{"id":2430,"date":"2023-09-17T16:46:34","date_gmt":"2023-09-17T14:46:34","guid":{"rendered":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=2430"},"modified":"2023-10-21T01:23:18","modified_gmt":"2023-10-20T23:23:18","slug":"pomeridiana-di-lunedi-22-dicembre-1947","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=2430","title":{"rendered":"POMERIDIANA DI LUNED\u00cc 22 DICEMBRE 1947"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"2430\" class=\"elementor elementor-2430\" data-elementor-post-type=\"post\">\n\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-23ede3e elementor-section-full_width elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"23ede3e\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-2999a11\" data-id=\"2999a11\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-39fe5a6 elementor-align-right elementor-widget elementor-widget-button\" data-id=\"39fe5a6\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"button.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-button-wrapper\">\n\t\t\t\t\t<a class=\"elementor-button elementor-button-link elementor-size-sm\" href=\"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/19471222_2.pdf\" target=\"_blank\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-content-wrapper\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-icon\">\n\t\t\t\t<i aria-hidden=\"true\" class=\"icon icon-view\"><\/i>\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-text\">Versione PDF<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-f8bd23d elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"f8bd23d\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p>ASSEMBLEA COSTITUENTE<\/p><p>CCCXLVII.<\/p><p>SEDUTA POMERIDIANA DI LUNED\u00cc 22 DICEMBRE 1947<\/p><p>PRESIDENZA DEL PRESIDENTE <strong>TERRACINI<\/strong><\/p><p><strong>INDICE<\/strong><\/p><p><strong>Votazione finale a scrutinio segreto della Costituzione della Repubblica italiana:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p>Ruini, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione<\/em><\/p><p>De Gasperi, <em>Presidente del Consiglio dei Ministri<\/em><\/p><p>Orlando Vittorio Emanuele<\/p><p><strong>Approvazione del processo verbale della seduta:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p>La seduta comincia alle 17.<\/p><p>MATTEI TERESA, <em>Segretaria<\/em>, legge il processo verbale della precedente seduta pomeridiana.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Votazione finale a scrutinio segreto della Costituzione della Repubblica italiana.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019ordine del giorno reca: Votazione finale a scrutinio segreto della Costituzione della Repubblica italiana.<\/p><p>Ha facolt\u00e0 di parlare l\u2019onorevole Ruini, Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> Onorevoli colleghi, con la seduta di poche ore fa il compito dell\u2019Assemblea Costituente pu\u00f2 dirsi adempiuto. Ecco il testo definitivo della Costituzione, che mi appresto a consegnare al Presidente dell\u2019Assemblea.<\/p><p>Era un compito difficile e faticoso. Il Comitato di redazione \u00e8 apparso molte volte quasi una mitica unit\u00e0; i suoi membri si sono divisi ed hanno combattuto fra loro; ma dopo tutto vi \u00e8 stato, e si rivela oggi, uno spirito comune, uno sforzo di unit\u00e0 sostanziale; ed oggi il Comitato compatto sente la responsabilit\u00e0 e la solidariet\u00e0 del suo lavoro, ed \u00e8 orgoglioso di averlo portato a termine. Questo io devo dichiarare, a suo nome, all\u2019Assemblea e ringraziarla di aver sanzionato l\u2019opera nostra.<\/p><p>Questa \u00e8 un\u2019ora nella quale chi \u00e8 adusato alle prove parlamentari, chi \u00e8 stato in trincea, chi ha conosciuto il carcere politico, \u00e8 preso da una nuova e profonda emozione. \u00c8 la prima volta, nel corso millenario della storia d\u2019Italia, che l\u2019Italia unita si d\u00e0 una libera Costituzione. Un bagliore soltanto vi fu, cento anni fa, nella Roma repubblicana di Mazzini. Mai tanta ala di storia \u00e8 passata sopra di noi.<\/p><p>E ci\u00f2 avviene in una congiuntura non ancora definita, in un processo di trasformazione ancora in cammino, in cui alcuni istituti vecchi non sono ancor morti, ed altri nuovi non sono ancora interamente vivi. Esistono due crepuscoli tra il giorno e la notte: questo che ora scorgiamo sar\u00e0 per la nostra Italia crepuscolo di aurora e non di tramonto.<\/p><p>Dobbiamo darci la nostra Costituzione in una situazione tragica; dopo la disfatta; dopo l\u2019onta di un regime funesto. Dobbiamo cercare di costruire qualche cosa di saldo e di durevole, mentre viviamo in piena crisi politica, economica, sociale. Ebbene, vi siamo riusciti. L\u2019Italia dar\u00e0 un\u2019altra prova di ci\u00f2 che \u00e8 stato il segno della sua storia e la rende inconfondibile con le altre nazioni: l\u2019Italia \u00e8 la sola che abbia saputo e sapr\u00e0, risorgendo, rinnovare e vivere fasi successive ed altissime di nuove civilt\u00e0.<\/p><p>Questa Carta che stiamo per darci \u00e8, essa stessa, un inno di speranza e di fede. Infondato \u00e8 ogni timore che sar\u00e0 facilmente divelta, sommersa, e che sparir\u00e0 presto. No! abbiamo la certezza che durer\u00e0 a lungo, e forse non finir\u00e0 mai, ma si verr\u00e0 completando ed adattando alle esigenze dell\u2019esperienza storica. Pur dando alla nostra Costituzione un carattere rigido, come richiede la tutela delle libert\u00e0 democratiche, abbiamo consentito un processo di revisione, che richiede meditata riflessione, ma che non la cristallizza in una statica immobilit\u00e0. Vi \u00e8 modo di modificare e di correggere con sufficiente libert\u00e0 di movimento. E cos\u00ec avverr\u00e0; la Costituzione sar\u00e0 gradualmente perfezionata; e rester\u00e0 la base definitiva della vita costituzionale italiana. Noi stessi \u2013 ed i nostri figli \u2013 rimedieremo alle lacune ed ai difetti, che esistono, e sono inevitabili.<\/p><p>Critiche sono venute anche da questo banco; ma non ci dobbiamo abbandonare ad un abito di auto-denigrazione, che sembra talvolta un tristo retaggio italiano. Nessuna Costituzione \u00e8 perfetta. Tutte le volte che se n\u2019\u00e8 fatta una, sono risuonati lamenti e deprecazioni fra i costituenti. Ci\u00f2 \u00e8 avvenuto, anche subito dopo che a Filadelfia fu votata, un secolo e mezzo fa, la Costituzione nord-americana; che ora \u00e8 giudicata la migliore di tutte!<\/p><p>Un giudizio pacato sui pregi e sui difetti della nostra Carta non pu\u00f2 essere dato oggi, con esauriente completezza. Difetti ve ne sono; vi sono lacune e pi\u00f9 ancora esuberanze; vi sono incertezze in dati punti; ma mi giungono ormai voci di grandi competenti dall\u2019estero, e riconoscono che questa Carta merita di essere favorevolmente apprezzata, ed ha un buon posto, forse il primo, fra le Costituzioni dell\u2019attuale dopoguerra. Noi, prima di tutti, ne riconosciamo le imperfezioni; ma dobbiamo anche rilevare alcuni risultati acquisiti.<\/p><p>I \u00abprincip\u00ee fondamentali\u00bb che sono sanciti nell\u2019introduzione, e che possono sembrare vaghi e nebulosi, corrispondono a realt\u00e0 ed esigenze di questo momento storico, che sono nello stesso tempo posizioni eterne dello spirito, e manifestano un anelito che unisce insieme le correnti democratiche degli \u00abimmortali princip\u00ee\u00bb, quelle anteriori e cristiane del sermone della montagna, e le pi\u00f9 recenti del manifesto dei comunisti, nell\u2019affermazione di qualcosa di comune e di superiore alle loro particolari aspirazioni e fedi.