{"id":2507,"date":"2023-09-17T21:36:20","date_gmt":"2023-09-17T19:36:20","guid":{"rendered":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=2507"},"modified":"2023-10-21T00:46:03","modified_gmt":"2023-10-20T22:46:03","slug":"lunedi-19-gennaio-1948","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=2507","title":{"rendered":"LUNED\u00cc 19 GENNAIO 1948"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"2507\" class=\"elementor elementor-2507\" data-elementor-post-type=\"post\">\n\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-6f60680 elementor-section-full_width elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"6f60680\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-bda156a\" data-id=\"bda156a\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-d770b00 elementor-align-right elementor-widget elementor-widget-button\" data-id=\"d770b00\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"button.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-button-wrapper\">\n\t\t\t\t\t<a class=\"elementor-button elementor-button-link elementor-size-sm\" href=\"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/19480119_1.pdf\" target=\"_blank\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-content-wrapper\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-icon\">\n\t\t\t\t<i aria-hidden=\"true\" class=\"icon icon-view\"><\/i>\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-text\">Versione PDF<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-584e666 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"584e666\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p>ASSEMBLEA COSTITUENTE<\/p><p>CCCLIV.<\/p><p>SEDUTA DI LUNED\u00cc 19 GENNAIO 1948<\/p><p>PRESIDENZA DEL PRESIDENTE <strong>TERRACINI<\/strong><\/p><p><strong>INDICE<\/strong><\/p><p><strong>Congedi:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p><strong>Comunicazione del Presidente:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p><strong>Disegno di legge <\/strong>(<em>Seguito della discussione<\/em>)<strong>:<\/strong><\/p><p>Disposizioni sulla stampa (15)<\/p><p>Presidente<\/p><p>Andreotti, <em>Sottosegretario di Stato per la Presidenza del Consiglio<\/em><\/p><p>Treves<\/p><p>Cianca<\/p><p>Cevolotto, <em>Relatore<\/em><\/p><p>Uberti<\/p><p>Mattarella<\/p><p>Russo Perez<\/p><p>Gullo Fausto<\/p><p>Domined\u00f2<\/p><p>Gullo Rocco<\/p><p>Mastino Pietro<\/p><p>Rubilli<\/p><p>Ghidini<\/p><p>Colitto<\/p><p>Giannini<\/p><p>Scoccimarro<\/p><p>Fuschini<\/p><p>Bertone<\/p><p>Perassi<\/p><p>Condorelli<\/p><p>Guerrieri Filippo<\/p><p><strong>Sull\u2019esame dei progetti per l\u2019emblema della Repubblica:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p>Andreotti, <em>Sottosegretario di Stato per la Presidenza del Consiglio<\/em><\/p><p>Bubbio<\/p><p><strong>Interrogazioni <\/strong>(<em>Annunzio<\/em>)<strong>:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p>La seduta comincia alle 16.<\/p><p>SCHIRATTI, <em>Segretario<\/em>, legge il processo verbale della seduta precedente.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Congedi.<\/p><p>PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo i deputati Orlando Vittorio Emanuele e Colombo Giulio.<\/p><p>(<em>Sono concessi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Comunicazione del Presidente.<\/p><p>PRESIDENTE. Comunico che l\u2019onorevole Cannizzo, il quale faceva parte del Gruppo di Unione Nazionale, si \u00e8 iscritto al Gruppo liberale.<\/p><p>Seguito della discussione del disegno di legge: Disposizioni sulla stampa. (15).<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019ordine del giorno reca il seguito della discussione del disegno di legge: Disposizioni sulla stampa. (15).<\/p><p>Ricordo che la seduta di sabato 17 scorso fu tolta per mancanza del numero legale nella votazione nominale sulle seguenti parole dell\u2019emendamento Moro al n. 4 del secondo comma dell\u2019articolo 22: \u00abdi apologia di reato ai sensi dell\u2019ultimo comma dello stesso articolo\u00bb.<\/p><p>Si tratta adesso di ripetere la votazione.<\/p><p>ANDREOTTI, <em>Sottosegretario di Stato per la Presidenza del Consiglio.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>ANDREOTTI, <em>Sottosegretario di Stato per la Presidenza del Consiglio.<\/em> \u00c8 oltremodo increscioso che nel corso della discussione di questa legge, che per concorde desiderio di tutti noi deve meglio regolare la libert\u00e0 della stampa, si sia ricorso a manifestazioni che, anche all\u2019esterno, hanno potuto dare la sensazione di una volont\u00e0 da parte governativa di volere in qualche modo comprimere la libert\u00e0 di stampa. In particolare, per quanto riguarda il sequestro, occorre richiamare, a mio giudizio, il fatto che \u2013 quando nei mesi scorsi, di fronte alla riconosciuta necessit\u00e0 di uscire dal regime autorizzativo per avere, attraverso il nuovo meccanismo delle registrazioni, chiaro ed esplicito segno della nuova concezione della libert\u00e0 della stampa, noi, preoccupati che non si riuscisse a discutere tutta la legge prima del 31 dicembre, facemmo, come Governo, una proposta di stralcio \u2013 non comprendemmo nella nostra proposta l\u2019articolo relativo al sequestro appunto perch\u00e9 si riteneva che, data la particolare delicatezza della materia, meglio se ne potesse trattare in sede di una legge organica generale su tutto l\u2019argomento della libert\u00e0 della stampa, e meglio specialmente discuterne non in una fase immediatamente pre-elettorale ma quando, in una maggiore serenit\u00e0 di spiriti, fosse meno probabile destare apprensioni.<\/p><p>Fu la Commissione \u2013 come si desume dalla relazione Cevolotto \u2013 a chiedere che si aggiungesse questo articolo 28, nell\u2019ipotesi che la discussione vertesse sullo stralcio e non sull\u2019intera legge.<\/p><p>Fu poi la stessa Assemblea, che, dovendo decidere quali articoli dovessero essere discussi, comprese l\u2019articolo sul sequestro. Per le ragioni che ho detto all\u2019inizio di queste mie dichiarazioni e per eliminare da parte di chiunque il sospetto che il Governo voglia in qualche modo attentare o comprimere la libert\u00e0 della stampa, io propongo all\u2019Assemblea di non discutere in questa sede l\u2019articolo sul sequestro, rimandandone l\u2019esame, insieme agli altri argomenti che gi\u00e0 sono stati stralciati, al futuro Parlamento, quando si discuter\u00e0 l\u2019intera disciplina della stampa.<\/p><p>TREVES. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>TREVES. Pur riaffermando le ragioni che ci hanno indotto, nella nostra dichiarazione, a indicare il nostro voto favorevole al testo della Commissione, il nostro Gruppo accetta la proposta di stralcio di questo articolo, fatta dall\u2019onorevole Andreotti.<\/p><p>CIANCA. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CIANCA. Anche noi aderiamo alla proposta fatta dal rappresentante del Governo.<\/p><p>PRESIDENTE. Quale \u00e8 il parere della Commissione?<\/p><p>CEVOLOTTO, <em>Relatore.<\/em> La Commissione aderisce.<\/p><p>PRESIDENTE. Pongo in votazione la proposta dell\u2019onorevole Andreotti.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvata<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo all\u2019esame dell\u2019articolo 23 del testo della Commissione che riproduce, senza modificazioni, l\u2019articolo 29 del testo governativo. Se ne dia lettura.<\/p><p>SCHIRATTI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00ab<em>Stampa clandestina.<\/em><\/p><p>\u00abChiunque intraprende la pubblicazione di un giornale o altro periodico senza che sia stata eseguita la registrazione prescritta dall\u2019articolo 7, \u00e8 punito con la reclusione fino a due anni o con la multa fino a lire centomila.<\/p><p>\u00abLa stessa pena si applica a chiunque pubblica uno stampato non periodico dal quale non risulti il nome dell\u2019editore n\u00e9 quello dello stampatore o nel quale questi siano indicati in modo non conforme al vero\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. A questo articolo l\u2019onorevole Colitto aveva presentato il seguente emendamento:<\/p><p>\u00ab<em>Al primo comma sopprimere le parole: <\/em>o con la multa fino a lire centomila\u00bb.<\/p><p>Non essendo presente l\u2019onorevole Colitto, l\u2019emendamento si intende decaduto.<\/p><p>Pongo in votazione l\u2019articolo 23 test\u00e9 letto.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo all\u2019articolo 24 del testo della Commissione, che corrisponde all\u2019articolo 30 del testo governativo.<\/p><p>Se ne dia lettura.<\/p><p>SCHIRATTI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00ab<em>Omissione delle indicazioni obbligatorie sugli stampati.<\/em><\/p><p>\u00abSalvo quanto disposto dall\u2019articolo precedente, qualunque altra omissione o inesattezza nelle indicazioni prescritte dall\u2019articolo 3 \u00e8 punita con l\u2019ammenda sino a lire ventimila\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Gli onorevoli Moro e Domined\u00f2 hanno presentato il seguente emendamento:<\/p><p>\u00ab<em>Sostituirlo col seguente:<\/em><\/p><p>\u00abSalvo quanto disposto dall\u2019articolo precedente, qualunque altra omissione o inesattezza nelle indicazioni prescritte dall\u2019articolo 3 o la violazione dell\u2019ultimo comma dello stesso articolo \u00e8 punita con l\u2019ammenda sino a lire ventimila\u00bb.<\/p><p>Gli onorevoli Moro e Domined\u00f2 non sono presenti.<\/p><p>UBERTI. Faccio mio l\u2019emendamento, rinunziando allo svolgimento.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Cevolotto ha facolt\u00e0 di esprimere il parere della Commissione.<\/p><p>CEVOLOTTO, <em>Relatore.<\/em> In sostanza, si tratta di un semplice chiarimento di quello che risultava gi\u00e0 dal testo proposto, quindi la Commissione \u00e8 indifferente.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Andreotti ha facolt\u00e0 di esprimere il parere del Governo.<\/p><p>ANDREOTTI, <em>Sottosegretario di Stato per la Presidenza del Consiglio.<\/em> Aderisco al parere espresso, a nome della Commissione, dall\u2019onorevole Relatore.<\/p><p>PRESIDENTE. Pongo in votazione l\u2019articolo 24 nella formulazione proposta dagli onorevoli Moro e Domined\u00f2 e fatta propria dall\u2019onorevole Uberti.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>L\u2019onorevole Mattarella ha proposto il seguente articolo 29-<em>bis<\/em>:<\/p><p>\u00ab<em>Asportazione, distruzione o deterioramento di stampati.<\/em><\/p><p>\u00abChiunque asporta, distrugge o deteriora stampati per i quali siano state osservate le prescrizioni di legge, allo scopo di impedirne la vendita, distribuzione o diffusione, \u00e8 punito, se il fatto non costituisce reato pi\u00f9 grave, con la reclusione da sei mesi a tre anni.<\/p><p>\u00abCon la stessa pena \u00e8 punito chiunque con violenza o minaccia impedisce la stampa, pubblicazione o diffusione dei periodici per i quali siano state osservate le prescrizioni di legge.<\/p><p>\u00abLa pena \u00e8 aumentata se il fatto \u00e8 commesso da pi\u00f9 persone riunite o in luogo pubblico, ovvero presso tipografie, edicole, agenzie o altri locali destinati a pubblica vendita.<\/p><p>\u00abPer i reati suddetti si procede per direttissima\u00bb.<\/p><p>Ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>MATTARELLA. Rinunzio allo svolgimento.<\/p><p>RUSSO PEREZ. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>RUSSO PEREZ. Ritengo che la seconda parte dell\u2019emendamento proposto dall\u2019onorevole Mattarella debba essere soppressa, perch\u00e9 si tratta di reato di violenza privata, che \u00e8 punito dal Codice penale con pena pi\u00f9 grave.<\/p><p>Approvo il resto dell\u2019emendamento.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Relatore ha facolt\u00e0 di esprimere il parere della Commissione.<\/p><p>CEVOLOTTO, <em>Relatore.<\/em> La Commissione concorda con quanto ha detto l\u2019onorevole Russo Perez: per i reati di violenza provvede gi\u00e0 il Codice penale.<\/p><p>Ritengo che l\u2019ultima parte dell\u2019articolo: \u00abPer i reati suddetti si procede per direttissima\u00bb, sia del pari superflua, in quanto un articolo seguente prevede che per tutti i reati di stampa si debba procedere per direttissima.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Andreotti ha facolt\u00e0 di esprimere il parere del Governo sulla proposta di un articolo 29-<em>bis<\/em> presentata dall\u2019onorevole Mattarella.<\/p><p>ANDREOTTI, <em>Sottosegretario di Stato per la Presidenza del Consiglio.<\/em> Accetto l\u2019emendamento proposto dall\u2019onorevole Mattarella. Se qualche parte di questo articolo \u00e8 superflua, in quanto si richiama ad altri articoli e norme generali, si potr\u00e0 in sede di coordinamento, specialmente per la ipotesi detta, prenderla in esame e stralciarla. Mi pare che con questo emendamento si riaffermi proprio uno dei princip\u00ee fondamentali per la difesa pratica della libert\u00e0 di stampa.<\/p><p>MATTARELLA. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MATTARELLA. Volevo osservare che anche per il secondo comma mi pare opportuno insistere nella formulazione presentata, soprattutto per quanto si riferisce alla possibilit\u00e0 del giudizio per direttissima. Nella ipotesi, infatti, in cui cadesse il secondo comma, per i reati che esso prevede non ci sarebbe l\u2019obbligo del giudizio per direttissima e mi sembra che in ordine a fatti tanto gravi, la rapidit\u00e0 del giudizio costituisca uno degli elementi pi\u00f9 rassicuranti per la tutela del diritto e della libert\u00e0 della stampa.<\/p><p>RUSSO PEREZ. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>RUSSO PEREZ. Il Codice stesso prevede che, quando c\u2019\u00e8 la flagranza, il Procuratore della Repubblica pu\u00f2 procedere per direttissima. Se la flagranza non c\u2019\u00e8, bisogna far ricerche per rintracciare elementi di prova.<\/p><p>MATTARELLA. Ma quella \u00e8 una facolt\u00e0, non \u00e8 un obbligo.<\/p><p>PRESIDENTE. Il quesito \u00e8 chiarito: ciascuno si regoler\u00e0 come meglio crede nella votazione.<\/p><p>CEVOLOTTO, <em>Relatore.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CEVOLOTTO, <em>Relatore.<\/em> Rilevo che l\u2019emendamento diminuisce il limite massimo della pena stabilita dal Codice per la violenza privata che sarebbe \u2013 mi pare \u2013 applicabile nei fatti ipotizzati. Il primo comma dell\u2019articolo 610 del Codice penale recita: \u00abChiunque, con violenza o minaccia, costringe altri a fare, tollerare od omettere qualche cosa \u00e8 punito con la reclusione fino a quattro anni\u00bb. Penso che, restando al Codice, si dovrebbe applicare l\u2019articolo 610 del Codice penale, piuttosto che l\u2019articolo 635 del Codice penale, che riguarda il danneggiamento.<\/p><p>TREVES. