{"id":2509,"date":"2023-09-17T21:37:14","date_gmt":"2023-09-17T19:37:14","guid":{"rendered":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=2509"},"modified":"2023-10-21T00:43:44","modified_gmt":"2023-10-20T22:43:44","slug":"antimeridiana-di-martedi-20-gennaio-1948","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=2509","title":{"rendered":"ANTIMERIDIANA DI MARTED\u00cc 20 GENNAIO 1948"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"2509\" class=\"elementor elementor-2509\" data-elementor-post-type=\"post\">\n\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-acb5307 elementor-section-full_width elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"acb5307\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-67a103b\" data-id=\"67a103b\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-7131277 elementor-align-right elementor-widget elementor-widget-button\" data-id=\"7131277\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"button.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-button-wrapper\">\n\t\t\t\t\t<a class=\"elementor-button elementor-button-link elementor-size-sm\" href=\"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/19480120_1.pdf\" target=\"_blank\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-content-wrapper\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-icon\">\n\t\t\t\t<i aria-hidden=\"true\" class=\"icon icon-view\"><\/i>\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-text\">Versione PDF<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-2ab0d67 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"2ab0d67\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p>ASSEMBLEA COSTITUENTE<\/p><p>CCCLV.<\/p><p>SEDUTA ANTIMERIDIANA DI MARTED\u00cc 20 GENNAIO 1948<\/p><p>PRESIDENZA DEL PRESIDENTE <strong>TERRACINI<\/strong><\/p><p><strong>INDICE<\/strong><\/p><p><strong>Disegno di legge<\/strong> (<em>Discussione<\/em>)<strong>:<\/strong><\/p><p>Norme per l\u2019elezione del Senato della Repubblica (61).<\/p><p>Presidente<\/p><p>Micheli, <em>Presidente della Commissione<\/em><\/p><p>Scelba, <em>Ministro dell\u2019interno<\/em><\/p><p>Russo Perez<\/p><p>Colitto<\/p><p>Fuschini<\/p><p>Mattarella<\/p><p>Fabbri<\/p><p>Rubilli<\/p><p>Scoccimarro<\/p><p>Targetti<\/p><p>Rivera<\/p><p>Perassi<\/p><p>Cosattini<\/p><p>Mortati, <em>Relatore per la minoranza<\/em><\/p><p>Corbino<\/p><p>La seduta comincia alle 10.<\/p><p>MOLINELLI, <em>Segretario<\/em>, legge il processo verbale della seduta antimeridiana del 22 dicembre 1947.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Discussione del disegno di legge: Norme per l\u2019elezione del Senato della Repubblica (61).<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019ordine del giorno reca: Discussione del disegno di legge: Norme per l\u2019elezione del Senato della Repubblica. (61).<\/p><p>La discussione generale relativa a questo disegno di legge \u00e8 stata fatta a suo tempo, allorch\u00e9 l\u2019Assemblea, in sede di esame del progetto di Costituzione, ha affrontato la questione del sistema per l\u2019elezione del Senato della Repubblica. Si rest\u00f2 allora d\u2019accordo che non si dovesse inserire nel testo costituzionale la menzione specifica del sistema da applicare a questa elezione e si giunse all\u2019approvazione di un ordine del giorno Nitti, che indicava il collegio uninominale come base di elezione per il Senato della Repubblica.<\/p><p>La discussione fatta in quella occasione ha sostituito la discussione generale che sempre precede l\u2019esame degli articoli di ogni disegno di legge.<\/p><p>Questa discussione generale ha avuto, poi, una ripetizione \u2013 sia pure in scala ridotta \u2013 allorch\u00e9 all\u2019Assemblea \u00e8 stato presentato un ordine del giorno dell\u2019onorevole Perassi e altri colleghi, a tenore del quale, fermo restando l\u2019impegno assunto dall\u2019Assemblea Costituente, che normalmente il Senato della Repubblica dovesse essere eletto col sistema uninominale, per l\u2019elezione del primo Senato della Repubblica si proponeva di adottare la stessa legge approvata per l\u2019elezione della Camera dei deputati.<\/p><p>Come i colleghi rammentano, la prima volta il voto, dopo la discussione di questo ordine del giorno dell\u2019onorevole Perassi, aveva portato alla constatazione della mancanza del numero legale e si era rinnovata poi la votazione in base ad una pregiudiziale dell\u2019onorevole Cevolotto, pregiudiziale che sosteneva non doversi prendere in considerazione l\u2019ordine del giorno dell\u2019onorevole Perassi. Con una seconda votazione per appello nominale, la proposta dell\u2019onorevole Cevolotto era stata accolta e pertanto l\u2019ordine del giorno dell\u2019onorevole Perassi era stato dichiarato non proponibile.<\/p><p>Le due discussioni hanno ampiamente consentito di entrare nel merito della questione e pertanto ritengo che si possa essere ora senz\u2019altro d\u2019accordo nel senso che la discussione generale non sia pi\u00f9 oggi necessaria, e si debba senz\u2019altro passare all\u2019esame dell\u2019articolazione del disegno di legge.<\/p><p>Due relazioni sono state presentate al disegno di legge del Governo: una di maggioranza ed una di minoranza. Quella di maggioranza riprende in parte il disegno di legge governativo e lo modifica poi nella sua seconda parte; altrettanto fa quella di minoranza: ma le rispettive modificazioni vanno in direzioni diametralmente opposte.<\/p><p>Vi sono, comunque, queste due relazioni e pertanto ritengo non pi\u00f9 necessario l\u2019ascoltare una relazione orale dell\u2019uno o dell\u2019altro o di entrambi i relatori della maggioranza e della minoranza: se tuttavia essi o il Presidente della Commissione, onorevole Micheli, ritenessero di dover aggiungere qualche cosa, ne hanno facolt\u00e0.<\/p><p>MICHELI, <em>Presidente della Commissione. <\/em>La ragione del dissenso determinatosi in seno alla Commissione, \u00e8 espressa in modo cos\u00ec chiaro nelle due relazioni, che ritengo inutile aggiungere altro, e questo anche per brevit\u00e0 di discussione.<\/p><p>PRESIDENTE. Sta bene. Si tratta allora di decidere su quale testo debba svolgersi la discussione stessa. Abbiamo dinanzi a noi il disegno di legge del Governo, il disegno di legge della maggioranza della Commissione e il disegno di legge della minoranza della Commissione. In realt\u00e0 per\u00f2 i disegni di legge sono soltanto due, in quanto quello della minoranza va considerato piuttosto come una serie di emendamenti che noi potremo di volta in volta prendere in esame, di mano in mano che giungeremo ai corrispondenti articoli.<\/p><p>Invito l\u2019onorevole Scelba a dichiararmi su quale testo egli ritiene che si possa procedere alla discussione: su quello governativo o su quello della Commissione.<\/p><p>SCELBA, <em>Ministro dell\u2019interno.<\/em> Ritengo si debba procedere su quello governativo.<\/p><p>PRESIDENTE. Sta bene. L\u2019onorevole Ministro dell\u2019interno ritiene dunque che l\u2019Assemblea debba portare il suo esame sul testo governativo. Possiamo quindi senz\u2019altro dare inizio a questo esame.<\/p><p>RUSSO PEREZ. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>RUSSO PEREZ. Mi permetto di osservare che l\u2019esame dovrebbe svolgersi, a parer mio, sul testo della Commissione perch\u00e9, come ricordano i colleghi commissari, nella prima nostra riunione il progetto Scelba non fu trovato rispondente al voto dell\u2019Assemblea e lo stesso Ministro onorevole Scelba ebbe poi a suggerire delle notevoli modificazioni, in base alle quali la Commissione ha fatto un lavoro unitario, valendosi anche non poco del contributo dei colleghi della parte di minoranza, i quali sono riusciti anzi, con i loro interventi e con il loro voto, ad apportare notevoli modificazioni a quello che sarebbe stato un nostro progetto di maggioranza.<\/p><p>Quindi, tenuto conto di tutte queste circostanze, ritengo che il progetto-base per la discussione dovrebbe essere quello della Commissione.<\/p><p>SCELBA, <em>Ministro dell\u2019interno.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>SCELBA, <em>Ministro dell\u2019interno.