{"id":2513,"date":"2023-09-17T21:38:16","date_gmt":"2023-09-17T19:38:16","guid":{"rendered":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=2513"},"modified":"2023-10-21T00:38:25","modified_gmt":"2023-10-20T22:38:25","slug":"mercoledi-21-gennaio-1948","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=2513","title":{"rendered":"MERCOLED\u00cc 21 GENNAIO 1948"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"2513\" class=\"elementor elementor-2513\" data-elementor-post-type=\"post\">\n\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-5ed843e elementor-section-full_width elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"5ed843e\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-59bfb57\" data-id=\"59bfb57\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-7ec9c0f elementor-align-right elementor-widget elementor-widget-button\" data-id=\"7ec9c0f\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"button.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-button-wrapper\">\n\t\t\t\t\t<a class=\"elementor-button elementor-button-link elementor-size-sm\" href=\"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/19480121_1.pdf\" target=\"_blank\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-content-wrapper\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-icon\">\n\t\t\t\t<i aria-hidden=\"true\" class=\"icon icon-view\"><\/i>\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-text\">Versione PDF<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-00024c4 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"00024c4\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p>ASSEMBLEA COSTITUENTE<\/p><p>CCCLVII.<\/p><p>SEDUTA DI MERCOLED\u00cc 21 GENNAIO 1948<\/p><p>PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE <strong>CONTI<\/strong><\/p><p>indi<\/p><p>DEL PRESIDENTE <strong>TERRACINI<\/strong><\/p><p><strong>INDICE<\/strong><\/p><p><strong>Disegno di legge <\/strong>(<em>Seguito della discussione<\/em>)<strong>:<\/strong><\/p><p>Norme per l\u2019elezione del Senato della Repubblica (61).<\/p><p>Presidente<\/p><p>Nitti<\/p><p>Russo Perez<\/p><p>La Rocca<\/p><p>Togliatti<\/p><p>Lucifero<\/p><p>Nenni<\/p><p>Piccioni<\/p><p>Targetti<\/p><p>Mazzei<\/p><p>Micheli, Presidente della Commissione<\/p><p>Reale Vito<\/p><p>Piccioni<\/p><p>Laconi<\/p><p>Gronchi<\/p><p><strong>Interrogazioni<\/strong> (<em>Annunzio<\/em>)<strong>:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p>La seduta comincia alle 16.<\/p><p>MAZZA, <em>ff. Segretario<\/em>, legge il processo verbale della precedente seduta pomeridiana.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Seguito della discussione del disegno di legge: Norme per l\u2019elezione del Senato della Repubblica (61).<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019ordine del giorno reca: Seguito della discussione del disegno di legge: Norme per l\u2019elezione del Senato della Repubblica (61).<\/p><p>Dobbiamo esaminare il Titolo II: \u00abDegli uffici elettorali circoscrizionali e regionali\u00bb.<\/p><p>\u00c8 iscritto a parlare l\u2019onorevole Nitti. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>NITTI. Far\u00f2 brevi dichiarazioni, piuttosto che un discorso, nella speranza di porre la questione, che pu\u00f2 dividerci, in forma che ci possa unire.<\/p><p>In fondo, qui si tratta di una questione semplice, che poi per via ha preso atteggiamento diverso da quello che doveva avere e che aveva in origine.<\/p><p>Nella elezione del Senato, quali norme, quali princip\u00ee devono prevalere? Noi abbiamo affermato chiaramente in un ordine del giorno, che dovrebbe essere costitutivo: noi dobbiamo fare le elezioni con il collegio uninominale. Questo non pu\u00f2 essere materia di controversia. Il Presidente stesso vedr\u00e0 che non \u00e8 possibile ritornare su questa questione. Il Senato, dunque, dovr\u00e0 essere eletto in base al principio del collegio uninominale. Questo principio richiede due cose: la prima \u00e8 che si voti un solo nome, ci\u00f2 \u00e8 semplice. La seconda \u00e8 che, se non si riesca su un solo nome ad avere quella maggioranza richiesta per la validit\u00e0 della votazione, si trovi un\u2019altra via, la via normale o l\u2019anormale. Anche su questo non esiste dubbio. Quando si parla di scrutinio di lista, si parla di tante cose che possono essere diverse l\u2019una dall\u2019altra; vi pu\u00f2 essere uno scrutinio di lista o un altro, una forma o un\u2019altra. Ma collegio uninominale vuol dire una sola cosa: che si voti su un solo nome e che, se su un solo nome non si raggiunga la maggioranza, si ricorra alla forma che \u00e8 detta del ballottaggio si proclami chi ha avuto maggior numero di voti.<\/p><p>Ogni cosa diversa \u00e8 contraria a ci\u00f2, cui ci siamo impegnati.<\/p><p>Dovremo votare come in quasi tutti i paesi civili e progrediti. I Paesi che hanno il collegio uninominale sono ormai i grandi Paesi d\u2019Europa e del mondo, perch\u00e9 lo scrutinio di lista \u00e8 una superfetazione tardiva che, ove esiste, sta dando risultati negativi che saranno prima o poi disastrosi.<\/p><p>Potremo discutere se per essere eletti al primo scrutinio occorra il 30, il 40, il 50 per cento e, se vi piace, di pi\u00f9 e non altro. Se il <em>quorum<\/em> richiesto non si raggiunger\u00e0, avremo dinanzi a noi parecchie vie. In Inghilterra viene eletto chiunque abbia pi\u00f9 voti di fronte agli altri candidati, e credo sia questo il sistema migliore, o almeno il pi\u00f9 semplice. E in Francia? Pochi anni or sono non esistevano nel mondo che due grandi repubbliche: la Francia in Europa e gli Stati Uniti d\u2019America.. La Francia aveva il collegio uninominale e il ballottaggio tra i due candidati con maggior numero ai voti.<\/p><p>In America \u00e8 stato sempre in vigore il sistema uninominale. La lotta \u00e8 semplice perch\u00e9 viene in generale fatta da due partiti e, com\u2019\u00e8 naturale, quando due partiti sono in contesa, quello che vince, venendo a rappresentare la maggioranza, \u00e8 nettamente indicato a costituire il Senato. In America si fanno le elezioni a doppio grado. Tutti gli elettori votano, ma votano per coloro che saranno i rappresentanti nell\u2019Assemblea che sceglier\u00e0 il vincitore: forma anche questa diversa dalle altre, ma sempre di vero collegio uninominale.<\/p><p>In America vi sono due senatori per ogni Stato. Lo Stato che ha, come il Vermont, qualche centinaio di migliaia di abitanti, o come lo Stato di New York, tanti milioni di abitanti, ha allo stesso modo due senatori.<\/p><p>Qual \u00e8 la situazione del Senato? Io riconosco di essere particolarmente responsabile delle disposizioni che in questo progetto riguardano il Senato. Alcuni in principio non vedevano la necessit\u00e0 di una seconda Assemblea legislativa. Credevano fosse cosa inutile, e che bastasse una sola Camera. Io sostenni sempre che ci\u00f2 sarebbe stato un pericolo mortale. Non esisteva infatti al mondo nessun Paese serio che avesse potuto vivere a lungo con una sola Camera. Altra cosa sono le fugaci forme di un periodo rivoluzionario, altra cosa \u00e8 l\u2019amministrazione di un grande Stato. Io insistetti per le due Camere e poi, con una persistenza che fu spesso fastidiosa a questa Assemblea, volli precisare quale doveva essere la vera funzione del Senato. Ed esposi idee che non sempre coincidevano con quelle della maggioranza che vedeva il Senato, per ragioni diverse, con una certa prevenzione. Io sostenni non solo che il Senato fosse necessario, ma vidi nel Senato la grande Assemblea su cui lo Stato italiano, cos\u00ec dilaniato e depresso da tante agitate passioni, potesse pi\u00f9 facilmente, o meno difficilmente, essere ricostruito; e insistetti su alcuni princip\u00ee che mi parevano fondamentali. Il Senato e la Camera dovevano essere cose completamente diverse per la loro origine, ma con gli stessi diritti. Per la prima volta, fra gli Stati europei noi abbiamo un nuovo Senato, con gli stessi diritti e composto \u2013 come del resto \u00e8 altrove, per quello che riguarda la composizione \u2013 in modo del tutto diverso.<\/p><p>La Camera pu\u00f2 essere eletta a suffragio universale, senza divisione; il Senato deve venire dal suffragio universale, ma deve essere diversamente eletto, in tal guisa che prevalga il criterio della scelta degli individui: quindi collegio uninominale. Il Senato, nel mio concetto, su cui insistetti cos\u00ec a lungo, deve essere, per la sua composizione, la grande Camera \u2013 non vi scandalizzate della parola, non create un equivoco \u2013 deve essere la grande Camera conservatrice. Conservatrice? non vuol dire gi\u00e0 refrattaria a riforme e nemica di ogni progresso, come nella volgare interpretazione si potrebbe credere, ma conservatrice del regime e della essenza delle istituzioni fondamentali. Difatti questa funzione, in una forma o nell\u2019altra, l\u2019ha nei principali paesi in cui esiste.<\/p><p>Il Senato deve essere stabile, fuori delle crisi.<\/p><p>Io volevo un Senato che non scadesse mai, ed \u00e8 stato un errore prendere un solo paragrafo della mia proposta nella Costituzione e limitarlo a sei anni. Io volevo un Senato come \u00e8 in America, come era in Francia fino a ieri, che non scadesse mai, che si rinnovasse senza scadere, a differenza della Camera dei deputati. In America la Camera dei deputati scade ogni due anni; \u00e8 in perpetuo movimento. La grande Costituzione americana vuole un Senato che rimanga sempre. La Camera ha solo la durata di due anni e si rinnova completamente. Viceversa, il Senato non si scioglie mai. Dura sei anni e ogni due anni si rinnova per un terzo. Cos\u00ec si d\u00e0 al Senato quella potente immobilit\u00e0 nella continuit\u00e0, che crea la sua funzione permanente e lo rende stabile.<\/p><p>Dove il Senato non scade mai ed \u00e8 sempre in vita vi \u00e8 senso di stabilit\u00e0 legislativa: il Senato non scade mai completamente; ma si rinverdisce sempre.<\/p><p>In America la Camera dei rappresentanti, rinnovandosi a suffragio universale diretto ogni due anni, rende possibile seguire tutte le variazioni della volont\u00e0 popolare; il Senato, non scadendo mai, ma rinnovandosi solo per un terzo ogni due anni, crea la stabilit\u00e0 legislativa e politica.<\/p><p>Il Senato deve essere sempre la grande Camera nella sua permanente stabilit\u00e0, ma il Senato deve essere anche la Camera che continua senza mai mutare interamente quelle istituzioni che formano la base dello Stato.<\/p><p>Senatori e deputati hanno, dove esistono, diversa durata. Noi stessi, nella nostra Costituzione, abbiamo stabilito che per i deputati e per i senatori \u00e8 diversa la durata del mandato: pi\u00f9 lunga per i senatori.<\/p><p>In Inghilterra l\u2019elezione dei deputati avviene a primo scrutinio, qualunque sia il numero dei voti riportati dai candidati. Da noi, come in Francia, vi \u00e8 o vi \u00e8 stato il sistema del ballottaggio. Che cos\u2019\u00e8 il ballottaggio? \u00c8 il sistema per cui fra i due candidati che hanno avuto il maggior numero di voti, si stabilisce una seconda elezione.<\/p><p>Ora noi ci siamo obbligati a fare il Senato con lo scrutinio uninominale e in conseguenza col ballottaggio; un ordine del giorno, ripetutamente confermato, ha ci\u00f2 stabilito. Questa non \u00e8 materia di dubbio. Parecchi oratori hanno spiegato come non si possa mai cambiare ci\u00f2 che \u00e8 ormai definito. Bisognava che si procedesse sicuramente su questa via.<\/p><p>In un primo momento noi attendevamo che il Governo proponesse il disegno di legge destinato a regolare questa materia basandosi su questi due princip\u00ee e che regolasse il modo in cui deve avvenire l\u2019elezione e con quale numero di voti, qualora non si accettasse l\u2019ordinamento inglese e si giungesse al ballottaggio.<\/p><p>Dal primo momento il Governo ha avuto una certa diffidenza per il collegio uninominale ed il ballottaggio, tanto \u00e8 vero che non ci ha presentato che assai tardi le sue proposte. Fu soltanto 1\u201911 dicembre che il Governo present\u00f2 le sue proposte, che pi\u00f9 tardi ebbero conferma nella proposta presentata il 18 dicembre. Dunque, lunga meditazione.