base elettiva al Senato attraverso l\u2019intervento dei rappresentanti dei Comuni, delle Provincie e delle Regioni, cio\u00e8 quella di un\u2019elezione di secondo grado, che cosa rimaneva? Voi dite che il collegio uninominale pu\u00f2 differenziare la seconda Camera dalla prima. Non \u00e8 vero, non \u00e8 esatto. Il collegio uninominale pu\u00f2 arrivare soltanto a questa conseguenza: di mettere in contradizione la seconda Camera con la prima, paralizzando in questo modo la funzionalit\u00e0 del nuovo Parlamento democratico repubblicano. Perch\u00e9 il collegio uninominale non riesce, non pu\u00f2 riuscire comunque, a differenziare la seconda Camera dalla prima? Perch\u00e9, onorevole Nitti, il collegio uninominale di cui si parla nella relazione di maggioranza, oggi non \u00e8 in nessun modo ragguagliabile e paragonabile al Collegio uninominale sperimentato in Italia fino al 1913. Esistevano allora piccoli collegi che avevano una loro funzione specifica, una loro particolare tradizione, i collegi uninominali di quell\u2019epoca.<\/p><p>Questi collegi uninominali di cui si parla oggi sono collegi uninominali fatti a macchina, tagliati per ogni duecentomila abitanti, senza nessuna aderenza particolare con le particolari condizioni geografiche, economiche o sociali o di altro genere che potevano caratterizzare il collegio uninominale fino al 1913.<\/p><p>E permettete: 35 anni di interruzione in una esperienza elettorale come quella del vecchio collegio uninominale sono troppi perch\u00e9 ci si possa riagganciare semplicisticamente a quella vecchia esperienza. Sono troppi, anche perch\u00e9 contro i due milioni di elettori (o poco pi\u00f9) che esistevano in quell\u2019epoca, oggi sono 28 i milioni di elettori, e voi difficilmente li potrete inquadrare e disciplinare con quei vecchi criteri ordinatori che dominavano le elezioni allora, quando ci sono (che li vogliate o non li vogliate) i grandi partiti di massa che guidano le grandi masse elettorali chiamate a partecipare al voto anche per la formazione del Senato!<\/p><p>Per questo noi insistiamo, in mancanza dell\u2019accettazione degli altri criteri da noi affacciati, perch\u00e9 per il Senato non venga applicato il collegio uninominale in quel senso ristretto, in senso \u2013 se permettete \u2013 gretto, in quel senso tradizionale che ormai ha rotto il contatto con la coscienza politica e sociale del nostro Paese!<\/p><p>E allora, voi sapete come abbiamo sempre insistito su questa concezione nella seconda Sottocommissione, nella Commissione dei Settantacinque, nella discussione che si \u00e8 fatta qui per il Senato e nella stessa Commissione nominata per la legge elettorale del Senato. Coerenza e posizione assolutamente rispettabile e precisa!<\/p><p>\u00c8 semplicemente stupefacente quindi il vostro stupore.<\/p><p>Ora se ad un certo momento \u2013 dico ad un certo momento \u2013 alla vigilia della votazione della legge elettorale si \u00e8 determinata una convergenza di impostazione con un\u2019altra corrente politica del Parlamento che fino a ieri era stata a fianco a voi per il collegio uninominale, senza la quale n\u00e9 voi, onorevole Nitti, n\u00e9 altri di nessun altro partito avrebbe neppure lontanamente immaginato di poter far varare neanche quell\u2019ordine del giorno del 7 ottobre, se questo \u00e8 avvenuto per il ripensamento, per la rivalutazione (come ha detto stamane l\u2019onorevole Togliatti) dell\u2019interesse elettorale presente, in fondo, in ciascun partito (perch\u00e9, a voler essere espliciti, quando si parla di legge elettorale ci pu\u00f2 essere in giuoco l\u2019interesse personale di quelli che discutono e domandano l\u2019approvazione \u2013 e ci\u00f2 \u00e8 deprecabile \u2013 ma che ci sia l\u2019interesse dei partiti \u00e8 indiscutibile e spiegabile ed \u00e8 sempre stato cos\u00ec), se \u2013 dicevo \u2013 attraverso un ripensamento di questo genere, una rivalutazione che tiene conto di tanti dati che prima potevano essere valutati esattamente o meno, e noi e altri possiamo aderire anche ad un tipo di collegio uninominale integrato o corretto in qualche modo, per evitare gli sfasamenti che si determinerebbero attraverso un\u2019applicazione rigida dello stesso collegio uninominale, c\u2019\u00e8 per questo da stracciarsi le vesti? C\u2019\u00e8 per questo da scandalizzarsi fino a quel punto drammatico cui siamo arrivati stamane, fino a sospettare chiss\u00e0 quali diabolici disegni tramati dietro una convergenza di questo genere su questioni di mera legge elettorale?<\/p><p>\u00c8 molto eccessivo, evidentemente; \u00e8 molto fantasioso tutto questo, e non implica in nessun modo qualsiasi rettifica della posizione politica generale della Democrazia cristiana nei confronti del Partito comunista allo stesso modo che non modifica minimamente la posizione politica del Partito comunista nei confronti del partito della Democrazia cristiana. Basterebbe leggere l\u2019<em>Unit\u00e0<\/em> o l\u2019<em>Avanti!<\/em> di tutti i giorni, compresi questi ultimi, leggere le relazioni, i discorsi nei vari congressi che si sono tenuti recentemente per sentire quale \u00e8 il clima, quale \u00e8 il tono della posizione politica e polemica di questi partiti. Ma \u00e8 una convergenza in cambio di qualche altra cosa, voi avete detto e questo vi insospettisce.<\/p><p>\u00abVoi democratici cristiani avete raggiunto l\u2019accordo in cambio del voto obbligatorio\u00bb.<\/p><p>Signori miei, noi siamo stati i primi, lo ha ricordato l\u2019onorevole Lucifero questa mattina, a sostenere in Italia, per l\u2019Italia, in una determinata contingenza politica, in un certo clima politico e sociale la necessit\u00e0 del voto obbligatorio. Esiste, \u00e8 stata richiamata nella legge per la prima Camera, \u00e8 stata ribadita nella legge per la seconda Camera, l\u2019obbligatoriet\u00e0 del voto: in che modo ed in che forma? Attraverso il modo e la forma che furono tenuti presenti ed applicati nelle elezioni del 2 giugno. Fu forse inefficiente quella sanzione prevista per le elezioni del 2 giugno? No, perch\u00e9 la percentuale dei partecipanti al voto fu elevatissima. Noi possiamo ritenere, al di sopra di qualsiasi considerazione che si possa fare sulla efficacia o meno di sanzioni pecuniarie, onorevoli colleghi, che anche per le prossime elezioni, per le quali i motivi dell\u2019interesse pubblico generale non sono minori di quelli che funzionarono e resero efficiente la partecipazione delle masse elettorali italiane alle elezioni del 2 giugno, quelle sanzioni, quella obbligatoriet\u00e0, che d\u2019altra parte deve avere, per il suo stesso spirito, una funzione educativa pi\u00f9 che una funzione repressiva, siano sufficienti, a nostro avviso, anche per il prossimo esperimento elettorale.<\/p><p>MALAGUGINI. Ce ne ricorderemo per la eventualit\u00e0 che cambiaste opinione. (<em>Commenti al centro<\/em>).<\/p><p>PICCIONI. All\u2019onorevole Giannini che questa mattina si scandalizzava&#8230;<\/p><p>GIANNINI. Scandalizzava, no; si stupiva.<\/p><p>PICCIONI. &#8230;di questi mutamenti pi\u00f9 o meno repentini di impostazione e di orientamento \u2013 devo dire che egli \u00e8 stato un po\u2019 precipitoso. Egli ha aderito totalmente, pienamente a quello che aveva detto poco prima l\u2019onorevole Lucifero \u2013 ci\u00f2 mi pare esatto. Ora, l\u2019onorevole Lucifero ha detto delle cose gravi rispetto alla possibilit\u00e0 di impostare il problema elettorale secondo la nostra tesi e si \u00e8 richiamato, come l\u2019onorevole Martino, ed altri, ai precedenti di carattere costituzionale e di carattere regolamentare.<\/p><p>Mi dispiace quindi dare un piccolo dispiacere all\u2019onorevole Giannini ricordando che quel famoso ordine del giorno Perassi che determin\u00f2 il voto per la preclusione del 12 dicembre scorso, che prevedeva un\u2019applicazione del sistema elettorale completamente, diametralmente diverso da quello in discussione, \u2013 e cio\u00e8 in senso totalmente proporzionale \u2013 era firmato, fra gli altri, anche dall\u2019onorevole Giannini. (<em>Ilarit\u00e0 al centro<\/em>).<\/p><p>GIANNINI. Come \u00e8 questo fatto? (<em>Ilarit\u00e0 al centro<\/em>).<\/p><p>PICCIONI. Ma io vorrei dire un\u2019altra cosa ai colleghi che si sono preoccupati molto di questa nostra impostazione, ed \u00e8 che (rispondo in modo particolare all\u2019onorevole Lucifero) nella nostra intenzione, nella nostra impostazione non c\u2019\u00e8 \u2013 potete crederlo \u2013 la necessit\u00e0, la spinta, di uno sfruttamento elettorale. C\u2019\u00e8 solo un sentimento di giustizia, un criterio di giustizia che vale soprattutto per i piccoli partiti, perch\u00e9 i grandi partiti organizzati \u2013 come diceva questa mattina l\u2019onorevole Togliatti \u2013 pi\u00f9 o meno si salvano sempre, ma una delle giustificazioni pi\u00f9 profonde, dal punto di vista morale, della proporzionale \u00e8 che appunto, soltanto attraverso essa possono aver voce anche le piccole minoranze. Qui nella nostra Assemblea vi sono esempi assai numerosi per dimostrare che le voci di minoranza, comunque qualificate, in regime di collegio uninominale non avrebbero certamente, assolutamente avuto la possibilit\u00e0 di farsi sentire. Quindi \u00e8 un principio democratico quello che ci guida, \u00e8 un principio di democrazia autentica, popolare, capillare \u2013 se \u00e8 possibile dirlo \u2013 perch\u00e9 soltanto attraverso la proporzionale si hanno queste possibilit\u00e0 e queste manifestazioni.<\/p><p>Ma vi \u00e8 una accusa pi\u00f9 grave \u2013 quella alla quale tutti gli oppositori della legge si sono pi\u00f9 o meno richiamati \u2013 l\u2019accusa di violazione della Costituzione, o quanto meno l\u2019accusa di violazione del regolamento dell\u2019Assemblea Costituente.<\/p><p>Accusa di violazione della Costituzione. Ma che cosa dice la Costituzione? La Costituzione dice che il Senato deve essere eletto su base regionale, e per quante sottilizzazioni, pi\u00f9 o meno sofistiche io abbia sentito fare da pi\u00f9 parti in riferimento all\u2019attuazione di questo principio della base regionale, credo sia difficile persuadersi che la Costituzione, parlando di base regionale, abbia soltanto voluto dire che la configurazione dei collegi uninominali non dovesse valicare i confini geografici della circoscrizione regionale. Sarebbe assolutamente pleonastico questo, perch\u00e9 evidentemente i collegi uninominali devono essere inseriti o nella circoscrizione della provincia o nella circoscrizione della Regione. (<em>Interruzione del deputato Martino Gaetano<\/em>). Ricordo la seduta del 7 ottobre, onorevole Martino, quando fu approvato l\u2019ordine del giorno Nitti che contemplava il principio del collegio uninominale e ricordo attraverso quali contrasti, in quali condizioni, con quale scarsa partecipazione numerica di deputati l\u2019ordine del giorno Nitti fu approvato. (<em>Commenti a sinistra<\/em>). Non discuto e non eccepisco nulla, constato e ricordo. Quando cio\u00e8, il principio del collegio uninominale era passato in quel determinato modo, l\u2019indomani stesso con una votazione notevolmente superiore sia dal punto di vista della partecipazione effettiva dei deputati alla discussione che dal punto di vista della maggioranza raggiunta, fu fissato dalla Costituente il principio della base regionale.<\/p><p>MARTINO GAETANO. Dopo le dichiarazioni dell\u2019onorevole Gronchi.<\/p><p>RUBILLI. Bisogna dimostrare che la base regionale abbia abolito il collegio uninominale.<\/p><p>VIGNA. Si continua a discutere sul merito, e non sulla preclusione.<\/p><p>PICCIONI. L\u2019articolo 57 della Costituzione stabilisce: \u00abIl Senato della Repubblica \u00e8 eletto a base regionale\u00bb. Questa \u00e8 la deliberazione dell\u20198 ottobre, il giorno dopo l\u2019approvazione dell\u2019ordine del giorno Nitti. Ci\u00f2 vuol dire che, se si era fissato il principio del collegio uninominale, si doveva per\u00f2 trovare un legame organico, non soltanto esteriore, con il principio della base regionale. Qui ci sono avvocati e giuristi egregi. Se vogliamo dare un senso logico e concreto alla disposizione della Carta costituzionale non si pu\u00f2 credere che, quando i costituenti hanno votato questo principio l\u20198 ottobre, abbiano voluto soltanto riferirsi a quello che voi dite&#8230; (<em>Interruzioni \u2013 Commenti<\/em>).<\/p><p>MARTINO GAETANO. Rilegga i resoconti stenografici.<\/p><p>PICCIONI. Ritengo di essere sufficientemente preciso.<\/p><p>Dunque, l\u2019ordine del giorno Nitti non \u00e8 inserito nella Carta costituzionale. Non lo \u00e8 per quelle date ragioni di carattere parlamentare che tutti noi ricordiamo, e per una ragione ben pi\u00f9 profonda, che \u00e8 affiorata sia per la prima Camera che per la seconda Camera, cio\u00e8 che la forma elettorale non conviene legarla alla rigidit\u00e0 della Carta costituzionale. Su questo mi pare non ci sia dubbio.<\/p><p>Altro precedente, sul quale mi pare si possa essere d\u2019accordo, \u00e8 che la legge istitutiva della Costituente pone fra i compiti della Costituente la redazione della Carta costituzionale, l\u2019approvazione dei trattati internazionali, l\u2019approvazione delle leggi elettorali.<\/p><p>Cade, quindi, tutta la costruzione macchinosa e un po\u2019 suggestiva che faceva stamane l\u2019onorevole Lucifero circa l\u2019ordine del giorno votato dalla Costituente \u2013 dice lui \u2013 come Costituente; mentre oggi non siamo pi\u00f9 costituenti. Ma oggi siamo quella Costituente la quale, in forza della sua legge istitutiva, \u00e8 chiamata ad approvare le leggi elettorali. Essa non deriva questa facolt\u00e0 da una deliberazione precedente della Costituente in senso proprio, ma la deriva esclusivamente dalla legge istitutiva dell\u2019Assemblea; \u00e8 una attribuzione specifica propria della Costituente, che non si ricollega minimamente al lavoro costituente vero e proprio. La Costituente, nel momento in cui adempiva alla sua funzione di Costituente in senso proprio, poteva astenersi rigorosamente \u2013 sarebbe stato meglio che cos\u00ec avesse fatto \u2013 dall\u2019interferire sulla materia elettorale vera e propria. Poteva, s\u00ec, prendere in esame e fissare nella Costituzione, come ha fatto, i princip\u00ee regolatori, organici, delle due Camere; ma la materia elettorale, siccome era competenza specifica, attribuita a parte alla Costituente, doveva essere lasciata impregiudicata, perch\u00e9 questa ne facesse l\u2019uso che avesse creduto, quando avesse affrontato risolutamente il problema elettorale.<\/p><p>Ecco perch\u00e9 il richiamo all\u2019articolo 87 del regolamento non regge, se si vuole essere logici e conseguenti; perch\u00e9 quell\u2019articolo riguarda l\u2019approvazione dei disegni di legge particolari e parla degli ordini del giorno votati, a seguito della discussione generale su ciascun disegno di legge; per cui gli ordini del giorno votati in quel particolare modo devono informare di s\u00e9 le ulteriori determinazioni del disegno di legge.<\/p><p>L\u2019ordine del giorno Nitti \u00e8 stato, invece, votato in fase perfettamente costituente; non \u00e8 stato votato come conseguenza della discussione generale svoltasi sul disegno di legge, che riguardava la legge elettorale del Senato.<\/p><p>Comunque, io non voglio insistere su tale posizione, se non per arrivare a questa conclusione. Io non disdico il valore e la portata dell\u2019ordine del giorno Nitti; l\u2019ho detto altre volte; ma dico che esso deve essere coordinato a una finalit\u00e0 superiore quale \u00e8 la funzionalit\u00e0 del Parlamento italiano, alla possibilit\u00e0 di una armonia adeguata come espressione politica rispettiva, non alla possibilit\u00e0 di creare fin d\u2019ora un motivo di profondo dissidio, di disorganizzazione interna, di attrito di funzioni tra le due Camere, che sconvolgerebbe l\u2019esperimento democratico della Repubblica italiana.<\/p><p>E perci\u00f2 io vi dico: la preclusione, che voi invocate, rispetto al voto dato sull\u2019ordine del giorno Perassi, evidentemente non regge dal punto di vista giuridico; perch\u00e9, prima di tutto, l\u2019ordine del giorno Perassi non si occupava della legge elettorale del Senato. Esso in sostanza diceva: vogliamo procedere alla svelta, considerate tutte le difficolt\u00e0 che si prospettano, per la elezione del primo Senato? Applichiamo la legge elettorale approvata per la prima Camera, non prendendo in esame nessuna legge speciale per il modo di elezione della seconda Camera.