<\/em> L\u2019onorevole Russo Perez ha fatto una affermazione, e cio\u00e8 che il Governo avrebbe apportato delle varianti al primitivo progetto di legge, affermazione che trovo ripetuta anche nella relazione di maggioranza. In realt\u00e0 le cose non stanno in questi termini. Il Governo ha presentato un disegno di legge; la Commissione ha richiesto ad un certo momento la formulazione tecnica di articoli per un progetto di legge che prevedesse l\u2019ipotesi del ballottaggio. Il Governo, aderendo all\u2019invito, ha fornito la propria consulenza tecnica alla Commissione, formulando alcuni articoli del disegno di legge per l\u2019ipotesi del ballottaggio. Ma, con questo, esso non ha inteso di assumere minimamente la paternit\u00e0 di queste varianti; si tratta solo di una collaborazione tecnica che il Governo ha fornito alla Commissione. Quindi le varianti che sono state apportate al primitivo progetto di legge non si possono considerare come varianti del governo al suo progetto, ma come varianti della Commissione al progetto governativo. Pertanto, mentre dovrei insistere affinch\u00e9 la discussione si faccia sul testo del Governo, rilevo che in fondo la questione \u00e8 solo di forma, perch\u00e9 saranno presi in considerazione sia il testo del Governo, sia quello della maggioranza, sia quello della minoranza, nonch\u00e9 altri emendamenti presentati dai colleghi.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Russo Perez insiste?<\/p><p>RUSSO PEREZ. Mi rimetto all\u2019Assemblea, ma credo fondata la mia osservazione anche dopo i chiarimenti del Ministro Scelba, il quale, aderendo al desiderio espresso di presentare queste varianti, ha concorso ai lavori della Commissione. Ragione di pi\u00f9, quindi, perch\u00e9 il testo-base sia quello della Commissione.<\/p><p>FUSCHINI. Ragione per cui si dovrebbe concludere diversamente, tutto al contrario.<\/p><p>PRESIDENTE. Comunque, l\u2019intervento dell\u2019onorevole Russo Perez \u00e8 servito a chiarire il processo formativo di questo disegno di legge.<\/p><p>Penso che possiamo aderire alla richiesta del Ministro dell\u2019interno di esaminare il progetto di legge tenendo come base il testo governativo.<\/p><p>(<em>Cos\u00ec rimane stabilito<\/em>).<\/p><p>Passiamo all\u2019articolo 1. Se ne dia lettura.<\/p><p>MOLINELLI, <em>Segretario<\/em>, legge.<\/p><p>Titolo I.<\/p><p>DISPOSIZIONI GENERALI<\/p><p>Art. 1.<\/p><p>\u00abIl Senato della Repubblica \u00e8 eletto a suffragio universale e diretto con le norme stabilite dalla presente legge.<\/p><p>\u00abIl numero dei senatori spettante a ciascuna Regione, ai sensi dell\u2019articolo 57 della Costituzione, \u00e8 determinato in base alla popolazione residente al 31 dicembre 1946, secondo i dati ufficiali dell\u2019Istituto centrale di Statistica, come risulta dalla tabella <em>A<\/em> allegata alla presente legge\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Nel testo della Commissione l\u2019articolo 1 \u00e8 riportato nella stessa formulazione, e cos\u00ec pure in quello della minoranza.<\/p><p>A questo articolo l\u2019onorevole Colitto ha presentato i seguenti emendamenti:<\/p><p>\u00ab<em>Sopprimere il primo comma<\/em>\u00bb.<\/p><p>\u00ab<em>Nel secondo comma, dopo le parole:<\/em> ai sensi dell\u2019articolo 57 della Costituzione, <em>aggiungere:<\/em> e dell\u2019articolo IV delle disposizioni transitorie e finali.<\/p><p>L\u2019onorevole Colitto ha facolt\u00e0 di svolgerli.<\/p><p>COLITTO. Ritengo superfluo il primo comma dell\u2019articolo.<\/p><p>L\u2019articolo 58 della Carta costituzionale dispone che i senatori sono eletti a suffragio universale e diretto. Ora, a parte il rilievo che sarebbe meglio parlare di elezione dei senatori e non di elezione del Senato, ritengo davvero inutile una norma della legge che riproduca parzialmente il testo di una norma costituzionale.<\/p><p>Per quanto attiene all\u2019emendamento che ho proposto in relazione al secondo comma, mi permetto di fare rilevare che l\u2019aggiunta da me suggerita dovrebbe trovare l\u2019accoglimento dell\u2019Assemblea, perch\u00e9 \u00e8 evidente che, nel determinare il numero dei Senatori spettante a ciascuna Regione, bisogna tener presente \u2013 e si \u00e8 tenuto presente \u2013 l\u2019articolo 57 della Costituzione, ma non bisogna dimenticare (e nella tabella <em>A<\/em> non si \u00e8 dimenticata) la quarta delle disposizioni transitorie e finali, con la quale si dispone che per le sue particolari ragioni il Molise, per la prima elezione del Senato, deve essere considerato come una Regione a s\u00e9 stante.<\/p><p>PRESIDENTE. Invito l\u2019onorevole Presidente ad esprimere il pensiero della Commissione sulle proposte dell\u2019onorevole Colitto.<\/p><p>MICHELI, <em>Presidente della Commissione. <\/em>La Commissione non comprende le ragioni per le quali si debbano fare queste modificazioni. In fondo non spostano nulla. \u00c8 vero che \u00e8 gi\u00e0 detto nella Costituzione quanto \u00e8 affermato nel 1\u00b0 comma, ma \u00e8 anche vero che non \u00e8 male ripeterlo. Siamo al primo articolo e quindi un\u2019affermazione in partenza mi pare possa stare benissimo. Per questa ragione la Commissione mantiene il testo come \u00e8 stato proposto dal Governo.<\/p><p>PRESIDENTE. Invito l\u2019onorevole Ministro dell\u2019interno ad esprimere il parere del Governo.<\/p><p>SCELBA, <em>Ministro dell\u2019interno.<\/em> Sono d\u2019accordo col Presidente della Commissione.<\/p><p>Per quanto riguarda l\u2019osservazione relativa al secondo capoverso, se n\u2019\u00e8 tenuto conto presentando anche la circoscrizione per quanto riguarda il Molise. Quindi non vedo la ragione di accettare quella modificazione e sono d\u2019accordo nel mantenere il testo ministeriale.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Colitto, mantiene gli emendamenti?<\/p><p>COLITTO. Dopo i chiarimenti dell\u2019onorevole Scelba, vi rinuncio.<\/p><p>FUSCHINI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>FUSCHINI. Io credo che sia necessario aggiungere e completare questo primo comma dell\u2019articolo, nel senso cio\u00e8 che bisogna riprodurre qui la disposizione dell\u2019articolo 58 della Costituzione, che stabilisce che sono elettori per il Senato soltanto coloro che hanno compiuto il venticinquesimo anno di et\u00e0. Questo non bisogna dimenticarlo.<\/p><p>RUBILLI. Ma deriva di gi\u00e0 dalla legge fondamentale. Quindi si ridurrebbe ad una inutile ripetizione.<\/p><p>FUSCHINI. Tutto \u00e8 legge! Non \u00e8 una ripetizione inutile, perch\u00e9 bisogna tener presente che sono due corpi elettorali diversi e questo deve essere affermato nella legge elettorale, in base ad una disposizione precisa della Costituzione.<\/p><p>MATTARELLA. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MATTARELLA. Quanto propone l\u2019onorevole Fuschini \u00e8 gi\u00e0 previsto dall\u2019articolo 16 della presente legge, dove \u00e8 detto: \u00abAll\u2019elezione dei senatori partecipano gli elettori che hanno compiuto il venticinquesimo anno di et\u00e0\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Fuschini, lei fa una proposta precisa in questo senso?<\/p><p>FUSCHINI. Io dico che siccome nel primo comma si fa richiamo all\u2019articolo 57, si deve fare anche richiamo all\u2019articolo 58, dicendo che il Senato della Repubblica \u00e8 eletto a suffragio universale diretto dagli elettori che hanno superato il venticinquesimo anno di et\u00e0, a norma dell\u2019articolo 58 della Costituzione.<\/p><p>MICHELI, <em>Presidente della Commissione. <\/em>Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MICHELI, <em>Presidente della Commissione. <\/em>Io pregherei il collega Fuschini (dico collega in quanto fa parte della nostra Commissione) di voler evitare una votazione inutile, in quanto ci\u00f2 che si \u00e8 dato carico di suggerire \u00e8 gi\u00e0 esplicitamente affermato nella legge, all\u2019articolo 16, dove \u00e8 detto: \u00abAll\u2019elezione dei senatori partecipano gli elettori che hanno compiuto il venticinquesimo anno di et\u00e0\u00bb.<\/p><p>Siamo d\u2019accordo che c\u2019\u00e8 diversit\u00e0 di corpo elettorale fra una Camera e l\u2019altra. Ma non \u00e8 qui la questione. Sar\u00e0 tutt\u2019al pi\u00f9 il caso di vedere se convenga mettere l\u2019accenno all\u2019inizio o a met\u00e0 della legge. \u00c8 un\u2019altra cosa. Caso mai il Comitato di coordinamento, a suo tempo, giudicher\u00e0 sulla opportunit\u00e0 di spostare, ma allora gli spostamenti dovranno essere parecchi, non questo solo.<\/p><p>FUSCHINI. Occorre l\u2019affermazione.<\/p><p>MICHELI, <em>Presidente della Commissione. <\/em>L\u2019affermazione \u00e8 all\u2019articolo 16. Non si pu\u00f2 affermare tutto nel primo o nel secondo articolo. (<em>Rumori<\/em>)<em>.