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>TREVES. Dichiaro che noi voteremo quest\u2019articolo aggiuntivo, richiamandoci ai motivi di difesa della libert\u00e0 di stampa anche da questa forma di attentato, che in un\u2019occasione specifica ho gi\u00e0 avuto l\u2019onore di ricordare in questa Assemblea. Sono lieto che questo articolo difenda, con pene sufficientemente gravi, la libert\u00e0 di stampa contro questi attentati, che tuttavia ci auguriamo non continuino.<\/p><p>PRESIDENTE. Voteremo per divisione l\u2019articolo aggiuntivo dell\u2019onorevole Mattarella.<\/p><p>Pongo in votazione il primo comma:<\/p><p>\u00abChiunque asporta, distrugge o deteriora stampati per i quali siano state osservate le prescrizioni di legge, allo scopo di impedirne la vendita, distribuzione o diffusione, \u00e8 punito, se il fatto non costituisce reato pi\u00f9 grave, con la reclusione da sei mesi a tre anni\u00bb.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Pongo in votazione il secondo comma, del quale l\u2019onorevole Russo Perez ha chiesto la soppressione:<\/p><p>\u00abCon la stessa pena \u00e8 punito chiunque i con violenza o minaccia impedisce la stampa, pubblicazione o diffusione dei periodici per i quali siano state osservate le prescrizioni di legge\u00bb.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Pongo in votazione il terzo comma:<\/p><p>\u00abLa pena \u00e8 aumentata se il fatto \u00e8 commesso da pi\u00f9 persone riunite o in luogo pubblico, ovvero presso tipografie, edicole, agenzie o altri locali destinati a pubblica vendita\u00bb.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo all\u2019ultimo comma:<\/p><p>\u00abPer i reati suddetti si procede per direttissima\u00bb.<\/p><p>CEVOLOTTO, <em>Relatore.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CEVOLOTTO, <em>Relatore.<\/em> Prego di non insistere sull\u2019ultimo comma, perch\u00e9, come dissi, nel successivo articolo 37, che prevede le procedure e forme di giudizio per i reati di stampa, \u00e8 detto: \u00abAl giudizio si procede col rito direttissimo\u00bb, in tutti i casi di reati di stampa.<\/p><p>PRESIDENTE. Si pu\u00f2 approvarlo, salvo poi a coordinarlo nella sede opportuna. Pongo in votazione l\u2019ultimo comma.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>L\u2019articolo aggiuntivo, proposto dall\u2019onorevole Mattarella, rimane cos\u00ec approvato.<\/p><p>Passiamo all\u2019articolo 25 del testo della Commissione, che corrisponde all\u2019articolo 31 del testo governativo. Se ne dia lettura.<\/p><p>SCHIRATTI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00ab<em>Violazione degli obblighi stabiliti dall\u2019articolo 8.<\/em><\/p><p>\u00abChi non effettua la dichiarazione di mutamento nel termine indicato nell\u2019articolo 8, o continua la pubblicazione di un giornale o altro periodico dopo che sia stata rifiutata l\u2019annotazione del mutamento, \u00e8 punito con l\u2019ammenda fino a lire cinquantamila\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Questa dizione differisce dal testo governativo unicamente per quanto concerne la pena, che dalla Commissione \u00e8 stata fissata in una ammenda fino a lire cinquantamila, mentre il Governo propone una multa fino a lire centomila. Non sono stati presentati emendamenti. Pertanto, chiedo all\u2019onorevole Cevolotto se la Commissione insiste sul limite di pena pecuniaria da essa stabilita.<\/p><p>CEVOLOTTO, <em>Relatore.<\/em> Abbiamo proposto la pena dell\u2019ammenda al posto della multa, per stabilire il carattere contravvenzionale di questa infrazione, che non ha il carattere di delitto. Quindi, poich\u00e9 il limite massimo dell\u2019ammenda \u00e8 di lire cinquantamila, abbiamo proposto la pena dell\u2019ammenda fino a tale somma.<\/p><p>PRESIDENTE. Quale \u00e8 il parere del Governo?<\/p><p>ANDREOTTI, <em>Sottosegretario di Stato per la Presidenza del Consiglio.<\/em> Aderisco alla proposta dell\u2019onorevole Cevolotto.<\/p><p>PRESIDENTE. Pongo in votazione l\u2019articolo 25 test\u00e9 letto.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo all\u2019articolo 26 nel testo della Commissione, corrispondente all\u2019articolo 32 del testo ministeriale. Esso \u00e8 distinto in due commi, il secondo dei quali, nel testo della Commissione, viene ad essere soppresso. Prego pertanto l\u2019onorevole Segretario di dare lettura del testo governativo, in maniera che ognuno si renda conto della modifica che la Commissione propone di apportare.<\/p><p>SCHIRATTI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00ab<em>False dichiarazioni nella registrazione di periodici.<\/em><\/p><p>\u00abChi nelle dichiarazioni prescritte dagli articoli 7 e 8 espone dati non conformi al vero \u00e8 punito a norma del primo comma dell\u2019articolo 483 del Codice penale\u00bb.<\/p><p>\u00abSe il fatto \u00e8 commesso per colpa, si applica l\u2019ammenda sino a lire cinquantamila\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Colitto ha presentato il seguente emendamento:<\/p><p>\u00ab<em>Al primo comma, alle parole:<\/em> chi nelle dichiarazioni prescritte, <em>sostituire:<\/em> chi nella dichiarazione prescritta\u00bb.<\/p><p>Non essendo egli presente, l\u2019emendamento si intende decaduto.<\/p><p>CEVOLOTTO, <em>Relatore.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CEVOLOTTO, <em>Relatore.<\/em> Abbiamo proposto la soppressione del secondo comma perch\u00e9 non sembra opportuno di creare una forma di delitto colposo per questa figura di falso ideologico, che secondo noi, nel caso di colpa, non dev\u2019essere punito; ma che dev\u2019essere punito solo quando \u00e8 doloso.<\/p><p>PRESIDENTE. Il Governo accetta?<\/p><p>ANDREOTTI, <em>Sottosegretario di Stato per la Presidenza del Consiglio.<\/em> Non insisto.<\/p><p>PRESIDENTE. Pongo in votazione l\u2019articolo 26 nel testo della Commissione.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo all\u2019articolo 28 del testo della Commissione, identico all\u2019articolo 34 del testo governativo. Se ne dia lettura.<\/p><p>SCHIRATTI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00ab<em>Mancata pubblicazione di rettifiche e omissione di pubblicazioni a richiesta dell\u2019autorit\u00e0.<\/em><\/p><p>\u00abChi non effettua sul giornale o altro periodico, non pi\u00f9 tardi della seconda pubblicazione successiva al giorno in cui pervenga la richiesta, le pubblicazioni indicate negli articoli 14, 15 e 23, \u00e8 punito con l\u2019ammenda fino a lire cinquantamila.<\/p><p>\u00abLa sentenza che pronuncia la condanna ordina, ove ne sia il caso, che la pubblicazione omessa venga effettuata\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Poich\u00e9 non vi sono emendamenti, lo pongo in votazione, salvo coordinamento.<\/p><p>(<em>Dopo prova e controprova, \u00e8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo all\u2019articolo 30 nel testo della Commissione.<\/p><p>Se ne dia lettura.<\/p><p>SCHIRATTI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00ab<em>Competenza e forme del giudizio.<\/em><\/p><p>\u00abLa cognizione dei delitti commessi col mezzo della stampa e del delitto previsto dall\u2019articolo 29 appartiene al tribunale, salvo che non sia competente la Corte di assise.<\/p><p>\u00abNon \u00e8 consentita la rimessione del procedimento al pretore.<\/p><p>\u00abAl giudizio si procede col rito direttissimo, tranne che per il delitto di cui all\u2019articolo 23\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Quest\u2019ultimo comma differisce, nel testo della Commissione, dal testo governativo, che affermava doversi procedere nel giudizio sempre per direttissima.<\/p><p>L\u2019onorevole Colitto ha presentato il seguente emendamento:<\/p><p>\u00ab<em>Sostituire l\u2019ultimo comma col seguente: <\/em>si procede col giudizio direttissimo\u00bb.<\/p><p>Non essendo presente, l\u2019emendamento s\u2019intende decaduto.<\/p><p>L\u2019onorevole Gullo Fausto ha presentato unitamente all\u2019onorevole La Rocca un emendamento cos\u00ec formulato:<\/p><p>\u00ab\u00c8 fatto obbligo al giudice di emettere in ogni caso la sentenza nel termine massimo di 20 giorni dalla data di presentazione della querela o della denunzia\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Gullo Fausto ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>GULLO FAUSTO. Lo mantengo. Gi\u00e0 parecchi oratori hanno avuto modo di lamentare il fatto che, in occasione specialmente di processi per diffamazione, non si riesca ad avere la sentenza in un termine ragionevole, anzi si riesca quasi sempre ad averla soltanto dopo lungo tempo.<\/p><p>Il progetto ministeriale (non ricordo bene se quello ministeriale o quello della Commissione) parla di giudizio per direttissima.<\/p><p>Ora, questa \u00e8 una garanzia molto relativa, in quanto, se il giudizio per direttissima comporta senz\u2019altro la fissazione di una udienza prossima, in realt\u00e0 non costituisce affatto una garanzia per la durata del processo; perch\u00e9 tutti sanno quanto sia facile ottenere rinvii, soprattutto attraverso l\u2019istanza di procedere ad una istruzione pi\u00f9 accurata.<\/p><p>A me pare quindi che l\u2019unico modo per garantire una immediata decisione su una querela per diffamazione sia di porre il giudice di fronte all\u2019obbligo di emettere la sentenza entro un breve termine, che noi abbiamo fissato in 20 giorni. Questa \u00e8 la ragione giustificatrice dell\u2019emendamento. Non credo che i colleghi abbiano bisogno che io illustri la necessit\u00e0 di ottenere che nei delitti di stampa, specialmente in quelli per diffamazione, la sentenza del magistrato, che viene ad affermare se si \u00e8 di fronte ad un calunniatore o di fronte ad un colpevole, sia emessa nel pi\u00f9 breve tempo possibile.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Domined\u00f2 ha presentato, unitamente all\u2019onorevole Moro il seguente emendamento:<\/p><p>\u00ab<em>Al primo comma, alle parole:<\/em> \u00abdei delitti commessi\u00bb <em>sostituire le parole:<\/em> \u00abdei reati commessi\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Domined\u00f2 ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>DOMINED\u00d2. Questo emendamento ha semplicemente un valore di consequenzialit\u00e0 ad una modificazione introdotta nel testo della legge.<\/p><p>RUSSO PEREZ. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>RUSSO PEREZ. Mi rendo perfettamente conto delle ragioni esposte dall\u2019onorevole Gullo Fausto, e sono d\u2019accordo che dovremmo poter ottenere la rapidit\u00e0 del giudizio; ma, se questa norma che egli propone crea nel giudice l\u2019obbligo di decidere entro 20 giorni, essa potrebbe contravvenire ad un obbligo maggiore che ha il giudice, e che \u00e8 quello di rendere giustizia.<\/p><p>Spessissimo \u2013 e questo lo sappiamo tutti noi che esercitiamo la professione di avvocato \u2013 \u00e8 materialmente impossibile che in venti giorni il giudice riesca ad istruire il processo in modo da poter dire una parola che per lui rappresenti la verit\u00e0. Io vorrei quindi pregare l\u2019onorevole Gullo che voglia modificare la sua proposta nel senso che il giudizio debba essere pronunciato entro il termine di due mesi, perch\u00e9 soltanto entro tale lasso di tempo vi sar\u00e0 realmente la possibilit\u00e0 che si dia luogo, con cognizione di causa, al pronunciamento della sentenza.<\/p><p>GULLO FAUSTO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>GULLO FAUSTO. L\u2019onorevole Russo Perez chiede che io rinunci al termine di venti giorni per accettare quello di due mesi e giustifica tale sua proposta con il fatto che \u00e8 difficile in venti giorni procedere all\u2019istruzione del processo.<\/p><p>Ma, come ho gi\u00e0 precedentemente accennato, la disposizione vale specialmente per i giudizi di diffamazione. Ora, l\u2019istruzione complessa non pu\u00f2 essere spiegata se non dalla necessit\u00e0 di presentare le prove del fatto. Ma qui si \u00e8 di fronte a chi \u00e8 imputato di diffamazione con l\u2019attribuzione di un fatto determinato e si deve presumere che egli sia gi\u00e0 in possesso delle prove; giacch\u00e9, ove ci\u00f2 non fosse, egli dimostrerebbe con il suo atto per lo meno una colpevole leggerezza nell\u2019aver mosso un\u2019accusa senza essere in possesso delle prove.<\/p><p>Pur tuttavia, allo scopo di venire incontro, in qualche modo, al desiderio dell\u2019onorevole Russo Perez, sono disposto a modificare la proposta, prolungando il termine da venti giorni ad un mese.<\/p><p>PRESIDENTE. Invito l\u2019onorevole Cevolotto a pronunciarsi a nome della Commissione.<\/p><p>CEVOLOTTO, <em>Relatore.<\/em> Onorevoli colleghi, quando io ho riferito in generale su questo disegno di legge, ho messo appunto in rilievo le difficolt\u00e0 che hanno indotto l\u2019onorevole Gullo a proporre il suo emendamento. \u00c8 vero; \u00e8 difficile con le forme della nostra procedura penale ottenere che nei casi di diffamazione o di ingiuria, si abbia un rapido processo, che porti a una sentenza sollecita.<\/p><p>Ma, d\u2019altra parte, non \u00e8 sembrato che in una legge speciale \u2013 e particolarmente in una legge di stralcio \u2013 si potessero inserire innovazioni sostanziali rispetto al Codice di procedura penale. L\u2019innovazione si presenta spontanea agli occhi di tutti e consisterebbe precisamente nel tornare all\u2019antico. Un tempo infatti, nel Codice di procedura penale del 1865, e in quello del 1913, esisteva la forma della citazione diretta di parte. Per\u00f2 tornare a quella forma in una legge di stralcio non sarebbe cosa ragionevole.<\/p><p>L\u2019onorevole Gullo Fausto ha proposto un emendamento che, anche se accolto \u2013 diciamolo pure \u2013 sarebbe destinato a restare lettera morta. Quando si dice in una legge che la sentenza deve essere pronunciata entro venti giorni, si fissa prima di tutto un termine troppo breve. Sar\u00e0 infatti assolutamente, materialmente impossibile, entro tale termine, in molti e molti casi, avere la sentenza. O si adotta il rito direttissimo, e allora in qualche caso la sentenza si potr\u00e0 ottenere entro i venti giorni; o non lo si adotta e allora non vi \u00e8 da illudersi si possa in nessun caso arrivare alla pronuncia della sentenza entro gli stessi venti giorni.<\/p><p>I venti giorni non sono e non possono essere un termine di decadenza. Non lo possono essere per ragioni di giustizia.<\/p><p>Ma se il termine \u00e8 senza comminatoria, cio\u00e8 non \u00e8 un termine perentorio non servir\u00e0 a niente; come il termine che, per esempio, nella procedura civile \u00e8 dato al giudice di depositare la sentenza entro quindici giorni da quello in cui la causa \u00e8 stata decisa, termine che non viene rispettato mai. E perfettamente inutile sancire solennemente un termine di questo genere, che non funzioner\u00e0.