{"id":2428,"date":"2023-09-17T16:46:01","date_gmt":"2023-09-17T14:46:01","guid":{"rendered":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=2428"},"modified":"2023-10-21T01:25:10","modified_gmt":"2023-10-20T23:25:10","slug":"antimeridiana-di-lunedi-22-dicembre-1947","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=2428","title":{"rendered":"ANTIMERIDIANA DI LUNED\u00cc 22 DICEMBRE 1947"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"2428\" class=\"elementor elementor-2428\" data-elementor-post-type=\"post\">\n\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-83c2c70 elementor-section-full_width elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"83c2c70\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-106e9a9\" data-id=\"106e9a9\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-cf2b8ab elementor-align-right elementor-widget elementor-widget-button\" data-id=\"cf2b8ab\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"button.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-button-wrapper\">\n\t\t\t\t\t<a class=\"elementor-button elementor-button-link elementor-size-sm\" href=\"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/19471222_1.pdf\" target=\"_blank\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-content-wrapper\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-icon\">\n\t\t\t\t<i aria-hidden=\"true\" class=\"icon icon-view\"><\/i>\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-text\">Versione PDF<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-d7352c1 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"d7352c1\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p>ASSEMBLEA COSTITUENTE<\/p><p>CCCXLVI.<\/p><p>SEDUTA ANTIMERIDIANA DI LUNED\u00cc 22 DICEMBRE 1947<\/p><p>PRESIDENZA DEL PRESIDENTE <strong>TERRACINI<\/strong><\/p><p><strong>INDICE<\/strong><\/p><p><strong>Per il rimpatrio dei prigionieri italiani ancora trattenuti all\u2019estero:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p><strong>Coordinamento degli articoli approvati del progetto di Costituzione della Repubblica italiana:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p>Ruini, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione<\/em><\/p><p>Codacci Pisanelli<\/p><p>La Pira<\/p><p>Togliatti<\/p><p>Marchesi<\/p><p>Calamandrei<\/p><p>Coppa<\/p><p>Nitti<\/p><p>Meda<\/p><p><strong>Annunzio di nomina di Sottosegretari di Stato:<\/strong><\/p><p>De Gasperi, <em>Presidente del Consiglio dei Ministri<\/em><\/p><p>Presidente<\/p><p><strong>Relazione della Commissione d\u2019inchiesta sulle accuse mosse al deputato Chieffi:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p>Dugoni<\/p><p>Gasparotto, <em>Presidente della Commissione<\/em><\/p><p>Bertini<\/p><p>Foa<\/p><p>Calamandrei<\/p><p>Cifaldi<\/p><p>Lussu<\/p><p><strong>Interrogazioni <\/strong>(<em>Annunzio<\/em>)<strong>:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p>La seduta comincia alle 12.<\/p><p>SCHIRATTI, <em>Segretario<\/em>, legge il processo verbale della precedente seduta antimeridiana.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Per il rimpatrio dei prigionieri italiani ancora trattenuti all\u2019estero.<\/p><p>PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli De Maria, Domined\u00f2 ed altri hanno presentato il seguente ordine del giorno:<\/p><p>\u00abL\u2019Assemblea Costituente, nell\u2019atto di formulazione della Carta costituzionale, che per il popolo italiano \u00e8 documento e norma di vita democratica, e, quindi di fraterna solidariet\u00e0 con gli altri popoli, fa voti perch\u00e9 il Governo svolga ogni azione tendente ad ottenere il rimpatrio degli italiani che vivono ancora in terra straniera, scontando le conseguenze di un periodo doloroso, per il popolo italiano definitivamente superato\u00bb.<\/p><p>Lo pongo in votazione.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Coordinamento degli articoli approvati del progetto di Costituzione della Repubblica italiana.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019ordine del giorno reca: Coordinamento degli articoli approvati del progetto di Costituzione della Repubblica italiana.<\/p><p>Dobbiamo esaminare le questioni che, in sede di riunione della Commissione delegata ieri dai rappresentanti dei Gruppi, non \u00e8 stato possibile risolvere.<\/p><p>L\u2019onorevole Presidente della Commissione per la Costituzione ha facolt\u00e0 di riferire in proposito.<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> Far\u00f2 come dice il nostro Presidente. E sar\u00e0, dopo altre centinaia di mie relazioni, quella conclusiva e finale. Mi duole soltanto di essere obbligato a parlare di cose minute e tecniche, in un\u2019ora cos\u00ec solenne per la storia del nostro Paese. Ma \u00e8 necessario; bisogna essere precisi ed esatti; vi prego di tenere sott\u2019occhio il fascicoletto del testo coordinato che \u00e8 stato distribuito in questi giorni, e di seguire le variazioni di cui render\u00f2 conto, che si sono concordate nella adunanza di stamane del Comitato e dei capigruppo, in seguito ai rilievi ed alle proposte di rinvio al testo originario, presentati all\u2019ultima ora da colleghi dell\u2019Assemblea.<\/p><p>Annuncio subito che si \u00e8 realizzato un quasi universale consenso, in quanto una parte delle proposte \u00e8 stata accolta, e per le altre i presentatori vi hanno rinunciato, cos\u00ec che, tranne per pochissimi punti, non si dovr\u00e0 addivenire a votazione.<\/p><p>Voi ricordate quale era il compito di revisione e di coordinamento che l\u2019Assemblea aveva affidato al Comitato di redazione. Per alcuni articoli, pi\u00f9 di una decina, l\u2019Assemblea ha conferito un espresso mandato di rifare interamente il testo. Si \u00e8 detto: badate, noi votiamo questa norma, perch\u00e9 dobbiamo votare qualcosa; ma voi avete le mani libere per il rifacimento, avendo riguardo alla discussione avvenuta; l\u2019Assemblea giudicher\u00e0 poi sul testo che avrete riveduto e coordinato. Vi sono state inoltre le raccomandazioni; fin da principio, quando riferiva il vicepresidente Tupini, e poi sempre in seguito con gli altri relatori, non pochi presentatori di emendamenti li trasformarono in raccomandazioni, che l\u2019Assemblea segnal\u00f2 al Comitato; ed il Comitato si impegn\u00f2 a prenderle in esame. Vi \u00e8 infine il mandato generale di rivedere e di coordinare tutto l\u2019insieme del testo, venuto fuori, in notevole parte, da una pioggia di emendamenti votati a distanza di mesi. Appena si \u00e8 avuto davanti tutto il materiale, si \u00e8 imposta la necessit\u00e0 di una sua sistemazione, per adeguarlo sempre meglio agli intenti manifestati dall\u2019Assemblea.<\/p><p>Il faticoso e non facile compito che ci avete affidato \u00e8 compiuto. Gli ultimi articoli li avete votati due o tre giorni fa; ma gi\u00e0 di mano in mano io avevo predisposto il lavoro, e comunicato ai colleghi; ci siamo gi\u00e0 da tempo dedicati nelle nostre riunioni ad un riesame che \u00e8 stato da ultimo ripreso e rapidamente, ma meditatamente, ultimato.<\/p><p>Quali sono stati i criteri della revisione e del coordinamento? La revisione stilistica si \u00e8 ispirata ad intenti di correttezza linguistica, di semplificazione \u2013 desiderabilissima in un testo costituzionale \u2013 e di chiarificazione dei concetti che hanno determinata l\u2019adozione delle formule della Costituzione. Abbiamo sentito il parere di alcuni eminenti scrittori e letterati; poi abbiamo cercato di avvicinarci, per quanto era possibile, ad una certa omogeneit\u00e0 di espressione e di stile. Vi ho atteso personalmente e ne assumo la responsabilit\u00e0. I colleghi del Comitato han riesaminato pazientemente, parola per parola, il testo. Un miglioramento senza dubbio vi \u00e8; sono lieto che ci\u00f2 sia generalmente riconosciuto, come mi han detto deputati di ogni parte dell\u2019Assemblea. Ma non \u00e8 possibile raggiungere \u2013 nonch\u00e9 la perfezione \u2013 una soddisfazione piena. Vi \u00e8 una inevitabile incontentabilit\u00e0; ciascuno ha una forma, un modo di esprimersi proprio, e non pu\u00f2 rinunciarvi. Ed \u00e8 capitato ad un grandissimo, il Manzoni, che avendo svolto un tema per un suo nipote, ebbe dal professore una votazione meschina. Una Costituzione non deve essere un capolavoro letterario; ci basta che il testo che vi presentiamo sia pi\u00f9 chiaro, pi\u00f9 fluido, e migliore di prima.<\/p><p>Ritoccando ove era indispensabile la forma, abbiamo rispettato la sostanza delle disposizioni votate dall\u2019Assemblea. Soltanto dove vi \u00e8 contrasto e contradizione fra due disposizioni, si deve \u2013 secondo la prassi parlamentare e le norme del nostro regolamento \u2013 armonizzare il testo della Costituzione. Cos\u00ec abbiamo fatto in pochissimi casi, di scarso rilievo, sui quali si \u00e8 richiamata la vostra attenzione nelle \u00abosservazioni\u00bb allegate al testo coordinato; e vi \u00e8 stata al riguardo la unanimit\u00e0 del Comitato; n\u00e9 venne presentata da voi una sola proposta di rinvio al vecchio testo; cos\u00ec che non occorre alcuna ulteriore spiegazione.<\/p><p>Altro \u00e8 di casi \u2013 pi\u00f9 importanti \u2013 nei quali non si pu\u00f2 ravvisare un vero e proprio contrasto di norme; ma qualcosa che \u00e8 stata chiamata incongruit\u00e0 logico-giuridica; disarmonia piuttosto che contradizione. Se non vi fosse neppure questa incongruit\u00e0 o disarmonia, non si potrebbe affatto tornare sulle deliberazioni dell\u2019Assemblea. Quando vi sia, \u00e8 sembrato \u2013 almeno ad una parte del Comitato, e le posizioni sono mutate a seconda dei vari temi \u2013 che si possa proporre la questione all\u2019Assemblea, e chiederle se crede di procedere ad una decisione. Naturalmente, perch\u00e9 una modificazione potesse avvenire, occorrerebbe sempre che vi fosse l\u2019unanimit\u00e0, o quasi, dell\u2019Assemblea, e l\u2019assenso delle varie correnti, che vi sono rappresentate. I punti su cui alcuni del Comitato, or da un lato or dall\u2019altro, hanno sostenuto esservi questione d\u2019incongruit\u00e0, sono cinque: il sequestro di polizia dei periodici (che si \u00e8 sostenuto non in armonia con lo spirito delle altre norme sulla stampa), la diversa durata delle due Camere (mentre in altri articoli si parla di legislatura e sembra presupporsi una durata eguale), l\u2019elezione dei Consigli regionali (che, a differenza di quanto si \u00e8 stabilito pel Parlamento, non si prescrive che avvenga a suffragio universale e diretto), la composizione del Consiglio superiore della magistratura (il cui vicepresidente deve essere eletto fra le categorie in minoranza al Consiglio), la mancata indicazione di criteri per i ricorsi alla Corte costituzionale (e qui per verit\u00e0 si \u00e8 fatta questione non solo di incongruit\u00e0, e di lacuna, ma di inammissibilit\u00e0 del rinvio alla legge, giacch\u00e9 si era prima respinta la proposta di togliere dalla Costituzione la norma).<\/p><p>Fatto sta che, nell\u2019adunanza di questa mattina, non si \u00e8 raggiunto il consenso dei rappresentanti dei Gruppi; ed \u00e8 parso impossibile portar le questioni all\u2019Assemblea, perch\u00e9 non si sarebbe realizzata una sua ampia adesione.<\/p><p>Un altro ordine di questioni \u00e8 stato sottoposto alla riunione di stamane; in relazione ad alcuni articoli o parti di articoli che contengono mere indicazioni di materie a cui deve rivolgersi la cura della Repubblica e delle sue leggi (tali sono i temi del paesaggio, della ricerca scientifica e della sperimentazione tecnica, delle provvidenze per le zone montane e per l\u2019artigianato, di alcuni particolari impieghi del risparmio popolare). L\u2019Assemblea, ad un dato punto dei suoi lavori, \u00e8 entrata nell\u2019idea che simili indicazioni, non aventi carattere costituzionale, hanno miglior sede in ordini del giorno, coi quali si impegna la Repubblica a provvedere per date materie.<\/p><p>Cos\u00ec si \u00e8 fatto per i mutilati ed invalidi di guerra, per i danni da calamit\u00e0 pubbliche e per altri casi. L\u2019Assemblea si riserv\u00f2 di applicare eguale criterio, per ragioni di uniformit\u00e0 ed in sede di revisione e di coordinamento, ad altre materie gi\u00e0 inserite nel testo costituzionale. Senonch\u00e9, portata la questione all\u2019adunanza dei capigruppo, non si \u00e8 neppure qui realizzato un sufficiente consenso; ed \u00e8 risultato inutile portare siffatto problema davanti all\u2019Assemblea.<\/p><p>Il che pu\u00f2 non piacere ad alcuni, tra cui chi vi parla, che ha sempre vagheggiato una \u00abdeflazione\u00bb del testo costituzionale; ma sgombra il terreno da questioni e riduce il lavoro di questa seduta di Assemblea. Lo stesso risultato si \u00e8 ottenuto per l\u2019opposta via, e cio\u00e8 pel consenso anzich\u00e9 pel dissenso, in altri campi ai quali dobbiamo ora accennare.<\/p><p>La Commissione dei settantacinque aveva, con voto di massima, riconosciuto l\u2019opportunit\u00e0 di collocare in un preambolo le disposizioni che non hanno una portata strettamente giuridica e concretamente normativa, ma sono piuttosto affermazioni di princip\u00ee e direttive generali, che hanno altissimo valore etico-politico pi\u00f9 ancora che giuridico, e si svolgono, \u00e8 stato detto, nella zona dove il diritto si incontra con la morale nella vita politica e sociale. L\u2019Assemblea ha rinviato la decisione, e bisogna definire ora la questione in sede di revisione e di coordinamento. Per rinviare le obiezioni sollevate che il rinviare ad un preambolo criteri fondamentali, che sono sempre norme, sia pure generalissime ed anche metagiuridiche, faccia perdere di efficacia e di forza nell\u2019attuazione, il Comitato ha ritenuto che non si debba fare un preambolo a s\u00e9, ma collocare all\u2019inizio della Costituzione, in un gruppo di articoli che appartiene alla Costituzione, ma precede le sue due \u00abparti\u00bb, alcune altre disposizioni che erano prima compreseo nelle due \u00abparti\u00bb, e che, nella nuova collocazione, andandosi incontro a proposte avanzate in Assemblea e rinviate al coordinamento, servono a meglio delineare con \u00abprincipii fondamentali\u00bb i caratteri e, come \u00e8 stato detto, il \u00abvolto\u00bb della Repubblica. Questa soluzione ha avuto l\u2019unanime consenso, non solo del Comitato, ma dei capigruppo, e non \u00e8 stata presentata alcuna proposta in senso contrario.<\/p><p>Vengo ora a passare in rassegna, ad una ad una, le proposte che sono state presentate in tempo utile, ossia, come aveva fissato l\u2019Assemblea, prima delle ore 10 di oggi.