<\/p><p>Nella enunciazione dei diritti e doveri dei cittadini, se la Francia, che ha una tradizione superba di tali dichiarazioni, ha potuto rimettersi ad esse, noi, che non l\u2019abbiamo, siamo tenuti a formulare noi, per la prima volta, questi diritti e doveri. Lo abbiamo fatto non senza vantaggi e passi avanti; e qui le esigenze etico-politiche hanno ceduto il posto alla tecnica pi\u00f9 precisa e concreta. Nessuna altra Carta costituzionale contiene un sistema cos\u00ec completo e definito di garanzie di libert\u00e0, ed alcuni istituti non sono privi di novit\u00e0; mi hanno segnalato appunto la nullit\u00e0 delle misure di polizia non comunicate e convalidate subito dalla Magistratura, ed il diritto di associazione, inteso nel senso che chi ha diritto di svolgere singolarmente un\u2019attivit\u00e0 pu\u00f2 farlo anche in forma costituzionale. Per il suo tecnicismo giuridico-costituzionale (e per la struttura e l\u2019architettonica dell\u2019intera Costituzione) la nostra Carta \u00e8 una cosa seria.<\/p><p>Nessuno si deve scandalizzare se nei testi costituzionali \u00e8 entrata \u2013 ormai da tempo \u2013 la nota dei rapporti economici. Le direttive che noi abbiamo formulato aprono, con la maggior adeguatezza possibile, la via a progressive riforme verso quella che deve essere ormai, lo abbiamo detto nel primo articolo, la democrazia basata sul lavoro; e nel tempo stesso escludono, proprio per lo sforzo di tracciare concreti istituti, i metodi rivoluzionari e violenti.<\/p><p>La seconda parte della Costituzione \u2013 ordinamento della Repubblica \u2013 ha presentato gravi difficolt\u00e0. Si tenga presente che nell\u2019edificare la nostra Repubblica non abbiamo trovato, come in altri paesi, continuit\u00e0 di tradizione. Avevamo tutto da fare. Non abbiamo risoluto con piena soddisfazione tutti i problemi istituzionali. Ad esempio, per la composizione delle due Camere ed il loro sistema elettorale, rimesso del resto alla legge ordinaria. Ma in complesso si \u00e8 seguita una linea media ed equidistante dai due estremi. Da un lato, dalle suggestioni, talvolta inconsapevoli, in cui cadono certuni che hanno sempre davanti agli occhi i congegni del passato, e non si sono ancora persuasi che il potere del re \u00e8 per sempre caduto. Dallo opposto lato, dalle visioni degli estremisti che idealizzano un governo di assemblea e di convenzione, di cui tutti gli altri poteri sarebbero semplici commessi ed appendici. Ne ho parlato qui pi\u00f9 volte; anche oggi confermo che le soluzioni adottate erano, dopotutto, le sole possibili, in attesa che l\u2019esperienza indichi ulteriori processi ed adattamenti. Certo \u00e8 che \u2013 pur non entrando nella via, almeno parziale, di alcuni poteri riservati al Capo dello Stato senza correlativa responsabilit\u00e0 ministeriale \u2013 il Presidente della Repubblica italiana \u00e8 tutt\u2019altro che un fantoccio. Certo \u00e8 che, mantenendo la indeclinabile condizione della fiducia delle Camere, si \u00e8 cercato di evitare le sorprese e la soverchia instabilit\u00e0 dei governi. E certo \u00e8 \u2013 per ritornare alla parte tecnica \u2013 che pi\u00f9 di ogni altra Costituzione la nostra definisce e precisa gli istituti del decreto-legge, del decreto legislativo, della formazione e della gerarchia delle leggi.<\/p><p>Per quanto concerne la magistratura, vi possono essere rilievi e riserve; ma in sostanza si \u00e8 fatto un passo decisivo, il solo possibile, non ancora raggiunto in molti altri paesi, verso la unicit\u00e0 della giurisdizione, con l\u2019obbligo di trasformare in sezioni specializzate degli organi giudiziari ordinari le attuali giurisdizioni speciali, esclusi soltanto per necessit\u00e0 imprescindibili delle loro funzioni il Consiglio di Stato e la Corte dei Conti.<\/p><p>La nostra Costituzione affronta lo spinoso problema dell\u2019ordinamento regionale. Molti sono i dubbi; e vi possono essere inconvenienti; ma non si poteva non andare incontro ad una irresistibile tendenza; vi sono riforme storiche che non si possono evitare; e si sono di fatto predisposti i nuovi istituti in modo che la prova concreta e l\u2019adattamento della esperienza consentir\u00e0 di dare ad essi maggiore o minore ampiezza, salvaguardando in ogni caso la necessit\u00e0 suprema della unit\u00e0 ed indivisibilit\u00e0 della patria.<\/p><p>Perdonatemi se ho creduto necessario rivendicare non solo le ombre, ma le luci della Costituzione. Si \u00e8 fatto il possibile: nessuna altra Carta ebbe una pi\u00f9 minuta preparazione; nessuna fu pi\u00f9 a lungo discussa; per nessuna si \u00e8 fatto con maggior completezza il punto, e si \u00e8 condotto quasi un esame di coscienza di tutti i problemi pi\u00f9 gravi del momento. \u00c8 un eccesso? S\u00ec; ma non \u00e8 senza significato che un popolo, nell\u2019accingersi ad un rinnovamento, abbia voluto compiere quest\u2019esame di coscienza.<\/p><p>La formulazione della nostra Costituzione non poteva che svolgersi con metodi democratici. Noi abbiamo assistito \u2013 foggiandolo noi stessi \u2013 a ci\u00f2 che \u00e8 un processo di formazione democratica e cio\u00e8 collettiva. Una Costituzione non pu\u00f2 pi\u00f9 essere l\u2019opera di uno solo, o di pochissimi. Deve risultare dalla volont\u00e0 di tutti i rappresentanti del popolo; e i rappresentanti del popolo non si conducono con la violenza; l\u2019unico modo, in democrazia, di vincere \u00e8 di convincere gli altri. Che cinquecentocinquanta individui prendano parte (e tutti credono di aver eguale competenza) nella formulazione degli articoli di una Costituzione, ha fortissimi inconvenienti; non si fa cos\u00ec per i codici; ma come si fa a delegare la stesura della Costituzione? Con molta pazienza la tecnica riesce a farsi comunque strada; ed a rimediare, se non a tutti, a molti inconvenienti. Ci\u00f2 avverr\u00e0 sempre pi\u00f9, con l\u2019autolimitazione volontaria e la maggior educazione politica di domani. Intanto vi \u00e8 anche un vantaggio: che tutti i rappresentanti del popolo, tutte le correnti del popolo da essi rappresentate possono dire: questa Costituzione \u00e8 mia, perch\u00e9 l\u2019ho discussa e vi ho messo qualcosa.<\/p><p>Onorevoli colleghi, l\u2019esigenza dell\u2019opera collettiva, della collaborazione di tutti, in democrazia \u00e8 l\u2019inevitabile, ed \u00e8 la forza stessa della democrazia. E vi \u00e8 un\u2019altra cosa inevitabile, una conseguenza di questa stessa esigenza: la Costituzione, come ogni opera collettiva, non pu\u00f2 che essere, come si dice in senso deteriore, un \u00abcompromesso\u00bb. Preferisco dire con il purissimo Cattaneo che non pu\u00f2 essere se non \u00abuna transazione\u00bb, come \u00e8 tutta la storia. Ed \u00e8 \u00abequilibrio\u00bb; questa \u00e8 la caratteristica della nostra Costituzione; un equilibrio realizzato, come era possibile, fra le idee e le correnti diverse. Mi si dica in quale altro modo \u2013 forse con una prevalenza forzata, forse con un totalitarismo costituzionale \u2013 si sarebbe potuto fare una Costituzione democratica. Anche le altre Costituzioni storiche, che oggi ci sembrano monolitiche, furono sempre il risultato di transazioni e di equilibri.<\/p><p>Quando oggi voteremo, il largo suffragio che daremo alla nostra Costituzione attester\u00e0 che, malgrado i dissensi e le lacerazioni, \u00e8 scaturita dalle viscere profonde della nostra storia, la convergenza di tutti in una comune certezza; il sicuro avvenire della Repubblica italiana. (<em>Vivissimi, generali applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Con queste dichiarazioni mi onoro consegnare al Presidente dell\u2019Assemblea Costituente il testo definitivo della Carta costituzionale. (<em>L\u2019Assemblea sorge in piedi \u2013 Vivissimi, generali, prolungati applausi \u2013 Da una tribuna un gruppo di garibaldini intona l\u2019inno di Mameli, ripreso dall\u2019Assemblea e dal pubblico delle tribune \u2013 Rinnovati, vivissimi applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Do atto all\u2019onorevole Ruini della consegna del testo definitivo della Costituzione, al cui perfezionamento di forma e di sostanza egli ha dato opera diuturna ed appassionata fino, possiamo ben dirlo, a poche ore fa. Ancora stamane noi lo abbiamo udito mentre forniva a noi tutti gli ultimi chiarimenti che ci erano necessari per metterci in condizioni di procedere ora al voto definitivo.