{"id":2422,"date":"2023-09-17T16:44:17","date_gmt":"2023-09-17T14:44:17","guid":{"rendered":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=2422"},"modified":"2023-10-21T01:37:19","modified_gmt":"2023-10-20T23:37:19","slug":"pomeridiana-di-sabato-20-dicembre-1947","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/?p=2422","title":{"rendered":"POMERIDIANA DI SABATO 20 DICEMBRE 1947"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"2422\" class=\"elementor elementor-2422\" data-elementor-post-type=\"post\">\n\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-80dce23 elementor-section-full_width elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"80dce23\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-da42c97\" data-id=\"da42c97\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-11cc489 elementor-align-right elementor-widget elementor-widget-button\" data-id=\"11cc489\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"button.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-button-wrapper\">\n\t\t\t\t\t<a class=\"elementor-button elementor-button-link elementor-size-sm\" href=\"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/19471220_2.pdf\" target=\"_blank\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-content-wrapper\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-icon\">\n\t\t\t\t<i aria-hidden=\"true\" class=\"icon icon-view\"><\/i>\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-text\">Versione PDF<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-47cf1f1 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"47cf1f1\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p>ASSEMBLEA COSTITUENTE<\/p><p>CCCXLIII.<\/p><p>SEDUTA POMERIDIANA DI SABATO 20 DICEMBRE 1947<\/p><p>PRESIDENZA DEL PRESIDENTE <strong>TERRACINI<\/strong><\/p><p>indi<\/p><p>DEL VICEPRESIDENTE <strong>BOSCO<\/strong> <strong>LUCARELLI<\/strong><\/p><p><strong>INDICE<\/strong><\/p><p><strong>Progetto di Costituzione della Repubblica italiana <\/strong>(<em>Seguito della discussione<\/em>)<strong>:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p>Targetti<\/p><p>Mortati<\/p><p>Lussu<\/p><p>Bellavista<\/p><p>Bordon<\/p><p>Grassi<\/p><p>Giannini<\/p><p><strong>Disegno di legge <\/strong>(<em>Seguito della discussione<\/em>)<strong>:<\/strong><\/p><p>Modificazioni al decreto legislativo 10 marzo 1946, n. 74, per l\u2019elezione della Camera dei deputati. (48).<\/p><p>Presidente<\/p><p>Scoccimarro, <em>Presidente della Commissione<\/em><\/p><p>Nobile<\/p><p>Lucifero<\/p><p>Colitto<\/p><p>Rescigno<\/p><p>Grilli, <em>Relatore per la minoranza<\/em><\/p><p>Fuschini, <em>Relatore per la maggioranza<\/em><\/p><p>Scelba, <em>Ministro dell\u2019interno<\/em><\/p><p>Corbino<\/p><p>Piccioni<\/p><p>Badini Confalonieri<\/p><p>Martino Gaetano<\/p><p>Uberti<\/p><p>Marina<\/p><p>Mazza<\/p><p>Fabbri<\/p><p>Togliatti<\/p><p>Mattarella<\/p><p>Cifaldi<\/p><p>Miccolis<\/p><p>Cevolotto<\/p><p>Crispo<\/p><p>Giannini<\/p><p>Numeroso<\/p><p>Andreotti, <em>Sottosegretario di Stato per la Presidenza del Consiglio<\/em><\/p><p>Gullo Rocco<\/p><p>Treves<\/p><p>La Malfa<\/p><p>Rossi Paolo<\/p><p>Cappa<\/p><p>Perrone Capano<\/p><p>Donati<\/p><p>Caronia<\/p><p>Basile<\/p><p>Arcangeli<\/p><p>Morelli Renato<\/p><p>Pignatari<\/p><p>Patrissi<\/p><p>Mastino Gesumino<\/p><p>De Martino<\/p><p><strong>Votazione segreta:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p><strong>Risultato della votazione segreta:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p><strong>Sull\u2019ordine dei lavori:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p><strong>Interrogazioni con richiesta d\u2019urgenza <\/strong>(<em>Annunzio<\/em>)<strong>:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p><strong>Interrogazioni<\/strong> (<em>Annunzio<\/em>)<strong>:<\/strong><\/p><p>Presidente<\/p><p>La seduta comincia alle 16.<\/p><p>MAZZA, <em>ff. Segretario<\/em>, legge il processo verbale della precedente seduta pomeridiana.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Seguito della discussione del progetto di Costituzione della Repubblica italiana.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019ordine del giorno reca: Seguito della discussione del progetto di Costituzione della Repubblica italiana.<\/p><p>Ricordo all\u2019Assemblea che stamani si \u00e8 sospesa la discussione sulla sesta norma transitoria, in attesa che ne fosse concordato il testo fra i presentatori degli emendamenti.<\/p><p>Comunico che \u00e8 stato presentato il seguente testo che dovrebbe costituire il primo comma della sesta norma transitoria gi\u00e0 proposta dall\u2019onorevole Mortati e da altri:<\/p><p>\u00abL\u2019Assemblea Costituente sar\u00e0 convocata dal suo Presidente per deliberare entro il 31 gennaio 1948 sulla legge elettorale del Senato della Repubblica e sugli statuti regionali speciali\u00bb.<\/p><p>TARGETTI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>TARGETTI. Vorrei chiedere all\u2019onorevole Mortati se non avrebbe nulla in contrario ad aggiungere in questo comma anche l\u2019indicazione della legge sulla stampa.<\/p><p>MORTATI. Aderisco alla proposta del collega Targetti.<\/p><p>LUSSU. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LUSSU. Vorrei soltanto fare una considerazione sull\u2019ordine di discussione di questi argomenti.<\/p><p>PRESIDENTE. Questa elencazione non ci impegna a seguire un ordine prestabilito, ma semplicemente l\u2019indicazione delle materie.<\/p><p>LUSSU. Proprio su questo problema desideravo attirare l\u2019attenzione dell\u2019Assemblea. Noi, se avessimo avuto la possibilit\u00e0 di farlo, avremmo certamente discusso ed approvato i quattro statuti delle Regioni particolari, perch\u00e9 debbono far parte della Costituzione. Ora, mi pare che, non avendo avuto tempo di far questo, noi faremmo bene fin da adesso a stabilire che il primo problema che verr\u00e0 posto in discussione nel mese venturo, quando l\u2019Assemblea verr\u00e0 riconvocata, sar\u00e0 quello degli statuti regionali speciali. Dopo discuteremo la legge elettorale del Senato ed infine \u2013 se l\u2019Assemblea lo creder\u00e0 opportuno \u2013 anche la legge sulla stampa. Il mio parere \u00e8 che fin d\u2019ora dobbiamo fissare questo ordine dei lavori, vale a dire dare la precedenza, come nostro obbligo, agli statuti particolari che formano materia costituzionale.<\/p><p>BELLAVISTA. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>BELLAVISTA. Non mi sembra fondata la preoccupazione dell\u2019onorevole Lussu in relazione al progetto che viene al nostro esame, poich\u00e9 non si tratta di stabilire un ordine di precedenza nella discussione, che deve essere \u2013 a mio parere e secondo la palese parola della proposta \u2013 completamente esaurita. Vale a dire: \u00abe per il coordinamento degli statuti e per la legge elettorale del Senato e per la legge sulla stampa\u00bb, senza con questo che un argomento od una proposta esaminata in precedenza escludano la possibilit\u00e0 del completamento di decisioni nei confronti degli altri argomenti.<\/p><p>Perci\u00f2 le preoccupazioni \u2013 che d\u2019altra parte potrebbero essere fondate \u2013 del collega Lussu vengono eliminate. Si dovranno esaminare non soltanto i coordinamenti degli statuti regionali speciali, ma anche la legge sulla stampa e la legge elettorale del Senato.<\/p><p>LUSSU. Ma gli statuti sono leggi costituzionali!<\/p><p>BORDON. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>BORDON. Pregherei l\u2019onorevole Mortati di voler aderire alla proposta fatta dall\u2019onorevole Perassi di non fissare una data o quanto meno di voler mettere: \u00abprima della convocazione dei comizi elettorali\u00bb.<\/p><p>GRASSI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>GRASSI. Mi pare che siamo d\u2019accordo su quello che il Presidente dell\u2019Assemblea ha detto. Questa \u00e8 una indicazione, non \u00e8 una elencazione: sono argomenti che dovranno venire tassativamente all\u2019ordine del giorno dell\u2019Assemblea, ma l\u2019Assemblea, come sempre, \u00e8 sovrana, \u00e8 padrona del suo ordine del giorno e lo former\u00e0, volta per volta, come creder\u00e0. L\u2019importante \u00e8 stabilire che gli argomenti della prossima tornata di lavori dell\u2019Assemblea saranno quelli indicati nella norma transitoria della Costituzione.<\/p><p>BORDON. Vorrei sapere se aderisce alla mia proposta.<\/p><p>GRASSI. Non possiamo aderire.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Bordon, se riesco a interpretare la sua preoccupazione, essa \u00e8 questa: che gli statuti particolari, ed in particolare quello della Val D\u2019Aosta, siano al pi\u00f9 presto votati.<\/p><p>BORDON. Volevo far presente la necessit\u00e0 di aver una maggiore disponibilit\u00e0 di tempo. Siccome stiamo coordinando gli statuti ed abbiamo coordinato lo statuto sardo, per cui restano ancora da coordinare gli altri tre statuti, sarebbe bene avere dinanzi a noi il massimo tempo possibile e quindi fissare una data oltre il 31 gennaio, quale potrebbe essere almeno il 7 o 1\u20198 febbraio.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Bordon, l\u2019onorevole Mortati dichiara che non \u00e8 d\u2019accordo con la sua proposta. Ne fa una proposta formale?<\/p><p>BORDON. S\u00ec. Bisognerebbe arrivare almeno alla data di convocazione dei comizi elettorali.<\/p><p>PRESIDENTE. Allora, si potrebbe dire: \u00abfino alla data del decreto di convocazione dei comizi elettorali\u00bb.<\/p><p>Passiamo alla votazione. Il primo comma \u00e8 del seguente tenore:<\/p><p>\u00abL\u2019Assemblea Costituente sar\u00e0 convocata dal suo presidente per deliberare, entro il 31 gennaio 1948, sulla legge elettorale del Senato della Repubblica, sugli statuti regionali speciali, sulla legge per la stampa\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Bordon propone di sostituire all\u2019indicazione \u00ab31 gennaio 1948\u00bb, la seguente frase;<\/p><p>\u00absino alla data del decreto di convocazione dei comizi elettorali\u00bb.<\/p><p>Votiamo quindi per divisione. Pongo in votazione le parole:<\/p><p>\u00abL\u2019Assemblea Costituente sar\u00e0 convocata dal suo Presidente per deliberare\u00bb.<\/p><p>(<em>Sono<\/em> <em>approvate<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Pongo in votazione l\u2019emendamento Bordon al testo Mortati:<\/p><p>\u00abfino alla data del decreto di convocazione dei comizi elettorali\u00bb.<\/p><p>(<em>Non \u00e8<\/em> <em>approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Pongo in votazione le parole:<\/p><p>\u00abentro il 31 gennaio 1948\u00bb.<\/p><p>(<em>Sono<\/em> <em>approvate<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Pongo in votazione l\u2019ultima parte del primo comma:<\/p><p>\u00absulla legge elettorale del Senato della Repubblica, sugli statuti regionali speciali e sulla legge per la stampa\u00bb.<\/p><p>(<em>\u00c8 <\/em><em>approvata<\/em>).<\/p><p>Dobbiamo ora passare al primo comma \u2013 che diviene ora secondo \u2013 del testo Mortati, del seguente tenore:<\/p><p>\u00abFino al giorno delle elezioni delle nuove Camere, l\u2019Assemblea Costituente potr\u00e0 essere riconvocata, quando vi sia necessit\u00e0 di deliberare sulle materie attribuite alla sua competenza dagli articoli 2, commi primo e secondo, e 3, commi primo e secondo, del decreto legislativo 16 marzo 1946, n. 98\u00bb.<\/p><p>TARGETTI. Chiedo di parlare sull\u2019ordine della votazione.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>TARGETTI. Mi sembrerebbe il caso, prima di passare a questo secondo comma, di porre in votazione il comma corrispondente del nostro emendamento.<\/p><p>GRASSI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>GRASSI. Mi sembrava che avessimo discusso a lungo su questa questione e ci fossimo trovati d\u2019accordo nel votare come seconda parte l\u2019articolo proposto dall\u2019onorevole Mortati ed altri.<\/p><p>Non possiamo accettare la formulazione dell\u2019onorevole Targetti, perch\u00e9 l\u2019articolo 58 della Costituzione prevede il funzionamento normale del potere legislativo e quindi ci\u00f2 che succede fra una legislatura e l\u2019altra. Qui, invece, ci troviamo di fronte ad una Assemblea Costituente, ossia ad un organo eccezionale che finisce i suoi poteri, e dobbiamo creare i nuovi organi del potere legislativo. Pertanto, non si tratta di applicare l\u2019articolo 58, ma di fare qualche cosa di analogo. E questo qualche cosa di analogo l\u2019abbiamo risolto in questa maniera: stabilendo un periodo \u2013 che va sino al 31 gennaio 1948 \u2013 nel quale saranno approvati determinate leggi e provvedimenti. Inoltre, in via del tutto eccezionale, stabiliamo che l\u2019Assemblea potr\u00e0 rivivere \u2013 oltre che per le facolt\u00e0 interne di Commissioni e di potere ispettivo che le diamo \u2013 come Assemblea, soltanto nei casi stabiliti dall\u2019articolo 2, comma primo e secondo \u2013 rielezione del Presidente della Repubblica \u2013 e dall\u2019articolo 3, che riguarda le materie costituzionali o legislative che il Governo intenda presentare all\u2019Assemblea.<\/p><p>Non possiamo riallacciarci ad una questione che si svolger\u00e0 quando il potere legislativo sar\u00e0 normalmente stabilito, ma dobbiamo fare una disposizione ponte, una disposizione transitoria che possa risolvere qualche caso di emergenza che potrebbe presentarsi da oggi fino alle prossime elezioni.<\/p><p>PRESIDENTE. Allora pongo in votazione dapprima la formulazione proposta dall\u2019onorevole Targetti:<\/p><p>\u00abIn applicazione della norma di cui al secondo comma dell\u2019articolo 58 della Costituzione, i poteri dell\u2019Assemblea Costituente sono prorogati dalla data del suo scioglimento sino al giorno delle elezioni delle nuove Camere\u00bb.<\/p><p>(<em>Non \u00e8 approvata<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Pongo in votazione il secondo comma, test\u00f2 letto, della formulazione proposta dall\u2019onorevole Mortati.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Il terzo comma \u00e8 invece simile nei due testi, salvo alcune lievi modificazioni formali.<\/p><p>Pongo in votazione il terzo comma nel testo Mortati:<\/p><p>\u00abIn tale periodo le Commissioni permanenti restano in funzione. Quelle legislative rinviano al Governo i disegni di legge, ad esse trasmessi, con eventuali osservazioni e proposte di emendamento. I deputati possono presentare al Governo interrogazioni con richiesta di risposta scritta\u00bb.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>L\u2019ultimo comma si presenta con formulazione e con sostanza diverse rispettivamente nelle due proposte Targetti e Mortati. Propone l\u2019onorevole Targetti:<\/p><p>\u00abL\u2019Assemblea Costituente pu\u00f2, in tale periodo, essere convocata in via straordinaria dal suo Presidente su richiesta o del Governo o di almeno 200 deputati\u00bb.<\/p><p>Propone invece l\u2019onorevole Mortati:<\/p><p>\u00abL\u2019Assemblea Costituente, agli effetti di cui al secondo comma del presente articolo, \u00e8 convocata dal suo Presidente su richiesta motivata del Governo o della met\u00e0 pi\u00f9 uno dei suoi membri\u00bb.<\/p><p>Prego di tener presente che vi sono due diversit\u00e0: la prima \u00e8 quella che si riferisce ai poteri dell\u2019Assemblea eventualmente riconvocata; la seconda, quella che si riferisce al numero dei deputati che devono fare la richiesta perch\u00e9 il Presidente proceda alla riconvocazione.<\/p><p>GRASSI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>GRASSI. Osservo che avendo gi\u00e0 noi approvato il secondo comma del testo Mortati, in base al quale l\u2019Assemblea pu\u00f2 essere convocata per deliberare soltanto sulle materie di cui agli articoli 2 e 3, commi primo e secondo, del decreto legislativo 16 marzo 1946, n. 98, appare superflua la votazione sulla prima parte del testo Targetti.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, data la votazione che abbiamo gi\u00e0 fatta del secondo comma \u2013 che costituiva in precedenza il primo comma del testo dell\u2019onorevole Mortati \u2013 come giustamente ha osservato l\u2019onorevole Grassi, non \u00e8 possibile mettere in votazione la formulazione della prima parte dell\u2019ultimo comma dell\u2019onorevole Targetti, la quale lascia indeterminata la materia.<\/p><p>E pertanto, su questa prima parte dell\u2019ultimo comma non v\u2019\u00e8 da porre in votazione che la formulazione dell\u2019onorevole Mortati. Resta aperta, invece, alla votazione la seconda parte dell\u2019emendamento Targetti, per quanto si riferisce al numero dei deputati che pu\u00f2 richiedere la convocazione.<\/p><p>TARGETTI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>TARGETTI. Per un chiarimento, onorevole Presidente. Forse ricordo male, ma mi sembrava ci fosse una proposta dell\u2019onorevole Giannini che fissava il <em>quorum<\/em> in un terzo; noi avevamo inteso col nostro emendamento di andare incontro a chi proponeva la met\u00e0, elevando il terzo a 200.<\/p><p>GIANNINI. Non v\u2019\u00e8 stato un regolare emendamento.<\/p><p>PRESIDENTE. Non so se l\u2019onorevole Giannini intenda fare adesso una proposta formale.<\/p><p>GIANNINI. V\u2019\u00e8 stata una proposta verbale; ma la differenza con l\u2019emendamento Targetti \u00e8 di cos\u00ec poco rilievo che non mette conto di fare una proposta apposita.<\/p><p>PRESIDENTE. Allora, pongo in votazione la prima parte dell\u2019ultimo comma nel testo Mortati:<\/p><p>\u00abL\u2019Assemblea Costituente, agli effetti di cui al secondo comma del presente articolo, \u00e8 convocata dal suo Presidente su richiesta motivata del Governo\u00bb.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvata<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Pongo in votazione la seconda parte, secondo la proposta dell\u2019onorevole Targetti:<\/p><p>\u00abo di almeno duecento deputati\u00bb.<\/p><p>(<em>Dopo prova e controprova, e votazione per divisione, \u00e8 approvata<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>La sesta norma transitoria risulta, nel suo complesso, cos\u00ec approvata:<\/p><p>\u00abL\u2019Assemblea Costituente sar\u00e0 convocata dal suo Presidente per deliberare, entro il 31 gennaio 1948, sulla legge elettorale del Senato della Repubblica, sugli statuti regionali speciali e sulla legge per la stampa.<\/p><p>\u00abFino al giorno delle elezioni delle nuove Camere, l\u2019Assemblea Costituente potr\u00e0 essere riconvocata, quando vi sia necessit\u00e0 di deliberare nelle materie attribuite alla sua competenza dagli articoli 2, commi primo e secondo, e 3, commi primo e secondo, del decreto legislativo 16 marzo 1946, n. 98.<\/p><p>\u00abIn tale periodo le Commissioni permanenti restano in funzione. Quelle legislative rinviano al Governo i disegni di legge, ad esse trasmessi, con eventuali osservazioni e proposte di emendamento. I deputati possono presentare al Governo interrogazioni con richiesta di risposta scritta.<\/p><p>\u00abL\u2019Assemblea Costituente, agli effetti di cui al secondo comma del presente articolo, \u00e8 convocata dal suo Presidente su richiesta motivata del Governo o di almeno 200 deputati\u00bb.<\/p><p>Seguito della discussione del disegno di legge: Modificazioni al decreto legislativo 10 marzo 1946, n. 74, per l\u2019elezione della Camera dei deputati. (48).<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019ordine del giorno reca: Seguito della discussione del disegno di legge: Modificazioni al decreto legislativo 10 marzo 1946 n. 74, per l\u2019elezione della Camera dei deputati. (48).<\/p><p>Ieri mattina avevamo sospeso la discussione per dar modo alla Commissione di presentare all\u2019Assemblea un testo che sodisfacesse almeno in parte i presentatori dei vari emendamenti circa l\u2019utilizzazione dei resti. Chiedo all\u2019onorevole Presidente della Commissione di riferire in proposito.<\/p><p>SCOCCIMARRO, <em>Presidente della Commissione.<\/em> La Commissione si \u00e8 riunita con i presentatori degli emendamenti, ma non si \u00e8 arrivati ad una decisione comune su tutte le questioni controverse; su alcune s\u00ec e su alcune no. Perci\u00f2, quando le singole questioni verranno in discussione, la Commissione comunicher\u00e0 le sue decisioni.<\/p><p>PRESIDENTE. Dar\u00f2 allora la parola ai presentatori degli emendamenti all\u2019articolo 3-<em>bis.<\/em> L\u2019onorevole Nobile ha proposto il seguente emendamento:<\/p><p>\u00ab<em>Al primo comma dell\u2019articolo 15, alla parola \u00ab<\/em>dodici\u00bb, <em>sostituire la parola<\/em> \u00abquattro\u00bb.<\/p><p>Ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>NOBILE. Ho proposto sostanzialmente una riduzione. Non \u00e8 che insisto sul numero di quattro: potrebbe essere anche di sei. Per\u00f2 mi sembra conveniente favorire i piccoli partiti. Ecco perch\u00e9 propongo una riduzione.<\/p><p>Nella passata legge erano 12 le circoscrizioni nelle quali era necessario aver presentato una lista perch\u00e9 si fosse ammessi nel Collegio nazionale. Ora, proporrei che invece di dodici si parlasse di quattro o sei. Ad ogni modo, insisterei per una riduzione di quel numero.<\/p><p>PRESIDENTE. Segue l\u2019emendamento degli onorevoli Lucifero e Condorelli:<\/p><p>\u00ab<em>Sostituire il terzo comma dell\u2019articolo 15 col seguente:<\/em><\/p><p>\u00abNessuno pu\u00f2 essere candidato nel Collegio unico nazionale se non \u00e8 candidato in un collegio circoscrizionale. Nessuno pu\u00f2 essere eletto nel Collegio unico nazionale se non \u00e8 stato eletto in un collegio circoscrizionale\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Lucifero ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>LUCIFERO. Signor Presidente, la lista nazionale ha sollevato moltissime discussioni; tante discussioni che solo per un pelo essa \u00e8 passata anche nella nuova legge. Le osservazioni sono state di vario genere, ed hanno un carattere di diversa natura, che deve essere esaminato.<\/p><p>Evidentemente, con la nuova Costituzione \u2013 ed io prego gli onorevoli colleghi di fare attenzione per l\u2019avvenire a quanto io dico \u2013 la lista nazionale, come fu congegnata nel passato, non pu\u00f2 assolutamente reggere. Del resto, anche nella nuova legge si dice che la lista nazionale viene stabilita ai soli fini della utilizzazione dei resti: cio\u00e8, la lista nazionale non pu\u00f2 avere altra funzione ed altro fine che quelli di impedire che si disperdano i resti.<\/p><p>Qualunque altra funzione esorbiterebbe dalle espresse intenzioni del legislatore. Faccio notare che la nostra Costituzione, sotto il regime della quale, essendo stato respinto il concetto del <em>referendum<\/em>, dovrebbero svolgersi le prossime consultazioni e con la quale la legge elettorale deve essere in perfetta sincronia, anche se sar\u00e0 votata e approvata prima della Costituzione, stabilisce all\u2019articolo 45, secondo capoverso, che il voto \u00e8 personale. Ora, \u00e8 evidente che nella lista nazionale, cos\u00ec come sarebbe congegnata nell\u2019attuale progetto di legge che riproduce il precedente, il voto non sarebbe personale. Il voto sarebbe nettamente impersonale, perch\u00e9 i voti andrebbero alle persone alle quali quei voti non erano destinati: persone le quali non erano comprese nella lista. Ma non basta. L\u2019articolo 53 della Costituzione stabilisce che la Camera dei deputati \u00e8 eletta a suffragio universale e diretto.<\/p><p>Ora non vi \u00e8 dubbio che, cos\u00ec come \u00e8 congegnata la legge oggi, cos\u00ec come fu congegnata la legge ieri, la lista nazionale rappresenti un sistema di elezione indiretta. Perci\u00f2, due volte incostituzionale sarebbe la lista nazionale, se rimanesse tale quale \u00e8 stata congegnata.<\/p><p>Noi siamo stati dei costituenti e siamo stati dei costituenti in un clima spesso rovente e non sempre sereno; e certe volte abbiamo giocato un po\u2019 troppo con la nostra Costituzione e con le nostre stesse deliberazioni. Ma io vi parlo da uomo il quale pensa che, con l\u2019approvazione della Costituzione e con la sua entrata in vigore, certo clima rovente e certe mancanze di serenit\u00e0 abbiano a cessare in Italia. E vi parlo anche con la triste esperienza di chi \u00e8 stato membro della Giunta delle elezioni, cosa che, vi assicuro, non mi capiter\u00e0 pi\u00f9. Non mi posso dimettere, ma potr\u00f2 pregare di non esserci messo.