<\/p><p>Articolo 3: il testo votato dall\u2019Assemblea parlava di \u00abpari dignit\u00e0 sociale\u00bb di tutti i cittadini. Il Comitato aveva all\u2019unanimit\u00e0 ritenuto di mettere soltanto \u00abpari dignit\u00e0\u00bb; per due ragioni: perch\u00e9 nell\u2019articolo vi era quattro volte la parola \u00absociale; e perch\u00e9 sembrava che \u00abdignit\u00e0\u00bb senz\u2019altro avesse maggior ampiezza e solennit\u00e0. Se oggi da taluno si \u00e8 insistito per ritornare ad un\u2019espressione che avrebbe un valore specifico, che si intende sottolineare, il Comitato, desideroso di rispettare il testo originario, quando non vi sono ragioni essenziali per staccarsene, aderisce a questa prima proposta. Resta dunque \u00abpari dignit\u00e0 sociale\u00bb.<\/p><p>Articolo 4: circa l\u2019obbligo di svolgere un\u2019attivit\u00e0 che concorra al progresso della societ\u00e0, vi \u00e8 la proposta di tornare a \u00abprogresso materiale o spirituale\u00bb invece che \u00aba progresso materiale e spirituale\u00bb. Non \u00e8 che un errore, che era gi\u00e0 stato corretto, di stampa. Molto diligenti sono stati i colleghi nel riscontro del testo stampato dal coordinamento; ma, per fortuna, i loro rilievi vanno spesso non al Comitato, ma alla stamperia, del resto diligentissima nel suo febbrile lavoro.<\/p><p>Articoli dal 7 all\u201911: il Comitato ed i capi gruppo riuniti stamane hanno, nel testo gi\u00e0 stampato, introdotto spostamenti di ordine e di numerazione, che rispondono ad un criterio logico di coordinamento. Gli articoli 7 e 8 del testo che avete sott\u2019occhio diventano rispettivamente 9 e 10; e gli articoli attuali 9 e 10 diventano 7 ed 8. Non vi \u00e8 bisogno di maggiori spiegazioni. Vi \u00e8 poi una lievissima modifica, di mera forma, per tornare nell\u2019articolo 8 (gi\u00e0 10) a \u00abin quanto\u00bb invece di \u00absempre che\u00bb. Nell\u2019articolo 11 si \u00e8 creduto opportuno riassumere in una espressione pi\u00f9 breve e sintetica le indicazioni per la tutela del paesaggio e per la ricerca tecnica e scientifica, che, come ho detto, non sono state rinviate ad ordini del giorno, e che, insieme con la tutela del patrimonio storico ed artistico e col concetto aggiunto dello sviluppo culturale in genere, si possono prestare a giustificare (io dico fino ad un certo punto) il richiamo, che ha speciale valore per l\u2019Italia, ad uno stato di cultura e di tutela dell\u2019eredit\u00e0 di storia e di bellezza del nostro Paese.<\/p><p>Continuiamo. Perdonatemi; ma desidero essere, pi\u00f9 che possibile, completo. Anche a costo di essere noioso. Non occorre che insista, a proposito degli articoli 13 e 15, sulla soppressione di due incisi del testo originario, che contenevano disposizioni che in parte contrastano ed in parte sono duplicazioni di altre. Le \u00abosservazioni\u00bb che sono state distribuite ne danno chiara ragione; se ne sono persuasi gli originari proponenti; ed oggi non vi sono affatto proposte di tornare al vecchio testo.<\/p><p>All\u2019articolo 20: il Comitato aveva creduto di apportare alcune migliorie di forma. \u00c8 stato proposto ora di tornare alla dizione di prima, nel dubbio che \u00abente\u00bb si riferisca anche ad \u00abassociazione\u00bb. Sebbene il dubbio non ci appaia consistente, non facciamo opposizione.<\/p><p>All\u2019articolo 21: pei sequestri della stampa periodica, si \u00e8 proposto di tornare ad \u00abufficiali di polizia giudiziaria\u00bb e di non mettere \u00abautorit\u00e0 di pubblica sicurezza\u00bb, come aveva fatto il Comitato per ragioni di euritmia con l\u2019articolo 13. Sta bene; vi possono essere ragioni di diversit\u00e0; torniamo al testo gi\u00e0 approvato. Sempre all\u2019articolo 21, \u00e8 da avvertire che il Comitato, col consenso di tutti, e senza proposte in contrario, ha riparato ad una lacuna, prescrivendo \u2013 come \u00e8 nella linea generale di questi articoli di tutela delle libert\u00e0 civili \u2013 che, se l\u2019autorit\u00e0 giudiziaria non li convalida entro un dato termine, i provvedimenti provvisori di polizia perdono ogni efficacia e s\u2019intendono revocati.<\/p><p>Nell\u2019articolo 25, pel quale nessuno pu\u00f2 essere colpito se non in forza di una legge \u00abin vigore prima\u00bb del fatto compiuto, si \u00e8 proposto di mettere \u00abal tempo\u00bb del fatto compiuto, ma non sarebbe un ritorno al testo primitivo. Il giusto e necessario ritorno \u00e8 invece quello, cui si riferisce un\u2019altra proposta, al testo \u00ablegge entrata in vigore prima del fatto compiuto\u00bb. La parola \u00abentrata\u00bb era scomparsa (anche qui si tratta di un errore di stampa) fin dall\u2019articolo approvato dall\u2019Assemblea. Ora la ripeschiamo, e, rimettendola qui, tutti sono accontentati.<\/p><p>Perdonatemi, ripeto, questo lavoro minutissimo di intarsio e di intaglio. Si tratta alle volte di sfumature pressoch\u00e9 insignificanti d\u2019espressione, come all\u2019articolo 30 dove, in caso di incapacit\u00e0 dei genitori, si diceva nel testo coordinato che lo Stato provvede \u00aball\u2019adempimento\u00bb dei loro compiti. No, dice ora una controproposta, \u00e8 meglio tornare: \u00aba che siano assolti\u00bb i loro compiti. I futuri ricercatori dei precedenti parlamentari si potranno meravigliare del punto a cui si \u00e8 giunti di formalismo e di pesatura, parola per parola, sul bilancino dell\u2019orafo. Per conto nostro, pur ritenendo non giustificata la controproposta, non vogliamo provocare votazioni e ritardi!<\/p><p>Nello stesso articolo 30: un\u2019altra proposta, che colpisce&#8230; un altro errore di stampa, per l\u2019omissione di \u00abmembri\u00bb della famiglia. Ed ecco all\u2019articolo 31 un altro scrupolo. Per gli istituti di protezione della maternit\u00e0 ed infanzia il Comitato aveva messo \u2013 con un binomio od endiade che si trova in altre parti della Costituzione \u2013 \u00abla Repubblica promuove e favorisce&#8230;\u00bb. No, si contropropone, non mettiamo \u00abpromuove\u00bb per non spingere troppo innanzi la ingerenza statale. \u00c8 proprio giusto? Ma sia; non faremo per ci\u00f2 battaglie; torniamo al semplice \u00abfavorisce\u00bb di prima.<\/p><p>All\u2019articolo 33, per l\u2019esame di Stato, una diligente ed oculatissima proposta vuol rimettere un \u00abo\u00bb; era gi\u00e0 di fatto rimesso, perch\u00e9 ci eravamo gi\u00e0 accorti che si trattava di un\u2019omissione di stampa. Allo stesso articolo accontentiamo i proponenti, che vogliono nel quarto comma rimettere: la legge \u00abdeve assicurare\u00bb, invece che \u00abassicura\u00bb parit\u00e0 di trattamento alle scuole private. Il presente indicativo \u00e8 la forma classica delle norme imperative di legge; \u00abdeve assicurare\u00bb non occorre; ma sia pure: il Comitato vuole una volta ancora dimostrare che, se ha fatto variazioni lievissime e soltanto formali, a scopo di miglioramento stilistico, ed \u00e8 lieto se nessuno (come avviene per quasi tutti gli articoli) si oppone, \u00e8 disposto a tornare al vecchio testo, anche quando non \u00e8 convinto di tale opportunit\u00e0.<\/p><p>Una sola proposta si ha per i rapporti economici. Pieno consenso vi \u00e8 pel rimanente; cos\u00ec per l\u2019articolo 36 dove il Comitato ha riparato ad un\u2019evidente svista del testo originario, che, per la regolazione con legge della giornata lavorativa, parlava di \u00abdurata\u00bb e non di \u00abdurata massima\u00bb; e cos\u00ec per altre migliori e di forma, come quella che all\u2019articolo 38 richiama i diritti dei lavoratori alla previdenza ed all\u2019assicurazione. L\u2019unica proposta per rapporti economici si riferisce all\u2019articolo 47, nel quale si era, all\u2019ultima ora di discussione d\u2019Assemblea, immessa un\u2019indicazione di impieghi del risparmio popolare, che a mio avviso \u00e8 sempre inopportuna, se non altro perch\u00e9 mette in disparte quali secondari tutti gli altri possibili investimenti. Il Comitato ha stralciato tale immissione, e ridato al primo comma una pi\u00f9 limpida linearit\u00e0. Se si vuol, nel secondo comma, tornare alla dizione, in verit\u00e0 poco felice, del testo d\u2019Assemblea, sia pure. La responsabilit\u00e0 non sar\u00e0 del Comitato; che per\u00f2, d\u2019altra parte, non vuole impuntarsi e dar luogo a ritardi.<\/p><p>Nessuna controproposta pel titolo dei rapporti politici; dove \u00e8 dunque approvata, e non poteva essere diversamente, l\u2019aggiunta all\u2019articolo 51 di un secondo comma; col quale \u2013 giusta un esplicito mandato ricevuto dall\u2019Assemblea \u2013 abbiamo, con la formula che c\u2019\u00e8 sembrata migliore, parificato ai cittadini, per l\u2019accesso agli impieghi ed alle cariche elettive, gli italiani non appartenenti alla Repubblica. \u00c8 una giusta integrazione di criteri gi\u00e0 in parte vigente, ed un doveroso riconoscimento di solidariet\u00e0 ai nostri fratelli pur di recente strappati alla madre Italia.<\/p><p>Veniamo alla seconda parte della Costituzione sull\u2019ordinamento della Repubblica. Le proposte di ritornare al testo originario sono ancor meno numerose che per la prima parte.<\/p><p>Hanno avuto pieno consenso, sia per mancanza di controproposte, sia per esplicita disamina coi capigruppo, le variazioni introdotte dal Comitato, ad esempio per non inserire nella Costituzione, ma rinviare alla legge, il riferimento ai censimenti pel numero dei deputati e senatori (era l\u2019articolo 57 del testo originario). All\u2019articolo 77 il Comitato, attenendosi anche qui al mandato dell\u2019Assemblea, ha messo le mani, e riordinato e precisato il tema dei decreti-legge. Credo che vi siamo riusciti; per i decreti-legge, come per i decreti legislativi, ed in generale per le norme \u2013 e per la gerarchia delle norme \u2013 aventi valore di legge, la nostra Costituzione \u00e8 tecnicamente superiore alle altre. Vi \u00e8 per\u00f2 una proposta dell\u2019onorevole Codacci Pisanelli, la prima che non possiamo accettare (e per ci\u00f2 faccio il nome del proponente, per pregarlo di ritirarla). Non so perch\u00e9 si dovrebbe tornare a quel testo originario, che l\u2019Assemblea riconobbe assolutamente imperfetto e vot\u00f2 soltanto come base di rifacimento da parte del Comitato.<\/p><p>Nessuna proposta contro il testo coordinato per il Titolo sul Presidente della Repubblica. Sono lieto che si siano riconosciute giuste ed opportune le precisazioni che si sono fatte all\u2019articolo 87 per le funzioni del Capo dello Stato, dando esplicita espressione a ci\u00f2 che era implicito, in alcuni punti, ed inquadrando cos\u00ec, meglio, la figura di chi non \u00e8 certamente un presidente-fannullone nel nostro sistema costituzionale.<\/p><p>All\u2019articolo 90, per la messa in accusa del Presidente della Repubblica, l\u2019Assemblea fece ogni riserva sulla formula di deferimento, oltrecch\u00e9 per alto tradimento, \u00abper violazione della Costituzione\u00bb. Si osserv\u00f2 che era troppo poco; si pens\u00f2 di mettere violazione \u00abgrave\u00bb o \u00abdolosa\u00bb; ma si trov\u00f2 che anche questa non era sodisfacente, e si incaric\u00f2 il Comitato di trovare una migliore formulazione. Esaminati tutti i lati della questione, noi riteniamo di ricorrere all\u2019\u00abattentato alla Costituzione\u00bb, che era nello statuto italiano, ed in tante altre Carte. Il consenso, nell\u2019adunanza dei capigruppo, e qui dell\u2019Assemblea, \u00e8 pieno e senza obiezioni.<\/p><p>Nel Titolo sul Governo, all\u2019articolo 92, l\u2019onorevole Codacci Pisanelli vorrebbe tornare al testo originario; ma credo che si accontenter\u00e0 della modifica che abbiamo adottata nella riunione di Comitato e capigruppo di stamane, mettendo che il Governo \u00e8 composto di un Presidente del Consiglio e di Ministri, che formano insieme il Consiglio dei Ministri. Va bene cos\u00ec?<\/p><p>Nel Titolo sulla magistratura, si propone all\u2019articolo 107 di tornare al testo originario, per quanto concerne l\u2019inamovibilit\u00e0 dei magistrati. Non \u00e8 possibile; quel testo rendeva possibile l\u2019equivoco che, col semplice consenso dell\u2019interessato, il Guardasigilli potesse trasferire il magistrato, senza intervento del Consiglio Superiore. Il Comitato precisa, come era nell\u2019intento dell\u2019Assemblea, che sempre, anche quando c\u2019\u00e8 il consenso, occorre la decisione del Consiglio Superiore. Tenuto fermo questo punto, si sono apportate alcune secondarie modifiche di forma, che hanno accontentato i proponenti del rinvio.<\/p><p>All\u2019articolo 112, per le norme sulla giurisdizione, il Comitato aveva ritenuto opportuno rimettere la proposizione \u00abl\u2019azione penale \u00e8 pubblica\u00bb, a cui aveva rinunciato nella discussione gi\u00e0 avvenuta all\u2019Assemblea, e l\u2019Assemblea, senza votare espressamente contro la formula, aveva aderito. Sembra ora che convenga, per rinforzare l\u2019articolo iniziale della sezione, rimettere detta proposizione. Cos\u00ec ha ritenuto, unanime, la riunione di questa mattina; ed i suoi compagni di Gruppo si sono impegnati a pregare l\u2019onorevole Leone di non insistere sulla proposta di tornare al testo precedente.<\/p><p>Accontentatissimo, invece, l\u2019onorevole Leone per le due virgole che propone di aggiungere all\u2019articolo 112. Non daremo battaglia, e non voteremo sulle due virgole dell\u2019onorevole Leone.<\/p><p>All\u2019articolo 113 troviamo ancora l\u2019onorevole Codacci Pisanelli, che vuol ritornare al testo originario; e non ricorda che, proprio qui, in base ad un emendamento dell\u2019onorevole Calamandrei, l\u2019Assemblea impegn\u00f2 il Comitato a studiare appunto la questione della tutela giurisdizionale contro gli atti della pubblica amministrazione, agli effetti anche di una eventuale annullabilit\u00e0 di tali atti. Questione non facile; ma \u00e8 stata esaminata con molta attenzione, da tutti gli aspetti, ed \u00e8 stata risoluta nella riunione di questa mattina in una forma che, tenendo conto delle preoccupazioni dell\u2019onorevole Codacci Pisanelli, ritocca in alcuni punti il testo che vi \u00e8 stato distribuito. Si \u00e8 voluto togliere la interpretazione (del resto non giustificata) che, col testo coordinato, ogni autorit\u00e0 giudiziaria, anche un pretore, potesse annullare gli atti dell\u2019Amministrazione. No: il testo diceva che ci\u00f2 avviene \u00abnei casi e nei limiti stabiliti dalla legge\u00bb; e per casi e limiti si intendeva anche la possibilit\u00e0 di escludere dal potere di annullamento una parte, la maggior parte, delle giurisdizioni ordinarie. Il potere di annullamento potrebbe opportunamente essere riservato agli organi giurisdizionali che, come il Consiglio di Stato ed alcune sezioni specializzate e miste della magistratura ordinaria (ad esempio il Tribunale delle acque) posseggono speciali attitudini e competenza per la delicata valutazione degli atti amministrativi. D\u2019altra parte, sembra giusto considerare che, se \u00e8, con le debite cautele, ammesso l\u2019annullamento degli atti amministrativi nei ricorsi per violazione di interessi legittimi, non si pu\u00f2 escludere l\u2019annullamento per violazione di diritto: la miglior soluzione \u00e8 di modificare l\u2019articolo togliendo dal primo comma le ultime parole \u00abche possono annullare gli atti dell\u2019amministrazione nei casi e con gli effetti previsti dalla legge\u00bb, aggiungendo invece come terzo comma che \u00abla legge determina quali organi di giurisdizione possono annullare gli atti dell\u2019amministrazione nei casi e con gli effetti previsti dalla legge\u00bb. \u00c8 una variazione minima, che mette in luce quello che era effettivamente, senza alcun dubbio, l\u2019intento del testo coordinato. Poich\u00e9 poi nel primo comma si mette gi\u00e0 la disposizione, in via generale, per la tutela giurisdizionale verso la pubblica amministrazione, \u00e8 inutile ripetere l\u2019affermazione generica nel comma che diventa ora secondo. Questo \u00e8 il nuovo testo, or ora formulato, dell\u2019articolo 113. Prego l\u2019onorevole Codacci Pisanelli di non insistere sulla sua controproposta.