<\/p><p>Credo che non ci fossimo resi conto tutti, in un primo momento, della gravit\u00e0 e dell\u2019importanza del compito che avevamo affidato al Presidente della Commissione dei Settantacinque. \u00c8 certo che molti di noi forse ancora non conoscono la somma di fatiche che il suo assolvimento ha imposto all\u2019onorevole Ruini.<\/p><p>Voglio esprimere la mia riconoscenza personale all\u2019onorevole Ruini, senza la cui valida collaborazione io stesso non avrei potuto rispondere alla fiducia riposta in me dall\u2019Assemblea. E credo che se esprimo all\u2019onorevole Ruini anche il ringraziamento dell\u2019intera Assemblea, questa dar\u00e0 alle mie parole plauso e consenso. (<em>Vivissimi generali applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Indico la votazione a scrutinio segreto sulla Costituzione della Repubblica italiana.<\/p><p>Si proceder\u00e0 alla votazione a scrutinio segreto con appello nominale. Pertanto ogni singolo deputato, il cui nome sar\u00e0 chiamato, verr\u00e0 a deporre nell\u2019urna il suo voto.<\/p><p>Si faccia la chiama per ordine alfabetico, cominciando dalla lettera A.<\/p><p>MOLINELLI, <em>Segretario<\/em>, fa la chiama.<\/p><p>(<em>Segue la votazione \u2013 Quando il Presidente Terracini si reca a votare l\u2019Assemblea sorge in piedi \u2013 Vivissimi, prolungati, generali applausi cui si associano i giornalisti delle tribune della stampa<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione a scrutinio segreto. Invito gli onorevoli Segretari a numerare i voti.<\/p><p>(<em>Gli onorevoli Segretari numerano i voti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Proclamo il risultato della votazione a scrutinio segreto:<\/p><p>Presenti e votanti\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 515<\/p><p>Maggioranza \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 258<\/p><p>Voti favorevoli\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 453<\/p><p>Voti contrari \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 62<\/p><p>(<em>L\u2019Assemblea approva \u2013 L\u2019Assemblea si leva in piedi \u2013 Vivissimi, generali, prolungati applausi cui si associano i giornalisti delle tribune della stampa \u2013 Si grida:<\/em> Viva la Repubblica! \u2013 <em>Nuovi, prolungati applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p><em>Hanno preso parte alla votazione:<\/em><\/p><p>Adonnino \u2013 Alberti \u2013 Aldisio \u2013 Allegato \u2013 Amadei \u2013 Ambrosini \u2013 Amendola \u2013 Andreotti \u2013 Angelini \u2013 Angelucci \u2013 Arata \u2013 Arcaini \u2013 Arcangeli \u2013 Assennato \u2013 Avanzini \u2013 Ayroldi \u2013 Azzi.<\/p><p>Bacciconi \u2013 Badini Confalonieri \u2013 Baldassari \u2013 Balduzzi \u2013 Baracco \u2013 Barbareschi \u2013 Bardini \u2013 Bargagna \u2013 Barontini Anelito \u2013 Barontini Ilio \u2013 Bartalini \u2013 Basile \u2013 Basso \u2013 Bastianetto \u2013 Bazoli \u2013 Bei Adele \u2013 Bellato \u2013 Bellavista \u2013 Bellusci \u2013 Belotti \u2013 Bencivenga \u2013 Benedetti \u2013 Benedettini \u2013 Bennani \u2013 Benvenuti \u2013 Bernabei \u2013 Bernamonti \u2013 Bernini Ferdinando \u2013 Bertini Giovanni \u2013 Bertola \u2013 Bertone \u2013 Bettiol \u2013 Biagioni \u2013 Bianchi Bianca \u2013 Bianchi Bruno \u2013 Bianchini Laura \u2013 Bibolotti \u2013 Binni \u2013 Bitossi \u2013 Bocconi \u2013 Boldrini \u2013 Bolognesi \u2013 Bonino \u2013 Bonomelli \u2013 Bonomi Ivanoe \u2013 Bonomi Paolo \u2013 Bordon \u2013 Borsellino \u2013 Bosco Lucarelli \u2013 Bosi \u2013 Bovetti \u2013 Bozzi \u2013 Braschi \u2013 Bruni \u2013 Brusasca \u2013 Bubbio \u2013 Bucci \u2013 Buffoni Francesco \u2013 Bulloni Pietro \u2013 Buonocore \u2013 Burato.<\/p><p>Cacciatore \u2013 Caccuri \u2013 Caiati \u2013 Cairo \u2013 Calamandrei \u2013 Caldera \u2013 Calosso \u2013 Camangi \u2013 Campilli \u2013 Camposarcuno \u2013 Candela \u2013 Canevari \u2013 Cannizzo \u2013 Caporali \u2013 Cappa Paolo \u2013 Cappelletti \u2013 Cappi Giuseppe \u2013 Cappugi \u2013 Capua \u2013 Carbonari \u2013 Carboni Angelo \u2013 Carboni Enrico \u2013 Carignani \u2013 Caroleo \u2013 Carpano Maglioli \u2013 Carratelli \u2013 Cartia \u2013 Caso \u2013 Cassiani \u2013 Castelli Edgardo \u2013 Castelli Avolio \u2013 Castiglia \u2013 Cavalli \u2013 Cavallotti \u2013 Cerreti \u2013 Cevolotto \u2013 Chatrian \u2013 Chiaramello \u2013 Chieffi \u2013 Chiostergi \u2013 Ciampitti \u2013 Cianca \u2013 Ciccolungo \u2013 Cicerone \u2013 Cifaldi \u2013 Cimenti \u2013 Cingolani Mario \u2013 Clerici \u2013 Coccia \u2013 Codacci Pisanelli \u2013 Codignola \u2013 Colitto \u2013 Colombi Arturo \u2013 Colombo Emilio \u2013 Colonna di Paliano \u2013 Colonnetti \u2013 Conci Elisabetta \u2013 Condorelli \u2013 Conti \u2013 Coppa Ezio \u2013 Coppi Alessandro \u2013 Corbi \u2013 Corbino \u2013 Corsanego \u2013 Corsi \u2013 Corsini \u2013 Cortese Guido \u2013 Cortese Pasquale \u2013 Costa \u2013 Costantini \u2013 Cotellessa \u2013 Cremaschi Carlo \u2013 Cremaschi Olindo \u2013 Crispo.<\/p><p>Damiani \u2013 D\u2019Amico \u2013 D\u2019Aragona \u2013 De Caro Gerardo \u2013 De Falco \u2013 De Gasperi \u2013 Del Curto \u2013 Della Seta \u2013 Delli Castelli Filomena \u2013 De Maria \u2013 De Martino \u2013 De Mercurio \u2013 De Michele Luigi \u2013 De Michells Paolo \u2013 De Palma \u2013 De Unterrichter Maria \u2013 De Vita \u2013 Di Fausto \u2013 Di Giovanni \u2013 Di Gloria \u2013 Di Vittorio \u2013 Domined\u00f2 \u2013 Donati \u2013 D\u2019Onofrio \u2013 Dossetti \u2013 Dozza \u2013 Dugoni.<\/p><p>Einaudi \u2013 Ermini.<\/p><p>Fabbri \u2013 Fabriani \u2013 Facchinetti \u2013 Faccio \u2013 Fanfani \u2013 Fantoni \u2013 Fantuzzi \u2013 Faralli \u2013 Farina Giovanni \u2013 Farini Carlo \u2013 Fedeli Aldo \u2013 Fedeli Armando \u2013 Federici Maria \u2013 Ferrarese \u2013 Ferrari Giacomo \u2013 Ferrario Celestino \u2013 Ferreri \u2013 Fietta \u2013 Filippini \u2013 Finocchiaro Aprile \u2013 Fiore \u2013 Fiorentino \u2013 Fioritto \u2013 Firrao \u2013 Flecchia \u2013 Foa \u2013 Fogagnolo \u2013 Foresi \u2013 Fornara \u2013 Franceschini \u2013 Fresa \u2013 Froggio \u2013 Fuschini \u2013 Fusco.<\/p><p>Gabrieli \u2013 Galati \u2013 Galioto \u2013 Gallico Spano Nadia \u2013 Garlato \u2013 Gasparotto \u2013 Gatta \u2013 Gavina \u2013 Germano \u2013 Gervasi \u2013 Geuna \u2013 Ghidetti \u2013 Ghidini \u2013 Ghislandi \u2013 Giacchero \u2013 Giacometti \u2013 Giannini \u2013 Giolitti \u2013 Giordani \u2013 Giua \u2013 Gonella \u2013 Gorreri \u2013 Gortani \u2013 Gotelli Angela \u2013 Grassi \u2013 Grazi Enrico \u2013 Grieco \u2013 Grilli \u2013 Gronchi \u2013 Guariento \u2013 Guerrieri Emanuele \u2013 Guerrieri Filippo \u2013 Gui \u2013 Guidi Cingolani Angela \u2013 Gullo Fausto \u2013 Gullo Rocco.<\/p><p>Imperiale \u2013 Iotti Leonilde.<\/p><p>Jacometti \u2013 Jervolino.<\/p><p>Labriola \u2013 Laconi \u2013 La Gravinese Nicola \u2013 La Malfa \u2013 Lami Starnuti \u2013 Landi\u2013 La Pira \u2013 La Rocca \u2013 Lazzati \u2013 Leone Francesco \u2013 Leone Giovanni \u2013 Lettieri \u2013 Li Causi \u2013 Lizier \u2013 Lizzadri \u2013 Lombardi Carlo \u2013 Lombardi Riccardo \u2013 Lombardo Ivan Matteo \u2013 Longhena \u2013 Longo \u2013 Lopardi \u2013 Lozza \u2013 Lucifero \u2013 Luisetti \u2013 Lussu.