<\/p><p>La prima proposta mi dest\u00f2 preoccupazione. Perch\u00e9, in realt\u00e0, che cos\u2019era? Non il collegio uninominale, ma qualcosa che lontanamente poteva assomigliargli. E poi il Governo eman\u00f2 una serie di provvedimenti che infirmavano la natura stessa del collegio uninominale, tanto \u00e8 vero che furono ragione di incertezza nel Relatore del disegno di legge e di trepidanza per spiegare delle cose che potevano essere dette semplicemente. Siccome doveva adattarsi al collegio uninominale una cosa che non era compatibile, che era diversa per tutte le conseguenze che ne derivavano, si trovarono disposizioni di lunghe pagine intere, articoli che dovevano spiegare ci\u00f2 che non era spiegabile: il collegio uninominale, che non esisteva pi\u00f9 e che si voleva fare esistere nelle apparenze. E adesso ci troviamo di fronte alle proposte di un collegio uninominale che non \u00e8 pi\u00f9 tale se non in parte.<\/p><p>Stabilire il collegio uninominale era materia semplice, che non poteva dividere. La Commissione che preparava questa materia doveva soltanto stabilire il numero di voti necessari per la elezione a primo scrutinio; e se non si fosse raggiunto, bisognava definire il ballottaggio tra i due che avevano maggior numero di voti.<\/p><p>Vi \u00e8 ora un progetto complicato, con una Commissione che si divide in maggioranza e minoranza, e ci\u00f2 che tende ad eclissarsi, almeno in parte, \u00e8 il collegio uninominale.<\/p><p>In una materia che doveva essere cos\u00ec semplice, non vi era che da fare una sola cosa: stabilire in quattro o cinque semplici articoli il collegio uninominale.<\/p><p>Ora, votando il primo scrutinio del collegio uninominale, noi non lo votiamo in forma definitiva, con tutte le conseguenze che ne susseguono.<\/p><p>Io pensavo che la Camera e il Senato dovessero essere diversi, non solo per la forma di elezione, ma per il funzionamento; e perci\u00f2 voi ricorderete quali furono le proposte mie. Io proposi una Camera interamente differente. Si era votato con idee molto giovanili. Si volle una Camera di uomini nuovi e si fiss\u00f2 che l\u2019et\u00e0 degli elettori fosse di 21 anni. Ma io proposi \u2013 credo non ingiustamente \u2013 che il Senato dovesse essere votato da elettori di 25 anni, cio\u00e8 da uomini che avessero superato l\u2019et\u00e0 pi\u00f9 disposta alla violenza. L\u2019esperienza politica in tutta Europa ha dimostrato che i temperamenti pi\u00f9 accessibili alla violenza sono in gran parte di uomini di et\u00e0 inferiore ai 25 anni.<\/p><p>Ora, ci\u00f2 che pi\u00f9 conta, gli eletti della Camera dei deputati possono essere molto giovani. Si pu\u00f2 essere eletti a 25 anni; al Senato devono avere 40 anni, e avere quella saggezza e quella responsabilit\u00e0 che viene dall\u2019esperienza e dalla conoscenza.<\/p><p>Io desideravo anche che fosse possibile che il Senato avesse insieme a queste forme di saggezza, che derivano dall\u2019et\u00e0, quelle che derivano dalla funzione, e quindi insistetti molto perch\u00e9 il Senato fosse diverso dalla Camera e per la forma della costituzione e per il suo funzionamento. E cos\u00ec noi siamo arrivati a questa conclusione: di fare un Senato ed una Camera diversi.<\/p><p>Noi ci siamo obbligati, dunque, a votare per un nuovo Senato, che ha diversa origine, diverso funzionamento e che, anche avendo gli stessi diritti, deve esplicarli diversamente.<\/p><p>In questa situazione dunque noi ci troviamo semplicemente di fronte al fatto: come procedere alle elezioni del Senato? L\u2019elezione dei senatori deve esser fatta votando per un solo nome in ogni collegio uninominale. Se nessun candidato raggiunge il numero di voti stabilito della legge, \u00e8 indetta una nuova votazione per ballottaggio.<\/p><p>Fino a pochi giorni or sono la soluzione del ballottaggio pareva la pi\u00f9 semplice, anche a coloro che ora non la vogliono o mostrano di non volerla.<\/p><p>Il ballottaggio implica che una nuova votazione avvenga per i due candidati che abbiano riportato il maggior numero di voti.<\/p><p>Quali possono essere le difficolt\u00e0? E perch\u00e9 vi sono ora resistenze che qualche giorno fa non vi erano?<\/p><p>Ieri l\u2019onorevole Rubilli, che ha fatto un esauriente discorso che mi obbliga ad omettere molta parte delle cose che volevo dire, si \u00e8 per\u00f2 fermato sulle ragioni per cui nella Commissione non si \u00e8 data esecuzione alle disposizioni che regolano questa materia.<\/p><p>Io non credo necessario tornare su questa materia.<\/p><p>Ammetto senza difficolt\u00e0 che tutti abbiano agito in buona fede e tutti con lo stesso sentimento di sincerit\u00e0. Lascio ogni controversia per stabilire se alcune deliberazioni siano state prese regolarmente, se alcune cose che si attribuiscono al Governo siano state o non siano state dette. Ci\u00f2 non ha importanza. Oramai suppongo che tutti abbiano detto la verit\u00e0, che non vi sia il minimo di malafede in alcuno. Ma suppongo che ci\u00f2 non alteri la questione. La questione \u00e8 solo questa: siamo obbligati noi a votare col collegio uninominale? Senza dubbio s\u00ec. Non vi \u00e8 nulla che possa mutare una votazione precedente. Come regoleremo il ballottaggio? Tutto ci\u00f2 pu\u00f2 essere stabilito senza nessuna difficolt\u00e0. Quindi, lasciando da parte le controversie procedurali, non ci resta, avendo votato per il collegio uninominale, che votare ora sul ballottaggio. Quindi la mia richiesta \u00e8 semplice: votato il suffragio universale, limitiamoci ora a stabilire le norme di applicazione. \u00c8 inutile cercare di riprendere il problema, come fa il disegno di legge ministeriale, che ha diviso in maggioranza e minoranza la Commissione, la quale doveva essere concorde nella realt\u00e0 della soluzione logica e chiara. Ammesso il collegio uninominale, bisogna stabilire ora le forme di applicazione attraverso il ballottaggio. Perch\u00e9 molti, che erano favorevoli, sembrano ora perplessi e vogliono, per quanto riguarda il collegio uninominale, da una parte, nella prima votazione, applicarlo e dall\u2019altra non applicarlo affatto?<\/p><p>Io credo che il Ministro dell\u2019interno non si trovi in alcuna difficolt\u00e0 per redigere i pochi articoli che devono regolare logicamente l\u2019attuazione del collegio uninominale, i pochi articoli riguardanti cio\u00e8 il ballottaggio. Perch\u00e9 vi \u00e8 incertezza? Perch\u00e9 queste disposizioni da una parte o da molti sono cos\u00ec tardivamente accolte con diffidenza? Perch\u00e9 vi \u00e8 tardivamente un acre piacere di trovare nell\u2019applicazione del collegio uninominale tutti gli inconvenienti che invece non vi sono? La verit\u00e0 \u00e8 che si vedono le cose dal punto di vista elettorale.<\/p><p>La diffidenza \u00e8 giunta a tal punto che si creano ipotesi non vere e non controllate che determinano o possono determinare divisioni politiche che non sono giustificate.<\/p><p>A suo tempo risponder\u00f2 nel modo pi\u00f9 efficiente, pi\u00f9 sicuro e pi\u00f9 decisivo per quello che mi riguarda. Risponder\u00f2 quando potr\u00f2 dimostrare come stanno le cose e dove sono gli equivoci. Si \u00e8 voluto perfino (quanta e ridicola fantasia) dire che, proponendo e difendendo il collegio uninominale per il Senato, ho agito contro la Chiesa. Si pu\u00f2 essere pi\u00f9 folli? Io ho il diritto di fronte a voi di dire che ho avuto la gratitudine della Chiesa nelle ore pi\u00f9 difficili dell\u2019altra guerra. Pubblicher\u00f2 nei mesi prossimi un libro in cui riprodurr\u00f2 gli autografi dei grandi Capi della Chiesa, che riconoscono la nobilt\u00e0 e la grandezza della mia opera.<\/p><p>Qui dentro, in questa Assemblea, in un\u2019ora difficile, quando si voleva impedire che gli accordi vaticani fossero confermati dalla Costituzione, sono venuto io solo ad assumermi per primo la responsabilit\u00e0. Ora, pur essendo contrario all\u2019inutile inclusione di quell\u2019articolo nella Costituzione, ho detto che io, anche essendo convinto della inutilit\u00e0, volevo dare l\u2019esempio di un uomo che vota a favore dell\u2019interesse pubblico; perch\u00e9 non volevo alcuna divisione fra la Chiesa e lo Stato in un momento cos\u00ec pericoloso. Non volevo ritornare su argomenti che potevano essere materia di dissidio.<\/p><p>Mi assumo l\u2019impegno davanti a voi che fra alcuni mesi io, che ho voluto sempre tacere, pubblicher\u00f2, a smentire le persone che mi hanno attaccato su questo argomento e che mi hanno presentato come avversario della Chiesa, i documenti autografi dei grandi Capi della Chiesa, i quali mi hanno scritto che io ero l\u2019italiano pi\u00f9 necessario all\u2019Italia in un\u2019ora difficile.<\/p><p>Si \u00e8 detto persino che io avrei accettato l\u2019idea del collegio uninominale per avere l\u2019appoggio dei comunisti nella mia situazione politica e per i miei propositi d\u2019avvenire. Quale idiota poteva dire cosa s\u00ec cretina?<\/p><p>Calcolate dunque su questa pubblicazione che render\u00e0 ridicoli gli attacchi indiretti di persone troppo imprudenti e troppo immemori.<\/p><p>Domando ai miei amici comunisti, che ho considerato sempre con lo stesso riguardo, pur essendo tanto discorde, se ho mai parlato con loro di queste cose; se ho fatto mai cose a cui non penso; se ho mai pensato ad unioni con loro per scopi di Governo, come la Democrazia cristiana. Ho sempre sfuggito unioni e combinazioni; e potendo avere il Governo, l\u2019ho rifiutato quando mi sembrava doversi fare unioni di uomini, non di programmi precisi e di idee. Invito l\u2019onorevole De Gasperi a dire, da parte sua, se nelle ore difficili non gli sono stato di aiuto disinteressato. Lasciamo, dunque, questi ridicoli argomenti, che mi farebbero piangere, se non mi facessero ridere, e che non possono giungere fino a me da qualunque parte vengano. Sono cos\u00ec bassi che non mi raggiungono.<\/p><p>Dunque, torniamo semplicemente a quelli che sono i nostri doveri. Perch\u00e9 questa preoccupazione del collegio uninominale? Si dice che si faranno accordi facilmente tra i rossi. Parlando di rossi, si parla soprattutto di comunisti, perch\u00e9 gli altri rossi si sono talmente indeboliti che alcuni, avvicinandosi al Governo, si sono al punto sbiaditi da divenire reazionari.<\/p><p>Ora, dunque, non avendo avuto mai nessun discorso con quelli che si chiamano i rossi su questa materia, io sono completamente libero, disinteressato e soprattutto desideroso, nell\u2019interesse degli uni e degli altri, di quella unit\u00e0 ideale che in questa ora di sgomento ho sempre creduto necessaria alla Patria.<\/p><p>Noi siamo in una situazione preoccupante e l\u2019Italia \u00e8 ora pi\u00f9 che mai minacciata dai pi\u00f9 grandi pericoli.<\/p><p>Non \u00e8 vero ci\u00f2 che si pubblica ogni giorno della nostra situazione, che nei giornali si descrive contro la verit\u00e0, migliorata, anzi cambiata, trasformata da un giorno all\u2019altro. Io so la gravit\u00e0 estrema dell\u2019ora che attraversiamo, e so come non bisogna mentire n\u00e9 sulla situazione economica del Paese, n\u00e9 sulle difficolt\u00e0 di mantenere la sicurezza e la pace, n\u00e9 su tutto quello che riguarda la nostra vita sociale.<\/p><p>\u00c8 necessit\u00e0 per noi uscire da questa malinconica situazione con coraggio e con dignit\u00e0. Non voglio creare imbarazzi al Governo. L\u2019ultima volta ho ancora parlato in difesa del Governo De Gasperi, che pure \u00e8 lontano dalle mie idee. Oggi noi stiamo facendo le cose pi\u00f9 inutili. Abbiamo perduto parecchi giorni a discutere l\u2019ordinamento della stampa, quasi che un ordinamento della stampa si potesse inventare all\u2019ultima ora. \u00c8 una delle cose pi\u00f9 difficili a fare e in cui vi \u00e8 grande contrasto d\u2019interessi. Abbiamo finito per non farne nulla: soluzione logica, se non elegante.<\/p><p>Ora, qui non ci possiamo concedere questo lusso. Noi ci troviamo di fronte ad un preciso dovere di legge. Noi dobbiamo fare quegli ordinamenti che rendano possibile di far funzionare la Costituzione. Potevamo fare o non fare la legge sulla stampa; dobbiamo per necessit\u00e0 fare la legge sul Senato, se no la Costituzione, mancando il Senato, non funzioner\u00e0.<\/p><p>Il nostro compito finir\u00e0 con il 31 gennaio e non potremo prolungare la vita della Costituente.<\/p><p>Una legge che regoli la formazione del Senato \u00e8 assolutamente necessaria per la vita costituzionale e non pu\u00f2 essere differita. In questa materia non si pu\u00f2 andare a furia di ostruzionismo e nemmeno pensare continuamente a fare, secondo il caso, votazioni segrete o per appello nominale. Noi dobbiamo votare il disegno di legge per il collegio uninominale, con tutte le conseguenze che esso apporta, e cos\u00ec nel pi\u00f9 breve tempo possibile.