<\/p><p>Nel Titolo delle Regioni, si \u00e8 proposto di aggiungere al secondo comma (tornando al testo dell\u2019Assemblea) la disposizione per la promulgazione e l\u2019entrata in vigore delle leggi regionali dichiarate d\u2019urgenza. Il Comitato non aveva creduto necessaria la disposizione ma, pel suo criterio costante di non opporsi a ci\u00f2 che non \u00e8 irragionevole, consente di ripristinare la norma.<\/p><p>Mi sembra di non aver cos\u00ec, altro da dire, sulle proposte presentate&#8230;<\/p><p><em>Una voce.<\/em> C\u2019\u00e8 l\u2019articolo 117.<\/p><p>RUINI. <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> Non vi \u00e8 stata nessuna proposta di rinvio per tale articolo, o \u2013 se c\u2019\u00e8 stata \u2013 non venne presentata in tempo utile. Il Comitato non ha potuto esaminare che le proposte trasmessegli dalla Presidenza dell\u2019Assemblea. Del resto, per l\u2019articolo 117, il testo coordinato \u00e8 il solo ammissibile, in quanto l\u2019ultimo inciso dell\u2019elenco delle materie attribuite alla competenza legislativa delle Regioni: \u00abaltre materie indicate da leggi speciali\u00bb si riferiva, nelle formulazioni a mano a mano elaborate nelle Sottocommissioni e nella Commissione dei Settantacinque, ai minori gradi di competenza legislativa, di semplice integrazione, conferita alla Regione. Sarebbe un assurdo riferirlo a quella competenza pi\u00f9 spinta (ormai diventata unica) per la quale si \u00e8 tanto discusso sulla categoria di materie che vi debbono essere comprese. Basterebbe una legge speciale per rovesciare tutto il sistema stabilito. Occorre invece, ad aggiungere altre materie, una legge costituzionale. Resta sempre, beninteso, come \u00e8 nell\u2019ultimo comma, che le leggi dello Stato possono deferire alla Regione di emanare norme per la loro attuazione. Qui si potranno aggiungere altre materie, quante si vorranno, ma nei limiti dell\u2019attuazione, che del resto non \u00e8 semplice facolt\u00e0 regolamentare e pu\u00f2 implicare in certo senso l\u2019integrazione. Che non vi possa essere dubbio sulla soluzione data a questo argomento dal Comitato, hanno riconosciuto concordemente tutti i membri del Comitato, anche i pi\u00f9 accesi regionalisti. La proposta, anche tempestivamente presentata, avrebbe dovuto essere respinta.<\/p><p><em>Una voce.<\/em> C\u2019\u00e8 l\u2019articolo 136.<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> Questa dell\u2019articolo 136, e cio\u00e8 la questione dei ricorsi da presentare alla Corte costituzionale, \u00e8 questione che intendo riservare per ultima, insieme all\u2019altra dell\u2019articolo 123 sull\u2019approvazione degli statuti regionali, perch\u00e9 son le due questioni a cui potranno limitarsi il contrasto e la votazione dell\u2019Assemblea.<\/p><p>Lasciatemi intanto trattare delle <em>Disposizioni transitorie e finali<\/em>. Non parlo del numero III, nel quale l\u2019onorevole Cappi ha proposto una variante, che non \u00e8 rinvio al testo originario, e quindi non so se il Presidente della nostra Assemblea potr\u00e0 darvi corso. Al numero IV, che concerne il Molise nella prima elezione del Senato, l\u2019onorevole Colitto si era accontentato della formulazione pi\u00f9 rapida e sostanzialmente sufficiente adottata dal Comitato. Ora si ricrede, e domanda di tornare alla disposizione originaria. Sia pure. Al numero VI vi \u00e8 un semplice errore di riferimento; \u00e8 l\u2019articolo 112 che bisogna richiamare.<\/p><p>Siate buoni testimoni che ho cercato di eliminare tutte le questioni, e vi sono riuscito, tranne per alcune richieste dell\u2019onorevole Codacci Pisanelli e dell\u2019onorevole Leone Giovanni, per le quali, tuttavia, essendovi il consenso di tutti i membri del Comitato, si pu\u00f2 ancora sperare che coloro che le hanno avanzate desistano. Ho lasciato sospese due questioni, su cui \u00e8 pi\u00f9 profondo il dissenso, in seno allo stesso Comitato, e difficilmente potremo evitare la votazione.<\/p><p>La prima questione riguarda gli statuti delle Regioni ad autonomia normale, di cui al secondo comma dell\u2019articolo 123. Il testo originario stabiliva che per l\u2019approvazione \u2013 e conseguentemente per la modificazione \u2013 di tali statuti occorreva, dopo la deliberazione a maggioranza assoluta dei componenti del Consiglio regionale, una legge della Repubblica. Quando questo punto venne all\u2019esame dell\u2019Assemblea, l\u2019onorevole Perassi rilev\u00f2 che il procedimento era troppo macchinoso e non necessario, ed avanz\u00f2 l\u2019idea di sostituire all\u2019approvazione con legge della Repubblica l\u2019approvazione con decreto del Presidente della Repubblica, sentita una Commissione di deputati e senatori che l\u2019Assemblea aveva gi\u00e0 deciso di istituire per altri compiti attinenti alle Regioni, e pi\u00f9 particolarmente per lo scioglimento dei Consigli regionali. Io dichiarai che il Comitato avrebbe trattato la questione in sede di coordinamento, e l\u2019Assemblea ce ne diede mandato. Dobbiamo dunque decidere.<\/p><p>Vi esporr\u00f2 obiettivamente le ragioni addotte a favore e contro la tesi del collega Perassi. Egli sostiene che gli statuti delle Regioni ad autonomia normale sono raccolte di norme relative al funzionamento interno dell\u2019amministrazione regionale e non riguardano rapporti con lo Stato e con i suoi poteri. Posto ci\u00f2, appare eccessivo che, per un\u2019eventuale lieve modificazione di una disposizione affatto secondaria, si debba mettere in moto la macchinosa formazione di una legge dello Stato. Pu\u00f2 bastare, con piena garanzia, il procedimento, gi\u00e0 acquisito alla Costituzione, del decreto presidenziale, sorretto dal parere del Comitato interparlamentare per le questioni regionali. A questi argomenti viene dall\u2019altra parte contrapposto non potersi escludere che in uno statuto regionale non si riflettano anche rapporti con lo Stato; occorre pertanto non un semplice decreto del Presidente, che si riduce in sostanza ad un atto di governo, ma una vera legge votata dal Parlamento. Si aggiunge che con la formula Perassi si verrebbe a diminuire d\u2019importanza lo statuto regionale.<\/p><p>Ecco gli argomenti. Il Comitato, dopo qualche incertezza, ha accolto a maggioranza la formula Perassi; e non pu\u00f2 aderire alla proposta avanzata da varie parti di tornare al testo originario che, come dissi, fu votato solo provvisoriamente. Dovr\u00e0, senza dubbio, decidere una votazione dell\u2019Assemblea.<\/p><p>Il secondo tema di maggior dissenso concerne la Corte costituzionale, agli articoli 136 e 137. Era sembrato necessario, nel testo portato alla discussione dell\u2019Assemblea, che vi fossero fissate le linee fondamentali per l\u2019essenza stessa della Corte, indicando quali sono i ricorsi che si possono presentare per l\u2019illegittimit\u00e0 costituzionale. Senonch\u00e9 un emendamento Arata, votato un po\u2019 improvvisamente, stabil\u00ec di rinviare ogni determinazione ad una legge ordinaria. Come ho gi\u00e0 accennato al principio di questo mio intervento, siffatta decisione ha sollevato vive obiezioni, sostenendosi che essa non poteva essere presa, giacch\u00e9 poco prima l\u2019Assemblea aveva respinto un emendamento che voleva sopprimere le norme per i ricorsi. Al che si controrisponde che altro \u00e8 sopprimere, altro rinviare ad una legge ordinaria. L\u2019onorevole Moro ed altri tenacemente risollevano la questione, ribadendo che non \u00e8 concepibile una lacuna come quella costituita dalla mancanza, nella Costituzione, di un riferimento ad un punto cos\u00ec squisitamente costituzionale. Chiedono dunque l\u2019inclusione di una disposizione, che il Comitato ha gi\u00e0 elaborato, e tiene pronta nell\u2019ipotesi che prevalga l\u2019idea di tornare ad una determinazione nel testo delle basi di ricorso. Questo testo risulta dalle osservazioni che vi sono state distribuite. Ve lo rileggo: \u00abLa questione di legittimit\u00e0 costituzionale, che nel corso d\u2019un giudizio, sia rilevata d\u2019ufficio o sollevata da una delle parti e non ritenute dal giudice manifestamente infondata, \u00e8 rimessa alla Corte costituzionale per la sua decisione. Il cittadino o l\u2019ente che ritenga leso in modo diretto ed attuale un suo diritto o interesse legittimo pu\u00f2 promuovere direttamente il giudizio di legittimit\u00e0 costituzionale davanti alla Corte. Tale giudizio pu\u00f2 essere altres\u00ec promosso, nell\u2019interesse generale, dal Governo o da un quinto dei componenti d\u2019una Camera o da tre Consigli regionali\u00bb. Sono tre comma che contemplano le tre specie basilari di ricorsi: l\u2019incidentale che sorge dal corso d\u2019un giudizio, quello che si promuove direttamente davanti alla Corte dalla persona privata o pubblica che sia lesa in modo diretto ed attuale in un diritto o interesse legittimo (nel qual caso ha ragione di poter proporre la questione, senza attendere che sorga come incidente d\u2019un altro giudizio); ed infine il ricorso, diremo cos\u00ec, del tipo di azione popolare affidato nel pubblico interesse, anche se non vi sia lesione diretta ed immediata d\u2019un diritto o interesse legittimo, ad organi e ad espressioni dell\u2019ordinamento costituzionale.<\/p><p>Il Comitato \u00e8 pronto a sostenere questa formulazione, se si superano le pregiudiziali. Ad ogni modo l\u2019onorevole Moro ed i suoi colleghi hanno dichiarato che, in via subordinata, sarebbero disposti a ripiegare sopra un\u2019altra proposta, nel senso di modificare l\u2019articolo 137, rinviando le norme sulla proponibilit\u00e0 dei ricorsi (e gli eventuali termini da stabilirsi al riguardo) non ad una legge ordinaria, ma ad una legge costituzionale; cos\u00ec che verrebbe eliminato l\u2019inconveniente del silenzio in un testo costituzionale. Tale legge, aggiungono, potrebbe e dovrebbe essere approvata (come consentono le norme transitorie per la <em>prorogatio<\/em> della Costituente) entro gennaio; ad evitare che la formazione d\u2019una legge di valore costituzionale, dopo le elezioni, richieda lungo termine, pi\u00f9 di un anno, durante il quale la Corte non potrebbe funzionare ancora. Si aggiunge che \u00e8 desiderabile che la Corte funzioni subito, anche prima delle elezioni, per garanzie contro eventuali violazioni di costituzionalit\u00e0 nelle leggi promosse in questo periodo dal Governo; n\u00e9 \u00e8 da tacere che sono gi\u00e0 in piedi questioni controverse e spinose per leggi gi\u00e0 emanate, ad esempio, in materia penale di sanzioni contro il fascismo, sulle quali sarebbe opportuno che si pronunziasse la sola Corte costituzionale.<\/p><p>Avete davanti a voi le considerazioni necessarie per procedere ad una votazione con cognizione di causa.<\/p><p>Avrei finito, se non fosse stata presentata una proposta dell\u2019onorevole Calamandrei, che diverrebbe il numero XVI delle disposizioni transitorie; perch\u00e9 entro un anno si proceda alla revisione ed al coordinamento di precedenti leggi costituzionali, che non siano state finora esplicitamente o implicitamente abrogate. Lo statuto albertino non era di tipo rigido; ma vi sono state, specialmente nel tempo fascista, leggi che avrebbero carattere costituzionale, e che non sono ancora abrogate. Occorre quindi compiere la revisione. Il Comitato non si oppone a che la proposta Calamandrei sia accolta.<\/p><p>Un ultimo accenno; l\u2019onorevole Dossetti desidera che io ricordi una proposta da lui avanzata perch\u00e9 al primo comma del numero VIII delle disposizioni transitorie il termine di un anno per la convocazione delle elezioni dei Consigli regionali sia portato ad almeno diciotto mesi, non essendo materialmente possibile che basti un anno per tali elezioni, data la necessaria preparazione e gli altri compiti, come per l\u2019elezione delle due Camere, cui si deve attendere in questo periodo. L\u2019onorevole Dossetti ha rinunciato alla sua proposta; ma crede opportuno che se ne faccia menzione.<\/p><p>Onorevoli colleghi, ho finalmente finito. Sono stato noiosissimo, minuto, pedante forse, ma mi darete atto che sono riuscito ad evitare molte difficolt\u00e0. (<em>Vivissimi applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Ho assunto come mio dovere che la promessa di votare entro oggi la Costituzione fosse mantenuta. Vi sono riuscito. (<em>Vivissimi, reiterati, generali applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Onorevoli colleghi, l\u2019Assemblea \u00e8 ormai in grado di adempiere il suo compito e di dare all\u2019Italia la sua Carta costituzionale. \u00c8 necessaria ed urgente. L\u2019approvazione della Costituzione assume oggi un altissimo significato. Noi viviamo ora un momento decisivo per la vita dell\u2019Italia e per la coesistenza internazionale. In questo momento nel quale si agitano all\u2019orizzonte fantasmi di guerra, che certamente saranno deprecati, ma tengono tutta la vita e tutti gli animi sospesi; in questo momento in cui le difficolt\u00e0 economiche sono sempre gravi, e, per quanto l\u2019Italia abbia fatto passi notevoli, si trova in una preoccupante congiuntura in cui la deflazione creditizia e produttiva coesiste con l\u2019inflazione monetaria, e non si tende risolutamente ad una stabilizzazione generale; in questo momento nel quale vi sono ardenti lotte di parte (badate: sempre minori e cos\u00ec voglia il cielo che siano sempre minori che in altri paesi); in questo momento in cui tutto \u00e8 in sussulto e tutto anela alla sicurezza, alla pace, alla ricostruzione; in questo momento la Repubblica sente il bisogno di una Costituzione, che rappresenta per lei qualche cosa di pi\u00f9 saldo, qualche cosa che esce dal provvisorio, qualche cosa che \u00e8 auspicio e fiducia che anche tutto l\u2019altro sar\u00e0 vittoriosamente consolidato. (<em>Vivissimi applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Finora, qui dentro, ci siamo divisi, urtati, lacerati nella stessa discussione del testo costituzionale. Ma vi era uno sforzo per raggiungere l\u2019accordo e l\u2019unit\u00e0. Ed ora io sono sicuro che nell\u2019approvazione finale il consenso sar\u00e0 comune ed unanime, e dir\u00f2 che al di sotto di una superficie di contrasto vi \u00e8 una sola anima italiana. L\u2019Italia avr\u00e0 una Carta costituzionale, che sar\u00e0 sacra per tutti gli italiani, uniti nell\u2019evviva alla Repubblica ed alla sua Costituzione. (<em>Il Presidente e i deputati sorgono in piedi \u2013 Vivissimi, prolungati applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, dobbiamo ora esaminare le poche questioni ancora rimaste in sospeso, dopo che stamane, sotto la direzione, come sempre efficace, dell\u2019onorevole Ruini, siamo riusciti a superare il maggior numero dei piccoli ostacoli che erano sorti a proposito della redazione finale del testo della Costituzione.