<\/p><p>Nella situazione in cui ci troviamo non c\u2019\u00e8 altro da fare che prescrivere il rito direttissimo e poi pregare il Ministro della giustizia di mandare una circolare ai Presidenti di Tribunale, perch\u00e9 il rito direttissimo venga realmente applicato nei casi di reati di stampa.<\/p><p>GULLO FAUSTO. Ma il rito direttissimo resterebbe anche col mio emendamento, intendiamoci!<\/p><p>CEVOLOTTO, <em>Relatore.<\/em> D\u2019accordo, non \u00e8 in contrasto, ma il termine \u00e8 lo stesso troppo ristretto.<\/p><p>Quanto alla proposta degli onorevoli Moro e Domined\u00f2 di sostituire \u00abreati\u00bb a \u00abdelitti\u00bb, dichiaro di accettarla.<\/p><p>PRESIDENTE. Prego l\u2019onorevole Andreotti di esprimere il parere del Governo.<\/p><p>ANDREOTTI, <em>Sottosegretario di Stato per la Presidenza del Consiglio.<\/em> Circa il primo dei tre emendamenti credo sarebbe meglio lasciare il termine \u00abdelitti\u00bb, perch\u00e9 portando di fronte al tribunale contravvenzioni di lieve entit\u00e0 si renderebbe pi\u00f9 complicato il meccanismo che abbiamo stabilito. Comunque, a questo proposito il Governo si rimette all\u2019Assemblea.<\/p><p>Nei confronti della proposta di esclusione dal rito direttissimo fatta dalla Commissione per l\u2019ipotesi prevista all\u2019articolo 23, cio\u00e8 degli stampati clandestini, credo che non si debba aderire alla stessa, perch\u00e9 non vedo la ragione per la quale si debba consentire una disposizione di favore proprio nei riguardi della stampa clandestina rispetto alle altre ipotesi previste.<\/p><p>Riguardo all\u2019emendamento dell\u2019onorevole Gullo Fausto, lo spirito con cui egli lo propone ci trova certamente tutti d\u2019accordo, per raggiungere una maggiore rapidit\u00e0 della giustizia in questo settore. Circa la possibilit\u00e0 o meno di applicare praticamente questo termine di trenta giorni, mi rimetto all\u2019Assemblea. Vuol dire \u2013 e faccio mia la raccomandazione fatta dall\u2019onorevole Cevolotto come relatore \u2013 che se non si ritenesse di inserire questo termine nell\u2019articolo, potremmo avere un voto dell\u2019Assemblea da trasmettere al Ministro della giustizia per i provvedimenti di ordine amministrativo di sua competenza.<\/p><p>GULLO ROCCO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>GULLO ROCCO. La proposta dell\u2019onorevole Gullo Fausto ci trova d\u2019accordo, in quanto chi diffama deve avere le prove, e non pu\u00f2 chiedere al magistrato che istruisce la causa di ricercarle, se egli ha gi\u00e0 pubblicato l\u2019articolo diffamato, senza averle. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>D\u2019altro canto, non c\u2019\u00e8 dubbio che \u00e8 esatta l\u2019osservazione fatta, che cio\u00e8 un impedimento materiale dell\u2019imputato o dei testimoni pu\u00f2 far s\u00ec che la sentenza non sia emanata entro il termine stabilito.<\/p><p>L\u2019onorevole Gullo Fausto ha accettato di estendere il termine da venti giorni ad un mese, ed io non credo che il termine stesso possa essere ulteriormente esteso, perch\u00e9, accettando la formula di due mesi proposta dall\u2019onorevole Russo Perez, noi finiremmo per svalutare lo stesso giudizio per direttissima, perch\u00e9 si dimostrerebbe che neppure nel giudizio direttissimo si potrebbe avere la sentenza entro due mesi.<\/p><p>\u00c8 perfettamente vero quanto dice l\u2019onorevole Cevolotto, cio\u00e8 che questa disposizione non avr\u00e0 alcun valore, ma io dico: non avr\u00e0 valore assoluto. Il relatore ricordava esattamente che vi sono disposizioni analoghe nel nostro Codice di procedura, quale quella che impone al magistrato di depositare la sentenza motivata entro quindici giorni dalla pronuncia. \u00c8 vero che i magistrati non sempre osservano questa disposizione, ma \u00e8 anche vero che questa disposizione \u00e8 bene che ci sia, perch\u00e9 costituisce, se non altro, una raccomandazione.<\/p><p>Quindi, pur essendo esatto che questa norma non avr\u00e0 valore assoluto perch\u00e9 difficilmente la sentenza potr\u00e0 essere emessa entro un mese, penso che sia opportuno inserire questa disposizione nella legge perch\u00e9, pur non contenendo una sanzione, costituisce per il giudice un obbligo morale a cui egli dovr\u00e0 attenersi quando non vi siano difficolt\u00e0 insormontabili.<\/p><p>MASTINO PIETRO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MASTINO PIETRO. Io non so intendere che valore possa rimanere ad una disposizione del genere se l\u2019Assemblea creder\u00e0 di doverla affermare, dopo i chiarimenti e le dichiarazioni fatte dal collega Gullo Rocco, per cui, nell\u2019atto in cui si affermerebbe l\u2019obbligo della pubblicazione della sentenza entro 20 giorni, si riconoscerebbe per\u00f2 che questo non sarebbe che un avvertimento di ordine morale.<\/p><p>Infatti in venti giorni non \u00e8 possibile che nella normalit\u00e0 dei casi si possa avere una sentenza. \u00c8 vero che chi pubblica un articolo che dia luogo ad una querela per diffamazione si deve ritenere abbia gi\u00e0 pronte le prove dimostrative del fatto, ma \u00e8 anche vero che non sempre queste prove sono rappresentate da documenti. Basta l\u2019impossibilit\u00e0 a comparire di un testimone ritenuto essenziale agli effetti del giudizio, perch\u00e9 non si possa avere una sentenza nel termine su detto.<\/p><p>Per conciliare le due tesi a me pare giusto quanto ha osservato l\u2019onorevole Cevolotto, cio\u00e8 che sia sufficiente il giudizio per direttissima, il quale potr\u00e0 essere completato da una circolare del Ministro della giustizia che consigli il giudizio d\u2019urgenza, e che i dibattimenti per diffamazione a mezzo della stampa abbiano la priorit\u00e0 di fronte agli altri. Bisogna tener conto dello stato degli uffici giudiziari poich\u00e9 se in taluni le cose procedono nel modo pi\u00f9 regolare, ne conosciamo altri in cui \u00e8 assolutamente impossibile che le cose vadano bene e celermente per l\u2019insufficienza numerica dei magistrati.<\/p><p>Per queste ragioni voter\u00f2 contro l\u2019emendamento dell\u2019onorevole Fausto Gullo.<\/p><p>RUBILLI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>RUBILLI. Pare che abbiamo dimenticato quello che c\u2019insegnano la pratica e l\u2019esperienza professionale, quello che pure avviene ogni giorno.<\/p><p>Noi non possiamo fissare un termine di un mese, di 45 giorni o di due mesi per la pubblicazione della sentenza in tema di diffamazione, ma possiamo fissare solamente un termine per il passaggio degli atti in cancelleria, sollecitando l\u2019istruttoria, che, sia pur breve e sommaria, non pu\u00f2 per\u00f2 mai mancare in tema di diffamazione.<\/p><p>Ma come vogliamo e possiamo prevedere, specialmente in questi dibattiti senza dubbio assai delicati che spesso richiedono parecchie udienze, con prosiegui ad intervalli, con testimoni che non arrivano, come vogliamo prevedere dicevo, le vicende del giudizio? Abbiamo dimenticato che cosa sono i giudizi per diffamazione?<\/p><p>Quindi, io credo che se un termine si possa stabilire per dimostrare il giusto e legittimo desiderio di sollecitare nell\u2019interesse delle parti il procedimento, noi possiamo farlo per il passaggio degli atti in cancelleria.<\/p><p>Si capisce che quando gli atti sono passati in cancelleria, sono le parti che possono direttamente sollecitare il dibattimento. Ma stabilire un termine per la pubblicazione della sentenza mi pare che significhi andare contro la realt\u00e0 e l\u2019esperienza che abbiamo di simili dibattimenti.<\/p><p>Quindi, in questo senso, vorrei rettificata la proposta e vorrei presentare un emendamento, se occorre, in guisa che sia stabilito il termine di un mese per il passaggio degli atti in cancelleria con sommaria istruzione.<\/p><p><em>Una voce.<\/em> Anche la direttissima?<\/p><p>RUBILLI. Anche la direttissima \u00e8 un pericolo che pu\u00f2 mettere allo sbaraglio il querelante, il quale non ha termine a difesa e si risolve in un grande vantaggio solo per l\u2019imputato che ha pronte le sue prove ignorate dall\u2019altra parte. Meglio stabilire termini solo per l\u2019inizio del dibattimento, che dovr\u00e0 svolgersi pur con serenit\u00e0 e con calma nell\u2019interesse della giustizia, con vicende che non si possono prevedere. Questa \u00e8 la conclusione cui pervengo per esperienza quotidiana. Non vi sono procedimenti pi\u00f9 difficili, di quelli che derivano da diffamazione, specialmente quando siano fondati su questioni di partito. Quindi meglio affidarsi al Tribunale per le vicende giudiziarie dando alle parti il compito e la facolt\u00e0 di sollecitare, e dichiarando che il procedimento per diffamazione ha sempre un carattere d\u2019urgenza.<\/p><p>Ripeto che sar\u00e0 opportuno fissare il termine soltanto per il dibattimento, in maniera che possa iniziarsi e debba essere fissato per l\u2019udienza in un termine non superiore ad un mese dalla querela.<\/p><p>CEVOLOTTO, <em>Relatore.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CEVOLOTTO, <em>Relatore.<\/em> La Commissione ritiene che debba essere mantenuta la formula del testo governativo, che ai processi per i reati di stampa si applichino le norme del giudizio direttissimo, naturalmente con quegli adattamenti che sono necessari per reati che in genere non consentono l\u2019arresto e spesso sono promossi con querela. Il giudizio per direttissima si svolge nel modo che \u00e8 stabilito dall\u2019articolo 502 del Codice di procedura penale. L\u2019imputato, che \u00e8 stato arrestato in flagranza di reato, viene dal procuratore della Repubblica portato direttamente e immediatamente al giudizio del Tribunale, nell\u2019udienza stessa se si tratta di reato commesso in udienza, o entro cinque giorni, senza formalit\u00e0 di procedura, senza termini per i testimoni. Questo \u00e8 il giudizio direttissimo; che in questa forma precisa non \u00e8 possibile in un giudizio che si svolga in seguito ad una querela. L\u2019analogia \u2013 che in procedura penale \u00e8 ammessa \u2013 porta a ci\u00f2: che il procuratore della Repubblica, appena ricevuta la querela, dovr\u00e0 provvedere immediatamente perch\u00e9 sia spiccata la citazione per il giudizio all\u2019udienza pi\u00f9 vicina possibile. Non ravviso altra forma di adattamento del giudizio per direttissima al giudizio \u2013 ad esempio \u2013 per diffamazione a querela di parte. \u00c8 perfettamente inutile mettere altri termini perch\u00e9 si incominci il dibattimento, perch\u00e9 giudizio direttissimo nella nostra legge non ha altro significato che giudizio pi\u00f9 sollecito che sia possibile.<\/p><p>Quanto al termine per la sentenza, di cui ha parlato il collega Gullo, mi rimetto a quanto ho detto.<\/p><p>VERONI. Cinque giorni.<\/p><p>CEVOLOTTO, <em>Relatore.<\/em> Non \u00e8 possibile. Perch\u00e9 l\u2019imputato domanderebbe il termine a difesa dell\u2019articolo 503 del Codice di procedura penale, e, in ogni modo, specialmente nei casi di diffamazione con la concessione della prova liberatoria, non sarebbe possibile negargli le condizioni e i termini per difendersi.<\/p><p>GHIDINI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>GHIDINI. Non sono d\u2019accordo coll\u2019onorevole Rubilli che occorra stabilire un termine per l\u2019istruzione delle cause e ci\u00f2 per le ragioni che ha esposto il Relatore. Si tratta di un giudizio direttissimo in cui la causa viene portata immediatamente all\u2019udienza.<\/p><p>Per conto mio, sono contrario alla fissazione di qualunque termine per la pronuncia delle sentenze e sono contrario per questo motivo. Se \u00e8 vero, come osservava l\u2019onorevole Fausto Gullo, che colui che diffama deve avere gi\u00e0 pronte le prove, nella diffamazione noi dobbiamo tener conto soprattutto delle condizioni in cui si viene a trovare il diffamato.<\/p><p>Nelle cause per diffamazione con facolt\u00e0 di prova (la facolt\u00e0 di prova pu\u00f2 essere concessa e in certi casi \u00e8 obbligatoria, ma si pu\u00f2 dire che praticamente la facolt\u00e0 di prova c\u2019\u00e8 sempre) il vero imputato \u00e8 il diffamato, il quale si trova colpito improvvisamente e quindi sprovvisto di difesa. Ci possono essere diffamazioni che hanno apparenza di verit\u00e0 ed essere invece sostanzialmente false. Ma questa apparenza di verit\u00e0 deve essere distrutta e questo lavoro di demolizione \u00e8 sovente complesso e non pu\u00f2 essere improvvisato in un breve termine. Se ci sono delle cause delicate sono precisamente quelle di diffamazione nelle quali \u00e8 leso il patrimonio pi\u00f9 sacro del cittadino.<\/p><p>Stabilire un termine fisso alla sentenza mi sembra che sia il pi\u00f9 grave degli errori. A me pare che basti stabilire, come ha proposto l\u2019onorevole Relatore, che il giudizio si svolga per direttissima; vuol dire che poi il procedimento, in sede di giudizio, avr\u00e0 le vicende che pu\u00f2 e deve avere a seconda della complessit\u00e0 della causa e delle necessit\u00e0 delle prove, e in genere delle esigenze che si impongono per conseguire quell\u2019accertamento della verit\u00e0 che \u00e8 appunto lo scopo che si vuole raggiungere.<\/p><p>PRESIDENTE. Domando ai presentatori di emendamenti se li mantengano.<\/p><p>Onorevole Gullo Fausto, mantiene il suo emendamento?<\/p><p>GULLO FAUSTO. Lo mantengo, modificando il termine da venti giorni a un mese.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Rubilli, mantiene la sua formulazione?<\/p><p>RUBILLI. Dico soltanto che la proposta dell\u2019onorevole Gullo non mi sembra di pratica attuazione.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Russo Perez, mantiene la proposta di due mesi?<\/p><p>RUSSO PEREZ. Mi appago di un mese per deferenza al collega, ma sono convinto che la norma rimarr\u00e0 lettera morta.<\/p><p>PRESIDENTE. Ricordo che il Governo insiste per il mantenimento dell\u2019ultimo comma del testo ministeriale.<\/p><p>CEVOLOTTO, <em>Relatore.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CEVOLOTTO, <em>Relatore.<\/em> La Commissione accetta ma propone che si sopprimano al primo comma le parole \u00abe del delitto previsto dall\u2019articolo 29\u00bb, perch\u00e9 il richiamo all\u2019articolo 29 deve essere tolto in quanto questo articolo \u00e8 stato stralciato.<\/p><p>PRESIDENTE. Sta bene.<\/p><p>Pongo in votazione l\u2019articolo 30 con la soppressione proposta dal Relatore e con l\u2019emendamento Moro-Domined\u00f2:<\/p><p>\u00abLa cognizione dei reati commessi col mezzo della stampa appartiene al tribunale, salvo che non sia competente la Corte di assise.<\/p><p>\u00abNon \u00e8 consentita la rimessione del procedimento al pretore.<\/p><p>\u00abAl giudizio si procede col rito direttissimo\u00bb.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Pongo in votazione l\u2019emendamento aggiuntivo dell\u2019onorevole Gullo Fausto:<\/p><p>\u00ab\u00c8 fatto obbligo al giudice di emettere in ogni caso la sentenza nel termine massimo di un mese dalla data di presentazione della querela o della denunzia\u00bb.