{"id":2519,"date":"2023-09-17T21:39:48","date_gmt":"2023-09-17T19:39:48","guid":{"rendered":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=2519"},"modified":"2023-10-21T00:28:32","modified_gmt":"2023-10-20T22:28:32","slug":"pomeridiana-di-venerdi-23-gennaio-1948","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=2519","title":{"rendered":"POMERIDIANA DI VENERD\u00cc 23 GENNAIO 1948"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"2519\" class=\"elementor elementor-2519\" data-elementor-post-type=\"post\">\n\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-606fbfc elementor-section-full_width elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"606fbfc\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-4b42b6d\" data-id=\"4b42b6d\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-9c620d6 elementor-align-right elementor-widget elementor-widget-button\" data-id=\"9c620d6\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"button.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-button-wrapper\">\n\t\t\t\t\t<a class=\"elementor-button elementor-button-link elementor-size-sm\" href=\"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/19480123_2.pdf\" target=\"_blank\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-content-wrapper\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-icon\">\n\t\t\t\t<i aria-hidden=\"true\" class=\"icon icon-view\"><\/i>\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-text\">Versione PDF<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-9a229c9 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"9a229c9\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p>ASSEMBLEA COSTITUENTE<\/p><p>CCCLX.<\/p><p>SEDUTA POMERIDIANA DI VENERD\u00cc 23 GENNAIO 1948<\/p><p>PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE <strong>CONTI<\/strong><\/p><p><strong>INDICE<\/strong><\/p><p><strong>Congedo:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p><strong>Disegno di legge<\/strong> (<em>Seguito della discussione<\/em>)<strong>:<\/strong><\/p><p>Norme per l\u2019elezione del Senato della Repubblica (61).<\/p><p>Presidente<\/p><p>Assennato<\/p><p>Scelba, <em>Ministro dell\u2019interno<\/em><\/p><p>Micheli, <em>Presidente<\/em> <em>della Commissione<\/em><\/p><p>Cevolotto<\/p><p>Fuschini<\/p><p>Clerici<\/p><p>Mastino Pietro<\/p><p>Lucifero<\/p><p>Franceschini<\/p><p>Gullo Rocco<\/p><p>La Rocca<\/p><p>Perassi<\/p><p>Bubbio<\/p><p>Martino Gaetano<\/p><p>Gullo Fausto, <em>Relatore per la maggioranza<\/em><\/p><p>Mortati, <em>Relatore per la minoranza<\/em><\/p><p>Domined\u00f2<\/p><p>Nitti<\/p><p>Carpano Maglioli<\/p><p>Moro<\/p><p>Cianca<\/p><p>Togliatti<\/p><p>Piccioni<\/p><p>Targetti<\/p><p>Molinelli<\/p><p><strong>Interrogazioni <\/strong>(<em>Annunzio<\/em>)<strong>:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p>La seduta comincia alle 16.10.<\/p><p>RICCIO, <em>Segretario,<\/em> legge il verbale della precedente seduta pomeridiana.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Congedo.<\/p><p>PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo il deputato Cairo.<\/p><p>(<em>\u00c8 concesso<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Seguito della discussione del disegno di legge: Norme per l\u2019elezione del Senato della Repubblica. (61).<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019ordine del giorno reca: Seguito della discussione del disegno di legge: Norme per l\u2019elezione del Senato della Repubblica (61). Dobbiamo procedere alla votazione dell\u2019emendamento aggiuntivo al quarto comma dell\u2019articolo 26, presentato dall\u2019onorevole Assennato, del seguente tenore:<\/p><p>\u00ab\u00c8 consentita, durante la notte dalla domenica al luned\u00ec, la permanenza nell\u2019aula delle sezioni degli scrutatori e dei rappresentanti di lista\u00bb.<\/p><p>Su questo emendamento \u00e8 stata chiesta, dall\u2019onorevole Assennato e da altri, la votazione per appello nominale.<\/p><p>Onorevole Assennato, insiste nella richiesta?<\/p><p>ASSENNATO. La ritiro.<\/p><p>PRESIDENTE. Pongo in votazione lo emendamento dell\u2019onorevole Assennato.<\/p><p>(<em>Dopo prova e controprova non \u00e8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Pongo in votazione il quarto comma dell\u2019articolo 26, identico nei testi del Governo e della Commissione:<\/p><p>\u00abLe operazioni di votazione proseguono fino alle ore 22 in tutte le sezioni elettorali: gli elettori che a tale ora si trovino ancora nella sala sono ammessi a votare\u00bb.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>).<\/p><p>Pongo in votazione il quinto comma, identico nei due testi:<\/p><p>\u00abIl presidente rinvia quindi la votazione alle ore 7 del giorno successivo e, dopo aver provveduto a sigillare le urne, la cassette o scatole recanti le schede ed a chiudere il plico contenente tutte le carte, i verbali ed il timbro della sezione, scioglie l\u2019adunanza e provvede alla chiusura ed alla custodia della sala a termini dell\u2019articolo 51 del decreto legislativo 10 marzo 1946, n. 74\u00bb.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>).<\/p><p>Passiamo al sesto comma cos\u00ec formulato nel testo governativo:<\/p><p>\u00abAlle ore 7 del giorno successivo, il presidente, ricostituito l\u2019ufficio e constatata l\u2019integrit\u00e0 dei mezzi precauzionali apposti agli accessi della sala e dei sigilli delle urne e dei plichi, dichiara riaperta la votazione che prosegue fino alle ore dodici: decorsa quest\u2019ora, nessuno pu\u00f2 pi\u00f9 votare\u00bb.<\/p><p>La Commissione l\u2019ha cos\u00ec modificato:<\/p><p>\u00abAlle ore 7 del giorno successivo, il presidente, ricostituito l\u2019ufficio e constatata, l\u2019integrit\u00e0 dei mezzi precauzionali apposti agli accessi della sala e dei sigilli delle urne e dei plichi, dichiara riaperta la votazione che prosegue fino alle ore quattordici; gli elettori che a tale ora si trovano ancora nella sala sono ammessi a votare\u00bb.<\/p><p>Domando al Governo se accetta la modificazione della Commissione.<\/p><p>SCELBA, <em>Ministro dell\u2019interno.<\/em> Accettiamo.<\/p><p>PRESIDENTE. Pongo in votazione il comma di cui ho dato lettura.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>).<\/p><p>Pongo in votazione il settimo comma, identico nei due testi:<\/p><p>\u00abLe operazioni di cui all\u2019articolo 59, primo comma, numeri 1, 2 e 3, del decreto legislativo 10 marzo 1946, n. 74, devono essere effettuate immediatamente dopo la chiusura della votazione\u00bb.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>).<\/p><p>Passiamo all\u2019ottavo comma che dal Governo era stato cos\u00ec formulato:<\/p><p>\u00abIl presidente procede quindi alle operazioni di scrutinio, con precedenza per quelle relative all\u2019elezione della Camera dei deputati. Tali operazioni devono svolgersi senza interruzione ed essere ultimate entro le ore dodici del secondo giorno successivo a quello di inizio della votazione; ove non siano compiute entro tale ora, si applicano le disposizioni dell\u2019articolo 55 del decreto legislativo 10 marzo 1946, n. 74\u00bb.<\/p><p>La Commissione l\u2019ha cos\u00ec modificato:<\/p><p>\u00abIl presidente procede quindi alle operazioni di scrutinio, con precedenza per quelle relative all\u2019elezione del Senato. Tali operazioni devono svolgersi senza interruzione ed essere ultimate entro le ore diciotto del secondo giorno successivo a quello di inizio della votazione; ove non siano compiute entro tale ora, si applicano le disposizioni dell\u2019articolo 55 del decreto legislativo 10 marzo 1946, n. 74\u00bb.<\/p><p>Domando al Governo se accetta questa formulazione.<\/p><p>SCELBA, <em>Ministro dell\u2019interno.<\/em> Non trovo il motivo sufficiente per giustificare la precedenza nello spoglio elettorale, da darsi al Senato. Il testo del Governo prevedeva che la precedenza fosse data alla Camera dei deputati. La Commissione propone l\u2019inversione. Ripeto, non trovo un motivo plausibile e sufficiente che possa giustificare questa modificazione; mentre ne troverei uno logico e razionale, che \u00e8 quello per cui la Camera va, in ordine logico, prima del Senato, e quindi anche lo spoglio dovrebbe farsi prima. Per mio conto, insisto sul testo governativo.<\/p><p>PRESIDENTE. Le differenze sarebbero due. La prima \u00e8 quella relativa allo scrutinio. Secondo la Commissione deve darsi la precedenza al Senato. L\u2019altra differenza riguarda la durata delle operazioni: nel testo del Governo \u00e8 prevista fino alle ore 12; nel testo della Commissione fino alle ore 18.<\/p><p>Chiedo alla Commissione se insiste nel suo testo.<\/p><p>MICHELI, <em>Presidente della Commissione. <\/em>La Commissione non ha effettivamente sopravalutato le ragioni, che il Ministro in fondo non ha esposto, e che metterebbero nelle affermate condizioni di privilegio la Camera dei deputati. Effettivamente noi non abbiamo ancora stabilito quale sia la forma di scrutinio per il Senato; ma se per avventura dovesse essere approvato il sistema dello scrutinio regionale, \u00e8 evidente che l\u2019esame delle schede votate per il Senato deve precedere, dato che deve seguire un secondo scrutinio, per il quale devono essere approntati al pi\u00f9 presto gli elementi. Non solo, ma siccome sembra che il decreto del Capo dello Stato, che proclamer\u00e0 i senatori di diritto, debba ragionevolmente venire dopo che siano stati proclamati gli eletti, \u00e8 evidente che anche questo porta qualche ragione di preminenza per far s\u00ec che le due Camere possano funzionare subito insieme. Queste sono state le ragioni principali; non ne mancano altre di minor conto; ma, dal momento che il Governo non si oppone, mi pare inutile prolungare la discussione.<\/p><p>SCELBA, <em>Ministro dell\u2019interno.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>SCELBA, <em>Ministro dell\u2019interno.<\/em> La prima ragione, accennata dall\u2019onorevole Micheli, mi convince, ma \u00e8 subordinata all\u2019esito che dar\u00e0 questa Assemblea al sistema di votazione. Nel caso si accedesse alla proposta della minoranza, il problema non si presenterebbe in questi termini; perch\u00e9 sarebbe un motivo giustificato nella ipotesi del ballottaggio, in quanto l\u2019operazione elettorale successiva consiglierebbe di anticipare lo scrutinio per il Senato.<\/p><p>Comunque, siccome la questione non \u00e8 di sostanza, mi rimetto all\u2019Assemblea.<\/p><p>MICHELI, <em>Presidente della Commissione. <\/em>Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MICHELI, <em>Presidente della Commissione.<\/em> Ho fatta una ipotesi, aggiungo l\u2019altra: se sar\u00e0 accettata la proposta Gullo, si dovr\u00e0 procedere al ballottaggio; ed allora sar\u00e0 necessario avere immediatamente il risultato, perch\u00e9 ballottaggio significa nuova elezione e quindi stampa di schede e manifesti; per tutto questo ventiquattro ore in pi\u00f9 faranno comodo. Ad ogni modo tanto in un caso come nell\u2019altro, a me pare che sia opportuno far precedere lo spoglio delle schede del Senato.<\/p><p>Ma c\u2019\u00e8 un\u2019altra ragione: lo scrutinio del Senato \u00e8 molto pi\u00f9 semplice; c\u2019\u00e8 un nome solo e si procede rapidamente; mentre per lo scrutinio dei deputati si tratta di molti nomi; anche il numero di schede \u00e8 minore per il Senato, poich\u00e9 votano solo gli elettori di et\u00e0 superiore ai 25 anni.<\/p><p>Tutto questo induce a far s\u00ec che lo scrutinio per il Senato debba essere sbrigato, per queste ragioni, pi\u00f9 rapidamente.<\/p><p>PRESIDENTE. Pongo in votazione l\u2019ottavo comma, test\u00e9 letto, nel testo della Commissione.<\/p><p>(<em>\u00c8<\/em> <em>approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Pongo in votazione il nono comma, identico nei due testi:<\/p><p>\u00abI verbali delle operazioni per le elezioni del Senato debbono essere compilati distintamente da quelli per le elezioni della Camera dei deputati e redatti in duplice esemplare\u00bb.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Pongo ai voti l\u2019ultimo comma, identico nei due testi:<\/p><p>\u00abOve non sia possibile l\u2019immediato recapito, i plichi contenenti i verbali e i documenti allegati devono rimanere nella sala della votazione, che viene chiusa e custodita secondo le prescrizioni di cui all\u2019articolo 51 sopra richiamato, per essere recapitati, con ogni urgenza, a cura del presidente, al mattino\u00bb.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>).<\/p><p>Abbiamo esaurito l\u2019esame dell\u2019articolo 26.<\/p><p>Passiamo all\u2019articolo 27, identico nei due testi. Se ne dia lettura.<\/p><p>RICCIO, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abNell\u2019ipotesi prevista dall\u2019articolo precedente, la Commissione elettorale comunale, entro quindici giorni dalla data di pubblicazione nella <em>Gazzetta Ufficiale<\/em> del decreto di convocazione dei comizi, appone sull\u2019esemplare della lista di sezione depositato presso il Comune apposita annotazione mediante stampigliatura a fianco dei nominativi degli elettori che possono votare soltanto per le elezioni della Camera dei deputati. L\u2019elenco di detti nominativi \u00e8 trasmesso, a cura del sindaco, immediatamente alla Commissione elettorale mandamentale che provvede ad apporre analoga annotazione stampigliata sull\u2019esemplare della lista destinato all\u2019ufficio elettorale di sezione\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Poich\u00e9 non vi \u00e8 alcun emendamento lo pongo in votazione.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>).<\/p><p>Passiamo all\u2019articolo 27-<em>bis<\/em> proposto dalla Commissione. Se ne dia lettura.<\/p><p>RICCIO, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abNel caso di contemporaneit\u00e0 della elezione dei deputati e di quella dei senatori, si pu\u00f2 essere candidati in entrambe. Il candidato che sia proclamato eletto tanto per il Senato quanto per la Camera dei deputati, deve optare per l\u2019uno o per l\u2019altra non pi\u00f9 tardi del giorno precedente quello della convocazione dei due rami del Parlamento. In mancanza, s\u2019intende che abbia optato per il Senato\u00bb.