{"id":2521,"date":"2023-09-17T21:40:17","date_gmt":"2023-09-17T19:40:17","guid":{"rendered":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=2521"},"modified":"2023-10-21T00:19:19","modified_gmt":"2023-10-20T22:19:19","slug":"antimeridiana-di-sabato-24-gennaio-1948","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=2521","title":{"rendered":"ANTIMERIDIANA DI SABATO 24 GENNAIO 1948"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"2521\" class=\"elementor elementor-2521\" data-elementor-post-type=\"post\">\n\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-01708c2 elementor-section-full_width elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"01708c2\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-56e4b6f\" data-id=\"56e4b6f\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-3857bad elementor-align-right elementor-widget elementor-widget-button\" data-id=\"3857bad\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"button.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-button-wrapper\">\n\t\t\t\t\t<a class=\"elementor-button elementor-button-link elementor-size-sm\" href=\"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/19480124_1.pdf\" target=\"_blank\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-content-wrapper\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-icon\">\n\t\t\t\t<i aria-hidden=\"true\" class=\"icon icon-view\"><\/i>\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-text\">Versione PDF<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-9cdbc3e elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"9cdbc3e\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p>ASSEMBLEA COSTITUENTE<\/p><p>CCCLXI.<\/p><p>SEDUTA ANTIMERIDIANA DI SABATO 24 GENNAIO 1948<\/p><p>PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE <strong>CONTI<\/strong><\/p><p><strong>INDICE<\/strong><\/p><p><strong>Congedo:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p><strong>Disegno di legge<\/strong> (<em>Seguito della discussione<\/em>)<strong>:<\/strong><\/p><p>Norme per l\u2019elezione del Senato della Repubblica (61).<\/p><p>Presidente<\/p><p>Morelli Renato<\/p><p>Targetti<\/p><p>Bellavista<\/p><p>Domined\u00f2<\/p><p>Condorelli<\/p><p>Micheli, <em>Presidente della Commissione<\/em><\/p><p>Scelba, <em>Ministro dell\u2019interno<\/em><\/p><p>Lucifero<\/p><p>Martino Gaetano<\/p><p>Piemonte<\/p><p>Togliatti<\/p><p>Giannini<\/p><p>Nitti<\/p><p><strong>Votazione segreta:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p><strong>Risultato della votazione segreta:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p>La seduta comincia alle 9.30.<\/p><p>MAZZA, <em>ff. Segretario<\/em>, legge il processo verbale della precedente seduta antimeridiana.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Congedo.<\/p><p>PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo il deputato Lombardi Riccardo.<\/p><p>(<em>\u00c8 concesso<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Seguito della discussione del disegno di legge: Norme per l\u2019elezione del Senato della Repubblica. (61).<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019ordine del giorno reca: Seguito della discussione del disegno di legge: Norme per l\u2019elezione del Senato della Repubblica (61).<\/p><p>Credo che sia opportuno esaminare gli articoli aggiuntivi proposti.<\/p><p>Gli onorevoli Vigna, Cosattini, Piemonte e Pat hanno presentato il seguente articolo aggiuntivo:<\/p><p>Art. &#8230;<\/p><p>\u00abGli emigrati per motivi di lavoro, che rimpatriano per le elezioni, hanno diritto al trasporto ferroviario gratuito dalla stazione di confine al comune in cui votano e viceversa\u00bb.<\/p><p>Non essendo presente nessuno dei presentatori, si intende che abbiano rinunciato a svolgerlo.<\/p><p>Sono stati anche presentati i seguenti articoli aggiuntivi:<\/p><p>Art. &#8230;<\/p><p>\u00abPer la prima elezione del Senato l\u2019astensione ingiustificata dal voto \u00e8 punita, oltre che con le sanzioni stabilite dall\u2019articolo 84 del decreto legislativo luogotenenziale 10 marzo 1946, n. 74, con l\u2019ammenda di lire 200, da applicarsi con le norme di cui nell\u2019articolo seguente, per coloro che non siano iscritti nei ruoli dell\u2019imposta complementare sul reddito, a di lire 2000 per coloro che siano iscritti nei detti ruoli\u00bb.<\/p><p>Art. &#8230;<\/p><p>\u00abEntro trenta giorni dalla scadenza del termine stabilito dal quarto comma dell\u2019articolo 84 del decreto legislativo luogotenenziale 10 marzo 1946, n. 74, il prefetto invia a ciascun Comune della Provincia l\u2019elenco nominativo degli elettori che hanno presentato ricorso contro l\u2019inclusione nell\u2019elenco degli astenuti dal voto e, nei 30 giorni successivi alla emanazione del decreto che decide sui ricorsi stessi, invia a ciascun Comune l\u2019elenco nominativo dei ricorsi accolti.<\/p><p>\u00abEntro trenta giorni dal ricevimento di ciascuna delle comunicazioni prefettizie, di cui nel comma precedente, il sindaco di ciascun Comune invia al pretore del mandamento l\u2019elenco nominativo degli elettori inclusi nell\u2019elenco degli astenuti e che non abbiano proposto ricorso o il cui ricorso sia stato respinto.<\/p><p>\u00abIl pretore provvede all\u2019applicazione della ammenda con decreto penale non impugnabile se non per errore nella persona\u00bb.<\/p><p>\u00abMorelli Renato, Monticelli, Cifaldi, Martino Gaetano, Candela, Preziosi, Villabruna, Crispo, Fusco, Rubilli, Spataro, Castelli Avolio, Benvenuti, Badini Confalonieri, Rescigno, Micheli, De Caro Raffaele\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Morelli Renato ha facolt\u00e0 di svolgerli.<\/p><p>MORELLI RENATO. Onorevoli colleghi, i due articoli aggiuntivi che ho proposto in sede di discussione del disegno di legge per la elezione del Senato si risolvono in un emendamento alquanto pi\u00f9 limitato di quello che proposi in sede di discussione della legge per la elezione della Camera dei deputati e che ritirai, per la richiesta fattane da colleghi del gruppo comunista, particolarmente dall\u2019onorevole Togliatti, aderendo a che venisse rinviato il dibattito su questo punto.<\/p><p>Non infligger\u00f2 all\u2019Assemblea una dissertazione sul cos\u00ec detto voto obbligatorio, per la semplice ragione che questo principio \u00e8 stato introdotto nella Costituzione all\u2019articolo 48 ed \u00e8 stato riconsacrato nell\u2019articolo 84 della legge per la elezione della Camera dei deputati, nella quale \u00e8 anche prevista una sanzione, quella della menzione nel certificato di buona condotta della circostanza che l\u2019elettore non ha votato, ed \u00e8 stabilita tutta una procedura per l\u2019accertamento delle ragioni che possono giustificare l\u2019astenuto.<\/p><p>Mi pare tuttavia necessario richiamare l\u2019attenzione dell\u2019Assemblea su quel dibattito per il fatto che in esso affiorarono, nelle interruzioni di colleghi, due obiezioni, di cui la prima diretta ad affermare un contrasto fra la cos\u00ec detta obbligatoriet\u00e0, del voto ed i princ\u00ecpi liberali. Strana obiezione questa, quasi rivolta a contestare la legittimit\u00e0 politica della mia presa di posizione. Risposi che la dottrina liberale pi\u00f9 recente respinge il principio del lasciar fare, ed \u00e8 ispirata, oltre che all\u2019ideale supremo della libert\u00e0, a quello della solidariet\u00e0 sociale, che deve far avvertire l\u2019importanza della funzione elettorale come di una funzione da esercitarsi nell\u2019interesse pubblico.<\/p><p>Alla seconda obiezione, che fosse possibile impedire, con la cos\u00ec detta obbligatoriet\u00e0 del voto, un fenomeno legittimo come fenomeno politico, quello dell\u2019astensione, io risposi che l\u2019elettore rimane libero di astenersi dal voto, perch\u00e9 nell\u2019urna pu\u00f2 porre scheda bianca: e aggiunsi che questa forma di astensione ha un significato politico, in quanto non si presta ad equivocit\u00e0 di interpretazione, ma dimostra un dissenso dell\u2019elettore da qualsiasi lista di candidati o, nelle elezioni con il collegio uninominale, da qualsiasi candidato. Viceversa il significato \u00e8 equivoco, non pi\u00f9 univoco, quando l\u2019astensione pu\u00f2 essere interpretata anche come un effetto di pigrizia, di infingardaggine, di assoluta indifferenza.<\/p><p>Liberato quindi il campo da queste obiezioni, aggiunger\u00f2 che quello che si intende colpire con la sanzione pecuniaria lievissima da me proposta, \u00e8 soltanto l\u2019assenza dalle urne. Perch\u00e9 qui c\u2019\u00e8 un grosso equivoco, che affiora sempre nelle discussioni sul cos\u00ec detto voto obbligatorio \u2013 e ripeto cos\u00ec detto, perch\u00e9 inesattamente si ritiene che l\u2019elettore debba votare: no, l\u2019elettore pu\u00f2 anche non votare. Quello che si vuole combattere, \u00e8 soltanto il fenomeno di indifferenza che si traduce nel completo estraniarsi del cittadino dal consorzio civile, nel suo mancare all\u2019appello, proprio quando il corpo elettorale, al quale appartiene, \u00e8 chiamato a svolgere l\u2019altissima funzione di esprimere la propria rappresentanza.<\/p><p>Vi dir\u00f2 di pi\u00f9: che stabilire questo sistema di sanzioni, colpendo il cittadino che si astiene dal recarsi alle urne, significa voler assicurare la libert\u00e0 assoluta dell\u2019atteggiamento politico, anche se negativo, perch\u00e9 se l\u2019astensione si manifesta con l\u2019assenza dalle urne, essa \u00e8 un fenomeno controllabile dall\u2019esterno, e pu\u00f2 essere la conseguenza di una intimidazione diretta o indiretta, mentre se ci si astiene dal voto ponendo una scheda bianca nell\u2019urna, la segretezza \u00e8 rigorosamente garantita.<\/p><p>E verr\u00f2 a quell\u2019accusa di partigianeria che viene rivolta ai sostenitori del cos\u00ec detto voto obbligatorio: si dice che esso favorirebbe un partito piuttosto che un altro. Questo non \u00e8 esatto, e i colleghi di sinistra non mi faranno il torto di credere che, attraverso un\u2019ammenda di duemila lire, io mi proponga di trascinare alle urne le duecento famiglie plutocratiche che, secondo la loro opinione, reggerebbero di fatto le sorti del nostro Paese. In realt\u00e0 i ricchi pagherebbero l\u2019ammenda senza risentirne alcun peso e, in ogni caso, anche votando, non sposterebbero la situazione elettorale. Viceversa, la sanzione pecuniaria, lieve com\u2019\u00e8 nella mia proposta, ha un altro scopo: quello di richiamare ad un dovere fondamentale ogni cittadino. Ricorder\u00f2 in proposito il parere del Laski, capo del laburismo inglese, il quale ha dichiarato che l\u2019obbligo della partecipazione al voto \u00e8 un obbligo elementare ed ha auspicato che venga presto tradotto in disposizione di legge, e l\u2019appoggio dato da un giornale liberale come il <em>Manchester Guardian<\/em> a questa tesi, che trova anche ampie rispondenze nella giuspubblicistica francese. Ed \u00e8 spiegabile, perch\u00e9 in realt\u00e0 questo del valore antidemocratico del cos\u00ec detto voto obbligatorio \u00e8 piuttosto, come osserva lo scrittore repubblicano Orrei, un pregiudizio ereditato dal sistema elettorale censitario, quando cio\u00e8 la gente che votava era soltanto la gente ricca.<\/p><p>E ancora mi rivolgo ai colleghi di sinistra per ricordare come durante la elaborazione preventiva del testo costituzionale, che fu oggetto dell\u2019attivit\u00e0 di apposite commissioni e sottocommissioni dipendenti dal Ministero della Costituente, di cui era a capo un socialista come l\u2019onorevole Nenni, in uno dei numerosi volumi editi nell\u2019occasione, un volume di legislazione comparata, fu consacrato un giudizio unanime della competente sottocommissione, composta di giuristi e di politici di ogni corrente: che il cos\u00ec detto voto obbligatorio dovesse essere considerato come un principio integratore della rappresentanza organica e quindi necessario al regolare funzionamento di una democrazia di massa.<\/p><p>Potrei anche richiamare quello che Giolitti, che non era un conservatore, notava circa la necessit\u00e0 di interessare alla vita politica le pi\u00f9 larghe masse di elettori, evitando che alla determinazione della direzione politica concorresse soltanto una ristretta cerchia di persone. Il suffragio universale, il cui merito \u00e8 rivendicabile ai liberali, non pu\u00f2 produrre i suoi effetti se non si limita il fenomeno dell\u2019assenza dalle urne, che in Italia assume aspetti preoccupanti.<\/p><p>Del resto, paesi dalla legislazione progreditissima, come gli Stati Uniti d\u2019America, la Nuova Zelanda e, in Europa, la Svizzera, l\u2019Olanda, il Belgio, la Francia, l\u2019Austria, hanno accolto il principio del cos\u00ec detto voto obbligatorio. Ed in alcuni di questi Paesi, come il Belgio, dalle apposite sanzioni stabilite per l\u2019assenza dalle urne hanno tratto vantaggio i socialisti. In realt\u00e0, quel fenomeno di apatia, di distacco dalla vita politica, \u00e8 diffuso particolarmente nella media e piccola borghesia. Quei voti andrebbero a noi come a voi, andrebbero a tutti: andrebbero anche a voi, che siete attualmente orientati verso i ceti medi ed ascrivete a vostro orgoglio il far proseliti in quel settore sociale.<\/p><p>Ma passiamo alle obiezioni tecniche. Alcuni chiedono: queste sanzioni sono applicabili o sono, in realt\u00e0, inapplicabili? E potranno colpire efficacemente? Io risponder\u00f2 che \u00e8 una curiosa obiezione quella che l\u2019obbligo del voto riguarda una generalit\u00e0 di cittadini ed essendo quindi violabile da molti, non pu\u00f2 essere accompagnato da sanzioni, che resterebbero senza effetto pratico. Teoricamente si potrebbe proporre questa obiezione anche al Codice penale, perch\u00e9 ogni cittadino pu\u00f2 delinquere, e se tutti o molti, fossero i delinquenti, le pene non si potrebbero pi\u00f9 applicare.<\/p><p>Mi sono servito di un paradosso, ma potrei ricordare altri obblighi che riguardano vaste categorie, come quello della leva militare. \u00c8 noto che in Italia il fenomeno della renitenza \u00e8 stato molto diffuso. Come si farebbe a colpire migliaia, o diecine, o centinaia di migliaia di cittadini che eventualmente non si presentassero alle armi? Evidentemente si tratta del costume politico. Certe disposizioni sono dirette pi\u00f9 che a punire, a educare. E una sanzione lieve, come quella che io propongo per la assenza dalle urne, pi\u00f9 che avere un valore punitivo, ha un valore di richiamo al dovere elettorale, pi\u00f9 che una coazione \u00e8 uno stimolo.<\/p><p>Citer\u00f2 un altro esempio, quello del pagamento delle imposte: teoricamente possono essere milioni di cittadini a non pagare le imposte e le tasse, eppure si applicano multe, si rendono pi\u00f9 gravosi i pagamenti fatti in ritardo, e tutte queste sanzioni risultano efficaci.<\/p><p>Ma un esempio forse pi\u00f9 calzante di tutti \u00e8 quello del censimento. Il censimento somiglia un poco alle elezioni, perch\u00e9 in un certo senso \u00e8 una interpellanza diretta a conoscere alcune caratteristiche del cittadino, non politiche, ma sociali. Ebbene, le leggi che dispongono un censimento, si rivolgono a vastissime categorie di cittadini. Se la gente non se ne preoccupasse, non si potrebbero fare pi\u00f9 censimenti. Ma vi sono sanzioni che fanno rispettare gli obblighi relativi.