<\/em> Se continuiamo con queste sottilizzazioni non concluderemo nulla. La Commissione \u00e8 d\u2019avviso che sia per lo meno inutile questa proposta del collega Fuschini e lo prega di ritirarla.<\/p><p>FUSCHINI. Io insisto.<\/p><p>FABBRI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>FABBRI. Mi pare che sarebbe pi\u00f9 semplice sostituire il primo comma col seguente:<\/p><p>\u00abIl Senato della Repubblica \u00e8 eletto con le norme stabilite dalla Costituzione e dalla presente legge\u00bb.<\/p><p>MICHELI, <em>Presidente della Commissione. <\/em>La Commissione accetta.<\/p><p>FUSCHINI. Accetto anch\u2019io.<\/p><p>PRESIDENTE. Prego il Governo di esprimere il suo parere.<\/p><p>SCELBA, <em>Ministro dell\u2019interno.<\/em> Il Governo accetta.<\/p><p>PRESIDENTE. Pongo in votazione il primo comma dell\u2019articolo 1 nella formulazione proposta dall\u2019onorevole Fabbri, accettata dalla Commissione e dal Governo:<\/p><p>\u00abIl Senato della Repubblica \u00e8 eletto con le norme stabilite dalla Costituzione e dalla presente legge\u00bb.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Pongo in votazione il secondo comma:<\/p><p>\u00abIl numero dei senatori spettante a ciascuna Regione ai sensi dell\u2019articolo 57 della Costituzione, \u00e8 determinato in base alla popolazione residente al 31 dicembre 1946, secondo i dati ufficiali dell\u2019Istituto centrale di Statistica, come risulta dalla tabella <em>A <\/em>allegata alla presente legge\u00bb.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>MICHELI, <em>Presidente della Commissione<\/em>. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MICHELI, <em>Presidente della Commissione. <\/em>Dopo l\u2019approvazione della formula Fabbri mi sembra che non sarebbe pi\u00f9 il caso di dire nel secondo comma: \u00abai sensi dell\u2019articolo 57 della Costituzione\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Provveder\u00e0 il Comitato di coordinamento.<\/p><p>Passiamo all\u2019articolo 2, identico nel testo della Commissione e della minoranza. Se ne dia lettura.<\/p><p>MOLINELLI. <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abIn ogni regione sono costituiti tanti collegi quanti sono i senatori assegnati alla regione.<\/p><p>\u00abLe circoscrizioni dei collegi risultano dalla tabella <em>B<\/em> che fa parte integrante della presente legge\u00bb.<\/p><p>FUSCHINI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>FUSCHINI. Io credo che sia necessario indipendentemente dalla approvazione dell\u2019articolo, riservare l\u2019approvazione delle tabelle a quando si potranno consultare.<\/p><p>RUBILLI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>RUBILLI. Io propongo che sia sospeso questo articolo perch\u00e9 \u00e8 opportuno che sia esaminato ed approvato quando avremo le tabelle sotto mano.<\/p><p>Meglio mi pare accantonarlo finch\u00e9 non siano uscite le tabelle, perch\u00e9 pu\u00f2 darsi che viste le tabelle vogliamo proporre delle modificazioni all\u2019articolo. Esaminiamolo adunque insieme alle tabelle.<\/p><p>PRESIDENTE. Io comprendo che si possano proporre modificazioni alle tabelle, ma non riesco et comprendere che si possano proporre modificazioni al testo letterale di questo articolo.<\/p><p>RUBILLI. Vuol dire che riserviamo almeno le nostre osservazioni a quando si discuter\u00e0 sulle tabelle.<\/p><p>PRESIDENTE. \u00c8 evidente. Qui si pone piuttosto un\u2019altra questione, e cio\u00e8 quella del procedimento da adottare per l\u2019esame di queste tabelle e, se mai, occorrerebbe dire in questo momento qualche cosa.<\/p><p>SCOCCIMARRO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>SCOCCIMARRO. Io volevo dire quello che ora ha detto il Presidente: con quale procedimento esamineremo le tabelle? L\u2019approvazione di questo articolo sarebbe bene che fosse rinviata a quando saranno compiute e approvate le tabelle. Non vorrei che, approvato l\u2019articolo, si intendessero approvate anche le tabelle. La mia richiesta deriva da informazioni che ci sono pervenute sui criteri con cui si sono formate le tabelle: su tale questione ci sar\u00e0 molto da discutere.<\/p><p>TARGETTI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>TARGETTI. Io credo che per l\u2019approvazione delle tabelle non vi sia libert\u00e0 di scelta nei metodi perch\u00e9, come i colleghi sanno, le circoscrizioni non sono state mai, almeno per quanto io ricordi, oggetto di discussione particolare da parte dell\u2019Assemblea, data la natura dell\u2019argomento. Si tratter\u00e0 quindi di trovare un sistema che assicuri che la formazione delle tabelle corrisponda alla volont\u00e0 dell\u2019Assemblea. Io credo che l\u2019unica via sia di votare un ordine del giorno col quale si dia delega alla Commissione parlamentare incaricata dell\u2019esame del disegno di legge, di stabilire d\u2019intesa col Governo, le tabelle ispirandosi per\u00f2 ai criteri <em>a<\/em>, <em>b<\/em>, <em>c<\/em>, che l\u2019Assemblea sar\u00e0 arbitra di determinare. Credo che, in pratica, non ci sia una via diversa per tutelare da una parte i diritti dell\u2019Assemblea, e dall\u2019altra per ovviare agli inconvenienti innumerevoli a cui si va incontro portando l\u2019Assemblea a discutere partitamente questo argomento.<\/p><p>PRESIDENTE. Mi pare che questo problema delle tabelle abbia una tale importanza da esigere che sia quanto meno immediatamente affrontato.<\/p><p>La proposta dell\u2019onorevole Targetti, che d\u2019altra parte non ha fatto che dare espressione a quanto la maggioranza pensava, richiede, quanto meno, una discussione in sede di articolo 2 dei criteri generali per la redazione delle tabelle: Bisogna infatti dare mandato alla Commissione perch\u00e9, in unione col Governo, rediga le tabelle definitive sulle quali l\u2019Assemblea non potr\u00e0 pi\u00f9 entrare minutamente nel merito. Poich\u00e9 non abbiamo pi\u00f9 molti giorni per il nostro lavoro, non si pu\u00f2 pensare di discutere l\u2019ordine dei giorno Targetti quando sar\u00e0 concluso l\u2019esame del disegno di legge. Nel corso di questa settimana, penso, la Commissione e il Governo potranno applicarsi all\u2019esame delle tabelle stesse. Pregherei dunque l\u2019onorevole Targetti di redigere l\u2019ordine del giorno in materia, in modo che su questa questione si venga ad una rapida conclusione.<\/p><p>TARGETTI. Mi riservo allora, di formulare un ordine del giorno.<\/p><p>MICHELI, <em>Presidente della Commissione. <\/em>Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MICHELI, <em>Presidente della Commissione. <\/em>Desideravo dichiarare per eliminare le indecisioni sorte intorno a questo articolo, che la Commissione ritiene che esso non implichi affatto l\u2019approvazione delle tabelle; e quindi il primo comma dell\u2019articolo pu\u00f2 essere approvato con questa assicurazione, per la quale credo ci sia l\u2019accordo col Governo.<\/p><p>Quanto al secondo, la Commissione \u00e8 a disposizione dell\u2019Assemblea per discutere i criteri informatori. Quanto alla seconda parte della proposta Targetti, la Commissione ne comprende l\u2019opportunit\u00e0. Peraltro, non pu\u00f2 prendere parte alla discussione dell\u2019incarico da affidarsi a essa stessa, per ragioni evidenti di delicatezza.<\/p><p>SCOCCIMARRO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>SCOCCIMARRO. Sono d\u2019avviso che convenga non votare adesso neanche il primo comma dell\u2019articolo, perch\u00e9, a seconda del modo come saranno costituite le circoscrizioni elettorali, pu\u00f2 darsi che sia da rivedere la redazione di tutto l\u2019articolo. Siccome non vedo perch\u00e9 non si possa votare l\u2019articolo 2 dopo aver preso visione delle circoscrizioni, mantengo la proposta di rinviare la votazione di questo articolo.<\/p><p>PRESIDENTE. Accediamo senz\u2019altro alla richiesta dell\u2019onorevole Scoccimarro, che non muta l\u2019ordine dei nostri lavori; nel momento in cui avremo l\u2019ordine del giorno Targetti potremo ritornare sull\u2019argomento.<\/p><p>RIVERA. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>RIVERA. Quando si parla delle circoscrizioni elettorali senatoriali ci si riferisce alle Regioni in obbedienza ad un preciso disposto della Costituzione (articolo 57). Ora, a me sembra che fino a questo momento nel progetto che abbiamo sott\u2019occhio non abbiamo rispettato altro che l\u2019indicazione del nome della Regione trascurando di riportarci alla delimitazione delle Regioni secondo il volere esplicitamente espresso dalla Costituente.