<\/p><p>Macrelli \u2013 Maffi \u2013 Magnani \u2013 Magrassi \u2013 Magrini \u2013 Malagugini \u2013 Maltagliati \u2013 Malvestiti \u2013 Mancini \u2013 Mannironi \u2013 Manzini \u2013 Marazza \u2013 Marchesi \u2013 Marconi \u2013 Mariani Enrico \u2013 Marina Mario \u2013 Marinaro \u2013 Marinelli \u2013 Martinelli \u2013 Martino Gaetano \u2013 Marzarotto \u2013 Massini \u2013 Massola \u2013 Mastino Gesumino \u2013 Mastino Pietro \u2013 Mastrojanni \u2013 Mattarella \u2013 Mattei Teresa \u2013 Matteotti Carlo \u2013 Matteotti Matteo \u2013 Mazza \u2013 Mazzei \u2013 Mazzoni \u2013 Meda Luigi \u2013 Medi Enrico \u2013 Mentasti \u2013 Merighi \u2013 Merlin Angelina \u2013 Mezzadra \u2013 Miccolis \u2013 Micheli \u2013 Minella Angiola \u2013 Minio \u2013 Mol\u00e8 \u2013 Molinelli \u2013 Momigliano \u2013 Montagnana Mario \u2013 Montagnana Rita \u2013 Montalbano \u2013 Montemartini \u2013 Monterisi \u2013 Monticelli \u2013 Montini \u2013 Morandi \u2013 Moranino \u2013 Morelli Luigi \u2013 Morelli Renato \u2013 Morini \u2013 Moro \u2013 Mortati \u2013 Moscatelli \u2013 Motolese \u2013 Murdaca \u2013 Murgia \u2013 Musolino \u2013 Musotto.<\/p><p>Nasi \u2013 Negarville \u2013 Negro \u2013 Nenni \u2013 Nicotra Maria \u2013 Nitti \u2013 Nobile Umberto \u2013 Nobili Tito Oro \u2013 Noce Teresa \u2013 Notarianni \u2013 Novella \u2013 Numeroso.<\/p><p>Orlando Camillo \u2013 Orlando Vittorio Emanuele.<\/p><p>Pacciardi \u2013 Pajetta Gian Carlo \u2013 Pajetta Giuliano \u2013 Pallastrelli \u2013 Paolucci \u2013 Paratore \u2013 Paris \u2013 Parri \u2013 Pastore Giulio \u2013 Pastore Raffaele \u2013 Pat \u2013 Patricolo \u2013 Patrissi \u2013 Pecorari \u2013 Pella \u2013 Pellegrini \u2013 Pera \u2013 Perassi \u2013 Perlingieri \u2013 Perrone Capano \u2013 Persico \u2013 Pertini Sandro \u2013 Perugi \u2013 Pesenti \u2013 Petrilli \u2013 Piccioni \u2013 Piemonte \u2013 Pieri Gino \u2013 Pignatari \u2013 Pignedoli \u2013 Pistoia \u2013 Platone \u2013 Pollastrini Elettra \u2013 Ponti \u2013 Porzio \u2013 Pratolongo \u2013 Pressinotti \u2013 Preti \u2013 Priolo \u2013 Proia \u2013 Pucci \u2013 Puoti.<\/p><p>Quarello \u2013 Quintieri Adolfo.<\/p><p>Raimondi \u2013 Rapelli \u2013 Reale Eugenio \u2013 Reale Vito \u2013 Recca \u2013 Rescigno \u2013 Restagno \u2013 Ricci Giuseppe \u2013 Riccio Stefano \u2013 Rivera \u2013 Rodi \u2013 Rodin\u00f2 Mario \u2013 Rodin\u00f2 Ugo \u2013 Rognoni \u2013 Romano \u2013 Romita \u2013 Roselli \u2013 Rossi Giuseppe \u2013 Rossi Maria Maddalena \u2013 Rossi Paolo \u2013 Roveda \u2013 Rubilli \u2013 Ruggieri Luigi \u2013 Ruini \u2013 Rumor \u2013 Russo Perez.<\/p><p>Saccenti \u2013 Saggin \u2013 Salerno \u2013 Salizzoni \u2013 Salvatore \u2013 Sampietro \u2013 Sansone \u2013 Santi \u2013 Sapienza \u2013 Saragat \u2013 Sardiello \u2013 Sartor \u2013 Scalfaro \u2013 Scarpa \u2013 Scelba \u2013 Schiavetti \u2013 Schiratti \u2013 Scoca \u2013 Scoccimarro \u2013 Scotti Alessandro \u2013 Scotti Francesco \u2013 Secchia \u2013 Segala \u2013 Segni \u2013 Selvaggi \u2013 Sereni \u2013 Sforza \u2013 Sicignano \u2013 Siles \u2013 Silipo \u2013 Silone \u2013 Simonini \u2013 Spallicci \u2013 Spataro \u2013 Stampacchia \u2013 Stella \u2013 Storchi \u2013 Sullo Fiorentino.<\/p><p>Tambroni Armaroli \u2013 Targetti \u2013 Taviani \u2013 Tega \u2013 Terracini \u2013 Terranova \u2013 Tieri Vincenzo \u2013 Titomanlio Vittoria \u2013 Togliatti \u2013 Togni \u2013 Tomba \u2013 Tonello \u2013 Tonetti \u2013 Tosato \u2013 Tosi \u2013 Tozzi Condivi \u2013 Tremelloni \u2013 Treves \u2013 Trimarchi \u2013 Tripepi \u2013 Tupini \u2013 Turco.<\/p><p>Uberti.<\/p><p>Valenti \u2013 Valiani \u2013 Vallone \u2013 Valmarana \u2013 Varvaro \u2013 Venditti \u2013 Veroni \u2013 Viale \u2013 Vicentini \u2013 Vigna \u2013 Vigo \u2013 Vigorelli \u2013 Vilardi \u2013 Villabruna \u2013 Villani \u2013 Vinciguerra \u2013 Vischioni \u2013 Volpe.<\/p><p>Zaccagnini \u2013 Zanardi \u2013 Zannerini \u2013 Zappelli \u2013 Zerbi \u2013 Zotta \u2013 Zuccarini.<\/p><p><em>Sono in congedo:<\/em><\/p><p>Arata.<\/p><p>Canepa \u2013 Carmagnola \u2013 Cavallari.<\/p><p>Jacini.<\/p><p>Merlin Umberto.<\/p><p>Preziosi.<\/p><p>Ravagnan.<\/p><p>Trulli.<\/p><p>Vanoni \u2013 Vernocchi.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevoli colleghi! \u00c8 con un senso di nuova profonda commozione che ho pronunciato or ora la formula abituale con la quale, da questo seggio, nei mesi passati ho, cento e cento volte, annunciato all\u2019Assemblea il risultato delle sue votazioni. Di tutte queste, delle pi\u00f9 combattute e delle pi\u00f9 tranquille, di quelle che videro riuniti in un solo consenso tutti i settori e delle altre in cui il margine di maggioranza oscill\u00f2 sull\u2019unit\u00e0; di tutti questi atti di volont\u00e0 che, giorno per giorno, vennero svolgendosi, con un legame non sempre immediatamente conseguente \u2013 in riflesso di situazioni mutevoli non solo nell\u2019Aula, ma anche nel Paese \u2013 quest\u2019ultimo ha riassunto il significato e gli intenti, affermandoli definitivamente e senza eccezione come legge fondamentale di tutto il popolo italiano.<\/p><p>Ed io credo di potere avvertire attorno a noi, oggi, di questo popolo l\u2019interesse fervido ed il plauso consapevole e sodisfatto. Si pu\u00f2 ora dirlo; vi \u00e8 stato un momento, dopo i primi accesi entusiasmi, nutriti forse di attese non commisurate alle condizioni storicamente maturate ed in loro reazione, vi \u00e8 stato un momento nel quale come una parete di indifferenza minacciava di levarsi fra questo consesso e le masse popolari. E uomini e gruppi, gi\u00e0 ricacciati al margine della nostra societ\u00e0 nazionale dalla prorompente libert\u00e0 \u2013 detriti del regime crollato o torbidi avventurieri di ogni congiuntura (<em>Applausi<\/em>)<em> \u2013<\/em> alacremente, e forse godendo troppa impunit\u00e0, si erano dati ad approfondire il distacco, ricoprendo di contumelie, di calunnie, di accuse e di sospetti questo istituto, emblema e cuore della restaurata democrazia. (<em>Vivi applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Onorevoli deputati, \u00e8 col nostro lavoro, intenso e ordinato, \u00e8 con lo spettacolo ad ogni giorno da noi offertogli della nostra metodica, instancabile applicazione al compito affidatoci, che noi ci siamo in fine conquistati la simpatia e la fiducia del popolo italiano. Il quale, nelle sue distrette come nelle sue gioie, sempre pi\u00f9 \u00e8 venuto volgendosi all\u2019Assemblea Costituente come a naturale delegata ed interprete e realizzatrice del suo pensiero e delle sue aspirazioni. E le centinaia, le migliaia di messaggi di protesta, di approvazione, di denuncia, di richieste giunti alla Presidenza nel corso dei diciotto mesi di vita della Costituente, testimoniano del crescente spontaneo affermarsi della sua autorit\u00e0, come Assemblea rappresentativa. \u00c8 questo un prezioso retaggio morale che noi lasciamo alle future Camere legislative della Repubblica.<\/p><p>Ho parlato di lavoro instancabile. Ne fanno fede le 347 sedute a cui ci convocammo, delle quali 170 esclusivamente costituzionali; i 1663 emendamenti che furono presentati sui 140 articoli del progetto di Costituzione, dei quali 292 approvati, 314 respinti, 1057 ritirati od assorbiti; i 1090 interventi in discussione da parte di 275 oratori; i 44 appelli nominali ed i 109 scrutini segreti; i 40 ordini del giorno votati; gli 828 schemi di provvedimenti legislativi trasmessi dal Governo all\u2019esame delle Commissioni permanenti ed i 61 disegni di legge deferiti all\u2019Assemblea; le 23 mozioni presentate, delle quali 7 svolte; le 166 interpellanze di cui 22 discusse; le 1409 interrogazioni, 492 delle quali trattate in seduta, pi\u00f9 le 2161 con domanda di risposta scritta, che furono sodisfatte per oltre tre quarti dai rispettivi Dicasteri.