<\/p><p>Vi sono alcune proposte da parte dell\u2019onorevole Codacci Pisanelli, al quale io domando se intenda sottoporle all\u2019Assemblea.<\/p><p>CODACCI PISANELLI. Non ho difficolt\u00e0 a ritirare le mie proposte, eccetto quella che riguarda l\u2019articolo 113, che corrisponde al 103 approvato dall\u2019Assemblea.<\/p><p>Desidererei sottoporre questa questione alla votazione dell\u2019Assemblea, perch\u00e9 si \u00e8 introdotta una profonda innovazione nel nostro sistema di giustizia amministrativa, consentendosi \u2013 almeno implicitamente \u2013 ai giudici ordinari di annullare gli atti amministrativi.<\/p><p>Questa \u00e8 la ragione per cui proporrei all\u2019Assemblea di tornare al testo originario, che non introduceva un\u2019innovazione cos\u00ec profonda e che il Comitato, secondo me, non avrebbe potuto introdurre.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019articolo 103 nel testo approvato era del seguente tenore:<\/p><p>\u00abLa tutela giurisdizionale dei diritti e degli interessi verso gli atti della pubblica amministrazione \u00e8 disposta dalla legge in via generale, e non pu\u00f2 essere in nessun caso soppressa o limitata a particolari mezzi di impugnativa, o esclusa per determinate categorie di atti\u00bb.<\/p><p>Il Comitato di redazione lo ha sostituito col seguente articolo 113:<\/p><p>\u00abContro gli atti della pubblica amministrazione \u00e8 sempre ammessa la tutela giurisdizionale dei diritti e degli interessi legittimi dinanzi agli organi di giurisdizione ordinaria o amministrativa, che possono annullare gli atti dell\u2019amministrazione nei casi e con gli effetti previsti dalla legge.<\/p><p>\u00abTale tutela giurisdizionale \u00e8 disposta dalla legge in via generale e non pu\u00f2 essere in alcun caso esclusa o limitata per particolari mezzi di impugnazione o per determinate categorie di atti\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Ruini ha facolt\u00e0 di esprimere il parere del Comitato.<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> In sostanza l\u2019onorevole Codacci Pisanelli propone di mantenere il secondo comma dell\u2019articolo 113 come era nel testo originario, e di sopprimere il primo comma, che \u00e8 stato recentemente aggiunto nella formulazione ultima che ho precisata, e che non contiene i pericoli che preoccupano l\u2019onorevole collega. Ho anche detto le ragioni per cui il Comitato prega di respingere la proposta.<\/p><p>PRESIDENTE. Pongo in votazione la proposta dell\u2019onorevole Codacci Pisanelli di tornare al testo primitivo.<\/p><p>(<em>Dopo prova<\/em> e <em>controprova, non \u00e8 approvata<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Vi \u00e8 ora una proposta dell\u2019onorevole Cappi, del seguente tenore:<\/p><p>\u00abL\u2019accettazione della nomina a deputato, qualora non si rinunzi entro cinque giorni dalla proclamazione, implica la rinunzia al diritto di nomina a senatore\u00bb.<\/p><p>Poich\u00e9 si tratta di una proposta la quale contraddice ad una deliberazione gi\u00e0 votata dall\u2019Assemblea, vi ha preclusione a che sia posta in votazione.<\/p><p>L\u2019onorevole Leone Giovanni ha proposto, per quanto riguarda l\u2019articolo 111 del testo coordinato, di tornare al primo comma dell\u2019articolo 101 approvato dall\u2019Assemblea. L\u2019articolo 111 del testo coordinato \u00e8 il seguente:<\/p><p>\u00abL\u2019azione penale \u00e8 pubblica.<\/p><p>\u00abIl pubblico ministero ha l\u2019obbligo di esercitarla\u00bb.<\/p><p>La formula primitiva era invece del seguente tenore:<\/p><p>\u00abIl pubblico ministero ha l\u2019obbligo di esercitare l\u2019azione penale\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Ruini ha facolt\u00e0 di esprimere il parere del Comitato.<\/p><p>RUINI, <em>Presidente della Commissione per la Costituzione.<\/em> Il Comitato non pu\u00f2, dopo la decisione unanime di questa mattina, cui hanno aderito anche i colleghi di Gruppo dell\u2019onorevole Leone, venire in contrario avviso, n\u00e9 pensa che la questione sia preclusa da una precedente deliberazione dell\u2019Assemblea, che non ha respinto, ha soltanto creduto di prescindere da una formulazione, che ora nel Coordinamento si pu\u00f2 riprendere. Ad ogni modo non daremo battaglia, ci rendiamo conto degli scrupoli teorici del collega Leone, e lasciamo all\u2019Assemblea di decidere in un senso o nell\u2019altro.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Leone Giovanni desidera che si faccia presente che la formulazione del testo di coordinamento, della quale egli chiede la rinuncia per ritornare al testo primitivo, corrisponde a una formulazione che l\u2019Assemblea aveva, respinto con una votazione. E, pertanto, pare all\u2019onorevole Leone che non si tratti semplicemente della scelta fra un testo coordinato ed un testo iniziale, ma che in realt\u00e0 si tratti della scelta fra un testo gi\u00e0 respinto con una votazione dell\u2019Assemblea ed un altro che l\u2019Assemblea aveva approvato. L\u2019onorevole Leone pensa che la Commissione non possa proporre di tornare ad un testo che non era stato accettato dall\u2019Assemblea.<\/p><p>Poich\u00e9 il Comitato di redazione ha conservato unanime la vecchia formulazione, nonostante le osservazioni dell\u2019onorevole Leone, credo che debba l\u2019Assemblea decidere in merito.<\/p><p>Pongo pertanto in votazione la proposta dell\u2019onorevole Leone Giovanni di ritornare alla formula del primo comma dell\u2019articolo 101, approvato dall\u2019Assemblea.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvata<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo all\u2019articolo 123 del testo coordinato, del seguente tenore:<\/p><p>\u00abOgni Regione ha uno statuto il quale, in armonia con la Costituzione e con le leggi della Repubblica, stabilisce le norme relative all\u2019organizzazione interna della Regione. Lo statuto regola l\u2019esercizio del diritto di iniziativa e del <em>referendum<\/em> su leggi e provvedimenti amministrativi della Regione e la pubblicazione delle leggi e dei regolamenti regionali.<\/p><p>\u00abLo statuto \u00e8 deliberato dal Consiglio regionale a maggioranza assoluta dei suoi componenti, ed \u00e8 approvato con decreto del Presidente della Repubblica, sentita una Commissione di deputati e senatori costituita per le questioni regionali nei modi stabiliti con legge della Repubblica\u00bb.<\/p><p>Pongo in votazione la proposta di tornare al testo originario, articolo 124:<\/p><p>\u00abOgni Regione ha uno statuto il quale, in armonia con la Costituzione e con le leggi della Repubblica, stabilisce le norme relative all\u2019organizzazione interna della Regione, all\u2019esercizio del diritto di iniziativa e del <em>referendum<\/em> su leggi e provvedimenti amministrativi della Regione ed alla pubblicazione delle leggi e dei regolamenti regionali.<\/p><p>\u00abLo statuto \u00e8 adottato con legge deliberata dal Consiglio regionale a maggioranza assoluta dei suoi membri, ed \u00e8 approvato con legge della Repubblica\u00bb.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvata<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Onorevoli colleghi, passiamo al quesito relativo alla Corte costituzionale.<\/p><p>L\u2019articolo 128 votato dall\u2019Assemblea \u00e8 il seguente:<\/p><p>\u00abLa legge stabilir\u00e0 i modi e i termini per i giudizi sulla incostituzionalit\u00e0 della legge.<\/p><p>\u00abQuando la Corte dichiara l\u2019incostituzionalit\u00e0 della norma, questa cessa di avere efficacia. La decisione della Corte \u00e8 comunicata alle Camere, perch\u00e9, ove lo ritengano necessario, provvedano nelle forme costituzionali\u00bb.<\/p><p>A questo testo corrisponde l\u2019articolo 137 del Comitato di redazione:<\/p><p>\u00abLa legge stabilisce le condizioni, le forme e i termini dei giudizi di legittimit\u00e0 costituzionale, le norme per il regolamento dei conflitti di attribuzione, e quant\u2019altro riguarda la costituzione e il funzionamento della Corte e le garanzie d\u2019indipendenza dei suoi componenti.<\/p><p>\u00abContro le decisioni della Corte costituzionale non \u00e8 ammessa alcuna impugnazione\u00bb.<\/p><p>V\u2019\u00e8 la proposta di sostituzione col seguente:<\/p><p>\u00abUna legge costituzionale stabilisce le condizioni, le forme e i termini di proponibilit\u00e0 dei giudizi di legittimit\u00e0 costituzionale, nonch\u00e9 le garanzie d\u2019indipendenza dei componenti la Corte.<\/p><p>\u00abCon legge ordinaria sono stabilite tutte le norme necessarie per il funzionamento della Corte\u00bb.<\/p><p>Pongo in votazione la nuova formulazione.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvata<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo alla seguente proposta aggiuntiva dell\u2019onorevole Calamandrei, gi\u00e0 illustrata dall\u2019onorevole Ruini:<\/p><p>\u00abEntro un anno dall\u2019entrata in vigore della presente Costituzione si provveder\u00e0 alla revisione e al coordinamento con essa delle precedenti leggi costituzionali che non siano state prima esplicitamente abrogate o che non siano compatibili con la presente Costituzione\u00bb.<\/p><p>La pongo in votazione.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvata<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Abbiamo cos\u00ec esaurito l\u2019esame di tutte le questioni da sottoporre all\u2019Assemblea per la soluzione definitiva.<\/p><p>LA PIRA. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LA PIRA. Come i colleghi sanno, ieri sera ho presentato alla Presidenza una proposta, che il testo costituzionale sia preceduto da una brevissima formula di natura spirituale, una formula che dicesse: \u00abIn nome di Dio il popolo italiano si d\u00e0 la presente Costituzione\u00bb. (<em>Commenti a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Devo dire, per sincerit\u00e0, che, prima di presentare questa formula, io ne ho parlato a quasi tutti voi, perch\u00e9 non fosse la mia proposta una novit\u00e0 assoluta. E fra l\u2019altro ho avuto questa preoccupazione, che si trattasse, cio\u00e8, di una formula sulla quale tutti potessero concordare, cio\u00e8 non di una espressione politica, ma di una frase sulla quale ci fosse il consenso interiore e totale dell\u2019Assemblea. Con questa intesa, la formula fu presentata ieri sera, e spero che con questa stessa intesa si possa pervenire alla sua approvazione, perch\u00e9 mi pare che in Dio tutti possiamo convenire. Non \u00e8 una professione di fede specifica, quindi possono tutti convenire: i mazziniani, per la loro formula \u00abDio e Popolo\u00bb: infatti si direbbe \u00abin nome di Dio il popolo si d\u00e0 la costituzione\u00bb; i liberali, perch\u00e9 c\u2019\u00e8 anche un neoliberalismo che accetta questo punto, e c\u2019\u00e8 anche nel marxismo una corrente notevole, la quale disancora il materialismo dialettico da quello storico. Voglio dire, in sostanza, che c\u2019\u00e8 un punto di convergenza per ogni creatura, c\u2019\u00e8 sempre una realt\u00e0 superiore, e quindi, per questa ragione, se noi potessimo concordemente, al di sopra di ogni questione politica, ancorarci a questa formula, sarebbe veramente uno spettacolo di fede.<\/p><p>Il popolo \u00e8 il soggetto, non ci sarebbero quindi questioni da sollevare, ed io pregherei pertanto tutta l\u2019Assemblea, se fosse possibile, di votare per acclamazione, o unanimemente, la formula da me proposta. Non \u00e8, ripeto, una iniziativa di partito, anzi, siccome la questione era sorta fra vari amici, si \u00e8 detto: la presenter\u00f2 io, in modo che non possa dar luogo e non possa rappresentare una discussione di carattere politico. Per queste ragioni, mi son permesso fare questa proposta, sperando che possa essere accettata. (<em>Applausi al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. La proposta dell\u2019onorevole La Pira mi era gi\u00e0 stata presentata dall\u2019onorevole La Pira stesso ieri sera, non ancora formalmente, ma per conoscere il mio avviso in proposito.<\/p><p>Ho fatto all\u2019onorevole La Pira una prima osservazione: che la sua proposta poneva una questione di principio, quella del preambolo della Costituzione.<\/p><p>La questione \u00e8 stata, non dir\u00f2 conclusa in modo preciso dall\u2019Assemblea, ma \u00e8 stata dibattuta frequentemente nel corso dei nostri lavori; e non soltanto in sede di discussione generale, ma anche successivamente, man mano che sono venuti presentandosi temi o argomenti che a qualche collega parevano pi\u00f9 adatti ad essere inseriti in un preambolo che formulati in un articolo.<\/p><p>Si era poi rimessa la questione, in definitiva, al Comitato di redazione, il quale, dopo lunga ed ampia discussione, ha respinto il concetto della inserzione di un preambolo nella Costituzione. Si poteva riaprire questa discussione gi\u00e0 conoscendosi la profonda diversit\u00e0 di pareri?<\/p><p>Ho fatto poi presente all\u2019onorevole La Pira che sarebbe stato opportuno presentare la sua proposta un po\u2019 prima dell\u2019ultimo termine dei lavori, e ci\u00f2 proprio per la sua importanza e per la delicatezza dei temi che avrebbe proposto ai singoli e all\u2019Assemblea nel suo complesso. Infine, ho detto all\u2019onorevole La Pira, che se vi fosse stato il consenso di una grande maggioranza \u2013 se non dell\u2019unanimit\u00e0 dell\u2019Assemblea \u2013 ci\u00f2 avrebbe potuto probabilmente far superare le prime due difficolt\u00e0, ma che mi sarebbe occorso saperlo in precedenza.<\/p><p>Questa mattina ho fatto presente all\u2019onorevole La Pira che, da notizie mie, risultava che questa grande maggioranza non vi sarebbe stata: non solo, ma che se il problema si fosse posto, altre formulazioni diverse e non concilianti sarebbero state presentate per il preambolo.<\/p><p>L\u2019onorevole La Pira, obbedendo ad un impulso della sua coscienza, ha ritenuto ugualmente suo dovere di porre il problema. Io tuttavia non posso dimenticare le obiezioni che gi\u00e0 gli avevo significate.<\/p><p>Alcuni colleghi hanno chiesto di parlare sull\u2019argomento. La questione ha una delicatezza di contenuto in s\u00e9, e pi\u00f9 \u00e8 delicata per le ripercussioni che essa certamente avr\u00e0, nell\u2019animo di tutti coloro che la conosceranno (e la conosceranno tutti gli italiani). Le parole siano dunque adeguate. Il che significa in primo luogo, onorevoli colleghi, parlare brevemente. Si evitino le parole inopportune, e si tratti per ora la questione pregiudiziale, senza contrapporre argomenti di merito ad argomenti di procedura.