<\/p><p>Quali debbano essere le Regioni \u00e8 chiaramente dettato dall\u2019ordine del giorno Targetti, che abbiamo votato a grande maggioranza a conclusione della discussione sull\u2019articolo 131 e che dice che le Regioni, nelle quali noi dobbiamo ripartire i collegi elettorali senatoriali, sono le Regioni storiche e tradizionali. Orbene, a me sembra che la questione della Regione storico-tradizionale non si esaurisca con la semplice indicazione di Piemonte, Lombardia, Veneto, ecc., perch\u00e9 ci sono delle Regioni che sono state territorialmente variate dal fascismo. Ora, io domando se le variazioni apportate recentemente dal fascismo siano da accettare come fatto storico e tradizionale o invece se la storia e la tradizione del nostro Paese vada oltre queste imposizioni del fascismo.<\/p><p>\u00c8 questa una questione da me sollevata un\u2019altra volta ed alla quale la Camera non ha creduto allora di doversi soffermare. Ma oggi mi sembra che, trattandosi di precisare circoscrizioni dei collegi elettorali uninominali in seno alla Regione, dobbiamo farlo prendendo a \u00abbase\u00bb le Regioni storico-tradizionali sulle quali l\u2019ordine del giorno Targetti ha deciso e sulla cui deliberazione \u00e8 poi stato stilato l\u2019articolo 131. A me sembra che ci\u00f2 posto, la legge che stiamo discutendo sarebbe anticostituzionale se stabilisse i collegi elettorali senatoriali, secondo la ripartizione che alle Regioni diede il fascismo e non secondo la deliberazione presa il 29 ottobre dall\u2019Assemblea con voti 203 contro 83, tanto pi\u00f9 che da parte delle popolazioni si \u00e8 dato pi\u00f9 di un segno di insofferenza nei riguardi di questi trasferimenti di zone da una Regione all\u2019altra. Questo trasferimento coatto pu\u00f2 essere considerato un prodromo od uno dei primi esempi, che \u00e8 stato poi funestamente ingigantito dalla guerra, di dislocazioni di arbitrio di territori e, purtroppo, di popolazioni da una Regione all\u2019altra.<\/p><p>\u00c8 un esempio qui germogliato di barbarico dispotismo, che io vorrei che questa Camera, che si dichiara cos\u00ec appassionatamente antifascista, correggesse, tanto pi\u00f9 che si tratta di una violenza contro cui, ripeto, si stanno levando le popolazioni da circa due decenni. Ora, vorrei che, in occasione della revisione di questo secondo articolo, fosse ben dichiarato quali sono le circoscrizioni delle Regioni storico-tradizionali che, vive ieri geograficamente e di fatto, oggi rivivono politicamente e di diritto, circoscrizioni queste durate immutate per secoli senza che esse venissero variate neppure in occasione dell\u2019unificazione dell\u2019Italia, sulle quali dunque \u00e8 veramente passata la storia.<\/p><p>Ricordiamo ancora che allora, quando l\u2019Italia ha saldato insieme Stati differenti, quando cio\u00e8 la storia ha unito gli Stati, ha rispettato le Regioni tradizionali e che solo il fascismo apport\u00f2, in omaggio alle sue gerarchie, quelle variazioni capricciose ed irrazionali che lamentiamo.<\/p><p>RUBILLI. Quali sono queste Regioni?<\/p><p>RIVERA. Sono due sole: la Campania e l\u2019Abruzzo.<\/p><p>Io domando che si faccia valido il criterio costituzionale delle Regioni storiche nella delimitazione dei collegi elettorali del Senato.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Micheli ha facolt\u00e0 di esprimere il parere della Commissione.<\/p><p>MICHELI, <em>Presidente della Commissione. <\/em>Pur essendo d\u2019accordo con l\u2019onorevole Rivera per le due Regioni da lui indicate e forse per qualche altra ancora, per la quale non fa che rinnovellare il mio rammarico per quella da me desiderata che non \u00e8 arrivata al traguardo, non posso aderire a nome della Commissione alla sua proposta.<\/p><p>L\u2019articolo 131 della Costituzione contiene un elenco di Regioni. Queste Regioni saranno state scelte bene o male; questa \u00e8 altra questione.<\/p><p>Io ho combattuto il criterio ritenuto storico-tradizionale ed ho ricordato a suo tempo come altre Regioni, che chiedevano di essere comprese nell\u2019elenco, e non vi furono, si basassero appunto sulla storia e sulla tradizione. Oggi siamo di fronte ad un fatto compiuto. Come possiamo mettere in essere una particolare organizzazione amministrativa delle Regioni, quale quella indicata nell\u2019articolo 131 della Costituzione, e poi nella legge per l\u2019elezione del Senato stabilire altro elenco?<\/p><p>RIVERA. \u00c8 lo stesso.<\/p><p>MICHELI, <em>Presidente della Commissione. <\/em>Non \u00e8 lo stesso. Non mi pare si possa introdurre la variante in questa sede.<\/p><p>RIVERA. Nessuna variante.<\/p><p>MICHELI, <em>Presidente della Commissione. <\/em>Ad ogni modo, il parere della Commissione \u00e8 questo. Non so se il rinnovellato dolore mi abbia impedito di comprendere bene la proposta dell\u2019onorevole Rivera. La Commissione non pu\u00f2 aderire ad una proposta, che cambierebbe quanto \u00e8 stato sancito nella Costituzione.<\/p><p>Il futuro Parlamento avr\u00e0 modo di accogliere il desiderio di quelle popolazioni. Oggi siamo rammaricati di non poterlo fare.<\/p><p>PRESIDENTE. Il problema posto dall\u2019onorevole Rivera \u00e8 questo: che fin da questo momento, in questa sede, si realizzi la deliberazione presa in sede costituzionale. Cio\u00e8, senza mutare l\u2019elenco delle Regioni comprese nella Costituzione e nell\u2019allegato alla presente legge, ogni singola Regione sia senz\u2019altro riportata nei suoi confini tradizionali.<\/p><p>Ritengo personalmente, onorevole Rivera, che questo sia un lavoro di tanta lena, anche se si limitasse soltanto alle Regioni di cui lei ha fatto cenno, che certo non potrebbe essere completato prima delle elezioni e tanto meno nel corso di questa settimana.<\/p><p>La sua parola, onorevole Rivera, varr\u00e0 come stimolo ad accelerare, pi\u00f9 che possibile, il processo di riorganizzazione delle Regioni, in base ai loro confini storici; ma, nel momento attuale, non so in qual modo la sua proposta potrebbe trovare attuazione.<\/p><p>RIVERA. \u00c8 semplicissima.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Scelba, Ministro dell\u2019interno, ha facolt\u00e0 di esprimere il parere del Governo.<\/p><p>SCELBA, <em>Ministro dell\u2019interno.<\/em> Sono d\u2019accordo col Presidente dell\u2019Assemblea nelle osservazioni da lui fatte in ordine alla possibilit\u00e0 di modificazione delle circoscrizioni regionali.<\/p><p>Praticamente si tratterebbe di riportare all\u2019Abruzzo un territorio che oggi fa parte di altra Regione.<\/p><p>Tutti i calcoli fatti nella formazione dei collegi partono dal presupposto che le Regioni sono quali risultano dai dati dell\u2019Ufficio centrale di Statistica.<\/p><p>In questo momento mi sembra intempestiva una operazione di questo genere ed abbiamo rimesso ad un secondo tempo, alle Regioni stesse, la possibilit\u00e0 di modifica in questo senso delle Regioni. Io ritengo che in questa sede non si possa prendere in esame la proposta dell\u2019onorevole Rivera di modificare le circoscrizioni regionali, cos\u00ec come sono ora considerate dal progetto.<\/p><p>Voglio fare, poi, un\u2019osservazione all\u2019onorevole Scoccimarro, il quale, opponendosi alla votazione del primo comma dell\u2019articolo 2 ha dichiarato che la sostanza di quest\u2019articolo potrebbe essere modificata nel senso che si possa dare alle Regioni un numero di collegi diverso, superiore od inferiore, a quelli risultanti dalla tabella. Ora, il contenuto del primo comma dell\u2019articolo 2 corrisponde ad una disposizione tassativa della Costituzione la quale ha stabilito che in ogni Regione vi siano tanti collegi quanti sono i senatori assegnati alle Regioni in base alla popolazione. Che questa disposizione non si possa modificare, \u00e8 una verit\u00e0 lapalissiana. Se ad una Regione, la Costituzione ha attribuito sei senatori, ritengo che l\u2019Assemblea non possa tornare su questa deliberazione.<\/p><p>Possiamo rimandare la votazione in sede di approvazione delle tabelle delle circoscrizioni, ma sul contenuto del primo comma dell\u2019articolo 2, credo che non possano essere espressi dubbi di sorta.<\/p><p>PRESIDENTE. Restiamo all\u2019intesa poco fa accennata, cio\u00e8 soprassediamo brevemente alla votazione sull\u2019articolo 2, in attesa che l\u2019onorevole Targetti rediga l\u2019ordine del giorno.