<\/p><p>CEVOLOTTO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CEVOLOTTO. Mi pare che questo articolo, cos\u00ec come \u00e8 stato proposto dalla Commissione, non possa andare per una ragione molto semplice che \u00e8 questa: il candidato che sia stato proclamato sia come deputato che come senatore non pu\u00f2 scegliere tra la Camera dei deputati ed il Senato il giorno precedente quello della convocazione del Parlamento, perch\u00e9 deve aspettare, per forza di cose, di essere convalidato. Se fosse convalidato in una delle Camere e non nell\u2019altra, verrebbe meno la necessit\u00e0 dell\u2019opzione. Se avesse scelto prima della convalidazione e venisse poi contestato dalla Camera per la quale ha optato e venisse invece convalidato dell\u2019altra, resterebbe escluso da entrambe, e non sarebbe rispettata la volont\u00e0 degli elettori che lo avevano validamente eletto. Perci\u00f2 il sistema proposto nel progetto non pu\u00f2 andare, e la Commissione, tenendo presente questa obiezione dovrebbe modificare il testo.<\/p><p>FUSCHINI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>FUSCHINI. Onorevoli colleghi, su questo punto \u00e8 opportuno che la Camera si soffermi un istante, per considerare le conseguenze di questo articolo.<\/p><p>Per norma costituzionale non si pu\u00f2 essere contemporaneamente deputato e senatore. Se quindi una persona, nominata deputato, viene contemporaneamente nominata senatore, \u00e8 evidente che deve scegliere fra le due nomine. Ma questa scelta non si pu\u00f2 fare \u2013 ed \u00e8 giusto il rilievo fatto or ora \u2013 se non vi \u00e8 una convalidazione, se cio\u00e8 l\u2019eletto sia stato convalidato come deputato e come senatore. Infatti potrebbe accadere il caso che, mentre si \u00e8 scelta la carica di senatore, proprio la nomina a senatore venga contestata dal Senato, e avendo optato per il Senato, si abbia l\u2019assurdo, pur essendo stati eletti per tutte due le Assemblee, di non diventare n\u00e9 membri della Camera dei deputati, n\u00e9 membri del Senato.<\/p><p>Il problema \u00e8 alquanto intricato e per cercare di risolverlo bisogna scegliere una via di m\u00e8zzo. Non si pu\u00f2 pretendere, come dice l\u2019articolo, che venga dichiarata l\u2019opzione il giorno precedente alla convocazione del Parlamento, perch\u00e9 questa \u00e8 una pretesa ingiusta che non ha nessuna base di diritto, dato che la scelta si pu\u00f2 fare soltanto quando si sia stati convalidati in tutti e due i rami del Parlamento.<\/p><p>Ora, bisogna trovare una via di uscita e, secondo me, questa via potrebbe essere la seguente: quando si \u00e8 eletti deputati e sonatori si pu\u00f2 ammettere che la scelta sia rimandata alla convalida: per\u00f2, siccome non pu\u00f2 una persona partecipare contemporaneamente ai lavori delle due Assemblee, e deve partecipare ad una sola Camera, bisogna stabilirlo in precedenza. Io oserei proporre che fino a tanto che non sia avvenuta la convalida, chi \u00e8 nominato deputato e senatore si deve ritenere, per tutte quelle attivit\u00e0 che si devono svolgere, appena convocato il Parlamento fra le quali una molto importante, quella cio\u00e8 della nomina del Presidente della Repubblica, come se avesse optato per il Senato.<\/p><p>Per quale ragione io propongo questa provvisoria soluzione? Per una ragione molto semplice: perch\u00e9, nonostante che noi possiamo preferire che venga adottato il sistema proposto dalla minoranza, dobbiamo pensare che, alla sua base, il sistema di elezione per il Senato \u00e8 uninominale, e quindi anche nella scelta provvisoria fra le due Assemblee dobbiamo indicare quella che crei meno difficolt\u00e0 futura. Cos\u00ec, in attesa della convalida, proporrei che provvisoriamente debba considerarsi l\u2019eletto come eletto per il Senato, Quindi, questi potrebbe partecipare e ai primi lavori del Parlamento come senatore, salvo poi, una volta convalidato come deputato e come senatore, a scegliere egli stesso, di sua libera volont\u00e0, quale \u00e8 l\u2019Assemblea alla quale intende partecipare.<\/p><p>Questa mia \u00e8 una indicazione. Certamente, ci vuole una disposizione che ponga il futuro eletto ad ambedue le Camere in una posizione chiara perch\u00e9 possa partecipare alle prime decisioni che dovranno prendere le Assemblee in seduta comune.<\/p><p>Per queste considerazioni prego la Commissione di prendere in esame le modifiche che occorre portare a questo articolo che stiamo discutendo.<\/p><p>CLERICI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CLERICI. Onorevoli colleghi, io faccio anzitutto un rilievo e poi una proposta di rinvio.<\/p><p>Le osservazioni di cui alla proposta dell\u2019onorevole Cevolotto, perfezionate dal collega onorevole. Fuschini, mi sembrano urtare contro due disposizioni basilari del diritto costituzionale: la prima \u00e8 quella che \u00e8 scritta nella nostra Costituzione, cio\u00e8 la incompatibilit\u00e0 assoluta tra l\u2019ufficio di senatore e quello di deputato; la seconda \u00e8 quella che \u00e8 scritta nel Regolamento della Camera dei deputati, come pure nel Regolamento del Senato: che, cio\u00e8, il deputato, come anche il senatore elettivo, si presumono, fino a convalida avvenuta, legalmente ricoprenti l\u2019ufficio; tanto \u00e8 vero che taluno persino \u00e8 deputato, non dal giorno che \u00e8 proclamato tale, ma dal giorno in cui \u00e8 eletto, avendo la proclamazione valore ed effetto retroattivi. Dal momento in cui \u00e8 eletto, il deputato, oppure il senatore, esercita le proprie funzioni ed ha tutti i privilegi delle funzioni stesse. Invece noi verremmo ad avere \u2013 contro la Costituzione, che stabilisce la impossibilit\u00e0 di essere contemporaneamente deputato e senatore \u2013 delle persone che, sia pure provvisoriamente, sarebbero e deputato e senatore. Dico inesattamente \u00abprovvisoriamente\u00bb, perch\u00e9 non \u00e8 che il deputato e il senatore prima della convalida siano tali sotto condizione sospensiva; cio\u00e8 resti sospeso il loro ufficio sino a quando non sar\u00e0 convalidata la elezione; al contrario essi sono gi\u00e0 deputati e senatori fin dall\u2019inizio. Tanto \u00e8 vero, che annullata la loro nomina, non restano annullati affatto i voti e ogni altra azione che il non convalidato abbia dato ed esercitato. La negata convalida ha valore di condizione risolutiva soltanto.<\/p><p>Il collega Fuschini arriva a un compromesso: questo deputato e senatore insieme, nella votazione dell\u2019Assemblea, e niente di meno che nella elezione del Presidente della Repubblica, agirebbe come senatore soltanto; peggio che mai! perch\u00e9 avremmo con ci\u00f2 a tutti gli effetti (cos\u00ec a quello di ogni votazione, come della elezione del Presidente della Repubblica) un posto scoperto nel numero dei deputati della Camera. Il che \u00e8 anche un assurdo pratico.<\/p><p>Io ritengo poi che, se dovessimo istituire per i senatori il Collegio uninominale, inteso nel senso rigoroso, secondo le proposte dell\u2019onorevole Nitti e di altri, noi ci troveremmo di fronte a delle difficolt\u00e0. Se chi \u00e8 eletto deputato e senatore, opta per la carica di deputato, costringe a rifare la elezione senatoriale nel suo Collegio con grave dispendio, non dico dei partiti politici (il che ha pure il suo valore e che merita pure una certa considerazione) ma anche dello Stato, per il quale ogni elezione di senatore rappresenta un dispendio di diversi milioni.<\/p><p>Questo inconveniente sarebbe attenuato qualora, invece, fosse votato o il progetto del Ministro Scelba, o il progetto cos\u00ec detto della minoranza della Commissione, perch\u00e9 allora ad un senatore mancante subentrerebbe un altro dello stesso contrassegno.<\/p><p>Ed io allora chiedo che, siccome questa questione \u00e8 intimamente collegata col modo di elezione del Senato, essa sia rimandata a dopo che la Costituente avr\u00e0 deciso la questione di principio sul modo di elezione dei senatori.<\/p><p>Nel caso di collegio uninominale puro, mi parrebbe logico disporre che l\u2019elezione duplice di diritto fa optare (\u00e8 una opzione o meglio una prevalenza <em>ope legis<\/em>) per la carica di senatore. Gi\u00e0 c\u2019\u00e8 un caso analogo nella legge elettorale per la Camera, cos\u00ec come in quello per questa Assemblea; che l\u2019elezione contemporanea in un Collegio territoriale e nel Collegio nazionale fa s\u00ec che prevalga l\u2019elezione nella lista nazionale.<\/p><p>MASTINO PIETRO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MASTINO PIETRO. L\u2019articolo 27<em>-bis<\/em>, del quale attualmente si discute, stabilisce nella prima parte la possibilit\u00e0 della candidatura tanto per l\u2019elezione a deputato come per quella a senatore, da parte della stessa persona.<\/p><p>Premesso questo punto, sul quale nessuno degli oratori precedenti ha creduto di dover sollevare obiezioni, pare anche solo la soluzione proposta dalla Commissione ponga riparo, per quanto possibile, agli eventuali inconvenienti.<\/p><p>In definitiva, si \u00e8 detto da parte dell\u2019onorevole Cevolotto che non \u00e8 possibile procedere, nel giorno precedente la convocazione del Parlamento, alla rinunzia ad una delle due elezioni, in quanto prima che si abbia la convalida l\u2019elezione non \u00e8 valida. Ci\u00f2 si ridurrebbe, in certo senso, all\u2019affermazione secondo la quale non si pu\u00f2 rinunziare ad una cosa che non si ha; solo quando si \u00e8 definitivamente deputati o senatori si pu\u00f2 procedere alla rinuncia.<\/p><p>Ma \u00e8 anche vero, d\u2019altra parte, che se non si procede ad una dichiarazione di opzione prima che siano convocati i rami del Parlamento, si consente di fatto la possibilit\u00e0 dell\u2019eletto nelle due Camere di frequentare l\u2019una Camera e l\u2019altra: il che urta con la norma costituzionale che vieta il cumulo delle due cariche.<\/p><p>Contro questa possibilit\u00e0, che ho definito inconveniente, l\u2019onorevole Fuschini propone invece una soluzione in via provvisoria, la quale porterebbe per\u00f2 a quest\u2019altro inconveniente, che \u00e8 anche di indole estetica, se mi \u00e8 lecito dire; che per un certo periodo l\u2019eletto partecipi ai lavori di una delle due Camere e, poi, d\u2019improvviso cessi di appartenere a quel ramo del Parlamento, ai cui lavori ha gi\u00e0 partecipato, per diventare membro dell\u2019altra Camera; il che mi pare una nuova incongruenza.<\/p><p>Quindi, poich\u00e9 noi abbiamo stabilito il diritto della candidatura tanto per una Camera quanto per l\u2019altra, dobbiamo accogliere la soluzione che la Commissione ha proposto, la quale in definitiva si riduce a questo: fa correre all\u2019eletto l\u2019alea che gli proviene dal fatto che gli si \u00e8 data la possibilit\u00e0 ed il vantaggio di presentarsi candidato tanto per un ramo del Parlamento quanto per l\u2019altro.<\/p><p>Non ho altro da aggiungere.<\/p><p>PRESIDENTE. Chiedo alla Commissione di esprimere il proprio parere.<\/p><p>MICHELI, <em>Presidente della Commissione. <\/em>La Commissione ha avuto come interprete del suo pensiero, in modo preciso e concreto, l\u2019onorevole Mastino e aderisce a quanto egli ha dichiarato.<\/p><p>Rimane la eccezione presentata dall\u2019onorevole Clerici, alla quale non ha accennato il collega Mastino; egli ha detto che tanto la Costituzione, quanto il Regolamento della Camera non consentono che un cittadino possa essere contemporaneamente deputato e senatore; ed \u00e8 appunto per questo che la Commissione si \u00e8 data carico di questa eccezione, stabilendo che il cittadino sia tenuto, prima dell\u2019apertura del Parlamento, a dichiarare a quale delle due Camere esso intenda appartenere. Ci\u00f2 la Commissione ha fatto appunto in omaggio alla precisa disposizione contenuta nella Costituzione e nel Regolamento della Camera dei deputati.<\/p><p>A me non pare quindi, stando cos\u00ec le cose, che sia il caso di rinviare. \u00c8 evidente che la Camera pu\u00f2 stabilire il rinvio se essa lo creda opportuno, ma qui in effetti si tratta di una modesta questione che \u00e8 stata ormai discussa, ed esaminata a sufficienza. Si pu\u00f2 quindi essere d\u2019avviso che convenga o meno di consentire la duplice candidatura; ma, dal momento che si \u00e8 ritenuto che sia un concetto di maggior libert\u00e0 e larghezza il lasciar libero il cittadino di poter presentare la propria candidatura tanto all\u2019una Camera che all\u2019altra. Non vedo come rinviando si eliminino i piccoli inconvenienti che possono pure determinarsi, dal momento che essi vengono indubbiamente ad essere sminuiti con l\u2019articolo che propone la Commissione.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Ministro, vuole esprimere anche lei il suo parere?<\/p><p>SCELBA, <em>Ministro dell\u2019interno.<\/em> Onorevoli colleghi, l\u2019argomento non \u00e8 di quelli per cui il Governo possa esprimere, come tale, una propria opinione. Se non ci fosse l\u2019articolo 65 della Costituzione, il Governo potrebbe anche tenere su questa questione, diverso atteggiamento: ma dall\u2019articolo 65 io deduco la conseguenza \u2013 che potr\u00e0 anche non essere accolta, ma che io sono fermamente convinto esser tale \u2013 dell\u2019impossibilit\u00e0 della contemporanea candidatura a deputato e a senatore.<\/p><p>Noi ammettiamo questa possibilit\u00e0 per un motivo meramente estrinseco, per il solo fatto cio\u00e8 che le due elezioni si svolgono contemporaneamente. Ma, poich\u00e9 si tratta di un fatto estrinseco, \u00e8 evidente che esso non ha niente a che fare con il diritto soggettivo.<\/p><p>Ritengo quindi, che la proposta non meriti accoglimento. Mi dichiaro, pertanto contrario alla proposta della Commissione.<\/p><p>\u00c8 evidente poi che, essendo io per la pregiudiziale contro la proposta del Governo, il problema del rinvio non me lo pongo neppure, n\u00e9 me lo porr\u00f2 in un secondo momento, perch\u00e9 anche in un secondo momento non potrei se non riconfermare questo mio punto di vista.<\/p><p>MICHELI, <em>Presidente della Commissione. <\/em>Ma esiste un\u2019incompatibilit\u00e0, non una ineleggibilit\u00e0. Noi la discipliniamo quindi in questo modo.<\/p><p>SCELBA, <em>Ministro dell\u2019interno.