<\/p><p>TOGLIATTI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>TOGLIATTI. Onorevole Presidente, \u00e8 un fatto che stamani, quando ci siamo alzati, faceva freddo, ma non ostante questo, quando abbiamo visto brillare il sole nel cielo di dicembre, abbiamo sperato che almeno per noi, membri dell\u2019Assemblea Costituente della Repubblica italiana, esso avrebbe brillato su una giornata di unit\u00e0 e di concordia. Siamo venuti qui con la convinzione di compiere un atto di unit\u00e0, anzi con il deliberato proposito di scartare in questo giorno tutte le questioni, che potessero dividerci, aprire o riaprire solchi, elevare barriere. Anche quelle divisioni, che esistettero nei precedenti nostri dibattiti, volevamo che scomparissero davanti alla Nazione, perch\u00e9 tutti sentissero che l\u2019atto solenne, che oggi compiamo, \u00e8 un atto nel quale ci sentiamo tutti uniti. Ognuno di noi vede chiaramente nella Costituzione, che stiamo per approvare con voto solenne, l\u2019apporto che egli ha dato e l\u2019apporto che hanno dato gli altri. Ognuno di noi \u00e8 libero di intendere l\u2019atto che oggi si compie, a seconda della sua particolare ideologia e della sua posizione politica, in confronto e col passato e col futuro, che ognuno condanna o esalta, auspica o depreca a seconda dell\u2019animo suo, delle sue speranze, dei suoi orientamenti. Non ostante questo, per\u00f2, vi \u00e8 qualcosa oggi, che ci unisce tutti, ed \u00e8 il voto comune che stiamo per dare all\u2019atto che sar\u00e0 obbligatorio per tutti noi.<\/p><p>Io vorrei pregare tutti i colleghi di non staccarsi da questa atmosfera elevata. Vorrei pregare tutti i colleghi di non risollevare discussioni, le quali hanno gi\u00e0 avuto luogo in sede di Commissione davanti all\u2019Assemblea e davanti alla pubblica opinione, e che oggi non devono essere pi\u00f9 qui riprese.<\/p><p>Se dovessimo aprire il dibattito sulla proposta dell\u2019onorevole La Pira, non ci troveremmo uniti. Questo \u00e8 un fatto certo. Anzi: scaveremmo tra di noi quel solco ideologico, che a proposito di altre questioni abbiamo voluto e saputo evitare. L\u2019onorevole La Pira, del resto, ne ha convenuto, quando ha parlato con noi. La sua formula si richiama a determinate ideologie, ne respinge altre. Non so nemmeno se in campo cattolico una posizione, la quale faccia della fede qualcosa di collettivo e non soltanto personale, possa essere accolta da tutti. Comprendo come l\u2019onorevole La Pira arriv\u00f2 a questa posizione, partendo da determinate dottrine, ma non posso dimenticare che anche recentemente e da altissima sede queste dottrine sono state oggetto di attento esame e hanno dato luogo a critiche alquanto preoccupate. Anche nel suo campo, quindi, l\u2019onorevole La Pira potrebbe non trovare tutti i consensi che vorrebbe. Certo \u00e8 che egli non potrebbe trovare tutti i consensi dell\u2019Assemblea, se si aprisse un dibattito sulla sua proposta e dovessimo schierarci a favore o contro di essa. In questo caso saremmo di fronte alla necessit\u00e0 di discutere e, quindi, di dividerci. Compiremmo una manifestazione, che sarebbe in contrasto con lo spirito unitario, col quale abbiamo voluto venire qui oggi e col quale vorremmo che il lavoro nostro di questa giornata venisse condotto fino alla fine.<\/p><p>Per questi motivi, prego l\u2019onorevole La Pira di volere desistere dalla sua proposta.<\/p><p>MARCHESI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MARCHESI. Onorevoli colleghi, come ho detto poc\u2019anzi ai colleghi di quel settore (democristiano), nessuno, dico nessuno che mi conosca, potr\u00e0 accusarmi di irriverenza verso le fedi religiose o di professione di ateismo.<\/p><p>Ho sempre respinto nella mia coscienza la ipotesi atea, che Dio sia una ideologia di classe. Dio \u00e8 nel mistero del mondo e delle anime umane. \u00c8 nella luce della rivelazione per chi crede; nell\u2019inconoscibile e nell\u2019ignoto per chi non \u00e8 stato toccato da questo lume di grazia. Ho detto test\u00e9 al collega La Pira che questo mistero, questo supremo mistero dell\u2019universo non pu\u00f2 essere risoluto in un articolo della Costituzione, in un articolo di Costituzione, che riguarda tutti i cittadini, quelli che credono, quelli che non credono, quelli che crederanno.<\/p><p>Fate, colleghi, che non ci siano dissensi e divisioni tra noi, in questo ultimo giorno, cos\u00ec solenne per la nostra Carta costituzione.<\/p><p>Fate che oggi su questi banchi non siamo noi soli i fedeli servitori del Signore; fate che non soltanto noi siamo oggi gli osservatori del secondo comandamento. Io mi associo alla proposta ed alla preghiera che l\u2019onorevole Togliatti rivolgeva ai colleghi: qui nessuno pu\u00f2 dire di essere contro Dio, perch\u00e9 non sarebbe un bestemmiatore, sarebbe uno stolto. Questa nostra Carta costituzionale ha certamente grande importanza per la storia del nostro Paese, per gli sviluppi che successivamente avr\u00e0 nella futura legislazione, ma facciamo in modo che non cominci con una parola grande che susciti il dissidio dei piccoli mortali.<\/p><p>Invito perci\u00f2 il collega La Pira a ritirare la sua proposta.<\/p><p>CALAMANDREI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CALAMANDREI. Ho chiesto la parola, onorevoli colleghi, come uno di coloro che avevano intenzione di presentare la proposta di alcune parole introduttive da premettere come epigrafe alla nostra Costituzione; ma, avendone parlato al Presidente della nostra Assemblea, mi sono sentito addurre, per non insistere in questo proposito, ragioni, di fronte alle quali mi sono inchinato. Quindi io sono d\u2019accordo col nostro Presidente nel ritenere che ragioni procedurali impediscano ormai di prendere in considerazione questo punto.<\/p><p>Ma sono d\u2019accordo anche con quanto hanno detto i colleghi Togliatti e Marchesi; sulla necessit\u00e0, cio\u00e8, di non immiserire in una discussione, in cui potrebbe darsi che sui particolari non tutti fossimo d\u2019accordo, questa grande idea di Dio. Non sono per\u00f2 in dissidio neanche col collega ed amico La Pira; perch\u00e9, se il punto al quale siamo arrivati nei nostri lavori non ce lo avesse vietato, avrei anch\u2019io desiderato che all\u2019inizio della nostra Costituzione si trovasse qualche parola che volesse significare un richiamo allo Spirito. Perch\u00e9, colleghi, alla fine dei nostri lavori, talvolta difficili e perfino incresciosi, talvolta immiseriti, diciamo, in questioni grettamente politiche, alla fine dei nostri lavori vi \u00e8 per\u00f2 nella nostra coscienza la sensazione di aver partecipato in questa nostra opera a una ispirazione solenne e sacra. E sarebbe stato opportuno e confortante esprimere anche in una sola frase questa nostra coscienza, che nella nostra Costituzione c\u2019\u00e8 qualcosa che va al di l\u00e0 delle nostre persone, un\u2019idea che ci ricollega al passato e all\u2019avvenire, un\u2019idea religiosa, perch\u00e9 tutto \u00e8 religione quello che dimostra la transitoriet\u00e0 dell\u2019uomo ma la perpetuit\u00e0 dei suoi ideali.<\/p><p>Io avevo pensato \u2013 e ve lo dico unicamente perch\u00e9 desidero che questo rimanga agli atti della nostra Assemblea \u2013 proporvi che questa invocazione allo Spirito e all\u2019eternit\u00e0 fosse consacrato in un richiamo sul quale credo che tutti noi ci saremmo trovati concordi; in un richiamo cio\u00e8 ai nostri Morti, a coloro che si sono sacrificati, affinch\u00e9 la grande idea per la quale hanno dato la vita, si potesse praticamente trasfondere in questa nostra Costituzione che assicura la libert\u00e0 e la Repubblica. Forse, questa nostra Costituzione in pratica, per taluni aspetti, \u00e8 inferiore alla grandezza della loro idea; ma tuttavia ad essa ha voluto ispirarsi. Per questo io avevo in animo di proporre che la nostra Costituzione incominciasse con queste parole: \u00abIl popolo italiano consacra alla memoria dei fratelli caduti per restituire all\u2019Italia libert\u00e0 e onore la presente Costituzione\u00bb. Questo non si pu\u00f2 pi\u00f9 fare, ha detto il Presidente, per ragioni di procedura. Ma tuttavia la nostra intenzione e il nostro proposito, e il fatto che nel chiudere i nostri lavori noi abbiamo pensato a coloro senza il sacrificio dei quali noi non saremmo qui, questo io spero che rimarr\u00e0 scritto negli atti della nostra Assemblea. (<em>Applausi a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>COPPA. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>COPPA. \u00c8 strano che in un\u2019Assemblea del popolo italiano abbiamo sentito tre voci contrarie alla proposta La Pira. Qui c\u2019\u00e8 della gente&#8230; (<em>Interruzioni a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>La parola gente \u00e8 latina e ha il suo significato.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Coppa, le sarei grato, ed ella lo far\u00e0 certamente, se il suo intervento restasse sullo stesso piano di quello dei colleghi che l\u2019hanno preceduto.<\/p><p>COPPA. Scendo dalla stratosfera della filosofia alla pratica, perch\u00e9 intanto rilevo che un atto di unit\u00e0 limitato soltanto alla superficie non giova a nulla. Noi vogliamo dare la vernice che deve nascondere le crepe, che si trovano, che hanno il substrato nella profonda differenza delle idee che si professano. Se \u00e8 efficace questa vernice, sia data pure.<\/p><p>Rilevo intanto la contradizione che esiste fra le affermazioni fatte dall\u2019onorevole Calamandrei e la dichiarazione di atto sacro quale \u00e8 la Costituzione.<\/p><p>Una Costituzione \u00e8 nella vita civile di un popolo quanto di pi\u00f9 alto si possa immaginare, e nessuna espressione pi\u00f9 degna di quella proposta dall\u2019onorevole La Pira potrebbe precedere come preambolo la Costituzione di un popolo che nella stragrande maggioranza professa una religione, e che avrebbe il diritto di vedere la sua Costituzione con la stessa introduzione che si \u00e8 data il popolo irlandese; perch\u00e9, se non erro, il popolo irlandese non ha avuto n\u00e9 la ipocrisia, n\u00e9 la vergogna di mascherare i suoi sentimenti, ed ha invocato la Santissima Trinit\u00e0.<\/p><p>Ora si parla di maggioranza dell\u2019Assemblea e si dimentica la maggioranza che \u00e8 nel Paese. (<em>Applausi all\u2019estrema destra<\/em>)<em>.<\/em> E voialtri (<em>Accenna all\u2019estrema sinistra<\/em>) il giorno in cui avete sostenuto la necessit\u00e0 di votare l\u2019articolo 7, avete portato argomenti diversi da quelli che avete portato oggi. (<em>Commenti \u2013 Interruzioni<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Io vi richiamo alla coerenza di quel voto e faccio mia la proposta dell\u2019onorevole La Pira, qualora egli la dovesse ritirare. (<em>Interruzioni all\u2019estrema sinistra \u2013 Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Era facile prevedere che porre la questione significava creare il contrasto. Si pu\u00f2 esprimerne rammarico, ma evidentemente, onorevoli colleghi, di fronte alle affermazioni di libert\u00e0 di coscienza contenute nella Carta costituzionale, che oggi voteremo, penso che da nessuna parte si possano sollevare recriminazioni nei confronti del pensiero che altri nutre ed altri vuole servire. Ed era questa la ragione per la quale, con argomenti procedurali \u2013 perch\u00e9 io non debbo adoperarne altri \u2013 avevo cercato di convincere l\u2019onorevole La Pira a non porre la questione.<\/p><p>L\u2019onorevole La Pira ha preferito porla, ma \u00e8 evidente, onorevoli colleghi, che le ragioni procedurali che l\u2019onorevole La Pira non ha accolte, non perdono per questo di efficacia. (<em>Interruzione del deputato Fuschini<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Onorevole Fuschini, lei che ha seguito cos\u00ec attentamente i nostri lavori, sa che l\u2019Assemblea non ha accettato preamboli. N\u00e9 vale usare oggi altro termine, come intitolazione, dedica, epigrafe. Quando l\u2019onorevole La Pira, in un suo non dimenticabile discorso in sede di discussione generale, aveva auspicato che la Costituzione avesse un preambolo, si era gi\u00e0 valso promiscuamente di questa parola come delle altre, dedica o intitolazione. Ma la sua proposta non era ugualmente stata accolta, e non perch\u00e9 non vi fossero molti in quest\u2019Aula che condividessero la sua opinione, ma proprio per le ragioni che poco fa qualche membro dell\u2019Assemblea ha voluto ricordare.<\/p><p>Se la procedura talvolta serve a qualche cosa, questo \u00e8 il caso, onorevoli colleghi; essa ci aiuta oggi, infatti, ad evitare una discussione pericolosa, perch\u00e9 nulla di peggio vi sarebbe se su questa proposta in questo momento, l\u2019Assemblea si dividesse. Ed ognuno di noi sa gi\u00e0 in precedenza che si dividerebbe.<\/p><p>\u00c8 questa la ragione per la quale, escludendo assolutamente ogni valutazione di merito e di sostanza, che non mi competono, e dalle quali tuttavia in questa sede rifuggirei, proprio per evitare che quella divergenza, che purtroppo si \u00e8 ritenuta di dover stimolare, maggiormente si affermi, prego l\u2019onorevole La Pira di accedere al criterio della inammissibilit\u00e0 della sua proposta.<\/p><p>Noi, onorevoli colleghi, abbiamo accettato un Regolamento per i nostri lavori: si potrebbe dire che l\u2019estrema delicatezza della questione ora posta travalica lo stesso Regolamento; ma, superando il Regolamento, si creerebbe una profonda divergenza nella nostra Assemblea. Perci\u00f2 ora pi\u00f9 che mai il Regolamento non pu\u00f2 essere ignorato.<\/p><p>Per questo, dico all\u2019onorevole La Pira, e all\u2019onorevole Calamandrei che, pur con vivo rammarico, dal momento che il Comitato di redazione ha gi\u00e0 reso conto di tutto il suo lavoro dall\u2019Assemblea e questa ha votato sulla materia che era all\u2019ordine del giorno, non ritengo pi\u00f9 proponibile nessuna richiesta o istanza.<\/p><p>GUERRIERI FILIPPO. Senza Dio non si costruisce!<\/p><p>LA PIRA. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LA PIRA. Onorevoli colleghi, vorrei dire che la mia proposta ha voluto essere \u2013 per le ragioni che ora spiegher\u00f2 \u2013 una proposta di unione e non di divisione. Siccome prevedevo che la questione sarebbe sorta in Assemblea, allora, per evitare ogni dissenso politico e per trovare un punto di identit\u00e0, mi sono permesso di parlarne in ultimo. Proprio per questa ragione unitaria e non per uno scopo di scissione: questo, del resto, \u00e8 anche il mio temperamento, che cerca sempre di fare ponti e suture.