<\/p><p>Ad ogni modo io sono convinto che l\u2019Assemblea Costituente corregger\u00e0 la lista nazionale, in modo che essa diventi strumento di democrazia e non rimanga strumento di partitocrazia.<\/p><p>Ma, se essa dovesse restare tale quale essa \u00e8, la Giunta delle elezioni e la Corte costituzionale avranno da divertirsi; perch\u00e9 non ci saranno dei cavilli, ma ci saranno dei legittimi motivi di diritto costituzionale, per ricorrere contro certe elezioni. E noi ci troveremo non solo di fronte ad una serie di contestazioni, ma ci troveremo di fronte a tutta una serie di elezioni annullate e di fronte al modo di risolvere i problemi, che da questi annullamenti sorgeranno.<\/p><p>Allora, sorge la necessit\u00e0 di inquadrare la lista nazionale nel nostro diritto.<\/p><p>A questo tende l\u2019emendamento che l\u2019onorevole Condorelli ed io abbiamo presentato. Questo emendamento vuole legittimare costituzionalmente ed anche moralizzare democraticamente l\u2019esistenza, ormai consacrata, di questa lista nazionale.<\/p><p>La prima parte di esso, da me gi\u00e0 proposta in sede di Consulta, fu approvata allora ed \u00e8 stata depennata dalla legge attuale; ma c\u2019era nella precedente. \u00c8 quella che stabilisce che nessuno possa essere eletto nella lista nazionale, se non si \u00e8 presentato agli elettori in liste circoscrizionali. Ed abbiamo visto \u2013 i colleghi della Giunta delle elezioni lo possono confermare \u2013 che in sede di certe contestazioni questo periodo ci \u00e8 servito di guida per interpretare la legge e ci ha dato modo di chiarire alcune situazioni.<\/p><p>Ma io qui ripresento l\u2019emendamento quale lo presentai allora, perch\u00e9 non avrebbe senso comune esigere da un individuo che si presenti in lista circoscrizionale, se poi non si esigesse anche la sua elezione nella lista circoscrizionale perch\u00e9 egli possa essere proclamato nella lista nazionale.<\/p><p>\u00c8 un po\u2019 difficile dire certe cose; ma io sono uomo franco; spero che nessuno si adonter\u00e0.<\/p><p>Noi abbiamo avuto dei candidati in liste circoscrizionali che hanno sfiorato la elezione, avendo ottenuto migliaia e migliaia di voti preferenziali; mentre abbiamo visto entrare nella Costituente persone, egregissime e rispettabilissime, fra le quali ho anche qualche carissimo amico, le quali in tre collegi erano riuscite s\u00ec e no a racimolare 400 voti; cio\u00e8 persone che il Corpo elettorale aveva rifiutato. \u00c8 spiacevole dire questo; ma la democrazia, purtroppo, \u00e8 fatta di scelta di popolo e non di elezione di <em>\u00e9lites<\/em> e noi non possiamo ammettere che le segreterie di partito, che gi\u00e0 costituiscono delle <em>\u00e9lites<\/em>, nominino deputati per loro conto e spesso contro la volont\u00e0 del popolo. Per questo pensiamo che la prima parte vada integrata con la seconda, e cio\u00e8 sia necessario affermare che, come \u00e8 obbligo per ciascun candidato della lista nazionale il presentarsi in lista circoscrizionale, cos\u00ec nessuno possa essere eletto nella lista nazionale se non \u00e8 stato eletto nella sua circoscrizione. L\u2019opzione obbligatoria \u00e8 gi\u00e0 nella legge precedente ed il concetto affermato nella legge era cio\u00e8 che chi era stato eletto nella circoscrizione ed apparteneva alla lista nazionale doveva andare <em>ope legis<\/em> nella lista nazionale per far posto al suo successore immediato nella lista circoscrizionale. Si tratta di consacrare questo principio. Si pu\u00f2 fare una sola obiezione a questo principio: cosa facciamo, se nessuno sar\u00e0 eletto? Ebbene, onorevoli colleghi, se un movimento politico nell\u2019epoca moderna della democrazia organizzata non riesce ad avere un eletto, io sono molto in dubbio se debba entrare in Parlamento, perch\u00e9 intendiamoci bene: rappresentanza di minoranze s\u00ec \u2013 ed io qui sono una rappresentanza di minoranze e parlo come minoranza \u2013 ma rappresentanza di minoranze qualificate; perch\u00e9 se vogliamo raggiungere frazionamenti fino all\u2019individuo, allora ciascuno di noi \u00e8 minoranza e potrebbe reclamare la sua rappresentanza.<\/p><p>In secondo luogo, un\u2019altra osservazione si pu\u00f2 fare: che cosa faremo se alla lista nazionale venissero pi\u00f9 quozienti dei candidati eletti nelle circoscrizioni che in essa siano compresi? Questa \u00e8 un\u2019obiezione matematica la quale non regge alla pratica; obiezione che dimostra una seconda moralizzazione della lista nazionale, perch\u00e9 costringer\u00e0 i partiti a mettere in lista nazionale non i raccomandati di Tizio o di Caio, o i figli di pap\u00e0, ma coloro che abbiano gi\u00e0 indicazioni e sicurezza nel corpo elettorale. Io credo che la lista nazionale, triste malattia entrata nel sistema elettorale italiano, che la partitocrazia ha imposto per combattere la democrazia, esclusivamente nella legge elettorale italiana, possa essere sanata e moralizzata con questo imperativo: mettervi solo coloro di cui si \u00e8 convinti che possano avere veramente i suffragi popolari.<\/p><p>Insisto quindi perch\u00e9 questo emendamento venga accolto. Ne guadagner\u00e0 la consapevolezza dei partiti, ne guadagner\u00e0 il prestigio del Parlamento, ne guadagner\u00e0 la democrazia che \u00e8 fatta di rispetto delle sue regole e che nella lista nazionale vede un altro tentativo con cui la parademocrazia dei partiti, organizzati anche contro la democrazia, cerca di trovare la via di inficiarne il funzionamento onesto, corretto, semplice e morale. (<em>Applausi a destra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Giannini ha presentato i seguenti emendamenti:<\/p><p>\u00ab<em>Sostituire il terzo comma dell\u2019articolo 15, col seguente:<\/em><\/p><p>\u00abNon risulteranno eletti, n\u00e9 saranno proclamati, quei candidati inclusi nella lista nazionale che non siano stati eletti almeno in una circoscrizione\u00bb.<\/p><p>\u00ab<em>Al quarto comma dell\u2019articolo 15, alle parole:<\/em> tre liste, <em>sostituire le parole:<\/em> cinque liste\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Giannini non \u00e8 presente.<\/p><p>COLITTO. Li faccio miei e rinuncio a svolgerli, tanto pi\u00f9 che il primo \u00e8 assai simile a quello test\u00e9 svolto dall\u2019onorevole Lucifero.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Tumminelli ha presentato il seguente emendamento:<\/p><p>\u00ab<em>Sostituire il terzo comma dell\u2019articolo 15, col seguente:<\/em><\/p><p>\u00abNel Collegio unico nazionale possono essere eletti i candidati delle liste circoscrizionali che non risultino eletti nella circoscrizione e abbiano riportato il maggior numero di voti preferenziali\u00bb.<\/p><p>Non essendo egli presente, si intende che rabbia rinunziato a svolgerlo.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Rescigno ha presentato il seguente emendamento:<\/p><p>\u00ab<em>Alla fine del quinto comma dell\u2019articolo 16, sono aggiunte le parole: <\/em>e la sua sottoscrizione \u00e8 nulla\u00bb.<\/p><p>Ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>RESCIGNO. Il mio emendamento riguarda l\u2019articolo 16 e tende a colmare una lacuna della legge. Invero nell\u2019articolo 16 si stabilisce che \u00abNessun elettore pu\u00f2 sottoscrivere pi\u00f9 di una lista di candidati. Il colpevole \u00e8 punito con la reclusione sino a tre mesi e con la multa sino a lire 10.000\u00bb. Ma non si dice nulla circa la sorte delle sue sottoscrizioni, se restino valide o siano nulle, come dovrebbe essere. Perci\u00f2 propongo che si stabilisca espressamente che le sue sottoscrizioni siano nulle.<\/p><p>PRESIDENTE. Seguono gli emendamenti dell\u2019onorevole Grilli, del seguente tenore:<\/p><p>\u00ab<em>Al settimo comma dell\u2019articolo 16, sopprimere le parole: <\/em>e collegarsi col Collegio unico nazionale\u00bb.<\/p><p>\u00ab<em>All\u2019ottavo comma, sopprimere le parole: <\/em>e a presentare eventualmente la lista dei candidati al Collegio unico nazionale per la utilizzazione dei voti residuali\u00bb.<\/p><p>Ha facolt\u00e0 di svolgerli.<\/p><p>GRILLI, <em>Relatore per la minoranza.<\/em> In seguito alla votazione sul collegio unico nazionale gli emendamenti sono decaduti.<\/p><p>Vorrei dire una parola soltanto sull\u2019emendamento Lucifero. Io sono perfettamente d\u2019accordo con l\u2019onorevole Lucifero nelle critiche alla lista nazionale, ma, disgraziatamente, queste critiche ormai costituiscono soltanto un elogio funebre al mio emendamento, che \u00e8 morto ieri mattina.<\/p><p>Era tale la mia speranza che la lista nazionale morisse, che non mi posso assuefare ancora all\u2019idea che sia viva. Per\u00f2, l\u2019emendamento proposto dall\u2019onorevole Lucifero porterebbe ad un grave inconveniente, danneggerebbe i piccoli partiti, e, badate, non i piccolissimi soltanto, ma anche certi partiti che pur avendo in Italia quasi un milione di voti non riuscissero a raggiungere un quoziente in nessuna circoscrizione. Io vi faccio l\u2019esempio del Partito d\u2019azione che ha portato alla Camera sette deputati per mezzo del collegio unico nazionale.<\/p><p>Il Partito d\u2019azione non ha ottenuto un quoziente in nessuna delle circoscrizioni, ma in tutta Italia ha avuto 600-700.000 voti.<\/p><p>UBERTI. Trecentomila.<\/p><p>GRILLI, <em>Relatore per la minoranza.<\/em> Siccome il quoziente pi\u00f9 basso \u00e8 stato quello di Catanzaro di 30.000 voti, voi potete supporre anche che un partito abbia 26-27-28-29.000 voti per ogni circoscrizione e non riesca a raggiungere un quoziente, mentre in tutta Italia potrebbe raggiungere 700-800.000 voti. Ora, un partito che ha 700-800.000 elettori ha ben diritto di avere qui la sua rappresentanza, altrimenti non si rispetta pi\u00f9 il principio della rappresentanza delle minoranze. Ed allora, correggiamo la lista nazionale, cerchiamo di renderla pi\u00f9 piccola che sia possibile. Ma, col sistema proposto dall\u2019onorevole Lucifero non si rimedia nulla e la lista nazionale diventerebbe soltanto un aiuto per i grandi partiti, mentre costituirebbe la morte dei piccoli partiti. Nell\u2019interesse dei piccoli partiti, e ieri mi si \u00e8 detto che anche il mio \u00e8 un piccolissimo partito, nell\u2019interesse dei piccoli partiti sono contrario all\u2019emendamento Lucifero.<\/p><p>PRESIDENTE. Prego l\u2019onorevole Relatore di esprimere l\u2019avviso della Commissione sopra gli emendamenti.<\/p><p>FUSCHINI, <em>Relatore per la maggioranza. <\/em>Circa l\u2019emendamento Rescigno, la Commissione non avrebbe nessuna difficolt\u00e0 ad accettarlo. \u00c8 esatto l\u2019emendamento dell\u2019onorevole Rescigno in quanto, la legge del 1946, dopo aver stabilito che non si possono sottoscrivere pi\u00f9 liste di una stessa circoscrizione, e chi le sottoscrive cade sotto la sanzione penale di 10 mila lire di multa, non dice poi, come giustamente ha osservato l\u2019onorevole Rescigno, che valore abbia la sottoscrizione che \u00e8, direi cos\u00ec, colpevole, come un abuso di sottoscrizione. Quindi, appare giusto l\u2019emendamento dell\u2019onorevole Rescigno e la Commissione non avrebbe difficolt\u00e0 ad accettarlo.<\/p><p>BUBBIO. Ma se l\u2019elettore non sa che ha sottoscritto pi\u00f9 liste?<\/p><p>FUSCHINI, <em>Relatore per la maggioranza. <\/em>Per evitare ogni inconveniente sar\u00e0 consigliabile di non attenersi ai limiti ristretti indicati dalla legge circa il numero minimo dei presentatori di lista. Baster\u00e0 far sottoscrivere le presentazioni da pi\u00f9 di 500 elettori.<\/p><p>Per quanto si riferisce all\u2019emendamento dell\u2019onorevole Lucifero, devo far presente all\u2019Assemblea che egli non ha fatto altro che riecheggiare qui le resistenze che egli gi\u00e0 fece in sede di Consulta nazionale, quando si tratt\u00f2 della lista nazionale.<\/p><p>Ora, la Commissione della Consulta non propose che colui che \u00e8 in lista nazionale debba per obbligo essere iscritto candidato in una circoscrizione: fu il Consiglio dei Ministri che propose questa inserzione&#8230;<\/p><p>LUCIFERO. La proposi io.<\/p><p>FUSCHINI, <em>Relatore per la maggioranza. <\/em>Ma non fu accolta dalla Consulta.<\/p><p>LUCIFERO. Ma era nella legge.<\/p><p>FUSCHINI, <em>Relatore per la maggioranza. <\/em>Era nella legge, ma vi fu messa dal Consiglio dei Ministri.<\/p><p>A parte questo e la giustissima osservazione dell\u2019onorevole Grilli, credo che si debba tener presente tutto il congegno che fa capo al Collegio unico nazionale ad alla lista nazionale.<\/p><p>L\u2019onorevole Lucifero ha detto che si vien meno alla Costituzione. Ora, io penso che l\u2019onorevole Lucifero prescinda dal sistema elettorale proporzionale. Nel sistema elettorale proporzionale si vota una lista e non un nome. Poi si \u00e8 aggiunto il congegno delle preferenze; ma questa aggiunta della preferenza non ha alcuna influenza sul valore dei voti ottenuti dalla lista: il valore della lista \u00e8 determinato dai voti sul contrassegno, cio\u00e8 dal voto di lista.<\/p><p>Ora, l\u2019elettore non vota solo la lista per i candidati che trova nella lista della sua circoscrizione. La legge ha stabilito un insieme di misure perch\u00e9 venga a notizia dell\u2019elettore che mentre d\u00e0 il voto di lista, egli vota non solo per la lista della sua circoscrizione e pu\u00f2 dare preferenza ad alcuni candidati della stessa lista, ma vota anche per la lista nazionale dello stesso contrassegno, collegata con la lista circoscrizionale. Della lista nazionale si d\u00e0 notizia a tutti per mezzo della <em>Gazzetta Ufficiale<\/em>; e nelle sale elettorali \u00e8 affissa, oltre alla lista circoscrizionale, anche ogni lista nazionale.<\/p><p>Per quanto si riferisce al voto di preferenza, il voto di preferenza \u00e8 esclusivamente ammesso per la lista circoscrizionale. Ma per la lista nazionale la legge ha stabilito che non vi \u00e8 preferenza, vale a dire che si tratta di una scheda rigida.<\/p><p>Ora, non mi pare che si possa sostenere che queste disposizioni offendano il principio costituzionale che il voto deve essere personale o diretto.<\/p><p>No, non va contro alle disposizione della Costituzione, perch\u00e9 l\u2019elettore esprime il suo personale divisamento sulla lista circoscrizionale votando prima di tutto il contrassegno e scegliendo, o non scegliendo anche uno o pi\u00f9 candidati. Se fosse esatta l\u2019eccezione dell\u2019onorevole Lucifero si dovrebbe concludere che il sistema proporzionale sarebbe contrario alla norma costituzionale, mentre invece l\u2019Assemblea Costituente ha ritenuto, con un suo ordine del giorno, che alla elezione della Camera dei deputati si debba applicare il sistema proporzionale.<\/p><p>Si tratti di sistema proporzionale o di sistema uninominale il voto \u00e8 sempre personale cio\u00e8 \u00e8 l\u2019elettore che lo esprime in persona: se vota una lista o vota un nome singolo il voto \u00e8 sempre \u00abpersonale\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Lucifero ha qui ripetuto l\u2019appunto che fu eccepito in sede di Consulta nazionale dal consultore Rizzo, che il voto non sia diretto. Ma \u00e8 anche questo un errore di interpretazione sul significato della parola \u00abdiretto\u00bb.<\/p><p>Quando si parla di voto diretto, si intende dire che l\u2019elettore deve esprimere definitivamente lui solo la sua scelta. Orbene, il voto che si d\u00e0 nel sistema proporzionale, sia esso a scheda rigida o a scheda con le preferenze, \u00e8 sempre un voto diretto dato dall\u2019elettore. Non trovo, quindi, come si possa parlare di voto indiretto. Di voto indiretto si pu\u00f2 parlare soltanto nel caso in cui gli elettori siano chiamati a scegliere determinate persone incaricate di esprimere esse il voto definitivo. Questo soltanto pu\u00f2 definirsi voto indiretto.<\/p><p>Pertanto, le obiezioni sollevate dall\u2019onorevole Lucifero non hanno alcuna seria consistenza e non possono essere prese in considerazione. L\u2019onorevole Lucifero non vuole poi riconoscere i partiti, ed io sono semplicemente meravigliato che tale misconoscimento ci venga proprio da lui, che \u00e8 oggi il valoroso segretario del Partito liberale italiano.<\/p><p>Io non comprendo, francamente, come egli possa assumere un atteggiamento contro i partiti, perch\u00e9 in fondo il suo atteggiamento offende \u2013 permettetemi se credo di poter parlare cos\u00ec \u2013 offende, dicevo, l\u2019interesse del suo stesso Partito: offende l\u2019interesse del suo Partito pi\u00f9 che dei grandi partiti, perch\u00e9 il sistema dei resti favorisce essenzialmente i piccoli e medi partiti pi\u00f9 che i grandi; e ci\u00f2 \u00e8 stato, infatti, lo scopo fondamentale per cui noi abbiamo accettato questa forma di utilizzazione dei resti.<\/p><p>Ho detto che non favorisce certo i grandi partiti. Voi potete, infatti, pensare che il Partito comunista, il Partito socialista, allora unificato, e il Partito democristiano che hanno raccolto sul loro contrassegno le pi\u00f9 vaste espressioni della consultazione popolare del 2 giugno 1946, non avrebbero sofferto gran che nella grande cifra della loro rappresentanza, ove fosse mancato questo sistema dei resti.<\/p><p>I med\u00ee partiti invece \u2013 e ve ne sono ed io mi auguro che crescano non di numero ma di consistenza, specialmente a destra ed a sinistra \u2013 i med\u00ee ed i piccoli partiti, dunque, si sono giovati del sistema dei resti. Soprattutto i piccoli partiti se ne sono giovati, i piccoli partiti che avevano una qualche significazione politica.<\/p><p>Onorevoli colleghi, partiti med\u00ee e piccoli hanno tutto l\u2019interesse a mantenere la lista nazionale per l\u2019utilizzazione dei resti. Se alcuni di voi non si persuadono di questo constatando i risultati elettorali del 2 giugno 1946, ci\u00f2 dipende evidentemente da una pregiudiziale astratta che nega tutto ci\u00f2 che proviene dal sistema proporzionale.<\/p><p>Ma la proposta pi\u00f9 grave dell\u2019onorevole Lucifero \u00e8 quella che non siano eletti nella lista nazionale coloro che non sono gi\u00e0 stati eletti in una lista circoscrizionale. L\u2019onorevole Lucifero ha il dono di essere costantemente coerente con le sue premesse e con certi suoi determinati principi di carattere politico \u2013 lo riconosco apertamente. Ma osservo all\u2019onorevole Lucifero quanto segue: se la lista nazionale per l\u2019utilizzazione dei resti deve contenere degli uomini di partito che abbiano gi\u00e0 la sicurezza in partenza di riuscire eletti nelle circoscrizioni, uno dei fini viene a mancare. L\u2019onorevole Lucifero non ignora che uno dei fini della lista nazionale \u00e8 proprio quello di favorire elementi della vita dei partiti che meritano di sedere in un\u2019Assemblea legislativa (<em>Commenti<\/em>) e che indipendentemente dalla loro volont\u00e0, non sono adatti a sostenere il satanico gioco delle preferenze che si svolge nell\u2019interno di ogni lista. (<em>Commenti a destra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Ora, noi riteniamo che, pretendere che i candidati della lista nazionale siano riusciti gi\u00e0 eletti nelle circoscrizioni, turbi completamente tutta l\u2019euritmia del congegno, che fa capo al Collegio unico nazionale e alla lista nazionale.<\/p><p>Noi abbiamo voluto valorizzare non solo i partiti di minoranza, ma tutti i partiti che sostengono la lotta elettorale; e siccome sono i partiti che dirigono la lotta elettorale, noi riteniamo che i partiti abbiano anche la capacit\u00e0 di fare essi un vaglio degli uomini che possano esser utili alla loro attivit\u00e0 nel campo parlamentare. E dobbiamo riconoscere, onorevoli colleghi, che la scelta dei partiti, a parte le incongruenze che vi possono sempre essere, non \u00e8 certamente inferiore alla scelta che possono fare gli elettori.<\/p><p>Bisogna essere obiettivi e considerare tutti i lati del problema. In questa obiettivit\u00e0 voi troverete, io penso, il conforto e l\u2019appoggio per riconoscere che il sistema del Collegio unico nazionale con la lista nazionale rigida \u00e8 il sistema che conviene maggiormente a tutti per realizzare in giusto modo l\u2019utilizzazione dei resti. Non ho altro da dire.<\/p><p>SCELBA, <em>Ministro dell\u2019interno.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>SCELBA, <em>Ministro dell\u2019interno.<\/em> Il Governo si rimette all\u2019Assemblea per quanto riguarda tutti gli emendamenti, ad eccezione di quello proposto dall\u2019onorevole Rescigno.<\/p><p>Il Governo esprime l\u2019avviso che l\u2019emendamento dell\u2019onorevole Rescigno non possa essere accolto per questi motivi: in base alle disposizioni attualmente vigenti, se un elettore sottoscrive due liste, la sua sottoscrizione \u00e8 valida, ma l\u2019autore di questa infrazione \u00e8 punito con una pena pecuniaria.<\/p><p>Con l\u2019emendamento dell\u2019onorevole Rescigno si verrebbe ad annullare la sottoscrizione dell\u2019elettore. Quale ne sarebbe la conseguenza? Una lista che avesse il minimo di elettori \u2013 500 per esempio, vedendosi annullata una sola firma si vedrebbe preclusa la possibilit\u00e0 di agire sul terreno elettorale. Poco male, dite, questo! Ma bisognerebbe accettare l\u2019ipotesi che un partito volontariamente abbia fatto sottoscrivere da un elettore la lista sapendo ch\u2019egli abbia sottoscritto anche un\u2019altra lista. Noi rovesceremmo su un partito o su un Comitato elettorale la responsabilit\u00e0 o la truffa o l\u2019inganno che un elettore potrebbe commettere a danno di un altro partito. Direi di pi\u00f9: vi potrebbe essere anche un tentativo di frode fatto da un partito a danno di un altro, invitando a sottoscrivere la lista di un partito un elettore che abbia sottoscritto un\u2019altra lista.<\/p><p>Ritengo che, data la gravit\u00e0 delle conseguenze che importerebbe questo fatto, l\u2019emendamento dell\u2019onorevole Rescigno non possa, non debba essere accolto, bastando la sanzione a carico dell\u2019elettore di 10.000 lire di multa.<\/p><p>PRESIDENTE. Ricordo che gli onorevoli Martino Gaetano e Corbino hanno proposto il seguente emendamento:<\/p><p>\u00ab<em>Al quarto comma dell\u2019articolo, aggiungere:<\/em><\/p><p>\u00abL\u2019ordine dei candidati nella lista nazionale sar\u00e0 stabilito sulla base dei voti di preferenza ottenuti dai candidati nelle liste circoscrizionali\u00bb.<\/p><p>Evidentemente questo emendamento deve riferirsi all\u2019articolo 15.<\/p><p>L\u2019onorevole Corbino ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>CORBINO. Mi pare che vi sia una questione che noi dovremmo risolvere in linea pregiudiziale votando su una delle proposte della Commissione.<\/p><p>La Commissione all\u2019articolo 3-<em>bis<\/em> propone la soppressione del 3\u00b0 comma dell\u2019articolo 15. Ora questa questione coinvolge sia l\u2019emendamento dell\u2019onorevole Lucifero, sia tutti gli altri emendamenti che vogliono subordinare la designazione dei candidati da scegliere nella lista nazionale al fatto che siano o no iscritti nella lista circoscrizionale. Quindi potremmo cominciare da l\u00ec. Se decidessimo la soppressione del comma previsto dalla Commissione il nostro emendamento all\u2019articolo 62 decaderebbe.<\/p><p>PRESIDENTE. Non credo che si possa votare per prima la proposta soppressiva della Commissione, perch\u00e9 vi sono altri colleghi che hanno fatto proposte positive, i quali cio\u00e8 non intendono che manchi un 3\u00b0 comma, ma desiderano un 3\u00b0 comma diverso da quello in esame. Pertanto mi pare che si debbano porre prima in votazione le proposte positive. Ove queste non fossero accolte si porr\u00e0 in votazione la proposta della Commissione, cio\u00e8 che il 3\u00b0 comma sia soppresso.