<\/em> Insomma, dopo lunga ponderazione, ritengo che sia veramente una mostruosit\u00e0 questa di presentarsi candidati e come deputati e come senatori nello stesso momento. (<em>Applausi \u2013 Approvazioni<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Clerici, insiste nella sua proposta di rinviare la votazione su questo articolo? Tenga presente che si sono espressi tutti contro.<\/p><p>CLERICI. La ritiro e mi associo alla proposta di far decidere preliminarmente se siano compatibili le contemporanee candidature a deputato ed a senatore.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Lucifero, ha presentato un emendamento del seguente tenore:<\/p><p>\u00ab<em>Dopo le parole:<\/em> per la Camera dei deputati, <em>aggiungere:<\/em> deve optare <em>ope legis<\/em>\u00bb.<\/p><p>Ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>LUCIFERO. Voter\u00f2 per la soppressione di questo proposto articolo 27<em>-bis<\/em>, in quanto concordo pienamente con quanto ha detto l\u2019onorevole Ministro dell\u2019interno. Mi sembra infatti non solo un assurdo costituzionale, ma un assurdo logico. Quindi il mio emendamento ha un valore di subordinata; cio\u00e8, qualora la Camera, contrariamente a quello che mi sembrerebbe l\u2019avviso accettabile, deliberasse che ci si possa presentare candidato e all\u2019elezione della Camera e a quella del Senato, io ritengo che si debba stabilire il principio che l\u2019opzione deve essere automatica per il Senato.<\/p><p>E con questo non introduco niente di nuovo \u2013 se si pu\u00f2 parlare di introdurre qualche cosa di nuovo in una cosa nuova \u2013 perch\u00e9, in fondo, mi richiamo a quel principio che c\u2019\u00e8 gi\u00e0 nella legge per l\u2019elezione della Camera dei deputati, per gli eletti nella lista nazionale.<\/p><p>Il mio emendamento ha poi anche un significato pratico: cio\u00e8 serve ad evitare che i <em>leaders<\/em> pi\u00f9 autorevoli dei partiti si presentino in x collegi per la Camera ed in x collegi per il Senato, unicamente per una speculazione elettoralistica, per assicurare i seggi ai loro partiti, e poi siano liberi di andare dove vogliono. Ci\u00f2 porterebbe a chi sa quante elezioni suppletive per il Senato, dovendosi fare queste elezioni per ogni cittadino che, essendo stato eletto per il Senato e per la Camera, optasse per la Camera. Mentre se optasse per il Senato, non si farebbe luogo ad elezioni suppletive, perch\u00e9 la successione sarebbe automatica. Quindi se si lasciasse la possibilit\u00e0 di optare per la Camera, si correrebbe il rischio di dover fare un numero notevole di elezioni suppletive.<\/p><p>Per tutte queste considerazioni, ritengo che chi gi\u00e0 commette l\u2019atto di infrazione costituzionale, direi quasi di usurpazione costituzionale, di presentarsi candidato per le due Camere contemporaneamente nelle quali la sua presenza \u00e8 incompatibile, almeno sia vincolato a scegliere quella per la quale sorgono meno complicazioni e per il Paese e per il bilancio, e anche per la situazione generale, perch\u00e9 questa molteplicit\u00e0 di candidature, che poi si sa per quali ragioni sono fatte, fa una certa impressione.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Franceschini, insieme ad altri colleghi, ha presentato il seguente emendamento:<\/p><p>\u00abNel caso di contemporaneit\u00e0 della elezione dei deputati e di quella dei senatori, non si pu\u00f2 essere candidati in entrambe\u00bb.<\/p><p>Ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>FRANCESCHINI. A noi sembra cos\u00ec chiara la non convenienza di due candidature simultaneamente presentate (<em>Commenti<\/em>) che rinunziamo addirittura a svolgere l\u2019emendamento, perch\u00e9 ci affidiamo alla comprensione dei colleghi.<\/p><p>MASTINO PIETRO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MASTINO PIETRO. Vorrei far rilevare come l\u2019articolo 65, al quale si \u00e8 fatto riferimento, disponga quanto segue:<\/p><p>\u00abNessuno pu\u00f2 appartenere contemporaneamente alle due Camere\u00bb.<\/p><p>L\u2019articolo 27<em>-bis<\/em>, del quale si discute, \u00e8 quindi proprio diretto ad impedire l\u2019appartenenza contemporanea alle due Camere. Vale a dire, \u00e8 proprio diretto a regolare l\u2019eventualit\u00e0 che taluno sia eletto alle due Camere: in tal caso deve decidersi, deve optare per una di esse. Vale a dire, esiste un\u2019incompatibilit\u00e0, non un\u2019ineleggibilit\u00e0.<\/p><p>Gli oppositori all\u2019articolo dovrebbero, quindi, negare la possibilit\u00e0 delle due candidature e non sostenere una preclusione costituzionale che non esiste.<\/p><p>PRESIDENTE. Prego la Commissione di esprimere il proprio parere.<\/p><p>MICHELI, <em>Presidente della Commissione. <\/em>Credo di essermi gi\u00e0 espresso aderendo alle dichiarazioni fatte dall\u2019onorevole Mastino, che ha parlato d\u2019accordo con noi.<\/p><p>Ad ogni modo, siccome il Ministro dichiara di sostenere la tesi che non sia ammessa la doppia candidatura, coloro che saranno d\u2019accordo con lui voteranno contro il nostro articolo. La Commissione lo ha presentato, lo ha sostenuto e lo mantiene.<\/p><p>PRESIDENTE Onorevole Micheli, abbia la cortesia di esprimere il parere della Commissione sull\u2019emendamento Franceschini.<\/p><p>MICHELI, <em>Presidente della Commissione. <\/em>\u00c8 evidente che, dopo quello che ho dichiarato due volte, la Commissione non pu\u00f2 consentire nella proposta dell\u2019onorevole Franceschini, ed \u00e8 quindi contraria al suo emendamento.<\/p><p>PRESIDENTE. Prego l\u2019onorevole Ministro dell\u2019interno di esprimere il parere del Governo.<\/p><p>SCELBA, <em>Ministro dell\u2019interno.<\/em> Ritengo che si debba mettere in votazione l\u2019emendamento Franceschini che afferma positivamente che non si pu\u00f2 essere candidati contemporaneamente per il Senato e per la Camera. Mentre se si mettesse in votazione la proposta della Commissione, si lascerebbe aperta la questione.<\/p><p>Quindi, chiedo che preliminarmente sia messo in votazione l\u2019emendamento Franceschini, e aderisco alla proposta soppressiva.<\/p><p>GULLO ROCCO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>GULLO ROCCO. Noi stavamo per votare pacificamente questo articolo, che non sembrava dovesse far sorgere alcuna contestazione e per cui non erano stati presentati n\u00e9 emendamenti, n\u00e9 ordini del giorno.<\/p><p>Senonch\u00e9 si \u00e8 affacciata la preoccupazione dell\u2019onorevole Cevolotto per ci\u00f2 che riguarda il termine dell\u2019opzione, in quanto egli riteneva pericoloso fissare questo termine entro il giorno precedente alla convocazione delle Camere: un deputato o un senatore che avesse scelto per l\u2019uno o per l\u2019altro ramo del Parlamento avrebbe potuto eventualmente trovare a veder contestata la propria elezione, e a vederla eventualmente annullata per quel ramo del Parlamento per cui avesse in precedenza optato.<\/p><p>Questa osservazione dell\u2019onorevole Cevolotto, che poteva trovare sostenitori od avversari, ha suscitato un vespaio, ed ha portato ad una votazione su altra questione in un momento in cui non ce l\u2019attendevamo. Questo \u00e8 bene dir chiaramente, perch\u00e9 eravamo qui per una seduta di ordinaria amministrazione, mentre poi \u00e8 capitato all\u2019improvviso un argomento di particolare importanza. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Nel merito dichiaro che non vedendo alcun inconveniente nella doppia votazione, non vedo neppure motivi di preclusione costituzionale, perch\u00e9 lo stesso testo della Commissione ha stabilito la condizione della contemporaneit\u00e0 delle elezioni. Onde \u00e8 chiaro che se le elezioni in avvenire non fossero contemporanee, noi avremmo solo in quel caso quel tale inconveniente a cui non si presterebbe il testo della legge.<\/p><p>E allora, stando cos\u00ec le cose, dichiaro di votare pel testo della Commissione.<\/p><p>LA ROCCA. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LA ROCCA. Non credo che sia possibile votare in questo momento, in assenza di quasi tutti i deputati socialisti.<\/p><p>PRESIDENTE. Si tratta di un emendamento, onorevole La Rocca.<\/p><p>LA ROCCA. \u00c8 una questione seria.<\/p><p>Possiamo andare avanti senza votare su questa questione. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PERASSI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>PERASSI. Se fosse posta in votazione la proposta Franceschini, io voterei contro perch\u00e9 ritengo che non sia conforme all\u2019articolo 65 della Costituzione. Mi spiace a questo riguardo di non essere dell\u2019avviso del Ministro dell\u2019interno. Mi pare che l\u2019onorevole Mastino Pietro abbia gi\u00e0 in maniera precisa dimostrato che il secondo comma dell\u2019articolo 65 stabilisce una incompatibilit\u00e0, la quale non si pu\u00f2 tradurre, con una legge ordinaria, in una ineleggibilit\u00e0.<\/p><p>Ora, l\u2019emendamento Franceschini in realt\u00e0 stabilisce una ineleggibilit\u00e0, quindi ritengo che non sia costituzionale.<\/p><p>Ad ogni modo, mi pare \u2013 come ha sostenuto il collega Gullo Rocco \u2013 che, dato che la discussione si \u00e8 allargata e dalla questione di dettaglio sull\u2019applicazione della proposta si \u00e8 passati a sollevare questa delicata questione dell\u2019emendamento Franceschini, che riguarda la sostanza dell\u2019articolo 65 della Costituzione, mi pare che convenga tornare alla saggia proposta fatta da diversi colleghi: ossia che quest\u2019articolo venga rinviato alla Commissione per un accurato esame.<\/p><p>Siccome la legge non sar\u00e0 finita oggi, non ci sar\u00e0 nulla di male se si ritarda di 12 ore la decisione.<\/p><p>LA ROCCA. Siamo tutti d\u2019accordo!<\/p><p>BUBBIO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>BUBBIO. Quando si tratta di materia tecnica o di alta politica posso comprendere di rinviare la proposta alla Commissione perch\u00e9 la studi, ma in una materia come l\u2019attuale, in cui si tratta soprattutto di sensibilit\u00e0, ritengo che si debba senz\u2019altro passare alla votazione, senza altre sospensioni, in modo che ciascuno assuma subito le proprie responsabilit\u00e0! (<em>Applausi al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Pongo in votazione la proposta di rinvio dell\u2019onorevole Perassi.<\/p><p>MICHELI, <em>Presidente della Commissione. <\/em>La Commissione si astiene.<\/p><p>(<em>Dopo prova e controprova, non \u00e8 approvata<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell\u2019emendamento Franceschini.<\/p><p>MARTINO GAETANO. Chiedo di parlare, per dichiarazione di voto.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MARTINO GAETANO. Voter\u00f2 a favore dell\u2019emendamento dell\u2019onorevole Franceschini, perch\u00e9, ignorante come sono di questioni giuridiche, ho l\u2019impressione che l\u2019argomento addotto dall\u2019onorevole Perassi non sia che un sillogismo. Il fatto che la Costituzione dica che sono incompatibili le due funzioni di deputato e di sentore non esclude, a parer mio, che in sede di legge elettorale si determini anche la incompatibilit\u00e0 delle due candidature. Cos\u00ec come l\u2019affermare la incompatibilit\u00e0 delle due candidature non significa, a parer mio, violare il principio della incompatibilit\u00e0 delle due cariche, sancito dalla Costituzione. Solo qualora ci fosse questo contrasto, cio\u00e8 solo qualora raffermare che non \u00e8 possibile la doppia candidatura rappresentasse una violazione del principio sancito nell\u2019articolo 65 della Costituzione, potrei io comprendere l\u2019argomento addotto dall\u2019onorevole Perassi. Qui si tratta, in verit\u00e0, non tanto di questione giuridica, quanto di questione squisitamente politica e, vorrei dire, squisitamente morale (<em>Commenti al centro<\/em>)<em>.<\/em> \u00c8 per me un argomento sul piano etico importante questo che \u00e8 stato sollevato dall\u2019onorevole Ministro dell\u2019interno. Non \u00e8 concepibile che noi si debba incoraggiare l\u2019avventura di coloro che tentano in ogni modo di assurgere ad un posto di responsabilit\u00e0 nella vita pubblica, qualunque esso sia, e perci\u00f2 tentano contemporaneamente e l\u2019elezione alla Camera e l\u2019elezione al Senato; cos\u00ec come non \u00e8 concepibile che, per ottenere il successo maggiore del proprio partito, uomini notoriamente molto autorevoli abbiano a presentarsi candidati e per la Camera e per il Senato, e contemporaneamente in parecchi collegi.<\/p><p>Io penso che, considerata la cosa sul piano etico oltre che sul piano politico, la proposta dell\u2019onorevole Franceschini abbia un serio fondamento e meriti di essere votata. (<em>Applausi all\u2019estrema destra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Pongo ai voti l\u2019emendamento Franceschini:<\/p><p>\u00abNel caso di contemporaneit\u00e0 della elezione dei deputati e di quella dei senatori,; non si pu\u00f2 essere candidati in entrambe\u00bb.<\/p><p>(<em>Dopo prova e controprova, e votazione per divisione, non \u00e8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>L\u2019onorevole Mortati, ha presentato il seguente emendamento:<\/p><p>\u00ab<em>Sostituire le parole:<\/em> in mancanza di opzione si intende che hanno optato per il Senato, <em>con le altre:<\/em> deve optare entro cinque giorni dalla proclamazione; in mancanza si intende che abbia optato per il Senato\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Lucifero ha cos\u00ec modificato l\u2019emendamento inizialmente proposto:<\/p><p>\u00abIl candidato che sia proclamato eletto tanto per il Senato quanto per la Camera dei deputati sar\u00e0 considerato eletto <em>ope legis <\/em>per il Senato\u00bb.<\/p><p>Domando il parere della Commissione su questi due emendamenti.<\/p><p>GULLO FAUSTO, <em>Relatore per la maggioranza.<\/em> La Commissione insiste sul suo testo, perch\u00e9 la parola \u00abproclamazione\u00bb potrebbe dar luogo ad equivoci e incertezze. Invece, il termine che coincide con la giornata precedente quella della convocazione dei rami del Parlamento non pu\u00f2 dare luogo a nessun equivoco. Non vedo, poi, la ragione sostanziale che dovrebbe giustificare la sostituzione.