<\/p><p>Si tratta quindi di rendere facilmente applicabili le sanzioni per l\u2019assenza dalle urne. Ora, la procedura proposta con il mio emendamento \u00e8 la pi\u00f9 adatta, perch\u00e9 presenta ampiezza di termini e grande semplicit\u00e0. Si trasmettono gli elenchi degli astenuti dal Prefetto al Sindaco e da quest\u2019ultimo al Pretore, il quale provvede all\u2019applicazione di una sanzione pecuniaria destinata a favorire quel progresso che consiste nella partecipazione attiva di tutti i cittadini alla vita della democrazia. Perch\u00e9 questo \u00e8 il punto delicato: una democrazia non \u00e8 tale, se non vi \u00e8 la pi\u00f9 ampia partecipazione dei cittadini. Ed anche qui mi rivolgo a quelli che sono pensosi della libert\u00e0, perch\u00e9 riflettano sulla gravit\u00e0 del fenomeno dell\u2019astensionismo che rende neutre masse di elettori, assicurandone un\u2019acquiescenza inespressiva a governi e parlamenti, che pu\u00f2 celare una frattura fra gli organi costituzionali e l\u2019opinione pubblica. Ed \u00e8 appunto cos\u00ec che in Italia si spiegano le improvvise larghe adesioni a quei fuochi di paglia, che sono certi movimenti politici senza contenuto ideale e senza tradizione, o, peggio ancora, le adesioni improvvise a improvvisati dittatori che sappiano trarre profitto dal malcontento di quelli che non hanno una fede politica.<\/p><p>Viceversa, con la cos\u00ec detta obbligatoriet\u00e0 del voto, si tende a creare una responsabilit\u00e0 di coscienza per tutti: per chi ha dato il proprio voto a una lista o a un candidato, e per chi ha posto nell\u2019urna scheda bianca, e si assicura cos\u00ec la democrazia, che deve essere sovranit\u00e0 di popolo e non dominio di una minoranza attiva, o se preferite, attivista, su una maggioranza inerte, lasciata nell\u2019inerzia. (<em>Applausi al centro e a destra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>TARGETTI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>TARGETTI. Onorevoli colleghi, noi abbiamo assistito con molto interesse alla disquisizione fatta sul voto obbligatorio dall\u2019egregio collega onorevole Morelli, ma ci permettiamo di osservare che \u00e8 stata una discussione gradita, s\u00ec, ma non egualmente, a parer nostro, utile, perch\u00e9 l\u2019illustrazione del concetto del voto obbligatorio non pu\u00f2 esercitare nessuna influenza sopra la preclusione che noi eccepiamo. Noi sosteniamo che la norma proposta dall\u2019onorevole Morelli e dagli altri colleghi firmatari del suo emendamento \u00e8 una norma che non pu\u00f2 essere sottoposta all\u2019approvazione dell\u2019Assemblea per varie considerazioni. Noi potremmo dire che, se anche non vi fossero altre circostanze, altre ragioni da opporre, bisognerebbe chiedersi se un\u2019affermazione di obbligatoriet\u00e0 del voto non andrebbe contro disposizioni gi\u00e0 sancite nella Carta costituzionale. Quell\u2019articolo 48 che ha ricordato l\u2019onorevole Morelli, egli l\u2019ha considerato come un amico, a cui si pu\u00f2 ricorrere perch\u00e9 ci aiuta nel sostenere la nostra tesi, ma ho paura che egli si sia rivolto ad un amico malfido, perch\u00e9 l\u2019articolo 48 stabilisce che la partecipazione ai comizi elettorali \u00e8 un dovere civico. L\u2019Assemblea ricorda la discussione che fu fatta intorno a questo aggettivo.<\/p><p>Senza dilungarmi su questo punto che, per noi, \u00e8 superato dalla situazione particolare nella quale oggi ci troviamo, osservo soltanto che quando si \u00e8 affermato che un determinato comportamento \u00e8 un dovere civico, si \u00e8 implicitamente venuto a significare che si trattava di un dovere la cui violazione non avrebbe potuto dar luogo ad una sanzione penale. Non si dice che non prendere, non trattenere abusivamente la cosa altrui sia un dovere civico, perch\u00e9 c\u2019\u00e8 il codice penale che dice che il farlo \u00e8 un delitto di furto o di appropriazione indebita. Ma andiamo oltre. La improponibilit\u00e0 della proposta dell\u2019onorevole Morelli, a parte ogni altra questione pregiudiziale, risulta evidente in quanto tale proposta \u00e8 in pieno contrasto con una deliberazione gi\u00e0 presa, proprio in sede di approvazione della legge per l\u2019elezione del Senato. Ricordo la disposizione generale del nostro regolamento che, aggiungo subito, si riferisce a ordini del giorno, mentre qui si tratta di qualche cosa di molto pi\u00f9 impegnativo di un ordine del giorno, si tratta di disposizioni di legge gi\u00e0 stabilite.<\/p><p>L\u2019articolo 89 dice che non si possono riprodurre sotto forma di emendamenti o articoli aggiuntivi ordini del giorno respinti nella discussione generale. Da questo articolo noi ricaviamo il principio generale, che non avrebbe bisogno di essere cercato in nessun articolo perch\u00e9 \u00e8 dettato da esigenze di logica e di buon senso, per il quale un\u2019Assemblea non pu\u00f2, non dico approvare, ma neppure discutere una proposta che sia in pieno contrasto con quello che la stessa Assemblea ha fatto poc\u2019anzi la fatica di discutere, di deliberare, di affermare.<\/p><p>Noi abbiamo gi\u00e0 votato una disposizione, riguardante l\u2019esercizio del voto per l\u2019elezione del Senato, che esclude qualsiasi sanzione. L\u2019onorevole Morelli si richiama a quella disposizione che c\u2019\u00e8 gi\u00e0 nella legge elettorale, per l\u2019elezione dell\u2019Assemblea Costituente. Onorevoli colleghi, non perdiamoci in disquisizioni troppo sottili, giacch\u00e9 fra quella disposizione e questa che oggi si propone vi \u00e8 di mezzo non un fiume n\u00e9 un lago, ma un mare! Basta ricordare che quella disposizione porta come unica conseguenza una annotazione sul certificato di buona condotta rilasciato a chi si sia astenuto dal voto senza giustificato motivo, l\u2019annotazione \u00abnon ha votato\u00bb. A parte che sarebbe interessante sapere su quanti certificati questa annotazione sia stata fatta!<\/p><p>Qui, invece, si tratterebbe di stabilire una vera e propria sanzione, cio\u00e8 di considerare come un reato l\u2019essersi astenuto. Questione del tutto diversa. Questione risolta con quella disposizione, gi\u00e0 approvata dall\u2019Assemblea Costituente, che dice: per l\u2019adempimento del dovere del voto (sono parole testuali che, fortunatamente, non danno luogo a nessuna incertezza d\u2019interpretazione), cio\u00e8 per quella funzione alla quale si riferisce la proposta dell\u2019onorevole Morelli, si osservano le disposizioni&#8230;<\/p><p>MORELLI RENATO. Per la prima elezione.<\/p><p>TARGETTI. Questa limitazione non c\u2019\u00e8. Si osservano le disposizioni della legge per l\u2019elezione della Camera dei deputati. Io poi, personalmente, non saprei riconoscere che ben poco valore a quella minaccia. Ma chi volete che rimanga seriamente impressionato dalla minaccia di dover pagare queste 200 lire, che nessuno pagherebbe mai? Ma vi pare che non verrebbe, dopo le elezioni, in qualche occasione, un provvedimento che metterebbe tutto a tacere? Se ci fosse l\u2019onorevole Tonello direbbe, se non ai proponenti, ai colleghi della Democrazia cristiana, che sono tanto pi\u00f9 efficaci le minacce spirituali che le minacce terrene di un\u2019ammenda. (<em>Commenti al centro<\/em>)<em>.<\/em> Questo avrebbe detto certamente l\u2019onorevole Tonello. Non aggiungo nulla di pi\u00f9 di quello che voi avreste udito se fosse stato presente. Noi, anche senza dare eccessiva importanza all\u2019approvazione di una norma simile, ci troviamo per\u00f2 di fronte a un dovere di coscienza. Noi avvocati, nelle cause che presentano eccezioni di procedura, anche se abbiamo fiducia nella bont\u00e0 della tesi di merito, sentiamo che \u00e8 nostro dovere di difensori di non rinunciare a queste eccezioni.<\/p><p>Qui ci troviamo di fronte a un caso in cui il nostro dovere \u00e8 di eccepire l\u2019improponibilit\u00e0, dopo aver spiegato che la nostra insistenza nell\u2019eccezione non corrisponde affatto ad una uguale preoccupazione per il caso in cui la norma fosse approvata. Abbiamo stabilito che non si deve fare una determinata cosa (per esprimermi in parole tutt\u2019altro che giuridiche) che voi invece chiedete che l\u2019Assemblea decida se fare o non fare. Abbiamo gi\u00e0 deciso, in una norma di legge, che non la faremo. Non se ne pu\u00f2 pi\u00f9 parlare. Si dice: \u00abma questa \u00e8 una norma transitoria\u00bb. Ma la norma transitoria bisogna che sia intonata alla norma generale, definitiva e non la contraddica in pieno. Ora, qualunque opinione si abbia sul merito della questione del voto obbligatorio, ci troviamo dinanzi a questa situazione.<\/p><p>L\u2019Assemblea Costituente ha deliberato di non stabilire una sanzione per i casi di astensione dal voto: principio generale, che deve valere sempre; altrimenti, non valeva la pena affermarlo. Si vorrebbe invece far valere questo principio per la prima elezione. Ci sarebbe una logica nella inversione: se nella legge si fosse stabilita la sanzione penale per l\u2019astensione, non sarebbe stato illogico dire che per la prima volta questa sanzione non si applica, per particolari, momentanee ragioni. Ma qui si vorrebbe fare il contrario. Una proposta del genere ad una Assemblea seria, quale \u00e8 la nostra, non si pu\u00f2 presentare. Non \u00e8 un problema che si possa porre. Ieri si \u00e8 stabilito il principio che l\u2019astensione dal voto non \u00e8 punibile. Oggi si dovrebbe dire: sta bene, giacch\u00e9 non si potrebbe dire diversamente, ma questa volta il principio non vale. Noi, l\u2019astensione, questa volta la puniamo! Ma questa sarebbe una vera aberrazione.<\/p><p>Un\u2019ultima osservazione. Non si tratta dell\u2019improponibilit\u00e0 di una norma transitoria perch\u00e9 in sostanziale contrasto con una norma fissa stabilita dalla legge. Ma il contrasto esiste con altra norma transitoria: quella che impedisce l\u2019applicazione di qualsiasi sanzione per l\u2019astensione. Infatti essa \u00e8 compresa nel Titolo delle disposizioni transitorie.<\/p><p>MORELLI RENATO. <em>Nomen non dat substantiam rei<\/em>. Lei \u00e8 un giurista.<\/p><p>TARGETTI. Io faccio appello al buon senso dell\u2019Assemblea: pi\u00f9 che a massime giuridiche, sia pure degne del massimo rispetto. E affermo che, evidentemente, un collegamento fra titolo e sostanza bisogna che ci sia. Quelle che vanno sotto il titolo di norme transitorie e finali devono pure avere delle caratteristiche che giustifichino il loro collocamento. Ed allora voi, signor Presidente, dovreste ritenere proponibile una proposta di questa natura e di questa portata, nell\u2019attuale situazione di fatto. L\u2019Assemblea ha votato una disposizione transitoria e voi mi insegnate che caratteristica della disposizione transitoria \u00e8 che si applichi oggi, anche se domani si dovr\u00e0 applicarne una diversa: ha votato una norma transitoria per la quale l\u2019astensione non viene punita in nessun modo. Oggi, voi, signor Presidente, dovreste chiedere all\u2019Assemblea che cosa ne pensi di una norma transitoria che prescriva l\u2019opposto. Ieri dicemmo con norma transitoria, cio\u00e8 applicabile subito, che l\u2019astensione non \u00e8 punibile; oggi, dovremmo dire, con norma transitoria, non sicuramente applicabile domani, ma certamente applicabile oggi, che l\u2019astensione \u00e8 punibile.<\/p><p>Concludo, anche per non correre il rischio di accalorarmi nella discussione, contro la mia persuasione che non si tratta di questione per cui ci si possa fare cattivo sangue. Concludo per la preclusione nei riguardi della proposta dell\u2019onorevole Morelli. (<em>Commenti al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>BELLAVISTA. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>BELLAVISTA. Onorevoli colleghi, sar\u00f2 brevissimo, n\u00e9 voglio aggiungere mie \u00abgiuristerie\u00bb alle osservazioni giuridiche fatte, con bel garbo, dall\u2019onorevole Targetti, al quale \u2013 da buon avvocato \u2013 debbo fare osservare che le due preclusioni in un certo senso si contraddicono, perch\u00e9 quella in ultimo ricordata, e che riguarda l\u2019articolo 84, postula gi\u00e0 una violazione che l\u2019onorevole Targetti vorrebbe scansata dall\u2019articolo 48 della Costituzione: su questo mi pare che non ci possa esser ombra di dubbio.<\/p><p>Consenta il collega Targetti queste brevi osservazioni. Primo: natura della norma di cui all\u2019emendamento Morelli. \u00c8 senza dubbio questa una norma transitoria, ma nel chiamarla transitoria noi non ne esauriamo la qualificazione, perch\u00e9 essa \u00e8 s\u00ec transitoria, ma anche eccezionale, laddove quell\u2019altra (la cui natura non si pu\u00f2 giudicare soltanto per questioni di topografia di legge, ma soprattutto per lo spirito che l\u2019anima e per il suo contenuto materiale, oggettivo) \u00e8 una norma non transitoria. Alludo a quell\u2019altra ricordata, che si riferisce all\u2019articolo 84.<\/p><p>La questione fondamentale da risolvere \u00e8 questa: l\u2019articolo 48 della Costituzione parla di dovere civico, ci\u00f2 postula (<em>Interruzioni a sinistra<\/em>) &#8230;la necessit\u00e0 di far seguire una <em>sanctio iuris<\/em> a questo affermato \u00abdovere civico\u00bb. Se la Costituzione avesse parlato di un \u00abdovere morale\u00bb io spiegherei le giustissime obiezioni da sollevare in proposito, ma \u00e8 risaputo che il campo sanzionatorio per la morale non si pu\u00f2 risolvere affatto nella <em>sanctio iuris<\/em> vera e propria; ma appunto perch\u00e9 parla di \u00abdovere civico\u00bb questo progetto postula una sanzione che \u00e8 fuori del campo della Costituzione, inserita in una qualsiasi norma transitorie, che per avventura rafforza questo dovere civico. (<em>Interruzioni del deputato Mancini<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Appunto, onorevole Mancini; infatti non dice soltanto: la riprovazione dei consociati \u00e8 la sanzione che colpisce la violazione di questo dovere morale; un dovere civico \u00e8 qualcosa, di pi\u00f9 che un semplice dovere morale. Questa differenza, collega Mancini, \u00e8 basilare nel campo della teoria generale del diritto.<\/p><p>MANCINI. Ma la riprovazione collettiva \u00e8 la sanzione per un dovere civico!<\/p><p>BELLAVISTA. Civico \u00e8 qualcosa che ci rapporta all\u2019appartenenza del cittadino alla <em>polis<\/em>, allo Stato. Colui che si isola da questa sua partecipazione attiva ed operante, ai doveri politici per la collettivit\u00e0, non v\u00ecola soltanto o solamente un dovere morale, ma v\u00ecola appunto un dovere civico. (<em>Commenti all\u2019estrema sinistra<\/em>)<em>.<\/em> Di qui, l\u2019esistenza di una sanzione pi\u00f9 forte.<\/p><p>MAFFI. Il deputato che si astiene dalla votazione che cosa \u00e8?<\/p><p>BELLAVISTA. \u00c8 stato gi\u00e0 <em>ad abundantiam<\/em> chiarito che altro \u00e8 l\u2019astensione, cio\u00e8 una posizione agnostica, concreta, dell\u2019individuo di fronte a casi concreti determinati da motivi quali che siano, altro \u00e8 la diserzione. C\u2019\u00e8 una profonda differenza fra la diserzione e l\u2019astensione. (<em>Commenti all\u2019estrema sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>MAFFI. Allora, lei d\u00e0 dell\u2019incosciente a quel deputato!<\/p><p>BELLAVISTA. Io mi rendo perfettamente conto che certi semplicismi giuridici non conoscono la <em>differentia specifica<\/em>, ma noi abbiamo l\u2019obbligo e il dovere di stabilire la differenza.<\/p><p>Sostengo ed affermo che una cosa \u00e8 l\u2019astensione ed altra cosa \u00e8 la diserzione dal voto. (<em>Interruzioni all\u2019estrema sinistra<\/em>)<em>.<\/em> C\u2019\u00e8 anche un precedente storico. Nella legislazione di Solone si chiamavano \u00abatimici\u00bb i cittadini che non partecipavano a nessuna delle funzioni. Colui il quale si assenta in questa <em>isolation<\/em> di non dare il voto, non \u00e8 che si astiene. Il collega Morelli ha detto che pu\u00f2 andare dentro la cabina e manifestare la sua sfiducia per l\u2019orientamento politico del Paese non votando per nessuna lista. Appunto perch\u00e9 l\u2019articolo 48 prevede questo dovere come un dovere civico, per ci\u00f2 stesso si postula l\u2019esigenza di una sanzione.<\/p><p>Onorevole Targetti, a lei, che \u00e8 un valoroso avvocato e giurista, riesce nuova la cosiddetta teoria del carattere sanzionatorio del diritto penale? No, certo. Il diritto penale, si dice, non \u00e8 altro che una serie di sanzioni, perch\u00e9 i precetti sono fuori del diritto penale, stanno in altre norme giuridiche di diritto pubblico o privato.