<\/p><p>In ogni modo, io sono contrario a qualunque cosa che non ci permetta di arrivare rapidamente a definire questa materia. Non possiamo concederci pi\u00f9 proroghe: non abbiamo n\u00e9 il diritto, n\u00e9 la forza, n\u00e9 la possibilit\u00e0. Dobbiamo presentare la legge al Capo dello Stato, che dovr\u00e0 promulgarla prima che scada questo termine fatale del 31 gennaio. Dobbiamo farlo inevitabilmente; dobbiamo unirci in questo comune sforzo, dimenticando le nostre reciproche antipatie, che non mancano di avere un certo significato.<\/p><p>Il Ministro dell\u2019interno preparer\u00e0, io spero, gli articoli di questo disegno di legge, che occorrono per poter fare le elezioni del Senato. Questi articoli, come ho detto, devono essere brevi e semplici.<\/p><p>La preoccupazione di alcuni democristiani \u2013 parliamo sempre in via di sincerit\u00e0 \u2013 \u00e8 che questa forma possa nuocere al loro gruppo ed al loro movimento; io non credo, perch\u00e9 ho sentito da altri che rappresentano i programmi di parte opposta, dire il contrario: molti sono convinti che giover\u00e0 ai democristiani. Per me questo non \u00e8 argomento decisivo, perch\u00e9 giovare o nuocere sono ipotesi pi\u00f9 che realt\u00e0, nella situazione attuale.<\/p><p>Ma questa incertezza di risultati \u00e8 tale, che rende noi stessi inquieti e diffidenti.<\/p><p>Votiamo puramente e semplicemente il collegio uninominale.<\/p><p>Se, come spero, si trover\u00e0 qualche cosa che, mantenendo gli obblighi assunti, concilii le parti opposte, mantenendo ci\u00f2 che \u00e8 essenziale, io consentir\u00f2 volentieri.<\/p><p>In ogni modo, dichiaro che voter\u00f2 qualunque cosa dia la sicurezza che le elezioni saranno fatte in condizione di validit\u00e0 e che nulla manchi per andare verso le elezioni a collegio uninominale, nei termini che ci siamo proposti.<\/p><p>Non sappiamo che cosa saranno le elezioni. Non credo ai facili presagi; e non possiamo prevedere quali saranno gli avvenimenti dei giorni prossimi, n\u00e9 quale sar\u00e0 la situazione della finanza.<\/p><p>Si trover\u00e0 una forma che metta tutti di accordo rispettando gl\u2019impegni assunti? Ci\u00f2 che si propone non \u00e8 l\u2019accordo. Sarebbe come dimostrare che l\u2019angolo e il triangolo sono la stessa cosa. La proporzionale sar\u00e0 sempre cosa diversa dal collegio uninominale. Cercate di trovare la via dell\u2019accordo. Io sono disposto, per quanto poco valga, ad ogni forma di transigenza possibile e decente, dati gli impegni che abbiamo assunti; ma prego gli amici democristiani di non esagerare. Forse in alcuni di essi \u00e8 la preoccupazione di conquistare e di mantenere una situazione che li spinge all\u2019intransigenza. L\u2019avranno sempre? L\u2019avranno almeno in maggior misura di ora? L\u2019avranno in proporzioni tali da dominare da soli? (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em> So che molti di loro si preoccupano di vedere anche quello che pu\u00f2 essere per loro il risultato di una certa transigenza.<\/p><p>Non si preoccupino soltanto dei loro sogni di dominio. Da questa avversione di alcuni per il collegio uninominale vedo una preoccupazione: essi pensano che i ballottaggi potranno obbligarli ad accordi con partiti affini, accordi che essi ora non desiderano. Ma sono sicuro che anche nella forma che vogliono, non sia uno svantaggio per essi. Sono sicuro che a queste, che loro credono transazioni, saranno obbligati dalle necessit\u00e0. Non forzino le posizioni, perch\u00e9 essi stessi potrebbero averne danno. Per parte nostra, credo che in questo momento \u00e8 nostro compito di aiutare ogni soluzione onesta, con tutta lealt\u00e0. In ogni modo troviamo la via, sia pure, se \u00e8 possibile, transattiva, senza smuoverci dai princip\u00ee fondamentali; cerchiamo la via per venir presto fuori da questa situazione e per uscir fuori dall\u2019incubo che, attraverso vicende anche inattese, si possa non arrivare alle elezioni, cosa che dobbiamo ad ogni costo evitare (<em>Commenti<\/em>)<em>. <\/em>Con questo augurio acconsentirete per lo meno ad ascoltare il mio consiglio. Ben presto pubblicher\u00f2 cose che, senza darmi il lusso di perder tempo a rispondere ad articoli, dimostreranno come da venti anni io ho seguito la stessa via e come nelle ore pi\u00f9 difficili ho avuta l\u2019ammirazione dei Capi della Chiesa, ci\u00f2 che mi metter\u00e0 per lo meno al sicuro di ogni intrigo e far\u00e0 finire pettegolezzi ridicoli che sono anche indegni di me e mi dar\u00e0 ancora la vostra simpatia. (<em>Vivi applausi \u2013 Congratulazioni<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. \u00c8 iscritto a parlare l\u2019onorevole Russo Perez. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>RUSSO PEREZ. Onorevoli colleghi! Io ho definito questa la battaglia contro il Senato, non per il Senato, cio\u00e8 la battaglia contro quel tipo di Senato che \u00e8 stato voluto dalla Costituente e che \u00e8 stato voluto in modo irrevocabile, perch\u00e9 i nostri lavori si sono chiusi al 31 dicembre e la nuova Costituzione \u00e8 gi\u00e0 in vigore.<\/p><p>In questa contesa naturalmente trionfer\u00e0 o il dovere, o l\u2019interesse. Naturalmente non parlo di interessi materiali n\u00e9 di interessi personali. Parlo di interessi di partiti. Qualcuno mi dir\u00e0 che la tesi opposta \u00e8 sostenuta nell\u2019interesse del Paese; vedremo se \u00e8 cos\u00ec.<\/p><p>Innanzitutto, io desidero ritornare ad un punto che non \u00e8 stato sufficientemente chiarito, cio\u00e8 i rapporti fra la Commissione per lo studio del disegno di legge ed il Ministro dell\u2019interno, in relazione a quello che \u00e8 stato chiamato progetto di maggioranza e che io viceversa chiamo progetto della Commissione.<\/p><p>Onorevoli colleghi, ho copiato alcuni passi dei verbali originali delle sedute della Commissione. In quello del 22 dicembre trovo quanto adesso vi leggo:<\/p><p>\u00abPresidente: Riassume la discussione e precisa che si potr\u00e0 far presente al Ministro dell\u2019interno che la Commissione non ha ritenuto che il progetto presentato risponda al deliberato dell\u2019Assemblea e pertanto chiede che sia integrato da alcuni articoli che pi\u00f9 fedelmente rispecchino il principio della deliberazione adottata. Accede quindi alla proposta conciliativa dell\u2019onorevole Fabbri, che ritiene la pi\u00f9 adatta\u00bb.<\/p><p>Quale era la proposta Fabbri? La proposta Fabbri suonava cos\u00ec: \u00abLa richiesta della Commissione al Ministro non deve essere intesa come un formale rigetto del disegno di legge, ma come un desiderio di avere un progetto, non gi\u00e0 misto, ma puramente a collegio uninominale, per tener fede alla deliberazione adottata in pubbliche sedute\u00bb.<\/p><p>Quindi, il Presidente accede alla proposta Fabbri e \u00absi assume l\u2019incarico di sollecitare la formulazione di un nuovo progetto che risponda al sistema del collegio uninominale, con le opportune varianti\u00bb.<\/p><p>Quindi, non c\u2019\u00e8 dubbio che la Commissione fu del parere che il primo progetto Scelba non rispondesse al voto dell\u2019Assemblea Costituente sul collegio uninominale.<\/p><p>Seduta dell\u201911 gennaio:<\/p><p>\u00abPresidente. Precisa che nell\u2019ultima riunione non si intese gi\u00e0 di rigettare il progetto Scelba, ma di chiedere al Ministro dell\u2019interno l\u2019integrazione del progetto stesso con alcuni articoli che rispecchiassero il principio del collegio uninominale puro\u00bb.<\/p><p>Dopo di questo, abbiamo la seduta del 13 gennaio ed abbiamo l\u2019ordine del giorno Mazzei, Persico, Dossetti, Lami Starnuti, in cui si dice, cercando di tornare sulle decisioni gi\u00e0 pi\u00f9 volte prese e confermate, che \u00abla Commissione ritiene che non vi siano pregiudiziali contro il progetto Scelba come base di discussione\u00bb.<\/p><p>Ebbene, la nostra Commissione rigett\u00f2 questo ordine del giorno. \u00c8 chiaro, quindi, onorevoli colleghi, che vi furono diversi tentativi per infirmare il voto della Costituente e della Commissione, ma rimasero tutti infruttuosi. Fummo d\u2019accordo nel ritenere che il progetto Scelba non rispondesse ai criteri del collegio uninominale.<\/p><p>Alcuni trovano che mediante l\u2019applicazione del nostro progetto, cosiddetto di maggioranza, e che \u00e8 quello della Commissione, si potrebbero avere dei senatori la cui elezione riposasse su una base troppo ristretta, sopra un numero di voti minimo.<\/p><p>Orbene, amici della Assemblea Costituente, quelli che si lamentano di ci\u00f2 sono coloro che hanno fabbricato i 107 senatori per meriti carcerari o per scambio di cortesie.<\/p><p>Badate, dicendo \u00abmeriti carcerari\u00bb non intendo affatto sminuire il sacrificio di coloro che sono stati in carcere, il che pu\u00f2 rappresentare un martirio; ma il martirio pu\u00f2 dare l\u2019aureola e non la capacit\u00e0.<\/p><p>\u00c8 inutile che io ritorni su quanto gi\u00e0 disse l\u2019onorevole Rubilli ieri: l\u2019Assemblea si espresse in forma inequivocabile in diverse occasioni; e cos\u00ec il 25 settembre, respingendo l\u2019ordine del giorno Perassi; il 7 ottobre, approvando l\u2019ordine del giorno Nitti; il 16 dicembre, respingendo il nuovo ordine del giorno Perassi, il quale tendeva ad ottenere che, mediante una disposizione transitoria, il primo Senato fosse eletto col sistema proporzionale. Alla proposta Perassi fu opposta la pregiudiziale Cevolotto, e questa fu accettata dall\u2019Assemblea, che riconferm\u00f2 ancora una volta il suo proposito.<\/p><p>Vediamo un po\u2019 adesso che cosa si dice in contrario per sostenere che il sistema proposto dalla maggioranza non risponde ai voti dell\u2019Assemblea. Io ho letto questa mattina un giornale, il cui titolo potete indovinare dal contenuto dell\u2019articolo stesso. L\u2019articolo \u00e8 intitolato: \u00abDifendiamo la Costituzione\u00bb. Onorevoli colleghi, si sostiene in questo articolo che il nostro progetto \u2013 il progetto della Commissione \u2013 esaspera il principio del Collegio uninominale, introducendo il criterio della maggioranza relativa; mentre il secondo sistema, quello della minoranza, si sforza di porre in armonia il Collegio uninominale, deliberato dall\u2019Assemblea in seguito all\u2019approvazione dell\u2019ordine del giorno Nitti, coi princip\u00ee consacrati dall\u2019articolo 57 della Costituzione. E conclude: \u00abecco perch\u00e9 la proposta della maggioranza parlamentare, di adottare il sistema uninominale senza correttivo, appare costituzionalmente e politicamente assurda\u00bb.<\/p><p>Onorevoli colleghi, \u00e8 stato dimostrato gi\u00e0 ieri dall\u2019onorevole Rubilli, con la chiarezza, la precisione e la incisivit\u00e0 che gli sono proprie, che \u00e8 quello della minoranza il sistema che non tiene conto dei voti dell\u2019Assemblea; mentre da lui stesso \u00e8 stato dimostrato che il sistema proposto da noi non solo tiene conto del voto dell\u2019Assemblea \u2013 che l\u2019elezione del Senato debba essere fatta col sistema del Collegio uninominale \u2013 ma tiene anche conto del contenuto dell\u2019articolo 57 del nuovo Statuto, nel quale \u00e8 stabilito che il Senato deve essere eletto a base regionale. Durante i lavori della Commissione ho proposto \u2013 e ripropongo ancora con un emendamento all\u2019articolo 18 \u2013 che l\u2019elezione avvenga a primo scrutinio, col sistema della maggioranza relativa, cos\u00ec come avviene in Inghilterra.<\/p><p>Questa mia proposta \u00e8 stata respinta dalla Commissione con lo scarto di un voto: dieci voti contro nove. E allora si cominci\u00f2 a discutere intorno al problema del <em>quorum<\/em>. Naturalmente, da parte della minoranza si tendeva ad arrivare ad un <em>quorum<\/em> cos\u00ec alto, che rendesse impossibile o quasi l\u2019elezione a primo scrutinio e consentisse, quindi, di ritornare al famoso agganciamento, cio\u00e8 al sistema proporzionale; mentre da parte nostra si cercava di stabilire un <em>quorum<\/em> minimo, che si avvicinasse al sistema uninominale puro. Ricordo che l\u2019onorevole Fabbri propose il dieci per cento e la proposta fu respinta. Quindi, si vot\u00f2 per il <em>quorum<\/em> del venticinque per cento: la proposta fu approvata dopo prova e controprova. Per\u00f2, a questo punto, intervenne l\u2019onorevole Fuschini \u2013 della cui tenacia nessuno pu\u00f2 dubitare; ricordate come ha difeso la lista nazionale, sembrava Farinata degli Uberti&#8230; (<em>Interruzione del deputato Fuschini<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Intervenne, dunque, l\u2019onorevole Fuschini e disse che aveva diritto di votare anche lui. Nessuno si turb\u00f2. E allora egli aggiunse che il sistema da noi seguito era un sistema fascista e dinanzi a questa parola tutti si intimidirono, la votazione fu ripetuta e il venticinque per cento non fu accettato.