<\/p><p>Necessario \u00e8 che l\u2019opzione venga prima che i due rami del Parlamento siano convocati. Che venga prima di questa data di 5 o di dieci giorni, non so a quale risultato possa portare. \u00c8 meglio scegliere il testo della Commissione, che appunto fissa una data precisa.<\/p><p>Quanto all\u2019altro emendamento, con il quale si stabilirebbe una opzione obbligatoria per il Senato, la Commissione non lo approva. Si creerebbe una condizione giuridica delle pi\u00f9 strane e ingiustificate, ossia l\u2019elezione a deputato sarebbe in partenza invalida, sempre che fosse accompagnata con l\u2019elezione a senatore. Ora, ammessa come principio la possibilit\u00e0 che la candidatura sia duplice, non c\u2019\u00e8 una ragione giuridica che possa giustificare questa anticipata menomazione di una delle due elezioni.<\/p><p>Se la candidatura \u00e8 duplice, \u00e8 chiaro che si deve avere come conseguenza la possibilit\u00e0 che sia duplice l\u2019elezione. Ed essendo duplice l\u2019elezione, non si intende perch\u00e9 una di esse debba essere in partenza menomata.<\/p><p>Quindi, la Commissione insiste per il suo testo, con il quale si lascia al proclamato la libert\u00e0 di optare per l\u2019uno o per l\u2019altro ramo del Parlamento. Si sono fatte delle obiezioni circa la condizione in cui, colui che \u00e8 proclamato per i due rami del Parlamento, verrebbe a trovarsi, se fosse costretto ad optare prima della convalida.<\/p><p>Vorrei rispondere all\u2019onorevole Cevolotto questo: che la posizione individuale di colui che viene proclamato per entrambi i rami del Parlamento sia non la pi\u00f9 lieta, possiamo essere d\u2019accordo. Ma, nel momento in cui pensa di porre la candidatura sia per la Camera dei deputati sia per il Senato, egli sa bene che non pu\u00f2 neanche per un momento rivestire entrambe le cariche, perch\u00e9 c\u2019\u00e8 la ragione d\u2019incompatibilit\u00e0 fissata in maniera perentoria della Costituzione. Del resto, la cosa \u00e8 resa necessaria da un\u2019ulteriore esigenza giuridica. Non c\u2019\u00e8 possibilit\u00e0 (e con ci\u00f2 rispondo anche all\u2019onorevole Fuschini) che, essendosi proceduto alle elezioni generali, resti una circoscrizione senza il suo rappresentante.<\/p><p>La. legge ammette la molteplicit\u00e0 della rappresentanza, nel senso che uno possa rappresentare pi\u00f9 circoscrizioni. Questo deriva come conseguenza necessaria dal fatto che un cittadino pu\u00f2 porre la candidatura in pi\u00f9 circoscrizioni. Ma non \u00e8 concepibile giuridicamente che, fatte le elezioni generali, una circoscrizione resti senza rappresentante. Ora, se si ammettesse l\u2019ipotesi dell\u2019onorevole Fuschini, ossia che provvisoriamente si dia al proclamato il diritto di partecipare ad una Camera (egli diceva che doveva essere la Camera dei deputati) avverrebbe questo: che, lasciando a questo proclamato la possibilit\u00e0, avvenute in seguito le convalide, di optare per l\u2019una o per l\u2019altra Camera, un ramo del Parlamento avrebbe intanto una circoscrizione senza rappresentante; appunto perch\u00e9, per la disposizione statutaria, non sarebbe possibile che lo stesso proclamato rivestisse contemporaneamente entrambi i mandati. \u00c8 dunque pi\u00f9 che evidente che, ammessa la molteplicit\u00e0 delle candidature, occorre senz\u2019altro subordinare l\u2019interesse individuale del proclamato all\u2019interesse di sistemare giuridicamente la sua situazione, conformemente alla norma statutaria.<\/p><p>Per queste ragioni, la Commissione \u00e8 contraria sia all\u2019uno sia all\u2019altro emendamento.<\/p><p>PRESIDENTE. Mi si fa osservare che c\u2019\u00e8 una ragione tecnica, che riguarda gli uffici del Senato e della Camera.<\/p><p>L\u2019onorevole Gullo ha considerato l\u2019ipotesi che l\u2019eletto faccia la sua opzione. Ma gli uffici del Senato e della Camera come devono considerare quell\u2019eletto, se non hanno la sua dichiarazione?<\/p><p>GULLO FAUSTO, <em>Relatore per la maggioranza.<\/em> Se il proclamato non esercita la facolt\u00e0 di opzione, s\u2019intende che l\u2019opzione sia fatta pel Senato; \u00e8 sempre una presunzione di opzione; ma una opzione ci deve essere.<\/p><p>\u00c8 detto nello stesso articolo 27<em>-bis<u>,<\/u><\/em> all\u2019ultimo comma: \u00abin mancanza (dell\u2019opzione volontaria) s\u2019intende che abbia optato per il Senato\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Lucifero, le faccio osservare che il suo emendamento pu\u00f2 essere considerato assorbito dall\u2019ultima parte dell\u2019articolo. In mancanza di dichiarazione, s\u2019intende che abbia optato per il Senato.<\/p><p>LUCIFERO. \u00c8 presunta, se il proclamato non opta; ma per il mio emendamento \u00e8 obbligato ad optare.<\/p><p>PRESIDENTE. Pongo in votazione l\u2019emendamento proposto dall\u2019onorevole Lucifero:<\/p><p>\u00abIl candidato che sia proclamato eletto tanto per il Senato quanto per la Camera dei deputati sar\u00e0 considerato eletto <em>ope legis <\/em>per il Senato\u00bb.<\/p><p>(<em>Non \u00e8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo alla votazione l\u2019emendamento Mortati:<\/p><p>\u00abIl candidato che sia proclamato eletto tanto per il Senato quanto per la Camera dei deputati deve optare entro 5 giorni dalla proclamazione\u00bb.<\/p><p>MORTATI, <em>Relatore per la minoranza.<\/em> Vi rinunzio.<\/p><p>PRESIDENTE. Pongo in votazione l\u2019articolo 27-<em>bis<\/em> nel testo proposto dalla Commissione:<\/p><p>\u00abNel caso di contemporaneit\u00e0 della elezione dei deputati e di quella dei senatori, si pu\u00f2 essere candidati in entrambe. Il candidato che sia proclamato eletto tanto per il Senato quanto per la Camera dei deputati deve optare per l\u2019uno o per l\u2019altra non pi\u00f9 tardi del giorno precedente quello della convocazione dei due rami del Parlamento. In mancanza, s\u2019intende che abbia optato per il Senato\u00bb.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo all\u2019articolo 27-<em>ter<\/em> proposto dalla Commissione. Se ne dia lettura.<\/p><p>RICCIO, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abOve le due elezioni per il Senato e per la Camera dei deputati non siano contemporanee, il membro della Camera ancora in funzione che accetta la candidatura per l\u2019altra Camera, decade dal mandato\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Perassi ha presentato il seguente emendamento:<\/p><p>\u00ab<em>Sostituire l\u2019articolo col seguente:<\/em><\/p><p>\u00abIl membro di una Camera che sia eletto a far parte dell\u2019altra Camera decade dal mandato dal giorno della proclamazione\u00bb.<\/p><p>Ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>PERASSI. Il testo della Commissione \u00e8 stato letto or ora dal Presidente. Il voto che \u00e8 stato dato, poco fa, dall\u2019Assemblea Costituente, mi rende pi\u00f9 agevole il compito. Vorrei soltanto ricordare, ancora una volta, che dal primo gennaio 1948 \u00e8 entrata in vigore la Costituzione, la quale per ciascuno dei membri dell\u2019Assemblea Costituente comporta la conseguenza che, di fronte a qualsiasi legge e a qualsiasi articolo ed emendamento da chiunque proposto, si ponga questa domanda: \u00abquesto articolo \u00e8 compatibile con la Costituzione?\u00bb. Gi\u00e0 abbiamo avuto occasione, in una legge recente, di applicare questo concetto di fronte ad un emendamento che presentava aspetti interessanti, dal punto di vista morale e politico. L\u2019Assemblea Costituente ha dovuto constatare che vi era un impedimento ad accoglierlo. Ora, la stessa domanda mi sono posta quando, per la prima volta, ho letto questo articolo, ed avevo allora semplicemente accennato la questione, limitandomi a rilevare il problema di ordine procedurale; in un secondo tempo ho creduto bene di cercare di trovare una formula che superasse la questione costituzionale e mantenesse l\u2019essenza della disposizione. Il testo che io propongo \u00e8 questo: \u00abIl membro della Camera, che sia eletto a far parte dell\u2019altra Camera, decade dal mandato che aveva dal giorno della proclamazione\u00bb. In altri termini il deputato che \u00e8 eletto senatore decade da deputato; il senatore che \u00e8 eletto deputato decade da senatore, automaticamente. Ritengo che la disposizione debba essere allargata nel testo da me proposto; non basta prevedere soltanto le ipotesi in cui le due elezioni, per il Senato e per la Camera dei deputati, non siano contemporanee, ma occorre anche vedere il problema in termini pi\u00f9 generali, tenendo conto che secondo il sistema della legge, \u00e8 possibile anche avere elezioni parziali durante il corso della legislatura. Per conseguenza bisogna approfondire la questione. Cio\u00e8, una volta riconosciuto che, secondo la Costituzione, non vi \u00e8 ineleggibilit\u00e0, ma solo incompatibilit\u00e0, bisogna regolare la norma relativa all\u2019incompatibilit\u00e0, cio\u00e8: se un deputato \u00e8 eletto senatore, che cosa avviene?<\/p><p>Occorre una disposizione perch\u00e9, secondo la Costituzione, questa persona, che \u00e8 eletta a far parte contemporaneamente delle due Camere, non possa esercitare le funzioni nell\u2019una e nell\u2019altra. Non si pu\u00f2 aspettare che questa persona sia convalidata in una Camera o nell\u2019altra, perch\u00e9 poi faccia opzione fra le due cariche: contro questa ipotesi c\u2019\u00e8 l\u2019obiezione, che \u00e8 stata gi\u00e0 fatta precedentemente, che questa persona non pu\u00f2 simultaneamente esercitare le due funzioni.<\/p><p>Occorre quindi una disposizione particolare, la quale risolva automaticamente il cumulo delle due cariche. E perci\u00f2 io propongo, che, se un deputato si presenta come candidato al Senato e riesce, entro lo stesso giorno in cui viene proclamato senatore, decade dalla carica di deputato, e viceversa. Questa \u00e8 la portata della disposizione.<\/p><p>Mi pare che questa formula, la quale risponde alle stesse esigenze costituzionali alle quali si \u00e8 ispirato l\u2019onorevole Mortati, che pure ha avuto la sensazione che l\u2019articolo cos\u00ec com\u2019\u00e8 non sia interamente accettabile, risponda meglio all\u2019ipotesi che stiamo esaminando.<\/p><p>L\u2019articolo proposto dalla Commissione incontra delle difficolt\u00e0: esso dice che il semplice fatto di accettare la candidatura comporta decadenza dal mandato. Questo \u00e8 incostituzionale. Si viene, in altra maniera, a stabilire una ineleggibilit\u00e0, il che non \u00e8 ammissibile. Bisogna pensare invece l\u2019ipotesi che la stessa persona sia effettivamente eletta alle due Camere, e che cio\u00e8 vi sia un cumulo momentaneo delle due funzioni. \u00c8 necessario quindi che vi sia una norma, che collochi questa persona al posto che essa ha scelto: ossia, dal giorno della proclamazione a deputato decade da senatore, e dal giorno della proclamazione a senatore decade da deputato. Questa \u00e8 la portata dell\u2019articolo.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Mortati, ha presentato il seguente emendamento:<\/p><p>\u00ab<em>Sostituire alle parole:<\/em> decade dal mandato, <em>le altre:<\/em> deve optare nel caso di elezione all\u2019altra Camera, ai sensi del precedente articolo\u00bb.<\/p><p>Ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>MORTATI, <em>Relatore per la minoranza.<\/em><\/p><p>Mi associo alle considerazioni svolte dall\u2019onorevole Perassi.<\/p><p>PRESIDENTE. Prego la Commissione di esprimere il proprio parere sugli emendamenti Perassi e Mortati.<\/p><p>GULLO FAUSTO, <em>Relatore per la maggioranza.<\/em> L\u2019onorevole Perassi, per sostenere il suo emendamento fa capo alla disposizione costituzionale che sancisce la incompatibilit\u00e0 fra le due cariche. Ora, se si parte da questa premessa, non mi spiego come poi si arrivi alla conseguenza di cui all\u2019emendamento. Data la premessa, intendo meglio l\u2019emendamento Mortati, che giustamente riconosce al proclamato il diritto di optare. Ma, non \u00e8 possibile che, partendo da questa premessa, si arrivi dove arriva l\u2019onorevole Perassi, ossia che si riconosca il diritto ad una persona di presentare la sua candidatura e la si obblighi poi ad abbandonare la carica, che riveste nel momento in cui interviene la proclamazione. Non vedo che vi sia una logica giuridica fra la premessa e la conseguenza.<\/p><p>Ma, in realt\u00e0, gli emendamenti vanno respinti per la stessa ragione per cui si sostiene il testo della Commissione. La ragione \u00e8 questa: qui non si fa capo alla incompatibilit\u00e0 o ineleggibilit\u00e0, cos\u00ec come \u00e8 inteso attraverso gli emendamenti stessi, ma vi \u00e8 una ragione che giustifica una nuova causa di ineleggibilit\u00e0 che noi creiamo. Noi vediamo bene che non \u00e8 un caso di incompatibilit\u00e0. In realt\u00e0, fissiamo un caso di ineleggibilit\u00e0 e diciamo che, colui che riveste la carica di deputato non pu\u00f2 presentare la candidatura al Senato, e viceversa.<\/p><p>E ci\u00f2 si giustifica con la stessa ragione che giustifica tanti altri casi di ineleggibilit\u00e0, ossia che il deputato, che rimane in carica durante la lotta elettorale, \u00e8 in grado di esercitare una influenza attraverso la quale la libert\u00e0 degli elettori pu\u00f2 essere pregiudicata.<\/p><p>\u00c8 questa la ragione per la quale noi riteniamo che il deputato e il senatore in carica, che presenta la candidatura al Senato o alla Camera dei deputati debba cessare per questo dalla carica che riveste, appunto perch\u00e9, continuando a rivestirla, eserciterebbe, o si pensa che potrebbe esercitare, una influenza illecita sulla libert\u00e0 del voto.<\/p><p>Questa \u00e8 la ragione giustificatrice del caso di ineleggibilit\u00e0, che noi creiamo con questa disposizione. Pertanto la maggioranza della Commissione insiste nel testo proposto.<\/p><p>MORTATI, <em>Relatore per la minoranza. <\/em>Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MORTATI, <em>Relatore per la minoranza.<\/em> A mio avviso la disposizione proposta dalla maggioranza della Commissione non \u00e8 soltanto incostituzionale, perch\u00e9 trasforma in eleggibilit\u00e0 ci\u00f2 che ai sensi dell\u2019articolo 65 \u00e8 una incompatibilit\u00e0, ma per un\u2019altra ragione, che si riferisce precisamente alla obiezione sollevata per ultimo dall\u2019onorevole Gullo Fausto.