{"id":2499,"date":"2023-09-17T21:33:51","date_gmt":"2023-09-17T19:33:51","guid":{"rendered":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=2499"},"modified":"2023-10-21T00:56:39","modified_gmt":"2023-10-20T22:56:39","slug":"mercoledi-14-gennaio-1948","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=2499","title":{"rendered":"MERCOLED\u00cc 14 GENNAIO 1948"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"2499\" class=\"elementor elementor-2499\" data-elementor-post-type=\"post\">\n\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-a5901ef elementor-section-full_width elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"a5901ef\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-040a0c9\" data-id=\"040a0c9\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-d11004e elementor-align-right elementor-widget elementor-widget-button\" data-id=\"d11004e\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"button.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-button-wrapper\">\n\t\t\t\t\t<a class=\"elementor-button elementor-button-link elementor-size-sm\" href=\"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/19480114_1.pdf\" target=\"_blank\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-content-wrapper\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-icon\">\n\t\t\t\t<i aria-hidden=\"true\" class=\"icon icon-view\"><\/i>\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-text\">Versione PDF<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-5fe5d71 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"5fe5d71\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p>ASSEMBLEA COSTITUENTE<\/p><p>CCCL.<\/p><p>SEDUTA DI MERCOLED\u00cc 14 GENNAIO 1948<\/p><p>PRESIDENZA DEL PRESIDENTE <strong>TERRACINI<\/strong><\/p><p>indi<\/p><p>DEL VICEPRESIDENTE <strong>CONTI<\/strong><\/p><p><strong>INDICE<\/strong><\/p><p><strong>Per l\u2019eccidio di Mogadiscio:<\/strong><\/p><p>Fuschini<\/p><p>Mazzoni<\/p><p>Mastino Pietro<\/p><p>Bellavista<\/p><p>Cappa, <em>Ministro della marina mercantile<\/em><\/p><p>Presidente<\/p><p><strong>Comunicazione del Presidente:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p><strong>Disegno di legge<\/strong> (<em>Seguito della discussione<\/em>)<strong>:<\/strong><\/p><p>Disposizioni sulla stampa (15)<\/p><p>Presidente<\/p><p>Cianca<\/p><p>Cappa, <em>Ministro della marina mercantile<\/em><\/p><p>Cevolotto, <em>Relatore<\/em><\/p><p>Moro<\/p><p>Scoccimarro<\/p><p>Schiavetti<\/p><p>Gronchi<\/p><p>Nasi<\/p><p>Manzini<\/p><p>Bettiol<\/p><p>Andreotti, <em>Sottosegretario di Stato per la Presidenza del Consiglio<\/em><\/p><p>Caronia<\/p><p>Colitto<\/p><p>Crispo<\/p><p>Molinelli<\/p><p>Perassi<\/p><p>Fabbri<\/p><p>Uberti<\/p><p>Domined\u00f2<\/p><p>Targetti<\/p><p>Guerrieri Fiilippo<\/p><p>Treves<\/p><p>La seduta comincia alle 16.10.<\/p><p>MAZZA, <em>ff. Segretario<\/em>, legge il processo verbale della seduta precedente.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Per l\u2019eccidio di Mogadiscio.<\/p><p>BELLAVISTA. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>BELLAVISTA. Onorevole Presidente, onorevoli colleghi, ieri l\u2019altro a Mogadiscio, presente la Commissione di inchiesta sulle nostre Colonie nominata dall\u2019O.N.U., una folla di somali, aderente non so bene a quale fronte, o a quale schieramento, ma decisamente ostile ed ingrata al beneficio apportato dall\u2019Italia pre-fascista, la buona, vecchia Italia democratica, in quel lontano lembo di Africa, ha effettuato un <em>pogrom<\/em> nei confronti degli italiani, dei quali 42 sono morti e 39 sono rimasti feriti.<\/p><p>Io non so chi sia l\u2019ispiratore o quali siano gli ispiratori di queste barbare zagaglie, che hanno ripetuto su gente nostra, a quanto pare non sufficientemente difesa da chi ne aveva l\u2019obbligo e il dovere, uno scempio che non pu\u00f2 non riscuotere la disapprovazione e la rampogna di tutto il mondo civile. Specialmente perch\u00e9 era sul luogo una Commissione di inchiesta, dovevano tacere i rancori e le manifestazioni cos\u00ec selvagge come quelle che sono invece esplose.<\/p><p>Non \u00e8 per riecheggiare la frase di un nostro poeta, ma il sangue giovanile di Abba-Garima non era ancora asciutto su quelle terre lontane, che nuovo sangue \u00e8 sgorgato dalle opre furtive degli inspiratori ai danni di questa nostra grande proletaria, che ha avuto il grande torto di aver beneficato e bonificato quelle lontane selvagge regioni.<\/p><p>I 42 morti per\u00f2 \u2013 si sgannino i mandanti e gli ispiratori! \u2013 sono testimonianza perenne della nostra esistenza laggi\u00f9.<\/p><p>Con un colpo di spada \u2013 lo stesso Poeta ammonisce \u2013 o di coltello, non si uccide, n\u00e9 si fa indietreggiare la storia!<\/p><p>\u00c8 legittimo e giusto che in questa Assemblea, dai rappresentanti del popolo italiano, si elevi fiera e decisa la protesta, non soltanto contro il barbaro insensato, ma contro chi ha incoraggiato il folle ed incivile gesto omicida! (<em>Applausi generali<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>CAPPA, <em>Ministro della marina mercantile. <\/em>Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CAPPA, <em>Ministro della marina mercantile.<\/em> Il Governo si associa alle parole di deplorazione e di protesta dell\u2019onorevole Bellavista.<\/p><p>Il Governo sta ricercando informazioni e non mancher\u00e0 di far presente all\u2019estero la fiera protesta del nostro popolo per i connazionali caduti vittime in quella terra di Somalia che \u00e8 stata resa civile ed attiva dal sangue di generazioni di italiani. Non mancher\u00e0 di far presente la protesta dell\u2019Assemblea per gli atti di terrore di cui sono stati vittime i nostri connazionali. (<em>Vivi applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. (<em>Si leva in piedi e con lui l\u2019Assemblea<\/em>)<em>.<\/em> \u00c8 con dolore e con sdegno che abbiamo appreso la notizia dell\u2019eccidio di nostri connazionali, che sono stati sorpresi lontano dalla Patria e forse lontano dai loro familiari, in un momento nel quale un gesto che pareva orientato a ridare serenit\u00e0 a quelle terre aveva in loro probabilmente acceso nuove speranze che, negli anni passati, si erano frequentemente oscurate.<\/p><p>\u00c8 veramente un triste commento alle parole tante volte conclamate di libert\u00e0 e di indipendenza dei popoli questo azzuffarsi di Stati gi\u00e0 saturi di dominio e di potenza, intorno a terre che, fatte gi\u00e0 fiorenti da un pacifico lavoro, potrebbero, se mai, dalla triste sorte di una guerra essere avviate non gi\u00e0 verso un nuovo dominio od una nuova oppressione, ma a vita pacifica nella fraterna solidariet\u00e0 con tutti i popoli, primo fra i quali il popolo italiano. (<em>Vivi, generali applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Comunicazione del Presidente.<\/p><p>PRESIDENTE. Comunico che, avendo l\u2019onorevole Camangi rassegnato le dimissioni da componente della Commissione speciale per l\u2019esame del disegno di legge sulla elezione del Senato, ho chiamato a sostituirlo l\u2019onorevole Mazzei.<\/p><p>Seguito della discussione del disegno di legge: Disposizioni sulla stampa. (15)<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019ordine del giorno reca: Seguito della discussione del disegno di legge concernente disposizioni sulla stampa (15).<\/p><p>Ricordo che ieri \u00e8 stata chiusa la discussione generale e che il relatore e il rappresentante del Governo hanno gi\u00e0 espresso il loro parere. L\u2019onorevole Giannini ha presentato il seguente ordine del giorno, che \u00e8 stato gi\u00e0 svolto, e che porta la firma anche dell\u2019onorevole Capua:<\/p><p>\u00abL\u2019Assemblea Costituente, esaminato il progetto di legge sulla stampa, ravvisa l\u2019opportunit\u00e0 di rinviarlo allo studio pi\u00f9 completo ed approfondito della futura Camera dei deputati\u00bb.<\/p><p>Si tratta di una proposta di rinvio, la cui votazione \u00e8, pertanto, pregiudiziale.<\/p><p>CIANCA. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CIANCA. Quando il relatore e presidente della Commissione accenn\u00f2 ieri alla proposta di rinvio e quando alla stessa proposta accenn\u00f2 il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio, l\u2019uno e l\u2019altro dissero che la questione di rinvio era legata e, in un certo senso, subordinata allo stralcio di alcune delle disposizioni pi\u00f9 urgenti del disegno di legge stesso. Ora, io domando alla Presidenza, se il porre in votazione la proposta di rinvio significhi, in qualche misura, compromettere lo stralcio, della cui opportunit\u00e0 tanto il rappresentante della Commissione, quanto il rappresentante del Governo, si dichiararono persuasi.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Cianca, \u00e8 pacifico che, se l\u2019Assemblea vota per il rinvio, essa esprime la sua volont\u00e0 che nulla in questo campo venga fatto e che pertanto la situazione resti immutata. Se si vuole perci\u00f2 lo stralcio, bisogna evidentemente votare contro il rinvio e poi presentare la proposta che si proceda allo stralcio. Sono due momenti distinti.<\/p><p>CAPPA, <em>Ministro della marina mercantile.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CAPPA, <em>Ministro della marina mercantile.<\/em> Onorevoli colleghi, il Governo ha dichiarato gi\u00e0 ieri, per bocca dell\u2019onorevole Sottosegretario Andreotti, che intende rimettersi per questa questione all\u2019Assemblea. La dichiarazione che sto per fare \u00e8 quindi a titolo puramente personale.<\/p><p>A me non sembra, a proposito dell\u2019emendamento presentato dall\u2019onorevole Giannini, che l\u2019Assemblea non sia ancora matura per l\u2019esame e la conseguente decisione relativi a questo disegno di legge. Mi permetto osservare che la legge sulla stampa \u00e8 stata ripetutamente richiesta dalle varie parti politiche del Paese. \u00c8 noto che noi siamo ancora, in materia di stampa, sotto il regime del decreto del 1944, il quale conferiva al Governo la facolt\u00e0 di concedere l\u2019autorizzazione ai giornali.<\/p><p>Noi siamo inoltre ancora sotto il regime di sequestro preveduto dal decreto legge 31 maggio 1946, proposto dall\u2019allora Guardasigilli Togliatti. Ripetutamente \u00e8 stato poi reclamato al Governo che fosse in qualche modo sistemata la materia della stampa ed infatti, nell\u2019estate del 1946, la Presidenza del Consiglio nomin\u00f2 una Commissione di tecnici del giornalismo e di cultori del diritto pubblico, nella quale erano rappresentati uomini delle varie parti politiche del Paese ed anche di questa Assemblea.<\/p><p>Ricordo che la Commissione era esattamente composta, oltre che dal consigliere Zottoli, dall\u2019onorevole professor Ambrosini, dal dottor Arcamone, dal giornalista Azzarita, dall\u2019onorevole Berlinguer, dall\u2019onorevole Calosso, dal professor Gambarella, dal professor Napoletano, dal dottor Olivieri, dal dottor Pannunzio, dal dottor Parrini per gli editori, da Platone Felice, dal dottor Riccardi, dal professor Tosatti, dal dottor Ventura, dall\u2019onorevole Vernocchi, dal dottor Cavazzuti, e dal dottor Lazzara.<\/p><p>Questa Commissione, che io ho avuto l\u2019onore di insediare, ha trattato e studiato largamente la sistemazione nuova della stampa nella Repubblica, ed ha fatto una relazione elaborata e dotta, accompagnata da un progetto, atto a costituire lo schema di un disegno di legge che regolasse l\u2019intera materia.<\/p><p>Con questo progetto l\u2019autorizzazione da parte del Governo era abolita e si proponeva il sistema risultato poi nel disegno di legge presentato a questa Assemblea. Si proponeva una semplice registrazione, a scopo, direi quasi, anagrafico, delle pubblicazioni a stampa.<\/p><p>La Presidenza del Consiglio ha redatto il disegno definitivo, che \u00e8 stato poi approvato dal Consiglio dei Ministri. Per meglio dire, il Consiglio dei Ministri ha deciso di presentare a questa Assemblea il progetto, lasciando liberi i membri del Governo e i vari partiti politici in esso allora rappresentati, di assumere in Assemblea l\u2019atteggiamento che avesse ciascuno ritenuto conveniente ed opportuno.<\/p><p>La redazione del disegno di legge tiene conto della quasi totalit\u00e0 delle proposte della Commissione ministeriale. Le varianti apportatevi sono pi\u00f9 di forma che di sostanza. Questo disegno di legge \u00e8 venuto all\u2019Assemblea su decisione del Consiglio dei Ministri del marzo dell\u2019anno scorso. Gli onorevoli colleghi hanno avuto tutto il tempo necessario per compulsarlo; una Commissione parlamentare lo ha esaminato; e in queste condizioni \u00e8 venuto ora all\u2019Assemblea. Il Governo si richiama alla legge costituzionale e si rimette alla decisione dell\u2019Assemblea. Se l\u2019Assemblea ritiene opportuno di rinviare la discussione, lo faccia. A me sembra per\u00f2 \u2013 e ripeto che esprimo un pensiero personale \u2013 ormai matura la definizione della materia. Anche le questioni di rilievo che sono sorte e che hanno sollevato polemiche e discussioni qui e sulla stampa, si riducono a ben poche: la responsabilit\u00e0 del direttore; gli accertamenti delle fonti finanziarie del giornale; il sequestro; l\u2019obbligo dell\u2019appartenenza del direttore all\u2019albo dei giornalisti. Sono questioni che sono state largamente trattate nella discussione generale e sulle quali si potr\u00e0, ritengo, trovare un punto d\u2019accordo, o per lo meno una piattaforma di decisione.<\/p><p>Mi sembra che abbiamo diversi giorni di tempo innanzi a noi, perch\u00e9 l\u2019Assemblea in questo momento non pu\u00f2 discutere la legge elettorale del Senato, in quanto non \u00e8 ancora approntata; e quindi si potrebbe, a mio modesto parere, condurre in porto questa legge. Comunque, qualora l\u2019Assemblea credesse di non avere il tempo o non volesse portare a compimento l\u2019intera legge, che per me \u00e8 fondamentale al nostro diritto pubblico, perch\u00e9 stabilisce una effettiva libert\u00e0 della stampa, essendo essa a mio giudizio profondamente liberale, mi sembra opportuno stabilire, magari attraverso un parziale stralcio, nell\u2019imminenza della lotta elettorale, il fondamento sostanziale della legge, cio\u00e8 che la stampa non solo \u00e8 libera, ma che per la pubblicazione di giornali basta la registrazione attraverso quelle forme che mi sembra siano state ben equamente e proficuamente stabilite.<\/p><p>Per conto mio ritengo che avremmo anche il tempo di arrivare ad una completa definizione.<\/p><p>CEVOLOTTO, <em>Relatore.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CEVOLOTTO, <em>Relatore.<\/em> La Commissione esprime il suo parere in questo senso: l\u2019ordine del giorno dell\u2019onorevole Giannini dovrebbe essere respinto dall\u2019Assemblea perch\u00e9 \u00e8 assolutamente necessario che cessi il regime autorizzativo dei giornali prima delle elezioni. In questo momento, se il decreto-legge autorizzativo permanesse, noi, nella imminenza delle elezioni, ci troveremmo sulla situazione che chi volesse, per il periodo elettorale, pubblicare un giornale, dovrebbe attendere il permesso del Prefetto.<\/p><p>Ora, pur manifestando la pi\u00f9 ampia convinzione che non ci si varrebbe, da parte del Governo, di questo mezzo per impedire la pubblicazione di nuovi giornali, \u00e8 evidente che l\u2019attuale regime autorizzativo non consente la libert\u00e0 della stampa.<\/p><p>D\u2019altra parte, \u00e8 urgente definire la questione del sequestro prima delle elezioni.<\/p><p>Quindi la Commissione \u00e8 contraria al rinvio della legge alla nuova Camera, mentre non si oppone \u2013 come del resto ha detto nella sua relazione \u2013 che si faccia uno stralcio delle principali disposizioni, e anzi ha gi\u00e0 indicato nella relazione i limiti che, secondo la Commissione, dovrebbero essere dati a questo stralcio.<\/p><p>CIANCA. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CIANCA. Io ho ascoltato le dichiarazioni che a suo nome personale ha fatto l\u2019onorevole Cappa. Non credo che sia il caso di riaprire la discussione per replicare agli argomenti che sono stati addotti dall\u2019onorevole Cappa. Io sono perfettamente d\u2019accordo che conviene risolvere nel pi\u00f9 breve tempo possibile il problema della stampa. L\u2019onorevole Cappa ricorder\u00e0 che io stesso presentai una interrogazione al Governo perch\u00e9 venisse portato davanti all\u2019Assemblea il disegno di legge formulato dalla Commissione competente. Per\u00f2 \u00e8 innegabile che, se noi iniziamo il dibattito di questa legge, ci troveremo di fronte ad alcuni problemi per i quali non sar\u00e0 possibile trovare immediatamente una soluzione che raccolga il consenso della maggioranza dell\u2019Assemblea.