<\/p><p>La preclusione significa quindi: non si pu\u00f2 scendere su questo terreno. Quale? Precisamente quello di applicare la legge della prima Camera al Senato; non gi\u00e0 quello di discutere liberamente su un progetto di legge specifico, che riguarda la elezione del Senato.<\/p><p>Ed allora si \u00e8 nominata la Commissione per la legge speciale per il Senato; e siamo oggi proprio in questa fase.<\/p><p>Cosa volete ora ritenere? Che con l\u2019ordine del giorno Nitti, votato in quel modo ed in quel senso, si sia precluso il diritto ai deputati di interloquire sulla impostazione del disegno di legge per il Senato?<\/p><p>Questa \u00e8 una enormit\u00e0 giuridica e costituzionale.<\/p><p>L\u2019ordine del giorno Nitti \u00e8 stato approvato con quel numero di presenti che tutti conoscono; non era stato presentato in una discussione messa espressamente all\u2019ordine del giorno per l\u2019approvazione della legge elettorale per il Senato, perch\u00e9 se questo fosse stato, i deputati, anche gli assenti, avrebbero sentito l\u2019opportunit\u00e0, la necessit\u00e0 e il dovere di essere presenti certamente in misura maggiore (<em>Commenti a sinistra<\/em>). Ora si viene a discutere il disegno di legge per la costituzione del Senato, legge elettorale vera e propria e si viene a dire ai duecento deputati che furono assenti quando si vot\u00f2 l\u2019ordine del giorno Nitti: Amici, bisogna votare per il collegio uninominale rigido, c\u2019\u00e8 poco da fare, perch\u00e9 c\u2019\u00e8 una deliberazione precedente. Voi dite questo! (<em>Commenti a sinistra<\/em>).<\/p><p>COSTANTINI. Discutete anche per gli assenti! Dove andremo a finire?<\/p><p>PICCIONI. Sono d\u2019accordo con voi che questo avvenga, ma quando? Nella discussione del disegno di legge elettorale. Oggi, nominata la Commissione, presentato il progetto, a conclusione della discussione generale, se venisse rivotato ed approvato un ordine del giorno che fissi un principio direttivo, che deve servire come norma per l\u2019ulteriore determinazione delle disposizioni della legge, ma non prima, non precludendo mesi avanti un principio che pu\u00f2 esser fissato come principio di orientamento generale, ma che non pu\u00f2 precludere il diritto di ciascuno dei deputati, quando quella norma stessa deve essere tradotta in legge, di intervenire e votare secondo la propria coscienza e la propria convinzione. (<em>Rumori a sinistra \u2013 Interruzione del deputato Rubilli<\/em>).<\/p><p>Mi pare di aver chiarito la differenza tra le diverse tesi. Per concludere, io dir\u00f2 che il principio del collegio uninominale noi lo possiamo accettare solo nel senso esposto, il solo attribuibile a quel voto dell\u2019Assemblea. Io dico: questo principio, non ci potete impedire di tradurlo in forme diverse da quella schematica e tradizionale che voi preferite. Altrimenti perderemmo del tempo inutilmente e basterebbe prevedere una formulazione tecnica ormai obbligatoria. Ma il contenuto della legge elettorale del Senato \u00e8 ben altra cosa e ben altra cosa \u00e8 il diritto inalienabile di ciascuno di noi di essere liberi quando si vota una norma di legge. L\u2019ordine del giorno Nitti non \u00e8 una norma di legge, questo l\u2019errore in cui \u00e8 caduto il collega Martino, \u00e8 una deliberazione interna dell\u2019Assemblea. (<em>Proteste a sinistra \u2013 Interruzione del deputato Martino Gaetano<\/em>). L\u2019ordine del giorno Nitti deve essere tradotto in formulazioni giuridiche normative concrete. Quando queste \u00abformulazioni giuridiche normative concrete\u00bb sono presentate all\u2019Assemblea, essa ha il pieno diritto di approvarle o di respingerle, indipendentemente da quel precedente. (<em>Vivi applausi al centro<\/em>). Onorevoli colleghi, nessuna deviazione politica da parte nostra, e quindi nessuna speculazione politica vostra su questa vostra comoda presunzione. Capisco bene che siamo alla vigilia elettorale in cui \u00e8 facile commettere dei peccati di questo genere&#8230;<\/p><p>GIANNINI. &#8230;di gola.<\/p><p>PICCIONI. &#8230;di speculazione politica, evidentemente. Ma comunque noi non ci prestiamo a queste manovre elettoralistiche, anche perch\u00e9 abbiamo dimostrato, con una coerenza politica, ideologica, di azione pratica e concreta, qual \u00e8 la linea che la Democrazia cristiana intende seguire. Non credo che il Paese possa subire le facili suggestioni di una particolare interessata speculazione su un atto di carattere esclusivamente tecnico parlamentare.<\/p><p>Quanto all\u2019altra accusa, di violazione costituzionale e regolamentare, mi pare di aver illustrato \u2013 e la mia coscienza \u00e8 molto tranquilla \u2013 la perfetta ortodossia costituzionale e regolamentare della nostra impostazione di fronte ai precedenti voti dell\u2019Assemblea, se i precedenti voti sono interpretati e sono intesi con spirito giuridico e politico nello stesso tempo, ma non con lo spirito di sopraffazione o di fazione politica comunque ispirata.<\/p><p>Deve essere il diritto dell\u2019Assemblea salvaguardato nella sua pienezza e indipendenza.<\/p><p>Onorevole Lucifero, non basta soltanto appellarsi genericamente ai princip\u00ee fissati nella Carta costituzionale. I deputati qui presenti debbono avere intatto il diritto di approvare una norma od un\u2019altra quando si \u00e8 messi di fronte ad un disegno di legge concreto e preciso in materia elettorale, che costituisce appunto una prerogativa dell\u2019Assemblea ed una prerogativa di ciascuno dei suoi componenti. (<em>Applausi al centro<\/em>).<\/p><p>GIANNINI. Chiedo di parlare per fatto personale.<\/p><p>PRESIDENTE. Lo indichi.<\/p><p>GIANNINI. Il fatto personale, onorevole Presidente, consiste nell\u2019interpretazione che l\u2019onorevole Piccioni ha dato alla mia adesione all\u2019ordine del giorno Perassi.<\/p><p>PRESIDENTE. Ha facolt\u00e0 di parlare.<\/p><p>GIANNINI. Sar\u00f2 brevissimo, signor Presidente.<\/p><p>Innanzi tutto, io devo all\u2019onorevole Piccioni una spiegazione. Non mi \u00e8 mai capitato, fino ad oggi, di avere il piacere di ascoltarlo con tanta diligenza, non perch\u00e9 egli non meriti attenzione, ma per tante altre ragioni&#8230;<\/p><p>PICCIONI. Per disattenzione.<\/p><p>GIANNINI. &#8230;no, per tante altre ragioni, fra le quali anche quella di essere assente quando l\u2019onorevole Piccioni ha parlato.<\/p><p>Sono rimasto veramente ammirato di vedere uno sciabolatore cos\u00ec forte come l\u2019onorevole Piccioni, e mi spiego oggi il perch\u00e9, quando egli prende la parola, tutta l\u2019Assemblea diventi veramente attenta. Egli mi ha tirato un traversone, che \u00e8 quello della mia adesione all\u2019ordine del giorno Perassi. Ma, qui potrei fargli una parata e restituirgli il colpo dicendogli: Onorevole Piccioni, lei ha trovato troppo poco trovando l\u2019ordine del giorno Perassi, perch\u00e9, se lei avesse voluto attenersi a quanto ho affermato ripetutamente in quasi tutti gli articoli che ho scritto in materia elettorale, lei avrebbe scoperto che io sono un proporzionalista pi\u00f9 accanito di lei. Difatti, debbo precisamente alla proporzionale il brillante successo elettorale che ho riportato il 2 giugno e che si \u00e8 cercato continuamente di svalutare e diminuire. Quindi, sono un proporzionalista. Senonch\u00e9, \u00e8 stato approvato un ordine del giorno Nitti col quale si \u00e8 stabilito che la elezione del Senato deve avvenire col sistema del collegio uninominale. Ora, io posso anche non essere d\u2019accordo con l\u2019ordine del giorno, posso anche aver votato contro quell\u2019ordine del giorno, ma ormai quella \u00e8 una norma accettata dall\u2019Assemblea, \u00e8 un fatto certo che io debbo non solo subire ma al quale mi debbo sottoporre. Altrimenti, che razza di democrazia \u00e8 la nostra? (<em>Commenti al centro \u2013 Interruzioni degli onorevoli Uberti e Lucifero<\/em>).<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Giannini, poich\u00e9 parla per fatto personale, la prego di essere succinto.<\/p><p>GIANNINI. Se il pi\u00f9 potente partito della Camera mi interrompe continuamente, non posso essere succinto.<\/p><p>PRESIDENTE. Non raccolga le interruzioni.<\/p><p>GIANNINI. Ora, noi partiamo da un dato di fatto certo, che \u00e8 l\u2019ordine del giorno Nitti, al quale, mi pare, danno un valore diverso anche i socialisti.<\/p><p>PRESIDENTE. Ma questo non \u00e8 fatto personale, onorevole Giannini, la discussione non consente questa diversione.<\/p><p>GIANNINI. Il mio fatto personale \u00e8 appunto concepito in quella configurazione di incoerenza, di impreparazione e di contraddittoriet\u00e0 in cui l\u2019onorevole Piccioni mi avvolge. Ed \u00e8 da questa accusa che io appunto mi debbo difendere, se lei consente, onorevole Presidente.<\/p><p>Concludo dicendo che, ferma restando la mia convinzione di proporzionalista, oggi c\u2019\u00e8 l\u2019ordine del giorno Nitti, ed \u00e8 questa norma, la quale \u00e8 stata approvata dalla Camera, che io e tutti dobbiamo rispettare.<\/p><p>L\u2019onorevole Piccioni ha offerto ora questo argomento: va bene, l\u2019ordine del giorno Nitti \u00e8 stato approvato, per\u00f2 non \u00e8 un articolo della Costituzione, \u00e8 un ordine del giorno che \u00e8 stato approvato in una seduta in cui vi erano pochi deputati presenti. Con ci\u00f2 forse, oggi che vi sono molti presenti, dobbiamo modificare quella deliberazione? (<em>Rumori \u2013 Proteste al centro<\/em>).<\/p><p>Allo scopo di non portare all\u2019infinito il fatto personale, io lo tronco qui, facendo presente che moltissime altre orecchie, anche non tesserate del mio partito, hanno udito perfettamente quello che ho udito io; e cio\u00e8 che una disposizione od un ordine del giorno vale un giorno perch\u00e9 c\u2019\u00e8 un certo numero di deputati e non vale pi\u00f9 un altro giorno. (<em>Commenti al centro<\/em>).<\/p><p><em>Voci.<\/em> Chiusura!<\/p><p>PRESIDENTE. Domando se la proposta di chiusura \u00e8 appoggiata.<\/p><p>(<em>\u00c8 appoggiata<\/em>).<\/p><p>La pongo in votazione, riservando la facolt\u00e0 di parlare all\u2019onorevole Basile, al quale era gi\u00e0 stata concessa.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvata<\/em>).<\/p><p>BASILE. Onorevoli colleghi, obbligo di liste e obbligo di voto non sono libert\u00e0 di voto.<\/p><p>Voi ci dite: questo \u00e8 il collegio uninominale, e poi ci presentate il congegno delle liste?<\/p><p>Io sono il primo ad ammettere che questo sistema rende inevitabile l\u2019obbligatoriet\u00e0 del voto. Persino in un paese educato politicamente come il Belgio la proporzionale costrinse a introdurre il voto obbligatorio.<\/p><p>Ma non \u00e8 questa la condanna del progetto?<\/p><p>Poich\u00e9 in politica non si vive di astrazioni, le istituzioni politiche nella storia devono aver radice nei fatti. L\u2019idea proporzionalista, nata fra le minoranze etniche che non potevano essere rappresentate altrimenti, era rispondente in certi paesi a situazioni storiche e politiche locali. Fiamminghi e valloni, nel Belgio, tedeschi, italiani, ladini e francesi in Svizzera, slavi, cechi e tedeschi in Cecoslovacchia non potevano che scegliere il sistema proporzionale. Guardiamo ora all\u2019Italia. Io invito tutti alla ragione dei numeri. In Italia, con la proporzionale e il voto obbligatorio, circa otto milioni di elettori si sono astenuti dalle urne. I numeri sono fatti. Guardiamo i fatti: il vostro congegno delle liste. Qui si fa un primo scrutinio occulto, lontano dagli elettori, fuori del loro controllo, fra i candidati, che affrontano mille manovre, pi\u00f9 o meno tortuose, trasferendo la lotta dal sole all\u2019ombra, nell\u2019interno di quelle fucine o cucine elettorali che manipolano le liste. Conseguenza inevitabile sar\u00e0 la creazione di numerosi piccoli gruppi obbligati a collegarsi, a imparentarsi, per via di transazioni e adattamenti che fanno perdere ai candidati la loro autonomia, la loro fisionomia.<\/p><p>La mancanza di coesione fra questi gruppi turba la formazione dei partiti nell\u2019ambito della Regione e nel Parlamento impedisce la formazione di un Governo stabile.<\/p><p>So bene che non convincer\u00f2 tutti, ma il vostro progetto, obiettivamente, manca di unit\u00e0 di concezione, di omogeneit\u00e0, \u00e8 pieno di espedienti, di compromessi, \u00e8 complicato, \u00e8 macchinoso. Poi rende costosa la campagna elettorale, specie nelle circoscrizioni vaste.<\/p><p>Il collegio uninominale invece \u00e8 un\u2019idea semplice. L\u2019elettore sceglie liberamente il candidato e non la lista, la scelta \u00e8 di una estrema spontaneit\u00e0.<\/p><p>Io sono certo che noi avremo il consenso dell\u2019immensa maggioranza degli italiani, se daremo all\u2019elettore il diritto di scegliere il candidato che riscuota la sua fiducia, che rappresenti le aspirazioni, la voce di 200.000 abitanti.<\/p><p>Questo serve ad avvicinare l\u2019eletto agli elettori. Alla Camera dei Comuni, infatti, il deputato non \u00e8 indicato col suo nome, ma col nome del suo collegio; c\u2019\u00e8 il deputato di Bristol, di Londra, di Liverpool, ecc.<\/p><p>Il collegio uninominale \u00e8 per esperienza storica il pi\u00f9 adatto per formare due partiti; uno al Governo e uno all\u2019opposizione, in grado di bilanciarsi a vicenda.<\/p><p>Se vi \u00e8 un forte scarto di superiorit\u00e0 pel partito vittorioso, ci\u00f2 permette una certa stabilit\u00e0 di Governo.<\/p><p>Ma, nel funzionamento pratico, anche l\u2019esistenza di un terzo partito come il partito laburista in Inghilterra non modifica il sistema della bilancia dei partiti.<\/p><p>L\u2019alleanza dei due partiti pi\u00f9 deboli contro il pi\u00f9 forte \u00e8 un rimedio anche per questo timore.<\/p><p>Perci\u00f2 infondata \u00e8 la preoccupazione di mancanza di continuit\u00e0 e di oscillazioni nei pubblici poteri perch\u00e9 i gruppi si equilibrano in una diagonale, in una forza intermedia destinata a svolgere una insostituibile funzione di centro, equilibratrice, capace di evitare eccessi nelle azioni e nelle reazioni. Il vostro sistema anzitutto \u00e8 impopolare. Per far risparmiar tempo all\u2019Assemblea, non parlo delle complicazioni aritmetiche di tutto il sistema, sono disposto a riconoscere che con una tavola di logaritmi e una macchina calcolatrice si pu\u00f2 facilmente applicarlo.<\/p><p>Ma io voglio trascurare gli aspetti minori e riassumo il problema in una domanda: l\u2019elettore preferisce di votare per un nome o per una lista? Questo progetto interpreta i bisogni del Paese, i desideri degli elettori? Voi stessi non negate il vostro pensiero trasparente: per voi, il progetto \u00e8 una necessit\u00e0 parlamentare.<\/p><p>Ora, io credo che i parlamenti debbano essere l\u2019espressione dei bisogni del Paese, non ho mai sentito dire che il Paese debba subire le necessit\u00e0 dei parlamenti. Ci fu un tempo in cui le necessit\u00e0 dei governi si imponevano ai paesi e ci\u00f2 chiamammo tirannide.<\/p><p>Qui si giuoca di scherma. Abolite il collegio uninominale riducendo i voti di preferenza a uno. Louis Blanc fece il contrario quando parlava del congegno delle liste. Egli diceva: noi presentiamo una lista di 20, 30 nomi in cui non dimenticheremo mai di includere il nome di <em>Monsieur le Maire<\/em>,<em> Monsieur le Cur\u00e9<\/em> e gli altri nomi saranno accettati da tutti.<\/p><p>Ma questo \u00e8 il collegio plurinominale.<\/p><p>Che cosa volete voi?<\/p><p>Estendere al Senato il sistema proporzionale della Camera; ma non si possono eleggere due Assemblee con lo stesso sistema. Una delle due Camere sarebbe superflua.<\/p><p>Il principio gi\u00e0 accolto della bicameralit\u00e0 esclude questa soluzione. Ma ci sono altre ragioni per escluderla.<\/p><p>Io ho gi\u00e0 dimostrato in quest\u2019Aula che la proporzionale accresce il prepotere dei partiti: l\u2019opinione che io difender\u00f2 non \u00e8 dunque improvvisata.<\/p><p>Volete estendere questa tirannia anche all\u2019elezione del Senato? I dirigenti dei partiti diventeranno onnipotenti, i veri arbitri delle elezioni e i candidati, con la camicia di Nesso della disciplina di partito, resteranno nel loro letto di Procuste, senza libert\u00e0 e senza personalit\u00e0, un numero, un voto nei loro gruppi politici.<\/p><p>\u00c8 il popolo che elegge i migliori, non i partiti.<\/p><p>I partiti, in cui vi sono talvolta pochi despoti e molti schiavi, tendono alla scelta dei pi\u00f9 conformisti, anzich\u00e9 \u00a1 maestri e i capitani scelgono spesso gli allievi, i soldati. \u00c8 il rovesciamento della selezione e i partiti diventano chiese, caserme.