<\/p><p>Noi abbiamo ammesso l\u2019istituto della <em>prorogatio<\/em>, consentendo che il deputato rimanga in carica fino al giorno in cui si indicono le nuove elezioni.<\/p><p>Ora, questa ipotesi, che noi abbiamo prevista e consacrata nella Costituzione, creerebbe (se fosse esatta la premessa posta dall\u2019onorevole Gullo Fausto) la impossibilit\u00e0 della presentazione di candidatura di tutti i deputati in carica, perch\u00e9 i deputati rimangono tali fino al giorno delle elezioni, e conseguentemente non potrebbero accettare la candidatura.<\/p><p>Ritengo quindi che la proposta della Commissione di cui si discute sia in disarmonia, non solo con l\u2019articolo 65, ma anche con l\u2019articolo 58 della Costituzione, e per questo non pu\u00f2 essere accolta.<\/p><p>SCELBA, <em>Ministro dell\u2019interno.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>SCELBA, <em>Ministro dell\u2019interno.<\/em> Io concordo con l\u2019osservazione fatta dall\u2019onorevole Gullo. La proposta dell\u2019onorevole Perassi mette i candidati in condizioni di inferiorit\u00e0, e crea inoltre una sperequazione evidente, con tutti gli svantaggi di ordine morale e politico che una sperequazione crea. Noi ammetteremmo che un senatore si possa presentare candidato nel Parlamento, mentre lo abbiamo negato per una categoria limitata. Nel caso specifico noi urteremmo contro le ragioni che hanno indotto il Parlamento di stabilire una causa di ineleggibilit\u00e0 per i deputati regionali.<\/p><p>Poi c\u2019\u00e8 una considerazione di carattere politico: un senatore si presenta candidato come deputato, viene bocciato, ma rimane senatore, cio\u00e8 a rappresentare il Paese al Senato.<\/p><p>Mi pare che politicamente metteremo questo senatore in condizioni di non esercitare il suo mandato. Ma vorrei ricordare anche una disposizione della Costituzione: la norma delle disposizioni finali transitorie della Costituzione stabilisce: \u00abAl diritto di essere nominati senatori si pu\u00f2 rinunciare prima della firma del decreto di nomina. L\u2019accettazione della candidatura alle elezioni politiche implica rinuncia al diritto di nomina a senatore\u00bb.<\/p><p>Noi verremmo quindi a contraddire palesemente questa disposizione, nel caso che accettassimo questo emendamento. Sono d\u2019accordo pertanto con la proposta della Commissione e mi dichiaro contrario all\u2019emendamento dell\u2019onorevole Perassi.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Perassi, mantiene il suo emendamento?<\/p><p>PERASSI. Lo mantengo.<\/p><p>PRESIDENTE. Pongo ai voti l\u2019emendamento Perassi, del seguente tenore:<\/p><p>Art. 27<em>-ter<\/em>.<\/p><p>\u00abIl membro della Camera ancora in funzione che sia eletto a far parte dell\u2019altra Camera decade dal mandato a datare dalla proclamazione\u00bb.<\/p><p>(<em>Non \u00e8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Onorevole Mortali insiste nel suo emendamento?<\/p><p>MORTATI. Non insisto.<\/p><p>PRESIDENTE. Pongo in votazione l\u2019articolo 21-<em>ter<\/em> nel testo della Commissione:<\/p><p>\u00abOve le due elezioni per il Senato e per la Camera dei deputati non siano contemporanee, il membro della Camera ancora in funzione che accetta la candidatura per l\u2019altra Camera, decade dal mandato\u00bb.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>).<\/p><p>Gli onorevoli Domined\u00f2 e Moro, hanno proposto il seguente articolo 25<em>-quater<\/em>:<\/p><p>\u00abL\u2019esclusione dalle cause di ineleggibilit\u00e0 prevista a termini dell\u2019articolo 1 n. 2, della legge 23 dicembre 1947 n. 1453, per i deputati delle legislature XXVII, XXVIII e XXIX, i quali fecero parte della Consulta nazionale, deve ritenersi applicabile anche a coloro che fecero parte della Consulta regionale\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Domined\u00f2 ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>DOMINED\u00d2. Baster\u00e0 qualche parola di illustrazione. Questo emendamento tende, attraverso una disposizione transitoria inserita dopo l\u2019articolo 25, a completare la norma per i casi di ineleggibilit\u00e0 dei deputati delle legislature dalla XXVII alla XXIX \u2013 casi che vengono meno nell\u2019ipotesi che successivamente tali deputati abbiano fatto parte della Consulta Nazionale \u2013 nel senso che la stessa esclusione della causa di ineleggibilit\u00e0 possa operare l\u00e0 dove essi abbiano fatto parte della Consulta regionale, e pi\u00f9 precisamente della Consulta regionale siciliana, la quale in atto fu costituita ed oper\u00f2 nello stesso periodo storico in cui oper\u00f2 la Consulta nazionale.<\/p><p>Le ragioni dell\u2019emendamento sono palesi, nel senso che, qualitativamente, la partecipazione ad una Consulta di competenza nazionale ovvero regionale pu\u00f2 essere posta su una posizione di equiparabilit\u00e0 agli effetti di cui si parla. Nell\u2019un caso e nell\u2019altro vi fu infatti una selezione politica prima dell\u2019ammissione dei membri nella Consulta. Nell\u2019un caso e nell\u2019altro si venne a partecipare ad organi per i quali anche successivamente la Costituzione (per quanto attiene alla funzione legislativa) istituisce un rapporto di equipollenza qualitativa, come avviene nell\u2019articolo 122, dove l\u2019incompatibilit\u00e0 \u00e8 contemplata in modo reciproco.<\/p><p>Pertanto per ragioni politiche e costituzionali di diritto e di equit\u00e0, riteniamo di poter proporre all\u2019Assemblea l\u2019approvazione dell\u2019articolo aggiuntivo 25<em>-quater<\/em>, di carattere transitorio.<\/p><p>FUSCHINI. Ma questo non pu\u00f2 valere per la Camera! (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>DOMINED\u00d2. Al contrario, questa disposizione, come quella sulla obbligatoriet\u00e0 del voto ed altre, pu\u00f2 valere per entrambi i rami del Parlamento.<\/p><p>PRESIDENTE. Prego la Commissione di esprimere il proprio parere.<\/p><p>MASTINO PIETRO. L\u2019emendamento proposto dall\u2019onorevole Domined\u00f2 equipara, agli effetti dell\u2019esclusione dalle cause di ineleggibilit\u00e0, coloro i quali, avendo fatto parte della Consulta nazionale, diventano eleggibili, nonostante rientrino nelle disposizioni delle precedenti leggi proibitive, a quelli che fecero parte di Consulte regionali.<\/p><p>Mi sembra pertanto che una ragione di giustizia ci consigli ad ammettere l\u2019emendamento proposto dall\u2019onorevole Domined\u00f2.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Ministro, la prego di esprimere il suo parere.<\/p><p>SCELBA, <em>Ministro dell\u2019interno.<\/em> Il Governo si rimette all\u2019Assemblea.<\/p><p>NITTI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>NITTI. Vorrei sapere per chi vale questo emendamento. A chi si applica.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Domined\u00f2, vuol chiarire di nuovo all\u2019onorevole Nitti e all\u2019Assemblea la portata di questo suo emendamento?<\/p><p>DOMINED\u00d2. Volentieri, onorevole Presidente. Ma non potr\u00f2 se non riferirmi a quanto ho detto poc\u2019anzi in sede di svolgimento della proposta. A noi pare chiaro, in definitiva, che politicamente e giuridicamente il fatto di avere appartenuto alla Consulta nazionale o alla Consulta regionale siciliana o sarda possa e debba essere equiparato. Il problema che qui sorge \u00e8 infatti di natura qualitativa e non quantitativa: tanto basta per istituire una doverosa analogia agli effetti dell\u2019esclusione di una causa di ineleggibilit\u00e0.<\/p><p>MICHELI, <em>Presidente della Commissione. <\/em>Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MICHELI, <em>Presidente della Commissione. <\/em>Desidero avvertire che, pur mantenendo la dichiarazione fatta or ora dall\u2019onorevole collega Mastino, sorge il dubbio se si possa in questo momento stabilire una disposizione di indole generale che modifichi quanto stabilisce al riguardo un\u2019altra legge. Caso mai potremo soltanto farlo nei confronti del caso particolare della nostra legge, che stiamo ora discutendo, e cio\u00e8 solo per la elezione dei senatori.<\/p><p>Mi pare si debba quindi dare alla proposta dell\u2019onorevole Domined\u00f2 il riferimento puro e semplice alla nostra legge e non oltre, come parrebbe invece dal testo dell\u2019emendamento Domined\u00f2. Se infatti noi andassimo in diversa sentenza, potrebbe facilmente eccepirsi la incostituzionalit\u00e0 del nostro deliberato.<\/p><p>DOMINED\u00d2. Non si tratterebbe mai di incostituzionalit\u00e0, ma, in ultima analisi, non avrei difficolt\u00e0 ad aderire alla proposta del Presidente della Commissione.<\/p><p>SCELBA, <em>Ministro dell\u2019interno.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>SCELBA, <em>Ministro dell\u2019interno.<\/em> Mi pare, di fronte alla mia coscienza, che questo emendamento dell\u2019onorevole Domined\u00f2 violi la Costituzione. Comunque, l\u2019osservazione dell\u2019onorevole Micheli, cio\u00e8 che l\u2019emendamento non possa applicarsi (e non potrebbe essere diversamente) che alla legge per l\u2019elezione del Senato, porterebbe all\u2019incongruenza, se approvato, che, coloro che si trovano nelle condizioni in esso previste, potrebbero essere eletti al Senato ma non alla Camera.<\/p><p>PRESIDENTE. Chiedo all\u2019onorevole Domined\u00f2 se mantiene il suo emendamento.<\/p><p>DOMINED\u00d2. Si, signor Presidente, perch\u00e9 non \u00e8 anticostituzionale.<\/p><p>PRESIDENTE. Sta bene. Allora pongo in votazione l\u2019emendamento degli onorevoli Domined\u00f2 e Moro, non accettato n\u00e9 dal Governo n\u00e9 dalla Commissione.<\/p><p>(<em>Non \u00e8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>CARPANO MAGLIOLI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CARPANO MAGLIOLI. Ho chiesto di parlare per riproporre alla cortesia della Presidenza e dei colleghi dell\u2019Assemblea la domanda fatta stamane, cio\u00e8 che la seduta sia rinviata a domani. (<em>Commenti al centro<\/em>)<em>. <\/em>Concedeteci queste due ore; sono ormai le 18!<\/p><p>UBERTI. E un continuo rinvio!<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Uberti, la prego, non interrompa.<\/p><p>MORO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MORO. Noi crediamo di aver dato molte prove di comprensione delle esigenze dei colleghi del Partito socialista impegnati nel loro Congresso. Ma debbo appena ricordare che si era stabilito \u2013 ed il Presidente dell\u2019Assemblea ne aveva preso formale impegno \u2013 che entro la giornata di oggi si sarebbe, comunque, proceduto alla votazione. (<em>Commenti all\u2019estrema sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Noi potremmo, proprio per venire incontro alla richiesta dei colleghi socialisti, accettare di tenere seduta notturna, in modo che domani si possa condurre a termine il nostro lavoro, senza essere costretti a restare qui in seduta non solo per tutta la giornata di domani, ma anche per quella di domenica.<\/p><p>COSTANTINI. Per il Congresso del vostro Partito (<em>Indica il centro<\/em>) abbiamo sospeso le sedute per quattro giorni, senza lesinare col contagocce! (<em>Rumori al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, \u00e8 evidente che io non posso mancare all\u2019assicurazione data all\u2019Assemblea dal Presidente Terracini che nella giornata di oggi si sarebbe esaurito la discussione sui punti maggiormente controversi.<\/p><p>Tuttavia ritengo che la proposta dell\u2019onorevole Moro possa essere tenuta in considerazione, dal momento che essa va incontro al desiderio dell\u2019onorevole Carpano Maglioli, che propone il rinvio a domani il seguito dei lavori.<\/p><p>CIANCA. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CIANCA. Ringrazio l\u2019onorevole Moro per la prova di cortesia che ci ha offerto&#8230; (<em>Commenti al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PICCIONI. Ma se ogni giorno ve ne stiamo dando di queste prove; quindi lasciamo stare la cortesia! (<em>Rumori all\u2019estrema sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>CIANCA. Ritengo che sarebbe di pessimo gusto fare raffronti tra il trattamento riservato a noi e quello riservato a voi della Democrazia cristiana. (<em>Proteste al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Comunque, mi permetto di far rilevare al Presidente, il quale cortesemente ha aderito alla proposta dell\u2019onorevole Moro, di fare una seduta notturna, che noi saremmo costretti a parteciparvi, mentre, con grande probabilit\u00e0, il voto politico al nostro congresso si avr\u00e0 precisamente questa notte. (<em>Commenti al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00c8 veramente strano che io debba far presente ad uomini che hanno partecipato a congressi politici come il voto politico del congresso rappresenti la conclusione del dibattito politico, e che ciascun appartenente al partito ha il dovere di parteciparvi. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>TOGLIATTI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>TOGLIATTI. Io vorrei dire una parola che distendesse un poco l\u2019atmosfera cos\u00ec tesa in cui si discute questo problema, che mi pare del resto non abbia un\u2019importanza cos\u00ec grande.<\/p><p>Io vorrei dire ai colleghi della Democrazia cristiana di ricordare un precedente. Di ricordare che un\u2019altra volta, alle sei di sera, dopo che si era deliberato di tenere seduta notturna, io mi rivolsi ai colleghi della Democrazia cristiana e al Presidente facendo presente che vi era una riunione del comitato centrale del nostro Partito, e l\u2019Assemblea fu concorde nella opportunit\u00e0 di rimandare i lavori.<\/p><p>In sostanza, i colleghi del Partito socialista credo che avessero, non dico il diritto, ma la facolt\u00e0 di chiedere la sospensione dei lavori per quattro giorni, recuperando il tempo perduto con doppie sedute o con sedute notturne. E credo che la maggior parte di noi, per lo meno quelli che sentono profondamente la vita di partito, avrebbero appoggiato la proposta.<\/p><p>Si tratta di uno dei pi\u00f9 grandi partiti dell\u2019Assemblea. Nella giornata di domani abbiamo la possibilit\u00e0 di concludere l\u2019esame di questa legge e di votarla.