<\/p><p>Lavoro instancabile; sta bene. Ma anche lavoro completo? Alla stregua del mandato conferitoci dalla nostra legge istitutiva, s\u00ec. Noi consegniamo oggi, a chi ci elesse il 2 giugno, la Costituzione; noi abbiamo assolto il compito amarissimo di dare avallo ai patti di pace che hanno chiuso ufficialmente l\u2019ultimo tragico e rovinoso capitolo del ventennio di umiliazioni e di colpe (<em>Applausi<\/em>), e, con le leggi elettorali, stiamo apprestando il ponte di passaggio, da questo periodo ancora anormale, ad una normalit\u00e0 di reggimento politico del Paese nel quale competa ad ogni organo costituzionale il compito che gli \u00e8 proprio ed esclusivo: di fare le leggi, al Parlamento; al Governo di applicarle; ed alla Magistratura di controllarne la retta osservanza.<\/p><p>Ma, con la Costituzione, questa Assemblea ha inserito nella struttura dello Stato repubblicano altri organi, ignoti al passato sistema, suggeriti a noi dall\u2019esperienza dolorosa o dettati dalla evoluzione della vita sociale ed economica del Paese. Tale la Corte delle garanzie costituzionali, sancita a difesa dei diritti e delle libert\u00e0 fondamentali, ma non a preclusione di progressi ulteriori del popolo italiano verso una sempre maggiore dignit\u00e0 dell\u2019uomo, del cittadino, del lavoratore. Tale il Consiglio nazionale della economia e del lavoro, che \u2013 rimuovendo gli ostacoli dovuti a incomprensione o ad ignoranza delle altrui esigenze \u2013 eviter\u00e0 le battaglie non giustificate, disperditrici di preziose energie, dando alle altre, necessarie invece ed irreprimibili in ogni corpo sociale che abbia vita fervida e sana, consapevolezza di intenti e idoneit\u00e0 di mezzi.<\/p><p>Ma forse, s\u00ec, non taciamolo, onorevoli colleghi, molta parte del popolo italiano avrebbe voluto dall\u2019Assemblea Costituente qualcos\u2019altro ancora. I pi\u00f9 miseri, coloro che conoscono la vana attesa estenuante di un lavoro in cui prodigare le proprie forze creatrici e da cui trarre i mezzi di vita; coloro che, avendo lavorato per un\u2019intera vita, fatti inabili dall\u2019et\u00e0, dalla fatica, dalle privazioni ancora inutilmente aspettano dalla solidariet\u00e0 nazionale una modesta garanzia contro il bisogno; coloro che frustano i loro giorni in una fatica senza prospettiva, chiudendo ad ogni sera un bilancio senza residui, utensili pensanti e dotati d\u2019anima di un qualche gelido mostruoso apparato meccanico, o forze brute di lavoro su terre estranee e perci\u00f2 stesso ostili: essi si attendevano tutti, che l\u2019Assemblea esaudisse le loro ardenti aspirazioni, memori come erano di parole proclamate e riecheggiate. (<em>Approvazioni<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Noi lo sappiamo, oggi, che ci\u00f2 avrebbe superato le nostre possibilit\u00e0. Ma noi sappiamo di avere posto, nella Costituzione, altre parole che impegnano inderogabilmente la Repubblica a non ignorare pi\u00f9 quelle attese, ad applicarsi risolutamente all\u2019apprestamento degli strumenti giuridici atti a sodisfarle. La Costituzione postula, senza equivoci, le riforme che il popolo italiano, in composta fiducia, rivendica. Mancare all\u2019impegno sarebbe nello stesso tempo violare la Costituzione e compromettere, forse definitivamente, l\u2019avvenire della Nazione italiana. (<em>Vivissimi, generali applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Onorevoli colleghi, ieri sera, quasi a suggello simbolico apposto alla Carta costituzionale, voi avete votato un ordine del giorno col quale raccomandate e sollecitate dal Presidente della Repubblica un atto generoso di clemenza e di perdono.<\/p><p>Gi\u00e0 al suo primo sorgere, la Repubblica volle stendere le sue mani indulgenti e volgere il suo sguardo benigno e sereno verso tanti, che pure non avevano esitato a straziare la Patria italiana; ad allearsi con i suoi nemici, a colpirne i figli pi\u00f9 eroici. Il rinnovato gesto di amist\u00e0, del quale vi siete fatti promotori, vuole oggi esprimere lo spirito che ha informato i nostri lavori, in ognuno di noi, su qualunque banco si sedesse, a qualunque ideologia ci si richiami. L\u2019Assemblea ha pensato e redatto la Costituzione come un solenne patto di amicizia e fraternit\u00e0 di tutto il popolo italiano, cui essa lo affida perch\u00e9 se ne faccia custode severo e disciplinato realizzatore. (<em>Approvazioni<\/em>)<em>.<\/em> E noi stessi, onorevoli deputati, colleghi cari e fedeli di lunghe e degne fatiche, conclusa la nostra maggiore opera, dopo avere fatta la legge, diveniamone i pi\u00f9 fedeli e rigidi servitori. (<em>Approvazioni<\/em>)<em>.<\/em> Cittadini fra i cittadini, sia pure per breve tempo, traduciamo nelle nostre azioni, le maggiori e le pi\u00f9 modeste, quegli ideali che, interpretando il voto delle larghe masse popolari e lavoratrici, abbiamo voluto incidere nella legge fondamentale della Repubblica.<\/p><p>Con voi m\u2019inchino reverente alla memoria di quelli che, cadendo nella lotta contro il fascismo e contro i tedeschi, pagarono per tutto il popolo italiano il tragico e generoso prezzo di sangue per la nostra libert\u00e0 e per la nostra indipendenza (<em>Vivissimi, generali applausi<\/em>), con voi inneggio ai tempi nuovi cui, col nostro voto, abbiamo aperto la strada per un loro legittimo affermarsi.<\/p><p>Viva la Repubblica democratica italiana, libera, pacifica ed indipendente! (<em>Vivissimi, generali, prolungati applausi \u2013 Si grida: <\/em>Viva la Repubblica! \u2013 Viva il Presidente Terracini! <em>\u2013 Nuovi vivissimi, generali applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>In quest\u2019ora cos\u00ec solenne della nostra storia non poteva mancare a noi ed al popolo italiano la parola alta, serena, saggia del Presidente della Repubblica, Enrico De Nicola, il quale ha seguito ed illuminato la nostra fatica, vigile ad ogni passo lungo la strada che condurr\u00e0 la Repubblica dall\u2019abisso in cui sorse fino alla posizione che le compete di Stato libero, e rispettato nel mondo.<\/p><p>Do lettura del messaggio di Enrico De Nicola:<\/p><p><em>Roma, 22 dicembre 1947 \u2013 ore 18.30.<\/em><\/p><p>\u00abLa ringrazio vivamente, illustre Presidente, di avermi comunicato con cortese sollecitudine l\u2019approvazione della Costituzione della Repubblica italiana.<\/p><p>\u00abIl mio pensiero, reverente e devoto, si rivolge, in questo momento di sincera commozione, all\u2019Assemblea Costituente, che \u2013 sotto la Sua incomparabile e indimenticabile Presidenza \u2013 ha compiuto un lavoro di cui gli storici daranno certamente un giudizio sereno, che onorer\u00e0 il nostro Paese, per la profondit\u00e0 delle indagini compiute, per l\u2019altezza dei dibattiti svoltisi, per lo zelo coscienzioso costantemente osservato nella ricerca delle soluzioni pi\u00f9 democratiche e nella formulazione rigorosamente tecnica dei princip\u00ee fondamentali e delle specifiche norme costituzionali \u2013 e all\u2019Italia nostra, amata e martoriata, che dalle sventure sofferte e dai sacrifizii affrontati, sapr\u00e0 trarre ancora una volta, nella concordia degli intenti e delle opere dei suoi figli, le energie necessarie per il suo sicuro avvenire, offrendo al mondo un nuovo esempio di eroiche virt\u00f9 civili e un nuovo incitamento al progresso sociale\u00bb.<\/p><p>(<em>Vivissimi, generali, prolungati applausi, cui si associa il pubblico delle tribune<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Giunga il nostro riverente affettuoso pensiero ad Enrico De Nicola, che oggi acclamiamo primo Presidente della Repubblica Italiana. (<em>Nuovi, vivissimi, generali applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Si dia lettura di un telegramma giunto in questo momento dal Sindaco della citt\u00e0 di Venezia.