<\/p><p>Conseguentemente, io penso che le due preclusioni, la seconda perch\u00e9 contraddice la prima e la prima perch\u00e9 urta contro il vero spirito dell\u2019articolo 48, non possano essere accolte.<\/p><p>DOMINED\u00d2. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>DOMINED\u00d2. Signor Presidente, onorevoli colleghi, pur compiacendomi dal punto di vista ideale di un dibattito come l\u2019attuale, il quale giover\u00e0 a porre in evidenza anche dinanzi al Paese l\u2019importanza del problema qui discusso, e quindi la portata del dovere del voto come forma e strumento di educazione politica del popolo italiano, io debbo considerare il problema nei confronti della duplice preclusione sollevata, sia riguardo alla Costituzione, sia riguardo alla legge speciale in corso di votazione.<\/p><p>Con brevi parole mi permetter\u00f2 di sottolineare che non sussiste, a mio avviso, preclusione alcuna di ordine costituzionale nell\u2019affermare l\u2019obbligatoriet\u00e0 del voto. Sia consentito di chiarire in modo definitivo il punto. Il testo della Costituzione nell\u2019articolo 48 attualmente parla di \u00abdovere civico\u00bb del voto, proprio a seguito di un emendamento, con cui, in sede di pubblico dibattito in Assemblea, si volle adottare una formula pi\u00f9 idonea ad esprimere il contenuto dell\u2019obbligo giuridico, e cio\u00e8 il minimo etico garantito dal diritto, depennando dalla proposta originaria dei Settantacinque, che pi\u00f9 largamente parlava di \u00abdovere civico e morale\u00bb, l\u2019aggettivazione specifica \u00abe morale\u00bb. Quindi non solamente non c\u2019\u00e8 preclusione contro l\u2019obbligatoriet\u00e0, ma addirittura c\u2019\u00e8 vincolo nel senso della obbligatoriet\u00e0. E ci\u00f2 \u00e8 tanto vero che noi gi\u00e0 siamo su questo terreno sin dalla legge del 1946 per la elezione dell\u2019Assemblea Costituente, oggi richiamata, a seguito dell\u2019emendamento mio e dell\u2019onorevole Uberti sul dovere del voto, nell\u2019attuale legge per l\u2019elezione del Senato, nonch\u00e9 in quella per la elezione della Camera dei deputati. Noi gi\u00e0 siamo pertanto in un comune ordine di princip\u00ee e di applicazioni: se cos\u00ec non fosse, dovremmo giungere all\u2019assurdo di considerare incostituzionale il precetto della legge del 1946, trasfuso nel presente disegno di legge, che accompagna la obbligatoriet\u00e0 del voto con sanzioni di carattere amministrativo, dirette e indirette, conseguenti alla certificazione del mancato adempimento del dovere di voto.<\/p><p>Chiarito questo punto, per la doverosa esattezza delle idee, e per l\u2019ossequio al principio costituzionale che ci consente e impone di riaffermare il concetto generale del dovere giuridico di esercitare il voto, resta solo un problema specifico, da circoscrivere nei confronti della votazione gi\u00e0 avvenuta nella penultima seduta, in relazione all\u2019emendamento con cui l\u2019Assemblea ha risolto il problema, facendo capo alla legge del 1946 e alle sanzioni quivi previste.<\/p><p>In realt\u00e0, per dovere obiettivo, sovrastante ad ogni apprezzamento o desiderio personale, sotto questo aspetto non posso non riconoscere che una votazione con efficacia preclusiva \u00e8 gi\u00e0 avvenuta. Inoltre dovrei aggiungere che l\u2019elegante tentativo di portare la questione sul terreno della norma transitoria, proponendo ulteriori sanzioni di carattere pecuniario solo per la prossima elezione, anzich\u00e9 in sede generale, desta per lo meno questa perplessit\u00e0: che noi ci troviamo proprio in presenza di una legge intenzionalmente rivolta a disciplinare la prima elezione del Senato e di una norma che si presenta sotto la intitolazione specifica delle \u00abDisposizioni transitorie\u00bb.<\/p><p>Con pieno scrupolo, morale e giuridico, in base a tali considerazioni io debbo quindi concludere che, pur riaffermando l\u2019alto valore del dibattito svoltosi dinanzi l\u2019Assemblea ed al Paese, non posso non rimettermi alla votazione gi\u00e0 fatta in sede di approvazioni dell\u2019articolo 25 del presente disegno di legge.<\/p><p>CONDORELLI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CONDORELLI. Sebbene le dichiarazioni fatte dall\u2019onorevole Domined\u00f2 mi convincano che ai fini pratici della prossima votazione il parlare sia indarno, tuttavia non posso tacere alcune osservazioni che debbo fare. Se fosse sussistente la preclusione di ordine costituzionale rilevata dall\u2019onorevole Targetti, noi assisteremmo ad uno stranissimo fenomeno di eterogenesi, perch\u00e9, bench\u00e9 sia chiaro che nella seduta del 21 maggio 1947 \u2013 allorch\u00e9 si discusse e si vot\u00f2 sull\u2019articolo che oggi stiamo discutendo \u2013 fosse comune a tutti i membri di questa Assemblea la volont\u00e0 di non pregiudicare la possibilit\u00e0 di sanzioni penali per chi contravvenisse al dovere del voto; in verit\u00e0 da tutte queste volont\u00e0 unanimemente convergenti verso l\u2019intenzione precisa di non precludere questa questione, ne sarebbe venuta fuori una norma che avrebbe precluso. E veramente non ci potremmo congratulare con noi stessi.<\/p><p>Fui io, per la storia, a sollevare questa questione: il progetto parlava di dovere civico e morale, fui io a rilevare che, ove noi avessimo lasciato passare quella doppia qualifica, avremmo precluso la questione. Perch\u00e9 osservavo, e l\u2019osservazione era facile, che il legislatore non pone dei doveri morali. Non \u00e8 difatti, nella sua competenza. Come il legislatore non pu\u00f2 porre verit\u00e0 di ordine storico o scientifico cos\u00ec non pu\u00f2 porre nemmeno delle verit\u00e0 di ordine morale. Esso pone dei precetti o delle sanzioni ma non pu\u00f2 dichiarare la moralit\u00e0: la moralit\u00e0 non si stabilisce con voti di maggioranza o di minoranza. Il termine \u00abmorale\u00bb avrebbe avuto un solo significato; il legislatore italiano sarebbe stato tenuto, dalla Costituzione, a considerare l\u2019esercizio del voto come un dovere morale, cio\u00e8 un dovere non sanzionabile giuridicamente.<\/p><p>Il Presidente della Commissione dei Settantacinque, onorevole Ruini, mi si oppose osservando che non sarebbe bastata la qualifica di morale per escludere la possibilit\u00e0 di una sanzione, perch\u00e9 non \u00e8 fuori del consueto che il legislatore sanzioni degli obblighi morali: ai doveri c\u2019\u00e8 una sanzione morale, ci pu\u00f2 essere una sanzione religiosa. Nulla esclude che il legislatore, per rafforzare, aggiunga una sanzione giuridica. Ma era facile superare l\u2019obiezione rilevando che la dichiarazione della Costituzione che un dovere \u00e8 dovere morale, importa che deve rimanere, per il legislatore, dovere morale. E siccome legiferavamo in campo costituzionale, questa affermazione avrebbe precluso l\u2019attivit\u00e0 futura del legislatore volta a rendere dovere giuridico quello che noi avessimo dichiarato dovere morale.<\/p><p>Allora l\u2019onorevole Gronchi, aderendo alla mia richiesta, propose di sopprimere la parola \u00abmorale\u00bb e di votare quindi per divisione. E la votazione per divisione port\u00f2 a questo: che si confermasse trattarsi di un dovere civico e si escludesse la qualifica di morale. La volont\u00e0 della Costituente fu che rimanesse affermato il dovere civico, per lasciar libero il legislatore di dare o non dare una sanzione. Dunque, preclusione non esiste.<\/p><p>Ma il fenomeno dell\u2019eterogenesi si verifica? Non sarebbe, infatti, la prima volta che il legislatore commette di questi errori di tecnica e non \u00e8 escluso che il legislatore sbagli, non riuscendo a realizzare nella norma la sua volont\u00e0. Ma questa volta no, perch\u00e9 i doveri civici sono doveri giuridici. La parola \u00abcivico\u00bb \u00e8 una parola acquisita alla nostra legislazione: di doveri civici ne esistono una infinit\u00e0, come esistono diritti civici ed usi civici che sono anche dei diritti.<\/p><p>Ora, non sono doveri perfetti (e qui mi richiamo ad una nomenclatura che ha 300 anni di dottrina e di vita) non sono doveri perfetti quelli che non sono sanzionati, come non sono diritti perfetti quelli che non hanno la garanzia di una sanzione. Un dovere civico perfetto postula una sanzione, la quale pu\u00f2 essere amministrativa, civile, penale; ma una sanzione ci deve essere.<\/p><p>Consideriamo perci\u00f2 il problema nella sua realt\u00e0: la preclusione non esiste e la Costituente l\u2019ha gi\u00e0 dichiarato in una norma precisa, perch\u00e9 nella legge elettorale per la Camera dei deputati esiste un articolo, che non \u00e8 veramente transitorio, che dice: \u00abLe norme penali circa l\u2019adempimento del voto che saranno stabilite nelle leggi per la elezione dei senatori varranno anche per la elezione dei deputati\u00bb.<\/p><p>Se veramente noi avessimo escluso che al mancato esercizio del dovere di voto si ponessero delle sanzioni penali, l\u2019articolo 84 non si sarebbe fatto. Votando l\u2019articolo 84, la Costituente ha affermato che queste sanzioni ci possono essere.<\/p><p>Credo che l\u2019onorevole Targetti che \u00e8 giurista cos\u00ec fine, ma anche cos\u00ec sereno ed obiettivo, non possa pi\u00f9 insistere su questa pretesa preclusione costituzionale e voglio sperare che ce ne dia atto oggi stesso.<\/p><p>Ed allora io mi domando soltanto se esiste quella preclusione che l\u2019onorevole Domined\u00f2 ha ammesso, quella cio\u00e8 che deriverebbe dall\u2019articolo 25 di questa stessa legge.<\/p><p>Io, prima di tutto, devo fare un\u2019osservazione: che veramente mi dispiacerebbe che con un emendamento insinuato cos\u00ec, in un momento certo non culminante della discussione, si fosse voluto precludere questa grossa questione che era gi\u00e0 stata posta in una legge precedente. Sarebbe stato veramente doloroso. Io sono sicuro che, data la personalit\u00e0 dei firmatari di questo emendamento, non si volesse raggiungere questo fine traverso. Ma sarebbe veramente doloroso, dicevo, e non lascerebbe molto bene sperare di queste nostre discussioni e soprattutto della validit\u00e0 etica delle decisioni che da esse scaturiscono, il sospetto che si sia voluta precludere di soppiatto, con un emendamento votato direttamente, una questione che ci eravamo posti con una precedente legge e che avremmo dovuto discutere fra le principali.<\/p><p>Ma la verit\u00e0 \u00e8, onorevoli colleghi, che questa norma, l\u2019articolo 25, non preclude alcuna discussione e che la norma proposta dall\u2019onorevole Morelli va considerata come una norma meramente transitoria. E dico subito \u2013 rispondendo anche qui all\u2019onorevole Targetti \u2013 che non \u00e8 per niente vero che l\u2019articolo 25 sia una norma transitoria. \u00c8 ben vero che l\u2019articolo 25 \u00e8 scritto sotto un titolo che suona: \u00abDisposizione transitorie e finali\u00bb, ma \u00e8 chiaro che non \u00e8 il titolo, che non pu\u00f2 essere il titolo&#8230;<\/p><p>TARGETTI. Mi permetta, onorevole Condorelli: debbo spiegarle che, se non la interrompo, \u00e8 perch\u00e9 non \u00e8 mio costume di interrompere, e non gi\u00e0 perch\u00e9 io consenta in quello che ella va dicendo: non vorrei sorgesse equivoco su ci\u00f2.<\/p><p>CONDORELLI. La ringrazio, onorevole Targetti. Dicevo dunque che non \u00e8 il titolo che pu\u00f2 rendere transitoria la natura di una disposizione, perch\u00e9 i titoli non hanno un valore normativo: potranno, forse, avere un valore indicativo, interpretativo, ma non normativo.<\/p><p>La norma \u00e8 transitoria o finale a seconda di quello che essa dice; ora, non \u00e8 una norma, quella dell\u2019articolo 25, che debba valere soltanto per la prima elezione o per le prime due elezioni. \u00c8 una norma che varr\u00e0 per tutto il tempo in cui varr\u00e0 la legge; e faccio notare che, sotto questo titolo di disposizioni transitorie, vi \u00e8 una quantit\u00e0 di norme delle quali nessuna \u00e8 transitoria: una soltanto forse, quella che parla di incompatibilit\u00e0 dei senatori di diritto. L\u2019articolo 25 \u00e8 invece una norma tipicamente finale, in quanto essa non fa altro che avvisare ai mezzi per l\u2019attuazione della legge. E si chiama finale appunto per questa ragione, perch\u00e9 avvisa cio\u00e8 i mezzi per raggiungere lo scopo che la legge votata si prefigge.<\/p><p>Nessun dubbio dunque, che l\u2019articolo 25 non sia una norma transitoria tipicamente finale. Essa infatti testualmente reca: \u00abPer l\u2019adempimento del dovere del voto e per tutto ci\u00f2 che non \u00e8 disciplinabile dalla presente legge, si osservano, in quanto applicabili, le disposizioni del testo unico della legge per l\u2019elezione della Camera dei deputati, ecc.\u00bb.<\/p><p>Che cosa c\u2019\u00e8 di transitorio in questa norma? Assolutamente nulla. E allora esaminiamola nella sua essenza e vediamo se essa veramente sia preclusiva nel nostro caso. Incominciamo con il domandarci: l\u2019adempimento del voto che cos\u2019\u00e8? Il modo col quale bisogna presentarsi dinanzi al seggio, quello che il presidente e l\u2019elettore debbono fare, ecc. L\u2019adempimento del dovere del voto, ch\u2019io sappia, \u00e8 questo: tutte le formalit\u00e0 e gli atti prescritti per adempiere al dovere dei voto. Che hanno da vedere le sanzioni coll\u2019adempimento del voto? Sono se mai l\u2019adempimento di un dovere del magistrato che dovr\u00e0 punire chi non adempie questo dovere. Le norme sull\u2019adempimento del voto sono quelle che prescrivono il contegno dell\u2019elettore.<\/p><p><em>Una voce a sinistra.<\/em> E la forma.<\/p><p>CONDORELLI. Per carit\u00e0, colleghi, non facciamo di queste confusioni. Letteralmente questa legge dice: \u00abPer l\u2019adempimento del dovere del voto\u00bb. Vi \u00e8 dunque il soggetto di questo adempimento? Chi \u00e8 che deve attuare i contegni che la legge prescrive stabilendo il dovere del voto? L\u2019elettore. Sono delle norme rivolte esclusivamente all\u2019elettore. La norma penale, la sanzione, \u00e8 una norma diretta al magistrato, il quale deve punire in un determinato modo chi mancasse a questo dovere. Non facciamo di queste confusioni, onorevoli colleghi, e soprattutto non nascondiamo sotto sofismi la determinata volont\u00e0 politica di escludere la sanzione per il mancato voto, che era prima nell\u2019opinione della maggioranza di questa Assemblea.<\/p><p>Non so se la maggioranza di questa Assemblea \u00e8 schierata ancora come era schierata quando si fece quella tale discussione in cui molti, e precisamente voi, colleghi democratici cristiani, siete stati con me a difendere la possibilit\u00e0 di questa sanzione, che l\u2019opinione pubblica italiana reclama.<\/p><p>La vostra volont\u00e0 politica pu\u00f2 essere mutata, ma dichiaratelo chiaramente, e non vi nascondete \u2013 perch\u00e9 non \u00e8 degno di voi \u2013 dietro argomenti giuridici insussistenti. (<em>Applausi a destra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Qual \u00e8 il parere della Commissione sulla questione della preclusione?<\/p><p>MICHELI, <em>Presidente della Commissione<\/em>. La Commissione non ha avuto modo di discutere questa questione, che era stata in un primo tempo accantonata, e neppure successivamente, per il presentarsi di altre materie pi\u00f9 urgenti, l\u2019ha potuta esaminare.<\/p><p>Quindi ciascuno dei componenti resta libero di votare come crede e la Commissione si rimette alla decisione dell\u2019Assemblea.<\/p><p>PRESIDENTE. Quale \u00e8 il parere del Governo?<\/p><p>SCELBA, <em>Ministro dell\u2019interno<\/em>. Onorevoli colleghi, concordo pienamente con quanto ha affermato l\u2019onorevole Condorelli, cio\u00e8 che non esiste nessuna preclusione costituzionale circa una possibilit\u00e0 di sanzione, vale a dire di stabilire delle penalit\u00e0 per quanto riguarda il mancato adempimento del dovere del voto.