<\/p><p>Non \u00e8 dunque il caso di esasperare la questione, mentre \u00e8 in giuoco non dico l\u2019interesse, ma la convenienza di un partito che il suo Gruppo parlamentare sia presente al congresso che decide della vita politica del partito per un lungo periodo di tempo. Mi pare che l\u2019opporsi a questa convenienza sarebbe un esasperare troppo i rapporti fra i settori dell\u2019Assemblea.<\/p><p>Vorrei quindi pregare i colleghi della Democrazia cristiana di desistere dalla loro opposizione e di accettare il rinvio a domani.<\/p><p>PICCIONI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>PICCIONI. I lavori dell\u2019Assemblea, durante questa settimana, sono stati nettamente dominati dalla giusta esigenza dei lavori del congresso socialista. Nessuno vorr\u00e0 contestare che si sono svolti con un ritmo molto rallentato, perch\u00e9 abbiamo tenuto alcune sedute piuttosto ridotte e non ci siamo affaticati eccessivamente; e ci\u00f2, non perch\u00e9 avessimo uno spazio di tempo tale da consentire questo ritmo ai nostri lavori, ma unicamente ed esclusivamente per consentire ai colleghi del Gruppo socialista di partecipare al loro congresso.<\/p><p>Ieri l\u2019altro sera, quando si dovette decidere sull\u2019ordine del giorno della seduta successiva, su proposta dell\u2019onorevole Togliatti, con una motivazione particolare che teneva evidentemente conto anche delle esigenze del congresso socialista, si discusse sul modo come si sarebbe dovuto procedere ulteriormente nei lavori. E voi tutti ricorderete che fu stralciata la parte fondamentale e sostanziale della legge. E io, prendendo la parola per associarmi alla proposta di rinvio, sollecitai dal Presidente la possibilit\u00e0 di riprendere la discussione sulla parte sostanziale nella seduta di ieri pomeriggio, anzich\u00e9 nella seduta di oggi.<\/p><p>Vi fu l\u2019insistente richiesta dei colleghi socialisti di rimandare ad oggi la discussione di questa parte sostanziale, con l\u2019assicurazione (me lo consentano) che i lavori del loro congresso si sarebbero svolti e conclusi in modo da consentire che veramente oggi si sarebbe potuto concludere e votare su questa parte della legge, tanto che lo stesso onorevole Presidente Terracini, con gesto anche \u2013 ricordo \u2013 molto solenne, disse che prendeva su di s\u00e9 la responsabilit\u00e0 di fare in modo che nella seduta di oggi si sarebbe svolta la discussione e la votazione sulla parte fondamentale della legge.<\/p><p>Questo non \u00e8 avvenuto.<\/p><p>Comprendo le condizioni in cui i colleghi del Gruppo socialista si possono trovare e comprendo d\u2019altra parte la posizione complessa in cui si svolgono i lavori del congresso medesimo, ma i colleghi socialisti devono pur capire l\u2019imbarazzo in cui si trova gran parte dell\u2019Assemblea Costituente, fino al punto da ritenere che non si possano subordinare pi\u00f9 o meno indefinitamente i lavori dell\u2019Assemblea ad un congresso, sia pure rispettabile, come quello del Partito socialista.<\/p><p>E a questo proposito mi piace chiarire un punto particolare, perch\u00e9 si valuta (non dico si specula) su una questione diversa che riflette il mio partito.<\/p><p>Quando noi abbiamo tenuto il congresso di Napoli, abbiamo chiesto alla cortesia del Presidente dell\u2019Assemblea di sospendere possibilmente la seduta per due soli giorni, includendo in questi due giorni quel luned\u00ec che, per prassi ormai antica, non costituisce certo una delle giornate pi\u00f9 lavorative dell\u2019Assemblea, Il congresso non fin\u00ec il marted\u00ec sera; non avanzammo nessuna richiesta di nessun genere; dovemmo rimanere a Napoli, e il mercoled\u00ec la seduta della Costituente si tenne regolarmente. Ora, i colleghi socialisti, dato il prolungarsi dei lavori del loro congresso, dovrebbero mettersi nelle condizioni di favorire anche l\u2019ulteriore corso dei lavori dell\u2019Assemblea e la conclusione dei lavori stessi.<\/p><p>Loro si trovano nella particolare favorevole situazione di tenere il congresso a Roma. Sono qui, possono partecipare, come mi pare in definitiva abbiano partecipato con una rappresentanza cospicua e ben qualificata, alla discussione degli articoli. Alla votazione non v\u2019\u00e8 nessuna difficolt\u00e0 materiale da parte loro per parteciparvi. Non \u00e8 quindi questione di scortesia, \u00e8 questione di coordinare i lavori del congresso socialista con i lavori dell\u2019Assemblea Costituente e non viceversa, evidentemente, perch\u00e9 la sproporzione delle due posizioni \u00e8 evidentissima e non richiede nessuna particolare sottolineatura.<\/p><p>Ora, la cortesia noi l\u2019abbiamo usata. Allora, ripeto, senza appellarmi alla lettera dell\u2019impegno preso dal Presidente l\u2019altra sera, credo che noi potremo continuare i nostri lavori; possono parlare i relatori, anche se la votazione non avvenga stasera.<\/p><p>Per concludere, onorevole Presidente, credo che si possa andare avanti questa sera stessa nel corso ulteriore dei lavori per chiarire eventualmente delle posizioni.<\/p><p>Se il voto si deve rimandare a domani mattina, non abbiamo difficolt\u00e0.<\/p><p>Il termine conclusivo dei nostri lavori si approssima e non ci possiamo permettere il lusso di procedere con questo ritmo tanto lento e stanco.<\/p><p>TARGETTI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>TARGETTI. Chiedo la parola per richiamare l\u2019attenzione dell\u2019Assemblea su questo: l\u2019onorevole Piccioni \u00e8 stato esatto nel ricordare che l\u2019altra sera il nostro amato Presidente Terracini si era impegnato a mandare avanti la discussione nella giornata di oggi. Questo impegno il Presidente Terracini lo prese dietro anche la nostra assicurazione che oggi noi saremmo stati a disposizione dell\u2019Assemblea.<\/p><p>\u00c8 accaduto quello che non deve sorprendere nessuno di coloro che hanno un po\u2019 di pratica di congressi, perch\u00e9 non v\u2019\u00e8 stato mai un congresso che abbia svolto i suoi lavori secondo le previsioni. Abbiamo subito un certo ritardo. Mentre la votazione conclusiva avrebbe dovuto avvenire ieri, avverr\u00e0, sta avvenendo, questa sera stessa. Ecco la ragione per la quale noi ci permettiamo di chiedere alla cortesia dei colleghi di rinviare il seguito della discussione a domani.<\/p><p>In quanto ai precedenti, onorevoli colleghi, non \u00e8 il caso, non \u00e8 cosa simpatica fare un conto di dare ed avere in tema di cortesia.<\/p><p>PICCIONI. Siete voi che fate sempre questi conti.<\/p><p>TARGETTI. Onorevole Piccioni, le sue interruzioni non possono riuscire stasera a farmi alzare la voce, perch\u00e9 le mie corde vocali questa sera non me lo permettono. Noi vi diciamo soltanto questo: non abbiamo chiesto alla cortesia dell\u2019Assemblea di sospendere i lavori almeno per un paio di giorni, mentre se avessimo avanzato questa richiesta io credo che nessuno si sarebbe rifiutato di accoglierla. Ma non l\u2019abbiamo avanzata, in considerazione che abbiamo ancora pochi giorni a disposizione per concludere i nostri lavori e non abbiamo voluto creare difficolt\u00e0 alla loro conclusione. Ma se oggi ci permettiamo di chiedere che si prolunghi ancora per poco quel rallentamento dei lavori che si \u00e8 avuto nei due giorni scorsi, come l\u2019onorevole Piccioni ha ricordato, non ci sembra che si vada al di l\u00e0 di quella che \u00e8 la pi\u00f9 modesta delle richieste. Volevo fare poi un\u2019ultima osservazione: la politica ha le sue esigenze e nessuno deve fingere una ingenuit\u00e0 che non pu\u00f2 avere. Vi sono alle volte domande di rinvio che hanno uno scopo politico, e se l\u2019hanno a favore di chi le avanza, \u00e8 pi\u00f9 che naturale che trovino una certa contrariet\u00e0 da parte di chi le dovrebbe accogliere. Ma in questo caso nessuno pu\u00f2 trovare o sospettare nulla di malizioso nella nostra istanza. Noi siamo stasera nell\u2019impossibilit\u00e0 di partecipare ancora ai lavori dell\u2019Assemblea e quindi domandiamo di rinviarli a domani. Vuol dire che domani lavoreremo una o due ore di pi\u00f9 per recuperare il tempo che perdiamo oggi.<\/p><p>CARPANO MAGLIOLI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CARPANO MAGLIOLI. Noi abbiamo chiesto alla cortesia dell\u2019Assemblea un rinvio. Si tratta di concederci un\u2019ora e mezzo perch\u00e9 sono le 18.30 e alle 20 la seduta sarebbe tolta.<\/p><p>Quest\u2019ora e mezzo pu\u00f2 essere benissimo recuperata domani.<\/p><p>PRESIDENTE. Per quel che mi riguarda io non posso direttamente accettare la sua richiesta perch\u00e9 sono vincolato dalla promessa fatta dalla Presidenza di concludere entro oggi la discussione sui punti principali. Se ella insiste, porr\u00f2 ai voti la sua proposta di rinvio.<\/p><p>CARPANO MAGLIOLI. Io insisto: ritengo che nessuno negher\u00e0 il rinvio per un\u2019ora e mezzo soltanto di differenza.<\/p><p>PRESIDENTE. Pongo ai voti la proposta Carpano Maglioli di rinvio della discussione a domani, avvertendo che, se non sar\u00e0 approvata, resta inteso che la seduta proseguir\u00e0 senza per\u00f2 che si addivenga a votazioni.<\/p><p>(<em>Non \u00e8 approvata \u2013 Vivaci proteste all\u2019estrema sinistra \u2013 Commenti \u2013 Rumori<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Proseguiamo nei nostri lavori.<\/p><p>Invito l\u2019onorevole Targetti a svolgere il seguente ordine del giorno, presentato insieme con l\u2019onorevole Amadei:<\/p><p>\u00abL\u2019Assemblea Costituente delega la Commissione parlamentare per la legge sulla elezione del Senato della Repubblica a formare, d\u2019intesa col Governo, la tabella delle circoscrizioni territoriali secondo i seguenti criteri:<\/p><p>1\u00b0) attenersi il pi\u00f9 rigorosamente possibile alla norma costituzionale per la quale deve essere eletto un senatore per ogni duecentomila abitanti;<\/p><p>2\u00b0) rispettare le unit\u00e0 provinciali;<\/p><p>3\u00b0) mantenere, in linea di massima, intatte le unit\u00e0 cittadine;<\/p><p>4\u00b0) suddividere le citt\u00e0 con popolazione superiore ai 400.000 abitanti, tenendo conto della loro particolare configurazione topografica e, in mancanza di questa, procedendo a suddivisioni con criteri omogenei\u00bb.<\/p><p>TARGETTI. Mi permetto far rilevare all\u2019onorevole Presidente ed all\u2019Assemblea il legame che esiste fra il mio ordine del giorno ed il sistema di votazione che sar\u00e0 adottato.<\/p><p>Col mio ordine del giorno si propone che, nella impossibilit\u00e0 materiale in cui si trova l\u2019Assemblea di procedere direttamente alla determinazione delle singole circoscrizioni, l\u2019Assemblea deleghi questo potere alla Commissione per la legge sul Senato, la quale, d\u2019intesa col Governo, formi le tabelle, in base ai criteri dettati dall\u2019Assemblea.<\/p><p>La ragione del mio ordine del giorno sta nella importanza straordinaria che, in una votazione per collegio uninominale, ha la formazione delle circoscrizioni. \u00c8 inutile che mi dilunghi a dimostrarla.<\/p><p>A me sembra molto pi\u00f9 logico che lo svolgimento di questo ordine del giorno sia rimandato a dopo aver risolto la questione del sistema elettorale; perch\u00e9 potrebbe avvenire che l\u2019Assemblea deliberasse a torto od a ragione di adottare un sistema elettorale per il quale, per ragioni intuitive, la composizione delle circoscrizioni perderebbe molta della sua importanza. In questo caso lo svolgimento del mio ordine del giorno potrebbe essere contenuto in limiti molto diversi che in altri casi.<\/p><p>Se il Presidente e l\u2019Assemblea lo desiderano, io posso svolgere l\u2019ordine del giorno, ma temo di fare oggi una illustrazione prematura.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Micheli ha facolt\u00e0 di esprimere il parere della Commissione sulla proposta di rinvio ad altro momento della trattazione del problema posto dall\u2019ordine del giorno Targetti.<\/p><p>MICHELI, <em>Presidente della Commissione. <\/em>La Commissione ha discusso nella sua ultima adunanza anche questo problema e si \u00e8 dato carico di esaminare l\u2019ordine del giorno Targetti, il quale teoricamente \u00e8 basato sopra criteri che possono ritenersi opportuni. Per altro sono criteri generali, che non possono essere applicati costantemente e sempre; sono criteri che evidentemente ammettono eccezioni. Nelle stesse categorie accennate, alcuni criteri non possono essere applicati contemporaneamente, perch\u00e9 nella pratica applicazione si troverebbero in contrasto. Cito a caso un esempio: mentre il concetto dei 200.000 abitanti stabilito nella Costituzione deve essere applicato nella misura maggiore possibile, \u00e8 evidente che, quando esso sia abbinato al rispetto delle unit\u00e0 provinciali, spesso metterebbe di fronte ad impossibilit\u00e0 materiali, perch\u00e9 abbiamo unit\u00e0 provinciali, come Sondrio ed Imperia, in cui due collegi uninominali di 200.000 abitanti sono assolutamente impossibili.<\/p><p>Cos\u00ec anche il mantenimento in linea di massima di tutte le unit\u00e0 cittadine affermato nel punto terzo deve essere contemperato col punto quarto dell\u2019ordine del giorno stesso, nel quale si deve tener conto della particolare configurazione topografica e, in mancanza di questa, si giunge ad ammettere la possibilit\u00e0 di suddivisioni con criteri omogenei, parole, queste, di largo respiro. Ora, effettivamente, il concetto \u00e8 largo e conciliante, ma nella pratica applicazione non so che cosa potr\u00e0 effettivamente avvenire. La Commissione, poi, avrebbe creduto di aggiungere anche un quinto punto di riferimento, proposto dal nostro relatore onorevole Fausto Gullo, che cio\u00e8 si tenesse conto anche delle antiche circoscrizioni dei collegi uninominali, cercando, si capisce, di abbinarle, perch\u00e9 i collegi uninominali antichi, come i colleghi ben sanno, erano 508, mentre questi sono poco pi\u00f9 di 230. Questo nuovo criterio va cos\u00ec contemperato con questa necessit\u00e0 di diminuzione di oltre il cinquanta per cento. Con queste osservazioni la Commissione, in massima, \u00e8 favorevole a che vengano fissati criteri di questo genere. Peraltro ritiene sia opportuno, se l\u2019Assemblea dar\u00e0 ad essa il mandato espresso nell\u2019ordine del giorno Targetti, che l\u2019obbligo di seguire le direttive esposte sia consentito con una maggiore larghezza, perch\u00e9 effettivamente queste sono teorie belle, buone, alle quali si deve fare tanto di cappello, ma che spesso nella pratica applicazione vengono ad incontrare situazioni particolari alle quali non si possono applicare. Quindi si deve essere d\u2019accordo di aggiungere sempre: \u00abper quanto sia possibile\u00bb. Questo il concetto che ha animato la Commissione nel seno della quale, pur essendovi diversi criteri (perch\u00e9 quando si vengono ad esaminare poi le singole circoscrizioni non se ne trova mai una che corrisponde a tutti quanti i requisiti che teoricamente sarebbero desiderabili), \u00e8 stata d\u2019avviso nell\u2019esprimere parere favorevole all\u2019emendamento in questione quando si sia d\u2019accordo che l\u2019applicazione dei criteri segnati debba essere fatta in quanto sia possibile.