<\/p><p>(<em>Dopo prova e controprova, \u00e8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo all\u2019articolo 31, identico all\u2019articolo 38 del testo governativo. Se ne dia lettura.<\/p><p>SCHIRATTI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00ab<em>Periodici gi\u00e0 autorizzati.<\/em><\/p><p>\u00abPer i giornali e gli altri periodici autorizzati ai sensi delle leggi precedenti la registrazione prescritta dall\u2019articolo 7 deve essere effettuata nel termine di quattro mesi dall\u2019entrata in vigore di questa legge\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Non essendovi proposte di emendamenti, lo pongo in votazione.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo all\u2019articolo 33 identico all\u2019articolo 40 del testo governativo. Se ne dia lettura.<\/p><p>SCHIRATTI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00ab<em>Abrogazioni.<\/em><\/p><p>\u00abSono abrogati:<\/p><p>1\u00b0) il regio editto sulla stampa 26 marzo 1848, n. 695;<\/p><p>2\u00b0) il regio decreto-legge 15 luglio 1923, n. 3288, convertito nella legge 31 dicembre 1925, n. 2309, sulla gerenza e vigilanza dei giornali e delle pubblicazioni periodiche;<\/p><p>3\u00b0) il regio decreto-legge 10 luglio 1924, n. 1081, convertito nella legge 31 dicembre 1925, n. 2308, con norme di attuazione del regio decreto-legge precedente;<\/p><p>4\u00b0) la legge 31 dicembre 1925, n. 2307, sulla stampa periodica;<\/p><p>5\u00b0) il regio decreto-legge 24 ottobre 1935, n. 2040, convertito nella legge 19 marzo 1936, n. 542, sulle attribuzioni del Ministero per la stampa e propaganda in materia di sequestro di stampati;<\/p><p>\u00ab6\u00b0) il regio decreto-legge 31 maggio 1946, n. 54, contenente norme sul sequestro dei giornali e delle altre pubblicazioni;<\/p><p>\u00ab7\u00b0) ed ogni altra disposizione contraria od incompatibile con quelle della presente legge\u00bb.<\/p><p>CEVOLOTTO, <em>Relatore.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CEVOLOTTO, <em>Relatore.<\/em> Dobbiamo modificare il testo dell\u2019articolo 33. Poich\u00e9 \u00e8 stata cambiata la legge, diverse sono anche le abrogazioni. Propongo, d\u2019accordo con il Governo, il seguente testo:<\/p><p>\u00abSono abrogati il regio decreto-legge 14 gennaio 1944, n. 13, ed ogni altra disposizione contraria od incompatibile con quelle della presente legge\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Colitto aveva presentato il seguente emendamento:<\/p><p>\u00ab<em>Al n. 1\u00b0), alle ultime parole, aggiungere le seguenti:<\/em> e gli altri provvedimenti legislativi, che ad esso recarono modificazioni ed aggiunte.<\/p><p>\u00ab<em>Dopo il n. 4\u00b0<\/em><em>), aggiungere il seguente:<\/em><\/p><p>4\u00b0-<em>bis<\/em><em>)<\/em> il regio decreto 4 marzo 1926, n. 371, con cui fu approvato il regolamento concernente disposizioni sulla stampa periodica.<\/p><p>\u00ab<em>Dopo il n. 5\u00b0<\/em><em>), aggiungere i seguenti: <\/em><\/p><p>5\u00b0-<em>bis<\/em>) la legge 2 febbraio 1939, n. 379, contenente norme per la consegna obbligatoria di esemplari degli stampati e delle pubblicazioni;<\/p><p>5\u00b0-<em>ter<\/em>) il regio decreto 12 dicembre 1940, n. 2052, con cui fu approvato il regolamento per l\u2019attuazione della legge precedente\u00bb.<\/p><p>Ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>COLITTO. Non insisto, perch\u00e9 \u00e8 in relazione all\u2019articolo 4, che non \u00e8 compreso fra gli articoli esaminati.<\/p><p>PRESIDENTE. Chiedo il pensiero del Governo su questa nuova formulazione dell\u2019articolo 33.<\/p><p>ANDREOTTI, <em>Sottosegretario di Stato per la Presidenza del Consiglio.<\/em> Il Governo \u00e8 d\u2019accordo con l\u2019onorevole Cevolotto.<\/p><p>PRESIDENTE. Pongo in votazione il nuovo testo dell\u2019articolo 33, concordato fra Commissione e Governo.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>).<\/p><p>Vi \u00e8 infine l\u2019articolo 34. Se ne dia lettura:<\/p><p>SCHIRATTI, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abIl Governo emaner\u00e0 le norme per l\u2019attuazione di questa legge\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Colitto aveva presentato il seguente emendamento:<\/p><p>\u00ab<em>Sostituirlo col seguente:<\/em><\/p><p>\u00abIl Governo \u00e8 autorizzato ad emanare le norme per l\u2019esecuzione della presente legge\u00bb.<\/p><p>Ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>COLITTO. Ritiro il mio emendamento e mi rimetto la formulazione della Commissione.<\/p><p>PRESIDENTE. Chiedo l\u2019opinione del Governo.<\/p><p>ANDREOTTI, <em>Sottosegretario di Stato per la Presidenza del Consiglio.<\/em> Mi rimetto anch\u2019io alla formulazione della Commissione.<\/p><p>PRESIDENTE. Pongo in votazione l\u2019articolo 34 test\u00e9 letto.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>CEVOLOTTO, <em>Relatore.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CEVOLOTTO, <em>Relatore.<\/em> Prima del coordinamento, devo fare una comunicazione all\u2019Assemblea. Mi \u00e8 pervenuta una lettera firmata da un cittadino italiano profugo di Pola e residente a Firenze. Essa dice: \u00abIl sottoscritto, Ferrari Vittorio, cittadino italiano profugo di Pola e residente in Firenze, Via Palazzuolo, intende valersi della norma dell\u2019articolo 50 della Costituzione, proponendo la seguente disposizione transitoria per la legge sulla stampa di imminente pubblicazione&#8230;\u00bb. Io non credo che l\u2019articolo 50 della Costituzione permetta ad ogni cittadino di proporre alla Camera degli emendamenti a un progetto legge. Il diritto, che la Costituzione consente ai cittadini con l\u2019articolo 50, \u00e8 un altro. Ma, ad ogni modo, ho creduto di dover far presente l\u2019istanza, e, se l\u2019Assemblea crede, potr\u00f2 dire che cosa questo cittadino chiede. (<em>Approvazioni<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>La proposta \u00e8 in questi termini: \u00abTutti coloro che sono soggetti a procedimenti di avocazione dei profitti di regime: <em>a<\/em>) non potranno essere direttamente o indirettamente direttori di giornali e pubblicazioni periodiche di qualsiasi genere, finch\u00e9 non siano definiti gli accertamenti e le procedure in corso, non sar\u00e0 pagato quanto eventualmente dovuto; <em>b<\/em>) per un periodo di anni 5, analogamente a quanto \u00e8 disposto per l\u2019eleggibilit\u00e0 alle cariche politiche dalla nuova Costituzione, a datare dal predetto accertamento\u00bb.<\/p><p>Questa \u00e8 la proposta, che naturalmente non posso far mia, perch\u00e9 non ho sentito la Commissione.<\/p><p>PRESIDENTE. Chiedo se qualche membro dell\u2019Assemblea fa sua la proposta.<\/p><p>GIANNINI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>GIANNINI. Si potrebbe fare qualche considerazione su questa, come su altre proposte di articoli a questa disgraziata legge sulla stampa, anche stralciata. Questa proposta fa parte di un <em>corpus<\/em>, che si potrebbe intitolare: \u00abl\u2019arte di darla a bere\u00bb. Ma che significa che non possa essere proprietario di un giornale chi \u00e8 sottoposto ad un processo di avocazione? Si prende il portiere di colui che \u00e8 sottoposto al processo di avocazione, e lo si fa proprietario del giornale. \u00c8 come la pubblicit\u00e0 sulle fonti di finanziamento. \u00c8 una cosa che fa ridere. Tutta la legge fa ridere. Quindi, io non vedo perch\u00e9 non si potrebbe accogliere anche la proposta del cittadino che si \u00e8 rivolto all\u2019onorevole Cevolotto. Non farebbe che aumentare il contenuto di sana comicit\u00e0 che ha tutto il provvedimento in materia di stampa, il quale non \u00e8 che un affastellamento di ironie, di luoghi comuni e di mezzi per evadere sia la legge che la consuetudine; perch\u00e9 tutti sanno che questa legge non si pu\u00f2 applicare. Essa non pu\u00f2 essere che evasa; e non sar\u00e0 che fonte di seccature e di noie, senza dare n\u00e9 libert\u00e0 di stampa, n\u00e9 di stampare, n\u00e9 \u2013 tanto meno \u2013 il diritto di sapere al popolo italiano.<\/p><p>SCOCCIMARRO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>SCOCCIMARRO. Poich\u00e9 la lettera \u00e8 stata letta all\u2019Assemblea, proporrei che l\u2019onorevole Cevolotto convocasse la Commissione e ci facesse conoscere il pensiero di essa su questa proposta.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Scoccimarro, ho fatto presente che la Commissione non pu\u00f2 esaminare una proposta, della quale non sia entrata in possesso attraverso le forme, che sono proprie della nostra Assemblea e di qualunque Assemblea legislativa.<\/p><p>Anche nel prossimo Parlamento l\u2019iniziativa legislativa popolare dovr\u00e0 assumere determinate forme.<\/p><p>Non \u00e8 sufficiente che una lettera giunga ad un singolo deputato, perch\u00e9 diventi materia di elaborazione parlamentare. Occorrerebbe, come ho detto poco fa, che qualche deputato assumesse in nome proprio la proposta; allora, naturalmente, la Commissione potrebbe esaminarla.<\/p><p>SCOCCIMARRO. La Commissione pu\u00f2 esaminarla come proposta sorta nel seno della Commissione stessa.<\/p><p>PRESIDENTE. Nessuno l\u2019ha fatta sorgere.<\/p><p>SCOCCIMARRO. Allora, io faccio mia quella proposta, e prego la Commissione di esprimere il suo parere.<\/p><p>COLITTO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>COLITTO. Mi permetto far rilevare che l\u2019Assemblea procedette nei giorni scorsi allo stralcio di determinati articoli, per esaminarli; e si rimase d\u2019accordo che soltanto quelli avrebbero potuto essere esaminati e non altri. Quindi, anche se questa proposta venisse fatta propria da un collega, io credo che l\u2019esame relativo sarebbe precluso all\u2019Assemblea.<\/p><p>RUSSO PEREZ. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>RUZZO PEREZ. A quanto ha detto l\u2019onorevole Colitto aggiungo che, dopo che si \u00e8 saputo che questo Oronzo Marginati si \u00e8 indirizzato all\u2019onorevole Cevolotto, il quale ha creduto di farci conoscere la proposta, la questione \u00e8 pregiudicata. Se uno di noi facesse propria quella proposta, qualsiasi cittadino presenterebbe proposte del genere, nella speranza che l\u2019Assemblea se ne occupasse.<\/p><p>PRESIDENTE. C\u2019\u00e8 sempre un vaglio pregiudiziale, che \u00e8 costituito dall\u2019accettazione o meno in proprio da parte di uno dei deputati. Escludo che qualsiasi proposta, proveniente dall\u2019esterno dell\u2019Assemblea, trovi sempre un deputato disposto ad apporvi la propria firma ed a farla propria. Ma proposte di questo genere, che vengono rese note e trovano una paternit\u00e0 di questa fatta, cambiano natura e possono essere prese in considerazione.<\/p><p>Lei sa, onorevole Russo Perez, quante volte ciascuno di noi ha ritenuto di dover presentare all\u2019Assemblea o in seno alle Commissioni suggerimenti pervenuti da elementi estranei all\u2019Assemblea, ma non estranei rispetto alle esigenze del popolo italiano.<\/p><p>Quanto alla osservazione fatta dall\u2019onorevole Colitto, io mi richiamo a ci\u00f2 che ha detto l\u2019onorevole Cevolotto, prima di leggere la sua lettera: che, cio\u00e8, eventualmente, ove qualche deputato assumesse la paternit\u00e0 di questa proposta (abbiamo trovato adesso l\u2019onorevole Scoccimarro), essa non apparirebbe come articolo nuovo, ma come emendamento aggiuntivo ad un articolo approvato, e precisamente a quell\u2019articolo, nel quale vengono indicate le condizioni per poter essere proprietario, o direttore di un periodico o di un giornale.<\/p><p>SCOCCIMARRO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>SCOCCIMARRO. Io potrei stendere subito un emendamento, da sottoporre al giudizio della Commissione.<\/p><p>Desidero chiedere alla Commissione che, discutendo questa proposta, mi voglia invitare alla riunione, perch\u00e9 avrei particolari informazioni da dare.<\/p><p>PRESIDENTE. Sta bene. Faccio presente, come ultima necessit\u00e0, che questo esame da parte della Commissione dovrebbe avvenire rapidamente, perch\u00e9 dobbiamo procedere al pi\u00f9 presto alla votazione a scrutinio segreto dell\u2019intero disegno di legge.<\/p><p>ANDREOTTI, <em>Sottosegretario di Stato per la Presidenza del Consiglio.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>ANDREOTTI, <em>Sottosegretario di Stato per la Presidenza del Consiglio.<\/em> Come semplice comunicazione di un dato di fatto alla Assemblea credo che qualcuno di noi sappia che c\u2019\u00e8 in pendenza, presso il Consiglio di Stato, un ricorso che verte esattamente su questo punto. Ora, questo cittadino che si \u00e8 valso del diritto di petizione in questa forma particolare, pu\u00f2 darsi che non sia del tutto estraneo a questa controversia, la quale \u00e8 ormai in fase avanzata dinanzi al Consiglio di Stato; potrebbe anche darsi che fosse una maniera per intervenire in un procedimento, il quale, per una combinazione non molto strana, riguarda proprio la stessa citt\u00e0 dalla quale \u00e8 partita questa lettera diretta al collega Cevolotto. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, penso che la cosa pi\u00f9 opportuna da fare sia questa: poich\u00e9 della questione si \u00e8 parlato, la Commissione la esamini, e veda se anche da un punto di vista di principio, possa essere presa in considerazione in questa sede.<\/p><p>FUSCHINI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>FUSCHINI. Signor Presidente, dal momento che la proposta ci \u00e8 stata comunicata, in una forma, dir\u00f2 cos\u00ec, inconsueta (perch\u00e9 poteva essere trasmessa alla Presidenza da parte della Commissione, affinch\u00e9 la Presidenza decidesse il modo di sottoporla all\u2019Assemblea) e considerato che un collega ha fatto propria questa proposta, \u00e8 naturale che essa sia sottoposta all\u2019esame della Commissione. Mi pare che si potrebbe concludere in questi termini: consentire un\u2019ora di sospensione della seduta per dar modo alla Commissione di riunirsi e di esaminare la proposta, riferendo in questa stessa seduta, fra un\u2019ora.<\/p><p>CEVOLOTTO, <em>Relatore.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CEVOLOTTO, <em>Relatore.<\/em> Propongo che, ove si adotti quanto \u00e8 stato proposto dal collega Fuschini, si proceda prima all\u2019esame delle due o tre questioni di coordinamento che dobbiamo ancora prendere in considerazione.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Perassi mi ha fatto pervenire la seguente proposta di articolo aggiuntivo:<\/p><p>\u00abLa presente legge entra in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione nella <em>Gazzetta Ufficiale<\/em> della Repubblica\u00bb.<\/p><p>Prego la Commissione e il Governo di esprimere il loro parere.<\/p><p>CEVOLOTTO, <em>Relatore.<\/em> La Commissione \u00e8 d\u2019accordo.