<\/p><p>Io sono d\u2019avviso che soprattutto le disposizioni le quali si riferiscono alla propriet\u00e0 dei giornali debbano essere profondamente rivedute. Siamo perfettamente d\u2019accordo che occorre tutelare la libert\u00e0 della stampa, ma siamo anche d\u2019accordo su questo principio: che conviene impedire che dei proprietari di giornali possano pubblicare dei fogli i quali rappresentino tesi politiche contrastanti. \u00c8 assolutamente necessario garantire la libert\u00e0 di stampa nelle sue radici pi\u00f9 reali e profonde. Ecco perch\u00e9 io penso che se noi iniziassimo il dibattito, soprattutto per quel che riguarda il capitolo relativo alla propriet\u00e0 dei giornali, correremmo il rischio di prolungare la discussione, perch\u00e9 \u2013 per esempio \u2013 io mi riservo di presentare vari emendamenti desunti dal progetto di legge francese. Disse ieri l\u2019onorevole Andreotti che noi giudichiamo come punto di partenza quello che in realt\u00e0 \u00e8 un punto di arrivo. Io mi riprometto di presentare degli emendamenti che starebbero in mezzo fra questo punto di arrivo e questo punto di partenza.<\/p><p>Comunque, ripeto, \u00e8 innegabile che la discussione correrebbe il rischio di prolungarsi, ed \u00e8 per questo che, pur avendo insistito affinch\u00e9 il Governo presentasse il progetto di legge dinanzi all\u2019Assemblea, noi non siamo contrari alla proposta di rinvio. Ma concordiamo pienamente con quanto ha detto l\u2019onorevole Cevolotto, vale a dire nell\u2019affermare l\u2019urgente necessit\u00e0 che il regime attuale della stampa venga modificato per quel che riguarda le autorizzazioni e per quel che riguarda la disciplina dei sequestri.<\/p><p>Quindi noi, contrari in principio ad un rinvio di tutta la legge, chiediamo che siano stralciate le disposizioni che si riferiscono agli argomenti di cui ho parlato.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Cianca, se l\u2019Assemblea respinge il rinvio e qualcuno propone lo stralcio, ove questa proposta sia accolta, si esamineranno gli articoli stralciati; se poi fossero respinti e il rinvio e lo stralcio, esamineremo tutto il testo della legge.<\/p><p>Sull\u2019ordine del giorno Giannini \u00e8 stata chiesta la votazione per appello nominale dagli onorevoli Gronchi, Bertone, Uberti, Monticelli, Cremaschi, Micheli, Bubbio, Rivera, Manzini, Moro, Domined\u00f2, Giacchero, Baracco ed altri.<\/p><p>MORO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MORO. Dichiaro che il Gruppo democratico cristiano voter\u00e0 contro la proposta di rinvio, riservandosi di prendere posizione sugli altri problemi, come quello dello stralcio. (<em>Commenti a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>SCOCCIMARRO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE, Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>SCOCCIMARRO. Dichiaro che il Gruppo comunista voter\u00e0 contro il rinvio, accettando per\u00f2 la proposta di stralcio, che \u00e8 stata gi\u00e0 presentata alla Presidenza.<\/p><p>SCHIAVETTI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>SCHIAVETTI. Visto che si \u00e8 d\u2019accordo sul punto espresso dall\u2019onorevole Scoccimarro, pregherei l\u2019onorevole Gronchi di ritirare la proposta di appello nominale che ci farebbe perdere tempo e non servirebbe a niente.<\/p><p>GRONCHI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>GRONCHI. Ritiriamo la richiesta di appello nominale.<\/p><p>PRESIDENTE. Pongo in votazione il seguente ordine del giorno dell\u2019onorevole Giannini:<\/p><p>\u00abL\u2019Assemblea Costituente, esaminato il progetto di legge sulla stampa, ravvisa l\u2019opportunit\u00e0 di rinviarlo allo studio pi\u00f9 completo e pi\u00f9 approfondito della futura Camera dei deputati\u00bb.<\/p><p>(<em>Non \u00e8 approvato<\/em>).<\/p><p>L\u2019onorevole Nasi ha presentato la seguente proposta:<\/p><p>\u00abIl sottoscritto propone che del disegno di legge sulle disposizioni per la stampa siano stralciati e messi in discussione i Titoli I e II e gli articoli 5, 6, 7, 8, 9, 15-<em>bis<\/em>, 38, 40, 41\u00bb.<\/p><p>Prego l\u2019onorevole Cevolotto di esprimere il parere della Commissione su questa proposta.<\/p><p>CEVOLOTTO, <em>Relatore.<\/em> Pregherei l\u2019onorevole Nasi di voler mantenere lo stralcio nei limiti che abbiamo indicato noi come Commissione nell\u2019ultima parte della nostra relazione, cio\u00e8 gli articoli 5, 6, 7, 8, 9, 3, 29, 31, 30, 32, 38, 40, 41 oltre il 28. Questo \u00e8 presso a poco lo schema che aveva proposto nella Commissione dei Settantacinque l\u2019onorevole Conti ed \u00e8 studiato in modo che tutte le disposizioni che sono inerenti alla registrazione ed al sequestro vengano comprese nello stralcio. Naturalmente (questo lo dico subito per tranquillizzare qualunque preoccupazione), ci\u00f2 non comporta un limite assoluto, perch\u00e9 \u00e8 evidente che ciascun deputato ha il diritto o di chiedere in via di emendamento che si aggiunga qualche articolo, o di chiedere che ne venga tolto qualcuno. Ma per fare uno stralcio organico credo si debba prendere come punto di partenza lo stralcio che era stato gi\u00e0 proposto alla Commissione dal Governo, aggiungendovi l\u2019articolo 28. Sembra che questa proposta di stralcio sia pi\u00f9 organica di quella dell\u2019onorevole Nasi e quindi pregherei l\u2019onorevole Nasi di volervi aderire.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Nasi, accetta la proposta del Relatore?<\/p><p>NASI. Non ho nessuna difficolt\u00e0 ad accettare la proposta del Relatore, purch\u00e9 includa l\u2019articolo 15-<em>bis<\/em> e l\u2019articolo 20-<em>bis<\/em> proposto dall\u2019onorevole Treves.<\/p><p>CEVOLOTTO, <em>Relatore.<\/em> L\u2019articolo 15-<em>bis <\/em>si pu\u00f2 includere; l\u2019articolo 20<em>-bis<\/em> si potr\u00e0 esaminare come emendamento.<\/p><p>MANZINI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MANZINI. Noi accettiamo in linea generale lo stralcio, ma vorremmo che si procedesse allo stralcio articolo per articolo, o per lo meno che si sospendesse la seduta per alcuni minuti, per raggiungere un accordo sugli articoli da stralciare.<\/p><p>PRESIDENTE. Non credo si possa accettare la sua proposta che si proceda allo stralcio articolo per articolo, perch\u00e9 \u00e8 evidente che bisognerebbe allora esaminare ogni articolo e dopo che ci si sia reso conto del merito, decidere se stralciarlo o meno. Inoltre la Commissione ha gi\u00e0, nel corso dei suoi lavori, fatto un raggruppamento di articoli, i quali presentano in maniera organica i quesiti sui quali si chiede di decidere. Se vi fosse da fare qualche altra proposta, oltre a quella della Commissione, vorrei che fosse fatta immediatamente, in maniera che tutti i membri dell\u2019Assemblea possano avere un quadro d\u2019assieme del testo che verr\u00e0 fuori dalla nostra discussione.<\/p><p>MANZINI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MANZINI. La raccomandazione che ieri l\u2019onorevole Presidente ha fatto \u00e8 stata accolta, perch\u00e9 stamane si sono riuniti i vari gruppi e la Commissione. Per\u00f2, la formula con cui si presenta ora la proposta dello stralcio \u00e8 un po\u2019 diversa da quella che avevamo previsto.<\/p><p>PRESIDENTE. Desidererei sentire su questo punto il parere dell\u2019onorevole Cevolotto.<\/p><p>CEVOLOTTO, <em>Relatore.<\/em> Sono favorevole alla sospensione della seduta.<\/p><p>BETTIOL. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>BETTIOL. Vorrei proporre di includere anche l\u2019articolo 16 relativo alla responsabilit\u00e0 penale del direttore del giornale; e poi gli articoli 26 e 27, che hanno riferimento con l\u2019articolo 28, per quanto riguarda la facolt\u00e0 di sequestro di alcune pubblicazioni.<\/p><p>ANDREOTTI, <em>Sottosegretario di Stato per la Presidenza del Consiglio.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>ANDREOTTI, <em>Sottosegretario di Stato per la Presidenza del Consiglio.<\/em> Si pu\u00f2 accedere alla proposta di sospensione per pochi minuti, per concordare una proposta di stralcio degli articoli da discutere.<\/p><p>(<em>La seduta, sospesa alle 16.45, \u00e8 ripresa alle 17.30<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Presidenza del Vicepresidente CONTI<\/p><p>PRESIDENTE. Ha facolt\u00e0 di parlare il Relatore onorevole Cevolotto, per riferire sugli accordi presi riguardo agli articoli da stralciare.<\/p><p>CEVOLOTTO, <em>Relatore.<\/em> La Commissione si \u00e8 riunita coi rappresentanti dei vari Gruppi e con i proponenti lo stralcio di alcuni articoli ed ha deciso di proporre uno stralcio in limiti piuttosto ampi. Per\u00f2 questa ampiezza \u00e8 in relazione alle esigenze manifestate dai vari Gruppi che alcune singole disposizioni fossero mantenute ed in relazione anche a ci\u00f2 che ha detto il Presidente: cio\u00e8, che niente altro si potr\u00e0 aggiungere, mentre l\u2019Assemblea sar\u00e0 libera di togliere qualche cosa, presentando emendamenti soppressivi anche relativamente agli articoli prescelti.<\/p><p>In sostanza, si sono mantenute le disposizioni relative alla registrazione del giornale in sostituzione del sistema dell\u2019autorizzazione, alcune disposizioni di dettaglio, le disposizioni relative al sequestro e qualche disposizione penale, oltre agli articoli di coordinamento. Si \u00e8 tolto quindi tutto ci\u00f2 che si riferisce alle altre parti penali, molto pi\u00f9 ampie, alla responsabilit\u00e0 del direttore e alle Corti di onore, ci\u00f2 che si riferisce alle fonti di finanziamento del giornale e ci\u00f2 che costituisce la parte del progetto, su cui si era manifestato il dissenso pi\u00f9 vivo, non soltanto quanto alla formulazione, ma anche quanto alla sostanza.<\/p><p>La proposta di stralcio verrebbe fatta, quindi, per i seguenti articoli (seguendo la numerazione del testo governativo, salvo naturalmente il collocamento, perch\u00e9, facendosi una legge di stralcio, \u00e8 evidente che l\u2019ordinamento di questi articoli dovr\u00e0 essere diverso): 2, 3, 5, 9, 14, 15, 15-bis (proposta di emendamento aggiuntivo), 17, 25, 25<em>-bis, <\/em>26-32 (compreso il 29-<em>bis<\/em>), 37, 38, 40 e 41.<\/p><p>PRESIDENTE. Pongo in votazione la proposta della Commissione di stralciare dal disegno di legge gli articoli test\u00e9 citati dal Relatore.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvata<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo all\u2019esame degli articoli nel testo della Commissione. Si dia lettura dell\u2019articolo 2.<\/p><p>RICCIO, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00ab<em>Definizione di stampa o stampato.<\/em><\/p><p>\u00abSono considerate stampe o stampati, ai fini di questa legge, tutte le riproduzioni tipografiche o comunque impresse con mezzi meccanico-fisici o chimici, in qualsiasi modo destinate alla pubblicazione\u00bb.<\/p><p>CEVOLOTTO, <em>Relatore.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CEVOLOTTO, <em>Relatore.<\/em> Evidentemente vi \u00e8 un errore di stampa nell\u2019articolo 2.<\/p><p>L\u2019espressione \u00abcon mezzi meccanico-fisici o chimici\u00bb non aveva nessun senso. L\u2019onorevole Caronia aveva proposto di sostituirla con l\u2019altra: \u00abmeccanici o fisico-chimici\u00bb ed in questo senso noi avevamo approvato il testo.<\/p><p>PRESIDENTE. Sta bene. Il testo dell\u2019articolo 2 \u00e8 pertanto il seguente: \u00abSono considerate stampe o stampati, ai fini di questa legge, tutte le riproduzioni tipografiche o comunque impresse con mezzi meccanici o fisico-chimici, in qualsiasi modo destinate alla pubblicazione\u00bb.<\/p><p>ANDREOTTI, <em>Sottosegretario di Stato per la Presidenza del Consiglio.<\/em> Vorrei che l\u2019onorevole Caronia chiarisse il senso della modificazione che ha proposto.<\/p><p>CARONIA. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CARONIA. Vorrei spiegare all\u2019onorevole Andreotti che si tratta di termini tecnici, scientifici. La dizione: \u00abmeccanico-fisici\u00bb non ha nessun significato, in quanto tutto ci\u00f2 che \u00e8 meccanico \u00e8 fisico. La dizione: \u00abfisico-chimici\u00bb ha un significato, perch\u00e9 certi mezzi di stampa non sono semplicemente chimici o semplicemente meccanici, ma fisico-chimici, come ad esempio la foto-incisione, per la quale non si pu\u00f2 parlare di un processo esclusivamente fisico o di un processo esclusivamente chimico, ma di un processo fisico-chimico, vale a dire di un processo che \u00e8 nello stesso tempo fisico e chimico. \u00c8 una questione di propriet\u00e0 di termini.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Colitto ha proposto all\u2019articolo 2 il seguente emendamento:<\/p><p>\u00ab<em>Alla parola:<\/em> impresse, <em>sostituire:<\/em> ottenute, <em>e alle parole:<\/em> mezzi meccanico-fisici, <em>sostituire:<\/em> mezzi meccanici\u00bb.<\/p><p>Ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>COLITTO. Il breve emendamento, da me proposto, attinge la sola forma dell\u2019articolo. Chiedo che alla parola: \u00abimpresse\u00bb sia sostituita la parola: \u00abottenute\u00bb. Meglio \u00e8, secondo me, parlare di \u00abriproduzioni ottenute con mezzi meccanici o chimici\u00bb, anzich\u00e9 di \u00abriproduzioni impresse\u00bb. Nella redazione governativa del progetto di legge si parla di \u00abriproduzioni tipografiche\u00bb e di \u00abimpressioni con mezzi meccanici\u00bb, ma non di \u00abriproduzioni impresse\u00bb delle quali non so come, poi, si sia parlato nel progetto.<\/p><p>PRESIDENTE. Gli onorevoli Crispo, Villabruna e Candela hanno presentato i seguenti emendamenti:<\/p><p>\u00ab<em>Collocare al posto dell\u2019articolo<\/em> <em>1 l\u2019articolo 2, contenente la definizione di stampa o stampato, aggiungendo il seguente comma:<\/em><\/p><p>\u00abL\u2019esercizio della libert\u00e0 di stampa \u00e8 regolato dalle norme seguenti\u00bb.<\/p><p>\u00ab<em>Sopprimere l\u2019articolo 1 e trasferire le parole:<\/em> \u00abi reati commessi col mezzo della stampa sono puniti a norma della legge penale\u00bb, <em>all\u2019articolo 16 <\/em>(<em>che contempla la responsabilit\u00e0 per reati commessi per mezzo della stampa<\/em>\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Crispo ha facolt\u00e0 di svolgerli.<\/p><p>CRISPO. Il mio emendamento: \u00abl\u2019esercizio della libert\u00e0 di stampa \u00e8 regolato dalle norme seguenti\u00bb, \u00e8 il cappello, in sostanza, dell\u2019articolo 2. Lo svolger\u00f2 brevissimamente. Ho voluto esprimere questo concetto, poich\u00e9 si \u00e8 ritenuto necessario dare la definizione di stampa e di stampato. Il mio emendamento si riferiva agli articoli 1 e 2. Poich\u00e9 si \u00e8 ritenuto necessario definire stampe e stampati, cio\u00e8 comprendere in una legge la definizione dell\u2019oggetto della legge, ritengo che, dal punto di vista tecnico, questa definizione debba essere nell\u2019articolo 1, ossia che si debba anzitutto dare la definizione dell\u2019oggetto della legge. Quindi propongo che la norma, o per meglio dire la definizione, contenuta nell\u2019articolo 2, sia contenuta nell\u2019articolo 1.<\/p><p>PRESIDENTE. Ma l\u2019articolo 1 \u00e8 stato eliminato.<\/p><p>CRISPO. Allora chiedo che, come capoverso dell\u2019articolo 2, dopo la definizione di stampe o stampati, si aggiunga: \u00abL\u2019esercizio della libert\u00e0 di stampa \u00e8 regolato dalle norme seguenti\u00bb.<\/p><p>CEVOLOTTO, <em>Relatore.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CEVOLOTTO, <em>Relatore.<\/em> Dal momento che \u00e8 stato soppresso l\u2019articolo 1, venendo incontro involontariamente, diciamo cos\u00ec, alla proposta dell\u2019onorevole Crispo, ed \u00e8 stato soppresso perch\u00e9 in una legge di stralcio, come quella che noi facciamo, a carattere provvisorio, \u00e8 sembrato inutile mettere l\u2019affermazione che la stampa \u00e8 libera, che \u00e8 gi\u00e0 contenuta nella Costituzione, dal momento che l\u2019articolo 1 non esiste pi\u00f9, sembra a noi che manchi anche la ragione di quella premessa che l\u2019onorevole Crispo intendeva di proporre in sostituzione dell\u2019articolo 1, e cio\u00e8: \u00abL\u2019esercizio della libert\u00e0 di stampa \u00e8 regolato dalle norme seguenti\u00bb. E ci\u00f2 anche perch\u00e9 non si adatterebbe neanche bene questo cappello al contenuto dell\u2019articolo 2. Dire che la libert\u00e0 di stampa \u00e8 regolata dalle norme seguenti e poi incominciare con la definizione di stampe e stampati, non mi pare molto organico.<\/p><p>CRISPO. Credo di non esser stato compreso. Io proponevo che immediatamente dopo la definizione si introducesse il seguente capoverso: \u00abL\u2019esercizio della libert\u00e0 di stampa \u00e8 regolato dalle norme seguenti\u00bb.