<\/p><p>Col vostro sistema basta eleggere tre o quattro capi-gruppo e questo porta all\u2019abolizione del Parlamento; \u00e8 una riflessione che lascio al vostro apprezzamento. Onorevoli colleghi, l\u2019uomo di Stato deve adattare i postulati tecnici alle necessit\u00e0 pratiche, una riforma deve ispirarsi alle vere condizioni politiche del Paese e non alle astrazioni.<\/p><p>Tutto il perno della questione consiste nel vedere se le necessit\u00e0 del Paese impongano di acuire l\u2019attrito, il conflitto dei partiti o non sia piuttosto conveniente di attenuarlo.<\/p><p>Forse, la gran massa del Paese, che cammina per la sua strada, \u00e8 tranquilla, mostra pi\u00f9 saggezza di noi che pretendiamo dirigerla.<\/p><p>Oggi, tutti i partiti, tutti gli uomini politici potrebbero accordarsi su un minimo denominatore comune: i problemi della ricostruzione. E poi ricominceremo a lottare, riprenderemo a odiarci con tutta l\u2019asprezza delle divisioni di parte, se non sapremo far di meglio. Ma oggi, ricostruiamo.<\/p><p>Gli anglo-sassoni, che sono un popolo pratico, fanno i programmi elettorali ponendo la soluzione di quattro o cinque problemi: e per loro se una legislatura li risolve \u00e8 una benemerenza.<\/p><p>Lasciate che per ora almeno gli elettori, non i partiti, scelgano gli uomini che debbono risolvere i problemi urgenti della vita italiana.<\/p><p>Qualcuno ripete che questo sistema rende pi\u00f9 personale la lotta politica e che gli eletti restano troppo vicino all\u2019elettore che chiede influenze politiche presso i Ministeri le cui sorti dipendono dal voto del deputato.<\/p><p>Ma qui non \u00e8 in giuoco il sistema, \u00e8 il costume politico.<\/p><p>Se l\u2019unico argomento per combattere il collegio uninominale si riducesse al desiderio di elevare la lotta di persone a lotta di idee, io domanderei come mai gli elettori che hanno votato per ottanta anni a scrutinio uninominale, abbiano eletto uomini cos\u00ec insigni e cos\u00ec superiori agli interessi locali e uomini di tutti i partiti, di minoranza e di opposizione.<\/p><p>Ci\u00f2 che costituiva la caratteristica della Camera italiana era che, pur divisa in partiti, in gruppi, all\u2019interno di questi gruppi gli uomini di cui ciascuno ebbe il suo fascino rappresentavano una gamma di competenze, di personalit\u00e0 che riproduceva le variet\u00e0 multiformi che la natura ha dato alla terra e al genio italiano.<\/p><p>E questi uomini erano eletti nonostante che fossero legati, come voi dite, a interessi elettorali locali, personali, a interessi di sollecitatori di vantaggi privati che non guardavano oltre il campanile, oltre il breve orizzonte municipale. Ma quale differenza non c\u2019\u00e8 oggi fra il collegio ristretto di quaranta anni or sono con poche migliaia di elettori e il collegio di duecentomila abitanti, col suffragio universale?<\/p><p>Qui mi addentro in un tema pericoloso. Vorrei ricordare che, quando si discusse la estensione del suffragio in Germania, un filologo trov\u00f2 che la lingua tedesca possiede oltre centomila parole e che mentre il pensiero di un agricoltore si esprime con trecento parole, un laureato di Heidelberg ne usa cinquemila e un oratore del Reichstag diecimila.<\/p><p>Aggiungeva che la pi\u00f9 perfetta scuola dei sordomuti, che allora era quella di Berlino, insegnava tremila parole per cui l\u2019elettore rurale era dieci volte meno capace di idee di un sordomuto.<\/p><p>Il criterio \u00e8 erroneo per desumere la capacit\u00e0 politica dell\u2019elettore, perch\u00e9 l\u2019elettore non deve scegliere un programma di Governo, n\u00e9 pronunziare un giudizio sulle grandi questioni politiche. N\u00e9, del resto, l\u2019Accademia dei Lincei e gli accademici di Francia hanno mai aspirato al Governo politico, perch\u00e9 il Governo non \u00e8 un\u2019accademia di scienze.<\/p><p>L\u2019elettore designa gli eletti e questa scelta si effettua nell\u2019attrito vivissimo delle discussioni, delle emulazioni, delle influenze che si svolgono durante le elezioni, in cui si esaltano tutte le facolt\u00e0 e le attitudini degli elettori. Questa capacit\u00e0, che \u00e8 pi\u00f9 estesa che non si creda, si avvicina quasi alla spontaneit\u00e0 dell\u2019istinto.<\/p><p>Gli stranieri dicono che in ogni italiano c\u2019\u00e8 un poco di Machiavelli. Tolto quel che vi pu\u00f2 essere di meno benevolo in quest\u2019espressione, non c\u2019\u00e8 forse popolo in cui l\u2019istituto politico sia sviluppato come nel popolo italiano. Lasciamo perci\u00f2, senza preoccupazione che l\u2019elettore possa scegliere nell\u2019ambito del collegio uninominale che rende pi\u00f9 vicini i legami fra elettori ed eletto e d\u00e0 una base cos\u00ec viva alla rappresentanza politica.<\/p><p>Il collegio uninominale, dunque, non \u00e8 un\u2019incognita che noi introdurremo nel nostro organismo politico, mentre conosciamo gli inconvenienti della proporzionale col regime dei partiti, in cui la crisi \u00e8 permanente. E ne volete la prova?<\/p><p>Volete permettermi di citare l\u2019esempio che ci offre il Paese dove \u00e8 nata la proporzionale? L\u2019anno scorso nel Belgio si \u00e8 cercato di formare successivamente un Governo di sinistra, un Governo di destra, un Governo di unanimit\u00e0. Volete altri esempi? Guardate ci\u00f2 che \u00e8 avvenuto in Francia: \u00e8 l\u2019esempio pi\u00f9 recente. E per non abusare degli esempi, voglio citarne uno ultimo, che mi pare il pi\u00f9 convincente. Pensate a quello che \u00e8 avvenuto in Italia; si \u00e8 fatto un Governo di sinistra, poi un Governo di destra, poi si \u00e8 tentato di costituire un Governo di centro, di centro-destra, e di centro-sinistra. Ma \u00e8 il verdetto elettorale che permette di scegliere queste diverse combinazioni? No, la Nazione \u00e8 estranea a ci\u00f2 che \u00e8 la decisione politica pi\u00f9 importante, quella che porta il Paese su una strada o su un\u2019altra.<\/p><p>Questa legge ha il peccato originale di voler mantenere la proporzionale per consolidare il predominio politico dei partiti; tutto ci\u00f2 a prezzo della libert\u00e0 dell\u2019elettore. Per far ci\u00f2, vi ponete in straziante contraddizione con voi stessi. Se infatti vi costringiamo a confessare che volete abolire l\u2019ordine del giorno Nitti, che reca pure la mia firma, la pi\u00f9 modesta di tutte, che stabil\u00ec il principio del collegio uninominale, invocate l\u2019articolo 57 della Costituzione. L\u2019articolo 57 dice che il Senato della Repubblica \u00e8 eletto a base regionale. Dunque, col sistema proporzionale, voi dite. Ma cos\u00ec interpretandolo, mentre volete arbitrariamente dedurre che il principio uninominale sarebbe anticostituzionale, annullate il voto del 7 ottobre, ma confessate che il vostro sistema non \u00e8 uninominale. Per fare passare poi il vostro sistema per proporzionale, ci dite che esso \u00e8 uno dei tipi di collegio uninominale, il che sarebbe come dire che ci possono essere due tipi di sesso maschile.<\/p><p>Io non voglio prolungare questo dibattilo spiacevole. Credo che saremo d\u2019accordo su un punto: il voto politico \u00e8 uscito dalle pi\u00f9 memorabili lotte civili, ma non esistono diritti se non in quanto siano pieni, efficaci.<\/p><p>Se il cittadino ha acquistato il diritto politico dell\u2019elettorato, che \u00e8 un diritto non una funzione, voi non potete limitarlo, non potete renderlo obbligatorio. Bisogna attrarre il cittadino alla vita pubblica, destando l\u2019interesse dell\u2019assente e dell\u2019indifferente, col dare all\u2019elettore la sensazione che il suo voto influisce sulla elezione. A questa esigenza risponde il collegio uninominale, in cui cresce l\u2019importanza e il valore del singolo voto.<\/p><p>Non \u00e8 il voto obbligatorio, ma la partecipazione spontanea degli elettori alla vita politica, che accresce l\u2019autorit\u00e0 delle Assemblee. Non \u00e8 il congegno delle liste che lascia libert\u00e0 all\u2019elettore. E se \u00e8 vero che la natura di un governo rappresentativo prende forma dalla legge elettorale, perch\u00e9 sono due termini che si condizionano a vicenda, questa legge ha non minore importanza della Costituzione. Un Governo \u00e8 formato dal sistema elettorale perch\u00e9 il primo compito dei rappresentanti politici \u00e8 quello di formare un governo: nell\u2019aula inglese, i senatori cambiano di posto a destra e a sinistra del presidente, quando cambia il ministero.<\/p><p>Onorevole colleghi, questa discussione ci costringe a fare un esame di coscienza: una riforma come questa non ha bisogno soltanto della volont\u00e0 del potere legislativo, richiede l\u2019adesione della coscienza pubblica.<\/p><p>L\u2019onorevole Baccarini diceva una volta ai suoi elettori: Il Governo ha abolito l\u2019imposta sul macinato, ha abolito il corso forzoso e ora vi d\u00e0 la riforma elettorale: che volete di pi\u00f9? Oggi purtroppo l\u2019elettore potrebbe dire amaramente: abbiamo ancora l\u2019imposta sul macinato e abbiamo il corso forzoso, non vogliamo la vostra legge elettorale.<\/p><p>Concludo. L\u2019Assemblea ha gi\u00e0 deciso, ha gi\u00e0 deliberato di adottare il collegio uninominale per l\u2019elezione del Senato, ma qui dove le deliberazioni e le discussioni non hanno importanza, io ho poca speranza di essere ascoltato, anche se per caso vi avessi convinto. Io credo per\u00f2 che se una nuova maggioranza approvasse questo progetto, commetterebbe un abuso di potere. La storia della formazione dello Stato, ci insegna che in principio vi fu la forza, a cui si sent\u00ec bisogno di porre dei limiti e il limite fu la legge. Ma la legge deve obbedire a un precetto etico: il diritto. Se le maggioranze che fanno le leggi, v\u00ecolano questo precetto e dimenticano che sovrano non \u00e8 lo Stato, ma il diritto, le maggioranze diventano ancora l\u2019arbitrio, la forza. Io ho sempre detestato l\u2019arbitrio. Il limite dei poteri delle maggioranze \u00e8 la ragione, \u00e8 la giustizia. La maggioranza riferita al numero \u00e8 un trono che si rovescia col numero: \u00e8 la minoranza di domani. Questa legge \u00e8 un errore, il Paese non vi capisce; in quest\u2019ora melanconica, alla fine di quest\u2019Assemblea, io vi dico: farete come vorrete, ma non abusate della vostra forza. Se questa legge passasse, ci resterebbe un conforto, sterile conforto, quello di aver fatto il nostro dovere. Ma voi stessi rimpiangereste l\u2019allucinazione di questa intemperanza, di questo delirio di onnipotenza.<\/p><p>Una volta un re di Francia, disse: lo Stato sono io. No, lo Stato non siamo noi, lo Stato \u00e8 il paese, \u00e8 il popolo italiano. (<em>Applausi<\/em>).<\/p><p>PRESIDENTE. Ha facolt\u00e0 di parlare l\u2019onorevole Mastino Pietro in sostituzione del relatore della maggioranza.<\/p><p>MASTINO PIETRO. L\u2019onorevole Gullo, per ragioni di evidente delicatezza, data la situazione che si \u00e8 venuta a creare, ha ritenuto opportuno dichiarare alla Commissione che desiderava essere sostituito quale Relatore per la maggioranza. E la Commissione, accogliendo questo suo desiderio, ha pregato me di sostituire l\u2019onorevole Gullo. Questo \u00e8 il motivo per il quale parlo io in questo momento.<\/p><p>E parler\u00f2 molto brevemente, per una serie di ragioni pure evidenti: una, rappresentata dal fatto che vi \u00e8 una relazione scritta di maggioranza, l\u2019altra, che una parte delle considerazioni che, a sostegno del progetto di maggioranza della Commissione, possono essere presentate, \u00e8 superata dal fatto che si riferiscono ad una serie di articoli che noi abbiamo gi\u00e0 o nella formulazione proposta dalla maggioranza della Commissione o con nuove formulazioni, approvati.<\/p><p>Devo brevemente dire per quali ragioni la maggioranza della Commissione insiste nel proprio progetto, vi insiste per ragioni di sostanza e per ragioni di forma, intendendo dire con la parola \u00abforma\u00bb, ragioni di rispetto della Costituzione.<\/p><p>Io ho poc\u2019anzi ascoltato con attenzione, con la maggiore attenzione, l\u2019oratore di parte democristiana che ha parlato per ultimo e che ha giustificato non tanto il progetto di minoranza \u2013 ch\u00e9 questo sar\u00e0 compito dell\u2019onorevole Mortati \u2013 quanto la linea seguita dal suo partito. Ed ho trovato che con facilit\u00e0 egli ha potuto avanti all\u2019Assemblea affermare come il suo partito, in definitiva, si riannodi oggi a quelli che sono i princip\u00ee tradizionali proporzionalistici del partito stesso. E su ci\u00f2 io devo convenire. In definitiva, si \u00e8 detto a questo punto, che, se vi \u00e8 taluno che non oggi, ma prima, si scost\u00f2 dalle proprie direttive programmatiche in materia, questo non \u00e8 il partito democristiano.<\/p><p>Ma questo a noi non pu\u00f2 interessare minimamente. Si \u00e8 ancora detto come lo scopo cui si vuole arrivare col progetto di minoranza \u2013 per brevit\u00e0 lo chiamer\u00f2 progetto Mortati \u2013 sia soprattutto quello di giungere ad una maggiore giustizia distributiva elettorale, e anche questo \u00e8 senza dubbio un nobile fine. Ma tutto questo non riguarda la sostanza della questione, che \u00e8 questa: se la Costituzione sia stata o no violata, o meglio, possa essere o no violata con l\u2019eventuale approvazione di un sistema il quale, anzich\u00e9 di collegio uninominale, ci presenti le forme di un sistema proporzionale. Questo \u00e8 il punto.<\/p><p>Io non sono fuori dalla relazione della maggioranza della Commissione, in quanto ho gi\u00e0 permesso che noi abbiamo creduto nostro obbligo procedere alla stesura di un progetto, che rispettasse la Costituzione. Noi, con ci\u00f2, credemmo di adempiere al maggiore fra i nostri doveri, rappresentato dall\u2019ossequio e dal rispetto assoluto verso la Costituzione, che stabilisce il sistema uninominale per le elezioni al Senato.<\/p><p>\u00c8 per\u00f2 innegabile che non si \u00e8 neanche tentato da parte avversaria (e non lo ha tentato neanche l\u2019ultimo oratore), non si \u00e8 neanche tentato di sostenere che quel progetto, che chiamo di minoranza, sia a base uninominale. Si \u00e8 riconosciuto implicitamente che quel progetto \u00e8 un progetto proporzionalista.<\/p><p>Quale fu la portata dell\u2019ordine del giorno Nitti risulta dal resoconto stenografico della seduta dell\u20198 ottobre scorso.<\/p><p>L\u2019onorevole Gronchi ebbe, allora, chiaramente a dire: \u00abQuelli che, come noi, pensano che gli ordini del giorno Nitti e Giolitti siano vincolativi soltanto per questa Assemblea, e cio\u00e8 che le elezioni, rispettivamente per la Camera dei deputati e per la Camera dei senatori, debbano avvenire l\u2019una col sistema proporzionale, l\u2019altra col sistema uninominale, sostengono il principio che non sia utile n\u00e9 l\u2019una norma del sistema proporzionale n\u00e9 l\u2019altra del sistema uninominale nella Costituzione. Gli altri che sostengono di introdurre nella Costituzione le due norme, pensano che si debba costringere le future Camere ad una revisione della Costituzione in sede di pura e semplice discussione della legge elettorale. La questione \u00e8 cos\u00ec: non ci sono n\u00e9 truffe, n\u00e9 retropensieri, n\u00e9 altre diavolerie\u00bb.<\/p><p>Quali sarebbero queste diavolerie o retropensieri, se non il proposito precostituito che veniva attribuito fin da allora al partito dell\u2019onorevole Gronchi di giungere a violare la sostanza dell\u2019ordine del giorno Nitti, attraverso eventuali nuove votazioni?<\/p><p>Quindi, per bocca dell\u2019onorevole Gronchi, troviamo l\u2019interpretazione autentica (per lo meno nei confronti del suo partito) di quello che fu l\u2019ordine del giorno Nitti del 7 ottobre.<\/p><p>Vi fu, poi, la parola del Presidente dell\u2019Assemblea, che io cito, onorevoli colleghi, non solo per l\u2019autorevolezza che promana dall\u2019altezza del posto da lui occupato, ma perch\u00e9 nessuno di noi (per lo meno io) pu\u00f2 presumere di poter dire in forma pi\u00f9 precisa e \u2013 direi \u2013 lapidaria quello che fu consenso comune di tutta l\u2019Assemblea in quel giorno.<\/p><p>Disse il Presidente: \u00abOnorevoli colleghi, mi pare che tutta la discussione non si sarebbe fatta se la proposta iniziale dell\u2019onorevole Moro fosse stata del tenore delle ultime considerazioni dell\u2019onorevole Gronchi. Ma, a quanto mi \u00e8 parso di sentire, l\u2019onorevole Moro aveva, invece, fatto la proposta che si rivotasse sopra le affermazioni singole contenute nell\u2019ordine del giorno Nitti. Ed \u00e8 attorno a questa proposta dell\u2019onorevole Moro, che era stata gi\u00e0 accompagnata da una espressa dichiarazione di voto, che si \u00e8 venuta sviluppando tutta la discussione. \u00c8 evidente che, se non si fosse cos\u00ec messa in dubbio la validit\u00e0 della decisione presa dall\u2019Assemblea Costituente con la votazione dell\u2019ordine del giorno Nitti, nessuno avrebbe parlato; solo la preoccupazione che si pensasse, forse da parte di ciascuno, di rimettere in votazione cose che non possono essere pi\u00f9 votate, ha portato innanzi tutta questa discussione\u00bb.