<\/p><p>Lo stesso dicasi anche del particolare riguardo dovuto all\u2019antica topografia dei collegi uninominali. Con queste dichiarazioni, io ripeto, la Commissione accetta l\u2019ordine del giorno Targetti, in quanto, essendo un ordine del giorno che esprime direttive generali, pu\u00f2 essere approvato tenendo presenti i larghi criteri di applicazione che ora ho esposti.<\/p><p>PRESIDENTE. Qual \u00e8 il parere del Governo?<\/p><p>SCELBA, <em>Ministro dell\u2019interno.<\/em> Concordo con l\u2019osservazione fatta dall\u2019onorevole Targetti. Sono perfettamente convinto che l\u2019importanza delle circoscrizioni potr\u00e0 variare a seconda del sistema elettorale che verr\u00e0 adottato. Vi \u00e8 comunque la difficolt\u00e0 di formare circoscrizioni che siano, vorrei dire, razionali. Infatti le circoscrizioni con 200.000 abitanti non hanno precedenti storici, n\u00e9 amministrativi, n\u00e9 economici, n\u00e9 etnici: \u00e8 assolutamente impossibile trovare una base concreta. Questo per me rappresenta forse l\u2019argomento pi\u00f9 decisivo per sollecitare dall\u2019Assemblea un determinato indirizzo.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019articolo 2, al quale \u00e8 legata la questione della formazione dei collegi, fu a suo tempo rinviato. Ritengo pertanto che l\u2019ordine del giorno Targetti potr\u00e0 essere preso in esame allorch\u00e9 si discuter\u00e0 dell\u2019articolo 2.<\/p><p>PICCIONI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>PICCIONI. Poich\u00e9 la discussione sul punto principale della legge, di cui all\u2019articolo 7, fu troncata l\u2019altro giorno, mentre avrebbero dovuto parlare i relatori, mi pareva opportuno che si utilizzasse un\u2019ora, un\u2019ora e mezzo, per sentire i relatori, rinviandosi poi le dichiarazioni di voto e le votazioni a domani mattina.<\/p><p>Questa \u00e8 stata la mia proposta concreta nel mio precedente intervento. Insisterei su di essa e rivolgerei all\u2019onorevole Presidente la preghiera di chiedere ai relatori se sono disposti a prendere ora la parola.<\/p><p>LUCIFERO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LUCIFERO. Vorrei far presente che la discussione fu sospesa su questo argomento. Ci fu anzi una dichiarazione dell\u2019onorevole. Togliatti, il quale fece un accenno a trattative in corso per trovare una soluzione; in quella circostanza io mi permisi di dirgli che non vedevo questa soluzione.<\/p><p>Ad ogni modo, prima di andare avanti, bisognerebbe sapere dall\u2019onorevole Togliatti o da altri se questa soluzione \u00e8 stata trovata, se c\u2019\u00e8 qualche cosa di nuovo, o se dobbiamo riprendere la discussione al punto in cui l\u2019abbiamo lasciata; e, visto che noi l\u2019abbiamo interrotta su una proposta specifica, dobbiamo pur sapere se questa proposta ha avuto esito.<\/p><p>PRESIDENTE. Evidentemente la richiesta dell\u2019onorevole Lucifero ha un fondamento: se ci sono state trattative \u00e8 naturale che si debba avere notizia delle conclusioni.<\/p><p>MOLINELLI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MOLINELLI. Prima di passare all\u2019esame della questione fondamentale, si potrebbero discutere intanto i due articoli aggiuntivi rimasti ancora da esaminare.<\/p><p>PRESIDENTE. Non ho al riguardo nessuna difficolt\u00e0, se l\u2019Assemblea consente. (<em>Segni di consenso<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo, allora, agli articoli aggiuntivi.<\/p><p>Gli onorevoli Vigna, Cosattini e Piemonte avevano presentato il seguente articolo aggiuntivo:<\/p><p>\u00abGli emigrati per motivi di lavoro, che rimpatriano per le elezioni, hanno diritto al trasporto ferroviario gratuito dalla stazione di confine al Comune in cui votano e viceversa\u00bb.<\/p><p>Constato che nessuno dei firmatari \u00e8 presente.<\/p><p>PICCIONI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>PICCIONI. Onorevole Presidente, non credo che si possa considerare decaduta la proposta, se i suoi firmatari non sono in questo momento presenti.<\/p><p>PRESIDENTE. Qual \u00e8 il parere della Commissione?<\/p><p>GULLO FAUSTO, <em>Relatore per la maggioranza.<\/em> Sia per l\u2019ora, sia perch\u00e9 \u00e8 assente uno dei relatori, chiederei che la seduta sia rinviata a domani mattina.<\/p><p>PRESIDENTE. Date queste condizioni, rinvio il seguito della discussione alle ore 9.30 di domani.<\/p><p>Interrogazioni.<\/p><p>PRESIDENTE. Si dia lettura delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.<\/p><p>RICCIO, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro della difesa, per sapere quanti prigionieri di guerra risultino ancora non rimpatriati e come siano distribuiti fra i diversi Stati d\u2019Europa del mondo; e per conoscere inoltre quali azioni e provvidenze siano in corso in favore delle loro famiglie e come si stia provvedendo per facilitare e affrettare il loro ritorno in patria. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abBraschi\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro del lavoro e della previdenza sociale, per sapere se \u00e8 a sua conoscenza che la Commissione centrale preposta al servizio elenchi nominativi lavoratori e contributi unificati agricoltura, istituita con l\u2019articolo 1 del decreto legislativo luogotenenziale 8 febbraio 1945, n. 75, ha, in deroga al disposto di cui all\u2019articolo 6 del citato decreto, provveduto ad un inquadramento provvisorio del personale in servizio.<\/p><p>\u00abNel caso in cui tale inquadramento sia stato debitamente autorizzato, l\u2019interrogante chiede di conoscere quali siano stati i criteri informatori e le norme di valutazione che hanno regolato tale inquadramento. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abBellavista\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro della difesa, per sapere per quale motivo a molti militari reduci dai campi di concentramento americani non \u00e8 stato ancora liquidato il credito loro riconosciuto come compenso per l\u2019attivit\u00e0 prestata durante la prigionia, dopo che li si \u00e8 obbligati a restituire gli anticipi loro accordati al rientro in Patria con la promessa che sarebbero stati soddisfatti per intero e al cambio corrente. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abPreti\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro delle finanze, per sapere se \u00e8 a conoscenza che le ditte concessionarie coltivazione tabacchi d\u2019Abruzzo (A.T.I.; S.A. Tito Buccolini; S.A.L.T.O.; Ricci; Pardi; Piattelli; Sabucchi e Donati), nel ritirare i tabacchi sciolti della campagna 1947, non hanno praticati i prezzi determinati dal Ministero e riportati nella circolare n. 9475 del 6 novembre 1947 della Direzione compartimentale coltivazione tabacchi di Roma.<\/p><p>\u00abAffermativamente, se \u00e8 lecito che le predette ditte, riunitesi in Pescara il 9 novembre 1947, senza aver consultato il Sindacato provinciale tabacchicoltori di Lanciano, che aveva in precedenza comunicato l\u2019adesione di oltre 6000 coltivatori, abbiano potuto determinare e, quindi, corrispondere prezzi inferiori a quelli stabiliti dalla predetta circolare; e se i prezzi corrisposti ai coltivatori sono stati resi noti alla Direzione generale dei monopoli di Stato; se \u00e8 lecito, altres\u00ec, che le stesse ditte concessionarie abbiano omesso di verbalizzare le quantit\u00e0 di tabacco classificate come scarti, fuori classe e fuoco e quindi omesso di bruciarle in presenza del coltivatore e se lo Stato acquista tali partite di tabacco, classificate nella quinta classe, ed in caso affermativo se \u00e8 lecito ed onesto che le ditte beneficino di un guadagno non spettante, vendendo allo Stato una merce che hanno ottenuta senza corrispondere alcun compenso al produttore; se non ritenga necessario nominare un ispettore, il quale abbia la facolt\u00e0 di riesaminare le modalit\u00e0 di valutazione e di pagamento adottate da ciascuna ditta concessionaria; di modificare le bollette singole in rapporto alle inesattezze ed agli errori che saranno riscontrati, di completare i pagamenti del tabacco, per ciascun conferente, secondo le risultanze che saranno accertate prendendo in esame i bollettari presso le ditte concessionarie, ricavare da detti bollettari i prezzi medi di acquisto per quintale, al netto di calo, fuori classe e fuoco, verifica da effettuarsi in contraddizione con periti di parte; se, al precipuo scopo di evitare un movimento che tornerebbe a danno della produzione, non intenda adottare provvedimenti onde evitare che si ripetano per gli anni futuri gli inconvenienti lamentati. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abSimonini\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro del lavoro e della previdenza sociale, per conoscere se non ritenga urgente estendere i benefic\u00ee di cui al decreto legislativo 25 gennaio 1947, n. 14 \u2013 che prevede la concessione di un assegno temporaneo di caro vita a tutti i titolari di rendita vitalizia per infortunio \u2013 anche a quegli invalidi del lavoro infortunatisi, vigendo il testo unico 31 gennaio 1904, n. 51, i quali, per avere percepito l\u2019intero indennizzo in seguito a provvedimento del pretore (articolo 15 del testo unico del 1904), non sono oggi titolari di alcuna rendita di infortunio, pure essendo incapaci a qualsiasi lavoro rimunerativo e si trovano quindi nelle pi\u00f9 dolorose condizioni economiche. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abPastore Giulio\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro di grazia e giustizia, per sapere i motivi per i quali \u2013 mentre altre sedi giudiziarie non importanti sono state ricostituite in Calabria \u2013 nonostante tutti i pareri favorevoli e gli affidamenti dati, si ritarda ancora a ricostituire il tradizionale ed importante ufficio giudiziario della pretura di Polistena (Reggio Calabria), iniquamente soppresso il 30 gennaio 1923 per scopi di politica fascista. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abTurco\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Presidente del Consiglio dei Ministri e il Ministro dei trasporti, per conoscere se risponde al vero la sorprendente notizia che, da parte dell\u2019Amministrazione ferroviaria, si vogliano allestire a Foggia dei capannoni metallici residuati di guerra per dare alloggio a famiglie di agenti ferroviari da sfrattare dalle \u00abCase ferrovieri\u00bb.<\/p><p>\u00abIl provvedimento, se vero, oltre a significare una soluzione precaria, che non risponde ad alcuno dei canoni tecnici fondamentali per alloggio sia d\u2019estate che d\u2019inverno, oltre a suonare offesa per una citt\u00e0 semidistrutta dai bombardamenti ed il Mezzogiorno, nonch\u00e9 incomprensione ed inumanit\u00e0 per le necessit\u00e0 pi\u00f9 elementari di vita domestica di agenti, i quali in guerra ed in pace, dopo avere onestamente servito il Paese con stipendi di fame sono ridotti, da insufficienti misure di quiescenza alla pi\u00f9 squallida miseria, sta, ancora una volta, a denunziare un altro inutile spreco di somme in soluzioni di ripiego, le quali, integrate, potrebbero invece dare luogo alla costruzione <em>ad hoc<\/em> di alloggi popolari.<\/p><p>\u00abPer conoscere, inoltre, se stante la crisi degli alloggi, specialmente nelle citt\u00e0 bombardate, qual \u00e8 Foggia, e l\u2019attuale blocco del rilascio di abitazioni private, non ritenga doveroso e giusto estendere ai pensionati agenti ferroviari le provvidenze del Capo del Governo intese a sospendere ogni intimazione di sfratto nei confronti di pensionati o vedove di statali alloggiati nelle case dell\u2019Incis.<\/p><p>\u00abLa prospettata sospensione, oltre che costituire la eliminazione di disparit\u00e0 di trattamento nei confronti dei ferrovieri rispetto a privati ed altri funzionari, appare pi\u00f9 giustificata dal fatto che le \u00abCase ferrovieri\u00bb sono costruite sul fondo pensione degli agenti stessi, mentre quelle dell\u2019Incis trovano la loro origine in finanziamenti dello Stato, in attesa che il Governo escogiti i pi\u00f9 acconci provvedimenti per avviare a razionale e reale soluzione la grave crisi degli alloggi in tutto il Paese e specialmente nel Meridione. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abMiccolis\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro della difesa, per conoscere i motivi per i quali non si \u00e8 data esecuzione a quanto deciso dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri che, nell\u2019intento di risolvere le sperequazioni lamentate in merito alla liquidazione degli assegni arretrati agli ufficiali ex prigionieri di guerra (ivi compresa la questione del cambio), stabil\u00ec la concessione di una indennit\u00e0 di svalutazione assegni, con l\u2019intesa che il provvedimento legislativo sarebbe stato emanato a cura di codesto Ministero.<\/p><p>\u00abPoich\u00e9 pi\u00f9 di un anno \u00e8 trascorso senza che il provvedimento legislativo promesso sia stato adottato, si chiede di conoscere le ragioni di tale ritardo, che danneggia in modo evidente i sacrosanti diritti degli ufficiali caduti in prigionia. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abCastiglia\u00bb.