<\/p><p>CEVOLOTTO, <em>Relatore.<\/em> Mi pare che anche questo capoverso sia una cosa superflua. \u00c8 evidente, dal contenuto delle norme, che esse regolano la libert\u00e0 di stampa.<\/p><p>MOLINELLI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MOLINELLI. Questa legge, gi\u00e0 nella sua prima definizione, porta il titolo \u00abDisposizioni sulla stampa\u00bb. Implicitamente si \u00e8 discussa come una legge che possa veramente garantire la libert\u00e0 di stampa. Ma, a prescindere da qualsiasi giudizio che si possa dare sul complesso della legge, lo stralcio che ne abbiamo fatto non comporta che alcune diposizioni sull\u2019esercizio della stampa, non sull\u2019esercizio della libert\u00e0 di stampa, che \u00e8 altra cosa. Quindi, non potremmo accettare l\u2019emendamento Crispo.<\/p><p>CEVOLOTTO, <em>Relatore.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CEVOLOTTO, <em>Relatore.<\/em> Per quanto si riferisce alla sostituzione della parola \u00abimpresse\u00bb con l\u2019altra \u00abottenute\u00bb, non abbiamo nulla in contrario. Per quanto si tratta invece di togliere le parole \u00abmezzi meccanico-fisici\u00bb e di sostituirle con le altre \u00abmezzi meccanici\u00bb, per le ragioni che ha detto l\u2019onorevole Caronia, cio\u00e8 che vi sono anche dei mezzi fisico-chimici di cui si serve la stampa, pregheremmo l\u2019onorevole Colitto di non insistere.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Colitto insiste?<\/p><p>COLITTO. Non insisto.<\/p><p>PRESIDENTE. Pongo in votazione lo articolo 2 cos\u00ec modificato:<\/p><p>\u00ab<em>Definizione di stampa o stampato.<\/em><\/p><p>\u00abSono considerate stampe o stampati, ai fini di questa legge, tutte le riproduzioni tipografiche o comunque ottenute con mezzi meccanici o fisico-chimici, in qualsiasi modo destinate alla pubblicazione\u00bb.<\/p><p>(<em>\u00c8<\/em> <em>approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>L\u2019onorevole Crispo mantiene il suo emendamento?<\/p><p>CRISPO. Non insisto.<\/p><p>PRESIDENTE. Passiamo allora all\u2019articolo 3. Se ne dia lettura.<\/p><p>RICCIO, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00ab<em>Indicazioni obbligatorie sugli stampati.<\/em><\/p><p>\u00abOgni stampato deve indicare il luogo e l\u2019anno della pubblicazione, nonch\u00e9 il nome e il domicilio dello stampatore e, se esiste, dell\u2019editore.<\/p><p>\u00abI giornali e gli altri periodici devono recare la indicazione:<\/p><p>del luogo e della data della pubblicazione;<\/p><p>del nome e del domicilio dello stampatore;<\/p><p>del nome del proprietario responsabile\u00bb.<\/p><p>A questo articolo sono stati presentati vari emendamenti. L\u2019onorevole Colitto ha presentato il seguente:<\/p><p>\u00ab<em>Al primo comma, alla parola:<\/em> pubblicazione, <em>sostituire:<\/em> stampa\u00bb.<\/p><p>Ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>COLITTO. Ho chiesto che, nel primo comma, alle parole \u00abpubblicazione\u00bb si sostituisca la parola \u00abstampa\u00bb.<\/p><p>Se io ho ben compreso, la legge vuole che ogni stampato indichi il luogo e l\u2019anno, in cui ha luogo la stampa. Se cos\u00ec \u00e8, non mi sembra esattamente usato il sostantivo \u00abpubblicazioni\u00bb, che fa pensare, nel linguaggio giuridico, pi\u00f9 che nel linguaggio corrente, alla diffusione degli stampati. Tale diffusione pu\u00f2 anche mancare; ma anche in tal caso le indicazioni predette vanno apposte sullo stampato. Quanto mi permetto di sostenere trova la sua conferma anche nel successivo articolo 4, in cui si dispone che lo stampatore ha l\u2019obbligo di consegnare un determinato numero di ogni stampato a determinate autorit\u00e0 all\u2019atto della diffusione o all\u2019atto della consegna al committente, che pu\u00f2 anche non renderlo pi\u00f9 pubblico. Se anche non si creda di accogliere il mio emendamento, per lo meno si chiarisca che la parola \u00abpubblicazione\u00bb, usata nel primo comma, ha lo stesso significato di \u00abstampa\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Segue l\u2019emendamento degli onorevoli Cianca, Nobili Tito Oro, Bernini, Barbareschi, Pistoia, Schiavetti, Grazia, Fogagnolo, Mastino Pietro, Cosattini e Bonomelli cos\u00ec formulato:<\/p><p>\u00ab<em>Sostituire la prima parte del secondo comma con la seguente:<\/em><\/p><p>\u00abI giornali, le pubblicazioni delle agenzie d\u2019informazioni e i periodici di qualsiasi altro genere devono recare la indicazione\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Cianca ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>CIANCA. Credo che sia perfettamente inutile che io spieghi le ragioni che mi hanno indotto a presentare questo emendamento. Il quale tende in sostanza a rendere esplicito ci\u00f2 che \u00e8 gi\u00e0 implicito.<\/p><p>PRESIDENTE. Segue l\u2019emendamento degli onorevoli Moro e Domined\u00f2:<\/p><p>\u00ab<em>Al<\/em> <em>secondo comma, alle parole:<\/em> del nome del proprietario responsabile, <em>sostituire:<\/em> del nome del proprietario e del direttore responsabile\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Moro ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>MORO. Credo che sia soltanto un errore di stampa e ritengo che la Commissione potr\u00e0 chiarire che si tratti di una involontaria omissione.<\/p><p>Piuttosto se il Presidente permette, vorrei dire qualche parola sull\u2019altro emendamento allo stesso articolo del seguente tenore:<\/p><p>\u00ab<em>Aggiungere il seguente ultimo comma:<\/em><\/p><p>\u00abAll\u2019identit\u00e0 delle indicazioni, obbligatorie e non obbligatorie, che contrassegnano gli stampati deve corrispondere identit\u00e0 di contenuto in tutti gli esemplari\u00bb.<\/p><p>La ragione del mio emendamento aggiuntivo \u00e8 questa. Si verifica talvolta che degli stampati \u2013 per ragioni tecniche prevalentemente, ma con conseguenze che \u00e8 bene evitare \u2013 hanno contenuto diverso sotto uguali indicazioni. Sicch\u00e9 nell\u2019attivit\u00e0 di prevenzione e di repressione, di cui ci occuperemo nei successivi articoli, pu\u00f2 accadere che uno stampato sia colpito pur essendo di contenuto diverso da quello che \u00e8 stato preso in considerazione ai fini della prevenzione o repressione o che invece sfugga ad una legittima prevenzione o repressione.<\/p><p>Per il mio emendamento, quindi, si fa obbligo che, quando si verifichino due cambiamenti nel contenuto dello stampato per qualsiasi ragione, vi sia qualche elemento di variazione, per esempio l\u2019indicazione di un\u2019altra edizione, per mettere sull\u2019avviso coloro i quali devono adempiere una qualsiasi attivit\u00e0 preventiva o repressiva nei confronti degli stampati in questione. Quindi l\u2019obbligo che, quando vi \u00e8 identit\u00e0 di indicazione che contrassegna lo stampato, vi sia identit\u00e0 di contenuto e, se questo \u00e8 diverso, diverso sia il contrassegno dello stampato.<\/p><p>PRESIDENTE. Ricordo che l\u2019onorevole Schiavetti ha gi\u00e0 svolto il seguente emendamento:<\/p><p>\u00ab<em>Al secondo comma aggiungere il seguente alinea:<\/em><\/p><p>\u00abdell\u2019ufficio del registro del notaio, del cancelliere o di altro pubblico ufficiale presso il quale si trovano depositati gli atti relativi alla costituzione della societ\u00e0 o dell\u2019impresa avente per scopo la pubblicazione del giornale\u00bb.<\/p><p>Quale \u00e8 il parere della Commissione sugli emendamenti?<\/p><p>PERASSI. Per quanto riguarda l\u2019emendamento dell\u2019onorevole Colitto il quale propone di sostituire la parola \u00abpubblicazione\u00bb con quella di \u00abstampa\u00bb, la Commissione ritiene che in fondo questo non sia strettamente necessario: in sostanza risulta gi\u00e0 dal sistema della legge che \u00e8 l\u2019anno della stampa quello che conta.<\/p><p>Il secondo emendamento dell\u2019onorevole Cianca consiste in una precisazione e mi pare che la Commissione non abbia nulla in contrario ad accettarlo.<\/p><p>Per quanto, infine, concerne l\u2019emendamento dell\u2019onorevole Moro, come egli stesso ha fatto rilevare, si tratta di una semplice correzione di un errore di stampa. \u00c8 evidente che nel testo della Commissione si deve leggere: \u00abnome del proprietario e del direttore responsabile\u00bb.<\/p><p>L\u2019altro emendamento dell\u2019onorevole Moro riguardante l\u2019identit\u00e0 delle indicazioni sembra superfluo.<\/p><p>UBERTI. Vi sono dei giornali che hanno parecchie edizioni.<\/p><p>ANDREOTTI, <em>Sottosegretario di Stato per la Presidenza del Consiglio.<\/em> Appunto, \u00e8 superfluo.<\/p><p>PERASSI. Comunque, la Commissione si rimette all\u2019Assemblea.<\/p><p>PRESIDENTE. Domando ai presentatori di emendamenti se li mantengano. Onorevole Schiavetti?<\/p><p>SCHIAVETTI. Ritiro il mio emendamento.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Colitto, mantiene il suo emendamento?<\/p><p>COLITTO. Dopo i chiarimenti forniti dal Relatore, non insisto.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Cianca, mantiene il suo emendamento?<\/p><p>CIANCA. Lo mantengo, essendo anche stato accettato dalla Commissione.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Moro, mantiene l\u2019emendamento aggiuntivo?<\/p><p>MORO. Lo mantengo.<\/p><p>ANDREOTTI, <em>Sottosegretario di Stato per la Presidenza del Consiglio.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>ANDREOTTI, <em>Sottosegretario di Stato per la Presidenza del Consiglio.<\/em> Una sola osservazione. Nei confronti del testo ministeriale, la Commissione ha soppresso al secondo comma l\u2019indicazione \u00abstampata\u00bb. Io credo invece che tale specificazione debba essere mantenuta, in quanto essa \u2013 sebbene possa apparire superflua \u2013 \u00e8 una garanzia in quanto conferisce un certo contenuto di certezza. Se queste indicazioni potessero essere apposte stampigliate, vi sarebbe il pericolo di violazioni.<\/p><p>MOLINELLI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MOLINELLI. In seno alla Commissione avevo chiesto la soppressione di questa parola. Ne do ragione. Non tutti i giornali, sono stampati. Ecco perch\u00e9 la parola \u00abstampata\u00bb mi era sembrata troppo vincolativa, mentre era implicito che l\u2019indicazione richiesta deve essere scritta con lo stesso mezzo con cui \u00e8 redatto il giornale.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Andreotti, lei insiste?<\/p><p>ANDREOTTI, <em>Sottosegretario di Stato per la Presidenza del Consiglio.<\/em> No, non \u00e8 una questione preminente.<\/p><p>PRESIDENTE. Pongo in votazione il primo comma dell\u2019articolo 3:<\/p><p>\u00abOgni stampato deve indicare il luogo e l\u2019anno della pubblicazione, nonch\u00e9 il nome e il domicilio dello stampatore e, se esiste, dell\u2019editore\u00bb.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Pongo in votazione la prima parte del secondo comma nel testo sostitutivo, presentato dall\u2019onorevole Cianca:<\/p><p>\u00abI giornali, le pubblicazioni delle agenzie di informazioni e i periodici di qualsiasi altro genere devono recare l\u2019indicazione\u00bb.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Pongo in votazione il primo alinea:<\/p><p>\u00abdel luogo e della data della pubblicazione\u00bb.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Pongo in votazione il secondo alinea: \u00abdel nome e del domicilio dello stampatore\u00bb.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Pongo in votazione il terzo alinea con la modificazione proposta dall\u2019onorevole Moro: \u00abdel nome del proprietario e del direttore responsabile\u00bb.<\/p><p>CEVOLOTTO, <em>Relatore.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CEVOLOTTO, <em>Relatore.<\/em> Dal momento che noi, nello stralcio, non abbiamo compreso l\u2019articolo 16 che limitava la responsabilit\u00e0 al direttore, si torna al testo del Codice penale, secondo il quale cio\u00e8, vi pu\u00f2 essere un direttore o un redattore responsabile. Al posto quindi delle parole \u00abdel direttore responsabile\u00bb, bisognerebbe mettere \u00abdel direttore o del redattore responsabile\u00bb.<\/p><p>ANDREOTTI, <em>Sottosegretario per la Presidenza del Consiglio.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>ANDREOTTI, <em>Sottosegretario per la Presidenza del Consiglio.<\/em> Io penso che si potrebbe parlare semplicemente \u00abdel responsabile\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Quale \u00e8 il parere della Commissione?<\/p><p>CEVOLOTTO. <em>Relatore.<\/em> Debbo ricordare che vi \u00e8 anche il proprietario che \u00e8 responsabile civilmente.<\/p><p>Qui si parla, evidentemente, di responsabilit\u00e0 penale. Ora, secondo il sistema che si avr\u00e0 dopo che questo progetto di legge sar\u00e0 stato votato, la responsabilit\u00e0 potr\u00e0 essere del direttore o di un redattore, perch\u00e9 si torna al sistema del Codice penale. Quindi, \u00e8 meglio precisare: \u00abdel direttore o del redattore responsabile\u00bb.<\/p><p>SCHIAVETTI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>SCHIAVETTI. C\u2019\u00e8 un mio emendamento all\u2019articolo 5 in cui il problema se debba essere responsabile il direttore o un redattore \u00e8 affrontato. Mi sembra, quindi, che questa votazione la potremo fare dopo che avremo discusso l\u2019articolo 5. O possiamo anche farla immediatamente, ma allora si intende che sar\u00e0 determinante anche per l\u2019articolo 5.<\/p><p>CEVOLOTTO, <em>Relatore.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CEVOLOTTO, <em>Relatore.<\/em> Faccio osservare all\u2019onorevole Schiavetti che possiamo anche rinviare la votazione a dopo che avremo discusso l\u2019articolo 5; ma, forse, il suo emendamento all\u2019articolo 5, dopo la eliminazione dell\u2019articolo 16, perde d\u2019importanza, e forse egli stesso non vi insister\u00e0.<\/p><p>Ad ogni modo \u00e8 giusto: se l\u2019onorevole Schiavetti mantiene il suo emendamento la votazione su questo ultimo comma \u00e8 bene rinviarla a dopo che avremo discusso l\u2019emendamento stesso.<\/p><p>PRESIDENTE. Se non vi sono osservazioni, rinviamo la votazione su questo ultimo alinea dell\u2019articolo 3.<\/p><p>(<em>Cos\u00ec rimane stabilito<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo all\u2019emendamento degli onorevoli Moro e Domined\u00f2:<\/p><p>\u00ab<em>Aggiungere il seguente ultimo comma:<\/em><\/p><p>\u00abAll\u2019identit\u00e0 delle indicazioni, obbligatorie e non obbligatorie, che contrassegnano gli stampati deve corrispondere identit\u00e0 di contenuto in tutti gli esemplari\u00bb.<\/p><p>FABBRI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>FABBRI. Voter\u00f2 contro questa aggiunta, perch\u00e9 ritengo \u2013 per quanto io non sia un giornalista di professione \u2013 che essa implichi un impaccio troppo grave per l\u2019editore e il direttore di un giornale, nel quale spesso si fa una piccola variazione all\u2019edizione precedente e in un breve spazio non \u00e8 possibile mettere tutte le indicazioni diverse che darebbero un\u2019autonomia ad una edizione di per s\u00e9 stante. Necessariamente la sostituzione di dieci righe, per togliere il bollettino di borsa alla sera e sostituirvi la notizia di un arrivo improvviso, non pu\u00f2 implicare un rifacimento di un nuovo contesto, in modo che questo debba risultare anche dalle indicazioni diverse, rispetto alle indicazioni obbligatorie. Temo che sia un impaccio grave. Del resto, qui ci sono dei competenti dal punto di vista tecnico, che possono parlar con maggiore cognizione di causa della mia.<\/p><p>UBERTI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>UBERTI. Non mi sembra che le ragioni contrapposte dall\u2019onorevole Fabbri abbiano quel fondamento che egli attribuisce loro, perch\u00e9 oggi i giornali stampano edizioni profondamente diverse le une dalle altre, che tante volte contengono pagine regionali che sono effettivamente un nuovo giornale. Di fronte a questo fatto dichiaro, a nome del Gruppo democristiano, che voteremo per l\u2019emendamento Moro.<\/p><p>MANZINI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MANZINI. Per tranquillizzare l\u2019onorevole Fabbri dal punto di vista tecnico osservo che qualunque giornale nel mutamento anche rapido delle edizioni, mantiene fissa la parte che riguarda la pubblicit\u00e0, le indicazioni stabili relative al gerente, alla tipografia ecc. Queste non vengono mai tralasciate. Quindi concordo con quanto detto dall\u2019onorevole Uberti.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Andreotti, vuole esprimere il parere del Governo?<\/p><p>ANDREOTTI, <em>Sottosegretario di Stato per la Presidenza del Consiglio.<\/em> Io penso che gi\u00e0 l\u2019articolo 30 del progetto ministeriale garantisca abbastanza quello che \u00e8 necessario garantire per questa norma. Comunque, il Governo si rimette all\u2019Assemblea.