<\/p><p>\u00abCose\u00bb \u2013 diceva allora il Presidente dell\u2019Assemblea \u2013 \u00abche non possono essere pi\u00f9 votate\u00bb! E quello che, secondo la sua autorevole parola, non poteva essere pi\u00f9 posto in discussione e tanto meno votato, era il contenuto dell\u2019ordine del giorno Nitti, affermante che la votazione per la seconda Camera, vale a dire per il Senato, debba avvenire sulla base del collegio uninominale e non col sistema proporzionale.<\/p><p>Parmi, quindi, che, quando la maggioranza della Commissione approv\u00f2 un progetto che regola le elezioni per il Senato, uniformandosi nettamente al criterio e al concetto della uninominalit\u00e0, abbia perfettamente adempito al proprio obbligo, perch\u00e9 vi avrebbe veramente mancato se avesse sostituito il proprio parere a quello che era stato il parere chiaro manifestato dall\u2019Assemblea. D\u2019altra parte, onorevoli colleghi, non occorre che io dica a voi che i concetti espressi nei deliberati dell\u2019Assemblea non stanno solo nella dizione, direi, materiale e nella formulazione estrinseca. Vi sono le discussioni, vi sono i voti, vi \u00e8 il consenso comune manifestato e consacrato nei documenti, cio\u00e8 nei verbali delle discussioni, che conferiscono significato, valore, spirito ad una determinata decisione. \u00c8 concetto vecchio questo: che le leggi si hanno da interpretare nella loro sostanza e nel loro spirito.<\/p><p>Ora, mi domando: \u00e8 un fatto vero o no che tutta la stampa, indipendentemente da ragioni di partito, e che ciascuno di noi ebbe a riconoscere ed a dichiarare che era ormai punto superato e stabilito questo: che la votazione dovesse per la seconda Camera avvenire, onorevoli colleghi, in base al collegio uninominale? Io non discuto oggi sul fatto che il collegio uninominale possa o no rappresentare il mezzo perch\u00e9 la seconda Camera non sia una ripetizione della prima. Potrei per\u00f2 fare mio questo argomento. Non rispondo neanche all\u2019osservazione fatta poco anzi, secondo la quale oggi i collegi elettorali sarebbero diversi territorialmente. Penso che questa eccezione, fatta da parte avversaria, possa essere giusta solo ad una condizione: che si perpetuino le divisioni volute con quelle tabelle, di fronte alle quali noi abbiamo dovuto protestare; ma quando si proceda ad una opportuna revisione delle tabelle, che tenga conto non solo del calcolo numerico degli elettori, ma del contenuto e della natura organica che devono avere i corpi elettorali, noi faremo s\u00ec che il Senato abbia traverso il collegio uninominale, una fisionomia nuova e diversa da quella della prima Camera.<\/p><p>Questi, d\u2019altra parte, non sono concetti miei. Io non appartengo a quel partito che per bocca del suo maggiore rappresentante fin dal periodo dei lavori avanti la Commissione dei settantacinque&#8230; manifest\u00f2 la necessit\u00e0 che alle elezioni della seconda Camera si giungesse in base ad un metodo diverso da quello seguito per la prima Camera, in quanto cos\u00ec si sarebbe potuto riuscire ad ottenere che la seconda Camera non fosse un doppione della prima. Parmi, onorevoli colleghi, che io verrei meno alla promessa fatta sul principio, vale a dire quella di essere breve, se io a questo punto non credessi di dover chiudere questa mia relazione.<\/p><p>Mi permetto solo di dire questo: che le critiche che noi facciamo \u2013 e non occorre che la mia parola ripeta modestamente quanto in modo validissimo \u00e8 stato oggi da pi\u00f9 oratori affermato \u2013 non tendono a legare, come si \u00e8 detto poc\u2019anzi, la libert\u00e0 d\u2019azione dell\u2019Assemblea, quasi che noi ci si ponga in contrasto con i criteri di democrazia e coi criteri di libert\u00e0, ma la nostra critica \u00e8 diretta a porre in evidenza che l\u2019Assemblea afferm\u00f2 di gi\u00e0, approvando l\u2019ordine del giorno Nitti, che la elezione dei senatori debba avvenire col sistema uninominale, e lo disse in un modo cos\u00ec chiaro che non tollera di essere travisato da votazioni che, comunque, volessero dargli interpretazioni diverse. (<em>Applausi \u2013 Congratulazioni<\/em>).<\/p><p>PRESIDENTE. Ha facolt\u00e0 di parlare il Relatore della minoranza, onorevole Mortati.<\/p><p>MORTATI, <em>Relatore per la minoranza<\/em>. L\u2019evidente impazienza dell\u2019Assemblea mi indurrebbe a rinunciare a parlare, tanto pi\u00f9 che mi pare che la questione sia stata ampiamente dibattuta. Mi limiter\u00f2 quindi a dire poche parole, proponendomi di mettere la questione su un terreno di concretezza. In sostanza, qui siamo in presenza di due tipi di progetti; uno \u00e8 il progetto, chiamiamolo cos\u00ec, della maggioranza (che adesso non credo sia pi\u00f9 maggioranza) a tipo uninominale puro, e uno diverso, in cui rientrano il progetto del Governo e quello presentato a nome della minoranza, i quali tentano un contemperamento fra il principio uninominalistico ed il principio proporzionalistico. Ora, prima di dimostrare come questo contemperamento si sia cercato di attuare, prima di dimostrare come le proposte nostre siano suscettibili di ulteriori modificazioni che le avvicinino di pi\u00f9 al tipo del collegio uninominale, prima di passare a questa dimostrazione, io vorrei ribadire ancora una volta quello che \u00e8 stato detto con molta efficacia dall\u2019onorevole Piccioni, circa le ragioni che ci hanno indotto a trovare questo contemperamento di cui parlavo. Le ragioni sono molto serie, sono molto gravi ed io devo rilevare che nessuno degli oratori che ha parlato in contradittorio con noi le ha esaminate da vicino. Ho sentito parole grosse: prepotenza, slealt\u00e0, ecc. ma nessuno si \u00e8 presa cura di confutare queste nostre osservazioni circa l\u2019opportunit\u00e0 politica di attuare un sistema uninominale puro. Le critiche che sono contenute nella mia relazione, contrariamente a quanto ha inteso l\u2019onorevole Rubilli, non sono critiche astratte al sistema uninominale puro: sono critiche a questo progetto di collegio uninominale che ci viene presentato, e sono critiche relative alla composizione speciale dell\u2019organo e alla situazione che si verrebbe a determinare applicando il congegno elettorale che ci viene proposto. Noi abbiamo sostenuto che il collegio uninominale non trova possibilit\u00e0 di applicazione felice quando il numero dei collegi sia molto ristretto. Duecento collegi sono troppo pochi perch\u00e9 questo congegno uninominalistico funzioni bene. Io avrei capito che gli uninominalisti si fossero battuti per introdurre il collegio uninominale per la Camera dei deputati, poich\u00e9 \u00e8 indubbio che, per un\u2019Assemblea di circa 600 membri, i risultati potrebbero essere molto pi\u00f9 soddisfacenti, per la possibilit\u00e0 che operino le combinazioni compensative che equilibrano nel complesso i risultati stessi.<\/p><p>Inoltre, la Costituzione ha imposto che questi collegi siano formati in proporzione di uno per duecentomila abitanti. Se noi adottiamo il metodo uninominale puro, la composizione demografica dei collegi assumerebbe una vera e propria rilevanza costituzionale. Quindi \u00e8 inesatto che, secondo quanto ha sostenuto or ora l\u2019onorevole Mastino, sia da procedere ad un rimaneggiamento delle circoscrizioni, onde fare venire meno le obiezioni rivolte al sistema proposto. Il numero dei 200.000 diventa un vincolo non superabile, che il legislatore deve osservare nella composizione dei collegi, sicch\u00e9 si corre il rischio che questa composizione sia tale da non corrispondere a nessuna reale esigenza: dando ai collegi carattere artificioso, con correlativa disfunzione del sistema uninominale, costretto a muoversi in questo ambito. C\u2019\u00e8 un\u2019altra anomalia: il fatto di regioni che hanno un numero minimo di deputati, il che importa una differenziazione fra collegi che raggiunge in certi casi dimensioni assai alte, fino a tre volte. Ma una tale diversit\u00e0 voluta dalla Costituzione, se pu\u00f2 utilmente realizzarsi di fronte a collegi regionali, viene ad alterare profondamente il funzionamento del sistema uninominale, quando questo si voglia mantenere nella sua assolutezza.<\/p><p>C\u2019\u00e8 un altro elemento sul quale nessuno si \u00e8 fermato: la necessit\u00e0 di procedere, quando si accolga il progetto della maggioranza, a seconde elezioni; sia che si accetti il sistema del ballottaggio sia quello della ripetizione dell\u2019elezione con gli stessi candidati. \u00c8 molto probabile che, dato lo sparpagliamento dei voti, la moltiplicazione delle candidature, fenomeno caratteristico dei sistemi uninominalistici dove, come in Italia, non ci sono grandi partiti che raccolgano la massa degli elettori, si dovr\u00e0 procedere alla seconda votazione su una scala molto ampia. E il ricorso alla convocazione dei comizi quando gi\u00e0 \u00e8 reso noto l\u2019esito delle elezioni della Camera dei deputati, pu\u00f2 produrre gli inconvenienti che ho indicato nella mia relazione, e che non ripeto.<\/p><p>C\u2019\u00e8 infine un\u2019altra considerazione: quella che discende dalla norma della Costituzione relativa alla base regionale. Essa \u00e8 stata gi\u00e0 fatta dall\u2019onorevole Piccioni. L\u2019onorevole Martino ha creduto di confutarla, dicendo che non era esatto che con tale espressione si sia voluto esprimere la necessit\u00e0 di collegare la Regione con l\u2019organizzazione statale, facendola rappresentare come tale nel Senato.<\/p><p>Faccio osservare all\u2019onorevole Martino che egli ricorda male. Ho sott\u2019occhi i verbali delle sedute del 7 e 8 ottobre, da cui risulta che la contestazione fra una parte e l\u2019altra dell\u2019Assemblea si agitava su questo obietto: se cio\u00e8 alle parole \u00abbase regionale\u00bb si dovesse dare il semplice significato di circoscrizione regionale e cio\u00e8 di semplice circoscrizione elettorale; o invece un significato pi\u00f9 profondo e penetrante: quello di un collegamento organico, di natura costituzionale tra l\u2019ordinamento regionale ed un ramo del Parlamento.<\/p><p>Sulla base di una siffatta contrapposizione di opinioni si \u00e8 venuti ad un voto per appello nominale, che ha portato a questa conclusione: di approvare il concetto della base regionale, respingendo cos\u00ec il senso restrittivo di puro e semplice ambito o circoscrizione elettorale. E ricordo che proprio in quella sede, cio\u00e8 quando si tratt\u00f2 di precisare la portata e le possibilit\u00e0 di applicazioni pratiche di quel concetto di base regionale, ci fu chi espressamente fece riferimento alla combinazione fra metodo uninominale di elezione e scrutinio regionale, cio\u00e8 a qualche cosa di assai vicino a quello che ora \u00e8 stato proposto.<\/p><p>Faccio osservare altres\u00ec che questo collegamento organico fra Regione e Senato \u00e8 stato sempre sostenuto in tutte le discussioni che si sono fatte sulla riforma regionale, da quanti abbiamo voluto l\u2019ordinamento regionale. Tutti ci siamo trovati d\u2019accordo nell\u2019esigenza che la riforma regionale avesse il suo sbocco, il suo coronamento, il suo fastigio proprio nella funzione rappresentativa che il Senato doveva assumere delle varie Regioni. Questa \u00e8 stata sempre la portata che si \u00e8 voluta attribuire alla riforma regionale nel campo dell\u2019organizzazione costituzionale. E ricordo che uno dei regionalisti pi\u00f9 convinti, che prese parte alle sedute della Commissione dei settantacinque, l\u2019onorevole Lussu, proponeva di chiamare il Senato \u00abCamera delle Regioni\u00bb. Quindi, l\u2019interpretazione che demmo, e che la maggioranza dell\u2019Assemblea approv\u00f2, dell\u2019espressione base regionale, corrisponde al concetto che venne sempre affermato, e che non troverebbe la sua realizzazione con il collegio uninominale puro, perch\u00e9 evidentemente questo \u00e8 destinato ad esaurirsi in s\u00e9 stesso, e non pu\u00f2 trovare alcuna possibilit\u00e0 di espansione oltre il suo ambito.<\/p><p>\u00c8 per ultimo da ricordare che l\u2019adozione di un sistema uninominale puro, su base maggioritaria o minoritaria, reca in s\u00e9 fatalmente, come ha eloquentemente rilevato l\u2019onorevole Piccioni, il pericolo di porre la Camera eletta con tale sistema in una contrapposizione di orientamento politico con l\u2019altra Camera, uscita da un\u2019elezione su base proporzionale.<\/p><p>Ed a questo proposito vorrei ricordare all\u2019onorevole Targetti, acerbo critico del progetto di minoranza, che egli \u00e8 uno dei firmatari dell\u2019ordine del giorno votato all\u2019inizio della discussione sul sistema bicamerale; ordine del giorno, nel quale \u00e8 detto che i gruppi di sinistra accettavano il principio bicamerale, solo in quanto fosse posto a fondamento di esso una composizione della seconda Camera tale, da rispecchiare, nella sua fisionomia politica complessiva, quella della prima Camera. Adesso l\u2019onorevole Targetti ha cambiato opinione; ma la sua opinione e quella del suo Gruppo sono state sempre nel senso da me rilevato.<\/p><p>E noi ci siamo preoccupati, come ha ricordato l\u2019onorevole Piccioni, precisamente di questo grave pericolo, che si verificherebbe, ove si ponessero le condizioni per lo spiegarsi di una netta differenza di composizione politica delle due Camere.<\/p><p>Queste, dunque, sono state le ragioni, innegabilmente assai serie, che ci hanno indotti a cercare di trovare dei temperamenti al sistema uninominale, quale \u00e8 proposto dalla maggioranza della Commissione.<\/p><p>Noi ci proponevamo questi scopi: di evitare la seconda elezione, per le ragioni dette; di evitare una contrapposizione politica fra le due Camere; di attenuare l\u2019importanza delle sperequazioni fra i vari collegi; perch\u00e9 \u00e8 evidente che, se ai singoli collegi elettorali non si d\u00e0 quella autonomia costituzionale, che verrebbero a rivestire, quando si affermasse il principio uninominalistico puro, allora la loro entit\u00e0 demografica perde di importanza, perch\u00e9 essa si guarda nel quadro delle Regioni e non dei collegi singolarmente presi, e si rende possibile procedere a quel rimaneggiamento della loro composizione che consente di dar loro quella organicit\u00e0, attraverso la quale il collegio uninominale pu\u00f2 riuscire a funzionare bene.<\/p><p>Infine, ci proponevamo lo scopo di creare dei vincoli intercollegiali nell\u2019ambito della Regione, sufficienti a dare significato concreto al principio della base regionale.<\/p><p>Ora, quali i mezzi che a voi si offrirono per raggiungere questi scopi?<\/p><p>Si \u00e8 detto che il sistema da noi proposto non \u00e8 un sistema misto, ma sistema proporzionale puro; il che \u00e8 inesatto.<\/p><p>Sia nella prassi, sia nella dottrina, si d\u00e0 a sistemi del genere di quello da noi proposto il nome di sistema misto. E quando si parla di sistema misto, si vuole intendere precisamente sistema, che contemperi il principio uninominalistico col principio proporzionalistico.<\/p><p>Io ho sott\u2019occhio gli atti della Commissione per l\u2019elaborazione della legge elettorale politica per l\u2019Assemblea Costituente&#8230;<\/p><p><em>Una voce.<\/em> Questa \u00e8 dottrina.<\/p><p>MORTATI, <em>Relatore per la minoranza<\/em>. \u00c8 una proposta pratica fatta dalla Commissione, in cui il sistema che si proponeva era analogo al nostro, e si qualificava appunto come misto.<\/p><p>BELLAVISTA. Citi qualche classificazione dottrinaria, che chiami questo sistema misto e non proporzionale. (<em>Interruzione del deputato Rubilli<\/em>).<\/p><p>MORTATI, <em>Relatore per la minoranza<\/em>. L\u2019onorevole Rubilli mostra in questo momento di non avere sufficiente conoscenza dei sistemi elettorali.<\/p><p>Io ho presente la legge elettorale francese, del 1919, la quale riproduce quasi alla lettera il progetto che il Governo ha presentato.<\/p><p>COSTANTINI. Questo non \u00e8 esatto.<\/p><p>MICHELI, <em>Presidente della Commissione<\/em>. Come non \u00e8 esatto? L\u2019onorevole Mortati ha il testo.<\/p><p>COSTANTINI. Dico che non \u00e8 esatto.<\/p><p>BELLAVISTA. Citi il nome dell\u2019autore.<\/p><p>MORTATI, <em>Relatore per la minoranza<\/em>. La legge elettorale francese prevedeva precisamente una prima elezione&#8230;<\/p><p>COSTANTINI. E poi una seconda elezione.