<\/p><p>Finalmente si arriv\u00f2 al 40 per cento, e a questo punto l\u2019amico onorevole Dossetti sosteneva che si dovesse andare ancora oltre, a furia di tentativi. Ma naturalmente si rispose che il principio di andar oltre reggeva fino al momento in cui non ci fosse una votazione positiva; ma dal momento che questa era intervenuta, si doveva accettare il quaranta per cento.<\/p><p>Allora nacque il problema della coordinazione. Onorevoli colleghi, tra qualche giorno parleremo \u2013 e forse aspramente \u2013 su questo tema, su questo principio giuridico di coordinare, a proposito dei due Statuti alle prese, quello dell\u2019Assemblea regionale siciliana e quello dello Stato, perch\u00e9 da alcuni per coordinare si intende distruggere uno dei princip\u00ee in contrasto. Ma questo non \u00e8 coordinare: coordinare significa stabilire un ordine in modo che i due princip\u00ee possano reggersi entrambi. E questo dobbiamo fare, a proposito di questa legge per l\u2019elezione del Senato, per ci\u00f2 che concerne l\u2019ordine del giorno Nitti e l\u2019articolo 57 della Costituzione.<\/p><p>Vi fu poi, un intervento, se ricordo bene del democristiano onorario onorevole Lami Starnuti. Gli domando perdono se in un articolo giornalistico l\u2019ho messo tra i democristiani. Non gli ho fatto offesa, perch\u00e9 la Democrazia cristiana \u00e8 naturalmente un partito rispettabile, ma ho equivocato. Tuttavia la sua tenacia, le sue finte, i suoi accorgimenti me lo avevano fatto classificare democristiano. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Credo, dunque, che l\u2019onorevole Lami Starnuti, o un altro della Commissione, disse questo: Quando voi vi ponete di fronte all\u2019articolo 57 della Costituzione, nei quale si dice che il Senato deve essere eletto a base regionale, non dovete intendere la Regione nel senso territoriale, dovete intenderla in senso organico.<\/p><p>Ci cominciamo ad avvicinare alle cortine fumogene, come avviene per tutte quelle argomentazioni che ho trovato nel progetto di minoranza. Tra l\u2019altro, io non ho ben capito che cosa significhi \u00abbase organica\u00bb: quel tale agganciamento agli altri candidati delle altre circoscrizioni significa base organica? La risposta fu a noi molto facile, perch\u00e9 abbiamo detto: quando, per esempio, si stabilisce (e si dovrebbe tornare a questa norma) che il candidato debba essere elettore iscritto nelle liste della Regione \u00e8 rispettato organicamente il concetto della Regione; quando, per esempio, noi stabiliamo che qualunque Regione, anche se la sua popolazione, calcolando un senatore per ogni 200.000 abitanti, non lo consenta debba avere sempre sei senatori, noi abbiamo rispettato la base organica.<\/p><p>Quindi, allorch\u00e9 noi affermiamo che, con il nostro sistema, i due princip\u00ee sono entrambi rispettati, noi diciamo una cosa esatta. Dovrebbero ora dimostrarmi, i sostenitori del progetto di minoranza, che essi, scegliendo il principio dell\u2019agganciamento alle altre circoscrizioni, rispettano nel contempo il principio del collegio uninominale. Questo essi non potranno mai dimostralo, perch\u00e9 altrimenti, come ha detto poc\u2019anzi l\u2019onorevole Nitti, avremmo che un triangolo \u00e8 uguale ad un angolo. Noi avremmo, infatti, un sistema di lista, un sistema nettamente, inequivocabilmente proporzionale.<\/p><p>Io sostengo, intendiamoci bene, il sistema uninominale, non per interesse, ma per principio; noi lo abbiamo sostenuto e lo sosteniamo perch\u00e9 siamo convinti che qualunque persona di modesta cultura ed anche di modesta saggezza abbia facilmente ravvisato un gravissimo pericolo nella moderna partitocrazia.<\/p><p>Ci si viene a dire: Ma si tratta pure di una realt\u00e0, con la quale dobbiamo fare i conti, perch\u00e9 questo sistema della proporzionale esiste. Rispondo: Ma quando noi abbiamo un\u2019occasione per poterci almeno parzialmente sganciare da questo sistema, quando noi abbiamo un\u2019occasione per mettere in mostra i valori individuali che hanno disdegnato di imbrancarsi nei partiti, perch\u00e9 dobbiamo trascurare questa occasione?<\/p><p>I sostenitori del progetto di minoranza dicono che, anche con il sistema dell\u2019agganciamento, viene ad essere rispettato il principio del collegio uninominale. Ma io debbo allora essere veramente grato all\u2019onorevole Scelba, il quale ha preferito essere, a questo riguardo, molto pi\u00f9 sincero, perch\u00e9 egli ha chiaramente affermato, a pagina 1 della sua relazione, che tale metodo non risponde affatto al concetto del sistema uninominale. Ed io per questo lo ammiro: glielo dico con sincerit\u00e0.<\/p><p>Dice infatti l\u2019onorevole Scelba, nella sua relazione, a pag. 1: \u00abSi \u00e8 creduto, scartando ogni altra soluzione, di adottare criteri che appaiono pi\u00f9 confacenti ai sistemi elettorali prevalenti in Italia, fondati tutti sul regime dello scrutinio di lista a base proporzionale\u00bb. E, poco oltre, a pagina 2, lo dice anche pi\u00f9 esplicitamente: \u00abOve siffatta designazione manchi, il meccanismo stesso del sistema escogitato comporta la prevalenza di un logico principio proporzionale, basato sempre sulla circoscrizione uninominale\u00bb.<\/p><p>Ora, lasciando andare il \u00ablogico\u00bb, in quanto io sono convinto che sia assolutamente illogico il sistema della proporzionale, cerchiamo di andare al fondo della questione. Sinora siamo stati all\u2019apparenza; i nostri argomenti sono stati, diciamo cos\u00ec, alla superficie della nostra questione, e quelli che l\u2019onorevole Mortati ha usato nella sua relazione di minoranza sono, come ho detto poco fa, cortine fumogene, nient\u2019altro che questo. Il pensiero vero \u00e8 un altro; il pensiero \u00e8 quello della possibile prevalenza, nel futuro Senato, delle sinistre, con cui io, questa volta, insieme all\u2019onorevole Nitti e all\u2019onorevole Rubilli, sarei d\u2019accordo. Perch\u00e9 deve essere stabilito che hanno sempre ragione gli amici democristiani e sempre torto gli avversari dell\u2019estrema sinistra? \u00c8 assolutamente escluso che qualche volta possano avere ragione anche loro e che qualche uomo di destra questa ragione possa lealmente riconoscere?<\/p><p>La verit\u00e0 \u00e8 quella di cui ha parlato don Luigi Sturzo, con l\u2019articolo: \u00abProspettive rosse a Palazzo Madama\u00bb; si teme, cio\u00e8, che le sinistre estreme, data la loro innegabile disciplina, riuniscano pi\u00f9 facilmente in un blocco solido tutti i loro elettori intorno a un loro candidato, mentre ci\u00f2 non riuscirebbe a fare nella stessa misura la Democrazia cristiana e tanto meno gli altri partiti, onde si avrebbe una prevalenza dei rossi nel futuro Senato d\u2019Italia.<\/p><p>Orbene, onorevoli colleghi, io credo di arrivare in fondo alla questione, e vi prego di ascoltarmi tutti. Il sistema del collegio uninominale, lo confesso, pu\u00f2 portare a questi risultati; ma in funzione di un altro elemento, non da solo; e quest\u2019altro elemento \u00e8 nelle mani vostre, o amici democratici cristiani. Voi pensate che la Democrazia cristiana, in un primo momento, sdegnosa di contatti, di connubi, e, se mi consentite, superba, a volte troppo&#8230;<\/p><p>SCELBA, <em>Ministro dell\u2019interno.<\/em> Onesta!<\/p><p>RUSSO PEREZ. &#8230;sdegni i contatti con altri partiti, sdegni di bloccarsi con altri partiti&#8230; (<em>Interruzione del deputato Uberti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>L\u2019argomento \u00e8 interessante, onorevole Uberti, e io certamente guardo al fondo. E allora, dicevo, evidentemente il sistema sarebbe pericoloso. Ma se noi viceversa ipotizziamo una Democrazia cristiana capace di sacrifici, la quale \u00abblocchi\u00bb, come \u00abbloccano\u00bb gli altri, sin da principio con uomini di destra, oppure, vedendo presentarsi in un determinato collegio un uomo di valore che non appartenga ad alcun partito, rinunci alla propria candidatura e lo appoggi, allora il pericolo non c\u2019\u00e8 pi\u00f9. E allora il problema \u00e8 chiaro, amici rispettabilissimi della Democrazia cristiana. Contro la nostra proposta, contro il sistema della maggioranza possono votare tutti coloro che credono che voi non sarete mai capaci di subordinare i vostri interessi di partito agli interessi della Nazione. (<em>Proteste al centro \u2013 Interruzione del deputato Cimenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Tutti coloro che non vi credono capaci di questo sacrificio, i quali credono che il vostro sia un partito che si pu\u00f2 appoggiare, ma non rispettare, possono votare la vostra proposta&#8230; (<em>Interruzione del deputato Cimenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00c8 proprio questo il punto che vi scotta; se ammettete che siete capaci di questo sacrificio: di sacrificare i vostri interessi di partito agli interessi della Nazione, il collegio uninominale non deve farvi paura. (<em>Commenti al centro \u2013 Approvazioni a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Onorevoli colleghi dell\u2019Assemblea Costituente, ho messo il dito sulla piaga. Io dichiaro che sono pronto a votare per il progetto di minoranza, ma solamente quando qualcuno della parte democratica cristiana, invece di protestare come fa adesso, mi dica: \u00e8 vero, tu hai ragione, noi vogliamo restare soli; e, anche se gli interessi della Nazione reclamino che andiamo in compagnia di altri, se anche reclamino che noi appoggiamo i candidati di altri partiti, noi non lo faremo mai. Allora, riconoscendovi incapaci di sacrificio, il sacrificio lo far\u00f2 io, e voter\u00f2 per voi. (<em>Applausi a destra e a sinistra \u2013 Commenti al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. \u00c8 iscritto a parlare l\u2019onorevole La Rocca. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LA ROCCA. Onorevole signor Presidente, onorevoli colleghi, a me pare che sia necessaria una premessa. Noi abbiamo sempre sostenuto il sistema proporzionale; e lo abbiamo sostenuto per ragioni che, in parte, sono citate anche da un uomo che pu\u00f2 chiamare il Partito democristiano con una espressione cara ai vecchi asceti, indubbiamente cara alla Santa senese, la sua pianta spirituale: parlo di Don Luigi Sturzo.<\/p><p>Abbiamo sostenuto la proporzionale, perch\u00e9 abbiamo sempre cercato di creare l\u2019organicit\u00e0 dei partiti, perch\u00e9 abbiamo desiderato che la lotta elettorale si svolgesse su una piattaforma, intorno ad un programma, eliminando gli accordi fra cricche, gruppi o conventicole, perch\u00e9 la proporzionale d\u00e0 modo alle classi lavoratrici di avere la loro giusta rappresentanza. E l\u2019abbiamo sostenuta, anche perch\u00e9, da democratici conseguenti, sappiamo che la proporzionale assicura una espressione adeguata anche alle piccole minoranze.<\/p><p>E per quale ragione ci siamo indotti a accettare, per la formazione del Senato, il sistema uninominale?<\/p><p>Vado oltre. Nel parlare, mi sento fra umiliato e confuso, perch\u00e9 mi pare che questa discussione praticamente ci faccia perdere del tempo prezioso e rischi anche di mettere noi nelle condizioni di uomini che mancano alla loro parola, che sovrattutto diminuisca e abbassi la dignit\u00e0 dell\u2019Assemblea e il rispetto che dobbiamo a noi stessi. Perch\u00e9 noi siamo qui un po\u2019 come gli esecutori testamentari di noi stessi&#8230;<\/p><p>MICHELI, <em>Presidente della Commissione. <\/em>Non \u00e8 possibile questo.<\/p><p>LA ROCCA. S\u00ec, onorevole Micheli, \u00e8 possibile, perch\u00e9 noi qui praticamente siamo un po\u2019 come un seguito, un\u2019appendice dell\u2019Assemblea Costituente, che il 31 dicembre ha concluso i lavori costituzionali, e siamo incaricati unicamente di assolvere il compito che ci \u00e8 stato dato dal famoso decreto del marzo 1946, con cui si attribuiva all\u2019Assemblea Costituente, oltre l\u2019ufficio di elaborare la nuova Costituzione e di approvare i trattati, quello di elaborare le leggi elettorali per la formazione dei nuovi organi legislativi.