<\/p><p>Se una preclusione pu\u00f2 esistere, non \u00e8 una preclusione di ordine costituzionale, ma una preclusione dipendente da una deliberazione gi\u00e0 presa da questa Assemblea con la votazione dell\u2019articolo 25. Riportandosi nell\u2019articolo 25, approvato dall\u2019Assemblea Costituente, la disposizione stabilita nella legge per l\u2019elezione dell\u2019Assemblea Costituente stessa in ordine alla obbligatoriet\u00e0 del voto, a mio avviso l\u2019Assemblea ha riaffermato nettamente che il voto \u00e8 obbligatorio e che la mancata esecuzione di questo obbligo viene punita e colpita con le stesse sanzioni previste dalla legge per l\u2019elezione della Costituente.<\/p><p>Non concordo invece con una interpretazione, che a me pare paradossale, dell\u2019onorevole Condorelli, il quale ritiene che con l\u2019approvazione dell\u2019articolo 25, per quella parte che si riferisce all\u2019obbligatoriet\u00e0 del voto, ci siamo limitati ad affermare una disposizione circa le modalit\u00e0 del voto. Con la premessa dell\u2019articolo 25 \u2013 cos\u00ec intendo e cos\u00ec desidero sia riaffermato da questa Camera \u2013 noi abbiamo inteso stabilire il concetto dell\u2019obbligatoriet\u00e0 del voto con le sanzioni previste dalla legge per l\u2019elezione dell\u2019Assemblea Costituente.<\/p><p>Se, ripeto, questa preclusione c\u2019\u00e8, nasce appunto da questa deliberazione e proprio in conseguenza della deliberazione, perch\u00e9 se la Camera ha gi\u00e0 votato che il voto \u00e8 obbligatorio e che l\u2019inadempimento del dovere del voto \u00e8 punito con determinate sanzioni, noi non potremmo oggi mettere in discussione questa deliberazione, perch\u00e9 la materia deve considerarsi esaurita con l\u2019approvazione dell\u2019articolo 25.<\/p><p>Ma non vorrei minimamente che sorgesse il dubbio in chicchessia che l\u2019approvazione dell\u2019articolo 25 abbia voluto porre un limite, nel senso di far riferimento soltanto alle modalit\u00e0 di voto. Invece abbiamo inteso di stabilire nettamente che il voto \u00e8 obbligatorio, cos\u00ec come era obbligatorio per l\u2019elezione dell\u2019Assemblea Costituente, e abbiamo inteso di riportare anche le stesse sanzioni che furono stabilite per le elezioni della Costituente.<\/p><p>Il problema che rimane da risolvere e che \u00e8 stato posto dall\u2019onorevole Morelli \u00e8 quello dell\u2019aggravamento delle penalit\u00e0. Aggravamento che non si pu\u00f2 stabilire oggi, secondo me, ma in seguito, da una futura Assemblea parlamentare, perch\u00e9 non esiste una preclusione di ordine costituzionale.<\/p><p>Ora quindi, l\u2019aggravamento che l\u2019onorevole Morelli propone col suo emendamento non pu\u00f2 essere preso in considerazione perch\u00e9 la materia \u00e8 gi\u00e0 stata risolta con l\u2019approvazione dell\u2019articolo 25.<\/p><p>MARTINO GAETANO. Io mi auguro che l\u2019onorevole Ministro voglia dimostrare la stessa sensibilit\u00e0 politica quando si tratter\u00e0 di discutere sul collegio uninominale. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>SCELBA, <em>Ministro dell\u2019interno.<\/em> Qui non si tratta di sensibilit\u00e0, ma di materia giuridica, e io non posso che fare riferimento all\u2019impostazione giuridica. Dal momento che l\u2019Assemblea ha gi\u00e0 votato l\u2019articolo 25, io non posso negare la verit\u00e0 oggettiva nascente dalla precisa disposizione di legge. Quanto alla sensibilit\u00e0 politica osservo che l\u2019Assemblea avrebbe dovuto dimostrarla non in questo momento troppo tardivo, ma in sede di discussione dell\u2019articolo 25.<\/p><p>TARGETTI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>TARGETTI. Onorevole Presidente, dato che con l\u2019intervento di var\u00ee egregi colleghi in questa discussione \u00e8 stata presa in esame la questione della incostituzionalit\u00e0 eventuale di una affermazione del voto obbligatorio, mi piace dichiarare, per amore di chiarezza, che non abbiamo inteso di basare la nostra tesi di improponibilit\u00e0 sopra una questione di incostituzionalit\u00e0 del principio o della norma del voto obbligatorio.<\/p><p>Nell\u2019illustrazione della nostra tesi io avr\u00f2 espresso anche questo pensiero, ma incidentalmente. Quando noi sosteniamo che \u00e8 improponibile la proposta dell\u2019onorevole Morelli e di altri colleghi, prescindiamo da quello che pu\u00f2 essere l\u2019apprezzamento dei var\u00ee Gruppi sulla costituzionalit\u00e0 della norma, questione che non vi \u00e8 ragione in questo momento di apprezzare e di decidere in un modo o nell\u2019altro.<\/p><p>MARTINO GAETANO. Allora confermate il fatto e lo aggravate. (<em>Commenti<\/em>).<\/p><p>PRESIDENTE. Comunico all\u2019Assemblea che sulla eccezione di preclusione sollevata dall\u2019onorevole Targetti, \u00e8 stata chiesta la votazione a scrutinio segreto degli onorevoli Martino Gaetano e altri.<\/p><p>LUCIFERO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LUCIFERO. Osservo che sulla improponibilit\u00e0 deve decidere la Presidenza, a norma di Regolamento.<\/p><p>PRESIDENTE. No, onorevole Lucifero, io devo chiedere che l\u2019Assemblea si esprima col suo voto, e mi attengo in questo anche a precedenti parlamentari.<\/p><p>L\u2019Assemblea ha udito come \u00e8 stata posta la questione.<\/p><p>TARGETTI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>TARGETTI. Per l\u2019esattezza sul tenore e anche sulla procedura della votazione, ella ricorder\u00e0 che noi avevamo sostenuto la incompatibilit\u00e0 della questione a tenore del Regolamento e avevamo chiesto che il Presidente lo dichiarasse. Ella ha dichiarato che preferiva rimettersi all\u2019Assemblea. Allora l\u2019Assemblea voter\u00e0 sulla nostra proposta, e sar\u00e0 opportuno che sia ben determinata, in questi termini:<\/p><p>\u00abL\u2019Assemblea Costituente, in seguito all\u2019approvazione dell\u2019articolo 25 delle norme transitorie, dichiara improponibili gli articoli presentati dall\u2019onorevole Morelli\u00bb.<\/p><p>Non vi \u00e8, dunque, alcun riferimento ad alcuna norma costituzionale.<\/p><p>Credo che sia stato utile dichiarare questo, a scanso di equivoci nell\u2019interpretazione della nostra eccezione.<\/p><p>MARTINO GAETANO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MARTINO GAETANO. Signor Presidente, ritiriamo la richiesta di scrutinio segreto sulla preclusione, mantenendola per\u00f2 per la votazione degli articoli aggiuntivi dell\u2019onorevole Morelli Renato.<\/p><p>LUCIFERO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LUCIFERO. Signor Presidente, alla mia cortese interruzione lei ha risposto richiamandosi a precedenti. Consentir\u00e0 che anch\u2019io richiami un precedente ed il precedente si costitu\u00ec quando il mio illustre conterraneo, amico ed avversario, onorevole Gullo, in un\u2019altra discussione, in cui si parlava di preclusione, si alz\u00f2 dal suo banco e reclam\u00f2 il suo diritto di deputato a che la Presidenza decidesse essa quelle controversie che il regolamento alla Presidenza assegna. E fece presente allora, e giustamente, ed io faccio presente oggi, riferendomi esattamente alle sue parole ed al suo concetto di vecchio parlamentare, che la risoluzione di determinate questioni di diritto, direi quasi, elementare, \u00e8 dal regolamento demandata alla Presidenza, onde sottrarla proprio, ad eventuali colpi di maggioranza, come alle volte potrebbe accadere, a garanzia della legittimit\u00e0 e della regolarit\u00e0 delle discussioni, a garanzia dei diritti acquisiti dai deputati, di vedere rispettate le loro precedenti deliberazioni. Quindi riconnettendomi a quell\u2019intervento dell\u2019onorevole Gullo faccio appello alla Presidenza perch\u00e9, adempiendo a quanto \u00e8 stabilito dal regolamento, decida essa \u2013 nella sua autorit\u00e0 da noi conferitale, e quindi investita come \u00e8 di questo potere dal nostro voto \u2013 tali questioni onde evitare che colpi di maggioranza o accordi fra Gruppi possano mettere costantemente nell\u2019incertezza le deliberazioni precedenti dell\u2019Assemblea.<\/p><p>MORELLI RENATO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MORELLI RENATO. Signor Presidente, vorrei pregare l\u2019onorevole Targetti, che ha portato un utile chiarimento e una utile precisazione alla sua tesi, di dichiarare che egli sostanzialmente rinunzia alla eccezione della improponibilit\u00e0 costituzionale.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Targetti ha esposto chiaramente la sua tesi.<\/p><p>MARTINO GAETANO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MARTINO GAETANO. Poich\u00e9 l\u2019onorevole Targetti ha ora presentato un ordine del giorno \u2013 ed io credo che il Presidente lo voglia porre in votazione \u2013 dichiaro che noi trasferiamo la nostra richiesta di scrutinio segreto per la votazione dell\u2019ordine del giorno Targetti.<\/p><p>PRESIDENTE. Desidero rispondere all\u2019onorevole Lucifero che sarebbe facile per me risolvere la questione che \u00e8 stata proposta, ma io dichiaro che il Presidente ha la facolt\u00e0, non l\u2019obbligo, di risolvere le questioni che sono proposte al suo giudizio. Io ritengo che la questione debba essere risolta dalla stessa Assemblea ed anche essa ha dimostrato con l\u2019ampia discussione di volerla risolvere con il suo voto. Devo indire pertanto la votazione sull\u2019ordine del giorno dell\u2019onorevole Targetti.<\/p><p>LUCIFERO. In tal modo i diritti della minoranza non esistono pi\u00f9.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Lucifero, mi sono richiamato ad un precedente recentissimo, quello della seduta del 13 dicembre 1947. L\u2019onorevole Cevolotto propose un ordine del giorno, sul cui testo ci fu discussione e da alcuni si sostenne che il suo esame fosse precluso. In quella occasione il Presidente ritenne che la questione dovesse essere rimessa all\u2019Assemblea, la quale con un suo voto la risolse.<\/p><p>Rileggo l\u2019ordine del giorno Targetti: \u00abL\u2019Assemblea Costituente, in seguito all\u2019approvazione dell\u2019articolo 25 delle norme transitorie, dichiara improponibili gli articoli aggiuntivi presentati dall\u2019onorevole Morelli\u00bb.<\/p><p>L\u2019articolo 25 delle disposizioni transitorie, dice:<\/p><p>\u00abPer l\u2019adempimento del dovere del voto e per tutto ci\u00f2 che non \u00e8 disciplinato dalla presente legge si osservano, in quanto applicabili, le disposizioni del testo unico della legge per l\u2019elezione della Camera dei deputati, approvato con decreto presidenziale del &#8230; gennaio 1948 n. &#8230;\u00bb.<\/p><p><em>\u00a0<\/em><\/p><p><strong>Votazione segreta.<\/strong><\/p><p>\u00a0<\/p><p>PRESIDENTE. Indico la votazione segreta sull\u2019ordine del giorno Targetti.<\/p><p>(<em>Segue la votazione<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Dichiaro chiusa la votazione ed invito gli onorevoli Segretari a procedere alla numerazione dei voti.<\/p><p>(<em>Gli onorevoli Segretari numerano i voti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Risultato della votazione segreta.<\/p><p>PRESIDENTE. Comunico il risultato della votazione a scrutinio segreto:<\/p><p>Presenti e votanti\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 400<\/p><p>Maggioranza\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 201<\/p><p>Voti favorevoli \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 273<\/p><p>Voti contrari\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 127<\/p><p>(<em>L\u2019Assemblea approva l\u2019ordine del giorno<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p><em>Hanno preso parte alla votazione:<\/em><\/p><p>Abozzi \u2013 Adonnino \u2013 Alberganti \u2013 Alberti \u2013 Aldisio \u2013 Allegato \u2013 Ambrosini \u2013 Amendola \u2013 Andreotti \u2013 Angelini \u2013 Angelucci \u2013 Arcaini \u2013 Arcangeli \u2013 Assennato \u2013 Avanzini \u2013 Azzali.<\/p><p>Bacciconi \u2013 Balduzzi \u2013 Baracco \u2013 Barbareschi \u2013 Bardini \u2013 Bargagna \u2013 Barontini Anelito \u2013 Barontini Ilio \u2013 Basile \u2013 Basso \u2013 Bastianetto \u2013 Bazoli \u2013 Bei Adele \u2013 Bellato \u2013 Bellavista \u2013 Bellusci \u2013 Belotti \u2013 Bencivenga \u2013 Benedetti \u2013 Bennani \u2013 Benvenuti \u2013 Bergamini \u2013 Bernamonti \u2013 Bertola \u2013 Bertone \u2013 Bettiol \u2013 Biagioni \u2013 Bianchi Bruno \u2013 Bibolotti \u2013 Bocconi \u2013 Boldrini \u2013 Bolognesi \u2013 Bonino \u2013 Bonomelli \u2013 Bonomi Ivanoe \u2013 Bonomi Paolo \u2013 Bordon \u2013 Borsellino \u2013 Bosco Lucarelli \u2013 Bovetti \u2013 Bozzi \u2013 Braschi \u2013 Bucci \u2013 Bulloni Pietro \u2013 Burato.<\/p><p>Cacciatore \u2013 Caccuri \u2013 Caiati \u2013 Caldera \u2013 Camangi \u2013 Camposarcuno \u2013 Candela \u2013 Cannizzo \u2013 Caporali \u2013 Cappa Paolo \u2013 Cappelletti \u2013 Cappi Giuseppe \u2013 Cappugi \u2013 Carbonari \u2013 Carboni Angelo \u2013 Carboni Enrico \u2013 Carignani \u2013 Caristia \u2013 Caroleo \u2013 Caronia \u2013 Carpano Maglioli \u2013 Carratelli \u2013 Caso \u2013 Castelli Edgardo \u2013 Castelli Avolio \u2013 Castiglia \u2013 Cavallotti \u2013 Cevolotto \u2013 Chatrian \u2013 Chiarini \u2013 Chieffi \u2013 Ciampitti \u2013 Cianca \u2013 Ciccolungo \u2013 Cimenti \u2013 Cingolani Mario \u2013 Clerici \u2013 Coccia \u2013 Codacci Pisanelli \u2013 Colitto \u2013 Colombi Arturo \u2013 Colombo Emilio \u2013 Colonna di Paliano \u2013Colonnetti \u2013 Conci Elisabetta \u2013 Condorelli \u2013 Coppi Alessandro \u2013 Corbi \u2013 Corsanego \u2013 Cortese Pasquale \u2013 Costantini \u2013 Cotellessa \u2013 Cremaschi Carlo \u2013 Cremaschi Olindo.<\/p><p>Damiani \u2013 D\u2019Amico \u2013 D\u2019Aragona \u2013 De Caro Gerardo \u2013 De Gasperi \u2013 Del Curto \u2013 Delli Castelli Filomena \u2013 De Maria \u2013 De Michele Luigi \u2013 De Michelis Paolo \u2013 De Palma \u2013 De Unterrichter Maria \u2013 De Vita \u2013 Di Fausto \u2013 Di Giovanni \u2013 Di Gloria \u2013 Di Vittorio \u2013 Domined\u00f2 \u2013 Donati \u2013 D\u2019Onofrio \u2013 Dossetti \u2013 Dozza.<\/p><p>Ermini.<\/p><p>Fabbri \u2013 Fabriani \u2013 Faccio \u2013 Fantoni \u2013 Fantuzzi \u2013 Faralli \u2013 Farina Giovanni \u2013 Farini Carlo \u2013 Fedeli Aldo \u2013 Fedeli Armando \u2013 Federici Maria \u2013 Ferrarese \u2013 Ferrari Giacomo \u2013 Ferrario Celestino \u2013 Ferreri \u2013 Fietta \u2013 Filippini \u2013 Fiore \u2013 Fiorentino \u2013 Fioritto \u2013 Firrao \u2013 Flecchia \u2013 Foa \u2013 Foresi \u2013 Fornara \u2013 Franceschini \u2013 Froggio \u2013 Fuschini \u2013 Fusco.<\/p><p>Gabrieli \u2013 Galati \u2013 Gallico Spano Nadia \u2013 Garlato \u2013 Gasparotto \u2013 Gatta \u2013 Gavina \u2013 Germano \u2013 Gervasi \u2013 Geuna \u2013 Ghidetti \u2013 Ghidini \u2013 Ghislandi \u2013 Giacchero \u2013 Giannini \u2013 Giolitti \u2013 Giordani \u2013 Gorreri \u2013 Gortani \u2013 Gotelli Angela \u2013 Grazi Enrico \u2013 Grieco \u2013 Gronchi \u2013 Guariento \u2013 Guerrieri Emanuele \u2013 Guerrieri Filippo \u2013 Gui \u2013 Guidi Cingolani Angela \u2013 Gullo Fausto \u2013 Gullo Rocco.<\/p><p>Iotti Leonilde.<\/p><p>Jacometti \u2013 Jervolino.<\/p><p>Laconi \u2013 La Malfa \u2013 Lami Starnuti \u2013 Landi \u2013 La Pira \u2013 La Rocca \u2013 Lazzadri \u2013 Leone Francesco \u2013 Leone Giovanni \u2013 Lettieri \u2013 Li Causi \u2013 Lizier \u2013 Lombardi Carlo \u2013 Lombardo Ivan Matteo \u2013 Longhena \u2013 Longo \u2013 Lozza \u2013 Lucifero \u2013 Luisetti \u2013 Lussu.<\/p><p>Macrelli \u2013 Maffi \u2013 Maffioli \u2013 Magnani \u2013 Magrassi \u2013 Malagugini \u2013 Mancini \u2013 Mannironi \u2013 Manzini \u2013 Marazza \u2013 Marchesi \u2013 Marconi \u2013 Mariani Enrico \u2013 Marinelli \u2013 Martinelli \u2013 Martino Gaetano \u2013 Marzarotto \u2013 Massini \u2013 Massola \u2013 Mastino Gesumino \u2013 Mastino Pietro \u2013 Mastrojanni \u2013 Mattarella \u2013 Mattei Teresa \u2013 Matteotti Carlo \u2013 Mazza \u2013 Mazzoni \u2013 Mentasti \u2013 Merighi \u2013 Merlin Angelina \u2013 Merlin Umberto \u2013 Mezzadra \u2013 Miccolis \u2013 Micheli \u2013 Minella Angiola \u2013 Minio \u2013 Molinelli \u2013 Momigliano \u2013 Montagnana Mario \u2013 Montagnana Rita \u2013 Montalbano \u2013 Montemartini \u2013 Monterisi \u2013 Monticelli \u2013 Montini \u2013 Moranino \u2013 Morelli Luigi \u2013 Morelli Renato \u2013 Morini \u2013 Moro \u2013 Mortati \u2013 Moscatelli \u2013 Motolese \u2013 M\u00f9rdaca \u2013 Murgia \u2013 Musolino \u2013 Musotto.