<\/p><p>(<em>Cos\u00ec rimane stabilito<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo all\u2019articolo 3. Se ne dia lettura nel testo governativo.<\/p><p>SCHIRATTI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abL\u2019assegnazione del numero dei senatori alle singole Regioni e la circoscrizione dei collegi devono essere rivedute, per legge, nella prima sessione successiva alla pubblicazione ufficiale dei risultati del censimento generale della popolazione.<\/p><p>\u00abI cambiamenti nella circoscrizione amministrativa e giudiziaria dei comuni, dei mandamenti e delle province, che si verifichino prima della revisionerai cui al comma precedente, non hanno alcun effetto sulla circoscrizione dei collegi.<\/p><p>\u00abQualora si verifichino cambiamenti nella circoscrizione della Regione, il numero dei senatori alla stessa assegnato \u00e8 riveduto per legge, tenendo presente il dispetto dell\u2019articolo 57 della Costituzione ed i risultati dell\u2019ultimo censimento generale della popolazione. Con la medesima legge sono rivedute, eventualmente, le circoscrizioni dei singoli collegi della Regione\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. La Commissione propone al primo comma la seguente variazione formale;<\/p><p>\u00abL\u2019assegnazione del numero dei senatori a ciascuna Regione ecc.\u00bb; per il resto del comma la formulazione coincide con quella del testo governativo.<\/p><p>Il secondo comma \u00e8 identico per entrambi i disegni.<\/p><p>Il terzo comma, nel testo formulato dalla Commissione, \u00e8 del seguente tenore:<\/p><p>\u00abQualora si verifichino cambiamenti nella circoscrizione della Regione, il numero dei senatori alla stessa assegnato \u00e8 riveduto per legge. Con la medesima legge sono rivedute, eventualmente, le circoscrizioni dei singoli collegi della Regione\u00bb.<\/p><p>Vi sono, come i colleghi hanno constatato, modificazioni di semplice carattere formale. La minoranza della Commissione, poi, si attiene alle proposte di modificazione fatte dalla maggioranza.<\/p><p>L\u2019onorevole Colitto ha proposto il seguente emendamento:<\/p><p>\u00ab<em>Aggiungere alle ultime parole del terzo comma le seguenti:<\/em><\/p><p>\u00abAnche con legge si determinano il numero dei senatori di nuove regioni e le circoscrizioni dei loro collegi\u00bb.<\/p><p>Ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>COLITTO. Non so se, quanto io propongo, possa considerarsi compreso nella dizione del testo della Commissione, ma forse un chiarimento non \u00e8 inopportuno. L\u2019articolo 132 della Costituzione prevede la formazione di nuove Regioni. In tal caso, a mio avviso, bisogner\u00e0 rivedere non soltanto la circoscrizione della preesistente Regione, ma determinare il numero dei senatori spettanti alla nuova e la circoscrizione dei collegi elettorali della medesima. Ora a me pare che nell\u2019articolo in esame si preveda la revisione delle circoscrizioni regionali della preesistente Regione, ma non si prevede la determinazione delle circoscrizioni elettorali delle nuove. Di qui la ragione del mio emendamento.<\/p><p>PRESIDENTE. Prego l\u2019onorevole Micheli di esprimere il parere della Commissione.<\/p><p>MICHELI, <em>Presidente della Commissione. <\/em>Siccome la Costituzione ammette l\u2019eventualit\u00e0 di formazione di nuove Regioni, non vi \u00e8 difficolt\u00e0 da parte della Commissione ad accettare l\u2019emendamento Colitto.<\/p><p>PRESIDENTE. Prego l\u2019onorevole Scelba di voler esprimere il parere del Governo.<\/p><p>SCELBA, <em>Ministro dell\u2019interno.<\/em> Accetto le modifiche proposte dalla Commissione al testo governativo.<\/p><p>Per quanto si riferisce all\u2019emendamento Colitto, io confesso che tale emendamento mi pare una superfluit\u00e0, perch\u00e9 in realt\u00e0 la Costituzione gi\u00e0 stabilisce la possibilit\u00e0 della formazione di nuove Regioni, la quale non pu\u00f2 essere fatta che con legge avente valore di legge costituzionale. \u00c8 implicito che con legge deve essere fatta la ripartizione per collegi e la stessa formazione dei collegi delle nuove Regioni, perch\u00e9 se per tutte le altre Regioni si \u00e8 seguito il procedimento della legge, non vedo come si potrebbe fare diversamente, e cio\u00e8 seguire la via del provvedimento amministrativo, per i collegi nelle nuove Regioni.<\/p><p>Comunque, siccome si tratta di un chiarimento che non guasta, non mi oppongo a che sia approvato, pur riconoscendone la superfluit\u00e0.<\/p><p>PRESIDENTE. Pongo in votazione il primo comma dell\u2019articolo 3, nel testo della Commissione:<\/p><p>\u00abL\u2019assegnazione del numero dei senatori a ciascuna Regione e la circoscrizione dei collegi devono essere rivedute, per legge, nella prima sessione successiva alla pubblicazione ufficiale dei risultati del censimento generale della popolazione\u00bb.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Metto in votazione il secondo comma, nel testo del Governo:<\/p><p>\u00abI cambiamenti nella circoscrizione amministrativa e giudiziaria dei comuni, dei mandamenti e delle provincie, che si verifichino prima della revisione di cui al comma precedente, non hanno alcun effetto sulla circoscrizione dei collegi\u00bb.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Metto in votazione il terzo comma, nel testo della Commissione.<\/p><p>\u00abQualora si verifichino cambiamenti nella circoscrizione della Regione, il numero dei senatori alla stessa assegnato \u00e8 riveduto per legge. Con la medesima legge sono rivedute, eventualmente, le circoscrizioni dei singoli collegi della Regione\u00bb.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Pongo in votazione l\u2019emendamento aggiuntivo dell\u2019onorevole Colitto:<\/p><p>\u00abAnche con legge si determinano il numero dei senatori di nuove Regioni e le circoscrizioni dei loro collegi\u00bb.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo all\u2019articolo 4.<\/p><p>Se ne dia lettura.<\/p><p>SCHIRATTI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abI comizi elettorali sono convocati con decreto del Presidente della Repubblica, su deliberazione del Consiglio dei Ministri.<\/p><p>\u00abDal giorno della pubblicazione del decreto di convocazione dei comizi nella <em>Gazzetta Ufficiale<\/em> della Repubblica al giorno stabilito per la votazione devono decorrere almeno settanta giorni\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. La Commissione propone di sopprimere il secondo comma. A questo articolo non sono stati presentati emendamenti. Prego l\u2019onorevole Ministro dell\u2019interno di dire se accetta la soppressione proposta dalla Commissione.<\/p><p>SCELBA, <em>Ministro dell\u2019interno.<\/em> L\u2019accetto.<\/p><p>MICHELI, <em>Presidente della Commissione. <\/em>Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MICHELI, <em>Presidente della Commissione. <\/em>La Commissione avverte che si sopprime il secondo comma perch\u00e9 lo si trasporta nelle disposizioni transitorie.<\/p><p>PRESIDENTE. Pongo in votazione il primo comma dell\u2019articolo 4 nel testo governativo, cos\u00ec formulato:<\/p><p>\u00abI comizi elettorali sono convocati con decreto del Presidente della Repubblica, su deliberazione del Consiglio dei Ministri\u00bb.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo all\u2019articolo 5. Se ne dia lettura.<\/p><p>SCHIRATTI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abQuando, per qualsiasi causa, escluse le ipotesi previste dall\u2019articolo 22, il numero dei senatori si riduce di almeno un terzo nelle Regioni aventi sino a 15 collegi e di almeno un quarto nelle altre, si procede con le norme stabilite dalla presente legge, sempre che manchino pi\u00f9 di sei mesi alla scadenza normale della legislatura, a nuove elezioni in tutti i collegi della Regione per i seggi rimasti vacanti: lo scrutinio si effettua in base alle disposizioni di cui all\u2019articolo 20.<\/p><p>\u00abSe il numero dei senatori assegnati alla Regione non sia esattamente divisibile per tre o per quattro, il minimo dei seggi vacanti si determina arrotondando per eccesso il quoziente\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. La maggioranza della Commissione ha proposto il seguente testo:<\/p><p>\u00abQuando per qualsiasi causa resti vacante un collegio, si procede, con le norme stabilite dalla presente legge, semprech\u00e9 manchino pi\u00f9 di sei mesi alla scadenza normale della legislatura, a nuove elezioni nel termine di ottanta giorni dalla data della comunicazione con la quale il Presidente del Senato d\u00e0 notizia della vacanza al Ministro dell\u2019interno.