<\/p><p>ANDREOTTI, <em>Sottosegretario di Stato per la Presidenza del Consiglio dei Ministri.<\/em> Anche il Governo.<\/p><p>PRESIDENTE. Metto in votazione l\u2019articolo aggiuntivo, test\u00e9 letto, proposto dall\u2019onorevole Perassi.<\/p><p>(<em>\u00c8<\/em> <em>approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>A proposito di questi coordinamenti ne segnalo uno agli onorevoli colleghi.<\/p><p>Vi \u00e8, fra l\u2019articolo 5 e l\u2019articolo 6 del testo votato, una diversit\u00e0 che, quanto meno, esige una interpretazione autentica. Nell\u2019articolo 5 \u00e8 escluso che possa essere direttore responsabile di un giornale lo straniero, anche residente in Italia. Nell\u2019articolo 6 \u00e8 detto invece, parlando della propriet\u00e0: \u00abSe il proprietario \u00e8 cittadino italiano residente all\u2019estero o cittadino straniero, deve possedere gli altri requisiti ecc.\u00bb. Ora, si potrebbe interpretare la dizione \u00abo cittadino straniero\u00bb nel senso che esso comprenda esclusivamente l\u2019ipotesi dell\u2019italiano che sia cittadino straniero, cio\u00e8 italiano di nazionalit\u00e0, ma straniero in quanto a cittadinanza. \u00c8 evidente che occorre chiarire il senso di questo articolo. Chiedo alla Commissione di formulare una proposta in merito.<\/p><p>CEVOLOTTO, <em>Relatore.<\/em> L\u2019opinione della Commissione \u00e8 di coordinare i due articoli in modo da permettere anche allo straniero di essere direttore di un giornale in Italia, come era proposto nel testo della Commissione.<\/p><p>PRESIDENTE. Noi abbiamo votato questo testo dell\u2019articolo 5.<\/p><p>\u00abPu\u00f2 essere direttore responsabile anche l\u2019italiano non appartenente alla Repubblica\u00bb, e si era soppressa la dizione: \u00abo lo straniero residente in Italia\u00bb.<\/p><p>La Commissione \u00e8 d\u2019avviso di annullare la soppressione e di ammettere che possa essere direttore responsabile anche lo straniero residente in Italia, quando naturalmente abbia i requisiti richiesti.<\/p><p>UBERTI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>UBERTI. Sopra questo problema si \u00e8 votato molto precisamente a favore dell\u2019esclusione, e non vedo come in sede di coordinamento si possa risollevare un problema che \u00e8 stato risoluto in modo preciso dall\u2019Assemblea.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Uberti, faccia tuttavia qualche proposta.<\/p><p>UBERTI. Faccio la proposta di mantenere, per quello che riguarda i requisiti dei direttori dei giornali, il testo che \u00e8 stato votato dall\u2019Assemblea, senza ristabilire la frase \u00abe lo straniero residente in Italia\u00bb, che \u00e8 stata soppressa.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Uberti, i due articoli sono in contrasto. Se lei propone di conservare il testo dell\u2019articolo 5, proponga di modificare quello dell\u2019articolo 6, il quale tuttavia \u00e8 stato anch\u2019esso votato dall\u2019Assemblea.<\/p><p>UBERTI. Non trovo questo contrasto che rileva il Presidente, perch\u00e9 una situazione \u00e8 quella di direttore di giornale, che ha possibilit\u00e0 di intervenire nella politica interna del Paese, ed un\u2019altra \u00e8 quella di proprietario di un giornale. Queste situazioni sono profondamente diverse. Ha un senso molto maggiore di responsabilit\u00e0 politica il primo. Si \u00e8 votato nel senso che si \u00e8 voluto escludere dalla direzione del giornale un cittadino straniero, e non introdurre simile esclusione per quello che riguarda la propriet\u00e0 del giornale. Se ci sono di quelli che vogliono escludere il cittadino straniero anche dalla propriet\u00e0 del giornale, lo possono proporre, ma noi non vediamo nessuna incongruenza in questi due articoli.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Relatore ha facolt\u00e0 di esprimere l\u2019avviso della Commissione.<\/p><p>CEVOLOTTO, <em>Relatore.<\/em> La Commissione insiste nella sua osservazione. Non mi persuade, me lo permetta, ci\u00f2 che ha detto l\u2019onorevole Uberti. Se alcuno \u00e8 proprietario di un giornale, interviene nella politica del Paese forse pi\u00f9 che se ne \u00e8 semplicemente il direttore, perch\u00e9 il direttore, scelto opportunamente, balla secondo la musica che gli suona il proprietario.<\/p><p>Ritengo, quindi, che una contraddizione sostanziale ci sia, e a proporre di eliminarla sono indotto dalle considerazioni che ho fatto altre volte. Vi sono all\u2019estero dei giornali italiani diretti da italiani: ve ne sono a Buenos Aires, a New York ed in altri paesi. Potrebbe darsi che, per reciprocit\u00e0, il permesso di dirigere questi giornali italiani ad italiani all\u2019estero fosse tolto, per il fatto che noi non consentiamo agli stranieri residenti in Italia di dirigere giornali in Italia. D\u2019altra parte, vi \u00e8 la questione delle riviste scientifiche. Vi sono stranieri che, per un concetto di larga ospitalit\u00e0, che \u00e8 tradizionale nelle nostre Universit\u00e0, e che \u00e8 bellissimo, possono insegnare come professori ordinari nei nostri massimi istituti di cultura. Fra questi stranieri ve ne sono che hanno onorato la nostra scienza. Ricordo qui a Roma, per la storia romana, il Beloc. Noi impediremmo a questi scienziati stranieri che lavorano in Italia, di dirigere riviste di carattere scientifico.<\/p><p>Mi pare che questo sia un errore. E, perci\u00f2, la Commissione insiste nel denunciare una contraddizione che, se non \u00e8 formale, \u00e8 certamente sostanziale.<\/p><p>UBERTI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>UBERTI. Per quello che riguarda la diversit\u00e0 tra i giornali e le riviste, siamo d\u2019accordo che debba poter essere direttore di una rivista scientifica anche uno straniero; non c\u2019\u00e8 nessuna difficolt\u00e0, ma qui si parla di quotidiani. Per quanto riguarda la questione di reciprocit\u00e0 rilevata, la situazione degli italiani residenti in altri paesi non d\u00e0 preoccupazioni; comunque, le ragioni esposte dall\u2019onorevole Relatore sono state gi\u00e0 considerate dall\u2019Assemblea e, siccome al primo punto \u00e8 stata manifestazione esplicita della Assemblea di togliere che la direzione di un giornale politico quotidiano sia nelle mani di un cittadino straniero, l\u2019unica possibilit\u00e0 che rimane alla Commissione \u00e8 quella di proporre che anche i proprietari di giornali non possano essere stranieri; cio\u00e8 bisogna coordinare la norma non modificata con quella modificata.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Sottosegretario di Stato per la Presidenza del Consigli\u00f2 ha facolt\u00e0 di esprimere il parere del Governo.<\/p><p>ANDREOTTI, <em>Sottosegretario di Stato per la Presidenza del Consiglio.<\/em> Effettivamente altra cosa \u00e8 essere proprietario ed altra cosa essere direttore di un giornale. Mentre potrebbe sembrare difficile perseguire uno straniero, se fosse egli direttore, non si vede perch\u00e9 sia accettato il principio di impedire al <em>New York Times<\/em>, alla <em>Pravda<\/em> ecc. di farsi anche delle edizioni italiane e ad una grossa azienda editoriale straniera di avere una rivista propria in Italia. Poich\u00e9 dalle discussioni, peraltro, \u00e8 emerso che non vi sarebbero difficolt\u00e0 ad accettare la possibilit\u00e0 di un direttore responsabile, anche straniero, per la stampa scientifica, o anche, secondo quello che ha detto l\u2019onorevole Uberti, per la stampa non quotidiana, forse potrebbe essere formulato in termini di legge questo concetto e forse ci si potrebbe trovare d\u2019accordo nel votarlo. In altri termini pu\u00f2 darsi che sia questione di formulazione.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Cevolotto ha facolt\u00e0 di esprimere il parere della Commissione.<\/p><p>CEVOLOTTO, <em>Relatore.<\/em> La Commissione conserva la proposta. Se prevalesse la proposta dell\u2019onorevole Andreotti, di ammettere che il direttore responsabile possa essere anche straniero, se si tratta di pubblicazioni scientifiche ecc., bisognerebbe concretarla in un emendamento, che mi pare non sia ancora maturo, e che veramente non saprei come inserire nel testo dell\u2019articolo 5 cos\u00ec come \u00e8 formulato.<\/p><p>PRESIDENTE. La Commissione, in base all\u2019articolo 96 del Regolamento, propone di includere nel testo approvato dell\u2019articolo 5, dopo le parole: \u00abnon appartenente alla Repubblica\u00bb le altre: \u00abe lo straniero residente in Italia\u00bb.<\/p><p>UBERTI. Non si pu\u00f2 modificare una votazione fatta in modo esplicito.<\/p><p>PRESIDENTE. A sentire le sue argomentazioni, onorevole Uberti, si direbbe che l\u2019Assemblea abbia votato soltanto l\u2019articolo 6, e non anche l\u2019articolo 5, mentre ha votato l\u2019uno e l\u2019altro.<\/p><p>L\u2019articolo 96 del Regolamento dice che, quando alcune disposizioni votate \u00absembrino inconciliabili con lo scopo della legge o con alcune delle sue disposizioni\u00bb, la Commissione o un ministro \u00abpotr\u00e0 richiamare l\u2019attenzione della Camera e proporre le mutazioni che gli paiano opportune\u00bb.<\/p><p>UBERTI. Allora, si ponga ai voti il quesito se le due formule sono o meno conciliabili.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Uberti, mi permetta, la procedura non si improvvisa di volta in volta. In questo caso non si pu\u00f2 che seguire l\u2019articolo 96 del Regolamento che ho gi\u00e0 citato e che, inoltre, specifica che \u00abla Camera, sentito l\u2019autore dell\u2019emendamento o un altro in sua vece, un membro della Commissione e il ministro, delibera\u00bb.<\/p><p>Non rimane, quindi, che passare alla votazione della proposta della Commissione.<\/p><p>UBERTI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>UBERTI. A nome del mio Gruppo, dichiaro che noi rinnoveremo il voto dato l\u2019altra volta.<\/p><p>BERTONE. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>BERTONE. Io dichiaro, sinceramente, che non riesco a comprendere come abbia potuto sollevarsi una simile questione. Sar\u00e0 evidentemente debolezza mia nell\u2019intendere i concetti.<\/p><p>L\u2019articolo 5 riguarda i direttori dei giornali, mentre l\u2019articolo 6 riguarda i proprietari. Nell\u2019articolo 5 l\u2019Assemblea ha deliberato che il direttore debba essere italiano: e questa mi pare cosa di evidenza intuitiva. Un direttore straniero sarebbe inconcepibile. Diversa \u00e8 la posizione del proprietario del giornale, per cui fu ammesso all\u2019articolo 6 che possa anche essere straniero. Ma, in questo momento, ritornare indietro sulla posizione del direttore non mi pare possibile.<\/p><p>SCHIAVETTI. \u00c8 pi\u00f9 delicata la propriet\u00e0 che la direzione&#8230; (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>BERTONE. Intendiamoci bene: non ho nessuna difficolt\u00e0, personalmente, se si vuole modificare l\u2019articolo 6 nel senso che il proprietario del giornale debba essere anch\u2019esso italiano. Quello che mi importa \u00e8 che gli organi responsabili di un giornale che si pubblica in Italia siano italiani.<\/p><p>SCOCCIMARRO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>SCOCCIMARRO. Credo che questo problema abbia particolare importanza per le condizioni in cui si trova oggi il nostro Paese. \u00c8 un problema che, una volta sollevato, non pu\u00f2 essere lasciato passare senza risolverlo.<\/p><p>Sono d\u2019accordo con l\u2019onorevole Uberti che i direttori di giornali siano cittadini italiani. E sono anche d\u2019accordo con l\u2019onorevole Bertone, che sia cittadino italiano il proprietario di un giornale.<\/p><p>Perci\u00f2 sarei favorevole che il coordinamento si facesse nel senso di vietare ai cittadini stranieri di essere proprietari o direttori di giornali quotidiani.<\/p><p>PRESIDENTE. Il Relatore ha facolt\u00e0 di esprimere il parere della Commissione su questa nuova proposta.<\/p><p>CEVOLOTTO, <em>Relatore.<\/em> La dichiarazione dell\u2019onorevole Scoccimarro porta a questo: che egli riconosce in realt\u00e0 la necessit\u00e0 di un coordinamento, ma lo propone nel senso di togliere la facolt\u00e0 allo straniero di essere anche proprietario di un giornale.<\/p><p>Io non ho, naturalmente, nessuna facolt\u00e0 di proporre al Presidente quello che egli deve fare; vorrei tuttavia che, nel caso in cui la nuova votazione sull\u2019articolo 5 portasse al mantenimento dell\u2019esclusione dello straniero dal diritto di essere proprietario di un giornale, si procedesse lo stesso al coordinamento, per togliere la contraddizione, mettendo in votazione l\u2019esclusione, per lo straniero, anche dal diritto di essere proprietario di un giornale. Che mi pare veramente eccessivo e in contrasto con l\u2019indirizzo della nostra legislazione e forse della stessa Costituzione.<\/p><p>PERASSI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>PERASSI. Ho gi\u00e0 accennato l\u2019altra volta alle ragioni per le quali, in sede di Commissione, abbiamo sostenuto la tesi che convenisse, per molte ragioni, anche di politica internazionale, sancire che lo straniero possa dirigere giornali in Italia. Ma poi v\u2019\u00e8 stato quel voto e successivamente, essendosi rilevata questa incongruenza fra i due articoli, la questione \u00e8 stata risollevata e si rimase nell\u2019intesa che ne avremmo riparlato alla fine.<\/p><p>Ritorno, pertanto, su una mia proposta che costituiva una formula intermedia; essa era basata sulla considerazione che gi\u00e0, in molti campi, si fa una distinzione fra cittadino straniero in genere e cittadino straniero residente da un certo tempo in Italia. Per trovare allora una soluzione conciliativa, io avevo proposto e tutt\u2019ora propongo la seguente formula:<\/p><p>\u00abe, sotto condizione di reciprocit\u00e0, lo straniero residente in Italia da almeno cinque anni\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Invito il Relatore ad esprimere il parere della Commissione.<\/p><p>CEVOLOTTO, <em>Relatore.<\/em> La Commissione ritiene di potere accettare la formula transattiva proposta dall\u2019onorevole Perassi.<\/p><p>PRESIDENTE. Chiedo all\u2019onorevole Uberti se accetta la proposta dell\u2019onorevole Perassi.<\/p><p>UBERTI. Onorevole Presidente, intanto io ritengo, da un punto di vista formale, che la votazione gi\u00e0 fatta sia assolutamente preclusiva. Circa poi la sostanza della questione, ritengo che la materia sia talmente delicata che un cittadino straniero, quand\u2019anche sia residente da cinque o pi\u00f9 anni in Italia, non dia sufficienti garanzie.<\/p><p>Quello che invece, secondo me, si potrebbe fare sarebbe di sopprimere, nell\u2019articolo 6, il diritto dello straniero di essere proprietario di un giornale. Sarebbe in tal modo realizzata quella concordanza di cui dalle diverse parti si \u00e8 sentita l\u2019esigenza e ne faccio pertanto proposta formale.