<\/p><p>Quindi, le parole nobili dell\u2019onorevole Togliatti e quelle calde, interiori degli amici Marchesi e Calamandrei, non sono in contrasto con quanto ho detto, perch\u00e9, siccome prevedevo e sapevo che la questione sarebbe sorta in Assemblea, per evitare una scissione e per evitare che la questione avesse assunto un carattere politico \u2013 cio\u00e8 di aderenza a questo o a quel partito \u2013 mi sono permesso di assumere la responsabilit\u00e0 di presentare quella proposta. V\u2019era gi\u00e0 un\u2019altra proposta, infatti, e proprio per trovare un punto di unione, ho fatto la mia, non per scindere, ma per unire. Ora, come si fa, dico io, ad eliminare la questione, se la questione c\u2019\u00e8 ed \u00e8 sorta, ed \u00e8 sorta gi\u00e0 all\u2019epoca delle dichiarazioni dell\u2019onorevole Lucifero, il quale disse: \u00abaccantoniamo il problema; lo riprenderemo al termine dei nostri lavori\u00bb?<\/p><p>Quindi, pregherei vivamente di riflettere su questo punto, per evitare quella divisione alla quale nessuno di noi vuole andare incontro. Pregherei vivamente gli onorevoli Togliatti, Basso, Nenni, Marchesi e tutti gli altri amici di vedere di trovare questo punto d\u2019incontro.<\/p><p>In fondo, se ben consideriamo, con la formula \u00abIl popolo in nome di Dio si d\u00e0 la Costituzione\u00bb facciamo una constatazione di fatto. (<em>Commenti a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Io pregherei vivamente di considerare la questione.<\/p><p>Se potessimo unificare le due formule, quella dell\u2019onorevole Calamandrei e quella presentata da me, non sarebbe cosa veramente opportuna? Le pi\u00f9 grandi, le pi\u00f9 importanti tappe hanno sempre questa affermazione: tutte le Costituzioni americane, quella svizzera, tutte le Costituzioni che derivano dalla Rivoluzione francese, quella del Venezuela del 4 luglio 1897: tutte recano all\u2019inizio questa affermazione.<\/p><p>L\u2019importante \u00e8 di non fare una specifica affermazione di fede, come \u00e8 nella Costituzione irlandese: \u00abIn nome della Santissima Trinit\u00e0\u00bb; ma perch\u00e9 rifiutarci di dire: \u00abIn nome di Dio\u00bb? Prego quindi vivamente i colleghi di tutti i settori di voler riflettere su ci\u00f2; perch\u00e9, se la questione \u00e8 sorta, come si pu\u00f2 eliminarla?<\/p><p>NITTI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>NITTI. In Inghilterra \u00e8 abitudine, nelle grandi occasioni, alla fine dei lavori legislativi, e il principio di essi, che tutti i deputati vadano nella Cappella di Westminster a pregare. E vi si recano deputati di ogni parte, che sono anglicani, cio\u00e8 terribilmente antipapisti, cattolici e rappresentanti di religioni non ariane ed anche rappresentanti di religioni semitiche dell\u2019Asia.<\/p><p>Io non trovo dunque strana questa proposta, n\u00e9 che tutti secondo la propria fede vadano a pregare per la patria comune. E sopra tutto dove i Parlamenti esistono per antica tradizione. Anche in monarchie antiche e tradizionali si pregava o non si pregava secondo situazioni particolari.<\/p><p>Manifestazioni comuni avvenivano. Avvenivano sopra tutto in paesi protestanti. Da noi, nei vecchi parlamenti, per quanto io sappia, non vi erano preghiere in comune. Non so se nel Parlamento subalpino per lo Statuto durato dal 1848 a ora si facevano preghiere in comune.<\/p><p>Non credo, comunque, che questa consuetudine profondamente cristiana possa diventare in Parlamento ragione di divergenze politiche: questa \u00e8 materia su cui vi possono essere ragioni di divergenza spirituale, non politica. Iddio \u00e8 troppo grande, Iddio \u00e8 al disopra di tutte le cose, e tutte le anime credenti debbono impiegarsi a servirlo nel comune desiderio del bene dell\u2019umanit\u00e0.<\/p><p>Dunque non \u00e8 la proposta che trovo strana, ma trovo strano che essa venga sottoposta in questo momento a voto, quando reca qui dentro \u2013 e noi sapevamo che dovesse recare \u2013 una divisione profonda. Perch\u00e9 ci dovremmo dividere sul nome di Dio? Il nome di Dio \u00e8 troppo grande e le nostre contese sono troppo piccole.<\/p><p>Io ho sofferto molto che questa proposta sia stata avanzata: io soffrir\u00f2 anche di pi\u00f9 se questa proposta verr\u00e0 respinta.<\/p><p>L\u2019idea di Dio \u00e8 talmente grande e universale che non pu\u00f2 essere materia di controversie politiche. Far discendere Dio in controversie di un\u2019aula parlamentare \u00e8 umiliare la dignit\u00e0 dello spirito. Il nome di Dio non deve essere nominato in contrasti politici, che non hanno niente di grande.<\/p><p>Tutte le anime credenti, sia pure in forma diversa, servono Dio nel desiderio del bene dell\u2019umanit\u00e0.<\/p><p>Nel Parlamento subalpino, in occasione della Costituzione del 1848, che \u00e8 vissuta fino ad ora, non avvennero speciali funzioni, bench\u00e9 vi fosse una monarchia molto religiosa e il Parlamento fosse composto di uomini educati e vissuti nella religione: ma non vi furono solennit\u00e0 religiose speciali.<\/p><p>Si farebbe equivoco di cosa che non esiste, la divisione fra credenti e non credenti, e si potrebbe speculare su di essa.<\/p><p>Insediando questa Assemblea Costituente non vi \u00e8 stata alcuna invocazione religiosa n\u00e9 alcuna preghiera in comune. Perch\u00e9 ora, alla fine dei suoi lavori, l\u2019Assemblea deve mutare? Che cosa \u00e8 mutato in essa?<\/p><p>Per molti anni dopo il 1870 la Chiesa Cattolica \u00e8 stata in Italia in dissidio politico con lo Stato, ma anche dopo gli Accordi Lateranensi le funzioni parlamentari non hanno dato luogo a funzioni religiose.<\/p><p>Mancava la tradizione e non ve ne \u00e8 stata la necessit\u00e0.<\/p><p>La proposta che ora si fa da persona rispettabilissima e che \u00e8 anche e sopra tutto un\u2019anima credente, non \u00e8 discutibile per le intenzioni, ma per la opportunit\u00e0.<\/p><p>Data la divisione degli spiriti e non essendovi la tradizione, la discussione inevitabile finirebbe con avere carattere politico e sarebbe materia di divisione.<\/p><p>Dividerci e non essere concordi nel nome di Dio, cio\u00e8 nella espressione pi\u00f9 alta dello spirito umano, \u00e8 umiliazione. Le nostre contese sono troppo piccole e il nome di Dio \u00e8 troppo grande, perch\u00e9 vadano assieme.<\/p><p>Io ho sofferto quando questa proposta \u00e8 stata fatta, ma soffrirei ancor pi\u00f9 se non fosse accolta da unanime consenso e avesse anzi non pochi dissensi.<\/p><p>Io ho potuto anche questa volta ammirare la saggezza del nostro Presidente. Egli si \u00e8 studiato di evitare una discussione e forse una contesa deplorevole al momento della chiusura dei nostri lavori. La discussione turberebbe l\u2019Assemblea inutilmente, e creerebbe forse un dissidio che non deve esistere.<\/p><p>Le ragioni dette dal Presidente non entrano nel merito della idea religiosa, che non deve essere discussa. Sono per\u00f2 tali dal punto di vista parlamentare, che provano non solo la opportunit\u00e0, ma il danno di una inevitabile e irritante discussione. (<em>Vivi applausi a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole La Pira, l\u2019impulso che l\u2019ha mossa, tutti lo sappiamo, e l\u2019onorevole Nitti nelle sue ultime parole lo ha rilevato in modo mirabile, \u00e8 stato di unit\u00e0 e di concordia.<\/p><p>Ma a volte possiamo sbagliare sulle conseguenze delle nostre azioni e sui fini che si intendono raggiungere. Prendendo la sua iniziativa ella non aveva forse valutato tutte le conseguenze che avrebbe determinato.<\/p><p>Dopo questa breve, composta e degna discussione, io credo che lei si sia reso conto che in realt\u00e0 non con un atto di unit\u00e0 si concluderebbe la nostra seduta, se insistesse nella sua proposta, indipendentemente dall\u2019inammissibilit\u00e0. Per non incrinare, sia pure soltanto la superficie (onorevole Coppa, certe volte anche la conservazione di un ultimo velo di unit\u00e0 pu\u00f2 costituire una grande garanzia), occorrerebbe che ella, con quello stesso impulso di bont\u00e0 che l\u2019ha mossa a fare la proposta, ci dicesse (perch\u00e9 dispiacerebbe giungere alla stessa conclusione per altra via) che comprendendo, accetta di ritirarla. (<em>Approvazioni<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>MEDA. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ho pregato l\u2019onorevole La Pira di ritirare la sua proposta; prego quindi i colleghi di non allargare la discussione.<\/p><p>MEDA. Chiedevo di parlare solo per dire una parola di concordia.<\/p><p>PRESIDENTE. Credo di potere interpretare il silenzio dell\u2019onorevole La Pira come adesione al mio invito deferente e cortese. (<em>Vivi applausi a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>LA PIRA. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LA PIRA. A me non resta che partire dal presupposto e dal punto di vista dal quale mi ero mosso, e cio\u00e8 che vi fosse una unit\u00e0, un consenso in tutta l\u2019Assemblea. Ma evidentemente se questo consenso non vi fosse, e vi dovessero essere motivi di screzio profondo, di disunione fra gli animi, non so veramente cosa dire, perch\u00e9 ci\u00f2 va contro il punto di vista dal quale ero partito. Ripeto: perch\u00e9 ho presentato quella proposta? Perch\u00e9 sapevo che sarebbe stata presentata in altro modo e avrebbe allora provocato un profondo dissenso in seno all\u2019Assemblea Costituente. E allora mi sono fatto portatore di pace e di unit\u00e0. Ma se la pace e l\u2019unit\u00e0 non si possono raggiungere, che cosa devo dire?<\/p><p>COPPA. La procedura sbarra il passo a Dio! (<em>Commenti animati a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Facciano silenzio, prego! Onorevole La Pira, prosegua.<\/p><p>LA PIRA. Francamente, se tutto questo dovesse produrre la scissione nell\u2019Assemblea, io per conto mio non posso dire che questo: che ho compiuto secondo la mia coscienza il gesto che dovevo compiere. (<em>Vivissimi, generali, prolungati applausi \u2013 Molte congratulazioni<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Annunzio di nomine di Sottosegretari di Stato.<\/p><p>DE GASPERI, <em>Presidente del Consiglio dei Ministri.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>DE GASPERI, <em>Presidente del Consiglio dei Ministri.<\/em> Ho l\u2019onore di informare l\u2019Assemblea Costituente che il Capo Provvisorio dello Stato, con decreto 22 dicembre 1947, su mia proposta, ha accettato le dimissioni rassegnate dall\u2019onorevole generale Luigi Chatrian dalla carica di Sottosegretario di Stato per la difesa.<\/p><p>Con altro decreto, in pari data, sentito il Consiglio dei Ministri, sono stati nominati Sottosegretari di Stato per:<\/p><p>la grazia e giustizia: l\u2019onorevole avvocato Vittorio Badini Confalonieri, deputato all\u2019Assemblea Costituente;<\/p><p>il tesoro (Danni di guerra): l\u2019onorevole avvocato Antonio Cifaldi, deputato all\u2019Assemblea Costituente;<\/p><p>la difesa: l\u2019onorevole avvocato Ugo Rodin\u00f2, deputato all\u2019Assemblea Costituente;<\/p><p>la pubblica istruzione: l\u2019onorevole avvocato Giuseppe Perrone Capano, deputato all\u2019Assemblea Costituente;<\/p><p>i lavori pubblici: l\u2019onorevole Emilio Canevari, deputato all\u2019Assemblea Costituente;<\/p><p>l\u2019agricoltura e foreste: l\u2019onorevole avvocato Giovanni Cartia, deputato all\u2019Assemblea Costituente;<\/p><p>le poste e telecomunicazioni: l\u2019onorevole dottor Francesco De Vita, deputato all\u2019Assemblea Costituente;<\/p><p>il lavoro e previdenza sociale: l\u2019onorevole Luciano Magrini, deputato all\u2019Assemblea Costituente;<\/p><p>la marina mercantile: l\u2019onorevole avvocato Nicola Salerno, deputato all\u2019Assemblea Costituente.<\/p><p>PRESIDENTE. Do atto all\u2019onorevole Presidente del Consiglio di questa comunicazione.<\/p><p>Relazione della Commissione di indagine sulle accuse mosse al deputato Chieffi.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, come l\u2019Assemblea ricorda, alcuni giorni or sono, su richiesta dell\u2019onorevole Chieffi, a norma dell\u2019articolo 80-<em>bis<\/em> del Regolamento ho proceduto alla nomina di una Commissione incaricata di esaminare il fondamento di talune accuse che gli erano state mosse.<\/p><p>La Commissione ha compiuto il proprio lavoro e l\u2019onorevole Gasparotto, Presidente, ha chiesto di potere riferire all\u2019Assemblea.<\/p><p>Rendo noto che contemporaneamente mi \u00e8 stato consegnato il testo di una relazione di minoranza e il testo di una dichiarazione personale di uno dei membri della Commissione, che ha espresso il desiderio di poter dichiarare le ragioni per le quali non ha aderito n\u00e9 alle conclusioni di maggioranza n\u00e9 a quelle di minoranza.<\/p><p>DUGONI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>DUGONI. Io credo che, data la solennit\u00e0 della seduta alla quale stiamo partecipando, dato anche il breve spazio di tempo che ci \u00e8 concesso, sia opportuno rinviare la lettura delle relazioni alla ripresa dei lavori in gennaio.<\/p><p><em>Una voce al centro.<\/em> V\u2019\u00e8 di mezzo l\u2019onore di un collega.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Dugoni, fa proposta formale in questo senso?<\/p><p>DUGONI. S\u00ec.<\/p><p>SCOCA. Non possiamo rinviare.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Gasparotto ha facolt\u00e0 di esprimere il parere della Commissione.<\/p><p>GASPAROTTO, <em>Presidente della Commissione.<\/em> La Commissione non pu\u00f2 che rimettersi all\u2019Assemblea.<\/p><p>DUGONI Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>DUGONI. Credevo di trovare concorde l\u2019Assemblea su questo punto; ma se l\u2019Assemblea non \u00e8 concorde ritiro la mia proposta.<\/p><p>PRESIDENTE. Sta bene. Ha facolt\u00e0 di parlare l\u2019onorevole Gasparotto.<\/p><p>GASPAROTTO, <em>Presidente della Commissione.<\/em> L\u2019Assemblea Costituente, onorandoci della sua fiducia, ci ha conferito il mandato di giudicare, a norma dell\u2019articolo 80-<em>bis<\/em> del Regolamento, sul fondamento delle accuse mosse, nella seduta del 13 dicembre 1947, dai deputati Cianca e Lussu al deputato Chieffi.<\/p><p>La Commissione, innanzi tutto, ha sentito gli onorevoli Cianca e Lussu. Il primo ha dichiarato che l\u2019accusa di \u00abcollaboratore dei tedeschi\u00bb, lanciata contro l\u2019onorevole Chieffi, \u00abtraeva origine dalle notizie riferite dal settimanale <em>Il Solco<\/em> (organo del Partito sardo di azione) e, pi\u00f9 particolarmente, dal giudizio espresso dal procuratore generale e dal giudice istruttore nel processo contro Del Fante, nonch\u00e9 da voci riferitegli da qualche deputato sardo\u00bb. L\u2019onorevole Lussu ha dichiarato che l\u2019accusa di \u00abfornitore di donne ai tedeschi\u00bb, da lui lanciata contro l\u2019onorevole Chieffi, \u00absi rilevava da una istruttoria provocata dallo stesso onorevole Chieffi contro persone che questi riteneva potessero nuocergli\u00bb, istruttoria della quale aveva data notizia il settimanale <em>Il Solco<\/em>. Aggiungeva che, al momento in cui aveva lanciato l\u2019accusa, era a conoscenza della querela sporta dall\u2019onorevole Chieffi contro detto giornale.