<\/p><p>PRESIDENTE. Anche la Commissione ha dichiarato di rimettersi all\u2019Assemblea.<\/p><p>SCHIAVETTI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>SCHIAVETTI. Vorrei far notare una conseguenza delle osservazioni fatte dal collega Fabbri: cio\u00e8 che, nel caso si accetti il suo criterio, il giornale dovr\u00e0 portare ogni giorno all\u2019ufficio competente un certo numero di copie di ognuna delle sue edizioni.<\/p><p>DOMINED\u00d2. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>DOMINED\u00d2. Mi parrebbe doveroso far osservare come le lievi varianti di cui ha parlato l\u2019onorevole Fabbri non determinino quell\u2019alterazione di contenuto che costituisce l\u2019ipotesi essenziale dell\u2019emendamento aggiuntivo da noi proposto. L\u2019emendamento aggiuntivo ha riguardo a questa diversa ipotesi e a questa diversa realt\u00e0: che si alteri il contenuto senza indicazione all\u2019esterno dell\u2019alterazione stessa, senza l\u2019indicazione di una nuova edizione, di un\u2019edizione diversa per la materia contenuta. In conseguenza, con l\u2019esigere che a questa alterazione sostanziale corrispondano nuove indicazioni, si osserva lo spirito della legge e si evita, attraverso le ipotesi fronteggiate dall\u2019emendamento aggiuntivo, che si determinino evasioni alla legge stessa.<\/p><p>Ecco perch\u00e9 noi insistiamo nel nostro emendamento.<\/p><p>TARGETTI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>TARGETTI. Ho domandato la parola per fare una semplice osservazione in questo senso, che la sostanza dell\u2019emendamento Moro ci pu\u00f2 trovare consenzienti, ma la forma, se restasse la stessa, darebbe luogo a difficolt\u00e0 d\u2019interpretazione.<\/p><p>Si dovrebbe rimanere d\u2019accordo che in sede di coordinamento a questo concetto dovrebbe darsi un\u2019espressione diversa, perch\u00e9 la frase \u00abdeve corrispondere identit\u00e0 di contenuto\u00bb non \u00e8 molto chiara.<\/p><p>PRESIDENTE. Pongo in votazione l\u2019emendamento aggiuntivo degli onorevoli Moro e Domined\u00f2, test\u00e9 letto, avvertendo che la Commissione e il Governo si sono rimessi all\u2019Assemblea.<\/p><p>(<em>Dopo prova e controprova \u00e8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo all\u2019articolo 5.<\/p><p>Se ne dia lettura.<\/p><p>RICCIO, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abOgni giornale o altro periodico deve avere un direttore responsabile.<\/p><p>\u00abIl direttore responsabile deve essere cittadino italiano e possedere gli altri requisiti per l\u2019iscrizione nelle liste elettorali politiche.<\/p><p>\u00abPu\u00f2 essere direttore responsabile anche l\u2019italiano non appartenente allo Stato italiano, e lo straniero residente in Italia se nei loro confronti ricorrono gli altri requisiti per la iscrizione nelle liste elettorali politiche.<\/p><p>\u00abQuando il direttore sia investito di mandato parlamentare, la qualit\u00e0 di responsabile \u00e8 assunta da chi ne fa le veci.<\/p><p>\u00abLe disposizioni di questa legge concernenti il direttore responsabile si applicano alla persona che assume la responsabilit\u00e0 ai sensi del comma precedente\u00bb..<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Schiavetti, ha presentato il seguente emendamento:<\/p><p>\u00ab<em>Sostituire l\u2019articolo 5 col seguente:<\/em><\/p><p>\u00abOgni giornale o altro periodico deve avere un gerente responsabile. Il gerente responsabile deve essere il direttore o uno dei principali redattori ordinari del giornale.<\/p><p>\u00abIl gerente responsabile deve essere cittadino italiano e possedere gli altri requisiti per l\u2019iscrizione nelle liste elettorali politiche.<\/p><p>\u00abPu\u00f2 essere gerente responsabile anche l\u2019italiano non appartenente allo Stato italiano e lo straniero residente in Italia, se nei loro confronti ricorrono gli altri requisiti per la iscrizione nelle liste elettorali politiche.<\/p><p>\u00abI senatori e i deputati non possono essere gerenti responsabili\u00bb.<\/p><p>Ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>SCHIAVETTI. Il mio emendamento interessa soprattutto i giornali quotidiani perch\u00e9 io ritengo che il direttore, il quale ha prevalentemente nel giornale delle funzioni politiche, non abbia la possibilit\u00e0 pratica di assumere la responsabilit\u00e0 di tutto quello che si stampa nel giornale e soprattutto di quello che si stampa nelle edizioni regionali, che spesso sono numerosissime in un grande quotidiano. Io ricordo che due mesi fa, se non sbaglio (non ricordo esattamente la data), il <em>Popolo<\/em> \u00e8 stato condannato per diffamazione per una corrispondenza dalla provincia. Probabilmente, se la responsabilit\u00e0 invece che essere del direttore fosse stata di un redattore ordinario, che avesse avuto il compito di vagliare meglio le corrispondenze provenienti dalla provincia, il <em>Popolo<\/em> avrebbe evitato questo infortunio o sarebbe stato in condizioni pi\u00f9 favorevoli per evitarlo.<\/p><p>Per questo, io credo che non si debba imporre questa responsabilit\u00e0 al direttore ma si debba invece concedere la facolt\u00e0 di scegliere, per la gerenza, fra il direttore e uno dei redattori ordinari principali.<\/p><p>Qualcuno ha fatto notare che in questo modo si potrebbe tornare al vecchio sistema della gerenza, in quanto qualche giornale potrebbe affidare la gerenza ad un redattore di poca importanza. C\u2019\u00e8 intanto una difficolt\u00e0 nella stessa organizzazione dei giornalisti per questa specie di evasione dalla legge, perch\u00e9 i giornalisti sono organizzati in sindacati e per molti di questi casi sarebbe facile stabilire che il gerente responsabile non appartiene al corpo politico del giornale ma al sindacato dei cronisti, dei giornalisti sportivi, ecc.<\/p><p>In ogni caso (come \u00e8 stato detto dalla Commissione) quel che stiamo facendo ha il valore di una prova, perch\u00e9 spetter\u00e0 alle prossime Camere di formulare un progetto di legge definitivo sulla stampa e allora si terr\u00e0 conto delle prove che avremo fatte nel frattempo.<\/p><p>PRESIDENTE. Gli onorevoli Guerrieri Filippo e Arcaini hanno presentato il seguente emendamento:<\/p><p>\u00ab<em>Sostituire il quarto comma col seguente:<\/em><\/p><p>\u00abQuando il direttore sia investito del mandato parlamentare, deve essere nominato un vicedirettore che assuma la qualit\u00e0 di responsabile\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Guerrieri ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>GUERRIERI FILIPPO. La norma di cui all\u2019articolo 5 del testo della Commissione al comma quarto, prevede l\u2019eventualit\u00e0 che il direttore sia investito del mandato parlamentare nel qual caso la qualit\u00e0 di responsabile dovrebbe essere assunta da chi ne fa le veci; senonch\u00e9 la Commissione non ha tenuto conto che la stessa situazione potrebbe verificarsi e ripetersi anche per colui che ne fa le veci e, sempre in ipotesi, pure nei confronti dei principali redattori ordinari ai quali si riferisce il testo del progetto governativo. Ora, data la necessit\u00e0 che vi sia tra gli elementi direttivi del giornale o di altro periodico un responsabile reale e non fittizio e facilmente individuabile e raggiungibile e ritenuto nel contempo che l\u2019assunzione di tale responsabilit\u00e0 \u00e8 in diretto rapporto col mandato parlamentare che la esclude, pare a me evidente l\u2019opportunit\u00e0 di stabilire l\u2019obbligo della nomina di un vicedirettore non investito del mandato in oggetto, ogni qualvolta ne sia invece investito il direttore. In tale modo sar\u00e0 eliminato ogni dubbio e le responsabilit\u00e0 facilmente e sicuramente accertate senza possibilit\u00e0 di evasione. A questo mira l\u2019emendamento da me proposto all\u2019approvazione dell\u2019Assemblea.<\/p><p>MANZINI. Io ritengo molto pericoloso l\u2019emendamento che, pur con ottime intenzioni, propone l\u2019onorevole Schiavetti, perch\u00e9 lo ritengo contrario al principio di responsabilit\u00e0 che noi abbiamo affermato e che deve essere anzi il cardine della legge. Se noi ammettiamo il principio di un gerente responsabile, che gi\u00e0 nella stessa dizione richiama la figura tipica di \u00abcapro espiatorio\u00bb, del gerente dei tempi arcaici, troppo facile \u00e8 pervenire ad addossare una responsabilit\u00e0 ad una persona qualsiasi. Ora la difficolt\u00e0 reale che esiste per questo adempimento di un mandato di responsabilit\u00e0 \u00e8 quella che ha accennato l\u2019onorevole Schiavetti: e cio\u00e8 che il direttore non pu\u00f2 seguire minuziosamente tutto, nel complesso giornalistico dei. tempi moderni. Ma questo \u00e8 un fenomeno di organizzazione, perch\u00e9, quando il direttore adempie al proprio compito ed \u00e8 presente in sede, ha i suoi redattori, i suoi esecutori e i suoi uffici che devono funzionare e che gli segnalano automaticamente tutte le questioni dubbie; cio\u00e8 mentre un redattore di provincia lascer\u00e0 passare la notizia di un furto di polli, tuttavia andr\u00e0 dal direttore quando c\u2019\u00e8 una notizia dubbia, una critica, una accusa ed il direttore decider\u00e0.<\/p><p>Unico caso che si pu\u00f2 presentare \u2013 siccome tutti i giornali hanno sostanza politica ed \u00e8 il direttore che deve giudicare con l\u2019ausilio di un redattore responsabile \u2013 unico caso che possiamo accogliere come fondamentale \u00e8 appunto quello del mandato parlamentare, in quanto ci troviamo di fronte a particolari immunit\u00e0. Credo quindi, che la formulazione presentata dal testo della Commissione sia molto esauriente, perch\u00e9 stabilisce che, nel caso in cui il direttore abbia mandato parlamentare, si deve nominare un vicedirettore responsabile; se anche il vicedirettore fosse deputato o senatore dovrebbe esservi un redattore capo responsabile. Ma cos\u00ec facendo delimitiamo la figura dei responsabili e riaffermiamo il concetto di questo primato di responsabilit\u00e0.<\/p><p>TREVES. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>TREVES. Desidero dire che poco comprendo la formulazione dell\u2019emendamento dell\u2019onorevole Schiavetti, perch\u00e9 esso dice: \u00abOgni giornale o altro periodico deve avere un gerente responsabile\u00bb. Poi soggiunge: \u00abIl gerente responsabile deve essere il direttore o uno dei principali redattori ordinari del giornale\u00bb.<\/p><p>\u00c8 in certo senso una tautologia, poich\u00e9 sono sicuro che l\u2019onorevole Schiavetti non vorr\u00e0 fare risorgere la figura del gerente dei vecchi tempi. In che cosa, dunque, il testo dello onorevole Schiavetti si allontana da quello della Commissione? Nel dire che oltre il direttore, pu\u00f2 essere responsabile un redattore.<\/p><p>L\u2019onorevole Schiavetti lo qualifica come uno dei principali redattori ordinari. Ha aggiunto che, evidentemente, non pu\u00f2 trattarsi del redattore sportivo o dell\u2019ultimo cronista. Per\u00f2, se noi guardiamo la situazione obiettiva della stampa, vediamo che molto facilmente, sotto la qualifica di redattore responsabile, \u00e8 in fatto responsabile qualcuno che non ha nessuna responsabilit\u00e0 politica del giornale e che viene scelto nell\u2019ambito redazionale con funzioni molto diverse, secondo quelle che possono essere le circostanze e le situazioni particolari di vari giornali.<\/p><p>Io sono decisamente in favore della responsabilit\u00e0 del direttore o di chi ne fa immediatamente le veci, nel caso in cui il direttore sia investito del mandato parlamentare, proprio perch\u00e9 vedo la figura del direttore del giornale come la figura del capitano di una nave.<\/p><p>\u00c8 lui che \u00e8 responsabile.<\/p><p>Si dice che il direttore non ha il tempo di vedere tutto e non pu\u00f2 essere al corrente dei minimi particolari: del carro rovesciato, del ladro di polli, ecc.<\/p><p>Siamo d\u2019accordo. Nemmeno il capitano di una nave, nemmeno il direttore di una banca pu\u00f2 sapere quello che succede ad ogni sportello o nella cambusa della nave. \u00c8 responsabile, in quanto appunto esercita una funzione direttiva, ed egli ha il compito di circondarsi di collaboratori e di persone che lo possano coadiuvare. Ci\u00f2 che non vorrei veder capitare (e so che questo non \u00e8 nelle intenzioni dell\u2019onorevole Schiavetti) \u00e8 che, proprio attraverso questa formulazione, rispunti la vecchia testa di turco del gerente responsabile, che non ha la possibilit\u00e0 di controllare quello che succede nel giornale e che arriva nei processi a dire: io non so niente, io non c\u2019ero, io mi rimetto.<\/p><p>Bisogna che noi trasferiamo la responsabilit\u00e0 precisa al direttore, proprio per il fatto medesimo che accetta quelle funzioni. Sono quindi contrario, e me ne dispiace, all\u2019emendamento dell\u2019onorevole Schiavetti.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Colitto ha presentato il seguente emendamento:<\/p><p>\u00ab<em>Al terzo comma, alle parole:<\/em> se nei loro confronti ricorrono, <em>sostituire:<\/em> se posseggono\u00bb.<\/p><p>Ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>COLITTO. \u00c8 un emendamento di pura forma, dettato dal desiderio che si usino in una legge sempre le stesse parole e le stesse frasi per esprimere gli stessi concetti.<\/p><p>PRESIDENTE. Invito l\u2019onorevole Relatore ad esprimere il parere della Commissione.<\/p><p>CEVOLOTTO, <em>Relatore.<\/em> Sulla questione posta dall\u2019emendamento Schiavetti occorre essere chiari e precisi. Il Codice penale, all\u2019articolo 57, reca:<\/p><p>\u00abPer i reati commessi col mezzo della stampa si osservano le disposizioni seguenti: 1\u00b0) qualora si tratti di stampa periodica, chi riveste la qualit\u00e0 di direttore o di redattore responsabile risponde, per ci\u00f2 solo, del reato commesso, salvo la responsabilit\u00e0 dell\u2019autore della pubblicazione\u00bb.<\/p><p>La questione era gi\u00e0 stata sollevata nel suo discorso dall\u2019onorevole Bettiol, il quale tuttavia ha consentito a riservarla alla Commissione che dovr\u00e0 riformare il Codice penale. Quindi, la questione della responsabilit\u00e0 obiettiva del direttore o del redattore non entra in discussione in questo momento. La Commissione giornalistica, che ha redatto il primo progetto, seguita in questa via sia dal Governo, sia dalla Commissione parlamentare, ha ritenuto di dover modificare, restringere, la portata dell\u2019articolo 57, e cio\u00e8 di addossare la responsabilit\u00e0 in genere, quindi la responsabilit\u00e0 penale in specie, al solo direttore, non ammettendo che questa possa essere attribuita anche ad un redattore. La ragione \u00e8 chiara, proprio per quello che ha detto l\u2019onorevole Schiavetti, quando si \u00e8 riferito al caso che un direttore non possa seguire tutte le pubblicazioni, tutte le varie edizioni di un giornale. Se questo non pu\u00f2 fare il direttore, e cio\u00e8 se in certi casi la responsabilit\u00e0 obiettiva al direttore \u00e8 gravosa, diventa addirittura ingiusta se la si trasferisce ad un redattore, perch\u00e9 il redattore, principale o non principale (e molte volte potrebbe essere chiamato alla responsabilit\u00e0, sotto l\u2019aspetto di redattore principale, un redattore che non \u00e8 affatto principale), non ha in genere la piena disponibilit\u00e0 del giornale. \u00c8 quindi un individuo che deve rispondere penalmente, senza avere il mezzo molte volte di impedire che, per esempio, il reato di diffamazione si compia; perch\u00e9 non pu\u00f2 far togliere un determinato pezzo e non ha neanche la facolt\u00e0, molte volte, di controllare tutto il giornale; mentre il direttore, o direttamente o a mezzo dei suoi dipendenti, ha, almeno in quanto esercita le funzioni direttoriali, il mezzo di controllare il giornale, e quindi pu\u00f2 assumere pi\u00f9 equamente la responsabilit\u00e0. Per questo la Commissione dei giornalisti ed il Governo hanno ristretto soltanto al direttore la responsabilit\u00e0 in genere e quella penale in ispecie.<\/p><p>La Commissione rimane in questo ordine di idee. Reputa pericoloso ammettere che la responsabilit\u00e0 del direttore possa essere trasferita ad altri.<\/p><p>Per quanto si riferisce all\u2019emendamento Colitto, che \u00e8 di pura forma, lo trova ragionevole e l\u2019accetta.<\/p><p>L\u2019altro emendamento, relativo ai direttori che abbiano mandato parlamentare, poich\u00e9 risponde al concetto della Commissione \u00e8 anche accettato. Accettiamo, cio\u00e8, che il direttore investito del mandato parlamentare possa trasferire la responsabilit\u00e0 ad un vice-direttore.<\/p><p>PRESIDENTE. Prego il Governo di esprimere il suo parere.