<\/p><p>Abbiamo approvata la legge elettorale per la Camera dei deputati: dobbiamo adesso elaborare la legge per l\u2019elezione del Senato. Ma in quali condizioni precise?<\/p><p>Noi non abbiamo la facolt\u00e0 o la possibilit\u00e0 di tracciare un binario a nostro piacimento, a nostro arbitrio, secondo le nostre tendenze e i nostri gusti. Noi abbiamo un punto fermo, fissato gi\u00e0 dall\u2019Assemblea Costituente, un punto fermo che \u2013 ripeto \u2013 non possiamo mutare a capriccio.<\/p><p>Giover\u00e0 forse richiamare all\u2019attenzione dei colleghi alcune circostanze di fatto. La questione sulla quale, in generale, si discute oggi, \u00e8 stata gi\u00e0 innumerevoli volte trattata in quest\u2019Assemblea. In una seduta del settembre (mi pare del 25 settembre) l\u2019onorevole Perassi present\u00f2 un ordine del giorno col quale proponeva che la formazione della seconda Camera avvenisse \u2013 tanto per intenderci \u2013 con una sorta di elezione di secondo grado; cio\u00e8 che i Consigli regionali eleggessero tre senatori e che il resto dei senatori spettanti a ciascuna Regione venisse nominato da un corpo elettorale speciale, cio\u00e8 da elettori nominati per l\u2019occasione, dai grandi elettori.<\/p><p>Quest\u2019ordine del giorno non fu votato in prima seduta; e, poi, fu nettamente respinto in una votazione successiva, a scrutinio segreto.<\/p><p>Nel dicembre, si vot\u00f2 un ordine del giorno dell\u2019onorevole Nitti, seguito da un altro dell\u2019onorevole Lami-Starnuti. L\u2019onorevole Nitti proponeva che il Senato venisse eletto a suffragio universale e diretto sulla base del sistema uninominale. E l\u2019ordine del giorno dell\u2019onorevole Nitti fu approvato a scrutinio segreto ed escluse l\u2019esame dell\u2019ordine del giorno Lami-Starnuti, che sosteneva la proporzionale. Inoltre, per la pregiudiziale sollevata dall\u2019onorevole Cevolotto, non pot\u00e9 esser posta in discussione la proposta dell\u2019onorevole Perassi che cercava, per vie indirette, di tornare sulla questione della proporzionale, respinta dall\u2019Assemblea, essendo stato accolto l\u2019ordine del giorno Nitti, il quale stabiliva in maniera inequivocabile che la base dell\u2019elezione del Senato dovesse essere il sistema uninominale.<\/p><p>Cosicch\u00e9, quando col 31 dicembre si \u00e8 concluso il vero e proprio lavoro dell\u2019Assemblea come corpo costituente e si sono prorogati i lavori con un mandato preciso: che cio\u00e8 noi elaborassimo la legge elettorale per il Senato, noi ci siamo trovati e ci troviamo a dover camminare per la via precisamente indicata dall\u2019Assemblea.<\/p><p>E mi si consenta di non ritenere neanche per un istante, che questa Assemblea \u2013 che, ripeto, \u00e8 come un\u2019erede o una esecutrice testamentaria di se stessa per le deliberazioni gi\u00e0 approvate \u2013 possa divenire materia e argomento per una commedia alla Pirandello, per una commedia che, senza voler diminuire con queste parole l\u2019artista, si dia a ricercare un po\u2019 le pulci sull\u2019ombelico: \u00abCos\u00ec \u00e8, se vi pare\u00bb, \u00abLa signora Morli uno e due\u00bb, e \u00abCiascuno a suo modo\u00bb. Noi ci troviamo di fronte a un deliberato dell\u2019Assemblea, il quale stabilisce che il sistema uninominale \u00e8 il sistema per la formazione del Senato.<\/p><p>E perch\u00e9 si \u00e8 venuti a questa conclusione? perch\u00e9 abbiamo aderito a questa conclusione, noi, proporzionalisti, convinti che il sistema proporzionale, se non \u00e8 l\u2019unico metodo per attuare la democrazia, \u00e8 stato tuttavia una grande conquista per il popolo italiano, \u00e8 stato la via per cui la democrazia ha fatto dei passi innanzi nel nostro Paese?<\/p><p>\u00c8 necessario forse ricordare, onorevoli colleghi, quali sono state le discussioni per l\u2019esistenza e per la formazione della seconda Camera? In fondo, mentre da un lato si tendeva a creare una seconda Camera a traverso elezioni di secondo grado o come integrazione di rappresentanza sotto la specie corporativa, dall\u2019altro lato si \u00e8 sostenuto che il Senato dovesse sorgere sopra una base elettiva a suffragio universale diretto, perch\u00e9 esprimesse pienamente la volont\u00e0 popolare. I rappresentanti e gli esponenti delle correnti liberali e i pi\u00f9 grandi maestri di diritto hanno intanto sostenuta la tesi che la seconda Camera non doveva n\u00e9 poteva essere un doppione o un duplicato della prima, perch\u00e9, se il Senato avesse potuto essere la riproduzione della prima, sarebbe stato assolutamente inutile avere due Camere e preferibile volgersi al sistema unicamerale. La seconda Camera non l\u2019abbiamo, certamente, voluta noi, che ci siamo accomodati ad accoglierla, per ragioni esposte a suo tempo.<\/p><p>Il Senato, pure uscendo direttamente dal suffragio universale, come la Camera dei deputati, doveva differenziarsi dalla Camera dei deputati e assolvere al compito di un organo legislativo per un pi\u00f9 ponderato esame, per una pi\u00f9 matura riflessione nella formazione delle leggi. Questa \u00e8 stata l\u2019opinione della maggioranza. Si trattava di stabilire i caratteri distintivi fra i due organi, e si \u00e8 pensato a una diversit\u00e0 nell\u2019elettorato attivo e in quello passivo, si \u00e8 pensato a un rapporto fra l\u2019ordinamento della Regione e il Senato; si \u00e8 pensato, sopra tutto, a un diverso modo, a un diverso sistema di elezione del Senato, secondo, del resto, il pensiero dello stesso Cavour. La via di uscita \u00e8 stato il ritorno al collegio uninominale, il quale consentiva un intimo contatto fra il corpo elettorale e i suoi rappresentanti e la scelta e il vaglio accurato degli uomini: la certezza, cio\u00e8, o la presunzione di determinati requisiti di coltura, di capacit\u00e0, di esperienza, di qualit\u00e0 tecniche nei candidati e negli eletti.<\/p><p>Ecco, in breve, le ragioni del ricorso al sistema uninominale, divenuto, ormai, un impegno solenne per l\u2019Assemblea, che non pu\u00f2 rimettere in gioco le sue precedenti decisioni.<\/p><p>Quando la Commissione speciale, nominata dal Presidente, si riun\u00ec, e il Governo, nel dicembre, present\u00f2 il suo disegno di legge per offrire un materiale ed uno schema alla Commissione, ci trovammo praticamente dinanzi ad un progetto che non rispettava la volont\u00e0 dell\u2019Assemblea. E in che senso? Nel senso che il progetto del Ministro Scelba partiva dal concetto del sistema uninominale, ma lo abbandonava per via e sboccava direttamente nella proporzionale. Credo non vi sia alcuno fra i colleghi, il quale possa seriamente ed onestamente sostenere che il principio del collegio uninominale, secondo lo schema governativo, trionfi, se si richiede che il candidato, per essere eletto, debba raggiungere la met\u00e0 pi\u00f9 uno dei voti validi \u2013 il che, s\u00ec e no, potr\u00e0 valere per un ristretto numero di collegi \u2013 e che, ove non si ottenga tale<em> quorum<\/em>, si applichi, per il computo dei voti e la ripartizione dei seggi, il sistema proporzionale, con il collegamento tra candidati, ecc. Del resto, lo stesso onorevole Ministro riconosce questo innesto della proporzionale sul sistema uninominale, definendo misto lo schema da lui proposto. Ma ha fatto dell\u2019altro, l\u2019onorevole Scelba; partendo dal concetto che per la formazione dei collegi \u00e8 necessario stabilirne i limiti, dovendo creare questi collegi sulla base del vecchio principio del centro circondariale o mandamentale intorno a cui raccogliere il nucleo della popolazione, e tenendo conto che i vecchi collegi uninominali contenevano s\u00ec e no trenta o quarantamila persone, ed oggi la popolazione necessaria per la elezione di un Senatore deve essere di duecentomila, l\u2019onorevole Ministro, nel fissare i termini circoscrizionali, ha adoperato veramente l\u2019ascia ed ha tagliato brutalmente. E quest\u2019ascia, mentre \u00e8 stata brutale, \u00e8 stata anche molto occhiuta; e quello che ne \u00e8 venuto fuori \u00e8 qualche cosa di molto chiaro, si \u00e8 cercato di favorire in tutti i modi una determinata corrente, quella democratica cristiana, a spese a danno delle altre correnti. Ma anche di questo, onorevole Ministro dell\u2019interno, avremo modo di occuparci nel proseguo della discussione. E dico ci\u00f2 solo per far notare che, dato anche il frazionamento territoriale non rispondente alla realt\u00e0 delle cose e agli interessi di tutte le correnti politiche che debbono essere egualmente rispettate, non avremmo alcuna ragione di appoggiare un tale meccanismo tecnico giuridico, per la formazione del Senato.<\/p><p>Ma, qui, siamo legati dalla precedente decisione dell\u2019Assemblea.<\/p><p>Presidenza del Presidente TERRACINI<\/p><p>LA ROCCA. Per conto mio, ritengo che siamo chiamati ad eseguire un dato lavoro con un preciso mandato, a noi trasferito dall\u2019Assemblea prima del 31 dicembre, perch\u00e9 noi siamo nell\u2019orbita di una proroga di lavori, in genere, ma di determinati lavori, per determinati fini e con un compito che non \u00e8 dato a noi assolutamente mutare. Ma, a parte questo, quali vantaggi pu\u00f2 offrire alla nazione il progetto presentato dall\u2019onorevole Ministro dell\u2019interno? Nella sua relazione l\u2019onorevole Scelba \u00e8 costretto a sottoporre se stesso ad una autocritica, parlando di anomalie pi\u00f9 o meno illogiche, che potremmo cogliere con le molle.<\/p><p>Che vi sia l\u2019innesto della proporzionale sull\u2019uninominale, la relazione lo ammette apertamente. In concreto, avremmo la votazione astratta per un nome, ma ci sarebbe poi una vera lista di partiti, o cio\u00e8 di candidati collegati fra loro, che, in un secondo momento, non farebbero se non assommare i loro voti, per la formazione dei quozienti e il riparto dei seggi. L\u2019ho gi\u00e0 detto.<\/p><p>N\u00e9 mi occuper\u00f2 di quello che la minoranza della Commissione ha chiamato correttivo del collegio uninominale, o addirittura un&#8230; emendamento dello schema della maggioranza. Se il disegno del Ministro dell\u2019interno ha per lo meno, all\u2019inizio, un\u2019apparenza di rispetto della volont\u00e0 dell\u2019Assemblea, partendo dal punto che si voti per un nome, e che questo nome abbia la possibilit\u00e0 di emergere dalla lotta ove raggiunga il <em>quorum <\/em>del 51 per cento, con la proposta della minoranza il sistema uninominale se ne va al diavolo.<\/p><p>Qui non si parte neanche da un presupposto uninominale. Si fa un giuoco di parole, per torcere gli argomenti. I giuristi, senza volerli ingiuriare, potrebbero essere paragonati ai seguaci di quella maga Mab della fantasia shakesperiana, che si dava a cavalcare le nuvole con carrozze e redini fatte di aria tessuta. I giuristi lavorano, molte volte, una pasta lievitata, che si distende e si allarga e si accorcia, a seconda dei casi.<\/p><p>La scuola di Gorgia ci insegna che tutto si pu\u00f2 sostenere; che il sole pu\u00f2 diventare una cosa che \u00e8 e non \u00e8 il sole. Con la tesi speciosa di dover collegare il Senato con l\u2019ordinamento regionale, si tende a seppellire il concetto del sistema uninominale. Ma la \u00abbase regionale\u00bb fissata nel testo costituzionale \u00e8 stata ampiamente interpretata dall\u2019Assemblea; ed \u00e8 stata interpretata nel senso che base regionale non pu\u00f2 significare altro se non orbita circoscrizionale, territoriale, nel senso che si debba dare alla votazione per il Senato una espressione regionale, territoriale, e non altro.<\/p><p>Questa interpretazione mi pare sia stata sostenuta dagli onorevoli Perassi e Lussu, che vollero chiamare il Senato \u00abCamera delle Regioni\u00bb, cio\u00e8 quella che esprime gli interessi della Regione, tanto che si volevano escludere dalla Camera dei senatori, membri che non appartenessero alla Regione, che non avessero le loro radici nella Regione. Dunque, base regionale \u00e8 base territoriale. Base regionale significa un\u2019espressione di interessi, che non pu\u00f2 avere alcuna ripercussione sul fatto e sul modo di formazione del Senato e sul sistema elettorale da elaborare. E giuocando su questo collegamento tra base regionale e Senato, e dicendo che questo \u00e8 un inciso del testo costituzionale, che deve prevalere su tutto, si cerca di ridurre a nulla, praticamente, la volont\u00e0 dell\u2019Assemblea, espressa con l\u2019approvazione dell\u2019ordine del giorno Nitti, che pone il sistema uninominale come base per le elezioni del Senato.