<\/p><p>Nasi \u2013 Negarville \u2013 Negro \u2013 Nenni \u2013 Nicotra Maria \u2013 Nobili Tito Oro \u2013 Noce Teresa \u2013 Notarianni \u2013 Novella \u2013 Numeroso.<\/p><p>Orlando Camillo.<\/p><p>Pajetta Giancarlo \u2013 Pallastrelli \u2013 Paolucci \u2013. Paratore \u2013 Parri \u2013 Pastore Raffaele \u2013 Pat \u2013 Patricolo \u2013 Pecorari \u2013 Pella \u2013 Pellegrini \u2013 Perlingieri \u2013 Persico \u2013 Pertini Sandro \u2013 Perugi \u2013 Pesenti \u2013 Piccioni \u2013 Piemonte \u2013 Pieri Gino \u2013 Pignedoli \u2013 Pistoia \u2013 Pollastrini Elettra \u2013 Ponti \u2013 Pratolongo \u2013 Priolo \u2013 Proia \u2013 Pucci.<\/p><p>Quarello \u2013 Quintieri Adolfo \u2013 Quintieri Quinto.<\/p><p>Raimondi \u2013 Rapelli \u2013 Ravagnan \u2013 Reale Eugenio \u2013 Reale Vito \u2013 Recca \u2013 Restagno \u2013 Ricci Giuseppe \u2013 Riccio Stefano \u2013 Rivera \u2013 Rodi \u2013 Rodin\u00f2 Mario \u2013 Rognoni \u2013 Romano \u2013 Romita \u2013 Roselli \u2013 Rossi Maria Maddalena \u2013 Roveda \u2013 Rubilli \u2013 Ruggeri Luigi \u2013 Rumor \u2013 Russo Perez.<\/p><p>Saccenti \u2013 Saggin \u2013 Salerno \u2013 Salizzoni \u2013 Salvatore \u2013 Sampietro \u2013 Scalfaro \u2013 Scarpa \u2013 Scelba \u2013 Schiavetti \u2013 Schiratti \u2013 Scoca \u2013 Scoccimarro \u2013 Scotti Alessandro \u2013 Scotti Francesco \u2013 Secchia \u2013 Segni \u2013 Sforza \u2013 Sicignano \u2013 Siles \u2013 Silipo \u2013 Spallicci \u2013 Spano \u2013 Spataro \u2013 Stampacchia \u2013 Stella \u2013 Storchi \u2013 Sullo Fiorentino.<\/p><p>Tambroni Armaroli \u2013 Targetti \u2013 Taviani \u2013 Terranova \u2013 Titomanlio Vittoria \u2013 Togliatti \u2013 Togni \u2013 Tonello \u2013 Tonetti \u2013 Tosi \u2013 Tozzi Condivi \u2013 Treves \u2013 Trimarchi \u2013 Tripepi \u2013 Turco.<\/p><p>Uberti.<\/p><p>Valenti \u2013 Valmarana \u2013 Venditti \u2013 Veroni \u2013 Viale \u2013 Vicentini \u2013 Vigna \u2013 Vigo \u2013 Vilardi \u2013 Villabruna \u2013 Villani.<\/p><p>Zaccagnini \u2013 Zanardi \u2013 Zerbi \u2013 Zotta \u2013 Zuccarini.<\/p><p><em>Sono in congedo:<\/em><\/p><p>Cairo \u2013 Costa.<\/p><p>Lombardi Riccardo.<\/p><p>Orlando Vittorio Emanuele.<\/p><p>Valiani.<\/p><p>Si riprende la discussione del disegno di legge: Norme per l\u2019elezione del Senato della Repubblica (61).<\/p><p>PRESIDENTE. Passiamo all\u2019esame dell\u2019articolo aggiuntivo proposto dagli onorevoli Vigna, Cosattini, Piemonte e Pat:<\/p><p>\u00abGli emigrati per motivi di lavoro, che rimpatriano per le elezioni, hanno diritto al trasporto ferroviario gratuito dalla stazione di confine al Comune in cui votano e viceversa\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Piemonte ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>PIEMONTE. Onorevoli colleghi, avevamo proposto, in sede di discussione costituzionale, il diritto del voto degli emigrati all\u2019estero senza bisogno di rimpatrio. La nostra proposta fu respinta. Ci proponevamo in sede di discussione delle leggi elettorali di risollevare la questione del voto agli emigranti, ma \u00e8 mancato il tempo, data la fretta con cui i lavori si sono compiuti in questo ultimo scorcio della nostra vita parlamentare. Ci siamo ripiegati su questa modesta proposta, per la quale gli operai ed i lavoratori, che hanno emigrato per ragioni di lavoro, dovrebbero avere diritto al trasporto ferroviario gratuito dalla stazione di confine al comune in cui votano e viceversa. Questa proposta si riallaccia ad una tradizione. Prima del fascismo vi era la riduzione del 70 per cento delle tariffe ferroviarie per i lavoratori emigrati rimpatrianti per partecipare alle elezioni politiche; durante il fascismo \u2013 nel 1928 \u2013 ebbe luogo una elezione politica o plebiscito, ed allora il viaggio per i lavoratori emigrati fu completamente gratuito.<\/p><p>La Repubblica non vorr\u00e0 essere meno riguardosa di quello che fu il fascismo verso i lavoratori emigrati, verso coloro che, per trovare impiego, non esitano ad affrontare le pene e i dolori di abbandonare il natio paese, la consorte e i figli; pene e dolori che non sono immaginabili da chi non li ha provati.<\/p><p>L\u2019articolo aggiuntivo proposto \u00e8 cos\u00ec semplice, cos\u00ec improntato ad equit\u00e0 e a giustizia sociale, che non credo necessario spendere altre parole ad illustrarlo, convinto come sono che l\u2019Assemblea vorr\u00e0 unanimemente approvarlo. (<em>Applausi<\/em>).<\/p><p>PRESIDENTE. Prego l\u2019onorevole Micheli di voler esprimere il parere della Commissione.<\/p><p>MICHELI, <em>Presidente della Commissione<\/em>. La Commissione non ha esaminato l\u2019articolo aggiuntivo ora in discussione. Comunque, essa non si oppone e si rimette all\u2019Assemblea.<\/p><p>PRESIDENTE. Chiedo il parere del Governo.<\/p><p>SCELBA, <em>Ministro dell\u2019interno<\/em>. La questione fu gi\u00e0 esaminata per le elezioni della Assemblea Costituente e fu risolta nel senso di consentire una riduzione del 50 per cento. Dico questo perch\u00e9 l\u2019Assemblea decida in merito, tenendo conto di questo precedente.<\/p><p>CAPORALI. Prima del fascismo, c\u2019era gi\u00e0 il 70 per cento.<\/p><p>MICHELI, <em>Presidente della Commissione<\/em>. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MICHELI, <em>Presidente della Commissione<\/em>. La Commissione, dato il precedente, sarebbe dell\u2019avviso di parlare di \u00abcongrua riduzione\u00bb invece che di \u00abtrasporto ferroviario gratuito\u00bb. Intanto, cos\u00ec si ammette il principio; poi, si trover\u00e0 il modo di concretarlo meglio secondo la proposta.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Piemonte, insiste sulla sua proposta o accetta quella della Commissione?<\/p><p>PIEMONTE. Speravo che il Governo e la Commissione concordi accogliessero la nostra proposta senza riserve. Sono dolente non sia stato cos\u00ec, ma io sento categoricamente il dovere morale di insistere integralmente sulla proposta da noi formulata e chiedo che sia posta ai voti.<\/p><p>PRESIDENTE. Pongo in votazione l\u2019articolo aggiuntivo proposto dagli onorevoli Vigna, Cosattini, Piemonte e Pat, test\u00e9 letto.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>).<\/p><p>\u00a0<\/p><p>Gli articoli aggiuntivi sono esauriti.<\/p><p>Ritorniamo ora sulla questione, lasciata in sospeso, relativa all\u2019articolo 7, il cui esame fu sospeso perch\u00e9 fu proposto dall\u2019onorevole Togliatti un incontro fra i rappresentanti dei vari Gruppi, per concordare un testo comune.<\/p><p>Ricordo che il testo dell\u2019articolo proposto dal Governo \u00e8 del seguente tenore:<\/p><p>\u00abIl tribunale nella cui giurisdizione si trovino collegi previsti dall\u2019unita tabella <em>B<\/em> si costituisce in tanti uffici elettorali circoscrizionali quanti sono i collegi medesimi.<\/p><p>\u00abOgni ufficio elettorale circoscrizionale esercita le sue funzioni con l\u2019intervento di tre magistrati, di cui uno presiede, nominati dal presidente entro dieci giorni dalla pubblicazione del decreto di convocazione dei comizi\u00bb.<\/p><p>La Commissione ha proposto che, nell\u2019articolo 7 ed in tutti i successivi titoli e articoli in cui si fa menzione dell\u2019\u00abufficio elettorale circoscrizionale\u00bb, questo sia indicato con la locuzione: \u00abufficio elettorale centrale\u00bb.<\/p><p>Chiedo all\u2019onorevole Togliatti se un accordo \u00e8 stato raggiunto.<\/p><p>TOGLIATTI. Proposi effettivamente che vi fossero dei contatti tra i vari Gruppi parlamentari per arrivare ad un accordo su questo articolo. Per parte nostra, questi contatti li abbiamo presi, e ad un corto accordo siamo arrivati. Ora vedremo, nel corso del dibattito, quali potranno essere le conclusioni definitive.<\/p><p>LUCIFERO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LUCIFERO. Desidero domandare all\u2019onorevole Togliatti, per nostra informazione, quali sono i punti sui quali \u00e8 stato raggiunto un accordo, ed in che consiste l\u2019accordo stesso, in modo che noi ci possiamo orientare.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Togliatti, l\u2019onorevole Lucifero le rivolge una richiesta, e cio\u00e8 chiede su quali punti \u00e8 stato raggiunto un accordo.<\/p><p>TOGLIATTI. Mi pare che questa questione risulter\u00e0 assolutamente chiara alla fine della discussione, e specialmente dopo la votazione che avremo in argomento.<\/p><p>RUBILLI. \u00c8 inutile che insistiamo, onorevole Lucifero.<\/p><p>LUCIFERO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LUCIFERO. Signor Presidente, la risposta data dall\u2019onorevole Togliatti alla domanda che lei cortesemente ha voluto fargli in merito a quanto io stesso avevo detto l\u2019altro giorno, allorch\u00e9 egli chiese la sospensione, \u00e8 una risposta positiva. L\u2019onorevole Togliatti, cio\u00e8, ha detto: l\u2019accordo c\u2019\u00e8, ma non ve lo diciamo; dalle votazioni vi accorgerete quali saranno i termini di questo accordo.<\/p><p>Ora, evidentemente, gli accordi che si prendono fuori dell\u2019Aula non si ha l\u2019obbligo di comunicarli nell\u2019Aula. Per\u00f2 noi abbiamo delle indicazioni, in base alle quali possiamo avere un\u2019idea, pi\u00f9 o meno, di quali sono questi accordi, ed abbiamo gi\u00e0 avuto una indicazione nella recente votazione, perch\u00e9 evidentemente uno dei termini di questo scambio di concessioni \u00e8 stato quello del voto obbligatorio; per cui noi abbiamo visto coloro che fino a ieri sono stati \u2013 si pu\u00f2 dire \u2013 i vessilliferi della tesi del voto obbligatorio in Italia, in ogni votazione e in ogni circostanza, riaffermare il principio, ma ripiegare sul rifiuto di un\u2019attuazione pi\u00f9 concreta e pi\u00f9 pratica del principio stesso. Il che ci ha gi\u00e0 indicato uno dei termini di questo scambio di concessioni e ci indica chiaramente anche quale \u00e8 l\u2019altro termine di questo scambio. L\u2019altro termine, la contro-concessione che \u00e8 stata fatta evidentemente in questa sede, non pu\u00f2 essere che quella di coloro che fino a ieri sostennero decisamente la tesi del collegio uninominale e che oggi offrono la contropartita di ripiegare su questa tesi e di accedere ad una soluzione proporzionalistica per la elezione del Senato.<\/p><p>Questo lo sapevamo gi\u00e0 da indiscrezioni, da voci, dai termini stessi della discussione che finora si \u00e8 fatta.<\/p><p>Ed allora, prima di passare all\u2019ultima fase di questa discussione, cio\u00e8 alla fase delle relazioni e del successivo voto, io credo di dover fare alcune dichiarazioni fondamentali che, mentre da una parte assumono la veste modesta di un richiamo al Regolamento, investono anche un problema politico profondo, non soltanto per l\u2019importanza di merito che la questione ha in s\u00e9, ma per il riflesso che il modo con cui questa questione \u00e8 stata condotta e le eventuali possibili soluzioni nelle quali potrebbe sfociare assumerebbero nei confronti del metodo e dei sistemi che caratterizzano la vita democratica.<\/p><p>Questione, quindi, che trascende la gi\u00e0 grave impostazione specifica delle elezioni per il Senato, ed investe tutto il metodo della vita democratica del nostro Paese.<\/p><p>Gli articoli 7 hanno uno strano destino in questa nostra Assemblea! (<em>Si ride<\/em>)<em>.<\/em> Gli articoli 7 sono, normalmente, degli articoli che, esaminati con sguardo tecnico-giuridico, possono anche essere degli articoli innocenti. L\u2019articolo 7 che noi oggi abbiamo sotto gli occhi \u00e8, poi, un articolo di una innocenza e di un candore veramente commoventi.<\/p><p>Ma gli articoli 7 sono quelli che riconducono ai vecchi amori, e non felici \u2013 aggiungo \u2013 gli amici della Democrazia cristiana e gli amici dell\u2019estrema sinistra&#8230; (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p><em>Una voce a destra.<\/em> Tristi amori!<\/p><p>LUCIFERO. L\u2019altro giorno all\u2019onorevole Togliatti, quando chiese questo rinvio, dissi che non vedevo come avrebbe potuto conciliare il nostro preciso obbligo di creare una legge col sistema uninominale con il desiderio di alcuni amici di riesumare una questione seppellita e di introdurre la proporzionale anche in questa sede. Oggi mi permetta l\u2019onorevole Togliatti, con quella cordialit\u00e0 che abbiamo sempre avuto nei nostri rapporti personali, che io gli faccia i miei complimenti; perch\u00e9 lei, onorevole Togliatti, ha fatto un\u2019altra volta un colpo da maestro nel campo politico e un leale avversario le deve onestamente riconoscere la sua abilit\u00e0.<\/p><p>Lei oggi, onorevole Togliatti, ha potuto, di fronte al Paese, di fronte a noi, creare novamente il timore e la preoccupazione di una collaborazione politica che a voi ha certamente giovato, ma che noi non riteniamo abbia giovato al Paese.<\/p><p>Evidentemente le illusioni, onorevole Togliatti, in quel giorno me le ero fatte io, e debbo qui onestamente fare ammenda di essermi illuso: ma a quell\u2019illusione resto affezionato, perch\u00e9 quell\u2019illusione non \u00e8 se non fedelt\u00e0 a certi princip\u00ee fondamentali, che sono i princip\u00ee della parte in cui milito, la quale ha sempre tenuto a difenderli, la quale ha sempre tenuto a riaffermarli.<\/p><p>Si rinnova dunque cos\u00ec quell\u2019intesa che ha reso tanto diversa la prima dalla seconda parte della Costituzione, quell\u2019intesa che ha creato uno squilibrio profondo nella nostra Carta costituzionale, per cui si pu\u00f2 osservare che la seconda parte, elaborata quando quella collaborazione non c\u2019era pi\u00f9, \u00e8 riuscita migliore della prima \u2013 e questo non \u00e8 naturalmente se non un mio personale giudizio \u2013 ma certamente \u00e8 riuscita pi\u00f9 chiara, pi\u00f9 coerente che non la prima, nata sotto l\u2019incubo di quella convivenza.<\/p><p>Parecchie volte, signor Presidente, io ho richiamato in quest\u2019Aula all\u2019osservanza del giuoco democratico e ho detto che, se queste regole del giuoco democratico non le osserviamo tutti, noi veniamo fatalmente a precostituire i mezzi per giungere al sistema della dittatura della maggioranza; perch\u00e9 quando una maggioranza, con la sua forza, pu\u00f2 distruggere quelle barriere che le provengono, che dovrebbero provenirle da parte delle minoranze, si viene a far cadere quell\u2019unica garanzia che le esigenze democratiche del Paese reclamano.<\/p><p>Quando infatti non si riconoscono queste leggi confine, al di l\u00e0 delle quali la maggioranza non pu\u00f2 andare, non esistono pi\u00f9 garanzie di sorta per la minoranza. (<em>Commenti<\/em>).<\/p><p>Onorevoli colleghi, io sono qui evidentemente per esprimere il parere mio e dei miei amici: non quello degli altri. Ove questo mio parere si voglia controbattere, \u00e8 chiaro che vi saranno altri oratori di altre parti che potranno darmi la legittima risposta.<\/p><p>Io credo che qui ci troviamo di fronte ad una delle pi\u00f9 gravi manifestazioni della mancanza di rispetto del giuoco democratico: e non \u00e8 la prima. L\u2019Assemblea Costituente afferm\u00f2 il principio del collegio uninominale per l\u2019elezione del Senato e da allora sono stati continui ed incessanti i tentativi per riuscire in qualche modo ad eludere questa non equivoca affermazione di volont\u00e0 dell\u2019Assemblea Costituente.<\/p><p>E questo, o amici che oggi, per differenti accordi, siete di diverso avviso, quando io vi richiamai al rispetto delle regole del giuoco democratico, voi pur dichiaraste giusto: ma se giusto era allora, quando vi faceva comodo, giusto \u00e8 anche oggi.