<\/p><p>\u00abIl prefetto della Provincia nel cui territorio si trova il capoluogo del collegio rende edotti gli elettori del decreto di convocazione dei comizi per mezzo dei sindaci che vi provvedono con manifesto\u00bb.<\/p><p>La minoranza, infine, ha proposto la soppressione dell\u2019articolo. Chiedo al Presidente della Commissione il suo parere in merito.<\/p><p>MICHELI, <em>Presidente della Commissione. <\/em>La Commissione chiederebbe di accantonare questo articolo, perch\u00e9 vi affiora, sia pure in modo marginale, quella che \u00e8 la ragione del dissenso.<\/p><p>(<em>Cos\u00ec rimane stabilito<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo all\u2019articolo 6. Se ne dia lettura.<\/p><p>SCHIRATTI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abSono eleggibili a senatori gli elettori della Regione che, al giorno delle elezioni, hanno compiuto il quarantesimo anno di et\u00e0 e non si trovino in alcuna delle condizioni d\u2019ineleggibilit\u00e0 previste dagli articoli &#8230; del testo unico della legge per l\u2019elezione della Camera dei deputati, approvato con decreto presidenziale &#8230; gennaio 1948, n. &#8230;\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. La Commissione propone la seguente formulazione:<\/p><p>\u00abSono eleggibili a senatori gli elettori che, al giorno delle elezioni, hanno compiuto il quarantesimo anno di et\u00e0 e non si trovano in alcuna delle condizioni d\u2019ineleggibilit\u00e0 previste dal decreto legislativo 10 marzo 1946, m 74, modificato dalla legge &#8230;\u00bb.<\/p><p>Questa proposta della Commissione \u00e8 unanime.<\/p><p>L\u2019onorevole Colitto ha presentato il seguente emendamento:<\/p><p>\u00ab<em>Alle parole:<\/em> previste dal decreto legislativo 10 marzo 1946, n. 74, modificato dalla legge &#8230;, <em>sostituire:<\/em> previste per i deputati\u00bb.<\/p><p>Ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>COLITTO. Lo mantengo e rinunzio a svolgerlo.<\/p><p>PRESIDENTE. Quale \u00e8 il parere della Commissione?<\/p><p>MICHELI, <em>Presidente della Commissione. <\/em>Si tratta della medesima cosa: o riprodurre il titolo della legge tale e quale \u00e8 in essa indicato, oppure indicare la materia. Ma non credo convenga metterci su questa via. Le leggi si citano o con la loro intitolazione o col numero e data della legge stessa. Non altrimenti.<\/p><p>PRESIDENTE. Dopo le dichiarazioni test\u00e9 fatte dall\u2019onorevole Micheli a nome della Commissione, chiedo all\u2019onorevole Colitto se insiste.<\/p><p>COLITTO. Non insisto.<\/p><p>PERASSI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>PERASSI. Non capisco perch\u00e9 nella formulazione dell\u2019articolo, come \u00e8 proposto dalla Commissione, la frase del progetto ministeriale, con la quale s\u00ec faceva richiamo di articoli del testo unico della legge per reiezione della Camera dei deputati \u00e8 stata sostituita con l\u2019espressione: \u00abpreviste dal decreto legislativo 10 marzo 1946 modificato dalla legge, ecc.\u00bb.<\/p><p>Io ricordo che il titolo della legge che abbiamo votato giorni or sono, dice: \u00abNorme per l\u2019elezione della Camera dei deputati\u00bb; non dice pi\u00f9 \u00abLegge che modifica il decreto 10 marzo 1946\u00bb.<\/p><p>Per conseguenza, crederei opportuno mantenere la dizione del disegno di legge ministeriale, anche perch\u00e9 il richiamo al testo unico, che \u00e8 in corso di pubblicazione, \u00e8 usato anche in articoli successivi, e precisamente nell\u2019articolo 25.<\/p><p>PRESIDENTE. Prego l\u2019onorevole Micheli di esprimere il parere della Commissione.<\/p><p>MICHELI, <em>Presidente della Commissione. <\/em>La Commissione non ha difficolt\u00e0 ad accettare la proposta dell\u2019onorevole Perassi. \u00c8 una precisazione che rientra nel criterio che avevo enunciato poco fa.<\/p><p>PRESIDENTE. Allora, la Commissione non ha nulla in contrario a ritornare al testo governativo.<\/p><p>Onorevoli colleghi, vi \u00e8 in questo articolo un aspetto che merita di essere tenuto particolarmente presente.<\/p><p>La diversit\u00e0 della redazione del testo della Commissione e quello governativo non concerne soltanto il modo di richiamare le condizioni di ineleggibilit\u00e0, ma anche un altro punto essenziale. Dice il testo governativo: \u00abSono eleggibili a senatori gli elettori della Regione\u00bb; dice il testo della Commissione: \u00abSono eleggibili a senatori gli elettori che, ecc.\u00bb.<\/p><p>Secondo il testo governativo, quindi, in ogni singola Regione sono eleggibili a senatori soltanto gli elettori di quella Regione. Secondo il testo della Commissione, questa condizione scompare.<\/p><p>Mi permetto di richiamare l\u2019attenzione dell\u2019Assemblea su questo punto, prima di passare alla votazione.<\/p><p>MICHELI, <em>Presidente della Commissione. <\/em>Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MICHELI, <em>Presidente della Commissione. <\/em>La Commissione \u00e8 stata unanime nell\u2019eliminare dal testo ministeriale questa limitazione, la quale \u00e8 sembrata che non potesse coesistere con l\u2019ultimo comma dell\u2019articolo 58 della Costituzione, nel quale si stabilisce che sono eleggibili a senatori gli elettori che hanno compiuto il quarantesimo anno di et\u00e0. Quindi, la limitazione della Regione era un\u2019aggiunta che parve alla Commissione non fosse possibile consentire.<\/p><p>Non siamo entrati nella discussione di parecchie altre ragioni di opportunit\u00e0, che renderebbero meno conveniente una limitazione di questo genere. Tanto pi\u00f9, poi, che si \u00e8 ammessa in un altro punto della legge, la possibilit\u00e0 di candidature multiple, quindi, che queste avvengano anche fuori della Regione.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Ministro dell\u2019interno ha facolt\u00e0 di esprimere il parere del Governo.<\/p><p>SCELBA, <em>Ministro dell\u2019interno.<\/em> Mi rimetto all\u2019Assemblea.<\/p><p>PRESIDENTE. Allora, voteremo l\u2019articolo 6 nel testo del Governo, con la soppressione delle parole \u00abdella Regione\u00bb.<\/p><p>Il testo resta quindi il seguente:<\/p><p>\u00abSono eleggibili a senatori gli elettori che, al giorno delle elezioni, hanno compiuto il quarantesimo anno di et\u00e0 e non si trovino in alcuna delle condizioni d\u2019ineleggibilit\u00e0 previste dagli articoli \u2026 del testo unico della legge per l\u2019elezione della Camera dei deputati, approvato con decreto presidenziale \u2026 gennaio 1948, n. &#8230;\u00bb.<\/p><p>Lo pongo in votazione.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>L\u2019onorevole Cosattini ha presentato il seguente emendamento:<\/p><p>\u00abL\u2019ineleggibilit\u00e0 a senatore, di sindaci di capoluogo di provincia ha effetto limitatamente ai collegi elettorali in cui sia compreso il detto capoluogo\u00bb. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>COSATTINI. Onorevoli colleghi, il mio emendamento tende a stabilire un\u2019eccezione alla regola generale dell\u2019ineleggibilit\u00e0 ora stabilita. La disposizione della ineleggibilit\u00e0 dei sindaci dei capoluoghi di provincia, sancita per i deputati, aveva per presupposto che il sindaco del capoluogo di provincia potesse esercitare nel collegio sull\u2019esercizio delle preferenze, un\u2019influenza particolare, derivantegli dalla sua posizione di primo cittadino del capoluogo della provincia. Ora, \u00e8 evidente che questo presupposto non ha ragione di essere per i cittadini che siano candidati a senatori in un altro collegio elettorale della provincia, diverso da quello ove essi ricoprano quella carica.<\/p><p>Mi permetto di far considerare che la nuova classe dirigente va faticosamente costituendosi ed affermandosi; e che la presenza di questi cittadini al Senato potr\u00e0 essere molto utile per l\u2019esperienza amministrativa che potranno recarvi. Ricordo del resto che, secondo le leggi precedenti al fascismo, i sindaci delle grandi citt\u00e0, lungi dall\u2019avere una ragione di ineleggibilit\u00e0 a senatori, avevano un titolo per l\u2019elezione stessa.<\/p><p>Tale limitazione mi sembra quindi oggi assolutamente inopportuna.