<\/p><p>\u00abLa sottoscritta chiede d\u2019interrogare il Ministro dell\u2019interno, per avere notizia sugli incidenti di violenza da parte di appartenenti alle forze di polizia verificatisi a Firenze in occasione di una pacifica dimostrazione di disoccupati e per sapere se e quali provvedimenti abbia adottati o intenda adottare a carico degli agenti resisi responsabili di eccesso. (<em>La interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abBianchi Bianca\u00bb.<\/p><p>\u00abI sottoscritti chiedono di interrogare il Ministro degli affari esteri, per sapere cosa intende fare per permettere agli emigranti italiani in Francia del periodo 1920-40 di trasferire in Italia i risparmi realizzati col loro lavoro e con le loro economie.<\/p><p>\u00abI nuovi emigranti possono giustamente spedire in Italia una quota forte del loro salario in forza dell\u2019accordo intervenuto con la Francia.<\/p><p>\u00abPer conoscere, altres\u00ec, che cosa intende fare il Ministro per rimediare alla situazione d\u2019inferiorit\u00e0 cos\u00ec creata ai vecchi emigranti fra i quali una forte percentuale \u00e8 composta di perseguitati politici, che hanno trovato asilo in Francia.<\/p><p>\u00abPermettendo a questi emigranti di trasferire in Italia i loro risparmi, si metterebbe a disposizione del nostro Paese la valuta estera di cui abbisogna e si compirebbe nei confronti dei perseguitati politici un atto di elementare giustizia. (<em>Gli interroganti chiedono la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abBianchi Costantino, Vischioni, Li Causi\u00bb.<\/p><p>\u00abI sottoscritti chiedono di interrogare il Ministro di grazia e giustizia, per conoscere quali misure intenda disporre per imprimere alla Direzione generale degli Istituti di prevenzione e di pena una ispirazione pi\u00f9 umana dell\u2019esecuzione penale, mirando in particolare a:<\/p><ol><li><em>a<\/em>) sollecitare il corso delle pratiche di liberazione condizionale, le quali, gi\u00e0 di per s\u00e9 lente, spesso indugiano per lunghi periodi nell\u2019ufficio del direttore generale, che, invece, avrebbe il dovere di riferirne sollecitamente al Ministro o al Sottosegretario, traducendosi l\u2019indugio in un vero atto di arbitrio e di inumanit\u00e0;<\/li><li><em>b<\/em>) sollecitare, con pi\u00f9 particolare riguardo, le pratiche di liberazione condizionale relative a condanne per reati in danno delle forze armate alleate;<\/li><li><em>c<\/em>) ispirare l\u2019esecuzione ai canoni dell\u2019articolo 27 della Costituzione che \u2013 come nel deplorato caso del carcere di Poggioreale \u2013 minaccia di rimanere vaga affermazione programmatica. Sarebbe, a tal fine, molto pi\u00f9 pratico e pi\u00f9 serio attuare con scrupolo le norme del vigente regolamento penitenziario piuttosto che procedere a pompose nomine di Commissioni di studi di dubbia opportunit\u00e0. (<em>Gli interroganti chiedono la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/li><\/ol><p>\u00abLeone Giovanni, Bettiol, Bellavista, Riccio Stefano\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro dell\u2019interno, per sapere perch\u00e9 i dipendenti statali, con sede di servizio nel comune di Druento (posto a 5 chilometri dalla periferia di Torino) pur essendo nelle condizioni previste dall\u2019articolo 1 del decreto legislativo 29 maggio 1946, n. 488, e dall\u2019articolo 14 del decreto legislativo 5 agosto 1947, n. 778, sono stati esclusi dall\u2019elevazione di indennit\u00e0 caro vita, concessa ad altri Comuni a carattere meno industriale, con decreti ministeriali del 17 maggio 1947 e dell\u201911 settembre 1947.<\/p><p>\u00abGiova ricordare che i piccoli Comuni posti alla periferia delle maggiori citt\u00e0 (Genova, Milano, ecc.), sono stati conglobati con le citt\u00e0 stesse, godendo tutti i diritti di queste, ad eccezione di Torino, che ha la stessa cinta daziaria. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abCorbi\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro di grazia e giustizia, per conoscere quando verr\u00e0 formulato il disegno di legge relativo al riordinamento del casellario giudiziario penale, riordinamento richiesto dalla dottrina e dalla pratica per orientare le leggi penali alle esigenze della nuova civilt\u00e0 democratica. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abGatta\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro di grazia e giustizia, per conoscere perch\u00e9 finora non sia stato formulato il disegno di legge per la riforma del Codice civile, vivamente atteso dagli avvocati e dai magistrati, affinch\u00e9 l\u2019amministrazione della giustizia, tanto danneggiata dal Codice fascista, possa attuarsi con la necessaria rapidit\u00e0 e sicurezza. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abGatta\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro di grazia e giustizia, per conoscere se ritenga opportuno \u2013 date le contrastanti decisioni tra la Corte suprema di cassazione ed il Consiglio di Stato, relative alla competenza a decidere sulle controversie dei rapporti di impiego dei dipendenti degli Enti pubblici di natura economica prevalente od esclusiva \u2013 proporre norme legislative che stabiliscano tassativamente i criteri di discriminazione tra la competenza del giudice ordinario e quella del giudice amministrativo, da inserire nel riformando Codice di procedura civile, in modo che l\u2019attivit\u00e0 della pubblica amministrazione, anche se discrezionale, sia sottoposta ad efficace controllo di legittimit\u00e0 e di merito per la tutela dei diritti e degli interessi legittimi degli impiegati. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abGatta\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Presidente del Consiglio dei Ministri e il Ministro degli affari esteri, per conoscere quali provvedimenti siano in corso per ottenere dal Governo degli Stati Uniti il pagamento dei crediti in dollari di spettanza degli ex prigionieri italiani; e se non si ritenga necessario sollecitare la liquidazione di dette pendenze, che rappresentano il frutto del lavoro prestato dai reduci in qualit\u00e0 di \u00abcooperatori\u00bb durante gli anni di prigionia; e ci\u00f2 anche in considerazione che a parte dei reduci venne in un primo tempo fatta la liquidazione, creando cos\u00ec una diversit\u00e0 di trattamento, che \u00e8 causa di giustificato malcontento negli interessati. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abBubbio\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede di interrogare i Ministri dell\u2019industria e commercio, del lavoro e previdenza sociale e del tesoro, per sapere se non ravvisino l\u2019urgente necessit\u00e0 di aumentare il fondo stanziato per il finanziamento delle piccole e medie industrie (articolo 6 decreto legislativo 15 dicembre 1947, n. 1419) e di togliere nel contempo il limite massimo del finanziamento stesso per ogni singola ditta (articolo 13 del decreto legislativo succitato). Tali emendamenti vengono consigliati in ordine ai seguenti fatti:<\/p><p>1\u00b0) l\u2019enorme richiesta di finanziamenti da parte delle numerosissime piccole e medie industrie esistenti;<\/p><p>2\u00b0) la particolare situazione di ogni singola azienda che pu\u00f2 richiedere i pi\u00f9 svariati provvedimenti di aiuto finanziario sui quali, in definitiva, possono deliberare soltanto gli organi incaricati dell\u2019istruttoria delle pratiche e della decisione di finanziarle. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abDi Gloria\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro dei lavori pubblici, per conoscere da quali criteri di pubblica utilit\u00e0 e di oculata amministrazione \u00e8 diretta l\u2019attivit\u00e0 dell\u2019Istituto per le case popolari in Perugia se:<\/p><p>1\u00b0) ha fatto recentemente acquisto di una rata di palazzo in Perugia per il prezzo di 8 milioni (pagato sei mesi fa 3 milioni) inadatto in modo assoluto alle necessit\u00e0 e finalit\u00e0 dell\u2019Istituto;<\/p><p>2\u00b0) si propone ora di spendere altri 15 milioni almeno per destinare lo stabile acquistato a lussuosi uffici e poche abitazioni per i dipendenti dell\u2019Istituto;<\/p><p>3\u00b0) ritiene compatibile un impiego cos\u00ec rilevante per uno scopo tanto limitato, mentre la somma avrebbe potuto impiegarsi nella costruzione di 20 quartieri di cinque vani ciascuno, venendo cos\u00ec incontro alla sete di alloggi lamentata non solo a Perugia, ma in tutti i minori centri vicini e non irridendo alle angosciose necessit\u00e0 dei senza tetto. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abSanti\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro degli affari esteri, per conoscere se vi siano in corso trattative con la Repubblica jugoslava per ottenere la facolt\u00e0 di pesca su alcuni tratti del mare territoriale jugoslavo, a qual punto siano dette trattative e se si pu\u00f2 assicurare che ad esse venga impresso quel ritmo urgente corrispondente agli interessi dei pescatori pugliesi. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abAssennato\u00bb.<\/p><p>\u00abLe sottoscritte chiedono di interrogare i Ministri della pubblica istruzione e del tesoro, per sapere se non ritengano necessario ed urgente estendere alle mogli dei militari, dichiarati dalle competenti autorit\u00e0 dispersi dell\u2019ultima guerra, le disposizioni che consentano alle vedove di guerra l\u2019entrata nei ruoli magistrali senza concorso. (<em>Le interroganti chiedono la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abMontagnana Rita, Bei Adele, Minella Angiola\u00bb.<\/p><p>\u00abI sottoscritti chiedono di interrogare i Ministri del lavoro e previdenza sociale e degli affari esteri, per conoscere se non ritengano di togliere le difficolt\u00e0 che attualmente ostacolano e praticamente paralizzano l\u2019emigrazione temporanea in Svizzera dei lavoratori specialmente della provincia di Novara, proponendo:<\/p><p>1\u00b0) che si favoriscano per tale emigrazione i lavoratori della provincia di Novara che, da secoli, hanno l\u2019abitudine a questa emigrazione stagionale, e che siano gi\u00e0 in possesso di un regolare contratto di lavoro con ditte o imprese svizzere;<\/p><p>2\u00b0) che si sveltiscano le pratiche concernenti la registrazione da parte del Commissariato all\u2019emigrazione dei relativi contratti di lavoro. (<em>Gli interroganti chiedono la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abZappelli, Fornara, Jacometti\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare \u00a1il Ministro della pubblica istruzione, per sapere se non ritenga opportuno disporre che, per i prossimi concorsi di abilitazione per il magistero professionale per la donna, analogamente ai concorsi magistrali, siano sede di esami tutti i Provveditorati agli studi. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abDe Mercurio\u00bb<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro dell\u2019interno e l\u2019Alto Commissario per l\u2019igiene e la sanit\u00e0 pubblica, per chiedere, di fronte al persistere dell\u2019epidemia colerica in Egitto ed al suo diffondersi nei paesi del vicino e Medio Oriente:<\/p><p>1\u00b0) che si accentuino e si potenzino le attuali misure di sorveglianza e di profilassi sui viaggiatori provenienti per le diverse vie (marittime, aeree, ecc.) da tali paesi e sulle merci \u2013 con particolare riguardo per i generi alimentari (datteri, ecc.) \u2013 della stessa provenienza;<\/p><p>2\u00b0) che si inizi una conveniente e non allarmistica campagna (con comunicazioni al pubblico per via radio, per mezzo di comunicati ai giornali, ecc.) e si diano disposizioni ai medici provinciali allo scopo di indurre la popolazione a sottoporsi volontariamente alla vaccinazione anticolerica nei prossimi mesi, data la relativamente breve durata, ma la sicura efficacia della immunit\u00e0 da essa provocata, imponendola per legge a quelle categorie, che hanno diretti contatti con viaggiatori e con merci provenienti dai Paesi infetti. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abFornara\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Queste interrogazioni saranno trasmesse ai Ministri competenti, per la risposta scritta.<\/p><p>La seduta termina alle 18.50.<\/p><p>Ordine del giorno per le sedute di domani.<\/p><p>Alle ore 9.30 e alle 16:<\/p><p><em>Seguito della discussione del disegno di legge:<\/em><\/p><p>Norme per l\u2019elezione del Senato della Repubblica. (61).<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Versione PDF ASSEMBLEA COSTITUENTE CCCLX. SEDUTA POMERIDIANA DI VENERD\u00cc 23 GENNAIO 1948 PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE CONTI INDICE Congedo: Presidente Disegno di legge (Seguito della discussione): Norme per l\u2019elezione del Senato della Repubblica (61). Presidente Assennato Scelba, Ministro dell\u2019interno Micheli, Presidente della Commissione Cevolotto Fuschini Clerici Mastino Pietro Lucifero Franceschini Gullo Rocco La Rocca Perassi Bubbio [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_relevanssi_hide_post":"","_relevanssi_hide_content":"","_relevanssi_pin_for_all":"","_relevanssi_pin_keywords":"","_relevanssi_unpin_keywords":"","_relevanssi_related_keywords":"","_relevanssi_related_include_ids":"","_relevanssi_related_exclude_ids":"","_relevanssi_related_no_append":"","_relevanssi_related_not_related":"","_relevanssi_related_posts":"5228,2552,2529,2544,2548,2540","_relevanssi_noindex_reason":"","_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[64,7],"tags":[],"post_folder":[63],"class_list":["post-2519","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-1948-01","category-assemblea"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2519","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2519"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2519\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6078,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2519\/revisions\/6078"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2519"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2519"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2519"},{"taxonomy":"post_folder","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fpost_folder&post=2519"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}