<\/p><p>LUCIFERO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>LUCIFERO. Devo dire due parole di risposta all\u2019onorevole Fuschini che mi ha tirato in ballo anche, in un certo senso, come persona e come funzione. Io ho ammirato lo sforzo dell\u2019onorevole Fuschini per dimostrare l\u2019incostituzionalit\u00e0 non di alcune norme contenute nella legge, ma di tutto il sistema che si vuol mettere nella legge. E devo riconoscere che \u00e8 riuscito a dimostrarlo molto bene. Ma io non vorrei allargare la discussione su tutto il sistema, e, quindi, non lo seguo su questo argomento. Dico soltanto che la Giunta delle elezioni della prossima Assemblea si accorger\u00e0 che cosa significa aver fatto questo. Non invalideranno tutto il sistema, ma determinate norme, e questa norma s\u00ec. E faccio notare all\u2019onorevole Fuschini che questa Assemblea, come tutte le precedenti Assemblee italiane che si sono occupate di questo problema, ha sempre respinto il concetto della lista rigida che lui oggi invoca per giustificare un preteso voto diretto di secondo grado che sarebbe dato alla lista nazionale. Noi non possiamo richiamarci a questo perch\u00e9 anche noi abbiamo rifiutato il concetto della lista rigida. Noi abbiamo riconosciuto ai cittadini il diritto di scegliersi loro i propri rappresentanti e non di farli scegliere dai partiti. E d\u2019altra parte, quando un elettore in una circoscrizione vota una determinata lista, sa che di quella lista fanno parte quelle determinate persone quindi, vota per quelle determinate persone.<\/p><p>Lei, onorevole Fuschini, dice che io non voglio riconoscere la funzione di partito, e che questo \u00e8 strano in un segretario di Partito; ed \u00e8 proprio come segretario di Partito che io rispondo ed affermo che si deve lasciare la libert\u00e0 di scelta al cittadino, perch\u00e9 lei non deve dimenticare che io sono segretario del Partito della libert\u00e0, cio\u00e8 del Partito che dalla libert\u00e0 prende il nome (<em>Commenti \u2013 Interruzioni<\/em>) e quindi deve tutelare la libert\u00e0 dei cittadini. Questa \u00e8 la nostra funzione. Noi rivendichiamo questa funzione di difendere la libert\u00e0 del cittadino anche contro un nostro interesse quando riteniamo che questo sia un interesse nazionale. Ad ogni modo, io richiamo l\u2019attenzione dell\u2019Assemblea su questo emendamento. Lo stesso fatto che la sua discussione sia stata pi\u00f9 lunga e pi\u00f9 complessa di quella, forse molto pi\u00f9 grave, che non ha avuto luogo questa mattina sul <em>referendum <\/em>sulla Costituzione, dimostra quanti interessi sono toccati da questo argomento. Ora io non credo che si possa sovrapporre la valutazione di una qualunque direzione di partito che, in un certo senso, \u00e8 un ente pubblico e, in un certo senso \u00e8 un\u2019associazione privata, alla libera volont\u00e0 del cittadino elettore. Io non ritengo che i partiti che, per disgrazia o per fortuna, raccolgono una piccola parte dei cittadini elettori, possano invadere il diritto dei numerosissimi elettori che non appartengono a nessun partito. E se in questo momento, come segretario di partito, io sostengo questa tesi, \u00e8 anche per difendere i diritti di quei cittadini che approfittano di un diritto che ancora esiste e che, se continueremo di questo passo, finir\u00e0 presto con l\u2019essere negato agli italiani: il diritto di non associazione. (<em>Applausi a destra<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PICCIONI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>PICCIONI. Io vorrei brevemente chiarire i motivi per i quali son contro l\u2019emendamento Lucifero, e sono motivi che partono dal presupposto del riconoscimento effettivo, sostanziale della libert\u00e0 dei cittadini. Io dovrei contestare con molta cortesia la qualifica che l\u2019onorevole Lucifero si \u00e8 assunta di segretario del partito della libert\u00e0. Direi che ha ampliato a tal segno la propria funzione da dissolverla interamente per il fatto che la libert\u00e0 non \u00e8 pi\u00f9 il patrimonio di uno o di un altro partito, ma di molti partiti. Fra questi pongo in prima linea il mio. Detto questo, io vorrei fare delle osservazioni di carattere pratico sul concetto ispiratore e sulla pratica conseguenza dell\u2019eventuale applicazione del concetto contenuto nell\u2019emendamento Lucifero. Il criterio un po\u2019 abusato e un po\u2019 logoro della partitocrazia mi pare non abbia pi\u00f9 un corso difendibile, un corso valido, poich\u00e9 nella vita politica moderna democratica il partito ha una sua funzione insostituibile; e dunque alla (se si pu\u00f2 dire una parola barbara) personalitocrazia io preferisco sempre la partitocrazia: cio\u00e8, alla vita politica affidata alla discrezione o all\u2019arbitrio di due o tre o pi\u00f9 personalit\u00e0, che possono sembrare anche eccelse, preferisco sempre la vita politica in senso democratico affidata al controllo di associazioni, di formazioni responsabili di carattere politico che organizzano le vaste masse popolari, chiamate ad assumere la maggiore responsabilit\u00e0 in uno o in un altro indirizzo politico.<\/p><p>Questo \u00e8 il significato della distinzione \u2013 l\u2019abbiamo detto pi\u00f9 volte \u2013 fra la concezione liberale e la concezione democratica. Ma non \u00e8 poi la partitocrazia intesa nel senso, direi, volgare con il quale si spaccia comunemente. Perch\u00e9 se si vuole arrivare fino in fondo, io dir\u00f2 che nell\u2019applicazione della proporzionale, cos\u00ec come \u00e8 prevista, il partito non ha una funzione determinante, decisiva, tale da non consentire pi\u00f9 applicazione alcuna allo schema astratto del rispetto dalla libert\u00e0 individuale di tizio o di Caio. Praticamente, come si dimostra questo? Basta guardare un po\u2019 le cifre delle ultime elezioni del 2 giugno. Io mi riferisco, perch\u00e9 li conosco pi\u00f9 da vicino, ai collegi elettorali della Toscana, che ritengo fra l\u2019altro una regione \u2013 dal punto di vista politico \u2013 giunta ad un livello di maturit\u00e0 notevole. Che cosa \u00e8 avvenuto?<\/p><p>Che i partiti, cio\u00e8 la cosiddetta partitocrazia, hanno offerto agli elettori le varie liste messe in votazione in ciascun collegio. E gli elettori come hanno reagito di fronte a questa presa di posizione di ciascun partito? Ve lo dico subito, per dire a che cosa si restringe questo rispetto cos\u00ec esclusivo ed astratto della libert\u00e0 individuale.<\/p><p>Nel collegio di Firenze e Pistoia vi \u00e8 stato il Partito comunista, ad esempio, che ha riportato voti di lista 247.798: le preferenze, sono state esercitate da un massimo di 19.000 elettori. Ci\u00f2, significa che la volont\u00e0 individuale dell\u2019elettore per la scelta del candidato si sono esercitate su 19 mila voti; il massimo riportato dal collega onorevole Negarville. Cos\u00ec per gli altri partiti; e cos\u00ec per gli altri due collegi della Toscana.<\/p><p>Che cosa vuol dire questo? Che noi siamo arrivati fortunatamente a questo punto di sviluppo del costume politico nazionale: vuol dire che i cittadini elettori si indirizzano non in funzione dell\u2019una o dell\u2019altra personalit\u00e0. E qui il discorso diventerebbe assai pi\u00f9 interessante e significativo se si portasse l\u2019analisi fino a vedere come gli elettori hanno reagito nei confronti delle maggiori, o presunte tali, personalit\u00e0 del mondo politico italiano.<\/p><p>Hanno reagito nel senso di approfittare di questo diritto, toccare il quale, si vuol dire sarebbe una lesione addirittura intollerabile della sua facolt\u00e0 di scelta del candidato, lasciando che su 247 mila elettori soltanto 19 mila facessero uso di questo diritto. E gli altri 220 mila come si sono comportati? Hanno seguito il partito, quello che il partito ha stabilito nell\u2019ordine della lista. Quelli che non danno voti di preferenza vuol dire che implicitamente si affidano a quello che ha fatto il partito nella determinazione dell\u2019ordine della lista.<\/p><p>Questo dimostra chiaramente (bisognerebbe stendere l\u2019analisi a tutti i colleghi) che la enorme maggioranza degli elettori non si orienta pi\u00f9 \u2013 questo \u00e8 segno di alta civilt\u00e0 politica e democratica \u2013 nei confronti dell\u2019uno o dell\u2019altra personalit\u00e0, ma si orienta, fortunatamente, nei confronti dell\u2019una o dell\u2019altra direttiva politica, impersonata in partiti responsabili, che formano la lista e la offrono ai propri elettori. Se questo avviene nella circoscrizione territoriale, l\u00e0 dove il diritto ad esercitare la preferenza \u00e8 molto esteso, non c\u2019\u00e8 proprio da stracciarsi le vesti per lo sdegno o per lo scandalo, se i partiti \u2013 che non sono formazioni improvvisate o interessate di tizio e di Caio, ma formazioni cui sono affidate le sorti, in definitiva, dell\u2019avvenire politico, economico e sociale del Paese \u2013 se i partiti, dicevo, i quali hanno questa responsabilit\u00e0, ad un certo momento dicono agli elettori voi siete liberi di scegliere nella vostra circoscrizione; ma guardate bene, se residuano dei resti nella vostra circoscrizione, essi vengono ammassati al centro e potranno servire ad eleggere deputati in quest\u2019ordine. Questi deputati, fino a prova contraria, sono quasi sempre personalit\u00e0 di partito, che rientrano in una valutazione di quelle personalit\u00e0 che stanno tanto a cuore agli amici liberali.<\/p><p>Ma ha ripugnato forse al Corpo elettorale l\u2019esperimento, che \u00e8 stato fatto il 2 giugno? Mi sia consentito dire: no; se mai hanno riluttato un po\u2019 ad esso solo alcuni candidati, che si sono visti estromessi, attraverso questa forma, da quest\u2019Aula. C\u2019\u00e8 forse stato scandalo nel Paese o uno stato d\u2019animo cos\u00ec accorato da dire: non fate la lista nazionale, perch\u00e9 questo pregiudicherebbe le sorti dell\u2019avvenire politico del Paese? Questo mi sembra assolutamente eccessivo.<\/p><p>Aggiungo che l\u2019applicazione pratica dell\u2019emendamento Lucifero porterebbe a questa altra contradizione. Siccome egli prevede, per salvare quel tale principio, di cui ho parlato, che, per essere eletto nella lista nazionale, il candidato deve essere eletto anche in una circoscrizione, e l\u2019eletto nella circoscrizione territoriale \u00e8 necessariamente obbligato a prender posto nella lista nazionale, questi lascia il posto vacante nella lista circoscrizionale a chi viene dopo; ora, con gli scherzi fatti col gioco di queste preferenze, tanto laudate e tanto celebrate, pu\u00f2 accadere, come \u00e8 accaduto in alcuni Collegi, che da un massimo di quaranta mila o venti mila preferenze, riportate dal candidato, che dovrebbe prender posto nella lista nazionale, si pu\u00f2 scendere comodamente a 2000 o a 1800 preferenze, per gli ultimi candidati, quelli che hanno diritto ad entrare, secondo l\u2019ordine del risultato elettorale, la quale cosa non salvaguarda minimamente questo supremo interesse morale e politico del cittadino elettore e produrrebbe, presso a poco, lo stesso scandalo che ha prodotto in qualche raro caso la lista nazionale, di veder sedere in Parlamento un candidato che nella lista circoscrizionale pu\u00f2 aver riportato appena due o tremila preferenze nei confronti di chi ne ha riportate trenta o quarantamila. Per questo io sono contro l\u2019emendamento presentato dall\u2019onorevole Lucifero ed aggiungo, a quanto \u00e8 stato detto dall\u2019onorevole Fuschini, che quando si parla di utilizzazione dei resti in sede nazionale bisogna accettare la lista nazionale, e non industriarsi a modificarla con congegni o con mezzi i quali danno luogo a squilibri ed a concezioni che fanno a pugni con la logica, con l\u2019interesse degli elettori e dei partiti, e, in definitiva, con l\u2019interesse del Paese, inteso come espressione democratica nazionale.<\/p><p>PRESIDENTE. Comunico che \u00e8 stato presentato il seguente emendamento aggiuntivo all\u2019articolo 3-<em>bis<\/em> dagli onorevoli Badini Confalonieri, Caso, Bertola, Bovetti, Morelli Renato, Quarello, Vicentini, Villabruna, Cortese Guido, Geuna, Froggio, Bellavista, Colombo Emilio, Pastore Giulio, Titomanlio Vittoria.<\/p><p>\u00abNon possono utilizzare i resti in lista nazionale i partiti che non abbiano raggiunto il quoziente in almeno cinque Collegi territoriali\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Relatore ha facolt\u00e0 di esprimere il parere della Commissione.<\/p><p>FUSCHINI, <em>Relatore per la maggioranza. <\/em>Mi sembra che questo emendamento debba essere preso in esame in sede di discussione dell\u2019articolo 62.<\/p><p>BADINI CONFALONIERI. Mi rimetto alla Commissione per la collocazione.<\/p><p>PRESIDENTE. Sta bene. L\u2019onorevole Martino Gaetano ha presentato il seguente emendamento:<\/p><p>\u00ab<em>Sostituire il secondo e il terzo comma dell\u2019articolo 15 coi seguenti:<\/em><\/p><p>\u00abLa lista nazionale \u00e8 composta dei candidati di tutte le liste circoscrizionali aventi il medesimo contrassegno.<\/p><p>\u00abL\u2019ordine dei candidati nella lista nazionale \u00e8 stabilito dopo le elezioni, sulla base dei voti preferenziali riportati da ognuno di essi nella lista circoscrizionale\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Martino Gaetano ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>MARTINO GAETANO. Onorevoli colleghi, quando io illustrai il mio ordine del giorno, tendente ad escludere la formazione del Collegio unico nazionale al fine dell\u2019utilizzazione dei resti, io ritenni di dover porre la questione su un terreno strettamente costituzionale. Volli evitare ogni considerazione di ordine morale, come quelle che sono state fatte poc\u2019anzi in quest\u2019Aula, perch\u00e9 mi pareva che nessuno fosse qui dentro il quale volesse sostenere il diritto dei partiti di eleggere al Parlamento deputati che non fossero eletti direttamente dagli elettori.<\/p><p>PICCIONI. Li eleggono gli elettori, non i partiti!<\/p><p>MARTINO GAETANO. Questo mi pareva. Quindi non feci alcuna menzione dell\u2019interesse dei partiti o dell\u2019interesse dei piccoli partiti in contrasto con i grandi, come ha fatto test\u00e9 l\u2019onorevole Fuschini, e poi, dopo di lui, anche l\u2019onorevole Piccioni.<\/p><p>Orbene, io desidero restare nell\u2019ordine di idee nel quale mi trovavo quando illustrai quel mio ordine del giorno. Non \u00e8 qui il caso di discutere, in nessun modo, la possibilit\u00e0 che i deputati vengano eletti da altri che non siano gli elettori.<\/p><p>PICCIONI. Sono sempre gli elettori che li eleggono.<\/p><p>MARTINO GAETANO. Noi dobbiamo fare in modo che praticamente siano sempre gli elettori ad eleggere i deputati, cos\u00ec come vuole l\u2019onorevole Piccioni. Ora, col sistema che noi adoperammo per le elezioni dell\u2019Assemblea Costituente il 2 giugno 1946, accade che non tutti i deputati vengano eletti, in effetti, dagli elettori. Questo noi dobbiamo assolutamente evitarlo, e non solo per quelle considerazioni di ordine morale che si possono fare e che sono state fatte, ma soprattutto per considerazioni, ripeto, di ordine costituzionale. Noi, signori miei, abbiamo fatto una Costituzione. Noi abbiamo solennemente dichiarato che non vogliamo nemmeno correre il pericolo che questa Costituzione sia violata, ed a questo scopo abbiamo creato un organo giurisdizionale, che si chiama la Corte costituzionale. Vogliamo noi scientemente, deliberatamente, violarla fin d\u2019ora questa Costituzione, prima ancora che la Corte costituzionale sia istituita? Questo io vi domando. Se voi non vi siete accorti che il sistema elettorale che avete escogitato&#8230;<\/p><p>FUSCHINI, <em>Relatore per la maggioranza. <\/em>\u00c8 il sistema proporzionale.<\/p><p>MARTINO GAETANO. &#8230;importa una aperta violazione dell\u2019ordinamento costituzionale, cercate, vi prego, di prestare attenzione alle sommesse considerazioni colle quali appunto mi propongo di illustrare questo punto.<\/p><p>PICCIONI. Questa \u00e8 una eresia giuridica e politica.<\/p><p>MARTINO GAETANO. Insisto: io prego l\u2019onorevole Piccioni di prestare ascolto alle mie modeste parole, dopo di che sono convinto che egli si persuader\u00e0 che non dico eresie.<\/p><p>Che cosa abbiamo stabilito nella Costituzione a proposito dell\u2019elezione dei rappresentanti del popolo, deputati e senatori? Noi abbiamo stabilito che essi saranno eletti con suffragio universale diretto sulla base, rispettivamente, di un deputato ogni 80 mila abitanti e di un senatore ogni 200 mila abitanti. Ora, l\u2019onorevole Fuschini ha test\u00e9 ricordato un caso di suffragio indiretto, l\u2019elezione di secondo grado; ma, vi sono degli altri casi di suffragio indiretto, ed uno \u00e8 appunto questo in esame: l\u2019elezione dei deputati attraverso la lista nazionale avviene in modo indiretto. Prima osservazione.<\/p><p>PICCIONI. Non \u00e8 vero.<\/p><p>MARTINO GAETANO. Non \u00e8 vero?<\/p><p>PICCIONI. Dimostreremo poi, il perch\u00e9.<\/p><p>MARTINO GAETANO. Quando, ad esempio, l\u2019onorevole tizio \u00e8 un deputato eletto nella lista nazionale e non ha riportato voti sufficienti nella sua lista circoscrizionale per essere eletto, o peggio non \u00e8 stato nemmeno candidato in una lista circoscrizionale, non si pu\u00f2 pretendere di sostenere che egli sia stato eletto direttamente dagli elettori. \u00c8 eletto dagli elettori, ma con voto indiretto: \u00e8 una forma di elezione indiretta.<\/p><p>Seconda osservazione: Noi abbiamo sanzionato nella Costituzione che il corpo elettorale ha il diritto di scegliere un deputato ogni 80 mila abitanti. Quando noi ora stabiliamo con questo sistema elettorale che nelle singole circoscrizioni venga eletto un numero di deputati inferiore a questo che \u00e8 stabilito nella Costituzione, cio\u00e8, ripeto, uno ogni ottanta mila abitanti \u2013 supponiamo: in una circoscrizione nella quale dovrebbero essere eletti 22 deputati, ne sono eletti in realt\u00e0 20 o 18 \u2013 noi abbiamo violato la Costituzione. Infatti, non avviene pi\u00f9 l\u2019elezione diretta di un deputato in ragione di 80 mila abitanti, ma in verit\u00e0 gli elettori eleggono i propri rappresentanti in proporzione diversa. (<em>Interruzione del deputato Minio<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Ora, questa violazione dell\u2019ordinamento costituzionale noi la dobbiamo evitare. Noi avremmo potuto evitarla sopprimendo il Collegio unico nazionale; non l\u2019abbiamo fatto.<\/p><p>Il Collegio unico nazionale \u00e8 caro al cuore degli italiani \u2013 credo che l\u2019Italia sia il solo Paese dove esiste qualche cosa di simile \u2013 perch\u00e9 \u00e8 ormai nelle nostre tradizioni. Fu introdotto nel 1923 dal fascismo, fu consolidato ed esteso nel 1928 dal fascismo; fu poi riprodotto, sotto altra forma, dalla Consulta. Quando c\u2019era un partito unico, i rappresentanti del popolo erano i rappresentanti dell\u2019unico partito. Allora non esistevano tanti partiti, tante direzioni di partiti, tanti parlamentini di partiti: esisteva il gran consiglio del fascismo. Nella legge del 1946 non si parla di gran consiglio del fascismo: i tempi sono cambiati. Ma tuttavia il Collegio unico nazionale resta nel cuore degli italiani.<\/p><p>PICCIONI. Per\u00f2 per forzare la tesi fino a giungere al paragone col gran consiglio del fascismo ci vuole del coraggio! (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>MARTINO GAETANO. Onorevole Piccioni, questo paragone non \u00e8 paradossale perch\u00e9 nel 1923 che cosa accadeva praticamente? Quello che accade ora, se pure in misura diversa: che da una parte vi erano dei deputati eletti dal popolo e dall\u2019altra deputati che non erano eletti direttamente dal popolo, ma erano eletti attraverso un particolare meccanismo elettorale: un meccanismo elettorale il quale consente di portare alla Camera persone non scelte dal popolo (<em>Interruzione dell\u2019onorevole Piccioni<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Il sistema era analogo. Comunque, per far piacere all\u2019onorevole Piccioni io rinuncio volentieri a questo paragone. Non \u00e8 questo che mi interessa. Ci\u00f2 che mi interessa \u00e8 affermare che, poich\u00e9 abbiamo stabilito che un Collegio unico nazionale ci deve essere \u2013 e su questo non sono certo io che desidero tornare indietro \u2013 e poich\u00e9, d\u2019altra parte, noi non vogliamo violare la Costituzione \u2013 \u00e8 vero che non vogliamo questo, onorevole Piccioni?<\/p><p>PICCIONI. Almeno, direi.<\/p><p>MARTINO GAETANO. Noi dobbiamo escogitare un qualche artificio che consenta di mantenere il Collegio unico nazionale senza violare la Costituzione.<\/p><p>PICCIONI. Ho il dubbio che si sia gi\u00e0 violata per i senatori; ma questo \u00e8 un altro problema.<\/p><p>MARTINO GAETANO. Io non posso certamente insegnare a lei che perseverare nell\u2019errore \u00e8 diabolico. Ma qui non si tratta nemmeno di questo. Io posso agevolmente dimostrarle che in quel caso la Costituzione non \u00e8 stata violata ed in questo caso, invece, essa viene violata. Perch\u00e9 in quel caso non sottraemmo niente a ci\u00f2 che spetta per diritto di Costituzione al corpo elettorale (<em>Interruzione del deputato Piccioni \u2013 Commenti<\/em>)<em>. <\/em>Il corpo elettorale elegger\u00e0 un senatore ogni 200 mila abitanti; noi abbiamo aggiunto una aliquota di senatori di diritto per la prima legislatura (<em>Interruzione del deputato Russo Perez<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. La prego, resti alla Camera, non si interessi del Senato&#8230;<\/p><p>MARTINO GAETANO. Obbedisco all\u2019onorevole Presidente e torno all\u2019elezione della Camera.<\/p><p>Dicevo che quelli che come me, molti o pochi che siano in quest\u2019Aula, desiderano non offrire questo scandalo al Paese di violare essi stessi la Costituzione, oggi che \u00e8 stato gi\u00e0 approvato il principio del Collegio unico nazionale, si devono preoccupare della ricerca di un artificio che consenta di mantenere il Collegio unico nazionale senza violare la Costituzione.<\/p><p>Ecco lo scopo dell\u2019emendamento che io ho presentato.<\/p><p>Che cosa avviene col sistema da me proposto? Avviene che le direzioni dei Partiti non presentano candidature in quanto candidati sono tutti coloro che figurano nelle liste circoscrizionali, e che la scelta tra i candidati viene fatta dagli elettori, perch\u00e9 eletti sono in definitiva coloro che riportano un maggior numero di voti nelle liste circoscrizionali.<\/p><p>Detto questo, \u00e8 pure spiegata la ragione dell\u2019incomprensione verificatasi fra me e l\u2019altro collega firmatario del mio precedente emendamento, onorevole Corbino. L\u2019onorevole Corbino, infatti, non avendo subito rilevato che per il mio emendamento nella lista nazionale dovevano essere compresi tutti i candidati delle liste circoscrizionali aventi il medesimo contrassegno, riteneva che tutta la questione si limitasse all\u2019ordine dei candidati nella lista, cio\u00e8, in pratica, che tutto si limitasse alla proclamazione degli eletti. Di conseguenza egli sosteneva che la discussione dovesse farsi in sede di articolo 62 e non di articolo 15. Io ritengo invece che la discussione si debba fare in questa sede (articolo 15), perch\u00e9 gli eletti, a parer mio, debbono tutti concorrere, nella misura del favore popolare di cui essi hanno potuto dimostrare di godere, alla scelta che avverr\u00e0 nel Collegio unico nazionale. (<em>Applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Relatore ha facolt\u00e0 di esprimere il pensiero della Commissione.<\/p><p>FUSCHINI, <em>Relatore per la maggioranza.<\/em> Io non ho niente da dire, onorevole Presidente: la risposta si trova del resto in quanto ho gi\u00e0 detto nella mia relazione circa la proposta dell\u2019onorevole Marinaro.<\/p><p>PRESIDENTE. Domando ai presentatori dei vari emendamenti se li mantengano o meno. Onorevole Nobile?<\/p><p>NOBILE. Lo mantengo, modificando per\u00f2 il numero da 4 a 6.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Lucifero?<\/p><p>LUCIFERO. Lo mantengo.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Colitto, mantiene i due emendamenti dell\u2019onorevole Giannini, che ha fatto propri?<\/p><p>COLITTO. Non insisto, onorevole Presidente, n\u00e9 sul primo n\u00e9 sul secondo.<\/p><p>PRESIDENTE. Non essendo presente l\u2019onorevole Tumminelli, il suo emendamento si intende decaduto.<\/p><p>Onorevole Rescigno, mantiene il suo emendamento?<\/p><p>RESCIGNO. Non insisto.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Martino Gaetano?<\/p><p>MARTINO GAETANO. Lo mantengo.