<\/p><p>MORTATI, <em>Relatore per la minoranza<\/em>. &#8230;sulla base di una elezione maggioritaria; e quando non si raggiungeva il numero dei voti necessari a costituire la maggioranza assoluta, allora ricorreva ad uno scrutinio sulla base proporzionale col metodo dei maggiori resti.<\/p><p>COSTANTINI. Non \u00e8 esatto.<\/p><p>MORTATI, <em>Relatore per la minoranza<\/em>. Qui c\u2019\u00e8 il testo della legge. Se il Presidente lo permette, legger\u00f2 gli articoli. Risulta dalla discussione preliminare a questa legge, che ebbe una lunga elaborazione, che essa fu il risultato di lunghe controversie fra gli uninominalisti ed i proporzionalisti, ed il sistema fu inteso appunto come mezzo di conciliazione dei due metodi elettorali. Se noi chiamiamo misto questo sistema, non \u00e8 per fare degli <em>escamotages<\/em>, come diceva l\u2019onorevole Lucifero, ma perch\u00e9 ci riannodiamo ad una tradizione, non solo dottrinaria, ma anche legislativa e pratica.<\/p><p>In che modo questo contemperamento \u00e8 raggiunto? Quali elementi del sistema uninominale e quali del sistema proporzionale vengono accolti? Vorrei osservare pregiudizialmente che le proposte della minoranza della Commissione e quelle del progetto del Ministro dell\u2019interno sono proposte suscettibili di svolgimento: affermano il principio del contemperamento, ma nulla toglie che l\u2019Assemblea, affermato il principio, lo svolga ulteriormente e possa introdurre altri elementi uninominalistici, o che lo avvicinino ancora di pi\u00f9 al congegno uninominalistico.<\/p><p>MARTINO GAETANO. Questo lo dovete far voi.<\/p><p>MORTATI, <em>Relatore per la minoranza<\/em>. Accenner\u00f2 precisamente a qualcuno dei temperamenti ulteriori che si potrebbero attuare, se la maggioranza dell\u2019Assemblea fosse di questa opinione, per realizzare pi\u00f9 da vicino il contemperamento tra i due sistemi.<\/p><p>Cosa c\u2019\u00e8 del collegio uninominale? La libert\u00e0 di scelta del candidato. Poi, si elimina la lista&#8230;<\/p><p>MARTINO GAETANO. Non \u00e8 vero!<\/p><p>MORTATI, <em>Relatore per la minoranza<\/em>. Dicevo che si elimina la lista, nel senso che si consente, secondo la modifica che il nostro progetto proponeva rispetto a quello governativo, il collegamento anche con candidati di altri contrassegni: non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 il vincolo del contrassegno, ma vi \u00e8 la possibilit\u00e0 di molteplici contrassegni che si colleghino. (<em>Interruzioni a sinistra<\/em>). C\u2019\u00e8 un ulteriore passo da compiere, ed \u00e8 che si renda facoltativo il collegamento. Non so se finalmente il collega Martino sia contento.<\/p><p>MARTINO GAETANO. Contentissimo, ma non ci sarebbe nessuno che, non collegato, avrebbe la possibilit\u00e0 di essere eletto.<\/p><p>MICHELI, <em>Presidente della Commissione<\/em>. Forse questa possibilit\u00e0 mancher\u00e0 a lei.<\/p><p>MORTATI, <em>Relatore per la minoranza<\/em>. Per fermarmi sugli elementi accolti dal progetto da noi presentato, dir\u00f2 che uno dei principali vantaggi propri del sistema uninominale che si viene a realizzare \u00e8 quello di eliminare la lotta fra candidati di uno stesso orientamento politico, che consegue invece ai sistemi plurinominali, quando essi comportano l\u2019espressione del voto di preferenza. Nel sistema proposto in ciascun collegio non vi pu\u00f2 essere che un solo candidato avente un distinto contrassegno. Pertanto uno dei pi\u00f9 gravi inconvenienti della proporzionale viene evitato.<\/p><p>Si attua inoltre un collegamento diretto fra eletto ed elettore, che realizza l\u2019aspirazione degli uninominalisti, e che \u00e8 realizzabile in un ambito ristretto territoriale, qual \u00e8 il collegio uninominale.<\/p><p>Si incoraggia altres\u00ec la maggiore affluenza alle urne, anche per la semplicit\u00e0 della manifestazione del voto. \u00c8 ancora da aggiungere che i partiti, tenendo conto del collegamento diretto determinantesi fra elettori ed eletti, saranno obbligati a scegliere le personalit\u00e0 pi\u00f9 rilevanti di quel collegio. Si raggiungono, insomma, gran parte dei vantaggi che gli uninominalisti attribuiscono al sistema da essi caldeggiato. Contemporaneamente si rende possibile realizzare alcuni vantaggi del sistema proporzionale. Cos\u00ec si consente di associare candidati, i quali hanno una certa affinit\u00e0 di idee e di interessi e quindi di trascendere, in un certo senso, l\u2019ambito ristretto del singolo collegio, rendendo possibile, accanto alla manifestazione di scelta, promossa dall\u2019apprezzamento della qualit\u00e0 della persona, anche la manifestazione di consenso a certe idee politiche. Inoltre, si realizza il risultato di utilizzare tutti i voti. Noi sappiamo che uno degli inconvenienti pi\u00f9 gravi del collegio uninominale \u00e8 quello di lasciare non utilizzate somme cospicue di voti, che molte volte possono essere i voti della maggioranza dei votanti, che rimane non rappresentata nell\u2019Assemblea elettiva rappresentativa. Infine si raggiunge lo scopo di mantenere la legge in armonia con la Costituzione, attuando il collegamento regionale che, come poco fa dicevo, \u00e8 un vincolo che ci viene dall\u2019articolo 57, e che non possiamo dimenticare.<\/p><p>Ci sono naturalmente degli ostacoli al pieno spiegarsi dei risultati caratteristici del collegio uninominale, e di essi \u00e8 parola anche nella relazione del Governo. Il Governo, infatti, nella sua relazione ha fatto rilevare che, con il sistema proposto, pu\u00f2 accadere che rimangono dei collegi senza loro rappresentanti e degli altri che invece ne ottengono due. A questo riguardo \u00e8 per\u00f2 da osservare che non \u00e8 escluso che si possano trovare dei temperamenti, e ci\u00f2 attraverso ad un\u2019attenuazione del principio proporzionalistico, in modo che, quando si accerti una deficienza nella rappresentanza di un singolo collegio, si possa provvedere, deviando dalla rigida applicazione del metodo proporzionalistico. Per quanto personalmente pensi che non sia raccomandabile ricorrere a tale operazione per gli inconvenienti a cui si pu\u00f2 dare luogo, non \u00e8 escluso che, allo scopo di raggiungere un consenso pi\u00f9 ampio sulla legge, ad essa si potrebbe anche arrivare. Credo tuttavia che il migliore mezzo per evitare l\u2019inconveniente di cui ora faccio cenno, \u00e8 quello affidato all\u2019intelligente criterio dei vari partiti, e consistente nella scelta e nel collocamento dei candidati, secondo la base che essi hanno nei vari collegi. Un altro mezzo pratico per assicurare a tutti i collegi un rappresentante pu\u00f2 esser quello delle candidature multiple.<\/p><p>Detto questo, dovrei ora procedere a qualche specificazione ulteriore, ma io credo che in questa sede ci\u00f2 non sia opportuno. Bisogner\u00e0 che l\u2019Assemblea manifesti preventivamente il suo consenso al principio quale \u00e8 stato genericamente da me formulato, salvo poi, nella discussione delle singole modalit\u00e0 di applicazione, a precisare il significato e il carattere, ricercando altres\u00ec le possibilit\u00e0 che potranno offrirsi di realizzare pi\u00f9 compiutamente un sistema o l\u2019altro dei due sistemi, che si cerca di riunire e di contemperare per quelle esigenze che ho gi\u00e0 detto. (<em>Applausi al centro<\/em>).<\/p><p>LUSSU. Chiedo di parlare per fatto personale.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LUSSU. L\u2019onorevole Mortati, nella sua relazione, ha citato il mio nome a proposito della proposta da me presentata alla Commissione circa la seconda Camera. Io debbo dire che il riferimento ad una mia affermazione, che ha fatto l\u2019onorevole Mortati, \u00e8 in parte vero ed in parte non rispondente totalmente alla realt\u00e0.<\/p><p>\u00c8 vero che io presentai in sede di Commissione il seguente emendamento: \u00abLa seconda Camera \u00e8 la Camera delle Regioni\u00bb, \u00e8 anche vero, ed il nostro Presidente lo ricorder\u00e0, perch\u00e9 anche egli era nella Commissione, che questo emendamento fu respinto. Fu in seguito, per dare un contenuto a questa esigenza regionalistica, che fu approvata invece l\u2019altra formula: \u00abIl Senato sar\u00e0 eletto a base regionale\u00bb. Ma \u00e8 doveroso che io affermi che non fui affatto soddisfatto di quella soluzione, perch\u00e9 essa in realt\u00e0 non diceva niente. Io ho il dovere di aggiungere che quella definizione, contenuta adesso nella Carta costituzionale, non dice in realt\u00e0 niente.<\/p><p>Quando noi votammo quella definizione, intendemmo dire che mai una elezione elettorale avrebbe potuto avere una lista nazionale, come \u00e8 nazionale la lista per la Camera dei deputati; con lista centrale in conseguenza. Debbo quindi dire che tutte quelle affermazioni in riferimento a questo punto di partenza valgono fino ad un certo punto. Ma debbo aggiungere per lealt\u00e0 questo: io combattei in seno alla Commissione ed in seno all\u2019Assemblea Costituente, nell\u2019intervento che feci a proposito della seconda Camera, il collegio uninominale in modo cos\u00ec aspro, da provocare perfino una reazione, che considerai allora eccessiva, da parte del collega onorevole Porzio; e questo perch\u00e9 allora, in quel momento, pensavo che il collegio uninominale proposto fosse quello vecchio tipo, che noi tutti conosciamo, e che noi ritenevamo superato.<\/p><p>Non una voce si \u00e8 elevata in questa Assemblea allora a chiarire che il collegio uninominale che si proponeva fosse un collegio aggiornato, per cui il superamento non esistesse pi\u00f9. Ora, in coscienza, \u00e8 necessario ricordare come siamo arrivati a questa conclusione. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p><em>Voci<\/em>. Chiusura! Chiusura!<\/p><p>PRESIDENTE. Prego l\u2019Assemblea di restare tranquilla. Comunico che \u00e8 pervenuta alla Presidenza la seguente richiesta firmata dagli onorevoli Reale Vito, Rubilli, Bozzi, Fusco, Martino Gaetano, Bellavista, Nasi, Pistoia, Paratore, Targetti, Candela, Villabruna, Stampacchia, Lussu, Lucifero, Russo Perez, Mastino Pietro, Patricolo, Abozzi, Venditti, Castiglia, Giannini, Costantini, Fogagnolo, Tega, De Michelis:<\/p><p>\u00abI sottoscritti deputati, richiamandosi all\u2019ordine del giorno Nitti-Togliatti approvato nella seduta del 7 settembre 1947 e alla deliberazione del 16 dicembre, con la quale l\u2019Assemblea Costituente approv\u00f2 la pregiudiziale sollevata dall\u2019onorevole Cevolotto contro la presa in considerazione di una proposta dell\u2019onorevole Perassi, secondo la quale la prima elezione del Senato doveva aver luogo secondo il sistema proporzionale, nonch\u00e9 alla deliberazione della Commissione parlamentare che restitu\u00ec al Governo il progetto a base proporzionale, da esso presentato, perch\u00e9 non rispondente all\u2019ordine del giorno Nitti-Togliatti, chiedono che sia dichiarato improponibile il testo del progetto di minoranza della Commissione parlamentare, che \u00e8 contrario al sistema del collegio uninominale gi\u00e0 approvato dall\u2019Assemblea per la elezione del Senato della Repubblica\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Ministro dell\u2019interno ha facolt\u00e0 di esprimere sulla questione il parere del Governo.<\/p><p>SCELBA, <em>Ministro dell\u2019interno<\/em>. Il problema della preclusione \u00e8 stato ampiamente dibattuto dall\u2019Assemblea Costituente, cosicch\u00e9 sarebbe fuori luogo aggiungere altre parole.<\/p><p>Penso che, allo stato delle cose, i deputati avranno gi\u00e0 acquisita una loro particolare visione in ordine a questo problema. Anzitutto devo fare una precisazione, e cio\u00e8 ricordare la data del disegno di legge, che \u00e8 stato presentato dal Governo all\u2019Assemblea Costituente: il disegno di legge porta la data 11 dicembre.<\/p><p>Faccio questa precisazione per rispondere all\u2019affermazione categorica e perentoria fatta dall\u2019onorevole Cevolotto, il quale, in occasione del suo discorso, afferm\u00f2 che il progetto governativo rappresentava un atto di sopraffazione della nuova maggioranza parlamentare. Anzitutto, il disegno di legge che sta davanti all\u2019Assemblea Costituente non ha nessun riferimento con l\u2019attuale maggioranza parlamentare.<\/p><p>Una seconda osservazione di carattere preliminare: il compito, che il Governo si \u00e8 assunto in questo particolare problema della legge elettorale, risulta chiaramente definito dalle prime parole della relazione che accompagna il disegno di legge e che mi permetto di rileggere all\u2019Assemblea:<\/p><p>\u00abL\u2019articolo 3 del decreto legislativo 16 marzo 1946, n. 98, attribuisce alla competenza sovrana della Costituente l\u2019approvazione delle leggi elettorali.<\/p><p>\u00abIl Governo rendendosi parte diligente nella elaborazione di un disegno di legge per l\u2019elezione del Senato \u2013 cos\u00ec come ha fatto per la Camera \u2013 ha avuto di mira di mettere l\u2019Assemblea Costituente in condizioni di discutere e decidere, sottoponendo proposte concrete nate dal vaglio critico dello studio e dell\u2019esperienza\u00bb.<\/p><p>Si tratta, quindi, di una collaborazione di ordine tecnico che il Governo ha fornito all\u2019Assemblea Costituente, senza che questo assumesse un valore impegnativo per chicchessia.<\/p><p>Tuttavia, esiste ed \u00e8 stato presentato all\u2019Assemblea un problema di preclusione. La preclusione \u00e8 una questione giuridica, e una questione giuridica pu\u00f2 essere politica nello sfondo, ma non pu\u00f2 essere un problema del Governo. Spetta pertanto all\u2019Assemblea Costituente decidere sull\u2019esistenza di essa o meno.<\/p><p>Per quanto mi riguarda, tuttavia, devo dire che esiste un progetto presentato, che porta il mio nome, e quindi devo esprimere la mia opinione in ordine alla preclusione. Il fatto stesso che il Governo ha presentato questo progetto di legge significa implicitamente che il Governo ha ritenuto che esso non contrastasse con l\u2019ordine del giorno Nitti; diversamente il Governo non avrebbe presentato il progetto in questi termini.<\/p><p>Tutto il problema della preclusione si innesta sull\u2019interpretazione da dare all\u2019ordine del giorno dell\u2019onorevole Nitti&#8230;<\/p><p>MASTINO PIETRO. La preclusione riguarda il progetto Mortati, non quello governativo.<\/p><p>SCELBA, <em>Ministro dell\u2019interno<\/em>. No, riguarda il progetto governativo: la discussione \u00e8 sorta in occasione dell\u2019esame dell\u2019articolo 7 del progetto di legge governativo. Se la questione si \u00e8 spostata da questo articolo, rinuncio alla parola e mi riservo di esprimere in seguito la mia opinione. Ma la discussione si \u00e8 iniziata stamane sull\u2019articolo 7 del disegno di legge governativo e a questo articolo \u00e8 stato opposta, da parte di alcuni rappresentanti dell\u2019Assemblea, l\u2019eccezione che il disegno di legge contrastasse con l\u2019ordine del giorno Nitti. Credo che anche l\u2019onorevole Nitti fosse di questa opinione.<\/p><p>Comunque, se il problema della preclusione riguarda il progetto della minoranza, io mi riservo di esprimere la mia opinione sul problema della preclusione (<em>Interruzione del deputato Targetti<\/em>) perch\u00e9 spetta all\u2019Assemblea Costituente come tale di decidere la questione, che \u00e8 di ordine squisitamente giuridico.<\/p><p>LUCIFERO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LUCIFERO. Desidero solo dire che insisto nella richiesta che la questione sia definita dalla Presidenza.<\/p><p>RUSSO PEREZ. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>RUSSO PEREZ. Mi permetto di osservare che qui si tratta di un grave problema che involge non soltanto un principio regolamentare, ma una questione squisitamente costituzionale.<\/p><p>Per questo, riterrei di mancare di rispetto al Presidente Terracini se non si aspettasse la sua guarigione, o per lo meno se il Presidente Terracini non fosse interpellato in materia.<\/p><p>\u00c8 questo che chiedo.<\/p><p>PRESIDENTE. In questo momento, onorevole Russo Perez, presiedo io&#8230; (<em>Vivi, prolungati applausi al centro e a destra<\/em>).<\/p><p>\u00c8 grave compito quello al quale debbo in questo momento adempiere e mi dolgo che non sia a questo posto il nostro Presidente, onorevole Terracini, il quale \u00e8 costretto a letto da una lieve indisposizione.<\/p><p>Io mando a lui, interpretando il sentimento di tutta l\u2019Assemblea, l\u2019espressione reverente dell\u2019Assemblea, con l\u2019augurio e la speranza che prestissimo egli possa essere di nuovo fra noi. (<em>Vivi applausi<\/em>).