<\/p><p>Poich\u00e9 credo di aver detto l\u2019essenziale, richiamando la volont\u00e0 dell\u2019Assemblea nell\u2019esaminare e nel risolvere questo delicato problema, e poich\u00e9 ritengo che non possiamo venire meno a noi stessi, concludo con l\u2019augurio che l\u2019Assemblea, in conformit\u00e0 delle sue deliberazioni, non si discosti dal sistema uninominale, e, in ogni caso, elabori una legge che sia un buono strumento per la creazione del Senato, chiamato con la Camera dei deputati, a dare una nuova impronta democratica alla vita del nostro Paese. (<em>Applausi all\u2019estrema sinistra \u2013 Congratulazioni<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>TOGLIATTI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>TOGLIATTI. Signor Presidente, ritengo che siamo arrivati alla fine del dibattito su questo articolo, che riguarda il sistema elettorale del Senato della Repubblica.<\/p><p>Dovremo quindi passare fra poco, dopo aver sentito, se ancora \u00e8 necessario, l\u2019opinione della Commissione e del Governo, ai voti. Per\u00f2 mi pare che la discussione, che fino ad ora si \u00e8 svolta, sia realmente servita a qualche cosa.<\/p><p>Prima di tutto mi pare che sia servita a dare rilievo alla importanza della questione. Tutti sentiamo quale importanza ha il fatto che in questo momento dobbiamo decidere del modo come verr\u00e0 eletto il primo Senato della Repubblica. Questo solo termine impone qualcosa a ciascuno di noi. Tutti sentiamo che sarebbe bene che il voto su questa questione venisse dato in modo che potesse raccogliere una larga maggioranza dell\u2019Assemblea.<\/p><p>Dall\u2019altra parte siamo impegnati da un precedente voto dato dalla stessa nostra Assemblea. Vogliamo conciliare queste due esigenze. Mi pare di aver raccolto questa impressione, che da parecchie parti dell\u2019Assemblea si vorrebbe trovare una conciliazione in queste due esigenze. In questo senso mi pare si sia espresso l\u2019onorevole Nitti, ed anche altri colleghi si siano pronunciati. Mi sembra che questo desiderio sia un desiderio legittimo. Possiamo arrivare ad una simile soluzione? Secondo me non \u00e8 escluso che possiamo arrivarci. Avremmo bisogno per\u00f2 ancora, signor Presidente \u2013 e questa proposta io faccio \u2013 che lei ci concedesse alcune ore, fino a domattina, o a domani pomeriggio al massimo, perch\u00e9 potessimo iniziare qualche contatto fra i differenti Gruppi dell\u2019Assemblea, fra i maggiori beninteso, per vedere se si possa trovare una soluzione concordata. Onorevoli colleghi, non vi \u00e8 nessuna intenzione dilatoria nella proposta che io faccio. Siamo al 21 gennaio; siederemo fino al 31 gennaio. In dieci giorni, se ne abbiano l\u2019intenzione, abbiamo tutto il tempo di dare quanti voti vogliamo su tesi contrapposte e di discutere a lungo. Ma a proposito di questa questione, mi pare che se riuscissimo, attraverso contatti tra i vari Gruppi dell\u2019Assemblea, a trovare una linea di accordo ed una possibilit\u00e0 di intesa, la cosa sarebbe favorevole non soltanto al prestigio dell\u2019Assemblea, ma anche al prestigio di quel Senato della Repubblica, che sar\u00e0 eletto secondo il sistema che approveremo stasera, domani o posdomani al massimo. La proposta \u00e8 che ci si consenta alcune ore di sospensione, fino a domattina o a domani pomeriggio, per cercare di stabilire dei contatti fra i maggiori Gruppi, allo scopo di cercare di trovare una linea comune di uscita dalla situazione nella quale ora ci troviamo. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>LUCIFERO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LUCIFERO. Signor Presidente, ho l\u2019impressione che l\u2019onorevole Togliatti si faccia delle illusioni. Intendiamoci, non sulla buona volont\u00e0 che ci possa essere per trovare una via di conciliazione, ma sulla conciliabilit\u00e0 della questione stessa, in quanto, come giustamente ha dimostrato l\u2019onorevole Nitti, e come \u00e8 stato detto anche da altri oratori prima e dopo di lui, il problema \u00e8 molto semplice: collegio uninominale o non collegio uninominale. Quindi, \u00e8 un po\u2019 difficile conciliare il collegio uninominale con una qualunque formula che sia una sua negazione.<\/p><p>Questa \u00e8 una questione di merito. Credo quindi che, purtroppo, una soluzione che possa risolvere l\u2019esigenza degli uninominalisti e dei non uninominalisti, sia un po\u2019 difficile a trovarsi, per non dire impossibile.<\/p><p>Ad ogni modo, rivolgerei una preghiera al Presidente: se l\u2019Assemblea ritenesse di dover accogliere la richiesta dell\u2019onorevole Togliatti e di vari deputati per cercare quest\u2019araba fenice, che credo non esista, lo pregherei di voler rimandare il voto, salva la discussione che pu\u00f2 continuare, a dopodomani. Questo perch\u00e9 so che parecchi deputati hanno rimandato a domani impegni di una certa importanza, appunto per partecipare oggi a questo voto, e so che si troverebbero in difficolt\u00e0 a rimandarli.<\/p><p>Quindi, visto che questo non impedirebbe lo sviluppo della discussione su questo articolo, pregherei il Presidente di rimandare il voto all\u2019inizio della seduta di venerd\u00ec.<\/p><p>NENNI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>NENNI. Onorevoli colleghi, mi associo anch\u2019io, a nome del Gruppo socialista, alla richiesta fatta dal collega onorevole Togliatti, per due considerazioni. La prima \u2013 che \u00e8 fondamentale \u2013 \u00e8 che la questione, che \u00e8 stata risollevata dall\u2019Assemblea, \u00e8 di un\u2019importanza tale che merita che noi facciamo tutti gli sforzi per arrivare ad una soluzione di onesto compromesso. La seconda \u00e8 che noi del Gruppo socialista ci siamo trovati in questi giorni, ci troviamo ancora oggi, e forse ancora domani e dopodomani, nella necessit\u00e0 di non partecipare intensamente al dibattito. La vita dei partiti fa parte ormai della vita democratica del Paese e non \u00e8 una esigenza esorbitante quella dei partiti che chiedono che si tenga conto di alcune loro esigenze. Noi non abbiamo avanzato la richiesta che si sospendessero i lavori dell\u2019Assemblea, come si \u00e8 fatto per altri congressi, semplicemente perch\u00e9 sappiamo che vi \u00e8 un termine \u2013 il 31 gennaio \u2013 dal quale non possiamo prescindere.<\/p><p>Quindi, sia per il merito di questa questione, sia per alcune esigenze connaturate al fatto che in questo momento \u00e8 riunito il congresso di uno dei partiti pi\u00f9 importanti di questa Assemblea, io mi associo interamente alla richiesta del collega onorevole Togliatti ed esprimo il desiderio che, se possibile, sia lasciata la giornata di domani a questi contatti fra i vari Gruppi parlamentari e che si acceda anche alla richiesta dell\u2019onorevole Lucifero di rinviare, a venerd\u00ec nel pomeriggio, il voto.<\/p><p>PICCIONI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>PICCIONI. Io non disconosco l\u2019opportunit\u00e0 della proposta di una breve sospensione dei lavori relativamente al problema che noi stiamo oggi discutendo, e lo riconosco precisamente per quei motivi accennati dall\u2019onorevole Togliatti, e che si ricollegano con l\u2019opinione di altri colleghi che hanno parlato precedentemente, cio\u00e8 di esaminare, tra i rappresentanti dei vari Gruppi parlamentari, quali possibilit\u00e0 vi siano per trovare una linea di convergenza che raccolga il maggior numero di consensi possibile.<\/p><p>Non credo che il problema si debba porre nel modo cos\u00ec risolutivo e schematico adottato dall\u2019onorevole Lucifero: che si tratti cio\u00e8 di collegio uninominale o di non collegio uninominale.<\/p><p>Io mi permetto di osservare che non v\u2019\u00e8 un criterio assoluto che fissi il principio del collegio uninominale in un modo soltanto. V\u2019\u00e8, forse, nello spirito e nel concetto di alcuni dei colleghi di questa Assemblea, specialmente dei pi\u00f9 anziani, che si ricollegano a quel tipo di collegio uninominale sperimentato per molti anni in Italia, ma nessuno pu\u00f2 dimostrare che quello soltanto possa essere il tipo di realizzazione del principio uninominalistico.<\/p><p>Noi ci proponiamo, attraverso il progetto di minoranza, di dimostrare perfettamente il contrario, cio\u00e8 di dimostrare che non v\u2019\u00e8 una barriera assoluta di fronte ad una diversa applicazione del principio uninominalistico e che non \u00e8 esatto che tale applicazione si realizzi soltanto con quel certo tipo di collegio uninominale a cui alcuni colleghi, specialmente tra i pi\u00f9 anziani, si riferiscono. Quindi non v\u2019\u00e8 nulla di straordinario nel fatto che la cosa si possa ridiscutere tra i capi dei Gruppi parlamentari, cio\u00e8 che si possa ridiscutere su un nuovo sistema che, tenendo conto del voto dell\u2019Assemblea gi\u00e0 espresso sull\u2019ordine del giorno dell\u2019onorevole Nitti, tenga anche conto di una interpretazione di quell\u2019ordine del giorno comprensiva delle successive determinazioni della stessa Assemblea, e di quel principio rispetto anche ad una certa possibilit\u00e0 di coordinamento della seconda Camera rispetto alla prima.<\/p><p>E, se mi \u00e8 consentito dall\u2019onorevole Presidente, a questo proposito vorrei dire all\u2019onorevole La Rocca, che ha parlato tanto di contraddizioni, di soffermarsi un momento a considerare una maggiore contraddizione nel suo atteggiamento ed in quello dei colleghi del suo Gruppo in riferimento alle discussioni che sono avvenute, laboriosissime, in seno alla seconda Sottocommissione, quando si parl\u00f2 della seconda Camera.<\/p><p>Se non erro, il principio fondamentale, sul quale basavano tutta la loro azione i colleghi comunisti in particolare, era che la seconda Camera non dovesse in nessun modo contradire la espressione politica ed il peso politico della prima Camera.<\/p><p>Ora, quando attraverso una seconda Camera, basata in modo esclusivistico su un concetto uninominalistico, cos\u00ec rigido come quello che \u00e8 stato espresso fin qui, si pu\u00f2 arrivare a questa conclusione, che la rappresentanza politica della seconda Camera pu\u00f2 essere diversa, come peso specifico, da quella della prima Camera, evidentemente questa, onorevole La Rocca, \u00e8 quella contraddizione che voi volevate evitare e per la quale vi siete sempre battuti quando si \u00e8 parlato del modo di formazione della seconda Camera. \u00c8 una contraddizione stridente che potrebbe pesare sulla funzionalit\u00e0 di tutto il sistema democratico della nuova Repubblica. E credete pure che la preoccupazione massima nostra rispetto al progetto della minoranza, ha questa giustificazione e questo fondamento: di non far s\u00ec che la seconda Camera contraddica politicamente quella che \u00e8 l\u2019espressione politica della prima rendendo estremamente difficile la funzionalit\u00e0 di tutto il nuovo sistema democratico.<\/p><p>Detto questo, mi pare che si possa consentire alla richiesta fatta dall\u2019onorevole Togliatti per una sospensione. Non vorrei per\u00f2, onorevole Presidente, che si esagerasse a questo riguardo, perch\u00e9 i giorni passano veloci, il termine per la conclusione dei nostri lavori si avvicina rapidamente, vi sono altri argomenti da discutere, dopo la discussione analitica, che pure bisogna fare, qualunque sia il risultato del tentativo d\u2019accordo, sui vari articoli della legge, e quindi si richiede una certa intensit\u00e0 di lavoro anche da parte dell\u2019Assemblea Costituente.<\/p><p>All\u2019onorevole Nenni osservo che il Partito socialista non ha posto nessuna richiesta specifica di sospensione dei lavori in riferimento al suo Congresso. L\u2019onorevole Presidente faccia pure tutto quello che \u00e8 possibile: se vi fosse stata una richiesta specifica, non saremmo stati noi, evidentemente, a contestare questa riconosciuta esigenza democratica della funzionalit\u00e0 di un congresso del Partito socialista italiano.<\/p><p>Concludo dicendo che sono d\u2019accordo sulla sospensione e sarei d\u2019accordo che la sospensione si limitasse alla seduta di oggi e a quella di domattina, ma che domani pomeriggio si riprendesse il nostro lavoro per portarlo ad una conclusione. (<em>Applausi al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>TARGETTI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>TARGETTI. Mi sono permesso di chiedere la parola nell\u2019opinione \u2013 che pu\u00f2 essere anche errata \u2013 della possibilit\u00e0 che l\u2019interpretazione data dall\u2019onorevole Piccioni alla proposta dell\u2019onorevole Togliatti, alla quale si \u00e8 associato anche il mio Gruppo, potesse avere l\u2019effetto di creare qualche equivoco in materia.