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, occorre tener presente il testo dell\u2019articolo 15 del decreto 10 marzo 1946 per rendersi conto del valore degli emendamenti che sono stati presentati e che ora dovranno essere votati. Il primo comma dell\u2019articolo 15 di quel decreto legislativo \u00e8 del seguente tenore:<\/p><p>\u00abLe liste dei candidati per il Collegio unico nazionale devono essere presentate da non meno di dodici delegati effettivi di liste aventi lo stesso contrassegno che assumer\u00e0 la lista per il Collegio unico nazionale\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Nobile propone che invece di 12 i presentatori debbano essere sei.<\/p><p>Pongo in votazione la proposta dell\u2019onorevole Nobile, non accettata dalla Commissione.<\/p><p>(<em>Non \u00e8 approvata<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo all\u2019emendamento degli onorevoli Lucifero e Condorelli, che propongono una modifica al terzo comma dell\u2019articolo 15. Questo terzo comma \u00e8 del seguente tenore:<\/p><p>\u00abI candidati al Collegio unico nazionale devono essere compresi in almeno una lista circoscrizionale\u00bb.<\/p><p>Gli onorevoli Lucifero e Condorelli hanno proposto di sostituirlo col seguente:<\/p><p>\u00abNessuno pu\u00f2 essere candidato nel Collegio unico nazionale se non \u00e8 candidato in un collegio circoscrizionale. Nessuno pu\u00f2 essere eletto nel Collegio unico nazionale se non \u00e8 stato eletto in un collegio circoscrizionale\u00bb.<\/p><p>UBERTI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>UBERTI. Chiedo che questo emendamento sia votato per divisione.<\/p><p>PRESIDENTE. Sta bene.<\/p><p>MARINA. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MARINA. Mi associo alla richiesta dell\u2019onorevole Uberti.<\/p><p>PRESIDENTE. Sta bene.<\/p><p>MARTINO GAETANO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MARTINO GAETANO. Il mio emendamento dovrebbe avere la precedenza su quello dell\u2019onorevole Lucifero, perch\u00e9 riguarda anche il secondo comma dell\u2019articolo.<\/p><p>PRESIDENTE. Allora, onorevoli colleghi, vi \u00e8 l\u2019emendamento dell\u2019onorevole Martino Gaetano, il quale abbraccia contemporaneamente il secondo ed il terzo comma dell\u2019articolo 15; e pertanto esso deve essere votato per primo.<\/p><p>Il secondo comma dell\u2019articolo 15 \u00e8 del seguente tenore:<\/p><p>\u00abCiascuna lista per il collegio unico nazionale deve comprendere un numero di candidati non superiore al numero delle circoscrizioni\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Martino Gaetano ha proposto il seguente emendamento:<\/p><p>\u00ab<em>Sostituire il secondo e il terzo comma dell\u2019articolo 15 coi seguenti:<\/em><\/p><p>La lista nazionale \u00e8 composta dei candidati di tutte le liste circoscrizionali aventi il medesimo contrassegno.<\/p><p>\u00abL\u2019ordine dei candidati nella lista nazionale \u00e8 stabilito dopo le elezioni, sulla base dei voti preferenziali riportati da ognuno di essi nella lista circoscrizionale\u00bb.<\/p><p>MAZZA. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MAZZA. Mi pare che, per l\u2019emendamento Martino, all\u2019attuazione pratica si verificher\u00e0 questo: che i candidati in una grande circoscrizione, poich\u00e9 potranno pi\u00f9 facilmente raccogliere voti di preferenza nei confronti dei candidati delle piccole circoscrizioni, saranno favoriti.<\/p><p>PRESIDENTE. Lei pu\u00f2 avere tutte le ragioni, onorevole Mazza; ma lei ritorna all\u2019esame del merito. Molti dei colleghi avranno probabilmente gi\u00e0 pensato quello che pensa lei, ma non riapriamo la discussione.<\/p><p>CORBINO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CORBINO. Io credo che anche l\u2019emendamento dell\u2019onorevole Martino si debba votare per divisione.<\/p><p>PRESIDENTE. Sta bene, onorevole Corbino. Io penso che occorra votare prima la prima parte della formulazione dell\u2019onorevole Martino e successivamente esaminare se votare prima l\u2019emendamento Lucifero e poi la seconda parte dell\u2019emendamento Martino o viceversa.<\/p><p>UBERTI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>UBERTI. Poich\u00e9 l\u2019emendamento dell\u2019onorevole Martino in realt\u00e0 \u00e8 la negazione del voto dato precedentemente, pur senza sollevare la questione della preclusione, dichiaro che voteremo contro l\u2019emendamento dell\u2019onorevole Martino.<\/p><p>FUSCHINI, <em>Relatore per la maggioranza. <\/em>Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>FUSCHINI, <em>Relatore per la maggioranza. <\/em>Onorevole Presidente, faccio presente che la Commissione ha proposto una modifica al 1\u00b0 comma dell\u2019articolo 15, che non \u00e8 stata approvata ancora.<\/p><p>PRESIDENTE. Sta bene. Pongo in votazione la proposta della Commissione di elevare da 12 a 20 il numero dei delegati effettivi e di lista che devono presentare la lista dei candidati per il collegio unico nazionale con lo stesso contrassegno. La formulazione resta la seguente:<\/p><p>\u00abLe liste dei candidati per il collegio unico nazionale devono essere presentate da non meno di 20 delegati effettivi di liste aventi lo stesso contrassegno che assumer\u00e0 la lista per il collegio unico nazionale\u00bb.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvata<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo alla votazione della prima parte dell\u2019emendamento Martino Gaetano:<\/p><p>\u00abLa lista nazionale \u00e8 composta di candidati di tutte le liste circoscrizionali aventi lo stesso contrassegno\u00bb.<\/p><p>MARTINO GAETANO. Domandiamo la votazione a scrutinio segreto.<\/p><p>SCOCCIMARRO, <em>Presidente della Commissione.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>SCOCCIMARRO, <em>Presidente della Commissione.<\/em> Di fronte a una domanda di scrutinio segreto, io prego la Presidenza di prendere in considerazione il fatto che la proposta dell\u2019onorevole Martino significa in sostanza abolizione della lista nazionale.<\/p><p><em>Una voce al centro.<\/em> No.<\/p><p>SCOCCIMARRO, <em>Presidente della Commissione.<\/em> Pertanto mi domando se pu\u00f2 essere messa in votazione. Rimetto alla Presidenza il giudizio.<\/p><p>MARTINO GAETANO. Non \u00e8 vero.<\/p><p>FUSCHINI, <em>Relatore per la maggioranza. <\/em>Ma come non \u00e8 vero?<\/p><p>SCOCCIMARRO, <em>Presidente della Commissione.<\/em> \u00c8 cos\u00ec. Non l\u2019ho detto fino adesso, ma sono costretto ora. Si fa dell\u2019ostruzionismo!<\/p><p>PRESIDENTE. Io vorrei soltanto far osservare che l\u2019eccezione di preclusione non deve essere sollevata come ritorsione ad una richiesta, che pu\u00f2 anche apparire esagerata, di qualche collega. Bisogna considerare la proposta dell\u2019onorevole Martino Gaetano in tutta la sua struttura interna. La proposta dell\u2019onorevole Martino non sopprime di fatto una lista nazionale, ma la propone in determinati modi. Vorrei, tuttavia, pregare l\u2019onorevole Martino Gaetano, che ha assistito alla discussione e conosce perfettamente l\u2019atteggiamento della grande maggioranza dell\u2019Assemblea, di considerare l\u2019opportunit\u00e0 di insistere o meno sulla richiesta di votazione a scrutinio segreto.<\/p><p>MARTINO GAETANO. Onorevole Presidente, se il voto di ieri avesse rivelato una grande maggioranza, io non avrei certo presentato la richiesta di scrutinio segreto. La presento e la mantengo proprio perch\u00e9 il voto di ieri non ha rivelato maggioranza di sorta n\u00e9 per l\u2019una n\u00e9 per l\u2019altra tendenza.<\/p><p>FABBRI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>FABBRI. Desidererei sapere come chiarimento che cosa rappresentano i venti presentatori della lista del collegio nazionale. Se la lista nazionale \u00e8 rappresentata da tutti i candidati in tutte le circoscrizioni, questi venti presentatori che abbiamo votato poco fa che cosa rappresentano?<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Fabbri, si pu\u00f2 sempre da un punto di vista teorico supporre che vi siano gruppi politici, i quali, pur avendo liste circoscrizionali in. dieci e pi\u00f9 circoscrizioni, non vogliono presentare una lista nazionale. Da un punto di vista pratico \u00e8 un assurdo. Da un punto di vista teorico \u00e8 pensabile. Quando l\u2019onorevole Martino Gaetano fa la sua proposta che cosa intende significare? Che vi possono essere dei presentatori di liste circoscrizionali i quali non intendono poi presentare liste nazionali. Secondo l\u2019onorevole Martino non deve esservi l\u2019obbligo di presentare la lista nazionale per quei comitati i quali hanno presentato la lista in dieci circoscrizioni.<\/p><p>TOGLIATTI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>TOGLIATTI. Se l\u2019onorevole Martino non avesse fatto la sua ultima dichiarazione, noi potevamo, con relativa tranquillit\u00e0, addivenire a questa votazione. Ma siccome l\u2019onorevole Martino ci ha detto apertamente che egli chiede questa votazione in seguito al voto di ieri, che secondo lui non sarebbe stato chiaro, mi pare che vi sia la preclusione e che quindi non possiamo votare.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Togliatti, \u00e8 evidente che la preclusione non pu\u00f2 sorgere dai risultati del voto. La preclusione \u00e8 nella materia del voto e non nel risultato del voto.<\/p><p>L\u2019onorevole Martino ha voluto esporre una considerazione, che non racchiude altro che una sua speranza; ma il testo che egli ha presentato ci permette di passare a questa votazione. Domando se la richiesta di votazione a scrutinio segreto \u00e8 appoggiata.<\/p><p>(<em>\u00c8 appoggiata<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Votazione segreta.<\/p><p>PRESIDENTE. Indico la votazione segreta sulla prima parte dell\u2019emendamento Martino. Invito il Segretario a fare la chiama.<\/p><p>Presidenza del Vicepresidente BOSCO LUCARELLI<\/p><p>MOLINELLI, <em>Segretario<\/em>, fa la chiama.<\/p><p>(<em>Segue la votazione<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione a scrutinio segreto. Invito gli onorevoli Segretari a procedere alla numerazione dei voti.<\/p><p>(<em>Gli onorevoli Segretari numerano i voti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Presidenza del Presidente TERRACINI<\/p><p>Risultato della votazione segreta.<\/p><p>PRESIDENTE. Comunico il risultato della votazione segreta:<\/p><p>Presenti e votanti \u00a0\u00a0\u00a0 374<\/p><p>Maggioranza\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 188<\/p><p>Voti favorevoli \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 173<\/p><p>Voti contrari \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0201<\/p><p>(<em>L\u2019Assemblea non approva<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p><em>Hanno preso parte alla votazione:<\/em><\/p><p>Abozzi \u2013 Adonnino \u2013 Alberti \u2013 Aldisio \u2013 Allegato \u2013 Ambrosini \u2013 Amendola \u2013 Andreotti \u2013 Angelucci \u2013 Arcaini \u2013 Arcangeli \u2013 Avanzini \u2013 Azzi.<\/p><p>Bacciconi \u2013 Badini Confalonieri \u2013 Baldassari \u2013 Balduzzi \u2013 Baracco \u2013 Bardini \u2013 Barontini Anelito \u2013 Barontini Ilio \u2013 Bartalini \u2013 Basile \u2013 Basso \u2013 Bastianetto \u2013 Bei Adele \u2013 Bollato \u2013 Bellavista \u2013 Bellusci \u2013 Belotti \u2013 Bencivenga \u2013 Benedetti \u2013 Benvenuti \u2013 Bernamonti \u2013 Bernini Ferdinando \u2013 Bertola \u2013 Bettiol \u2013 Biagioni \u2013 Bianchi Bruno \u2013 Bianchini Laura \u2013 Bibolotti \u2013 Binni \u2013 Bitossi \u2013 Bocconi \u2013 Bolognesi \u2013 Bonino \u2013 Borsellino \u2013 Bosco Lucarelli \u2013 Bosi \u2013 Bovetti \u2013 Bozzi \u2013 Bubbio \u2013 Bulloni Pietro \u2013 Burato.<\/p><p>Caccuri \u2013 Caiati \u2013 Cairo \u2013 Calamandrei \u2013 Calosso \u2013 Campilli \u2013 Camposarcuno \u2013 Candela \u2013 Canevari \u2013 Caporali \u2013 Cappelletti \u2013 Cappi Giuseppe \u2013 Cappugi \u2013 Capua \u2013 Carbonari \u2013 Carboni Angelo \u2013 Carboni Enrico \u2013 Caronia \u2013 Carpano Maglioli \u2013 Carratelli \u2013 Caso \u2013 Cassiani \u2013 Castelli Avolio \u2013 Castiglia \u2013 Cavalli \u2013 Cavallotti \u2013 Cerreti \u2013 Cevolotto \u2013 Chieffi \u2013 Chiostergi \u2013 Ciampitti \u2013 Cianca \u2013 Ciccolungo \u2013 Cifaldi \u2013 Cimenti \u2013 Cingolani Mario \u2013 Coccia \u2013 Codacci Pisanelli \u2013 Colitto \u2013 Colombo Emilio \u2013 Colonna di Paliano \u2013 Colonnetti \u2013 Conci Elisabetta \u2013 Conti \u2013 Coppa Ezio \u2013 Coppi Alessandro \u2013 Corbi \u2013 Corbino \u2013 Corsi \u2013 Cortese Guido \u2013 Cortese Pasquale \u2013 Costa \u2013 Cotellessa \u2013 Cremaschi Carlo \u2013 Crispo.<\/p><p>Damiani \u2013 D\u2019Amico \u2013 De Caro Gerardo \u2013 De Gasperi \u2013 Del Curto \u2013 Della Seta \u2013 Delli Castelli Filomena \u2013 De Maria \u2013 De Martino \u2013 De Mercurio \u2013 De Michelis Paolo \u2013 De Palma \u2013 De Unterrichter Maria \u2013 Di Fausto \u2013 Di Gloria \u2013 Di Vittorio \u2013 Domined\u00f2 \u2013 Donati \u2013 Dossetti \u2013 Dugoni.<\/p><p>Einaudi \u2013 Ermini.<\/p><p>Fabbri \u2013 Fabriani \u2013 Faccio \u2013 Fantoni \u2013 Fantuzzi \u2013 Farina Giovanni \u2013 Farini Carlo \u2013 Fedeli Aldo \u2013 Ferrarese \u2013 Ferrario Celestino \u2013 Ferreri \u2013 Fietta \u2013 Filippini \u2013 Finocchiaro Aprile \u2013 Fiore \u2013 Fioritto \u2013 Firrao \u2013 Flecchia \u2013 Fo\u00e0 \u2013 Foresi \u2013 Fornara \u2013 Franceschini \u2013 Froggio \u2013 Fuschini \u2013 Fusco.<\/p><p>Gabrieli \u2013 Galati \u2013 Galioto \u2013 Gallico Spano Nadia \u2013 Garlato \u2013 Gavina \u2013 Gervasi \u2013 Geuna \u2013 Ghidetti \u2013 Ghidini \u2013 Giacchero \u2013 Giacometti \u2013 Giannini \u2013 Giordani \u2013 Gonella \u2013 Gortani \u2013 Gotelli Angela \u2013 Grassi \u2013 Grilli \u2013 Gronchi \u2013 Guariento \u2013 Guerrieri Emanuele \u2013 Guerrieri Filippo \u2013 Gui \u2013 Guidi Cingolani Angela \u2013 Gullo Fausto \u2013 Gullo Rocco.<\/p><p>Imperiale \u2013 Iotti Leonilde.<\/p><p>Jervolino.<\/p><p>La Gravinese Nicola \u2013 La Malfa \u2013 Lami Starnuti \u2013 Landi \u2013 La Pira \u2013 Lettieri \u2013 Li Causi \u2013 Lombardi Carlo \u2013 Longhena \u2013 Longo \u2013 Lopardi \u2013 Lozza \u2013 Lucifero \u2013 Luisetti \u2013 Lussu.<\/p><p>Macrelli \u2013 Maffi \u2013 Magnani \u2013 Magrini \u2013 Malagugini \u2013 Maltagliati \u2013 Mancini \u2013 Mannironi \u2013 Marazza \u2013 Marchesi \u2013 Mariani Enrico \u2013 Marina Mario \u2013 Marinaro \u2013 Marinelli \u2013 Martinelli \u2013 Martino Gaetano \u2013 Massini \u2013 Massola \u2013 Mastino Gesumino \u2013 Mastrojanni \u2013 Mattarella \u2013 Mattei Teresa \u2013 Matteotti Carlo \u2013 Mazza \u2013 Mazzei \u2013 Mazzoni \u2013 Medi Enrico \u2013 Mentasti \u2013 Merighi \u2013 Merlin Angelina \u2013 Mezzadra \u2013 Miccolis \u2013 Minella Angiola \u2013 Minio \u2013 Molinelli \u2013 Momigliano \u2013 Montagnana Rita \u2013 Montalbano \u2013 Montemartini \u2013 Monterisi \u2013 Monticelli \u2013 Montini \u2013 Morandi \u2013 Morelli Luigi \u2013 Morelli Renato \u2013 Morini \u2013 Moro \u2013 Mortaeti \u2013 M\u00f9rdaca \u2013 Murgia \u2013 Musolino.<\/p><p>Nasi \u2013 Negro \u2013 Nenni \u2013 Nicotra Maria \u2013 Nitti \u2013 Nobile Umberto \u2013 Nobili Tito Oro \u2013 Novella \u2013 Numeroso.<\/p><p>Orlando Camillo.<\/p><p>Pajetta Gian Carlo \u2013 Pallastrelli \u2013 Paolucci \u2013 Paris \u2013 Parri \u2013 Pastore Giulio \u2013 Pastore Raffaele \u2013 Pat \u2013 Pecorari \u2013 Pella \u2013 Penna Ottavia \u2013 Perassi \u2013 Perlingieri \u2013 Perrone Capano \u2013 Pesenti \u2013 Petrilli \u2013 Piccioni \u2013 Piemonte \u2013 Pieri Gino \u2013 Pignatari \u2013 Pignedoli \u2013 Pollastrini Elettra \u2013 Ponti \u2013 Pressinotti \u2013 Preti \u2013 Priolo \u2013 Pucci.<\/p><p>Quarello \u2013 Quintieri Adolfo.<\/p><p>Raimondi \u2013 Rapelli \u2013 Reale Eugenio \u2013 Reale Vito \u2013 Recca \u2013 Rescigno \u2013 Restagno \u2013 Ricci Giuseppe \u2013 Riccio Stefano \u2013 Rivera \u2013 Rodin\u00f2 Mario \u2013 Rodin\u00f2 Ugo \u2013 Rognoni \u2013 Roselli \u2013 Rossi Giuseppe \u2013 Rossi Paolo \u2013 Roveda \u2013 Rubilli \u2013 Ruggeri Luigi \u2013 Ruini \u2013 Rumor \u2013 Russo Perez.<\/p><p>Saccenti \u2013 Saggin \u2013 Salerno \u2013 Salizzoni \u2013 Salvatore \u2013 Sampietro \u2013 Sansone \u2013 Santi \u2013 Sapienza \u2013 Sardiello \u2013 Sartor \u2013 Scalfaro \u2013 Scoca \u2013 Scbccimarro \u2013 Scotti Francesco \u2013 Segni \u2013 Selvaggi \u2013 Sicignano \u2013 Siles \u2013 Silipo \u2013 Silone \u2013 Simonini \u2013 Spano \u2013 Spataro \u2013 Stampacchia \u2013 Stella.<\/p><p>Targetti \u2013 Taviani \u2013 Tega \u2013 Terranova \u2013 Tieri Vincenzo \u2013 Titomanlio Vittoria \u2013 Togliatti \u2013 Togni \u2013 Tonello \u2013 Tonetti \u2013 Tosato \u2013 Tosi \u2013 Tozzi Condivi \u2013 Treves \u2013 Trimarchi \u2013 Tripepi \u2013 Turco.<\/p><p>Uberti.<\/p><p>Valenti \u2013 Vallone \u2013 Valmarana \u2013 Varvaro \u2013 Venditti \u2013 Veroni \u2013 Viale \u2013 Vicentini \u2013 Vigna \u2013 Vilardi \u2013 Villabruna \u2013 Villani \u2013 Volpe.<\/p><p>Zaccagnini \u2013 Zanardi \u2013 Zerbi \u2013 Zuccarini.<\/p><p><em>Sono in congedo:<\/em><\/p><p>Arata.<\/p><p>Carmagnola \u2013 Cavallari.<\/p><p>Gasparotto.<\/p><p>Jacini.<\/p><p>Preziosi.<\/p><p>Ravagnan.<\/p><p>Vanoni.<\/p><p>Si riprende la discussione del disegno di legge: Modificazioni al decreto legislativo 10 marzo 1946, n. 74, per l\u2019elezione della Camera dei deputati. (48).<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si tratta ora di esaminare l\u2019emendamento proposto al terzo comma dell\u2019articolo 15 dagli onorevoli Lucifero e Condorelli:<\/p><p>\u00ab<em>Sostituire il terzo comma dell\u2019articolo 15 col seguente:<\/em><\/p><p>\u00abNessuno pu\u00f2 essere candidato nel collegio unico nazionale se non \u00e8 candidato in un collegio circoscrizionale. Nessuno pu\u00f2 essere eletto nel collegio unico nazionale se non \u00e8 stato eletto in un collegio circoscrizionale\u00bb.<\/p><p>Su questa proposta \u00e8 stata chiesta la votazione per divisione. Penso che l\u2019onorevole Lucifero e gli altri firmatari, che hanno chiesto la votazione a scrutinio segreto su questo emendamento, intendano riferirlo alla seconda parte.<\/p><p>LUCIFERO. Perfettamente. Vorrei dare per\u00f2 un chiarimento. La prima parte c\u2019\u00e8 per mantenere una continuit\u00e0 storica, diciamo cos\u00ec, dato che la seconda parte \u00e8 gi\u00e0 comprensiva della prima.<\/p><p>UBERTI. Non \u00e8 comprensiva, \u00e8 un\u2019altra cosa.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Uberti, mi pare che l\u2019osservazione dell\u2019onorevole Lucifero sia valida, perch\u00e9 \u00e8 evidente che se per essere eletti nel collegio unico nazionale occorre essere stati eletti in un collegio circoscrizionale, ci\u00f2 significa che per essere in una lista nazionale bisogna essere anche in una lista circoscrizionale.<\/p><p>Pongo in votazione la prima parte dell\u2019emendamento Lucifero-Condorelli sostitutivo del terzo comma dell\u2019articolo 15:.<\/p><p>\u00abNessuno pu\u00f2 essere candidato nel collegio unico nazionale se non \u00e8 candidato in un collegio circoscrizionale\u00bb.<\/p><p>(<em>\u00c8 approvata<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Sulla seconda parte dell\u2019emendamento Lucifero \u00e8 stata chiesta la votazione a scrutinio segreto.<\/p><p>MATTARELLA. Chiedo di parlare per un chiarimento.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MATTARELLA. Vorrei chiedere un chiarimento all\u2019onorevole Lucifero. Potrebbe darsi il caso che nessuno dei candidati della lista nazionale venga eletto in sede circoscrizionale. E questo pu\u00f2 aversi non nella sola ipotesi in cui nessun quoziente venga conquistato dalla rispettiva lista.<\/p><p>Ora, in un\u2019ipotesi di questo genere, che \u00e8 pure un\u2019ipotesi limite da tener presente, che cosa avverrebbe?<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Lucifero ha facolt\u00e0 di rispondere.<\/p><p>LUCIFERO. Onorevole Mattarella, evidentemente lei non era presente quando ho svolto il mio emendamento.<\/p><p>MATTARELLA. Ero presente.<\/p><p>LUCIFERO. Io ho parlato proprio di questo e ho detto tranquillamente che queste ipotesi limite \u2013 e forse ipotesi oltre il limite \u2013 potrebbero essere risolte dai partiti, mettendo nella lista nazionale quelle personalit\u00e0 che veramente rappresentano qualche cosa nel Paese e che quindi avranno la sicurezza di essere elette e non un <em>quidam de populo<\/em> o <em>de partito<\/em> oppure <em>de directione<\/em>, che si voglia imporre senza l\u2019approvazione del corpo elettorale.<\/p><p>MATTARELLA. Proprio perch\u00e9 ero presente, non credevo di poter accettare questa spiegazione dell\u2019onorevole Lucifero, che pu\u00f2 essere un suggerimento per le direzioni dei partiti, ma non \u00e8 un rimedio giuridicamente valido all\u2019inconveniente rilevato.<\/p><p>PRESIDENTE. Comunque, onorevoli colleghi, passiamo a questa votazione sulla seconda parte dell\u2019emendamento Lucifero:<\/p><p>\u00abNessuno pu\u00f2 essere eletto nel collegio unico nazionale se non \u00e8 stato eletto in un collegio circoscrizionale\u00bb.<\/p><p>Votazione segreta.<\/p><p>PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto.<\/p><p>Presidenza del Vicepresidente BOSCO LUCARELLI<\/p><p>MOLINELLI, <em>Segretario<\/em>, fa la chiama.<\/p><p>(<em>Segue la votazione<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione. Invito gli onorevoli Segretari a procedere alla numerazione dei voti.<\/p><p>(<em>Gli onorevoli Segretari numerano i voti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Presidenza del Presidente TERRACINI<\/p><p>Risultato della votazione segreta.<\/p><p>PRESIDENTE. Comunico il risultato della votazione a scrutinio segreto:<\/p><p>Presenti \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 362<\/p><p>Votanti\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 361<\/p><p>Astenuto\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 1<\/p><p>Maggioranza\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 181<\/p><p>Voti favorevoli\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 149<\/p><p>Voti contrari \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 212<\/p><p>(<em>L\u2019Assemblea non approva<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00a0<\/p><p><em>Hanno preso parte alla votazione:<\/em><\/p><p>Abozzi \u2013 Adonnino \u2013 Alberti \u2013 Aldisio \u2013 Allegato \u2013 Ambrosini \u2013 Andreotti \u2013 Angelucci \u2013 Arcangeli \u2013 Avanzini \u2013 Azzi.<\/p><p>Bacciconi \u2013 Badini Confalonieri \u2013 Baldassari \u2013 Balduzzi \u2013 Baracco \u2013 Bardini \u2013 Barontini Anelito \u2013 Barontini Ilio \u2013 Bartalini \u2013 Basile \u2013 Basso \u2013 Bastianetto \u2013 Bei Adele \u2013 Bellato \u2013 Bellavista \u2013 Bellusci \u2013 Belotti \u2013 Bencinvenga \u2013 Benedetti \u2013 Benvenuti \u2013 Bernamont \u2013 Bernini Ferdinando \u2013 Bertola \u2013 Bettiol \u2013 Biagioni \u2013 Bianchi Bruno \u2013 Bianchini Laura \u2013 Bibolotti \u2013 Binni \u2013 Bitossi \u2013 Bocconi \u2013 Bolognesi \u2013 Bonino \u2013 Borsellino \u2013 Bosco Lucarelli \u2013 Bosi \u2013 Bovetti \u2013 Bozzi \u2013 Braschi \u2013 Bubbio \u2013 Bulloni Pietro \u2013 Burato.<\/p><p>Caccuri \u2013 Caiati \u2013 Cairo \u2013 Calamandrei \u2013 Campilli \u2013 Camposarcuno \u2013 Candela \u2013 Canevari \u2013 Caporali \u2013 Cappelletti \u2013 Cappi Giuseppe \u2013 Cappugi \u2013 Capua \u2013 Carbonari \u2013 Carboni Enrico \u2013 Caronia \u2013 Carpano Maglioli \u2013 Carratelli \u2013 Caso \u2013 Cassiani \u2013 Castelli Avolio \u2013 Castiglia \u2013 Cavallotti \u2013 Cerreti \u2013 Cevolotto \u2013 Chieffi \u2013 Chiostergi \u2013 Ciampitti \u2013 Cianca \u2013 Ciccolungo \u2013 Cifaldi \u2013 Cimenti \u2013 Cingolani Mario \u2013 Coccia \u2013 Codacci Pisanelli \u2013 Colitto \u2013 Colombo Emilio \u2013 Colonna di Paliano \u2013 Colonnetti \u2013 Conci Elisabetta \u2013 Condorelli \u2013 Conti \u2013 Coppa Ezio \u2013 Coppi Alessandro \u2013 Corbi \u2013 Corbino \u2013 Corsanego \u2013 Cortese Guido \u2013 Cortese Pasquale \u2013 Costa \u2013 Cotellessa \u2013 Cremaschi Carlo \u2013 Cremaschi Olindo \u2013 Crispo.