<\/p><p>L\u2019ordine del giorno Nitti era di una chiarezza inequivocabile, cio\u00e8 era per il collegio uninominale. E anche se, con un errore tecnico che io rilevai, il principio della proporzionalit\u00e0 per la Camera dei deputati e dell\u2019uninominalit\u00e0 per il Senato non fu introdotto nelle norme della Costituzione, fu chiaramente affermato che questo rappresentava un principio che l\u2019Assemblea doveva tener presente come un imperativo nella compilazione della legge.<\/p><p>E vi fu allora un\u2019elegante discussione risolta dall\u2019articolo 89 del Regolamento della Camera, il quale stabilisce che gli ordini del giorno che si votano per fissare delle direttive nella composizione delle leggi, sono tassativi ed obbligatori. E non basta: signor Presidente, lei stamattina mi ha richiamato un precedente; ed io mi rifaccio a quello stesso precedente, perch\u00e9 quel precedente, che lei oggi ha richiamato alla mia memoria, si riferiva proprio ad uno dei tanti tentativi che furono fatti per cercare di eludere la precedente deliberazione; si riferisce, cio\u00e8, ad una pregiudiziale sollevata dall\u2019onorevole Cevolotto contro un ordine del giorno dell\u2019onorevole Perassi, che, successivamente all\u2019ordine del giorno Nitti, voleva introdurre la proporzionale anche nel sistema elettorale per il Senato.<\/p><p>E allorquando fu messa ai voti la pregiudiziale dell\u2019onorevole Cevolotto, l\u2019onorevole Terracini, nostro illustre Presidente \u2013 che spero, di vedere presto rimesso, che mi duole non vedere fra noi e al quale mando il mio augurio, sicuro di interpretare il pensiero di tutta l\u2019Assemblea (<em>Approvazioni<\/em>)<em> \u2013 <\/em>la illustr\u00f2 con queste precise parole: \u00abla pregiudiziale dell\u2019onorevole Cevolotto nei confronti della presa in considerazione dell\u2019ordine del giorno dell\u2019onorevole Perassi e di altri colleghi, con il quale si propone di adottare per la prima elezione del Senato della Repubblica il sistema proporzionale, ecc.\u00bb. Cio\u00e8 la votazione che avvenne il giorno 16 dicembre 1947 nel seno dell\u2019Assemblea Costituente sulla pregiudiziale dell\u2019onorevole Cevolotto investiva precisamente questa questione: se si potesse introdurre nella legge elettorale per il Senato il sistema della proporzionale, proprio in considerazione dell\u2019ordine del giorno Nitti, precedentemente votato dall\u2019Assemblea stessa.<\/p><p>Ora, questa votazione fu mandata il primo giorno deserta e manc\u00f2 il numero legale; il secondo giorno, cio\u00e8 il 16 dicembre, si ripetette, e l\u2019Assemblea accolse la pregiudiziale dell\u2019onorevole Cevolotto. Quindi, due volte l\u2019Assemblea Costituente ha chiaramente affermato che la proporzionale nel sistema elettorale per il Senato non poteva entrare: la prima volta, approvando l\u2019ordine del giorno Nitti, e la seconda volta, approvando la pregiudiziale Cevolotto, la quale specificatamente diceva: dato che c\u2019\u00e8 stato l\u2019ordine del giorno Nitti, noi non possiamo prendere in considerazione sistemi che contengono la proporzionale per l\u2019elezione del Senato.<\/p><p>Mi pare che anche di fronte alle affermazioni di chi favorisce e appoggia le dittature di maggioranza, questo doppio conforme dell\u2019Assemblea Costituente, dovrebbe essere almeno sufficiente per non chiedere un triplice conforme, che sarebbe veramente scandaloso. E ancora pi\u00f9 scandaloso sarebbe se, dopo due decisioni dell\u2019Assemblea Costituente, un\u2019Assemblea che non \u00e8 pi\u00f9 Assemblea Costituente, prendesse una decisione nettamente contraria a quanto due volte, con due sue votazioni responsabili, l\u2019Assemblea Costituente ha deliberato.<\/p><p>E non \u00e8 pi\u00f9 l\u2019Assemblea Costituente, onorevoli colleghi. Non lo dico io, lo disse l\u2019altro giorno molto efficacemente l\u2019onorevole La Rocca, quando fece notare che noi siamo gli esecutori testamentari di un\u2019Assemblea che \u00e8 stata, cari amici, due volte sciolta come Assemblea Costituente; una volta per la legge istitutiva di essa, che all\u2019articolo 4 stabilisce che l\u2019Assemblea \u00e8 sciolta di diritto il giorno dell\u2019entrata in vigore della nuova Costituzione, e la Costituzione \u00e8 entrata in vigore il 1\u00b0 gennaio; e sciolta una seconda volta dallo stesso testo della legge con la quale noi non abbiamo prorogato i nostri poteri di Assemblea Costituente, ma ci siamo autorizzati a finire, nell\u2019ambito delle leggi costituzionali e dei precedenti stabiliti dall\u2019Assemblea Costituente, alcuni specifici problemi, secondo le precise direttive che l\u2019Assemblea Costituente ci aveva dato.<\/p><p>Ebbene, egregi signori, anche se \u2013 e sarebbe un assurdo \u2013 non si volesse accettare la preclusione precisa, assoluta ed imperativa del doppio conforme che ho prima richiamato alla vostra attenzione, basterebbe questo fatto, che noi, Assemblea minore, non possiamo assolutamente modificare quanto fu deliberato e ci fu imposto come indirizzo preciso dall\u2019Assemblea che sola aveva i poteri di deliberare in materia; e mai la nostra deliberazione potrebbe comunque andar contro una deliberazione dell\u2019Assemblea Costituente.<\/p><p>E questo vale per noi due volte, perch\u00e9 anche se l\u2019Assemblea Costituente fosse stata nella pienezza dei suoi poteri, anche se fosse stata l\u2019Assemblea Costituente cos\u00ec come fu eletta il 2 giugno e con i poteri che allora aveva, non avrebbe potuto ugualmente prendere in considerazione un mutamento cos\u00ec profondo di una concezione elettorale tale da non poter pi\u00f9 essere chiamato col nome di emendamento, ma soltanto con una altra parola, che i democratici non possono accettare, a qualunque partito appartengano, con una parola che dir\u00f2 in francese: <em>escamotage<\/em>!<\/p><p>Arriveremmo cio\u00e8 all\u2019assurdo che noi ci troveremmo domani, dopo un voto di cui tutto il Paese ha parlato, dopo un voto che ha portato gi\u00e0 a polemiche e a discussioni in campo tecnico e politico, noi ci ritroveremmo domani di fronte all\u2019assurdo di un Senato ancora pi\u00f9 proporzionale della Camera dei deputati!<\/p><p>Perch\u00e9, se per combinazione si arrivasse all\u2019aberrazione di voler approvare il progetto Mortati, cio\u00e8 il progetto di minoranza della Commissione, cari colleghi, veramente il Senato sarebbe pi\u00f9 proporzionalistico della Camera dei deputati, perch\u00e9 nella Camera dei deputati un elemento personale ancora rimane, cio\u00e8 quello che \u00e8 stato dato dai voti di preferenza; ma con quel sistema si arriverebbe all\u2019assurdo di veder proclamato chi ha un minor numero di voti, perch\u00e9 beneficia delle votazioni fatte in altri collegi, dove il suo nome \u00e8 perfettamente sconosciuto.<\/p><p>Vi \u00e8 qualcuno che sorride dicendo: tanto ce l\u2019ho in tasca lo stesso, perch\u00e9 ormai nel rinnovato accordo con gli amici di ieri, col ritorno ai primi amori, mi sono assicurato una vittoria in questo campo.<\/p><p>No, cari colleghi democristiani, vi siete assicurati una sconfitta che non \u00e8 soltanto vostra, ma dei criteri, dei princip\u00ee, delle leggi democratiche che vogliamo dare al nostro Paese.<\/p><p>\u00c8 sconfitta vostra perch\u00e9 la vostra maggioranza potr\u00e0 durare oggi e domani e potr\u00e0 non essere dopodomani, e la pratica che voi avete istituito contro le minoranze e contro la democrazia potr\u00e0 essere ritorta contro di voi; e non sarebbe la prima volta che questo accade nella storia! (<em>Interruzione del deputato Piccioni<\/em>).<\/p><p>Onorevole Piccioni, io ho il difetto (e me lo rimproverano qualche volta) di avere troppo i piedi in terra e di dire le cose con troppa chiarezza. So benissimo che dico cose che non fanno piacere, ma queste cose non fanno piacere non tanto perch\u00e9 sostengono una tesi che \u00e8 contraria a quella che vi interessa, ma perch\u00e9 sono cose vere; e voi \u2013 che siete cristiani \u2013 dovreste credere nella forza della verit\u00e0, anche se qualche volta, per vostra comodit\u00e0, la negate! (<em>Commenti al centro<\/em>).<\/p><p>Ad ogni modo, non \u00e8 una vittoria, perch\u00e9, contro questo tentativo di dittatura della maggioranza, la Costituzione non lascia ancora i cittadini completamente scoperti e indifesi! La Costituzione contiene nel suo seno i mezzi con i quali i cittadini possono difendersi contro le prepotenze e contro gli abusi del Parlamento. Sono contenuti in due norme, almeno due, della Costituzione: una volta, nel potere che ha il Capo dello Stato di rinviare alle Camere le leggi, motivandolo, (articolo 74 della Costituzione) quando ritenga che, per una ragione o per un\u2019altra, queste leggi debbano essere nuovamente esaminate; una seconda volta, per l\u2019articolo 75, che concede ai cittadini di chiedere il <em>referendum <\/em>su una legge che essi non volevano e che \u00e8 stata loro imposta. E v\u2019\u00e8 il ricorso alla Corte costituzionale, che potrebbe avvenire nella forma pi\u00f9 tragica, perch\u00e9, di fronte a questa legge, voi potreste vedere tutti i candidati \u00abtrombati\u00bb al Senato dinanzi alla Corte costituzionale!<\/p><p>Voi potrete dire che, anche ove la Corte costituzionale desse ragione, anche ove la revisione chiesta dai cittadini fosse vittoriosa, ormai il fatto l\u2019avreste compiuto e per sei anni avreste quel Senato che avete voluto!<\/p><p>Ma io vi domando: in che condizioni si troverebbe un Senato il quale fosse impugnato di nullit\u00e0? Io vi domando: in che condizioni si troverebbero questi senatori? Di dover discutere di fronte ad una decisione impugnata, la cui impugnazione \u00e8 stata ritenuta valida, anche se non ha valore retroattivo, perch\u00e9 \u2013 per ragioni di vita pratica \u2013 non si \u00e8 ritenuto di dare valore retroattivo a certe deliberazioni?<\/p><p>Voi minate quello che faticosamente abbiamo costruito, voi minate quella che \u00e8 stata opera di travaglio enorme delle nostre concordanze e delle nostre discordanze, voi vi preparate a creare negli italiani il non rispetto per quella Costituzione che noi abbiamo fatto, che non mi piace ma per la quale invoco il rispetto (come me lo sono imposto) incondizionato! (<em>Approvazioni all\u2019estrema sinistra<\/em>).<\/p><p>La verit\u00e0 \u00e8 un\u2019altra, e l\u2019ho detta un anno fa in quest\u2019Aula: vi sono uomini che credono nelle Costituzioni e vi sono uomini che non credono nelle Costituzioni.<\/p><p>E permettetemi che vi dica: vi sono in Italia, dappertutto, e anche l\u00ec dove non ve ne dovrebbe essere nessuno, troppi uomini che non credono nella Costituzione, e non otterremo mai che il Paese rispetti questa Costituzione, non otterremo mai dai cittadini \u2013 singoli o associati \u2013 che per questa Costituzione abbiano obbedienza, se noi per primi irridiamo in modo cos\u00ec clamoroso alle statuizioni di indole costituzionale che l\u2019Assemblea ha preso nelle sue piene facolt\u00e0!<\/p><p>E ritorno alla questione della dittatura di maggioranza. La maggioranza pu\u00f2 fare molte cose e certe volte molte cose possono fare anche le minoranze, ma non sono cose democratiche, non sono cose che possono garantire all\u2019Italia un regime che sia veramente e profondamente diverso da quello di cui abbiamo sofferto, che ci avviino veramente verso un consolidamento dello Stato nella legge, con la legge e per la legge.<\/p><p>Nella sua <em>Scoperta dell\u2019America<\/em> Pascarella ricorda che il re del Portogallo interrogato da Colombo sulla sua famosa spedizione gli risponde: <em>per essere re s\u00f2 re, nun c\u2019\u00e8 quistione; ma mica posso f\u00e1 quer che me pare!<\/em><\/p><p>Egregi amici, per essere maggioranza siete maggioranza e \u00abnon c\u2019\u00e8 questione, ma mica potete fare quello che vi pare\u00bb; voi potete fare solo quello che le leggi vi consentono nei limiti precisi che le leggi stabiliscono e se voi questi limiti oltrepassate non siete pi\u00f9 n\u00e9 maggioranza, n\u00e9 minoranza, siete dei rivoluzionari. (<em>Applausi all\u2019estrema sinistra e a destra<\/em>).<\/p><p>Con questo, signor Presidente, richiamandomi ai precisi ed espressi voti dell\u2019Assemblea Costituente, e in sede di votazione dell\u2019ordine del giorno Nitti e in sede, diciamo cos\u00ec, di giudizio di appello e di riconferma di votazione per la pregiudiziale Cevolotto, io chiedo che qualunque progetto elettorale che comprenda la proporzionale non sia posto in votazione in questa Assemblea, perch\u00e9 questa Assemblea non ha il diritto, n\u00e9 la facolt\u00e0 di prenderlo in esame e di votarlo. E comunque dichiaro, a nome mio e del mio Gruppo, che noi facciamo tutte le pi\u00f9 ampie riserve; che ci riserviamo cio\u00e8 di servirci di tutti i mezzi che la Costituzione ci consente perch\u00e9 questa iniquit\u00e0 commessa possa essere rettificata e corretta. (<em>Vivi applausi a destra<\/em>).<\/p><p>TOGLIATTI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>GIANNINI. Onorevole Presidente, se mi consente, desidererei parlare prima io su un argomento sul quale l\u2019onorevole Togliatti potr\u00e0 rispondere dopo.<\/p><p>PRESIDENTE. Non posso darle la precedenza, debbo rispettare l\u2019ordine.<\/p><p>GIANNINI. Chiedo all\u2019onorevole Togliatti se me lo consente.<\/p><p>TOGLIATTI. Io non volevo fare dichiarazioni sul fondo della questione. Volevo unicamente divergere, non dico accuse, ma appunti che mi sono stati fatti dall\u2019onorevole Lucifero. Le mie parole avranno quindi pi\u00f9 che altro il carattere di fatto personale.<\/p><p>GIANNINI. Ma dovr\u00e0 rispondere anche a me. Parler\u00f2 per due o tre minuti e cos\u00ec lei dar\u00e0 una risposta sola.<\/p><p>TOGLIATTI. Sta bene.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Giannini ha facolt\u00e0 di parlare.<\/p><p>GIANNINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole Togliatti, io comincio col dichiarare che aderisco a quanto ha detto l\u2019onorevole Lucifero, il quale ha effettivamente espresso anche il mio pensiero. Se non che, la correttezza parlamentare di Lucifero, la sua maggiore esperienza, la sua qualit\u00e0 di giurista, gli hanno fatto forse trascurare volutamente \u2013 perch\u00e9 io non credo che il mio amico Lucifero abbia delle distrazioni \u2013 un fatto, un punto essenziale del nostro dibattito sul quale mi permetto di soffermarmi per pochi minuti.<\/p><p>L\u2019argomento \u00e8 questo: noi siamo in periodo elettorale; tutto quanto facciamo \u00e8 in funzione elettorale. Molte volte facciamo anche delle cattive azioni (dico \u00abfacciamo\u00bb per accusarne anche me) e queste cattive azioni saranno forse giudicate pi\u00f9 in l\u00e0 con maggiore indulgenza perch\u00e9 commesse in periodo elettorale, cos\u00ec come avviene per certi reati commessi in istato di ubriachezza o in diverso stato di minorazione. (<em>Commenti al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>V\u2019\u00e8 un punto sul quale desidero essere illuminato, perch\u00e9 \u00e8 un punto sul quale si pogger\u00e0 tutta la campagna elettorale. Vorrei sapere: \u00e8 reato la collaborazione con i comunisti o non \u00e8 reato? Intendo, onorevole Togliatti, reato politico. Sono stato pi\u00f9 volte accusato di aver commesso questo orribile crimine. L\u2019onorevole Togliatti \u00e8 spesso presentato come un diavoletto perch\u00e9 egli mi ricorda pi\u00f9 Ariel che Lucifero, beninteso l\u2019altro Lucifero, non quello del Partito liberale, ed \u00e8 invocato volta a volta da tutti i partiti che siedono in questa Assemblea ed anche da partiti che non vi siedono ancora. Io faccio una polemica, scrivo un articolo, mi incontro in un treno: immediatamente viene fuori il diavoletto Togliatti: si \u00e8 incontrato con Togliatti, ha parlato con Togliatti, ha collaborato con Togliatti, ha fatto qualche cosa con Togliatti!