<\/p><p>Io non avrei voluto avere, onorevoli colleghi, la responsabilit\u00e0 del compito che mi impone il Regolamento. Questa mattina, in occasione di analoga circostanza, ho rimesso la decisione di una questione all\u2019Assemblea. Ho udito parlare qui di dispotismo della maggioranza. Sono io pure, come tutti, del parere che non debbono esservi prevalenze eccessive anche in procedimenti legittimi, e credo che i poteri personali debbano essere ridotti nella maggior misura possibile: naturalmente anche quelli presidenziali.<\/p><p>Debbo per\u00f2 compiere il mio dovere. L\u2019articolo 89 del Regolamento reca:<\/p><p>\u00abNon si potranno riprodurre sotto forma di emendamenti o di articoli aggiuntivi gli ordini del giorno respinti nella discussione generale, nel qual caso pu\u00f2 sempre essere opposta la pregiudiziale\u00bb.<\/p><p>Ora, onorevoli colleghi, \u00e8 stato ampiamente detto, nella discussione odierna, che la discussione generale \u00e8 stata fatta e che da essa risulta, opposte alle proposte della minoranza, deliberazioni precise dall\u2019Assemblea.<\/p><p>Che del resto questa discussione sugli articoli sia stata preceduta dalla discussione generale fu gi\u00e0 detto dal Presidente Terracini, quando ricord\u00f2 che tutti i deputati erano stati d\u2019accordo che non si dovesse inserire nel testo costituzionale l\u2019indicazione specifica del sistema di elezione, ma avevano approvato un ordine del giorno Nitti che indicava il collegio uninominale come base del sistema elettorale per il Senato della Repubblica.<\/p><p>La discussione generale \u2013 aggiunse il Presidente Terracini \u2013 si \u00e8 poi ripetuta nell\u2019Assemblea, sia pure in scala ridotta, in occasione della presentazione di un ordine del giorno dell\u2019onorevole Perassi ed altri in cui \u2013 fermo l\u2019impegno che il Senato normalmente fosse eletto a sistema uninominale \u2013 si proponeva che per il primo Senato fosse applicata la stessa legge elettorale della Camera dei deputati. Una prima votazione su questo ordine del giorno non raggiunse il numero legale. Successivamente l\u2019onorevole Cevolotto sollev\u00f2 la pregiudiziale che l\u2019ordine del giorno non poteva essere accettato in quanto contrastante con una precedente deliberazione dell\u2019Assemblea e tale pregiudiziale fu posta in votazione ed approvata.<\/p><p>Io debbo allora osservare il disposto dell\u2019articolo 89 del Regolamento e mi corre pertanto l\u2019obbligo di risolvere la questione. Vi ho pensato molto, onorevoli colleghi, e ho ascoltato tutti i discorsi di coloro che sono intervenuti e mi sono fatto carico della grave responsabilit\u00e0. Io ritengo che sussista la preclusione, e che si debba passare senz\u2019altro all\u2019esame dell\u2019articolo 7 nel testo presentato dal Governo.<\/p><p>DOMINED\u00d2. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Su che cosa?<\/p><p>DOMINED\u00d2. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il Presidente dell\u2019Assemblea ha richiamato l\u2019articolo 89&#8230; (<em>Commenti \u2013 Interruzioni<\/em>).<\/p><p><em>Una voce<\/em>. \u00c8 gi\u00e0 deciso!<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Domined\u00f2, si compiaccia di non insistere, perch\u00e9 non posso ammettere una discussione su quello che \u00e8 stato gi\u00e0 deciso.<\/p><p>DOMINED\u00d2. Perdoni, signor Presidente, io non sollevo questioni personali.<\/p><p>PRESIDENTE. Non \u00e8 possibile, onorevole Domined\u00f2, le sarei grato se non insistesse.<\/p><p>DOMINED\u00d2. Signor Presidente, io mi guardo dall\u2019insistere, perch\u00e9 lei sa quanto io sia rispettoso del Regolamento e delle autorit\u00e0 costituite. Pertanto non elevo commenti sulla decisione presa, ma mi permetto di sottoporre alla Presidenza e all\u2019Assemblea la espressione della voce di un deputato, il quale con ci\u00f2 stesso formula la manifestazione di un diritto, sul quale l\u2019Assemblea pu\u00f2 e deve esprimersi. E il diritto che il deputato in questo momento sottopone alla Presidenza e all\u2019Assemblea \u00e8 il seguente: che, anche sussistendo un problema di preclusione \u2013 come il Presidente ha detto a termini dell\u2019articolo 89 del Regolamento, secondo comma \u2013 non ci pare che la decisione nel merito sulla fondatezza o non del problema stesso, proposto formalmente come preclusione, possa essere presa dalla Presidenza (<em>Commenti a destra e a sinistra<\/em>), in quanto il titolo, la potest\u00e0 di decidere in merito non spetta anche secondo l\u2019articolo 93 che all\u2019Assemblea. (<em>Commenti<\/em>). Questo dichiaro in nome del rispetto reciproco e in omaggio alla democrazia. (<em>Applausi al centro<\/em>).<\/p><p>PRESIDENTE. Devo farle osservare, onorevole Domined\u00f2, che, prima che la Presidenza assumesse il grave carico di risolvere il quesito, ella poteva fare queste osservazioni, e non le ha fatte.<\/p><p>DOMINED\u00d2. Vuol avere la bont\u00e0, signor Presidente, di concedere la sospensione della seduta per breve tempo?<\/p><p>PRESIDENTE. Questa proposta pu\u00f2 essere accolta dalla Presidenza.<\/p><p>(<em>La seduta, sospesa alle 18.55, \u00e8 ripresa alle 19.25<\/em>).<\/p><p>SCELBA, <em>Ministro dell\u2019interno<\/em>. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>SCELBA, <em>Ministro dell\u2019interno.<\/em> Onorevoli colleghi, l\u2019articolo 7 e seguenti contengono una serie di disposizioni che sono condizionate o subordinate alla soluzione che viene data dall\u2019Assemblea Costituente al problema centrale regolato dagli articoli 18 e 20 del disegno di legge governativo.<\/p><p>Come sapete, nel disegno di legge governativo \u00e8 previsto il collegamento e la proclamazione dell\u2019eletto che al primo scrutinio raggiunge una determinata maggioranza. Nel caso che nessuno raggiunga questa maggioranza, l\u2019articolo 20 prevede un particolare metodo, che, peraltro, potrebbe non essere accettato dall\u2019Assemblea, la quale potrebbe preferire il sistema del ballottaggio, proposto dalla maggioranza.<\/p><p>Propongo pertanto di passare alla discussione degli articoli 18 e 20 per fissare i criteri fondamentali sulla proclamazione degli eletti dopo di che potremo discutere gli altri articoli.<\/p><p>RUBILLI. Chiedo di parlare per mozione d\u2019ordine.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>RUBILLI. Noi innegabilmente dopo un ampio dibattito che si \u00e8 svolto per parecchi giorni ci troviamo oggi di fronte a una nuova svolta e ad una nuova fase della discussione che si inizia dopo la deliberazione presidenziale.<\/p><p>Io chiedo, non so se esprimo soltanto un mio pensiero e dei miei colleghi liberali, o interpreto anche i sentimenti e i desideri di tutti gli altri colleghi, che di fronte a questa nuova base vi siano almeno ventiquattro ore di tempo per poterci orientare, per potere presentare degli emendamenti, per organizzare le nostre proposte.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Rubilli, ritengo che l\u2019Assemblea non abbia bisogno di riflettere ancora su questo problema e concordi invece sulla opportunit\u00e0 di proseguire nella discussione. (<em>Segni di consenso<\/em>).<\/p><p>Passiamo pertanto all\u2019esame dell\u2019articolo 18. Se ne dia lettura nel testo del Governo.<\/p><p>RICCIO, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>Titolo V.<\/p><p>DELLE OPERAZIONI DELL\u2019UFFICIO ELETTORALE CIRCOSCRIZIONALE<\/p><p>Art. 18.<\/p><p>\u00abL\u2019ufficio elettorale circoscrizionale, costituito ai termini dell\u2019articolo 7, procede con l\u2019assistenza del cancelliere alle operazioni seguenti:<\/p><p>1\u00b0) effettua lo spoglio delle schede eventualmente inviate dalle sezioni;<\/p><p>2\u00b0) somma i voti ottenuti da ciascun candidato nelle singole sezioni come risultano dai verbali.<\/p><p>\u00abIl presidente dell\u2019ufficio elettorale circoscrizionale, in conformit\u00e0 dei risultati accertati, proclama eletto il candidato che ha ottenuto un numero di voti validi non inferiore alla met\u00e0 pi\u00f9 uno del numero dei votanti.<\/p><p>\u00abDell\u2019avvenuta proclamazione il presidente dell\u2019ufficio elettorale circoscrizionale invia attestato al senatore proclamato e d\u00e0 immediata notizia alla segreteria del Senato nonch\u00e9 alla prefettura o alle prefetture nelle cui circoscrizioni si trova il collegio, perch\u00e9, a mezzo dei sindaci, sia portata a conoscenza degli elettori.<\/p><p>\u00abL\u2019ufficio elettorale circoscrizionale d\u00e0 immediata notizia della proclamazione del senatore eletto all\u2019ufficio elettorale regionale\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Sono stati presentati vari emendamenti. Il primo \u00e8 quello dell\u2019onorevole Lucifero:<\/p><p>\u00ab<em>Al secondo comma, alle parole:<\/em> 40 per cento, <em>sostituire:<\/em> 50 per cento pi\u00f9 uno\u00bb.<\/p><p>Ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>LUCIFERO. Ritiro il mio emendamento.<\/p><p>PRESIDENTE. Sta bene.<\/p><p>MAZZEI. Chiedo di parlare a nome della Commissione.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MAZZEI. La Commissione, data la situazione completamente ed improvvisamente mutata, chiede che la seduta sia sospesa, per avere la possibilit\u00e0 di esaminare gli emendamenti.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Mazzei, questa sera l\u2019Assemblea si limiter\u00e0 ad ascoltare lo svolgimento che degli emendamenti faranno i rispettivi presentatori.<\/p><p>SCELBA, <em>Ministro dell\u2019interno.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>SCELBA, <em>Ministro dell\u2019interno<\/em>. Onorevoli colleghi, con la decisione presa dal Presidente \u00e8 stata dichiarata la preclusione per quanto riguarda il progetto della minoranza. Rimangono davanti all\u2019Assemblea pertanto il progetto governativo e quello della maggioranza della Commissione. Non vedo perch\u00e9 si debba rinviare la discussione, dato che nessun fatto nuovo \u00e8 avvenuto.<\/p><p>Chiedo che la discussione continui sul testo del Governo con tutti gli emendamenti che i singoli deputati hanno fin qui proposto.<\/p><p>MASTINO PIETRO. Chiedo di parlare a nome della Commissione.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MASTINO PIETRO. La Commissione \u00e8 d\u2019accordo con quanto ha dichiarato il Ministro.<\/p><p>PRESIDENTE. Sta bene. Proseguiamo nell\u2019esame degli emendamenti.<\/p><p>Gli onorevoli Stampacchia e Carpano Maglioli hanno presentato il seguente emendamento:<\/p><p>\u00ab<em>Sostituire il secondo comma col seguente:<\/em><\/p><p>\u00abIl presidente dell\u2019ufficio elettorale circoscrizionale, in conformit\u00e0 dei risultati accertati, proclama eletto il candidato che ha ottenuto un numero di voti validi non inferiore al 40 per cento\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Stampacchia ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>STAMPACCHIA. L\u2019ora ed il nervosismo dell\u2019Assemblea mi impongono di essere breve. L\u2019emendamento presentato da me e dal compagno Carpano pel Gruppo socialista \u00e8 di una evidente chiarezza. Fummo spinti a proporlo dalla speranza che potesse servir di base ad un compromesso con le diverse parti dell\u2019Assemblea. In seno alla Commissione, nella prima riunione dichiarai a nome del mio Gruppo che noi non pensavamo affatto che il progetto Scelba dovesse senz\u2019altro rifiutarsi. Esso potr\u00e0 essere base di discussione per modificarlo magari con emendamenti pi\u00f9 o meno radicali. Perch\u00e9 a me parve \u2013 mi riferisco sempre al mio Gruppo \u2013 che il progetto Scelba non fosse in completo ed assoluto contrasto ed antitesi con il collegio uninominale, essendo fuori discussione che esso stabilisce preliminarmente che coloro che raggiungono un certo <em>quorum<\/em> debbano essere proclamati al primo scrutino o, dir\u00f2 meglio, ad una prima cernita.<\/p><p>Solo coloro che non raggiungano tale <em>quorum<\/em> con le rispettive votazioni vengono messi insieme, nel progetto Scelba, e costituiscono una massa di voti sui quali \u2013 come nell\u2019elezione pei deputati \u2013 si determinano e formano i quozienti. Per\u00f2, e qui \u00e8 la ragione dell\u2019emendamento, per avvicinarci sempre pi\u00f9, o per meno distanziarci, dal carattere del collegio uninominale, ritenni dovessimo ridurre il <em>quorum<\/em> del progetto ministeriale, che a noi parve \u2013 com\u2019\u00e8 di fatti \u2013 esagerato. Pi\u00f9 si riduce il <em>quorum<\/em>, e pi\u00f9 si rende possibile la proclamazione a primo scrutinio di un certo numero di deputati, che secondo alcuni calcoli pare non possa essere mai inferiore, al 50 per cento.<\/p><p>Ho detto \u00abprimo scrutinio\u00bb, e bench\u00e9 la frase non sia precisa, essa adopero per riferirmi alle operazioni demandante all\u2019ufficio circoscrizionale. Questo \u00e8, dunque, il concetto ispiratore dell\u2019emendamento: concetto ispiratore che, naturalmente, \u00e8 connesso necessariamente al secondo emendamento nel quale si fa l\u2019ipotesi che il candidato, nessun candidato del collegio, raggiunga il <em>quorum<\/em>. Io in verit\u00e0, avevo proposto il <em>quorum<\/em> nella misura di un terzo dei voti validi, che ho poi portato nell\u2019emendamento al 40 per cento in ossequio al pensiero della Commissione. Questa infatti decise unanime \u2013 ove non fosse stato il progetto Mortati \u2013 di poter ridurre il <em>quorum<\/em> al 40 per cento. Quindi, io insisto sul <em>quorum<\/em> del 40 per cento senza con ci\u00f2 escludere che, in caso di intesa con gli altri Gruppi, si possa modificare il proposto <em>quorum <\/em>sino a raggiungere quella misura che potr\u00e0 sembrare ai Gruppi la pi\u00f9 idonea, la pi\u00f9 rispondente alla inderogabile necessit\u00e0, a che il collegio uninominale non sia negato e rinnegato da questa stessa Assemblea che in memorabili dibattiti e con larghi consensi lo volle e lo cre\u00f2.<\/p><p>Oggi il collegio uninominale, per decisione del Presidente, rigido custode del Regolamento, dopo il tentativo di sopprimerlo fraudolentemente, risorge. Anche noi abbiamo dovuto insistere su l\u2019eccezione di preclusione dei deliberati precedenti, che formano gi\u00e0 legge; ma lo abbiano fatto, per\u00f2, dopo che il mio Gruppo aveva messo in atto ogni sforzo ed ogni tentativo con la Democrazia cristiana, sino ad un\u2019ora prima di questa riunione per persuaderla ad addivenire ad amichevole intesa con noi, ad un accomodamento: cio\u00e8 di discutere sul progetto Scelba, e non su quello dell\u2019onorevole Mortati che il collegio uninominale rinnega in pieno. La Democrazia cristiana ha creduto di respingere la mia proposta e la mia offerta; la quale \u2013 al fine di raggiungere l\u2019accordo ed evitare l\u2019acceso ed aspro dibattito cui abbiamo assistito \u2013 si spingeva perfino ad accettare il <em>quorum<\/em> proposto nel progetto del Ministro onorevole Scelba, e cio\u00e8 il 51 per cento. Ora quale che sia la sorte riserbata al mio emendamento, una cosa \u00e8 certa: che la Democrazia cristiana, accesa da spirito di faziosit\u00e0, non ha visto il pericolo cui andava incontro di subir l\u2019onta cio\u00e8 che le fosse solennemente rinfacciato \u2013 col giudicato del Presidente \u2013 il tentativo di volere violare la legge. Ed ora noi torniamo a discutere del progetto Scelba, che \u2013 non so perch\u00e9 tanto tardivamente \u2013 \u00e8 stato sconfessato dalla Democrazia cristiana. Cos\u00ec e forse perci\u00f2 il Ministro Scelba, al quale ieri comunicai il nostro proposito di volere discutere sul suo progetto, mi parve che, come Saturno, fosse gi\u00e0 deciso a rimangiare la sua creatura: se volente o nolente non seppi giudicare. L\u2019emendamento Dossetti \u2013 che in questo momento viene opposto al mio \u2013 ritenta l\u2019avventura di sopprimere il collegio uninominale.<\/p><p>PRESIDENTE. Segue l\u2019emendamento degli onorevoli Candela, Reale Vito e Villabruna:<\/p><p>\u00ab<em>Sostituire il testo della Commissione col seguente:<\/em><\/p><p>\u00abQualora nessun candidato sia stato eletto nella prima votazione, il presidente dell\u2019ufficio elettorale centrale proclama il ballottaggio tra i due candidati che abbiano ottenuto il maggior numero di voti validi. Nel caso in cui due o pi\u00f9 candidati abbiano conseguito lo stesso numero di voti validi, entra in ballottaggio il pi\u00f9 anziano di et\u00e0.<\/p><p>\u00abAlla elezione di ballottaggio si procede nella seconda domenica successiva a quella della votazione\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Candela ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>CANDELA. Lo mantengo ed aggiungo che la preclusione vale anche per la seconda parte del progetto Scelba. (<em>Commenti<\/em>).