<\/p><p>La Commissione, pur non avendo i due accusatori presentato documenti autentici a fondamento delle accuse, ha creduto di richiamare, a mezzo del Ministro di grazia e giustizia, gli atti di due precedenti processi penali e di poter portare su di essi la sua indagine, nonch\u00e9 di raccogliere, anche direttamente, altri elementi di valutazione a mezzo di testimoni.<\/p><p>Di tali due procedimenti uno \u00e8 a carico di tal Del Fante per il delitto di collaborazione con il tedesco invasore, e si \u00e8 concluso con sentenza istruttoria di proscioglimento \u00abperch\u00e9 il fatto non sussiste\u00bb; il secondo \u00e8 a carico dell\u2019onorevole Chieffi e di altri per lo stesso delitto di collaborazione e si \u00e8 concluso, nei riguardi dell\u2019onorevole Chieffi, su conforme richiesta del procuratore generale, \u00abper non aver commesso il fatto\u00bb, con sentenza istruttoria di proscioglimento, contenente valutazioni apologetiche per l\u2019attivit\u00e0 partigiana da lui svolta.<\/p><p>L\u2019esame di tutti gli atti processuali ha confermato la inesistenza del fatto della collaborazione da parte dell\u2019onorevole Chieffi.<\/p><p>Senza ripetere le considerazioni del giudice penale, svolte sulla base di prove acquisite con ampio esercizio dei poteri di indagine, l\u2019esame obiettivo degli atti del processo e degli elementi accertati direttamente ha portato la Commissione a ritenere per fermi i seguenti punti:<\/p><p>1\u00b0) La permanenza dell\u2019onorevole Chieffi, per altro saltuaria, durante il periodo dell\u2019occupazione nazista di Roma, nel suo impiego amministrativo presso la Societ\u00e0 Stacchini, requisita e controllata militarmente dai tedeschi, fu consentita \u2013 come ha testualmente dichiarato avanti alla Commissione uno dei membri del Comitato esecutivo antifascista e come sorge, con ampio conforto di prove, dagli atti del processo penale \u2013 dal Comitato supremo militare della resistenza in Roma. Nell\u2019esercizio della sua attivit\u00e0 nell\u2019interno della Societ\u00e0 Stacchini, l\u2019onorevole Chieffi ag\u00ec di concerto con i due eroici generali dell\u2019aeronautica Lordi e Martelli, dirigenti tecnici della medesima societ\u00e0, tratti in arresto nel gennaio 1944 dalle SS. tedesche per la loro opera di sabotaggio e, quindi, trucidati alle Fosse Ardeatine; egli consegn\u00f2 alle forze partigiane quantitativi di esplosivi e ragguardevoli somme di denaro, derivanti gli uni e le altre dalla ditta Stacchini, e comunic\u00f2 al Comando alleato piani dello stabilimento stesso. L\u2019onorevole Chieffi fu materialmente estraneo ad ogni rapporto di collaborazione, risultando, tra l\u2019altro, che sinanco alcuni ordini di servizio intimanti agli operai l\u2019osservanza dell\u2019obbligo di lavoro furono firmati dallo Stacchini e non da lui, ed egli si prest\u00f2 a recarsi a Milano per conto della ditta Stacchini, in unione al maresciallo tedesco addetto al controllo della medesima e alla interprete, per riscuotere una somma spettante alla Societ\u00e0, allo scopo di poter effettuare un viaggio, altrimenti assai difficoltoso, che gli era necessario per poter assolvere a Parma, sede del Tribunale speciale, una missione di salvataggio, che fu coronata da successo, missione affidatagli da autorevoli membri del Fronte della resistenza, in favore dei patrioti onorevole Angelucci e dottor Intersimone.<\/p><p>2\u00b0) Nell\u2019attivit\u00e0 dell\u2019onorevole Chieffi non pu\u00f2 riscontrarsi l\u2019ipotesi maliziosa del cosiddetto \u00abdoppio gioco\u00bb \u2013 secondo l\u2019accusa fatta innanzi alla Commissione dall\u2019onorevole Lussu \u2013 poich\u00e9 questo si \u00e8 verificato quando l\u2019attivit\u00e0 \u00e8 stata diretta indifferentemente al raggiungimento della vittoria nazista e al trionfo partigiano con simulazioni e dissimulazioni e senza che l\u2019agente si sia decisamente impegnato, con rischio suo e dei suoi, in una delle due cause; laddove l\u2019onorevole Chieffi ha esposto \u2013 come sorge da univoche e numerose testimonianze di varia fonte politica e militare \u2013 se stesso e i suoi familiari a pericoli concreti di rappresaglia nazista, dalla quale si salv\u00f2 non senza difficolt\u00e0, e che lo costrinsero pi\u00f9 volte alla macchia.<\/p><p>3\u00b0) All\u2019unanimit\u00e0 \u00e8 rimasta esclusa l\u2019accusa mossa dall\u2019onorevole Lussu di aver fornito donne ai tedeschi.<\/p><p>Tutto ci\u00f2 considerato, la Commissione, a maggioranza di sette membri, e nell\u2019assenza giustificata di due: Della Seta e Cacciatore; dissidenti, gli onorevoli Foa e Reale Eugenio, ha concluso che le accuse di collaboratore dei tedeschi e di fornitore di donne agli stessi, lanciate, durante il tumulto della discussione, contro l\u2019onorevole Chieffi rispettivamente dagli onorevoli Cianca e Lussu, sono senza fondamento sotto ogni profilo. Esse sono state mosse dagli onorevoli Cianca e Lussu sulla traccia di una pubblicazione del settimanale <em>Il Solco<\/em> riportante, non sempre con assoluta fedelt\u00e0 al testo, apprezzamenti non favorevoli all\u2019onorevole Chieffi contenuti nella requisitoria e nella sentenza istruttoria del procedimento a carico di Del Fante, apprezzamenti smentiti in pieno dalla successiva requisitoria e dalla sentenza nel procedimento a carico dell\u2019onorevole Chieffi, nonch\u00e9 dalle indagini compiute dalla Commissione.<\/p><p>BERTINI. Chiedo di parlare per mozione d\u2019ordine.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>BERTINI. Onorevoli colleghi, bisogna essere rigidamente osservanti del Regolamento quando in specie si tratta di questioni che implicano la dignit\u00e0 personale dei colleghi. Quindi, ho l\u2019obbligo, anche per quella esperienza parlamentare che ho acquistato nell\u2019assistere a discussioni di questo tipo, di far rilevare, a chi volesse prenderne l\u2019iniziativa, che discussioni di carattere individualistico sono contrarie alla prassi parlamentare.<\/p><p>Anzitutto, poniamo i termini della questione, distinguendo fra quella che fu la discussione fatta all\u2019Assemblea in seguito alla relazione della Commissione degli Undici e quella che, suppongo, si vorrebbe fare oggi sulla relazione dell\u2019onorevole Gasparotto a proposito del caso dell\u2019onorevole Chieffi.<\/p><p>Rilevo \u2013 e lo ha gi\u00e0 detto l\u2019onorevole Presidente esattamente, allorch\u00e9 ha introdotto la discussione su questo argomento \u2013 che la relazione dell\u2019onorevole Gasparotto si basa sull\u2019applicazione dell\u2019articolo 80-<em>bis<\/em> del Regolamento della Camera. Da quest\u2019articolo, si deduce che l\u2019Assemblea \u2013 ed \u00e8 detto esplicitamente \u2013 ha una sola facolt\u00e0, quella di prendere atto o non prendere atto delle conclusioni della Commissione. E perch\u00e9? Non tanto, perch\u00e9 vi sia di mezzo una questione di delicatezza personale, sulla quale delle discussioni potrebbero essere avventate o odiose, ma per un\u2019altra ragione di pi\u00f9 alto conto: quella che attiene al contenuto giuridico e alla competenza della Commissione nominata a termini dell\u2019articolo stesso.<\/p><p>Voi osserverete esattamente \u2013 e non v\u2019\u00e8 altra interpretazione che possa farsi \u2013 come l\u2019articolo 80-<em>bis<\/em> equipari il mandato, che si affida a questa Commissione nominata dall\u2019Assemblea nel caso specifico, ad un vero e proprio giur\u00ec. Il che vuol dire che il giur\u00ec di per s\u00e9 ha due caratteri: il carattere della collegialit\u00e0 ed il carattere di riservatezza che si impone a tutti, nel senso che non si possa evadere da quelli, che sono gli stretti confini della natura e della portata di un giur\u00ec di onore.<\/p><p>Ora, o signori, se v\u2019\u00e8 una collegialit\u00e0, vi deve essere anche una decisione, la quale, presa all\u2019unanimit\u00e0 o a maggioranza, porta con s\u00e9 la qualit\u00e0 di giudici in coloro che deliberano sull\u2019oggetto deferito alla Commissione.<\/p><p>Sarebbe strano che dei giudici, dopo aver preso parte ad un giudizio collegiale, successivamente durante una discussione qualsiasi, magari in un giudizio di appello o davanti allo stesso tribunale, mentre il presidente d\u00e0 conto della sentenza, venissero su a dire: noi vogliamo far sapere come abbiamo votato o vogliamo far sapere che dissentiamo per queste ragioni dalla decisione collegiale.<\/p><p>Sarebbe una mostruosit\u00e0 giuridica e sarebbe poi, dico di pi\u00f9, una mostruosit\u00e0 morale. (<em>Vivi applausi al centro ed a destra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Vi \u00e8 un precedente, che \u00e8 l\u2019ultimo e notevolmente dibattuto nella legislatura 25<sup>a<\/sup>; a quel dibattito ebbi, per i miei anni, opportunit\u00e0 di assistere. Si trattava dell\u2019inchiesta sul caso dell\u2019onorevole Vacirca. Anche in quel caso fu fatto appello all\u2019articolo 80-<em>bis<\/em> del Regolamento e si ebbe una relazione di un magistrato, di un magistrato altissimo, l\u2019onorevole Marracino. Sorse allora la stessa questione davanti alla Camera, letta la relazione dall\u2019onorevole Marracino, come, mi pare, si vorrebbe fare ora da parte di coloro che hanno chiesto di parlare. E la Camera allora afferm\u00f2 nettamente, per bocca del Presidente della Commissione, onorevole Tedesco, che la Camera stessa aveva una sola facolt\u00e0, quella di prendere o non prendere atto delle conclusioni della Commissione. Il resto viene abbandonato al segreto della collegialit\u00e0.<\/p><p>Perch\u00e9, in sostanza, o signori, si avrebbe un ripercuotersi di diversivi, i quali non sono da ammettersi in una questione come questa, la quale \u00e8 stata esaminata con tutta serenit\u00e0 da una Commissione presieduta da un uomo come l\u2019onorevole Gasparotto; e si darebbe a credere che si voglia fare un dibattito su una questione nella quale soltanto ci affidano e il concetto di competenza, riconosciuto alla Commissione, e, in secondo luogo, la natura tutta riservata e collegiale del deliberato preso. Il discutere, o signori, sarebbe un\u2019onta che noi faremmo al galantomismo dei componenti della Commissione e alla solidariet\u00e0 ed al rispetto che dobbiamo avere verso di loro. (<em>Vivi<\/em> <em>applausi al centro e a destra<\/em>)<em>.<\/em> Mi oppongo pertanto a qualsiasi proposta che esca dai termini della mozione d\u2019ordine da me richiamata.<\/p><p>FOA. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Su che cosa?<\/p><p>FOA. Sulla mozione d\u2019ordine.<\/p><p>PRESIDENTE. Sta bene. Faccio per\u00f2 presente che per il richiamo al Regolamento (cos\u00ec interpreto le dichiarazioni dell\u2019onorevole Bertini) possono parlare soltanto un oratore contro e uno a favore. Vorrei che l\u2019onorevole Bertini precisasse, per la chiarezza. Egli ha parlato di discussione. Vorrei che egli precisasse se intende come discussione la lettura di una relazione di minoranza. Infatti, onorevole Bertini, nel precedente da lei invocato \u2013 e che \u00e8 perfettamente corrispondente alla realt\u00e0 \u2013 la Camera si trov\u00f2 di fronte a una relazione di unanimit\u00e0 della Commissione; da parte di deputati che non facevano parte della Commissione si richiese la possibilit\u00e0 di discutere, ed \u00e8 su questa richiesta che la Camera deliber\u00f2 in senso negativo.<\/p><p>Il problema, ora, si presenta in modo diverso, perch\u00e9 la Commissione non \u00e8 stata unanime e sono state presentate due relazioni: una di maggioranza e una di minoranza. Prego pertanto l\u2019onorevole Bertini di voler precisare i termini della sua pregiudiziale.<\/p><p>BERTINI. La mia pregiudiziale \u00e8 nel senso che, trattandosi di un giudizio \u2013 secondo la funzione della Commissione nominata dall\u2019onorevole Presidente \u2013 collegiale, per il significato, da interpretarsi restrittivamente, dell\u2019articolo 80-<em>bis<\/em>, sulla relazione della Commissione non pu\u00f2 offrirsi alla Camera altra soluzione che questa: prendere atto o meno delle conclusioni della Commissione.<\/p><p>CALAMANDREI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. A favore o contro la tesi dell\u2019onorevole Bertini?<\/p><p>CALAMANDREI. Contro.<\/p><p>PRESIDENTE. Occorre che si metta d\u2019accordo con l\u2019onorevole Foa.<\/p><p>FOA. Rinunzio a parlare, a favore dell\u2019onorevole Calamandrei.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Calamandrei ha facolt\u00e0 di parlare.<\/p><p>CALAMANDREI. Onorevoli colleghi, sono d\u2019accordo con l\u2019onorevole Bertini nel ritenere che, di fronte al risultato di una Commissione d\u2019inchiesta comunicato alla Camera, la Camera non possa far altro che prenderne atto o non prenderne atto. Ma qui, se ho ben capito, la questione \u00e8 un\u2019altra.<\/p><p>Si tratta di vedere se, prima di decidere se prender atto o meno delle conclusioni della Commissione, l\u2019Assemblea abbia non solo il diritto, ma il dovere di essere informata pienamente delle resultanze delle indagini affidate alla Commissione, di conoscere cio\u00e8 non soltanto la opinione della maggioranza della Commissione, ma anche le opinioni della minoranza, consacrate in un\u2019apposita e separata relazione.<\/p><p>Ritengo che questo diritto e dovere dell\u2019Assemblea, di essere informata appieno, non sia affatto in contrasto con la lettera e con lo spirito dell\u2019articolo 80<em>-bis<\/em>. Evidentemente, se i deputati hanno il potere di non prender atto dei risultati della relazione della Commissione, hanno anche il diritto e il dovere di conoscere le ragioni che possono spingerli a non prenderne atto. (<em>Commenti al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Ma mi pare che la questione abbia, oltre che un aspetto giuridico, anche un aspetto politico e, direi&#8230;<\/p><p>BETTIOL. Non ha un aspetto politico!<\/p><p>CALAMANDREI. &#8230;un aspetto morale. Come \u00e8 possibile che di fronte ad accuse gravi, come quelle che sono state lanciate contro un nostro collega, noi possiamo in coscienza prendere una decisione e dare un voto pro o contro questo collega, pro o contro i colleghi che lo hanno accusato, quando si sappia che esistono notizie e considerazioni tenute segrete, che l\u2019Assemblea non conosce, e che hanno persuaso ad andare in opinione diversa da quella della maggioranza di colleghi egualmente rispettabili, egualmente insospettabili come imparziali inquirenti, quali sono i colleghi della Commissione rimasti in minoranza?<\/p><p>Il collega Bertini ha detto che \u00e8 inconcepibile che la risposta di un collegio giudiziario possa lasciare apparire in pubblico l\u2019opinione della minoranza. Devo ricordare all\u2019onorevole Bertini che le varie legislazioni processuali svizzere, tanto penali quanto civili, consentono che nei collegi giudiziari, quando vi sono componenti che dissentono dal parere della maggioranza, questi facciano un voto di minoranza che viene pubblicato insieme con la sentenza. Anche nella procedura giudiziaria l\u2019idea che l\u2019opinione dei dissenzienti sia manifestata pubblicamente non \u00e8 un\u2019assurdit\u00e0.