<\/p><p>Ci\u00f2 produce scissioni nei partiti, (<em>Si ride<\/em>) cagiona confusioni, perturbamenti, tanto che non saprei dire con certezza se queste voci di collaborazione con l\u2019onorevole Togliatti siano messe in giro dai nemici dell\u2019onorevole Togliatti o anche dai suoi amici, allo scopo di danneggiare i concorrenti.<\/p><p>Non pi\u00f9 tardi di domenica scorsa ho letto su un quotidiano democristiano molto autorevole di Roma, <em>Il Popolo<\/em>, l\u2019articolo di un autorevolissimo democristiano qual \u00e8 il professor Luigi Sturzo; nel quale articolo \u00e8 un attacco all\u2019onorevole Nitti, perch\u00e9 si \u00e8 permesso nientemeno di fare un\u2019alleanza elettorale. Subito l\u2019onorevole Togliatti \u00e8 stato impugnato per i piedi dal professor Sturzo e agitato davanti agli occhi dell\u2019onorevole Nitti come nel medioevo si agitava la croce davanti all\u2019indemoniato, e si \u00e8 detto in quell\u2019articolo all\u2019onorevole Nitti: voi state lavorando per Togliatti, perch\u00e9 lui non vi ceder\u00e0 il bastone del comando, cos\u00ec come Mussolini non volle cedere a nessuno il bastone del comando!<\/p><p>L\u2019onorevole Togliatti \u00e8 stato agitato per spaventare l\u2019onorevole Nitti; ma l\u2019onorevole Nitti ne ha viste ben altre, e non si \u00e8 spaventato. E noi lo ringraziamo per non aver avuto paura del nostro collega Togliatti.<\/p><p>Ma in questo momento noi ci troviamo in presenza di un\u2019effettiva collaborazione di qualcuno col nostro eminente collega Togliatti, collaborazione che si verifica fra il partito, diciamo, dittatoriale, monopolizzatore della maggioranza di questa Assemblea, e l\u2019onorevole Togliatti. (<em>Commenti al centro<\/em>).<\/p><p>Ad un certo momento il collega Lucifero ha chiesto all\u2019onorevole Togliatti: vuole avere la bont\u00e0 di dirci in che consiste questo accordo che lei ha fatto con i democristiani? Togliatti ha risposto, nel suo perfetto diritto: ve ne accorgerete alla votazione.<\/p><p>\u00c8 cosa che capita spesso nelle discussioni, e noi dobbiamo ringraziare l\u2019onorevole Togliatti di aver voluto limitarsi a rispondere in questi termini; avrebbe potuto dire di pi\u00f9 e di peggio, cio\u00e8: ve ne accorgerete nel camminare, ve ne accorgerete nell\u2019andare avanti e in tanti altri modi. Egli si \u00e8 accontentato di dire: ve ne accorgerete nella votazione. Tutto ci\u00f2 \u00e8 perfettamente legittimo, perfettamente giusto; rientra nella prassi, come si suol dire, parlamentare, e non ho nulla da opporre. Ma devo constatare che ci troviamo di fronte ad una effettiva, operante, perfetta collaborazione fra la democrazia cristiana ed i comunisti. (<em>Commenti<\/em>).<\/p><p>\u00c8 una collaborazione, perch\u00e9 la collaborazione non si svolge soltanto al Governo. Se io sono stato accusato di aver collaborato con l\u2019onorevole Togliatti unicamente per aver fatto una polemica giornalistica con lui; ritengo che questa accusa di collaborazionismo possa essere rivolta a chi ha fatto qualche cosa di pi\u00f9, ossia un patto parlamentare. E questo patto parlamentare assume una ben diversa gravit\u00e0 perch\u00e9, come ha ottimamente dimostrato l\u2019onorevole Lucifero, esso patto si concreta nella pratica violazione della Costituzione.<\/p><p>Allora io domando a chi pu\u00f2 darmi questo chiarimento: \u00e8 reato politico collaborare con i comunisti? Oppure questo reato viene configurato soltanto per un partito, e non per un altro? Se noi avessimo fatto l\u2019accordo che la democrazia cristiana ha fatto in questo momento con i comunisti, che cosa sarebbe accaduto di noi? Quando si \u00e8 trattato di votare contro un Ministero democristiano, molti di noi sono stati convinti a votare a favore con questo argomento: non dovete alleare i vostri voti con i comunisti. Pare che ci\u00f2 sia un delitto spaventevole, e voglio ammettere che lo sia. Ma perch\u00e9 deve essere spaventevole solo per una parte di questa Assemblea, e non per l\u2019altra? (<em>Ilarit\u00e0 a sinistra<\/em>). Ora, non \u00e8 da far questione sulla maggiore o minore simpatia che si possa avere per una corrente politica, n\u00e9 in quale percentuale possano essere contabilizzate le idee comuni. Si tratta semplicemente di stabilire \u2013 dovendo noi giuocare \u2013 a che giuoco si giuoca, e quali sono le regole di questo giuoco.<\/p><p>BELLAVISTA. Lotta libera.<\/p><p>GIANNINI. Noi siamo in tempi elettorali, e vogliamo sapere se v\u2019\u00e8 \u2013 come dice il nostro onorevole collega \u2013 regime di lotta libera; perch\u00e9 se v\u2019\u00e8 questa lotta libera, noi che siamo liberali e liberali progrediti, intendiamo valerci anche di questa libert\u00e0.<\/p><p>Onorevole Togliatti, ho finito. La ringrazio di avermi cos\u00ec benevolmente ascoltato. Spero che la sua figura di diavoletto magnetizzatore non sia oltre adoperata per terrorizzarmi o per creare un\u2019altra scissione (<em>Ilarit\u00e0 a sinistra<\/em>) in quello che \u00e8 il mio partito parlamentare. In quello che \u00e8 il mio partito nel Paese, sapremo dopo le elezioni se \u00e8 scisso o se non lo \u00e8. \u00c8 questa una piccola variante alla sua gi\u00e0 ricordata risposta.<\/p><p>Come lei ha detto all\u2019onorevole Lucifero: ve ne accorgerete nel votare, io dico a tutti voi: vi accorgerete nel votare quale effetto avranno potuto avere le manovre scissionistiche contro un partito il quale non voleva che la libert\u00e0. (<em>Applausi a destra<\/em>).<\/p><p>PRESIDENTE. Ha facolt\u00e0 di parlare l\u2019onorevole Togliatti.<\/p><p>TOGLIATTI. Desidero dire ai colleghi Lucifero e Giannini che quando ho detto che se abbiamo rilevato una coincidenza di posizioni con un altro Gruppo dell\u2019Assemblea questo risulter\u00e0 dai voti la mia espressione non conteneva nulla di minaccioso; conteneva unicamente il desiderio che il dibattito, su questa questione, non fosse posto sopra un terreno falso. Se avessimo fatto una riunione generale di esponenti di tutti i Gruppi, giusto sarebbe che discutessimo dell\u2019accordo in questa riunione raggiunto o non raggiunto; ma dal momento che non abbiamo fatto la riunione generale coi rappresentanti di tutti i Gruppi, non \u00e8 questo il modo come la discussione si deve impostare e svolgere. Se poi alcuni Gruppi, nei contatti avuti fra di loro, hanno costatato una coincidenza nelle loro aspirazioni e posizioni, ci\u00f2 si vedr\u00e0 dai voti stessi ch\u2019essi daranno. Questo, e solo questo era il significato della mia espressione, onorevole Giannini; nulla di minaccioso, com\u2019Ella vede.<\/p><p>L\u2019onorevole Lucifero, invece, ha voluto porre e mantenere il dibattito su questo terreno, anzi ha appuntato particolari accuse contro di me, incominciando col risalire al famoso articolo 7 della Costituzione.<\/p><p>Onorevole Lucifero, se vogliamo decidere che d\u2019ora in avanti le leggi che approveremo non avranno pi\u00f9 nessun articolo 7, affinch\u00e9 il Partito liberale sia premunito contro qualsiasi manovra dei comunisti, possiamo accontentarla. Forse che non vi \u00e8 chi sopprime il numero 13 dal calendario?<\/p><p>D\u2019altra parte, anche lei, onorevole Lucifero, ha votato favorevolmente all\u2019articolo 7 della Costituzione, come hanno votato a favore di quell\u2019articolo notevoli esponenti della corrente liberale, quali l\u2019onorevole Nitti, l\u2019onorevole Vittorio Emanuele Orlando, e altri. Perch\u00e9 ora volete far colpa di averlo votato soltanto a noi? Perch\u00e9 il voto favorevole sarebbe stato da parte vostra cosa buona e un servizio reso al Paese, mentre per noi sarebbe stato cosa indegna, di cui ci dovremmo vergognare per tutti i secoli della storia?<\/p><p>LUCIFERO. Chi l\u2019ha detto!<\/p><p>TOGLIATTI. La questione che sta davanti a noi oggi \u00e8 soltanto una questione relativa al sistema elettorale. Vi sono qui problemi di principio? Senza dubbio.<\/p><p>Per esempio, noi, in linea di principio, eravamo contrari alla formazione di un Senato corporativo; in linea di principio, vedevamo di mal\u2019occhio un Senato eletto con elezione a doppio o triplo grado; \u00e8 giusto che abbiamo preso, nelle discussioni passate, quelle posizioni, che ci sono servite ad eludere queste soluzioni che respingevamo in linea di principio. Aggiungo che, in linea di principio, noi siamo pi\u00f9 vicini a una soluzione proporzionalistica che non a una soluzione uninominalista. Queste cose del resto le abbiamo dette parecchie volte e tutti le sanno. Un partito conseguentemente democratico tende naturalmente verso la soluzione proporzionalistica.<\/p><p>Vi sono inconvenienti a una soluzione proporzionalistica per l\u2019elezione del primo Senato della Repubblica? Riconosciamo che vi sono inconvenienti cos\u00ec come vi sono inconvenienti a una soluzione uninominalistica. Arriva, per\u00f2, il punto in cui ogni partito deve giudicare del pro e del contro, e quando si tratta di legge elettorale, \u00e8 inevitabile che ogni partito giudichi a seconda dei propri interessi, e cos\u00ec noi giudichiamo a seconda degli interessi nostri e non a seconda di quelli, diciamo, del Partito liberale.<\/p><p>Inoltre, su questa questione della convenienza, vorrei ricordare all\u2019onorevole Lucifero che per i grandi partiti, i quali contano i propri elettori a milioni, tutti i sistemi elettorali su per gi\u00f9 si equivalgono: quello che si perde da una parte si guadagna dall\u2019altra, alla sola condizione per\u00f2 che le circoscrizioni siano fatte in modo onesto e leale, in modo cio\u00e8 che non favoriscano, fin dall\u2019inizio, l\u2019uno o l\u2019altro partito. Questo \u00e8 il solo risultato che un grande partito deve garantirsi in modo assoluto e con tutti i mezzi che gli offre il dibattito d\u2019Assemblea. Se non riesce a garantirsi questo risultato, meglio \u00e8 ritornare al sistema proporzionale.<\/p><p>Comprendo che l\u2019argomento di cui mi servo, non serve, per il partito liberale, data la scarsa efficienza numerica a cui l\u2019hanno ridotto i suoi dirigenti (<em>Viva ilarit\u00e0<\/em>) con la politica che hanno seguito nel corso degli ultimi anni.<\/p><p>GIANNINI. Lo vedrete col blocco!<\/p><p>TOGLIATTI. Onorevole Giannini, comprendo come Ella ritenga che, con il suo aiuto, le cose per il partito liberale andranno meglio; per\u00f2, se devo giudicare dal modo come sono andate le cose per il Fronte dell\u2019Uomo Qualunque da lei fondato e diretto, non so se possano esservi prospettive migliori per il partito liberale.<\/p><p>GIANNINI. Va benone, stia tranquillo.<\/p><p>TOGLIATTI. Non so, insomma, se il contributo che ella porta al Partito liberale sia proprio quello di cui esso ha bisogno in questo momento.<\/p><p>GIANNINI. Se ne accorger\u00e0.<\/p><p>TOGLIATTI. In secondo luogo vorrei pregare l\u2019onorevole Lucifero di lasciar stare le recriminazioni, come se qui fosse avvenuto qualcosa di indegno, di inconfessabile. In realt\u00e0, onorevole Lucifero, quando Ella ha parlato non capivo se Ella muoveva una protesta di principio contro la coincidenza costatata tra noi e i democristiani, o se si trattava invece soltanto di una scena di gelosia. Perch\u00e9 avrebbe dovuto essere indegno un accordo del tipo che Ella comunicava all\u2019Assemblea qualora fosse intercorso fra noi e il Gruppo democratico cristiano, sulla base di una rinuncia del Gruppo democristiano a chiedere una severa sanzione per l\u2019astensione dal voto e non avrebbe dovuto essere indegno un accordo simile che eventualmente ci fosse stato offerto \u2013 e pare ci sia stato offerto \u2013 dal Gruppo liberale? (<em>Vivi commenti al centro<\/em>).<\/p><p>Inoltre, onorevole Lucifero, Ella fa parte della maggioranza, fa parte del Governo. Anche lei, onorevole Giannini, se proprio non fa parte del Governo, \u00e8 nella maggioranza, e forse fa persino parte del Gruppo attraverso la presenza di qualche Sottosegretario, se ben ricordo.<\/p><p>Ad ogni modo, come facente parte di un partito della maggioranza Ella aveva la possibilit\u00e0 di trovare accordi e consensi col partito dirigente governativo molto pi\u00f9 di quanto non avessimo noi, che siamo partito di opposizione.<\/p><p>Quello ch\u2019\u00e8 avvenuto non \u00e8 dunque proprio colpa mia e del mio Gruppo, onorevole Lucifero. Noi abbiamo soltanto cercato di allontanare le soluzioni che ci urtano e che respingiamo in linea di principio. Una di queste era la sanzione pecuniaria per l\u2019astensione dal voto, che noi respingiamo in linea di principio perch\u00e9 siamo un partito democratico. Ottenuto questo risultato, cercheremo di decidere le altre questioni controverse a seconda della nostra maggiore o minore influenza; e se abbiamo trovato che vi \u00e8 una concordanza tra le posizioni nostre e quelle di altri Gruppi, questa concordanza garantir\u00e0 determinati risultati alle votazioni che avranno luogo fra poco.<\/p><p>Da ultimo, due parole all\u2019onorevole Giannini, il quale mi ha posto una domanda in modo molto drastico: vorrebbe che io gli dicessi se \u00e8 un reato, o no, collaborare coi comunisti.<\/p><p>GIANNINI. Non l\u2019ho chiesto a lei, onorevole Togliatti.<\/p><p>TOGLIATTI. Onorevole Giannini, ella ha sollevato in questo modo un problema di estremo interesse, quello della legittimit\u00e0 dell\u2019anticomunismo, cio\u00e8 di quella corrente politica che si presenta sulla scena della Nazione agitando non un programma ma uno spauracchio, quello del comunismo. Onorevole Giannini, se la memoria mi soccorre esattamente, e se non sbaglio, ella \u00e8 stata precisamente, vorrei dire, l\u2019antesignano ed esponente numero uno di questa corrente nel corso degli ultimi anni.<\/p><p>GIANNINI. Dell\u2019antitotalitarismo.<\/p><p>TOGLIATTI. \u00c8 vero che a un certo momento ella ha variato. Ha riconosciuto che le conveniva intavolare con noi discussioni oggettive. Fu un cambiamento di rotta assai radicale, il quale ha avuto conseguenze notevoli.<\/p><p>Si \u00e8 arrivati al punto che, veda, ho ricevuto stamane, nella mia posta, una lettera indirizzata assieme all\u2019onorevole Togliatti e all\u2019onorevole Giannini! (<em>Ilarit\u00e0<\/em>).<\/p><p>GIANNINI. Dove andremo a finire di questo passo?<\/p><p>TOGLIATTI. In comune, se ella crede, potremo esaminare quale risposta sia possibile dare allo scrivente.<\/p><p>GIANNINI. Quella lettera l\u2019ha scritta l\u2019onorevole Piccioni, vedr\u00e0! (<em>Viva ilarit\u00e0<\/em>).<\/p><p>TOGLIATTI. Questa lettera \u00e8 cosa di picciol conto. Sta per\u00f2 di fatto che la sua iniziativa di aprire con noi un dibattito in termini oggettivi ha avuto conseguenze abbastanza notevoli. Queste conseguenze tutti le hanno viste e giudicate. Esse sono state abbastanza gravi per lei e per il suo movimento, ma non vi \u00e8 dubbio che queste conseguenze vi dovevano essere e non potevano non esservi, per la contradizione insita nella impostazione stessa del dibattito. L\u2019anticomunismo infatti, quell\u2019anticomunismo di cui ella era prima l\u2019esponente numero uno, non ammette il dibattito oggettivo, non discute le proposte comuniste, elimina coi comunisti ogni conversazione, anche sul terreno delle questioni pratiche, nega, respinge, semina l\u2019odio, agita uno spauracchio e basta. Se ella a un certo momento si \u00e8 accorta che questo non solo non era giusto, ma era anzi cosa fatale alla Nazione, soprattutto nel periodo attuale&#8230;<\/p><p>GIANNINI. Onorevole Togliatti, ella sta facendo, adesso, la sua propaganda elettorale. Io non ho posto questa questione. Io ho domandato se trattare con i comunisti \u00e8 un reato, al solo fine di sapere se \u00e8 reato per uno e non \u00e8 reato per un altro. (<em>Commenti<\/em>).<\/p><p>TOGLIATTI. Io le ho gi\u00e0 dimostrato di sapere approfittare delle occasioni che mi si offrono; mi permetta di approfittare anche di quest\u2019ultima che ella mi ha offerto oggi, sulla soglia della campagna elettorale.