<\/p><p>Io sono sicuro di interpretare il pensiero dell\u2019onorevole Togliatti e dell\u2019onorevole Nenni nel ritenere che n\u00e9 l\u2019uno n\u00e9 l\u2019altro sono partiti dal proposito di ricercare una forma nuova di collegio uninominale, perch\u00e9 questo proposito (avrebbe molto ragione di dire l\u2019onorevole Lucifero) \u00e8 un proposito probabilmente irraggiungibile.<\/p><p>Mi pare che l\u2019onorevole Piccioni, riferendosi alla proposta della minoranza, abbia voluto sostenere che anche in esecuzione dell\u2019ordine del giorno Nitti votato dall\u2019Assemblea Costituente si pu\u00f2 trovare una forma di votazione che corrisponda, pi\u00f9 o meno, ad un sistema proporzionale invece che uninominale.<\/p><p>Ora, senza volere in nessun modo entrare nel vivo della quistione dico, remissivamente (anzi lo dico senza remissivit\u00e0, tanto sono convinto di dire bene): di sistemi elettorali indicati come sistema del collegio uninominale non ve n\u2019\u00e8 mai stato che uno e non ve ne pu\u00f2 essere che uno (<em>Commenti al centro<\/em>)<em>.<\/em> Elezione col sistema uninominale vuol dire elezione a cui si addiviene facendo scegliere ad ogni circoscrizione un suo rappresentante. Con tale sistema si elegge un cittadino a rappresentare un determinato collegio. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>UBERTI. E il progetto Targetti?<\/p><p>TARGETTI. L\u2019onorevole Uberti, pur di avere la soddisfazione di interrompere, si rassegna anche alla mortificazione di dire cose che egli sa benissimo non esser vere. Ho avuto infatti pi\u00f9 volte occasione di dirgli e ripetergli in conversazioni amichevoli che quel progetto non \u00e8 mio. \u00c8 di un altro Targetti, a me, certamente, non sconosciuto, anzi molto caro. Ma il progetto, appunto perch\u00e9 suo, non \u00e8 mio! L\u2019amico Uberti lo sapeva quanto me ma, pur di interrompere, ha dovuto far finta di non saperlo. \u00c8 un gusto come un altro.<\/p><p>Concludo rapidamente. Mentre noi dunque siamo convinti che non si possa adottare alcun sistema per la votazione del Senato che non risponda ai criteri del sistema del collegio uninominale, siamo per\u00f2 del parere che sia possibile trovare una. via di intesa. L\u2019Assemblea Costituente non pu\u00f2 non riconoscere di essere vincolata da ripetute dichiarazioni che le farebbero obbligo di battere una determinata via. Questo non toglie che si possa realizzare un accordo, qualora si sia tutti convinti dell\u2019opportunit\u00e0 di battere una via eventualmente intermedia ma non certamente opposta a quella tracciata. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>MAZZEI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MAZZEI. Onorevoli colleghi, io non vi nascondo che questo tentativo molto tardivo di conciliazione di tesi contrastanti, che noi abbiamo discusso in Commissione per numerosissime sedute, mi sembra un tentativo il quale, ove non celi qualche altra cosa di diverso da ci\u00f2 che sembra di voler essere, \u00e8 destinato fatalmente a fallire.<\/p><p>Gi\u00e0 lo stesso discorso or ora pronunciato dall\u2019onorevole Targetti, il quale avrebbe voluto essere di chiarimento, non \u00e8 valso a chiarire nulla. L\u2019onorevole Targetti ha detto infatti: noi vogliamo il collegio uninominale tradizionale, ma tuttavia riteniamo anche che, se riusciremo a trovare un accordo generale e ad affermare unanimemente che non se ne debba far niente, che si debba scegliere un\u2019altra via, tutto allora sar\u00e0 possibile.<\/p><p>Ma questo noi sapevamo gi\u00e0, onorevole Targetti, perch\u00e9 noi sappiamo bene come un ordine del giorno non impegni l\u2019Assemblea e come l\u2019Assemblea sia quindi liberissima di prendere qualunque altra risoluzione. (<em>Vivi commenti<\/em>)<em>.<\/em> Ed aggiungo anche quest\u2019altra considerazione, che quando si \u00e8 parlato della tesi proposta dalla minoranza della Commissione, si \u00e8 ritenuto, da pi\u00f9 parti, di muovere aspra critica alla minoranza stessa per il fatto che essa aveva proposto un sistema ibrido, quasi un innesto dell\u2019esigenza proporzionale nel sistema opposto del cosiddetto collegio uninominale, con la conseguenza che la sostanza di quest\u2019ultimo sistema finirebbe per risultare sacrificata. Ma, in realt\u00e0, operare un innesto su di un albero, non significa abbattere l\u2019albero n\u00e9 sostituirlo con altro.<\/p><p>E di questo, qui, appunto si tratta: di conciliare la tesi uninominalistica con l\u2019esigenza posta dalla minoranza della Commissione, di coordinare il sistema elettorale scelto per il Senato con il principio fissato nella Costituzione, secondo la quale il Senato \u00e8 a base regionale. Ma allora \u00e8 chiaro che, ove noi una via di conciliazione dovessimo veramente trovare, questa via non potremmo ricercarla se non sulla base della soluzione proposta dal progetto di minoranza.<\/p><p>Noi possiamo trattare, onorevoli colleghi, per quanto tempo vorremo, ma una sola \u00e8 la via di conciliazione possibile, quella mediana fra le due opposte tendenze, del collegio uninominale tradizionale e del puro sistema proporzionale.<\/p><p>PRESIDENTE. Abbiamo, dunque, onorevoli colleghi, una proposta dell\u2019onorevole Togliatti, di rinviare la decisione a domani affinch\u00e9 sia data alle parti contrapposte qualche possibilit\u00e0 di avvicinamento.<\/p><p>L\u2019onorevole Nenni ha suffragato questa richiesta allargandola con la motivazione del desiderio vivo e comprensibile dei deputati socialisti di poter presenziare ai lavori del loro Congresso senza per questo disertare le nostre sedute.<\/p><p>L\u2019onorevole Lucifero ha fatto presente una richiesta analoga per una riunione, alla qual pare siano interessati numerosi colleghi del suo Gruppo. Desidera, quindi, anche egli il rinvio, ma vorrebbe che avesse un termine un po\u2019 pi\u00f9 lungo di quello indicato dall\u2019onorevole Togliatti.<\/p><p>Infine l\u2019onorevole Piccioni non si oppone a questa richiesta, ma ammonisce di non perdere tempo.<\/p><p>Per risolvere la questione complessa si potrebbe forse fare cos\u00ec: togliere la seduta \u2013 e questo sta nelle richieste di tutti coloro che hanno parlato \u2013 rinviando la discussione a domani per l\u2019esame di tutti quegli articoli del disegno di legge i quali non toccano neppure indirettamente la questione sulla quale occorre votare e concludere, e cio\u00e8 gli articoli 10, 11 16, 17, 23, 24, 25, 26, 27, 28. Abbiamo da alimentare certamente due sedute. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>GULLO FAUSTO, <em>Relatore per la maggioranza.<\/em> Non credo.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Gullo, perch\u00e9 no?<\/p><p>GULLO FAUSTO, <em>Relatore per la maggioranza.<\/em> Perch\u00e9 questi articoli non sollevano contrasti.<\/p><p>PRESIDENTE. Tanto meglio, onorevole Gullo. Vuol dire che le due sedute, forse, si ridurranno ad una o saranno due brevi sedute. Siccome questi articoli bisogner\u00e0 pure esaminarli, non capisco perch\u00e9 dovremmo attendere per far ci\u00f2 la conclusione della questione fondamentale, e cio\u00e8 preventivare nel nostro lavoro almeno ancora una seduta successiva.<\/p><p>Siccome io penso che le richieste dell\u2019onorevole Nenni e dell\u2019onorevole Lucifero siano tanto degne di considerazione quanto quella fatta dall\u2019onorevole Togliatti, ritengo che vi possa venire incontro appunto cos\u00ec. Venerd\u00ec mattina noi ci ritroveremo \u2013 accordo concluso o non concluso \u2013 per affrontare la decisione della questione controversa. Se, intanto, domani avremo sgomberato il terreno di tutto il resto, venerd\u00ec potremo concludere sulla questione fondamentale; e allora, avremmo finito il nostro lavoro, salvo le Tabelle.<\/p><p>MICHELI, <em>Presidente della Commissione. <\/em>Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MICHELI, <em>Presidente della Commissione. <\/em>La Commissione aderisce alla proposta di rinvio e sar\u00e0 lieta d\u00ec poter cooperare a questo studio per l\u2019accordo auspicato, se esso sar\u00e0 possibile.<\/p><p>Quanto alla proposta ultima fatta dall\u2019onorevole Presidente, la Commissione ritiene che gli articoli che si possono esaminare senza entrare nel groviglio della discussione sulla contestazione principale siano pochi; e ritiene che si possano esaminare nella seduta pomeridiana di domani. Perch\u00e9 se li discutiamo domani mattina pu\u00f2 darsi che ci troviamo ad avere esaurito gli argomenti troppo rapidamente facendo mancare poi quelli per la seduta pomeridiana. In essa esamineremo tutti gli articoli che chiamerei indifferenti, e se per combinazione ci incontreremo in qualcuno che ci riporti alla discussione principale lo accantoneremo.<\/p><p>In questo senso la Commissione aderisce alla proposta dell\u2019onorevole Presidente.<\/p><p>REALE VITO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>REALE VITO. A completamento della proposta dell\u2019onorevole Togliatti vorrei pregare l\u2019onorevole Presidente di convocare nel suo gabinetto gli esponenti dei vari Gruppi per le trattative; diversamente si corre il rischio di sospendere i lavori senza che una fase di compromesso si sia neppure iniziata.<\/p><p>PRESIDENTE. Sta bene. Onorevoli colleghi, prendendo nota e buona considerazione della proposta dell\u2019onorevole Reale Vito, credo che possiamo restare intesi cos\u00ec: rinviamo la seduta al pomeriggio di domani, per l\u2019esame degli articoli non controversi; se questo esame sar\u00e0 esaurito domani, venerd\u00ec mattina terremo seduta per la definizione delle questioni pi\u00f9 fondamentali.<\/p><p>PICCIONI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>PICCIONI. Vorrei fare osservare che, se domani nel pomeriggio la seduta dell\u2019Assemblea sar\u00e0 dedicata alla conclusione della discussione attuale, i contatti fra i partiti per vedere di trattare una linea d\u2019intesa potrebbero essere condotti ed esauriti nella mattinata di domani. E allora non mi spiego l\u2019inversione dei lavori dell\u2019Assemblea. Mentre sarebbe molto pi\u00f9 logico che si esaurisse domani la questione principale e si passasse dopodomani all\u2019esame degli altri articoli.<\/p><p>Quindi io proporrei di sospendere ora la seduta, anche per aver modo di scambiare questa sera stessa le nostre idee e di proseguire nelle intese domattina; e poi di riprendere la discussione nel pomeriggio di domani al punto in cui \u00e8 stata lasciata oggi. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Piccioni, la proposta che ho presentato, e che mi pareva fosse stata accettata, salvo la correzione dell\u2019onorevole Micheli, voleva tener conto non solo delle esigenze dei nostri lavori, ma anche dell\u2019onesto desiderio dei colleghi di due Gruppi, i quali nella giornata di domani sarebbero forse posti in imbarazzo per venire a votare; e proprio perch\u00e9 si tratta di una votazione importante, io vorrei che togliessimo dalla strada di tutti i nostri colleghi anche i pi\u00f9 piccoli ostacoli materiali o di coscienza che potrebbero impedire il compimento del loro dovere.<\/p><p>Per questa ragione \u00e8 stato proposto che la discussione iniziata oggi prosegua venerd\u00ec. E non vedo motivi di principio che siano di ostacolo.<\/p><p>PICCIONI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>PICCIONI. Mi permetto di insistere nella mia proposta prospettando due eventualit\u00e0: la prima, che si raggiunga un accordo d\u2019importanza notevole, e, se l\u2019accordo sar\u00e0 raggiunto, evidentemente l\u2019importanza della votazione effettiva viene diminuita e non si pu\u00f2 con ci\u00f2 mettere in imbarazzo alcun collega di un Gruppo o di un altro.<\/p><p>In secondo luogo, se l\u2019accordo non potesse essere raggiunto, evidentemente domani nel pomeriggio la discussione deve continuare sullo stesso argomento e dovr\u00e0 continuare in maniera ancor pi\u00f9 chiarificatrice, se possibile \u2013 attraverso l\u2019intervento dei relatori \u2013 di quello che non si sia fin qui fatto.