<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Candela, bisogna presentare proposte precise.<\/p><p>CANDELA. Presenter\u00f2 la proposta per iscritto.<\/p><p>PRESIDENTE. Sta bene. Rimandiamo allora ad un secondo momento lo svolgimento del suo emendamento.<\/p><p>L\u2019onorevole Basile propone il seguente emendamento:<\/p><p>\u00ab<em>Aggiungere il seguente comma:<\/em><\/p><p>\u00abQualora nessun candidato raggiunga il numero di voti necessario per la proclamazione, si procede al ballottaggio fra i due candidati che abbiano ottenuto il maggior numero di voti validi\u00bb.<\/p><p>Ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>BASILE. \u00c8 abbastanza chiaro; rinunzio pertanto allo svolgimento.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Domined\u00f2 ha proposto il seguente emendamento:<\/p><p>\u00ab<em>Sostituire alle parole:<\/em> met\u00e0 pi\u00f9 uno dei votanti, <em>con<\/em> <em>le altre:<\/em> 51 per cento degli elettori iscritti\u00bb.<\/p><p>Ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>DOMINED\u00d2. Rinunzio allo svolgimento e mantengo l\u2019emendamento.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Dossetti ha presentato il seguente emendamento:<\/p><p>\u00ab<em>Sostituire alle parole:<\/em> met\u00e0 pi\u00f9 uno del numero dei votanti <em>le parole:<\/em> sessantacinque per cento dei votanti\u00bb.<\/p><p>Ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>DOSSETTI. Questo emendamento ha lo scopo di garantire che colui il quale verr\u00e0 proclamato eletto a primo scrutinio risulti eletto in base a una maggioranza consistente, al fine di ovviare al grave inconveniente e pregiudizio che viene arrecato agli altri candidati i cui voti vanno perduti nel complesso regionale. Naturalmente prevedo quali obiezioni potranno essere sollevate, ed in parte sono gi\u00e0 state sollevate, contro questa proposta. Non credo per\u00f2, tanto per mettere un po\u2019 le mani avanti, che possa essere rinnovata la tesi della pregiudiziale test\u00e9 proposta, perch\u00e9, quali che siano le conseguenze che noi ricaviamo dall\u2019applicazione di questo emendamento, \u00e8 per\u00f2 certa una cosa: che l\u2019emendamento, cos\u00ec come si presenta, ha semplicemente il risultato di accertare questa maggioranza. Non implica nessuna conseguenza, per s\u00e9, quanto al sistema, tanto pi\u00f9 se non si procede in base ad un metodo teorico di sistema uninominale aprioristico, ma si ammette \u2013 come non si pu\u00f2 non ammettere \u2013 che il sistema uninominale sia costretto in base alle determinazioni che stiamo prendendo.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Caronia ha presentato il seguente emendamento:<\/p><p>\u00ab<em>Sostituire alle parole:<\/em> del numero dei votanti <em>quelle:<\/em> del numero degli elettori iscritti\u00bb.<\/p><p>Ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>CARONIA. Il significato di questo emendamento \u00e8 chiaro. Si vuole assicurare veramente che l\u2019eletto sia l\u2019espressione della maggioranza reale.<\/p><p>REALE VITO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>REALE VITO. Con l\u2019emendamento Dossetti, presentato per ottenere che si ritorni su di una evidente preclusione, si verifica un tentativo di modificare \u00e8 di contorcere l\u2019articolo 18 del progetto ministeriale. Il progetto ministeriale, riferendosi a quello che \u00e8 il concetto comune e conosciuto del collegio uninominale, per cui si era eletti tutte le volte che si otteneva la met\u00e0 pi\u00f9 uno dei voti validi, ha integralmente riprodotto questo concetto. I colleghi democristiani tornano di nuovo all\u2019offensiva per tentare, per vie traverse, di combattere, ancora il collegio uninominale che gran parte di questa Assemblea e che il Presidente hanno dichiarato come l\u2019unico metodo di votazione per il Senato (<em>Rumori al centro \u2013 Interruzione del deputato Uberti<\/em>).<\/p><p>MOL\u00c8. Non si pu\u00f2 sostenere un\u2019opinione? (<em>Rumori al centro<\/em>).<\/p><p>REALE VITO. I democristiani, che aspirano all\u2019onore di diventare fascisti senza manganello&#8230; (<em>Vivaci proteste al centro \u2013 Scambio di apostrofi fra i deputati Uberti e Reale Vito<\/em>).<\/p><p>PRESIDENTE. La prego, onorevole Reale, di attenersi alla materia dell\u2019articolo.<\/p><p>REALE VITO. Voi siete stati al potere con Mussolini! (<em>Vivaci proteste al centro<\/em>).<\/p><p>Io ho votato contro di lui! Voi avete dato i pieni poteri a Mussolini. (<em>Prolungati rumori al centro \u2013 Interruzioni dei deputati Gronchi e Piccioni<\/em>).<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Reale, io non posso consentirle di uscire dall\u2019argomento per inscenare una polemica.<\/p><p>REALE VITO. Onorevole Presidente, mi consenta di dirle che lei ha il dovere di farmi parlare.<\/p><p>UBERTI. Ma non quello di offendere!<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Reale, io ho anche il dovere di richiamarla all\u2019argomento.<\/p><p>REALE VITO. L\u2019articolo 18 tenta di precisare quello che \u00e8 stato sempre il collegio uninominale, e chi dice collegio uninominale dice sistema maggioritario, cio\u00e8 la proclamazione con la maggioranza pi\u00f9 uno dei voti validi favorevoli. La Commissione ha gi\u00e0 preso in esame questo punto sostanziale e, tenuto conto del fatto che, dai tempi del collegio uninominale a oggi, \u00e8 aumentato notevolmente il numero dei partiti che partecipano alla lotta politica, ha portato il <em>quorum<\/em> al quaranta per cento. Io propongo che sia limitato al trentacinque per cento dei voti validi e su questa proposta chieder\u00f2 la votazione a scrutinio segreto.<\/p><p>RUSSO PEREZ. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>RUSSO PEREZ. Vorrei ricondurre la discussione ai suoi elementi essenziali. Ricordando i precedenti in materia, durante i lavori della Commissione proposi che fosse dichiarato eletto colui che avesse riportato il maggior numero dei voti, cio\u00e8 la maggioranza relativa. La mia proposta fu respinta. Successivamente fu approvata dalla Commissione la proposta che bastasse il venticinque per cento. Ma, dopo di essere stata approvata, la proposta fu rimessa in discussione, ci si incominci\u00f2 ad arrampicare per le scale e finalmente si arriv\u00f2 al quaranta per cento. A quest\u2019ultima proposta tutta la Commissione, non soltanto la maggioranza, diede voto favorevole (<em>Proteste al centro<\/em>). Ora propongo che il <em>quorum<\/em> non sia superiore al trenta per cento e mi associo a quanto ha detto l\u2019onorevole Vito Reale.<\/p><p>PRESIDENTE. Qual \u00e8 il parere della Commissione su queste proposte relative al <em>quorum<\/em> per la eleggibilit\u00e0 a primo scrutinio?<\/p><p>MICHELI, <em>Presidente della Commissione<\/em>. Evidentemente gli emendamenti sono di vario genere, e la Commissione, se pure ha votato in una determinata seduta l\u2019emendamento Stampacchia, e lo ha fatto proprio, a maggioranza, in questo momento non \u00e8 concorde: alcuni sono per una cifra, alcuni per un\u2019altra; pertanto la Commissione si rimette alle decisioni dell\u2019Assemblea.<\/p><p>PRESIDENTE. Qual \u00e8 il parere del Governo?<\/p><p>SCELBA, <em>Ministro dell\u2019interno<\/em>. Il Governo accetta l\u2019emendamento Dossetti.<\/p><p>PRESIDENTE. Passiamo alla votazione. Al primo comma dell\u2019articolo 18 non sono stati presentati emendamenti. Lo pongo in votazione dandone ancora una volta lettura:<\/p><p>\u00abL\u2019ufficio elettorale circoscrizionale, costituito ai termini dell\u2019articolo 7, procede con l\u2019assistenza del cancelliere alle operazioni seguenti:<\/p><p>1\u00b0) effettua lo spoglio delle schede eventualmente inviate dalle sezioni;<\/p><p>2\u00b0) somma i voti ottenuti da ciascun candidato nelle singole sezioni come risultano dai verbali\u00bb.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>).<\/p><p>Onorevole Domined\u00f2, mantiene il suo emendamento al secondo comma?<\/p><p>DOMINED\u00d2. Rinuncio al mio emendamento e mi associo a quello dell\u2019onorevole Dossetti.<\/p><p>TARGETTI. Chiedo di parlare per una mozione d\u2019ordine.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>TARGETTI. Signor Presidente, io chiedo a lei in primo luogo e chiedo anche alla indiscutibile buona fede di tutti i nostri egregi colleghi questo: se invece del sessantacinque per cento un emendamento proponesse il settantacinque, l\u2019ottanta per cento, si sarebbe tutti d\u2019accordo che si tratterebbe di un sistema elegante per eludere il collegio uninominale (<em>Interruzioni al centro<\/em>). Penso che la mia osservazione non deve essere destituita di fondamento, se provoca le interruzioni di molti colleghi.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Targetti, io desidero sapere in che cosa consiste la sua mozione d\u2019ordine.<\/p><p>TARGETTI. Ora ci arrivo. Ho fatto questa premessa appunto perch\u00e9 apparisse subito la fondatezza della mia mozione d\u2019ordine. Oltre un certo limite, oltre cio\u00e8 il limite normale indicato dalla prassi e anche dal diritto, cio\u00e8 il cinquanta per cento dei votanti, non ci si pu\u00f2 spingere, perch\u00e9 quando si fissi un limite maggiore e tale che sia praticamente impossibile raggiungerlo, l\u2019elezione col sistema maggioritario non pu\u00f2 aversi. Si sarebbe dunque recitata una farsa quando si \u00e8 riconosciuto, pochi minuti fa, l\u2019obbligo di attenersi al sistema del collegio unoniminale (<em>Applausi a sinistra \u2013 Rumori al centro<\/em>). Si tratta di una condizione impossibile e quindi propongo che l\u2019emendamento Dossetti che porta al sessantacinque per cento il minimo dei voti prescritto per la proclamazione non sia posto in votazione. (<em>Proteste al centro<\/em>).<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Targetti, io non ritengo che quanto lei ha detto costituisca una mozione d\u2019ordine. Lei ha fatto soltanto apprezzamenti intorno a una proposta; non posso pertanto riconoscere la mozione di ordine.<\/p><p>MASTINO PIETRO. Chiedo di parlare per una mozione d\u2019ordine.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MASTINO PIETRO. Poich\u00e9, se non ho capito male, sono state fatte proposte per un <em>quorum<\/em> pi\u00f9 basso, per esempio il trentacinque per cento, ritengo \u2013 e mi rimetto al parere del Presidente per la decisione \u2013 che debba essere messo per prima in votazione la proposta che contiene il <em>quorum<\/em> pi\u00f9 basso.<\/p><p>PRESIDENTE. La precedenza nella votazione spetta anzitutto alla proposta che pi\u00f9 si allontana dal testo base. Poich\u00e9 l\u2019articolo 18 prevede un <em>quorum<\/em> del cinquanta per cento, devo porre innanzitutto in votazione la proposta Dossetti, la quale chiede la elevazione del <em>quorum<\/em> stesso al sessantacinque per cento, allontanandosi di pi\u00f9, anche dal punto di vista concettuale, dalla proposta base. Comunico che su questo emendamento gli onorevoli Rubilli, Lucifero, Candela, Reale Vito, Martino Gaetano, Bozzi, Villabruna, Abozzi, Russo Perez, Paratore, Preziosi, Bellavista, Condorelli, Nasi, Colitto, Vallone, Patricolo, Rodin\u00f2 Mario, Morelli Renato, Colonna hanno chiesto la votazione a scrutinio segreto.<\/p><p>Votazione segreta.<\/p><p>PRESIDENTE. Indico la votazione segreta sull\u2019emendamento Dossetti, del quale do ancora una volta lettura:<\/p><p>\u00ab<em>Sostituire alle parole:<\/em> met\u00e0 pi\u00f9 uno del numero dei votanti <em>le altre:<\/em> sessantacinque per cento dei votanti\u00bb.<\/p><p>(<em>Segue la votazione<\/em>).<\/p><p>Dichiaro chiusa la votazione e invito gli onorevoli Segretari a procedere alla numerazione dei voti.<\/p><p>(<em>Gli onorevoli Segretari numerano i voti<\/em>).<\/p><p>Risultato della votazione segreta.<\/p><p>PRESIDENTE. Comunico il risultato della votazione segreta:<\/p><p>Presenti e votanti\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 370<\/p><p>Maggioranza\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 186<\/p><p>Voti favorevoli\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 243<\/p><p>Voti contrari\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 127<\/p><p>(<em>L\u2019Assemblea approva<\/em>).<\/p><p><em>Hanno preso parte alla votazione:<\/em><\/p><p>Abozzi \u2013 Adonnino \u2013 Aberganti \u2013 Alberti \u2013 Allegato \u2013 Ambrosini \u2013 Amendola \u2013 Andreotti \u2013 Angelini \u2013 Angelucci \u2013 Arcaini \u2013 Arcangeli \u2013 Assennato \u2013 Avanzini \u2013 Azzali.<\/p><p>Bacciconi \u2013 Baldassari \u2013 Balduzzi \u2013 Baracco \u2013 Barbareschi \u2013 Bardini \u2013 Bargagna \u2013 Barontini Anelito \u2013 Barontini Ilio \u2013 Basile \u2013 Bastianetto \u2013 Bazzoli \u2013 Bei Adele \u2013 Bellato \u2013 Bellavista \u2013 Belotti \u2013 Benvenuti \u2013 Bernamonti \u2013 Bertola \u2013 Bertone \u2013 Bettiol \u2013 Biagioni \u2013 Bianchi Bruno \u2013 Bibolotti \u2013 Bitossi \u2013 Boldrini \u2013 Bolognesi \u2013 Bonino \u2013 Bonomelli \u2013 Bonomi Paolo \u2013 Bordon \u2013 Borsellino \u2013 Bosco Lucarelli \u2013 Bovetti \u2013 Bozzi \u2013 Braschi \u2013 Brusasca \u2013 Bubbio \u2013 Bucci \u2013 Buffoni Francesco \u2013 Burato.<\/p><p>Caccuri \u2013 Caiati \u2013 Camangi \u2013 Campilli \u2013 Camposarcuno \u2013 Candela \u2013 Cannizzo \u2013 Caporali \u2013 Cappa Paolo \u2013 Cappelletti \u2013 Cappi Giuseppe \u2013 Cappugi \u2013 Carbonari \u2013 Carboni Angelo \u2013 Carboni Enrico \u2013 Carignani \u2013 Caristia \u2013 Caroleo \u2013 Caronia \u2013 Carpano Maglioli \u2013 Carratelli \u2013 Caso \u2013 Castelli Edgardo \u2013 Castelli Avolio \u2013 Cavalli \u2013 Cavallotti \u2013 Cerreti \u2013 Cevolotto \u2013 Chatrian \u2013 Chiarini \u2013 Chieffi \u2013 Chiostergi \u2013 Ciampitti \u2013 Cianca \u2013 Ciccolungo \u2013 Cimenti \u2013 Clerici \u2013 Coccia \u2013 Colombi Arturo \u2013 Colombi Emilio \u2013 Colonna di Paliano \u2013 Colonnetti \u2013 Conci Elisabetta \u2013 Condorelli \u2013 Coppa Ezio \u2013 Coppi Alessandro \u2013 Corbi \u2013 Corsanego \u2013 Cortese Pasquale \u2013 Costantini \u2013 Cotellessa \u2013 Cremaschi Carlo \u2013 Cremaschi Olindo.<\/p><p>Damiani \u2013 D\u2019Amico \u2013 D\u2019Aragona \u2013 De Caro Gerardo \u2013 De Gasperi \u2013 Del Curto \u2013 Delli Castelli Filomena \u2013 De Maria \u2013 De Martino \u2013 De Michele Luigi \u2013 De Michelis Paolo \u2013 De Palma \u2013 De Unterrichter Maria \u2013 De Vita \u2013 Di Fausto \u2013 Di Vittorio \u2013 Domined\u00f2 \u2013 Donati \u2013 D\u2019Onofrio \u2013 Dossetti \u2013 Dozza.<\/p><p>Ermini.<\/p><p>Fabriani \u2013 Fantoni \u2013 Fantuzzi \u2013 Farina Giovanni \u2013 Farini Carlo \u2013 Fedeli Aldo \u2013 Fedeli Armando \u2013 Ferrarese \u2013 Ferrari Giacomo \u2013 Ferrario Celestino \u2013 Ferreri \u2013 Fietta \u2013 Fiore \u2013 Fiorentino \u2013 Fioritto \u2013 Firrao \u2013 Foa \u2013 Fogagnolo \u2013 Foresi \u2013 Fornara \u2013 Franceschini \u2013 Fresa \u2013 Froggio \u2013 Fuschini.<\/p><p>Gabrieli \u2013 Galati \u2013 Gallico Spano Nadia \u2013 Garlato \u2013 Gasparotto \u2013 Gatta \u2013 Gavina \u2013 Germano \u2013 Gervasi \u2013 Geuna \u2013 Ghidetti \u2013 Ghidini \u2013 Giacchero \u2013 Giannini \u2013 Giolitti \u2013 Giordani \u2013 Gonella \u2013 Gorreri \u2013 Gortani \u2013 Gotelli Angela \u2013 Grassi \u2013 Grazia Verenin \u2013 Grieco \u2013 Gronchi \u2013 Guariento \u2013 Guerrieri Emanuele \u2013 Guerrieri Filippo \u2013 Gui \u2013 Guidi Cingolani Angela \u2013 Gullo Fausto \u2013 Gullo Rocco.<\/p><p>Imperiale \u2013 Iotti Leonilde.<\/p><p>Jervolino.<\/p><p>Laconi \u2013 La Malfa \u2013 Lami Starnuti \u2013 Landi \u2013 La Pira \u2013 La Rocca \u2013 Lazzati \u2013 Leone Francesco \u2013 Leone Giovanni \u2013 Lettieri \u2013 Li Causi \u2013 Lizier \u2013 Lombardi Carlo \u2013 Longo \u2013 Lozza \u2013 Lucifero \u2013 Lussu.<\/p><p>Macrelli \u2013 Maffi \u2013 Maffioli \u2013 Magnani \u2013 Malagugini \u2013 Maltagliati \u2013 Mancini \u2013 Mannironi \u2013 Manzini \u2013 Marazza \u2013 Marinaro \u2013 Marinelli \u2013 Martinelli \u2013 Martino Gaetano \u2013 Marzarotto \u2013 Massini \u2013 Massola \u2013 Mastino Gesumino \u2013 Mastino Pietro \u2013 Mattarella \u2013 Mattei Teresa \u2013 Mazza \u2013 Mazzei \u2013 Mazzoni \u2013 Medi Enrico \u2013 Mentasti \u2013 Merlin Umberto \u2013 Mezzadra \u2013 Micheli \u2013 Minella Angiola \u2013 Minio \u2013 Mol\u00e8 \u2013 Molinelli \u2013 Momigliano \u2013 Montagnana Rita \u2013 Montalbano \u2013 Monterisi \u2013 Monticelli \u2013 Moranino \u2013 Morelli Luigi \u2013 Morelli Renato \u2013 Morini \u2013 Moro \u2013 Mortati \u2013 Moscatelli \u2013 M\u00f9rdaca \u2013 Murgia \u2013 Musolino \u2013 Musotto.