<\/p><p>Ad ogni modo, vengo alla risposta alla sua domanda. \u00c8 reato o non \u00e8 reato collaborare con i comunisti? Le dir\u00f2 che era reato secondo il fascismo, e secondo i fascisti; forse continua a essere reato per coloro che vogliono continuare quella tradizione. Per qualsiasi buon democratico non \u00e8 reato, e il fatto che i colleghi della Democrazia cristiana accettino una conversazione e anche un accordo determinato con noi dimostra che in sostanza nemmeno per i democratici cristiani la collaborazione con i comunisti \u00e8 reato, anche se nelle piazze, nel corso della campagna elettorale, allo scopo di ottenere determinati risultati, potranno dire il contrario. Ma tutti coloro che vogliono riunire tutte le forze che devono essere unite per rafforzare la nostra democrazia e la Repubblica, per dare al Paese la libert\u00e0 ed il benessere al popolo italiano, tutti coloro i quali hanno davanti a s\u00e9 soltanto questo obiettivo, comprenderanno che escludere dal terreno della democrazia e della collaborazione politica una forza come la nostra, questo veramente \u00e8 un reato, ed \u00e8 un reato contro l\u2019unit\u00e0 e contro l\u2019avvenire della Nazione (<em>Vivissimi applausi all\u2019estrema sinistra<\/em>).<\/p><p>GIANNINI. Allora, se non ho mal capito, onorevole Togliatti, ella ha detto che la Democrazia cristiana \u00e8 fascista, perch\u00e9 condanna la collaborazione degli altri con i comunisti. (<em>Commenti<\/em>).<\/p><p>PRESIDENTE. La prego, onorevole Giannini: ella ha gi\u00e0 parlato.<\/p><p>GIANNINI. Sta bene, signor Presidente.<\/p><p>NITTI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>NITTI. Io passo di meraviglia in meraviglia. L\u2019ordine del giorno Nitti, fra le altre firme di uomini di parti diverse dell\u2019Assemblea, reca anche la firma dell\u2019onorevole Togliatti. Comunque, l\u2019onorevole Togliatti, con la sua autorit\u00e0 e con quella che gli viene dal suo forte partito, voleva il collegio uninominale. Su questo non \u00e8 dubbio. Ora ci troviamo di fronte a un disegno di legge che abolisce di fatto anche l\u2019idea di un vero collegio uninominale, e l\u2019onorevole Togliatti \u00e8 fra gli aderenti. Come ci\u00f2 accade? E come si spiega il mutamento? Tutte le spiegazioni dell\u2019onorevole Togliatti sono interessanti. Il fatto \u00e8 per\u00f2 che la situazione muta improvvisamente e che non solo la Democrazia cristiana ma anche il Partito comunista accettano questa situazione interamente mutata.<\/p><p>Vediamo come ci\u00f2 \u00e8 avvenuto. Da parecchio tempo si svolge una campagna aspra nella stampa. I comunisti erano indicati come nemici della Patria, della civilt\u00e0; e, soprattutto nei giornali democristiani, questa campagna assume anche oggi la maggior asprezza e violenza. Democristiani e comunisti sono obbligati a combattersi. I giornali sono a loro volta obbligati a sostenere le tesi che chi ha contatti con i comunisti e patteggia con essi tradisce il Paese. Ora, che cosa \u00e8 avvenuto di nuovo? Democristiani e comunisti non solo hanno trattato amichevolmente, ma si sono messi d\u2019accordo per abolire di fatto l\u2019essenza stessa del collegio uninominale, che i comunisti volevano insieme con i liberali e che i democristiani avversavano. Come ci\u00f2 \u00e8 avvenuto? E quali fatti sono intervenuti? Noi non sappiamo nulla. Noi siamo in una Assemblea che ha il dovere di rispettare almeno se stessa. Ora, questa nostra Assemblea farebbe la pi\u00f9 ridicola figura se abolisse senz\u2019altro, per accordo intrapreso tra i due partiti, e in realt\u00e0 fra i capi di due partiti, ci\u00f2 che era stato solennemente deciso.<\/p><p>Io sono stato il solo che, in quest\u2019Aula, mentre si parlava di quella \u00abdemocrazia progressiva\u00bb per cui i democristiani, i socialisti e i comunisti abitavano e agivano insieme e si dividevano il Governo, io sono stato il solo a parlare sempre contro queste unioni inverosimili e a dire che ci\u00f2 non poteva durare e che nessun accordo era in questa materia durevole e tanto meno sincero e definitivo.<\/p><p>Se l\u2019accordo \u00e8 vero e sincero, tutto dovrebbe risentirne, anche la politica estera e la politica interna.<\/p><p>Ora, perch\u00e9 questo spostamento completo dell\u2019equilibrio, non dir\u00f2 solo parlamentare, ma della vita dell\u2019Assemblea, \u00e8 avvenuto senza che noi ne abbiamo avuto notizia? Quali concessioni reciproche sono state fatte? Non \u00e8 a caso che gli accordi si fanno oramai fra i partiti e fra i capi dei partiti, senza che noi sappiamo in che cosa essi consistano.<\/p><p>Senza dubbio la Democrazia cristiana aveva negli ultimi mesi viva avversione per il comunismo. Come sono potuti avvenire accordi? Che cosa i comunisti hanno ottenuto da questi accordi, e che cosa ha ottenuto la Democrazia cristiana? Si tratta solo del disegno di legge sul collegio uninominale o si tratta anche di qualche cosa di diverso? Abbiamo ragione di chiedere spiegazioni. L\u2019onorevole Togliatti deve ammettere, lealmente, che con le disposizioni concordate il collegio uninominale \u00e8 praticamente abolito e che in realt\u00e0 si preparano per il Senato elezioni fatte nella peggiore forma dello scrutinio di lista. Potevamo prevedere noi ci\u00f2? Possiamo assistere senza protesta a questo fatto? Pu\u00f2 la nostra Assemblea, sia pure minimamente, annullare, ciecamente annullare, quello che aveva deciso con tanta solennit\u00e0? Avevamo tante volte confermato il nostro ordine del giorno: possiamo ora senz\u2019altro screditarci definitivamente rinnegando ci\u00f2 che volevamo?<\/p><p>Non pongo la questione di merito se sia un bene o un male una forma di votazione o un\u2019altra; io pongo la questione se abbiamo diritto di far ci\u00f2 senza finire miseramente nell\u2019opinione del pubblico. E pertanto io sottoscrivo all\u2019eloquente e saggio discorso pronunciato dall\u2019onorevole Lucifero: egli ha messo la questione nei suoi veri termini: non \u00e8 questione di partito, \u00e8 questione di dignit\u00e0. Noi non possiamo senza squalificarci negare ci\u00f2 che avevamo affermato e garantito.<\/p><p>Il Senato da questa metamorfosi nascerebbe cos\u00ec male che noi non avremmo il coraggio di difenderne l\u2019impurit\u00e0 della origine. Dovremmo domani mutare ci\u00f2 che oggi facciamo. La Costituzione deve essere mutata, prima o poi, in tante cose che promette ma che non possono realizzarsi. \u00c8 inutile farsi illusioni.<\/p><p>Abbiamo voluto cose non realizzabili o che non dureranno. Abbiamo dichiarato la Costituzione stabile, o, come si dice, rigida. Non la renderete mai rigida o immutabile o stabile, con questi errori e con queste continue contradizioni! La Costituzione che abbiamo fatta non \u00e8 immutabile e sappiamo che vi sono parti che non si possono mantenere. Non aumentiamo i futuri dissensi. Non diamo motivo con nuovi errori ad agitazioni che sono giustificate da errori; o da assurdit\u00e0, o, tanto pi\u00f9, da ingiustizie.<\/p><p>Io vi prego, dunque, di riflettere prima di votare in maniera da abolire una decisione gi\u00e0 presa e di far fare il contrario di ci\u00f2 che avevamo annunziato al pubblico. Non date voi stessi la prova che non vi \u00e8 niente di stabile e di duraturo: n\u00e9 meno gli impegni pi\u00f9 sicuri dell\u2019Assemblea!<\/p><p>Prego gli amici della Democrazia cristiana di riflettere ancora se ad essi tutto ci\u00f2 come venga, ad essi che dichiarano ogni giorno che da l\u00ec (<em>Accenna ai banchi di estrema sinistra<\/em>) pu\u00f2 venire la fine di tutto ci\u00f2 che rappresenta la nostra civilt\u00e0 e la nostra vita sociale, che da l\u00ec parte la minaccia. La prima buona regola \u00e8 di rispettare gli impegni assunti.<\/p><p>Comunisti e democristiani, senza esitazioni, si sono intesi in questi giorni come se si trattasse di una piccola modificazione a una legge riguardante i cancellieri di tribunale e modificano ci\u00f2 che prima era stato deciso. Questa non \u00e8 materia che si possa discutere leggermente: questa \u00e8 materia essenziale, e qui sono in gioco la dignit\u00e0 nostra e il nostro prestigio, e soprattutto il vostro, amici democristiani! E questo si fa per una convenienza che non vedo ancora, perch\u00e9 sono sicuro che voi non avete da perdere dal collegio uninominale. Le cose che sono state scritte sui danni del collegio uninominale e sui precedenti che riguardano questo argomento sono tutte invenzioni di un prete fantastico. (<em>Commenti \u2013 Interruzione del deputato Rubilli<\/em>)<em>.<\/em> Voi non avrete da una imposizione della proporzionale alcun vantaggio e farete offesa alla nostra dignit\u00e0 (<em>Proteste al centro<\/em>). Ho letto stamane nel giornale <em>Il Popolo<\/em> un acre, non sincero e non giusto articolo contro di me del sacerdote don Luigi Sturzo. Mi occuper\u00f2 quando mi parr\u00e0 di doverlo fare di ci\u00f2 che ha scritto e che nego, nella parte che mi riguarda, recisamente.<\/p><p>Io ho trattato sempre Luigi Sturzo come amico, ho cercato di essergli utile e benevolo. A Parigi l\u2019ho avuto anche non poche volte ospite. Io ho dato asilo nel lungo esilio a Parigi a tutti gli italiani liberali, repubblicani, comunisti, socialisti, cristiani e non cristiani, come amici; tutti lo sanno; e ho dato prova di eguale rispetto e tolleranza; cos\u00ec s\u2019imponeva in casa mia lo spirito di tolleranza e di rispetto di tutte le opinioni: del prete Sturzo come dell\u2019anticlericale Modigliani e del giacobino Eugenio Chiesa.<\/p><p>Ora dunque decidiamo secondo la nostra coscienza, secondo la nostra dignit\u00e0: noi non possiamo abolire ci\u00f2 che abbiamo accettato e che \u00e8 stato stabilito; noi non possiamo abolire ci\u00f2 che abbiamo fatto e che quindi dobbiamo mantenere.<\/p><p>Voi democristiani avete fino a questa mattina gridato sui giornali al pericolo della parte rossa, al pericolo dei comunisti; e che chi patteggiava con essi tradiva l\u2019Italia. Voi l\u2019avete ripetuto, voi l\u2019avete esagerato: volete ora, con un tratto di penna di una lettera o di un provvisorio accordo, rinnegarlo? Oggi i comunisti hanno allora il diritto di dichiarare che debbono godere anche della fiducia dei vostri seguaci di parte opposta. Penetreranno meglio nelle vostre file, perch\u00e9, dopo averli insultati, voi avete patteggiato con essi, li avete riabilitati e, se mi permettete, adulati. (<em>Commenti al centro<\/em>).<\/p><p>Ora dunque, non avendo voi nulla da sperare n\u00e9 da temere, non preoccupandovi nemmeno di questo episodio della vita nazionale che sono le elezioni, io vi prego di pensare a voi stessi, di pensare a noi, alla nostra dignit\u00e0; e prego ancora i comunisti di ricordarsi che, di fronte al popolo lavoratore, perderanno anche essi, io credo, una certa parte del loro prestigio se non dei loro voti.<\/p><p>Ora, chi guadagna? Chi guadagna da questo? Guadagneranno tutti coloro che sono contro la Costituzione, che sono contro la Repubblica, perch\u00e9 essi diranno che in quest\u2019Aula non v\u2019\u00e8 legge n\u00e9 seriet\u00e0. (<em>Approvazioni<\/em>).<\/p><p>Se dunque qualcuno vuol difendere ancora in questo momento la libert\u00e0 e vuol difendere la Repubblica, si ricordi del suo dovere, si ricordi che chi ama veramente la patria non deve in questo momento nutrire alcun dubbio: deve avere la coscienza della propria responsabilit\u00e0, deve sentire la nostra stessa dignit\u00e0.<\/p><p>E per\u00f2, io prego l\u2019onorevole Togliatti che lasci stare i suoi sottili ragionamenti, che lasci stare i suoi bizantinismi, e tutto questo senza offesa ai Bizantini.<\/p><p>TOGLIATTI. Crearono una grande civilt\u00e0.<\/p><p>NITTI. Crearono la Russia moderna, cui diedero per la prima volta l\u2019alfabeto e la religione. (<em>Commenti<\/em>). Fu solo infatti con la regina Olga che i popoli che chiamiamo la Russia ebbero una prima civilt\u00e0. Non ho dunque voluto dire cosa offensiva parlando di discorsi un po\u2019 bizantini.<\/p><p>E torniamo al nostro argomento.<\/p><p>Qui si creano equivoci, parlando di collegio uninominale mentre si prepara una nuova proporzionale. Il collegio uninominale noi sappiamo quello che \u00e8; noi sappiamo che non vi \u00e8 equivoco, che non vi pu\u00f2 essere equivoco; noi sappiamo che \u00e8 stato votato, noi sappiamo che si \u00e8 sempre fino a ieri dichiarato che non si doveva e non si poteva cambiare nulla a ci\u00f2 che era stato disposto. Forse, onorevoli deputati comunisti, ci\u00f2 \u00e8 a vostro vantaggio dal punto di vista pratico, perch\u00e9 vi rimette nella circolazione con i partiti di Governo. Voi passate un colpo di spugna sul recente passato o credete almeno che ci\u00f2 possa avvenire. Ma non si torner\u00e0 alla cos\u00ec detta democrazia progressiva, a quando si diceva che il socialismo marxista e il cristianesimo anche nelle forme del cattolicesimo avevano la stessa essenza morale.<\/p><p>Ricordo che io, forse solo, negavo qui dentro questo grande equivoco. Nella loro essenza cristianesimo e socialismo sono due cose non solo diverse ma opposte.<\/p><p>L\u2019equivoco non pu\u00f2 ora riprodursi completamente, ma vi possono essere adattamenti. Solo la libert\u00e0 (che i sistemi totalitari negano) pu\u00f2 fare vivere senza lotta concezioni e sistemi diversi e anche opposti.<\/p><p>Voi farete forse accordi provvisori e limitati, ma non riuscirete a fare pi\u00f9 ci\u00f2 che costituisce il grande equivoco. Per ora confesso che siamo oggi nel paese delle meraviglie, perch\u00e9 sono passato da una meraviglia all\u2019altra e ho visto che non vi \u00e8 limite alle fantasie n\u00e9 alle responsabilit\u00e0 e persino che si pu\u00f2 gabellare come collegio uninominale un pesante e ingombrante scrutinio di lista.<\/p><p>Il sistema che si propone \u00e8 la negazione di ci\u00f2 che attendevamo.<\/p><p>Io sottoscrivo a tutte le cose che ha dette l\u2019onorevole Lucifero e a tutte le sue critiche. Le sue ragioni sono inoppugnabili. Non \u00e8 solo di noi e di lotte parlamentari che si tratta; oggi di tratta dell\u2019Italia. Io spero e credo nella resurrezione dell\u2019Italia, ma attraverso la disciplina e il dolore nell\u2019unione nazionale e dicendo sempre la verit\u00e0. Io credo, quindi, che le proposte che sono dinanzi a noi dovrebbero essere respinte senz\u2019altro.<\/p><p>Non so come i democristiani e soprattutto i comunisti ci spiegheranno questo disegno di legge che \u00e8 diverso da ci\u00f2 che doveva essere, e da ci\u00f2 che attendevamo.<\/p><p>Vi \u00e8 anche nel disegno di legge una parte, che riguarda il modo di attribuzione dei voti, la quale rimane alquanto oscura e richiede calcoli di esperti che non si trovano certo in ogni villaggio o borgata. Data la cifra enorme di voti che si richiede per essere eletti, non vi sar\u00e0 quasi alcuno che sar\u00e0 eletto nel suo collegio, e quasi tutti i candidati dovranno passare per quel misterioso organismo di proporzionale che \u00e8 stato congegnato non senza difficolt\u00e0.<\/p><p>RUBILLI. Non c\u2019\u00e8 elezione al primo scrutinio! Si tratta ormai di un sistema completamente proporzionale. Del collegio uninominale \u00e8 rimasto appena il nome.<\/p><p>NITTI. Vorrei che mi si spiegasse il sistema di elezione, perch\u00e9 non sono riuscito a capire troppe cose; e anche la proporzionale con il collegamento mi sembra diretta ad aumentare la confusione. Rimane una proporzionale mal congegnata e non sincera.<\/p><p>Confermando la mia avversione a quanto accade e a quanto si vuol preparare per le prossime elezioni, deploro il metodo che si vuol seguire per gli scopi indefiniti che si vogliono raggiungere. (<em>Applausi<\/em>).<\/p><p>PRESIDENTE. Il seguito della discussione \u00e8 rinviato alle ore 16.<\/p><p>La seduta termina alle 12.55.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Versione PDF ASSEMBLEA COSTITUENTE CCCLXI. 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