<\/p><p>Damiani \u2013 D\u2019Amico \u2013 De Caro Gerardo \u2013 De Gasperi \u2013 Del Curto \u2013 Della Seta \u2013 Delli Castelli Filomena \u2013 De Maria \u2013 De Martino \u2013 De Mercurio \u2013 De Michelis Paolo \u2013 De Palma \u2013 De Unterrichter Maria \u2013 Di Fausto \u2013 Di Gloria \u2013 Di Vittorio \u2013 Domined\u00f2 \u2013 Donati \u2013 Dossetti \u2013 Dugoni.<\/p><p>Ermini.<\/p><p>Fabbri \u2013 Fabriani \u2013 Faccio \u2013 Fantoni \u2013 Fantuzzi \u2013 Farina Giovanni \u2013 Farini Carlo \u2013 Fedeli Aldo \u2013 Ferraresi \u2013 Ferrario Celestino \u2013 Ferreri \u2013 Fietta \u2013 Filippini \u2013 Finocchiaro Aprile \u2013 Fiore \u2013 Fioritto \u2013 Firrao \u2013 Flecchia \u2013 Foa \u2013 Foresi \u2013 Fornara \u2013 Froggio \u2013 Fuschini \u2013 Fusco.<\/p><p>Gabrieli \u2013 Galati \u2013 Galioto \u2013 Garlato \u2013 Gavina \u2013 Gervasi \u2013 Geuna \u2013 Ghidetti \u2013 Ghidini \u2013 Giacchero \u2013 Giacometti \u2013 Giannini \u2013 Giordani \u2013 Gonella \u2013 Gortani \u2013 Grassi \u2013 Grilli \u2013 Gronchi \u2013 Guariento \u2013 Guerrieri Emanuele \u2013 Guerrieri Filippo \u2013 Gui \u2013 Guidi Cingolani Angela \u2013 Gullo Fausto \u2013 Gullo Rocco.<\/p><p>Imperiale \u2013 Iotti Leonilde.<\/p><p>Jervolino.<\/p><p>Laconi \u2013 La Gravinese Nicola \u2013 La Malfa \u2013 Lami Starnuti \u2013 Landi \u2013 La Pira \u2013 Li Causi \u2013 Lizier \u2013 Lombardi Carlo \u2013 Lombardi Riccardo \u2013 Lombardo Ivan Matteo \u2013 Longhena \u2013 Longo \u2013 Lopardi \u2013 Lozza \u2013 Lucifero \u2013 Luisetti \u2013 Lussu.<\/p><p>Macrelli \u2013 Maffi \u2013 Magnani \u2013 Malagugini \u2013 Maltagliati \u2013 Mancini \u2013 Mannironi \u2013 Marazza \u2013 Mariani Enrico \u2013 Marina Mario \u2013 Marinelli \u2013 Martinelli \u2013 Martino Gaetano \u2013 Marzarotto \u2013 Massini \u2013 Massola \u2013 Mastino Gesumino \u2013 Mastrojanni \u2013 Mattarella \u2013 Mattei Teresa \u2013 Matteotti Carlo \u2013 Mazza \u2013 Mazzoni \u2013 Mentasti \u2013 Merighi \u2013 Merlin Angelina \u2013 Mezzadra \u2013 Miccolis \u2013 Minella Angiola \u2013 Minio \u2013 Molinelli \u2013 Momigliano \u2013 Montagnana Rita \u2013 Montalbano \u2013 Montemartini \u2013 Monterisi \u2013 Monticelli \u2013 Montini \u2013 Morandi \u2013 Morelli Luigi \u2013 Morelli Renato \u2013 Morini \u2013 Moro \u2013 Mortati \u2013 M\u00f9rdaca \u2013 Murgia \u2013 Musolino \u2013 Musotto.<\/p><p>Nasi \u2013 Negro \u2013 Nicotra Maria \u2013 Nitti \u2013 Nobile Umberto \u2013 Nobili Tito Oro \u2013 Novella \u2013 Numeroso.<\/p><p>Orlando Camillo.<\/p><p>Pallastrelli \u2013 Parri \u2013 Pastore Giulio \u2013 Pastore Raffaele \u2013 Pat \u2013 Patricolo \u2013 Patrissi \u2013 Pecorari \u2013 Pella \u2013 Penna Ottavia \u2013 Pera \u2013 Perassi \u2013 Perlingieri \u2013 Perrone Capano \u2013 Pesenti \u2013 Petrilli \u2013 Piccioni \u2013 Piemonte \u2013 Pignedoli \u2013 Pollastrini Elettra \u2013 Ponti \u2013 Preti \u2013 Priolo \u2013 Pucci.<\/p><p>Quarello \u2013 Quintieri Adolfo.<\/p><p>Raimondi \u2013 Rapelli \u2013 Reale Eugenio \u2013 Reale Vito \u2013 Recca \u2013 Rescigno \u2013 Restagno \u2013 Ricci Giuseppe \u2013 Rivera \u2013 Rodin\u00f2 Mario \u2013 Rodin\u00f2 Ugo \u2013 Rognoni \u2013 Romano \u2013 Romita \u2013 Roselli \u2013 Rossi Giuseppe \u2013 Rossi Maria Maddalena \u2013 Rossi Paolo \u2013 Roveda \u2013 Rubilli \u2013 Ruggieri Luigi \u2013 Ruini Rumor \u2013 Russo Perez.<\/p><p>Saccenti \u2013 Saggin \u2013 Salerno \u2013 Salizzoni \u2013 Salvatore \u2013 Sampietro \u2013 Sapienza \u2013 Sardiello \u2013 Sartor \u2013 Scalfaro \u2013 Scoca \u2013 Scoccimarro \u2013 Scotti Francesco \u2013 Segni \u2013 Selvaggi \u2013 Sicignano \u2013 Siles \u2013 Silipo \u2013 Silone \u2013 Simonini\u2013 Spataro \u2013 Stampacchia \u2013 Stella.<\/p><p>Targetti \u2013 Taviani \u2013 Tega \u2013 Terranova \u2013 Titomanlio Vittoria \u2013 Togliatti \u2013 Togni \u2013 Tonello \u2013 Tonetti \u2013 Tosato \u2013 Tosi \u2013 Tozzi Condivi \u2013 Tremelloni \u2013 Treves \u2013 Tri- marchi \u2013 Tripepi \u2013 Turco.<\/p><p>Uberti.<\/p><p>Valenti \u2013 Valmarana \u2013 Varvaro \u2013 Venditti \u2013 Veroni \u2013 Viale \u2013 Vicentini \u2013 Vignai \u2013 Vigo \u2013 Villabruna \u2013 Villani \u2013 Volpe.<\/p><p>Zaccagnini \u2013 Zanardi \u2013 Zerbi \u2013 Zotti \u2013 Zuccarini.<\/p><p><em>Si \u00e8 astenuto:<\/em><\/p><p>Gullo Rocco.<\/p><p><em>Sono in congedo:<\/em><\/p><p>Arata.<\/p><p>Carmagnola \u2013 Cavallari.<\/p><p>Gasparotto.<\/p><p>Jacini.<\/p><p>Preziosi.<\/p><p>Ravagnan.<\/p><p>Vanoni.<\/p><p>Si riprende la discussione del disegno di legge: Modificazioni al decreto legislativo 10 marzo 1946, n. 74, per l\u2019elezione della Camera dei deputati. (48).<\/p><p>PRESIDENTE. Pongo in votazione la seconda parte dell\u2019emendamento dell\u2019onorevole Martino Gaetano:<\/p><p>\u00abL\u2019ordine dei candidati nella lista nazionale \u00e8 stabilito, dopo l\u2019elezione, sulla base dei voti preferenziali riportati da ciascuno di essi sulla lista circoscrizionale\u00bb.<\/p><p>CIFALDI. Chiedo la votazione a scrutinio segreto. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Siamo gi\u00e0 in votazione e non posso accogliere la sua richiesta.<\/p><p>BADINI CONFALONIERI. Osservo che la domanda di scrutinio segreto doveva intendersi estesa a tutto l\u2019emendamento Martino Gaetano.<\/p><p>MICCOLIS. Ricordo di aver presentato un emendamento identico a quello dell\u2019onorevole Martino Gaetano.<\/p><p>PRESIDENTE. In questo momento votiamo l\u2019emendamento Martino e, se sar\u00e0 respinto, il voto costituir\u00e0 preclusione per tutti gli emendamenti simili che saranno presentati, quindi, onorevole Miccolis, \u00e8 pacifico che gli emendamenti che saranno respinti in sede di articolo 15, non potranno essere ripresentati.<\/p><p>MARTINO GAETANO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MARTINO GAETANO. Dichiaro di ritirare il mio emendamento.<\/p><p>CEVOLOTTO. Faccio mio l\u2019emendamento e chiedo che lo si ponga in votazione.<\/p><p>PRESIDENTE. \u00c8 stata chiesta la votazione a scrutinio segreto sull\u2019emendamento dell\u2019onorevole Martino Gaetano, ma poi \u00e8 stata chiesta la votazione per divisione. Quando si vota per divisione, l\u2019autonomia delle singole parti si afferma, e la richiesta di scrutinio segreto deve considerarsi, quindi, in relazione alla prima votazione. E l\u2019abbiamo fatto. Poi abbiamo indetto la seconda votazione e solo dopo che era gi\u00e0 incominciata \u00e8 sorta l\u2019idea dello scrutinio segreto anche su questa seconda parte.<\/p><p>Ma poich\u00e9 eravamo gi\u00e0 in votazione non posso accettare la richiesta di scrutinio segreto, che doveva essere presentata prima.<\/p><p>CIFALDI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CIFALDI. Non \u00e8 quella la questione che facciamo. \u00c8 vero che sulla seconda parte dell\u2019emendamento Martino non v\u2019\u00e8 domanda di scrutinio segreto, ma l\u2019emendamento Martino \u00e8 stato ritirato, e, quindi, non pu\u00f2 essere posto in votazione. Se lei onorevole Presidente lo pone in votazione, perch\u00e9 l\u2019onorevole Cevolotto l\u2019ha fatto suo, allora, noi abbiamo il diritto di chiedere lo scrutinio segreto sull\u2019emendamento Cevolotto.<\/p><p>PRESIDENTE. Se la questione \u00e8 posta in questi termini, rispondo che, visto che l\u2019onorevole Martino ha dichiarato di ritirare il suo emendamento dopo che gi\u00e0 ne avevo indetta la votazione, la sua dichiarazione \u00e8 inefficace, e pertanto \u00e8 senza efficacia anche la attuale richiesta di scrutinio segreto.<\/p><p>CRISPO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CRISPO. Ho chiesto di parlare sull\u2019interpretazione che lei ha dato alla norma del Regolamento. Ella sostiene che, votandosi per divisione, su di un emendamento, debba farsi la richiesta di una determinata procedura di votazione, volta per volta. Esprimo il mio dissenso da questa interpretazione. Quando si \u00e8 presentato l\u2019emendamento, e su di esso si \u00e8 chiesta la votazione a scrutinio segreto, l\u2019eventuale sdoppiamento dell\u2019emendamento, nel caso di votazione per divisione, non importa \u2013 a mio avviso \u2013 la conseguenza che si debba rinnovare la richiesta della votazione per scrutinio segreto. La domanda si fa una sola volta.<\/p><p>FUSCHINI, <em>Relatore per la maggioranza. <\/em>Non quando si vota punto per punto un articolo o un emendamento.<\/p><p>CRISPO. Non c\u2019\u00e8 alcuna norma regolamentare che imponga, nel caso di votazione per divisione, di presentare una seconda domanda. La domanda si presenta una sola volta. Per ragioni di opportunit\u00e0 si pu\u00f2 sdoppiare l\u2019emendamento; ma la domanda si riferisce a tutto l\u2019emendamento, epper\u00f2 non si comprende perch\u00e9 essa debba ripetersi.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Crispo, le domande d\u2019appello nominale o di scrutinio segreto si debbono presentare volta per volta, cos\u00ec come \u00e8 sancito dall\u2019articolo 97 del Regolamento,<\/p><p>MICCOLIS. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MICCOLIS. Ho presentato un emendamento identico nella forma e nella sostanza a quello dell\u2019onorevole Martino, fatto proprio dall\u2019onorevole Cevolotto. Aderisco a quell\u2019emendamento, ritirando il mio e, poich\u00e9 avevo gi\u00e0 chiesto lo scrutinio segreto, vi insisto.<\/p><p>PRESIDENTE. Ma non v\u2019\u00e8 nessuna richiesta formale.<\/p><p>LUCIFERO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Su che cosa, onorevole Lucifero?<\/p><p>LUCIFERO. Chiedo di parlare per un richiamo al Regolamento.<\/p><p>PRESIDENTE. Sta bene. Ha facolt\u00e0 di parlare..<\/p><p>LUCIFERO. Signor Presidente, ella sa che io sono quanto lei geloso custode del Regolamento. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Mi permetto farle notare, signor Presidente, che quando ci si richiama al Regolamento, occorre tenerlo presente tutto.<\/p><p>Ora, l\u2019articolo 104 stabilisce che, cominciata la votazione, non \u00e8 pi\u00f9 possibile dare la facolt\u00e0 di parlare ad alcuno. Quindi, la votazione non era incominciata; se no, ella non avrebbe dato la facolt\u00e0 di parlare ad alcuno. Sicch\u00e9, si possono fare tutte le richieste.<\/p><p>PRESIDENTE. Io sono il geloso custode del Regolamento, ma loro ne sono i permanenti violatori; io spesso sono solo a difenderlo contro tutti loro. (<em>Vivi, generali applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Comunque, onorevole Lucifero, non si pu\u00f2 negare che la votazione fosse stata gi\u00e0 indetta.<\/p><p>Desidero, ora, soltanto precisare all\u2019onorevole Miccolis che egli si richiamava al testo presentato stamani dall\u2019onorevole Martino Gaetano, insieme con l\u2019onorevole Corbino, dimenticando o, forse, ignorando che l\u2019onorevole Martino ha sostituito la vecchia con una nuova formulazione. L\u2019onorevole Miccolis riconosce nella formulazione abbandonata dall\u2019onorevole Martino un testo analogo al suo e pertanto la dichiarazione da lui fatta poco fa, di aderire a questa formulazione, \u00e8 da ritenersi come non fatta. La nuova formulazione \u00e8 di esclusiva paternit\u00e0 dell\u2019onorevole Martino Gaetano ed in quanto tale deve essere votata.<\/p><p>GIANNINI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>GIANNINI. Se mi consente, onorevole Presidente, vorrei fare una dichiarazione a titolo di chiarimento. Qui v\u2019\u00e8 stata un\u2019offensiva contro la lista nazionale alla quale ho preso parte anch\u2019io, ma siamo stati sconfitti e la lista nazionale ha prevalso ed \u00e8 stata approvata. Posso anche dolermi di ci\u00f2, poich\u00e9 sono uno degli sconfitti, ma sono convinto che, avendo l\u2019Assemblea approvato la lista nazionale, tutti gli emendamenti ora presentati siano, se non letterariamente, per lo meno intenzionalmente in contrasto con il criterio della lista nazionale, in quanto tendono a modificarlo.<\/p><p><em>Una voce.<\/em> \u00c8 un correttivo.<\/p><p>GIANNINI. Non \u00e8 un correttivo. Ripeto che io ho votato contro, in quanto non volevo la lista nazionale, ma se si pongono in votazione degli emendamenti che possono dare alla lista nazionale o un automatismo di formazione, o un automatismo di graduatoria, si viene sempre a vulnerare quel principio, immorale se si vuole, ma sul quale riposa la lista nazionale cos\u00ec come \u00e8 stata voluta dall\u2019Assemblea. Quindi esprimo un dubbio, non affermo una certezza, sulla legalit\u00e0 della messa in votazione di emendamenti che si troverebbero in contraddizione con quanto stabilito dall\u2019Assemblea.<\/p><p>PRESIDENTE. Le sono grato, onorevole Giannini, di questa chiarificazione, perch\u00e9 vorrei che essa servisse almeno a questo scopo: a convincere i colleghi, i quali pur vogliono correggere la lista nazionale con questi vari emendamenti, a non accanirsi in questa azione ricorrendo a tutti gli appigli che offre loro il Regolamento.<\/p><p>Pongo, pertanto, ancora in votazione la seconda parte dell\u2019emendamento dell\u2019onorevole Martino Gaetano, del seguente tenore:<\/p><p>\u00abL\u2019ordine dei candidati nella lista nazionale \u00e8 stabilito dopo le elezioni sulla base dei voti preferenziali riportati da ognuno di essi nella lista circoscrizionale\u00bb.<\/p><p>(<em>Dopo prova e controprova, non \u00e8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo all\u2019esame degli emendamenti proposti sopra l\u2019articolo 3-<em>ter<\/em>.<\/p><p>L\u2019emendamento soppressivo dell\u2019articolo 17 proposto dall\u2019onorevole Grilli \u00e8 decaduto in seguito alla votazione di ieri mattina.<\/p><p>Segue l\u2019emendamento degli onorevoli Adonnino, Salvatore, Bellato, Magrini, Trimarchi, Numeroso, Bonino, Borsellino, Ermini, Caristia e Nicotra Maria, del seguente tenore:<\/p><p>\u00ab<em>\u00c8 abrogato il n.<\/em> 5\u00b0) <em>dell\u2019articolo 8, e sostituito dal seguente:<\/em><\/p><p>Le liste sono identificate soltanto mediante il contrassegno, eliminando qualsiasi numerazione che le accompagni\u00bb.<\/p><p>Domando chi, fra i numerosi firmatari, desidera svolgerlo, in assenza dell\u2019onorevole Adonnino.<\/p><p>NUMEROSO. Lo svolgo io.<\/p><p>PRESIDENTE. Sta bene. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>NUMEROSO. La opportunit\u00e0 di questo emendamento risulta dagli inconvenienti che si sono verificati nelle ultime elezioni, allorch\u00e9 molti elettori hanno scambiato il numero della lista con quello del candidato. Non avrei difficolt\u00e0 anche a modificare questo emendamento, nel senso di contrassegnare le liste con lettere alfabetiche, perch\u00e9 il solo scopo \u00e8 quello, ripeto, di eliminare degli inconvenienti.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Scoccimarro ha la facolt\u00e0 di esprimere il parere della Commissione.<\/p><p>SCOCCIMARRO, <em>Presidente della Commissione.<\/em> La Commissione ha esaminato questo emendamento e, pur riconoscendo che alcuni degli inconvenienti denunciati si sono verificati, ha tuttavia constatato che, accettandolo, si creerebbero inconvenienti ancora maggiori di quelli che si vogliono eliminare, perci\u00f2 la Commissione esprime parere contrario.<\/p><p>PRESIDENTE. Ed il Governo?<\/p><p>ANDREOTTI, <em>Sottosegretario di Stato per la Presidenza del Consiglio.<\/em> Il Governo si associa alla Commissione.<\/p><p>PRESIDENTE. Chiedo al Relatore se la Commissione insiste nella sua proposta di articolo 3-<em>ter<\/em>, del seguente tenore:<\/p><p>\u00ab<em>L\u2019ultima parte del primo comma dell\u2019articolo 17, dalle parole:<\/em> e l\u2019attestazione della cancelleria, ecc. \u00e8 <em>soppressa<\/em>\u00bb.<\/p><p>FUSCHINI, <em>Relatore per la maggioranza. <\/em>No; dopo l\u2019approvazione della prima parte dell\u2019emendamento Lucifero bisogna mantenere fermo tutto l\u2019articolo 17.<\/p><p>PRESIDENTE. Sta bene. Pongo allora in votazione l\u2019emendamento Adonnino-Numeroso test\u00e9 letto.<\/p><p>(<em>Dopo<\/em> <em>prova e controprova, non \u00e8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Segue l\u2019articolo 1<em>-quinquies<\/em>, proposto dagli onorevoli Paris, Gullo Rocco, La<\/p><p>Malfa, Corsi, Treves e Persico, del seguente tenore:<\/p><p>\u00ab<em>Sopprimere il secondo e il terzo comma dell\u2019articolo 42 del decreto legislativo luogotenenziale 10 marzo 1946, n. 74<\/em>\u00bb.<\/p><p>Do lettura, per meglio chiarire la proposta, del secondo e terzo comma dell\u2019articolo 42 del decreto legislativo 10 marzo 1946:<\/p><p>\u00abGli elettori che, per impedimento fisico evidente o validamente dimostrato all\u2019ufficio, siano nell\u2019impossibilit\u00e0 di votare, sono ammessi dal presidente a far esprimere il voto da un elettore di loro fiducia in loro presenza.<\/p><p>Il segretario indica nel verbale il motivo specifico dell\u2019impedimento e il nome dell\u2019elettore che ha assistito il votante\u00bb.<\/p><p>In assenza dell\u2019onorevole Paris ha facolt\u00e0 di svolgerlo l\u2019onorevole Gullo Rocco.<\/p><p>GULLO ROCCO. Questo emendamento porta come prima firma quella dell\u2019onorevole Paris, e pertanto non posso disporne. Tuttavia ritiro la mia firma.<\/p><p>Con l\u2019occasione ricordo che v\u2019\u00e8 un mio emendamento che potrebbe essere collocato sia in questa sede quanto in sede di articolo 62.<\/p><p>PRESIDENTE. Sta bene.<\/p><p>Prego gli altri firmatari di dichiarare se conservano o meno la loro firma all\u2019emendamento.<\/p><p>TREVES. Ritiro la mia firma.<\/p><p>LA MALFA. Anch\u2019io ritiro la firma.<\/p><p>SCOCCIMARRO, <em>Presidente della Commissione.<\/em> Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>SCOCCIMARRO, <em>Presidente della Commissione.<\/em> La Commissione aveva accettato questo emendamento. Dichiaro pertanto che, se i firmatari lo ritirano, la Commissione lo fa suo.<\/p><p>PRESIDENTE. Sta bene. Lo pongo, pertanto, in votazione.<\/p><p>(<em>Dopo<\/em> <em>prova e controprova, \u00e8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>GIANNINI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>GIANNINI. Signor Presidente, io avevo presentato tempestivamente \u2013 tanto che figura stampato nel fascicolo \u2013 un emendamento all\u2019articolo 3-<em>bis<\/em>, emendamento che, in mia assenza, \u00e8 stato dichiarato decaduto. Io effettivamente ero impegnato alla Commissione del teatro.<\/p><p>Il collega onorevole Tumminelli del mio Gruppo aveva accettato di far suo e di svolgere questo mio emendamento, tuttavia, quando \u00e8 venuto in discussione, anch\u2019egli era assente.<\/p><p>Si tratta di una proposta, a mio avviso, di una certa importanza; chiedo pertanto se sia consentito, anche in via eccezionale, di riproporlo per metterlo in votazione.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Giannini, poich\u00e9 non \u00e8 stata fatta alcuna votazione che possa essere invocata come preclusiva nei confronti del suo emendamento e poich\u00e9 la formulazione dell\u2019articolo 15 del decreto del 1946 non \u00e8 stata messa in causa, personalmente ritengo che, se non vi sono osservazioni in contrario, si possa aderire alla sua proposta.<\/p><p>Chiedo alla Commissione se si oppone.<\/p><p>SCOCCIMARRO. <em>Presidente della Commissione.<\/em> La Commissione non si oppone.<\/p><p>PRESIDENTE. Sta bene. L\u2019emendamento Giannini \u00e8 del seguente tenore:<\/p><p>\u00ab<em>Al quarto comma dell\u2019articolo 15, alle parole:<\/em> tre liste, <em>sostituire le altre:<\/em> cinque liste\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Giannini ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>GIANNINI. Signor Presidente, questo mio emendamento mira ad offrire, cos\u00ec ai grandi come ai piccoli partiti, la possibilit\u00e0, il vantaggio di portare da tre a cinque le circoscrizioni in cui un singolo candidato pu\u00f2 presentarsi. Ci\u00f2 allo scopo di far s\u00ec che candidati di gran nome, come Togliatti, De Gasperi&#8230;<\/p><p><em>Una voce.<\/em> Giannini! Giannini!<\/p><p>GIANNINI. &#8230;e perch\u00e9 no? anche Giannini, possano aiutare i loro partiti presentandosi in pi\u00f9 circoscrizioni.<\/p><p>Non v\u2019\u00e8 ragione per cui debba necessariamente limitarsi la presentazione in sole tre circoscrizioni.<\/p><p>Con questo mi sembra di avere esposto tutte le ragioni del mio emendamento, il quale \u00e8 vantaggioso e non \u00e8 dannoso in nessun modo, perch\u00e9 non recherebbe nessun intralcio e non comporterebbe nessun inconveniente.<\/p><p>PRESIDENTE. La Commissione ha facolt\u00e0 di esprimere il proprio parere sull\u2019emendamento dell\u2019onorevole Giannini.<\/p><p>FUSCHINI, <em>Relatore per la maggioranza.<\/em> La Commissione non ha per conto proprio nessuna difficolt\u00e0 ad accettare la proposta dell\u2019onorevole Giannini; per\u00f2 si rimette all\u2019Assemblea.<\/p><p>PRESIDENTE. E il Governo?<\/p><p>ANDREOTTI, <em>Sottosegretario di Stato per la Presidenza del Consiglio.<\/em> Il Governo si rimette all\u2019Assemblea.<\/p><p>ROSSI PAOLO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>ROSSI PAOLO. Dichiaro che voter\u00f2 contro l\u2019emendamento, ricordando che il principe Luigi Bonaparte \u00e8 stato eletto in sette dipartimenti, e poco dopo v\u2019\u00e8 stato il colpo di Stato. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>CEVOLOTTO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE, Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CEVOLOTTO. Voter\u00f2 contro, perch\u00e9 l\u2019emendamento dell\u2019onorevole Giannini non \u00e8 giusto. Se un candidato di grande nome \u2013 si \u00e8 fatto l\u2019esempio nientemeno che dell\u2019onorevole De Gasperi \u2013 si porter\u00e0 candidato in cinque circoscrizioni, guadagner\u00e0 probabilmente un quoziente per ogni collegio, con voti dati a lui personalmente, non al suo partito o alla sua lista e potr\u00e0 cedere il posto al secondo della lista che si avvantagger\u00e0 cos\u00ec dei voti di lista non dati per lui, e che senza la presenza del primo eletto non avrebbe mai ottenuto.<\/p><p>GIANNINI. Sta bene, ma sono immediatamente seguenti!<\/p><p>CEVOLOTTO. La influenza personale che un grande nome esercita, e che dovrebbe poter esercitare in un solo collegio (e la legge gli consente di esercitarla in tre!) verrebbe estesa a cinque collegi. Mi pare troppo; credo che sia opportuno mantenere il precedente limite di tre.<\/p><p>CAPPA. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CAPPA. Sono contrario anche per i motivi addotti dal collega Rossi Paolo, perch\u00e9 in questo modo si potrebbero fare delle designazioni plebiscitarie.<\/p><p>Ma sono contrario anche per un\u2019altra ragione, perch\u00e9 se noi consentiamo ad un candidato di essere eletto in cinque collegi andiamo contro l\u2019interesse del partito che rappresenta, perch\u00e9 prima che la Giunta delle elezioni avr\u00e0 convalidato l\u2019elezione di questo candidato e quelle degli altri quattro che ne prendono il posto nei collegi cui deve rinunziare, passer\u00e0 molto tempo, e intanto quel partito non potr\u00e0\u2019 disporre alla Camera di quei quattro voti.<\/p><p>PRESIDENTE. Pongo in votazione la proposta dell\u2019onorevole Giannini, test\u00e9 letta.<\/p><p>(<em>Non \u00e8 approvata<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo alle proposte di articolo 8-<em>bis <\/em>riguardanti modifiche all\u2019articolo 57 del decreto. La Commissione aveva proposto il seguente testo:<\/p><p>\u00ab<em>Al quarto comma dell\u2019articolo 57, alle parole:<\/em> pi\u00f9 uno, <em>sono sostituite le altre:<\/em> pi\u00f9 due, e <em>alle parole:<\/em> pi\u00f9 due, <em>sono sostituite le altre: <\/em>pi\u00f9 tre\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Nobile a sua volta ha proposto il seguente emendamento:<\/p><p>\u00ab<em>Sostituire il quarto e il quinto comma dell\u2019articolo<\/em> 57, <em>con i seguenti:<\/em><\/p><p>\u00abLe cifre elettorali servono di base all\u2019assegnazione del numero dei deputati a ciascuna lista. Per questo effetto i presidenti degli uffici centrali circoscrizionali comunicano immediatamente le cifre elettorali della propria circoscrizione all\u2019ufficio centrale nazionale costituito presso la Corte di cassazione, di cui al successivo articolo 62.