<\/p><p>Se, per ragioni particolari riguardanti qualche Gruppo, dall\u2019Assemblea si dovesse vedere che all\u2019atto in cui si chiede un voto altri colleghi o Gruppi fossero impegnati, allora si potrebbe rinviare all\u2019indomani mattina. Ma a me sembra che proprio l\u2019inversione degli articoli della legge non sia opportuna rispetto alla necessit\u00e0 di esaurire la discussione che abbiamo intrapresa.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Piccioni, mi permetta che le confessi che non vedo assolutamente le ragioni di questa sua insistenza. O vi \u00e8 una ragione di principio, e allora \u00e8 meglio dirla affinch\u00e9 (anche se altri colleghi l\u2019hanno compresa) io, che non la comprendo, la possa comprendere; o l\u2019unica preoccupazione che ella ha \u2013 e che \u00e8 da me condivisa \u2013 \u00e8 quella di non sprecare tempo inutilmente, e allora la proposta potrebbe essere accettata.<\/p><p>E aggiungo che, anche se una formula concordata si rediger\u00e0, possiamo pensare che su di essa non sia facile ottenere l\u2019unanimit\u00e0 dei consensi. Ci saranno forse alcuni che non accetteranno, e a questi nostri colleghi non dobbiamo impedire di venire a esporre il loro pensiero e dare il loro voto.<\/p><p>PICCIONI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>PICCIONI. La questione di principio, se mi consente&#8230; (<em>Commenti \u2013 Interruzioni<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Vuole sapere la ragione di principio che mi ha indotto a fare queste insistenti proposte? \u00c8 questa: che se si pu\u00f2 considerare l\u2019opportunit\u00e0 di una inversione quando si discute un disegno di legge, mi pare che la inversione dell\u2019inversione complichi le cose. Poich\u00e9 abbiamo affrontato questo argomento, che d\u2019altra parte \u00e8 pregiudiziale agli altri e fondamentale, mi sembrerebbe opportuno che esso fosse esaurito, senza ritornare di nuovo o indietro o andare avanti affrontando altri argomenti. Ch\u00e9, una volta accettata, bisogna mantenere questa inversione e concluderla in qualche modo.<\/p><p>Questo \u00e8 il concetto che ha ispirato le mie proposte.<\/p><p>LCGONI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LCGONI. Se domani mattina si trova la strada di un componimento, nel pomeriggio di domani si affronteranno i temi secondo l\u2019ordine del progetto.<\/p><p>Se non si arriva al componimento, saremo noi stessi di comune accordo a pregare il Presidente di fare una inversione. Credo che questa soluzione possa tranquillizzare anche i colleghi ora non presenti. \u00c8 evidente che, se l\u2019accordo si raggiunge, essi possono tranquillamente restare assenti. Insomma, amichevolmente, domani mattina ci metteremo d\u2019accordo fra noi e all\u2019inizio della seduta pomeridiana prospetteremo la risoluzione migliore all\u2019onorevole Presidente.<\/p><p>PRESIDENTE. \u00c8 evidente che, fissando l\u2019ordine del giorno per la seduta di domani, noi non vi indichiamo gli articoli che esamineremo. Questo \u00e8 pacifico. Ma \u00e8 anche evidente che i colleghi che hanno impegni di partito devono conoscere fin da ora gli argomenti che saranno trattati nella seduta di domani, in modo da disporre del loro tempo. Si pu\u00f2 anche decidere di non tenere sedute domani. (<em>Commenti al centro e a destra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Visto che la questione \u00e8 tanto controversa, risolviamola allora con una votazione.<\/p><p>GRONCHI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>GRONCHI. Per non prolungare inutilmente una discussione che finirebbe per innervosire l\u2019Assemblea, noi saremmo disposti a rinunciare, d\u2019accordo anche con il collega Piccioni, alla posizione presa per la quale domani si dovrebbe continuare senz\u2019altra interpolazione la discussione sul punto pi\u00f9 appassionante, purch\u00e9 per\u00f2 si rimanesse altrettanto chiaramente d\u2019intesa che la questione sar\u00e0 discussa e votata nella giornata di venerd\u00ec, che cio\u00e8 non vi sar\u00e0 alcuna altra ragione di congressi o di riunioni che ci induca a rinviare ancora una volta la conclusione della discussione.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Gronchi, credo di poter assumere questo impegno. Le do assicurazione che venerd\u00ec non saranno pi\u00f9 ammessi o concessi rinvii. Nelle sedute di venerd\u00ec affronteremo le questioni fondamentali e le porteremo a conclusione.<\/p><p>Per intanto preciso che venerd\u00ec mattina, riprendendo la discussione al punto in cui oggi \u00e8 sospesa, non dar\u00f2 pi\u00f9 la parola ad alcuno per partecipare alla discussione generale, perch\u00e9 non v\u2019\u00e8 pi\u00f9 alcun iscritto. Se infatti questa sera non fosse stato deciso il rinvio, avrebbero parlato i relatori e il Ministro, quindi si sarebbe passati alle votazioni. Pertanto venerd\u00ec parleranno i relatori e il Ministro; poi si voter\u00e0. Se vi saranno emendamenti, \u00e8 evidente che essi saranno svolti, prima di essere posti ai voti; ma non si far\u00e0 pi\u00f9 discussione generale.<\/p><p>LUCIFERO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LUCIFERO. Esprimo il mio scetticismo. Se da questi contatti venisse fuori il miracolo del collegio uninominale plurinominale ci troveremmo di fronte a un fatto nuovo. Si tratterebbe di una proposta nuova, perch\u00e9 nessuna delle proposte fatte finora concilia i due sistemi; e quindi ci riserviamo il diritto di discuterla, perch\u00e9 sarebbe una proposta che non conosciamo.<\/p><p>PRESIDENTE. Il modo migliore di discutere di una formulazione \u00e8 quello di presentarvi emendamenti, parlando a sostegno di essi. Ho voluto dire che non riapriremo una discussione del tipo di quella che si \u00e8 fatta ieri e quest\u2019oggi.<\/p><p>LUCIFERO. Sempre con il diritto di poter dire perch\u00e9 si \u00e8 contrari.<\/p><p>PRESIDENTE. Se non vi sono altre osservazioni, resta stabilito che la discussione \u00e8 rinviata alle ore 17 di domani per l\u2019esame degli articoli del progetto che non investono questioni fondamentali.<\/p><p>(<em>Cos\u00ec rimane stabilito<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Avverto che gli articoli che saranno presi in esame domani sono \u2013 a mio avviso \u2013 i seguenti: 10, 16, 17, 23, 24<em>-bis<\/em>, 25, 25<em>-bis<\/em>, 26, 27<em>-bis<\/em>, 27<em>-ter<\/em> e 28.<\/p><p>Interrogazioni.<\/p><p>PRESIDENTE. Si dia lettura delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.<\/p><p>RICCIO, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Presidente del Consiglio dei Ministri e il Ministro del tesoro, per conoscere quali provvedimenti intendono adottare per mettere le Commissioni mediche per le pensioni di guerra in condizioni di dare effettivo corso alle visite mediche disposte dalla Direzione generale pensioni di guerra.<\/p><p>\u00abRisulta all\u2019interrogante che talune Commissioni mediche ricevono disposizioni per un migliaio, in media, di visite mediche mensili, mentre con l\u2019attuale organico le Commissioni stesse non sono in grado di eseguirne pi\u00f9 di cinquecento-seicento al mese.<\/p><p>\u00abNel dare atto del relativo miglioramento ottenuto recentemente nei servizi presso la Direzione generale delle pensioni di guerra, l\u2019interrogante richiama tutta l\u2019attenzione del Ministero sulla penosa situazione in cui si trova un numero enorme di ex militari \u2013 non pochi dei quali ospedalizzati \u2013 in attesa ansiosa dell\u2019invito alla prescritta visita medica; servizio anche questo che va migliorato senza ulteriore indugio.<\/p><p>\u00abCon la citazione di tre casi, presi fra tanti, si avr\u00e0 la misura della gravit\u00e0 della situazione: pratica di pensione diretta (N.G.), posizione 270770, classe 1923, visita medica a Venezia disposta da Roma il 4 giugno 1947; posizione n. 260410, classe 1921, disposta dall\u201911 aprile 1947; posizione n. 201064\/71425, classe 1924, disposta dall\u201911 marzo 1947, visite mediche che \u2013 a met\u00e0 gennaio 1948 \u2013 gli interessati attendono ancora (meno il primo, ormai deceduto all\u2019Ospedale Marino di Jesolo, Venezia). (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abGhidetti\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede di interrogare i Ministri del lavoro e previdenza sociale e dell\u2019interno, per sapere quali provvedimenti intendano attuare al fine di alleviare la situazione dei 4500 tubercolotici italiani, che \u2013 pur avendo una forma aperta in atto \u2013 non possono essere ricoverati per mancanza di letti e sono quindi abbandonati senza possibilit\u00e0 alcuna di procurarsi i mezzi necessari alla vita; e se credono necessario che a questi ammalati in attesa di ricovero, venga versata dal momento del riconoscimento dell\u2019infermit\u00e0 una somma almeno eguale alla diaria di degenza ed assicurata la possibilit\u00e0 di ottenere i medicinali indispensabili. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abVigorelli\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede di interrogare i Ministri dell\u2019industria e commercio e dei lavori pubblici, per conoscere se, allo scopo di venire incontro ai lavoratori minacciati di licenziamento dalle miniere, in seguito alla grave crisi delle industrie lignitifere, non si ritenga opportuno disporre lavori di pubblica utilit\u00e0 da eseguirsi in via di urgenza nelle zone minerarie delle provincie interessate, per occupare i licenziati stessi. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abMonticelli\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Presidente del Consiglio dei Ministri, per conoscere se non intenda, in riconoscimento dei servizi resi dai pensionati negli uffici, nelle officine, nei campi e nelle miniere, ed in considerazione della miseria che essi soffrono per le insufficienti pensioni percepite, rivedere le loro situazione, corrispondendo la doppia mensilit\u00e0 e perequando le pensioni al costo reale della vita. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abMonticelli\u00bb<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Presidente del Consiglio dei Ministri e il Ministro degli affari esteri, per conoscere se hanno notizia del nuovo progetto di legge sulla nazionalit\u00e0 degli abitanti di Briga e Tenda predisposto dal Governo francese, e quali passi in relazione ad esso abbiano compiuto ed intendano compiere per garantire alle popolazioni italiane di Briga e di Tenda, trasferite dalla forza di un Trattato alla Francia, il rispetto assoluto e doveroso del diritto di opzione a favore della cittadinanza italiana contro ogni limitazione, che non sia espressamente prevista dal Trattato di pace.<\/p><p>\u00abIn particolare se non ravvisino manifeste violazioni nella norma di detto progetto, che indica Briga e Tenda come \u00abterritori riuniti alla Francia\u00bb, con l\u2019evidente tentativo di costituire un presupposto storico privo di qualsiasi fondamento, trattandosi di territori italiani che non sono mai appartenuti alla Repubblica francese; e nell\u2019altra, con cui in sostanza si viene a determinare che gli abitanti delle due zone, che parlano tanto l\u2019italiano che il francese, siano esclusi dalla facolt\u00e0 di rinunciare alla cittadinanza francese, mentre tale facolt\u00e0 avrebbero soltanto quelli la cui lingua essenziale \u00e8 l\u2019italiana.<\/p><p>\u00abSe infine non ritengano urgente, allo scopo di ottenere una modifica o quanto meno un temperamento della norma che impone a chi rifiuta la nazionalit\u00e0 francese di abbandonare effettivamente i territori della Repubblica, di iniziare trattative diplomatiche prima che il parlamento francese approvi l\u2019anzidetto progetto di legge. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abVillabruna\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Le interrogazioni test\u00e9 lette saranno trasmesse ai Ministri competenti, per la risposta scritta.<\/p><p>La seduta termina alle 18.50.<\/p><p>Ordine del giorno per la seduta di domani.<\/p><p>Alle ore 17:<\/p><p><em>Seguito della discussione del disegno di legge:<\/em><\/p><p>Norme per l\u2019elezione del Senato della Repubblica. (61).<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Versione PDF ASSEMBLEA COSTITUENTE CCCLVII. SEDUTA DI MERCOLED\u00cc 21 GENNAIO 1948 PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE CONTI indi DEL PRESIDENTE TERRACINI INDICE Disegno di legge (Seguito della discussione): Norme per l\u2019elezione del Senato della Repubblica (61). 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