<\/p><p>ANDREOTTI, <em>Sottosegretario di Stato per la Presidenza del Consiglio.<\/em> Il principio affermato sia dal testo ministeriale che da quello della Commissione rappresenta una delle novit\u00e0 pi\u00f9 propizie, mi pare, di questo testo di legge, e corrisponde a quanto si augurava l\u2019onorevole Manzini l\u2019altro giorno, quando parlava della figura e del prestigio del direttore; esso, se pu\u00f2 portare inconvenienti del tipo di quelli ricordati dall\u2019onorevole Schiavetti, e cio\u00e8 che il direttore possa trovarsi imputato per un malinteso, una svista o errore di un cronista di provincia, ha tuttavia il notevole lato positivo di aumentare la vigilanza a che non si commettano inesattezze: perch\u00e9 si sa che, cadendo le conseguenze di esse sul direttore, questi potrebbe far ricadere determinate altre conseguenze \u2013 nei casi pi\u00f9 gravi anche il licenziamento \u2013 su chi \u00e8 di fatto responsabile.<\/p><p>GIANNINI. Questo \u00e8 un sogno, onorevole Andreotti.<\/p><p>ANDREOTTI, <em>Sottosegretario di Stato per la Presidenza del Consiglio.<\/em> Un sogno, ma rappresenta una garanzia. Il direttore potrebbe imporsi, se ha questa preoccupazione, molto di pi\u00f9.<\/p><p>GIANNINI. Non ha il tempo.<\/p><p>ANDREOTTI, <em>Sottosegretario di Stato per la Presidenza del Consiglio.<\/em> Sceglier\u00e0 persone di sua fiducia.<\/p><p>Osservo poi che, rispetto al progetto governativo, la Commissione ha creduto di dover estendere la possibilit\u00e0 di essere direttore responsabile anche allo straniero residente in Italia. Richiamo l\u2019Assemblea Costituente su questa modificazione, che pu\u00f2 avere conseguenze: perch\u00e9 lo straniero pu\u00f2 non essere soggetto a tutte quelle eventuali responsabilit\u00e0 che normalmente ricadono sul cittadino.<\/p><p>Quanto alla formulazione, il testo ministeriale aveva usato l\u2019espressione: \u00abl\u2019italiano che non appartiene alla Repubblica\u00bb. La Commissione propone: \u00abnon appartenente allo Stato italiano\u00bb. La dizione del disegno governativo era l\u2019aggiornamento della voce \u00abregnicolo\u00bb, ed \u00e8 conforme alla dizione usata nella Costituzione all\u2019articolo 51. Comunque, si tratta di pura forma, su cui non vale insistere.<\/p><p>Per le altre osservazioni sono d\u2019accordo con la Commissione.<\/p><p>CAPPA, <em>Ministro della marina mercantile. <\/em>Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CAPPA, <em>Ministro della marina mercantile. <\/em>Mi associo completamente alle considerazioni del Presidente della Commissione e dell\u2019onorevole Andreotti. \u00c8 verissimo: con questa disposizione noi diamo una grave responsabilit\u00e0 al direttore del giornale. Ma noi ne daremmo una pi\u00f9 grave, senza conferirgli uguale autorit\u00e0, ad un redattore che fosse qualificato responsabile. Indubbiamente, con questa legge noi garantiamo alla stampa, con la maggiore libert\u00e0, anche la possibilit\u00e0 di svolgere un\u2019azione pi\u00f9 ampia nella vita politica del Paese. Quindi, \u00e8 giusto che chi \u00e8 alla testa di un\u2019azienda giornalistica ne assuma la responsabilit\u00e0 e ne corra i rischi. D\u2019altra parte, il direttore di un giornale in Italia far\u00e0 un po\u2019 come fanno i direttori dei giornali inglesi, i quali stampano i loro giornali sotto la preoccupazione del <em>bill<\/em> sulla stampa, che \u00e8 molto pi\u00f9 grave della legge penale italiana. Il direttore organizzer\u00e0 il suo giornale con controlli vigili per non andare incontro alla responsabilit\u00e0 penale, che con questa legge viene ad assumere. Noi con questa legge diamo alla stampa libert\u00e0 e influenza maggiori, \u00e8 giusto che anche il cittadino sia maggiormente garantito dalla diffamazione, che pu\u00f2 avvenire a mezzo di essa, e delle offese alla sua dignit\u00e0. (<em>Applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Schiavetti, insiste nel suo emendamento?<\/p><p>SCHIAVETTI. Insisto.<\/p><p>TREVES. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>TREVES. Aderisco all\u2019emendamento Guerrieri Filippo.<\/p><p>PRESIDENTE. Pongo in votazione il primo comma dell\u2019emendamento proposto dall\u2019onorevole. Schiavetti:<\/p><p>\u00abOgni giornale o altro periodico deve avere un gerente responsabile. Il gerente responsabile deve essere il direttore o uno dei principali redattori ordinari del giornale\u00bb.<\/p><p>(<em>Non \u00e8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Decade, pertanto, tutto il resto dell\u2019emendamento. Pongo in votazione il primo comma dell\u2019articolo 5:<\/p><p>\u00abOgni giornale o altro periodico deve avere un direttore responsabile\u00bb.<\/p><p>(<em>Dopo prova e controprova, \u00e8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Pongo in votazione il secondo comma:<\/p><p>\u00abIl direttore responsabile deve essere cittadino italiano e possedere gli altri requisiti per l\u2019iscrizione nelle liste elettorali politiche\u00bb.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo alla votazione del terzo comma con la modifica, proposta dall\u2019onorevole Colitto ed accettata dalla Commissione e dal Governo, di sostituire alle parole \u00abse nei loro confronti ricorrono\u00bb le altre \u00abse posseggono\u00bb.<\/p><p>UBERTI. Chiedo che si voti per divisione, e per prima, fino alle parole \u00abnon appartenente allo Stato italiano\u00bb.<\/p><p>CEVOLOTTO, <em>Relatore.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CEVOLOTTO, <em>Relatore.<\/em> Propongo di sostituire alle parole \u00aballo Stato italiano\u00bb le parole \u00aballa Repubblica\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Procediamo alla votazione per divisione, tenendo conto della proposta fatta dall\u2019onorevole Relatore. Pongo in votazione la prima parte del terzo comma:<\/p><p>\u00abPu\u00f2 essere direttore responsabile anche l\u2019italiano non appartenente alla Repubblica\u00bb.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvata<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Pongo in votazione le parole:<\/p><p>\u00abe lo straniero residente in Italia\u00bb.<\/p><p>(<em>Dopo prova e controprova, non sono approvate<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>ANDREOTTI, <em>Sottosegretario di Stato per la Presidenza del Consiglio.<\/em> Forse converrebbe che l\u2019ultima parte del terzo comma sia votata nel testo ministeriale:<\/p><p>\u00aba condizione che sia maggiore di et\u00e0 e che nei suoi confronti non ricorra alcuna delle condizioni da cui deriverebbe la esclusione dalle liste elettorali politiche\u00bb.<\/p><p>Sarebbe meglio usare la forma negativa anzich\u00e9 quella positiva, perch\u00e9 l\u2019espressione mi pare pi\u00f9 semplice.<\/p><p>PRESIDENTE. Chiedo il parere della Commissione su questa proposta.<\/p><p>CEVOLOTTO, <em>Relatore.<\/em> I membri della Commissione hanno preferito la formula positiva a quella negativa, ma naturalmente esse si equivalgono, in sostanza.<\/p><p>La Commissione mantiene la sua formulazione.<\/p><p>ANDREOTTI, <em>Sottosegretario di Stato per la Presidenza del Consiglio.<\/em> Dichiaro di aderire al testo della Commissione e di ritirare pertanto la mia proposta.<\/p><p>PRESIDENTE. Pongo in votazione la restante parte del terzo comma nella formula della Commissione, con l\u2019emendamento Colitto:<\/p><p>\u00abse possiede gli altri requisiti per l\u2019iscrizione nelle liste elettorali politiche\u00bb.<\/p><p>(<em>Sono approvate<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Pongo in votazione il quarto comma, nel testo dell\u2019emendamento Guerrieri:<\/p><p>\u00abQuando il direttore sia investito del mandato parlamentare, deve essere nominato un vice-direttore, che assuma la qualit\u00e0 di responsabile\u00bb.<\/p><p>La Commissione e il Governo si sono dichiarati favorevoli a questo emendamento.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Pongo in votazione l\u2019ultimo comma:<\/p><p>\u00abLe disposizioni di questa legge concernenti il direttore responsabile si applicano alla persona che assume la responsabilit\u00e0 ai sensi del comma precedente\u00bb.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo all\u2019articolo 6. Se ne dia lettura.<\/p><p>RICCIO, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00ab<em>Proprietario.<\/em><\/p><p>\u00abPer poter pubblicare un giornale o altro periodico il proprietario, se cittadino italiano residente in Italia, deve avere i requisiti per la iscrizione nelle liste elettorali politiche.<\/p><p>\u00abSe il proprietario \u00e8 cittadino italiano residente all\u2019estero o cittadino straniero, nei suoi confronti non deve ricorrere alcuna delle condizioni da cui deriverebbe la esclusione dalle liste elettorali politiche.<\/p><p>\u00abSe si tratta di minore o di persona giuridica, i requisiti indicati nei commi precedenti debbono essere posseduti dal legale rappresentante.<\/p><p>\u00abI requisiti medesimi debbono essere posseduti anche dalla persona che esercita l\u2019impresa giornalistica, se essa \u00e8 diversa dal proprietario\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Colitto ha presentato i seguenti emendamenti:<\/p><p>\u00ab<em>Al primo comma, alle parole:<\/em> deve avere, <em>sostituire:<\/em> deve possedere\u00bb.<\/p><p>\u00ab<em>Al secondo comma, alle parole:<\/em> nei suoi confronti non deve ricorrere alcuna delle condizioni da cui deriverebbe la esclusione dalle, <em>sostituire:<\/em> deve possedere gli altri requisiti per la iscrizione nelle\u00bb.<\/p><p>Ha facolt\u00e0 di svolgerli.<\/p><p>COLITTO. Li mantengo e rinuncio a svolgerli.<\/p><p>PRESIDENTE. Prego il Relatore di esprimere il parere della Commissione.<\/p><p>CEVOLOTTO, <em>Relatore.<\/em> La Commissione accetta gli emendamenti Colitto.<\/p><p>PRESIDENTE. E il Governo?<\/p><p>ANDREOTTI, <em>Sottosegretario di Stato per la Presidenza del Consiglio.<\/em> Il Governo si rimette all\u2019Assemblea.<\/p><p>PRESIDENTE. Allora, pongo in votazione il primo comma dell\u2019articolo 6, con l\u2019emendamento Colitto:<\/p><p>\u00abPer poter pubblicare un giornale o altro periodico il proprietario, se cittadino italiano residente in Italia, deve possedere i requisiti per l\u2019iscrizione nelle liste elettorali politiche\u00bb.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Pongo ora in votazione il secondo comma che, con l\u2019emendamento Colitto, risulta cos\u00ec modificato:<\/p><p>\u00abSe il proprietario \u00e8 cittadino italiano residente all\u2019estero o cittadino straniero, deve possedere gli altri requisiti per la iscrizione nelle liste elettorali politiche\u00bb.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Pongo in votazione il terzo comma:<\/p><p>\u00abSe si tratta di minore o di persona giuridica, i requisiti indicati nei commi precedenti debbono essere posseduti dal legale rappresentante\u00bb.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Pongo in votazione il quarto comma:<\/p><p>\u00abI requisiti medesimi debbono essere posseduti anche dalla persona che esercita l\u2019impresa giornalistica, se essa \u00e8 diversa dal proprietario\u00bb.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>CEVOLOTTO, <em>Relatore.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CEVOLOTTO, <em>Relatore.<\/em> Abbiamo ammesso che possa essere proprietario del giornale un cittadino straniero, mentre abbiamo escluso che possa essere direttore. Formalmente non vi \u00e8 una assoluta contraddizione; sostanzialmente un po\u2019 di contraddizione c\u2019\u00e8, perch\u00e9 forse \u00e8 pi\u00f9 grave ammettere che lo straniero possa essere proprietario di un giornale che non direttore di esso. Il direttore \u00e8 sottoposto ad una vigilanza continua dell\u2019opinione pubblica, e alla vigilanza della legge. Il proprietario pu\u00f2 esercitare la sua azione stando fra le quinte, o stando anche all\u2019estero.<\/p><p>Ora, il divieto che abbiamo approvato, forse un po\u2019 affrettatamente, per lo straniero di essere direttore, \u00e8 grave per le ripercussioni che pu\u00f2 avere per gli italiani che sono all\u2019estero; perch\u00e9 qualche nazione potrebbe anche avvalersi di questa legge, per escludere a sua volta gli italiani dalla direzione dei giornali. E non ho bisogno di ricordare a voi che, ad esempio, a New York \u00e8 stato direttore, per molto tempo, di un giornale importantissimo un italiano, che \u00e8 stato anche deputato: Falbo; e a Buenos Aires vi sono sempre stati giornali italiani diretti da italiani. L\u2019Assemblea, credo, un po\u2019 affrettatamente \u00e8 passata su questo punto.<\/p><p>Ora, siccome sostanzialmente una certa contraddizione c\u2019\u00e8, io vorrei domandare al Presidente se non si potesse, in considerazione di questa contraddizione sostanziale, rivedere la decisione sull\u2019articolo precedente.<\/p><p>ANDREOTTI, <em>Sottosegretario di Stato per la Presidenza del Consiglio.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>ANDREOTTI <em>Sottosegretario di Stato per la Presidenza Consiglio<\/em>. A me pare che si tratti di casi profondamente diversi, perch\u00e9, affermando che il direttore responsabile, secondo quel preciso concetto di responsabilit\u00e0 che \u00e8 stato affermato da noi oggi, debba essere italiano, mi pare che non si violi l\u2019aspettativa di tutti gli stranieri di vedere qui riconosciuti i pi\u00f9 ampi diritti; mentre, se introducessimo il divieto anche per la propriet\u00e0, noi verremmo ad effettuare un vero attentato alla libert\u00e0 della stampa.<\/p><p>Comunque, riguardo alla richiesta fatta dall\u2019onorevole Cevolotto, qualora non ostino delle preclusive ragioni di carattere procedurale, io credo che si potrebbe accedere all\u2019idea di discutere, per accertare se \u00e8 stata una votazione cosciente ovvero se ci sono motivi che fanno riflettere qualcuno e tali da determinare un voto diverso. Spetta comunque alla Presidenza di stabilire se ci\u00f2 \u00e8 possibile.<\/p><p>UBERTI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LIBERTI. Osservo su questa questione della direzione di un giornale, che, se essa riguardasse i periodici tecnici, scientifici ecc, la soluzione sarebbe diversa, ma per un giornale politico la cosa \u00e8 pi\u00f9 delicata, in quanto si tratta di impedire che un direttore straniero possa influire attraverso una attivit\u00e0 giornalistica nelle cose politiche del nostro Stato. Diversa \u00e8 anche la questione in quelle nazioni formate da vari complessi etnici, come avviene per le Americhe, dove, per esempio, gli emigrati italiani possono fare dei giornali per gli italiani, perch\u00e9 questi col\u00e0 sono una notevole parte di popolazione; mentre invece in Italia, nella situazione del nostro Stato, nel quale non vi sono minoranze straniere, \u00e8 estremamente pericoloso che gli stranieri possano assumere la direzione di giornali politici. Quindi noi invitiamo a tenere ferma la deliberazione presa.<\/p><p>PERASSI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>PERASSI. Poich\u00e9 si \u00e8 aperta la discussione a questo riguardo e poich\u00e9 ritengo che l\u2019Assemblea Costituente vorr\u00e0 ben ponderare prima di prendere una decisione definitiva, mi sembra opportuno insistere sulle osservazioni fatte gi\u00e0 in modo cos\u00ec preciso dall\u2019onorevole Cevolotto; e cio\u00e8 occorre pensare alla importanza di questa questione non soltanto da un punto di vista interno, ma anche dal punto di vista della situazione degli italiani all\u2019estero.<\/p><p>\u00c8 evidente che molti paesi potrebbero sottoporre a condizioni di reciprocit\u00e0 l\u2019ammissione degli italiani alla direzione dei giornali. Se si stabilisce nella nostra legge che la cittadinanza \u00e8 un requisito necessario per essere direttore, \u00e8 evidente che noi esponiamo gli italiani all\u2019estero al pericolo di non poter pubblicare i giornali sotto la loro direzione. Ma c\u2019\u00e8 un\u2019altra osservazione da fare (e mi riferisco specialmente a quanto ha detto l\u2019onorevole Uberti): l\u2019articolo di cui si parla non concerne soltanto i quotidiani politici, n\u00e9 solo i giornali politici: si riferisce a qualsiasi periodico, compresi, quindi, anche i periodici scientifici e le riviste.<\/p><p>Ora, nel nostro diritto, non \u00e8 escluso che vi siano dei professori universitari, che non siano cittadini italiani. Pu\u00f2 avvenire che qualche professore universitario, specialmente di certe materie tecniche, abbia a pubblicare una rivista scientifica. Perch\u00e9 vogliamo impedire questo, esigendo la condizione della cittadinanza?<\/p><p>Vi \u00e8 ancora un\u2019altra osservazione da fare nei riguardi dello straniero: quando sia il caso, pu\u00f2 intervenire un provvedimento che non si pu\u00f2 prendere nei riguardi di un cittadino, quello della espulsione.