<\/p><p>Nasi \u2013 Negro \u2013 Nicotra Maria \u2013 Nitti \u2013 Nobili Tito Oro \u2013 Noce Teresa \u2013 Notarianni \u2013 Novella \u2013 Numeroso.<\/p><p>Orlando Camillo.<\/p><p>Pacciardi \u2013 Pajetta Gian Carlo \u2013 Pallastrelli \u2013 Paolucci \u2013 Paratore \u2013 Parri \u2013 Pastore Raffaele \u2013 Patricolo \u2013 Patrissi \u2013 Pecorari \u2013 Pella \u2013 Pellegrini \u2013 Penna Ottavia \u2013 Perassi \u2013 Perlingieri \u2013 Persico \u2013 Pertini Sandro \u2013 Piccioni \u2013 Piemonte \u2013 Pignedoli \u2013 Pollastrini Elettra \u2013 Ponti \u2013 Pratolongo \u2013 Pressinotti \u2013 Preziosi \u2013 Priolo \u2013 Proia \u2013 Pucci.<\/p><p>Quarello.<\/p><p>Raimondi \u2013 Rapelli \u2013 Ravagnan \u2013 Reale Eugenio \u2013 Reale Vito \u2013 Recca \u2013 Restagno \u2013 Ricci Giuseppe \u2013 Riccio Stefano \u2013 Rivera \u2013 Rodin\u00f2 Ugo \u2013 Rognoni \u2013 Romano \u2013 Romita \u2013 Roveda \u2013 Rubilli \u2013 Ruggeri Luigi \u2013 Rumor \u2013 Russo Perez.<\/p><p>Saccenti \u2013 Saggin \u2013 Salizzoni \u2013 Salvatore \u2013 Sampietro \u2013 Saragat \u2013 Sartor \u2013 Scalfaro \u2013 Scarpa \u2013 Scelba \u2013 Schiratti \u2013 Scoca \u2013 Scoccimarro \u2013 Scotti Francesco \u2013 Secchia \u2013 Segni \u2013 Sereni \u2013 Sforza \u2013 Sicignano \u2013 Siles \u2013 Silipo \u2013 Spataro \u2013 Stampacchia \u2013 Stella \u2013 Storchi.<\/p><p>Tambroni Armaroli \u2013 Targetti \u2013 Taviani \u2013 Tega \u2013 Terranova \u2013 Titomanlio Vittoria \u2013 Togliatti \u2013 Togni \u2013 Tomba \u2013 Tonello \u2013 Tonetti \u2013 Tosato \u2013 Tosi \u2013 Tozzi Condivi \u2013 Treves \u2013 Trimarchi \u2013 Tripepi \u2013 Turco.<\/p><p>Uberti.<\/p><p>Valenti \u2013 Valmarana \u2013 Veroni \u2013 Viale \u2013 Vicentini \u2013 Vigna \u2013 Vigo \u2013 Vilardi \u2013 Villabruna \u2013 Villani.<\/p><p>Zaccagnini \u2013 Zanardi \u2013 Zotta \u2013 Zuccarini.<\/p><p><em>Sono in congedo:<\/em><\/p><p>Cairo \u2013 Costa.<\/p><p>Lombardi Riccardo.<\/p><p>Orlando Vittorio Emanuele.<\/p><p>Valiani.<\/p><p>Si riprende la discussione del disegno di legge: Norme per l\u2019elezione del Senato della Repubblica. (61).<\/p><p>PRESIDENTE. Pongo in votazione il terzo comma dell\u2019articolo 18:<\/p><p>\u00abDell\u2019avvenuta proclamazione il presidente dell\u2019ufficio elettorale circoscrizionale invia attestato al senatore proclamato e d\u00e0 immediata notizia alla segreteria del Senato nonch\u00e9 alla prefettura o alle prefetture nelle cui circoscrizioni si trova il collegio, perch\u00e9, a mezzo dei sindaci, sia portata a conoscenza degli elettori\u00bb.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>).<\/p><p>Passiamo al comma seguente:<\/p><p>\u00abL\u2019ufficio elettorale circoscrizionale d\u00e0 immediata notizia della proclamazione del senatore eletto all\u2019ufficio elettorale regionale\u00bb.<\/p><p>SCELBA, <em>Ministro dell\u2019interno<\/em>. Chiedo che sia rinviata la votazione di questo comma.<\/p><p>PRESIDENTE. Sta bene. Se non vi sono osservazioni, cos\u00ec rimane stabilito.<\/p><p>(<em>Cos\u00ec rimane stabilito<\/em>).<\/p><p>GRONCHI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>GRONCHI. Mi permetto di far presente all\u2019Assemblea la prossimit\u00e0 del termine dei nostri lavori. L\u2019andamento della discussione avvenuta fin qui ci porta a prevedere che occorreranno almeno tre o quattro sedute per finire questa legge. Penso che la settimana ventura debba essere dedicata all\u2019esame degli statuti regionali.<\/p><p>Noi proponiamo perci\u00f2 formalmente che si tenga seduta domani domenica, almeno nella mattinata. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Pongo in votazione la proposta dell\u2019onorevole Gronchi di tenere seduta nella mattinata di domani.<\/p><p>(<em>Dopo prova e controprova, \u00e8 approvata<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Il seguito della discussione \u00e8 rinviato alle ore 9 di domani.<\/p><p>Interrogazioni.<\/p><p>PRESIDENTE. Si dia lettura delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.<\/p><p>SCHIRATTI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro dell\u2019interno, per conoscere quali gravi motivi lo hanno determinato a far occupare, per alloggiare delle forze di polizia, buona parte dei locali del Centro nazionale di emigrazione di Milano, mentre era facile, per tale alloggio, utilizzare caserme vuote o semivuote.<\/p><p>\u00abL\u2019interrogante chiede, altres\u00ec, se il Ministro si \u00e8 reso conto e si rende conto che la detta occupazione ha impedito ed impedisce il regolare funzionamento d\u2019un organismo di cos\u00ec vitale importanza con gravissimo danno dei nostri emigranti. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>).<\/p><p>\u00abFiore\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro dei trasporti, per sapere quale sorte subiranno le assuntorie delle piccole stazioni ferroviarie e cio\u00e8 se verranno mantenute oppure verranno abolite per essere affidate in gestione solo a personale di ruolo, e questo per mettere i numerosi aspiranti assuntori presso le ferrovie in condizioni di sapere, una buona volta, se debbano o meno mantenere le loro aspirazioni oppure debbano decidersi a cercare altrove la possibilit\u00e0 di aprirsi una strada per la loro sistemazione. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>).<\/p><p>\u00abZuccarini\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro del lavoro e della previdenza sociale, per sapere quali provvedimenti intenda prendere in favore dei vecchi bisognosi non pensionati. Esiste in Italia una categoria di persone che fra quante si trovano in indigenza pu\u00f2 effettivamente essere considerata la pi\u00f9 bisognevole di aiuto.<\/p><p>\u00abIl loro numero per fortuna non \u00e8 grande ma le condizioni economiche sono cos\u00ec gravi che solo la carit\u00e0 del prossimo e l\u2019aiuto non sempre generoso dei parenti impedisce un triste spettacolo per il nostro Paese.<\/p><p>\u00abPare all\u2019interrogante che il Ministro del lavoro e della previdenza sociale debba preoccuparsi di questa categoria di indigenti cos\u00ec come gi\u00e0 hanno provveduto altri Paesi civili. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>).<\/p><p>\u00abBertola\u00bb.<\/p><p>\u00abI sottoscritti chiedono di interrogare i Ministri della difesa e del tesoro, per sapere se non ritengano opportuno oltrech\u00e9 doveroso spostare la data dal settembre 1944 al mese di aprile 1944 per considerare lavoratori quegli ufficiali che prima di tale data erano fuori dai campi di concentramento tedeschi.<\/p><p>\u00abGli interroganti fanno notare che, ad esempio, nel campo di Oberlangen gi\u00e0 dal 20 maggio 1944 centinaia di ufficiali italiani furono obbligatoriamente avviati al lavoro; inoltre, che questi ufficiali fecero tempo fa ricorso al Ministero della guerra documentando ampiamente la loro posizione e l\u2019apposita Commissione disciplinare ritenne giusto il ricorso e tutti furono discriminati con ampia formula. (<em>Gli interroganti chiedono la risposta scritta<\/em>).<\/p><p>\u00abBertola, Pastore Giulio\u00bb.<\/p><p>\u00abI sottoscritti chiedono di interrogare il Ministro della difesa, per sapere se non intenda condonare la somma che i militari devono restituire e che le loro famiglie hanno ricevute quali anticipi durante il loro periodo di prigionia o di concentramento.<\/p><p>\u00abGli interroganti fanno presente che di tale anticipo hanno beneficiato anche le famiglie \u2013 dislocate a nord della cosiddetta linea gotica \u2013 di quei militari, i quali dall\u20198 settembre 1943 dovettero provvedere al sostentamento con i propri mezzi.<\/p><p>\u00abOggi gli stessi si trovano costretti a restituire una somma che pi\u00f9 non hanno, tanto pi\u00f9 che il distretto ha fatto emettere ricorsi per decreto ingiuntivo. (<em>Gli interroganti chiedono la risposta scritta<\/em>).<\/p><p>\u00abPastore Giulio, Bertola\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro del lavoro e della previdenza sociale, per sapere se non ritenga opportuno intervenire a favore di quegli ex lavoratori, che essendo stati posti in quiescenza quando non vigevano le attuali norme di previdenza sociale, ebbero una somma a titolo di liquidazione, somma che oggi, non che servire con modesto reddito a soddisfare alle pi\u00f9 elementari necessit\u00e0 di vita, si \u00e8 completamente esaurita data la svalutazione della moneta.<\/p><p>\u00abPare all\u2019interrogante che in definitiva si tratti di situazione analoga a quella dei lavoratori pensionati che hanno diritto ad un aumento della pensione divenuta irrisoria. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>).<\/p><p>\u00abScalfaro\u00bb.<\/p><p>\u00abLe sottoscritte chiedono di interrogare il Presidente del Consiglio dei Ministri, per sapere se, conformemente all\u2019articolo 51, primo comma, della Carta costituzionale che afferma: \u00abTutti i cittadini dell\u2019uno o dell\u2019altro sesso possono accedere agli uffici pubblici e alle cariche elettive in condizioni di uguaglianza secondo i requisiti stabiliti dalla legge\u00bb, verranno abrogate le due leggi fasciste: decreto-legge 1938, n. 1514 e regio decreto 29 giugno 1939, n. 898, in modo da abolire dalle norme dei bandi di concorso quelle disposizioni che limitano la parit\u00e0 di diritti delle donne. A titolo di esempio si fa riferimento ai bandi di concorsi pubblicati sulla <em>Gazzetta Ufficiale<\/em> del 18 settembre 1947 (supplemento n. 219); del 29 settembre 1947, n. 223; del 7 ottobre 1947, n. 230 e del 10 novembre 1947 (supplemento n. 258). (<em>Le interroganti chiedono la risposta scritta<\/em>).<\/p><p>\u00abBei Adele, Montagnana Rita, Gallico Spano Nadia, Minella Angiola\u00bb.<\/p><p>\u00abI sottoscritti chiedono di interrogare il Ministro di grazia e giustizia, sull\u2019opportunit\u00e0 di promuovere un provvedimento inteso ad abolire l\u2019attuale separazione dei ruoli dei giudici e dei pretori introdotta nel 1930, dato che gi\u00e0 fin dal 1937 moltissimi pretori prestano servizio nei tribunali e nelle procure e dato che ne sono stati ammessi, senza alcun concorso, alle funzioni di giudici \u2013 con prospettive di ingresso in carriera \u2013 laureati in giurisprudenza, in base al decreto legislativo del 30 aprile 1946, n. 352.<\/p><p>\u00abL\u2019opportunit\u00e0 della predetta abolizione sembrerebbe inoltre manifesta per il fatto che i pretori sono stati ammessi a parit\u00e0 di condizione con i giudici al concorso per consigliere d\u2019appello indetto con decreto ministeriale 31 dicembre 1947 e i nuovi concorsi per l\u2019ingresso in magistratura non riguardano pi\u00f9 gli uditori di pretura ma solo quelli di tribunale. (<em>Gli interroganti chiedono la risposta scritta<\/em>).<\/p><p>\u00abPersico, Paratore, Veroni, Carpano Maglioli, Nasi, Reale Vito, Gasparotto\u00bb.<\/p><p>\u00abI sottoscritti chiedono di interrogare il Ministro dell\u2019interno, per conoscere se non intenda tutelare e difendere l\u2019Amministrazione comunale di Marsala, liberamente eletta, annullando un\u2019arbitraria e illegittima deliberazione di revoca. (<em>Gli interroganti chiedono la risposta scritta<\/em>).<\/p><p>\u00abMontalbano, Li Causi\u00bb.<\/p><p>\u00abI sottoscritti chiedono di interrogare il Ministro dell\u2019interno, per conoscere innanzi tutto da quale fonte ha appreso che l\u2019Amministrazione comunale di Ravanusa (Agrigento) non ha compiuto atti di faziosit\u00e0 o di irregolarit\u00e0, mentre essa \u00e8 responsabile di:<\/p><p>1\u00b0) non aver provveduto a fissare la data di apertura delle sessioni ordinarie del Consiglio comunale;<\/p><p>2\u00b0) non aver convocato detto Consiglio nella sessione autunnale del 1947;<\/p><p>3\u00b0) non aver provveduto alla presentazione del bilancio;<\/p><p>4\u00b0) non aver provveduto alla nomina dei revisori dei conti;<\/p><p>5\u00b0) aver imposto una tassa sui generi di consumo a beneficio di una commissione di privati, non nell\u2019interesse del Comune;<\/p><p>6\u00b0) aver compilato faziosamente i ruoli delle tasse comunali;<\/p><p>7\u00b0) aver lasciato in giacenza ben mille stati di famiglia per uso assegni familiari;<\/p><p>8\u00b0) aver nascosto i risultati dell\u2019inchiesta a carico del vice sindaco, Musso Antonino, denunziato all\u2019autorit\u00e0 giudiziaria quale responsabile di violenza carnale e peculato;<\/p><p>9\u00b0) aver assunto arbitrariamente, quali impiegati, quattro elettori della democrazia cristiana, aggravando enormemente e senza alcuna ragione il bilancio comunale.<\/p><p>\u00abIn secondo luogo per conoscere da quale fonte ha appreso che non esistono ragioni di turbamento dell\u2019ordine pubblico in Ravanusa col mantenere in vita quell\u2019Amministrazione, essendo essa responsabile non solo di aver commesso atti faziosi e irregolari, ma anche di voler imporre la sua volont\u00e0 settaria alla stragrande maggioranza della popolazione di Ravanusa. All\u2019uopo basti ricordare che il prefetto di Agrigento nel dicembre scorso decise di nominare un commissario prefettizio in quel paese, per la necessit\u00e0 di assicurare non solo l\u2019ordine pubblico, ma addirittura \u00abil regolare funzionamento dei pubblici servizi\u00bb.<\/p><p>\u00abIn terzo luogo, per conoscere se non intenda riesaminare la situazione dell\u2019Amministrazione di Ravanusa \u2013 che non rappresenta la maggioranza, ma la minoranza di quel corpo elettorale \u2013 e procedere allo scioglimento di essa per le ragioni dianzi spiegate. (<em>Gli interroganti chiedono la risposta scritta<\/em>).<\/p><p>\u00abMontalbano, Li Causi, D\u2019Amico\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro degli affari esteri, per conoscere quali pratiche intenda svolgere per far s\u00ec che i pescatori italiani e particolarmente quelli della costa occidentale della Sicilia possano tornare ad esercitare il loro lavoro su quelle coste tunisine che furono sorgente di ricchezza e di prosperit\u00e0 e che sono il campo naturale e tradizionale della loro attivit\u00e0 produttiva. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abBorsellino\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Le interrogazioni test\u00e9 lette saranno trasmesse ai Ministri competenti per la risposta scritta.<\/p><p>La seduta termina alle 20.45.<\/p><p>Ordine del giorno per la seduta di domani.<\/p><p>Alle ore 9:<\/p><p><em>Seguito della discussione del disegno di legge:<\/em><\/p><p>Norme per l\u2019elezione del Senato della Repubblica. (61).<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Versione PDF ASSEMBLEA COSTITUENTE CCCLXII. SEDUTA POMERIDIANA DI SABATO 24 GENNAIO 1948 PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE CONTI INDICE Disegno di legge (Seguito della discussione): Norme per l\u2019elezione del Senato della Repubblica (61). Presidente Martino Gaetano Targetti Piccioni Giannini Basile Mastino Pietro Mortati, Relatore per la minoranza Lussu Scelba, Ministro dell\u2019interno Lucifero Russo Perez Domined\u00f2 Rubilli Mazzei [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_relevanssi_hide_post":"","_relevanssi_hide_content":"","_relevanssi_pin_for_all":"","_relevanssi_pin_keywords":"","_relevanssi_unpin_keywords":"","_relevanssi_related_keywords":"","_relevanssi_related_include_ids":"","_relevanssi_related_exclude_ids":"","_relevanssi_related_no_append":"","_relevanssi_related_not_related":"","_relevanssi_related_posts":"2552,2544,2529,2550,2540,2542","_relevanssi_noindex_reason":"","_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[64,7],"tags":[],"post_folder":[63],"class_list":["post-2523","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-1948-01","category-assemblea"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2523","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2523"}],"version-history":[{"count":8,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2523\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6070,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2523\/revisions\/6070"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2523"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2523"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2523"},{"taxonomy":"post_folder","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fpost_folder&post=2523"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}