<\/p><p>MATTEI TERESA, <em>Segretaria<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abAlla odierna solenne seduta della Assemblea Costituente convocata per l\u2019approvazione della nuova Carta costituzionale che sancisce i diritti del popolo e la Repubblica, sogno di tanti martiri del primo Risorgimento italiano, meta raggiunta a prezzo di tanti sacrifici e di sangue in questo secondo Risorgimento, dopo che la monarchia, con la sua guerra antinazionale e col suo tradimento delle libert\u00e0 popolari, ha dimostrato anche ai pi\u00f9 increduli la legittimit\u00e0 di quel sogno di veggenti, l\u2019amministrazione comunale di Venezia, che si prepara a ricordare con cerimonie che resteranno memorabili la seconda Repubblica di San Marco, vuole far pervenire la sua voce di plauso per la Repubblica italiana e per la nuova Carta costituzionale, augurando che da essa procedano leggi innovatrici del diritto e del costume, affinch\u00e9 il popolo italiano prostrato da tanti lutti, risorga davvero arbitro del proprio destino. \u2013 <em>Il Sindaco <\/em>Gianquinto\u00bb.<\/p><p>DE GASPERI, Presidente del Consiglio dei Ministri. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>DE GASPERI, Presidente del Consiglio dei Ministri. (<em>Vivi applausi al centro<\/em>).<\/p><p>Iniziando questa mia brevissima dichiarazione, sento il dovere di associarmi al ringraziamento espresso dal Presidente dell\u2019Assemblea e alle parole di ammirazione da lui usate per Enrico De Nicola, per l\u2019opera sua di vigile tutela e di collaborazione, che con la sua saggezza giuridica e l\u2019esperienza parlamentare, ha dato non solo all\u2019elaborazione della Costituzione, e, in genere, ai lavori legislativi, ma anche al Governo, con i suoi illuminati consigli.<\/p><p>Il Governo si associa all\u2019augurio che il primo Presidente della Repubblica italiana possa continuare la sua opera per un lungo periodo ancora, e a lui noi tutti del Governo tributiamo sempre quell\u2019ossequio e quell\u2019obbedienza che sono la base fondamentale dell\u2019autorit\u00e0 repubblicana.<\/p><p>Aggiungo il mio ringraziamento all\u2019Assemblea, e in modo particolare alla Presidenza, per la collaborazione, che non era espressamente riservata alla sua attribuzione dalle leggi, ma con la quale pure ha recato un contributo prezioso alle iniziative del Governo, attuandole o modificandole con opportuni emendamenti.<\/p><p>Non fu senza un certo senso di invidia che noi vedemmo i nostri colleghi delle Commissioni legislative occuparsi dei grandi problemi della Costituzione, direi, gettando le grandi arcate della Costituzione, mentre noi, dalle esigenze di tutti i giorni, eravamo costretti ad occuparci dei piccoli particolari.<\/p><p>Io vi rinnovo l\u2019espressione di ringraziamento profondo per questa vostra collaborazione. Questi nostri ringraziamenti vanno soprattutto ai membri della Commissione per la Costituzione e in modo particolare al suo Presidente, onorevole Ruini, che con tanto zelo ha diretto i lavori della Commissione stessa.<\/p><p>Il Governo ora, fatta la Costituzione, ha l\u2019obbligo di attuarla e di farla applicare: ne prendiamo solenne impegno. Noi tutti per\u00f2 sappiamo, egregi colleghi, che le leggi non sono applicabili se, accanto alla forza strumentale che \u00e8 in mano al Governo, non vi \u00e8 la coscienza morale praticata nel costume. A distanza di cento anni, mi giunge all\u2019orecchio come l\u2019eco del programma mazziniano, che suonava:<\/p><p>\u00abLa Costituente nazionale, raccolta a Roma, metropoli e citt\u00e0 sacra della Nazione, dir\u00e0 all\u2019Italia e all\u2019Europa il pensiero del popolo e Dio benedir\u00e0 il suo lavoro\u00bb.<\/p><p>Valga tale auspicio anche per questa Assemblea del nuovo Risorgimento; il soffio dello spirito animatore della nostra storia e della nostra civilt\u00e0 cristiana passi su questa nostra faticosa opera, debole perch\u00e9 umana, ma grande nelle sue aspirazioni ideali, e consacri nel cuore del popolo questa legge fondamentale di fraternit\u00e0 e di giustizia, sicch\u00e9 l\u2019Europa e il mondo riconoscano nell\u2019Italia nuova, nella nuova Repubblica, assisa sulla libert\u00e0 e sulla democrazia, la degna erede e continuatrice della sua civilt\u00e0 millenaria e universale. (<em>Vivissimi, prolungati applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Ha facolt\u00e0 di parlare l\u2019onorevole Orlando Vittorio Emanuele. (<em>L\u2019Assemblea in piedi applaude lungamente<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>ORLANDO VITTORIO EMANUELE. Onorevoli colleghi, non so a che cosa io debba questo onore e questa responsabilit\u00e0 di essere chiamato a parlare, quasi direi di ufficio; d\u2019ufficio, perch\u00e9 non l\u2019ho chiesto, e non l\u2019ho chiesto per una duplice ragione: l\u2019una, contingente, della persistente deficienza dei mezzi miei di comunicazione verbale; l\u2019altra, sostanziale, della immensa gravit\u00e0, della solennit\u00e0 eccezionale dell\u2019ora. Perdonatemi, quindi, in anticipo, se, per l\u2019una e per l\u2019altra ragione, io sar\u00f2 (e non \u00e8 artifizio retorico od oratorio) inferiore a quello che dovrebbe essere il mio compito ed alla vostra aspettazione.<\/p><p>Mi correggo. Ho detto di non sapere a che cosa debba questo onore: indubbiamente lo debbo al titolo della mia maggior vecchiezza. Ma, forse, nel caso presente pi\u00f9 che il computo numerico degli anni, pu\u00f2 valere a conferirmi questo titolo l\u2019essere io rappresentante estremo delle tre generazioni, che hanno fatto l\u2019Italia. Qui, dunque, vi parlo meno come un collega che come un antenato. E quando, a questo medesimo titolo, inaugurai i lavori dell\u2019Assemblea Costituente, credetti di poter riassumere tutto il mio animo solidale con voi in un augurio, che era anche una benedizione del vecchio. Ora, parlo per concludere, come allora parlai per cominciare. Oggi, noi siamo al vertice dell\u2019opera raggiunta; onde possiamo, guardando sotto di noi, considerare la strada che abbiamo percorsa, e in un certo senso quest\u2019Assemblea pu\u00f2 esser fiera del lavoro compiuto, pur attraverso contrasti, pur rasentando precipizi \u2013 e l\u2019avvenire dir\u00e0 se li abbiamo sempre felicemente evitati \u2013, pur trovandoci di fronte a bivii e l\u2019avvenire dir\u00e0 se sempre abbiamo saputo scegliere la buona strada, ed io auguro che si possa dire che si \u00e8 scelta la buona.<\/p><p>Per merito di chi? Di tutti: attraverso i dissensi, malgrado i contrasti, ognuno di noi ha contribuito a quest\u2019opera. E vi \u00e8 solidariet\u00e0, unit\u00e0, anche fra coloro che hanno sostenuto le tesi pi\u00f9 diverse e pi\u00f9 opposte, perch\u00e9 in ci\u00f2 sta la bellezza della libert\u00e0 parlamentare (<em>Approvazioni<\/em>): nella discussione, che \u00e8 il mezzo pi\u00f9 razionale e pi\u00f9 elevato per raggiungere quella verit\u00e0 relativa, che agli uomini pu\u00f2 essere consentita. Un po\u2019 di merito l\u2019abbiamo, dunque, tutti. Ma io non posso insistere su questo punto, perch\u00e9 sarebbe come lodarci da noi stessi. \u00c8 vero che \u00e8 cosa che gli uomini politici fanno ed \u00e8 tollerata; ma, in un\u2019occasione cos\u00ec eccezionale, \u00e8 meglio prescinderne.<\/p><p>Non posso insistere sui meriti nostri come Assemblea; ma forse \u00e8 bene, parlando in nome dell\u2019Assemblea, ricordare e additare alla gratitudine nostra coloro che sono stati \u2013 direi \u2013 il simbolo di questo lavoro, e due al di sopra di tutti.