<\/p><p>Per queste diverse considerazioni, soprattutto la prima, e tenuto conto anche delle garanzie che risultano dalle leggi vigenti, mi parrebbe opportuno che l\u2019Assemblea Costituente tornasse sull\u2019argomento.<\/p><p>Per superare l\u2019obiezione formale che una votazione c\u2019\u00e8 stata, proporrei di dire che sia ammesso ad assumere la direzione e la responsabilit\u00e0 di un periodico lo straniero residente in Italia da 5 anni. \u00c8 una formula che permetterebbe di superare anche l\u2019obiezione di ripetere la votazione su una cosa gi\u00e0 decisa. La residenza di 5 anni sarebbe una nuova garanzia, con la quale sembra che potrebbero cadere le preoccupazioni che si oppongono. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. La questione proposta pu\u00f2 essere risolta in base all\u2019articolo 96 del Regolamento, che dice:<\/p><p>\u00abPrima che il progetto di legge sia votato a scrutinio segreto, la Commissione o un Ministro potr\u00e0 richiamare l\u2019attenzione della Camera sopra le correzioni di forma che esso richieda, nonch\u00e9 sopra quegli emendamenti gi\u00e0 approvati che sembrino inconciliabili con lo scopo della legge o con alcune delle sue disposizioni, e proporre le mutazioni che gli paiano opportune. La Camera, sentito l\u2019autore dell\u2019emendamento o un altro in sua vece, un membro della Commissione e il ministro, delibera\u00bb.<\/p><p>Noi abbiamo delibato la questione. Opportunamente l\u2019Assemblea ha discusso a fondo, ma la decisione deve essere rimandata al momento che precede la votazione a scrutinio segreto.<\/p><p>Se non vi sono obiezioni, rimane cos\u00ec stabilito.<\/p><p>(<em>Cos\u00ec rimane stabilito<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Ora, prego l\u2019Assemblea di tornare all\u2019articolo 3, del quale abbiamo lasciato in sospeso \u2013 su proposta dell\u2019onorevole Schiavetti \u2013 la deliberazione sull\u2019ultimo alinea.<\/p><p>L\u2019ultimo alinea dell\u2019articolo 3 dice che i giornali e gli altri periodici devono portare l\u2019indicazione \u00abdel nome del proprietario responsabile\u00bb.<\/p><p>CEVOLOTTO, <em>Relatore.<\/em> Propongo la seguente formula: \u00abdel nome del proprietario e del direttore o vice-direttore responsabile\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Chiedo il parere del Governo.<\/p><p>ANDREOTTI, <em>Sottosegretario di Stato per la Presidenza del Consiglio.<\/em> Sono d\u2019accordo.<\/p><p>PRESIDENTE. Pongo pertanto in votazione la formula proposta.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvata<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Risulta cos\u00ec approvato l\u2019intero articolo 3. Passiamo all\u2019articolo 7.<\/p><p>Se ne dia lettura.<\/p><p>RICCIO, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00ab<em>Registrazione.<\/em><\/p><p>\u00abNessun giornale o periodico pu\u00f2 essere pubblicato se non sia stato registrato presso la cancelleria del tribunale nella cui circoscrizione la pubblicazione deve effettuarsi.<\/p><p>\u00abPer la registrazione occorre che siano depositati nella cancelleria:<\/p><p>\u00ab1\u00b0) una dichiarazione, con le firme autenticate del proprietario e del direttore responsabile, dalla quale risultino il nome e il domicilio di essi e della persona che esercita l\u2019impresa giornalistica, se questa \u00e8 diversa dal proprietario, nonch\u00e9 il titolo e la natura della pubblicazione;<\/p><p>\u00ab2\u00b0) i documenti comprovanti il possesso dei requisiti indicati negli articoli 5 e 6;<\/p><p>\u00ab3\u00b0) copia dell\u2019atto di costituzione o dello statuto, se proprietario \u00e8 una persona giuridica.<\/p><p>\u00abIl presidente del tribunale o un giudice da lui delegato, verificata la sussistenza dei requisiti prescritti, ordina, entro 15 giorni, l\u2019iscrizione del giornale o periodico in apposito registro tenuto dalla cancelleria.<\/p><p>\u00abIl registro \u00e8 pubblico\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE, A questo articolo l\u2019onorevole Schiavetti ha presentato i seguenti due emendamenti, gi\u00e0 svolti:<\/p><p>\u00ab<em>Inserire fra il n. 2\u00b0<\/em>)<em> e il n. 1\u00b0<\/em>)<em> del secondo comma il numero seguente:<\/em><\/p><p>\u00ab<em>2\u00b0-bis<\/em>) un documento attestante l\u2019iscrizione del gerente responsabile nell\u2019albo professionale dei giornalisti\u00bb.<\/p><p>\u00ab<em>Sostituire il penultimo comma col seguente:<\/em><\/p><p>\u00abIl cancelliere, constatata la regolarit\u00e0 dei documenti prodotti, ne prende atto in apposito registro e ne rilascia ricevuta, attestando l\u2019avvenuta registrazione\u00bb.<\/p><p>Prego l\u2019onorevole Relatore di volere esprimere il parere della Commissione.<\/p><p>CEVOLOTTO, <em>Relatore.<\/em> Si tratta di una delle questioni pi\u00f9 delicate e pi\u00f9 importanti di questo stralcio del disegno di legge. La questione sulla quale la federazione della stampa italiana ha pi\u00f9 insistito, ritenendola veramente fondamentale, essenziale, \u00e8 quella che il direttore del giornale debba essere iscritto nell\u2019albo professionale.<\/p><p>Ora, a parte il merito, su cui naturalmente le opinioni possono discordare, \u00e8 manifesto che vi \u00e8 una forte corrente anche nell\u2019opinione pubblica e nei partiti politici, che giustifica l\u2019aspirazione dei giornalisti al professionismo, se fosse stabilita in una forma legislativa precisa. Si tratta di riservare ai professionisti la direzione dei giornali, escludendo chi non eserciti esclusivamente e professionalmente il giornalismo. Ora, a questa aspirazione della classe giornalistica, la Commissione, pur non prendendo posizione su questo punto, non \u00e8 stata in realt\u00e0 contraria. Non vi \u00e8 stata una vera opposizione a questo punto di vista, che pure va meditato e discusso, sebbene parecchi Commissari abbiano espresso riserve: alcuni hanno osservato che questo, in un certo senso, potrebbe sembrare una limitazione della libert\u00e0 del giornalismo; altri hanno fatto altre osservazioni. Per esempio, il rappresentante nella Commissione del Gruppo comunista, onorevole Molinelli, ha portato una considerazione che ha la sua importanza, cio\u00e8 egli ha detto: \u00abMa voi allora volete impedire ad un anarchico individualista, che non si iscriver\u00e0 mai all\u2019albo dei giornalisti, di pubblicare un suo giornale e di esserne il direttore\u00bb.<\/p><p>Ma, a parte queste considerazioni, che meriterebbero un esame approfondito, la ragione per cui non abbiamo messo nel testo la condizione dell\u2019iscrizione all\u2019albo \u00e8 una altra, ed \u00e8 una ragione formale. Secondo noi, l\u2019attuale disciplina della tenuta dell\u2019albo dei giornalisti non \u00e8 definitiva e non \u00e8 tale da consentire, che in questo momento si possa adottare una formula di questo genere. Infatti l\u2019albo dei giornalisti, che \u00e8 stato creato dal regio decreto 26 febbraio 1928, n. 384, \u00e8 ora regolato dal decreto legislativo 23 ottobre 1944, n. 302. Ma questo decreto-legge, che \u00e8 brevissimo, d\u00e0 evidentemente una regolamentazione temporanea, transitoria, alla tenuta dell\u2019albo. E non si capisce bene se sostituisca la legge del 1928 oppure se semplicemente introduca delle modificazioni a questa legge. Io credo che la sostituisca piuttosto che la modifichi; e ci\u00f2 per una ragione essenziale, e cio\u00e8 che, se la legge del 1928 non fosse stata sostituita, per tutto quanto riguarda la tenuta dell\u2019albo, da questo decreto, e fosse ancora in vita, allora molto probabilmente la questione che noi facciamo non avrebbe ragione di essere, in quanto l\u2019articolo 19 della legge del 1928 dice: \u00abIl direttore o redattore responsabile di un giornale quotidiano deve essere iscritto nell\u2019elenco dei professionisti\u00bb. Il decreto-legge del 1928 ha avuto efficacia anche quando vigeva l\u2019editto albertino, che non metteva alcun limite alla qualit\u00e0 di direttore del giornale, e potrebbe avere efficacia anche adesso, fino a che la nuova legge non la abrogasse o non si mettesse in contraddizione con essa.<\/p><p>Ora, siccome il chiedere altri requisiti non \u00e8 mettersi in contraddizione con la legge che stabilisce questa norma, questa norma potrebbe avere ancora vigore. E avrebbe vigore anche dopo che noi avessimo votato il nostro stralcio. Viceversa non ha vigore neanche oggi, perch\u00e9 neppure in questo momento si richiede, per l\u2019assunzione della direzione di un giornale, l\u2019iscrizione nell\u2019albo dei giornalisti, secondo il testo dell\u2019articolo 19 della legge del 1928.<\/p><p>Ci\u00f2 dimostra che il testo del 1928 si reputa, anche per questa norma, abrogato dal decreto luogotenenziale del 1944.<\/p><p>Ad ogni modo il decreto luogotenenziale del 1944 stabiliva che, fino a quando non saranno emanate le nuove norme, la tenuta dell\u2019albo dei giornalisti \u00e8 affidata ad un\u2019unica commissione sedente in Roma e composta di non meno di 12 e non pi\u00f9 di 15 membri nominati dal Ministro di grazia e giustizia, sentita anche la federazione della stampa italiana.<\/p><p>Tutto \u00e8 dunque affidato a questa commissione unica.<\/p><p>Si tratta evidentemente di una regolamentazione provvisoria, in attesa della legge sull\u2019albo dei giornalisti, che \u00e8 in elaborazione e che deve dare definitivo assestamento a questa materia e stabilire le norme del professionismo giornalistico, in modo da dare delle garanzie assolute ai giornalisti stessi, di tutte le parti politiche, di tutte le provenienze, per la loro iscrizione e per la loro cancellazione. Ora queste garanzie, se nella disposizione transitoria sono tutelate dalla seriet\u00e0 di questa commissione nominata dal Ministero e dalla federazione, non sono comprese in una struttura organica di legge professionale.<\/p><p>Ho ricordato l\u2019altro giorno a questo proposito che l\u2019articolo 5 del decreto-legge del 1928 stabilisce che in nessun caso possono essere iscritti all\u2019albo dei giornalisti, e qualora vi si trovino iscritti devono essere cancellati, coloro che avranno svolta un\u2019attivit\u00e0 in contraddizione con gli interessi della Nazione.<\/p><p>In una formula di questo genere ben si vede che cosa si pu\u00f2 far entrare. Noi non vogliamo certamente mostrarci contrari alle aspirazioni dei giornalisti di avere una regolamentazione professionale seria, e di avere il riconoscimento della loro professionalit\u00e0; ma piuttosto che adottare la formula dell\u2019onorevole Schiavetti, che non mi pare sia opportuna in questo momento (perch\u00e9 noi dobbiamo pensare alla regolamentazione professionale che verr\u00e0 dalla futura legge, mentre oggi abbiamo solo norme di origine fascista e questi articoli stralciati, che sono provvisori) credo che si potrebbe tornare a quella formula che aveva adottato la Commissione giornalistica che ha elaborato il primo schema di questa legge, e cio\u00e8 la seguente: \u00abogni altro documento che venga richiesto da successive leggi relative alla professione giornalistica\u00bb.<\/p><p>\u00c8 una formula un po\u2019 di transazione e di transizione, ma mi pare risponda al momento. Penso che la formula Schiavetti sia prematura e pericolosa, mentre invece questa formula lascia aperta la via alle legittime aspirazioni dei giornalisti, con le dovute necessarie cautele.<\/p><p>MANZINI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MANZINI. Mi associo all\u2019emendamento dell\u2019onorevole Schiavetti e prego gli onorevoli colleghi e il Governo di fare particolarmente attenzione alla delicatezza della decisione che stiamo per prendere.<\/p><p>La questione dell\u2019albo professionale \u00e8 una questione fondamentale per i giornalisti italiani. Noi ci troviamo di fronte ad un ordinamento che pone l\u2019attivit\u00e0 del giornalismo su un piano di dignit\u00e0, di selezione e di responsabilit\u00e0 morale e politica, e d\u00e0 all\u2019attivit\u00e0 giornalistica le assolute garanzie nel campo economico e sindacale.<\/p><p>Ora, se \u00e8 vero \u2013 come ha detto l\u2019onorevole Cevolotto \u2013 che la legislazione sull\u2019albo possa anche subire delle modifiche, per\u00f2 \u00e8 altrettanto vero che la disciplina dell\u2019albo giornalistico \u00e8 stata confermata sia da un decreto luogotenenziale, sia da una solenne deliberazione dei giornalisti dopo il congresso di Napoli. L\u2019attivit\u00e0 professionale giornalistica \u00e8 oggi regolamentata in Italia dall\u2019albo, il quale \u00e8 stato ricostituito e per cui sono state emanate anche di recente norme specifiche che hanno facilitato l\u2019iscrizione all\u2019albo di tutti quei professionisti che ne erano degni, sia per avere fatto del giornalismo in periodo clandestino, sia per requisiti di carattere culturale e morale.<\/p><p>Ora, se noi non sottolineassimo in questa legge la esistenza dell\u2019albo, verremmo ad ammettere il principio che il giornalismo possa essere esercitato in Italia anche prescindendo dall\u2019iscrizione all\u2019albo, e le conseguenze sarebbero gravissime. Per portare un esempio, le norme sul contratto collettivo per i giornalisti verrebbe a cadere. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>A proposito della tesi sostenuta dell\u2019onorevole Cevolotto il quale afferma che oggi siamo di fronte ad una legislazione provvisoria, altrettanto dobbiamo dire di questa legge dal momento che abbiamo deciso che la legge sulla stampa non \u00e8 legge costituzionale, ma, attraverso lo stralcio, diventa una codificazione transitoria \u2013 che ci consente di fare domani tutte quelle modifiche che si ritengano opportune e necessarie. Quindi, se per ipotesi la Camera di domani volesse sancire che l\u2019esercizio del giornalismo non deve avere nessuna tutela e garanzia, allora si sar\u00e0 in tempo a modificare questa legge.<\/p><p>A conferma di questo mio giudizio aggiungo, a tranquillit\u00e0 dei colleghi che hanno questa preoccupazione, che l\u2019albo non rappresenta nessuna limitazione all\u2019attivit\u00e0 di pensiero. Oggi, sui giornali possono scrivere tanti, sia attraverso la categoria dei pubblicisti, sia uomini votati ad un\u2019attivit\u00e0 politica militante, a qualsiasi ceto appartengano. L\u2019albo \u00e8 semplicemente la codificazione che l\u2019attivit\u00e0 professionale giornalistica continua deve essere svolta soltanto da professionisti che diano quelle particolari garanzie di moralit\u00e0, di competenza e di responsabilit\u00e0.<\/p><p>Quindi mi associo all\u2019emendamento dell\u2019onorevole Schiavetti e credo che sia importante che il Governo accolga quello che non \u00e8 soltanto il voto dei deputati giornalisti ma di tutta l\u2019organizzazione dei giornalisti italiani, i quali, attraverso un ordine del giorno, hanno fatto voti perch\u00e9 l\u2019Assemblea Costituente venga incontro a questo desiderio di una classe benemerita per la sua attivit\u00e0, anche dal punto di vista politico.<\/p><p>TREVES. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>TREVES. Credo che pochi sappiano veramente che cosa sia la professione del giornalista e che moltissimi ne abbiano quella nozione piuttosto vaga che ha il pubblico in genere, cio\u00e8 che la professione del giornalista non \u00e8 una vera professione, che tutti la sanno fare, che tutti sanno scrivere nei giornali e che in teoria tutti potrebbero scrivere nei giornali meglio dei giornalisti professionisti.<\/p><p>Questa \u00e8 l\u2019opinione che temo prevalga anche in questa Assemblea, mentre nessuno pensa che per fare il medico tutti saprebbero farlo meglio dei laureati in medicina. Io penso che chi ha conoscenza della professione del giornalista \u2013 e non soltanto noi giornalisti \u2013 non possa non essere a favore dell\u2019albo e non dare all\u2019albo questo valore preciso. So benissimo che si possono fare delle obiezioni, per esempio quella che \u00e8 stata fatta dal collega Molinelli sui giornalisti anarchici.<\/p><p>MOLINELLI. Non soltanto questi.<\/p><p>TREVES. Ma quando uno arriva a queste posizioni spirituali estreme, allora anche il medico anarchico pu\u00f2 rifiutarsi di fare il medico perch\u00e9 non \u00e8 iscritto nell\u2019albo dei medici. Non mi sembra che sia una obiezione tale da infirmare il principio generale. Penso quindi che quando si tratta del direttore del giornale, cio\u00e8 effettivamente della persona che \u00e8 responsabile di tutto l\u2019andamento del giornale, della persona cui abbiamo dato con questa legge precise responsabilit\u00e0 morali e penali, non possa essere che un giornalista professionista che sappia, non solo tecnicamente, quella che \u00e8 la professione, e ne senta anche il valore morale.