<\/p><p>\u00abQuesto ufficio, ricevute dai vari uffici circoscrizionali le cifre elettorali, le somma insieme facendo cos\u00ec il computo della cifra elettorale nazionale. Indi, dividendo quest\u2019ultima cifra per il numero totale dei deputati da eleggere aumentato di 30, calcola il quoziente elettorale nazionale. Tale quoziente viene dal presidente dell\u2019ufficio centrale comunicato agli uffici centrali circoscrizionali.<\/p><p>\u00abGli uffici centrali circoscrizionali, conosciuto cos\u00ec il quoziente elettorale nazionale, attribuiranno ad ogni lista tanti rappresentanti, quante volte il quoziente stesso risulta contenuto nella cifra elettorale di ciascuna lista. I seggi che rimangono non assegnati verranno attribuiti al Collegio unico nazionale\u00bb.<\/p><p>Ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>NOBILE. Onorevoli colleghi, il mio emendamento tende in qualche modo ad applicare meglio il sistema proporzionale che la Costituente ha votato per la Camera dei deputati.<\/p><p>Secondo questo sistema, i gruppi politici dovrebbero avere un numero di seggi proporzionale al numero totale dei voti che i gruppi riportano nelle elezioni.<\/p><p>Nelle elezioni della Costituente vi sono state divergenze notevoli in relazione a questo criterio, per cui \u00e8 avvenuto che nove seggi che sarebbero spettati a certi gruppi politici sono andati a beneficio di altri gruppi politici.<\/p><p>Non occorre che io specifichi quali siano i gruppi politici che hanno perduto questi seggi a beneficio di altri: non ha importanza. Quello che ha importanza \u00e8 il principio. Fatto \u00e8 che nove seggi non sono andati secondo il concetto di proporzionalit\u00e0 ai partiti politici ai quali spettavano.<\/p><p>Ora la ragione principale di questo disguido \u00e8 dovuta al fatto della grande variabilit\u00e0 del quoziente elettorale. Questo quoziente elettorale, in base al quale nelle singole circoscrizioni si attribuivano i seggi, \u00e8 variato da un minimo di 30.638 nelle Calabrie fino ad un massimo di 45.078 nel collegio di Torino-Vercelli, senza contare il collegio nazionale, dove si \u00e8 avuta, nientemeno, la cifra di 50.225. Questo vuol dire che 30 mila voti validi bastarono in Calabria per l\u2019eilzione di un deputato, mentre a Torino occorse il 50 per cento di pi\u00f9, e per il collegio nazionale anche di pi\u00f9. Questa \u00e8 la ragione principale della divergenza di proporzionalit\u00e0 tra il numero dei seggi attribuiti ed i voti riportati da ciascun gruppo politico.<\/p><p>Se si vuol attuare meglio il sistema proporzionale, se si vuole che i partiti \u2013 e questo interessa anche i piccoli partiti \u2013 abbiano la rappresentanza che loro competerebbe secondo il numero totale dei voti, il rimedio \u00e8 semplice: occorre un quoziente unico nazionale.<\/p><p>A questo appunto tende la mia proposta. Secondo essa si stabilisce un quoziente unico nazionale invece di tanti quozienti circoscrizionali. Il procedimento \u00e8 molto semplice: basta che l\u2019ufficio centrale di Roma sommi tutti i voti validi degli elettori. Dividendo questo per il numero dei deputati da eleggere in tutta Italia si ottiene senz\u2019altro il quoziente unico nazionale.<\/p><p>Se l\u2019Assemblea intendesse perfezionare il sistema proporzionale, dovrebbe logicamente accettare il mio emendamento. Ma io dubito che ci\u00f2 avverr\u00e0, perch\u00e9 mi rendo conto che il metodo da me suggerito avrebbe dovuto essere a fondo studiato. Per conseguenza non vi insisterei.<\/p><p><em>Una voce a destra.<\/em> Perch\u00e9? La proposta \u00e8 interessante.<\/p><p>NOBILE. Sta bene. La mantengo allora.<\/p><p>In via subordinata propongo un altro emendamento all\u2019articolo 57. E la subordinata consiste in una proposta che non \u00e8 stampata, ma che \u00e8 stata esibita alla Commissione e alla Presidenza della Camera, e che stabilisce in sostanza un perfezionamento del sistema attuale.<\/p><p>La mia subordinata \u00e8 questa: secondo il sistema applicato nelle elezioni della Costituente, che \u00e8 stato lievemente modificato dalla Commissione, per stabilire il quoziente circoscrizionale si divide il numero totale dei voti validi per numero dei seggi dei deputati da eleggersi aumentato di uno o di due a seconda che il numero dei deputati sia inferiore a venti o superiore a venti.<\/p><p>La Commissione allo scopo di ridurre il numero dei seggi del collegio unico nazionale propone di aumentare a due-tre il coefficiente di maggiorazione dei seggi. Ora questo \u00e8 un criterio empirico il quale d\u00e0 luogo a sperequazioni molto gravi nella pratica. Ho voluto fare delle applicazioni ed i risultati a cui sono pervenuto sono i seguenti: se si considera uno stesso numero di voti validi per ogni deputato da eleggere, in questi quattro collegi, Potenza, Genova, Bari e Milano, ad esempio 40.000, applicando i coefficienti due e tre suggeriti dalla Commissione, si giungerebbe a questi risultati: che a Potenza sarebbe eletto un deputato con un quoziente 32.000, a Genova un deputato con un quoziente 36.000, a Bari un deputato con un quoziente 37.200, a Milano un deputato con un quoziente 39.500. Come vedete vi \u00e8 una differenza enorme. Pur essendo uguali i voti validi per ogni deputato da eleggere, \u00e8 eletto un numero di deputati assai variabile.<\/p><p>Questo dimostra come sia irrazionale il vecchio sistema; con questo criterio arbitrario si ottengono risultati ben lontani dalla proporzionalit\u00e0. Quindi propongo che invece di aumentare di due-tre si applichi una diminuzione proporzionale del quoziente ottenuto dividendo il numero dei voti validi nelle circoscrizioni per il numero dei deputati da eleggere. Avrei proposto il 12 per cento. Fatti i calcoli con questo coefficiente il numero dei seggi assegnati al collegio nazionale sarebbe ridotto di molto rispetto al numero attuale. Se l\u2019Assemblea desidera che questo numero sia ridotto a non pi\u00f9 di 40-50, dovrebbe approvare il coefficiente di riduzione del 12 per cento del quoziente; se invece la riduzione fosse solo del 10 per cento, allora si avrebbe un numero pi\u00f9 alto, forse 70 od 80 prossimo a quello che si ebbe nelle elezioni della Costituente.<\/p><p>Questo in breve quello che ho proposto. Dunque, in linea principale l\u2019adozione di un quoziente nazionale che \u00e8 molto semplice ad applicarsi nella pratica; in linea subordinata propongo un miglioramento, sebbene non sostanziale, dell\u2019articolo che stiamo esaminando.<\/p><p>FABBRI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>FABBRI. Vorrei fare questa domanda all\u2019onorevole Nobile, se cio\u00e8 col sistema che egli propugna non si verifichi che le circoscrizioni, ove si ha un grande assenteismo da parte degli elettori, sottraggano deputati alle regioni dove invece v\u2019\u00e8 grande affluenza alle urne.<\/p><p>NOBILE. Chiedo di poter rispondere all\u2019onorevole Fabbri.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>NOBILE. Ha perfettamente ragione. Il quoziente alto significa quasi sempre una scarsa affluenza alle urne. Cos\u00ec avviene che i corpi elettorali pigri sono premiati e invece i corpi elettorali zelanti eleggono un minor numero di deputati. Questo si evita con la mia proposta principale. Con quella subordinata, la questione non ha alcuna importanza. L\u2019osservazione dell\u2019onorevole Fabbri \u00e8 giusta, ma solo per la mia proposta principale, quella secondo cui si vorrebbe adottare un quoziente unico nazionale, ma con la subordinata mantengo il quoziente circoscrizionale, e quindi l\u2019osservazione cade.<\/p><p>PRESIDENTE. Segue l\u2019emendamento che l\u2019onorevole Perrone Capano ha proposto insieme con gli onorevoli De Martino, Selvaggi, Condorelli, Codacci Pisanelli e Monterisi:<\/p><p>\u00ab<em>Al quarto comma dell\u2019articolo<\/em> 57, <em>alle parole:<\/em> dei deputati a ciascuna lista. Per questo effetto, ecc., <em>e<\/em> <em>sino alla fine dell\u2019articolo, sostituire:<\/em><\/p><p>\u00abIl numero complessivo dei voti riconosciuti validi in ciascuna circoscrizione va diviso per il numero dei deputati da eleggere aumentato di uno.<\/p><p>\u00abI voti validi riportati da ciascuna lista elettorale vanno rispettivamente divisi per il quoziente di cui innanzi, ed il risultato di tale divisione rappresenta il numero dei deputati eletti in ciascuna lista.<\/p><p>\u00abSe il numero dei seggi cos\u00ec attribuiti risulta inferiore al numero dei seggi assegnati alla circoscrizione, le divisioni di cui innanzi saranno fatte diminuendo il divisore, portandolo sino a quel numero, il pi\u00f9 alto possibile, che consenta i quozienti i quali, sommati, formino il numero dei seggi assegnati a ciascuna circoscrizione\u00bb.<\/p><p>Ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>PERRONE CAPANO. Lo ritiro perch\u00e9 superato.<\/p><p>PRESIDENTE. Sta bene. Segue l\u2019emendamento degli onorevoli Tambroni, Arcangeli, Marinelli, Fabriani, Zuccarini, Bocconi, Filippini, De Caro Gerardo, Turco, Ciccolungo, Stella, Mastino Gesumino, Bovetti, Bulloni, Monterisi, Tozzi Condivi, Raimondi, Firrao, Galati, Manzini e De Martino:<\/p><p>\u00ab<em>In relazione all\u2019emendamento precedente, al quarto comma sostituire alle parole:<\/em> Si divide il totale dei voti validi riportati da tutte le liste per il numero dei deputati da eleggere pi\u00f9 uno, quando alla circoscrizione siano assegnati fino a venti deputati, o pi\u00f9 due, quando alla circoscrizione siano assegnati oltre venti deputati, <em>le seguenti:<\/em> Si divide il totale dei voti validi riportati da tutte le liste per il numero dei deputati da eleggere pi\u00f9 due, quando alla circoscrizione siano assegnati fino a 16 deputati; pi\u00f9 tre, quando alla circoscrizione siano assegnati oltre 16 deputati\u00bb.<\/p><p>Non essendo presenti i firmatari, s\u2019intende che abbiano rinunciato a svolgerlo.<\/p><p>Segue l\u2019emendamento degli onorevoli Donati, Rivera, Castelli Avolio, Morelli Renato, Lami Starnuti e Dugoni del seguente tenore:<\/p><p>\u00ab<em>Al quarto comma dell\u2019articolo 57, alle parole:<\/em> pi\u00f9 uno <em>e<\/em> pi\u00f9 due, <em>sostituire sempre le parole:<\/em> pi\u00f9 tre\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Donati ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>DONATI. Il mio emendamento ha un duplice scopo.<\/p><p>Innanzitutto dal risultato della votazione, a favore e contro la lista nazionale, discende indubbiamente la tendenza a ridurre almeno la portata della lista nazionale. Anche se \u00e8 preclusa la possibilit\u00e0 di modificarne il principio e le modalit\u00e0 di composizione, perch\u00e9 tutti gli emendamenti al riguardo sono stati respinti, rimane sempre aperta la possibilit\u00e0 di ridurre il numero dei seggi a disposizione della lista nazionale, lasciando quindi il maggior numero di posti possibile a disposizione delle circoscrizioni. Ed in questo senso, gi\u00e0 prima della discussione, la Commissione, nel suo progetto, proponeva di elevare da pi\u00f9 uno e pi\u00f9 due, rispettivamente a pi\u00f9 due e pi\u00f9 tre il coefficiente di maggiorazione per fare in modo che si passasse da circa ottanta a poco pi\u00f9 di cinquantacinque seggi a disposizione della lista nazionale. E sotto questo profilo credo che la discussione ampia ed il risultato della menzionata votazione potrebbe indurre a ridurre ulteriormente il numero dei seggi a disposizione nella lista nazionale, elevando in genere il coefficiente ad un numero superiore.<\/p><p>Ma vi \u00e8 anche un altro aspetto del problema che l\u2019onorevole Lami Starnuti ha messo in evidenza nella seduta di ieri, ed \u00e8 che facendo una differenziazione fra i collegi che hanno meno di 20 seggi e quelli che ne hanno pi\u00f9 di 20 si crea uno squilibrio fra i primi ed i secondi.<\/p><p>Sono ben 20 i collegi che hanno meno di 20 seggi ed hanno un complesso di 277 deputati; sono soltanto 10 i collegi che hanno pi\u00f9 di 20 seggi ed hanno 278 deputati. Vi \u00e8 dunque una equivalenza del numero dei seggi. Senonch\u00e9, con il sistema della legge 1946 \u00e8 accaduto che i grandi collegi hanno dato soltanto 31 posti alla lista nazionale, mentre si pu\u00f2 dire che tutti gli eletti della lista nazionale provengono dai grandi collegi. Ed infatti: su 36 seggi Milano ne ha visti sacrificati soltanto due a favore della lista nazionale. Verona, su 29 seggi, soltanto 2; Napoli, su 30, soltanto 3. Che cosa si \u00e8 verificato per gli altri 20 collegi medi e piccoli? Per esempio ad Aquila su 16 deputati il collegio ha dovuto sacrificare ben 4 seggi; cio\u00e8 il 25 per cento sono stati sottratti alla circoscrizione naturale per dar luogo ad eletti in lista nazionale. Lo stesso \u00e8 avvenuto per Ancona 4 su 17 posti: meno del 25 per cento. A Salerno 3 su 15. A Lecce 3 su 15. A Potenza 2 su 7, cio\u00e8 quasi il 30 per cento.<\/p><p>In sostanza, il maggior contributo, cio\u00e8 49 sugli 80 posti a disposizione della lista nazionale, \u00e8 stato dato dai piccoli e medi collegi, dai quali, tra l\u2019altro, non sono generalmente tratti i candidati della lista nazionale.<\/p><p>Ora, mi domando, per quale ragione questa sperequazione fra i grandi collegi che hanno dato soltanto 31 posti, mentre hanno dato ben pi\u00f9 candidati eletti, ed i piccoli e medi collegi che hanno dato 49?<\/p><p>N\u00e9 con la proposta della Commissione si ottiene un risultato pi\u00f9 equo: perch\u00e9 dalla stessa relazione della Commissione risulta che aumentando il coefficiente da due a tre dei grandi collegi si sottraggono soltanto 20 posti a favore della lista nazionale; mentre nei piccoli e medi collegi aumentando da 1 a 2 il coefficiente se ne sottraggono ben 35.<\/p><p>La sperequazione dunque rimane.<\/p><p>Per questa ragione, sia per ridurre i posti a disposizione della lista nazionale, sia per stabilire l\u2019equilibrio fra piccoli e medi collegi da un lato e grandi collegi dall\u2019altro ho proposto che il coefficiente di maggiorazione sia sempre elevato a tre, aderendo con ci\u00f2 alla proposta della Commissione per i grandi collegi che fornirebbero circa 20 posti alla lista nazionale ma elevando da 2 a 3 il coefficiente proposto della Commissione per i piccoli e medi collegi. In tal modo anche i piccoli e medi collegi verrebbero a dare circa una ventina di seggi a disposizione della lista nazionale.<\/p><p>Se dovesse essere accolta una proposta che elevasse ancora il coefficiente non sarei contrario; ma vorrei in ogni caso che fosse evitata comunque una differenziazione fra piccoli e medi collegi da un lato e grandi collegi dall\u2019altro, che non trova nessuna giustificazione n\u00e9 morale n\u00e9 politica.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Caronia, insieme con gli onorevoli Codacci Pisanelli, Siles, Orlando Camillo, Di Fausto, Ponti, Guerrieri Emanuele, Geuna, Quarello, Scalfaro e Garlato propone di sostituire al quarto comma dell\u2019articolo 57 alle parole: per questo effetto ecc., sino alla fine, la seguente formulazione:<\/p><p>\u00abIl numero complessivo dei voti riconosciuti validi in ciascuna circoscrizione va diviso per il numero dei deputati da eleggere aumentato del 20 per cento.<\/p><p>\u00abI voti validi riportati da ciascuna lista elettorale vanno rispettivamente divisi per il quoziente di cui innanzi, ed il risultato di tale divisione rappresenta il numero dei deputati di ciascuna lista\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Caronia ha facolt\u00e0 di svolgere l\u2019emendamento.<\/p><p>CARONIA. Scopo dell\u2019emendamento da me proposto \u00e8 di cercare di ridurre al minimo gli inconvenienti della lista nazionale, dato che met\u00e0 dell\u2019Assemblea ha aderito alla forma antidemocratica ed anticostituzionale della lista nazionale.<\/p><p>Il mio emendamento differisce da quello proposto dall\u2019onorevole Donati e si avvicina invece a quello proposto dall\u2019onorevole Nobile.<\/p><p>Differisce da quello dell\u2019onorevole Donati, in quanto non crea disparit\u00e0 fra piccole e grandi circoscrizioni.<\/p><p>Si avvicina a quello dell\u2019onorevole Nobile, nel senso che, qualunque sia il numero dei deputati assegnati alle singole liste, stabilisce una percentuale fissa, in modo che si elimina qualunque disparit\u00e0 tra piccole e grandi circoscrizioni.<\/p><p>Ho fatto dei calcoli in proposito aumentando del 20 per cento il numero dei quozienti da me proposti.<\/p><p>Per esempio, nella prima circoscrizione, quella di Torino, alla quale erano assegnati 27 seggi, si \u00e8 avuto un totale di 1.332.367; aumentando il numero 27 del 20 per cento si raggiunge la cifra di 32,40; dividendo 1.332.367 per 32,40 si ha un quoziente di 41.730, invece di circa 46.000, quale si \u00e8 avuto con l\u2019aumento di uno. In questo modo si sarebbe raggiunto il numero di 27 seggi, di meno di quelli di spettanza della circoscrizione, e non la perdita di tre, quale si \u00e8 avuta.<\/p><p>Applicando il metodo alla circoscrizione di Salerno, che ha un numero minore di seggi, e che nell\u2019ultima elezione ha perduto 3 quozienti, la perdita si sarebbe ridotta ad un solo quoziente. Mi sembra evidente il criterio di giustizia rispetto alle singole circoscrizioni, siano esse grandi o piccole, senza, per questo togliere completamente la utilizzazione dei resti nella lista nazionale, la quale verrebbe ridotta da 80 a 55 secondo la proposta della Commissione, a circa 40 secondo la proposta dell\u2019onorevole Donati e ad una ventina secondo la mia proposta. Poco male! Sarebbe un correttivo in omaggio alla Costituzione che abbiamo votato, ed in omaggio ai princip\u00ee democratici, che ci dovrebbero ispirare.<\/p><p>Propongo che il mio emendamento sia posto in votazione; nel caso che dovesse essere respinto, aderirei a quello dell\u2019onorevole Nobile.<\/p><p>PRESIDENTE. Segue l\u2019emendamento dell\u2019onorevole Reale Vito, del seguente tenore:<\/p><p><em>\u00abAl quarto comma dell\u2019articolo 57, alle parole:<\/em> \u00abpi\u00f9 uno\u00bb, <em>ed alle parole:<\/em> \u00abpi\u00f9 due<em>\u00bb, sostituire le altre: <\/em>\u00abpi\u00f9 quattro\u00bb.<\/p><p>Poich\u00e9 non \u00e8 presente, s\u2019intende che abbia rinunciato a svolgerlo.<\/p><p>L\u2019onorevole Basile ha presentato il seguente emendamento, aggiuntivo al sesto comma dell\u2019articolo 57:<\/p><p>\u00abse il residuo dei voti non raggiunge la met\u00e0 della cifra del quoziente elettorale\u00bb.<\/p><p>Ha facolt\u00e0 di svolgerlo.<\/p><p>BASILE. Il problema dei resti elettorali \u00e8 questione tecnica che, in un\u2019Assemblea politica, diventa politica.<\/p><p>Ogni lista lascia un residuo di voti, una frazione di deputato. \u00c8 fuori dubbio che se nel meccanismo della legge il collegio unico nazionale restasse soltanto per l\u2019utilizzazione al centro delle frazioni che non possono utilizzarsi alla periferia, il sistema risponderebbe in modo matematicamente esatto al principio proporzionale integrale. Ma questo sarebbe il problema tecnico puro e semplice. Il collegio nazionale per\u00f2 non \u00e8 uno strumento per utilizzare i resti, \u00e8 una risorsa che limita il diritto degli elettori, per dare un premio ai partiti: ci\u00f2 modifica il carattere della legge. Noi vogliamo anzitutto, soprattutto, che sia rispettata la volont\u00e0 del suffragio universale. Non ripetiamo l\u2019assurdo della legge che cre\u00f2 quest\u2019Assemblea e ne limit\u00f2 le attribuzioni, per cui siamo venuti qui senza poteri legislativi, senza diritto di votare i bilanci e discutere, ad esempio, la politica estera, commerciale, o finanziaria del Ministero.<\/p><p>Io mi asterr\u00f2 da qualsiasi recriminazione politica, limitandomi a dire che noi siamo stati in regime di corso forzoso senza poter discutere l\u2019indirizzo economico e gli abusi monetari del Governo, che invece di ridurre il disavanzo e ridurre il debito ha creduto di risolvere tutti i problemi rifiutando di pagare i debiti dello Stato e riducendo il credito bancario, di cui non hanno bisogno soltanto l\u2019alta banca e l\u2019alta industria. Chiudo la parentesi e torno al tema.<\/p><p>Io vorrei fare appello ai colleghi di ogni settore perch\u00e9 in questo dibattito vogliano interpretare anzitutto la volont\u00e0 del corpo elettorale. \u00c8 vero, \u00e8 certo che gli elettori di ogni collegio preferiscono di non trasferire nessun seggio al collegio nazionale, e di aver come propri deputati quelli di cui conoscono le idee, il nome, il passato.<\/p><p>Ci\u00f2 \u00e8 un sentimento cos\u00ec naturale, cos\u00ec umano, che rende preferibile, per la psicologia elettorale di ogni cittadino, veder eletto un deputato noto localmente, anzich\u00e9 uno sconosciuto di altre circoscrizioni. Chi lo negherebbe?<\/p><p>E allora se vogliamo interpretare veramente la volont\u00e0 degli elettori \u2013 e questo \u00e8 il caposaldo della mia tesi \u2013 la decisione non ha alternative.<\/p><p>Bisogna ridurre al minimo i seggi che resteranno al collegio nazionale. Primo punto. Ma anzitutto i candidati del collegio nazionale non possono esser sottratti al vaglio degli elettori, senza violare il principio della rappresentanza politica.<\/p><p>L\u2019abolizione dei voti di preferenza, proposta all\u2019articolo 3-<em>bis<\/em> della Commissione, \u00e8 un\u2019eresia, una impossibilit\u00e0. Essa nasconde soprattutto una certa paura del popolo e della sua volont\u00e0 sovrana. Ma per noi il solo sovrano \u00e8 il suffragio universale. Ecco il principio semplice, il principio elementare, ma decisivo che condanna il vostro sistema e il vostro progetto. Se voi accettaste questa mostruosit\u00e0, voi commettereste un errore che colpirebbe la legge di un discredito contro il quale non si potrebbe pi\u00f9 reagire. Il voto \u00e8 il diritto pi\u00f9 importante della vita politica e il Paese chiede una legge che renda giustizia a questo diritto e alla libert\u00e0 elettorale dei cittadini.<\/p><p>Soltanto a una condizione il vostro sistema sarebbe possibile, se cio\u00e8 la designazione dei candidati fosse fatta da tutti gli elettori iscritti in ciascun partito politico, con un sistema di votazione regolato della legge elettorale.<\/p><p>Questo \u00e8 infatti il sistema degli Stati Uniti d\u2019America, dove per\u00f2 la designazione dei candidati \u00e8 una elezione preliminare, ma pubblica, eseguita con lo stesso procedimento, le stesse garanzie delle elezioni finali, sia per la stampa delle schede, che per la convocazione degli elettori, sia per lo scrutinio dei voti, che per la proclamazione dei risultati. Ma neanche questo sistema risolve le difficolt\u00e0.<\/p><p>Infatti ogni partito ha una scheda e la consegna agli elettori, che al momento della iscrizione dichiarano di appartenere al partito. Questa norma \u00e8 stabilita per impedire che i membri di un partito avversario votino la scheda dei candidati di un altro partito, per far riuscire candidati deboli che poi restino sconfitti nelle elezioni finali.<\/p><p>Ma in pratica avviene che l\u2019elettore vota i candidati di un partito nelle elezioni dei candidati e poi, nella segretezza del voto, vota per altri nomi alle elezioni dei deputati.<\/p><p>\u00c8 evidente che se il sistema si potesse applicare senza questo inconveniente, l\u2019elezione primaria dei candidati potrebbe valere come elezione finale, perch\u00e9 l\u2019elezione primaria decide in gran parte quella finale e pu\u00f2 quindi sostituirla, come si fa negli Stati del sud per evitare la frode nella designazione dei candidati. In altri Stati, come in California, Minnesota, North Dakota, oltre che eleggere i candidati, si eleggono contemporaneamente le cariche provinciali e nazionali del partito.<\/p><p>Ma questa designazione dei candidati pu\u00f2 farsi in un ordinamento che ha il presupposto del riconoscimento giuridico dei partiti o quando i partiti sono fortemente organizzati.<\/p><p>\u00c8 impossibile applicare questo sistema in un paese in cui, su trenta milioni di elettori, otto milioni non votano; e quasi un quarto dei votanti \u00e8 iscritto nei partiti politici.