<\/p><p>PRESIDENTE. Invito l\u2019onorevole Micheli a pronunciarsi a nome della Commissione su questo emendamento.<\/p><p>MICHELI, <em>Presidente della Commissione. <\/em>La Commissione ha esaminato questa questione e a maggioranza ha respinto tale proposta, perch\u00e9 ha ritenuto che le ragioni sopra le quali il concetto di ineleggibilit\u00e0 \u00e8 basato, siano assai pi\u00f9 complesse e diverse, inerenti alla carica stessa di senatore in questo particolare momento della Nazione, e che non vi sia opportunit\u00e0 di altro incarico egualmente grave.<\/p><p>La Commissione quindi non si \u00e8 limitata al fatto della possibilit\u00e0 di un\u2019influenza sul gioco accennato delle preferenze, ma si \u00e8 riferita piuttosto ad un criterio di indole generale.<\/p><p>Faccio inoltre osservare all\u2019onorevole Cosattini che tale ineleggibilit\u00e0 \u00e8 relativa, perch\u00e9 basta che il sindaco si dimetta al momento della candidatura per diventare eleggibile. Era questo infatti un sistema che, anche per il passato, veniva praticato, e la legge prevedeva appunto dei termini: bastava un periodo di tre mesi, e successivamente di sei.<\/p><p>Ora \u00e8 stato ancor pi\u00f9 limitato: basta che il giorno prima dell\u2019accettazione della candidatura il sindaco dia le dimissioni ed egli si metta in regola per poter correre anche quest\u2019altro palio, il palio politico, insieme a quello amministrativo, a cui partecipava antecedentemente.<\/p><p>Quindi rimane una certa possibilit\u00e0 e una certa libert\u00e0, tale che consente di poter inviare al Senato coloro che, per le loro esperienze amministrative anche pi\u00f9 recenti, possano giovare al nuovo Parlamento italiano.<\/p><p>PRESIDENTE. Il Governo ha facolt\u00e0 di esprimere il proprio parere.<\/p><p>SCELBA, <em>Ministro dell\u2019interno.<\/em> Personalmente sono d\u2019accordo con l\u2019onorevole Cosattini, perch\u00e9 ho sempre pensato che l\u2019autonomia comunale dovrebbe essere valorizzata costituendo quello di sindaco un titolo per essere rappresentanti nelle Assemblee nazionali. E pur rimettendomi all\u2019Assemblea Costituente, tengo tuttavia a dichiarare che, a mio avviso, non si pu\u00f2 trovare alcuna incompatibilit\u00e0 neppure per il sindaco di una grande citt\u00e0 ad essere contemporaneamente senatore, ma che anzi si renderebbe omaggio all\u2019autonomia comunale riconoscendo questo diritto.<\/p><p>SCOCCIMARRO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>SCOCCIMARRO. Il Gruppo comunista voter\u00e0 per l\u2019emendamento Cosattini, poich\u00e9 non ritiene giusto imporre una limitazione al diritto di eleggibilit\u00e0 che si pu\u00f2 evitare con la proposta dell\u2019onorevole Cosattini.<\/p><p>PRESIDENTE. Pongo in votazione l\u2019emendamento dell\u2019onorevole Cosattini, test\u00e9 letto.<\/p><p>(<em>Dopo prova e controprova, non \u00e8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo all\u2019esame del Titolo II:<\/p><p>\u00abDegli Uffici elettorali circoscrizionali e regionali\u00bb.<\/p><p>La Commissione propone di modificare l\u2019intitolazione di questo Titolo in relazione ad una proposta che essa fa, per gli articoli successivi. Pertanto in merito all\u2019intitolazione prenderemo una decisione dopo che l\u2019Assemblea avr\u00e0 deciso sul contenuto degli articoli di questo Titolo.<\/p><p>Passiamo all\u2019articolo 7. Se ne dia lettura.<\/p><p>MOLINELLI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abIl tribunale, nella cui giurisdizione si trovino collegi previsti dall\u2019unita tabella <em>B<\/em>, si costituisce in tanti uffici elettorali circoscrizionali quanti sono i collegi medesimi.<\/p><p>\u00abOgni ufficio elettorale circoscrizionale esercita le sue funzioni con l\u2019intervento di tre magistrati, di cui uno presiede, nominati dal presidente entro dieci giorni dalla pubblicazione del decreto di convocazione dei comizi\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Propone la Commissione, nell\u2019articolo 7 e nei successivi titoli degli articoli in cui si fa menzione dell\u2019ufficio elettorale circoscrizionale, che questo deve essere indicato con la locuzione: \u00abufficio elettorale centrale\u00bb.<\/p><p>RUBILLI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>RUBILLI. Ho domandato la parola per avere un chiarimento dalla Presidenza e dall\u2019Assemblea, chiarimento che pu\u00f2 contenere anche una mozione d\u2019ordine.<\/p><p>Noi dobbiamo esaminare i vari articoli, modificarli, renderli pi\u00f9 perfetti, se possibile; ma pi\u00f9 per questioni di forma che di sostanza. Qui la sostanza vera dei progetti, la divergenza che pu\u00f2 sorgere \u00e8 unicamente sull\u2019assegnazione dei posti e quindi sul sistema elettorale. Per cui abbiamo tre progetti: il progetto del Governo, il progetto della di maggioranza, il progetto della minoranza.<\/p><p>Ora, questa questione fondamentale in cui rimaniamo divisi nelle varie opinioni, dobbiamo pure esaminarla ampiamente ed affrontarla in pieno.<\/p><p>Il chiarimento che io desidero \u00e8: qual \u00e8 il momento in cui detta questione di evidente importanza dovr\u00e0 e potr\u00e0 essere posta in discussione?<\/p><p>Perch\u00e9 comincia da questo articolo. Perci\u00f2 ho ora domandato la parola. Io mi ero iscritto a parlare sull\u2019articolo 9 perch\u00e9, per equivoco, non avevo pensato alla intestazione del titolo. Io avevo pensato agli articoli, preferendo l\u2019articolo 9 da cui cominciano a sorgere le maggiori divergenze; poi ho visto in questo momento che la divergenza sorge sin da questo Titolo con l\u2019articolo 7; quindi \u00e8 giunto il momento d\u2019intenderci.<\/p><p>Domando alla Presidenza e all\u2019Assemblea chiarimenti e proposte per potermi regolare; il problema fondamentale che la legge impone, cio\u00e8 vedere, esaminare e decidere quale dei tre progetti risponda meglio alle precedenti deliberazioni prese dall\u2019Assemblea in sede di legge costituzionale, quand\u2019\u00e8 che vogliamo proporcelo e risolverlo? Vogliamo farlo in questo momento? Forse s\u00ec, perch\u00e9 la Commissione di maggioranza propone come titolo: \u00abUfficio elettorale centrale\u00bb e \u2013 dice il progetto governativo \u2013 \u00abUffici elettorali circoscrizionali e regionali\u00bb. Da una parte si prevede un unico ufficio, dall\u2019altra due uffici diversi con diverse mansioni. Quindi da questo Titolo comincia la divergenza fra i tre progetti.<\/p><p>Dica la Presidenza e dica l\u2019Assemblea se la questione fondamentale di cui dobbiamo occuparci vogliamo trattarla a proposito di questo articolo 7 oppure, meglio ancora, a proposito dell\u2019articolo 9, o dell\u2019articolo 18, o dell\u2019articolo 20, il quale \u00e8 il pi\u00f9 completo per quanto riguarda l\u2019assegnazione dei seggi.<\/p><p>Questo io domando.<\/p><p>Prima di esprimere la mia opinione sul merito, desidero sapere quale \u00e8 il momento in cui con maggiore opportunit\u00e0 io possa farlo.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Rubilli, il problema da lei sollevato si pone all\u2019articolo 9, e in quella sede sar\u00e0 discusso.<\/p><p>Segue l\u2019emendamento dell\u2019onorevole Colitto:<\/p><p>\u00ab<em>Dopo il primo comma, aggiungere il seguente:<\/em><\/p><p>\u00abOve in un collegio si trovino sedi di uno o pi\u00f9 tribunali, l\u2019ufficio si costituisce nella sede avente maggiore popolazione\u00bb.<\/p><p>Ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>COLITTO. Questo emendamento mira, se non mi inganno, a colmare una lacuna nell\u2019articolo 7. L\u2019articolo 7 prevede che nella circoscrizione di un tribunale si trovino pi\u00f9 collegi, ma non prevede che in un collegio si trovino le sedi di pi\u00f9 tribunali.<\/p><p>Il primo comma dice: \u00abIl tribunale, nella cui circoscrizione si trovino collegi previsti dalla unita tabella <em>B<\/em>, si costituisce in tanti uffici elettorali ecc.\u00bb. Dunque un tribunale e pi\u00f9 collegi. Ma pu\u00f2 anche verificarsi che in unica circoscrizione elettorale si trovino le sedi di due o pi\u00f9 tribunali. In questo caso, che a mio avviso occorre espressamente prevedere, io propongo che l\u2019ufficio elettorale si costituisca nella citt\u00e0, sede di tribunale, che ha maggiore popolazione. Ecco la ragione del mio emendamento.<\/p><p>PRESIDENTE. La Commissione ha facolt\u00e0 di esprimere il proprio parere.