<\/p><p>E come si stabilisce chi \u00e8 giornalista professionista, cio\u00e8 colui che ha questa cognizione tecnica e morale del giornalismo, se non attraverso l\u2019albo? Mi rendo conto delle difficolt\u00e0 attuali e dei dubbi dell\u2019onorevole Cevolotto. Ho dei dubbi anch\u2019io in questo momento. Oggi, effettivamente, l\u2019albo non \u00e8 quello che noi giornalisti ci auguriamo che sia: quello che dia quella disciplina e quel valore specifico alla nostra professione. Tuttavia, anche se questa legge \u00e8 una legge che durer\u00e0 quello che durer\u00e0 e che il prossimo Parlamento pu\u00f2 modificare, non sappiamo in realt\u00e0 quanto tempo possa durare. Potr\u00e0 durare parecchio tempo, e noi lo speriamo, e mi sembra un pericolo se non regoliamo la posizione del direttore responsabile.<\/p><p>Tutto sommato, pur rendendomi conto delle difficolt\u00e0, penso che sia meno pericoloso, proprio per la dignit\u00e0 del giornalismo e quindi anche per la libert\u00e0 di tutti i cittadini, di non abbandonare questa posizione di responsabilit\u00e0 non solo per il giornalista, ma proprio la responsabilit\u00e0 verso tutto il pubblico, nelle mani di coloro che possono non avere (pur essendo degnissime persone) quella speciale sensibilit\u00e0 di fronte al proprio compito che ha il giornalista professionista regolarmente iscritto nell\u2019albo dei professionisti. E quando noi diciamo che il responsabile del giornale deve essere iscritto nell\u2019albo, non diciamo certo che tutti coloro che occasionalmente possono collaborare al giornale debbano essere, direi, corporativamente iscritti nell\u2019albo professionale; \u00e8 una sola persona, in tutto il complesso dei lavoratori di un determinato ambiente, che noi desideriamo abbia qualifica di giornalista professionista e quindi sia iscritto nell\u2019albo. Non credo che vi sia alcuna limitazione alla libert\u00e0 dei singoli se noi giornalisti di quest\u2019Aula chiediamo questa qualifica, questo riconoscimento specifico della qualit\u00e0 di giornalista, per il direttore responsabile. (<em>Applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>FABBRI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>FABBRI. Relativamente a questo argomento, volevo fare due brevissime osservazioni. La prima \u00e8 che il requisito del direttore responsabile \u00e8, naturalmente, generico per tutte le qualit\u00e0 di periodici, e cio\u00e8, ad esempio, per le riviste anche tecniche, religiose, mediche, giuridiche, fotografiche, ecc. Ora, se noi facciamo una disposizione di carattere generale la quale dispone che il direttore deve essere iscritto nell\u2019albo, noi creiamo, anche per quelli che sono i riflessi speciali del contratto collettivo, addirittura impossibilit\u00e0 di vita per una quantit\u00e0 di periodici e di riviste dei pi\u00f9 disparati rami dello scibile che oggi vivono la loro vita normale, fisiologica e che non capisco perch\u00e9 debbano essere improvvisamente disturbati da questa nuova legge. E questa \u00e8 una osservazione che mi pare di notevolissimo peso.<\/p><p>Riguardo alla seconda, io riconosco in teoria tutto il contenuto morale di questa esigenza inerente al fatto che per esercitare la professione di giornalista sia necessario essere iscritto nell\u2019albo professionale, ma faccio osservare che quando si fa riferimento ad una equiparazione con altre professioni \u2013 all\u2019avvocato, all\u2019ingegnere, al medico \u2013 si fa riferimento ad una attivit\u00e0 di persone di cui l\u2019istruzione \u00e8 regolata dalla legge, la quale mette capo ad un certificato di idoneit\u00e0 rilasciato dall\u2019organo competente dello Stato. Ora l\u2019equiparazione immediata fra iscrizione all\u2019albo ed esercizio della professione di giornalista porta questa conseguenza, che per essere iscritto nell\u2019albo bisogna essere giornalista, ma per essere giornalista bisogna essere iscritto nell\u2019albo e quindi v\u2019\u00e8 una situazione assolutamente inestricabile e che si risolve poi in fatto nel diritto di coloro che sono i componenti degli organi che tengono l\u2019albo, di riconoscere, con una pi\u00f9 o meno relativa arbitrariet\u00e0, i requisiti di coloro che pretendono o richiedono di essere iscritti nell\u2019albo. Quando io sono avvocato munito di una laurea e ho fatto un determinato esame, non \u00e8 pi\u00f9 discutibile la mia iscrizione nell\u2019albo: presento i documenti previsti dalla legge e l\u2019iscrizione \u00e8 obbligatoria. Ma relativamente all\u2019esercizio della professione giornalistica, quando per esercitarla bisogna essere iscritti nell\u2019albo, e quando non essendo iscritti nell\u2019albo non si pu\u00f2, ad esempio, essere direttore di un giornale, non vedo come sia facilmente superabile la difficolt\u00e0 per la situazione attuale circa un preteso regolamento giuridico che finisce per risolversi poi in limitazioni all\u2019esercizio delle facolt\u00e0 e delle libert\u00e0 del cittadino. Per queste due osservazioni chiedo di avere dei chiarimenti sulla portata dell\u2019emendamento restrittivo proposto.<\/p><p>MANZINI. Chiedo di parlare per un chiarimento.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MANZINI. L\u2019albo \u00e8 una istituzione che contempla gi\u00e0 questo caso, perch\u00e9 l\u2019albo \u00e8 composto di tre categorie: l\u2019albo dei professionisti che riguarda appunto l\u2019attivit\u00e0 del giornalismo quotidiano, l\u2019albo dei pubblicisti, e poi vi \u00e8 anche una categoria speciale.<\/p><p>FABBRI. Da chi \u00e8 riconosciuto l\u2019albo?<\/p><p>MANZINI. Dallo Stato, col noto decreto luogotenenziale. Tutti i bollettini parrocchiali hanno ad esempio un direttore che \u00e8 un sacerdote, il quale non deve essere giornalista professionista. Si chiama categoria <em>C<\/em> e vi si contempla appunto il caso che il collega ha fatto. Per una rivista tecnica non v\u2019\u00e8 bisogno che si sia giornalisti professionisti per dirigerla.<\/p><p>FUSCHINI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>FUSCHINI. Io volevo aggiungere alle considerazioni che ha fatto l\u2019onorevole Fabbri, questa e cio\u00e8: mi sembra che troppe volte in questa legge si parli genericamente insieme di giornali e di periodici. Ora, quando si parla di giornali si deve intendere giornali quotidiani?<\/p><p><em>Una voce.<\/em> No.<\/p><p>FUSCHINI. Allora vorrei domandare che cosa vuol dire giornale periodico, perch\u00e9 qui si fa una confusione che \u00e8 gravissima nelle sue conseguenze.<\/p><p>Vi \u00e8 una quantit\u00e0 di pubblicazioni che possono soggiacere a quella disciplina che si deve volere e che noi vogliamo per i giornali quotidiani. Ma non possiamo estendere ai periodici, alle riviste, ai giornali settimanali, che hanno un\u2019importanza molto limitata, tutte le garanzie stabilite dalla legge che stiamo esaminando. Per quel che si riferisce al direttore responsabile, che si vuole iscritto all\u2019albo professionale, noi dobbiamo distinguere. Se si riferisce ai giornali quotidiani, non abbiamo nessuna difficolt\u00e0 a dire che \u00e8 necessario che coloro che dirigono questi giornali siano iscritti all\u2019albo professionale, quando naturalmente questo albo sar\u00e0 riconosciuto da una legge del Parlamento. Perch\u00e9 non possiamo ritenere che la legge approvata dal fascismo, riguardante appunto l\u2019albo professionale, possa valere oggi, in regime di libert\u00e0 di stampa. Pertanto io modificherei l\u2019emendamento Schiavetti in questo senso:<\/p><p>\u00abun documento attestante che il direttore o il vice-direttore responsabile di giornale quotidiano sia iscritto nell\u2019albo professionale dei giornalisti non appena questo sar\u00e0 istituito\u00bb.<\/p><p>Questo, per mettere in chiaro che noi accettiamo, come ho detto, che il requisito professionale sia richiesto per la stampa quotidiana, ma non per tutte le altre pubblicazioni periodiche.<\/p><p>MOLINELLI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MOLINELLI. Parlo a nome personale, perch\u00e9 non voglio coinvolgere la responsabilit\u00e0 della Commissione. Mi dichiaro contrario all\u2019accettazione dell\u2019emendamento Schiavetti, e non per la sola ragione che ha citato l\u2019onorevole Treves, ma per un\u2019altra, fondamentale. L\u2019altro giorno, l\u2019onorevole Bettiol diceva che la stampa \u00e8 pensiero. La verit\u00e0 forse non \u00e8 questa. Oggi la stampa \u00e8, oltrech\u00e9 manifestazione e diffusione di pensiero, anche industria della carta stampata. E quando l\u2019onorevole Schiavetti parlava di degenerazione morale della stampa, in realt\u00e0 intendeva riferirsi a quella degenerazione dovuta all\u2019industrializzazione ed alla monopolizzazione della stampa, alla quale ha fatto cenno l\u2019onorevole Scoccimarro. Ma, parlandone, noi intendiamo qui riferirci alla stampa come mezzo di diffusione del pensiero; e siccome non v\u2019\u00e8 cittadino il quale non abbia il diritto e il dovere di avere un pensiero e di diffonderlo, sarebbe incongruente, secondo me, che noi limitassimo ad una parte dei cittadini il diritto di diffondere il loro pensiero attraverso la stampa.<\/p><p>Per questa ragione io sono contrario all\u2019obbligatoriet\u00e0 dell\u2019iscrizione nell\u2019albo professionale del direttore responsabile.<\/p><p>Ricordo un episodio. Durante il periodo fascista sono stato per qualche tempo impiegato in una casa editrice che stampava un periodico e della quale casa editrice non faceva parte nessun fascista e quindi nessun iscritto all\u2019albo dei giornalisti. Per pubblicare il periodico era necessario avere un direttore responsabile, iscritto all\u2019albo dei giornalisti; Ebbene: il direttore veniva una volta al mese, quando si trattava di riscuotere lo stipendio.<\/p><p>SCHIAVETTI. Allora l\u2019albo aveva un significato politico, che non deve pi\u00f9 avere.<\/p><p>MOLINELLI. Convengo che accanto alla stampa intesa come diffusione del pensiero vi \u00e8 una stampa di informazione e una stampa varia, nella quale il giornalismo diventa professione e come tale richiede organizzazione, sindacato ed anche albo dei giornalisti.<\/p><p>Ma non mi pare che questa sia ragione sufficiente per imporre l\u2019obbligo a chiunque stampi un giornale di avere un direttore responsabile iscritto nell\u2019albo dei giornalisti.<\/p><p>Per questa sola ragione sono contrario all\u2019emendamento proposto dall\u2019onorevole Schiavetti.<\/p><p>TARGETTI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>TARGETTI. Dichiaro, come ha dichiarato il collega Molinelli, che esprimo il mio pensiero personale, il quale non solo non vincola il pensiero degli altri componenti la Commissione, ma neppure il pensiero dei colleghi del mio Gruppo.<\/p><p>Io ritengo che, qualunque sia la nostra convinzione sulla opportunit\u00e0 di porre come condizione la iscrizione nell\u2019albo giornalistico, non si possa risolvere questa questione se prima non si sia provveduto a legiferare intorno all\u2019albo dei giornalisti.<\/p><p>\u00c8 fuori di discussione: quando si entri nell\u2019ordine di idee sostenute dal collega Schiavetti, si viene a limitare notevolmente l\u2019esercizio del diritto di stampa. Non so se si possa anche dire che si va contro ad una tassativa e precisa disposizione della Carta costituzionale, che abbiamo approvato cos\u00ec di recente, che non abbiamo ancora il diritto di dimenticare neppure in qualche particolare. Non ricordo testualmente l\u2019articolo, ma ne ricordo il contenuto, che \u00e8 certamente presente alla memoria di tutti.<\/p><p>La Carta costituzionale riconosce a tutti il diritto di manifestare anche per mezzo della stampa, oltre che con altri mezzi di diffusione, il proprio pensiero.<\/p><p>A parte questa questione, che potrebbe essere pregiudiziale, io chiedo ai sostenitori del principio dell\u2019obbligatoriet\u00e0 dell\u2019iscrizione nell\u2019albo se non riconoscano che una limitazione all\u2019esercizio del diritto di stampa con questa prescrizione si pone. Potr\u00e0 trattarsi di un\u2019utile limitazione. Ma \u00e8 certo che basta che a Tizio o a Caio sia stata negata l\u2019iscrizione nell\u2019albo, o ne sia stato cancellato, perch\u00e9 egli perda <em>ipso facto<\/em>, secondo questa proposta, la possibilit\u00e0, di esercitare la sua attivit\u00e0 di giornalista.<\/p><p>Vorrei che i sostenitori dell\u2019iscrizione nell\u2019albo convenissero in questo: che si pu\u00f2 essere favorevoli a questa limitazione della libert\u00e0 di esercizio del diritto di stampa&#8230;<\/p><p>MAZZONI. Non \u00e8 una limitazione.<\/p><p>TARGETTI. Si pu\u00f2 essere dell\u2019opinione del collega Mazzoni e non ritenerla una limitazione \u2013 non facciamo apprezzamenti in merito \u2013 ma dico: si pu\u00f2 essere favorevoli all\u2019obbligatoriet\u00e0 dell\u2019iscrizione nell\u2019albo a condizione per\u00f2 di avere la certezza che quest\u2019albo sia regolato da norme che assicurino il rispetto del diritto all\u2019iscrizione di chi tale diritto possiede. Che ci diano la garanzia che non si possano avere cancellazioni arbitrarie. Quando, per analogia, si ricordano altri albi bisogna anche ricordare la disciplina a cui sono sottoposti. Domando ai colleghi sostenitori dell\u2019obbligo dell\u2019iscrizione se non ritengano la cosa prematura o meglio se non riconoscano che sia un anteporre cosa che dovrebbe essere posposta, stabilendo oggi un obbligo tassativo in materia. Giacch\u00e9 non siamo in sede di approvazione di una vera e propria legge sulla stampa, ma siamo rimasti nell\u2019intesa che si stabiliscono soltanto alcune disposizioni, si dovrebbe esser tutti d\u2019accordo nel rimandare la risoluzione di codesta questione a quando sar\u00e0 regolata la tenuta dell\u2019albo dei giornalisti da norme che offrano ben altre garanzie di quelle vigenti.<\/p><p>MAZZONI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MAZZONI. Se l\u2019onorevole Targetti si riferisce ad una questione procedurale, posso anche riconoscere che egli ha ragione. Prima di stabilire che dobbiamo ammettere l\u2019albo, bisogna evidentemente stabilire che cosa \u00e8 questo albo, che non sia cio\u00e8 una cosa astratta, nella quale cadiamo senza sapere dove si cade. Ma dove non posso assolutamente arrendermi \u00e8 nel concetto, veramente aberrante che l\u2019albo sia una limitazione di libert\u00e0. Ma che limitazione! L\u2019albo si riferisce ai direttori ed a coloro che assumono la responsabilit\u00e0 morale e politica del giornale e non a tutti quelli che sono liberissimi di scrivere quando, come e dove vogliono. Qui si cade nel solito sproposito di confondere la libert\u00e0 col disordine. Libert\u00e0 vuol dire diritto per tutti di dire il proprio pensiero, ma il giornalismo non deve essere n\u00e9 diventare l\u2019organizzazione dei rifiuti e degli anonimi. Per questo dico: il giornalismo deve garantire la propria dignit\u00e0, ed entro questa dignit\u00e0 la libert\u00e0 \u00e8 per tutti: l\u2019albo non viola questa libert\u00e0.<\/p><p>CAPPA, <em>Ministro della marina mercantile. <\/em>Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CAPPA, <em>Ministro della marina mercantile. <\/em>Onorevoli colleghi, questa che discutiamo \u00e8 una questione scottante, che appassiona tutta la classe giornalistica, anche se non vi apparteniamo pi\u00f9, abbiamo avuto con essa stretti rapporti e ne abbiamo quotidianamente.<\/p><p>I giornalisti reclamano che il direttore di giornale sia iscritto nell\u2019albo professionale. La questione \u00e8 gi\u00e0 venuta dinanzi alla Commissione, che ha elaborato il progetto, ed \u00e8 stata oggetto di consensi e di dissensi.<\/p><p>Il relatore della Commissione, nominata dalla Presidenza del Consiglio, ha anche accennato a questa diversit\u00e0 di opinioni. L\u2019onorevole Fabbri ha fatto presente all\u2019Assemblea che, oltre ai giornali politici, vi \u00e8 una quantit\u00e0 di altre pubblicazioni, che non sono quotidiane, e che si occupano di studi scientifici, letterari, tecnici. Gi\u00e0 fin da allora, durante i lavori della Commissione, il relatore faceva presente e richiamava l\u2019attenzione su questo punto osservando:<\/p><p>\u00abQuesta la principale ragione per cui si \u00e8 stimato pericoloso proporre anche per i direttori di periodici strettamente scientifici l\u2019obbligo della iscrizione senza in precedenza aver avuto la sicurezza che tale iscrizione non possa in nessun modo reagire sugli enti che provvedono alla pubblicazione dei periodici stessi, turbandone la struttura economica e giuridica; dir\u00f2 di pi\u00f9: senza avere la sicurezza che, per effetto della iscrizione, gli operai della scienza non rischino di trovarsi, magari di sorpresa, sottoposti a norme statuite a protezione della propria categoria da persone che, in un campo diverso dal loro, attendono ad occupazioni, certo non meno stimabili delle loro, ma di queste assai diverse\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Fabbri ha toccato questo testo, che fu richiamato anche dall\u2019onorevole Fuschini. In primo luogo sorge, su questo punto, la questione del direttore dei giornali quotidiani politici e del direttore di riviste, di settimanali, di periodici tecnici, religiosi ecc. Mi pare che, mentre si pu\u00f2 ritenere opportuno che il direttore di un giornale politico sia iscritto all\u2019albo professionale dei giornalisti e sia professionista, bisogna per\u00f2 escludere questa necessit\u00e0 e questo obbligo da parte di tutti i direttori di altri fogli, pubblicazioni, riviste ecc., che non esigono nella loro attivit\u00e0 una specializzazione prettamente professionale.