<\/p><p>PRESIDENTE. Sta bene. Pertanto la proposta dell\u2019onorevole Uberti consiste nel sopprimere dall\u2019articolo 6 le parole \u00abo cittadino straniero\u00bb.<\/p><p>ANDREOTTI, <em>Sottosegretario di Stato per la Presidenza del Consiglio.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>ANDREOTTI, <em>Sottosegretario di Stato per la Presidenza del Consiglio.<\/em> Vorrei permettermi di far presente all\u2019Assemblea che sarebbe opportuno riflettere sulla circostanza che noi, durante il corso della discussione intorno a questa legge, abbiamo sempre assimilato ai giornali le agenzie giornalistiche. Non vorrei quindi che si giungesse ad una votazione in base alla quale fosse preclusa allo straniero anche la possibilit\u00e0 di essere il proprietario di un\u2019agenzia giornalistica.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Andreotti, il suo timore mi sembra infondato, perch\u00e9 l\u2019articolo 6 dice: \u00abPer poter pubblicare un giornale o altro periodico \u00e8 necessario che il proprietario ecc.\u00bb.<\/p><p>Non riguarda le agenzie.<\/p><p>ANDREOTTI, <em>Sottosegretario di Stato per la Presidenza del Consiglio.<\/em> \u00c8 bene per\u00f2 che la mia precisazione rimanga agli atti.<\/p><p>PRESIDENTE. Sta bene.<\/p><p>CONDORELLI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CONDORELLI. Vorrei chiedere alla Commissione quale \u00e8 lo stato della legislazione comparata in materia. Noi oggi vorremmo precludere agli stranieri di essere proprietari di giornali in Italia; ma all\u2019estero che cosa si fa? Non potrebbe questa disposizione anche danneggiare dei cittadini italiani all\u2019estero?<\/p><p>TREVES. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>TREVES. Ho un dubbio che vorrei manifestare all\u2019Assemblea, cio\u00e8 sulla possibilit\u00e0 che esistano nel nostro Paese dei giornali in lingua straniera, pubblicati e diretti quindi da stranieri. Ora, come vengono disciplinati questi casi, se votiamo questa legge? Attualmente, ve n\u2019\u00e8 uno qui a Roma, e potrebbero uscirne degli altri. E io non credo che sia un punto che possiamo trascurare, anche perch\u00e9 \u2013 come \u00e8 stato osservato \u2013 si potrebbero avere ripercussioni sfavorevoli su giornali italiani pubblicati in paesi stranieri.<\/p><p>Mi sembra che anche questo punto sia da prendere in considerazione.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Treves, in fondo \u00e8 lo stesso problema che ci si era posto in relazione alla direzione dei giornali, ma che tuttavia l\u2019Assemblea ha risolto in maniera tale da dimostrare che questa preoccupazione non \u00e8 sufficientemente valida per provvedere in conseguenza.<\/p><p>Passiamo ai voti.<\/p><p>Porr\u00f2 dapprima in votazione la formulazione dell\u2019onorevole Uberti, che pu\u00f2 considerarsi come un emendamento alla proposta della Commissione.<\/p><p>TREVES. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>TREVES. Dichiaro, a nome del mio Gruppo, che voteremo la formulazione della Commissione.<\/p><p>PRESIDENTE. Sta bene.<\/p><p>Pongo in votazione la proposta dell\u2019onorevole Uberti di sopprimere al secondo comma dell\u2019articolo 6 l\u2019inciso \u00abo cittadino straniero\u00bb.<\/p><p>(<em>Dopo prova e controprova, \u00e8 approvata<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Onorevole Cevolotto, vi sono altre questioni di coordinamento?<\/p><p>CEVOLOTTO, <em>Relatore.<\/em> Vi \u00e8 un\u2019altra questione, sulla quale richiamo l\u2019attenzione dell\u2019onorevole Presidente.<\/p><p>Noi abbiamo oggi votato un articolo, il 28, che si riferisce alle disposizioni dell\u2019articolo 14 e degli articoli 15 e 23.<\/p><p>Per l\u2019articolo 15 mi pare che quando l\u2019abbiamo votato abbiamo tenuto conto di un emendamento dell\u2019onorevole Titomanlio, coordinato con altro emendamento dell\u2019onorevole Russo Perez e altri, stabilendo penalit\u00e0 per la mancata pubblicazione delle rettifiche. Cos\u00ec il contenuto dell\u2019articolo 28 diventerebbe superfluo e contradittorio e bisognerebbe stralciarlo. Si tratta insomma di mantenere l\u2019articolo 14 come \u00e8 stato votato e di togliere il 28.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Cevolotto, si provveder\u00e0 a questo in sede di coordinamento formale, al quale ella stessa dovr\u00e0 collaborare insieme con l\u2019Ufficio di presidenza.<\/p><p>Comunico che l\u2019onorevole Guerrieri Filippo, unitamente agli onorevoli Uberti, Notarianni, Guerrieri Emanuele e numerosi altri, ha presentato il seguente ordine del giorno:<\/p><p>\u00abL\u2019Assemblea Costituente, constatato il continuo crescente divulgarsi della stampa oscena e scandalistica nelle varie sue forme e manifestazioni e il conseguente irreparabile danno alla saldezza morale del Paese e in modo particolare della giovent\u00f9, invita il Governo ad una rigorosa applicazione delle norme in merito vigenti\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Guerrieri ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>GUERRIERI FILIPPO. Onorevole signor Presidente, onorevoli colleghi, quello che andr\u00f2 brevemente illustrando \u00e8 un modestissimo ordine del giorno che si ricollega a precedenti interrogazioni specifiche presentate in merito sia da me che da altri colleghi dei vari settori. Non ha quest\u2019ordine del giorno nessun carattere politico, aveva bisogno di un po\u2019 di serenit\u00e0 anche nell\u2019Aula e l\u2019ha trovata, quella serenit\u00e0 che consente di dire e comprendere le cose nella loro intima essenza. Nessuna pretesa politica adunque; la politica sta diventando per me ogni giorno una cosa sempre pi\u00f9 triste e sempre pi\u00f9 amara, ma soltanto idee personali di schietta umanit\u00e0 e soltanto nella mia qualit\u00e0 di cittadino e di padre di famiglia.<\/p><p>\u00c8 la mia una povera voce che vorrebbe per\u00f2, partendo dal cuore arrivare al cuore, al cuore di tutti indistintamente, al di sopra e al di fuori di partiti, per il raggiungimento di un superiore fine comune che supera ogni altra diversa e controstante ideologia, cio\u00e8 restaurare e rafforzare nel nostro Paese la morale pubblica anche per mezzo della stampa, morale oggi cos\u00ec tanto compromessa. E non sarebbe forse male, anzi forse bene, che in simile materia, voci del genere, certo di persone di me pi\u00f9 autorevoli, fossero pi\u00f9 spesso espresse ed ascoltate anche in questa Assemblea.<\/p><p>\u00c8 vero che la parola morale ha un significato ampio che investe tutto e tutti interessa ugualmente a prescindere dalle singole qualit\u00e0 personali; ma nella fattispecie trattasi di un settore di essa quasi, direi, riservato all\u2019ambito familiare, dove \u00e8 e vuol restare viva quella tradizione di onest\u00e0 e di purezza che gli \u00e8 sempre stata propria. Io non so e non oso dare consigli, lo dico a me stesso: se nelle commissioni che elaborano questi progetti legislativi fossero incluse rappresentanze di madri e padri di famiglia, e magari ne costituissero la prevalenza, forse molte divergenze potrebbero essere appianate e molti punti di disaccordo ritrovarsi e risolversi in una comune intesa; poich\u00e9 nessuno pu\u00f2 mettere in dubbio che tutti i genitori, con la stessa intensit\u00e0 e lo stesso amore, sono gelosi custodi della sanit\u00e0 spirituale dei loro figli. Lasciatemi credere ed affermare che se anche per questa legge si fosse in tal modo operato, la discussione non sarebbe stata turbata da fantasmi e preoccupazioni politiche; avrebbero prevalso i valori dei sentimenti affettivi e familiari, ed essa sarebbe stata integralmente approvata.<\/p><p>Pur tuttavia, anche in mezzo ai dissensi, \u00e8 apparsa evidente l\u2019esistenza e la gravit\u00e0 del problema morale cui si riferisce il mio ordine del giorno e che impone di essere affrontato senza indugi di sorta.<\/p><p>La stampa oscena \u00e8 in Italia in allarmante progressivo sviluppo; se fosse lecito in proposito parlare di fioritura, direi che \u00e8 in crescente fioritura! Ogni giorno un giornale pornografico di pi\u00f9, ogni giorno una maggior oscenit\u00e0 che viene ostentata in tutte le edicole, in tutte le strade, in tutte le piazze di tutte le citt\u00e0, niente e nessuno rispettando o risparmiando. Siamo giunti a tal punto che non sembra si possa pi\u00f9 porvi rimedio. Di qui l\u2019urgenza e l\u2019importanza della legge test\u00e9 discussa, che doveva avere migliore fortuna e che non ha liberato il mio animo da molta perplessit\u00e0 e da molta inquietudine. Credete invero, onorevoli colleghi, che per salvare una situazione tanto incresciosa, come del resto tante altre analoghe, sia sufficiente formulare delle leggi? Credete che sia proprio questo l\u2019elemento risolutivo ed essenziale del problema di cui trattiamo o non invece l\u2019applicazione concreta e costante delle leggi stesse? Credete che valga il numero? Non pare. In Italia, come in Francia, vi \u00e8 abbondanza di norme, ma troppo spesso vengono dimenticate, non contrastando cos\u00ec ma aggravando il male chiamate a riparare. Anche per la stampa immorale non \u00e8 chi non veda che si ripete la stessa cosa. Le leggi si aggiungono alle leggi, ma la loro applicazione \u00e8 tanto tarda e tanto rara che hanno perduto qualsiasi efficienza; se l\u2019articolo 528 del Codice penale e le altre disposizioni che regolano la medesima materia non fossero restate \u00ablettera morta\u00bb, non saremmo giunti al punto oggi lamentato.<\/p><p>L\u2019articolo che ho ricordato se \u00e8 vero che \u00e8 inserito in un Codice fascista \u00e8 altrettanto vero per\u00f2 che richiama una saggia norma zanardelliana che prevede e punisce per l\u2019appunto la stampa oscena, ma assai raramente vi si fa appello, anche da chi pure lo dovrebbe per ragioni del suo ufficio, giacch\u00e9 il reato in esso articolo contemplato \u00e8 d\u2019azione pubblica e non richiede pertanto sollecitazione alcuna. \u00c8 una indifferenza deplorevole.<\/p><p>Non v\u2019\u00e8 forse palazzo di questura in Italia, non v\u2019\u00e8 forse palazzo di giustizia che davanti alla porta o nei pressi non abbia un\u2019edicola con la esposizione ben visibile ed abbondante di giornali osceni e di turpi riviste, ma l\u2019azione, obbligatoriamente repressiva per dovere e per legge, quasi mai giunge e provvede.<\/p><p>Occorrono restrizioni pi\u00f9 adatte e severe; questo \u00e8 pacifico, ma intanto necessita a parer mio il richiamo a quelle esistenti ed imporre il loro rispetto e punire chi le viola \u2013 senza riguardo \u2013 con sentenze di condanna esemplari. La magistratura \u00e8 e deve restare indipendente, oggi ancora di pi\u00f9 in regime democratico, non cedere n\u00e9 a lusinghe n\u00e9 a minacce, ma non \u00e8 detto per questo che non possa e non debba aderire alla realt\u00e0 viva del Paese e, come nel caso in esame, rispondere alle sue imprescindibili esigenze di ordine morale.<\/p><p>Cessino una volta tanto anche le diverse e contrastanti decisioni in materia. La scienza e l\u2019arte non debbono servire di copertura ai trasgressori della legge, n\u00e9 l\u2019una n\u00e9 l\u2019altra possono confondersi con l\u2019oscenit\u00e0, le differenzia una netta demarcazione che non pu\u00f2 sfuggire ad uomini d\u2019intelletto e di sensibilit\u00e0 quali sono i giudici italiani.<\/p><p>Onorevoli colleghi, vi \u00e8 anche un\u2019altra legge, quella del 31 maggio 1946, ma uguale \u00e8 la sorte, dimenticanza ed irrisione. Se avessimo al riguardo dati statistici sono sicuro che sarebbero quasi o completamente negativi. Eppure quanta propaganda contro la procreazione si va impunemente facendo! Quante pubblicazioni maliziosamente truccate con pseudo rivestimento scientifico si vanno diffondendo! E quanto grave il danno! Anche sotto questo particolare profilo occorre che la legge alla quale mi riferisco abbia la sua attuazione effettiva. Anche qui nessun preconcetto, nessun timore di nostalgici ritorni fascisti; per noi la procreazione \u00e8 solo l\u2019obbedienza ad un comandamento umano e divino cui \u00e8 colpa sottrarsi; noi vogliamo oggi dei figli non per dare loro domani dei moschetti e farne dei soldati di ventura ma per dar loro dei libri sani ed onesti e farne dei buoni cittadini come al tempo del \u00abCuore\u00bb che consent\u00ec alla nostra lontana giovinezza di arrivare a Vittorio Veneto, nel cui splendore vivremmo ancora se quel libro si fosse continuato a leggere dalle altre generazioni. Questa \u00e8 la penosa situazione in rapporto alla stampa oscena e scandalistica in Italia. Onorevole Andreotti, si faccia s\u00ec che il Governo tuteli e difenda appieno la libert\u00e0 della stampa degna di tale nome, ma con altrettanto vigore e rigore reprima quella che tale nome offende e deturpa con la sua immoralit\u00e0.<\/p><p>Osservate e rammentate. Se un povero uomo costretto dalle sua miseria ruba un pezzo di pane, tutti si levano contro di lui e lo mandano in galera. Contro i sovvertitori dell\u2019ordine morale che bruciano la carne e rubano l\u2019anima dei nostri figlioli nessuno si muove. Siano anch\u2019essi perseguiti e puniti e, se indulgenza vi ha da essere, sia per chi ruba per fame di pane non per gli altri: \u00e8 un\u2019altra ignobile fame di danaro e di male, e non sono mai sazi. (<em>Applausi al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Pongo in votazione l\u2019ordine del giorno presentato dall\u2019onorevole Guerrieri, di cui do nuovamente lettura:<\/p><p>\u00abL\u2019Assemblea Costituente, constatato il continuo crescente divulgarsi della stampa oscena e scandalistica nelle varie sue forme e manifestazioni e il conseguente inseparabile danno alla saldezza morale del Paese e in modo particolare della giovent\u00f9, invita il Governo ad una rigorosa applicazione delle norme in merito vigenti\u00bb.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Invito ora la Commissione a riunirsi e a riferire nel pi\u00f9 breve termine sulla proposta pervenuta alla Commissione stessa, che l\u2019onorevole Scoccimarro ha dichiarato di fare sua.<\/p><p>Sull\u2019esame dei progetti per l\u2019emblema della Repubblica.<\/p><p>PRESIDENTE. Frattanto, mentre i nostri colleghi della Commissione assolveranno questo compito, vorrei interrogare brevemente l\u2019Assemblea su un\u2019altra questione che non \u00e8 all\u2019ordine del giorno, ma su cui dovremo prendere qualche decisione. Si tratta della scelta dell\u2019emblema della Repubblica.<\/p><p>Con il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 27 ottobre 1946, in esecuzione del decreto legislativo presidenziale 29 giugno 1946, n. 1, che autorizza la nomina di una Commissione per lo studio dell\u2019emblema della Repubblica, \u00e8 stata istituita una Commissione incaricata appunto di \u00abstudiare l\u2019emblema della Repubblica e di presentare i risultati dell\u2019opera sua alla Presidenza del Consiglio, che li sottoporr\u00e0 all\u2019Assemblea Costituente\u00bb.