<\/p><p>Questo fenomeno dell\u2019astensionismo elettorale \u00e8 preoccupante. Io ne ho parlato a lungo in quest\u2019Aula, dimostrando quali sono le cause che possono spiegarlo. Certo \u00e8 che una di queste cause \u00e8 la lista bloccata che limita la libert\u00e0 politica degli elettori, la loro libert\u00e0 di scelta, perch\u00e9 gli elettori non possono modificare la lista, e devono accettarla in blocco. Teoricamente, nessuno lo negher\u00e0, l\u2019elettore di una circoscrizione che elegge trenta deputati, come la Sicilia, come la Lombardia, avrebbe diritto di scegliere e di votare i nomi non di tre o quattro soltanto, ma di trenta candidati. Io sono disposto ad ammettere che una parte degli elettori sarebbe forse anche imbarazzata a scegliere un tal numero di candidati. Ma mi vorrete concedere che quegli altri elettori che vogliono invece esercitare per intero il loro diritto e votare per trenta candidati che ispirano loro fiducia o anche perch\u00e9 hanno idee opposte e vogliono farli incontrare in Parlamento, ne hanno facolt\u00e0, ne hanno il diritto inviolabile e voi non potete confiscarlo, non potete limitarlo, perch\u00e9 altri elettori vi rinunciano e voi pensate che debbano rinunciare sempre di esercitarlo. Sarebbe una prima conquista del buon senso per portare pi\u00f9 libert\u00e0 e pi\u00f9 giustizia nelle battaglie politiche. \u00c8 innegabile che nella gran maggioranza, l\u2019elettore vuol votare almeno pei candidati che conosce, almeno per quelli della sua provincia e di quelli che hanno una certa notoriet\u00e0. L\u2019elettore \u00e8 spogliato del suo diritto di scelta quando \u00e8 obbligato a subire una lista di trenta nomi e dare soltanto tre o quattro preferenze che non pu\u00f2 neanche esprimere nell\u2019ordine della sua preferenza.<\/p><p>Con la legge irlandese che adotta il sistema Hare, l\u2019elettore indica la preferenza, segnando l\u2019ordine preferenziale accanto ai nomi dei candidati.<\/p><p>Torno al problema centrale: l\u2019utilizzazione dei resti. Vi sono tanti metodi, tanti sistemi, da quello del quoziente a quello del D\u2019Hondt.<\/p><p>Sono tutti metodi di approssimazione, ma il metodo D\u2019Hondt risolve la questione, perch\u00e9 non d\u00e0 possibilit\u00e0 che rimangano seggi non attribuiti. Perch\u00e9 non scegliere questo metodo che fu gi\u00e0 adottato in Italia dalla legge elettorale del 1919? Il sistema \u00e8 semplice. La somma dei voti ottenuti \u00e8 divisa successivamente per tanti numeri cardinali quanti sono i candidati da eleggere.<\/p><p>Col sistema del quoziente invece la somma dei voti si divide per il numero dei seggi. Ma il sistema, da voi malamente adottato, di Hagenbach-Bischoff serve a correggere l\u2019approssimazione in maniera perfetta. Il coefficiente di maggiorazione si pu\u00f2 aumentare quanto si vuole da pi\u00f9 uno a pi\u00f9 due all\u2019infinito. Perch\u00e9 il progetto ministeriale si ferma a pi\u00f9 due e la Commissione a pi\u00f9 tre?<\/p><p>Quanto pi\u00f9 aumenta il coefficiente di maggiorazione tanto pi\u00f9 si abbassa il quoziente: e ci\u00f2 favorisce i partiti pi\u00f9 deboli. Voi fate proprio il contrario. Ora \u00e8 questo precisamente che noi vogliamo eliminare.<\/p><p>Se voglio spingere pi\u00f9 avanti il mio ragionamento, sono obbligato a dire che i grandi partiti non nascondono la loro volont\u00e0 di ridurre al minimo il diritto degli elettori e quello degli eletti del suffragio universale. Io concepirei invece il collegio unico nazionale come un sistema di scrutinio per eleggere candidati di larga fama, anche senza partito, dando all\u2019elettore la possibilit\u00e0 di votare per candidati non compresi in nessuna lista. Cos\u00ec degli uomini indipendenti avrebbero diritto di essere candidati e porsi al servizio del Paese.<\/p><p>Il vostro sistema invece del collegio unico nazionale, che abolisce i voti di preferenza, \u00e8 il sistema pi\u00f9 illogico, pi\u00f9 antidemocratico che si possa concepire.<\/p><p>\u00c8 la prima volta che una legge elettorale in Italia fa riferimento ai partiti; ma quel che \u00e8 ingiusto, lo fa per dare un premio proprio ai partiti pi\u00f9 forti. Nei regimi democratici \u00e8 il contrario che fa la legge. La legge americana, ad esempio, rende possibili le designazioni di gruppi politici che non raggiungono la consistenza numerica richiesta dalla legge per un partito.<\/p><p>Eppure si tratta di un paese che ha un ordinamento in cui i partiti sono fortemente organizzati. Ma questa \u00e8 un\u2019affermazione e una garanzia di libert\u00e0.<\/p><p>In Inghilterra, dove \u00e8 tradizionale la divisione in due grandi partiti, bastano dieci firme per la presentazione di una candidatura e un deposito di garanzia di 150 sterline che si perde soltanto se il candidato non abbia raggiunto un ottavo dei voti necessari. Nel sistema elettorale danese, la proposta di candidatura deve essere sottoscritta da 25 e non pi\u00f9 di 50 elettori.<\/p><p>Queste sono le garanzie che l\u2019elettore chiede alla legge che deve tutelare tutti \u00e8 rispettare soprattutto i diritti delle minoranze. Ma dare un premio ai partiti pi\u00f9 forti che, avversi o uniti, sono perci\u00f2 onnipotenti in quest\u2019Assemblea, \u00e8 un abuso della forza. Quest\u2019onnipotenza dei partiti, voi sapete come si chiama; io non voglio pronunciare la parola per cortesia, ma, \u00e8 il meno che si possa dirne, \u00e8 un pericolo per la democrazia.<\/p><p>Io non mi voglio fermare su altri argomenti minori e concludo. La mia proposta \u00e8 una tesi di conciliazione che potrebbe essere accolta come una transazione accettabile dalle due correnti opposte.<\/p><p>Quando il resto superi la met\u00e0 della cifra del quoziente, si utilizza nella circoscrizione, se invece non la superi viene trasferito al collegio nazionale.<\/p><p>Con la mia proposta, il collegio unico nazionale serve all\u2019utilizzazione integrale dei resti, senza ferire il principio democraticon che deve restare il criterio fondamentale della legge: dare solo agli elettori il diritto di eleggere i propri rappresentanti politici in nome della sovranit\u00e0 del suffragio e cio\u00e8, della sovranit\u00e0 popolare. (<em>Applausi<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>ARCANGELI. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>ARCANGELI. Ricordo che v\u2019\u00e8 anche un emendamento a firma Tambroni, di cui io sono confirmatario.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019ho gi\u00e0 annunziato in assenza di tutti i firmatari. Pertanto ho dichiarato che si intende che abbiano rinunciato a svolgerlo.<\/p><p>ARCANGELI. Ma \u00e8 susseguente a quello dell\u2019onorevole Caronia e pertanto avrebbe dovuto essere annunziato ora.<\/p><p>PRESIDENTE. Non facciamo di queste sottigliezze; non v\u2019\u00e8 un ordine obbligatorio per lo svolgimento degli emendamenti. Comunque, ha facolt\u00e0 di svolgere il suo emendamento di cui \u00e8 stata data lettura poco fa.<\/p><p>ARCANGELI. Poche parole. Da attenti calcoli dei resti relativi alle elezioni del 2 giugno risulta che il coefficiente di scarto fra i voti utilizzati nei collegi e quelli inviati alla lista nazionale sarebbe presso a poco uguale per ciascun collegio, solo che il pi\u00f9 2 o il pi\u00f9 3 si sposta dai collegi con pi\u00f9 di 20 candidati a quelli con pi\u00f9 di 16.<\/p><p>Se si opera invece come altrimenti \u00e8 stato proposto, si avrebbe, per tre o quattro collegi, una situazione di svantaggio rispetto agli altri.<\/p><p>Conseguenza dello spostamento da 20 a 16 \u00e8 il minor numero di deputati che verrebbero eletti con la lista del collegio unico nazionale, valutabile da 4 a 6 deputati.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019onorevole Fuschini ha facolt\u00e0 di esprimere l\u2019avviso della Commissione.<\/p><p>FUSCHINI, <em>Relatore per la maggioranza. <\/em>La materia che si discute con questi emendamenti poteva essere discussa precedentemente. L\u2019obiezione pi\u00f9 grave contro il collegio nazionale \u00e8 quella dell\u2019assorbimento di troppi seggi, con la conseguenza di togliere alle circoscrizioni seggi in proporzioni diverse fra i collegi piccoli e quelli grandi. Resomi conto della importanza di questa obiezione e fatti eseguire da esperti i calcoli elettorali, ho potuto constatare che effettivamente uno squilibrio fra le grandi e le piccole circoscrizioni si \u00e8 verificato.<\/p><p>Dicono gli oppositori che si sono dati troppi seggi al collegio nazionale; e noi abbiamo appunto accolto questa osservazione esposta da molte parti. Quindi, in linea di massima, i membri della Commissione sono concordi nel diminuire l\u2019attribuzione dei seggi al collegio unico nazionale. Sono stati escogitati una quantit\u00e0 di sistemi, come quelli che voi avete sentito esporre dagli onorevoli Nobile, Donati, Caronia e altri che non ricordo. Vi prego, quindi, di considerare le osservazioni che intendo esporvi come conclusione.<\/p><p>Noi abbiamo fatto la proposta, come Commissione, che il pi\u00f9 uno e il pi\u00f9 due di cui parla l\u2019articolo 57 siano aumentati e che si adottino invece il pi\u00f9 due e il pi\u00f9 tre. Alcuni hanno trovato che ci\u00f2 \u00e8 insufficiente o che non corrisponde ad un criterio giustamente proporzionale. Cos\u00ec ha rilevato l\u2019onorevole Nobile, il quale propone un altro emendamento, che trasforma il pi\u00f9 due e il pi\u00f9 tre in una diminuzione percentuale del quoziente ottenuto dividendo i voti validi per il numero dei seggi. Ottenuto il quoziente normale, questo dovrebbe essere diminuito del 10 o del 12 per cento. A proposito del quoziente devo osservare che la prima proposta Nobile non pu\u00f2 essere accolta, perch\u00e9 evidentemente fare un quoziente unico per tutte le circoscrizioni, dividendo tutti i voti validi espressi in tutte le circoscrizioni per il numero dei deputati di cui si compone la Camera, vorrebbe dire rendere uguale per forza ci\u00f2 che invece \u00e8 disuguale. In pratica la proposta sarebbe specialmente dannosa pei collegi del Mezzogiorno nei quali, per ragioni complesse e obiettive, la percentuale dei votanti sugli iscritti \u00e8 sempre inferiore a quella dei collegi del Settentrione.<\/p><p>Ognuno comprende come questa proposta del quoziente unico, generale per tutte le circoscrizioni, non sia ammissibile e non possa essere accolta.<\/p><p>Invece, l\u2019altro emendamento dell\u2019onorevole Nobile, cui ho gi\u00e0 accennato, e che mira a sostituire alla maggiorazione del numero dei seggi la sottrazione di una percentuale del quoziente al quoziente stesso, per renderlo pi\u00f9 basso, \u00e8 una operazione che ci lascia perplessi, perch\u00e9 non sembra che le due formule si equivalgano. D\u2019altra parte la Commissione non ha potuto fare eseguire calcoli esatti al riguardo e perci\u00f2 non pu\u00f2 ora accoglierlo. Per venire invece incontro alle varie proposte che sono state qui fatte per diminuire ancora il numero dei seggi da attribuire al collegio unico, personalmente parlando mi sento disposto a qualche ulteriore concessione purch\u00e9, fermo restando il principio fondamentale del collegio unico nazionale, non ne venga poi diminuito il contenuto in maniera tale che non rappresenti pi\u00f9 nulla.<\/p><p>Questa concessione potrebbe essere quella di applicare il pi\u00f9 tre a tutte le circoscrizioni. Con questo coefficiente applicato ai dati del 2 giugno 1946, al collegio unico nazionale sarebbero stati attribuiti appena la met\u00e0 dei seggi che furono allora assegnati.<\/p><p>Per\u00f2 bisogna aggiungere, come ho dichiarato nella mia relazione, che i calcoli aritmetici fondati sulla posizione elettorale del 1946 non offrono dati definitivi: i dati saranno probabilmente diversi nelle elezioni future. E, quindi, faremo un nuovo esperimento. Evidentemente non si potr\u00e0 accusare la Commissione dell\u2019Assemblea Costituente di non avervi richiamato a considerare che la mutevolezza dei resti non pu\u00f2 essere guidata da una norma che esattamente rispecchi la volont\u00e0 del legislatore. (<em>Commenti<\/em>).<\/p><p>Faccio presente che, se si fosse applicato il pi\u00f9 tre ai dati del 2 giugno 1946, le circoscrizioni che avevano fino a venti seggi avrebbero trasferito complessivamente diciannove seggi al collegio unico e le circoscrizioni che avevano oltre venti seggi ne avrebbero attribuiti venti allo stesso collegio unico nazionale. Pi\u00f9 equilibrata sarebbe stata la posizione tra piccole e grandi circoscrizioni.<\/p><p>Concludo, pertanto, dichiarando che la Commissione \u00e8 ferma nelle sue posizioni salvo a proporre il pi\u00f9 tre per tutte le circoscrizioni se non fosse accolta la sua proposta.<\/p><p>MORELLI RENATO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MORELLI RENATO. A nome della minoranza della Commissione dichiaro che noi aderiamo all\u2019aumento del coefficiente a tre per tutte le circoscrizioni.<\/p><p>CORBINO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CORBINO. Avevo presentato un emendamento nel senso di aumentare i coefficienti previsti dalla Commissione da due a tre e da tre a quattro. Dal punto di vista puramente aritmetico, sono pi\u00f9 logici l\u2019emendamento Caronia da una parte e l\u2019emendamento Nobile dall\u2019altra, nel senso che uno aumenta il divisore, e quindi riduce il quoziente, e l\u2019altro invece riduce addirittura il quoziente di una percentuale fissa, perch\u00e9 l\u2019inconveniente pi\u00f9 grave del dato costante due e tre \u00e8 che in una circoscrizione come quella, ad esempio, della Basilicata, con sette seggi, dando il sette pi\u00f9 tre si viene praticamente a ridurre del cinquanta per cento il quoziente che corrisponderebbe altrimenti in senso aritmetico; mentre, lasciando il 3 per una circoscrizione come quella, ad esempio, di Milano, o come una, poniamo, della Sicilia, con 36 o 38 deputati, si viene a realizzare una diminuzione del quoziente pari soltanto al dieci per cento.<\/p><p>La logica aritmetica porterebbe, quindi, ad adottare o il metodo Caronia o il metodo Nobile. Io non credo sia veramente un\u2019operazione tanto difficile sottrarre il dodici per cento da un quoziente o aumentare del trenta per cento il divisore per determinare il quoziente unico nazionale.<\/p><p>FUSCHINI, <em>Relatore per la maggioranza. <\/em>Questo \u00e8 pi\u00f9 difficile.<\/p><p>CORBINO. Ma, ad ogni modo, il risultato che si vuole raggiungere, sul quale anche la Commissione concorda \u2013 e sul quale credo che siamo tutti d\u2019accordo \u2013 \u00e8 quello di contenere al minimo possibile il numero dei posti destinati alla lista nazionale. (<em>Approvazioni<\/em>)<em>. <\/em>Questo \u00e8 il vero terreno di tutte le discussioni fatte fino a questo momento.<\/p><p>E allora, se non volete seguire la logica matematica, che vi porterebbe a dare il vostro appoggio o alla tesi Caronia o alla tesi Nobile, che sono perfettamente identiche e che soltanto si invertono come operazione aritmetica, accediamo al criterio della Commissione, mettendo, invece che pi\u00f9 due e pi\u00f9 tre: pi\u00f9 tre e pi\u00f9 quattro, ci\u00f2 che sarebbe la cosa pi\u00f9 logica.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Nobile, la prego di dirmi se mantiene entrambe le sue proposte o se una sola delle due e quale.<\/p><p>NOBILE. La prima proposta senza dubbio \u00e8 logica, razionale, e tende a perfezionare il sistema proporzionale. Per\u00f2, date le ragioni, contingenti esposte dall\u2019onorevole Fuschini, la ritiro.<\/p><p>Quanto alla seconda proposta, la ritengo opportuna; tuttavia quella analoga dell\u2019onorevole Caronia, sebbene meno semplice nell\u2019applicazione pratica, appare pi\u00f9 razionale, mentre la variazione suggerita test\u00e9 dall\u2019onorevole Fuschini non farebbe che aggravare gli inconvenienti che l\u2019onorevole Caronia ed io abbiamo rilevati e che ha riconosciuti anche l\u2019onorevole Corbino. Quindi, per semplificare, rinuncio anche a questa mia proposta e aderisco a quella dell\u2019onorevole Caronia.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Arcangeli mantiene ella il suo emendamento?<\/p><p>ARCANGELI. Lo ritiro e aderisco a quello Caronia.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Corbino?<\/p><p>CORBINO. Il pi\u00f9 tre per tutte le circoscrizioni, in coscienza, non posso accettarlo, e pertanto mantengo la mia proposta.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Donati?<\/p><p>DONATI. Mantengo il mio emendamento.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Pignatari?<\/p><p>PIGNATARI. Aderisco all\u2019emendamento dell\u2019onorevole Donati e mi riservo, in sede di dichiarazione di voto, di spiegare il perch\u00e9. (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Basile, mantiene ella il suo emendamento?<\/p><p>BASILE. Lo mantengo.<\/p><p>PRESIDENTE. Onorevole Caronia?<\/p><p>CARONIA. Mantengo.<\/p><p>PATRISSI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>PATRISSI. Credo esatta la tesi dell\u2019onorevole Nobile e dell\u2019onorevole Caronia, a parte la misura. Perch\u00e9 in fondo la correzione aritmetica per la valutazione del quoziente pu\u00f2 mirare a un duplice scopo: o ridurre il numero dei seggi che si riportano al collegio unico nazionale, o anche tentare di ridurre la sperequazione fra le circoscrizioni col numero di seggi inferiore a venti e quelle con un numero di seggi superiore a venti.<\/p><p>Trovo per\u00f2 che come criterio aritmetico, trattandosi appunto di una correzione in funzione lineare, il sistema percentuale pi\u00f9 esatto sta nel coefficiente unico di due, o di tre, per tutti i collegi.<\/p><p>Volere aumentare a tre o a quattro non ha senso pratico, perch\u00e9 cos\u00ec facendo si considera il problema con uno specifico riferimento pratico al risultato delle passate elezioni, risultato che pu\u00f2 cambiare perch\u00e9, come mi insegna l\u2019onorevole Corbino, per la legge dei grandi numeri, se supponiamo che il valore dei resti si accentri nel cinquanta per cento, il quoziente medio non varia, e tanto vale il dieci per cento per tutti quanto il venti per cento. Non entro nel merito della quantit\u00e0. Si adotti uno stesso numero per tutte le circoscrizioni; ma in pratica \u00e8 opportuno, invece di operare detrazioni od aumenti percentuali, calcolare un coefficiente empirico stabilito una volta per tutte.<\/p><p>MASTINO GESUMINO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>MASTINO GESUMINO. Poich\u00e9 l\u2019onorevole Morelli ha fatto una dichiarazione di voto a nome della minoranza della Commissione, e poich\u00e9 io faccio parte di tale minoranza, dichiaro che non sono d\u2019accordo con lui nel fissare a tre il coefficiente.<\/p><p>Sarei invece d\u2019accordo col collega onorevole Caronia, ma lo pregherei di diminuire la percentuale di aumento dal venti al quindici, perch\u00e9 col venti si giungerebbe a una eliminazione del collegio nazionale, mentre col quindici si possono accontentare gli oppositori.<\/p><p>Se l\u2019onorevole Caronia ritiene di poter accettare questa proposta, voter\u00f2 a favore.<\/p><p>PIGNATARI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>PIGNATARI. Gli emendamenti proposti si ripropongono un duplice fine: da un lato ridurre il numero dei deputati eletti per la lista nazionale, dall\u2019altro eliminare le sperequazioni che si sono verificate nei piccoli e nei grandi collegi. Mi permetto di far notare che con l\u2019emendamento dell\u2019onorevole Caronia questa sperequazione, che l\u2019onorevole Donati ha documentato, verrebbe ad aumentare invece di diminuire (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em> Infatti, tenendo presente, ad esempio, il collegio di Roma cui l\u2019onorevole Caronia appartiene, nel quale vi sono 33 seggi, aumentando il divisore del venti per cento andremmo a 39,60; nel collegio di Potenza, uno dei pi\u00f9 piccoli, che io rappresento, il quale su sette seggi ha dato ben due seggi alla lista nazionale, se si aumentasse il divisore del venti per cento avremmo non un aumento del 6,60 come per il collegio di Roma, ma un aumento di 1,60. La situazione naturalmente peggiorerebbe riducendo l\u2019aumento al 15 per cento. Il collegio di Potenza continuerebbe a perdere come ha perduto finora due rappresentanti; ch\u00e9 anzi il divisore sarebbe inferiore anche a quello adottato nelle elezioni del 2 giugno, che era aumentato di due unit\u00e0. E nelle stesse condizioni si troverebbero tutti gli altri piccoli collegi. Aderisco invece al pi\u00f9 logico emendamento presentato dall\u2019onorevole Donati, col quale si verr\u00e0 ad eliminare la lamentata sperequazione.<\/p><p>DE MARTINO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>DE MARTINO. Mi permetto fare osservare che la conclusione cui giunge il collega non \u00e8 perfettamente rispondente all\u2019aritmetica. Vanno bene tutte le premesse dell\u2019onorevole Pignatari, ma occorre ricordare che, quando si aumenta il divisore, diminuisce il quoziente. L\u2019onorevole Pignatari dimentica, nel fare il parallelo fra un collegio e l\u2019altro, che il collegio di Potenza si riferisce ad un dividendo di molto inferiore a quello del collegio che egli ha preso in paragone.<\/p><p>CARONIA. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>CARONIA. Aderisco alla proposta dell\u2019onorevole Mastino Gesumino, nel senso di ridurre, nel mio emendamento, la percentuale al quindici per cento.<\/p><p>PRESIDENTE. Passiamo alle votazioni. La proposta base \u00e8 quella della Commissione: elevare il coefficiente di aumento del divisore a due e a tre laddove il decreto del 1946 pone rispettivamente uno e due.<\/p><p>Con questa proposta la Commissione ha cercato di venire incontro alle esigenze manifestate con la presentazione di vari emendamenti. Vorrei ricordare quanto \u00e8 stato detto da parecchi colleghi nel corso della discussione: poich\u00e9 l\u2019Assemblea ha accettato con una votazione il collegio unico nazionale e la lista nazionale, bisogna \u2013 ed \u00e8 questo evidentemente un impegno che ogni deputato ha \u2013 non svuotare ora la votazione stessa. Se la Commissione ha accettato, venendo appunto incontro a molte richieste, di fare in modo che il collegio nazionale non possa portare alla elezione di un numero troppo grande di deputati, occorre tuttavia, per coerenza con una votazione gi\u00e0 fatta, che il collegio nazionale non resti soltanto un nome, ci\u00f2 che avverrebbe ove qualcuno degli emendamenti su cui dovr\u00e0 ora votarsi fosse accettato. La Commissione ha dichiarato che attraverso le sue proposte prevede che con il collegio nazionale non potranno aversi, se non mutano i termini generali, pi\u00f9 di quaranta eletti, ci\u00f2 che rappresenta gi\u00e0 una notevole riduzione rispetto alle elezioni del 2 giugno. Dico tutto questo perch\u00e9 i colleghi si rendano conto delle conseguenze del voto che stanno per dare.<\/p><p>Restano gli emendamenti: dell\u2019onorevole Donati, ripreso dall\u2019onorevole Pignatari, per il coefficiente fisso di tre; dell\u2019onorevole Corbino, per sostituire nel decreto del 1946 pi\u00f9 tre a pi\u00f9 uno e pi\u00f9 quattro a pi\u00f9 due; dell\u2019onorevole Caronia, che propone un meccanismo a tenore del quale si tratta di aumentare del quindici per cento la cifra del divisore, ossia il numero dei deputati da eleggere in ciascun collegio circoscrizionale. Vi \u00e8 infine l\u2019emendamento Basile il quale non si richiama ad alcun coefficiente, ma presenta una sua particolare struttura.<\/p><p>Ritengo che l\u2019emendamento Basile debba esser messo per primo in votazione. Ne do nuovamente lettura:<\/p><p>\u00ab<em>Aggiungere al sesto comma dell\u2019articolo 57: <\/em>se il residuo dei voti non raggiunge la met\u00e0 della cifra del quoziente elettorale\u00bb.<\/p><p>Io confesso che per quanto l\u2019onorevole Basile abbia svolto questo suo emendamento non riesco a vedere il legame che esso ha con la questione che discutiamo e neanche riesco ad afferrarne il meccanismo interno. Comunque i colleghi hanno udito lo svolgimento dell\u2019emendamento Basile e pertanto, mettendolo in votazione, io mi rivolgo a persone che sanno che cosa votano.<\/p><p>Pongo in votazione l\u2019emendamento Basile.<\/p><p>(<em>Non \u00e8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Pongo ora in votazione l\u2019emendamento dell\u2019onorevole Corbino:<\/p><p>\u00ab<em>Alle parole:<\/em> pi\u00f9 due, <em>del testo della Commissione<\/em> (pi\u00f9 uno <em>nel decreto del 1946<\/em>)<em> sostituire:<\/em> pi\u00f9 tre; <em>e alle parole<\/em> pi\u00f9 tre (pi\u00f9 due <em>nel decreto del 1946<\/em>)<em> sostituire<\/em> pi\u00f9 quattro\u00bb.