<\/p><p>Io ritengo che l\u2019onorevole Schiavetti vorr\u00e0 concordare su questo punto sostanziale.<\/p><p>SCHIAVETTI. Dette pubblicazioni sono gi\u00e0 escluse in grandissima parte.<\/p><p>CAPPA, <em>Ministro della marina mercantile.<\/em> Nel suo emendamento l\u2019esclusione non appare, anzi si parla di albo professionale.<\/p><p>Io ricordo che cosa \u00e8 stato l\u2019albo giornalistico durante il fascismo e ricordo che sono stato escluso dalla professione giornalistica essendo stato cancellato anche dall\u2019associazione giornalistica di cui facevo parte. Quindi, noi dobbiamo procedere cautamente su questo terreno.<\/p><p>Qui ci si domanda di imporre, come condizione essenziale all\u2019esercizio della direzione di un giornale, l\u2019iscrizione nell\u2019albo giornalistico. L\u2019onorevole Cevolotto ed altri colleghi hanno fatto presente come questi albi oggi siano una cosa provvisoria, perch\u00e9 la legge che disciplina gli albi non \u00e8 ancora stata redatta e approvata. Anche per gli avvocati \u00e8 necessaria l\u2019iscrizione nell\u2019ordine degli avvocati, ma vi \u00e8 una legge che regola tutta questa attivit\u00e0 che garantisce i singoli contro ogni violazione del loro diritto. (<em>Interruzione del deputato Schiavetti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>La Commissione che aveva redatto il primo testo aveva gi\u00e0 fatto questa considerazione ed infatti aveva proposto che fra le condizioni per ottenere la direzione di un giornale vi fosse anche quella di presentare \u00abogni altro documento che venga richiesto da successive leggi relative alla professione giornalistica\u00bb.<\/p><p>Mi pare che la proposta del relatore Cevolotto di tener presente questa proposta e di aggiungere magari nell\u2019elenco delle condizioni necessarie alla registrazione per quando l\u2019albo sar\u00e0 regolato da una legge, possa essere presa in considerazione, con la riserva avanzata dall\u2019onorevole Fuschini, che credo verr\u00e0 concretata in un emendamento, e cio\u00e8 con riguardo esclusivo e particolare ai direttori dei giornali politici quotidiani.<\/p><p>In questo senso, mi pare, onorevoli colleghi, che noi andiamo incontro ai giusti <em>desiderata<\/em> della classe giornalistica, e nello stesso tempo teniamo anche in buona considerazione quella che \u00e8 la realt\u00e0 del momento presente, in cui la professione giornalistica non \u00e8 ancora regolata da una legge che garantisca i diritti, le libert\u00e0 e le facolt\u00e0 di ognuno.<\/p><p>SCHIAVETTI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>SCHIAVETTI. Qui si tratta di stabilire il principio dell\u2019albo. Noi vogliamo che nello stralcio della legge sia affermato il principio del mantenimento dell\u2019albo professionale dei giornalisti, affinch\u00e9 esso non possa essere messo in dubbio in avvenire.<\/p><p>Coloro i quali hanno parlato degli albi dei medici, dei farmacisti ecc. devono ritenere che a maggior ragione vi \u00e8 necessit\u00e0 di un albo dei giornalisti, perch\u00e9 per le professioni su citate v\u2019\u00e8 un titolo di studio che garantisce che costoro possono esercitare la propria professione degnamente. Per quanto riguarda il giornalismo, invece, questo titolo di studio non \u00e8 richiesto ed \u00e8 necessario perci\u00f2 che vi sia una regolamentazione seria, con l\u2019imposizione di un tirocinio, del quale l\u2019onorevole Fabbri non ha tenuto conto quando ha trattato la questione. La contradizione cui egli ha accennato si risolve, quando di contradizione si possa parlare, con l\u2019introduzione del tirocinio, che \u00e8 in vigore da molti anni. (<em>Interruzione del deputato Fabbri<\/em>)<em>. <\/em>D\u2019altronde, per molti altri aspetti della nostra vita pubblica, sociale, economica ecc., noi siamo ancora sotto la legislazione fascista.<\/p><p>PRESIDENTE. Tenga presente, onorevole Schiavetti, che noi oggi ci occupiamo non della professione dei giornalisti ma delle disposizioni riguardanti la stampa.<\/p><p>SCHIAVETTI. Io voglio dire che parlando dell\u2019albo noi ci riferiamo a una legge che c\u2019\u00e8 gi\u00e0, una legge che appartiene al periodo fascista e che \u00e8 stata soltanto epurata da talune disposizioni di carattere tipicamente politico; tutte queste sono cadute, ma resta il fatto che per esercitare la professione di giornalista \u00e8 necessario ancora oggi essere iscritti in un certo albo, albo che di per s\u00e9, nella sua organizzazione generale, e per quel che non attiene alla politica, \u00e8 abbastanza ragionevole e libero. Esso comprende diverse categorie e non ha mai tolto a nessuno la libert\u00e0 di scrivere sui giornali.<\/p><p>V\u2019\u00e8 possibilit\u00e0, cio\u00e8, di scrivere per tutti, e vi sono soltanto limitazioni di carattere tipicamente professionale. Si confonde spesso, parlando di giornalismo, tra quello che vi \u00e8 di letterario e di artistico e quello che invece riguarda la tecnica e l\u2019organizzazione del giornale o del foglio che offre occasione ai collaboratori di scrivere; ora si tratta di disciplinare la vera e propria professione del giornalismo, e non da un punto di vista politico, dato che nessuno di noi pensa di introdurre esclusioni o condizioni di carattere politico. Si tratta soltanto di introdurre condizioni di carattere professionale, e io mi meraviglio che un uomo come l\u2019onorevole Targetti possa ancora pensare che costituisca una limitazione della libert\u00e0 il fatto di esigere dai giornalisti che siano iscritti a un ordine professionale. Qualcuno ha anche parlato della possibilit\u00e0 di un colpo di maggioranza che possa escludere i giornalisti dal diritto di appartenere all\u2019albo e di esercitare la relativa professione; ma questo \u00e8 semplicemente grottesco. Si possono formulare tutte le ipotesi che si vogliono, ma nella organizzazione di un albo professionale, quando ci siano certi requisiti obiettivi, non c\u2019\u00e8 posto per nessun colpo di maggioranza n\u00e9 per la preparazione di alcun arbitrio.<\/p><p>Io penso che l\u2019albo giover\u00e0 moltissimo a mantenere la dignit\u00e0 della professione giornalistica e che contribuir\u00e0 anche a mantenere l\u2019ordine nell\u2019esercizio della professione, perch\u00e9 render\u00e0 possibili alcune sanzioni che in molti casi sarebbe difficile stabilire per legge contro i diffamatori e il malcostume della vita politica e giornalistica, a tutela della moralit\u00e0 e della onest\u00e0 professionali.<\/p><p>CEVOLOTTO, <em>Relatore.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha. facolt\u00e0.<\/p><p>CEVOLOTTO, <em>Relatore.<\/em> Non mi pare che la preoccupazione dell\u2019onorevole Fabbri abbia fondamento, in quanto, per il decreto-legge del 1928, \u00aball\u2019albo dei giornalisti \u00e8 annesso un elenco speciale nel quale sono iscritti coloro che, pur non esercitando attivit\u00e0 retribuita di giornalisti, attendono a pubblicazioni ed assumono responsabilit\u00e0 di riviste scientifiche o tecniche, escluse quelle sportive o cinematografiche, o di pubblicazioni periodiche prive di carattere concettuale, o aventi semplici finalit\u00e0 commerciali\u00bb.<\/p><p>Questi ultimi direttori di periodici devono essere iscritti nella parte professionale dell\u2019albo, gli altri soltanto nell\u2019elenco annesso. Quindi alla preoccupazione manifestata oggi dall\u2019onorevole Fabbri aveva gi\u00e0 ovviato la legislazione precedente.<\/p><p>FABBRI. Nell\u2019elenco si pu\u00f2 essere iscritto dopo che si \u00e8 cominciato a fare del giornalismo: ora invece si vuole stabilire che si deve essere iscritti prima di cominciare.<\/p><p>CEVOLOTTO, <em>Relatore.<\/em> La questione \u00e8 semplice: chi diventa direttore di una rivista giuridica semplicemente si fa iscrivere nell\u2019elenco annesso all\u2019albo.<\/p><p>ANDREOTTI, <em>Sottosegretario di Stato per la Presidenza del Consiglio.<\/em> S\u00ec: \u00e8 la legge che lo dice.<\/p><p>CEVOLOTTO, <em>Relatore.<\/em> Vi \u00e8 tuttavia una diversa difficolt\u00e0. L\u2019onorevole Schiavetti ha detto che gli articoli 5 e 19 della legge del 1928 non sono pi\u00f9 applicati. Va bene: ma sono stati abrogati? Poich\u00e9 voi sostenete che il decreto-legge del 1928 non \u00e8 caducato per l\u2019entrata in vigore del decreto del 1944, dovreste sostenere che non sono stati abrogati. Voi (dico \u00abvoi\u00bb perch\u00e9 l\u2019onorevole Schiavetti fa parte della Commissione incaricata della tenuta dell\u2019albo) non li applicate; ma potreste applicarli. Se la legge \u00e8 ancora in vigore, voi potreste applicarli. Non sono applicati perch\u00e9 l\u2019attuale Commissione per la tenuta dell\u2019albo \u00e8 composta di democratici, ma domani una nuova Commissione, che fosse composta di reazionari, potrebbe applicarli. Questa \u00e8 la situazione.<\/p><p>Il decreto del 1944 comincia con queste parole:<\/p><p>\u00abFino a quando non saranno emanate nuove norme sulla professione dei giornalisti, le funzioni della tenuta degli albi sono affidate a una unica commissione sedente a Roma\u00bb. Dunque, disposizione meramente transitoria e che prevede una nuova regolamentazione seria, democratica, della professione del giornalista; non solo, ma che, prevedendo un\u2019unica commissione, esclude ogni gravame da parte di chi venga cancellato dall\u2019albo oppure non vi venga ammesso. (<em>Interruzione del deputato Schiavetti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>La Commissione attuale, ripeto, \u00e8 degnissima, \u00e8 composta di giornalisti che sarebbero incapaci di qualunque mancanza verso la loro stessa dignit\u00e0. Ma, come dico, non dobbiamo badare alla Commissione attuale: dobbiamo badare al sistema legislativo, per il quale oggi non vi \u00e8 un albo dei giornalisti regolato da una legge democratica; vi \u00e8 un elenco tenuto da una commissione di giornalisti. Questa \u00e8 la vera situazione.<\/p><p>Tutto quello che oggi si pu\u00f2 fare per andare ai <em>desiderata<\/em> dei giornalisti professionisti \u00e8 di stabilire che, quando la futura legge sulla professione dei giornalisti detter\u00e0 condizioni (e se le detter\u00e0), esse saranno osservate ai fini della applicazione della legge sulla stampa. Ma non possiamo andare pi\u00f9 in l\u00e0, e cio\u00e8 ammettere che l\u2019iscrizione all\u2019attuale albo sia condizione assoluta per l\u2019esercizio della funzione direttoriale.<\/p><p>Quindi insisto perch\u00e9 si torni alla formula della Commissione ministeriale, cos\u00ec modificata: \u00abogni altro documento che venga richiesto da successive leggi relative all\u2019albo dei giornalisti\u00bb.<\/p><p>In questo modo si verrebbe a prevedere esplicitamente che quanto la legge sull\u2019albo dei giornalisti sancir\u00e0 \u2013 quando sar\u00e0 legge democratica \u2013 sar\u00e0 veramente osservato.<\/p><p>CAPPA, <em>Ministro della marina mercantile.<\/em> Questo per i direttori dei quotidiani?<\/p><p>CEVOLOTTO, <em>Relatore.<\/em> Ma si capisce, perch\u00e9 la futura legge terr\u00e0 conto, come teneva conto la legge del 1928, della situazione dei direttori che non sono direttori di quotidiani; \u00e8 evidente cio\u00e8 che su questo punto la formula della legge del 1928 \u2013 o altra equivalente \u2013 sar\u00e0 riprodotta nella legge nuova.<\/p><p>MASTINO PIETRO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MASTINO PIETRO. Ho chiesto di parlare non perch\u00e9 voglia fare dichiarazioni che riguardano il merito, sibbene perch\u00e9 mi ha colpito l\u2019ultima proposta fatta dall\u2019onorevole Cevolotto.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019ha fatta un\u2019ora fa, onorevole Mastino.<\/p><p>MASTINO PIETRO. Non credo che occorra seguire il metodo suggerito dal Relatore, perch\u00e9 \u00e8 naturale che, quando vi sia una nuova legge, essa sia applicata, e sarebbe strano dire fino da oggi che rispetteremo la legge futura.<\/p><p>CEVOLOTTO, <em>Relatore.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CEVOLOTTO, <em>Relatore.<\/em> Desidero fare una precisazione. Quanto ho detto in quest\u2019ultimo momento, poich\u00e9 non ho avuto il tempo di interrogare gli altri colleghi della Commissione, l\u2019ho detto a titolo del tutto personale.<\/p><p>PRESIDENTE. Qual \u00e8 il parere del Governo sulla proposta dell\u2019onorevole Cevolotto?<\/p><p>ANDREOTTI, <em>Sottosegretario di Stato per la Presidenza del Consiglio.<\/em> Vorrei fare a mia volta una proposta. Dato che, con lo sfrondamento che noi abbiamo fatto di parecchi articoli di questo disegno di legge, abbiamo indirettamente guadagnato del tempo e dato che, dalla discussione fatta questa sera, si \u00e8 chiaramente accertato che la maggior parte di noi non ha mai preso visione delle leggi che regolavano e che tuttora in parte regolano l\u2019albo dei giornalisti \u2013 tanto che sono state presentate proposte in parte superflue e in parte scaturenti da presupposti infondati \u2013 io vorrei, se la Presidenza ne conviene, che la votazione sulla questione fosse fatta all\u2019inizio della seduta di domani.<\/p><p>Mi sembra infatti strano che, dopo che la Federazione della stampa ha presentato attente e ponderate conclusioni, si sia qui quasi irriso ad esse. Indubbiamente vi \u00e8 stata qualche corrente politica che ha influenzato la nostra discussione mutandone l\u2019indirizzo, tanto che noi abbiamo anche potuto assistere alla formulazione, da parte dell\u2019amico onorevole Molinelli, di proposte di pretta marca liberale.<\/p><p>MOLINELLI. Vi spostate voi: ci spostiamo anche noi.<\/p><p>PRESIDENTE. Il Governo ha proposto di rinviare a domani le votazioni sull\u2019articolo in esame.<\/p><p>Pongo in votazione questa proposta.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvata<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Il seguito della discussione \u00e8 rinviato a domani.<\/p><p>La seduta termina alle 20.<\/p><p>Ordine del giorno per la seduta di domani.<\/p><p>Alle ore 16:<\/p><p><em>Seguito della discussione del disegno di legge<\/em><em>:<\/em><\/p><p>Disposizioni sulla stampa. (15).<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Versione PDF ASSEMBLEA COSTITUENTE CCCL. SEDUTA DI MERCOLED\u00cc 14 GENNAIO 1948 PRESIDENZA DEL PRESIDENTE TERRACINI indi DEL VICEPRESIDENTE CONTI INDICE Per l\u2019eccidio di Mogadiscio: Fuschini Mazzoni Mastino Pietro Bellavista Cappa, Ministro della marina mercantile Presidente Comunicazione del Presidente: Presidente Disegno di legge (Seguito della discussione): Disposizioni sulla stampa (15) Presidente Cianca Cappa, Ministro della marina [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_relevanssi_hide_post":"","_relevanssi_hide_content":"","_relevanssi_pin_for_all":"","_relevanssi_pin_keywords":"","_relevanssi_unpin_keywords":"","_relevanssi_related_keywords":"","_relevanssi_related_include_ids":"","_relevanssi_related_exclude_ids":"","_relevanssi_related_no_append":"","_relevanssi_related_not_related":"","_relevanssi_related_posts":"2513,2529,2515,2540,2542,2544","_relevanssi_noindex_reason":"","_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[64,7],"tags":[],"post_folder":[63],"class_list":["post-2499","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-1948-01","category-assemblea"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2499","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2499"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2499\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6119,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2499\/revisions\/6119"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2499"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2499"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2499"},{"taxonomy":"post_folder","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fpost_folder&post=2499"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}