<\/p><p>In primo luogo, quell\u2019uomo a cui ben spetta \u2013 e non l\u2019ha chiesto \u2013 di trasformare il titolo che gli ricordava la provvisoriet\u00e0 (come, in certi ordini monastici, v\u2019\u00e8 chi ricorda che si deve morire) il titolo \u2013 dico \u2013 della provvisoriet\u00e0 in quello effettivo e definitivo di Presidente, il primo Presidente della Repubblica italiana (<em>Vivissimi, generali applausi<\/em>), ed egli \u00e8 tal uomo da augurare con la pi\u00f9 profonda sincerit\u00e0, con il pi\u00f9 sereno ottimismo patriottico che coloro che gli succederanno siano sempre degni di succedergli. (<em>Applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Enrico De Nicola appartiene a quella categoria di uomini politici, che ha per s\u00e9 la vera grandezza, cio\u00e8 servire per dovere. Alieno (e dalla mentalit\u00e0 parlamentare leggermente degenerata gliene si faceva rimprovero come di un difetto!), alieno dall\u2019aspirare ai poteri, desideroso di mettersi a disposizione se ricercato, modesto sempre, di giusto giudizio, la cooperazione di lui nella formazione di questo atto costituzionale non \u00e8 nota, ma credo che tutti noi, pi\u00f9 che saperla, la sentiamo essere stata assidua, alacre, feconda.<\/p><p>Ad Enrico De Nicola, dunque, innanzi tutto esprimer\u00f2 i nostri ringraziamenti; e poi a questo nostro Presidente (<em>L\u2019Assemblea si leva in piedi \u2013 Vivissimi, prolungati applausi<\/em>) a questo nostro Presidente, che mi ha dato la grande consolazione di infliggermi una solenne smentita. Per sopravalutare questa classe parlamentare cui appartengo \u2013 \u00e8 naturale: io sono l\u2019<em>homo parlamentaris<\/em> per eccellenza! (<em>Si ride<\/em>)<em> \u2013 <\/em>per sopravalutare, dunque, questa classe cui appartengo (e me ne vanto!) io pensavo ed affermavo: badate, se Cicerone dice che <em>poeta nascitur, orator f\u00ect<\/em>, per il parlamentare occorrono entrambe queste condizioni: bisogna nascerci, avere la vocazione; ma bisogna poi aver vissuto la vita, avere acquistato l\u2019esperienza. Orbene, questo nostro Presidente mi ha mortificato nel dimostrare che una delle due condizioni non \u00e8 necessaria: in lui v\u2019\u00e8 una vocazione formidabile, la quale ha sostituito l\u2019esperienza, perch\u00e9 negli ultimi anni della fortunosa e mirabile sua vita egli non ha potuto pi\u00f9 frequentare aule universitarie, non ha pi\u00f9 potuto studiare precisamente quei regolamenti e quelle fonti di diritto, da cui si formano poi gli atti costituzionali. (<em>Applausi generali<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Egli si \u00e8 dimostrato veramente straordinario! E quando un momento fa sfilavano le diecine e le centinaia di emendamenti (altro che la \u00abselva selvaggia ed aspra e forte!\u00bb), egli ci si muoveva con una padronanza assoluta, aveva presente tutto, sapeva conciliare la fermezza di un\u2019autorit\u00e0 che s\u2019impone con la bonariet\u00e0 di un collega che trova l\u2019arguzia per comporre un dissenso, un contrasto, che ad altri sarebbe, forse, apparso addirittura insormontabile! Egli \u00e8 stato veramente un gran Presidente e \u2013 direi \u2013 un Presidente nato perfetto! (<em>Vivissimi, generali applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>E cos\u00ec dunque, sotto questi auspici, si \u00e8 compiuta quest\u2019opera.<\/p><p>Che cosa vale?<\/p><p>Io, tutte le volte che ho parlato, ho dichiarato cos\u00ec frequentemente e cos\u00ec manifestamente una mia diversit\u00e0 di pensare e di sentire a proposito di una legge costituzionale che sarebbe ipocrisia, se ora ad un tratto volessi usare della spugna di Leibnitz e cancellare quelle che erano e sono le mie idee. La verit\u00e0 \u00e8 che qui sono venute di fronte due diverse maniere di concepire l\u2019intervento del legislatore nel fissare l\u2019ordinamento giuridico di un popolo. Io potrei, per deferenza a voi, dire che il mio punto di vista era quello antico e che il vostro era quello moderno. No, la verit\u00e0 \u00e8 che cos\u00ec l\u2019uno come l\u2019altro sono antichi quanto l\u2019uomo, antichi quanto il legislatore. Da un lato, si ha l\u2019imposizione di una regola attraverso una volont\u00e0 consapevole: io comando \u2013 dice il legislatore, soprattutto se \u00e8 dell\u2019ordine costituzionale, questa mia volont\u00e0 io la esamino, la concreto diligentemente, me ne rendo conto, metto dalla mia parte tutte le ragioni per cui si possa presumere che si legifera bene; ma, dopo tutto, questa \u00e8 la mia volont\u00e0. Una tale tenenza \u00e8 antica quanto l\u2019uomo, ed i primi legislatori la loro volont\u00e0 la fecero passare addirittura per quella di Dio. Dall\u2019altro lato, invece, il diritto viene concepito non come una imposizione dall\u2019esterno, ma come una qualche cosa di organico, che si sviluppa da s\u00e9: pianta, che mette nella terra le sue profonde radici, che alimenta il suo tronco, i suoi rami, le sue foglie, anche le pi\u00f9 alte, raccogliendo dall\u2019aria, dalla luce, dalla profondit\u00e0 dell\u2019<em>humus<\/em> le ragioni della sua esistenza.<\/p><p>Ecco i due punti di vista in contrasto: concezioni, che non restano nell\u2019astrattezza della teoria, ma si scontrano, si urtano, si contendono nella viva e ardente realt\u00e0. Io ho sempre seguito la seconda di queste concezioni, donde il dissenso abbastanza profondo con l\u2019altra parte. Ma, badate, in questo momento, io ben posso di tutto cuore accompagnare quest\u2019atto, che deve reggere la vita collettiva del popolo italiano, con un augurio fiducioso, con un augurio pieno: e ci\u00f2, appunto perch\u00e9 quella scuola giuridica, cui appartengo, riconosce che alle leggi si applica larghissimamente il motto che dice che la soma si accomoda per via. E, difatti, \u00e8 quella stessa forza spontanea, quella forza organica, direi, in certo senso naturale, da cui dipende lo sviluppo delle istituzioni, che opera, se occorre, anche indipendentemente da un testo scritto e lo viene adattando a quelli che sono i veri bisogni storici. Quindi, non mi metto in contraddizione con me stesso, se esprimo questo augurio, pur restando fermo al mio punto di vista. Dopo di che? Ebbene, dopo di che, se gi\u00e0 l\u2019ho lodato, torno a lodare il dissenso il contrasto come il mezzo pi\u00f9 idoneo per scoprire la verit\u00e0 o per avvicinarci ad essa il pi\u00f9 che sia possibile: verit\u00e0, come ho detto poc\u2019anzi, naturalmente di un valore del tutto relativo.<\/p><p>Ma da questo momento tutto ci\u00f2 \u00e8 finito. Ora, la Costituzione ha avuto la sua consacrazione laica. Essa \u00e8 al di sopra delle sue discussioni. Noi dobbiamo ad essa obbedienza assoluta, perch\u00e9 io non so concepire nessuna democrazia e nessuna libert\u00e0 se non sotto forma di obbedienza alle leggi, che un popolo libero si \u00e8 date. (<em>Applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>E un auspicio si pu\u00f2 trarre, oggi, dalla coincidenza, per cui la Costituzione entra in vigore il primo dell\u2019anno, che compie il centenario del 1848. Vedete se era retorica la mia quando vi dicevo or ora di sentirmi di tanto inferiore al compito, perch\u00e9 in questo momento occorrerebbe come si dice che avvenga agli asfittici, i quali, nell\u2019attimo che passa fra la preagonia e la morte, vedrebbero sfilare rapidamente tutta la loro vita \u2013 occorrerebbe vedere sfilare qui, in una visione complessiva, totale, sintetica, un secolo intero. Il sorgere di questo secolo vide l\u2019Italia divisa ed il tramonto di esso \u00e8 sembrato che dovesse ancora vederla divisa; ma il popolo italiano ha resistito alla immane bufera, ed abbiamo superato questo punto. Vedete, questo nuovo centenario comincia con un\u2019affermazione superba. L\u2019Italia ha ormai passato la sua prova. L\u2019Italia, a cui si poteva rimproverare, e non per colpa sua, la brevit\u00e0 della sua vita