<\/p><p>La Commissione fu insediata, indisse un concorso, ricevette molti disegni e progetti e procedette ad una scelta di quelli pi\u00f9 degni di considerazione. Questi disegni si trovano attualmente esposti in una sala nella sede dell\u2019Assemblea. (<em>Commenti prolungati<\/em>)<em>.<\/em> Mi compiaccio della sensibilit\u00e0 artistica della maggioranza dei membri dell\u2019Assemblea, ma mi permetto concludere questa breve relazione. Dicevo dunque che i disegni sono stati esposti in una sala nella quale ogni collega ha avuto certo occasione di passare molte volte; e molti si saranno chiesta la ragione di quella insolita esposizione. La ragione \u00e8 appunto quella che l\u2019Assemblea deve esaminare la questione dell\u2019emblema della Repubblica; deve farlo, considerando anche i disegni esposti, che nulla vieta di non accettare in blocco.<\/p><p>Qualunque sia la decisione cui l\u2019Assemblea perverr\u00e0, occorre seguire la normale procedura, cominciando col nominare una Commissione che, esaminati la questione e i disegni esposti, sottoponga all\u2019Assemblea proposte concrete.<\/p><p>ANDREOTTI, <em>Sottosegretario di Stato per la Presidenza del Consiglio.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>ANDREOTTI, <em>Sottosegretario di Stato per la Presidenza del Consiglio.<\/em> Il bozzetto premiato dall\u2019apposita Commissione presieduta dall\u2019onorevole Bonomi \u00e8 stato presentato alla Costituente, ma senza la convinzione da parte del Governo che fosse tale da poter essere poi prescelto come stemma della Repubblica.<\/p><p>Certamente fu il migliore di quelli presentati alla Commissione. Si tratta ora di vedere se questo giudizio relativo pu\u00f2 essere preso a base per una scelta. Poich\u00e9 ad opera degli uffici della Presidenza del Consiglio sono stati fatti eseguire, ma senza la procedura di un concorso, nuovi bozzetti da parte di artisti ed anche da parte di persone molto modeste del Poligrafico dello Stato, tali bozzetti, non privi di valore artistico, potrebbero essere sottoposti alla considerazione dell\u2019Assemblea insieme con quello premiato dalla Commissione. Se l\u2019onorevole Presidente crede, all\u2019in\u2013 fuori di qualunque particolare procedura, noi potremmo domani sottoporre all\u2019Assemblea Costituente tutti questi nuovi bozzetti, affinch\u00e9 possa procedersi ad una scelta.<\/p><p>PRESIDENTE. Credo che possiamo senza altro accettare la proposta dell\u2019onorevole Andreotti, e cio\u00e8 di sottoporre al giudizio della Commissione \u2013 che provvederemo subito ad eleggere \u2013 anche i bozzetti presentati all\u2019infuori dei termini regolamentari stabiliti nel concorso.<\/p><p>BUBBIO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>BUBBIO. In materia d\u2019arte sono profano, ma siccome qualche cosa posso anche comprendere, esprimo il mio avviso. Di fronte alla proposta di esaminare altri progetti, una Commissione non pu\u00f2 onestamente discutere di concorso e di aggiunta al concorso stesso. \u00c8 un problema che apparentemente ha poca importanza, ma simbolicamente ne ha molta. Decidere negli ultimi giorni su questo argomento mi pare, non dico eccedere i nostri compiti, ma fare una cosa troppo sollecita e poco seria. Quindi, domando che si rinvii questa materia alle future assemblee legislative. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>RUSSO PEREZ. Non potrebbe rimanere la bandiera come era?<\/p><p>ANDREOTTI, <em>Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio.<\/em> Non parliamo di bandiera: si tratta dello stemma dello Stato.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Bubbio, nessun danno si potr\u00e0 avere dal fatto della presa di conoscenza o di visione di questi disegni. Rester\u00e0 sempre aperta la via di declinare il compito della scelta immediata e di invitare il Governo a provvedere altrimenti, con la collaborazione del futuro Parlamento. Vi \u00e8 ora la questione se la Commissione deve essere eletta dall\u2019Assemblea oppure nominata dalla Presidenza.<\/p><p><em>Voci.<\/em> Dalla Presidenza.<\/p><p>PRESIDENTE. Se non vi sono osservazioni, rimane allora inteso che la Presidenza nominer\u00e0 la Commissione.<\/p><p>(<em>Cos\u00ec rimane stabilito<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Pregher\u00f2 i colleghi che chiamer\u00f2 a questo incarico artistico di volervi provvedere con una certa sollecitudine. D\u2019altra parte, poich\u00e9 i bozzetti residuati del primitivo concorso sono pochissimi e suppongo che i nuovi non siano numerosi, il lavoro della scelta non sar\u00e0 lungo. Sospendiamo ora la seduta fino alle 18.30, nella speranza che la Commissione, che ha preso in esame l\u2019ultimo emendamento al progetto di legge sulla stampa, ci porti le sue decisioni.<\/p><p>(<em>La seduta, sospesa alle 18.10, \u00e8 ripresa alle 18.35<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Comunico all\u2019Assemblea i nomi dei componenti la Commissione incaricata di esaminare i disegni dell\u2019emblema della Repubblica italiana: Maffi, Lussu, Guidi Cingolani Angela, Cevolotto, Giannini, Condorelli, Pieri, Mazzoni, Conti, Candela e Russo Perez.<\/p><p>Si riprende la discussione del disegno di legge:<\/p><p>Disposizioni sulla stampa. (15).<\/p><p>PRESIDENTE. Prego l\u2019onorevole Cevolotto di voler riferire sulle conclusioni della Commissione circa la proposta dell\u2019onorevole Scoccimarro.<\/p><p>CEVOLOTTO, <em>Relatore.<\/em> La prego di voler dare la facolt\u00e0 di parlare all\u2019onorevole Scoccimarro, che credo non insista sul suo emendamento.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Scoccimarro ha facolt\u00e0 di parlare.<\/p><p>SCOCCIMARRO. In seno alla Commissione l\u2019onorevole Perassi ha sollevato l\u2019obiezione che l\u2019articolo di legge da proporre per sodisfare la richiesta pervenuta alla Commissione sarebbe incostituzionale, perch\u00e9 in contrasto con una norma precisa della Costituzione. Dopo questa constatazione, non potevo fare altro che ritirare la proposta avanzata. La Costituzione esiste e dobbiamo rispettarla.<\/p><p>Tuttavia, io ho esposto alla Commissione le ragioni che mi avevano indotto a fare mia quella proposta, per cui, una volta posta la questione in Assemblea, questa non poteva rifiutare di prenderla in considerazione.<\/p><p>In taluni casi di procedimento per profitti di regime, in relazione a propriet\u00e0 di giornali, vi sono particolari situazioni sulle quali prego la Commissione di richiamare l\u2019attenzione del Ministro delle finanze, di richiedere tutte le informazioni in merito e di riferire poi all\u2019Assemblea, prima della votazione a scrutinio segreto del disegno di legge.<\/p><p>CEVOLOTTO, <em>Relatore.<\/em> La Commissione assumer\u00e0 queste informazioni e riferir\u00e0 all\u2019Assemblea.<\/p><p>COPPI. Come possiamo subordinare la votazione alle informazioni? (<em>Approvazioni al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>MATTARELLA. Chiedo di parlare.<\/p><p>RESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MATTARELLA. L\u2019onorevole Scoccimarro ha accennato a una eccezione di incostituzionalit\u00e0 dell\u2019emendamento che egli aveva proposto, facendo sua la proposta del profugo di Pola. Ora non credo che l\u2019incostituzionalit\u00e0 o meno della norma possa essere influenzata dalla qualunque risposta che pu\u00f2 venire dal Ministero delle finanze. O \u00e8 incostituzionale, o non lo \u00e8. E, se siamo d\u2019accordo che costituirebbe una limitazione non ammessa dalla Costituzione, tanto che per l\u2019elettorato passivo ed attivo abbiamo dovuto far ricorso a una disposizione transitoria, credo che potremmo chiudere stasera la discussione sulla legge e procedere, quando sar\u00e0 opportuno, magari domani, alla sua votazione, senza attendere i risultati della proposta indagine, che non pu\u00f2 essere pertinente ai fini della legge.<\/p><p>FUSCHINI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>FUSCHINI. Ritengo che l\u2019onorevole Scoccimarro possa presentare un\u2019interrogazione con richiesta di risposta scritta al Ministro delle finanze.<\/p><p>CEVOLOTTO, <em>Relatore.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CEVOLOTTO, <em>Relatore.<\/em> La Commissione \u00e8 a disposizione dell\u2019Assemblea: quel che l\u2019Assemblea le chieder\u00e0 di fare essa far\u00e0.<\/p><p>PRESIDENTE. Dato che l\u2019onorevole Scoccimarro ha dichiarato di ritirare la proposta formulata come emendamento, le ulteriori questioni sono al di fuori del disegno di legge e delle votazioni relative. Pu\u00f2 pertanto considerarsi chiusa la discussione del disegno di legge che reca disposizioni sulla stampa, che sar\u00e0 votato a scrutinio segreto nel suo complesso all\u2019inizio della seduta pomeridiana di domani.<\/p><p>Interrogazioni.<\/p><p>PRESIDENTE. Si dia lettura delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.<\/p><p>RICCIO, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro della pubblica istruzione, per conoscere le ragioni per cui non si \u00e8 creduto mettere in atto il progetto gi\u00e0 approvato il 18 giugno 1938, in merito alla ricostruzione della scala di accesso alla monumentale Cattedrale di Foggia.<\/p><p>\u00abSe ritiene che il ritorno alla ricostruzione di uno scalone demolito non suoni offesa all\u2019arte, alla conservazione dei nostri monumenti ed al senso artistico di una popolazione, gelosa delle sue tradizioni. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abMiccolis\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro della pubblica istruzione, circa il motivo, per cui non furono trasmesse, fin dal principio dell\u2019anno scolastico, e non sono state impartite a tutt\u2019oggi ai capi d\u2019Istituto chiare disposizioni intorno ai programmi per gli esami di maturit\u00e0 e d\u2019abilitazione delle sessioni 1947-48, in modo che i candidati conoscano se dovranno essere esaminati nelle materie dell\u2019ultimo anno di studio o anche nelle materie degli anni precedenti o in una parte di esse, e in modo che gli insegnanti possano conformare tempestivamente la loro attivit\u00e0 didattica alle disposizioni medesime. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abBartalini\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro della pubblica istruzione, sulle manchevolezze dei programmi per l\u2019insegnamento della storia contemporanea nelle scuole della Repubblica e precisamente sull\u2019urgente opportunit\u00e0 di sostituire, anche per l\u2019anno scolastico in corso, quelli ancora in vigore, impartiti dalla cosiddetta Commissione alleata, nei quali si contengono ridicole disposizioni, come le seguenti, che valgono soltanto a disorientare gli insegnanti pi\u00f9 volonterosi: \u00abRipresa di coscienza generale dei fondamentali problemi umani nel corso della storia e presa di coscienza dei pi\u00f9 gravi problemi ancora insoluti e delle nuove aspirazioni di collaborazione sociale e internazionale\u00bb. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abBartalini\u00bb.<\/p><p>\u00abI sottoscritti chiedono di interrogare il Ministro dell\u2019interno, per sapere per quali vie intenda riconoscere ai profughi giuliani il diritto di voto nelle localit\u00e0 dove risiedono. (<em>Gli interroganti chiedono la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abCalosso, Vigorelli\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro della pubblica istruzione, per conoscere che cosa intende fare il Governo per assicurare la diffusione degli alberghi per la giovent\u00f9, al fine di suscitare il turismo giovanile e scolastico, giacch\u00e9 \u00e8 palese che il ritardo frapposto al riconoscimento giuridico dell\u2019Associazione italiana alberghi per la giovent\u00f9 ed al conseguente finanziamento di essa, gi\u00e0 ora compromettono l\u2019iniziativa; e quale \u00e8 il programma governativo per l\u2019idoneo appoggio morale e finanziario presente e futuro di questo organismo, al fine di garantirne la funzionalit\u00e0 al di fuori delle influenze politiche, e per evitare che in questo campo perduri l\u2019assoluta inferiorit\u00e0 dell\u2019Italia nei rapporti di tutte le Nazioni civili.<\/p><p>\u00abL\u2019interrogante chiede inoltre se la Presidenza del Consiglio non ritenga di dover far dar corso a quanto disposto per la trasformazione in alberghi per la giovent\u00f9 di un certo numero di immobili ex G.I.L. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abCalosso\u00bb.<\/p><p>\u00abI sottoscritti chiedono di interrogare il Presidente del Consiglio dei Ministri e i Ministri di grazia e giustizia e della difesa, per conoscere se non ritengano indispensabile, ai fini di un atto generale di clemenza, che, nell\u2019amnistia per la Costituzione della Repubblica, siano compresi anche i reati militari finora esclusi da amnistia o solo toccati dal condono condizionato e gli altri esclusi da ogni misura di clemenza, come quelli commessi a danno delle forze alleate; reati tutti strettamente derivati dalla situazione politica in cui, a causa del fascismo e della guerra, si \u00e8 trovato il Paese.<\/p><p>\u00abPer conoscere ancora se non sia obbligatoria l\u2019esclusione, da ogni misura di clemenza, dei reati commessi dai criminali di guerra e dai comandanti in guerra. (<em>Gli interroganti chiedono la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abLussu, Pertini. Longo, Nasi, Azzi, Zanardi\u00bb.<\/p><p>\u00abI sottoscritti chiedono di interrogare il Presidente del Consiglio dei Ministri e il Ministro degli affari esteri, per sapere se sono stati informati che numerosi lavoratori italiani emigrati in Francia sono stati espulsi, ed altri sono minacciati di espulsione per aver partecipato agli scioperi che hanno avuto luogo recentemente in quel Paese.<\/p><p>\u00abIn tal caso, premesso che i lavoratori italiani in Francia hanno diritto alla eguaglianza di trattamento economico e di diritti sociali con i lavoratori francesi \u2013 e che pertanto i nostri emigranti hanno il diritto ed il dovere di partecipare agli scioperi decisi dall\u2019organizzazione sindacale francese \u2013 gli interroganti chiedono se il Governo italiano \u00e8 intervenuto presso quello francese per domandare il ritiro delle espulsioni eseguite e la garanzia per i nostri connazionali di non essere sottoposti alla continua minaccia di espulsione. In caso contrario, quali misure intende prendere il Governo per proteggere i lavoratori italiani in Francia.