<\/p><p>(<em>Dopo prova e controprova, non \u00e8 approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Pongo in votazione l\u2019emendamento Caronia, di cui do nuovamente lettura:<\/p><p>\u00ab<em>Al quarto comma dell\u2019articolo 57, alle parole:<\/em> per questo effetto, ecc., <em>sino alla fine del comma sostituire le parole seguenti:<\/em><\/p><p>\u00abIl numero complessivo dei voti riconosciuti validi in ciascuna circoscrizione va diviso per il numero dei deputati da eleggere aumentato del quindici per cento.<\/p><p>\u00abI voti validi riportati da ciascuna lista elettorale vanno rispettivamente divisi per il quoziente di cui innanzi, ed il risultato di tale divisione rappresenta il numero dei deputati di ciascuna lista\u00bb.<\/p><p>(<em>Dopo prova e controprova, e votazione per divisione, non<\/em> \u00e8 <em>approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>Passiamo all\u2019emendamento dell\u2019onorevole Donati, ripreso dall\u2019onorevole Pignatari:<\/p><p>\u00ab<em>Al quarto comma dell\u2019articolo 57, alle parole:<\/em> pi\u00f9 uno <em>e<\/em> pi\u00f9 due, <em>sostituire sempre le parole:<\/em> pi\u00f9 tre\u00bb.<\/p><p>L\u2019onorevole Fuschini ha dichiarato che, ove non fosse stata accolta la proposta della Commissione, questa avrebbe preferito, fra le altre, quella Donati.<\/p><p>Pongo in votazione l\u2019emendamento Donati.<\/p><p>(<em>\u00c8<\/em> <em>approvato<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>DE MARTINO. Chiedo di parlare.<\/p><p>PRESIDENTE. Ne ha facolt\u00e0.<\/p><p>DE MARTINO. Voglio fare osservare che quando il collegio fosse piccolissimo, aggiungendosi al numero dei seggi quello di tre pu\u00f2 aversi un quoziente che stia nella varie cifre elettorali di ciascuna lista in modo tale da avere un numero complessivo di eletti superiore al numero degli eleggibili (<em>Commenti<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>PRESIDENTE. Cosa ne pensa la Commissione?<\/p><p>FUSCHINI, <em>Relatore per la maggioranza. <\/em>Nell\u2019articolo 57 il caso \u00e8 contemplato ed \u00e8 previsto il rimedio.<\/p><p>PRESIDENTE. Il seguito di questa discussione \u00e8 rinviato alla seduta antimeridiana di domani.<\/p><p>Sull\u2019ordine dei lavori.<\/p><p>PRESIDENTE. L\u2019ordine del giorno per domani \u00e8 il seguente: alle 10 seguito della discussione sulle modificazioni al decreto legislativo 10 marzo 1946, n. 74, per l\u2019elezione della Camera dei deputati; alle 17, votazione a scrutinio segreto di questo disegno di legge, o, eventualmente, conclusione delle votazioni sui singoli articoli e poi scrutinio segreto; quindi il coordinamento degli articoli approvati del progetto di Costituzione.<\/p><p>Domani cominceremo a tirare le fila del nostro lungo lavoro e del pi\u00f9 lungo lavoro compiuto dal Comitato di redazione. Gli onorevoli colleghi avranno gi\u00e0 veduto il fascicolo distribuito stamane. In esso sono contenute alcune annotazioni che prego i colleghi di leggere attentamente prima di esaminare il testo coordinato. In queste annotazioni sono indicate le norme che seguiremo per questo ultimo e definitivo esame dell\u2019intero testo costituzionale. Mi pare che qualche collega non si sia ancora ben capacitato di ci\u00f2 che ci resta ancora da fare, nel senso che pensa ci sar\u00e0 ancora grande e ampia discussione. Questi colleghi non hanno presente come abbiamo proceduto quando, esaminando i disegni di legge trasmessici dal Governo o che l\u2019Assemblea ha avocato a s\u00e9, eravamo giunti alla conclusione dello scrutinio segreto.<\/p><p>Nell\u2019esame dei disegni di legge allorch\u00e9, votati gli articoli, uno per uno, si giunge allo scrutinio segreto non sono pi\u00f9 consentite n\u00e9 discussione n\u00e9 proposte. Tuttavia, data l\u2019importanza del testo costituzionale, dato che si \u00e8 affidato al Comitato di redazione il compito del coordinamento, il compito di mettere meglio insieme tutte le norme via via approvate; dato anche che si \u00e8 affidato a un piccolo comitato, non ufficiale, ma utile, l\u2019incarico di esaminare dal punto di vista letterario, suggerendo i perfezionamenti formali del caso, le norme da noi votate, \u00e8 comprensibile che si possano fare ancora alcune osservazioni. Ma queste devono avere un carattere ben limitato; e nessuna formula nuova sar\u00e0 possibile proporre, ma solo il ritorno puro e semplice al testo votato dall\u2019Assemblea. Pertanto i colleghi i quali leggendo il testo definitivo e comparandolo col testo votato in Assemblea avvertiranno eventualmente o che la forma letteraria non sodisfi o che la nuova forma in qualche modo modifichi la sostanza della votazione avvenuta, non possono che proporre il ritorno al testo votato dall\u2019Assemblea.<\/p><p>Questa \u00e8 la norma. Non possiamo derogarvi. I colleghi devono far pervenire le loro proposte prima che incominci, luned\u00ec, la seduta dedicata a. quest\u2019ultimo lavoro. La Presidenza non potr\u00e0 accettare nessuna proposta durante la seduta. All\u2019inizio della seduta dovr\u00e0 gi\u00e0 aversi l\u2019elenco completo di queste proposte.<\/p><p>Per alcune questioni, quattro o cinque in tutto, il Comitato di redazione si \u00e8 riservato una definitiva decisione. Esse si riferiscono a punti della Costituzione per i quali, durante il coordinamento, \u00e8 apparsa l\u2019opportunit\u00e0, non per ragioni di forma, ma per incompiutezza o per difetto di formulazione, o per qualche incongruenza o altra ragione, di sottoporre all\u2019Assemblea il quesito di eventuali modificazioni. Il Comitato di coordinamento non ha ancora deciso a questo proposito; si riserva di decidere dopo una riunione che sar\u00e0 tenuta domattina presso l\u2019ufficio di Presidenza.<\/p><p>Qualora si decidesse che qualcuna di queste questioni debba giungere fino all\u2019Assemblea sar\u00e0 per\u00f2 sufficiente che anche una piccola parte dell\u2019Assemblea si opponga a che si rivedano nel merito decisioni che sono state prese, perch\u00e9 sia precluso di entrare nel merito. E pertanto per ognuna di queste questioni io porr\u00f2 la domanda pregiudiziale se l\u2019Assemblea accetta che venga ripresa in esame allo scopo di una modificazione del testo approvato.<\/p><p>Soltanto se l\u2019Assemblea con una maggioranza molto ampia, notevole, decider\u00e0 che bisogner\u00e0 rientrare nell\u2019esame di merito, si discuter\u00e0.<\/p><p>Tengano tuttavia presente onorevoli colleghi, che dato che ci rimangono soltanto poche ore per questo lavoro, le proposte devono essere fatte con senso di discrezione, il che vuol dire che ad esempio molte di esse potranno recare numerose firme di deputati che, pur differendo in minute particolarit\u00e0, sapranno rinunciarvi per unificarsi sul merito. In ogni caso, il Comitato di redazione fornir\u00e0 una base di discussione.<\/p><p>Sapremo domani pomeriggio se le questioni cui ho accennato saranno portate in Assemblea. In caso affermativo, saranno esaminate nella seduta pomeridiana, in maniera che luned\u00ec non avremo che da assolvere il compito di esaminare le proposte di ritorno dalle formulazioni del Comitato di redazione a quelle gi\u00e0 votate, per poi passare alla votazione finale a scrutinio segreto.<\/p><p>Interrogazioni con richiesta di urgenza.<\/p><p>PRESIDENTE. Sono state presentate le seguenti interrogazioni con richiesta di risposta urgente:<\/p><p>\u00abAl Ministro dell\u2019interno, per sapere se \u00e8 in grado di fornire notizie sul deplorevole episodio verificatosi in Suzzara, provincia di Reggio Emilia, ove due cittadini sono stati aggrediti e percossi nell\u2019interno delle loro abitazioni soltanto perch\u00e9 appartenenti ad un determinato partito politico, e quali provvedimenti ritiene di poter adottare perch\u00e9 i responsabili siano raggiunti e puniti.<\/p><p>\u00abSimonini\u00bb.<\/p><p>\u00abAl Ministro della difesa, per sapere se nell\u2019attuale delicato momento per la ricostruzione dei quadri dell\u2019Esercito e con particolare riferimento ai gradi pi\u00f9 elevati della gerarchia, non ritenga opportuno richiamare l\u2019attenzione del Presidente del Consiglio di Stato, affinch\u00e9 acceleri l\u2019esame dei ricorsi presentati dagli ufficiali ricorrenti avverso al provvedimento di collocamento nella riserva, in difformit\u00e0 del giudizio personale espresso dalla Commissione di avanzamento.<\/p><p>\u00abQuanto sopra, non soltanto per ovvie ragioni morali, ma soprattutto nell\u2019interesse dell\u2019Esercito, che da un eventuale protrarsi del tempo della decisione del Consiglio di Stato sarebbe inevitabilmente danneggiato, cos\u00ec nella efficienza dei quadri, come nel definitivo assetto della carriera per gli ufficiali rimasti in servizio effettivo.<\/p><p>\u00abMarina\u00bb.<\/p><p>\u00abAl Ministro dell\u2019interno, per conoscere se risponda a verit\u00e0 quanto ha pubblicato l\u2019<em>Unit\u00e0<\/em> del 20 dicembre 1947 circa la destituzione di un comandante della polizia di Trapani ordinata dal prefetto e dal questore di quella citt\u00e0 su richiesta della Camera del lavoro; e, se vero, come spiega il Governo questa incredibile abdicazione di poteri in netto contrasto con le promesse del Capo del Governo di garantire e proteggere l\u2019imperio della legge e il prestigio dell\u2019autorit\u00e0.<\/p><p>\u00abRusso Perez, Castiglia, Patricolo\u00bb.<\/p><p>\u00abAl Ministro dei trasporti, perch\u00e9 esamini la necessit\u00e0 ed utilit\u00e0 di accordare l\u2019orario dell\u2019arrivo e di partenza del rapido Lecce-Roma con quello delle automotrici in servizio nella Lecce-Gallipoli-Maglie: attualmente gli orari differiscono di pochi minuti.<\/p><p>\u00abSi darebbe cos\u00ec la possibilit\u00e0 di fruire del rapido ai viaggiatori di un gran numero di paesi, che restano a sud di Lecce.<\/p><p>\u00abDe Maria, Codacci Pisanelli\u00bb.<\/p><p>\u00abAl Ministro del lavoro e della previdenza sociale, per conoscere quali provvedimenti intenda prendere:<\/p><p>1\u00b0) per diminuire le spese di riscossione e d\u2019amministrazione dei contributi unificati;<\/p><p>2\u00b0) perch\u00e9 si rivedano gli elenchi anagrafici dei lavoratori della terra, onde accertarsi se tutti gli iscritti hanno diritto alle previdenze, cui i contributi sono destinati;<\/p><p>3\u00b0) per dare la possibilit\u00e0 di pagare, senza che siano iscritti a ruolo, a tutti quegli agricoltori che non hanno ancora provveduto al pagamento della prima rata degli integrativi del 1947 ed a quella del 1948, essendo in attesa dell\u2019esito dei reclami presentati dalle rispettive organizzazioni;<\/p><p>4\u00b0) per dare la possibilit\u00e0 a tutti gli agricoltori di presentare gli eventuali ricorsi come \u00e8 concesso in tutti gli accertamenti fiscali.<\/p><p>\u00abL\u2019interrogante chiede, inoltre, all\u2019onorevole Ministro:<\/p><p>1\u00b0) di sospendere la riscossione dei contributi oltre la prima rata, in attesa della emanazione dei provvedimenti richiesti;<\/p><p>2\u00b0) di ristabilire le tessere individuali con le marchette, il che automaticamente selezionerebbe i veri lavoratori della terra, da coloro che si sono abusivamente infiltrati fra di essi, concorrendo con ci\u00f2 ad adeguare la imposta stessa alla capacit\u00e0 contributiva degli agricoltori.<\/p><p>\u00abMonterisi\u00bb.<\/p><p>Ne dar\u00f2 notizia al Governo, perch\u00e9 comunichi quando intenda rispondere.<\/p><p>Interrogazioni.<\/p><p>PRESIDENTE. Si dia lettura delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.<\/p><p>RICCIO, <em>Segretario<\/em>, legge:<\/p><p>\u00abI sottoscritti chiedono di interrogare il Ministro dell\u2019interno, per conoscere:<\/p><p>1\u00b0) quali provvedimenti intenda prendere in seguito ai gravi fatti svoltisi la sera del 18 dicembre 1947 in Caltanisetta, in occasione della seduta del Consiglio comunale, che doveva procedere alla elezione del sindaco e della Giunta, ma non ha potuto, perch\u00e9 il padre di un consigliere comunale democristiano ha estratto nell\u2019aula del Consiglio la pistola, facendo partire alcuni colpi e provocando il panico;<\/p><p>2\u00b0) quali provvedimenti intenda adottare a carico dei responsabili materiali e morali dei sanguinosi fatti di Gela.<\/p><p>\u00abMontalbano, Li Causi, D\u2019Amico, Fiore\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro della pubblica istruzione, per sapere se, estendendo la legge Badoglio sulla abrogazione di tutte le leggi razziali e demografiche, e in virt\u00f9 di un criterio equitativo, non intenda doveroso riconoscere ai celibi vincitori di concorsi universitari, e nominati solo nel 1941 in seguito alla sospensiva nell\u2019applicazione delle leggi stesse, la retrodatazione della nomina alla data effettivamente loro spettante, e che fu attribuita agli altri vincitori di concorsi ammogliati. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abBonino\u00bb.<\/p><p>\u00abI sottoscritti chiedono di interrogare il Presidente del Consiglio dei Ministri e il Ministro del tesoro, per sapere:<\/p><p>1\u00b0) il numero delle case bruciate dai nazi-fascisti nel corso della lotta di liberazione nella provincia di Treviso;<\/p><p>2\u00b0) il numero delle case ricostruite con gli speciali mezzi disposti a tale scopo dal Governo;<\/p><p>3\u00b0) l\u2019ammontare complessivo dei fondi impiegati e di quelli a disposizione a tal fine nella provincia medesima, affinch\u00e9 risulti come e in quale misura il Governo italiano assolve l\u2019impegno assunto verso le popolazioni delle localit\u00e0 duramente colpite dalla feroce rappresaglia nazi-fascista per la loro attiva ed ampia partecipazione alla guerra di liberazione. (<em>Gli interroganti chiedono la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abGhidetti, Pellegrini\u00bb.<\/p><p>\u00abI sottoscritti chiedono di interrogare il Presidente del Consiglio dei Ministri e l\u2019Alto Commissario per l\u2019alimentazione, per conoscere quali provvedimenti intendano prendere per riportare la tranquillit\u00e0 fra i dipendenti statali, parastatali e i pensionati di tutte le categorie della provincia di Belluno, i quali, malgrado il solenne impegno del Governo di farli beneficiare mensilmente di un pacco AVISS di generi alimentari a integrazione dell\u2019inadeguato trattamento economico fatto loro dallo Stato, sono venuti a trovarsi \u2013 ai primi di dicembre e a distanza di mesi dalla prima assegnazione \u2013 di fronte alla decisione della Sepral di Belluno, che ha sollevato grave agitazione fra le categorie soprarichiamate e che richiede urgente provvedimento: l\u2019abolizione del pacco AVISS gratuito e distribuzione di un solo pacco, a rimborso spese, composto di mezzo chilogrammo di zucchero, di un chilogrammo di pasta integrale e di mezzo chilogrammo di grasso, il cui prezzo \u2013 di quest\u2019ultimo \u2013 risulta fortemente superiore a quello praticato dal listino in vigore per i generi alimentari razionati. (<em>Gli interroganti chiedono la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abGhidetti, Pellegrini\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro dell\u2019interno, per invitarlo a dare precise e tassative disposizioni affinch\u00e9 il diritto e la libert\u00e0 dei cittadini siano dalle autorit\u00e0 costituite tutelati e difesi in Castellammare di Stabia.<\/p><p>\u00abIl 13 novembre 1947, infatti, elementi comunisti, nel corso di una loro manifestazione, penetrarono nella sede del Fronte dell\u2019uomo qualunque in Castellammare di Stabia (Napoli) e la saccheggiarono e devastarono. Successivamente elementi comunisti appartenenti alle maestranze dell\u2019Avis occuparono la sede e facendo valere pretesi diritti inesistenti, la trattengono tuttora con l\u2019indifferenza delle autorit\u00e0 locali che, premurate e sollecitate, trascurano la pratica e permettono la continuazione dell\u2019arbitrio. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abRodin\u00f2 Mario\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Presidente del Consiglio dei Ministri ed il Ministro di grazia e giustizia, per conoscere:<\/p><p>1\u00b0) i motivi per i quali non viene applicata l\u2019amnistia, o proposta la grazia al Capo dello Stato, in favore dei nativi della Venezia Giulia condannati dai Tribunali del Popolo di Trieste e di Pola per i reati di \u00abatti rilevanti\u00bb nella costituzione e mantenimento del regime fascista e per collaborazione col tedesco invasore;<\/p><p>2\u00b0) se non ritenga opportuno, per ragioni di giustizia ed equit\u00e0, concedere a detti italiani, rimasti tutti esclusi dall\u2019amnistia e tuttora rinchiusi nelle carceri di Alessandria e Civitavecchia, lo stesso trattamento usato verso coloro che, condannati per il medesimo reato dai Tribunali speciali della Repubblica, sono stati tutti amnistiati. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abRodin\u00f2 Mario\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro dell\u2019agricoltura e delle foreste, per conoscere se \u2013 tenendo presente la situazione verificatasi nella campagna olearia in corso in provincia di Salerno e concretatasi nei seguenti inconvenienti: <em>a<\/em>) inadempienza da parte degli enti assegnatari nel ritirare i quantitativi di olio fissati; <em>b<\/em>) deficiente attrezzatura ammassatoria da parte dell\u2019Ente incaricato che, congiunta all\u2019improvvisa caduta delle olive, ha causato l\u2019arresto della lavorazione ed il deperimento del prodotto \u2013 non ritenga opportuno disporre d\u2019urgenza lo sblocco dell\u2019olio nella provincia di Salerno, assegnando ad altre provincie \u2013 che ne hanno fatto l\u2019offerta \u2013 il contingente per essa assegnato; oppure, in via subordinata, non ritenga conveniente disporre \u2013 sempre per la provincia di Salerno \u2013 uno sblocco parziale, per i 20.000 quintali di olio attualmente giacenti nei frantoi, in anticipo sulle operazioni d\u2019ammasso che, per la gi\u00e0 lamentata mancanza di recipienti, vengono protratte da parte dell\u2019Ente delegato. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abDe Falco\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro del tesoro, per sapere perch\u00e9 mai non abbia provveduto all\u2019assegnazione delle divise al personale subalterno del Provveditorato agli studi di Bologna, mentre il personale delle altre Amministrazioni statali, decentrate nella provincia medesima, compreso quello dell\u2019Intendenza di finanza e della Delegazione del Tesoro, ne \u00e8 stato da tempo provvisto. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abTega\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro delle finanze, per conoscere quali provvedimenti intende prendere nei riguardi dell\u2019Intendenza e dell\u2019Ufficio distrettuale delle imposte dirette e Catasto di Bologna, i quali si rifiutano di applicare le disposizioni di legge relative alle imposte sul patrimonio e sovrimposta straordinaria, afferenti a stabili colpiti e distrutti in buona parte (non inferiore ad un quinto) da offese belliche, e ci\u00f2 malgrado le circolari e le istruzioni date in proposito anche recentemente dal Ministero.<\/p><p>\u00abL\u2019interrogante fa presente altres\u00ec che i detti uffici bolognesi evitano intenzionalmente di portare dinanzi alle competenti Commissioni i ricorsi presentati gi\u00e0 da circa tre anni dai numerosi contribuenti che subirono danni nelle anzidette proporzioni e circostanze. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abTega\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro della difesa nazionale, per conoscere se non ravvisi l\u2019opportunit\u00e0 di dotare gli uffici dei distretti militari preposti alla compilazione dei fogli matricolari e degli altri documenti interessanti le pensioni di guerra, del personale necessario per un sollecito disbrigo delle pratiche.<\/p><p>\u00abLa situazione di detti uffici \u00e8, infatti, tale che non si riesce ad evadere giornalmente neanche un quarto delle richieste che pervengono. Si ha, conseguentemente, un elevatissimo numero di pratiche insolute che di giorno in giorno aumentano.<\/p><p>\u00abA Verona, ad esempio, sono in giacenza circa 1600 pratiche, e pervengono quotidianamente, in media, da venti a trenta nuove richieste, mentre l\u2019ufficio, per deficienza di personale, non pu\u00f2 evaderne che quattro o cinque. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abBurato\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro del tesoro, per conoscere le ragioni che lo hanno indotto a limitare la ricostituzione di titoli di Stato al portatore distrutti per eventi bellici, solo per quelli depositati presso le sezioni di tesoreria, creando cos\u00ec una palese disparit\u00e0 di trattamento, che poi si traduce in una pratica ingiustizia a danno di coloro che hanno perduto gli stessi titoli, solo perch\u00e9 depositati presso le aziende private di credito.<\/p><p>\u00abL\u2019interrogante domanda che tali norme siano incluse nel decreto-legge n. 10\/49 del 20 agosto 1947, pubblicato nella <em>Gazzetta Ufficiale<\/em> n. 235, del 13 ottobre 1947. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abCaso\u00bb.<\/p><p>\u00abIl sottoscritto chiede d\u2019interrogare il Ministro del tesoro, per conoscere le ragioni che ritardano gli stanziamenti stabiliti a favore delle nuove scuole elementari da istituire specialmente nell\u2019Italia meridionale (ove \u00e8 notorio l\u2019alto grado di analfabetismo), scuole che avranno il compito di assorbire gli insegnanti disoccupati e dare ai fanciulli la possibilit\u00e0 di istruirsi in sempre pi\u00f9 larga misura. (<em>L\u2019interrogante chiede la risposta scritta<\/em>)<em>.<\/em><\/p><p>\u00abCaso\u00bb.<\/p><p>PRESIDENTE. La prima di queste interrogazioni sar\u00e0 iscritta all\u2019ordine del giorno e svolta al suo turno; le altre saranno trasmesse ai Ministri competenti, per la risposta scritta.<\/p><p>La seduta termina alle 22.<\/p><p>Ordine del giorno per le sedute di domani:<\/p><p>Alle ore 10:<\/p><p><em>Seguito della discussione del disegno di legge:<\/em><\/p><p>Modificazioni al decreto legislativo 10 marzo 1946, n. 74, per l\u2019elezione della Camera dei deputati.<\/p><p>Alle ore 17:<\/p><ol><li>\u2013 <em>Votazione a scrutinio segreto del disegno di legge:<\/em><\/li><\/ol><p>Modificazioni al decreto legislativo 10 marzo 1946, n. 74, per l\u2019elezione della Camera dei deputati.<\/p><ol start=\"2\"><li>\u2013 Coordinamento degli articoli approvati del progetto di Costituzione della Repubblica italiana.<\/li><\/ol>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Versione PDF ASSEMBLEA COSTITUENTE CCCXLIII. SEDUTA POMERIDIANA DI SABATO 20 DICEMBRE 1947 PRESIDENZA DEL PRESIDENTE TERRACINI indi DEL VICEPRESIDENTE BOSCO LUCARELLI INDICE Progetto di Costituzione della Repubblica italiana (Seguito della discussione): Presidente Targetti Mortati Lussu Bellavista Bordon Grassi Giannini Disegno di legge (Seguito della discussione): Modificazioni al decreto legislativo 10 marzo 1946, n. 74, per [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_relevanssi_hide_post":"","_relevanssi_hide_content":"","_relevanssi_pin_for_all":"","_relevanssi_pin_keywords":"","_relevanssi_unpin_keywords":"","_relevanssi_related_keywords":"","_relevanssi_related_include_ids":"","_relevanssi_related_exclude_ids":"","_relevanssi_related_no_append":"","_relevanssi_related_not_related":"","_relevanssi_related_posts":"2542,2544,2523,2513,2507,2495","_relevanssi_noindex_reason":"","_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[61,7],"tags":[],"post_folder":[59],"class_list":["post-2422","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-1947-12","category-assemblea"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2422","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2422"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2422\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6168,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2422\/revisions\/6168"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2422"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2422"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2422"},{"taxonomy":"post_folder","embeddable":true,"href":"https:\/\/comenascelacostituzione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fpost_folder&post=2422"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}