nazionale, ora ha attraversato le pi\u00f9 tremende vicende; e se le ha superate, \u00e8 stato perch\u00e9 da s\u00e9 sola, con le proprie intime forze, ha rimediato a tutti i guai ed a tutte le ingiustizie sofferte. (<em>Applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Un nuovo centenario comincia. Voi comprendete il fervore dell\u2019augurio di questo vecchio. Che cosa ci riserba l\u2019avvenire? Che cosa ci riserba il mondo? Io sono convinto \u2013 nel campo scientifico, non politico \u2013 (e non lo dico ora; l\u2019ho gi\u00e0 detto in scritti precedenti) che questa rivoluzione non \u00e8 \u2013 mi si permetta la espressione \u2013 una rivoluzione di ordinaria amministrazione; non \u00e8 una semplice rivoluzione, per cui una Repubblica succeda ad una monarchia od una monarchia succeda ad una Repubblica; non \u00e8 la formazione di uno Stato o la separazione di uno Stato da un altro o il dissolvimento di uno Stato in una pluralit\u00e0 di Stati: insomma, non \u00e8 una delle tante rivoluzioni, attraverso cui l\u2019umanit\u00e0 \u00e8 progredita. No, qui \u00e8 un\u2019era che succede ad un\u2019altra; \u00e8 un tipo di Stato che si sovrappone ad un altro. Fino ad oggi abbiamo innanzi agli occhi lo Stato nazionale, originato nel secolo XVI, subito dopo il medio evo, sulla base della sovranit\u00e0 esclusiva, dei rapporti interni, dei rapporti internazionali: abbiamo, dunque, una comunit\u00e0 di Stati senza che fra essi esista un vero e proprio coordinamento giuridico. Ora, per effetto di questa tremenda rivoluzione che stiamo attraversando, questo tipo di Stato va a tramontare; e vi si sostituir\u00e0 una forma di superstato. Quale? Non si fa l\u2019indovino nella storia. Tante incognite pendono: a crearlo sar\u00e0 la forza o sar\u00e0 l\u2019accordo o sar\u00e0 qualche cosa tra l\u2019uno e l\u2019altra? E sar\u00e0 esso in un senso continentale o sar\u00e0 in un senso razziale? Chi potrebbe dirlo? Misteri della storia futura!<\/p><p>Di fronte a questo nuovo tipo di Stato che sorge l\u2019Italia \u00e8 preparata a tutti i sacrifici, anche a quello della orgogliosa affermazione della sovranit\u00e0 assoluta; ma \u2013 sia detto ben alto! \u2013 ad una sola condizione: alla condizione, cio\u00e8, che questi limiti debbano valere pure per gli altri, per tutti gli altri. Ed allora, che sar\u00e0 di questo nostro attaccamento a questo Paese nostro? A me ha potuto bastare di amare l\u2019Italia; forse a voi occorrer\u00e0 un\u2019altra forma di attaccamento. V\u2019\u00e8 gi\u00e0 chi dice: \u00abIo mi sento europeo\u00bb; un altro: \u00abmi sento africano\u00bb; un altro: \u00abmi sento asiatico\u00bb; un altro: \u00abmi sento slavo, anglosassone, germanico\u00bb. Qualcuno arriva perfino a dire: \u00abmi sento cittadino del mondo\u00bb. Ma tutto ci\u00f2 \u00e8 prematuro.<\/p><p>Orbene, anche quando questi destini che oggi si annunciano si compiranno, il nuovo sentimento, che potr\u00e0 nascere, non sopprimer\u00e0 l\u2019antico; ed \u00e8 questo il lato, direi, mistico di questa evoluzione creatrice dell\u2019umanit\u00e0. Della umanit\u00e0 la prima cellula fu la famiglia; ma lo sviluppo dell\u2019evoluzione, che ha ridotto la famiglia ad una cellula contenuta in una forma associativa, quale lo Stato, tanto pi\u00f9 diffusa, tanto pi\u00f9 complessa, incomparabilmente pi\u00f9 estesa, ha forse soppresso l\u2019attaccamento alla famiglia? Si pu\u00f2 dire che il sentimento, l\u2019affetto come padre o come fratello sia oggi minore di quello che sentivano gli antichi romani, che mandavano a morte i loro figli e ne traevano anche vanto? Allorch\u00e9 la famiglia si estese e si complic\u00f2 in forma di comunione, di villaggio, l\u2019attaccamento ad essa forse venne meno? E quando si arriv\u00f2 alla citt\u00e0, si attenu\u00f2 questo sentimento? E quando lo sviluppo dello Stato feudale, riunendo in un tutto campagne e citt\u00e0, cre\u00f2 la terra che ora si chiama regione, forse quell\u2019attaccamento nostro si spense? Ed oggi, il mio attaccamento per la Sicilia si frappone, forse, a quello per l\u2019Italia, o non piuttosto lo ingigantisce? Questo ho voluto dire, perch\u00e9, quali che siano gli eventi futuri, l\u2019amore e la devozione verso la Madre di ogni vita, questa antica, gloriosa, veneranda Italia, questi sentimenti non verranno mai meno; e dagli stessi contrasti potranno, anzi, esser resi pi\u00f9 intensi. Onde, se io, vecchio, posso morire col nome di Italia sulle labbra, voi, giovani, \u2013 ce ne siete qui tanti \u2013 potrete, un giorno, avvertire altri sentimenti di adesione, di attaccamento, di amore per una qualche assai pi\u00f9 ampia forma di vita statale; ma anche allora, voi vi sentirete italiani, come questo vecchio, anche allora amerete questa Madre comune, e sarete appassionatamente, fieramente italiani. Ed \u00e8 in questo pensiero che io concludo, rivolgendo un appello, che, al di sopra dei dissensi e dei conflitti quotidiani, tutti ci congiunga in un sentimento ed in un nome: Viva l\u2019Italia! Dio salvi l\u2019Italia! (<em>Vivissimi, generali, prolungati applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Approvazione del processo verbale della seduta.<\/p><p>PRESIDENTE. A conclusione di questa seduta, che ha avuto contenuto e significato del tutto particolari, diamo immediatamente lettura, per la sua approvazione, del relativo processo verbale.<\/p><p>MATTEI TERESA, <em>Segretaria<\/em>, legge il processo verbale della seduta.<\/p><p>ZAGARI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>ZAGARI. Poich\u00e9, per ragioni indipendenti dalla mia volont\u00e0, non ho potuto partecipare alla votazione finale della Costituzione, dichiaro che, se fossi stato presente, avrei votato a favore.<\/p><p>(<em>Il processo verbale \u00e8 approvato \u2013 Vivissimi, prolungati applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019Assemblea sar\u00e0 convocata a domicilio.<\/p><p>La seduta termina alle 19.30.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Versione PDF ASSEMBLEA COSTITUENTE CCCXLVII. SEDUTA POMERIDIANA DI LUNED\u00cc 22 DICEMBRE 1947 PRESIDENZA DEL PRESIDENTE TERRACINI INDICE Votazione finale a scrutinio segreto della Costituzione della Repubblica italiana: Presidente Ruini, Presidente della Commissione per la Costituzione De Gasperi, Presidente del Consiglio dei Ministri Orlando Vittorio Emanuele Approvazione del processo verbale della seduta: Presidente La seduta comincia [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_relevanssi_hide_post":"","_relevanssi_hide_content":"","_relevanssi_pin_for_all":"","_relevanssi_pin_keywords":"","_relevanssi_unpin_keywords":"","_relevanssi_related_keywords":"","_relevanssi_related_include_ids":"","_relevanssi_related_exclude_ids":"","_relevanssi_related_no_append":"","_relevanssi_related_not_related":"","_relevanssi_related_posts":"2542,2517,2544,2495,2507,2513","_relevanssi_noindex_reason":"","_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[61,7],"tags":[],"post_folder":[59],"class_list":["post-2430","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-1947-12","category-assemblea"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2430","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2430"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2430\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6151,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2430\/revisions\/6151"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2430"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2430"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2430"},{"taxonomy":"post_folder","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fpost_folder&post=2430"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}