<\/p><p>\u00abSi prega una chiara risposta, dato che in base ad essa le organizzazioni sindacali qualificate dei lavoratori italiani potrebbero essere indotte a rivedere la loro posizione sulla emigrazione italiana in Francia. (<em>Gli interroganti chiedono la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abDi Vittorio, Ravagnan, Fiore\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro del tesoro, per sapere quali provvedimenti intenda prendere onde aumentare l\u2019efficienza e accelerare il lavoro della Commissione medica di Udine per le pensioni di guerra; risultando da autorevoli informazioni che \u2013 contrariamente alle informazioni pervenute al Ministero, e comunicate nella risposta del Sottosegretario di Stato in data 19 dicembre 1947 a precedente interrogazione \u2013 sarebbero oltre 4000 le pratiche in corso presso la detta Commissione. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta, scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abGortani\u00bb.<\/p><p>\u00abI sottoscritti chiedono di interrogare il Ministro dell\u2019agricoltura e delle foreste, per sapere se, in relazione agli accordi con l\u2019organizzazione sindacale nazionale dei lavoratori della terra, abbia disposto le opportune aggiunte all\u2019articolo 4 del decreto legislativo 12 agosto 1947, n. 975, relativo al decreto legislativo 1\u00b0 aprile 1947, n. 273, inerenti la proroga dei contratti agrari di mezzadria e di affitto, nel senso di considerare annata agraria anche quella che abbia inizio fra il 1\u00b0 gennaio ed il 1\u00b0 marzo, e che la proroga sia estensibile anche ai contratti di mezzadria, conformemente all\u2019articolo 1 della legge 1\u00b0 aprile 1947, n. 273.<\/p><p>\u00abPer sapere inoltre in quale considerazione il Ministro abbia tenuto la lettera del prefetto di Pistoia, in data 7 novembre 1947, n. 951, nella quale era fedelmente riprodotta la situazione che si era venuta a creare nella provincia di Pistoia, in seguito alle disdette ed all\u2019atteggiamento della magistratura locale. (<em>Gli interroganti chiedono la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abMaltagliati, Bardini\u00bb.<\/p><p>\u00abI sottoscritti chiedono di interrogare i Ministri del lavoro, dell\u2019interno, delle finanze e del tesoro, per conoscere come intendono tutelare gli interessi delle categorie dei professionisti e artisti.<\/p><p>\u00abAl riguardo gli interroganti fanno presente che l\u2019Ente che ha la legale rappresentanza e la tutela delle suddette categorie \u00e8 la Confederazione generale italiana dei liberi professionisti e artisti (C.G.I.L.P.A.), la quale deve perci\u00f2 essere considerata come l\u2019unico soggetto avente diritto alla successione della disciolta Confederazione fascista professionisti e artisti.<\/p><p>\u00abLa situazione impone urgentemente l\u2019intervento del Governo perch\u00e9 siano evitati ulteriori atti, da parte dei Commissari liquidatori, lesivi del patrimonio e degli interessi delle categorie e perch\u00e9 siano adottate le provvidenze necessarie affinch\u00e9 la tutela degli interessi medesimi sia affidata a chi ne ha la legale rappresentanza. (<em>Gli interroganti chiedono la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abReale Vito, Bozzi\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro della pubblica istruzione, per sapere \u2013 date le precarie condizioni di gran parte delle opere di pittura del nostro patrimonio artistico, e date anche le insistenti voci su gravi danni che sarebbero stati arrecati da restauratori inesperti \u2013 se l\u2019Istituto centrale del restauro abbia effettivamente risposto alle precise finalit\u00e0 per le quali fu creato, e cio\u00e8, esecuzione e controllo del restauro, studio dei mezzi tecnici per la migliore conservazione delle opere, scuola del restauro.<\/p><p>\u00abSi chiede, inoltre, se il rendimento dell\u2019Istituto giustifica la vasta attrezzatura tecnica e l\u2019onere finanziario che comporta. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abDi Fausto\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro dell\u2019interno, per sapere se intenda o meno disporre inchiesta a carico dell\u2019Amministrazione civica del comune di Ariano Irpino (Avellino), in relazione alla gestione della quale l\u2019interrogante ebbe a presentare formale specifica denunzia nelle mani del Sottosegretario di Stato onorevole Marazza.<\/p><p>\u00abIl bilancio del Comune predetto ha un <em>deficit<\/em> di 18 milioni e risulta intanto che il sindaco in carica ha fatto passare gran parte delle entrate attraverso l\u2019economato, sottraendole ai controlli di legge, per cui l\u2019economato ha amministrato ed amministra milioni, mentre altre entrate di ingente valore il sindaco stesso ha riscosso direttamente, rendendosi contabile di fatto.<\/p><p>\u00abRisulta, inoltre, che la detta Amministrazione ha erogato milioni in pretesi lavori pubblici comunali senza previe deliberazioni, senza piani tecnici, senza appalti o licitazioni comunque intese, per cui il denaro pubblico \u00e8 stato sostanzialmente malversato.<\/p><p>\u00abInoltre l\u2019Amministrazione suddetta ha conceduto per 10 anni gratis ad una ditta di favore l\u2019unico cinema-teatro del comune di Ariano, per effetto di che, mentre privati speculatori hanno intascato ed intascano milioni, il comune di Ariano non riscuote un centesimo.<\/p><p>\u00abL\u2019Amministrazione ha anche tentato delle truffe a danno dello Stato, facendo apparire pretesi danni di guerra ad un campo sportivo per favorire una societ\u00e0 privata di sfruttamento del campo stesso, della quale societ\u00e0 fa parte l\u2019istesso sindaco avvocato Franza per la interposta persona dei fratelli Francescopaolo e Giovanni.<\/p><p>\u00abHa assunto personale in estrema esuberanza, creando rami di servizio fittizi, come per la Villa comunale, per la quale, pur costituita da appena pochi metri quadrati di terreno, il Comune spende un milione all\u2019anno per personale.<\/p><p>\u00abAltri elementi gravissimi di malversazione, di interessi privati in atti di ufficio, sono stati elencati negli esposti relativi.<\/p><p>\u00abSi \u00e8 chiesto pure \u2013 e si insiste \u2013 perch\u00e9 l\u2019inchiesta sia eseguita a mezzo di funzionario del Ministero e non dalla Prefettura di Avellino, per essersi questa addimostrata compiacente verso l\u2019Amministrazione del comune di Ariano, diventando corresponsabile delle sue malefatte. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abVinciguerra\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro della difesa, per sapere:<\/p><p>1\u00b0) se gli consti che quei pochi ufficiali e sottufficiali di complemento, che dopo 1\u20198 settembre, dagli aeroporti del Nord si trasferirono in volo nel Sud con i loro apparecchi, ricostituendo l\u2019Aeronautica italiana e partecipando eroicamente, con quei velivoli e con altri forniti dagli alleati, alla guerra di liberazione, sono stati da vari mesi congedati e vivono oggi, disoccupati, una vita di stenti, di umiliazioni e di inaudita miseria, mentre, nella stessa Aeronautica:<\/p><ol><li><em>a<\/em>) sono stati riammessi, solo perch\u00e9 in servizio permanente effettivo, tutti quegli ufficiali, anche di grado superiore, che dopo quella data si nascosero nei conventi o divennero repubblichini;<\/li><li><em>b<\/em>) sono stati promossi, dal 1\u00b0 ottobre 1945 al 15 aprile 1947, numero 41 colonnelli al grado di generale;<\/li><li><em>c<\/em>) sono attualmente in servizio \u2013 nonostante che il Trattato di pace abbia limitato l\u2019efficienza della nostra Aviazione a soli 350 apparecchi \u2013 ben 34 generali (vedi <em>Annuario <\/em>del luglio 1947) tra i quali si trovano, nei pi\u00f9 alti posti di comando e di responsabilit\u00e0, tre che furono squadristi ed altri che guidarono l\u2019aviazione italiana nella guerra di Spagna o che furono capi dell\u2019Aeronautica repubblichina;<\/li><li><em>d<\/em>) che molti ufficiali in servizio permanente effettivo, impiegati nell\u2019Aviazione civile, percepiscono contemporaneamente i loro assegni militari e lo stipendio delle linee aeree civili;<\/li><\/ol><p>2\u00b0) in caso affermativo, se non ritenga giusto oltrech\u00e9 umano, proporre al Consiglio dei Ministri che i predetti ufficiali e sottufficiali di complemento, che meritano la riconoscenza della Patria, ed ai quali esclusivamente si deve la rinascita della nostra Aeronautica, vengano sistemati col passaggio in servizio permanente effettivo per merito di guerra, conservando, come nella marina e nell\u2019esercito, lo stesso grado e la stessa anzianit\u00e0. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abPaolucci\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede di interrogare i Ministri del commercio con l\u2019estero e dell\u2019agricoltura e foreste, per conoscere se sia vero che recentemente sia avvenuta l\u2019importazione dalla Grecia di 12.000 tonnellate di carrube, e nell\u2019affermativa, quali ragioni abbiano indotto ad autorizzarla, malgrado la sovrabbondanza della produzione siciliana.<\/p><p>\u00abPer conoscere altres\u00ec se, anche in rapporto alla crisi attuale nel mercato di tale prodotto, che pregiudica notevolmente l\u2019economia agricola siciliana, non si creda necessario di impedire ulteriori importazioni e di favorire invece una pi\u00f9 larga esportazione. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abGuerrieri Emanuele\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro della pubblica istruzione, per conoscere quando sar\u00e0 indetto il concorso per cattedre di istituti d\u2019istruzione media a favore delle categorie (da anni in attesa di sistemazione e finora completamente trascurate) previste dall\u2019articolo 17 del decreto legislativo 21 aprile 1947, n. 343, tenuto pure presente che, anche a mezzo della radio, tempo addietro, l\u2019onorevole Ministro della pubblica istruzione ebbe a dichiarare che si sarebbe provveduto per la emissione del bando di tale concorso. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abPera\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro dei trasporti, per conoscere le ragioni per le quali da oltre cinquanta giorni una coppia di littorine si muove inutilmente sul percorso Benevento-Campobasso senza far servizio di viaggiatori, sottraendo cos\u00ec, per carbone, nafta e personale, oltre cinquantamila lire al giorno al bilancio dello Stato. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abColitto\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro di grazia e giustizia, per conoscere le ragioni, per le quali non ancora \u00e8 stata concessa agli agenti di custodia l\u2019indennit\u00e0 di alloggio, che \u00e8, invece, concessa agli agenti di pubblica sicurezza ed ai carabinieri. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abColitto\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro dei trasporti, per conoscere se, giusta le promesse gi\u00e0 fatte, per evitare lunghe ed inutili soste ai viaggiatori, non sia ancora possibile far coincidere a Falconara i treni rapidi Roma-Ancona con treni diretti verso l\u2019Alta Italia. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abFilippini\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro dei trasporti, per sapere le ragioni per le quali ancora non \u00e8 stato ripristinato il servizio cumulativo nel trasporto merci da e per la Sardegna.<\/p><p>\u00abTale mancato ripristino \u00e8 causa di gravi danni al commercio, sia per i ritardi che derivano nelle spedizioni, sia per la maggior spesa cui vanno incontro gli speditori con ripercussioni sul costo delle merci alla produzione e al consumo, sia per la mancata garanzia dei rischi derivanti da furti, divenuti in tal modo pi\u00f9 frequenti, e sia per il mancato coordinamento tra il servizio ferroviario e quello marittimo, che molto spessa agisce con eccessiva autonomia e con scarsa cura degli interessi dei privati, specie nelle operazioni di carico e scarico. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abMannironi\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro dell\u2019interno, per conoscere la ragione per cui, contrariamente ai pareri delle autorit\u00e0 prefettizie, sono state nuovamente sospese le elezioni amministrative nel comune di Civita d\u2019Antino (Aquila), a cui viene sistematicamente preclusa la possibilit\u00e0 di darsi una amministrazione democratica.<\/p><p>\u00abQuesta quarta (!) sospensione delle elezioni, comunicata negli ultimi giorni di una campagna elettorale, che ha inevitabilmente esaltato gli animi e acuito i contrasti, pregiudica gravemente il prestigio e la seriet\u00e0 del Governo. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abFabriani\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Le interrogazioni test\u00e9 lette saranno trasmesse ai Ministri competenti, per la risposta scritta.<\/p><p>La seduta termina alle 18.40.<\/p><p>Ordine del giorno per la seduta di domani.<\/p><p>Alle ore 10:<\/p><p><em>Discussione del disegno di legge:<\/em><\/p><p>Norme per l\u2019elezione del Senato della Repubblica.<\/p><p>Alle ore 16:<\/p><ol><li>\u2013 <em>Votazione a scrutinio segreto del disegno di legge:<\/em><\/li><\/ol><p>Disposizioni sulla stampa.<\/p><ol start=\"2\"><li>\u2013<em> Seguito della discussione del disegno di legge<\/em>:<\/li><\/ol><p>Norme per l\u2019elezione del Senato della Repubblica.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Versione PDF ASSEMBLEA COSTITUENTE CCCLIV. SEDUTA DI LUNED\u00cc 19 GENNAIO 1948 PRESIDENZA DEL PRESIDENTE TERRACINI INDICE Congedi: Presidente Comunicazione del Presidente: Presidente Disegno di legge (Seguito della discussione): Disposizioni sulla stampa (15) Presidente Andreotti, Sottosegretario di Stato per la Presidenza del Consiglio Treves Cianca Cevolotto, Relatore Uberti Mattarella Russo Perez Gullo Fausto Domined\u00f2 Gullo Rocco [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_relevanssi_hide_post":"","_relevanssi_hide_content":"","_relevanssi_pin_for_all":"","_relevanssi_pin_keywords":"","_relevanssi_unpin_keywords":"","_relevanssi_related_keywords":"","_relevanssi_related_include_ids":"","_relevanssi_related_exclude_ids":"","_relevanssi_related_no_append":"","_relevanssi_related_not_related":"","_relevanssi_related_posts":"2517,2515,2513,2529,2542,2544","_relevanssi_noindex_reason":"","_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[64,7],"tags":[],"post_folder":[63],"class_list":["post-2507","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-1948-01","category-assemblea"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2507","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2507"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2507\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6103,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2507\/revisions\/6103"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2507"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2507"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2507"},{"taxonomy":"post_folder","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fpost_folder&post=2507"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}