<\/p><p>BERTINI. La incaricheremo di fare un nuovo Codice di procedura civile, come quello che ha gi\u00e0 fatto. Ella ha contribuito a fare quel bel Codice di procedura civile che abbiamo oggi!<\/p><p>CALAMANDREI. Onorevole Bertini, parlo dei codici svizzeri, e non credo che ella possa ritenermi responsabile della legislazione svizzera. Stia bene attento a quel che dico.<\/p><p>BERTINI. Parlo di quello italiano e non di quello svizzero.<\/p><p>CALAMANDREI. Qui noi non ci troviamo&#8230; (<em>Interruzione del deputato Bertini<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Onorevole Bertini, vedo che lei continua a parlare di me e mi addita ai suoi compagni. Se ha qualche cosa da dirmi quando si esce me lo dica ed io le risponder\u00f2; ma eviti di introdurre qui argomenti che non hanno senso! (<em>Commenti al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Prosegua, onorevole Calamandrei.<\/p><p>CALAMANDREI. Stavo dicendo che anche se non ci fossero nelle legislazioni esempi di voti di minoranza ai quali si d\u00e0 pubblicit\u00e0 anche nei giudizi ordinari, qui bisogna ricordarci che non ci troviamo di fronte al responso di un organo giudicante. La relazione della Commissione \u00e8 soltanto la relazione di un organo istruttorio; sui dati istruttori che la Commissione ci fornisce \u00e8 l\u2019Assemblea che deve deliberare e decidere. L\u2019efficacia deliberante, giuridica e politica, siamo noi che dobbiamo conferirla a questi materiali istruttori che ci vengono forniti. Ed allora, se ci vengono forniti materiali istruttori, \u00e8 giusto, \u00e8 opportuno, \u00e8 necessario che noi conosciamo, per la nostra coscienza e nell\u2019interesse stesso dell\u2019inquisito, il parere della minoranza, cio\u00e8 una parte di quei dati istruttori sui quali noi dobbiamo avere un\u2019opinione completa. \u00c8 lo stesso inquisito che non pu\u00f2 desiderare che noi decidiamo conoscendo soltanto una parte della verit\u00e0. (<em>Commenti al centro<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>CIFALDI. Chiedo di parlare, in favore della pregiudiziale.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CIFALDI. Onorevoli colleghi, credo che non possiamo non tener conto della natura del giudizio sul caso Chieffi, che \u00e8 il giudizio di una Commissione d\u2019inchiesta adottato con una decisione collegiale. Ed io ritengo che, trattandosi di una decisione collegiale, non \u00e8 possibile poter guardare in che modo si \u00e8 giunti alla decisione finale, cio\u00e8 non \u00e8 possibile voler chiedere di nuovo la ricostruzione dei vari apprezzamenti e delle varie valutazioni per arrivare a questo <em>unicum<\/em> che rappresenta la decisione collegiale.<\/p><p>La decisione emessa dalla Commissione di inchiesta non ha potuto non tener conto delle ragioni che i colleghi con opinione diversa da quella della maggioranza espressero appunto in sede di Commissione; e vorrei dire all\u2019onorevole ed illustre maestro Calamandrei che di queste ragioni \u00e8 stato tenuto conto indubbiamente nella motivazione della decisione. Come egli sa, da maestro, tutte le sentenze, quando vengono espresse nella loro parte motivata, contengono argomenti a favore della tesi prevalente accolta dal collegio nella sua decisione finale, e contengono anche le ragioni in contrario ma che sono contradette, vittoriosamente contradette, dalla decisione terminale. Sicch\u00e9 l\u2019Assemblea conosce non solo le ragioni che hanno indotto la Commissione a giungere alla conclusione favorevole all\u2019onorevole Chieffi ma anche quelle che sono state affacciate in contrario. Cos\u00ec noi abbiamo potuto apprendere, ad esempio, da quanto l\u2019onorevole Gasparotto ci ha detto in merito, il viaggio fatto dall\u2019onorevole Chieffi, mi pare, a Parma, in compagnia di un maresciallo delle \u00abS.S.\u00bb, ci\u00f2 che poteva farlo figurare come un collaborazionista (<em>Interruzioni all\u2019estrema sinistra<\/em>), mentre \u00e8 poi risultato che l\u2019onorevole Chieffi si valse di quella compagnia per poter giungere a Parma ed espletarvi un incarico per la lotta clandestina.<\/p><p>Essendo pertanto la decisione a carattere collegiale, non \u00e8 consentito ai componenti del collegio i quali abbiano dissentito dalle conclusioni della maggioranza di voler ripetere il dibattito in quest\u2019Aula. Della decisione collegiale l\u2019Assemblea deve prendere atto, senza che sia possibile per essa riprendere la discussione di merito.<\/p><p>PRESIDENTE. Sul richiamo al Regolamento dell\u2019onorevole Bertini, il quale sostiene che, per l\u2019articolo 80-<em>bis<\/em>, udita la relazione di maggioranza letta dall\u2019onorevole Gasparotto, l\u2019Assemblea non possa che limitarsi a prenderne atto senza udire ulteriori interventi, sia di altri commissari come di estranei alla Commissione, hanno parlato, a tenore dell\u2019articolo 85 del Regolamento, un deputato a favore e uno contro.<\/p><p>Devo ora porre in votazione il richiamo al Regolamento.<\/p><p>LUSSU. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto (<em>Proteste al centro \u2013 Commenti prolungati<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, facciano silenzio! Ad ogni proposta vi sono sempre almeno cento deputati che ritengono, vociando, di esprimere il loro avviso. Quale libert\u00e0 ed autorit\u00e0 lasciano in tal modo alla Presidenza?<\/p><p>Onorevole Lussu, in questa sede non sono ammesse dichiarazioni di voto, perch\u00e9 il Regolamento fissa con precisione il numero di coloro che possono parlare e la dichiarazione di voto \u00e8 un intervento.<\/p><p>LUSSU. \u00c8 un\u2019altra cosa!<\/p><p>PRESIDENTE. \u00c8 la stessa, precisa cosa.<\/p><p><em>Una voce al centro. <\/em>E poi, l\u2019onorevole Lussu non pu\u00f2 votare! (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>LUSSU. Onorevole Presidente! Abbiamo sempre parlato per dichiarazioni di voto! La prego di leggermi il testo del Regolamento che dice questo. (<em>Commenti al centro<\/em>)<em>.<\/em> Durante tutte le sedute abbiamo sempre parlato per dichiarazioni di voto.<\/p><p>ALDISIO. \u00c8 una questione di sensibilit\u00e0 morale, onorevole Lussu. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Aldisio, la prego!<\/p><p>Onorevole Lussu, l\u2019articolo 88 dice:<\/p><p>\u00abChiusa la discussione generale, ai Ministri \u00e8 data facolt\u00e0 di parlare per semplici dichiarazioni a nome del Governo e ai deputati per una pura e succinta spiegazione del proprio voto\u00bb.<\/p><p>Noi, salvo errore, non ci siamo trovati a fare una discussione generale: ci siamo trovati di fronte a un richiamo al Regolamento, per il quale il Regolamento stesso fissa con precisione all\u2019articolo 85 che possono parlare un deputato a favore e uno contro.<\/p><p>Non si tratta di una discussione generale. E si stabilisce anche, per la maggior precisione, che la votazione avvenga per alzata e seduta.<\/p><p>Tutto \u00e8 previsto e regolato. E pertanto procediamo a norma dell\u2019articolo 85.<\/p><p>LUSSU. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Per che cosa? Vuole fare anche lei un richiamo al Regolamento?<\/p><p>LUSSU. S\u00ec.<\/p><p>PRESIDENTE. Parli, onorevole Lussu!<\/p><p>LUSSU. L\u2019articolo 85 del Regolamento parla esclusivamente del diritto a parlare prima della votazione. Per togliere a un deputato il diritto di specificare le ragioni del proprio voto \u00e8 necessaria una esplicita norma di Regolamento: e una siffatta norma non v\u2019\u00e8; il Regolamento dice che possono prendere la parola due deputati per discutere a fondo; ma non vieta le semplici dichiarazioni di voto. Mai si \u00e8 impedito a un deputato di esprimere succintamente il suo voto. Non c\u2019\u00e8 nessun Regolamento n\u00e9 qui, n\u00e9 al Senato, n\u00e9 in Inghilterra, n\u00e9 in Francia che stabilisca questo! (<em>Commenti al centro e a destra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Lussu, il Regolamento specifica quando \u00e8 ammesso il diritto di fare la dichiarazione di voto: dopo di che non \u00e8 evidentemente pi\u00f9 necessario dire quando questo diritto non sussiste, perch\u00e9 \u00e8 chiaro che, in tutti i casi in cui non \u00e8 ammessa, la dichiarazione di voto \u00e8 impedita. E poich\u00e9 il Regolamento parla di dichiarazione di voto dopo una discussione generale, \u00e8 evidente che in tutti gli altri casi non \u00e8 ammessa.<\/p><p>Poich\u00e9 comunque, onorevole Lussu, lei ha fatto appello al Regolamento, l\u2019appello al Regolamento le d\u00e0 diritto che la questione sia risolta dall\u2019Assemblea, per alzata e seduta.<\/p><p>Devo porre pertanto in votazione il richiamo al Regolamento fatto dall\u2019onorevole Lussu: se prima della votazione sul precedente richiamo al Regolamento, quello dell\u2019onorevole Bertini, si possono fare dichiarazioni di voto.<\/p><p>LUSSU. Signor Presidente, ella sottopone il mio diritto all\u2019arbitrio di una maggioranza politica! Non pu\u00f2 farlo! (<em>Rumori al centro e a destra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Il diritto di tutti, onorevole Lussu, non soltanto il suo; e in un\u2019Assemblea, in ultima istanza, \u00e8 sempre la maggioranza che decide.<\/p><p>LUSSU. Signor Presidente, preferisco rimettermi a lei, piuttosto che sottostare alla maggioranza.<\/p><p>PRESIDENTE. La ringrazio, onorevole Lussu: la prego allora di accettare per buona l\u2019interpretazione che io le ho data ora del Regolamento, non permettendole di fare la sua dichiarazione di voto. Ci\u00f2 potr\u00e0 essere spiacevole per lei; un\u2019altra volta \u2013 i nostri lavori riprenderanno a gennaio \u2013 potr\u00e0 essere spiacevole per qualcun altro.<\/p><p>Devo pertanto porre in votazione il richiamo al Regolamento dell\u2019onorevole Bertini.<\/p><p>GASPAROTTO, <em>Presidente della Commissione.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>GASPAROTTO, <em>Presidente della Commissione.<\/em> I componenti la Commissione si astengono dal voto.<\/p><p>PRESIDENTE. Sta bene.<\/p><p>Pongo in votazione il richiamo al Regolamento dell\u2019onorevole Bertini.<\/p><p>(<em>Dopo prova e controprova, \u00e8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Do atto all\u2019onorevole Gasparotto della presentazione all\u2019Assemblea della relazione della Commissione nominata a norma dell\u2019articolo 80-<em>bis<\/em> del Regolamento per indagare sulla validit\u00e0 delle accuse mosse contro l\u2019onorevole Chieffi. (<em>Applausi al centro \u2013 Commenti a sinistra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Interrogazioni.<\/p><p>PRESIDENTE. Si dia lettura delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.<\/p><p>MATTEI TERESA, <em>Segretaria<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro dell\u2019interno, per conoscere se sono stati identificati e denunciati gli autori degli atti di violenza perpetrati a Canicatt\u00ec (Agrigento), a Gela e a Mazzarino (Caltanissetta).<\/p><p>\u00abA Canicatt\u00ec una colonna di scioperanti avrebbe assaltato un caff\u00e8 il cui proprietario non intendeva soggiacere all\u2019imposizione di scioperare, ferendo un tenente dei carabinieri, tre militi ed alcuni cittadini.<\/p><p>\u00abA Gela sarebbero state fatte esplodere alcune bombe a mano.<\/p><p>\u00abA Mazzarino gruppi di attivisti avrebbero ostruito con grossi massi la strada per interrompere le comunicazioni tra il capoluogo e il paese, avrebbero reso inservibile un autocarro sul quale viaggiavano dei carabinieri; avrebbero ferito un maresciallo dei carabinieri, un milite, un agente di pubblica sicurezza e cinque civili; avrebbero assaltato il circolo dei civili occupandolo; avrebbero saccheggiato la sede dell\u2019Uomo Qualunque; avrebbero lanciato alcune bombe a mano.<\/p><p>\u00abSi chiede di conoscere quali provvedimenti intenda adottare il Governo per mettere fine a questo regime di provocazione e di attentato alla libert\u00e0 e alla incolumit\u00e0 dei cittadini che le forze del disordine tentano di instaurare in Sicilia.<\/p><p>\u00abCastiglia\u00bb.<\/p><p>\u00abI sottoscritti chiedono di interrogare il Presidente del Consiglio dei Ministri e il Ministro di grazia e giustizia, per considerare se di fronte al dilagare nella stampa di accuse e diffamazioni a danno dei cittadini, che si risolvono in processi che vengono definiti con la condanna degli imputati a pene inadeguate all\u2019entit\u00e0 del reato, non credano opportuno di promuovere la modifica dell\u2019articolo 595 del Codice penale, ritornando alle sane tradizioni del Codice del 1889; e ci\u00f2 nell\u2019interesse stesso della stampa, che si manterr\u00e0 tanto pi\u00f9 libera quanto consapevole della propria responsabilit\u00e0.<\/p><p>\u00abI sottoscritti chiedono d\u2019interrogare il Presidente del Consiglio dei Ministri, per sapere se \u2013 in relazione agli affidamenti dati in risposta a una recente interrogazione in proposito presentata dall\u2019onorevole Canevari \u2013 siano state superate le difficolt\u00e0 opposte da alcuni Ministeri per la emanazione dei provvedimenti atti a consentire alle cooperative, agli Enti mutualistici, agli Enti locali, alle organizzazioni, ecc., la possibilit\u00e0 di ricuperare i beni di cui furono spogliati dal regime fascista. (<em>Gli interroganti chiedono la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abSegala, Persico\u00bb.<\/p><p>\u00abI sottoscritti chiedono di interrogare il Ministro della pubblica istruzione, per conoscere se intenda promuovere un provvedimento legislativo, in virt\u00f9 del quale coloro, che \u2013 essendo stati dichiarati maturi in un concorso a professore universitario di ruolo entro l\u2019anno 1940 \u2013 furono richiamati o trattenuti alle armi e rimasero in qualit\u00e0 di militari in zona di operazioni od in prigionia di guerra o in deportazione per un periodo di tempo, anche non consecutivo, non inferiore nel complesso a quattro anni, possano essere nominati professori ordinari di Universit\u00e0 in soprannumero, quando le Commissioni giudicatrici dei concorsi universitari della materia ne facciano formale proposta ad unanimit\u00e0 e la proposta sia approvata dal Consiglio Superiore dell\u2019istruzione. (<em>Gli interroganti chiedono la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abBettiol, Colitto, Firrao, Di Fausto, Condorelli, Crispo, Fusco\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. Le interrogazioni test\u00e9 lette saranno iscritte all\u2019ordine del giorno e svolte al loro turno, trasmettendosi ai Ministri competenti quelle per le quali si chiede la risposta scritta.<\/p><p>La seduta termina alle 15.15.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Versione PDF ASSEMBLEA COSTITUENTE CCCXLVI. 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