<\/p><p>MICHELI, <em>Presidente della Commissione. <\/em>Nella Commissione non si \u00e8 presentata questa questione. Pare ad ogni modo ad essa che effettivamente il problema venga risolto nella sotto intitolazione del collegio, quando si d\u00e0 al collegio un determinato nome si aggiunge anche il tribunale cui esso fa capo. Il quesito che si propone l\u2019onorevole Colitto mi pare che praticamente sia gi\u00e0 risolto.<\/p><p>In sede delle tabelle si potr\u00e0 discutere; essendo in ciascuna tabella indicato di fianco al capoluogo del collegio anche il tribunale.<\/p><p>Quindi se in qualche caso potesse esservi stata una meno esatta indicazione si potr\u00e0 nella compilazione delle tabelle, con un pi\u00f9 diligente esame, cercare di correggerla. Per questo pare alla Commissione che l\u2019emendamento Colitto non abbia ragione di essere.<\/p><p>PRESIDENTE. Il Governo ha facolt\u00e0 di esprimere il proprio parere.<\/p><p>SCELBA, <em>Ministro dell\u2019interno.<\/em> Concordo con la Commissione.<\/p><p>COLITTO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>COLITTO. Il Presidente della Commissione ha fatto riferimento alle tabelle. Ma lo stampato con le tabelle non \u00e8 ancora in distribuzione.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Micheli ha fatto riferimento alle tabelle come alla sede opportuna per tenere in considerazione la sua richiesta.<\/p><p>COLITTO. Onorevole Presidente, se ella consente, vorrei osservare che l\u2019onorevole Micheli diceva che nelle tabelle sarebbero gi\u00e0 indicati i tribunali che devono funzionare come uffici elettorali centrali dei collegi.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Micheli, voglia precisare meglio la questione.<\/p><p>MICHELI, <em>Presidente della Commissione. <\/em>Ripeto che nelle tabelle \u00e8 indicato, insieme col capoluogo del collegio, anche il tribunale al quale il collegio fa capo per le operazioni elettorali.<\/p><p>Per questo la Commissione \u00e8 d\u2019avviso che non sia necessario l\u2019emendamento dell\u2019onorevole Colitto. Se vi \u00e8 qualche caso che possa aver dato occasione alla sua osservazione per la pratica conoscenza di collegi che si trovino nelle condizioni da lui esposte, se ne terr\u00e0 conto nell\u2019esame delle tabelle e potremo sostituire a quello indicato il nome del tribunale del luogo che ha maggiore popolazione.<\/p><p>Bisogna d\u2019altra parte osservare che, per il criterio della maggiore popolazione e data pure l\u2019importanza che esso ha dal punto di vista demografico, non debbono trascurarsi altri criteri, come la centralit\u00e0, come l\u2019esistenza di mezzi di trasporto per fare accedere i rappresentanti di tutte le sezioni al centro. Il baricentro elettorale \u00e8 qualcosa di diverso da quello che pu\u00f2 essere il comune pi\u00f9 popolato. Quindi si tratta di ben altro criterio per il quale occorrerebbe provvedere a tutta una discussione complessa che, in questo momento, mi pare fuori luogo.<\/p><p>Ritengo quindi che quando l\u2019onorevole Colitto sia persuaso che attraverso l\u2019esame delle tabelle si pu\u00f2 tener conto del suo desiderio, egli possa rinunziare al suo emendamento.<\/p><p>COLITTO. Mi riservo allora di ripresentare l\u2019emendamento quando discuteremo le tabelle.<\/p><p>SCELBA, <em>Ministro dell\u2019interno.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>SCELBA, <em>Ministro dell\u2019interno.<\/em> Vorrei richiamare l\u2019attenzione dell\u2019Assemblea sulla questione sollevata dall\u2019onorevole Colitto. In effetti bisogna considerare che i collegi elettorali sono indicati con un titolo: collegio di Catania I, di Roma I, di Gela o di Piazza Armerina. Non so se in tutti i collegi esista un tribunale, o, per lo meno, se la citt\u00e0 indicata come capoluogo del collegio sia anche sede di tribunale.<\/p><p>Mi sovviene in questo momento che Gela \u00e8 stata indicata come capoluogo di circoscrizione, e credo che neppure Piazza Armerina \u2013 da me proposta come capoluogo \u2013 abbia il tribunale. Debbo arguire perci\u00f2 che non esiste coincidenza tra sede di collegio e sede di tribunale.<\/p><p>Bisognerebbe essere d\u2019accordo nel senso che la Commissione, nell\u2019elaborare le circoscrizioni elettorali, far\u00e0 coincidere il capoluogo con la sede del tribunale. Se vi sono pi\u00f9 tribunali o se non ve n\u2019\u00e8 alcuno, si vedr\u00e0 quale altro criterio adottare. Si vedr\u00e0 se scegliere il criterio dell\u2019onorevole Colitto; ma io non credo si possa accettare, perch\u00e9 vi sono altri criteri pi\u00f9 congrui che possono suggerire la sede del collegio. Ad ogni modo si sappia esattamente che come ufficio circoscrizionale si intender\u00e0 la sede del collegio che risulter\u00e0 dalle tabelle.<\/p><p>MORTATI, <em>Relatore per la minoranza. <\/em>Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MORTATI, <em>Relatore per la minoranza. <\/em>Chiedo su che cosa si vota. A me sembra che la votazione dovrebbe vertere sulla proposta fatta dalla maggioranza della Commissione circa la soppressione della distinzione tra uffici circoscrizionali e uffici centrali.<\/p><p>Ora, se si vota su questo, trovo che si pregiudichi la questione di merito che si era detto di rinviare, perch\u00e9 la nostra proposta, in difformit\u00e0 da quella della maggioranza della Commissione, tende a conservare i due uffici, in quanto la distinzione corrisponde a quel congegno elettorale che noi proponiamo. Le votazioni sugli articoli 7 e 8 dovrebbero quindi essere rinviate al momento in cui sar\u00e0 decisa la questione principale che divide in due parti la Commissione. A nome della minoranza propongo pertanto la sospensiva.<\/p><p>PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Targetti e Amadei hanno fatto pervenire alla Presidenza il testo dell\u2019ordine del giorno relativo alle tabelle. Ne do lettura:<\/p><p>\u00abL\u2019Assemblea Costituente delega la Commissione parlamentare per la legge sulla elezione del Senato della Repubblica a formare, d\u2019intesa col Governo, la tabella delle circoscrizioni territoriali secondo i seguenti criteri:<\/p><p>1) rispettare le unit\u00e0 provinciali;<\/p><p>2) mantenere in linea di massima intatte le unit\u00e0 cittadine;<\/p><p>3) suddividere le citt\u00e0 con popolazione superiore ai 400 mila abitanti tenendo conto della loro particolare configurazione topografica e, in mancanza di questa, procedendo a suddivisioni con criteri omogenei\u00bb.<\/p><p>Questo ordine del giorno sar\u00e0 subito stampato e distribuito.<\/p><p>Se non sorgono obiezioni, si intende rinviata ogni decisione sull\u2019articolo 7, conformemente alla richiesta dell\u2019onorevole Mortati, a quando si decider\u00e0 di risolvere il punto del disegno di legge maggiormente controverso.<\/p><p>(<em>Cos\u00ec rimane stabilito<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>RUSSO PEREZ. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>RUSSO PEREZ. Ricordo che all\u2019articolo 18 vi \u00e8 un mio emendamento. \u00c8 la proposta pi\u00f9 radicale. Io propongo, come proposi senza successo nella Commissione, che si proclami eletto senatore chi nella prima elezione riporti la maggioranza dei voti. \u00c8 la proposta che pi\u00f9 si allontana da quelle del Governo e della Commissione.<\/p><p>PRESIDENTE. Non possiamo affrontare la questione sulla base dell\u2019articolo 18. Ci sono articoli che lo precedono e che pongono la questione in maniera pi\u00f9 di principio.<\/p><p>CORBINO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CORBINO. Anche nei riguardi dei criteri di formazione delle tabelle la questione pregiudiziale ha importanza. Quindi, penso che, prima di discutere la proposta Targetti, dobbiamo affrontare la questione pregiudiziale, perch\u00e9 potremo stabilire criteri diversi per la formazione delle tabelle a seconda delle decisioni che prenderemo. Ecco perch\u00e9 io penso che sarebbe il caso, se non subito all\u2019inizio della seduta pomeridiana, di affrontare senz\u2019altro il problema del metodo elettorale, secondo le diverse proposte del Governo, della maggioranza e della minoranza della Commissione.<\/p><p>PRESIDENTE. Ritengo sia opportuno rinviare al pomeriggio il seguito della nostra discussione. Prego i colleghi di pensare al modo preciso con cui muovere i passi verso i temi che dobbiamo risolvere.<\/p><p>La seduta termina alle 11.45.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Versione PDF ASSEMBLEA COSTITUENTE CCCLV. 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